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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/52/2004 - AREZZO - Tariffa pagata - Taxe perçue

PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI

N. 5 OTTOBRE-NOVEMBRE2005

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È autunno di Vera Cuccini

Sono tornata alla cara vecchia casa. Silenzio intorno, solo un lieve mormorio tra le alte cime dei cipressi, quali dolci parole sussurrate a fior di labbra... Colori vaghi ha oggi il bosco, dolci ricordi sogni lontani speranze perdute nell’azzurro del cielo. Odori silvani si spargono intorno mentre un falco, roteando, distende le sue larghe ali nere.

Dalla Redazione Come annunciato nel numero scorso il Professor Enzo Papi è il nuovo Direttore responsabile del nostro periodico e questo è il primo numero del giornale che esce con la sua firma. Complice il periodo estivo ulteriori notizie su questo argomento non essendo disponibili verranno fornite prossimamente. Intanto partirà quanto prima ORATORIO G il nuovo periodico che verrà realizzato dai giovani della parrocchia. Nei prossimi giorni un incontro decisivo per delineare finalità e modi. Un'altra notizia che riguarda i nostri lettori è che la parrocchia di Anghiari ha ora un sito internet nel quale quanto prima potrete trovare oltre alla versione digitale del giornale altre notizie ed informazioni riguardanti la parrocchia. Già fin d'ora possiamo fornire l'indirizzo che sarà: www.parrocchiadianghiari.it

San Francesco Il serafico Padre S. Francesco, nell’autunno del 1224 si fermò in Anghiari, qui innalzò la Croce. Questo paese a lui devoto nei secoli, bene sperando volle la chiesa, la festa, il Borgo della Croce. P. Pancrazio Mazzoni O.F.M. onde allietare il pio visitatore il 22 giugno 1958 Q.R.P. Questo il testo della lapide raffigurata a destra, collocata nella casa della Paola Gamberonci in cima alla Croce e che ricorda appunto il passaggio di San Francesco, proveniente dalla Verna e diretto, probabilmente, ad Assisi. Su quel luogo venne costruita una cappella che nel tempo si andò deteriorando. Quando fu costruita la chiesa della Croce il titolo della Cappella venne portato nella nuova chiesa. Era l'altare della Croce. Per ricordare la ricorrenza della festa del 4 ottobre riportiamo ora il testo scritto da Alfonso Sassolini sul saio di San Francesco e pubblicato nel 2001. Si dice “saio” e subito il pensiero corre a San Francesco così come ce lo presenta Cimabue nel celebre affresco di Assisi: due grandi occhi profondi perduti in remote celestiali visioni ma, al tempo stesso tristi e quasi contaminati dalle umane miserie (e dall’incombente cecità). Si accendono, opachi, su un volto affilato e smunto che emerge da un informe saio color terra. Era, il saio, la veste dei poveri, dei servi della gleba, degli emarginati, di quanti Francesco ha tentato di recuperare e reinserire in una società dura e classista che li escludeva. Ha baciato il lebbroso, il più reietto degli emarginati ed ha perfino riportato dentro le mura di Gubbio il lupo nemico. Ma, soprattutto, il figlio del ricco Pietro di Bernardone, membro privilegiato dell’Assisi bene, ha capito che per dare dignità ai poveri doveva vivere con loro e come loro ed indossarne la divisa: il saio, appunto. Era questo un abito che veniva da lontano; lo indossavano già i soldati romani ma non quelli eleganti del Quo Vadis hollywoodiano. Era di lana grossolana e poteva essere corto o lungo. D’inverno l’abbigliamento poteva essere completato dalle corte braghe, sorta di pantaloni ante litteram, con quale vantaggio, per l’igiene, si può immaginare. Doveva pizzicare maledettamente sulla pelle ma per uno come Francesco che, secondo i Fioretti, dice “ivi è perfetta letizia” proprio quando più lo maltrattano, il fastidio doveva essere più che sopportabile. Il colore di questo sacco con i classici tre buchi, più eventuale cappuccio, era quello grigiastro della terra su cui si curvavano i poveri a raccogliere magre messi. Tutto il Medioevo fu afflitto da un’endemica carenza di fertilizzanti e soffrì di una tecnologia agricola primitiva ed antiquata: si raccoglievano con cura, sotto le mura delle città e dei monasteri, gli scarti di cucina da usare come concime; la pratica del sovescio era di là da venire e perfino gli equini venivano aggiogati ai carri con un collare che, sotto sforzo, quasi li strangolava. La cinghia pettorale, fulcro della potenza espressa dal cavallo, non era ancora diffusa. La miseria era grande! I contadini inchiodati da Wiligelmo e da Benedetto Antelami sui bassorilievi delle grandi chiese romaniche, vestono il saio mentre attendono alle fatiche quotidiane regolate dal fluire delle stagioni: ora raccolgono l’uva, ora ammazzano il maiale e la loro umile attività affiora sulle grigie mura delle Pievi (si veda quella di Arezzo), nobilitata e storicizzata da una Chiesa che grazie anche a San Francesco, si chinava ad ascoltare il lamento dei poveri. Se volete vedere un vero saio antico, andate nella chiesa di Ognissanti a Firenze. In una teca di vetro, nel braccio sinistro del transetto, vi apre le braccia il saio che Francesco regalò al Conte Barbolani di Montauto mentre si avviava a morire alla Porziuncola: fu l’ultima volta che Francesco passò a benedire la nostra bella valle [ora il saio si trova nella basilica della Verna N.d.R.].

L'ORATORIO DI ANGHIARI - Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/52/2004 - AREZZO - Tariffa pagata - Taxe perçue Anno XXXIX - Periodico del Vicariato di Anghiari e Monterchi. Con approvazione della Curia di Arezzo Aut. Tribunale di Arezzo n. 5 del 28 aprile 1967 - Dir. Resp. Papi Enzo - Stampa: Grafiche Borgo, Sansepolcro.

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Anno dell’Eucaristia ottobre 2004 - ottobre 2005

Un anno in cammino con la “MANE NOBISCUM, DOMINE”. La lettera Apostolica di Giovanni Paolo II sull’Anno dell’Eucaristia. Siamo all’ultimo capitolo di questo nostro percorso verso un approfondimento del mistero eucaristico, all’interno della vita personale di ogni cristiano e nella vita ecclesiale di ogni Comunità.

L’EUCARISTIA PRINCIPIO E PROGETTO DI «MISSIONE» «Partirono senza indugio» (Lc 24,33) I due discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore, «partirono senza indugio», per comunicare ciò che avevano visto e udito. Quando si è fatta vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, non si può tenere solo per sé la gioia provata. L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare. Il congedo alla fine di ogni Messa costituisce una consegna, che spinge il cristiano all’impegno per la propagazione del Vangelo e la animazione cristiana della società. Per tale missione l’Eucaristia non fornisce solo la forza interiore, ma anche il progetto. Essa infatti è un modo di essere, che da Gesù passa nel cristiano e, attraverso la sua testimonianza, mira ad irradiarsi nella società e nella cultura. Perché ciò avvenga, è necessario che ogni fedele assimili, nella meditazione personale e comunitaria, i valori che l’Eucaristia esprime, gli atteggiamenti che essa ispira, i propositi di vita che suscita. Rendere grazie Un fondamentale elemento di questo progetto emerge dal significato stesso della parola «eucaristia»: rendimento di grazie. La Chiesa è chiamata a ricordare agli uomini questa grande verità. È urgente che ciò venga fatto soprattutto nella nostra cultura secolarizzata, che respira l’oblio di Dio e coltiva la vana autosufficienza dell’uomo. Incarnare il progetto eucaristico nella vita quotidiana, là dove si lavora e si vive - in famiglia, a scuola, nella fabbrica, nelle più diverse condizioni di vita significa, tra l’altro, testimoniare che la realtà umana non si giustifica senza il riferimento al Creatore: «La creatura, senza il Creatore, svanisce». In questo Anno dell’Eucaristia ci si impegni, da parte dei cristiani, a testimoniare con più forza la presenza di Dio nel mondo. Non abbiamo paura di parlare di Dio e di portare a fronte alta i segni della fede. La «cultura dell’Eucaristia» promuove una cultura del dialogo, che trova in essa forza e alimento. Ci si sbaglia a ritenere che il riferimento pubblico alla fede possa intaccare la giusta autonomia dello Stato e delle istituzioni civili, o che addirittura possa incoraggiare atteggiamenti di intolleranza. Se storicamente non sono mancati errori in questa materia anche nei credenti, come ebbi a riconoscere in occasione del Giubileo, ciò va addebitato non alle «radici cristiane», ma all’incoerenza dei cristiani nei confronti delle loro radici. Chi impara a dire «grazie» alla maniera del Cristo crocifisso, potrà essere un martire, ma non sarà mai un aguzzino. *** L’Anno dell’Eucharistia sia per tutti occasione preziosa per una rinnovata consapevolezza del tesoro incomparabile che Cristo ha affidato alla sua Chiesa. Sia stimolo ad una sua celebrazione più viva e sentita, dalla quale scaturisca un’esistenza cristiana trasformata dall’amore. Cari fedeli, riscoprite il dono dell’Eucaristia come luce e forza per la vostra vita quotidiana nel mondo, nell’esercizio delle rispettive professioni e a contatto con le più diverse situazioni. Riscopritelo soprattutto per vivere pienamente la bellezza e la missione della famiglia. Ci aiuti soprattutto la Vergine Santa, che incarnò con l’intera sua esistenza la logica dell’Eucaristia. «La Chiesa, guardando a Maria come a suo modello, è chiamata ad imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo». In questo Anno di grazia la Chiesa, sostenuta da Maria, trovi nuovo slancio per la sua missione e riconosca sempre di più nell’Eucaristia la fonte e il vertice di tutta la sua vita.

Adorazioni Eucaristiche anno 2005

Solenne conclusione dell'anno dell'Eucaristia

sempre alle ore 21

Giovedì 27 ottobre, chiesa della Propositura

Giovedì 22 settembre chiesa di Badia

Ore 18 Santa Messa solenne. Al termine della Messa verrà esposto il SS. Sacramento all'adorazione dei fedeli che continuerà fino alla mezzanotte. Dalle ore 21 l'adorazione sarà animata con canti e preghiere.

Giovedì 29 settembre chiesa di Tavernelle Giovedì 6 ottobre chiesa della Croce Giovedì 13 ottobre Cenacolo di Montauto Giovedì 20 ottobre chiesa di S. Stefano

Per chi lo desidera sarà possibile confessarsi.

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CALENDARIO LITURGICO

a cura di Franco Cristini

Mese di Ottobre 2005

Mese di Novembre 2005

1 ottobre sabato - Santa Teresa del Bambin Gesù, Vergine e Dottore della Chiesa: nata in Francia nel 1873 ad Aleçon, morì a soli 24 anni nel 1897 per tisi. Praticò in modo particolare l’umiltà, la semplicità evangelica e la fiducia in Dio. 2 ottobre domenica - Domenica XXVII del Tempo Ordinario. Santi Angeli Custodi. Sante Messe secondo l’orario festivo. 4 ottobre martedì - San Francesco d’Assisi patrono d’Italia. Nacque ad Assisi nel 1182, morì nel 1226. Primo martedì del mese. Nella chiesa della Croce alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario. 6 ottobre giovedì - Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 7 ottobre venerdì - Beata Maria Vergine del Rosario. Primo Venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano, alle ore 20,30, S. Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Nel Santuario del Carmine alle ore 21, S. Messa con adorazione. 9 ottobre domenica - Domenica XXVIII del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 15 ottobre sabato - Santa Teresa d’Avila Vergine e Dottore della Chiesa. Nacque ad Avila, in Spagna, nel 1515. Morì ad Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Scrisse libri di profonda dottrina e frutto delle sue esperienze mistiche. 16 ottobre domenica - Domenica XXIX del Tempo Ordinario. Santa Margherita Maria Alacoque. Sante Messe secondo l’orario festivo. 18 ottobre martedì - San Luca Evangelista: nato da famiglia pagana e convertitosi alla fede fu compagno dell’apostolo Paolo e scrisse il Vangelo secondo la predicazione di lui. Negli Atti degli Apostoli ci ha tramandato gli inizi della vita della Chiesa. 23 ottobre domenica - Domenica XXX del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 28 ottobre venerdì - Santi Simone e Giuda apostoli: il nome di Simone nell’elenco degli apostoli è messo all’undicesimo posto. Non si sa nulla di lui se non che nato a Cana era soprannominato lo Zelota. Giuda, chiamato anche Taddeo, è quell’apostolo che nell’Ultima cena domandò al Signore: “Com’è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?” 30 ottobre domenica - Domenica XXXI del Tempo Ordinario. Santa Margherita Maria Alacoque. Sante Messe secondo l’orario festivo.

1° novembre martedì – Tutti i Santi. Celebrazione peri ricordare i nostri morti con visita ai cimiteri. Sante Messe secondo l'orario festivo. Santa Messa a San Lorenzo ore 14,30. Nella chiesa di Galbino ore 15,30. Nella cappella del cimitero di Anghiari alle ore 15,30. “Per i tuoi Santi o Dio splende una luce perenne e una vita senza fine. Alleluia” 2 novembre mercoledì. Commemorazione di tutti i defunti. Alle ore 6,30 ritrovo nella chiesa di Santo Stefano per recarci al cimitero dove, alle ore 7, viene celebrata la Santa Messa. 3 novembre giovedì - Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 4 novembre venerdì - Primo Venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano, alle ore 20, S. Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Nel Santuario del Carmine alle ore 21, S. Messa con adorazione. 6 novembre domenica – Domenica XXXII del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 10 novembre giovedì – San Leone Magno, papa e Dottore della Chiesa. Nato in Toscana, sembra a San Leo di Anghiari, fu il primo papa che si meritò l’appellativo di grande. Celebre nella storia resta l’incontro tra Leone Magno e Attila, capo degli Unni, in seguito al quale il barbaro lasciò l’Italia. Leone Magno morì nel 461. 11 novembre venerdì – San Martino di Tours, vescovo. Nacque in Pannonia verso il 316. Nato da genitori pagani, ricevuto il battesimo dopo aver abbandonato il servizio militare, fondò un monastero presso Ligugé, in Francia. Fu quindi ordinato sacerdote ed eletto vescovo di Tours. Morì nel 397 13 novembre domenica – Domenica XXXII del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 20 novembre domenica – CRISTO RE - Sante Messe secondo l’orario festivo. 22 novembre martedì – Santa Cecilia Vergine e martire patrona dei musicisti. Termina il Tempo Ordinario ed inizia il Tempio di Avvento. 27 novembre domenica – Domenica I di Avvento. Festa della Misericordia. Santa Messa ore 9,30 in Badia. Ore 11 in Propositura, ore 18 nella chiesa della Croce. 30 novembre mercoledì – Sant’Andrea apostolo: nato a Bethsaida fu prima discepolo di Giovanni Batttista, poi seguì Cristo a cui condusse anche il fratello Pietro. Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste, predicò in diverse regioni e fu crocifisso in Acaia. Festa grande a Galbino.

Il saio di San Francesco conservato per molti anni nella cappella del Castello di Montauto. In seguito venne portato nella chiesa di Ognissanti a Firenze dove è rimasto fino a qualche anno fa quando è stato collocato nella basilica della Verna.

Ora di Guardia Ricorrendo la festività del 1° Novembre, l’Ora di Guardia del mese di novembre si terrà mercoledì 2 novembre, sempre alle ore 17 nella chiesa di Propositura.

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SANTE MESSE FESTIVE CELEBRATE NELLE CHIESE DEL VICARIATO DI ANGHIARI...

Chiesa della Croce San Francesco d' Assisi Martedì 4 ottobre 2005, ricorrendo la festa di San Francesco d'Assisi patrono d'Italia, la S. Messa delle ore 18 verrà celebrata nella chiesa della Croce.

Ore 8,30 Ore 9,00 Ore 9,30 Ore 10,00

-ANGHIARI: Chiesa di S. Stefano -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -SANTUARIO DEL CARMINE -CENACOLO DI MONTAUTO Ore 11,00 -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -VALEALLE Ore 11,30 -CHIESA DI TAVERNELLE -CHIESA DI VIAIO Ore 12,00 -CHIESA DI TOPPOLE Ore 18,00 -ANGHIARI: Chiesa della Croce Ore 18,00 del sabato -CHIESA DI TUBBIANO

Primo venerdì del mese al Carmine

... E DI MONTERCHI Ore 8,30 S. Maria della Pace Le Ville Ore 8,45 San Michele Arc.lo a Padonchia Ore 9,30 CHIESA delle monache Monterchi Ore 10,00 CHIESA della Madonna Bella Pocaia Ore 11,00 S. Maria della Pace Le Ville Ore 11,15 San Simeone profeta a Monterchi Ore 17 (ore 18 estivo) San Simeone a Monterchi

Ogni primo venerdì del mese, al Santuario del Carmine, alle ore 21, recita del Santo Rosario con Santa Messa e adorazione.

Ultima domenica del mese chiesa di San Michele Arc.lo a Pianezze ore 16 (ore 17 estivo).

Sabato 1° ottobre 2005

IV Convegno Parrocchiale

Primo venerdì del mese a Micciano

Cenacolo di Montauto Informazioni in parrocchia

Venerdì 2 settembre, nella Pieve di Micciano, alle ore 20,30, Santa Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. 5


IL PALTERRE: dove gli Anghiaresi parlano di Anghiari, e non solo Premetto che ciò che seguirà sono riflessioni sulla realtà di piazza Mameli fatte con Orlando Marchesi.

digitalfotoEmmedipì

Paese Mio sulla Collina Anghiari, uno dei borghi più belli d’Italia, ricco di storia e di cultura letteraria e artistica, abbondante di manifestazioni e di iniziative di notevole importanza però evidentemente con qualcosa di sbagliato perché si dovrebbe concentrare maggiormente il flusso turistico verso la parte vecchia del paese che è il vero motivo di attrazioni e ci chiediamo se lo si vuole veramente. "Ormai sono 4 anni che da piccolo artigiano pratico la mia attività e solo durante la Mostra dell’artigianato sono riuscito a vedere un pubblico di massa, per cui domando: perché non sfruttare per tutto l’anno questo patrimonio? Sicuramente nel centro storico di Anghiari non ci sono molte attività in grado di attirare l’occhio del turista quindi andrebbe popolato di negozi, ristoranti, bar; in poche parole ciò che offre il fuori le mura. Da socio della cooperativa “Anghiari Vecchio” ho l’obbligo di tenere aperto il mio piccolo negozio di ceramiche, ma ciò non è regola generale di conseguenza a me sembra che siano spazi preziosi sottratti a chi potrebbe iniziare un’attività lavorativa redditizia." Insomma quanti perché e quante domande, ma concretamente vedremo mai Anghiari al pari di Pienza, Arezzo e Cortona e tanti altri bei posti. Possiamo assicurare che Anghiari non ha niente da invidiare alle suddette località e allora occorre una valorizzazione concreta e uno spirito di iniziativa massimale che tenga conto delle esigenze oggettive di una realtà che è sotto i nostri occhi. Orlando Marchesi & Sergio Lombardi

Michele si è laureato

Auguri a Lorenzo

Il giorno 14 giugno 2005 presso l’Università degli Studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia, Michele Valentini si è laureato in Scienze della Comunicazione ottenendo l’ottima votazione di 110 e lode. Ha discusso la tesi: “Arredare il Silenzio. La radio fra determinismo tecnologico e società” consultabile sul sito Web WWW.tesionline.it. Relatore Professor Enrico Menduni, Controrelatore Professor Antonio Rizzo. A Michele gli auguri della famiglia, degli amici e della Redazione dell’Oratorio.

Il giorno 8 luglio scorso si è laureato a Firenze in ingegneria ambientale Lorenzo Giabbanelli. Ha discusso la tesi su: “Ipotesi di riassetto idraulico ed ambientale nell’ambito fluviale del fiume Tevere tra la diga di Montedoglio e la statale S.S. 73”. Relatori Prof. Ing. Enrica Caporali e Prof. Ing. Enio Paris. Relatore esterno Ing. Leandro Radicchi della Provincia di Arezzo. Al neo ingegnere le gioiose congratulazioni dei nonni, dei genitori e della sorella Giulia alle quali si aggiungono quelle degli amici e della Redazione dell’Oratorio.

Nozze d’oro per Fernando e Vilma

Dall'Argentina

Il giorno 27 agosto scorso Fernando Sbragi e Vilma Ruggeri hanno festeggiato i loro cinquant’anni di matrimonio. Si erano sposati il 27 agosto del lontano 1955 nella chiesa di San Lorenzo dall'allora parroco don Luigi Brunetta. Auguroni dal figlio Moreno, la nuora Milva i nipoti Roberto, Monica e Lorenzo e dai consuoceri Domenico e Francesca.

Cari amici dell'Oratorio. Scriviamo un´altra volta da La Plata per salutare a tutti e dirvi che siamo stati molto contenti di avere ricevuto la visita di Stefania, Sara e Riccardo. Un grazie speciale alla nostra Franca che è venuta a visitarci per una settimana e ci ha fatto una bellissima sorpresa e si sono passati momenti indimenticabili. Inviamo i saluti a tutti gli amici di Anghiari e alle famiglie Madiai, Vichi, Ruggeri, Bianchi e Ricceri.

Il mercato nel viale Complici i lavori di rifacimento della piazza, il mercato settimanale di Anghiari è stato spostato lungo il Viale (Viale Gramsci). Tutto sommato una collocazione non del tutto negativa e vista con approvazione anche se la maggior parte delle persone aspettano che il mercato torni dov’era prima. Ma allora perché questo spazio ritrovato, in considerazione della presenza delle piante e della conseguente ombra, non si utilizza nei mesi estivi? Potrebbe essere un momento di varietà per rivitalizzare il nostro mercato che, evidentemente, ha bisogno anche di molto altro. Una veduta di piazza Baldaccio con il mercato. Foto anni '70 del secolo

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Risposta al Sig. Clèto

Beatitudini della sera di Cmr I sette dolori di Maria La vita ha ripreso il suo corso. Le città, come i piccoli centri, sono fucine di attività, in ogni campo. Ognuno segue la sua strada, i giovani cercano di inserirsi, le persone con più esperienza continuano il cammino per la via già aperta. Ecco, in questo contesto il pensiero torna indietro a Maria, madre nostra, per contemplare i sette dolori che affliggono il suo cuore. Li contemplano i figli devoti di una madre che ci è tanto cara e a cui rivolgiamo la nostra preghiera: “Soccorritrice dei cristiani prega per noi. Consolatrice degli afflitti prega per noi. Rifugio dei peccatori prega per noi”. Ed ecco i sette dolori che affliggono il cuore di Maria: 1° dolore: Il vecchio Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l’anima. “Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti.” 2° dolore: La fuga in Egitto. Un angelo del Signore apparve in sogno

a Giuseppe e gli disse di prendere con sé il bambino e sua madre e di fuggire in Egitto dove restò fino alla morte di Erode che voleva uccidere Gesù. 3° dolore: Lo smarrimento di Gesù. Aveva 12 anni e lo ritrovarono nel Tempio, dopo 3 giorni di affannose ricerche, che disputava con i dottori della legge. “Figlio perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io ti cercavamo angosciati.” Abbiamo considerato già tre dei suoi santi dolori. Le altre sue quattro pene si sono accumulate e concentrate in poche ore di un solo giorno: Maria accompagna il Figlio che porta la croce. Fu presso quella croce. Accolse nel suo grembo il corpo morto di quel Figlio diletto. Lo depose infine nel sepolcro. In questi quattro santi dolori ha salito anche lei la cima del Calvario, il culmine del martirio. E perciò in essi noi possiamo soprattutto veder risplendere in modo chiaro la sua lotta e la sua vittoria, la sua prova e la sua affermazione, il suo peso e la sua volontà di sofferenza. Tutto ciò che ella ha sofferto e provato con Gesù in queste ore del Venerdì Santo, possiamo dire che Maria ha bevuto il calice datole da Dio, ha vuotato questo calice sino all’ultima goccia, con tutta la sua terribile amarezza.

Angolo della Missione Il pozzo per l'acqua è completato Dalla Tanzania buone notizie: sono terminati a Kibakwe i lavori del pozzo (pompa, impianto idrico, ecc.) per cui ora gli abitanti del paese avranno acqua assicurata. Il parroco ringrazia tutti i benefattori e ci ha fatto pervenire la fattura dei lavori che pubblichiamo a lato. Come vedete i nostri sacrifici, grazie al buon Dio, vanno sempre a buon fine. Pace e bene.

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Non ho il piacere di conoscere il Sig. Clèto (quando si fa una critica bisogna avere anche il coraggio di firmarsi con il proprio nome) comunque lo vorrei informare che per mettere le bandiere accanto alla Croce avranno chiesto il permesso al parroco, per cui non credo sia stata un’azione blasfema; io l’ho vista quando sventolava sul tetto. Non sono la sola ad avere le chiavi e molte volte non mi avvisano neanche; penso solo, con alcune aiutanti, alla pulizia e a tenere in ordine la chiesa perché rimanga aperta al pubblico. Il Sig. Clèto però non ha fatto caso che la Croce una volta era illuminata e si poteva ammirare di notte, ora è spenta; l’ho fatto presente ma la mia voce non ha destato nessun eco, se la sua è più autorevole provi a fare una nuova richiesta. Distinti saluti Paola Gamberonci

Io vedo il Pratomagno

di Emmedipì Roberto, affezionato lettore dell'Oratorio, ci ha proposto un quesito strano ma simpatico. Eccolo! Da un punto di Anghiari, cioè del centro abitato, nelle giornate con buona visibilità, si può vedere il Pratomagno. E non è detto che tale punto sia il più elevato. La sfida è per i lettori per vedere se riescono ad individuarlo. Se non altro sfrutteranno la ricerca per scoprire nuovi panorami inaspettati che il nostro territorio svelerà.


LE NOSTRE CHIESE NELLA STORIA E NELL'ARTE di don Quinto Giorgini

La Pieve di Sant'Antimo II e ultima parte

Nella precedente puntata, abbiamo detto che la prima metà del secolo XVI segna l’inizio della fine di questa celebre Pieve, che dovette subire la divisione in due parti del suo vasto territorio, in occasione della creazione della nuova Diocesi di Borgo San Sepolcro, voluta da Leone X nel 1515-1520. Questa “Madre Vegliarda” fu costretta ad andare in pensione lasciando il suo ruolo di chiesa battesimale alle chiese di Citerna, Celle e Lippiano per il territorio umbro e a quella di S. Simeone Profeta in Monterchi per il territorio toscano. Essa rimase in territorio toscano, orgogliosa della sua storia passata e del nuovo titolo di Abbazia, con le sue tre navate decorate di affreschi e con il suo ricco Beneficio, che nel 1564 Pio IV conferì in commenda al Cardinale Vitellozzo Vitellozzi, con il consenso dei Capitani fiorentini. Alla sua morte, la commenda sarà concessa a tre prelati della famiglia Bartoli di Firenze. Infatti, nella Visita Apostolica di mons. Peruzzi fatta il 21 luglio 1583, troviamo rettore di S. Antimo don Cosimo Bartoli, cittadino fiorentino che percepiva un reddito di 150 scudi, ricavato dagli affitti con l’onere di versare una pensione annua di cinquanta scudi d’oro ad un certo chierico “de Marcis”. Il sacro edificio fu trovato in buono stato ed è detto “chiesa semplice” cioè senza cura d’anime, “assai ampio” e di giuspatronato dei Capitani di Parte. Vi si celebrava la messa una volta al mese e l’annuale festa del S. Titolare l’11 maggio. Finita la serie dei Bartoli, la ricca prebenda fu goduta per oltre un secolo dai Conti Pannocchieschi d’Elci e poi dal 1625 al 1659 da mons. Scipione arcivescovo di Pisa. Da quest’ultimo anno al 1684 passò a mons. Francesco di Ranieri. In questo periodo la tribuna della chiesa fu ridotta ad uso casa. Questi prelati forestieri non residenti, pur godendo dei frutti dei beni dell’Abbazia, ne trascuravano la manutenzione, per cui essa si deteriorò al punto tale che fu deciso di ridurne la superficie demolendo le due navate laterali, i cui pilastri, colonne ed archi vennero inglobati nelle nuova mura perimetrali. Al lato nord appaiono ancora le sei arcate in cotto. Così il Repetti descriverà nel suo Dizionario Geografico Toscano, versò la metà dell’800, l’ex Pieve di S. Antimo. “…era la chiesa di S. Antimo grande a tre navate, attualmente però ridotta alla sola di mezzo, scorciata anch’essa della sua lunghezza per essere stata la tribuna convertita in casa colonica. Sotto il secondo arco a sinistra entrando, trovasi tutta la metà di una vasca, servita probabilmente al Battesimo per immersione”. Ricorda inoltre il Repetti la presenza di una lapide sepolcrale con la scritta “S. Abate Dino” incisa tra pampini e grappoli d’uva, ora scomparsa. Il Card. Ranieri-Tommaso-Gaetano, nel 1696 diede, con il consenso del Papa, del Granduca e dei Capitani di Parte, il Beneficio di S. Antimo in enfiteusi alla famiglia Caraffa, con l’obbligo di versare ogni anno all’Abate 149 scudi e di soddisfare tutti gli oneri gravanti nella chiesa (A.V.S. Filza Monterchi Fascicolo di S. Antimo). L’ultimo abate di S. Antimo di cui si conserva l’atto di nomina fu il chierico Nicola Bonfiglioli di Arezzo, eletto dal Granduca il 20 luglio 1792. Circa un secolo dopo, nel 1886

Pieve di Sant'Antimo presso Monterchi: motivi altomedievali con decorazioni ad intreccio. Su Pagine Altotiberine (Anno IX N. 26) un approfondito articolo sugli scavi eseguiti nel 2002.

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il Beneficio fu soppresso e incamerato dallo Stato Liberale. Nel 1888 la ex Pieve-Abbazia di S. Antimo muore: infatti fu sconsacrata e trasformata in abitazione rurale, stalle al pianterreno, casa colonica al primo piano e le altre costruzioni vicine in annessi agricoli. Tuttavia a ricordo della storica Pieve e per venire incontro alla pietà degli abitanti vicini e per conservare l’antica statua lignea del Santo, fu costruita una piccola cappella a ridosso della facciata, in senso trasversale, murando la porta d’ingresso. Sul campanile a vela, tuttora esistente, rimase l’antica campana nel cui giro si legge: “IHS. Mentem Sanctam Spontaneam Onorem Deo et Patriae Liberationem. Ecclesiae S.ti Antimi de Monterchio. D. Pauli Archidiaconi Castellani MCCCCLXXVI.” Questa cappella fu ufficiata fino agli anni 1970. Chi scrive vi ha celebrato diverse volte la S. Messa in occasione della festa dell’11 maggio. In quegli stessi anni il contadino se ne andò, allora il proprietario Benedetto Alberti di Le Ville chiese ed ottenne di celebrare la S. Messa in onore di S. Antimo nell’Arcipretura di S. Simeone, a cui donò la fatiscente statua. Gli eredi del suddetto sig. Alberti hanno venduto l’intero immobile di S. Antimo all’avv. Dondina Paolo che l’ha restaurato con gusto artistico in soggiorno di campagna. La cappellina è rimasta priva dell’altare. Sinteticamente accenniamo alle sue strutture architettoniche ancora conservate in questa ex-pieve. Dai parziali scavi effettuati nel 2002, in tre settori dell’area interna ed esterna, sotto la direzione della dott.sa Monica Salvini della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana si è potuto accertare che l’attuale ex-Pieve risale ai secoli X-XI, quindi questa non è l’antica Pieve esistente nell’Alto Medioevo e tanto meno quella paleocristiana costruita tra i secoli IV-VI, secondo un’antica tradizione. Si tratta quindi dell’ultima Pieve, ricostruita dopo eventi sismici e calamità naturali verificatesi nei secoli precedenti, in stile romanico, a tre navate, con l’abside ad oriente in fondo alla navata centrale. I suddetti scavi


sono stati molto parziali, pur tuttavia alcuni reperti archeologici consistenti in frammenti di pilastri, di colonne, di lastre, di pavimenti situati a diversi livelli ed inoltre la probabile presenza in passato di un fonte battesimale per immersione, confermano l’ipotesi di quei storici che ritengono questa nostra ex-pieve costruita dalle prime generazioni cristiane vissute in questa bassa valle del Cerfone. Nei secoli XI-XII c’erano già tutte le circa 46 chiese disseminate sulle nostre belle colline La statua di Sant'Antimo, proveniente dalla pieve omo- e dipendenti dalla Pieve di S. nima. Negli ultimi tempi era Antimo. Ora questa, essendo la collocata nell'edicola sopra chiesa madre, non può essere l'altare della cappella. Una contemporanea delle figlie. Nel trentina di anni fa il proprie- Battesimo “per immersione” il tario la donò alla parrocchia battezzando scendeva mediante alcuni scalini in una conca d’acqua situata al di sotto del piano del pavimento. L’uso di questo tipo di Battesimo fu proprio

dei primi secoli cristiani e durò per tutto l’Alto Medioevo e solo nel Basso Medioevo si affermò la norma del Battesimo “per infusione” (cioè versando l’acqua sul capo) per motivi di praticità e anche per ovviare al clima rigido. Il Fonte Battesimale in pietra arenaria, grigia, monolitica, di forma ottagonale, con un diametro di 180 cm ed inglobato per circa 30 nella parete nord dell’attuale edificio, è una parte del primo Fonte Battesimale per immersione o solo di quello in uso dal Basso Medioevo fino almeno al 1520, quando la nostra Pieve perse il privilegio di battezzare? Questa parte del suddetto Fonte, ancora esistente e rimasta incorporata nel muro della Pieve quando fu ridotta alle attuali dimensioni, potrebbe essere stato adattata come una grande pila per l’acqua santa e poi come abbeveratoio delle mucche allorché il sacro edificio fu sconsacrato. Inoltre gli scavi suddetti hanno riportato alla luce nell’area absidale, larga circa 6 m, sotto ed intorno al posto un tempo occupato dall’altar maggiore, tre sepolture, ricoperte di lastre rettangolari, di cui due conservavano scheletri di uomini di notevole statura ed avanzata età. Si tratta certamente di tombe riservate per la sepoltura di sacerdoti, probabilmente dei Pievani perché i semplici fedeli venivano sepolti sotto il pavimento delle navate oppure sul sacrato e anche intorno alle mura esterne della Pieve. Chi volesse visitare questa ex PieveAbbazia e questo storico luogo d’ora in poi dovrà rivolgersi alla cortese disponibilità del nuovo proprietario.

Un’altra opera restaurata Qui a sinistra è rappresentato l’antico crocifisso (secolo XVII) che si trova nella chiesa di Santo Stefano. A sinistra lo vediamo prima del restauro quando polvere e fumo delle candele lo avevano praticamente ricoperto di un colore scuro. Con l’attuale restauro, eseguito da Andrea Papini in memoria dei genitori Elvio ed Elda, si è potuto apprezzare l’opera nelle sue peculiarità. È stato inaugurato domenica 4 settembre 2005 in occasione della festa ed è stato ricollocato dietro l’altare. Piena soddisfazione dei parrocchiani e un grazie ad Andrea.

La vignetta di Scacciapensieri:

Anghiari nel mondo!

Domande futili o inutili?

La ringrazio di aver pubblicato il mio piccolo racconto ironico “Anghiari nel Mondo” nel Vs. mensile. Purtroppo ho dovuto registrare che non tutti hanno colto il momento scherzoso e addirittura alcune persone, coinvolte e no, si sono sentite offese. Questo non era infatti mia intenzione, e mi scuso con loro. Con cordiali saluti Stefanie Risse

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NOTE DALLA MISERICORDIA a cura di Massimo Redenti

Vi aggiorniamo sulle offerte pervenuteci sino al 10 settembre 2005, che verranno utilizzate per l’acquisto dell’automezzo attrezzato per il trasporto disabili. Anonimo 100 Bigioli Aura 20 Bonucci Pietro 30 Cambi Faliera 25 Cambi Gianfranco 10 Chieli Nella 5 Cipriani Gino 100 Coleschi Sergio 20 Conti Adriana 20 Crociani Pietro 50 Del Barna Simonetta e famiglia 50 Del Sere Assunta 20 Donati Sarti Fabiana 50 Elisei Cristiana in memoria della mamma Canicchi Libera 10 Fabiani Maria Pia 50 Falsetti Brunera 30 Giabbanelli Igino ed Eva 100 Giorgi Gigliola in memoria di Camaiti Marisa 50 I familiari in memoria di Bracci Luigi 130 I familiari in memoria di Draghi Milena 82 IfamiliariinmemoriadiSantioniAdelmina 350 I nipoti in memoria di Mondani Isolina 100 Lazzari Lucia 20 Ligi Giorgio e famiglia 50 Locci Rina 50 Magri Angiolo 30 Matteucci Enzo 20 Milani Marisa - la Scheggia 100 Pierantoni Giuseppina 30 Piomboni Maddalena 50 Puletti Vivace in memoria di Senesi Domenico e Puletti Izza 50 Raffaelli Benito 100 Ricci Remo e Rosa 60 Salvi Amalia 25 Scimia Nello 10 Zafferani Lidia 20 Zanchi Bruno 15

Nuovi Corsi di livello avanzato + BLS precoce Le Confraternite di Misericordia di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve S. Stefano, Sansepolcro, organizzano “Corsi di livello avanzato + BLS precoce” per soccorritore volontario come previsto dalla legge Regionale 25/2001 sul trasporto sanitario. I corsi si terranno presso le sedi delle Misericordie e sono iniziati a partire dal mese di settembre e termineranno nel mese di dicembre con l’esame finale. Ai corsi possono iscriversi i maggiori di anni 18 ed iscritti (o “iscrivibili”) alla Misericordia. La Misericordia ha continuo bisogno di nuovi volontari per poter svolgere nel migliore dei modi le proprie attività in favore soprattutto di chi soffre. Iscriversi al corso e partecipare attivamente alle opere di carità che vengono portate avanti all’interno dell’Associazione è segno di solidarietà nei confronti dei più deboli e amore verso il prossimo; significa anche vivere la gioia di sentirsi volontario attivo in una Confraternita operante da secoli nella nostra vallata. Per informazioni ed iscrizioni: Confraternita di Misericordia di Anghiari: via Matteotti, 129 Anghiari – tel. 0575-789577

La Misericordia La Confraternita di Misericordia di Anghiari, ripristinata con Sovrano Rescritto del 5 novembre 1791, sotto il titolo “Compagnia o Confraternita dello Spirito Santo e del SS. Crocifisso”, detta anche “La Misericordia”. Qui a sinistra una simbolica raffigurazione di Loris Babbini.

Si chiude l'Anno Eucaristico Giovedì 27 ottobre, la nostra parrocchia conclude solennemente l'Anno dell'Eucaristia. Nell'occasione ci sarà la S. Messa alle ore 18 nella chiesa di Propositura con la partecipazione di tutte le parrocchie del Vicariato. Saranno presenti le Compagnie del SS. Sacramento, la Misericordia di Anghiari e le altre Compagnie della zona.

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LA PAGINA DELLA CARITAS a cura di Laura Taddei Lettera di un babbo dal Purgatorio

Come sia arrivata a noi fa parte della vita misteriosa dopo la morte. Può comunque aiutarci a pensare.

“Miei cari figli,

Forse vi aspettate che io vi ringraziassi per quelle ghirlande di fiori che avete appeso al carro funebre che mi ha portato alla chiesa ed al cimitero, ma quei fiori non mi servono per niente. A quest’ora gli addetti li hanno già gettati nei rifiuti. Quando morirà la mamma evitate tanto spreco. A proposito della mamma, quando starà male non chiamate solo il dottore. Chiamate anche il Sacerdote (quello che voi chiamate il “prete”). Non abbiate paura: il sacerdote non la farà morire prima del tempo: I Sacerdoti hanno le parole adatte e con i Sacramenti sono di grande aiuto in quel momento: Avrei voluto anch’io chiedervi di far venire il sacerdote per me, ma non potevo parlare, perché ero stato colpito da paralisi e voi mi consideravate già morto. Ho dovuto arrangiarmi da solo a fare un atto di dolore, perché peccati ne avevo tanti, anche se tutti mi consideravano un galantuomo. Sapete che non andavo quasi mai a Messa e da alcuni anni non parlavo con la zia. Vi consiglio di risparmiare anche i soldi degli annunci funebri: molti che leggono la notizia della morte partecipano al funerale, ma non dicono una preghiera e non fanno che chiacchierare per tutto il percorso del corteo funebre e persino durante la Messa. Domenica, invece di andare solo al cimitero a portare ancora fiori che a me non servono, andate a Messa, pregate per me. Se vi rimane tempo passate pure dal cimitero per un gesto di rispetto al mio corpo che è stato battezzato.... Quando sarete presenti a una Messa che farete celebrare per me, non fate la figura di non sapere cosa è la Messa…. Cercate di arrivare per tempo in modo di confessarvi e fate la Comunione per darmi un po’ di sollievo, perché qui si sta male. Per concludere vorrei dirvi di non prendere la religione troppo alla leggera. Vi chiedo di pregare anche per me, perché le vostre preghiere non sono mai inutili. Mi conforta il pensiero che, se anche sono qui, alla fine andrò in Paradiso. In fondo, tutti noi uomini veniamo al mondo per questo scopo: vedere Dio. Un affettuoso arrivederci”.

Il vostro papà

Il compito di coloro che operano nella Caritas è sicuramente quello di alleviare le sofferenze del prossimo cercando di intervenire sui bisogni essenziali del corpo:” avevo fame…. avevo sete…”. Tuttavia i bisogni della persona tutta intera non sono solo questi: la fame e la sete che più fa soffrire è spesso quella dello spirito. Allora non basta offrire delle cose materiali se non proponiamo ciò che è veramente essenziale per l’uomo: la possibilità della salvezza che può dare solo Gesù Cristo. Nel Vangelo troviamo che Egli stesso prima di guarire il corpo diceva alle persone “ ti sono rimessi i tuoi peccati. La redenzione dell’uomo nella sua interezza è lo scopo primario anche di coloro che vogliono essere suoi discepoli. Potremo donare qualsiasi cosa ma non sarà nulla senza la preoccupazione di annunciare Cristo e la vita eterna, perché cosa potrà giovare all’uomo se poi perde la sua anima? Pregare Dio per i vivi e per i morti è un opera di misericordia spirituale. Ma se mentre siamo in vita siamo ancora noi i responsabili del nostro destino, per coloro che sono morti invece oltre la misericordia infinita di Dio, ci sono solo la preghiera e le opere di carità dedicate loro dai vivi, che possono incidere sul loro destino di felicità. È con la nostra conversione personale, più che con il decoro esterno delle tombe, che faremo il bene dei nostri cari oltre che il nostro. Mentre cerchiamo di alleviare i dolori fisici dei nostri malati non abbiamo timore di proporre loro il conforto dei Sacramenti che spalancano le porte del Paradiso. Tutti noi dovremo rendere conto un giorno anche delle omissioni, quando avremo potuto fare il bene al nostro fratello e ci siamo tirati indietro

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Quello che segue è il contribuito che l’amico Piero Gabellini, dalle pendici del castello di Montauto, ci ha inviato ripromettendosi di farci pervenire ulteriori informazioni e notizie storiche. Si tratta, come vedrete, di notizie tecniche, che però faranno intuire l’importanza degli organi presenti in Anghiari. Ricordiamo che l’organo Tamburini della Propositura è stato restaurato nel 2003 con il decisivo contributo di tanti anghiaresi come ora sta succedendo con l’organo del Feligiotti della chiesa di Badia. Ma il lavoro non è finito...

CATALOGO DEGLI ORGANI DELLA CITTADINA DI ANGHIARI Chiesa Santa Maria delle Grazie (Propositura)

a cura di Piero Gabellini

Andrea Feligiotti (?), databile circa 1790 Ubicato nella cantoria sopra la porta d’ingresso; smontato e mancante della cassa Tastiera: 45 tasti (Do1 – Do5), prima ottava corta Pedaliera: 9 pedali (Do1 – Do2) Registri: Principale Basso, Principale Soprano, Ottava, Quinta Decima, Decima Nona, Vigesima Seconda, Vigesima Sesta, Vigesima Nona, Flauto, Voce Umana Somiere a tiro

Somiere a tiro Chiesa di Santo Stefano Anonimo, databile sec.XVI Tastiera: 41 tasti (Do1 - La4) senza il Sol diesis4 Registri: Principale (4'), Ottava, Decima Quinta Somiere a tiro Restaurato a cura della Soprintendenza nel 1977 e conservato nel Museo Statale ”Taglieschi” di Anghiari Chiesa della Croce Costruttore?, data di costruzione 1602 Ubicato nella cantoria sopra la porta d’ingresso Tastiera: 50 tasti (Mi1 – Fa5) Pedaliera: 8 pedali (Mi1 – Si1) Registri: Principale, Ottava, Quinta Decima, Decima Nona, Vigesima Seconda Vigesima Sesta, Bombarde, Voce Umana, Flauto, Trombe Basse, Trombe Soprane Cornetto Somiere a vento?

Chiesa Santa Maria delle Grazie (Propositura) Tamburini 1963 Ubicato dietro l’altare Maggiore Tastiere 2: 61 tasti (Do1 – Do5) Pedaliera: 32 pedali (Do1 – Sol3) Registri I Tastiera: Principale 8', Flauto traverso 8', Dulciana 8', Ottava 4', Decima Quinta 2', Ripieno 6 F. 2', Tromba 8', Registri II Tastiera: Bordone 8', Viola Dolce 8', Flauto Camino 4', Flautino 2', Cornetta 2 F. 2' 2/3 1' 1/3, XV XIX XXII 2' 1' 1/3 1', Viola celeste, Tremolo Pedaliera: Contrabbasso 16', Bordone 8', Basso 8', Ottava 4'.

Chiesa di Sant’ Agostino Ubicato nella cantoria sopra la porta di ingresso Nel somiere ha inciso: V.Z. 1773 Mancante di tutte le canne di stagno e piombo; sono rimaste una serie di canne in legno

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (Badia) Andrea Feligiotti (?), 1804 (?) Ubicato nella cantoria sopra la porta d’ingresso Tastiera: 45 tasti (Do1 – Do5), prima ottava corta Pedaliera: 9 pedali (Do1 – Do2) Registri: Principale Basso, Principale Soprano, Ottava, Quinta Decima, Decima Nona, Vigesima Seconda, Vigesima Sesta, Vigesima Nona, Voce Umana, Flauto

N.B - Per questo strumento manderemo scheda dettagliata quanto prima.

Gli organi antichi di Anghiari

Riportiamo alcuni brani tratti da un articolo di Loris Babbini pubblicato nel 1980 sugli antichi organi di Anghiari Verso la metà del sedicesimo secolo, probabile periodo di costruzione dell’organo di S. Stefano, nell’antico Convento di Sant’Agostino, c’era “fra Aurelio, detto il Dottorino, di Paolo di Vestro, agostiniano, eccellentissimo fabbricator di organi e di canne, ancorché fosse cieco.” Sempre dall’Archivio Storico Comunale si apprende che: anno 1486 – Il Padre Andrea di Cecco di Caroccio con grossa spesa adornò quella chiesa (di Sant’Agostino) degli organi che furono i primi che si sentissino in Anghiari. 19 marzo 1491 – Don Bernardino Del Bene, Abate d’Anghiari comprò gli organi per la chiesa della Badia, la Comunità gli somministrò due fiorini d’elemosina. Nella chiesa della Croce... l’anno 1602 vi fu aggiunto l’organo con spesa di scudi 200 da Borgo di Filippo Mannini per sotisfazione di un voto. In quanto alla storia del primo organo della nostra insigne Propositura, del tutto più giovane di quella degli altri organi innanzi citati, è per buona parte connessa al non lontano ricordo delle festose note “Pastorelle” che il “vecchio Franceschino” [il padre di Loris Babbini N.d.R.], l’ultimo organista e spesso paziente taumaturgo del bizzoso strumento, soleva strimpellare a piene mani alla fine di certe solennità tradizionali del paese!

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Questo componimento ha ricevuto il primo premio della giuria, relativo alla sezione “Poesia Popolare”, alla Sesta Rassegna del Premio “Poesia ad Anghiari”, Omaggio a Federigo Nomi . La manifestazione è stata indetta nell’ambito del Primo Festival Nazionale “Città e Paesi in racconto. Narratori per diletto".

La mogli restaurèta di Giuseppina Marzi (Donna Beppa)

Era da tanto che me n’ero acorto, che la mi donna era ‘n po’ svampita, ma ultimamente penso, e non ho torto, che me se sia del tutto rimbambita.

‘Nguanno gn’è preso ‘n’antra mattarìa: cavè le rughe e stirasse la pelle! Anche ‘n TV qualcuno lu dicìa che ‘n questo modo s’ardiventa belle!!!

Non se rassegna, non vole ‘nvecchière, vol esse’ bella anche si nn’è mai stèta; è ‘n po’ racchiotta, ‘n c’è gnente da fère, e ultimamente è anche peggiorèta!

Purché me se levasse da ‘n tra i piedi gn’ho acordèto anche questa (a chère spese!!!) M’ha ditto: “Te saluto, ci s’arvedi quande sarò più giovina, tra ‘n mese!!!”….

Quande se specchia non è mai contenta, più passa i giorni e più se vedi brutta: ciccia che pendi, pelle troppo arlenta…. per migliorè, dovrebbe arfasse tutta.

…E ‘na matina la veggo artornère che caminèva a passi straginèti, tutta amustita, cu l’occhièie nere, cui labbri gonfi e l’occhi sbalenèti.

È ‘n pezzo ormai che se tegni i capegli, che se l’è fatti rossi e brischiolèti, cur ‘na pinzetta s’è scarpita i cegli e i baffi se l’è tutti ossigenèti.

“Te piècio? So più bella? Che te pèri? Vien qua, damme ‘n bacino de saluto!” “Cheee? Pensa che, si ‘n me dicìi chi eri, io nun t’aìo manco arcunusciuto!”

L’anno passèto aìa la fissazione de fasse fère la tripposuzione, ma costèa troppo e ‘n se la feci più: mo’ porta ‘na pancera de caucciù

Lei è cunvinta che sia ‘n cumplimento: ridi, …io m’avicino lento lento…. ghietro a l’orecchie veggo ‘n’ingranaggio cur un biglietto, ndu c’è ‘stu messaggio:

che stregni forte e che la fa sudère, però nun se pol mettere a sidere. La sera, per cavagnine, la piglio e tiro giù, cume sbuccè ‘n cuniglio!

“Ogni tre giorni questa vite gira, così la pelle di tua moglie tira!” Io ‘n vo’ di’ gnente: me metto a guardalla e penso: se facìa prima a cambialla!

Supplemento alla pagina di Walter Del Sere

Un gioiello dimenticato

digitalfotoEmmedipì

Parliamo di un gioiello architettonico situato a 2 chilometri da Anghiari: la Pieve di Santa Maria della Sovara. Ad Anghiari, infatti, se il Santuario del Carmine è tornato al suo antico splendore dopo che il terremoto del 1997 prima, e quello del 2001 poi, ne avevano compromesso la struttura, e dopo le polemiche causate dalle provocatorie dimissioni del Rettore del Santuario che ottennero l’effetto sperato di fare riprendere i lavori, conclusi con la restituzione del Santuario ai fedeli lo scorso 11 luglio, anniversario dell’apparizione della Madonna, così non si può dire della Pieve di Santa Maria della Sovara, la suggestiva chiesa situata ai piedi della collina di Anghiari, lungo la strada per Arezzo detta della Libbia, in prossimità del torrente che poi da il nome anche alla valle del Sovara, appunto. Di grande interesse sarebbero i frammenti di sculture altomedievali fissati su una parete interna della Chiesa, elementi superstiti dell’antica decorazione della pieve pre-romanica e il fonte battesimale del XV secolo con eleganti bassorilievi in pietra. Tutto questo si può soltanto raccontare ma non ammirare perché già da 4 anni la Chiesa è chiusa per inagibilità e tutto tace. Per la sua straordinaria posizione e la sua innegabile bellezza, la Pieve di Sovara è sempre stata meta preziosa dei turisti che arrivano in Valtiberina e, specialmente nel periodo estivo, il millenario edificio era l’impagabile cornice di suggestivi ed appropriati concerti. Purtroppo sono già passati 4 anni e la Pieve della Sovara non è agibile perché in attesa dei restauri resi necessari a seguito dell’ultimo terremoto. Ma non si muove niente e c’è il timore che tutto piano piano vada deteriorandosi irrimediabilmente. Domanda: Vi rendete conto di quali gravi e imperdonabili dimenticanze siamo capaci anche nella tanto acclamata terra di Toscana?

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Dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” Anghiari

sito internet: www.fratresanghiari.it

e.mail: info@fratresanghiari.it

UN VIAGGIO TRA IL SACRO ED IL… PROFANO Pienamente soddisfatte le aspettative della gita in Puglia

Come da abitudine ormai consolidata, lasciamo alla penna di una giovane partecipante il non facile compito di trasmettere a tutti i numerosi lettori di questo giornale fatti, emozioni, sentimenti legati all’ultima iniziativa turistica del Gruppo: il viaggio di tre giorni in Puglia e Basilicata. Nel riquadro di questa stessa pagina, poi, ospitiamo le riflessioni del diacono Fabio che in “zona cesarini” siamo riusciti a portare con noi quale guida spirituale nella paradisiaca tappa di San Giovanni Rotondo. Domenica 21 agosto: il momento del tanto atteso viaggio è giunto. Dopo aver sistemato i bagagli ed esserci accomodati nel pullman, siamo partiti alle ore quattro. Si è manifestato subito un grande spirito di gruppo, facilitato dalle reciproche conoscenze dei partecipanti. Durante il lungo viaggio, l’atmosfera è stata animata sia dalle Matera: I gitanti Fratres dinanzi ai canzoni del simpaticissimo famosi Sassi. (foto M. Zanchi) Agostino che dalle barzellette di Bruno e Moreno. Intorno alle undici eravamo già a S. Giovanni Rotondo dove abbiamo visitato il nuovo Santuario dedicato a Padre Pio e la sua tomba. Nell’arco degli anni, i cristiani da tutto il mondo sono venuti in questo luogo santo per ritrovare pace e perdono nelle braccia amorevoli del Padre. Nell’animo di ognuno di noi è rimasto un ricordo particolare di quanto vissuto. Dopo la pausa pranzo, via in pullman attraverso il Gargano per raggiungere Monte S. Angelo e visitare il più celebre santuario dell’occidente latino dedicato all’Arcangelo S. Michele. Posta sulla sommità del monte, la singolare basilica è costituita da un complesso di costruzioni di varie epoche scavate in parte sulla roccia. È questo da sempre un luogo di preghiera, di perdono e soprattutto di riconciliazione con Dio. Alle ore 21 abbiamo raggiunto l’hotel “Sierra Silvana”, circondato da una lussureggiante vegetazione e posto sulla zona più panoramica di Fasano, accomodandoci subito per la cena. Il secondo giorno, dopo la colazione del mattino, abbiamo incontrato la nostra guida che ci ha accompagnato nell’itinerario delle nostre visite. La prima è stata al complesso speleologico delle Grotte di Castellana. All’arrivo ci sono stati illustrati due percorsi: uno breve di circa un’ora, l’altro più lungo della durata di due ore. Chi, come me, ha scelto il percorso lungo, è potuto giungere all’ultima caverna del sistema: la Grotta Bianca, definita per il candore delle sue concrezioni “la più splendente del Mondo”. Nel primo pomeriggio è stata la volta dello Zoo Safari di Fasano. Rimanendo comodamente seduti in pullman, abbiamo potuto ammirare molteplici specie di animali (tigri, leoni, cammelli, zebre, fenicotteri, orsi…) e scherzare con delle disponibilissime giraffe. Poi ci siamo diretti ad Alberobello, la città degli splendidi e caratteristici trulli. Queste tradizionali abitazioni dei contadini pugliesi, dalla forma circolare e coperte da tetti con la caratteristica forma conica, sono stati in parte ristrutturati rispettando la loro originalità. Abbiamo avuto l’impressione di trovarci in un mondo di fiabe, in un luogo misterioso e fuori dal tempo.

L’indomani, come previsto, ci siamo spostati in un’altra regione, la Basilicata, per conoscere Matera, la città dei famosi “Sassi” e delle Chiese Rupestri. Questi non sono più oggi il simbolo della miseria, ma la testimonianza di un antichissimo passato, a disposizione degli occhi del mondo. È stato d’obbligo affacciarci subito alla balconata, dalla quale si è ammirato un paesaggio molto suggestivo… iniziando poi a percorrere con la guida quella realtà fatta di strade, vicoli e grotte, fino a giungere al duomo cittadino. Dopo il pranzo, consumato in un tipico locale e fatto di piatti materani, abbiamo ripreso la strada del ritorno con la piena consapevolezza di aver vissuto un’esperienza piacevole e respirato un clima di serenità, allegria ed amicizia. Grazie di cuore a tutti! Il prossimo anno unitevi a noi, non ve ne pentirete!!! Agnese G.

NON SOLO GITA Prima della partenza ero veramente indeciso: contento di andare a San Giovanni Rotondo e Monte S. Angelo, un po’ meno per gli altri luoghi da visitare. Finalmente ha prevalso l’idea di partire, sollecitato in questo anche da mia moglie. Poi ancora imbarazzato alla richiesta di parlare di Padre Pio. La parola gita cercava sempre di bloccare ogni mia riflessione, poiché il mio desiderio più grande era quello di andare a S. Giovanni Rotondo in pellegrinaggio. Infine la preghiera ha fatto risuonare un pensiero dentro di me: abbandonati come sempre a ciò che la Divina Provvidenza ha preparato per te e vivi con semplicità ciò che ti viene offerto. A San Giovanni Rotondo ho avuto il primo segno che fidarsi del Signore è sempre più proficuo che fare di testa propria. Tutto il resto che è seguito (ore ed ore insieme nel pulman, visita ai vari luoghi, pranzo e cena in ristoranti ed albergo…) è stato veramente una esperienza edificante e fruttuosa. Ogni persona del gruppo è stata veramente una grazia di Dio; ogni giorno si sono rinnovate la gioia e la cordialità di essere insieme. Il Signore ha veramente una “ fantasia” inesauribile per farci capire che il Suo Amore provvidenziale è sempre in atto. P.S.: credo che l’intercessione di S. Pio e di S. Michele Arcangelo abbia dato un buon contributo al nostro cammino verso la santità. Fabio

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IN AIUTO DEI BAMBINI TALASSEMICI Come è noto, la talassemia detta anche anemia mediterranea, è una malattia ereditaria causata da alterazione della molecola dell’emoglobina, il pigmento rosso del sangue. Essa si sviluppa progressivamente nei primi anni di vita: il bambino colpito è pallido, affaticato e presenta uno stentato sviluppo fisico. La malattia ha gravità variabile a seconda che l’individuo ammalato l’abbia ricevuto da uno o da entrambi i genitori. Le forme gravi, per le quali purtroppo non esiste una terapia specifica, possono essere attenuate da frequenti trasfusioni di sangue. In Italia è presente soprattutto in alcune zone come in Sardegna, in Sicilia e nel ferrarese. Alle porte di Roma, nel complesso ospedaliero universitario di Tor Vergata,

esiste da diversi anni un centro specializzato nella cura dei bambini talassemici, provenienti da varie regioni. Come si può immaginare, in questa azienda altissima è la richiesta giornaliera di sangue, elemento indispensabile per assicurare la giusta terapia ai propri degenti. La Regione Lazio, trovandosi nell’impossibilità di reperirlo a sufficienza attraverso i propri donatori, si è rivolta nei mesi scorsi ai sistemi trasfusionali di altre regioni chiedendo collaborazione. L’azienda ospedaliera aretina ha risposto qualche tempo fa a questo pressante appello, impegnandosi a fornire almeno 1200 sacche annuali di sangue per la cura dei bambini talassemici di Tor Vergata. Considerando l’efficienza dei vari centri trasfusionali della provincia, l’ASL 8

D I TOR VERGATA concordemente con le associazioni di volontariato ha invitato proprio la nostra zona Valtiberina, insieme a quella del Casentino e della Valdichiana, a contribuire al soddisfacimento di tale importante necessità. È almeno la seconda volta, in verità, che i nostri donatori sono chiamati a questo genere di impegno: fino a qualche anno fa partivano periodicamente dal nostro centro trasfusionale decine e decine di sacche con destinazione la Sicilia, per far fronte allo stesso tipo di emergenza, in nome di quella solidarietà che dovrebbe farci sentire sempre più fratelli tra noi, per condividere insieme, vicini e lontani, le gioie e le sofferenze della vita. Il Direttivo Fratres

Le donazioni nei primi otto mesi dell'anno

Il barometro delle donazioni di sangue dei volontari del Gruppo Fratres di Anghiari continua a segnare “bel tempo” e questo nonostante alcuni problemi in corso, il saldo delle donazioni rispetto volontario e silenzioso. Il 2006 sarà l’anno del trentesimo logistici che il centro trasfusionale di al corrispondente periodo 2004 è risultato zona ha dovuto affrontare per un mese positivo di sedici unità. A prima vista compleanno dell’associazione. Molte intero, a causa dell’improvvisa malattia sembrerebbe un numero insignificante saranno le iniziative che verranno di una sua operatrice, proprio nel mo- ma esso rappresenta un dato estrema- organizzate per tale occasione. Come mento in cui la gestione del personale mente significativo sia considerando le sarebbe bello poterlo festeggiare anche era alle prese con quella delle ferie suddette problematiche riguardanti la con il nuovo record delle SEICENTO capacità ricettiva del centro trasfusio- ed oltre donazioni annuali!!! È un estive dello stesso. Dopo un gennaio brillante e ricco nale, che per l’ottima performance del impegno che deve coinvolgere da di donazioni (+10 rispetto allo stesso Gruppo nell’anno precedente, alla fine subito tutti gli iscritti del gruppo e che mese 2004) è arrivato un febbraio che del quale, lo ricordiamo volentieri, si le considerazioni numeriche sopra fatte, per diverse cause (influenze e nevicate sono raggiunte per la prima volta le 588 in fondo, ce lo presentano facilmente soprattutto!) si è rivelato un po’ trop- donazioni: migliorare risultati già estre- raggiungibile. Ce lo chiede il sistema po… gelido (solo 27 contro le 42 del mamente positivi, si sa, non è proprio così trasfusionale ospedaliero, ce lo implopassato!). Sostanzialmente positivi semplice! Tutto ciò ci da conferma sia rano i nostri malati il cui ritorno allo per fortuna, poi, i sei mesi successivi, dell’ottimo livello di solidarietà umana stato di salute dipende molto spesso con un giugno veramente… scatenato e cristiana che si respira nel gruppo dalla disponibilità di sangue umano. che dell’ef(+20) ed Il presidente un agosto altrettanto vivace (+18). ficienza ed efficacia del lavoro svolto LA RISTAMPA DEGLI “ANNALI Nonostante un luglio un po’ fiacco, da tutti i collaboratori in modo costante, DELLA TERRA D’ANGHIARI” quindi, dopo i primi otto mesi dell’anno Impegno editoriale per non perdere un’importante testimonianza letteraria Da molto tempo non sono più disponibili copie dell’ opera “GLI ANNALI DELLA TERRA D’ANGHIARI”, pubblicata nell’anno 1991 dal Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Anghiari, grazie al personale interessamento dell’allora presidente Massimo Redenti. Come è noto, essa fu resa possibile dall’ attento e scientifico lavoro di traduzione dello storico libro “Delle Memorie Historiche et Annali della Terra d’Anghiari” di Lorenzo Taglieschi, portato a compimento da alcuni alunni della locale Scuola Media, sotto la guida degli insegnanti Finzi e Parreschi. Considerando l’importanza storico-culturale dell’opera per il nostro paese, gli apprezzamenti da questa ottenuti nel tempo da illustri studiosi e professori universitari ed il gradimento del pubblico, ci è parso doveroso, quali primi “ editori “, proporne la ristampa, con la stessa elegante veste tipografica, per evitare la definitiva scomparsa di essa, in stretta collaborazione, questa volta, con la Confraternita di Misericordia. Alla luce del notevole sforzo finanziario iniziale richiesto, abbiamo recentemente invitato, con apposita comunicazione scritta, alcune associazioni ed istituzioni pubbliche e private del paese (Comune, Museo Marzocco, Libera Università dell’Autobiografia, Pro Loco, Parrocchia, Banca di Anghiari e Stia) a valutare la possibilità di sottoscrivere fin da oggi l’acquisto di un congruo numero di copie del libro, così da rendere finanziariamente più sostenibile l’intera operazione, che si ritiene di portare in porto entro la fine dell’anno. Il Consiglio Direttivo

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Grest estate 2005 Ma non avere paura... Sulle note della canzone di Claudio Chieffo “Ma non avere paura” si è conclusa lo scorso 27 agosto “l’estate ragazzi” organizzata dalla Parrocchia di Anghiari. Tre mesi di numerose iniziative ed altrettante proposte, che da giugno ad agosto hanno scandito il periodo estivo di numerosi bambini e ragazzi di Anghiari e delle parrocchie limitrofe. Iniziative che non si realizzano per se stesse, ma con all’interno una passione per la vita, propria e dell’altro. Non poteva essere altrimenti l’impeto che ha guidato adulti e animatori nella avventura estiva del 2005. E quindi ognuno diventa inesorabilmente responsabile di chi ha incontrato. Quella prima frase (ma non avere paura) nella canzone, è seguita da “non ti fermare mai”. E questo motto ha guidato ogni azione, gesto o incontro. L’incipit delle cose è stato il riaffermare continuamente che la speranza è più forte della stanchezza. Ed ecco che c’entra anche il successore di Pietro, quando il lontano (si fa per dire) 19 aprile ricordò ai fedeli accorsi per l’inizio del suo Pontificato, di non avere paura di Cristo: Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo, e troverete la vera vita. Seguono alcune testimonianze, più che articoli di cronaca, mentre vi invitiamo a venire a vedere le foto esposte in Propositura che testimoniano la vita di quei giorni. Volevo raccontare la mia testimonianza del GREST vissuta come adulto ma anche come genitore. Purtroppo io non ho avuto la possibilità di fare tali esperienze da ragazzo, e mi sono ritrovato adesso, a 50 anni, a vivere il GREST come uno nuovo, che non c’era mai stato. È stato la mia prima esperienza, e confesso di essere rimasto a bocca aperta. Per questo ho da ringraziare infinitamente don Marco, lo Staff e tutti gli altri che hanno collaborato al Grest. Grazie a tutti loro ho vissuto una esperienza bellissima, stupenda. Ho visto i ragazzi crescere: i più grandi cominciando a responsabilizzarsi o comunque a stare attenti alle cose, mentre i più piccoli mi hanno dato delle gioie incredibili che più volte mi hanno fatto emozionare. Li ho visti proprio crescere: in una sola estate molti ragazzi, compresi i miei figli, hanno potuto vivere una grande avventura. Mai un momento di crisi, di tensione o rabbia. Una grande tranquillità e gioia. Abbiamo vissuto veramente dei giorni stupefacenti! Magari ogni genitore potesse vivere almeno una giornata di GREST! Si accorgerebbe sicuramente di come possono crescere i ragazzi in un ambiente così. E non solo: c’è stato un grosso affiatamento tra me e i miei figli. Purtroppo noi non c’eravamo l’ultimo periodo, quello d’agosto. Ma anche se lontani da Anghiari, ogni giorno tra me e i miei figli parlavamo dei giorni passati e immaginavamo che cosa stavamo perdendo in quei giorni, ed eravamo in Sardegna! Non sono esagerato se dico che il GREST può essere servito più a noi adulti che ai ragazzi. Grazie ancora a tutti voi, che mi avete fatto vivere dei giorni pieni ed esaltanti. Mi mancano le parole per riuscire a comunicarvi interamente la mia gioia. E da una parte non vedo l’ora che sia di nuovo estate per ricominciare un’altra avventura come quella di quest’estate! Grazie. Un adulto Anche quest’anno la nostra Parrocchia di Anghiari ha riChi desidera avere le foto in formato digitale delle iniziative estive può rivolgersi in parrocchia. Verrà infatti realizzato un apposito CD.

proposto il GREST nei mesi estivi ed io sono stato richiamato, per il secondo anno, come animatore. Non ho esitato un attimo nell’aderire a questa bella iniziativa, dato che l’esperienza del 2004 era stata molto positiva. Così eccomi impegnato assieme ad altri ragazzi delle superiori nell’organizzare passeggiate e giochi con lo scopo di educare all’amicizia, ma anche momenti di riflessione e dialogo per crescere insieme. L’aspetto più bello di queste giornate è che, vivendo assieme a ragazzi più piccoli, non ci si sente più grandi, superiori o più importanti, ma si impara da loro la semplicità e l’autenticità. Queste sono davvero le cose che ti fanno arrivare alla fine di un giorno contento e soddisfatto di aver dato e ricevuto. Per questo vi aspetto, assieme ai miei amici grandi e piccoli, nel 2006!!! Un animatore Siamo ormai delle “veterane” del GREST e come tali, come saremmo potute mancare? Sinceramente, e senza offese per nessuno, è stato il GREST

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Oggi i giovani partecipanti al Grest hanno raggiunto l'amena località di Cul di Paiolo, in mezzo alla pineta dei Monti Rognosi dopo essere stati al Santuario della Madonna della Selva. Qui hanno pranzato e trascorso il pomeriggio in allegria sotto lo sguardo vigile degli animatori. Digitalfoto Aci.


Grest estate 2005 pure agli adulti che hanno partecipato con impegno. Mi sono trovato benissimo con i miei compagni, pure con quelli che l’anno scorso non conoscevo bene. Forse la giornata che mi è piaciuta di più è stata quella in cui siamo andati in piscina a Fighille. Il tema che spiccava in prevalenza era l’AMICIZIA. Fra le canzoni e incontri ci hanno fatto capire che stare insieme è la cosa più importante della vita, che con l’odio ci si ritrova soli e depressi. Un’altra cosa importante è stata quella di averci fatto stare insieme tanti giorni e mai fatto litigare. I giochi sono stati entusiasmanti e divertenti. Infine mi sono divertito tantissimo l’ultimo giorno quando ho suonato la chitarra insieme a Luca Bartolomei, l’animatore, e Valerio dalla Ragione. Al prossimo anno! Un ragazzo

digitalfotoAbi

più bello anche perché essendo durato di più, abbiamo fatto più esperienze e ci siamo potuti conoscere meglio. Come dimenticare le feste che gli animatori hanno organizzato a conclusione del secondo e terzo periodo nel chiostro del Carmine? Il GREST è stato come un “punto di ritrovo” per coltivare la nostra amicizia al di fuori della scuola e soprattutto stare con i nostri amici uniti da uno scopo comune: la fede. Numerose e faticose camminate che hanno caratterizzato le nostre giornate, ma la stanchezza non è stata mai presente grazie ai canti che gli animatori ci insegnavano. Ringraziamo ancora gli ANIMATORI, il mitico DON MARCO e tutti quelli che hanno partecipato all’organizzazione delle giornate trascorse insieme. Vivremo sicuramente l’inverno con l’ansia dell’arrivo della prossima estate per il prossimo GREST, per rivivere questi bei momenti! Due ragazze Il GREST 2005 mi è piaciuto molto, anche perché ci sono stati più incontri e quindi più attività. Come l’anno scorso i ragazzi dello Staff ci hanno fatto divertire molto con le loro battute e i loro giochi, ma il merito non va solo a loro, ma

Dalla pioggia al sorriso Doveva essere, come tutte le altre, una presenti non erano mai stati nel comune a noi limitrofo (e parte allegra e afosa giornata di GREST. E invece Giove Pluvio ci ha del nostro Vicariato). Quindi visita della arcipretura di S. Simeone, messo lo zampino. accolti da don Quinto. Scendendo, qualcuno si è concesso un buon gelato (visto che, essendo di agosto, il sole era ritornato a splendere) Terrore per i genitori al pensiero che nel bel mezzo di una calda prima di essere accolti dentro il convento dei frati della “Fraternità di estate i figli si fossero bagnati la testa, (infatti alcuni hanno fatto bene Betania”. Dentro il salone con i “frati blu” abbiamo fatto una bella a riportarli a casa…ndr). chiacchierata che si è conclusa nella loro cappellina privata dove di Invece la giornata si è trasformata in uno splendido insieme di solito non entra nessuno. iniziative. Abolita dapprima la camminata del mattino, siamo rimasti Alla fine, i lacrimoni di pioggia del mattino hanno lasciato spazio in Oratorio a fare alcune attività, e poi, siccome era mercoledì, un ai sorrisi del GREST, e il sole dell’amicizia e dell’allegria è prevalso giretto per il mercato non ce lo ha tolto nessuno. Il pranzo a Taveranche in tutta questa giornata. nelle, e poi? Il programma era ormai sfalsato. Con il pulmino siamo andati allora a fare una girata per Monterchi, questo sconosciuto. Già, perché nella media dell’80% dei 17


Dalle nostre Parrocchie La Cresima a Monterchi Il 2 ottobre celebriamo ogni anno la festa del titolare San Simeone profeta e in questa occasione viene il vescovo Monsignor Bassetti per celebrare le cresime alle ore 11 nella chiesa arcipretale di San Simeone. Quest’anno verranno ammesse al sacramento della Cresima questi giovani:

Andreoli Paola Andreoli Sara Biagioli Federica Blasi Michela Neri Niccolò Pettinari Giulia Polverini Giulia Polverini Lucia Puleri Mattia Quattrini Gabriella Rossi Laura Severini Manuela

La festa del Santo ricadrebbe sabato 8 ma, affinché la popolazione possa partecipare più agevolmente, la celebriamo il 2 ottobre. Il giorno 8 naturalmente faremo di nuovo la Santa Messa alla quale viene invitata anche la Giunta comunale per rendere omaggio al santo patrono. Il mese di ottobre è anche il mese in cui inizia l’anno catechistico. La parrocchia si mobilita per stabilire il calendario dell’anno catechistico 2005/2006. Il mandato catechistico dovrebbe avvenire in occasione della Giornata missionaria. Novembre inizia con il giorno dei Santi con la visita ai cimiteri. Alle 15 viene visitato il cimitero di Bor-

gacciano. La prima domenica dopo i Santi, il giorno 6, si visitano quelli di Pocaia-Le Ville e di Monterchi. Nel cimitero di Gambazzo ci recheremo la terza domenica di novembre. Per l’ottavario ricordo che la Santa Messa viene celebrata alle ore 10 del mattino presso il cimitero urbano di Monterchi mentre alla sera si celebra nelle varie chiese della parrocchia in orario che verrà comunicato. Il 30 novembre ricade il trecentesimo della morte del pievano Federigo Nomi. Personaggio conosciutissimo è nato ad Anghiari. Fu professore a Pisa e in seguito gli venne affidata la pieve di San Simeone in Monterchi dove svolse il suo ministero per 23 anni. Avendo molto tempo a disposizione scrisse molte opere letterarie, traduzione di testi antichi, poesie. Lo ricordiamo in particolare per “Il Catorcio di Anghiari”, poema eroicomico in ottava rima. Stiamo preparando il programma della giornata. Non faremo grandi cose però intendiamo ricordare in modo adeguato questo personaggio. Intanto abbiamo fatto riprodurre il suo ritratto, esposto presso il Museo Taglieschi di Anghiari, e verrà collocato nella sacrestia di Monterchi. Assieme all’Amministrazione comunale faremo una giornata rievocativa il cui programma dovrà essere ancora definito. Verrà celebrata una Messa solenne e un intervento letterario per ricordarlo. Questo terzo centenario verrà così solen-nizzato dall’Arci-pretura di Mon-terchi in collaborazione all’assessorato alla cultura del Comune di Monterchi.

La festa di settembre

Domenica 4 settembre si è svolta la festa annuale della Madonna. a cena all’Hotel Oliver, in I festarini e i vari colla- clima di allegria e copiosi boratori anche quest’anno regali sorteggiati, offerti dai sono riusciti a portare avanti commercianti della nostra il programma tanto delle ceri- zona. Inoltre sono stati estratti monie religiose che di quelle anche i premi della Lotteria. ricreative. Nel corso della cena la La domenica S. Messa targa della Comunità è stata alle ore 8.30 celebrata dal assegnata ai coniugi Ghignonostro Parroco don Marco. ni Aldo e Manenti Maria, che La partecipazione del popolo da 64 anni vivono insieme. è stata abbastanza numerosa; *** dopo la Santa Messa i festarini Il merito della riuscita va hanno invitato tutti a cola- prima di tutto ai validi festarizione nel prato della chiesa ni e preziosi collaboratori. con caffè, vinsanto crostini e Un ringraziamento di tutta prelibati dolci preparati dalle la Comunità, in particolare nostre donne: tante grazie per alle famiglie, alle attività la colazione. commerciali, agli enti, che Alle ore 11 messa solen- con il oro contributo ci ne, dopodiché si è portato in permettono di continuare la processione l’immagine della festa. Madonna, nei pressi del viale e della chiesa, seguiti da tutti Illuminazione notturna i fedeli presenti. Alle ore 16 preghiera di Grazie all’interessamento ringraziamento per la giornadi alcuni parrocchiani della ta vissuta da buoni cristiani. Stazione, è stato realizzato, con il contributo dell’AmLe manifestazioni ricreaministrazione Comunale, tive sono una adeguata illuminazione iniziate la esterna dell’antica chiesa di settimana S. Stefano. prima della Questo impianto permette festa con il di valorizzare di più la struttorneo di calcetto che tura della chiesa, rendendola da qualche anno si svolge visibile ai passanti anche di nel campetto sintetico, che notte, e aumentando inoltre la i festarini, aiutati da vari sicurezza dell’edificio.

collaboratori, hanno portato a termine nell’impianto. Si è svolta la gara di briscola al bar della Battaglia. Il sabato sera la tombola per i grandi e i piccini, con l’intrattenimento di un magico giocoliere. Domenica 4 settembre nel piazzale della vecchia stazione si sono esibiti i motociclisti su “rospi a motore”, una simpatica manifestazione seguita con curiosità da un folto pubblico. La festa si conclude con il tradizionale gioco della “nana”, con molte “lavate di capo”. 18 In fondo alla serata tutti

Nella foto in basso a sinistra - Veduta di Monterchi dalla zona dell'antica Pieve di Sant'Antimo. Qui sopra foto Abi - Parrocchiani attivi attorno alla succulenta colazione preparata dalle donne di Santo Stefano e, più sopra, il decano dei festarini, Angiolo Pari, mentre posa per il fotografo e intanto ascolta le comunicazioni del Del Pia.


Grest estate 2005 anima Non solo incontri, riunioni e briefing organizzativi per ilGli Gruppo Ani--

digitalfotoAbi

tori, questi... conosciuti! Qui a sinistra nel chiostro del Santuario del Carmine dopo la Messa finale. Sotto gli animatori stanno trasportando il "Casa" sfinito dalla camminata alla Verna.

matori del GREST 2005. Quest’anno anche la camminata alla Verna. In realtà abbiamo unito l’utile (le confessioni) con il dilettevole (la camminata e una giornata fuori). Alzati di buon mattino e armati di coraggio, gli Animatori erano diretti alla Verna dalla Faggeta, in un percorso di circa 17 km, con l’arrivo previsto prima dell’ora di pranzo. Don Marco li avrebbe aspettati lassù, e dopo averli confessati avrebbero mangiato insieme. Purtroppo non tutto è andato come previsto, e i baldi Animatori hanno preferito farsi venire a prendere con il pulmino. Ma sentiamo da uno degli Animatori come si sono svolti i fatti. Durante una “pausa” tra il GREST di luglio e quello di agosto, noi del gruppo animatori abbiamo deciso di passare una giornata insieme facendo una camminata dalla Faggeta fino al Santuario della Verna. Nonostante alcuni di noi non ci fossero per impegni, e le condizioni metereologiche sfavorevoli, la mattina all’Oratorio per la partenza eravamo in sei, e con le macchine abbiamo raggiunto la Faggeta a Caprese Michelangelo. Il vero inizio della nostra camminata è avvenuto però ai Prati della Regina, con la preghiera. Purtroppo la giornata non è cominciata nel migliore dei modi visto che non riuscivamo a trovare il sentiero giusto indicatoci la sera prima da Marco Rondoni. E così, dopo vari tentativi, e soprattutto dopo due ore di cammino al tondo, ce l’abbiamo fatta, incamminandoci verso la prima tappa, l’Eremo della Casella, luogo dove si fermò Francesco d’Assisi. Da lì, dopo una breve sosta (e colazione) vista l’ora tarda, abbiamo deciso di ripiegare e farci venire a prendere a Fragaiolo, e raggiungere così in pulmino il Santuario della Verna, dove prima abbiamo mangiato e poi ci siamo confessati come momento conclusivo di una splendida giornata. Secondo me è stata un esperienza bellissima, che ci ha aiutato a stare bene insieme tra di noi per poi farlo anche con i giovani del Grest.

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La famosa “maglietta” degli animatori Già dall’anno scorso in molti avranno notato la “divisa” degli Animatori. La scorsa estate la maglietta era verde/celeste, (diciamo un verde mare) mentre per questo GREST è stato scelto il colore rosso. La maglia viene fatta preparare dalla Parrocchia e prima del GREST viene consegnata ad alcuni ragazzi (di solito delle Superiori) che svolgeranno il servizio di animatore al GREST. Naturalmente questo prevede la partecipazione ai numerosi incontri di formazione e alle riunione organizzative, nonché l’impegno della preghiera continua. Insomma, chi riceve la maglietta da Animatore è un vero e proprio “chiamato” e da tale deve comportarsi: stando sempre nella condizione di ascolto, di verifica personale, di disponibilità e di pazienza. Quest’anno, prima di ogni periodo di GREST, veniva “nominato” (termine televisivo, ma efficace) chi avrebbe fatto l’animatore e chi no. Nella maglietta c’è poi riportata la frase del GREST. Poiché non si è Animatori solo una o due settimane all’anno, ma sempre, la maglietta viene regalata ad ogni Animatore perché si ricordi questo, anche se un esemplare lo teniamo all’Oratorio per ricordo.

Giovani camminatori di Anghiari ritrovati... dopo due giorni digitalfotoDiemmeesse

A proposito degli animatori

Tutto è iniziato quando un gruppo di entusiasti giovani provenienti da Anghiari, paesello collinare del lembo orientale della Toscana, era intenzionato a raggiungere il Santuario della Verna attraverso i sentieri della Faggeta presso Caprese Michelangelo. La non conoscenza dei luoghi, però, ha fatto sì che il gruppetto di avventurosi si perdesse nei boschi michelangioleschi e solo con l’intervento di due... mila volontari del Corpo Forestale dello Stato i nostri eroi sono stati ritrovati. Naturalmente abbiamo scherzato e invece l’incontro vero con gli uomini della Forestale alla Verna (ritratti nella foto) è stato lo spunto per fantasticare sulla difficile camminata nei boschi della Faggeta come descritto nell'articolo di questa pagina.


Parrocchie di Anghiari e Tavernelle MANDATO AI CATECHISTI Domenica 9 ottobre 2005 Durante la S. Messa domenicale i Catechisti saranno chiamati a svolgere questo prezioso servizio in quest’anno. Verranno presentati alla Comunità e riceveranno una speciale benedizione dal Parro-

INIZIO CATECHISMO Lunedì 10 ottobre Parrocchia di Tavernelle, ore 15 Sabato 15 ottobre Parrocchia di Anghiari, in Propositura, ore 15

INCONTRI PER III MEDIA E SUPERIORI Continuiamo l’esperienza della fede dentro l’avventura dell’amicizia con i ragazzi dalla III Media fino alla V Superiore. L’incontro di solito si fa la sera dopo cena, ma daremo avvisi più dettagliati.

Parrocchie di Anghiari e Tavernelle GRUPPO CHIERICHETTI Con l’inizio dell’Anno Pastorale riprenderanno gli incontri per tutti i ragazzi che intendono fare parte del Gruppo Chierichetti. Le attività e gli incontri inizieranno

SABATO 29 OTTOBRE con il

MINIRITIRO DEI CHIERICHETTI Dalle ore 16 alle ore 21, in Parrocchia, con giochi, preghiera e incontri. Conclusione con la cena. Nella giornata saranno assegnati gli incarichi di Responsabile e Animatore dei Chierichetti per l’anno 2005/2006 e la distribuzione delle nuove tuniche per il servizio all’Altare.

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Ancora iniziative per il Centenario a cura della Banca di Anghiari e Stia - Credito Cooperativo

Proseguono le celebrazioni del Centenario Le iniziative del Centenario proseguono in quest’ultimo scorcio del 2005, con il coinvolgimento di tanti cittadini, richiamando al tempo stesso nel paese un cospicuo flusso di visitatori e turisti. Pensiamo alla festa delle Associazioni che, prevista per domenica 28 agosto e rinviata al 18 settembre, a causa di nuovo del maltempo, mentre il giornale va in stampa, non siamo in grado di comunicare la data della sua eventuale effettuazione. Con questa iniziativa la Banca locale è riuscita a coinvolgere le Associazioni locali con varie iniziative; alcune di esse erano destinate in particolare alle associazioni sportive. Fra l'altro anche i ristoratori di Anghiari erano impegnati in un percorso turistico-culinario. Ma gli appuntamenti non sono ancora finiti: a novembre si terrà la presentazione ufficiale del libro “Un paese e la sua Banca”, scritto dal Prof. Daniele Finzi sulla storia della Cassa Rurale di Anghiari dalle origini ai giorni nostri; infine, a dicembre, chiuderà il nutrito programma della celebrazioni la presentazione del documentario in DVD intitolato “I Cento Anni della Banca. Un secolo di storia anghiarese”.

Nelle immagini a destra due momenti del Motoraduno del Credito Cooperativo. Qui in alto la locandina della Festa delle Associazioni.

Ad Anghiari Primo Motoraduno del Credito Cooperativo Nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni del centesimo anniversario della fondazione della Banca di Anghiari e Stia, quest’anno è stato organizzato il Primo Motoraduno del Credito Cooperativo, che si è svolto nei giorni 27 e 28 agosto 2005. Sono stati una cinquantina gli equipaggi che hanno preso parte a questa prima edizione. Nel giorno del 27 agosto i motociclisti sono partiti da Anghiari alla volta di Stia, dove hanno potuto godere dell’ospitalità delle terre casentinesi; dopo aver consumato un pranzo nelle locali terme, hanno potuto visitare il centro storico del bellissimo paese di Stia e soffermarsi a vedere le belle cose conservate nei musei dello sci e della montagna aperti per l’occasione. La visita del Casentino è proseguita a Poppi con l’escursione per le strade del centro storico, che per l’occasione vedevano le cantine aperte per la degustazione del vino, ed è culminata con la visita allo stupendo castello dei Conti Guidi. La serata si è conclusa con la cena di gala del Motoraduno che si è svolta ad Anghiari, all’aperto, nella bella cornice di Piazza IV Novembre, che ospita il Teatro Comunale e la nuova Filiale della Banca di Anghiari e Stia. Nonostante la seconda giornata sia stata funestata dal maltempo, i motociclisti presenti hanno completato il programma previsto con il giro della diga di Montedoglio in Valtiberina. La Banca vuole ringraziare per il fondamentale contributo profuso all’organizzazione dell’evento i Motoclub “Il Ferraccio” e “Adventures” di Anghiari ed il Motoclub “Alto Casentino”, oltre a tutti i partecipanti. Il successo riscosso dalla prima edizione è di buon auspicio per il ripetersi, in futuro, di questa bella iniziativa che consente a tutti i partecipanti di abbinare alla passione per le moto interessanti visite turistiche ed escursioni ai paesi delle due vallate.

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Da Tavernelle

Rubrica a cura di Alessandro Bivignani

Compagnia di Galbino

Mentre andiamo in macchina apprendiamo della morte di Ernesto Piomboni nostro parrocchiano. Alla famiglia le condoglianze della comunità tutta di Tavernelle.

La Compagnia del S. Cuore di Maria SS. di Galbino comunica a tutti i confratelli che Martedì 1 novembre, prima della S. Messa delle 11,30 a Tavernelle e delle 15,30 a Galbino saranno raccolte le quote sociali, e si accoglieranno i nuovi iscritti.

Il campo sportivo langue

Alle Celebrazioni dei Santi (1 novembre) e di S. Andrea Apostolo (30 novembre) prenderanno parte i Confratelli con la Cappa. Tutti gli altri confratelli iscritti alla Compagnia sono invitati a partecipare alle Celebrazioni.

La nostra redazione si fa volentieri interprete e portavoce di una segnalazione da parte di un abitante della frazione di Tavernelle, e lettore dell’Oratorio, circa la situazione del Campo Sportivo. “Almeno prima” ci esclama il nostro intervistato “c’era la società del G.S. Tavernelle, che raccoglieva i soldi delle tessere sociali, gestiva la manutenzione ordinaria del campo sportivo ed organizzava il torneo estivo in notturna”. Ci sembra però doveroso proporre ai lettori un breve excursus dei fatti fino ad oggi. Gli abitanti di Tavernelle si ricorderanno bene le afose serate di luglio in cui si disputava il torneo di calcetto in notturna, che raccoglieva squadre da tutta la Valtiberina fino a Città di Castello. Alcuni anni fa, dopo il “rimpasto” del Direttivo del G.S. Tavernelle la struttura organizzativa sembrava avere preso nuovo vigore. Fu sistemato il fondo adibito a spogliatoio, e l’area antistante fu attrezzata con panchine, tavoli e palizzata, creando una sorta di verde pubblico. Le riunione e le assemblee della società ripresero, dopo anni, ad essere vivacemente partecipate e la collaborazione di molti contribuiva alla realizzazione di interessanti progetti per il futuro (nuovo campo sportivo, con spogliatoio e docce). Poi purtroppo c’è stato un lento ed inesorabile declino, al che il campo sportivo, divenuto incolto e non curato, ha smesso di accogliere squadre per partite o allenamenti. Da due anni il torneo ha cessato di esistere, e con esso, forse, l’unica attività estiva esistente a Tavernelle. Attualmente il campo necessita di cure e di manutenzione, e purtroppo è abbandonato a sé stesso e anche ai frequenti atti vandalici. Assieme agli auspici del nostro lettore, si uniscono le speranze della comunità di Tavernelle affinché ci sia presto una presa di coscienza di questa situazione.

Mercoledì 2 novembre, ricorrenza dei fedeli defunti, la Compagnia farà celebrare alle ore 16 nella chiesa di Tavernelle una S. Messa per tutti i Confratelli defunti. Il Camerlengo

Dalla nostra parrocchia alla GMG di Colonia Quattro giovani di Tavernelle hanno fatto parte del milione di persone che lo scorso agosto ha vissuto la stupenda esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno si è svolta in Germania, a Colonia, nella cui Cattedrale sono conservate le reliquie dei Re Magi. Ma i momenti più toccanti della settimana sono stati il 20 e 21 agosto, quando i giovani si sono radunati nella spianata di Marienfeld per la veglia con il Papa Benedetto XVI. È stata anche toccante questa prima uscita con i giovani del Papa successore del compianto Giovanni Paolo II che ha dato vita alle GMG e le ha portate avanti fino a oggi. Adesso questa eredità tocca al successore, che ha guidato con sapienza e amore i giovani cristiani di tutto il mondo. Dopo la notte all’addiaccio è stata celebrata la Messa, sempre dal Papa, alla presenza di 800 tra Cardinali e Vescovi e diverse migliaia di sacerdoti concelebranti, a cui è stata regalata la casula. Anche i nostri giovani sono riusciti ad averne una, che hanno poi donato alle Comunità di Tavernelle e di Anghiari, consegnandole nelle mani dei nostri Sacerdoti. Anche le nostre Comunità si sono preparate a vivere questo evento. La domenica prima della partenza nelle due chiese principali (Propositura e Tavernelle) sono stati accesi due ceri come simbolo della incessante preghiera della Comunità per i giovani della nostra Parrocchia presenti a Colonia, e anche per i giovani di tutto il mondo. Nella chiesa di Tavernelle, inoltre, il Sacerdote ha benedetto durante la Messa domenicale i quattro ragazzi che la sera sarebbero partiti per la Germania. Al ritorno molte persone delle due Parrocchie hanno manifestato la loro gioia di aver partecipato, se pur con lo spirito e la preghiera (e anche con la televisione) a questo evento che ha segnato ancora una volta il volto e la storia della Chiesa.

FESTE A GALBINO Domenica 9 ottobre Festa della Madonna del Rosario Ore 16 S. Messa e Supplica alla Madonna del Rosario Segue merenda Martedì 1 novembre Tutti i Santi Ore 10 Lodi Mattutine Ore 15,30 S. Messa e Processione al Cimitero Mercoledì 30 novembre Festa di S. Andrea Apostolo, Patrono di Galbino Ore 18.30 S. Messa Segue “Cena dei capofamiglia” In alto a sinistra l'emblema della Compagnia di Galbino e, sotto, il cero della GMG nella chiesa di Tavernelle.

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La Bozia

Per Anghiari

C’è una strada, la Bozia, non lontano da casa mia, sterrata, qualche sasso; sale, a principio, ma dopo, pian piano, calma i bollenti spiriti e riposa; e mi riposo anch’io, quando vi passo; alla fine, per imboccare il Corso, per qualche metro è in leggera discesa. La domenica, quindi, mi fa bene, ché non mi stanco quando vado in Chiesa. Verso il mezzo, salendo, sulla destra comincia il greppo, ma di fronte ad esso c’è una casetta linda con dei bei fiori sopra la finestra. Ed ecco la magnifica sorpresa: da molti giorni, ormai, quella famiglia, certo ricca di fiori sacrificati fra le quattro mura, come fa il latte se non si provvede deve aver traboccato addirittura: hanno riempito di vasi fioriti il nudo greppo che stava di fronte: per chi inizia a salire, ecco si schiude un magico orizzonte che mostra a noi la bellezza infinita del mistero stupendo della vita.

Plinio il Giovane in tempi lontani Era innamorato di te Ricordandoti agli amici romani

di Maria Pia Fabiani

di Antonietta Olivieri

Anch’io quest’anno ritorno con gioia Non posso stare sempre lontano. Grosseto è bella, è piacevole terra; Ho tanto amore per questa città. Intorno a noi c’è mare e collina Antichi siti, pinete, musei d’ammirar... Restan però nel profondo del cuore Immagini care che Anghiari ispirò...

Questa è bella di Clèto

Zigzagando con il telecomando sono venuto a conoscenza che il Consiglio comunale di Sansepolcro ha istituito il voto elettronico. Anche se fosse utile a qualcosa (il che mi sembra non sia) ritengo che questa sia una esagerazione bella e buona. Non siamo mica al Parlamento! Mi sa che facciamo bene noi Anghiaresi a prenderli un po’ in giro i Borghesi!

Dove va il rosso di Emmedipì

La questione non è politica ma araldica. Si tratta delle bandiere giallo-rosse (ma il discorso vale anche per quelle bianco-azzurre che simboleggiano Anghiari vecchio) che in abbondanza hanno colorato le facciate di case e palazzi di Anghiari. Solo che alcune avevano il rosso a destra, altre a sinistra. Specificato che non sono a conoscenza del motivo per cui da uno stemma bianco e rosso, come è quello di Anghiari, abbiamo tirato fuori una bandiera giallo-rossa, io propenderei per mettere a sinistra il giallo e a destra il rosso. Per l’altra bandiera dovrebbe essere il bianco a sinistra ed il celeste a destra. Ho chiesto un parere al Guiducci ma lui mi ha risposto in modo enigmatico: “Il Merendelli lo sa!”

14 agosto 2005

Due nomi di Clèto

Dovendo passare per Ponte Messa, in quel di Pennabilli (mitica località e tappa obbligata nelle migrazioni di cinquant’anni fa degli abitanti di Anghiari verso il mare), ho potuto constatare che una strada ha due nomi. Così in cima ad una delle loro strade possiamo leggere: Via Vivaldi Via Puccini

La vignetta di Scacciapensieri:

Festa a Valealle

Voli sicuri?

Domenica 2 ottobre Festa della Madonna del Rosario a Valealle. S. Messa alle ore 11

IV Rassegna Corale don Vittorio Bartolomei

Si svolgerà a fine ottobre ad Anghiari la IV Rassegna Corale per ricordare l'impegno nel campo musicale di don Vittorio Bartolomei. Programmi dettagliati verranno esposti nei prossimi giorni in parrocchia e nei negozi.

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GMG: Ricercare la verità, senso profondo dell’esistenza umana

«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella» Durante le GMG, nei giorni che precedono l’arrivo del Papa per la Veglia e Messa finale, i giovani si ritrovano nelle varie chiese della città per seguire le catechesi tenute dai Vescovi. A Colonia sono convenuti più di 800 Vescovi provenienti da tutto il mondo. Anche il nostro Vescovo Gualtiero era presente alla GMG di Colonia. La mattina del 17 agosto ha tenuto una catechesi a dei giovani italiani, e il suo intervento è stato pubblicato sul quotidiano “Avvenire” perché è piaciuto moltissimo. abbandonando tutto. Anche per noi, asAnche noi, come i Magi, sentiamo setati di felicità, è difficile capire quale impellente la sete di Dio, e a ciascuno sia la cosa, o la persona, che ci dia una di noi è indicata “la sua stella”. felicità autentica, vera, non passeggera Per questo ci mettiamo in cammino, o superficiale. ci siamo messi in cammino anche per Dunque, qual è il primo gesto che i venire qui a Colonia. Magi hanno compiuto? Quello decisivo? Una volta “incontrata” la verità, essa Quello da cui la loro storia ha avuto ci impegna a soddisfare la “sete” degli alinizio? tri. Diceva Giovanni Paolo II: «la Chiesa, Hanno alzato gli occhi al cielo! infatti, ha bisogno di autentici testimoni Hanno, cioè, assecondato la loro natura per la nuova evangelizzazione: uomini Ci sembra giusto per onore al nostro di uomini e di donne, che è quella di e donne la cui vita sia stata trasformata Vescovo e per far conoscere questo te- alzare gli occhi al cielo. Gesto che indica sto così ricco e significativo, proporne l’apertura totale dell’uomo a qualcosa di dall’incontro con Gesù; uomini e donne capaci di comunicare quest’esperienza alcune parti. altro da sé, di lontano, ma di raggiungi- agli altri. Ancora una volta i Magi ci sono “Dov’è il re dei Giudei che è nato? bile allo stesso tempo. di esempio. Essi, giunti a Gerusalemme, Abbiamo visto sorgere la sua stella e Di fronte alle domande di senso, i chiedono “dov’è il re dei Giudei?”, e così siamo venuti per adorarlo” (Mt., 2,2). Magi hanno alzato gli occhi al cielo. già rendono testimonianza alla verità; In questo versetto tratto dal Vangelo di Hanno cercato, cioè, di comprendere la non si vergognano di raccontare senza Matteo, scelto da Giovanni Paolo II come realtà che li circondava, impiegando gli reticenze o pudori la loro esperienza. tema per questa XX giornata mondiale strumenti della ragione per interrogare La Chiesa ha bisogno di santi. Tutti della gioventù, è descritta con straordie indagare la verità. Sia pure una verità siamo chiamati alla santità, e solo i santi naria incisività la nostra natura umana. “illuminata”. possono rinnovare l’umanità». Poche parole racchiudono quello che è «Abbiamo riconosciuto la sua stel+ Gualtiero Bassetti l’atteggiamento fondamentale di ogni la». Certo, distinguere la stella è difficile. uomo e di ogni donna, il suo desiderio Vescovo di Arezzo-Cortona-SansepolTante sono le proposte allettanti che di ricerca, la sua capacità di affidarsi, cro sembrano con facilità rappresentarci il di alzare lo sguardo, di adorare. Atteggiamenti, questi, tipici e propri soltanto senso della vita. Spesso, la “sua stella” ci si mostra, ma non riusciamo a ricodell’uomo. noscerla, a distinguerla tra le mille luci I protagonisti della storia sono i Magi, che tentano di attirare il nostro sguardo o abbagliare i nostri occhi. e la loro è la storia di una ricerca. Tranquilli. Non è necessario avere Ricerca di che cosa? Di una verità compreso tutto, avere chiaro tutto per che sola può dare senso alla vita; ricerca di un bene che solo può saziare cominciare a camminare, anzi molto il desiderio di felicità, che nell’uomo spesso è solo scontrandosi con la fatica è più grande dell’uomo stesso, anzi del del cammino e iniziando ad immergersi nel paesaggio che le nostre scelte iniziali mondo intero. trovano senso, conferma o smentita. I Magi ne sono l’esempio. Essi sono L’antefatto è la scoperta, nel cielo, capaci di uscire dal grigiore dell’abitudella “sua stella”. Badate: fra i miliardine o della massificazione e prendono di di stelle, pianeti, costellazioni che rendono straordinariamente bello il la decisione di partire. Sono uomini in firmamento, i Magi scoprono “la sua cammino, pellegrini verso l’incognito, stella”. E si mettono in cammino. Del anche se attratti dall’assoluto. I Magi rappresentano un modello per resto, sono astrologi, esperti di geografia, eruditi studiosi: per loro non è tanto la nostra vita cristiana: la loro ricerca Il nostro vescovo Monsignor Gualtiero difficile seguire la strada che “la stella” paziente, umile, perseverante viene Bassetti, con il cappellino della GMG di indica, quanto, semmai scegliere a quale premiata. La loro esperienza spirituale Colonia, nel giorno in cui incontra i giovani stella affidarsi e decidere di seguirla, riguarda anche noi, può e deve diventare della nostra Diocesi. la nostra stessa esperienza di vita. 24


GMG: Testimonianze di alcuni partecipanti al raduno di Colonia

Questa è stata la mia prima esperienza alla Giornata Mondiale della Gioventù. Incoraggiata dagli amici che avevo attorno sono partita senza troppe aspettative. Non avrei mai pensato di trovare a Colonia un milione di giovani, pieni di entusiasmo, uniti dalla fede e dall’amicizia e di provare una gioia così grande che quasi ti viene da piangere!?! E’ indescrivibile solo a parole. Eravamo lì da ogni parte del mondo e pur essendo diversi abbiamo fatto tutti lo stesso grande incontro: quello con Gesù Cristo. La presenza e le parole del Santo Padre hanno accresciuto ancora di più l’entusiasmo. Il clima è sempre stato quello di festa lungo le strade e nelle piazze, ma allo stesso tempo segnato anche da un grande impegno e serietà. Adesso siamo tornati alla nostra routine quotidiana, ma spero che questa esperienza meravigliosa sia soltanto l’inizio, affinché la giornata mondiale della gioventù di Colonia, con le nostre testimonianze, sia un esempio vivo di fede per la parrocchia e la comunità. Veronica Eccoci qua di ritorno dalla XX giornata mondiale della gioventù svoltasi quest’anno a Colonia. Un’esperienza unica e irripetibile, da fare almeno una volta nella vita. Sinceramente all’inizio eravamo un po’ titubanti, non sapevamo cosa ci aspettava, ma poi quando ci siamo trovate in mezzo a tanta gente di paesi e nazionalità diverse, abbiamo capito che

la scelta di partecipare alla GMG non era stata sbagliata. Ho tanti ricordi che non mi faranno dimenticare quest’esperienza, a partire dalla famiglia che ci ha ospitate, dalla festa degli italiani svoltasi allo stadio di Colonia il 17 Agosto a cui abbiamo assistito dall’esterno guardando il maxischermo, perché dentro non c’era più posto, alle interminabili file fatte per prendere i mezzi pubblici, alla veglia del sabato svoltasi a Marienfeld, e perché no anche al pasto del pellegrino, e anche se non era proprio buono lo abbiamo mangiato lo stesso. Il mondo era a Colonia “per Adorarlo” e c’eravamo pure noi. Con la gioia e la speranza che ci ha lasciato questa bellissima esperienza, ci diamo appuntamento a Sidney 2008! Chiara Emozionante e indimenticabile! Credo che siano le prime cose che mi vengono in mente ripensando alla GMG. È proprio così, ogni giorno passato a Colonia, con gli “amici di tutto il mondo” è stato un susseguirsi di 1000 emozioni. Questa per me e per le mie compagne di avventura è stata la prima GMG e a dire il vero all’inizio eravamo un po’ scettiche e titubanti. Il primo giorno abbiamo cambiato subito idea quando, girando per le strade di Dusseldorf e di Colonia, ci siamo sentite parte di un’unica grande famiglia e di un intero mondo di amici. Le nostre giornate iniziavano sempre con la preghiera nella Parrocchia che ci ospitava, poi eravamo abbastanza libere di decidere cosa fare. Abbiamo assistito a due catechesi una delle quali interessantissima, sostenuta dal famoso Bruno Forte. Vi-

Prenota il tuo CD Vi troverai le foto delle attività estive della parrocchia.

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sitando la città di Colonia, siamo state nella Cattedrale, che ospita la reliquie dei RE MAGI, che seguendo la “Sua” stella arrivarono a Betlemme per adorare Gesù. La GMG è continuata poi con la veglia del sabato sera che dopo il saluto del Papa è proseguita con canti e balli e... con un po’ di freddo che non è mancato a questo spettacolare evento. Infine la domenica mattina abbiamo assistito alla S. Messa celebrata da Benedetto XVI dove nell’omelia ci ha invitato ad avvicinarci sempre più a Cristo e dicendo che “chi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di lui , una grande gioia non si può tenere per sé ma bisogna trasmetterla ad altri”; alla fine della celebrazione il Santo Padre ci ha dato appuntamento alla prossima GMG che si terrà a Sidney in Australia nel 2008: e perché mancare??? Laura

I documenti della GMG La Parrocchia sta realizzando un libretto con i discorsi del Papa tenuti a Colonia per la XX Giornata Mondiale della Gioventù. Chi lo desiderasse lo può richiedere in Parrocchia, oppure può mandare una e-mail a: parrocchia.anghiari@email.it per avere i discorsi in formato digitale.


Dopo l'estate Elenchiamo le ultime offerte per il giornale. A volte arrivano delle offerte con il nome diverso da quello a cui è indirizzato il giornale. Se possibile mettete sempre lo stesso nome. Per il prossimo numero aggiorneremo l'elenco. Intanto chi rileva qualche inesattezza o qualche mancanza ce lo comunichi. Gliene saremo grati. Bartolomei Anna Maria, Via Nova Bruni Michele, La Fossa Cangi Laura Casucci Franco, Giardinella Giudici Panichi Paola, Mammalucco Papini Gianni, Il Cantinone Pierantoni Franco, Bucacce Procelli Valeria Raffaelli Maria, Viale Stazione Sassolini Giuseppe, Sansepolcro Stefanie Risse, Casa Bruna Villarecci Marisa, Il Ghetto

Elogio del Magi

Questo raffigurato è il frontespizio di un interessante ed erudito libretto a stampa datato 1809 e dedicato al Dottor Gio. Battista Testi, membro della nobile famiglia anghiarese. Il volume, di proprietà di Frido Camaiti che ce lo ha segnalato, riporta notizie sulla vita del Magi e fa un

Emozioni dal Castello antico di Carla Leonardi

Chiunque abbia la fortuna d’affacciarsi alle finestre della mia piccola Badia, resta ammaliato da tanta, naturale, toccante poesia che la Valle Tiberina gratuitamente sciorina all’occhio che mai si sazia di tanto ben di Dio. Anche il mio sguardo spazia, innamorato, in questo sublime panorama, rapito da così grande stupore, per poi posarsi, subito dopo, avido d’amore, sul nostro “vecchio” Camposanto, dove i cari defunti dormono in compagnia del nostro silenzioso pianto. Ma nelle chiari notti di luna il tremolio stellare mirabilmente si fonde nel vivido brillare delle lucine accese sulle tombe. Così quel mesto luogo santo si rianima per incanto e i nostri amati morti, come fossero in anticipo risorti, ci danno teneramente, in segno di pace, la buonanotte.

Restauro organo della Badia A fine agosto abbiamo superato i 9800 euro. Generose offerte sono pervenute dal sig. Carlo Vagnoni in memoria della moglie Lydia Cerbai Vagnoni; dalla famiglia Gurrieri in memoria della figlia Lucia; dalla sig.ra Maria Maranesi Cancellieri in memoria della madre Liliana. Rivolgiamo il nostro pensiero alle persone scomparse che i parenti hanno voluto così onorare. Il primo concerto eseguito con lo strumento restaurato sarà dedicato a loro e a tutti i concittadini che ci hanno sostenuto in quest’impresa a prima vista quasi impossibile e ora prossima a realizzarsi. L’8 agosto ci siamo recati nel Laboratorio di Restauro Organi Antichi di Paolo Ciabatti, a Badia al Pino. Abbiamo così potuto prendere visione del progresso dei lavori. Il titolare ci ha spiegato che ha iniziato a riparare le parti più deteriorate: in particolare le canne di legno; a seconda delle loro dimensioni sono costruite con legno di pioppo, di abete, di castagno; quelle di pioppo e di abete sono risultate molto fragili e bisognose di un lungo e impegnativo consolidamento con speciali resine. È stato inoltre quasi completato il restauro della tastiera. Siamo rimasti d’accordo che all’inizio dell’inverno faremo un’altra visita per documentare lo stadio d’avanzamento dei lavori e renderne partecipi i cittadini anghiaresi. Ricordiamo che termineremo la raccolta una volta raggiunti gli 11.000 euro e che le vecchie lire servono ancora! Anghiari, 31 agosto 2005 Il Comitato per il restauro: Elida Bianchi, Fabiano Giabbanelli, Monia Leonardi.

La tastiera e le canne in legno dell'organo di Badia durante la difficile fase del restauro.

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Parrocchie di Anghiari, Micciano, San Leo e Tavernelle

IV Convegno Parrocchiale L’eucaristia fa della Parrocchia una “Comunità viva”

SABATO 1 OTTOBRE CENACOLO DI MONTAUTO Ore 15,00 Preghiera Ore 15,15 Intervento del relatore Ore 16,30 Pausa - Lavori in gruppi Ore 17,30 Assemblea (interventi, domande, proposte…) Ore 19,00 S. Messa conclusiva Al Convegno Parrocchiale siamo invitati tutti. Chi in Parrocchia svolge un servizio, o ha un incarico. E tutti coloro che si sentono parte della propria Comunità. Non c’è bisogno di “fare qualcosa” per sentirsi membro della Comunità. L’occasione del Convegno è un invito a trovarsi insieme, discutere, e aiutarci nella crescita comunionale ed ecclesiale delle nostre Comunità Parrocchiali.

Caravaggio Cena in Emmaus

La riproduzione illustrata in questa pagina è quella utilizzata dalla Parrocchia per il manifesto dell'Anno Eucaristico. Tali manifesti sono stati affissi nelle chiese delle parrocchie di Anghiari dove rimarranno fino a tutto il mese di ottobre. Termina infatti il nostro cammino iniziato con la lettera “Mane nobiscum Domine” di Papa Giovanni Paolo II, con la quale indiceva l'Anno dell’Eucaristia (ottobre 2004/ottobre 2005).

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Anghiari mio paese nativo

ovvero i drammi, i sogni, il lavoro e le tante fatiche dei vecchi anghiaresi dal '900 in poi - di Armando Zanchi

Il nostro caro Ricovero Martini, regalo dell’Anghiarina ai cittadini di Anghiari dentro il quale tanti dei nostri cari vecchietti hanno trascorso tanti di quegli anni, forse i più appannati e dolorosi, della loro vita, abbandonati al loro destino, in attesa del loro viaggio senza ritorno. Quanti di questi vecchietti li ò conosciuti, certo per loro era l’unica speranza di avere un ristoro e di morire in pace in un letto, non di casa come molti preferivano, ma in compagnia di tanti altri vecchietti, sfortunati come loro e tanto bisognosi di affetto e di bene umano che forse a tanti di loro mancava. Dopo il gioco del pallone ed il gioco delle bocce, da me già spiegato, altro gioco che ci rendeva felici le giornate di libertà era il gioco della Rulla, con rulle di legno ed a volte di formaggio, gioco al quale era adibita la strada della Fossa, partendo dal Campo della Fiera, fino ad una località chiamata la Fossa, ma pian piano, anche questo gioco, è andato a scomparire per le troppe macchine che adesso sfrecciano in questa strada e quindi molto pericoloso esercitare questo gioco ma a quanto mi risulta vi è un gioco lungo l’argine del Sovara, lontano dal traffico, dove di sovente vi è delle gare, anche nazionale e provinciale. Ma pochi sono i giovani di adesso che si adattano a questa soluzione sportiva, per noi era il pernio della vita, ma loro altre discipline di gare si sono scelte, adesso con le macchine a portata di mano se la spassano a destra e sinistra in cerca di altre cose che gli riempie lo spazio della giornata senza tanta fatica e sudore di questo sport salutevole svolto. Le loro ambizioni di conoscere quello che ruota intorno a loro, mentre per noi giovanotti dai capelli grigi e forse arrivati al crepuscolo del fine gita per i tanti anni e acqua passata sotto il ponte della nostra strada, a quei tempi tanto misera, c'era la bella soddisfazione di gustarsi una caramella o un cioccolatino. Così con questi prodi giovani di questa generazione hanno altre vedute e disertano il loro paese perché per loro forse poco accogliente per i loro gusti e lasciano il paese in mano ai Turisti di passaggio, amanti del silenzio e della natura che il paese loro offre, lontano dai rumori delle Città intasate dalle macchine e dalla circolazione con tanta di aria buona e pura.

Ricordo il vecchio Ortolano "Il Bertusi", era quello di vagliare i tanti semi come grano, orzo, granturco, fagioli e ceci, insomma era un continuo lavoro con questo vaglio che manovrava con una certa destrezza ed abilità che solo lui conosceva. Altro ricordo di una cara vecchia che lavorava al Telaio e se bene ricordo si chiamava Rosa e lavorava in uno scantinato sul lato destro appena scese le scalette che conducono al Bordello, ora via della Misericordia, e la sentivi per tante ore manovrare quel Telaio con una abilità stampando e tirando fuori delle stoffe di canapa o lino. Lavorava in un fondo quasi buio ma si sentivano i suoi rintocchi sul pedale per fare sì che i fili sul telaio, cambiassero posizione, poi con le mani manovrava uno strano aggeggio, cioè la spola, che infilava ripetutamente tra i fili che venivano fatti alzare da un pedale, quello strano aggeggio che manovrava con una mano gli serviva per stringere i fili introdotti con la spola e di lì formava la stoffa. Per ore ed ore seduta o in piedi, tirava avanti questo lavoro con tanta lena ed attenzione per guadagnarsi la sua vita decente come tutti gli altri paesani, con tanto movimento di braccia e di piedi. I nostri cari Biciclettai, alla pari dei nostri meccanici di ora, sempre pronti a servire e prestare servizio, perché allora le macchine erano le biciclette e quindi di continuo le riparazioni per le bucature, cambiare un raggio o due, che si rompevano nella ruota, quando trovavi la strada dissestata o cambiare i zoccoletti dei freni troppo ormai consumati. Il biciclettaio di allora, il vecchio Alberti detto Boleto, con il figlio Urio, che poi cambiò mestiere e diventò orologiaio. Poi Osvaldo Magi, che aveva la bottega lungo la provinciale al di sotto del Giardinetto dove ora si trova una officina meccanica del Senesi. Poi Mario Cristini, aiutato in questo lavoro da Nilo Agolini, che poi passò dalle biciclette alle moto, avendo aperto un’officina dove ora vi lavora il figlio in Viale Gramsci, davanti al giardinetto Comunale. I vecchi fotografi anghiaresi, l’unico viveva tra le due porte, dove una volta vi erano i bagni per l’intera popolazione di Anghiari e i tanti forestieri che fossero capitati in paese. 28 Questo fotografo si

chiamava Rino Mondani, che aiutato dal figlio Beppino, svolgevano questo lavoro nel loro studio fotografico che avevano allestito in casa. Poi, dopo qualche anno, arrivò il secondo fotografo con la moglie Liana, il Maestro Franceschini Vandro, la cui sua moglie in questi ultimi tempi, à fatto una mostra fotografica di Anghiari e di tanti Anghiaresi. I poveri lavori manuali di quei tempi, era il lavoro agricolo, con delle Fattorie o proprietari che avevano un podere o più ed il lavoro consisteva di fare formoni per i campi per le piantagioni di viti o lavorare con la Forestale al rimboschimento o andare a prelevare le bruche che avevano fatto il nido nei pini, lavoro poco simpatico perché ci riempiva di bulgioni, era una lavoro da disperati, per non morire di fame. Nei cantieri della Forestale ci sono passati quasi tutti gli Anghiaresi e tutti hanno provato questo morso del lupo, guadagnandosi quel piatto di pasta asciutta o di minestrone ma di soldi pochi. Ogni mattina verso le sei vedevi queste colonne di disperati, per andare a piedi su per i poggi vicino al Ponte della Piera e molti nei Monti Rognosi a spicconare quella roccia vulcanica per fare le piazzole per mettere a dimora le piantine di pino, in alcuni casi vi era più terra, ci veniva seminato il seme di pini o di altre piante adatte a questo tipo di terreno ed alla sera, dopo l’orario di lavoro, tutti a piedi si invertiva la marcia, con un fastello di tizzoni di ginepro e li portavamo fino a casa. Al mattino seguente, solita zuppa, senza pane e né cotenne a quei tempi tanto usate.

I giocatori di forme in occasione del Palio 2004.


La pagnicca di Lamberto Ulivo

Durante il mese di ottobre dell’anno andato nella zonascorso, delle sono marronaie, sotto Badia San Veriano, per raccattare un po’ di marroni. Ho lasciato la macchina al Col della Fossa, vicino a Tortigliano, e mi sono incamminato verso il castagneto. Prima di arrivare alla meta ho attraversato un bosco di querce e il mio sguardo è andato subito verso la cima per vedere se ancora c’era il vischio. Questa pianta parassita produce bacche verdi o bianche a seconda se cresce nelle querce o negli alberi da frutto. Durante le feste di Natale il vischio con le bacche bianche viene regalato come buon augurio mentre quello con le bacche verdi serve per fare la “pagnicca”, cioè la paina. Noi ragazzi, durante l’estate, montavamo sulle querce per prendere le palline verdi; le mettevamo in un recipiente sotto il letame e le lasciavamo macerare sino a che si formava una specie di palla appiccicosa: la “pagnicca”. Questa poi veniva battuta più volte in un sasso e lavata in acqua corrente per levarne tutte le impurità. A cosa serviva?

Ecco la Badia nel 1940

Riscaldata in un recipiente e portata allo stato liquido, veniva spalmata sopra dei bastoncini chiamati “luti” e messi in prossimità di pozze di acqua in attesa che qualche piccolo uccello assetato vi posasse sopra le sue zampette. Una volta toccata questa pasta liquida, come ho detto estremamente vischiosa, gli uccellini non riuscivano più a liberarsi. Poiché i cacciatori sparavano solo alla selvaggina grossa (lepri, fagiani, starne, ecc.) la selvaggina piccola veniva catturata con la “pagnicca”. Spesso il mio babbo riusciva con l’olio a ripulire questi uccelli invischiati che poi metteva nelle gabbie per essere usati come richiami. Adesso questo tipo di caccia sarà sicuramente proibito ma, anche se non lo fosse, chi mai monterebbe su una quercia grande e grossa per raccogliere le bacche di vischio, fare la lavorazione descritta solo per prendere qualche passerotto o fringuello? Sarebbe anacronistico. Ma allora queste erano le cose che si facevano.

La chiesa della Badia in una recuperata foto del 1940. È il tre maggio 1940 e la chiesa è addobbata per le feste di quei giorni. Si può notare la balaustra in legno che separava il presbiterio dal resto della chiesa. Ma veniamo al 2005. Fra non molto la balaustra in legno, attualmente al restauro, verrà ricollocata al suo posto. La cappella della Madonna di Loreto (la preziosa scultura è stata restaurata recentemente) verrà dotata di una apposita cancellata in ferro per delimitarne lo spazio e rendere più sicure le opere esposte. Mentre andiamo in stampa sta iniziando inoltre il restauro della cassa dell'organo (se ne parla a pag 26) che si trova sopra la cantoria della chiesa e contemporaneamente si ripristinerà la mensola in legno che è andata distrutta qualche tempo fa. Si sta infine sistemando l'illuminazione della chiesa e quindi si tratta di tutta una serie di interventi per questa nostra chiesa di Badia per renderla pienamente fruibile dagli abitanti di Anghiari vecchio e da tutta la Comunità. In questo modo poi essa potrà essere apprezzata anche dai turisti che, in modo rispettoso, visitano questo luogo di culto così ricco di opere d'arte che i nostri antenati hanno voluto collocare in questo luogo.

Alla Silvana e alla Rosita Cara Silvana

colpito dal dolore ma avrà forza di vivere con amore

che porta a noi la pace ora che la Santa al Camposanto giace

e cara Rosita tutto finisce ma siamo ancora in vita

il caro Santino che anche lui restai sempre vicino

Anche il mio cuore ormai spezzettato da tanto male poi sopportato

Il suo ritorno tanto lì vicino a quel santo uomo che era il suo Santino

La cara Mamma che avete voi curato ora si è involata e voi à lasciato

Da cari amici i cuori mai assenti noi restammo sempre lì presenti

Ora son qui sempre in mezzo a voi perché i nostri cuori è un frammento di noi

Cari figli e cari amici miei stretto a voi noi ci sentiamo fieri

Tutto l’amore che voi le avete dato sono sicuro sarà ricompensato Prima con il Padre

La nostra vita tanto travagliata con la Silvana di volontà pregiata Il suo fardello

La nostra amicizia con radici lontane sgorgano acqua come le fontane Ma è un’acqua

Contro il dolore che tutti noi à colpito coraggio amici il mondo non è finito:

di Armando Zanchi

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la pagina di Walter Del Sere

Date: 18 agosto, 2 agosto Potevo scrivere della “Muraglia anghiarese”, ennesimo successo di Tovaglia a Quadri, oppure degli acclamati concerti della Southbank Sinfonia di Londra, o ancora dell’ottima riuscita del Festival nazionale “Città e paesi in racconto. Narratori per diletto” organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ma anche del laconico cartoncino che annunciava “l’ascensore è fuori servizio per cause tecniche” proprio nei giorni di ferragosto con il centro storico invaso da turisti. Insomma avrei avuto tanti spunti derivanti da fatti e fatterelli accaduti in Anghiari: dalla casa di Yoghi e Bubu (indovinate dov’è), all’Ordinanza del Sindaco che vieterà il transito per la strada della Libbia ai camion che superano le 20 tonnellate (a questo punto sarà già entrata in vigore). E invece il nero su bianco va doverosamente alla strage del 18 agosto 1944, alla triste e ingiusta fine di Roberto Procelli e ad un appello sulla riapertura di uno dei posti più suggestivi del nostro ricco territorio. Nel 61° anniversario della dramma-

tica esplosione della caserma dei Carabinieri di Anghiari che causò la morte di 15 persone, tra militari e civili, il Sindaco Danilo Bianchi, il Colonnello dei Carabinieri Marco Mochi, il Presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli, insieme ad altre autorità civili e militari, hanno presenziato alla commemorazione annuale. Un atto significativo che ha inteso tramandare la memoria del tragico evento avvenuto durante il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale dopo che, alla fine di luglio del 44, gli alleati avevano fatto il loro ingresso in Valtiberina. Prima di abbandonare Anghiari le truppe tedesche minarono, all’insaputa di tutti, anche la vecchia caserma dei Carabinieri. I tedeschi nascosero il congegno a orologeria negli scantinati dell’edificio che saltò in aria alle 10,55 mattutine del 18 agosto 1944. Sotto le macerie furono recuperati 15 cadaveri e decine di feriti. Anghiari ha ricordato quella tragedia che ancora è impressa nella memoria collettiva, ricordando le innocenti vittime con una solenne messa. Successivamente il corteo è sfilato per le vie cittadine fino a raggiungere il luogo della strage dove è stata inaugurata la stele ai caduti. Il nuovo monumento, collocato lungo la strada della Libbia, dietro il cippo originario, riporta i nomi delle vittime e questa significativa frase del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: “La fiducia nel futuro si nutre della memoria condivisa del proprio passato. L’oblio genera invece indifferenza”. *** Per il quarto anno consecutivo, nell’anniversario della strage alla stazione di Bologna, Anghiari ha rinnovato l’appuntamento musicale in memoria di Roberto Procelli, il giovane anghiarese vittima innocente dell’attentato che 25 anni fa causò 85 morti e 200 feriti. Dopo il gruppo cileno degli Inti Illimani, il cantautore bolognese Claudio Lolli e le canzoni di Fabrizio De Andrè, affidate alla voce di Chiara Riondino, quest’anno Roberto è stato degnamente ricordato con le note jazz di Bud Shank, un’autentica stella del jazz mondiale che non si è risparmiato per regalare al folto pubblico una serata di quelle da incorniciare nell’album dei ricordi. Per l’occasione Bud Shank era accompagnato da tre bravi musicisti come il genovese Massimo Faraò

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al pianoforte e Paolo Benedettini al contrabbasso. Alla batteria si esibiva il giovanissimo Gianmarco Lanza, figlio del Professore Antonio. Navigando su Internet ho trovato queste testimonianze di anonimi che ricordano così Roberto Procelli. “L’orologio segna le 10,15. È il 2 agosto 1980, stazione di Bologna. Sole e caldo. C’è un ragazzo, ventun’anni da poco compiuti. Con una valigia aspetta sotto la pensilina del primo binario. Prende un fazzoletto e si asciuga il sudore, sotto il berretto guarda e osserva gli sguardi sconosciuti di una stazione d’estate. Roberto Procelli è in servizio di leva, 121 Battaglione di artiglieria a Bologna. Viene da San Leo di Anghiari, quattro case a trenta chilometri da Arezzo. Era partito per il militare pochi mesi prima. Non avrebbe mai voluto lasciare il paese, Rinaldo e Ilda, i suoi genitori e quella ragazzina che gli faceva il filo da quando era poco più di un bimbo. Roberto si mette proprio sotto l’orologio, dove c’è la sala d’aspetto di seconda classe. Attraverso il vetro scorge i volti di quella gente, ascolta perfino i loro discorsi. C’è la famiglia con i ragazzini che non stanno mai fermi, lo studente che disegna il volto di una donna mentre allatta il figlio, una coppia in viaggio di nozze, i boy scout che mangiano i panini, un giovane con lo zaino sulle spalle, militari in libera uscita che vanno al mare, la nonna con il nipote e la loro valigia, gente che dorme, gente che legge. Immagini di un paese che va in vacanza, con il sorriso sul volto e il biglietto del treno in tasca”. “Mi ricordo quella faccia pulita e semplice di Roberto che un lunedì mattina al risveglio dopo un 48 ore a casa al ritorno in caserma, mi ritrovai davanti. Mi dissi che forse era uno che avevo visto chissà dove, ma quando lo sentii parlare capii subito che era delle mie parti. “E tu chi sei ?” “Io sò Roberto Procelli e te ?” “Ma sei una burba?” “Semmai un burbo”. Mi rimase subito simpatico e da allora, noi congedanti lo prendemmo sotto la nostra ala quasi a proteggerlo da scherzi o ingiustizie (allora il nonnismo c’era). Mi sono congedato il 29 luglio 1980. Ero locato a Bologna solo come aggregato. Due giorni prima lasciai Bologna e partii per Brescia. Il 2 agosto sarei stato sicuramente lì anch’io a prendere qualche treno per tornare a casa. Quando davanti alla televisione sentii la notizia in cui dissero che l’unica vittima accertata era un militare del 121° mi si gelò il sangue poiché lavoravo in maggiorità ed ero addetto ai tesserini di riconoscimento, con foto, nomi ecc. Ero sicuro di conoscerlo. Quando dissero il nome scoppiai a piangere. Un pianto che al confronto di quello di sua mamma e suo papà, dei suoi nonni, dei suoi parenti o della sua fidanzata era di certo niente”.


CRONAC HETTA

Mese di Agosto 2005

dei fatti più strani, più importanti o più semplici, avvenuti ad Anghiari e narrati da me Anghiarino Anghiarese.

Martedì 2. Stamani ho aperto io la chiesa della Maddalena perché la Fanny è andata al pellegrinaggio di Montauto. Mercoledì 3. Stanotte ho sentito che a una cert’ora ha piovuto ma poco. Oggi invece ha piovuto e parecchio. * Tornando per la via Cupa ho visto che il Ghiaccini ha messo dei mazzi di ceci a seccare lungo un filone. Domenica 7. Oggi ero a Castiglion Fosco e ho ascoltato un bel “concerto” delle campane di quel posto. Mercoledì 10. Oggi è morta Isolina Mondani di anni 92. Abitava a Ponte Eleonora a Tavernelle. Giovedì 11. Poco dopo le tre si è alzato un gran vento ma, fortunatamente, da noi non ha fatto niente. Venerdì 12. Solo oggi ho saputo che giorni indietro è caduto il tetto dell’Ammazzatoio. Sabato 13. Oggi è morta Adelmina Santioni vedova Ruggeri. Aveva 87 anni ed abitava al Molin del Caccia. Domenica 14. Stanotte sono passato da Colcellalto ma non mi sono fermato dal mio amico Dino perché era l’una e mezza di notte. Giovedì 18. Oggi era l’anniversario dello scoppio della mina alla caserma dei carabinieri. Venerdì 19. Sono in vacanza a Scauri e con mia moglie abbiamo assaggiato la mozzarella di bufala che qui sono veramente buone. Sabato 20. Oggi sono nati i due gemelli Alberto e Andrea Gigli di Marco e Denisa Barone. La loro famiglia abita di fronte alla Vigna del poggio e il loro nonno Fabio è un valente musicante. * Oggi è morto Giovanni Taddei di anni 78. Abitava al Ghetto di San Leo. Domenica 28. Oggi un gruppo di camminatori sono andati al Ponte per la Camminata del Contrabbandiere. Lunedì 29. Primo colpo di piccone, anzi di ruspa, per il rifacimento del lastricato di piazza Baldaccio. Martedì 30. Stamani in piazza del teatro c’erano una ventina di coristi. Venivano da Grazt ed erano diretti ad Assisi. * Stasera, con molti della famiglia Chialli, abbiamo festeggiato

29 giugno. Oggi è nato Alessandro Nicchi di Fabrizio e Camilla Ortalli. La sua famiglia abita di là dalla piazza del Mercatale. * Oggi è morta Annita Serafini in Buricchi. Aveva 74 anni ed abitava a San Leo.

Mese di Luglio 2005

Domenica 3. Ieri e oggi con mia moglie siamo stati a Monte Cerignone per le feste medievali. * Oggi è nata Arianna Comanducci di Francesco e Felicia Simona Radoi. La sua famiglia abita all’Intoppo. Lunedì 4. Oggi è morta Matilde Panichi in Carboni. Aveva 81 anni ed abitava per la via della Chiesa a Tavernelle. Martedì 5. Oggi è morto Vincenzo Bernardini. Aveva 91 anni ed abitava a Carboncione. Lunedì 11. Anche la Luli s’è decisa a cavare le bandiere dalle sue finestre del Borgo della Croce. * Nel pomeriggio ho visto un gruppetto di persone alle Logge che guardavano la nuova Guardia comunale in azione. Martedì 12. Verso le tre si è sentito diverse sirene che andavano verso il Campo alla Fiera. Poi ho visto anche due camion dei pompieri. Mercoledì 13. Oggi è nato Massimiliano Pernici di Guido e Giuseppina Tramontano. La sua famiglia in Via dell’acquedotto, in fondo al Terrato, e la sua mamma gestisce la lavanderia della Via nova. Giovedì 14. Ancora non m’è riuscito a sapere dove andavano i pompieri che sono passati ieri. Venerdì 15. Oggi è nata Chiara Donati di Massimo e Paola Mondani. La sua famiglia abita verso il Palazzo del Campo alla Fiera. Domenica 17. Oggi è morto Luigi Bracci di anni 87. Abitava per la via del Borgo, verso la Maestà. Venerdì 22. Ho visto che è stato rinnovato il monumento per la mina della via Nova. Giorni fa ci lavorava il dottore (il muratore eh!). * Oggi è nato Leonardo Grazi di Bruno e Cinzia Boncompagni. La sua abita in Valle di Toppole. Lunedì 25. Oggi ho spedito l’Oratorio alle poste ad Arezzo. * Al Campo della Fiera ho visto una ruspa ed una betoniera col cemento. Speriamo che per far bene non facciano qualche danno. Martedì 26. Stasera sono andato a prendere la segatura da Benedetto che mia moglie ci deve fare il cuscino per il tombolo. Venerdì 29. Oggi ho visto che le lastre davanti alle Logge stanno andando sempre più in rovina.

Il cocomero del Baggi di Emmedipì

Il portone della Maddalena Il 22 luglio, come ogni anno, nella chiesa della Maddalena viene celebrata la festa annuale. Qualche giorno prima abbiamo cominciato a mettere ordine alla chiesa e abbiamo chiesto l’intervento di Marco Santi, artigiano restauratore che ha dedicato agratis una giornata del suo tempo riportando il portone in ottimo stato. Ci siamo allora resi conto che la bella serratura del portone era senza chiave. Subito è intervenuto Maurizio Panichi, mastro fabbro che ha realizzato una adatta chiave. Grazie!

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Giandomenico Baggi, ricercatore di cose antiche e di notizie paesane, ama trascorrere parte del suo tempo nella coltivazione dell’orto. Anzi, è la famiglia che lo sprona in questa attività per poter consumare verdura e frutta fresca tutto l'anno. Quest’anno Giandomenico si è voluto cimentare nella coltivazione dei cocomeri, prelibato frutto estivo che ad Anghiari aveva il suo apice il 30 di agosto con la fiera attesa con ansia da grandi e piccini. Si è messo di lena a preparare le sue piantine e... il risultato è stata la raccolta di diversi frutti. Il più bello ha raggiunto il ragguardevole peso di venti chili. Il Baggi ha lanciato allora una sfida agli altri produttori e, visto che nessuno l'ha raccolta, si è autonominato per il 2005 Produttore del più grosso cocomero Valtiberino. Per la bontà potete informarvi presso amici e vicini che in numero superiore alla ventina lo hanno assaggiato. E bravo Giandomenico!


Questo giornale lo potrete trovate su Internet Siamo ospiti nello spazio della Cooperativa Anghiari Service della Banca di Anghiari e Stia: Il nuovo indirizzo è: www.anghiariservice.it/oratorio/index.html Prossimamente si attiverà il sito della parrocchia all'indirizzo www.parrocchiadianghiari.it per i vostri scritti Oratorio di Anghiari - 52031 ANGHIARI

Nei giorni 12 e 13 novembre 2005 si svolgeranno in Anghiari le feste di San Martino e del Vino nuovo

Sotto Le Logge Bringoli e brustichino La tradizione dice che proprio nel Borgo della Croce (poi si chiamò infatti ruga di San Martino) fu deciso di costruire un ospizio per i pellegrini. In quel giorno si faceva inoltre la distribuzione del pane. Si sta pensando ad una qualche rievocazione che coinvolga in particolare questa nostra strada e borgo legata poi in modo indissolubile anche al passaggio di San Francesco d'Assisi.

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2005-5 Oratorio di Anghiari