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PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI N. 6

DICEMBRE 2001- GENNAIO 2002

Sped. in A.P. - art.2 comma 20c legge 662/96 Filiale E.P.T. 52100 AREZZO aut. Nr. 909 del 29/9/1997-Anno XXXV-Per. del Vic. di Anghiari e Monterchi Con approvazione della Curia di Arezzo - Aut. Tribunale di Arezzo n. 5 del 28 aprile 1967 - Dir. Resp. Renato Bertini - Stampa Grafiche Borgo, Sansepolcro Contiene inserto redazionale

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Notte di Natale

INIZIATIVE PER L'AVVENTO

di Vera Cuccini

Il suono festoso delle campane fende il silenzio della notte “Pace pace” ripetono i rintocchi “è nato il Redentore sia gioia in tutti i cuori”. Le mille luci colorate ci accompagnano lungo la via che porta alla chiesa, sembra non sia scesa la notte, la luce ha vinto le tenebre, questa è la notte della luce, di pace, amore e bontà.

Le quattro domeniche di Avvento saranno animate dai ragazzi del catechismo. Visto che questo che viviamo è un tempo molto particolare, abbiamo pensato di mettere un abete in chiesa con la scritta:

"Pace in terra agli uomini che Dio ama" I bambini, di domenica in domenica, riempiranno i rami di questo albero con un cuore rosso in cui scriveranno una preghiera per la pace realizzando così l’ “albero di Natale”. Il recital realizzato dai bambini della IV e V elementare li vede impegnati sabato 22 dicembre mentre la II e la III elementare eseguiranno dei canti e reciteranno delle poesie la domenica dell’epifania. Un invito particolare ai nostri ragazzi per partecipare alla novena in preparazione al Natale. Come l’anno scorso anche quest’anno verrà programmata la visita ai presepi. In particolare quest'anno ci recheremo a Greccio. Anche con i ragazzi delle medie organizzeremo un ritiro durante le feste di Natale.

Sommario Notte di Natale di Vera Cuccini pag. 2 Iniziative per l'Avvento " 2 Parabola delle pietre scartate dai costruttori di Cmr " 3 Calendario Liturgico dicembre gennaio " 4 Il Palterre: dove gli anghiaresi parlano di Anghiari Bar Teatro: utile e dilettevole! di S. Lombardi " 6 Il mio carbonchio " 6 Venti di guerra di Sergio Lombardi " 6 L'altalena di Maria Pia Fabiani " 6 Con Dio non si fanno buoni affari di Cmr " 7 Quando il silenzio è veramente d'oro di Civis " 7 Cipressi al cimitero di Civis " 7 La miccia di Cecco di Mario Del Pia " 7 La Chiesa di S. Lorenzo a Ricciano di Q. Giorgini " 8 Monterchi di Don Quinto Giorgini " 9 Misericordia: Aggiornamento delle offerte " 10 Caro Oratorio " 11 Foglie morte di Vera Cuccini " 11 Cimitero di Federico Topa " 11 Auguri a Davide " 11 Le orazioni di Nonna Benilde " 12 Il permaloso di Maria Pia Fabiani " 12 A forza di arrotondare...! La vignetta " 12 A Kibakwe fino a Natale di Franco Cristini " 13 Un rimprovero ad Anghiarino " 13 I semafori intelligenti di Clèto " 13 Dal Gruppo Donatori di Sangue Fratres di P. Ganganelli Quattro anni dopo " 14 Donazioni 2001: a che punto siamo " 15 Fratres News di Orteip '01 " 15

Replica alle affermazioni del Camaiti pag.16 Il desiderio della nonna di Aldo Tognetti " 16 Sei divenuto l'annunziatore... " 17 Veicoli d'ogni specie al passo di Civis " 17 Saranno i cicli storici? La vignetta di Scacciapensieri " 17 Dalle Parrocchie di Monterchi e San Leo " 18 Caro vecchio Ponte " 19 Notizie dal G.S. Fratres Dynamis Bike " 19 Le acciughe di Lèto di Mario Del Pia " 19 Armonie... di Capo d'anno di Amedeo Vellati " 20 Le tre sorelle " 20 Alla cara maestra Fanny di Armando Zanchi " 20 Benvenuto Euro " 21 Da Tavernelle a cura di A. Bivignani Non temere " 22 Il Nappone " 22 Incontro con don Francesco Sensini " 22 Dalla chiesa di Galbino " 23 Notizie su Tommaso Becket di Athos Camaiti " 24 Volontariato di Francesca " 26 Donazione del Mammalucco " 26 Le guerre della distruzione di Armando Zanchi " 27 Il Dizionario del Repetti " 27 Festa della Toscana " 27 Balli, orchestre e complessi... VI parte di F. Mercati " 28 Fatti di casa nostra di W. del Sere I bringoli d'Anghièri " 30 Il volo dei falchi sugli spalti di Anghiari " 30 Cronachetta dei fatti... di Anghiarino Anghiarese " 31 Anche ad Anghiari il carbonchio? " 31

In copertina: Fabio Mondani visto da Luca Pucci

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Parabola delle pietre scartate dai costruttori (Liberamente tratta dal “Libro della fantasia”) di Cmr

Nella Valtiberina toscana, in un paese chiamato Anghiari, ancor prima che vi giungesse il Sacerdote venuto dal lontano Ovest, viveva a quel tempo un altro sacerdote di nome Don Marco. Lui era venuto da vicino, era nato e venuto dal Borgo e, fosse pura coincidenza o fosse una manovra realizzata dall’Alto, cioè dal Gran Sacerdote Gualtiero, era un bene che Don Marco rimanesse ad Anghiari. La sua presenza poteva essere garanzia di pace tra il popolo borghese e quello anghiarese, dopo le lotte senza esclusione di colpi, avvenute a seguito della vicenda del “catorcio”. La storia in questione è stata cantata da un poeta, non noto come Omero, ma pur sempre poeta, tale Federico Nomi, che scrisse “Il Catorcio di Anghiari” poema in ottava rima. Ritornando a Don Marco, oltre ad essere Sacerdote del tempio, aveva anche frequentato i migliori atenei allora conosciuti, per imparare l’arte del costruire; aveva visitato Roma, la Grecia, l’Egitto, per vedere e studiare le meraviglie architettoniche di quelle civiltà. E tanto era bravo che in tutta la Valtiberina ed oltre non c’era pietra scartata dai costruttori che lui non fosse in grado di trasformare in testata d’angolo. Si metteva davanti ad un tavolo, armato di compasso e squadra e ti faceva certi progettini che erano una meraviglia. La cosa entusiasmava il Gran Sacerdote Gualtiero, capo del Sinedrio che poteva, con grande risparmio di denari (moneta di quel tempo), ripristinare tanti templi e tempietti che andavano in rovina. Tutte le mattine Don Marco montava sul suo cocchio 4 cavalli, 4 cavalli grigi, così forti e veloci da portarlo in un baleno ad Arezzo (la Gerusalemme di quelle terre) a lavorare per il Sommo Sacerdote. Raddrizzava e rinforzava, Don Marco, anche le staccionate ed i muretti pericolanti, perché le pecorelle avessero sicuri recinti ove pascolare in santa pace, brucando l’erba tenerina. L’altro Sacerdote, Don Carlo, per i suoi spostamenti non aveva 4 cavalli, ma una giumenta bianca, bell’animale, docile ed intelligente chiamato con un buffissimo nome: Fiat Punto. Fiat che cosa “pora” bestia! Che potrebbe fare di più, visto che è stata abituata ad infilarsi in ogni piazza in ogni pozza d’acqua ed a bagnarsi quanto più possibile con l’aiuto della testa, tanto da sembrare un’anatra che si spollina più che una cavalla al bagno! Appena esce dall’acqua arriva il padrone, munito di asciugatoio e la friziona tutta, dalla testa alla coda e poi la striglia a dovere. A volte la unge anche con olio di nardo, per farla profumata e ancora più lustra. Don Marco, dunque, era uomo e Sacerdote che sapeva il fatto suo. Gli scribi, i farisei ed anche i sadducei, tutti così impiccioni non potevano non averlo nel mirino, anche perché su quelle pietre scartate avevano fatto assegnamento per lucrare loro qualche piccolo guadagno, magari al nero, come si diceva e si faceva a quel tempo. Così cominciarono ad indagare, a rimestare, nell’intento di accusarlo di qualche illecito. Ipotizzarono che poteva essere affiliato alla setta segreta chiamata Massoneria, che col compasso e la squadra aveva a che fare, trattandosi di una società di liberi muratori. Quindi buttarono all’aria la tenda di Don Marco, cercando la “pannuccia” (grembiale in lingua anghiarese) la quale pannuccia, con tanto di compasso e triangolo ricamati e orlata di diverso colore indica il grado ricoperto da ogni membro in seno alla setta. Ricerche vane: Don Marco non teneva pannuccia e così poté continuare il suo lavoro per il Gran Sacerdote Gualtiero e per la comunità anghiarese. Gran bella comunità, fatta di un popolo accogliente, lavoratore, e con uno spiccato senso della convivialità. Le donne e gli uomini di Anghiari e dei paesetti sorti intorno ai piccoli templi sono capaci, in due balletti, di mettere a tavola carovane di passaggio, anche numerosissime. E cosa non sanno fare, tutto tanto buono! Ravioli, bringoli, crostini, ciacce fritte, panini imbottiti con la porchetta, crostate, mantovane, meringhe ecc. ecc. Il Sommo Sacerdote Gualtiero, in cospetto di tanta iniziativa, ha dispensato, per Pasqua e per tutte le feste comandate, dal mangiare pane azzimo ed erbe amare. Se il Signore aveva permesso che a quel tempo si conoscessero in Anghiari cibi che sarebbero stati ignorati ancora per molti secoli in tutto il resto della terra, non si poteva omettere il segno della sua benevolenza. Come tutti i salmi finiscono in gloria, tutte le riunioni degli anghiaresi, a vario titolo convocati, finivano, salvo eccezioni, in liete e ricche merende. Gioia di ritrovarsi, di ricordare, di auspicare, di verificare, gioia di sentirsi in pace in mezzo ai fratelli, anche così si loda il Signore e Don Marco lo sa; Sacerdote, ma uno tra noi: l’architetto delle pietre scartate che divengono testate d’angolo.

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CALENDARIO LITURGICO stesso tempo una profonda riflessione sull’evento che sta per accadere ed un invito ad attendere con fede e con gioia una solennità che ci recherà gaudio e salvezza. S. Messa solenne alle ore 22 al Santuario del Carmine e alle ore 23,45 in Propositura e al Cenacolo di Montauto. 25 dicembre martedì – Natale di Gesù. Sante Messe secondo l’orario festivo. La festa di Natale è una “cristianizzazione” della festa pagana del solstizio invernale che celebrava “il sole invitto”. La Chiesa festeggia il nuovo sole invincibile, Cristo “Luce del mondo”. 26 dicembre mercoledì– Santo Stefano primo martire. Nella chiesa di Santo Stefano Santa Messa alle ore 8,30. Le porte del cielo si aprono a Stefano, per primo è coronato con la gloria dei martiri. 27 dicembre giovedì – San Giovani apostolo ed evangelista. “Giovanni apostolo ed evangelista con amore verginale ha seguito Cristo che lo ha scelto e prediletto”. 28 dicembre venerdì - Santi Innocenti Martiri. “Cantano i piccoli la lode di Dio: vivi, non potevano parlare, martiri acclamano il Signore”. 30 dicembre domenica - Santa Famiglia di Nazareth. Sante Messe secondo l’orario festivo. “I pastori vennero in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino che giaceva in una mangiatoia”. 31 dicembre lunedì - San Silvestro I papa. Alla Santa Messa vespertina (ore 17 Tavenelle, ore 18 nella chiesa di Propositura) “Te Deum “, canto di lode e di ringraziamento per tutto ciò che il Signore ci ha donato in questo anno passato.

Mese di dicembre TEMPO DI AVVENTO Tempo di attesa, attendiamo il Signore che viene 2 dicembre - Domenica I di Avvento. Sante Messe secondo l’orario festivo. 4 dicembre - Primo martedì del mese. In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario. 6 dicembre - Primo giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 7 dicembre venerdì. Sant’Ambrogio vescovo. Primo venerdì del mese. * Nella Pieve di Micciano alle ore 20 Santa Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. * Al Santuario del Carmine, alle ore 21, recita del S. Rosario. 8 dicembre sabato – Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Sante Messe secondo l’orario festivo. “Tutta bella sei, o Maria, la colpa originale non ti ha sfiorato”. 9 dicembre - Domenica II di Avvento. Sante Messe secondo l’orario festivo. 10 dicembre lunedì – Beata Vergine di Loreto. Dopo la Messa delle ore 18 celebrata nella chiesa di Badia, secondo lo stato delle strade del Castello antico di Anghiari verrà effettuata la consueta processione con la composizione dei "Quadri viventi" della vita di Gesù, di Maria e dei Santi. 13 dicembre giovedì – Santa Lucia Vergine e Martire. Santa Messa alle ore 18 nella chiesa di Propositura. 15 dicembre sabato – Inizia la Novena in preparazione del Santo Natale: nella chiesa di Propositura alle ore 18. Per tutto il periodo della Novena la S. Messa vespertina viene anticipata alle ore 17. Domenica 16 dicembre e domenica 23 dicembre la Novena non avrà luogo e la Santa Messa sarà come sempre celebrata alle ore 18 nella chiesa della Croce. 16 dicembre - Domenica III di Avvento. Sante Messe secondo l’orario festivo. 17 dicembre lunedì – Presso il Santuario del Carmine alle ore 21 Sacramento della riconciliazione (confessioni). 22 dicembre sabato – Dalle ore 15 confessioni nella chiesa di Propositura. 23 dicembre - Domenica IV di Avvento. Sante Messe secondo l’orario festivo. 24 dicembre lunedì – Vigilia del Santo Natale. Nella chiesa di Propositura e nella chiesa di Tavernelle dalle ore 15 confessioni. Una esortazione ai fedeli alla preghiera, ad un attento esame di coscienza senza lasciarsi distrarre più di tanto dal mondo che ci circonda; allo

Mese di gennaio 2002 1 gennaio martedì – Maria Santissima Madre di Dio. Giornata mondiale della pace. Sante Messe secondo l’orario festivo. 2 gennaio mercoledì – In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario. 3 gennaio – Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 4 gennaio – Primo venerdì del mese. * Nella Pieve di Micciano alle ore 20 Santa Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. * Al Santuario del Carmine, alle ore 21, recita del S. Rosario. 6 gennaio domenica – Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo. Sante Messe secondo l’orario festivo. 13 gennaio domenica - Battesimo di Gesù. Sante Messe secondo l’orario festivo. 20 gennaio - Domenica II del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 25 gennaio venerdì – Conversione di San Paolo apostolo. Benediciamo il Signore: Egli ha chiamato Paolo da

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nemico ad apostolo di Cristo. 27 gennaio - Domenica III del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 28 gennaio lunedì – San Tommaso d’Aquino sacerdote e dottore della Chiesa, nacque nell’anno 1225 dalla famiglia dei conti di Aquino; attese agli studi prima nel monastero di Montecassino e poi a Napoli, completò i suoi studi a Parigi e a Colonia sotto la guida di Sant’Alberto Magno. Morì nel monastero cistercense di Fossanova (Latina) il 7 marzo 1274. 31 gennaio giovedì – San Giovanni Bosco sacerdote. Nato nel 1815 presso Castelnuovo nella diocesi di Torino, trascorse una dura fanciullezza e, ordinato sacerdote, consacrò tutte le sue energie all’educazione dei giovani. A questo fine diede vita alla Pia Società di San Francesco di Sales (Salesiani). Morì nel 1888.

SANTE MESSE FESTIVE CELEBRATE NELLE CHIESE DEL VICARIATO DI ANGHIARI...

Ore 8,00 Ore 8,30 Ore 8,40 Ore 9,00

Ore 9,30 Ore 10,00

Lunedì 24 dicembre Vigilia del Santo Natale

Ore 10,30 Ore 11,00

S. Messa solenne

Ore 11,30

Ore 22 Santuario del Carmine Ore 23,45 in Propositura Ore 23,45 Cenacolo Montauto Ore 23,45 Chiesa di Viaio

Ore 12,00 Ore 18,00

-PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di S. Stefano -PIEVE DI SOVARA -CHIESA DEL PONTE ALLA PIERA -CHIESA DI TUBBIANO -CHIESA DI CATIGLIANO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -SANTUARIO DEL CARMINE -CENACOLO DI MONTAUTO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI TAVERNELLE -CHIESA DI VIAIO -CHIESA DI TOPPOLE -ANGHIARI: Chiesa della Croce

... E DI MONTERCHI Ore 8,30 Ore 8,45 Ore 9,30 Ore 10 Ore 11 Ore 11,15 Ore 16,30 (ore

S. Maria della Pace Le Ville San Michele Arc.lo a Padonchia CHIESA delle monache Monterchi CHIESA della Madonna Bella Pocaia S. Maria della Pace Le Ville San Simeone profeta a Monterchi 18 estivo) San Simeone a Monterchi

Ultima domenica del mese chiesa di San Michele Arc.lo a Pianezze ore 15 (ore 17 estivo).

UN INVITO PER I RAGAZZI DELLE MEDIE Da lunedì 3 dicembre, durante tutto il periodo D'AVVENTO, escluso le domeniche, tutti i ragazzi delle SCUOLE MEDIE sono invitati la mattina dalle ore 8,15 alle ore 8,25 per un momento di preghiera nella chiesa di Propositura. 5


digitalfoto emmedipì

IL PALTERRE: dove gli anghiaresi parlano di Anghiari, e non solo BAR TEATRO: utile e dilettevole!

VENTI DI GUERRA

di Sergio Lombardi

di Sergio Lombardi

Merito di unire l’utile al dilettevole al bar Teatro, è della Carmela. Da perfetta manager ha unito l’utile al dilettevole, mi spiego: un pomeriggio arrivo al suddetto bar e mi trovo di fronte una bionda alta circa un metro e settanta, viso glabro, labbra carnose, curve più intense di quelle della via Libbia, insomma una vera e propria tempesta ormonale. Dopo un momento di meraviglia e di stupore, perché improvvisamente vedo una ragazza molto bella e sconosciuta, ho chiesto alla stessa Carmela il significato di questa novità e la medesima ha confermato che sarebbe stata la nuova aiutante al bar e che il suo nome è Francesca. Naturalmente per questo tipo di lavoro la presenza è un requisito fondamentale. La vita è talmente complessa che una visione bella rasserena lo spirito, non l’ho detto io che anche l’occhio vuole la sua parte, in definitiva la definirei una ragazza terapeutica. Infatti in caso di depressioni oppure di complicazioni cardiache risulta essere un vero e proprio toccasana. Mi complimento con sua madre e la inviterei a insistere perché visto lo stampo è un positivo incremento massimale e sociale.

Camminando per Anghiari ho sentito che molti sono i commenti sulla guerra nell’Afganistan e soprattutto ho sentito parlare di preoccupazioni perché se il conflitto si allarga ci troveremmo di fronte alla terza guerra mondiale. Questo significa non informarsi sui fatti. Infatti questa non è una guerra contro gli Afgani, o più in generale contro l’Islam, ma è una guerra di tutto il mondo contro il terrorismo cioè contro chi procura morte in nome di un idealismo che allontana da qualsiasi realtà e che spesso porta al disastro sociale. Io vorrei sapere perché gli Afgani difendono un Bin Laden che li tiene alla fame e li costringe ad emigrare, quando lo stesso ha congelato nelle banche Americane 90.000 miliardi. Secondo me, infatti, si tratta solo di un volgare tentativo di speculazione borsistica da parte di Osama Bin Laden. È chiaro che un investimento di alcuni milioni di dollari con le sue molte società quotate in borsa avrebbero fruttato miliardi e non a caso i primi giorni sono stati caratterizzati dal crollo del dollaro. Ma non avevano previsto la solidarietà mondiale, per cui non capisco questa politica giocata sulla pelle di persone soprattutto Afgane per interesse di una persona che dice che ha a cuore gli interessi dell’Islam, e dimostra con i fatti che se ne frega altamente. Questa guerra basata sulla disinformazione avrà presto fine perché non avendo basi ideologiche non ha ragioni di esistere. In definitiva riporto quello che ha pubblicato il giornale internazionale Asharq al-Awsat: Bin Laden come osi affermare di essere musulmano dopo che hai sparso il sangue innocente a Nairobi, a Dar es Salam, infine a New York e a Washington dove c’erano centinaia di musulmani? Osama Bin Laden sei marcio!!

Il mio carbonchio Da una testimonianza di Santa Chialli

Una mattina con i miei genitori e il mio fratello Dario, che a quei tempi avrà avuto un anno o poco più (era il 1934), s’era andati al campo a raccogliere i fagioli che in quel luogo venivano molto buoni. Si trattava dei fagioli "caponi", una qualità particolarmente pregiata. Il mio babbo metteva due o tre gambe di granturco ed una pianta di fagioli che aveva così la possibilità di arrampicarsi sul granturco senza bisogno di mettere le “rame”. Si stava facendo questo lavoro e s’era messo il mio fratellino sopra una “giubba” stesa in terra. Dopo un po’ che s’era al lavoro siamo andati a controllare che cosa facesse Dario che da qualche minuto era particolarmente silenzioso. Appena lo vedemmo lanciammo un grido di disperazione: aveva tutta la bocca nera a causa di una pannocchia di granturco che aveva preso il carbonchio e che lui aveva messo in bocca. Grande fu lo spavento della mia mamma che subito corse a casa e poi, sempre di corsa e sempre a piedi, all’ospedale. Fortunatamente tutto si risolse per il meglio ma grandissima fu la paura che ricordo ancora benissimo.

L’altalena di Maria Pia Fabiani

Lavoro d’ago. Sopra il tavolino del filo e dei gancetti. Tirato il filo per recuperarlo un gancio birichino c’è andato a cavalcioni, in altalena. M’è spuntato un sorriso ed ho pensato che di piccole gioie la vita è piena. 10 settembre 2001

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st’ultima. Il nostro limite umano ci può portare a due soluzioni: o accettiamo per fede ciò che la carne ripudia, o viviamo ignorando il messaggio evangelico. A Noi, popolo di Anghiari, a noi che abbiamo come patrono San Bartolomeo Apostolo, sia cara la sua figura, il suo rivedere la propria opinione, un giudizio espresso alla luce della ragione e poi radicalmente modificato quando la fede prevale, dopo aver ascoltato le parole di Gesù. È sempre l’evangelista Giovanni che ce lo racconta. Natanaele (nel quale i sinottici identificano Bartolomeo) afferma che da Nazaret niente di buono può venire. Poi va e vede, va e incontra il Maestro. Allora dirà: “Rabbì, Tu sei il figlio di Dio”. Anche noi dobbiamo avere il coraggio di esaminarci e di modificare il nostro comportamento, se la coscienza ci dice che abbiamo sbagliato con Dio o con i nostri fratelli. Umiltà è anche questo. Dio è misericordia, ma non è disposto ad allargare la porta per la quale dobbiamo giungere a Lui. Non cerchiamo dunque saldi o sconti; paghiamo tutto per intero e con buona moneta, solo così avremo qualche cosa da portare e mostrare, quando ci verrà chiesto il conto della spesa. Finisce l’anno, cari amici, i nostri acquisti spirituali siano oculati.

Beatitudini della sera di Cmr

Con Dio non si fanno buoni affari Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. (Giovanni Cap. 6/66) Noi, nel nostro tempo, siamo abituati ai saldi di fine stagione, alle svendite, ai preventivi, alla concorrenza, alle ricerche di mercato e a quant’altro indirizza la nostra scelta in fatto di compravendita. E che ci offre invece il nostro Dio? Ci offre la croce, di essere gli ultimi, i servi degli ultimi, di porgere la guancia per il secondo schiaffo, di non reagire al male che ci può essere fatto se non con il bene, di portare scandalo in suo nome. Non è certamente un buon affare e la nostra ragione si ribella a tutto questo. Anche noi saremmo portati a voltare le spalle a Gesù, come la folla che lo ascoltava a Cafarnao e che disse: “Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?” Ma per i 12, a cui Gesù chiese se anche loro volevano andarsene, Pietro per tutti risponde: “Signore, da chi andremo?” Non dove, ma da chi andremo, il che è ben diverso. Da chi, perché nessun altro poteva avere parole di vita eterna. La risposta di Pietro è dettata dalla fede; la fede che si antepone alla ragione, se pure in contrasto con que-

BUON NATALE – BUON 2002 Pace e bene a tutti.

se piante di cipresso. Mi complimento con l’Ufficio Tecnico e con chi ha preso questa decisione. È secondo me una scelta positiva che mi auguro potrà riportare questa antica pianta nei nostri cimiteri e non solo.

Quando il silenzio è veramente d'oro di Civis

Venerdì 14 settembre, a mezzogiorno, anche l’Italia ha aderito alla giornata di lutto, per i gravissimi fatti avvenuti in America, con tre minuti di silenzio. Fra gli altri hanno aderito anche radio e TV. Mentre molte radio private hanno interrotto del tutto le trasmissioni, le 3 radio rai hanno ripetuto un messaggio durante i tre minuti di interruzione. Alla TV le reti RAI hanno trasmesso le immagini del disastro con una musica di sottofondo. Mi sono reso conto che a volte il silenzio dice più di tante o di poche parole. Ho quindi apprezzato il silenzio assoluto che hanno rispettato le radio private, mentre per la TV avrei preferito che le immagini fossero state mandate in onda senza alcun commento sonoro.

La miccia di Cecco di Mario Del Pia

Di Cecco del Ponte ricordo senz’altro la simpatia e la bravura nel fabbricare bastoni con vari legni che lui trovava in giro per i boschi. Ne ha fatti tantissimi anche molto belli. Cecco io l’ho conosciuto da non tantissimi anni ma ricordo con piacere quando raccontava l’episodio dei francesi che, giunti in Italia al seguito delle truppe di Napoleone, si mangiarono una miccia nella casa di Zeccarille. E sul camino di quella casa ne è rimasta la testimonianza incisa sulla pietra. Cecco, Giorgeschi Francesco, è morto il 19 settembre scorso all’età di 87 anni. Nella chiesetta del Ponte tanti amici del posto, ma anche da molte altre parti, si sono stretti attorno ai familiari e lo hanno poi accompagnato al cimitero nel suo ultimo viaggio.

Cipressi al cimitero di Civis

Intorno al cimitero di Anghiari sono stati messi a dimora diverdigitalfoto emmedipì

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LE NOSTRE CHIESE NELLA STORIA E NELL'ARTE di don Quinto Giorgini

LA CHIESA DI S. LORENZO MARTIRE A RICCIANO

fattiva dei parrocchiani di S. Lorenzo a Ricciano che contribuirono con danaro ed aiuti materiali all’iniziativa dello zelante e santo parroco D. Marino che morì col rammarico di vedere la propria chiesa costruita con tanto entusiasmo e sacrifici nei primi anni del ministero pastorale, lesionata dal terremoto del 1984 e poi da quello del 1997. Nell’estate del 2001 con i contributi statali stanziati per l’ultimo terremoto, con quelli elargiti dalla Diocesi, dal parroco-arciprete di Monterchi, e qualche benefattore, la chiesa è stata consolidata, restaurata e rifatti i tetti delle case adiacenti. Questa bella Chiesa ritornata finalmente all’antico splendore, è stata riaperta al culto il 10 agosto scorso in occasione della Festa di S. Lorenzo Martire la cui immagine traspare nella vetrata policroma al centro dell’abside. La domenica successiva 12 agosto, una solenne concelebrazione dei sacerdoti

digitalfoto emmedipì

È situata in una splendida collina panoramica che domina a nord il paese di Monterchi e a sud quello di Lippiano in Umbria. L’antica chiesa di S. Lorenzo esisteva già nel 1230 e nella Decima del 1349 pagava una tassa di 23 libbre. Apparteneva anticamente al Piviere di S. Antimo e poi a quello di Monterchi. Era di patronato regio. Era orientata [la facciata a ovest e l'abside ad est], di piccole dimensioni (m 9x4,5) e troppo piccola per la Comunità parrocchiale di 200 anime, per cui il parroco pro tempore D. Marino Muscinelli decise di ampliarla, ricostruendola quasi completamente, nel 1946. Il vecchio, sacro edificio s’incassava tra la casa canonica e quella ex-colonica che ostruiva l’antica facciata, per cui l’ingresso era laterale, il soffitto era a capriate, il campanile a vela con una unica campana del 1510 che, incrinata in seguito al ciclone del 1890, fu riparata in occasione della ricostruzione della chiesa quando fu costruito un nuovo campanile a torre e furono aggiunte altre 2 campane derivanti da cappelle private del territorio di Monte Santa Maria T. donate dalla Famiglia Capacci di Lippiano. Accanto alla Chiesa, in maniera aderente, sorgevano e tuttora sorgono (nonostante che la Nuova Chiesa abbia cambiato orientamento, da Est a Nord) le due case di sua proprietà. Quella a destra di chi guarda la facciata della Chiesa (in discrete condizioni) rialzata di un piano nel 1886 da D. Leopoldo Baldesi e ricostruita in gran parte nel 1920 ad opera del Genio Civile in seguito ai gravissimi danni del terremoto del 1917; quella a sinistra (in pessime condizioni) ma molto più antica, risalente almeno al 1700. All’origine ed in parte anche ora, serviva da sacrestia e da altri vani inerenti al culto. Poi in seguito ai lavori del 1830, fu destinata a casa colonica e, nel 1989, è stata riattribuita legalmente alla Parrocchia, mentre i separati ma vicini fabbricati agricoli, sono passati all’Istituto Sostentamento del Clero. I lavori della Nuova Chiesa, programmati da anni, iniziarono il 23 maggio 1946. Fu progettata dal geometra Pietro Duranti, a pianta rettangolare (con abside terminale della larghezza di m. 4,10) con il lato maggiore di 13,30 e quello minore di m. 5,30. Alla sinistra fu eretto il bel campanile a torre, in forma di parallelepipedo, munito di una guglia, culminante a sua volta con una sfera, sulla quale s’innesta una croce. La Ditta costruttrice fu quella locale di Monterchi, di proprietà di Fiordelli Anselmo e del figlio Antonio. La realizzazione dell’opera, benedetta dal vescovo diocesano Mons. Pompeo Ghezzi il 14 ottobre 1946 ed inaugurata il 20 ottobre, fu possibile per la Fede e la collaborazione

La chiesa di Ricciano oggetto dei recenti lavori di consolidamento di cui si parla nell'articolo. Nel riquadro l'interno già terminato e completamente fruibile da parte dei parrocchiani ed in particolare dai confratelli della Misericordia a cui la chiesa è stata affidata.

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Monterchi visto dalla valle del Padonchia

Monterchi Sorge Monterchi nella Valcerfone cinto di mura e di dolci colline, per la Vergin del Parto ha devozione con le genti lontane e le vicine. La chiesa di Ricciano in un disegno che ne mostra la primitiva configurazione. Il lato destro è l'attuale facciata.

Il campanile della pieve svetta nel cielo insiem alla torre della rocca, vetuste case circondan la piazzetta dove il bel suon del campanon, rintocca.

vicini, presieduta da D. Zeno Gori, con la partecipazione delle varie Associazioni (Misericordia, Fratres, Compagnie ecc..) e tantissima gente, c’è stata la solenne inaugurazione dei lavori di restauro e di consolidamento con un’abbondante merenda per tutti. Durante i lavori sono riapparsi: la facciata in pietra della chiesa medievale, il portale e frammenti di affreschi nelle mura della sacrestia. Un tempo in questa chiesa c’erano i seguenti beni artistici e di culto: un dipinto ad olio su tela raffigurante la Madonna con Bambino (denominata “Mater Misericordiae”) con la scritta: “Alexander Fusai Anglarensis pinx. 1782”, immagine che riscuoteva grande devozione da parte dei fedeli per essere invocata nei casi di epilessia; due affreschi di soggetto ed autori ignoti; altro dipinto su tela rappresentante la crocifissione di Cristo con a fianco S. Lorenzo; un crocifisso di ottone alto 15 cm; un calice ed una pisside d’argento regalati da Suor Maria Tavarnelli; una storica pianeta donata al parroco pro tempore D. Enrico Massi da parte della regina Elena, per premiarlo della sua opera di soccorritore dei terremotati di Monterchi nel 1917. Alcuni di questi oggetti sacri risultano rubati, altri non so dove si trovano essendo stata chiusa al culto, la chiesa, circa 30 anni fa. Due angeli dipinti su tavole di legno dal locale pittore L. Puletti nel 1902, si trovano attualmente nella Pieve-Arcipretura di Monterchi. L’ultimo parroco residente a Ricciano fu D. Alberico Morucci, senese, che fu cappellano militare dei bersaglieri durante la grande guerra del ‘15-‘18. Vi ha prestato poi servizio in qualità di “Economo Spirituale” D. Vasco Donati Sarti fino al 1986, allorché questa chiesa fu annessa con un decreto di Mons. G. D’Ascenzi a quella parrocchiale di S. Simeone in Monterchi. Affinché rimanga aperta al culto, è stata affidata alla Confraternita della Misericordia di Monterchi perché vi celebri almeno la Festa annuale di S. Lorenzo ed altre celebrazioni e ricorrenze proprie di questa associazione che perdette la propria chiesa nel sisma del 1917.

Un altro suono si ode ancora per la verde valle che invita alla preghiera ad ogni ora e a pensare al senso della vita: è quella dell’antico Monastero la cui campana batte tutte l’ore, e in un clima di pace e di mistero pregan le suore, spose del Signore. Il sole splende qui, da mane a sera, la nebbia appare solo un po’ al mattino, l’ambiente sembra ancora un’oasi vera per l’aria sana, il cibo ed il buon vino. La gente qui lavora anche di festa, lascia la Messa per i giochi ed il mercato, gli svaghi ha sempre fissi nella testa dimenticando che ciò è un gran peccato! Perdona a questo popolo Signore per il clima profano a cui si è abituato, e fa che io sia il suo buon pastore per averlo ammonito ed anche amato. Don Quinto Giorgini parroco di Monterchi

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digitalfoto emmedipì


NOTE DALLA MISERICORDIA a cura di Massimo Redenti

Proseguiamo con l’aggiornamento dei dati sulla raccolta delle offerte a favore dell’acquisto della nuova ambulanza e della vettura da utilizzare per i servizi sociali del paese. Acquisti Fabiano 50.000 Amici di Elda Papini, in mem. di Papini Elvio 200.000 Anonimi vari 950.000 Baglioni Egisto 50.000 Bartolomei Franco e Paola 50.000 Biancucci Bruna in memoria di Biancucci Giuseppe 50.000 Bigioli Umberto famiglia 200.000 Bragagni Marco 60.000 Bruschi Leone 200.000 Buricchi Giovanni 50.000 Burzi Lucia 50.000 Caffè River S.p.a. 2.000.000 Carria Lorella 30.000 Chieli Francesco e Sergio 50.000 Chieli Muzio e Rosita, in memoria di Chieli Ugo 120.000 Comunità di Montemercole 1.000.000 Comunità Santo Stefano 1.000.000 Cristini Franco 300.000 Del Barna Simonetta 100.000 Del Pia Natalino in memoria della mamma Gallai Rina 640.000 Del Pianta Leontina, in memoria di Del Pianta Bruno 300.000 Della Rina Fosco 100.000 Fam. Cesari e Serafini in memoria di Serafini Gina 785.000 Floridi Fulvio (2° offerta) 90.000 Gaggiottini Genovina 50.000 Gennaioli Antonietta 20.000 Ghignoni Rosa 300.000 Giabbanelli Franco 10.000 Giglini Benito 50.000 Giorgi Carla 100.000 Girolimoni Fausto e famiglia in memoria di Girolimoni Raffaello 975.000 Graziotti Angelo e Antonietta 80.000 Lega Piero 100.000 Leonardi Anna Maria 50.000 Leonardi Roberto 50.000 Mafucci Emma e famiglia 500.000 Magri Angelo 50.000 Marghi Gheldo 100.000

Marsupini Bruna Martini Astinghe Marzi Remo Maurizi Manuela Meozzi Quinto famiglia Mugelli Mario Panicucci Giancarlo e Vinc. Papini Alberto Papini Andrea (vari) Personale, docente e non, scuole elementari Anghiari Petruccioli Valentino e Tosca Piccini Mario e Lina Pierantoni Mirco Piomboni Anna ed Ines Poderini Giuseppe e Bianchi Silvano in memoria di Aldo Dalla Ragione Polendoni Giuliana Polverini Roselli Emilia Pozzoli Agostino in memoria di mamma Veronica Rossi Francesco Ruggeri Sirio Salvi Amalia Sir Robert S.r.l. Stovasser Roberto Veri Mario Totale offerte Precedente segnalazione Totale sinora raccolto

Lit. Lit. Lit.

50.000 100.000 200.000 20.000 150.000 50.000 100.000 10.000 362.000 100.000 50.000 50.000 100.000 100.000 200.000 30.000 50.000 200.000 30.000 50.000 100.000 200.000 100.000 300.000

13.562.000 19.131.400 32.693 . 4 0 0

I mezzi della Misericordia parcheggiati nel garage di via Matteotti. In basso la bella immagine della Madonna del Borghetto realizzata da Rinaldo Noferi su disegno di Leone Bruschi. digitalfoto emmedipì

Ringraziamo naturalmente con sincera gratitudine tutti coloro che ci hanno aiutato, invitando gli altri a seguirne l’esempio. La somma necessaria all’acquisto dei due automezzi (Lit. 110.000.000) è ancora lontana, tuttavia, con l’aiuto di tutti, confidiamo di raggiungere presto l’obiettivo prefissato. AIUTATECI. Anghiari, 31 ottobre 2001

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Caro Oratorio,

Foglie morte di Vera Cuccini

leggo a pagina 23 del n. 4 la commemorazione fatta dal Vescovo di Arezzo in memoria del Sacerdote Don Domenico MENCARONI ucciso dai tedeschi a Tortigliano durante la seconda guerra mondiale. Pur non entrando in merito alla figura del Sacerdote (che io conoscevo benissimo) vorrei raccontare quello che veramente è successo e come è stato ucciso. Mio padre ULIVI Cristoforo aveva delle proprietà terriere a Tortigliano e durante il passaggio del fronte io e la mia famiglia (mia mamma Iolanda, mia sorella Graziella e mio fratello Giovanni) e i miei zii Clemente e Linda STEFANELLI eravamo andati nella casa di Tortigliano, lasciando la nostra abituale abitazione di Anghiari sita al principio di Via del Fosso ora Via Trieste. In quel tempo io avevo solo 9 anni e una mattina (a me pare un lunedì del mese di Luglio 1944) fui svegliato dal pianto e dalle urla di mia mamma e di mia zia. Vidi che in casa c’erano molti tedeschi armati che portarono via mio babbo e mio zio. Essi furono rinchiusi, assieme agli altri uomini (nostri contadini) in una stalla di maiali del podere “La Buia”. Ne furono arrestati 18 ma, poco dopo, nella tarda mattinata, portarono il prete di Toppole Don Mencaroni e un carbonaio di nome Pietraccio della Badia. Il prete era stato arrestato a Toppole, davanti a sua madre, con l’accusa di tenere in casa materiale propagandistico contro i tedeschi lanciato dagli aerei alleati (le cicogne) nei territori ancora occupati. Queste 20 persone erano state arrestate come rappresaglia in quanto il giorno precedente alcuni partigiani avevano sparato contro una motocarrozzetta tedesca e avevano ferito un soldato. L’attentato, ad opera dei partigiani, avvenne nelle vicinanze di un piccolo negozio di proprietà del Tacconi. Il comandante tedesco comunicò ai carcerati che se il tedesco ferito fosse morto essi sarebbero stati fucilati. Nel contempo prese in disparte Don Mencaroni e gli disse che non sarebbe stato fucilato ma, anzi, gli avrebbe agevolato la fuga lasciando aperta una finestra della stalla in modo che durante la notte potesse evadere tranquillamente. Il comandante tedesco spiegò al prete che se fosse stato fucilato assieme agli altri, i suoi superiori avrebbero chiesto ragione di questa fucilazione. Dopo questo colloquio, Don Mencaroni mise al corrente gli altri 19 prigionieri e tutti lo incitarono a tentare questa specie di fuga. Ormai per essi non c’era più scampo: almeno lui poteva salvarsi. Il Prete era molto restio a lasciare i suoi compagni di prigionia, ma verso le 5 del mattino, decise di attuare, dopo la tanta insistenza dei compagni di sventura, quanto gli era stato suggerito. Appena scavalcata la finestra, fu falciato da una raffica di mitra sparata da una guardia e il suo corpo fu gettato nel campo sottostante l’aia del podere “La buia”. Il comandante tedesco disse ai prigionieri che il prete era stato ucciso mentre tentava la fuga. I maiali in libertà fecero scempio del corpo del sacerdote rimasto insepolto per un giorno e una notte fino a che delle persone di Toppole non vennero a portare via i suoi resti. Il tedesco ferito non morì e i 19 uomini, dopo essere stati impiegati per trasportare a spalla materiale bellico verso Arezzo, furono tutti liberati. Questa è quanto mio babbo e mio zio raccontarono al loro ritorno. Il fatto mi è rimasto sempre nella memoria, non solo perché vi furono coinvolti membri della mia famiglia ma, anche perché questo Prete fu indotto con una tragica bugia ad andare incontro alla morte. Questa è la vera storia di un Prete ucciso e mai ricordato fino ai nostri giorni. Grazie per avermi ospitato Ulivi Lamberto, un anghiarese D.O.C.G. Il podere "La Buia" che si trova nei pressi della chiesa di Tortigliano e che fu teatro del triste episodio ricordato da Lamberto. Digitalfoto Emmedipì.

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È autunno tardo, l’inverno è pronto ad aprire la porta, al Campo della Fiera soffia la tramontana e sulla umida terra nera si stende una strana coperta colorata. Son tante foglie morte, che, terminata la bella stagione han seguito silenziose la loro antica sorte. Al vedersi è un tripudio di colori, cambiano e si armonizzano all’unisono con la voce del vento come note musicali mentre una dolce tristezza assale i nostri cuori.

Cimitero di Federico Topa

Una bicicletta giace abbandonata al di fuori del cimitero, sulla cancellata del tempo; una donna cerca il suo uomo tra i fiori della sera; un bambino cerca la sua mamma tra i sogni delle prime stelle.

Auguri a Davide Davide Baldi si è laureato in “Lettere classiche” presso l’Università di Firenze. Davide ha discusso la tesi di papirologia: “Ricerche su papiri adespoti di contenuto oratorio nella serie dei papiri della società italiana (psi)” Relatore: Professor G. Bastianini. Al neodottore le più vie felicitazioni dalla Redazione dell’Oratorio e dagli amici.


Le “Orazioni” di nonna Benilde

Il permaloso di Maria Pia Fabiani

Ho un pentolino dove scaldo il latte ch’è un tipetto piuttosto permaloso. M’avverte, quando è caldo, gentilmente con un leggero tocco come bussasse lievemente all’uscio. Ma se io, calcolando male il tempo, indugio troppo a spengere la fiamma, lui, silenzioso e subdolo, spinge la bianca schiuma fino all’orlo e poi senza pietà la butta fuori. Sì, la ragione è sua, lo riconosco, ma perché non m’avverte quando decide l’ultima sua mossa? Sono vicina, ci vorrebbe poco! No! Zitto zitto allaga il mio fornello come se fosse un compito anche quello! E rischio di morire, anche, se intanto il mio latte spengesse pure il fuoco! Che pazienza ci vuol con un tipino irascibile come il tegamino!! Ma una vocetta ironica mi dice: “L’hai osservato bene!! E sai perché? Quel tegamino rassomiglia a te!”

a cura di Marida

Meditando con i ragazzi del catechismo sulla parabola del giudice disonesto e della vedova importuna che il Vangelo di Luca ci presenta all’inizio del capitolo 18, con la quale Gesù ci ricorda di perseverare nella preghiera senza stancarci, mi è tornata alla mente l’eco di quelle che la mamma aveva imparato da bambina e che, a sua volta, ha cercato di farmi memorizzare. Da piccola, sentendole recitare come una nenia, di cui stentavo a capire il senso, non le apprezzavo. Oggi ne colgo il messaggio profondo e la devozione che traspare dal loro pur semplice contenuto e mi sorprende piacevolmente constatare che la mamma, pur con i suoi annetti ed acciacchi, le ricorda per filo e per segno, come la nonna Benilde le aveva insegnato. Ve ne propongo una alla volta: Domattina voglio andare da Gesù caro pastore voglio donargli la mente e il cuore per non mai perderlo più. Ma se arriva il lupo ingordo che mi voglia portar via voglio dir che non son io ma son tutto di Gesù. Forte, forte corpo umano! la battaglia finirà; quando è infermo e quando è sano presto al ciel si volerà. Vola vola anima mia sotto il manto di Maria, vola vola un po’ più su nel costato di Gesù. Ti ringrazio o Gesù mio se le cose non vanno a modo mio, ti ringrazio volentieri per quelle di oggi e per quelle di ieri; quelle di ieri non ci son più e quelle di oggi per Gesù. E domani chi lo sa che non sia l’eternità? Io mi sento in cuor parlare io mi sento favellare: “Ma son io il tuo Gesù!” Gesù mio d’amore acceso non ti avessi mai offeso, o mio caro buon Gesù non ti voglio offender più.

20.9.2001

Ogni primo venerdì del mese al Santuario del Carmine alle ore 21 Recita del Santo Rosario La vignetta: A forza di arrotondare...!

Ego vobis, vos mihi Motto biblico che completa lo stemma della Congregazione camaldolese e che significa "Io appartengo a voi e voi appartenete a me.

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Angolo della Missione Rubrica a cura di Franco Cristini

A Kibakwe fino a Natale La dottoressa Anna Maria Bartolomei il 29 ottobre è tornata di nuovo in Tanzania (Africa) presso la missione dei frati minori cappuccini dove resterà fino a Natale. Ha portato con sé 3.810 dollari equivalenti a circa lire 8.380.000, da distribuire per i bisogni più urgenti nella missione di Kibakwe dove continua a funzionare in modo sempre più efficiente l’ambulatorio-laboratorio già da alcuni anni costituito; la dottoressa non esclude anche aiuti ad altre realtà sanitarie esistenti in alcuni centri vicini come M’lali, Kibagua e Kongua. Sono stati inoltre comprati, per una spesa di tre milioni, due telefoni satellitari con ciascuno un buono di 360 dollari di telefonate e lasciati in dotazione alla missione di Kibakwe e di Kibaigwe; sono state spese poi lire 984.000 per rifornire di nuovi reattivi il laboratorio di Kibakwe. Tutti questi denari sono stati prelevati dal C/C bancario intestato a “Missione Tanzania” dove sono affluite tutte le vostre donazioni. Un ringraziamento sentito e sincero a tutti i benefattori, in particolare a Padre Pier Maria che a Sansepolcro ha raccolto per la nostra missione ben lire 3.300.000 e ad alcuni amici aretini che si sono adoperati con donazioni in denaro ed in sostanze. Bisogna infatti sapere che la dottoressa Anna Maria si è anche impegnata a mandare in Tanzania, tramite il centro dei frati minori cappuccini

di Prato, alimenti e capi di vestiario per bambini, materiale sanitario come guanti sterili, garze, drenaggi, camici, disinfettanti vari, antibiotici, traverse salvamaterassi ed in più un apparecchio per analisi come quello in dotazione a Kibakwe e uno per la lettura dell’esame dell’urina. Da tenere infine presente che la giovane tecnica di laboratorio indigena, da noi sostenuta agli studi, sta finendo il corso di specializzazione ed è quindi pronta ad inserirsi nel lavoro. *** Ci stiamo avvicinando al Santo Natale, alla dolce festa dei doni, dei regali a volte superflui, ricordiamoci anche dei tanti fratelli e sorelle che sono nella miseria, nella malattia, nella solitudine, nel terzo mondo ed anche vicino a noi, nei nostri paesi, nelle nostre contrade; portiamo loro per lo meno una parola di conforto. Facciamoci sentire a loro vicini con dolcezza, con amore, con serenità e con naturalezza. Stiamo per festeggiare di nuovo la nascita del più grande Missionario che Dio ha mandato sulla terra “Gesù”; cerchiamo di accoglierlo nel migliore dei modi.

Auguri di Buone feste

Pace e bene a tutti

LE LOGGE

Un rimprovero ad Anghiarino

di Clèto

I semafori intelligenti

Abbiamo rimproverato ufficialmente Anghiarino Anghiarese perché nel tenere la sua Cronachetta gli capita spesso di sbagliare data o indovina la data ma sbaglia il giorno della settimana. La sua risposta è stata di scuse per i nostri lettori ma che devono capirlo perché lui non ha calendario ma solo una meridiana e un grosso spiedo con il quale segna il passare del tempo nel muro del camino. Augura comunque a tutti buone feste e un buon Anno nuovo. La Redazione

Beppe – Cecco, cume te va la vita. Cecco – A me bene. È ‘l mi’ citto ch’è sempre nervoso. È attorno adesso dal Borgo tutto ‘ncavolèto che c’era i lavori a la Stazione e gnan fatto perdere gdieci minuti. Ma che lavori ci sono? B. – Ma cume! ‘n lo sé che a l’incrocio con la via de San Leo ci mettono ‘l semaforo, cume quelo che han misso a San Leo ‘n tu la nazionale. Dici che sono semafori intelligenti! C. – Mah, sperèmo che ‘n siino intelligenti cume le bombe che tironno in Jugoslavia! Ma ora ascolta a me, l’è vista la trasmissione del dottor Rossi a Teletruria che parlèva de quande se mangèva el pane cul vino e lo zucchero? B. L’ho vista, l’ho vista anch’io! O te, io qualche anno fa arprovetti armangiallo. Cum’era bono quande s’era citti me sa che ‘n s’armangia! C. Me sa anche a me. Io m’accordo che qualche volta la mi’ pora mama quande gni chidivo ‘l pane che aivo fème e lei ‘n ciaiva gnente, me diciva: Vien su, vien su che te do ‘na bella fetta de pane cul sale! O te, lo se’ ch’era bono anche quello! Dagnine oggi!!!

Piazza Beccari? di Anghiarino Anghiarese

Andando verso l'Ospedale dal Centro Commerciale Buitoni, vedo un cartello che indica piazza J. Beccari. Però lì, in effetti, c'è solo una strada con i suoi bravi marciapiedi. Che i borghesi fossero strani lo sapevo, ora stanno esagerando!

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Dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” Anghiari QUATTRO ANNI DOPO DICEMBRE 1997- DICEMBRE 2001: un altro quadriennio sta per concludersi e con esso una tappa importante della vita del gruppo è arrivata in vista del traguardo finale. È iniziato il tempo della riflessione su ciò che è stato, su quello che si è fatto e su quanto invece avremmo potuto fare. E’ il momento, insomma, del “tirare le somme”. È stato il sesto quadriennio dalla fondazione del gruppo ed ha visto, per questo, la solenne celebrazione del venticinquesimo della sua nascita, con una due giorni indimenticabile. È stato il primo di una nuova presidenza che, coadiuvata da un consiglio direttivo sostanzialmente efficiente, ha cercato sempre di consolidare nel tempo “i numeri” dell’associazione, con vecchie e nuove iniziative non solo nel campo turistico o ricreativo ma anche in quello culturale e formativo, con l’obiettivo costante di sensibilizzare la nostra gente sul valore morale e civile della donazione del sangue e sulla quotidiana necessità di questo bene prezioso, da parte di quanti tra noi è alle prese con la malattia. L’abbiamo detto e ridetto tante volte, durante questo tempo, ed ogni occasione è stata utile per ricordarci che il sangue non può essere prodotto artificialmente, non può essere “ clonato” ma solamente messo a disposizione da altri esseri umani che responsabilmente, volontariamente e gratuitamente si ricordano, nel tempo della buona salute, delle esigenze vitali dei nostri malati, sottoponendosi periodicamente ad un gesto che, in fondo, non costa nulla, è sicuro e rappresenta per chi lo compie un momento di sicura crescita umana e cristiana... È stato il quadriennio che ci ha “traghettato” nel nuovo millennio, con tutto il suo carico di incertezze e di aspettative, con nuovi obiettivi da raggiungere ed altre sfide da sostenere. È stato, infine, il quadriennio dei tragici fatti dell’undici settembre ultimo scorso e della conseguente ripresa su vasta scala delle azioni belliche: una data, come è stato detto da più parti, dopo la quale “niente è come prima”. Siamo tutti più insicuri, più inquieti e sospettosi, meno tranquilli e spensierati. Sembra che il mondo sia tornato improvvisamente indietro di qualche decennio. Ancora una volta il frastuono delle armi, il boato del cannone hanno prevalso sulla voce del dialogo, della solidarietà, della tolleranza. Purtroppo in questi momenti l’antico detto latino “homo homini lupus” si conferma tristemente attuale, il “ sangue” più che “donato” è spregevolmente e, probabilmente, inutilmente “versato”. Al di là e al di sopra di ogni schieramento politico o religioso, in nome di quella

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“fratellanza” che unisce tutti i popoli della terra, noi donatori di sangue cercheremo oggi più che mai di operare, nel nostro piccolo, affinché la cultura della solidarietà e della vita prevalga su quella della intolleranza e della morte, disponibili sempre a collaborare con quanti condividono questi principi, americani o arabi, cristiani o musulmani, occidentali o orientali che siano. Come da Statuto, un nuovo Consiglio Direttivo dovrà essere eletto entro la fine dell’anno dall’assemblea dei soci, per guidare l’associazione nel prossimo quadriennio. C’è bisogno dell’ingresso di nuovi elementi, soprattutto giovani, provenienti possibilmente da tutto il territorio comunale e non solo dal capoluogo, affinché esso possa effettivamente essere ancora più dinamico ed efficiente, maggiormente radicato nel territorio. Non occorrono né

Festeggiamenti per il 25°: L'autoemoteca del gruppo di Firenze, in piazza Baldaccio, a disposizione dei cittadini (In primo piano la dott.ssa Vannini responsabile del Centro Trasfusionale di Sansepolcro).

titoli di studio né competenze o abilità particolari: si richiedono solamente una convinta adesione agli ideali del gruppo, come donatore attivo o come socio sostenitore, e la disponibilità di mettere a disposizione dell’associazione non più di due o tre ore mensili del proprio tempo libero. Chi può si faccia avanti! Le porte sono sempre aperte. LA PRESIDENZA


DONAZIONI 2001: A CHE PUNTO SIAMO? Le donazioni effettuate dai nostri associati presso il Centro Trasfusionale di zona, nei primi 10 mesi del corrente anno, sono state 354, così suddivise: primo trimestre 121, secondo trimestre 78, terzo trimestre 130 e mese di ottobre 25. L’obiettivo delle cinquecento donazioni annuali, a suo tempo preventivato, è ancora lontano ma non impossibile da raggiungere. Ricordate? L’avevamo fissato, ritenendolo il miglior modo per “festeggiare” i venticinque anni della fondazione del Gruppo. Con un po’ più di impegno ed una maggiore convinzione da parte di tutti gli iscritti, ce la possiamo fare... L’importante è, come sempre, crederci!

XXV^ GIORNATA DEL DONATORE DI SANGUE Domenica 16 dicembre 2001

Programma ore 09.30 : Assemblea Sociale ordinaria, presso la sede della Misericordia; “ 10.45 : Apertura seggio elettorale per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo; “ 11.00 : S. Messa, presso la chiesa della Propositura, con le autorità civili e militari; “ 12.45 : Chiusura seggio elettorale; “ 13.15 : Pranzo sociale, presso il ristorante “Il Cristallo” di Caprese Michelangelo, con premiazione dei donatori più attivi. N. B.: Le prenotazioni per il pranzo, gratuito per i donatori attivi, si ricevono come sempre presso la nostra collaboratrice Vesta Vellati, ufficio turistico (tel. 0575-749279).

Intervenite

n u m e r o s i !!! Il Presidente Pietro Ganganelli

FRATRES NEWS *** FRATRES NEWS * Nei mesi scorsi è stato inaugurato il ristrutturato centro trasfusionale dell’ospedale di Sansepolcro, ora molto più funzionale ed accogliente. Le spese sostenute sono state finanziate anche con il contributo della famiglia Natalini, in memoria del defunto Danilo, e con quello dei gruppi “Fratres” del comprensorio. * Si è recentemente costituito un nuovo gruppo Fratres a livello provinciale: è quello di Castelfranco di Sopra, cittadina del Valdarno aretino, sorto per iniziativa della locale Confraternita di Misericordia. Il presidente è il sig: Astorino Domenico. * Il 21 ottobre u.s., ottanta soci sostenitori del gruppo Fratres di Poggibonsi hanno visitato il nostro Anghiari; l’amico Veniero ha curato la loro accoglienza ed il presidente di quell’associazione ci ha ringraziato lasciandoci una targa ricordo.

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* Mercoledì 24 ottobre, dopo la pausa estiva, si è riunito il Consiglio Direttivo del Gruppo: dopo il rendiconto sulle attività estive, si è discusso di quelle future, con particolare riguardo alla prossima Giornata del donatore * Sabato 03 novembre, il presidente ed il segretario del Consiglio Regionale dei gruppi Fratres hanno incontrato i responsabili dei diciannove gruppi della provincia: si è parlato delle problematiche relative alla donazione del sangue sia a livello locale che regionale, alla luce anche dei recenti Decreti Ministeriali del 25 e del 26 gennaio 2001, sulle caratteristiche e modalità per la donazione di sangue e sui nuovi protocolli europei per l’accertamento della idoneità del donatore. Orteip ‘01


Replica alle affermazioni del Camaiti Il signor Athos Camaiti, di professione commerciante di sementi, bulbi e mangimi, scrive nell’Oratorio d’Anghiari, ottobre – novembre 2001, pag. 24: - Del Taglieschi conoscevo solo alcuni brani riportati nell’Oratorio. Ancora non erano state stampate le “Memorie della terra d’Anghiari” (1991), tradotte dal linguaggio seicentesco dell’autore ad una dizione oggi più comprensibile da volonterosi ragazzi anghiaresi ai quali però, debbo dirlo, è mancata una buona guida e una revisione seria ed accurata su quanto riportato, evitando molti grossolani errori, poi dati alle stampe -. Vorrei replicare alle arbitrarie affermazioni del signor Athos Camaiti e chiarire, a beneficio dei lettori, che i cattivi maestri, a cui si riferisce, furono il compianto Loris Babbini, il professor Matteo Parreschi e lo scrivente, professor Daniele Finzi. Di Loris Babbini tutti conoscono il grande amore per la storia d’Anghiari ed il prezioso lavoro che compì negli anni per riordinare l’Archivio storico e tutto quanto potesse valorizzare il nome di Anghiari. Forse a Loris mancava, e lo sapeva, una cultura storica ed una metodologia di ricerca, ma la sua umiltà e la sua passione compensavano certe lacune. I volonterosi ragazzi anghiaresi, a cui si riferisce il signor Athos Camaiti, non avrebbero trascritto una parola se non avessero avuto la quotidiana e tenace presenza di Loris, se non avessero ricevuto risposte, stimoli e consigli dai loro insegnanti. Talvolta ho pensato con rammarico che forse i problemi alla vista di Loris furono aggravati da quell’impegno al quale fu chiamato dal sottoscritto. Del professor Parreschi merita sottolineare la buona volontà, la partecipazione costante all’iniziativa e l’idea che ebbe allora (eravamo alla fine degli anni Ottanta) di utilizzare il computer per riordinare il lavoro. Non voglio parlare di me, ma posso affermare senza presunzione che la mia perseveranza e la mia passione per la storia, unite alle mie competenze professionali, hanno dato ad Anghiari un’opera preziosissima. Gli Annali del Taglieschi non furono soltanto trascritti integralmente (operazione tutt’altro che agevole), ma resi più comprensibili modificando tutta la punteggiatura e la grafia di parole che oggi sarebbero state di non facile lettura. Inoltre, e questo fu compito soltanto mio, l’opera fu resa più fruibile con l’aggiunta di un indice cronologico dei fatti più importanti, relativi allo sviluppo urbanistico ed alla storia d’Anghiari. Il lavoro, egregio signor Athos Camaiti, non fu sponsorizzato. Io ed il mio collega, quando la trascrizione scolastica fu conclusa e ci trovammo in mano centinaia di fogli spesso meno comprensibili del manoscritto stesso, lavorammo per mesi senza guadagnare una lira per dare concreta conclusione ad un progetto nato e gestito dalla Scuola media statale “Leonardo da Vinci” di Anghiari e per offrire alla comunità un’opera di 400 pagine, formato 30 x 21. Non solo, ma quando il lavoro fu finalmente concluso, dovemmo combattere per pubblicare il libro. E fu solo grazie al personale interesse di Massimo Redenti e del consiglio d’amministrazione dei Fratres Donatori di sangue che il “Delle Memorie Historiche

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et Annali della Terra d’Anghiari” di Lorenzo Taglieschi videro le stampe nel 1991. L’opera fu apprezzata da numerosi studiosi e professori universitari, a partire dallo stesso Vittorio Dini dell’Università di Siena, che ne curò la presentazione. Tommaso Fanfani, dell’Università di Pisa, elogiò più volte pubblicamente il lavoro e ne consigliò lo studio ai suoi allievi della Facoltà di Economia e commercio, ed il professor Enzo Ritratto di Lorenzo Taglieschi. Digitalfoto Emmedipì. Mattesini, che non è l’ultimo arrivato fra gli studiosi della Valtiberina, apprezzò proprio la meticolosità della trascrizione e la correttezza degli interventi sul testo. Vorrei far notare al signor Athos Camaiti che quasi mai una scuola italiana ha prodotto un’opera di tale livello per ampiezza e complessità, e che non è facile trovare sul mercato persone che lavorino gratuitamente e con tanta passione, competenza e spirito di sacrificio per poi sentirsi offendere gratuitamente da chi non ha titoli per farlo. Aggiungo, nella piena consapevolezza che nessuna opera umana è perfetta, che nulla osta a che il signor Athos Camaiti riprenda tutta l’opera per rivederla e correggere i “molti e grossolani errori” che ha trovato. Un’ultima nota. Il mondo sta andando a rotoli perché non c’è dialogo, solo ignoranza, presunzione e cattiveria. L’articolo 21 della Costituzione italiana, che senza dubbio il signor Athos Camaiti conoscerà, sancisce la libertà di pensiero e di espressione, ma non quella di offendere arbitrariamente persone (morte e vive) che hanno lavorato per il paese. Daniele Finzi

Il desiderio della nonna di Aldo Tognetti

Secondo il desiderio sacrosanto avendo novant’anni già suonati la nonna, coi suoi soldi risparmiati, ha preso un “colombaro” al camposanto. Di far lo stesso a noi ci ha consigliati: -Fissate i posti senza alcun rimpianto così per sempre rimarremo accanto, come del resto siamo sempre stati. Sarà una spesa forse inaspettata, ma è inutile ignorare la realtà: nessuno può sottrarsi… alla chiamata! Però scegliete quelli più bassini di modo che, malgrado la mia età, ci arrivi per accendere i lumini!


“Sei divenuto l’annunziatore…”

Fabio Mondani per la prima volta in abiti diaconali, nella Propositura di Anghiari, insieme ad alcuni amici. 15 settembre 2001 Foto A. Bivignani.

Proprio queste, le parole del Vescovo Bassetti durante la Liturgia di Ordinazione Diaconale avvenuta nella Cattedrale di Arezzo lo scorso 14 settembre, nella quale è stato ordinato Diacono anche Fabio Mondani, da tutti conosciuto in Anghiari. La bella Celebrazione, curata ed attenta, ha messo in risalto i vari momenti dell’ordinazione: la presentazione al Vescovo, l’assunzione degli impegni da parte dei candidati, la preghiera litanica dei santi, l’imposizione delle mani, la vestizione e la consegna del libro dei Vangeli. E proprio in questo ultimo momento il Vescovo ha pronunciato le parole, riprese in parte nel titolo: Ricevi il Vangelo di Cristo, del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni. E tanti altri bei momenti hanno vissuto gli amici di Fabio partiti da Anghiari con una corriera ed alcune macchine, che avevano deciso di partecipare insieme con lui, a questa tappa così importante della sua vita. E non

Veicoli d’ogni specie al passo

solo per lui; così hanno ripetuto più volte i nostri parroci durante gli annunci dell’Ordinazione: una gioia ed una festa per tutta la Comunità. Durante la Celebrazione si sono susseguiti con naturalezza e con preparazione i vari momenti specifici dell’Ordinazione Diaconale. Un po’ di commozione non è da nascondere nel momento in cui i candidati all’Ordine Sacro si sono prostrati a terra, durante il canto delle litanie dei santi. Oppure, come ha confidato la moglie, durante la vestizione, momento in cui i confratelli diaconi aiutano a vestire la stola (indossata al modo diaconale, non come il sacerdote) e la Dalmatica (veste del diacono) ai nuovi ordinati. E non si finirebbe più di raccontare i bei momenti: l’imposizione silenziosa delle mani nella testa, ed ancora la promessa di rispetto e obbedienza al Vescovo, che i Diaconi fanno mettendo le proprie mani in quelle del Vescovo celebrante. Resteranno vivi questi ricordi nella mente e nel cuore di chi ha accompagnato l’amico Fabio in questo grande momento, nel ringraziamento al Signore che continuamente manda “operai nella messe del Regno”. La festa è proseguita poi il giorno seguente in Anghiari, con l’ingresso ufficiale in parrocchia, dove Fabio ha concelebrato per la prima volta in Propositura, insieme a tanta gente che per l’occasione era accorsa. Da ricordare infine le parole dello stesso Fabio al termine della messa: parole di ringraziamento a tutti, per la preghiera, per l’incoraggiamento, per chi gli ha voluto bene e lo ha aiutato, e ringraziamenti anche per chi lo ha ostacolato e gli reso difficoltoso il cammino: grazie a loro ho imparato l’umiltà, ha detto. La conclusione con il bel rinfresco nelle sale dell’Oratorio che ha coronato la festa. Ora la parrocchia di Anghiari ha un nuovo Ministro che aiuterà nel cammino Pastorale, Ecclesiale e quant’altro ci sia bisogno. Un nuovo ANNUNCIATORE del VANGELO = BUONA NOVELLA (ce n’era proprio bisogno!).

La vignetta: Saranno i cicli storici?

di Civis

Questo il cartello ormai datato e in parte deteriorato che si trova all’inizio della via nova bassa, il viale Gramsci per i più giovani. Il cartello fu messo quando i “veicoli” erano certamente pochi ed andavano certamente più piano di quelli di oggi e invitava in modo perentorio ad andare al passo… d’uomo. Non sarebbe male se oggi i molto più numerosi veicoli d’ogni specie se proprio non al passo non andassero per lo meno a briglia sciolta. I rimedi non sono facili. Certamente un po’ più di buon senso ed educazione da parte dei cittadini e qualche controllo in più non farebbero male.

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Dalle nostre Parrocchie

Da San Leo

Nel mese di dicembre c’è la preparazione al Natale con il gruppo dei ragazzi della parrocchia anche se le distrazioni “del mondo” sono tante e molto allettanti. L’8 dicembre , preceduto dalla novena, si celebra con Comunque con i ragazzi organizzeremo senz’altro qualuna certa solennità la festa dellaMadonna Immacolata cosa. Intanto il presepio e poi, forse, qualche recita in nella chiesa di San Michele Arcangelo a Padonchia. chiesa o, addirittura, come abbiamo fatto qualche anno, Il 13 dicembre festa di Santa Lucia nella chiesa un “Presepe vivente”. arcipretale di Monterchi. Festa molto sentita e nell’occaLa Madonna Immacolata è una festa molto sentita sione si è soliti registrare le offerte dei parrocchiani per e legata al territorio anche per il fatto che per questa festa, la celebrazione di Messe per i vivi e per i defunti. come per quella di mezz’agosto, ci si recava nella chiesa Dal 16 al 24 dicembre la Novena del Natale alle ore di Corsano. Purtroppo da qualche anno questo non è più 16 nella chiesa di San Simeone. possibile. Speriamo di poter riprendere questa bella Il 23 dicembre è la IV Domenica di Avvento e devozione. Comunque siccome non leghiamo certo l’amofacciamo la festa liturgica della Madonna in attesa del re alla Madonna con questa specifica chiesa la festa nella Parto. Questa sacra immagine attualmente si trova nella chiesa di San Leo vedrà la partecipazione di molto sede di Via della Reglia. È una domenica dedicata alla popolo. Madonna che attende la nascita di Gesù Bambino. Il 13 dicembre è un giorno ricordevole per la festa di La notte di Natale verrà celebrata la Messa a mezza- Santa Lucia che viene particolarmente venerata quale notte accompagnata da canti natalizi eseguiti da un protettrice della vista. piccolo coro animato dai chitarristi Renato Sartori e La novena di natale sarà l’occasione per eseguire il Francesco Donati. canto del Magnificat che nei giorni precedenti tale novena Il 31 dicembre canto del Te Deum durante la Messa mi vedrà a offrire brevi lezioni per la corretta esecuzione vespertina per ringraziare il Signore per l’anno appena del canto mentre la traduzione è conosciuta praticamente trascorso. da tutti ma l’esecuzione nella lingua latina è particolarVerrà realizzato un bel presepio nelle sale dell’Ora- mente suggestiva. Il 24, vigilia del Natale, la Santa torio, su iniziativa di Massimo Galletti, un po’ più ridotto Messa solenne a mezzanotte vede presenti molti ragazzi rispetto quello dell’Anno Santo del 2000 ma sempre bello e le loro famiglie. comunque e da meritare di essere visitato. L’ultimo dell’anno, giornata del ringraziamento per Le feste si chiuderanno con lafesta dell’Epifania e in aver aggiunto un ulteriore anno alla nostra vita, si canta quell’occasione si fa la benedizione dei fanciulli e dei il “Te Deum”. ragazzi e poi nel teatro viene allestita la “befana” per tutti Una delle più vive feste della parrocchia, che ha molto i ragazzi organizzata da vari enti fra cui Pro Loco e territorio in campagna, è senz’altro la festa di Sant’AnComune. tonio. Ancora ci sono i festieri che provvedono alla A Monterchi il 17 gennaio ricorre la tradizionale fiera raccolta delle offerte che vengono utilizzate per la pardi Sant’Antonio e da qualche anno questa fiera, con rocchia e che, in tempi antichi, erano utilizzate anche per l’impegno dell’Amministrazione locale, è stata rivaluta- dare sollievo ai bisognosi. La distribuzione dei panini ta e vede la partecipazione di gente dai comuni vicini. È benedetti è un po’ il ricordo di quel gesto antico. Durante questa una fiera che caratterizza il giro nelle case degli agricoltori la nostra comunità e il nostro vengono distribuite le immagini del paese. Viene fatta al Mercatale santo. nel luogo tradizionale. Data la giornata non festiva da Nel pomeriggio, alle ore 16, qualche anno è stato deciso di sponella chiesa delle Monache, si stare la festa per Tubbiano alla docelebra la Messa in onore del menica precedente, quindi il 13 genSanto si benedicono i panini che naio, e per San Leo alla domenica vengono distribuiti ai presenti e successiva, cioè il 20. dopo la Messa il sacerdote esce Per la vita civile della parrocchia dalla chiesa e benedice i mangic'è da segnalare il semaforo all'inmi che si trovano deposti di froncrocio con la via d'Anghiari che sta te alla chiesa. L’anno passato per essere messo in funzione. Auguera stata organizzata anche la riamoci che risolva il grave problebenedizione dei cavalli e di altri ma esistente in quel luogo. La situaCopia del quadro, purtroppo scomparso, eseanimali nella piazza del mercato, guito dal pittore anghiarese Fusai nel 1782 per zione comunque è migliorata già con auguriamoci che anche quest’an- la chiesa di San Lorenzo a Ricciano (articolo a l'allargamento della curva e la creapag. 8). Digitalfoto Emmedipì. no venga ripetuta. zione di spazi per le auto in sosta.

Da Monterchi

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Caro vecchio Ponte, sei nato tanti anni fa per collegare l’antica strada romana che dalla Toscana portava in Romagna. Eri importante e desti il nome a questo paese. Forse sopra di te passò anche San Francesco quando, dal Monte della Verna, andava al Castello di Montauto. Poi venne la transumanza, ed eri attraversato da branchi di pecore, cavalli e mucche che in inverno andavano in Maremma e in estate tornavano ai luoghi di origine (quel giorno era una festa per tutti i bambini). Ora è arrivata la civiltà e sopra di te non passano più animali, ma pesanti trattori. E così con il tempo ti sei logorato e sei diventato vecchio. Avevano promesso che ti avrebbero rimesso a nuovo. Ma sai com’è in questo mondo: le promesse si fanno, ma poche volte si mantengono, e così tu sei sempre lì ad aspettare che qualcuno si ricordi di te e ti faccia tornare importante come un tempo! Un amico del vecchio Ponte

Notizie dal G.S. Fratres Dynamis Bike Domenica 16 settembre scorso il Gruppo Sportivo Dynamis di Anghiari ha partecipato con una numerosa rappresentanza alla “Rampilonga” che si svolge ogni anno a Moena in Trentino. I Bikers di Anghiari partiti in comitiva, hanno veramente dato prova di coraggio e tenacia, perché quasi tutti hanno portato a termine la durissima gara nonostante le proibitive condizioni atmosferiche. Infatti sulla cima del monte Lusia ( 2.200 m.) c’erano ben 30 cm. di neve ed al passaggio della gara imperversava una bufera di neve e vento ghiaccio che impediva la visibilità. Ma i “nostri eroi” hanno tenuto duro e sfidando un terreno viscido e ghiacciato hanno avuto il loro nome in graduatoria generale. Importante anche il tifo e l’allegria che ha accompagnato i nostri bikers anghiaresi per le cime meravigliose delle Dolomiti. Altro appuntamento ciclistico: la “bringolata” dell’11 novembre ad Anghiari, in occasione appunto della Festa dei Bringoli.

Le acciughe di Lèto di Mario Del Pia

Raccontando questo episodio, che riguarda da vicino l'amico Natalino, voglio ricordare la sua mamma morta il 15 settembre scorso, il suo babbo Leto e ricordare anche il tanto lavoro di questa famiglia che, come molte altre di quei tempi, hanno fatto il possibile, e qualche volta l'impossibile, per migliorare la situazione economica e il futuro dei propri figli. S'era nel dopoguerra quando di beni di consum o non è che ce ne fossero molti. Lèto, con la moglie Rina, che era conosciuta come la "Rina de Lèto", gestivano il negozio di alimentari situato negli ambienti oggi utilizzati dal ristorante la Nena. Natalino, allora ragazzotto, era al banco per aiutare in bottega ed un cliente, entrato in negozio, chiede dove fosse il padre. Natalino serenamente rispose: -È di là che fa l'acciughe. In pratica Lèto, rimasto forse senza acciughe, provvedeva a... trasformare le sarde in acciughe tagliando loro la testa. Era infatti questa la differenza più evidente fra questi due prodotti sotto sale: le acciughe non avevano la testa. Non so se la cosa si sia ripetuta altre volte. Sta di fatto che la battuta è piaciuta alla gente che l'ha inserita fra quelle rimaste famose.

Il ponte del Ponte luogo di incontro in occasione della estiva Camminata del contrabbandiere. Nel riquadro una veduta laterale. Digitalfoto Emmedipì.

LUNEDÌ 24 DICEMBRE Torna "Il Ceppo in Piazza"

Appuntamento in Piazza Baldaccio alle ore 17 con tutti i bambini di Anghiari. 19


Armonie... di Capo d'anno

Alla cara maestra Fanny

di Amedeo Vellati

di Armando Zanchi

Soffitte squallide, sale parate, ceneri spente, belle fiammate, pellicce morbide, stracci indecenti, senza ricovero vecchi languenti.

‘Sta cara Maestra a noi à lasciato ma nella scuola un segno à lanciato

Tanto lavoro nella campagna della famiglia fu grande compagna

Visucci lividi e rubicondi, guance, singhiozzi, visi giocondi; veglie fantastiche, mense copiose, notti sul lastrico, fami rabbiose.

Il suo sistema da tutti apprezzato il segno di lei tra di noi à votato

La sua azienda ormai avviata sempre da lei fu sempre curata

Così d'ogni anno s'apre la via Santa... ARMONIA.

Con grande amore svolgeva il lavoro ai cari alunni à lasciato il suo dono

Questa grande donna con umiltà e devozione tutti i lavori à fatto con amore

Dono di studio di grande amore ché per la scuola è un grande onore

Lavori duri ma mai à ceduto purché il lavoro non vada perduto

Grande passione per il lavoro con la famiglia dolce il decoro

Ai cari figli ‘sta cara Mamma ché forse per loro è stata una manna

Lavoro duro accanto al marito sempre presente al lavoro distinto

Il suo sacrificio da lei accollato possano i figli un passaggio beato:

Le tre sorelle

ANGHIARI VECCHIO LUNEDÍ 10 DICEMBRE FESTA DELLA

È questo il titolo della foto riprodotta sopra anche per il fatto che in effetti sono tre sorelle. Sono Olga, Santa e Maria Scartoni. Al tempo della foto (anni 25/30) abitavano alla Vigna del Poggio ed erano conosciute per la loro allegria: per tutti erano le tre ballerine. Riproduciamo la foto, in parte deteriorata, come esempio delle tante foto che sono nei cassetti delle nostre case e che rappresentano una storia, un legame con una persona cara. Generalmente venivano stampate proprio per essere inviate a parenti, amici, ma anche fidanzati, che abitavano lontano, proprio per rinsaldare quel legame affettivo che univa e che ancora unisce le persone.

MADONNA DI LORETO Nella chiesa di Badia, dopo la S. Messa delle ore 18, processione per le strade di Anghiari vecchio.

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BENVENUTO €URO Ben presto vedremo l’€uro! Mancano ormai pochi giorni al momento in cui potremo entrare in possesso delle prime monete. Dopo il 15 dicembre sarà possibile ritirare in Banca i cosiddetti Starting Kits; questi “pacchetti” di monete dalla composizione predefinita saranno disponibili per tutte le famiglie italiane. Il MiniKit, destinato alle famiglie del valore di 12,91 euro, sarà composto da: Tipo di moneta Da 1 cent Da 2 cent Da 5 cent Da 10 cent Da 20 cent Da 50 cent Da 1 euro Da 2 euro Totale

N° di monete 11 10 10 6 5 5 4 2 53

Un’altra composizione di monete di valore superiore - 315 € (circa 610.000 lire) - sarà destinata agli operatori commerciali e dovrà servire come prima alimentazione per i negozianti. Nel periodo 1° gennaio 2002 - 28 febbraio 2002 circoleranno insieme le “vecchie” lire e la nuova moneta. In questi due mesi, definiti “della doppia circolazione monetaria”, si assisterà allo sforzo maggiore del sistema bancario italiano che sarà chiamato a garantire il ritiro delle lire e la messa in circolazione degli euro. La Banca di Anghiari e Stia ha pensato di agevolare la diffusione delle nuove monete presso i propri clienti cominciando a consegnare gli Starting Kits dal 15 dicembre - come prevede la legge - ed addebitando il controvalore nei conti correnti con valuta 2 gennaio 2002. Potrete quindi prenotare fin da subito i vostri €uro, presso tutti gli sportelli della Banca o utilizzando una innovativa modalità via web nel sito internet www.bancadianghiariestia.it, li pagherete il 2 gennaio.

Benvenuto €uro !

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Da Tavernelle

Rubrica a cura di Alessandro Bivignani

“ Non temere…”

“Il Nappone…”

Professione religiosa al Cenacolo di Montauto

Con questo nomignolo era ormai consueto chiamare l’amico Bruno del Pianta, attribuito forse per la grandezza evidenziata del suo naso. Sicuramente Bruno era ormai diventato uno di quei personaggi “tipici” di Tavernelle. È importante ribadire però che l’appellativo tipico non era dato solamente dal fatto che faceva o poteva far ridere con le sue battute o modi di fare. I suoi atteggiamenti, così naturali e semplici, facevano ripensare ad un mondo quasi scomparso, quello della civiltà contadina, dove la semplicità e la genuinità dei comportamenti era un modo naturale di essere. Così Bruno era nato e continuava a vivere dentro questa tipicità di vita, aiutandoci, soprattutto a noi più giovani, a fermarci ed a riflettere che il chiamarlo tipico era formale, perché tipico non lo era più (di questa società); semmai era proprio lui ad essere “atipico”, ma proprio questa atipicità lo rendeva unico, e quindi tipico. Il modo di presentarsi nelle case per la consueta “veglia” in compagnia delle altre famiglie, la sua comparsa improvvisa e inaspettata a feste od altri ritrovi (riunioni, prove…) che non dava in fondo fastidio, ma al contrario riportava spesso la calma, la gioia: regalava insomma a tutti un sorriso. La sera di sabato 27 ottobre è morto all’ospedale di Sansepolcro, e le campane di Tavernelle lo hanno annunciato la domenica dopo, il 28. Resta infine il ricordo di una persona semplice, il ricordo di una semplicità e schiettezza nei modi di fare; resta a noi per sempre il ricordo del suo sorriso.

Proprio così. L’esortazione “non temere” è risuonata nel caldo pomeriggio di sabato 29 settembre al Cenacolo di Montauto, in occasione della professione dei primi voti di suor Antonella Fani. Ripeteva infatti il canto d’offertorio: “non temere Maria…” “non temere Abramo…” e poi Mosè, Giuseppe, Pietro… tutte persone che hanno avuto un po’ di timore ma, una volta abbandonate nella Parola di Dio, sono diventate grandi, eccezionali, uniche. Ed è stato quindi molto bello vedere l’abbandono dell’Antonella, in ginocchio davanti all’Altare, pronunziare i suoi Voti, il suo “si”, proclamare il suo abbandono totale a Dio, senza riserve e con tutta la vita. E questo fatto mette davvero in crisi! Non nascondo una leggera commozione che ho avuto mentre ad Antonella veniva sistemato il velo e la croce pettorale. E più ancora, ripeto, mentre ella ha pronunziato davanti all’Altare la professione religiosa, cioè la ufficiale richiesta di ingresso nell’ordine di Nostra Signora del Cenacolo. La richiesta, accolta dalle mani di Sr. Augusta, madre generale, è stata consegnata al Sacerdote Celebrante, che, postala sull’Altare ha affidato la vita di Antonella nelle mani della Chiesa, e cioè di Cristo. I tanti amici poi hanno animato la bella Celebrazione con canti adatti, tutti scelti da Antonella, e preparati in più di un mese di prove dal coro “unito” di Anghiari e Tavernelle. E di questo lavoro ringraziamo sentitamente la Norma e il resto della Compagnia. Nel chiostro del Cenacolo è proseguita la festa, tra canti, battimani e ritornelli che hanno rallegrato la serata. Fino a tardi, infatti, nel chiostro di Montauto tante persone, dai parenti, agli amici, alla tanta gente comune intervenuta, hanno voluto salutare Suor Antonella, esprimergli la propria gioia ma anche comunicargli, come ha detto don Giacomo, che ha detto la messa, di essere stati messi in crisi; è il regalo più bello, ha detto il sacerdote, che potete fare a lei ma anche a voi stessi.

Incontro con don Francesco Sensini di Patrizia Tavernelli*

Domenica 28 ottobre scorso le catechiste della parrocchia di Tavernelle hanno incontrato don Francesco Sensini, direttore dell’ufficio Catechistico Diocesano. Don Francesco, già conosciuto per i corsi tenuti a Sansepolcro proprio per i catechisti di tutta la Valtiberina, è una persona estremamente disponibile e ha accettato volentieri l’invito che la parrocchia di Tavernelle gli ha fatto per iniziare l’Anno Catechistico. Ha celebrato la Messa delle ore undici e trenta insieme al parroco don Juan Carlos e poi ha tenuto un breve incontro al centro parrocchia-

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le donando a tutte le catechiste intervenute due pratici opuscoli per la catechesi: uno per la preparazione al Natale (Nell’attesa della tua venuta) e uno sulla preghiera (Signore, insegnaci a pregare). C’è stato poi il pranzo sempre al centro parrocchiale che si è concluso con un piccolo dono di riconoscenza che le catechiste hanno offerto a Don Francesco. All’incontro erano presenti anche una rappresentanza dei catechisti di Anghiari e di Sansepolcro. Grazie Don Francesco per la affabilità, la disponibilità e la semplice chiarezza con la quale ci proponi i temi per il cammino arduo e bello che siamo chiamati a compiere nel nome del Signore! * Catechista della Parrocchia di Tavernelle.

Dalla chiesa di Galbino Come vuole la tradizione, la II domenica di ottobre è stata celebrata a Galbino la festa della Madonna del Rosario. In passato questa festa era molto più sentita, la gente partecipava a questo genere di feste che si svolgevano per tutto il mese di ottobre, mese appunto dedicato alla Vergine, in particolare al S. Rosario. E così, lo scorso 14 ottobre a Galbino abbiamo respirato una bella aria di festa. Nel pomeriggio c’è stata la S. Messa preceduta dal Rosario. Poi, nel giardino antistante la chiesa, la conclusione con una piccola merenda preparata per tutti gli intervenuti. Tra l’altro erano presenti anche numerose persone di Anghiari e dalle altre parrocchie vicine. Poi il primo novembre, festa di tutti i santi, è stata celebrata la Messa e la processione fino al cimitero. Dentro il camposanto abbiamo pregato per tutti i nostri defunti e infine don Marco ha benedetto tutte le tombe che si trovano a Galbino. Nonostante il tempo incerto molta gente ha preso parte anche a questa Celebrazione. Infine il 30 novembre i festeggiamenti per il titolare della chiesa: S. Andrea Apostolo. In tarda serata la santa messa, poi il consueto ritrovo conviviale con i capofamiglia della Parrocchia.

Lunedì 24 dicembre Vigilia del S. Natale

“Fiaccolata al Cenacolo” Animata dai giovani della Parrocchia

Partenza da Tavernelle alle ore 22,30 per partecipare alla Solenne Messa di mezzanotte a Montauto.

Qui sopra è raffigurata la processione mentre arriva al cimitero di Galbino e, nel riquadro, don Marco e i chierichetti. A sinistra: Ritrovo davanti alla chiesa di Galbino in occasione della festa della Madonna del Rosario. Nell'altra pagina: in alto Bruno Del Pianta e in basso l'incontro di don Francesco Sensini con le catechiste di Tavernelle. Foto Alessandro Bivignani.

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Notizie su Tommaso Becket di Athos Camaiti II parte Prosegue in questo numero la cronistoria della vita di

Ascani mette in dubbio che il Becket sia venuto persino in Italia, sbagliando, bastava la visione di una buona enciclopedia per sapere che almeno a Bologna c’era stato. Sicuramente non era al corrente dell’incontro con Celestino II, che il Taglieschi dice nato a S. Fista nel comune di Citerna e la storia di Città di Castello, lo indica quale suo figlio. Avevo il fascicolo della serie “Le Cento Città d’Italia” riguardante questa città e vi trovo scritto: Celestino II fu papa per 5 mesi nel 1140 (data sbagliata perché lo fu nel 1143-44), ma contiene una notizia importante: fu scolaro di Pietro Abelardo a Parigi. Da Inos Biffi si apprende che a Parigi insegnavano valenti maestri tra i quali P. Abelardo e da tutta Europa vi accorsero uditori; Giovanni di Salisbury, il Becket e l’abate Pietro da Celle (ed ora sappiamo Pietro da Castello) furono tra questi. Appare chiaro che il Becket nel 1143, fu tolto dal suo impiego di contabile e introdotto a Canterbury, perché legato da amicizia con Pietro da Castello. Teobaldo aveva necessità di risolvere affari importanti con la Curia romana. Solo questo spiegherebbe il motivo dell’assunzione e dell’incarico di recarsi a Roma, quasi immediato, incarico coronato da successo e motivo principale della grande considerazione che a lui ne derivò. Celestino II (Guido da Castello) è ricordato per aver tolto la scomunica a Luigi VII re di Francia. Esistono varie lettere indirizzate a “Magister Guidoni de Castello” dell’abate Pietro e di S. Bernardo. Dunque il Becket nel 1143 attraversò la Toscana; nelle note che riguardano la sua “Vita” a pag. 161 è detto “…né fu l’unica volta che egli fece parte di ambascerie presso la Curia Pontificia e sempre nella stessa pagina ripete: Dal Libro di Trotta-Casciu su Sant'Agostinon sappiamo no, 1991: Ricostruzione prospettica della quante volte e cappella di Sant'Antonio (quella sorta nel quante fatiche ab- luogo dove sembra si sia fermato Tommaso bia sopportato per Becket) e, nell'altra pagina, l'individuazione raggiungere la della cappella stessa sulla planimetria della

San Tommaso Becket iniziata nel numero scorso e a cui si rimanda per avere un quadro completo delle notizie. * 1165 La reazione del re d’Inghilterra fu di bandire l’arcivescovo e quelli legati a lui, condannandoli all’esilio. Il 23 novembre 1165, il papa fa rientro a Roma approfittando della lontananza del Barbarossa e del nuovo antipapa. * 1166 Il 5 aprile Alessandro III (da Roma) conferma il primato della Chiesa di Canterbury ed il privilegio del suo titolare di incoronare i re d’Inghilterra. Il 12 giugno il Becket dalla Chiesa Abbaziale di Vezelay, lancia alcune scomuniche a vescovi e baroni inglesi e condanna le costituzioni di Clarendon. Nel mese di novembre il Becket lascia Pontigny, in seguito all’ingiunzione fatta da Enrico II al Capitolo Generale dell’Ordine Cistercense di espellerlo. Prende dimora presso l’Abbazia benedettina di Saint Colombe a Sens, protetto dal re di Francia. * 1169 Il 7 gennaio il Becket è invitato a Montmirail da Luigi VII per un incontro, presente Enrico II. L’arcivescovo ribadisce la condanna delle costituzioni di Clarendon. Il 18 novembre nuovo incontro a S. Denis sempre presenti i due monarchi. * 1170 - Il 14 giugno, Enrico il giovane (figlio di Enrico II) è incoronato da Ruggero di York. Il papa scomunica Ruggero e gli altri vescovi intervenuti. Il 21 luglio, altro incontro del Becket con Enrico II a Fretenal, presente il re di Francia. Qui viene fornito il salvacondotto per rientrare liberamente in Inghilterra. Il 30 novembre, dopo 7 anni di esilio, egli si imbarca per l’Inghilterra. Il 2 dicembre raggiunge Canterbury. Il 29 dicembre è assassinato nella cattedrale. *** Inos Biffi, nel sottoporci la cronistoria e le annotazioni sulla “Vita” di Tommaso Becket, precisa che le fonti di informazione sono piuttosto lacunose e vaghe, ma le date che egli ci fornisce sulla rapida carriera di questo personaggio ritengo siano da accettare. Contrasti ci sono e sorgono con quanto affermato a Gagliano nel Mugello e dal nostro Taglieschi, dal periodo 7 ottobre 1163 al novembre 1164. È indubbio che il Taglieschi sbaglia in più occasioni date e periodi, i documenti che afferma di aver visto a Camaldoli, con riferimenti e date non sono stati rintracciati, forse distrutti. L’Ascani da parte sua dice di avere il 99% di dubbi sul passaggio del Becket da Anghiari e qualche dubbio può rimanere, ma oggi pur constatando le manchevolezze del Taglieschi, ribalterei la scommessa.

chiesa.

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Sede Apostolica e assolvere i compiti che gli erano stati affidati. Nell’anno 1162, a fine gennaio, papa Alessandro III (1159-1181), in pieno contrasto con il Barbarossa, fuggì in Francia. Il 27 maggio 1162, Tommaso Becket, con l’assenso del re d’Inghilterra, viene eletto arcivescovo di Canterbury. Non è esatto quindi quanto narra il Taglieschi, che il Becket l’anno 1162, venuto in disgrazia di Enrico II partì dall’Inghilterra e se ne venne a Roma da Alessandro III. Tenendo conto della tradizione che lo vuole nel 1163 a Gagliano nel Mugello (FI), dove di passaggio vi consacrò la Chiesa di San Bartolomeo e riprendendo poi le affermazioni del Taglieschi, che lo dice il 25 giugno 1164 in Anghiari, con Rolando da Montedoglio, abate del convento di San Bartolomeo, la sua fuga dall’Inghilterra, bisogna sia avvenuta nel 1163. Il Biffi si avvale degli scritti di P. Aubé e Barlow, storiografi, che riportano le peripezie del Becket esule circa 700 anni dopo i fatti reali e se vogliamo dare credibilità a quanto si ritiene nel Mugello ed al soggiorno fatto in Anghiari, non possiamo prestarvi fede. Abbiamo visto che voler ricostruire avvenimenti così lontani è facile sbagliare anche se con provata esperienza da storico. Da dilettante speravo di dare più certezza del passaggio del Becket dalla nostra zona che sicuramente conobbe. Per aver letto di recente che un religioso italiano, poi eletto vescovo di Benevento, fu compagno di fuga del Becket, ho cercato di avere informazioni più precise, non mi sono pervenute. Continuerò a fare ricerche, nel frattempo con presunzione, pur azzardando di essere smentito, voglio concludere con una mia personale supposizione. Tommaso partecipò all’assemblea del luglio 1163 a Woodstoc dove si elaborarono le Costituzioni (antiche consuetudini del regno, secondo scrittori inglesi) che si intendeva legalizzare e che il Becket avversò in parte. All’Assemblea che si tenne il 7 ottobre a Westmister, vide la maggior parte dei vescovi piegarsi alla volontà della corona, fu deriso e insultato dai baroni presenti. Il re pretese una riparazione pubblica per l’ostruzionismo dell’arcivescovo e stabilì per il gennaio 1164 la Corte di Clarendon; fu inoltre ordinato l’esilio al suo segretario. È da credere che il Becket non attese, in incognito passò in Francia. *** Nel 1159 il Becket quale cancelliere partecipò alla guerra contro il re di Francia, applicò una tassa per sostenerla, lo “scutagium”. Le sue imprese militari, scrive il Biffi, non apparivano

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necessariamente sconvenienti alla Chiesa di quel tempo, dal momento che pur essendo arcidiacono e investito di un beneficio ecclesiastico, era ritenuto un “curiales” (un uomo di corte). La guerra cessò nel 1160 con un armistizio. Luigi VII ed Enrico II si riconciliarono nel 1170 per merito dell’arcivescovo Pietro da Tarantasia (1102-1174) su incarico di Alessandro III (così riporta l’Enciclopedia Moderna Italiana). Nella cronistoria di Inos Biffi, non mi convincono i 7 incontri diretti, dal 1165 al 1169 fra i due re, tre dei quali presente il Becket, che Enrico II voleva riportare in Inghilterra e Luigi VII fu mediatore. Tra i due stati i rapporti non erano sicuramente idilliaci, gli incontri dei massimi esponenti di queste due nazioni, mi sembrano poco credibili, erano i ministri delle rispettive parti che dovevano esserne interessati. Il Becket, dopo la fuga, sicuramente si presentò a Sens, dove il papa si era stabilito e da lì accompagnato da alcuni monaci dell’ordine di S. Antonio Abate, passò in Italia per essere verso la fine del 1163 nel Mugello. Al novembre del 1164, si può riprendere e far combaciare quanto affermato dal Taglieschi e questa mia supposizione con il racconto di Inos Biffi e di essere certi dell’accoglienza al Becket del re di Francia a Soisson, dopo che il papa ne aveva appianata la strada. Edifici sacri dedicati a S. Tommaso Becket 1 Chiesa di S. Bartolomeo a Gagliano nel Mugello (FI) che si dice da lui consacrata nel 1163 (Repetti). 2 A Cittanova (VE) chiesa dedicata a S. Thomas martiris ricordata nel 1189 (Dorigo V. – Venezia sepolta nella terra del Piave). 3 Chiesa di S. Fedele a Poppi – Il 2° altare vicino alla Sacrestia ha avuto vari titolari tra cui il Becket, risalente al 1556. Tavola di Carlo Portelli di Loro con S. Benedetto e ai lati S. Tommaso e S. Michele. 4 Nel castello di Pollerone (Aulla – Val di Magra) chiesa dedicata a S. Tommaso di Canterbury (Repetti). 5 A Badia Tedalda – La parrocchia di Montebotolino è dedicata al Becket. 6 Ad Ancona c’è una chiesa con una cappella dedicata al Becket. 7 A Roma – Ospizio per pellegrini inglesi edificato da re Ofia (primi VII secolo). Fu abbazia di S. Trinità degli Scotti. Nel 1575 il Cardinale di Norfolch, riedificò la chiesa dedicandola a S. Tommaso Becket (Armellini – Le chiese di Roma). Opere pittoriche dedicate al Becket 1 Cattedrale di Sansepolcro: Madonna con Bambino, S. Caterina di Alessandria e il Becket. 2 Chiesa di S. Giovanni a Spoleto: affresco dell’assassinio (da Storia Illustrata) 3 A Montelabreve (oggi depositata nel palazzo vescovile di Sansepolcro) è raffigurato con una scure piantata nel capo. 4 A Siena: tre dipinti-miniature fatte risalire al sec. XV (Inventario manoscritto Biblioteca Com. di Siena – Vol 1°). Varie 1 A Napoli piazza a lui dedicata. 2 Opera teatrale di P. Grenville “Becket e il suo re”.


Volontariato

Donazione del Mammalucco

I dipendenti della Casa protetta e alcuni volontari si sono prodigati per far trascorrere una giornata diversa agli anziani della Residenza . Il tre settembre tutti sono stati portati al Santuario dove alle 11,30 don Juan Carlos ha celebrato per loro la Santa Messa. Un semplice pranzo, ma diverso dal solito, ha reso ancora più felici i cari nonni. L’Anna, infine, aveva pensato proprio a tutto, anche alla musica e così, chi poteva, ha fatto un ballino. A fine serata abbiamo tirato le somme: la giornata era stata bella, i vecchietti erano felici, contenti di avere trascorso un po’ di tempo diversamente dal solito. Certamente questo aveva comportato un bel lavoro da parte degli operatori e dei volontari. Avevamo però convenuto che certe uscite sarebbero state per i nonni, un’ottima medicina, quindi è nostra cura organizzare ancora qualcosa del genere. Per questo abbiamo pensato di lanciare un appello: coloro che hanno tempo e voglia di dedicare qualche ora agli altri, ai più soli e deboli, sono pregati di contattare la signora Anna Rossi. C’è necessità di volontari anche per poter organizzare una Caritas Parrocchiale che aiuti soprattutto gli anziani soli nelle loro case alle volte impossibilitati anche ad andare a fare la spesa. Inoltre (scusate se chiedo troppo) ogni 15 giorni siamo in Propositura per la pulizia della chiesa. Noi siamo lì, chiunque voglia dare una mano sarà il Benvenuto e sarà pagato con un “Dio te ne renda merito”. Francesca

La tela di Sant'Anna è restaurata Quando il giornale arriverà nelle vostre case la tela di Sant’Anna che si conserva nella chiesa della Propositura sarà ritornata dal restauro. Nei primi giorni di dicembre comunque si provvederà alla sua ricollocazione nel primo altare destro della Propositura. È una tela ed un altare a cui noi anghiaresi siamo molto affezionati anche per la consuetudine di appoggiare sopra la mensa dell'altare per qualche attimo i bambini appena battezzati. Ricordiamo che sono pervenute diverse offerte in memoria di Roberto e con quella di Anna Arrighi in memoria dei genitori la cifra totale ammonta a circa quattro milioni. Rinnoviamo l’invito, a chi lo desidera, di promuovere questo come altri restauri delle opere d’arte custodite nelle nostre chiese. Ricordiamo infine che il restauro di questa tela è stato promosso dalla famiglia e dagli amici di Roberto Giabbanelli.

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Gli eredi Bartolomei hanno voluto donare alla parrocchia di San Bartolomeo di Anghiari un immobile che era di proprietà di don Vittorio Bartolomei denominato “Il Mammalucco”. Ringraziamo gli eredi per la generosità dimostrata e per questa attenzione nei confronti della nostra parrocchia. Nel giro di breve tempo il palazzo verrà valorizzato anche grazie alla sua posizione adiacente alla chiesa di Sant’Agostino in cui attualmente ci sono degli importanti lavori di restauro. Questo palazzo quindi sarà parte integrante della complesso di Sant’Agostino e, perché no, della cappella di sant’Antonio che si trova al di sotto dell’attuale livello della chiesa e prospiciente la riaperta via di Ronda.

Santo Natale 2001 Sabato 22 dicembre chiesa della Propositura ore 21 I bambini dell'Oratorio presentano

E una stella fiorì a Natale La leggenda messa in scena dai bambini delle classi IV e V del catechismo, racconta il fantastico viaggio verso la luce degli uomini e degli animali di un paese all'ombra di due alte montagne, che non vedeva mai il sole. Un viaggio di PACE per uscire dal buio della paura e della diffidenza e raggiungere la luce dell'AMORE e della GENEROSITÀ


24 settembre 2001

Le guerre della distruzione di Armando Zanchi

Lassù dall’alto i grandi protettori scuotono la testa di fronte a ‘sti coglioni

Davanti alla morte un uomo normale non c’è promesse che ti possono cambiare

Tra il terrorismo e guerre a diffusione qui ogni popolo attende la razione

Orde di folli con teste indottrinate lassù dal cielo si credono immortalate

La vita è sacra e lei non è armata di donne vergini per la tua trasvolata

Resti stecchito attaccato alla tua terra e tu li sotto hai finito la tua guerra

Razione di male e tanto di dolore tante le tombe con sopra il suo fiore

Quando la morte raggiunge te nel prato tu stai sicuro non esci dal fossato

Tu resti a terra dai piedi calpestato la dove il tuo corpo è stato sotterrato

Io da vecchio no ho visti tanti partire ma di lassù ancora hanno da venire

Fiore di vita che si è immortalata per quella guerra da noi mai dichiarata

Il Paradiso lì sotto la terra solo i vermi a te faranno guerra

Non c’è regali specie quei divini se questi uomini si mostrano assassini

Ché con la guerra si crei tanti eroi ma i dolori saranno i tuoi:

IL DIZIONARIO DEL REPETTI Allegato a questo numero troverete la descrizione di Anghiari tratta dal Dizionario del Repetti stampato nel 1833. Ci auguriamo risulti gradito a tutti voi. È il nostro grazie. Un benvenuto a Manuela Ghignoni di Roma e alla signora Guglielma Parlanti di ben… 91 anni da Ravenna. Un saluto all’amico Federico Topa da Brescia che non dimentica Anghiari e a Vally Fastacchini che ci manda la sua offerta in memoria dei genitori e del marito Alberto Cerboni. Baggi Gian Domenico, Tavernelle Bruschi Leone Elisei Domenico, San Leo Lucertini Paolo Mariotti Mario, San Remo Offerta anonima Una persona Papini Gianni Parlanti Guglielma, Ravenna Polverini Sergio Tanfi Silvano, Parigi Topa Federico, Brescia

FESTA DELLA TOSCANA Il Sindaco invita la cittadinanza a partecipare alla seconda Festa della Toscana che si terrà anche ad Anghiari venerdì 30 novembre 2001, con il seguente programma: Visite guidate e gratuite ai “Musei di Anghiari”. Atrio del Palazzo Comunale. Mostra allestita dall’Istituto Statale d’Arte di Anghiari e Sansepolcro sul tema della pace. ore 17 Suono delle campane delle Chiese e del “Campano Civico” di Anghiari. ore 17.15 Seduta straordinaria del Consiglio Comunale al quale interverranno gli studenti delle scuole coinvolte nel progetto “La mia scuola per la pace”. ore 18 Esibizione della Banda della Filarmonica “ Mascagni” di Anghiari. ore 18.30 Inaugurazione del percorso pedonale di accesso al borgo antico. Taglio del nastro e riapertura ufficiale della via di Ronda, antico camminamento sulle mura di cinta, a difesa della città, rimasto chiuso al pubblico da tempo immemorabile. Il percorso attraversa i sotterranei della ex Fattoria Bartolomei Corsi e della Chiesa di S. Agostino, riportandone alla visibilità le originali strutture medievali. ore 18.45 Dolci tradizionali e “castagnole, vinsanto e “canaiola” per tutti i cittadini. “Il 30 novembre 1786 nel Granducato di Toscana, per la prima volta al mondo, viene abolita la pena di morte. Per il secondo anno consecutivo, per ricordare quello straordinario evento, si celebrerà la Festa della Toscana, un’occasione per meditare insieme sulle nostre radici di pace e di giustizia, per coltivare la memoria della nostra storia, per attingere con rinnovato entusiasmo alla tradizione di diritti e di civiltà che nella nostra Regione hanno trovato forte radicamento e convinta affermazione. Nel tempo del federalismo, questa è l’originale identità che la Toscana mette in comune con le altre regioni dell’Italia e dell’Europa; una identità per unire e non per dividere, per accogliere e non per escludere, secondo uno stile di vita che da sempre caratterizza i cittadini di questa terra”.

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Balli, orchestre e complessi, luoghi e tempi del ballo, costumi ed usanze in Anghiari dall’inizio del ‘900 ai nostri giorni di Flavio Mercati

VI parte

IL NUOVO GRUPPO Costituitosi nel 1963, era così composto: Leonardo Del Furia, sassofono contralto; Leonardo Pigolotti, pianola e fisarmonica; Pietro Mercati, chitarra; Severino Ceccherini, basso; Mario Testerini, tromba; Dino Testerini, batteria; Mario Garavani, sax-tenore; Mariella Del Bolgia, cantante. Qualche elemento non era del nostro paese, però la sede del complesso era Anghiari. Giravano un po’ in tutta Italia suonando anche loro musica moderna e liscio. Questa formazione durò circa una ventina d’anni. Il gruppo si rinnovò poi profondamente. Alcuni elementi provenivano dalla Valtiberis di cui parleremo appresso. Questa nuova edizione in attività fino a pochi anni fa aveva i seguenti componenti: Mauro Tanfi, chitarra e cantante; Danilo Locci, sassofono tenore; Maurizio Frulloni, fisarmonica; Walter Canicchi, batteria; Fabio Boriosi, basso. Suonando soprattutto il liscio e revival si sono esibiti in diverse località della Toscana, ma anche fuori regione, per esempio in Umbria, nella zona di Venezia e all’Aquila. I KEMPERKEN (Kemperken è il nome di un uccello africano) Ne facevano parte: Sergio Lombardi (capocomplesso), chitarra; Giuseppe Mariotti, batteria; Giorgio Buricchi, organo; Mauro Maurizi, sassofono; Giuseppe Peluzzi, basso e cantante. A cavallo tra gli anni 60/70 hanno suonato in sale della Toscana (per esempio anche alla Pineta, al Paris della Motina, all’ex Cinema Mondani prima che diventasse discoteca), dell’Umbria e della Romagna. Il loro repertorio musicale variava a seconda delle sale in cui si esibivano: se il locale era frequentato quasi esclusivamente da persone di mezz'età si producevano nel liscio e revival, se invece era un locale di moda fra i giovani, passavano a musica più moderna e attuale. Ma la loro specialità era la cosiddetta "musica da colonna". Per comprenderne meglio la ragion d'essere occorre ricordare che siamo nel periodo seconda metà anni '60 e primi anni '70. La liberalizzazione nel costume è ancora agli inizi e dalle nostre parti non è arrivata, le ragazze non vanno ancora a passare le vacanze da sole con il fidanzato o a convivere con lui, non siamo ancora arrivati al periodo storico (cioè quello attuale) in cui ciò che prima era eccezione è diventata quasi moda. I rapporti prematrimoniali sono condannati, considerati illeciti non solo dalla Chiesa, ma, allora, anche dalle famiglie (indipendentemente dalle opinioni politiche) e dalla

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società nel suo complesso, e le ragazze sono di conseguenza educate ad evitarli. Qui viene da obiettare: perché solo le ragazze?! Ma non c'è uguaglianza fra i sessi?! Non è maschilismo questo!? A volere esser coerenti fino in fondo forse le obiezioni sono giuste, ma noi qui ci limitiamo solo a registrare come andavano le cose allora, e allora le ragazze venivano educate così, alla "purezza" prematrimoniale, per usare un eufemismo. E su questa purezza vigilavano soprattutto le mamme. Erano loro che nel dopo-cena accompagnavano le figlie alle serate danzanti, poi si mettevano sedute lungo le pareti della sala vigilando attentamente sul comportamento delle loro protette e dei loro partner. Logicamente, se due che ballavano assieme erano degli innamorati, sopportavano mal volentieri questo continuo sguardo inquisitorio, che impediva loro qualsiasi forma di intimità. Ecco allora che per favorire le coppiette questo complesso ideò la "musica da colonna", che veniva eseguita dopo la mezzanotte, quando i ragazzini non c'erano più in sala ed alle mamme cominciavano ad appesantirsi le palpebre per il sonno. Era una musica lenta, romantica, soporifera per le mamme, che diventavano sempre più sonnacchiose ed insensibili quasi a quello che accadeva loro intorno, e che invece conciliava l'intimità nelle coppie, le quali, non viste, per sfuggire di più alla vista si riparavano dietro alle colonne della sala e lì si scambiavano, anelanti, le loro "ardite" effusioni amorose. Cosa non si inventa per amore! E fu così che nacque la definizione "musica da colonna", diventata oggi "musica da camera...".

La recente versione del Nuovo Gruppo. Da sinistra: Fabio Boriosi, basso; Walter Canicchi, batteria; Maurizio Frulloni, fisarmonica; Danilo Locci, Sassofono tenore; Mauro Tanfi, chitarra e cantante. N.B. - Ci scusiamo se, per ragioni di spazio, a proposito di alcune orchestre i nominativi sono stati scritti uno fianco all'altro.


GLI STRA Nell’ultimo periodo del secolo appena trascorso si sono presentati sulla scena musicale di Anghiari anche dei complessi che si sono ispirati e che si ispirano (perché alcuni sono tuttora in attività) a musica più moderna. Ne esaminiamo uno, gli altri non ce ne vogliano, ritenendolo il più importante, sia per il numero dei componenti, che per la sua durata e la notorietà acquisita anche fuori della nostra zona. Sono appunto GLI STRA che suonavano soprattutto musica rock-reg ispirandosi anche ai complessi inglesi CLASH e POLICE. Il complesso si costituì nel 1985 e durò sino al ’95. All’atto della costituzione la formazione era questa: Massimo Dalla Ragione, chitarra e voce; Alberto Vellati, chitarra ritmica; Carlo Urci, basso elettrico; Ezio Boncompagni, percussioni e batteria; Ruggero Cambi, tromba; Massimo Casi, sassofono contralto; Andrea Cenni, voce principale. Dopo pochi mesi si aggiunse Roberto Cherici (tastiera) uno degli attuali gestori del ritrovo di Anghiari LA PINETA BEER GARDEN & PIZZA. Hanno suonato, fra l’altro ad Arezzo, Perugia, Chianciano, Firenze Campi Bisenzio in occasione dei fatti di Tienammen in Cina nel 1989, e alla nostra Pineta.

Indichiamo i nominativi delle persone raffigurate nella foto dell’orchestra AGLES che non era stato possibile indicare nel numero precedente perché non tutte le persone erano state identificate. La foto è stata scattata nel locale da ballo della Stazione ed è del Carnevale 1949. Ci riferiamo solo ai componenti dell’orchestra; da sinistra, in secondo piano: Sergio Polverini, sax; Assunto Santi, tromba; Nello Senesi, detto Idea, cantante; Arnaldo Chieli, proprietario e gestore del locale; Giovan Battista Leonardi, Bistina, batteria; Laurino Veri, violino; Fernando Chialli, fisarmonica; Marlene Procelli, in primo piano con il fiocchetto bianco sui capelli, poco più che bambina, Saura Cambi, la ragazzina con il ditino sulle labbra. Ambedue erano all’inizio della loro attività di cantanti, antesignane delle Gigliola Cinquetti e Nada prima maniera. Ai musicisti iniziali, da cui derivò la sigla, si aggiunsero, in secondo tempo per periodi più o meno lunghi, Silvano Carria al sassofono tenore, Lodovico Magi al contrabbasso e Ennio Meozzi al sassofono contralto. Silvano Carria inoltre, per un certo periodo, fece parte anche dell'orchestra Armoni. A proposito dell’orchestra AGLES nel 1947 ad Alipio Carria non subentrò Ilario Misuri, come detto nel numero precedente dell’Oratorio, ma Assunto Santi. Ilario Misuri subentrò nel 50/51. Riguardo alla cantante dell’AGLES e dell’ARMONI indicata come Assuntina Procelli correggiamo il nome: non si chiama Assuntina, ma viene comunemente chiamata Tina, che però non è abbreviazione di Assuntina ma di un altro nome. Alla gentile e bella signora Tina e al signor Assunto porgiamo le nostre pubbliche scuse.

MARIO CHELI BAND È un complesso attuale in attività dal ’95. Ne fanno parte: Mario Cheli, sassofono contralto, sassofono tenore, clarinetto; Walter Andreini, fisarmonica e tastiera; Tania Padelli, cantante, che sostituisce Cecilia Bartolomei. Suonando il liscio, revival e musica leggera si esibisce in Toscana, Umbria ed anche nel Lazio. Alle orchestre e complessi sopra menzionati vanno poi aggiunti quei complessini senza nome che si formavano occasionalmente per esempio per qualche veglione al Conventone (ora scuola Media Leonardo da Vinci) o per dei veglioni privati, oppure per qualche serata danzante in occasione di qualche sposalizio secondo una tradizione risalente agli antichi Romani, ma forse ancora più anteriore. Queste orchestre, complessi e complessini hanno fatto ballare e divertire generazioni di Anghiaresi, ma anche gente di altre località. Hanno favorito nuovi incontri, conoscenze ed amicizie; hanno fatto sognare ballando, magari guancia guancia, sussurrandosi dolci e ardenti paroline al ritmo intrigante e appassionato di qualche valzer o tango; hanno favorito qualche primo approccio amoroso e contribuito a far vincere eventuali timidezze fra i due sessi rendendo più sciolti e disinvolti, aperti, duttili, fantasiosi e sicuri, ardimentosi ed un tantino spregiudicati, disincantati e smaliziati, reattivi, decisi, positivi e completi; sono stati complici nella nascita di storie d’amore fugaci o durature, di amori effimeri e di amori così così, di amori solidi ma un po' freddi e amorfi, ma anche di amori che volano alto, intensi, appassionati ed esaltanti che colpiscono in profondità e lasciano il segno; sono stati, in definitiva, questi gruppi musicali, un elemento fortemente socializzante, formativo del carattere ed anche dell'intelligenza. Per tutto ciò hanno diritto ad un posto di rilievo nella storia del paese.

VALTIBERIS Era così composta: Mauro Tanfi, chitarra e cantante; Danilo Locci, sassofono tenore; Mario Cheli, sassofono contralto; Mario Piccini, fisarmonica; Algerico Bucci, batteria. Negli anni dal 1975/82 si sono esibiti in diverse località limitrofe fra cui La Motina, Pieve S. Stefano, Città di Castello. IL COMPLESSO DELLE FISARMONICHE (soprattutto) Si costituì negli anni ‘84/85 con questi elementi: Domenico Elisei, fisarmonica (direttore); Valdiro Cherici, fisarmonica; Ivo Valentini, fisarmonica; Salvino Scaccialepri, fisarmonica; Angiolo Moretti, fisarmonica; Mario Piccini, fisarmonica; Antonio Pernici, fisarmonica; Marziano Miano, basso chitarra; Gino Brondoli, batteria. Suonavano in Piazza ad Anghiari per la “Festa degli ospiti”, a Santo Stefano per la festa di settembre, al dancing della Motina, alla Scheggia, qualche volta fuori. Durarono quattro o cinque anni.

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continua


Fatti di casa nostra ovvero la pagina di Walter Del Sere

I bringoli d'Anghièri Il classico piatto anghiarese condito con sugo di funghi o di carne, unito al brustichino con salsicce alla brace, il tutto annaffiato da vino novello, ha deliziato i palati di tante persone accorse alla tradizionale ventunesima FESTA DEI BRINGOLI E DI SAN MARTINO organizzata dalla Pro Loco Sabato 10 e Domenica 11 novembre. Poi, quest’anno, il sabato è stato caratterizzato dalle 250 persone sedute sotto Le Logge a cenare ed assistere alla rappresentazione del “Miracolo di San Martino”. Dopo abbondanti porzioni di brustichino, zuppa di pane, bringoli, salsicce e costoliccio, fagioli lessi, caldarroste e canaiola, erano le undici della notte quando dal “carretto”, nella più classica delle rappresentazioni popolari, gli attori hanno dato vita alla leggenda di San Martino. Narra infatti un’antica storia che, nella notte fra il 10 e l’11 novembre del 1309, durante un tentativo dei Tarlati di Arezzo di conquistare Anghiari, avvenne un episodio miracoloso. Mentre una moltitudine di gente armata scalava le mura per sorprendere gli anghiaresi nel sonno, una nuvola bianca, scendendo dal cielo, ricoprì tutto il paese costringendo i nemici a desistere dal saccheggio. Ebbene, nonostante un repentino freddo, nessuno si è mosso dalle sedie fino alla conclusione della divertente messinscena. Uno spettacolo che si è giovato di una riuscita commistione tra il cinema, il teatro e la tivù, con richiami autentici a Pasolini, Fellini e, se proprio vogliamo, a personaggi del “Nome della Rosa” di Umberto Eco. Efficace sia la gestualità degli attori che l’ambientazione ispirata al teatro dei pupi siciliani ed anche quello popolare inglese del 600. Tutto ciò scritto da chi conosce la tradizione narrativa toscana e raccontato nei modi e tempi giusti. Insomma una gran bella serata che verrà riproposta tra 4 anni, nel 2005, come hanno annunciato alla fine gli autori Paolo Pennacchini ed Andrea Merendelli. Della “sagra” domenicale da ricordare gli 8 quintali di bringoli venduti e consumati sotto Le Logge, la “Bringolata in mountain bike”, che ha visto più di 100 ciclisti affrontare uno splendido percorso nella campagna anghiarese per poi rifocillarsi al ritorno con bruschetta e salsicce, il concerto della Banda paesana, la mostra micologica allestita all’ex Convento della Croce e la lotteria a premi organizzata dai commercianti del paese per finanziare gli addobbi natalizi. Insomma una gran bella festa che, una volta all’anno, rende onore alla Galleria intitolata a Girolamo Magi la quale ritorna ad essere quel salotto urbano per la quale era stata progettata e costruita più di un secolo fa dall’Ingegnere Tuti. Il merito di tutto ciò si deve ai volontari anghiaresi che si sono prodigati per due giorni ai fornelli per cuocere e condire fumanti piatti di bringoli, o alla “gratella” ad abbrustolire il pane e le salsicce. Gente che non si risparmia ogni qual volta viene chiamata o si presenta spontaneamente a prestare la propria opera per mantenere vive le tradizioni paesane.

Il volo dei falchi sugli spalti di Anghiari Conclusa con un bel successo di pubblico la seconda edizione de “I Centogusti dell’Appennino”, manifestazione dedicata al turismo rurale ed ai sapori genuini della terra aretina, organizzata sabato 3 e domenica 4 novembre nel centro storico di Anghiari dal Comune e dalla Pro Loco. Gradimento generale da parte degli espositori che hanno trovato un’idonea sistemazione nelle “botteghe” del borgo antico dove tanta gente ha assaggiato e poi acquistato i tradizionali prodotti della campagna toscana, realizzati integralmente con ingredienti genuini. Un altro motivo di soddisfazione è il successo riscontrato dalla via di Ronda, l’antico passaggio medievale riaperto dall’amministrazione comunale da poche settimane, dove avevano trovato sistemazione i vini aretini. La gara di cucina contadina, svoltasi nel pub enoteca di via Garibaldi, ha visto la vittoria dell’azienda agrituristica “Le Ceregne” di Pieve Santo Stefano che ha presentato un succulento arrosto di cinghiale con contorno di funghi porcini. Nel primo pomeriggio Paolo Fontani ha effettuato suggestive dimostrazioni dell’Arte della falconeria con i rapaci che hanno volteggiato sulle mura castellane. Alle ore 21 nella Chiesa della Propositura si è tenuto un bel concerto con la Corale di Anghiari e il Coro Città di Piero diretto dal M° Bruno Sannai. La Corale di Anghiari ha proposto composizioni di Don Vittorio Bartolomei, mentre il gruppo biturgense ha presentato brani di Rachmaninov e Mozart. In conclusione i 2 cori riuniti hanno cantato il “Và pensiero”. La mattinata della domenica è stata allietata dagli stornelli della tradizione toscana cantati dalla Compagnia dei Ricomposti diretta da Mario Guiducci. Il pomeIn alto. Una notturna festa dedicata ai bringoli d'Anghièri e al riggio festivo è stato caratterizzato dal ragguardevole afflusso teatro: l'ultima edizione di Tovaglia a quadri. di visitatori provenienti anche dagli altri centri della vallata e Qui sopra: due spelendidi falchi pronti per la loro esibizione dalla musica della Banda paesana diretta dal M° Cerrini. sulle mura di Anghiari. Digitalfoto Emmedipì

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Mese di Ottobre

C R O N AC H E T T A dei fatti più strani, più importanti o più semplici, avvenuti ad Anghiari e narrati da me Anghiarino Anghiarese.

Lunedì 12 agosto. Oggi è nato Alessio Innocentini di Valerio e Elisa Cartocci. La sua famiglia abita all’Infrantoio.

Mese di Settembre Mercoledì 5. Stamani verso le sei e mezzo ho sentito piovere forte e numerosi tuoni. Più tardi, al mercato, non c’era nessun banco in piazza. - Oggi è morta Gina Serafini vedova Cesari di anni 75. Gina aveva abitato per molti anni alla casa delle Strette. Lunedì 10. Oggi è morta Ines Goretti vedova Giorgeschi di anni 97. Era originaria di Tavernelle. Martedì 11 . Stamani al Ponte dei Sospiri, ho visto uno che filmava la Valtiberina. Mercoledì 12 . Oggi è nato Diego Gorfini di Giuliano e Rosaria Martinelli. La sua famiglia abita a Valcelle. Sabato 15. Oggi è morta Rina Gallai vedova Del Pia di anni 90. Rina abitava in via Poggio del Sole ma la sua famiglia proviene dal Palazzo di Scoiano e tutti la ricordano per la bottega di alimentari per il Borgo della Croce. Martedì 18 . Ancora i rondinini ospiti del nostro chiostro non sono partiti ma a me m’è toccato lasciare i sandali e mettere le scarpe. Mercoledì 19. Oggi è morto Francesco Giorgeschi di anni 87. Francesco che tutti chiamavano Cecco, abitava al Bagnolo del Ponte ed era molto conosciuto per i bastoni ed altri oggetti in legno che realizzava. Venerdì 21. Oggi è nato René Neumann di Andres e Viviana Benci. La sua famiglia abita alla Scheggia. Sabato 22. Oggi è morto Raffaello Girolimoni di anni 70. Raffaello abitava alla Geppa, la casa che si trova lungo la strada per Tortigliano. Lunedì 24. Stamani ho visto che mettevano l’asfalto in via Ernesto Bruciamacchie, davanti a Berio. Ora asfalteranno anche via del gioco. - Oggi è morta Pierina Polverini vedova Guadagni di anni 73. Abitava a Bagnaia. Giovedì 27. Oggi è nato William Manenti di Agostino e Nancy Cesari. La sua famiglia abita alla Casanova. - Oggi è morta Fanny Magrini vedova Brizzi di anni 62. Abitava al Campo della Fiera e tutta la ricordano per la sua professione, come il marito Aldo, di maestra elementare. Sabato 29. Oggi è nato Simone Lombardi di Eugenio e Maria Giovanna Ciacciarella. La sua famiglia abita a San Leo.

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Lunedì 1. Oggi è nato Vittorio Cardelli di Francesco e Chiara Catacchini. La sua famiglia abita al Soccorso. Martedì 2 . Oggi è nata Francesca Vagnoni di Domenico e Daniela Mori. La sua famiglia abita a Scoiano. - Oggi è morto Francesco Mariotti di anni 90. Francesco abitava alla Motina dove la sua famiglia risiedeva da tantissimi anni. Mercoledì 3 . Stamani, benché c’era la nebbia, un gruppo di turisti viaggiavano in calzoni corti. Mi sa che erano stranieri. Lunedì 8 . Oggi è nata Aurora Pecorai di Roberto e Anna Maria Brizzi. La sua famiglia abita al Campo della Fiera. Martedì 9. Oggi è morta Adele Vagnuzzi vedova Cima di anni 88. Adele abitava al Campo della Fiera. Giovedì 11. Oggi è nato Luca Piomboni di Andrea e Catia Piantini. La sua famiglia abita alla Fornace di Tavernelle. Venerdì 12. Oggi è morto Sante Acquisti di anni 77. Abitava a Tavernelle ma la sua famiglia era originaria di - Oggi è morta Domenica Ferri in Achilli di anni 78. Domenica abitava a San Leo, vicino alla chiesa, ma la sua famiglia era originaria della zona di Toppole. Lunedì 22. Stamani ho visto Achille, l’elettricista, con suo figlio che accomodava l’orologio della Banca alla Fonte. Martedì 23. Oggi sono passato dalla Bozia e ho visto il "dottore" che usciva dalla casa di Gastone Lodovici. No, non stava male nessuno: era Bruno Rossi, il muratore! - Oggi è morta Esterina Bottoni vedova Polendoni di anni 89. La famiglia di Esterina proveniva dalla zona dei Brischi. Venerdì 26. Oggi quelli del Comune hanno ripulito i greppi del parcheggio del Vignarolo… e hanno sporcato la mia macchina che era parcheggiata lì vicino. Domenica 28. Oggi è morta Celina Dori in Boncompagni. Celina abitava al Ghetto ed aveva solo 47 anni. Mercoledì 31. Oggi è nata Emily May Bianconi di Cesare e Joanna Caroline Anrvey. La sua famiglia abita a Mezzavia.

ANCHE AD ANGHIARI IL CARBONCHIO? Niente di tutto questo, fortunatamente. Si tratta solo degli addetti comunali che tolgono la polvere... e altro, frutto dell'opera indisturbata delle colombe che volteggiano nei nostri cieli e depositata sul campanile di Sant'Agostino.


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