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PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI N. 1 FEBBRAIO- MARZO 1999

Sped. in A.P. - art.2 comma 20c legge 662/96 Filiale E.P.I. 52100 AREZZO aut. Nr. 909 del 29/9/1997-Anno XXXII-Periodico del Vic. di Anghiari e Monterchi Con approvazione della Curia di Arezzo - Aut. Tribunale di Arezzo n. 5 del 28 aprile 1967 - Dir. Resp. Renato Bertini - Stampa Grafiche 2GF - Città di Castello

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Il nuovo Pastore della Chiesa di Arezzo Il 6 febbraio 1999 è la data scelta per l’ingresso in Diocesi del nostro nuovo Pastore. Mons. Gualtiero Bassetti sarà il Vescovo che ci guiderà nel nuovo millennio; un tempo questo che già sappiamo essere nelle mani buone e misericordiose del Padre. E la provvidenza ha voluto che la nostra Chiesa avesse un Vescovo con le nostre stesse caratteristiche. Infatti, Mons. Bassetti già dai tempi che lo videro Rettore del seminario Maggiore di Firenze ha sempre privilegiato lo stile del dialogo e della comprensione, rifuggendo ogni autoritarismo. Poi il Signore lo ha chiamato ad essere successore degli Apostoli, e questo è stato per lui motivo di vivere in altre condizioni quel modo di rapportarsi agli altri che vo di tutto il Popolo di Dio lo aveva a lui affidato, accompagnato sono alcune fin lì. caratteristiche La semplicità, ilche voler fanno essere di Mons. VescoBassetti un “buon pastore”. Ma forse la cosa che più di ogni altra colpisce della sua personalità è l’intuizione immediata dei bisogni che sono nell’altro, sapendo poi di valorizzare le richieste di cui ciascuno è depositario e portatore. Probabilmente, ancora, molte di esse sono nascoste e infruttuose, ma Mons. Bassetti, siamo certi, saprà leggere, amare ed entusiasmare il cuore di ognuno per il bene di tutta la nostra Chiesa. A presto, Vescovo Gualtiero.

Sommario Ce l'abbiamo fatta di Francesca Madiai pag 15 Gli inizi dell'automobilismo ad Anghiari - II parte di Flavio Mercati " 16 I Presepi di Anghiari: In Propositura... " 18 ... e alla Maddalena " 18 Carnevale della Gioventù 1999 " 19 L'Euro e il cittadino " 20 Buone notizie per le mura di Walter Del Sere " 21 Padre Santarelli, Loreto e Padre A. Maria di M. Del Pia " 21 Da San Leo " 22 Il gemellaggio va " 22 Da Santo Stefano Non è Natale senza il Presepe di Angiolo Pari " 23 ... e da Viaio " 23 Da Tavernelle: Le feste di Natale " 24 La cronaca " 24 Le nuove campane della Pieve di Micciano " 25 La festa di Sant'Antonio " 25 Il nostro caro, vecchio Anghiari di Loris Babbini La Parrocchia di S.Bartolomeo viene trasferita nella nuova Chiesa del Fosso: di Loris Babbini " 26 Atto provocatorio sotto Napoleone " 27 Gruppo Donatori di Sangue Fratres di P. Ganganelli La donazione del sangue " 28 Premiazione dei Donatori meritevoli " 29 Protesta degli studenti dell'ISA di Anghiari " 30 Importante riconoscim,ento a Vincenzo Calli " 30 Il lamento del gatto " 30 14 personaggi in cerca di... lettore " 30 Il Cantico dei cantici " 30 Cronachetta dei fatti... " 31 La vignetta: La “croce” delle “guardie” " 31 Due nuovi laureati " 31

Il nuovo Pastore della Chiesa di Arezzo pag 2 Ai carissimi fratelli e figli 3" Calendario Liturgico a cura di don Fabio 4" Sante Messe festive di Anghiari e di Monterchi " 5 Il Palterre: Lettera aperta al Sindaco di F. Giabbanelli 6" La vignetta: Gli auguri di Sacciapensieri 6" Traffico & C. di Gino Ortalli 7" 1998-1999 Speriamo migliori di SergioLombardi 7" Il perché di una scelta di Simone Matteagi 7" Angolo della Missione a cura di Franco Cristini Esperienza missionaria in Africa 8" La missione in Tanzania 9" Recensioni: Fra verità e ricordi 9" L'angolo della poesia... e della prosa Argento e oro di Maria Pia Fabiani Guerri " 10 Arrovesciamo di Maria Pia Fabiani " 10 Il cane di Malvina Martini " 10 Il gatto di Malvina Martini " 10 Un poeta vero di Maria Pia Fabiani " 10 Vogliamoci bene di Vera Cuccini " 11 Vivere di Vera Cuccini " 11 Manichini di Mara Innocenti " 11 Ave Maria di Amedeo Vellati " 11 Il bottuomo di Maria Pia Fabiani " 11 Ad A... di Mara Innocenti " 11 Le medicine aforismi di Turiddo Guerri " 11 ...e continuano a vivere nei nostri ricordi Il Mille di V. Franceschini " 12 Da Monterchi " 13 Il restauro del Crocifisso di Badia " 13 Centenario di Madre Mecthilde (VIII parte) " 14 Piazzetta della Croce di gigi nono " 15

In copertina: La Chiesa di Propositura

vedi articolo a pag 26

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Massa Marittima, lì 21 novembre 1998 Ai carissimi fratelli e figli della diletta Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro pace e benedizione da Dio nostro Padre e dal Signore nostro Gesù Cristo. Vengo a voi portando nel cuore la sofferenza di un distacco accettato ma sofferto. Se non avessi amato con tutto me stesso, pur nei limiti e nella povertà della mia persona, la Chiesa Massana-Piombinese, a ben poco servirebbe la mia venuta in mezzo a voi e il vostro nuovo pastore non potrebbe essere né valido sostegno, né guida sicura. Quando si ama si soffre ed ogni partenza è in qualche modo morire. Ma vengo a voi sereno perché so che la mia vita appartiene a Cristo e altro debito verso tutti non ho, se non quello di annunciare e predicare il Vangelo. Vengo a voi fiducioso perché nei quattro anni di episcopato in questa mia terra di Maremma ho compreso che nella mia vita ciò che conta non sono le capacità umane scarse e difettose relativamente alla mia persona, ma il fatto che Gesù mi abbia chiamato e mi abbia impresso il suo sigillo di Apostolo. È lui che mi ha preso, prima in mezzo al gregge fiorentino e poi dalla mia Chiesa Massana-Piombinese. Mi ha preso e mi ha detto: “Vai ad annunciare il Vangelo ad un popolo numeroso che io ho preparato per te!” Fratelli e sorelle. Voi siete quel popolo, ed io fin d’ora vi saluto con l’affetto di un padre, nell’attesa di potervi poi incontrare e conoscere. Saluto innanzitutto il carissimo Padre Flavio Roberto Carraro, mio stimato predecessore: è sulle linee programmatiche che egli ha tracciato in questi anni che, a Dio piacendo, intendo muovermi con voi per varcare le soglie del terzo millennio. Insieme a lui ricordo e saluto i nostri predecessori: Mons. Telesforo Giovanni Cioli e Mons. Giovanni D’Ascenzi che ha guidato questa nostra Chiesa fino al 1996. Saluto tutti i sacerdoti che per il Vescovo sono fratelli, amici e collaboratori preziosi. Vengo innanzitutto per condividere con voi Presbiteri le gioie, le fatiche pastorali e i pesi. Quanto vi sono grato per il vostro ministero fatto di fedeltà, di quotidianità e di tanta pazienza. Saluto i religiosi e le religiose: la nostra diocesi è ricca di monasteri, di conventi, di santuari, di luoghi dello spirito, dove voi religiosi tenete accesa la fiaccola della vostra vita consacrata a Dio: che sempre più, da tutti sia stimata e apprezzata, come autentico dono del Signore, la vita religiosa e di speciale consacrazione. Saluto i laici: tutti i fratelli e le sorelle che costituiscono la gran parte del popolo di Dio. Voi siete chiamati a rendere testimonianza della risurrezione del Signore Gesù! Farò di tutto perché nelle parrocchie sia curata, con sempre maggior impegno, la vostra formazione e siate chiamati, in prima persona, a condividere responsabilità ecclesiali, particolarmente nei Consigli Pastorali e in quella articolazione di ministeri e vocazioni, che trae il suo fondamento da una visione di Chiesa in cui ciascuno è artefice della costruzione del Regno. Saluto i giovani. Brucio dal desiderio di poterli orientare a Cristo, perché incontrandolo facciano scelte coraggiose e non abbiano paura di sperdersi per qualche cosa che vale. E coi giovani saluto i nostri seminaristi. Ringrazio il Signore per quelli che già abbiamo e per quelli che vorrà mandarci. Offro volentieri, fin da ora, le sofferenze del distacco dalla mia Chiesa, perché numerosi ragazzi aperti, generosi, dal cuore puro, si innamorino di Cristo ed abbiano il coraggio di dirgli, come il Profeta Isaia: “Signore, manda me!” Un saluto che sgorga dal profondo del cuore per tutti i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i malati, che sono le membra sofferenti del corpo di Cristo, i lavoratori, i disoccupati, coloro che si sentono soli e non hanno il conforto di nessuno. Un saluto infine ai rappresentanti di tutte le istituzioni civili e militari di ogni ordine e grado. Tutti coloro che, con la loro opera e missione sono a servizio dei cittadini e favoriscono il bene comune, sono meritevoli di stima e di profondo rispetto. Essi sempre potranno contare sulla mia collaborazione leale, aperta e sincera. E mentre vi saluto vi invito, fin da ora, a far tesoro di tutte le parole, le esortazioni, gli insegnamenti dei miei predecessori, ma soprattutto vi esorto a non lasciare cadere a vuoto neppure una delle parole del Signore. La Vergine Maria che il nostro popolo venera in bellissimi santuari, di cui è costellata la Diocesi, mi accompagni sulla via dell’Evangelizzazione, mentre dal profondo del cuore, le chiedo di assistervi e di proteggervi. Sia Lei, la “Madonna del Conforto”, a condurvi al porto sicuro che è Cristo. vo

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Mons. Gualtiero Bassetti Vesco-


CALENDARIO LITURGICO a cura di Don Fabio

chiesa di Propositura dove potremo ricevere quale gesto simbolico di penitenza, l’applicazione delle Ceneri. La Quaresima (40 giorni) è tempo di penitenza, di mutamento totale e quindi di rinnovamento intimo dell’uomo del suo giudicare e del suo vivere. Tutti i venerdì di Quaresima alle ore 17,30 nella chiesa di Propositura Pia pratica della Via Crucis. 21 febbraio Domenica I di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo.

Mese di febbraio 2 febbraio martedì. Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Festa della Candelora. Primo Martedì del mese. In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario. Obbedienti alla legge ebraica, Giuseppe e Maria portano il loro Primogenito Gesù al Tempio per presentarlo a Dio Padre; proprio in questo luogo il bambino viene riconosciuto come luce e redentore delle genti dal vecchio saggio Simeone e dalla profetessa Anna la cui fede viene così premiata nella tarda età.

28 febbraio Domenica II di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo.

Mese di Marzo

4 febbraio. Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni.

2 marzo. Primo Martedì del mese. In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario.

5 febbraio. Primo venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano alle ore 20 Santa Mesa per il Gruppo uomini dei Ritiri di Perseveranza.

4 marzo. Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni.

7 febbraio Domenica V del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. 11 febbraio Giovedì. Beata Vergine Maria di Lourdes: Nel 1858 l’Immacolata Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous presso Lourdes in Francia nella grotta di Massabielle e si presentava alla pastorella e al mondo come “Immacolata Concezione”. Servendosi di questa umile fanciulla Maria ha chiamato i peccatori alla conversione ed ha suscitato nella Chiesa un movimento intenso di preghiera e di carità rivolta in particolare verso i malati. Santa Messa in Propositura alle ore 11 e alle ore 18. 14 febbraio Domenica VI del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. San Cirillo e Metodio patroni d’Europa.

5 marzo. Primo venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano alle ore 20 Santa Mesa per il Gruppo uomini dei Ritiri di Perseveranza. 7 marzo Domenica III di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo. 14 marzo Domenica IV di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo. 19 marzo Venerdì. San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria. Sante messe in Propositura alle ore 11 e alle ore 18 “Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, come ricompensa, riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore” (Col 3, 23-24) 21 marzo Domenica V di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo. 25 marzo Giovedì. Annunciazione del Signore. In questo giorno Dio Padre ha eletto la Vergine Maria perché divenisse

17 febbraio mercoledì. Le Ceneri. Inizio della Quaresima. Alle ore 18 siamo tutti invitati alla Messa nella

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SANTE MESSE FESTIVE CELEBRATE NELLE CHIESE DEL VICARIATO DI ANGHIARI...

madre del suo Figlio, per bocca dell’Angelo Gabriele ha annunciato a Maria il messaggio della salvezza, per opera dello Spirito Santo e con l’assenso di Maria Vergine umile e fiduciosa ha fatto abitare fra noi il suo Verbo eterno. Santa Messa in Propositura alle ore 18. 28 marzo Domenica. Le Palme. “De passione Domini”. Nell’imminenza della sua passione Gesù sale a Gerusalemme cavalcando un asino, un puledro figlio di asina, in mezzo ad una folla festante che lo reclama Re-Messia, cioè colui che viene nel nome del Signore. I mantelli sono stesi lungo il suo cammino, le palme vengono gioiosamente agitate al suo passaggio. Riconosciamo dunque anche noi la sovranità universale ed eterna del nostro Salvatore senza tradirlo mai come fece invece gran parte del popolo di Gerusalemme. Alle ore 7 e 9,30 Sante Messe in Propositura. Alle ore 10,45 nella chiesa di Badia Benedizione e distribuzione delle Palme, farà seguito una breve processione fino alla chiesa di Propositura dove verrà celebrata la Messa solenne. Alle ore 18 Santa Messa nella chiesa della Croce.

Ore 7,00 Ore 8,00 Ore 8,30 Ore 8,40 Ore 9,00

Ore 9,30 Ore 10,00 Ore 10,30 Ore 11,00 Ore 11,30 Ore 12,00 Ore 18,00

Il 6 febbraio, sabato, sono sospese le Messe vespertine per il ricevimento, nella Cattedrale di Arezzo, del nuovo Vescovo

-ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di S. Stefano -PIEVE DI SOVARA -CHIESA DEL PONTE ALLA PIERA -CHIESA DI TUBBIANO -CHIESA DI CATIGLIANO -CHIESA DI CASALE -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -SANTUARIO DEL CARMINE -CENACOLO DI MONTAUTO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI TAVERNELLE -CHIESA DI VIAIO -CHIESA DI TOPPOLE -ANGHIARI: Chiesa della Croce

... E DI MONTERCHI

Ore 8,30 S. Maria della Pace Le Ville Ore 8,45 San Michele Arc.lo a Padonchia Ore 9,30 CHIESA delle monache Monterchi Ore 10 CHIESA della Madonna Bella Pocaia Ore 11 S. Maria della Pace Le Ville Ore 11,15 San Simeone profeta a Monterchi Ore 16 (ore 18 estivo) San Simeone a Monterchi

Domenica 29 marzo alle ore 10,45 nella chiesa di Badia, benedizione delle "Palme"

Ultima domenica del mese chiesa di San Michele Arc. lo a Pianezze ore 15 (ore 17estivo).

L'ORARIO E L'ITINERARIO DELLA VISITA ALLE FAMIGLIE NELLA QUARESIMA 1999 VERRÀ COMUNICATO CON AVVISI CHE VERRANNO AFFISSI ALLE PORTE DELLE CHIESE 5


IL PALTERRE: dove gli anghiaresi parlano di Anghiari, e non solo Lettera aperta al Sindaco di Anghiari No, caro Sindaco, così non va. Il vecchio Borgo della Croce (Corso Matteotti) è stato riaperto al traffico, dopo gli importanti lavori di ristrutturazione della sede stradale e dei marciapiedi. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 15 novembre, in concomitanza con la Festa di S. Martino e la Fiera Antiquaria. Tutto bene, anzi benissimo. La giornata era splendida e la strada, libera dalle auto e affollata di turisti e cittadini, era un vero spettacolo. Però dieci giorni prima, il 5 novembre, Lei aveva promosso un incontro con gli anghiaresi per saggiarne gli umori sull’argomento parcheggi e orario di apertura al traffico della maggiore strada del paese. La grande maggioranza dei numerosi interventi contestò la concessione di 12 posti-macchina ai residenti, che invece era stata proposta dall’amministrazione. Pur con qualche stizzita reazione, Lei fece apparente buon viso a cattivo gioco. Dico apparente perché la concessione dei posti-macchina ai residenti, uscita dalla porta, è purtroppo e, a mio parere scandalosamente, rientrata dalla finestra, con la trovata della chiusura al traffico e del divieto di sosta per i non residenti dalle 19 di sera alle 9 di mattina. Di conseguenza i posti macchina per i residenti sono aumentati fino a 20, per 14 ore su 24. Signor Sindaco, è questo il Suo concetto di democrazia? Che cosa ci ha chiamato a fare, il 5 novembre, in Comune? E le pare giusto che i Vigili Urbani facciano rispettare, a suon di multe, SOLO queste disposizioni, ignorando tranquillamente le macchine in divieto di sosta sul lato sinistro di Corso Matteotti, dalle Logge in giù, in Via Mazzini, in Piazzetta della Fonte, in Piazza Mameli, per la Via Nova ecc.. ecc. ecc., nonché la singolare iniziativa di alcuni negozianti che a gara, con mercanzia o insegne, hanno trasformato il marciapiede di sinistra della Croce in un percorso a ostacoli? Sbaglio quando sostengo che la Polizia Urbana non ha, né può avere il potere di sanzionare a sua discrezione, ma che deve fare osservare TUTTE le disposizioni? Spesso si sente dire che i nostri Vigili, oberati da altri impegni, sono impossibilitati a svolgere interamente i loro compiti. Ebbene, la soluzione c’è: tolga i divieti che non può fare rispettare. Ma faccia rispettare quelli che lascia. E se, come qualcuno affermò nel corso della riunione del 5 novembre scorso, già da anni è stato chiesto un semaforo all’incrocio tra Via del Carmine e la Via Nova, che Mario Senesi vorrebbe ribattezzata Via Monza, vista la velocità (sempre impunita) con la quale molti sfrecciano davanti alla sua officina, perché si deve aspettare un altro incidente, più grave di quelli (numerosi) finora avvenuti, perché la Sua Amministrazione si attivi realmente? Lei disse che la Provincia fa difficoltà. Non so di quale natura e con quali giustificazioni. Però mi piacerebbe che qualche difficoltà la mettesse LEI, alla Provincia, quando inonda la Via Nova con centinaia di metri cubici di cemento per fare due piazzoline di sosta

(quanto sono costate?), quando ricostruisce il muro di cinta di Villa della Quercia con singolare andamento serpentino difficilmente spiegabile, ma facilmente definibile come orrendo, quando avalla rotatorie che fanno rivoltare nella tomba i Tarlati, ideatori e realizzatori, “solo” 700 anni fa, dell’ex rettilineo che conduce al Borgo, quando –giustamente- impone a tutti i comuni mortali di costruire a debita distanza dalla strada, ma esercita un evidentemente suo diritto di edificare, per una sua casa cantoniera, un muro di cinta brutto, inutile, costoso e pericoloso proprio sul ciglio della provinciale che porta alla Motina. No, caro Sindaco: credo proprio che si renda necessario un serio ripensamento, magari un orecchio più sensibile alle istanze dei cittadini quando, ovviamente, non intendano ricavarne personali privilegi. A proposito di quest’ultimo argomento: come può giustificare la concessione e il mantenimento di un passo carrabile che viene impunemente usato come parcheggio privato, con conseguente privatizzazione di un tratto di strada pubblica? Sembrerebbe auspicabile un intervento deciso della pubblica amministrazione per ricondurre la vicenda alla normalità e alla legalità. Purtroppo l’unico intervento che ho visto è stato sulla segnaletica prospiciente il passo carrabile, che ha ulteriormente agevolato il privilegio già benevolmente concesso. Signor Sindaco, io non disconosco e anzi apprezzo alcune opere che sono state realizzate dalle Amministrazioni da Lei presiedute: i lavori del Corso Matteotti già citati, la ristrutturazione di Palazzo Testi, enorme e impegnativa opera che mi auguro troverà un’utilizzazione almeno equivalente all’onere finanziario sostenuto, l’approvazione del P.R.G. (anche se qualcuno storcerà il naso), la costituzione del Teatro Stabile e in genere il deciso appoggio alle iniziative culturali. Insomma, se dovessi esprimere un giudizio sul Suo operato, sarebbe complessivamente positivo. Ma Lei è buonista, Sindaco. E qualche volta non si può, né si deve. La prego di gradire cordiali saluti e sinceri auguri di buon lavoro. Fabiano Giabbanelli

La vignetta: Gli auguri di Scacciapensieri

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... Il Palterre

Traffico & C.

Perché questa scelta

Di Gino Ortalli

Con il rifacimento di corso Matteotti e della strada che collega piazza Baldaccio a via Trieste, Anghiari ha assunto certamente un aspetto più decoroso. Anche perché con l’occasione si è approfittato di dare una nuova regolamentazione al traffico e ai parcheggi. Mi sembra finalmente che sia stato raggiunto un giusto equilibrio fra le esigenze dei residenti e delle attività commerciali da una parte e la vivibilità delle rinnovate strade dall’altra. Si tratta di vedere se, con il tempo, queste regole verranno fatte rispettare con coerenza e continuità oppure a seconda delle fasi lunari. Approfitto dell’occasione per manifestare tutto il mio sconcerto per la situazione scandalosa in cui si trova Piazza De Amicis. È una bella piazzetta che fa da principale ingresso alla parte medioevale del paese. Ebbene qui è consentito parcheggiare in modo selvaggio, gettare di tutto nelle due campane e nei ben tre cassonetti (e anche fuori di questi) messi in bella fila nel punto più stretto della strada; insomma è diventato il centro di raccolta dei rifiuti di una vasta zona del paese. Se questa fosse la definitiva bella pensata degli amministratori allora faccio notare che c’è ancora molto spazio accanto al negozio di alimentari, unico rimasto nel centro di Anghiari, dove potrebbero essere alloggiati almeno altri tre o quattro bei cassonetti.

di Simone Matteagi*

Per quanto riguarda la regolamentazione del traffico veicolare lungo Corso Matteotti o la risoluzione delle problematiche legate al traffico in genere non esistono verità assolute. Esistono invece delle linee di tendenza. Il punto di partenza per qualunque considerazione sul tema, dovrebbe essere la constatazione che un centro storico come quello di Anghiari impone scelte strategiche obbligate di valorizzazione e tutela anche in vista delle grandi opportunità che questo offre dal punto di vista di sviluppo turistico. Da tempo l’Amministrazione Comunale, unitamente all’Istituto di Credito locale, alle associazioni paesane e di categoria, sta investendo ingenti risorse sulla riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico che dovrà tornare ad essere il nucleo culturale, economico e sociale del nostro paese. Si tratta di dare al “borgo antico” un’immagine più corrispondente alle sue peculiarità e tipicità, alleggerendolo progressivamente dal “peso” delle auto, di ricostruire quindi un paese a dimensione d’uomo, innalzando la qualità della vita di ciascuno di noi. In questo ambito va collocata l’attuale parziale chiusura al transito di Corso Matteotti: soluzione questa che è il risultato di una mediazione tra le esigenze di coloro che vivono e lavorano per il “Borgo della Croce”, che cerca comunque di porre in primo piano l’interesse della collettività anghiarese. Lo stradone trecentesco ha un valore scenografico e culturale eccezionale, unico per certi aspetti; non può continuare ad essere una semplice strada di attraversamento od una “scorciatoia”, che molti utilizzano per attraversare il paese, come evidenziano i primi dati della rilevazione sul percorso delle auto che si immettono su Corso Matteotti. Comunque è importante evidenziare che l’attuale regolamentazione è sperimentale, quindi sottoposta a verifica. Eventuali successive valutazioni dell’Amministrazione Comunale saranno improntate al dialogo con la popolazione, privilegiando un rapporto diretto con i cittadini.

1998-1999 SPERIAMO MIGLIORI di Sergio Lombardi

Se il “buon giorno si giudica dal mattino” non c’è proprio da stare allegri, il malcostume prolifera, la violenza dilaga e localmente non abbiamo trovato di meglio che decidere il trasferimento dell’unico evidente deterrente a tale situazione. Mi riferisco cioè al trasferimento dell’arma dei carabinieri, o meglio della caserma dei medesimi: infatti è stato deciso che la stessa sorga dietro all’officina del “GNACCO” presso il Campo Della Fiera. In seguito a ciò mi chiedo: ma in caso di urgenza e contemporaneamente in condizioni atmosferiche avverse, come faranno ad uscire velocemente fino alla strada? Come potrà essere raggiunta da chi ha difficoltà maggiori della norma? Come potrà essere individuata da chi per motivi contingenti necessita di soccorso? A questo punto domando se forse non sia il caso che invece di mantenere certi politici in carica non sarebbe opportuno trasferirli in una dis..., forse risolveremmo molti problemi. Secondo la mia opinione si vuole annientare chi lotta contro le prevaricazioni e sottolineare il fatto che l’Italia è divisa in due: cioè da una parte gli onesti e dall’altra quelli che in maniera ipocrita e spesso finalizzata ad egoistici interessi dimenticano volutamente valori morali e rettitudine pratica. Sempre a mio parere quando vengono presi questi provvedimenti non sanno proprio chi tirare in ballo.

* Simone Matteagi è Assessore all’Ambiente del Comune di Anghiari

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Angolo della Missione Rubrica a cura di Franco Cristini

Sono lieto di dare ospitalità nella rubrica alle Suore Agostiniane della Ripa in Anghiari che presentano una relazione scritta riguardante una loro missione in terra d’Africa e precisamente in Mozambico.

più diffusa è l’animismo cioè si riconosce l’Essere Unico che dà la vita e segue il cammino dell’uomo nel bene, ma esiste anche l’essere del male dal quale proviene ogni contrarietà e malizia. Quando si parla loro della paternità di Dio, di Gesù salvatore e del Vangelo rimangono ad ascoltare e tutti uomini e donne sono pervasi da meraviglia quando scoprono che hanno gli stessi nostri diritti. Il loro sguardo dolce e profondo richiama tanto la somiglianza dell’uomo con Dio. Le Suore Agostiniane sono considerate le inviate da Dio e la gente del posto, nella loro povertà, manifestano con segni concreti la loro gratitudine: offrono un uovo, una noce di cocco, una manciata di riso… e il tutto sempre con un sorriso profondo e sincero. I cristiani sono circa il 15 per cento e formano una Chiesa viva giovane piena di entusiasmo. Ci sono i laici impegnati che sono responsabili di zona, fanno catechesi e tengono collegamento con il missionario che solo periodicamente può recarsi nelle varie zone. L’Africa è tutto un mondo da scoprire e valorizzare; c’è il pericolo che venendo a contatto con il nostro mondo perdano la loro genuinità e creatività: è una responsabilità per tutti noi. le nostre suore che operano laggiù avvertono questo pericolo. Come cristiani, dobbiamo sentirci responsabili perché Gesù Cristo si serve di noi per farsi conoscere ed amare. Intanto chiediamo alla comunità anghiarese il contributo della preghiera, dell’amicizia e della solidarietà. Siamo disponibili per fornire notizie attraverso lo scritto o con contatti personali perché lo zelo per il Regno di Dio urge ora più di sempre. Siamo grate per averci dato l’opportunità di farvi conoscere questa nostra piccola ma tanto cara attività e chiediamo di parlare di noi al Signore perché possiamo essere sostenute dal suo aiuto per il bene della Chiesa.

Esperienza missionaria in Africa Le Suore Agostiniane sono presenti nel nostro paese di Anghiari da molti anni/secoli??? e hanno vissuto vicende ricche di spiritualità, ma anche di sofferenze. Sarebbe bello tornare indietro nel tempo per conoscere questa realtà che fa parte della nostra storia di anghiaresi. Le Suore Agostiniane che stanno alla Ripa appartengono alla Congregazione Agostiniana che ha il suo centro a San Giovanni Valdarno. Questa famiglia religiosa ha diverse case in Italia e all’estero, precisamente in India e in Africa nel Mozambico. È bello avere attraverso loro notizie dell’esperienza missionaria in Africa. Ecco quanto ci comunicano in sintesi: Abbiamo riaperto la missione nel Mozambico nel 1992 ed è stato un ritorno desiderato e realizzato perché una famiglia religiosa, come tutta la Chiesa del resto, se non è aperta all’universalità, è come se respirasse con un polmone solo. La vita sociale, politica e religiosa di quel popolo è certamente molto diversa dalla nostra. Sono persone pacifiche, ospitali e fondamentalmente buone. I missionari hanno dato e danno un contribuito efficace per lo sviluppo umano sociale e religioso tanto che se il 5 per cento della popolazione sa leggere lo deve a loro che, insieme alla scoperta del Vangelo lavorano per la promozione umana. Le nostre Suore Agostiniane hanno costruito una modesta casa nel verde della foresta dove sorgono capanne coperte di foglie, e lì operano a diversi livelli. Ci sono una suora italiana e tre africane che hanno studiato in Italia come infermiere professionali; hanno inoltre un gruppo di ragazze che si preparano per essere suore. È stato costruito il centro sociale per la promozione della donna perché le donne possano imparare taglio e cucito, i primi elementi per educare i figli e per insegnare a curare le molteplici malattie che sono diffuse in quel paese. Ogni mese le suore incontrano i più poveri tra i poveri per distribuire viveri. Difficilmente danno denaro perché la maggior parte non sa spenderlo a dovere. Ci sono oltre un centinaio di bambini adottati a distanza che vengono visitati periodicamente dalle suore e dai catechisti collaboratori. Con il fuoristrada vanno in visita alle capanne e la loro presenza è davvero preziosa per tutti. La religione

Le Suore Agostiniane di Villa la Ripa in Anghiari

La missione in TanzaIl giorno 30 dicembre 1998 è mancata all'affetto dei suoi cari BONCOMPAGNI CONCETTA Ved. PAGANI

i familiari tutti ne danno il triste annuncio. Un particolare ringraziamento al dott. Maurizio Checcaglini sia per l'aspetto professionale che umano.

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... Angolo della Missione

nia

Comunico che le donazioni in denaro pervenute in questi ultimi due mesi per la missione dei frati cappuccini Kibakwe in Tanzania ammontano a lire 520.000. Dall’Africa è ritornata per Natale la dottoressa Anna Maria Bartolomei alla quale i frati Cappuccini hanno affidato una lettera per la nostra parrocchia che riportiamo sotto. Kanisa Katolini Kibakwe S.L.P. 114, Mpwapwa, Dodoma Tarehe 13 dicembre 1998 Don Fabio Bartolomei, Vicariato di Anghiari Carissimo Padre, amici e Benefattori, la popolazione di Kibakwe, unita alla comunità dei suoi Padri e Suore, vi esprime la sua più sincera riconoscenza per tutto quello che avete fatto e state facendo per il nostro dispensario. Ci avete dato la possibilità di “aggiornare”, per così dire, il nostro piccolo, ma importante dispensario, dando l’avvio all’annesso laboratorio, mediante il quale potrà dare un più efficiente servizio alle nostre popolazioni. La carissima Anna Maria (senza dimenticare i carissimi Domenico, Giovanna e Simona), che è stata con noi per un mese e più, è stata preziosa per l’avvio del laboratorio. Anna Maria mi ha consegnato, a nome vostro, dollari 2000 per ulteriori spese di laboratorio. Vi diciamo di cuore, grazie! Ci auguriamo che la vostra collaborazione possa seguitare (sempre secondo le vostre possibilità!) a favore della nostra gente di Kibakwe. Auguriamo a Lei, amici e benefattori i nostri più sinceri auguri di Natale e Anno Nuovo 1999. Di nuovo con riconoscenza P. Leonardo Amadori O.F.M. Cap. Parroco Un ringraziamento particolare a tutti i benefattori. Pace e Bene a tutti.

Recensioni: Fra verità e ricordi

Dopo una ricerca durata oltre un anno, è giunto nelle librerie, edito dall’ITEA, l’ultimo lavoro di Daniele Finzi.

Fra verità e ricordi è la ricostruzione completa e documentata della storia del campo di concentramento per internati civili jugoslavi n. 97 di Renicci. ha inviato all’autore la Relazione n. 528, scritta dal Servendosi della tecnica dialogica, l’autore or- colonnello comandante Giuseppe Pistone nel 1947, ganizza una vera e propria lezione di storia, dalla e che rappresenta l’unica versione ufficiale esistente quale emerge la sequenza temporale degli eventi, sull’intera vita del campo. il contesto politico e socio - economico, in cui maDall’analisi di questi documenti, il professor turarono i fatti, i personaggi (dai protagonisti alle Finzi ha potuto offrire ai lettori una versione più comparse), le verità, soprattutto quelle taciute da completa, e quindi più vera, della storia di Renicoltre cinquant’anni. ci. La ricerca è stata fortunata, sia perché il proIn ultimo, vanno citate le numerose testimonianfessor Finzi ha ritrovato nell’Archivio Storico ze dirette, raccolte fra la popolazione d’Anghiari della Confraternita della Misericordia due fascicoli, e della Motina, che costituiscono la seconda parte contenenti i rapporti fra l’ospedale ed il campo di del lavoro e che rappresentano varie scenette della concentramento, sia per la ricca documentazione vita del campo e d’Anghiari, nelle quali molti si cartacea e fotografica uscita dai cassetti, sia, infine riconosceranno. per l’aiuto inaspettato offerto dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Infatti, lo SME

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L'angolo della poesia... e della prosa

Il cane * Snello di forme forte di piede quanto sia bello nessun lo vede. L’uomo s’affida alla sua guida cara, mansueta e buona bestiola che dalla casa il ladro invola.

Argento e oro Di Maria Pia Fabiani

Se invece dell’argento, in Argentina, pepite d’oro avessero trovato, ho pensato che forse, poverina, un brutto nome le avrebbero dato!

Nemmeno il pane ti ruba il cane e se la mano il percuote trema, guaisce ma lui la man ti bacia e mai ti smentisce.

15 novembre 1998

Aforismi ed altro di Turiddo Guerri

* Poesia delle nostre nonne raccolte dalla maestra Malvina nel 1979

I parlamentari

Aspramente impegnati a superarsi per il bene comune della gente, non posson conseguir, naturalmente, che lievi risultati e molto scarsi: si vede che quel troppo voler fare s’esaurisce tutto nel parlare.

Il gatto * Sono lisciato, lunatico, moscardino, sono animal domestico, scaltrito e birichino. Talor mansueto e timido, talor scontroso e fiero.

Arrovesciamo

Son tipo curiosissimo di falso e di sincero. Sono animal filosofo, paziente, astuto e vigile. So cogliere il momento e so cambiar di maschera secondo spira il vento.

di Maria Pia Fabiani

Per molto tempo ho avuto la certezza del pregio grande della solitudine. Già Leonardo diceva: “Se sei solo sei tutto tuo.” Parole di maestro riecheggianti il “Beata solitudo...” dei nostri saggi nonni. E lo squisito piacere della dolce libertà mi appariva il più grande e il più prezioso. Passano gli anni con velocità. S’affacciano e poi crescono i malanni. E allora pensi che se c’è qualcuno che ti dà un bicchier d’acqua (anche se poi ne versa un poco in terra) è meglio che se lì non c’è nessuno. E pensi a quelli che son sempre soli e capisci perché son disperati. Ecco: ora credo sia da rovesciare il detto memorando: “Meglio soli che male accompagnati.” E ho già corretto, poiché ci si attaglia, “Ogni rovescio ha la sua medaglia.”

*Poesia delle nostre nonne raccolte dalla maestra Malvina nel 1979

Un poeta vero

10 novembre 1996

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Ho letto con grande partecipazione il libretto edito in memoria del nostro compianto parroco, il nostro caro Don Vittorio. Tutti gli scritti sono sentiti, acuti e pregevoli. Quello di Alfonso mi ha fatto piangere. Quel "Bene!" e quel "sorriso da Cherubino" erano rimasti nella mente anche a me, ma solo attraverso le strazianti parole di Alfonso mi hanno raggiunto il cuore. Grazie Alfonso, e scusa se ancora una volta ti chiamo "poeta" perché questo sei, anche se non vuoi sentirtelo dire. 10 dicembre 1998, Maria Pia


Vogliamoci bene

Ave Maria

Non importa il colore della tua pelle, non importa il lavoro a cui attendi, non importa di dove sei, figlio della grande città o dello sperduto casolare di montagna, l’importante, sempre, in ogni momento, è volersi bene! Volersi bene per formare un’umanità migliore, per costruire un futuro felice ai nostri figli, volersi bene perché nel mondo regni la pace, sempre e ovunque!

La campana si muove lenta e solenne, spandendo ai venti le note nostalgiche della sera. Ave Maria. Il corpo umano stanco delle diurne fatiche si riposa brevemente nella mesta ascoltazione; l’anima, sola, vibra e si solleva per confondersi... nell’Etere col suono dei bronzi. Ave Maria. È l’ora del Vespero, e della breve preghiera che il credente innalza a Dio, e a Voi, Maria. Cala la... sera...

Di Vera Cuccini

di Amedeo Vellati

Il bottuomo

di Maria Pia Fabiani

Ho una scatola colma di bottoni. Nell’aprirla, uno è saltellato via e poi girava lieto per la stanza finché, esausto, s’è adagiato per terra coi due occhietti aperti su di me. Gli ho detto: “Piccinuccio, abbi pazienza! La bella libertà non può durare: siamo qui per servire e per stare con gli altri, anche se stretti...” E la materna scatola l’ha accolto mentre gli altri (qualcuno a malincuore) si stringevano un po’ per fargli posto. Lui, vergognoso, entrando si è nascosto.

Vivere

di Vera Cuccini

Vivere, è camminare insieme nella strada della vita, è darsi la mano e salire con fede verso il Calvario. Vivere è credere e sperare in un domani migliore, è gioire, volere, pensare. Vivere è perdonare chi ci fa soffrire, è amare e sognare. Vivere è crescere, andare avanti giorno dopo giorno, assaporando a piccoli sorsi il mistero profondo della Vita!

31 ottobre 1996

Ad A...

di Mara Innocenti

Vorrei perdermi negli occhi tuoi vorrei essere leggiadra farfalla e posarmi sul tuo capo. Un piccolo pezzo di terra e di cielo e noi che torniamo bambini. Ma intorno è deserto. Sulla terra arsa e ingiallita fossili che il sole non brucia che la pioggia non bagna che il vento sfiora senza voce. Infinito è il silenzio e noi siamo vecchi.

Manichini

di Mara Innocenti

Hanno cambiato l’abito i manichini nella vetrina. Da lontano sembrano uomini ma sono immobili e non hanno sguardo. Accanto passa un’umanità rumorosa: manichini che si muovono nel vuoto dell’esistenza.

Aforismi ed altro di Turiddo Guerri

Le medicine

Prendine sempre la metà di quelle prescritte dal medico o dal foglietto. Non aver dubbi: ti faranno male lo stesso.

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...e continuano a vivere nei nostri ricordi di Vandro Franceschini

Il Mille

Era impossibile trattenersi e un’altra risata fragorosa rintronò fra i muri lì intorno. Intanto l’uomo ci passò davanti: era Candido de la Pieve. Ci guardò un po’ di traverso! Sicuramente temeva che con quel chiasso si svegliasse sua moglie. Giunse alla porta di casa che era lì di fronte e, cercando di tenersi in equilibrio poggiandosi allo stipite, si tolse le scarpe. Poi si frugò a lungo, finalmente trovò la chiave e aprì cercando di non far rumore. Richiuse molto delicatamente e sparì. Passò qualche minuto e la luce non si accendeva. Ognuno pensava che, date le sue condizioni, non riuscisse a salire le scale. D’un tratto le finestre si illuminarono e vedemmo che i vetri erano aperti per mitigare l’afa delle sto. nottiQuesto d’ago-ci permise di ascoltare la predica. -Mascalzone!- urlò la moglie che aspettava sveglia e impaziente di sfogarsi. -Non ti vergogni? Tornare a quest’ora e in queste condizioni? Ho sentito l’afrore del vino da quando hai cominciato a salire le scale! E Candido zitto. -Ah! Non rispondi? Tutte le sere questa musica! Ti sei imbrancato con una compagnia di ‘briaconi che ti hanno straviato! Ancora silenzio. -E dire che quando si stava alla Pieve eri tutto bottega e casa, tutto lavoro e famiglia! Ora non ti riconosco più! Ma che cosa è successo? Per me sei diventato matto! Muto come un pesce. -Hai sperperato quei quattro soldi che avevamo in Banca fra merende e vino! Povera me! Poveri noi! E che dirà la gente? Nessuna risposta. -Ti voglio ricordare- proseguiva la moglie sempre più imbestialita- che, quando eravamo alla Pieve, io contavo tanto e da quando siamo venuti ad Anghiari io conto poco o niente! Finalmente la voce impastata di Candido: -Ma se tutto il male è perché non conti, tu da' retta a me! Conta fino a mille, conta anche fino a duemila, ma lasciami dormire in pace! Nient’altro… e la luce si spense.

Per gli Anghiaresi era Candido de la Pieve. Capitò fra noi fuggendo dal suo paese quando, il 27 d’agosto del 1944, i Tedeschi in ritirata fecero saltare il ponte sull’Ancione e minarono, sbriciolandole, tutte le case intorno. Con la famiglia attraversò, rischiando molto, la terra di nessuno tra i due fronti e venne ad Anghiari che era occupato dagli Inglesi fin dal 29 luglio. Nella vita faceva l’ambulante di mercerie e possedeva anche un negozietto di stoffe.; ora non aveva più niente. Riuscì ad affittare un appartamentino in Via Garibaldi, sopra la bottega di Bruno del Romano. Aveva già qualche conoscenza in Anghiari fra i colleghi di lavoro conosciuti ai mercati settimanali nei paesi vicini, ma niente di più. Poiché era un signore dai modi gentili, educato e disponibile, non faticò molto ad intrecciare le prime amicizie con persone che, come lui, trascorrevano le giornate cercando di dimenticare le sofferenze della guerra passata, le privazioni patite e la fame di sette sabati. In un annetto si era imbrancato con una combriccola di compagni di merende che quasi ogni giorno ne programmavano una: dal Brandinelli a Tavernelle che faceva il vino con l’uva della Pianellina e riusciva a scovare un pecorino di quelli che fanno rimanere a bocca aperta; dal Marzi al Ponte alla Piera che comprava il vino alla Chiassa e l’Emma sapeva spianare i maccheroni più sottili di tutto il circondario; alla Stazione dall’Ottavia che acquistava il vino a Siena e cucinava i tordi arrosto che parlavano. Avevano in mente la carta topografica dei siti dove si stava bene e allegri a tavola. Gli Anghiaresi, che per appioppare i soprannomi sono sempre stati maledetti, li avevano battezzati “La compagnia del bécci”. Durante le loro scampagnate, così le chiamavano, il tempo volava via alla svelta, le ore diventavano piccole e i nostri eroi tornavano a casa caldi, caldi, sfidando i rimbrotti delle mogli che non si rassegnavano per niente a sopportare questo andazzo. E fu proprio in una sera d’estate che involontariamente i miei amici ed io fummo testimoni di un rimprovero solenne che la moglie di Candido gli riservò al ritorno dalla merenda. Avevamo l’età della spensieratezza, tasche vuote, povere, ma ricche di tante belle speranze. Ridevamo di niente e scambiavamo il giorno per la notte. Le chiacchiere inutili e gli argomenti più fatui erano il nostro pane e il nostro companatico. Come i giovani di tutti i tempi, d’altra parte. Niente è nuovo sotto il sole, o meglio nella notte. Una sera, molto tardi, eravamo seduti sul murello di fronte al Mammalucco, quando, nella penombra, vedemmo qualcuno che si avvicinava con andatura incerta. -Sembra che gli dolgano le scarpe- disse sottovoce uno del gruppo. La risata che scoppiò a questa battuta rimbombò su per il Vicolo del Poeta. -E ridete a bocca chiusa!- sussurrò un altro –Sennò va a finire che ci tirano qualche “orinal de vaso”.

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Da Monterchi

Baracchi, Luca Cardelli, Maurizio Chimenti, Massimo Galletti, Enzo Giuntini, Sara Landini, Lucia Martellini, Matteo Massi, Francesco Massi, Lorenzo Minozzi, Francesco Niccolini, Bruno Nocentini, Angiolino Puleri, Simone Romani, Gianluca Romani. Il restauro degli affreschi a Padonchia - La Ditta ESTIA di Perugia sta ultimando il restauro di due affreschi della chiesa parrocchiale di San Michele Arc.lo a Padonchia. Uno rappresenta una pietà dove la Madonna tiene nelle braccia Gesù Morto. Molto bello. Si nota anche un tentativo di prospettiva per cui alcuni lo attribuiscono ai discepoli di Piero della Francesca. Poi nella cappella della chiesetta c’è un altro bell’affresco che rappresenta la Madonna Immacolata con Gesù Bambino nelle braccia, il serpente sotto i piedi con la luna, in basso la figura di due santi: San Sebastiano e San Rocco. Sono stati restaurati questi due affreschi.

Il giorno 8 ottobre 1998 sono stati rinnovati i consigli parrocchiali della parrocchia di Monterchi. Il Consiglio Economico risulta così composto: Giorgini don Quinto, presidente; Verdinelli Giuseppe, segretario; Carlini Pietro, cassiere e Malatesta Marco, revisore. Nel Consiglio Pastorale sono presenti: Giorgini don Quinto, presidente; Romani Gianluca segretario. Consiglieri: Abram Elio, Abram Marco, Cardelli Luca, Gioviti Mario, Mencarelli Luisa, Martellini Lucia, Massi Matteo, Puleri Silvia, Rossi Ranieri, Rossi Vincenzo, Romanelli Pasquale. Il presepe nella chiesa di San Simeone. Anche quest'anno un gruppo di volenterosi ha realizzato il Presepe che in tanti hanno visitato nel periodo natalizio. Hanno così dato il loro impegno i componenti del Consiglio pastorale e del Gruppo Donatori di Sangue Fratres. Da segnalare in particolare il nostro parroco, don Quinto, Mario

Il restauro del Crocifisso di Badia Prosegue la raccolta delle offerte per il restauro del Crocifisso di Badia. Il restauro si avvia ormai alla conclusione e in un paio di mesi saranno terminati. Resta da stabilire dalla competente Soprintendenza la collocazione nell’edicola della Badia e l’illuminazione. Il traguardo che ci eravamo prefissi è quindi all’orizzonte. Sono stati raccolti finora quasi dieci milioni. La parrocchia si affida sulla generosità degli anghiaresi per poter completare questo importantissimo lavoro che viene completato in memoria di don Vittorio. Ed ecco il secondo elenco di coloro che hanno finora contribuito: Donnini Rossana - Angioloni Naum Diamantina - Sorelle Ganavelli - Giovagnini Teresa - Cambi Gianfranco - Santi Nellì - Montagnoli Sergio - Bruschi Leone - Mari Marcella - Giorni Vilsa - Gruppo Micologico - Mafucci Gastone - Polverini Anna - Rossi Stefano e Tavernelli Eleonora - Leonardi Luigi - In memoria di Conti Lina - Brindic Fadil - Fabiani Maria Pia - Marzi Remo - Polverini Anna - Rossi Giuliana - Martini Graziella - Meoni Loris - Vitellozzi Emanuela - Pari Maria Ricci - Merendelli Dolinda - Pierantoni Valentina - Tanfi Faliera - Cambi Adalgisa - Rossetti Mara - Zoi Lucia - Un’offerta anonima - Conti Maura - Venturini Rosa Da segnalare le offerte della Società del Carnevale della Gioventù, quella in memoria di Giabbanelli Rita, quella della BCC di Anghiari in memoria del senatore Giuseppe Bartolomei e quella della Pro Loco raccolta in occasione della serata della Filarmonica e del “Ceppo in Piazza”. Ricordiamo che i versamenti possono essere fatti oltre che alla Posta nelle sedi della Banca dell’Etruria e del Lazio, del Monte dei Paschi di Siena e della Banca di Credito Cooperativo di Anghiari.

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Centenario della morte di Madre nastero con la prima esposiMecthilde de Bar zione del SS. Sacramento. Ottava parte

Intanto la reputazione di santità di Madre Mecthilde andava diffondendosi, e così anche la fama del suo Istituto. Ma gli ultimi tempi della sua vita si rivelarono un continuo martirio. Le persecuzioni e le prove l’accompagneranno sino al 1698, anno del suo piissimo transito. L’ostilità di Bousset ostacolò fino a Roma ogni tentativo di far approvare le Costituzioni, facendo cadere su di esse un sospetto di quietismo, privo di ogni fondamento. La personalità della Madre attirava un gran numero di amici, ma anche di persecutori. Ella accoglieva gli uni e gli altri con la stessa pacifica serenità, abbandonata a Dio, senza tuttavia omettere di fare tutto il possibile per ristabilire la verità e la giustizia. Nel 1694 Madre Mecthilde sollecitava dal Papa Innocenzo XII una Bolla che annullasse quella del 1676. In quell’anno, infatti, precisamente il 1° dicembre 1676, il Papa Innocenzo XI, con Bolla «Militantis Ecclesiae», aveva eretto in Congregazione i Monasteri di Parigi, Toul, Rambervillers e Nancy e tutti quelli che sarebbero stati fondati in futuro. Tale congregazione era stata concepita sul modello di quella di Saint Maur. La nuova Bolla rimetteva così i Monasteri del SS. Sacramento sotto la giurisdizione del Vescovo del luogo (3 luglio 1696). Tuttavia, Dio volle dare a Madre Mecthilde, prima che questa morisse, la consolazione di fondare una nuova Casa a Dreux, pur tra gli ostacoli frapposti da nemici antichi e nuovi. Il 22 febbraio 1695, con la prima esposizione del SS. Sacramento, si inizia anche in quella città l’adorazione perpetua riparatrice delle Benedettine del SS. Sacramento. Si giungeva così a sette Monasteri fondati: e il numero sette era legato a una cara visione avuta da Catherine Mecthilde nella sua fanciullezza. Le era sembrato che le fossero stati donati sette ostensori... in ciascuno dei quali era posta l’Ostia consacrata. Ed ella, allo splendore di questi «Soli», andava gridando estasiata: «Venite, venite a vedere il Santissimo Sacramento, che io posseggo.» Sette ostensori, sette soli, sette Monasteri: questo il Signore voleva da lei. Dopo che ella avesse fondato il settimo Monastero, sarebbe stata compiuta la sua attività terrena. Di ciò la Madre era intimamente convinta, tanto che, più di una volta e come già avvenne per S. Benedetto, confidò il segreto della sua prossima morte ad alcune delle sue più intime ed affezionate Figlie. Nel 1698 si era ormai andata completando e consolidando la sua preziosa opera con la fondazione, man mano realizzata, di due Monasteri a Parigi, uno a Toul, uno a Rouen, uno a Varsavia, uno a Chatillon e l’ultimo a Dreux, senza tener conto delle Case di Nancy, Rambervillers e Caen, che erano da considerarsi piuttosto delle aggregazioni.

Compimento del piano divino Fra le diverse persone secolari che Madre Mecthilde ebbe a guidare spiritualmente, vi fu anche Marguerite di Lorena, che, alla morte del Duca suo sposo, volle mettersi sotto la sua direzione. Come conseguenza della sua disinteressata dedizione, avrà la consolazione di esporre il SS. Sacramento, per la prima volta, il Giovedì Santo dell’anno 1669 nel Monastero di Nôtre Dame de la Consolation di Nancy, città natale di Marguerite di Lorena. Sorgeva così il quarto Monastero dell’Istituto. Sennonché, anche da Rouen giungevano inviti per fondare un Monastero. Ma: «Signore, io non vado a Rouen, perché non ho denari; e siccome Voi non me ne date, è segno che non volete questa fondazione.» «Ti ho forse mai mancato?» le rispose il Signore. Conclusione del dialogo fu che Madre Mecthilde corrispose alacremente alle richieste di fondazione. Giunsero e trovarono una casa veramente inabitabile; ma Madre Mecthilde non si perse di coraggio ed il Signore non le venne meno, cosicché il 18 ottobre di quel 1677 le Benedettine del SS. Sacramento si installarono in una nuova sede di quella stessa città. Qualche tempo dopo, nel 1685, sorgeva il secondo Monastero in Parigi, in Rue Tournefort, dove la Madre aveva la consolazione di esporre la prima volta il SS. Sacramento, nei primi mesi dell’anno. Dopo la soppressione, avvenuta per ordine del Re Luigi XIV, di tutti i Monasteri in Parigi, per sua stessa autorizzazione, quello delle Figlie del SS. Sacramento fu l’unico a sussistere. Seguiva, nel settembre del 1685, la fondazione di Caen. Singolare fra tutte la fondazione di un Monastero dell’Istituto in Polonia. Questo sorse per un voto fatto dalla Regina Maria Casimira, mentre lo sposo, Re Sobiescki, si trovava in guerra. Il 22 agosto 1687, dopo una commovente cerimonia di congedo, dodici Religiose partivano dal Monastero di Rue Cassette a Parigi, accompagnate dalle sublimi parole di incoraggiamento della loro carissima Madre: «Vi riguardo come missionarie del SS. Sacramento... Andate, mie care Figlie, andate... a portare la gloria e l’amore del SS. Sacramento in tutto il Regno di Polonia.» Intanto Madre Mecthilde pregava e metteva in preghiera tutta la Comunità per accompagnare e affidare al Signore questa nuova missione. Dopo mille peripezie, sotto la protezione del Vescovo, del Re e della Regina, il 27 giugno 1688 prendevano possesso in Varsavia del nuovo Monastero, per loro preparato. Verso la metà di settembre 1688 Madre Mecthilde partiva per fondare l’Istituto a Chatillon, in Inghilterra, e il 21 ottobre seguente avveniva la benedizione del nuovo Mo-

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Piazzetta della Croce Di gigi nono

Salve! Nostra piazzetta della Croce dove santo Francesco fermò il pie’. La sua memoria, l’opre e la sua voce, serba la Chiesa che lì appresso c’è. Al centro un giardino è ricavato con aioline e piante molto adulte, non è luogo molto decorato, non ci arriva la guardia a far le multe. mezzi di trasporto, per ogni dove, lasciando scie di fumi velenosi, alzando in aria tutto ciò che muove.

Dall’ombra di quei tigli coronata, la fontanella sulla tonda vasca, dallo zampillo viene irrorata, e sullo stagno ogni goccia casca.

In questo luogo c’è oltre la Chiesa, l’Ospitale con l’Unità Protetta, i Carabinieri nella casermetta, e Natalino per far la spesa.

Dall’alto tetto una colomba spicca, agile e leggera, planando il volo, sulla cuspide del sasso, stropiccia il becco, e d’acqua piglia, un sorso solo.

Lui ci accoglie con un bel sorriso, con carne, pane, vino, dolci e panna, e col carrello pieno, anche di riso, dobbiamo pur passare “dalla Giovanna”.

Sette pesciolini rossi sulla vasca, con piccole virate della coda, girano intorno, guatando l’esca con tutto quel che dentro ci approda.

C’è pure il mobiliere alla moda, e quel che il legno antico rintoppa, ci sono i trattori per la terra soda e un barista vi serve la sua coppa.

Un bimbo dorme nella carrozzina, mentre la nonna cuce o fa la trina, parlano sotto voce le comari, dei fatti d’oggi, di moda e d’affari.

Mentre in Pineta van gli innamorati, accosto c’è “Brunin”, che veste i neonati. Ti salutiam -Piazzetta delle spesecon la sua gente amica e pur cortese.

La gente muove con l’aspetto scialbo, la fresca ombra, nel meriggio caldo sbircia, frettolosamente il loco, i sedili verdi per posarsi un poco. Attorno sulle vie passan veloci, Ce l’abbiamo fatta

famiglie ci hanno dimostrato tutto il loro affetto. Un ringraziamento particolare anche ai loro amici i quali, pur non essendo anghiaresi, hanno messo a disposizione le loro case e sono stati con noi tutti molto comprensivi. Un augurio, infine, di buon compleanno per Fernanda e Silvana Lorenzotti per il loro 15° compleanno. Ora dunque il gemellaggio è fatto, spero che unendo il nostro lavoro e quello dei giovani platensi si possa contraccanbiare l’ospitalità e fare conoscere, la nostra cultura, il nostro artigianato, la nostra Scuola d’Arte, prima possibile a tutti voi e vi aspettiamo.

di Francesca Madiai

Dopo circa tre anni di duro lavoro da parte di mia cugina Kathy Ruggeri, mio zio Costantino Giovagnini e noi Anghiaresi finalmente il 18 novembre scorso La Plata ha firmato il gemellaggio con Anghiari, diventando così realtà ciò che in un primo tempo era stato (o sembrava essere) solo un sogno. La prima settimana trascorsa in Argentina è stata per tutti noi densa di impegni protocollari, in special modo per il “nostro Sindaco”; ha dovuto sopportare un “tour de force” senza mai lamentarsi anzi, è stata sempre disponibile e gentile verso tutti gli italiani di laggiù, trasmettendo loro tutta la sua solidarietà, il suo amore e la sua ammirazione. Per come si sono bene integrati in una realtà totalmente diversa dalla nostra. Per questo non finirò mai di ringraziarla. Attraverso l’Oratorio voglio ringraziare anche tutti i miei zii e cugini i quali, accogliendoci nelle loro

P.S. In un numero dell’Oratorio di qualche anno fa uno sconosciuto scrisse i suoi dubbi sulla probabilità che Anghiari (5800 abitanti) si gemellasse con La Plata (670 mila abitanti), è con una punta di orgoglio che oggi rispondo a quel lettore: ce l’abbiamo fatta perché Volere è Potere. Grazie di cuore agli amici della Compagnia dei Ricomposti.

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Gli inizi dell’automobilismo ad Anghiari di Flavio Mercati (seconda parte)

dove spesso ritornava, in visita alla famiglia di origine, quindi era sempre da considerare un po’ anghiarese. Aveva una piccola CITROËN cabriolet, a tre posti, due davanti ed uno dietro centrale, probabilmente una «5 CV» dove il cinque indicava il numero dei cavalli fiscali, macchina assai diffusa in quel periodo. In seguito ebbe la Balilla. Domenico Gasperchi soprannominato “Tempo” - Faceva il noleggiatore, forse con una Balilla ed aveva per autista Luigi Bozzini. Prima di avere la macchina, faceva il vetturino. Cesare Cesari detto “Raparino” - Meccanico e noleggiatore. Federigo Ceccherini - Aveva partecipato alla prima guerra mondiale nel corpo degli Alpini e, come appartenente al settore Sanità, aveva guidato molto con la patente militare che, nel 1928, convertì in quella civile. Da questa si deduce che fino al 1932 sulla patente veniva apposta una marca da bollo normale; dal ‘32 compreso in poi si passò ad una nuova marca da bollo, apposita. Nel 1928-29 acquistò una CITROËN cabriolet. Federigo Ceccherini è stato fra i primi dieci automobilisti del Comune di Anghiari. Tuzio Tuti - Possedeva nei primi anni ‘30 una ANSALDO 6 cilindri. Giovanni Mondani - Aveva una FIAT 508 denominata «Balilla» in omaggio al regime. Fu presentata dalla Casa torinese nell’aprile del 1932. Il motore era un 4 cilindri in linea di 995 cc., con una potenza di 20 CV a 3400 giri al minuto, alimentazione a caduta. Il cambio era a tre velocità + RM, il passo di 2,25 m, la lunghezza di 3,145 m., la larghezza di 1,4 m., l’altezza di 1,530 m., peso a vuoto di 685 Kg., a pieno carico di 990 Kg. All’inizio le versioni erano tre: berlina 2 porte, torpedo e spider; in seguito ne vennero altre. Nel 1934 le marce divennero 4. Nel 1937 apparve la 508 C modificata nella carrozzeria e perfezionata nel motore che, poi, venne chiamata «1100». La Balilla fu la vera utilitaria dell’anteguerra, all’inizio costava infatti 10.800 lire (oggi varrebbero sui 16 milioni di lire). Ingegner Machi - Marito della signora Brizzi, titolare della farmacia di piazza. Anche lui proprietario di una Balilla. Santino Martini detto “Santin de Berto” - Noleggiatore. Emilio Spilinga - Noleggiatore, prese la patente da noleggiatore di Gasperchi Domenico (Tempo).

Come già accennato nella prima parte, dall’anno 1927 compreso, la sigla della provincia, nelle targhe, che prima era indicata con un numero, venne sostituita da una in lettere e ricominciò la numerazione dall’1. Da allora esistono presso la Motorizzazione Civile i registri di immatricolazione; esiste pure il Pubblico Registro Automobilistico, il PRA. Da documenti scritti inoppugnabili, che danno la massima garanzia di veridicità, risulta che ad Arezzo la macchina immatricolata con la nuova sigla cioè AR ed il numero 1 di targa, fu una Ceirano, proveniente però dalla provincia di Perugia e quindi usata. Ecco ora i nominativi di alcuni automobilisti anghiaresi desunti dagli stessi documenti. Dante Alberti - Gli fu immatricolata il 29 marzo 1927, con il numero di targa 4, una macchina Aquila Torpedo. Clemente Stefanelli - Ebbe immatricolata il 9 aprile dello stesso anno, con la targa numero 12, una FIAT 509. Questa macchina nacque nel 1925 e fu la prima vera utilitaria italiana, prodotta in grande serie, che consentì a più gente di realizzare il sogno di acquistare un’automobile. Aveva una cilindrata di 990 cc., una velocità massima di 78 chilometri l’ora e consumo medio di carburante di 9 litri ogni 100 chilometri; le versioni erano: berlina, torpedo, cabriolet, spider, coupé (a due posti), coupé royale (a quattro posti). Era lunga 3,70 metri e larga 1,42. I cavalli di potenza erano 38. Costava dalle 16.000 alle 25.000 lire a seconda delle versioni, mentre nel 1924 una 501 costava sulle 31.000 lire. Fu la prima auto ad essere venduta a rate e, per questo, in un anno, diventò il modello più diffuso in Italia. Quando uscì di produzione nel 1929, gli esemplari costruiti erano 90.000. Talete Bartolomei - La macchina che gli venne immatricolata era, come quella di Clemente Stefanelli, una FIAT 509 e, per di più, immatricolata nello stesso giorno e nello stesso anno, 9 aprile 1927, cambiava solo il numero di targa, questa aveva il 15. Verrebbe da sospettare che avessero comprata la macchina insieme. In base a testimonianze orali risulta anche questo fatto. Quando nel 1936, la Società delle Nazioni impose le sanzioni economiche all’Italia poiché questa aveva aggredito l’Etiopia per conquistarla, Talete Bartolomei, per dare il buon esempio nel risparmiare, essendo una persona in vista, smise di servirsi della macchina e riprese ad usare il calesse. Ernesto Stefanelli - Ebbe la macchina immatricolata nel 1927. Era una FIAT 501; numero di targa 84. Altri automobilisti d’Anghiari del periodo fine anni ‘20 e inizi anni ‘30, individuati però solo in base a testimonianze di persone. Dottor Fernando Bartolomei, notaio - Aveva sin dagli anni ‘28-’29 una FORD 45 CV. Don Alessandro Bartolomei - Essendo pievano a Sigliano (Comune di Pieve Santo Stefano), aveva la residenza in quel Comune, però era nativo di Campalla,

Abbiamo parlato finora di automobilisti del Comune di Anghiari; ma non possiamo non considerare anche un appassionato pioniere dell’automobilismo, di una zona limitrofa: Simone Pasqui - Abitava alla Casaccia di Vallecalda del Comune di Pieve Santo Stefano. Il seguente esempio è indicativo del suo gusto per le macchine. Nel 1921 accompagnò a Firenze, con la macchina, per il viaggio di nozze la sorella ed il cognato. Quasi sicuramente

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l’auto era una DIATTON berlina e di gran classe tanto che i fiorentini, che pure avevano il palato fino per certe cose, abituati a vedere le macchine dei gran signori di Firenze, si soffermavano a guardarla ammirati. Oltre a questa ebbe in seguito due FIAT di cui una era con molta probabilità una 525S elaborata sportivamente, molto potente. Valore attuale come auto d’epoca sui 400 milioni di lire. Ebbe poi un’altra DIATTON e due LANCIA Lambda. Con una DIATTON corse anche nel circuito di San Marino.

piazza fra il monumento a Garibaldi e l’inferriata del muro. Ora non esiste più, ma chissà se la cisterna non sia ancora là sotto. Un’altra distribuzione avveniva in fondo a via Mazzini, di fronte all’attuale negozio per l’edilizia del Signor Nespoli, dalla parte opposta della strada. Da principio la distribuzione avveniva in lattine da 1 e 5 litri, ad opera di Dante Alberti, poi vi fu installato un vero distributore SHELL (famoso il globo), gestito dalla stessa persona. Dal periodo della guerra cessò l’attività sino agli anni ‘50, quando riprese a funzionare per la società «AQUILA» e gestione Dante Rossi. Soppresso agli inizi degli anni ‘60, ne fu impiantato un altro a fianco di palazzo Martini, con funzionamento elettrico, attualmente è di nuovo SHELL.

Brevi cenni sulla circolazione automobilistica in Anghiari nel tempo Negli anni ‘20 un certo Piccini di Sansepolcro veniva su ad Anghiari con una piccola macchina da corsa, arrivava in piazza, si immetteva in via Garibaldi, la percorreva fino in fondo e poi, sgattaiolando sotto l’arcata, prima del Comune, arrivava in “Piazzola”, a destinazione; lì infatti aveva la ragazza. Adesso un automobilista quel percorso non potrebbe farlo, ma allora sì, perché in quei tempi ad Anghiari la circolazione era libera e gli automobilisti si infilavano in qualsiasi pertugio dove potessero passare. Non esistevano segnali stradali se si escludono quelle targhette sui muri, come quella in Via Matteotti, sotto la Piazzetta della Fonte, sul muro dell’edificio del Signor Gastone Bozzini, recante l’avviso: “BICICLETTE A MANO”. Il signor Bozzini ha voluto che rimanesse e in buone condizioni. Va dato atto della sua sensibilità storica. Un’altra targhetta con la scritta “VEICOLI D’OGNI GENERE AL PASSO” si trova su di un muro di via Gramsci, ma appena leggibile poiché piena di abrasioni. I primi segnali verticali apparvero nel dopoguerra. Una importante innovazione fu introdotta nel 1966, quando furono messi i divieti di accesso da piazza Baldaccio verso la Croce e verso le Logge. Altre innovazioni furono poi introdotte in prosieguo di tempo. I distributori Nei primi anni del 1900 la benzina veniva distribuita in drogheria ed in farmacia (era anche considerata una medicina contro diverse malattie, per esempio scabbia, disturbi di stomaco) in lattine di diversi formati; gli automobilisti, per fare rifornimento, dovevano ricorrere ad un imbuto infilato alla bell’e meglio nell’imboccatura del serbatoio e poi fare il travaso di benzina. Come non rivolgere perciò un grato pensiero a quel certo mister Laessig, grossista di carburante di Saint Louis nel Missouri, che nel 1905 s’inventò il primo erogatore applicando a un comune scaldabagno un misuratore di vetro e una canna di gomma da giardino? Le prime pompe erano azionate a mano, con le grandi ampolle cilindriche che si riempivano di carburante rosato e poi si svuotavano nel serbatoio attraverso un tubo di gomma. Nel 1928 apparvero le prime pompe azionate elettricamente. In Italia, negli anni ‘30, la benzina super si chiamava «Victoria», quella normale «Littoria». In Anghiari la prima distribuzione di benzina avvenne nella “Piazzetta delle legne”, senza cisterna sotterranea, probabilmente era in lattine o in un bidone mobile, la distribuiva Fortunato Mondani. Lo stesso poi passò a gestire un vero distributore con cisterna sotterranea e pompa a mano, della benzina «LAMPO», installato in

San Cristoforo protettore degli automobilisti. Perché? Secondo le fonti più attendibili era un cananeo di nome Reprobo che scelse azioni di apostolato in Licia (attuale Turchia meridionale). Una leggenda narra che, stabilitosi sulle rive di un fiume, aiutava i viaggiatori ad attraversarlo. Un giorno guadò le acque portando sulle spalle un «carico» veramente straordinario: un bambino di nome Gesù Cristo. Per quanto riguarda la sua scelta a protettore degli automobilisti i pareri sono discordi. Una spiegazione è questa. La regina Margherita di Savoia nell’estate del 1905 attraversava con la sua auto, una FIAT Sparviero, una località della Valle d’Aosta, quando, sull’imbrunire, alcuni pastori prendevano a sassate (vecchio vizio) la vettura, rompendone i fari. L’autista, non vedendo più o vedendo male la strada, frenò, mentre Margherita, rimasta immobile dallo spavento, fissava la medaglia d’oro di San Cristoforo che portava sempre con sé, implorando il Santo. L’auto si fermò sull’orlo di un burrone; da quel giorno, su suggerimento della sovrana San Cristoforo divenne patrono degli automobilisti. Un sentito ringraziamento a tutte quelle persone, anghiaresi e non, la cui collaborazione è stata determinante nella realizzazione della presente ricerca su di un aspetto della storia di Anghiari. Nota: La foto di macchina d’epoca apparsa sul precedente numero dell’Oratorio (numero 5/98 a pagina 16) era del primo modello FIAT la 3½ HP, cioè 3 cavalli e mezzo, del 1899. Errata corrige: A pag. 17 del numero 4/98 dell’Oratorio si dice che il nome Mercedes su una vettura Daimler apparve alla fine del 1800; apparve invece nel 1901.

Ansaldo 6 cilindri dei primi anni 30 di proprietà di Tuzio Tuti. La foto è del 1934.

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I Presepi di Anghiari

di affettuoso coinvolgimento. Hanno partecipato alla realizzazione del Presepe gli alunni della seconda sezione A: Lucia Boncompagni, Giulia Bevignani, Elisa Camaiti, Erika Cenni, Alessandro Chiasserini, Lucia Comanducci, Matteo Conti, Daniele Corsi, Valeria Gungui, Nicola Giorgeschi, Sara Lai, Arno Landini, Simona Lazzerini, Marco Nicchi, Vania Piomboni, Riccardo Senesi e gli alunni della terza sezione A: Matteo Alberti, Manuel Antonelli, Lucio Bassani, Michela Billi, Claudio Camerelli, Angela Capacci, Elisa Crispoltoni, Stefano Ferri, Laura Grazi, Tosco Irene, Michela Mercati, Giacomo Micheli, Silvia Pacini, Michele Panicucci, Marina Pennacchini, Andrea Picone, Sara Primaveri, Sara Saioni, Linda Tamburini. Infine gli insegnanti che hanno diretto e indirizzato il lavoro degli allievi: Prof. Fulvia Ferroni (Ed. artistica), prof. Giuseppe Tofani (Ed. artistica), prof. Fabrizio Gai (Ed. tecnica), Prof. Graziella Bonarini (Lettere), prof. Margherita Palmese (Lettere), prof. M.P. Pergolani (Scienze matematiche). ... e quelli della Maddalena - Entrando nella chiesa della Maddalena l’occhio viene catturato dalla parte destra dove, sotto un cielo a manto blu, un Presepe semplice ma significativo delinea che i vari personaggi sono in cerchio al Bambinello che, come nella vita, deve essere il centro di tutto. A sinistra un altro Presepe ancora più significativo perché è stato realizzato con la partecipazione dei bambini della Scuola Materna di Anghiari Capoluogo. Dentro alle sagome del bue e dell’asinello, che sorridenti e umili furono i primi ad “adorare e festeggiare” la nascita del piccolo Gesù, ci sono 48 nicchie e ad ognuna fa bella mostra il disegno su lucido di un bambino di quello che per loro è il Natale. Tanti sono i soggetti disegnati come tante sono state le risposte sul significato implicito ed esplicito di questa grande e significativa festa. Tra il bue e l’asinello un bel Bambino sorride mentre dorme perché chi lo circonda gli dà pace, serenità e amore e ad ogni bambino del mondo dovrebbe essere dato questo diritto.

Anche per le festività del 1998 vari gruppi di volontari hanno allestito un Presepe in ogni parrocchia. Dal Santuario del Carmine alla Pieve di Micciano, da San Leo a Viaio a Tavernelle, dalla Pieve di Sovara alla chiesa di Santo Stefano, dalla Cappella dei Caduti alla chiesa della Maddalena, dalla chiesa della Croce alla Propositura. Oltre che nelle chiese da noi ancora continua l'usanza di allestire il Presepe nelle proprie case. È questa una cosa meritevole che dà un senso particolarmente importante alla fetsa del Natale. Dobbiamo segnalare il Presepe dell'Anna Maria di Campo d'Azzi, collocato in un ampio spazio e arricchito di personaggi e oggetti realizzati da lei stessa, e quello di Fabiano Giabbanelli realizzato in una grotta naturale nei dintorni di Pieve Sovara. Il Presepe in Propositura.. - Con un preciso impegno da parte dei ragazzi e degli insegnati della Scuola media annessa all’Istituto d’Arte di Anghiari è stato realizzato il Presepe in Propositura. Elemento base del Presepe era una vetrata, realizzata con tecnica moderna ma con imitazione delle bellissime vetrate delle nostre cattedrali, che faceva da sfondo ai personaggi che componevano la scena. In particolare i personaggi sono stati realizzati con foglie del cartoccio del mais, giunco, cartoncino. La base in legno era ricoperta di ottone e di rame. La tecnica e l’impiego del cartoccio, fa riferimento alle nostre tradizioni popolari, prettamente contadine. Il cartoccio aveva usi diversi. Veniva usato per riempire il “sacco” del materasso, per rivestire i fiaschi, per realizzare le “sporte” per la spesa, i tappeti e anche le ciabatte”. Anche il giunco, che era raccolto lungo i fossi, veniva usato per utensili in cucina: vassoi sottopentole, ventole per ravvivare il fuoco, ecc. La realizzazione dei manufatti avveniva di solito in inverno intorno al focolare, ad opera delle persone più anziane. Era un momento creativo, che assolveva ad un duplice scopo: faceva conoscere l’impiego e la tecnica dei materiali di facile reperibilità e riuniva i gioUna formella preparata dai bambini della vani e i nonni Scuola Materna di Anghiari per il Presepe in un rapporto della chiesa della Maddalena.

Il presepio nella chiesa di Tavernelle. Realizzato da: Michele Baggi, Alessandro Mondani, Ilaria Piomboni, Fabrizio Ferrini, Giuliano Piomboni, Diego Giorni.

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CARNEVALE DELLA GIOVENTÙ 1999 Abbiamo ancor in bocca il sapore dei dolci natalizi, negli occhi il luccichio delle luci e nelle orecchie l’eco del convivio di Capodanno e già ci troviamo di fronte, senza quasi riprendere fiato, alla frenesia spensierata del Carnevale che s’appresta rapidamente, infatti le due sfilate di carri mascherati, sono già state programmate per il 14 e il 21 febbraio. Saranno presenti come ogni anno bande quotate e l’ormai collaudato e brioso gruppo dei “Brutti di Piobbico” e, in più, per la seconda sfilata, forse… una sorpresa! Quest’anno sarà ripristinato il percorso tradizionale con partenza dal Campo della Fiera. Sarà una sfilata sicuramente spettacolare perché potrà giovarsi della splendida scenografia del “Borgo della Croce”, rimesso a nuovo, godibile dal “balcone della Piazza (piazza Baldaccio) e, come di consueto, «se fame e sete vi prenderanno brustichino, salsicce e vino ci saranno!» (da “Invito al Carnevale” classe V T.P. di Anghiari a.s. 1990/91). Il 16 febbraio, Martedì Grasso, si volgerà per e con i bambini delle scuole la tradizionale sfilatina (ore 10) con partenza del Trenino dalla Scuola Materna e arrivo in piazza Baldaccio, dove un gruppo di animatori allieterà il giovane e… meno giovane pubblico. Anche se si parla di allegria e spensieratezza carnevalesca, l’impegno per organizzare tutto ciò è notevole e sostenuto da pochi… soprattutto in fase di allestimento dei carri. C’è chi, riflettendo a voce alta, ha detto: «I nostri “babbi” sono stati capaci di farci divertire, ma noi siamo capaci di far divertire i nostri figli?!» Si sta perdendo anche in questo ambito il gusto, la voglia di esserci e di fare? Certo è un fare poco remunerativo, se poco remunerativa può essere la gioia festosa dei bimbi che aspettano e vivono il Carnevale con l’entusiasmo di tutti i tempi. Allora baldi giovani e meno giovani, artigiani, “bricolagisti”, vogliamo lavorare per questa gioia di figli e nipoti?! Perché questa tradizione del Carnevale continui ad essere una annuale tradizione vi aspettiamo copiosi e al capannone (I Piani), e all’acquisto delle tessere dalla Signora Vesta (Uff. Turistico) o da qualche incaricato volenteroso.

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L’Euro e il cittadino

Anche chi viaggerà trarrà dei benefici derivanti dal fatto che non sarà più necessario cambiare valuta. Fin dal 1999, gli investimenti in attività finanziarie estere perderanno l’aspetto speculativo, in quanto, eliminato il rischio del cambio, i tassi di interesse dei Paesi partecipanti si muoveranno sincronicamente.

… dal 1999 nei supermercati prezzi espressi anche in Euro A partire dal 1999 i cambi tra le valute dei Paesi aderenti sono diventati fissi e chi deciderà di viaggiare all’estero si vedrà applicare il medesimo rapporto di cambio sia nella conversione in valuta straniera sia nella riconversione in Lire. Dal 1999 si possono poi effettuare, a discrezione del singolo, operazioni bancarie in Euro su conto corrente (es. bonifici, accredito dello stipendio), ma non quelle in contanti. Sempre dal 1999, nei supermercati il prezzo della merce in Lire inizierà ad essere espresso anche in Euro. Col 1999 verranno emessi i primi titoli di stato denominati in Euro e si potranno contrattare mutui in Euro. I tassi di interesse non varieranno più in base alle fluttuazioni dei cambi tra le varie valute europee, ma in relazione alla situazione di mercato. Essi saranno omogenei in tutta l’Unione Europea in quanto, eliminando il rischio di cambio tra le valute, si elimina il principale fattore da cui dipendono le differenze di tasso.

… dal 2002 non sarà più necessario cambiare valuta. Per quanto riguarda titoli e mutui contratti prima del 1 gennaio 1999 e con scadenza successiva a questa data, la conversione avverrà automaticamente al tasso di cambio stabilito, senza alcun aggravio per i sottoscrittori. Solo dopo il 2002, tuttavia sarà possibile operare con Euro per contanti ed effettuare prelevamenti e pagamenti presso le apparecchiature e gli sportelli automatici. Dal 1 luglio 2002 le monete nazionali saranno fuori corso; tutte le somme possedute in banca sotto forma di conto corrente, libretti di deposito, ecc. saranno state, per quella data, già automaticamente convertite nella nuova divisa, senza alcun aggravio per il cliente. Per quesiti ed opinioni rivolgetevi alle sedi della Banca di Credito Cooperativo di Anghiari o utilizzate l’indirizzo Internet http:/ www.bcc.it/euro.html

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Buone notizie per le mura

Di Walter Del Sere

Approvato il progetto definitivo ed esecutivo per i lavori di consolidamento delle mura castellane. Lo ha ratificato il 16 ottobre la Giunta Municipale di Anghiari sulla base della proposta degli uffici tecnico ed urbanistica . I lavori, per un importo complessivo di 200 milioni di lire saranno finanziati con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Un po’ di storia della cinta muraria del castello d’Anghiari. Dal Libro IV del cronistorico Taglieschi, si rileva che le mura furono costruite per ordine di Cosimo de’ Medici che nel 1533 affidò l’incarico all’architetto militare Girolamo Magi. Tali mura che dal lato nord orientale misurano 231 metri ebbero scopo di difesa, artistico e statico. Per quanto riguarda la difesa si rileva che la costruzione fu ritenuta necessaria dalla Signoria di Firenze onde premunire i castelli della Valtiberina di opere necessarie di difesa per resistere alla eventuale invasione dell’esercito francese che nel 1533 stava avvicinandosi minaccioso alla Val di Chiana. Il pregio storico ed artistico deriva dalla concezione architettonica delle mura stesse, dalla loro grandiosità e dalla bellezza delle loro linee che imprimono al “borgo antico” di Anghiari un carattere medievale singolare nonché una suggestività panoramica tutta particolare. Dentro le mura il paese di Anghiari ha conservato la “borgata” che da sempre è il quartiere più popolare della cittadina. Le varie amministrazioni comunali, in considerazione dell’importanza della cinta muraria, sono intervenute negli anni limitando i lavori ai tratti maggiormente pericolanti. La parte preponderante degli interventi attuali sono nel tratto di mura che va da Porta S. Angelo lungo il tratto delle mura fino a via del Destino. L’altezza delle mura varia da 8 a 14 metri. Le mura sono rivestite di vegetazione spontanea infestante e per conseguenza di ciò, oltre che per infiltrazioni sporadiche di umidità, la malta in alcuni tratti è completamente disgregata. Le condizioni statiche delle mura castellane vanno sempre più aggravandosi, peggiorando rapidamente con conseguente grave pericolo per l’abitato soprastante, qualora non si provveda rapidamente all’esecuzione delle opere studiate nel progetto di consolidamento approvato dalla amministrazione comunale di Anghiari.

Padre Santarelli, Loreto e Padre Angelo Maria

di Mario Del Pia

In visita a Loreto, a colloquio con Padre Santarelli, apprendevo che un Anghiarese, originario del Bagnolo, era stato Rettore della Santa Casa di Loreto e la sua figura mi veniva descritta in modo molto lusinghiero. Solo al mio ritorno a casa mi sono ricordato che nel 1992 nel numero 5 dell’Oratorio ricordammo la vita e le opere di padre Angelo Maria (al secolo Dante Mondani), nato ad Anghiari il 1° giugno 1886, e Rettore della Congregazione Universale della Santa Casa dal 1947. In particolare nell’articolo citato ricordavamo che la chiesetta situata in località Bagnolo in comune di Anghiari, benedetta il 27 giugno del 1954 dal Vescovo di Sansepolcro Mons. Giovanni Bornigia e dedicata al Sacro Cuore, era stata voluta tenacemente da Padre Angelo Maria. Il 24 giugno del 1949 egli infatti aveva posto la prima pietra. Ma Anghiari ha un legame profondo con Loreto, anzi con la Madonna di Loreto. Che questo legame sia Padre Angelo Maria? In tutta l'Alta valle del Tevere esiste la tradizione della festa della Madonna di Loreto. Fino a non molti anni fa in tutte le case di campagna venivano accesi i fuochi nella notte fra il 9 e il 10 dicembre. Non esistono, in generale e per quanto appurato finora, sacre immagini dedicate alla Vergine di Loreto ma la festa era comunque riconosciuta da una vasta zona di territorio corrispondente con la Valle del Tevere e del Padonchia. Ad Anghiari invece c'è una Madonna col Bambino, scultura trecentesca di Tino da Camaino e conservata nella chiesa di Badia, che dal popolo è chiamata Madonna di Loreto e che proprio in occasione della festa del 10 dicembre viene portata in processione per le strade di Anghiari vecchio. C'è poi, nel nostro Museo Statale di Palazzo Taglieschi, un paliotto di un'altare senza dubbio dedicato alla Vergine di Loreto (vi è scolpita infatti la Madonna sopra la Santa Casa in linea con il filone iconografico generale). In attesa di ulteriori documenti possiamo comunque segnalare che la tradizione della festa è ancora molto viva in Anghiari dove le donne preparano, in occasione della processione, i "Quadri Viventi" ambientati nei punti più caratteristici del centro storico. Anche quest'anno esse hanno dato prova di impegno e di senso artistico riuscendo a coinvolgere in questo lavoro altre persone e tanti dei nostri ragazzi. Un sentito ringraziamento vada al loro meritevole lavoro che ha il solo scopo di festeggiare la Madonna e di coinvolgere tutto il popolo.

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Da San Leo,

La nostra parrocchia è intitolata ai Santi Leone e Donato perché sono state unite le due parrocchie di San Leo e di Tubbiano. Quella di San Leo dedicata a San Leone quella di Tubbiano a san Donato. A San Leo c’è un gruppo di volenterosi ragazzi che ha costituito il Gruppo Giovanile Roberto Procelli. Si ritrovano due volte la settimana, di solito il martedì e il venerdì. Ricordo volentieri che quando stava bene veniva anche don Vittorio per insegnare loro qualche canto. Adesso che don Vittorio ci ha lasciato c’è qualche ragazzo che con la pianola suona i vari brani. Per Natale ad esempio abbiamo preparato tutti i canti che poi abbiamo eseguito durante la Messa. Di particolare importanza per loro l’organizzazione del campeggio estivo. Quest’anno è la loro terza esperienza e si è svolta a Badia a Ruoti, in comune di Bucine. Erano una ventina di ragazzi e siamo stati là una settimana e hanno provveduto a tutto da sé. C’erano anche dei genitori, ricordo in particolare Moreno Rossi e l’Anna, e poi i ragazzi più grandi assegnavano i turni e tutti dovevano fare un giorno una cosa un giorno un’altra. Non mancavano naturalmente passeggiate, qualche escursione, la Messa tutte le sere con i canti e qualche po’ di catechismo, che non fa mai male. Dopo il campeggio poi hanno preparato la festa della Madonna del Rosario. Nonostante che le due parrocchie di Tubbiano e San Leo siano unite, le usanze buone e belle vengono conservate nelle singole parrocchie. E così nella seconda domenica di ottobre facciamo la Festa della Madonna del Rosario a Tubbiano e nella quarta di ottobre la facciamo a San Leo. La festa della Madonna del Rosario li impegna un po’ perché in pratica hanno preso il posto dei festieri. I festieri erano quattro perché San Leo è abbastanza vasta. Una popolazione di 450 abitanti, Tubbiano altri 220. San Leo aveva 4 festieri, due per san Leo Basso e due per San Leo alto. Adesso i ragazzi si dividono la parrocchia, vanno in gruppi e raccolgono le elemosine. Con queste offerte che prima si raccoglievano alle battiture col grano, con lo staio di grano, adesso lo fanno i ragazzi e la gente ha fiducia. Si presentano con una certa serietà ed hanno organizzato la festa in chiesa con i canti, la Messa, hanno organizzato dei giochi per i ragazzi più piccini ed una lotteria che si è tenuta nei locali dell’asilo che in queste circostanze serve molto bene anche per questo. Poi la merenda per tutti che c’è sempre. Questa attività del gruppo qui a San Leo è continuata con l’apporto di una suora di Montauto, suor Silvana, il suo contributo è molto apprezzato dai ragazzi. Per Natale hanno preparato i loro canti e hanno allestito il presepio. Quest’anno l’hanno un po’ modificato e mi sembra che sia venuto abbastanza bene. Hanno lavorato tutti insieme, erano una bella squadra e si son dati da fare. Poi c'è stata la festa di Sant’Antonio. Sant’Antonio richiede un po’ di preparazione e un pochina di buona volontà. Questi ragazzi sono meno occupati, sono gli agricoltori che ancora portano questo amore alla terra che coltivano, e portano le biade e il fieno a benedire. Si preparano i panini di Sant’Antonio, si danno le immagini si benedicono sia i panini sia le immagini. Le biade sono destinate all’alimentazione degli animali che sono ancora nelle nostre stalle. Ed è una delle feste più grosse che ve-

niva fatta nelle nostre campagne. Perché tutto interessava alla campagna ma soprattutto interessavano i raccolti e Sant’Antonio per la sua vita svolta in luoghi silenziosi e a contatto con la natura e gli animali era a contatto con i prodotti della terra. Ecco perché Sant’Antonio, scelto come padre del monachesimo orientale, è scelto dalla nostra gente come protettore delle campagne. Ora prepareremo qualcosa per la Pasqua, vediamo se si può fare qualcosa di esterno, qualche rappresentazione. Sono attività difficili dato che queste fioriscono e sono fatte con organizzazioni molto più grosse sia ad Anghiari che a Sansepolcro e anche nelle parrocchie più grosse. Noi quindi rimaniamo un po’ disimpegnati perché cose grosse non possiamo fare e poi non ci sarebbe l’apporto di visitatori che tutte le altre parrocchie hanno in queste circostanze.

Il gemellaggio va

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Conclusa la visita in terra argentina per suggellare il gemellaggio tra Anghiari e La Plata della delegazione anghiarese di cui facevano parte, oltre al nostro Sindaco e all’Assessore Matteagi, l’assessore Provinciale al Turismo Giorgi. Il Sindaco Senesi, ricevuta ai massimi livelli dalle istituzioni della Municipalità di La Plata, è stata dichiarata Ospite d’Onore e invitata ufficialmente a partecipare al 116° anniversario della fondazione della Città che conta più di 600.000 abitanti. Punto forte della proposta anghiarese ed altotiberina è stato il recital di canti popolari toscani che la straordinaria capacità di coinvolgimento della Compagnia dei Ricomposti ha proposto al pubblico argentino e alle comunità italiane di La Plata e Rosario. Sul piano turistico l’Assessore Giorgi ha illustrato i progetti della Provincia di Arezzo soffermandosi in particolare sui nuovi itinerari aretini e le vie Romee che solcano la nostra terra.


Da Santo Stefano - Non è Natale senza Presepe di Angiolo Pari Anche quest’anno i giovani festarini e altri giovani della nostra comunità Parrocchiale, hanno ideato e realizzato un ammirevole Presepe nell’antica Chiesa di Santo Stefano. La presenza dei tanti visitatori non solo di Anghiari, ma anche dei paesi limitrofi, penso che sia motivo di dire grazie e incoraggiare questi ragazzi, a far sempre e bene negli anni a venire, per la nostra Parrocchia. Ancora una volta: Bravi Ragazzi! Ho veduto che non solo il Presepe, ma insieme ad altri volontari, avete illuminato anche le strade. Sono belle le luci, attraenti, rendono più bello e affascinante il paese, creando così I giovani che hanno provveduto all'allestimento del Presepio a un clima di festa, fanno aleggiare la dolce Santo Stefano. Sono Giorgio Nicchi, Massimo Foni, Michele Roatmosfera del Natale. sadi, Fabrizio Mugelli, David Nicchi e Michele Dini. Però attenzione! Le luci non conducono alla grotta di Betlemme, ma ai negozi. Alla Grotta si va per dare; ai negozi per prendere. Il Natale esiste, per chi ci crede. Si può anche essere poveri, non avere nulla, ma essere felici lo stesso. Certo, sarebbe bello, che tutti ci ricordassimo di più, durante l’anno, di questo santo, dolce giorno. E non aspettiamo solo il 25 dicembre per festeggiarlo.

e da Viaio

Il Natale a Viaio quest'anno ha avuto momenti indimenticabili. La Messa a mezzanotte ha visto infatti la presenza di tanti parrocchiani, e qualcuno venuto anche di fuori, che si sono ritrovati per stare insieme in questa bellissima celebrazione e per eseguire i canti che hanno accompagnato la Santa Messa. Poi ci siamo ritrovati tutti assieme per una fetta di panettone e per gli auguri. Da segnalare infine l'Anna Maria di Campo d'Azzi che ha realizzato il Presepe in chiesa (e uno bellissimo a casa sua).

Il Presepe di Viaio realizzato dall'Anna Maria

Maranna di Armando Zanchi Il nostro Maranna da uomo corretto faceva il facchino in modo perfetto

E gli amatori il giorno di fiera grosso cocomero compravan la sera

Solo un cancello l’amor à indicato e lì la casa avrebbe trovato

Gridava il pescio un grido perfetto con vera voce senza difetto

Questo cocomero veniva portato prova d’amore di chi è fidanzato

Trova il cancello lui chiama Rosina nessuna risposta lui sente vicina

Quando il tempo andava a cambiare più del so solito faceva tartagliare

Il nostro Maranna Sacchetto in spalle prese a discendere giù verso valle È quasi notte dal ciel sta piovendo passa San Leo una casa scorgendo

Lui riprova e li a tartagliare cche cara, cche Rosina cche qui sto a bagnare

Sù al Ricovero si accasava ma quelle monache poco amava Quando più giovane amò la Rosina lei di famiglia allor contadina

Cche apri, cche so’ io cche il tuo Gregorio qui c’è il cicommero

ma qui, cche c’è il mortorio

Mai prima d’ora in qui paraggi sol tanto buio di luna non c’è raggi

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La risposta non arriva lui dal freddo lì moriva cche cche di casa cche siete, tutti morti! Arriva un tuono

un lampo nel cielo nero poro Gregorio! Davanti à un cimitero Cche ora ho capito cche son davvero morti cche cara Rosina cche tu un facevi i torti Lasciò il cocomero davanti al cimitero e del so amore rimase un mistero.


Da Tavernelle

Rubrica a cura di Alessandro Bivignani

Tavernelle e le feste di Natale 1998

La cronaca di Tavernelle

Come ormai da tradizione di diversi anni, è stata ripresentata anche quest’anno la fiaccolata della notte di Natale. Come ormai consueto, ci siamo ritrovati in fondo alla via della Chiesa e, dopo aver preso le torce, ci siamo incamminati alla volta del Cenacolo cantando e assistendo alle piccole rappresentazioni preparate da alcuni ragazzi della parrocchia. Dopo la camminata abbiamo partecipato alla messa di mezzanotte. E sempre come da usanza, al termine della messa, le suore hanno offerto a tutti gli intervenuti il solito buon cioccolato caldo. Anche quest’anno molti giovani e non solo si sono “rimboccati le maniche” per arricchire la parrocchia di Tavernelle di tanti segni. Da segnalare è il bellissimo presepio (realizzato da Michele Baggi, Alessandro Mondani, Ilaria Piomboni, Fabrizio Ferrini, Giuliano Piomboni, Diego Giorni) allestito come sempre nella chiesa, che ha avuto come oggetto, oltre alla natività, il paesaggio di Gerusalemme e della Palestina al tempo in cui nacque Gesù bambino. Le catechiste e le altre donne della parrocchia si sono invece date da fare per realizzare con il materiale del bosco, dei piccoli lavoretti per addobbare le case durante le feste del Natale: il tutto a scopo di beneficenza; e dobbiamo dire anche che le vendite sono andate abbastanza bene. Alcune giornate in mezzo alle feste, sono state caratterizzate da simpatiche iniziative al Centro parrocchiale di Tavernelle. Nel mese di dicembre sono state organizzati due pomeriggi con tombole e ricchi premi. La sera della vigilia del Natale, dopo la Messa, ci siamo ritrovati per giocare a carte; mentre per la vigilia della befana è stato organizzato un veglione con la partecipazione della befana. Il 27 dicembre siamo andati in gita ad Assisi per vedere i presepi. Quest’anno molta gente ha aderito all’iniziativa che ormai è una tappa fissa nelle feste natalizie a Tavernelle. I bambini che avevano sempre partecipato alla novena di Natale, e che avevano quindi i relativi "bollini", hanno partecipato gratuitamente alla gita. Il tempo è stato bello ed i partecipanti si sono divertiti molto. Il giorno dell’Epifania alcuni ragazzi della parrocchia, con l’aiuto di don Marco, hanno portato la calza con i dolci a tutti gli anziani di Tavernelle. È il primo anno che è stata proposta questa iniziativa, e speriamo che sia continuata con entusiasmo anche negli anni avvenire. Sempre nel pomeriggio del 6 gennaio è stata organizzata una festa per tutti i bambini della parrocchia, a cui è stata poi consegnata la calza e le caramelle dalle befane intervenute per l’occasione.

Novembre Domenica 1 - Nel pomeriggio, dopo la Messa nella chiesa di Galbino, abbiamo fatto la processione fino all’omonimo cimitero. Mercoledì 4 - Si è scoperto che Paolo del macello ha fatto una piccola vincita al Super enalotto. Martedì 10 - Per la via che va alla fornace, Giuliano ha trovato uno scoiattolo infreddolito e lo ha portato subito a casa sua. Sabato 14 - Si è svolta questa sera al Centro parrocchiale una “gara di briscola”; i vincitori sono stati Giovanni della Lorentina e Bruno Guadagni. La Nerella, che giocava in coppia con don Marco, è stata battuta dopo la seconda partita. Sabato 21 - La festa che ci doveva essere al centro è stata rimandata a causa della neve. Lunedì 30 - Essendo oggi la festa di S. Andrea, patrono della nostra parrocchia, abbiamo partecipato alla Messa nella chiesa di Galbino; poi i capifamiglia sono andati a cena con don Marco. Dicembre Martedì 1 - Enzo Panichi mi ha detto di aver avuto il permesso dal conte di Montauto di piantare delle rose intorno alla maestà di san Francesco con l’aiuto di Gigino Mondani. Domenica 6 - Oggi pomeriggio alcune persone si sono ritrovate al centro per giocare a tombola e stare un po’ insieme. Sabato 12 - Grazie all’aiuto di Palmiro e della sua ruspa è stato installato un bell’albero di natale davanti alla Chiesa; poi è stato decorato. Giovedì 17 - Dopo tanti discorsi, finalmente il “Dotto” ha comprato un nuovo motocoltivatore, e ha detto di essere molto contento. Domenica 20 - Mentre faceva manovra di retromarcia, la Laura, ha buttato in terra un muretto della canonica. Sabato 26 - Questa mattina, durante la Messa delle 11,30 c’è stato il funerale della Dina Tavanti, conosciuta ormai da tutti gli abitanti di Tavernelle. Martedì 29 - Mentre Danilo Graziotti faceva una inversione davanti al macello, è stato colpito da Ottavio Giorni che sopraggiungeva con la sua Jeep. Per fortuna non si sono fatti niente. Il 1998 è stato un anno abbastanza positivo, sotto l’aspetto demografico, per la parrocchia di Tavernelle. Infatti, indagando nei registri della parrocchia, abbiamo visto che sono stati celebrati: 10 battesimi e 3 funerali. Speriamo che continui così anche il 1999!

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Le nuove campane della Pieve di Micciano Domenica 20 dicembre nel campanile di Micciano, anziché le due solite campane, che erano state fuse nel 1923, squillavano quattro campane. Ne sono state aggiunte due. Una dedicata a San Pietro, compatrono della parrocchia, l’altra a San Girolamo che è l’altro compatrono. Furono benedette la domenica precedente il giorno 13 dicembre, erano state esposte in chiesa e furono benedette. Quella dedicata a San Pietro è di tre quintali e dieci chili ed è ora la più grossa. È stata offerta in memoria ed in suffragio dei defunti della parrocchia. L’altra dedicata a San Girolamo che è originario della Dalmazia, è astata dedicata in memoria dei prigionieri di Renicci che in questa parrocchia hanno sofferto e in gran parte sono morti. Il campanile cinquecentesco, è del 1501, adesso risuona con maggiore ricchezza di melodie. Siamo contenti di questo. Le precedenti campane, come già ho accennato, fuse nel 1923 erano della ditta Bastanzetti di Arezzo che ha fuso tante campane in tutta quanta la zona. Queste sono state realizzate dalla Officine Elettromeccaniche Signesi (O.E.S) di Signa di Firenze.

Festa di Sant’Antonio a Micciano Una bella tradizione che continua Da diversi anni la parrocchia di Micciano festeggia solennemente Sant’Antonio abate protettore degli animali Sant’Antonio dedicò tutta la sua esistenza alla contemplazione e alla preghiera e ogni creatura vivente era per lui motivo di lode e onore a Dio. La testimonianza di fede che oggi ereditiamo è importante ed è stata più volte sottolineata nel Triduo di preparazione dal parroco don Fabio Bartolomei. Domenica 17 gennaio, giorno della festa, alle ore 8 si è svolta la S. Messa con la benedizione del pane, distribuito poi a tutte le famiglie della parrocchia, e dei mangimi per gli animali. Alle ore 11 si è svolta la S. Messa solenne allietata dai canti del coro parrocchiale diretto da Paolo Cesarini. Il comeè di consueto si èdasvolto presso l’Hotel Paris. Il pranzo pomeriggio stato allietato una brillante commedia interpretata da attori locali. Il gruppo “La meriggi rèda” al suo primo debutto ci ha presentato “La bicicletta” un atto unico in dialetto anghiarese davvero piacevole. La tombola rossa e la Tombola nera fanno ormai parte della tradizione come pure i bellissimi premi. Anche la sottoscrizione ha assegnato come ogni anno ricchi premi e il ricco buffet preparato dai festarini e dalla popolazione ha fatto, come al solito, da bella cornice. I festarini Umberto e Costantino, unitamente al comitato organizzatore, ringraziano le tante persone che, con il loro aiuto, hanno contribuito al mantenimento di questa bella tradizione. Ai tantissimi, anghiaresi e non, che hanno voluto trascorrere una domenica nella bella Pieve di Micciano va un caloroso Grazie e arrivederci al prossimo anno!

Una buona notizia Grazie al contributo del Comune di Anghiari sarà possibile tenere accese le luci che illuminano l'antica Pieve di Micciano che sarà così visibile da tutta la vallata. Anche questo è un segno di distinzione che ci deve far amare la nostra parrocchia e il nostro territorio.

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di Loris Babbini

9 settembre 1787 La Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo viene trasferita dalla “Chiesa di Badia” alla “Nuova Chiesa di S. Maria delle Grazie La nostra bella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta anche della madonna del Fosso, da poco più di due secoli è la “Chiesa madre” degli anghiaresi, la loro insigne Propositura della “Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo” Tutto avvenne la mattina del 9 settembre 1787. La riscoperta di due pubblici documenti dell’epoca,

ci rinfresca la memoria riportandoci direttamente all’avvenimento che indubbiamente fu di grande solennità e di spirituale significato per tuta la popolazione di quel tempo. Eccone i testi tratti dal “Libro delle Deliberazioni della Comunità di Anghiari dell’epoca (Archivio Storico Comunale) Adunanza del 5 settembre 1787 - Convocati il

Gonfaloniere e Priori rappresentanti la Comunità di Anghiari in numero pieno di sette, per trattare assieme con il Generale Pubblico Consiglio della Comunità, in numero sufficiente di 14. Assente Don Cesare Testi, benché intimato, per essere legittimamente impedito. Fu partecipata la lettera dell’Ill.mo, Rev.mo Monsignore Vescovo di Arezzo del 31 agosto 1787 diretta al Molto Rev.do Proposto Don Telesforo Doni, con la quale partecipava che Sua Altezza Reale con Benigno Rescritto del 24 luglio, aveva ordinato che fosse trasferita la Parrocchia di S. Bartolomeo di Anghiari, nella Chiesa della Madonna del Fosso e che presso di essa intanto fosse costruita la Canonica e che nel momento di notificargli quest’atto della Sovrana Clemenza, intendeva rimettersi alla sua libera disposizione il fare le funzioni parrocchiali in questa ultima Chiesa, di cui, in vigore di detta lettera, poteva prendere il possesso per quell’uso, tutte le volte che le fosse stato comodo, supponendo che per parte d’alcuno non li sarebbe stata usata difficoltà e che solamente lo pregava a intendersela con i Signori Operai (1), ai quali dovevasi aver sempre ogni riguardo per i vantaggi procurati alla medesima e fatto noto a detti Signori coadiuvanti che il Signor Proposto Doni, aveva commissionato me infrascritto Cancelliere Comunitativo a far presente questi ordini a loro coadunati medesimi, per ogni atto di rispetto e che avendo determinato di fare la funzione, in obbedienza delle Regie resoluzioni per l’ordinata traslazione della Parrocchia nella mattina del 9 settembre andante, pregava il Corpo della loro Magistratura Comunitativa a volere intervenire alla funzione per renderla più solenne. I quali Signori Coadunati, avendo inteso tutto quanto sopra, determinarono concordemente nella mattinata del 9 corr. d’intervenire alla funzione suddetta in “Abito”, con l’invito ancora dell’Ill/mo Sig. Vicario per tale atto. Per non avere altro da trattare si licenziarono. Firma: Carlo Tuti Gonfaloniere mano propria Ed ecco il festoso avvenimento: ce lo presenta la deliberazione Comunitativa seguente: Adì 9 settembre 1787. Coadunati l’Ill/mi Signori Gonfaloniere e Priori rappresentanti la Comunità di Anghiari, in numero pieno di 7, assieme coi Signori

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Priori di Fraternita di S. Maria del Borghetto in numero sufficiente di 4 e vestiti tutti del solo “Abito”, in compagnia dell’Ill/mo Signor Vicario di questa terra e di me infrascritto Cancelliere, si portarono alla Chiesa Parrocchiale della Abbazia di S. Bartolomeo (la Badia) ove erano già preparati tutto il Clero, le due Religioni di S. Agostino e Minori Osservanti di S. Francesco e insieme tutta la Compagnia di Carità (2) e levato dal Ciborio l’Ostensorio, ove era posto il Santissimo Sagramento, sfilata la Processione, fu intonato dal Sig. Proposto il Pangelingua e dopo il giro di tutta la Piazza, arrivati alla nuova Chiesa della Santissima Vergine delle Grazie, detta del Fosso, dopo le solite preci, fu dato al popolo ivi concorso, la Santa Benedizione e di poi, riposto il venerabile Ciborio nell’altar maggiore di detta Chiesa, e dopo celebrata nello stesso altare la Santa Messa solennemente cantata, restò terminata la funzione della traslazione della Cura Principale in detta Chiesa. Di poi l’uno e l’altro Corpo si rimessero nella loro residenza unitamente al Sig. Vicario. Firma: Carlo Tuti Gonfaloniere mano propria

Anghiari sotto l’imperante governo francese di Napoleone 24 aprile 1809 - Rapporto per ignoto gesto provocatorio dell’ordine pubblico locale avvenuto alla porta principale della Chiesa Parrocchiale della Madonna del Fosso Signore, alcuni malintenzionati e con la testa riscaldata da chimeriche visioni e da istorie esagerate a comodo dello spirito loro turbolento ed allarmante, si fecero leciti di affiggere la notte del 22 corrente, alla porta principale di questa Chiesa Propositurale di questa terra, due piccole armi incise in rame che una Imperiale Austriaca e l’altra Granducale dell’antica dinastia toscana. Nella prima vi era stampato a carattere corsivo COSTANZA, nella seconda RELIGIONE. Ho riguardato questa affissione con occhio scrutinatore come sorgente di un veleno nascosto nell’animo di pochi scelerati. Per quanto scrupolose indagini abbia fatto su questo oggetto importante non sono potuto venire in cognizione dell’infame autore. Ho bensì abbassati degli ordini prestantissimi perché una indefessa sorveglianza sia in maggiore attività in certe ore più sospette e la spada della giustizia piomberà con tutto il rigore delle leggi sopra questa sacrilega mano autrice di queste stampe incendiarie, se mai si giungesse ad averne la positiva cognizione. Il carattere di questi abitanti è docile e pacifico ed obbediente; la sommissione alle leggi, la quiete e la pubblica tranquillità che regna in questa Comune ne forma la più solenne garanzia. Ed è per questo appurato che credo straniero l’iniquo autore dei summentovati incisi rami. Avrei tradito me stesso e mancato simultaneamente al solenne giuramento della mia carica, se vi avessi o Signore occultata l’opera di una incognita mano quanto scelerata altrettanto allarmante. Saprò in seguito darvi su tal proposito ulteriori schiarimenti a seconda delle notizie che potrò ottenere dietro la più esatta vigilanza ed osservazioni. Gradite i sentimenti leali alla mia più distinta considerazione. (firma Carlo Tuti) Ecco, a breve tempo, la replica della Sottoprefettura di Arezzo: 28 aprile 1809 …io vi invito a raddoppiare lo zelo e di attività per scoprire questi oscuri malintenzionati che perturbano la pubblica quiete e compromettono la pace delle Comuni. La loro scoperta mi farà conoscere il vostro attaccamento al Governo vilmente insultato ed alla vostra Patria compromessa. Vi compiacerete indicarmi i passi che avete fatto per conoscere i rei. 1) 2)

Operai erano così chiamati i componenti dell’Opera del Fosso, l’organizzazione rappresentativa della popolazione di Anghiari, già istituita fino dagli inizi del XVII secolo, con funzioni dirigenziali sulla edificazione della nuova Chiesa. Compagnia religiosa esistente in Anghiari, fondata nel 1785, soppressa nel 1819. (Da una ricerca negli atti dell’Archivio Storico Comunale, Loris Babbini 1993)

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Dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” Anghiari Il nostro Gruppo e la donazione del sangue, alle soglie del terzo millennio

centri trasfusionali. In attesa di queste importanti e non più rinviabili future innovazioni, torniamo al presente, analizzando lo stato di salute della nostra realtà. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), occorrerebbero ogni anno quattro donazioni ogni cento abitanti, per far fronte a tutte le necessità trasfusionali. In base a questi dati, possiamo senza dubbio dire, che Anghiari sta facendo egregiamente la sua parte! Le donazioni che il nostro gruppo, attraverso i suoi associati, riesce ad assicurare da qualche anno al Centro Trasfusionale dell’Ospedale di zona, raggiungono la ragguardevole cifra di quattrocento e più unità, quasi il doppio delle 240 previste dall’OMS. Non possiamo e non dobbiamo però cullarci sugli allori, ma siamo chiamati a proseguire nel nostro impegno, nella nostra azione di concreta e volontaria solidarietà umana, facendo sì che i nostri ideali si diffondano sempre di più nel paese e con essi si consolidi ulteriormente ed a tutti i livelli (istituzionale, politico, sociale…), quella sana “cultura del volontariato e della solidarietà”, rifuggendo dai facili egoismi, dagli svariati opportunismi e dalle comode paure. Solo così, alle soglie del terzo millennio, saremo pronti per affrontare gli impegni futuri, per far crescere la nostra associazione, soprattutto in mezzo alle nuove generazioni, e contribuire così a che nel nostro paese, migliori la qualità della vita Il presidente Pietro Ganganelli

Analizzando gli ultimi dati relativi alla raccolta di sangue e dei suoi derivati nella nostra regione, si deduce che, se da una parte la tanto sospirata autosufficienza regionale di globuli rossi è ormai praticamente raggiunta, dall’altra si evidenzia con forza la necessità che le donazioni siano sempre più improntate al concetto della qualità, impegnandosi nel frattempo, ovviamente, a mantenerne e consolidarne ulteriormente la quantità. Un dato per tutti: mancano ancora 30.000 litri di plasma all’anno (il plasma, si sa, è la parte liquida del sangue, costituita per il 90% di acqua, più il siero e il fibrinogeno; viene spesso usato nelle trasfusioni, invece del sangue intero), mentre sono in continuo aumento i trapianti ed in costante evoluzione la terapia trasfusionale. Per sperare in un futuro miglioramento della qualità della donazione, attraverso la conoscenza “in tempo reale” di quale tipo di sangue occorra effettivamente, oppure se necessiti solo plasma, sarà necessario che le istituzioni predispongano un disegno organizzativo, supportato da un adeguato sistema informatico, che permetta a tutte le associazioni di donare nella quantità e nella qualità richieste, sia a livello locale che regionale. Da recenti informazioni di stampa, si è appreso che la realizzazione di questo nuovo modello organizzativo non è poi più tanto lontana: sta per essere attuato, infatti, il progetto di ulteriore informatizzazione delle Aziende Sanitarie Locali. Tutti i servizi trasfusionali verranno collegati, con reti telematiche, tra loro e con le associazioni dei donatori, al fine di facilitare l’evoluzione qualitativa della donazione e migliorare così l’interscambio e l’utilizzazione delle unità di sangue. Sarà così possibile avere, finalmente, un quadro sempre più aggiornato delle disponibilità (o delle carenze) di sangue e dei suoi derivati, rispondendo con maggiore prontezza ed efficacia a tutte le esigenze. Dal monitor di un computer perverranno in definitiva, nel prossimo futuro, le richieste di questo o di quel tipo di sangue o di suo derivato e le varie associazioni periferiche potranno programmare, in modo ancora più mirato, Anghiari 13 dicembre '98. Un momento della Giornata del Donatore di l’affluenza dei propri donatori ai rispettivi Sangue in Propositura, durante la S. Messa.

Premiazione dei Donatori

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meritevoli (Biennio 1997/1998) In occasione della giornata del donatore, che si è svolta domenica 13 dicembre u.s., dopo la S. Messa delle ore 11, è stata effettuata, alla presenza delle autorità politiche e militari del paese, la suggestiva cerimonia, con la quale il Gruppo Donatori di Sangue premia, periodicamente, quanti, tra i suoi soci, hanno raggiunto un numero considerevole di donazioni. Tale manifestazione vuole ogni volta essere, nella sua semplicità, sia un pubblico riconoscimento dell’opera meritoria di questi nostri compaesani, che un caloroso loro ringraziaUn momento della premiazione dei Donatori meritevoli. mento, per la concreta solidarietà dimostrata nei confronti di chi è provato dalla malattia, nella fiduciosa speranza che questo gesto di altruismo, sia imitato da un numero sempre crescente di persone. È con gioia e soddisfazione che pubblichiamo qui di seguito i loro nomi: Diploma con medaglia di bronzo (15 donazioni) Boncompagni Luigi Calogeri Elisa Cambi Ruggero Capolungo Ermindo Ceradini Livia Cungi Rita Dalla Ragione Marco Del Sere Primo Fanciullini Massimiliano Ferrini Santino Gabrielli Domenico Gennaioli Leonello Giorni Vasco Giovagnini Vittoria Guerrini Giorgio

Lacrimini Domenico Parati Domenico Leonardi Maria Grazia Parreschi Matteo Leprai Maria Piccini Massimo Lodovici Manola Pozzoli Gian Paolo Madiai Francesca Puleri Maurizio Manfroni Maria Rossi Enrico Marconi Gian Piero Rossi Loredana Mariani Fabio Rubini Adelmo Marzi Luca Sbragi Alessandro Marzi Marco Scimia Maurizio Massimetti Paolo Testa Rita Matteagi Bruno Vitellozzi Maurizio Mearini Giacinta Papini Gianni Diploma con medaglia in argento (25 donazioni)

Bellemo Guglielmo Boriosi Massimo Poggini Francesco Cambi Saura Tanguenza Angiolo Montini Enrico Valbonetti Giovanni Quanti tra i premiati non hanno potuto ritirare ancora il diploma e la medaglia, perché assenti alle celebrazioni della giornata del Donatore, lo possono fare recandosi presso la sede del gruppo, ogni mattina, dalle ore 9 alle ore 13 dei giorni feriali, o telefonando, dopo le venti, al numero 0575/788114 Il Consiglio Direttivo

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Zanchi Carla


L'intervista

di Mario Del Pia

Protesta degli studenti dell’Istituto Statale d’Arte di Anghiari.

Cosa dicono gli studenti… Linda Piomboni. Frequento la classe IV di questo Istituto e la motivazione principale della nostra protesta è per i finanziamenti alla scuola privata. Altra nota dolente sono i nuovi esami di stato per la maturità che, secondo noi, non sono chiari e non sono state chiarite le prove di stato. È una cosa molto vaga. Abbiamo fatto l’autogestione perché l’occupazione è una cosa troppo grande per noi. Con l’autogestione abbiamo dato il diritto agli studenti che non volevano partecipare a questo tipo di protesta di continuare a fare il normale orario delle lezioni. Comunque il 90 % degli alunni hanno partecipato. Le mattinate si sono svolte con varie attività. Ad esempio abbiamo fatto delle manutenzioni alle aule. Abbiamo imbiancato alcune aule a nostre spese, poi abbiamo interpellato delle persone della USL per un dibattito su problemi specifici che i ragazzi volevano approfondire. Sono state fatte delle domande sul problema della droga, i rapporti con le famiglie e il personale che è intervenuto è stato disponibile ed esauriente. Ci dividevamo in gruppi e c’era chi faceva striscioni, chi scriveva lettere alla presidenza o ai cittadini di Anghiari per informarli della situazione. La maggior parte dei professori è stata contraria a questo tipo di protesta ma ci sono stati anche

professori che ci sono venuti incontro, ci hanno consigliato come fare e cosa fare. Oggi 20 novembre termineremo la nostra protesta e da domani riprenderemo a fare lezione normale. Elisa Natalini. Frequento la classe V. La nostra protesta termina oggi ma chi intende continuarla lo può fare recandosi all’Istituto di Sansepolcro a cui noi siamo unificati già dall’anno scorso. Questa mattina abbiamo firmato un foglio in cui ci siamo impegnati a riprendere le normali lezioni da domani. …cosa ne pensano gli insegnanti. Prof. Giovanni Valbonetti. Io dico solamente questo ai ragazzi. Alle soglie del 2000 la loro è una forma di protesta che è superata ed è superata per tanti motivi. Capisco che il problema dibattuto sia importante e che sia giusto per loro interessarsene, però io ne demanderei la risoluzione a persone adulte. Riconosco la validità del loro apporto ma ritengo che ci siano altre forme forse più idonee. A questo proposito noi insegnanti abbiamo fatto un collegio straordinario dove all’unanimità abbiamo sostenuto che la forma molto più idonea sarebbe stata quella di fare regolarmente lezione la mattina e invece adoperare il pomeriggio per la stesura di documenti da far divulgare magari facendo intervenire anche i mezzi di informazione.

Importante riconoscimento per il pittore Vincenzo Calli Ancora successi per il nostro concittadino, il pittore Vincenzo Calli. Al Concorso nazionale “Modella per l’Arte Italia ‘98” Vincenzo si è classificato al terzo posto della finale, raccogliendo lusinghieri consensi. In dicembre poi, nella Casa di Piero della Francesca a Sansepolcro, Vincenzo ha esposto le sue opere nella Mostra “Dalla mente al cuore”. Auguri e complimenti dalla redazione! Il lamento del gatto «Vita dura anche per noi gatti lungo il Borgo della Croce. Vorrei sapere chi ha avuto la sciagurata idea di mettere tutte quelle peglie di castagna sulle fioriere? Tutte le notti infatti mi ci facevo la mia bella rumatina. E ora?» 14 personaggi in cerca di... lettore Sono state raccolte in un libretto, disponibile alla Pro Loco, alcune poesie di Armando Zanchi. Vi sono desciritte in modo mirabile 14 figure tipiche anghiaresi dei tempi passati: Fagiolo, Maranna, Paiolo e gli altri sono ricordati per la loro attività lavorativa e per i loro “difetti” ben noti agli anghiaresi. Si ricorda che il ricavato da questa iniziativa verrà utilizzato per il restauro del Crocifisso di Badia. Il Cantico dei cantici In occasione delle festività natalizie è stato possibile ascoltare, nella chiesa della Maddalena, la registrazione del Cantico dei cantici. Protagonista la voce di Anita Laurenzi che sembra aver voluto lasciare la sua voce antica come ricordo a tutti quelli che l’amavano e la stimavano. La musica, composta ed eseguita da Andrea Chimenti, assolve egregiamente il compito di accompagnare l’ascolatore all’incontro di parole così importanti. La regia è di Fernando Maraghini.

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CRONAC HETTA

Venerdì 27. Chissà che avrà mangiato il cane che è passato per la Bozia. Dicembre 1998

dei fatti più strani, più importanti o più semplici, avvenuti ad Anghiari e narrati da me Anghiarino Anghiarese.

Giovedì 10. Stamani la neve aveva imbiancato tutto. Alla sera comunque abbiamo fatto lo stesso la processione della Madonna di Loreto. Lunedì 14. Mentre ero all’Ospedale al Borgo un elicottero dei Vigili del Fuoco è atterrato nel prato lì vicino per trasferire un malato a Siena. Giovedì 17. Sono diversi giorni che stanno facendo dei saggi sotto le mura. Stasera sono andato alla Pieve di Micciano dove don Fabio stava facendo portare sul campanile due nuove campane. Venerdì 18. Oggi è morto Bruno Berni di anni 81. Proveniva da Caprese ed abitava alla Motina, alle Casenuove Cerbaia. Sabato 19. Sul piazzale del Soldini un gruppo di giapponesi, tutti contenti, stavano fotografando e disegnando Anghiari. Domenica 20. Oggi è nata Irene Livi di Luca e Susanna Detti. La sua famiglia abita alla Motina poco dopo i Renicci. Giovedì 24. Oggi è morta Maria Dina Mondani vedova Tavanti. La Dina, madre del maestro Tavanti, aveva 86 anni ed abitava a Tavernelle. I Mondani erano mercanti di stoffe. Sabato 26. Oggi è morta Paolina Cipriani vedova Martini di anni 88. La Paolina abitava alla curva delle corriere ed era la moglie del conosciutissimo Santin di Berto. Martedì 29. Oggi è morto Vittorio Ligi di anni 79. Abitava a Pino. Mercoledì 30. Oggi è morta Concetta Boncompagni vedova Pagani di anni 88. Abitava a Catigliano. ***

Novembre 1998 Lunedì 2. Stamani ho visto che Fabrizio, che sta dopo l’ex ospizio di “Fradamise”, aveva preparato sul balco di casa sua una “morte secca” con una bella zucca. Un’altra l’ho vista per la via di San Leo, dopo Maccarino, l’aveva preparata “Beppe” per la Giada. Martedì 3. Stamani per la Via del Giardinetto cadevano le foglie. Mercoledì 4. Passando per la Bozia ho sentito il buon odore del vino quando bolle. Mi sa che nella cantina della Torriani stavano svinando. -Oggi è morta Iolanda Bianchini in Crulli di anni 70. Abitava a Malapena Giovedì 5. Stasera in Comune c’è stata l’Assemblea per l’apertura della Croce. Domenica 8. Oggi è nato Mergim Mustafa di Bedri e Feride Mustafa. La sua famiglia abita in Via delle Mura di sopra. Mercoledì 11. Oggi è morta Santa Pratolesi vedova Crulli. Aveva 83 anni ed abitava in Via Fermi a San Leo. Mercoledì 18. Oggi è morta Lina Casucci vedova Conti. La Lina abitava in via Taglieschi ed aveva 89 anni. -Oggi è morto anche Fernando Selvi di anni 73. Abitava a San Leo vicino alla chiesa. Sabato 21. Oggi ha nevicato tutto il giorno. Tornando da Arezzo ho dovuto mettere le catene in cima alla Libbia. Lunedì 23. Oggi è nato Davide Citernesi di Claudio e Catia Bernardini. La sua famiglia abita in Via del Crocifissino, verso Carboncione. -Oggi è morta Genoveffa Sciadini vedova Buricchi di anni 85. Abitava a Tubbiano. Martedì 24. Oggi è morto Alfiero Mariotti di anni 71. Abitava alla Motina.

La vignetta:

Gli abitanti di Anghiari al 31 dicembre 1998 sono 5890.

Due nuovi laureati

Il giorno 1° dicembre in Urbino Michela Cartocci si è laureata in Lingue discutendo la tesi: “La nuova riforma dell'ortografia tedesca e il riscontro polemico nell'opinione pubblica” con la Professoressa Elter. *** Il giorno 4 dicembre a Bologna Marco Stanghellini si è laureato in Ingegneria Elettronica discutendo la tesi: “Modelli di flusso cromatico del ventricolo sinistro” con il Professsor Lamberti.

La “croce” delle guardie.

Ai nostri due neo dottori complimenti e auguri dalla Redazione

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1999-1 Oratorio di Anghiari  

FEBBRAIO- MARZO 1999 1 Sped. in A.P. - art.2 comma 20c legge 662/96 Filiale E.P.I. 52100 AREZZO aut. Nr. 909 del 29/9/1997-Anno XXXII-Period...

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