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La VOCE

della Compagnia di S. Angela Brescia

Sant’Angela Merici “Compatrona” di Brescia

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l testo, che qui si presenta, intende essere un omaggio alla nostra Santa Fondatrice, S. Angela, che la Congregazione per il Culto divino ha proclamato patrona secondaria della Città e Diocesi di Brescia, venendosi così ad affiancare ai tradizionali SS. Faustino e Giovita che i Bresciani festeggiano ormai da molti secoli. Come più volte sottolineato da Mons.Olmi, per chi si riconosce nel carisma di Sant’Angela, quello che stiamo vivendo, è un anno straordinario anche perché ricorre il 475° anniversario della Fondazione della Compagnia, le cui celebrazioni sono iniziate con un Vespro solenne promosso dalle Orsoline delle Federazione tedesca e pregato in contemporanea da tante Compagnie ed Istituti religiosi sparsi in tutto il mondo. L’11 gennaio si è tenuto il solito incontro con i Sacerdoti, quest’anno convenuti abbastanza numerosi, che hanno seguito le relazioni di Don Pierino Boselli sul significato di Patrono e sul culto che si deve prestare ai Santi, non fatto di atti esteriori, ma di autentico amore a Dio, di attenzione ai fratelli bisognosi ed ai problemi della società, di Don Mario Trebeschi sulla memoria di Sant’Angela tra Ottocento e Novecento e della prof.ssa Valetti Bonini sulla proposta pedagogica, quale vero insegnamento di vita, che emerge di continuo, “con efficacia sobrietà” dai pochi scritti di Angela. Il 23 gennaio, le Figlie si sono trovate per il ritiro plenario con un motivo in più per riflettere sulla bellezza e la grandezza del loro carisma e rendere grazie a Dio per la proclamazione a Patrona della Madre, che, come suggeriva Mons. Olmi nella meditazione, “può essere considerata un singolare coronamento di tutta una storia di stima e sostegno della Chiesa bresciana alla Compagnia e di fedele dedizione della Compagnia alla Chiesa”. Ed è per questo che, ancor maggiormente, è richiesto alle Figlie di vivere serenamente la fedeltà quotidiana in unione intima con Gesù, nei vari ambienti, dalla famiglia al luogo di lavoro, di essere semplici, benevole, piacevoli, ottimiste nella certezza che Dio è all’opera e non permette che nessuno si perda.


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Il 24 gennaio, alla presenza delle massime Autorità cittadine e religiose e la compartecipazione di numerosi fedeli, il Vescovo Monari ha presieduto una solenne conclebrazione, alla quale hanno partecipato pure i Vescovi che lo hanno preceduto e durante la quale Sant’Angela è stata finalmente proclamata patrona secondaria di Brescia. E nell’omelia, con profondità di pensiero, il Vescovo Luciano ha parlato del ruolo delle donne, “moderne… e credenti”… in quanto “hanno assimilato davvero il Vangelo e interpretano la loro esperienza alla luce del messaggio dell’amore di Dio per noi”… “Donne che non si lasciano dominare dagli stili correnti, ma che sanno ricondurre ogni cosa alla libertà e responsabilità di coscienza”. E “Sant’Angela, proprio per la sua visione femminile delle cose e per la profonda libertà con cui si è mossa nel suo tempo può essere un modello e uno stimolo prezioso”. In un apposito capitolo, aiutati da altri scritti, il nostro ricordo ritorna al tardo pomeriggio del 13 febbraio quando le reliquie di Sant’Angela furono traslate nella Basilica di San Faustino per unirsi a quelle venerate dei SS. Patroni della Città. E che commozione vedere una così frequentata ed orante processione accompagnare la Santa attraverso le vie di Brescia e sostare in Piazza della Loggia per ricevere il trepido omaggio della cittadinanza porto dalle toccanti parole del Sindaco Paroli! Ed invito il lettore a leggere l’omelia tenuta dal Vescovo in occasione della S. Messa da lui celebrata nella Basilica di S. Faustino e soprattutto a soffermarsi su quanto detto a proposito della “figura straordinaria che è stata Sant’Angela”, del mondo femminile e delle donne che devono crescere in umanità così da dare “una forma cristiana al loro vissuto anche con tutte le trasformazioni che questo vissuto sta conoscendo”. Non si può concludere questa breve presentazione senza accennare alla rappresentazione teatrale della biografia della Santa interpretata con grande successo da Scena Sintetica su testi del Prof. Giampietro Belotti, noto studioso dell’esperienza evangelica di Sant’Angela culminata con la fondazione della Compagnia di Sant’Orsola che ha conferito nuova dignità alla donna con la creazione di una terza via di consacrazione, quella della verginità secolare, vissuta quindi nel mondo e non più chiusa all’interno di un chiostro.


AM 1 RITIRO

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SACERDOTI

GENNAIO

2010


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Il vescovo ausiliare emerito, mons. Vigilio Mario Olmi ha scritto a tutti i sacerdoti bresciani:

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entre la celebrazione del S. Natale rende attuale l’azione salvifica di Cristo nella Chiesa e per mezzo della Chiesa nel mondo per formare il popolo santo, ho pensato di scrivervi, anche a nome della Superiora e del Consiglio della Compagnia di S. Angela, per presentarvi una proposta, che è maturata dopo il 25 novembre scorso, quando cioè il nostro Vescovo ha dato notizia che, avendo avuto il parere favorevole della Congregazione per il Culto divino, avrebbe proclamato S. Angela patrona secondaria della città e della diocesi di Brescia. A questo scopo il 24 gennaio 2010, terza domenica del tempo ordinario, alle ore 10,30 nel Santuario di S. Angela, il nostro Vescovo presiederà la concelebrazione con alcuni vescovi e sacerdoti bresciani, durante la quale S. Angela verrà ufficialmente proclamata appunto ‘Patrona secondaria di Brescia e diocesi’. In preparazione a questa ricorrenza così significativa, si è ritenuto doveroso invitare i sacerdoti della città e della diocesi a un incontro per condividere motivi e proposte relativi alla proclamazione”. L’incontro è previsto per lunedì 11 gennaio nella cripta del Santuario di S. Angela in via F. Crispi, n. 23 con il seguente ordine del giorno: ore 9,30 Ora terza; saluto della superiora Mariateresa Pezzotti; introduzione del superiore mons. Vigilio Mario Olmi; ore 10,15 “Il culto dei Santi Patroni nella liturgia e nella pietà popolare”, relazione di don Pierino Boselli; ore 10,40 “I tratti caratteristici della diffusione, spiritualità e apostolato della Compagnia di S. Angela dal 1866 al presente” di don Mario Trebeschi; ore 11,15 “I tratti caratteristici della pedagocia di S. Angela” della prof. Irma Valetti Bonini; ore 11,45 Conclusioni; ore 12 Pranzo in Casa S. Angela (telefonare per conferma al n. 03047230).


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“Sono sicuro – ha scritto ancora mons. Olmi – che tutti i sacerdoti vorranno apprezzare l’importanza del riconoscimento con cui la comunità ecclesiastica e civile intende venerare e onorare S. Angela, essendo l’unica santa bresciana presente nel calendario della Chiesa universale e prima testimone della verginità consacrata nel mondo con l’istituzione della Compagnia di S. Orsola, continuata dalle sue Figlie in quasi tutte le parrocchie della diocesi. Poiché si desidera che la proclamazione sia celebrata anche nelle parrocchie, durante l’incontro verranno suggerite alcune indicazioni sia per il 27 gennaio, festa liturgica della Santa, sia per la sensibilizzazione su alcuni aspetti per la formazione e la promozione della donna”.


La santità nell’economia della salvezza don Pierino Boselli

Riflessione in occasione della proclamazione di S.Angela Merici a patrona secondaria della Città e Diocesi di Brescia

1 - La vocazione universale degli uomini alla santità Dio Padre vuole che tutti gli uomini, creati a immagine della sua divinità (cf. Gen 1, 26-27), siano salvati e giungano alla conoscenza della verità (cf. 1Tm 2,4), che è il signore Gesù Cristo (cf. Gv 14,6), via per gli uomini al Padre (cf. Gv 14,6). Come si può constatare Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini non in forza di un «buonismo» spesso dileggiato ai nostri giorni, ma perché «creati a immagine della sua divinità». È questa impronta del divino in noi che postula il bisogno esistenziale ed universale della nostra salvezza. Ne deriva che tutti i cristiani di ogni condizione e ordine, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità, ad una santità che promuova anche all’interno della società terrena un modo di vivere più umano. La santità non resta rinchiusa nei conati di perfezione presenti nell’impegno ascetico dei cristiani, ma tende ad umanizzare il vivere della società nella consapevolezza che «la gloria di Dio è l’uomo vivente» (S. Ireneo) 2 - La santità nel mistero di Cristo Non c’è santità se non correlata al mistero di Cristo. Il Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, celebrato come il «solo Santo», maestro, modello e fonte di ogni santità, ha predicato ai suoi discepoli una santità di vita, di cui egli è autore e artefice: «Voi, dunque, siate perfetti, come perfetto è il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). I fedeli, a loro volta, secondo l’insegnamento di Cristo Gesù: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», si sforzano di farsi in lui imitatori del Salvatore, cosicché, grazie ai fratelli che già vivono in Cristo, trovino modelli secondo cui vivere il mistero della salvezza e si sentano stimolati dal loro insigne maestro.


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3 - La santità nella vita della Chiesa La santità che proviene dal Padre e che si manifesta nel ministero di Cristo, si esprime nella Chiesa. Dio Padre, poi, nella mirabile testimonianza dei Santi feconda la sua Chiesa di sempre nuova virtù e offre ai fedeli dei segni evidenti del suo amore. La Chiesa è al contempo santa e sempre bisognosa di purificazione: e ad essa, tuttavia è chiamata in Cristo l’intera umanità, perché, in essa goda della compagnia dei santi, fino a quando la loro comunione gloriosa in Cristo non giungerà a perfezione alla fine dei tempi. La Chiesa stessa, Madre dei Santi, provvede sempre con zelo che i fedeli curino la vocazione alla santità e ad essa pervengano. Specialmente nelle odierne circostanze della nuova evangelizzazione, è della massima importanza che l’intero cammino pastorale si fondi proprio sulla santità, che va intesa non come via straordinaria fatta solo per pochi, ma come una tensione di tutti i fedeli verso la pienezza della vita cristiana e la carità perfetta. 4 - Principi fondamentali della santità Radicato nella Sacra Scrittura e attestato con certezza fin dalla prima metà del secolo II, il culto dei Santi, anzitutto dei martiri, è un fatto ecclesiale antichissimo. A - Il culto dei martiri Fino al IV secolo la santità era collegata al martirio. Quando un fedele aveva confessato Cristo col sacrificio cruento della propria vita, il suo nome era fregiato della qualifica di Martyr incisa sul suo sepolcro. Il titolo glorioso ne faceva inserire la memoria nei dittici liturgici della sua Chiesa e ne istituiva presso di questa la commemorazione anniversaria, ufficiale e perpetua. Tutto ciò era a quel tempo in certo modo un equivalente dell’attuale procedura della canonizzazione dei Santi. B - Il culto dei Santi Confessori Associato al culto dei martiri, quello dei confessori è l’altro elemento che aprì nella Chiesa nuove vie allo sviluppo della santità. Il primo confessore è stato S. Martino Vescovo di Tours (316 – 397). Il termine sanctus (= sancitus, da sancire rinchiudere), nella sua nozione primitiva denota un luogo riservato, inviolabile, dove la divinità si è manifestata in un modo singolare. Questa manifestazione rendeva il confessore santo. Nel campo religioso, con il titolo Sanctus furono qualificate quelle persone ritenute di così alta perfezione morale, da crederle quasi res sacrae, perché in esse Dio si era manifestato in modo particolare. Fino alla metà del IV secolo soltanto i martiri furono considerati Sancti, ed ebbero gli onori del culto. Erano, i cristiani perfetti, i veri imitatori di Cristo, perché partecipi effettivamente


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della sua passione. Ma, chiuso il periodo delle persecuzioni, si comprese che la vita pia e mortificata delle vergini, dei vescovi, degli asceti, era in realtà un equivalente del martirio. S. Angela in quanto vergine si ritrovava nella prima categoria dei confessori. La Chiesa, fin dal suo inizio, ha ritenuto la verginità, subito dopo il martirio, come espressione perfetta del dono della propria vita al Signore. Venendo a noi la Costituzione Sacrosanctum Concilium, nel capitolo dedicato all’Anno liturgico, illustra efficacemente il fatto ecclesiale e il significato della venerazione dei Santi e Beati: «La Chiesa ha inserito nel corso dell’anno anche la memoria dei Martiri e degli altri Santi che, giunti alla perfezione con l’aiuto della multiforme grazia di Dio e già in possesso della salvezza eterna, in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi. Nel loro giorno natalizio infatti la Chiesa proclama il mistero pasquale realizzato nei Santi che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati; propone ai fedeli i loro esempi che attraggono tutti al Padre per mezzo di Cristo; e implora per i loro meriti i benefici di Dio». C - Dottrina della Chiesa sui Santi Una sua corretta intelligenza è possibile solo nell’ambito più vasto degli articoli di fede riguardanti: – La dottrina dell’unica mediazione di Cristo (cf.1 Tm 2,5), che tuttavia non esclude altre meditazioni subordinate, le quali si esercitano peraltro all’interno dell’onnicomprensiva mediazione di Cristo. – La «comunione dei santi», per cui la Chiesa del cielo, quella che attende la purificazione finale «nello stato chiamato Purgatorio» e quella pellegrina sulla terra comunicano «nella stessa carità di Dio e del prossimo»: infatti, tutti quelli che sono di Cristo, avendo il suo Spirito, formano una sola Chiesa e sono uniti in lui. – La «Chiesa, una santa, cattolica e apostolica», santa, cioè per la presenza in essa di «Gesù Cristo, il quale con il Padre e lo Spirito Santo è proclamato “il solo Santo”»; per l’incessante azione dello spirito di santità; perché dotata di mezzi di santificazione. – La Chiesa dunque, pur comprendendo nel suo seno i peccatori è «già sulla terra adornata di una vera santità, anche se imperfetta»; essa è il «Popolo Santo di Dio», i cui membri, secondo la testimonianza delle Scritture, sono chiamati «Santi». D - Dottrina della Chiesa e Liturgia Propongono i Santi e i Beati che, contemplando già «chiaramente Dio uno e trino»,


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sono indicati quali: • Testimoni storici della vocazione universale alla santità; frutto eminente della redenzione di Cristo, sono prova e documento che Dio, in tutti i tempi e presso tutti i popoli, chiama i suoi figli a raggiungere la perfetta statura di Cristo; • Discepoli insigni del Signore e quindi modelli di vita evangelica; la Chiesa riconosce l’eroicità delle loro virtù e quindi li propone alla nostra imitazione; • Cittadini della Gerusalemme celeste, che cantano senza fine la gloria e la misericordia di Dio; in essi si è già compiuto il passaggio pasquale da questo mondo al Padre; • Intercessori ed amici dei fedeli ancora pellegrini sulla terra; perché i Santi, pur immersi nella beatitudine di Dio, conoscono gli affanni dei loro fratelli e sorelle e accompagnano il loro cammino con la preghiera e il patrocinio; • Patroni di Chiese locali, di cui spesso furono fondatori o Pastori illustri; patroni di Nazioni. 5 - Il Patrono In senso liturgico, per patrono s’intende un santo che, per antica tradizione o per legittima elezione, viene venerato con particolare culto dal clero e dal popolo di un luogo, quale speciale protettore presso Dio. Teologicamente il patronato si fonda sul Dogma della Comunione dei santi e la dottrina paolina del Corpo Mistico. Il concetto di patrono è tipicamente romano. In senso traslato, fu sinonimo di «mecenate». La Chiesa ereditando dalla cultura romana il concetto di patrono ne spiritualizzò il significato, applicandolo ai santi, i cives optimo iure della urbs coelestis. Il primo accento di patrono in senso cristiano si trova nella Passio Petri et Pauli. Gli apostoli sono chiamati «patronos magnos». Il processo di trasformazione appena iniziato nel sec. II, si trova in piena evoluzione due secoli dopo. S. Ambrogio (m. 397) fa da ponte tra il mondo classico e quello orientale per quanto concerne il concetto. Nelle Sacre Scritture le mansioni di patronato sono compiute dagli angeli. Due di essi, Michele e Gabriele in modo particolare. I santi furono invocati come patroni nelle necessità della vita individuale e collettiva. La scelta del patrono avvenne per circostanze varie. La nascita, l’apostolato, il martirio compiutovi o il possesso di una reliquia insigne determinarono la scelta del patrono. Spesso il patrono è il primo vescovo della città, quale fondatore della Chiesa in quel luogo.


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Urbano VIII stabilì: • che il santo da eleggersi a patrono fosse canonizzato; • che l’elezione fosse stata fatta dal popolo con il consenso del vescovo e del clero; • che tale elezione fosse approvata dalla S. Congr. dei Riti. Nell’elezione dovevano intervenire clero e popolo, l’autorità civile e religiosa. Si dava molta parte all’elemento civile, perché allora il popolo era coinvolto negli affari ecclesiastici, e poi perché l’adozione del patrono comportava una festa de praecepto, impegno che doveva venire preso di comune accordo. Oggi non c’è corporazione religiosa, diocesi, nazione che non abbia i suoi patroni. Di gran lunga è cresciuto negli ultimi tempi il numero dei patroni morali: es. S. Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, S. Giuseppe della Chiesa universale, S. Francesco di Sales degli scrittori e giornalisti, S. Teresa del Bambino Gesù delle missioni, S. Giovanni M. Vianney dei parroci. 6 - Conclusione La Chiesa confessa tutto ciò allorché, riconoscente a Dio Padre, proclama: «Nella vita dei Santi ci offri un esempio, nell’intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno». Occorre infine ribadire che scopo ultimo della venerazione dei Santi è la gloria di Dio e la santificazione dell’uomo attraverso una vita pienamente conforme alla volontà divina e l’imitazione delle virtù di coloro che furono eminenti discepoli del Signore. È necessario che nella catechesi e in altri momenti della trasmissione della dottrina si dovrà insegnare ai fedeli che: «il culto autentico dei Santi non consiste tanto nella molteplicità degli atti esteriori, quanto piuttosto nell’intensità del nostro amore attivo», che si traduce in impegno di vita cristiana che sempre più deve essere aperta a Dio, attenta ai bisogni dei fratelli e sensibile ai problemi della società. Solo così «la Chiesa che cammina nel tempo» si manifesta al mondo come «una, santa, cattolica, apostolica».


La memoria di S. Angela tra Ottocento e Novecento don Mario Trebeschi

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a devozione a S. Angela non venne mai meno a Brescia, anche dopo che la sua Compagnia fu soppressa nel 1810. L’esempio mericiano fu proposto all’universale considerazione dei fedeli quando Pio IX, con decreto dell’11 luglio 1861, estese la festa di S. Angela a tutta la Chiesa, fissandola al 31 maggio; a Brescia si celebrava il 27 gennaio. Nella diffusione dell’ideale della consacrazione nel secolo, secondo l’ispirazione di S. Angela, a metà dell’Ottocento si distinse il sacerdote genovese Giuseppe Frassinetti (1804-1868), fondatore dei Figli di Santa Maria Immacolata, il quale diede un regolamento a delle giovani di Mornese Monferrato, guidate da Angela Maccagno, intenzionate a vivere in castità, vita ritirata e preghiera, pur restando nel mondo, secondo uno stile monacale. Il Frassinetti riconobbe in questa forma di vita l’antico ideale di Compagnia di S. Orsola e scrisse per le giovani una Regola della Pia Unione delle Nuove Orsoline (1864). Questo germe divenne movimento, che fu conosciuto e si diffuse in varie parti d’Italia e giunse anche a Brescia. Le sorelle Elisabetta e Maddalena Girelli ne vennero a conoscenza, non sappiamo come, e, guidate dal loro padre spirituale, padre Giuseppe Chiarini, vi aderirono e formarono una Pia Unione simile (1864). Gli sviluppi di questa esperienza vedono p. Chiarini chiedere al vescovo Girolamo Verzeri l’approvazione canonica della Pia Unione. Il vescovo, che conosceva il movimento del Frassinetti, intravide nell’iniziativa bresciana il luogo di rinascita della antica Compagnia e operò per ripristinarla. Il 13 giugno 1866 approvò il gruppo delle Girelli come “equivalente” alla Compagnia di S. Orsola e il 9 luglio 1866 diede l’Imprimatur per la stampa della antica Regola, con qualche aggiornamento secondo i tempi. Il vescovo ebbe il merito di avere avuto piena intenzione di ricostruire l’antica Compagnia, non di erigere un semplice istituto che la imitasse. La Compagnia si diffuse rapidamente in tutta la diocesi, sostenuta special-


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mente dai sacerdoti. Le consorelle vivevano la loro consacrazione, inserendosi in ogni attività della parrocchia: dal catechismo, all’oratorio, alla tenuta delle chiese, all’assistenza ai sacerdoti, agli ammalati, alla scuola. La Compagnia fu contemporaneamente istituto di consacrazione e opera parrocchiale. Le Figlie diffusero nella diocesi la conoscenza e la devozione della loro Madre Angela, specialmente in occasione di circostanze commemorative. Il 25, 26, 27 gennaio 1874 fu celebrato in S. Afra il IV centenario della nascita della Santa. Parteciparono cinque vescovi: Girolamo Verzeri, Luigi Canossa di Verona, Geremia Bonomelli, di Cremona, Pierluigi Speranza di Bergamo e Alessandro Valsecchi suo coadiutore. Le spoglie di S. Angela furono esposte alla pubblica venerazione, in chiesa, sopra l’altare maggiore. Nel 1907 si solennizzò il centenario della canonizzazione. Per l’occasione fu approntata una nuova arca per contenere le spoglie della Santa. Parteciparono alle feste i vescovi mons. Corna Pellegrini, Giovanni Battista Rota di Lodi, Giacinto Andrea Longhin di Treviso. L’urna fu portata in duomo e il 9 giugno il cardinale Andrea Ferrari celebrò il pontificale. Le feste del quarto centenario della Compagnia si conclusero con un triduo, 23-25 novembre 1935, celebrato dai vescovi Emilio Bongiorni e Giacinto Tredici. Nel quarto centenario della morte di S. Angela (1940), l’11 settembre, il suo corpo fu trasportato in cattedrale, e il 15 settembre il beato card. Ildefonso Schuster celebrò il pontificale; parteciparono alla solennità i vescovi Giacinto Tredici, Egisto Melchiori, vescovo di Tortona, Mario Toccabelli, arcivescovo di Siena, Felice Bonomini, vescovo eletto di Terni e Narni, e i vescovi di Cremona, Bergamo e Verona. La diocesi si strinse attorno a S. Angela anche quando la sua chiesa, S. Afra, fu ricostruita, dopo essere stata distrutta nel 1945 da un bombardamento. Alla inaugurazione del tempio, nel 1956, intervennero i vescovi Guglielmo Bosetti, Tredici, Bonomini. Il corpo della Santa fu trasportato in cattedrale e il 27 gennaio concluse le feste l’arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini, con vespri pontificali e discorso. Il ricordo e il culto di S. Angela a Brescia, tra Ottocento e Novecento sono costanti e rappresentano un tratto caratteristico della fisionomia spirituale della diocesi.


Sant’Angela Merici: proposte di una pedagogia Irma Bonini Valetti

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ant’Angela Merici (1474-1540) nei pochi suoi scritti - La “Regola”, i “Ricordi”, i “Legati” - elabora con efficace sobrietà un insegnamento di vita e pone delle linee guida per le sue Figlie e per il loro apostolato rivolto alle giovani: ma si tratta di vera proposta pedagogica? La questione, abbastanza dibattuta anche in tempi recenti, ha perso oggi la sua importanza, in quanto superata da due considerazioni, l’una di carattere storico, l’altra legata all’assillo di problemi educativi particolarmente sentiti. La prima considerazione é quella che induce a riflettere sulla costante attenzione rivolta alla educazione delle giovani dalle Figlie di Sant’Angela secolari o claustrali. Tale attenzione si evidenziò subito dopo la morte della Fondatrice: basti pensare alla presenza animatrice delle Figlie di sant’Angela nelle Scuole della dottrina cristina presenti in ogni parrocchia, a quanto testimoniano anche le visite pastorali di San Carlo Borromeo, e all’opera educativa sempre svolta sopprattutto dalle claustrali nelle scuole attive presso i loro conventi. L’importanza data all’attenzione educativa fu tale che, nella storia della Chiesa dal ‘500 ai giorni nostri, la diocesi di Brescia si caratterizzò specialmente per la connotazione pedagogica della pastorale. La seconda considerazione é riferita alla crisi profonda che ha caratterizzato negli ultimi anni il mondo giovanile e che ha indotto a parlare di “emergenza educativa”. Su questo argomento si é discusso e scritto molto. Mi limiterò a citare alcuni pronunciamenti di significativa importanza. Nel IX Forum del Progetto Culturale della CEI, svoltosi in marzo e dedicato appunto alla emergenza educativa, si é ribadito che la causa della crisi attuale sta nella “mutazione del concetto di uomo da soggetto a oggetto”; il cardinal Bagnasco ha dichiarato: “È un po’ come se avessimo perso l’alfabeto dell’umano, di ciò che é la persona con i valori e le categorie fondative proprie dell’umanità dell’uomo, del tipo di convivenza e di società che da questa ridefinizione consegue”. Il sociologo Giuseppe De Rita ha denunciato “una assoluta incapacità di dare volto alla prima infanzia. I bimbi ven-


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gono lasciati soli, caricati di emozioni, ma non educati alla capacità di preadolescenza, con le manifestazioni di bullismo e le devianze che mettono in mostra una situazione di profondo vuoto interiore. L’Assemblea Generale della CEI svoltasi in maggio proprio sull’emergenza educativa, ha pubblicato, con il titolo “la sfida educativa”, un rapporto in cui si raccolgono dati statistici, si espongono testimonianze ed esperienze, si avanzano proposte, linee guida per ripensare la educazione. Nella sua prefazione il cardinal Ruini parla dei più diffusi modelli pedagogici, carenti sotto diversi profili, e li raggruppa in due filoni principali: quello efficientistico che porta a vivere nel e per il proprio mondo alla ricerca dell’affermazione e del successo, e quello che si fonda sullo spontaneismo, in ossequio a una concezione radicalmente antiautoritaria, ereditata dal ‘68 senza averne le sia pur discutibili motivazioni culturali e ideologiche, e caratterizzata da indifferenza e disimpegno. La domanda che emerge dai molti contributi del volume é particolarmente importante e significativa: come é possibile educare senza indicare una verità e senza allenare la libertà a desiderarla e a perseguirla? Senza questi due cardini - verità e libertà - l’educazione non é solo di fatto impraticabile, ma é impensabile. Purtroppo oggi libertà “é sempre e nuovamente decidere di se stessi. Tutto ha valore solo se é scelto, ma nulla é scelto perché ha valore”. Il messaggio di sant’Angela e le difficoltà attuali In questo contesto, di cui si é richiamata la gravità che é sotto gli occhi di tutti, che cosa può offrire sant’Angela? Gli spunti di riflessione suggeriti dai suoi scritti sono molteplici; mi limiterò a indicarne alcuni raggruppati in tre ambiti:1 - il colloquio con Dio, 2 - l’attenzione alla situazione storica in cui si vive, 3 - alcuni suggerimenti specifici di comportamenti educativi. 1 - Se la ricerca della Verità é uno dei cardini del processo educativo, per il docente cristiano la prima fonte e lo strumento di verifica più certi sono costituiti dalla Parola di Dio. Nel dettato di Angela spesso la citazione dei testi biblici é indiretta, tanto le espressioni evangeliche hanno permeato il suo linguaggio. Le citazioni dirette, poi, sono poste di continuo a supporto delle norme della “Regola” o dei consigli nei “Ricordi” e nei “Legati”. Il testo biblico é citato in latino, il linguaggio della Chiesa, e poi tradotto nel sapido linguaggio del tempo, talvolta con l’uso della rima o dell’assonanza per facilitarne la memorizzazione: “Non basta infatti cominciare, se non si avrà anche perseverato. Per-


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ciò dice la Verità: “Qui perseveratevit usque in finem, hic salvus erit”. “Chi insino al fine perseverato harà, quello salvo sarà”. (Regola, Prologo, 11). Là dove l’invito é rivolto alla realizzazione di un comportamento più difficile dal punto di vista umano, come la mansuetudine, le citazioni evangeliche sono più numerose e insistenti (Legati 3, 4, 5, 6). Costante é pure l’invito a pregare e a far pregare, in una progressiva educazione al dialogo con Dio, l’unico dialogo che salva: si veda tutto il capitolo 5° della Regola, che ribadisce la necessità della preghiera: “Bisogna pregare con lo spirito e con la mente, dato il continuo bisogno che si ha dell’aiuto di Dio, per cui dice la Verità: “Oportet semper orare” - e continua illustrando le caratteristiche della preghiera orale e mentale in un percorso di graduale affinamento della capacità di raccogliersi in un dialogo interiore. Per gli educatori emerge chiara una verità: solo la Parola di Dio dà fondamento e valore alle tante parole che essi ripetono ai nostri giovani. 2 - L’attenzione alla situazione storica in cui si vive é del tutto evidente in Sant’Angela. Ella fonda la Compagnia a sessantuno anni, dopo una vita attiva, aperta e disponibile a comprendere e valutare esperienze, situazioni, quei “segni dei tempi” la cui conoscenza attenta permette di calare i valori e i principi fondamentali in un positivo e specifico impegno quotidiano. Tempi burrascosi quelli che Angela dovette affrontare nella precaria situazione politica italiana e nella difficile realtà di una Chiesa sconvolta dalla Riforma protestante: la sua indiscussa fedeltà di cristiana non le impediva di vedere fragilità ed errori delle persone, tanto da mettere in guardia “dai lupi e dai ladri, cioé da due sorta di persone pestifere: dagli inganni della gente mondanea o falsi religiosi e dagli eretici” (Ricordi, 7,1). Ma la saggezza accumulata in tanti anni di vita e di preghiera la portava a sintetizzare preoccupazioni e consigli con una concretezza decisa: “Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinate e confermate da tanti santi per ispirazione dello Spirito. E fate vita nuova” (Ricordi, 7,22). La consegna dei valori fondamentali alle nuove generazioni, tradotta nel quotidiano impegno di rinnovamento, é il terreno su cui si gioca tutta l’opera educativa: la provocazione di Angela aiuta e guida il discernimento dell’educatore che, oggi, si deve rendere conto di come la morale perbenistica, contestata nel ‘68, sia stata sostituita dalla morale dell’utile e della convenienza, in un totale appiattimento relativistico. 3 - Dagli scritti di sant’Angela si possono scegliere alcuni spunti pedagogici,


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validi sempre, e capaci di costituire una guida efficace anche per l’educare del nostro tempo. Innanzitutto va rilevato il costante riferimento all’educazione familiare, nella consapevolezza dello stretto legame tra famiglia e Chiesa, famiglia e società. In particolare il modello proposto é quello materno: “Siate prudenti e siate buone e vere madri” (Legati, 9,2-3). È possibile seguire negli insegnamenti un itinerario dalle cose materiali, viste con sobrietà e distacco, mai come fine a se stesse, fino alla preghiera, alla spiritualità, in una scala di valori costantemente presente e tesa verso l’alto: ogni comportamento, ogni gesto dell’educatore deve essere educativo, cioé deve essere una rivelazione di Dio, un condurre verso Dio, senza cedimenti né ricatti. L’intervento educativo, inoltre, per essere veramente tale, va rivolto in maniera diretta e specifica alla persona dell’educando, persona reale, nella sua concretezza, non al modello che l’educatore può avere in mente o a quanto egli crede di aver capito in una superficiale analisi dellla situazione: “Vi supplico di voler tener conto e d’avere scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figliole, una per una” (Legati, 2,1), dove l’esordio: “vi supplico” fa capire quanto la difficoltà del compito non sia ignorata. Per meglio conseguire lo scopo é necessaria la presenza vigile e attenta: “Vogliate spesso... andare a trovare le vostre Figlie... e salutarle, vedere come stanno, confortarle, animarle e perseverare nella vita intrapresa” (Ricordi, 5,1-2). Non si deve quindi soverchiare il ragazzo con saggi consigli, che probabilmente quello nemmeno ascolta e che comunque fatica a collegare con il vissuto. L’educatore sa cogliere invece il messaggio inviato dal comportamento dei suoi ragazzi e sa comprendere le necessità vere che a loro spesso sono sconosciute. Ma soprattutto la regola d’oro su cui insiste sant’Angela é quella dell’esempio: “Vivete e comportatevi in modo che le vostre Figlioline possano specchiarsi in voi. E quel che volete che loro facciano, fatelo voi per prime... Perché é cosa giusta e conveniente che le madri siano di esempio e specchio delle Figliole, specialmente nell’onestà e nel comportamento e in alte situazioni ordinarie e fuori dall’ordinario” (Ricordi, 6,1-2,8). Il richiamo alla dignità del comportamento e alla serietà dell’impegno evidenzia con forza la consapevolezza del dovere di rispetto di se stesso e degli altri, che l’educatore cristiano, sempre cosciente della comune realtà di figli di Dio da Lui amati e redenti, deve nutrire nei confronti di quanti incontra nella trama dei rapporti quotidiani. Ed emerge la figura di un educatore che si pone come guida umile ma convinta perché animata dalla speranza cristiana che rende fermi e gioiosi.


AM 2 RITIRO PLENARIO DELLA COMPAGNIA 23

GENNAIO

2010


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La Parola del Superiore mons. Vigilio Mario Olmi

Premessa

I

l ritiro plenario quest’anno si carica di singolari ricorrenze. Certamente al primo posto sta l’incontro delle Figlie con la Madre S. Angela perché desiderano ricordare il suo dies natalis di 470 anni fa proprio in questo luogo sacro, pochi anni dopo aver dato inizio alla Compagnia di S. Orsola. Di tale inizio il 25 novembre prossimo celebreremo con particolare rilievo il 475° anniversario con tutti gli Istituti di Orsoline. Con loro abbiamo aperto tale anno di preparazione con la veglia del 25.11.2009. L’altro evento singolare ormai prossimo è la proclamazione di S. Angela “Patrona secondaria di Brescia, città e diocesi”: domani, 24 gennaio appunto, nel nostro Santuario il Vescovo mons. Luciano Monari, presiederà la celebrazione eucaristica con la partecipazione di alcuni Vescovi bresciani e di Autorità, sacerdoti e diaconi, consacrati e laici, con il rito della proclamazione, prima della benedizione solenne. Si tratta di un evento storico, di cui più volte ho avuto occasione di parlare, man mano vi presentavo le fasi dell’iter richiesto per giungere al riconoscimento da parte della Congregazione per il Culto Divino.


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A queste tre ricorrenze va aggiunto anche l’atto non meno importante della elezione della Superiora e del Consiglio prevista per la prima quindicina di marzo. Per tutti questi momenti così rilevanti, abbiamo ritenuto doveroso dichiarare straordinario l’anno in corso, invitando tutte le Figlie a viverlo condividendo alcune proposte di preghiera e di riflessione, che ben conoscete e che state attuando. 1 - Tra le indicazioni di riflessione, dopo quanto abbiamo proposto con la prima assemblea e con l’incontro delle Responsabili, oggi ne aggiungo alcune come risposta a due domande fondamentali. La prima riguarda lo stato attuale della Compagnia: le singole Figlie e la Compagnia nel suo insieme come vivono il carisma della consacrazione sponsale ricevuto da S. Angela? La seconda si apre al futuro e si interroga: Cosa vuole il Signore dalla Compagnia per vivere con fedeltà la consacrazione secolare nella Chiesa di Brescia, in un contesto di forte secolarizzazione? Si tratta di domande impegnative, che richiedono una risposta adeguata, e quindi non sono sufficienti, anche se utili, i criteri umani. Occorre procedere secondo i criteri della fede e perciò è necessario invocare lo Spirito Santo e confrontarsi con Cristo Redentore e Sposo, con l’intercessione di S. Angela. Solo così avremo la luce e la grazia richieste per poter meglio interpretare il carisma che ci è stato affidato, in comunione con la Chiesa, nella quale troviamo le indicazioni del Magistero che ci permettono di interpretare correttamente i segni del tempo. Per tutto questo non ci è permesso di procedere con la presunzione di giungere a risposte esaurienti. Piuttosto intendiamo confrontarci con S. Angela stessa e alla luce del suo esempio e del suo insegnamento fare un sincero esame di coscienza circa la nostra fedeltà alle indicazioni della Regola e del Direttorio. Solo alla fine sarà possibile formulare quelle scelte che potranno qualificare la nostra vita personale e comunitaria. Alcuni spunti per questo esame di coscienza, se vi ricordate, li ho già proposti durante il 2009 su “Voce di Compagnia”, parlando di “Promozione della Compagnia”, mentre per l’anno straordinario in corso, ho proposto un programma di vita, con l’apposita preghiera da recitare ogni giorno in un contesto contemplativo. Lo scopo era e rimane quello di sollecitare le singole Figlie a vivere con generosità l’anno già iniziato, che va considerato unico per la molteplicità di ricorrenze, cui sono allegate occasioni di luce e di grazia tanto necessarie per le finalità che ci siamo prefisse.


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2 – Perciò ogni Figlia e ogni gruppo cerchi di prevedere i tempi e i modi per partecipare alle iniziative man mano verranno proposte per approfondire il singolare dono della consacrazione secolare, in modo che con il contributo di tutte la Compagnia sia in grado di testimoniare la bellezza del carisma di S. Angela nel contesto della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo. Tanto più che, data l’indole “diocesana” della Compagnia, le Figlie sono stimolate a non rimanere isolate o al margine, ma a partecipare, secondo il suo modo proprio, al piano pastorale della diocesi. Quanto più saranno fedeli al proprio carisma tanto più vivranno ben inserite nella comunità ecclesiale. Per venire a indicazioni pratiche, dopo i primi mesi dell’anno straordinario, rivolgo qualche domanda: come avete impostato il vostro programma di vita? Siete state fedeli ogni giorno alla preghiera straordinaria? All’adorazione eucaristica quindicinale personale e di gruppo? Avete previsto qualche gesto di digiuno: cioè qualche rinuncia, mortificazione, sobrietà ? Vi incoraggio a migliorare e a intensificare, nella convinzione che solo se si dà il primato alla preghiera, possiamo contare sulla luce e sulla grazia, che ci occorrono perché con l’esame di coscienza si dia inizio a un cammino di autentica conversione della mente e del cuore, con lo scopo di superare l’egoismo e la pigrizia, renderci disponibili alla voce del Signore, che ci ha chiamato alla santità. Procedendo in questo cammino anche la Compagnia sarà in grado di svolgere meglio il suo compito di testimonianza. Vi esorto poi a predisporvi a partecipare ben preparate a una scelta di grande responsabilità, che esprimerete nella prima settimana di marzo con le elezioni del Consiglio di Compagnia, Superiora e Consigliere, in base alle indicazioni della Regola, del Direttorio e del relativo Regolamento. Dobbiamo già fin d’ora mettere in conto che in seguito alle votazioni, sarà richiesto ad ogni Figlia un supplemento di amore: da parte della Superiora e delle Consigliere di operare in piena comunione, per esprimere fedelmente lo spirito mericiano; da parte delle Figlie la consapevolezza che rendono autentica l’appartenenza alla Compagnia nella corresponsabilità, contente di poter dare il proprio contributo, senza pensare di delegare ciò che è proprio di ciascuna. Tanto più che le esigenze non sono diminuite, anche se è diminuito il numero delle figlie (attualmente sono 195). Il nuovo consiglio dovrà per es. poter contare di più sulla collaborazione delle Responsabili e delle Commissioni per tener viva la comunione con le Figlie e tra


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le Figlie e il dialogo con la comunità cristiana e la testimonianza secolare. Nessuna dovrà sentirsi trascurata o ignorata, e tutte sentirsi consultate e coinvolte. Probabilmente si dovrà procedere a una revisione della composizione dei gruppi e prevedere qualche convocazione in più delle Responsabili. 3 - Ora intendo proporre qualche riflessione in merito alle domande appena proposte, anche per mettere la Compagnia nella condizione di rispondere in modo più consapevole alla sua posizione nella Chiesa diocesana in seguito alla proclamazione di S. Angela Patrona. Infatti con la proclamazione si riconosce che S. Angela ha offerto un singolare contributo per promuovere relazioni di rispetto, di concordia e di pace, per sostenere e incoraggiare iniziative di carità e di solidarietà, ascoltare e consigliare uomini e donne di ogni ceto e di età, e soprattutto ha testimoniato una forte spiritualità proponendo una nuova forma di vita verginale, da attuarsi nella concretezza della vita quotidiana, unendo contemplazione e azione: è stata davvero una donna completa, una cristiana virtuosa, una consacrata a Dio come sposa di Cristo e inserita nel mondo. Le Figlie e la Compagnia devono sentirsi stimolate a tradurre nel contesto attuale l’esempio di S. Angela, il suo stile di vita e di inserimento nella Chiesa e nella società a favore dei bisognosi. Sul suo esempio in condizioni diverse le Figlie si sforzano di assimilare il suo modo di vivere la consacrazione descritta nella Regola, così che la Compagnia sia riconosciuta la custode autentica del carisma mericiano attraverso la testimonianza delle Figlie. In altre parole le Figlie devono attualizzare l’esempio di S Angela, che raccomanda: “se vi sforzerete per l’avvenire di vivere come si richiede alle vere spose del Salvatore”. Con l’aggiunta che “qui bisogna essere accorte e vigilanti; poiché quanto più fatica e pericolo s’incontra, tanto più l’impresa che si fa è di maggior valore”. Nell’esame di coscienza ogni Figlia veda se eventualmente porta in sé qualche controindicazione, ad es. se si è lasciata prendere da una certa superficialità nel suo rapporto con Cristo sposo, diminuendo la vigilanza su pensieri, desideri, giudizi, atteggiamenti, comportamenti che non rispondono alla loro dignità di spose di Cristo, se ci si impegna a preferire in ogni situazione di piacere a Cristo sposo, e di cercare in ogni circostanza di procedere unite insieme per servire sua Divina Maestà. Un indizio di cedimento è l’adagiarsi nella mediocrità, lo scusarsi quando si è mancato al proprio dovere, o si sono trascurate le pratiche di pietà, quando siete state indulgenti riguardo a mancanze veniali, mentre si è state piuttosto esigenti


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con gli altri. Invece ogni Figlia, proprio perché tende alla santità, è fedele ai momenti di preghiera, cerca in tutto di conformarsi a Cristo Sposo, mite ed umile, incline alla comprensione, vigilante nel custodire la retta intenzione e il raccoglimento, con la bontà nel giudicare, la prontezza nel cogliere l’aspetto positivo nelle persone, nell’apprezzare più lo sforzo che il risultato e il bene in quanto bene da chiunque sia fatto. Se ci si confronta con S. Angela davanti al Signore, non ci si vergogna né si cade nello scrupolo di fronte alle proprie lacune. Infatti se ci si lascia guidare da lei, si accetta la verità anche se scomoda, si riconosce se per caso in noi si annida ancora l’egoismo, la pigrizia, la vanagloria, se prevale il farsi valere piuttosto che il collaborare, la ricerca del quieto vivere piuttosto che la disponibilità a dedicare tempo e attitudini per la Compagnia, nel gruppo, in una commissione o per una iniziativa. Là dove cresce l’amore e la comunione, viene spontaneo il dire: “Posso essere utile in qualche servizio?”, mentre dove prevale la pigrizia, si pensa: “speriamo che mi lascino stare” o se interpellati per un servizio, ci si scusa dicendo: “mi rincresce, ma non posso”. Se da un lato, vedo Figlie veramente generose, che vivono nella semplicità e nell’umiltà, ma disponibili, contente di poter essere utili per la buona riuscita d’una iniziativa, nell’aiutare una consorella in difficoltà, nell’interessarsi delle iniziative avviate, nel diffondere in parrocchia o tra le amiche le date e le opportunità offerte dalla Compagnia in un settore o nell’altro; dall’altro mi rincresce costatare altre Figlie piuttosto disimpegnate, chiuse in se stesse, facili a scusarsi o a ritirarsi. Che dire di fronte a questi ultimi casi? Può darsi che all’origine ci sia stata incomprensione o trascuratezza, oppure che qualcuna non si sia sentita valorizzata, perché una sua proposta non è stata accolta. Va però aiutata a superare il disagio sapendo che nello spirito di fedeltà a Cristo Sposo, tutto può essere orientato al bene, mentre il perdurare del disimpegno rallenta la fedeltà al proprio compito di contribuire alla vita della Compagnia e lascia crescere il disamore verso la stessa scelta di vita verginale. Non ci si deve illudere: se non si alimenta l’olio nella lampada, anche la fiamma sbiadisce. Credo che la ricorrenza dell’anno straordinario vada considerata un segno evidente dell’amore di S. Angela per la sua Compagnia. Ella vi vuol esortare personalmente a ravvivare l’amore a Cristo Sposo, alla vostra vocazione e alla Compagnia: “In questo conoscerò se avete a cuore di farmi cosa grata, sappiate, che adesso sono più viva di quando ero in questo mondo e, meglio, vedo ed ho care le buone cose che di continue vi veggo fare e adesso, maggiormente, voglio e


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posso aiutarvi e farvi del bene in ogni conto”. Non vorrei che S. Angela dovesse purtroppo aggiungere: ‘Però vedo anche, e questo mi rammarica, che purtroppo qua e là attecchisce ora un cedimento alla tentazione, ora una acquiescenza alla carne, ora un conformarsi al mondo’. Perciò rivolgetevi con fiducia al Signore: “pregatelo ed umiliatevi sotto la Sua gran possanza, poiché vi darà le forze di poter attuare ciò che vi viene chiesto, purché non manchi la vostra cooperazione”. Ciascuna, con S. Angela, si ponga davanti al Signore, e sentirà crescere dentro la gioia di essere stata eletta ad essere vera e intatta sposa del Figliuol di Dio e vorrà riprendere quota formulando quei propositi che lo Spirito indicherà per rendere più motivata l’adesione alle indicazioni per l’anno straordinario. Sentitevi spronate pensando a quelle consorelle, che a causa della malattia o dell’infermità non possono partecipare attivamente, ma fanno dono della loro preghiera, della sofferenza e dell’isolamento forzato, perché la Compagnia possa continuare a vivere secondo l’insegnamento e l’esempio di S. Angela, in comunione con il Cristo Sposo che si offre sulla croce per la redenzione e la salvezza dell’umanità. Non posso non ricordare con ammirazione e commozione queste sorelle, vere testimoni della fedeltà alla loro Compagnia. 4 - Ed ora mi soffermo con alcune riflessioni a riguardo dell’altra domanda. Domani S. Angela sarà proclamata patrona secondaria di Brescia. Questa elezione fatta dal Vescovo, confortata dalla devozione di vari rappresentanti della nostra comunità ecclesiale e civile, e confermata dalla S. Sede, che riflesso avrà sulle Figlie? in che modo la Compagnia potrà testimoniare l’attualità del carisma mericiano nell’azione pastorale e nell’animazione sociale? Va subito chiarito che S. Angela saprà esercitare la sua singolare protezione all’interno del mistero della comunione dei Santi e secondo il disegno di Dio, senza essere legata alla qualità del nostro impegno. È però giusto che noi ci impegniamo a testimoniare che il carisma di S. Angela è attuale, soprattutto mediante la qualità della nostra vita e del nostro modo di vivere l’amore a Cristo e alla Chiesa, e specialmente nella nostra chiesa bresciana. Questo lo si è potuto constatare nella storia della Compagnia, a seconda delle situazioni e delle esigenze. La Compagnia ha potuto esistere, agire, svilupparsi e inserirsi nel tessuto sociale per l’approvazione prima dell’Ordinario diocesano e poi del Papa Paolo III.


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Da allora a tutt’oggi la Compagnia ha sempre trovato non solo l’approvazione all’inizio, ma poi sempre la stima e l’incoraggiamento da parte del Papa e dei vescovi diocesani. Il nostro Direttorio al n. 1 dichiara: “La Compagnia diocesana di S: Angela di Brescia è istituto Secolare di diritto pontificio”, in quanto dopo esser stata approvata dall’Ordinario diocesano l’8 agosto 1536, fu approvata dal Papa Paolo III il 9 giugno1544. S. Angela incontrò papa Clemente VI durante il suo pellegrinaggio a Roma nel 1525: non accolse l’invito del Papa a restare a Roma per l’accoglienza dei pellegrini, anche perché non aveva ancora ben definito in concreto il modo secondo cui attuare vivendo nel mondo il disegno di Dio con la consacrazione verginale. In seguito si verificano altri interventi di Papi, come quelli di: Clemente XIII per la Beatificazione (30.4.1768), Pio VII per la Canonizzazione (24.5.1807) Pio IX per il culto liturgico esteso a tutta la Chiesa (11.7.1861) Leone XIII con il Breve “Romanorum Pontificum” a conferma della rifondazione (12.7.1901) Pio X nel 1° centenario della canonizzazione (15.5.1907) Pio XI dopo la ricognizione della salma (12.9.1931) Pio XII per il 4° centenario della morte di S. A (30.5.1940) Paolo VI per il riconoscimento della diocesanità della Compagnia (21.8.1971) Su 120 vescovi di Brescia, 28 sono quelli che si sono succeduti dal 1531 al presente: da Francesco Cornaro a Luciano Monari e tutti hanno manifestato il loro apprezzamento e il loro sostegno per la Compagnia. Tra essi ricordo per motivi particolari Girolamo Verzeri (dal 1850 al 1883) e tra i più vicini: mons. Giacinto Tredici (1933 - 1964) – mons. Luigi Morstabilini (1964 - 1983) – mons. Bruno Foresti (1983 - 1998) mons. Giulio Sanguineti (1998 - 2007) e Luciano Monari dal 2007. Di ciascuno potremmo ricordare i singoli interventi che hanno permesso alla Compagnia di nascere, rinascere e fare di volta in volta quelle scelte che le hanno permesso di mantenere la sua identità pur compiendo quei cambiamenti che erano richiesti dalle riforme operate nella Chiesa e di inserirsi positivamente nel contesto sociale, nonostante il mutare delle leggi dello Stato. È confortante constatare che la Compagnia abbia potuto mantenersi coerente e contemporanea proprio per la guida attenta e premurosa dei nostri vescovi, coadiuvati dai sacerdoti da loro incaricati come Superiori a coordinare con le Superiore e le loro collaboratrici l’azione formativa e di inserimento nelle varie


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espressione della vita diocesana. Si può correttamente dire che la scelta di mettere nella Regola lo stretto legame tra Vescovo e Compagnia già da S. Carlo Borromeo, non solo non ha compresso la libera docilità allo Spirito Santo, ma di fatto ha assicurato alla Compagnia di perseverare secondo la propria identità di consacrazione secolare fino al presente, appunto come istituto secolare “ante litteram”. Perciò anche la proclamazione di S. Angela “Patrona secondaria della Città e Diocesi di Brescia” può essere considerata un singolare coronamento di tutta una storia di stima e sostegno della Chiesa bresciana alla Compagnia e di fedele dedizione della Compagnia alla e nella Chiesa bresciana. È una storia che deve continuare. 5 - Con questa intenzione suggerisco qualche indicazione che conferma alcune caratteristiche di sempre, con delle accentuazioni per il presente e il prossimo futuro. • La fedeltà al proprio carisma. Per essere presente efficacemente nella comunità bresciana, pur in mezzo ai cambiamenti, la Compagnia dovrà sempre curare la fedeltà al carisma originario e valutare gli opportuni adattamenti seguendo le indicazione del Legato Undecimo. È doveroso stimare i carismi di altri istituti, movimenti e associazioni, ma è doveroso rimanere fedeli allo spirito e alla Regola per vivere correttamente la vostra consacrazione sponsale sia nelle parrocchie, che nel contesto professionale e di testimonianza. Alle Figlie è richiesto di vivere serenamente la fedeltà quotidiana, la presenza in famiglia o nella professione, nella salute o nella malattia, in posti di rilievo o marginali, con il volto sereno, il tratto cordiale. Per quanto è possibile ogni Figlia diffonda fiducia, porti parole di conforto o di incoraggiamento, gesti di riconciliazione, invito alla comprensione, pronta a perdonare se offesa, a ricominciare se emarginata. La prima testimonianza è quella della semplicità; la prima evangelizzazione sta nella benevolenza, nella piacevolezza, nell’ottimismo che proviene dalla certezza che Dio è sempre all’opera perché nessuno si perda. Il tutto e sempre per amore di Cristo Redentore e Sposo. In ogni caso la Figlia considera suo tesoro la chiamata alla intimità con Gesù, suo onore servire Gesù, suo conforto stare con Gesù. Per questo al centro della giornata c’è l’Eucaristia, nella mente il pensiero di piacere a Gesù, nel cuore l’amore per Gesù, nella volontà l’impegno di conformarsi a Gesù. Per questo ogni Figlia rinnova ogni giorno il proposito di essere e di presentarsi


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“Figlia di S. Angela” in ogni circostanza e in ogni servizio. • Una seconda indicazione consiste nella testimonianza di comunione ecclesiale, nell’amore al Papa, al Vescovo e al Sacerdote. L’esortazione di S. Angela: “Tenete l’antica strada ed usanza, ordinata e confermata da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Divino e fate vita nuova” rimane come un distintivo che caratterizza la partecipazione all’azione pastorale. La Compagnia non ha una pastorale propria, ma fa sua quella della Chiesa che è praticata nella propria Parrocchia. Perciò la comunione con i propri sacerdoti, e particolarmente con il Parroco, anche in circostanze di qualche difficoltà all’interno della Parrocchia è sempre testimoniata. Di tanto in tanto possono emergere critiche o giudizi negativi su comportamenti, espressioni, scelte a carico di un sacerdote o l’altro; la Figlia cerchi sempre di aiutare la comprensione: preferire ciò che unisce, fare il bene perché è bene e pazientare per amore del Signore e della comunione. Nella storia della Compagnia sempre si rileva la venerazione delle Figlie verso il sacerdote, la disponibilità alla collaborazione, anche quando costa, e contribuire in ogni situazione alla comunione. In questo senso si spiega la presenza di Figlie nella casa canonica, spesso come collaboratrice familiare, come sorella o madre, consigliera prudente e delicata, rispettosa e premurosa. • Una terza indicazione riguarda la passione educativa. Si sono cambiate le proposte e le opere durante i secoli, ma in ogni caso, come prima preoccupazione di apostolato è stata quella della formazione delle coscienze. Si sono privilegiate nel passato la dottrina cristiana, le iniziative per la gioventù femminile, gli asili e gli orfanotrofi, gli oratori femminili, l’accoglienza per le operaie, l’ospitalità. Oggi in situazioni diverse, e data la condizione delle Figlie, certe presenze non sono possibili. Ma non deve venir meno la passione educativa: l’animazione liturgica, la preghiera per le vocazioni, la presenza nei centri di ascolto, la disponibilità per l’itinerario della Iniziazione cristiana, per la Caritas, il gruppo missionario, la diffusione della buona stampa, e così via. Infine alla luce di questa profonda comunione tra Compagnia e Parrocchia come non auspicare che maturi una maggior convinzione nel presentare il carisma di S. Angela nelle prospettive e nelle scelte dell’azione pastorale? A favore anche di vocazioni alla Compagnia?


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Conclusione Come non proporre ai sacerdoti, d’ora in avanti, maggior attenzione alla vocazione di consacrazione mericiana? La possibilità di far conoscere S. Angela e il suo carisma, diffondere opuscoli e sussidi, promuovere occasioni per presentare il carisma mericiano ad adolescenti, catechiste e animatrici della bellezza della verginità, preparare qualche momento di preghiera o di festa in onore della Santa Compatrona durante l’anno pastorale, è anche compito delle Figlie, dove sono presenti. Possono essere stimolati anche gli assistenti spirituali dei gruppi o persone sensibili all’interno dei Consigli pastorali zonali o diocesano. Come vedete, la ricorrenza odierna ridona fiducia, risveglia la riconoscenza e muove all’impegno. “Dunque fedelmente e lietamente perseverate nell’opera incominciata e guardatevi, guardatevi dico, di non raffreddarvi, poiché ogni promessa che vi faccio, a colmo di misura vi sarà attesa”. Ritengo questa promessa oggi ancor più valida che nel passato, anche perché riconoscendo e venerando S. Angela come Patrona di Brescia, ella non potrà non rendere la sua presenza più efficace proprio attraverso le Figlie e la sua Compagnia.


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La parola della Superiora: introduzione al ritiro Maria Teresa Pezzotti

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uest’anno, la tradizionale festa di Sant’Angela ha una novità in assoluto: la proclamazione della Santa a Patrona secondaria della città e della provincia. Noi ci raccogliamo, perciò, con maggior impegno del solito, per ringraziare il Signore di essere state scelte a seguirne più da vicino le orme. Lo faremo soprattutto nella preghiera silenziosa e chiederemo nuove e più numerose e sante vocazioni per la nostra famiglia mericiana. Nel ritiro, che quest’anno é prolungato nel tempo, e si concluderà domani, 24 gennaio, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Monari, con la proclamazione ufficiale del nuovo titolo attribuito alla nostra Santa Fondatrice, é incorporata la Veglia vocazionale. Essa assume una importanza tutta particolare e vogliamo davvero vivere insieme questo momento, invocando Dio, con intensità, per ottenere il dono di sante vocazioni per la Compagnia. La supplica fervente a Dio per impetrare il dono della vocazione mericiana é sicuramente gradita alla nostra Santa Madre Angela, la quale era convinta “che questa Compagnia é stata piantata direttamente dalla Sua (di Gesù Cristo) santa mano, e Lui non abbandonerà mai questa Compagnia finché il mondo durerà”. (Leg. XI, 6-7). Pregare secondo la volontà di Dio é quindi già avere la certezza di ottenere quello che chiediamo: ciò é fonte di fiducia e di speranza. Purtroppo constatiamo tutte che gli anni salgono e molte sorelle fanno ritorno alla casa del Padre. Le file si sono assottigliate e le nuove leve sono, in proporzione, troppo poche. La crisi vocazionale é generale! Tocca tutti gli istituti di Vita Consacrata; tuttavia, noi siamo particolarmente impegnate per il nostro. Ci domandiamo: Quale sarà la causa del calo di vocazioni tra le Figlie di Sant’Angela?


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La preghiera prolungata di questi due giorni, specie nel silenzio adorante davanti al Santissimo e durante la veglia vocazionale, faranno emergere la responsabilità personale di ciascuna e avremo modo di chiedere perdono se, anziché avvicinare le giovani a Sant’Angela, magari gliele abbiamo allontanate. Nei riguardi della Compagnia, l’interrogativo di Angela: “se Lui l’ha piantata principalmente, chi mai la potrà sradicare?” (Leg. XI, 8) ci mette in questione. Certamente, Cristo che l’ha piantata, non desidera che la Compagnia si estingua. Se ciò avvenisse, un po’ di colpa, forse, potrebbe esserci da parte nostra... Ne chiederemo umilmente perdono a Dio e a Lei. Certo, la vocazione di speciale consacrazione a Dio, non é un prodotto delle nostre industrie umane. Il Salmo direbbe che non é “opera delle nostre mani”, ma un immenso dono di Dio, di cui Sant’Angela, in proposito ci ammonisce: “Considerate che il demonio non dorme mai, ma in mille modi cerca la nostra rovina. Allora state in guardia!”. (Leg. X, 5-6). Nel prologo della regola S. Angela ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla grandezza del nostro carisma. “Per primo vogliate conoscere che cosa comporta una tale elezione e che nuova e stupenda dignità essa sia”. (Prol.8). Proviamo ad esaminare la nostra coscienza davanti a Lui, per scoprire mancanze di amore, e chiediamoci: Quante volte ho ringraziato il Signore per la vocazione ricevuta? L’ho apprezzata a sufficienza, o mi sono atteggiata a superficialità nei suoi confronti? Ho ceduto a critiche nei confronti della mia “famiglia spirituale” desiderandone un’altra e vivendo in modo piatto, senza entusiasmo, all’interno della mia? Ho colto in profondità quello che la Regola mi chiede, come persona consacrata e apostolicamente impegnata a rispondere alle istanze del mondo, nello spirito di Sant’Angela? Noi dobbiamo, innanzitutto, conoscere e vivere la Regola e lo Spirito della Fondatrice! Se interiorizzeremo in profondità i suoi insegnamenti, ancora prima di parlarne, evangelizzeremo la nostra vocazione, il nostro carisma specifico! Non sarà mai ribadito a sufficienza: 1° - Il rapporto nuziale con Cristo (cioé una comunione d’amore sempre più intima con Lui). Da quì scaturisce lo stile di vita che Sant’Angela suggerisce: Ognuna deve... In ogni cosa comportarsi così da non commettere né in se stessa, né nei confronti del prossimo, cosa alcuna che sia indegna di spose dell’Al-


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tissimo. (Reg. IX°, 6) 2° - La vigilanza su noi stesse, per non lasciarci ingannare dal demonio, che é più astuto di noi nel farci deviare dalla retta via con facili illusioni o con deprimenti pensieri... “Neanche l’avversario nostro, il diavolo, dorme; lui che non riposa mai, bensì sempre (come dice S. Pietro), come leone ruggente guata e cerca in qual modo possa divorare qualcuna di noi, e con sue vie ed astuzie tanto numerose che nessuno le potrebbe contare (Reg. Prol. 21). 3° - L’osservanza della Regola che S. Angela ci dice: “é stata composta per il vostro bene ed é uno dei mezzi insostituibili e di primaria importanza per una testimonianza specifica: sia come consacrate che come secolari. Infatti, se vi sforzerete per l’avvenire con tutte le vostre forze di vivere come si richiede alle vere spose dell’Altissimo, e di osservare questa Regola come via lungo la quale dovete camminare, e che é stata composta per il vostro bene, io ho questa fiducia indubitata e ferma fede... che supereremo facilmente tutti i pericoli e le avversità...” (Reg. Prol. 23-25). 4° - Lo stile umile, fraterno e materno, tipico della femminilità, nelle relazioni con tutti e in ogni ambiente in cui ci troviamo a vivere. Sant’Angela alle “responsabili” suggeriva: “Imparate dal Signore nostro il quale, mentre era in questo mondo, vi fu come servo, obbedendo al Padre eterno fino alla morte” (Ric. I 6). Allo stesso modo anche voi siate superiori riconoscendovi e stimandovi minori di loro”. (Ric. I°, 10). E alle Figlioline raccomandava: “Tenetevi sottomesse alle madri principali che io lascio al mio posto, come é giusto. E ciò che fate, fatelo obbedendo a loro e non seguendo il vostro giudizio”. (Ric. III, 1-2°). Se faremo continuo riferimento alla Parola di Dio e agli insegnamenti di Sant’Angela; se ci confronteremo con la sua vita, la nostra sarà illuminata nel discernere se la mia testimonianza vocazionale é autentica o se vi sono falle e punti deboli e ci sentiremo spinte alla conversione personale, in vista anche delle nuove responsabilità a cui il nuovo governo della Compagnia potrà chiamarci col prossimo cambio di guardia. Le elezioni sono abbastanza vicine! Vanno preparate con la preghiera e, se occorre, anche con il digiuno, perché l’esito finale del voto sia frutto unicamente della ricerca spassionata della volontà del Signore e del bene spirituale della Compagnia. Buon ritiro a tutte e Buona festa di S. Angela. Il Signore ci benedica!


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A M 3 SOLENNITÀ DI SANT’ANGELA 22-24

GENNAIO

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COMPAGNIA DI SANT’ORSOLA

Solennità di Sant’AngelaMerici Proclamazione di Sant’Angela Patrona secondaria della diocesi di Brescia venerdì 22 gennaio 2010 ore 20,30 Chiesa inferiore del Santuario di Sant’Angela, rappresentazione teatrale “Et fati vita nova”. Angela Merici: l’inchiesta, i testimoni

sabato 23 gennaio 2010 ore 20,30

Veglia vocazionale nel Santuario di Sant’Angela

domenica 24 gennaio 2010 ore 10,30 Solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo di Brescia mons. Luciano Monari per la proclamazione di Sant’Angela Patrona secondaria della Diocesi di Brescia ore 16,00 Messa d’orario ore 17,00 Chiesa inferiore del Santuario di Sant’Angela, rappresentazione teatrale “Et fati vita nova”. Angela Merici: l’inchiesta, i testimoni

mercoledì 27 gennaio 2010 - Festa di Sant’Angela Sante Messe ore 7,30 – 9,00 con Lodi – 11,00 – 16,00 – 18,30 Ore 14,30 Rosario meditato Ore 16,00 Eucarestia presieduta dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi, partecipa il Seminario Ore 17,30 Vespri solenni Ore 18,30 Eucarestia presieduta da mons. Vigilio Mario Olmi, già vescovo ausiliare di Brescia. Animazione a cura della Parrocchia di Sant’Angela Merici ore 20,30 Chiesa inferiore del Santuario di Sant’Angela, rappresentazione teatrale “Et fati vita nova”. Angela Merici: l’inchiesta, i testimoni

Santuario di sant’Angela Merici - Via Francesco Crispi, 19 - Brescia - tel. 030.295675 - www.angelamerici.it


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Sant’Angela Merici e il suo tempo Gianpietro Belotti

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a vicenda umana e l’apostolato di sant’Angela Merici si svolgono a cavallo fra il Quattrocento e la prima parte del Cinquecento, in quello straordinario periodo di fermenti intellettuali, di acquisizioni scientifiche ed artistiche che va sotto il nome di Rinascimento. Dal punto di vista religioso questo periodo si caratterizza per una molteplicità di fermenti che cercano di aprire nuove strade, nuove sintesi fra realtà storica e riflessione religiosa, dopo la crisi dei grandi sistemi teologici medievali. In questi anni si sviluppa, negli ambienti religiosamente più sensibili, la tendenza ad abbandonare le speculazioni filosofiche e teologiche per ritornare ad una concreta e personale vita di pietà, fondata sulla meditazione e sul vissuto del Vangelo. È in questo humus che matura la straordinaria esperienza dell’evangelismo di Angela Merici, concretizzatosi nella fondazione della Compagnia di sant’Orsola che darà forma ad una nuova dignità della donna con la consacrazione vissuta non più nei chiostri ma nel mondo, all’interno delle famiglie. Il suo profetismo non si manifesta, dunque, in forme apocalittiche e millenaristiche, ma nell’attenzione ai segni dei tempi e nella loro interpretazione. La novità e l’audacia della proposta di sant’Angela sta nel mettere al centro il modello della chiesa primitiva, il tipo di vita degli apostoli e delle prime comunità cristiane aprendo in questo modo la strada ad una devotio moderna.


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Angela Merici nasce a Desenzano fra il 1470 e il 1476; la sua vita è precocemente segnata dai lutti con la morte della sorella e dei genitori. Viene così accolta dallo zio materno a Salò, ove vestirà l’abito di terziaria francescana nel convento di S. Bernardino. Si colloca in questo lungo periodo di formazione la celebre visione consolatrice della “Scala”, nella quale un’ininterrotta processione di angeli e vergini si snodava fra il cielo e la terra, implicito riferimento alla scala di Giacobbe al femminile. Nel 1516 Angela, a più di quarant’anni, si trasferisce a Brescia e a lei si legano in un primo cenacolo spirituale il mercante Antonio Romano, Girolamo Patengola uno dei fondatori dell’Ospedale degli Incurabili, Agostino Gallo e Girolamo Chizzola fondatore dell’Accademie di Rezzato e di Brescia. Con gli anni Venti iniziano per Angela i pellegrinaggi ai Luoghi santi della cristianità. Il suo primo “cammino” è verso il sepolcro della beata Osanna Andreasi, a Mantova, ma è il viaggio in Terra Santa a sancire definitivamente il suo ruolo salvifico: Angela pellegrina assume infatti anche le valenze profetiche attribuite dal contesto religioso di fine Quattrocento al culto di sant’Orsola. Secondo la letteratura mericiana già l’inizio del viaggio è segnato da eventi singolari che evidenziano il percorso di trasformazione e purificazione che sta intervenendo in questa donna. Durante il viaggio a Candia (Creta) accade un altro “segno” straordinario, una sorta di miracolo per così dire “capovolto”, cioè la perdita della vista che le impedisce la visione della Terra Santa: il Signore la rende cieca nei sensi per costringerla a guardare con gli occhi dello spirito e per affinarla nella comprensione del Suo disegno. Dopo un ritorno fortunoso, in cui uomini ed elementi naturali sembrano congiurare contro la nave dei pellegrini, Angela è a Venezia e la fama della sua santità si diffonde per la città. Tornata a Brescia, riprende dopo pochi mesi il pellegrinaggio per Roma e anche qui il Papa la invita a restare per dirigere i nascenti istituti di tutela femminile; lo stesso invito le sarà rivolto a Milano dal duca Francesco Sforza nel 1532. Quando Angela torna a Brescia non è più la stessa “pia donna” partita per il suo primo pellegrinaggio. La geografia della sua vita spirituale l’ha resa più sapiente; torna carica di carisma: la santità della sua vita è ormai riconosciuta, dai Luoghi Santi di Gerusalemme a Venezia, centro dei traffici mercantili, a Roma, centro della cristianità, a Milano, il più importante centro produttivo italiano. Nel 1535 fonda la Compagnia di S. Orsola che darà forma ad una nuova dignità della donna con la consacrazione vissuta non più nei chiostri ma nel mondo, sul modello della chiesa primitiva nella quale le matrone seguivano gli apostoli. La nuova via ribalta


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nei cieli le gerarchie sociali dei destini femminili tanto che le Imperatrici, Regine, Duchesse desidereranno esser state almeno ancelle di queste spose di Cristo. La nuova mistica dell’amore esce consolidata dalla Bolla di Paolo III del 1544 che inserì la Compagnia di S. Orsola nell’ordinamento della Chiesa, facendone un’istituzione di diritto pontificio. Da un punto di vista sociale ciò implicitamente recava con sé l’attribuzione di dignità ad ogni “stato” o condizione della donna, in un mondo che invece vedeva con sospetto la nubile, fuori dai due stati socialmente riconosciuti del matrimonio e della monacazione. Alla sua morte, quando nella città si sparse la voce del suo “transito”, gran folla si riversò nella chiesa di S. Afra, oggi santuario di S. Angela Merici, ove la sua salma era stata composta in una bara aperta. Per trenta giorni restò esposta all’incessante pellegrinaggio di fedeli senza che il suo corpo mostrasse segni di decomposizione e fu il Moretto a realizzare il suo ritratto funebre. Raccontano agiograficamente le cronache che dopo la sua morte accaddero eventi straordinari e che nelle prime sere sopra la chiesa di S. Afra apparve un grandissimo splendore o sia una lucidissima stella corrispondente perpendicolarmente al sito dove giaceva il Corpo Beato. Venerata per oltre due secoli, vide aprirsi il processo di canonizzazione nel 1757 su richiesta della superiora delle Orsoline di Roma. Un decennio dopo, nel 1768, fu dichiarata beata da Clemente XIII e infine canonizzata dal papa Pio VII nel 1807. Il 24 gennaio del 2010 sarà proclamata patrona secondaria di Brescia ad opera della Sacra Congregazione del Culto, su proposta del vescovo di Brescia Luciano Monari.


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Sant’Angela nel ricordo del suo segretario Gabriele Cozzano

Era di tanta gratitudine e gentilezza… Era di tanta carità e unione con Dio, che si riteneva vera debitrice di ogni creatura che vivesse in qualche modo secondo Dio… Era di tanta sete e bramosa della salvezza e del bene del prossimo, che era disposta e prontissima a dare non una ma mille vite per la salvezza anche del più piccolo… Con amore materno abbracciava ogni creatura. E chi era il più peccatore, quello era il più accarezzato da lei… Erano le sue parole infuocate, potenti e dolci, e dette con tale nuovo vigore di grazia, che ognuno poteva ben essere costretto a dire: Quivi è Dio.


La Compagnia oggi

La Superiora - Maria Teresa Pezzotti

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Brescia la fondazione di sant’Angela Merici, avvenuta 475 anni fa, ha conservato la sua identica originalità e, così, sarà fino alla fine dei tempi. È la stessa sant’Angela che nel suo Testamento raccomanda che la Regola sia osservata “diligentissimamente”, perché questa Compagnia è stata piantata direttamente dalla Sua Santa Mano, né mai l’abbandonerà finché il mondo durerà. Perché se egli l’ha piantata chi sarà che la potrà dispiantare? Quindi Brescia mantiene come testo base la Regola di sant’Angela, che è stupenda perché tutta basata sulla Sacra Scrittura ed è l’unica Regola fatta da una donna. Ancora oggi il nome giuridico dell’istituzione è tale e quale è stato dato dalla fondatrice: Compagnia di S. Orsola, anche se, dopo la soppressione napoleonica, le sorelle Maddalena ed Elisabetta Girelli nel ripristinare la Compagnia nel 1866, aggiunsero Figlie di sant’Angela per meglio evidenziare il legame con la santa bresciana; per questo comunemente noi siamo chiamate angeline. Anche l’organizzazione mantiene articolazione per Gruppi com’era nelle origini. Tutti i Membri sanno di appartenere ad una famiglia spirituale diocesana che, qui al centro ha una Madre, ma ciascuna vive la vita del gruppo di appartenenza nel proprio paese. Qui impara a conoscere, stimare, rispettare, amare le altre sorelle con le quali fa discernimento per una pastorale incisiva nella parrocchia, nella famiglia, nel mondo del lavoro, nella scuola, ecc. Vive in diaspora e trova nel Gruppo la forza e l’aiuto per ottemperare al servizio di Dio, dei fratelli e degli ultimi, con la semplicità e con l’umiltà che sant’Angela insegna. Opera silenziosamente e, nascosta, contribuisce a costruire il tessuto della comunità ecclesiale.


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A Brescia è ancora forte la memoria dell’Opera delle Venerabili Maddalena ed Elisabetta Girelli, vere Figlie di sant’Angela, attraverso la quale molte ragazze orfane e abbandonate hanno trovato un luogo di formazione, di lavoro e si sono attrezzate per la vita. Non va dimenticato che sant’Angela fu una grande educatrice e che tutte le famiglie religiose orsoline, diffuse in tutto il mondo, fanno capo a Lei. Ora, alla Città che l’ha vista attiva protagonista della vita civile e che ancora oggi ne conserva le Spoglie nel suo Santuario il compito di conservarne la memoria; alla Compagnia di Brescia è riservato il compito che è un onore, di approfondire, di divulgare il carisma della Fondatrice. Per questo la Compagnia ha istituito più di 25 anni or sono il Centro Mericiano, un’associazione aperta a tutti che studia, approfondisce la conoscenza di questa straordinaria figura e del suo stupendo e mai abbastanza approfondito carisma “femminile”. In questi ultimi anni dal Centro Mericiano, supportato dalla Compagnia, sono stati attuati due Convegni di livello internazionale, con relatori venuti da ogni continente. La fecondità di queste iniziative continua ad essere sottolineata da tante parti, per questo si prevede un ulteriore cammino. Grazie a queste iniziative Brescia è di nuovo divenuta il “cuore pulsante”, il punto di riferimento dei 42 istituti religiosi che si rifanno a sant’Angela. Molto è stato fatto, ma molto è ancora da fare per quel cammino di convergenza e di comunione tanto auspicato dalla Fondatrice. Attualmente in tutta la diocesi la Compagnia conta 200 membri, raggruppati in una trentina di gruppi parrocchiali e interparrocchiali. Rendendo infinite grazie al Signore per aver concesso un così grande dono alla Chiesa e alla donna in particolare, ci resta l’impegno di rilanciare un carisma che rischia di smarrirsi nel tempo, pur essendo tanto attuale.


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Angela Merici: la storia e l’attualità Una nuova biografia divulgativa

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n occasione della proclamazione di S. Angela Merici a Patrona secondaria di Brescia (24 gennaio 2010) è uscita una biografia tascabile della Santa, agile, ma documentata, ricca di illustrazioni artistiche, che riporta alcuni pensieri significativi e preghiere sgorgate dal suo cuore. È stata preparata dal prof. Gian Pietro Belotti, studioso dell’epoca in cui visse la Merici, con la collaborazione di tre Figlie di S. Angela. Segnaliamo volentieri la piccola biografia, perché scritta con linguaggio semplice e piacevole, di facile lettura per tutti. La consigliamo perché, oltre ai dati storici, puntualmente illustrati, il volumetto contiene una proposta di vita: la scelta di Angela come maestra spirituale e il suo carisma specifico, capace anche oggi di affascinare le giovani aperte all’avventura imprevedibile della unoine sponsale con Cristo. Angela, da madre vigile e amorosa, indica pure una modalità di percorso: “soprattutto obbedire ai consigli e alle ispirazioni che di continuo lo Spirito Santo ci manda nel cuore, la cui voce tanto più chiaramente udiremo quanto più purificata e monda avremo la coscienza, perché lo Spirito Santo... insegna a noi ogni verità”. Ancora, Angela mostra il “luogo” entro il quale lo Spirito di Dio opera, perchè le giovani, desiderose di realizzare grandi cose, non si smarriscano per sentieri tortuosi e senza sbocco. Questo luogo e questa via maestra ci è data dalla Chiesa, sposa di Cristo. “Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa ordinata e confermata da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo”. Che è quella ricevuta nel battesimo e portata al suo massimo splendore, che ci permette di vivere da figli del Padre, in piena libertà di spirito, senza cedere a false suggestioni o a teorie di dubbia provenienza. “Delle altre opinioni che adesso sorgono o sorgeranno, lasciatele andare come cose che non vi appartengono”. L’unica stella polare che può guidare in porto nella lunga traversata del mare periglioso della vita è Cristo Signore. “In questi tempi pericolosi e pestiferi non troverete altro ricorso che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo, perchè... Lui vi governerà e ammaestrerà”.


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Non si sgomentino le giovani nell’intraprendere una vita di consacrazione a Dio senza la protezione di un convento; siano coraggiose e fiere di rispondere ad una chiamata ardua, ma entusiasmante, di testimonianza al Signore Risorto, nel mondo. “Non vi perdete d’animo nel timore di non sapere né potere fare quello che necessita... abbiate speranza e ferma fede in Dio, che Egli vi aiuterà in ogni cosa... perché senza dubbio, così come Egli vi ha dato tal impresa, così vi darà anche le forze per poterla eseguire”. Lo stile che Angela propone alle giovani desiderose di far parte della sua famiglia spirituale è quello della dolcezza e della saggezza nelle relazioni, in modo da essere seminatrici di pace. “Nel parlare, tutte le loro parole siano sagge e misurate; non aspre, non crude, ma umane e inducenti a concordia e carità... E in qualunque luogo si trovino, cerchino di metter pace e concordia”. Tutte le parole e le esortazioni di S. Angela possono essere ricondotte alla sua persona, che incarnava in sè quanto proponeva agli altri.


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Spiritualità e umanità di Sant’Angela

VIVERE GIOIOSAMENTE NELLA LUCE Il senso di una Vocazione Coloro che vorranno esser ammesse in questa Compagnia dovranno aver ferma intenzione di servir Dio in tal sorte di vita; entreranno allegramente e di propria volontà […] essendo state elette ad esser vere e intatte spose del figliolo di Dio … Luce che trascende le barriere sociali Poiché a voi figliole e sorelle mie direttissime Dio ha concesso la grazia di separarvi dalle tenebre di questo misero mondo per unirvi insieme per servire sua divina Maestà, dovrete ringraziarlo infinitamente che a voi specialmente abbia concesso un così singolare dono. Infatti quante persone importanti - come Imperatrici, Regine, Duchesse e simili - per maggiore loro felicità e maggior loro gloria desidereranno essere state anche una minima ancella vostra, considerando la vostra condizione esser stata tanto più degna e migliore della loro. Luce che trasfigura la vita e la morte Beati quelli ai quali Dio avrà ispirato la luce di Verità e gli avrà dato sentimento di bramare la celeste patria. Io ho ferma fede e speranza nell’infinita divina bontà, che non solo supereremo facilmente tutti i pericoli e le avversità, ma li vinceremo anche con grande gloria e gaudio nostro. Anzi passeremo questa nostra brevissima vita consolatamente e ogni nostro dolore e tristezza si volgerà in gaudio e allegrezza; troveremo che le strade spinose ripide e sassose, si faranno a noi floride, piane gioconde e di finissimo tesoro coperte … LA COMPAGNIA DI S. ORSOLA COME CATENA D’AFFETTI Tutte, nella Compagnia, siano tenute come in una catena: le sorelle semplici per la premura delle loro superiore e le superiore per amore verso le loro “figlioline”. La Regola di Angela Merici non è un rigido codice di comportamento, ma si pone


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come via, come stimolo alla responsabilizzazione individuale, come cammino nel quale la sponsalità individuale si coniuga e si potenzia nella sponsalità collettiva, per cui è: Solidarietà se ci fossero almeno due sorelle rimaste sole, senza padre né madre né altri superiori … allora per carità siano aiutate nei loro bisogni. Se, invece, ne fosse rimasta una sola, allora qualcuna delle altre la voglia ricevere in casa sua, e a questa gli sia data la sovvenzione che parrà più opportuna a chi governa la Compagnia. Una rete sociale proto cristiana se ce ne fossero di così anziane che non potessero mantenersi da sole, allora, di grazia, siano aiutate e servite come vere spose di Gesù Cristo. Che si estende fino alla fine Se alcuna delle sorelle sarà inferma che sia visitata, assistita ed aiutata, di giorno e di notte o secondo il bisogno e la necessità. Quando una sarà morta, allora tutte le altre vogliano accompagnarla alla sepoltura, andando a due a due, con carità, ciascuna con una candela in mano. Obbedienza ‘esortativa’ aderire alla volontà del Padre significa obbedire alle sue manifestazioni, per cui l’obbedienza si deve anzitutto alla legge promanata da Dio nei Comandamenti e alle varie autorità, ma sopra tutto obbedire ai consigli e alle ispirazioni che di continuo lo Spirito Santo ci manda nel cuore, la cui voce tanto più chiaramente udiremo, quanto più purificata e monda avremo la coscienza, perché lo Spirito Santo … insegna a noi ogni verità. Autorità come servizio umile … tenetevi come ministre, e serve, considerando, che voi avete più bisogno di servirle, che loro d’esser servite da voi o governate … Testimonianza evangelica non solo con opere di carità ma con comportamenti di vita autenticamente cristiana tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinate e confermate da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. E fate vita nuova. Delle altre opinioni che adesso sorgono e sorgeranno, lasciatele andare come cose che non vi appartengono.


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Seminare la pace nell’ascoltare, non si dilettino di udire se non cose oneste, lecite e necessarie. Nel parlare, tutte le loro parole siano sagge e misurate; non aspre, non crude, ma umane e inducenti a concordia e carità … E, in qualunque luogo si trovino, cerchino di metter pace e concordia. Orazione concreta Esortiamo ciascuna a innalzare la mente a Dio e ogni giorno nel segreto del proprio cuore dire: Signore mio, illumina le tenebre del cuor mio e dammi grazia più presto di morire, piuttosto che offendere la tua divina Maestà. Assicura Signore i miei affetti e i miei sensi, che non prevarichino in nessun lato, né mi distolgano dal luminosissimo tuo volto, che fa contento ogni cuor afflitto. Degnati Signore di perdonarmi le mie tante offese e ogni mia mancanza che abbia commesso fino ad ora dal giorno del sacro battesimo. Degnati ancora Signore di perdonare i peccati di mio padre e madre, dei miei parenti, amici e di tutto il mondo. Signor mio, unica vita e speranza mia, ti prego che tu ti degni di ricevere questo mio vilissimo e immondo cuore e bruciare da quello ogni cattivo affetto e passione nell’ardente fornace del tuo divino amore. Ti prego, Signore, di ricevere il mio libero arbitrio, ogni mia propria volontà, la quale da sé, per essere infetta dal peccato, non sa discernere il bene dal male. Per questo ricevi ogni mio pensare, parlare, operare e, finalmente, ogni mia cosa così interiore come esteriore, il che tutto offro avanti i piedi della tua divina Maestà, pregandoti che tu ti degni riceverlo, benché ne sia indegna. Amen. LA NUOVA PEDAGOGIA DELL’AMORE Rispetto per la persona umana Siate piacevoli e umane con le vostre figliole … Se vedrete una pusillanime e timida che inclina alla disperazione confortatela, fatele animo, promettetele del bene, allargatele il cuore con ogni consolazione; di contro se vedrete qualche altra presuntuosa, o poco timorata, a quella mettetele timore, ricordatele del rigore della giustizia di Dio. Non giudicare, perché non si conoscono i disegni di Dio Amate le vostre figliole ugualmente, e non vogliate parteggiare più per l’una che per l’altra, perché tutte sono creature di Dio, e non sapete che cosa lui voglia fare di loro. Infatti, come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor valore


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non siano per diventare le più generose e le più accette alla sua Maestà? E poi, chi può giudicare i cuori e i più intimi pensieri della creatura? Amore e carità come collanti dei rapporti sociali Quando le ammonirete e le consiglierete o le esorterete a qualche bene o le distoglierete da qualche male, sforzatevi di operare solamente mosse dal solo amor di Dio e dal solo zelo per le anime. Infatti otterrete di più con le carezze e le piacevolezze che con la durezza dei rimproveri. La carità, la qual dirige ogni cosa a onor di Dio e al bene delle anime, ben insegna tal discrezione e muove il cuore a essere, a luogo e tempo, ora piacevoli, ora aspre secondo il bisogno. Il primo passo nella formazione spirituale e umana è l’attenzione ai bisogni degli altri Sarete sollecite e vigilanti a conoscer e intendere i bisogni spirituali e temporali delle vostre Figliole, in modo da poterli soddisfare al meglio che sia possibile … secondo quanto lo Spirito Santo vi ispirerà. SEMINATRICE DI SPERANZA La persona non è sola nel suo cammino Svolgete la missione che vi è stata affidata con serietà e poi lasciate fare a Dio che farà cose mirabili al tempo suo, e quando a lui piacerà … Non abbiate timore Non vi perdete d’animo nel timore di non sapere né potere fare quello che necessita … abbiate speranza e ferma fede in Dio, che egli vi aiuterà in ogni cosa … perché senza dubbio, così come egli vi ha dato tal impresa, così vi darà anche le forze per poterla eseguire. Affidatevi alla vera fonte di energia In questi tempi pericolosi e pestiferi non troverete altro ricorso che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo, perché … lui vi governerà e ammaestrerà. È l’atteggiamento attento di Maria ai piedi di Gesù vivo. La vera promozione umana si consegue in una relazione viva con Dio, solo così si realizza se stessi e si è lievito nella società.


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Una Santa per la città di Brescia

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l 25 novembre 1535, giorno di Santa Caterina, Angela Merici diede l’avvio ufficiale alla Compagnia di Sant’Orsola: 28 vergini si riunirono nella chiesa di Sant’Afra in città, ricevettero l’eucarestia e si consacrarono a Dio: a testimonianza del fatto deposero la loro firma nel “libro generale” della Compagnia. Nel 2010 ricorre quindi il 475° anniversario della fondazione della Compagnia. La proposta di prepararsi all’anniversario con una preghiera internazionale del Vespro, è partita dalla Federazione delle Orsoline di lingua tedesca. L’appello è rimbalzato da una nazione all’altra, da una diocesi all’altra, raggiungendo le diverse famiglie orsoline che, tra le 18 e le 19 (ora locale) del 25 novembre 2009, si unirono idealmente in preghiera per ringraziare insieme il Signore. Nella nostra città mercoledì 25 novembre alle 20,30 si è tenuto un incontro di preghiera nel Santuario dedicato a Sant’Angela, in via Crispi in città. Alla vigilia di questo evento, è giunto il decreto della Congregazione del Culto Divino che proclama Sant’Angela Merici patrona secondaria della diocesi. La Superiora della Compagnia di Sant’Orsola Figlie di Sant’Angela, Maria Teresa Pezzotti, in una sua testimonianza sottolinea i legami tra Sant’Angela e i Santi Faustino e Giovita: “Attorno al 1532 Angela decide di trasferirsi in alcune stanze in Sant’Afra, che i Canonici lateranensi le hanno concesso. Perché questa scelta? Perché le sue spoglie mortali risiedono ancora nella chiesa di Sant’Afra, oggi santuario di Sant’Angela? Fra le molte risposte ipotizzabili vorremmo qui riprendere proprio quella legata al ritrovamento delle reliquie dei Santi martiri nella chiesa inferiore, che si era verificato in quegli anni durante i lavori per la costruzione del nuovo presbiterio. Per Angela, infatti, la vicinanza fisica, tangibile a quei luoghi significava rinvigorire quell’evangelismo che essa propugnava e che avrebbe richiesto alle sue Figlie con la fondazione della Compagnia di Sant’Orsola.


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Oggi, dopo quasi cinque secoli, questa vicinanza viene rinnovata; infatti col decreto della Congregazione del Culto della Santa Sede, Angela Merici viene proclamata patrona secondaria della città, affiancata ai gloriosi Santi Faustino e Giovita, da lei tanto venerati. In questo modo Angela, amata in tutto il mondo, viene ridonata a noi cittadini bresciani. La sua maternità, affettuosa e premurosa, si farà maggiormente vitale per ciascuno di noi. La Compagnia di Sant’Orsola Figlie di Sant’Angela di Brescia, nel dare questo festoso annuncio, ringrazia coloro che si sono attivati per ottenere questo dono”. A sua volta, Irma Bonini Valetti scrive: “La proclamazione di Sant’Angela patrona secondaria di Brescia, accanto ai martiri Faustino e Giovita da sempre invocati come protettori della città, arricchisce la fiduciosa preghiera dei fedeli con una riflessione nuova. Sant’Angela, in tempi difficili quanto i nostri, vive in modo profondo, con una consapevolezza particolare, il suo essere donna: nella sua femminilità c’è un dono segreto che la fa essere teneramente madre per tutti coloro – e sono tanti – che ricorrono a lei per consiglio e conforto spirituale, e nello stesso tempo ferma e distaccata come una vera educatrice. Anche i suoi scritti, così essenziali, rivelano queste doti tutte femminili, che a distanza di secoli la fanno apparire autentica e attuale. Non è, Angela, una donna sommessa e sottomessa, che scompare nell’intimità un po’ chiusa di una casa o nella severità un po’ rigida di un convento; umile, ma decisa e sicura delle proprie scelte a lungo meditate, addita una via nuova alle Figlie che le si raccolgono intorno: una consacrazione a Dio, totale e gioiosa, vissuta nelle situazioni di luogo, di ambiente familiare, di tempo, che Dio stesso ha scelto per ciascuna di loro. Granello di lievito, che fermenta la pasta, piccola luce, che vince l’oscurità intorno a sè: questo l’ideale proposto che sembra modesto, ma che è il solo a poter veramente cambiare in meglio una società svagata, superficiale, edonista come la sua, come la nostra. L’ideale si concretizza in un fiorire di apostolato volto all’accoglienza, all’educazione, insomma, di tanti piccoli che un mondo irrispettoso fino alla violenza non si cura di calpestare. La nostra città, che ha bisogno oggi più che mai degli esempi dei suoi Patroni, riceve quindi un richiamo più forte e impegnativo: la fede senza incertezze dei martiri e la speranza operosa cha sa spendersi nella educazione autentica, cristiana”. (La Voce del Popolo 20 novembre 2009)


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Un dono di Dio per tutta la Chiesa L’annuncio del Vescovo

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a Sacra Congregazione per il Culto divino ha accolto la nostra domanda di proclamare Sant’Angela Merici patrona secondaria della città e della provincia di Brescia. Il desiderio che ci ha mossi nasce dalla consapevolezza dell’importanza della vita e dell’opera di questa straordinaria donna che ha anticipato i tempi aprendo strade nuove e ancora attuali all’evangelizzazione e alla vita consacrata. Per questo il 24 gennaio dell’anno prossimo faremo, nel santuario di Sant’Angela, la proclamazione solenne. Questo evento coincide con la memoria del 475° anno di Fondazione della Compagnia di Sant’Orsola; in tal modo la nostra diocesi si unirà alla festa di tutte le Figlie di Sant’Angela per lodare e benedire il Signore. È proprio attraverso il ringraziamento, infatti, che il dono spirituale che il Signore ha fatto alla Chiesa attraverso Sant’Angela diventa attuale e continua a produrre in noi i suoi frutti. Per questo invito tutta la diocesi a preparare questa solenne proclamazione con la preghiera e con l’impegno a conoscere la vita, l’opera, il messaggio di Sant’Angela. Soprattutto sarà utile riflettere sul posto che le donne possono e debbono avere nella Chiesa. Il futuro delle nostre comunità dipende in gran parte da questo. † Luciano Monari


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Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum Prot. N. 1348/07/1

Brixiensis Sanctam Angelam Merici, virginem, quae, Tertii Ordinis Sancti Francisci habitu sumpto, puellas congregavit, quas in operibus caritatis instrueret, ac dein, sub sanctae Ursulae nomen in Ordinem constituit mulierum, cui munus vitae perfectae in mundo colendae commisit atque adulescentulas in viis Domini instituendi, christifideles civitatis et Diocesis Brixiensis in Longabardia, ubi ipsa pie animam Domino reddidit, assiduo cultu venerantur. Singulare reliquit testimonium in servitium evangelizationis et humani provectus in vita Ecclesiae et societatis Brixiensis, cuius adhuc in odierni diebus clerus et christifideles laici vivam prosequuntur spiritualem hereditatem. Exinde, Excellentissimus ac Reverendissimus Dominus Luciano Monari, Episcopus Brixiensis, communia cleri et christifidelium excipiens vota, electionem Sanctae Angeae Mrici, virginis, in Patronam apud Deum civitatis Brixiae eiusdemque Diocesis rite approbavit et, litteris die 3 mensis Novembris anno 2009 datis, hanc Congregationem de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum enixe rogavit, ut huiusmodi electio et approbatio iuxta Normas de Patronis constituendis confirmarentur. Vigore, igitur, facultatum peculiarium a Summo Pontifice BENEDICTO XVI tributarum, attentis expositis, Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, supradictis precibus annuens, SANCTAM ANGELAM MERICI, VIRGINEM, PATRONAM SECUNDARIAM APUD DEUM CIVITATIS ET DIOCESIS BRIXIENSIS confirmat, omnibus cum luribus et privilegiis liturgicis iuxta rubricas consequentibus. Quae in posterum in civitate Brixia gradu festi, in Diocesi vero gradu memoriae, quotannis celebretur. Contrariis quibuslibet minime obstantibus. Ex aedibus Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, die 11 mensis Novembris anno 2009, in memoria Sancti Martini, episcopi Turonensis. ANTONIUS CARD. CANIZARES LLOVERA Praefectus IOSEPHUS AUGUSTINUS DI NOIA, OP Archiepiscopus a Secretis


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Sant’Angela Merici “Compatrona” di Brescia

Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Prot. N. 1348/07/1

I fedeli di Brescia, Città e Diocesi in Lombardia, hanno sempre venerato con sincera devozione, Sant’Angela Merici vergine, la quale, dopo aver vestito l’abito del Terzo Ordine di S. Francesco, dapprima si dedicò a riunire fanciulle sotto il nome di S. Orsola, con l’impegno di coltivare la vita di perfezione nel mondo e la formazione delle adolescenti nelle vie del Signore. Sempre a Brescia rese l’anima a Dio. Ella lasciò una singolare testimonianza a servizio dell’evangelizzazione e della promozione umana nella vita della Chiesa e della società bresciana, e fino ai nostri giorni il clero e i fedeli laici hanno continuato a tenerne viva la spirituale eredità. Pertanto l’Eccellentissimo e Reverendissimo Mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, accogliendo i voti del clero e dei fedeli, ha convenientemente approvato l’elezione di Sant’Angela Merici, vergine, a Patrona presso Dio della Città e della Diocesi di Brescia. E con lettere, in data 3 novembre dell’anno 2009, ha premurosamente chiesto a questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti di confermare l’elezione e l’approvazione secondo le Norme che regolano “la designazione dei Patroni”. Pertanto in forza delle speciali facoltà ricevute dal Sommo Pontefice benedetto XVI, dopo aver attentamente valutate le motivazioni presentate, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, aderendo alle suddette istanze, conferma SANT’ANGELA MERICI, VERGINE, PATRONA SECONDARIA PRESSO DIO DELLA CITTÀ E DELLA DIOCESI DI BRESCIA con tutti i diritti e privilegi liturgici connessi: Ella sia in futuro celebrata ogni anno con il grado di festa nella città di Brescia, nella Diocesi invece con il grado di memoria. Dal Palazzo della congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il giorno 11 del mese di Novembre anno 2009, nella memoria di San Martino, vescovo di Tours. ANTONIO CARD. CANIZARES LLOVERA Prefetto GIUSEPPE AGOSTINO DI NOIA, OP Arcivescovo Segretario


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Preghiera di lode a Dio dopo la lettura del Decreto della Congregazione

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i glorifichiamo, o Padre: Tu solo sei Santo e nella Tua immensa misericordia, hai mandato nel mondo il Tuo Figlio, principio e compimento di ogni santità. Egli ha effuso sulla chiesa nascente il Tuo Santo Spirito: voce che ci ammaestra nel cammino di perfezione; fuoco che accende di carità i nostri cuori; germe divino che dà frutti rigogliosi di grazia. Ti benediciamo, Signore, in questo giorno nel quale Sant’Angela viene proclamata presso Dio Patrona della Città e diocesi di Brescia. Fa che illuminati dal suo esempio si formi in noi, di giorno in giorno, l’uomo perfetto nella misura piena della statura di Cristo. Fa che impegnandoci nell’edificare la città terrena seguendo l’esempio e l’insegnamento di Sant’Angela, teniamo fisso lo sguardo sulla città futura, dove Tu ci accoglierai nella comunione dei Tuoi Santi e nella gloria del Tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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24 Gennaio 2010 Proclamazione di S. Angela Merici a patrona secondaria di Brescia e Diocesi Omelia del Vescovo Mons. Luciano Monari

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un dono grande per la nostra Chiesa la proclamazione di sant’Angela Merici a patrona secondaria presso Dio della città e diocesi di Brescia; un dono del quale rendiamo grazie al Signore e del quale vorremmo sentire con gioia tutta la responsabilità. Un grazie particolare va detto a mons. Olmi che ha voluto questa proclamazione con tutta la determinazione; senza il suo impegno appassionato non saremmo giunti a questo traguardo. Grazie anche alle Figlie di sant’Angela che possono sentire questa festa come particolare loro; esse attraverso i secoli hanno tenuto vivo il carisma eccezionale di questa Santa e ancor oggi ne sono le custodi e le testimoni più significative. È festa della Madre e quindi festa delle numerose Figlie. Nella visione cattolica della religione il rapporto con Dio è mediato dalla Chiesa in tutta la verità dei suoi carismi, nella ricchezza della sua storia. I santi sono espressioni di questa solidarietà che si unisce in un unico corpo. Sant’Angela è nostra patrona presso Dio; quando ci presentiamo a Dio ci facciamo forti anche della presenza di sant’Angela con noi e per noi. Non nel senso che l’amore di Dio abbia bisogno di sant’Angela per aprirsi alla misericordia e alla generosità verso di noi. Al contrario sant’Angela, come tutti i santi, è opera dell’amore di Dio; è Dio che l’ha fatta con la sua grazia, l’ha plasmata con la sua parola e animata col suo Spirito; guardare a lei significa riprendere coscienza di quello che Dio sta facendo nella Chiesa e che desidera fare anche in noi, nella nostra vita.


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La Chiesa, ci ha ricordato la seconda lettura, è il corpo di Cristo. Non si tratta solo di una immagine suggestiva, ma di una descrizione precisa dell’identità della Chiesa. Con la sua risurrezione e ascensione Cristo non si è allontanato da noi ma continua a essere presente e a operare nella nostra storia attraverso la sua Parola e il suo Spirito. In ogni tempo e in ogni luogo la Parola di Gesù è proclamata da persone mandate da Lui, in obbedienza al suo comando. Quando questo avviene, e quando la parola annunciata trova negli ascoltatori la disponibilità della fede, allora la Parola viva del Risorto agisce nel cuore delle persone, suscita in loro sentimenti e desideri nuovi, genera speranze nuove, secondo la volontà di Dio, secondo lo stile di Gesù. Per questo San Paolo scriveva ai Galati: “Figlioli miei, che io partorisco di nuovo finchè non sia formato in voi Cristo!” E voleva dire: m’interessa che la vostra vita assuma la forma della vita di Gesù; per questo vi annuncio sempre di nuovo il vangelo, perché questa parola vi renda conformi a Gesù, sempre più somiglianti a Lui. Una forma nuova di vita che viene immessa nella vostra esistenza mondana; siate davvero generati di nuovo. In concreto: l’ascolto di fede della parola fa di voi delle persone miti come è mite Gesù, fa di voi delle persone umili come è umile Gesù, fa di voi delle persone obbedienti a Dio, ricche di misericordia verso i deboli e i peccatori, generose nel dono di sé senza misura, come è Gesù. Una piccola parte del mondo - la vostra vita - assume i lineamenti spirituali concreti della vita di Gesù. Questo è l’evento che Paolo chiama: “il corpo di Cristo”. Durante la sua vita terrena Gesù era presente al mondo con il suo corpo di carne – occhi, mani, orecchi; ora Gesù è presente al mondo con il suo corpo mistico: la Chiesa con i suoi ministeri, carismi, relazioni, in una parola con le molteplici forme della sua carità. L’espressione “corpo di Cristo” non è quindi una formula generica, approssimativa; è la definizione precisa di una parte di umanità che incarna concretamente il vangelo e rende quindi presente la forma di Gesù nel mondo. Paolo aggiunge una considerazione sul fatto che nessuno di noi, per quanto sia intelligente, abile, ricco di capacità o addirittura santo, può presumere di esprimere da sé solo la forma integra di Gesù. Un corpo, dice l’apostolo, è fatto da molte membra e solo la comunione e collaborazione delle diverse membra riesce a renderlo attivo ed efficiente. Nello stesso modo solo la comunione e la collaborazione dei molteplici carismi e ministeri riesce a esprimere qualcosa del mistero di Gesù. La Chiesa sorge dalla comunione di molti, dal raccordo delle diverse esperienze, delle diverse capacità, delle diverse realizzazioni. Tutti insieme, arricchiti anche dal patrimonio che le generazioni passate ci hanno trasmesso, esprimiamo


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qualcosa del mistero di Cristo, formiamo il suo corpo. Dobbiamo imparare a non tirarci indietro (pensando, con falsa umiltà che non ci sia bisogno di noi); e nello stesso tempo dobbiamo imparare a non fare da soli (come se non avessimo bisogno degli altri). Solo con l’impegno e la corresponsabilità di tutti diventa possibile essere edificati come corpo di Cristo. La memoria che facciamo oggi di sant’Angela Merici, il suo patrocinio al quale ci affidiamo con fiducia, può aiutarci a entrare in questa visione stupenda di Paolo. Soprattutto se ci permette di comprendere e valorizzare la presenza delle donne nella Chiesa. Quattrocento anni fa sant’Angela ha immaginato e promosso una sorprendente forma di consacrazione al Signore per donne che vivevano nelle ordinarie condizioni di vita. Mi sembra che il suo messaggio abbia qualcosa di moderno e addirittura provocatorio. In questi ultimi anni il vissuto concreto delle donne in occidente è cambiato con una rapidità e una profondità impensabili: basta pensare alla presenza delle donne nella vita economica, politica e culturale; e, ancora di più, al mutamento radicale nel modo di pensare e di vivere la propria identità e il rapporto con l’universo maschile. Questa trasformazione sta avendo dei riflessi profondi nella vita della Chiesa perché le donne, che sono sempre state le colonne portanti dell’edificio ecclesiale, la mediazione ordinaria nella trasmissione della fede, sembrano attirate da altri messaggi e da altri stili di vita. La crisi diffusa delle vocazioni femminili di consacrazione ne è un segno eloquente. Vuol dire che per la maggior parte delle ragazze la proposta della vita religiosa così come si è configurata per secoli, non è più attraente. Se i parroci lamentano l’assenza dei bambini alla Messa domenicale, una delle motivazioni più importanti è l’assenza delle madri. Tutto questo ci obbliga a riflettere e a cercare vie nuove. Il vangelo, è essenzialmente un messaggio di liberazione per ogni persona umana; l’amore di Dio per noi è una forza immensa di coraggio, di creatività, di speranza. Non c’è dubbio che il vangelo sia capace di intercettare e arricchire il vissuto delle donne. Di fatto, la trasformazione in atto non è portatrice univoca di liberazione. Le donne si trovano oggi a dover portare pesi psicologici ed economici enormi; pagano a caro prezzo la crescita di possibilità e di libertà che cercano con ansia. Sarebbe naturalmente illusorio e sbagliato immaginare un ritorno al passato. Dobbiamo invece riuscire a mostrare come il vangelo possa accompagnare positivamente la donna in questo cammino di rivoluzione nel suo modo di pensare e di agire. Ma questo compito può essere realizzato solo da donne che siano nello stesso tempo moderne – nel senso che il loro vissuto è quello di donna d’oggi – e credenti – nel senso che hanno assi-


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milato davvero il vangelo e interpretano la loro esperienza alla luce del messaggio dell’amore di Dio per noi. Donne che non hanno paura di confrontarsi con i problemi attuali – penso a quella che viene chiamata “identità di genere”, al senso del corpo, all’autonomia di vita, ai problemi delle convivenze, al nodo decisivo della procreazione e così via; donne che non si lasciano dominare dagli stili correnti ma che sanno ricondurre ogni cosa alla libertà e alla responsabilità della coscienza. C’è un lavoro infinito da compiere per illuminare il vissuto femminile alla luce di un’autentica crescita umana nella conoscenza, nella responsabilità e nell’amore. Come dicevo: chi potrà fare questo lavoro necessario se non le donne? Ebbene, io spero con tutto il cuore che la presentazione di sant’Angela come modello di santità e la proclamazione del suo patrocinio susciti nella chiesa bresciana, nelle donne credenti bresciane, consapevoli del loro posto nella chiesa e della loro responsabilità, il desiderio di esplorare modi di pensiero e sperimentare stili di vita che siano ricchi di valori cristiani. Sant’Angela, proprio per la sua visione femminile delle cose e per la profonda libertà con cui si è mossa nel suo tempo può essere un modello e uno stimolo prezioso. S’intende: all’interno della Chiesa, nel confronto e nella collaborazione con l’intero corpo ecclesiale. Vivere correttamente la differenza sessuale significa imparare a vivere correttamente tutte le forme di differenza che rendono così varia e complessa la famiglia umana. È necessario che le differenze tra le persone e i gruppi sociali non vengano cancellate da una sterile omogeneità; e non diventino d’altra parte, motivo di conflitto aspro che si placa solo nell’umiliazione dell’altro. Piuttosto il Signore ha voluto la differenza perché nessuno possa dirsi autosufficiente e tutti cerchino nel confronto, dialogo, collaborazione con l’altro la via della propria crescita. Ci ottenga sant’Angela il coraggio e la creatività di cui abbiamo bisogno.


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Cronaca di un giorno speciale Chiara Squassina

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ngela Merici, una donna patrona della città”. Questo è stato il mio primo pensiero, quando alzatami sento le campane a festa provenire dal fondo della strada. Sono sempre stata una cittadina del centro storico e come tale si vive la città in modo forse un po’ differente da chi ci arriva da fuori: alla fine conosci tutti, chi per conoscenza diretta chi solo perché lo incontri per una vita a percorrere le medesime vie, conosci persino gli odori dei vicoli, insomma la città la senti proprio tua. Così come cittadina, come parrocchiana di S. Alessandro e come donna, non posso mancare all’appuntamento con una Santa. Nel Santuario a lei dedicato con una solenne Celebrazione presieduta da Mons. Monari Vescovo di Brescia, viene proclamata Patrona seconda della Diocesi di Brescia proprio lei, Sant’Angela Merici ed io sono entusiasta. Si perché in virtù d’essere nata e cresciuta tra queste Chiese , Sant’Angela alla fine è sempre stata insieme a S. Anna la mia santa preferita. Sarà ma i ricordi da bambina mi riportano sempre qua; penso mentre mi affretto per arrivare alla S. Messa . Arrivo giusto in tempo, la Chiesa è carica di fedeli: incontro un vecchio amico che mi invita ad accomodarmi in Cripta, dice “Non preoccuparti è tutto perfetto, c’è un maxi schermo che riprende tutto”. Nella Cripta , anch’essa praticamente colma, il clima è sorprendentemente raccolto, nessuna distrazione da fuori porta, anzi.


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Le immagini della funzione sono così chiare, le inquadrature così puntigliose e vicine che è impossibile non rimanere raccolti. La funzione è davvero solenne, l’altare è gremito di Sacerdoti, eppure tutto è così ordinato e carico di spiritualità, e per chi come me è alla funzione credo lo viva al medesimo modo. Dopo la lettura del Vangelo, Mons. Monari prende la parola ed è qui che tutta la storia di S. Angela diventa la storia della Donna nella Chiesa. Si perché Mons. Monari sottolinea, come non mai, che la donna del nostro tempo, come S. Angela è riuscita ad esserlo nel suo, è chiamata ad essere presente nella Chiesa e nella vita di ogni giorno. E lo fa invitando ad essere noi donne ad esempio per gli altri, portando anche solo i bambini alla S. Messa domenicale, stando con il nostro vivere quotidiano da Cristiane nel mondo. Ci si chiede, collegandosi al Vangelo del giorno d’avere prima di tutto unità di Fede. Sant’Angela ci insegna ad unire Fede e vita cristiana: insomma ad essere donne evangeliste nel quotidiano. In fondo è questo che ci è chiesto dal Vangelo “essere Suoi testimoni”. S. Angela sorprendentemente lo ho fatto nel suo tempo a cavallo del cinquecento, ed ora lo chiede a noi donne comuni del ventunesimo secolo. È con questa idea di unità di fede e di una rinnovata voglia d’esserci nel mondo che lascio la funzione che fa nella domenica di 24 Gennaio 2010 S. Angela Merici, donna, anch’essa con i nostri venerati SS. Faustino e Giovita, patrona della nostra città.


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Sant’Angela Merici patrona dei bresciani nella parola di due Vescovi Giuseppina Zogno

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a festa celebrativa di S. Angela del 27 gennaio 2010 è stata coronata dalla promulgazione del Decreto della Sacra Congregazione per il Culto Divino che riconosce S. Angela Merici Patrona delle città e della provincia di Brescia dopo i santi Faustino e Giovita. La stampa ne ha parlato ampiamente, ma qui vogliamo riportare il pensiero di due Vescovi: Mons. Luciano Monari Vescovo di Brescia e Mons. Francesco Beschi, già ausiliare ed ora vescovo di Bergamo, i più direttamente interessati all’evento. Diciamo evento, perchè trattandosi di un fatto ecclesiale va ben oltre la cronaca per assumere il valore di simbolo, anzi di fatto di salvezza. Entrambi i presuli hanno sottolineato l’importanza del “Patronato” di Angela per i bresciani in special modo. Il Vescovo Luciano ha avuto parole di riconoscenza per il Superiore e per la “Compagnia” che incarna il carisma mericiano da 500 anni a questa parte e si è complimentato a motivo del nuovo titolo riconosciuto alla santa Fondatrice. “La festa della Madre” (perché tale fu il carisma e il ruolo di Angela) “è anche la festa delle Figlie!” – ha detto Mons. Monari. “S. Angela è nostra patrona presso Dio... Anche lei è opera dell’amore di Dio. È Lui che l’ha plasmata e l’ha resa conforme a Cristo. La stessa cosa” – ribadiva il Vescovo – “proponeva alla Figlie, che voleva persone umili, miti, generose senza misura, come Gesù!”


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Mons. Francesco Beschi, che ammirava nella folla numerosissima dei pellegrini, a distanza di 500 anni dalla morte di S. Angela, la commovente devozione dei Bresciani verso la santa, sottolineava un suo aspetto peculiare nei loro confronti: la vicinanza. I patroni sono padri e madri dei fedeli. Ciò dice un bisogno umanissimo di vicinanza. Credenti, e non, invocano vicinanza, amicizia, condivisione! Angela, consacrata a Dio, esprime vicinanza. Ha scalato i gradini del cielo per avvicinarsi a noi. Era la sua comunione con Dio che le ha dato la percezione più profonda dei bisogni spirituali degli uomini. E l’ha sperimentata nei conflitti. Tutto può diventare opportunità di crescita per noi e per gli altri, se amiamo Dio. L’invito del Vescovo Francesco era di diventare noi stessi “vicini”, di “sperimentare la prossimità”. Egli, con delicatezza, offriva a tutti, attraverso le Figlie di S. Angela una pista di cammino. “La familiarità con le sorelle che ne seguono le orme dice anche l’insegnamento di Angela”. Mons. Luciano ha sviluppato l’aspetto femminile del carisma mericiano, attualizzandone l’importanza e rivolgendo un accorato appello alla presenza della donna e alla femminilità consacrata, in ispecie, ad illuminare le scelte politiche ed etiche del nostro tempo. S. Angela – diceva – 400 anni fa ha scoperto una consacrazione per le donne nel mondo, ciò è di straordinaria attualità”. E continuava sottolineandone il motivo: “Oggi il mondo sottolinea la mascolinità. Le donne, nella vita della Chiesa, sono sempre state le colonne... Oggi mancano le vocazioni... Nelle parrocchie mancano le donne, che si trovano a portare un carico psicologico ed economico superiore alle loro forze. Il vissuto della donna oggi ha bisogno del confronto e del sostegno di Cristo. C’è un lavoro infinito da svolgere per illuminare il vissuto femminile”. Sant’Angela Merici apre una strada a tutti. Il Vescovo Luciano auspica che la proclamazione di S. Angela a Patrona della Diocesi di Brescia susciti il desiderio di assumere un modo di pensare ed esperienze tali da aiutare i fedeli a vivere correttamente la differenza sessuale, superando il conflitto uomo-donna. Dio ha voluto sottolineare la differenza, per farci capire che solo così possiamo operare in comunione e collaborare, ciascuno per la sua parte, per vincere le sfide del nostro tempo.


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“Et fati vita nova”. Angela Merici: l’inchiesta, i testimoni Giuseppina Zogno

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n occasione della solennità di Sant’Angela Merici e della sua proclamazione a patrona secondaria della diocesi di Brescia, la compagnia di S. Orsola Figlie di S. Angela con Scena Sintetica hanno presentato “Et fati vita nova, Angela Merici: l’inchiesta, i testimoni”, rappresentazione teatrale della biografia della Santa. Lo spettacolo é andato in scena nella Chiesa Inferiore del Santuario di Sant’Angela venerdì 22 gennaio, domenica 24 e mercoledì 27. Il testo, redatto e curato da Gianpietro Belotti, con la regia di Antonio Fuso, ripercorre la vicenda umana e l’apostolato di Sant’Angela, a cavallo fra il Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. La sua straordinaria esperienza evangelica, concretizzatasi nella fondazione della Compagnia di Sant’Orsola, ha conferito nuova dignità alla donna, con la consacrazione vissuta non più nei chiostri, ma nel mondo, all’interno delle famiglie. Guidata da un profetismo audace e nuovo, Sant’Angela ha posto al centro della sua moderna devotio il modello della Chiesa primitiva e delle prime comunità cristiane. La rappresentazione teatrale ha offerto un’esposizione puntuale degli eventi prodigiosi e dei pellegrinaggi che hanno segnato la vita della Santa, ricavati dalle fonti originali per garantire una ricostruzione il più possibile fedele. Le preziose te-


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stimonianze di Antonio Romano, Giacomo Chizzola, Padre Landini, Giacomo Tribesco, Agostino Gallo, Girolamo Patengola e Gabriele Cozzano si trovano riassunte nell’opera Vita della Reverenda et quasi beata madre suor Angela fondatrice della Compagnia di S. Orsola di Brescia, scritta dal notaio Giovan Battista Nazari che aveva raccolto le testimonianze giurate di quattro testimoni oculari sull’esemplarità della vita della Santa nel cosidetto “Processo Nazari”, istituto con l’approvazione del Vescovo Bollani. Lo spettacolo, nato nel gennaio del 2009 per la Solennità di Sant’Angela, si é arricchito quest’anno di un intenso coup de theatre; la Santa rivive nei suoi “arricordi”, per ribadire in punto di morte straordinari precetti: “Non ve perdeti d’animo, habiate speranza et ferma fede in Dio, che egli ve agiutarà in ogni cosa. Fate, movetive, credeti, sforzative, sperate, che senza dubio vedereti cose mirabile, drizzando tutto a laude et gloria di sua Maestade et utilitade delle anime”. La rappresentazione é una produzione di Scena Sintetica, per la regia di Antonio Fuso; voci recitanti di Maura Benvenuti, Lorenzo Biggi, Paola Facchetti, Rudi Fanelli, Armando Leopaldo, Richy Venosta; l’attrice Domenica Lorini nel ruolo di Sant’Angela. Dello spettacolo é stato realizzato anche un contributo filmato, curato da Don Italo Uberti, Direttore del centro audiovisivi della Diocesi di Brescia e Direttore del settimanale “La buona notizia”.


A M 4 SANT’ANGELA MERICI “INCONTRA” I SANTI PATRONI 13

FEBBRAIO

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Sant’Angela Merici incontra i Santi Patroni

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abato 13 Febbraio 2010 con una solenne processione le reliquie di Sant’Angela Merici sono state trasferite dal Santuario di via Crispi alla basilica dei Santi Faustino e Giovita, ove sono rimaste esposte insieme a quelle dei Patroni per tre giorni. Nello stesso luogo i fedeli, per la prima volta, hanno così potuto raccogliersi in preghiera dinanzi ai reliquiari dei patroni tutti. Movendo da via Crispi la processione ha attraversato corso Martiri, corso Zanardelli, via X Giornate, piazza Loggia e via S. Faustino ed è stata accompagnata dai canti della corale di S. Faustino e dalla lettura di alcuni scritti di sant’Angela. A reggere il reliquiario durante la processione è stato il vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari mentre dietro le croci e i ministranti c’erano le “Figlie di sant’Angela”, le consacrate e le altre religiose. Quindi i rappresentanti dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro e dell’Ordine di Malta, la banda musicale di Cologne, i gonfaloni di Brescia e Desenzano, città natale di sant’Angela, e le autorità civili tra cui i sindaci di Brescia e Desenzano, Adriano Paroli e Felice Anelli ed il presidente della circoscrizione centro Flavio Bonari. Al termine della processione, nella basilica dei Santi Patroni, la celebrazione della santa Messa celebrata da Mons. Monari, assistito da Mons. Vigilio Mario Olmi, dal vicario generale Mons. Gianfranco Mascher, dal provicario don Cesare Polvara e dal parroco di S. Faustino, don Armando Nolli. Nell’omelia il vescovo ha dipinto sant’Angela come “una donna che ha vissuto seguendo il suo alto ideale di perfezione cristiana. Ha anticipato la vita cristiana negli istituti secolari, una realtà che è stata riconosciuta dalla Chiesa ben quattro secoli dopo che sant’Angela l’aveva realizzata.


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Omelia per la traslazione delle reliquie di sant’Angela Merici in San Faustino Mons. Luciano Monari, Vescovo di Brescia

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l tamarisco è un albero triste; cresce solitario in luoghi deserti e, spinoso com’è, sembra voglia allontanare chiunque desidera riposarsi alla sua ombra. È il ritratto, per Geremia, di chi tronca deliberatamente ogni legame con Dio e concentra tutte le sue speranze in ciò che l’uomo è e può avere: ricchezza o forza o potere. Isolamento, aridità, sterilità sono gli effetti inevitabili di questa scelta stolta, che separa volontariamente da colui che, per definizione, è il sommo bene e che vorrebbe proclamare autosufficiente ciò che è solo carne, cioè vita fragile, limitata nel tempo e povera nella qualità. Immaginate, invece, dice il profeta, di trapiantare un albero vicino a un corso d’acqua; le radici si stendono in profondità a cercare la vena dell’acqua, per sfruttarne il potenziale stupendo di vita. Vedrete allora quell’albero invertire e fiorire; il caldo dell’estate non lo inaridisce, ed anche la siccità non lo spaventa, perché può attingere a un’acqua perenne; i suoi frutti non vengono meno. Così, dice il profeta, è l’uomo che pone in Dio la sua sicurezza e la sua fiducia; rimane un piccolo uomo con i suoi limiti, i suoi alti e bassi, le sue incertezze. Ma il suo cuore è ben radicato in Dio e in Dio trova una sorgente sempre nuova di vita, di desiderio, di amore. È come dire: hai davanti a te due vie: una è quella dell’autosufficienza, del consegnarti alla logica del mondo; l’altra è quella della fede, dell’aprirti a Dio. Se leghi la tua vita solamente alla carne, perirai con la carne perché la carne, per sua natura, è sottomessa a corruzione e morte; se leghi la tua vita a Dio, regnerai con Dio perché Dio è vita che non invecchia, amore che rigenera. Cristo, ci ha detto San Paolo, è risorto come primizia di coloro che sono morti. È risorto per noi, quindi per dare a chi vive in lui una speranza che non appassisce e non muore.


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Riascoltando queste parole, pensavo a quella straordinaria figura che è stata sant’Angela Merici. Un’immagine di donna sorprendente per il suo tempo: che perseguiva un ideale alto di perfezione cristiana ma nello stesso tempo continuava a vivere nel mondo, nelle ordinarie condizioni di vita. È stata una vita estremamente feconda, la sua, non solo perché da quattrocento anni ci sono, nel mondo intero, “Figlie di sant’Angela” che interpretano e vivono la loro vita alla luce dell’esperienza di lei; ma soprattutto perché il riferimento a sant’Angela ha donato a queste donne un senso forte della loro dignità, una consapevolezza viva del valore della loro vita, un desiderio forte di spendersi nell’amore di Dio e della Chiesa. Non c’è bisogno di ridire che il segreto di sant’Angela è stata la sua fede, il suo Amore a Dio, la fiducia in lui senza riserve. È stata solo questa sorgente che l’ha mantenuta coraggiosa e vivace in mezzo alle difficoltà e alle incomprensioni che non sono certo mancate. Difficoltà e incomprensioni che non sono difficili da capire, tanto sant’Angela era avanti rispetto ai suoi tempi. Tutti oggi riconoscono che sant’Angela ha anticipato quella forma di vita cristiana che è propria degli Istituti Secolari – istituti che propongono un cammino di santificazione e di consacrazione dentro a un contesto di vita laicale, nel mondo, non in convento, non in una comunità religiosa. Ebbene, questa forma di vita è stata riconosciuta dalla Chiesa nel 1947; e sant’Angela l’aveva immaginata e praticata secoli prima! È per questo che siamo fieri, come Bresciani, di avere sant’Angela come patrona e vorremmo essere degni di lei, imparare da lei a vivere in pienezza la vocazione che è iscritta nal nostro battesimo. Il concilio ci ha ricordato che la santità è la vocazione di tutti all’interno della Chiesa e Giovanni Paolo II, introducendoci nel terzo millennio, scriveva “è ora di riproporre a tutti, con convizione, questa misura alta della vita cristiana ordinaria”. È proprio questo che sant’Angela aveva capito e che ha cercato di far vivere con la sua Compagnia. La santità, infatti, consiste essenzialmente nel dare alla vita quotidiana la forma evangelica, quella delle beatitudini, quella del Padre nostro, quella del vangelo intero. In questo consiste quello che, con un’espressione non particolarmente felice, chiamiamo ‘il sacerdozio comune che appartiene a tutti i battezzati, nessuno escluso. È questo sacerdozio che sant’Angela ha praticato e ha insegnato a praticare col suo esempio e con le sue parole. E non è quello di cui abbiamo oggi urgentemente bisogno? Paolo vi riteneva che il problema più grave della Chiesa oggi sia la separazione che si è venuta a creare tra fede e vita: due logiche di pensiero e di azione che procedono parallele, non s’incontrano e non si fecondano a vicenda. La fede che non


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riesce a incarnarsi in gesti coerenti rimane pura idea astratta o desiderio sterile; la vita che non riesce ad assimilare la forma della fede rimane quindi pagana, mondana, incapace di manifestare il vangelo. Sant’Angela ha insegnato a unire fede e vita e a unirle anche fuori dei monasteri, anche in mezzo al mondo. Quanto avremmo bisogno di donne come lei! Quando dico: donne come sant’Angela non voglio dire donne che vivano esternamente come sant’Angela. I tempi sono cambiati e stanno cambiando vertiginosamente; sarebbe stolto pensare di fermare il tempo e di irrigidire i comportamenti. Intendo invece donne cristiane che sappiano fare oggi quello che lei, sant’Angela , ha fatto quattro secoli fa, affrontando le sfide culturali del mondo d’oggi, frequando i normali luoghi di lavoro e di vita ma portando in ogni luogo l’anima del vangelo fatta di saggezza, di responsabilità, di amore. Naturalmente questo è il compito di tutti i cristiani battezzati - uomini o donne che siano. Ma posso dire che il discorso diventa particolarmente urgente per le donne? Da sempre sono le donne che fanno gli uomini, non solo nel senso che li mettono al mondo ma nel senso che trasmettono loro le percezioni fondamentali dei valori che dirigono le scelte quotidiane. Il mutamento del vissuto femminile è forse la più profonda delle rivoluzioni di cui siamo testimoni; è uno dei ‘segni dei tempi’ che dobbiamo scrutare per riconoscere correttamente il disegno di Dio sulla storia. Può essere davvero l’occasione di crescita di umanità, ma è indispensabile che le donne riescano a dare una forma cristiana al loro vissuto anche con con tutte le trasformazioni che questo vissuto sta conoscendo. Il rischio è che la trasformazione sia troppo repentina e non permetta che si sviluppi una consapevolezza critica di quanto sta avvenendo; che quindi le scelte vengano fatte sotto la pressione di interessi e di ideologie e non attraverso una riflessione lucida e una crescita autentica di libertà. Sarebbe insufficiente, ad esempio, una figura femminile mascolinizzata – sarebbe, anzi, inutile perché i maschi ci sono già. Sarebbe inadeguata una figura femminile autoreferenziale, costruita sul desiderio di un’autoaffermazione autonoma, come se la donna dovesse esistere solo per se stessa. La differenza sessuale – maschio e femmina – dice nello stesso tempo incompletezza e complementarità, quindi differenza e relazione in un arricchimento reciproco; se queste dimensioni diventeranno operanti nell’esperienza di donne e uomini d’oggi, il travaglio che stiamo vivendo diventerà fecondo di bene. C’è di più: la differenza sessuale è posta all’origine e alla radice di tutte le differenze che


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caratterizzano l’esperienza umana; il modo di pensare e di vivere l’identità sessuale determina anche il modo di percepire e di vivere tutte le altre differenze che esistono tra noi. È decisivo, allora, che le differenze appaiono non come motivo di separazione dall’altro ma come occasione positiva di rapporto e di complementarità. Nessuno è in grado di anticipare il futuro. Ma, se ha ragione Geremia, potremo costruirlo saggiamente se siamo ben radicati in Dio. Vengono in mente le ultime parole del discorso della montagna in Matteo: “Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo saggio che ha edificato la sua casa sulla roccia”. Certo, la parola di Dio non risolve i singoli problemi che di volta in volta ci si presentano davanti; Dio non vuole sostituirsi alla nostra intelligenza e alla nostra coscienza. ma la parola di Dio ci offre un orizzonte ricco di significato entro il quale tutte le scelte particolari che possiamo fare trovano il loro posto. Sapere che non siamo al mondo per caso, ma chiamati dalla volontà personale e amica di Dio; sapere che non esistiamo per la morte ma che la resurrezione di Cristo ha aperto anche per noi un sentiero oltre la morte; sapere che gli altri, in mezzo ai quali viviamo, non sono per principio dei nemici e che al contrario siamo chiamati a diventare fratelli come figli di un unico Dio... sapere tutto questo non risolve, come dicevo, i singoli problemi della politica o della cultura. Ma permette di affrontarli con fiducia, di risorgere dopo gli eventuali errori, di controllare i nostri istinti più egoisti, di sottoporre a giudizio critico tante abitudini che si impongono solo perché sono diffuse. Ci aiuti sant’Angela nostra patrona; ci ottenga la necessaria chiarezza di pensiero e saggezza di vita.


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A M 5 RASSEGNA STAMPA


AM RASSEGNA STAMPA

BRESCIA OGGI Giovedì 21 Gennaio 2010


GIORNALE DI BRESCIA Giovedì 28 Gennaio 2010


AM

GIORNALE DI BRESCIA Giovedì 21 Gennaio 2010

RASSEGNA STAMPA


GIORNALE DI BRESCIA Lunedì 25 Gennaio 2010


L!ECO DELLE PERTICHE 1-2010


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A M 6 FELICITAZIONI

DAL

MONDO


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Gentile omaggio a Sant’Angela dell’artista Moede - Jansen


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In occasione della proclamazione di Sant’Angela Merici a patrona secondaria della città di Brescia sono giunte da tutto il mondo testimonianze di vicinanza e partecipazione all’evento. Per ragioni di spazio ne riportiamo solo alcune.

Mons, il 13 Gennaio 2010 Carissima Maria Teresa, ho ricevuto con tanta gioia la notizia della proclamazione di Sant’Angela come Patrona secondaria della Diocesi di Brescia! Per tutte le Orsoline, c’è una bella testimonianza della devozione per Sant’Angela. La ringrazio per l’invito personale ad assistere a questo avvenimento importante. Purtroppo, la distanza non mi permette di partecipare alla sua gioia… La conservo nella mia preghiera, carissima Maria Teresa, ed auguro un Nuovo Anno 2010 pieno di grazia e della pace del Signore per Lei e tutte le sue consorelle. Con affetto ed il mio ottimo ricordo. Maria Sejnaeve O.S.U. Orzinuovi 20 - 01 - 2010 Preg.ma Superiora, sono veramente felice di salutare Sant’Angela “Compatrona”. Sono molto riconoscente alla persona che ha promosso l’iniziativa. Riflettendo sul bene che ha prodotto la Compagnia di S. Angela meritava proprio che la Santa ricevesse il titolo di “Compatrona”. Io vivrò spiritualmente questi giorni benedetti e seguirò Teletutto che certamente trasmetterà la celebrazione. La mia età non mi consente di partecipare a solenni celebrazioni. E’ una piccola croce per me ma la devo proprio portare. Auguro che tutto si risolva in copiose benedizioni. Per questo prego. Io godo molto la intercessione di S. Angela. La penso in buona salute e le auguro e prego un avvenire felice. Don Giuseppe Treccani Solennità di S. Angela 2010 Carissima Maria Teresa, vengo con lo scritto a ringraziare sentitamente per l’invito alla solenne celebrazione di S. Angela , che verrà proclamata Patrona secondaria della Diocesi di Brescia Carissima Maria Teresa. Mi unisco a te, a voi tutte care Sorelle, figlie di S. Angela a ringraziare e lodare il Signore, per questo straordinario evento. Non potrò essere presente personalmente, ma lo sarò con la preghiera e con l’affettuosa vicinanza che ho con la benemerita Compagnia e con ciascuna di voi. Auguri!! Buona festa. Con affetto. Sr. Anna Ferramonti


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11 - gennaio - 2010 Auguri! Carissima Maria Teresa, ho ricevuto proprio in questi giorni il programma e l’invito per una festa di S. Angela davvero speciale... con la proclamazione della nostra Madre e Fondatrice Patrona secondaria della Diocesi di Brescia. Siamo tutti molto onorati e felicissimi di un così alto riconoscimento. So che diverse sorelle cercheranno di essere presenti. lo sarò con tutta l’unità spirituale, ma dovrei essere a Singapore con la presidente per la consacrazione a vita delle prime due sorelle di quello stato... anche se proprio l’altro ieri sono caduta sul ghiaccio e mi sono fratturato l’omero alla spalla sinistra. Vedrò come sto e cosa vuole il Signore. A te, a tutta la tua Compagnia e a tutti gli amici di S. Angela un carissimo ricordo nella preghiera e un forte abbraccio. Kate Dalmasso 1 - febbraio - 2010 GRAZIE molte perchè godiamo anche noi della grande gioia delle Orsoline di tutto il mondo, e di Brescia in particolare, per il riconoscimento così grande della nostra Madre e Fondatrice. Ero a Singapore con la presidente e vi abbiamo pensate molto. GRAZIE infinite per tutto il vostro lavoro e il vostro impegno. S. Angela protegga noi e la Diocesi e la città di BRESCIA. Un affettuoso abbraccio a tutte. Kate Dalmasso - già Presidente dell’Istituto Federato 1 - gennaio - 2010 Carissima Maria Teresa, Ti ringrazio dell’invio delle locandine e dell’invito per i momenti celebrativi in occasione della proclamazione di Sant’Angela Patrona secondaria della città di Brescia! È una notizia molto bella che mi sono premurata di diffondere, attraverso la circolare, a tutte le Compagnie federate e a tutti i Gruppi! Questo riconoscimento costituisce una gioia grande che certo non aggiunge nulla alla santità della nostra cara Madre, ma ricade come dono di grazia sulla città di Brescia e su tutta la Chiesa che Sant’Angela ha certamente amato! Come avevo già avuto modo di dirti quando ci siamo viste a Siena, non potrò essere presente, e mi dispiace, ma da Piacenza verrà Ileana e qualche altra Sorella. Ti ricordo e ti abbraccio con affetto. Maria Rosa Razza - Presidente Istituto Federato 12 - gennaio - 2010 Chère Maria Theresa, Je vous remercie beaucoup pour la documentation entourant le bel événemnt du choix de sainte Angle comme patrone secondaire du diocèse de Brescia. Nous réjouissons avec vous du rayonnement de notre Mére et nous serons unies de coeur avec vous pour les célebrations de la fin janvier. En communion, Louise Gosselin - o.s.u. et Ursulines de l’Union canadienne.


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COMUNE DI BRESCIA - Brescia, 12 - Gennaio - 2010 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Gentile Madre Maria Teresa Pezzotti, ho ricevuto il Suo cortese invito a partecipare alla solenne celebrazione – presieduta dal Vescovo mons. Luciano Monari – per la proclamazione di Sant’Angela Merici Patrona secondaria della Diocesi di Brescia. Sarò lieta di partecipare ad un evento così significativo e, nel ringraziarLa per l’attenzione rivoltami, colgo l’occasione di porgere le mie più vive cordialità. Simona Bordonali Gennaio 2010 Les Ursulines de la Communauté de Tours Carissima Maria Teresa, io vengo a offrirti di tutto cuore i miei auguri migliori per il nuovo anno, a te e a tutta la Compagnia, e anche al Centro Mericiano. Ho spesso l’occasione di pensare a voi leggendo uno o l’altro capitolo del magnifico volume che mi avete fatto pervenire: “La Sponsalità: dai monasteri al secolo” quale lavoro di riunire e di stampare questi documenti da formare una vera fonte per la ricerca e l’approfondimento della fondazione unica di S. Angela! Ho avuto una grande gioia trovandovi le quattro tele di Pompeo Ghitti che avevo ammirato presso di voi; soprattutto quella della visione che mi ha incantato. Tu sai che io adesso sono superiora di una nostra piccola comunità di nove Suore (una è Novizia) a Tours presso M. dell’Incarnazione, una così profonda Figlia di S. Angela che fu la prima a portare il suo carisma al di là del mare e della frontiera europea. Voglia tu trasmettere al prof. Belotti tutta la mia amicizia. Molto unita a voi con una fedele affezione in questo 475° di fondazione della Compagnia. Ti abbraccio. M. Colette Lignon COMPAGNIA DELLE FIGLIE DI S. ANGELA MERICI Siena, 19 - gennaio - 2010 Carissima Maria Teresa, sentimi fraternamente e gioiosamente partecipe della cara festa in onore della vostra, nostra amata S. Angela. Ormai non sono più in condizioni di muovermi e di affrontare viaggi e questo lì per lì mi costa, ma tutto cerco di rimettere in Dio e di stare ugualmente contenta: contenta, sì, perché qualunque rinunzia è sempre niente in confronto del troppo ricevuto nella vita dal nostro celeste Sposo… Penso alla tua fatica, perché questi eventi ne richiedono tanta e anche se ci sono aiuti preziosi la responsabilità è sempre quella che pesa di più. Ma tutto è per Lui ed anche per la gioia di chi ci vive intorno. Con affetto. Simonetta Fu profonda la commozione per la vostra venuta a Siena: l’ho vissuta come una benedizione dal Cielo delle nostre fondatrici che in terra si conobbero, si stimarono, si aiutarono.


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21 - gennaio - 2010 Carissima Maria Teresa Pezzotti e Compagnia di S. Orsola di Brescia. Il felice ricorrere della Solennità di Sant’Angela Merici è sicuramente tempo prezioso per ringraziare e lodare il Signore. Mentre ringrazio della comunicazione-invito e mi complimento per le iniziative religioseculturali in programma auguro che la preziosa ricorrenza sia di sostegno alla fedeltà al carisma, alla crescita vocazionale e alla fecondità della missione nella Chiesa delle Compagnie e degli Istituti che hanno in Sant’Angela Merici una vera madre. Purtroppo non potremo essere presenti, però è certo che anche il nostro Istituto di Orsoline di Somasca è unito nella comune preghiera. Porgendo auguri di santità, saluto con cordialità e stima. Sr Letizia Pedretti - Superiora Generale. Breganze, 21 - gennaio - 2010 Cara Maria Teresa, ho ricevuto il programma e l’invito a partecipare alla festa di Sant’Angela. Tutto bellissimo, grazie. Mi congratulo per queste manifestazioni, ma non ho la possibilità di partecipare. Le nostre domeniche, con le attività di formazione della casa, sono sempre piene. Sono con te e con tutte voi nello Spirito, in comunione di fede e di gioia per San’Angela, grata a Dio per tutto l’amore e l’interesse che scuscita la nostra Santa. Se sarà realizzato un DVD dello spettacolo Et fati vita nova, gradirei essere informata e poterlo acquistare. Il mio saluto a tutte quelle che mi ricordano e a te un fraterno abbraccio. Suor Licinia Faresin - ex Coopresidente CIM 22 - gennaio - 2010 Carissima Maria Teresa, Mi unisco a voi per il 24 gennaio quando S. Angela verrà proclamata Patrona secondaria della città di Brescia e diocesi. Avrei voluto essere presente di persona a questa cerimonia ma come non mi è possibile, puoi essere sicura che sarò presente col cuore e l’affetto per la cara Compagnia di Brescia che considero sempre come la mia Compagnia! Ti prego di presentare i miei ringraziamenti alla Presidente dei Centro mericiano e a tutte quelli che ci hanno mandato posters, invitto speciale, ecc. Veramente la vostra Compagnia è molto attiva e ne sono contenta. Congratulazioni e auguri vivissimi. La tua Jacqueline Morin - Istituto Federato del Canada

27 - gennaio - 2010 Buona Festa oggi! Che meraviglioso tributo a S. Angela! I molti articoli su di lei rendono veramente Madre Angela più viva ora e diffondono il suo messaggio. Poco sapevo che saremmo state capaci di “restare aggrappate insieme con legami di carità”, stimandoci l’un l’altra, aiutandoci a vicenda, sostenendoci reciprocamente in Cristo Gesù in tutto il mondo attraverso la posta elettronica! Suor Patricia Homan manda i suoi migliori auguri e quelli delle Orsoline del Brown County a Maria Teresa e a tutte voi. Celebriamo! Ruth Podestà


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28 - gennaio - 12010 Grazie per averci fatto partecipare con tutte voi a questo momento importante. Possa S.Angela accompagnarci nel nostro viaggio. Suor Angelita Zawada - Suore Orsoline di Cleveland, Ohio U.S.A. 22 – gennaio - 2010 Carissima Madre Maria Teresa e tutte mie care Sorelle. Tanti auguri per la Festa di St Angela, ma sopratutto per il 24 gennaio quando la nostra Santa Madre sarà proclamata Patrona non solamente della Città, ma anche della Diocesi! Grazie al Signore! Nel nome della nostra Provinciale e di tutte le Orsoline della Croazia auguri e preghiere! Ho detto a molte persone di questa Festa di Domenica, 24. Mi dispiace, ma non posso essere presente nel corpo, ma sarò con il cuore e con le mie preghiere. Saluti e ringraziamenti a tutti quelli che erano responsabili e meritevoli per questa grazia e chi saranno presenti. Nel Signore, cori amore e ringraziamento. Sr. Klaudija Duran - Orsolina di Varazdin

Carissima Superiora e tutte consorelle auguri a tutti voi, è una gioia sentire che Sant’Angela verrà proclamata come Patrona secondaria della città di Brescia e Diocesi, noi ci partecipiamo con il nostro spirito, uniamo insieme nell’amore della nostra Madre Angela. Sr. RitaVas - Orsolina Francescana di Mangalore India

Monte Castello (Tignale) 27 – gennaio - 2010 Carissima Maria Teresa, sono all’Eremo di Monte Castello con un gruppo di sacerdoti della Diocesi di Mantova per un Corso di Esercizi Spirituali. Qui celebro la festa liturgica di Sant’Angela, ma il pensiero e il cuore sono anche a Brescia, a Casa S. Angela e al bellissimo Santuario a Lei dedicato. Sono particolarmente lieto del “titolo” ufficiale che la Congregazione per il Culto Divino ha attribuito alla grande Santa Bresciana come “Patrona secondaria” della Città e della Diocesi. Era tempo che ciò avvenisse! Rallegrando spiritualmente la Chiesa Bresciana, ma anche tutte le “realtà” e le istituzioni che si rifanno a S. Angela e al suo carisma, oltre che ai suoi devoti. Mentre vi ricordo tutte in questa ricorrenza liturgica, rinnovo il pensiero della mia viva e fraterna riconoscenza a Lei e alla cara “Compagnia” di Brescia, affidandomi anch’io al vostro ricordo orante. S. Angela – “La Madre” – intercede per tutti noi i doni del Signore che sono necessari al vostro cammino. Con speciale saluto, aff.mo Don Gian Giacomo Sarzi Sartori - Vicario Generale


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Roma, 12 - gennaio - 2010 Carissima Signorina Maria Teresa, A nome della Madre Generale M. Cecilia Wang, che sta adesso visitando le nostre Suore nei Carabi e nel Messico, La ringrazio del suo cortese invito a partecipare alle celebrazioni che si svolgeranno quest’anno a Brescia con particolare solennità attorno alla festa di Sant’Angela. L’assicuro che le Orsoline della nostra Unione saranno informate della prossima proclamazione di Sant’Angela come patrona secondaria della Diocesi di Brescia. Nello stesso giorno della proclamazione Vi saremo unite nella gioia e nel ringraziamento a Dio per la personalità di Sant’Angela, per quello che Sant’Angela è per il nostro mondo ed anche per noi tutte, le sue Figlie, che la seguiamo vivendo nella Chiesa il suo carisma e il messaggio che ci ha lasciato. Il programma delle celebrazioni di queste festività di Sant’Angela ci sembra molto ricco e variegato, comportante perfino la rappresentazione teatrale “Et fati vita nova” basata sul testo del professor Gianpietro Belotti. Madre Cecilia non potrà venire a Brescia quest’anno in gennaio, dato che il suo ritorno in Italia è previsto per la metà del mese di febbraio. Certamente Vi sarà unita nella preghiera. Ed anche noi tutte, qui a Roma, Vi saremo unite nella preghiera di ringraziamento per il dono di Sant’Angela. Fraternamente. Sr. Iwona Skorupa, osu - Vicaria Generale

Monastero dell’Immacolata - Clarisse Cappuccine Via Arimanno, 17 - 25127 Brescia “Cantate al Signore un canto nuovo, egli ha fatto meraviglie, alleluia!” Carissima Superiora Maria Teresa Pezzotti e carissime Figlie di Sant’Angela Merici il Signore vi dia pace! Con grande gioia partecipiamo a questo meraviglioso evento ecclesiale e ci uniamo a tutte voi con un grande affetto, emozione ed esultanza. Ringraziamo immensamente il Signore per averci donato una donna straordinaria come Sant’Angela e ringraziamo tutte voi per la continua, significativa ed importante presenza in questa città di Brescia, nella quale la vostra testimonianza ci sostiene e conforta. Unite a voi preghiamo, affinché il carisma della Fondatrice si propaghi sempre più, generando, attraverso lo Spirito frutti copiosi di santità. Il Signore benedica ogni vostro lavoro, ogni vostro progetto, ogni vostro passo, ogni vita donata a beneficio della nostra amata Diocesi e dell’intera Chiesa universale. A lei cara Superiora Maria Teresa e a tutte le sorelle, tanti cari auguri di ogni bene. Sr. Elena Mazza e le sorelle


AM INDICE

INTRODUZIONE

pag. 3

1 - RITIRO DEI SACERDOTI

Lettera ai sacerdoti bresciani

pag. 7

La santità nell’economia della salvezza

pag. 9

La memoria di S. Angela tra Ottocento e Novecento

pag. 15

Sant’Angela Merici: proposte di una pedagogia

pag. 17

2 - RITIRO PLENARIO DELLA COMPAGNIA

La Parola del Superiore

pag. 23

La Parola della Superiora - Introduzione al ritiro

pag. 37


3 - SOLENNITÀ DI SANT’ANGELA – 22-24 GENNAIO 2010

Sant’Angela Merici e il suo tempo

pag. 47

Sant’Angela nel ricordo del suo segretario

pag. 50

La compagnia oggi

pag. 51

Sant’Angela Merici: la storia e l’attualità

pag. 55

Una Santa per la città di Brescia

pag. 63

Un dono di Dio per tutta la Chiesa

pag. 67

24 GENNAIO 2010 - Proclamazione di Sant’Angela Merici

pag. 73

Cronaca di un giorno speciale

pag. 79

Sant’Angela Merici patrona dei bresciani

pag. 93

“Et fati vita nova”

pag. 87

4 - SANT’ANGELA MERICI “INCONTRA” I SANTI PATRONI

Sant’Angela Merici incontra i Santi Patroni

pag. 93

Omelia per la traslazione delle reliquie di Sant’Angela

pag. 95

5 - RASSEGNA STAMPA

pag. 103

6 - FELICITAZIONI DAL MONDO

pag. 111


Si ringraziano per le fotografie: Foto Eden - Maria Emma Micheli

Realizzazione DGM Stampa Tipografia Squassina Brescia 2010


Voce Documenti n. 20  

Periodico di informazione religiosa

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