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Due donne un carisma

ANNO XV

Due donne un carisma

Maggio-Giugno 2010

Vino che ci da gioia, che riscalda il nostro cuore, sei per noi il prezioso frutto della vigna del Signore. Dalla vite ai tralci Scorre la vitale linfa Che ci dona la vita divina, scorre il sangue dell’amore. Pane della vita, Sangue di salvezza, vero corpo, vera bevanda, cibo di grazia per il mondo. (Inno Eucaristico)

“Io sono la vera vite” – dice Gesù. (Gv. 15,1) Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Gv. 13,1). Così S. Giovanni inizia il racconto della passione; la sua vita è stata un dramma motivato dall’amore: la sua morte diventa il compimento dell’amore. (dalla lettera pastorale del Vescovo Mons.Luciano Monari per l’anno 2009-2010)

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Pubblicazione sulla spiritualità delle2010 sorelle Girelli MAGGIO-GIUGNO

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Due donne un carisma SOMMARIO ELISABETTA GIRELLI:...............................pag. 2 La resa definitiva MADDALENA GIRELLI:.............................pag. 3 Effusione d’amore con Gesù Sacramentato INDIRIZZO E PASCOLO ALLA PIETÀ:............................................................pag. 4 Il SS.mo Sacramento è il Paradiso in terra PENSIERI DIVOTI CAVATI DALLE SACRE SCRITTURE . ......................................pag. 5 di Maddalena Girelli PENTECOSTE 201o ......................................... pag. 6-7 Credo? ! . . la Chiesa Santa !

Pubblicazione sulla spiritualità delle sorelle Girelli Anno XV - 2010 - numero 03 a cura di Giuseppina Zogno Via F. Crispi, 23 - 25121 Brescia Tel. 030.295675 - 030.3757965 E.mail: angelamericibs@tiscali.it c/c postale n. 12816252 Direttore responsabile: don Antonio Fappani Progettazione grafica e stampa: COM&PRINT srl - Brescia

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ELISABETTA GIRELLI: La resa definitiva

La vivacità di Bettina era estrema e, anche senza volerlo, spesso disturbava il normale svolgersi della vita del collegio. Ma non riusciva proprio a correggersi. A frenare i suoi “bollori” le giovò un disturbo che le venne ad una gamba e la tenne sequestrata per tre mesi. Fu per lei una grande penitenza, ma trovò la forza di sopportare tutto leggendo un libretto che trattava della passione di Gesù. Meditando sulle sofferenze del Signore nella quiete, si risvegliavano in lei grandi desideri di donarsi totalmente a Dio. Aveva ormai raggiunto i 13 anni ed era bene orientata: obbediva a Maddalena, era in pace con le compagne, si applicava con amore alle pratiche di pietà, amava le ammalate e, col permesso delle educatrici, le visitava ogni giorno. Inoltre, aggiungeva atti di mortificazione, come si usava in convento, quasi per tacitare la sua inquietudine… Ma l’ispirazione di donarsi a Dio non l’abbandonava mai. Ci fu, in seguito, un corso di Esercizi Spirituali per la comunità e Bettina propose, durante quei giorni santi, di ascoltare con particolare attenzione la Parola del Signore. In verità, provò molte ripugnanze ed esitazioni a rispondere affermativamente alla Parola di Dio e agli impulsi della grazia. Si astenne, perciò, per tre giorni consecutivi dalla merenda e offrì questo sacrificio alla Vergine Addolorata per aver la forza di manifestare lo stato della sua anima al dotto e santo predicatore del “Corso”. Finalmente riuscì a superarsi, gli espose i suoi problemi e la risposta che ottenne fu illuminante e confermativa. Il confessore le permise di considerarsi già consacrata a Dio nei tre anni che ancora le rimanevano di permanenza in collegio, poi, in età più matura, avrebbe deciso la scelta definitiva dello stato di vita. “Intanto – le disse il Padre – Prepara l’animo ai sacrifici, poiché questa è la tua strada. A 17 anni sarai capace di una decisione assoluta e ricorda che, prima di consacrarti a Dio interamente, incontrerai grandi croci.” Infine il Sacerdote le tracciò un programma di vita. Le parole del Ministro di Dio furono liberanti. Bettina lo ricorderà, a distanza di anni, come l’inizio di una vita spirituale veramente “impegnata”. Nel diario annoterà: “Ciò che prima mi pareva impossibile, dopo mi parve facilissimo e provai tanta calma e consolazione interna, che senza saperlo mutai temperamento. Oh, qual gioia di paradiso nella Comunione in cui per la prima volta mi considerai come “cosa” di Gesù!” Ormai il percorso è tracciato e Bettina decide di percorrerlo fino in fondo con tutto l’ardore e la generosità di cui è capace.

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Due donne un carisma MADDALENA GIRELLI: Effusioni d’amore con Gesù Sacramentato Nella festa del Corpus Domini, che la Chiesa ha istituito per l’adorazione eucaristica, Maddalena annota nel suo diario: “Oggi fu il giorno dell’amore…tutti gli affetti miei… oh, non fossero così languidi e meschini, ma piuttosto immensi, ardenti, inestinguibili, per amare un po’ meglio… Nella processione del Corpus Domini ho provato dei momenti inesplicabili: sentiva il mio cuore commosso dalle più dolci emozioni: avrei voluto avere in mio potere tutti i cuori delle creature ed immolarli tutti al mio Gesù Sacramentato come vittime d’amore. Con grande fatica trattenni le lacrime, che mi venivano tranquillamente e dolcemente sul ciglio, e parevami di non poter reggere agli ineffabili impulsi dell’Amor divino… Oh! Gesù, tu solo vedesti il mio cuore…Tu lo sai, tutto il mondo non ha per me più alcuna attrattiva: tu solo sei il mio tutto… tu solo mi basti per tutta la vita e per tutta l’eternità…” L’adorazione di Nene continua anche nei giorni seguenti, sviluppando nuove riflessioni. Sotto l’azione dello Spirito Santo, ella si abbandona ai sentimenti che esse le ispirano. “Nel meditare la vita attiva del Cuore di Gesù Sacramentato, restai profondamente penetrata da questo riflesso: Gesù non si è contentato per tuo amore di fare quel che era necessario

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per la tua salute: ma quanto non vi aggiunse per darti incontrastabile e certa prova del suo amore per te! E tu ti contenteresti di quelle occasioni di patire ch’egli per tua salute ha ordinato che ti accadano, senza aggiungere qualche cosa di spontaneo che gli testifichi la tua corrispondenza?! Questo certamen-

te non sarebbe una prova di amor generoso e delicato… L’amore è dinamico, creativo, non sta inerte, deve trovare la strada per irrompere e manifestare all’amato la sua dilezione”. Maddalena ci propone due esempi: l’atteggiamento dell’amico e quello della sposa. “Qual è quell’amico che richiesto dal suo amico d’un favore, non si professi pronto a fargliene non uno, ma cento? Qual’è quella sposa si parca collo sposo che gli offra quel tanto solamente che non gli può togliere? Questo non sarebbe un rapporto d’amore, ma un meschino contratto. Gesù mio – invoca Maddalena – ispiratemi sentimenti più nobili e più grandi di amore e di sacrificio”. Possiamo ancora cogliere i frutti dell’Eucaristia, ricevuta e contemplata a lungo nel silenzio, dagli scritti di Maddalena, quando scrive: “Oggi il Signore ha sostenuto sensibilmente colla sua divina grazia l’anima mia. Perciò esperimentai quello che dice il Kempis : Quando Gesù è presente tutto è facile e dolce. Nella Santa Comunione il mio Gesù ha dato all’anima mia uno sguardo d’amore che vi ha lasciato molta luce e grande tranquillità… Oh, venga, venga presto quel giorno che, investendomi con ardore, questa fiamma celeste mi consumi e mi annienti!... Buon Gesù, date voi costanza e fedeltà alle vive brame della povera anima mia!”

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Due donne un carisma INDIRIZZO E PASCOLO ALLA PIETÀ: Il SS.mo Sacramento è il Paradiso in terra Spesso capita che l’uomo abbia dei tesori a disposizione e non vi faccia caso. è ciò che avviene a molti di noi nei confronti dell’Eucaristia. Elisabetta Girelli vuole scuotere le giovani e condurle a prender coscienza del Dono immenso che il Padre mette nelle nostre mani. Scrive: “Se il Paradiso altro non è che la vista e il godimento di Dio, la Santa Comunione dovrebbe, o giovanette, essere il nostro Paradiso .... Quell’OSTIA CONSACRATA che noi vediamo cogli occhi corporali, non è forse vero Corpo di Gesù Cristo, per nostro amore rimpicciolito e, direi quasi, annientato sotto le specie di poco pane? Non vede in Lui la fede nostra quell’amoroso Bambinello che nacque per salvarci nella grotta di Betlemme? ... Quell’amabilissimo Redentore che percorse le strade della giudea istruendo e beneficando tutti? ... Quel Gesù, cosi bello ed amabile, che forma l’estasi beata di tutti gli angeli e di tutti i santi del Cielo?” Magari, riuscissimo a scoprirlo così, nonostante le povere apparenze del pane, sotto le quali si presenta a noi! ... Bettina ci assicura che “la sua presenza ci farà beate, se l’amiamo di cuore ... La sua conversazione è più dolce all’anima che non favo di miele; in Lui si trova la vera felicità”. Facendo eco al salmo, Elisabetta effonde la sua anima nel desiderio del possesso di Cristo. “Oh, quanto sono dolci , o Signore i Vostri tabernacoli! L’anima mi vien meno per il desiderio di tanta felicità”. Ella si confonde al pensiero di un grande sovrano che mosso a compassione dell’ultimo dei suoi sudditi, decide di

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porre accanto a Lui la sua abitazione per potergli essere vicino, assisterlo e consolarlo e commenta: “I re di questo mondo sono ben lungi dal fare quello che ha fat-

to per noi il Re del cielo. Il suo misericordiosissimo Cuore per consolarci e beneficarci, è venuto ad abitare fra noi e ci ha promesso di starvi fino alla consumazione dei secoli, e notte e giorno ci invita, ci aspetta, ci accoglie con in indicibile amore, basta , che andiamo a Lui col desiderio di amarlo…E perchè la vista del la nostra viltà e dei nostri demeriti non ci allontani da Lui, nasconde ogni splendore della Sua Gloria.” Intorno a Gesù tutto è silenzio, non c’è nulla che solleciti

la nostra curiosità, che appaghi i nostri sensi ... La silenziosa discrezione con cui Gesù Sacramentato si offre a noi per darci l’opportunità di una risposta libera al suo Amore annientato, dovrebbe farci piangere di compunzione ... e, invece, noi lo lasciamo solo e abbandonato. Elisabetta ci fa riflettere sulla nostra insensibilità e indifferenza.”Quando noi vogliamo bene a qualcuno, gustiamo la sua compagnia; ma che dovrà dire Gesù dell’amor nostro se così presto ci stanchiamo di stare con Lui, nè sappiamo starvi nemmeno mezz’ora dopo la Santa Comunione senza distrarre la mente in mille vani pensieri e il cuore in mille affetti lontani da Lui?” La domanda è provocatoria, ma certamente rivelatrice del disamore con cui spesso trattiamo Gesù nel Santissimo Sacramento . Bettina insiste: “I suoi (di Gesù) disegni in questo Sacramento sono tutti disegni d’amore: Egli vorrebbe farci sentire la sua voce, donarci le sue grazie; e quante volte avrebbe voluto versarle nel nostro cuore! Ma lo trova chiuso ... Batteva e noi non volevamo rispondergli …Si umiliava, fino a chiedere il nostro misero cuore, e noi ci ostinavamo a, non volerglielo dare. Ma perché?” Elisabetta non si dà pace per una cosi inspiegabile sordità ai richiami del Signore. Scrive: “Togliamo, per carità ogni ostacolo all’amore, di Gesù Cristo, e nella prima comunione che faremo, offriamo a Lui quella cosa ... che fino ad ora ci ha impedito di amarlo, e con vivi sentimenti di fede, di riverenza e d’amore, dividiamo cogli angeli la dolce cura di corteggiare il Re del cielo”.

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Due donne un carisma PENSIERI DIVOTI CAVATI DALLE SACRE SCRITTURE di Maddalena Girelli “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda.” (Gv. 13,25) “Parmi. sorelle carissime, che la nostra Santa Madre ci guardi dal cielo, e rivolga anche a noi tutte unite le belle parole di Gesù Cristo, che diceva un giorno ai suoi primi seguaci: In questo conosceranno tutti che siete miei amici, se vi amerete a vicenda. Apriamo il cuore nostro, sorelle, a ricevere questa esimia lezione di carità, procuriamo di gustare la dolcezza dell’amore fraterno, stringendoci tutte come un sol cuore al sacro legame della figliolanza di S. Angela!” Con queste parole Maddalena esordiva nel commentare il versetto 25 del capitolo 13° del Vangelo di Giovanni sull’amore ; e continuava, sottolineando che tra tutte le virtù la più eccelsa è la carità”. Non la scienza diceva - non i miracoli, non alcuna delle altre virtù, che pure esercitano i veri cristiani, ma che più spesse volte sono contraffatte dagli empi e simulate dai cristiani cattivi. Poichè, per esempio ,la povertà, il disprezzo delle ricchezze le praticavano anche gli antichi folosofi che seguivano il lume della ragione. La pietà e la divozione era, praticata dagli scribi e dai farisei,ma era falsa e sappiamo che Cristo li chiamava sepolcri imbiancati. L’austerità della vita la esercitano taluni anche oggidì in paesi idolatri e credono, con questo, di far omaggio ai loro dei. Ma la perfetta carità

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non l’ha insegnata e praticata che Gesù Cristo e volle che essa fosse l’impronta e il carattere dei suoi veri seguaci”. Come esempio impareggiabile fra tutte le creature , Maddalena presenta l’Immacolata . In Lei la virtù della carità fu veramente incomparabile. A Lei le sue figlie e discepole devono far riferimento se, davvero,vogliono amar Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stesse. Se la carità vuol essere il distintivo delle consorelle della Compagnia, continuava Maddalena, “ha da superare in intensità, in costanza, in ampiezza, tutti gli amori che sono sulla terra; deve emulare la carità dei Santi nel cielo e specialmente della nostra S. Angela. Oh! quanto ci ha inculcato questo amore nella Santa Regola. Amiamoci, dunque, sorelle: da questo conosceranno gli uomini che noi siamo consacrate a Gesù, e forse replicheranno edificati, come dicevano per ammirazione i gentili dei primi cristiani: “osserva-

te come si amano scambievolmente!” e, forse, forse il buon odore della carità di Gesù Cristo attirerà qualche anima al suo celeste amore. “Maddalena che, per esperienza personale, conosce quanto comporta la virtù della carità, insegna alle sue Figlie come praticarla anche nei dettagli. Amiamoci a costo di qualche sacrificio; anche contro l’inclinazione naturale ,anche se ci sembrasse che taluna non lo meriti e non corrispondesse alla nostra affezione. Amiamoci non per alcun interesse temporale, non per simpatia o amicizia personale, ma per motivi soprannaturali, senza eccezioni e per obbedire al Signore e a Sant’Angela”. Nene, dopo aver messo in guardia le Figlie dai particolarismi che spengono la carità autentica, mette il dito nella piaga delle discordie e discussioni, dichiarandole “opera del demonio” che rovina tutto con estrema facilità; e invoca S. Angela. “Oh, S. Angela ci tenga sempre lontano questo mostro infernale e non permetta mai che i nostri cuori, ora si dolcemente uniti nella Compagnia, abbiano mai a separarsi”. L’unità fra i membri della Compagnia è fonte di perseveranza e permetterà a tutte di raggiungere più facilmente la perfezione dell’ amore e di godere la Comunione eterna con Dio nella Patria del Cielo”.

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Due donne un carisma PENTECOSTE 2010 Credo? ! . . la Chiesa Santa !

Quale Chiesa? Quella radunata da Gesù nella persona dei pescatori di Galilea? La Chiesa di “Atti”? La Chiesa nel suo percorso, dalla nascita fino al Concilio Vaticano II? La Chiesa del tempo di S.Angela Merici o quella cui fa riferimento Maddalena Girelli? La Chiesa del mio tempo? La Chiesa di sempre? Quale, dunque? E che cos’è La Chiesa? Certamente la Chiesa è una realtà complessa: impossibile definirla! Si potrà descrivere e, magari con diverse tonalità e punti di vista, ma è pur sempre una realtà che ci precede, prefigurata in seno alla Trinità, realizzantesi nel tempo, in cammino verso la piena unità nel mondo futuro. Un mistero che siamo invitati a credere, perchè ci supera. Sì, la Chiesa è un mistero! Non fa meraviglia che se ne parli in termini riduttivi, anche all’interno di essa, quando i cristiani assumono le categorie mondane, le opinioni di una società scristianizzata, che ha smarrito completamente le radici della sua identità. In questo modo

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il cristiano demolisce se stesso e, pur facendone parte, si schiera con quanti vedono nella Chiesa solo dei prepotenti, degli egoisti, degli scostumati epicurei ... E abbandona la Madre che lo ha generato; e, alla fine, Cristo che lo ha salvato e lo Spirito Santo che, nel battesimo, lo ha santificato. Abbiamo bisogno tutti di riappropriarci della Parola di Dio e della dottrina della Chiesa, se vogliamo accostare in modo corretto e comunicare ad altri “il mistero nascosto da secoli in Dio” di cui parla S. Paolo nelle sue lettere. Soprattutto abbiamo bisogno di pregare e lasciarci illuminare dallo Spirito di Verità che anima la Chiesa. La Chiesa che Gesù è venuto ad instaurare sulla terra per mezzo degli Apostoli, perchè potessero comunicare a tutti gli uomini, di tutti i tempi l’Amore di Dio, rivelatosi in Cristo fino alla morte di croce, per la salvezza di noi peccatori. La Chiesa è, perciò, “santa e peccatrice.” Ma, anche se gli uomini che la compongono

peccano, la Chiesa è più santa che peccatrice. Sarebbe anzi più esatto dire che la Chiesa è Santa e basta. Nè può esser giudicata da chi non ne conosce le coordinate. Analogamente a quanto si dice dell’uomo “spirituale”che, penetrando nell’essenza delle cose, può giudicare tutto senza poter essere giudicato da alcuno. Solo chi ha lo Spirito di Dio può parlare rettamente di Lui. Altrettanto può dirsi della Chiesa. Ella è santa non solo perchè è Santo Dio Padre che l’ha voluta; perchè è santo Gesù Cristo che l’ha redenta; perchè è animata dallo Spirito Santo. Ma la Chiesa è santa anche perchè continuamente “santificata” dall’azione dei Sacramenti ogni volta che l’uomo peccatore si apre, pentito, all’inondazione dell’Amore dello Spirito che perdona. La Chiesa celebra, allora, l’unione nuziale con lo Spirito Santo che la rinnova e la introduce nella comunione della Trinità, grembo della Chiesa e suo alimento. Riscontriamo questa visione trinitaria della Chiesa in S. Angela Merici quando nella sua preghiera contemplativa dice: “Degnati, o benignissimo Signore, di perdonarmi tante offese, e ogni mio fallo...,commesso fino ad ora dal giorno del santo battesimo. Degnati di perdonare i peccati, ahimè, anche di mio padre e di mia madre e dei miei parenti ed amici, e del mondo intero.” Tanta misericordia Angela la chiede per mezzo di Gesù Cristo. “Per la Tua sacratissima passione e per il tuo sangue prezioso sparso per amor nostro; per il Tuo Santo Nome, sia esso benedetto sopra la rena del mare, sopra le gocce delle acque,

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sopra la moltitudine delle stelle”. Le duole il cuore perchè “finora non ho mai sparso neppure una piccola goccia di sangue per amor tuo”. è rattristata per la lentezza con cui si è decisa a servire l’augusta Trinità: “Mi dolgo d’esser stata tanto lenta a incominciare a servire la tua divina Maestà”. Immedesimandosi, poi, nella passione di Cristo per gli uomini che vuole tutti uniti nel suo amore, “siano Uno come io Padre in Te e Tu in me, perchè il mondo creda!” esclama: “Mi si spezza il cuore ... per quelle misere creature che non ti conoscono”. Maddalena figlia di Sant’Angela, fedele discepola di Cristo, ardente di amore per la Chiesa, a distanza di qualche secolo, fa eco a S. Angela, quando scrive: “Oggi ho sentito una forte ispirazione di offrirmi al Signore come

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vittima per le presenti tribolazioni della Chiesa: mi pareva che sarei morta lì ai piedi di Gesù, se tanto fosse bastato ad ottenere misericordia per i peccatori”. E ancora: ‘Trovai questa mattina una grande costernazione nel sentire ... che siamo sul punto di perdere il prezioso dono della fede, in castigo li tanti scandali e peccati che si veggono commettere ogni giorno ... Io rivolsi il mio sguardo al Tabernacolo e non potendo trattenere le lacrime, pregai ...E parevami che dal Tabernacolo (Gesù), mi parlasse al cuore: “Su dunque, lavora e procura di riaccendere la fede quasi estinta colle buone opere , coll’esempio, collo zelo, colla carità operosa, ardente, operativa...” Maddalena, allora ripete a se stessa “Io devo fare come di canale alle grazie del mio Signore, che desi-

dera ... di comunicare la sua misericordia alle anime”. Questo è il sentire dei Santi nei confronti di Dio e della Chiesa. Lasciamoci guidare da loro nel nostro modo di pensarla e servirla. E in questa Pentecoste, che celebra la più grande manifestazione di quanto lo Spirito Santo ha operato negli Apostoli e in quanti, in quel giorno benedetto, erano radunati intorno a loro,chiediamo un cuore “nuovo” e occhi purificati, perchè ci sia dato di gustare l’appartenenza alla Santa Chiesa di Dio. Perché sappiamo testimoniare con la vita, a tutti gli uomini, la bellezza e le insondabili ricchezze di questa Madre che ci ha generati nello Spirito Santo per essere segno di Unità e vincolo di carità degli uomini con Dio e degli uomini fra loro. A lode di Cristo. Amen.

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Due donne unVenerabili carisma Preghiera alle Sorelle Girelli per ottenere grazie!

Elisabetta Girelli

Maddalena Girelli

O SS. Trinità, sorgente di ogni bene, profondamente Vi adoro e, con la massima fiducia, Vi supplico di glorificare le vostre fedeli Serve Venerabili Maddalena ed Elisabetta Girelli e di concedermi per loro intercessione la grazia... Padre nostro, Ave Maria e Gloria N.B.: 1) Chi si rivolge al Signore con la suddetta preghiera, specie in caso di novena, affidi la propria intenzione all’intercessione di entrambe le venerabili sorelle. 2) Ottenendo grazie per intercessione delle Venerabili Serve di Dio Maddalena ed Elisabetta si prega darne sollecita comunicazione a: Compagnia S. Orsola - Figlie di S. Angela - Via Crispi, 23 - 25121 Brescia. Chi desiderasse avere questo inserto da distribuire in Parrocchia, può richiederlo telefonando allo 030.295675. -giugno 2010,2010 n.3 8 Supplemento a “La Voce della Compagnia di S. Angela. Brescia”, maggio MAGGIO-GIUGNO

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Periodico di informazione religiosa