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ISTITUTO

Pensieriep@role

COMPRENSIVO SAN FILI NOTIZIE DI RILIEVO: •

I NOSTRI

V O L U M E

PON •

LA SCUOLA È NOSTRA

CONCORSO MUSICALE

CONVEGNO BULLISMO E CYBERBULLISMO

CONCORSO LETTERARIO

IL GIORNO DELLA MEMORIA

N U M E R O

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D A T A

CONTINUITÀ

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NOVITÀ: ARTISTI PER CASO

RUBRICHE : Brano interno

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Brano interno

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Brano interno

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Brano interno

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Brano interno

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Brano interno

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I NOSTRI PON: “PROBLEMATIZZARE LA REALTA” Nel mese di Dicembre è stato avviato per le classi quinte e quarta della Scuola Primaria di San Fili il PON INNOVADIDATTICA “PROBLEMATIZZARE LA REALTÀ” . Il modulo prevede dieci incontri da tre ore durante i quali vengono proposte prove, questionari, giochi e attività attraverso le quali gli alunni sono stimolati a potenziare le proprie capacità logico -matematiche. Questo modulo è, altresì, l’occasione per affrontare le prove INVALSI con una maggiore preparazione e serenità. Durante gli incontri si alternano esercitazioni con l’ausilio dei supporti informatici, assegnati ad ogni singolo alunno, che attraverso delle simulazioni digitali si cimenta nell’esecuzione delle precedenti versioni delle prove Invalsi, ad esercitazioni collettive con l’utilizzo della lavagna

multimediale. Il progetto problem solving si propone di sviluppare competenze di risoluzione di problemi andando a stimolare il “miglior tipo di pensiero”, il pensiero creativo e produttivo che permette al bambino di non rimanere legato alle esperienze passate ma di trovare sempre soluzioni alternative e nuove. Si punterà dunque alla verbalizzazione delle strategie risolutive, alla discussione in gruppo, alla previsione, all’ipotizzazione e alla condivisione delle soluzioni.

La docente Scarmozzino Rossana Scuola Primaria San Fili


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ATTUALITÀ

I NOSTRI PON

Hanno preso avvio nel mese di dicembre i progetti PON che l’I.C. San Fili prevede nel suo Piano dell’Offerta Formativa. Tra i vari moduli programmati per la scuola primaria, oltre a quelli riferiti allo sport e alla matematica, sono iniziati anche i moduli di lingua inglese denominati “Level 1 SF” destinato agli alunni delle

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classi 4 e 5 della scuola primaria di San Fili e “Level 1 SV” per gli alunni delle classi 3, 4 e 5 di San Vincenzo La Costa. Le finalità principali dei moduli, che prevedono un totale di 30 ore ciascuno, vogliono essere quelle di motivare allo studio della lingua inglese, di arricchire il processo di insegnamento/ apprendimento della lingua straniera parlata e scritta e di migliorare i risultati scolastici ottenuti dagli alunni. Le attività svolte durante il pon consistono in “tasks” di ascolto (listening), lettura (reading) e speaking (parlato) e vengono svolte applicando metodologie e strategie specifiche: -focus group per sollecitare dialoghi e scambi di opinione e mantenere l’attenzione su un argomento dato; -apprendimento individuale per promuovere la riflessione e l’interiorizzazione;

-lavoro per piccoli gruppi, al fine di attuare esperienze di cooperative learning o di gruppi di livello per il recupero e il potenziamento; -apprendimento ludico con un approccio sensoriale anche attraverso il touch screen di dispositivi tablet. Tutto ciò favorisce di sicuro l'acquisizione di atteggiamenti motivanti verso l'impegno scolastico attraverso l'uso di strumenti multimediali e modalità attraenti e rappresenta per l’apprendimento linguistico, che si avvale fortemente del supporto delle immagini e della simulazione, una grande opportunità da sfruttare. In questo senso il progetto contribuisce senz’altro allo sviluppo delle competenzechiave europee, così come previsto dalle Indicazioni Nazionali: Comunicazione nelle lingue straniere Competenza digitale Competenze sociali e civiche


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Imparare ad imparare Gli Esperti PON Mariangela Spadafora Maria Gioffrè La docente Spadafora Mariangela Scuola Primaria San Fili

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Giorno 07 febbraio 2019 nell’aula della classe quarta della scuola primaria dell’I.C. Di San fili si è tenuto l’incontro con i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, per far vivere ai bambini il delicato passaggio alla scuola primaria con serenità e consapevolezza. I bambini della classe quarta hanno accolto i piccoli con striscioni, un canto di benvenuto e hanno raccontato loro la storia della gabbianella. I piccoli dell’infanzia hanno recitato una poesia sull’inverno regalando

un pinguino e un pupazzo di neve realizzato con materiale di riciclo. Subito dopo hanno cantato una canzone sulle vocali e sui colori in inglese e infine hanno colorato una scheda. Ogni bambino della classe quarta ha “adottato” un bambino dell’infanzia e insieme hanno scritto il proprio nome su una coccarda che conserveranno per l’inizio del nuovo anno scolastico, così all’ingresso della scuola primaria saranno accompagnati nella prima classe. I bambini dell’infanzia hanno regalato al proprio tutor un segnalibro costruito da loro.

Scuola dell’ Infanzia San Fili

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ATTUALITÀ

LA SCUOLA È NOSTRA! Chi è entrato nella nostra scuola l’ha deturpata con sporche mani e con azioni da vigliacchi. I docenti, gli alunni, i collaboratori, gli assistenti tecnici e la Dirigente Scolastica sanno bene quale costo sociale, economico e morale ha questa azione di vandalismo. La mancanza di senso civico provoca danni ai nostri ragazzi. Non ha dignità e rappresenta la spazzatura e un rifiuto fastidioso chiunque sia l’autore di tale misfatto e ci disturba anche solo parlarne. Non c’è sicurezza, questo è il messaggio, e siamo vulnerabili, ma non ci arrendiamo e ancora più coraggiosamente andiamo avanti pazientemente lavorando, come goccia sulla roccia, con volontà di cambiare al fine di preservare l’onore, il decoro, la reputazione della comunità laboriosa e onesta di San Fili. L’offesa contro il pubblico deve essere punita e confidiamo che

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gli autori di tale saccheggio presto vengano individuati. É ingiusto, perché se è vero che sono i nostri ragazzi, gli abitanti di San Fili, a decidere il valore della propria scuola e a decidere se essa debba essere protetta o meno, se la sentono propria e se la apprezzano, allora diventa inaccettabile che siano loro a pagare per questo. I nostri ragazzi dovrebbero sapere quello che deve essere protetto e che non deve essere sporcato, danneggiato o inquinato. Questi vandali hanno illegalmente voluto lasciare il marchio, hanno voluto deturpare la bellezza e l’eccellenza conquistata attraverso il lavoro quotidiano e operoso di chi un ideale, un valore, un decoro, una dignità e una moralità ce l’ha. Hanno esplicitamente mancato di rispetto ai valori e alla morale della nostra scuola, si,

perché la nostra scuola e i nostri alunni sanno bene che: 1)hanno diritto alla salute, alla sicurezza, all’educazione 2)hanno il dovere di rispettare gli altri e portare aiuto a chiunque si trovi in pericolo, in difficoltà o abbia bisogno di assistenza. Il servizio pubblico è fatto da ognuno di noi, e la scuola non è un servizio pubblico come gli altri perché non si fa sola burocrazia e non si rilasciano solo certificazioni o attestati ma nella scuola si impara a conoscere a vivere con gli altri a saper operare e fare bene, a guardarsi dentro per poter essere un cittadino responsabile nel mondo ed affrontare in modo consapevole il proprio quotidiano. Si coltiva la propria mente e il proprio cuore, si sviluppano comportamenti equilibrati e razionali. È chiaro che chi è stato autore di


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questo scempio non è andato a scuola o meglio non ha potuto conoscere le professionalità che operano nell’I.C. San Fili, che non sono degli impiegati burocrati ma persone che hanno investito tanto in termini economici, mo-

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rali, culturali per tutta la comunità. Tali persone hanno conquistato con soddisfazione il proprio lavoro perché motivati ad una nobilissima missione e modelli da imitare. Sempre al servizio della persona si va avanti.

Rosalba Vizza Scuola Sec. di I Grado San Fili

FURTO A SCUOLA È stato un atto spregevole, senza dignità. Si fanno tanti progetti e tanti sacrifici per essere distrutti in un attimo. Forse un gesto di chi annoiato ha deciso di animare la propria giornata facendo un danno oltretutto ai bambini. Come diceva Oscar Wilde: “la scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo, cosi bello che i bambini disobbedienti, per punizione, dovrebbero essere chiusi fuori dalla scuola”. L’unica cosa che posso dire è che dobbiamo farci forza, moRinaldi Riccardo strandoci più forti di loro e andaClasse III B re avanti con il nostro lavoro Scuola Sec. di I Grado pian piano riparando tutti i danSan Fili ni. Secondo me questo atto che è Comandè Francesca stato fatto a scuola è stato eseClasse III B guito da persone deboli, le quali Scuola Sec. di I Grado non hanno il coraggio di affrontaSan Fili re la vita con sacrifici, paure e responsabilità.

Le persone disoneste che sono entrate nella mia scuola hanno leso il mio diritto allo studio perché così facendo hanno provocato un danno alla scuola che ha dovuto chiudere alcuni giorni; hanno svantaggiato tutti noi ragazzi che non possiamo usare più i computer in classe e gli strumenti. Spero che questi fatti non si verifichino più perché la scuola, quasi una seconda casa per noi studenti, è un bene di tutti e deve essere rispettata e valorizzata.

Fuoco Adele Classe III B Scuola Sec. di I Grado San Fili

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Hanno portato via tanti strumenti per i quali avevamo impiegato moltissimi fondi e che ci davano un notevole aiuto nel nostro studio. Hanno compiuto un atto che ha danneggiato il benessere di noi studenti. Bennardo Beatrice Classe III B Scuola Sec. di I Grado San Fili

Il furto subito dalla nostra scuola segneranno una pagina di storia molto triste di tutta la comunità Sanfilese. Il vile gesto compiuto ha toccato le coscienze e i sentimenti di ognuno di noi, mortificandoci nel nostro profondo. Se potessi rivolgermi a queste persone incivili direi: “quello che avete fatto è un gesto indegno, che non ci demotiverà, anzi sarà motivazione per rialzarci e andare avanti più forti di prima”. Pucciano Pierfrancesco Classe I A Scuola Sec. di I Grado San Fili


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ATTUALITÀ

FURTO A SCUOLA Durante le vacanze di Natale, quando la scuola era chiusa, è successo un episodio molto brutto che ci ha rattristato tanto. Dei ladri sono entrati nella nostra scuola e hanno rubato alcune apparecchiature e alcuni strumenti musicali e hanno rovinato pareti e pavimenti. Noi alunni, i Professori e tutta la comunità siamo rimasti senza parole di fronte a questo spregevole atto, perché hanno cercato di privarci dei mezzi con cui noi ragazzi cerchiamo di costruire ogni giorno il nostro futuro.

Il furto messo in atto dalla cattiveria di alcune persone, ha determinato grandi danni e grandi disagi. Questo gesto ha danneggiato tutta la comunità scolastica. Ma noi non ci faremo intimidire da questi atti. Calomeni Benedetta Classe IA Scuola Sec. di I Grado San Fili

Potevamo studiare chimica e informatica con quello che avevamo. Questa cosa che è successa è una cosa vergognosa ed è Arturi Alisia irrispettosa verso doClasse IA Scuola Sec. di I Grado centi e alunni. San Fili

Chi danneggia la scuola danneggia noi ragazzi. Chi danneggia noi danneggia il proprio futuro. Palermo Iole Classe IA Scuola Sec. di I Grado San Fili

Daniel Cappadona Classe III A Scuola Sec. di I Grado San Fili

A causa di quello che è successo i professori di musica hanno dovuto annullare il concerto che si doveva fare il 3 gennaio nella Chiesa Madre. A questi signori gli vorrei dire che tutto questo ci ha reso infelici e che non hanno rubato solo delle cose ma anche i nostri sogni perché il primo giorno che sono tornato a scuola ho avuto un brivido di paura perché immaginavo voi scellerati che facevate questo scempio, senza considerare il danno materiale e morale. Spero che la giustizia vi farà pagare caro quello che avete fatto. Pizzo Paolo Classe IA Scuola Sec. di I Grado San Fili

A chi ha commesso questo reato gli farei fare tre anni di carcere. Luchetta Matteo Classe III A Scuola Sec. di I Grado

Spero con tutto il mio cuore che le forze dell’ordine li trovino. Ringrazio la Dirigente per la velocità e la volontà di rimettere tutto a posto. Leone Roberta Classe IIIA Scuola Sec. di I Grado San Fili

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È ingiusto rubare a chi non ha, mi dispiace soprattutto per l’aula di scienze perché si era impiegato molto tempo per farla, così come per le aule e i computer perché abbiamo messo tanto tempo per avere queste attrezzature e adesso ci sono state rubate come se niente fosse. Riggio Vittorio Classe III A Scuola Sec. di I Grado San Fili

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Una crudeltà fatta a noi ragazzi e al nostro paese, nonostante le telecamere ancora oggi non hanno capito come sia stato possibile. Spero che vengano puniti con la giusta pena. Motta Vittorio Classe III A Scuola Sec. di I Grado San Fili

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Grazie a questi vigliacchi e mascalzoni il mondo è pieno di ingiustizie e oltraggi che tolgono diritti e ostacolano i desideri altrui. Conforti Francesca Classe III A Scuola Sec. di I Grado San Fili


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ATTUALITÀ

IX° CONCORSO MUSICALE I° Premio: Samuel Commisso I° Premio: Gabriel Commisso II° Premio: Beatrice Bennardo II° Premio: Marika De Luca II° Premio: Antonio Scalzo

Giorno 28 Gennaio 2019, presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza, si è svolto il 9° Concorso Nazionale Musicale a cui hanno partecipato i ragazzi delle Scuole di 1° e 2° grado della provincia di Cosenza. Gli allievi dell’Istituto Comprensivo di San Fili hanno partecipato al concorso ottenendo ottimi risultati. I ragazzi della scuola secondaria di San Vincenzo La Costa e San Fili che si sono classificati sono stati: CHITARRA Premio Assoluto: Francesco Ricchio

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VIOLINO I° Premio: Alessandra Perri II° Premio: Rachele Ciancio II° Premio: Ginevra Pugliese III° Premio: Roberta Leone III° Premio: Maria Elena Spingola PIANOFORTE I° Premio: Chiara Leonetti I° Premio: Salvo Umile II° Premio: Alessia Gioffrè II° Premio: Beatrice Perretti II° Premio: Lucia Petrone

L’emozione provata da noi ragazzi è stata enorme, così come l’opportunità di scoprire le nostre attitudini musicali e di cimentarci davanti ad una giuria di esperti i quali, alla fine del concorso hanno rilasciato agli alunni un attestato di partecipazione e ai primi classificati è stata consegnata una medaglia. La musica ha sempre avuto un ruolo culturale da protagonista nella storia della nostra umanità : ha segnato grandi cambiamenti , ha guidato intere generazioni, ha lanciato messaggi di solidarietà, ha


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CONCORSO MUSICALE “LUCIANO LUCIANI” musicale della provincia, grazie alla grande professionalita' dei docenti che hanno curato la preparazione degli alunni, si ringraziano i proff. Rosamaria Cardillo, Rossella Pugliano, Antonio Sergio Speranza. Ancora un altro successo degli alunni di strumento musicale della scuola secondaria di primo grado di San Fili e San Vincenzo la Costa al IX concorso musicale nazionale "Luciano Luciani" - Cosenza. Tale manifestazione si è tenuta presso la splendida cornice della biblioteca nazionale, gli alunni hanno vinto primi premi assoluti, primi premi, secondi e terzi, hanno tenuto testa a tante scuole medie ad indirizzo

PREMI Chitarra: Francesco Ricchio I premio assoluto, Samuel Commisso l premio, Gabriel Commisso I premio, Marika De Luca 2 premio, Antonio Scalzo 2 premio, Beatrice Bennardo 2 premio. Violino: Alessandra Perri 1 premio, Rachele Ciancio 2 premio, Roberta leone 3 premio,

Ginevra Pugliese 2 premio, Maria Elena Spingola 3 premio. Pianoforte: Chiara Leonetti 1 premio, Salvo Umile 1 premio, Lucia Petrone 2 premio, Alessia Gioffrè 2 premio, Beatrice Perretti 2 premio. Fuoco Adele Classe 3 B Scuola Sec. di I Grado San Fili

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BULLISMO E CYBERBULLISMO Giorno 7 febbraio la scuola secondaria di I° grado di San Fili e la scuola secondaria di I° grado di San Vincenzo hanno partecipato alla manifestazione contro il bullismo, un convegno aperto a tutti, contro queste arroganze senza un vero senso. La manifestazione si è aperta con un monologo da parte dei ragazzi e delle ragazze della scuola di San Vincenzo la Costa: i ragazzi interpretavano diverse situazioni di ragazzi vittime di bullismo, vittime di arroganza da parte di chi non capisce cosa vuol dire essere lasciato in disparte da tutti, nessuno escluso. Tutti i ragazzi delle due scuole avevano indossato una maglia fatta da loro a cura della prof.ssa Ivana Galli, con sopra scritto: "SVITIAMO IL BULLO". Abbiamo avuto, tanti interventi: la Dirigente Scolastica Angela Corso, che ha esposto la tematica del bullismo dicendo, appunto che esso é un fenomeno che si verifica molto nell'età adolescenziale, un comportamento

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sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, che viene ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto come bersagli facili o incapaci di difendersi; la Prof.ssa Angela Costabile, ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione all’UNICAL che ha relazionato su "STAR BENE CON SE STESSI, STAR BENE CON TUTTI"; cosa vuol dire? Stare bene con se stessi è la prima cosa se si vuole stare bene con gli altri. Amare se stesso prima di ogni cosa. I bulli sono detti persone forti, ma in realtà sono le persone più fragili, per il loro passato, per il loro vissuto o per la loro educazione data, ma esistono diversi tipi di bulli: il bullo leader, quello più forte dal punto di vista sociale, abile nel ge-

stire le persone e nelle tecniche di persuasione. Possiede un forte carisma, è attraente, ammirato da molti, anche dal sesso opposto. Tutti vogliono entrare nelle sue grazie. Poi c’è il bullo subdolo: persona falsa, ingannatrice, tendente al raggiro. Si tratta soprattutto di ragazze, ma anche maschi. Presenta spesso modi di fare dietro ai quali si nascondono sempre insidie e cattive intenzioni. Poi c’è chi fa la spia, chi è diffamatrice e chi agisce sottobanco. Questo ha pochi amici, se non uno solo, ma all’occorrenza non si fa scrupoli di tradire anche chi gli sta vicino. Poi c’è il bullo mascolino: si tratta di ragazze che hanno atteggiamenti maschili, sono aggressive e non hanno paura ad utilizzare le mani, non temono il confronto nemmeno con i maschi. Mentre il bullo spavaldo: è l’emblema del bulletto americano, ovvero l’originario significato di bullo: ragazzo spavaldo, che fa il gradasso, soprattutto con le


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ragazzine. Il bullo amico, invece, può rientrare in tutte le categorie sopra menzionate, ma per la vittima può rivelarsi un soggetto subdolo e sleale: per un po’ di tempo il bullo è amico della vittima, fino a quando, senza apparenti motivi, non la emargina, la prende in giro, la calunnia. Dopo qualche tempo il bullo ritorna a cercare l’amicizia della vittima, e quest’ultima non riesce a respingerlo, sperando che non si ripetano le molestie. Per questo si deve cercare di trovare la bellezza in queste persone e tirarla fuori. L’Avvocato Linda Cribari ha relazionato su "Bullismo e Cyberbullismo, aspetti giuridici e ha detto che il cyberbullismo o bullismo elettronico è legato strettamente al bullismo, e consiste in atteggiamenti da parte di qualcuno per offendere, spaventare, umiliare la vittima tramite i mezzi elettronici; con un telefonino è infatti possibile inviare messaggi di vario tipo, allegare fotografie, gestire la posta, collegarsi ai social networks, navigare sulla rete, etc.. Il Governo Letta ha inasprito le pene per lo stalking, introducendo sanzioni più severe per chi commette il reato attraverso strumenti informatici e telematici. Ed invero, il 17 Agosto 2013 è entrato in vigore il Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93.É dal 18 giugno

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2017 che la Legge 29 maggio 2017, n. 71 recante "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo", è in vigore. Legge approvata all’unanimità in via definitiva alla Camere a due anni dal primo via libera. Tale legge è diventata lo strumento normativo apri fila a livello Europeo dedicato al contrasto del fenomeno del cyber-bullismo. Per questo la legge ha la ratio di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche (art. 1 co. 1). Il parroco di san Fili Don Franco Perrone ha parlato dell’Etica della reciprocità. L'etica della reciprocità o regola d'oro è un valore morale fondamentale che "si riferisce all'equilibrio in un sistema interattivo tale che ciascuna parte ha diritti e doveri; la norma secondaria della complementarità afferma che i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro. "La reciprocità” sintetizza con viva autenticità in sé le parole "libertà" e "uguaglianza". La regola d`oro

ha radici in molte culture diverse. Spesso si distingue fra la sua forma positiva "fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te" e quella negativa "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". Un elemento chiave della regola è che chi cerca di vivere in base ad essa dovrebbe trattare con rispetto tutte le persone e non solo i membri della propria comunità di appartenenza. Siamo onorati di aver avuto la partecipazione dell’ispettore del MIUR dott. Roberto Santagata, che ha sottolineato come non bisogna mai abbassare la guardia su questi temi e ha elogiato il nostro istituto per la modalità con cui il tema del bullismo è stato trattato coinvolgendo tutte le istituzioni a partire dalla scuola, dalle amministrazioni comunali, alla chiesa, agli organi di legge e di vigilanza, in modo sinergico, unitario e nella sua completezza, vagliando gli aspetti legali, psicologici ed etici.Dobbiamo ringraziare inoltre per la partecipazione il sindaco di San Fili prof. Antonio Argentino, il vice sindaco di San Vincenzo la Costa Giulio Marchese, insieme al comandante della stazione dei Carabinieri di San Fili, il maresciallo Rocco Salerno che hanno contribuito alla manifestazione e che hanno ricordato il brutale atto dei vandali accaduto a fine delle feste

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ATTUALITÀ di Natale nella Scuola Secondaria di I° grado di San Fili. Speriamo che tutta questa brutalità non si ripeta mai più perché non è giusto che delle povere vittime non debbano vivere la propria adolescente vita in serenità, ricor-

dandosela come la parte più bella della loro vita e non come periodo in cui non hanno potuto parlare, non hanno potuto farsi avanti, non si sono fatti forza andando avanti, o peggio, non avedo potuto godere della spen-

sierata età.

della

propria

Francesca Comandé III B Scuola Sec. di I Grado San Fili

CONVEGNO SUL BULLISMO Il bullismo è una forma di comportamento di tipo violento o psicologico ripetuto nel corso del tempo e generalmente attuato nei confronti delle persone deboli. Molti casi di bullismo si verificano nelle scuole. La mia scuola secondaria di primo grado dell’I.C. SAN FILI ha trattato questo tema con molta serietà, infatti, il 7 febbraio 2019 si è tenuto un convegno sul bullismo. Tutto è iniziato alle 9:00 con i i miei compagni della scuola di San Vincenzo che hanno recitato un monologo sul bullismo e poi ci sono stati gli interventi musicali dei ragazzi della nostra orchestra. Hanno partecipato al convegno la professoressa Angela

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Costabile, l’avvocato Linda Cribari, Don Franco Perrone, il maresciallo Rocco Salerno, la dirigente scolastica della nostra scuola la prof.ssa Angela Corso e il professore Antonio Argentino, l’ispettore ministeriale dott. Roberto Santagata. Ognuno ha fatto il proprio intervento. L’intervento più interessante per me è stato quello della professoressa Angela Costabile perché ci ha fatto capire come ogni minima presa in giro o violenza su un compagno è sbagliato perché lui non è diverso da tutti noi anche se si differenzia in base al sesso, all’etnia o alla religione. Dopo i vari interventi la nostra dirigente scolastica ha voluto ricordare

tutte le attività svolte dall’inizio dell’anno tra queste ha nominato il consiglio comunale di cui faccio parte come carica di sindaco dei ragazzi e delle ragazze. Sia io che i miei consiglieri siamo stati chiamati ad intervenire ed è stata un’emozione indimenticabile. Come sindaco e alunna della scuola, credo che i bulli siano i primi ad avere paura e che per nascondere i loro problemi cercano quelli degli altri. Non auguro a nessuno di essere vittima di bullismo, perché è una delle “ombre scure” che purtroppo non sempre si affrontano e si riescono a superare, soprattutto durante il periodo dell’adolescenza. In seguito tutti gli


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alunni della scuola hanno cantato una canzone tratta dal musical “THE GRATES SHOWMAN” si è concluso così il convegno sul bullismo. Per me è stato un onore avervi partecipato.

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Ciancio Rachele Classe 2 A Scuola Sec. di I Grado San Fili

PREMIO LETTERARIO “LE MAGARE” Giorno 22 marzo 2019 nella

paese di San Fili, attraverso la

Marchese Isabella si sono ag-

scuola secondaria di primo

figura delle Magare, creature

giudicate il primo premio ex

grado di San Fili, si è conclusa

conosciute nella maggior parte

equo con la fiaba "La ragazza

la settima edizione del premio

del Sud Italia come streghe. I

senza nome", storia che si svi-

letterario nazionale "La notte

membri del consiglio comunale

luppa secondo i canoni della

delle Magare", riservato alle

dei ragazzi della scuola prima-

tradizione popolare. Il richiamo

scuole

la

ria di San Fili, Michele Scalzo

di storie fantastiche in cui sono

"Sezione Fiabe" e per la scuo-

e Andrea Fiorillo hanno presen-

presenti elementi magici e in-

la secondaria di primo grado

tato il lavoro svolto nelle classi

quietanti figure di streghe, che

per la "Sezione Favole". Alla

quinte. Il lavoro svolto dagli

infine conduce ad una conclu-

premiazione erano presenti il

alunni per realizzare le fiabe è

sione felice. La protagonista

Sindaco di San Fili, Antonio

stato coordinato dal team delle

viene riscattata da una vita

Argentino; il Presidente del

classi le quali hanno adottato

senza identità per rinascere

Consiglio Comunale e Orga-

una didattica laboratoriale a

attraverso l'amore. La storia ha

nizzatrtice del Concorso, Lau-

classi aperte, privilegiando il

avuto anche uno sviluppo grafi-

ra David; i membri della com-

metodo circle time in cooperati-

co-pittorico che l'ha arricchita e

missione, Viviana Burza, Ricca

ve learning. Questo metodo ha

rafforzata.

Dora, Pinuccia Costa; la Diri-

permesso agli alunni di gestirsi

La docente

gente Scolastica dell'Istituto

da soli, esprimendo liberamen-

Comprensivo di San Fili, An-

te le proprie emozioni ed opi-

Catalano Caterina Scuola Primaria San Fili

gela Corso; la Dirigente Scola-

nioni, al fine di raggiungere un

stica dell'Istituto Comprensivo

obiettivo comune, attraverso un

di Acri, Simona Sansosti. L'o-

confronto attivo. Grande soddi-

biettivo primario del concorso

sfazione per l'Istituto Compren-

è quello di valorizzare la cultu-

sivo di San Fili, le alunne della

ra e la tradizione popolare del

classe V B Sansosti Tatiana e

primarie

per

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ATTUALITÀ

PREMIO LETTERARIO “LE MAGARE”

Il 22 marzo 2019, presso l’Aula Magna della Scuola Secondaria di Primo Grado di San Fili, si è svolta la cerimonia di premiazione del Concorso Letterario Nazionale “Le notti delle magare VII edizione”, indetto dal Comune di San Fili e riservato alle Scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado. Noi alunni della I C abbiamo partecipato al concorso per la sezione favole, che ci ha dato la possibilità di metterci in gioco ed esplorare nuovi stili di scrittura; sapere che i nostri elaborati sarebbero stati giudicati da una giuria di qualità ci ha spinti a dare il meglio di noi. Grande è stata la no-

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stra soddisfazione ed emozione quando la presidente di giuria ha fatto il nostro nome e a tutta la nostra classe è stato conferito un attestato di merito per aver realizzato ben diciotto favole. La presidente di giuria, prof.ssa Viviana Burza, docente presso l’Unical, si è complimentata con noi per le belle favole inventate e per i temi affrontati.

bri della commissione e la nostra Dirigente scolastica, Angela Corso. Io e i miei compagni siamo contenti e nello stesso tempo soddisfatti perché i nostri lavori sono stati apprezzati. Aiello Pasquale Francesco Maria Classe I C Scuola Secondaria San Vincenzo La Costa

Erano presenti alla cerimonia di premiazione anche il sindaco di San Fili, Antonio Argentino; la prof.ssa Laura David, presidente del consiglio comunale e organizzatrice dell’evento, i mem-


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#TIFIAMO EUROPA

Quest’anno il nostro Istituto ha aderito al progetto #tifiamoeuropa; in particolare, sono iscritte le classi seconde della scuola secondaria di I grado. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FGCI), in occasione del campionato europeo UEFA Under21 di calcio che quest’anno si terrà in Italia nel mese di giugno. Tale iniziativa ha l’obiettivo di promuovere e diffondere tra gli studenti i valori del tifo corretto, dell’accoglienza e dell’inclusione. Nell’ambito di questo progetto, il giorno 6 marzo 2019 presso l’Aula Magna della Scuola Secondaria di San Fili, si è tenuto un incontro con l’Associazione “Cosenza Nel Cuore Supporter Trust”. Alcuni di noi già conoscevano l’Associazione che ci aveva invitato a visitare la propria sede nel centro storico di Cosenza in occasione del pre partita Cosenza-Carpi.

Tema dell’incontro è stato: “Il tifo sportivo: quali caratteristiche deve avere il tifo perché non diventi una malattia e come incentivare il tifo sano?”. Sono intervenuti la Prof.ssa Giovanna Greco, docente referente del progetto #tifiamoeuropa; il Prof. Igino Andreotti, docente di Scienze Motorie; l’Avv. Antonello Aprile e l’Avv. Federico Perri, rispettivamente Presidente e Segretario dell’associazione Cosenza nel Cuore. Siamo partiti da un esempio di tifo negativo, attraverso la visione del video “Ultras violenti”, perché spesso, purtroppo, negli stadi si verificano atti di razzismo e di violenza. Poi, il Prof. Andreotti ci ha illustrato il Manifesto della Comunicazione Non Ostile Per lo Sport. Si tratta di 10 princìpi a cui ispirarsi per evitare un linguaggio ostile nel tifo e nella comunicazione, perché lo sport non è violenza, ma divertimento, lealtà, condivisione, rispetto. Siamo passati, quindi, a un esempio di tifo sano, quello rappresentato dall’associazione Cosenza nel Cuore. Il Presidente Aprile ha spiegato l’organizzazione e i progetti di cui si occupa l’associazione. L’Avv. Perri ci ha raccontato dell’emozionante coreografia creata in occasione del centenario della squadra cosentina e ha ricordato alcuni tra gli striscioni più

significativi della tifoseria rossoblù. Inoltre, all’associazione Cosenza nel Cuore si deve la realizzazione del tunnel “Hall of Fame”, il tunnel d’ingresso delle squadre dello stadio “San Vito-Gigi Marulla”. In esso si trovano trentanove gigantografie dei calciatori più rappresentativi della storia del Cosenza Calcio, come Bergamini, Marulla, Catena. L’incontro si è concluso con un’esibizione musicale da parte di noi alunni che abbiamo eseguito al flauto dolce le melodie di noti cori del Cosenza Calcio. Infine, abbiamo ricevuto in omaggio la tessera dell’associazione Cosenza nel Cuore e ci siamo salutati con l’augurio di continuare a collaborare insieme nel progetto #tifiamoeuropa. Ester Capizzano Francesco Aceto Classe 2 C Scuola Sec. di I Grado San Vincenzo La Costa

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ATTUALITÀ

GIORNATA MONDIALE SULLE DONNE Per te donna, per la tua forza indistruttibile, per la tua capacità d’amare, per la tua grazia, per la tua nobile intelligenza. Donna, immagine sublime, che ha ispirato innumerevoli rime. Buona festa della donna!!! Andrea Fiorillo Classe V A Scuola Primaria San Fili

Questo giorno tutto rosa noi pensiamo alla mimosa. Penso a chi ha dato tanto con gloria e con vanto. È un giorno doloroso e non un giorno di riposo. Ricordiamo chi ha pagato e con la morte lo ha onorato. Cariello Salvatore Classe V B Scuola Primaria San Fili

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La donna è bella come una stella, profuma di rosa ed è vanitosa. Madre dolcissima, figlia premurosa, moglie gentile e nonna amorosa. È sempre presente l’amore delle donne come le bambine, le cugine e le nonne. Auguri alle mamme, auguri alle figlie, auguri alle nonne, auguri alle donne. Salvo Mariapia Classe V B

Le mamme, le zie, le nonne sono innanzitutto donne non solo perché portano le gonne. Sono persone forti, combattive loro non si atteggiano a dive. A volte si mettono in disparte, ma sono sempre dalla tua parte. Il fascino è la forza della donna, che la rende bella anche senza trucco e senza gonna. De Lorenzo Greta Classe V B


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PENSIERI E PAROLE SULLE DONNE Le donne non vanno maltrattate, ma bensì amate, non avevan diritti e pian piano li hanno conquistati. Ancora oggi le donne in alcuni paesi lottano per il dono della libertà. Tante donne nel mondo sono morte non riuscendo a scappare da una triste sorte . Da molti anni si è istituita una grande festa con simbolo la mimosa in testa. Dall’ otto marzo si festeggia ogni secondo una festa assai speciale in tutto il mondo.

Le donne son più preziose di diamanti, rubini, smeraldiV Le donne uniche e divine da adorare e premiare. Ci aiutano a noi bambini a crescere, a vestirci, a camminareV Che rendono la casa un castello dove si conserva ogni dono bello. Sono gentili ed amorose, come un tulipano tra mille rose. La mimosa è quel fiore giallo che serve per ricordare e mai dimenticare.

L’8 marzo 1908 accadde una tragedia: una fabbrica tessile prese fuoco e morirono tanti operai, tra cui tante donne. Quelle povere donne morirono perché in quella fabbrica non venivano rispettate le norme di sicurezza. Dopo questa tragedia tante donne hanno iniziato a protestare per avere dei diritti. Ancora oggi in alcuni paesi le donne vengono sfruttate. Io penso che la donna deve essere libera, deve avere gli stessi diritti dell’ uomo. E deve essere rispettata.

Salituro Antonio Classe 5 A Scuola Primaria San Fili

Marino Demetrio Settimio Classe V Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

Cesario Giuseppe Classe V B

LAVORETTI GIORNATA MONDIALE SULLE DONNE

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LETTORI

IL MIO VIAGGIO DELLA SPERANZA Giorno 29 Ottobre mi è stato affidato dalla professoressa Vizza, di francese, il libro “Il mio viaggio della speranza” Bay Mademba riguardante il tema dell’immigrazione dai paesi africani verso le coste europee. Il libro tratta del diario di un giovane senegalese che deve attraversare diversi stati prima di arrivare alla sua meta: l’Italia. Nel suo viaggio, verso una vita migliore, viene inizialmente truffato da un signore che gli promette un visto per l’Europa, cosa che non accadrà mai. Nonostante ciò riesce ad arrivare in Europa dove, in Turchia, viene arrestato due volte perché privo di documenti. Dalla Turchia riesce ad imbarcarsi su un battello per Rodi. Lì rimane tre mesi in un campo ONU di profughi, dove conosce nuovi amici e riesce a dare una buona impressione alle guardie del campo perché

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cucina, aiuta i compagni e sa rendersi utile nell’aggiustare ogni cosa. Finiti i tre mesi viene mandato ad Atene dalla quale si sposterà verso l’Italia. In Italia viene accolto dai fratelli che si commuovono perché rivedono il fratello dopo tantissimo tempo. Per vivere decide di vendere libri senegalesi. Quando vende, non è solo un venditore che ti consiglia il libro, lui vuole instaurare un rapporto con la persona con cui sta parlando, vecchia o giovane che sia. Nel racconto molte persone inizialmente non vogliono comprare il libro, perché sanno che non lo leggeranno o perché non hanno tempo, però in un modo o nell’altro lo acquistano perché vengono affascinati dalla simpatia o dall’educazione del senegalese oppure perché ricevono informazioni interessanti che fanno cambiare idea al cliente. Il ra-

gazzo un giorno è vittima di razzismo però lui non usa mai la violenza o la rabbia ma incomincia a ragionare con la persona che lo offende chiedendone il motivo, molto spesso il dialogo diventa più piacevole ma altre volte non c’è verso di far cambiare le proprie idee alla persona che insulta. Per il senegalese ci sono alcune cose sacre come le donne, la famiglia, le mamme e la guida spirituale Cheik Amhadou Bamba. Il libro mi ha coinvolto molto nella lettura perché comunque sono temi che si affacciano ancora oggi nella nostra vita e far capire alle persone “razziste” che una persona di colore non deve necessariamente aggredire, è un principio molto utile per vivere in una comunità multietnica. Una cosa che non mi è piaciuta è come parla il giovane senegalese degli italiani perché


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si meraviglia quando un ragazzo prende le sue difese in un dialogo dove si parlava delle persone di colore che possono creare problemi alla società italiana. Non tutti gli italiani però ragionano allo stesso modo, magari io posso pensare che tu sei un problema e altri cento no, quindi non

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si deve avere timore che ogni italiano possa essere razzista e se questo accade si deve fare di tutto per dimostrare che ciò è sbagliato.

Rinaldi Riccardo Classe III B Scuola Sec. di I Grado San Fili

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San

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L’INVERNO I bambini della scuola dell’infanzia di San fili nel mese di gennaio hanno osservato, sperimentato e rappresentato i cambiamenti della natura di questa stagione invernale. Con materiale di riciclo hanno realizzato pupazzi di neve, pinguini e tanti altri lavoretti. Inoltre

hanno imparato poesie, filastrocche e realizzato disegni sui giorni della merla. Aspettando il carnevale periodo di divertimento, allegria, gioco, esplorazione e conoscenza i bambini hanno vissuto esperienze attive e utili per la loro crescita. Il travestimento tramite le maschere costruite

a scuola ha portato i bambini nel mondo della finzione risvegliando il piacere di giocare e assumere ruoli. La docente Musacchio Anna Maria Scuola dell’Infanzia

GIORNATA DELLA MEMORIA

La parola shoah viene dalla lingua ebraica che significa sterminio. Un uomo crudele di nome Hitler capo della Germania, credeva che gli Ebrei erano una razza ma-

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lata e attribuiva loro la colpa di tutte le cose brutte che succedevano alla Germania. Hitler decise di sterminare gli Ebrei, perché diceva che il suo popolo doveva essere superiore. Nella seconda guerra mondiale costruì tanti campi di concentramento e di sterminio in Europa, uno di questi si trova vicino a noi, il campo di concentramento di Ferramonti a Tarsia. Giorno 29 Gennaio noi alunni delle classi quarta e quinta con gli

insegnanti siamo andati a visitare questo campo. Lì, abbiamo trovato la guida che ci ha spiegato che era il campo di concentramento più grande d’ Italia. Ferramonti è stato un luogo di prigione ma non di violenza. C’erano tra 92 e 97 baracche che venivano illuminate da fili di corrente, questi partivano da una torre che produceva corrente elettrica. I letti non erano morbidi come quelli di oggi, avevano dei cuscini che contenevano paglia. Al


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capezzale del letto c’erano dei chiodi che facevano da appendiabiti. Abbiamo visitato una sala dove sono conservati documenti

e fotografie della storia del campo e c’era anche un ritratto di un artista di nome Michel Fingesten che era il più famoso di tutta Europa. In questo campo esisteva la scuola con l’ insegnante, il medico, il maestro di chitarra e si

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celebravano anche i matrimoni. La sposa aveva il velo fatto con le reti delle zanzariere, il resto con le tovaglie. Qui sono nati anche 21 bambini. Gli altri campi erano diversi da questo infatti, le persone che venivano portate nei campi di sterminio affrontavano lunghi viaggi in treno e venivano uccisi nelle camere a gas, facendogli credere di andare a fare la doccia e gli dicevano di non dimenticare dove lasciavano i vestiti e le scarpe per trovarli all’uscita, ma era soltanto una bugia. I campi di sterminio più conosciuti sono AUSHWITZ-BIRKENAU in Polonia. Alla fine della seconda guerra mondiale, il 27 Gennaio è stato liberato il campo di ster-

IL GIORNO DELLA MEMORIA Oggi a scuola abbiamo spiegato il giorno della memoria, che si celebra il 27 Gennaio di ogni anno. Durante questa giornata si ricorda la Shoah. Questo termine ha origini greche e indica l’uccisione di tutti gli Ebrei da parte di Hitler e dei soldati Nazisti. Gli Ebrei dopo che il tempio di Gerusalemme per la terza volta era stato distrutto erano scappati tutti in Europa. Hitler fondò il partito del Nazismo e decise di costruire i campi di concentramento dove venivano uccisi gli Ebrei. Hitler li considerava inferiori e li accusava di aver ucciso Gesù ma lui in realtà voleva solo il potere ed essere capo di tutto il mondo. Hitler era molto cattivo

perché uccise molti bambini come Anna Frank. Questa bambina era Ebrea e per un pò riuscì a sopravvivere nascondendosi nella soffitta di una casa. Lei ogni giorno scriveva una pagina di diario dove raccontava la sua storia. Anna sperava di non essere mai uccisa ma fu catturata dai Nazisti. Per fortuna queste cose ora non succedono più.

Terranova Kevin Classe V B Scuola Primaria San Fili

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minio di AUSHWITZ, per questo è il giorno della memoria. Uccidere uomini, donne e bambini innocenti è veramente un gesto molto crudele. Questo è un giorno importante perché ci insegna che non dobbiamo mai sentirci superiori agli altri. Capizzano Niccolò Pio Classe IV Scuola Primaria San Vincenzo la Costa


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SCRITTORI PER UN GIORNO UN GIORNO DA NON DIMENTICARE Se un bambino mi dovesse domandare che differenza c’è tra il giorno della memoria e un qualsiasi altro giorno, io gli risponderei che: la memoria, quando si parla di genocidi non indossa la divisa. La memoria è nuda. La bandiera del ricordo non ha colori, è bianca ma non serve per avvolgere i migliaia di morti. E se il bambino mi chiedesse ancora : “Come mai sono morti migliaia di persone?” Allora noi dovremo spiegare che proprio il 27 gennaio di ogni anno si commemorano tutte le persone morte a causa dell’ olocausto. L’olocausto è lo sterminio del popolo ebreo, zingari, omosessuali, anziani malati, queste persone venivano portate nei campi di concentramento, che si dividevano in campi di lavoro e campi di sterminio. Il campo di sterminio di Auschwitz in Polonia è uno dei più grandi. All’entrata del campo c’è una scritta “Arbeit macht frei” cioè “il lavoro rende liberi”. Le

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persone venivano prelevate da casa chiamate per nome e cognome, i soldati mettevano tutti nei treni e le persone andavano per direzione ignota. Donne, uomini, bambini, anziani tutti ammassati in un treno che veniva usato per le merci; treni senza finestrini e con condizioni igieniche pessime. Arrivati al campo di concentramento gli dicevano che dovevano andare a lavorare per un breve periodo, e scesi dal treno facevano una selezione: le donne a destra e gli uomini a sinistra, le persone anziane, malati, donne incinte, bambini piccoli venivano subito portati nelle camere a gas. Gli altri, invece, venivano fatti lavare, gli rasavano i capelli e gli davano il pigiama a righe e un cappello, gli marcavano un numero sulla pelle, e gli davano un pezzo di pane con un po’ di acqua. Li facevano dormire in letti uno vicino all’altro su tavole di legno, gli davano da mangiare una volta ogni tanto e li facevano lavorare. Le persone che si ammalava-

no nel campo, alcune le portavano nei forni crematori o nelle camere a gas, e altri venivano fatti analizzare dai medici tedeschi, tagliando di qua e di la senza ricucire o sterilizzare la ferita e perlopiù senza anestesia. Venivano trattati come oggetti, non come persone con una certa dignità, tutte allo stesso modo senza favoritismi per nessuno. Vennero liberati dagli americani il 27 gennaio 1945. Questo giorno è rimasto nella storia per non dimenticare quell’ orrore che hanno passato le persone come noi.

D’Andrea Maria Rita Classe 3 A Scuola Sec. di I Grado San Fili


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“LA BICICLETTA DI BARTALI” Gino Bartali, uno dei ciclisti più bravi di tutti i tempi, è stato un campione anche nella vita. Egli ha deciso di rischiare la propria vita per salvare quella di ottocento ebrei. Nascose nel tubo della sua bicicletta i documenti falsi che servivano a far espatriare ebrei che riuscirono a salvarsi scappando dai campi di concentramento. È stato il figlio Andrea a far conoscere questa storia, Bartali non voleva essere ricordato come un eroe, perché Bartali, conosciuto come "Ginetaccio" per quel suo carattere un po’ spigoloso, amava ripetere : "Il bene si fa ma non si dice", ma questa storia fa capire

a noi ragazzi che eroismo e impegno civile esistono veramente. Per queste imprese nel 2006 è stata conferita a Bartali dal Presidente della Repubblica la Medaglia d' oro al valore civile e nel 2013 è stata assegnata dallo Stato d'I sraele l' importantissima onorificenza di Giusto fra le Nazioni. la storia di Bartali è stata un occasione per noi ragazzi di parlare della seconda guerra mondiale e della Shoah attraverso una storia di sport, coraggio, eroismo. Lo Bianco Francesco Classe 2 C Scuola Sec. di I Grado San Vincenzo la Costa

MOSTRA SULLA SHOAH L’ Istituto Todaro-Cosentino di Rende (CS) giorno 24 gennaio ’19 ha ospitato le classi seconde e terze della scuola secondaria di San Fili per partecipare ad una mostra organizzata proprio da queste due scuole superiori riguardante la Giornata della Memoria. Questa Giornata fu instituita per non dimenticare lo sterminio provocato da Hitler verso coloro che erano considerati “imperfetti” o che non erano di razza ariana. Il 27 gennaio 1945, i soldati dell’ Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz dove quotidianamente tantissimi ebrei, handicappati, rom, zingari venivano uccisi in modo brutale. Proprio per que-

sto il 27 gennaio è diventata la Giornata della Memoria per non dimenticare quello che è successo affinché non si possa ripetere più. Questa esperienza al Todaro-Cosentino non è servita solo a visitare la mostra sull’ Olocausto, ma è stato un momento anche per visitare la scuola e vedere tutte le varie opportunità che offre. Appena arrivati siamo stati accolti da due professoresse molto gentili che ci hanno diviso in due gruppi, in base alla classe, quindi un gruppo è stato guidato per fare un giro della scuola mentre l’altro ha osservato la mostra e alcuni video preparati per questa giornata, e viceversa. I video e la mostra che abbiamo

visto riguardavano per lo più un binario da dove partivano tantissimi ebrei dall’ Italia “Binario 21”, a Milano, verso i campi di concentramento o di lavoro. Da esso sono partite molte famiglie ebree tra cui quella di Liliana Segre, una superstite dell’ orribile avvenimento resa, da poco, senatrice a vita. Proprio a lei erano dedicati alcuni video che abbiamo guardato. Fortunatamente altre persone sono riuscite e riescono, a raccontarci quello che veramente succedette quegli anni, per contrastare tutti quelli che dicono che tutto ciò non è mai successo o che non sia cosa credibile. La mostra era preparata davvero molto bene, è stata preparata


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SCRITTORI PER UN GIORNO dai ragazzi dell’Istituto e uno di loro ci ha accompagnati nel percorso, era formata da diversi pannelli che spiegavano in modo particolare il Binario 21, i superstiti, la vita in quegli anni e la Shoah in generale. Anche il tour della scuola è stato molto interessante perché abbiamo visto i nume-

rosi laboratori che la scuola offre e i vantaggi di cui si può usufruire. Rinaldi Riccardo Classe 3 B Scuola Sec. di I Grado San Fili

PER NON DIMENTICARE... Come ogni 27 gennaio, anche quest' anno ricordiamo una storia tragica scritta con il sangue delle persone in uno dei periodi più brutti della storia dell’uomo. Un uomo senza cuore, prese il dominio e abusò del

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suo potere. Intere famiglie, dal più grande al più piccolo, vennero carbonizzate. A tutte le persone che conoscono questa storia, non resta che sperare che non succeda più una cosa del ge-

nere. Io spero che le nuove generazioni pensino al bene dell’ umanità e all' amore fra i popoli. Cesario Giuseppe Classe V B Scuola Primaria San Fili


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LA PRIMAVERA In primavera i fiori sbocciano, gli uccelli cinguettano e ritornano le rondini. Gli alberi mettono le nuove gemme. Gli animali vanno in calore e fanno i cuccioli. Inizia a non piovere più, fa molto più caldo e si indossano abiti più leggeri. Si può usci-

re con gli amici per fare lunghe passeggiate. La primavera è la mia stagione preferita anche perchè festeggio il mio compleanno. Plastina Francesca Classe II A Scuola Primaria San Fili

LA PRIMAVERA

LA LEGGENDA DEL GIRASOLE Un giorno in un campo di grano spuntò tra le spighe uno strano fiore senza petali. Le altre piantine lo prendevano in giro e si vantavano di essere più belle e colorate. Lui era molto triste, ma osservava meravigliato il sole. Bello e splendente il sole, vendendo quel fiore molto triste, decise di avvicinarsi e lo abbracciò con i suoi raggi; da quel gior-

no allo strano fiore spuntarono dei bellissimi petali dorati. Da quel momento in poi il girasole si illuminò di gioia ed era felice ogni volta che guardava il suo amico sole. Per questo motivo il fiore venne chiamato girasole. Chilelli Giusy Classe III B Scuola Primaria San Fili

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SCRITTORI PER UN GIORNO LA NOTTE Ciao mi chiamo Greta, per me la notte racchiude in se molti sentimenti: dolore, tristezza, amicizia e amore. Dolore e tristezza perché puoi pensare molto e guardando alla finestra puoi ammirare le stelle. Persone che prima erano in terra e potevi parlarci, ora puoi sperare che sentano ancora la tua voce e la ricordino. Amo-

re e amicizia perché pensi alle persone che il giorno ti aiutano e ti stanno accanto. Io guardando le stelle penso ai miei nonni che purtroppo non ho mai conosciuto, questo pensiero mi rattristaVpoi, però, mi rallegro perché penso alle persone che mi stanno accanto e al dono più bello che posseggo, cioè la mia

IO E LE MIE PASSIONI Una delle mie passioni

mia passione anche

è giocare a calcio. Ho

raccontare barzellette.

iniziato a sei anni. Al-

Tra tutte le mie pas-

cune volte non ho vo-

sioni quella più impor-

glia di allenarmi, ma

tante è il calcio perché

papà mi dice che devo

da grande vorrei di-

perché abbiamo paga-

ventare un calciatore

to. L’altra mia passio-

famoso.

ne è andare in bici tutti i giorni. Quando piove

Cavaliere Leonardo

non la prendo. È una

Classe II A Scuola Primaria San Fili

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famiglia e sono certa che non esiste ricchezza più grande.

De Lorenzo Greta Classe V B Scuola Primaria San Fili


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UN RAGAZZO CORAGGIOSO Un giorno, una strega malvagia annunciò che avrebbe distrutto il piccolo paesino di Zamusa. Nel paese di Zamusa abitava Otto. Otto amava tantissimo il suo paesino e con coraggio decise di incamminarsi per affrontare la strega malvagia. Durante il cammino incontrò un mago che gli propose di aiutarlo. Quella sera dormì a casa del mago che, ben volentieri, gli regalò polverosi volumi che contenevano incantesimi e formule magiche utili per affrontare la strega malvagia. Otto era al settimo cielo: il mago Silvestro, era proprio un grande mago! Procuratosi tutti i miscugli per preparare gli incantesimi e le pozioni magiche decise di affrontare la strega malvagia . Con il cuore in gola si incamminò verso la casa della strega. Arrivato lì esclamò con voce secca e decisa: “Apri questa porta, esci fuori ho da dirti qualcosa di vera-

mente importante. Se tu non distruggerai il mio piccolo paese io diventerò il tuo schiavo e ti aiuterò nelle faccende domestiche”. La strega scoppiò a ridere a crepapelle. La strega disse : “ma non farmi ridereVtu il mio aiutanteVah ah ah. Domani allo scadere della mezzanotte del tuo paesino non rimarranno che delle briciole. Ora vai via che ho del lavoro da fare”. Otto ormai disperato e in lacrime decise di tornare a casa. Sulla via del ritorno Incontrò nuovamente mago Silvestro che rincuorò Otto e lo incoraggiò a non temere la strega. Il giorno dopo, proprio mentre la strega iniziava a mescolare i suoi intrugli nel grande pentolone per distruggere Zamusa, Otto riuscì a intrufolarsi in casa della strega e approfittando di un momento di distrazione buttò nel pentolone le pozioni magiche datogli dal mago. Quando or-

mai mezzanotte era vicina la strega con la sua voce stridula e pungente esclamò: “È giunta ormai la fine, di voi non rimarrà altro che cenereVAh ah ah ah”. Iniziò così a spargere la pozione stregata su tutto il paese. Tutti udirono un forte boato, ma quando aprirono gli occhi il paese era diventato più grande di prima. La strega confusa scappò.

Salituro Antonio Buffone Francesco Classe V A Scuola Primaria San Fili

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SCRITTORI PER UN GIORNO FESTA DEL PAPÀ

Il mio papà è il migliore del mondo riesce a farmi felice in un secondo . Se sono triste lui mi consola e il suo affetto non mi lascia mai solo. Lui per me lavora tanto e di aiutarmi mai è stanco.

Marino Demetrio Classe V Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

A te papà che mi insegni a crescere, a te papà che mi fai superare ogni ostacolo, a te papà che mi sorridi sempre, a te papà che mi asciughi le lacrime, a te papà che ogni giorno mi dai la forza di un leone, a te che non mi abbandoni mai. Quando sto con te nasce l’amore. Sei per me un grande uomo e un grande papà questa è per te che sei una persona speciale. Auguri papà. Perretti Melissa Classe V Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

Al mio papà speciale una poesia voglio dedicare, con tutto il mio cuore pieno d’amore: perché sa cucinare e mi fa divertire anche se non sa pulire, perché in barca ci fa andare e le onde ci fa cavalcare anche se non sa nuotare, fa ancora tante cose perché lui mai si riposa. Non perde mai la pazienza perciò non posso stare senza... voglio bene al mio papà son sicura che lo sa. Ti ringrazio con tutto il mio cuore non poteva capitarmi papà migliore. Dalla tua piccola con amore. Petrasso Alessia Classe V Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

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FESTA DEL PAPÀ Il mio papà fa il giardiniere ed è un gran bel mestiere come un fiore la mia mamma ha amato ed è grazie a questo amore che io sono nato. Col tempo crescendo ogni giorno lui mi ha curato ed è per questo che sempre gli sarò grato. Ogni mattina quando vado a scuola lui dalla porta un bacio mi vola. Sono felice, tanto perchè ho il papà migliore che c'è.

Il mio papà si chiama Gaetano e quando usciamo mi tiene per mano. Quando torna dal lavoro mi porta un regalo e mi dice ''tesoro''! Insieme giochiamo e scherziamo quante risate ci facciamo! A volte lo faccio arrabbiare e allora triste mi deve sgridare Io gli chiedo scusa e gli do un bacetto poi mi abbraccia e andiamo al letto.

Napolitano Pietro Classe V A Scuola Primaria San Fili

Lo Feudo Andrea Classe IV Scuola Primaria San Fili

IL MIO PAPÀ Il mio papà si chiama Gianluca Anastasio. Ha 48 anni e lavora a Calabra Maceri. È alto e magro, ha gli occhi castani, i capelli neri e corti e da qualche mese un pò brizzolati. Indossa quasi sempre tuta e scarpe da tennis, ma gli piace molto vestire elegante. È molto goloso, gli piace mangiare la cioccolata e i gelati al gusto di caffè. È molto bello ma anche buono, dolce, simpatico, allegro, divertente, affettuoso, coraggioso ed è

amico di tutti. È giocherellone e soprattutto molto calmo, è difficile che si arrabbia, mi sgrida solo quando combino qualcosa di grosso, quindi quasi mai. È molto premuroso e attento, mi accontenta quasi sempre quando gli chiedo qualcosa. Lui con me fa tante cose, gioca a palla, fa grandi tuffi al mare e le domeniche pomeriggio guardiamo insieme le partite sul divano perché la sua passione è il calcio e la sua squadra preferita è la Ju-

ventus. È molto fiero e orgoglioso di me, quando segno i goal durante le partite di calcio, esulta chiamandomi campione, ma la sua felicità raggiunge il massimo quando vede, sul registro elettronico, i voti che prendo a scuola. Il mio papà è speciale e io gli voglio molto bene.

Renato Anastasio Classe III B Scuola Primaria San Fili


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SCRITTORI PER UN GIORNO IL MIO PAPÀ Il mio papà si chiama Giuseppe Cosentino. È alto, ha i capelli neri, gli occhi celesti e non ha la barba. È vestito sportivo ed ha quasi sempre i jeans. Il suo mestiere è il

fruttivendolo (la mia mamma lavora con lui). Quando pranziamo e ceniamo gli piace guardare il tg 5. Ogni domenica mi porta al bowling, all’Hollywood. Con lui mi di-

verto sempre tanto.

maglioncino, dei jeans e delle scarpe sportive. Il mio papà è molto calmo ed è difficile che si arrabbia. Mi sgrida solo quando combino qualcosa. Ha un carattere allegro e scherzoso. Nel tempo libero si ritrova con i suoi amici.

Il mio papà è il migliore che ci sia e io gli voglio un sacco di bene.

molto buono e sincero con me, quando io faccio la monellina lui mi fa un sorriso discreto e fa finta di niente. Lui va pazzo per la carne di tutti i tipi! Gli piace dormire, raccontare fatti della sua infanzia, fare le coccole e guar-

dare la tivù. Questo papà è super, è il migliore papà che mi potesse capitare! Non lo cambierei per nessun altro al mondo. Ti voglio bene papino!!!

Cosentino Cosimo Classe II A Scuola Primaria San Fili

IL MIO PAPÀ Il mio papà si chiama Luchetta Rodolfo. Ha quarantotto anni e fa il muratore. È alto due metri, ha i capelli neri, gli occhi castani e ha la carnagione di colore scuro. Gli piace fumare, di solito indossa una camicia con un

Luchetta Federica Classe 3 A Scuola Primaria San Fili

IL MIO PAPÀ Mio padre si chiama Francesco Palermo. Ha quarantasette anni e fa il commercialista. È alto e magro, ha i capelli grigio-neri, gli occhi verdi-grigi come i miei. È abbronzato, indossa gli occhiali. È

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Palermo Irene Classe III A Scuola primaria San Fili


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LA PRINCIPESSA RAPITA C’era una volta una principessa molto bella che viveva in un castello. In un altro castello lontano viveva un re malvagio. Un girono la principessa uscì con un cavallo e il re malvagio la vide, se ne innamorò e la rapì. Poiché la principessa non lo voleva egli la rinchiuse in una torre. Un principe di un regno più vicino sentì questa notizia e decise di salvarla, prese il suo mantello magico e

volò da lei; arrivato al castello del re malvagio, indossò il suo mantello magico e diventò invisibile, si avvicinò al re malvagio e con la spada lo toccò e lo fece sparire V puff! Così andò verso la torre e liberò la principessa. Tornarono nel suo regno, si sposarono e vissero felici e contenti. Cariello Giovanni Classe III B Scuola Primaria San Fili

LA PRINCIPESSA SALVATA C’era una volta, in un regno lontano, una bellissima principessa. Ma un brutto giorno successe che un re malvagio arrivò nel suo castello, la vide e la rapì, perché voleva rubarle la bellezza e regalarla a sua figlia che era inguardabile! Un giorno un principe su un cavallo alato volò nelle vicinanze del castello del re malvagio, vide la principessa che pian-

geva e decise di andarla a salvare. Prima di andare volle passare da un mago che gli donò un mantello con poteri magici; chi lo indossava diventava invisibile. Finalmente andò al castello del re malvagio ma in quell’ istante giunse davanti a lui il re! Il principe allora decise di usare il mantello, diventò invisibile e infilzò il re malvagio che divenne cenere.

Cosi potè liberare la principessa, ovviamente la sposò e vissero per sempre felici e contentiVMa tutti voi vi siete chiesti: “che fine ha fatto la figlia del re malvagio?”. Sta preparando un nuovo piano per vendicarsi della morte di suo padre!!! Irene Palermo Classe 3 A Scuola Primaria San Fili


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ARTISTI PER CASO PAOLO UCCELLO Paolo di Dono, detto Paolo Uccello, nacque a Firenze alla fine del 1300. Iniziò a dipingere all’età di dieci anni nella bottega di un grande maestro, dove imparò il mestiere. Il soprannome è dovuto alla sua bravura nel dipingere animali, in particolare uccelli. Interpretazione dell quadro “San Giorgio e il drago” di Paolo Uc-

cello: Un drago aveva con il suo cavallo. preso una principessa e Francesco Mazzulla la teneva in una grotta Classe IV A buia. Un bel giorno senScuola Primaria San Fili tirono un cavallo che si avvicinava alla grotta, uscirono per vedere chi era e trovarono davanti un cavaliere in groppa ad un cavallo bianco. Il cavaliere traforò il drago con una lancia e liberò la principessa dalle catene. Il cavaliere portò via la principessa

ALEXANDER CALDER È un artista statunitense, famoso per l’invenzione di grandi sculture di arte cinetica. Nasce nel 1898 e muore nel 1976. Il padre era uno scultore invece la madre era una pittrice e lo incoraggiava a diventare un artista, ma lui si laureò in ingegneria. Alexander si trovò su una nave per lavoro e vide il tramonto e l’alba e si appassionò ai loro

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colori. Si traferisce a New York per realizzare disegni per il giornale. Alexander faceva tante sculture particolari con il ferro, composizioni in delicato equilibrio chiamate stabiles se posate a terra o mobiles se appese. Egli amava lavorare con i colori primari accompagnati a volte dal nero. Siccome il ferro era un materiale utilizzato per costruire le armi che servivano per le guerre,

fu costretto ad usare il legno. Alexander Calder diventa famosissimo e le sue sculture sono in tutto il mondo. Rebecca Tenuta Classe IV A Scuola Primaria San Fili


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LABORATORIO DI ARTE nastro adesivo colorato uno stuzzicadenti da spiedini.

Con i colori primari puoi disegnare, dipingere, ma anche creare una scultura in equilibrio tra gioco e arte, proprio come Calder. OCCORRENTE: Quattro fogli di cartoncino da 50x70 cm (giallo, rosso, blu, nero) matita forbici a punta tonda colla stick filo metallico sottile o ricoperto

COME SI FA? Piega i fogli di cartoncino in due, disegna delle sagome simili a quelle nella foto e ritagliale, in modo da ottenere delle coppie identiche. Devi ricavare 8-10 coppie di sagome. Tagli il filo metallico in pezzi lunghi circa 30 cm, poi inserisci ogni estremità all’interno di una coppia di sagome e incollale. Lascia due coppie di cartoncino senza filo. Incolla anche le sagome delle due coppie di cartoncini che hai lasciato senza filo, poi piegale a metà. Fai due tagli lungo le pieghe delle due forme (fino a metà cartoncino circa) e incastrale tra loro. Con il nastro adesivo fissa lo stuzzicadenti lungo la piega. Arrotola una striscia di nastro

JAN VERMEER Jan Vermeer è nato nel 1632 ed è morto giovanissimo nel 1675. I suoi dipinti sono ispirati dalla vita quotidiana. Il suo quadro “La lettera d’amore” raffigura una donna con una cetra che si gira preoccupata verso un’ altra che le sorride, le ha appena consegnato una lettera del suo in-

namorato. Le due donne sono osservate da una stanza in ombra, in una casa piena di oggetti della vita quotidiana.

Giovanni Montoro Classe IV A Scuola Primaria San Fili

adesivo a circa 1 cm dall’estremità superiore dello stuzzicadenti. Avvolgi il filo metallico di ogni forma intorno all’estremità superiore dello stuzzicadenti, sopra il nastro adesivo e modellalo per mantenere l’ installazione in equilibrio. Ecco il tuo stabile! Giovanni Montoro Classe IV A Scuola Primaria San Fili


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ARTISTI PER CASO COSTRUIAMO IL PAPIRO toncino fino a ricoprirlo tutto; successivamente abbiamo ricoperto questo primo strato con altre strisce ad angolo retto rispetto

Gli antichi egizi scrivevano su fogli di papiro. Il papiro è una pianta che cresce sulle rive del Nilo. Per costruire il foglio di papiro, abbiamo utilizzato: cartoncini, garze, colla vinavil e caffè.

Abbiamo posto le strisce di garza una accanto all’ altra sul car-

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alle prime. Abbiamo bagnato le strisce con la colla diluita nel caffè. Quando il papiro si è asciugato lo abbiamo decorato con i geroglifici. Poi abbiamo incorniciato il foglio e lo abbiamo regalato al papà per la sua festa il 19 Marzo. Aldo Perrotta Mario Pio Bartucci Classe IV Scuola Primaria San Vincenzo la Costa


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GRAFFITO E INCISIONI RUPESTRI Esecuzione del lavoro svolto in classe III. Materiale usato la pietra tecnica del graffito e pittura rupestre. Ruffolo Aurora Classe III Scuola Prmaria San Vincenzo la Costa

MASCHERINE Noi alunni della classe IV di San Vincenzo, con l’ aiuto della maestra Marina, abbiamo realizzato delle maschere che poi abbiamo usato per colorare il nostro Carnevale.

Chiappetta Cristian Classe IV Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

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RUBRICA SCIENTIFICA DIGESTIONE FAI DA TE... In classe la maestra di scienze, ha spiegato l' apparato digerente e ci ha dato da fare un esperimento a casa. Il pomeriggio mi sono messo all' opera, alla ricerca dei materiali utili per la realizzazione del mio esperimento che ho chiamato "Digestione fai da te" e che ora vi spiego. MATERIALI NECCESSARI: Un tubo di cartone, un imbuto, un beccuccio, un tubo flessibile, un contenitore di detersivo con fondo bucato, nastro adesivo, plastilina. SVOLGI MENTO: Ho collegato tra loro con del nastro adesivo i diversi materiali (come indicato nell’ immagine sul libro). Poi ho creato una piccola pallina con la plastilina e l’ ho fatta passare lungo il percorso creato.

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CONCLUSIONI: Tutti i materiali utilizzati sono stati collegati tra loro formando un percorso attraverso il quale può passare la pallina di plastilina. Il percorso che andrà a fare la pallina rappresenta il percorso del cibo nell’ apparato digerente, infatti, tutti gli organi di questo apparato hanno delle cavità. L' indomani, ho portato a scuola il mio esperimento e ne ho spiegato le funzioni all' insegnante e all' intera classe. Alla fine, ho ricevuto i complimenti da parte dell' insegnante e di tutti i compagni e mi sono aggiudicato anche un bel voto.

Cariello Salvatore Classe V b Scuola Primaria San Fili


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C’ ERA UNA VOLTA LA FOGLIOLINA LARA... C’era una volta un grande giardino, dove abitava una grande quercia di nome Ugo. Questa quercia aveva una folta chioma, ricca di foglie. Tra queste foglie, però, una era la più piccola. Un giorno, la piccola fogliolina, di nome Lara vide che le sue amiche foglie erano molto più veloci di lei a succhiare i sali minerali e a prendere i raggi del sole...ecco perchè erano così grandi! Pensò e ripensò e le venne in mente di chiedere aiuto al re del bosco così, si rivolse alla grande quercia di nome Ugo: ”ti prego...aiutami a diventare più veloce, a succhiare più in fretta i sali minerali e a distendermi per prima al sole

così da prendere i suoi raggi in modo che anche io possa riuscire a crescere e diventare una foglia bella, grande e verde proprio come loro!”. La grande quercia, vedendo la fogliolina triste decise di aiutarla così chiese alle cugine radici di dissetare e nutrire per prima la piccola fogliolina e quindi di far salire l’ acqua e i sali minerali prima a lei. Poi si rivolse al re del cielo, il sole, chiedendogli di splendere per prima su di lei con i suoi caldi raggi. Anche il sole venne in soccorso di Lara e fece proprio come la grande quercia gli aveva detto. Grazie al loro aiuto, Lara riuscì a crescere ogni giorno sempre un pò di più, fino a dive-

UNA PIOGGIA COLORATA OCCORRENTE: bicchiere alto o barattolo di vetro, acqua, piccolo contenitore, schiuma da barba, colorante alimentare. PROCEDIMENTO: Versate l’acqua nel bicchiere sino a riempirlo per circa 7/10; Ricoprite la superficie con della schiuma da barba; Posizionate del colorante sparso su tutta la superficie della schiuma da barba; Attendete qualche minutoV Vè arrivata la pioggia! Maya Perri Classe IV A Scuola Primaria San Fili

nire la foglia più grande e bella della folta chioma della grande quercia. Le sue amiche, invidiose di lei e della sua bellezza, fecero la stessa richiesta al signore Ugo, il quale le aiutò a diventare belle proprio come Lara e da quel giorno Ugo diventò la quercia più bella e più verde di tutto il giardino. Ricchio Aurora Classe IV Scuola Primaria San Vincenzo


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EVENTI, VISITE E VIAGGI D’ISTRUZIONE

ESPERIMENTI AL CASTELLO SVEVO Giorno 14 febbraio 2019 le classi terze dell’ Istituto Comprensivo di San Fili siamo andate a visitare delle mostre scientifiche e informatiche al castello Svevo di Cosenza. Appena arrivati siamo rimasti subito colpiti dal modo in cui il castello si presenta e dal panorama incredibile che si può ammirare da esso. Infatti, il castello Svevo, offre tutta la vista di Cosenza e degli altri paesi vicini. Ad aspettarci c’ erano delle guide che ci hanno portato a svolgere degli esperimenti, in varie sale all’ interno del castello, basati sulle programmazioni informatiche; vedere un video che parlava di astronomia; fare un giro della nostra galassia attraverso un proiettore che riportava tutto in un gonfiabile sferico in cui si poteva entrare e nel quale si poteva parlare con un robot, molto intelligente, che dava spiegazioni esaustive e

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gradevoli da ascoltare riguardante la nostra galassia e lo spazio in generale; e infine abbiamo potuto vedere degli esperimenti scientifici sugli acidi e le basi e come si fa a far suonare una banana, tutti esperimenti proposti non da un semplice professore ma da Albert Einstein. Per svolgere gli esperimenti informatici ci siamo divisi in quattro gruppi, in cui ognuno aveva una mini macchina robotica che era appoggiata su un tabella, e noi, tramite alcuni pulsanti sul robot, la dovevamo programmare per fargli raggiungere l’uscita che era disegnata su questa tabella. Questo esperimento è stato abbastanza facile, però, dietro il lavoro che abbiamo fatto noi, ce n’è uno molto più difficile fatto da chi ha programmato il piccolo robot, per girare a destra o sinistra; proprio questo, infatti, è quello che ci ha detto la guida durante l’ esperimento. La mostra

del proiettore all’ interno del gonfiabile sferico è stata un’ emozione unica perché non solo abbiamo capito le varie costellazioni, da che cosa è formata la nostra galassia o lo spazio, ma abbiamo avuto anche la possibilità di osservare un robot intelligentissimo che ci ha spiegato e fatto capire meglio ciò che la tutor diceva. Per vedere il proiettore e il robot ci siamo divisi in due gruppi che si alternavano andando a vedere anche un video astronomico. Ultimo esperimento è stato quello scientifico sugli acidi e le basi dove a parlare c’ era un prof. con una parrucca e un grembiule che avevano lo scopo di farla assomigliare ad Einstein. In questo esperimento abbiamo imparato e rinfrescato gli argomenti che riguardano gli acidi e le basi, come il ph, i modi di misurazione del ph, come si fa a capire se qualcosa è acida o basica. Egli ci ha insegnato


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come è possibile che delle banane suonino, infatti ad esse erano collegati alcuni sensori che appena si toccava la banana stessa suonava. L’ uscita al castello è stata molto interessante e istruttiva perché ci ha permesso di conoscere e approfondire, ma anche di meravigliarci di una bellezza cosentina ovvero il castello Svevo. Infatti, oltre a svolgere gli esperimenti, abbiamo anche visitato, con i nostri professori, la maggior

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parte del castello arrivando anche in cima, su un balcone, dal quale abbiamo fotografato il panorama cosentino.

Rinaldi Riccardo Classe 3 B Scuola Sec. di I Grado San Fili

IL CARNEVALE Il Carnevale è un giorno di riposo e allegria e porta a tutti i bambini felicità e nessuna agonia, regali e cibi tipici da sgranocchiare con amici e parenti facendo scherzi divertenti. Io penso che Carnevale sia più di una giornata di festa ma un giorno speciale in cui tutti i bambini del mondo regalano un mucchio di sorrisi per ringraziare di questo giorno speciale. Quando il fantastico giorno di Carnevale finirà, tutti i bambini, non saranno tristi perché hanno conservato un sacco di allegria per affrontare l’ anno fino al prossimo carnevale, un carne-

vale fenomenale e se credi in questa magia, tu farai parte di noi.

Morrone Simone Classe V Scuola Primaria San Vincenzo la Costa

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EVENTI, VISITE E VIAGGI D’ISTRUZIONE

CARNEVALE MANIFESTAZIONE S.V. Il 2 Marzo scorso nella piazza di San Vincenzo è stata organizzata una festa di Carnevale. Tutti i bambini hanno sfilato su una passerella mentre indossavano dei bellissimi costumi come ad esempio: “cappuccetto rosso”, “biancaneve”, i “supereroi” e tante altre maschere di personaggi dei cartoni animati. Alcuni travestimenti erano molto divertenti, soprattutto quelle dei clown. Anch’ io ero travestito da pagliaccio, indossavo dei lunghi e larghi pantaloni a righe rosse e gialle, una grande parrucca verde e avevo il naso dipinto di rossoV insomma ero molto buffo! Durante la festa, io e i miei amici Fulvio, Mario Pio e Lorenzo ci siamo divertiti un mondo a rincorrerci per spruzzarci le stelle filanti e la schiuma. Alla fine della festa hanno premiato le mascherine più belle, un bambino di pochi mesi che era travestito da “cagnolino”, un altro travestito da “corsaro” e una bambina travestita da “wonder woman”.

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Infine abbiamo visto uno spettacolo di musica africana con tre signori che suonavano dei tamburi, un altro travestito da leone ci coinvolgeva nei suoi balli. Il carnevale è da sempre la mia festa preferita perché è fatta di colori, allegria, divertimento e tanti buoni dolci da mangiare. Leonetti Samuele Classe IV Scuola Primaria San Vincenzo la Costa


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UNO SCHERZO DI PESSIMO GUSTO A me non piace tanto fare scherzi però mi ricordo una volta che ne feci uno a mia sorella; approfittai del fatto che lei era andata a dormire da nostra cugina per mettere in atto il mio piano. La telefonai e le dissi che la sua bambola preferita Sara era stata praticamente distrutta dal nostro cane; lei non ci voleva credere però le dissi che era vero e che il cane l’aveva portata nella cuccia e non riuscivamo a prenderla. Voleva tornare subito a casa ma mia zia la con-

vinse a restare nonostante l’ ansia di vedere cosa fosse successo alla sua bambola. Quando tornò la prima cosa che vide fu Sara, la sua bambola, appoggiata sul divano, fu così felice che non le sembrava vero poco mancò che si mise a piangere; subito dopo incominciò a rincorrermi per tutta la casa per farmela pagare. Arturi Nicolas Classe V A Scuola Primaria San Fili

“IO NON BULLO” Giorno 19 Febbraio 2019 noi alunni della classe 1A e gli alunni delle classi 1B, 2A e 2B, ci siamo recati al teatro Morelli di Cosenza per vedere lo spettacolo "Io non bullo". Lo spettacolo è durato circa un' ora. Trattava di tutte le forme di bullismo: fisico, psicologico, cyberbullismo. In una prima parte dello spettacolo alcuni ex bulli capiscono che si comportavano male perché la vittima conduceva, in realtà, una vita migliore della loro. Ogni scena era separata dall'altra mediante una canzone

accompagnata da un balletto. La storia di un ragazzo di nome Giancarlo, che era vittima di bullismo, veniva accompagnata dalla canzone "Guerriero" di Marco Mengoni e da un passo a due di danza moderna. Infine, alcuni attori hanno interpretato dei ragazzi che raccontavano di un loro compagno di scuola, che reagendo agli atti di bullismo subiti, ha sparato nella scuola creando il caos totale. A spettacolo terminato, gli attori ed i ballerini, hanno dato il saluto finale ed hanno fatto una foto

con tutto il pubblico. Io ho molto apprezzato lo spettacolo perché ha trasmesso il messaggio contro il bullismo non solo recitando, ma anche danzando e cantando. Palermo Iole Classe IA Scuola Sec. di I Grado


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CARNEVALE: LE ORIGINI Due settimane prima delle Ceneri comincia il periodo più allegro dell’ anno, il Carnevale, dal latino Carnem levare, cioè togliere la carne dall’ alimentazione per tutto il periodo della Quaresima. I festeggiamenti del Carnevale hanno un’origine molto lontana, ai tempi dei romani. Sembra che in tale occasione a Roma tutto fosse consentito, anche scambiarsi i ruoli indossando abiti altrui. L’esplosione di allegria e l’ uso della maschera,

inoltre, servivano ad allontanare gli spiriti maligni. Il Carnevale ha ancora un’origine contadina. Questo periodo coincide, infatti, con l’ inizio del lavoro agricolo. In molti paesi d’ Europa si realizzava un corteo con maschere di fantasmi e anime di morti che rassicuravano i contadini offrendo protezione al nuovo raccolto. Spesso si chiudevano le feste bruciando un fantoccio, simbolo dell’ anno vecchio. Con il passare dei secoli, il Carnevale è rimasto

una manifestazione popolare con cortei, balli in maschera e scherzi, perché, come ricorda un vecchio proverbio “A Carnevale ogni scherzo vale!”

Giovanni Montoro Classe IV A Scuola Primaria San Fili

JUAN GRIS: ARLECCHINO CON LA CHITARRA L’ artista spagnolo Juan Gris dipinse il suo “Arlecchino con la chitarra” nello stile cubista. I colori sono tenui, la figura si fonde con lo sfondo. Ci sono una sedia e un tavolo.

Kristel Buffone Classe IV A Scuola Primaria San Fili

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PAUL CEZANNE: PIERROT E ARLECCHINO Questo dipinto venne realizzato a Parigi dal famoso pittore francese, ma si trova esposto a Mosca. Il pittore si ispirò a suo figlio Paul che posò per l’Arlecchino e ad un suo amico nei panni di Pierrot.

Andrea Mazzulla Classe IV A Scuola Primaria San Fili

PAULO VESTITO DA ARLECCHINO L’ artista spagnolo Pablo Picasso, ha dipinto suo figlio Paulo vestito da Arlecchino, la sua maschera preferita. L’ opera non è finita, infatti lo sfondo è color ocra, come anche la sedia e le scarpe, lo sfondo è piatto. Spicca il viso del bambino che è

molto curato. Proprio la mancanza di profondità trasmette un pò di malinconia.

Benedetta Martino Classe IV A Scuola Primaria San Fili

LE TRADIZIONI DEL MIO PAESE Nel mio paese si prepara un dolce tipico sanfilese molto buono, la “Chjina”. Il procedimento dura due giorni e per cuocerla si usa il forno a legna. Per l’occasione si invitano anche i vicini di casa, così diventa un momento di festa. Mia mamma mi racconta che quando era piccola i bambini si travestivano e andavano di casa in casa per chiedere dolcetti, soldini e facevano pure il gesto di tagliare la salsiccia e chiedevano di essere rico-

nosciuti. Andando avanti nel tempo questa usanza si è persa.

Michela Presta Classe IV A Scuola Primaria San Fili

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SCUOLA InCanto: “TURANDOT”

Quest’ anno il nostro Istituto ha aderito al progetto didattico Scuola InCanto, con la partecipazione delle classi seconda e quarta della scuola primaria e le prime classi della scuola secondaria di primo grado. L’ Associazione Musicale Europa InCanto nasce nel 2012 dalla convinzione dei suoi fondatori che essere educati alla musica e imparare ad apprezzarla fin da giovani costituisca un importante percorso di formazione. L’ iniziativa si propone quindi di avvicinare gli alunni della scuola dell’ obbligo alla magia dell’ opera e del teatro, creando un vero e proprio metodo didat-

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tico per la conoscenza dell’ opera lirica attraverso il canto e il gioco. L’ opera proposta quest’ anno è TURANDOT di Giacomo Puccini. Attraverso seminari, incontri e laboratori studenti e docenti vengono guidati nella conoscenza della vita, delle opere, dei personaggi, delle trame e delle arie dell’ opera scelta. Grazie a questo progetto è possibile imparare ad amare l’ opera lirica a scuola e vivere l’ emozione di assistere e partecipare attivamente all’ opera in Teatro. Gli alunni imparano a cantare i brani e le arie selezionati dalla celebre opera pucciniana, che verranno poi eseguiti coralmente durante lo spettacolo finale, aperto anche ai genitori, che si terrà al Teatro Rendano di Cosenza. Il progetto si suddivide in tre momenti: il primo per i soli docenti, il secondo vede coinvolti gli studenti e il

terzo che riunisce tutti i partecipanti. Gli insegnanti che hanno volontariamente aderito al progetto, hanno partecipato ad un incontro formativo con il maestro Mirabile, grazie al quale hanno potuto acquisire gli strumenti e le competenze necessarie per guidare i propri alunni alla scoperta dell’ opera lirica. L’ adesione ad un progetto che investe un campo che potrebbe sembrare in realtà lontano dalla didattica propria della scuola primaria, in particolar modo, in realtà persegue anche degli obiettivi, quali: approfondire le competenze legate all’ ascolto, all’ attenzione, al controllo motorio, alla comprensione; aumentare la propria conoscenza dell’ opera lirica; saper cantare in coro secondo regole prestabilite. Alunni e insegnanti possono avvalersi, durante il percorso didattico, di


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un libro e di un’ app da poter scaricare in modo da facilitare la memorizzazione delle arie anche a casa. Subito dopo l’ incontro con il maestro Mirabile abbiamo presentato il progetto ai nostri alunni raccontando la storia di Turandot non solo attraverso letture ma anche con la visione di un cartone animato all’ interno del quale hanno potuto ascoltare anche alcune delle arie proposte. Gli alunni hanno accolto con entusiasmo il progetto e, con gran stupore, hanno subito memorizzato ed imparato i canti ascoltati e proposti. Nei prossimi mesi ci saranno due incontri con degli esperti che verranno a scuola per aiutare insegnanti ed alunni

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nell’ esecuzione delle arie. Il progetto prevede la realizzazione di semplici costumi che gli alunni dovranno indossare e che possono essere realizzati facilmente grazie anche alla

denti e familiari vivono lo spettacolo finale come il momento più atteso ed emozionante del percorso didattico. Un’ esperienza unica in cui gli alunni sono coinvolti nella messinscena di TURANDOT, interpretando coralmente i brani accompagnati da cantanti professionisti e dall’ Orchestra, eseguendo alcuni movimenti scenici anche sul palcoscenico, indossando i costumi da loro stessi realizzati, tutti guidati dal Direttore d’ orchestra nella magnifica cornice del Teatro Rendano!

collaborazione con le famiglie. Portata a compimento la preparazione musicale, docenti, stu-

La docente Rossana Scarmozzino Scuola Primaria San Fili

TURANDOT: LA TRAMA IN BREVE Tanti anni fa, nel palazzo imperiale di Pechino, vivevano l' Imperatore Altoum e sua figlia Turandot. Questa, per vendicare la sua bisnonna che era stata uccisa dal marito, proponeva a tutti i principi che chiedevano la sua mano di risolvere tre enigmi: chi non ci riusciva veniva decapitato. Erano già stati uccisi dodici principi, l’ ultimo fu il principe di Persia. Al palazzo imperiale, un giorno, apparve Calaf, un principe ignoto che vista la bellezza della principessa se ne innamo-

rò. Proprio lì a palazzo Calaf aveva rincontrato dopo tanti anni suo padre Timur, diventato cieco e molto vecchio e la serva Liù, scomparsi durante la guerra dove avevano perso il trono. Nonostante tutti, anche i tre consiglieri Ping, Pang e Pong cercassero di dissuaderlo Calaf decise di risolvere i tre enigmi e ci riuscì. La principessa si rifiutò di sposarlo, così Calaf le propose a sua volta un indovinello: entro l' alba lei doveva scoprire il suo nome.; se ci fosse riuscita lui sarebbe sta-

to decapitato, altrimenti si sarebbero sposati. Durante la notte Turandot catturò la schiava Liù e la torturò affinchè potesse svelargli il nome del suo padrone. La giovane per dimostrare l' amore che provava per Calaf si uccise. Giunta l' alba Turandot, sconfitta, accettò di sposare Calaf anche perchè si era accorta di esserne innamorata. La docente Rossana Scarmozzino Scuola Primaria San Fili


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COSENZA NEL CUORE

Giorno Martedì 26 febbraio 2019 noi ragazzi della seconda classe della scuola secondaria di San Fili e di San Vincenzo siamo stati invitati a visitare la sede dell’associazione Cosenza nel Cuore presso il centro storico di Cosenza. Siamo stati accompagnati dalla Professoressa di Musica Giovanna Greco. Abbiamo incontrato diversi tifosi del Cosenza Calcio che ci hanno parlato dell’ Associazione e dei risultati del Cosenza che gioca nel Campionato di Serie B. Sono stati davvero gentili perché ci hanno regalato delle magliette dei giocatori più famosi del Cosenza. Dopo una passeggiata abbiamo raggiunto la Villa Rendano. Questa,

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un tempo, fu la Residenza della famiglia del maestro Alfonso Rendano ed è un edificio molto grande, circondato da un bellissimo giardino. Al primo piano abbiamo visitato le prime Sale di Rappresentanza, dove oggi vengono organizzate delle manifestazioni culturali e dei convegni. Alle pareti c’ erano dei video-proiettori che ci hanno mostrato, attraverso immagini e suoni, la storia della città di Cosenza, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri. Siamo poi stati accompagnati in un’ altra sala dove ci hanno fatto indossare degli occhiali molto particolari. Si chiamano Smart Eye Glass e permettono di vedere la realtà in maniera aumentata, cioè è come visitare realmente un luogo in tempo reale, senza però muoverci dalle poltrone sulle quali eravamo seduti. Indossare questi occhiali è stata davvero un’ esperienza nuova e

particolare. La giornata è proseguita, poi, rilassandoci un pò sulla

terrazza della Villa e partecipando al grande buffet che ci è stato offerto gentilmente dall’ Associazione Cosenza nel Cuore. Quel giorno il Cosenza ha giocato una partita contro il Carpi, vincendo 1 a 0. Abbiamo avuto, così, la possibilità di incontrare anche i tifosi avversari. È stata una giornata molto bella e divertente. Per questo motivo ringrazio tanto la Professoressa Giovanna Greco.

Giuseppe Napolitano Classe 2 B Scuola Sec. di I Grado


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CENTO PASSI cidio. Gli attori sono stati bravissimi nel calarsi nei vari personaggi e nella narrazione si sono alternati dialogo e racconto con il ricorso anche a documenti filmati. Alla fine c’è stato un lungo

L’ 11 marzo, accompagnati dai docenti, ci siamo recati presso il cinema teatro Garden per assistere allo spettacolo “Peppino, i cento passi”, storia emblematica di un giovane che ha creduto nella legalità e che con il suo coraggio è diventato il simbolo della lotta alla mafia ed a tutte le forme di prevaricazione. È stato uno spettacolo emozionante e coinvolgente, un omaggio a un ragazzo che ha avuto il coraggio di dichiarare guerra aperta alla mafia infrangendo il tabù dell’ omertà. Il 9 maggio del 1978, a soli trent’ anni, dopo numerosi tentativi di affrancare se stesso, la famiglia e un’intera comunità dai tentacoli della malavita, fu barbaramente ucciso e la sua morte fu fatta passare come sui-

applauso e successivamente un dibattito con la compagnia “Liberaimago”. È stata una grande lezione di legalità, coraggio e onestà, Peppino ci ha lasciato un messaggio preciso e chiaro e cioè che la mafia e con essa il silenzio e l’ omertà sono da combattere sempre, con coraggio e soprattutto insieme perché la mafia uccide chi viene lasciato solo. Cavaliere Gaia Classe 3C Scuola Secondaria

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CENTO PASSI

La parola “mafia” indica una specifica tipologia di organizzazione criminale, che, attraverso l’ uso della violenza e dell’ intimidazione, esercita il controllo dei commerci illegali, attività economiche e imprenditoriali . Diversamente da altri gruppi criminali, la mafia rappresenta ed esercita un vero e proprio sistema di potere, opposto a quello democratico . La parola mafia originariamente indicava il sistema di potere criminale affermatosi in Sicilia all’ inizio dell’ Ottocento e al quale ci si riferisce anche come “Cosa Nostra”, ma oggi indica anche altre organizzazioni criminali. In Italia organizzazioni di questo tipo sono per esempio la ‘ndrangheta (Calabria),

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la camorra (Campania), la sacra corona unita (Puglia). Ma sono presenti anche in molti altri paesi al mondo per questo è opportuno usare il termine “mafia”. La rappresentazione teatrale che noi di terza siamo andati a vedere è stata “i cento passi” dedicata alla vita e all’ omicidio di Peppino Impastato impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia. Il titolo prende nome dal numero di passi che occorre fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss Gaetano Badalamenti (capo di Cosa Nostra). Il giovane Peppino Impastato vive cercando di sfuggire all' inesorabile legame con l' ambiente mafioso che il padre Luigi, un pò per inerzia, un pò perché ha una famiglia da proteggere e due figli da crescere non ha la forza di rompere. Anche di fronte alla vulnerabilità sua e della pro-

pria famiglia, Peppino, animato da uno spirito civico irrefrenabile, non esita, con l' involontaria complicità del fratello Giovanni, ad attaccare il boss Gaetano Badalamenti, "don Tano", e a denunciarne pubblicamente le malefatte. Il percorso "controcorrente" di Peppino nasce quando, da bambino, vede scorrere davanti a sé gli albori della lotta politica contro la mafia e il potere ad essa colluso, lotta a cui poi prenderà attivamente parte diventato prima adolescente e poi adulto. La morte violenta dello zio capomafia Don Cesare Manzella saltato in aria su un' Alfa Romeo Giulietta all'interno della quale era stato messo un ordigno esplosivo, l'incontro con il pittore comunista Stefano Venuti, il rifiuto del padre biologico e della famiglia intesa in senso


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mafioso e il formarsi con il pittore idealista, sono i punti di svolta nella vita di Peppino Impastato. Successivamente Peppino scrive articoli, uno dei quali è intitolato “La mafia è una montagna di merda”, che lo rendono malvisto agli occhi della criminalità. Poi apre una radio: Radio Aut , denunciando gli atti criminali fatti da Badalamenti e non solo. Si candida anche alle elezioni comunali e durante la campagna elettorale ancora in corso, lo uccidono facendo credere che si fosse suicidato , perché era diventato troppo scomodo per il mafiosi . Non solo Peppino Impastato ha lottato contro la mafia ma anche Falcone e Borsellino due giudici antimafia, uccisi da Cosa nostra. Anche le canzoni possono essere una protesta contro la mafia ad esempio Pensa di Fabrizio Moro che ci parla anch’ essa di quanto è schifosa

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la mafia; i versi della canzone che mi fanno di più riflettere sono: ”di una generazione costretta a non guardare, a parlare a bassa voce e a spegnere la luce, a commentare in pace ogni pallottola nell’ aria, ogni cadavere in un fosso, ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno, con coraggio e con impegno con dedizione contro un’ istituzione organizzata Cosa nostra? Cosa vostra? Cos’è vostro? È nostra la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare e la bocca per parlareV” Io penso che per sconfiggere la mafia non bisogna TACERE perché si ostacola l’identificazione e la punizione del colpevole, non bisogna dire NON HO VISTO se invece hai visto veramente, bisogna denunciare tutti insieme, non dobbiamo aver paura di essere uccisi, dobbiamo essere fieri di aver lasciato

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un’impronta anche se ci costa la vita, però solo così potremmo dire: “Io ho fatto qualcosa per sconfiggere la mafia”. Io penso, inoltre, che “IL SILENZIO è MAFIA”!

Maria Rita D’Andrea Classe III A Scuola Sec. di I Grado San Fili


I NOSTRI MODULI PON DI NUOVA ATTIVAZIONE

REDAZIONE Caporedattore: Dirigente Scolastica Angela Corso Responsabile Redazione: Carolina Azzinnaro Referente Scuola Primaria San Fili: Alessandra Sangermano Referente Scuola Primaria San Vincenzo La Costa: Patrizia Cozzolino Referente Scuola dell’Infanzia: Anna Maria Musacchio Responsabile Scuola Secondaria di I Grado San Vincenzo: Loreta Filippo Referente Scuola Secondaria di I Grado San Fili: Rosalba Vizza

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