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www.anfos.it

ANNO I n° 2 - Registrazione Trib. Civitavecchia 1/2010 - direttore responsabile Vincenzo Di Frenna

giugno 2010

La rivista dell’ Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro

Convegno Anfos su stress e tecnostress: le risposte degli esperti per i formatori.

Si è svolto a Roma il 13 maggio il convegno “Stress lavoro correlato e tecnostress: i nuovi rischi del lavoratore moderno”, organizzato dall’ANFOS. Relatori autorevoli ed esperti del settore sicurezza hanno fatto il punto della situazione rispetto all’applicazione dell’articolo 28 del Testo Unico 81, che prevede l’obbligo per le aziende di effettuare la valutazione del rischio stress entro il prossimo 1° agosto 2010. A PAG.

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Convegno Anfos un momento dei lavori dell’evento tenuto il 13 maggio 2010 al Palazzo dell’Informazione, a Roma.

INAIL, presentato il Casellario incidenti dell’ anno 2009 A PAG.

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Rischi emergenti e modelli di prevenzione di Maria Grazia Gazzea

La sentenza n° 5075

La Direttiva Cantieri

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INIZIATIVE Sicurezza e prevenzione nelle Pubbliche Amministrazioni

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SICUREZZA Periodo nero per gli infortuni mortali nelle aziende italiane Veneto, Lazio, Sicilia A PAG.

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Per informazioni sulle inizitive relative al mondo della formazione ANFOS chiama il numero: 800.589256


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CONVEGNO ANFOS

IN PRIMO PIANO

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giugno 2010

Come si devono organizzare le aziende per valutare lo “ stress lavoro correlato” entro agosto?

Si è tenuto al Palazzo dell’Informazione il 13 maggio scorso

EDITORIALE

I convegni Anfos per supportare formatori e aziende di Rolando Morelli presidente Anfos

Il Convegno Anfos sullo “stress lavoro correlato e tecnostress in azienda: i nuovi rischi dei lavoratori moderni” è stato un successo. Oltre 100 partecipanti, relatori autorevoli, formatori e operatori di sicurezza che si sono confrontati con interesse e partecipazione, ponendo numerose domande agli esperti intervenuti sul palco al fine di comprendere come si devono comportare le aziende e i datori di lavoro in vista della scadenza del 1° agosto 2010, che prevede l’obbligo di effetuare una “valutazione del rischio stress lavoro correlato”. Infatti, finora, si è registrato uno stato di incertezza e ci sono giunte molte richieste di informazioni al riguardo. Ecco perchè abbiamo deciso di organizzare un convegno su tale problematica, per offrire innanzitutto ai nostri associati risposte al riguardo. Intanto è stato illustrato un metodo di valutazione - quello dell’Ispesl - che offre spunti di valutazione. Lorenzo Fantini del Ministero del Lavoro e Presidente della Commissione che sta elaborando le “linee guida” sullo stress lavoro correlato, ha annunciato che entro la metà di giugno saranno disponibili informazioni chiare e semplici - sintetizzate in un documento di quattro pagine - per procedere alla corretta valutazione di tale rischio in azienda. Sono convinto che c’è ancora molto lavoro da fare e l’Anfos non si fermerà qui. Abbiamo in progetto un video sull’argomento (incluso la prevenzione del tecnostress) e un manuale sulla valutazione dello stress lavoro correlato, con domande e risposte formulate con l’ausilio di esperti del settore.

Cosa bisogna fare per valutare lo stress entro il 1° agosto 2010

Rischia l’ arresto il datore di lavoro che non effettua il documento di valutazione del rischio stress lavoro correlato

di Enzo Di Frenna - servizio fotografico Paola Sulpizio ROMA - E’ stato un momento di confronto importante. Il convegno Anfos sullo “stress lavoro correlato e tecnostress: i nuovi rischi del lavoratore moderno” ha registrato una presenza di oltre 100 operatori della sicurezza, tra cui molti dirigenti e imprenditori, e una platea di relatori autorevoli che hanno fornito importanti risposte alle numerose domande emerse durante il dibattito, che si è tenuto giovedì 13 maggio presso la sala convegni del Palazzo dell'Informazione Adnkronos di piazza Mastai, a Roma. Il presidente dell’Anfos, Rolando Morelli, ha introdotto i lavori sottolineando che lo stress in azienda e nelle pubbliche amministrazioni è un problema sempre più diffuso, ed è importante creare un processo di formazione per le aziende per conoscere la patologia e prevenirne gli effetti. "Il legislatore - ha ricordato Morelli - con l’approvazione del Testo Unico 81 del 2008 e il D.lgs 106 del 2009, ha voluto inserire lo stress tra i rischi da valutare e prevenire in azienda. Il 1° agosto scade il termine entro il quale le aziende sono tenute ad effettuare una valutazione dello 'stress lavoro correlato', attraverso questionari e la redazione di un Dvr (Documento valutazione rischi). Il datore di lavoro deve

quindi analizzare la propria organizzazione del lavoro, coinvolgendo i propri dipendenti se necessario, al fine di rimuovere le possibili cause che determinano l’insorgere di situazioni stressanti". "La formazione per i formatori - ha chiarito Lucia Macciocu, psicologo ricercatrice del dipartimento Medicina del lavoro Ispesl - legata all'attività dei lavoratori è fondamentale. Lo stress è una risposta specifica dell'organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso dall'ambiente esterno e/o interno". La dottoressa Macciocu ha poi evidenziato che "i costi dello stress per l'azienda sono altissimini, in termini di assenza, infortuni, malattie ed errori del lavoratore", ricordando infine che "la trasformazione dell'organizzazione e l'introduzione di nuove metodologie di lavoro e l'uso sempre più assiduo delle tecnologie informatifanno emergere nuovi rischi. Come Ispesl abbiamo proposto un modello globale partecipato, per valutare i rischi". L’intervento della Macciocu ha introdotto il tema del “Tecnostress in azienda”, illustrando l’origine della patologia psicosomatica, le ricerche che si sono susseguite negli ultimi 25 anni e l’avoluzione moderna.


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Palazzo dell’Informazione, il pubblico di formatori, imprenditori e operatori dela sicurezza

"Il problema dello stress - ha sottolineato Angela Goggiamani, dirigente medico dell'Inail - vede l'Inail particolarmente impegnato, in quanto l'Istituto ha esperienza sia relativamente all'inquadramento dello stress acuto, sia dello stress da lavoro. L'Istituto opera con i datori di lavoro e i lavoratori per costruire una cultura della sicurezza e una tutela delle condizioni di salute". "E' assolutamente importante - ha dichiarato Gianni Fortunato, segretario Ugl Roma e Lazio - individuare e circoscrivere le conseguenze dello stress da lavoro. Molti infortuni derivano da una cattiva valutazione di questa patologia. Prendiamo il caso, ad esempio, di una catena di montaggio gestita dai complessi apparecchiature e videoterminali: un breve calo della concentrazione e dell'attenzione, cusata dallo stress, può innescare un possibile incidente o infortunio sul lavoro". A chiusura l’intervento di Lorenzo Fantini, dirigente del Ministero del Lavoro, che ha fornito molte risposte riguardo alla scadenza ai cui sono chiamati le aziende e i datori di

lavoro enrtro il 1° agosto 2010: “Il Testo Unico 81 è una legge realizzata in sei mesi di lavoro: c’è ancora molto lavoro da fare, poichè la sicurezza non si fa solo con le normative, ma con un impegno formativo e informativo a tutto campo. Una speciale Commissione del ministero del Lavoro sta eleborando le linee guida per la valutazione dello stress lavoro correlato: entro la metà di giugno, in un documento di appena 4 pagine, abbiamo sintetizzato tutte le informazioni principali di cui bisogna tener conto”. Fantini ha poi risposto a numerose domande a conclusione dei lavori del convegno, affrontando il tema del “rischio arresto” per chi non effettuase la valutazione del rischio stress (di cui hanno parlato alcuni giornali nazionali nelle scorse settimane). «Bisogna dire che, ufficialmente, si rischia l’arresto se non viene effettuata tale valutazione, come indica il Testo Unico 81. Oppure il datore di lavoro paga un’ammenda pecuniaria. Ma comunque, il rischio si attenua

notevolmente in presenza della redazione di un documento di valutzione, pur considerando eventuali errori», ha spiegato Fantini. I lavori del convegno Anfos saranno disponibili per i soci nell’area riservasta del sito (www.anfos.it), anche in formato video.

EFFETTI DELLO STRESS SULLA SALUTE...

mal di testa calo della concentrazione insonnia ipertensione e ansia disturbi cardiocircolatori disturbi gastrointestinali depressione


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giungo 2010

IN PRIMO PIANO

L’inizio dei lavori del convegno Anfos

Rolando Morelli, presidente Anfos

Angela Goggiamani, dirigente II livello della Sovrintendenza medica INAIL

Lucia Macciocu, Psicologa Ricercatrice ISPESL

Enzo Di Frennna, direttore di Anfos News

Gianni Fortunato, segretario UGL Roma e Lazio


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Lorenzo Fantini, Direttore Divisione III e VI (salute e sicurezza) del Miniostero del Lavoro

Pubblico partecipe: dirigenti dell’Agenzia delle Dogane (i due uomini con microfono)

Domande e risposte: sopra una psicologa ricercatrice ISPESL e di lato un operatore sicurezza

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IN PRIMO PIANO

Un momento di confronto: il convegno Anfos sullo “stress lavoro correlato e tecnostress” è stato un momento di confronto tra gli operatori del settore sicurezza, per dare risposte in anticipo rispetto alla scadenza del 1° agosto 2010 previsto dal Testo Unico 81/2008. Il presidente dell’anfos, Rolando Morelli, si è confrontato con numerosi formatori prima e dopo il convegno, disponibile a illustrare le attività e le iniziative dell’associazione. I relatori sono stati poi intervistati dal Tg ADN, per un servizio che è stato poi trasmesso nell’agenzia multimediale on line. A conclusione, gli oltre 1oo partecipanti hanno continuato i colloqui durante un buffet.

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STRESS LAVORO CORRELATIO / LA RICERCA

COME LO STRESS LAVORO CORRELATO COLPISCE I LAVORATORI DELLE GRANDI CATENE DI DISTRIBUZIONE. AD ESEMPIO I CASSIERI...

La ricerca evidenzia come si richieda al lavoratore addetto alla grande distribuzione un investimento sempre maggiore in termini di risorse professionali e tecniche oltre che di motivazioni e stimoli psichici, non supportato però da un’ adeguata garanzia contrattuale.

di Emanuela Di Marino

Tra le categorie lavorative maggiormente esposte al rischio da stress lavoro-correlato rientrano gli impiegati nel mondo della grande distribuzione organizzata (GDO). Cassieri, banconisti, commessi e magazzinieri risultano essere tra i lavoratori più colpiti da forme di stanchezza quali:assenteismo e ritardo cronici, pause prolungate, da irritabilità, crisi di ansia, depressione ed infortuni ripetuti, chiari sintomi di stress lavorativo. Gli addetti alla grande distribuzione, in virtù della struttura organizzativa dei grandi gruppi multinazionali che controllano il settore, sono sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, lavorano spesso su turni che non prevedono riposi nei giorni canonici a ciò deputati (basti pensare alle aperture domenicali e nei giorni di festa dei negozi), reperibilità giornaliere con mutamenti repentini di orario e turni lavorativi, continue variazioni dei luoghi tempi e contenuti del lavoro, in definitiva condizioni lavorative che non garantiscono un sufficiente benessere psico-fisico alla persona, contribuendo ad aggravare la condizione stressogena generale. Tali condizioni quindi non agevolano il generale benessere lavorativo e sociale, ma contribuiscono piuttosto alla creazione e diffusione costante di nuove patologie legate al mondo del lavoro, che necessariamente si riflettono sulla società. Sono queste le conclusioni cui è giunta una ricerca condotta dal’Università di Bergamo, commissionata per conto della Filcams-CGIL di Bergamo, che ha preso in considerazione il periodo dicembre 2009febbraio 2010. Nel dossier si legge che: “E’questo un settore che richiede la massima disponibilità per quanto riguarda l’orario. Flessibilità ed irregolarità sono diventate costanti che causano disagi continui che a loro volta si riflettono nella vita privata, specie per le lavoratri-

Stress e supermercati un problema che si presenta soprattutto per l’alta affluenza dei consumatori nelle aperture domenicali ci che debbono farsi carico anche delle mansioni domestiche”. La ricerca evidenzia come si richieda al lavoratore addetto alla grande distribuzione un investimento sempre maggiore in termini di risorse professionali e tecniche oltre che di motivazioni e stimoli psichici,non supportato però da un’adeguata garanzia contrattuale (i contratti più diffusi nel settore sono forme di precariato), ma di conseguenza assoggettato al costante e continuo ricatto del rinnovo contrattuale. Il fine ultimo del lavoro è ben sintetizzato nelle pagine conclusive dello stesso in cui si legge che: “La posta in gioco è alta: bisogna allora intercettare le esigenze dei nuovi lavoratori e farle proprie, anche quelle non dette, lavorando su un benessere complessivo dentro e fuori dal luogo di lavoro”.

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Sicurezza e nuovi rischi

Il 28 aprile è stata la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro inserita nel progetto annuale “ Safework”

Le indicazioni di International Labour Organization I rischi biologici legati all’ utilizzo di nuove tecnologie sono diffusi in tutti i settori lavorativi, esponendo i lavoratori al rischio di contrarre numerose patologie.

Rischi emergenti e nuovi modelli di prevenzione I rischi chimici rappresentano una realtà con cui bisogna confrontarsi nelle aziende

Gli obiettivi dell’ ILO nel 2010 mettono al centro la sicurezza del lavoratore

di Maria Grazia Gazzea ROMA - Il 28 Aprile è stata la giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, in occasione di tale ricorrenza l’ILO (International Labour Organization) ha divulgato una locandina informativa, inserita nel progetto annuale “Safework” volto ad affrontare le sfide emergenti nel contesto della sicurezza lavorativa , per evidenziare i problemi legati alla prevenzione della salute nei luoghi di lavoro, alla luce dei nuovi rischi emergenti e delle conseguenti malattie professionali a questi collegati. Infatti i mutamenti dell’assetto economico e organizzativo del mondo del lavoro avvenuti negli ultimi anni hanno contribuito ad accelerare i processi degenerativi ed ad incrementare nuovi rischi con conseguente diffusione di nuove patologie professionali. Ne deriva la necessità di concentrare le forze nella realizzazione di strategie comuni, a livello sia nazionale che internazionale, dirette alla prevenzione e conoscenza dei rischi, soprattutto i nuovi rischi ossia tutte le criticità che sorgono in conseguenza dell’applicazione di nuove tecnologie, processi produttivi, nuove condizioni di lavoro e o nuove forme di impiego.

I processi di produzione moderni che utilizzano nell’applicazione pratica le nanotecnologie, così come le biotecnologie, riguardano non solo i paesi già sviluppati ma anche quelli in via di progressivo sviluppo per i quali è ancor più necessario prevenire le nuove forme di rischio legate al progresso tecnologico per fare in modo che si possano riconoscere prima che l’industria li metta in pratica. In realtà nella maggioranza dei casi avviene esattamente il contrario perché soltanto dopo l’applicazione pratica delle nuove scoperte si ha chiara la situazione rispetto agli effetti che l’introduzione di un nuova tecnologia produce in materia di salute e sicurezza sul lavoro I rischi biologici legati all’utilizzo di nuove tecnologie sono diffusi in tutti i settori lavorativi esponendo al rischio quindi una serie incondizionata di lavoratori: da coloro che operano in campo sanitario a coloro che si occupano della gestione dei rifiuti, da coloro che operano nelle industrie biotecnologiche a coloro che sono occupati nel settore agricolo ( basti pensare ai micobatteri, agli allergeni biologici fino alle sostanze resistenti agli antimicrobici). I rischi chimici rappresentano una nuova realtà che a


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breve porterà a nuove malattie professionali e situazioni di criticità all’interno del sistema lavorativo: l’uso di pesticidi, sostanze tossiche, metalli pesanti e carburanti o miscele di solventi spesso non sono adeguatamente testati prima dell’utilizzo e quindi può darsi che non ci si accorga dei rischi che provocano fino a quando non sia effettivamente dimostrabile la minaccia ed il pericolo alla salute e sicurezza dei lavoratori ( un esempio per tutti il problema amianto). Le nuove forme di occupazione sviluppatesi nell’ultimo decennio, la riorganizzazione aziendale, la riduzione di personale, il precariato e la diffusione dell’economia informale sono tutti fattori che hanno contribuito alla nascita di nuovi rischi legati alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ( basti pensare agli immigrati e alle donne che accettano lavori a basso costo e minor standard di sicurezza tali da provocare nuove forme di stress lavoro-correlato). Riconoscere le diversità ed i mutamenti della società così come si riflettono nel mondo del lavoro è fonda-

Malattie professionali, il Friuli al lavoro per conoscerle e prevenirle

Il Friuli Venezia Giulia ha deciso di indagare a fondo ciò che avviene nel proprio territorio relativamente alla patologie professionali e agli incidenti sul lavoro. La Direzione centrale Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali della regione ha infatti presentato ai primi di aprile un 'Atlante delle malattie professionali in Friuli Venezia Giulia', che fa una prima analisi, basata sul periodo 2000 e il 2007, di questi fenomeni. L’obiettivo è quello di tracciare un quadro preciso che serva da base ad un monitoraggio costante del fenomeno e dunque come punto di partenza per mettere a punto interventi di prevenzione adeguati alla situazione reale. L’idea è dunque quella di conoscere per poter intervenire in modo efficace. Questo perché, anche in base ai soli dati dell’Inail, che evidenziano la presenza di circa 1.200 nuove patologie professionali all’anno, le istituzioni non hanno potuto che prendere atto che quello della sicurezza legata al lavoro è un rilevante problema sociale e di salute pubblica. Nell’atlante un particolare rilievo viene dato alle ‘tecnopatie’ visto che l’analisi ha rivelato come, se pur si registrino solo quattro tecnopatie ogni cento infortuni, quelle con esito mortale sono tre volte superiori alle morti per infortunio. Sempre nell’atlante si evidenzia come le malattie professionali nel periodo 2000 – 2007 siano rimaste sostanzialmente invariate nel numero ma siano invece mutate nella loro composizione con un calo consistente di quelle ‘tabellate’ per le quali evidentemente sono state adottate le necessarie precauzioni anche dal punto di vista della formazione e informazione mentre risultano aumentate quelle ‘non tabellate’, cioè di nuovo tipo. In particolare crescono i problemi di tipo osteoarticolare connessi all’attività lavorativa. Da evidenziare tuttavia che sempre nel periodo di riferimento sono statti registrati circa 500 casi di tumore da amianto, una piaga che, nonostante le ormai acquisite conoscenze sulla pericolosità di questo materiale, continua a colpire, in Friuli ma anche nel resto d’Iltalia

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mentale per promuovere un lavoro più salubre e sicuro per tutti i lavoratori. Questa la prospettiva verso cui lavorare per diffondere la cultura in materia di salute e sicurezza sul lavoro; questo è il giusto approccio da seguire per poter evitare, ridurre, e saper affrontare consapevolmente i nuovi rischi in modo da facilitare la sensibilità umana a riconoscere l’importanza della prevenzione a tutti i livelli ed in ogni ambito lavorativo. Questi in definitiva gli obiettivi per il 2010 perseguiti dall’ILO, in collaborazione con gli altri organismi comunitari, e le istituzioni governative regionali per raggiungere standard sempre più elevati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in modo da riuscire ad azzerare o per lo meno ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro, delle morti bianche e delle malattie professionali. Tale approccio coordinato e sinergico diventa necessario nel contesto dei rischi nuovi emergenti e della salute sul lavoro nell’ambito di una economia globale in profondo mutamento.

Organismi paritetici: ruoli e competenze nella formazione sulla sicurezza

ROMA - Si è svolto a Roma il 25 Maggio, presso il Centro Congressi Frentani, un convegno dal titolo: “ Organismi paritetici: ruoli e competenze nella formazione sulla sicurezza”, che si inerisce all’interno di un progetto più grande, dal titolo: PIU’ SICUREZZA “Servizi per la diffusione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del Lazio”. Il progetto si sviluppa in quattro momenti distinti (il terzo dei quali è l’incontro in programma a Roma per fine maggio ) dedicati alla promozione della cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro, con attività di formazione e ricerca, nonché approfondimenti rivolti ai lavoratori di aziende dislocate su tutto il territorio della Regione Lazio. Il seminario ha posto l’attenzione degli addetti ai lavori sull’importanza del ruolo riconosciuto agli enti bilaterali nel processo di formazione ed informazione dei lavoratori. All’incontro è intervenuto il Presidente dell’EBSiL (Ente Bilaterale per la Sicurezza sul Lavoro nelle piccole e medie imprese) Fabrizio Bottini. L’Anfos da tempo riconosce l’importanza degli enti bilateriali, stringendo una collaborazione attiva con E.Bi.N.Fo.S. (Ente Bilaterale Nazionale Formazione e Sicurezza), con l’obiettivo di offrire ai formatori strumenti di qualificazione professionale.

Il Centro Congressi Frentani: foto sopra


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news Lavoro, in Sicilia e Puglia fioccano denunce

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per la mancata applicazione delle misure di sicurezza.

BARI - Da Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo, fino a Bari, i controlli sull’applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro, non solo nei cantieri ma anche all’interno degli esercizi commerciali, hanno portato nel mese di aprile a un fioccare di multe e denunce. Nel palermitano ad agire sono stati i Carabinieri che, nell’ambito di una serie di controlli nei cantieri edili hanno riscontrato violazioni delle normative sulla sicurezza e che, di conseguenza, hanno denunciato ben 4 persone per aver disatteso le norme antinfortunistiche. Ad essere denunciati sono stati i titolari delle ditte che svolgevano i lavori perché non avevano predisposto correttamente – o non avevano affatto predisposto – i necessari piani operativi di sicurezza ed aveva-

Giornata per la sicurezza sul lavoro, in Umbria una ‘ maratona’ della CGIL ROMA - Si è celebrata nelle scorse settimane la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro voluta dall’Ilo, l’organizzazione internazionale del lavoro. Non è mancato per l’occasione il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “E' necessario – ha detto - concorrere efficacemente a definire e promuovere le strategie volte a combattere il drammatico fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro per radicare una cultura della legalità, della sicurezza e della promozione del 'buon lavoro' e della 'buona impresa'". Parole indiscutibilmente giuste che sono state affiancate dalle tante iniziative organizzate dai sindacati in tutta Italia per sottolineare la necessità che di lavoro non si muoia e nemmeno ci si ammali. Tra le tante iniziative spicca quella che si è tenuta in Umbria, una ‘maratona’ dei sindacalisti della CGIL nelle principali aziende della regione, compresi gli ospedali, al fine di non far passare inosservata la giornata all’interno dei luoghi di lavoro; questo perché il 28 aprile era una normale giornata lavorativa. CGIL e patronato INCA hanno per l’occasione distribuito una guida intitolata ‘Leggi bene per non farti male’ che spiega in maniera semplice ma corretta i diritti in materia di sicurezza del lavoro. Durante gli incontri con i lavoratori una particolare attenzione dei sindacalisti umbri è stata posta al problema delle malattie professionali che, stando ai dati, vengono denunciate sempre più spesso.

no ‘dimenticato’ di attuare l’opportuna (e obbligatoria) formazione e informazione dei lavoratori impiegati nelle opere. Anche in Puglia l’azione di controllo è stata in mano ai Carabinieri, che attraverso alcuni reparti speciali (NAS, NIL e NOE) hanno eseguito una serie di controlli negli esercizi commerciali di Bari e provincia riscontrando anche qui numerose irregolarità sia dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori sia della legalità del loro impiego. Nell’ambito dei controlli infatti sono stati trovati almeno 13 lavoratori in nero e numerose irregolarità dal punto di vista delle normative della sicurezza e di quelle igienico sanitarie. Con il risultato anche qui di ben 14 denuncie e molte multe.

Lavoratori marittimi: è difficile provare l’ esposizione all’ amianto GENOVA - Non sembra ancora sbloccarsi il problema, noto ormai da tanto tempo, delle difficoltà con cui i lavoratori marittimi riescano a far riconoscere l’avvenuta esposizione all’amianto e di conseguenza a far riconoscere la propria eventuale malattia come professionale. Sulla questione è nuovamente dovuta intervenire l’Ipsema, l’istituto previdenziale dei marittimi, che attraverso il proprio Consiglio di indirizzo e vigilanza ha evidenziato come, nonostante i vari interventi normativi in merito rimangano ancora difficoltà incomprensibili di ordine burocratico. Il problema maggiore infatti sembra essere connesso proprio a una delle peculiarità dell’attività dei marittimi: il fatto di cambiare spesso, anche più volte l’anno, le navi e le compagnie per cui lavorano. Per far riconoscere la propria esposizione all’amianto infatti i naviganti dovrebbero presentare un ‘curriculum’ legalmente valido in cui sono elencate le attività lavorative. Ma a quanto pare accertare questi imbarchi per la domanda di riconoscimento dei benedici previdenziali per l’esposizione all’amianto non è per niente facile poiché ci sono evidenti difficoltà nell’applicare ai casi concreti la normativa vigente e ricostruire così la vita lavorativa dei marittimi. Questo per molteplici ragioni, spiega l’Ipsema, come il succedersi negli anni di luoghi e rapporti di lavoro diversi, la residenza diversa dal compartimento marittimo marittimo in cui è iscritta la società armatoriale, demolizione della nave o il cambio di bandiera. L’Ipsema ha così dato mandato al presidente Giovanni Guerisoli di sollecitare il governo perché recepisca le indicazioni fornite dal parlamento nel D.m. del 27 ottobre 2004 in materia di curricula.


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Sicurezza e ricerche

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I dati si riferiscono agli infortuni accaduti nel 2008 e indennizzati fino a ottobre 2009

Il giorno con maggiori infortuni risulta il martedì

INAIL: è stato presentato il Casellario incidenti 2009

Rimane sempre alto il numero degli infortuni che si registrano sul tragitto “ casa lavoro” . di Luca de Mattei

La prevenzione infortuni si realizza anche attraverso campagne pubblicitarie orientate a generare nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza su questa delicata tematica sociale.

news

ROMA - La maggor parte degli incidenti che colpiscono i lavoratori avvengono sul tragitto “casa lavoro”. L’Inail ha reso noto il rapporto del casellario incidenti per l’anno 2009. I dati si riferiscono agli incidenti accaduti nel corso del 2008 ed indennizzati fino ad Ottobre 2009, e rivelano una forte incidenza di sinistri da RCAuto nelle regioni a più alto tasso di concentrazione abitativa con la Regione Lombardia che detiene il record negativo così come se si analizzano il numero di infortuni, seguita a breve distanza da Lazio e Campania. Nel 2008 complessivamente sono avvenuti 366 mila infortuni conseguenti ad incidenti di cui circa 20000 sono classificabili come infortuni in itinere, vale a dire quelli che avvengono nel tragitto obbligato casa/lavoro lavoro/casa. Tale dato è stato oggetto di atten-

zione anche da parte del Ministero del Lavoro, che nella News letter mensile in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ha dedicato un approfondimento dettagliato a questo tipo di incidenti. Il giorno in cui si registra una maggiore incidenza di sinistri è il martedì, ed il mese dell’anno più a rischio risulta essere Ottobre, che con il mese di Maggio e Novembre copre 1/3 degli incidenti stradali totali dell’anno. Considerando il rapporto tra parco veicolare (circa 10000 vetture) e numero di residenti il record spetta alla Puglia, seguita a breve distanza da Marche e Calabria. Gli infortuni più ricorrenti riguardano il colpo di frusta con un’incidenza percentuale del 72%, lussazione e o distorsioni al 27% e traumi più generici per il 12%, i più colpiti risultano essere i giovani tra i 18 e 29 anni.

CATANIA: risultati del progetto “ la scuola va a lavoro in sicurezza”

Sono stati presentati di recente, durante una manifestazione tenutasi alle Ciminiere a Catania i risultati del progetto “La scuola va a lavoro in sicurezza”, che ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori in lavori di stage presso cantieri di lavoro allestiti appositamente nelle aziende che hanno preso parte alla realizzazione concreta del progetto,

ed iniziative per sensibilizzarli alla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Durante l’incontro sono state consegnate le targhe di riconoscimento alle aziende che meglio hanno operato nel campo della formazione e gli attestati di frequenza ai ragazzi ed agli insegnanti che hanno coordinato il progetto.


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La Direttiva Cantieri nella sentenza n°5075 ROMA - Con la sentenza numero 5075 del 9 febbraio 2010 la IV sezione Penale della Corte di Cassazione si è così espressa: 1) sull’applicabilità della Direttiva Cantieri nel caso di montaggio di opere fisse, componenti di un impianto industriale purchè sia svolto per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile; 2) sull’obbligo di designazione del coordinatore dei lavori nel caso di presenza di più imprese all’interno dei cantieri temporanei o mobili. Queste le conclusioni in sintesi cui sono giunti i Giudici della IV sezione penale della Corte di Cassazione, a seguito dell’iter giudiziario condotto dal responsabile dei lavori di un cantiere edile, ritenuto colpevole in I grado di cooperazione nel delitto colposo e di omicidio colposo (artt. 113 e 589 co.2 c.p.) e condannato ad un risarcimento danni pari ad Euro 15.000,00 ed in seguito assolto in II grado di giudizio per non aver commesso il fatto, con conversione della multa in Euro 4.560,00, il tutto in virtù dell’incidente mortale occorso ad un operaio in un cantiere edile mentre era intento a sollevare un carico per il montaggio di parte di un impianto industriale, carico che gli è poi rovinato addosso. L’imputato ha così proposto ricorso in Cassazione , articolandolo in due motivi principali: 1) All’epoca dell’infortunio vigeva il DLgs 494/1996 (poi modificato dal DLgs 528/1999 ed infine convertito nel DLgs 81/08 allegato I) per il quale il montaggio di impianti industriali non poteva essere equiparato ai lavori edili o di ingegneria civile 2) Ex art. 3 co.4 DLgs 494/1996 il responsabile dei lavori era tenuto alla nomina del coordinatore per l’esecuzione, quando nel cantiere era prevista la presenza di più imprese per poter così meglio gestire la presenza di rischi aggiuntivi; mentre nel caso di specie l’infortunio si era verificato all’atto della sigillatura degli induttori della vasca di zincatura, momento in cui nel cantiere operava solo la ditta alle cui dipendenze lavorava il “de cuius”. I giudici della Corte di Cassazione, conformandosi al ragionamento già seguito dai giudici di merito, hanno rigettato il ricorso ritenendolo infondato. In sentenza hanno così motivato la loro decisione: “il cit. D.L., articolo 2 è stato modificato dal successivo decreto legislativo n. 528 del 1999, ma tale modifica ha, contrariamente a quanto ritenuto dal ricorrente, ampliato l’ambito di applicazione, prevedendo nell’articolo 21 la modifica all’allegato 1 del decreto legislativo 494 del 1996,

includendovi anche “gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile”.Pertanto i lavori in corso quando si verificò il sinistro, che consistevano nella realizzazione di una vasca e nel montaggio di opere fisse di tipo metallico rientrano nella previsione della disposizione di cui sopra”. Rispetto al secondo motivo di ricorso addotto al ricorrente, la Cassazione ha osservato che: “nel cantiere era in corso la prima manutenzione della struttura, antecedente alla sua consegna. Si procedeva quindi… in una situazione non protocollata quanto a modalità di intervento nella compresenza di più imprese, in un contesto quindi chiaramente pericoloso, in considerazione del disordine del cantiere in cui i lavoratori della ditta in azione in quel momento potevano facilmente reperire materiali residuati dalla lavorazione di altre imprese”. Tanto che nella fattispecie in esame il lavoratore era rimasto infortunato a seguito della caduta del carico per la rottura della corda in fibre tessili artificiali già utilizzata in precedenza ed abbandonata in cantiere, con cui l’operaio era imbracato all’apparecchio di sollevamento. Nel motivare la decisione la Corte di Cassazione ha proseguito sostenendo che: “E’ evidente pertanto che nella fattispecie di cui è causa, nel cantiere si registrava la convivenza di più imprese, anche se eventualmente non materialmente presenti al momento del fatto. Anzi le circostanze in cui si è verificato l‘infortunio erano particolarmente pericolose…Neppure può condividersi l’assunto del ricorrente secondo cui il (lavoratore)avrebbe posto in essere una condotta assolutamente imprevedibile, tale da costituire da sola la causa dell’incidente”. Infine la Suprema Corte nel motivare l’infondatezza del ricorso ha specificato che: “ Se pure è ravvisabile un concorso di colpa della vittima, al lavoratore…è stato consentito di lavorare in assenza del coordinatore per l’esecuzione… sebbene sul piano della colpa specifica, a prescindere anche dalla applicazione del decreto legislativo n. 494 del 1996, il (tizio), nella sua qualità di responsabile dei lavori, fosse tenuto, ai sensi dell’articolo 2087 c.c., a preservare l’incolumità fisica del dipendente”. In definitiva l’assenza del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è stata valutata dai giudici quale elemento determinante l’infortunio mortale occorso all’operaio del cantiere edile, visto l’obbligo della nomina e designazione di tale figura, responsabile all’interno dei cantieri temporanei e mobili.


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CIV Inail: un futuro senza polvere per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori Si è svolto nelle scorse settimane un convegno dal titolo: “Un futuro senza polvere”, nella sede del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inail. All’incontro, organizzato e voluto dai vertici Inail e rappresentanti istituzionali vari, è stato affrontato il tema dell’amianto sotto molteplici sfaccettature: dall’analisi delle patologie correlate all’aspetto giuridico-processuale, dal riconoscimento dei benefici previdenziali a favore degli eredi delle vittime da amianto agli aspetti strettamente istituzionali. Il Presidente del CIV Inail Franco Lotito, nel discorso di apertura dei lavori, ha fatto un appello alle istituzioni perché intervengano in modo proficuo sul tema amianto ed ha sottolineato come si tratti di un problema sociale

attuale, che andrebbe affrontato tramite una ricerca scientifica di contrasto e con una legge attuativa ancora inesistente; sulla stessa scia le parole del direttore generale dell’Inail Lucibello il quale ha sottolineato che il fenomeno amianto è in continua costante e silenziosa crescita: “I dati confermano per il periodo 2003-2008 un trend in crescita, nel settore industria e servizi, delle denunce di asbestosi e delle neoplasie da asbesto”.

CONVEGNO

Sicurezza e prevenzione nelle Pubbliche Amministrazioni

TORINO - Si è svolto, l’11 Maggio 2010, a Torino presso l’Aula Magna “Dogliotti” dell’Ospedale Molinette, la prima giornata di un importantissimo Convegno Nazionale organizzato dalla CISL Funzione Pubblica Regionale e dal titolo “Sicurezza e Prevenzione nelle Pubbliche Amministrazioni”. Uno sguardo dettagliato sul Decreto Legislativo 81/2008, con particolare riguardo alla funzione dei Rappresentanti dei Lavoratori all’interno delle pubbliche amministrazioni, fortemente voluto e, visti i partecipanti, ben organizzato dal Segretario Generale CISL FP Piemonte FrancescoAntonio Giudotti e dal Segretario Generale Aggiunto CISL FP Piemonte, Gian Piero Porcheddu. Un Aula Magna gremita di delegati sindacali di tutto il Piemonte, attenti alle parole del Guidotti che ha introdotto i lavori ponendo il punto su un concetto importantissimo, ovvero il rispetto delle regole e quindi del Decreto Legislativo vigente, anche e soprattutto negli Enti Pubblici dove non sono esenti i rischi della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un importante contributo al convegno, è stato dato in particolare dalla dottoressa Cinzia Frascheri della

Direzione Nazionale della CISL: non solo è entrata nel merito puramente tecnico e del diritto del suo esposto Decreto, ma ha ampiamente illustrato l’importanza della funzione dei Rappresentanti dei Lavoratori, all’interno di ogni luogo di lavoro. Uno dei Relatori ospiti al convegno, referente ANFOS, è stato Sergio Pagliocca, già noto Infermiere esperto di Primo Soccorso ed Emergenze Extraospedaliere, nonché Formatore qualificato e autore del libro “Manuale di Primo Soccorso…..” edito da Anfos. La sua brillante e perfetta illustrazione, come suo solito, ha riguardato appunto l’importanza delle squadre di primo soccorso aziendale, e del soccorso “corretto” all’infortunato, che non può limitarsi alla sola chiamata telefonica al 118, ma deve essere approntato proprio con” manovre corrette ed efficaci” potendosi ottenere con un serio e qualificato corso di primo soccorso aziendale ad opera di formatori che non debbono rientrare solo nei canoni previsti dalla Legge, ma avere capacità pedagogiche provate fino a stabilire anche, con obiettività e in scienza e coscienza, che un lavoratore sia idoneo o meno a tale mansione delicata. Nel corso del convegno, sono state

Sergio Paglioccca

distribuite ai partecipanti, copie omaggio del suo prezioso e richiestissimo libro, e della rivista di successo “Anfos News”. Il prossimo appuntamento con la seconda e conclusiva giornata dei lavori, a Torino, è previsto per il 15 Ottobre prossimo presso l’Aula Magna “Tribunale di Torino” in Corso Vittorio Emanuele II con ospiti d’eccezione, tra l’altro, il Magistrato Dott. Raffaele Guariniello, il Direttore di INAIL Piemonte Dott. Pietro Spadafora, e l’USR CISL Piemonte Dott. Marcello Maggio.


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Periodo nero per gli infortuni mortali nelle aziende italiane

Il Lazio ha registrato due casi, ma anche in Sicilia e nel Veneto... ROMA - Non si ferma la lunga scia di sangue versato sul lavoro che dal nord al sud unisce l’Italia. Anche il mese di aprile ha dato il triste tributo al conto, che ogni anno supera il migliaio di morti sul lavoro. Il Lazio è stato protagonista di queste tragedie per almeno due volte, la prima con l’incidente avvenuto nella centrale Enel di Civitavecchia dove un operaio di 34 anni ha trovato la morte investito da un getto a forte pressione di acqua e ammoniaca provenienti da una tubatura. Nell’incidente sono rimasti feriti anche 3 colleghi dell’uomo che lavorano in quel momento nello stesso posto. A pochi giorni di distanza una tragedia simile si è ripetuta a Pomezia, presso la Ecosistem Spa. A farne le spese con la vita questa volta è stato un operaio di 47 anni, padre di due figli, colpito con violenza da un pistone che si è staccato improvvisamente dal macchinario che l’uomo utilizzava per triturare i rifiuti trattati nello stabilimento. Ma la catena di sangue non si è limitata al Lazio, colpendo tanto a nord, in Veneto, che al sud, in Sicilia. La sera del 12 aprile, infatti, a trovare la morte in uno stabilimento chimico della provincia di Vicenza è stato un uomo di 40 anni ritrovato dai colleghi di lavoro all’interno di una vasca di congelamento contenente acqua alla temperatura di – 20 gradi. Una morte difficile da spiegare considerato che l’uomo lavorava ormai da tempo nell’azienda e che l’accesso alla vasca avviene attraverso una botola di difficile accesso. Eppure qualche misura di sicurezza sembrerebbe non aver funzionato e sulla morte dell’uomo, padre di tre figli, è aperta un’inchiesta. E poi la tragedia in Sicilia, a Vizzini, in provincia di Catania, dove un operaio edile di soli 26 anni ha perso la vita folgorato per aver urtato con un braccio mecca-

nico utilizzato per una gettata di cemento i cavi dell’alta tensione. Anche in questo caso un morto e una figlia piccola rimasta senza padre. Spesso questi incidenti mortali scaturiscono da una scarsa applicazione delle norme di sicurezza dfel Testo Unico 81/2008. Ma per fortuna l’attività ispettiva vigila con attenzione. La fine del mese di aprile, nonché la vigilia della festa dei lavoratori, ha coinciso per alcuni cantieri della periferia romana con il fioccare di multe per un totale di 90.000 euro. Molte sono state infatti le irregolarità rilevate dagli uomini della Polizia e dal personale della Direzione Provinciale e della Direzione Regionale dell'Ispettorato del Lavoro nel corso di alcune verifiche effettuate. Nel primo cantiere controllato, nella zone di Ottavia, su 8 operai addetti alla costruzione di una grande palazzina 2 sono risultati assunti non regolarmente: oltre a pagare la multa il titolare della ditta è stato obbligato, in base alle norme di legge, ad effettuare un’assunzione immediata. Nello stesso cantiere sono state però rilevate anche irregolarità dal punto di vista della sicurezza, tanto che cumulativamente sono state elevate sanzioni per 20.000 euro. Nuovi controlli e nuove irregolarità in cantiere di Torrenova dove lavoravano insieme 6 diverse ditte per un totale di 20 operai, tre dei quali anche qui sprovvisti di contratto. Ed anche in questo caso sono scattate le sanzione e l’obbligo di assunzione. Ma non basta: nel medesimo cantiere è stata riscontrata la mancanza dei necessari cartelli segnalatici, alcuni macchinari sono risultati difettosi e dunque pericolosi e sono stati trovati anche cavi elettrici scoperti. Situazioni di rischio che hanno portato all’elevazione di multe per 70.00 euro.


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AMNIL: un “ foulard” per la vita

L’Amministrazione comunale di Fucecchio, in collaborazione con l’AMNIL provinciale e comunale della Toscana, hanno presentato il progetto “Un foulard per la vita”, che ha preso il via l’8 Maggio, e sarà indirizzato agli studenti dell’Istituto Checchi della cittadina toscana per la promozione di una campagna comunicativa in tema di prevenzione sui luoghi di lavoro. Infatti gli studenti, già inseriti nel progetto più grande “Sicurezza in cattedra” sono gli autori materiali di bozzetti per un logo-immagine da inserire nei foulard, che verrà utilizzato dall’AMNIL provinciale di Firenze e comunale di Fucecchio per rappresentare l’impegno dell’associazione in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’iniziativa, importante perché volta alla formazione dei giovani in tema di sicurezza attraverso la porta secondaria dell’espressione artistica, terminerà con la selezione dei lavori ad opera di una giuria composta dai rappresentanti dell’ente e con la premiazione del lavoro migliore nel corso della 60° Giornata Mondiale delle vittime degli incidenti del lavoro, che sarà celebrata a Palazzo Vecchio il prossimo 10 Ottobre. Nel corso di questa celebrazione i foulard realizzati sono stati distribuiti alle autorità presenti. L’iniziativa rappresenta una nuova strada da percorrere nella diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione; infatti attraverso la formazione artistica degli studenti si procederà alla loro formazione ed informazione sulle problematiche in materia di infortuni e rischi nel mondo del lavoro.

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C’E’ DA SAPERE CHE...

SICUREZZA: il Piano Molise

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise n. 11 del 13 Aprile 2010 è stato pubblicato il documento contenente le linee guida del programma di interventi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti con la delibera della Giunta Regionale n.151 del 2010 la regione Molise ha recepito l’accordo, stipulato in data 20 Novembre 2008, tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, che individua le risorse per una campagna sulle attività formative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle linee da seguire per intervenire in modo concreto in materia di prevenzione. In particolare con la delibera 151/2010 sono stati approvati due documenti: 1) “Avviso pubblico per attività formative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” 2) “Linee guida per il programma di interventi della Regione Molise 2009/2010 nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro e la salute dei lavoratori”. Le linee guida tracciano le strategie da seguire per un piano d interventi rivolti ad individuare le azioni da porre in essere nel corso del biennio 2009-2010 per garantire condizioni stabili di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro (in particolare sono esplicitate le linee da seguire per la formazione dei lavoratori meno esperti: dai lavoratori straneri a quelli stagionali del settore agricolo, ai lavoratori con un’esperienza lavorativa inferiore ai due anni, ai lavoratori individuali autonomi) e contribuire così alla diffusione più rapida e capillare della cultura in tema di prevenzione

ISPESL: sistemi di controlli delle macchine relative alla sicurezza

L’ISPESL in collaborazione con il CNR ha tenuto il 7 Maggio un convegno sui sistemi di controllo delle macchine relativi alla sicurezza, in relazione agli sviluppi normativi avvenuti sia a livello europeo che internazionale e soprattutto in relazione all’evoluzione tecnologica del settore. Il convegno che si è tenuto nella Sala Marconi della sede CNR di Roma, in P.le Aldo Moro 7, ha visto la partecipazione organizzativa del Comitato scientifico dell’ISPESL, in particolare del Dipartimento Tecnologie della Sicurezza. Il programma della mattinata ha previsto l’apertura di lavori con i saluti delle autorità: il Dott. Antonio Moccaldi, Commissario Straordinario dell’Ispesl ed il Dott. Vittorio Mazzocchi, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Sicurezza; seguiranno gli interventi dei componenti del comitato scientifico Ispesl, Dott. Antonio Di Mambro e Dott. Fabio Pera, che si occuperanno rispettivamente di illustrare le norme ISO EN 13849 e IEC EN 62061, che hanno sostituito la norma ISO EN

954-1 in virtù dello sviluppo delle tecnologie applicate sia elettriche che non e dell’utilizzo delle logiche programmabili. Il seminario si è concluso con un dibattito tra esperti, con esperienze pratiche per confrontarsi sulle problematiche connesse all’applicazione congiunta della nuova normativa: i problemi infatti sono sorti sia nel momento della loro redazione che nella fase successiva della loro applicazione pratica.


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

www.anfos.it Anfos è una associazione senza scopi di lucro.

La nostra associazione, l'A.N.F.O.S., vuole sensibilizzare gli associati sui temi della sicurezza e i processi di formazione. Mette a loro disposizione un forum sul quale poter rappresentare difficoltà, idee, proposte, ma anche il momento operativo per poter chiedere e condividere consigli nell'intento di dar voce sempre più ampia al panorama delle problematiche del settore. Tiene inoltre aggiornati gli iscritti attraverso un’area News (normativa, direttive, studi, ricerche, ecc).

Il formatore, con l'iscrizione ad ANFOS, che è gratuita, potrà accedere, sempre gratuitamente, a tutti i servizi on-line del nostro sito che, così, diventa luogo di incontro, dove si acquista sensibilita' e migliore professionalità, attraverso l'informazione e il dibattito su fatti concreti, sulla base delle conoscenze proprie, delle proprie mansioni e funzioni. E ciò in tutti i settori produttivi o di servizio, nella pubblica amministrazione o nelle aziende private, piccole e grandi.

Anfosnews

Le norme del TU 81 del 2008, che riguardano la sicurezza sui luoghi

La rivista dell’ Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro

di lavoro, hanno confermato l'obbligo per i datori di lavoro di salvaguardare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori in quanto il diritto alla salute è un diritto inalienabile che riguarda tutti, a prescindere dalla razza, l'etnia, lo stato sociale o il grado di istruzione. Il datore di lavoro deve poter dimostrare di aver organizzato e strutturato i luoghi di lavoro con misure tali da salvaguardare la salute dai rischi che vi possono essere presenti. E allora bisogna far affidamento sulla figura del Formatore per la sicurezza, un tecnico esperto capace di interagire con il datore di lavoro. Una parte consistente, se non preponderante del processo sicurezza, è rappresentata dalla attività formativa e informativa nei confronti dei lavoratori, i quali hanno diritto ad ottenere una serie di conoscenze (sui rischi, sull'uso delle attrezzature, ecc.) che lo mettano nelle condizioni di partecipare personalmente alla strategia della sicurezza e della salute. Le conoscenze teorico pratiche servono per migliorare in modo continuo la sua professionalità e la pratica dei propri diritti e doveri. DIRETTORE RESPONSABILe: REDAZIONE:

Vincenzo Di Frenna via Santo Stefano 6/b - Anguillara Sabazia (Roma)

numero 2 - Anno 1 - registrazione del Tribunale di Civitavecchia 1/2010 stampa tipografica: Tecnostampa, via delle Cassie - 01015 Sutri (Viterbo) • l’editore si rende disponibile verso gli autori delle foto utilizzate, per le quali non è

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