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LA PRIMA RIVISTA ECOLOGICA

con il Patrocinio di: Comune di Rimini Assessorato alle politiche ambientali

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Ambiente Festival RIMINI

Ottobre / Novembre / Dicembre 2010 / anno 1 / n° 2

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Il viaggio ecosostenibile

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Birra: una bionda tra le mani

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Il liquido d’oro Storia dell’olio e dell’ulivo

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Chi siamo e perché lo facciamo La società Rimini Servizi sas è nata da un progetto della famiglia Falconi per creare l’unica rivista nel Riminese dedicata all’ambiente e contemporaneamente fornire servizi per il web. La scommessa di inventare dal nulla e divulgare periodicamente “Ecorubrica Riminese” su tutto il territorio provinciale è nata un po’ per caso e senza sottovalutare una buona dose di rischio. Come spesso accade per le idee migliori, in un periodo in cui lanciarsi in avventure imprenditoriali appariva quantomeno azzardato, il progetto è nato dall’esigenza di coniugare due tematiche che, oltre che starci molto a cuore, ritenevamo potessero rivelarsi estremamente funzionali per la collettività. Innanzitutto, da un punto di vista più utilitaristico, l’Ecorubrica funge da piccolo ma comodo promemoria per ricercare gli operatori di un determinato settore economico: sfogliando le pagine, si possono rintracciare i recapiti di imprenditori e negozianti raccolti in una rivista pensata appositamente di piccole dimensioni per non sottrarre spazio in casa né essere ingombrante. In aggiunta a questa funzione, abbiamo inoltre pensato di affrontare la tematica ecologica a 360 gradi, spaziando nelle sue molteplici sfumature. Molto spesso, infatti, nell’immaginario collettivo si tende ad associare i prodotti biologici e naturali a un inevitabile aumento del costo economico, di sicuro il fattore che più spaventa il consumatore. Per quanto questo in diversi frangenti sia senz’altro veritiero, “ma è impossibile scindere il prezzo dalla qualità: maggior tempo e cura richiedono maggiori costi”, ciò che noi ci proponiamo è invece di dimostrare che vivere seguendo dettami che rispettino l’ambiente non è sempre più dispendioso, né deve arrecare sacrifici di sorta nella quotidianità: comporta, semmai, solo l’adozione di uno stile di vita differente. Buona lettura. Rimini Servizi sas Giuseppe, Edi, Ivano

L'Ecorubrica Riminese

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Redazione

Sommario

L'Ecorubrica Riminese Ambiente Festival: istruzioni per l’uso Ambiente Festival: com’è nato Hera: il ciclo dei rifiuti Hera: il rispetto dell’ambiente 1° Concorso disegna la tua T-Shirt Egyptian-Healing® Acqua del rubinetto si grazie Legambiente: Mettiti in circolo Il viaggio ecosostenibile Tempo di scuola Internet: l’importanza di essere nel web Consigli per i tuoi acquisti Numeri utili Dove trovare L’ecorubrica Riminese Il piacere della terza età Il mio amico cane Eco consigli Birra: una bionda fra le mani Il liquido d’oro. Storia dell’olio e dell’ulivo Agopuntura e riabilitazione Econews Differenze tra i tessuti naturali e sintetici I concimi La stagionalità dei prodotti autunnali Fiere ecologiche Fiere e sagre

con il Patrocinio di:

Comune di Rimini Assessorato alle politiche ambientali

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RIMINI

Direttore responsabile: Carlo Andrea Barnabè Direttore editoriale: Edi Falconi - Tel. 335 7221197 Redazione: Rimini Servizi sas - via Emilia 103/B - 47921 Rimini Coordinamento e grafica: Paolo Massarente, Paolo Santovito Stampa: Litografia La.Ser. di Coriano Immagini: Immagini da archivio fotografico Distribuzione gratuita: Rivista bimestrale - 30.000 copie su Rimini Collaboratori in questo numero: Chiara Brolli, Carlo Maria Gasperoni, Alessandra Morri, Michele Valeriani Si ringraziano: Comune di Rimini, Hera, Legambiente e tutti gli inserzionisti. E’ vietata la riproduzione anche parziale delle foto, dei testi e dei contenuti di ECORUBRICA RIMINESE. Tutti i diritti sono riservati. Tutti i marchi e loghi trattati su ECORUBRICA RIMINESE, sono dei legittimi proprietari salvo diverse ed evidenti affermazioni. ECORUBRICA RIMINESE non è responsabile per i concetti espressi dai singoli collaboratori o dalle personalità intervistate. ECORUBRICA RIMINESE è esonerata dagli inserzionisti per i contenuti delle inserzioni. Ogni inserzionista dichiara di essere titolare dei diritti per le foto e per i marchi pubblicati. Aut. Trib. di Rimini n. 185 del 16/8/80 e del 26/8/92. Allegato al numero di settembre/ottobre di Famija Arciunesa

Per la tua pubblicità su questa rivista: Via Emilia, 103/B - 47921 Rimini Tel. 0541 743881-740689 / Fax 0541 448912 www.rimini-servizi.com info@rimini-servizi.com


AMBIENTE FESTIVAL

BIODIVERSIAMOCI Ambiente Festival 2010 Istruzioni per l’uso A Rimini dal 29 ottobre al 7 novembre torna Ambiente Festival. “Biodiversiamoci”, la terza edizione - promossa dall’Amministrazione comunale di Rimini in collaborazione con Rimini Fiera e partners privati e istituzionali – nell’anno dedicato dall’ONU alla Biodiversità coniuga questo tema con quello delle Energie rinnovabili, per far incontrare la cittadinanza con il mondo della sostenibilità concreta. Con una crescita qualitativa delle iniziative e delle realtà coinvolte, grazie alla progettazione partecipata: tante le proposte, tra Piazza Cavour, Palazzo del Podestà, Palazzo dell’Arengo, Museo della Città, Vecchia Pescheria e Giardini Mimosa, cui è invitata a partecipare tutta la cittadinanza. Il programma dettagliato è su www.ambientefestival.it. CONVEGNI: “Il valore della biodiversità” (31 ott.), per coniugare tutela e promozione del paesaggio con uno sviluppo autosostenibile. “Il Turismo Responsabile come chiave dello sviluppo locale e integrazione delle politiche del territorio” (4

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nov.) per dare dimensione concreta a un’idea di turismo altro. “Naturalmente Rinnovabili” (6 nov.), il beneficio per il territorio delle energie rinnovabili. “RETE 3x20”, sul progetto europeo per la riduzione delle emissioni di CO2 nella vita quotidiana. INCONTRI E PRESENTAZIONI. Appuntamenti sulle tematiche cardine del Festival, e un ciclo di “Incontri con gli autori” di libri dedicati all’ambiente, a cura di quattro librerie riminesi. MOSTRE E SPETTACOLI. Dinamo, collettivo artistico locale, lavorerà sugli Orti Creativi creando una “trama verde” nei luoghi del Festival, segnalati anche da “Lum’in aria”, lampade di re-design dei Mutoid Waste Company e di Manolo Benvenuti. L’Associazione Salerno in Arte presenterà il 2° Premio “Rifiuti in cerca d’Autore -Second Life” e realizzerà un’enorme tartaruga di oggetti riciclati con i bambini delle scuole (“Tartamakers”), che creeranno una favola. Consorzio RAEE raccoglierà rifiuti elettronici per un’installazione. La Boutique Etica proporrà manufatti di re-design. In piazza Tre

Martiri Big Game ConsumAbile, gioco a squadre su sostenibilità e stili di vita ecocompatibili (7 nov.). Durante il Festival saranno attivati LABORATORI ED EDUCATIONAL gratuiti, dedicati ai ragazzi e alle scuole, con attività creative a cura della Rete di associazioni locali (Palazzo del Podestà). ECOMONDO EDUCATION, in collaborazione con Rimini Fiera, accoglierà le Scuole, su prenotazione, con laboratori sulle risorse ambientali. RICICLAND, progetto di educazione ambientale per le Scuole, si concluderà con una mostra (29 ottobre/7 novembre, Palazzo del Podestà) e la Festa di premiazione (29 ottobre) in Piazza Cavour, dove il 7 novembre si terrà Ri-Giocami, mostra-scambio di giochi & giocattoli, previa iscrizione. VOCI DEL TERRITORIO. Il 30 ottobre le Associazioni di volontariato del riminese presenteranno le loro attività (Vecchia Pescheria). RIGAS, che promuove l’acquisto comune di prodotti alimentari eco-compatibili, sarà alla Vecchia Pescheria il 31 ott. e 1 nov. con ECOMIA. Il 3 novembre (Sala dell’Arengo) concorso DISPLAY ERRE, parte di INFEA ERRE COME… per scuole e famiglie “virtuose” nell’uso di energie rinnovabili. Il District Vision Lab di Montebelluna (TV) proporrà “Green Economy per Rimini”. PIU’ RIMINI, filiera agroalimentare “corta” promossa da CIA, CNA, LEGACOOP presen-

terà i suoi prodotti il 6 e il 7 novembre (Vecchia Pescheria). REEDO RIUSARE PER PIACERE di Zone Moda del Polo di Rimini esporrà creazioni di re-design. Non resta che Biodiversarci! Per informazioni: Segreteria organizzativa Ambiente Festival Tel. 0541 780332 info@ambientefestival.it

www.ambientefestival.it

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AMBIENTE FESTIVAL

Com’è nato

Da Ecomondo in città del 2008 a “Ecocentrati” del 2009

Ambiente Festival, appuntamenti con un futuro sostenibile Le “prove generali” di Ambiente Festival si sono tenute nel 2008, quando come Assessorato alle Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Rimini insieme a RiminiFiera e al collettivo artistico Dinamo abbiamo deciso di portare… “Ecomondo in città”. Organizzando dall’1 al 9 novembre 2008 un evento culturale ed artistico, collaterale e contemporaneo a Ecomondo, la fiera più importante a livello internazionale per gli operatori ed esperti del settore ambiente, al Palazzo del Podestà. Dalla mostra del gruppo DINAMO, con 15 variazioni d’autore sul tema della bicicletta – avevamo appena inaugurato il primo bike-sharing a Rimini - alla terza edizione di Riminicinemambiente, a percorsi di trekking urbano, abbiamo cercato di sensibilizzare la città sui temi della sostenibilità, del riuso, delle energie rinnovabili, attraverso i canali comunicativi dell’arte, della cultura e dell’esperienza. La partecipazione della cittadinanza e l’entusiasmo degli artisti sono stati la linfa per la ri-proposizione dell’evento l’anno successivo. Alzando il tiro e ampliando gli obiettivi: la nostra intenzione di partenza è stata quella di estendere a tutti i cittadini riminesi il dibattito e la cultura della sostenibilità che si sviluppano all’interno di Ecomondo, integrandone e valorizzandone i contenuti, in collaborazione anche col Marketing Territoriale di Rimini Fiera e con le associazioni territoriali. E’ nata così la 6

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seconda edizione, un vero e proprio Festival dell’Ambiente, con il titolo/invito “Ecocèntrati”. Una manifestazione diffusa che dal 22 ottobre al 2 novembre 2009 ha occupato pacificamente il centro della città. Per contribuire a diffondere una nuova cultura del vivere etico e del rispetto dell’ambiente, ricercare nuove

delle buone pratiche, coinvolgendo esperti, cittadini, associazioni, istituzioni e imprese locali e nazionali. A questo proposito, vorrei sottolineare uno degli elementi che ha contraddistinto sin dalla prima edizione la manifestazione riminese: la valorizzazione del contributo delle associazioni locali, che già da tempo partecipano attivamente alla vita del territorio. Come Ecomia – Festa dell’Economia Solidale e Responsabile. Sin dalla programmazione ci siamo avvalsi della partecipazione di oltre 20 associazioni locali, tra cui l’Associazione Pedalando e Camminando, Il Nido di Gaia, Legambiente Rimini, Rigas Rimini, Volontarimini, WWF Rimini. Sul percorso di costruzione di Ambiente Festival si è innestato un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna (sistema INFEA) che ha permesso di rafforzare la comunicazione, la partecipazione e la parte educativa della manifestazione. Il risultato sono stati dodici giorni di eventi, a ingresso libero, per imparare, divertirsi, giocare, confrontarsi e partecipare attivamente sui grandi temi dell’ambiente. Dal vivere etico ai cambiamenti climatici, dalle fonti energetiche all’emergenza rifiuti, dalla green economy all’edilizia sostenibile. Il ricchissimo programma era articolato in tre differenti percorsi: Comprendo, spazio di dialogo con talk show e dibattiti; sperimento, che comprendeva eventi informativi e formativi, come laboratori, workshop e percorsi didattici ideati per coinvolgere soprattutto i più giovani e realizzati grazie alla collaborazione di Ecomondo Education e delle associazioni territoriali; Partecipo, un percorso attivo tra mostre,

spettacoli, degustazioni di prodotti, presentazioni di libri e rassegne cinematografiche. Numerosi i progetti speciali, come Adotta una tartaruga, la sottoscrizione lanciata dal Festival per sostenere l’Ospedale delle Tartarughe della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione. Insomma: Ambiente Festival è stato ed è una bella sfida. Che si pone l’obiettivo di moltiplicare le esperienze e i comportamenti che contribuiscono a ridurre l’impronta ecologica dell’uomo sul pianeta. Per vincerla, il fattore decisivo è stato ed è coinvolgere direttamente non solo gli enti pubblici e l’associazionismo ambientale ma, insieme ad essi, i cittadini, le famiglie e le imprese, capaci di proporre tecnologie e prodotti “sostenibili”, a portata di mano. Lo sviluppo di una nuova “economia verde”, fondamentale per garantire la permanenza dell’uomo sul pianeta, dipende da tutti noi. E’ questa la sfida che Biodiversiamoci., l’edizione 2010, raccoglie e rilancia.

strade per uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile – la manifestazione è certificata 100% energia pulita grazie a Multiutility SpA - scoprire nuovi modelli produttivi e di consumo, attraverso la condivisione delle conoscenze, delle energie, delle esperienze e L'Ecorubrica Riminese

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IL CICLO DEI RIFIUTI 8

Il ciclo dei rifiuti Nella Provincia di Rimini ogni giorno produciamo oltre 2 chili di rifiuti a testa. Fare la raccolta differenziata è la maniera più semplice per restituire le frazioni riciclabili all’ambiente, trasformandoli in risorse preziose. Il ciclo dei rifiuti parte proprio dalle nostre case, dove essi vengono separati correttamente per essere, poi, conferiti in modo differenziato. Quindi si provvede a raccoglierli e ad avviarli agli impianti di separazione, trattamento e recupero, dove vengono nuovamente selezionati e lavorati per la creazione di nuovi prodotti. L’attività svolta da ciascuno di noi, nella raccolta differenziata, è molto importante: separare i rifiuti e conferirli correttamente significa trasformarli in risorse, ma anche ridurre i conferimenti in discarica e

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contribuire significativamente a ridurre l’impatto ambientale. In questo senso, un corretto utilizzo dei servizi è fondamentale per la tutela dell’ambiente e delle nostre città.

La raccolta differenziata avviene in diversi modi:

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in contenitori di vario tipo, cassonetti e/o bidoni, presenti nelle nostre strade; mediante sistemi di raccolta domiciliare (adottati a seconda del territorio); in contenitori dislocati in determinate zone territoriali e destinati alla raccolta di particolari frazioni, come pile, farmaci, abiti. attraverso ritiro di particolari materiali a cura di Hera, tramite il servizio gratuito di raccolta rifiuti ingombranti o degli scarti verdi; conferendo i rifiuti alle stazioni ecologiche.

Nel circuito di raccolta stradale è fondamentale gettare i rifiuti negli appositi contenitori osservando alcune facili regole:

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schiacciare, quando possibile, gli imballaggi per evitare che occupino troppo spazio; non lasciare mai rifiuti di alcun tipo a terra, accanto a cassonetti e contenitori stradali, se non preventivamente concordato con l’azienda, ad esempio attraverso il servizio di ritiro gratuito degli ingombranti su appuntamento; non inserire rifiuti che non siano conformi al tipo di raccolta indicata sull’adesivo posto sul contenitore.

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RISPETTARE L’AMBIENTE

Hera: impariamo insieme il rispetto dell’ambiente Oltre 3 milioni di cittadini serviti in 240 Comuni, da Modena a Rimini, fino a toccare alcuni comuni della provincia di Pesaro,Urbino e Firenze. E forse non tutti sanno che il Gruppo Hera, oltre a portare nelle nostre case energia, calore, acqua e a mantenere pulite le nostre città, pone un grande impegno nella diffusione di una cultura della sostenibilità, soprattutto verso le nuove generazioni. La promozione e il sostegno di attività dedicate all’educazione ambientale ha da sempre contraddistinto l’azienda che, oltre ad impegnarsi quotidianamente per contenere e ridurre l’impatto am-

bientale delle proprie attività, cerca di stimolare i più giovani a comprendere l’importanza di preservare le risorse naturali, assumendo comportamenti virtuosi, per un domani più sostenibile. Fin dall’inizio, Hera è entrata nelle scuole dei nostri territori portando innumerevoli attività e laboratori in cui coinvolge migliaia di alunni ed insegnanti. Molteplici le attività che sono state proposte e condotte, nel corso degli anni, anche nella provincia di Rimini con l’obiettivo di far conoscere più da vici10

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no le risorse acqua, energia, rifiuti attraverso percorsi didattici rivolti ad alunni e insegnanti. Durante l’anno scolastico vengono svolti direttamente all’interno delle classi di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, laboratori sensoriali per conoscere e sperimentare più da vicino le risorse. L’acqua, ad esempio, viene studiata come elemento naturale, ma anche come risorsa che, grazie ad una fitta rete, viene distribuita e resa disponibile ogni giorno direttamente nelle nostre case. Anche riuso e riciclo sono oggetto di studio, per spiegare ed illustrare ai ragazzi che quelli comunemente definiti ‘rifiuti’ sono, in realtà, risorse importanti, che devono essere recuperate e valorizzate. Questo progetto, nello specifico, si chiama: L’Hera delle risorse e, durante l’anno scolastico 2009/2010, ha visto lo svolgimento di una settantina di laboratori ed il coinvolgimento di oltre 1500 alunni. Non è tutto: il 2010 è stato l’anno in cui Hera è riuscita a realizzare per la prima volta un progetto molto interessante anche con i nidi d’infanzia. Nidi Ecologici, questo il nome del progetto, ha visto il coinvolgimento di un nuovo target: incontri dedicati al personale docente e non docente ed ai genitori, per spiegare loro come fare una corretta raccolta differenziata e riutilizzare i materiali di scarto per ricavarne oggetti e giochi per i loro piccoli. Nell’anno scolastico 2009/2010 anche Pellicole per l’Ambiente è arrivato nel terri-

torio riminese. Il progetto, proposto in varie edizioni in diverse città della nostra regione, è stato portato a Rimini grazie alla collaborazione della Cineteca Comunale di via Gambalunga. Pellicole per l’ambiente, promosso da Hera insieme al Centro Antartide di Bologna, ha visto la proiezione di diversi documentari e lungometraggi sul tema rifiuti e gli studenti coinvolti, delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, hanno avuto la possibilità di cimentarsi nella realizzazione di veri e propri cortometraggi dedicati alla sostenibilità ambientale, di cui essi stessi sono stati i protagonisti. Nel 2010 Rimini ha vissuto anche la quarta edizione di Un Pozzo di scienza, l’appuntamento con incontri e approfondimenti scienti-

fici dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Ambiente, Acqua ed Energia i temi affrontati insieme ad importanti nomi del panorama scientifico nazionale. Promosso e sostenuto dal Gruppo Hera, in collaborazione con la Fondazione “Marino Golinelli”, Un Pozzo di Scienza è l’evento itinerante di divulgazione scientifica che raggiunge le principali città dell’Emilia Romagna. Incontri scientifici, mostre, laboratori didattici, lezioni animate per insegnare ai ragazzi ad affrontare i grandi cambiamenti e per garantire qualità della vita e opportunità di crescita nel rispetto del mondo in cui viviamo. Infine, l’ItinHerario invisibile: progetto del Gruppo Hera che già da diversi anni offre la possibilità alle scuole secondarie di primo e secondo grado di poter scoprire e visitare gli impianti gestiti dal Gruppo, ad esempio: potabilizzatori, depuratori, acquedotti, termovalorizzatori, centrali di produzione di energia, impianti per il trattamento dei rifiuti.

Per conoscere meglio tutti i progetti di Hera dedicati all’educazione ambientale è possibile visitare il sito www.gruppohera.it, entrando nella sezione “scuole”. L'Ecorubrica Riminese

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L’Ecorubrica Riminese ORGANIZZA

1° CONCORSO “Disegna la tua T-Shirt”

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TEMA DEL 1° CONCORSO:

“DISEGNA LA NATURA”

Regolamento 1) Il concorso è riservato ai bambini delle scuole della Provincia di Rimini (elementari e medie). 2) Il partecipante dovrà cimentarsi nel riempire un foglio con un disegno A COLORI che dovrà avere attinenza con il titolo del concorso “DISEGNA LA NATURA”. 3) Spedire la pagina comprensiva di: disegno, dati e firma genitore in busta chiusa a: RIMINI SERVIZI, via Emilia 103/B - 47921 Rimini 4) Sono valide anche fotocopie della pagina. 5) Tra tutti i disegni pervenuti, la giuria della redazione di ECORUBRICA RIMINESE a suo insindacabile giudizio premierà i 3 disegni vincitori. 6) I 3 vincitori si aggiudicheranno un “buono spesa” di 70 euro da spendere presso HACKERS Computer Rimini. 7) Le magliette vincitrici appariranno, con i nomi dei vincitori e delle classi di appartenenza, sul prossimo numero di ECORUBRICA RIMINESE.

nome ____________________________

cognome __________________________________

scuola di appartenenza _________________________________________ classe __________ tel. ____________________________ mail __________________________________________ Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. L. 30 giugno 2003 n. 196 e all’utilizzo e pubblicazione del materiale da me fornito (disegni e scritti ecc.) nell’ambito delle iniziative promosse dall' ECORUBRICA RIMINESE

luogo _________________________ data _________________ firma genitore ______________________________________

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Egyptian-Healing

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La chiave per la libertà dell’anima Egyptian-Healing® è un antico metodo basato sull’imposizione delle mani, usato durante le iniziazioni nei templi egiziani. Deriva direttamente dalla conoscenza di Mu ed Atlantide, essendo gli egizi i diretti discendenti di Atlantide.  Egyptian-Healing® serve a sciogliere i blocchi che una persona può avere nei vari centri energetici principali, chiamati chakra. Questi blocchi possono essere causati da tanti fattori di tipo fisico, emotivo o mentale. Sciogliendo in principio questi blocchi che ostacolano il libero fluire del fiume dell’energia universale vitale, si fa si che la persona cominci a sentirsi di nuovo libera, più stimolata e piena di vita. Trovandosi in questo nuovo stato di benessere la persona è in grado a poter fare un profondo lavoro sul suo completo stato fisico, emotivo, mentale e spirituale.   I trattamenti di Egyptian-Healing® creano un’armonia interiore stabile. Unendo tutte le diverse sfaccettature dei trattamenti olistici, si fa si che il trattamento venga svolto in un ambiente con un’energia concentrata e mirata al massimo. L’efficacia dell’Egyptian-Healing® non dipende solo dall’energia che viene usata, attraverso l’imposizione delle mani. Di fondamentale importanza  è anche l’allestimento dell’ambiente intorno alla persona che si sottopone ad un trattamento. Colori, fiori, musica, danza, canto e cristalli fanno si che l’energia si muova esattamente al meglio del bisogno dello stato mentale, spirituale e fisico della persona. Egyptian-Healing® ci aiuta a ritrovare

il nostro equilibrio energetico tra mente e corpo e a connetterci con la nostra Voce Divina Interiore. Da quando ho intrapreso la strada dell’Egyptian-Healing®, vent’anni fa, il mio modo di essere, pensare e accettare il percorso della vita è cambiato radicalmente in meglio. Attraverso l’Egyptian-Healing® ho avuto la possibilità di poter trasmettere la passione e l’utilizzo di questo metodo meraviglioso a molte persone, facendo loro sentire direttamente il fluire di questa energia attraverso i sette chakra principali. L’Egyptian Healing® permette il contatto con la propria “Voce interiore”.  Grazie all’Egyptian-Healing®, ho trovato la possibilità di mettermi in ogni momento in  contatto con la mia “Voce interiore”: questo mi ha aiutato a trovare la mia vera libertà. La libertà dell’anima è una cosa fondamentale per ogni persona. Non importa di che credo sei, che educazione hai avuto o che percorso di vita fai. La libertà dell’anima è un diritto di tutti! Jacqueline van Gessel Operatrice Olistica con esperienza ventennale è la prima ed unica insegnante abilitata di Egyptian Healing® qui in Italia. Per informazioni sui corsi di  Egyptian Healing® contattare: Jacqueline van Gessel Cell.348-2652056 Email: egyptianhealing@libero.it www.egyptianhealing.it www.centrolisticorimini.it

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ACQUA SÌ GRAZIE

Acqua del rubinetto? Sì grazie! RIMINI

In occasione del 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua, proclamata nel 1993 dalle Nazioni Unite, Legambiente e Federutility hanno lanciato la mobilitazione a favore del consumo dell’acqua di rubinetto che prosegue tutto l’anno. Alla Campagna “Acqua di rubinetto? Si grazie!” hanno aderito 25 Aziende locali. A Rimini il Circolo Legambiente ed HERA sono stati presenti in p.zza Cavour con un gazebo informativo per promuovere l’utilizzo dell’acqua del Sindaco nell’uso domestico quotidiano, informare e stimolare i cittadini sulla sicurezza, il gusto, il risparmio, la comodità e il rispetto dell’ambiente, per sfatare quindi i luoghi comuni che spesso alimentano la diffidenza verso una delle risorse più preziose del nostro Paese.

Cosa vuol dire potabile? • I requisiti di qualità sono molto severi (...oltre a risultare microbiologicamente pura, l’acqua deve rispettare i tutti i limiti imposti dalla normativa – D.Lgs. 31/2001 e 27/2002); • Controlli costanti e molteplici svolti dal gestore del servizio, dalle Asl e dalle Agenzie Regionali di Protezione Ambientale; • Campioni in tutto il percorso, dalle sorgenti agli invasi, dagli impianti alla rete, fino ai nostri contatori ed analisi con frequenza molto più alta rispetto all’acqua in bottiglia; • Un viaggio sotterraneo che protegge dall’esposizione alla luce e da sbalzi di temperatura. Garanzia: qualsiasi esito negativo delle analisi ne blocca l’erogazione ai fini potabili.

È un lusso economico! Arriva fresca e comodamente a casa, l’unica fatica da fare è aprire il rubinetto. Non si capisce cosa spinga ad acquistare e caricarsi pesanti confezioni d’acqua! 16

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Smaltimento Si evita la produzione di rifiuti plastici che finiscono per lo più in discarica o nell’inceneritore (solo un terzo di essi oggi viene riciclato). Tutto questo si traduce in un beneficio per la salute e la sicurezza per i cittadini!

Non ci sono più scuse, informarsi è sempre più facile! OGNI ITALIANO OGNI GIORNO IN CASA CONSUMA CIRCA 250 LITRI DI ACQUA POTABILE. MA L’ACQUA NON È INFINITA.

L’impatto ambientale, in ogni fase del ciclo dell’acqua di rubinetto, è assolutamente ridotto. Produzione Non ha bisogno di imballaggi e si evita l’uso di petrolio per fabbricare le bottiglie di plastica. Trasporto È a km zero, arriva nelle nostre case senza percorrere un metro su strada, risparmiando all’ambiente le emissioni inquinanti prodotte per il trasporto dell’acqua in bottiglia per diverse centinaia di km percorsi quotidianamente dai Tir.

ECCO 10 SEMPLICI PICCOLI GESTI CHE NON CAMBIANO LA NOSTRA VITA MA SALVANO QUELLA DELL’ACQUA E DI MILIONI DI PERSONE NEL MONDO: • Aggiusta il rubinetto che goccia, ogni anno si buttano via 2mila litri di acqua! • Applica i riduttori di flusso sui rubinetti, un modo facile ed economico per risparmiare fino a 6mila litri l’anno. • Usa lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico, si possono risparmiare fino a 11.000 litri l’anno. • Fai la doccia (25-50 litri) anziché il bagno (150-200 litri) e risparmi almeno 100 litri d’acqua ogni volta. • Installa un regolatore di flusso allo sciacquone del water che consuma a ogni getto 10-15 litri, risparmi 26mila litri all’anno. • Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti, le mani o durante la rasatura. • Per innaffiare riutilizza l’acqua usata per lavare frutta e verdura. • Innaffia con i sistemi di irrigazione a goccia programmabili. • Per lavare l’auto basta il secchio, ad ogni lavaggio risparmi circa 130 litri. RIMINI Tutti i consigli su www.viviconstile.org

Visita il sito internet di HERA (www.gruppohera.it) per saperne di più e conoscere l’etichetta dell’acqua a Rimini! L'Ecorubrica Riminese

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www.legambiente.it

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RIMINI

Mettiti in Circolo!

iscriviti ora! RIMINI

SCEGLI LA TUA TESSERA:

Legambiente è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia. È proprio questo radicamento territoriale che arricchisce l’associazione, permettendo di penetrare sul territorio locale e di fare eco a livello nazionale. Il ruolo dei comitati regionali e dei circoli di Legambiente (oltre 1.000!) è un ruolo strategico e fondamentale per portare avanti la filosofia tutta dell’associazione: “Pensare globalmente e agire localmente”. Ogni gruppo con la propria peculiarità, settore d’intervento, ricchezza e modalità di azione e tutti con una missione comune: quella di sensibilizzare l’opinione pubblica e di portare all’ordine del giorno dell’agenda politica le emergenze ambientali, di pertinenza locale e nazionale. Una grande famiglia, quella di Legambiente, in cui ogni singolo e ogni gruppo offre il proprio contributo. E come una grande famiglia che si rispetti, c’è posto per tutti, per qualunque contributo ed espressione personale che vada nella direzione dell’obiettivo collettivo. PER QUESTO, TI CHIEDIAMO DI METTERTI IN CONTATTO CON IL CIRCOLO LEGAMBIENTE RIMINI PER DARE INSIEME UNA MANO AL TUO TERRITORIO: E-MAIL: LEGAMBIENTE.RIMINI @LIBERO.IT. - 327 6377394

• Socio junior (10.00). Nati dal 1996 in poi - riceve “Jey”. • Socio Giovane (15.00). Nati dal 1982 al 1995 - riceve “La Nuova Ecologia”. • Socio Ordinario (30.00). Riceve “La Nuova Ecologia”. • Socio Scuola e Formazione (35.00). Riceve “La Nuova Ecologia” e “Formazione Ambiente”. • Socio Sostenitore (80.00). Riceve “La Nuova Ecologia” e il volume “Ambiente Italia” (con uscita aprile/maggio 2010). • Tessera Collettiva (50.00). Riceve “La Nuova Ecologia”. Puoi effettuare l’iscrizione tramite: bonifico sul c/c bancario intestato a “Legambiente Circolo di Rimini” presso Eticredito Banca Etica Adriatica S.p.A, IBAN: IT33 D 03310 24201 CC0010000819 -causale: quota associativa (per modalità di pagamento differenti contatta il Circolo tramite mail, legambiente.rimini @libero.it - 327 6377394). Scopri i vantaggi di essere Socio Legambiente! Iscrivendoti ora riceverai subito: • La tua tessera personale e l’adesivo Socio Legambiente. • Il periodico Legambiente Notizie. • 11 numeri de “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente ricco di notizie, informazioni, inchieste e approfondimenti su cambiamenti climatici, Ogm, inquinamento, agricoltura, parchi, salute e tanto altro ancora; in più con la tua tessera potrai accedere a tutta una serie di agevolazioni e servizi riservati solo ai soci Legambiente. • Potrai partecipare a tutti i Campi di volontariato di Legambiente. • Sarai assicurato per tutte le iniziative di Legambiente. • Potrai usufruire delle convenzioni riservate ai soci (l’elenco completo è su www.legambiente.it).

E se ti va…

Sostieni Legambiente: iscriviti ora! Dalle Alpi a Lampedusa Legambiente è sostenuta da una fitta rete di volontari che territorio per territorio svolgono un’azione capillare di denuncia, informazione e sensibilizzazione sui temi ambientali. Abbiamo un sogno: convincere tutti: dai singoli cittadini alle comunità, dalle imprese alle istituzioni, che è possibile invertire rotta  e costruire insieme insieme un mondo migliore, più giusto e più pulito.

Condividi questo sogno con noi, iscriviti ora! 18

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VIAGGIARE

a cura di Carlo Maria Gasperoni

Il viaggio ecosostenibile

Un modo diverso di intendere la vacanza Il maggior rispetto per l’ambiente ed il sistema ecologico è un argomento che sta sempre più a cuore agli italiani e che finalmente, anche se con molta fatica, comincia a scalare la classifica delle priorità. Tant’è vero che negli ultimi anni anche gli operatori turistici hanno deciso di cavalcare l’onda verde: si moltiplicano con dilagante rapidità, infatti, le proposte di vacanze ecosostenibili (il cosiddetto turismo consapevole), un nuovo “modus operandi” per

vivere il viaggio o la vacanza. Il concetto chiave è che il turista diviene, anche se temporaneamente, cittadino del luogo che lo ospita e non semplice sfruttatore dello spazio. In un Paese che vive di turismo sarebbe riduttivo impegnarsi in raccolte differenziate di rifiuti, energie rinnovabili e quant’altro per poi dimenticare di rispettare l’ambiente che ci circonda anche quando si decide di spostarsi. La maggior parte di noi viaggia per una settimana, magari all’insegna del relax, e quindi tende a non pensare che il passaggio in un’altra zona del pianeta, essendo tanto breve, possa arrecare danni all’ecosistema di quel territorio.

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In certi casi questo è vero, ma quando il turismo diviene di massa, spesso e volentieri finisce per sconvolgere un sistema retto da un delicato equilibrio. L’alternativa ora esiste ed è ormai pratica diffusa in tutto il mondo, dall’India (con le sue mete spirituali, ma senza le comodità occidentali) ai parchi naturali del Senegal, dalle montagne del Perù ai fenomeni naturali islandesi. In Italia domina la Sicilia con gli agriturismi sorti sulle terre confiscate alla mafia, ma il motto è sempre lo stesso: entrare in sintonia con lo spirito del luogo. Il primo obiettivo è pagare meglio la popolazione locale, in modo che possa godere dei benefici del turismo invece di vedere “sfruttato” il suo territorio. Più in generale si vuole preservare l’ambiente naturale e ricercare un equilibrio più stabile tra uomo e ambiente: le strutture ricettive possono così utilizzare lampadine a basso consumo o pannelli solari, consigliando ai clienti di non sperperare acqua e differenziare i rifiuti o suggerire loro mezzi di trasporto alternativi per le visite di piacere. E’ necessario prestare attenzione a diversi aspetti: innanzitutto il trasporto, perché l’aereo è sì comodo e veloce, ma anche colpevole dell’emissione di gas nocivi, quindi se possibile sarebbe meglio evitarlo prediligendo soluzioni alternative; ovviamente l’alloggio, scegliendo alberghi, pensioni e bed and breakfast che seguono, per esempio, criteri di bioedilizia; infine i comportamenti in generale, rispettando le aree protette, evitando di inquinare o sottrarre elementi naturali da regalare agli amici come souvenir al rientro a casa, riutilizzando le bottiglie o rinunciando al cambio quotidiano di lenzuola ed asciuga-

mani. I piccoli accorgimenti come si vede possono essere tanti, ma procurare gran beneficio al territorio che ci accoglie. E’ un turismo particolarmente apprezzato da chi ama la natura e vive tutto l’anno in grandi aree metropolitane, che trova allettante l’idea di immergersi in una realtà diversa, con un ritmo più lento rispetto a quello a cui è sottoposto quotidianamente e con uno stile di vita del tutto diverso. In effetti un’altra caratteristica del turismo ecosostenibile è la voglia di imparare e vivere una cultura differente, attraverso la scoperta dei costumi e delle usanze del territorio (ga-

una Carta europea del turismo sostenibile, una dichiarazione di linee guida e principi volti ad un’organizzazione dei luoghi turistici rispettosi dell’ambiente e delle risorse culturali proprie di quei posti; si tratta di azioni dedicate in primis all’educazione del turista rispetto alla comprensione delle tradizioni degli abitanti e alla cura dell’ambiente locale. Il turismo ecosostenibile, in conclusione, oltre ad essere una tipologia di turismo che rispetta l’ambiente, è prima di tutto sinonimo di “consapevolezza”: informarsi prima di partire sugli usi del popolo che ci ospita, scegliere strutture controllate dalla gente del posto e a basso impatto ambientale, conoscere la natura con responsabilità e cercare il contatto con gli abitanti… e capire, una volta per tutte, che ad un piccolo sacrificio da parte nostra, ad una semplice attenzione di poco conto in più, corrisponde un notevole e duraturo vantaggio per l’ambiente.

stronomia, tradizioni folkloristiche, specie vegetali, fauna, ecc.) e magari riassaporando i piaceri di una volta, dalla cucina della nonna al piacere di coltivare e consumare prodotti locali, dalla stagionalità della verdura al “riciclaggio” degli avanzi. Esiste anche

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SCUOLA

a cura di Alessandra Morri

Tempo di scuola La scuola è appena iniziata, e i ritmi sono quasi tornati alla normalità dopo la pausa estiva, ma com’è in realtà l’attuale sistema scolastico? In questo tempo che viene definito di crisi, da una parte c’è la nuova riforma della scuola che certo non conduce al miglioramento, ma unicamente al risparmio finanziario, dall’altra si dibatte su come educare i propri figli, e cosa è meglio

per loro. Gli studenti di oggi sono bambini attivi, alcuni di loro vengono definiti iperattivi, si pensa che abbiano dei problemi mentali e viene loro diagnosticato un ADD (Attention Deficit Disorder, ovvero “disordini per mancanza di attenzione”), per22

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ché pare abbiano problemi con la concentrazione su un soggetto determinato. Ma in realtà non sono i bambini ad avere disturbi: si può dire piuttosto, che è il mondo in cui vivono ad essere disturbato. I primi disagi si manifestano sin dalle ele-

mentari. Ormai quasi tutti i bambini, fanno fatica a inserirsi a scuola, dove esistono regole che non sono in linea con la loro trasformazione. Loro hanno capacità tattili, sentono il bisogno di toccare, mentre la tattilità è un senso che la nostra civiltà nega, perché è moralmen-

te sbagliato. Invece questi bambini, usano il tatto come noi l’udito e la vista. Come si può pensare che l’attuale sistema scolastico sia adatto a loro? La capacità di apprendimento di questi bambini non è più quella di una volta dove l’alfabetizzazione era lineare, (destra/sinistra, su/giù); la mente dei bambini nati oggi lavora come uno scanner, ha costruzioni a blocchi, loro vedono e sentono per immagini, colori, fotogrammi. Molti insegnanti non sono in grado di capire questi nuovi bambini e tendono a normalizzare, appiattire, schiacciare, far stare tutto dentro righe e quadretti. Ci ostiniamo ancora a farli crescere obbligandoli a seguire una serie di regole bigotte e inappropriate, utilizzando ancora quelle, con cui siamo stati educati noi. Quello che mi lascia perplessa, è il fatto

che il sistema educativo attuale, giudica questi bambini difficili ma non hanno affatto realizzato che in realtà sono molto intelligenti. Cosa fa la scuola in concreto per rinnovarsi? È necessario autoeducarsi, per rinvigorire la nostra spenta fantasia, in modo da essere all’altezza dei nostri compiti e in primo luogo sapendo che per educare altri bisogna educare prima se stessi. Ma questo non risulta tanto gradito, poiché è scomodo, ad una certa età, ricominciare da capo ed educarsi “a nuovo”. L’educazione dei ragazzi del XXI secolo, richiede una nuova visione. Abbiamo bisogno di capire a fondo l’esistenza umana, per praticare una pedagogia reale e globale, che sia al servizio dell’umanità del nuovo millennio. Inizialmente è necessario educare i genitori ai nuovi insegnamenti i quali poi

li diffonderanno ai figli, poi preparare gli educatori del nuovo secolo, che sicuramente saranno in grado di guidare l’essere umano in via di sviluppo, offrendo il dono della “disciplina interiore”. Si arriverà ad educare rispettando i singoli indivi-

re, troppo abituati a imparare anziché sentire . Il nostro ruolo non è tanto quello di trasmettere “conoscenza” quanto “saggezza”. Oggi ci sono nuovi bambini, ma i sistemi didattici ed educativi sono primitivi. Dobbiamo adattarci presto a questa

dui, le proprie inclinazioni e i talenti personali. Con l’intuito e con la saggezza, aiuteremo bambini di carattere a diventare individui responsabili, motivati e ricchi di risorse. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini “come ” si pensa e non “cosa” pensa-

nuova nascita di bambini iniziando a pensare ad una scuola adatta a loro, alla nuova generazione, per un futuro diverso, un futuro migliore. “Tu, dunque, che insegni a qualcun altro, non insegni a te stesso? Romani 2:21

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Internet: l’importanza di essere nel web La diffusione mondiale di internet è avvenuta solo da pochi anni, ma sono già molteplici le conoscenze che servono per lavorare con il web. E’ il veicolo mediatico del 20esimo secolo, che è andato a completare tutti gli altri mezzi pubblicitari utili a far conoscere e sviluppare la propria attività commerciale. La realizzazione di un sito web è un’operazione che coinvolge e fonde diverse competenze: il prodotto finale deve essere gradevole, di facile esplorazione, presentare in maniera chiara i propri contenuti ed essere utilizzabile in sicurezza e con semplicità, ma soprattutto avere una logica di mercato cioè un obiettivo da centrare. Il web designer è una figura professionale nata con lo svilupparsi della rete internet, presenta varie analogie teoriche con quella dell’ingegnere: così come per la costruzione di un palazzo, il web designer per la realizzazione di un sito internet deve avere varie competenze che vanno dallo studio del singolo elemento alla complessità del progetto ed avere competenze di usabilità ed accessibilità. Il lavoro del web designer comprende capacità di progettazione, sin-

tesi, gusto estetico e creatività, studio dell’interattività dei siti internet, usabilità e accessibilità per consentirne un accesso uniforme, nonché visi bilità e diffusione tramite canali internet quali social network, circuiti pubblicitari, motori di ricerca, applicazioni multimediali della telefonia e così via. L’ipotesi di mettere su YouTube un video che tratta temi seri viene a volte accompagnata da critiche: “ma come su YouTube?”. In verità YouTube è un servizio acquistato da Google nel 2006 e qualcuno fortunatamente ne ha compreso le enormi potenzialità, quindi importante per l’implementazione di campagne di comunicazione basate sulla volontà di creare il coinvolgimento della gente in ciò che si fa e di espandere di conseguenza la produttività della propria azienda. Il sito web della propria azienda è un fonte inesauribile di comunicazione, basta solo sapere come utilizzarlo.

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a cura di Carlo Maria Gasperoni

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Il piacere della terza età I segreti per sentirsi ancora in forma Nella società odierna basata sull’immagine, che celebra la bellezza ed in qualche modo ne rimane schiava, il momento della terza età è percepito come deprimente se non addirittura come sintomo di malattia. Il rischio principale è quello di identificare l’arrivo del pensionamento con l’esaurimento dell’utilità della persona all’interno della comunità; l’isolamento e la solitudine sono i due grandi nemici contro i quali la persona anziana – e di riflesso la società – deve combattere per garantire dignità ad una stagione della vita che può regalare ancora intense soddisfazioni. Che la vecchiaia segni in qualche modo la fine dell’uomo è una convinzione errata ma che non risale ai giorni nostri: ancora prima dell’avvento di Cristo, Aristotele definì la vecchiaia “una malattia naturale” e Seneca la descrisse come una patologia incurabile. Ma la vita è un continuo divenire, dove ogni stagione gode dei suoi piaceri, e forse intuirlo richiese del tempo; per restituire credito ai grandi letterati del passato possiamo citare il filosofo Erasmo da Rotterdam che, giunto ormai in età avanzata, affermò che più un uomo invecchia e tanto più si riavvicina alla fanciullezza; accantonati gli affanni della vita lavorativa, infatti, può riassaporare il fascino della scoperta ed il desiderio di conoscenza, assieme alla possibilità di fare ciò che il tempo ha impedito di fare nei frenetici anni di lavoro. Se viviamo un’epoca storica in cui l’età biologica si discosta sempre più da quella anagrafica, allora subire l’età del “riposo” come un’ingiusta condanna del tempo o una forma di lenta prigionia equivale a rendersi colpevoli di un imperdonabile spreco di energie vitali. Maggior tempo per sé stessi non significa disporre di più L'Ecorubrica Riminese

tempo vuoto, ma di maggior tempo libero da sfruttare per mantenere il cervello in allenamento; è risaputo, infatti, che l’assenza di stimoli con relativo stile di vita inerte comporta un invecchiamento precoce, mentre la creatività, lo studio o comunque tutte le attività che stimolano la concentrazione e il ragionamento, aiutano a mantenere l’agilità mentale. Secondo alcuni studi neurologici italiani, per le persone anziane è particolarmente indicato imparare a suonare uno strumento musicale (la chitarra è consigliata), in grado di coinvolgere tutti i campi sopraccitati. Con lo stesso proposito, cioè quello di convogliare nuovi stimoli e creare “gruppo”, nascono per esempio le Univer-

sità della Terza Età, sempre più diffuse sul territorio nazionale, che facendo proprio il motto secondo cui ogni fase dell’esistenza sia un’opportunità per continuare ad imparare e che non esista età priva di speranze e progetti, offrono corsi universitari che vanno dalla pittura al diritto, dalla psicologia alle lettere, quasi sempre per puro amore del “sapere”; così non è più raro trovare un anziano alle prese con le asperità della lingua inglese o “incollato” al monitor per un corso di informatica. Lo studio alimenta la giovinezza e rallegra la vecchiaia, come sa bene il signor Alibrandi, classe 1930, che di recente ha conseguito la laurea in Economia alla “Sapienza” di Roma 55 anni dopo aver abbandonato gli studi. Per quanto la gamma di passatempi e interessi sia molto ampia e possa coinvolgere davvero qualunque ambito, la caratteristica che dovrebbe accomunare ogni attività dell’età senile è la compagnia; come ovvio la grande piaga che accompagna la terza età è la lenta erosione nel corso degli anni della rete di relazioni sociali, che spesso (e nemmeno sempre…) si riduce all’ambito familiare, mentre condividere esperienze con altri risulta fondamentale per non sentirsi esclusi ed è indice – così come l’autonomia individuale – di benessere per la persona anziana. Per ovviare all’abbandono e alla solitudine non bisogna bistrattare, magari perché sconta-

ti e poco originali, il “vecchio” e caro bar o i centri sociali per anziani, che spesso e volentieri propongono attività ricreative che vanno dal ballo ai giochi di gruppo. E per rompere di tanto in tanto la routine quotidiana non esiste idea migliore che un bel viaggio in una località sparsa sul mappamondo: la sete di cultura e di esplorare il mondo che cambia fuori dalla propria città, infatti, non si esaurisce con l’arrivo della terza età, anzi negli ultimi anni abbiamo assistito ad un autentico boom per quanto riguarda le vacanze degli over 65. Secondo un rapporto dell’Auser, associazione di volontariato per gli anziani, un over 65 su quattro fa almeno un viaggio all’anno. Questa categoria, che vede una netta prevalenza femminile, predilige le piccole gite (da 1 a 3 giorni) nelle città d’arte e nei centri termali, anche se l’accresciuto livello culturale rende le villeggiature

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all’estero sempre più accessibili. Il Censis, invece, rende noto che circa 5 milioni di anziani ogni anno scelgono i viaggi organizzati; questo perché gli operatori del settore garantiscono una selezione delle destinazioni, delle strutture e dell’assistenza. La domanda è tale che oggi, in qualunque agenzia di viaggio, possiamo trovare offerte destinate ai “senior” e catene di alberghi specializzate per gli over 65: i migliori di essi sono così attenti alle problematiche dell’età da agevolare la clientela attempata con facili apparecchi per chiamare la reception, tappetini antiscivolo o maniglie d’appoggio nelle docce. Invecchiando è bene prestare attenzione anche all’indebolimento fisico e a non trascurare una sana e regolare attività motoria. Secondo i dati forniti dall’Istat, gli over 60 in Italia si dedicano con crescente intensità alle attività di tipo ludico o ginnico, spesso supervisionati da un medico sportivo; in ogni momento della vita, e sempre più

col trascorrere degli anni, un’ora al giorno di esercizi aerobici rappresenta un toccasana universale per il sistema cardiovascolare, osseo e muscolare. Una corsetta o una pedalata sulle colline non smetteranno mai di essere benefiche per il nostro corpo… e poco importa, in fondo, se nessuno sarà mai al livello di Min Bahadur, lo straordinario vecchietto che poco tempo fa, all’età di 77 anni, ha scalato il monte Everest fino in cima. In definitiva qualunque cosa va bene e ciascuno può trovare la strada più consona, purché si decida di fare qualcosa e si rifiuti la prospettiva di vivere la terza età come un lasso di tempo inutile. Con una certa dose di ironia, l’attore francese Maurice Chevalier un giorno disse che la vecchiaia non è così male, considerata l’alternativa; ed è proprio così che andrebbe affrontata, perché in fondo anche la vecchiaia non è che questo, un’altra opportunità che la vita ci concede.

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AMICI ANIMALI

a cura di Carlo Maria Gasperoni

Il mio amico cane Quello che “Lui” da’ e noi spesso non ricambiamo Il tema della convivenza tra uomo e cane e di come questa spesso si trasformi in un rapporto a senso unico, con l’animale fedele per natura trattato alla stregua di un bambolotto di pezza privo di sentimenti, non lo scopriamo certo noi in questa sede. Gli abbandoni o i maltrattamenti non sono cominciati ieri, non sono una novità del 2010 e, per quanto le massicce campagne di sensibilizzazione e l’inasprimento delle sanzioni penali abbiano attenuato in qualche misura il problema, l’odioso malcostume è ben lungi dal poter essere considerato uno sbiadito ricordo. Ciononostante basta sfogliare i quotidiani nel giorno di Ferragosto: in una pagina il resoconto del Premio Fedeltà del Cane a Camogli, con tante storie a lieto fine come quella di Pongo, il vincitore, che coi suoi richiami ha salvato un uomo precipitato in un profondo dirupo; o del cane che ha salvato la padrona dall’incendio in casa a costo di perdere un cucciolo; che ha avvistato lo sciatore sotto la neve o ritrovato la strada da Salerno a Carrara per ricongiungersi ai padroni; o si è distinto talmente tanto nel fiutare ordigni esplosivi da meritarsi un’onorificenza dal governo britannico. Ci sarebbe quasi da commuoversi per tanta empatia tra uomo

e animale se non ci venisse in mente di voltare pagina ed imbatterci nuovamente nel rovescio della medaglia: la storia di quel cane dimenticato per ore in macchina sotto al sole battente e costretto a morire agonizzante, mentre il padrone, a quanto pare, al suo ritorno era parso più preoccupato dei danni causati all’automobile nel tentativo di salvare la bestia che non dal dramma di quella sofferenza senza senso, è davvero difficile da digerire. Ciò che sorprende in negativo, in effetti, è proprio l’inspiegabile disaffezione che colpisce diverse famiglie col passare degli

anni: nei primi mesi il cucciolo è vezzeggiato e coccolato come un membro della famiglia, tanto che riesce a superare senza traumi la rapida separazione dalla madre; i bambini in casa sono gentili con lui, giocano a palla e lo coccolano, mentre gli adulti gli consentono di “presenziare” a cena e lasciano che mangi gli avanzi del pasto. Poi il tempo passa, il cane cresce e forse cresce anche più di quanto i suoi padroni si aspettassero; o forse il problema è che, diventando adulto, il cane perde inevitabilmente la voglia di giocare, o che la quotidianità faccia sì che l’animale non susciti più molto interesse. Fatto sta che il lento processo che conduce all’indifferenza se non addirittura alla crudeltà è in atto e non può essere arrestato: da quel momento può bastare un solo errore, una sola piccola intolleranza da parte dell’animale per essere accantonato e legato alla catena del cortile. Spesso il cane finisce per essere dimenticato: ci si scorda di nutrirlo, di ripararlo dalle intemperie e persino di liberarlo dalla catena che lo imprigiona; almeno fino a quando quella presenza non diventa troppo ingombrante anche in giardino e la si carica sull’automobile per poi lasciarla sul ciglio della strada. Ovviamente questi sono solo i casi più estremi e per fortuna non i più frequenti. Però è un dato di fatto che, mentre i cani non mutano col tempo i propri sentimenti nei confronti del padrone, restandogli accanto fino alla dipartita di uno

dei due, l’eventualità opposta, purtroppo, è decisamente più comune. Questa circostanza non è controproducente solo per il cane, che si ritrova ad essere trascurato da chi più ama, ma anche per la persona stessa: basti pensare al beneficio che la pratica medica denominata pet therapy può arrecare al paziente. Si tratta di una terapia “dolce” basata sul rapporto uomo-animale che solo di recente ha ottenuto il giusto riconoscimento dalla comunità medica internazionale e trova oggi applicazione

in svariati ambiti socio-assistenziali come ospedali, case di cura o comunità di recupero. È stato infatti dimostrato che la vicinanza e l’affetto del cane può calmare l’ansia e la sensazione di solitudine del malato, così come può aiutare a lenire lo stress e la depressione. E per quanto possa apparire banale e scontato, il cane lo fa senza chiedere nulla in cambio; semmai, giusto una carezza in più.

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Ecoconsigli

a cura di Alessandra Morri

Fate qualcosa per il nostro pianeta, anche un piccolo gesto può fare una differenza enorme quando milioni di persone lo fanno! Scopri in che modo puoi ridurre l’impatto ambientale dalle tue azioni quotidiane

Fai movimento! Anziché usare l'automobile, vai a piedi o in bicicletta, prendi l'autobus o la metropolitana. Così facendo, ti mantieni in forma e, al tempo stesso, contribuisci a ridurre il traffico, l'inquinamento atmosferico, il rumore e gli incidenti. Usa i corrieri in bicicletta! Se hai un'azienda e devi consegnare regolarmente lettere e pacchi in città, usa un servizio di corrieri in bicicletta, se disponibile. Le biciclette evitano il traffico e sono veloci. Così facendo, contribuirai al miglioramento della qualità dell'aria della tua città. Pensaci bene prima di comprare un SUV. Oltre a essere molto costosi da gestire, i SUV sono anche estremamente inefficienti per quanto riguarda il controllo delle emissioni, dato che rilasciano il doppio del monossido di carbonio, degli idrocarburi e del biossido di azoto rispetto a una vettura media; queste sostanze chimiche contribuiscono all'inquinamento atmosferico e al riscaldamento globale! Chiudi il rubinetto! Evita di sprecare acqua quando ti lavi i denti o fai la barba. Ogni volta risparmierai fino a 10 litri di acqua. Chiudi il rubinetto e usa piuttosto una tazza, in modo da consumare soltanto la quantità di acqua di cui hai realmente bisogno. Installa un contatore per calcolare il consumo di acqua. I nuclei familiari che utilizzano un contatore tendono a essere più cauti nell'uso dell'acqua risparmiando così anche denaro. Investi in un bulbo della doccia a basso flusso per ridurre il consumo di acqua. Questi erogatori riducono la quantità del getto d'acqua, aumentandone la portata pur usando meno acqua.

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Smaltisci correttamente, non buttare e basta! Tutto ciò che finisce nel lavandino, nel water o negli scarichi può inquinare i nostri fiumi e i nostri mari! Non buttare mai negli scarichi oli, grassi oppure liquidi pericolosi come diluenti o vernici inutilizzate. Raccoglili in un recipiente e smaltiscili con il resto dei rifiuti. Tienili nelle confezioni originali per evitare eventuali reazioni chimiche. In questo modo, sarà anche più semplice identificarli al momento della raccolta dei rifiuti. Se possibile, portali al centro di raccolta locale. Se fai un’escursione non abbandonare oggetti, soprattutto rifiuti. Se trovi rifiuti abbandonati da qualcun altro, sii responsabile e raccoglili tu. Riduci al minimo l'uso di disinfestanti e insetticidi. Questi prodotti possono uccidere molte creature e piante utili, soprattutto se si infiltrano in stagni e corsi di acqua. Esistono molte alternative rispettose della natura. Non compare legname proveniente da commercio illegale! Il commercio illegale di legname tropicale contribuisce alla distruzione delle foreste. Molti fornitori ora vendono legname certificato, a conferma della legalità e della sostenibilità del suo commercio. La prossima volta che compri prodotti di legno, controlla la presenza di etichette come quella del Forest Stewardship Council (FSC). Fai raffreddare il cibo caldo prima di metterlo in frigorifero… ...e scongela il cibo passandolo dal congelatore al frigorifero. Così facendo, la bolletta sicuramente calerà. Ricorda, inoltre, di tenere aperto lo sportello del frigorifero non più del tempo necessario. Partecipa anche tu alle iniziative di pulizia dell'ambiente. Ogni anno, in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, le scuole e le associazioni ambientaliste in tutto il mondo organizzano campagne di pulizia e bonifica dell'ambiente. Partecipa anche tu! Oltre a rendere più bello il paesaggio che ti circonda, imparerai tante cose interessanti sugli animali e sulle piante che vivono vicino a te. Alessandra Morri, riminese di nascita ha trascorso alcuni anni all’estero per studio. Da anni si interessa alla ricerca nel campo della evoluzione interiore. Mamma green, ex insegnante, ama dedicarsi ai bambini della nuova generazione attraverso attività creative. Scultrice, realizza oggetti con materiali di riciclo e naturali; sensibile all’eco-sostenibilità, coltiva un orto con le tecniche naturali, circola in bicicletta per muoversi in città.

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VOGLIA DI BIRRA

a cura di Michele Valeriani

BIRRA: una “bionda” fra le mani! La birra, bevanda amata da molte persone oltre che per il suo sapore unico, anche per il suo effetto dissetante che ne invoglia il consumo, è una bevanda fermentata a base di cereali, moderatamente alcolica, rinfrescante, dalle inconfondibili tonalità dorate o brune. Viene prodotta utilizzando malto d’orzo, luppolo ed acqua, che fermentando le conferiscono quel caratteristico sapore amarognolo e l’inconfondibile schiuma bianca e persistente. Inoltre bisogna tenere presente che gli alti valori nutrizionali, dati dall’utilizzo di cereali, permettono di classificarla come una be-

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dei millenni, tra il 1600 e 1700 nel LombardoVeneto, al tempo di dominio Austro-Ungarico, nacquero diverse fabbriche di birra ancora in attività, a sottolinearne l’intramontabile bontà che l’ha resa una bevanda mondiale, che a tutt’oggi, nei paesi di ceppo anglosassone (Germania, Belgio, Inghilterra, Olanda, Paesi scandinavi), ha una percentuale di consumo di oltre l’80% pro capite.

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I tre ingredienti che fanno di una qualsiasi birra una buona birra

vanda “alimento”, anche e proprio per questo utilizzata da molti atleti nella fase di recupero. La birra ha alle sue spalle una storia di ben 5000 anni, anche se nessuno sa esattamente chi l’abbia inventata. La leggenda vuole che sia stata scoperta casualmente da qualcuno che dimenticò una ciotola di cereali fuori dalla casa, e pioggia, sole e acqua fecero tutto il resto. Gli innumerevoli riferimenti rinvenuti in un moltitudine di documenti, rendono doverosi alcuni cenni storici. La Mesopotamia è stata la terra che per prima ha visto sorgere la professione del birraio. Il prodotto delle sue fatiche rappresentava una quota della retribuzione dei lavoratori, che dunque veniva corrisposta in birra. Successivamente furono i Sumeri e gli Egizi a perfezionarne la produzione. A titolo d’esempio, nel 1258 Giovanni di Brabante, noto come Re Gambrinus, passò alla storia come “Re della birra”, proprio perché era solito consumare quasi esclusivamente questa bevanda. I monaci furono tra i primi a produrre birre pregiate, utilizzandole anche come sostitutivo dei pasti. I Romani la conobbero fra il 300 a.c. ed il 100 d.c., e nonostante le annose guerre di dominio territoriale che coinvolsero tutta l’Europa nel corso

Il malto è un orzo distico, tetrastico o esastico. Queste definizioni, apparentemente ostiche, racchiudono una spiegazione: ogni spiga d’orzo è formata da una serie di nodi (detti anche rachidi), ciascuna delle quali sostiene sei fiori potenziali. Si dice quindi orzo distico, tetrastico o esastico a seconda che due, quattro o sei fiori vengano resi fertili, sviluppando un pari numero di chicchi sulle rachidi. In seguito è fatto germinare e poi torrefatto. I colori scuri o rosseggianti dipendono dalla diversa tostatura dell’orzo, ma è l’amido (contenuto proprio nell’orzo) l’elemento più importante per un’ottima qualità della birra. La pianta rampicante del luppolo è un ingrediente fondamentale perché conferisce alla birra il caratteristico sapore amarognolo, contrasta il dolce del malto, contribuisce alla formazione della schiuma e alla sua tenuta.

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Le zone in cui si trova il luppolo sono: Europa continentale, Inghilterra. America settentrionale, Giappone, Australia. Il più pregiato si trova in Boemia (Rep. Ceca) e si chiama SAAZ, ha note di camomilla e ginestra, con un aroma pulito e fresco. Il lievito è un piccolissimo fungo coltivato direttamente nelle birrerie che trasforma lo zucchero del mosto in alcol e anidride carbonica. A seconda del tipo di lievito usato è possibile produrre birra se-

condo due metodi diversi: il primo, il più antico è conosciuto come “alta fermentazione”, poiché durante il procedimento il lievito sale a galla nella vasca; il secondo metodo è detto della “bassa fermentazione” perché durante il processo il lievito si deposita sul fondo delle vasche. Il lievito è in grado di caratterizzare la birra in ogni suo aspetto, dalla spuma, agli aromi, alla ricchezza del corpo.

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Insomma, cereali germinati in acqua poi essiccati o torrefatti, lievito, qualità diverse di luppolo e persino di acqua: niente di più sano e naturale della birra, prodotta ancora oggi come accade ormai da diversi millenni, nel rispetto di un procedimento che assomiglia a un rito.

Alcune regole da seguire per non perdersi il suo naturale gusto E’ consigliabile consumarla in breve tempo, entro 6 mesi dalla data di produzione, conservarla al riparo dai raggi del sole o luce troppo intensa. Nel frigorifero non va tenuta a temperature troppo basse per lunghi periodi perché si intorpidisce, prende un gusto amaro e non sviluppa la sua giusta schiuma. Va servita e consumata fresca, ma non ghiacciata a temperatura adeguata alla stagione, per le birre chiare 8-10 gradi, per quelle scure 1012 gradi.

Bere birra fa bene? Sono ormai noti i benefici di un consumo moderato di birra in un regime dietetico sano ed equilibrato. Essa stimola l’apparato nervoso e i muscoli; aiuta il ciclo digestivo, il metabolismo del fegato e facilita la diuresi. Favorisce l’alimentazione in soggetti anziani e convalescenti, fornisce energie per sportivi e per chi pratica lavori pesanti. È stato calcolato che un solo bicchiere da 0,25 cl. di birra al giorno aumenta il livello del colesterolo ‘buono’ nel sangue del 4%; mentre 3 bicchieri di birra al giorno, insieme ad uno stile di vita sano, riducono il rischio di incidenti cardiovascolari del 17%. 50

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E fa ingrassare?

Curiosità e consigli

Abbinata ad altre misure preventive come il controllo del peso, l’assunzione di antiossidanti e l’esercizio fisico, contribuisce al benessere in modo significativo. Dal punto di vista calorico, è utile ricordare che la birra non ingrassa, ma anzi contiene addirittura meno calorie di altre bevande non alcoliche. Qualche esempio: 250 ml di birra contengono 103 Kcal contro le 120 di un’uguale porzione di succo di mela, le 134 del latte e le 250 di uno yogurt alla frutta. In questo modo si assumeranno infatti dai 20 ai 30 gr. di alcol, rimanendo all’interno della dose consigliata dai medici (che è appunto, al massimo di 3 drink al giorno).

Per far crescere i vostri gerani forti e belli, annaffiateli di tanto in tanto con della birra, vedrete che risultati! Può succedere che durante una passeggiata in montagna o nei prati, cominci a piovere e le vostre scarpe si sporchino inevitabilmente di fango e che per lungo tempo non le puliate; al momento di riadoperarle, le troverete incrostate e rigide. Anche qui la birra vi può aiutare: imbevete uno straccio di birra e passatelo sulle scarpe stesse, riacquisteranno morbidezza e lucentezza. Per allentare i bulloni arrugginiti versateci sopra della birra e aspettate qualche minuto. La carbonatazione contribuisce a diluire la ruggine. Per i piedi stanchi, non c’è niente di meglio che un catino di birra ghiacciata. Infatti, con la sua naturale gasatura e per le sue sostanze che stimolano la circolazione, è l’ideale. Bene, dopo consigli e curiosità, non

Ma perchè è meglio una birra con la schiuma

resta che concludere il nostro viaggio nella storia e nel gusto dell’amata “bionda” con una celebre battuta dell’umorista americano Dave Barry: “Senza dubbio la più grande invenzione della storia è stata la birra. Sì, anche la ruota è stata una buona idea, ma una ruota non si accompagna altrettanto bene con la pizza!”

Al di là di un fattore prettamente estetico, la schiuma ha un’importanza fondamentale per varie ragioni. Innanzitutto il “cappello” di schiuma protegge la bevanda dal contatto diretto con l’aria e quindi dall’ossidazione. Permette altresì di valutare se la bevanda è stata servita alla giusta temperatura, in quanto poca schiuma è indice di una temperatura di servizio troppo bassa. Viceversa la presenza di una quantità eccessivamente abbondante di schiuma, è segnale di una temperatura troppo alta. Attenzione! Contrariamente a quanto potrebbe suggerire la vista, c’è più birra in un boccale servito con la schiuma che in uno servito senza!

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OLIO D’OLIVA

a cura di Michele Valeriani

Il “liquido d’oro” Storia dell’olio e dell’ulivo Il suo bagliore mistico ha illuminato la storia: Omero lo chiamava “liquido d’oro” e nell’antica Grecia gli atleti ritualmente lo strofinavano su tutto il corpo. L’olio d’oliva è stato più di un semplice cibo per le genti del mediterraneo: è stato un medicinale magico, una infinita sorgente di fascinazione e meraviglia, fontana di grande ricchezza e potenza. L’albero di ulivo, simbolo di abbondanza, gloria e pace, ha dato i suoi rami con foglie a incoronare i vittoriosi nei giochi amichevoli e nelle guerre sanguinose; l’olio dei suoi frutti ha consacrato le teste più nobili attraverso la storia. Corone e rami di ulivo, emblemi di benedizione e purificazione, erano ritualmente offerti agli dei e alle figure potenti: alcune furono addirittura trovate nella tomba di Tutan Kamon. Pare che in Italia la cultura dell’ulivo sia stata introdotta dai Greci, che lo consideravano un dono della dea Atena. Oggi sul nostro territorio abbiamo un patrimonio immenso di ben 500 varietà di olive autoctone (una specie che si è originata ed evoluta nel luogo in cui si trova).

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Proprietà nutrizionali dell’olio di oliva L’olio d’oliva, alimento principe della dieta mediterranea, è il condimento da preferire in assoluto sia crudo per condire, che in cottura per cucinare. Ha un altissimo valore energetico e per tal motivo, nonostante le sue benefiche proprietà, è bene non abusarne; è particolarmente ricco di grassi monoinsaturi in particolare di acido oleico. Grazie a questa sua particolare composizione in acidi grassi, è uno dei condimenti migliori per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Salute e bellezza L’olio extravergine di oliva può contribuire a bloccare l’attività dei radicali liberi, cioè i composti chimici responsabili dell’invecchiamento delle cellule, impedisce la secchezza delle mucose e rallenta l’invecchiamento della pelle. La presenza di significativi livelli di vitamina D, fa sì che l’olio d’oliva permetta una buona assunzione del calcio nell’intestino e una conseguente buona attività contro la decalcifica-

zione ossea negli anziani.. La sua elevata digeribilità gli consente di essere considerato un ottimo veicolatore di sostanze antiossidanti e vitaminiche presenti in altri alimenti ed in sua assenza difficilmente assimilabili. È noto che il consumo abituale favorisce l’eliminazione del colesterolo attraverso l’intestino, riducendo il pericolo di malattie coronariche, di calcoli biliari e di trombi. Può aiutare a prevenire i tumori del colon e della mammella, ma anche le malattie cardiovascolari, perché grazie alla presenza di acido oleico rende le lipoproteine più solubili e ne aumenta la capacità di rimuovere il colesterolo. L’olio extra vergine di oliva è quindi un alimento fondamentale per tutte le diete. È genuino anche per i bambini, per il grande apporto di acido oleico presente anche nel latte materno, alimento perfetto sotto qualsiasi punto di vista. La sua ricchezza di grassi di origine vegetale

è molto importante per dare energia e salute al nostro prezioso organismo; non a caso l’extravergine di oliva rientra nelle composizioni di diversi prodotti cosmetici, come detergenti, emulsioni e shampoo. Esso e’ un efficace prodotto emolliente, protettivo dell’epidermide, nonché un ottimo antiossidante, in grado di combattere gli inestetismi derivanti dal fumo, dalle variazioni climatiche e dall’inquinamento a cui è esposto di continuo il nostro organismo. E’ proprio per la sua acidità, fortemente compatibile con quella della pelle, che l’olio extravergine d’oliva spalmato, con impacchi o infusi risulta ottimo per combattere fenomeni di invecchiamento, debolezza e impoverimento della cute e dei capelli, rinforzare le unghie, alleviare i dolori muscolari, combattere arrossamenti e irritazioni della pelle, ammorbidire e tonificare la pelle, ma anche per liberare le orecchie dal cerume. Ottimo durante i massaggi, la sua capacità di penetrazione è amplificata dal movimento

delle mani, motivo per il quale viene sfruttato per fornire alla pelle essenze rilassanti e tonificanti. Conservazione L’olio di oliva deve essere conservato in bottiglie di vetro scuro o latta, al riparo dalla luce e fonti di calore. Se il contenitore è integro e ben sigillato l’olio di oliva in esso contenuto si mantiene inalterato per circa 18 mesi. Una volta aperto è bene consumarlo entro l’anno. Infine, è bene evitare il contatto con metalli come ferro e rame, perché possono dare avvio all’irrancidimento. Leggere bene l’etichetta Quando si acquista un olio di oliva è importante valutare attentamente il prezzo del prodotto, in quanto i parametri tradizionali di genuinità e pregio (colore verde e opacità), possono essere riprodotti artificialmente evitando la filtrazione e tingendo l’olio con clorofilla. Per valutare la pregevolezza di un olio di oliva ci si può basare sul valore di acidità, tanto più basso

quanto migliore è la qualità del prodotto. D’altra parte non occorre fidarsi di scritte promozionali che sponsorizzano la bassa acidità dell’olio di oliva senza specificare chiaramente il suo reale valore. Il consumatore può infine contare sui rigorosi controlli che in teoria sono stati effettuati sugli oli d’oliva biologici e su quelli con certificazione IGP, DOP e STG. In poche parole, l’olio extravergine è il succo naturale di un frutto non sottoposto a procedimenti chimici. Il suo gusto, ricordano gli esperti, incoraggia il consumo di altri alimenti sani, come le verdure. È ricco di vitamine e antiossidanti e protegge dai radicali liberi, tutte caratteristiche che ne fanno un elisir di lunga vita.

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STARE BENE

Agopuntura e riabilitazione come ridurre i farmaci e i tempi di recupero A cura del Dottor Tercon Mauro - Tel. 0541 26406 L’energia del corpo circola 50 volte al giorno all’interno dell’organismo prevalentemente nelle ossa nei muscoli, nelle articolazioni e nervi, di notte nei visceri e negli organi, le vie preferenziali di scorrimento dell’energia sono i meridiani, dove l’energia scorre regolarmente senza intoppi di giorno e di notte per nutrire il corpo e mantenerlo in salute e in equilibrio con l’ambiente. Salute e malattia dipendono dal regolare scorrere dell’energia. Quando in autostrada si verifica un incidente il traffico si ferma, si crea un ingorgo mentre a monte  dell’incidente l’autostrada  è vuota e non circola nessuno. Cosi è anche nel corpo: la malattia e la disfunzione sono una ostruzione  della circolazione  dell’energia, a valle si crea un ingorgo  (troppa energia ristagna) a monte c’è un vuoto di energia. È questa la situazione che crea il dolore e la sofferenza fisica e psicologica, l’ansia e l’incapacità di muovere il corpo, di respirare e di digerire in modo ottimale. Non ripristinando la regolare circolazione con l’andare del tempo insorge la malattia. Così come in autostrada ci sono i caselli, nel corpo, lungo i meridiani ci sono i punti di agopuntura. Pungendo i punti e stimolandoli si mobilizza l’energia spostandola letteralmente dove è scarsa o assente e la si ridistribuisce dove è in eccesso. Sono sufficienti  1 o 2 sedute settimanali di agopuntura di 15-20 minuti, gli aghi sono sottilissimi  si posizionano sull’orecchio, sull’addome, sugli arti, sul capo o sulla schiena a seconda delle varie tecniche usate per avere il miglior risultato in breve tempo. Durante la seduta  appena rimosso il dolore si

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procede con il massaggio, la mobilizzazione articolare, con la ginnastica assistita, con le manipolazioni ottenendo un recupero molto più veloce eliminando o limitando i farmaci.   • Pungendo il punto di agopuntura si stimola il sistema nervoso a rilasciare sostanze chimiche nei muscoli, nel midollo spinale e nel cervello(le endorfine). Queste sostanze come prima azione cambiano la percezione del dolore e in seguito determinano il rilascio di altre sostanze chimiche( i neuromediatori) e di ormoni che influenzano il sistema di regolazione interno proprio dell’organismo. •  Il dolore crea contratture muscolari, riduzioni della vascolarizzazione e immobilità. Tramite l’agopuntura si ottengono risultati veloci al fine di sbloccare una situazione di impotenza funzionale; tolto il dolore è possibile stabilire un programma mirato ed individuale per ripristinare lo stato di salute ottimale. • L’agopuntura può dare risultati immediati e cambiare la condizione di patologie soprattutto croniche oltre che acute.

• Ogni individuo ha la sua reazione personale. Gli effetti più importanti ed evidenti del trattamento di agopuntura sono sul piano antalgico e analgesico. Poca energia o mal distribuita non permette al corpo una postura corretta della colonna vertebrale e della deambulazione e quindi si determina un precoce affaticamento e ulteriori dolori  muscolari e vertebrali, cefalee, cervicalgie, lombalgie, sciatalgie e dolori agli arti. UNA CORRETTA POSTURA È IL PRESUPPOSTO DEL BUON FUNZIONAMENTO DI TUTTO IL SISTEMA CORPOREO.   È possibile  misurare al computer tutte le variazioni dell’assetto del corpo, della schiena, dei piedi e della testa durante la stazione eretta e il movimento, valutando con il minimo errore  tutte le variazioni della postura  normale e fisiologica  nonchè l’efficacia o l’inutilità dell’intervento posturale e riabilitativo intrapreso. Si può così eseguire un percorso riabilitativo mirato e molto più efficace per la possibilità di poter rivalutare più volte durante il trattamento il paziente. Questo esame superspecialistico si chiama SPINOMETRIA FORMETRIC (rasterstereografia) affidabile, sicura, senza raggi x non invasivo perchè sfrutta fasci di luce naturale polarizzata e permette : • Rilevazione 3-D della superficie del tronco e in movimento • Pedana stabilometrica per rilevamento della deambulazione dell’equilibrio • Il check-up posturale formetric fornisce al medico fisiatra una serie di indicatori che

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nel loro insieme permettono di ottenere una dettagliata valutazione della postura del paziente. Diagnosi precoce degli atteggiamenti scoliotici in eta’ evolutiva. Valutazione del contributo posturale a lombalgie, cervicalgie e adattamenti posturali Miglioramento della performance sportiva attraveso la ricerca dell’equilibrio corporeo Valutazione degli effetti plantari e procedure riabilitative personalizzate. Elementi di diagnostica per disturbi craniocervico-mandibolari.

Oltre al trattamento riabilitativo posturale si eseguono tutti i trattamenti di fisioterapia tradizionale fra cui massaggi, recupero funzionale, laserterapia, tecarterapia, ipertermia e controllo del peso corporeo.

Dottor TERCON MAURO MEDICO CHIRURGO FISIATRA - SPECIALIZZATO PRESSO I.O. RIZZOLI UNIVERSITÀ DI BOLOGNA - SPECIALISTA A.U.S.L. LIBERO PROFESSIONISTA - KIROTERAPIA - AGOPUNTURA

Segreteria Ambulatorio Dal Lunedì al Venerdì mattina e pomeriggio RIMINI - Tel 0541 26406  L'Ecorubrica Riminese

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ECONEWS ECONEWS ECONEWS ECONEWS a cura di Alessandra Morri

Cemento ecosostenibile assorbe le emissioni di anidride carbonica Da sempre il cemento è considerato tra i principali responsabili del riscaldamento terrestre, si stima infatti che il cemento utilizzato nell’edilizia produce circa il 5% delle emissioni globali di anidride carbonica, di gran lunga superiore a quello prodotto dal trasporto aereo. Grazie agli ultimi studi condotti da azienda inglese è stato messa a punto una nuova formula che permette di realizzare un cemento ecofriendly in grado di assorbire parte del biossido di carbonio presente nell’atmosfera. Il nuovo cemento ecosostenibile che assorbe le emissioni di anidride carbonica è composto da silicato di magnesio, che necessita di temperature meno elevate rispetto alla produzione del tradizionale cemento. L’assorbimento delle emissioni di CO2 avviene durante la solidificazione del materiale, in questo modo si azzerano le emissioni della fase produttiva. L’attenzione rivolta verso questo nuovo cemento in grado di assorbire le emissioni di CO2 è notevole, sia da parte di investitori che dagli addetti ai lavori è notevole per ovvi motivi.

Dal 1° settembre addio alle lampadine da 75 watt Un altro passo della Comunità Europea in direzione della sostenibilità ambientale. E’ iniziato proprio lo scorso anno il processo di graduale eliminazione delle lampadine ad incandescenza. A settembre del 2009, infatti, erano state eliminate dal mercato le lampadine da 100 watt; dal 1 settembre 2010 è la volta di quelle da 75 watt. Dato che potranno essere vendute soltanto quelle rimaste nei magazzini, si calcola che nel giro di alcuni mesi le rimanenze saranno dunque smaltite. Nel 2011 sarà il turno di quelle da 60 watt e l’anno successivo a venire eliminate saranno quelle da 40 e 25 watt. Al loro posto le nuove lampadine a risparmio energetico, a Led o fluorescenti. 56

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Quale sarà il vantaggio? Secondo quanto stimato dall’Unione Europea, la sostituzione delle vecchie lampadine con le nuove porterà ad un notevole risparmio, valutato intorno ai 40 miliardi di KW/h l’anno, equivalenti a 15 milioni di tonnellate di CO2. In termini economici, considerando come riferimento una abitazione media europea, ciò equivale ad una riduzione del costo della bolletta tra i 25 ed i 50 euro l’anno, che vanno ad aggiungersi al risparmio determinato dalla sostituzione dei vecchi elettrodomestici con quelli a consumi più bassi. Le lampadine a led risultano essere le più convenienti poichè, a parità di luce prodotta, consentono un risparmio di consumi fino all’80% e durano molto più a lungo.

Friburgo, la città sostenibile da scoprire e imitare E’ Friburgo, conosciuta anche come città solare, ai piedi

della Foresta Nera, la città tedesca che da numerosi anni si distingue per una scelta di campo in favore dell’ambiente. Un esempio che merita di essere conosciuto. Ecco perchè Punto 3, la società italiana partner di Aiforia, compagnia di Friburgo per lo sviluppo sostenibile, ha ideato un progetto che prevede l’organizzazione di visite culturali delle scuole nella città tedesca, per consentire alle giovani generazioni di vedere all’opera un modello di vita quotidiana sostenibile. Gli alunni italiani delle scuole secondarie avranno la possibilità di visitare la fabbrica solare, le scuole a basso impatto energetico, la casa passiva e di vivere una serie diversificata di esperienze e di confronto con questa realtà attraverso workshop, incontri con le comunità locali ed i coetanei, partecipazione a dibattiti ed escursioni. Ma perchè Friburgo è così avanti in ambito sostenibilità ambientale? Nella costruzione delle abitazioni si tiene conto dei principi della casa passiva, per favorire il risparmio energetico ed economico, si fa ampiamente ricorso all’impiego di energie rinnovabili e gli spostamenti si svolgono su mezzi pubblici ed in bicicletta molto più che sulle automobili. Per questi motivi la città ha spesso primeggiato nella classifica tedesca delle città a più alta produzione di energia solare. L'Ecorubrica Riminese

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TESSUTI NATURALI

a cura di Carlo Maria Gasperoni

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Differenze fra tessuti naturali e sintetici Che siano gonne, pantaloni o pullover, oggi le fibre più utilizzate nel campo dell’abbigliamento sono quelle artificiali (ottenute sottoponendo a trattamenti chimici materie di origine naturale) o sintetiche (derivate dai sottoprodotti del petrolio), la cui diffusione negli ultimi anni ha superato quella dei tessuti naturali come lino, seta, canapa, cotone e lana, utilizzati dall’uomo negli ultimi due millenni. Questi ultimi vengono prodotti utilizzando filari provenienti da fibre che si trovano in materiali già presenti in natura e la loro lavorazione è meccanica, senza alcun apporto chimico nella modifica della struttura. A seconda della fibra utilizzata si dividono in animali (come la lana e la seta, che è ottenuta dai filamenti di bava di alcuni insetti), vegetali (si ricavano da parti specifiche di alcune piante: dai semi, come il cotone; dallo stelo, come la canapa e il lino; oppure dalla foglia) e minerali, sebbene l’unica conosciuta sia l’amianto. Le fibre naturali presentano varie qualità: la prima, anche se può sembrare ovvio, sta proprio nel fatto che sono “naturali”

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e che quindi, al contrario delle altre, non sono state create dall’uomo. Possiamo perciò definirle vive a tutti gli effetti, perché mantengono un’autonoma capacità di respirazione, adattamento e reattività ai fattori esterni (per esempio, un capo esposto all’aria per una notte è in grado di rigenerarsi perdendo gli odori di cui è impregnato e ritrovando morbidezza e tono). Ciò significa che, per quanto sia tecnicamente impossibile dimostrare il minor impatto ambientale delle fibre naturali rispetto a quelle sintetiche, si può sostenere che cogliere in natura ciò che già esiste abbia più senso che produrre in laboratorio qualcosa che non esiste, unito al fatto che il petrolio, energia non rinnovabile per definizione, sia una scelta poco sostenibile a lungo termine. Il successo su larga scala dei tessuti artificiali è dipeso da numerosi fattori, fra i quali il minor costo per la produzione industriale, la praticità d’uso e la maggior versatilità d’impiego. Sul fronte della qualità dei tessuti, invece, possiamo rifarci alla frase di Ermenegildo Zegna, noto stilista dell’abbigliamento maschile di lusso, il quale disse che “i tessuti sontuosi e gli abiti raffinati non possono essere creati che con le fibre naturali”. Accanto agli indiscutibili vantaggi, d’altro canto, le fibre moderne presentano anche diversi e vistosi inconvenienti dal punto di vista sanitario ed ecologico: un notevole consumo energetico (come noto il petrolio è una fonte energetica non rinnovabile), una scarsa capacità di traspirazione e un’alta carica elettrostatica

data dallo sfregamento della pelle. Che le fibre sintetiche non lascino respirare la pelle non è una diceria: non permettendo né la circolazione dell’aria, né l’evaporazione del sudore, tendono a causare una cappa umida all’interno dei capi, fastidiosa dal lato igienico poiché ideale alla riproduzione dei batteri. Inoltre, trattenendo gran parte del sudore, questi capi vanno lavati più spesso di quelli in fibre naturali, con conseguenze negative sia sull’ambiente che sul capo stesso. Un altro rischio, comune anche alle fibre naturali trattate, deriva dalle sostanze usate nella tintura e nei trattamenti protettivi cui sono sottoposti durante la fase di produzione, tanto che oggi l’industria tessile è additata come una delle più inquinanti del pianeta, responsabile della produzione di almeno mezzo mi-

lione di tonnellate di scorie tossiche l’anno. Va aggiunto altresì che in particolari condizioni l’epidermide può assorbire dal tessuto residui dei numerosi trattamenti (antitarmici, antimuffa, idrorepellenti, ecc.) e dei coloranti, causando dermatiti ed allergie, di cui soffre, secondo una ricerca di Legambiente, ben il 10% della popolazione.

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a cura di Carlo Maria Gasperoni

CONCIMI NATURALI

I concimi

Differenze e caratteristiche tra chimici e naturali La concimazione è una pratica compiuta dall’uomo da tempo immemore, essendo legata a doppio filo alla prima forma di sostentamento della civiltà che è stata l’agricoltura. Fino al XIX secolo, prima cioè dell’avvento dei composti chimici (o minerali), l’unico tipo di concimazione conosciuto era quello effettuato con concimi naturali (o organici): ad oggi, invece, abbiamo la possibilità di scegliere tra concimazione con metodi naturali o chimici. Il concime chimico è frutto di un processo artificiale di sintesi e penetra direttamente nelle piante, ma non rac-

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chiude in sé tutte le sostanze presenti naturalmente nel terreno (tant’è vero che alcuni elementi, come il selenio, sono stati scoperti proprio grazie per via della carenza all’interno dei cereali coltivati con fertilizzanti chimici); inoltre il suo utilizzo altera la composizione del terreno ed apportano un quantitativo superiore di azoto con conseguente aumento dei nitrati nei vegetali. A questo si aggiunge l’uso massiccio di pesticidi chimici su piante indebolite dalla coltivazione intensiva che rendono la qualità dei prodotti che portiamo in tavola decisamente peggiore.Il concime naturale, invece, nutre il terreno che diviene sempre più fertile, in quanto il contenuto completo di sostanze nutritive arricchisce i micro-organismi presenti nel terreno; inoltre i vegetali risultano più sani e resistenti, richiedendo un apporto inferiore di pesticidi ed anti-parassitari.Tuttavia è necessario affrontare il discorso anche da altre prospettive. Nelle regioni ad agricoltura intensiva, orientata al mercato, la concimazione chimica è una tecnica largamente più diffusa per i notevoli vantag-

gi operativi ed economici: infatti, essi sono reperibili in commercio con facilità, hanno costi di trasporto, stoccaggio e distribuzione più bassi e si manipolano meglio. Certo, il confronto fra concimazioni non può comunque basarsi solo su parametri economici o tecnici (per i quali la lotta è impari), ma vanno considerati anche gli aspetti igienico-sanitari e ambientali. La concimazione naturale ha un modesto impatto sia sull’ambiente che sulla salute del consumatore; sotto l’aspetto ecologico, inoltre, il terreno rappresenta

il sito per eccellenza per lo smaltimento dei rifiuti organici. Quella chimica invece ha un potenziale impatto negativo sull’ambiente e, di conseguenza, sulla nostra salute, a causa del possibile inquinamento delle falde. Il

più diffuso concime naturale è, ovviamente, il letame, che è formato dagli escrementi degli animali allevati in stalla e mescolato con paglia. Prima di essere utilizzato deve

subire un periodo di maturazione di almeno 6 mesi, nei quali viene periodicamente bagnato coi liquami. Il processo di maturazione è lento e può durare fino ad un anno, come nel caso della coltura dei fiori. Può essere di derivazione bovina (apprezzato nella concimazione dei giardini e dei terreni sabbiosi), di cavallo (per i terreni argillosi), di pollo (detto pollina, molto ricco di elementi fertilizzanti ma che richiede anche tre anni di maturazione) o di coniglio. Esistono inoltre altre forme di concimazione naturale: la cornunghia, composta da frammenti di corna e unghie animali ed adatta ad una coltivazione anche a lungo termine, il sangue secco e la farina di pesce. Come dicevamo, nella maggior parte dei casi la scelta è condizionata da aspetti economici ed organizzativi: i concimi naturali richiedono la distribuzione di elevati quantitativi, hanno una produzione limitata e sono di difficile reperibilità (richiedendo quindi trasporti su lunga distanza). Non solo:

è arduo impostare con essi una razionale formula di concimazione ed è più difficile anche distribuirli sul terreno, contribuendo così a favorire la diffusione su larga scala dei concimi chimici. A prescindere dalle posizioni assunte in un dibattito pro e contro la concimazione chimica, però, va sottolineato come questa pratica sia vietata nell’agricoltura biologica, che prevede un utilizzo esclusivo dei concimi organici; e questo ci permette di capire una volta di più quanto sia preferibile il consumo di alimenti di origine biologica, non solo per il nostro benessere (l’effetto dei composti chimici sulla nostra salute è innegabile), ma anche per la salvaguardia dell’intero ecosistema.

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La stagionalità dei prodotti autunnali

STAGIONALITÀ DEI PRODOTTI

a cura di Carlo Maria Gasperoni

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Guida per consumare frutta e verdura nella loro naturalità Ormai siamo abituati a trovare tutto l'anno frutta e verdura sui banchi del supermercato: ciliegie a febbraio, angurie in ottobre, fragole a dicembre, prodotti sempre belli e sempre perfetti. Fare la spesa, il più consolidato e quotidiano dei gesti, può così rivelarsi un'insidia se ci si lascia trarre in inganno dai "tranelli" del mercato; di sicuro c'è. chi presta attenzione alla freschezza e alla stagionalità dei prodotti che acquista, ma la maggior parte dei consumatori ha accettato l'idea che i prodotti siano più o meno intercambiabili, buoni in ogni periodo dell'anno; se a questo aggiungiamo che il tempo per la spesa è poco e la voglia di informarsi ancora meno, si capisce perché ci si lasci attrarre più dalla forma estetica che non dall'effettiva genuinità del prodotto. Invece noi riteniamo sia importante conoscere la stagione idonea per consumare un frutto o della verdura, ad esempio, sia per il logico miglioramento qualitativo del cibo che per il mero vantaggio economico - le associazioni dei consumatori lo stimano in circa 110 euro al mese, - poiché i metodi di coltivazione e conservazione dei prodotti, fuori stagione, richiedono costi maggiori a causa della "forzatura" della natura (in caso di serre) o dell'importazione d a l l ' e s t e ro (spesso anche da Paesi lontani, con conseguente rischio di L'Ecorubrica Riminese

trattamento chimico per la conservazione). Non bisogna poi dimenticare che la buona abitudine di acquistare i prodotti nella loro stagione naturale favorisce quel processo di territorialità che da più parti si cerca di difendere. Una doverosa premessa prima di dedicarsi ai prodotti di stagione in autunno: nell'elenco che segue si fa riferimento alla coltivazione italiana, per cui al momento dell'acquisto bisogna controllare la provenienza del prodotto. Partiamo dalla frutta: questa stagione è ideale per mele (da settembre) e pere (già da agosto), che poi mal sopportano il clima rigido dell'inverno; anche le melagrane maturano nei mesi di settembre e ottobre. Stagione perfetta anche per i frutti rossi: preparatevi quindi per scorpacciate di more, lamponi e mirtilli. Se si vuole godere della perfetta maturazione dell'uva bisogna approfittarne entro novembre, mese oltre il quale potremmo avere dei cali di qualità, mentre altri frutti come arance e pompelmi cominciano a maturare solo da dicembre. Perfettamente di stagione anche clementine, cachi, limoni, castagne, kiwi e meloni, mentre il mese dei fichi è per definizione ottobre. Passando alle verdure, sottolineiamo sin da subito che alcune varietà sono coltivabili durante tutto l'anno, quindi possiamo trovarle sempre "fresche": carote, bietole, patate, finocchi, sedani, porri e radicchi sono fra queste; broccoli e spinaci, invece, non tollerano solamente la stagione calda. Altre, come asparagi, carciofi, lattuga, cavoli e cavolfiori, cominciano a maturare da novembre. Infine esistono altre varietà tipicamente estive, ma che continuano a maturare fino all'autunno: tra queste vi sono pomodori, funghi, melanzane, cetrioli, peperoni, rape e

zucchine. E' utile spendere due parole anche sui prodotti ittici: i mesi in cui comprare pesce è più conveniente, dal punto di vista economico sono ottobre e novembre, considerato che l'offerta aumenta a fronte di un calo di domanda connaturato alla fine della stagione estiva (oltre ad essere pe-

riodo di funghi e cacciagione, l'arrivo dei primi freddi porta il consumatore a "spostare" l'attenzione sulle carni fresche e lavorate); attenzione però alla freschezza del pesce, perché essendo l'autunno il periodo di blocco della pesca biologica, può capitare di venire "raggirati" con prodotti surgelati.

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iere ecologiche in the world 0UUPCSF

a cura di Alessandra Morri

CASA MODERNA da domenica 26-09-2010 a martedì 05-10-2010 / Udine A Udine Fiere appuntamento con Casa Moderna e Casa Biologica, dal 25 settembre al 4 ottobre 2010. RAVENNA 2010 da mercoledì 29-09-2010 a venerdì 01-10-2010 / Ravenna Dal 29 settembre al 1 ottobre 2010 a Ravenna si terrà la terza edizione della fiera-evento sulle buone pratiche sostenibili. McTER DAUS martedì 12-10-2010 / Verona Cogenerazione, microcogenerazione, efficienza energetica e biomasse, questo il focus della mostra gratuita in programma a Veronafiere il 12 ottobre 2010

Sagra della Castagna Domenica 10 ottobre a Premilcuore e Ranchio e Domenica 10, 17, 24, 31 ottobre a Montefiore. Appuntamento autunnale con caldarroste, cagnina e tante altre specialità gastronomiche.

a cura di Chiara Brolli

Festa dell’Uva Domenica 10 ottobre ad Alfonsine. L’allegria in piazza della vendemmia, canti e balli di una volta, immagini d’epoca e la sfilata dei carri per un tuffo nella Romagna che fu. Festa delle Noci Domenica 10 ottobre a Saludecio. Antica manifestazione riproposta per omaggiare un prodotto assai coltivato. Sagra del Tartufo Domenica 17 e 24 ottobre a Dovadola. Si svolge da oltre 40 anni la fiera dedicata al pregiato tubero che nasce spontaneo in questa zona

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Fiera di San Rocco Domenica 7 novembre a Faenza. L’antichissima Fiera di San Rocco vede protagonista il Medioevo con la rievocazione dei mestieri, combattimenti e altre situazioni storiche. Le Delizie del Porcello Domenica 7 novembre a Brisighella. Le Delizie del Porcello: mille modi per gustare il maiale appena “smesso”.

ECOMONDO da mercoledì 03-11-2010 a sabato 06-11-2010 / Rimini La 14° edizione Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile si terrà dal 3 al 6 novembre 2010 a Rimini Fiera

Fiera dei Becchi Dal 11 al 14 novembre a Santarcangelo di Romagna. Puntuale come ogni anno ritorna la Fiera di San Martino, una delle più visitate della Romagna.

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Fiera dei golosi Sabato 20 e Domenica 21 Novembre a Morciano. Mercato di prodotti alimentari tipici, artigianato, osterie.

MONDO CAMPER SUD da sabato 04-12-2010 a domenica 12-12-2010 / Napoli Per gli appassionati di campeggio, dal 4 al 12 dicembre, presso la Mostra Oltremare di Napoli si terrà l’esposizione delle anteprime di settore 64

Sagra della Polenta Domenica 3 ottobre a Novafeltria e il 3-10-17 ottobre a San Cassiano. Tre domeniche in collina per gustare la cucina della tradizionale Sagra della Polenta.

EXPO EAST 2010 da mercoledì 13-10-2010 a sabato 16-10-2010 / Boston (USA) A Boston, dal 13 al 16 ottobre, si terrà la 25° edizione della più grande fiera dedicata ai prodotti naturali dell’intera East Coast

GREENERGY EXPO da mercoledì 17-11-2010 a venerdì 19-11-2010 / Milano Produrre energia risparmiando il Pianeta, il salone dedicato alle energie rinnovabili, torna a fieramilano dal 17 al 19 novembre 2010.

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Fiere Sagre

Manifestazione del “Mangiar Sano” Domenica 3 ottobre a Montefiore Conca. Tutto dedicato al cibo, attraverso un lavoro di ricerca e fantasia.

XXXVI Fiera del Formaggio di Fossa 21, 28 novembre e 5 dicembre a Sogliano. Attività collaterali e vendita dei tipici prodotti della zona.


Vicini alla natura. è un’idea di:

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Ecorubrica Rimines - Ott/Dic 2010  

La prima ecorubrica riminese a cura di Rimini Servizi www.rimini-servizi.com/

Ecorubrica Rimines - Ott/Dic 2010  

La prima ecorubrica riminese a cura di Rimini Servizi www.rimini-servizi.com/

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