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Intifada!

Morti bianche 2011: 1170

Informatore di resistenza umana.....................................................numero 0 maggio anno 2012

Come riemersi da un oscuro e lontano passato, i moderni “Vendicatori” hanno giurato di riparare agli altrui malfatti! In verità noi sappiamo già che trascorsi solo sei mesi dal pronunciamento popolare non ci sarà più memoria di vendette, giustizia e lealtà, ma solo baci e abbracci tra gli amici ritrovati....anche per questo, ma non solo, bisogna disertare la chiamata alle urne per non essere complici dei moderni........

BEATI PAOLI!!!

[…] Guai se il popolo, contento di vane promesse, farà dipendere dall'altrui volere le proprie sorti! Esso vedrà molti di coloro che si dicono liberali, umili negli atti, larghi in promesse, con dolci parole adularlo, come costumano adulare i tiranni, e carpirne il voto. Divenuti onnipotenti ed inviolabili, pensano al loro meglio, e ribadiscono le sue catene; ed alla richiesta di pane e lavoro rispondono col cannone. Finché la società verrà composta da molti che lavorano e da pochi che dissipano, e nelle mani di questi pochi sarà il governo, il popolo sarà deriso col nome di libero e di sovrano e i molti non saranno che vilissimi schiavi. Tutte le leggi, tutte le riforme, anche quelle in apparenza popolari, favoriscono solamente la classe ricca e culta; imperocché le istituzioni sociali, per loro natura, volgono tutto in suo vantaggio. Voi plebe, allorché crederete avvicinarvi alla meta, ne sarete, invece, piú discosti. Voi lavorate, gli oziosi gioiscono; voi producete, gli oziosi dissipano; voi combattete ed essi godono la libertà. Il suffragio universale è un inganno: come il vostro voto può esser libero, se la vostra esistenza dipende dal salario del padrone, dalle concessioni del proprietario? voi indubitatamente votereste, costretti dal bisogno, come quelli vorranno. Come il vostro voto può esser giusto, se la miseria vi condanna a perpetua ignoranza e vi toglie ogni abilità per giudicare degli uomini e de' loro concetti? Come può dirsi libero un uomo la cui esistenza dal capriccio d'un altro uomo dipende? Da “La rivoluzione” di Carlo Pisacane


politica La “Volta&GabbanaSuperFashion” è lieta di presentarVi la collezione primaveraestate 2012 sui modelli politici che non sapendo dove andare si offrono al peggior offerente:

Abito in tessuto leggero dotato di un invisibile moschettone che all'occorrenza può essere agganciato alla poltrona conquistata senza meriti evidenti!

Completo molto appariscente senza il quale risulterebbe Invisibile (come sempre)!!!

Modello snellente, in vista delle grandi abbuffate, che lo riporteranno al suo peso attuale!!!

Modello di “punta” de “la Volta&GabbanaS uperFashion”, si presenta in completo classico adatto a qualunque maggioranza, purchè ben disposta.....

Abito lungo e svolazzante, adatto al passaggio veloce (senza preoccuparsi di eventuali multe) da destra.... a destra!!!

Il sultano e il suo harem. Come in un paese si abolisce de factu l’opposizione Che il Sultano Amenta fosse un (r)capace imprenditore è fuor di dubbio. Pensare a come si sia inventato alla sua età un mestiere, col quale arriverà alla pensione, non è da tutti. Infatti solo lui fa il sindaco. Mentre la maggior parte delle persone che a quell’età escono dal ciclo produttivo e finiscono in mezzo a una strada, c’è chi con destrezza ha saputo riconvertire il proprio futuro. Tutto ciò è legittimo. Anzi prendete esempio e tutti candidati alle prossime elezioni! Quello che appare come una leggerissima distorsione delle regole civili e democratiche sono i mezzi con i quali si persegue tale fine. In politica di certo le regole le fa chi comanda e nella nostra Italia chi comanda certo non si fa molti scrupoli sui principi che ispirano leggi e regole, l’importante che queste rientrino nei labili e mutevoli confini della legalità. Il nostro paesino sta assistendo, come sempre passivamente, alla forgiatura di un nuovo assetto di sistema che porta con sé i capisaldi della cosiddetta vecchia politica: clientelismo mascherato da compassionevoli servizi sociali, una fitta rete di collaboratori fatta di nomine dirette, forzature promozionali, premi, caramelle e cotillones , il tutto rigorosamente legale,consumato entro le mura del palazzaccio (Gaetano Amenta dicet). I fratelli che annunciavano solo qualche anno fa la buona novella della nuova politica canicattinese hanno perfettamente capito i meccanismi del potere e come manovrare le leve del comando e sono divenuti i più fanatici profeti di quel sistema che aspramente criticarono. Gli anni passano, i bimbi crescono e le mamme imbiancano (e non solo quelle!). Il loro comando, che ha fagocitato la insignificante stagione della buonanima del sig. Cavalieri, dopo anni di feudalesimo Frenkiano, è apparso da subito incontrastabile,con la conferma elettorale del 2007, quando gli ultimi residui di poteri forti sono stati sbaragliati e sepolti. Quindi il bivio. Le strade percorribili divennero due: il tanto sbandierato rinnovamento dello spirito, l’avvento dell’uomo nuovo da loro professato fino a quel momento o l’ignobile proseguimento nell’oppressione e schiavitù dei popoli in un collaudato sistema perpetrato nei secoli. Come diceva il profeta Quelo di qualche anno fa, essi hanno scelto “la seconda che hai detto”. Non soddisfatti della loro ampia maggioranza, ed accortisi della inconsistenza dell’opposizione, hanno pensato bene di perfezionare il loro sistema di potere. Così si sono profusi con astuzia e impegno nella conversione della fragile democrazia comunale in un sultanato con tanto di creazione dell’immancabile harem che hanno prontamente riempito facendo incetta di oppositori, lecchini ma anche di bisognosi a buon mercato esposti nel suk dell’esistenza. Tutti al soldo del Sultano a rallegrare il suo capiente harem, quello sì democratico e tollerante, visto che non si rifiuta nessuno e c’è sempre un piccolo spazio per chi arriva (tutti pisci buoni po’ bruoru!). Il tutto nella legalità più assoluta e udite udite aggratis. E non serve più attività di controllo o denuncia, su tutti ‘nfasciu! Questo non è più un piccolo paese di disoccupati, usurati, falsi invalidi, nullatenenti, ma il paradiso terrestre. L’amarezza della odierna condizione non nasce da invidia o brama di potere repressa ma dalla semplice constatazione del fatto che anche se la dinastia del Sultano Amenta sembra essere numerosa e quindi destinata a tramandarsi il potere per molto tempo, verrà il momento che qualcun altro dovrà per forza di cose occuparsi della cosa pubblica (se ancora lo sarà) e a quel punto ccù sarà ‘u pazzo ccà si carrichirà ssà cutra!.


I PROFESSIONISTI DELLA POLITICA Ovvero “visto che non so che cazzo fare.....quasi quasi vado ad amministrare”!!!

Modello di “punta” dei professionisti, si presenta in completo classico adatto a qualunque maggioranza, purchè ben disposta..... (a sunata è sempri a stissa)

MAH!!! Chi va ma ddiri 'cca già nun sapiti!?

L'ennesimo medico prestato alla politica.....cioè ...no... scusate.. l'ennesimo medico annoiato in politica!!!!

Dal lontano '94, ce lo ritroviamo ad ogni tornata elettorale, ci chiediamo, ma di quante legislature avrà bisogno prima di lasciare un segno della sua grande capacità politica?

“Il ritorno del Gatto e la Volpe” Riuscirà anche stavolta il sindaco Pinocchio a sfuggire ai suoi acerrimi nemici? Prossimamente nei peggiori consigli comunali!!!

RICEVIAMO E INTERAMENTE PUBBLICHIAMO

“Mani rubate all'agricoltura...” Mai detto fu più appropriato!!!

Logorroico e sconclusionato, siamo ancora in attesa di un “suo“ pensiero chiaro e significativo invece delle solite ed inutili citazioni. I suoi interventi sarebbero meglio apprezzabili se accompagnati da un sottofondo musicale di repertorio classico!!!

Già noto per le sue doti acrobatiche e ribaltoniche Continua a godere di luce impropria, e fa un grande uso di candele e ceri Il vero ed unico protagonista della votivi.... legislazione Meglio appena continuare terminata...un sempre ad medico aggraziarsi determinato, l'aldilà!!! sveglio e sempre presente in consiglio comunale...il PD crede fortemente in lui come l'uomo destinato a far risorgere il partito, non solo a Canicattini ma nell'intera isola!!! Grande !!!

Appello al popolo di sinistra (per quel che vale)

In questo paese (da Canicattini Bagni a Roma) sembra quasi che il popolo di sinistra abbia abdicato a questa specie di dittatura di larga coalizione di centro-destra che governa ovunque. Lo so, in molti risponderanno che le ideologie sono finite e che non ha senso parlare di destra e sinistra e altri ci ricorderanno banalmente che il muro di Berlino è crollato, oppure faranno appello alla solita retorica del mercato alla cui logica tutti dobbiamo supinamente adeguarci o rassegnarci. Altri ancora, scadranno nella peggior antipolitica populista in cui tutti sono messi nello stesso calderone, pronunciando la solita frase: “Sono tutti uguali”. Ma se le ideologie sono finite, come mai a governarci è un'unica ideologia che ingloba ormai ogni dialettica politica, ogni visione del mondo, quasi come un sistema staliniano, in cui è vietato pensare diversamente, pena la sparizione in un angolo come una specie di reliquia da archiviare in un museo? Chi per tutti questi anni è rimasto silenziosamente e con sofferenza, a sinistra, accettando ogni nefasta politica imposta da un modello prepotentemente vincente, ma pieno di contraddizioni responsabili di innumerevoli sofferenze sociali, non lo si può considerare complice di questa ideologia dominante, ma ha solo la colpa di aver abdicato e di aver vissuto tutti questi anni in una specie di letargo o ibernazione. Il come e quando non lo so, ma credo che sia ora di svegliarci, per il bene del nostro paese. Marcello Mozzicato


politica

Quello che avete tra le mani è un libello. Non rappresenta quindi una testata giornalistica. Ispirandoci ad uno dei principi fondamentali (il diritto di parola) daremo spazio a tutte le vostre invettive, anche se non necessariamente riflettono il nostro punto di vista. Naturalmente ne sarete pienamente responsabili. All'occorrenza vi garantiamo anche l'anonimato fino a quando questo non urta con le leggi borghesi che normano l'editoria e la stampa. Vi ricordiamo, inoltre, che non abbiamo fini di lucro e che le vostre offerte avranno solo un unico scopo: la libertà di pensiero, di parola e di opinione. NON SI ESCE DALLA CRISI SENZA LIBERARCI DEL CAPITALISMO A quattro anni di distanza dal suo inizio, la grande crisi del capitalismo permane e si aggrava in Europa. I governi di ogni colore sanno solo chiedere sacrifici sempre più grandi ai lavoratori e alle proprie popolazioni. Rivelando la bancarotta politica e morale di un intera organizzazione della società. IL CAPITALISMO E' FALLITO “Rassicurare i mercati finanziari”: questo è il passaporto universale del taglio ai salari, al lavoro, alla sanità, alle pensioni... Ma chi si cela dietro questi anonimi “mercati”? I banchieri e gli industriali. Sono loro che da 30 anni ordinano i sacrifici sociali a vantaggio dei propri profitti. Sono loro i cinici giocatori d'azzardo che nelle crisi distruggono in tutto il mondo centinaia di milioni di posti di lavoro, e le ricchezze prodotte dal lavoro che sfruttano. Sono loro che in questi anni di crisi hanno chiesto e ottenuto una nuova montagna di risorse pubbliche, pagate dai lavoratori, per reinvestirle nella speculazione finanziaria: dissestando sempre più i bilanci pubblici, a spese della società. Sono loro che oggi, di fronte al dissesto dei bilanci pubblici, hanno il coraggio di chiedere ulteriori “garanzie” di pagamento degli interessi sui titoli statali acquistati: presentando il conto ancora una volta alla maggioranza della società, al solo fine di nutrire il proprio ruolo di parassiti. Occhio alla truffa. Vogliono far passare la crisi come “crisi dell'economia”, quasi fosse un fatto naturale e ineluttabile. La verità è che è la crisi della LORO economia, basata sulla legge del profitto. Questa economia non ha più nulla da offrire e neppure da promettere alle giovani generazioni: può solo condannarle ad un futuro sempre peggiore. Dentro le sue regole del gioco, non c'è cambiamento di uomini, né di partiti, né di governi, che possa mutare l'ordine delle cose. Ogni governo di questo sistema è un comitato d'affari di banchieri e industriali, e può solo gestire il declino della società. Per questo l'alternativa o è anticapitalistica o non è. O mette in discussione il potere dei banchieri e degli industriali o si riduce ad una truffa. L'ALTERNATIVA E' POSSIBILE. L'alternativa è possibile. Ma deve essere radicale quanto è radicale l'attuale potere, rovesciando come un guanto tutte le sue politiche. Vogliono tagliare lavoro, scuola, pensioni, per pagare gli interessi ai banchieri ( il cosiddetto “debito pubblico”)? Occorre fare l'opposto: annullare il debito pubblico smettendo di pagare i banchieri, nazionalizzare l'intero sistema bancario, investire le enormi risorse così liberate in nuovo lavoro, ambiente, sanità e scuola. Vogliono continuare a privatizzare i beni comuni ( aziende , trasporti, acqua, istruzione..) per offrire ai profitti una nuova frontiera di speculazione e di saccheggio? Occorre fare l'opposto: ripubblicizzare tutto quello che è stato privatizzato negli ultimi 20 anni ( senza indennizzo per i grandi azionisti), e porre tutti i beni comuni sotto diretto controllo sociale. Vogliono continuare a essere “liberi” di calpestare diritti sindacali, licenziare, inquinare l'ambiente, ignorare la sicurezza sul lavoro? Occorre fare l'opposto: nazionalizzare sollo controllo dei lavoratori tutte le aziende responsabili di morti sul lavoro, di licenziamenti, di manomissione dei diritti. Vogliono continuare a sfruttare il lavoro nero, precari senza futuro, migranti senza permesso, evadendo il fisco a danno della società? Occorre fare l'opposto: cancellare tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, trasformare in reato penale lo sfruttamento del lavoro nero, dare a tutti i lavoratori la pienezza dei diritti contro ogni forma di discriminazione... I LAVORATORI AL POSTO DI COMANDO In una parola: vogliamo che al posto di comando vadano i lavoratori, per riorganizzare da cima a fondo l'ordine della società. Questa è la vera alternativa. Ed è anche l'unica via di uscita dalla crisi. E' la legge del profitto a distruggere ricchezza, lavoro, sapere, natura. Se al suo posto subentrasse la legge dei bisogni sociali, delle necessità della popolazione, l'economia riprenderebbe a scorrere su basi nuove: tutti potrebbero lavorare per produrre ricchezza e sapere, secondo un piano democraticamente definito, in nuovo rapporto con l'ambiente e con la vita. Questa alternativa può essere realizzata solo attraverso una grande ribellione sociale, che cacci le attuali classi dirigenti , rovesci i loro governi , imponga la forza della maggioranza della società: che è poi l'autentica democrazia. Peraltro solo un governo dei lavoratori, liberando la società dall'inquinamento del profitto, può liberare la politica da affarismo, corruzione, mercimonio, restituendola alle ragioni della società. Lottare per questa alternativa, in Italia, in Europa , nel mondo, è (o dovrebbe essere) il programma della classe lavoratrice.

Continua la campagna sulla sicurezza per iniziativa dell’amministrazione comunale: “allacciate il casco” ovvero “ATTACCATI O’ CASCUNI”. Nun si po’ teniri, poche ma significanti parole per descrivere lo stato di grazia del forsennato capo ultras dell’amministrazione/harem Amenta. Giungono da ogni parte del paese le segnalazioni di atti osceni commessi dal facinoroso vice presidente del consiglio (mica cazzi!) che non perde occasione di difendere a sciabola torta le avventure del Sultano di Canicattini, qualunque porcheria ci propini. E giù di sciarrie e burdellu con grandi e piccini, qualora qualcuno osi solo pensare di muovere critica al miglior Sultano della storia del nostro piccolo sultanato. Sputategli pure in un occhio ma che nessuno osi proferire parole di critica al padrone dell’harem. Sotto gli occhi di tutti è la sua disinteressata e fideistica militanza al servizio(24 ore su 24, ma cchi travagghiu fa?) della causa amentiana, lo puoi scorgere in un bar in accanite discussione sulla delibera X e contemporaneamente in una putìa a magnificare le imprese favolistiche del Sultano, lo trovi immancabilmente al Suo fianco a guardargli il corpo con altri due o tre guardiani(o guardoni, fate voi) e nello stesso momento ad una manifestazione da cani, te lo ritrovi su un palco a cantare distorcendo le parole del testo di una canzone sacra che adesso loda le potenzialità sessuali del Sultano(dalla grande sciabola), è in una macelleria a disquisire sulla qualità assoluta della carne(dura) che il Sultano macella per il suo governo o in una palestra a vantare i grossi muscoli del suo mecenate. Un fiume in piena il nostro vulcanico vice presidente(mica cazzi!), un miracolato che ha visto la luce bianca e ne è rimasto accecato(e forse culpitu), un roteatore di lingua come pochi, una costante minaccia per i nemici del Sultano, una colossale rottura di coglioni per gli interlocutori di turno che mentre si sorbono prediche e alliccate pensano: “ATTACCATI O’ CASCUNI!”. Un cittadino esasperato

Riposa in pace...

… se ci riesci!


Intifada - Maggio 2012