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Daniel Spoerri

La catena genetica del mercato delle pulci cento metri

Dal 4 novembre 2008 al 26 gennaio 2009 a cura di Guido Curto


Dedicato a Gaetano Allegretti


IL COLLEZIONISTA D’OGGETTI DI GUIDO CURTO e GIAN ALBERTO FARINELLA Grande enciclopedia o processo di accumulazione universale, questa è una possibile definizione dell’opera del “collezionista di oggetti” Daniel Spoerri: …occhiali, manichini, coltelli, icone sacre, quadri, libri, valige, piante finte, pesci di legno, lampade, armature, scarpe, bicchieri, drappi, paramenti ecclesiastici, timbri, tritacarne, canne d’organo, pale, badili, ferri chirurgici, divaricatori, pinze, stoffe, ninnoli vari; e ancora: scope, fiori di plastica, maschere africane, insetti di metallo, capelli, cappelli, soprammobili di gesso, di legno, di ceramica, taglierine, pistole per rifornimento di carburante, ferri di cavallo, ossa, conchiglie, pelli, caffettiere, pialle, corde, coltelli, crocifissi, stelle marine, orologi, coperchi, maschere antigas, animali imbalsamati, rubinetti, tazze, vassoi, ecc …, ecc… . L’elenco potrebbe continuare ma non basterebbe una vita per esaurire il catalogo. O meglio, se si elencassero tutti gli oggetti del mondo che potremo accumulare, non rimarrebbe più tempo per vivere; come, infatti, successe al magnate Charles Foster Kane in Quarto potere di Orson Welles, simbolo del capitalismo avaro e senza cuore. Viceversa se si considera che nel nominare la cosa vi è già in parte la capacità di comprendere la forza evocata cui il nome rimanda, allora la passione per gli elenchi e l’accumulazione conseguente muta di segno, diventa passione disinteressata, curiosità per il mondo. Ecco che attraverso un magico rituale si mette in atto un ricercare che trasforma il rapporto tra i nomi e le cose. Protagonista e interprete di questo ricercare è Daniel Spoerri. Collezionista autentico che estrae dalla serie possibile di oggetti un unicum, artista della variazione che sa toccare le cose attraverso la poesia dello sguardo e l’incanto della parola visiva, purificando l’oggetto prescelto e donando valore di unicità a cose ritenute prive di valore.


Il collezionare oggetti diventa, così, il tentativo di redenzione delle cose stesse a tal punto da fare complemento alla redenzione dell’uomo. Il collezionista, al pari del bambino o del rivoluzionario, secondo Walter Benjamin “si trasferisce idealmente non solo in un mondo remoto nello spazio e nel tempo, ma anche in un mondo migliore […] dove le cose sono libere dalla schiavitù di essere utili” [W. Benjamin, Angelus Novus, trad. it. a cura di R. Solmi, Einaudi Torino, 1982, p.154]. Nel collezionismo l’oggetto raccolto perde la sua funzione d’uso per acquistare un valore di autenticità affettiva, un “valore di culto”, una luce di verità. Quindi non si tratta di soli oggetti o di solo nomi. Qui è in gioco la conoscenza del mondo e la possibilità stessa di tracciare una cartografia che accolga il naufragio del tempo. Con quest’opera, programmaticamente intitolata La catena genetica del mercato delle pulci, Daniel Spoerri organizza nuovi ordini e relazioni che fanno vacillare la consolidata geografia di pensiero imposta dalla logica razionalità strumentale che ci governa. Le cose accostate, come l’enumerazione dei loro nomi, senza alcun senso apparente, scatenano una tassonomia del visibile che il poliedrico artista/collezionista ci mette di fronte per sfidare, ancora una volta, le consuetudini. Nato nel 1930 in Romania, oggi vive e lavora fra Vienna e Seggiano, dopo una vita spesa tra tumulti parigini, ritiri in Grecia, lunghi soggiorni in Germania e derive di solitudine in Italia, Spoerri è un artista che, da cinquant’anni, con ostinazione, realizza opere. Poliglotta, apolide, attraversa la vita con il passo veloce di chi ama le cose che fa, senza cedere a compromessi. Può vantare di essere stato tra i fondatori del Nouveau Réalisme, di avere aderito a Fluxus, di essere stato ballerino, scenografo, regista di teatro, “direttore artistico” di ristorante, scrittore, docente, ma soprattutto si potrebbe dire che è stato, ed è, uno spirito libero attratto dalle modulazioni del caso.


L’immenso accrochage di decine e decine di oggetti, acquistati e raccolti in cinquant’anni di collezionismo sfrenato, viene per la prima volta esposto al pubblico nella sua completezza. E’ una lunga sequenza, oltre cento metri, di archeologia dell’anticaglia, di storia privata o di “topografia aneddotica”, per usare la stessa definizione data dall’artista, che racconta incontri, fissa ricordi, cattura momenti sentimentali da sottrarre all’oblio. Tutti gli oggetti che vediamo incollati sulle tavole volutamente grezze, tali da risultare neutre, sono stati accumulati con la consapevolezza che un giorno avrebbero fatto parte di un’opera. Perciò, non è secondario il fatto che ne La catena genetica del mercato delle pulci il senso del tempo si costituisca nella durata e nella prossimità degli oggetti accostati: “ciò che mi interessa – spiega Spoerri, in una lunga e appassionante intervista - è la variazione che presenta lo stesso oggetto nel corso del tempo […] la sfumatura all’interno della storia dell’oggetto, come esso si sia nel tempo evoluto” [S. Parmiggiani, La messa in scena degli oggetti in catalogo mostra Daniel Spoerri – La messa in scena degli oggetti, Skira, Milano, 2004, p.16]. La catena genetica del titolo dell’opera rimanda evidentemente alla catena evolutiva in senso darwiniano, al modificarsi degli oggetti per effetto dei bisogni e dei desideri dell’uomo. Ma il titolo mostra un altro aspetto dell’opera di Spoerri. E’ qui che il collezionista cede il passo all’”amico del caso” e al fedele interprete di Mallarmé. Un coup de dés jamais n’abolira le hasard cioè “un colpo di dadi non abolirà mai il caso”, oltre a essere il titolo di un poema del poeta francese è una frase che per Spoerri racchiude tutta l’assurdità della vita, ma anche rilancia l’infinita possibilità delle combinazioni che la vita stessa mette in gioco.


Nel recupero di oggetti familiari che finiscono per non essere più visti, nell’assemblaggio in una catena interpretativa ciò che conta è la ripetizione delle differenze, il concatenamento intuitivo degli accostamenti, la scelta occasionale di una forma. Tutto è fissato secondo una potenza evocatrice che, a dispetto del realismo dell’oggetto, ricorda il lavorio dell’inconscio. Non per niente Spoerri si qualificava come “assistente dell’accidentale” ai tempi dei Tableaux-pièges, lasciando intendere che soltanto per contrasto o opposizione dialettica sarebbe stato possibile mostrare il movimento. Nei “quadri-trappola” piatti, bicchieri, bottiglie, tazze da caffè, posate e posacenere, lasciati sporchi e in disordine sopra un tavolo imbandito dopo un lauto pranzo tra amici, venivano trasformati in opere, incollando ogni oggetto sopra quella stessa tavola e tovaglia, per poi esporle perpendicolarmente alla parete, sfidando la forza di gravità e assumendo l’aspetto di un insolito bassorilievo. Quadri-cattura-cose che fissavano l’accidentalità del divenire, l’automatismo del gesto quotidiano reso visibile dall’abbandono occasionale degli oggetti. Nella Catena genetica, invece, Spoerri ritaglia una porzione di divenire sulla quale applica oggetti sottratti all’abbandono dello sguardo e del tempo. Un piano immanente posto in verticale che riflette una sorta di visione oggettiva dello “stato delle cose”. Tuttavia gli oggetti di Spoerri non hanno ancora subito la sorte che sembrava lontana o solo prossima per via d’immaginazione, cioè la loro mutazione ontologica conseguente al processo di smaterializzazione della realtà. Essi hanno ancora tutte le caratteristiche che attribuiamo di norma all’oggettomerce. Sono oggetti-ritrovati, oggetti-specchio di noi stessi che appartengono di fatto e di diritto al Novecento. Pur continuando ad essere prodotti (se non qui in Europa, certamente in Cina o in India), fanno parte di una storia che si sottrae per “solidità” all’inevitabile digitalizzazione dell’esistenza. Una storia che custodisce ancora il mistero della loro trasmutazione, con i suoi luoghi d’elezione e i mestieri ad essa collegati.


Rigattieri, trovarobe, svuota cantine che, con il commercio nel sangue e il fiuto dell’affarista, ne hanno raccolto a migliaia per rivenderli ad appassionati collezionisti, disposti a sborsare qualsiasi cifra pur di soddisfare il desiderio di possedere l’oggetto e il suo arcano. Solo quando la sedimentazione del tempo fa il suo corso, quando l’oggetto resiste al lavoro di stratificazione e al processo d’invecchiamento, la “cosa materiale” può trasformarsi in feticcio carico di suggestioni e il reale sembra a portata di mano. Ma, se gli oggetti si trasformano in regioni di memoria allocata di software, in immagini numeriche subliminali o in doppi virtuali, è evidente che viene meno il loro statuto ontologico al quale siamo affezionati. Gli oggetti sono diventati un brand progettato dal marketing e dalla Comunicazione. Subiscono la sorte di non saper resistere con dignità al tempo, perché non hanno più tempo. Come effimere promesse di felicità sintetiche, gli assemblati di materiali plastici industriali invecchiano malamente, diventano brutti quasi subito. Vivono giusto il loro sex-appeal per una breve stagione che va dalla loro immissione sul mercato, inebriato da massicce campagne pubblicitarie, fino all’inevitabile, ma non sempre riuscito, momento dell’acquisto. Poi incominciano a mostrarsi per quel che sono, un riflesso inconsistente di un feticcio, un cascame illusorio, una scoria che attende, se va bene, di entrare in un inceneritore. I mercati delle pulci di questo futuro-presente esporranno le loro carcasse vuote, ma senza più sfiorare il bordo esterno dell’impenetrabilità che lo sguardo remoto di Daniel Spoerri ha saputo restituire.

Gennaio 2009


- Installazione mostra


- Pavia Matteo Rondanelli - Incollare la tavola di Roberto


- Tableaux Piege della Galleria Allegretti


- Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino Inaugurazione “nuovi arrivi�


- Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano Preparativi per la mostra “Il Nouveau Réalisme dal 1970 a oggi”


- 4 novembre 2008 inaugurazione della mostra “La catena genetica del mercato delle pulci” Presentazione del libro “Lo Spoerri di Spoerri” Esposizione dei i gioielli di Daniel Spoerri


Daniel Spoerri 1930 Nasce a Galati (Romania). Padre: Isaac Feinstein, missionario della chiesa luterana norvegese. Madre: Lydia Feinstein-Spoerri. 1942 Fugge a Zurigo con la madre e cinque tra fratelli e sorelle. Vive con lo zio materno, il professor Theophil Spoerri. Tutta la famiglia assume il cognome materno. 1949 Conosce Jean Tinguely e Eva Aeppli. Frequenta la scuola di teatro e danza di Zurigo (Max Terpis). 1952 Riceve una borsa di studio per un soggiorno a Parigi; studia danza e lavora come guida turistica. 1954 -1957 Primo ballerino allo Stadttheater di Berna. Fa amicizia con Dieter Roth, Bernhard Luginbühl, Claus Bremer, André Thomkins e Meret Oppenheim. 1955 Progetta la coreografia di “Farbenballet” (“Balletto a colori”). Scrive una serie di “Poesie concrete”. 1956 Mette in scena il dramma surrealista di Picasso “Le désir attrappé par la queue” (“Il desiderio preso per la coda”), Berna; dirige la prima assoluta in lingua tedesca de “La cantatrice calva” di Ionesco e “La sonata e i tre signori” di Jean Tardieu. Comincia ad allontanarsi dalla danza.


1957-1959 Sottoscrive un contratto biennale come assistente regista presso il teatro di Darmstadt. Fa amicizia con Emmett Williams. Pubblica la rivista di poesia concreta “material”; il primo numero è un’antologia di poesia concreta. 1958 Fa la conoscenza di Pol Bury e Jesus-Rafael Soto. 1959 Torna a Parigi e si stabilisce nella “Chambre No.13, Hotel Carcassonne, Rue Mouffetard”. Fonda la “Edition MAT - (Multiplication d’art transformable)”. Incontra Marcel Duchamp, Man Ray e Robert Filliou. 1960 È tra i firmatari del Manifesto del Nouveau Réalisme. Espone i primi “Quadri-trappola” al “Festival d’art d’avantgarde” che si tiene al Palais des Expositions de la Porte de Versailles, Parigi. 1961 Prima mostra personale nella Galleria d’arte Arturo Schwarz di Milano. Mostra “Der Krämerladen” (“La bottega”; timbro: “Attenzione: opera d’arte”; “Tabu-brote”, “panini all’immondizia”), Galleria Addi Koepcke, Copenhagen. Mostra “Der Koffer” (“Il baule”; opere di tutti i Nouveaux réalistes raccolte in un baule), Galleria Lauhus, Colonia. Organizza la mostra “Bewogen Beweging” nello Stedelijk Museum di Amsterdam. Il Quadro-trappola “Petit déjeuner de Kichka” viene esposto e acquistato nel corso della mostra “The Art of Assemblage” che si tiene nel Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Stringe amicizia con Karl Gerstner.


1962 In occasione della mostra personale presso la Galleria Lawrence di Parigi, pubblica “Topographie anecdotée du hasard”, un quadro-trappola letterario che da allora è stato ampliato con molti interventi e ripubblicato varie volte. Allestisce due sale nella mostra “Dylaby” (espone insieme a Jean Tinguely, Niki de St. Phalle, Robert Rauschenberg e altri), Stedelijk Museum, Amsterdam. Mostra “The Misfits Fair”, Gallery One, Londra. Va in scena nel teatro di Ulm la pièce-trappola di Daniel Spoerri “Ja Mama, das machen wir!” (“Sì, mamma, facciamolo!”). 1963 Oltre ai “quadri-trappola”, realizza i cosiddetti “Détrompe-l’oeil” e le collezioni come “Optique Moderne”. Mostra “Restaurant de la Galleria J”, dove espone “723 utensiles de cuisine”; Galerie J, Parigi. Mostra di 7 minuti “bis das Ei hartgekocht ist” (“finché l’uovo non è ben sodo”), Galleria Zwirner, Colonia. Mostra “Dorotheanum (Institut für Selbstentleibung)”, (“Dorotheanum – Istituto per il suicidio”), Galleria Dorothea Loehr, Francoforte. 1964 Si stabilisce nel Chelsea Hotel a New York. Mostra “Eaten by … - 31 Variations on a Meal”, Allan Stone Gallery, New York. Mostra “Pièges à mots” (“Trappole per parole”), Galerie J, Parigi; Galleria Zwirner, Colonia. Gag Festival, Haus am Lützowplatz, Berlino. Stringe amicizia con Roland Topor. Porta avanti la “Edition MAT” in collaborazione con Karl Gerstner. 1965 Mostra “Daniel Spoerri’s room No.631 at the Chelsea Hotel” nella Green Gallery. Mostra “31 Variations on a meal”, Galleria Ad Libitum, Anversa.


Mostra “Le Restaurant de la City Galerie”, Galleria Bruno Bischofberger, Zurigo. Mostra “Trappole per parole”, Galleria Schwarz, Milano. Torna a Parigi. 1966/67 Si ritira a Symi, isola nel mar Egeo, dove scrive il “Gastronomisches Tagebuch” (“Diario Gastronomico”) e “The Mythological Travels of a modern Sir Mandelville”); realizza la serie “Magie à la Noix – 25 Zimtzauberobjekte” (“Magie à la Noix – 25 oggetti di magia balorda”). Pubblica la rivista “Le Petit Colosse de Symi”. Si stabilisce a Nantes dove lavora sui testi di Symi. 1968 Mostra “25 Objets de Magie à la Noix – Zimtzauberkonserven”, (“25 Objets de Magie à la Noix – Conserve di magia balorda”), Galleria Gunar, Düsseldorf. Pubblica il libro su Symi (Mythological Travels of a Modern Sir Mandelville). Mostra “Ars Multiplicata”, Kunsthalle, Colonia. Mostra “Sammlung Hahn” (“Collezione Hahn”), Wallraf-Richartz-Museum, Colonia. Il 18 giugno inaugura a Düsseldorf il Restaurant Spoerri. Si stabilisce a Düsseldorf. 1969 Mostra “Gegenverkehr” (“Doppio senso di marcia”), Kunstverein, Aquisgrana. Mostra “Freunde, Friends – d’Fründ”, Basilea, Düsseldorf. Mostra “Max und Morimal Art”, Galleria Handschin, Basilea. Tony Morgan gira il film “Resurrection” da un’idea di Daniel Spoerri. 1970 Inaugura la Eat Art Gallery sopra il Restaurant Spoerri (D.S. presents Eat Art; esposizioni con opere di Richard Lindner, Arman, Luginbühl, Beuys, Roth e altri).


Mostra “Brotteigobjekte” (“Oggetti di pasta di pane”). Realizza la sua prima scultura in bronzo, “Santo Grappa”. Banchetto “Menu travesti – Banana Trap Diner”, Edinburgo. Banchetto “Henkel-Bankett”, Düsseldorf. Banchetto “Ultima Cena”, Milano (il progetto grafico del menu viene firmato da tutti i Nouveaux Réalistes). Si stabilisce a Cavigliano (Canton Ticino). 1971-72 Prima retrospettiva “Homage to Isaak Feinstein (...)”, Stedelijk Museum, Amsterdam; vi vengono esposte tra le altre Menschenfallen (“Trappole per esseri umani”) e Wenn alle Künste untergeh’n, die edle Kochkunst bleibt besteh’n (“Quando ogni arte va per aria, resta solo la nobile culinaria”). Mostra “Le danger de la multiplication”, Editions Seriaal, Amsterdam. Mostra “Krims-Krams-Magie” (“Magia delle cianfrusaglie”), Galleria Ernst, Amburgo. Mostra “Natures mortes”, Galleria Bischofberger, Zurigo. Eat Art Gallery, Düsseldorf. Mostra “Alle Multiplen von D.S.”, (“Tutti multipli di D.S.”), Galleria Bischofberger, Zurigo. Si trasferisce a Toggwil sul Lago di Zurigo. 1972 Retrospettiva allo Helmhaus di Zurigo e al Centre National d’Art Contemporain, Parigi (esposte per la prima volta le Morduntersuchungen, “Investigazioni criminali”). Mostra “Triple Multiplicateur d’Art (20+5 originaux en série)”, Galleria 2000, Parigi. Presenta “Das Gasherz” di Tristan Tzara allo Schauspielhaus di Düsseldorf. Comincia a lavorare alla Bretonische Hausapotheke (“Farmacia bretone”), una collezione di 117 campioni di acqua benedetta (fino al 1977). “L’année 72” (ogni giorno, per un anno, nel Restaurant Spoerri viene “intrappolato” un tavolo).


Banchetto “Die Küche der Armen der Welt” (“La cucina dei poveri del mondo”), Ruhrparkcenter, Bochum. 1973 Riceve dal DAAD (Servizio Tedesco per lo scambio accademico) una borsa di studio per un soggiorno di un anno a Berlino. Mostra “Investigations Criminelles)”, Galleria Ecart, Ginevra. Compra il mulino Moulin Boyard (Loiret), a sud di Parigi. Mette in scena Der Müller und sein Kind (“Il mugnaio e sua figlia”) di Ernst Rauprich allo Schauspielhaus di Düsseldorf. 1974 Progetta le scenografie per il “Professor Unrat” di Heinrich Mann, che va in scena a Bochum con la regia di Peter Zadek. 1975 Espone “Le coin du Restaurant Spoerri” presso la Galleria Multhipla di Milano, dove organizza anche “12 banchetti” e “Cucina Astro Gastro – 12 Stelle”. È per due mesi Artist in Residence presso la Art School di San Francisco. 1977 Nel “Crocrodrome”, progetto collettivo promosso da Jean Tinguely e altri artisti, espone “Le musée sentimental de Parigi” e “La boutique aberrante”. Partecipa alla mostra “Dödspringet” di Copenhagen (con Roland Topor, Nam June Paik, Eric Dietmann e altri). 1977-82 Insegna alla Scuola d’arte e design di Colonia. Lezioni sulla storia dell’arte vissuta in prima persona; titolo del corso: “Kunstgeschichte aus dem Nähkästchen” (“Storia dell’arte vista da vicino”). Porta avanti diversi progetti con gli studenti (mostre e banchetti). Viene pubblicato il libro “Heilquelle der Bretagne” (“Le fonti sacre della Bretagna”) di Daniel Spoerri e Marie-Louise Plessen.


Mostra “Hammertische” (“Tavoli-martello”), Galleria Felix Handschin, Basilea. Mostra “Faszination des Objekts” (“Fascinazione dell’oggetto”), Museum für Moderne Kunst, Vienna. Partecipa alla Biennale di Sydney, Australia, dove insieme a una mucca mummificata dal vento e dal sole viene mostrato un video tratto dal film Resurrection. Scenografie per “Racconti d’inverno” e “Il Misantropo” (quest’ultimo in traduzione tedesca di H.M. Enzensberger), entrambi diretti da Peter Zadek. 1978/79 Gira i documentari “Die Heiligen Brunnen der Bretagne” (“Le fonti sacre della Bretagna”, con Marie-Louise Plessen) e “Vorgärten der Kunst” (“Giardini dell’arte”, dedicato agli architetti della Art Brut, con Marie-Louise Plessen). 1979 Mostra “Le Musée Sentimental de Cologne” (con gli studenti della Scuola d’arte e design di Colonia e con Marie-Louise Plessen), Kölnischer Kunstverein, Colonia. 1980 “L’Attrappe Tripes – 17 Banquets”, Eat Art Festival, Maison de la culture, Chalon-sur-Saône. Gira il documentario breve “Le Manège de Petit Pierre” (con Marie-Louise Plessen), che vince il Deutscher Filmpreis (“Nastro d’argento”). 1981 Mostra “Arbeiten seit 1963“ (“Opere dal 1963”), Galleria Krinzinger, Innsbruck; Modern Art Gallery, Vienna e altre sedi. Mostra “La Pharmacie Bretonne”, Galleria Nothelfer, Berlino. Mostra “Le Musée Sentimental de Prusse”, Berlino. 1982 Mostra “Oeuvres récents”, Galerie Beaubourg, Parigi.


1982/83 Docente ospite all’Accademia estiva internazionale di Belle Arti, Salisburgo. Realizza il “Musée sentimental” dal titolo “Salzburg Inkognito”. 1983 Docente alla Accademia d’arte di Monaco. Realizza vari progetti con gli studenti (1983-89, banchetti, mostre). Docente ospite alla Ecole des Beaux Arts, Brest. Incontra Pietro Caporella, che fino al 2005 realizza la fusione in bronzo di quasi tutte le sculture di Daniel Spoerri. Vive tra Monaco e Ueberstorf. 1984 “Spoerri presents...”, ciclo di conferenze tenute all’Accademia d’arte di Monaco con artisti ospiti tra cui Christo, Lily Fischer, Karl Gerstner, Bernhard Luginbühl, Hermann Nitsch, Fritz Schwegler, Oswald Wiener, Jean Tinguely, Roland Topor. 1985 Mostra “Trompetengold kommt angerollt” (“Oro matto rotola quatto“) Spendhaus, Reutlingen. Mostra “Bronzes”, Galerie Beaubourg, Parigi. Ospite d’onore al Ganserhaus, Wasserburg/Inn. Banchetto “Tripes chez Talman” (Banchetto per la “Festa della trippa“ di Ueberstorf). 1986 “Ethnosyncretismen” (“Etnosincretismi”), assemblaggi con maschere africane e altri oggetti di culto. Mostra “Angstbekämpfungsübungen” (“Esercizi per combattere la paura”), Hof, Germania. Mostra “Bronzi”, Galleria Niccoli, Parma. Mostra “Krieger der Nacht” (“Guerrieri della notte”), Galleria Belmont, Park Hotel Waldhaus, Flims, Svizzera. Mostra di album di ricette, Galleria Littmann, Basilea.


Partecipa alla retrospettiva “Les Nouveaux Réalistes”, Musée d’Art Moderne, Parigi e Kunsthalle, Mannheim. Realizza con gli studenti il progetto “Periit pars maxima”, Kunstverein, Monaco. Scenografie per “Leonardo hat’s gewusst” (“Leonardo lo sapeva”) di Roland Topor e La vita è un sogno di Calderon de la Barca, Freie Volksbühne, Berlino. 1987 Mostra “Bronzen und Teppiche” (“Bronzi e tappeti”), Galleria Inge Baecker, Colonia. Docente ospite alla Scuola di arti applicate di Vienna. Realizza vari progetti con gli studenti. Mostra “Malattie della pelle” e “Le Trésor des Pauvres – Kitsch Carpets” (“Il tesoro dei poveri – Tappeti kitsch”), Studio Morra, Napoli. “Magie à la Noix and Ethnosyncretismen” (“Magia balorda ed Etnosincretismi”), Kunstmuseum, Solothurn. Mostra “Ethnosynkretische Objekte” (“Oggetti etnosincretistici”), Galleria Littmann, Basilea. Pubblica il libro Dogma I am god, dedicato al simiota Kosta Theos. 1988 Mostra “Le trésor des pauvres”, Galerie Beaubourg, Parigi. Realizza con gli studenti il progetto “La Belle et la Bête”, Fundushalle, Monaco. Mostra “Rezeptmappen” (“Album di ricette”) Kulturhaus, Graz e Gurlittmuseum, Linz. Mostra “Vraiment faux”, Fondation Cartier, Parigi. Mostra “Übrigens sterben immer die anderen – Marcel Duchamp und die Avantgarde” (“Del resto sono sempre gli altri a morire - Marcel Duchamp e l’avanguardia”), Museum Ludwig, Colonia.


1989 Si dimette dall’incarico di docente dell’Accademia d’arte di Monaco e dal ruolo di dipendente dell’istituto per concentrarsi completamente sul suo lavoro. Vive a Parigi e in Italia (Arcidosso). Mostra “Le Musée Sentimental de Bâle”, Basilea. Allestisce lo spazio “Friends” in seno alla retrospettiva dedicata ad André Thomkins, Akademie der Künste, Berlino. “Magiciens de la Terre”, La Halle de la Villette, Parigi. 1989-90 Variazioni sui quadri-trappola con le cosiddette “Künstlerpaletten“ (“tavolozze di artisti”, tavoli di lavoro di artisti amici di Daniel Spoerri). Mostra “Künstlerpaletten” Galleria Littmann, Basilea; Beaubourg, Parigi. Mostra “Rezeptmappen”, Goethe Institut, Parigi. Organizza la mostra “L’accademia di Monaco visita l’accademia dell’Amiata”, Castello Aldobrandesco, Arcidosso. 1990/91 Mostra “Daniel Spoerri – Retrospective”, Centre Pompidou, Parigi; Antibes; Monaco; Vienna; Ginevra e Solothurn. “Salute” (mostra promossa da Pavel Schmidt), Künstlerwerkstatt Lothringerstrasse, Monaco. Vive a Parigi e Seggiano (“Il Giardino”), Grosseto. 1991 Atelier presso l’Hôpital Ephémère, Parigi. Espone “Hôpital Ephémère”, Parigi. Mostra “Corps en morceaux”, Galleria Raab, Berlino. “Biennale de Lyon”. Jean Tinguely muore il giorno precedente l’inaugurazione della Biennale. Mostra “Daniel Spoerri from A – Z”, Fondazione Mudima, Milano. Mostra “Background Landscapes”, Zabriskie Gallery, New York.


1992 Allestisce il ristorante per il padiglione svizzero dell’Expo di Siviglia. Mostra “Sevilla Serie Eaten by...”, Galleria Littmann, Basilea, Galerie Beaubourg, Parigi. 1993 È insignito del “Grand Prix National de la Sculpture” dallo stato francese. Allestisce la Salle du Roi nel Chateau Oiron con 10 “Armures” (armature). Mostra “Collection Mama W.”, Chateau Oiron. 1994 Mostra “Cabinet anatomique”, Musée de l’assistence publique, Parigi; Centre d’Art Montbéliard; Galleria Raab, Berlino; Galleria Holtmann, Colonia; Galleria Wachters, Bruxelles; Galleria Andy Jllien, Zurigo e altre sedi. Mostra “Corps en morceaux”, Galleria Kurt Kalb, Vienna. 1995 Mostra “La médecine opératoire par N.H. Jacob interprété par Daniel Spoerri”, Galleria Yvon Lambert, Parigi; (120 istruzioni per operazioni chirurgiche, interpretate con oggetti), Galleria Am Steinernen Kreuz, Brema e altre sedi. 1996 Mostra “Carnaval des Animaux”, Galleria Yvon Lambert, Parigi; Fondazione Mudima, Milano. “Werke aus den letzten sieben Jahren” (“Opere degli ultimi sette anni”), BAWAG Foundation, Vienna. 1997 Mostra “Carnaval des Animaux”, Carré d’Art, Orleans; Galleria Wachters, Bruxelles; Galleria Raab, Berlino. Mostra “Profession, Obsession (Das Archiv Spoerri)” (“Profession, Obsession – L’archivio Spoerri”), Landesbibliothek, Berna. Mostra Sculture in bronzo, Galleria Belmont, Park Hotels Waldhaus, Flims (Svizzera).


Mostra “Opere 1966-97”, Kunsthalle Burgdorf. Inaugurazione della Fondazione Hic Terminus haeret – Il Giardino di Daniel Spoerri. Banchetto Samenessen (“Pasto a base di semi”), Villa Haar, Weimar. Banchetto Arm und Reich (“Ricco e povero”), Galleria Tangelberg, organizzato nell’ambito di Kulturvermerke. 1998 Mostra “Carnaval des Animaux”, Museum Friedericianum, Kassel. “Le Coin du Restaurant Spoerri” nell’ambito della mostra “Out of Actions”, MOCA, Los Angeles; Museu de Arte Contemporaneo, Barcelona; Museum für Angewandte Kunst, Vienna, Tokyo. Mostra “Vendredì Treize”, Centre Culturel Suisse, Parigi. Mostra “Modifications” (Détrompe l’oeils, con Enrico Baj e Asger Jorn), Galleria Ronny van de Velde, Anversa. Mostra “Ein Bild (Der Wolfspelz)” (“Un’immagine – Il pelo del lupo”), Akademie der Künste, Berlino. “Bronzen” (“Bronzi”), Galleria Henze Ketterer, Wichtrach. Mostra “Détrompe l’oeil”, Galleria A. Zaru, Capri. Mostra “Profession, Obsession”, Istituto Svizzero, Roma e altre sedi. Espone la Chambre No. 13 nell’ambito della mostra “Invested Spaces”, Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Mostra estiva “Gli Artisti del Giardino di Daniel Spoerri”, Il Giardino, Seggiano. Banchetto “Un coup de dés n’abolira jamais le hazard”, Vienna. Banchetto “Palindromisches Diner” (“Cena palindroma“), allestito nell’ambito di Vakanz, Schwarzenberg. 1999 Mostra “Chambre No. 13”, Mudima M2, Milano. “Histoires de boîtes à lettres”, Galleria Peccolo, Livorno. Mostra estiva “Eva Aeppli (Omaggio a cinquant’anni di amicizia)”, Il Giardino, Seggiano.


2000 Espone Chambre No.13 nell’ambito della mostra “Stanze e Segreti”, Rotonda della Besana, Milano. Mostra “Die genetische Kette des Flohmarkts”, (“La catena genetica del mercato delle pulci”), Palazzo delle Stelline, Milano. Mostra “Cabinet Anatomique”, Emily Harvey Gallery, New York. Mostra estiva “New Installations” (Arman, Barni, Mainolfi e altri), Il Giardino, Seggiano. 2001 Espone nella Galleria Raab, Berlino. Espone nella Galleria Levy, Amburgo. “Retrospettiva”, Museum Tinguely, Basilea. Sculture in bronzo, isola di Mainau. “Eat Art”, Praterinsel, Monaco. Mostra estiva, Il Giardino, Seggiano. Nel Giardino sono state installate nel frattempo altre 70 sculture. Espone “La chambre No. 13, Hôtel Carcassonne” e altre opere delle serie 1989–2001, Galleria Henze & Ketterer, Wichtrach/Berna; Kunsthalle Villa Kobe, Halle, Germania. 2002 Espone nel Kunstverein Lingen, Lingen. Espone nel Museum Ostdeutsche Galerie, Regensburg. Espone nel Museum of Contemporary Art, Ludwig Museum, Budapest. “Le Restaurant Spoerri au Jeu de Paume”, mostra e allestimento di sette diversi banchetti nel Musée du Jeu de Paume, Parigi. 2003 Espone presso il KunstHaus, Vienna; Galleria Ernst Hilger, Vienna; Galleria Haus der Kunst, Brünn. Mostra “Marilyn”, County Hall Gallery, Londra; la mostra itinerante viene ospitata in diversi paesi tra cui Australia, Germania, Spagna, Giappone, Finlandia.


Espone nella Galerie 422, Gmunden. Mostra “Musée sentimental du Giardino”, Kunsthaus Grenchen (Svizzera). 2004 Mostra “Daniel Spoerri – Meister des Zufalls” (“Daniel Spoerri – Maestro del caso”, curata da Thomas Levy, Amburgo), Galerie der Stadt Klagenfurt; Musée des Beaux Arts – Villa Steinbach, Mulhouse; Kunstverein, Ingolstadt; Palazzo Magnani, Reggio Emilia; Museo Civico Revotella, Trieste. (Graubünden, Svizzera). Galerie Fraich’Attitudes, Parigi. Musée des Jacobins, Morlaix. Galerie Henze+Ketterer, Wichtrach. Mostra “Kleines Raritätenkabinett der Künstler des Giardino” (“Piccolo gabinetto delle curiosità degli artisti del Giardino”), Kunsthaus Grenchen, Grenchen. Torrione Passari, Molfetta; Galerie Geiger, Costanza. Installazione del Fleischwolsbrunnen (“Gocciolatoio di tritacarne”) Brema. Mostra “Il peso della magia”, Torre Fiorenziana, Grono (Graubünden, Svizzera). Galerie Fraich’Attitudes, Parigi. Musée des Jacobins, Morlaix. Galerie Henze+Ketterer, Wichtrach. 2005 Daniel Spoerri riceve la cittadinanza onoraria di Seggiano. Jüdisches Museum, Rendsburg. Galerie am Lindenplatz, Vaduz. Mostra “Daniel Spoerri - Meister des Zufalls”, Musée d’art et d’histoire, Friburgo. Mostra “Kleines Raritätenkabinett der Künstler des Giardino“, Espace Niki de St. Phalle + J. Tinguely, Friburgo. Mostra “Prillwitzer Idole” (“Gli idoli di Prillwitz”), Fondation GRARD, Ostenda; Fondazione Mudima, Milano. Mostra “35 Jahre Galerie Levy – 75 Jahre D.S.” (“35 anni Galleria – 75 anni D.S.”), Galleria Levy, Amburgo.


2006 Recherche “Obothritische Altertümer” (“Antichità obotritiche”) poi rivelatesi “Idoli di Prillwitz”. Su questo tema sono state realizzate grandi sculture esposte per la prima volta in Belgio (Fondation Grard). Progetto “Schutzheilige und Beschützer“ (“Santi patroni e protettori”) in collaborazione con la sezione creativa del laboratorio no profit “Aller hand”. Esposizione collettiva nell’ex mulino “Bottmühle”, Colonia. Serie “Piume per cappelli”, esposta per la prima volta a Roma. 2007 Grande mostra sul tema “Gli Idoli di Prillwitz” a Schwerin. Grande mostra personale a Neubrandeburg. Inizia una serie di “Falsi Quadri-trappola”, tavoli appositamente preparati per determinate persone e a loro dedicati. Per la mostra “Nouveau Réalisme”, D.S. allestisce – come già aveva fatto negli anni ’70 - uno spazio espositivo in forma di “chambre basculé”. Gli oggetti esposti in questo spazio rovesciato sono imitazioni delle opere dei Nouveaux Réalistes. Per la mostra “Ultime cene”, tenutasi nella Galleria delle Stelline a Milano, D.S. si confronta per la prima volta con il marmo. Prendendo spunto dall’Ultima Cena, fa scolpire 13 tableaux in marmo di Carrara con l’immagine dei cibi che alcune illustri personalità hanno assunto prima di morire. Si trasferisce a Vienna. 2008 Mostra “Daniel Spoerri – Assemblaggi”, Galerie La Trace, Parigi. Mostra “Mostre VIII, Daniel Spoerri – Assemblaggi”, Artothek Rainer Knubben, Im Hotel Victoria, Bad Margentheim. Mostra “Eckhart Witzigmann Preis 2007”, Mercedes-Benz Museum, Stoccarda. Mostra “Ausstellung Zeichnen”, Akademie der Künste, Berlino. Mostra “Daniel Spoerri – Assemblaggi”, Galerie 422, Gmunden. Mostra “Daniel Spoerri – La stanza dell’unicorno”, Museo civico d’Arte, Modena. Mostra “Stuhl Gestrüpp” 2 Vienna Design Week, Rauminhalt, Vienna.


Mostra “La catena genetica del mercato delle pulci”, Galleria Allegretti Contemporanea, Palazzo Bertalazone di San Fermo, Torino. Mostra “Nouveau Réalisme. Dal 1970 ad oggi”, PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano. Mostra “Ausstellung 68/08”, Kunstverein Kärnten Ausstellung im Künstlerhaus Klagenfurt, Klagenfurt.


Fotografie a colori Susanne Neumann Fotografie in bianco e nero Turi Rapisarda Progetto grafico e impaginazione Andrea Sosso info@andreasosso.com

Allegretti Contemporanea Palazzo Bertalazone di San Fermo XVII sec. Via San Francesco d’Assisi n.14 10122 Torino Tel. +39 011.5069646 info@allegretticontemporanea.it www.allegretticontemporanea.it


Ringraziamenti si ringraziano tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, in particolare: Alfredo Aceto Alessandro Baro Barbara Casalaspro Elisa Chiantaretto Gabriella Cristiano Claudia Kmiecik Agnieszka Majzel Luciano Massari Alessandro Pampanoni Turi Rapisarda Beppe Rizta Andrea Sosso Philipp Wolfgang Celso ZappalĂ Alessia Zevola Le assistenti di Daniel Spoerri: Susanne Neumann e Gabriele Fail

Si ringraziano per la collaborazione: Attilio e Paola Biasutti della Galleria Biasutti & Biasutti di Torino


Profile for Andrea Sosso

Daniel Spoerri  

La catena genetica del mercatino delle pulci

Daniel Spoerri  

La catena genetica del mercatino delle pulci

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