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Impressioni Fotografie di Andrea Sem Castelli

9-18 maggio 2013 /// Caffè della funicolare \\\ Bergamo


"L'unica vera sorgente dell'arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un'opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d'arte viene concepita in un'ora santa e partorita in un'ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l'impulso interiore del cuore."

[Caspar David Friedrich]


Impressioni a. Atto ed effetto dell’imprimere, di lasciare cioè una traccia, un’impronta in un corpo mediante la pressione, e l’impronta stessa che vi rimane. b. L’effetto, l’impronta che la realtà esterna determina, col suo intervento diretto o indiretto, sulla coscienza; e quindi ogni forma di esperienza, conoscitiva o emotiva, in cui la coscienza appaia colpita dallo stimolo esterno, e presenti rispetto ad esso un atteggiamento di passività. c. Per estens., nel linguaggio corrente, idea, opinione personale in merito a determinati fatti, non fondata su elementi certi e su un ragionamento logico, ma suggerita da impulsi soggettivi spesso indefiniti, e della cui incertezza o scarsa consistenza il soggetto stesso si rende conto. d. Turbamento dell’animo, sentimento di apprensione, di timore, o comunque doloroso, provocato da fatti, notizie, vista di cose che colpiscono improvvisamente e fortemente.

Impressione è una parola che desta subito molta curiosità, forse perché vox media, e cioè capace di assumere una sfumatura o positiva o negativa. Ho voluto intraprendere una ricerca più profonda per affidare a tale lemma un significato tangibile attraverso il mio sguardo fotografico e l'im-pressione si è tramutata in sovra-impressione. I leitmotiv presenti nelle fotografie scelte mi hanno subito richiamato alla memoria la cultura romantica: in primis l'arte di Caspar David Friedrich e di William Turner, depositari di uno sguardo acuto e sensibile alle sfumature cromatiche il cui

risultato è una fusione totale di oggetto e spazio, inteso come vero e proprio fenomeno. Emerge infatti in questi artisti l’interesse per la realtà attuale, la ricerca di una libertà totale, nel soggetto e nell’espressione, nel rifiuto di ogni processo ideologicamente canonico di rappresentazione. Da qui l'esperienza dell'idealismo tedesco, che si inserì perfettamente nella cultura romantica: Fichte, Shelling ed infine Hegel fondatori dell'idealismo, antitesi del dogmatismo della filosofia precedente, che si pongono come obiettivo la ricerca della realtà e del sapere non più partendo dall'oggetto ma dal soggetto, dalla coscienza e dall'io. La contrapposizione tra soggetto e oggetto viene così ricondotta a un principio unitario: l'Io assoluto. È assoluto perché illimitato, ma ad esso tuttavia si accede, secondo l'idealismo morale di Fichte, per via etica superando la propria individualità. Secondo invece Shelling è nell’attività creatrice dell’arte che si ha la sintesi di soggetto e oggetto, spirito e natura, conscio e inconscio. L’artista quando crea è insieme esecutore cosciente della sua opera, ma produce anche per ispirazione, attraverso cioè una forza inconscia che quasi lo trascende e lo domina. Il vertice della conoscenza non è perciò la ragione ma l’arte, sintesi di conscio e inconscio. E’ questa una delle caratteristiche peculiari dell’idealismo di Schelling, denominato appunto idealismo estetico. L'idealismo è storicamente l'antitesi al materialismo, al meccanicismo, e a tutte quelle teorie che si basano su un approccio riduzionistico o utilitaristico alla realtà. Ad essi si contrappone la dimensione inconscia e interiore dell'individuo, esaltando il sogno, la fantasia, l'immaginazione, e come abbiamo


visto il sentimento morale ed artistico come vie maestre in grado di condurre alla verità.

natura, è auspicabile saper cogliere ancora quell'unità uomonatura che si è progressivamente persa.

L'etica e l'ideale come il senso d'unità e di collettività nei nostri giorni si è spento, acuito dalla crisi economica.

Shelley nell'Ode al vento occidentale identifica il desiderio di libertà, di energia vitale e di infinito mediante l'immagine del vento selvaggio d'autunno. La poesia diviene qui rivelazione all'uomo della verità della vita.

Oggi più che mai l'impressione è utilizzata dalla nostra società come vettore di comunicazione e di marketing ma non solo. Se scorgiamo infatti l'ultimo significato di questa parola, in senso figurato essa diviene anche uno status di inquietudine piuttosto frequente nei nostri giorni basato sull'incertezza del futuro, come dice il dottor Miguel Benasayag, psicanalista dell'università di Parigi, secondo cui si sono frantumati in questi ultimi anni i fondamenti del progresso illimitato che assicurava benessere nell'avvenire. Dopo anni di crescita esponenziale di beni materiali e delegittimazione dell'ambiente naturale di cui facciamo parte e senza il quale non ci potrebbe essere vita è inevitabile che l'uomo debba ritornare sui suoi passi, riflettere ed agire per preservare il nostro ecosistema per le prossime generazioni. Non è un caso che gli elementi ricorrenti di queste fotografie sono l'acqua, gli alberi e l'identità dell'essere umano che si rispecchia in un ambiente non toccato dall'impronta artificiale. Le radici degli alberi e l'acqua, simbolo della vita, vogliono comunicare un'idea di identificazione con la natura ed un ritorno ad un origine. Così come il senso di estraneità e di distacco dalla società borghese sempre più dominata dall'utile e dalla tecnica spinse gli scrittori romantici a cercare un rapporto più intenso con la

Anche Hölderlin ricerca un'unione tra l'io e il tutto che scaturisce dalla coscienza del divorzio tra natura e storia. Diotima, simbolo dell'armonia, deve tornare a ristabilire la pace nel mondo umano divenuto "glaciale notte" in cui si "azzuffano gli uragani". In questo repentino sconvolgimento dei paradigmi e delle credenze, come spesso accade nel corso della storia, oggi più che mai è desiderabile una metamorfosi creativa. Una metamorfosi capace di ricreare contenuti, legami e significati della complessità dei numerosi processi in corso affinché l'umanità, ispirata alla resilienza, e cioè la capacità di un materiale di resistere a forze impulsive, sia finalmente consapevole e preparata ad affrontare le avversità della vita, uscendone rinforzata e addirittura trasformata positivamente.

Andrea Sem Castelli www.semphotography.tumblr.com www.metamorfosicreativa.wordpress.com a.s.castelli@gmail. com


L'arte è per il filosofo quanto vi è di piú alto, perché essa gli apre quasi il santuario, dove in eterna e originaria unione arde come in una fiamma quello che nella Natura e nella storia è separato, e quello che nella vita e nell'azione, come nel pensiero, deve fuggire sé eternamente. La veduta che della Natura si fa artificiosamente il filosofo, è per l'arte la originaria e naturale. Ciò che noi chiamiamo Natura è un poema, chiuso in caratteri misteriosi e mirabili. Ma se l'enigma si potesse svelare, noi vi conosceremmo l'odissea dello Spirito, il quale, per mirabile illusione, cercando se stesso, fugge se stesso; infatti si mostra attraverso il mondo sensibile solo come il senso attraverso le parole, solo come, attraverso una nebbia sottile, quella terra della fantasia alla quale miriamo. Ogni splendido quadro nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall'ideale, e [il quadro] non è se non l'apertura attraverso la quale appaiono nel loro pieno rilievo le forme e le regioni di quel mondo della fantasia, il quale traluce solo imperfettamente attraverso quello reale. La Natura per l'artista è non piú di quello che è per il filosofo, cioè solo il mondo ideale che appare tra continue limitazioni, o solo il riflesso imperfetto di un mondo che esiste, non fuori di lui, ma in lui.

[Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling]


DIOTIMA

DIOTIMA

Komm und besänftige mir, die du einst Elemente versöhntest, Wonne der himmlischen Muse, das Chaos der Zeit, Ordne den tobenden Kampf mit Friedenstönen des Himmels, Bis in der sterblichen Brust sich das Entzweite vereint, Bis der Menschen alte Natur, die ruhige, große, Aus der gärenden Zeit mächtig und heiter sich hebt. Kehr in die dürftigen Herzen des Volks, lebendige Schönheit! Kehr an den gastlichen Tisch, kehr in den Tempel zurück! Denn Diotima lebt, wie die zarten Blüten im Winter, Reich an eigenem Geist, sucht sie die Sonne doch auch. Aber die Sonne des Geists, die schönere Welt, ist hinunter Und in frostiger Nacht zanken Orkane sich nur.

Vieni e placami questo Caos del tempo,come una volta, Delizia della celeste musa, gli elementi hai conciliato! Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo, Finché nel petto mortale ciò ch'è diviso si unisca, Finché l'antica natura dell'uomo, la placida grande, Fuor dal fermento del tempo, possente e serena si levi. Torna nei miseri cuori del popolo, bellezza vivente, Torna all'ospite mensa, nei templi ritorna! Ché Diotima vive come i teneri bocci d'inverno, Ricca del proprio spirito, pure ella cerca il sole. Ma il sole dello spirito, il mondo felice è perito E in glaciale notte s'azzuffano gli uragani.

[Friedrich Hölderlin]


V.

Make me thy lyre, even as the forest is: What if my leaves are falling like its own! The tumult of thy mighty harmonies

Will take from both a deep, autumnal tone, Sweet though in sadness. Be thou, spirit fierce, My spirit! Be thou me, impetuous one!

Drive my dead thoughts over the universe Like withered leaves to quicken a new birth! And, by the incantation of this verse,

Scatter, as from an unextinguished hearth Ashes and sparks, my words among mankind! Be through my lips to unawakened earth

V.

Fa' di me la tua cetra, com'è della foresta; che cosa importa se le mie foglie cadono come le sue! Il tumulto delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto profondo e autunnale, e dolcemente triste. Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero! Spirito impetuoso, che tu sia me stesso! Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo come foglie appassite per darmi una nascita nuova! E con l'incanto di questi miei versi disperdi come da un focolare non ancora spento, le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini! E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro, tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento, se viene l'Inverno, potrà la Primavera esser lontana?

The trumpet of a prophecy! O, wind, If Winter comes, can Spring be far behind?

[Percy B.Shelley]

Impressioni  

Fotografie Andrea Sem Castelli 9-18 Maggio 2013 /// Caffé della Funicolare \\\ Bergamo

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