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TASSO Meles meles Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Mustelidi

Genere Meles

Specie meles

Lunghezza testa corpo 61-73 cm; coda 1,5 – 1,9cm; altezza alla spalla 30cm; peso 10-16 kg. Morfologicamente si presenta come un animale tozzo e pesante, adatto alla vita sotterranea, arti brevi, piedi provvisti di robuste unghie, pelliccia folta e ispida, testa e dorso di colore grigio brizzolato, arti neri. L’habitat naturale di questa specie è rappresentato da boschi, anche ad estensione limitata, con buona presenza di latifoglie. Il limite altitudinale non supera di solito i 1.600 - 1.700m. Rifugge le zone antropizzate. Il Tasso presenta abitudini notturne, durante il giorno riposa all’interno di una tana provvista di più uscite e sfiatatoi che tiene pulita con estrema cura. Nella tana si rifugia anche tutto l’inverno, senza mai cadere in un vero e proprio letargo. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 18-24 mesi di età, il periodo degli accoppiamenti si ha in aprile-agosto. Dopo una gestazione di circa 7-8 mesi vengono partoriti in tana 4-5 piccoli che rimangono ciechi per 28-35 giorni e insieme alla madre per altri 3-4 mesi. La vita media si aggira intorno ai 15 anni. Il tasso presente una dieta alquanto varia: uova, Uccelli, Rettili e Molluschi; questo regime alimentare può essere completato con vegetali: Mais, frutta, germogli, radici ecc.


CAPRIOLO Capreolus capreolus Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Mustelidi

Genere Meles

Specie meles

Di corporatura medio piccola, il capriolo é un cervide che vive nei nei boschi d’alto fusto, caducifoglie ricchi di sottobosco, nei cedui misti a coltivi. il maschio può pesare dai 20 ai 35 Kg per un altezza dai 70 ai 77 cm ed una lunghezza di oltre 115 cm, mentre la femmina é di dimensioni più ridotte, il peso infatti varia dai 18 ai 28 Kg, l’altezza dai 60 ai 70 cm e la lunghezza ad oltre 105 cm. Il capriolo assume nel corso dell’anno due mantelli che si alternano con due “mute”, una autunno /invernale di Ottobre/Novembre di colore tipicamente grigio-bruna, caratterizzata dalla presenza di un area di pelo bianco cangiante detta “specchio” a forma di rene nel maschio, e a forma di cuore o tondeggiante nella femmina; una primaverile Aprile/Maggio, con sostituzione del pelo invernale con mantello a colorazione giallo-arancione vivo. È caratteristico il mantello giovanile marrone scuro pomellato lungo i fianchi che si mantiene per circa due mesi. Il maschio possiede piccole corna a tre punte in relazione allo sviluppo e all’età dell’animale; queste cadono ogni anno (da ottobre a dicembre) e ricrescono alla fine dell’inverno. Caratteristica saliente nel capriolo é la gestazione che possiamo suddividere nel caso del “regolare” accoppiamento estivo in due fasi:1°fusione delle cellule,formazione embrione e quiescenza dello stesso fino a gennaio; 2° ripresa a gennaio dello sviluppo del feto fino al parto. In Italia un tempo, il capriolo viveva praticamente su tutta la penisola, dalle pianure fino alla media montagna. Le esigenze alimentari configurano il capriolo come un ruminante brucatore selettivo di alimenti facilmente digeribili e concentrati ad alto contenuto energetico e basso contenuto di fibra grezza: germogli, gemme, fiori, bacche,frutta, tenere cortecce ed erbe.


TASSO Meles meles Classe Mammiferi

Ordine Artiodattili-Ruminanti

Famiglia Cervidi-Odocoileini

Genere Capreolus

Specie

capreolus (Linneo 1758)

Di corporatura medio piccola, il capriolo é un cervide che vive nei nei boschi d’alto fusto, caducifoglie ricchi di sottobosco, nei cedui misti a coltivi. il maschio può pesare dai 20 ai 35 Kg per un altezza dai 70 ai 77 cm ed una lunghezza di oltre 115 cm, mentre la femmina é di dimensioni più ridotte, il peso infatti varia dai 18 ai 28 Kg, l’altezza dai 60 ai 70 cm e la lunghezza ad oltre 105 cm. Il capriolo assume nel corso dell’anno due mantelli che si alternano con due “mute”, una autunno /invernale di Ottobre/Novembre di colore tipicamente grigio-bruna, caratterizzata dalla presenza di un area di pelo bianco cangiante detta “specchio” a forma di rene nel maschio, e a forma di cuore o tondeggiante nella femmina; una primaverile Aprile/Maggio, con sostituzione del pelo invernale con mantello a colorazione giallo-arancione vivo. È caratteristico il mantello giovanile marrone scuro pomellato lungo i fianchi che si mantiene per circa due mesi. Il maschio possiede piccole corna a tre punte in relazione allo sviluppo e all’età dell’animale; queste cadono ogni anno (da ottobre a dicembre) e ricrescono alla fine dell’inverno. Caratteristica saliente nel capriolo é la gestazione che possiamo suddividere nel caso del “regolare” accoppiamento estivo in due fasi:1°fusione delle cellule,formazione embrione e quiescenza dello stesso fino a gennaio; 2° ripresa a gennaio dello sviluppo del feto fino al parto. In Italia un tempo, il capriolo viveva praticamente su tutta la penisola, dalle pianure fino alla media montagna. Le esigenze alimentari configurano il capriolo come un ruminante brucatore selettivo di alimenti facilmente digeribili e concentrati ad alto contenuto energetico e basso contenuto di fibra grezza: germogli, gemme, fiori, bacche,frutta, tenere cortecce ed erbe.


CINGHIALE Sus scrofa Classe Mammiferi

Ordine Artiodattili-Suiformi

Famiglia Suidi

Genere Sus

Specie scrofa

Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne ed un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, il cinghiale popola le zone boschive e soprattutto i querceti del territorio. il peso medio del cinghiale è sugli 80-90 kg. Durante l’anno il cinghiale alterna due mantelli, uno estivo ed uno invernale. Entrambi hanno una colorazione nera o bruciata, ma il primo è costituito da setole meno fitte. Abitudine particolare del cinghiale è l’insoglio. Esso non è altro che un bagno di acqua e fango che gli animali hanno necessità di fare per liberarsi dai parassiti e dallo sporco o per rinfrescarsi durante i periodi caldi. Si tratta di animali dalle abitudini crepuscolari e notturne: durante il giorno, i cinghiali riposano distesi in buche nel terreno che essi stessi scavano col muso e gli zoccoli fra i cespugli, per poi ingrandirle con l’usura. I cinghiali sono onnivori. Tipico è il grufolare, cioè l’abitudine di cercare cibo nel suolo usando il grugno per rivoltare il terreno. Il finissimo olfatto di questo animale gli consente di fiutare il cibo anche qualora questo si trovi sottoterra. La dentatura però denota abitudini alimentari varie. Le sue tavole dentarie permettono il trituramento di alimenti vegetali ma anche lo sfibramento di carni. È dotato inoltre di particolari canini: gli inferiori si chiamano zanne e soprattutto nel maschio sporgono vistosamente dalla rima labiale e sono ricurvi verso l’alto. Riguardo a questa specie va fatta una importante precisazione. Sul nostro territorio e’ ormai molto raro trovare animali che non abbiano subito meticciamento con il maiale. Questo per errori gestionali ed il rilascio (volontario e non) di suini domestici sul territorio.


VOLPE Vulpes vulpes Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Canidi

Genere Vulpes

Specie vulpes

La volpe è un canide di medie dimensioni con forme slanciate e snelle. Lunghezza testa-corpo 58-70 cm, coda 32-48cm, altezza 35-45 cm, peso 6-10kg. Il colore predominante è il fulvo tendente al rosso che copre quasi interamente il corpo dell’animale, il carattere distintivo per eccellenza invece è la coda, lunga e con pelame folto. L’habitat naturale della Volpe è rappresentato da superfici boscose dove può trovare rifugio, ma non disdegna zone vicino ai coltivi o alle abitazioni. Di abitudini notturne dove c’è insediamento umano può essere avvistata anche di giorno dove non ci sia forte disturbo. Nelle ore diurne riposa nei fitti cespugli, tronchi ecc. è un animale che costruisce la sua tana o all’interno di vecchie tane di Coniglio selvatico e Tasso, oppure la scava lei stessa. Normalmente vive in coppia, con i cuccioli, anche se talvolta è possibile osservarne esemplari solitari o in piccoli gruppi di 4 o 6 adulti. Il maschio marchia il territorio e comunica con i propri simili attraverso segnali sonori, visivi, tattili e olfattivi. Una volpe può riconoscere un altro esemplare dall’odore, oltre a decifrarne il rango gerarchico e il livello sociale. In questa specie la coppia tende a riformarsi ogni anno e il maschio solitamente partecipa attivamente alla cura e all’allevamento della prole, procurando il cibo e difendendo i cuccioli da possibili predatori. Anche se il suo cibo prediletto sono conigli e roditori, la volpe è un cacciatore che si adatta all’ambiente in cui vive (Uova, frutta selvatica, piccoli vertebrati, invertebrati,selvaggina e roditori). La durata della vita non supera in media i 10-12 anni. La Volpe caccia solitaria e il suo territorio di caccia varia tra i 300 e i 500 ha, a seconda della densità delle prede.


LUPO Canis lupus italicus Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Canidi

Genere Canis

Specie lupus

Il lupo appartiene alla famiglia dei Canidi, carnivori simili ai cani. Tra i canidi il lupo è il più grande come dimensioni ed il colore del suo mantello varia dall’età e dalle stagioni; generalmente è grigio-giallastro o marrone-rossiccio. A causa della notevole somiglianza con il cane lupo e della grande variabilità di caratteri presentata dalla specie risulta difficile fornire sicuri parametri distintivi. Le caratteristiche morfologiche principali sono: Lunghezza 100-150 cm, coda 30-40 cm, altezza alla spalla 70-80 cm, peso 25-50 kg; Presenta forme slanciate e dimensioni medio-grandi, testa con muso allungato. L’habitat naturale del Lupo è rappresentato dalle zone boscose in generale ma è capace di adattarsi anche ad ambienti diversi, purché ampi e selvaggi. In Italia vive in una fascia compresa tra gli 800 e i 2000m di altitudine. Si configura come predatore notturno con un territorio di caccia che va da 200 a 800 kmq; ha buon udito e buon olfatto. Vive solitario o in coppie, in inverno può capitare si formino piccoli gruppi (6-12 individui) articolati in ranghi molto stretti dovuti a classi di età e robustezza. La stagione degli amori va da febbraio ad aprile, specie monogama. La dieta varia a seconda degli ambienti frequentati e dalla stagione. Il Lupo si nutre di animali selvatici di taglia media come cinghiali, caprioli e daini e in mancanza di questi di Anfibi, Rettili, topi ed altri invertebrati. Molto spesso caccia animali domestici a causa della maggiore facilità con cui questi possono venire catturati. In Italia la prima causa di mortalità del lupo risulta il braconaggio, che incide per il 20% annuo. ogni anno vengono uccisi migliaia di capi branco per scopi predatori. In questa stima rientrano, tuttavia, anche le uccisioni causate dai branchi di cani tornati allo stato selvatico.


ISTRICE Hystrix cristata Classe Mammiferi

Ordine Roditori

Famiglia Istricidi

Genere Hystrix

Specie cristata

Lunghezza testa-corpo 50-70 cm; coda 4-6cm;peso 10-15kg. Presenta una forma generale del corpo globosa con la parte posteriore più sviluppata data la notevole lunghezza degli aculei. Gli aculei sul dorso,i lati del corpo e la coda, si colorano di nerastro corneo, più o meno intenso, con striature biancastre che conferiscono alla regione aculeata un aspetto striato di bianco. Testa tozza con occhi piccoli e orecchie invisibili perché coperte dalle setole. L’habitat naturale dell’Istrice è rappresentato da pianure e colline in prossimità di terreni coltivati; comunque dove sia possibile scavare profonde tane. Animale con sviluppatissimo senso dell’olfatto, a differenza della vista e dell’udito. Data la sua mole è molto goffo nei movimenti. Ha abitudini crepuscolari e notturne. La maturità sessuale viene raggiunta a circa un anno di età; il periodo degli amori va da aprile a maggio. La femmina, dopo una gestazione di circa 70 gg. dà alla luce da 2 a 4 cuccioli in un covo dentro la tana tappezzato do foglie secche. I piccoli diventano autonomi a 2-3 mesi di vita. La vita media si aggira intorno ai 10-15 anni. Con l’arrivo del freddo l’Istrice si rifugia nella tana fino alla primavera senza cadere in un vero e proprio letargo. L’alimentazione varia è essenzialmente vegetariana (frutta,radici,cereali,tuberi,pannoc chie di granturco).


DAINO Dama dama Classe Mammiferi

Ordine Artiodattili-Ruminanti

Famiglia Cervidi

Genere Dama

Specie dama

Di corporatura intermedia fra il cervo ed il capriolo il M. può pesare dai 50 ai 90 Kg per un altezza al garrese da 80 ai110 cm; la F. é di dimensioni più ridotte, il peso infatti varia dai 30 ai 50 Kg. Il daino assume nel corso dell’anno due mantelli “mute” una autunnale/invernale di colore tipicamente grigio-brunastro, che rende molto meno visibile la pomellatura bianca; una primaverile da Aprile, con sostituzione del pelo invernale con mantello brunorossiccio con striscia nera mediana dorsale dal collo alla coda e macchie bianche su schiena e fianchi. E’ caratteristico il mantello giovanile marrone scuro pomellato lungo i fianchi (Bambi) che si mantiene anche nell’adulto. Solo il maschio porta il palco costituito da due stanghe, dalle quali si diramano due, tre o più punte e che presentano la caratteristica di avere la loro parte terminale palmata, in relazione allo sviluppo e all’età dell’animale. Il trofeo cade e ricresce annualmente. E’ specie alloctona in Italia, sebbene sia un animale originario dell’area mediterranea; é stato introdotto sin dall’epoca Romana in tutta Europa dal Mediterraneo meridionale-Africa nord/orientale, Asia minore. Il daino frequenta sia boschi di latifoglie che di conifere, la macchia mediterranea e le aree incolte. In Italia é diffuso su tutto il territorio dalla catena alpina, agli Appennini. Le esigenze alimentari configurano il daino come un tipico pascolatore opportunista di tipo intermedio ovvero un animale tendenzialmente poco selettore nella scelta del cibo ma capace di modificare atteggiamento sia in funzione della disponibilità alimentare sia in funzione delle esigenze metaboliche relative ai diversi periodi annuali: un alta densità di popolazione determina nell’areale di presenza, danni ingenti alla vegetazione.


GATTO SELVATICO Felis silvestris Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Felidi

Genere Felis

Specie

silvestris

Più massiccio del gatto domestico. Il pelo è relativamente lungo, soffice e sottile; superiormente grigiogiallastro con stretta striscia nera sulla schiena; fianchi e altre porzioni corporee striati di nero; inferiormente bianco-giallastro. Testa tonda, naso carnicino, occhi relativamente grandi, giallo-verdi. Zampe di media lunghezza, anteriori con 5 unghie, posteriori con 4. La coda è lunga, uniformemente folta, con anelli e apice neri. Dimorfismo sessuale: poco evidente (maschio più grosso della femmina e con testa più massiccia). Abitudini soprattutto crepuscolari-notturne; solitario, in coppia o in gruppi familiari. Vive in aree boscate o cespugliate. Alimentazione: soprattutto micromammiferi, fino alla mole di un coniglio selvatico, uccelli, rettili, anfibi. Raggiunge la maturità sessuale nell’anno seguente alla nascita. Si accoppia da marzo a maggio. Partorisce 2-6 piccoli inetti, allevati dalla madre. Il gatto domestico discende soprattutto dalla sottospecie lybica, che abita l’Asia Minore e l’Africa settentrionale. Può incrociarsi con il gatto domestico, generando prole feconda.


FAINA Martes foina Classe Mammiferi

Ordine Carnivori

Famiglia Mustelidi

Genere Martes

Specie foina

Lunghezza testa-corpo 42-47cm; coda 23-26cm; altezza alla spalla 12 cm; peso 1,3-2,3 kg. La Faina risulta molto simile alla Martora; presenta però la pelliccia più grigiastra con macchia golare bianca divisa in due parti. L’habitat naturale della Faina è rappresentato dai margini dei boschi in vicinanza dei coltivi e delle abitazioni. Non supera quasi mai la fascia altitudinale dei 2000m. Ha abitudine prevalentemente notturne, è un ottima arrampicatrice, procede a balzi e salti, si rifugia vicino alle abitazioni in cunicoli, cavità di alberi,fienili ecc. Il periodo riproduttivo va da luglio  ad agosto e la gestazione dura 248-280 giorni; al parto vengono alla luce 3-5 piccoli che rimangono ciechi per 30-40 giorni; l’allattamento dura 8 settimane e l’indipendenza viene raggiunta a 3 mesi. Conduce vita solitaria o in piccole famiglie che si disgregano dopo aver addestrato i cuccioli. Parlando dello specchio trofico collochiamo la Faina tra i carnivori più sanguinari, dato che in casi di abbondanza si accontenta di succhiare il sangue alle sue prede attaccandole o alla nuca o alla gola. E’ capace quindi, soprattutto durante la fase gregaria di sviluppare tecniche venatorie di gruppo ai danni di piccoli allevamenti avicoli. Non disdegna però le bacche e la frutta.


GHIRO Glis glis Classe Mammiferi

Ordine Roditori

Famiglia Gliridi

Genere Glis

Specie glis

Il Ghiro ha una morbida pelliccia grigia sul dorso e biancastra sul ventre. La coda è grande e pelosa, come lo scoiattolo, ma tenuta sempre lunga e distesa. Ha un musetto appuntito e grandi orecchie tondeggianti. Gli occhi sono marcati da pelo più scuro, quasi nerastro. E’ lungo cica 30 cm, di cui 11-15 di coda; il peso medio è di 70-80 grammi. Il letargo dura circa 6 mesi. Dorme durante in giorno, mentre è attivo nella ricerca del cibo durante le ore crepuscolari e di notte. Si nutre di castagne, nocciole, ghiande, bacche, semi, germogli, insetti e uova di uccelli. I nidi vengono costruiti utilizzando muschio, foglie secche e frammenti di corteccia. Il nido estivo, dove vengono allevati i piccoli (in genere 4-6, dopo un mese circa di gestazione), viene costruito in cavità o in biforcazioni poste molto in alto, generalmente nella chioma degli alberi. Per il letargo viene costruito un nido invernale che costruito più in basso in un tronco vuoto, tra le rocce e qualche volta sottoterra.


SCOIATTOLO Sciurus vulgaris Classe Mammiferi

Ordine Roditori

Famiglia Sciuridi

Genere Sciurus

Specie vulgaris

Lunghezza testa-corpo 19-29 cm; coda 14-34 cm; piede posteriore 5,2 -6 cm; peso 240-490 grammi. Corpo slanciato, testa rotonda con muso breve, occhio e orecchie grandi provviste all’apice di un ciuffo di peli. Arti posteriori più lunghi di quelli anteriori. Le zampe anteriori presentano cinque dita provviste di unghie forti e ricurve, quelle posteriori sono più strette e lunghe. La coda è interamente ricoperta da pelo e viene portata ricurva sul dorso. La colorazione del mantello, molto variabile, è essenzialmente bruno rossastra con parti inferiori bianche (estate); in inverno invece il colore dominante è il grigio. L’habitat naturale dello scoiattolo è rappresentato da boschi e foreste sia di conifere sia di latifoglie. Frequenta anche, se pur in minor modo, i margini di zone coltivate e quando non è disturbato anche i giardini all’interno dei centri abitati. Si può spingere anche fino a quote di 2.000 m s.l.m. Ha abitudini diurne e passa la notte all’interno di cavità di alberi. Durante la stagione buona accumula una grande quantità di alimenti per trascorrere l’inverno e il letargo. E’ un grande arrampicatore e saltatore. Non è molto gregario. La maturità sessuale viene raggiunta ad un anno di vita e durante il periodo degli accoppiamenti (gennaio – luglio) i maschi combattono per le femmine. La femmina partorisce, dopo circa 4-5 settimane di gestazione, 4-6 piccoli ciechi e nudi per 5-6 settimane, la maturità sessuale viene raggiunta a circa 7-8 settimane. Lo scoiattolo si ciba essenzialmente di vegetali: gemme, germogli, erbe, funghi, etc. ma può completare la sua dieta con piccoli animali, uova, insetti.


Gruppo 3