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Aldo Moro Aldo Moro


Marzo 1978. L始Italia in bianco e nero, l始Italia della RAI, Carosello, Furia cavallo del West, Cocco Bill Il Tg.


Marzo 1978, i miei otto anni. Il telegiornale del 16 marzo urla il rapimento di Aldo Moro Urla sopra ogni suono, sopra ogni rumore e nei giorni a venire le urla copriranno qualsiasi cosa. Copriranno le note dei Matia Bazar da poco vincitori del festival di San Remo copriranno le manifestazioni di piazza, le proteste che vedono unite destra e sinistra, almeno in piazza, copriranno di vergogna un intero paese. Urla la radio, ancora cosĂŹ importante, ma soprattutto urla, in silenzio, il dolore della famiglia Moro, e quel dolore si perderĂ  nella folla, si chiuderĂ  nelle bocche serrate, nel rancore, nella giustizia che non arriverĂ . Ed ancora dolore nella morte, nella ďŹ ne di chi accompagna, protegge. La morte arriva, mediatica, oltre che reale, arriva ai nostri occhi, non ancora abituati come oggi allo spettacolo del morire pubblico.


Così muoiono i cinque della scorta Moro, così restano sullʼasfalto di via Fani, così, esposti agli occhi inclementi degli obiettivi.


Nei giorni a venire il paese resta sospeso attende vuole sapere e aspetta, in unʼimmobilità irreale, in contrasto con il frastuono ed il caos delle forze in gioco, delle forze dellʼordine che presidiano e frugano delle forze politiche che accusano e suppongono ma il contrasto è solo apparente, come purtroppo capiremo poi anche le forze dello stato erano immobili.


Il tempo non gioca a favore di chi rischia, e piÚ passa il tempo piÚ Aldo Moro è lontano, lontano da casa, lontano dalla famiglia lontano dal potersi salvare.


Depersonalizzato e delegittimato nel momento in cui viene messa in dubbio lʼautenticità delle lettere scritte durante la prigionia, per lo statista si celebra un “de profundis” anzitempo. Nellʼaffanno delle ricerche, mentre si passa al setaccio Roma ed improbabili sedute spiritiche indirizzano uomini e mezzi, ci si accorge di quanto il setaccio ha maglie larghe, tanto larghe che le polemiche a venire spenderanno anni di parole sulle vicende in corso. Intanto Roma aspetta, lʼItalia intera aspetta, ed in questo gioco del monopoli tra via Delle Botteghe Oscure sede del PCI, piazza Del Gesù sede della DC, Piazza S. Giovanni in Laterano dove i manifestanti esprimono le proprie idee, proprio tra questi luoghi così vicini tra loro, una via, fino ad allora poco importante, poche decine di metri in tutto, via Michelangelo Caetani, avrà la triste fama di ospitare il corpo, abbandonato nel bagagliaio di una Renault 4, di Aldo Moro.


Era il 9 Maggio del 1978. Il tempo porterĂ  inďŹ nite polemiche, i nomi noti resteranni gli stessi per anni, Bettino Craxi, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti.


La televisione entrerà sempre di più nelle case dellʼItalia del boom economico, si arricchirà del colore, il mondiale di calcio in Argentina inizierà il 2 Giugno dello stesso anno, ed il dolore di chi ha visto in Aldo Moro un uomo, un padre, un marito rimarrà sempre ad urlare in silenzio.


Foto e Testi di Andrea Pasta


Aldo Moro