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Curriculum vitae 4 Progetti [concorso]

Il Vittoriale degli Italiani - 1° premio 8

[concorso]

Rwanda Chapel - Progetto finalista 12

[concorso]

Reuse the Castle. Recupero della Rocca di Ripafratta - Menzione 16

[altro] [tesi di laurea] [altro] [univesità]

Grado zero. Casa unifamiliare 18 Pietra d’angolo. Museo nel Castello di Larciano 24 Hortus conclusus. Scuola materna 34 Rock the Casbah. Social Housing e parco a Firenze 36

[concorso]

Contrappunto. Social housing a Marsiglia 42

[concorso]

Skyspaces. Recupero del Fort de Villiers 44

[università]

Col mare davanti. Centro di educazione ambientale all’Asinara 46


Andrea Pintus

tel: +39 351 874 4214 mail: andrea.pintus@live.it Nazionalità: Italiana | Data di nascita: 16 Ottobre 1992

_Esperienza professionale Gennaio 2019 - Maggio 2019

Lapo Ruffi Atelier - Collaborazione Fotoinserimenti e rendering. Dicembre 2016 -

Vari studi tecnici - Collaborazione

Collaborazione con alcuni studi per disegni, rilievi, rendering e fotoinserimenti.

_Concorsi Giugno 2017

1° Premio - Concorso “Progettare nel bastione”

Concorso di idee per la progettazione di biglietteria e nuovi uffici del “Vittoriale degli Italiani” a Gardone Riviera. 4


Giugno 2019

Menzione - Concorso “Reuse the Castle” [con E. Capanni, A. Giulianelli, R. Miglionico] Concorso di idee per il recupero della Rocca di Ripafratta (Pisa). Luglio 2019

Progetto finalista - Concorso “Rwanda Chapel”

[con Lapo Ruffi Atelier]

Concorso per la realizzazione di una cappella in Rwanda.

_Formazione Aprile 2019

Laurea Magistrale in Architettura

Università degli Studi di Firenze - Scuola di Architettura Giugno 2012

Diploma di maturità

Istituto tecnico commerciale “F. Marchi”

_Lingue Italiano [madre lingua] | Inglese [B2] | Francese [B1] | Spagnolo [A2]

_Software Autocad | Sketchup | Vray | Artlantis Studio | Photoshop | Illustrator | Indesign Lightroom | Premiere | Leica Cyclone | Photoscan | Recap | Design X | Word Excel | Powerpoint | Outlook | Ftool | Qgis 5


Progetti


[concorso]

Il Vittoriale degli Italiani. Nuova biglietteria e uffici 1° Premio

Una scatola di pietra aperta verso il cielo. Un vero hortus conclusus.

L’edificio doveva essere costruito con tecniche a secco e doveva non toccare le pareti del bastione.

Dentro la scatola di pietra una scatola di vetro.

Il progetto è costituito da una scatola di vetro inserita dentro la scatola di pietra del bastione. La struttura è in acciaio, i pavimenti in legno sono staccati da terra per evitare l’umidità e la scatola è chiusa da lastre di vetro unite con silicone strutturale.

La scatola di pietra prodotto della Memoria. La scatola di vetro fatta per il Futuro. Alberto Campo Baeza

La scatola di vetro, in inverno, lavorando come una serra minimizza i costi per il riscaldamento. In estate le tende sospese tra l’edificio e le mura del bastione ombreggiano le vetrate, impedendo che l’involucro si surriscaldi.

Il bando richiedeva di costruire dentro il bastione un nuovo volume per ospitare la biglietteria e i nuovi uffici del “Vittoriale degli Italiani”, la residenza storica di Gabriele D’Annunzio.

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Piante del piano terra e del piano interrato.

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Gli uffici.

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Vista esterno.

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[concorso]

Rwanda Chapel Progetto finalista con Lapo Ruffi Atelier

Per questo lavoro ho curato soltanto modellazione, rendering e fotoinserimenti, il progetto è di Lapo Ruffi Atelier.

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Vista esterno.

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Vista interno.


Vista esterno.


[concorso]

Reuse the Castle. Recupero della Rocca di Ripafratta Menzione con Enrico Capanni, Arianna Giulianelli, Roberto Miglionico

Il nuovo edificio ripete il recinto della Rocca. Una nuova cinta muraria, abitata, che con i tratti di muro rimasti in piedi chiude idealmente il cerchio attorno alla rocca.

Il muro abitato che circonda il castello ospita le funzioni che più difficilmente si prestano a stare dentro una rovina (ristorante-bar, gli spogliatoi, i servizi) e con il suo sistema di rampe risolve l’accessibilità per i disabili alla Rocca.

Dentro il castello, vista la scarsa disponibilità di informazioni sulla morfologia degli elementi una volta esistenti, il progetto si configura come un percorso lungo il quale la Rocca con le sue rovine fa mostra di sé.

Nello spazio tra muro nuovo e mura antiche si sviluppa la passeggiata attorno alla Rocca, alla quale si può accedere dall’ingresso già esistente o dalla Porta Pisana che viene riaperta.

Un’ascesa che partendo dalle antiche fondazioni conquista lentamente la vista sul paesaggio, col quale instaura rapporti visivi in continua evoluzione e che culmina in cima al mastio nella camera oscura, dove è il paesaggio stesso a proiettarsi dentro la rocca.

La separazione tra le funzioni del muro abitato e quelle interne al castello e la presenza di due accessi facilità la gestione del complesso che può così essere aperto al pubblico completamente o solo in alcune sue parti, se necessario. 16


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[altro]

Grado zero Casa unifamiliare

“Dal punto di vista pratico vuol dire che, nei miei progetti, gli elementi della composizione, della costruzione, ecc. vengono riportati a una specie di loro grado-zero, e viene loro affidato il compito limitato di rappresentare solo se stessi, la loro materialità e ragione pratica, la loro storia e la loro conferma nel tempo, senza ambiguità e senza altre ambizioni- con l’incerto obiettivo di ricostruire una specie di perduta normailità per le forme dell’architettura, o quantomeno di esprimerne l’assoluto bisogno: un punto da cui ricominciare, eventualmente, anzitutto ad intendersi”. Giorgio Grassi

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Vista fronte su strada.

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Vista fronte su giardino.

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Vista soggiorno.

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Vista della scala.

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Vista della zona giorno.

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[tesi di laurea]

Pietra d’angolo. Museo nel Castello di Larciano Relatore: prof. Francesca Mugnai - Correlatore: Arch. Chiara De Felice

I ricche e i potenti non amano la ripetizione, essa è lo strumento dei semplici.

Il castello che con il suo spigolo domina la piazza del paese viene rafforzato dal nuovo basamento.

Spesso noi crediamo che insistendo nella ripetizione si ottenga un effetto di povertà, ma non è detto che sia così; la ripetizione produce in certi casi un’impressione forte e ricca.

Il basamento ripete il castello, le due pietre d’angolo a confronto sintetizzano il dialogo tra vecchio e nuovo e allo stesso tempo ne illustrano la consequenzialità. La pietra d’angolo dell’edificio che storicamente segna l’inizio di una costruzione qui segna l’inizio dei due percorsi possibili, uno che entra dentro il basamento, dentro la terra, uno che sale verso il castello.

Heinrich Tessenow Il nuovo edificio prende forma come ripetizione del momento fondativo del castello. La definizione di un recinto dentro al recinto con due muri ad L. Il nuovo recinto si riempe per ospitare il museo e i muri diventano cavi per accogliere distribuzione e servizi.

“Lo scavo come ricerca di verità indirizzato verso la terra”, l’ascesa come “ricerca di verità verso il cielo”.

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Plastico del progetto.

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Come funziona

dentro una rovina, un monumento storico. In questo progetto è il distacco a caratterizzare il rapporto tra le parti, una fessura, una linea di luce o di ombra per segnare il confine tra rovina e nuovo edificio, che si avvicinano senza mai toccarsi.

Il museo è costituito da due percorsi separati. Uno porta al museo archeologico, uno al castello-museo. Il primo è uno spazio al chiuso. E’ composto da due piani, al piano terra troviamo gli spazi espositivi e la sala utilizzabile per manifestazioni di vario genere; al piano interrato si trovano i servizi, i depositi e i locali per il personale.

Questo sia per ragioni pratiche, infatti toccare i muri antichi con nuovi manufatti (soprattutto se realizzati con tecniche non a secco) avrebbe innescato fenomeni di degrado nelle murature storiche, ma anche per favorire una corretta lettura del complesso monumentale e della sua storia costruttiva.

L’altro percorso si sviluppa all’aria aperta ed è destinato a rimanere aperto al pubblico, almeno fino al giardino panoramico. Rapporto con la rovina

Solo per la ricostruzione del solaio e della scala interna alla torre le nuove strutture

Il nuovo museo è costruito a ridosso e 26


Il museo dalla corte d’accesso.

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toccano il castello, ma lo fanno sfruttando le buche pontaie già presenti e ripristinando il comportamento statico dell’edificio com’era, evitando così di chiedere alle antiche strutture di assolvere compiti diversi da quelli per cui sono state progettate e costruite.

vo all’aperto è privo di barriere architettoniche fino a dentro il Cassero. Il sistema di rampe permette di superare il dislivello di 5 metri tra piazza e castello senza l’utilizzo di ascensori o impianti di altro tipo.

I materiali utilizzati sono la pietra arenaria, la stessa del Castello, per il rivestimento del museo-basamento, il cemento per i pavimenti del museo e per la ricostruzione del muro del palazzo e l’acciaio per le strutture introdotte nel Cassero. Accessibilità Il museo archeologico è completamente accessibile ai disabili. Gli ambienti esposi28


Sala del museo.

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L’ingresso.

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Museo all’aperto.

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Vista dalla piazza.

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[altro]

Hortus Conclusus. Scuola materna

Un metodo fatto di scelta tipologica e definizione volumetrica, gli unici mezzi relativamente sicuri. Giorgio Grassi

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Vista della corte interna.

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[università]

Rock the Casbah - Social housing e parco a Firenze

La nascita fatale dell’Architettura.

spazio verde che circonda l’ex manicomio.

L’obbligo dell’ordine.

I segni del progetto fanno riemergere la centuriazione , il tracciato che una volta governava lo sviluppo della città.

Il tracciato regolatore è una garanzia contro l’arbitrio.

Si tratta di uno sviluppo orizzontale, composto da case adiacenti raccolte attorno ad un patio privato.

E’ la gioia dello spirito. E’ un mezzo, non è una ricetta.

Il progetto si articola seguendo tre gradi di relazione sociale: quello privato del nucleo familiare individuato nel patio di ogni abitazione considerata la stanza a cielo aperto; quello di incontro definito da minimi luoghi con sedute sulla minuta viabilità interna che distribuisce gli accessi alle residenze; quello collettivo che prende forma grazie al grande spazio verde centrale.

La scelta e le modalità di espressione del tracciato sono parte integrante della creazione architettonica. Le Corbusier Il progetto ha come obiettivo il recupero dell’area di San Salvi a Firenze, un ampio 36


Planivolumetrico.

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Pianta di una casa.

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Sezione prospettica di una casa.

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Sezione prospettica di una casa.

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Volo d’uccello.

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[concorso]

Contrappunto. Social housing a Marsiglia

Il contrappunto è la chiave. Mettere due immagini diverse, l’una accanto all”altra e vedere se fanno scintille. Nick Cave

L’edificio è composto come dialogo tra due elementi: il basamento in pietra e il volume delle abitazioni sospeso sopra di esso. Il basamento ospita le funzioni pubbliche, i negozi e l’auditorium. Il volume sospeso contiene gli appartamenti e gli spazi privati.

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Vista dalla piazza.

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[concorso]

Skyspaces. Recupero del Fort de Villiers

It's not about light or a record of it, but it's light. Light is not much something that reveals, as it is itself the reveletion. James Turrell La matrice geometrica del progetto è una griglia a maglie quadrate che fa riferimento all’architettura del castrum, prototipo degli edifici difensivi. Sempre in riferimento all’architettura romana il progetto è composto come una successione di stanze che possono essere all’aperto o chiuse. Il rapporto con il cielo, i colori e la luce naturale crea atmosfere mutevoli col passare dei giorni e delle stgaioni. 44


Viste del parco, dell’auditorium e della spa.

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[univesità]

Col mare davanti. Centro di educazione ambientale all’Asinara

Ogni opera di architettura che non esprime serenità è un errore. Luis Barragàn Il progetto ricuce con l’elemento del portico le preesistenze attorno ad una grande corte centrale affacciata sul mare. Le rovine sono in parte inscatolate dentro i nuovi edifici, diventando elementi di allestimento, e in parte sono lasciate scoperte per definire gli spazi verdi all’aperto.

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Vista della corte.

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Andrea Pintus - Cv + Portfolio - ITA  

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