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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 10 N.256 prossima uscita 23 luglio

Madalina Ghenea Madrina della XXI edizione di

DAL

10 AL 16 LUGLIO


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MADALINA GHENEA

MADRINA DI ROSETO OPERA PRIMA 2016 Dal 10 al 16 luglio in piazza della Repubblica la XXI Edizione del festival cinematografico di Roseto degli Abruzzi, con un omaggio a Bud Spencer

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orna dal 10 al 16 luglio Roseto Opera Prima, la rassegna cinematografica di Roseto degli Abruzzi dedicata alle opere prime del cinema italiano ideata dal regista Tonino Valerii nel 1996. Madalina Ghenea, l’attrice e modella interprete del film Youth diretto dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino, conduttrice della 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, sarà la madrina di questa edizione ricca di ospiti italiani e internazionali. Giuliano Montaldo, il grande cineasta italiano vincitore, fra le altre cose, della Palma d’oro a Cannes con Sacco e Vanzetti e del David di Donatello alla carriera, sarà l’ospite d’onore della rassegna. Inoltre, quest’anno il festival renderà omaggio a una delle grandi icone del cinema italiano: Carlo Pedersoli ovvero Bud Spencer, uno degli in-

terpreti italiani più celebri del mondo, ospite di Roseto Opera Prima nel 1998. Saranno due i film a lui dedicati: Dio è con noi dello stesso Giuliano Montaldo, con Franco Nero

ROSETO OPERA PRIMA

e Una ragione per vivere e una per morire di Tonino Valerii, con James Coburn e Telly Savalas. Alessandro Preziosi, attore molto apprezzato sia sul grande che piccolo schermo senza scordare la carriera teatrale, salirà sul palco della prima serata della kermesse, domenica 10 luglio alle ore 20,00. Tra i film in concorso, invece, si comincia domenica 10 luglio con Un posto sicuro di Francesco Ghiaccio, con Marco D’Amore, Giorgio Colangeli e Matilde Gioli, per proseguire lunedì 11 luglio con Né Giulietta, né Romeo di Veronica Pivetti, con Andrea Amato e Pia Engleberth; martedì 12 luglio We are the X di Lorenzo Corvino, con Gwendolyn Gourvenec, Davide Paganini, Jacopo Maria Bicocchi, Rutger Hauer e Andrea Sartoretti; mercoledì 13 luglio Loro chi? di Fabio Bonifacci e Francesco Miccichè, con Marco Giallini ed Edoardo Leo; giovedì 14 luglio Ciao Brother di Nicola Barnaba, con Pablo, Pedro, Benedicta Boccoli, Mietta e

Clayton Norcross; venerdì 15 luglio The Pills - sempre meglio che lavorare di Luca Vecchi con Matteo Corradini, Luigi Di Capua e Luca Vecchi e, infine, sabato 16 luglio Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Salvatore Esposito e Francesco Formichetti. Fuori concorso, martedì 12 luglio, sarà proiettato il grande successo Kung Fu Panda 3, opera prima del regista italiano Alessandro Carloni, insieme a Jennifer Yun Nelson. Per la sezione dedicata ai cortometraggi, quest’anno il festival ha scelto Bellissima di Alessandro Capitani (già vincitore del David di Donatello 2016), Nuvola di Giulio Mastromauro, con Mimmo Cuticchio e Giulio Beranek, La smorfia di Emanuele Palamara, con Gianfelice Imparato e Marina Piscopo e, infine, La squadra vincente dei bambini di Betania di Franco Di Domenico, realizzato a Canzano.

Presidente di giuria della XXI edizione del festival è il regista Fabio Mollo, affiancato da Carlo Di Stanislao, presidente dell’Istituto cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” e da Mario Giunco. Roseto Opera Prima è organizzato dall’Amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi.

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GIUNTA MONOCOL Il sindaco Sabatino Di Girolamo ha presentato i suoi assessori, rispettando in qualche “Ha vinto il Partito Democratico, loro hanno perso. Non potevo Resta fuori dall’esecutivo la lista Roseto Protagonista. Sabatino Di Girolamo Simone Tacchetti (Partito Democratico)

VICE SINDACO CON DELEGA AI LAVORI PUBBLICI, AL LAVORO, AL PERSONALE E ALLE QUESTIONI CIMITERIALI

(Partito Democratico)

SINDACO CON DELEGA ALLO SPORT E URBANISTICA

Nicola Petrini

Antonio Frattari

AMBIENTE, MANUTENZIONE E PARCO MACCHINE

BILANCIO

(Partito Democratico)

(Partito Democratico)

Luciana Di Bartolomeo

Carmelita Bruscia

(Partito Democratico)

(lista per Di Girolamosindaco)

POLITICHE SOCIALI E ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE

AL TURISMO E CULTURA

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re uomini e due donne nel rispetto della legge che obbliga che i due terzi della Giunta sia composta dal gentil sesso. Dopo 17 giorni dalla sua elezione, nel ballottaggio vinto con Enio Pavone, il sindaco Sabatino Di Girolamo ha varato la squadra di governo che avrà ora il compito di amministrare la città per i prossimi cinque anni, forte del mandato che 7377 rosetani gli hanno consegnato. Questo l’esecutivo. Simone Tacchetti (Pd) è il vice sindaco con delega ai lavori pubblici, al lavoro, al personale e alle questioni cimiteriali, Luciana Di Bartolomeo (Pd) alle politiche sociali e alla pubblica istruzione, Carmelita Bruscia (lista per Di Gi-

rolamo sindaco) al turismo e cultura, Antonio Frattari (Pd) al bilancio, Nicola Petrini (Pd) ambiente, manutenzione e parco macchine. Resta fuori la lista Roseto Protagonista che sperava di avere un assessorato, ma il primo cittadino ha assicurato che verrà data più in là una delega in qualità di consigliere comunale delegato a Marco Angelini che potrebbe avere lo sport. Sport ed urbanistica, assieme ad altre deleghe minori, sono attualmente nelle mani del sindaco Di Girolamo che ha anche spiegato le ragioni per cui l’amore con #amoroseto, movimento che aveva sostenuto Rosaria Ciancaione, si è spento nell’arco di pochi giorni. #amoroseto, il cui leader è senza alcun dubbio il

parlamentare Giulio Cesare Sottanelli, aveva sostenuto la Ciancaione, piazzatasi alle spalle di Di Girolamo e Pavone. Al ballottaggio, pur senza alcun apparentamento ufficiale, il movimento aveva sostenuto il candidato del Partito Democratico. “Avevamo proposto un assessorato”, ha puntualizzato il primo cittadino rosetano, “ma le loro richieste miravano a snaturare la vittoria del Partito Democratico, chi le elezioni di fatto le aveva vinte. Loro sono usciti sconfitti. Una sconfitta evidente visto che al secondo turno il mio avversario era Pavone e non Rosaria Ciancaione”. Di Girolamo non lo ha detto a chiare lettere ma ha lasciato intendere che #amoroseto avrebbe chiesto due assessorati e


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ORE PD (O QUASI) modo le previsioni della vigilia. Niente assessorato ad #amoroseto, che ne chiedeva due. snaturare il peso di una vittoria netta”, ha commentato il primo cittadino. Intanto presto un incontro col Governatore Luciano D’Alfonso

La giunta e i consiglieri comunali di Roseto

la carica di vice sindaco. Troppo per un movimento che non aveva neppure raggiunto il ballottaggio. E così alla fine la scelta fatta è stata quella di un quasi totale monocolore del Pd. “E’ stata una campagna elettorale accesa, durante la quale non sono mancate accuse, anche pesanti”, ha puntualizzato Di Girolamo riferendosi ad #amoroseto, “in 15 giorni non si possono cancellare tutte queste cose. Si sicuro il mio impegno sarà quello di riunire il centro sinistra a Roseto. Probabilmente i tempi ora non sono ancora maturi”. All’interno della maggioranza però non tutto è filato liscio come l’olio. La Giunta sarà da subito al lavoro. Soprattutto per quanto riguarda le manutenzioni sul terri-

torio, come ha ricordato il sindaco che dovrà verificare la disponibilità di cassa. Di Girolamo chiederà presto anche un incontro con il governatore Luciano D’Alfonso che nella recente campagna elettorale non ha appoggiato il candidato del Pd a Roseto. “Sono stato lasciato solo dal Governatore”, ha concluso il sindaco, “ma ho potuto contare sull’appoggio di altri rappresentanti del governo regionale, come l’assessore Dino Pepe e il consigliere Luciano Monticelli. Con il presidente D’Alfonso però avrò dei chiarimenti, anche perché bisognerà ora lavorare nella giusta direzione”. Sabato il primo Consiglio Comunale. Si procederà con le surroghe. Simone Tacchetti, Antonio Frattari e Nicola Petri-

ni, tre nuovi assessori, saranno sostituiti tra i banchi dell’Assise dai primi tre non eletti: Giuseppe Di Sante, Achille Frezza ed Emanuela Ferretti. Teresa Ginoble, la più votata, sarà il presidente del Consiglio. “Dobbiamo affrontare subito la questione legata al bilancio”, ha aggiunto Di Girolamo durante la presentazione della sua squadra di governo, “ci siamo ritrovati senza lo strumento finanziario e la Prefettura ha già scritto. Entro il 31 luglio lo approveremo”. Ci sono delle urgenze da affrontare che riguardano proprio la manutenzione. Di Girolamo ne ha fatto un cavallo di battaglia durante la campagna elettorale. Ora bisogna mantenere fede agli impegni presi con i rosetani.


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UNO CHALET IN MEZZO AL MARE Realizzato in pochi giorni, la struttura in legno poggia su dei tubi in cemento, nella zona nord del litorale ghiaioso di Cologna Spiaggia. Ufficio Tecnico del Comune di Roseto e Sovrintendenza ai Beni Ambientali dell’Aquila hanno rilasciato il nulla osta per la costruzione dell’opera con una prescrizione: dovrà essere rimossa a fine stagione estiva. Intanto il Wwf vuol vederci chiaro

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no chalet a mezzo metro dal mare, realizzato nell’arco di pochissimi giorni, con i lavori iniziati quasi di notte. E’ sorto a Cologna Spiaggia, nel tratto nord della spiaggia ghiaiosa, dinanzi agli agricamping. Un’opera che ha lasciato basiti residenti e turisti. Se ne parla da più di una settimana e l’argomento continua ancora a far discutere e a sollevare polemiche tra gli ambientalisti e i residenti. Un manufatto completamente in legno costruito in riva al mare, praticamente quasi sull’acqua. Ci si interroga ancora sul fatto di come possa essere stata rilasciata l’autorizzazione per consentire la realizzazione della struttura in quel punto. E si scopre che il via libera alle opere è stato dato dall’ufficio tecnico del Comune di Roseto poco più di un mese fa, in assenza di un’amministrazione comunale operativa a tutti gli effetti, visto che il Consiglio si era sciolto prima, in vista delle elezioni del 5 e 19 giugno. L’autorizzazione del Comune è arrivata su indicazioni della Sovrintendenza ai Beni Ambientali dell’Aquila che ha tenuto conto di un vecchio carteggio sulla linea di costa che posiziona il mare 25 metri più in là rispetto al punto in cui lo chalet è stato costruito. Eppure, tre anni fa le carte relative alla nuova linea di costa, ridisegnata a seguito del fenomeno erosivo degli ultimi 10 anni, sarebbero state aggiornate. Un aggiornamento di cui si sono perse le tracce? Perché quindi non si è tenuto conto della modifica della spiag-

gia che ha perso circa 25 metri? Una dimenticanza? Un semplice errore non voluto? O chi sapeva ha preferito tacere? A quel punto lo stabilimento, seppur in legno e realizzato con tutti i crismi dell’ecosostenibilità, lì non avrebbe potuto starci. Carabinieri e Capitaneria di Porto di Giulianova hanno eseguito i controlli e verificato tutti i documenti. Le carte sono in regola. Però quel particolare dei 25 metri che mancano ha lasciato più di un dubbio tra gli ambientalisti. Il Wwf vuol vederci chiaro e ha già annunciato un esposto agli organi competenti. La Sovrintendenza ha stabilito una prescrizione: a fine stagione lo chalet dovrà essere smantellato. Per essere riposizionato in occasione della prossima estate. Intanto, la mareggiata della settimana scorsa ha fatto capire che con Madre Natura non si scherza. Le onde hanno raggiunto la parte sottostante della struttura. Non è stata una mareggiata di quelle invernali. Ma il senso di cosa potrebbe accadere in pieno inverno quando i venti di Grecale e di Levante alzano onde anche di 2 metri si è capito perfettamente. Perché Madre Natura si riappropria di ciò che è suo. Lo chalet a fine estate dovrà essere smantellato. E’ stato costruito sulla base di un modulo rimovibile. In qualsiasi momento. Sempre che non ci pensi prima Madre Natura. Nel frattempo i lavori per completare l’opera sono stati fermi per alcuni giorni. L’area è un cantiere aperto e ai bagnanti non resta quel mezzo metro per poter passeggiare in riva al mare.


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ROSETO

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SPIAGGE LIBERE TRA

ALGHE E PULCI DI MARE Turisti e residenti chiedono una maggiore pulizia degli arenili di libera fruizione. Le correnti marine continuano a spiaggiare quintali di alghe, particolarmente presenti in questa stagione come non mai. E in riva si notano migliaia di piccoli crostacei che vivono tra le foglie verdi dell’insalata di mare. Si tratta di animaletti comunque innocui anche se fastidiosi

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uintali di alghe sulla battigia delle spiagge libere di Roseto e tanti piccoli crostacei che nuotano in riva, mimetizzandosi tra le foglie dell’insalata di mare. Per qualcuno fanno ribrezzo, ma in realtà non creano alcun danno all’uomo. Appartengono all’ordine degli Isopodi e sono appunto dei piccoli crostacei che appartengono alla famiglia delle pulci di mare. Mai come quest’anno in riva all’Adriatico, lungo tutta la fascia costiera teramana, si erano notati così tanti animaletti, rapidi nei movimenti, difficilissimi da catturare. Il nome di questo organismo è Idotea e prolifera tra le alghe. Le calde temperature di questi giorni e l’apporto, purtroppo, dei fiumi favoriscono la proliferazione di questo particolare parassita del mare, comunque del tutto innocuo per le persone. A volte, infatti, è fastidioso in quanto il carapace, essendo dotato di un esoscheletro, sfiorando la pelle delle persone in acqua, dà la sensazione di una puntura. L’Idotea è facile da notare in riva al mare,

tra le alghe, come in questi giorni, attirando l’attenzione di bagnanti curiosi che spesso scambiano questi piccoli parassiti per animali velenosi. Ma non è affatto così. Intanto nei tratti di spiaggia libera tra Cologna e Roseto i turisti hanno fatto notare la scarsa pulizia dell’arenile, invaso dalle alghe spiaggiate dalle correnti marine. In passato la rimozione dei sedimenti lungo la spiaggia libera veniva assicurata da una squadra di operai comunali. Basterebbe davvero poco per offrire un servizio atteso. Magari anche chiedendo ai concessionari confinanti di occuparsi della pulizia anche nei tratti di spiaggia libera. Purché i cumuli di alghe vengano rimossi in fretta, evitando che marciscano al sole, liberando un odore pungente e fastidioso come è accaduto in questi giorni, visto che l’insalata di mare è rimasta a lungo sulla battigia.


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Politica

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LA SCONFITTA DELL’EX SINDACO PAVONE?

CHIEDETELO AI 5 STELLE

Roseto ha due zoccoli duri elettorali - vale a dire quello del Pd e quello dell’area di centrodestra, capitanata dai liberalsocialisti - che sostanzialmente nei numeri possono anche equivalersi. Pertanto certi dettagli (leggasi l’assenza dei grillini) sono stati determinanti di William Di Marco QUADRO IN CHIAROSCURO - Lasciate alle spalle le Amministrative 2016 è bene fare alcune considerazioni, anche se per un quadro completo, almeno a livello locale, bisognerà attendere di sapere qualche piccola scucitura che ci permetterà una lettura più completa. Andiamo per gradi, cercando la massima sintesi. IL SISTEMA DI VOTO DA CAMBIARE - Già cinque anni fa scrivemmo certe cose e così la volta precedente. È ormai per noi una litania, che comunque trova sempre più sostenitori tra la gente. Il sistema per eleggere il sindaco non è affatto trasparente. O meglio, quello dei comuni sotto 15.000 abitanti (come Pineto) lo è molto di più. Lì si chiamano gli elettori al voto e chi racimola più preferenze vince, senza sotterfugi. Tutti gli accordi vanno fatti alla luce del sole e soprattutto prima delle consultazioni. Invece nei Comuni più grandi, il doppio turno ormai sta dimostrando i propri limiti. Intanto trovate in giro una persona che parli bene del voto disgiunto, cioè la possibilità che ha l’elettore di scegliere un partito e contemporaneamente il candidato sindaco di uno schieramento opposto. Solo nel nostro Paese è possibile vedere un atteggiamento bifronte, forse per sancire che il trasformismo depretisiano è un prodotto Made in Italy. Poi gli apparentamenti è quando di peggio ci possa essere, perché i vari candidati (a tutti i livelli) dicono pesta e corna degli avversari, ma poi si ritrovano seduti dalla stessa parte. Privatamente non lo accetterebbe nessuno. Invece noi dobbiamo scegliere i primi cittadini in questo modo! Mah! Infine la rappresentatività. Dopo due settimane, al ballottaggio, ormai va a votare la metà delle persone. Quindi chi viene scelto, spesso rappresenta un quarto di tutti gli elettori. Allora non vale la pena fare un solo turno, più diretto e meno esposto agli “inciuci”?

IL FENOMENO GRILLINO - Due parole due e poi ci torneremo. I Cinque Stelle hanno ottenuto un così grande consenso nazionale, non tanto per la proposta politica, quanto perché ormai rappresentano l’”antiistituzione”. Attenzione: non l’antipolitica o l’antisistema, ma proprio i giovani del Movimento sono considerati l’alternativa istituzionale all’apparato burocratico. Questa potrebbe essere la nuova chiave di lettura. I politici legati a Grillo hanno dato dimostrazione di una coerenza di comportamento unica nel panorama mondiale occidentale, rinunciando realmente a metà dello stipendio e dando prova nel concreto di fare ciò che sostengono da tempo. Poi sulle scelte più complesse abbiamo molti asterischi da apporre ai pentastellati (lo abbiamo fatto su queste colonne), ma se vogliamo cominciare da una parte (e la coerenza e l’onestà sono funzionali all’amministrazione), i grillini sono su un’ottima strada e soprattutto avanti a tutti. LE AMMINISTRATIVE ROSETANE Anche qui una toccata e fuga, per tornarci nei prossimi numeri. Il nostro giornale non ha mai fatto il tifo per nessuno, ma ha sempre rispettato tutti, soprattutto perché riconosciamo l’impegno e il sacrificio di molti che si mettono a capo della macchina amministrativa. Vale per Pavone - che ha cercato di dare il meglio, evidenziando delle lacune che gli sono costate care - e per il nuovo sindaco Sabatino Di Girolamo, che deve saper trasformare la bella immagine di “brava persona” (quale realmente è) in qualcosa di concreto e operativo. Tornando all’Amministrazione uscente, va detto che l’assenza del Movimento 5 Stelle ha nuociuto molto di più al centrodestra che alle altre coalizioni. Con la

presenza dei seguaci di Grillo, tanti voti delle liste civiche legate a Rosaria Ciancaione sarebbero migrati verso la stella color oro. La candidata sindaco ha fatto confluire su di sé diversi consensi protestatari, che fisiologicamente vanno, nelle amministrative, a chi si pone fuori dagli schieramenti canonici, portando alto il vessillo delle “liste civiche”. Pertanto, con i grillini presenti, l’attrattiva verso Ciancaione-Sottanelli avrebbe avuto meno appeal. Non solo. Una percentuale importante di preferenze sarebbe stata erosa anche al Pd e la sua coalizione, perché in generale chi sceglie il Movimento di Grillo si sente più di sinistra che di destra. Con molta probabilità Enio Pavone avrebbe mantenuto quasi del tutto invariati i suoi voti e forse questo gli avrebbe dato la forza di arrivare in testa al primo turno. Certo, nel ballottaggio la partita sarebbe stata nuovamente incerta, ma in generale aggiudicarsi l’apertura elettorale è molto importante ai fini dell’immagine che si trasmette alla gente, la quale è più incline a sostenere chi ha reali possibilità di vittoria. Tant’è che di questo effetto ha beneficiato Di Girolamo, in virtù anche dell’exploit al primo giro di boa. Ovviamente parliamo di supposizioni e le motivazioni vere (cioè quelle amministrative) sono ben altre. Ma in una Roseto che ha dimostrato due zoccoli duri - vale a dire quello del Pd e quello dell’area di centrodestra, capitanata dai liberalsocialisti - che sostanzialmente nei numeri possono anche equivalersi, certi dettagli (leggasi l’assenza dei grillini) sono stati determinanti. Ecco perché la nuova Amministrazione dovrà tenere conto che quel malcontento che oggi è sotto la cenere, può rinfiammarsi e fare la voce grossa.


ROSETO

CI PIACE

UN’OASI DELLE MERAVIGLIE Se da un lato c’è l’aspetto negativo della rampa d’accesso invasa dal canneto, dall’altro c’è un aspetto completamente opposto e che viene ammirato dai tantissimi turisti che in questi giorni affollano le strutture ricettive. Si tratta della foce del fiume Tordino, una vera a propria oasi naturalistica che anno dopo anno si popola di specie faunistiche mai viste in passato. Garzette, aironi cenerini, aironi bianchi, fischioni, germani reali, nutrie, martin pescatori e persino un paio di cicogne. Un patrimonio da tutelare ad ogni costo. E tra i turisti c’è chi armato di macchina fotografica scatta foto spettacolari.

NON CI PIACE

PONTE CICLOPEDONALE, AVANZA IL CANNETO Ci siamo occupati del problema già nel precedente numero di Eidos, sperando che si potesse fare qualcosa, che qualcuno intervenisse. Alcuni lavori di pulizia e manutenzione degli spazi verdi sono stati eseguiti a Roseto e frazioni. Ma la rampa di accesso sud che porta al ponte ciclopedonale sul fiume Tordino rischia di essere sommersa dal canneto. Nessuna opera, nessun tagli di erbacce e canneto che inizia ad invadere la passeggiata. A lamentarsi sono soprattutto i turisti che la sera si spostano in bici attraversando il ponte.

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IX EDIZIONE TROFEO DI NUOTO “CITTÀ DI PINETO” E sì, sono ben nove le edizioni del trofeo di nuoto “Città di Pineto”. Sembra facile ma non lo è affatto. L’Associazione Sportiva Spatangus impiega tutto l’inverno per organizzare questo evento, ormai diventato importante a livello nazionale. La gara si divide in due categorie: nella prima, che quest’anno ha visto impegnati ben 73 atleti, si va dalla riva del mare Adriatico fino alla piattaforma denominata fratello Cluster e ritorno, per una lunghezza di 6,6 miglia marine. Vincitore è stato Dario Nitti di Vedano Odona (VA ), che ha impiegato 3 ore e 8 minuti. Nell’altra categoria, cioè dalla piattaforma alla riva per una distanza di 3,3 miglia e con un tempo di appena 1 ora e 22 minuti, a salire sul gradino più alto del podio è stato il giovane Alessandro Marcheggiani di Scerne di Pineto.

di TIZIANO ABBONDANZA

CI PIACE

PINETO

A Pineto tutti i quartieri e frazioni, nel corso degli ultimi dieci anni, sono stati dotati di parchi giochi in sicurezza per bambini. E per sicurezza si intende dire che ognuna di queste aree è fornita di recinzione tali da dare tranquillità alle mamme che accompagnano ben volentieri i loro figli per qualche ora di svago. Nella foto vediamo un esempio di parco recintato e poi Piazza Diaz, in via Mazzini in pieno centro, che sicuramente potrebbe essere attrezzato con dei giochi e che si presta bene per essere messo in sicurezza. Le mamme ed i tanti bambini non aspettano altro.

NON CI PIACE

E IL PARCO GIOCHI IN CENTRO?


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IL VOMANO CONTINUA AD ERODERE LA PIANA E UNA VECCHIA DISCARICA

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Il problema va avanti ormai da mesi e nessuno ha ancora trovato una soluzione, nonostante gli abitanti della zona e i titolari di attività abbiano lanciato un grido d’allarme. La questione è più grave di come si possa immaginare e serve un intervento da parte della Regione per mettere in sicurezza l’argine nord del fiume

l fiume Vomano continua a portarsi via porzioni di terreno nella zona di Piane Vomano di Roseto, proseguendo per via Argentina. Problema sollevato già qualche tempo fa ma ancora irrisolto. E le piogge della settimana scorsa con una maggiore portata del corso d’acqua, hanno accentuato l’erosione. Tant’è che alcuni tralicci dell’Enel sono praticamente ormai a meno di 5 metri dal nuovo letto del fiume. L’argine nord di fatto non esiste più. E il proprietario dei terreni agricoli limitrofi ha già perso il 20 per cento delle aree. Ma c’è anche un altro aspetto, ancor più grave. L’erosione continua a portare alla luce una vecchia discarica, dismessa già da una trentina di anni e realizzata negli anni ’70. Parte dei rifiuti è già stata scaricata in mare l’inverno scorso. Ma la preoccupazione di tutti è che una piena improvvisa, e di questi tempi con le piogge che assumono sempre più carattere torrenziale, possa spazzare via del tutto quell’impianto di smaltimento, fatto censire dal Comune di Roseto e che risulterebbe esistente anche sulle carte regionali circa la presenza di vecchie discariche a ridosso dei corsi d’acqua abruzzesi. Non è la prima volta che Roseto si trova ad affrontare un simile problema. Era già accaduto qualche tempo fa con la vecchia discarica di Coste Lanciano, a ridosso del fiume Tordino. Tre piene, nel novembre 2009, nel marzo del 2011 e poi a dicembre 2013 spazzarono via più del 50 per cento

dell’area di risulta, scaricando in mare tonnellate di pattume, soprattutto plastica. Problema risolto successivamente con la sistemazione di massi ciclopici a protezione dell’argine e della vecchia discarica. Esiste una relazione fatta da alcuni geologi i quali confermano che bisogna trovare in fretta una soluzione anche per la zona di Piane Vomano. Altrimenti già con il prossimo inverno la situazione potrebbe degenerare irrimediabilmente. Il rischio ambientale è enorme, visto che quella discarica rappresenta una vera e propria bomba ecologica.


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IE CUR IOSIZ Notizie)

(tra Curiosità &

17 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

I RAGAZZI DI UNA VOLTA 47 LE PARTITE ESTIVE AL CAMPO DEI PRETI

I mesi del sole per antonomasia sono fatti per lo sport all’aria aperta. Così sovente i grandi “’amici”’ del Campo dei Preti si davano appuntamento nei pomeriggi estivi per affrontarsi in incontri di calcio memorabili, nel senso che ogni gara era tirata fino alla fine, come se in palio ci fosse la Coppa del Mondo. Il rettangolo di gioco non aveva l’erbetta, né quella naturale né tantomeno artificiale, che arriverà molto in là nel tempo, cioè negli anni Duemila. Ma ogni volta che si giocava il terreno composto tra un misto di sabbia e ghiaia, quindi polveroso, veniva perfettamente bagnato e poi livellato con una rete passata a rimorchio di una macchina.

Insomma l’effetto “’tavolo da biliardo”’ c’era tutto e giocare su quella superficie era uno spasso. In questa foto (girataci dall’artista Giorgio Mattioli) di metà anni ‘80 si riconoscono, da sinistra in piedi: Antonio Aloisi, Paolo Di Donato, Gino Mazzoni, Berardo D’Ubaldo, Leone Marini, Vincenzo Angelozzi, Giuliano Petrella, Tommaso Piccioni, Claudio Di Marco, Raffaele Magrini, Franco Di Donato, Tonino Di Carlo, Sonnino Barnabei. In basso da sinistra: Renato Pedicone, Mimmo De Simone, Ermanno Romualdi, Remo Valà, Tonino Brandimarte, Peppe Pincelli, Gino Sforza, Tonino De Luca, Pino Vallese e, disteso con la palla, Giorgio Mattioli.

È DISPONIBILE SUL WEB E IN EDICOLA CHORUS 62 DI LUGLIO L’editoriale di questo numero è dedicato al referendum britannico: «Da europeisti convinti diamo ascolto al “’Brexit”’: il Regno Unito ha sempre qualcosa da insegnarci», che poi continua Molte le motivazioni che hanno indotto i britannici a votare per l’uscita dall’Unione Europea e spesso le analisi politiche ed economiche hanno rimarcato tali aspetti. Tuttavia la spinta principale va ricercata nell’immigrazione senza controllo e in una mancanza di identità che il Vecchio Continente sembra avere smarrito. Vediamo il perché. Ugo Centi, direttore di Controaliseo, segue con un articolo sulla politica nostrana: «La falsa partecipazione» e nel sottotitolo specifica Torniamo sulle Amministrative rosetane. Il problema non è “’candidarsi”’, ma controllare i rappresentanti istituzionali, i partiti, la burocrazia. 250 candidati al Consiglio comunale di

una cittadina di 25 mila abitanti non è un segno di vitalità della democrazia: è una sua patologia evidente. Infine la docente di Scuola Superiore Doretta Celommi riflette su tematiche didattiche con l’articolo: «Una mia fotografia» per poi sottolineare Da poco si è chiusa la scuola ed è tempo di bilanci. Pubblichiamo l’intervento di una docente che fa una riflessione su ciò che oggi è l’insegnamento e di come vada divulgata la cultura dell’inclusione, con particolare cura alla relazione educativa, con e per gli alunni. Il giornale è disponibile: a) sul sito www. williamdimarco.it, cliccando “’Riviste”’ nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 62; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “’Leggimi”’. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.


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GIORNI BAMBINI IL LIBRO DEL MAESTRO GIUSEPPE IANNETTI Iniziativa editoria interessante e pubblicazione veramente piacevole. È la sintesi di un libro, prodotto dalla casa editrice Artemia di Mosciano Sant’Angelo, che parla della scuola, attraverso le esperienze personali e le tante voci dei bambini. L’autore è il maestro Giuseppe Iannetti di Morro d’Oro che con garbo riporta le tante vicende che sono rimaste impresse nella sua mente e nella sua penna, durante i tanti lustri di carriera scolastica, tra i banchi della Scuola Elementare, quella che nell’immaginario collettivo della docenza è la più affascinante e pedagogicamente la più formativa. «Tutta questa ricchezza di valori - scrive Elso Simone Serpentini nella prefazione di “’Giorni bambini”’ - è il dono che ci fa questo libro, nel quale il maestro Iannetti racchiude, come in uno scrigno, tutti i tesori accumulati nella sua espe-

rienza di insegnante». Nella introduzione l’autore rimarca: «Sono giorni che suggellano il tempo scolastico tra continue esperienze e ricorrenti dubbi da affrontare con passione, scrupolo e professionalità, nel rispetto della libertà d’insegnamento e del diritto all’istruzione; momenti indelebili che riflettono la “’relazione diretta fra allievo e maestro”’ proiettata al futuro, all’età matura attraverso la costruzione di degni percorsi di senso». Poi c’è una sottolineatura sulla figura maschile del maestro che va scomparendo: “’Da maestro unico a... unico maestro! La scuola tutta, quella primaria (e dell’infanzia) in particolar modo, piaccia o non piaccia parla oramai esclusivamente al femminile. È un dato di fatto”’. È un bel libro che va letto, per non perdere il senso profondo di questo affascinante lavoro-mestiere-professione.

LIBRETTO SUL TURISMO DI ROSBURGO, STAGIONE BALNEARE 1914 - 2 Ha destato curiosità questo libretto sui consigli turistici da osservare, stampato oltre un secolo fa dall’Amministrazione Comunale e che parlava di turismo sin da allora. Alcuni consigli rimangono attuali, come anche delle problematiche che sembrano non essere mai state risolte. Continuiamo con il testo. “Dico che le altre stazioni climatiche certo non debbono unicamente al panorama la loro fortuna: l’istessa Svizzera non sarebbe tanto frequentata se gli abitanti non avessero saputo organizzare tutto quell’insieme dei conforti necessari a chi abituato alle comodità di una intensa vita civile, cerca anche fuori della sua casa quanto è indispensabile ad appagare il suo occhio di esteta e il suo fisico che vuol salvaguardare da possibili contagi o infezioni. Oltre al nostro bel mare,

al nostro bel cielo sfolgoreggiante di luci e di azzurro cosa possiamo noi presentare? Alla gioventù spensierata in cerca di avventure, all’uomo di affari che viene qui per ritemprare il suo organismo oppresso da una continua vita di lavoro cittadino noi che non abbiamo eleganti case da giuoco, alberghi sontuosi, parchi superbi, cosa offriremo? Diamo loro case comode e scrupolosamente pulite, e che essi trovino in noi la massima cortesia e la più schietta cordialità. Rendiamo dunque più facile il soggiorno nel nostro paese ai signori forestieri facendo tutto quanto è in noi per seguire i dettami della moderna igiene. All’uopo di disinfettino ogni anno gli appartamenti, lavando i pavimenti con soluzioni antisettiche e, non potendo di più, s’imbianchino con calce le pareti delle camere”. (Continua 2)


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FESTA DELLA SCUOLA CALCIO A NOTARESCO, GUARDANDO AL FUTURO

Sabato 25 giugno, in un clima di festa, al Comunale “’V. Savini”’ i giovani calciatori in erba della scuola calcio Notaresco 1924, hanno sfidato i propri genitori, nella “’partita del cuore”’, i quali, al termine dell’incontro, hanno donato ai figli una medaglia appositamente coniata per l’occasione. A conclusione della parte tecnica, genitori e ragazzi si sono ritrovati in un nota pizzeria del territorio per trascorrere insieme una serata all’insegna dell’allegria. Durante il conviviale si è ribadito il ruolo sociale che la scuola calcio continuerà ad avere per le nuove generazioni del Comune di Notaresco e non solo, che può vantare delle importanti tradizioni calcistiche. La politica dei piccoli passi rimane la priorità del gruppo di lavoro del settore tecnico composto da Gabriele Di Giuseppe, Tino Ceci, Antonio Zaccagnini, Stefano Fedele. Durante l’incontro, inoltre, i dirigenti della scuola calcio hanno annunciato l’avvio della collaborazione con un’altra scuola calcio del territorio, cosicché anche dopo i 13 anni i ragazzi della scuola calcio Notaresco 1924 potranno continuare la propria avventura sui campi da gioco.

ATRI MUSIC CAMP: TRA EDIFICI STORICI E ESIBIZIONI LIVE LA MUSICA DIVENTA PROTAGONISTA Una città che offre la sue bellezze storiche come palcoscenico naturale. Un territorio che si racconta attraverso la musica a tantissimi studenti che arrivano anche da fuori Abruzzo. Live con i grandi protagonisti della musica jazz italiana insieme a workshop e seminari. Una serie di elementi che trasformano un centro urbano in un laboratorio di musica moderna vivo e creativo. È la V edizione dell’Atri Music Camp che si terrà nella località teramana dal 26 al 29 luglio. L’evento è organizzato dall’associazione Nemo Project, fondata dai musicisti Claudia Pantalone, Claudio Bollini e Michelangelo Brandimarte, in collaborazione con il Comune di Atri e con la Fondazione Tercas. “Un traguardo molto importante - dice Michelangelo Brandimarte - questo della quinta edizione. Nello spazio di poco più di 100 metri ci saranno workshop e lezioni in edifici storici come l’ex Ginnasio Zanni di fianco il teatro e l’Audiutorium S. Agostino, la sala prove sarà allestita nella piazza del comune ed i concerti serali si terranno nella bellissima cornice della villa comunale. I live sono tutti ad ingresso gratuito. Per quanto riguarda l’aspetto didattico, invece, è un onore tornare ad ospitare grandi Maestri ed accoglierne di nuovi, quest’anno ci saranno i pianisti Ramberto Ciammarughi e Claudio Filippini, il batterista Roberto Pistolesi, Enrico Cosimi per la musica elettronica, Alessio Menco-

ni per la chitarra, Ares Tavolazzi per il basso oltre alla mia presenza, sempre per il basso, e quella di Claudia Pantalone e Claudio Bollini rispettivamente per voce e batteria. Un ringraziamento particolare anche alla pianista Rita Marcotulli e al batterista Alfredo Golino, i componenti insieme ad Ares Tavolazzi del Tri(o)kala, coinvolti dal progetto hanno messo tutta la loro esperienza al servizio dei ragazzi del Camp“. Il primo appuntamento con la musica dal vivo è fissato per martedì 26 luglio alle 22:00 con la festa di benvenuto per tutti i musicisti che partecipano al Camp e la grande jam session itinerante per le vie del centro storico. Mercoledì 27, alle ore 21.30, (Villa comunale), sarà la volta di una all star band, il Tri(o)Kala, composto da Rita Marcotulli al pianoforte, Alfredo Golino alla batteria e Ares Tavolazzi al basso. Giovedì 28, alle ore 21:30 (Villa comunale) Concerto dell’AMC quartet, Morena Pavone voce, Fabiano di Dio pianoforte, Federico Magazzeni basso, Alfonso Bentivoglio batteria. A seguire alle ore 22.30 spazio al “’Guitar solo”’ di Alessio Menconi, chitarrista storico di Paolo Conte e compagno di palco, tra gli altri di Billy Cobham. Venerdi 29, alle ore 21.30 (Villa Comunale) ci sarà il concerto finale degli allievi che hanno partecipato alla V Edizione dell’Atri Music Camp, i quali si alterneranno in diverse formazioni per una vera e propria “’maratona”’ musicale.

Nelle foto: il bassista Ares Tavolazzi, il chitarrista Alessio Menconi, la pianista Rita Marcotulli


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ROSETO

ONDATA DI FURTI

NELL’ULTIMO WEEK END Vittime anziani e automobilisti che lasciano l’auto in sosta sul lungomare. Con la scusa di vedere appartamenti da prendere in affitto per l’estate, sfilano agli ignari pensionati oggetti in oro e portamonete. E attenzione a chi si spaccia per ispettori dell’Inps e dell’Enel

S

i spacciano per ispettori dell’Enel o dell’Inps, in altri casi si presentano come persone interessate a prendere in affitto degli appartamenti. Ma in realtà l’obiettivo è uno solo: mettere a segno dei furti. E i malcapitati sono sempre gli stessi, i poveri anziani. Nell’ultimo fine settimana a Roseto sono stati messi a segno diversi furti. I ladri, in questo caso per la verità la ladra, accompagnata da un complice, ha sfilato la catenina d’oro e il portamonete ad un pensionato. Il fatto è accaduto nella zona di via D’Annunzio, a due passi dalla scuola elementare. La tipa, facendo finta di conoscere la sua “vittima” e pronunciando parole incomprensibili, ha abbracciato l’uomo, gli ha sfilato in un battibaleno la catenina e il portafogli che conteneva documenti e carta bancomat con pin segnato su un foglietto. La ladra ha eseguito subito un prelievo e dagli accertamenti risulta che sia stato usato uno sportello automatico nel quartiere Annunziata a Giulianova. Dalla descrizione fatta dal derubato, la donna sarebbe bassa e di carnagione scura, con accento probabilmente straniero. Stessa tecnica, ma protagonisti diversi, anche in via Colle Patito, nella zona più a nord di Roseto. Da un’auto di colore grigio condotta da un uomo è scesa una donna alta con in testa un cappellino chiaro. Con la scusa di cercare un appartamento da prendere in affitto in estate ha abbracciato un anziano che era fuori l’uscio della propria casa. Il colpo

però è fallito perché la moglie dell’uomo finito nel mirino della ladra si è affacciata sul terrazzo urlando e mettendo in fuga i due, senza però riuscire a prendere il numero di targa. In un paio di casi, poi, un tizio, con accento napoletano, con la scusa di vendere prodotti Enel ha cercato di intrufolarsi in due diversi appartamenti, nella zona sud di Roseto. Infine in zona Sacro Cuore sono stai bloccati dei cancelli automatici con del nastro adesivo nero sistemato sulle fotocellule. Secondo i proprietari delle abitazioni non è escluso che lo scopo fosse quello di rubare le vetture dal recinto e dai garage. Sul lungomare sud infranti i finestrini di diverse vetture. I topi d’auto si sono impossessati di oggetti dimenticati nell’abita-

colo, soprattutto telefonini o tablet. In un caso portata via la borsa ad una donna che conteneva documenti e qualche euro. Da tempo i cittadini, che hanno anche dato vita ad un gruppo su facebook “controllo vicinato Roseto e dintorni”, chiedono maggiori controlli e la sistemazione di telecamere di videosorveglianza.


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LAVORI AL PORTOROSE LO SCIPPO DELLA PROVINCIA La Regione ha deciso di assegnare il finanziamento da un milione e 700mila euro alla Provincia e non al Comune come invece era già avvenuto in un primo momento. Nell’elaborazione del Masterplan il governo D’Alfonso ha ridisegnato le competenze scatenando il malcontento dei rosetani. La rabbia dell’ex assessore Fabrizio Fornaciari uel finanziamento deve essere assegnato e gestito direttamente dal Comune e non dalla Provincia che non ha avuto alcun merito nell’operazione”. Tuona l’ex assessore ai lavori pubblici di Roseto Fabrizio Fornaciari, esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che ha scoperto che lo scorso 10 giugno la Regione ha deciso di affidare il finanziamento per la realizzazione di una serie di interventi al porticciolo, per un importo di un milione e 700mila euro, direttamente alla Provincia. “Il finanziamento in questione, assegnato al Comune di Roseto in un primo momento dalla vecchia Giunta regionale Chiodi”, ha ricordato Fornaciari, “sarebbe stato destinato alla realizzazione di un “braccio a mare”, ovvero una barriera che prolungando l’argine in sponda sinistra del fiume Vomano si estende verso il largo per poi deviare verso nord-ovest e terminare di fronte all’imboccatura portuale. Il fondo sarebbe stato successivamente revocato dall’attuale Governatore Luciano D’Alfonso per destinare quelle risorse ad altre iniziative. A questa decisione è seguita un’azione continua ed incessante della passata amministrazione Pavone e del Circolo nautico “C.Vallonchini”, coinvolgendo tutti i soggetti interessa-

ti”. Alla fine è stato riottenuto il finanziamento del Masterplan che prevede diversi interventi tra cui quello in questione. Lo scorso 10 giugno è stato stabilito che il finanziamento per il porto di Roseto è assegnato alla Provincia e non al Comune. “Siamo di fronte a un vero e proprio scippo”, prosegue Fornaciari, “nell’aprile 2015 D’Alfonso revoca il finanziamento destinato al Comune al fine di trovare le risorse per alcuni interventi utili solo alla sua vanità tra cui il famoso ‘Ponte del Cielo’ di Pescara, il cui progetto è stato anche bocciato. Nonostante la sciagurata decisione, la passata amministrazione ha lavorato per portare avanti procedure complesse e progettazione del “braccio a mare” ottenendo la non assoggettabilità a V.I.A. dell’opera (che avrebbe dilatato i tempi per la realizzazione n.d.r.) e approvando il progetto definitivo”. Secondo Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, dopo aver ottenuto il rifinanziamento del progetto con il Masterplan, con un progetto prossimo alla

cantierabilità e quindi le condizioni per poter svolgere rapidamente la procedura di gara d’appalto, la Regione continuerebbe negli errori assegnando le risorse alla Provincia e non al Comune. “Siamo convinti che questa decisione sia l’ennesima cantonata”, conclude Fornaciari, “è evidente che D’Alfonso e i suoi non lo hanno capito, ma noi e le categorie che lavorano al porto sappiamo bene quanto sia importante iniziare rapidamente il cantiere. In particolare per proteggere in maniera risolutiva il porto dalle mareggiate e per ricavare gli ormeggi della marineria a causa dei prossimi lavori di realizzazione del nuovo argine del fiume Vomano che inevitabilmente eliminerà una parte della darsena. Quindi è necessario il controllo continuo dell’amministrazione comunale che conosce meglio di altri enti le problematiche complesse legate a questa questione e per continuare il lavoro svolto in precedenza tenendo conto del piano di sviluppo portuale approvato dal Consiglio Comunale”. Intanto, predisposto una proposta di mozione da discutere in Assise, che è nella disponibilità dei consiglieri di centrodestra, affinché il sindaco Sabatino Di Girolamo si attivi immediatamente per far revocare dalla Regione il finanziamento alla Provincia e restituirlo al Comune di Roseto.


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ROSETO

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UN PUNTO FERMO

PER RIPARTIRE PIÙ FORTI DI PRIMA Il centrodestra rosetano si lecca le ferite dopo la pesante sconfitta elettorale. Ma guarda già al futuro e soprattutto ai giovani. Così nasce l’associazione Il Punto, un nome che ha dietro tutto un programma. Fanno parte del nuovo movimento ex assessori e giovani che si erano presentati alle recenti amministrative a sostegno di Enio Pavone

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a sconfitta elettorale è alle spalle. A quasi un mese di distanza in casa centro destra è già iniziata la fase della riflessione. Guardare avanti e soprattutto ricostruire una coalizione che possa guardare ai prossimi cinque anni come un impegno radicale, forte sul territorio, di opposizione costruttiva e anche di dialogo con chi oggi governa la città. Mettere un punto fermo, insomma, e ripartire con una nuova idea di centro destra. A Roseto nasce l’associazione Il Punto, un nome non a caso, ma scelto, ponderato dal gruppo di giovani che ha deciso di dare vita a questo movimento. Un punto fermo, ma soprattutto un nuovo punto Dante Massari

di partenza. Ne fanno parte alcuni giovani che si erano candidati nelle liste a sostegno del sindaco Enio Pavone, uscito sconfitto dal ballottaggio con Sabatino Di Girolamo. Tra questi Dante Massari, che ricopre di fatto la carica di responsabile dell’associazione, gli ex assessori Alessandro Recchiuti e Mirco Vannucci. Giovani leve, anche se con una navigata esperienza politica e in campo amministrativo che vogliono ricostruire in città il centro destra. Via i vecchi tromboni, quelli che sono stati bocciati dalle recenti elezioni. Largo dunque alle nuove leve. “Il nostro vuole essere un movimento di opinione”, ha spiegato Dante Massari, “o meglio, vo-

gliamo raccogliere idee e proposte che arrivano dai cittadini. Saranno cinque anni di opposizione, saremo rappresentati in Consiglio Comunale da Alessandro Recchiuti, esponente di Futuro In ma fondatore dell’associazione Il Punto. Avremo riunioni, incontri con i cittadini e ci faremo anche promotori di iniziative. Alle scorse elezioni abbiamo pagato a caro prezzo probabilmente l’arroganza di qualcuno. E’ giusto quindi ripartire da un nuovo progetto”. Non è da escludere però che in città non nasca un nuovo raggruppamento di centro destra che raccolga i cocci di chi è uscito con le ossa rotte dalle recenti amministrative. E’ un’ipotesi che circola in città già da qualche giorno: il rischio che ci sia un frazionamento del centro destra è reale. Un po’ come è capitato spesso in questi ultimi tempi al centro sinistra.


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foto: Andrea Cusano

IL ROSETO DA RIPIANTARE Squadra da rifare, per il nuovo coach e direttore sportivo Emanuele Di Paolantonio

l Roseto andrà ripiantato, con la speranza che fiorisca più bello di prima. Questa, in floreale sintesi, la situazione del sodalizio cestistico rosetano agli inizi di luglio. Infatti, la squadra che nel campionato di A2 2015/2016 ha conquistato i playoff oggi non c’è più. La “diaspora del popolo rosetano” l’ha iniziata coach Tony Trullo, andato a Ferrara in A2 con il doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo. Trullo ha voluto al suo fianco Yankiel Moreno, polivalente cubano ormai pretoriano del tecnico rosetano, che non ha esitato a dirgli sì seguendolo in terra estense. Poi è stata la volta di Roberto Marulli, che ha firmato per Reggio Calabria in A2, dove ritrova

coach Paternoster che lo ha allenato in Serie B ad Agropoli. Anche il rosetanissimo Pierpaolo Marini ha lasciato il Lido delle Rose, destinazione Lombardia, accasandosi a Treviglio in A2. In questi giorni l’altro rosetano, Innocenzo Ferraro, pare destinato ad Agrigento in A2. Restano ancora in attesa di una sistemazione il lungo Borra e gli stranieri Allen (impegnato nella summer league NBA con Philadelphia) e Weaver, che si sta godendo l’estate a Miami e che i tifosi vorrebbero a Roseto quale primo acquisto degli Sharks 2016/2017. Il Roseto, al momento, è ripartito dallo staff tecnico, promuovendo a coach e direttore sportivo l’esordiente Emanuele Di Paolantonio, lo scorso

Ettore Cianchetti, Emanuele Di Paolantonio e Daniele Cimorosi

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

campionato vice di Trullo e finora mai capo allenatore, avendo sempre servito da vice o secondo allenatore, collaborando però con il meglio degli allenatori italiani: Franco Gramenzi, Cesare Pancotto, Matteo Boniciolli, Luca Dalmonte, Massimo Bianchi, Andrea Capobianco e Alessandro Ramagli a Teramo; Carlo Recalcati a Montegranaro, Andrea Magro a Omegna e Tony Trullo la scorsa stagione a Roseto. Di Paolantonio – che ha confermato come secondo assistente Danilo Quaglia e come preparatore fisico Domenico Faragalli – è alla ricerca del suo vice, che dovrebbe essere il rosetano Nando Francani, anche se la squadra di Serie B del Giulianova, dove lavora da vice del suo fratello

Domenico Faragalli


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La Curva Nord del PalaMaggetti

minore Ernesto, ha diffuso un comunicato in cui lo conferma anche per la prossima stagione. Staremo a vedere. Per quanto concerne la squadra, l’idea di Di Paolantonio è quella di un quintetto con un play italiano, veterano e di sua completa fiducia. Come Robert Fultz, ex Roseto in Serie A nel 2003/2004, che tanto bene fece in quella squadra, amatissima anche se non conquistò i Playoff Scudetto, per la vittoria esterna a Pesaro e i primi due storici derbyssimi di Serie A vinti contro il Teramo. E proprio a Teramo Di Paolantonio e Fultz hanno lavorato insieme e quindi si conoscono bene. Purtroppo, al momento Fultz costa troppo per il budget rosetano, quindi la situazione è in stallo. In alternativa, potrebbero esserci Valerio Spinelli e Guido Meini. Il nuovo

coach del Roseto aveva puntato anche Martino Mastellari, play-guardia under classe 1996, attualmente impegnato con l’Italia Under 20 di coach Pino Sacripanti. Di Paolantonio aveva offerto al giovane proveniente dalla Serie A di Pistoia un posto in quintetto, ma le migliori lusinghe dal punto di vista economico di Ferrara (del direttore sportivo Tony Trullo) sembra che alla fine abbiano vinto. Dunque, al momento, Roseto tutto da costruire e organico previsto con nutrita presenza di giocatori under. Una sfida da far tremare i polsi per il giovane allenatore, che però ha dalla sua tanti anni ai massimi livelli da assistente e un carattere che sembra quello giusto per solcare i marosi di una piazza agitata come quella rosetana.

Danilo Quaglia

Nando Francani

Guido Meini

Robert Fultz

Valerio Spinelli


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III serie

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ERCOLE CORDIVARI

LA CAMPAGNA E LA FAMIGLIA SONO DUE DEI SUOI UBI CONSISTAM, A CUI DA PICCOLO AGGIUNSE L’INCONTRO MAGICO CON LA MAESTRA MARIA SCHIAZZA. SU QUELLE BASI EBBE MODO DI COSTRUIRE UNA DELLE REALTÀ INDUSTRIALI PIÙ BELLE D’ABRUZZO di William Di Marco I SERBATOI FATTI A MANO CON UN SOLO APPRENDISTA SEMBRANO OGGI COSÌ DISTANTI. IN REALTÀ TUTTO NASCE DA UNA PICCOLA OFFICINA DI GIULIANOVA E DA LÌ LA SCALATA AL SUCCESSO IMPRENDITORIALE. TUTTAVIA LE UMILI ORIGINI E L’UMANITÀ TRASPAIONO IN OGNI PAROLA DI ERCOLE, SAGGIO COME POCHI E CONCRETO FORSE COME NESSUNO. E DIETRO LA SUA TRANQUILLITÀ, CI SONO FORTI PUNTI D’APPOGGIO: LA MOGLIE E I FIGLI (I VERI FARI DI SEMPRE) E POI I TANTI OPERAI DELLA SUA FABBRICA

ricordi N Ercole Cordivari

elle ere lontane dominava tra gli uomini il mythos, al quale si dava retta con un ossequio divinatorio. Indicava ciò che bisognava fare e soprattutto dava il senso della vita tra gli umani, racchiuso nelle espressioni della natura. La ricerca di quel dio era una costante, con il fine di apprendere l’armonia che sgorgava costantemente dalla terra. Pan, l’entità suprema dei boschi, dispensava saggezza e individuava nella bellezza e nella percezione dell’equilibrio lo scopo dell’integrazione con la grande dea madre. L’Io interiore faceva un passo indietro, ma non scompariva del tutto: si mimetizzava con gli oggetti della quotidianità. Ercole Cordivari sembra essere il figlio più diretto del dio Pan, uscito anche lui dalla natura inviolata dove viveva e forse dove, nella sua fanciullezza, ha vissuto veramente. L’imprinting di come è oggi va ricercato in quella campagna incontaminata che lo avvolse e lo rese un bambino felice. La vita lo portò alla ricerca del suo personale elisir, non tanto per conquistare una felicità sempre sfuggevole alla percezione degli uomini, ma per assaporare i momenti concatenanti che si snodano sul percorso della nostra esistenza. Nei terreni di Fontanelle di Atri c’era lo spirito dei campi e dei boschi che andava colto e l’aia del cortile di casa diventava il luogo incantato dei ricordi, lo spazio senza confini a cui attingere l’energia vitale che da quelle zolle sgorgava. Le regole ferree della famiglia patriarcale (Non si iniziava a mangiare - ricorda oggi con la piacevolezza del viaggio nel tempo - se a capotavola, giù in fondo, non ci fosse stato mio nonno) erano il decalogo su cui imparare come stare al mondo. A queste norme basilari, che già gli resero felici alcuni momenti della vita, ecco affiancarsi, come in un’apparizione soprannaturale con il divino che torna a farsi presente tra gli esseri della terra, una figura angelica: era la sua maestra, l’educatrice di tutta la vita. Maria Schiazza da Roseto si recava nella frazione atriana in bicicletta e plasmava i ragazzini all’equilibrio e alla piacevolezza della vita. Non un urlo, non una bacchettata, ma un’aurea di donna santificata che la rendeva speciale. I bimbi di allora la consideravano una

madre e a volte la preferivano alla genitrice, che spesso veniva segnata dalla durezza della vita dei campi. A questo punto gli elementi fondanti ci sono tutti. Da una parte la palestra naturale della campagna dei riti di passaggio e della saggezza che va colta a piene mani; dall’altra il richiamo a una natura, il cui venticello va assaporato più con il cuore che con i polmoni. Infine l’utile incontro con una delle più grandi pedagogiste che il circondario ricordi. E se nel tempo questa figura torna a bussare alla tua porta, anche quando lei è al di là della vita, la mano tesa dell’insegnate va solo afferrata per stringerla e dirle grazie. Così accadde che pochi anni fa un amico acquistò la casa dove era vissuta Maria Schiazza e trovò dei fascicoli. Tra questi c’erano anche i primi temi del piccolo Ercole e una foto di classe. Qualcuno, tra gli antichi legati al mito, diceva che il tempo fosse circolare e che le cose ritornano. Cordivari nella linea cronologica è sempre andato avanti, costruendo uno dei più importanti gruppi industriali dell’Abruzzo intero, ma a quella circolarità fa sempre ritorno. La sua famiglia (quelle delle origini e quella attuale a cui è legatissimo), il senso della natura, la sua insegnante dall’aura profetica, la fabbrica dei sacrifici e delle molteplici soddisfazioni formano i tratti di un cerchio magico: lì dentro c’è tutta la sua esistenza e lì dentro, anche se solo per un attimo, anche noi siamo entrati. Fontanelle, o meglio Stampalone di Atri. È il luogo della mia infanzia, dove sono nato il 16 maggio 1946. Da poco ho compiuto settant’anni, ma quel posto è impresso in me come fosse un sogno. Ho avuto un’infanzia felice, certamente povera ma anche piena di valori. Nella casa colonica di proprietà dei Barba ci abitavamo fino a ventiquattro persone in una famiglia di tipo patriarcale, tra nonni, genitori, zii e tanti cugini. Non avevamo grandi mezzi, ma stavamo bene. Ricordo la figura imponente di mio nonno che era un riferimento e dava sicurezza. La sera si mangiava solo se arrivava lui: era a capo di una lunga tavolata e tutti noi avevamo un senso di reverenza nei suoi confronti. Con me era buono e spesso giocavamo insieme. Mi ricordo che una volta con il coltellino mi


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Fontanelle di Atri, metà anni ‘50. Foto di classe: Ercole Cordivari è il primo in piedi a sinistra

Bienne (Svizzera), 1967. Cordivari (al centro) nella fabbrica di radiatori con alcuni colleghi

costruì un flauto intagliato nel legno. Morì quando avevo otto anni. Insomma, erano tempi in cui il rispetto era importante, si dava ogni volta il buongiorno agli zii. Perché ha questo bel ricordo della sua infanzia? Vivevamo all’aria aperta e stavamo sempre in giro per il cortile. Tra fratelli e cugini eravamo una dozzina e i nostri giochi preferiti erano quelli classici di allora: saltare sulle balle di paglia, fare le fionde, salire le scale del fienile, andare sui carri verso la campagna. I grandi ci raccomandavano di non toccare nessun oggetto in ferro conficcato nel suolo: potevano essere dei residui bellici e c’era il rischio che scoppiassero. Mio padre Enrico era colono come gli altri miei zii e mia madre, Carmina Di Nicola di Morro d’Oro, restava a casa ad accudire i quattro figli. Il primo era Attilio, nato nel 1939, poi veniva Lucia (1941), Vincenzo (1943) e infine c’ero io. Mi ricordo anche il rituale di quando arrivava il proprietario terriero, don Luigi Barba. Veniva sempre in compagnia del fattore Marcello De Federicis su una Lancia Appia, macchina molto elegante. Sulla sua strada di bambino si accende di colpo un faro. Se fa riferimento alla Scuola Elementare è proprio così. Iniziai nel 1952 ed ebbi per tutti e cinque gli anni una maestra straordinaria, buona e brava al punto che le hanno dedicato una scuola a Roseto. Mi riferisco a Maria Schiazza: raggiungeva Fontanelle in bicicletta e non l’ho mai vista arrivare in ritardo, forse una sola volta a causa di una foratura. Era così importante per noi che la sua figura si confondeva con quella delle nostre mamme. Anzi, per alcuni forse il bene verso di lei era superiore a qualsiasi altro. Trattava i bambini veramente con amore. Non l’ho mai vista arrabbiarsi o dare delle punizioni. Non aveva la bacchetta, a differenza di altri insegnanti che incutevano terrore. Facevamo già allora un piccolo giornalino scolastico. In classe avevamo un tabellone con delle bandierine che attestavano i nostri progressi e per chi raggiungeva prima il traguardo c’era come premio un formaggino triangolare della Perugina, da tutti noi molto gradito. Chi lo vinceva, e io ne ho vinti tanti, lo condivideva con gli altri, perché così lei voleva: una lezione che non ho mai più dimenticato. Poi ci teneva tanto alla nostra scuola: arrivava prima dei bidelli e accendeva la stufa per farci trovare l’ambiente caldo. Guardi, veramente una santa. Che le riapparirà pochi anni fa. So a cosa si riferisce, ma prima le voglio dire un’altra cosa. In prima Elementare mi ammalai e per sei mesi non andai a scuola. Per un errore del dispensario di Atri, fui costretto a recarmi all’ospedale di Napoli per una presunta pleurite: fu una diagnosi sbagliata che mi fece perdere tempo. Ebbene,

III serie

Bienne (Svizzera), 1967. Cordivari riceve l’attestato dopo un corso di “Aggiustatore meccanico”

la maestra Maria non mi abbandonò e non mi fece perdere l’anno. Diceva che ero bravo e venne a casa, una volta finito il ciclo, per convincere mio padre a iscrivermi alle Medie. Feci l’esame a Roseto e andai ad abitare da mio zio Antonio in via Rubicone, ma quella esperienza durò solo quattro mesi, perché papà ci ripensò e per una questione di giustizia nei confronti dei miei fratelli maggiori, disse che se loro non avevano studiato, dovevo abbandonare anche io. Allora si ragionava così e per certi versi mio padre aveva anche ragione. Ma la maestra Schiazza tornò ancora alla carica, dicendo alla mia famiglia che stava commettendo un grave errore. Torniamo, però, al mio secondo incontro con l’insegnante. L’amico Peppino Biancone alcuni anni fa acquistò una casa che era stata per l’appunto l’abitazione della maestra, sul lungomare sud di Roseto, nei pressi della rotonda. Nel ristrutturarla, trovò dei fascicoli della scuola e in uno di questi c’erano alcuni temi degli alunni di allora. Erano quelli della mia classe e così ho rivissuto momenti magici, leggendo anche ciò che scrivevo e guardando una foto di classe in cui c’era il mio compagno di banco Leandro Paradisi, morto a soli undici anni di poliomielite. Fu veramente una combinazione astrale e quel fascicolo è ovvio che lo custodisco gelosamente. E dopo la scuola cosa successe? Cominciai a lavorare in campagna con i miei. Stavamo bene, ma la terra non è che ci rendesse più di tanto; avevamo gli ortaggi, accudivamo il bestiame, ma mi ricordo che accantonare cento lire per mettere la miscela alla Lambretta del primo dei miei fratelli erano sacrifici, che spesso mia madre faceva per accontentarmi. Questa esperienza durò dal 1957 al 1964, cioè fino ai 18 anni. Poi presi una decisione drastica. Mio padre, convinto che l’unico bene rifugio era la terra, avrebbe voluto comprare un grande appezzamento per farci lavorare tutta la famiglia: allora con dei mutui agevolati si poteva anche fare, ma nessuno dei figli voleva continuare. Così decisi che era tempo di cambiare. Avevo due amici che vivevano a Bienne, vicino Berna, in Svizzera, così mi trasferii lì per sette anni. Lavoravo in una fabbrica di serbatoi in acciaio, che mi formò e mi fece maturare. Avevo assunto anche un ruolo importante come capo operaio e i soldi che guadagnavo li rimandavo in Italia. Nel frattempo comprammo un pezzo di terra a Pagliare e cominciammo, insieme a papà e i miei fratelli, a costruire una palazzina in via Cervi, dove abito tuttora. La rimessa mensile era di circa centomila lire, un bel po’ se rapportiamo le paghe di allora. Ma, pur se mi trovavo benissimo, mi sentivo sempre uno straniero e alle volte ci scherzavo su anche con i locali. Dopo sette anni presi la decisione di lasciare la Svizzera e tornare in patria.

ricordi


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Pagliare di Morro d’Oro, 12 settembre 1997. Ercole Cordivari con la moglie Claudia Petrini nel giorno dei festeggiamenti dei 25 anni di attività

Roseto, 2000. Un momento di gioia con il Roseto basket. Nella foto Ercole Cordivari è con il presidente Michele Martinelli

C’entra qualcosa il fidanzamento? Non posso nascondere che è così. Nel ‘67 tornai d’estate in vacanza e vidi una ragazza, Claudia Petrini, che abitava a S. Lucia, a ovest di dove oggi c’è Quartiglia. L’anno dopo la rividi alla festa di S. Anna di Voltarrosto. Era bellissima e me ne innamorai. Ci fidanzammo perché su tantissime cose la pensavamo allo stesso modo. Entrambi avevamo la stessa estrazione sociale: pure lei era figlia di coloni di Barba. Per me è stata la più grande fortuna della mia vita. Senza di lei non avrei fatto quello che poi ho realizzato. Mi è stata sempre vicino, anche nei momenti di maggior difficoltà. Così decise di tornare. Non subito. Mi fidanzai, ci scrivevamo, sapevo che lei mi amava veramente. Intanto la mia futura moglie trovò lavoro come commessa nel negozio di abbigliamento di Borgia a Roseto. Nel 1971 capii che era giunto il tempo di rientrare a Pagliare. Lasciai un bel lavoro per l’incerto, ma almeno ero nella mia terra. Dopo circa cinque mesi da disoccupato, entrai da Rolli come manutentore. Ero stagionale ed ebbi una grande delusione, perché ciò che facevo in Svizzera in un lampo, qui lo dovevo fare con più tempo e la celerità non era un merito. Così colsi al volo un’occasione. Emilio Baratiri aveva a Giulianova una piccola officina che faceva qualche serbatoio. La voleva affittare. Mi feci coraggio, presi quel poco che lui aveva (tra cui una calandra curvalamiera), misi di mio 2milioni e altrettanti li ebbi da un mutuo bancario, assunsi da subito un apprendista e partii, ovviamente con mille timori, ma anche con una grande determinazione. Si saldava tutto a mano e la produzione giornaliera era di tre o quattro piccoli manufatti. Era il 1972, anno importantissimo perché il 14 ottobre mi sposai con Claudia: all’inizio mi dava una mano nell’amministrazione. Poi l’anno dopo, l’11 dicembre, arrivò il primo figlio Enrico e il 19 dicembre del 1975 il secondo Renzo. Laureati in Economia, rispettivamente a Perugia e a Modena, oggi entrambi sono dentro l’azienda. Che è continuata a crescere. Volevo distinguermi dalla concorrenza. Mi feci fare un piegalamiere più grande e c’era solo uno a Giulianova che poteva risolvermi il problema. Stava nella zona centrale, ma l’anziano proprietario mi disse subito di no e io, giovane e volenteroso, cercai di convincerlo, “sciogliendolo” con una damigianella di cinque litri di vino. A quel punto cominciai a produrre serbatoi più voluminosi, in un periodo in cui gli impianti di riscaldamento nelle case si diffondevano. Iniziai a vendere in Val Vibrata; nel 1975 misi un agente, Eugenio Lippi, che ancora lavora con noi. Assunsi due persone l’anno, fino a giungere a sei, e facevamo venti serbatoi al giorno. Poi comprai un camioncino per le consegne. Nel 1973 ebbi un momento di sconforto con la crisi

Pagliare di Morro d’Oro, 2009. Ercole Cordivari davanti al “Radiatore Hand”, uno dei prodotti di punta della fabbrica

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III serie

Roseto, 16 maggio 2016. Ercole Cordivari festeggia settant’anni

petrolifera, perché a novembre non vendetti nemmeno un pezzo, ma dopo ritornammo a produrre. Volevo ingrandirmi e così nel 1976 accesi un importante mutuo da 50milioni e acquistai a Pagliare un terreno di 2100 mq, nella zona artigianale. A fine ‘78 era pronto il capannone di 700 mq, mi ingrandii, assunsi una ventina di persone e un ragioniere, comprai un carrello elevatore e un camion lungo. Nel giro di soli quattro anni, tutto diventò nuovamente piccolo. Presi, lì vicino dov’ero, altri 4.000 mq, feci una nuova fabbrica che produceva 50 pezzi al giorno e aveva un nuovissimo impianto di saldatura. Oggi lavoriamo a Pagliare su una grande unità produttiva di 11 ettari e altrettanti ne abbiamo sparsi in tre fabbriche a Propezzano, Castelnuovo e Piane Vomano, con circa 500 operai, di cui 430 a tempo indeterminato. Abbiamo aggiunto il settore dell’energia solare, oggi primario come fatturato. Capisce che per me l’azienda è una parte importantissima della mia vita. Gli utili li ho rinvestiti nelle attività, cercando di produrre ricchezza per la comunità in cui vivo. Per questo mi preoccupo dei miei dipendenti, li conosco per nome e ci parlo spesso. La fabbrica è anche di chi ci lavora. E di ciò che è stato fatto devo ringraziare mia moglie e i miei figli. Ho cercato di crescerli al meglio, anche se lavoravo tredici ore al giorno, sapendo di avere a fianco una donna straordinaria che ha saputo sempre appoggiarmi. Che rappresenta Roseto per lei? E infine: come vede, in prospettiva, il futuro per i giovani? È una città deliziosa e da giovane frequentavo il famoso Supercinema. A Roseto ho una casa al mare dove ci vado quasi quotidianamente. Molti dipendenti vengono proprio dal litorale. Quando ho potuto, ho dato sempre una mano sia nel sociale sia nello sport. Ho ricordi bellissimi del periodo della sponsorizzazione del basket in serie A. Sono state emozioni indimenticabili. Per i giovani le dico che non saranno fortunati come noi. Anzi, gli adulti hanno molte responsabilità, tra cui quella di lasciare una brutta eredità di oltre 2.200 miliardi di debito pubblico. Per fortuna ci sono ancora molti ragazzi in gamba e dietro ognuno di loro si vede che esiste una famiglia. A loro dico sempre una cosa: nella vita occorre fare sacrifici. Più che una chiusura è un passaggio filosofico del “Cordivari pensiero”. La concretezza prima di tutto, tralasciando il più possibile le chiacchiere inutili e improduttive. Ed è per questo che a Roma è stato nominato Cavaliere il 2 giugno 2007. Adesso è il momento di lasciarci. Questa lunga conversazione cede il passo a qualcosa che oggi il signor Ercole può concedersi. Fuori fa capolino il bel sole che prelude all’estate e a Roseto ad attenderlo, nella sua casa al mare, ci sono due biciclette. Una è la sua, l’altra, nemmeno a dirlo, è dell’altra metà del cielo, in cui c’è un’unica stella...

Pubblicati: 1 - Mario Giunco; 2 - Luigi Lamolinara; 3 - Anna Maria Rapagnà; 4 - Domenico Cappucci; 5 - Domenico Osmi; 6 - Armando Di Giovanni; 7 - Enzo Corini; 8 - Antonio Palmieri; 9 - Cassiodoro Di Sante; 10 - Dino Di Giuseppe; 11 - Leone Marini; 12 - Lorentina Iezzi; 13 - Vittorio Centola; 14 - Pietro D’Elpidio; 15 - Luciano Lamolinara; 16 - Orazio Barnabei; 17 Dario Felicioni; 18 - Pasquale Bruno Avolio; 19 - Phil Melillo.


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AMP CERRANO ED ENTE PORTO GIULIANOVA

ALLEATI NEL TURISMO ECOSOSTENIBILE Sottoscritto il protocollo d’intesa tra i presidenti Leone Cantarini e Paolo Vasanella. Si punta ad un progetto di crescita comune nell’ambito turistico con il chiaro obiettivo anche di reperire fondi messi a disposizione dell’Unione Europea.

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n patto di alleanza per sviluppare nuove idee di turismo ecosostenibile e per tutelare il territorio marino. Con questo spirito è stato sottoscritto nei giorni scorsi, nei locali della Torre di Cerrano, il protocollo d’intesa tra l’Area Marina Protetta e l’Ente Porto Giulianova. A firmare il documento i rispettivi presidenti, Leone Cantarini per l’Amp e Paolo Vasanella per quanto riguarda l’Ente giuliese. Si tratta di un atto formale che prevede una maggiore collaborazione tra i due organismi, soprattutto per la condivisione dei principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Il documento stabilisce di fatto la cooperazione per ogni attività legata al territorio in particolar modo al collegamento ai fini turistici e alle tematiche di comune interesse. I due Enti si impegneranno per una migliore forma di gestione del patrimonio naturalistico ed ambientale dell’area. Opereranno per rafforzare la rete promozionale turistica delle aree marine raggiungendo gli obiettivi di tutela previsti dalle normative nazionali e da convenzioni, accordi e protocolli internazionali. Inoltre si renderanno disponibili a collaborare per ogni iniziativa nello sviluppo di progettazioni congiunte volte alla ricerca di finanziamenti europei ed internazionali. Ma nell’accordo

sono state inserite anche la gestione comune di visite turistiche e tutte quelle azioni atte alla valorizzazione della bellezza dell’ecosistema marino, alla tradizione ed alla cultura dei prodotti tipici del mare. “Sono state gettate le basi”, hanno sottolineato i due presidenti, “per una collaborazione che produrrà risultati importanti per la crescita del nostro territorio, uno dei più interessanti sotto il profilo morfologico e delle potenzialità che può offrire nell’ambito di un turismo ecosostenibile”. Tra i progetti che verranno sviluppati anche alcuni programmi per il coinvolgimento degli studenti delle scuole dell’obbligo e di universitari che operano nel settore specifico.


CAMPIONI ROSETANI E SOLIDARIETÀ

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DANIELE CROCE SI ALLENA CON I RAGAZZI DELL’ASSOCIAZIONE ORME Il calciatore rosetano, in forza all’Empoli in Serie A, ha giocato con i ragazzi al Campo dei Preti

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ercoledì 22 giugno 2016, nella storica cornice del “Campo dei Preti”, all’interno dell’oratorio del Sacro Cuore, Daniele Croce – calciatore rosetano in forza all’Empoli in Serie A – ha accettato l’invito dell’Associazione Orme delle animatrici Tiziana, Federica e Sara. Le ragazze, insieme a Francesco Nardone – allenatore del progetto Calcio Overlimits promosso dall’Associazione Orme – hanno organizzato una lezione di calcio per i ragazzi di cui l’associazione si prende cura e Daniele Croce ha collaborato spiegando ed eseguendo tutti gli esercizi, insieme ad ogni singolo ragazzo, con l’aiuto materiale degli operatori. Un’ora stupenda fra calcio, sorridi e solidarietà, con i ragazzi dell’Associazione Orme felicissimi di avvicinarsi al calcio grazie ai consigli di un campione e, soprattutto, una persona come Daniele Croce: umile, disponibile e attento a ogni singola problematica dei ragazzi. Un altro bell’esempio di “Rosetano buono per il Mondo”.


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PINETO E SILVI SPIAGGE DA FARE INVIDIA Sono le mete più gettonate per il turismo pendolare. La qualità delle acque, il fatto che ci si immerge in toto in un’Area Marina Protetta rende questi luoghi più attraenti

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primi segnali si erano avuti nei fine settimana precedenti ma lo scorso week-end con il sole cocente se ne è avuta la conferma: Pineto e Silvi sono le mete più gettonate, almeno per il turismo pendolare. Forse per i divieti di balneazione a Pescara e Giulianova, forse per il fatto che le persone hanno imparato a leggere le tabelle della qualità delle acque, o forse anche perché l’idea di fare il bagno in un’area protetta è certamente più accattivante della classica spiaggia cittadina, qualunque sia il motivo lo scorso fine settimana a Torre Cerrano, a Silvi e a Pineto è stata un’invasione pacifica di persone in cerca di svago e

refrigerio. La migliore qualità delle acque è innegabile, lo si vede entrando nell’acqua cristallina di Torre Cerrano tra stelle e cavallucci marini, l’ombra delle pinete danno un refrigerio costante e la spiaggia ampia, che grazie alla protezione delle dune si è conservata senza scogliere, consentono davvero una permanenza al mare unica per il contesto ormai ovunque fortemente trasformato della costa medio adriatica. Il carico di

persone, però, comincia a diventare troppo elevato per la conservazione di questi ambienti. L’eventuale mancato rispetto delle norme amplifica esponenzialmente i danni provocati alla natura. Questa la ragione per la quale, in accordo anche con gli operatori turistici di Pineto e Silvi, che vedono i benefici ma capiscono anche i rischi di un carico troppo elevato, è organizzata per questa settimana una riunione con tutte le forze dell’ordine e con le tre associazioni di volontariato che collaborano con l’Area Marina Protetta per chiarirsi sui protocolli operativi da utilizzare nell’area protetta. Per fine settimana è previsto un intervento di potenziamento della già ricca cartellonistica presente sul territorio affinché tutti siano informati sulle norme comportamentali. Il rispetto di alcune norme, infatti, inesistenti altrove, divengono essenziali per la sostenibilità del turismo: in particolare i divieti di accesso dei cani, di campeggio e pic-nic, di pesca e utilizzo delle ancore in zona B e soprattutto i divieti di sosta dei veicoli su aree demaniali e di pineta. Da qui lì esigenza di infittire il pattugliamento di spiagge e pinete volto alla prevenzione di fatti non consoni con la tutela del parco marino, sperando che siano di supporto all’azione delle forze dell’ordine. È innegabile, infatti, che l’ambiente naturale nell’Area Marina Protetta abbia in soli sei anni goduto degli effetti della protezione ma è altrettanto vero che se ora, tale patrimonio, non lo si protegge dalla enorme richiesta di natura che contraddistingue la società contemporanea, in particolare nel settore turismo, si rischia con la valorizzazione di ottenere un effetto contrario ai principi di conservazione.


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CULTURA di MARIO GIUNCO

ADDIO BUD SPENCER IL GIGANTE BUONO DEL CINEMA ITALIANO PREMIATO NEL 1999 A “ROSETO OPERA PRIMA”

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na foto lo ritrae nella hall dell’hotel Palmarosa in mezzo ai bambini in festa. Il 30 luglio 1999 Bud Spencer era venuto a Roseto, ospite d’onore della serata finale della quarta edizione di “Roseto Opera Prima”, diretta da Tonino Valerii. Quell’anno vinse “La vita sognata degli angeli” di Erick Zonca. Fu proiettato il film di Valerii “Una ragione per vivere e una per morire”, fra i protagonisti Bud Spencer. L’attore aveva accettato volentieri l’invito del regista abruzzese. Era uno dei pochi riconoscimenti ricevuti nella sua carriera artistica, fortunatissima per riscontro di pubblico, un po’ meno per quello dei critici, che rimproveravano a lui e a Terence Hill, suo compagno d’ avventura, di essere troppo “popolari”, cioè di far ridere troppo. Di aver trasformato gli “spaghetti western” in “comic western”. Senza rendersi conto che, negli anni del nascente e subito declinante “boom” economico, una coppia simpatica e rassicurante era proprio quella che ci voleva per esorcizzare le emergenti paure e i mostri dietro l’angolo, per risvegliare il “fanciullino” che dormiva dentro di noi. Con una risata. Con pugni equamente divisi in ogni parte del globo. Alla fine la giustizia trionfava sempre e si restava in attesa della prossima avventura. Valerii ha diretto un unico film con Bud Spencer, nel 1972 (l’anno dopo ci sarà Terence Hill in “Il mio nome è Nessuno”, che da solo meriterebbe un libro). “Una ragione per vivere e una per morire” è un western un po’ atipico. Non si richiama al quasi obbligato “Quella sporca dozzina” (1967) di Robert Aldrich o ai classici di Leone, ma a “L’avamposto degli uomini perduti” (1951) di Gordon Douglas. E’ soprattutto un omaggio al grande cinema avventuroso italiano, a “L’assedio dell’Alcazar” (1940) di Augusto Genina. “Avevo visto quel film da bambino – ricorda Valerii – e mi era rimasto dentro. Per me era il recupero di un entusiasmo infantile senza dovermi rimproverare di averlo provato”. Il soggetto – più volte rivisto - ha un vago riferimento letterario, i racconti di Ambrose

Bierce, non certo “ironici, sornioni, bonari”. Accanto a James Coburn e Telly Savalas era stato scelto, per la parte del vagabondo, Eli Wallach, che aveva preferito darsi al teatro. Ecco allora Bud Spencer (non a caso si chiama “Eli” nel film), che veniva dal drammatico “Gott mit uns” (1970) di Giuliano Montaldo. “L’attore – scrive il critico Roberto Curti – indurisce il personaggio di orco bonario portato avanti dalle prime apparizioni nei western di fine ’60. Valerii gli chiede di smussare l’esuberanza e la fisicità abituali e l’interprete si adegua, riservandosi qualche sporadica ricaduta nella trivialità, al momento della liberazione di Hillary dalla prigione di forte Hollman, dopo la provvidenziale esplosione, che sradica la parete della sua cella, e un curioso siparietto surreale”. Spencer ha poche settimane a disposizione per girare, ma il rapporto tra lui e Valerii “è felice e cementato da pantagrueliche spaghettate in pausa pranzo”. “Tutto vero – diceva l’attore – , dovunque andassi a girare mi portavo dietro il mio cuoco, Antonio, che era anche il mio autista. Eravamo d’accordo che un po’ prima della pausa, io, Tonino e Antonio ci scambiassimo un segnale per far buttare la pasta. E quando Tonino dava lo stop ci fiondavamo nella roulotte a mangiarci il nostro piattone di spaghetti. Fra Coburn e Valerii c’erano stati diversi problemi - era l’unico attore con cui aveva avuto una discussione sul set - e la mia presenza serviva anche a stemperare la tensione. Il film è bellissimo e sono fiero che sia stato scelto per la retrospettiva di Venezia sul western all’italiana. Tonino, poi, straordinario, uno di quei registi che non ci sono più. Basta vedere come girava, come muoveva la macchina da presa, il modo con cui riusciva a far dare il meglio agli attori”. A Roseto Bud Spencer raccontò la sua vita avventurosa: di lui, Carlo Pedersoli, nato a Napoli nel 1929, studi in Sud America e in Italia, campione italiano di nuoto (il primo a scendere sotto il minuto nei cento metri stile libero) presente in due Olimpiadi ( Helsinki e Melbourne), lettore del filosofo Cartesio – “mangio perciò vivo” altro che “penso dunque sono”- , paroliere di Domenico Modugno, mille lavori in libertà (tranne ballerino e fantino), comparsa nel “Gattopardo” di Visconti, dove aveva incontrato il futuro “socio” Mario Girotti (Terence Hill). Senza scuole o accademie, a differenza di Terence Hill, perché alla fine anche una scimmia avrebbe imparato a recitare. Rimasto nel mondo del cinema per motivi “alimentari” e per le cambiali, che scadevano senza pietà: “Mi chiesero: sai andare a cavallo, sai parlare l’inglese, ti sei mai fatto crescere la barba? Risposi con tre no. Però serviva uno con il fisico come il mio. E divenni attore” . Più di cento film all’attivo. Conosceva sei lingue, oltre al napoletano. Dalla lingua di Napoli era tratto il suo motto, “Futtetinne”, lo stesso scritto davanti alle chiese, quando nel 1960 san Gennaro fu desantificato, insieme a santa Filomena.


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Eventi

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PRENDE IL VIA IL PRIMO FESTIVAL DI STORIA L’APPUNTAMENTO È PER IL 18 E 19 LUGLIO AL LIDO LA VELA. INIZIERÀ IL PROF. FRANCO CARDINI Ricco il calendario estivo dell’associazione Cerchi Concentrici Promotor, che prevede anche la rassegna “Libri d’estate” e “Incontri Letterari” con la prof.ssa Manuela Racci. In chiusura, ad agosto, musica e colori degli Anni ‘60

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a storia affascina a qualunque età. È vero che a livello scolastico non attrae più di tanto. Anzi, da una statistica sulle materie meno amate la Storia si piazza ai primi posti. Come mai? Perché sui manuali i nomi si susseguono alle date, i papi ai re, gli imperatori alle guerre e le tante informazioni spesso confondono lo studente. Poi nel tempo questo percorso affascina l’adulto, perché sa metabolizzare meglio la periodizzazione ed è dotato di una capacità di astrazione più spiccata. Date queste premesse, l’associazione Cerchi Concentrici Promotor anche quest’anno ha allestito un cartellone di iniziative culturali di grande interesse. Si inizierà proprio con il festival in oggetto, il cui nome esatto è “Narrazione della Storia - L’affascinante racconto dei fatti storici”. L’ambientazione è sulla spiaggia del lido La Vela, sullo spiazzo dedicato alle attività sportive. La manifestazione inizierà il 18 luglio alle ore 21:00 con un ospite d’eccezione, Franco Cardini, professore emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore di Pisa, il quale presenterà il suo nuovo libro Il califfato e l’Europa - Dalle crociate all’ISIS: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri, (Torino, Utet, 2016). Con questo volume l’insigne studioso ha ottenuto il primo posto al “Premio di Saggistica Città delle Rose” proprio nello scorso mese di maggio. Il giorno dopo, il 19 luglio allo stessa ora e nello stesso luogo, si parlerà di Totalitarismi e comunicazione - I caratteri comuni dei regimi che hanno oscurato il XX secolo. Il relatore sarà William Di Marco, docente di Storia Contemporanea presso il “Moretti” di Roseto e l’Università “D’Annunzio” di Chieti. Le iniziative della Cerchi Concentrici Promotor continueranno al lido La Vela con la rassegna dedicata a “Libri d’estate”. Lunedì 25 luglio, ore 21, verrà ri-presentato il lavoro di Camillo Cerasi “Storia del calcio a Roseto (1920-2015)”, con un’appendice molto interessante: la proiezione di un filmato sulla storia del calcio locale. Il terzo appuntamento (sempre lido La Vela) sarà imperniato su “Incontri Letterari”. L’evento, giunto alla III edizione, vedrà la partecipazione di una professoressa stimatissima dal pubblico rosetano, Manuela Racci, docente di Lettere e Biblioterapia. Nella prima serata (mercoledì 27 luglio, ore 21) la studiosa di Forlì presen-

Franco Cardini

terà l’ultimo suo volume “Caro amore ti scrivo...” (Bologna, Minerva Edizioni, 2016), mentre il giorno dopo (giovedì 28 luglio, ore 21) la Racci si soffermerà su un grande nostro corregionale: “L’ombra della Bellezza: D’Annunzio e l’inaspettata malinconia notturna”. L’ultima rassegna è per venerdì 5 agosto, ore 21 (davanti al Lido La Lucciola). Spazio alla IV edizione del “Dimarcolor Color People Festival - Colori e musica degli anni ‘60 e oltre”. A suonare quest’anno saranno i Radio Vintage, con l’ospite speciale Antonio Di Gabriele. Per informazioni: cerchiconcentrici@email.it.


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I RACCONTI DELL’ASSURDO

UNA SCOMMESSA D’AMORE “Quando una cosa è troppo bella per essere vera è perché non è vera” (Aldo Raine “Bastardi Senza Gloria”)

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hiara lo guarda in maniera diffidente ma non indifferente. - “Tutte le mie amiche ripetono che è sbagliatissimo che ti frequenti, mi farai soffrire e basta”. - “Dicono di me che sono un bastardo, bugiardo e lo fanno senza un perché”. Chiara non è convinta; se da una parte non è giusto dar retta alle chiacchiere della gente, dall’altra non è plausibile che non ci sia proprio nulla di vero. Ma vuole andare a fondo, in fin dei conti lui riesce sempre a dirle le parole giuste. Spesso si è sentita rivolgere complimenti, belle parole, apprezzamenti, ma sa fin troppo bene come sono fatti gli uomini, quale sia il loro obiettivo ultimo, quanto bisogni pesare attentamente ogni singola parola uscita dalla loro bocca. - “Voglio tu sia sincero con me. La sincerità prima di tutto”. - “Sarò sincero nel dirti quante volte ho pensato di rilassarmi con te e, parlando del più e del meno, far cadere gli occhi sul

tuo seno senza un perché”. Chiara arrossisce. Sente un brivido dentro ma cerca di nasconderlo, non è ancora convinta. - “Giurami su Dio che sono l’unica. Giurami su Dio che non dici ad altre le stesse cose”. - “Se Dio sapesse di te sarebbe al tuo fianco. Direbbe: “Son io! Quel pittore son io!” Facendosi bello per te”. Chiara crede di aver sentito la cosa più bella che le abbiano mai detto. Sarà un paroliere o prova un sentimento vero? Non ha più voglia di soffrire. - “Una storia tra di noi per te avrebbe senso?”. - “Tutto quel che accade ha un senso, altrimenti non saresti qui e io con te non perderei il mio tempo”. Chiara si commuove all’istante. La ama davvero, non ha più dubbi. - “Scusami se piango, ma sono troppo contenta”. - “Niente, senza il pianto, sarebbe straordinario”.

di ANTONINO TARQUINI

Chiara ora è incontenibile - “Non nascondiamoci, io credo di essere persa per te. Questo posto però non ci merita, non ti merita. Scappiamo via, andiamocene in un’altra città, un’altra regione, un altro paese”. - “Ma in fondo io sto bene qua”. Chiara non si aspettava questa risposta, è spiazzata. Aveva già ipotizzato viaggi e partenze. - “Allora che facciamo?”. - “Fatti forza, vieni qui e chiedimi di far l’amore”. Chiara è senza parole e, per una volta, è lui a continuare. - “Se ti piace nascere al tramonto puoi dormire insieme a me”. - “Certo Amore” - risponde Chiara, saltandogli letteralmente addosso. Così ebbe inizio la storia tra Chiara e l’album Il Primo Bacio sulla Luna di Cesare Cremonini. Dopo qualche tempo arrivò Angelina. Chiara non sa ancora nulla di lei ma prima o poi lo scoprirà, questione di tempo; e allora sì che il tutto diverrà comico (sai che risate).

MORRO D’ORO SCEGLIE LA CULTURA: ERRI DE LUCA E L’ABBAZIA DI PROPEZZANO PROTAGONISTI INDISCUSSI

ERRI DE LUCA - Morro D’Oro vuole ritagliarsi un suo spazio specifico nell’ambito dell’arte e della cultura. Iniziamo dal grande scrittore Erri De Luca, divenuto lo scorso 24 maggio cittadino onorario. Con grande emozione il sindaco Michele Poliandri, insieme all’intera giunta comunale, gli ha consegnato la “chiave della città”. Il poeta, affascinato dal paese medievale, è rimasto colpito da tanto affetto dimostrato da tutti i cittadini. Una giornata davvero emozionante, entrata nel cuore di una intera comunità.

di ARIANNA MAZZITTI

ABBAZIA DI PROPEZZANO Le sorprese, però, non sono finite: Unotrezerouno apre le porte all’abbazia di Propezzano. L’evento culturale prevede la possibilità di una visita completa del monastero. Sono tanti i morresi e gli abitanti dei paesi limitrofi a non aver mai avuto l’occasione di osservare da vicino i piani superiori dell’abbazia. Questa volta si potrà camminare, guardare e ammirare quello che una volta era il rifugio dei monaci benedettini. Due giornate ricche di arte, musica e fotografia emozioneranno tutti coloro che anche solo per curiosità, entreranno nel cuore di questo magnifico monumento di rilevanza nazionale. L’organizzazione dell’evento è dei ragazzi di “Dietro le fo’ “, da qualche mese impegnati nell’arduo compito di tenere vivo Morro D’Oro con le sue bellezze artistiche.


Francamente... me ne infisco

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ARRUOLÀTI di MASSIMO FELICIONI

Dottore Commercialista

e SIMONE DI FEBO

Dottore Esperto Contabile

Ma dove va a finire il mare …..di debiti?

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utti coloro che per qualsivoglia motivo non hanno avuto la possibilità di saldare tasse, tributi, contributi, imposte, ecc. vedranno recapitarsi la temuta cartella esattoriale! Bisogna quindi capire come agire e quali sono gli strumenti per rimanere a galla. Innanzi tutto nella cartella esattoriale vengo iscritti tutti i debiti a ruolo. Ma cos’è il ruolo? Il ruolo, redatto secondo un preciso schema previsto dalla legge, è l’elenco analitico di tutti i debitori e dei relativi debiti e viene consegnato al concessionario dell’ambito provinciale presso cui il debitore ha domicilio fiscale. Nel ruolo sono indicate le sanzioni principali e su queste, vengono calcolate sia le imposte che gli interessi anch’esse iscritte. In base all’ammontare della situazione risultante dal ruolo stesso, il concessionario emetterà la cartella che verrà poi notificata al singolo debitore con l’invito a pagare nei 60 giorni successivi il ricevimento ed entro cui è possibile fare ricorso. Tale termine è perentorio. Fermo restando la possibilità di richiedere il riesame della posizione utilizzando una richiesta di sospensione e di presentare ricorso, qualora le somme risultassero effettivamente dovute bisogna trovare il modo di pagarle. Le “strade rateali” sono differenti in base all’ammontare del dovuto ed al soggetto debitore.

Road To Amantea!

ALLA CONQUISTA DEL TRICOLORE DI

BEACHVOLLEY UNDER19 Dopo la bella performance nella tappa di Soverato, Dalila e Maristella entrano con una nuova consapevolezza nel tabellone principale del torneo serie Beach2 di Silvi Marina. Il primo turno le vede vittoriose contro una coppia di pari età vastese con un secco due a zero. Nel proseguo del cammino iniziano ad arrivare coppie di grande esperienza e la prima sconfitta, al tie-break ,15-13 contro una coppia Romana ferma il loro cammino

Relativamente alle persone fisiche, quindi tralasciando tutte le tipologie societarie, coloro che hanno ricevuto una cartella di pagamento e vogliono pagare il debito a rate, possono farlo inviando richiesta con raccomandata da presentare allo sportello competente per territorio, oppure, per importi fino a 50 mila euro, anche online. Il dovuto può essere spalmato, facendo riferimento al Piano Ordinario, in un massimo di 72 rate, la cui documentazione a supporto differisce a seconda che i debiti siano entro od oltre i 50 mila euro. Il Piano Straordinario permette di estendere il pagamento fino ad un massimo di 120 rate a seconda del raggiungimento di determinati parametri. Qualora peggiorassero le condizioni economiche è possibile richiedere di allungare i tempi di pagamento delle rate. La proroga, infatti, richiedibile una sola volta, consente un ulteriore dilazione del residuo. In base all’attuale normativa (D. Lgs. n. 159/2015) per i nuovi piani concessi, la decadenza dalla rateizzazione si verifica in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive (per le rateazioni concesse prima del 22 ottobre 2015, la decadenza si verificava al mancato pagamento di otto rate anche non consecutive). Tuttavia, se dopo la decadenza viene saldato l’importo delle rate scadute, si ha l’opportunità di richiedere un nuovo piano di dilazione per l’importo residuo e di riprendere i pagamenti a rate.

al 9° posto. Subito riniziano gli allenamenti sotto la guida attenta del coach Monty per preparare l’importante evento del campionato italiano U21 di Marotta(PU)! Entrando in tabellone come testa di serie n8, le ragazze avevano davanti un cammino pieno di insidie. Punto dopo punto il team trova il feeling giusto e arrivano subito due vittorie che danno molto morale. La partita decisiva per l’accesso alla semifinale le vede però sconfitte contro la coppia di casa e campionesse in carica U19. Il secondo giorno le vede messe davanti ad occasione davvero ghiotta: salire sul podio! Davanti alla ottima coppia bolognese le ragazze hanno tirato fuori tutte le energie rimaste e sono riuscite a conquistare un’importantissima medaglia di bronzo! Il cammino per la finale di Amantea é ancora lungo e le vedrà protagoniste nella settimana che va dal 10 al 14 luglio a Cervia con altre due tornei del circuito italiano. Come sempre potete seguirli in tempo reale e con dirette streaming sulla pagina Facebook Beach Volley Roseto e comentare con l’hashtag ufficiale #BVRteampro.


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A COLOGNA SPIAGGIA LA

RED BULL FLUGTAG

È STATO UN SUCCESSO

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he poteva essere una festa lo si sapeva, ma che i ragazzi di Cologna Spiaggia si potessero divertire così tanto forse non se lo aspettava nessuno. Lo scorso 19 giugno a MIlano c’è stata questa bella manifestazione, per l’appunto la “Red Bull Flugtag”, dove bisognava mettersi in gioco con un velivolo capace di impressionare, sotto il profilo estetico e progettuale, e che riuscisse a volare con la sola forza dell’uomo. Insomma, una sfida leonardesca che ha impegnato i tanti giovani appassionati della località rivierasca, i quali non si sono persi mai d’animo. Il giorno della sfida erano in tanti a osservare da vicino l’evento e poi da quel momento, dopo il lancio, la grande festa, fatta di divertimento e scherzi. Una bella manifestazione in cui, e non chiedetecelo, il piazzamento e la classifica contavano veramente poco. Complimenti a questa bella gioventù che ci ha provato e soprattutto si è divertita. All’anno prossimo.

IL LUNGOMARE SUD DI ROSETO È ANCORA PIENO DI ERBACCE. PER QUANTO TEMPO ANCORA?

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residenti di Roseto della zona a sud del pontile ci fanno questa segnalazione, poiché preoccupati. Ogni anno tutta l’area che è di fronte al mare rimane senza cure, almeno fino alla fine di luglio, se non anche i primi di agosto. È successo in passato e potrebbe ancora accadere. Dicono: “Qui è una zona piena di alberghi e sono tantissimi i turisti che a piedi cercano di raggiungere il centro. Certo, non è un bel biglietto da visita vedere tutte queste erbacce. Non è una questione solo di queste settimane, ma il problema affonda le radici spesso già a partire dal mese di maggio”. Insomma, i residenti si sentono abbandonati e aggiungono: “Quest’anno quando verranno a tagliare l’erba e a potare le siepi? Intanto già sta passando la prima decade di luglio. Staremo qui a vedere, con il calendario a portata di mano”.

La denuncia


CORIANDOLI

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Curiosità, aneddoti e mirabilia

di DANIELA MUSINI

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I CONFETTI DI

LUCREZIA BORGIA

l 12 Giugno 1493, seguita da un corteo di 150 dame sontuosamente vestite, una Lucrezia Borgia di 13 anni e di incantevole grazia, andò in sposa a Giovanni Sforza, Conte di Cotognola e Signore di Pesaro, che di anni ne aveva 26. Matrimonio politico voluto dal papà di lei, il potente e dissoluto Papa Alessandro VI (sì, Lucrezia era figlia di un Papa, insieme ad altri fratelli, tra cui il crudele Cesare) per stringere un’alleanza con la prestigiosa casata degli Sforza di Milano cui lo sposo apparteneva. La festa di nozze passerà alla Storia, oltre che per la magnificenza degli arredi e delle portate, per un voluttuoso intermezzo che scandalizzò non poco le Corti di mezza Europa. Ma procediamo con ordine. Il banchetto nuziale ebbe inizio: mentre gli elegantissimi ospiti (nobili, alti prelati, ambasciatori e condottieri) gustavano l’opulento e robusto banchetto a base di selvaggina e cacciagione, una morbida orchestra di flauti, dulciane e liuti spandeva nell’aria melodie carezzevoli e molti degli astanti iniziarono ad intrecciare danze e sguardi d’amore. Favorita dai vini, rossi rubinosi e festevoli bianchi, l’atmosfera cominciò a diventare sempre più briosa, punteggiata inoltre da risa e motti salaci. E fu a quel punto che avvenne il famoso episodio dei confetti. Fu Papa Alessandro Borgia in persona a dare il via, immergendo le mani in una coppa ricolma di confetti e

a lanciarli nelle scollature delle dame più ubertose, subito imitato dai “gentiluomini” presenti: presto questa pioggia inusuale e ridanciana accese gli animi e i sensi. Dopo un po’, in una euforia carnale ormai sbrigliata, il fratello di Lucrezia, Juan, propose una variante piccantissima: ogni dama doveva raccogliere dai bacili d’argento il maggior numero di confetti, ma, attenzione, non con le mani! Stupore degli astanti. E come, di grazia, qualcuna chiese, non senza malizia. Con i seni a mo’ di coppa, fu la risposta. Ohhhhh!!! Qualcuna fra le dame si schermì e si rifiutò ridendo, ma le più scostumate si lanciarono eccitate in quel singolar tenzone, fra risa e incitamenti. La disinibita Giulia Farnese, amante in carica del Papa, denudò allora le opulenti e sode rotondità, le affondò nei confetti e le ritrasse: il bottino che i suoi floridi seni riuscirono a depredare fu decisamente il più ricco. Fu lei, ça va sans dire, a vincere la gara. E Lucrezia? La sposa, data la sua precoce età, era stata mandata a letto appena l’atmosfera si era surriscaldata, ma la sua prima notte di nozze sarebbe trascorsa solitaria e casta e l’abbraccio carnale con il marito rimandato di alcuni mesi. Era, allora, un’acerba fanciulla, Lucrezia Borgia, e ancora innocente. Ma presto, molto presto, avrebbe scoperto e sperimentato con gusto intrighi, veleni e voluttà e la sua fama di “dama nera” avrebbe marchiato la Storia. Era solo una questione di tempo.

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ALIMENTI TIPICI REGIONALI

IL GORGONZOLA

di SIMONA RUGGIERI

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È UN FORMAGGIO DOP, PRODOTTO PER ERRORE DA... UN RAGAZZO DISTRATTO La caratteristica principale sta nel fatto che al latte di vacca, pastorizzato e portato a 30 gradi, vengono aggiunte spore di PenicillumRoqueforti, fermenti lattici e caglio liquido di vitello

ontinua il nostro percorso regionale culinario tra i prodotti tipici che caratterizzano il nostro territorio e oggi siamo in Lombardia, terra delle mele e della bresaola della Valtellina, del taleggio ma anche del famosissimo gorgonzola! Il gorgonzola è uno dei primi formaggi ad aver ricevuto il riconoscimento DOP e si racconta sia stato prodotto per errore da un ragazzo distratto che aveva aggiunto della cagliata fresca alla cagliata lasciata in cantina la sera precedente! È un formaggio di origine lombarda e piemontese e si classifica tra i formaggi erborinati, ovvero contenenti delle venature di colore scuro prodotte da muffe selezionate. La caratteristica principale sta nel fatto che al latte di vacca, pastorizzato e portato a 30 gradi, vengono ag-

giunte spore di PenicillumRoqueforti, fermenti lattici e caglio liquido di vitello. Dopo circa 20 minuti la cagliata viene rotta per l’eliminazione del siero e successivamente forata per permettere all’aria di entrare in contatto con la pasta, favorendo la crescita delle muffe. Il gorgonzola può essere a pasta molla o semidura e la stagionatura dipende dalla tipologia; per quella dolce si prevedono almeno 50 giorni, per quella piccante invece non meno di 80. La crosta del gorgonzola è rugosa e umida, con presenza di muffe e la pasta è cremosa nella tipologia dolce, mentre è friabile e saporita in quella piccante. Il gorgonzola è un formaggio grasso e apporta circa 330 Kcal per 100 grammi; l’apporto lipidico è altissimo, quasi 26 grammi per 100 grammi di prodotto mentre quello proteico è pari a circa 20 grammi.

La ricetta del giorno: GNOCCHI AL GORGONZOLA

Ingredienti per 8 persone: 300 g farina integrale,1 kg patate, 150 g gorgonzola, 1 uovo, sale. Preparare gli gnocchi utilizzando le patate lessate e salate, la farina e l’uovo; impastate fino a creare un panetto compatto e a questo punto ricavate dei salsicciotti. Tagliate delle piccole porzioni di impasto, allargate e ponete al centro un cubetto di gorgonzola; chiudete e arrotolate come fosse una piccola polpetta. Cuocere in abbondante acqua salata e servire a piacere con sugo semplice o burro e salvia.


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