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Rivista di informazione culturale | Trasposizione cartacea de Il Parere.net – giornale online | Anno 2 | Numero 4 | Chiuso in redazione il 13/05/2013

le a i i ci n l e z io na s p le u e m co

CHI SBROGLIERÀ LA MATASSA? 10-12

Elezioni comunali del 26 e 27 maggio 2013 In questo numero : Lia Lapini: la bestia indomabile / Siena 2019: Zatarra incontra Sacco / A tu per tu con Gaia Pasi /I magnifici 8: chi sbroglierà la matassa? / NO - L’arcobaleno del Cile come esempio di civiltà / Alfonso Casella: “Non basta essere la città della cultura, la cultura va capita” / Francesco Pulitini a tutto tondo tra Università, MPS e Siena 2019 / Federico Pacini: verità e merito! / Sublimi follie cartacee / Eventi in pillole


editoriale

La previsione imprevedibile

Siamo agli sgoccioli, ma sembra ancora molto difficile prevedere l’esito delle prossime Elezioni Comunali senesi. E ancor più difficile pare abbracciarne il vero significato. Chi le vincerà? E’ una domanda inutile? Forse no! In questa tornata elettorale tale domanda si ammanta di un valore certamente superiore al passato. Le nuove consultazioni elettorali a Siena si collocano infatti a cavallo di una congiuntura storica singolare e, purtroppo, problematica: si vota nel pieno della devastante crisi del Monte dei Paschi, dopo un anno di commissariamento della città, in un’epoca in cui certezze intoccabili sono messe in discussione (persino la copertura finanziaria del Palio e persino il regolare svolgimento delle amministrative). E ancora: indagini giudiziarie a carico di amministratori locali, morti inquietanti che ci riportano a scene da crisi del ‘29, TV nazionali che

di Ernesto Alaimo

fanno capolino settimanalmente in Piazza Salimbeni per rubare l’ultimo scoop in casa MPS, mutamenti economico-politici globali e nazionali, e chi più ne ha più ne metta... No, questa volta non saranno delle semplici elezioni, le schede elettorali che i cittadini impugneranno al seggio appariranno insolitamente pesanti, avranno il peso storico delle grandi decisioni. Quello del 26/27 maggio sarà un fine-settimana caldissimo, un crocevia per il destino di Siena. 8 candidati sindaco, ancor più liste e candidati per il consiglio comunale. Storie diversissime e intricate quelle degli aspiranti primi cittadini. Ma chi la spunterà? Tentiamo, e non ce ne voglia il lettore se la nostre fossero ipotesi sgradite, di immaginare lo scenario post-elettorale. Immaginiamo che il più votato risulti Bruno Valentini, candidato del centrosinistra (PD, SEL e Riformisti); lo presumiamo per tradizione (visto che a Siena quest’area è storicamente maggioritaria), lo presumiamo in base ai dati particolari - relativi al comune di Siena - delle ultime elezioni nazionali di febbraio, lo presumiamo perché un possibile calo fisiologico del PD potrebbe essere compensato dalla novità di un candidato per molti versi carismatico ed esogeno. Immaginiamo d’altro canto che, proprio in virtù dei recenti sviluppi politici e dell’abbondanza di candidati, Valentini e il centrosinistra non superino il 50%, come invece accaduto in passato. In un contesto del genere sarebbe cruciale capire chi si piazzerebbe al secondo posto. Tre sono i candidati che, stando ai rumors e alla nostra percezione personale, parrebbero in grado di ambire al secondo gradino del podio. Su tutti Eugenio Neri (leader di “Moderati di centrodestra per Sie-


editoriale na”, “Nero su bianco”, “Fratelli di Siena – Siena 2030” e “Siena rinasce”), poi Michele Pinassi del M5S (che - visti i dati locali delle politiche di febbraio e l’esplosione del fenomeno grillino - potrebbe intercettare un consistente bacino di voti) e Laura Vigni (“Sinistra per Siena”, Rifondazione Comunista e “Siena si muove”) data in crescita di consensi secondo molti opinion leader cittadini. A completare il quadro dei candidati ci sono: Enrico Tucci (“Cittadini di Siena”) e Marco Falorni (“Impegno per Siena” e Lega Nord), entrambi nell’emisfero del centrodestra. Inoltre sono candidati sindaco Alessandro Corsini della lista “53100” e l’ex vicesindaco Mauro Marzucchi, sempre capace di mobilitare con la sua “Siena Futura” consistenti schiere di elettori. Scrutando la nostra palla di vetro immaginaria ipotizziamo che se a sfidare Bruno Valentini all’eventuale ballottaggio del 9 e 10 giugno fosse Eugenio Neri, la strada per l’ex sindaco di Monteriggioni potrebbe spianarsi. Questo perché difficilmente al ballottaggio Neri riuscirebbe ad intercettare i voti di chi al primo turno voterà Vigni - più a sinistra di Valentini - oppure Movimento 5 Stelle. E va considerato anche che pure gli elettori di Mauro Marzucchi, riformista e in corsa da solo, sono da sempre più affini all’area PD. Al secondo turno Neri potrebbe magari intercettare i sostenitori di Tucci e Falorni, ma quasi sicuramente insufficienti per completare una potenziale rimonta. Se invece fossero la Vigni o il Pinassi, ammettiamo pure un po’ a sorpresa, a competere col candidato del Partito Democratico al secondo turno, allora le cose potrebbero cambiare. La Vigni pare in grado di intercettare, non solo tutta una fascia di elettori generalmente propensi a una rottura col passato, ma anche di sfidare il centrosinistra sul suo stesso terreno, contendendo voti all’area dello stesso Valentini. Pinassi - se le circostanze lo conducessero al ballottaggio - potrebbe raccogliere insieme le

attenzioni del corpo elettorale di destra, centro ed estrema sinistra (il M5S è infatti difficilmente collocabile), sulla falsa riga di ciò che un anno fa successe a Parma coll’elezione del Sindaco Federico Pizzarotti. Il grillino Pizzarotti al primo turno aveva raccolto solo il 19,47%, ma per effetto della forte dispersione di voti fra i tanti candidati giunse comunque secondo. Al ballottaggio Pizzarotti gareggiò con Vincenzo Bernazzoli, candidato del centrosinistra e forte di quasi il 40% dei voti al primo turno. Nello stupore generale, Pizzarotti stravinse al secondo turno con il 60%, triplicando i suoi voti e calamitando in pratica la totalità dei voti di chi non aveva votato Bernazzoli in prima battuta. Una singolare coincidenza vuole che Pizzarotti si candidò e vinse in una città, Parma, temporaneamente amministrata da un Commissariamento analogo al nostro. La nostra previsione, per concludere, è che Bruno Valentini risulterà verosimilmente vincitore parziale il 26/27 maggio, e che avrà buone possibilità di uscire vincitore anche dopo il ballottaggio del 9/10 giugno. Il ballottaggio ad ogni modo, se ci sarà davvero, presenterà già di per sé una novità; e, a seconda di chi saranno gli sfidanti, le cose potrebbero prendere pieghe inaspettate. Il centrosinistra senese, acciaccato ma favorito, tremerà forse di più dinanzi a una singolar tenzone contro Vigni o Pinassi che non di fronte a una sfida polarizzata contro la coalizione di centrodestra. Alla storia non manca mai il senso dell’ironia e Valentini, al netto di tutte queste valutazioni, potrebbe trovarsi paradossalmente a fare il tifo per Eugenio Neri.


indice

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www.ilparere.net

teatro

Lia Lapini: la bestia indomabile

musica

Siena 2019: Zatarra incontra Sacco

8-9 13 16-17 20-21

arte

A tu per tu con Gaia Pasi

cinema

NO - L’arcobaleno del Cile come esempio di civiltà

università

Francesco Pulitini a tutto tondo tra Università, MPS e Siena 2019

7

a fuoco

10-12

libri

14-15

fotografia

18-19

I magnifici 8: chi sbroglierà la matassa?

Alfonso Casella: “Non basta essere la città della cultura, la cultura va capita”

Federico Pacini: verità e merito!

fumetto

Sublimi follie cartacee

eventi in pillole

Gli eventi da non perdere

22 - 23


cultura ed eventi a Siena e dintorni

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anno 2 | Numero 4 EDITORE

Il Parere . Net snc

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terpretate magistralmente da Burt Lancaster, all’insegna dell’immobilismo e della morte di una classe sociale.

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loro fama, grazie a pezzi come L’elefante bianco, La mela di Odessa e Gioia

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e rivoluzione. I consueti ritmi Progressive si integrano con il loro già profondo

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impegno politico.

REDAZIONE redazione@ilparere.net 0577/059041

UN LIBRO: L’oca al passo. Notizie dal buio che stiamo attraversando” di Antonio Tabucchi Le tristi pagine della recente storia italiana e non solo, raccontate dalla penna di Tabucchi; le stragi, i complotti, i sotterfugi e le codardie dei politici, degli uomini di Chiesa, dei capi di governo, nell’irriverente piano ludico del celebre gioco dell’oca.

vl Mameli, 58 - 53100 Siena HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Ernesto Alaimo, Davide Cantire, Massimiliano Cardone, Andrea Dani, Sara Paradisi, Diego Perucci, Valentina Sanesi. Registrato presso il Tribunale di Siena al n°6 del 17 aprile 2012


teatro

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Lia Lapini: la bestia indomabile

La politica somiglia a una commedia le cui maschere si ripetono da un secolo, adattando ai tempi che corrono pochi tratti esteriori, ma restando uguali a loro stesse; i politici sembrano maschere interiori, che fuori son di volta in volta diversi, ma sotto sono sempre loro. Personaggi, volti di uomini reali, ma i comportamenti sono quelli dei Brighella, dei Pantalone o dei Pulcinella. Lo scenario politico si snoda e si dipana come un canovaccio, un atto teatrale improvvisato, che si risolve in finali assurdi, strappalacrime o tragicomici, per espedienti di invenzione, di sopraf-

di Diego Perucci

fina e malefica ingegnosità. Lo spettatore è rapito, incredulo per la trama caotica e passionale; sesso, droga, prostituzione, sangue e colpi di scena danno drammaticità alla trama, ai profili degli attori. Sono maschere speciali quelle dei politici, adattabili al volto e alla mente; sono ben oltre l’andare a braccio della commedia dell’arte, sono profonde, radicate nella storia di questo paese. Malizia, furfanteria, furbizia e perché no, senso pratico e mestiere. E fra i passi sgraziati di questo assurdo balletto ci rimette la cultura, dove i teatri si piegano, chiudono i battenti, si spengono, forti si del loro orgoglio (vedi Teatro Valle Occupato), ma subiscono le angherie di chi, per conservare meglio il suo potere, preferisce l’ignoranza alla cultura. Allora si chiude, i cinema spengono gli schermi, i musei faticano, la cultura si riduce a iniziative, lodevoli ma insufficienti, di poche individualità. A Siena, spesso accade, si assiste a un paradigma di avvenimenti che si innalzano a specchio della situazione nazionale; mentre i candidati rispolverano vecchie beghe dal sapore antico, teatrale, di maschera e facciata, propaganda sorda e fine a se stessa farcita di promesse da marinaio (o da Pulcinella?), il sodo della vita, la cultura, macera le sue facoltà, così come un malato terminale cerca di darsi dignità nel corpo flagellato. Siena era buon governo e cultura; ora sembra una maschera triste, di quelle con gli angoli della bocca piegati all’ingiù. Ultima in ordine di tempo la Sala Lia Lapini, fino a poco fa esempio brillante di cosa significasse fare le ultime briciole di sana cultura. Lia Lapini si spegne, ma solo nell’immagine del portone serrato, nelle finestre buie. Il suo cuore è spento, ma la ragione vive, perché non c’è bestia meno domabile dell’intelligenza.


cultura ed eventi a Siena e dintorni

musica

Siena 2019: Zatarra incontra Sacco L’appello al Comitato per Siena Capitale Europea della Cultura 2019 lanciato da Zatarra e altri musicisti locali, uscito sulle nostre pagine online il 4 aprile scorso sembrerebbe aver sortito qualche, seppur minimo, effetto. Per chi non l’avesse letta, la lettera scritta da Zatarra (Marco Ottavi all’anagrafe) e sottoscritta da 81 tra musicisti ed operatori culturali dopo una premessa in cui si contestava tra l’altro il carattere elitario del comitato per la candidatura e si faceva un’attenta analisi sulle proposte culturali della città - constava essenzialmente di 5 punti costruttivi. Innanzitutto l’esigenza di una regolamentazione chiara e precisa per gli eventi musicali cittadini; in secondo luogo l’individuazione di vari luoghi in cui poter produrre ed al contempo usufruire di cultura, siano esse sale-mostra, auditorium o spazi polifunzionali; come terza istanza un’accurata programmazione di eventi culturali da realizzare individuando fonti di finanziamento che attingano anche al privato; infine una politica finalizzata all’educazione culturale dei giovani attraverso l’interazione con scuole medie inferiori e superiori. Tale appello, qui riassunto per esigenze di spazio, ha fatto il giro del web arrivando fino all’orecchio del Professor Pierluigi Sacco, che ci ha tenuto ad incontrare personalmente Zatarra per chiarire alcuni punti evidenziati nella lettera. Dall’incontro è emerso in particolare che se l’aspetto musicale non è stato ancora approfondito è perché si aspetta l’esito della selezione delle prime cinque città che proseguiranno la cor-

sa verso l’assegnazione dell’ambito riconoscimento, risultati che vedranno la luce nel febbraio 2014. Qualora Siena riuscisse ad entrare tra le cinque, Sacco assicura che tutta una serie di problematiche saranno affrontate con tempismo, a partire dal reperimento di fondi che vedrà interessate principalmente la Regione Toscana e l’Unione Europea, fino alla spesa per la creazione di nuove infrastrutture e ad una serrata programmazione di musica live con palchi allestiti in svariati punti del centro storico. Quest’ultima proposta sembra aver fatto storcere la bocca a più di un musicista, forse a causa di simili esperienze pregresse rivelatesi fallimentari. Non è ancora giunto il momento dei giudizi e delle sentenze, ci auspichiamo però che l’appello degli 81 sottoscrittori non rimanga la classica goccia in mare aperto, speriamo piuttosto che sia l’inizio di una collaborazione tra operatori culturali che, capitale o non capitale, getti le basi per una nuova stagione nella nostra città.


arte

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A tu per tu con Gaia Pasi Incontriamo nella nostra redazione Gaia Pasi, direttrice artistica di Zak Project Space Castello di Monteriggioni e di Un Tubo. Da sempre attiva nel mondo dell’arte contemporanea e attenta alle dinamiche culturali in seno alla nostra città, con competenza e quella vena radical chic che la contraddistingue, la Pirata dell’Arte Contemporanea, come ultimamente ama definirsi, ci ha parlato di Santa Maria della Scala, Papesse e delle problematiche legate alla cultura in una città come Siena. Subito dopo la chiusura delle Papesse si è iniziato a pensare che SMS potesse in qualche modo inglobare e quindi prolungare l’esperienza di un museo dedicato dell’Arte Contemporanea a Siena e quindi produrre, promuovere ed esporre le eccellenze italiane e internazionali a Siena. Perché questa esperienza è stata fallimentare? Non solo SMS doveva accogliere l’Arte Contemporanea, ma doveva diventare il polo museale di Siena dove si potevano trovare grandi mostre come quella di Gordon Matta Clark in grado di richiamare il turismo nazionale e internazionale. Cosa che peraltro stava già riuscendo alle Papesse come lo dismostra la nomina di Miglior Museo del Mondo nel 2000.

Anxiety Explosion: “Gaia“ (ritratto di Gaia Pasi) 2012 courtesy dell’artista

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Qual è la soluzione più percorribile e quanto tempo ci vorrà per arrivare ad un SMS eccellente? Per quanto riguarda i tempi è molto difficile parlare anche di una manciata d’anni a causa del declino che sta attraversando la città, vuoi per cause esterne più gravi. Le soluzioni sono molteplici, si pensi al Castello di Rivoli a Torino od alla fondazione MAXXI, dove una cordata di privati sostiene sia a livello economico che con donazioni di opere il complesso museale. Ci sono però realtà più interessanti in questo momento come le fondazioni private che fanno formazione e lavorano con artisti di livello internazionale. Si passa dalla


arte

cultura ed eventi a Siena e dintorni Sicilia con la Fondazione Brodbeck passando per il Pastificio Cerere RoMa fino a Torino con la Fondazione Spinola Banna o la Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia. Certo, un polo museale ha un’altra attrattiva, ha un altro pubblico ed ha la possibilità di esporre un’altra tipologia di opere; si pensi al Reina Sofia di Madrid, Guernica lo puoi vedere solo lì. La soluzione per tornare al discorso delle Papesse è la produzione di arte in seno al museo stesso, in quanto ciò consente di presentare un pezzo unico e in anteprima mondiale. La soluzione quindi è partire dal basso, facendo piccole cose anche saltuariamente, ma di grandissima qualità, con cadenze fisse e alla presenza di curatori e stampa di settore. Per fare cultura servono dei fondi; ha senso ripartire anche da quelle forme artistiche che non richiedono necessariamente alte cifre, o che non le richiedono affatto? Come ad esempio l’arte di strada o gli stickers dell’artista francese Clet che è passato da Siena negli ultimi giorni... Sono forme artistiche importantissime, mi viene in mente la scritta Sante Visioni, di fronte al Cacio & Pere, importante per il contenuto e per il messaggio. Nella notte sene-

se di Clet invece c’ero anche io nel gruppo di lavoro, e ti posso garantire che il suo è un progetto importante e intelligente, premiato in molte città europee; Parigi e Barcellona mantengono ancora i suoi interventi, che peraltro non disturbano la lettura dei cartelli stradali. Nella città di Siena che si candida per il 2019 queste forme artistiche vengono rimosse con celerità; non è per fare polemica, ma si dovrebbe ripensare e misurare il valore di Siena, che fino ad oggi si è sprecato in mostre mediocri e costossime.. Quanto però il pubblico senese è predisposto alle proposte culturali? Il problema viene solo dall’alto, dalle scelte politico-amministrative, o si trova anche nel cittadino medio, che non presta la giusta attenzione per recepire certi messaggi o certe proposte? L’arte dovrebbe entrare nel tessuto urbano, per educare lo sguardo. Il compito educativo-sociale andrebbe rintracciato in determinate situazioni; ad esempio sarebbe bello farlo allo stadio, con annunci relativi alle realtà museali che invogliano e invitano la gente a far parte della cultura cittadina, a sostenerla. Banale? Però sarebbe un passo in avanti. La gente ignora le cose, la chiusura delle

Papesse è passata nel silenzio e i messaggi devono arrivare dall’alto, dall’amministrazione, che deve avere a cuore la cultura del cittadino. In qualche modo tu incarni una creatura nostalgica; oggi la figura del curatore sembra stritolata da una realtà quasi industriale. Un curatore che vive in provincia, come si sente? Siena per me è la mia base, famiglia, casa e amici; ma il mio lavoro parte dalla ricerca, sono una talent scout. Scovo artisti veramente giovani, che poi il mercato fortunatamente fino ad oggi ha riconosciuto essere bravi, dandomi ragione. Non dimentichiamoci poi che le cosiddette grandi organizzazioni, a Siena c’è ad esempio Vernice, sono un totale disastro, perché al di là delle grandi mostre o dei grandi “mostri”, non hanno prodotto qualità. La scelta di spostare Zak da Siena a Monteriggioni, è motivata da una visione pessimistica della città? La mia scelta non è stata pessimistica. Avevo speso tantissimo di affitto a Siena, e Monteriggioni era più clemente; poi c’è la parte logistica del parcheggio, che rende la galleria più facilmente raggiungibile.


a fuoco

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I Fantastici 8: chi sbroglierà la matassa?

Manca davvero poco alle Elezioni Comunali amministrative di Siena. Il 26 e 27 maggio si eleggeranno sindaco e giunta comunale, a successione del Commissario Laudanna. Ad un anno circa dalla caduta dell’amministrazione Ceccuzzi, il Comune riavrà un’amministrazione politica. L’eventuale ballottaggio, in caso di mancato superamento del 50% da parte di una delle coalizioni, è previsto per il 9 e 10 giugno. Con così tanti partiti, coalizioni, liste e candidati tra cui scegliere (ben 8 aspiranti primi cittadini). Molti elettori non hanno un quadro chiaro dell’offerta elettorale, e fanno fatica non solo a scegliere chi votare ma ancor prima a maturare una visione di insieme. Cerchiamo dunque di capire chi sono gli aspiranti primi cittadini e le liste a sostegno. Proviamo, insomma, ad approfondire la conoscenza di coloro che si candidano a sbrogliare la sempre più difficile matassa se nese.

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cultura ed eventi a Siena e dintorni BRUNO VALENTINI

EUGENIO NERI

B.V., ex sindaco di Monteriggioni, si era candidato già alle prime primarie di coalizione alcuni mesi or sono, ma non era stato ammesso alla contesa per cause ufficialmente tecnico-burocratiche. Successivamente dopo il passo indietro di Franco Ceccuzzi si è ricandidato alle primarie-bis superando Alessandro Mugnaioli. B.V. è appoggiato da PD, SEL, PSI-Riformisti e dalla sua personale associazione-lista “Siena Cambia”.

E.N., medico delle Scotte, è figlio d’arte. Il padre Achille Neri fu infatti candidato sindaco nel ’92 in concorrenza con Pierluigi Piccini e Vittorio Carnesecchi. E’ il candidato di “Moderati di centrodestra per Siena”, “Nero su bianco”, “Fratelli di Siena – Siena 2030” e “Siena rinasce”. La coalizione-Neri spazia dall’area del PDL fino a realtà politiche fuoriuscite negli anni del centro-sinistra e passate all’opposizione per divergenze di vario genere.

MICHELE PINASSI

LAURA VIGNI

M.P. è il candidato del M5S. Si candidò a Siena già due anni fa alle elezioni che videro trionfare Franco Ceccuzzi. E’ un esperto di informatica e lavora attualmente presso l’Università degli Studi di Siena nel Sistema Bibliotecario di Ateneo, con mansione di System Manager.

Appassionata di Storia e ormai in pensione, L.V. ha lavorato in Comune come Addetto Stampa e ha dedicato alcuni anni della sua vita alla ricerca universitaria. La sua candidatura raccoglie l’appoggio di “Sinistra per Siena”, Rifondazione Comunista e “Siena si muove”. L.V., ex consigliere, è stata già candidata a sindaco nel 2011.


www.ilparere.net MAURO MARZUCCHI

ENRICO TUCCI

Il leader di “Siena Futura”, già coalizzata in passato con il centrosinistra, in questa tornata si presenta in solitaria come riferimento dell’area riformista. Laureato in Filosofia e specializzato in Psicologia, M.M. ha dedicato la sua vita alla politica e all’attività sindacale. Ha già ricoperto il ruolo di consigliere, assessore e vice-sindaco nel Comune di Siena.

E.T. (ex PDL e Primario di Radioterapia all’Ospedale di Grosseto) ha coagulato intorno a sé alcune espressioni politicoassociative quali “Siena C’è” e “Pietraserena”. Trattasi di coalizione di destra, alternativa a quella capitanata da Eugenio Neri, e che si raggruppa sotto la sigla “Cittadini di Siena”.

MARCO FALORNI

ALESSANDRO CORSINI

M.F. sarà il candidato sindaco in extremis per “Impegno per Siena”, appoggiato anche dalla Lega Nord che in un primo momento aveva espresso la candidatura di Maurizio Montigiani. M.F. è giornalista, laureato in Scienze Politiche e anche autore di due libri di storia senese; è stato eletto per tre volte in Consiglio Comunale.

A.C. è il candidato di “53100”, lista collegata al mondo delle contrade. Proveniente da una famiglia di imprenditori storicamente importanti in città, attualmente funzionario della Axa MPS Assicurazioni, compagnia del Gruppo Axa, e segretario Regionale della Toscana per il Sindacato Nazionale Funzionari Imprese Assicurative.


cinema

cultura ed eventi a Siena e dintorni

No – L’arcobaleno del Cile come esempio di civiltà Quando tutto sembra diventare sempre più opaco, grigio, sempre meno definito ai nostri occhi; quando il paese in cui viviamo non ci lascia troppe soddisfazioni e allora ci si domanda se la forma di governo attuale sia quella giusta, è allora che la disperazione fa il suo lavoro. Non bisogna dimenticare mai l’influenza del pensiero democratico sui cittadini, anche se questo è dimenticato tra i mille problemi che attanagliano un paese in crisi; ma una crisi non è mai fatta solo di potere economico, una crisi è sociale, politica, ideale. Pablo Larraìn ci ricorda col suo film, No – I giorni dell’arcobaleno, quanto sia cruciale la lotta per la libertà in un paese oppresso dalla dittatura, in questo caso il Cile di Augusto Pinochet, cercando quindi di mandare un monito non solo alla sua nazione, ma al mondo intero. Larraìn descrive come anche il mezzo di comunicazione più assoggettato al potere sia utile al suo scopo: la pubblicità. René Saavedra, pubblicitario, ha la geniale intuizione di basare la campagna referendaria per abbattere il regime di Pinochet portando nelle case dei cileni una speranza per un mondo migliore, più sereno, in cui l’allegria è alle porte; la sua è una scelta drastica perché sceglie di accantonare gli orrori commessi dal regime, e molti si confesseranno ampiamente scettici verso questa strategia rivelatasi vincente. A un passato nero e governato da incubi è meglio affiancare la leggerezza della varietà cromatica e simbolica dell’arcobaleno, che fa da sfondo al simbolo NO nei cartelloni pubblicitari della campagna. Rendendosi pienamente conto della questione, Saavedra non può in alcun modo accettare di mostrare il dolore della popolazione, perché da esperto del mezzo televisivo sa benissimo che la controparte a favore del SI lo abbatterebbe senza troppa fatica, adoperando l’arma della diffamazione. I dissidenti sognano un mondo diverso (“Andate a votare, senza odio e senza violenza”), migliore, in cui ognuno può essere felice secondo il proprio gusto perché è libero. Rispolverare il passato orripilante del Cile servirà solo in seguito a non dimenticare da dove si arriva e quali risultati si sono potuti raggiungere grazie al sacrificio di molti. Il film, molto emozionante,

di Davide Cantire

focalizza la sua attenzione su aspetti ambigui della nostra società (ed è questo a renderlo il capolavoro che è), non ultimo il potere dei media, osannato per tutta la prima parte del film in una complessa dicotomia di sentimenti. Lo spettatore ne è affascinato e spaventato allo stesso tempo rendendosi conto dell’influenza di questo mezzo. La lezione di “No” potrà apparire ai molti banale. Quando stupidamente si invoca l’arrivo della dittatura come unica salvezza, complice un’utopica voglia di stabilità, ci si priva di alcune libertà, cosiddette “eccessive”. La libertà non è mai eccessiva e Larraìn nel suo ispirato film dice proprio questo, mostrando un paese dilaniato dall’assenza di libertà. L’esempio del Cile del 1988 è da tenere sempre a mente (e sorprende la scarsa trattazione nelle scuole), è il primo caso di abbattimento di una dittatura per mezzo del consenso.


libri

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Alfonso Casella: “Non basta essere la città della cultura, la cultura va capita” si ferma mai, un tornado, in una città ormai immobile. Lo scrittore, senese acquisito, ha all’attivo alcuni manoscritti tra cui “Cicoria” e “Zero al 100%”. Davanti a un bicchiere di vino bianco, prima di un concerto jazz di cui possiamo già ascoltare delle note in anteprima, inizia la nostra chiaccherata con Alfonso. Come “allievo” di Tabucchi, con quali parole pensi che il maestro avrebbe commentato l’attuale situazione senese? La sua voce, uno degli aspetti che emergono maggiormente in chi ricorda e racconta la figura di Tabucchi, quale tono avrebbe nell’analizzare il periodo che Siena sta attraversando? Se dobbiamo essere precisi, non sono mai stato allievo di Tabucchi, preferisco definirmi un allievo “snaturato”, infatti quando ci siamo conosciuti, io studiavo giurisprudenza, ma la maggior parte del mio tempo la passavo a lettere. Gli avevo inviato un mio romanzo “strampalato”, per avere una sua opinione, romanzo mai pubblicato e forse mai compreso, che è diventato il fil rouge che ci ha uniti in tutti questi anni. Oggi Antonio soffrirebbe nel vedere lo stato di declino in cui versa la città, userebbe un tono “pacato-incazzato”, probabilmente avrebbe fatto un appello agli intellettuali,

di Valentina Sanesi

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Incontriamo Alfonso Diego Casella

a “Un Tubo”, arriva trafelato, con libri e pacchetti, dà l’impressione di un uomo che non

per risollevarne le sorti. Era molto legato a Siena, alla sua cultura, un suo grande sogno era quello di diventa-


libri

cultura ed eventi a Siena e dintorni re una sorta di ambasciatore accademico dell’Università di Siena, portare scrittori e intellettuali, creare un melting pot culturale; che a guardarla oggi Siena, era molto più “multiculturale” nel Medioevo. Nel 2000 Tabucchi ha riunito gran parte dei rettori degli atenei italiani alla Certosa di Pontignano, dove undici studenti di Tabucchi vestiti da campesinos - dopo aver lavorato per circa un anno con lo scrittore - hanno proposto la mise en espace “Morte e vita severina”, tratto dal poemetto del poeta brasiliano Joao Cabral De Melo Neto. Gli ultimi anni passati lontano dall’Italia, tra Francia e Portogallo, sono stati per Antonio Tabucchi un esilio culturale, da un paese che sembrava avergli voltato le spalle. Dopo la sua morte, non l’Università di Siena, ma il Collège de France ha richiesto un Fondo Tabucchi. Lo scrittore è un ascoltatore, trae ispirazione dalle figure reali, quanto la città di Siena ha influenzato i tuoi libri “Cicoria” e “Zero al 100%”? “Cicoria” è la storia di un galoppiNO, il cui nome dà il titolo al libro, che da maschera in un cinema porno diventa un bidello, grazie alla benevolenza di un “onorevole”, al quale non può più dire di NO. Il racconto è

ambientato in un sud metaforico, paradigma dell’Italia municipale. C’è un Cicoria in ogni città, ovunque c’è un galoppino c’è un tiranno. Mentre “Zero al 100%” l’ho scritto a Londra, con spunti che vanno dal Nevrotic Realism a un saggio del Professor Luperini sulla crisi del postmoderno. Scrivo per operare un cambiamento, dico “no” per dovere professionale, mi unisco alle individualità che in questa città cercano di operare un cambiamento, perchè è di singoli individui, “volontari” che si parla, non c’è più un mecenate, la cultura a Siena, ormai ha una dimensione privata, non più pubblica. È di poche settimane fa la notizia che Clet, artista francese di fama internazionale abbia fatto irruzione a Siena, per ben due volte, attacando i suoi stickers sui cartelli stradali e - mentre nella altre città vengono fotografati da appassionati e turisti - qui sono stati zelantemente rimossi dai vigili. Da parte mia ho scritto una lettera al presidente di Siena Capitale 2019 Pierluigi Sacco, ma non ho ancora ricevuto una risposta. Non basta essere la città della cultura, la cultura va capita. Quello che mi auguro per le imminenti Elezioni Comunali è che si riesca a sciogliere

questo abbraccio mortale tra galoppini e tiranni, Siena in questi ultimi mesi è stata l’emblema dell’Italia: Siena come Città-Stato che anticipa lo Stato-Nazione... Un presidente dinosauro che mette al potere uomini di Neanderthal, per apparire più giovane. Il duopolio generazionale creato da Mussari e Ceccuzzi ha assorbito per anni tutte le esperienze politiche della città. D’Alema c’insegna che in Italia “tutto si trasforma, nulla si distrugge”, la mia speranza è che queste elezioni rappresentino la fine di sistemi di potere. Chiudiamo con la domanda di rito: progetti futuri? Un viaggio in Brasile per un progetto che sto sviluppando dall’atmosfera italo-brasiliana. Poi chissà, in questi tempi di crisi vivere è già un lusso.


università

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Francesco Pulitini a tutto tondo tra Università, MPS e Siena 2019 tratta, ha dato un colpo tale a tutta la realtà senese da far temere seriamente per il suo futuro. Soluzioni? Se per soluzioni si intende “cosa potrebbe rimettere le cose come erano prima” temo proprio che non esistano soluzioni. Non vedo infatti come il Monte dei Paschi possa riuscire a restituire il prestito ottenuto dallo Stato. È prevedibilissimo perciò che si arriverà alla nazionalizzazione con tutto ciò che ne conseguirà.

Docente universitario ed ex preside della Facoltà di Economia presso l’Università degli Studi di Siena, Francesco Pulitini, da pochi mesi in pensione dopo una lunga carriera accademica, ha gentilmente accolto la nostra proposta di rilasciare un’intervista sui temi di attualità che riguardano Siena e le sue istituzioni.

di Andrea Dani

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Nella crisi attuale di Siena quanto ha influito la crisi economica globale? La crisi globale pesa su chiunque e pesa molto, tuttavia per quanto riguarda la nostra realtà c’è da dire che quella globale si aggiunge a quella locale, già di per sé gravissima. Il Monte dei Paschi, banca e fondazione, erano la risorsa più importante della città. La loro distruzione, perché di questo si

In molti pensano che si debba investire sulle eccellenze che nel caso di Siena coincidono con la cultura, come la pensi a proposito? La cultura ed il turismo sono le risorse rimaste a Siena. Come si è sempre detto, la caratteristica peculiare del nostro turismo è quella del “mordi e fuggi”. Invertire questa tendenza è complesso, vuoi per la dimensione della nostra città, vuoi per l’estrema vicinanza con Firenze: come invertire il flusso “da Firenze visita giornaliera a Siena” e non viceversa? Impossibile. Ci sono opinioni discordanti riguardo la candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019, cosa ne pensi? Sul fatto che si tratterebbe di una grossissima opportunità mi pare che non possa-


università

cultura ed eventi a Siena e dintorni no esserci dubbi. Verosimilmente, però, mi sembra complicato riuscire a vincere. Quali elementi della cultura contemporanea può vantare Siena oggigiorno? Non mi pare che possiamo considerarci tanto più forti delle altre alternative. Università, a che punto siamo? La crisi dell’Università è emersa prima delle altre ed in modo indipendente rispetto a quella del Monte dei Paschi, e il risanamento non è completo. Una delle misure ipotizzate, ovvero quella della vendita degli immobili, si è rivelata impraticabile. La natura degli immobili vendibili è tale per cui non è stato possibile trovare chi li comprasse. Sul piano poi di quello che si poteva fare per ridurre costi e sprechi non mi sembra sia stato fatto tutto il fattibile; probabilmente è una visione poco appariscente, ma io in una

situazione come quella attuale avrei iniziato proprio da lì. Per quanto riguarda la quantità del personale, vera causa del dissesto, l’unica cosa che si è fatta – forse l’unica cosa possibile nell’immediato – è stata quella di sbarazzarsi del personale della cooperativa, guarda caso i meno pagati e anche i più meritevoli. Oltre alla crisi economica, ultimamente l’Università sta vivendo anche un’involuzione della didattica e della ricerca, molti docenti che godevano di fama internazionale hanno lasciato per vari motivi la nostra Università ed il ricambio tarda ad arrivare, come mai? Sicuramente sono stati fatti degli errori anche sotto questo punto di vista. Attualmente facoltà come quella di Economia o di Lettere e Filosofia non esercitano più quell’attrat-

tiva che in passato ha permesso di portare a Siena docenti di primo piano. I motivi di questo fenomeno sono molti e complessi. Un dato però è certo: se ai tempi d’oro di quella che una volta si chiamava Facoltà di Scienze Economiche e Bancarie il rapporto numerico studenti/docenti era sproporzionato verso i primi (con pochi professori, ma molto qualificati), col passare degli anni questo rapporto ha finito per invertirsi. Queste facoltà sono state per anni un unicum nel panorama universitario italiano, ormai la loro omologazione è completata da un pezzo. Facoltà come quelle di Economia o di Lettere e Filosofia sono del tutto simili a quelle di altre sedi universitarie.


fotografia

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Federico Pacini: verità e merito!

Seduti ad un tavolino davanti all’unico MC’ Donald rimasto a Siena, siamo con Federico Pacini, affermato fotografo senese, secondo classificato a premi importanti come l’International Photography Awards Lucie Awards nel 2009 e il Prix de la Photographie Paris nel 2010, entrambi con il libro 00001735.tif. In procinto di pubblicare un nuovo e forse ultimo libro sulla nostra città, ci siamo trovati

di Andrea Dani

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a parlare di fotografia, ma anche e soprattutto del momento che sta attraversando Siena in questi ultimi mesi... Come può la politica risollevare la dimensione culturale attuale in una realtà come Siena? La politica dovrebbe avere un’etica culturale, pensare a chi verrà dopo. La realtà senese in questo periodo è ad uno dei livelli

culturali più bassi mai registrati, in città ci sono pochissimi cinema, pochissime gallerie. Il compito della politica è dunque quello di risollevare la volontà di sperare, creare i presupposti per un rilancio, presupposti che si creano lavorando sulle basi. Il prossimo sindaco o assessore alla cultura dovrà riflettere sulla situazione attuale, non promettere ma creare strutture, lavorando se necessario anche 10 anni in silenzio.


FOTOGRAFIA

cultura ed eventi a Siena e dintorni C’è interesse di pubblico nei confronti della cultura? Io credo che uno dei fenomeni che hanno portato alla decadenza sia la pubblicità, nel senso della promozione a tutti i costi di prodotti e servizi. Questo ha portato al distacco tra pubblico e cultura. La pubblicità lavora per promuovere qualcosa sfruttando i canali al contrario dell’arte che invece tende ad eluderli. Il problema dell’Italia è che spesso la cultura è stata pubblicizzata perdendo così il suo valore intrinseco di rappresentante della verità. E la fotografia in questo contesto come si colloca? La fotografia in Italia, tranne rare eccezioni, manca completamente di strutture ma anche di dedizione e cultura fotografica. Ad oggi la fotografia si esprime meglio in altri

paesi come Stati Uniti, Nord Europa o la stessa Francia. Paesi nei quali la fotografia è molto più tutelata e gode di maggior considerazione rispetto all’Italia. Ci sono poche realtà che cercano di portare avanti un’attenzione nei confronti della fotografia. Consigli per un giovane fotografo? Il mio consiglio è quello di fotografare, di vedere le cose, di uscire, di sentire e credere in quello che si vede. Credo profondamente che il mio lavoro fotografico, ad esempio, sia educativo, ovvero cerchi di sensibilizzare le persone a vedere. Tendo ad eludere ogni forma di retorica, ogni forma di volontà estetizzante. Nel mio ultimo libro ho cercato di destrutturare il medium fotografico utilizzando diversi supporti, dalla Leica al telefonino. Questo per dire che la cosa essenziale è sviluppare un proprio punto di vista.

C’è una fotografia che più di altre rappresenta la crisi attuale? Credo che una fotografia sola non esista, credo bensì che debba esistere - da parte di ogni singolo cittadino - la volontà di pensare e di osservare le cose. Spero che le persone un giorno abbiano la forza ed il coraggio di vedere le cose per come sono in realtà. Mi piacerebbe che le persone potessero avere una loro libera visione. Ogni persona del resto ha una sua visione della vita, ci vuole solo coraggio per metterla in pratica. Quando scatti prendi una decisione fondante, decidi un’inquadratura rispetto ad un’altra e in quell’inquadratura si rispecchia la tua volontà. Spero che nel futuro di Siena e dell’Italia ci sia questa volontà di esprimere il proprio punto di vista, malgrado tutto.


eventi in pillole

Eventi in pillole Siena (SI) – Orto de’ Pecci

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La seleziome degli appuntamenti più importanti nei prossimi mesi a Siena e non solo, per tutti gli altri eventi e sapere cosa fare vi invitiamo sulla nostra agenda online: www.ilparere.net/eventi-siena

Renaissance L’Associazione Culturale RéSISTANCe in collaborazione con Antonella De Nisco saranno per due giorni all’Orto de’ Pecci con un laboratorio di arte ambientale itinerante, i lavori saranno presentati nel pomeriggio del 1 giugno. La serata si concluderà alla Corte dei Miracoli. dal 30 maggio al 1 giugno ingresso gratuito

Rapolano Terme (SI) - Parco Saltalbero

TVSpenta Dal Vivo 2013 Torna anche quest’anno il festival musicale TVSpenta Dal Vivo, al parco avventura “Saltalbero” di Rapolano Terme in provincia di Siena. Ospiti di questa edizione: venerdì 7 giugno LNRipley; sabato 8 Bunna degli Africa Unite; Raphael degli Eazy Skankers e Zibba. 6 - 7 - 8 giugno ingresso gratuito

Firenze (FI) – Teatro Obihall

Slayer in concerto C’è anche Firenze tra le 4 date del tour italiano degli Slayer, la più famosa metal band del mondo. Acquistate i biglietti e tenetevi pronti per il 18 giugno all’Obihall di Firenze, volumi alti, corna al cielo ed headbanging sfrenato! Gli Slayer sono a lavoro sul loro nuovo album di prossima uscita, serve altro per far salire l’attesa? 18 giugno ingresso a partire da €38

Firenze (FI) – Stadio Artemio Franchi

Jovanotti Backup Tour 2013 Lorenzo Jovanotti torna in concerto a Firenze: il 23 giugno allo stadio Artemio Franchi. Per raccontare con il Backup Tour un percorso iniziato 25 anni fa. Uscita a novembre, Backup, la raccolta di Lorenzo, è ai primi posti dei dischi più venduti. Sul palco Jovanotti si diverte e fa divertire, costruisce show per la gioia degli spettatori. 23 giugno ingresso a partire da €33

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cultura ed eventi a Siena e dintorni

eventi in pillole

Torrita di Siena(SI) - Piazza Matteotti

Torrita Blues Festival 2013 Giunto alla sua 25° edizione, anche quest’anno arriveranno a Torrita di Siena i grandi artisti del blues: St.Augustine’s Gospel Choir, Johnny Mars, Sean Carney, Joey Gilmore, Bob Margolin, Moreland & Arbuckle, solo alcuni dei nomi che calcheranno il palco di uno dei più importanti festival blues italiani. Saranno presenti inoltre le band vincitrici del contest Effetto Blues. 27 - 28 - 29 giugno ingresso giovedì gratuito ingresso €15,00 Pistoia (PT) - Piazza Duomo

Pistoia Blues 2013 Il Pistoia Blues giunge alla 34ª edizione con un nuovo cast di artisti internazionali tra blues, rock e folk nella splendida cornice di Piazza Duomo a Pistoia. Ben Harper & Charlie Musselwhite;The Black Crowes; Beady eye e tanti altri gli artisti che si esibiranno sul palco. dal 3 al 7 luglio ingresso a partire da €30,00

Lucca (LU) - Piazza Napoleone

Lucca Summer Festival 2013 Un mese di appuntamenti per l’estate del Lucca Summer Festival, che anche per questa edizione porta grandi nomi di artisti nazionali e internazionali nella città toscana: Nick Cave and The Bad Seeds, The Killers, Sigur Ros, Bryan Adams, Litfiba e Pino Daniele.

San Quirico d’Orcia (SI) - Parco Sorbellini

Orcia Rock Festival L’ORF dal 2007 è un festival musicale che promuove una ricca offerta attingendo dal panorama indipendente sia italiano che internazionale. Reggae, rock’n’roll, elettronica, stoner, metal i suoni di questa edizione. 28 - 29 - 30 giugno ingresso gratuito

Monteriggioni(SI) - La festa medievale

Monteriggioni di torri si corona Nel castello di Monteriggioni, addobbato per le feste dei signori e dei popolani, vi aspettano maghi, acrobati, mangia spade, e gli artisti più rappresentativi della tradizione popolare toscana. Per i primi due weekend di luglio, Monteriggioni fa un salto indietro nel tempo. La festa a corte 5, 6, 7 Luglio 2013 La fiera nel borgo 12, 13, 14 Luglio 2013 ingresso a partire da €8

dal 6 al 30 luglio ingresso a partire da €30

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Il Parere - Free Press | numero 4