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Periodico di informazione scientifico - professionale del mondo della visione 路 Anno 2 - n. 3 路 2011 路 COPIA OMAGGIO

Alimentazione Dieta e visione Ricerca Retina artificiale Aziende Dilem Moda Occhiali da sole

Franco Nero

Il fascino intramontabile


Editoriale di Fortunato De Gaetano Presidente Consorzio Ottico italiano degaetano@greenvision.it

Moda e protezione Belli, colorati, allegri. Sono di moda e sono quasi sempre sinonimo di vacanza e di tempo libero, di mare e di montagna, di bella stagione e di vita all’aria aperta. Però, attenzione: gli occhiali da sole sono protezione; prima che look, sono una prevenzione assolutamente indispensabile. E dunque sono lenti, prima che montature. E le lenti che hanno il compito fondamentale di salvaguardare i vostri occhi devono essere le migliori possibili, devono proteggervi dai raggi solari e dai raggi blu, che possono causare problemi retinici molto seri. Ricerche e studi medici hanno dimostrato con certezza che i nostri occhi devono essere protetti dal sole, e la tecnologia ottica più avanzata ci offre oggi prodotti eccellenti per farlo: lenti polarizzate che eliminano i dannosi e sgradevoli riflessi luccicanti sul mare e sulla neve, e fotocromatiche, il cui colore cambia di intensità al variare dell’intensità della luce. Prima di badare al look, alla forma della montatura e al colore sono le caratteristiche delle lenti, appunto, quelle sulle quali dovete focalizzare la vostra attenzione quando acquistate un paio di occhiali da sole. È importante che le lenti siano di grande qualità e scelte sulla base dell’uso che intendete farne, delle località di vacanza nelle quali intendete recarvi. Non è difficile, anche per un profano, verificare la qualità degli occhiali: affidatevi al vostro ottico di fiducia, ovviamente, ma verificate sempre che lenti e montature abbiano il marchio CE, che certifica l’origine europea dei prodotti e, contro ogni possibile contraffazione, impone di indicare con chiarezza all’interno delle confezioni i dati del fabbricante. C’è un’ultima raccomandazione che non ci stancheremo mai di ripetere: gli occhi più delicati, quelli che dovranno vedere, e bene, più a lungo, sono quelli dei bambini. Sono soprattutto questi, dunque, che vanno protetti; specie i bimbi piccoli o piccolissimi che, stesi in carrozzina o nel passeggino, si trovano particolarmente esposti ai raggi del sole. Proteggerli con gli occhiali più adatti, pensando anche nel loro caso più alla qualità delle lenti che alle forme o ai colori delle montature, è il modo corretto di prendersi cura di loro. Scegliete con attenzione le lenti giuste, dunque, e… Buona Estate.

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Editoriale di Fortunato De Gaetano Il Punto di Paolo Baroni Antropologia Impressioni visive L’Intervista Franco Nero Ottica Occhiali: una scelta soggettiva Fabbriche Carl Zeiss Vision Occhiali Sguardi protetti Pediatria Prevenzione tridimensionale Giochi visivi Illusione culturale Alimentazione Dieta e visione Ricerca scientifica Retina artificiale Teatro Occhiali e teatro

Errata Corrige

In riferimento all’articolo Modo del precedente numero si precisa che la casa è stata fondata nel 1991 da Alessandro Lanaro


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GREENV ISION Periodico DI INFORMAZIONE SCIENTIFICo-professionale del mondo della visione anno 2 - N. 3 - 2011

Editore Consorzio Ottico Italiano Soc. Coop. Via San Marco, 13 · 35129 · Padova P.I./C.F. 04118800376 T. 800.700.100 · www.greenvision.it Presidente ONORARIO Leonio Toderini

Racconti Dall’Ottico per migliori performances

Aziende Essilor

Aziende Serengeti - Cébé

Presidente Fortunato De Gaetano Direttore responsabile Paolo Baroni Comitato di redazione Fortunato De Gaetano, Paolo Baroni, Alessandro Roncaccia, Paolo Carelli, Emilio Giacobbi, Gianni De Napoli, Riccardo Pietroni, Maurizio Vanni, Roberto Regazzoni, Daniela Righi, Roberto Scoleri

Aziende Dilem Origines

Arte Visione Artistica

Copertina FRANCO NERO

Segreteria Orianna Ferraretto Redazione e Grafica Visioni Grafiche srl Via Padre S.F. Pifferi, 39 · 00126 · Roma T. 06.52363798 · info@visioni-grafiche.it

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DIRETTORE DI REDAZIONE Claudio Petrollo CAPOREDATTORE Valentina Mancini GraficO Cristian Bifolco PUBBLICITÀ Consorzio Ottico Italiano Via San Marco, 13 · 35129 · Padova T. 800.700.100

Moda Occhiali da sole 2011

Storia Dall’Homo Sapiens...

Hanno collaborato Prof. Dott. Angelo Torre, Prof. Dott. Adriano Magli, Dott.ssa Cristina Teodori, Dott.ssa Nadia Truglia, Sara Antonelli, Dott. Maurizio Carta, Dott.ssa Antonietta Iuliano, Giovanni Della Porta, Antonio Valentini, Ezio Pasero, Carla Sereni

La posta dei lettori 5 domande 5 risposte

Stampa Arti Grafiche Boccia spa Via Tiberio Claudio Felice, 7 84131 · Salerno · Italia P.I. 00170870653 CCIAAsaR.I.00170870653-REA123898 TIRATURA

60.000 copie

Medicina Secchezza oculare GreenVision News di Gianni De Napoli

REGISTRAZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA N. 107/2010 DEL 01.04.2010

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La grande famiglia GreenVision Elenco soci per regione Navigando in Internet Curiosità dal web

© copyright Se non espressamente comunicato dall’editore è vietata la riproduzione, anche parziale, di foto e testi INFORMATIVA PRIVACY Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/2003, la informiamo che l’utilizzo dei suoi dati, trattati in forma scritta e7o con l’ausilio di strumenti informatici, è esclusivamente finalizzato all’invio della presente rivista. Titolare e responsabile del trattamento dei dati è il Consorzio Ottico Soc. Coop. in Via San Marco 13 - 35129 Padova. La informiamo inoltre che lei può esercitare i diritti di cui all’art. 7 del citato decreto e che quindi in ogni momento potrà avere gratuitamente accesso ai propi dati e potrà richiederne l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione o la cancellazione se non desidera più ricevere la presente rivista.


Il Punto di Paolo Baroni Direttore Responsabile paolo.baroni@greenvision.it

Italiani di successo Cari lettori, come prima cosa voglio ringraziare tutti coloro che mi scrivono e mi contattano dimostrandomi così il loro affetto ed il loro apprezzamento per la rivista. Desidero inoltre fare un plauso speciale ai giornalisti e allo staff della redazione di GreenVision magazine che, con grande impegno e professionalità, portano avanti un lavoro così complesso. In questo terzo numero troverete, oltre ad articoli originali e curiosità legate al mondo della visione, tre interviste di livello. La prima a Franco Nero indiscusso mito del cinema internazionale, la seconda realizzata a due ricercatori padri di una scoperta sensazionale, mi ha riempito il cuore di gioia non solo per l’importanza del traguardo raggiunto, (accendendo così la speranza, per molte persone, di potere tornare a vedere), ma perché gli scienziati sono italiani. Il Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova diretto da Fabio Benfenati in collaborazione con il centro di nano scienze e tecnologie all’interno del Politecnico di Milano, con la partecipazione di molti giovani ricercatori neuroscienziati tra cui Diego Ghezzi e Marco del Maschio e i fisici Mariarosa Antognazza e Erica Lanzarini, hanno ricostruito in laboratorio quella parte dell’occhio così delicata e sensibile che è la più importante per la visione: la retina! Accoppiando un materiale fotovoltaico a delle cellule nervose, lo staff di italiani ha ricreato il funzionamento di quella parte dell’occhio preposta alla ricezione delle immagini, innestando, così, una vera e propria rivoluzione per la cura delle patologie retiniche. La terza intervista, più leggera e divertente, è quella alla regista teatrale Emma Dante che ha scritto e diretto uno spettacolo straordinario e di rara bellezza: trilogia degli occhiali. Tre episodi in un unico spettacolo raccontano spaccati di vita un po’ dimenticata, tutti contrassegnati da un unico elemento comune: gli occhiali. Nella speranza che troviate interessante gli argomenti trattati e nell’attesa di ricevere ancora numerose e-mail con commenti e suggerimenti vi auguro buona

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Antropologia di Nadia Truglia

IMPRESSIONI VISIVE “...nella città regnava un puzzo a

stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, le

trombe delle scale di legno marcio,

le cucine di grasso di montone; le stanze di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte. Dai cam-

mini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie di solventi, dai macelli di sangue rappreso...”. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati…”


Ecco come ci presenta la Parigi del

nel corso del XV secolo, alla società

ciali, assegnando personalità e ruoli

Settecento Patrick Süskind nel suo ro-

moderna occidentale impostandola

anche “a prima vista”, ovvero sulla

manzo Il Profumo (Bergamo, Corbac-

prevalentemente su base visiva. Det-

base delle famose prime impressio-

cio 2005) nel quale narra le vicende di

to semplicemente, la società occiden-

ni. In quei momenti, più che guidati

un uomo ossessionato dalla volontà

tale ha fatto dell’occhio lo strumento

dall’istinto, stiamo interpretando gli

di creare un profumo tale che gli per-

prediletto per la comunicazione so-

altri sulla base di codici culturali mol-

metta di dominare chiunque egli de-

ciale configurandosi, è banale oggi

to precisi, diventati parte, ormai, della

sideri. Anche se può essere apparso

dirlo, come civiltà dell’immagine.

nostra stessa carne, dei nostri stessi

stravagante un avvio come quello ap-

Oltre ad assegnare alla vista un ruo-

sensi.

pena proposto, in realtà si è trattato

lo preminente nella conoscenza di

Muovendoci freneticamente in quei

di un espediente retorico volto a far

se stessi, degli altri e del mondo, la

labirinti che sono le nostre accalcate

sperimentare al lettore una sorta di

nostra cultura ci ha insegnato a ve-

città, inviamo e riceviamo continua-

spaesamento sensoriale, un abitare,

dere certe cose piuttosto che altre e a

mente segnali visivi che ci aiutano a

temporaneamente, mondi sensoriali

trarre dai dati visivi certe informazioni

districarci tra un semaforo, un cartello

altri e che dunque ci appaiono inim-

considerate significative. La visione

pubblicitario, la segnalazione gestua-

maginabili e, in questo caso, intolle-

non è infatti una sola questione di

le di un vigile urbano e uno sguardo

rabili. Certo, la Francia settecente-

organi e luce. Come infatti sottolinea

supplichevole di un mendicante.

sca non era solo il luogo degli odori

lo studioso delle culture Antonio Ma-

Che la comunicazione visiva occupi

sgradevoli, era anche la realtà nella

razzi “noi vediamo in un certo modo

un posto di assoluto rilievo ci appare

quale si conobbe un eccezionale svi-

non soltanto in base ai meccanismi fi-

come un fatto del tutto naturale, pur

luppo della sperimentazione nell’ar-

siologici che abbiamo a disposizione,

non essendolo affatto. Non è bizzarro,

te profumiera e nella quale il senso

ma anche rispetto a come abbiamo

ad esempio, che il profumo - che è una

dell’olfatto e i suoi percetti, ovvero i

imparato a guardare”. L’importanza

cosa di cui ci appropriamo sensorial-

profumi, erano investiti di grande in-

del contesto culturale nel plasmare

mente con l’olfatto - venga pubbliciz-

teresse scientifico, come segnalano i

il sistema percettivo, del resto, è un

zato dalle case produttrici attraverso

numerosi trattati dell’epoca sui temi

dato acquisito non solo per le scienze

immagini? Dallo spot televisivo all’im-

della fisiologia, dell’igiene e, appun-

umane e sociali ma, e qui è la novità,

magine ammiccante stampata su rivi-

to, della profumeria. Tutto questo di-

lo è ora anche per le neuroscienze che

sta o sui manifesti disseminati nelle

mostra quanto quella cultura tenesse

tendono a parlare di sistema percet-

città, noi siamo chiamati a scegliere

in alta considerazione la dimensione

tivo come di un sistema malleabile e

un “oggetto” di cui non abbiamo re-

olfattiva dell’esistenza, mentre per

influenzabile dall’esperienza. Cosa

ale percezione, che non conosciamo.

le contemporanee culture europee

guardare, come guardare, quali si-

Certo, se la pubblicità ci spinge ad an-

c’è chi ha parlato di culture perlopiù

gnificati attribuire a ciò che si è visto

dare in profumeria e chiedere di quel

caratterizzate da “silenzio olfattivo”

sono dunque elementi appresi da in-

profumo, certamente vorremo sentir-

o comunque poco inclini ad attribuire

dividui in quanto membri di una certa

lo prima di acquistarlo. Ma la partita,

grande importanza agli odori.

cultura.

in questo caso, si è comunque giocata

È dato ormai per acquisito il fatto

La competenza visiva di ognuno è

e vinta (per la casa produttrice) solo

che - come ha sostenuto Marshall

quella che ci permette, a colpo d’oc-

su un piano: quello visivo!

McLuhan - l’avvento della stampa e

chio, di dare senso ai contesti sug-

l’introduzione, in pittura, della pro-

gerendoci pensieri e comportamenti

spettiva lineare abbiano dato avvio,

adeguati e, nel caso di rapporti so-

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L’Intervista di Ezio Pasero

Franco Nero

Dagli Screen Gems Studios statunitensi considerato uno dei dieci attori italiani più famosi di tutti i tempi, in esclusiva per GreenVision magazine, si racconta

L

’anti-occhiali, verrebbe da dire. Perché uno con due occhi

questi anni la mia vista è peggiorata”, ammette con un sorriso

come i suoi, trasparenti come l’innocenza e penetranti

l’attore, “ora nella vita di tutti i giorni non posso più fare a meno

come due frecce, sarebbe matto se li nascondesse dietro

delle lenti per leggere. Alla protezione degli occhiali da sole, in-

un paio di quelle lenti scure o affumicate che pure hanno con-

vece, con i miei occhi così chiari, non ho potuto rinunciare mai,

tribuito a creare il fascino un po’ misterioso di tanti altri protago-

specialmente d’estate”.

nisti del mondo dello spettacolo. I suoi, oltre tutto, sono tra gli

Nei suoi film, però, lei non ha mai recitato con lenti o occhiali.

occhi più famosi al mondo: perché lui, Franco Nero, stando a una

“In un paio sì. Nel 1980 avevo girato Il bandito dagli occhi azzurri,

recente classifica stilata dal sito Internet degli Screen Gems Stu-

diretto da Alfredo Giannetti. Ero un impiegato zoppicante, con gli

dios statunitensi, è uno dei dieci attori italiani più famosi di tutti

occhi neri e i capelli bianchi arruffati, che quando tornava a casa si

i tempi. Insieme ad Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Sofia

toglieva parrucca e lenti a contatto colorate con cui si travestiva,

Loren... Certo di tempo ne è passato, anche per lui, da quando

perché in realtà voleva rapinare la multinazionale dove lavorava.

venne scelto da John Houston per interpretare nel 1964 Abele nel-

E ora ho finito di girare New Order, un film di fantascienza che si

la Bibbia, il primo film che gli diede notorietà internazionale. “E in

svolge nel 2033, quando un virus ha ucciso l’80 per cento della

Franco Nero in una scena del film Django, diretto dal regista Sergio Corbucci, considerato una pietra miliare del genere spaghetti-western.


popolazione mondiale. Io interpreto due parti, uno scienziato

un favore, mi fai un autografo per mia figlia?”. Io ero sbalordito:

con una doppia personalità, e nel laboratorio indosso un paio di

Paul Newman, un mito, che chiedeva un autografo a me”.

misteriosi occhiali blu”.

Fra i suoi tanti interessi professionali, c’è anche il doppiaggio.

Con quest’ultimo, sono 185 i film girati nella sua carriera. Una

“Ho finito da poco il doppiaggio in italiano e in inglese di Cars 2,

vita intensa, non solo sul set.

il seguito della celebre serie di Walt Disney. Io sono Zio Topolino,

“E infatti ai primi di maggio sono andato a New Orleans con Lino

che è un’automobile, e Vanessa è Mamma Topolino. Mi sono di-

Patruno per il Festival jazz più importante del mondo: per la prima volta non è stato solo jazz, ma hanno dedicato una serata alla proiezione di Forever blues, il film che ho prodotto, diretto, scritto e interpretato, un omaggio al grande Louis Armstrong. Poi, di lì in Brasile, per girare Waiting Room con Lucia Murat, che è ormai la più grande regista brasiliana. È una storia vera e io interpreto un ex-terrorista degli anni Settanta”. In un certo senso, un ritorno ai gialli politici e ai film di denuncia sociale girati proprio in quegli anni... “Sì, è vero. Nella mia vita ho ricoperto i ruoli più diversi e ho lavorato con tutte le cinematografie del mondo. Nei primi anni Ottanta ho girato a Londra Gli Ultimi giorni di Pompei con Lawrence Olivier, che ormai era vecchio e malato. Faceva fatica a camminare, e durante una pausa io l’avevo portato sulle mie spalle. Ci fosse stato in quel momento un fotografo, che scoop sarebbe

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stato... Io avevo conosciuto Lawrence Olivier molti anni prima, perché era molto amico di un altro grande attore inglese, Michael Redgrave, il padre di Vanessa, che è mia moglie da... da sempre. E allora Olivier mi aveva detto: “Certo, con il bel fisico che hai, puoi recitare sempre il ruolo dell’eroe. Però tu devi scegliere se essere una star o un bravo attore. Se vuoi fare la star, giri un

vertito molto a farlo in inglese con un forte accento italiano. E poi

film all’anno, fai sempre lo stesso personaggio, e naturalmente

l’ho rifatto anche nel dialetto di Parma, che è la mia città”.

devi essere sicuro che si tratti di un film di successo, ma pensa

Insomma cinema, musica, doppiaggio... Che altro c’è nella vita

che monotonia. Se invece vorrai essere un vero attore, cambierai

di Franco Nero?

spesso ruolo e avrai alti e bassi, ma vedrai che a lungo andare

“La solidarietà. Collaboro, da 47 anni, anni, con il Villaggio Don

questa scelta darà i suoi frutti. Io ho deciso di essere un attore:

Bosco di Tivoli. Era la fine del ‘63 ed io ero ancora un militare

è per questo che proprio ora la Brunel University di Londra mi ha

squattrinato, quando avevo conosciuto Don Nello Del Raso, un

conferito una laurea honoris causa per le arti”.

salesiano che era stato cappellano durante la seconda guerra

Un episodio che non dimenticherà mai?

mondiale. È stata una rivelazione, e ora continuo a collaborare

“Risale al 1968, io ero a Hollywood con Vanessa che era candi-

con il suo successore, Don Benedetto Serafini. Raccolgo fondi,

data all’Oscar per la sua interpretazione di Isadora Duncan. Nel

organizzo, aiuto in tutti i modi... Da noi sono passati orfani di

pomeriggio, negli studios della Warner dove avevamo girato Ca-

trenta nazionalità diverse, tutti aiutati con successo a inserirsi

melot, stavo parlando con Jane Fonda che mi diceva appunto di

nella società. Ci vado ogni volta che posso, al Villaggio. Io ho

voler incontrare Vanessa, quando mi sento battere a una spalla.

casa a Roma, Londra, Los Angeles, ma quella di Tivoli è la mia

Mi giro e... era Paul Newman, che mi dice: “Franco, dovresti farmi

casa più vera, la mia casa spirituale”.


Ottica di Anna Perella

Occhiali:

una scelta soggettiva I lineamenti parlano di noi e per noi, suggerendoci l’occhiale più adatto

L

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’occhiale passione del momento, accessorio irrinuncia-

ler dire che non c’è bisogno di nascondere un difetto. Al contrario,

bile di stile. Il nuovo Millennio si è aperto con una visione

la tendenza è quella di commutare una mancanza in vezzo. Il mon-

dell’occhiale positiva, innovativa, completamente diversa. È

do della moda è venuto incontro alle esigenze dei consumatori

il momento della rivendicazione dello stile, della moda, dell’acces-

con un’offerta di ampio respiro in perenne fermento, continuando

sorio fashion anche per chi, in realtà, della correzione ottica non

a sfornare novità di stili, materiali, proporzioni e varianti cromati-

ha bisogno. È il caso delle icone hollywoodiane che hanno fatto

che senza eguali nella storia dello strumento occhiale. Come dire

tendenza con montature dalle lenti neutre, così come di qualche

che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le forme sono studiate per

star nostrana che all’occhiale non rinuncia. Si tratta del corona-

adattarsi meglio a lineamenti del viso differenti, per rispondere a

mento del proprio look, di un dettaglio che completa l’immagine

proporzioni diverse, enfatizzare la morfologia facciale e persino

conferendole un’aria sbarazzina o intellettuale. Talvolta una vera e

minimizzare i difetti. A ognuno il suo, dunque, con l’accortezza

propria conferma di se stessi, una dichiarazione di sicurezza; il vo-

di scegliere senza condizionamenti provenienti dall’industria


moda, coniugando invece dettami fashion ed esigenze perso-

di base. Continuiamo questo nostro percorso andando a toccare

nali, qualità ed estetica. Uno dei modi più adottati per scegliere

le altre, altrettanto diffuse, tipologie di fattezze del viso umano.

il proprio occhiale è quello di recarsi dal rivenditore e provare le

Fronte alta, mascella che tende a stringere e zigomi larghi sono le

varie montature fino a riconoscere quella giusta. Valorizzare e

caratteristiche del viso cosiddetto rotondo. L’obiettivo è quello di

armonizzare sono i principi del vademecum di seguito proposto.

affinare i tratti tentando di riequilibrare i pieni. La montatura più

Partiamo col riconoscere la forma del viso che ci appartiene: qua-

adatta si estende in larghezza piuttosto che in altezza, è sottile

drata, rettangolare, ovale, tonda, triangolare con base inferiore o

con aste importanti in senso verticale e presenta un’angolatura

superiore, a diamante. La morfologia facciale quadrata presenta

leggera. Più che in altri casi qui si rivela importante la proporzione:

fronte alta e larga, zigomi e mento estesi, mascella pronunciata;

scegliere l’occhiale a misura del viso, né troppo grande né troppo

gli occhiali consigliati per tale tipologia di viso hanno forme dalle

piccolo. Passiamo ora alla faccia a triangolo (con base inferiore),

curve che aiutano a minimizzare il quadrato per ingentilire il viso,

in cui il contrasto è tra fronte stretta e linea della mascella allar-

come quelle ovali. I visi rettangolari, quelli cioè un po’allungati, sono caratterizzati da fronte e mascelle strette, zigomi ravvicinati. Questo è il caso in cui bisogna dare al viso l’illusione di es-

gata, e la faccia a triangolo rovesciato (con base superiore), caratterizzata da fronte larga e restringimento del mento. Nel primo caso si consigliano montature fortemente accentuate nei colori

sere accorciato; le

e nei dettagli con

montature

perfette

forme

per

medio

alte o ad oc-

tale morfo-

chi di gatto.

logia hanno

Nel secon-

lenti

alte,

do caso, al

non

lar-

contrario,

ghe; sono

vanno pre-

giuste, per

feriti colori

addolcire il

e

viso,

quelle

leggeri, mon-

tonde che conferiscono

tature che si

pro-

allargano

fondità al viso. Si consiglia la scelta del ponte basso per far sembrare più corta l’area tra fronte e naso. Chi per viso ha un ovale ben proporzionato è sicuramente più fortunato.

modelli

all’e-

sterno, ampie, per esempio con l’asta orizzontale superiore dritta e spessa; adatto al caso il modello aviatore. Infine, una morfologia facciale particolare e più rara: il viso a

Zigomi non troppo alti, fronte e mento abbastanza stretti creano

diamante. Linea della mascella stretta con sopracciglia alte. Per

equilibrio e armonia. La montatura da scegliere segue gli occhi e

alleggerire gli occhi e la parte alta, da provare le montature che

le sopracciglia al fine di non alterare l’espressione, e si adatta alle

hanno linee essenziali: quelle con solo lenti, meglio se ovali. Con

proporzioni della faccia. In ogni caso, tale morfologia ben si presta

queste semplici regole il lavoro di scelta dell’occhiale sarà più

a molti tipi di montature, proprio per la sua sostanziale armonia

semplice e avrà un margine di errore ridotto.

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Fabbriche della Dott.ssa Valentina Mancini

CARL ZEISS VISION Diario di viaggio alla scoperta dell’azienda

M

onaco. È già lontana la partenza dalla Capitale asso-

avanti da sé: i macchinari lavorano incessantemente, sul soffitto

lata, vivace e rumorosa. Il taxi ci lascia in un hotel ar-

nastri trasportatori continuano a girare producendo un rumore

roccato su una collinetta. Non ce ne siamo accorti ed

continuo tanto che, passato il momento iniziale, non ci si fa più

è già ora di cena. Un uomo Zeiss ci aspetta nella hall. Chiacchie-

caso. Dapprima una fase esplicativa in cui ci viene raccontato il

re, buon cibo e il tempo vola, persi in un ambiente non nostro

processo di produzione delle lenti, fase per fase. Per motivi di

eppure intimo. Si va a letto: “Buonanotte, a domani”. Di buon

sicurezza ci chiedono di camminare negli spazi delimitati, per

mattino si parte alla volta della Carl Zeiss Vision. Siamo qui per

non intralciare le operazioni. Ed eccoci nel cuore del discorso.

visitare il nodo propulsore dell’azienda: il luogo dove la creazio-

Tutto il processo di costruzione delle lenti, ci spiega la guida,

ne prende vita e si tramuta in oggetto. Ci vengono forniti dei pass

inizia nel centro ottico, dove avviene l’ordine. L’ingresso degli

nominativi, poca attesa ed entriamo. La fabbrica sembra andare

ordini per la produzione delle lenti è intorno ai 15.000 quotidiani, con picchi di 20.000 “La maggior parte delle lenti prodotte sono generate in real time in modo talmente raffinato e deciso che oggi non serve più smerigliarle, a vantaggio di una qualità ottica migliore.” La guida continua dicendoci che i processi sono perlopiù automatizzati tranne che per alcune fasi ancora manuali, come la divisione delle parti nei contenitori appositi secondo un ordine che, però, solo il computer conosce e può impartire. È impressionante come sembrano non esserci buchi di tempo. Tutto è fluido, continuo, produttivo in ogni istante. I trattamenti delle lenti, come l’antiriflesso, avvengono in un centro cui non abbiamo accesso poiché al suo interno ci sono sistemi di aerazione e controllo di pressione e umidità che non devono essere intaccati in alcun modo. Insomma, “sarebbe come entrare in una sala operatoria sterile”, ci spiega la guida. Continuiamo il giro fino all’imbustinamento e al controllo finale. Fin quando le lenti sono pronte, con il certificato di garanzia, per essere spedite all’ottico che, all’inizio del nostro percorso, aveva generato l’ordine. È il momento di incontrare Ian Rawcliff, production leader di Carl Zeiss Vision. Un uomo sulla cinquantina ci accoglie nel suo studio, non è troppo formale nell’abbigliamento, e ancor meno lo è nei modi. Ci porta a conoscere le persone che lavorano per lui e con lui. Scherza, ride e si fa fotografare con i dipendenti. Ha una parola per tutti. Torniamo nel suo ufficio e inizia l’intervista. L’azienda Carl Zeiss nasce dall’omonimo fondatore nel 1846


“i nostri prodotti si adattano alle condizioni specifiche dell’occhio e offrono naturalmente una visione migliore: è come se si trattasse di un abito su misura” per la produzione di apparecchi ottici di precisione. Il suo

a livello mondiale, assicura una qualità visiva maggiore grazie

successo era dovuto, tra l’altro, alla meticolosità dei control-

alla “personalizzazione” delle lenti. Quali sono i benefici per il

li di qualità. Qual è, oggi, il principale motivo dell’affidabilità

consumatore?

dell’azienda?

I nostri prodotti si adattano alle condizioni specifiche dell’occhio

La Carl Zeiss Group è formata da un gruppo di società che ope-

e offrono naturalmente una migliore visione: è come se si trat-

ra nel mondo nel campo ottico e optoelettronico. Una combi-

tasse di un abito su misura!

nazione tra eredità ed innovazione è alla base dell’azienda fin

Come avviene il processo che porta alla fabbricazione di una

dall’inizio ed è ancora la chiave del nostro

lente -per così dire- individuale?

successo. Offriamo soluzioni innovati-

Il processo consta di varie fasi di lavora-

ve per mercati futuri medici e di ricerca,

zione: stoccare, ordinare, generare, pulire,

soluzioni industriali, prodotti per la cura

e poi rivestire a seconda delle esigenze,

degli occhi e per lo stile di vita. L’azienda

imballare e spedire. In più, vi sono ispe-

produce e sviluppa microscopi chirurgici,

zione intermedie di controllo in punti stra-

sistemi diagnostici oculistici, microscopi,

tegici.

litografia ottica, tecnologie di misurazio-

Quali sono le innovazioni ottiche del

ne industriale, tecnologie planetarie, pro-

mondo Zeiss?

dotti “optoelettronici”, lenti per camere e

Innovazione è sempre stata e sempre sarà

videocamere.

la chiave di ZEISS. Possiamo ricordare

La Carl Zeiss si muove in campi che spa-

due novità in particolare: iScription, la

ziano dalla microscopia, agli obiettivi

tecnologia di produzione di lenti oftalmi-

fotografici, binocoli e cannocchiali fino ai

che personalizzate che tiene conto delle

planetari e oltre. Nel campo - specificata-

aberrazioni di ogni occhio correggendole;

mente - della strumentazione per ottici

Photofusion, le nuove lenti a scurimento

optometristi, che cosa assicura al consu-

automatico che reagiscono ancor più ve-

matore la migliore qualità della visione?

locemente, rispetto alle attuali versioni in

Combiniamo l’esperienza dei nostri di-

uso, al cambio di luminosità circostante,

pendenti provenienti da 30 paesi diffe-

mantenendo uniformità cromatica e pro-

renti e concentriamo il nostro impegno

tezione dai raggi UV al 100%.

in missioni comuni. Inoltre, forniamo ai

Quali sono i processi produttivi che ga-

consumatori la migliore esperienza visi-

rantiscono la qualità di lenti oftalmiche e

va. Raggiungiamo questo scopo grazie

lenti a contatto?

alla nostra esperienza medica ed ottica,

La qualità è un punto centrale per Zeiss. Il

poiché rappresentiamo il brand più forte

nostro brand per le lenti è continuamente

nel campo della “vision care” e vantiamo

controllato attraverso ispezioni severe e

il più professionale sistema di assistenza

test che fanno riferimento a norme interne

al consumatore.

della Carl Zeiss Vision prima ancora che ai

L’azienda, leader nel settore, e presente

requisiti obbligatori per legge. Questo è · Ian Rawcliff · Una fase della lavorazione manuale del montaggio delle lenti · La sede Carl Zeiss

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“Noi in Carl Zeiss vision lavoriamo costantemente per migliorare l’esperienza visiva. teniamo all’innovazione, ma ciò che ci guida è prima di tutto migliorare la qualità della vita di ogni singola persona ovunque nel mondo”

16

il motivo per cui la qualità delle nostre lenti è già indicata nel

i valori chiave dell’azienda?

nome - Zeiss Clarity - che vuol dire materiali di prima scelta, la mi-

Condivido con i dipendenti un comune obiettivo che viene sen-

gliore qualità di rivestimento e la garanzia di ulteriori standard,

tito come punto chiave da tutti; si tratta di una missione che

come la garanzia che le lenti siano regolate da ECP (protocollo

prevede il fornire la migliore esperienza visiva a ogni nostro

per la individuazione di errori) qualificati.

consumatore. Cerchiamo di raggiungere l’obiettivo basandoci

La Carl Zeiss Vision da anni certifica tutti i suoi processi e le sue

sulla nostra esperienza ottica e medica. Siamo il più importante

funzioni. Quali sono le modalità con cui viene attestata l’effi-

brand in Vision care ed il più professionale network per la clien-

cienza di tali processi?

tela.

Abbiamo introdotto i nostri standard oltre a quelli di mercato.

Un obiettivo che vorrebbe raggiungere?

Carl Zeiss Group è certificato nel DIN EN ISO 9001/2000. Questo

C’è un detto: se non vai in avanti vai indietro! E una Società

certificato è un in più rispetto ai requisiti legali della CE.

come Carl Zeiss Vision non sta mai ferma: vuole sempre andare

Altro cardine dell’azienda è l’attività di ricerca e sviluppo.

avanti. Miriamo a comprendere e adottare i migliori avanzamen-

Come ci si sta muovendo al riguardo?

ti per la compagnia e il prodotto. Il punto focale dell’innovazione

Noi in Carl Zeiss Vision lavoriamo costantemente per migliorare

è nell’oftalmologia, dove aumenta la soddisfazione del cliente

l’esperienza visiva. Teniamo all’innovazione, ma ciò che ci guida

e vi sono maggiori investimenti. Personalmente, vorrei aumen-

è prima di tutto migliorare la qualità della vita di ogni singola

tare la fama del nome Zeiss in modo che i clienti, nel mondo,

persona ovunque nel mondo. Tra le innovazioni ricordo iScrip-

chiedano lenti Zeiss indipendentemente dalla manifattura

tion, MyVision e Photofusion.

dell’occhiale.

Quali sono i principi cui si ispira per mantenere e portare avanti

Per finire, un caffè e l’invito a tornare. Ci rimettiamo in cammino per visitare il Museo di Zeiss dove scopriamo oggetti dal fascino antico. Oggetti che hanno fatto e continuano a fare la storia nel mondo dell’ottica e non solo. Così termina il nostro viaggio. Con l’immagine di un’azienda che è al tempo stesso passato, presente e futuro. Che ricorda tempi lontani e lavora per rinnovarsi sempre.

Una delle più storiche macchine fotografiche di Carl Zeiss


Occhiali di Ezio Pasero

Sguardi protetti

Dedicati dapprima alle pratiche sportive più estreme ed audaci divennero presto un fattore di moda

R

iuscireste a immaginarveli, i Blues Brothers, senza i loro

all’abbigliamento del quale diventano spesso un accessorio im-

mitici occhiali neri? E l’esile Audrey Hepburd di Colazione

portante e primario, che condiziona gli altri, perché si nota prima

da Tiffany senza i grandi occhiali da sole che le conferi-

di qualsiasi altro. E sono occhiali portati, più che per proteggere

scono quel fascino un po’ misterioso, mentre mangia cornetti alle

dai raggi del sole, per nascondere i segni della stanchezza, per

prime luci del mattino? O il giovane Marcello Mastroianni della

coprire quelli degli eccessi notturni e delle levatacce, per dissi-

Dolce Vita, senza le sue lenti scure? O, ancora, Jackie Kennedy,

mulare i piccoli, inevitabili guasti dell’età. Oppure per darsi un

Aristotele Onassis, Grace Kelly, senza i grandi occhiali da sole che

tono, un atteggiamento, per sottolineare la propria personalità

celavano i loro occhi e i loro sguardi? Siamo negli anni Sessanta,

o, più semplicemente, uno stato d’animo.

quando gli occhiali dei protagonisti dei rotocalchi e delle dive del

Ma chi li ha inventati, gli occhiali da sole? E soprattutto, quan-

mondo della celluloide hanno spesso montature fatte di bache-

do? Degli occhiali da vista si sa praticamente tutto, date e luoghi.

lite, la prima resina sintetica del nuovo secolo. Oppure hanno

L’inventore ufficiale sarebbe stato Ruggero Bacone, il francesca-

preziose cornici d’oro, di tartaruga, rivestite di strass, intonate

no inglese noto con l’appellativo di Doctor Mirabilis, il quale nel


“L’atto di alzare la mano contro il sole a mo’ di visiera è stato uno dei primi gesti istintivi degli uomini primitivi, quando combattevano o quando cacciavano”

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1268 scrisse nel suo Opus Majus che “segmenti di sfere di vetro

una oggettiva utilità, gli occhiali da sole divennero un fatto di

possono ingrandire i caratteri scritti fino a renderli leggibili anche

moda. Soprattutto negli anni Trenta, quando si diffuse sempre

a persone di vista debole”. I primi a mettere in pratica le osserva-

più l’abitudine prima sconosciuta delle vacanze in spiaggia e dei

zioni di Bacone furono probabilmente i maestri dell’arte vetraria

bagni di mare.

del tempo, i veneziani, che crearono così le prime lenti correttive

Uno straordinario pilota giustamente passato alla storia dell’au-

ricavate dal berillo, dal cristallo e dal vetro. E infatti, in un paragra-

tomobilismo, Tazio Nuvolari, fu immortalato con i suoi occhialoni

fo dei Capitolari veneziani datato 15 giugno 1301, riguardante la

scuri quando vinse la Mille Miglia nel 1930 e nel ‘32 e quando,

Corporazione degli artigiani

due anni dopo, stabilì il record

del vetro e del cristallo di roc-

mondiale di velocità, a oltre

ca, si prescrive che coloro che

330 chilometri ora, con la mi-

intendono fabbricare “vitreos

cidiale Alfa Romeo “bimoto-

ab oculis ad legendum” siano

re” costruita da Enzo Ferrari.

iscritti alla corporazione dei

Si ispirarono probabilmente

“Cristalleri” e si impegnino a

anche a quegli occhiali e a

non diffondere all’esterno di

quelle vittorie le stravaganti

Venezia i segreti di quest’ar-

montature

te. Anche se già gli antichi

nate di Peggy Guggenheim,

romani ricorrevano a cristalli

sovradimensio-

musa ispiratrice e grande

e pietre preziose per ingrandire le immagini, e sappiamo che l’im-

mecenate dell’arte del Novecento. Diventati una cifra costante e

peratore Nerone si serviva di una speciale lente costruita con uno

caratteristica del suo abbigliamento, e probabilmente della sua

smeraldo e un rubino anche per seguire i giochi circensi.

personalità, i grandi occhiali da sole che era solita cambiare con

Ma gli occhiali da sole? Probabilmente, l’atto di alzare la mano

grande frequenza erano modelli esclusivi e unici, disegnati per

contro il sole a mo’ di visiera per ripararsi dai suoi raggi è stato

lei dai maggiori artisti dell’epoca. Il paio più famoso, quello miti-

uno dei primi gesti istintivi degli uomini primitivi, quando com-

co con la grande montatura a ali di farfalla, creato per lei dall’ar-

battevano o quando cacciavano. E da quel gesto sono poi nate

tista americano Edward Melcarth, è quello che più ha contribuito

le visiere di centinaia di copricapo diversi, più o meno larghe e

a rilanciare l’immagine di Peggy Guggenheim come estroversa

lunghe, influenzate dalle latitudini e dalle stagioni. Ma per le

icona dell’anticonformismo, nemica della banalità e della medio-

prime lenti colorate bisognerà attendere il XV secolo, e saranno

crità. Ed è anche, in buona parte, quello che più ha influenzato le

ancora i maestri vetrai veneziani a fabbricarle, di svariati colori.

dive di Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta: spesso rese

Mentre di occhiali da sole veri e propri, non si sentirà parlare fino

più interessanti e seducenti, dentro e fuori il grande schermo, da

all’inizio del Novecento: dedicati dapprima alle pratiche sporti-

quei grandi occhiali scuri che sì, certo, forse servivano anche per

ve più estreme ed audaci, alle prime gare automobilistiche, alle

proteggere i loro occhi dalla luce del sole e da quella dei riflettori;

imprese degli esploratori e degli scalatori, alle prodezze dei pio-

ma che soprattutto ne rendevano più misterioso, e dunque più

nieri del volo. Poi, per imitazione e per il fascino che quei grandi

intrigante, il fascino.

occhiali scuri comunque emanavano, ma sempre più anche per


Pediatria del Prof. Dott. Adriano Magli

Professore Associato di Clinica Oculistica Primario Area Funzionale di Oftalmologia Pediatrica Università degli Studi di Napoli “Federico II”

del Prof. Dott. Angelo Torre

Ortottista Assistente in Oftalmologia GI.MA Centro di Diagnostica e Terapia Oculare Napoli

Prevenzione Tridimensionale

Il mondo del 3D, nel suo aspetto più ludico, è ormai una realtà da utilizzare anche come prevenzione.

B

ambini corrono felici verso il cinema, in preda all’eccitazione di vedere i propri beniamini un po’ più vicini, quasi palpabili… ma è un sogno? Oppure come tutte

le cose belle presenta dei tristi risvolti? Andando nelle sale cinematografiche, negli ultimi tempi, possiamo leggere svariati cartelli nei quali i gestori del cinema declinano ogni responsabilità nel caso in cui i “magici” occhialini dovessero arrecar danno agli utenti. Allora ci dobbiamo preoccupare per i nostri figli, oppure si tratta di semplice allarmismo? Prima di rispondere occorre dare “un’occhiata” da vicino a questo fenomeno tanto dilagante quanto affascinante. Contrariamente a quanto si creda, la tecnologia 3D non è una nuova creatura, difatti ha raggiunto oramai un secolo di vita! Al posto di una sola immagine, sullo schermo ne vengono

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“gli occhi si ritrovano ad effettuare uno sforzo di convergenza fusionale e questo stressa i muscoli oculari estrinseci e tutto il sistema neuro-adattativo”

proiettate due molto simili ma spostate

possiamo anche affermare che vedere

diplopia.

l’una rispetto all’altra. È grazie a questa

film in 3D è molto utile. L’esercizio adat-

Gli occhi si ritrovano ad effettuare uno

differenza angolare tra le due immagini

tativo che gli occhi devono fare permet-

sforzo in convergenza fusionale e que-

polarizzate a 90 gradi che il cervello ri-

te di evidenziare eventuali alterazioni

sto stressa i muscoli oculari estrinseci

costruisce una sola immagine tridimen-

sensoriali e motorie a carico dell’appa-

e tutto il sistema neuro-adattativo. Poi,

sionale. I magici occhialini non sono al-

rato visivo. Spettatori che presentano

nel caso in cui lo spettatore presentas-

tro che degli anaglifi le cui lenti hanno la

una corrispondenza retinica anomala o

se eterotropie o strabismi, la visione

stessa direzione di polarizzazione delle

alterazioni dell’equilibrio neuromusco-

stereoscopica sarebbe semplicemente

immagini proiettate.

lare presenteranno una sintomatologia

impossibile.

L’emozione che si prova a vedere un

3D. Eteroforie gravi, ad esempio, pos-

Per quanto riguarda l’aspetto refrattivo,

film in 3D è indubbia e, per una volta,

sono dar luogo a transitori fenomeni di

nel caso dell’anisometropia, potremmo


avere fenomeni di nausea o cefalea. In generale, possiamo

vicino a noi!

dire che per avere una buona visione 3D occorre che le imma-

Stando così le cose, perché nelle sale cinematografiche leg-

gini retiniche dei due occhi siano molto simili e questo viene

giamo quei cartelli di avvertimento? In Italia il Ministro della

compromesso nel momento in cui sono riscontrabili alcuni

Salute ha firmato la circolare “Occhiali 3D per la visione di

difetti visivi. Ricordiamo che anche persone con una visione

spettacoli cinematografici”, nella quale si evince che in sog-

stereoscopica normale possono

getti in tenera età, in seguito al

avere delle difficoltà. Questo è

loro utilizzo, può insorgere qual-

dovuto al fatto che non è possi-

che disturbo di ordine funzio-

bile mettere a fuoco gli oggetti

nale come nausea, vertigine ed

sullo sfondo, poichè nei film 3D il

emicrania, questo perché nei più

fuoco sta dove lo vuole il regista.

piccoli la visione binoculare non

In breve, solo una cosa alla volta

è del tutto consolidata. Disturbi

risulta a fuoco!

simili possono colpire anche gli

Per evitare il possibile mal di te-

adulti durante una visione pro-

sta bisogna lasciarsi trascinare

lungata senza interruzione.

dal flusso delle immagini e se-

In definitiva? Durante la program-

guirle.

mazione di un film in 3D, tutti gli

Se ci fermiamo un momento ci accorgiamo che, nonostante i

spettatori sono sottoposti ad un test stereoscopico, loro mal-

possibili problemi, il mondo del 3D nel suo aspetto più ludico

grado, che al tempo stesso è uno screening test per l’aniso-

è oramai una realtà. Film come Avatar, Alice in Wonderland e

metropia, lo strabismo o l’ambliopia. Quindi, se lo spettato-

Shrek forever after hanno ampiamente dimostrato che il fa-

re dovesse riscontrare dei problemi, saprebbe che è il caso

scino esercitato da questa tecnologia è destinato ad entrare

di andare dall’oculista ed esporre l’accaduto, descrivendo

anche nelle nostre case grazie ai televisori di ultima genera-

accuratamente tutte le sensazioni ed i fastidi riscontrati. Un

zione. L’unico neo? L’uso degli anaglifi! Vi immaginate una

appello ai genitori: oltre a portare i vostri figli a fare le visite

famiglia riunita per cena mentre guarda la tv indossando i

di controllo dall’oculista, utilizzate questo sistema così grade-

magici occhialini? Ovviamente la tecnologia viaggia sempre

vole e direi “per niente invasivo” per controllarli a loro insapu-

più veloce... e chissà se un giorno potremo pranzare mentre le

ta, rispettando il limite di 6 anni di età imposto dal Ministero.

giraffe del parco nazionale si abbeverano alla pozza d’acqua

Buon divertimento a tutti!

21


Giochi Visivi del Dott. Maurizio Carta

ILLUSIONE CULTURALE L’illusione ottica coincide con il progresso umano e, in alcuni casi, anche col suo mistero

“C

22

osì è, se vi pare”, scriveva Pirandello. Erano

Stati Uniti ed Europa fanno scalpore gli spettacoli di Har-

gli anni ‘20 e ‘30, tempo della grande crisi,

ry Houdini, genio dell’illusione. La Russia di Stalin mostra

in cui il mondo si muoveva incerto tra le con-

all’occidente un volto di forza e di progresso che nei fatti

seguenze della prima guerra mondiale e le paure di una

è inesistente. L’arte, attraverso il nascente astrattismo, si

possibile seconda. In fisica nasce la meccanica quantistica

sgancia dalle figure concrete e cerca vie che siano capa-

(Heisenberg formula il principio di indeterminazione). Tra

ci di dare un’interpretazione del reale soggettiva, propria


L’obiettivo, ricostruire attraverso proposizioni e procedimenti di carattere geometrico-matematico, un’immagine tridimensionale su una superficie bidimensionale

ed

esclusiva

ottica

diven-

dell’artista.

ta strumento

Insomma,

del reale nella

tutto, special-

diagnostica

mente il mondo reale, sembra essere

medica, nell’aeronautica, nei video-

riportato ad un punto di vista che ne

game, nei più disparati aspetti della

fa inganno, probabilità, eventualità,

vita sociale. Interessante però notare

finzione. È in questo contesto che

che la prospettiva non diventa gran-

l’illusione ottica - fenomeno studiato

de, nasce grande: l’abilità da parte

da centinaia di anni - assume una va-

di Melozzo da Forlì (1438-1494) di

lenza pratica inedita, un ruolo che in

“dipingere le volte con l’arte del sotto

forme diverse tutt’oggi ricopre all’in-

in su” è la stessa che oggi usa Tracy

terno del nostro quotidiano. Ma fac-

Lee Stum, artista di strada, per trac-

ciamo un passo indietro per ricordare

ciare sui marciapiedi di tutto il mon-

un po’ di storia. Che con le illusioni

do opere che lasciano a bocca aperta

ottiche ci si potesse vivere lo sapeva-

centinaia di migliaia di persone (www.

no i grandi artisti del nostro Rinasci-

tracyleestum.com). Mutatis mutan-

mento. È soprattutto sul fronte della

dis, un tempo l’artista era protetto dal

prospettiva, ovvero della costruzione

mecenate, dal politico, oggi la Stum è

di una figura spaziale su un piano,

sponsorizzata da Sony, Nike, Disney,

che all’inizio del ‘400 si compì quella

General Motors, New York Times, Bo-

rivoluzione artistica e scientifica che

ston Globe. E pensare che il rapporto

valse all’Italia un secolare primato

tra l’illusione ottica e la politica non

culturale mondiale. L’obiettivo era

è stato sempre così disinteressato e

quello di ricostruire, attraverso pro-

neutro. Era infatti illusione ottica an-

posizioni e procedimenti di carattere

che “l’arte del villaggio Potemkin”:

geometrico-matematico, un’immagi-

l’allestimento di scenografie da parte

ne tridimensionale su una superficie

del principe russo Grigorij Potemkin

bidimensionale. Questa traslazione

per mostrare agli ambasciatori stra-

fu oggetto degli studi di Brunelleschi

nieri e all’Imperatrice Caterina - op-

(purtroppo andati perduti), giunti fino

portunamente collocati lontani e dal

a noi grazie al “De Pictura” (1434) di

punto di vista giusto - un volto delle

Leon Battista Alberti.

province russe sottratte ai turchi che

Ogni giorno, attraverso la grafica e le

non corrispondeva alla realtà (villaggi

applicazioni informatiche, l’illusione

ordinati, navi inesistenti, ecc).

23


Vediamo ora il contesto delle illusioni cognitive in cui si

York. L’illusione ottica non è però solo faccenda cognitiva.

inserisce quella legata alla prospettiva. In effetti, questa

Si circonda anche di un’ala di mistero. Oltre ai cortocircuiti

è solo una delle tante illusioni cognitive che si conosco-

celebrali che ci fanno vedere ciò che non è, risulta forse

no. Esistono infatti le illusioni geometriche, quelle cioè

più interessante indagare sulle illusioni percettive, quelle

che, per ragioni legate al colore e alle sue sfumature, pro-

dovute, cioè, alla fisiologia dell’occhio, ancora oggi non

ducono una percezione delle linee rette come linee curve

del tutto spiegate. Gli scienziati stimano che l’80% delle

(celebre è il caso della stanza di Amens, una stanza che

informazioni che riceve il nostro cervello proviene dalla

frontalmente sembra un parallelepipedo ma ha una pian-

vista. Forse la vista è il senso più complesso di tutti, quel-

ta trapezoidale), le illusioni di colore e contrasto (assurdo

lo che più degli altri chiama in causa la complessità della

il caso della scacchiera di Adelson: non c’è essere umano

macchina umana. Se percepisce qualcosa che non esiste

che, posto di fronte agli stessi colori di due settori della

senza che alla base ci sia la volontà dolosa di stimolarlo,

scacchiera, non sia disposto a giurare che siano diversi),

siamo nel campo del mistero. Ne è stato testimone persi-

le illusioni di movimento (immagini ferme, stampate su un foglio, che sembrano muoversi), le figure ambigue, le figure impossibili (celebri i dipinti del grande pittore olandese Escher), ecc… Durante il ‘900 l’arte astratta ha raggiunto un tale grado di specu-

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lazione sul reale che la sua ultima evoluzione in Italia - siamo negli

“esistono le illusioni geometriche, quelle cioè che, per ragioni legate al colore e alle sue sfumature, producono una percezione delle linee rette come linee curve”

no il grande illusionista Houdini. Mosso dalla volontà di smascherare gli impostori dell’occulto, lo straordinario prestigiatore divenne membro del comitato di Scientific American, un’associazione che offriva un premio in denaro a chiunque avesse saputo dimostrare di possedere capacità soprannaturali (grazie a lui il premio non fu mai ri-

anni ‘60 - cerca di utilizzare le ricerche relative alle illusioni

tirato). Non contento, usava anche partecipare in incognito

ottiche per fare delle opere qualcosa di vivo, di interagen-

a sedute spiritiche per smascherare medium truffatori. Si

te con lo spettatore. Alberto Biasi, Getulio Alviani e Gianni

fermò davanti al caso di Margery, una sensitiva che riusciva

Colombo sono stati i principali esponenti di tale corrente.

a produrre accadimenti non del tutto replicabili attraverso

La risonanza internazionale è stata tale che all’arte cine-

i giochi di prestigio.

tica è stata dedicata anche una mostra al MoMa di New


Alimentazione della Dott.ssa Antonietta Iuliano

Dieta e visione L’alimentazione come coadiuvante nella cura e prevenzione dei disturbi visivi

L’

importanza di un’alimentazione sana ed equilibra-

mento atmosferico e ambientale. Ne risulta che, da alcuni

ta nella crescita psicofisica di ognuno è un fatto

decenni, si è amplificata e continua ad aumentare la necessi-

ormai noto non solo in ambiti medici. Ricordiamo

tà di preservare gli occhi e il loro funzionamento. Gli alimenti

qualche luogo comune mai smentito. Chi non si è mai sentito

ricchi di antiossidanti si rivelano utili allo scopo. Proteggono

dire “mangia gli spinaci perché ti fanno diventare forte!” e

l’organismo dall’effetto negativo dei radicali liberi che acce-

“mangia tante carote che fanno bene alla vista”. Pur senza

lerano l’invecchiamento cellulare, favoriscono l’insorgenza

un retroterra di studi consolidato in ambito accademico, le signore dei fornelli hanno imparato a riconoscere le proprietà che fanno dei cibi veri toccasana per la salute. Una tradizione soprattutto italiana ha da sempre creduto nell’alimentazione come uno strumento utile non solo a sostentamento e sopravvivenza ma custode di principi nutritivi essenziali per migliorare la qualità della vita. Per comprendere qual è la connessione tra cibo e salute, e in particolar modo tra cibo e vista, analizziamo le connessioni tra alimentazione e visione. La ricerca attuale dimostra che i nutrimenti antiossidanti possono aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza dei disturbi visivi in età avanzata. Nell’Unione Europea sono circa 760 persone su 100.000 a soffrire di problemi alla vista. Nei paesi occidentali i principali disturbi si ravvisano in cataratta e degenerazione maculare senile. Molti studi affermano che oggi l’occhio è sottoposto a un grande stress dovuto alla richiesta sempre maggiore d’impegno da parte della società moderna; a ciò bisogna poi aggiungere l’azione di fattori quali il fumo, lo stress psicofisico e l’inquina-

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“la ricerca attuale dimostra che i nutrimenti antiossidanti possono aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza dei disturbi visivi in età avanzata”

26

di tumori, problemi cardiovascolari, respiratori, neurologici

tiossidanti sono elencati nella tabella a fondo pagina.

e metabolici. La ricerca sugli antiossidanti dimostra che l’as-

È evidente l’importanza che il cibo assume per mantenere

sunzione di una maggiore quantità di vitamine può aiutare

un buono stato di salute. A questo proposito molti studiosi

a prevenire o ritardare lo sviluppo di alcuni tipi di cataratta

parlano di nutrizione cellulare. La nutrizione è la scienza che

e della degenerazione maculare senile. Uno studio condotto

studia il rapporto tra l’alimentazione (inteso come regime ali-

dalla Dott.sa Joanne Seddon, ricercatrice presso la Harvard

mentare) e lo stato o malattia dell’organismo, specie quello

University, in Massachussets (www.neec.com), ha evidenzia-

cellulare e tissutale. La nutrizione cellulare è il meccanismo

to che le proprietà antiossidanti di alcune verdure aiutano

che consiste nel portare a ogni singola cellula il nutrimento

a proteggere la retina dalle radiazioni nocive. Il merito va a

necessario. Lo studio del Dr. Matthias Rath si focalizza sul

un pigmento naturale chiamato luteina, un carotenoide, pre-

ruolo che svolge la nutrizione cellulare nel perseguire l’obiet-

sente in molti prodotti di origine vegetale, negli ortaggi a fo-

tivo di una vista sana. In particolare, sottolinea l’importanza

glia verde scura (gli spinaci, per esempio), nel tuorlo d’uovo,

della sinergia tra nutrienti nel favorire un buono stato di salu-

nel grano e nella frutta. La luteina è un potente antiossidante

te. Tutto il cibo che noi assumiamo può essere sfruttato cor-

in grado di filtrare la luce blu, riducendo lo stress ossidativo

rettamente solo se contiene quantità e proporzioni ottimali

e il danneggiamento degli organi più esposti alle radiazioni

di vitamine, minerali e micronutrienti. L’approccio del dot-

nocive della luce. Gli alimenti che hanno caratteristiche an-

tor Rath alla medicina cellulare parte dal presupposto che

Vitamina A (Retinolo e Betacarotene)

olio di fegato di merluzzo, tarassaco, carote, aglio, pappa reale, polline, germe di grano

Vitamina C

frutta e verdura (particolarmente in cetrioli, peperoni, papaie, meloni, cavolini di Bruxelles, broccoli, fragole, arance, limoni, kiwi e pomodori)

Vitamina E

olii vegetali (soia, girasole e mais), frutta secca, semi e cereali (germe di grano in primis)

Zinco

zucca e semi di zucca e noci e cereali, pesce

Capsicina

pepe di Caienna, peperoni, peperoncino, curcuma, ecc.

Composti di zolfo

porri, aglio e cipolla

Omega 3

Pesce azzurro, salmone, tonno e crostacei

Esperodina, Quercitina, Rutina, agrumi, tè verde, uva, broccoli, cipolla, ciliege, melograno, Tannini, ecc. (Flavonoidi o Bioflavonoidi kiwi, fragole, lamponi e mirtilli, uva e vino rosso, cacao e e altri polifenoli) tè verde


tutti gli organi del nostro corpo - occhi

sanguigni incaricate di portare sangue

vitamina A può provocare un rapido af-

compresi - sono formati da cellule che

e nutrimento all’apparato visivo, tutte

faticamento degli occhi, sensibilità alle

richiedono nutrienti specifici per fun-

hanno bisogno di particolari nutrienti.

variazioni della luce, palpebre secche,

zionare al meglio. Perché questi organi

Vediamo nel dettaglio le vitamine utili

predisposizione alle infezioni degli oc-

mantengano le loro funzioni ottimali

alla vista e come una loro mancanza

chi, possibili ulcerazioni e, nei casi più

è necessario un apporto continuo di

possa danneggiare il sistema visivo.

gravi, cecità

vari micronutrienti, come le vitamine.

· Vitamina A. Il retinolo e i carotenoi-

È necessario, quindi, seguire una dieta

Dalle cellule del nervo ottico che co-

di sono indispensabili per la vista, in

equilibrata, in cui ogni elemento possa

municano i segnali di luce al cervello,

quanto componenti della rodopsina,

dare il suo contributo alla prevenzione

a quelle dei muscoli che consentono di

la sostanza sensibile alla luce presen-

delle malattie.

“allineare gli occhi”, a quelle dei vasi

te sulla retina oculare. Una carenza di

· Vitamine del gruppo B. La carenza di vitamine del complesso B può provocare la paralisi dei muscoli oculari, prurito, bruciore, sensibilità alla luce, lacrimazione. · Vitamina C. Utile contro la tensione del glaucoma e l’indurimento dell’occhio (che porta ad una progressiva perdita della vista), per la cura delle ulcere corneali e per prevenire o combattere infezioni. · Vitamina E. Diminuisce la gravità e la durata della fase acuta della fibroplasia retrolenticolare; ha dato buoni risultati anche nella cura dell’indebolimento dei muscoli oculari, dello strabismo, della vista annebbiata o sdoppiata. Anche l’arteriosclerosi dell’occhio è stata curata con l’uso di vitamine C ed E. La carenza di vitamina E è probabilmente uno dei fattori responsabili del distacco della retina. Dovrebbe ora risultare meno oscura e più intellegibile quella verità tramandata del “Noi siamo ciò che mangiamo”. Una verità che la medicina, oggi, conferma con dati scientifici.

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O VIST ! IN TV

Perchè adattarsi a una lente progressiva...

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Ricerca Scientifica della Dott.ssa Valentina Mancini

Retina artificiale: una scoperta tutta italiana!

Intervista ai due professori padri dello straordinario progetto Porta una firma tutta italiana il progetto della prima retina artifi-

hanno risposto, di seguito, ad alcune domande per spiegarci il

ciale organica, ad alta biocompatibilità, elettricamente autono-

funzionamento del prototipo.

ma, paragonabile in tutto e per tutto a quella umana. Il progetto

Prof. Guglielmo Lanzani

nasce dalle ricerche sul fotovoltaico e dall’interesse a risolvere i

Come nasce questo progetto rivoluzionario e chi sono, insieme

malfunzionamenti visivi legati alla retina. È una vera e propria

a lei, gli artefici?

rivoluzione che potrebbe cambiare la vita a tutte quelle persone

È una collaborazione tra l’NBT di Genova (dipartimento di neuro-

con problemi alla retina e patologie a essa legate. A coordinare

scienze e neurotecnologie) dell’Istituto italiano di tecnologia (iit)

la ricerca i professori Guglielmo Lanzani e Fabio Benfenati che

diretto da Fabio Benfenati e il centro di nano scienze e tecnologie

29


30

all’interno del Politecnico

scoperta e in parte - con-

di Milano. Molti i giovani

sentimi il vanto - un’inven-

ricercatori coinvolti, tra cui

zione. L’invenzione è l’idea

Diego Grezzi e Marco Dal

di accoppiare un materiale

Maschio, neuroscienziati,

fotovoltaico ai neuroni. La

e Mariarosa Antognazza e

scoperta è che esiste un

Erica Lanzarini, fisici. Il la-

fenomeno di comunica-

voro è stato pubblicato on

zione all’interfaccia tra un

line su Nature Communi-

materiale semiconduttore

cations, la rivista dedicata

e le cellule nervose. Ed è

alle neuroscienze. Il pro-

una scoperta perché non

getto ha avuto un richiamo

l’avevamo previsto.

sulla rivista del MIT (Mas-

Quali sono i vantaggi di

sachusetts Institute of Technology di Boston) e poi su Repubblica,

tale dispositivo?

il Corriere... su tutti i maggiori quotidiani italiani. Ha avuto spazio

Innanzitutto può essere compatibile con l’inserimento nel fondo

su Nature Photonic e su riviste informative che riportano, comun-

dell’occhio; i materiali di base sono materiali cosiddetti soffici,

que, trafiletti o spiegazioni. Il progetto nasce grazie alla collabo-

quindi più biocompatibili rispetto al silicio. Si differenzia sia per il

razione tra scienziati dei materiali e neuroscienziati che studiano

materiale sia per il tipo di meccanismo: un processo ionico simile

cellule, neuroni e processi biologici. È un’attività multidisciplinare.

a quello naturale. Completamente diverso, dunque, rispetto all’u-

Ci spiega qual è il funzionamento della retina artificiale fase per

so di elettrodi metallici a contatto della retina. È un dispositivo

fase?

completamente fotovoltaico: non c’è un’alimentazione elettrica.

Quello che abbiamo fatto è utilizzare un polimero conduttore -

Un’altra cosa: il segnale luminoso eccita i neuroni in una zona ri-

come per fare cellule fotovoltaiche - materiale che trasforma la

stretta localmente a dove c’è la luce. Questo significa, in linea di

luce in segnale elettrico come substrato per la crescita di neuroni.

principio, che dovremmo essere in grado di ricostruire il segnale,

I neuroni vengono infatti depositati su questo polimero e coltivati.

altrimenti avremmo un’immagine molto confusa. Il sistema è,

È importante dire che i neuroni non crescono su qualunque ma-

cioè, in grado di mantenere la risoluzione spaziale.

teriale; al contrario, hanno affinità solo con alcuni materiali. Gli

Quali sono i problemi che avete ravvisato durante la fase di ri-

embrioni sono cresciuti in un liquido che permette loro di vivere.

cerca?

La prima scoperta è che i neuroni sono contenti di stare sul nostro

La prima difficoltà consisteva nel fatto che non si sapeva se il poli-

polimero. Quindi abbiamo eccitato il polimero conduttore con la

mero avrebbe resistito al processo di sterilizzazione e invece lo ha

luce, che i neuroni non vedono. In effetti, nella retina umana ci

fatto; essendo materiali soffici, infatti, sono delicati. La seconda

sono dei neuroni che non vedono la luce e dei neuroni che vedono

difficoltà riguardava la crescita e l’adesione delle cellule al sub-

la luce, quelli che in alcune patologie portano alla degenerazione

strato, anche questa superata. Siamo stati fortunati. Però, ricor-

dei fotorecettori e alla cecità. Il nostro polimero fotovoltaico deve

do, è una prima prova di concetto; dobbiamo stare attenti perché

funzionare come fotorecettore e deve poter trasferire il segnale ai

nella retina il segnale viene processato da molte cellule prima di

neuroni che non vedono, trasformare quindi il segnale luminoso

arrivare al cervello, e il processo della visione è molto complesso.

in segnale elettrico. L’esperimento è riuscito. In seguito ad illumi-

Vi sono due possibili impianti: il subretinico che lavora dal fondo

nazione è stato rivelato il potenziale d’azione tipico della risposta

dell’occhio e solo con una retina che, a parte i fotorecettori, fun-

neuronale. Gli esperimenti sono stati fatti a Genova, presso NBT,

ziona; l’altro che va dallo strato superiore in contatto con il nervo

usando degli elettrodi opportuni. In questo modo abbiamo realiz-

ottico. Detto ciò, bisogna essere coscienti che la retina è l’organo

zato le funzioni fondamentali di una retina. Questa è in parte una

di senso più complicato e quindi è difficile ricostruire le sue fun-


zioni; dal momento che c’è una situazione complicata, allora la

essere vivente. In parallelo dobbiamo anche studiare meglio il

cosa più ragionevole, quando è possibile, è mantenere la retina e

funzionamento della retina e capire se effettivamente il dispositi-

sostituire solo i fotorecettori, che di solito sono il problema. Dob-

vo riproduce perfettamente tutte le caratteristiche. Dovremo rifare

biamo sicuramente studiare meglio le funzionalità che una retina

l’sperimento su un substrato di plastica e, a questo punto, testarlo

completa dovrebbe avere.

su un animale.

Ci sono altri problemi?

Può fare una stima del tempo che occorre per rendere fruibile

Ci sono due problemi: che si deteriori e che si creino delle infe-

tale cura e quindi la disponibilità sul mercato?

zioni. L’occhio da un lato ci favorisce perchè è isolato e quindi

Non vorrei creare aspettative. Si parla di anni, se fossimo fortunati

protetto. Dall’altro lato, però, è un ambiente in cui, se si sviluppa,

due, tre o quattro. Ma potrebbero essere dieci se le cose non van-

un’infezione dilaga proprio perché l’occhio, in quanto isolato, non

no bene. Esistono già degli impianti fatti col silicio, ma i risultati

ha difese. È un ambiente in cui si ravvisano pro e contro, che va

sono piuttosto riduttivi. Da quel che so, riescono solo a far vedere

valutato con molta attenzione.

macchie o lettere retroilluminate giganti.

Bisogna studiare bene il meccanismo fisico alla base della foto-

Cosa pensa della ricerca italiana?

ricezione. Ci sono già attività di ricerca in merito per migliorare il

Vorrei sottolineare che l’Istituto italiano di tecnologia favorisce il

prototipo. Bisogna esplorare gli aspetti più prettamente fisiologi-

rientro dei cervelli, circa il trenta per cento dei ricercatori attuali,

ci, come spiega Fabio Benfenati.

attraverso contratti ragionevoli per quegli italiani che hanno stu-

Essendo una dimostrazione in vitro, in che modo e quando po-

diato all’estero. Cerchiamo di correggere un trend negativo. In

trete testare il dispositivo?

Italia è difficile trovare capitali, le industrie non vogliono investire,

Il prossimo passo è d’inserire il dispositivo in una cavia da labo-

c’è un’inerzia di cui soffriamo molto. Un’altra cosa che tengo a

ratorio per vedere se crea infezioni: testare dunque la biocompa-

dire è che la ricerca non ha colore politico. Abbiamo avuto ricono-

tibilità, se è abbastanza sterile da poter essere sopportato da un

scimenti a destra e a sinistra, siamo al di fuori degli orientamenti


politici.

re alimentati con corrente, mentre il nostro approccio avrebbe il

Qual è il suo obiettivo per il futuro?

pregio di non aver bisogno di alimentazione e di non produrre

Fare una vacanza. A parte questo, ho vari sogni nel cassetto. Si-

calore. È uno strato fotosensibile che genera corrente se colpito

curamente una protesi che funzioni e poi riuscire a contribuire al

dalla luce e la corrente verrebbe somministrata per contatto alle

problema energetico, visto che le nostre ricerche partono proprio

cellule a contatto con il polimero. Nonostante uno strato continuo

dal fotovoltaico.

di sostanza fotovoltaica, poi, la corrente colpisce con risoluzione localizzata, e quindi c’è un’alta risoluzione spaziale.

32

Prof. Fabio Benfenati

Quali sono le difficoltà che potreste incontrare passando alla

L’Iit si è mosso stringendo accordi di collaborazione con enti e

sperimentazione in vivo?

università. Quanto ha contato, per la riuscita del progetto, que-

Abbiamo tutta una serie di punti da analizzare, il primo riguarda

sto dialogo interdisciplinare?

l’intensità luminosa che genera la corrente. Bisogna accertare se

È stata una cosa molto stimolante, mettere a confronto ricercato-

il polimero ha una buona efficienza con le intensità luminose che

ri con background diversi. Noi siamo medici biologi, mentre altri

sono proiettate dal cristallino sulla retina. Dobbiamo vedere qual

sono esperti di fisica, robotica... Quindi è chiaro che l’idea è quella

è l’intensità minima che permette ai neuroni di funzionare. Poi

di fare ricerca ai confini tra le discipline. E questa ricerca ne è un

dobbiamo vedere se il polimero, a contatto con i tessuti, mantie-

esempio. vengono studiati polimeri organici con effetto fotovol-

ne le sue funzioni fotovoltaiche, utilizzare quindi espianti di retina

taico. L’idea era applicare lo studio dei polimeri organici con ef-

di animali per vedere cosa accade in una struttura retinica già for-

fetto fotovoltaico in un contesto biologico, visto che, colpiti dalla

mata; per vedere se anche in questa situazione c’è il trasferimento

luce, generano un fenomeno elettrico. Quindi, l’idea si è svilup-

di corrente. Questi i principali filoni che stiamo analizzando per

pata facendo crescere i neuroni su questi polimeri che generano

sapere se l’approccio può andare avanti o bisogna trovare alter-

corrente ed eccitano i neuroni stessi.

native partendo da questa base.

Quali sono le patologie risolvibili con la retina artificiale?

Il sistema potrebbe funzionare anche a bassa luminosità?

In generale, come approccio, sono le partologie della retina come

È un effetto fotovoltaico, relativo al momento in cui una certa

la retinite pigmentosa, degenerazone progressiva dei neuroni,

quantità di luce tocca il polimero. È quindi contestuale allo sti-

malattia genetica che colpisce generalmente in giovane età. Ma

molo luminoso: otteniamo l’eccitazione istantaneamente alla

anche la degenerazione maculare, pato-

somministrazione. Il principio dell’effetto

logia legata invece all’invecchiamento e

fotovoltaico è che garantisce un’alta riso-

molto più frequente che comporta la per-

luzione spaziale.

dita della vista in quella zona della retina

Qual è il suo obiettivo per il futuro?

detta macula. Queste le patologie princi-

Noi studiamo come il sistema nervoso

pali dove ci può essere indicazione per un

si adatta all’ambiente, sia in condizioni

impianto, aldilà del fatto che dipende tut-

fisiologiche che patologie; siamo inte-

to dall’aspettativa di vita. Le protesi retini-

ressati a sistemi che curano patologie

che che cominciano ad essere impiantate

degenerative. Questo filone è più biotec-

sono impiantate su cip di elettrodi, alcuni

nologico ma alla fine, come obiettivo ul-

con sistemi sensibili alla luce con stimola-

timo, si inserisce bene nel discorso gene-

zione elettrica, altri con telecamera mon-

rale del dipartimento: quello di rallentare

tata su un paio di occhiali. Ce ne sono di

la degenerazione del cervello. In questo

due tipi in sperimentazione, con una logi-

caso, la degenerazione della retina.

ca diversa ma entrambi basati sull’utilizzo del silicio; questi hanno bisogno di esse-


Teatro a cura della Redazione

Occhiali e Teatro

Emma Dante, regista siciliana, porta in scena il suo nuovo capolavoro dal titolo“LA TRILOGIA DEGLI OCCHIALI”. Uno spettacolo unico che, dello spettatore, tocca non solo il cuore

A

cquasanta, Il castello della zisa, Ballarini. Questi i tre episodi che si susseguono nell’ultimo lavoro della regista palermitana. Emma Dante, vincitrice nel

2010 del premio Sinopoli per la cultura, in questo spettacolo tocca, in maniera originale, altrettante storie di vita reale. Tutti rigorosamente con gli occhiali, gli attori riescono a far vivere allo spettatore una visione della realtà con “occhi diversi”. A Lei abbiamo chiesto: Come ti sei avvicinata al teatro, e perché hai intrapreso questa strada? È successo tardi, perché quando ero piccola non ero mai entrata a teatro, i miei genitori non lo frequentavano. La prima volta che sono entrata in un teatro è stato a Siracusa, con la scuola. È bizzarro che la prima volta era proprio all’aperto. Il teatro per eccellenza, antico, bello, quello con la T maiuscola. E

33

ho detto: “voglio fare questo nella vita”, ho sentito cose. Ho finito gli studi, il liceo,

foto di Giuseppe Di Stefano

questo. Da lì sono successe tante


ho frequentato una scuola di teatro a Palermo... Poi mia madre

cia quello che pensa, non avendo freni. In questo fastidio della

si è procurata il bando dell’Accademia Silvio d’Amico, a Roma,

maleducazione c’è sempre qualcosa di buono.

e mi ha detto “se davvero lo vuoi fare nella vita devi andare ”.

Da cosa nasce la necessità di un teatro sociale?

Sei una delle voci più rappresentative del teatro italiano. Che

Io non mi sono mai posta il problema. Non ho mai detto: “ades-

cosa è per te l’arte della rappresentazione? Avresti potuto

so faccio un teatro sociale”. Mi viene naturale mettere in risalto

esprimerti in altri modi?

certe problematiche ma non ho mai fatto caso alle definizioni. È

Bah, non so ragionare col se. Se non avessi fatto questo non so

chiaro che non facendo cabaret, un teatro d’intrattenimento - e

che tipo di carriera avrei fatto, che tipo di persona sarei stata. Ci

questa è una cosa che dico sempre - si fa una riflessione. E que-

sono state una serie di coincidenze; coincidenze che portano

sta riflessione, l’approfondimento, diventa sociale perché ha a

a fare una cosa. Poi tutti abbiamo talento, l’uomo è un essere

che fare con l’umano.

talmente sviluppato che o per una cosa o per un’altra è un taQuali sono le difficoltà che hai in-

a tirarlo fuori, il talento. Mia madre

contrato nel tuo percorso e quali

ha subito capito che c’era qualcosa, una fiammella che si doveva consumare, anzi alimentare! E lì mi sono ritrovata. Prima mi sono ritrovata come attrice, poi ho capito che non

34

foto di Carmine Maringola

lento. Solo che non sempre si riesce

pensi siano gli ostacoli ancora da superare? L’ostacolo più grande a volte sono io. Perché quando mi impunto, quando mi ostino, divento sorda,

era quello il mio vero indirizzo e cer-

cieca. Quando nel rapporto della

cavo di aiutare gli altri a fare quello

creazione subentra l’odio ho vera-

che io non riuscivo a essere: un at-

mente col teatro un rapporto con-

tore che, a 360 gradi, sa recitare,

flittuale perché è passionale. Perciò

ballare, cantare. Poi ci sono dei ta-

è chiaro che l’ostacolo sono io, per-

lenti straordinari che non riescono a

ché divento violenta, mi accanisco. È

uscire proprio perché magari non c’è

importante essere umili, sennò il te-

quella coincidenza di cose anche for-

atro è un mostro che ti sopraffa, che

tuita, il contatto con altre persone, la

ti uccide. Poi ci sono milioni di altri

visibilità.

ostacoli, problemi di non avere soldi,

Quando parli di coincidenze intendi

spazio, di essere ignorati, di perdere

la fortuna?

gli attori che a un certo punto se ne

Si, anche la fortuna, ma non scaramanzia. Esiste qualcosa che

vanno. Le persone cercano sempre, poi, un percorso individua-

incontra qualcos’altro, qualcosa di misterioso.

le perché la maggior parte vuole un pizzico di notorietà, vuole

Hai detto che il tuo è un teatro “non d’intonazione”. Che signi-

essere messa in luce. Io invece ho quest’ossessione del teatro

fica essere stonati?

come luogo dell’ombra, della ricerca e del segreto. Quindi tutto

Sì, una volta ho detto questa cosa. Era a proposito de “Le Pul-

il baccano, i riflettori puntati non ne fanno parte.

le”. Significa essere fuori dal coro, significa anche non essere

Ti accanisci con i tuoi attori?

perfetti, avere una grande spinta, dire cose fuori dalla norma,

Eh sì, perché gli attori sono il teatro. L’atmosfera, il tipo di do-

essere sgarbati, maleducati. Una compagnia di attori, di saltim-

manda che si produce facendo questo mio mestiere, questo mio

banchi un po’ sgarbati, che magari non sono puliti. Nel senso

lavoro, è violenta. Io sono violenta con me stessa. Mi impunto,

che l’educazione può essere anche che ha a che fare con l’ipo-

mi sveno, mi do, perché magari non riesco ad acchiappare, a

crisia, con la finzione. Il maleducato ti dice la sua, ti dice in fac-

cercare di domare questo mostro che, però, non è l’attore, ma


foto di Carmine Maringola

è lo spettacolo stesso.

Sulla scena si susseguono tre storie unite da un filo condut-

Quando inizi a scrivere

tore che è l’accessorio occhiale. Che ruolo svolge nello spet-

un testo sai già come

tacolo?

andrà a finire?

Dissi: “questi personaggi avranno degli occhiali”. Metto spesso

La storia che io raccon-

dei paletti, creo un recinto dentro il quale gli attori si devono

to è originale, nasce e

muovere. Dare dei paletti, delle regole, significa lavorare sul

si sviluppa dal niente,

dettaglio e questi personaggi non possono non portare gli oc-

da quello che io so,

chiali! Sono diventati un’attitudine del personaggio, più che un

dagli attori, dall’argo-

accessorio. Prima succedeva spesso che le persone avessero

mento che voglio trat-

sempre gli occhiali. Facevano parte delle persone. Mia mamma

tare. Comincio a vestir-

aveva gli occhiali e non se li toglieva mai. Non me la so immagi-

li, a interrogarli e non

nare senza. Quando è morta glieli ho messi nella tomba! In que-

so come va a finire.

sto spettacolo gli occhiali diventano gli occhi dei personaggi.

Non so neanche come

Progetti futuri?

inizia! È un processo che si mescola talmente alla vita che non

Sto ultimando una sceneggiatura. In autunno dovremmo girare

so mai quando è cominciato. Perché non è che comincia il pri-

questo film tratto dal mio romanzo “Via Castellana Bandiera”.

mo giorno in sala prove; comincia dentro di me, nei miei sogni,

Per l’anno prossimo invece c’è un’opera di Auber che si chiama

nei miei momenti di serenità, negli sguardi alle persone, sulle

la “Muta di Portici”. Si tratta di una muta, non può cantare, e vi-

strade. È un continuo mescolarsi con le cose della vita.

sto che si tratta di un’opera lirica mi sembra un’idea molto bella

I tuoi spettacoli sono stati rappresentati anche all’estero. Qua-

su cui lavorare.

li sono le differenze tra un pubblico italiano e uno straniero? Ci sono delle differenze anche tra il pubblico del sud e del nord, anche tra una città e un’altra nella stessa regione, tra un uomo

35

che vive in un condominio e uno della porta accanto. Non c’è una differenza generale, sul fatto che l’Italia è diversa dalla Francia. Ogni volta in platea c’è sempre un’atmosfera nuova, energie di persone che riescono a condurre l’atmosfera. Se ci sono delle persone ben disposte, tra il pubblico, riescono a trascinare la massa; se sono maldisposte e non vogliono partecipare a questo banchetto tutti vengono coinvolti. Il pubblico è incredibile. È come respirare ogni giorno in maniera diversa; fiacco, è una differenza umana. Il tuo ultimo lavoro teatrale s’intitola “La trilogia degli occhiali”. Come nasce l’idea di questo spettacolo? Come tutti. Nasce dal desiderio di raccontare categorie di persone che non trovano un posto nella società come i vecchi, i malati, i poveri, quelle persone che si tende ad allontanare perché danno fastidio. Poi sono nate le storie, è nato un altro senso in cui è l’amore il protagonista. Le persone sono innamorate di qualcuno che gli è stato tolto e se lo riprendono.

foto di Carmine Maringola

ci sono giornate in cui sei sereno, giornate in cui sei nervoso,


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Racconti di Giovanni Della Porta

Dall’ottico per migliori performances Quello che dalle lenti si riesce ad ottenere! “Cinquant’anni.

Per esempio, sai in cosa davvero batto il tuo nipotino?

Non sono pochi, cara compagna mia. Devo tirare già somme par-

Proprio nei piccoli lavori di riparazione e bricolage.

ziali?

Lì quella speciale lampadina led da testa, che mi hai regalato e che

No, non ci penso nemmeno, anzi...

mi dà la luce diretta, ed i famosi occupazionali mi fanno vedere me-

Ancora ho traguardi da raggiungere e vita da vivere.

glio di quel piccolo presuntuoso a tutte le distanze.

Cara Francesca, io sono sempre aggiornatissimo ed attivissimo e

Infatti mi dice: “zio Paolo sei un mito”. Ricordati, per vedere bene: luce e lenti giuste. Continua a dirtelo il tuo ottico ma tu sei sorda alle opportunità per migliorare i tuoi risultati. Anzi, continui a prenderci in giro dicendo che siamo affetti da presbitismo pur sapendo bene che si chiama presbiopia. Allora cerco di sostituirmi al nostro amico e di spiegarti i vantaggi delle “vere lenti per leggere”. Perché ho detto vere? Gli occhiali stampati che trovi dai cinesi ed in farmacia sono semplici lenti positive che hanno lavorazioni che servono principalmente a produrle in serie ed a basso costo e non ad ottimizzare le performances visive ed il confort.

continuo a competere anche con i giovani.

Inoltre la stragrande maggioranza delle persone non ha l’occhio de-

Certo mi aiuta la cura che ho di me ed anche la mia propensione ver-

stro con eguale abilità visiva del sinistro e necessita anche di corre-

so la tecnologia e l’elettronica.

zione dell’astigmatismo.

Sono un mostro con il computer, anche grazie ai miei occhiali con

Infatti i miei occhiali sono realizzabili solo dall’ottico e specificamen-

lenti “occupazionali”.

te per me e per le mie esigenze.

Ti ricordi, tu non le hai volute ed ora lotti cercando posizioni e distan-

Quindi, sono vere lenti per leggere e lavorare.

ze o cambiando, di continuo, occhiali. Assumi anche posture assur-

Mi hai risposto con il tuo solito: “Caro Paolo ma chi se ne frega”.

de che poi ti provocano fastidi.

Salvo poi notare, però, come non vedi perfettamente i contorni ed

Peccato, io sto diritto e vedo benissimo tutta la mia scrivania, da ciò

i particolari e come, oltre ad accusare affaticamento quando leggi

che ho in mano sino al pc ed anche il trucco delle tue ciglia, anche se

a lungo e la sera (certamente non dovuto solo agli occhiali), sei co-

sei sull’altro lato.

stretta a comprarne sempre con nuovo potere.

Sto troppo tempo davanti allo schermo?

Io con le occupazionali raggiungo tutti i miei obiettivi con eccezionali

Lo sai che non è solo per lavoro e che non mi stanca per niente.

risultati visivi e di riposo.

Lo so, a te sarebbero servite anche per i lavoretti in cucina e per il tuo

Anche suonare i miei amati strumenti musicali leggendo bene lo

amore per le carte. Non ci credi ma potresti vedere sia le carte tue sia

spartito.

quelle sul tavolo da gioco ed anche le espressioni dei tuoi compagni.

Non prendermi in giro, però è vero che le uso anche per mangiare.

Ma forse non hanno saputo spiegarti tutti i vantaggi di queste lenti

Scusami ma perché non dovrei vedere le spine del pesce o leggere

facili da usare e che incrementano le nostre abilità.

l’etichetta del vino e contemporaneamente godermi i vostri visi?

37


38

Ma lo sai che mi stanco meno ora anche rispetto a quando non ne

Nella parte inferiore hanno il potere maggiore.

avevo bisogno?

Infatti viene valutata la correzione, cioè il potere, per la distanza di

Dall’ottico mi hanno spiegato che ora anche per i giovani ci sono len-

lavoro minima che ti occorre per vedere i caratteri più minuti.

ti da usare per vedere da lontano con un potere centrale diverso da

Poi il potere decresce andando verso la parte alta della lente.

quello inferiore proprio per ridurre l’affaticamento visivo, e per uso

Per ottenere ciò bisogna usare geometrie e macchinari altamente

“prossimale” cioè anche da vicino e per pc.

precisi e le più recenti tecniche di costruzione.

Come vedi non è per la vecchiaia ma per avere maggior riposo e mi-

Non hanno tutte eguale degressione, cioè differenza di potere fra la

gliori risultati visivi che realizzano lenti speciali.

parte bassa e quella intermedia-alta. Tale differenza dipende infatti

Per fortuna nostro figlio dà ascolto a me, all’oculista ed al nostro

anche dalla distanza massima dalla quale vuoi vedere utilizzando la

ottico di fiducia ed effettua controlli costanti ed usa occhiali adatti.

parte alta.

Per fortuna il nostro ottico ci dà sempre la migliore consulenza, con-

Inoltre, a seconda delle esigenze, dell’età e della presbiopia viene

sigliandoci persino i prodotti con il miglior rapporto qualità-prezzo,

realizzata la riduzione di potere rispetto alla parte bassa.

anche perché ottiene costanti opportunità ed aggiornamenti tecnici

Sono costruite per ottimizzare l’abilità visiva, per vicino ed interme-

Gruppo GreenVision - Centri Ottici selezionati, Consorzio Ottico.

dio, di tutti i presbiti, anche se miopi ed astigmatici.

Francesca, per piacere, smettila di scherzare e di offendere!

Il campo visivo, sia da vicino sia a media distanza è tanto normale ed

Le mie lenti non sono “progressiste indossate da un reazionario ma-

ampio che l’utilizzo viene automatico, semplice e spontaneo.

schilista”, il tuo gioco di parole si riferisce a quelle che uso anche per

Possono essere adattate e sagomate per montature, anche non

guidare e fare sport e che chiamano progressive.

troppo alte e di tutti i tipi e materiali.

Ma di questo ti parlerò un’altra volta.

La centratura, le caratteristiche delle lenti ed il posizionamento della

Ricorda, queste sono lenti occupazionali adatte a tutti i lavori ed

montatura devono essere ben individuate e controllate.

hobby quindi inutili per tuo fratello che, a differenza mia che sono

Se vuoi, vengono anche colorate per usarle quando leggi o lavori al

iper attivo, è un inutile pantofolaio.

sole o sei all’interno della barca.

Ancora scherzi? Non hanno trattamenti anti rifritto ma anti riflesso.

Ovviamente non sono adatte per la visione da lontano e per la gui-

Non capirai mai che significa aumento della trasmittanza e riduzione

da, sono “in door”.

delle doppie immagini e miglior risoluzione di soglia nonché conte-

Allora davvero vuoi che ti spieghi anche le progressive e come pro-

nimento delle aberrazioni cromatiche.

teggerti dal sole?

Beccati queste parole da enciclopedia tecnica, sprecate per te che

Ora completo l’esame del progetto della nostra casa di

non condividi che io ottenga sempre il massimo.

vacanza (inutile aggiungere che vedo a fuoco tutto

Ok, hai ragione, scusa ma mi sono innervosito e sto esagerando.

l’enorme foglio grazie sempre alle lenti oc-

Speri che si rompano così sarò, come te, meno bravo e forse meno

cupazionali) e poi obbedisco alla tua

presuntuoso!

richiesta.”

Non vorrei deluderti ma le attuali lenti che usiamo io ed i tuoi figli sono tutte in materiale plastico per cui, oltre a proteggermi gli occhi ed essere leggerissime, non si rompono. Questo abbraccio mi fa capire che hai perdonato la mia saccente arroganza e che mi vuoi bene. Grazie. Perdonami ma davvero sono innamorato della tecnologia ottica che ha sempre incuriosito tanti scienziati e che oggi è di supporto in tantissime realtà della nostra vita. Veramente vuoi che ti spieghi come sono realizzate le lenti occupazionali? È abbastanza semplice.


Aziende a cura della Redazione

Dilem Origines Genesi, ovvero la nascita di un prodotto straordinario

D

ietro Dilem un uomo di talento: Daniel Arnaud. Il suo

sua forma di uguale. Diversi tentativi infruttuosi con il metallo

progetto: creare una montatura innovativa che avreb-

portano l’équipe tecnica ad orientarsi verso lo stesso materiale

be rivoluzionato il mercato degli occhiali... In questo

delle aste: l’XP2. La decisione di creare un prodotto innovativo

momento, non ci si immagina nemmeno la possibilità di cre-

e la volontà di non utilizzare una cerniera tradizionale orienta

are una montatura con aste intercambiabili... Siamo nel 2005

le ricerche verso un muso agganciato su un asse posizionato

quando tre elementi prendono corpo: una montatura con una

sull’asta.

linea molto pulita, musi composti da due elementi che formano

I test condotti sul sistema di chiusura con aggancio portano

il segno di uguale e aste trasparenti senza anime e dritte.

verso un’asta non solo agganciabile ma anche sganciabile. La

Inizia così un lungo lavoro di ricerca in materia di tecnicità per

scoperta mette tutta l’azienda in subbuglio. Il Gruppo Oxibis è

ottenere la montatura perfetta.

in pieno fermento; questa innovazione lascia presagire grandi

Per l’asta, la scelta ricade ovviamente sul XP2, le cui proprietà

cose. Nasce così il concetto di montature con aste intercambia-

permettono di evitare anime e di garantire flessibilità e resisten-

bili.

za. Per il muso, il lavoro si complica un po’... Bisogna trovare il

Questa innovazione tecnologica offre un tale potenziale che la

materiale e la tecnica che rendano possibili una rotazione sulla

Direzione del Gruppo Oxibis decide di dare un nuovo marchio

39


all’azienda. Nel 2006, dopo un anno di

e sviluppato in funzione delle tendenze

senta infatti la possibilità di proporre un

ricerche, nasce Dilem.

ma anche dei mezzi tecnici. Dalle aste

prodotto personalizzabile e sempre più

In un primo momento, colori acidi per

in tinta unita, Dilem è passato alle aste

vicino alle tendenze del momento.

tinte unite compongono la gamma di

fantasia (dai motivi più semplici a quelli

Dilem, prima di tutto uno stile, un’e-

colori delle aste. Dilem gioca molto con

più ricercati). Le forme delle aste si sono

spressione, un modo di essere... Dilem,

i colori, e accosta aste a caramelle... Per

moltiplicate e i designer dell’azienda

la libertà! Tutt’altro che convenzionale,

questo, ancora oggi, le aste in tinta uni-

sono alla continua ricerca di nuove for-

offre a ciascuno la possibilità di persona-

ta portano nomi di gusti, uno più goloso

me e motivi, sempre più innovativi.

lizzare a piacimento il proprio look.

dell’altro: liquirizia, lampone, cocco, gra-

Oggi Dilem è presente in 25 paesi, per la

Con una scelta di 14 collezioni di monta-

natina...

felicità degli ottici di tutto il mondo. Per

ture e circa 370 paia di aste tutte diverse,

In cinque anni, il concetto ha conosciu-

loro, Dilem è un’ottima alternativa alla

Dilem si impone come leader dell’inter-

to un tale progresso che si è ampliato

corsa alle licenze. Rappre-

cambiabilità.

40

La possibilità di aste intercambiabili è la caratteristica degli occhiali Dilem in esclusiva presso i centri GreenVision


ESSILOR: svelato il “Codice Unico”


Aziende a cura della Redazione

Dalla famosa azienda arriva il “CODICE UNICO” degli occhi per lenti correttive altamente personalizzate

O

gni occhio è unico e da oggi è possibile realizzare

dimensione e, non ultimo, il Centro di Rotazione Oculare.

lenti oftalmiche personalizzate che si adattano

Quest’ultimo può variare di oltre il 30% secondo i casi ed è

agli occhi per ritrovare il piacere di una visione

il principale riferimento per il calcolo delle lenti progressive

confortevole, dinamica e senza sforzo.

e monofocali personalizzate.

Molto spesso, chi indossa occhiali correttivi pensa a qual-

In questo scenario ESSILOR, leader mondiale nel settore

cosa di “personalizzato” unicamente in termini di montatu-

delle lenti oftalmiche correttive, propone attraverso i centri

ra che il proprio ottico-optometrista di fiducia consiglia a

ottici specializzati, l’esclusiva tecnologia eyecode™ in gra-

seconda della prescrizione, della forma del viso, del colore

do di offrire un ineguagliabile livello di personalizzazione

della pelle e dei capelli, tenendo in considerazione lo stile

applicabile alle lenti oftalmiche.

e il gusto personale di chi la dovrà indossare.

Attraverso una nuova ed esclusiva misurazione dinamica

Ma per raggiungere i più elevati livelli in termini di comfort

in 3D dell’occhio, effettuata con Visioffice®, un sistema di

ed efficienza visiva, ancora più determinante è la persona-

presa misure multifunzionale brevettato e ad elevata pre-

lizzazione delle lenti: più alto è il livello di “unicità” della

cisione, è infatti possibile realizzare lenti con tecnologia

lente e più ci si avvicina a una visione immediatamente

eyecode™, progressive Varilux® o monofocali ESSILOR.

confortevole, ben contrastata e dinamica, dove è proprio la

Attraverso questa presa misure personalizzata, effettuata

lente ad adattarsi agli occhi e non viceversa!

in 30 secondi e non invasiva, potrà essere svelato il codice

Diversi fattori contribuiscono a rendere unico ogni occhio,

unico dell’ occhio e realizzare così la lenti uniche, per ogni

la fisiologia, l’anatomia, il personale modo di muoverli, la

occhio.

43


Arte del Dott. Maurizio Carta

Visione Artistica Giada Gargano, giovane artista romana, scova sull’arenile i materiali antichi delle sue creazioni. Il resto è creatività

C

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’è una tradizione romantica della costa occidentale

da tradizione. Ma è nel raccogliere quella sensibilità e nel

americana, quella degli stati fondativi, poco cono-

portarla oltre, dai territori dell’artigianato a quelli dell’arte,

sciuta dalle nostre parti. Si chiama “Sailor’s Valen-

che ai nostri tempi si compie un’impresa difficile quanto

tines” ed affonda le radici

appagante.

nel lontano ‘800. L’epoca

In tutto il mondo esistono artisti che fanno delle conchiglie

è quella dei viaggi lunghi

il segno distintivo e primordiale del loro linguaggio. Unica

e disperati. Si dice che al-

in Italia, la giovane 34enne Giada Gargano, grafica pubbli-

lora i marinai statunitensi

citaria, è giunta in questo a risultati apprezzabili quanto

comprassero nelle Indie

suggestivi. L’idea è stata quella di reinterpretare l’antica e

Occidentali

britanniche,

affascinante arte del quadro-mosaico. La stessa Giada Gar-

precisamente nell’isola di

gano afferma che in realtà non si è trattato di un risultato

Barbados, un tipico regalo

cercato ma una conseguenza di una pratica mai abbando-

per le loro amate. L’og-

nata: “Raccogliere conchiglie, fissarsi sulla loro forma, sul-

getto consisteva in una composizione fatta di conchiglie.

le loro infinite sfumature cromatiche, è un po’ come cercare

Il tutto era di solito incluso in un ottagono di legno, preve-

istintivamente la tranquillità dell’infanzia. Ma un tempo il

deva un disegno floreale e quello di un cuore in qualsiasi

gioco finiva lì, al massimo si chiudeva con una collanina,

forma, era posto sotto vetro e presentava una minuscola

con un barattolo pieno di piccoli tesori da dimenticare nei

incisione in una delle tante conchiglie. Vi era abitualmente

ripostigli della casa in città. Io però quella voglia di scopri-

inciso qualcosa come “Non dimenticarmi”, “Tesoro senza

re e di stupirmi non l’ho persa mai. Così, quando posso,

tempo”, “Fino a quando non ci rivedremo”. Tutt’oggi esi-

a piedi nudi sul bagnasciuga, nei mesi dal clima più mite,

stono degli artisti del Connecticut - ci piace citare il caso di

frugo con gli occhi la riva alla ricerca di preziosi gioielli mul-

Cindy West - che compongono “Sailor’s Valentines” come

ticolore, oggetti che catturano lo sguardo e mi riempiono lo


“La sapiente disposizione delle conchiglie dà origine ad opere dalle forme estrose, che appaiono all’osservatore non statiche ma bizzarre, volubili, in movimento tra immaginarie onde e spirali infinite”

spirito con rinnovato stupore”.

ispirativa della materia prima: la Jones,

Inizia così a prendere forma una col-

a differenza dell’artista romana, usa

lezione di migliaia di conchiglie, gusci

anche vetro e pietre come il turchese e

provenienti dalle spiagge di paesi esoti-

l’ametista. Diverso è infine l’approccio

ci o da quelle dei litorali di varie località

dell’interior designer Callie Grayson,

italiane, raccolti, selezionati, mondati

ugualmente interessata all’uso delle

dalla salsedine e, senza ulteriori trat-

conchiglie, ma più nella versione dei

tamenti, divenuti materia prima di cre-

“Sailor’s Valentines” di cui parlavamo

azioni che mantengono intatti i colori e

all’inizio che nella variante dell’opera

le forme originarie della materia di cui

artistica unica e non replicabile.

sono composte. È in tal modo che vie-

Fin qui il discorso sulle tecniche, sulle

ne compiuto il passaggio dalla scoperta

rese pittoriche e sull’uso della materia

alla collezione, ma soprattutto quello

prima. Vi è poi altro, molto altro, che

successivo: dalla collezione all’arte.

rende i lavori di Giada Gargano unici nel

L’intuizione, unica alle nostre latitudi-

suo genere. Se infatti la centenaria tra-

ni, là dove trova i suoi rari ed eccellenti

dizione dei “Sailor’s Valentines” poneva

paralleli nel mondo, non è mai replicata

il sentimento al centro della composi-

allo stesso modo. Dipinge infatti con

zione, le creazioni dell’artista romana

le conchiglie anche l’americano Ken

spostano l’accento e rendono elemen-

Knowlton, ritrattista di pregio e - ironia

to dominante la natura, in particolare

della storia - anche lui grafico. Quest’ul-

il mare. La sapiente disposizione delle

timo, come la connazionale Linda Agui-

conchiglie dà infatti origine ad ope-

lar (le cui collezioni di cesti si trovano

re dalle forme estrose, che appaiono

nelle residenze di premi Nobel come il

all’osservatore non statiche ma bizzar-

Dalai Lama, Nelson Mandela, Desmond

re, volubili, in movimento tra immagina-

Tutu, ecc.), le conchiglie però non le

rie onde e spirali infinite, con sfumature

seleziona, le compra. Sherry Jones e

di colore che catalizzano lo sguardo e

Richard Murdock, altri due artisti della

rasserenano il cuore.

conchiglia, usano la preziosa materia

Sul sito www.giadagargano.com si

prima come complemento alla pittura,

possono scorrere le immagini cercando

mai però come elemento dominante.

di immaginarsi trascinati dalle maree.

Molto più vicini alla sensibilità di Gia-

Solo così sarà possibile, al tempo stes-

da Gargano i lavori di Kathleen Jones,

so, pacificare lo spirito nella contempla-

pittrice di Portland, Oregon. Anche qui,

zione dei colori e perdersi nel caos del

in ogni caso, manca la purezza e l’unità

mare magnum contemporaneo.


Aziende a cura della Redazione

I migliori occhiali da sole al mondo per la guida Serengeti® punta su tecnologia e materiali all’avanguardia per realizzare i migliori occhiali da sole al mondo per la guida. Professionisti e designer di altissimo livello si sono uniti per raggiungere i migliori risultati. Gli occhiali da sole Serengeti® si distinguono, oltre che per la cura dei dettagli, soprattutto perché superano ogni standard commerciale e normativa in materia di protezione.

I danni da Luce Blu La principale fonte di luce blu è il sole, responsabile di diverse patologie oftalmiche. La scoperta dei danni della luce blu sull’occhio è relativamente recente. È una luce ricca di energia, a lunghezza d’onda corta, che irradia in tutte le direzioni focalizzandosi davanti alla retina. Può danneggiare seriamente ed irreversibilmente la retina e l’epitelio pigmentato retinico (a breve termine provoca rischi di foto-

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traumatismi violenti e a lungo termine rischi DMLA) . È anche fonte di abbagliamento, offuscamento e riduzione di acuità visiva. Gli occhiali da sole Serengeti non si accontentano di offrire la massima protezione da Luce blu ma offrono anche una visione HD.

Solo le lenti Serengeti® sono in grado di filtrare, oltre ai dannosi raggi UV, il 95% della luce blu; il tutto abbinato all’eccezionale tecnologia dello Spectral Control® (un’esclusiva di Serengeti) che consente di migliorare il contrasto visivo ed esaltare i colori.

Serengeti è sinonimo di massima protezione ed ottima acuità visiva, grazie a dei cristalli selezionati con cura e lavorati in modo artigianale. Il tutto con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Serengeti rappresenta il perfetto equilibrio tra passato e futuro per una visione senza paragone. Tutte le lenti Serengeti sono anche fotocromatiche, per adattarsi ad ogni condizione luminosa. Le lenti Serengeti sono raccomandate dagli oculisti, nei casi di fotofobia e post operatorio. Disponibili anche lenti graduate dietro prescrizione medica. Per informazioni: www.serengeti-eyewear.it


La melanina: un pigmento salva occhi Nel corso degli anni è cambiato il modo di vivere con la moltiplicazione delle situazioni a rischio dovuta ad una maggiore esposizione solare (neve, mare...). Anche la diminuzione dello strato d’ozono è una grave minaccia per l’occhio. Non a caso, nel corso degli anni, il numero degli interventi di cataratta è significativamente aumentato ed interessa persone sempre più giovani.

COME AGISCE LA MELANINA? La melanina è il pigmento responsabile del colore scuro dei capelli e dell’abbronzatura della pelle, è la protezione naturale del corpo dei bambini contro la luce blu e le radiazioni UV. Assorbe l’energia della luce e frena le reazioni foto-chimiche nocive: imprigiona le particelle instabili generate da queste reazioni che provocherebbero, altrimenti, l’accumulo delle scorie cellulari al livello della retina. Frena quindi l’invecchiamento prematuro della retina. È stato annunciato, durante il congresso Europeo di Oftalmologia (a giugno 2007), che l’ 80% dei raggi nocivi sono assorbiti prima dei 18 anni di età. È quindi importante proteggere gli occhi dei più piccoli, perché nasciamo con un capitale di melanina che si riduce man mano che invecchiamo.

Lo storico marchio francese, Cébé, propone la lente “CÉBÉ 2000 MELANINA” per una protezione naturale contro la luce blu. COME FUNZIONA LA LENTE CÉBÉ 2000 MELANINA? Prima dell’età di 14 anni, gli occhi dei piccoli campioni sono in corso di sviluppo e sono particolarmente sensibili alle condizioni di luminosità estreme. I raggi di sole più nocivi sono: i raggi UV e la luce blu che irradia la retina per tutta la giornata. Un’esposizione prolungata alla luce blu può provocare dei danni alla retina e favorire l’invecchiamento prematuro del contorno occhi. Le lenti CÉBÉ 2000 Melanina filtrano il 100% dei raggi UV e il 98% della luce blu : i raggi più pericolosi non raggiungono la retina, mentre i raggi a più bassa energia consentono di vedere il colore blu e di avere una buona percezione naturale dell’ambiente. Tutta la linea Cébé Junior possiede lenti categoria 4 (per una massima protezione anche dai raggi infrarossi). Questa linea di occhiali gommati garantisce massima protezione ed ottima vestibilità anche per i più grandi.

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Moda di Carla Sereni

Occhiali sole 2011 Ecco le ultime tendenze per la stagione estiva

D&G

VOGUE

Questi occhiali da sole in stile aviatore, realizzati con un originalissimo abbinamento metallo-acetato, sono perfetti per l’uomo che predilige uno stile senza tempo ma dal gusto moderno. Le montature frontali sono proposte in combinazioni caratterizzate dalla sovrapposizione di tre colori stile anni ‘80, fra cui frontale nero rivestito in turchese e bianco con aste gunmetal, oppure aste gunmetal abbinate a montature frontali bianche con sovrapposizione di rosso e blu.

Il gusto per il gioco e la raffinata spregiudicatezza di Vogue si incontrano in questo occhiale da sole oversize dalle linee chic e originali, sottolineate dall’attaccatura bassa dell’asta sul frontale. L’ironia delle forme e l’ispirazione anni ‘80 sono accentuate dalla decorazione in metallo applicata sull’asta, che fa di questo modello un occhiale elegantemente sfrontato, unico e imperdibile.

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SILHOUETTE La collezione Silhouette SUN 2011 accosta in naturale armonia i suoi modelli da sole allo stile personale, valorizzando l’espressività del viso e proteggendo gli occhi dai raggi solari. Le colorazioni dei vari modelli trovano ispirazione nel mondo della natura: verde, grigio e marrone sono proposti in diverse sfumature per forme attraenti e decise dai dettagli inconfondibili!


OXIDO La nuova collezione eyewear Oxido è dedicata a chi racconta se stesso attraverso l’occhiale che indossa, un irrinunciabile completamento di stile che permette di mostrare il proprio vero io, per un’innata personalità, dall’innato potere seduttivo, che va oltre ogni moda.

RAY-BAN A grande richiesta come trend dell’anno, ritornano i tondi in metallo con lente verde, gli inconfondibili occhialini resi celebri da grandi personalità del passato.

Oakley Oakley, inc. ha annunciato che Valentino Rossi ha scelto di diventare ambasciatore del marchio Oakley. Definito spesso da stampa e tv come “il migliore di tutti i tempi” Valentino ha sempre ricercato per se stesso e per tutta la sua squadra aspettative e traguardi altissimi. Ha dichiarato: “ho scelto di essere con Oakley perché condividiamo la stessa natura. L’attenzione verso la tecnologia e l’innovazione è ciò che rende la qualità degli occhiali Oakley così eccezionale”! Valentino Rossi indossa il modello Holbrook.

LOZZA

Modello dallo stile retrò in acetato con lenti sfumate. La forma ampia rende l’occhiale unisex e sofisticato: le aste sono decorate da borchiette metalliche per un sapore ancora più vintage. Oltre ai toni del nero e avana scuro è disponibile nelle tonalità sfumate del giallo, sabbia e grigio.

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Storia di Antonio Valentini

Dall’HOMO SAPIENS alle LENTI a CONTATTO Viaggio alla ricerca del vedere seconda parte

N

el numero precedente di Green Vision concludevo la prima parte di questo viaggio con una

domanda. L’attuale tendenza alla miopia può essere interpretata come una nuova risposta dell’organismo al passaggio da una condizione agricolo-rurale ad una condizione tecnologico-informatica? Possiamo constatare, ai giorni nostri, la tendenza allo sviluppo della miopia, la quale può essere interpretata, appunto, come una risposta dell’organismo al passaggio appena citato. Dunque, da una condizione agricolo-campestre fortemente deculturalizzata nella quale l’attività prevalente consisteva in attività all’aperto, e con un campo d’osservazione che andava dal metro all’infinito, ad una condizione tecnologico-informatica e altamente scolarizzata, in cui si lavora prevalentemente in un range compreso tra cinquanta centrimetri e cinque metri. Quindi, tornando al nostro discorso, per milioni di anni le capacità visive della condizione prona furono assolutamente idonee a garantire ai nostri pre-predecessori il controllo del proprio habitat. Ma col sollevarsi sulle zampe posteriori, e col mantenimento della postura eretta, improvvisamente, per quanto di improvviso ci può essere nel campo dell’evoluzione, l’orizzonte si decuplicò e di conseguenza anche le fonti di pericolo: si era più individuabili dai predatori (i quali si evolvevano a loro volta). Perché una cosa è muoversi tra le foglie, altra è emergere da esse. Ecco


che allora, per motivi di sopravvivenza, l’occhio si adegua, diventa più selettivo e va a collaborare con l’olfatto e l’udito che, avendo cominciato a ridurre le loro capacità di decodificazione dell’ambiente, da soli non erano più sufficienti a garantire il controllo del territorio e l’incolumità. È utile ripetere, per evitare eccessivi errori di semplificazione, che le varie tappe

strumenti in selce levigata risalenti a circa 12.000 anni fa, non ci sono solo 1,58 milioni di anni di differenza, ci sono una manualità e una tecnologia più raffinate e complesse, frutto di una sempre più sofisticata ottimizzazione del coordinamento oculo/motorio (oltre che di maggiori esigenze: si era arrivati alla creazione di suppellettili ornamentali sia per la persona che per la casa).

evolutive sono avvenute sempre per picco-

Man mano che le abilità crescevano, veniva-

le modificazioni in alcuni soggetti, i quali,

no apprese e tramandate, cresceva la quali-

proprio in virtù di quelle modificazioni, si

tà tecnologica dei manufatti. E ci si avviava

sono rivelati più adatti alla sopravvivenza.

verso la specializzazione tra i sessi: lo scim-

Alcune specie, a volte, esaurivano questo

panzè usa cibarsi di noci e per far ciò spezza

processo evolutivo; in quanto perfettamente adattate ed integrate in un certo ambiente, non necessitavano di ulteriori modificazioni tramandando quindi il livello raggiunto. Altre, invece, si estinsero proprio perché prive di tale adattamento. Altre

i frutti raccolti con uno “strumento” apposito, di legno o di pietra, che abbia funzioni percussorie; sembra che le femmine siano più abili dei maschi in questa tecnica per il semplice motivo che, essendo questi più dediti alla caccia, hanno minore capacità

ancora, infine, proseguirono l’evoluzione e tramandarono le mo-

manuale nell’eseguire un’operazione che praticano meno. Da no-

difiche subite ai loro discendenti che continuarono nel processo

tare, a riprova che l’evoluzione è sempre in cammino, che questo è

di ulteriore affinamento di generazione in generazione. È proprio

un gesto acquisito da alcuni odierni scimpanzé. Ciò dimostra, an-

a seguito di questo processo di affinamento che la vista diventerà

cora una volta, che il cervello svolge sempre meglio una funzione

sempre più acuta e l’occhio riuscirà a vedere là dove prima non po-

di controllo e comando delle mani nell’esecuzione di gesti legati

teva. Avendo liberato due degli arti dalla necessità di camminare,

ad un’assiduità operativa. Qualunque musicista sa che deve fare

questi furono utilizzati in altro modo: per difendersi; per modificare

ogni giorno le sue ore di esercizi per padroneggiare il tocco delle

l’ambiente; per soddisfare le necessità proprie e quelle del gruppo

dita sul suo strumento. La conseguenza del progressivo evolversi

di appartenenza. Si cominciò così a sentire l’esigenza di servirsi di

di tutte queste abilità (manualità, vista, accrescimento corporeo,

arnesi, utensili da lavoro, oggetti d’uso domestico, armi da difesa,

capacità di integrare dati…) fu che il volume del cervello passò, nei

ripari, indumenti. Come è stato già detto, all’inizio ciò avvenne solo

circa 20 milioni di anni che vanno dal Proconsul all’Homo sapiens,

mediante l’uso di oggetti già esistenti in natura che grazie alla loro

da +/- 200 gr. a +/- 1,700 gr. Abbiamo visto che il volume cerebrale

forma e alle loro caratteristiche si rivelavano utili per un certo uso:

subì un graduale aumento, e da ciò derivò il moltiplicarsi, il diffe-

conchiglie o gusci per bere, pietre per battere o colpire, rami per

renziarsi e lo specializzarsi delle diverse aree del cervello: diminuì

frugare tra l’erba o per raggiungere luoghi inaccessibili, ossa di ani-

la capacità olfattiva ma anche la relativa zona corticale; cambiò

mali per difesa e offesa. Poi, procedendo con l’evoluzione, si passò

quella uditiva, non più usata per percepire rumori e sibili dotati di

alla produzione vera e propria; all’inizio piuttosto grossolana per

frequenze subsoniche, ma utilizzata per decodificare suoni e lin-

farsi via via più raffinata. Ciò avvenne grazie alla maggiore mae-

guaggio; conseguentemente s’incrementò la zona preposta all’ar-

strìa che i nostri antenati andavano acquisendo tramite il sempre

ticolazione della parola (la cosiddetta area di Broca); aumentò la

più sviluppato coordinamento del complesso mano/occhio. Per

zona visiva e così pure quella tattile.

rendersi conto di ciò, basta confrontare i primi manufatti in pietra,

In tal modo la vista, ma sarebbe il caso di iniziare a parlare di visio-

risalenti al Paleolitico, con quelli appartenenti al Neolitico: tra i ciot-

ne, divenne la fonte attraverso la quale passerà la maggior parte

toli taglienti ottenuti per scheggiatura colpendo rozzamente i lati

delle informazioni provenienti dall’ambiente nel quale viviamo,

alterni di un sasso risalenti a circa 1,7 milioni di anni fa, e i perfetti

divenendo oggetto di studio.

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La Posta dei lettori a cura della Redazione

5 Domande 5 Risposte Sono Carla da Reggio Emilia, ho 53 anni e porto un occhiale multifocale. Vorrei passare alle lenti a contatto. Avrò lo stesso risultato visivo? Le lenti a contatto multifocali sono generalmente ben tollerate anche se il risultato visivo è molto soggettivo. Il funzionamento di queste lenti, a differenza degli occhiali multifocali, è basato sul principio dei poteri concentrici, ovvero di cerchi con poteri diversi che, a seconda dell’immagine da osservare, il cervello utilizza per osservare. Sono Lorenzo da Firenze, ho 32 anni, sono miope di 2,50 e astigmatico di 4,00. Sono un giocatore di tennis professionista e da qualche mese non tollero più le lenti a contatto. Vorrei sapere se, con occhiali avvolgenti graduati per il mio difetto, avrò una visione confortevole. Le nuove tecnologie studiate dalla aziende di lenti oftalmiche hanno portato sul mercato dei prodotti in grado di soddisfare le richieste più esigenti. Spessori ottimizzati, curvature estreme, colorazioni personalizzate sono solo alcune delle possibilità che oggi possiamo avere nella realizzazione degli occhiali sport, garantendo una visione ottimale senza distorsioni, con massima protezione dalla luce e dai raggi UV. Sono Lidia da Pescara, ho 24 anni e vorrei spiegazioni sul fatto che il mio ottico, prima del controllo della vista, mi chiede di rimanere senza lenti a contatto per almeno 48 ore. La cornea, superficie trasparente dell’occhio sulla quale si posiziona la lente a contatto, è una parte dell’occhio che riceve ossigeno anche dal liquido lacrimale. Con l’utilizzo del-

Sono Antonella da Palermo e mia figlia di anni 3 è affetta da nistagmo congenito. La sua vista non riesce a migliorare nonostante porti occhiali. Vorrei maggiori informazioni su questo tipo di difetto. Il nistagmo congenito ha di solito un’origine sconosciuta e consiste nel continuo movimento degli occhi a piccole scosse: ciò rende difficile la fissazione dello sguardo sugli oggetti, impedendo il normale sviluppo della capacità visiva che avviene in massima parte nei primi 6 anni di vita. Generalmente la visione risulta migliore in un occhio o in una certa direzione di sguardo rispetto a tutte le altre, pertanto il bambino tende inconsapevolmente a guardare sempre in quella direzione mantenendo la testa in una posizione anomala. È importante verificare se sia presente anche strabismo ed intervenire con lenti prismatiche o con intervento chirurgico riportando gli occhi in asse e stimolando la retina con esercizi ortottici che potranno portare ad un discreto miglioramento visivo.

la lente a contatto la quantità dell’ossigeno che arriva è minore e la cornea subisce un leggero rigonfiamento. Per effettuare una esatta misurazione della vista è necessario ristabilire le condizioni base dell’occhio ed è per questo motivo che sono necessarie almeno 48 ore di astinenza dalle lenti a contatto. Sono Teodora da Isernia, ho 39 anni e sono ipermetrope di 5 diottrie. Mi hanno consigliato delle lenti per occhiale “precalibrate”. Posso avere informazioni a riguardo? La lavorazione di precalibratura consente, in base ai parametri ottici , di ridurre lo spessore ed il peso delle lenti positive per occhiali personalizzandole in base alla montatura scelta dal cliente. Questa speciale lavorazione, già conosciuta negli anni ottanta, consente di realizzare occhiali particolarmente sottili. Il risultato finale, comunque, dipende da diversi fattori, come la forma e la grandezza dell’occhiale, la gradazione, la distanza interpupillare e il materiale scelto per la lente.

53


in esclusiva per l’Italia presso i centri ottici GreenVision


Medicina di Dott.ssa Cristina Teodori

Secchezza Oculare: Sindrome di Sjogren

Circa il 2% della popolazione può averne sintomi e le donne sono affette 9 volte di più rispetto agli uomini

S

coperta nel 1993, la sindrome di Sjogren prende il

corpo estraneo e bruciore - sintomi che peggiorano du-

nome dal medico oculista svedese che la descris-

rante il giorno - presenza di secrezioni filamentose, offu-

se. È considerata piuttosto comune in quanto cir-

scamento transitorio della visione, rossore e formazione

ca il 2% della popolazione può avere segni della malattia;

di crosticine a livello delle palpebre. Al sorgere dei primi

le donne sono affette 9 volte più rispetto agli uomini.

disturbi è importante sottoporsi subito ad un controllo

Questa patologia riduce la normale produzione di saliva

specialistico che valuterà e determinerà la gravità del

e lacrime ma può estendersi ad altre aree dell’organismo

problema. Gli esami da eseguire verificano la stabilità del

ovunque siano ghiandole che producono secrezioni ac-

film lacrimale, la quantità di liquido lacrimale prodotto e

quose che umidificano le mucose. È una malattia autoim-

l’integrità della superficie oculare.

mune sistemica caratterizzata da infiltrati linfocitari delle

La terapia per questa sindrome è rivolta, mediante so-

ghiandole esocrine e da membrane mucose con conse-

stanze idratanti e lubrificanti, a contrastare i sintomi che

guente riduzione secondaria della secrezione, anomalia

di volta in volta si presentano. Il paziente dovrà dedicare

del film lacrimale e patologie delle superfici oculari come

molta attenzione alle norme igieniche - igiene orale e de-

la cheratocongiuntivite secca.

gli occhi - e comportamentali, evitando il fumo e i luoghi

I sintomi più comuni sono la sensazione di secchezza, di

affollati durante le epidemie influenzali.

55


Rapide* come non mai: PhotoFusion®. Le nuove lenti a scurimento automatico by ZEISS:

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GreenVision News di Gianni De Napoli menbro del CDA del COI Delegato alla pubblicità comunicazione e marketing denapoli@greenvision.it

GREENV ISION S W E dali. Gli eventi sono organizzati al meglio

N

scenari, migliorare le proprie competenze

l’Adam & Eve Hotel ospita i suoi clienti in

per promuovere l’aggiornamento dei soci

e conoscere posti e culture diversi. Cinque

camere - quelle standard - di 64 mq, tutte

e garantire la soddisfazione del cliente.

giorni dedicati a corsi di aggiornamento

dotate di terrazzo, tv al plasma, vasca da

Il nostro impegno è sempre profuso per

per continuare a nutrire la fame di sapere

bagno con musico e luce terapia. Un vero

raggiungere, di volta in volta, livelli più alti

di tutti i soci GreenVision; cinque giorni nei

e proprio paradiso terrestre questo hotel

e importanti per i progetti proposti, al fine

quali nomi altisonanti nel campo dell’oftal-

High Tech, con una tra le tre Luxury Spa al

di aumentare professionalità e qualità dei

mologia e altrettanti volti noti nei settore

mondo e un arredamento minimal in total

servizi.

di marketing e informatica condurranno

white e specchi; l’ideale per rilassarsi dopo

lezioni illuminanti. Ma ci saranno anche

una giornata di conferenze.

Cari amici e lettori di GV Magazine,

sono qui, come sempre, per raccontarvi

le novità che il Consorzio Ottico Italiano

promuove e porta avanti. Il 2011 è ricco di appuntamenti divertenti, formativi e soli-

Convention 2011

momenti di svago e relax, escursioni e

Il consueto incontro tra soci avrà luogo,

visite alla città. Il soggiorno sarà presso il

quest’anno, nella località di Antalya, in Tur-

prestigioso luxury hotel “Adam & Eve”,

incontra con Greenvision

chia. La convention, riservata ai soci, incar-

progettato dal celebre architetto turco Eren

La FIPSAS, Federazione Italiana Pesca

na perfettamente quell’ideale di “vacanza

Talu. Immerso in una foresta di 100.000 mq

Sportiva ed Attività Subacquee, è promo-

studio” in voga tra le nuove generazioni.

nella regione di Belek, affacciato su una

trice della Manifestazione “Sport Fishing

È, infatti, l’occasione per aprirsi a nuovi

delle più belle spiagge del Mediterraneo,

World Championship”, giunta alla sua

Il mondo della pesca sportiva si

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neficenza “La Pesca del Cuore”.

terza edizione. Tale evento, promosso

Dal 3 al 5 Giugno, a Salerno, si terrà il Fe-

dall’Assemblea Generale della Confedera-

stival Internazionale della Pesca. Inaugu-

zione Internazionale della Pesca Sportiva,

razione per un evento che è, appunto, alla

Impegno umanitario e sociale

rappresenta una sorta di Olimpiade, vista

sua prima edizione e nel quale la GreenVi-

Proseguono le operazioni di solidarietà

la presenza di ben 26 discipline e oltre

sion crede quale possibilità di incontro tra

promosse dalla GreenVision. Fra tutte,

3.000 partecipanti in rappresentanza di 66

campioni e culture. Proprio per questo ci

“Facciamoli Vedere”, progetto di aiuto

paesi di tutti i continenti, per un totale di

vedrà impegnati in prima linea, come ma-

alle popolazioni africane in difficoltà, in

132 Federazioni Nazionali. Occasione di di-

jor sponsor.

collaborazione con l’Associazione dei Fa-

vertimento e alta visibilità, promozione del

Anche quest’anno, come ormai consuetu-

tebenefratelli e l’Aeronautica Militare. Per

territorio e del turismo, si tratta di un’occa-

dine, la GreenVision è major sponsor de

dare il tuo contributo a quelle persone

sione imperdibile, per la quale si prevedo-

“La Pesca del Cuore”, il binomio perfetto

che necessitano di occhiali senza poterseli

no oltre 30.000 persone. La stima è confer-

tra sport e solidarietà. La manifestazione,

permettere, dona in un centro GV il tuo vec-

mata dalla copertura mediatica; i network

coordinata da Carlo Conti, ha il Patrocinio

chio paio ormai in disuso. Sarà nostro com-

saranno infatti presenti nelle località dove,

del Ministero delle Politiche Agricole. Tra i

pito rimetterlo a nuovo per ridare la vista - e

dal 28 Agosto al 4 Settembre, si svolgeran-

vip presenti a Orbetello presenti Panariel-

un po’ di felicità - a chi ne ha bisogno.

no le gare. Sei le regioni coinvolte: Umbria,

lo, Pupo, Clerici, Masini, Giovanni Galli e

Dopo aver sponsorizzato con successo il

Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Alto Adi-

tanti altri. L’evento è inoltre l’occasione di

Convegno Internazionale dei Medici Oculisti specializzati in pediatria oftalmica, la GreenVision - in esclusiva - sarà testimonial del Convegno previsto per il 16-18 Giugno 2011. Continua dunque la collaborazione con la Classe Medica a favore dei bambini, per assicurare loro un futuro di luce.

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GreenVision a portata di click Da oggi potrete averci sempre in tasca. Saranno presto disponibili applicazioni su I-phone e I-pad. Potrete sapere qual è il centro ottico più vicino a voi e raggiungerci con facilità. Avrete, inoltre, la possibilità di provare gli occhiali delle nostre linee direttamente sullo schermo del telefono celluge e Liguria. L’onore di organizzare, pro-

un raduno Smart per tutti i soci.

lare per sapere qual è il modello che fa al caso vostro. Sul social network Facebook,

muovere e supportare la manifestazione spetta alla GreenVision che, in qualità di

“A tutto gas” con Smart

invece, sarà disponibile una sorta di ufficio

unico sponsor, sarà presente e disponibile

È con grande piacere che ricordo a tutti uno

stampa on-line attraverso il quale saran-

per la nazionale azzurra di pesca sportiva

dei primi raduni Smart previsto per i giorni

no comunicati eventi, iniziative e notizie

e non solo. Gli atleti, infatti, utilizzeranno

19 e 20 di Giugno. Partenza da Milano con

continuamente aggiornate. Inoltre, i nostri

lenti firmate GV durante le gare. Per tutti i

tappe a Como, Lecco, Sondrio; arrivo a

esperti saranno a disposizione per rispon-

partecipanti sarà infatti prodotto un set di

Bormio per una suggestiva salita sul passo

dere in tempo reale a domande e curiosità.

occhiali da sole speciali. La Nazione che

dello Stelvio. Da non perdere tale occasio-

avrà ottenuto più vittorie, inoltre, riceverà

ne di incontro, imperdibile appuntamento

Il marchio di certificazione

una importante riconoscimento: la Coppa

e momento di scambio di idee fra i soci.

Sebbene ne abbiamo già parlato nel nu-

GreenVision, a testimoniare l’attenzione

Come già accennato, poi, un altro raduno

mero precedente, tengo a sottolineare

per i più meritevoli.

è previsto durante la manifestazione di be-

l’importanza di una certificazione che at-


testi in maniera inequivocabile la qualità

Vision Card: tanti vantaggi, un’u-

dei nostri prodotti. Il Marchio di Certifica-

nica card

zione di Sistema di Gestione Qualità TUV,

Approfitto di questo spazio per ricordare

fra i più importanti organismi di certifica-

a tutti la cartà fedeltà di GreenVision. Tale

zione, garantisce la qualità GreenVision

carta consente di accedere a vantaggi

secondo gli standard ISO 9001:2000 e

esclusivi e alla raccolta punti che prevede

ISO 13485:2004, norme che testimonia-

importanti benefici tra cui l’acquisto pro-

no l’organizzazione in linea con i requisiti

tetto, il rimborso del 50% in caso di furto,

regolamentari e di mercato, a garanzia di

smarrimento o rottura dell’occhiale vista

una buona e sana visione, attraverso la

e sole.

fabbricazione e l’applicazione di prodotti e di servizi sicuri, efficienti, qualificati.

Si conclude qui il nostro terzo incontro,

Sono 34 i controlli sulla qualità dei forni-

con la certezza che la rubrica GreenVision

tori, sulla montatura, sulle lenti oftalmiche

News sarà sempre ricca di eventi, propo-

e sull’assemblaggio degli occhiali fino alle

siti e migliorie a favore del cliente. Un co-

verifiche precedenti la consegna del pro-

stante aggiornamento per trovare il favore

dotto, infine fornito di documentazione

e la soddisfazione del cliente. Ed è grazie

preparata dall’ottico optometrista. Tale

agli standard qualitativi che contraddistin-

documentazione prevede la rintracciabi-

guono il nostro marchio che siamo sicuri

lità del dispositivo, le istruzioni per l’uso

di riuscirci.

e la dichiarazione di conformità con Registrazione al Ministero della Salute.

PREMIO TAGLIACARNE 2010 alle imprese: vince GreenVision

In una cornice spettacolare di uno dei più prestigiosi Hotel e Centro Congressi d’Europa, alla presenza di centinaia di Soci del Consorzio Ottico Italiano è stato conferito al Presidente Fortunato De Gaetano Il Premio Tagliacarne 2010 alle Imprese. Il Presidente dell’AISM Associazione Italiana Marketing, Prof. Franco Giacomazzi, ha presentato ai convenuti l’Associazione nata nel 1954 per volontà del Prof. Guglielmo Tagliacarne, a cui dal 1985 è stato intitolato il Premio diventato il più importante riconoscimento italiano a Persone e ad Organizzazioni che si sono particolarmente distinte nello sviluppo, diffusione e applicazione della Cultura e delle Tecniche di Marketing. Alla presenza del dr. Giuseppe Carlini consigliere Nazionale AISM e membro del Comitato Tecnico Scientifico che ha promosso la candidatura del COI, il Presidente Giacomazzi ha letto la motivazione con cui il Consiglio Direttivo AISM ha attribuito il Premio: “per l’eccellenza nelle politiche di Marketing distributivo che, con la valorizzazione della territorialità, ha consentito agli Associati il continuo miglioramento dell’ascolto e del servizio alla Clientela fino a raggiungere e consolidare una posizione primaria a livello nazionale nella distribuzione organizzata di prodotti e servizi Ottici.”

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Navigando in Internet di Riccardo Pietroni menbro del CDA del COI pietroni@greenvision.it

Curiosità dal WEB Dalle staminali un occhio in laboratorio

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Realtà aumentata e lenti a contatto

Questo è lo straordinario

Avere informazioni sul tem-

risultato ottenuto in Giap-

po o la temperatura, sulle

pone dai ricercatori dell’i-

distanze o gli orari degli au-

stituto Riken, che hanno

tobus, fino ad avere il naviga-

lavorato con le cellule di un

tore direttamente nel campo

piccolo topolino.

visivo.

L’obiettivo è quello di creare in laboratorio retine “di scorta” da

Questa è la realtà aumentata.

poter sviluppare da staminali umane. Ora i ricercatori giapponesi

All’Univeristà di Washington i

sono riusciti a dimostrare che per l’occhio non serve alcun suppor-

ricercatori sono al lavoro da anni su lenti a contatto che portano

to perché le cellule staminali embrionali sono in grado di organiz-

la realtà aumentata direttamente nell’occhio.

zarsi da sole come se avessero al proprio interno un “libretto di

Le applicazioni sarebbero innumerevoli, sia dal punto di vista

istruzioni” da seguire alla lettera. Il risultato, tutt’altro che sconta-

sociale (leggere lo status Facebook o Twitter di una persona

to, si è meritato la copertina della prestigiosa rivista Nature.

mentre la si guarda) che medico, dato che la stessa lente po-

Occhiali speciali per ipovedenti

trebbe essere configurata per monitorare i livelli di colesterolo,

ll signor Elias Konstantopoulos, emigrato in America dalla Grecia quand’era ragazzo, ha oggi settan-

sodio e potassio senza bisogno di aghi o altri apparati medici. I problemi possono essere molteplici, dalla miniaturizzazione dei circuiti al surriscaldamento della lente fino all’alimentazione del sistema, ma la strada è tracciata.

aveva quarantatre si era

FreshEyes, l’applicazione che ti dice quando cambiare le lenti a contatto

accorto che la sua vista stava cominciando ad avere dei pro-

Con l’app FreshEyes

blemi, e si era recato dall’oculista che ha riscontrato una pa-

non corriamo più il

tologia retinica che lo avrebbe portato alla cecità. Elias è una

rischio di indossare

delle trenta persone che nel mondo stanno sperimentando la

lenti a contatto scadu-

tecnologia Argus 2 della società californiana Second Sight.

te. L’app permette di

Gli occhiali, dotati di una telecamera wireless, comunicano

impostare la vita utile

con alcuni elettrodi inseriti chirurgicamente negli occhi del

delle lenti e offre una serie di promemoria personalizzabi-

paziente. Grazie a questa operazione di tre ore, poco doloro-

li per avvisarci che è ora di sostituirle. Per iPhone e iPod

sa a detta del signor Konstantopoulos, l’uomo è in grado di

touch, su App Store a 79 centesimi.

distinguere i contorni degli oggetti scuri su sfondo chiaro (riu-

Grazie all’app FreshEyes i nostri iPhone e iPod touch ci av-

scendo per esempio a scorgere i contorni delle finestre aperte

visano quando le lenti a contatto stanno per scadere. All’a-

all’interno delle stanze) e, se una macchina passa, i suoi occhi

pertura delle nuove lenti basta lanciare l’app e inserire la

riescono a distinguere un veloce fascio di luce.

vita utile del modello utilizzato.

tadue anni. Quando ne


Prima di consegnarteli, li guardiamo e li riguardiamo. Per 34 volte.

Nei Centri Ottici GreenVision ogni occhiale da vista viene controllato e ricontrollato. Per assicurarti sempre un efficace comfort visivo, garantito dalla professionalitĂ GreenVision.

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