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Allegato al numero odierno de “Il Resto del Carlino�

LA SO 25. RIVIST F 2010 000 A U cop FFIC ie g IAL rat E uit e

edita da

in collaborazione con

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duemiladieci | Sferisterio Opera Festival | Aperitivi culturali | Spettacoli live | | Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi | Tendenze |


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Sommario

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La rivista ufficiale dello Sferisterio Opera Festival Numero unico - distribuzione gratuita Direttore responsabile: Carlo Scheggia Coordinatore editoriale: Andrea Compagnucci Editore: Esserci s.a.s. Via Gramsci, 42 - 62100 Macerata Tel. 0733 1825199 - www.essercicomunicazione.it Iscrizione al ROC n. 14382 Grafica e concessionaria di pubblicità: Kryos Viale XX Settembre, 59 - 62010 Mogliano (MC) Tel. 0733 557383 - www.dentroleidee.it Stampa: Artelito SpA - Camerino (MC) Redazione: Carlo Scheggia Andrea Compagnucci Lucrezia Ercoli Si ringraziano: Angelica Gabrielli Giulia Pirillo Irene Manzi Anna Pisani Sara Francia Filippo Mignini Cinzia Maroni Marco Simonazzi Ufficio stampa D’Amato Un ringraziamento particolare a: Alessandra Sfrappini e Giuliana Pascucci per le immagini dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi Lucrezia Ercoli per gli aperitivi culturali Crediti fotografici: Alfredo Tabocchini per le foto del SOF Renato Gatta e Dante Mariotti per le foto dell’Archivio fotografico Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Pierpaolo Calavita Orazio Truglio Stefano Caporilli Dove non indicati foto inviate dai relativi organizzatori L’editore non si assume responsabilità per eventuali variazioni di programma

In copertina:

Veduta interna dello Sferisterio

foto di Alfredo Tabocchini

Esserci nella cultura

p. 4

Biglietteria

p. 7

Palazzo Buonaccorsi

p. 10

Il saluto del Sindaco

p. 14

Il cartellone

p. 18

Omaggio a Padre Matteo Ricci

p. 24

Promozione

p. 30

LE OPERE Il Vespro della Beata Vergine Faust La forza del destino I Lombardi alla prima crociata Juditha triumphans Attila

p. 38 p. 42 p. 48 p. 52 p. 58 p. 60

INCONTRO FESTIVAL Aperitivi culturali Filosofia e musica Il processo di Galileo Intervista a Quirino principe Tre domande a Elio Matassi

p. 66 p. 70 p. 72 p. 74 p. 75

TENDENZE

p. 76

MACERATA LIVE Estate maceratese Renzo Arbore Malika Ayane Elio e le Storie Tese

p. 86 p. 88 p. 90 p. 92


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Penthouse Real Estate | Lungomare Nord | Civitanova Marche | www.phrealestate.it 2 | SFERISTERIO Ufficio vendite: Civitanova Marche | C.so Umberto I, 82 | Tel. 3409001195 M A G A Z I N E


Il nostro biglietto da visita

Il premio Oscar Dante Ferretti e il giornalista Carlo Scheggia

trova in uno stato adulto: quindi non si può permettere di sognare – a fine anno i conti devono tornare – e dovrebbe faticare a proporre novità. Insieme al mio socio Andrea Compagnucci, per tre anni, quelli del rilancio, abbiamo respirato l’aria dello Sferisterio e abbiamo potuto intuire la potenza di questo luogo ra circa un mese nascerà mio dove l’arte e la musica si fondono insieme figlio e una domanda mi rinper regalare emozioni uniche. Insieme al corre da qualche giorno: gli prof. Evio Hermas Ercoli abbiamo tracciaadulti hanno il dito un percorso che ritto di fantasticaha aperto le porte re sul futuro? Le responsabilità dell’Arena anche a La cultura della vita quotidiana rendono chi di lirica non ne è lavoro serio sempre più difficile pensare ai voleva sentire paroccorre impegno sogni e ai cambiamenti. lare, perché ritenue preparazione Ma lo Sferisterio è bambino o ta troppo elitaria. adulto? Dopo 46 stagioni, si Lavorando con le

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scuole, abbiamo ascoltato i bambini che dentro allo scuolabus cantavano le arie di “Turandot”: una scena incredibile. Era partita una destagionalizzazione della lirica con vari appuntamenti che durante l’anno facevano conoscere e promuovevano i titoli in cartellone. Dal 2006 sono stati realizzati anche gli aperitivi culturali che accompagnano il Festival e che, questa estate, si concentrano sulla Filosofia. L’obiettivo era, ed è, rendere lo Sferisterio un vero centro culturale e farlo vivere tutto l’anno. Ma c’è bisogno di coraggio. La cultura è lavoro serio, che richiede impegno e preparazione. Gli operatori del settore, compresi noi di Esserci comunicazione, si devono porre costantemente la questione di come, con il proprio lavoro, si intende la musica e che presenta contribuire alla società la stagione lirica e i conVenticinquemila in cui tutti viviamo. certi live. VenticinquemiAbbiamo fantasticato: copie gratuite la copie gratuite diffuse come possiamo fare la sul territorio regionale, diffuse in regione nostra parte? senza gravare sui conti Come risposta è nato pubblici. quattro anni fa “Sferisterio Magazine”, Qualcosa di nuovo, decisamente, nel una rivista di promozione culturale, con mondo dell’editoria. un progetto grafico della Kryos di MoCarlo Scheggia gliano, che mette in primo piano l’arte e Esserci Comunicazione

Nella foto in alto: Andrea Compagnucci e Carlo Scheggia (Esserci comunicazione) editori della rivista

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rediamo nei valori trasmessi dalla cultura e li abbiamo legati alla nostra professione, alla nostra azienda. Così vari inserzionisti, che ringraziamo, hanno appoggiato il progetto, alcuni da anni. Sono loro che hanno reso possibile la realizzazione di “Sferisterio Magazine”, rivista che non utilizza fondi pubblici. In questa edizione abbiamo collaborato con la promozione dello Sferisterio Opera Festival e con i Musei Civici di Macerata che ci hanno dato la possibilità di svelare l’incantevole sala dell’Eneide. Un invito: prima di andare all’opera, visitate questo bellissimo palazzo settecentesco. Dite che vi manda “Sferisterio Magazine”!


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feristerio Magazine presendiversa (veneziani, bolognesi, romani e ta in queste pagine Palazzo napoletani) che raffigurarono gli episodi principali della storia che narra della Buonaccorsi, costruito nel Settecento dalla nobile fafuga di Enea da Troia e il suo arrivo nel miglia che tre secoli prima Lazio. Le tele sono caratterizzate dal si era trasferita nell’attuale fatto che, pur essendo state dipinte da territorio di Potenza Picena, allora noto artisti diversi, la continuità è garantita dal mantello rosso che come Monte Santo. La costruzione dell’edifiidentifica l’eroe. cio è il risultato di comLa quadreria è compleNel piano nobile plesse vicende edilizie tata da “La Chiesa anspicca la bellezza gli dei pagani”, che vedono, a partire della sala dell’Eneide nienta dal 1697, l’aggregazioeseguito da Francesco ne di case preesistenMancini, e sei dipinti, ti. L’architetto romano Giovan Battista Contini, allievo del Bernini, ha curato il progetto, commissionato da Simone Buonaccorsi, mentre ai raffinati arredi interni ha pensato il fratello Raimondo. Lo splendore è dato, in particolar modo, dalla ricchezza degli apparati delle stanze del piano nobile (Sala dell’Alcova, di Romolo e Remo, di Nettuno, dei Catenati, del Trono, del Caminetto, delle Virtù, di Amore e Psiche, di Ercole), tra le quali spicca la Galleria dell’Eneide, che vi sveliamo presentando alcune foto delle opere che arricchiscono la Sala. I dipinti, datati nella seconda decade del Settecento, riguardano il poema di VirSopra : palazzo Buonaccorsi - corte superiore gilio e sono stati commissionati a una A sinistra: Galleria dell’Eneide - veduta d’insieme Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi serie di artisti italiani di provenienza

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Costruito nel Settecento dall’architetto romano Giovan Battista Contini SFERISTERIO M

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| Palazzo Buonaccorsi

Riaperto al pubblico nel 2009 al suo interno si trova anche il Museo della Carrozza

inseriti come sovrafinestre, raffiguranti putti con insegne ed emblemi, di Nicolò Ricciolini. L’esecuzione della volta è stata affidata, nel 1710, a Michelangelo e Nicolò Ricciolini, padre e figlio, che vi lavorarono, a più riprese, fino al 1715. La Galleria è inoltre impreziosita da dodici portelloni per le finestre e la porta-finestra che conduce al terrazzo, realizzati da Enrico Scipione Cordieri. Proprietà del Comune dal 1967 e sede dell’Accademia di Belle Arti fino al 1997, il Palazzo è stato chiuso a seguito dei danni riportati per il sisma. Nel dicembre scorso è stato riaperto al pubblico, con il nuovo assetto: Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. Attualmente è possibile visitare il Museo della Carrozza e sono in allestimento due ulteriori collezioni: la raccolta di arte antica e di arte contemporanea.

Ingresso È situato in Via Don Minzoni 24, nelle immediate adiacenze dell’accesso principale al centro storico. Orari da martedì a domenica 10.00 -18.00 Biglietti Intero € 3,00 Ridotto €1,50 La seconda domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito. Informazioni Tel +39 0733 256361 pinacoteca@comune.macerata.it

A sinistra: veduta delle sale del piano nobile, Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi Sopra : carrozze da città – in primo piano Mylord – 1860 -1880 ca. Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Museo della Carrozza

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Amicizia dello Sferisterio Opera Fei rinnova anche quest’anno la stival verso tutte le professionalità magia della lirica artistiche, tecniche e amministrative che vi sono impegnate, amicizia sotto le ‘stelle’ dell’Arena Sferiverso tutti gli ospiti che, da ogni sterio, e all’interparte del mondo, arriveranno nella no del prezioso nostra bellissima Arena e al Teatro Lauro Rossi, e – soprattutto – amiscrigno del settecentesco Teatro Lauro Rossi. Luoghi cizia dello Sferisterio nei confronti ricchi di fascino, tempi della lirica della città di Macerata e dei suoi cittadini. Un sentimento, quest’ultimo, che vi invito a conoscere in occasione della manifestazione artistica tra che va vissuto reciprocamente, poiché i maceratesi debbono sentire le più amate dai melomani di tutto il mondo. In questi luoghi, se oggi lo Sferisterio e le sue attività come non siete innamorati vi innamoreuna parte fondamentale della norete di certo; se in questo momenstra comunità. to siete innamorati vi innamorerete Al Maestro Pier Luigi Pizzi e a tutti gli artefici dello Sferisterio Opera per la seconda volta, e se lo siete stati vi innamorerete di nuovo… Festival va il mio augurio e il mio non so se di Macerata, dello Sferisostegno affinché Macerata, la città sterio, oppure di un uomo o di una di Matteo Ricci, possa presentarsi al mondo con il donna che incontrerete in questa suo volto migliore, Vi innamorerete quello dell’apertura magica cornice. di certo in questa e dell’ospitalità. È l’augurio che vi splendida cornice faccio invitandovi Romano Carancini tutti allo Sferisterio dello Sferisterio Opera Festival. Sindaco di Macerata L’edizione di quest’anno è caratterizzata dalle celebrazioni del quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci e mi piace pensare che uno dei temi fondamentali della riflessione del gesuita maceratese, quello dell’amicizia, sia anche l’essenza del nostro Festival.

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L’augurio del Sindaco di Macerata e 14 | SFERISTERIO M A G A Z I N E


Veduta interna dello Sferisterio

Al via la

stagione presidente dell’associazione Arena Sferisterio, Romano Carancini per l’edizione 2010 SFERISTERIO M

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Il cartellone del

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obili ideali guidano le scelte artistiche dell’edizione 2010 dello Sferisterio Opera Festival a cominciare dal tema “A maggior gloria di Dio” per celebrare, come tutta la programmazione, il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci, gesuita, missionario in Cina, scienziato, letterato, uomo di fede. In suo onore il Festival apre il 29 luglio con il “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi, pubblicato nel 1610, la cui esecuzione è affidata a Marco Mencoboni, mu-

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sicista maceratese di chiara fama, alla guida del Complesso vocale e strumentale del Cantar Lontano. Per questa manifestazione abbiamo la collaborazione della Diocesi di Macerata e l’appoggio del Vescovo Claudio Giuliodori. A questo seguono due progetti paralleli: uno allo Sferisterio e uno al Teatro Lauro Rossi, entrambi basati su un forte principio di unità stilistica. Il primo è centrato su tre notissimi melodrammi del XIX secolo: “Faust” di Gounod, “La forza del destino” e “I Lombardi alla prima crociata” di Verdi. Tanti sono i punti


A sinistra: Pier Luigi Pizzi durante le prove allo Sferisterio In alto: a sinistra Gheorghe Iancu e a destra Dimitra Theodossiou Di fianco: David Crescenzi

Maestro

Pizzi Il Festival dedicato a Padre Matteo Ricci si inaugura il 29 luglio con il “Vespro della Beata Vergine”

di contatto fra le tre opere, a cominciare dall’eterno conflitto tra il bene e il male e dalla loro conclusione sempre edificante. Ho cercato di assicurare la continuità narrativa dei tre titoli, con la mia regia, il comune dispositivo scenico e i costumi, avendo al mio fianco il coreografo Gheorghe Iancu e i direttori JeanLuc Tingaud per “Faust“ e Daniele Callegari per le due opere verdiane. Analogo procedimento al Lauro Rossi, secondo un’idea drammaturgica di Massimo Gasparon, autore di regia, scene e costumi, che ha per scopo quello di apparentare concettualmente due opere fra loro distanti nel tempo ma di sorprendente affinità nell’impianto musicale e nello sviluppo delle trame. Si tratta di “Juditha triumphans” di Vivaldi del 1716 e di “Attila” di Verdi del 1846. La direzione musicale è posta nelle salde mani di Riccardo Frizza. Per rafforzare il carattere di questa operazione, la versione di “Attila” è

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Una scena delle prove di Faust

Andrea Mastroni, Enrico proposta in una forma per così dire ‘cameristiCossutta, Luca Dall’AmiOpere di sicuro ca’, in modo che le due co, Francesco Meli, Anlivello qualitativo nunziata Vestri. Anbeta opere abbiano uno stesso stile musicale e rape di forte coerenza Toromani è ballerina sopresentativo, e possano lista. Per “Juditha triumconcettuale phans”: Milijana Nikolic, convivere in uno stesso dispositivo scenico. Giacinta Nicotra, MaryEllen Nesi, Davinia Rodrìguez, Alessandra Cinque importanti opere di alto significato si affiancano al magnifico oratorio Visentin. Per “Attila”: Nmon Ford, Claudio Sgura, Maria Agresta, Antonio Coriano, monteverdiano, in un insieme di forte Enrico Cossutta, Alberto Rota. Suona la coerenza concettuale e di sicuro livello “Fondazione Orchestra Regionale delle qualitativo, garantito dalla presenza di Marche”, il Coro è il Lirico Marchigiano artisti di fama consolidata accanto a gio“V. Bellini” diretto da David Crescenzi. vani talenti. Tra gli interpreti di “Faust”: Come ogni anno sono previsti molti Teodor Ilincai, Alexander Vinogradov, eventi collaterali, che vedranno avvicenLuca Salsi, Carmela Remigio, Ketevan darsi nei vari spazi teatrali maceratesi Kemoklidze, William Corrò, Annunziata Vestri. Per “La forza del destino”: Luca personaggi della cultura internazionale, Dall’Amico, Teresa Romano, Zoran Todoa cominciare da Massimo Cacciari il quarovich, Marco Di Felice, Elisabetta Fiorillo, le inaugura ufficialmente la quinta edizione dello Sferisterio Opera Festival. Roberto Scandiuzzi, Paolo Pecchioli, Annunziata Vestri, Giacomo Medici, Paulo La mia più alta aspirazione è di fare dello Sferisterio un mito. Paolillo. Per “I Lombardi alla prima crociata”: Roman Sadnik, Michele Pertusi, Pier Luigi Pizzi Direttore Artistico Dimitra Theodossiou, Alexandra Zabala,

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foto di Alfredo Tabocchini

l’Energia ti invita all’Opera

Italcogim Energie è main sponsor dello Sferisterio Opera Festival. Da anni forniamo energia elettrica e gas naturale alle famiglie e alle aziende; oggi la nostra energia contribuisce a rendere questo evento ancora più straordinario. w w w.it alc og imenerg ie.it

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Museo Palazzo Ricci. Arte italiana del Novecento Arte italiana del Novecento w w w. pal azzo ri cci .it

Museo Palazzo Ricci

Edificato nella seconda metà del Cinquecento e successivamente trasformato a più riprese, Palazzo Ricci entra a far parte dei beni della nobile casata maceratese nel 1622. Ingen� modifiche archite�oniche e dell’apparato Ricci.decora�vo, Arte italiana del volute daNovecento Antonio IV Ricci nella seconda metà del Se�ecento, ne determinano l’aspe�o ww.p a l a zzor i cci .i t a�uale, cara�erizzato da un essenziale ordine composi�vo e geometrico. L’ingresso del museo di origine bancaria, tantolaper la sua specificità Nel 1976 di risparmio dellae provincia ditoMacerata acquisisce seconda metàla Cassa del Cinquecento gli artisti presenti dimora storica, ponendoPalazzo fine allo stato diquanto forteperdegrado in cuiin essa. e trasformato a più riprese, Attraverso ledi salerestauro. del museo si sviluppa un viaggio grazie all’avvio un’imponente campagna parteversava dei beni della nobiledi casata ideale che ripercorre i principali Gli esi� di tali lavori ci consentono di ammirare tu�ora l’edificio nella movimenti e pro1622. tagonisti dell’arte italiana del XX secolo. Dai grandi dificato nella seconda metà del Cinquesua interezza; dal sugges�vo seminterrato ai qua�ro piani sovrastan�, he archite�oniche e dell’apparato nomi del primovanvitelliana. e secondo Futurismo quali Boccioni, cento trasformato raccorda� da unoe successivamente scalone in pietra corneaa di ascendenza te da Antonio IVpiù“contenitore” Ricci nella seconda Severini e Balla macollezione anche Depero, Prampolini e Panriprese, Palazzo Ricci entra a far parte Oggi questo d’eccezione ospita la pres�giosa cento,di arte ne italiana determinano l’aspe�o naggi alla Metafisica di De Chirico. Dagli ornamenti dei beni nobile casata maceratese deldella Novecento della Fondazione Carima. rizzato da trecento unnelessenziale ordine del gruppo Novecento Scuola Romana con arti1622. Ingenti tra modifiche architettoOltre opere pi�ura e scultura danno corpoallaalla eometrico. sti dellaL’ingresso levatura di Scipione, Mafai e Raphaël. Dagli niche e dell’apparato decorativo,come volute un da Antodel museo raccolta, che si configura caso singolare nel panorama Museo Palazzo Ricci. Arte italiananedel Novecento esponenti del gruppo astratte. IVdella Ricci nella seconda metà del Sala di Giunone delnio collezionismo privato di Settecento, origine bancaria, per Corrente la sua alleLaricerche di risparmio provincia di Macerata acquisisce la tanto w w w. p a l a z zo r i cc i . i t Dall’universo informale di Burri e Fontana alle evoludeterminano l’aspetto attuale, caratterizzato da un in specificità quanto per gliforte ar�s� degrado presen� ponendo fine allo stato di inessa. cui zioni Pop Art con Schifano, Festa e Ceroli. essenziale ordine compositivo e geometrico. A�raverso le sale del museo si sviluppa un viaggio ideale che ripercorre i ll’avvio di un’imponente campagna di restauro. della Un consistente nucleo di sculture, inoltre, docuNel 1976movimen� la Cassa di e risparmio della provincia diitaliana principali protagonis� dell’arte del XX secolo. Edificato di nella secondatu�ora metà l’edificio del Cinquecento e ori ci consentono ammirare nella menta lee ricerche plastiche del Macerata acquisisce la dimora Daisuccessivamente grandi nomi del primo e secondo Futurismo quali Boccioni, trasformato a più riprese, PalazzoSeverini sugges�vo seminterrato ai qua�ro piani sovrastan�, secolo scorso: da Rosso, figura di storica, ponendo fine allo stato Balla maentra ancheaDepero, Prampolini edella Pannaggi Metafisica di luglioalla far parte dei beniDall’1 nobile casata scalone Ricci inforte pietra cornea di ascendenza vanvitelliana. congiunzione tra Ottocento e NodiChirico. degrado inorientamen� cui versava, De maceratese Daglinel del gruppo Novecento alla Scuola al 5 settembre 1622.la pres�giosa tenitore” d’eccezione ospita collezione vecento, a Martini, Fazzini e Basalgrazie all’avvio di un’imponenRomana con ar�s� della levatura di Scipione, Mafai e Raphaël. Ingen� modifiche archite�oniche ei giorni dell’apparato tutti el Novecento della Fondazione Carima. Dai grandi del dopoguerra, te campagna di restauro. Gli Dagli esponen� del da gruppo Corrente ricerche astra�e. decora�vo, volute Antonio IV Ricciealle nella seconda della. Ivoi fratelli Pannaggi 10-13 16-20 opereDall’universo tra pi�ura e scultura danno corpo alla quali Cascella, Marinnucci, esiti di tali lavoriinformale ci consentono di Burri e Fontana alle evoluzioni metà del Se�ecento, ne determinano l’aspe�o Treno in corsa, Messina a Greco, Van-1922 ingresso gratuito di come ammirare tuttora l’edificio configura un caso singolare nel panorama della Pop Artcara�erizzato con Schifano, Festa e essenziale Ceroli. a�uale, da un ordine Pomodoro e olio su tela cm 100 x 120 giricerche e Manzù. nella interezza; dal suggeUn composi�vo consistente nucleo di sculture, inoltre, di Giunone mo privato disuaorigine bancaria, tanto per documenta la sua LaleSala e geometrico. L’ingresso del museo stivo seminterrato ai quattro piani rac- di congiunzione tra O�ocento e Novecento, della secolo scorso: dasovrastanti, Rosso, figura to perplas�che gliNel ar�s� presen� in essa. 1976 Cassa di risparmio della provincia di Macerata acquisisce la cordati daFazzini uno scalone in pietra cornea di ascena Mar�ni, Basaldella. Dai grandi del dopoguerra, quali Cascella, dimora storica, ponendo fine allo stato in cuiMannucci, i fratelli del museo si sviluppa uneviaggio ideale che ripercorre idi forte degrado denza vanvitelliana. Pomodoro e Messina a Greco, Vangi e Manzù. versava grazie all’avvio un’imponente n� e protagonis� dell’arte italianadidel XX secolo. campagna di restauro. Oggi questo “contenitore” d’eccezione ospita la Gli esi� di tali lavori ci consentono di ammirare l primo e secondo Futurismo quali Boccioni, Severini e tu�ora l’edificio nella ORARIO: prestigiosa collezione di arte italiana del novecensua interezza; dal sugges�vo seminterrato ai sovrastan�, Depero, Prampolini e Pannaggi alla1°Metafisica diqua�ro piani luglio al 5 se�embre 2010 to della Fondazione Carima. dal raccorda� da uno scalone in pietra cornea di ascendenza vanvitelliana. orientamen� del gruppo Scuola Oltre trecento tra Novecento pittura e sculturaalla danno tu� i giorni Oggi questoopere “contenitore” d’eccezione ospita la pres�giosa collezione � della levatura Scipione, Mafai e Raphaël. corpo alla di raccolta, che si configura come un caso 10 – 13 e 16 – 20 di arte italiana del Novecento della Fondazione Carima. singolareCorrente nel panoramaalle del collezionismo privadel gruppo ricerche astra�e. Ingresso gratuitodanno Ivo Oltre trecento opere tra pi�ura e scultura corpo alla Pannaggi formaleraccolta, di Burrichee siFontana alle evoluzioni configura come un caso singolare nelinpanorama Treno 1922 Via D. Ricci, 1per -corsa, Macerata Via collezionismo D. Ricci, 1-Palazzo 62100 - Tel. 0733 261487 247492 n Schifano, Festa eInCeroli. La Sala di Giunone alto: Ricci -MACERATA ingresso del Museo bancaria, del privato di origine tanto laFax sua0733 olio su tela cm 100 x 120 tel. 0733 261487 fax 0733 247492 A fianco: Ivodocumenta Pannaggi, in corsa, 1922 quanto per gli Treno ar�s� in essa. ucleo di specificità sculture, inoltre, lepresen� ricerche A destra: La Sala di Giunone www.palazzoricci.it A�raverso le sale del museo si sviluppa un viaggio ideale che ripercorre i olo scorso: da Rosso, figura di congiunzione tra O�ocento e Novecento, principali movimen� e protagonis� dell’arte italiana del XX secolo. e Basaldella. Dai grandi del dopoguerra, quali Cascella, Mannucci, i fratelli

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Giovan Gioseffo Dal Sole, L’incontro di Enea e Ascanio con Andromaca e Eleno a Butroto Olio su tela, cm 302x195 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide


Padre Matteo Ricci “A maggior gloria di Dio”: Padre Matteo Ricci protagonista dello Sferisterio Opera Festival 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte

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el IV centenario della morte di Padre Matteo Ricci (1552-1610), Macerata dedica alla sua memoria un appuntamento tanto storico quanto internazionale come la Stagione lirica che, giunta alla 46esima edizione, inizia il programma con le musiche del “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi – pubblicato proprio nel 1610 – diretto per l’occasione da Marco Mencoboni, musicista maceratese. L’Arena Sferisterio con questa iniziativa aggiunge un altro tassello nel mosaico degli eventi organizzati in onore del suo più illustre cittadino. Missionario, ma anche umanista e cultore delle scienze e della musica, Matteo Ricci fece conoscere e

amare la musica europea a “l’altro mondo della Cina”. Ispirato e mosso dalla sua fede “Ad maiorem Dei gloriam”, come recita il motto della Compagnia di Gesù, Padre Matteo Ricci si è fatto in tutto cinese. In nome dell’amicizia è riuscito a costruire un ponte fra Oriente e Occidente, un ponte che ancora oggi viene attraversato da tutti i costruttori di pace che vivono “sotto lo stesso cielo”. A nome del Comitato ringrazio il Direttore Artistico Pier Luigi Pizzi e tutta la struttura dell’Arena Sferisterio per il loro contributo al rafforzamento e alla diffusione del messaggio ricciano nel mondo. Adriano Ciaffi Presidente Comitato celebrazioni IV centenario Padre Matteo Ricci

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Italcogim Energie è main sponsor della 46a edizione dello Sferisterio Opera Festival, 29/07 - 10/08 Macerata

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“Macerata, città nobile e fortunata, Li Madou” “Non sono nato a Roma, ma in questa terra di mezzo sul mare Adriatico. Si chiama Marche ed è abitata da uomini sobri e prudenti, più amanti del silenzio che delle parole, molto versati nel lavoro. Nel centro c’è una città che si chiama Macerata, distesa dentro mura di mattone chiaro e rosa, sopra un colle che guarda il mare verso Oriente. Qui sono nato, qui vivono mio padre, mia madre e i miei fratelli”. Così rispose Matteo Ricci a proposito della sua terra al governatore Wang Pan che gli chiedeva da dove provenisse. “Macerata, Macerata”, rispose Wang Pan. “Deve essere una città nobile e fortunata, se può educare figli come voi, Li Madou”. E poi aggiunse: “Non capisco come vostro padre abbia potuto lasciarvi partire per questo lungo viaggio senza ritorno”. Wang Pan forse ricordava quel precetto di Confucio nel secondo libro dei Dialoghi: “Finché il padre e la madre sono in vita non viaggiate in luoghi lontani”. Matteo si sentì toccare nell’anima. Esitò un istante e rispose: “Mio padre ha sofferto molto per la mia partenza; ma ha approvato il viaggio dei diecimila li, convinto che fosse necessario perché uomini che abitano terre tanto lontane, respirando sotto la cappa dello stesso cielo, possano conoscersi e vivere in pace. Desidero visitare la Cina e descriverla agli uomini dell’Occidente, anche per non rendere vano il suo sacrificio”.

Giuseppe Gambarini, Enea stacca il ramo d’oro Olio su tela, cm 258x133 Proprietà: Urbino, Galleria Nazionale delle Marche Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

da “Il Chiosco delle Fenici” di Filippo Mignini Il Lavoro Editoriale

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L’energia è il nostro futuro Da circa 75 anni api è presente sul mercato petrolifero italiano. Con una storia così lunga alle spalle, rimanere giovani significa continuare a crescere, senza mai abbandonare le proprie radici, i punti di riferimento, quei valori sui quali si fonda l’idea stessa del fare azienda e che accompagnano la sua evoluzione, indicando il cammino da seguire. L’impegno, la volontà di rinnovarsi, la responsabilità per i contesti sociali e territoriali nei quali si inseriscono le nostre attività sono da sempre parte essenziale del nostro essere imprenditori.

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feristerio, simbolo della città, brand pochi Teatri di uguale livello possono vantare); nella terra dei brand più rinomati ottimizzare l’attività di sponsorship attraverso strumenti e azioni in grado di posizionare lo al mondo, luogo magico per un “prodotto” Made in Italy inimitabile Sferisterio come una vera e propria “industria culturale” di riferimento per gli operatori ecocome l’Opera lirica, capace di attrarre ogni anno appassionati e turisti sempre più nomici; aumentare i flussi turistici sul territorio assetati di “Italia autentica”. attraverso un’offerta integrata Sferisterio simbolo del “buoncon gli operatori di settore. governo” di una pubblica ecLa modalità operativa chiave L’offerta musicale cellenza, della barra a dritta va destagionalizzata per il raggiungimento di questi obiettivi è stata quella di verso il giusto equilibrio tra con iniziative elevata qualità artistica e rigicoinvolgere massimamente la nei teatri regionali do controllo dei costi, quasi un comunità provinciale e i vari miracolo per un evento cultusoggetti istituzionali e privati rale di livello mondiale. Sferisterio, infine, come “valore aggiunto” per aziende che desiderano affiancare la loro immagine ad un “prodotto” universale, come la musica, ma fortemente radicato sul territorio maceratese come la Stagione Lirica. La Comunicazione e Promozione del SOF quest’anno ha puntato su quattro obiettivi: comunicare la qualità della produzione artistica del SOF, grazie soprattutto alla presenza del Maestro Pier Luigi Pizzi, Direttore Artistico di fama mondiale; rafforzare, in Italia e nel mondo, l’immagine della tradizione lirica dell’Arena maceratese (46 edizioni sono un successo che

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nella dei

terra

brand di riferimento: dai Comuni della provincia alle aziende, dalle Istituzioni educative fino alle associazioni di settore, imprenditoriale, artigianale, turistico, commerciale e dei servizi. Fare sistema non è semplice, il rischio di accavallarsi con altre attività promozionali è sempre dietro l’angolo, ma “vendere” un prodotto nel mondo con poche risorse e in un mercato,

Lo Sferisterio e il suo Festival: duplice valore aggiunto per comunicare la magia di un luogo unico, la bellezza dell’Italia più autentica e le eccellenze produttive di un territorio tra i più industrializzati d’Europa

L’arena è l’immagine del territorio una perfetta sintesi di modernità e tradizione

L

a promozione del SOF 2010, oltre alle iniziative organizzate a livello locale, ha toccato vari paesi: da Bruxelles a Francoforte, da Vienna fino a New York e Pechino.

A sinistra: una vetrina di Vienna con tipicità locali e l’arena sullo sfondo In alto: il sindaco di Macerata Carancini presenta la stagione lirica nel parlamento europeo di Bruxelles

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In alto: la delegazione maceratese a New York e a Pechino In basso: Maurizio Lombardi (Mirus), responsabile comunicazione e promozione SOF 2010

più valore ad un investimento che dura il soffio di una (mezza) estate; destagionalizzare l’offerta musicale attraverso iniziative sul territorio come “SOF in tour” nei teatri della provincia; puntare sempre più sulla creazione di valore del brand SOF anche con una mirata promozione all’estero in partnership con Ex.It., Regione Marche ed altre istituzioni preposte all’internazionalizzazione. Lo Sferisterio proseguirà comunque il suo percorso di emancipazione dall’essere non più, e solo, il “Teatro di Macerata”, per rappresentare un forte elemento di identificazione di tutta la comunità provinciale, nonché uno straordinario vettore, assieme alla figura di Padre Matteo Ricci a cui è dedicata la stessa stagione 2010, per trasferire in Italia e all’estero l’immagine autentica del territorio maceratese e del suo Il futuro? capoluogo, una Una seria politica perfetta sintesi di incoming di modernità e tradizione.

quello del leisure, ultracompetitivo, è lo stimolo a sviluppare grandi idee con piccoli budget, un sigillo tutto maceratese che nasce dal mix delle tre “p”: passione, professionalità e molta pazienza. Il futuro? Un confronto più assiduo con gli operatori turistici locali, per attivare una seria politica di incoming; un’attività di coinvolgimento delle aziende potenziali partner del SOF che parta da settembre per dare

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To p I t a l i a n W i n e

Macerata, 14 luglio 2010 L’Associazione Arena Sferisterio ringrazia tutti i sostenitori che contribuiscono al successo della 46 Stagione Lirica a

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TAG SFERISTERIO In collaborazione con Pagine si SpA

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: : QUANDO

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29 LUGLIO ORE 21.00

È

l’opera inaugurale della 46ª stagione lirica, dedicata a Padre Matteo Ricci con il titolo “A maggior gloria di Dio”. Il “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi, un vero monumento della storia della musica, viene eseguito giovedì 29 luglio alle ore 21 all’Arena Sferisterio, affidato a Marco Mencoboni musicista maceratese di fama internazionale, allievo di Gustav Leonhardt – uno dei pionieri della filologia barocchista –, e attivo nel recupero delle antiche prassi esecutive. Mencoboni guida il Complesso vocale e strumentale del Cantar Lontano, un’arte marchigiana dei primi del Seicento che si realizza disponendo

Vespro

Francesco Mancini, La Chiesa annienta gli dei pagani Olio su tela, cm 135x178 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

della

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L

’inaugurazione dello Sferisterio Opera Festival è affidata come da tradizione a una conferenza, alle 18. Il 29 luglio, all’Auditorium San Paolo, il compito viene assolto dal filosofo Massimo Cacciari.

Beata Vergine

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strategicamente i cantori nello spazio, a creare uno spettacolare effetto di suono diffuso. L’esecuzione è un evento di estrema rilevanza culturale, una delle proposte più originali del 2010 nel panorama italiano e non solo. Un filo conduttore lega Monteverdi a Padre Matteo Ricci: il gesuita muore a Pechino l’undici maggio 1610 e, appena due mesi dopo, il compositore lombardo pubblica questo capolavoro.

Vespro della Beata Vergine Claudio Monteverdi Direttore Orchestra

Marco Mencoboni Complesso vocale e strumentale del Cantar Lontano

Nicolò Ricciolini, Putti con insegne ed emblemi Olio su tela, cm 90x150 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

L

a composizione costituisce uno dei capisaldi innovativi di Claudio Monteverdi nella musica sacra. “Il Vespro della Beata Vergine” viene arricchito di gran parte delle procedure musicali che l’artista aveva impiegato nella musica profana l’anno precedente, in “Orfeo”. È formato da una introduzione (“Deus in adjutorium”), cinque salmi, con intervalli di musi-

Vero monumento della storia della musica

ca sacra, un inno e si conclude con un Magnificat (“Benedicamus Domino”). L’aspetto eccezionale del lavoro consiste nella dimensione monumentale del coro, che si articola in molteplici forme per dare espressione alla varietà dello stile musicale del testo. L’opera non ha soltanto un valore intimistico per i suoi momenti di preghiera, ma incorpora nel tessuto musica profana, in un lavoro chiaramente dedicato a una funzione religiosa. Quattrocento anni dopo la sua pubblicazione – le fonti storiche non precisano se la prima esecuzione avvenne a Mantova o a Venezia – si discute delle intenzioni precise che mossero l’autore alla composizione di un lavoro così importante.

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Gregorio Lazzarini, Morte di Didone Olio su tela, cm 300x300 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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: : QUANDO

30 LUGLIO, 3, 7 AGOSTO ORE 21.00

Faust S

i rivela subito un grande successo, simbolo dell’opera francese per generazioni di spettatori. La sua diffusione porta il lavoro a subire numerosi adattamenti, “Faust” è la composizione che più di altre porta impressa nel proprio corpo l’orma delle vicende del gusto e della storia culturale. In Charles Gounod è sempre stato presente il desiderio di musicare il testo di Goethe e, nel 1858 arriva la commissione da Léon Carvalho, impresario del Théâtre-Lyrique, che però impone la scelta del soprano Marie Miolan-Carvalho, sua consorte. Il lavoro nasce secondo le convenzioni dell’opéra comique, con dialoghi parlati al posto dei recitativi. Durante le prove del 1859 la partitura perde circa un terzo della musica originariamente composta. Ulteriori tagli, ag-

È il simbolo dell’opera francese per generazioni di spettatori

giunte e rimaneggiamenti nel tempo la portano a diventare ciò che oggi solitamente ascoltiamo. Per favorirne la circolazione internazionale, Gounod compone nel 1860 i recitativi per rimpiazzare i parlati. Nel 1862 l’opera approda alla Scala di Milano nella fortunata traduzione italiana di Achille de Lauzières, che costituisce per moltissimi anni la versione più diffusa nel mondo intero. In questa veste, nel 1883, il “Faust” inaugura il nuovo Metropolitan Theatre di New York, mentre in precedenza (1869) il debutto all’Opéra di Parigi obbliga il compositore ad aggiungere il balletto.

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curiosità • È stata un’opera molto popolare negli Stati Uniti. Per diversi decenni, nel XIX secolo, la stagione operistica di New York veniva inaugurata da “Faust”.

• Una rappresentazione del Faust è parte de “Il fantasma dell’opera” di Gaston Leroux.

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tto I. Chiuso nel suo laboratorio il vecchio dottor Faust, sentendo l’eco gioiosa di alcune voci decide di suicidarsi. Invoca in un sussulto blasfemo il demonio, e gli appare Méphistophélès che gli offre fortuna, gloria e potenza. Faust chiede la giovinezza e Méphistophélès pretende in cambio la cessione dell’anima per l’eternità. L’uomo esita, ma il demonio fa apparire l’imma-

gine meravigliosa di Marguerite e il vecchio dottore accetta, trasformandosi subito in un elegante giovane. Atto II. Valentin parte per la guerra e affida sua sorella Marguerite all’amico Siébel. I compagni d’arme intonano una canzone, ma arriva Méphistophélès che si propone. Applaudito come cantante, si esibisce come indovino, e predice la morte di Valentin in duello. A Siébel dice che non potrà più toccare fiori senza che appassiscano. Quando alza un brindisi alla salute di Marguerite, Valentin estrae la spada, che si spezza in due. Il demone si allontana e si imbatte in Faust,


Faust Charles Gounod Libretto di Jules Barbier e Michel Carré, da “Faust” di Johann Wolfgang von Goethe Prima: 1859, Théâtre Lyrique - Parigi. Opera in cinque atti

A sinistra: il primo ballerino Sopra: i direttori Tingaud (di spalle) e Callegari Di fianco: Carmela Remigio

impaziente di vedere la ragazza. Méphistophélès li fa incontrare e lei, con garbo, respinge le profferte amorose del cavaliere. Atto III. Un gioiello è il regalo che Faust, grazie a Méphistophélès, fa trovare alla donna che non resiste alla tentazione di indossarlo. Il giovane può così stringere d’assedio Marguerite, che questa volta lo ricambia, ma quando la corte si fa pressante scappa in casa. La ragazza si affaccia alla finestra e, credendosi sola, dichiara tutto il proprio amore per Faust che, travolto dalla passione, si palesa, tra le risate di Méphistophélès.

Regia, scene e costumi Direttore Coreografo Disegno luci Complesso di palcoscenico Orchestra Coro Maestro del coro Mèphistophélès Siebel Wagner Faust Marthe Valentin Marguerite

Pier Luigi Pizzi Jean-Luc Tingaud Gheorghe Iancu Sergio Rossi Banda “Salvadei” FORM Coro “V. Bellini” David Crescenzi Alexander Vinogradov Ketevan Kemoklidze William Corrò Teodor Ilincai Annunziata Vestri Luca Salsi Carmela Remigio

Unico precedente 1997: regia di Gilbert Deflo, direttore Renato Renzetti

Atto IV. Marguerite viene sedotta e abbandonata da Faust, solo Siébel le è rimasto fedele. Tornano i soldati dalla guerra e Valentin, dopo aver chiesto chi ha compromesso sua sorella, sfida il dottore a duello. La lotta è impari e Faust vince, ferendo a morte l’uomo che maledice Marguerite. Atto V. Méphistophélès conduce Faust nel suo regno, le montagne dello Harz. L’uomo ha una visione di Marguerite che si trova in prigione in attesa di essere giustiziata per

aver ucciso il figlio avuto da lui. Il giovane ordina a Méphistophélès di condurlo da lei. I due si abbracciano, rievocano il passato mentre Faust cerca di riportarla alla ragione e convincerla a fuggire. Quando la donna si avvede della presenza del diavolo, invoca le potenze celesti, respinge Faust e cade a terra morta. “Dannata” grida Mefistofele, “Salvata” canta un coro celeste, che chiude l’opera inneggiando alla resurrezione.

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Nicolò Bambini, Enea racconta a Didone la caduta di Troia Olio su tela, cm 300x300 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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: : QUANDO

31 LUGLIO, 4, 8 AGOSTO ORE 21.00

forza destino G La

del

iuseppe Verdi passa quasi due anni senza comporre, distolto dai lavori del nascente Parlamento italiano che lo vedono molto attivo. Solo nel dicembre 1860 si lascia tentare dall’idea di realizzare un’opera per Pietroburgo e sceglie il dramma “Don Alvaro o La fuerza del sino”, che aveva apprezzato per l’originalità delle scene di ambientazione popolare, e per gli eventi drammatici dell’intreccio principale. Nel novembre del 1861 il musicista parte per Pietroburgo ma, a causa dell’indisposizione della primadonna, la rappresentazione viene rimandata all’inverno successivo. L’opera è portata in scena nel 1862 e, pur suscitando vasti consensi, viene ritenuta dalla critica

Verdi torna a comporre dopo due anni di inattività

eccessivamente lunga. A Madrid, nel 1863, Verdi viene accusato di essersi allontanato dal solco della sua tradizione e di avere profanato il dramma del duca di Rivas, il nobile drammaturgo spagnolo. Non soddisfatto, soprattutto del finale che prevedeva il suicidio di Alvaro, il compositore di Busseto pensa a una revisione. Nel 1867, con Francesco Maria Piave paralizzato da un colpo apoplettico, l’incarico passa ad Antonio Ghislanzoni. E la prima rappresentazione italiana, al Teatro alla Scala (27 febbraio 1869), segna uno straordinario successo.

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tto I. Don Alvaro e donna Leonora, figlia del marchese di Calatrava, si preparano di notte a fuggire da Siviglia per evitare l’opposizione al loro matrimonio del padre di lei, perché di rango differenti. Il padrone di casa li scopre e il giovane si assume l’intera colpa

curiosità •

Nonostante il successo che l’ha accompagnata nel corso degli anni si dice che quest’opera di Verdi porti sfortuna. Molti si rifiutano di nominare il titolo reale, preferendo dizioni tipo “la ventiquattresima opera di Verdi”, “l’opera scritta per Pietroburgo” o, più frequente, “la potenza del fato”.

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del gesto. In segno di resa getta a terra la pistola, da cui parte un colpo che uccide il marchese. Morendo, questi maledice la figlia, mentre i due amanti scompaiono nella notte. Atto II. Donna Leonora si traveste da studente e si reca in un’osteria per cercare Alvaro. Intanto entra anche il fratello di lei, Carlo, che ha giurato di uccidere i due innamorati per vendicare il padre. Dal racconto di Carlo, Leonora scopre che il suo amato è vivo, mentre la zingara Preziosilla si accorge del travestimento, ma non dice nulla. Leonora, temendo per la propria incolumità, si rifugia al Convento della Madonna degli Angeli e viene condotta dal padre guardiano. La giovane si ritira in un eremo non lontano dal convento; nessuno potrà avvicinarsi a quel luogo, e il padre guardiano raccomanda di non violare il segreto della donna. Atto III. In Italia si lotta tra imperiali e spagnoli. Don Alvaro, sotto falso nome, milita nell’esercito franco-spagnolo, nelle vicinanze di Velletri. In battaglia, salva un compatriota, senza ri-


A sinistra: il Maestro Pizzi e Zoran Todorovich Di fianco: Marco Di Felice Sotto: il direttore Daniele Callegari

conoscerlo, con cui stringe un patto di fratellanza: è Don Carlo. Alvaro, ferito, consegna un plico per farlo distruggere a Carlo che si accorge del contenuto: un ritratto di sua sorella, Leonora. Capisce chi è l’uomo che l’ha salvato e, appena il ferito si riprende, lo sfida in un duello mortale. Sopraggiunge una ronda e i due scappano. Atto IV. Intanto nel chiostro del convento, i poveri aspettano il loro turno per ottenere un pasto, distribuito da fra Melitone. Tra i religiosi c’è un nuovo confratello, padre Raffaele, identità sotto il quale si cela Don Alvaro. Don Carlo lo rintraccia e lo sfida nuovamente. Per non commettere sacrilegio, Alvaro lascia l’ordine e poi combatte, ferendo a morte il suo avversario che chiede un confessore. Si avvicina a un eremo, quello in cui vive Leonora e la riconosce. La aggiorna sui fatti e la donna corre dal fratello che compie la sua vendetta, trafiggendola con la spada. Alvaro la sorregge, mentre il padre guardiano le impartisce l’estrema benedizione e la conforta negli ultimi momenti.

La forza del destino Giuseppe Verdi Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma “Don Alvaro o La fuerza del sino” di Angel Perez de Saavedra Prima: 1862, Teatro Imperiale - Pietroburgo. Opera in quattro atti Regia, scene e costumi Direttore Coreografo Disegno luci Complesso di palcoscenico Orchestra Coro Maestro del coro Il padre guardiano Don Carlo Curra Preziosilla Leonora Mastro Trabucco Frà Melitone Don Alvaro Il Marchese di Calatrava Un alcalde

Pier Luigi Pizzi Daniele Callegari Gheorghe Iancu Sergio Rossi Banda “Salvadei” FORM Coro “V. Bellini” David Crescenzi Roberto Scandiuzzi Marco Di Felice Annunziata Vestri Elisabetta Fiorillo Teresa Romano Paulo Paolillo Paolo Pecchioli Zoran Todorovich Ziyan Atfeh Giacomo Medici

I precedenti 1969: regia di Gian Carlo Del Monaco, direttore Nino Verchi 1981: regia di Dario Dalla Corte, direttore Armando Gatto

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Luigi Garzi, Venere nella fucina di Vulcano Olio su tela, cm 298x292 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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: : QUANDO

1, 5, 9 AGOSTO ORE 21.00

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Lombardi alla prima

crociata D

ramma di argomento religioso, con scene di processioni, preghiere, un battesimo e naturalmente una crociata. Il libretto viene modificato nella sua origine perché il capo della polizia Torresani segnala che in teatro non si può cantare un’Ave Maria, poiché luogo non adatto a una preghiera. Verdi, che nello spartito dell’opera omaggia con una dedica Maria Luigia d’Asburgo, duchessa di Parma, si

L’opera ripete il successo di Nabucco

trova costretto a cambiare l’aria in Salve Maria. L’opera viene accolta con successo dal pubblico, ripetendo il trionfo di “Nabucco” sulle stesse scene scaligere, l’anno precedente. Il compositore aveva capito che immettendosi con il nuovo titolo nello stesso filone risorgimental-patriottico inaugurato da “Nabucco” poteva ripeterne la fortuna.

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tto I. La scena è a Milano, tra il 1095 e il 1097. Pagano torna in città nelle vesti di penitente dopo essere stato in esilio per aver cercato di uccidere il fratello Arvino, per aver sposato Viclinda. In realtà medita ancora la vendetta e chiede la complicità di Pirro, scudiero di Arvino, e di un gruppo di bravi. Intanto, Arvino, che ha dei terribili presentimenti, sarà

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condottiero dei crociati lombardi in Terrasanta. La notte dell’attentato, Pagano ferisce a morte qualcuno con la spada: è il padre. Maledicendosi, cerca il suicidio ma viene fermato, perché l’unico castigo è il rimorso. Atto II. Siamo ad Antiochia, dove il tiranno Acciano invoca la vendetta di Allah sui cristiani, che hanno invaso il territorio. Suo figlio Oronte è innamorato di una prigioniera cristiana, Giselda, figlia di Arvino e Viclinda, e vuole convertirsi al cristianesimo, come ha già fatto segretamente sua madre Sofia. Intanto Pirro, divenuto musulmano, invoca il perdono divi-


Nella pagina accanto, in senso orario dal basso: Alessandro Liberatore, Luciano Messi e Pier Luigi Pizzi con Daniele Callegari, Anbeta Toromani e Gheorghe Iancu Di fianco: una scena dell’opera Sotto: Francesco Meli

no in una grotta a un eremita, che non sa essere Pagano, lì in esilio: egli, custode delle mura di Antiochia, le aprirà ai lombardi vittoriosi. Nell’harem, Sofia comunica a una triste Giselda, che un traditore ha consegnato le mura ai cristiani, e ora Oronte e Acciano giacciono morti nella battaglia. Arvino, appena giunto, sente la figlia maledire il trionfo cristiano e la ripudia. La vuole uccidere, ma interviene l’eremita che la salva, dicendole che la ragazza agisce così per amore. Atto III. Oronte non è morto e, travestito da crociato, va da Giselda. I due scappano da

I Lombardi alla prima crociata Giuseppe Verdi Libretto di Temistocle Solera, da omonimo poema di Tommaso Grossi Prima: 1843, Teatro alla Scala - Milano. Opera in quattro atti Regia, scene e costumi Direttore Coreografo Disegno luci Complesso di palcoscenico Orchestra Coro Maestro del coro Giselda Sofia Arvino Un priore della città di Milano Viclinda Oronte Pirro Pagano Acciano

Arvino che maledice la figlia e giura vendetta anche contro Pagano, che alcuni lombardi dicono di aver visto nel campo crociato. Giselda conduce Oronte ferito mortalmente in una grotta. Giunge l’eremita, che esorta l’uomo a convertirsi, per amor di Giselda. Il musulmano si converte, e muore, invocando Giselda, e con la benedizione di Pagano. Atto IV. Giselda, colta da febbre, ha una visione: Oronte annuncia ai cristiani che le acque del Siloe porranno fine

Pier Luigi Pizzi Daniele Callegari Gheorghe Iancu Sergio Rossi Banda “Salvadei” FORM Coro “V. Bellini” David Crescenzi Dimitra Theodossiou Annunziata Vestri Alessandro Liberatore Enrico Cossutta Alexandra Zabala Francesco Meli Andrea Mastroni Michele Pertusi Luca Dall’Amico

alla tremenda siccità che li ha sorpresi. I lombardi pregano il signore, mentre Giselda, Pagano e Arvino dicono di aver trovato le acque del Siloe. I cristiani esultano, Pagano, in punto di morte, rivela ad Arvino che egli non è un semplice eremita, ma anche suo fratello, e invoca il suo perdono. Arvino lo benedice mentre Gerusalemme viene conquistata.

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Juditha triumphans

6, 10 AGOSTO ORE 18.00

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il personaggio malvagio della trama, viene ratorio attribuibile ad Antonio trattato, nel libretto e nella musica, con una Vivaldi, “Juditha triumphans” simpatia inattesa. È stato composto per le fiè il solo sopravvissuto dei glie di coro dell’Ospedale della Pietà di Venequattro che risultano essere zia, famoso anche all’estero per l’eccellenza stati composti dal musicista veneziano (la partitura è a Torino). L’opera, delle musiciste, nonostante tutti i pregiudizi scritta per cinque solisti vocali, coro e un’orverso le donne. chestra comprendente numerosi strumenti obbligati poco usuali (mandolino, chalumeau, Juditha triumphans clarinetti, flauti dritti, organo, Antonio Vivaldi viola d’amore, un concerto di Libretto di Iacopo Cassetti, dal biblico “Libro di Giuditta” viole da gamba, ecc.), spicca Prima: 1716, Ospedale della Pietà - Venezia per originalità e alta qualità della musica. La composizione Regia, scene e costumi Massimo Gasparon celebra la vittoria della RepubDirettore Riccardo Frizza blica di Venezia sui Turchi e Disegno luci Vincenzo Raponi adotta la storia biblica di JudiComplesso di palcoscenico Banda “Salvadei” tha come allegoria della lotta Orchestra FORM militare. Molto interessante è la Coro Coro “V. Bellini” caratterizzazione del generale Maestro del coro David Crescenzi Holofernes che, sebbene sia Juditha Milijana Nikolic Vagaus Giacinta Nicotra Holofernes Razek François Bitar Ozias Alessandra Visentin Abra Davinia Rodrìguez

Paolo De Matteis , Venere che offre le armi ad Enea Olio su tela, cm 246x136 Proprietà: Urbino, Galleria Nazionale delle Marche Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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Attila Giuseppe Verdi Libretto di Temistocle Solera, dalla tragedia “Atila, Konig der Hunnen” di Zacharias Werner Prima: 1846, Fenice - Venezia. Opera con prologo e tre atti

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’opera viene presentata al teatro Lauro Rossi in forma cameristica, con una lettura più intima. Il soggetto ha sempre riscosso un notevole interesse in Verdi che decide di far scrivere il libretto a Temistocle Solera. Il testo tarda ad arrivare e il compositore di Busseto si rivolge a Francesco Maria Piave che apporta numerose modifiche, tanto che Solera esprime il suo disappunto e decide di non collaborare più con Verdi. Nonostante l’esito modesto della prima, “Attila” diventa una tra le più popolari opere del musicista.

Il libretto di Solera tarda ad essere completato

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Attila

6, 10 AGOSTO ORE 21.00

Regia, scene e costumi Direttore Disegno luci Complesso di palcoscenico Orchestra Coro Maestro del coro Uldino Ezio Foresto Attila Leone Odabella

Massimo Gasparon Riccardo Frizza Vincenzo Raponi Banda “Salvadei” FORM Coro “V. Bellini” David Crescenzi Enrico Cossutta Claudio Sgura Antonio Coriano Nmon Ford Alberto Rota Maria Agresta

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rologo. Siamo ad Aquileia, intorno alla metà del V secolo. Gli Unni saccheggiano la città, guidati da Attila. Tra un gruppo di donne sopravvissute c’è Odabella, figlia del signore di Aquileia, che ha perso i suoi cari in battaglia e medita vendetta. Attila è subito attratto

Marcantonio Franceschini, Mercurio che sveglia Enea Olio su tela, cm 246x147 Proprietà: Urbino, Galleria Nazionale delle Marche Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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Il regista Massimo Gasparon

trama

da lei. Intanto, il generale romano Ezio offre all’invasore un’alleanza per salvare l’Italia, ma viene rifiutata con molto sdegno. La seconda scena è a Rio Alto, dove arrivano i profughi di Aquileia condotti da Foresto, marito di Odabella, che compiange l’amata e giura di ritrovarla e salvare il paese. Atto I. Odabella ha una visione del padre. Intanto giunge Foresto che la respinge, credendola traditrice, ma la donna lo informa del suo piano di vendetta. Attila ha un incubo e ne parla con lo schiavo

Uldino: una voce gli dice di non avvicinarsi a Roma. Gli Unni si preparano a invadere la città, ma da lontano giungono suoni religiosi e Papa Leone, che impone di stare lontano. L’incubo si è avverato: Attila rinuncia alla conquista di Roma. Atto II. Ezio legge con ira che l’imperatore Valentiniano ha annunciato la tregua con gli Unni. Attila offre un banchetto in onore di Ezio, mentre Foresto comunica al romano il piano per uccidere il conquistatore. Nel campo di Attila, Foresto, travestito, dice a Odabella che l’invasore sarà avvelenato e la donna avverte il condottiero, non per salvarlo, ma per ucciderlo lei stessa in seguito. Attila colpito dal gesto della donna, impone la loro unione in matrimonio e grazia Foresto. Poi assicura Ezio che non conquisterà Roma. Atto III. I romani sono pronti ad attaccare Attila durante le nozze, mentre Foresto parla con Ezio della delusione per il tradimento di Odabella. Nel mentre, giunge la donna, fuggita dal campo, e seguita da Attila. Il conquistatore si trova davanti tre nemici, che lo vogliono uccidere: Ezio, Foresto e Odabella. Foresto si lancia, ma viene anticipato dalla donna che trafigge a morte il re, mentre i Romani dilagano per il campo, uccidendo gli Unni.

Unico precedente 1996: regia di Henning Brockhaus, direttore Paolo Carignani. Carlo Colombara nel ruolo di Attila e Renato Bruson in quello di Ezio.

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| Le opere

24ª rassegna internazionale

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a 24ª edizione del Camerino Festival conferma alcuni tratti distintivi della rassegna: artisti di livello internazionale, forte connotazione cameristica con una particolare attenzione al repertorio barocco proposto in chiave filologica, apertura verso il jazz d’avanguardia. Si inizia il 22 luglio il gruppo Brass Bang!, una formazione di fiati italo-americana capeggiata dal trombettista jazz Paolo Fresu, con Steven Bernstein, Marcus Rojas e Gianluca Petrella. Il 26 luglio è la volta di Grigory Sokolov, uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni, mentre il 4 agosto c’è un altro ospite d’eccezione: il violinista lettone di origine tedesca Gidon Kremer, che suona con il primo violoncello della Kremerata Baltica Giedre Dirvanauskaite e la giovane pianista georgiana Khatia Buniatishvili. I tre appuntamenti sono al teatro Marchetti. L’otto agosto inizia una mini serie di concerti di musica barocca, che si svolgono in luoghi d’arte del comprensorio camerte: la Chiesa di San Giusto, la Chiesa di San Filippo, il Castello di Lanciano.

Nella foto l’interno del teatro Filippo Marchetti

Informazioni: Tel. 338.3821153 - 0737.636041 www.camerinofestival.it info@gmicamerino.it

Si parte con il complesso Accordone, con la splendida voce naturale di Marco Beasley, seguito il 12 dal soprano Gemma Bertagnolli con il gruppo Zefiro. Conclusione il 14 agosto con l’ensemble barocco “Dolce & Tempesta”.

Calendario Giovedì 22 Luglio - ore 21.30 Teatro Filippo Marchetti, Camerino BRASS BANG! con Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Steven Bernstein (tromba, tromba a culisse, effetti), Gianluca Petrella (trombone, effetti), Marcus Rojas (tuba) Lunedì 26 Luglio - ore 21.30 Teatro Filippo Marchetti, Camerino Grigory Sokolov (pianoforte) Mercoledì 4 Agosto - ore 21.30 Teatro Filippo Marchetti, Camerino Gidon Kremer (violino), Giedre Dirvanauskaite (violoncello), Khatia Buniatishvili (pianoforte) Domenica 8 Agosto - ore 21.30 Chiesa di San Giusto, Pievebovigliana ACCORDONE con Marco Beasley (voce), Guido Morini (cembalo), Stefano Rocco (arciliuto, chitarra barocca) Giovedì 12 Agosto - ore 21.30 Chiesa di San Filippo, Camerino Gemma Bertagnolli (soprano), Ensemble Zefiro

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Sabato 14 Agosto - ore 21.30 Castello di Lanciano, Castelraimondo Ensemble Dolce & Tempesta Stefano Demicheli (direttore)


Incontro festival

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Nicolò Ricciolini, Putti con insegne ed emblemi Olio su tela, cm 90x150 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

Quindici giorni: anteprima il 27 luglio. Viene presentata la nuova brochure dello Sferisterio edita dalla Camera di Commercio

APERITIVI

CULTURALI

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li aperitivi culturali del 2010 sono all’insegna della filosofia. Il tradizionale appuntamento delle 12 agli Antichi Forni si rinnova con quindici appuntamenti, organizzati dall’as-

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sociazione Sferisterio Cultura in collaborazione con l’associazione Arena Sferisterio, da martedì 27 luglio a martedì 10 agosto. Si inizia con un’anteprima importante per la città. Alle 18 viene presentata la nuova


: : QUANDO

DAL 29 LUGLIO ORE 12.00

Pietro Lanari con Gesuelli & Iorio Spa insieme per la cultura

pubblicazione sullo Sferisterio dal curatore, professor Evio Hermas Ercoli, e da Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Macerata. Si passa al 28 quando, sempre alle 18, nel chiostro di palazzo Conventati (a 20 metri dagli Antichi Forni), Antonio Gnoli e Massimo Donà si confrontano sul tema “Dio è morto?”. A seguire, lo stesso Gnoli saggista e giornalista di “Repubblica”, ricorda Edmondo Berselli. Infine, con Piero Cesanelli, patron di Musicultura, e l’avvocato (batterista dei Solari) Vando Scheggia va in

scena alle 21.30 l’incontro “Dio è morto? Da Nitzsche a Guccini”. Previsti vari interventi musicali dal vivo e vari spezzoni d’epoca, vere chicche della musica italiana: da “Uomini soli” dei Pooh a Johnny Dorelli con il suo successo “L’immensità”, da “L’arcobaleno”, la canzone che Mogol avrebbe scritto ispirato da Lucio Battisti attraverso un medium, a “Un senso” di Vasco Rossi. Il 29 luglio, giorno della prima in Arena, si riprende alle 12 con il graditissimo ritorno del Vescovo di Macerata, S.E. Mons. Claudio Giuliodori, che

L’ambizioso cartellone degli aperitivi culturali ha catturato l’attenzione del Gruppo Pietro Lanari e di Gesuelli & Iorio Spa. I temi filosofici che vengono trattati sono fonte di interesse per Lanari, che afferma: “Attualmente il mio impegno culturale è rivolto sullo studio Rifare la Marche, cioè costruire promuovendo la sensibilità estetica, con alcuni progetti immobiliari di alto livello: due disegnati da Paolo Portoghesi a Senigallia e Ancona e due nuovi resort sul mare Adamo ed Eva nel Parco del Conero, e La città ideale al posto dell’ex Santa Cristiana”. L’amicizia con Lanari ha spinto anche Gesuelli & Iorio Spa, azienda di costruzioni con cantieri in tutta Italia, a riaprire il proprio budget di investimenti sulla cultura. Dopo Civitanova Danza, non hanno potuto dire di no agli aperitivi culturali.

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presenta il tema della stagione messaggio politico anti-aulirica, “Padre Matteo Ricci: una striaco, mentre il giornalista vita a maggior gloria di Dio”. de “Il Corriere della Sera” Enrico Girardi, il giorno seguente, Due “amici dello Sferisterio” propone “Juditha e Odabella, al tavolo dei relatori venerdì sirene che incantano”. Il 7 ago30 e sabato 31: rispettivamente Quirino Principe, con “Ad sto è la volta del filosofo e musicologo Elio Matassi che afmaiorem Luciferi gloriam” (il fronta “Lo spirito faustiano e la profano subito dopo il sacro), musica”, mentre la domenica e Carla Moreni con “Una storia viene riservata ai tre direttori tra ragazzi. Verdi e la Forza del Destino”. La settimana si chiud’orchestra Daniele Callegari, de con Giovanni Gavazzeni Riccardo Frizza, Jean-Luc Tingaud e al direttore di palcoche presenta “Una diavoleria scenico Gianfranco Stortoni di lombardi e crociate”. Il critico musicale, giornalista e che spiegano il loro lavoro, “Tutto in un gesto”. scrittore Lorenzo Arruga passa in rassegna, il 2 agosto, le tre Dulcis in fundo: il doppio appuntamento opere in cartellone allo del 9 agosto In chiusura con Marcello Sferisterio il Maestro Pizzi “Con qualVeneziani alle che scompi12 per “Amor con “A conti fatti” glio”, mentre fati” e Umberto Curi, alle 18, alle 18 la scena è per Giulio Giorello con il con “Il destino”, mentre il Maestro Pier Luigi Pizzi, direttore processo di Galileo, tema che torna martedì 3, con l’attore artistico dello Sferisterio Opera Festival, chiude la rassegna Umberto Orsini. Il 4 agosto, il regista Massimo Gasparon e la 2010 con “A conti fatti”. scrittrice Lucia Tancredi trattano le “Donne in tragedia”, mentre alle 18 Luciano Gregoretti, Maria Teresa Copelli e Pier Luigi Pizzi ricordano lo scenografo marchigiano Ferdinando Scarfiotti con “La vita in scena”. Il 5 agosto, la prof. ssa Paola Magnarelli parla di “W V.E.R.D.I.”, la scritta con il duplice significato: un inno al compositore, ma anche un

Antichi Forni Piaggia della Torre Tutti i giorni dal 29 luglio al 10 agosto ore 12.00

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Nicolò Ricciolini, Putti con insegne ed emblemi Olio su tela, cm 90x150 Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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iù di un secolo fa Nietzsche annunciava al mondo la morte di Dio. Non era una semplice provocazione blasfema: accusava la modernità di aver cancellato, con un colpo di spugna, l’intero orizzonte. Questo annuncio sconvolgente è diventato un ritornello privo di senso, un refrain per intellettuali snob. Le

grandi questioni del pensiero sono rimaste relegate nei libri (non letti) e nelle (soporifere) lezioni universitarie, uno stanco motivetto che nessuno ascolta più.

La vera filosofia filtra per canali inattesi: la musica leggera


Dio è morto Da Nietzsche a Guccini

Oggi, bisogna guardare altrove. La vera filosofia ha risorse imprevedibili, filtra per canali inattesi, si insinua nelle pieghe della nostra vita. Senza che ce ne accorgiamo, pervade la nostra quotidianità. I dubbi, le paure e i desideri dell’uomo hanno trovato un’altra, insospettabile, dimora: la musica leggera. È ora che la filosofia interpreti il suo tempo e interroghi i tormentoni della modernità! Da Guccini a Vasco Rossi, pas-

Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso han mascherato con la fede, nei miti eterni della patria o dell’eroe perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un dio che è morto... (Francesco Guccini, Dio è morto)

sando per Lucio Battisti. Un pensiero in musica che esce dagli altoparlanti dei concerti. Interpreti inconsapevoli del nichilismo contemporaneo. Il 28 luglio alle ore 21.00, sotto il cielo stellato del chiostro di palazzo Conventati, prova a tracciare questo inedito per-

corso pop-filosofico Antonio Gnoli, editorialista della pagina culturale di Repubblica, accompagnato dall’orecchio allenato di Piero Cesanelli, il demiurgo di Musicultura. Tutto per dimostrare una tesi sacrilega: non sono solo canzonette…

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Il processo di

Michelangelo Ricciolini e Niccolò Ricciolini, Nozze mitologiche di Bacco e Arianna - volta della Galleria dell’Eneide - (particolare) 1710-1715, affresco Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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: : QUANDO

Galileo

2 AGOSTO ORE 21.00

Tra scienza e libertà

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a l’universo nel giro di una notte ha perduto il suo centro, e la mattina dopo ne aveva un’infinità. Da un momento all’altro, guarda quanto posto c’è. Le nostre navi vanno lontano, le nostre costellazioni girano lontano nello spazio, perfino negli scacchi è un po’ di tempo che le torri si muovono liberamente per tutta la scacchiera. Come dice il poeta? “O alba del mondo...” (Bertol Brecht, “Vita di Galileo”)

Galileo Galilei è una calamita gettata all’interAlla crudezza della sentenza, pronunciata il no di una botte di aghi di ferro. Non smette, 22 giugno 1633, fanno da contraltare le parole dell’immortale “Vita di Galileo” di Bertol ancora oggi, di aggregare le grandi questioni che scuotono l’Occidente. Il Brecht. Il drammaturgo tedesco ci accompagna in una rirapporto tra fede e ragione, tra politica e scienza, tra flessione, tra dramma e farsa, L’Inquisizione teoria e prassi, tra opinione e sulla libertà di pensiero. Le ali torna in scena certezza. del progresso e della scienza, per una serata Lo Sferisterio Opera Festival per librarsi nella Storia, devotra teatro e storia no liberarsi dalla zavorra delrende omaggio a questo discusso e amato scienziato. l’ideologia. Nella suggestiva cornice di San Paolo, il 2 agosto alle ore 21.00, torna in scena l’Inquisizione, in una performance originale che unisce teaolpevole per sette inquisitori su tro e ricerca storica. dieci. Galileo ha una sola possibiliLo spettacolo ripercorre, utilizzando i framtà per evitare la condanna a morte: menti degli atti ufficiali recentemente ripubdeve abiurare e trascorrere il resto della sua blicati dell’Archivio Vaticano, il processo che vita in isolamento. Viene giudicato eretico Galilei subisce nel 1632: dagli interrogatori per il sostegno alla teoria copernicana sul preliminari alla condanna definitiva. moto dei corpi celesti in opposizione alla teoria aristotelica-tolemaica, valida per la Chiesa Cattolica.

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estetica è l’unica etica a cui dobbiamo essere fedeli. È la filosofia del più multiforme tra gli intellettuali italiani, Quirino Principe. La musica non è un semplice anestetico, è il più alto veicolo della verità. Quest’anno dovrebbe parlare del “Faust” di Gounod, ma finisce per spiegare che cosa significhi riconoscersi come individui. E da vero spirito libero, coglie l’occasione per una spregiudicata provocazione. “Faust” è un mythos dell’Occidentale, perché così tante variazioni sul tema? Tra le diverse versioni c’è una differenza importante. Partiamo dalla conclusione dell’opera di Gounod: Faust si salva e va in Paradiso. Ciò avviene soltanto in Goethe e in Lessing. In tutte le altre infinite versioni, Faust è dannato. Non è un caso. Questo rientra nell’ontologia del mito faustiano. Perché questa necessaria dannazione? Faust è una figura archetipica che ripete, nel divenire del cosmo, il gesto originario di Lucifero. È il Prometeo che affranca gli uomini, dona la conoscenza e libera i viventi

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: : QUANDO

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dalle catene del divenire storico. È la storia della ribellione, della libertà e della conoscenza. Una vicenda che si contrappone ai divieti, alle proibizioni e agli oscurantismi. Una vicenda universale che ci riguarda come singoli? Certo. Ciascuno di noi può

30 LUGLIO ORE 12.00

essere Faust. Non solo. Ciascuno di noi può sollevarsi a una casella superiore e essere Lucifero. L’invito che intendo rivolgere è questo: bisogna essere il più possibile Faust, per riuscire ad essere, in un momento miracoloso, Lucifero.

Principe: l’elogio della ribellione


: : QUANDO

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Faust e musica:

un binomio inscindibile

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lle radici del mondo c’è un’insanabile duplicità: due forze primigenie si scontrano senza soluzione. Nietzsche parla di “spirito apollineo”, luminoso e definito, e di “spirito dionisiaco”, oscuro e irrazionale. Un fondamento ambiguo “che avverte la caoticità dell’essere”. Elio Matassi, filosofo della musica, parla di un’altra forza vitale, altrettanto determinante: “lo spirito faustiano”.

Che cosa intende con questa espressione? Ne parla Spengler nel IV capitolo del “Tramonto dell’Occidente”. L’anima faustiana è identificata con la radice ultima dell’anima occidentale. Vi è un’irresistibile attrazione per la figura di Faust nella cultura degli ultimi due secoli. Sussiste una vocazione elettiva del Faust per la musica. Quindi non è da considerarsi casuale che ne esistano molteplici traduzioni musicali. Un posto d’onore è riservato al-

l’opera di Gounod. Perché Faust coinvolge direttamente la musica? Faust e musica compongono un binomio inscindibile. Le traduzioni musicali devono essere considerate sullo stesso piano dell’opera letteraria. La musica aiuta a comprenderne un livello ulteriore, inaccessibile alla parola. Quanto la musica condiziona la letteratura? Nell’estetica della ricezione non possiamo separare artificialmente i due piani. La storia letteraria e la storia della musica procedono parallelamente, l’una aiuta l’altra. La musica è un momento indispensabile nell’infinita storia della costruzione letteraria dei miti.

Michelangelo Ricciolini e Niccolò Ricciolini, Nozze mitologiche di Bacco e Arianna volta della Galleria dell’Eneide (particolare) 1710-1715, affresco Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Galleria dell’Eneide

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per Rifare

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stata una serata di grande charme e cultura quella dello scorso 16 luglio a Villa Buonaccorsi per dare il via al progetto “Rifare le Marche”, piano che prevede la demolizione di cinque siti e la loro riconversione residenziale realizzata dalle società La Fortezza e Città Ideale, presiedute da Pietro Lanari. Direttore artistico della serata il professor Evio Hermas Ercoli. All’interno del piano “Rifare le Marche” sono

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le

inseriti cinque progetti da Senigallia a Potenza Picena che puntano a “curare il bello”: fra questi anche il nuovo resort che sorgerà a Marcelli al posto dell’ex Santa Cristiana (box a fianco). Numerosissimo il parterre degli ospiti a cominciare dal mondo della cultura con Franco Malgrande, direttore tecnico della Scala di Milano, Piero Cesanelli, patron di Musicultura, Paolo Notari, presentatore RAI. Le schiere più nutrite sono state quelle del mondo bancario e dell’economia.


Portoghesi

I progetti

Marche F Villa Buonaccorsi: una serata dedicata alla cura del bello Dopo il catering a cura di Aurora e Andrea Gazzani e del loro chef Alessandro Gnocchini, sono saliti sul palco i due ospiti, ovvero Philippe Daverio e Paolo Portoghesi per dare vita ad una vera e propria lectio magistralis sulla “Cura del Bello”. Partenza spiazzante con il primo ad affermare che “la bellezza non si può definire” e Portoghesi a ribadire che “magari è la bruttezza a mettere tutti d’accordo”. Poi un richiamo all’etica. “Sul bene della bellezza contro il male del suo opposto si deve fondare l’azione di chi, come Lanari, basa i propri progetti sulla ricerca estetica”. Conclusione affidata alla necessità o meno di demolire il brutto, costruito nel recente passato. “Quello che manca all’epoca odierna – ha riassunto Daverio – è una committenza culturalmente preparata: l’Italia ha bisogno di ricostituire le élite. Rifare le Marche è un progetto possibile: basta preparare chi ci governa e premiare chi distrugge per poi ricostruire meglio”.

ra i progetti che fanno parte del piano “Rifare le Marche, la cura del bello” vanno annoverati i due disegnati dallo stesso Paolo Portoghesi: la nuova zona residenziale panoramica di Pietralacroce ad Ancona e il Borgo delle Torri a Senigallia definito dal Sindaco della città “il più grande progetto di trasformazione urbana dopo l’ampliamento settecentesco”. Qui sorgerà anche il primo albergo a cinque stelle delle Marche, un importante passo per la politica turistica regionale. A questi si aggiungono i Cinque Camini di Potenza Picena, un nucleo abitativo che punta a ricreare dei castelli sul mare, simili agli insediamenti che, prima della nascita delle attuali marine, hanno visto il progressivo avvicinamento dell’uomo delle Marche mezzadrili alla fascia costiera e infine due progetti di complessi turistici con ville, piscine, spa e resort. Uno, ovvero La Città Ideale, sorgerà al posto dell’ex Santa Cristiana ed è destinato a rivoluzionare Marcelli e la riviera del Conero. L’altro, Adamo ed Eva Resort, è già in fase di costruzione a Numana. www.immobiliarezeus.it www.adamoedevaresort.com www.villagiardinobuonaccorsi.it

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aride, qual è l’ultima moda del garden in città? C’è una richiesta esplosa prima in Oriente, poi in nord Europa che ora si sta spostando in Italia: sono i giardini pensili. Come a Babilonia? Beh, con tecnologie più all’avanguardia. Perché questa tendenza? La crescita economica porta a costruire, avere meno spazio e meno tempo libero. Contemporaneamente però si cerca una qualità di vita migliore. Pensi ai nuovi piani regolatori di Hong Kong e Shanghai: senza più spazi verdi a terra ma ettari di verde pensile o verticale. Sì ma noi siamo nelle Marche... Infatti mentre nel resto d’Europa questa pratica è diventata subito contagiosa, in Italia è arrivata con tecniche già mature e questo è un gran vantaggio per la sopravvivenza delle piante, per le impermeabilizzazioni, per la portata dei solai.

Il giardino Paride Corsalini responsabile della divisione terrazzi e giardini di Pellegrini Garden ci parla delle nuove tendenze in città Ci sono così tanti parametri da rispettare? Vegetazioni diverse hanno bisogno di diverse quantità di terriccio e di conseguenza il solaio deve reggere di più o di meno. Se lavoriamo su un terrazzo esistente scegliamo le piante in base alla portata del solaio, su una nuova costruzione invece siamo più liberi di creare. Inoltre è fondamentale avere una impermeabilizzazione garantita: noi distribuiamo un brevetto della Seic di Trieste in esclusiva per le Marche. In base a questo sistema, insieme alla coibentazione posiamo un circuito elettrico che fa da spia. Se il mantello di coper-

Nelle foto: un giardino pensile di un attico in zona Vergini, a Macerata

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Pellegrini Garden Via Moro 70 Civitanova Marche www.pellegrinigarden.it

spesso istallati giardini pensili per migliorare le prestazioni del silicio abbassando la temperatura. E ci sono imprese che stanno pensando a queste soluzioni? Nell’ultimo anno abbiamo realizzato un grande progetto proprio per un noto marchio, Gianmarco Lorenzi, che ha scelto il verde in quota per creare un ambiente dove organizzare party e defilé. Tenga conto che nel caso di giardini estensivi possono bastare anche solo otto centimetri di terra e non serve l’irrigazione. Anche il Comune di Castelfidardo ha scelto il nostro sistema per Il verde in quota uno spazio verdà un tocco unico de sopra ad ale suggestivo cune suggestive grotte del centro alla vostra abitazione storico.

dentro casa tura si rovina il circuito si interrompe nel punto dove localizziamo il danno. Siamo talmente certi di questo metodo al punto di fornire anche un polizza Generali sui rischi di malfunzionamento. I vantaggi di un giardino pensile? Nel caso di abitazioni esclusive come quella delle foto che presentiamo in queste pagine (un attico in zona Vergini a Macerata, ndr) possiamo dire che un giardino in quota aumenta il valore dell’immobile, migliora il benessere di chi ci abita e assorbe le polveri sottili purificando l’aria. Nel caso di un giardino sul tetto di un’impresa ci sono anche vantaggi economici: dalla regimazione delle acque piovane, all’isolamento acustico fino al risparmio energetico. Ovvero? La terra è un potentissimo regolatore termico e rilascia all’edificio sottostante fresco d’estate e tepore d’inverno. In Germania ad esempio insieme ai pannelli fotovoltaici sono

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azzani: una storia che inizia 65 anni fa e che anno dopo anno rinforza il suo nome. Dal pane ai dolci, dalla pasticceria alla cioccolateria, fino ad arrivare, recentemente, al catering. Cosa vi ha spinto a proporre questo nuovo servizio? Con un’azienda conosciuta per la serietà e qualità dei prodotti, è stato facile mettersi in gioco in un settore che affonda le radici nello stesso humus dell’attività della famiglia. Inol-

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tre, le richieste di una clientela sempre più attenta ed esigente, hanno stimolato il nostro gusto per le sfide. Chi porta avanti il progetto? Siamo 3 ragazzi. Mio fratello Andrea, mente e guida della strategia aziendale. Alessandro, lo chef, che ha lavorato nei migliori ristoranti della zona, poi ha frequentato corsi di alta cucina e ha passato un periodo all’estero, entrando in contatto con nuovi profumi e odori, che hanno arricchito il suo bagaglio senza far dimenti-


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tavola Dai maestri del catering un ricevimento unico

Gazzani catering Civitanova Marche T. 0733 774150 www.gazzani.net

nazione: creare zone di luce soffusa, rilassante, care le proprie origini. Infine, io, “folgorata” da in più punti. un’immagine vissuta da bambina: la scintillanCome decorare la sala, cosa servire? te tavola dei ricevimenti della principessa Sissi. Sarebbe divertente ricreare un’ambientazioPlasmata nel gusto dall’affettuosa presenza ne parallela all’opera lirica rappresentata. Per dei miei nonni materni, ho pensato che rendere indimenticabili gli eventi che segnano esempio, dopo il “Rigoletto”, camerieri in abiti d’epoca potrebbero servire piatti tipici manla vita delle persone fosse la mia vocazione. tovani. Non esagererei con gli addobbi, la Amo il bello, e questo non è solo un lavoro, semplicità è sinonimo di grande eleganza. È ma uno stile di vita. la nostra regola. Come si rende unico un evento? Non esistono regole. Bisogna armonizzare la Tutt’altra musica un dopo spettacolo di Civitanova Danza, dove i protagonisti potrebbero qualità e la presentazione dei cibi, con il buon gusto di un’apparecchiatura essere i prodotti che la terra e e di un allestimento adeguati il mare ci offrono. Assaggi sfiun lavoro fatto ziosi, in un chiostro del centro, all’evento e alle diverse esigenze richieste. Un buon cain uno chalet se è estate, opcon passione tering deve “parlare” sia della pure in un angolino del borcreatività go marinaro, rielaborando le personalità del cliente, che e curiosità della propria professionalità. ricette della nostra tradizione. Quale elemento non deve È importante ascoltare con attenzione per poi proporre. mancare per la buona riuscita dell’evento? Più elementi: materie prime selezionate con Come immagina una serata di gala dopo criteri di stagionalità, provenienza e freschezuno spettacolo lirico dello Sferisterio? za; servizio attento e veloce, ma mai frettoDeve essere una serata piacevole e non lunga, senza costringere le persone attorno a un loso; organizzazione in cui nulla è affidato al tavolo, ma garantendo dei piccoli salotti o tacaso; staff affiatato. Infine entusiasmo, passiovolini nella sala. Massima attenzione all’illumine, curiosità e creatività.

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I segreti Casatasso Galleria del Commercio, 6 - Macerata T. 0733.235338 - www.casatasso.com

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abriella, qual è la tendenza nell’acquisto di una casa oggi? Sarei tentata di rispondere “il miglior servizio al minor prezzo” ma non sarei originale. Credo che questa sia la richiesta per qualsiasi prodotto. Diciamo che il nostro acquirente è decine di volte più preparato rispetto al passato. Merito

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del

mercato anche di Internet. Quindi lo sforzo è quello di selezionare immobili che abbiano un valore in linea col mercato. Serve un’ampia gamma di prodotti per una scelta veloce: budget, capitolati, luogo e si passa al prossimo. Quali luoghi vengono scelti? C’è una forte richiesta delle zone semi-centrali a scapito delle case in campagna di cui non s’interessa quasi più nessuno, dopo un decennio di ottimi risultati.


Intervista a Gabriella Tasso, decana delle agenti immobiliari maceratesi, già responsabile della FIAP per la provincia di Macerata, da anni a capo di un’agenzia tutta al femminile.

immobiliare E un cliente di un’agenzia leader come la sua, cosa cerca? Il mio è un cliente di fascia medio-alta che mi segue da anni perché si fida del mio giudizio. Ho un pubblico importante in cerca anche di attici e villette ma il prezzo comunque resta un fattore primario per tutti. Non parlo di un prezzo basso ma di un prezzo allineato alla qualità. Questo dobbiamo far capire ai venditori: non esistono

due possibilità: opera d’arte o innovazione trattative, il costo deve essere credibile dal primo istante. È per questo che sempre più costruttori si affidano a voi? Le agenzie non solamente

vendono ma studiano e consigliano. Il cliente deve essere seguito in tutto e vuole un rapporto post-vendita. Nel nostro caso diamo anche la garanzia di chi ci sceglie da trent’anni: il mestiere immobiliare non s’improvvisa e un’agenzia acquista valore man mano che esiste sul mercato. In definitiva, forse i costruttori si rivolgono a noi sia per la dote di clienti sia perché non subiamo la loro “ansia di vendita”. Cioè? Un costruttore deve vendere proprio quell’appartamento a quel cliente. Io invece devo capire cosa vuole prima di proporgli vari prodotti fra cui scegliere. La prima richiesta di una giovane coppia in cerca di casa? Tecnologia e risparmio

In alto: la famiglia Tasso A sinistra: uno degli immobili di pregio di cui si è occupata l’agenzia Casatasso

energetico. Un tempo c’era l’estetica, oggi c’è la qualità costruttiva. I clienti mi chiedono persino dove sono stati fabbricati i mattoni: dieci anni fa era inimmaginabile. Anche la casa dovrebbe essere certificata. Dovremmo affermare dei marchi come il doc e il dop per avere un mercato più selezionato.

Chiedono persino dove sono stati fabbricati i mattoni Se tu fossi una compratrice cosa acquisteresti? Se dovessi scegliere un immobile come investimento cercherei un appartamento che sia un’opera d’arte. Vorrei affreschi, mura storiche, panorami, terrazzi: almeno una caratteristica che mantenga valore nel tempo. Oppure sceglierei il prodotto più all’avanguardia sul mercato in modo che il mio patrimonio non invecchi. Chi invece acquista per abitare ha il vantaggio di abbattere i costi nel lungo periodo e quindi può permettersi di comprare anche l’usato.

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boutique fa tendenza Quando la

Macerata Boutique Donna: Corso della Repubblica 65 Macerata Boutique Uomo: Corso della Repubblica 57 T. 0733 263419 www.boutiquecoltorti.it

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celte lungimiranti, intuizioni anticonformiste e costanti investimenti: è la ricetta Coltorti per essere la boutique che detta le tendenze nella moda. Una filosofia che ha anticipato i competitor, creandosi un preciso posto sul mercato del fashion e acquisendo un know-how che ha permesso una crescita costante. Oggi Coltorti è una boutique di riferimento per il gusto singolare ed esclusivo delle sue proposte. Ogni capo è presentato in abbinamenti cool a modelli di altre griffe, secondo quella che

potremmo definire l’identità estetica Coltorti unica e inconfondibile, marchio di fabbrica della boutique. Settantacinque anni di grande professionalità, 3 generazioni di imprenditori, 7 boutique. Sono questi i numeri di Coltorti: azienda commerciale leader nella moda e negli accessori di alta gamma, tra le prime tre società retailers in Italia nel 2008 nel settore fashion. Un’impresa dinamica e innovativa, presente con sei punti vendita nelle Marche – regione da sempre attenta al lusso ed all’evoluzione del fashion sia per tradizione artigiana che industriale – e una boutique in Florida, a Miami, con l’esclusiva delle griffe più prestigiose: da Balenciaga a Prada, da Chloé a Gucci, fino a Dior, Versace e Dolce e Gabbana. Una filosofia supportata da un team guidato da Maurizio Coltorti e Marzio Torcianti: oltre 50 collaboratori di alto profilo che garantiscono una presenza costante nel mondo del glamour e che permettono di trovare nelle boutique di Ancona, Macerata, S. Benedetto del Tronto, Jesi e Miami le proposte moda più nuove e particolari.


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Colli Ripani: l’estate si tinge di

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ue nuovi arrivati, nella Cantina Colli Ripani, per interpretare a pieno la tendenza nel consumo del vino dell’estate 2010. Due bianchi della linea d’eccellenza “Pharus” dell’azienda di Ripatransone, da gustare alla giusta freschezza: lo spumante Olimpus, un brut soft, ottenuto totalmente da uve Passerina, gusto e profumi leggermente fruttati, ideale per gli aperitivi estivi. Poi lo Chardonnay igt Marche Stella Bianca che si sposa bene con crudità di mare e cucina marinara in genere. Senza dimenticare un cavallo di battaglia come il Rugaro, 100% da vitigno Pecorino, abbinamento ideale con arrosti e fritture di pesce, pluripremiato come agli ultimi concorsi nazionali “Enohobby” e “Vini da Pesce”. Ma la Cantina, offre una nutrita varietà di prodotti, caratterizzati dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, nelle due linee “Pharus” e “Colli Ripani”. Tutti vini

bianco frutto di quella severa filosofia di ricerca, controlli, cura della genuinità e della qualità in tutti i passaggi, dalle vigne dei propri soci fino al bicchiere del consumatore, che la Cantina porta avanti da quarant’anni. Ogni prodotto è un concentrato della più saggia tradizione contadina armonizzata con le moderne ed avanzate conoscenze enologiche. L’azienda ha 430 soci viticoltori per una superficie in vigne di 950 ettari. Ogni anno produce circa 750.000 bottiglie di vino per il mercato nazionale (10 punti vendita diretti nelle Marche, altri in esclusiva nelle più grandi città italiane) e per una decina di paesi stranieri.

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Estate maceratese, dalla lirica alla musica leggera: grandi eventi sul palco dell’Arena

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una innovativa incursione nella danza con lo spettacolo “Danza Allstyles”, promosso in collaborazione con l’associazione culturale Sestaessenza. n battesimo Appuntamenti divisi tra agosto importante e sie settembre che chiudono una gnificativo quelstraordinaria stagione all’insegna lo con l’estate della musica declinata nelle sue maceratese per infinite varianti, che ha in Musiculun assessore tura e nello Sferisterio Opera Festialla Cultura, affrontato cercando val le sue punte di diamante. di conciliare insieme – mi auguro Ingredienti che mescolati insieme con successo – qualità e varietà e uniti al fascino di uno spazio dell’intrattenimento, segno distraordinario come l’Arena mastintivo della staceratese intendogione estiva allo no o���rire anche Qualità e varietà: Sferisterio che, da quest’anno un combinazione giugno a settema p p u nt a m e nto bre, accompagna estivo stimolante, vincente per la le serate dei macoinvolgente e distagione 2010 ceratesi. vertente. Qualità e varietà, combinazione tra musica popoIrene Manzi lare e d’autore, apertura verso Vicesindaco e ass. alla Cultura nuove forme espressive: queste le linee guida di un’estate 2010 che intende spaziare tra i generi e che si apre con il coinvolgente spettacolo di un artista molto amato dal pubblico come Renzo Arbore che, accompagnato dalla sua Orcheon solo musica allo Sferisterio. Sabastra Italiana, il prossimo 18 agoto 28 agosto, ore 21, c’è spazio anche sto anima l’Arena con le musiche per il ballo, con la prima edizione del della grande tradizione popolare concorso “Danza Allstyles”, organizzato italiana. dall’associazione Sestaessenza, con la partecipazioE ancora Malika Ayane ed Elio e le ne degli allievi di dieci scuole maceratesi. Previsti Storie Tese, l’appuntamento abicome ospiti Francesco Mariottini e Maria Zaffino, tuale con i Pistacoppi e il Festival due ballerini di “Amici” di Maria De Filippi. del Folclore per proseguire con

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Renzo

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Il Signore della musica napoletana e l’Orchestra Italiana si esibiscono in un grande spettacolo

È

una delle star internazionali più richieste. Viene definito “l’ambasciatore della musica napoletana in Italia e nel mondo” ed è stato con il suo gruppo in tutti i continenti, dagli Stati Uniti d’America alla Cina, con spettacoli – circa 250 in tre anni – acclamatissimi dal pubblico. Mercoledì 18 agosto il tour di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana partito dal Mediterraneo, dall’isola di Malta, fa tappa allo Sferisterio. Sul palco con lui i quindici elementi dell’Orchestra, grandi solisti e specialisti del proprio strumento, tra cui, l’inseparabile Gegè Ispirati omaggi Telesforo. Durante lo spettacolo non mancano alcuni “ispirati omaggi” a Totò (con il a Totò, Murolo e montaggio degli sketch tratti dai suoi film e alla città di Napoli l’immancabile “Malafemmena”), a Murolo, con alcune chicche tratte dal repertorio, e naturalmente a Napoli (con le immagini dei siti paesaggistici più suggestivi). Un grande show che va dalle canzoni napoletane ai grandi successi televisivi, passando per quelle sonorità che l’artista chiama “le canzoni della memoria”, con escursioni verso le musiche del sud del mondo.

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alika Ayane, una plesso ma paradossalmente più facidelle voci più le da cogliere. Forse la differenza più raffinate della grande tra i due dischi è il mio modo musica italiadi gestire e vivere il lavoro. Durante la na, arriva allo realizzazione sono stata impegnata all’estero per la promozione e in Italia Sferisterio mercoledì 25 agosto con “Grovigli 2010”. per il tour, cose che hanno impedito Il tour, prodotto da Massimo Levanuna mia presenza costante in studio, tini, porta dal vivo il secondo album ma che mi hanno cresciuta molto vocalmente e che mi hanno permesso di dell’artista milanese, che si è imposto come uno dei dischi di maggiore succomprendere come elaborare e focacesso dell’anno, dopo essere stato per lizzare i sentimenti e gli stati d’animo lungo tempo in vetta e quindi trasformarli alle classifiche di venin melodie, canzoni o Una delle voci dita in Italia e dei brasemplicemente enerni più trasmessi dalle gie utili a rendere aupiù raffinate tentico ciò che faccio radio. della musica Nel concerto, Malika ed è importante per italiana me. L’esempio più paAyane alterna le nuove canzoni ai già nulese, probabilmente, è merosi successi come “Ricomincio da proprio il testo di Ricomincio Da Qui”. Sul palco, insieme a lei, una band con qui”, premio della Critica Mia Martini e premio Radio&Tv all’ultimo Festival di la quale l’artista ha raggiunto una grande alchimia, composta da Giulia Sanremo, “Feeling better”, “Sospesa” e Monti al violoncello, Stefano Brandoni “Come foglie”. “Questo disco – spiega la cantante – è secondo me l’evoluzioalla chitarra, Marco Mariniello al basne naturale del primo. Per la tipologia so, Carlo Gaudiello alle tastiere, Phil di canzoni, i testi e gli arrangiamenti è Mer alla batteria, Chris Costa e Marco un lavoro molto più elaborato e comGuerzoni ai cori.

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Premio Radio&Tv all’ultimo Festival di Sanremo

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Storie Tese Bravi, ma soprattutto belli

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osa hanno a che fare con la lirica gli Elio e le Storie Tese? Lo spiega Faso (nome d’arte di Nicola Fasani), bassista del gruppo, in pochissime parole: “Elio è un baritono di un certo tenore”. Il 18 settembre arriva a Macerata una delle band italiane di maggior successo. Molto bravi, ma anche molto belli: allo Sferisterio va in scena alle 21 “Bellimbusti balneari tour 2010”, un evento in collaborazione con l’Avis Comunale di Macerata che festeggia i 60 anni di attività.

Faso, sei un musicista riconosciuto per la tua siamo costretti a girare l’Italia in macchina e bravura come bassista, tra i migliori in Italia. l’autostrada è il nostro nemico numero uno. Ma quando inizi a lavorare? Fino a quando non sarà inventato il teletraQuesta domanda me l’ha fatta poco tempo fa sporto suonare è un lavoro. anche un papà della squadra di baseball che Il concerto che portate a Macerata si chiaalleno. Per suonare uno strumento c’è bisogno ma “Bellinbusti balneari”. Per il nome avete di un sacco di tempo, così dai 12 ai 20 anni, pensato allo Sferisterio che è all’aperto e quando tutti i ragazzi erano a giucà al balun, quindi utilizzato d’estate? io ero a suonà (in dialetto miNo, ma è l’ambiente ideale lanese). E quel tempo che hai per il nostro concerto perAllo Sferisterio dedicato alla musica ti ripaga, ché è esclusivo. Nella nostra saremo perfetti: perché fai un bel lavoro. Oggi tournée c’è l’uomo del terzo

tutta apparenza

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A destra: gli Elio e le Storie Tese In basso: Faso

millennio, tenetevi pronti: saremo tutta apparenza. Non siamo più giovani, ma siamo perfetti e soprattutto belli. Ti fornisco anche una notizia bomba. Aspetta, le domande le faccio io. Faso dammi una notizia bomba. Suoniamo tutto dal vivo (parla scandendo ogni singola sillaba). Non è possibile, siete sicuri? Si, siamo rimasti in pochi, ma lo faremo live. E c’è di più, dopo 2-3 giorni il concerto di Macerata sarà disponibile sul nostro sito per essere scaricato interamente in alta qualità. Un download completo della serata, senza che lo spettacolo venga ritoccato in studio. È bello ruspante, come una ribollita. Siete l’unica band italiana che ha successo e che negli anni si è sempre ripetuta. Come è successo questo successo? La nostra musica nel tempo ha creato un’audience di persone che ama questo genere. Trattiamo argomenti diversi che magari non affronta nessuno, poi c’è sempre il rispetto della qualità. I nostri dischi non vengono fatti in 10 giorni, è un lavoro di cinque mesi in studio, un pò come i Pink Floyd. Poi c’è la nostra bellezza non indifferente. Siamo una boy band che tende a essere una man band e poi una grandfather band.

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Ci saranno performance canore ai confini della realtà. Anche i sordi potranno godere con i balletti di Mangoni


Suonerete inediti? Non sono previsti, ma ci saranno performance canore ai confini della realtà. Anche i sordi potranno godere con i balletti e le coreografie di Mangoni. Poi i nostri corpi statuari appagheranno le donne presenti che torneranno a casa sconvolte e avranno nella notte vampate di calore. Non c’è due senza tre. Mi hai dato due notizie bomba, fammi fare un altro scoop. Ma sei insaziabile! Allora ti dirò che Mangoni sta arrivando ai cento kg, ma nonostante tutto salta ancora alla grande. Sta vincendo la sua battaglia contro l’anoressia? Lui in realtà è un falso non anoressico. Ti dò l’ultima notizia bomba. Sono tutto orecchi. Mia nonna era di Macerata. Dici così a tutti quelli che ti intervistano? No, no, è vero. Mia nonna paterna era di Macerata!

Lo Sferisterio è un luogo della lirica: non è che per caso portate sul palco Il Barbiere di Siviglia? No, è morto da tempo. Ma nella scaletta ci sono alcuni brani con inserti lirici, dei veri pezzi da 90. D’altra parte Elio è un baritono di un certo tenore. In cartellone, lo Sferisterio Opera Festival prevede Attila. Preferisci la versione di Giuseppe Verdi o quella di Castellano con Diego Abatantuono? Sono belle entrambi, ma forse preferisco la seconda.

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L’ACQUA PER CRESCERE ...NATURALMENTE! Carissime mamme, dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini sgorga la nostra acqua NEREA. Purissima, con solo 1.5 mg/L di nitrati, può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti del neonato, laddove non sia possibile l’allattamento al seno. Indicata per diete povere di sodio, con solo 1.6 mg/L, aiuta a ridurre la ritenzione idrica. Può avere effetti diuretici. In veste di Amministratore Delegato la garantisco.

Sergio Mandorlini

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