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AndreaBenetti

Il simbolismo nella Pittura Neorupestre The symbolism in Neo Cave Painting


A n d re a B e n e t t i A rc h i v e s F o u n d a t i o n ® ARCHIVIO LEGALE DIGITALE PER LA TUTELA E LA CATALOGAZIONE DELLE OPERE DI ANDREA BENETTI

"L'arte è il mezzo più affascinante col quale la materia racconta lo spirito" "Art is the most fascinating means by which matter meets spirit" Andrea Benetti


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An d re a B e n e tti IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING mostra e catalogo a cura di show and catalogue curated by

Sabrina Collina Gregorio Rossi Dario Scarfì


CON IL PATROCINIO

Regione Siciliana

Provincia di Siracusa

Comune di Siracusa

PROMOSSO DA

SI RINGRAZIA

Medea Restauri


Montevergini

Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Siracusa

Siracusa 路 Ortigia 1 3 agosto > 1 6 settembre 201 2 august 1 3 > september 1 6, 201 2


AndreaBenetti

IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE M OSTRA A CURA DI Sabrina Collina, Gregorio Rossi, Dario Scarfì O RGANIZZAZIONE DELLA MOSTRA Andrea Benetti Archives Foundation Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa I.A.P. Italian Art Promotion Montevergini - Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Siracusa C OLLABORAZIONE SCIENTIFICA Andrea Benetti Archives Foundation Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa I.A.P. Italian Art Promotion M.A.C.I.A. · Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America Montevergini · Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Siracusa C ON IL P ATROCINIO Regione Siciliana · Provincia di Siracusa · Comune di Siracusa, Friends of the Johns Hopkins University · Istituto Europeo Pegaso , M.A.C.I.A. Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America B IOGRAFIA CURATA DA Diletta Iacuaniello C OORDINAMENTO DELLA MOSTRA Andrea Benetti Archives Foundation Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa I.A.P. Italian Art Promotion S EGRETERIA ORGANIZZATIVA I.A.P. Italian Art Promotion TRADUZIONI Lisa Marie Gelhaus P ROGETTO GRAFICO Colour Frame S TAMPATO DA PressUp.it FOTOGRAFIE Cristina Ariatti, Mimmo Guglielmi, Alessandro Ostini , R INGRAZIAMENTI Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo · Presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono · Sindaco di Siracusa Roberto Visentin Assessore alle Politiche Culturali Mariella Muti · Dirigente Assessorato alle Politiche Culturali Rosaria Garufi · Montevergini: Tommaso Lillo e Renato Trigilio · Amici: Alberto Albertini · Dario Alessio · Daniele Baldini · Gianfranco e Vincenzo Basile · Pino Chillo · Fiorella e Betty De Pauli · Domenico Di Conza Paola Paci · Marco Ranocchi · Davide Scuto · Nicola Selvatici © EDIZIONI M EDIA B RAIN Settore editoriale “Arte contemporanea” © I MMAGINI OPERE AndreaBenettiArchivesFoundation ® www.andreabenetti-foundation.org · www.andreabenetti.com


AndreaBenetti

THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING EXHIBIT CURATED BY Sabrina Collina, Gregorio Rossi, Dario Scarfì EXHIBIT ORGANIZED BY Andrea Benetti Archives Foundation I.A.P. Italian Art Promotion Montevergini · Siracusa Civic Gallery of Contemporary Art Siracusa Municipality · Department of Cultural Policy TECHNICAL-SCIENTIFIC COLLABORATION Andrea Benetti Archives Foundation I.A.P. Italian Art Promotion M.A.C.I.A. · Museum of Contemporary Italian Art of America Montevergini · Siracusa Civic Gallery of Contemporary Art Siracusa Municipality · Department of Cultural Policy S UPPORTED BY Regione Siciliana · Provincia di Siracusa · Comune di Siracusa Friends of the Johns Hopkins University · Istituto Europeo Pegaso M.A.C.I.A. Museum of Contemporary Italian Art of America B IOGRAPHY CURATED BY Diletta Iacuaniello EXHIBIT C OORDINATION Andrea Benetti Archives Foundation I.A.P. Italian Art Promotion Siracusa Municipality · Department of Cultural Policy S ECRETARIAL SERVICES I.A.P. Italian Art Promotion TRANSLATIONS Lisa Marie Gelhaus G RAPHIC DESIGN Colour Frame P RINTING PressUp.it P HOTOGRAPHS Cristina Ariatti, Mimmo Guglielmi, Alessandro Ostini APPRECIATION Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo · Presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono · Sindaco di Siracusa Roberto Visentin Assessore alle Politiche Culturali Mariella Muti · Dirigente Assessorato alle Politiche Culturali Rosaria Garufi · Montevergini: Tommaso Lillo e Renato Trigilio · Friends: Alberto Albertini · Dario Alessio · Daniele Baldini · Gianfranco e Vincenzo Basile · Pino Chillo · Fiorella e Betty De Pauli · Domenico Di Conza · Paola Paci · Marco Ranocchi · Davide Scuto · Nicola Selvatici © M EDIA B RAIN EDITIONS “Contemporary Art” Editorial division © IMAGE OF THE ARTWORK AndreaBenettiArchivesFoundation ® www.andreabenetti-foundation.org · www.andreabenetti.com


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An d re a B e n e tti IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING Testi di 路 Text by Dario Scarf矛 Gregorio Rossi Sabrina Collina


IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE

L’arte “neorupestre” di Andrea Benetti non è fatta su pietra né su parete rocciosa: è fatta su tela. Non ci si aspetti, dunque, un artista con le mani callose e frante, munito di martello e scalpello, sudato e sporco di schegge e di polveri. Al più lo insudiciano qualche macchia di olio, o di henné o di colore. L’arte “neorupestre” è, dunque, una finzione; una finzione nella quale – per parafrasare Gorgia – è più saggio chi si lascia ingannare. La pittura di Benetti ci invita a compiere un viaggio a ritroso: una sorta di regressus ad uterum per farci ritrovare il nostro rapporto e l’equilibrio armonico con la Natura, che i falsi idoli della modernità e del progresso fini a se stessi hanno alterato e ci hanno fatto disperdere. La “rupe”, cui Benetti affida i propri segni e i propri colori, è una rupe finta nella realtà, e che – tuttavia – richiama l’anelito alla stabilità e alla fermezza, alla forza imperitura del messaggio ad essa affidato; l’idea che di fronte al transeunte vi è l’immutabile e che di fronte al sacro vi è il profano. L’arte rupestre era un atto magico che si svolgeva all’interno di una caverna; al rito partecipavano l’artista-sacerdote e, forse, anche i capi della tribù: i profani ne rimanevano fuori, “davanti” appunto. Il segno – inciso graffito dipinto – era il rito, chiamato di volta in volta ad ogni visione, a ricreare l’universo simbolico e spirituale. Questo deve fare chi si accosta alla pittura di Benetti: rientrare nella propria caverna, penetrare il simbolismo delle immagini per accedere all’archetipo del quale il glifo è la mera espressione formale. Benetti, nel ricostruire questo fitto ordito di rimandi richiami e allusioni (ché l’artista, nessun artista, può svelare del tutto: il mistero è, per propria natura, segreto intimo inspiegabile), intende restituire alle immagini la forza della preghiera. Non agli déi, s’intende; una preghiera laica che punta ai più puri sentimenti del cuore per la stessa forza evocativa delle immagini. Così, anche le forme “moderne” (le macchine, i giocatori di golf, gli aquiloni o le barche a vela), trattate alla stessa maniera di quelle “naturali” (i fiori, i pesci, l’universo o i cavalli), diventano tormentate visioni che si animano e vivono all’interno delle campiture “naturali” delle diaclasi delle “rocce”.

Dario Scarfì

Comune di Siracusa · Assessorato alle Politiche Culturali e UNESCO Coordinatore Padiglione "Sicilia” · 54. Biennale di Venezia


THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING

Andrea Benetti’s “Neo Cave Art” is not painted on rocks nor on rocky cave walls: it is painted on canvas. So don’t expect an artist with roughened, callused hands, armed with hammer and chisel, sweating and covered with chips and dust. At worst, you might catch him with a few spots of oil, or splashed with henné or paint. So “Neo Cave Art” is a sort of fiction, the kind in which – to paraphrase Gorgia – those who let themselves be fooled are all the wiser. Benetti’s painting invites us to take a trip backwards in time: a sort of regressus ad uterum to help us rediscover our relationship and harmonic balance with Nature, that which the false idols of progress-as-an-end-in-itself have altered and are forcing us to lose contact with. The “cliff wall” where Benetti leaves his marks and colors, is actually a false cliff, that reminds us of our longing for stability and certainty, for the undying strength of the message it carries; the idea that before the transient stands the unchangeable and before the sacred stands the secular. Cave painting was a magical act that took place inside a cavern; the artistpriest took part in the ritual perhaps alongside the tribal chiefs: the non-holy were left outside, “out front”, precisely. The mark they made, a carved and painted groove was the ritual, called upon each time and in every vision to recreate a symbolic and spiritual universe. That is what any observer of Benetti’s painting must do: retreat into their own cave, penetrate the symbolism of the imagery in order to gain access to the archetype for which the glyph is but mere formal expression. In constructing this intricate web of references and allusions (which no artist can reveal completely: mystery is by its own nature an inexplicable and intimate secret), Benetti means to restore to the images the strength of prayer. Not prayer to the gods; a layman’s prayer that embodies the purest sentiment of the heart with the same evocative force of the images. So, even the “modern” forms, (cars, golf players, kites and sailboats), are treated the same as natural forms (flowers, fish, the universe or horses). All of them become tormented visions that come to life and thrive within the “natural” background of the junctures of the “rocks”. Dario Scarfì

Siracusa Municipality · Alderman of Cultural Policy and UNESCO Coordinator “Sicily” Pavilion · 54th Venice Biennale


LA PITTURA NEORUPESTRE: L' INNOVAZIONE

Dell’opera di Andrea Benetti in questo scritto mi voglio occupare della sua invenzione e del suo stilema definiti Arte Neorupestre; un concetto pittorico che ha dato vita all’estensione di un manifesto presentato e pubblicato alla Biennale di Venezia del 2009. Già la lettura di questo manifesto fa comprendere che Benetti, pur mutuando da uno studio di quanto rappresentato in un’epoca risalente a trenta o quarantamila anni prima della nostra contemporaneità, non ripropone e neppure rivisita quelle meravigliose pitture rupestri ma, prendendo atto di un tutto già fatto, costruisce ex novo un teorema che si può estendere ben oltre la pittura. Amplifica ciò che nella notte dei tempi era stato prodotto e da lì costruisce una delle novità che ritengo tra le più interessanti del panorama artistico. Nel 1 879 de Santualo e sua figlia affermarono che la Grotta di Altamira in Spagna nascondeva pitture eseguite da uomini preistorici; gli studiosi di preistoria scoppiarono in una risata e risero per circa vent’anni. Poi l’abate Breuil e Cartailhac si recarono sul luogo ed alle risate si sostituì lo stupore: le pitture erano autentiche, sicuramente opera degli uomini del Paleolitico ed in bellezza certamente non erano da meno di alcuna pittura moderna. Lo stupore non è un atteggiamento scientifico e gli scienziati sembrano avere in orrore questo sentimento. Andrea Benetti è però un artista con quella sensibilità e quell’intuizione caratteristiche dello sprazzo della genialità; ha intuito quindi la formidabile presenza di uomini che molte decine di secoli orsono espressero con la pittura le più alte aspirazioni del loro spirito. Ha quindi prima avvertito, poi razionalizzato ed infine trasferito queste sensazioni nel suo assolutamente originale dipingere con pigmenti derivati da sostanze non convenzionali con una modalità preistorica, senza copiare la preistoria. Con un esempio unico al mondo è entrato nelle Grotte di Castellana, vi ha esposto i suoi quadri e ha proiettato sulla parete rocciosa il suo bisonte che non è il bisonte né di Altamira né di Lescaux; con un’intuizione più colta che scenografica ha inserito in questa mostra le musiche di un famoso compositore contemporaneo, Frank Nemola, ricordando che alcuni studiosi hanno notato che alle volte la concentrazione della pittura rupestre è in quegli anfratti delle grotte dove vi è la migliore acustica. Benetti ha "perso" quindi dei primitivi ed "acquistato" dei fratelli negli abissi del tempo; ha rifiutato il tema del povero selvaggio abbrutito di animalità che danza nel recesso della caverna davanti all'immagine del bisonte credendo così di preparare la propria vittoria sulla preda della caccia. Forse più tramite l'artista che l'antropologo sapremo chi erano quegli antichi metafisici che possedevano meravigliose tecniche artistiche e che scendevano nelle profondità della terra per raffigurare, con una preoccupazione di eternità, i simboli della loro spiritualità. Ho sopra scritto che Benetti non ripropone il


bisonte della preistoria o i graffiti rupestri; la sua è una proposta nuova, un dichiarare che si può ancora ripartire in maniera positiva, pur figli di un secolo travagliato. Tutto questo senza aver dimenticato che l'arte non è tale se non tiene presente la sua tradizione; Michelangelo e Raffaello guardarono le opere degli antichi volendo attingere il buon gusto alla sua sorgente. Raffaello inviò i suoi discepoli in Grecia a disegnare per lui i reperti dell'antichità, trovò in questi capolavori molto di più del bell'aspetto della natura: cioè una bellezza ideale che come già ci insegnava nel remoto passato Proclo nel suo commento del Timeo è composta da figure create solo nell'intelletto. Personalmente credo che il dipinto dovrebbe essere osservato con la speranza di scoprire un segreto: più un segreto dell'esistenza che non quello dell'arte. Ripeto allora che Andrea Benetti non ha riproposto e neppure reinterpretato, ma procedendo con un metodo che non esito a paragonare a quello di Jung, così come il grande psicanalista non ha coniato il termine archetipo, ma l'ha mutuato dai filosofi neoplatonici e l'ha applicato alla psicologia, dicevo allora Benetti ha proceduto in maniera analoga per la sua produzione artistica. I simboli dei quadri non hanno alcuna relazione con la vita e l'esperienza personale certamente vi sono immagazzinati dei ricordi rimossi o delle esperienze dimenticate o delle reminiscenze della storia; ritengo che anche il nostro artista abbia elaborato l'idea di un inconscio collettivo che può spiegare le analogie che quasi certamente sono bagaglio dell'immaginario della psiche e delle culture lontanissime, insomma vi si può percepire un'esperienza archetipa di immagini primordiali che stimolano in noi individui la possibilità di entrare in contatto con l'essenza stessa dell'esperienza dell'umanità. Le opere di Andrea Benetti sono dotate di uno smagliante senso plastico, ma la sua è una scelta simbolica astratta che però l'artista non vuol cercare nelle forme riconducibili all'astrazione contemporanea. La metafisica che ne risulta implicata la descriverei come la scrittura di un pensiero complesso che ancora una volta ha una preoccupazione di eternità. Proprio in questa ottica Benetti si appresta ad "affrescare" le pareti artificiali di quelle gallerie che l'uomo ha scavato come ingresso alle più belle grotte naturali, in maniera tale che queste pitture, diventate neorupestri, abbiano oggi un'attualità che sarà la stessa nei secoli avvenire. Gregorio Rossi

Curatore del M.A.C.I.A. · Museo di Arte Contemporanea Italiana in America Curatore del padiglione "Natura e sogni" alla 53. Biennale di Venezia


B ENETTI ’ S N EW C AVE P AINTING In this article, I’ll address Benetti’s invention of and specific style of Neo Cave Art; a pictorial concept that gave way to a manifesto that he presented at the Venice Biennale in 2009. At first reading of the manifesto we see that Benetti has constructed a totally new formula, even though it is evident that his work is a mutation of the marvelous cave paintings of thirty to forty thousand years ago. He doesn't replicate nor even revisit that primitive artwork and his approach could easily extend beyond the painting medium. He amplifies artwork that was produced in distant epochs and from there he goes on to produce a new genre that is one of the most interesting in the art world of recent times. In 1 879 de Santualo and his daughter stated that the Altamira Cave in Spain concealed paintings left there by prehistoric men; historians who specialized in prehistory broke out into boisterous laughter and were still laughing twenty years later.. Then Abbots Breuil and Cartailhac went to the site and the laughter was suddenly replaced by awe: the paintings were authentic, definitely painted by Paleolithic men. As far as esthetics go, they were no less beautiful than a great deal of modern painting. Awe is not a comely scientific attitude and scientists hold it in some contempt. Painter Andrea Benetti does have that sensitivity, intuition and moments of genius; and he grasped the significance and the remarkable force of humans who many tens of thousands of years ago expressed their highest aspirations in images. He imagined it, then rationalized it and finally transferred these sensations into his own original painting style with pigments derived from unconventional materials in a prehistoric way – without copying it.. He brought a one-of-a-kind exhibit into the Castellana caves, showed his paintings there and projected a copy of his buffalo onto the rocky wall, but it wasn’t the bison of Altamira nor Lescaux. With an intuition that was more erudite than dramatic, he integrated the music of a famous contemporary composer, Frank Nemola, into the show. By doing so, he reminded us that scientists have pointed out that perhaps the concentration of cave painting occurs in the areas of the cave where the acoustics are the best. So Benetti “lost” something of the primitive and “gained” something from his brothers lost in the abysses of time.; he has refused the theme of the ugly, animalesque primitive man dancing in the depths of the cave in front of images of buffalo in the hopes preparing his victory over they prey of his imminent hunt. Perhaps it is through the artist, and not the anthropologist, that we will learn of the ancient holy men who descended into the bowels of the earth in order to use their marvelous artistic technique to paint the


symbols of their spirituality, their concern for eternity. I said above that Benetti didn’t copy the prehistoric buffalos or cave-wall symbols; his is a new idea, making the point that even though we are the children of a troubled century, we can start anew positively. All this without forgetting that art is such when it takes into consideration its own tradition. Michelangelo and Raffaello look to ancient works hoping to access good taste at the source. Raffaello sent his pupils to Greece so they could sketch the objects from the ancient world for him. In these objects he saw nature’s beauty; in remoter ancient times Proclus taught us in his comment of Timaeus that ideal beauty is made up of figures constructed wholly of our intellect. Personally, I believe that paintings should be observed with the hope of discovering something held secret: more a secret of existence than a secret of art. So I say again that Andrea Benetti has not copied nor even reinterpreted anything. I have no hesitation in suggesting that perhaps Benetti’s operation is akin to that of Jung; the great psychoanalyst did not invent the term archetype, but he transformed it from Neo-Platonist philosophy and applied it to psychology. I believe Benetti proceeded in a similar fashion for his own artistic endeavor. The symbols in the paintings have no relationship with life and personal experience. Certainly cancelled memories are stored away there, as well as forgotten experiences or historical shadows. I think Benetti may have reelaborated upon a collective sub-consciousness which might explain the analogies which are almost certainly part of our common basis with far away cultures. In other words, we can perceive an archetypical experience of primordial imagery that stimulates in us the possibility of coming in contact with the essence of human experience. Andrea Benetti’s work has a brilliant sense of plasticity, but he doesn’t want to express his abstract symbolism in contemporary abstract forms. And again, I would describe the implied metaphysics that he expresses as something like a complex thought that is concerned with eternity. It is precisely in this mindset that Benetti will soon "fresco" the artificial walls of the tunnels that men have constructed as an entrance to the natural caves. That is why these paintings, become “NeoCave” paintings, possess a timelessness that will persist unchanged in future centuries.

Gregorio Rossi

Curator of the M.A.C.I.A. · Museum of Contemporary Italian Art of America Curator of the "Nature and Dreams" Pavilion at the 53rd Venice Biennale


LA FORZA DEI SIMBOLI Q uando vidi per la prima volta l'arte di Andrea Benetti, rimasi colpita dalla

carica che quella tipologia di dipinto, realizzato su bassorilievo, sprigionava, mutuando in maniera elaborata ed intelligente, quella che è l'origine della pittura, ovvero la pittura rupestre. Le figure possono fungere, all'interno della tela, da simboli isolati, come fossero reperti di una catalogazione archeologica, oppure essere inserite in un contesto dinamico, che le anima, quasi a farle rivivere oltre il valore simbolico, che esse rappresentano. Grande intuizione di Andrea Benetti quando mi disse che ormai viviamo in una società in cui non si legge più, si studia a fatica e, quindi, come nelle popolazioni che non hanno un linguaggio, i simboli assumono una strabiliante importanza. Andrea Benetti si diverte a mescolare simboli vecchi e nuovi; simboli propri del patrimonio umano uniti a bizzarre intuizioni ed invenzioni, che egli elabora a volte istintivamente ed altre attraverso uno studio approfondito dei segni e della stilizzazione che questi possono offrire. Le figure di animali carpiti all'arte della preistoria, quali i cavalli, i bisonti, i mammut, i rinoceronti e tanti altri, rappresentati insieme a figure geometriche di varia forgia, concatenate tra loro e caratterizzate da colori che non sono mai scontati, sembrano evocare qualcosa che va oltre la percezione cromatica delle figure, per divenire una specie di rito delle forme, che celebra un'antica spiritualità pagana. Creare un neo-simbolismo che mescola le geometrie dell'astrattismo, alla stilizzazione di forme esistenti, fino ad ombreggiarle e renderle un figurativo puro, è una delle caratteristiche più affascinanti della pittura di Benetti, che gioca con le forme ed i colori, quasi a creare un puzzle, che abbia come risultato immediato l'armonia ed attraverso essa possa comunicare un messaggio, spesso solo per chi lo saprà cogliere. Mi capita, ammirando le opere neorupestri di Andrea Benetti, di pensare che spesso siano dei “mitogrammi”, ovvero un insieme di simboli animati da un discorso. Come scrive Julien Ries, riferendosi al mitogramma, nel suo libro “L'uomo e il sacro nella storia dell'umanità”, edito da Jaca Book: “Il suo significato simbolico, legato al discorso, scompare nello stesso momento in cui scompare il discorso. Tra le figure non esiste concatenazione; non avviene la traduzione degli atti che muovono le figure, non c'è un nesso lineare: la concatenazione è a carico del commentatore. Le figure giustapposte non hanno alcun riferimento al tempo e allo spazio. Nel Paleolitico superiore questo fenomeno e press'a poco costante. In un Andrea Benetti insieme alle Autorità Istituzionali all'inaugurazione della mostra allestita all'interno delle grotte di Castellana (BA). All'inaugurazione, oltre alla musica live di Frank Nemola, vi erano delle proiezioni di opere sulla roccia Andrea Benetti with institutional authorities at the opening of the exhibit inside the Castellana caves (Bari). At the inauguration, live music by Frank Nemola was heard as images of Benetti’s work were projected onto the cave walls

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contesto mitografico le figure servivano a fornire un punto di riferimento visivo a coloro che conoscevano i protagonisti del mito.� Leggendo queste parole del Ries, verrebbe da pensare che per molte opere di Benetti, vi sia dietro un discorso da fare e che, senza di esso, le figure che sarebbero protagoniste di una vicenda od anche di un ragionamento, restino prive di quelle parole come sospese in una condizione senza spazio e senza tempo, avvolte dal mistero, proprio della pittura delle caverne. Per finire, non posso esimermi dall'elogiare la ricerca cromatica che Andrea Benetti elabora nelle proprie opere. In alcuni casi verrebbe da definirli colori irripetibili, nati empiricamente da una concatenazione di colori, che portano sempre piÚ lontano il confine del ripetibile. Colori che tra loro stonerebbero volentieri, ma che sono messi in armonia perfetta da un terzo colore ed un quarto... e cosÏ via, fino ad arrivare a sinfonie composte da una decina di fattori cromatici inseparabili tra loro, in quanto compatibili soltanto nell'insieme. Si possono attingere tante simbologie nella pittura di Andrea Benetti: nei colori, nelle forme, nella storia e nelle atmosfere criptiche che sa evocare, quasi a ricreare quella magia, quel mistero, propri della pittura delle origini, che questo grande artista ci fa rivivere ad ogni sua nuova mostra. Sabrina Collina

Curatrice Indipendente Presidente di I.A.P. ¡ Italian Art Promotion


THE FORCE OF SYMBOLS

The first time I saw Andrea Benetti’s artwork, I was struck by how much energy that kind of bas-relief painting produced, as it intelligently and carefully manipulates the very origin of painting, that is, cave painting. The figures on the canvas can act as isolated symbols; items in an archaeological catalogue, or they can be included in a dynamic context that brings them to life, as if to animate them and give them meaning that goes beyond their symbolic value. Andrea Benetti was remarkably insightful when he pointed out that we live in a society that doesn’t read anymore and people barely manage to continue their studies, so like the populations that have no common language, symbols take on momentous importance. Andrea Benetti amuses himself by mixing old and new symbols; he combines universally understood signs with bizarre ideas and inventions, that he sometimes instinctively employs and other times runs them through extensive study to see what they can achieve. Animal figures borrowed from prehistoric art, horses, bison, mammoths, rhinoceroses and many others, are depicted alongside various geometric figures, bonded together and depicted in colors that are never obvious. They seem to evoke something that goes beyond a mere chromatic perception of the figures, and become a sort of ritual of shapes, that celebrates some ancient pagan spirituality. One of the most fascinating characteristics of Benetti is his ability to create neo-symbolism that mixes the geometries of abstractism with the stylization of existing shapes, adding shadows and bringing them to pure figuratism. He plays with shape and color, as if creating a puzzle, who’s first result is harmony, through which he can communicate a message, often accessible only to those know how to grasp it. As I gaze upon Andrea Benetti’s New Cave Art, I sometimes think his figures are “mythograms”, a set of symbols that are animated by a story. Julien Ries wrote about mythograms in his book “Men and the Sacred in the History of Humanity”, edited by Jaca Book: “Its symbolic meaning, tied to the story, disappears precisely when the narration disappears. There is no connection between the figures; the translation of what makes the figures move is gone, there is no linear link: the connection must be provided by a narrator. The figures have no reference to space and time. In the Upper Paleolitic era this phenomenon is omnipresent. In a mythographic context the figures were used to give a visual reference point to those who understood the characters of the myth.” Having read Ries’ words, I tend to think that for many of Benetti’s works, Andrea Benetti col professor Louis Godart al Quirinale (Palazzo della Presidenza della Repubblica a Roma) in occasione dell'acquisizione di un'opera di Andrea Benetti nella Collezione d'Arte del Quirinale Andrea Benetti with professor Louis Godart at the Quirinale (Palace of the Republic Presidency in Rome) when one of his works was acquisitioned in the Quirinale’s Art Collection

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there must be a story behind them and that without it. The figures who should be the main characters of a story or a thought, end up losing the force of those words and are frozen in a timeless condition outside of space, wrapped in mystery, just like cave paintings. In conclusion, I cannot forget to praise the chromatic research that Andrea Benetti has used in his works. In some cases his colors can only be defined as unrepeatable, born empirically from a combination of paints, that stretch the limits of the repeatable further and further. Colors that would look terrible together are brought together and perfectly harmonized by a third color and a fourth ... and so on, until he reaches symphonies of chromatic factors that are inseparable, because they are compatible only if seen together. Many symbolisms can be perceived in Andrea Benetti’s painting: in the colors, shapes, stories and cryptic atmospheres that he manages to evoke, as if he were seeking to recreate that magic, the mystery of those very first paintings, and he transmits them to us, his audience, when we experience each new exhibition. Sabrina Collina

Indipendent Curator President of I.A.P. · Italian Art Promotion


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An d re a B e n e tti IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING

Opere 路 Works Omaggio alla Pittura Rupestre A tribute to Cave Painting Opere scelte 2008/1 2 Selected works 2008/1 2


FANTASMI PREISTORICI II · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 70 X 50 · 201 2 PREHISTORIC GHOSTS II · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 70 X 50 · 201 2


LO STREGONE · OLIO E HENNÈ E PIGMENTI SU TELA · CM 70 X 50 · 201 2 THE SORCERER · OIL AND HENNA AND PIGMENTS ON CANVAS · CM 70 X 50 · 201 2


CACCIA IV · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 50 · 201 0 HUNTING IV · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 50 · 201 0


LA LEGGENDA DEL CACCIATORE · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 50 X 1 00 · 201 1 THE LEGEND OF THE HUNTER · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 50 X 1 00 · 201 1


CACCIA II · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 50 X 1 00 · 201 0 HUNTING II · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 50 X 1 00 · 201 0


CACCIA III · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 50 X 1 00 · 201 0 HUNTING III · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 50 X 1 00 · 201 0


CAVALLO CON TORI · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 70 X 50 · 201 0 HORSE WITH BULLS · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 70 X 50 · 201 0


ANIMALI GEOMETRICI · OLIO E HENNÈ E PIGMENTI SU TELA · CM 70 X 50 · 201 2 GEOMETRIC ANIMALS · OIL AND HENNA AND PIGMENTS ON CANVAS · CM 70 X 50 · 201 2


DONNA PREISTORICA · OLIO E CACAO E PIGMENTI SU TELA · CM 80,7 X 60,2 · 201 0 PREHISTORIC WOMAN · OIL AND CACAO AND PIGMENTS ON CANVAS · CM 80,7 X 60,2 · 201 0


DANZA TRIBALE · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 80 X 80 · 201 2 TRIBAL DANCE · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 80 X 80 · 201 2


FANTASMI PREISTORICI · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 60 X 60 · 201 2 PREHISTORIC GHOSTS · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 60 X 60 · 201 2


BISONTE BIANCO · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 60 X 60 · 201 2 WHITE BUFFALO · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 60 X 60 · 201 2


LA FUGA DEL CAVALLO · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 60 X 60 · 201 2 THE HORSE' S ESCAPE · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 60 X 60 · 201 2


ANIMALI III · OLIO E HENNÈ E PIGMENTI SU TELA · CM 60 X 60 · 201 2 ANIMALS III · OIL AND HENNA AND PIGMENTS ON CANVAS · CM 60 X 60 · 201 2


CACCIA GROSSA · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 80 X 1 00 · 201 1 BIG GAME HUNT · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 80 X 1 00 · 201 1


CAVALLI E BISONTI · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · 80 X 1 00 · 201 1 HORSES AND BUFFALOS · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 80 X 1 00 · 201 1


TORO INFURIATO · OLIO E HENNÈ SU TELA · CM 50 X 70 · 201 2 IRATE BULL · OIL AND HENNA ON CANVAS · CM 50 X 70 · 201 2


TORO BIANCO · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 50 X 70 · 201 2 WHITE BULL · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 50 X 70 · 201 2


CACCIA: L' IMPREVISTO · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 1 50 · 201 1 THE HUNT: SOMETHING UNEXPECTED · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 1 50 · 201 1


CACCIA VIII · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 60 X 1 00 · 201 0 HUNTING VIII · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 60 X 1 00 · 201 0


SCENA DI CACCIA · OLIO SU TELA · CM 40 X 80 · 2009 HUNTING SCENE · OIL ON CANVAS · CM 40 X 80 · 2009


ANIMALI GEOMETRICI II · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 30 X 1 20 · 201 2 GEOMETRIC ANIMALS II · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 30 X 1 20 · 201 2


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An d re a B e n e tti IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING

Opere 路 Works Le origini dell'Arte Astratta The origins of Abstract Art Opere scelte 2008/1 2 Selected works 2008/1 2


PERCORSI · OLIO E ACRILICO SU TELA · CM 70 X 50 · 2009 PATHS · OIL AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 70 X 50 · 2009


LA PROVOCAZIONE · OLIO E ACRILICO SU TELA · CM 70 X 50 · 2009 THE PROVOCATION · OIL AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 70 X 50 · 2009


PARADISO TERRESTRE · OLIO E CACAO E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 50 · 2009 HEAVEN ON EARTH · OIL AND CACAO AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 50 · 2009


SENSAZIONI COLORATE · OLIO E CACAO E ACRILICO SU TELA · CM 80 X 60 · 201 0 COLORED SENSATIONS · OIL AND CACAO AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 80 X 60 · 201 0


IL CROCEVIA · OLIO E CACAO SU TELA · CM 60 X 40 · 2008 THE CROSSROADS · OIL AND CACAO ON CANVAS · CM 60 X 40 · 2008


FONDALI MARINI · OLIO E CACAO SU TELA · CM 50 X 40 · 2008 SEABEDS · OIL AND CACAO ON CANVAS · CM 50 X 40 · 2008


IL RETTILE · OLIO E KARKADÈ SU TELA · CM 60 X 50 · 2009 REPTILE · OIL AND KARKADÈ ON CANVAS · CM 60 X 50 · 2009


FIOR DI LOTO · OLIO E KARKADÈ SU TELA · CM 60 X 60 · 2008 LOTUS FLOWER · OIL AND KARKADÈ ON CANVAS · CM 60 X 60 · 2008


LA CREAZIONE · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 1 00 · 201 0 THE CREATION · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 1 00 · 201 0


SALTO NEL PASSATO · OLIO E KARKADÈ SU TELA · CM 50 X 50 · 2008 JUMP BACK INTO THE PAST · OIL AND KARKADÈ ON CANVAS · CM 50 X 50 · 2008


PESCI TROPICALI · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 1 20 · 201 1 TROPICAL FISH · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 1 20 · 201 1


9 NOVEMBRE 1 989 · OLIO E KARKADÈ SU TELA · CM 60 X 80 · 2009 NOVEMBER 9, 1 989 · OIL AND KARKADÈ ON CANVAS · CM 60 X 80 · 2009


ALLEGRA CONFUSIONE · OLIO E CACAO E ACRILICO SU TELA · CM 50 X 70 · 2009 HAPPY CONFUSION · OIL AND CACAO AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 50 X 70 · 2009


DIVERSITÀ · OLIO E ACRILICO SU TELA · CM 50 X 70 · 2009 DIVERSITY · OIL AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 50 X 70 · 2009


MULINI A VENTO · OLIO E CACAO E ACRILICO SU TELA · CM 1 00 X 1 50 · 2009 WINDMILLS · OIL AND CACAO AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 00 X 1 50 · 2009


LA LUNA IN SOGNO · OLIO E CACAO SU TELA · CM 1 00 X 1 50 · 2009 THE MOON IN A DREAM · OIL AND CACAO ON CANVAS · CM 1 00 X 1 50 · 2009


OMAGGIO A BOLOGNA · OLIO E CACAO E ACRILICO SU TELA · CM 50 X 70 · 2009 TRIBUTE TO BOLOGNA · OIL AND CACAO AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 50 X 70 · 2009


GENESI DI UN ' IDEA · OLIO E KARKADÈ SU TELA · CM 40 X 80 · 2008 GENESIS OF AN IDEA · OIL AND KARKADÈ ON CANVAS · CM 40 X 80 · 2008


IMPRESSIONI · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 20 X 30 · 201 1 IMPRESSIONS · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 20 X 30 · 201 1


ALTER EGO · OLIO E HENNÈ E ACRILICO SU TELA · CM 1 20 X 30 · 2009 ALTER EGO · OIL AND HENNA AND ACRYLIC ON CANVAS · CM 1 20 X 30 · 2009


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An d re a B e n e tti IL SIMBOLISMO NELLA PITTURA NEORUPESTRE THE SYMBOLISM IN NEO CAVE PAINTING

Biografia 路 Biography Manifesto dell'Arte Neorupestre Manifesto of Neo Cave Art


BREVE BIOGRAFIA DI ANDREA BENETTI

Andrea Benetti, nato a Bologna nel 1 964, da diversi anni esprime col favore della critica e del pubblico qualificato le proprie idee e la propria pittura, nel complesso mondo dell'arte contemporanea. Oltre ad avere esposto in luoghi di grande pregio, sono ormai una dozzina i musei, le istituzioni e le collezioni internazionali, che ospitano le sue opere in permanenza. Nel dicembre 2006, Benetti ha ideato e stilato il Manifesto dell'Arte Neorupestre, successivamente presentato alla 53. Biennale di Venezia, nel padiglione "Natura e sogni", situato presso l'università Ca' Foscari. In occasione dell'evento, sotto l'egida della Biennale, è stato pubblicato un catalogo, edito da Umberto Allemandi. Sempre nel 2009, Andrea Benetti ha realizzato un libro da collezione, con tiratura limitata (le copie sono firmate e numerate), intitolato “Esplorazione inconsueta all’interno della velocità”, in cui egli formula, e rappresenta con la propria pittura (dodici dipinti su tela), delle tesi innovative sulla velocità in relazione alle varie civiltà susseguitesi nel corso della Storia ed all'atavico desiderio di dominio dell'uomo. Hanno aderito al progetto e scritto nel libro, avvalorando l'importanza delle tesi sostenute da Andrea Benetti, una dozzina di autorevoli professori universitari. Inoltre, la parte critica riferita alle dodici opere pittoriche, è curata da importanti nomi del mondo dell’arte contemporanea. Il volume è già stato acquisito da musei, biblioteche ed istituzioni di rilevanza internazionale. Nel luglio 201 0, il pittore bolognese è stato invitato ad esporre alla LXI edizione del Premio Michetti, la blasonata rassegna internazionale di arte contemporanea, che si svolge ogni anno, dal 1 947, nel Museo Michetti. A novembre 201 0, la pittura Neorupestre di Andrea Benetti è approdata a Palazzo Taverna (Roma), nella sede degli Archivi Legali Amedeo Modigliani, accanto alle opere di Giorgio De Chirico, Amedeo Modigliani, Andy Warhol, Keith Haring, Mario Schifano, Max Jacobs, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin... in occasione della mostra intitolata “Portraits d'artistes”, curata dal Presidente degli Archivi Modigliani, il professor Christian Parisot e dal professor Pierfrancesco Pensosi. Vittorio Sgarbi ha presentato il progetto alla stampa ed alle TV. In concomitanza con la mostra a Roma, in occasione del programma "Academic impact" dell'O.N.U., l'Istituto Europeo Pegaso, in rappresentanza dell'Italia, donava alla Collezione d'Arte delle Nazioni Unite (Palazzo di Vetro · New York) l'opera di Andrea Benetti intitolata "Against violence". Nel maggio 201 1 , Benetti è stato invitato dall'Università del Salento, Facoltà dei Beni Culturali, per tenere un seminario sull'arte Neorupestre agli allievi del corso di laurea di Storia dell'Arte Contemporanea, presentato dal professor Massimo Guastella. Nel settembre 201 1 si è tenuta la mostra di Benetti, dentro le grotte di Andrea Benetti e Christian Parisot, il Presidente degli Archivi Amedeo Modigliani a Roma nella sede degli Archivi, davanti ad un'opera di Benetti, durante la mostra intitolata "Portraits d'artistes", nella quale vi erano esposti alcuni dei grandi nomi della pittura del Novecento Andrea Benetti and Christian Parisot, President of the Amedeo Modigliani Archives in Rome, in the Archives in front of one of Benetti’s works, during the exhibit entitled "Portraits d'artistes", a show that included works by some of the greatest twentieth century painters

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Castellana, che è entrata a far parte del programma di ricerca sull'arte contemporanea del Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università del Salento. Il 9 marzo 201 2, si è conclusa una tappa molto importante della carriera artistica di Andrea Benetti, con l'acquisizione di una sua opera nella Collezione d'Arte del Quirinale. Il brillante traguardo è avvenuto per volere del Presidente Giorgio Napolitano con il pieno avvallo del professor Louis Godart, Consigliere per la conservazione dei beni artistici del Quirinale. Il ricevimento nel Palazzo della Presidenza della Repubblica e, precisamente nello studio del professor Louis Godart è durato circa un'ora, periodo durante il quale il professore ha lodato l'impegno e l'operato artistico di Andrea Benetti, rivelandosi un fine conoscitore dell'arte Neorupestre. Dopo qualche mese, nel maggio 201 2 si è conclusa anche l'acquisizione di un dipinto di Andrea Benetti da parte del Museion, l'avveniristico museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano. Attualmente sono in corso altre importanti donazioni, tra cui quella a Sua Santità, in Vaticano e la preparazione dei lavori di affresco su roccia artificiale, che Benetti realizzerà nella primavera 201 3, all'interno del tunnel, che porta all'ingresso delle celebri grotte di Frasassi, in provincia di Ancona.


SHORT BIOGRAPHY OF ANDREA BENETTI

Andrea Benetti, born in Bologna in 1 964, has been expressing his pictorial talents for many years to the favor of both critics and the general public of the complex world of contemporary art. His work has been shown in highly prestigious venues, and is on permanent display in at least a dozen museums, public institutions and international collections. In December 2006, Benetti wrote the Manifesto dell'Arte Neorupestre (Manifesto of Neo Cave Art) which was later presented at the 53rd Venice Biennial in the Nature and Dreams pavilion, in Ca' Foscari University. Under the auspices of the Biennial, a catalogue was specifically introduced for the event, edited by Umberto Allemandi. In 2009, Andrea Benetti published a limited edition collectible book (the copies were numbered and signed by the artist), entitled “An Unusual Exploration into Velocity”, that presents the artist's interpretation of the theme (twelve paintings on canvas) as well as innovative theses about velocity as it was seen by various civilizations throughout history, and the innate desire of man to dominate it. A dozen authoritative university professors joined the project, and supported Andrea Benetti's theses, by contributing essays to the book that outline their own view of velocity as it relates to their area of expertise. A few critical essays were penned by significant contemporary art experts. The volume has been acquisitioned internationally by museums, libraries, and other institutions. In July, 201 0, the Bolognese painter was invited to exhibit his works at the 61 st edition of the Michetti Award, the acclaimed international review of contemporary art that has been held every year since 1 947 in the Michetti Museum. In November 201 0, Andrea Benetti's Neo Cave Painting was shown at Palazzo Taverna (Rome), in the Legal Archives of Amedeo Modigliani, alongside the works of Giorgio De Chirico, Amedeo Modigliani, Andy Warhol, Keith Haring, Mario Schifano, Max Jacobs, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin in a show called “Portraits d'artistes”, curated by the President of the Modigliani archives, professor Christian Parisot and professor Pierfrancesco Pensosi. the project was presented to the press and television by critic Vittorio Sgarbi. At the same time of the show in Rome, and within the United Nations' program "Academic impact", the representative of Italy, Istituto Europeo Pegaso, donated Andrea Benetti's piece,"Against violence" to the permanent collection of the United Nations Headquarters. In May 201 1 , Benetti was invited by Salento University, School of Cultural Heritage to hold a seminar on Neo Cave Painting for the students of History of Contemporary Art presented by professor Massimo Guastella. In September 201 1 Benetti's work was shown Andrea Benetti e Vittorio Sgarbi a Palazzo Taverna (Roma) in occasione della mostra "Portraits d'artistes", nella quale vi era esposta un'opera di Andrea Benetti tra i grandi Maestri della pittura del Novecento Andrea Benetti and Vittorio Sgarbi in Palazzo Taverna (Roma) during the "Portraits d'artistes" show, where one of Andrea Benetti’s works was on display with those of the great twentieth century masters

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in the caves of Castellana, and the show was part of a program of research of contemporary art of the Cultural Heritage department of the University of Salento. On March 9th 201 2, an important watermark in Andrea Benetti's career was reached with e acquisition of one of his works into the Collezione d'Arte del Quirinale (The Italian Executive's art collection). This brilliant achievement came about by request of President Giorgio Napolitano with the full support of professor Louis Godart, councillor for the conservation of cultural heritage of the Quirinale (executive government). The presentation in the Palazzo della Presidenza della Repubblica and specifically in professor Louis Godart's private offices lasted more than an hour while the professor praised Andrea Benetti's commitment and artistic abilities, proving to be a fine connoisseur of Neo Cave Art, A few months later, in may 201 2 another of Benetti’s paintings was assumed into the collection of the Museion, ultrafuturistic museum of Modern and Contemporary Art in Bolzano, Italy. Currently other acquisitions are in progress - one by the Vatican - as well as the preparation of an fresco painting on artificial rock, that Benetti will begin in spring 201 3, inside the entrance tunnel of the famous Frasassi caves, in the province of Ancona.


Musei e Collezioni

MUSEI ED IMPORTANTI COLLEZIONI D ' ARTE CHE HANNO ACQUISITO LE OPERE DI ANDREA BENETTI

COLLEZIONE D'ARTE DEL QUIRINALE (Roma - Italia) Acquisizione nella Collezione d'Arte il dipinto “Caccia VII” · Olio e hennè e acrilico su tela · cm 50 x 1 00 · 201 0 COLLEZIONE D'ARTE DELLE NAZIONI UNITE (New York · U.S.A.) Acquisizione nella Collezione d'Arte il dipinto “Against violence” · Olio e acrilico su tela · cm 1 4 x 1 9 · 2007 COLLEZIONI D'ARTE DEL VATICANO Acquisizione (in corso) nella Collezione d'Arte del dipinto "Omaggio a Karol Wojtyla" · Olio e cacao e acrilico su tela · cm 70 x 50 · 2009 COLLEZIONE D'ARTE DELLA FARNESINA · MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Acquisizione (in corso) nelle Collezione d'Arte il dipinto "Danza propiziatoria" · Olio e pigmenti su tela · cm 60 x 60 · 201 2 RINALDI-PALADINO ART MUSEUM FOUNDATION (Lugano · Svizzera) Acquisizione per la Collezione Permanente del dipinto “Strane percezioni” · Olio e caffè su tela · cm 70 x 50 · 2008 M.A.C.I.A. · MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA IN AMERICA (San José · Costa Rica) Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Giochi d'infanzia” · Olio e karkadè su tela · cm 60 x 40 · 2008 MUSEION - Museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano · Italia Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Istinto primitivo II” · Olio e hennè e cacao e acrilico su tela · cm 40 x 30 · 2009 MUSEO F. P. MICHETTI (Francavilla al Mare · Italy) Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Le 3 tesi” · Olio e acrilico e hennè su tela · cm 50 x 60 · 2009 PINACOTECA AMEDEO MODIGLIANI (Follonica · Italia) Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Il ciclo della vita” · Tecnica mista su legno · cm 65 x 1 00 · 2005 PINACOTECA SILVESTRO LEGA (Modigliana · Italia) Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Il bimbo e la lucertola” · Olio e caffè e acrilico su tela · cm 30 x 20 · 2007 AMBASCIATA D’ITALIA IN CINA (Pechino · Cina) Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto “L’alba di Pechino” · Olio su tela · cm 20 x 30 · 2008 AMBASCIATA D’ITALIA IN NUOVA ZELANDA per il costituendo MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA (Wellington · Nuova Zelanda) Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Le due anime” · Olio e cacao e karkadè su tela · cm 50 x 50 · 2008 COLLEZIONE FACCHINI · LA FENICE ET DES ARTISTES (Venezia · Italia) Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto “Tesi opposte” · Olio e caffè su tela · cm 40 x 40 · 2008 MUSEO SPELEOLOGICO "FRANCO ANELLI" (Grotte di Castellana · Italy) Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto “Caccia VI” · Olio e hennè e acrilico su tela · cm 80 x 1 00 · 201 0 MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA · FONDAZIONE NAZIONALE LOGUDORO MEILOGU (Banari · Italia) Acquisizione nella Collezione d'Arte del dipinto “La porta del Paradiso” · Olio e caffè su tela · cm 50 x 50 · 2008 ISTITUTO EUROPEO PEGASO (Foggia · Italia) Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto “Il tucano in Amore” · Olio e cacao su tela · cm 60 x 50 · 2009


Museums and Collections

MUSEUMS AND IMPORTANT ART COLLECTORS HAVE ACQUIRED ANDREA BENETTI ’ S WORKS

QUIRINALE ART COLLECTION (Roma · Italy) Acquired in the Art Collection “Caccia VII” · Oil and henna and acryllic on canvas · cm 50 x 1 00 · 201 0 UNITED NATIONS ART COLLECTION (New York · U.S.A.) Acquired in the Art Collection “Against violence” · Oil and acryllic on canvas · cm 1 4 x 1 9 · 2007 VATICAN ART COLLECTION (Vatican City State · Vatican City) It's currently in acquisition into Art Collection the artwork "A tribute to Karol Wojtyla" · Oll and cacao and acrylic on canvas · cm 70 x 50 · 2009 FARNESINA ART COLLECTION · MINISTRY OF FOREIGN AFFAIRS (Roma · Italy) It's currently in acquisition into Art Collection the artwork "Propitiatory dance" · Oll and pigments on canvas · cm 60 x 60 · 201 2 RINALDI-PALADINO ART MUSEUM FOUNDATION (Lugano · Switzerland) Acquired for the Permanent Collection “Strange perceptions” · Oil and coffee on canvas · cm 70 x 50 · 2008 M.A.C.I.A. ITALIAN CONTEMPORARY ART MUSEUM IN AMERICA (San José · Costa Rica) Acquired for the Permanent Collection “Childhood Games” · Oil and karkadé on canvas · cm 60 x 40 · 2008 MUSEION - Museum of modern and contemporary art Bolzano (Bolzano · Italy) Acquired for the Permanent Collection “Primitive instinct II” · Olio and henna and cacao and acrylic on canvas · cm 40 x 30 · 2009 F. P. MICHETTI MUSEUM (Francavilla al Mare · Italy) Acquired for the Permanent Collection “The 3 theses” · Oil and acrylic and henna on canvas · cm 50 x 60 · 2009 AMEDEO MODIGLIANI MUSEUM (Follonica · Italy) Acquired for the Permanent Collection “Cycle of life” · Mixed technique on wood · cm 65 x 1 00 · 2005 SILVESTRO LEGA MUSEUM (Modigliana · Italy) Acquired for the Permanent Collection “Boy and Lizard” · Oil and coffee and acrylic on canvas · cm 30 x 20 · 2007 ITALIAN EMBASSY IN CHINA (Beijing · China) Acquired for the Private Collection “Dawn in Beijing” · Oil on canvas · cm 20 x 30 · 2008 ITALIAN EMBASSY IN NEW ZEALAND for the new ITALIAN CONTEMPORARY ART MUSEUM (Wellington · New Zealand) Acquired for the Permanent Collection “The Two souls” · Oil and cacao and karkadé on canvas · cm 50 x 50 · 2008 FACCHINI COLLECTION - LA FENICE ET DES ARTISTES (Venezia · Italy) Acquired for the Private Collection “Opposing Theses” · Oil and coffee on canvas · cm 40 x 40 · 2008 SPELEOLOGICAL MUSEUM "FRANCO ANELLI" (Grotte di Castellana · Italy) Acquired for the Private Collection “Caccia VI” · Oil and henna and acrylic on canvas · cm 80 x 1 00 · 201 0 CONTEMPORARY ART MUSEUM · LOGUDORO MEILOGU NATIONAL FOUNDATION (Banari · Italy) Acquired in the Art Collection “The door to Paradise” · Oil and coffee on canvas · cm 50 x 50 · 2008 EUROPEAN INS TITUTE PEGASO (Foggia · Italia) Acquired for the Private collection “Toucan in Love” · Oil and cacao on canvas · cm 60 x 50 · 2009


Il Manifesto dell'Arte Neorupestre è stato presentato da Andrea Benetti alla 53. Biennale d'Arte di Venezia, all'interno del padiglione "Natura e sogni" presso l'Università Ca' Foscari · San Giobbe · Cannaregio · Venezia · Italia

MANIFESTO DELL'ARTE NEORUPESTRE All'alba dell'umanità, ancor prima di inventare la scrittura, l'uomo sentì la necessità di comunicare, di lasciare una traccia di sé nel mondo; tutto ciò lo fece grazie alla pittura. Quell'uomo si rapportava ogni giorno con il sole, con la terra, con l'acqua, con il cielo... integrandosi armonicamente nella natura; e quand'anche la natura non rappresentasse una minaccia, egli la rispettava, con il rispetto che si deve ad una divinità, consapevole dei propri limiti umani. L'uomo contemporaneo ha rinnegato quei limiti e calpestato quel rispetto, ponendosi prepotentemente al centro del mondo e mettendo al primo posto le proprie esigenze, il proprio egoismo. Così facendo, ha stupidamente distrutto un incantesimo e profanato la sacralità della natura e della vita. Allora, facciamo un passo indietro. Azzeriamo e ripartiamo da quel doveroso rispetto per la natura e per l'essere umano; l'arte, deve ripartire dalla prima forma artistica, ovvero l'arte rupestre. Noi dobbiamo ripartire dagli albori dell'uomo e dall'arte primigenia, per ricostruire un nuovo mondo, in cui il rispetto per la natura e per la dignità umana siano finalmente al centro del volere dell'uomo. Solo così riaffermeremo la sacralità della vita, ormai perduta in cambio di un miope e vacuo stile di vita, che sta portando la terra all'autodistruzione. Ricreiamo le condizioni per “avvolgere” il mondo di amore e di pace. Ripartiamo da quella pittura rupestre, che l'uomo primitivo, molto più saggio di noi, realizzava sulle pareti rocciose, ingraziandosi il volere delle forze sovrannaturali. Per la propria parte, questo è ciò che l'arte può fare. Ritroviamo dentro di noi quell'essenza primordiale, incontaminata, priva dei condizionamenti, che muovono l'uomo odierno; condizionamenti imposti da un sistema consumistico mondiale, che ci sprona sempre di più ad essere produttori inarrestabili e consumatori insaziabili. Ricreiamo un giusto rapporto tra l'uomo e l'ambiente, tra la produzione ed il consumo. Ricerchiamo dentro di noi la purezza del bambino, che ancora non conosce il mondo e lo interpreta attraverso la fantasia, osservandolo con curiosità e stupore. Viviamo rappresentando l'oggi come un attimo immortale ed analizzando il passato con uno sguardo critico, ma costruttivo; non viviamo in termini utilitaristici, in cui ogni atto è paragonabile ad una mossa, nel gioco degli scacchi, il cui fine è quello di conquistare tutta la scacchiera. Viviamo ascoltando l'essenza che c'è in ognuno di noi; quell'essenza fanciullesca che ci porta ad amare il contatto con la natura, il cibo sano, le tradizioni, i valori condivisi e fondanti, che hanno elevato per lungo tempo l'esistenza umana; rifuggiamo dalle gettate

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Il Cavallo dipinto da Andrea Benetti proiettato (dimensione 6 x 4 metri) sulla parete rocciosa della caverna "La Grave", dentro le grotte di Castellana, durante l'inaugurazione della mostra "la pittura Neorupestre" a cura del professor Massimo Guastella Andrea Benetti’s Il Cavallo projected (6 x 4 metri) onto the rocky wall of the "La Grave" cavern, inside the Castellana caves, during the inauguration of the show "Neo Cave Painting" curated by professor Massimo Guastella


di cemento incontrollate, dalle plastiche, che ormai avvolgono ogni cosa, dalla velocità forsennata che permea, inconsciamente, ogni nostra azione e ci spinge ad una corsa esasperata, anche laddove essa non è affatto necessaria. Riappropriamoci del corso della storia e non accettiamo passivamente tutti i cambiamenti imposti dall'alto, mediante campagne di persuasione, che ci portano ad essere dei numeri e non più delle persone, con le proprie peculiarità e, soprattutto, con le menti pensanti. L'uomo non può mai essere un numero; nemmeno quando la popolazione mondiale raggiunge un affollamento senza precedenti. Ricordiamoci sempre che l'essere umano è, prima di tutto, un'essenza immateriale, oltre ad essere un corpo, troppo spesso proteso alla ricerca del piacere effimero. Questo concetto ci è ormai sfuggito dalla mente e questa “fuga” ha provocato effetti nefasti. Rinnegare o non coltivare la sfera immateriale dell'uomo e rinnegare l'uomo stesso. Questa concezione non è ispirata alla religione, ma ad una visuale “dualista” dell'individuo, ovvero che distingue i due livelli su cui cresce e si forma un essere umano. Non sbilanciare l'ago della bilancia a favore della materia nelle scelte di vita, è un evidente segno di consapevolezza e di saggezza, che ci eleva da qualsiasi altro essere vivente. Senza una parte di mistero, di immaterialità, l'uomo non ha futuro ed è destinato all'estinzione; e prima dell'estinzione toccherà il fondo dell'esistenza, in cui il valore della vita non esisterà più, sacrificato sull'altare di un edonismo becero e privo di solidi contenuti. Nel parallelismo con l'arte, i simboli, i tratti, i colori devono tornare ad essere i protagonisti della pittura, forieri della semplicità e della bellezza della vita che rappresentano. L'istintività, il sentire primordiale, che risiede in ognuno di noi, deve guidarci nell'interpretare ciò che ci circonda; anche l'uso e l'assimilazione della tecnologia più avanzata deve essere filtrata attraverso questa sensibilità. Nell'arte, il senso del mistero, dell'ignoto, deve regnare incontaminato; devono esistere dei dubbi, poiché nella “società delle certezze” non vi è più spazio per la fantasia e, qualora essa sia presente, appare finta, creata a tavolino e finalizzata ad un risultato certo. Tracciamo un netto confine tra ciò che è vero e sentito, che viene da quella parte “misteriosa” del nostro io, e ciò che è falso e strumentale. Una lavatrice rotta o una bicicletta arrugginita non sono arte, ma semplicemente una lavatrice rotta ed una bicicletta arrugginita. L'arte è tutt'altra cosa. Nelle grotte della preistoria, ove gli “artisti rupestri” tracciavano i propri segni e spargevano i colori, era già stato inventato tutto; le opere figurative, astratte, simboliste, concettuali... Le future strade dell'arte pittorica erano già delineate nel complesso; nulla mancava all'appello. Ripartiamo, allora, da quelle intuizioni geniali, istintive, che venivano dal cuore ed avevano la forza dell'infante, che traccia segni e colori, spesso inconsapevole dei significati intrinsechi delle proprie creazioni, poiché generate da un livello subcosciente ed affiorate al conscio senza mediazioni. Produrre dei beni per cento volte quelle che sono


le nostre reali esigenze ed assistere impassibili ad una grande fetta dell'umanità, che muore ogni giorno per l'assenza di acqua e di cibo, è criminale ed antitetico al nostro sentire. Con quale coscienza possiamo avvallare la civiltà del consumismo, quando ancor oggi vi è una vasta parte del mondo che lotta per la sopravvivenza, quasi sempre perdendo? Un azzeramento è necessario, prima che sia, e forse lo è già, troppo tardi. Se l'essere umano vorrà evitare l'autodistruzione, sarà necessaria una ripartenza, che tenga conto degli errori commessi, per superarli e dare un peso alle cose vere dell'esistenza umana, rifuggendo i falsi miti e le stupidaggini imposte da uno stile di vita vacuo, ma generatore di profitti per coloro che lo controllano. Ad un certo potere fa comodo un individuo che non pensi, che non si erudisca, che segua pedissequamente le mode create in laboratorio. Guardiamo intorno a noi ed iniziamo a verificare il quoziente di consapevolezza della gente comune, per capire quanto siamo raggirati, “rincretiniti”, resi innocui da una marea di stupidaggini che, all'improvviso, sono divenute tutte un'importante ed unica ragione di vita. Vi sono molti fattori, che caratterizzano il progresso della nostra civiltà, che possono essere considerati delle armi a doppio taglio; e ciò dipende da come le usiamo. Purtroppo, nella società, l'uso improprio e l'abuso di molti beni è ormai la prassi, divenuto un consolidato “modus vivendi”. Tutto ciò accade trasversalmente, accomunando i più abbienti agli indigenti, i giovani agli anziani, tutti uniti nella forsennata corsa, che ci sta portando ad essere, non più individui, ma pedine, le cui scelte, i cui movimenti, sono comandati dall'alto, ma senza fili, poiché tutto ciò non sia percepito come una dittatura, bensì come scelte assunte dall'individuo, grazie al libero arbitrio. Siamo dunque “pilotati” come una macchinina radio comandata ed abbiamo la sensazione di essere liberi, di decidere noi ciò che determina il nostro futuro; ma liberi non lo saremo mai, finché non spezzeremo questa catena di tacita e, molto spesso, inconsapevole obbedienza. Ecco perché l'arte deve simbolicamente ripartire dalle proprie origini; essa ha sempre precorso i tempi ed appare come un faro da seguire; questa volta, però, non correrà verso l'ignoto, verso l'inesplorato, ma avrà la lungimiranza di ritornare sui propri passi, verso le proprie radici, consapevole della necessità di dare un segnale chiaro e forte di ricostruzione delle fondamenta, che sono alla base della nostra esistenza. Sarà un ritorno alle origini simbolico; ma spesso i simboli posseggono una forza pari soltanto alla forza della natura; quella stessa natura con cui dobbiamo ritornare in armonia e ricominciare a rispettare e ad amare.

Bologna, 7 dicembre 2006


The “Manifesto of Neo Cave Art” was presented by Andrea Benetti at the 53rd Venice Biennale in the “Nature and Dreams” pavilion in the Ca' Foscari University · San Giobbe · Cannaregio · Venice · Italy

MANIFESTO OF NEO CAVE ART Since the dawn of humanity, well before the invention of written language, Man felt the need to communicate, to leave some trace of his passage through this world. This he accomplished through painting. Early Man had to deal with the sun, the earth, the waters and the sky every day… had to find a way to find his place in the balance of Nature. And even when Nature was unthreatening, he was in awe of Her, treating Her with the respect due a Deity, in full awareness of his own human limitations. Contemporary Man has denied those limits and trampled that respect, placing himself at the center of the universe and giving his own selfish needs absolute priority. In doing so, he has stupidly destroyed the enchantment and desecrated the sanctity of Life and Nature. So let’s take a step backward. Let’s start over, with the proper respect for Nature and for human life as our point of departure. Art needs to begin afresh from its earliest form: cave painting. We need to go back to the dawn of Man and his primeval art to reconstruct the world: a new world in which respect for Nature and human dignity are finally at the heart of the will of Man. Only in this way will we reaffirm the sacredness of Life which we have sacrificed in favor of an empty, short-sighted lifestyle, one which has been leading us to our own destruction. We need to recreate the necessary conditions to be able to envelop the world in love and peace. Let’s begin with cave paintings, with which primitive man, being far wiser than we are, decorated his rocky walls to gain favor with the supernatural forces. This is what Art can do. We must rediscover within ourselves that primordial, uncontaminated essence, free of the preconceptions which condition modern Man: conditions imposed by a global consumption-driven society that is spurring us on to become unstoppable producers and insatiable consumers of an endless stream of goods. We need to rebalance the relationship between Man and Environment, between production and consumption. We need to seek the purity of our inner child who has yet to discover the world but instead still interprets it through his imagination, observing it with wonder and curiosity. We need to live as if the present moment were eternal, regarding the past with a critical, but constructively critical eye. We must cease seeing our lives as merely utilitarian, where every action can be likened to a chess move, aimed at conquering the board. We must learn to live by listening to our own essence: that childlike essence that loves contact with nature, eats healthy food, lives in tune with traditions, the deep-rooted and widely-shared values

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La copertina del catalogo creato per la presentazione del "Manifesto dell'Arte Neorupestre" di Andrea Benetti · Umberto Allemandi & C. Edizioni · 53. Biennale di Venezia The cover of the catalogue created for the presentation of the "Cave Art Manifesto" by Andrea Benetti · Umberto Allemandi & C. Editions · 53rd Venice Biennale


that have long buoyed humanity. We seek refuge from the advancing cement blocks, from the plastics that have come to envelop everything, from the frantic pace that subconsciously permeates our every deed, pushing us into a headlong rush even when there is effectively no need to hurry. Let’s take back the course of history and not passively accept the changes forced on us by the powers that be, which, through campaigns of persuasion tactics, have tried to take away our individual personhood and reduce us to mere numbers, weighed down with heavy minds. A person cannot be reduced to a number, not even in the face of the unprecedented rise in global population. We need to remember that the human being is, first and foremost, an ethereal essence, beyond his material body, which all too often is obsessed with the pursuit of ephemeral pleasures. This concept seems to have escaped our conscious mind and its flight has had dire consequences. To deny or fail to cultivate the immaterial sphere of our humanity is to deny that which makes us human. This concept is not rooted in any religion, but is the fruit of a “dualistic” view of the individual which recognizes that human beings develop and grow on both levels. Not allowing the material side of life to outweigh the ethereal is a sign of wisdom and awareness that elevates us above other living creatures. Without this element of mystery, of immaterialism, man has no future and is destined to become extinct. But before extinction, he will have reached the lowest point of his existence, where life itself ceases to be of value, having been sacrificed on the altar of rampant hedonism devoid of any solid content. By the same token, as far as art goes, symbols, lines and colors need to once again be the main features of a painting, recounting in their simplicity and beauty the life they represent. We need to allow the sense of primordial instincts that resides within each of us to be our guide, our key to interpreting the world around us. Even our assimilation and use of the most advanced technologies has to be filtered by this sensitivity. This sense of mystery, of the unknown, must reign unencumbered in art. There must be an element of doubt because in a “society of certainties,” there is no room for imagination and anything that recalls imagination seems fake, designed in some office to produce a particular effect. We draw distinct boundaries between that which is truly felt, which comes from that “mysterious” part of ourselves, and that which is false and exploitive. A broken-down washing machine or a rusted bicycle are not art; they are simply a broken-down washing machine or a rusted bicycle. Art is another thing altogether. In the ancient caverns, where prehistoric “cave-artists” traced their lines and spread their colors, every art form was invented: figurative, abstract, symbolic, conceptual… The future of painting was already mapped out; nothing was missing. Let’s start over, then, once again tapping into those flashes of intuitional, instinctive genius that come straight from the heart with the power of a child; the child who draws and colors, often without knowing what his creations might mean, since they appear full-blown and


unadulterated directly from his subconscious. Producing a hundred times more goods than we actually need while passively witnessing a huge portion of humanity perish each day for lack of food and water is criminal and the antithesis of our instinctual tendencies. How can our conscience allow a consumerist civilization to exist in a world where so many are struggling, often in vain, merely to survive? We need to start from scratch before it’s too late, if it isn’t already. If humanity hopes to escape self-destruction, it must start over, trying not to make the same mistakes but placing importance on the true values of human existence, refuting the false myths and idiocies imposed by a vacuous lifestyle that generates profit for those that control it. It is easier for the powers that be to rule over a people that does not think for itself or educate itself, but blindly follows the dictates of laboratory-created fashions. If we look around us and begin to measure people’s general level of awareness, we realize just how much we have been tricked: tricked into a stupor of stupidity that has rendered us harmless; tricked into believing that the flood of stuff we are meant to desire is the essential meaning of life, the goal of our existence. The progress of our civilization has been characterized by a host of factors which may be regarded as double-edged swords, depending on how we use them. Unfortunately, improper use or abuse of many goods in our society has come to be the norm, rather than the exception; a well-established way of life. This is true across the board, uniting the indigent with the wealthy, the young and their elders, all running a mad, frantic race which is leading us away from our identity as individuals and turning us into pawns, into puppets whose movements and choices are manipulated from above, so cleverly that we don’t realize we are victims of a dictatorship, but believe we are exercising our free will as individuals. We have therefore been “programmed” like remote-controlled toys to believe that we are free to make our own choices and decide for our own future. But in fact we are not free and never will be unless we manage to break the shackles of our tacit and often unconscious obedience. This is why art needs to return symbolically to its roots. In every era art has been ahead of its time, a beacon to be followed. This time, however, it will not be leading blindly towards unexplored territory, but will have the wisdom to backtrack towards its origins, aware of the importance of its role in providing the cornerstones for reconstructing the foundations on which our very existence is built. It will be a return to our symbolic roots, but remember that symbols sometimes have a power which is matched only by the force of Nature. And it is with Nature that we must seek harmony; Nature that we must once again learn to respect and to love.

Bologna, December 7, 2006


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Il simbolismo nella pittura Neorupestre