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Unità sì, Unanimism mo no innovazione

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AD DALBERT TO BERTU UCCI

VINCENZ ZO MICELI En np pacl: modernità e

AAVV Lista indipendente in cerca d''aautore

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MASSI Conciliazione delle controvversie di lavoro:problemii e proosp s ettive NUME RO 1

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Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma


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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma

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AA.VV.

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Vincenzo Miceli

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Un clamoroso successo

ENPACL: innovazione e moderazione

AA.VV. Lista indipendente in cerca d'autore

Eufranio Massi Conciliazione delle controversie di lavoro: problemi e prospettive

Rubriche

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L'Editoriale UnitĂ  sĂŹ, unanimismo no

Contrordine compagni Se avanzo seguitemi

Voci dal Territorio La Consulta II

Misteri di Roma Trasformare piombo in oro nel cuore di Roma - La Porta Magica di Piazza Vittorio

Vita nell'Ordine..Ordine nella Vita Elezioni delegati Enpacl: schiacciante vittoria della Lista 1

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TRASFORMA IN ORO NEL CU

Andrea To T Tomassini massini La parola «alchimia» è un termine che indica quell'insieme di dottrine esoteriche basate sulla trasformazione dei metalli vili in metalli nobili. Gli alchimisti volevano dimostrare come potesse avvenire la trasformazione di un uomo comune in un uomo spirituale. Un antico ed affascinante mistero che si inquadra nel sistema filosofico esoterico, combinando elementi di chimica, fisica, astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione. Nonostante le innumerevoli e contrastanti definizioni e teorie, sul piano culturale, il pensiero alchemico è considerato dalle fonti più attendibili il precursore della chimica moderna e precursore della nascita del metodo scientifico. Il segreto di questa nobile ed affascinante scienza, sembra essere custodito e non ancora decodificato nel cuore del quartiere Esquilino a Roma ed NUME N UMER RO O 1

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ancora più precisamente in Piazza Vittorio Emanuele, a Roma, sugli stipiti della “Porta Magica” o “Porta Ermetica” o meglio ancora “Porta Alchemica” costruita per volere del Marchese di Palombara La Piazza fu costruita ed allestita, più o meno come noi la vediamo ora, intorno al 1890. Sul piano architettonico risulta racchiusa su tutti e quattro i lati da grandi palazzoni nello stile tipico del tardo XIX secolo. Sul piano stradale è contornata da una serie ininterrotta di arcate, affollate di negozi fra i quali domina la comunità cinese. Questa architettura circonda un vasto giardino nella cui estremità settentrionale si ergono le maestose seppur decadenti rovine del ninfeo di Alessandro Severo (III secolo), altrimenti note col nome di “Trofei di Mario”, a rievocare l'antica memoria del quartiere popolato sin dal VII secolo aC. Infatti,

nel corso dell'età imperiale, in quel luogo trovavano dimora ricche tenute suburbane di proprietà di romani facoltosi, che beneficiavano della rete di condutture idriche che portavano l’acqua a Roma seguendo i dotti delle prospicienti mura cittadine. All’interno di questo giardino è incastonata fra i ruderi la “Porta Alchemica”, anche conosciuta come "Porta Magica" o "Porta Ermetica" che fu fatta costruire per volere del marchese di Palombara nel 1600 all’interno della sua villa che originariamente trovava luogo proprio non lontano a dove ora si trova Piazza Vittorio Emanuele. Un gioiello ricco di misteri e studi che sembra riporti incisi sulla sua struttura, il segreto alchemico che da tanti anni cercano di decifrare senza successo. La leggenda dice che il segreto della trasformazione del piombo in oro sia inciso su quella porta. L’Alchimia ha una propria valenza su molti piani, non ultimo su quello spirituale, dove la trasformazione Alchemica del “piombo in oro” rappresenta l’elevazione spirituale a noi tutti dovuta sulla quale, nei secoli, sono nati innumerevoli movimenti di pensiero filosofico, tradizionali ed esoterici. Come vari altri esponenti di una ristretta élite culturale, il Marchese Massimiliano di Palombara era affascinato ed impegnato i prima persona nello studio e nell’eserci-

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ARE IL PIOMBO UORE DI ROMA La porta magica di piazza Vittorio Emanuele zio delle scienze esoteriche. Disponendo questi di rilevanti mezzi economici e di una posizione sociale di rilievo, finanziava esso stesso la ricerca alchemica. Nella sua villa infatti convenivano importanti personaggi della vita sociale e politica del tempo fra i quali possiamo ricordare la regina Cristina di Svezia, trasferitasi a Roma dopo aver abdicato, l'illustre studioso Padre Athanasius Kircher, il noto astronomo Domenico Cassini. Il Marchese di Palombara era peraltro anche un membro dei Rosacroce, un famoso ordine esoterico, il cui simbolo era la Rosa in forma di Croce. Fu istituito per la prima volta nel 1407 da un occultista tedesco di nome Christian Rosenkreuz (il cui nome tramandato nei secoli si pensa fosse solo un nome di fantasia ideato per proteggere la vera identità del fondatore), che aveva studiato le scienze occulte in

Terrasanta. L'ordine dei Rosacroce si estinse nel '500 e fu successivamente rifondato agli inizi del XVII secolo. La dottrina dei Rosacroce investiva innumerevoli campi della scienza e della conoscenza. Il denominatore comune di tutte le loro pratiche era sempre il misticismo ed il postulato che solo gli adepti iniziati potevano avere accesso ai segreti della conoscenza, gettando le basi metodologiche e i pensiero di quella che è poi divenuta la moderna massoneria. All’uopo Villa Palombara era provvista di un piccolo annesso ad uso dependance, che si suppone contenesse un laboratorio, dove segretamente venivano svolti i convegni e gli esperimenti alchemici, quasi facessero parte di un rituale più ampio e complesso. In quel contesto un giovane medico ed alchi-

mista milanese, tale Giuseppe Borri, espulso dal collegio di Gesuiti proprio a causa del suo grande interesse per l'occultismo, venne a Roma e si unì al circolo di Villa Palombara La Santa Inquisizione in quel periodo perseguitava chi con lo studio della scienza potesse destabilizzare e minacciare l’assetto della Chiesa. La leggenda, tramandata nel 1802 dall’abate ed erudito Girolamo Cancellieri, narra che un pellegrino fu ospitato nella Villa Palombara per una notte. Il pellegrino sembra fosse l’alchimista Francesco Giustiniani Bono, la cui storia vuole che per tutta la notte avesse lavorato alla ricerca di una misteriosa erba, capace di produrre oro. Il mattino seguente, questi fu visto sparire attraverso la “Porta Alchemica” di Villa Palombara e che dietro di lui furono ritrovati frammenti d’oro e una carta con strani simboli ed enigmi attribuiti al segreto della pietra filosofale. Il marchese di Palombara fece incidere sulle cinque porte e sui muri della sua villa il contenuto del manoscritto nella speranza che un giorno qualcuno riuscisse a capire il loro significato.

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IL SIGNIFICATO DELLA PORTA MAGICA Andiamo am a vedere insieme e leggere le iscrizioni della porta seguendo l’ordine indicato da un’incisione del XIX secolo. Sopra la porta è affisso un grosso disco con un doppio triangolo a forma di stella a sei punte del re Salomone, contornato dal motto [2] TRI SVNT MIRABILIA DEVS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINVS ET VNVS, "tre sono le cose mirabili: Dio e l'uomo, la madre e la vergine, l'uno e il trino". Un cerchio sormontato da una croce [3] è sovrapposto alla stella e reca un altro motto, CENTRVM IN TRIGONO CENTRI ("il centro è nel triangolo del centro"). Nella parte più alta dello stipite, una scritta in ebraico [4] recita RUAH ELOHIM, "Spirito Divino"; subito sotto [5] vi è un riferimento mitologico a Giasone: HORTI MAGICI INGRESSVM HESPERIVS CVSTODIT DRACO ET SINE ALCIDE COLCHICAS DELICIAS NON GVSTASSET IASON ("il drago delle Esperidi custodisce l'ingresso dell'orto m o e senza Ercole Giasone non avrebbe assaggiato le delizie della Colchide"). Infatti gli alchimisti magico iidentificavano d f il Vello d'Oro cercato da Giasone nell'antico mito degli Argonauti con la pietra filosofale, ll'obietti ' tt vo fondamentale dei loro studi. l'invocazione allo Spirito Divino I montanti dello stipite, [6] e [7], recano simboli dei pianeti (a ciascuno dei quali corrispondeva un dio ed un metallo) e motti in ordine alterno, dall'alto verso il basso, come di seguito descritto:

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Sul montante sinistro: (Saturno ( = piombo) QVANDO IN TVA DOMONIGRI CORVIPARTVRIENT ALBASCOLVMBASTVNC VOCABERISSAPIENS "quando nella tua casa corvi neri partoriranno bianche colombe,allora tu potrai V dirti d saggio". (Marte = ferro) QUI SCITCOMBVRERE AQVAET LAVARE IGNEFACIT DE TERRACAELVMET DE CAELO Q T TERRAMPRETIOSAM "chi sa ardere con l'acqua e lavare col fuoco, fa della terra il cielo e del cielo la tterra e ppreziosa" (Mercurio = mercurio) AZOT ET IGNISDEALBANDOLATONAM VENIETSINE VESTE DIANA A ""sbiancando Latonacol mercurio e col fuoco,Diana viene senza veste" Sul montante destro: (Giove = stagno) DIAMETER SPHAERAETHAV CIRCVLICRVX ORBISNON ORBIS PROSVNT "il diametro della sfera, la Tau del cerchio,la croce del globo,ai ciechi non servono" (Venere = rame) SI FECERIS VOLARETERRAM SVPERCAPVT TVVMEIVS PENNISAQVAS T TORRENTVMCONVERTES R IN PETRAM "se farai volare la terra sopra la tua testa,con le sue penne (= i suoi vvapori)trasformerai l'acqua dei torrenti in pietra" (Sole ( = Apollo = oro) FILIUS NOSTERMORTVVS VIVITREX AB IGNE REDITET CONIVGIOGAVDET OCCVLTO "il F nnostro o figlio morto vive, ritorna Re dal fuoco e gode dell'occulto accoppiamento". Tutti i motti si riuniscono e sintetizzano negli ultimi due, il cui significato è: "purificando la materia (Latona) col T m mercurio ur e col fuoco, l'argento (Diana) si rivela" e "rinascendo dalle proprie ceneri (il figlio morto che vive, tornando dal fuoco come una fenice), lo spirito e la materia divengono un tutt'uno, come risultato delle nozze alchemiche, cioè l'unione di un principio naturale e del suo opposto (l'occulto accoppiamento)". La parte inferiore dello stipite [8] reca il simbolo della monade, l'unità fondamentale dell'essere ed ancora un’iscrizione:EST OPVS OCCVLTVM VERI VT GERMINET SOPHI APERIRE TERRAM SALVTEM PRO POPVLO ("è l'opera segreta del vero saggio aprire la terra, affinché germini per la salvezza della gente"). Sulla faccia superiore del medesimo blocco marmoreo, il gradino della porta [9], è inciso l'interessante motto SI SEDES NON IS, che si può leggere da sinistra verso destra, "se ti siedi non procedi", d ma anche da destra verso sinistra (SI NON SEDES IS), col significato opposto: "se non ti siedi procedi"; d a prescindere dalla direzione. Questo racchiude l'insegnamento di rimanere costanti nel perseguimento NUME N U M E 1percorso 5 MA M A RZ R Z O 2 0e 1 1 dei propri obiettivi. del proprio oRROO 1 15

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AT TWOIC - Numero 1_2011