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Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P. L. n. 46/2004 art 1 comma 1 (TAB ROC), numero progressivo periodicità AUT. DR/CBPA/CENTRO1 VALIDA DAL 30/03/2006

Periodico d’informazione dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani Regione Umbria Aut. Trib. Terni N°13/05 del 23/12/2005

ANNO IV N° 10 (I Quadrimestre 2009)


26 SETTEMBRE 1997 Una data che rimarrà a lungo impressa nella memoria delle popolazioni montane e pedemontane di Umbria e Marche, e che la tragedia d’Abruzzo ha drammaticamente ricordato. Fummo fortunati: già ad inizio settembre un forte movimento tellurico ( VI/VII Mercalli ), con epicentro Colfiorito di Foligno, aveva “ avvertito “ la gente ed allertato la Protezione Civile. Così, la scossa delle 2,33 della notte del 26 ( VIII Mercalli ), facendo chiudere scuole ed uffici, evitò centinaia di morti nella successiva, tremenda, delle 11,42, allorché si sovrapposero due onde: ondulatoria del IX/ X ( poi il pennino del sismografo finì fuori della sede! ) e sussultoria del VI: un’accoppiata anomala, particolarmente distruttiva. In Umbria, 11.000 scosse, di cui più di 3.500 avvertite dalla popolazione, “ interessarono “, in 66 comuni, 70.000 edifici privati ( 27.780 danneggiati – oltre 9.000 evacuati ), 2.500 pubblici, 2.000 aziende, 2.300 beni culturali ( chiese, monumenti, opere d’arte ). Solo per il crollo nella Basilica di Assisi vennero recuperati 300mila frammenti delle opere di Giotto e Cimabue. Molti centri storici antichi ( su tutti, quello medioevale, bellissimo, di Nocera Umbra ) vennero distrutti o gravemente lesionati. Evacuate 9.300 famiglie, 22.604 persone. Tutta Italia si mobilitò; ricevemmo tanti, tantissimi aiuti ( a volte anche troppi ) non solo dall’intero Paese, ma da ogni parte del mondo. Ricordando tutto ciò, sono convinto che non rimarremo insensibili all’appello di generosità che ci arriva da ANDI ONLUS. Grazie, A.M.


ANNO IV - I QUADRIMESTRE 2009 - N° 10 PERIODICO QUADRIMESTRALE DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DENTISTI ITALIANI - UMBRIA

ANDI UMBRIA

. Direttore Responsabile Antonio Montanari . Vice Direttore Ornella Tulli

umbria www.andipg.it

Sommario

Periodico d’informazione dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani Regione Umbria Aut. Trib. Terni N°13/05 del 23/12/2005 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P. L. n. 46/2004 art 1 comma 1 (TAB ROC), numero progressivo periodicità AUT. DR/CBPA/CENTRO1 VALIDA DAL 30/03/2006

. Direttore Editoriale Ferruccio Saldi

ANNO IV N° 10 (I Quadrimestre 2009)

. Segreteria di Redazione e Pubblicità Studio Montanari Politi Via Brigata Garibaldi, 8 06034 Foligno (Pg) Tel. e Fax 0742.23731 e-mail: ezio.politi@tele2.it antonio.montanari@yahoo.it

. Tipografia Grafica Impaginazione Tipolitografia Sergio Recchioni Via A. Mollari, 12 - loc. Paciana 06034 Foligno (Pg) Tel. 0742.23214 Fax 0742.320196 tipografia@tipografiarecchioni.it cinzia@tipografiarecchioni.it

4 Editoriale del Direttore Responsabile 5 L’Associazione per l’Abruzzo 6 L’opportunità di un accordo 8 3° congresso Regionale ANDI Umbria 10 News dal Sindacale 12 Odontoiatria: quale futuro? 13 Programma culturale 2009 ANDI Tr 14 Odont. legale: obbligazione di mezzi o di risultati? 18 Rubrica fiscale: diritti del contribuente

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Editoriale del Direttore Responsabile

Coraggio, Fratelli d’Abruzzo Antonio Montanari Direttore Responsabile

antonio.montanari@yahoo.it

Questo numero del Bollettino ANDI UMBRIA, pur in presenza di alcune importanti iniziative dell’Associazione, non poteva non iniziare con un pensiero profondo per i tragici fatti di Abruzzo.

Voglio anzitutto sottolineare la grande forza, l’enorme coraggio e soprattutto la straordinaria dignità con cui la gente d’Abruzzo ha affrontato e sta affrontando la pesantissima calamità. Come, consentitemi, già accaduto nel 97 nel territorio umbro-marchigiano (dati a pag. 2) dopo un primo momento di comprensibile sconforto, i cittadini abruzzesi hanno subito reagito rimboccandosi le maniche e preoccupandosi di riprendere quanto prima il lavoro e le consuete attività. È il comune ceppo osco-umbro (primi popoli italici, XII Sec. A.C.) che ha temprato gente tosta, tenace, caparbia, abituata alla dura vita di campagna e di montagna, al lavoro, al sacrificio. Voglio dunque raccontare loro un episodio, accaduto nell’ormai lontano ’97, a Nocera Umbra, la mia città natale. Tra i tanti volontari accorsi, vi erano numerosi friulani, alcuni di Gemona. Da essi, le prime parole di conforto “Coraggio, tra pochi anni, i vostri paesi, le vostre case saranno più belli e sicuri di prima”. Ci sembrava impossibile, è stato così! Chi vuole, venga in Umbria a verificare di persona: sarò felice di fargli da guida. Per tutti gli altri, qualche dato. Ma senza intenti partitici: governi di vario orientamento, regione di un colore, Assisi (forse la città che meglio è più in fretta ha ricostruito) di un altro, ma tutti uniti! Già dopo pochi mesi quasi tutte le attività erano riprese. Al primo anno, numerose famiglie erano rientrate nelle proprie case. Il 26 settembre 2007 (decennale) il 90% delle persone era a casa, il 5,5% in alloggi alternativi (edilizia residenziale pubblica o altro, in muratura), il 4,4% in autonoma sistemazione e solo poche decine (cd. Casi Sociali) ancora nelle casette/ container (prevalentemente stranieri, che non possedevano casa prima del sisma!), ai quali spesso, aimè, i media dedicano particolare attenzione. Non solo, sul versante infrastrutturale: Nuovo Ospedale di Foligno realizzato in 5 anni SS 77 Foligno- Civitanova Marche a 4 corsie totalmente finanziata Nuove caserme VVFF di Nocera / Gualdo e Foligno - Centro Nazionale di Protezione Civile a Foligno con potenziamento dell’Aeroporto a suo servizio - Corso di Laurea in Protezione Civile a Foligno Restauro e riscoperta di centinaia di opere d’arte, affreschi , palazzi, e tanto altro per imprese, cultura turismo A Foligno, nuova Chiesa progettata dall’arch. M. Fuksas, già nelle riviste di architettura di tutto il mondo. Rifacimento degli acquedotti, delle reti infrastrutt., delle pavimentazioni urbane …e tanto altro… Il tutto, con una spesa finale (tra Umbria e Marche) di 12 miliardi di Euro, rispetto ai 25-30 mila miliardi di lire previsti all’inizio. (Persino in Friuli i costi lievitarono di molto, in rapporto, 48 miliardi di euro) È stata dunque la prima grande calamità naturale italiana dove si spenderà quanto previsto! Certo, ci sono pericoli da evitare (ditte edili non umbre fallite o “scappate” con l’acconto - ricorsi e controricorsi al TAR per appalti appetitosi). Ma sono state eccezioni, come Giove di Valtopina, o la UMI 1 di Nocera Umbra. In generale, il carattere e l’onestà di cittadini ed Istituzioni hanno avuto la meglio. Coraggio dunque, Fratelli d’Abruzzo, Voi farete ancor meglio di noi, ne sono convinto. “Tra pochi anni le Vostre case, i Vostri paesi saranno più belli e sicuri di prima!”. 4


Emergenza terremoto: l’intervento della Associazione e della Fondazione ANDI Onlus Marco Landi Presidente Andi ONLUS

landi_marco@fastwebnet.it

La Fondazione ANDI Onlus è il “braccio solidale” della nostra Associazione, lo strumento che veicola e realizza la volontà dell’ ANDI di essere presente nel sociale con una progettualità che abbraccia varie problematiche: dalle malattie rare, con il progetto di assistenza ai pazienti affetti da Displasia Ectodermica, alla cooperazione internazionale, con i progetti in Guatemala e prossimamente in Haiti; dalla ricerca scientifica, con il progetto sul Papilloma Virus Umano (HPV), ad iniziative qualche volta anche controcorrente come il recente progetto di prevenzione della salute orale negli Istituti Penitenziari della Sicilia. Nell’emergenza creatasi col terremoto abruzzese ci siamo attivati immediatamente, mettendoci a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile per l’assistenza odontoiatrica, e attivando un conto corrente dedicato ad una raccolta fondi specifica. Grazie alla disponibilità di due colleghi di Lecce, Andrea e Fabio e Peschiulli e della sezione di Bari col Segretario Culturale Nazionale, Dr. Nicola Esposito, ANDI ha potuto inviare quasi subito un camper attrezzato con una poltrona, posizionato nella tendopoli di Paganica, che nelle prime settimane dal sisma ha già realizzato più di mille interventi su emergenze odontoiatriche. Con il supporto delle sezioni di Alessandria e Asti è stato posizionato nel campo sportivo dell’Aquila un container con un’altra poltrona , anch’essa dedicata alle emergenze. Entrambe le postazioni sono attive grazie all’instancabile opera dei nostri Colleghi abruzzesi che, nonostante la gravissima situazione personale, si sono messi a disposizione per dare una risposta alla prima emergenza. Fondamentale è stato, ed è tuttora, il coordinamento di queste attività e dei volontari ad esse connessi effettuato da Umberto Ciciarelli, presidente della sezione aquilana, Annarita Aquilio, presidente regionale e Emilio Cipollone, delegato regionale al Consiglio di Presidenza. Col passare dei giorni si è meglio delineato il profilo del nostro intervento, grazie anche all’incontro con i Colleghi soci ANDI colpiti dal terremoto, svoltosi ad Avezzano lo scorso 29 aprile. Moltissimi studi sono stati distrutti completamente o resi inagibili dal sisma e il recupero delle attrezzature ancora utilizzabili è al momento ancora molto problematico. Sono state così individuate insieme le due direttrici dell’impegno dell’Associazione. Innanzitutto ANDI sarà impegnata a fornire tutto il possibile supporto alla ripresa dell’attività professionale, fondamentale passo per il ritorno ad una normalità, per poter rispondere alle richieste di cure da parte dei pazienti che hanno dovuto interrompere le terapie in corso e anche per ridare sostegno economico alle famiglie dei colleghi che hanno perso la possibilità di operare nei propri studi. Ciò significa che saranno progettate delle strutture atte a dare la possibilità di operare in sicurezza sui propri pazienti pur con una rotazione dei colleghi nell’arco della settimana, e, contemporaneamente, messe in atto tutte le possibili azioni sindacali per far sì che i dentisti abruzzesi possano usufruire di tutti gli ammortizzatori sociali previsti per altre categorie di lavoratori in via straordinaria per l’emergenza. La Fondazione ANDI, per la sua peculiarità di Onlus, interverrà invece con un progetto di rilevanza sociale rivolto a tutta la comunità colpita dal sisma, individuando, su precise indicazioni dei colleghi abruzzesi uno o più obiettivi significativi. Sarà il segno concreto dell’impegno di tutti noi soci ANDI per la ricostruzione dell’Abruzzo e per questo rinnoviamo l’appello alla raccolta fondi, anche attraverso lo strumento del 5 per mille donato alla Fondazione. Aiutateci a dare più forza alla vita. CONTO CORRENTE DEDICATO N. 3101/30 presso la Banca Popolare di Sondrio - Ag. Sede Centrale Codice IBAN IT74K0569601600000003101X30 oppure con Carta di Credito attraverso il sito www.fondazioneandi.org con causale “EMERGENZA TERREMOTO ABRUZZO” 5


L’opportunità di un accordo Michele Mangiucca Delegato al Consiglio di Presidenza Nazionale

michelemangiucca@tin.it

Non è la prima volta che da queste pagine mi capita di parlare di solidarietà ed impegno sociale, e di quanto queste attività possano essere utili non solo a coloro verso i quali vengono svolte, ma anche allo spirito, all’entusiasmo e spesso all’umore di chi le mette in atto. Questa volta mi trovo ad evidenziare, con una analisi che non deve apparire cinica, quanto in certi casi un impegno sociale possa anche risultare utile da un punto di vista politico. L’accordo tra l’ANDI e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali nato da un’idea del Ministro della passata legislatura Livia Turco e sostenuto e voluto dall’attuale governo, sta già cominciando a dare i suoi frutti in termini di dialogo ed attenzione ai problemi della nostra categoria, non già da non ben identificati e mutevoli personaggi politici, come in passato, ma dal Ministro Sacconi, il Sottosegretario alla Salute Fazio e il suo consulente per l’odontoiatria prof. Gherlone. La revisione degli Studi di Settore in seguito al riconoscimento di uno stato di crisi anche nella nostra professione, la proposta di cassa integrazione per i dipendenti degli studi professionali,sono istanze non solo recepite, ma già in fase di studio ed attuazione. Addirittura i media, ho la sensazione. si stiano cominciando a porre in maniera diversa nei confronti della nostra categoria. Proprio in questi giorni, partecipando in rappresentanza dell’ANDI ed insieme ad un esponente della Federconsumatori ad un inserto del Tg3 regionale che promuoveva l’accordo, alla giornalista che intelligentemente notava come nella premessa del documento sottoscritto il Ministero ammetteva le carenze del servizio odontoiatrico pubblico, ho potuto ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), Per conoscere nel ribadire la disponibilità della nostra Associala più grande associazione di categoria del settore, dettaglio i contenuti ha sottoscritto con il Ministero del Lavoro, della zione di liberi professionisti a fornire la nostra dell’accordo visita il sito Salute e delle Politiche Sociali un accordo www.obiettivosorriso.it consulenza per un più corretto utilizzo delle volontario di grande valenza sociale per offrire alcune prestazioni odontoiatriche ad onorario risorse: Cerca la targa riconoscitiva ridotto alle persone in particolare stato di bisogno. all’interno dello studio “Non è ragionevole che in alcune strutture dentistico. Persone che finalmente potranno avere accesso pubbliche vengano erogate a chiunque ne fa alle cure evitando lunghi tempi d’attesa e rivolgendosi come pazienti a uno dei dentisti ANDI richiesta prestazioni d’eccellenza come l’imaderenti all’iniziativa su tutto il territorio nazionale. plantologia o la protesi fissa e non poter gaLungotevere Raffaello Sanzio, 9 • 00153 Roma Per continuare ad aver cura del vostro sorriso. www.obiettivosorriso.it rantire a tutti i cittadini in reale stato di disagio economico una masticazione dignitosa”. skeda

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CI PRENDIAMO CURA DEL SORRISO DEGLI ITALIANI

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VADEMECUM Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, l’ANDI e l’OCI hanno siglato nel luglio scorso un accordo per offrire 5 prestazioni odontoiatriche a prezzi calmierati, con il contributo degli Odontotecnici afferenti a Sno – Cna. Scopo dell’iniziativa è quello di consentire l’accesso agli studi odontoiatrici privati a quelle fasce di popolazione, con reddito ridotto, che attualmente non riescono, principalmente per motivi economici e per le carenze dell’offerta pubblica, ad ottenere le cure odontoiatriche necessarie. Chi può aderire? Tutti i liberi professionisti Soci ANDI e OCI che vogliono rendersi protagonisti di un progetto socialmente rilevante dimostrando una particolare sensibilità verso persone meno fortunate. Al fine di pubblicizzare adeguatamente le possibilità per i cittadini per cui è stato attivato il progetto, verranno organizzate particolari campagne di comunicazione, di concerto con il Ministero della Salute, Federconsumatori e Adiconsum, le quali, coinvolgendo le loro strutture diffonderanno l’accordo. I nominativi dei primi mille studi odontoiatrici aderenti all’accordo verranno inseriti nell’apposito elenco, consultabile sul sito ministeriale www.ministerosalute.it. Per qualsiasi ulteriore delucidazione consultare il numero verde approntato appositamente 800 911 202.

Cosa prevede l’accordo Il progetto permetterà di recarsi negli studi dentistici privati aderenti all’iniziativa per ottenere le seguenti prestazioni a costi calmierati ai cittadini appartenenti a queste determinate fasce economiche: • soggetti con indice di misura della condizione economica-patrimoniale (ISEE) non superiore a ottomila euro (8.000), indipendentemente dall’età; • soggetti attualmente esenti dai ticket sanitari per motivi anagrafici, per patologie croniche e invalidanti e inabili al lavoro con indice ISEE non superiore a euro diecimila (10.000); • titolari della social card; • esclusivamente per la visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e l’insegnamento dell’igiene orale, per tutte le donne in gravidanza senza vincoli di reddito. Le prestazioni odontoiatriche contemplate sono: Tipo di prestazione Visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e insegnamento igiene orale Sigillatura dei solchi dei molari e premolari (per dente) Estrazione dei denti compromessi (per dente) Protesi parziale in resina con ganci a filo (per arcata) Protesi totale in resina (per arcata)

Onorario concordato Euro 80,00 Euro 25,00 Euro 60,00 Euro 550,00 Euro 800,00

I cittadini potranno scegliere lo studio dentistico più vicino sulla base degli elenchi pubblicati e telefonare direttamente per l’appuntamento. Alla prima visita dovranno presentare l’attestato che certifica il reddito ISEE o la social card o il certificato di gravidanza e compilare un’apposita dichiarazione. 7


3° Congresso Regionale A.N.D.I. Umbria Fabio Filabbi Segretario Culturale Regionale Andi Umbria

fabio.filabbi@libero.it

ORVIETO 25-26 SETTEMBRE 2009 L’ESTETICA “VALORE” DEL NOSTRO TEMPO Aver istituito il circuito di Andi Eventi, da parte del Consiglio Nazionale, è stato per me un grande stimolo e una grande opportunità per tutti noi. Ci ha permesso di arrivare ad organizzare il 3° Congresso Regionale Andi Umbria. Questa volta saremo ad Orvieto con due giornate spero indimenticabili; i relatori sono ottimi e tutti ci lasceranno qualcosa della loro esperienza da poter applicare nella nostra pratica odontoiatrica, già dal lunedì successivo al congresso. La novità è nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, quando ci sarà la sessione comune con gli odontotecnici; ho cercato e voluto questo incontro perché, quando si parla di protesi, non si può non dialogare con i tecnici. Quando si è seri e preparati insieme si raggiunge l’eccellenza, con la quale sconfiggeremo l’abusivismo, il prestanomismo e il turismo odontoiatrico. Ne sono convinto.

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Il 25 e 26 settembre ad Orvieto non sarà solo aggiornamento odontoiatrico, ma anche relax e momenti conviviali, con la visita guidata al Duomo e il concerto d’organo; inoltre faremo la cena del venerdì in una sala affrescata del Teatro Mancinelli. Vi invito a pensare di fermarvi a dormire ad Orvieto, così sarete più riposati e rilassati nella giornata conclusiva di sabato. Un saluto e buon lavoro a tutti

Sede Commerciale di Perugia Via Manzoni, 39/c - P.S. Giovanni - 06087 Perugia Tel. 075 5996790 - Fax 075 5996795 9


Pagina Sindacale

News dal Sindacale Ezio Politi Segretario Sindacale Regionale Andi Umbria

ezio.politi@tele2.it

Si è tenuto Sabato 21 Marzo 2009 ,ore 9.00, presso il Park Hotel di Ponte San Giovanni di Perugia, l’incontro sindacale regionale “Controlli della Publica Amministazione negli studi dentistici”. La folta presenza di soci ANDI, ASO e commercialisti ha premiato una giornata organizzata per analizzare, in maniera completa, quelli che sono gli obblighi dei dentisti nei confronti dei propri dipendenti, dei collaboratori e infine dello Stato. Come già preannunciato nel precedente numero del Bollettino, in rappresentanza dell’ASL n° 3, sono intervenuti il Dott. Armando Mattioli ed il Dott. Andrea Favaro. Il Dott. Armando Mattioli (foto in basso) nella sua apprezzata relazione, dopo aver introdotto a grandi linee il decreto 81.08, ha poi affrontato argomenti quali la formazione e informazione dei lavoratori, addestamento o affiancamento nella 81.08, la visita preassuntiva e la tutela della maternità. Successivamente, a proposito del concetto di pericolo e rischio negli studi odontoiatrici, si è parlato in particolare di quelli da uso di videoterminali, da agenti chimici e agenti biologici. Infine, non poteva certo mancare un ampio dibattito sulla obbligatorietà o convenienza della presenza o meno del medico competente. Al Dott. Andrea Favaro è spettato il compito, brillantemente assolto, di illustrare la situazione attuale dell’Umbria riguardante sia l’Autorizzazione che l’Accreditamento, soprattutto in funzione della Legge Vinti Lupini, ancora poco conosciuta e che tutto sommato può essere considerata una copia del più noto e senz’ altro più funzionale accordo ANDI Nazionale - Ministero della Salute. La considerazione unanime è che c’è ancora molto da fare. Altri due sono stati gli interventi molto interessanti nella giornata. Il Dott. Antonio Maria Bucossi, dell’Ispettorato del Lavoro, si è dilungato in maniera molto esaustiva sulle varie tipologie dei rapporti di lavoro. Al centro della relazione ci sono stati l’apprendistato, il lavoro ripartito, il tempo determinato (non può essere superiore a 36 mesi e comunque il tempo di prova è di 20-30 giorni e non la semplice settimana), il part-time, il lavoro accessorio, CO.CO.PRO. Al termine della relazione numerose sono state le domande, tra le più interessanti quelle riguardanti i tirocinanti degli studi dentistici e qulle sulle varie modalità di estinzione agevolata degli illeciti in materia di sicurezza. La giornata si è chiusa con l’intervento del Dott. Damiano Duranti, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate, con un titolo decisamente chiaro sull’importanza dell’argomento “Verifica fiscale nello studio professionale”. Si è parlato tra l’altro, dell’obbligo dei nostri collaboratori di dichiarare le varie sedi dove svolgono la loro attività, degli obblighi dei Tirocinanti, dello schedario clienti, dei materiali di consumo degli strumenti non utilizzati. Infine, nonostante, l’evidente mancanza di tempo, non è mancato un accenno agli studi di settore. Moltissime anche qui le domande che hanno obbligato il Dott. Duranti a protrarre il suo tempo di intervento ben oltre quello ufficiale. Lo slittamento della chiusura lavori di quasi due ore, rispetto a quello preventivato ,e la presenza a fine giornata di tutti i partecipanti è stata la prova più evidente dell’interesse suscitato dagli argomenti. 10


DECRETO LEGISLATIVO 81/08 SULLA SICUREZZA: SCADENZA DEL 16 MAGGIO PER LA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA ALL’I.N.A.I.L. DEL NOMINATIVO DEL R.L.S. Il D. Lgs. 9 aprile 2008, n° 81 prevede che in tutte le unità produttive dove esistono dipendenti venga nominato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.). ANDI ha da tempo prodotto e distribuito la modulistica per organizzare e documentare l’elezione dell’R.L.S. tra i dipendenti di ogni studio (obbligo già esistente fin dall’entrata in vigore del D. Lgs. 626/94). Il nuovo obbligo, introdotto dal D. Lgs. 81/08 (art. 18, comma aa), è quello di comunicare, per via informatica, il nominativo dell’R.L.S. all’INAIL entro il 16 maggio 2009. La mancata comunicazione all’INAIL comporta una sanziona amministrativa di 500 euro. Si ricorda che tutti gli R.L.S. devono aver frequentato il corso obbligatorio di 32 ore sulle tematiche della sicurezza e possedere il relativo attestato rilasciato da ANDI Nazionale: coloro che non hanno assolto a tale obbligo devono provvedere al più presto all’iscrizione del proprio dipendente eletto presso la sezione provinciale ANDI. Tutte le informazioni sul sito ANDI.

CONVENZIONE ANDI UMBRIA VITTORIA ASSICURAZIONI

Ricordiamo, ancora una volta, che risulta operativa la Convenzione RC auto tra la Compagnia Vittoria Assicurazioni e i soci ANDI UMBRIA compresi i loro familiari conviventi. Tale Convenzione prevede uno sconto del 25% delle tariffe RCA e sconti fino al 40% sulle altre polizze che compongono l’offerta assicurativa della Compagnia. Consigliamo perciò tutti i soci di contattare l’Agenzia Assicurativa Vittoria più vicina per eventuali preventivi. Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Dott. Gianfranco M. Martorelli Agenzia Generale Assisi-S.Maria degli Angeli 075-8044654

Per questa ed altre convenzioni:

Dott. Ezio Politi 0742-357702

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Recessione economica: Odontoiatria quale futuro? Ornella Tulli Consigliere Provinciale Andi Perugia

ornellatulli@libero.it

L’odontoiatra essendo un imprenditore sa cogliere l’occasione della crisi per condurre la propria attività nel periodo difficile e rilanciarla subito dopo. Nonostante in molti studi si verifichi la riduzione del numero dei pazienti e della conseguente attività clinica, ciò che conta è pur sempre la professionalità dell’odontoiatra: un cocktail di serietà, capacità clinica ed efficienza del team nel fornire un servizio al cittadino. Essa ci fa scegliere nel mercato di oggi e di domani. Come disse il Dott Roberto Callioni, presidente Andi, allo scorso Congresso Regionale dell’Umbria, di questi tempi non dobbiamo pensare di ampliare la nostra attività bensì di circoscriverla ad una ristretta cerchia di pazienti consolidati da tempo con cui arrivare alla quiete dopo la tempesta. Questo vuol dire gestire le proprie risorse ottimizzandole. Ricordiamo che l’ANDI nazionale e provinciale stanno svolgendo un ruolo importante in merito all’attuale disastrosa situazione economica per fornire un valido servizio al cittadino. Innanzitutto la guardia odontoiatrica attivata da circa un anno, quindi la possibilità per i colleghi soci di essere inseriti in un elenco “cerca dentista” a disposizione delle strutture alberghiere regionali e l’accordo (questo nazionale) col Ministero della Salute del luglio scorso per conferire prestazioni odontoiatriche di base ai cittadini meno abbienti.

Personalmente, non credo che lo studio monoprofessionale verrà superato. Piuttosto,credo che il nostro futuro dipenderà dalla nostra attività collettiva e concertata nel sindacato rendendo comuni le difficoltà e superandole insieme. Solo così l’odontoiatria privata seppure non unica, resterà una possibilità cui il cittadino possa attingere senza privarsi del necessario.

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Pagina Culturale

Programma Culturale 2009 ANDI Tr Roberto Del Rosso Segretario Culturale Andi Terni

robydelrosso@fastwebnet.it

AGGIORNAMENTO CULTURALE 2009 CORSI IN DIRETTA VIA SATELLITE Lunedì 8 giugno 2009, ore 18 – 21 (3 crediti ECM) “TECNICHE DI CHIRURGIA ORALE AMBULATORIALE” - Prof. Matteo CHIAPASCO Sabato 13 giugno 2009, ore 8,30 – 14 (5 crediti ECM) “RAPPORTO TRA PARODONTOLOGIA ED ODONTOIATRIA RICOSTRUTTIVA” Dott. Pier Paolo CORTELLINI e Dott. Aniello MOLLO Sabato 19 settembre 2009, ore 8,30 – 14 (5 crediti ECM) “IL RECUPERO ENDODONTICO E CONSERVATIVO DELL’ELEMENTO DENTALE SINGOLO” - Dott. Fabio GORNI Lunedì 5 ottobre 2009, ore 18 – 21 (3 crediti ECM) “L’ESECUZIONE DEI RESTAURI DIRETTI IN COMPOSITO” - Dott. Adamo MONARI Sabato 10 ottobre 2009, ore 8,30 – 14 (5 crediti ECM) “OTTIMIZZAZIONE DI ESTETICA E FUNZIONE NEI CASI IMPLANTARI COMPLESSI” - Prof. Matteo CHIAPASCO Sabato 7 novembre 2009, ore 8,30 – 14 (5 crediti ECM) “ATTUALI ORIENTAMENTI IN IMPLANTOPROTESI” - Dott. Giampaolo VINCENTI Lunedì 16 novembre 2009, ore 18 – 21 (3 crediti ECM) “L’IMPRONTA DI PRECISIONE: TECNICA PER LA CORRETTA RILEVAZIONE” - Dott. Mario SEMENZA I corsi si svolgeranno presso la Sala Conferenza dell’Ordine dei Medici di Terni, Via Bramante 3/d. Costi ed iscrizioni: 6 corsi del lunedì € 480,00 + IVA 20% 3 corsi del lunedì € 270,00 + IVA 20% corso singolo € 100,00 + IVA 20%

6 corsi del sabato € 480,00 + IVA 20% 3 corsi del sabato € 270,00 + IVA 20% corso singolo € 100,00 + IVA 20%

Il pagamento può essere effettuato inviando a DENTEX Italia sas, Via Palazzina 101/f, 01100 Viterbo almeno 3 giorni prima dell’evento assegno, non trasf., intestato a DENTEX Italia sas, cod IBAN IT88 B089 3114 5010 0001 0517 548 avendo l’accortezza di inviare al fax 0761 323021 copia del bonifico. Unitamente all’iscrizione vanno comunicati anche i seguenti dati: Nome, Cognome, telefono, ragione sociale, domicilio fiscale, P.Iva e codice fiscale, specificando a quale corso/i si intende partecipare. Per motivi organizzativi non è possibile iscriversi ai corsi nella giornata dell’evento e nei due giorni immediatamente precedenti. Nei prossimi giorni verrà completata la fase organizzativa dei seguenti corsi, che si terranno non in via satellite, di cui vi faremo avere notizie più dettagliate: Novembre 2009 “MARKETING NELLO STUDIO ODONTOIATRICO” - Dott. Antonio PELLICCIA Novembre 2009 “OVERDENTURE SU IMPIANTI” - Dott. Adriano DALLARI 13


Odontoiatria Legale

In odontoiatria: obbligazione di mezzi od obbligazione di risultati? Claudia Giannoni Segretaria Culturale Andi Perugia

claudia_giannoni@hotmail.com

Digitando in rete questo interrogativo si ottengono 841.000 informazioni. Togliendo tutte le ripetizioni, le omonimie ed i malintesi, diciamo il 90%, rimangono diverse decine di migliaia di apporti, di pubblicazioni e di segnalazioni bibliografiche che dipingono bene quanto il problema è sentito e quanto ne appare incerta la soluzione, incerta almeno fino a quando non giunge il decisivo contributo della magistratura. Nessuno di noi ignora che il forte aumento delle patologie curabili ha reso sempre più alta la probabilità di una insoddisfazione da parte dei pazienti e talvolta dei loro nervosi familiari. La forte crescita dei ricorsi è ben nota a tutti noi ed oltre ad apportarci grossi pensieri e dispiaceri ha anche come sua deplorevole conseguenza l’aumento dei premi di assicurazione. Certo siamo ancora molto lontani dai livelli statunitensi: ho letto in qualche posto che uno specialista di una branca medica rischiosa può spendere in America fino ad un terzo dei suoi ricavi per garantirsi una protezione sicura, anche se, come ho letto in rete, gli va sempre meglio che nel 18° secolo av.C, quando il codice di Hammurabi prevedeva il taglio delle mani del chirurgo negligente (il meno rischioso compito di un semplice medico era invece soltanto quello di scacciare i demoni della malattia). Di questo disagio è consapevole anche la classe politica. Sappiamo che è allo studio un disegno di legge volto a depenalizzare l’operato del medico, tranne ovviamente che per la colpa grave, lasciando quindi alla sede civile il solo compito di giudicare sulla richiesta di risarcimenti. E’ già qualcosa, se vi arriveremo, ma un sondaggio alla buona condotto dal Corriere della Sera ha mostrato che la maggioranza dei pazienti potenziali non appare tanto d’accordo con la proposta. Si palesa infatti quello spirito vendicativo caratteristico del paziente insoddisfatto (ma per fortuna contrastato dal giudice, visto che la stragrande maggioranza delle sentenze va a favore del medico). Occorre infine dire che tale incertezza riguarda quasi sempre noi odontoiatri, il cui compito ha il triste privilegio di essere quello per cui si pone il dilemma oggetto di queste righe. Il titolo di una delle pagine trovate sul web recita: “Dentista, unico nella categoria medica OBBLIGATO (maiuscolo) al risultato!”” A sciogliere l’interrogativo del titolo darà un contributo il nostro consulente legale, avv.Stefano Salciarini. Noi ci limiteremo a qualche accenno sul tema ed a pochi commenti, partendo dalla base del dibattito costituita dagli articoli del codice civile che conosciamo, il 2229 e seguenti, in particolare il 2236 sulla responsabilità del prestatore d’opera, il quale, nel caso di problemi tecnici di speciale difficoltà non risponde dei danni tranne che in caso di dolo e di colpa grave. La chiarezza derivante da questo asserto è soltanto apparente se riferita alla professione odontoiatrica, che dall’epoca della redazione del codice ha subito delle modifiche molto rilevanti. Come sappiamo, attualmente l’accesso curativo al cavo orale può essere permesso a tre categorie di medici: dal medico chirurgo non specialista (se iscritto all’albo degli odontoiatri), dal medico chirurgo specializzato in odontostomatologia e, dal 1985, dal laureato in odontoiatria e protesi dentaria. Si è osservato che in passato non si è mai parlato di obbligazione di risultato, ma soltanto di mezzi, 14


mentre da qualche tempo sono apparse due branche mediche per cui l’obbligazione al risultato sembra dettata anche dal buon senso e cioè l’odontoiatria e la chirurgia plastica. Per tutte le altre attività mediche è importante non contravvenire ai due maggiori imperativi della diligenza e della prudenza, con la grave sanzione dei loro contrari, la negligenza e l’imprudenza, cui è stata aggiunta una meno pesante “imperizia”. In odontoiatria questo ultimo termine viene ad assumere invece una maggiore importanza. Fermo restando ovviamente il dolo della negligenza e dell’imprudenza, un insoddisfacente risultato non può che essere attribuito all’imperizia, ed è sull’analisi e sulla valutazione di questa che si svolge il dibattito. Abbiamo detto che un’obbligazione di risultato viene dettata anche dal buon senso, ma questo non è del tutto vero. Il buon senso non giunge a vedere la grande varietà di interventi della nostra professione, che non è soltanto quella di estrarre o curare un dente cariato. Come è stato affermato da una professoressa de “La Sapienza” di Roma, “pensiamo, per dare un esempio, all’estrazione di un elemento dentario con radici anomale o di un dente ottavo incluso, per la cui avulsione si rende necessario l’abbattimento di una parete alveolare, e magari il tutto a carico di un paziente affetto da particolari patologie. In verità manca una precisa regolamentazione che stabilisca i limiti della competenza di chi opera nel cavo orale, cioè di ciò che ciascuna delle tre categorie indicate sopra può fare e di ciò che non può fare” Nel 1994, quindi diversi anni fa, la Suprema Corte, trattando del consenso informato, ha accennato alla distinzione fra prestazione di mezzi e prestazioni di risultato, mostrando quindi la conoscenza di tali termini e la possibilità doverne tener conto all’occasione. Ma poi leggendo le sentenze abbiamo potuto osservare che in ogni intervento della magistratura, i concetti base presi in esame sono sempre stati quelli di negligenza, imprudenza ed imperizia, nei quali si condensano in pratica tutte le malefatte mediche. L’avvocato risponde: PRESTAZIONE ODONTOIATRICA: OBBLIGAZIONE DI MEZZI O DI RISULTATO? Ci ricolleghiamo ad un tema a noi particolarmente caro, che avevamo appena accennato in un nostro precedente scritto in questa rivista (“Onori ed oneri – ed inconvenienti – nel rapporto di consulenza nello studio odontoiatrico- un giudizio legale su un caso forse non infrequente”, in questa Rivista, Anno II, n.5, pagg.18-20), se cioè la prestazione specialistica odontoiatrica configuri un’obbligazione di risultato, piuttosto che di mezzi. Lo spunto all’esame di tale argomento prendeva le mosse dal richiamo, svolto, ammettiamolo, un po’ provocatoriamente nel predetto articolo, di una famosa – e tanto vituperata (dalla classe medica……

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ma non solo!) - sentenza della Corte d’Appello di Genova del 12 maggio – 18 luglio 2005, secondo cui “L’obbligazione assunta dal dentista si inquadra quale obbligazione di risultato (a differenza degli altri medici, al dentista non si chiede di prestare le cure sanitarie nel modo migliore, ma di conseguire un determinato risultato); il mancato raggiungimento dello stesso, per erroneità o inadeguatezza (anche per colpa lieve) del progetto affidatogli, costituisce inadempimento dell’incarico ed abilita il committente a rifiutare di corrispondere il compenso, avvalendosi dell’eccezione di inadempimento di cui all’art. 1460 c.c., anche a prescindere dalla natura della obbligazione, se di mezzi o risultato”, pubblicata in “Riv. it. medicina legale 2006, 6 1173”, con nota di PINCHI. Peraltro, la premessa di fondo, da cui la Corte genovese sembra partire, è quella di ritenere l’attività odontoiatrica un’attività certamente professionale (e ci mancherebbe pure!), ma ancorata ad aspetti più tecnici che intellettuali, e comunque diversa dalla professionalità medico-chirurgica in generale, al punto di assimilare la prestazione resa dall’odontoiatra (recte: dal medico odontoiatra) con quella resa dall’architetto o dall’ingegnere nella progettazione di un edificio, pervenendo in tal modo alla conclusione che la terapia odontoiatrica si esplichi nella realizzazione di una mera opera materiale, come tale soggetta ad obbligazione di risultato. In sostanza, come all’ingegnere (o all’architetto) si richiede non tanto la prestazione di un’attività, ma il raggiungimento di un opus, di un’opera (nella specie la progettazione di un edificio), così anche dal medico dentista si pretende la realizzazione di un risultato concreto. Peraltro l’errore più evidente contenuto in tale pronuncia – da più parti definita, specie in dottrina, come un “anacronismo giurisprudenziale” (v. , letteralmente, Vilma Pinchi, Sez. Dip. Medicina Legale Università degli Studi di Firenze, nella nota a sentenza sopra richiamata, in Riv. it. medicina legale 2006) - è quello di privare del tutto la prestazione odontoiatrica della sua natura di atto medico, negandosi in sostanza che anche in odontoiatria, come più in generale nelle altre branche della medicina, vi sia in realtà l’impossibilità di prevedere con certezza l’esito di una terapia progettata in astratto, ma poi attuata su un determinato substrato bio-psico-patologico. In proposito appaiono illuminanti le argomentazioni svolte dal Ronchi (“Obbligazioni di mezzi e di risultato nel trattamento estetico e odontoiatrico: aspetti medico legali”, in Riv. It. Med. Leg., 27, 1057, 2005), secondo cui “La tesi della obbligazione di risultato deve essere respinta per principio” (e ciò relativamente a qualsiasi settore della medicina, ivi comprese odontoiatria, chirurgia estetica, chirurgia ginecologica etc.). Pertanto “deve prevalere il principio, in altre parole, che sempre possono interferire variabili biologiche non ponderabili che ostacolano il raggiungimento del risultato sperato: e ciò va ritenuto realtà tecnica oggettiva e non difesa corporativa”. Se è vero questo, come è possibile, allora, richiedere al professionista odontoiatra un risultato certo e definito, e non un obbligo di comportamento e garanzia, analogamente a quanto avviene per le altre specializzazioni mediche? Ciò nonostante, è innegabile la (preoccupante) tendenza, per lo più diffusa nella giurisprudenza di merito, a non considerare l’odontoiatria come disciplina medica ad ogni effetto, e ad assimilarla ad qualcosa di diverso, di natura (e funzione) per lo più “estetica”, in cui debba prevalere l’idea del raggiungimento di un risultato tangibile. E così, ad es., alcuni Tribunali hanno in passato affermato che: “il contratto intercorso tra il medico odontoiatra ed il paziente, per la progettazione ed applicazione di una protesi, ha per oggetto una prestazione di risultato e l’obbligazione del professionista in tal caso consiste in una prestazione d’opera idonea a raggiungerlo” (v. Trib. Genova, 15 aprile 1993, Scura/Cussotto), e, similmente, che “l’odontoiatra incaricato della predisposizione ed applicazione di una protesi contrae un’obbligazione di risultato, con la 16


conseguenza che il rischio del lavoro non grava sul paziente” (si veda Pretura Modena, 09 luglio 1993, in “Riv. it. medicina legale 1994, 1111 nota MASSARA), precisandosi infine che: “l’attività che svolge l’odontostomatologo pare rispondere ai medesimi requisiti individuati dalla Cassazione per la professione di architetto. In particolare detta attività si estrinseca in un risultato esterno… La attività di dentista può pertanto ricostruirsi anch’essa in termini di risultato e non di mezzi” (v.Trib. Modena 9 luglio 1993, in “Riv. It. Med. Leg., 16, 1111, 1994). A noi pare, tuttavia, che l’equivoco di fondo di tale giurisprudenza di merito, propugnatrice invero, di una tesi ad oggi mai avallata dalla Suprema Corte di Cassazione, consiste nell’errata tendenza ad identificare l’odontoiatria con il trattamento protesico, e nel ridurre quest’ultimo alla sua mera componente estetica: di qui l’equazione “medicina odontoiatrica”=”protesi”=”intervento di tipo estetico”=”obbligo di risultato”. L’equazione non ci convince affatto, sia perché è certamente limitativo identificare l’odontoiatria con la semplice protesi (ova peraltro non è comunque detto – specie in casi di talune patologie del cavo orale - che debba prevalere la componente…estetica!), sia perché la giurisprudenza della Cassazione, pur quando si è occupata di chirurgia estetica, ha reiteratamente affermato che: “L’obbligazione del professionista nei confronti del proprio cliente, anche nel caso di intervento di chirurgia estetica, è di mezzi, onde il chirurgo non risponde del mancato raggiungimento del risultato che il cliente si attendeva e che egli non è tenuto ad assicurare, nell’assenza di negligenza od imperizia, fermo l’obbligo del professionista di prospettare al paziente realisticamente le possibilità dell’ottenimento del risultato perseguito” (v., ex pluribus, Cass. Civ., sez. III, 3 dicembre 1997, n.12253, in Giust. civ. Mass. 1997, 2320). La realtà delle cose, dunque, e che, a parte talune limitatissime ipotesi di trattamenti odontoiatrici di estrema semplicità e “routinari”, aventi finalità esclusivamente (quali ad es. sbiancamenti dentali) o parzialmente estetica (protesico, ortodontico) – in cui può effettivamente rafforzarsi l’idea di un risultato concreto (e prevedibile) da perseguire - anche l’odontoiatria, al pari di ogni altra branca della medicina, partecipi, più in generale, della imprevedibilità ed aleatorietà del risultato da conseguire, dovendo anch’essa parametrarsi con le componenti biologiche del paziente e con le incognite della terapia. Infatti, come più volte affermato dalla S.C., “La professione odontoiatrica è professione medica, poiché si concreta, nei limiti del suo specifico oggetto, nell’esercizio delle stesse attività di prevenzione, diagnosi e cura che connotano l’esercizio di ogni professione medica” (v., infra multis, Cass. Civ. , sez. III, 22 novembre 2000, n.15078, in Ragiusan 2001, 201 30 (s.m.). Non v’è ragione, dunque, di relegarla ad un ruolo “ancillare” che non le appartiene, partecipando essa della medesima natura dell’attività medico-chirurgica, e del relativo “regime”, fra cui il fondamentale principio secondo cui l’obbligazione del medicio è e resta una obbligazione di mezzi, sicché non basta allegare (da parte del cliente insoddisfatto) il mancato conseguimento del risultato sperato perché possa configurarsi una colpa professionale del sanitario. Occorre, al contrario, allegare che il medico non si sia attenuto alle “leges artis”, e che se avesse tenuto una condotta diligente il risultato sperato sarebbe stato raggiunto. Augurandomi di aver contribuito a chiarire la problematica in questione, peraltro meritevole di ben più ampi approfondimenti, auspico di poter rispondere anche in futuro ad ulteriori domande e quesiti utili per la Vostra categoria, contattandomi al seguente indirizzo di posta elettronica: avv.salciarini@tiscali.it Avv. Stefano Salciarini. Patrocinante in Cassazione.

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RUBRICA FISCALE DIRITTI E GARANZIE NELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE PARTE I Nell’ambito della Rubrica Fiscale ospitata su questo Bollettino, ci sembra senz’altro opportuno iniziare a dare brevemente conto delle norme tributarie contenute nel nostro ordinamento che, per parte loro, prevedono dei diritti ed accordano delle garanzie in favore del contribuente. Lo statuto dei diritti del contribuente. Lo statuto dei diritti del contribuente, seppur approvato con legge ordinaria (L. 27 luglio 2000, n. 212), contiene norme auto-qualificate come principi generali dell’ordinamento tributario, in buona parte poste a tutela dei diritti e delle garanzie del contribuente. Esso, anzitutto, è stato definito una legge pseudo-rafforzata, giacché prevede due clausole di salvaguardia (art. 1). La prima vieta deroghe o modifiche alle disposizioni statutarie, se non nel caso di espressa previsione in una diversa norma di deroga o modifica. La seconda è volta ad escludere che tali deroghe o modifiche possano essere attuate mediante leggi speciali. Sul tema dell’autorafforzamento vi è da osservare che tali auto-qualificazioni altro non sono che elementi destinati alla valutazione dell’interprete quali dichiarazioni dell’intenzione del legislatore, volta appunto ad orientare in senso garantista l’evoluzione della materia. Sulla base delle regole che presiedono alla stretta interpretazione delle norme, invece, tali precetti non hanno nessuna particolare forza normativa e – a stretto rigore – non sono particolarmente in grado di resistere ad una legge ordinaria successiva. Difatti lo Statuto dei diritti del contribuente, essendo stato approvato con legge ordinaria, nella gerarchia delle fonti si colloca al pari delle altre legge di rango ordinario. Tuttavia – secondo la Cassazione – le disposizioni dello Statuto che individuano limiti e principi regolatori nella produzione legislativa in materia tributaria rappresentano una speciale incarnazione dei principi costituzionali e, come tali, debbono avere una particolare efficacia che le pone, fra tutte le alternative opzioni interpretative, come da preferire (esse sono comunque derogabili da norme di pari rango successive). Tale particolare carattere – va sottolineato – costituisce comunque un significativo passo verso una legislazione per principi, stabile nel tempo, trasparente, affidabile, volta a garantire al contribuente l’agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative in relazione ai propri comportamenti. Tra le disposizioni della Carta del contribuente, in questa sede, ci pare opportuno richiamare quelle che contengono riconoscimenti di diritti e accordano garanzie al contribuente. Le stesse possono essere variamente raggruppate, a seconda del destinatario delle medesime. Le norme in parola, infatti, pongono sia dei precetti rivolti allo stesso legislatore, come pure all’A.F., ovvero si rivolgono direttamente al contribuente. E così, partitamente. 18


I precetti dello Statuto rivolti al legislatore. Sull’eccezionalità delle norme interpretative in materia tributaria. L’art. 1 comma 2 ammette il ricorso a norme interpretative soltanto in casi eccezionali e con legge ordinaria [non – ad esempio – con decreto legge] e comunque sempre qualificando espressamente come tali le norme di interpretazione autentica. Va a tal proposito rilevato che con tale disposizione il legislatore ha inteso porre un argine all’abuso dello strumento della norma interpretativa in materia tributaria giacché dietro questo, spesse volte, si sono invero celate delle norme surrettiziamente innovative che, come tali, avrebbero dovuto aver effetto solo per l’avvenire ma che invece, attraverso il richiamato escamotage, hanno avuto assegnata una portata retroattiva di dubbia legittimità costituzionale. L’art. 2 impone invece chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Lo statuto dei diritti del contribuente si è dunque fatto carico di disporre che tutte le leggi e gli atti aventi forza di legge che contengano disposizioni tributarie debbono menzionarne l’oggetto nel titolo. Come pure ha affermato che le leggi e gli atti aventi forza di legge che non hanno un oggetto tributario non contengano disposizioni tributarie (salve quelle strettamente inerenti l’oggetto della legge stessa). Ancora, i richiami ad altre disposizioni contenute in provvedimenti normativi debbono indicare il contenuto sintetico della disposizione a cui si fa rinvio. Ed infine, le disposizioni modificative di leggi tributarie debbono riportare il testo conseguentemente modificato. Sembra quindi evidente che al legislatore stia a cuore (almeno sulla carta) l’importanza di un sistema di regole chiare quale presupposto indispensabile per qualsiasi processo di conoscenza prima e di interpretazione poi di ogni disposizione tributaria; con ciò agevolandosi il percorso verso una codificazione dei principi del diritto tributario. Efficacia temporale delle norme tributarie (art. 3). Come già anticipato, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Per i tributi periodici le modifiche si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono. Né esse possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata prima del sessantesimo giorno dalla data della loro introduzione. Sempre secondo tale disposizione i termini di prescrizione e decadenza non possono essere prorogati (cosa che invece, in passato, troppo spesso è stato fatto, eccessivamente tenendo esposto il contribuente all’attività di accertamento dell’A.F., con buona pace dell’esigenza di stabilità dei rapporti giuridici). Utilizzo del decreto legge in materia tributaria (art. 4). Non si può disporre con decreto legge l’istituzione di un nuovo tributo né prevedere l’applicazione di tributi già esistenti ad altre categorie di soggetti. Con questa norma il legislatore sembra cercare di auto responsabilizzarsi, giacché troppe volte con decreto legge (che è un atto dell’esecutivo e presuppone necessità e urgenza) si è intervenuto in materia tributaria, limitando così le prerogative del Parlamento nell’esercizio della funzione legislativa in una materia (quella tributaria) tanto delicata.

Eventuali quesiti a: simone.cociani@gmail.com

A cura di Simone F. Cociani Dottore Commercialista Ricercatore di Diritto Tributario Facoltà di Giurisprudenza Università di Perugia 19


N° 10 (I Quadrimestre 2009)  

Periodico d'informazione dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani Regione Umbria

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