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45° uscita, Maggio 2014

Onlus www.andeira.it

Registrazione: Tribunale di Alessandria N. 648 del 20/07/2010

LA MIA VOCE

……

LA NOSTRA VOCE !

Indice: Pag. 1 Il nostro 5 per mille

Pag. 7 convegno millerighe

Pag. 13 … Casale a scuola

Pag. 2 corso di giornalismo….

Pag. 8 inc. delle redaz. a Casale

Pag. 14 Enrico,Fra e S.Domanico

Pag. 3 ….corso di giornalismo….

Pag.9 foto incontro a Casale

Pag. 15 Ramona

Pag. 4 ….andeira in: corso di ….

Pag.10 Oami

Pag. 16 Presentazione Associazione

Pag. 5 ...giornalismo…

Pag.11 Voltaggio

Pag. 6 conclusioni corsi di…..

Pag. 12 Casale a scuola

Devolvi il tuo 5 per mille a Andeira Ecco il codice fiscale:

1


Andeira

corso

giornalismo

partecipa

organizzato dalla Provincia di Alessandria

Riccardo David Francesco Francesca raccontano le lezioni

leggi

ci


Iniziata la 5ta edizione del corso di giornalismo al Galilei promosso e organizzato dalla Provincia

prima lezione

Voglio diventare giornalista globale: la difficile transizione dalla carta al web

È iniziata la quinta edizione del corso di giornalismo organizzato dalla Provincia di Alessandria presso il Liceo Galilei di Alessandria. La prima lezione si è tenuta martedì 11 marzo. Dopo le doverose presentazioni da parte del sig. Ezio Balostro dell’assessorato provinciale alle Politiche giovanili, la parola è passata ai due giornalisti, curatori del corso e cioè Mimma Caligaris e Piero Valesio. La prima a parlare è stata la giornalista sportiva de IlPiccolo prima cosa necessaria per un giornalista è come lanciare una notizia ed avere una visione globale per essere un giornalista totale bisogna utilizzare tutti gli strumenti e sapere tutto sulla notizia verificandone le fonti, inoltre oggi bisogna ridurre il numero di battute in un articolo soprattutto sul web. Inoltre bisogna sapere se una certa notizia merita un pezzo se ne vale la pena. Oggi il maggior numero di giornalisti è freelance cioè lavora fuori redazione rispetto ai giornalisti che stanno in redazione. Dopo a parlato l’altro giornalista Pietro Valesio di Tuttosport. Chiunque nell’era del digitale vuole fare il giornalista deve chiedersi per chi potrò lavorare? Essere un libero professionista e lavorare in proprio o per una redazione. Precedentemente il giornalista aveva tempi prestabiliti e la curva del suo impegno dal mattino saliva sempre più fino ad avere il suo culmine a mezzanotte/l’una/max le 2 quando veniva mandato in stampa il giornale. Mentre oggi il giornalista globale lavora h 24 perché la tecnologia ha cambiato tutto. Negli ultimi tempi il giornalista lavora al mattino con culmine all’una, si quieta nel pomeriggio ed ha un nuovo culmine in serata fino al massimo alle 22:30. Nei paesi mediterranei il giornale cartaceo resiste ma nei paesi scandinavi il cartaceo non è più in uso. Le notizie seguono processi di diffusione diversi in cinque minuti dopo l’accaduto di un fatto già si sa parte un twitt. La carta stampata il giorno dopo dovrà indagare e capire più a fondo la notizia con nuovi particolari se ciò non accade la notizia verrà rilegata in un trafiletto. Quindi è importante fare giornalismo investigativo. Ciò che si scrive sul web non viene replicato identico sul giornale cartaceo si scrive altro. Il processo produttivo è come un palinsesto e si calcola la diffusione delle notizie in base al pubblico. È necessario cambiare la nostra visione del mondo e il lavoro del giornalista è in continua evoluzione e ciò che viene detto oggi potrebbe essere ribaltato tra qualche anno. Chi si cimenta nello scrivere un articolo la prima cosa fondamentale è il titolo, come ci ricorda la giornalista Caligaris il titolo deve essere accattivante, corto, ad effetto, diretto e semplice deve stimolare il lettore e incuriosirlo nel capire meglio cosa vuole dire, poi in molti casi nel testo non troviamo in realtà quello che ci aspettavamo rispetto al titolo. Un esempio di titolo magnetico è per esempio il titolo pastore tedesco scritto all’elezione a pontefice di Papa Benedetto XVI. Nel titolo bisogna cercare di far leggere al lettore almeno la prima riga dell’articolo, importante è usare i numeri nel titolo, in molti casi non si usano congiunzioni, in alcuni casi la e o la virgola, il punto e virgola pare scomparso. Così si è conclusa la prima lezione del corso con un piccolo compito a casa cioè realizzare un reportage fotografico, un video o un articolo dal titolo: “sentirsi male ad Alessandria o sul nostro territorio al tempo della crisi Riccardo Tornato.


Seconda lezione

Voglio diventare

del corso di giornalismo

giornalista globale. Social network:

al Galilei promosso e organizzato

informazione o show? dalla Provincia La seconda lezione del corso di giornalismo tenuta nell’aula magna del Liceo Galilei di Alessandria curata dai giornalisti Pietro Valesio e Mimma Caligaris come prima parte hanno spiegato quali sono le sindromi individuate sui lavori realizzati dai ragazzi: cinque le sindromi l’insomma e cioè la morale finale, si introduce un giudizio riassuntivo e globale (dicendo in breve; in conclusione; riassumendo il già detto) all’articolo perché non bisogna partire da un tema e si svolge, la sindrome dell’assessore cioè dare la parola a troppe voci cioè “dare la parola a”. La sindrome di Euclide che è figlia dell’insomma i giornalisti devono scoprire dove le cose non quadrano e scoprire ciò che ci sorprende infine la sindrome di Freud che si lega a quella dell’ Io quando si scrive un articolo è vietato utilizzare la prima persona sotto i cinquant’anni e non usare nemmeno il noi.. L’Io si utilizza solo nel caso in cui assistiamo e viviamo personalmente un fatto. Tali modi di scrivere sono figli dei testi scolastici ed è un modo di espressione pomposo. Mentre l’obiettivo è quello di trasmettere emozioni. Il noi viene utilizzato in alcuni casi nelle prime pagine in particolare in quelle testate giornalistiche di parte, rivolte verso un tipo schieramento politico dove i lettori si aspettano quello. Come ricorda Caligaris gli articoli devo essere scritti al tempo presente e non utilizzare tempi verbali diversi. La giornalista ha parlato dell’importanza dell’incipit citando un libro dal titolo: “chiamatemi incipit” di Giuliana d’Amo, l’incipit è fondamentale perché ci porta dentro il testo, nell’incipit c’è tutto casi davvero eloquenti si trovano nelle prime parole dell’Iliade e nell’Odissea ed in qualsiasi romanzo viene citato ciò che poi sarà descritto molti capitoli più avanti. L’incipit è quello che conquista. L’inizio deve rispondere ad alcune domande fondamentali e cioè il who (chi), what, ( che cosa) where (dove), when (quando) e a volte il why (chè, ma come). Non bisogna essere ne troppo scolastici ne troppo meccanici. Bisogna scrivere una frase che ci aiuta ad entrare nell’argomento, una partenza sintetica con punteggiatura frequente, utilizzando analogie. Essere sempre originali anche in casi di fatti comuni ed un po’ noiosi. Il titolo ed il testo si devono sostenere. Successivamente Pietro Valesio ha affrontato il tema dei social network . La prima preoccupazione dei giornalisti oggi sono: Twitter, Facebook e Instagram, culle del giornalismo moderno pur se le informazioni dopo venti minuti poi scompaiono. Oggi certi giornali per antonomasia come il New York times e il Guardian dettano le mode, fanno marketing essi fanno riferimento ai social network e pubblicano i loro articoli su questi nuovi mezzi. Inoltre le redazioni moderne come per esempio La Stampa sono circolari, non settoriali, Lanciare una notizia sul social network dopo un minuto rispetto ad un altro giornale noi perdiamo qualche cosa, diamo una notizia vecchia. FACEBOOK è quasi il passato, Twitter anche, ora è il momento di Instagram, dove le immagini contano di più dello scritto. Il “compito” assegnato dai giornalisti riguarda l’individuazione di un’immagine che sia evocativa, ci parli da sola della crisi economica. Riccardo Tornato.


!i è tenuta al Liceo Galilei di Alessandria la terza lezione del v° corso di giornalismo organizzato dalla Provincia

Nella terza lezione del corso dopo aver corretto i “compiti” dei ragazzi ritardatari il giornalista Valesio ha ricordato che fare giornalismo non vuole dire dimostrare una tesi, scrivere un trattato e dire le proprie opinione ma basarsi sui fatti. «È obbligatorio eliminare dal vocabolario del giornalista il verbo fare e la parola cosa scegliete un sinonimo», dopo hanno chiesto agli studenti di realizzare un esercitazione sulla foto inviate in base all’esercitazione da realizzare a casa e cioè dare un titolo all’immagine e realizzare un testo sull’immagine da pubblicare su Twitter e una su Facebook che sia accattivante per invogliare a scaricarla da molte persone. Successivamente ha affrontato il tema delle fonti la giornalista Mimma Caligaris: le fonti portano a realizzare il titolo, da dove ricavo le fonti è fondamentale. Le fonti,per un giornalista sono come le chiavi inglesi per un meccanico e si dividono in primarie e secondarie. Il giornalista si basa se quasi mpre sulla fonte, raramente si è testimoni diretti di un fatto. La fonte primaria e il testimone di un fatto tale fonte va verificata come per tutte le fonti. Le fonti secondarie sono ciò che viene riferito per esempio dalla Questura o dai Carabinieri sul fatto accaduto. Per esempio sulla caduta dell’ultraleggero in Alessandria la fonte primaria sono i testimoni come chi abita nei paraggi ,le fonti di secondo grado lo sono i rilievi delle forze dell’ordine. Ma non sempre la fonte primaria è la più attendibile: i giornalisti che nella primavera del 1995 aspettavano notizie da Sebrenica stando appostati dietro una sbarra di ferro guardata da militi serbi, accolsero come un regalo di Natale fuori stagione un camionista piccolo e loquace che attraversò la sbarra dicendo di venire proprio da Sebrenica. L’uomo raccontò che il paese era stato preso dai serbi (vero) e che ai musulmani assediati per settimane era stato permesso di lasciare le loro case senza violenza (falso). Ancora oggi che diede retta a quella fonte primaria si chiede se fosse un dis- informatore pagato dai serbi e uno che non si era accorto. Viceversa nel 1989, all’epoca della rivolta rumena, la stampa mondiale, con pochissime eccezioni, raccontò il mai avvenuto massacro della città di Timisoara. In quel caso le cosiddette fonti primarie ( i ribelli del fronte che si opponeva al regime di Ceausescu), erano interessate a drammatizzare gli eventi, per scopi politici. Quasi tutti i giornalisti ci cascarono in pieno, raccontando di una strage di persone, mesi dopo si scoprì che le vittime erano poche decine; ed oggi Timisoara è sinonimo di uno dei più clamorosi errori della stampa moderna. Un tempo le fonti erano poche e il problema del giornalista era scovarne un numero per poter riempire il giornale. Oggi sono molte e il problema del giornalista è quello di selezionarle e verificarne le fonti. E utilizzare qualche cosa di interessante che mi colpisce senno avremmo tutti testi omologati e piatti. Bisogna stare attenti nel creare notizie matriosca cioè dove tutti i giornalisti attingono dalle stesse fonti e quindi rimbalzano da una testata all’altra, in questo modo si viene a creare una spirale che ad ogni giro si allontana dall’origine della notizia, rendendo sempre più incerta l’aderenza tra il fatto narrato e la notizia ed esso generata. Le notizie più attendibili sono quelle emesse dalle agenzie di stampa come l’ANSA che forniscono notizie attendibili e già verificate. Se si utilizza una fonte bisogna citarla e se si usa una dichiarazione la si deve virgolettare. Se con la persona che si intervista si crea un rapporto di fiducia è quella la fonte primaria. In ogni caso il giornalista deve utilizzare la massima trasparenza della fonte e ha l’obbligo di citare la fonte. Infine hanno indicato l’esercitazione per la prossima lezione cioè scrivere un reportage su un’settimanale che ha come tema dominante, come tutto il corso di quest’anno, la crisi quindi descrivere la parabola di una persona che riesce ad avere successo ai tempi della crisi, virgolettando tutto ciò che narra l’intervistato Riccardo Tornato


giornalismo

corso

i “compiti a casa” Riccardo David Francesco Francesca


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Reportage sulla sanità all’ospedale di Acqui ospedale di serie B? a rischio il punto nascite e rianimazione l’Acquese in allerta

Reparti a rischio al Galliano

"#$%&!'()*( L’ospedale di Acqui Terme in questo momento non è in condizioni di ottimale funzionalità a causa della probabile chiusura di alcuni reparti del punto nascite e rianimazione dopo aver rischiato il declassamento come ospedale di serie b cosa che non è avvenuta perché l’ospedale è stato dichiarato ospedale cardine. Nonostante questo fatto positivo, Essere malati e partorire di questi tempi si rischia la vita o comunque con i costanti tagli per esempio le siringhe per il prelievo del sangue sono fragili ed in molti casi si spezzano. Inoltre in molti casi mancano le piccole cosa necessarie (garze, medicinali e strumenti). È solo l’inizio per la chiusura di altri reparti, ricordiamo che l’ospedale di Acqui ha un bacino di utenza vasta che comprende l’area fino a Spigno M.to e l’area della Langa astigiana e fino a Cassine . In vista della chiusura dell’ospedale di Cairo sarà ancora più centrale per tutta la valle Bormida. È stata costituita anche una Consulta

per la Salvaguardia della Sanità Acquese. I Sindaci della zona si sono uniti nel dire no alla chiusura del punto nascite è stato ricordato l’accordo Stato-Regioni del 2010 che ha stabilito la chiusura dei punti nascita sotto una determinata soglia di parti cioè 1000 all’anno, a fronte però della garanzia dell’esistenza sul territorio di un percorso di accompagnamento delle madri. Quindi il punto nascita non può essere chiuso in assenza di servizi analoghi in zona, anche perché “Alessandria non può accogliere tutta questa gente”. Ancora una volta, emerge che le decisioni calate dall’alto, a tavolino, mal si conciliano con le esigenze di un territorio come quello dell’Acquese, già carente cronicamente di adeguata rete viaria e di trasporti, con una orografia in gran parte montana e che raccoglie gente proveniente dalle valli Bormida, dalla Langa Astigiana, dalla valle Belbo e dal cairese, è ciò che affermano i rappresentanti della

minoranza consigliare di Acqui . Inoltre anche la ventilata chiusura di rianimazione causerebbe disagi nel caso in cui una persona si senta male, anche durante le operazioni in caso di complicanza, i tempi necessari a r a g g i u n g e r e Alessandria sono assai più lunghi nonché il numero dei posti letto disponibili. Nella realtà della nostra zona esistono alcune attività consultoriali ma in pratica il punto nascite ospedaliero ha garantito non solo la nascita ma anche a molte donne la possibilità di essere seguite in modo adeguato durante la gravidanza in ambito pubblico senza ricorrere al privato . Inoltre l’ospedale di Alessandria non è in grado, per ragioni strutturali, di aumentare in modo considerevole i volumi di attività, e non risulta sia stato fatto alcun accordo in previsioni della chiusura del punto nascita di Acqui. Ancora una volta è il cittadino a rischiare di più a causa dei tagli. Articolo per la carta stampata. Quotidiano o giornale locale.

Ve

Vo est ele

1. V Prae bibe Pelle elem prim

2. Fe Pelle sene ac tu port dictu

3. Lo Nun quis susc ante sem

4. C Prae bibe Pelle elem ante

5. Pe Vest fauc cubi ipsu

6. Ii Nun quis susc


Convegno mille righe Sono andata ad ALESSANDRIA per partecipare al convegno interregionale della stampa studentesca riferito al progetto MILLE RIGHE. Il convegno si è tenuto alla scuola di polizia di stato in ALESSANDRIA. L’incontro si è svolto nell’aula magna della scuola, erano presenti gli studenti non solo del Piemonte ma anche della Lombardia e dalla Emilia Romagna, inoltre hanno partecipato gli allievi della scuola . Dopo i saluti delle varie personalità presenti che hanno spiegato in poche parole su cosa si basava il convegno cioè dare più spazio e quindi più opportunità ai giovani . Dopo pranzo sono cominciati i lavori sui temi scelti in precedenza . David ed io abbiamo fatto parte di una commissione dove i ragazzi che partecipavano spiegavano come preparano il giornalino scolastico: c’è chi si occupa della parte grafica, chi invece sceglie l’argomento per l’articolo, e chi si occupa di fare l’impaginare il giornalino per poterlo mandare a stampare . Alla fine ci siamo ritrovati nell’aula magna per la conclusione dei lavori .

LUISA BARBERO


Sabato 5 Aprile 2014 Andeira al lavoro con i suoi “Giornalisi Speciali!!!” Casale M.To Centro diurno Albero in Fiore

Luisa

Laura

Maddi

Riccardo

Durante l’incontro delle redazioni di Andeira i nostri Giornalisti Speciali hanno avuto modo di discutere tra di loro confrontandosi su argomenti inerenti i loro articoli e non solo.


Le parole chiave: armonĂŹa, sintonĂŹa, cuore!


Una giornata speciale "mototerapia" a Pontinvrea da Vanni Oddera per il centro O.A.M.I.

Quella di giovedì 3 aprile è stata davvero una giornata "speciale"; ormai da tre anni collaboriamo con Vanni, diverse volte siamo stati ospitati nel suo ranch, ma questa volta ci sentiamo di dire che ha davvero "esagerato!": un mix vincente di musica, sport e solidarietà. Alcuni numeri solo per rendere l'idea: oltre cento musicisti, dieci motociclisti, tre televisioni, due testate giornalistiche internazionali, oltre settanta ospiti di diverse comunità, un elicottero dei carabinieri, cibo per tutti...insomma una festa pazzesca. Non riusciremo mai ringraziare abbastanza Vanni Oddera ed i suoi collaboratori per tutto quello che fanno. Dicono sempre che a loro "non costa niente", che "è un grande piacere", che ciò che fanno "è nulla"...in realtà noi sappiamo bene quanto tempo e fatica ci siano dietro all'organizzazione di eventi come questo, perciò li ringrazizmo ancora più forte. Ciao a tutti dalla redazione di Acqui, alla prossima.


La Doppia Ombra Voltaggio Le “Pazze Idee” di persone spesso invisibili Ancora (nel campo di Dachau) Dopo la tua morte neve è caduta. Un fiore l’ha bucata. N’è risalito il sole. Poi ho detestato la mia morte, che è scesa piano. Sulla strada ho perso il passo, il seme ignorante. Niente ne è cresciuto, e il vento ha fatto il resto fruscio per fruscio morto per morto. Ora

Ci sono momenti in cui ci si riconcilia con i nostri dubbi, con le nostre preoccupazioni, con il timore di non saper fare abbastanza bene il nostro lavoro, quando i nostri ragazzi, accarezzati dal disagio mentale e così facilmente discriminati, sanno, con presuntuosa follia, desiderare che: - il lavoro a Lerma diventi un "lavoro vero" (con più ore da svolgere e per tutto l'arco dell'anno) - si possa creare a Lerma un allevamento di bestiame - si possa allestire un frutteto e nel tempo poter produrre conserve e marmellate - si possa fare la legna per rivenderla da novembre a marzo - si possa affittare una cascina - si possa essere presenti su più mercati della zona e non solo su quello di Basaluzzo - si possa produrre formaggi - si faccia il possibile per fondare una cooperativa agricola, utilizzando anche prestiti a fondo perduto Mica male come idee, nè?? ;-)

le mie dita spartiscono con la terra l’affanno al procedere. Tutto è contaminato, tutto nell’aria è brace e simposio tutto si avvicina alla vita eppure nulla vive. Occorre ridestare Quegli occhi che mi deridevano, mi spogliavano della vita, morendo. Questi fiori gemono, la terra geme, sospira e geme. Paola Rossi

Il Poeta Personale Ascolta il tuo poeta personale, che ha parole per te, che ha dei versi buttati giù, per aprire il tuo cuore; abbi pazienza col tuo poeta personale; che fa quello che può, che è un po’ cantastorie, un po’ artista, un po’ strano, un po’ scrittore, un po’ ciarlatano. Stefano merialdi


Il progetto Diderot a scuola Il progetto Diderot è un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino per tutte le scuole del Piemonte. Il progetto è gratuito e serve a farci fa capire meglio la matematica, la storia, l’arte, l’educazione civica, l’ambiente e altri problemi importanti del nostro mondo come ad esempio la salute e lo sviluppo dei paesi più poveri. Il progetto Diderot è arrivato anche nella mia scuola e ho partecipato ad una lezione che si chiamava “Ciak i mestieri del cinema”. L’incontro ci ha fatto capire il mondo del cinema e i suoi mestieri: due ragazze dell’Associazione Culturale “Starring Film” hanno parlato di come si lavora nel cinema. Ci hanno spiegato quali sono i mestieri che si possono fare per la realizzazione di un film: produzione, regia, fotografia, scenografia, sonoro, reparto costumi, trucco e acconciature. Ho capito che il produttore di un film è quello che si occupa di organizzarlo e deve trovare i soldi per produrre il film. Invece il regista è quello che dirige gli attori e le telecamere mentre il direttore della fotografia si occupa delle luci e delle riprese sul set cinematografico. C’è anche lo scenografo che costruisce gli ambienti per le riprese del film, chi si occupa delle voci, della colonna sonora e dei rumori, chi pensa a costumi , e al trucco degli attori. Il progetto è stato molto bello, interessante e spero che ci siano altre lezioni. Gabriele

Il progetto Diderot, giunto quest'anno alla nona edizione, si articola in lezioni, corsi, spettacoli e conferenze volti ad avvicinare gli studenti di tutti gli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta all’arte e alla matematica, all’educazione civica e alla storia, alla tutela dell’ambiente e della salute, all’etica e allo sviluppo sostenibile


Il mio gruppo del tempo libero USCITA CON IL GRUPPO DEL TEMPO LIBERO

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Venerdì sera sono uscita con il mio gruppo del tempo libero mia sorella Marta e la nostra vicina di casa Diletta stavano andando ad un apericena e mi hanno accompagnata in pizzeria Apollo dove mi stavano ad aspettare gli amici del gruppo del tempo libero, abbiamo mangiato e bevuto e ci siamo fatti una bella risata. Dopo cena Alessandro ha accompagnato Chiara in fiera al banchetto dell’Anffas, anche noi abbiamo fatto una passeggiata alla fiera, abbiamo visto le piante, i fiori e i quadri poi ci siamo fermati un po’ nel banchetto della Chiara dove vendeva alcune piante con sua madre. Alla fine sono venuti i miei genitori a prendermi per portarmi a casa. Luana

INCONTRO DI ANDEIRA AL CENTRO DIURNO Sabato mattina 5 aprile 2014 sono venuta al centro diurno con Luisa Barbero, Marisa Rossi , David Cavallo per incontrarci con gli amici di ANDEIRA, Luisa ha preparato la colazione per tutti, ha preparato il the poi sono arrivati i soci fondatori di volontariato Andeira il Presidente Giuseppe Ravetti, il vice presidente Michele Rolla che ci ha portato la focaccia. Abbiamo parlato tutti quanti poi Marisa Rossi ci ha fatto vedcere il video. Francesco ha letto gli articoli che ha fatto su spazio ai giovani,(non ho capito niente di quegli articoli su spazzi ai giovani). Un altro articolo lo ha scritto la Maria Pia e lo ha letto, anche di questo articolo non ho capito niente. Giuseppe Ravetti ci ha fatto una bella foto seduti al tavolo Maddalena de Silvestro scriveva al computer, fa la segretaria, ascoltava noi giornalisti poi scriveva. Poi si è aparlato del prossimo incontro di Andeira, si farà la cena di beneficenza a Castelllazzo Bormida — Luana


Una gita al museo Il 22 Marzo 2014 sono andato a Genova a visitare il museo di storia naturale con i miei genitori.Siamo andati in macchina in piazza della Vittoria e a piedi abbiamo raggiunto il museo di Storia naturale G.Doria. Siamo arrivati presto e volevamo vedere qualcosa di interessante prima dell' incontro con alcuni ragazzi miei coetanei. Ho visto degli insetti e anche rettili vivi e mi è piaciuto tantissimo. Nelle bacheche ho visto degli insetti vivi provenienti da paesi esteri di grosse dimensioni come , ad esempio, il millepiedi africano e anche dei rettili. Mi è piaciuta tantissimo la salamandra e mi sono divertito un sacco. I miei genitori mi hanno assicurato che presto visiteremo ancora un museo o una pinacoteca. Prima di tornare a casa ho incontrato il mio amico Walter e , salutandolo, ho pensato alle belle giornate trascorse nella sua città. DEMARIA ENRICO

Concerto rock ad Asti e abbracci gratis Sabato siamo andati ad Asti da Padre Baldo il 5 aprile prima di iniziare abbiamo pregato e ci ha dato la benedizione. Abbiamo dato abbracci e distribuito i volantini del concerto è stato bello e mi sono divertito continuerei sempre. Abbiamo mangiato e poi c’è stato il concerto mi è piaciuto e mi sono divertito. Padre Baldo non trovava la maglia con le chiavi della macchina e di casa si è agitato noi volevamo aiutarlo a ricordargli dove la poggiate e lui ha detto portami a casa non mi interessa. JJJ il 3 Maggio c’è di nuovo chi vuole può venire ad Asti.

Festa giovani della pastorale giovanile ad Ovada Io ho partecipato come tutti gli anni. Era dalle madre pie in palestra mi sono tolto le scarpe mi sono divertito. C’è stato lo spettacolo dei ragazzi dell’oratorio di Ovada, poi la testimonianza di Ernesto Olivero del Sermig, il saluto del vescovo e la preghiera e la cena distribuita dagli capi scout. C’erano gli stand dell’ecquo solidale, della casa di carità, dell’oftal, di Libera, dell’azione cattolica e altri, il torneo di pallavolo, la cappella con Gesù esposto. È stata una bella festa in compagnia. Francesco Regaglio

Un pomeriggio al circo Venerdì 21 Marzo al pomeriggio Enrico, Marco e Giacomina sono andati con l’operatore Marco a Genova a vedere il circo Medrano. È stato un bel pomeriggio e nei giorni seguenti abbiamo tutti parlato molto di questa esperienza. Marco: “la parte che mi è piaciuta di più del circo sono stati i giocolieri e gli acrobati che hanno fatto esercizi molto difficili. C’erano anche tante bestie, elefanti, tigri, la giraffa, le foche, i lama, i cavalli, i cammelli….peccato che non è voluto Salvatore, non so perché…..” Enrico: “devo ammettere che ho sentito più spirito culturale artistico, che non spietato sfruttamento sadico su quelle povere creature. Questo mi ha fatto davvero molto piacere. Il circo deve essere inteso come forma artistico di spettacolo, portante di allegria e non solo ( ribadisco ) sfruttamento degli animali” Giacomina: è la prima volta che sono stata al circo. Mi è piaciuto molto. È stata anche una novità andare a Genova, una bella città. Mi sono piaciuti i cavalli, le foche, i bufali, tigri, giraffe, struzzi, ballerini e gli acrobati. I ragazzi del S. Domenico


LA REGINA DEL NILO LA STORIA DI CLEOPATRA

La giovane Cleopatra è l’erede della dinastia dei Tolomei, discendenti di Alessandro Magno. sa di poter ambire al regno d’Egitto, ma è molto diversa dagli altri pretendenti al trono, in particolare dallo spietato fratello minore Tolomeo: è ambiziosa, intelligente e ha una mentalità aperta e progredita. Ecco perché, quando sua nonna Neferptah sta per morire, riesce a strapparle senza troppe difficoltà un giuramento solenne: per nessuna ragione al mondo Cleopatra mescolerà il suo sangue a quello dei fratelli, come hanno sempre fatto con i faraoni nei tempi passati, e si concederà solo al più potente degli uomini. ma Tolomeo, arrogante e sanguinario, non vede l’ora di prendere il potere: non vuole rinunciare al trono e tanto meno alla sorella, anche se dovrà usare la forza per ottenere ciò che vuole. Intanto, dall’altra parte del mare, si profila ben altro scontro: quello tra Pompeo e Cesare per la supremazia su Roma e sul Mediterraneo. un conflitto destinato a risolversi in maniera sanguinaria.

Questa trilogia è davvero fantastica perché mentre li leggi, prendi il posto della protagonista ed entri nelle ambientazion e nei luoghi da cui trae espirazione lo scrittore Javier Negrete. Spero, chissà, che un giorno qualcuno inventi una macchina del tempo per farmi lanciare in quella meraviglia come l’antico Egitto. PERO’ AD UNA CONDIZIONE: NON VORREI PIU’ TORNARE INDIETRO!!!!!

RAMONA


Bozza del progetto Andeira: L’associazione di volontariato Andeira nasce per dar vita ad un progetto assistenziale, culturale, sociale e ricreativo il cui scopo consiste nella creazione e coordinamento di un gruppo di persone diversamente abili appartenenti a differenti centri diurni,residenziali o coinvolti in singoli progetti educativi con lo scopo primario di collaborare,sotto la supervisione di educatori/operatori,volontari, referenti, alla stesura di un periodico (mensile) distribuito nei territori cui i ragazzi appartengono (basso Piemonte e Liguria) ed alla realizzazione del quale ciascuna persona darà il proprio contributo tramite un elaborato personale (uno o più articoli corredati da foto, disegni o elaborazioni grafiche di altro genere) partecipando, inoltre, attivamente e criticamente, alla realizzazione dell’elaborato degli altri membri dello staff del periodico stesso.

Consiglio direttivo: Giuseppe Ravetti – Presidente Michele Rolla – Vice Presidente Elisa Regaglio - Segretario Maddalena De Silvestro – Consigliere Luisa Miselli – Consigliere

“Andeira” Direttore Responsabile: Mimma Caligaris

Associazione di volontariato “Andeira” Vicolo noè n.30/C, c.a.p. 15073 Castellazzo Bormida (AL) Per info e contatti: Giuseppe Ravetti: cell. 3285316610 - mail: rabeppe@libero.it Maddalena De Silvestro: cell. 3477753736 - mail: maddalena77@yahoo.it

Sostenete il progetto “Andeira”: Banco posta – n. di C/C: 4892762 – Iban: IT21 Q076 0110 4000 0000 4892 762

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