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COPIA GRATUITA

Anno 4 - n. 3 aprile 2010

Maria Teresa Ruta San Giorgio a Gropello Cairoli La sagra, più di una festa, un appuntamento che richiama pubblico da tutta la provincia

fascino e genuinità

Italiani buongustai Le specialità dell’Italia nel piatto. Un patrimonio che è un vaso di Pandora

L'amante discreta Non ingelosisce, ci strizza l’occhio e ci fa sentire grandi. Quell’amore di un auto d’epoca

Asilo Nido, se non ci fossi tu Il primo contatto di un bambino con il mondo esterno senza il filtro dei genitori, un aiuto alle famiglie ed una responsabilità enorme

Crescere insieme La casa cresce e si evolve secondo le nostre esigenze. Ora arrivano gli incentivi per ridurre O la burocrazia e migliorare il rapporto con l’ambiente >> pg. 14

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SOMMARIO

n.3 - Aprile 2010

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&Co. Magazine

Management

pubblicazione periodica registrata presso il Tribunale di Pavia il 18 marzo 2007 - n. 675 EDITORE: Adverum S.r.l. Via Defendente Sacchi 8, 27100 Pavia tel. (+39) 0382 309826, fax (+39) 0382 308672 www.adverum.net - info@adverum.net DIRITTI: tutti i diritti di p proprietà letteraria e p artistica sono riservati

PRESIDENTE: St Stefano f Spalla S

Redazione DIRETTORE RESPONSABILE: Claudio Milani VISUAL DESIGNER: Chiara Bogliani COLLABORAZIONI Paola Arensi, Alessia Benaglio, Giovanna Bondi, Daniela Capone, Simona Cerri, Mario Cristiani, Tommaso Montagna, Daniele Orzati, Teresa Passondri, Chiara Pelizza, Rossana Trespidi, Irina Turcanu

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Maria Teresa Ruta a tu per tu, senza formalità

Ordine militare e ospitaliero un tuffo nel passato

Sen. Giampaolo Bettamio l'esperienza al servizio del paese

Asilo, se non ci fossi tu nido per i bambini, rifugio per i genitori

Crescere insieme la casa per sempre ma sempre in evoluzione

Tutti gli incentivi con gli sgravi rottAMIAMO

San Giorgio, cavaliere invitto 15 giorni di festa per Gropello

Gropello feste e progetti le idee del sindaco Chiari

Una realtà a due facce Lodi: l'opinione di Vittorio Boselli

Un sindaco innamorato Piacenza: Massimo Poggi sindaco di Coli

Italiani buongustai il potere taumaturgico della buona tavola

L'amante discreta più di un’auto, un amore senza riserve

Cannes la rara bellezza della Costa Azzurra

Produzione STAMPA: Pv Print s.r.l. V.le della Libertà, 11 - 27100-Pavia LAYOUT PUBBLICITARI E IMPAGINAZIONE: Adverum S.r.l.

www.adverum.net www.andcomagazine.it


FONDO

Claudio Milani Direttore

Un rito moderno F

inalmente la primavera sta facendo il suo ingresso nelle nostre vite. L’inverno, quest’ultimo davvero lungo, se ne va e dopo mesi, riusciamo ad uscire di casa con il sole e a rivederlo all’uscita dall’ufficio. Con il sole riprendiamo vigore, il sole è un neurostimolatore e abbandoniamo quell’umore grigio che inevitabilmente ci ha catturato durante l’inverno fatto di buio e luci artificiali. Come le piante e i fiori rinasciamo, pronti a sbocciare a nuova vita. Siamo più allegri ed intraprendenti e soddisfatte le richieste della vita lavorativa, riusciamo a ricavare qualche spicchio di tempo per noi e i nostri cari. Spesa e commissioni permettendo ci avventuriamo in una gitarella. Due ore d’auto e siamo al mare o in montagna, pronti a godere di quanto la natura ci mette a disposizione. Sveglia mattutina, nessuna differenza con il resto della settimana lavorativa, abbigliamento sportivo, questo sì che e diverso e via. La radio di sottofondo, i figli che sonnecchiano, la moglie che, con l’ausilio dello specchietto retrovisore, aggiunge qualche ritocco al sapiente lavoro di valorizzazione che la rende ancor più piacevole ed attraente. Un caffè in autogrill e in breve siamo al mare, via le calze, i piedi nella sabbia ancora fresca, la carezza calda del sole sulle guance e le braccia finalmente nude. Gli amici ritrovati, le pacche sulle spalle, le ri-

sate, ci buttiamo alle spalle lo stress della settimana. Ci accomodiamo sotto il pergolato, al riparo dal vento ancora un po’ freddino e con il sottofondo della risacca nelle orecchie, ci dedichiamo con entusiasmo all’insalatona coi frutti di mare. Veloci ma senza stress, perché dobbiamo tornare in spiaggia per godere ancora un poco di quel sole ristoratore prima di un breve tour nel budello per uno shopping doveroso. Per un attimo ripiombiamo nello scoramento cittadino ma nooo… qui l’atmosfera è diversa, la porta spalancata, i visi sorridenti: siamo in vacanza! E’ diventato un rito. Sì, un rito che ci accomuna tutti, perché ci siamo tutti e tutti ci ritroveremo sull’autostrada al momento del rientro. Avevamo pensato ad un rientro intelligente, ma quale intelligente se in ogni paesino della Liguria c’è tutta Milano, tutta Torino e qualcuno

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di Genova? Mestamente ci mettiamo in coda, la tensione sale, complice quell’imbecille che zigzagando cerca di conquistare qualche metro, rischiamo di esaurire tutta la carica che onde, sabbia e sole ci hanno fornito, ma poi ci mettiamo il cuore in pace, alla media di trenta all’ora torniamo a casa. Domani, durante la pausa caffè, a seconda del collega, ci lamenteremo della coda e delle imposizioni da week-end della moglie o sfoggeremo rilassatezza e un’ombra di abbronzatura sulle guance ben rasate.


di Paola Arensi

aprile 2010

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INTERVISTA

Maria Teresa Ruta

condividere il più possibile questo bellissimo maniero che per la nostra famiglia è stata una vera conquista. Ricordo che i miei genitori, primi a credere in me fin da piccola, hanno sempre fatto il possibile per garantire a tutti noi una vita dignitosa. Ma, poiché lo stipendio era solo uno e in famiglia eravamo in quattro, abbiamo imparato presto il sacrificio e il valore dei sogni. Oggi questi preziosi momenti sono dedicati a mamma e papà”. Oltre a collezionare con passione orecchini e scarpe arrivando ad averne qualche migliaio di gran classe, la Ruta ha moltissime altre passioni: “Adoro mangiare, leggere, guardare la televisione, dipingere, scrivere favole e libri per bambini e soprattutto viaggiare. Interessi che fortunatamente condivido con Roberto e quindi posso portare avanti. Invece detesto i soprusi e soprattutto quando un potente se la prende con i più deboli. Poi non sopporto le bugie, i ritardatari, chi non ama il dialogo e non accetta le opinioni altrui”. E dietro alla giornalista sportiva, all’attuale conduttrice del programma di Sky 847 Domenica win, in programma ogni fine settimana dalle 14 alle 18, all’artista che, tra Rai e Mediaset, vanta più di 78000 ore di diretta televisiva con innumerevoli importanti esperienze come quelle di Uno mattina estate, Il processo del lunedì, La domenica sportiva, L’isola dei famosi, la Ruta è soprattutto una persona comune con pregi e difetti: “A volte mi metto in situazioni impossibili perché non so dire di no e non avendo il senso del possesso, salvo che per il mio uomo, presto qualsiasi cosa. Tutti mi dicono che il mio peggior difetto è la troppa generosità” ironizza e va avanti: “Inoltre il mio segno zodiacale è il Toro, quindi sono testarda e spesso convinta di essere nel giusto. Infine ho tanta forza di volontà e credo ancora molto nella vera amicizia. Sentimento che ogni tanto nasconde opportunismo soprattutto nel caso di personaggi pubblici con un’esposizione molto forte. Comunque, fortunatamente, ho ancora una quarantina di amici fidati e sinceri con i quali mi trovo spesso per sane chiac-

Considerazioni e confidenze con un’artista che, da fotomodella a giornalista sportiva a donna di spettacolo, ha sempre conservato grande fascino e genuinità

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alvolta, a furia di scrivere favole, le principesse realizzano i loro sogni. Questa è la storia dell’amata presentatrice televisiva Maria Teresa Ruta –Torino 23 aprile 1960- che, successo dopo successo, ora possiede un castello a Luino (Va). Si tratta di un posto magico con panorama mozzafiato dove, dalla prossima primavera e soprattutto nel salone delle feste, tra i colori del sole e lampadari preziosi di cristallo, gli innamorati potranno celebrare il loro pranzo nuziale. Il tutto approfittando di un ambiente elegante e poetico degno della proprietaria: “Oltre ai miei figli e al mio compagno Roberto Zappulla, il maniero è uno dei miei traguardi più grandi. Un posto speciale acquistato cinque anni fa che stiamo ristrutturando e dove corro appena possibile fuggendo dalle mie abitazioni di Milano e Roma” racconta l’artista e prosegue:”In questo luogo incantato predisporremo anche una biblioteca. L’archivio librario troverà spazio nelle sale degli archi e sarà rivolto ai preadolescenti”. Un ambiente suggestivo in cui si potranno leggere tutte le fiabe scritte dalla conduttrice televisiva e molto altro ancora: “Vogliamo

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chierate e che ci sono nei momenti di difficoltà o di gioia. Voglio citare la mia indimenticabile amica del cuore Rita, anche pianista nel mio gruppo musicale e Noemi con la quale ho uno stupendo rapporto nonostante la differenza d’età”. Tra gli hobby della torinese c’è anche quello dei presepi: “Alle allegorie della natività è legato il ricordo più bello, ma anche più duro, della mia infanzia. All’epoca desideravo tanto una natività ma a casa avevamo soltanto un albero e considerato l’impegno di papà che manteneva se stesso più altre tre persone non volevo pesare con ulteriori spese. Un pensiero tenero se si pensa che oggi realizzo un presepe di circa sei metri a casa mia. Così mi ero ingegnata e quando i miei mi davano 200 lire per comprare una focaccia a scuola invece di mangiare mettevo i soldi da parte per accumulare la somma necessaria all’acquisto delle statuine essenziali. Dopo mesi e mesi a nascondere soldi ovunque per paura che mia madre, maniaca dell’ordine, li trovasse, mi sono fatta accompagnare da una vicina di casa e ho comprato dieci personaggi. Poi, con il cuore colmo di gioia per la sorpresa che avrei fatto alla mia famiglia, mi sono chiusa in camera e ho fatto entrare gli altri soltanto dopo aver preparato a dovere il mio primo presepe. Ma all’apertura della porta i miei si sono infuriati e ho guadagnato soltanto una pesante sgridata. Per prima cosa perché avevo sporcato ovunque. E poi perché, come mi è stato spiegato, per accumulare denaro ho trascurato l’alimentazione. Inoltre mamma e papà insistevano a dire che i soldi non andavano nascosti perché oggi lo fai per un presepe e domani per comprarti la droga. Tuttavia, dopo tanta durezza anche loro si sono accorti di aver esagerato e da allora, di Natale in Natale, il nostro Gesù bambino non è mai mancato”. In vista dell’8 marzo, Festa della donna, la conduttrice augura a tutte le esponenti del gentil sesso una felice giornata e racconta come trascorrerà questa data: “Tendenzialmente sarà un giorno di lavoro in cui parteciperò a programmi televisivi o conferenze a tema. Oppure mi esibirò marzo 2010

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INTERVISTA

con il mio gruppo Las Margaritas che oltre tutto è composto da nove donne. Due anni fa abbiamo tenuto un doppio spettacolo, uno al pomeriggio e uno dopo cena. E’ stato molto divertente”. E’ alle signore che l’artista dedica il suo pensiero più profondo: “La donna è sempre piena di energie e risorse, non è vero che il lavoro e la maternità sono inconciliabili. Ovviamente chi ha successo nello spettacolo gode di una situazione favorevole in virtù di buoni guadagni che consentono di trovare l’aiuto necessario. Molte donne svolgono infatti lavori pesantissimi e la situazione è ben diversa. Ma io so che mia nonna lavorava nei campi e ha comunque cresciuto i suoi figli al meglio e certamente più sani di tanti altri. Per me lei resterà sempre un esempio”. Rivolge un pensiero alla figura femminile nel mondo dello spettacolo: “Finché non ci sarà una dirigenza composta almeno in parte, da donne, ci sarà sempre la tentazione di trattarci come oggetti. Fortunatamente oggi ci sono grandi donne che fanno programmi rilevanti ma nella maggior parte dei casi a noi è sempre toccato soltanto il contorno. Le aspiranti artiste accettano questi ruoli pur di lavorare e quindi non si possono giudicare. Loro abbassano la testa aspettando la grande occasione che purtroppo non è scontata. Personalmente biasimo soltanto la direzione maschile auspicando un cambiamento”. Infine un accenno alle sue origini: “Mia zia cantava, presentava e recitava ma si è vista in televisione solo un anno e quindi su di me non ha avuto influenze. Mio padre è un ex bancario con la passione per la pittura e grandi capacità artistiche espresse solo nel privato. Mia madre è casalinga e recitava in teatro a livello locale. In sostanza io non sono figlia d’arte perché nessuno dei miei parenti ha mai cercato il successo. Nella vita volevano altro. Però resto fermamente convinta che il segreto della mia vita sia sempre stato l’amore dei genitori. Loro non hanno dimenticato di incoraggiarmi anche davanti alle sconfitte. Quando avevo sedici anni e mi presentavo ai primi concorsi di bellezza mamma e papà erano i miei primi fans”. 9


di Andrea Pestoni

Ordine militare e ospitaliero

di San Lazzaro investitura di dame e cavalieri

ALCUNI CAVALIERI DELLA COMMANDERIA LOMBARDIA 1 (COMMANDER RENATO BRAMBILLA) DELEGAZIONE PROVINCIALE DI PAVIA

Milano, 13 marzo 2010

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pira un’aria gelida nel piccolo piazzale della Basilica di Sant’Eustorgio. E mentre aspetto che la mia collega prenda dalla borsa gli inviti dei Cavalieri di San Lazzaro (ma quanta roba c’è nella borsa di una donna?), mi viene spontaneo un sorriso. Se mi giro e alzo gli occhi vedo infatti una telecamera, che tutti i milanesi conoscono come “Eco Pass”, e non posso fare a meno di pensare che Rainaldo Di Dassel è stato

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proprio fortunato. Incaricato da Federico Barbarossa di rubare le reliquie dei Re Magi che il vescovo milanese Eustorgio aveva prelevato da Costantinopoli, non solo è riuscito portare a termine la missione senza colpo ferire, ma non ha nemmeno dovuto segnalare la targa dei sarcofagi alla polizia locale di Milano. E così è partito alla volta di Colonia. Improvvisamente una voce distoglie la mia concentrazione dai Re Magi, dal vescovo

Eustorgio e dall’astuzia del cancelliere di Federico Barbarossa (ma soprattutto dall’elegante e bell’abito nero della mia collega) e mi riporta alla realtà. E’ l’amico Renato Brambilla, imprenditore edile di Vigevano, che si dirige verso di noi carico di emozione e avvolto in un mantello nero ricamato con una croce verde a otto punte bordata in oro. Il suo fare bonario e la sua voce stentorea ci danno il benvenuto. E ci ricordano che ci troviamo


ATTUALITÀ

rioso ordine, che lascia adito a diverse interpretazioni. Perché traducendo etimologicamente Lazzaro dall’ebraico si scopre che significa “Dio è il mio soccorso”. E perché le otto punte della stella sono in realtà le otto beatitudini. La funzione religiosa sta per terminare. Cala lentamente la spada sulla spalla dei postulanti e dame e cavalieri ricevono l’investitura ufficiale. Torniamo nel piccolo piazzale della Basilica di Sant’Eustorgio. Renato Brambilla ci corre ancora incontro e ci dice che dobbiamo partecipare all’agape fraterna. Io e la mia collega ci guardiamo. “Per l’Eco Pass – aggiunge il Commander Lombardo dei cavalieri di San Lazzaro – non c’è nessun problema, ho provveduto a tutto io”. Abbiamo capito due cose: che Renato è una persona in gamba e che con l’agape fraterna è arrivato il momento di mettere i piedi sotto il tavolo.

alla realtà. Pochi minuti dopo siamo già seduti davanti all’altare maggiore della Basilica, un’antica chiesa romanica costituita da tre navate principali coperte da volte a crociera. L'altare maggiore, sopraelevato, è un imponente polittico marmoreo. A presiedere la solenne cerimonia ci sono il Gran Priore d’Italia dei Cavalieri di San Lazzano, generale di brigata (aus) nei Carabinieri Basilio Viola, il Commander Lombardia 1 Renato Brambilla, il delegato provinciale di Milano Roberto Ridolfini e il cancelliere del Gran Priorato d’Italia Osvaldo Gamba. I postulanti arrivano puntuali e si dà il via all’affascinante e per nulla anacronistica veglia delle armi. Poi arrivano le dame ed i cavalieri che si riuniscono nella sala annessa alla Basilica e subito dopo, inizia la funzione religiosa. Prende la parola il Gran Priore d’Italia. “Perché il male trionfi, è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione”. E’ il motto del glo-

ai piedi del primo Duomo di Milano, la Basilica di Sant’Eustorgio, per assistere alla solenne cerimonia di investitura di nuove dame e cavalieri dell’Ordine Militare Ospitaliero di San Lazzaro di Gerusalemme. Se non fosse per l’Eco Pass e un negozio cinese dall’altro lato della strada ci sembrerebbe proprio di essere stati catapultati a ritroso di centinaia di anni. Ma la sigaretta che ci fumiamo prima della funzione religiosa ci riporta

Perché la croce di colore verde?

Vi sono due diverse interpretazioni: • il verde quale simbolo della speranza di guarigione per i contagiati dalla lebbra. • il verde in spregio ed a istigazione dell’infedele mussulmano, in quanto il Corano consente l’uso di tale colore unicamente nell’abbigliamento riservato ai discendenti diretti del Profeta Maometto.

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di Paola Arensi

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iampaolo Bettamio è nato a Bologna il 7 giugno 1939, è sposato, ha due figli. Laureato in giurisprudenza, vanta una vasta esperienza in campo internazionale ed è stato direttore del parlamento Europeo. Ha ricoperto numerosi incarichi in ben quattro legislatura consecutive. Il 21 aprile del 2008 è stato proclamato senatore della Repubblica per la XVI Legislatura. Si è occupato in particolare di affari esteri, ricoprendo il ruolo di Sottosegretario nel II e III Governo Berlusconi.

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onsiderando l’esperienza cumulata in ambito internazionale formuli un breve giudizio sulla politica italiana attuale.

Tutti i governi presieduti da Silvio Berlusconi hanno una medesima caratteristica per quanto riguarda la politica estera: ricucire e poi ampliare i rapporti con i Paesi del bacino del Mediterraneo. Tale strategia ha già dato ottimi risultati con Israele, Turchia ed Egitto. Più di recente, l’attenzione si è focalizzata sulla Libia, un Paese che già i governi della Prima Repubblica e poi i governi di centrosinistra hanno considerato di primaria importanza: per la vicinanza, per il rifornimento energetico, per la responsabilità (in negativo e in positivo) che ha nei flussi migratori attraverso il mare.

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el corso della sua vita politica ha necessariamente avuto a che fare con la stampa. Ritiene la stampa nazionale capace di essere oggettiva oppure crede sia impossibile servire solo la comunicazione?

La nostra stampa è, nella quasi totalità, legata ai partiti politici, e questo impedisce quella oggettività che è propria di alcune grandi testate europee. Da noi i giornali hanno come fine quello di accreditare una immagine del Paese secondo l’interpretazione del partito cui il singolo quotidiano si riferisce. Questo è quasi incomprensibile all’estero ma purtroppo è così a scapito della comunicazione. aprile 2010

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ei si è molto occupato di attività produttive. Senatore, stiamo veramente uscendo dalla crisi? Se si, quali saranno i settori trainanti?

Ciò che è superato per sempre è il mito della finanza come strumento principale per costruire un sistema economico e sociale efficace. Occorre basare l’economia su altri parametri, e questo passaggio allunga la fase di stallo. Anche se in Italia il peggio sembra essere passato, gli ultimi dati ISTAT ci segnalano una disoccupazione che sfiora il 9% e che colpisce in modo particolare le fabbriche di piccola e media dimensione. Ciò significa che senza un taglio alla pressione fiscale (ad esempio l’IRAP) il nostro sistema non ha sufficiente competitività. Non vedo particolari settori trainanti attualmente, il sistemaItalia nel suo complesso ha bisogno forse di una politica industriale più aggressiva.

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uale ritiene sia il ruolo degli immigrati nella società occidentale in una fase di ripresa?

Parliamo solo di immigrati regolari, cioè in possesso di contratto di lavoro con relative imposte da pagare. Questi immigrati sono fondamentali in almeno tre settori: nel welfare familiare (badanti, colf e babysitter), nel sistema previdenziale (tra tasse e contributi versano circa 6 mila miliardi di euro) e per il nostro prodotto interno lordo (dal loro lavoro dipende quasi il 10% del PIL). Si aggiunga che al centro nord gli operai sono quasi tutti immigrati, così come i baristi e le cameriere. Dunque immigrazione e tenuta economica sono direttamente proporzionali. Il problema è che il nostro sistema non è capace di bloccare l’immigrazione irregolare, come invece Francia e Germania ...

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siste un legame tra sicurezza ed immigrazione oppure l’incremento della criminalità è solo frutto dell’evolvere dei tempi?

Il problema della sicurezza è complesso e meriterebbe un esame a parte. Il rapporto sicurezza- immigrazione è vero solo per


ATTUALITÀ

Giampaolo Bettamio uno spaccato del Belpaese attraverso i giudizi su politica, stampa, occupazione, immigrazione e sicurezza

l’immigrazione illegale, che ha provocato la presenza in Italia di una enorme massa di persone senza lavoro o con lavoro clandestino e di breve periodo.

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li italiani si sentono cittadini d’Europa o bisognerebbe incentivarli di più ad uscire da un’ottica nazionalistica?

Gli italiani sono ancora legati alla loro appartenenza regionale, per ragioni storiche che attengono alla stessa formazione della nostra nazione. Non esiste, per queste ragioni, un sentimento nazionale così forte come, ad esempio, in Francia. Ed anche il sentimento europeo è stato ed è ancora visto più come possibilità di vantaggi economici (soprattutto al sud) che come appartenenza ad una cittadinanza europea. 13


di Alessia Benaglio

se non ci fossi tu…

In Svezia, lo Stato offre la possibilità di pagare rette più basse per le scuole d’infanzia, ai genitori che collaborano nella gestione, amministrazione e manutenzione dell’asilo... e noi?

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a legislazione italiana in materia di asili nido e agevolazioni per i giovani genitori appare ancora oggi alquanto controversa. Un paio di anni fa, il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, insieme al Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annunciava la preparazione di una legge quadro sulla conciliazione nel lavoro femminile. Que-

sta normativa avrebbe messo a disposizione delle famiglie più bisognose dei buoni prepagati per usufruire di servizi per l’infanzia ed introdotto la figura della “tagesmutter”, la cosiddetta baby sitter condominiale che ha molto successo nei paesi dell’Europa del Nord, l’albo per le badanti e la gestione a livello comunale dell’attività di baby sitter. In questi giorni,


ATTUALITÀ

anche il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, sta riflettendo concretamente sulla questione, ipotizzando la creazione di asili nido aperti 24 ore su 24, che abbiano fasce orarie più flessibili prevedendo addirittura l’apertura serale e notturna per agevolare i genitori turnisti o che svolgono lavori notturni. Sono tutte iniziative ammirevoli che renderebbero la vita più

facile alle giovani coppie ma di cui non si è saputo più nulla. E’ assolutamente necessario ritornare a battere sul punto ed andare incontro alle esigenza delle giovani coppie che devono, per sopravvivere, conciliare la vita domestica con il lavoro. I giovani genitori spesso non hanno la possibilità di affidare i propri figli ai nonni per motivi di salute, lontananza o sem-

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plicemente perché anche i nonni stessi sono “giovani” e quindi ancora lavorano. Devono necessariamente fare ricorso agli asili nido. La responsabilità che queste strutture si assumono è notevole, è quindi indispensabile che si instauri, da subito, un rapporto di estrema fiducia tra le educatrici, la famiglia ed il bambino. Tanto più il passaggio dall’ambiente famigliare


a quello del Nido avverrà con attenzione e dolcezza, tanto più il bambino acquisirà fiducia in questo nuovo mondo. Di norma, questo avviene durante un periodo di inserimento del bambino: il genitore gradualmente si stacca dal piccolo per lasciar posto all’educatrice come punto di riferimento, che riesce così ad acquisire tutte le informazioni necessarie sulle abitudini della famiglia e sulle esigenze specifiche del bambino. Oltre a rappresentare un valido sostegno per i genitori, le scuole d’infanzia sono il campo migliore per sperimentare le prime attività di socializzazione del bambino: entrando in contatto con un universo popolato da

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ATTUALITÀ

altri frugoletti, il piccolo aumenterà rapidamente le sue competenze sociali ed anche la consapevolezza di sé. I genitori potranno avere però la sensazione di restare esclusi da questa fase di crescita dei loro piccoli oppure, molto più semplicemente, sentiranno la necessità di restare aggiornati sui cambiamenti e sulla vita “scolastica” del proprio figlio; per questo motivo gli asili nido tengono un diario in cui ogni giorno vengono descritte le attività del piccolo, vengono riferite tutte le informazioni riguardanti l’alimentazione e la salute, i suoi progressi…insomma, mamma e papà potranno comunque assistere ai suoi primi piccoli passi nella realtà esterna.

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d Rossana Trespidi

Crescere insieme

La casa si adatta ai nostri desideri, evolve e cambia in funzione della famiglia

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pesso l’acquisto di una casa rappresenta un punto di arrivo che si trasforma nell’inizio di un percorso da affrontare. In molti casi occorre procedere ad una ristrutturazione ed operare alcune migliorie all’interno dell’abitazione prescelta per ampliare una camera o aggiungere un bagno, insomma, per far aderire la nuova casa ai propri gusti e alle proprie esigenze. Il problema che si

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pone allora è da dove cominciare, a chi rivolgersi? Innanzitutto, ci sono molte questioni di cui tener conto e informarsi al meglio, è il primo passo per non incappare in errori irrimediabili. Dal delicato problema del risanamento dell’umidità, a quello del rifacimento della copertura, dal rinnovo delle finiture interne, alla messa a norma degli impianti tecnici, dalla sostituzione di vecchie pavimentazioni e

rivestimenti delle pareti, all’installazione di nuovi apparecchi per il riscaldamento: sono solo alcuni dei problemi che possono emergere. A questi si aggiungono la sostituzione dei serramenti interni ed esterni, i sistemi di protezione attiva e passiva, le attrezzature per il bagno e la cucina e tante altre, senza dimenticare i materiali e i costi dei prodotti, i mobili o gli elettrodomestici da sostituire, i


CASA &CO.

problemi di posa e le normative esistenti. Una volta informati però, si può meglio dialogare con i professionisti, architetti, geometri e ingegneri o con gli specialisti installatori. Figure che chiunque intenda affrontare una ristrutturazione dovrebbe interpellare per essere in regola nei lavori, non incorrere in rischi o creare danni a se stessi o a terzi ed essere sicuri di spendere bene i propri soldi. Sicuramente, avendone i mezzi, affidarsi ad un buon architetto o ad un’impresa che sappia prendere in considerazione tutti gli aspetti pratici del caso, può di molto agevolare le operazioni più del fai da te. E’ recente la notizia che i consumatori avranno a disposizione uno strumento in più per meglio affrontare le spese di acquisto o ristrutturazione. Infatti, è arrivato l’atteso decreto contenente gli incentivi per alcuni settori industriali in crisi con un capitolo riservato alla casa. La norma prevede lo stanziamento di un fondo per un totale di 300 milioni di euro, di cui 200 milioni subito disponibili e altri 100 ad integrazione, con una variante che

"dal 15 aprile saranno disponibili gli incentivi e potranno essere richiesti fino al 31 dicembre 2010"

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"per la sostituzione di cucine è previsto riguarda il mondo dell’edilizia, per spingere e rilanciare il piano casa, varato lo scorso anno, che non ha prodotto i risultati sperati. Gli incentivi saranno disponibili a partire dal 15 aprile e potranno essere richiesti fino al 31 dicembre 2010, fino ad esaurimento. I fondi, che hanno l’obiettivo di incentivare l’acquisto di prodotti a basso im-

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patto ambientale, saranno divisi in tre settori: mobilità sostenibile, sistema casa, sicurezza sul lavoro. In particolare, per il settore casa, sono previste le seguenti cifre: 85 milioni di euro per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica, 58 milioni per l’acquisto dei mobili destinati alla cucina e 50 milioni per gli elettrodomestici. In particolare, per la sostituzione di cucine


CASA &CO.

un contributo pari al 10% del costo" in uso, con mobili componibili, provvisti anche di contenitori per la raccolta differenziata ed elettrodomestici ad incasso ad alta efficienza e dotati delle più aggiornate misure di sicurezza, è previsto un contributo pari al 10% del costo, con un limite massimo di 1.000 euro. Se invece si sceglierà di rottamare solo un elettrodomestico, lo sconto è del 20% e prevede tetti massimi di 500 euro per le cappe

aspiranti, 130 euro per le lavastovigliee e 80 euro per forni e piani cottura. asa Qualora volessimo acquistare una casa odnuova o più grande, non essendo più sodere disfatti della precedente, è bene sapere giche per l’acquisto di abitazioni ecologinache è previsto un contributo proporzionaella le all’effettivo risparmio energetico nella misura massima di 7.000 euro. Infatti, il contributo è pari a 83 euro per

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d Rossana Trespidi

Tutti gli metro quadrato di superficie utile, con un massimo di 5.000 euro, per immobili che garantiscono un risparmio di energia del 30% rispetto ad alcuni valori standard stabiliti nella vigente normativa sul risparmio energetico. Tale contributo sale a 116 euro per mq, con tetto massimo di 7.000 euro, se si arriva ad un risparmio pari al 50%. Buone notizie in arrivo, quindi. Tuttavia con un ma. PerchÊ si tratta di risorse limitate che non aiutano comunque i giovani ad uscire di casa- annoso problema- visto che i bonus per mobili e cucine riguardano solo la sostituzione e non l’acquisto di nuovi beni. Da mettere in conto infine, se si decide di cambiare casa, il dover procedere ad un trasloco, con quanto ne consegue in termini di fatica, tempo e onerosità .

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CASA &CO.

incentivi particolare attenzione al risparmio energetico

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a preso forma il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri contenente gli incentivi per i settori industriali in crisi. Il fondo, attivo dal 6 aprile, prevede un pacchetto di misure a sostegno dell’economia per 420 milioni di euro: 300 milioni sono gli incentivi per il rilancio dei consumi e i restanti 120 milioni consistono in sgravi fiscali e altri interventi. La parte relativa all’edilizia, alla casa in particolare, è di estrema rilevanza. Non si tratta solo dell’aspetto economico ma della sostanza degli interventi. Infatti,

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gli incentivi mirano soprattutto al risparmio energetico premiando l'efficienza delle abitazioni e il rispetto per l’ambiente. In concreto, sono stati previsti bonus per l'acquisto di elettrodomestici di classe A, cioè quelli più parchi nei consumi di energia elettrica, mobili da cucina e quelli di case ecologiche. Oltre che per le case, sono stati previsti facilitazioni all’acquisto per i veicoli più rispettosi dell’ambiente, riservati alle moto, ai ciclomotori Euro3, agli scooters elettrici ed ibridi, ai trattori agricoli, ai motori nautici, ai rimorchi e in generale, alle attrezzature in grado di ridurre le emissioni di CO2 in ambiente. L'accesso ai contributi è consentito previa prenotazione

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e fino ad esaurimento delle risorse disponibili, con il termine del 31 dicembre 2010. In sintesi le cifre: 85 milioni di euro per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica, 58 milioni di euro per l’acquisto dei mobili della cucina 50 milioni per gli elettrodomestici.


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"Sono state previste facilitazioni all’acquisto anche per i veicoli più rispettosi dell’ambiente" le cifre Cittadini ed imprese potranno chiedere informazioni ad un call center gestito da Poste Italiane. L'attivazione dei contributi non sarà automatica, ma andrà sempre richiesta al rivenditore specificando di voler godere delle agevolazioni previste. Il beneficio consiste in uno sconto sul prezzo di acquisto del bene che interessa. Per quanto riguarda l’edilizia, lo spirito del legislatore si è basato sull’esigenza di rivitalizzare l’attuazione del piano casa e rimettere in moto un settore che sta scontando più di altri la crisi. La norma prevede che sia possibile eseguire senza alcun titolo abilitativo tutti gli interventi di manuten-

85 milioni di euro per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica

58 milioni di euro per l’acquisto dei mobili della cucina

50 milioni di euro per gli elettrodomestici.

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zione ordinaria nelle case e gli interventi di natura straordinaria che non riguardino le parti strutturali dell’edificio e l’aumento dei parametri urbanistici. Lo scopo di tale intervento risiede nell’arginare le lunghe procedure burocratiche cui, in genere, il cittadino deve sottostare per dare il via ai lavori di ristrutturazione. Grazie alle revisioni normative i proprietari di casa dovranno soltanto comunicare l’impresa che realizzerà i lavori. Ma, se nelle intenzioni governative si tratta di un tonico per le aziende edilizie, non sono mancate le critiche da parte degli ambientalisti a cui si sono aggiunte

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le perplessità di parte dei professionisti del settore. Per costruttori e immobiliaristi tale liberalizzazione rischia di rivelarsi inutile, per architetti e tecnici è un pericolo per la sicurezza. A molti appare come una deregulation sotto l’egida di una mal invocata semplificazione in materia di edilizia libera che consente di modificare le case senza alcun permesso o verifica pubblica e senza il progetto firmato da un tecnico. In un Paese ad alto rischio frane, alluvioni, terremoti o eruzioni, l'esigenza di regole e controlli è più che mai necessaria. Tuttavia, è’ altrettanto vero che, per i la-


CASA &CO.

vori interni alle abitazioni, il testo unico del 2001 richiedeva la Dichiarazione di inizio attività (Dia), ma, per ottenere il benestare ai lavori, si incappava spesso in lungaggini, caos di competenze e sovrapporsi di norme che rendevano ogni minimo intervento un'odissea. Di qui la necessità di rispondere ad un malessere con la nuova semplificazione delle procedure che occorre non sia intesa come un salvacondotto a fare ciò che più ci piace senza il dovuto rispetto delle regole ma un meccanismo per snellire l’inutile e dannosa burocrazia

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Ogni mese attualità, cultura, politica e territorio, per un’informazione precisa, di qualità totale, attraente nei contenuti e nell’aspetto. Interviste, indagini e approfondimenti, dalla rivista in prima fila per chi vive il nostro tempo marzo 2009

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INTERVISTA

L’informazione fa una luce nuova. Scegli &co. Magazine

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PAVIA E PROVINCIA

di Chiara Pelizza

San Giorgio, Giorgio cavaliere invitto

Quindici giorni di feste e manifestazioni per i Gropellesi e per tutta la Provincia

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ome ogni anno torna puntuale la Fiera di San Giorgio, a Gropello Cairoli. Un appuntamento che i gropellesi aspettano impazienti per festeggiare il Santo Patrono del Paese della Lomellina. La sagra, un tempo, si festeggiava la domenica, il lunedì e il martedì e segnava l’ultima coda di freddo con questi giorni chiamati “piccolo inverno di San Giorgio”. Terminata la festa, infatti, si spegnevano le stufe, si riportava la legna in legnaia, si diceva addio al riscaldamento e si dava il definitivo benvenuto

alla primavera. Le memorie storiche del Paese ricordano una festa movimentata, con giostre e cavalli, tiro al bersaglio e attrazioni per ogni età. I tre giorni si chiudevano con il mercato del bestiame, per gli acquisti importanti e onerosi che nelle famiglie di allora rappresentavano l’investimento di una vita e segnavano la differenza tra il benessere e la povertà. Oggi come ieri la festa attira tutti gli abitanti del centro, ora con una popolazione poco superiore ai 4.000 abitanti, e molti provenienti dai comuni limitrofi e non 31

solo. La Sagra, da alcuni anni, non vive più solo quei tre giorni che in passato erano dedicati a San Giorgio, ma molti di più. Quest’anno inizia il 16 aprile e termina il 2 maggio. più di quindici giorni con una serie di eventi culturali, folcloristici e religiosi da far invidia ad una kermesse organizzata da città di ben altre dimensioni. Il primo appuntamento in agenda, che inaugura l’edizione 2010, è la mostra fotografica “Le mondine” organizzata dal gruppo fotoamatori gropellese e allestita in sala Cantoni fino


al 20 Aprile. Nelle splendide fotografie storiche sarà possibile rivivere l’epopea di una generazione di donne che tra il sudore, la fatica e i sacrifici hanno saputo trovare la forza di vivere anche l’allegria in un’Italia alle prese con la ricostruzione. Sul tema delle risaie anche il libro “Ris e pabi e arbusil; donne e canzoni in risaia” presentato il 16 aprile in sala Cantoni alle ore 21 in presenza di Marco e Serena Savini, curatori del volume, e di Stefano Tomiato, direttore di Lomellina Musei, Giuseppe Poggi, presidente degli Amici del Museo di Olevano, in collaborazione con la Biblioteca comunale. Nella stessa occasione sarà inaugurata la mostra di pittura “Oltre la quotidianità” dell’artista Simone Menicacci, fino al 22. Un altro volume in presentazione il 18 alle ore 16 “Vicende patrimoniali della famiglia Cairoli” edito dal Comune di Gropello Cairoli, in presenza dell’autore Pierluigi Signorelli. Il 24 viene inaugurata, al Teatro dell’oratorio, la 17sima mostra fotografica con presentazione del libretto fotografico “L’associazionismo a Gropello.,Tale rassegna sarà aperta al pubblico fino al 29. Il ricchissimo programma della manifestazione gropellese si rimpingua anche di altri motivi passando dalla cultura allo sport. Ne sono esempi i tornei di categorie varie in memoria di “L. Poma”, “C. Mascherpa”, “G. Coltelli”, “D. Antoniotti”, “M. Capella” della Asd Gropello San Giorgio presso il campo sportivo comunale, in apertura dal 24 alle 14.30. In campo anche il volley Gropello Cairoli con un quandrangolare di pallavolo femminile per il terzo memorial in onore di Adriano Carelli, dalle 10 del 25 aprile. Tra gli appuntamenti sportivi, non possiamo dimenticare anche l’inaugurazione del nuovo campo da bocce, disciplina riflessiva che richiede grande abilità ed è capace di suscitare un forte senso di agonismo anche se sempre permeato da sincera amicizia. Il campo, collocato nei pressi del centro sportivo comunale e del nuovo parco con percorso cardio-fitness vicino alla ex stazione è destinato a diventare un punto di attraaprile 2010

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PAVIA E PROVINCIA

ALCUNI DETTAGLI DEL PARCO DI VILLA CAIROLI

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zione per tutti gli amanti di questo sport. Domenica 18 e domenica 25, festa dei piccoli con la partecipazione delle associazione del territorio. per l’occasione saranno allestite bancarelle con degustazioni, esposizione e vendita di prodotti eno-gastronomici per tutta via della Libertà. Tali manifestazioni saranno il corollario alla celebrazione dell’anniversario della Liberazione. Il 24 sera l’appuntamento clou richiamerà migliaia di visitatori nelle strade della cittadina lomellina. Un grande spettacolo pirotecnico siglerà il culmine dei festeggiamenti alle ore 22 presso il campo sportivo.

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GROPELLO CAIROLI E LE SUE CHIESE


INTERVISTA Estremamente ricco e importante il calendario religioso, tra Sante Messe e celebrazioni in onore del Santo Patrono, anche l’ostensione della Reliquia di San Giorgio Martire. Infine un’insolita chiusura della quindicina di festa con una trasferta dal territorio lomellino alle Valli ci Comacchio. La Pro loco ha organizzato per l’1 e il 2 maggio un’interessante esperienza per tutti gli amanti della natura e per chi volesse anche solo conoscere nuovi territori e raffrontarli con la propria campagna: una gita a Ferrara con escursione di bird watching alle valli di Comacchio.

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di Chiara Pelizza

Gropello, feste e progetti festeggiamenti per quindici giorni e tante idee in itinere per migliorare la qualità della vita

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Gropello alla riscoperta del proprio patrimonio culturale, storico e delle sue tradizioni”, così dice il sindaco Giuseppe Chiari parlando della Fiera di San Giorgio, la festa del Santo patronale che ogni anno coinvolge tutte le associazioni presenti sul territorio gropellese e che dura 15 giorni, dal 16 aprile al 2 di maggio. Ma Gropello pensa ad offrire ai cittadini anche una Villa Cairoli ristrutturata. Proprietà del comune di Pavia, posta sul territorio gropellese e sottoposta ai vincoli della Sovraintendenza dei Beni culturali, la Villa era una delle proprietà della famiglia Cairoli e ritornerà ad essere a disposizione dei cittadini in particolare ad uso degli anziani con il progetto di realizzare dieci mini alloggi dedicati a residenti senior. Un milione e diciannove mila euro a fondo perduto forniti dalla Regione Lombardia che si vanno a sommare ai 480 mila euro offerti dalla Fondazione con finalità socio-assistenziali Dichiara Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia: “La sinergia e la collaborazione tra Enti ha portato, a fine marzo, all’inizio dei lavori, che rispetteranno le linee architettoniche originarie Ottocentesche”, continua il sindaco Chiari. Per Villa Cairoli è in arrivo un altro finanziamento di 100 mila Euro da parte del Ministero dei Beni culturali, finalizzato al restauro della sala museale e di un ulteriore spazio all’interno che sarà utilizzato a scopi culturali. In questo modo proseguiremo il lavoro già avviato per mantenere vivo il ricordo della storia e della tradizione gropellese. I lavori che riguardano la Villa saranno terminati entro un anno. Al termine di questa tornata di restauri interverremo sulla dependance, comunemente nota come la “casa delle suore”che sarà recuperata allo scopo di creare un centro


PAVIA E PROVINCIA

diurno di aggregazione per la cittadinanza in particolare per gli anziani, un centro di ascolto e altre attività rivolte alla fasce più sensibili della popolazione. Già sistemato il grande spazio verde che circonda l’edificio dei Cairoli dall’Amministrazione precedente, rimane da ultimare il giardino. A lavori ultimati e in alcuni casi anche prima, prenderanno vita altri progetti prevista dall’Amministrazione comunale come l’intera asfaltatura della via principale con il rifacimento della segnaletica orizzontale e l’ultimazione della “casetta dell’acqua”. Una costruzione dove i cittadini potranno prendere acqua naturale o gasata, controllata dal punto di vista sanitario e posta vicina al nuovo pozzo.

IL SINDACO DI GROPELLO CAIROLI GIUSEPPE CHIARI

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indirizzi utili

Comune di

Gropello Cairoli indirizzi utili

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I.P.

BMW. L’innovazione vince, la qualità paga. In un contesto economico critico, soprattutto per il settore dell’automotive, con una notevole contrazione dei volumi di vendita, fa certamente piacere osservare come una piccola realtà economica sia riuscita non solo a migliorare la propria posizione, ma addirittura a triplicare il proprio fatturato in tre anni. E’ la Perito Group Srl, una concessionaria di automobili che nel triennio 2007-2009 ha aumentato del 139% il proprio fatturato a fronte del 2006, dunque in controtendenza rispetto al mercato automotive che ha perso circa il 20% del fatturato ogni anno in questo stesso arco di tempo. Chiediamo pertanto al dott. Giuseppe Perito, managing director della Perito Group, già consulente legale di BMW Financial Services Italia Spa ed esperto in materia di recupero crediti, quali siano stati i cambiamenti maggiori che hanno interessato il mondo dell’automotive negli ultimi anni: “Il trend negativo che ha caratterizzato tutto il settore automobilistico a livello mondiale, prima che ancora Europeo e Nazionale, è stato dovuto da una politica delle case costruttrici, incentrata sulla necessità di dover vendere ciò che veniva prodotto, più che produrre ciò che il mercato era in grado di assorbire. Non entrerò nel merito di queste scelte, anche se appare evidente quali siano i riflessi che esse abbiano avuto sul mercato. In Italia, l’iperproduzione di autoveicoli, accompagnata ad una politica altalenante degli incentivi, ha letteralmente drogato il mercato, con la conseguenza di stravolgerne tutti i punti di riferimento e gli stessi valori di vendita sia del nuovo che dell’usato. L’automobilista, di fronte a questo nuovo scenario ha modificato il proprio comportamento, cercando di speculare su

prezzi certamente più favorevoli rispetto a qualche anno addietro, anche a causa della situazione di grave crisi in cui veniva a trovarsi l’intero settore. Egli si è quindi spostato verso nuove tipologie di prodotto, quali il km zero e/o l’aziendale.” La Perito Group come ha percepito questi cambiamenti e come ha orientato il proprio comportamento? “Noi riteniamo che i cambiamenti prodottisi negli ultimi anni, siano fisiologici e che ormai non possa più parlarsi di crisi, bensì di un nuovo mercato, all’interno del quale bisogna operare con spirito ed idee nuove. La nostra azienda ha pertanto percepito questo cambiamento come una reale ed importante opportunità di crescita, anche se ciò ha comportato una vera e propria rivoluzione copernicana sia a livello organizzativo che di core business. Mi piace ricordare, infatti che la nostra azienda nasce nel 1978 per mano del Sig. Raimondo, mio padre, il quale partendo dal nulla, è riuscito a farsi apprezzare da una notevole schiera di clienti, grazie alle sue personali doti di professionalità e correttezza. Queste doti e soprattutto il carattere di serietà di mio padre, hanno costituito la base sulla quale costruire tutto il resto. Nel 2005, in un contesto ormai divenuto fortemente competitivo, l’azienda è passata sotto la mia direzione e subito ci siamo posti questi obiettivi: conservare la clientela acquisita, ampliare le Aree Strategiche di Affari, cambiare il core business incentrandolo su un’attività specifica e difficilmente replicabile dai competitors, innovare i sistemi, diversificare prodotti e servizi offerti e stipulare solide relazioni di partnership con altre realtà imprenditoriali.”

Come ha conseguito questi obiettivi? La clientela acquisita è stata conservata attraverso l’incremento dei servizi offerti ed attraverso specifiche politiche di fidelizzazione ad hoc. Le ASA sono state ampliate allargando gli interessi della nostra azienda su tutto il mondo automotive e quindi anche su veicoli commerciali e pesanti. Il punto strategico più importante, tuttavia, è stato quello di incentrare il core business della nostra azienda su un’attività molto peculiare, avviata grazie ad anni di esperienza da me maturata nel mondo del recupero crediti, attività che consiste nella gestione a vari livelli, delle pratiche legali intendate dalle società finanziarie verso i propri debitori e finalizzate al recupero del credito e/o dei beni. Essa risulta oggi particolarmente apprezzata dalle mandanti, tra le quali possiamo annoverare nove Istituti Bancari e Finanziari di rilevanza internazionale. Per quanto attiene la diversificazione, ci accingiamo ad intraprendere la gestione di servizi assicurativi, in collaborazione col gruppo Zurich e servizi di autonoleggio con Targarent. Quale futuro di prospetta per la Perito Group? Partendo dal presupposto che per noi l’attuale situazione economica rappresenta il mercato del futuro, continueremo ad inventarci ancora nuovi servizi da mettere a supporto dei nostri clienti come dei nostri fornitori. Stiamo inoltre investendo in un progetto che ci porterà ad avere entro aprile 2010, un nuovo show room in Gropello Cairoli alle porte di Milano ed una nuova sede a Sala Consilina che speriamo di inaugurare entro la fine del 2011. Ci auguriamo tuttavia che i nostri clienti continuino ad accordarci la fiducia e la stima che ci hanno fin’ora dimostrato.

NUOVA APERTURA Gropello Cairoli (PV) | Via Motti, 27 (a circa 300 m dallo SV/A7 MI-GE) Tel. 0382814594 39


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INTERVISTA

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di Sofia Meyer

Una realtà a due facce

Vittorio Boselli

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odi. La realtà economica di oggi ha due facce. Lo sostiene Vittorio Boselli, segretario della Confartigianato di Lodi dopo gli allarmi dei sindacati sull'occupazione e i messaggi di tranquillità dalle associazioni di categoria. «Si può parlare di una tenuta faticosa del settore artigiano - spiega -. Se si guardano i ricavi, la crisi ha stretto nella morsa le piccole e medie imprese del lodigiano come a Pavia. Ma sull'occupazione le imprese artigiane hanno resistito».

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ome è stato possibile mantenere i livelli occupazionali con fatturati in picchiata?

«L'impresa artigiana, caratterizzata da una forte coesione interna, si regge su personale specializzato che l'imprendi-

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tore ha tutto l'interesse a salvaguardare. E data la fiducia nella possibilità di una ripresa, si cerca di non disperdere il capitale umano».

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e imprese meccaniche ed edili hanno sofferto più di altre. Ora a che punto sono?

«Le vendite nel settore delle costruzioni sono ferme: la crisi si è innestata su una situazione stagnante, su una bolla dovuta al fenomeno immobiliare. L'offerta è ancora maggiore della domanda. Sui manufatti si attende la ripresa degli ordini dall'estero, specie nella filiera del tondino».


LODI E PROVINCIA

L’opinione di Vittorio Boselli, segretario generale della Confartigianato di Lodi

N

el 2009 anche a Lodi ci sono state chiusure?

«L'ultimo anno che ha fatto registrare un saldo positivo è stato il 2008: erano cresciuti i livelli occupazionali a conclusione di un decennio di crescita. Nel 2009 il saldo è stato negativo, ma le imprese chiuse sono state poche decine in una provincia ove gli artigiani costituiscono quasi il 40% del totale».

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li aiuti di Stato ed enti locali hanno avuto la forza di contrastare le difficoltà degli artigiani?

«Il Paese ha riscoperto la piccola impresa, che ha visto crescere la sua importanza nel discorso pubblico. Poi i provvedimenti concreti, come la cassa in deroga, sono un'altra cosa. Camera di commercio e Provincia di Lodi, tuttavia, hanno operato e operano in maniera coesa e stanno accanto alle imprese facendo pressione sul sistema bancario, sostenendo i confidi artigiani e stanziando risorse per bandi sugli investimenti».

A

Pavia in pochi hanno fatto ricorso alla cassa in deroga. A Lodi qual è la situazione?

«A Lodi è stata utilizzata da una settantina di aziende su 6.500. E' uno strumento nuovo, la resistenza della piccola impresa a utilizzare uno strumento, che incide

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nel rapporto datore/dipendente, ha giocato un ruolo importante. Si temeva di perdere il capitale umano perché diminuendo la retribuzione, il lavoratore specializzato avrebbe iniziato a cercare altro. D'altro canto, in alcuni casi sono stati gli stessi lavoratori a chiedere la cassa, per dare respiro alla “propria” impresa».

C

ome procede il rapporto con le banche?

«Va bene con le banche locali, disposte a intervenire facendo valutazioni caso per caso. Male invece con i grandi gruppi bancari che hanno svuotato di capacità le filiali, allontanandosi dal territorio».

C

he ruolo può avere la Confratigianato locale nell'affrontare una crisi globale?

«Noi abbiamo tre obiettivi: il trasferimento della conoscenza, perché la crisi cambierà la struttura delle imprese e occorre innovare processi e prodotti. Dobbiamo creare opportunità di lavoro: gli enti locali hanno capacità di spesa che devono indirizzare alle imprese locali. Per questo abbiamo pensato l'albo delle imprese di Confartigianato per l'affidamento di lavori fino a 500mila euro per cui non serve la gara. E infine ci facciamo intermediari con il sistema bancario per favorire la ricapitalizzaizone: le imprese ora hanno bisogno di soldi per pagare dipendenti e fornitori. E da qualche settimana è ripresa la domanda di credito per investimenti. Ma siamo ancora al cuore della crisi».


INTERVISTA


PIACENZA E PROVINCIA di Irina Turcanu

Un sindaco innamorato della propria terra

È

indubbio che sia l’amore ciò che ha spinto Massimo Poggi, attuale sindaco di Coli, a lasciare il capoluogo dopo quarantacinque anni di vita cittadina. È un amore che difficilmente trova le giuste parole per essere descritto. È l’indefinibile amore per un posto, per Coli in questo caso. Sono passati sei anni dal giorno in cui Massimo Poggi, assieme alla moglie Elena, ha deciso di lasciarsi alle spalle i rumori, lo smog, il caos della città per la tranquillità e l’armonia della natura. Colori sempre più rari da incontrare sul quadro della contemporaneità. Geometra di professione, Massimo percorre circa trenta minuti di macchina per raggiungere il posto di lavoro, «nulla di più rilassante», afferma, quasi un rito di passaggio. «Non è pendolarismo – afferma Poggi – o sofferenza, ma al contrario, è un puro privilegio. È un privilegio vivere in questo luogo. Elevata qualità di vita, acqua, aria, cibo, rapporti umani e spiritualità, sono elementi unici e difficilmente ritrovabili in ambito cittadino. A tutto questo si deve aggiungere un consistente risparmio sul costo della vita che ha dimensioni di un altro livello. Le case costano la metà, i servizi sono essenziali, economici e cordiali. Detto altrimenti: si vive meglio». Inizialmente un semplice neo cittadino, a giugno 2009 Massimo Poggi, assieme alla sua squadra, conquista il cuore degli abitanti grazie alle vivaci idee, al modo diretto e umano di approcciarsi, al “noi” da tempo archiviato nelle conversazio-

A pochi minuti dalla città, Coli offre ai propri cittadini un’ armonia di natura e serenità


C

LE CASCATE DI PERINO (COLI)

ni tra popolo e i vertici. Incomincia una nuova era, dopo circa trent’anni di governo monotematico. Gente e territorio sono i principali argomenti del programma elettorale. Giovani, anziani, bambini, incentivi per gli investitori e per chi ristruttura i propri edifici, abbellimento degli spazi con grande potenziale turistico ed economico. La resurrezione di un luogo meraviglioso che, anno dopo anno, spinge turisti, villeggianti e semplici curiosi a passare a Coli giornate, weekend, mesi o addirittura a farne la vera e propria residenza.

Cosa ha portato Massimo Poggi ed il suo gruppo – prevalentemente giovane – a candidarsi? «Il desiderio – afferma il primo cittadino – di rialzare la testa e lasciarsi pervadere dalla bellezza che uno splendido luogo come la media Valtrebbia può offrire e che, purtroppo, stava morendo di inedia». Sito internet del comune, collegamento wi-fi gratuito alla rete nella piazza di Perino, riapertura del rinomato Ostello della Gioventù, sono solo alcune delle azioni già completate dalla nuova Amministrazione comunale. Inoltre, rivela il sindaco, «i programmi prevedono un

hi, percorrendo la statale 45 in direzione Genova, non ricorda la celeberrima focaccia di Perino, nutrimento essenziale prima di raggiungere le vette più alte del genovese, oppure il mare o semplicemente la riva del Trebbia? Nel corso degli anni, nulla è cambiato, salvo magari il negozio che non è più all’angolo, ma vicino al fruttivendolo. I sapori sono ancora gli stessi. Stesso buon vino, salume, formaggio, stessi alpini pronti a celebrare in piazza la festa dell’uva, la stessa Proloco presa ad organizzare le memorabili feste dello gnocco fritto. Niente manca al comune di Coli, ricco di aria pura, luoghi tranquilli, acqua, storia, racconti e leggende. Le pinete

aiuto sostanziale a chi (imprenditore privato o meno) abbia l’acume di investire in quello che domani sarà un mercato vincente. Commercio, edilizia mirata, sviluppo turistico sono i nostri goal». A distanza di circa otto mesi dalla prima volta che ha indossato la fascia tricolore, Massimo Poggi si ritiene felice dei risultati finora ottenuti e della partecipazione con la quale le persone hanno saputo accogliere molte iniziative dell’amministrazione comunale e intende proseguire con il medesimo entusiasmo per rivitalizzare appieno quella splendida culla di natura e buon vivere che è Coli.


PIACENZA E PROVINCIA

Coli: istantanea indimenticabile ospitano i gruppi di boy scouts, il fiume Trebbia accoglie i turisti alla ricerca della freschezza, mentre non è difficile incontrare un avventuroso cittadino, fotografo per passione, che scala la montagna per raggiungere effimere e meravigliose farfalle da immortalare adagiate su un fiore. Il capoluogo, Coli, sorge ai piedi del monte S. Agostino propaggine estrema della Concrena – massiccio montuoso che corre perpendicolarmente al fiume Trebbia. È qui che ad ottobre si tiene la celeberrima “Rassegna dei prodotti della montagna”. Ad Aglio, il torrente Perino colpisce il profondo dell’anima con le sue cascate terribilmente pittoresche ed uniche. A Filippazzi la spiritua-

lità raggiunge l’apice grazie al piccolo santuario posizionato laddove la luce può penetrare dalle finestre con forza e la valle sottostante può inebriare con la sua magnificenza. Un luogo riservato, proprio della riflessione, che si anima ad agosto in occasione della festa della Madonna di Fatima. A pochi chilometri da Coli paese, invece, ai piedi dell’omonimo monte, si trova il Santuario di Sant’ Agostino, altro luogo di culto di innegabile bellezza. Non pochi sono i castelli sul territorio comunale di Coli. Ne sorge uno a Faraneto, un piccolo centro sulla riva destra del Curiasca, ma anche a Macerato, dove si trova ciò che resta di un antico Castello che, nel 1026, Corrado l’Imperatore assegnò al Monastero di S.

Paolo di Mezzano, per poi passare agli Anguissola e da questi ai Caracciolo di Napoli, prima di essere ceduto ai contadini del luogo agli inizi dell’Ottocento. Di grande rilevanza storica, Coli fu tappa lungo la via degli Abati, il cammino che gli abati di Bobbio percorrevano per recarsi a Roma. Oltre a panorami mozzafiato, Coli custodisce tacitamente, specie le sue montagne, storie di partigiani, di guerra, di fame e di morte, ma anche simpatiche credenze come ad esempio il divieto di tenere l’ombrello aperto in casa nei giorni di pioggia: segno di cattivo presagio.


indirizzi utili

Comune di

Perino di Coli indirizzi utili


I.P.

FLORAVILLA

un week end per chi ama vivere il verde Floravilla è una mostra mercato dedicata al giardinaggio di qualità, rivolta a chi ha il pollice verde e a chi vorrebbe averlo, a chi possiede un grande giardino e a chi ha solamente il balcone di casa. Floravilla è soprattutto piante e fiori: piante ornamentali, da fiore e da frutto, annuali e perenni, arbustive, erbacee, aromatiche, grasse, presentate dai migliori vivaisti del Nord Italia. Ma anche prodotti per la manutenzione e la cura del verde, arredi e artigianato. Con il patrocinio del FAI, delegazione di Piacenza e del Comune di Castel San Giovanni (PC), e organizzata dalla Pro Loco castellana, Floravilla anche quest'anno offre al visitatore un fine settimana ricco di appuntamenti sul verde e nel verde: la cornice è sempre quella del maestoso parco di Villa Bra-

ghieri. Cosa fare a Floravilla: • VISITE GUIDATE alla settecentesca Villa Braghieri, recentemente ristrutturata, in collaborazione con il FAI di Piacenza. • I SEGRETI DELLA POTATURA: guida alle tecniche di potatura con Edoardo Vigentini, esperto di manutenzione del verde. • REALIZZARE UN ERBARIO: come nasce un erbario, dalla raccolta alla composizione finale, con Donatella Sola, che espone le proprie tavole, vere e proprie opere d'arte. • NATURA E GIARDINAGGIO PER RICICLARE: laboratorio pratico per bambini e adulti. Costruire nidi e mangiatoie con i materiali più disparati insieme all'ornitologo Marco Mastrorilli. • METTI UNA SERA CON...ALLOCCHI E CIVETTE: visita notturna guidata

dall'ornitologo Marco Mastrorilli per ascoltare e vedere dal vivo allocchi e civette. Su prenotazione. Floravilla per i bambini: • QUELLI DELLA NOTTE: viaggio alla scoperta dei segreti di gufi, civette, allocchi e barbagianni. •CANTI, SUONI E COLORI DELLA NATURA: laboratorio pratico di bird-garden per bambini e ragazzi.

FLORAVILLA

mostra mercato del giardinaggio di qualità

Parco di Villa Braghieri Via Emilia Piacentina 31 (ingresso da Via Mulini) Castel San Giovanni (PC) ufficiostampa@prolococastello.com


di Simona Rapparelli Capo Barman AIBES


CUCINA &CO.

di Simona Rapparelli

Italiani buongustai In cucina si risolvono i problemi

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ume di candela, musica soffusa, una tovaglia leggera e immacolata, il cristallo tintinnante dei bicchieri, le posate d'argento. Lui è in giacca e cravatta, tirato a lucido per l'occasione, praticamente perfetto. Lei truccata e in abito da sera, così bella che mezza sala del ristorante si è voltata al suo ingresso. Atmosfera magica... Arriva il cameriere in livrea, poggia sul sottopiatto la pietanza accuratamente scelta dal menù, lei porta il boccone alla bocca ma smette di sorridere e guarda stranita l'uomo seduto di fronte a lei. “Com'è?” mormora lui con la voce morente, deglutendo saliva più per l'ansia che per la fame... Eccolo lì il temuto momento, il ristorante su cui è caduto l'investimento della serata non è stato all'altezza e ora l’incantesimo rischia di rompersi, soprattutto se il cibo che ci ritroviamo nel piatto ci ricorda per sapore e profumo quello che trovavamo alla mensa del liceo, o peggio, nel piattino che campeggiava sul tavolino a


Lo sapevi che... Narra la leggenda che una città fantastica fosse divisa da un ponte e in guerra su una serie di questioni gastronomiche: in particolare una parte riteneva che la salsa migliore fosse quella al pomodoro, l'altra che la palma andasse invece alla maionese. Arrivate ai ferri corti, le due fazioni entrarono in conflitto a “colpi di salsa”: il risultato fu il mescolamento di maionese e pomodoro, da cui nacque la deliziosa salsa aurora, rosata e accompagnata solitamente da gamberi e scampi. Morale? In cucina si risolvono molti conflitti e si trovano alleanze e somiglianze.

misura di bambino dell’asilo in cui tutti i giorni ci parcheggiavano pazientemente mamma e papà. Eccoci, noi italiani, eterni buongustai universalmente riconosciuti, capaci di esportare all’estero pizza, spaghetti e maccheroni dando una botta di vita culinaria alle tavole di mezzo mondo, sapienti gastronomi in grado di sposare arte e cucina, mare e pesce, montagne e funghi, eterni contendenti a colpi di posate con Francia e Svizzera (il cioccolato? In Piemonte se ne produce di semplicemente paradisiaco… Il formaggio? Ma andiamo… Il nostro Grana o il mitico Gorgonzola non conoscono avversari… Lo champagne? Per carità,

abbiamo spumanti in grado di “bagnare il naso” – con le bollicine e non solo! al più costoso delle Vedove…); italiani e anche mammoni, affezionati agli spaghetti con il sugo di mammà, al risottino con i porcini che sa fare solo la zia, alla torta alle mele della nonna. A proposito di dolci, non possiamo scordare il meridione d’Italia, fucina di cannoli, pastiere, babà, magiche commistioni tra zucchero e sale talmente deliziose da far cadere in tentazione un santo. E’ chiaro che in un clima così genuino, le nuove tendenze culinarie, che stanno arroventando i fornelli in questi ultimi mesi, rischiano di sorprendere l’italiano medio mentre addenta la forchettata di

bucatini (il grande Albertone docet…) guardando la tv: chimica in cucina? Sostanze di ignota provenienza nella fondina? “Meglio un panino e una fetta di salame!”…Si potrebbe riassumere sicuramente così il pensiero-tipo di ognuno di noi davanti ad una mozzarella gonfiata artificialmente tanto da sembrare un palloncino o ad una strana spuma biancastra con un vago sentore di pesce che sembra tanto una semplice chiara d’uovo montata a neve, molto simile a quella che la nonna faceva quando eravamo piccoli per prepararci le meringhe (solo che quella non sapeva di merluzzo ed era infinitamente più buona una volta sfornata).


CUCINA &CO.

Glossario/Golosario

((ovvero, non saremmo noii senza di loro…)

Insomma, è inutile negarlo, siamo i migliori e diventiamo grandi letteralmente immersi nel mangiar bene e anche nel buon bere: cosa sarebbe un ottimo stracotto di manzo senza un bicchiere di Barbera? E un risotto della nostra zona senza il profumo e il sapore di un Pinot? Per non parlare di una fetta di torta (chessò, cioccolato e pere…) accompagnata da un velo di Passito Siciliano? E siamo così bravi che riusciamo a trasmettere nei piatti della nostra tradizione l’immagine delle terre in cui sono nati. Chiudiamo gli occhi e assaggiamo una pizza margherita, oppure un piatto di orecchiette alle cime di rapa: ci vediamo il mare, il profumo della macchia medi-

Val d’Aosta: Costolette di Vitello alla Valdostana Piemonte: Fonduta, Bagna Caoda Lombardia: Risotto Giallo, Costoletta alla Milanese Veneto: Torta Sabbiosa Friuli: polenta al Montasio, Minestra di Ortiche Trentino + Alto Adige: Canederli Liguria: Trenette al Pesto o in Salsa di Noci Emilia Romagna: Anolini, Cappelletti, Piadina, Ragù alla Bolognese Toscana: Bistecca alla Fiorentina, Strangolapreti, Panforte, Caciucco Umbria: Cicerchiata Marche: Olive all’Ascolana Lazio: Abbacchio, Bucatini all’Amatriciana, Saltimbocca, Pomodori ripieni di Riso Abruzzo: Rosticini Molise: Zuppa Santè Campania: Pizza, Salsa di Pomodoro Basilicata: Confettura di Pomodori Verdi Puglia: Friselle, Orecchiette e Cime di Rapa Calabria: Marmellata di Arance, Fichi Ripieni Sicilia: Pasta alla Norma, Pasta con le Sarde Sardegna: Fregola Sarda, Seadas

terranea con il basilico, il pepe e l’aglio che ci salgono fino alle narici e ci trasportano verso il sole e le case bianche e basse del nostro sud, a piedi scalzi nel silenzio di un caldo pomeriggio. E un piatto di amatriciana o di saltinbocca? Eccola, la vediamo e la sentiamo sul palato, Roma, chiassosa e allegra, le fontane, i ristorantini in ogni angolo, Trastevere e gli stornelli. Il sentore dello zafferano e il sapore del riso ci portano in Lombardia, tra le nebbie e le risaie troviamo la cassoeula e il bot-

taggio con le costine di maiale, freddo, navigli e fiumi, dove peschiamo le trote o le alborelle per il fritto di pesciolini d’acqua dolce da mangiare rigorosamente nelle baracche dell’argine, mentre i barcaioli, remo in forcola, risalgono la corrente lentamente, fermando il tempo.


di Andrea Pestoni

Pozzo perdente Africa P

uò un insieme di storiette scritte in italiondo (un neologismo che significa italiano del terzo mondo) diventare un libro e avere anche successo? Certo che può e può anche aiutare molte persone in difficoltà. Parola di Marco Verghi, scrittore di origine tunisina, che da trent'anni vive a Voghera. Così nasce “Il pozzo perdente Africa”, un breve romanzo che ha come obbiettivo un grande sfondo benefico. Obiettivo che è già stato ampiamente raggiunto con la vendita di oltre 4 mila copie del libro. “Grazie ai fondi raccolti con la vendita dei libri – racconta Marco Verghi – sono riuscito a raggiungere un duplice risultato. Prima quello di acquistare due cisterne da quattromila litri l’una per stivare l’acqua piovana in modo da sostenere l’agricoltura in terra Urri (che si trova nel Kenya). Ma soprattutto, proprio in Kenya, sono riuscito a costruire un pozzo perdente per il bene dei bambini e della comunità kenyota, che quotidianamente devono fare i conti con il problema della

carenza idrica”. L’iniziativa dello scrittore Marco Verghi è stata anche patrocinata dall’Amref, che ha collaborato fattivamente alla realizzazione del progetto. Ma anche la stessa vita di Marco Verghi, ora importante manager della Revlon, è un po’ come la fiaba che ha cercato di descrivere nel libro. E sicuramente, come Il pozzo perdente Africa, anche la sua storia ha avuto un lieto fine. “La mia gioia più bella, oltre a quella di aver creato una famiglia, di avere un lavoro che mi piace e di vivere in armonia con me stesso – spiega ancora lo scrittore vogherese – E’ proprio quella di essere riuscito a realizzare questo grande sogno che mi ha permesso di aiutare molta gente. La collaborazione di tutti i miei clienti parrucchieri è stata decisiva per realizzare questo progetto, perché mi hanno dato una mano nella vendita dei libri”. Marco Verghi decide così di aprire un conto corrente postale e giorno dopo giorno accumula i soldi che servono per realizzare il pozzo in Kenya. Alla fine non solo ci riuscirà, ma acqui-

sterà anche due cisterne da utilizzare per finalità agricole, in una terra martoriata dalla siccità. “L’Africa è il paese più ricco ma nello stesso tempo anche più povero del mondo – conclude Marco Verghi – Io non ho mai dimenticato né le mie radici né tantomeno la mia storia. E’ quindi ho deciso di diventare anche scrittore, oltre a svolgere il mio lavoro, per aiutare bambini e persone che vivono in Africa”. Nel futuro di Marco Verghi ci saranno anche altre opere letterarie ma soprattutto l’impegno ad organizzare eventi benefici, sempre per raccogliere fondi a favore delle popolazioni più povere. Perché oltre alla famiglia ed al lavoro queste sono le grandi soddisfazioni della vita. Come disse il Dalai Lama, una delle più grandi pecche dell’essere umano è “morire come se non si avesse mai vissuto”. E invece bisognerebbe vivere come se non si dovesse morire mai. Il Pozzo perdente Africa permetterà a tanti bambini del Kenya di costruire, giorno dopo giorno, la loro vita.


ATTUALITĂ€

L'AUTORE MARCO VERGHI

Il Pozzo perdente Africa Autore: Marco Verghi Prezzo: Libera offerta Editore: Edizioni Selecta


di Andrea Pestoni

I

n una città di media grandezza, com’è Voghera, esistono alcune istituzioni formalmente riconosciute, come il Municipio, il Tribunale, la Biblioteca Comunale. Ne esistono poi altre che formalmente non possono essere riconosciute, ma che lo sono universalmente nel cuore della gente. Una di queste istituzioni è il negozio Tino Coiffeur, che si trova in via Bidone, a pochi passi da via Emilia, cuore pulsante della Città. Non è un semplice negozio da parrucchiere, ma un vero e proprio salone di bellezza, dove ogni aspetto viene curato nei minimi particolari. D’altronde Tino Montagna ha iniziato a praticare l’arte del parrucchiere fin dall’età di tredici anni. “Ho iniziato a Redavalle, il mio paese d’origine – racconta Tino – Poi sono stato a Casteggio e quindi a Voghera. Quando avevo 21 anni sono diventato titolare del mio negozio ed oggi sono ancora qui, a seguire le mode che cambiano, perché stare al passo con i tempi è uno dei segreti, anche nel nostro settore, per avere sempre successo”. Come coiffeur Tino Montagna è stato sempre un innovatore. Uno dei primi in Italia ad importare alcune moderne tecniche da Chicago e da li ha iniziato a


I.P.

frequentare scuole, partecipare a corsi ed essere protagonista in diversi campionati a livello regionale e nazionale. Ha partecipato anche ai campionati del mondo di Barcellona e di Vienna. Il negozio di via Bidone, oggi ha 8 dipendenti ed è un punto di riferimento per molti vogheresi, soprattutto donne, che trovano nello staff di Tino Montagna, a partire dal figlio Massimo, un gruppo di amici prima ancora che di professionisti del taglio e della acconciatura. La passione per il lavoro ha coinvolto Tino Montagna come quella per l’arte. Ormai da alcune decine di anni, infatti, il coiffeur oltrepadano ha iniziato a dipingere quadri, arrivando persino ad aprire due laboratori (uno a Voghera e uno a Salice Terme). “La passione per la pittura è nata davvero per caso – racconta Tino Montagna – Ero in vacanza a Bormio con la mia famiglia e dato che non sapevo come impiegare il mio tempo, sono entrato in un negozio che vendeva pennelli e tempere. Da quel

momento ho iniziato a dipingere e non ho più smesso”. E’ così che Tino Montagna inizia la sua attività pittorica come autodidatta, nel campo delle arti figurative, che ora si sta evolvendo fino ad arrivare alla nuova frontiera della “Pittoscultura”. A metà giugno sarà protagonista di un’importante mostra all’Holiday Inn di Assago mentre in passato ha già partecipato a diversi concorsi. “E’ davvero un’emozione unica partecipare a mostre e concorsi – afferma Tino Montagna – Specialmente per chi, come me, ha iniziato a praticare l’arte da autodidatta e solo per pura passione”. Molti critici d’arte si sono occupati delle opere di Tino Montagna esprimendo molti elogi. La sua pittura figurativa, astratta e informale, sta lasciando il passo ai bassorilievi ed alle pittosculture, che esprimono sempre gli stati d’animo, la visione della vita, il vivere quotidiano di Tino Montagna, artista nel lavoro e nel tempo libero.

I.P.


di Angelo Vigoni

L’amante discreta

M

i aspetta sorniona al piano di sotto. Scendendo le scale pregusto già il momento in cui ci incontreremo. L’ho sognata per anni, ho immaginato di stare con lei, di viaggiare insieme. Ho fantasticato dell’orgoglio con cui l’avrei mostrata agli amici e della loro invidia. Bella, incantevole, esclusiva, solo per me. Mi accoglie, mi avviluppa e mi affascina. Le ho fatto una corte spietata e finalmente l’ho conquistata. E’ la mia Fulvia HF millesei, fanalone. Più di un’amante perché lascia in pace anche la mia coscienza ed è stata accettata anche da mia moglie che non disdegna di uscire a fare un giretto insieme. Mi siedo alla guida e immediatamente ritorno indietro di quarant’anni. Sono giovanissimo, i miei sogni non si sono ancora infranti sulla scrivania e sul terminale del mio ufficio, vaneggio di affiancare Munari al Rally di Montecarlo. Il quattro cilindri a V d’alluminio canta che è un piacere. Sono il padrone della strada. Mi sento come Di Caprio sulla prua del Titanic. Con sfumature diverse, un’auto d’epoca dona emozioni irripetibili. Non solo agli appassionati, a tutti. Le auto che passano alla storia hanno una personalità spiccata, superano il tempo, si fanno beffe della tecnologia e dell’elettronica. Sanno dare senza l’aiuto di Bill Gates. E noi, popolo di amanti delle belle cose, le coltiviamo con affetto. le curiamo, le lucidiamo, ci preoccupiamo alla prima vibrazione anomala, possibile segnale di un malessere che preferiremmo colpisse noi e non la nostra

Fedele, senza capricci, amata auto. Che sia un’imponente Isotta Fraschini, una slanciata Ferrari, una grintosa Alpine, una sussiegosa Jaguar, una solida 1100 o solo una 500 verde pallido, magari con le porte (non portiere) controvento, possiede un valore inestimabile fatto sì di storia e di tecnica, ma soprattutto di affetto che rende il suo proprietario uno dei primi nella classifica di Fortune tra i più ricchi al mondo. Tanto affetto è testimoniato da club e riviste, da manifestazioni e vere e proprie


AUTO

esigente ma generosa gare che vedono i partecipanti sfidarsi sul filo del centesimo di secondo… no, non di velocità ma di regolarità. Si tratta di percorrere un tratto di strada in un tempo assegnato e transitare al traguardo con la massima precisione possibile. Si rivivono gare antiche e prestigiose, la Mille Miglia, la Targa Florio, se ne fanno di nuove, visitando le bellezze d’Italia in grande spirito d’amicizia, con una cura maniacale per i particolari e rivaleggiando a colpi di cromature ed esclusivi oggetti originali in perfetta armonia con le protagoniste assolute: le auto d’epoca, anzi quegli amori delle auto d’epoca.


di Antonio Zinni

Cannes Lu Lusso e mondanitĂ insieme ad uno spe spettacolo naturale di rara bellezza: la Costa Azzurra


VIAGGI

C

ome presentare in breve la città di Cannes, sulla Costa Azzurra? Quando si dice Montecarlo, si pensa subito al campionato di Formula Uno e ai suoi casinò; se si dice Nizza, si pensa alla grande città e alla suggestiva Baie des Anges, alla Promenade des Anglais. Cannes invece è conosciuta in tutto il mondo per la Croisette, di fronte ai prestigiosi grandi palazzi e lussuosi alberghi e per il suo Festival internazionale del Film. A dire la verità Cannes ha tutto di internazionale: non si ferma mai! Allestisce eventi internazionali durante tutto l’anno e a costo di essere noiosi, vogliamo ricordarne qualcuno per i nostri lettori. A gennaio il mercato internazionale del disco e della musica, (il Midem) dalla creazione alla distribuzione con una serie di concerti dal jazz alla classica ai quali si può assistere gratuitamente; a febbraio, il festival internazionale dei giochi e anche quello dei mestieri incentrato sulla Hotellerie, la restauration e l’événement; a marzo il Mipim, il mercato internazionale dei professionisti dell’immobiliare. Ventimila congressisti di tutto il mondo vengono a Cannes a vedere le infrastrutture che, per esempio, il sindaco di Londra costruirà per i giochi olimpici del 2012 o quelle che il governo russo realizzerà per i Giochi invernali del 2014. In aggiunta a questo, sempre nel mese di marzo, c’è il MipTV, ovvero il mercato internazionale della TV, durante il quale si negoziano in media 4 miliardi di Euro di diritti audiovisivi; ad aprile c’è il festival della Fotografia; a maggio il famosissimo Festival cinematografico e secondo i mesi dell’anno, le iniziative a carattere internazionale non finiscono mai. Lascio qualcosa alla vostra fantasia, citando solo il Festival internazionale dell’Arte pirotecnica di agosto: si stima che ad ogni spettacolo dei fuochi assistano più di 200 mila spettatori. Ma torniamo alla Croisette. Chi non ha mai sognato di passeggiarvi almeno una volta, lungo i suoi curatissimi giardini, arrivare al Palazzo del Festival e salire

sulla sua arcinota scalinata, in mezzo al nugolo di flash dei fotografi? Certamente Cannes è città che ama questa mondanità, con le spiagge lussuose, i gioielli, le serate private nelle ville da sogno, le boutiques prestigiose; ma vi assicuriamo che la Cannes che si ama di più, perché più autentica, è quella del porto vecchio dei pescatori, le piccole vie che salgono al Suquet, la città vecchia, il suo mercato di Forville, eccezionale per vivacità e colori. E poi i musei, come quello del Mare, de la Castre o la Malmaison, sulla Croisette, con le ricche mostre di artisti contemporanei. Oppure Villa Domergue che si trova a metà circa della collina, dietro la città, in una posizione incantevole, immersa in un giardino da sogno… Se siete a Cannes per le vacanze, vuol dire che avete del tempo libero e allora le boutiques sono per voi. Sul lato della Croisette ci sono quelle più chic, sotto tutti i punti di vista, ma la rue d’Antibes vi sorprenderà, sui due lati, un negozio dietro l’altro per qualche chilometro! E poi il sole, tanto sole che si può prendere in una delle tante, splendide spiagge libere, molto frequentate. Se poi volete una lussuosa spiaggia di sabbia fine, con pontile vip e lettini candidi al riparo da occhi indiscreti, potete sceglierne una, lungo la Croisette, che normalmente appartiene al palace dietro le spalle e quindi ha anche un eccellente restaurant. Per esempio la Plage Vegaluna, o La Plage 45, oppure il 3.14 La Plage. Una giornata alla isole Lérins è quasi d’obbligo: si trovano di fronte alla Croisette, sono facilmente raggiungibili ed offrono la possibilità di passeggiare all’ombra di eucalipti giganti, l’incanto della calma che vi regna sovrana oppure un picnic in riva al mare e bagnarsi in un angolo di paradiso. Gli hotels mitici della Croisette sono, per esempio: Hotel Majestic Barrière, Intercontinental Carlton Palace, Hotel Martinez Palace… Il Martinez è uno degli alberghi storici della Croisette, è luogo raffinato di tutti gli appuntamenti di tendenza. È stato insignito del prestigioso


premio “Star Diamond Award”. Ha 412 camere e suites per soggiorni raffinati e discreti. Al settimo piano vi sembrerà di essere al settimo cielo, perché al Martinez Spa (ricordiamo che spa sta per Salus Per Aquam) il fitness è coadiuvato da tecnologia ultramoderna per trattamenti di alta qualità. Il ristorante Palme d’Or offre piatti unici, irripetibili, poetici dai raffinati sapori. Al Relais Martinez invece, la deliziosa cucina ha tocchi provenzali da gustare in un ambiente appena rinnovato stile Art déco, di fronte alla piscina esterna con acqua calda a trenta gradi tutto l’anno. Al Piano bar incontrerete le celebrità internazionali, non solo nel mese di maggio dedicato al cinema: l’atmosfera è sempre assicurata. Infine l’hotel ha la sua spiaggia privata, a quattro passi, oltre la Croisette… E poi gli altri grandi alberghi: le 314, Le Grand Hotel, le 1835 White Palm Hotel e Les Thermes Marins De Cannes, l’Hotel Gray d’Albion… Per i dolci vi consigliamo Le Café Lenotre che è anche gastronomia; quindi dalle meravigliose viennoiseries di produzione propria e di tutti i tipi, potrete pranzare in maniera eccellente, perché la cucina e fine e gustosa. Questa prestigiosa maison effettua anche la consegna a domicilio. Ma anche La Maison du Chocolat, al n.87-89 di rue d’Antibes vi meraviglierà: non resisterete davanti all’ampia scelta di prodotti offerti! Shopping? Siete nel posto giusto. Sulla Croisette sono presenti quasi tutte le firme internazionali della moda (Vuitton, Chanel, Hermès, Gaultier, Gucci, Dior, Valentino. ecc… Nella via che corre parallela, all’interno della città, i prezzi sono più abbordabili e le boutiques vanno dal pret-à-porter ai profumi, scarpe, bijoux, all’oggettistica ricercata e all’arredo per la casa. Uscire di sera? Cannes è una città viva e vivace dove i nottambuli arrivano all’alba, tra un cocktail in terrazza, bar, ristoranti alla moda e discoteche. Bisogna solo sapersi organizzare… e per le

LA SPIAGGIA VISTA DALLA CROISETTE

donne queste sono davvero le occasioni per sfoggiare la propria eleganza! Ed ora, per concludere, convinti come siamo di aver suscitato il vostro desiderio di visitare questa perla della Costa Azzurra, vi proponiamo un itinerario a piedi di un paio d’ore: per il centro storico e la salita al Suquet, prendere via Saint-Antoine per scoprire i piccoli e pittoreschi ristoranti. Piazza della Castre, dove si può ammirare la vista panoramica di tutta la baia di Cannes, la chiesa Notre Dame de l’Espérance, il castello e la cappella trasformata oggi in museo. Ritorno verso il centro attraverso via Mont-Chevalier o via Saint-Antoine, passando per il mercato tradizionale di Fortville e per la via Meynadier, piena di negozi tipici. Per la parte moderna percorrere tutta rue d’Antibes e via Hoche per la scoperta della Croisette con i suoi

hotels a 5 stelle, le lussuose boutiques e le famose spiagge private. Sulla scalinata del Palazzo del Cinema scattate le foto ricordo e cercate le impronte dei vostri divi preferiti per arrivare, poi, alla spianata Georges Pompidou. Infine, se avete ancora energie a disposizione, percorrete lentamente tutta la Croisette e i giardini davanti al Port Canto finoad arrivare al Casinò Palm Beach. Comprare una casa a Cannes? Niente di più facile: si va dal monolocale alla megavilla sulla collina e l’assistenza è assicurata dalle oltre cinquanta agenzie immobiliari. A Cannes parlano l’italiano quasi ovunque e volete conoscere una agenzia dove la competenza è abbinata ad una elegante diplomazia? Vi suggeriamo il nome dell’Agence du Théatre, 23, rue Alexandre III, dove Mme Catherine vi accoglierà gentilmente.


INTERVISTA

a cura di

Libreria Ticinum |

Via Bidone, 20 VOGHERA

|

tel. 0383.212285

|

orari 9.00-12.30 / 15.00-19.30


MUSICA

I.p.

Ritorni”: s’intitola così il lavoro con cui torna alla ribalta Enzo Draghi, musicista preparato e personaggio conosciuto - o, per meglio dire - letteralmente adorato soprattutto dal popolo degli appassionati delle sigle di cartoni animati (come, ad esempio: “Lady Oscar” e “Lupin”, solo per citarne alcune fra quelle più fortunate). Un passato, il suo, trascorso all’interno delle reti Mediaset in qualità di apprezzato collaboratore musicale e un presente, invece, che vede Draghi riproporsi come autore raffinato. Per lui si tratta di un ritorno alle origini. “Le radici” - ci conferma il musicista “sono importanti per tutti. Proprio per questo motivo, ho cercato di riappropriarmi delle mie origini, dell’amata musica tradizionale e del mio primo strumento: la fisarmonica, che nel corso degli anni avevo purtroppo tralasciato a favore della chitarra e del pianoforte, soprattutto per ragioni di lavoro.” “Ritorni” è un prodotto di quella che oggi comunemente si definisce “World Music”: si va dal latin/jazz alle balla-

te fino alla musica più tradizionale. Lo strumento principale è la fisarmonica, che qui assurge a vera protagonista, acquisendo piena dignità espressiva, grazie soprattutto alle doti di Draghi, autore fine, sì, ma anche delicato interprete. “In primo piano” - aggiunge Enzo Dra-

ghi - “c’è il territorio oltrepadano, con i suoi ricordi e le sue tradizioni più vive, che però, attraverso la ricerca musicale e l’assoluta libertà espressiva, si trasformano, sviluppandosi e arricchendosi di nuovi linguaggi.”


ATTUALITÀ


&co. Magzine aprile 2010  

L'economia, la finanza, l'attualità, il turismo, lo spettacolo, la tecnologia, la moda, il viver sano, il territorio sono solo alcuni degli...

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