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Modello di relazione settoriale Modelli di funzionamento istituzionale, organizzativo e gestionale COMUNE DI CHIARI Capofila Aggregazione “Polo Catastale Ovest Bresciano�


Sommario 1

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Presentazione del contesto ....................................................................................... 5 1.1

Premessa ...................................................................................................................... 5

1.2

Il contesto ..................................................................................................................... 7

1.3

Obiettivi.......................................................................................................................10

1.4

Descrizione delle azioni ................................................................................................12

1.5

Metodologie, tecniche e strumenti ...............................................................................13

1.6

Destinatari ...................................................................................................................15

1.7

Risultati attesi e impatti previsti ....................................................................................15

1.8

Descrizioni sinergie e collegamenti con obiettivi istituzionali ..........................................16

1.9

Analisi dell'organizzazione degli uffici del Comune di Chiari ............................................17

1.10

Relazione con le informazioni catastali rese disponibili dall'Agenzia del Territorio attraverso il Portale dei Comuni ...................................................................................22

1.11

Relazioni con le altre forme di dati previste dalla piattaforma C&T. ................................24

1.12

Definizione di un modello di massima di gestione dei dati. .............................................25

Sviluppo di un modello per la gestione dei dati direttamente gestiti dall'Ente locale ........................................................................................................ 27 2.1

Settore Territorio. ........................................................................................................27

2.2

Ufficio Ecografico - SITE ................................................................................................29

2.3

Area Demografica ........................................................................................................32

2.4

Area Tributi. .................................................................................................................33

Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni con i dati gestiti dall'Agenzia del Territorio e dagli altri Enti coinvolti................................................................... 35 3.1

Analisi dei fabbisogni formativi per i diversi Settori coinvolti ..........................................39

3.2

Schema del programma di formazione del personale .....................................................40

3.3

L'implementazione del modello nell'Ente e nell’Aggregazione e il relativo Piano di monitoraggio ...............................................................................................................42

ALLEGATO 1 - Disposizione normative ............................................................................ 45 ALLEGATO 2 - Estratto della bozza di regolamento edilizio ............................................. 53

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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1 Presentazione del contesto

1.1

Premessa

Da alcuni anni l’attenzione dei Comuni si stà spostando da una conoscenza del proprio territorio prettamente legata all’uso e previsione dell’uso del suolo ad una nuova visione che tiene conto della molteplicità delle rappresentazioni possibili della realtà locale. In quest’ottica, favorita dal diffondersi dei sistemi informativi territoriali e dall’ampliarsi delle banche dati disponibili nei sistemi informativi comunali, l’attenzione si sposta dall’oggetto in sé (ad esempio un fabbricato) alle relazioni tra oggetti e soggetti interessati ai medesimi (immobili, proprietari, occupanti, etc..). La conoscenza relativa ai soggetti che vivono o agiscono sul territorio comunale e ai loro rapporti è storicamente consolidata nelle realtà comunale e sovaracomunale, pur essendo spesso confinata e spezzettata in uffici diversi (demografico, attività produttive, servizi sociali, servizi tecnici; etc..) generalmente senza che vi siano ambiti di condivisione delle informazioni. Per quanto riguarda gli immobili, le relative informazioni sono generalmente acquisite dall’esterno e utilizzate in Comune solamente quale supporto alle attività quotidiane degli uffici, per lo più tecnici e tributari, e raramente demografici. A questi ultimi, peraltro, il re-

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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golamento anagrafico1 attribuisce funzioni in campo ecografico (numerazione civica, onomastica stradale, basi territoriali di censimento) la cui importanza è stata spesso sottovalutata. L’importanza assunta dalle informazioni relative agli immobili a seguito dell’introduzione dell’ Imposta Comunale sugli Immobili nel 1992 ha evidenziato la lacune di conoscenza del patrimonio immobiliare a cui non si è potuto supplire neppure con la disponibilità delle banche dati catastali che in quegli anni, nonostante l’impegno dei Funzionari dell’Ufficio Tecnico Erariale2 e la collaborazione tecnica ed economica avviata da molti Comuni, presentavano un basso tasso di attendibilità. La realizzazione di una banca dati comunale degli immobili3 è divenuto perciò un obiettivo di molte amministrazioni, alla luce delle molteplici esigenze operative, di disporre di banche dati affidabili. Essa infatti, consente all’Amministrazione locale di disporre di un patrimonio informativo di elevato valore ed è parte consistente ed essenziale nella costruzione di un sistema informativo assai potente e versatile di analisi e progettazione del proprio territorio. Le informazioni relative agli immobili e quelle relative a cittadini e attività produttive se gestite attraverso le opportune chiavi di correlazione, codice ecografico per i primi e codice fiscale per i secondi, presentano contenuti che si stanno rivelando indispensabili per l’attività quotidiana di qualsiasi settore ed ufficio dell’ente locale. Un apposito strumento informatico che le gestisca può essere utile ed efficace per ridurre tempi e costi delle attività istruttorie ed operative in tutti i rami di attività della pubblica amministrazione locale. A prescindere dalle risorse economiche necessarie, l’aspetto cruciale del processo non è costituito dalla realizzazione dei rilievi della numerazione civica e di interno, dalla costruzione

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D.P.R. 223/1989

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Poi Ufficio del Territorio e ora Agenzia del Territorio

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È solo il caso di ricordare l’importanza attribuita alla realizzazione di una banca dati immobiliare derivante dall’unione delle informazioni catastali e ipotecarie in possesso dell’Agenzia del Territorio, dalla normativa statale (da ultima la legge 122/2010).

CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


delle banche dati o dall’acquisto di hardware e software, ma dall’immediato avvio delle attività di manutenzione della banca dati territoriale. Il corretto coinvolgimento degli uffici e soggetti interessati nella continua manutenzione del dato e nella definizione delle opportune procedure di gestione e di utilizzo del medesimo, la consapevolezza dell’importanza dell’attività e dei suoi benefici da parte degli operatori sono essenziali per garantire il raggiungimento degli obiettivi senza insostenibili appesantimenti dell’attività degli uffici coinvolti e dei costi di gestione.

1.2

Il contesto

Il Polo Catastale “Ovest Bresciano4”, già operativo sul territorio dal gennaio 2008 ha sviluppato un modello di integrazione dei dati e delle attività tra enti locali di medio-piccole dimensioni, basato su logiche cartografiche e alfanumeriche, in un primo momento attraverso strumenti costruiti in proprio e in seguito con la partecipazione al Progetto G.I.T. A sua volta il Comune di Chiari ha potuto valorizzare il riordino della numerazione civica 5 effettuata negli anni 2004/2007, costituendo una propria anagrafe territoriale, il S.I.T.E.6, la cui gestione è a regime dall’inizio dell’anno 2008. Il Comune ha, inoltre, reso disponibile il servizio ai settori del Comune con l’utilizzo di uno strumento open source con interfacce di semplice consultazione, acquisendo e facendo interagire con le procedure interne anche una parte dei dati provenienti dall’Agenzia del Territorio e dalla Camera di Commercio.

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Il Polo catastale Ovest Bresciano è un aggregazione nata in previsione del trasferimento ai Comuni delle funzioni catastali che ha comunque avviato dal 2008 una serie di attività di supporto ai 10 Comuni aggregati (con una popolazione di ci rca 75.000 abitanti) avvalendosi delle esperienze precedentemente accumulate dal Comune di Chiari a partire dal 1998.

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Con l’introduzione dell’attribuzione del numero civico interno

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Sistema Informativo Territoriale Ecografico

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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Il S.I.T.E. Il Sistema informativo territoriale ecografico è costituiito dalla banca dati degli immobili e dai relativi strumenti di pubblicazione e analisi. Le singole unità immobiliari sono codificate a livello di interni (codice nel formato CODvia@numciv_int dove codvia e il codice anagrafico della via, numciv il numero civico inclusa l’eventuale estensione letterale e int il numero dell’unità immobiliare).Il codice ecografico comunale è la chiave di relazione per le banche dati comunali e la pubblicazione. La pubblicazione dei dati consultabili nel web attraverso interfacce alfanumeriche e servizi webgis usufruisce di tecnologie open source (php e GisToWeb). L’accesso controllato avviene dal Portale dei servizi (www.chiaripalazzolo.it) mediante autenticazione IdPC con CRS e pin. La pubblicazione comprende anche servizi per i Cittadini, per la consultazione della propria scheda ecografica e dei dati collegati.

Nell’immagine un dettaglio della banca dati in GisToWeb: interrogazione di un fabbricato. Sono evidenziate le u.i.u. con ie banche dati disponibili per ciascuna: anagrafica, utenze acquedotto, TIA/Tarsu, ICI, pratiche edilizie, catasto, registro ditte e l’analisi dell’affollamento.

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CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


Con la partecipazione al progetto GIT7, di cui si sono apprezzate in particolare le comuni filosofie di condivisione intersettoriale delle informazioni e progettazione “dal basso”, a partire dalle esigenze degli uffici e operatori comunali con l’utilizzo ove possibile di strumenti open source, anche le procedure originariamento definite per la gestione ecografica hanno beneficiato di ulteriori strumenti. In particolare la disponibilità dei DOCFA 8, ha evidenziato la possibilità di sviluppo di nuovi flussi di informazioni, che coinvolgono anche il Polo catastale9, e di innovare i processi e le procedure in essere aumentando l’efficienza e la qualità.. Ancor prima dell’avvio del riordino della numerazione civica la definizione di corretti trattamenti dei dati ecografici e la costituzione dell’ufficio ecografico10, con precise e puntuali competenze e uno specifico ruolo di coordinamento e di raccordo delle azioni affidate ad altri settori, consentono di “manutenere” in tempo reale la banca dati e di migliorarne continuamente la qualità. Condivisione di informazioni univoche, riduzione delle fonti e dei tempi di consultazione, progressiva bonifica delle banche dati dei settori/uffici coinvolti in condizioni di ordinarietà11, modesto tasso di utilizzo di risorse umane e finanziarie per la manutenzione del sistema, stimolo alla semplificazione delle procedure, introduzione di nuovi servizi al cittadino, sono alcuni degli elementi più significativi emersi da oltre tre anni di esperienza di gestione “a regime” dell’attività. Per questo Il Polo e il Comune di Chiari si configurano, in perfetta coerenza con il progetto GIT (gestione intersettoriale territorio), come soggetto indicato per costituire un progetto pilota in grado di documentare le logiche e i modelli di lavoro per la costituzione di percorsi di recupero della consistenza dell’informazione territoriale e possono essere considerati e-

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L’esperienza e le informazioni già disponibili hanno permesso al Comune di Chiari di attivare rapidamente la piattaforma C&T diffusa dal progetto e al Polo Catastale

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le dichiarazioni degli immobili (più esattamente delle u.i.u. unità immobiliari urbane) tempestivamente messi a disposizione dei Comuni dall’Agenzia del Territorio all’inizio del mese successivo alla presentazione (Cfr. riquadro nel prosieguo del testo).

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Ma che in altri contesti potrebbe essere affidato agli uffici tecnici.

10 Anche con l’attribuzione di precise funzioni agli uffici anagrafici o tecnici che spesso già agiscono nel campo ecografico. 11 Senza cioè un aggravio di attività lavorative per gli addetti.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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lemento di riferimento per la definizione delle regole di costruzione dei modelli di rappresentazione amministrativa e censuaria del territorio, secondo gli interessi diversi dei settori di un Comune.

1.3

Obiettivi

Il modello intende formalizzare una serie di attività in gran parte già in uso presso il Comune di Chiari da diversi anni, che in parte e progressivamente possono essere condivise con i Comuni dell’aggregazione, che hanno avviato attività di realizzazione della banca dati immobiliare mediante il censimento ecografico delle unità immobiliari, e che sono ora da integrare e completare vista l'adesione al Progetto GIT diretto dal Comune di Milano. In particolare occorre procedere alla definizione di più efficaci e precise procedure interne intersettoriali per la corretta gestione della toponomastica, numerazione civica ed ecografica di interno. Sono coinvolti in termini operativi il settore tecnico (dell'area urbanistica, lavori pubblici ed edilizia privata), il settore demografico e l'area tributi, quali utilizzatori del sistema tutti gli altri settori ed aree dell’amministrazione comunale. Il modello prevede l'utilizzo della piattaforma GIT quale integratore di una serie di flussi informativi esterni all'Ente finalizzato alla attivazione di procedure di controllo/gestione del dato per i diversi Settori dell'Ente. L'obiettivo è duplice: da un lato si intende verificare in ingresso, principalmente attraverso l’analisi dei DOCFA con il servizio applicativo BOD12 la coerenza delle informazioni per garantirne una qualità elevata ; dall'altro si sollevano il cittadino e le imprese dal fornire dichiarazioni o dati, se questi sono già stati messi a disposizione della pubblica amministrazione, in questo caso dell’Agenzia del Territorio, come peraltro ripetutamente richiesto dalla norme vigenti in materia.

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Back Office Docfa, realizzato nell’ambito del progetto GIT

CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


Di conseguenza i principali obiettivi prefissati sono: Creare le condizioni per la condivisione dell’esperienza di gestione intersettoriale e la sua diffusione, in particolare tra gli Enti dell’aggregazione “Ovest Bresciano” ed altri enti interessati. definire puntualmente le pratiche di gestione massimizzandone l’efficienza, economicità e efficacia semplificare e ridurre concretamente gli adempimenti e i costi a carico di cittadini e imprese alla luce della crescente liberalizzazione delle attività edilizie e produttive che rende necessario un diverso approccio alle problematiche amministrative. puntare alla certificazione di qualità dei processi intersettoriali e al miglioramento della qualità del dato.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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La maschera e il risultato di una ricerca dei Docfa nell’applicativo BOD

1.4

Descrizione delle azioni

Il Piano delle attività prevede lo sviluppo delle seguenti azioni: Analisi dell'organizzazione degli uffici del Comune di Chiari Analisi della relazione con le informazioni catastali rese disponibili dall'Agenzia del Territorio attraverso il Portale dei Comuni. Analisi delle relazioni con le altre forme di dati previste dalla piattaforma C&T. Definizione di un modello di massima di gestione dei dati. Sviluppo di un modello per la gestione dei dati direttamente gestiti dall'Ente locale Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni con i dati gestiti dall'Agenzia del Territorio e dagli altri Enti coinvolti. Analisi dei fabbisogni formativi per i diversi Settori coinvolti Schema del programma di formazione del personale Piano di monitoraggio dell'implementazione del modello nell'Ente e nell’Aggregazione.

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CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


1.5

Metodologie, tecniche e strumenti

La gestione delle attività progettuali si avvale dell’utilizzo di metodologie, tecniche e strumenti di project management. All’interno del comune di Chiari la struttura è già orientata a comprendere l’utilità e la necessità di perseguire gli obiettivi sopracitati in un ottica di intersettorialità, pertanto l’attività non necessità di metodologie e strumenti sofisticati. L’attività di revisione procedurale, come l’originaria introduzione dei procedimenti, deve essere sviluppata ponendo particolare attenzione alla corretta comunicazione e formazione su finalità e modifiche che derivano all’organizzazione del lavoro. Brevi incontri periodici estesi a tutti gli operatori che evidenzino concretamente e sin dall’avvio del progetto i prodotti dell’attività e i relativi vantaggi nell’attività quotidiana devono trasmettere l’idea di essere parte attiva in un processo virtuoso di rinnovamento dell’Amministrazione, l’assenza di competizione e i benefici per ciascuno che derivano dal lavoro condiviso tra più settori. Le metodologie utilizzate per sviluppare il sistema di collaborazione fra amministrazioni discendono dall’esperienza già acquisita e dalla struttura organizzativa definita per il Polo.

POLO CATASTALE “OVEST BRESCIANO” E CST Chiari Il Polo Catastale “Ovest Bresciano” è nato come aggregazione tra nove (ora 10 comuni) con un totale di circa 75.000 residenti e qualche migliaio di imprese, per l’assunzione delle funzioni catastali al livello più elevato previsto dalla normativa in materia di decentramento catastale. A seguito dell’interruzione del processo di decentramento il Polo svolge attività mirate di servizio per i Comuni principalmente per l’applicazione della legge 80/2006, i servizi di visura e assistenza ai cittadini, la realizzazione di sistemi di condivisione delle informazioni, quali la piattaforma del progetto GIT nonché attività su protocollo d’intesa con l’Agenzia del Territorio. La struttura del Polo prevede un Coordinatore, nominato dal Comitato dei Sindaci, e un Responsabile tecnico, Dirigente del Comune di Chiari, nonché tavoli tecnici composti da referenti tecnici e tributari dei Comuni. Tra le modalità organizzative e operative comuni si è però scelto di privilegiare l’effettuazione di

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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incontri e attività presso i singoli Enti, che consente di contemperare gli impegni dei referenti locali. Il polo opera in sinergia con il centro servizi territoriale di Chiari per quanto riguarda i collegamenti telematici, il collegamento con la rete SPC, l’erogazione dei servizi on line e la gestione hardware e software della piattaforma GIT che è ospitata sui server del CST L’aggregazione catastale è relativamente recente (2008) e la diffusione dell’esperienza nei Comuni risente al momento della giovinezza della medesima. In particolare la ridotta dimensione di molte realtà coinvolte, con la molteplicità degli impegni e la sovrapposizione di mansioni che coinvolgono i pochi volonterosi dipendenti, rallenta le attività riducendo le occasioni di formazione comune e condivisione delle iniziative. Tuttavia alcuni Enti hanno avviato attività modellate sull’esperienza del Comune di Chiari e altri hanno richiesto il supporto tecnico per attivare rilevazioni e bonifiche della numerazione civica. Le recenti attività di formazione diretta al personale degli Enti aggregati, nell’ambito del progetto GIT, hanno contribuito a diffondere la consapevolezza del valore ed utilizzabilità dei dati disponibili nella piattaforma oltre a focalizzare l’opportunità di una maggior attenzione alle procedure ecografiche.

Nel caso specifico, in relazione alle dimensioni organizzative dei Comuni coinvolti, la costituzione di un gruppo di lavoro interno ad ogni Ente con il coinvolgimento del Responsabile tecnico del Polo, si è già dimostrata soluzione adeguata per sviluppare l’’attività e definirne peculiarità locali ed obiettivi puntuali. La partecipazione del responsabile del Polo e di eventuali esperti per aspetti specifici è orientata a trattare temi di natura organizzativa, giuridica, economico finanziaria e tecnologica in un approccio pluridisciplinare. L’approccio degli esperti deve essere finalizzato a: raggiungere obiettivi progettuali prefissati in un tempo determinato con riferimento a indicatori di risultato definiti all’inizio dell’intervento; individuare e sviluppare professionalità interne in grado di:

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CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


garantire il consolidamento del progetto e delle attività da esso sviluppate ed introdotte; allargare l’innovazione all’interno delle organizzazioni coinvolte.

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Destinatari

Comuni singoli o associati che intendono adottare modelli organizzativi e procedimenti per gestire il dato immobiliare ed anagrafico in modo coordinato. La possibilità, offerta da questo modello, di controllare i dati “in ingresso” garantisce una maggiore qualità anche a tutte le attività previste per la gestione successiva del dato. In particolare le attività di programmazione del territorio, previsione ed accertamento tributario e partecipazione all’accertamento fiscale risultano facilitate a seguito di una base più coerente di relazione tra le diverse banche dati coinvolte ottenendo, anche per il cittadino, una semplificazione nell'individuazione di errori nei dati forniti all'amministrazione o nel loro trattamento.

1.7

Risultati attesi e impatti previsti

Il modello produce due distinte sezioni: la prima propone una articolazione delle attività che devono essere svolte dai diversi settori dell'Ente locale al fine di gestire in modo corretto tutte le implicazioni derivanti dalla realizzazione sul territorio comunale di un nuovo fabbricato, articolato nelle sue diverse unità immobiliari e relative pertinenze. la seconda individua una serie di azioni che i diversi settori dell'Ente devono compiere a seguito del caricamento sulla piattaforma C&T dei flussi informativi derivati da Enti sovracomunali o dalla altre fonti dati previste dal Progetto GIT.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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Complessivamente il modello individua le azione che l'Ente, in forma singola o associata, deve compiere per mantenere aggiornato e coerente l'insieme delle informazioni legate alla costituzione, modifica o demolizione delle unità immobiliari e delle relazioni con i relativi soggetti titolari di diritti. Il modello tende a corrispondere alla richiesta di supporto per l’organizzazione delle attività comunali connesse ai fabbricati che sempre più frequentemente giunge da diverse realtà, anche esterne, al Polo catastale “ovest Bresciano”.

1.8

Descrizioni sinergie e collegamenti con obiettivi istituzionali

Il controllo qualitativo del dato catastale è un obiettivo prioritario a livello nazionale come indicato anche nella Legge 122/2010). Il modello sviluppato permette all'Ente locale di porre in atto una serie di procedure per controllare il dato catastale e la sua correlazione con l'anagrafe estesa dei cittadini e delle imprese. Sono evidenti le sinergie con gli altri modelli di utilizzo del Progetto GIT e con le attività di gestione del territorio poste in essere da Provincie e Regioni. Una corretta gestione della toponomastica e della numerazione civica, qui articolata compiutamente fino alla gestione del numero ecografico di interno corrispondente alla singola unità immobiliare, è fondamentale nel collegamento delle banche dati ai sistemi informativi comunali. La condivisione di questi strati informativi all'interno dell'Infrastruttura dell'Informazione Territoriale (IIT) di Regione Lombardia, mediante la realizzazione del database topografico13, rende operativo uno dei principi fondamentali della Direttiva INSPIRE che individua nell'Ente gestore del dato il corretto livello di responsabilità al fine di evitare duplicazioni di dati, dispersioni di risorse economiche ed umane, incertezza della qualità del da-

13 Nei 10 comuni del Polo Catastale il Db topografico è in via di completamento, al momento sono stati per lo più consegnate le restituzioni cartografiche. Si è in attesa del collaudo del DB.

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CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


to, ecc. Una corretta gestione rappresenta anche un modo per ridurre la “volatilità” delle risorse impegnate nella rilevazione della numerazione civica, resa obligatoria nella realizzazione del DB topografico, in Regione Lombardia. Un ulteriore passo in tal direzione è costituito dalla costituzione dello Stradario Nazionale, banca dati dell’Agenzia del Territorio e dell’ISTAT, predisposta anche ai fini delle attività di censimento 2011, con il concorso dei Comuni che hanno fornito la propria attività di bonifica dei dati toponomastici estrapolati dalle banche dati dell’Agenzia e fornito le liste CP5 dei civici appartenenti a ciascuna sezione di censimento14. L’iniziativa, pur non pienamente condivisibile nel metodo e nella mancanza di coordinamento con altre iniziative ministeriali15, consente di attuare una prima significativa bonifica della banca dati catastale a livello di toponomastica. Inoltre, con la diffusione dello stradario nazionale e del SITE ai professionisti che devono presentare i DOCFA si attua la condivisione dell’informazione territoriale corretta nella medesima ottica indicata al punto precedente e condivisa nel progetto GIT. Con il completamento di quest’ultimo è ora possibile un ulteriore incremento della qualità nella individuazione della correlazioni del dati di fonti diverse.

1.9

Analisi dell'organizzazione degli uffici del Comune di Chiari

La costituzione di un anagrafe comunale degli immobili ha preso avvio anche grazie alla improrogabile necessità di risolvere le incongruenze della numerazione civica accumulatesi nel tempo.

14 Informazione già abitualmente gestita in banca dati mediante georeferenziazione nell’ambito delle aggregazioni comunali (centro storico/urbano/rurale, quadre, sezioni censimento) a livello di sistema informativo territoriale (SITE) e di conseguenza di semplice aggiornamento alle nuove sezioni non appena pervenute le basi territoriali validate da ISTAT. 15 Ad esempio con INA-SAIA ove i dati toponomastici corretti e completi sono già presenti anche a livello di civici.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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La maggior parte dei Comuni di dimensioni medio piccole, non dispone di strutture funzionalmente dedicate alla gestione della onomastica stradale e della numerazione civica. L’aggiornamento è normalmente gestito dai servizi demografici nell’ambito del viario comunale16 con la collaborazione dei servizi tecnici per la redazione di cartografie e le affissioni. Il completamento dell’attività di censimento delle unità immobiliari presenti sul territorio comunale17 ha posto in evidenza l’esigenza di porre maggiore attenzione alle problematiche ecografiche del territorio. Alla fase di individuazione delle unità immobiliari deve affiancarsi la manutenzione delle banche dati così costituite che sono soggette ad un rapido deteriorarsi in conseguenza delle attività edilizie e del ciclo di vita degli immobili, solo apparentemente lento. Nuove costruzioni, ristrutturazioni, restauri, modifiche di destinazione d'uso, modifiche nella consistenza (fusioni, divisioni), degradi che determinano inabitabilità, interessano annualmente un elevato numero di unità immobiliari. Le variazioni non sono sempre facilmente intercettabili o desumibili dagli atti amministrativi anche in considerazione del complesso regime normativo in edilizia che prevede molteplici modalità di comunicazione o autorizzazione e perfino attività libere, non soggette ad alcuna comunicazione. Le relative informazioni non sono, peraltro, disponibili in modo organizzato presso un unico ufficio o presso il Comune. E' pertanto inevitabile ricorrere ad un approccio intersettoriale che consenta di organizzare secondo canoni codificati i flussi delle informazioni in merito alle variazioni di consistenza del patrimonio immobiliare. L'acquisizione di tali flussi nella banca dati (con i necessari indispensabili riferimenti geografici) nelle strutture di minori dimensioni può essere gestita da-

16 generalmente carente dei dati degli immobili con destinazioni non residenziali 17

18

IL censimento ha prodotto l’attribuzione a ciascuna unità del proprio “codice ecografico”. La questione della formulazione di tale codice è tuttora oggetto di lunghe discussioni tra gli specialisti. Nello specifico è stato preferito un codice parlante costituito dalla combinazione dei campi “Codice anagrafico via”+@+”Civico”+”estensione”+_+”interno” . Gli interni individuati con un numero progressivo sino a 99 sono residenziali, quelli superiori produttivi. Ciò consente di valutare a vista alcune caratteristiche delle u.i.u. semplificando le ricerche. Naturalmente in ogni realtà possono essere valutate le specifiche esigenze nel definire il formato del codice.

CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


gli uffici tecnici o demografici, ma per l'importanza del ruolo di coordinamento e ai fini di una reale “neutralità” dei relativi carichi di lavoro18 ha portato nel comune di Chiari alla formazione di uno specifico ufficio.

UFFICIO ECOGRAFICO L’ufficio ecografico è attivo per un totale di circa 700 ore annuali, delle quali 400 circa di sportello, con un operatore con sufficiente formazione professionale nel campo dei sistemi informativi territoriali, della compilazione di database e formazione specifica all’applicazione delle linee guida comunali in materia ecografica. Utilizza personale operativo per le affissioni della numerazione,limitatamente alla necessità. L’ufficio “ecografico” si deve occupare, in sintesi: della gestione dell’onomastica stradale e dei numeri civici nelle varie fasi: - predisposizione elaborati grafici per l’attribuzione di nuova onomastica stradale, - proposta all’anagrafe, per la validazione e la comunicazione all’utenza, di attribuzione dei numeri civici - attribuzione dei civici interni, - ordine e acquisizione delle tabelle e delle targhette degli interni, - affissione dei civici esterni ed interni, - attività residuale di sportello per cittadini e professionisti per casi particolari . della acquisizione, gestione e pubblicazione delle informazioni necessarie a mantenere aggiornata e corretta la banca dati ecografica, affinchè possa essere utilizzata dai settori del Comune per porre in relazione le rispettive

18 La neutralizzazione del'incremento delle attività in uffici ove gli operatori sono per lo più già sovraccarichi è una delle principali e più delicate problematiche organizzative da affrontare per ottenere la collaborazione all’iniziativa.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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banche dati e procedere gradualmente, nell’ambito dell’attività ordinaria, al loro allineamento e bonifica, nonché da cittadini e professionisti per la indicazione in atti e elaborati tecnici. Nello specifico la bd và a comporre un datawarehouse territoriale, pubblicato tramite un webgis open source, denominato SITE. L’ufficio ecografico come si vedrà esaminando le procedure diviene così il punto di convergenza e restituzione delle informazioni. Ad esso gli uffici e settori dell’Ente devono fornire le informazioni in proprio possesso e da esso attingono informazioni necessarie per la gestione dei rapporti con i residenti, gli occupanti e gli ospiti (Anagrafe, Polizia Locale), le attività produttive (Suap, Commercio), i contribuenti (Tributi per Ici e Tarsu/Tia), i servizi (acquedotto, Servizi sociali, Istruzione), anche ai fini dell’aggiornamenti delle proprie banche dati con i corretti codici ecografici

Come già evidenziato la presenza del Polo catastale, in questo contesto, gioca un ruolo fondamentale in quanto con la piattaforma GIT fornisce strumenti integrati per la consultazione del dato catastale completo e storicizzato nelle sue interrelazioni con le banche dati comunali e esterne (in particolare Punto Fisco, ex Siatel, del MEF) e dei DOCFA con la relativa documentazione. Inoltre le attività di back office del Polo, ed in particolare i molteplici interventi per la bonifica delle banche dati catastali tra le quali in primo piano quella di cui al comma 34/V.ies della Legge 80/2006 concorrono a garantire la miglior qualità possibile del dato ecografico.

In conformita alla vigente normativa anagrafica nazionale (ALL. A) l’ufficio è stato costituito nell’Ambito E-Government per la gestione tecnica della onomastica stradale e della numerazione civica in stretto coordinamento e sotto la supervisione dell’Area demografica comunale. Allo stato attuale, sulla base della sperimentazione condotta a partire dal 2008, è stato possibile sostituire buona parte degli adempimenti dei cittadini in materia, con una corretta circolazione delle informazioni all’interno del Comune e utilizzando l’interscambio con l’Agenzia del Territorio, tramite Portale dei Comuni.

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CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


Così strutturata l’attività dell’ufficio ecografico consente agli uffici di: adempiere all’obbligo normativo dell’affissione dell’intera numerazione civica e alla corretta e tempestiva attribuzione dell’onomastica stradale mantenendo completa e adeguata la banca dati immobiliare, mantenendo gli errori in un ambito di accettabile tolleranza. intercettare, in primo luogo attraverso la consultazione dei DOCFA acquisiti mensilmente dal Polo Catastale mediante il portale dei Comuni e caricati nella Piattaforma C&T, le informazioni relative alle variazioni degli immobili derivanti da attività edilizie libere o comunque non rilevabili dalla consultazione dell’archivo delle pratiche edilizie al fine di garantire in tempo reale l’aggiornamento e la completezza della banca dati degli immobili; gestire le variazioni ecografiche rilevabili dai DOCFA presentati all’Agenzia del Territorio per mutamenti di consistenza degli immobili con procedimento d’ufficio senza alcuna richiesta da parte degli interessati; rendere disponibile, attraverso il SITE, le banche dati comunali (anagrafe, tributi, ecografia, pratiche edilizie, utenze acquedotto, segnalazione cessioni fabbricato e ospitalità), dell’Agenzia del Territorio (catasto fabbricati e terreni) e del registro ditte della CCIAA coordinate tramite il Codice ecografico favorendo l’allineamento e la bonifica delle informazioni.19 sviluppare le attività preparatorie del censimento e di realizzazione dello Stradario Nazionale, senza necessità di ulteriori investimento di risorse, con l’utilizzo e la semplice trasposizione, delle informazioni già disponibili, negli applicativi dell’Agenzia e sulla nuova base territoriale.

E nei confronti dei cittadini: ridurre gli adempimenti strutturando la richiesta di numerazione civica esterna e interna nell’ambito degli adempimenti edilizi.

19 Tale operazione ha consentito di migliorare in maniera consistente la qualità delle banche dati medesime, oltre a favorire una più efficiente attività degli operatori comunali, senza investimenti aggiuntivi.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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attribuire la compartecipazione alla spesa di affissione ai diritti di segreteria in materia urbanistica ed edilizia20 semplificando ulteriormente gli adempimenti. attivare alcuni servizi informativi, In ambito SITE, con riconoscimento tramite la Carta Regionale dei Servizi e un servizio aperto a tutti di ricerca dei civici sul sito del Comune di Chiari. A questo si aggiungeranno nel prossimo futuro i servizi applicativi realizzati nell’ambito del Progetto GIT. garantire la massima coerenza delle informazioni circolanti nel Comune evitando duplicazioni di adempimenti e inesattezze nella comunicazione; ridurre i costi di gestione diretti e indiretti dei procedimenti che utilizzano informazioni ecografiche e i tempi degli adempimenti ecografici tendendo ad anticipare il sorgere delle esigenze e riducendo la necessità di accesso alle informazioni tramite lo sportello;

1.10 Relazione con le informazioni catastali rese disponibili dall'Agenzia del Territorio attraverso il Portale dei Comuni Come sopra evidenziato la banca dati degli immobili ha nel codice ecografico la chiave “naturale” di relazione21. L’informazione catastale, pur risentendo ancora di uno standard di qualità non ottimale, da parte sua fornisce un corollario di attributi estremamente utili per arricchire, mediante standard collaudati quali la categoria e la classe delle unità immobiliari, la destinazione d’uso, la consistenza, la superficie TARSU , etc.., la definizione dell’u.i.u.

20 Per Chiari Cfr. deliberazione G.C. 131/2006 21 La scelta ha privilegiato l’utilizzo dell’informazione direttamente controllata dal Comune in tutte le sue fasi di vita, dalla creazione all’archiviazione definitiva, per la maggiore affidabilità e invariabilità.

22

CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


Tali informazioni, unitamente alle schede planimetriche, sono state utilizzate nella fase di censimento, per meglio individuare gli oggetti di indagine22 e alcune di esse sono recepite nel db ecografico per caratterizzare le unità immobiliari cui è attribuito il codice. Nella gestione ordinaria acquistano però particolare importanza i documenti che vengono presentati all’Agenzia del Territorio per la dichiarazione delle nuove costruzioni, variazioni di u.i.u. e demolizione di immobili. I DOCFA, messi a disposizione dei Comuni ogni mese tramite il “portale dei Comuni”23, consentono di mantenere aggiornata la banca dati degli interni e di effettuare numerosi trattamenti in vari settori del Comune. Infine la recente istituzione dello Stradario Nazionale ha aperto un ulteriore canale di comunicazione nel Portale con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’informazione toponomastica nella bd catastale. ’ufficio ecografico, bonificate e validate le strade preesistenti, ha il compito di trasmettere, mediante l’upload di file xml, le nuove denominazioni toponomastiche in modo che siano già disponibili per i professionisti al momento della compilazione del DOCFA24. Ciò conferma la bontà della decisione di anticipare e accellerare l’attribuzione dell’onomastica come si vedrà di seguito nelle procedure.

22 Consentendo, peraltro, laddove necessario di attivare le necessarie procedure edilizie o tributarie nei casi di incongruenza per consistenza o destinazione d’uso o la presenza di irregolarità formali. 23 Includendo le forniture iniziali su supporto i docfa sono disponibili a partire dal gennaio 2006. 24 Il docfa per i nuovi fabbricati deve essere allegato in sede di presentazione della richiesta di agibilità dei locali al Comune, è pertanto evidente che a quel momento la denominazione toponomastica deve essere già stata attribuita.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

23


1.11 Relazioni con le altre forme di dati previste dalla piattaforma C&T. La gestione ecografica si posizione a monte e a valle della acquisizione dei dati provenienti dalle banche dati esterne25 e oggetto delle diagnostiche e degli applicativi verticali GIT. A monte in quanto la corretta gestione ecografica contribuisce in maniera significativa al circuito virtuoso di miglioramento della qualità dei dati. L’utilizzo delle corrette informazioni ecografiche da parte dei professionisti in sede di presentazione delle pratiche e di redazione di atti nonché dei contribuenti in sede di dichiarazioni e certificazioni consente l’introduzione nelle banche dati immobiliari, comunali e soprattutto delle Agenzie (catastali, ipotecarie, etc..) e delle Aziende erogatrici di servizi a rete del dato corretto di localizzazione. Inoltre la disponibilità del dato consente la bonifica delle imprecisioni delle attuali banche dati. A valle in quanto la piattaforma C&T al momento può acquisire l’interno, ma non è strutturata per gestirlo26. A sua volta la banca dati catastale è teoricamente in grado di gestire l’informazione

ma,

purtroppo,

la

prassi

professionale

pone

poca

attenzione

all’informazione ecografica e ancor più al numero interno delle u.i.u. La gestione ecografica e il SITE27 diventano quindi utili per la fase preliminare di indagine consentendo di individuare con precisione i soggetti e gli oggetti interessati ed effettuare quindi gli approfondimenti mirati con la piattaforma GIT, più ricca in qualità e quantità di dati. Per sua natura, essendo nata come strumento di lavoro intersettoriale la piattaforma del Progetto GIT consente di sviluppare le attività già citate a proposito del flusso dati Docfa.

25 Oltre alle banche dati catastali come noto ci sono quelle scaricate da Punto Fisco: compravendite, successioni, locazioni, forniture elettriche e gas, etc.. 26 anche in relazione al numero limitato di Enti e banche dati che dispongono attualmente dell’informazione e della mancanza di uno standard condiviso 27 Il SITE è anche necessario per la pubblicazione di informazioni ad uso di uffici che per la loro attività non hanno necessità di accedere alla complessità dell’informazione GIT (Anagrafe, Polizia Locale….)

24

CAPITOLO 1 - Presentazione del contesto


1.12 Definizione di un modello di massima di gestione dei dati. L’evoluzione sostenuta dal 2008 porta a considerare acquisito un sostanziale consolidamento dell’esperienza sviluppata . Il modello di gestione originale, legato alla sola ottica di servizio alle attività di accertamento tributario, si è evoluto in un quadro di innovazione focalizzato sull’attività intersettoriale e interdisciplinare, peraltro arricchito in conseguenza della disponibilità delle informazioni e degli applicativi della piattaforma C&T, in primo luogo del BOD imponendo una revisione dell’attività e del modello di funzionamento alla luce degli aspetti critici emersi nel primo periodo di applicazione. E’ evidente che la tradizionale struttura organizzativa dei Comuni non è più adeguata a sostenere le sfide poste dalla necessità di rispondere con l’innovazione ai mutamenti socioeconomici intervenuti nell’ultimo mezzo secolo. In attesa che ciò diventi possibile l’intersettorialità rappresenta una possibilità concreta, ancorchè faticosa per le continue mediazioni, di far fronte alle problematiche che emergono quotidianamente dall’attività amministrativa. Con riferimento al quadro sopraevidenziato, viene schematicamente illustrata nei paragrafi successivi, per ciascuno degli uffici coinvolti, l’organizzazione intersettoriale dei procedimenti, ecografici e correlati, applicata nel Comune a conclusione dell’attività di revisione metodologica e procedimentale attuata nell’ambito del progetto di sviluppo GIT.28

28

La revisione delle procedure per la gestione della toponomastica, numerazione civica ed ecografica di interno ha prodotto linee guida approvate con deliberazione giunta Comunale n° 21 del 28/02/2011.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

25


2 Sviluppo di un modello per la gestione dei dati direttamente gestiti dall'Ente locale

Il modello prevede un’organizzazione puntuale delle attività distribuite tra i diversi settori dell’ente.

2.1

Settore Territorio.

Il ruolo del settore è cruciale per garantire l’apertura di nuove posizioni nei DB ecografici, anagrafici, edilizi, fiscali, etc. sin dalla presentazione delle pratiche edilizie o dall’approvazione dei progetti di opere pubbliche. Ciò consente, d’altra parte, al settore Territorio di disporre di informazioni sempre aggiornate nei propri applicativi e di colloquiare con gli altri uffici in materia di banche dati territoriali e urbanistiche. Lo scambio di informazioni consente a regime di ridurre in modo sensibile le richieste di informazioni in arrivo agli uffici tecnici e di mettere a disposizione dei medesimi, nell’ambito della piattafor-

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

27


ma GIT, nuovi e più efficienti strumenti per l’istruttoria delle pratiche, gli accertamenti urbanistico edilizi e catastali e le altre attività d’ufficio. A seguito dell’approvazione definitiva di piani attuativi di qualsiasi tipo il responsabile dell’istruttoria deve verificare la presenza di nuovi tronchi stradali. Qualora vi siano tratti di strada di nuova realizzazione privi di toponomastica il medesimo deve trasmettere all’ufficio SITE i file vettoriali forniti dai professionisti , correttamente riferiti al sistema di coordinate, contenenti la planimetria dell’intervento ; Ai fini di consentire l’aggiornamento speditivo delle basi cartografiche necessario per l’inserimento delle nuove infrastrutture ed edifici, nelle convenzioni urbanistiche di qualsiasi tipo prevedere l’obbligo di consegnare al Comune i file di progetto, al momento della presentazione della documentazione per l’approvazione definitiva, e di rilievo planialtimetrico di dettaglio, al momento della dichiarazione di ultimazione delle opere di urbanizzazione . Tali files dovranno essere trasmessi a cura del responsabile dell’istruttoria all’ufficio SITE; A seguito dell’approvazione di progetti esecutivi di opere e infrastrutture il responsabile dell’istruttoria amministrativa o il progettista se interno al Comune deve verificare la presenza di nuovi tronchi stradali. Qualora vi siano tratti di strada di nuova realizzazione privi di toponomastica il medesimo deve trasmettere all’ufficio SITE i relativi file vettoriali. Intervenuto il collaudo delle opere deve essere trasmesso all’ufficio SITE il rilievo di dettaglio delle opere e delle infrastrutture per l’aggiornamento definitivo della cartografia di base e dei GeoDB. Al momento della presentazione di una pratica edilizia di qualsiasi natura l’incaricato della registrazione degli atti presentati dal committente deve provvedere a verificare la correttezza e completezza dell’indirizzo indicato nonchè alla registrazione del codice ecografico dell’edificio oggetto di intervento. Nel caso il numero civico o il codice ecografico siano errati deve provvedere all’immediata rettifica degli atti presentati e a registrare i dati corretti. Nel caso il numero civico o il codice ecografico non siano stati attribuiti deve richiedere al commitente o al professionista incaricato di provvedere urgentemente alla richiesta di attribuzione dei civici e degli ecografici interni mediante la presentazione della planimetria riportante gli accessi dagli spazi pubblici di circolazione. Tale planimetria deve essere trasmessa all’ufficio SITE. La registrazione dei dati della pratica nell’applicativo gestionale del Settore deve tassativamente avvenire solo a seguito dell’attribuzione dei civici corretti. A seguito della presentazione della richiesta di agibilità l’istruttore deve verificare la presenza della documentazione definitiva inerente la richiesta di attribuzione del/i nu-

28

CAPITOLO 2 - Sviluppo di un modello per la gestione dei dati


mero/i civico/i (se variano gli accessi rispetto all’avvio del procedimento edilizio) e degli ecografici degli interni . Nel caso tale documentazione sia assente il responsabile dell’istruttoria deve formulare richiesta di integrazione. Anche tale documentazione deve essere trasmessa all’ufficio SITE. - In caso sia segnalata da parte dell’ufficio SITE o Anagrafe o riscontrata direttamente la registrazione in atti di numeri civici o denominazione toponomastica errati inerenti pratiche edilizie per le quali non sia intervenuta l’agibilità l’istruttore della pratica deve procedere alle relative correzioni che dovranno essere seguite dalla comunicazione al committente dell’atto di rettifica del permesso di costruire o dell’assenso in merito alla D.I.A. Nel caso sia intervenuta l’agibilità la comunicazione dell’atto di rettifica riguarderà quest’ultima. Ad avvenuta attivazione della funzionalità del SITE il responsabile dell’istruttoria deve indicare sulla cartografia, tramite un apposito marker la posizione approssimativa del nuovo edificio o del nuovo ecografico oggetto delle pratiche edilizie e collegarvi le informazioni richieste

2.2

Ufficio Ecografico - SITE

L’ufficio SITE deve mantenere e potenziare un ruolo di raccordo tra gli uffici interessati al fine di facilitare lo scambio di informazioni e il corretto svolgimento dell’attività. Alla ricezione delle documentazione trasmessa dal settore Territorio l’ufficio deve attivarsi per garantire: l’aggiornamento periodico della cartografia di base e, ove possibile, dei GeoDB in via speditiva sulla base dei file di progetto con accuratezza adeguata alla qualità dei dati ricevuti e del supporto. L’aggiornamento annuale definitivo in via speditiva degli elaborati di base e dei GeoDB sulla base dei files di rilievo di dettaglio con accuratezza adeguata alla qualità dei dati ricevuti e del supporto. L’acquisizione dei nuovi elementi della banca dati ecografica proponendo all’ufficio anagrafe l’attribuzione di nuovi numeri civici o codici ecografici previa verifica degli atti

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

29


predisposti dai professionisti e provvedendo a renderli disponibili tempestivamente, tramite il SITE, all’ufficio interessato per il completamento delle registrazioni. La predisposizione degli elaborati necessari a corredare la proposta di attribuzione di nuove denominazioni toponomastiche e l’attivazione dell’ufficio anagrafe affinchè sottoponga la nuova denominazione all’attenzione dell’Organo competente. La gestione delle procedure di rettifica di eventuali errori e incompletezze segnalati dal settore Territorio nonchè la segnalazione al medesimo di errori nella registrazione dei dati ecografici effettuata dagli uffici. La messa a disposizione per l’utilizzo degli uffici, attraverso gli strumenti Intranet e ove necessario Internet, delle cartografie di base e dei GeoDB aggiornati sulla base delle precedenti indicazioni. L’acquisizione dei Docfa e delle planimetrie catastali, messe a disposizione mensilmente da parte del Polo Catastale nella piattaforma C&T , provenienti dai canali d’interscambio dell’Agenzia del territorio e la conseguente acquisizione delle variazioni immobiliari, non già comunicate dal Settore Territorio, dei nuovi elementi della banca dati ecografica proponendo all’ufficio anagrafe l’attribuzione di nuovi numeri civici o codici ecografici e curando per l’intero universo degli immobili l’allineamento tra le informazioni ecografiche e le coordinate catastali; La gestione e l’aggiornamento tempestivo del SITE, quotidiano per quanto attiene le banche dati comunali, con periodicità quindicinale, per la banca dati ecografica, bimestrale per la banca dati catastale e delle schede planimetriche, semestrale per le ospitalità e il registro ditte. Affissione dei tasselli della numerazione civica e della numerazione ecografica interna nel rispetto delle specifiche definite con il progetto di “definizione del codice ecografico immobiliare”. La segnalazione al Polo Catastale della presenza di immobili non dichiarati o non correttamente dichiarati ovvero non risultanti in mappa rilevati durante l’attività. La redazione di reports statistici e di dettaglio delle attività, con periodicità mensile, delle attività e di analisi periodiche sul patrimonio immobilare.

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CAPITOLO 2 - Sviluppo di un modello per la gestione dei dati


Rappresentazioni statistiche disponibili giornalmente nel GisToWeb di SITE. Il report di dettaglio delle u.i.u. “vuote” elenca puntualmente i codici delle unità.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

31


2.3

Area Demografica

Compito specifico dell’ufficio Anagrafico è la formale validazione degli elementi costituenti la banca dati ecografica (toponomastica, numerazione civica, codici ecografici unità immobiliari) individuati con il supporto operativo dell’ufficio SITE. La maggior parte di tali attività è già in corso da tempo e pertanto le indicazioni seguenti confermano le procedure in atto. Alla ricezione delle documentazione trasmessa dall’ufficio SITE l’ufficio deve attivarsi per garantire:

La predisposizione degli atti per la denominazione di nuove entità toponomastiche e la comunicazione delle nuove denominazioni assunte dall’Organo competente all’ufficio SITE. L’attribuzione formale dei numeri civici e dei codici ecografici degli interni, su proposta dell’ Ufficio SITE, provvedendo alla validazione dei medesimi con firma sull’elaborato grafico di proposta, affinchè vengano correttamente acquisiti nel modulo viaro del gestionale anagrafico al fine della correlazione con i nuovi residenti, nonché la comunicazione ai medesimi della numerazione civica e dell’ecografico attribuiti. La registrazione nelle banche dati anagrafiche dei civici e degli ecografici interni , ove necessaria, e la comunicazione di eventuali numeri da controllare all’ Ufficio SITE che ne verificherà l’apposizione sul posto secondo le disposizioni specifiche emanate. Inoltre, al fine di mantenere il corretto allineamento tra le banche dati dei singoli uffici, l’Ufficio anagrafe non potrà procedere all’assegnazione di civici o codici ecografici defnitivi, a edifici che ne erano privi o a nuove unità, a richiesta diretta dei cittadini senza che l’ Ufficio SITE abbia preventivamente verificato la causa della loro assenza nelle banche dati, acquisito la relativa richiesta e provveduto alle necessarie integrazioni ed il settore territorio abbia verificato la correttezza delle registrazioni dei dati delle pratiche edilizie. In casi eccezionali d’urgenza l’attribuzione nel modulo anagrafico viario di un codice ecografico incompleto e limitato al solo civico, concordato verbalmente con l’ufficio SITE, in presenza della richiesta dell’attribuzione della numerazione civica, deve essere seguita dalla attenta rettifica dell’informazione e dal completamento della procedura ordinaria da parte degli altri uffici interessati.

32

CAPITOLO 2 - Sviluppo di un modello per la gestione dei dati


2.4

Area Tributi.

Nell’ambito dei flussi informativi e delle procedure in uso relative a ICI e TIA29, la disponibilità del SITE e della piattaforma C&T del progetto GIT stanno incrementando nuove potenzialità operative delle attività in corso. Gli uffici preposti dispongono oramai di una ricca messe di informazioni, correttamente correlate, in particolare una banca dati territoriale degli immobili il cui grado di affidabilità è continuamente migliorato. Ciò consente economie procedurali ma soprattutto di evitare errori di accertamento che si possono tradurre in perdite di tempo e “seccature” per i cittadini e gli operatori economici. Di conseguenza vengono indicate di seguito esclusivamente le procedure di immediato rilievo per tutta la struttura comunale, mentre le procedure specifiche, di rilevanza interna agli uffici finanziari, sono oggetto di quotidiana attenzione in relazione all’evoluzione del territorio e del contesto economico. Gli oggetti territoriali (immobili) rilevano per gli uffici finanziari solo dal momento del rilascio dell’ agibilità, di conseguenza, l’ Ufficio SITE rende disponibili le codifiche ecografiche degli interni, non appena acquisite le informazioni relative agli immobili di nuova costituzione o variazione. Gli uffici finanziari, sulla base della segnalazione predetta e dei dati disponibili nel SITE, dovranno attivarsi per garantire: La verifica delle variazioni eventualmente intervenute in oggetti territoriali già presenti in banca dati e non segnalate dal settore territorio o dall’Agenzia del Territorio. Qualora tali variazioni riguardino codici ecografico preesistenti ne verrà data tempestivamente comunicazione all’ Ufficio SITE. La introduzione nella banca dati TIA/TARSU, sulla base dell’attività di coerenziazione della banca dati Registro ditte svolta dall’ufficio SITE, del codice ecografico delle unità locali presenti sul territorio e la comunicazione all’ Ufficio SITE delle variazioni nelle se-

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"la situazione non cambia con l'introduzione dell'MU e della Tares che basano l'imposizione sull'oggetti immobiliare"

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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di e U.L. di persone giuridiche presenti nel territorio comunale, riscontrate nell’ambito delle attività di accertamento e di verifica delle dichiarazioni, al fine di mantenere l’allineamento della banca dati degli interni con destinazione non abitativa. La segnalazione all’Ufficio SITE delle eventuali incongruenze rilevate nella consultazione del Sistema Informativo e delle altre informazioni pervenute da parte dell’Ufficio SITE La segnalazione al Polo Catastale della presenza di immobili non dichiarati o non correttamente dichiarati ovvero non risultanti in mappa rilevati durante l’attività.

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CAPITOLO 2 - Sviluppo di un modello per la gestione dei dati


3 Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni con i dati gestiti dall'Agenzia del Territorio e dagli altri Enti coinvolti

Il Polo Catastale provvede, per tutti Comuni dell’aggregazione, , ad acquisire le forniture dal Portale dei Comuni e da PuntoFisco, aggiornando il datawarehouse della piattaforma C&T. installata presso il CST di Chiari. Tra i dati acquisiti mensilmente e rilevanti per le attività qui considerate rientrano le forniture DOCFA30 disponibili nella piattaforma C&T nella sezione della Bd catastale ma, soprattutto, nel Back Office Docfa. Ciò consente agli uffici interessati di disporre dell’informazione per le proprie elaborazioni.

30 Unitamente alle altre disponibili periodicamente di cui si parlerà in seguito.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

35


L’ufficio ecografico riscontrando dai docfa, tramite la consultazione dell’apposita sezione o del verticale BOD, le costituzioni, soppressioni, variazioni di consistenza o destinazione delle u.i.u. può procedere ad attivare le procedure per la costituzione dei nuovi interni e la registrazione della data di cessazione di quelli soppressi31. Questa modalità, già prevista in connessione con il procedimento di agibilità degli immobili32, garantisce la conoscenza di una maggior quantità di variazioni intervenute, ancorchè non correlate ad un procedimento edilizio, con una riduzione degli adempimenti richiesti agli uffici tecnici. Particolarmente utile si rileva la presenza dell’elaborato di subalternazione che consente di verificare la corretta attribuzione dei civici, di individuare la corretta sequenza degli interni e pianificare le affissioni, riducendo i margini di errore. Agli interni vengono attribuite le coordinate catastali (sez., foglio, mappale, subalterno), categoria catastale, consistenza, destinazione e data di inizio, nonchè la sezione di censimento, la quadra e la zona territoriale. Attributi scelti in quanto informazioni minime necessarie a soddisfare le esigenze degli uffici coinvolti. IL flusso delle informazioni DOCFA acquisite in C&T e correlate agli interni33 diventa centrale per poter effettuare numerose altre attività, tra le quali ad esempio: al Polo Catastale la già citata verifica di cui alla art. 34/V.ies34 della legge 80/2006 per la verifica di eventuali incongruenze tra dichiarazione catastale e autorizzazioni edilizie;

31 Nella prassi di Chiari le unità variate vengono sostituite da un nuovo interno e perciò da un nuovo codice ecografico. Il nuovo interno viene comunicato all’anagrafe per associarlo agli eventuali residenti, l’associazione con le corrette coordinate catastali consente di mantenere allineati i dati relativi alla proprietà e ai tributi. L’informazione viene pubblicata sul SITE a disposizione di tutti gli interessati. Periodicamente viene comunicato agli uffici tributari l’elenco degli interni e agli uffici tecnici dei soli civici e variati per consentire aggiornamenti massivi. L’utilizzo di gestionali comuni rende ancora più agevole la rilevazione della variazione. 32 Che viene mantenuta in quanto la trasmissione dei Docfa non è completa, ad esempio non vengonotrasmessi DocFa presentati ai sensi del comma 336 legge 311/2004 o ad immobili con destinazioni particolari, ad esempo le banche (cat. D5). 33 Cfr il paragrafo seguente “Relazioni con le altre forme di dati previste dalla piattaforma C&T.“ 34

Art.34-quinquies.Disposizioni di semplificazione in materia edilizia 1. Per attuare la semplificazione dei procedimenti amministrativi catastali ed edilizi, con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro otto mesi dalla data di

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CAPITOLO 3 - Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni


agli uffici demografici le attività di associazione dei residenti35 agli interni precedentemente caricati sui gestionali; alla Polizia Locale la verifica dei nuovi residenti e delle richieste di ricongiungimento familiare avendo a disposizione la planimetria dell’abitazione, nonché in caso di sopralluogo dei dati relativi ad occupanti e proprietari senza dover interpellare l’anagrafe36

entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabilite le modalita' tecniche e operative per l'istituzione di un modello unico digitale per l'edilizia da introdurre gradualmente per la presentazione in via telematica ai comuni di denunce di inizio attivita', di domande per il rilascio di permessi di costruire e di ogni altro atto di assenso comunque denominato in materia di attivita' edilizia. Il suddetto modello unico comprende anche le informazioni necessarie per le dichiarazioni di variazione catastale e di nuova costruzione da redigere in conformita' a quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, che pervengano all'Agenzia del territorio ai fini delle attivita' di censimento catastale. In via transitoria, fino a quando non sara' operativo il modello unico per l'edilizia, l'Agenzia del territorio invia ai comuni per via telematica le dichiarazioni di variazione e di nuova costruzione presentate a far data dal 1° gennaio 2006 e i comuni verificano la coerenza delle caratteristiche dichiarate dell'unita' immobiliare rispetto alle informazioni disponibili, sulla base degli atti in loro possesso. Eventuali incoerenze riscontrate dai comuni sono segnalate all'Agenzia del territorio che provvede agli adempimenti di competenza. Con decreto del direttore dell'Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono regolamentate le procedure attuative e sono stabiliti tipologia e termini per la trasmissione telematica dei dati ai comuni e per la segnalazione delle incongruenze all'Agenzia del territorio, nonche' le relative modalita' di interscambio. 2. Al fine della razionalizzazione dei procedimenti di presentazione delle domande di nuova costruzione o di mutazione nello stato dei beni: a) al primo comma dell'articolo 28 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, le parole: «il 31 gennaio dell'anno successivo a quello» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni dal momento»; b) e dichiarazioni relative alle mutazioni nello stato dei beni delle unita' immobiliari gia' censite, di cui all'articolo 17, primo comma, lettera b), del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, devono essere presentate agli uffici provinciali dell'Agenzia del territorio entro trenta giorni dal momento in cui esse si sono verificate. 35 Particolarmente delicata è l’attività di sportello anagrafico che richiede il precaricamento dei “nuovi” interni per poter collegare senza ritardi i nuovi occupanti nel momento in cui si recano agli uffici per la pratica di residenza. Le attività produttive vengono invece localizzate a partire dal db della TIA/TARSU con l’acquisizione periodica laddove presenti dei dati del Registro ditte (che ovviamente non comprende la maggior parte delle attività professionali esercitate in forma individuale. L’elenco delle ditte può essere agevolmente acquisito tramite il Telemaco delle CCIIA o gratuitamente, in Lombardia, tramite il servizio PARIX che consente anche di acquisire flussi (ParixGate) 36 E dipendere dagli orari di servizio di quest’ultima

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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agli uffici tributari per lo sviluppo delle banche dati e degli accertamenti su elusione e evasione tributaria e fiscale in affiancamento agli scarichi specifici (anch’essi acquisiti tramite C&T) predisposti dall’Agenzia ai fini TARSU e ICI, Laddove acquisiti tempestivamente i DOCFA consentono ad esempio di gestire il controllo preventivo a sportello, in sede di presentazione delle dichiarazioni Tarsu/TIA, per quanto riguarda la superficie delle u.i.u.37 agli Uffici preposti alla Protezione Civile la conscenza di informazioni utili in casi di emergenza (n° alloggi, disposizione dei locali, n° occupanti, presenza di anziani, etc…)

L’acquisizione attraverso lo scarico dal Portale38 dell’informazioni grafica catastale consente inoltre all’ufficio ecografico di procedere periodicamente all’aggiornamento speditivo delle basi cartografiche per la pubblicazione dei dati relativi a civici e interni.39 Nel GIT e negli strumenti webgis viene inoltre messo a disposizione l’ambiente di consultazione e interrogazione in ambiente grafico con il pregio di consentire, a differenza del SISTER dell’Agenzia del Territorio, il collegamento tra le informazioni dei fabbricati e dei terreni che agevola notevolmente la ricerca delle informazioni40.

37 Il controllo in contraddittorio con la parte consente di valutare eventuali inesattezze o specifiche situazioni dell’immobile, ma soprattutto di strutturare il rapporto con il contribuente in forma di dialogo positivo superando l’approccio unicamente burocratico. Inoltre la disponibilità del dato consente di strutturare servizi per le dichiarazioni on line che evidenzino automaticamente al dichiarante il dato catastale in confronto al dichiarato. 38 In attesa che si concretizzi la possibilità di acquisire i flussi 39 La modalità di interrogazione scelta predilige la selezione di un poligono, di più facile interpretazione anche per gli operatori rispetto ada altri oggetti. Data la funzione non si ritiene essenziale la precisione grafica solo di servizio alla rappresentazione del dato alfanumerico. Evidentemente il Comune che dispone di personale professionalmente preparato alla gestione cartografica e Sit può utilizzare modalità maggiormente attinenti alle specifiche dei db topografici, come d’altra parte previsto anche nel progetto GIT. 40 È ovviamente necessario che sia stato effettuato l’allineamento tra i db catastali dei terreni e dei fabbricati.

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CAPITOLO 3 - Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni


Le analisi del BOD a supporto delle verifiche del Polo catastale per la Legge 80/2006 effettuate mensilmente per tutti gli enti aggregati.

3.1

Analisi dei fabbisogni formativi per i diversi Settori coinvolti

Data la semplicità delle attività richieste al personale degli uffici dei vari Settori Comunali coinvolti non è richiesta una formazione specifica, se si eccettuano brevi sessioni dedicate alla consultazione del WebGis SITE, all’utilizzo del BOD e all’approfondimento della codifica ecografica. E’ invece fodamentale l’approfondimento e la discussione in merito ai cambiamenti positivi, e ai problemi e alle invarianti, nell’attività che possono scaturire dall’adozione di modalità operative condivise con altri settori dell’Amministrazione.

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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In questo senso la formazione attuata nell’ambito del progetto GIT sia su argomenti di carattere generale (sistemi informativi, banche dati, privacy, database topografici) che sull’utilizzo della piattaforma, che nel nostro caso ha coinvolto gli uffici tecnici, tributari e in qualche caso anagrafici dei Comuni del Polo con una buona patecipazione, è strutturata in modo adeguato a formare gli operatori che dovranno appplicare le procedure sopraevidenziate in un ottica intersettoriale. Ovviamente tale formazione deve proseguire attraverso workshop operativi sull’uso degli applicativi e l’applicazione ai vari processi. Più complessa la questione riguardante la formazione del personale dell’ufficio ecografico in quanto è opportuna la presenza di una competenza tecnica di base nell’uso di strumenti GIS, open source e proprietari. Si tratta di competenze abbastanza diffuse o acquisibili con formazioni non particolarmente prolungate, tuttavia l’utilizzo a livello di aggregazione di risorse umane dotate di tale competenza potrebbe essere ottimizzato, con significative economie di scala.

3.2

Schema del programma di formazione del personale

Per quanto sopra, si ritiene opportuno riprendere i contenuti della formazione del progetto GIT. Tre seminari di 4 ore ciascuno. “Progetto GIT: strumenti ed azioni per un sistema informativo intersettoriale” Giornata dedicata ai temi legati all’organizzazione del sistema informativo con particolare riferimento alla disponibilità ed alla gestione dei dati. Parte dell’incontro è dedicato all’analisi del progetto GIT con particolare riguardo alle sue finalità ed i contenuti sotto l’aspetto organizzativo e tecnologico; il resto dell’incontro propone l’analisi di alcuni elementi strutturali del progetto: gli strumenti

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CAPITOLO 3 - Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni


tecnologici e l’organizzazione informatica; le basi dati e le fonti informative; i servizi attivi e l’interoperabilità del sistema. “Il processo Privacy nell’ambito del Progetto GIT” L’obiettivo dell’incontro è formare gli addetti ad una corretta applicazione del progetto GIT nel rispetto delle norme privacy. Si analizzeranno le linee guida che devono essere seguite per rispettare quanto previsto dal codice della privacy, fornendo anche indicazioni operative su come integrare l’attività svolta con quanto richiesto dalle norme. Inoltre, si tratteranno i seguenti contenuti: principi ed il campo di applicazione delle norme; il contesto operativo ed organizzativo; le regole per i soggetti pubblici; la gestione delle banche dati; le regole di cautela e protezione; le misure di sicurezza logiche e fisiche; le procedure operative. “Progetto GIT: Inquadramento strategico e analisi delle problematiche amministrative relative alla gestione del territorio” Introduzione al Progetto GIT: caratteristiche e opportunità. Trattamento dati Agenzia del Territorio e Agenzia delle Entrate, intersezione con i dati del Comune. Gli adempimenti comunali previsti dalle norme in relazione a: -

trattamenti dedicati alla perequazione e al censimento e accatastamento del patrimonio immobiliare

-

interscambio amministrativo con l’Agenzia del Territorio

-

interazione con gli organi professionali e problematiche comunali di gestione del territorio

-

intersettorialità nel Comune relativamente alla gestione del patrimonio edilizio e della fiscalità locale.

Due workshop di mezza giornata ciascuno per l’analisi e la sperimentazione delle procedure operative, della consultazione dei contenuti informativi di webgis e db topografici oltre ad incontri in corso d’opera con i gruppi di lavoro comunali per esaminare le difficoltà ope-

Progetto GIT - Modello di relazione intersettoriale

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rative riscontrate nell’applicazione locale del progetto ed eventualmente disporre supplementi di attività formativax.

3.3

L'implementazione del modello nell'Ente e nell’Aggregazione e il relativo Piano di monitoraggio

Il livello attualmente raggiunto nell’applicazione del modello nel Comune di Chiari può essere ritenuto soddisfacente. Tuttavia rimangono da operare alcuni approfondimenti operativi e risolvere elementi critici per la diffusione presso Enti di diverse dimensioni. Tra questi: Implicazioni della variazione dei civici, storicizzazione41 ed eventuale introduzione di una numerazione provvisoria la definizione di procedure più puntuali per la toponomastica lo sviluppo di applicazioni per la gestione dei nuovi civici ed ecografici direttamente in ambiente webgis riducendo la necessità di professionalità specifiche completare la gestione delle unità a destinazione produttiva produttive, affrontando il problema della bonifica degli indirizzi nella banca dati della CCIAA migliorare le attività di comunicazione ai cittadini e ai professionisti Sviluppare l’aggiornamento db topografico.

A questo grado di applicazione del modello il monitoraggio è pertanto possibile in relazione ai seguenti indicatori, facilmente rilevabili dalle banche dati:

41 Il SITE gestisce l’attualità e si aggiorna quotidianamente, la storicizzazione delle banche dati è disponibile con cadenza mensile.

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CAPITOLO 3 - Sviluppo di un modello per la gestione delle relazioni


evoluzione positiva della percentuale di record che per ciascuna banca dati comunale si associano alla chiave “codice ecografico” (riscontrabile quotidianamente nel SITE) percentuale di disallineamenti riscontrati tra banca dati ecografica e viario anagrafico (con cadenza annuale) numero di segnalazioni non pervenute dagli uffici tecnici in merito ad agibilità attestate o rilasciate (rilevazione a consuntivo annuale). numero di segnalazioni inviate agli uffici tributari (rilevazione a consuntivo annuale).

A livello di Polo la diffusione del modello richiede la preventiva effettuazione della rilevazione della numerazione civica, operazione peraltro parzialmente effettuata da tutti i Comuni nell’ambito della realizzazione del DB topografico. Alcuni Comuni che hanno già sviluppato la codifica ecografica sono in grado di operare autonomamente, tuttavia l’ipotesi di attivare modalità di gestione associata potrebbe risolvere i problemi degli Enti che soffrono di pesanti carenze di risorse umane, garantendo un elevato standard di servizio e costi contenuti di gestione. Al momento l’attivazione di nuovi servizi oggetto di gestione associata è argomento all’ordine del giorno del Comitato dei Sindaci. Pertanto il monitoraggio a livello di aggregazione può essere ipotizzato esclusivamente atraverso i seguenti indicatori: numero delle u.i.u. messe a disposizione dei singoli Comuni nel Bod (rilevabile dalla relativa statistica) da parte del Polo catastale, numero di Comuni che hanno avviato la codifica ecografica numero di interni gestiti annualmente dai medesimi comuni. Devono essere infine attuate riunioni periodiche a livello di gruppo di lavoro comunale per la verifica dello stato di attuazione del progetto.

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4Allegato 1 Disposizione normative

L. 24 dicembre 1954, n. 1228 ...omissis… Estratto - DPR 30 maggio 1989, n. 223 capo VII (per le istruzioni vedere il testo allegato) ...omissis…

Capo VII - Adempimenti topografici ed ecografici Articolo 38 Adempimenti topografici. 1. La ripartizione del territorio comunale in sezioni di censimento e le delimitazioni delle località abitate (centri e nuclei abitati), stabilite in occasione del censimento generale della popolazione sugli appositi piani topografici approvati dall'Istituto centrale di statistica, devono rimanere invariate sino al successivo censimento salvo quanto previsto nel comma 3 dell'art. 39. 2. La cartografia concernente le predette ripartizioni viene conservata presso l'ufficio statistica, ove esista, ovvero presso l'ufficio topografico od ecografico; nei comuni nei quali non esistono tali uffici la predetta cartografia viene custodita a cura dell'ufficio anagrafe. 3. Al fine di una migliore gestione dei dati topografici ed ecografici possono essere utilizzate le più avanzate metodologie e tecnologie cartografiche.

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Articolo 39 Aggiornamento del piano topografico. 1. A cura degli uffici di cui all'art. 38 deve essere formata una copia del piano topografico stabilito in occasione dell'ultimo censimento. 2. In detta copia, devono essere riportate le mutazioni dipendenti dallo sviluppo edilizio, ivi comprese nuove opere pubbliche e simili. 3. Nel periodo intercensuario l'Istituto centrale di statistica impartisce le opportune istruzioni affinché vengano aggiornate periodicamente le delimitazioni delle località abitate in base all'intervenuto sviluppo edilizio. 4. Nello stesso periodo è fatto obbligo ai comuni di segnalare tempestivamente all'Istituto centrale di statistica, oltre che alle regioni competenti, l'insorgere di eventuali contestazioni territoriali.

Articolo 40 Formazione del piano topografico a seguito di variazioni territoriali. 1. I comuni costituiti dopo l'ultimo censimento generale della popolazione devono provvedere alla formazione del proprio piano topografico. Del pari devono provvedere alla formazione di un nuovo piano topografico i comuni che, a decorrere dalla data di tale censimento, hanno avuto modifiche territoriali. 2. La formazione di tali piani topografici deve essere effettuata al momento stesso della variazione territoriale, ma facendo riferimento, per quanto concerne la delimitazione delle località abitate, alla situazione rilevata all'ultimo censimento ed agli eventuali successivi aggiornamenti previsti dal comma 4 dell'art. 39.

Articolo 41 Adempimenti ecografici. 1. Ogni area di circolazione deve avere una propria distinta denominazione da indicarsi su targhe di materiale resistente. 2. Costituisce area di circolazione ogni spazio (piazza, piazzale, via, viale, vicolo, largo, calle e simili) del suolo pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità. 3. L'attribuzione dei nomi deve essere effettuata secondo le norme di cui al regio decretolegge 10 maggio 1923, n. 1158, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, e alla legge 23 giugno 1927, n. 1188, in quanto applicabili. 4. In caso di cambiamento di denominazione dell'area di circolazione deve essere indicata anche la precedente denominazione.

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ALLEGATO 1


5. Nell'ambito del territorio comunale non può essere attribuita una stessa denominazione ad aree di circolazione dello stesso tipo, anche se comprese in frazioni amministrative diverse.

Articolo 42 Numerazione civica. 1. Le porte e gli altri accessi dall'area di circolazione all'interno dei fabbricati di qualsiasi genere devono essere provvisti di appositi numeri da indicarsi su targhe di materiale resistente. 2. L'obbligo della numerazione si estende anche internamente ai fabbricati per gli accessi che immettono nelle abitazioni o in ambienti destinati all'esercizio di attività professionali, commerciali e simili. 3. La numerazione degli accessi, sia esterni sia interni, deve essere effettuata in conformità alle norme stabilite dall'Istituto centrale di statistica in occasione dell'ultimo censimento generale della popolazione e alle successive eventuali determinazioni dell'Istituto stesso.

Articolo 43 Obblighi dei proprietari di fabbricati. 1. Gli obblighi di cui all'art. 42 devono essere adempiuti non appena ultimata la costruzione del fabbricato. 2. A costruzione ultimata e comunque prima che il fabbricato possa essere occupato, il proprietario deve presentare al comune apposita domanda per ottenere sia l'indicazione del numero civico, sia il permesso di abitabilità se trattasi di fabbricato ad uso di abitazione, ovvero di agibilità se trattasi di fabbricato destinato ad altro uso. 3. Con la domanda di cui al comma 2 il proprietario del fabbricato deve chiedere, occorrendo, anche la determinazione dei criteri per l'indicazione della numerazione interna da effettuarsi a cura del proprietario stesso. Qualora l'indicazione della numerazione interna non venga effettuata dal proprietario, vi provvede il comune addebitandogli la relativa spesa. 4. La domanda deve essere presentata mediante modello conforme all'apposito esemplare predisposto dall'Istituto centrale di statistica. In essa inoltre deve essere indicato il numero totale degli accessi, individuati secondo quanto prescritto nel comma 3 dell'art. 42.

Articolo 44 Comunicazioni da parte degli uffici topografico ed ecografico. 1. Nei comuni in cui gli adempimenti topografici ed ecografici sono esplicati da uffici organicamente distinti da quello di anagrafe, gli uffici predetti devono comunicare a quest'ultimo

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le disposizioni ed i provvedimenti, da essi presi, con cernenti l'onomastica delle aree di circolazione e la numerazione civica. 2. Le comunicazioni predette devono essere effettuate entro lo stesso mese in cui i provvedimenti sono stati adottati; per i provvedimenti presi nell'ultima settimana del mese, la comunicazione può aver luogo nei primi sette giorni del mese successivo.

Articolo 45 Stradario. 1. In ciascun comune l'ufficio preposto agli adempimenti ecografici deve curare la compilazione e l'aggiornamento dello stradario secondo le indicazioni fornite dall'Istituto centrale di statistica. Capo VIII - Revisioni da effettuarsi in occasione dei censimenti; altri adempimenti statistici Articolo 46 Revisione delle anagrafi. 1. A seguito di ogni censimento generale della popolazione, i comuni devono provvedere alla revisione dell'anagrafe al fine di accertare la corrispondenza quantitativa e qualitativa di essa con le risultanze del censimento. 2. La documentazione desunta dai censimenti per la revisione delle anagrafi è soggetta alle norme che tutelano la riservatezza dei dati censuari. 3. La revisione viene effettuata secondo modalità tecniche stabilite nell'occasione dall'Istituto centrale di statistica. 4. Nell'intervallo tra due censimenti l'anagrafe deve essere costantemente aggiornata, in modo che le sue risultanze coincidano, in ogni momento, con la situazione di fatto relativa al numero delle famiglie, delle convivenze e delle persone residenti nel comune.

Articolo 47 Revisione dell'onomastica stradale e della numerazione civica. 1. Nel quadro dei lavori preparatori ai censimenti generali della popolazione, i comuni devono provvedere alla revisione dell'onomastica delle aree di circolazione e della numerazione civica, al fine di adeguarle alla situazione di fatto esistente, avendo particolare riguardo ai cambiamenti di denominazione, all'apertura di nuove strade, a nuove costruzioni, ampliamenti, demolizioni, ecc. 2. La revisione predetta viene effettuata d'ufficio, indipendentemente dalla richiesta dei proprietari dei fabbricati di cui all'art. 43 ed a prescindere dall'eventuale carattere abusivo delle abitazioni di nuova costruzione.

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ALLEGATO 1


3. È fatto obbligo ai comuni di osservare le modalità tecniche stabilite nell'occasione dall'Istituto centrale di statistica.

Articolo 48 Rilevazioni statistiche concernenti il movimento della popolazione residente. 1. Le rilevazioni statistiche concernenti il movimento naturale della popolazione residente ed i trasferimenti di residenza vengono effettuate dall'ufficiale di anagrafe in conformità ai modelli predisposti ed alle istruzioni impartite dall'Istituto centrale di statistica. 2. Ai fini predetti l'ufficiale di anagrafe deve riportare su registri conformi agli appositi esemplari predisposti dall'Istituto centrale di statistica il numero delle iscrizioni e delle cancellazioni effettuate per fatti derivanti dal movimento naturale della popolazione residente e per trasferimenti di residenza.

Articolo 49 Rilevazioni statistiche concernenti le abitazioni. 1. I competenti uffici comunali provvedono, nei termini e secondo le istruzioni impartite dall'Istituto centrale di statistica, alle varie rilevazioni di carattere ecografico concernenti, in particolare, le abitazioni di nuova costruzione, gli ampliamenti e le demolizioni.

Articolo 50 Adempimenti dell'ufficio di statistica. 1. Nei comuni nei quali esista un ufficio di statistica organicamente distinto ai sensi della legge 16 novembre 1939, n. 1823, i modelli di rilevazione, debitamente compilati in ogni loro parte, devono essere trasmessi all'Istituto centrale di statistica tramite il predetto ufficio, il quale deve curare altresì il controllo tecnico dei dati in essi riportati.

Capo IX - Vigilanza, sanzioni e disposizioni generali Articolo 51 Particolari compiti del sindaco. 1. Il sindaco è tenuto a provvedere alle attrezzature occorrenti per la conservazione e la sollecita consultazione degli atti anagrafici, tenendo presenti le metodologie e le tecnologie più avanzate per la gestione delle anagrafi.

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2. Inoltre il sindaco assicura la regolare esecuzione degli adempimenti topografici ed ecografici.

Articolo 52 Vigilanza del prefetto. 1. Il prefetto vigila affinché le anagrafi della popolazione residente e gli ordinamenti topografici ed ecografici dei comuni della provincia siano tenuti in conformità alle norme del presente regolamento e che siano rigorosamente osservati le modalità ed i termini previsti per il costante e sistematico aggiornamento degli atti, ivi compresi gli adempimenti di carattere statistico. 2. La vigilanza viene esercitata a mezzo di ispezioni da effettuarsi, almeno una volta all'anno in tutti i comuni, da funzionari della prefettura appartenenti alle carriere direttiva e di concetto, competenti in materia anagrafica e statistica. 3. L'esito dell'ispezione deve essere comunicato all'Istituto centrale di statistica.

Articolo 53 Vigilanza nelle regioni a statuto speciale. 1. Le funzioni che in materia di ordinamento delle anagrafi della popolazione residente sono demandate ai prefetti, vengono esercitate, nelle regioni a statuto speciale nelle quali manchi l'organo prefettizio, dagli organi cui siano state devolute le attribuzioni dei prefetti attinenti a servizi statali svolti dai comuni.

Articolo 54 Vigilanza esercitata dal Ministero dell'interno e dall'Istituto centrale di statistica. 1. L'alta vigilanza sulla regolare tenuta delle anagrafi è esercitata dal Ministero dell'interno e dall'Istituto centrale di statistica per mezzo di propri funzionari ispettori. 2. L'Istituto centrale di statistica vigila, tra l'altro, affinché da parte di tutti i comuni siano adottati modelli conformi agli appositi esemplari predisposti dall'Istituto stesso e promuove da parte dei comuni l'adozione di sistemi organizzativi e funzionali dei servizi anagrafici rispondenti ai progressi della tecnica amministrativa ed alle esigenze dei servizi stessi.

Articolo 55 Irregolarità ed inadempienze anagrafiche da parte dei comuni. 1. Qualora, a seguito delle ispezioni di cui agli articoli precedenti, risultassero situazioni irregolari nella tenuta delle anagrafi e degli ordinamenti topografici ed ecografici, il prefetto

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ALLEGATO 1


o, rispettivamente, il Ministero dell'interno e l'Istituto centrale di statistica possono disporre ispezioni di carattere straordinario, il cui onere viene posto a carico dei comuni inadempienti, salvo rivalsa nei confronti degli eventuali responsabili.

Articolo 56 Procedura per l'applicazione delle sanzioni. 1. Le contravvenzioni alle disposizioni della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, ed a quelle del presente regolamento commesse dalle persone aventi obblighi anagrafici devono essere accertate, con apposito verbale, dall'ufficiale di anagrafe. 2. Il verbale deve espressamente indicare se al contravventore sia stata o meno personalmente contestata la contravvenzione. 3. Al contravventore ammesso a pagare all'atto della contestazione la somma stabilita dall'articolo 11, comma terzo, della citata legge l'ufficiale di anagrafe è tenuto a rilasciare ricevuta dell'eseguito pagamento sull'apposito modulo, da staccare da un bollettario a madre e figlia, vidimato dal sindaco o da un suo delegato.

Articolo 57 Termine per l'adeguamento delle anagrafi al regolamento. 1. Entro un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento i comuni devono uniformare ad esso la tenuta delle anagrafi.

Articolo 58 Abrogazione di precedenti norme in materia anagrafica. Sono abrogati il "Regolamento di esecuzione della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 (4), sull'ordinamento delle anagrafi della popolazione residente", approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1958, n. 136 (5), ed ogni altra disposizione regolamentare contraria al presente regolamento.

...omissis‌

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5Allegato 2 Estratto della bozza di regolamento edilizio

‌ omissis‌

Art. 43 - Indicatori ed apparecchi di pubblico interesse Il Comune può, per ragioni di pubblico interesse e previo avviso alla proprietà , applicare o fare applicare da parte dei gestori di pubblici servizi, esplicitamente autorizzati dal medesimo, sul fronte delle costruzioni che si affacciano su vie e aree pubbliche o di uso pubblico: targhe con indicazione dei nomi assegnati alle vie e piazze; cartelli per segnalazioni stradali; piastrine e capisaldi per indicazioni altimetriche, di tracciamento, di posa di idranti, ecc.; mensole, ganci, condutture per la pubblica illuminazione e per i servizi di trasporto pubblico, telecamere per videosorveglianza, ecc.; cartelli indicatori dei pubblici servizi, di servizi di trasporto, sanitari e di pronto soccorso; pannelli a messaggio variabile per segnalazioni stradali o ambientali con i loro accessori; cartelli segnalatori dei servizi pubblici postali, telefonici e simili; sostegni per i fili conduttori elettrici; targhe ed apparecchi relativi ai pubblici servizi.

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Le targhe delle vie, le piastrine, i capisaldi, gli avvisatori ed i cartelli sopra indicati non devono in alcun modo essere sottratti alla vista. L’installazione di quanto sopra elencato non deve costituire elemento di disturbo del traffico, né essere pericolosa per i pedoni, deve essere realizzata con il minimo interessamento delle facciate dell’edificio sia in termini di posizione, che di dimensioni degli indicatori o apparecchi installati. I proprietari degli immobili interessati, prima di iniziare qualsiasi lavoro nella parte di un fabbricato alla quale sia apposto uno degli apparecchi o indicatori di cui ai commi precedenti, deve darne avviso agli enti interessati, che devono prescrivere nel più breve tempo possibile le cautele del caso e ad effettuare, a propria cura e spese, le opere necessarie alla loro definitiva o temporanea ricollocazione se indispensabile all’esecuzione delle opere. La manutenzione degli oggetti, elencati nel presente articolo nonché delle parti di facciata da essi direttamente interessate, è a carico del comune o degli enti o privati gestori di servizi pubblici dal medesimo autorizzati a posarli. Gli indicatori e gli apparecchi di cui al presente articolo possono essere applicati sul fronte di costruzioni soggette a tutela soltanto qualora non esistano ragionevoli alternative e con le attenzioni rese necessarie dalle caratteristiche delle costruzioni stesse e dell’ambiente. Nel caso di edifici assoggettati al vincolo architettonico, storico, monumentale o culturale42, deve essere richiesta la preventiva autorizzazione della competente Soprintendenza.

Art. 44 - Numero civico degli edifici. Il Comune assegna il numero civico da apporsi su richiesta e a spese del proprietario del nuovo immobile, o degli immobili comunque sprovvisti. Allo scopo di individuare correttamente ciascuna unità immobiliare o accessorio delle medesime il Comune appone, inoltre, una targhetta a lato dell’ingresso di ciascuna unità immobiliare o accessorio riportante il relativo codice ecografico identificativo. L’apposizione e la corretta tenuta di detti individuativi è obbligatoria. I proprietari degli immobili sono tenuti a farne richiesta in occasione della richiesta di agibilità degli immobili, conseguente alla realizzazione di lavori rientranti nella casistica elencata dall’art. 18 del presente regolamento. Nel caso di assenza dell’indicatore i proprietari sono tenuti a farne richiesta entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento. Gli indicatori numerici sono posati esclusivamente a cura del Comune, utilizzando materiale resistente o lapideo.

42 di cui al D.L.vo 22.1.2004 n.42 e successive modifiche ed integrazioni

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ALLEGATO 2


Allo scopo di realizzare una nuova numerazione, il Comune può applicare indicatori provvisori. Il numero civico deve essere collocato a fianco della porta di ingresso, a destra di chi la guarda dallo spazio pubblico, a un’altezza variabile da due a tre metri e deve essere mantenuto leggibile e nella medesima posizione a cura dei proprietari. Le eventuali variazioni della numerazione civica, previa notifica all’interessato, sono realizzate a spese del Comune. Per le procedure di attribuzione della toponomastica e numerazione civica in relazione agli interventi in piano attuativo si vedano le disposizioni specifiche riportate all’allegato “B - prescrizioni per gli interventi in piani attuativi”.

...omissis…

Prescrizioni per gli interventi in piani attuativi Fatto salvo ed a integrazione di quanto già riportato negli articoli precedenti del presente regolamento nonchè di quanto eventualmente previsto nei documenti di inquadramento relativi alla programmazione negoziata nella progettazione, autorizzazione e realizzazione degli interventi in piano attuativo dovranno essere seguiti i seguenti criteri e applicate le seguenti prescrizioni:

...omissis…

Toponomastica e numerazione civica In sede di predisposizione degli atti per la stipula delle necessarie convenzioni per l’attuazione dei piani, gli attuatori dovranno provvedere ad avanzare richiesta di attribuzione della numerazione civica all’intero comparto fornendo, unitamente alla domanda, una completa planimetria dell’intervento in scala 1:500 corredata dall’indicazione degli accessi pedonali e carrai previsti per i singoli lotti. A seguito dell’approvazione definitiva del Piano Attuativo gli uffici ecografici comunali su segnalazione dell’ufficio preposto all’urbanistica, provvederanno ad avviare la procedura per l’attribuzione della denominazione alle strade interne al piano attuativo che ne siano sprovviste.

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