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Anno LIV

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n째 46) art. 1, comma 2, DCB Verona

Novembre - Dicembre 2006

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LA PAROLA DEL DIRETTORE

il Montebaldo

Edizione Novembre - Dicembre 2006

Un messaggio da non perdere -Un altro Natale incombe. Ad essere cinicamente ra-zionali verrebbe da dire che la campana suona un ulteriore rintocco da infilare nella collana dell'anagrafe. Succede così anche con i compleanni. Grandi brindisi, ma passata la festa, poi bisogna fare i conti con le rughe che aumentano e con qualche colpetto di artrosi che fa capolino tra le ossa. Ovvio che sarebbe ingeneroso confinare il Natale nella rubrica delle scadenze da calendario. Per chi crede, dietro a questo Mistero si nasconde la fedeltà di Dio alla storia, e quindi la ragione di una speranza che non viene mai meno. Ma esso è importante anche per chi non ha il dono della fede. Questa festa si rivela come il giorno della fraternità per eccellenza. La vicenda del bambino nato a Betlemme contiene

la chiamata degli uomini a vivere insieme da fratelli, non nonostante, ma in forza delle loro diversità. Attorno alla grotta confluiscono i pastori, poveri e ignoranti, guardati con sospetto dai guardiani del tempio, ma anche i saggi di Zaratustra, chiamati maghi, ma in realtà uomini di scienza. Gente del luogo e altra venuta da lontano, radunata per vivere in pace, in quanto amata da Dio, come recita il canto degli angeli. È un invito alla gioia. La Costituzione americana prevede questo principio come un diritto fondamentale, per il quale la stessa politica si deve impegnare. Ma a quali condizioni è possibile trovarla e sperimentarla? La risposta è una sola: imparare a stare insieme. Oggi va di moda parlare d'amore. Cosa si intenda con questo termine è meglio lasciare

SOMMARIO La parola del cappellano Storia vissuta Vita sezionale Ricordi di naja Realtà d’oggi Personaggi Le nostre memorie Bilancio sezionale Penna sportiva Protezione civile Vita dei Gruppi Anagrafe sezionale

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All’interno un inserto su Benedetto XVI a Verona

Direttore responsabile: Bruno Fasani Comitato di redazione: Ezio Benedetti, Gianni Federici, Angelo Pandolfo, Antonio Scipione, Francesco Tumicelli Impaginazione e grafica: Ezio Benedetti, Giuseppe Avesani Aut. del Tribunale di Verona 15.05.1952 n. 44 del Registro - n. 1018 Vol. 11 f. 137 (06.09.1983) del Reg. Naz. Associato all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Stampa: Croma srl - Dossobuono

perdere. Di sicuro voler bene è un'arte che va imparata con fatica, perché amare ha bisogno di regole. Far prevalere lo spontaneismo è come rinunciare a fare i sentieri nella foresta: prima o dopo ci si perde. Il bambino di Betlemme è venuto a dirci che voler bene è fatica, anzi ha detto che chi ama deve essere disposto a perdere la vita. Che non vuol dire morire, quanto vivere per gli altri. Si innestano in questa cornice le tante esigenze della fraternità. A pensarci bene, si scopre che oggi la parola fratello è caduta un po' in disuso. Se ne parla ricordando i membri della propria famiglia, ma per il resto, sembra buona al massimo per il libro Cuore. Eppure è intorno a questa vocazione che si modella il sentire della storia. Platone diceva che fratello è chi appartiene alla propria razza, al proprio popolo.Tutti gli altri sono dei barbaros, cioè stranieri. A dargli man forte, Senofonte ricordava che fratello è colui verso il quale io avverto affinità, simpatia. Sono due visioni del mondo che hanno fatto epoca e continuano a farla. È ovvio che di fronte ai tanti problemi non si tratta di fare del buonismo a buon mercato, per chiudere gli occhi sui problemi di integrazione , che ci sono e spesso sono gravi. Non si tratta neppure di fare sconti sulla legalità. Resta però la fatica reale di mettere insieme il "fratello" di razza con il barbaros. Così come cresce la tendenza a scegliere il gruppo, piuttosto che la famiglia umana in generale. Un fenomeno che fa capolino anche nella chiesa, spesso lacerata tra tanti movimenti, pronti a rivendicare primati e a mettere steccati di incomunicabili-

tà. Ometto di toccare il tasto della fraternità in politica. Sarei davvero poco natalizio e dovrei bacchettare quella poligamia partitica che, per amore di potere, fa e disfa alleanze, come si fa con le parole crociate, quando si usa matita e gomma da cancellare. Il Natale è qui, ancora una volta, con il suo linguaggio, senza fronzoli, ma anche senza sconti. C'è un Dio di tutti e c'è un Dio per tutti.Come alpini viviamo la fede, nel rispetto della libertà individuale, ma facciamo nostro il motto di un Dio per tutti, che vuol dire, per quanto ci compete, la volontà di non escludere alcuno dall'orizzonte del nostro interesse. Tra noi e all'esterno delle nostre Sezioni. Anche questo è un modo per tenere alta l'alpinità. A dispetto della fine dell'obbligo di leva, facciamo vivere uno spirito, che appartiene alle radici della nostra cultura cristiana e alla nostra tradizione di vita. Buon Natale. Bruno Fasani

La Redazione de “il Montebaldo” augura ai lettori e alle loro famiglie

Buon Natale e un felice

Anno Nuovo


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LA PAROLA DEL PRESIDENTE

il Montebaldo

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A proposito di giovani. Risponde il presidente Caro Direttore, chiedo ospitalità alla Tua rubrica per una risposta al bravo Claudio Tubini, su un tema molto sentito dalla Sezione scaligera e sul quale si è ben distinta per iniziative e sensibilizzazione. Premetto che, in un primo momento, ritenevo superfluo rispondere su "il Montebaldo", essendo questa tematica e le considerazioni espresse da Claudio, già ampiamente dibattute nei ripetuti incontri con Capigruppo e Capizona, che sono, o dovrebbero essere, la cassa di risonanza degli umori e delle aspettative della base tutta. La tiratina di orecchie del simpatico Sebastiano Fasol, mi induce invece, per evitare fraintendimenti, a riprendere l'argomento. Credo che sia a tutti noto, o lo spero, per chi legge "L'Alpino" e "il Montebaldo", che il presidente nazionale e il CDN hanno rilanciato alla grande la vasta e complessa tematica sulla presenza dei giovani, e con quale ruolo, nell'ANA. Il dibattito in atto è ampio e approfondito in tutte le Sezioni, come pure le numerose iniziative; Verona è certamente

tra le più attive nel contattare giovani alpini e non, come pure nel ricercare, per essi, giusti spazi e concreti aiuti. Abbiamo infatti un consistente nucleo già organizzato, che si incontra periodicamente a livello sezionale e di Raggruppamento, al quale stiamo dando, come è giusto, ampia collaborazione e sostegno; tra l'altro, un rappresentante dei giovani partecipa alle riunioni mensili del Consiglio sezionale. Hanno inoltre a disposizione "il Montebaldo" per una loro rubrica e… potenza dei tempi… utilizzano proficuamente internet. Colgo l'occasione per esprimere a questo bellissimo gruppo di pionieri viva gratitudine e un "bravi" di cuore, perché lo meritano veramente, e per sollecitare, ancora, i Gruppi a fare la loro parte. Questi giovani, mi preme

dirlo per tranquillità di tutti, possono dare testimonianza di aver trovato la più ampia disponibilità dalla Sezione, che riconosce a loro autonomia e libertà di azione, con i soli limiti di un necessario coordinamento con il vertice sezionale e della piena salvaguardia e rispetto dei princìpi e fini statutari dell'ANA. Aggiungo poi, riprendendo un altro argomento storicamente più volte dibattuto, alcune considerazioni sull'attaccamento alla "carega" sottolineato da Tubini. Caro Claudio, anche la nostra grande famiglia non è immune da fenomeni negativi, ma poiché sono fortunatamente pochi rispetto ai grandi numeri che caratterizzano la nostra Sezione, bonariamente, per rispetto ai più, mi permetto evidenziare che una certa affezione al ruolo, e qualche debo-

In occasione delle prossime festività, formulo, unitamente al Consiglio Sezionale, i più fervidi auguri alla grande "fameja" alpina e ai loro cari. Alfonso Ercole

lezza, sono quasi fisiologici, in chi dedica tempo e danaro alla causa. L'Associazione poi, e fortunatamente, ha cariche "a tempo" al suo vertice e quindi il giusto ricambio è assicurato; altri discorsi, del resto più volte dibattuti, si possono, e si devono fare però, per maggior apertura e vivacità in certi Gruppi e per una più attenta individuazione di soci meritevoli per ricoprire le posizioni di vertice associativo. Non dobbiamo tuttavia sottacere, e qui l'autocritica investe tutti i livelli, che le cariche in questione sono elettive e, quindi, grande e ineludibile è la responsabilità della base nelle scelte. Grato per l'ospitalità, cordialmente.

CIRCOLO CULTURALE “MARIO BALESTRIERI”

Per non dimenticare

L’eccidio della Divisione “Acqui” Continua senza sosta l'attività del Circolo “Mario Balestrieri". In occasione della rievocazione dell'eccidio della Divisione "Acqui" di Cefalonia, è stata organizzata un serata per ricordare le vicende storiche e belliche del dramma vissuto dai nostri militari su quella tristemente famosa isola greca. Il 28 settembre scorso, presso la sede sezionale di via del Pontiere, il Circolo ha dedicato una conferenza dal titolo: "Settembre 1943, l'eccidio di Cefalonia: la resistenza con le stellette". Con questa iniziativa

l'ANA sezionale ha inteso dare il proprio contributo per ricordare il tributo di sangue versato dalla Divisione "Acqui" con i suoi Reggimenti, 17° e 317°, nonché con il 33° Reggimento artiglieria da montagna, che si opposero strenuamente ai tedeschi, preferendo battersi e farsi massacrare, piuttosto che arrendersi senza condizioni. La resistenza dei nostri militari costò la vita a quasi l'intera Divisione, parte distrutta nei cruenti scontri e parte barbaramente cancellata con fucilazioni di massa perpetrate in modo metodico

dalle truppe da montagna tedesche su ordine di Hitler. "Proprio per far conoscere ai giovani e meno giovani questa tragica pagina della storia italiana - ha affermato il consigliere sezionale responsabile del Circolo, Massimo Battisti - durante la presentazione della conferenza, ci è sembrato importante proporre l'argomento per tenere viva la memoria in questa società sempre meno propensa a ricordare i sacrifici dei nostri militari Caduti nell'adempimento del loro dovere". La conferenza è stata coordinata da Francesco Tumicelli

e si è avvalsa, tra l'altro, di documenti, fotografie e filmati d'epoca. L'iniziativa, oltre che dal Circolo culturale "Mario Balestrieri" della Sezione ANA di Verona, è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione nazionale reduci e famiglie Caduti Divisione "Acqui" sempre di Verona ed ha visto la presenza del presidente provinciale, Claudio Toninel. Ottima la partecipazione di pubblico, considerato che, per l’occasione, non è bastata la capienza della sala del Circolo a contenere tutti i presenti.


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LA PAROLA DEL CAPPELLANO

SEZIONALE

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Natale 2006: seme di amore e di speranza "Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo". Ma noi alpini, ci pensiamo? In Lui ogni uomo è compreso nel mistero di Dio: siamo tutti suoi prediletti. Il Papa Giovanni Paolo II parlando del Santo Natale, ebbe più volte a dire: "In questa notte la gloria di Dio diventa patrimonio di tutta la creazione e, in modo particolare, dell'uomo", che in Lui è compreso nel mistero della divina predilezione, che è fonte della pace definitiva. Quella del Papa: "Santo subito", è un pensiero che sprona la nostra fede e ci dà una carica per vivere con maggiore intensità e gioiosa la nostra quotidianità. Perché, allora, non ritornare a realizzare nelle nostre famiglie il presepe?. In un mondo, come quello del nostro secolo, abbiamo forse paura? Sappiamo tutto sul presepio? Noi abbiamo bisogno e viviamo ogni giorno di "segni" con i quali sappiamo meglio comunicare, trasmettere ed essere. Proviamo ancora la nostalgia di quando eravamo bambini, quando ci si commuoveva davanti all'innocenza di un Bambino? Forse, oggi, guardiamo al presepe, come fossimo davanti al televisore, freddi, distaccati… E non pensiamo che "Dio si fa uomo, perché l'uomo possa diventare Dio?". Perché nessuno di noi, a partire da me sacerdote, ha il coraggio di prendere coscienza che il secolo in cui viviamo, non è mai stato così poco cristiano come in questi anni? Gli uomini, la società non sono più cristiani…, in nome di una "certa libertà" sono disposti a calpestare anche le proprie origini cristiane, a togliere quel segno anche a coloro per i quali la croce era per la loro vita una espressione di speranza e di vita eterna. Cosa serve mettere su un cippo freddo, perché di pietra, dei nomi, delle date o

consegnare onorificenze, medaglie al valore militare, civile e quant'altro quando si ha paura di citare la nostra "millenaria civiltà cristiana"? Alpini e fratelli cristiani, non dimentichiamoci che la Storia è sempre stata, per l'uomo, una saggia maestra. Guardiamoci intorno e cosa vediamo? In Italia si ammazza, si ruba, si violenta, si tradisce, si inganna; non ci importa nulla di chi soffre, di chi si sente un fallito nella società e noi, per questi nostri fratelli, facciamo ben poca cosa per impedire la sofferenza, la miseria, la disperazione e ogni forma di male. Quanti bambini profanati, uomini e donne senza lavoro, spesso costretti alla prostitu-

ni, non scordiamo che anche nei luoghi più sperduti dei 5 Continenti risuonano, in questa speciale notte, le parole degli angeli udite dai pastori di Betlemme: "Ecco, vi annuncio una grande gioia…: oggi vi è nato… un salvatore, che è il Cristo Signore" (Lc 2,10-11). Di fronte a questo annuncio, non abbiamo paura di essere cristiani fino in fondo. Dice S. Giovanni: "A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio" (Gv. 1,12). Per me, oggi, essere cristiani veri, autentici e coerenti, vuol dire accogliere il messaggio che il Bambino della grotta continua a ripeterci: "Impegnatevi a costruire una "civiltà d'amore", che sappia trasfor-

zione più o meno legalizzata, basta cambiare canale televisivo durante la notte per vedere colei che è sinonimo di dolcezza, di delicatezza e di bontà, così duramente umiliata nel suo corpo e nella sua intelligenza. Quanti bambini e adolescenti arruolati nelle guerre, per i capricci degli adulti…; tutto questo ci mostra una umanità smarrita, gravemente ammalata. Ecco perché nessuno può essere escluso dalla visita alla grotta-capanna; non vi sono padroni, invitati speciali, servi, là, c'è un solo Padrone, l'unico Signore dei popoli che riempie i cuori degli uomini di buona volontà, di tanta serenità e pace. Alpini ed amici degli alpi-

mare, migliorare questa nostra società". Il Presepe ci aiuta, affermava lo scorso anno Papa Benedetto XVI, "a contemplare il mistero dell'amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme". L'uomo non si scopre mai così grande come quando si trova in ginocchio per adorare un bambino, soprattutto questo "speciale" Bambino. Lasciamoci anche noi contagiare dal silenzio di S. Giuseppe immerso nella contemplazione del mistero di Dio, in atteggiamento di totale disponibilità ai suoi disegni (cfr. Esortazione apostolica: "Redemptoris Custos" di Giovanni Paolo II).

Il Natale ci ricorda che il bene è possibile, se non ci fermiamo alla fatuità del Natale consumistico. Ogni bambino si nutre dell'amore e della fatica dei genitori, così la speranza, come si diceva al Convegno Ecclesiale Nazionale a Verona, "non cresce da sola, ha bisogno di Dio, della sua Parola e della testimonianza di noi tutti". Noi tutti, alpini e non, dobbiamo dare il meglio di noi stessi, della nostra fantasia, del nostro operare se vogliamo far lievitare e far fiorire nelle nostre famiglie, nei nostri Gruppi e nella nostra Associazione il bene comune; ossia, dobbiamo essere dei buoni seminatori e coltivatori di semi di giustizia, pace, perdono e amore. Da troppo tempo gli uomini sono stati messi gli uni contro gli altri: con il Santo Natale 2006, dobbiamo comprendere ed insegnare a vivere gli uni per gli altri. Alpini, facciamo in modo che questi giorni natalizi, siano caratterizzati dall'amore, solo così daremo senso e valore agli auguri di buon Natale e felice anno nuovo 2007! Solo così, sul nuovo anno potrà brillare la speranza! Questa è la verità del Natale! Capirla fino in fondo e viverla e testimoniarla insieme è l'augurio natalizio più genuino e più bello che il vostro cappellano vuole esprimere a tutto il Consiglio Sezionale, a Voi Alpini e alle vostre amate famiglie. Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2007!!! don Rino Massella


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Un vento di tramontana lambisce i dorsi delle cime dell'Ortigara e obbliga a coprirsi a dovere, ma la giornata è limpida e lascia spaziare lo sguardo dall'Adamello. Brenta, Cevedale, Catena dei Lagorai, Cima d'Asta, Pale di San Martino… Domenica 15 ottobre, sono circa le 9,00, in 25, fra i quali Roman un ragazzo di nove anni, amanti della montagna e animati dal desiderio di recapitare un riverente ricordo al copioso sangue che ha impregnato gli anfratti, colorato i sassi e reso sacro il Monte (30.000 Caduti), partono dal bivio di quota 1611, nei pressi del Rifugio Lerici (1658 m.) in Val d'Assa e si incamminano verso la bocchetta del Portule (1937 m.) dove sono ammaliati dalle illustrazioni del "vecio" Bepi Roncari, profondo conoscitore dello scenario bellico, per la sua considerevole frequentazione, e appassionato studioso degli eventi della Grande Guerra. Scarpinando per le carrerecce si passa tra i ruderi dell'ospedale Austriaco a Campo Gallina, i resti della Chiesetta, alloggiamenti e comandi, Bivio Italia, Monte Ortigara 2106 m, alla Colonna Mozza, (per non dimenticare), Cippo Austriaco, Passo dell'Agnella, Baito Ortigara, Chiesetta del Lozze (1890 m), e si arriva alle 17,00 a Piazzale Lozze 1771 m. Il momento topico ed emozionante della giornata è la lettura della lettera testamento, davanti alla lapide dove è stata trovata in ottimo stato nel portafoglio dopo ben 41 anni, del sten. Adolfo Ferrero e che qui riportiamo perché sia

STORIA VISSUTA

… E domani si va all’assalto! oggetto di riflessione e di attenta considerazione da parte di tutti noi: «Cari genitori, scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire. Non ne posso fare a meno. Il pericolo è grave, imminente. Avrei un rimorso se non dedicassi a voi

questi istante di libertà per darvi un ultimo saluto. Voi sapete che io odio la retorica… no, no, non è retorica quello che sto facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole; sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa ma orrenda. Fra cinque ore vi sarà un inferno. Fremerà la terra, s'oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa, e

il Montebaldo

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rombi e tuoni e boati suoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso; piove.Vorrei dirvi tante cose,… tante… ma voi ve l'immaginate. Vi amo. Vi amo tutti tutti… darei un tesoro per potervi rivedere. Ma non posso il mio cieco destino non vuole. Penso, in queste ore di calma apparente, a te, Papà, a te Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore; a te o Beppe, fanciullo innocente, a te Adelina…che vi debbo dire? Mi manca la parola: un cozzar d'idee, una ridda di lieti e tristi fantasmi, dei presentimenti atroci mi tolgono l'espressione… no, no, non è paura. Io non ho paura! Mi sento ora commosso, pensando a voi, a quanto lascio; ma so dimostrarmi forte dinanzi ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anch'essi hanno un morale elevatissimo. Quando riceverete questo scritto, fattovi recapitare da un'anima buona, non piangete. Siate forti come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto in guerra non è mai morto. Il mio nome resta scolpito nell'animo dei miei fratelli; il mio abito militare, la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata), gelosamente conservati, siano a testimonianza della mia fine. E se per ventura mi sarò guadagnato una medaglia, resti quella a Giuseppe. O genitori, parlate, fra qualche anno quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me, morto a vent'anni per la Patria… che è doloroso il pensiero di venir dimenticato da essi…». Ilario Peraro

Ricordati i Caduti della Prima Guerra mondiale Domenica 9 settembre 2006 si è svolta sul Monte Piana (Belluno), a 2205 m. di quota, presso la chiesetta dedicata a Maria Santissima della Fiducia, una toccante cerimonia commemorativa a ricordo di tutti i Caduti della Prima Guerra mondiale. Da segnalare che le pietre delle pareti della chiesetta provengono dalle trincee circostanti, ancora in buono stato di conservazione. La chiesetta sorge a fianco dell'ex quartiere generale del Regio Esercito Italiano, che fu, durante il conflitto, distrutto dai pesanti bombardamenti

austriaci. Successivamente, alla fine dell'evento bellico, si decise di ricostruirlo e quindi destinarlo a rifugio alpino dedicato al magg. alpino Angelo Bosi. Alla manifestazione, oltre alla presenza del vessillo sezionale di Belluno e ad una quindicina di gagliardetti locali, hanno presenziato anche due Gruppi della nostra Sezione: Bosco Chiesanuova e Verona-Zai. Dopo la bella e suggestiva cerimonia, tutti si sono ripromessi di ritrovarsi, più numerosi, l'anno prossimo. Marco Rambaldel


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VITA SEZIONALE

il Montebaldo

E portiamolo questo cappello alpino! Troppi per me sono gli alpini che portano il cappello soltanto alle sfilate: arrivano tenendolo piegato in tasca, lo mettono per la sfilata e subito dopo corrono a nasconderlo in macchina quasi fosse un impedimento, o peggio, una cosa da vergognarsi. A casa poi, lo tengono rinchiuso in qualche armadio "perché non si rovini" e lo tirano fuori soltanto alla prossima sfilata. Ora vorrei portare la mia esperienza: partecipo a poche sfilate perché spesso ritengo ci sia troppa retorica, ed inoltre mi pare ci siano troppe cianfrusaglie attaccate al cappello. Il mio cappello però, senza medaglie ,e con soltanto una normale penna nera, a casa mia è sempre in mostra sopra ad un "tronetto d'onore", sempre, tranne quando lo porto con me. L'ho portato fra le macerie del terremoto in Friuli e da un po' di tempo mi segue nelle "campagne d'Africa" dove vado per fare volontariato e non lo tengo certamente nascosto, ma lo porto con orgoglio sulla testa. Con orgoglio, ripeto! Se voi aveste visto all'aeroporto di Jamena, nel Ciad, gli sguardi curiosi e invidiosi di un gruppo di islamici che stavano partendo per la Mecca. Erano vestiti con i loro migliori abiti e portavano in testa strani copricapo con fregi dorati, cordoni annodati e pietre preziose, ma a loro, mancava la semplicità del nostro cappello e quella penna

nera che lo rende unico, inimitabile, inconfondibile. E poi, portare il nostro cappello ci da anche dei vantaggi: oltre che proteggerci dal caldo, dal freddo, dal sole o dalla pioggia, rende anche noi inconfondibili. All'inizio di uno dei miei viaggi in

Africa, mi sono trovato in qualche difficoltà all'aeroporto di Parigi: stavo girando un po' preoccupato quando ho sentito una voce: «Ehi, alpino, serve una mano?». Era una bella ragazza, figlia di un alpino italiano che lavorava lì. Poche

parole, ma tanta confidenza come se ci si conoscesse da sempre, e poi, assieme a lei, dentro e fuori da alcuni uffici; quindi, senza più problemi, su per la scaletta dell'aereo dove il comandante sorridente mi salutava con il saluto militare. Di quella ragazza non ricordo più il nome, ma ricordo, al momento dell'imbarco, il suo abbraccio e la sua voce un po' emozionata che diceva: «Buon viaggio e buon lavoro alpino!"». In agosto di quest'anno poi, a Maputo, capitale del Mozambico, il missionario che ci stava aspettando dfisse: «Ho visto un cappello alpino e non ho dubbi: sono loro!». Poi, nella missione di Namahaca, dover spiegare ad una suora messicana che quel cappello non era un ricordo di ex militari nostalgici, ma era il simbolo di chi, diventato alpino, lo resta per sempre. Ma forse la cosa più bella l'ho vissuta alla partenza di quest'ultima avventura: il mio nipotino Thomas, che mi aveva accompagnato all'aeroporto, nella sua ingenuità, andava raccontando a tutti: «Il mio nonno, con il cappello alpino in testa è volato lontano, lontano!». Che bella questa immagine negli occhi limpidi e sinceri di un bambino! Così, fra tanto tempo, quando sarò "andato avanti", vorrei rimanesse un ricordo di me: «Un uomo con il cappello alpino è volato lontano». Alessandro Vantini

LETTERA AL DIRETTORE

Cosa succede a Passo Fittanze? Caro Direttore, eh già, "Onore ai Caduti", si dice. Onore a chi prima di noi è Caduto per la Patria. Viva il Tricolore, Viva l'Italia. Tutti sanno cosa è successo circa 89 anni fa e 66 anni fa. Tanti morti, e per cosa! Tutti questi eroi non sapevano e non sapranno mai che ogniqualvolta si celebra un raduno alpino lo si fa per Loro, per commemorare la Loro morte. Sono stati tanti, e tantissimi intervengono a questi raduni, perché sanno che le parole che usciranno dai relatori, saranno indirizzate a chi è alpino o è stato alpino. Piace esserci, piace credere che un mondo alpino c'è, piace credere che tutte queste povere persone non sono morte invano.

Da tempo sono nati luoghi di ritrovo per chi ama l'alpinità, eh sì benedette baite alpine; lì le persone si danno del tu, perché essere alpino implica anche questo, nessuno è superiore all'altro, nessuno è nessuno. Chi è alpino o è amico degli alpini, è onorato di questo, e ne va orgoglioso perché è sicuro di non sbagliare. Il tempo passa, la mente dimentica, perché si sa ed è risaputo che il tempo allevia le ferite; tutto diventa facile, e con la facilità, si dimentica. Eh sì, si dimentica il perché di tante cose, si dimenticano i princìpi per cui si fanno le cose, la routine diventa sorprendentemente preponderante. Oggi, in data 2006, tutto il mondo guarda

di sistemare bene nelle proprie tasche soldi e solo soldi; quello che una volta veniva definito come valore, oggi è diventato buissness. Non vorremmo diventare logorroici con tante belle e boriose parole per dire che oggi di positivo c'è ben poco, però è nostra intenzione evidenziare che il 16/07/2006, giorno di commemorazione a Passo Fittanze, giorno di ricordo silenzioso e giorno di preghiera, la mercanzia, che ambulanti generici proponevano, era vastissima (dall'aspirapolvere, al trita verdure). Nell'anno 27 d.C. Gesù scacciò i mercanti dal tempio per ovvi motivi. Se ciò non dovesse accadere, ringraziamo sin d'ora

quelle persone "spallate", perché cosi, non l'anno prossimo, ma quello dopo, quindi per chi non sa fare i conti si sta parlando dell'anno 2008, anche noi apriremo un baracchino per fare un po' di business. Funziona cosi ci sembra. Rosa Vanti (Gruppo Quinto) Angelo Ederle (Gruppo Azzago) Giovanni Brunelli (Gruppo Lugo)

Gentili lettori, i baracchini non dipendono dagli alpini, ma dalle amministrazioni che concedono loro le autorizzazioni per far commercio sul territorio. Concordiamo che la storia non è piacevole, ma proprio non possiamo farci nulla. Quanto a Cristo, che sferzava le coscienze, l'anno esatto potrebbe essere il '31.


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Al presidio di "Passo Cavalla", in valle Maira ai confini con la Francia, eravamo in una quuindicina di alpini, tra fucilieri e mortaisti dell'8^ Compagnia Btg. "Bassano", alloggiati in una casermetta in muratura suddivisa in due locali, muniti di stufa, tavola, sgabelli e castelletti. La casermetta era situata a ridosso del Passo, difeso da un sistema multiplo di intricati reticolati, da un bunker in cemento armato e da mine antiuomo disseminate un po' dappertutto lungo il crinale dello stesso. Le giornate al Passo Cavalla scorrevano lente e monotone. I pattugliamenti effettuati regolarmente in quel periodo invernale non rappresentavano serie difficoltà o pericoli; i turni di guardia erano brevi, si leggeva e si dormiva molto, si prendeva il sole nelle belle giornate, viveri e generi di confort non mancavano. Noi alpini del "Bassano" eravamo lì in armi a guardia del Passo. Era la vigilia di Natale del 1944. Quella mattina la sveglia ci venne data bruscamente da un vociare insolito, confuso e frenetico proveniente dall'altro locale. «Allarme! Allarme! Arrivano i francesi! Fate presto!», ci siamo detti; poi nella confusione che ne seguì una voce su tutte: «Donne, arrivano le donne». Un mortaista entrò da noi e con voce concitata ci disse che arrivavano le donne; erano giù al Comando di plotone e bisognava andare a prenderle. «Donne»: da quasi un anno ormai non si sapeva cosa fossero. Ora le donne venivano lì tra noi, a 2800 metri di altitudine, in quelle montagne, con quel freddo e neve a rallegrarci il giorno di Natale. Ma allora il Comando, da buon padre di famiglia, pensava proprio a tutto: ci inviava perfino, quale strenna natalizia, le donne. Nessuno di noi poteva immaginare che si trattasse di ausiliarie alpine. La mattina trascorse all'insegna della vanità maschile. Tolto il passamontagna e qualche indumento di troppo e sciolta la neve negli elmetti, i visi vennero ripuliti dalla sporcizia; i rasoi fecero la loro ricomparsa e qualche barba finì dimenticata nella neve. Il vasetto di brillantina solida, custodito gelosamente da un nostro compagno, fu messo a disposizione di tutti e si esaurì in fretta; i pettini hanno avuto il loro lavoro straordinario annaspando a fatica tra i capelli arruffati; ago e filo ricucirono gli strappi della divisa ed attaccarono qualche bottone. A quel frenetico lavoro solamente i pidocchi non collaborarono, e seri e lenti continuarono nella loro opera di sbafatura gratuita. Alla fine ci guardammo allo specchio, eravamo presentabili e belli:

RICORDI

DI NAJA

sì, eravamo proprio dei "bei alpini". Nel primo pomeriggio, assieme ad un altro, correndo e ramponando per la pista innevata e ghiacciata, scendemmo al Comando di plotone, e dopo aver preso in consegna due soldatesse ausiliarie del nostro battaglione, con tanto di

Natale 1944 cappello alpino, riprendemmo la marcia più lenta e faticosa del ritorno al Passo. Se quel giorno battemmo il primato di discesa, nel risalire impiegammo più di tre ore, quasi il doppio del tempo normale. È stata davvero una faticaccia perché una delle ausiliarie soffriva di male d'alta montagna, costringendoci inevitabilmente a soste sempre più numerose e quindi più pericolose per il freddo intenso, ma alla fine, aiutati da altri alpini venutici incontro, arrivammo al Passo. Rifocillate da una calda bevanda e da massaggi loro praticati, lentamente nel tepore della casermetta, le due ausiliarie si ripresero, salutarono stringendoci la

mano a tutti ed accennarono un timido sorriso. Quella sera al Passo Cavalla l'allegria regnava sovrana e, tra un sorso di vino ed uno di grappa, le ciacole sulle morose, gli amici, il paese, si intrecciavano cori alpini e, quando l'armonica a bocca suonò "Rosamunda" ed altre canzonette d'epoca, seppur goffamente scarponando e saltando, abbiamo pure ballato. E venne il giorno di Natale.

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Il sole coi suoi raggi indorava le creste delle montagne e la neve luccicava abbagliante come fosse ammantata da bianchi cristalli: era veramente una bella giornata ed il cuciniere, superando se stesso, ci servì un risotto ben condito ed abbondante. Le scorte d'uova, formaggio, salame, vino e grappa si esaurirono del tutto, ma il pranzo fu veramente degno delle migliori tradizioni natalizie. E arrivò anche l'ora del commiato. Le due ausiliarie, scortate da alcuni alpini, ripartirono nel pomeriggio portando seco uno zaino pieno di nostre lettere e lasciando nei nostri cuori un ricordo indimenticabile di quel Natale di guerra, e mano a mano che il gruppetto s'allontanava da noi, quelle scure figure rimpiccolivano sempre di più alla nostra vista; un ultimo agitare di braccia in segno di saluto e poi quei piccoli punti neri, che violavano la bianca distesa di neve, si dileguarono del tutto. Il sole ormai si era da poco nascosto dietro le cime delle montagne, in cielo qualche nuvola illuminata dai suoi ultimi raggi sorrideva ancora, mentre un vento fastidioso sollevava bianchi coriandoli di neve. Quando salii al Passo per il mio turno di guardia, il crepuscolo avvolgeva ormai nella sua penombra tutto e tutti. Calcato il cappello ancor più sul passamontagna e rialzato il bavero del pastrano per meglio ripararmi dal freddo pungente, osservavo nel binocolo la maestosità di quelle montagne e vallate ricoperte di neve, bianco sudario per migliaia di alpini immolatisi per la difesa della Patria su quei monti, o in quelli della Grecia o nelle lontane steppe della Russia. Uno strano senso di solitudine ed abbandono mi pervase: eppure non ero solo. Dal comignolo della casermetta usciva un tenue filo di fumo che si dileguava in cielo e portate dal vento mi arrivavano sommesse le tristi e malinconiche note del ”Ponte di Perati”: «Sul ponte di Perati, bandiera nera. È il lutto degli alpini che fan la guerra. È il lutto degli alpini che va alla guerra, la meio zoventù che va sotto terra». Sì! non ero solo: la vita pulsava fortemente anche su quei monti e sotto la neve. Le aquile alpine erano là in armi, vigili e pronte a guardia sicura dei sacri confini, come dice la Targa posta in piazza Bra: «…a prova di ferro, valanghe e tormenta per un più libero volo». Sì! non ero solo: era Natale e Gesù bambino era vicino a me, era con noi alpini, soffriva con noi. Renato Aldegheri


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Molti e forse ormai troppi anni fa, mi sedevo da pivello nel mio, ancora, posto di lavoro. Dopo poco, parlando con un dirigente di allora, Antonio Baruffi, reduce di Russia, questi si informò (cosa che faceva con tutti) se e dove avessi fatto il servizio militare. Sentendo parlare di alpini mi chiese, illuminandosi gli occhi e spiegando-

mene i motivi, se volessi far parte dell'ANA e così mi ritrovai, senza alcun rimpianto, con la tessera verde in tasca ed ancor oggi, che da anni è "andato avanti", gli sono grato. Non è, intendiamoci, che non avessi mai sentito parlare di Associazione Nazionale Alpini. Mio padre, del 9° Alpini e mio zio del Gruppo “Conegliano” in Russia, me ne avevano fatto bella grancassa (e poi dicono che i padri non servono). Fu perciò, in qualche modo, una adesione sentita se non scontata. Allora, nell'accostarsi alla Sezione si provava quel certo non so che di, come dire, soggezione? disagio? che prendeva quando, se non altro per il bollino da pagare, andavo in Corte Sgarzerie e in vicolo San Salvatore Vecchio, le vecchie sedi sezionali. Ci si sentiva, (e tale sensazione non era poi solo la mia), un po' come quando si entrava per la prima volta in caserma, con i "vecchi" che ti squadravano. Le gerarchie si percepivano nettamente ed era come l'accedere ad una sorta di "Sancta Sanctorum", anche se palpabilmente glorioso

REALTÀ

D’

Dal 1919… i nostri giovani, nell (ma se non fosse stato per il sorriso amichevole del Dario Avogaro, praticamente c'era da scappare in fretta). Ora, da qualche tempo, la nostra Associazione ha iniziato un più deciso e mirato approccio nei confronti dei

nascondiamo dietro a stentate considerazioni, ma parlarci francamente sia pure senza intonare non necessari canti funebri o pianti. La media degli iscritti (globalmente ma anche nella nostra Sezione) ha passato gli

giovani. Ovvero verso coloro che, appartenendo alle classi nate attorno al 1970 e dintorni, hanno fatto parte delle Truppe alpine in occasione del loro servizio militare. L'indirizzarsi verso tali classi deve ritenersi, ovvia-

"anta". In tantissimi Gruppi coloro che usufruiscono della "Carta Argento" sono armai la maggioranza assoluta se non l'unica realtà, ed incerto si può quindi profilare il loro domani. L'abolizione della leva,

mente, puramente teorico e non vincolante, mentre quello che teorico non è affatto, è il tentativo, un po' in "zona Cesarini" forse, di far breccia concretamente in queste più giovani leve per dare una giusta nuova linfa alla nostra vita associativa. Per la situazione attuale, e futura, è inutile che ci

che abbiamo contrastato fieramente senza successo, non è più apportatrice di nuovo vigore ed inoltre, purtroppo, la lista di chi è andato avanti si allunga ogni anno (senza significativa compensazione); e tutto questo non possiamo non ignorare o non considerare. Il nostro passato continua

ad essere profondamente illustre, con tradizioni profonde e con una storia e dei doveri da onorare con vigore. Un carico morale rappresentato sopratutto da tutte quelle medaglie che illuminano il nostro labaro nazionale, i nostri vessilli e gagliardetti. Responsabilità che ci sono state consegnate integre da chi ci ha preceduto affinché anche noi provvedessimo, un domani, alla continuità, e che, ora, abbiamo l'obbligo di far condividere e consegnare ai nostri giovani; e non è affatto una banalità. I cambi generazionali sono sempre stati difficili, con incomprensioni da tutte le parti. Chi non ricorda le giovanili ricorrenti dispute che tutti abbiamo avuto con i nostri padri? Coloro che hanno passato la fanciullezza o la gioventù in tempi di guerra o del dopoguerra, sanno cosa vuol dire una vita difficile. Gli anni della ricostruzione morale e materiale del Paese hanno portato giustamente nuova energia, voglia di fare e di vita, pur accontentandosi di poco; e quanto prezioso era quel poco. Ed è proprio anche sull'onda di questa nuova energia e voglia di fare che, in quegli anni, è stata portata avanti la nostra Associazione; da quei giovani, che la naja alpina l'anno fatta negli Anni '50, così come poi è stato anche per quelli degli Anni '60 e '70, assieme anche ai nostri reduci ed in nome per conto, non dimenchiamolo, dei tanti che non sono più ritornati a casa. Attraversando un mutamento spesso difficile della Nazione e delle persone si è costruito molto, e sempre nell'impegno di quella continuità associativa ereditata. E questo forte e sincero lavoro svolto va assolutamente rispettato e sempre ricordato. In questi nostri convulsi tempi abbiamo sicuramente molto e forse troppo, anche a scapito di alcunivalori persi per strada. Ma questo è il mondo che ci ritroviamo. Inquieto, pieno


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TÀ D’OGGI

nella continuità per la continuità glianze, ondeggiante con una globalizzazione economica e di popoli che non ha precedenti e che ci frastorna. E questa è anche la stagione che le nuove generazioni stanno incrociando, pur non priva di speranze.

nostra morale associativa propone. Tuttavia questa nuova generazione, che non va generalizzata nel giudizio, se compresa meglio e bene sa anche dare molto perché fornita di una sensibilità non

fare. Solo così potranno essere messi alla prova i loro sentimenti, prima di tutto ascoltandoli e dialogando, con una salda stretta di mano. Libertà, solidarietà, sussidiarietà e partecipazione sono i valori che si incardinano

Certamente i giovani di oggi sono assai diversi di quelli di un tempo per pensiero, metodi, istruzione e con una mentalità più aperta, particolarmente alla innovazione. L'anziano, forte delle sue esperienze pagate sul campo e del suo lavoro, può avere, a volte, una visione critica e preconcetta (ma senza acredine) delle iniziative del giovane, del suo sistema di operare, del modo di agire; e questo è normale. Ed è pure nell'ordine delle cose che essendo ancorati magari inconsciamente ad un metodo, chi questo metodo ormai conclamato e vissuto modifica o sconvolge, pur nel bene, porta dello scompiglio; salvo poi, dopo, riconoscere che le "novità" sono state fruttuose. I nostri giovani, quelli della naja Anni '80-'90 in avanti per capirci, sono anche la generazione della elettronica, del computer, che dialoga attraverso Internet e gli SMS. Una generazione che si muove, attenta al mutare dei tempi e a volte spesso alla ricerca di anche una rassicurante fisionomia. Ed è molto riduttivo pensare che siano tutti insensibili a quei richiami che pure la

scontata o di maniera ma più ragionata. In loro, infatti, il senso altruistico non è assolutamente assopito o marginale (basta vedere i dati del volontariato a livello nazionale e regionale). A questi giovani, però,

saldamente con la storia ed i principi della nostra vita associativa ed ai quali non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo rinunciare. Professione di fede che i nostri giovani, come noi un tempo, debbono però fare, e

bisogna saper dare degli obiettivi. Degli orizzonti in cui credere e identificarsi, particolarmente con delle occasioni non banali di aggregazione e identificazione. Affinché diano la loro più giovanile vitalità non dobbiamo emarginarli ma, al contrario, dobbiamo dare loro fiducia ed un senso alle cose da

dimostrare, con una loro reale e concreta libera disponibilità e condivisione, fino in fondo, in ossequio al pensiero dei nostri Fondatori e nelle linee dello Statuto e dei Regolamenti che ci guidano. Fermo questo, bisogna quindi che si aprano le porte al nuovo che avanza, affinché questi giovani abbiano la

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possibilità di esprimersi e far valere i valori che sicuramente molti hanno; senza incappare in contesti impenetrabili e inamovibili, o peggio, diffidenti. I "Gruppi dei Giovani", da poco costituiti, e che anche la nostra Sezione sta seguendo, non sono e non debbono apparire come un ganglio avulso dalle Sezioni di appartenenza. Ed il loro scopo deve essere quello di coordinare al meglio un avvicinamento e delineare un utile percorso di conoscenza e partecipazione, anche alle varie attività istituzionali, in vista di un valido trasferimento di zaino. In occasione di una commemorazione di Nikolajewka, in quel di Brescia molto tempo fa, incontrai quasi per caso un anziano reduce che conoscevo già. Fermatomi a salutarlo e dopo i soliti convenevoli sulle nostre comuni conoscenze, questi mi chiese se lo potevo accompagnare a vedere una esposizioni di libri, appositamente allestita per l'occasione. Mi prese paternamente sottobraccio e camminando lentamente mi parlò di valori, di solidarietà, di partecipazione, del dovere di conoscere la storia dei padri ed in cose in cui riconoscersi. Non mi parlò di apatìa né di guerra e di sangue, ma di princìpi veri, applicabili anche alla vita di tutti i giorni. Trovammo il libro che cercava, "Il Battaglione ci-mi", ed il reduce, che io chiamavo presidente, era Lorenzo Dusi. Per avere, bisogna anche saper dare. Se non siamo capaci di prendere sottobraccio i nostri giovani ed aprirci parlando con loro. Se non riusciamo a dar loro qualche cosa di concreto su cui meditare. Se pensiamo che non dobbiamo saper anche rinunciare a qualche cosa di "nostro" per condividerlo anche con coloro a cui dovremmo un giorno passare il testimone. Se crediamo di aver timore della vacuità dei loro intenti e immaginiamo di essere semplicemente i migliori. Allora, amici, potremmo perdere tutti una grande occasione. Carlo Chemello


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PERSONAGGI

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Festa di San Maurizio, patrono degli alpini Discorso ufficiale di commiato del capozona Luigi Peretti in occasione del suo 50° anniversario di capogruppo e del 50° di fondazione del Gruppo alpini di Vaggimal Autorità, amici, cittadini. Siamo arrivati al settimo anniversario dell'inaugurazione di questa chiesetta. Questa data, la seconda domenica di settembre, per gli alpini di Sant'Anna è importante perché festeggiano il loro Santo Protettore: S. Maurizio. Quest'anno abbiamo raggiunto un importante traguardo: il 50° anniversario di costituzione del Gruppo alpini di Vaggimal e il 50° anniversario da capogruppo del sottoscritto. Ringrazio la Divina Provvidenza per avermi dato questa giornata. In questi cinquant'anni ho sempre fatto l'annuale "tesseramento", anche a malincuore perché avevo ben altro a cui pensare, specialmente quando, nel 1970, mi è mancata la persona più cara, la compagna della mia vita. Ricordo come fosse ieri quel lontano 1956, quando facevamo le riunioni in casa dell'avv. Neristo Benedetti per concordare sulle cariche di Gruppo e sul programma per la festa dell'inaugurazione. Siamo partiti in 45 soci, molti per un paesino di 350 abitanti: il 15%. Sono stato eletto all'unanimità dall'assemblea dopo che l'avv. Neristo aveva proposto me come capogruppo. All'inizio non volevo accettare perché c'erano soci che

avevano più meriti di me, anziani della Prima Guerra mondiale 1915-18, mio zio Checo, suo fratello Bepo due "ragazzi del '99", Milio Mola e Milio Ciodolo, altri della classe 1908 in su, con le campagne di Francia, Grecia, Africa e Russia. Di fronte a questi anziani reduci, mi sono commosso. Essi infatti, con la loro presenza, mi hanno fatto notare

Luigi Peretti

che nonostante provati dai sacrifici e dalle tragiche vicende di guerra, avevano ancora vivo e palpitante lo "spirito alpino". Nonostante le mie campagne di guerra in Montenegro e Francia, e la prigionia in Germania, ero uno dei soci più giovani. Ho accettato questo incarico ripromettendomi che avrei fatto tutto il possibile per ricordare degnamente

INCONTRI Il 1° ottobre si sono dati appuntamento in piazza Brà, per festeggiare il 25° anniversario della nomina a sottotenente, gli ufficiali degli alpini del 103° Corso AUC della Scuola Militare Alpina di Aosta. Alla presenza di una delegazione degli alpini della Sezione di Verona, intervenuta con il glorioso vessillo sezionale, il 103° Corso ha reso gli onori agli alpini Caduti in tutte le guerre, deponendo una corona d'alloro alla Targa delle "Aquile del 6° Alpini". Durante la cerimonia è stata letta la "Preghiera dell'alpino" ed una tromba ha intonato le sempre commoventi note del "Silenzio". A conclusione della cerimonia, il "Capocorso" ha impartito il "rompete le righe" ed il grido "Seconda" (il 103° Corso era nella 2^ Compagnia del Battaglione Allievi Ufficiali di Complemento) è risuonato in tutta la piazza.

tutti i Caduti. Vedevo i visi dei compagni di scuola, dei compaesani giovani come quando ci siamo salutati l'ultima volta, e poi, chi su un fronte chi su un altro, tutti legati al proprio destino. Alcuni hanno lasciato le scarpe al sole nei deserti infuocati dell'Africa, altri nelle terre infangate della Grecia e dell'Albania, altri ancora sulle pietraie del Montenegro. Molti sono ri-masti nella gelida steppa russa, perché a quel tempo, i nostri giovani militavano quasi tutti nelle truppe alpine. I reduci, la Divina Provvidenza e il nostro santo protettore San Maurizio, mi hanno aiutato, e voi tutti mi avete sempre sostenuto moralmente nei momenti critici: è la prova concreta dell'impegno assunto e la realizzazione di questa chiesetta a loro dedicata. Ve ne sono grato e ringrazio di cuore quanti hanno generosamente contribuito in qualunque modo per quello che avete fatto, per quello che farete e per la fiducia che mi avete sempre dimostrato. Ringrazio i miei familiari che in questi anni hanno sopportato le mie iniziative, le mie manie, e anche qualche pregio. Non so se in questi cinquant'anni sono stato un buon capogruppo, ma vi assi-

curo che ho fatto tutto il possibile per esserlo. Lascio questo incarico perché le mie ottantacinque primavere mi pesano, ma sarò sempre con voi con tutto il mio "spirito alpino". Saluto e ringrazio le autorità, che con la loro presenza hanno conferito solennità alla manifestazione. Un grazie anche a tutti voi presenti per questa numerosa partecipazione. Termina qui il mio mandato, ma desidero fare due raccomandazioni: «Che siano tenuti sempre vivi i valori fondamentali, l'amore per la famiglia, per la Patria e per la religione; che sia custodita gelosamente e con amore questa chiesetta, anche se sono sicuro che lo farete». Non mi dilungo perché altri interventi dovranno seguire, ma vorrei in questo momento far mie le parole che ha pronunciato il gen. Reverberi in una visita al museo fotografico delle medaglie d'oro alpine a Edolo, che disse testualmente così: «Qui sono in spirito coloro che hanno creduto nei valori più alti; essi danno vita a un popolo, sono stelle che brillano e danno luce al cammino. Dobbiamo inchinarci, ascoltare il loro monito, costruire nella libertà ma nella dignità». Viva gli alpini. Viva l'Italia. Luigi Peretti

Rimpatriata del 103° Corso AUC


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LE

NOSTRE MEMORIE

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Non ci sono limiti all’umana imbecillità Si dà il caso che giovani sciocchi, recanti in corteo interminabili striscioni arcobaleno, brucino sulla pubblica piazza fantocci raffiguranti militari in divisa, tra cui quelli di soldati italiani impegnati all'estero in missioni di pace. Ignoro come le contrastanti proposte si contemperino, ma condanno il rogo nella maniera più ferma. I nostri contingenti non sono coinvolti in pericolose avventure tese a conquistare la "quarta sponda" di mussoliniana memoria, bensì impegnati in "missione di pace" - in lontane contrade - in virtù di una legge promulgata dal Parlamento italiano che è espressione piena della sovranità popolare. Non comprendo perché ci si scagli contro coloro che la pace tentano di preservare o riportare, attraverso non lievi sforzi e pericoli personali, in regioni particolarmente agitate e sotto gli auspici delle Nazioni Unite. I nostri militari, per giunta, hanno svolto e svolgono i compiti loro affidati con rispondenza, impegno e senso di umana solidarietà, circostanza unanimemente loro riconosciuta. È ovvio che abbiano avuto i loro Caduti, come è inevitabile che avvenga, allorchè una forza di pace si interpone tra opposte fazioni. Il più grave degli attentati contro le nostre truppe è stato quello di Nassyria, ove rimasero uccisi diciannove militari, tra carabinieri e soldati. È ancora presente in tutti il cordoglio ed il dolore dell'intera Nazione: sentite e profonde le manifestazioni di affetto e di partecipazione al lutto dei parenti dei Caduti, come è giusto che sia verso coloro che offrono la vita per la Patria.

Pellegrinaggio ANA 2007 sul Fronte Meridionale 1944 dal 12 al 15 aprile 2007 Itinerario: Verona - Anzio Cassino - Montelungo - Monte Marrone (linea Gustav) - L'Aquila - Filottrano - Jesi (linea Gotica) Bologna (quota 363) - Verona.

Quota € 400,00 tutto compreso

Precedenza ai soci alpini fino al 31 gennaio 2007. Chiusura delle iscrizioni (anche per gli “Amici”) il 20 febbraio 2007. Informazioni e iscrizioni, con acconto, in sede sezionale.

Di contro alla enormità dell'evento, la cui eco è ancora vivissima, alcuni scriteriati delinquenti - in manifestazioni di massa inneggianti alla pace - compiono atti esecrandi ed invocano: «Dieci, cento, mille Nassyria». Questo è troppo e tutti dobbiamo “sentire il dovere di essere indignati” (M. Luther King). Al di là delle formali dichiarazioni,

giusto. Forse autorità non sollecite, ed episodi del genere sopra riferito accrescono il vostro strazio, il vostro dolore senza fine, ma sappiate che tutti gli italiani vi sono vicini con la loro solidarietà, con il loro affetto e non vogliono essere accomunati, confusi, con frange di incivili sciagurati che non sono degni di vivere in un civile contesto: di ciò

nessuno ha preso provvedimenti per difendere la memoria dei Caduti e tutto scivolerà in un obbrobrioso, colpevole silenzio. Le persone per bene, coscienti che le missioni di pace sono l'unico mezzo per evitare le guerre, tributano il giusto doveroso plauso ai militari impegnati in siffatte operazioni, siano essi vivi o Caduti nell'adempimento del dovere. Le imminenti Festività Natalizie rendono ancor più vivo ed impellente il sentito obbligo di ricordo e di riconoscenza. Per i militari in missione: gli italiani comprendono cosa significhi vivere lontani dalla Patria e dagli affetti, in un ambito ostile, in mezzo a pericoli concreti ed imminenti. Non è il massimo della soddisfazione esistenziale. Per questo manifestano la loro profonda stima, fraterno affetto ed umana partecipazione. Per i militari Caduti: le miserie umane, ormai, non li sfiorano più. Li appaga la visione splendente del volto del Signore e la Sua pace eterna. Ai martiri del dovere compiuto fino all'estremo sacrificio, va il nostro affettuoso, eterno ricordo. Ma cosa dire a chi resta: mamme, padri, figli, spose, fratelli e parenti? I vostri cari partirono convinti di affrontare un'impresa ardua ma condivisa: nella voce del dovere sentirono l'eco della voce del Signore e l'incoraggiamento della propria gente. Erano nel

vogliono rendervi indiscussa testimonianza. Tutti pregano il Divino Bambino affinchè voglia consolare le vostre pene e, nel giorno della Sua venuta, vi aiuti a non farvi notare troppo quei vuoti tremendi, incolmabili, attorno alla tavola imbandita ove le famiglie, riunite per l'occasione, cercheranno di trovare un poco di serenità e di pace. Africanus minor

ONORIFICENZA

Roberto Cristini, insignito dell'onorificenza della Croce d'Oro per le oltre 100 donazioni di sangue.


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LE

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NOSTRE MEMORIE

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Villafranca ricorda un suo eroe

Il Capitan de la Compagnia è andato avanti ........................................

Capitano degli alpini Luigi Pigozzo

"Il maestro" lo chiamavano in paese. Sì, perché vi ha insegnato ininterrottamente nel periodo post bellico fino alla pensione. Ufficiale di complemento, ha partecipato alle Campagne di guerra sul Fronte Occidentale e sul Fronte GrecoAlbanese comportandosi eroicamente, come testimoniavano le ferite multiple riportate in combattimento e come testimonia la Medaglia d'Argento al V.M. meritata nella Campagna di Grecia 194041 nei ranghi della Divisione "Pusteria", 7° Rgt. Alpini, Btg. "Belluno", 79a Compagnia (vedi pagg. 1246-47 di "Storia delle Truppe Alpine", ed. ANA). Ritornato alla vita civile, temprato dalle bufere belliche, ci faceva orgogliosamente cantare in classe i canti degli alpini: Alpino in guerra, Alpino in pace. E lì qualcuno è diventato alpino all'età di 10 anni! Iscritto all'ANA fin dal congedo, è diventato capogruppo del locale Gruppo alpini che resse per 15 anni sulle orme del compianto e mitico alpino Vittorio Bozzi, il "tipografo dell'Adamello", restandone poi capogruppo onorario a vita.

È giunta notizia - radio scarpa l'ha detto e deve essere vero - che ci sono molte possibilità di partire presto per il fronte. A mensa la notizia è stata celebrata come gran festività. L'han nel sangue di muoversi, come Pigozzo,"el vecio" tenente Luigi Pigozzo, che non sta fermo un solo momento e che, andato in Grecia con un plotoncino o con una mezza Compagnia che fosse, vistosi accerchiato, dopo aver con un gioco d'astuzia messo in salvo i suoi uomini, se ne rimaneva sulla cima della montagna con due scomunicati Zancanaro e Zandonella - con un gran mucchio di bombe a mano e contro i "greghi" che avanzavano, cominciò con i suoi alpini a scaricar con molta calma le bombe, contra standone l'avanzata e, finite queste, si buttava con loro giù per il burrone. Ma Zancanaro e Zandonella, che erano in urto tra loro per certe questioni personali, prima si davano un gran bacio di pace e si stringevano la mano giurandosi… eterna amicizia. Per un miracolo di Dio i tre arrivavano pesti ma vivi, dopo aver saltato e rotolato sul fondo e ne risalivano tre giorni dopo, sfigurati, tutti contusi e laceri quando il contrattacco italiano ebbe ripreso la vetta. .................................

Al nostro Capo Grupo Tanto par entrar en argomento dirò quatro parole embastìe al momento, par farve saver, cari butei, ci l’è el nostro capo grupo. L’è uno de quei alpini con ’n’ardor, con en cor grando cossì: ........................................ el gh’à el grado de capitano... l’è el mejo che ghe sia... se i le farà magior, ne pararà quasi che i ne le porta via. Penso che ve farà piasser saver, e speren che Lu el sia contento, che l’è stà decorà de medaia d’argento. .................................................... Agostino Ferrarini Dedicata al cap. Luigi Pigozzo, scritta 26 anni fa e mai resa nota per volontà del capitano.

Così il "Corriere delle Alpi" di Belluno, riportava l'episodio che aveva dato luogo al conferimento SUL CAMPO della Medaglia d'Argento al V.M.

F. Tumicelli

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Val Zagorias e Monte Bregianit erano il teatro operativo della 79a Compagnia alpina

In grigio la zona interessata dagli eventi bellici della "Campagna di Grecia" (1940-41)


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SEGRETERIA SEZIONALE - AMMINISTRAZIONE

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Assemblea ordinaria sezionale dei Delegati dei Gruppi (artt. 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 del Regolamento sezionale)

L'Assemblea ordinaria sezionale dei Delegati dei Gruppi è convocata per domenica 4 marzo 2007 presso il Cinema Teatro K2 - via Rosmini - alle ore 5.00 in prima convocazione ed alle ore 9.00 in seconda convocazione per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO: 1. Nomina del Presidente dell'Assemblea; 2. Nomina del Segretario dell'Assemblea; 3. Nomina dei componenti il Seggio elettorale; 4. Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente; 5. Approvazione Regolamento sezionale; 6. Relazione dei vari Presidenti di Commissione; 7. Relazione morale del Presidente sezionale; 8. Relazione finanziaria del Presidente sezionale; 9. Relazione del Presidente dei Revisori dei Conti; 10. Approvazione bilancio consuntivo anno 2006; 11. Approvazione bilancio di previsione anno 2007; 12. Elezione con voto segreto dei Delegati all'Assemblea nazionale. Il Presidente sezionale Alfonso Ercole

Alle ore 8.15, prima dell'inizio dell'Assemblea, verrà officiata la S. Messa. I capigruppo sono invitati a presenziare con l'alfiere e il gagliardetto. Il Cappellano sezionale don Rino Massella

Ciascun Gruppo può far partecipare all'Assemblea 1 delegato ogni 25 soci alpini o frazione superiore a 10 soci. Ogni delegato ha diritto ad un voto. Ciascun delegato può rappresentare al massimo altri 2 delegati che gli abbiano rilasciato delega scritta. Il capogruppo occupa di diritto il primo dei posti di delegato spettanti al Gruppo. È gradito l'intervento anche di soci non delegati; essi non avranno diritto di voto ma potranno intervenire su argomenti inerenti l'ordine del giorno. Il Segretario sezionale Mino Basaglia


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SEGRETERIA SEZIONALE - AMMINISTRAZIONE

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Stato patrimoniale al 31 ottobre 2006 Cassa contanti Banca C/C Libretto risparmio TFR Libretto Chiesette Alpine Fondo Pioneer - riserva Fondo Pioneer Chiesette Alpine Fondo Pioneer Zuccher Crediti verso dipendenti Crediti verso Regione Veneto Macchine elettroniche sede Arredamento sede Arredamento Circolo Balestrieri Arredamento rifugio Scalorbi Automezzi Protezione civile Attrezzatura Protezione civile Apparati radio Protezione civile Attrezzatura A.I.B. TOTALE ATTIVITA' Fondo Russia Fondo libro Russia TOTALE ATTIVITA'

3.125,81 € 30.580,05 € 8.583,01 € 7.243,04 € 3.243,69 € 14.193,04 € 3.750,06 € 1.549,36 € € 13.307,73 € 34.086,52 € 8.821,08 € 21.143,53 € € 293.179,65 21.276,90 € 25.962,53 € 96.864,40 € € 586.910,40 9.001,77 € 988,65 € € 596.900,82

680,14 € 21.920,65 € 7.219,52 € 3.403,68 € 3.185,84 € 13.944,34 € 3.684,91 € 1.549,36 € 6.712,49 € 13.307,73 € 34.086,52 € 8.821,08 € 21.143,53 € € 293.179,65 21.276,90 € 25.962,53 € 94.281,91 € € 574.360,78 5.292,99 € € € 579.653,77

2006

PASSIVITÀ Fondo Chiesette Alpine Fondo Zuccher TFR Fondo emergenza Protezione civile Contributi per automezzi Protezione civile Contributi per attrezzatura Protezione civile Contributi per apparati radio Protezione civile Contributi per attrezzatura A.I.B. Fondo ammortamento macchine elettroniche sede Fondo ammortamento arredamento sede Fondo ammortamento arredamento Circolo Balestrieri Fondo ammortamento arredamento Rifugio Scalorbi Fondo ammortamento apparati radio Riserva straordinaria Riserva ordinaria TOTALE PASSIVITA' Fondo Russia Fondo libro Russia TOTALE PASSIVITA' AVANZO DI GESTIONE TOTALE A PAREGGIO

2005

2006

ATTIVITÀ

€ 21.436,08 € 8.178,55 € 10.132,37 € € 262.029,65 € 21.276,90 € 20.029,86 € 94.281,91 € 12.395,98 € 24.920,65 € 8.821,08 € 17.964,04 € 2.897,45 € 73.193,94 € 6.485,59 € 584.044,05 € 9.001,77 € 988,65 € 594.034,47 € 2.866,35 € 596.900,82

2005 € 17.348,02 € 7.297,65 € 8.639,73 € 1.850,19 € 262.029,65 € 21.276,90 € 20.029,86 € 94.281,91 € 10.399,82 € 21.504,39 € 8.821,08 € 17.435,47 € 2.304,29 € 59.462,78 € 13.731,16 € 567.875,19 € 5.292,99 € € 573.168,18 € 6.485,59 € 579.653,77

Conto economico al 31 ottobre 2006 COSTI Soci alpini a Sede nazionale Soci aggregati a Sede nazionale Spese tenuta C/C Cancelleria Sede sezionale Imposte e tasse Libri Materiale sociale Rifugio Scalorbi

2006 € € € € € € € € €

150.187,50 39.067,50 686,41 4.526,85 8.359,09 3.066,04 3.205,70 9.724,81 6.952,02

2005 € € € € € € € € €

150.667,50 37.267,50 622,58 4.620,95 4.250,83 2.744,70 2.220,33 11.952,32 2.409,98


Edizione Novembre - Dicembre 2006

SEGRETERIA SEZIONALE - AMMINISTRAZIONE

Mulo Diano AGSM Telecom Assicurazioni Stipendi Contributi previdenziali Indennità licenziamento - TFR Spese postali Pulizia sede Fotografie Spese spedizione "il Montebaldo" Stampa "il Montebaldo" Varie "il Montebaldo" USPI Convegno Stampa Alpina Circolo Balestrieri Commissione Manifestazioni Commissione Sport Protezione civile Commissione cori Commissione patrimonio Ortigara Contributi a Gruppi Pranzo assemblea Mostra UNIRR Emergenza Asia Passo Fittanze Libro Russia Costabella Ammortamento macchine elettroniche sede Ammortamento arredamento sede Ammortamento immobile Rifugio Scalorbi Ammortamento apparati radio Protezione civile Riparazioni - Manutenzioni Spese varie Rinnovo attrezzature sede Libro “Alpini in cartolina” Donazioni Adunata Asiago Libro “Penne nere veronesi” Tradotta storica TOTALE COSTI AVANZO DI GESTIONE TOTALE A PAREGGIO

€ 679,55 € 2.849,31 € 3.091,00 € 3.656,13 € 13.645,00 € 9.459,51 € 1.492,64 € 2.286,50 € 1.826,58 € 183,20 € 9.477,57 € 36.824,46 € 937,00 € 625,00 € 374,82 € 5.761,41 € 12.428,60 € 10.779,00 € 78.848,19 € 900,00 € 3.827,88 € 3.027,79 € € 5.275,00 € 3.600,00 € € 2.461,71 € 10.449,35 € 550,00 € 1.996,16 € 3.416,26 € 528,57 € 593,16 € 3.286,00 € € 1.213,30 € 79.411,68 € 5.875,20 € 18.669,10 € 25.024,80 € 20.306,12 € 611.413,47 € 2.866,35 € 614.279,82

€ € € € € € € € € € € € € € € € € € € €

243.303,75 71.363,30 24.537,00 238,52 2.026,00 6.027,00 2.067,09 2.624,00 9.985,15 7.129,70 129,55 228,00 978,00 1.020,35 4.804,35 750,84 320,10 75.798,91 24.224,51 1.225,00

15

€ 550,00 € 2.419,62 € 4.064,50 € 6.487,85 € 13.348,00 € 9.252,46 € 1.348,00 € 2.585,02 € 1.816,63 € 669,19 € 9.336,82 € 36.202,89 € 518,50 € 596,00 € 440,60 € 1.994,50 € 6.432,18 € 11.977,45 € 132.741,38 € 2.306,84 € € € 650,00 € € 3.109,26 € 49.303,92 € 7.425,51 € 15.742,34 € 7.873,19 € 1.996,16 € 3.416,26 € 528,57 € 593,16 € 1.958,7 € 7 2.308,50 € 5.912,69 € € 52.170,20 € € € € 614.833,65 € 6.485,59 € 621.319,24

2005

2006

RICAVI Soci alpini Soci aggregati Tradotta storica Interessi attivi C/C bancario Cancelleria Sede sezionale Rimborsi imposte Libri Materiale sociale Rifugio Scalorbi Mulo Diano Fotografie Abbonamenti "il Montebaldo" Offerte "il Montebaldo" Anagrafe "il Montebaldo" Commissione cori Commissione sport Protezione civile Contributi Enti a Protezione civile Telecom

il Montebaldo

€ € € € € € € € € € € € € € € € € € € €

244.081,35 68.075,30 325,88 697,50 1.461,95 2.389,48 2.468,25 9.542,69 7.019,15 109,55 689,00 1.320,00 1.611,00 4.352,13 1.317,00 119.665,99 1.828,85


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il Montebaldo

SEGRETERIA SEZIONALE - AMMINISTRAZIONE

Edizione Novembre - Dicembre 2006

5.210,47 € 3.000,00 € € € 11.438,00 € € 10.439,00 € 31,71 € € 2.259,00 € 26.842,00 € 76.278,52 € € 614.279,82

Donazioni Mostra UNIRR Emergenza Asia Passso Fittanze Libro Russia Chiesetta Costabella Adunata Nazionale Asiago AGSM Postali Pranzo assemblea Libro “Penne nere veronesi” Libro “Alpini in cartolina” TOTALE RICAVI

55.380,67 € 1.994,00 € 52.041,75 € 1.854,00 € 17.596,69 € 7.873,19 € 1.000,00 € 417,58 € 1.516,29 € € 14.690,00 € € € 621.319,24

Bilancio di previsione esercizio 2007 ENTRATE PRESUNTE € 90.675,00 € 31.000,00 € 900,00 € 4.000,00 € 1.000,00 € 127.575,00 € 79.679,53 € 2.866,35 € 210.120,88

Soci alpini n. 19,500 x € 4,65 Soci aggregati n. 5,000 x € 6,20 Abbonati n. 150 x € 6,00 Anagrafe giornale "il Montebaldo" Rifugio Scalorbi TOTALE Riserva straordinaria Riserva ordinaria 2006 TOTALE ** La somma di

USCITE PRESUNTE Gestione sede Rinnovo attrezzatura sede Sede sezionale Mulo Diano - mantenimento Periodico "Il Montebaldo" Commissioni sezionali** Monumento Fittanze Donazioni TOTALE

€ 45.000,00 € 5.000,00 € 4.000,00 € 550,00 € 45.000,00 € 55.000,00 € 50.000,00 € 5.570,88 € 210.120,88

55.000,00 è relativa a Circolo Balestrieri, Commissione Cori, Manifestazioni, Sport, Protezione Civile

Bilancio del giornale “il Montebaldo” 2006

ANNO Numeri stampati Numero copie stampate Numero totale pagine Costo per copia Costo annuale 6 numeri Costo per uscita

RICAVI (A) Offerte Anagrafe Abbonamenti TOTALE RICAVI

COSTI (B) Spese postali Tipografia Impaginazione USPI Convegno stampa alpina Varie TOTALE COSTI A-B

€ € €

6 154.106 168 0,2688 1,61 6.906,00

2006 1.020,35 € 4.804,35 € 978,00 € € 6.802,70

2006

2005

€ € €

2003

2004

6 151.720 148 0,2624 1,57 6.635,28

2005

€ € €

6 147.780 148 0,2279 1,36 5.613,82

2004

€ 1.611,00 € 4.352,13 € 1.320,00 € 7.283,13 2005

1.999,70 € 4.049,50 € 984,00 € € 7.033,20

2004

€ € €

6 148.146 128 0,1932 1,16 4.772,55

2003 € 1.358,80 € 4.283,15 € 684,00 € 6.325,95

2003

€ 9.477,57 € 36.824,40 € € 625,00 € 374,82 € 937,00 € 48.238,85

€ 9.336,82 € 36.202,89 € € 596,00 € 440,60 € 518,50 € 47.094,81

€ 8.871,81 € 30.512,67 € € 561,00 € 665,96 € 104,69 € 40.716,13

€ 6.731,85 € 18.010,55 € 4.131,29 € 696,64 € O,OO € O,OO € 29.570,33

€ 41.436,15

€ 39.811,68

€ 33.682,93

€ 25.976,95

N.B.: il maggior costo del periodico "Il Montebaldo" è stato determinato dal passaggio della stampa in bianco e nero alla stampa a colori a partire dal 2005 Il Presidente del Comitato di redazione de "il Montebaldo" Ezio Benedetti


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PENNA SPORTIVA

il Montebaldo

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Pistola grosso calibro

Campionato sezionale Domenica 17 settembre 2006, si è conclusa presso il poligono di Verona la prima gara di tiro a segno con pistola di grosso calibro valida per il campionato sezionale e magistralmente organizzata dal Gruppo alpini di Avesa. Numerosa la partecipazione di tiratori, oltre ogni aspettativa, soprattutto il sabato pomeriggio con ben 76 prestazioni. La domenica, chiusura delle iscrizioni, con un totale di 122 tiratori. È stata una gara divertente, ben riuscita ed apprezzata da tutti. Visto il successo di questa prima gara, sarà per noi organizzatori, motivo di impegno per il prossimo anno. A grande richiesta, all'ultimo momento, si è dovuto creare una categoria per le signore, che ha visto Elena Salaorni, segretaria del TSN e iscritta al Gruppo di Avesa, vincitrice su tutte.

CLASSIFICA INDIVIDUALE Cat. Maestri: 1° Francesco Salomoni (Bussolengo); 2° Maurizio Lavagnoli (B. Roma); 3° Andrea Bellini (Velo). Cat. 1a classe: 1° Adriano Perazzoli (Avesa); 2° Paolo Tomizioli (Ca' di David); 3° Marco Aschieri (Marano). Cat. 2a classe: 1° Marco Fasoli (Chievo); 2° Michele Scandola (Bosco); 3° Valerio Dalla Chiara (Cerro). Cat. Veterani: 1° Omero Bonato (Ave-

sa); 2° Giancarlo Lucchese (Parona); 3° Luciano Brunelli (Avesa). Cat. Amici: 1° Davide Brutto (Avesa); 2° Paolo Righi (Avesa); 3° Andrea Donatoni (Avesa). Cat. Amiche: 1a Elena Salaorni (Avesa); 2a Tiziana Poletti (Avesa); 3a Maria Teresa Pasini (Calmasino). CLASSIFICA GRUPPI 1° Avesa; 2° Borgo Roma; 3° Velo; 4° Cerro Veronese; 5° Parona.

Selva di Progno: terzo trofeo “Mario Cappelletti”

Domenica 9 luglio 2006 si sono ritrovati presso la baita gli atleti, che assieme ai ragazzi, hanno disputato la gara di corsa in montagna in memoria di "Mario Cappelletti" che per il terzo anno consecutivo il Gruppo alpini di Selva di Progno, ha organizzato sui sentieri attorno al paese. La gara è stata disputata in un percorInserito nella manifestazione “Montefortiana” di domenica 21 gennaio 2007, si correrà il "6° Trofeo Sante Ferroli", Medaglia d'Argento al Valor Militare. Gara su strada per atleti alpini regolarmente tesserati ANA che

so diviso in due parti: la prima, che comprende il percorso corto con qualche strappo in salita e per la maggior parte pianeggiante; la seconda, impegnativa e tecnica per il percorso lungo. Il trofeo è stato vinto, per il primo anno, dal Gruppo di Villafranca, merito questo del calcolo dato dalla somma del punteggio di ogni singolo partecipante. CLASSIFICHE Cuccioli M.: 1° Emanuele Piubelli (Badia); 2° Nicola Corradi (Roveré); 3° Giacomo Lavarini (Bosco). Cuccioli F.: 1a Giada Pomari (Roveré); 2a Francesca Corbellari (Selva), 3a Petra Tornieri (Selva). Ragazzi: 1° Cristian Brunelli (Roveré); 2° Davide Campigotto (Fane); 3° Fabio Peloso (Badia). Ragazze: 1a Silvia Pagani (Campofontana); 2a Roberta Zappelli (Badia); 3a Silvia Fiorentini (Roveré). Senior M.: 1° Dante Tognotto (Cologna Veneta); 2° Diego Gugole (Selva); 3° Damiano Caliaro (S. Bortolo). Senior F.: 1a Emanuela Guardini (Fane); 2a Galeana Rodella (Villafranca); 3a

Marisa Tornieri (Selva). Amatori.: 1° Giuseppe Dal Bosco (Giazza); 2° Francesco Tanara (Badia); 3° Claudio Carpene (Selva). Veterani: 1° Cesarino Venturini (Tregnago); 2° Enrico Peloso (Badia); 3° Ugo Guardini (Fane). Pionieri: 1° Giampietro Povero (Castelvero); 2° Bruno Barioni (Villafranca); 3° Andrea Martignoni (Giazza). Over 60: 1° Lino Dal Bosco (Giazza); 2° Luciano Rossi (Tregnago); 3° Angelo Partelli (Villafranca). Si aggiudica il trofeo, realizzato da Lonardi per ricordare il figlio Umberto, il Gruppo alpini di Villafranca; al secondo posto il Gruppo di Badia Calavena ed al terzo posto il Gruppo di Fane. COMUNICATO Domenica 7 gennaio 2007, il Gruppo alpini di Grezzana, organizza a S. Giorgio di Bosco Chiesanuova, una gara di slalom gigante riservata agli alpini in congedo e valevole per il Campionato sezionale.

Si corre la “Montefortiana” si svolgerà su una distanza di km. 21,097. Manifestazione podistica internazionale che richiama oltre 15.000 partecipanti. La gara organizzata con la

collaborazione dei Gruppi alpini di Monteforte d'Alpone, Soave, Brognoligo, Costalunga, Montecchia di Crosara e dei Gruppi alpini della “Zona Valdalpone”.

Per informazioni contattare il “Gruppo Podistico Valdalpone - De Megni” via Dante, 41/c, 37032 Monteforte d'Alpone - Tel. e Fax +39045 610 32 77. E-mail: montefortiana@montefortiana.com


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il Montebaldo

Edizione Novembre - Dicembre 2006

Io c'ero….o meglio, noi c'eravamo. Quante volte abbiamo sentito questa espressione, anche a sproposito, ma mai come oggi si è rivelata più confacente per l'occasione che si è appena conclusa. Per noi volontari della Protezione civile ANA Verona, non è la prima volta che siamo utilizzati per un Pontefice che viene in visita in città; dall'ultima volta sono passati 18 anni, allora si chiamava Gio-vanni Paolo II, ora si chiama Benedetto XVI. Alcuni di noi non c'erano e quelli che c'erano occupavano altri luoghi, ma ora abbiamo la responsabilità della sicurezza di un unico immenso luogo: lo stadio Bentegodi. Sono previsti 40.000 fedeli che verranno ad assistere alla messa celebrata da Sua Santità, dovremo sorvegliare affinchè tutto vada bene, ma siamo fiduciosi perché consapevoli delle nostre capacità e dei nostri limiti. Veniamo da svariate esercitazioni; siamo stati in prima linea in molte emergenze, abbiamo sempre cercato di agire nel migliore dei modi. Qualcuno evidentemente ha tenuto conto di tutto questo se ha voluto proprio la PC ANA veronese nel posto più a rischio e più vicino al Papa. La sala operativa è posizionata all'interno delle scuole Vivaldi in via San Marco, qui i 1200 volontari giunti da tutto il Veneto e fra questi i 325 che si occuperanno dello stadio, riceveranno radio, istruzioni, "pass nominativo" e viveri per l'intera giornata. Il coordinatore sezionale, Luca Castellani, sa che fra i volontari che verranno dislocati al Bentegodi, 245 su 410, sono della PC ANA, con un rapido calcolo sono ben il 60% di tutta la forza disponibile sul territorio. È ancora buio quando si aprono i cancelli delle scuole, quando si iniziano a installare le varie attrezzature, si posiziona la sala radio mobile, si innalzano le antenne radio, si collegano i computer, si distribuiscono gli apparati ricetrasmittenti e si assegnano i nominativi radio, l'unico nominativo che rimane inalterato è quello del coordinatore sezionale responsabile dello

PROTEZIO NE

Papa Benedetto XVI a Verona stadio: GOLF; gli altri prenderanno il codice del settore che devono sorvegliare. Arrivano alla spicciolata le squadre con i rispettivi caposquadra: la Valpolicella, la sezionale, quella dei Vigili, l'Isolana, l'Adige-Guà etc; della Mincio arriva solo il caposquadra e un paio di volontari in quanto gli altri si sono dovuti distribuire fra Villafranca, Dossobuono e l'Alpo per dare manforte ai Vigili Urbani a regolare il caotico traffico automobilistico venutosi a formare per la chiusura di alcune strade, fra

sciuti a qualche corso di formazione, a qualche esercitazione o emergenza, fra quelli più "stagionati" si rinvanga anche il passato; si conoscono nuovi volontari; li riconosci dalla divisa immacolata, per essere "appicciccati" al volontario più anziano a cui, per simpatia o per più solida conoscenza, fanno riferimento. Guardano "GOLF" con ammirazione e timore reverenziale. Sicuramente alla sera, dopo l'intensa giornata che li aspetta si sentiranno già "veci". Comunque la distribuzione dei "pass" e del sacchetto

Ovest più, in questo caso, anche il campo, dove sono posizionate le poltroncine per accompagnatori dei disabili e per le autorità e dove è stato allestito il palco su cui verrà celebrata la messa. Poco prima delle 09.00 il coordinatore sezionale Castellani richiama l'attenzione per dare le ultime spiegazioni e chiarimenti, alle 9.15 i volontari, divisi per settore, si incamminano verso lo stadio. Sono gli ultimi a lasciare la base operativa, quelli dislocati sul percorso sono già partiti da qualche tempo. All'interno

cui la superstrada che collega Vil-lafranca alla Città. Schiarisce, si alzano gli occhi al cielo per capire se le previsioni meteo saranno azzeccate, in effetti il cielo è grigio, ma non sembra foriero di pioggia, quasi tutti però nello zaino hanno indumenti anti pioggia, come era stato consigliato di portarsi. Nonostante il continuo viavai di volontari (sono 1200), anche all'osservatore esterno, non addentro alla situazione, non sembra caos, solo un gran movimento e entusiamo di persone già istruite sul loro compito. Molti si salutano con pacche sulle spalle, altri si reincontrano dopo qualche tempo, magari dopo essersi cono-

viveri, molto curato (contiene 4 panini, due bibite, 2 mele, cioccolato, 2 brioches, 3 crackers), inizia poco prima delle 8; si prosegue con la formazione delle squadre e l'assegnazione del settore dello stadio da controllare. Tre volontari sono destinati in Prefettura dove c'è il CCS per il collegamento alla base opertiva. Le comunicazioni radio ufficiali, cioè tutte quelle che partono e arrivano in Prefettura sono affidate agli specialisti dell' ARI, mentre quelle del nostro servizio sono regolate dalle frequenze della nostra sala radio (in codice la 110). Come alle partite di calcio, lo stadio è diviso in 4 parti: curva Nord, Sud, Est e

della scuola rimangono solo gli addetti alla sala operativa e gli operatori radio. Ora c'è più silenzio, tutto sembra svolgersi al rellentatore anche se ciò è solo apparenza. Via telefono arriva la notizia che l'aereo è atterrato da qualche minuto all'aeroporto militare di Villafranca: sono le 09.33. Alle 09.40 Castellani si porta allo stadio assieme all'operatore radio responsabile della sala radio, favorisce il riconoscimento di alcuni volontari e funzionari provinciali da parte di addetti alla sicurezza dello stadio i quali non avevano registrato i nominativi sull'elenco; sale alla postazione chiamata "sala regìa" da dove solitamente gli agenti


Edizione Novembre - Dicembre 2006

ZIO NE CIVILE

na: che onore per noi volontari! della DIGOS , durante le partite di calcio, sorvegliano attraverso le telecamere di sicurezza i tifosi più esagitati, e dove oggi si installa la sala radio con la nostra 110, l'operatore dell' ARI e un responsabile sanitario del 118. Lo stadio al momento è vuoto, ci sono gli addetti alle varie mansioni, stanno ancora finendo di sistemare l'immenso palco da dove verrà celebrata la messa. Dalla "sala regìa", che si trova a fianco alla tribuna stampa, la vista panoramica è straordinaria, si vedono i primi volontari che prendono posizione, i poliziotti con i cani antisabotaggio che perlustrano il palco; arriva qualche chiamata radio per le ultime istruzioni, si notano dei preti che impartiscono altri consigli agli scout, entrano medici e infermieri dell'UNITALSI; i tecnici della varie tv accreditate mettono a punto luci e attrezzature varie, provano i collegamenti audio e video, qualcuno trasmette già una diretta e si vedono le immagini dello stadio vuoto. A questo punto si sa che il Pontefice è in fiera, il tempo si mette al meno peggio: qualche raggio di sole filtra attaverso la coltre di nubi; sembra faccia caldo: anzi per aver superato la metà di ottobre, c'è caldo. A mezzogiorno circa, il resto della Squadra Mincio, occupata fino ad allora in altra sede, prende posizione: ora ci siamo tutti. Girando lo sguardo verso l'esterno, ai cancelli comincia ad assieparsi una discreta ma composta folla; si distinguono i coristi, arrivano altri poliziotti, carabinieri e finanazieri di rinforzo, i volontari della Croce Rossa hanno i loro punti di emergenza fra i cancelli esterni e le entrate. Alle 12.45 si aprono i cancelli, i primi ad entrare sono i coristi, seguono i disabili aiutati dagli accompagnatori e dai nostri volontari. Cominciano ad entrare anche i fedeli che prendono possesso di posti loro assegnati, qualcuno cerca un bar per il caffè, altri i servizi igienici,

altri hanno sbagliato entrata e vengono indirizzati verso il luogo esatto. Gli organizzatori cercano ora dei volontari per accompagnare alcuni ministri della Chiesa ad impartire la comunione ai fedeli nello stadio che

tari; al momento non ci sono grossi problemi, ma l'imprevisto è sempre in agguato, quindi l'attenzione è alta. Le comunicazioni radio fra lo stadio, la Prefettura e gli operatori radio dislocati in varie parti del luogo, sono

al momento opportuno l'avessero richiesto; per essere notati porteranno un ombrellino bianco. Man mano che passa il tempo, lo stadio si riempie sempre più. Alzando lo sguardo per sorvegliare il tempo, si notano anche alcuni tiratori scelti della polizia, mentre due elicotteri delle forze dell'ordine, lo sorvolano a cerchio. Entrano alla spicciolata anche i parroci del Veneto Si attendono il capo del

tranquille e calme. Un boato, uno sventolìo incessante di bandierine gialle e bianche calamita l'attenzione verso l'entrata a sinistra del palco dove sta entrando la papamobile con a bordo il Sommo Pontefice e la scorta al seguito. Questo è il momento forse più delicato del giorno, ma il Papa, dall'interno della cupola antiproiettile, passa salutando i fedeli con brevi cenni della mano alzata ed essi, dagli spalti, continuano ad accla-

governo e il capo dell'opposizione e altri politici, la cui entrata è segnalata da applausi e fischi. Castellani, dall'alto della "sala regìa" osserva i movimenti della folla e le azioni dei "suoi" volontari: è tranquillo, conosce i capisquadra e, attraverso loro, tutti i volon-

marlo finchè non arriva all'altare e dà inizio alla messa. Cala il silenzio, rotto solo dalle preghiere e dai canti che le corali fanno sentire, le telecamere riprendono tutto, i più attenti all'intorno sono le guardie di sicurezza dei politici e del Papa, i giornalisti della carta stampata prendono

il Montebaldo

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appunti, mentre i fotoreporter, a turno, vengono fatti accompagnare da un prelato nei pressi dell'altare. Il tempo scorre veloce, si accendono le luci del campo, fortunatamente non piove, anche se era previsto. Si arriva alla fine della messa, il Santo Padre si avvia verso la sua automobile fra due ali di folla e scortato da

parecchie forze dell'ordine; poi se ne vanno i politici e i parroci intasano l'uscita a loro riservata, gli spalti cominciano a svuotarsi, i volontari indicano le uscite e aiutano chi lo richiede a scendere le scale. Si sta facendo buio, si scattano le ultime foto, gli addetti iniziano a raccogliere le sedie posizionate sopra il campo. Via radio si richiede a "GOLF" l'autorizzazione a rientrare alla base. Sono le 19 circa quando varchiamo i cancelli delle scuole Vivaldi. Tutti sono più rilassati, si scherza, ci si saluta, qualcuno finisce di mangiare uno dei panini del pacco viveri, si smontano le attrezzature, si tirano le prime conclusioni. Non è successo nulla di particolarmente grave, abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto di fare. Alla fine è stata una grossa esercitazione e domani sarà un altro giorno. Unico rammarico: la stampa locale, a fronte di 1200 volontari, con 245 volontari della Protezione civile ANA di Verona impegnati all'interno dello stadio, ha dedicato, su svariate pagine di notizie riguardanti il Pontefice, solo tre righe di cronaca per la Protezione civile! Gianni Fasolini


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Edizione Novembre - Dicembre 2006

VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

S. GIOVANNI LUPATOTO

Echi di una grande manifestazione alpina

Quest'anno il Consiglio sezionale ha assegnato la ricorrenza del 134° Anniversario della fondazione delle Truppe alpine, e in concomitanza ha festeggiato il proprio 80° anno di fondazione del Gruppo alpini. La manifestazione, preparata sin nei minimi particolari dal Consiglio direttivo del Gruppo, da quello sezionale, da molti soci e dall'Amministrazione comunale, è iniziata sabato 14 ottobre con l'esposizione dei mezzi della Protezione civile ANA e del Gruppo di Protezione civile Comunale con prove di ricer-

ca e salvataggio, alla presenza delle scolaresche intervenute. Presso "Casa Novarini" e il "Centro cultuale", sono stati esposti cimeli, ricordi e documenti alpini; si è potuto avere l'annullo postale su apposita e significativa cartolina. In serata, nella chiesa di S. Giovanni Battista, rassegna molto applaudita di cori alpini, di Bassano del Grappa, Cavaso del Tomba e Negrar. Domenica 15, una giornata primaverile e inondata di sole, l'ammassamento che ha registrato un migliaio di alpi-

ni veronesi (139 gagliardetti), Gruppi di altre Sezioni: Pistoia, Trento, Vicenza, Como e Parma, rappresentanze di Associazioni d'Arma e di volontariato. La sfilata si è snodata tra le vie cittadine pavesate di tricolore con arrivo al monumento ai Caduti ove si è proceduto all'alzabandiera e alla deposizione di corone d'alloro da parte delle autorità convenute. Il corteo è quindi ripreso per arrivare al luogo per la S. Messa al campo celebrata dal cappellano sezionale don Rino Massella. Il capogruppo Vittorio

Zecchetto, con evidente emozione e con concise parole, ha salutato gli alpini per la loro massiccia presenza. Il gen. alpino Bruno Iob, comandante del COMFOTER, ha incentrato il suo intervento su tutti i soldati, alpini e no, che attualmente compiono il loro dovere in varie parti del mondo, ricordando i Caduti, che nelle varie operazioni, hanno sacrificato la loro vita tenendo alto il senso della Patria. Ha preso poi la parola il presidente sezionale Alfonso Ercole che, con la sua carica "alpina" ha esortato gli alpini a non lasciare mai lo "zaino a terra". I festeggiamenti terminano presso la nuova sede, ove il sindaco, Remo Taioli, ha consegnato una significativa targa ricordo ai due alpini, reduci di Russia: Marino Maggiotto e Tolmino Baroni, i più anziani del Gruppo, al col. alpino Riccardo Mainenti figlio del primo capogruppo e alle fanfare sezionali di Verona e Trento per aver accompagnato tutta la manifestazione con le loro suonate.

MANTOVA

Dedicata una via agli alpini e ai bersaglieri Finalmente un Comune del mantovano ha dedicato una via della propria cittadina in onore degli alpini. Può sembrare strano tanto entusiasmo a coloro che risiedono nel territorio veronese, ma l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di Bagnolo San Vito, paese della Bassa mantovana, è senzadubbio un evento straordinario per la provincia di Mantova, considerato il disinteresse mostrato ad oggi dalla maggior parte dei comuni virgiliani nei confronti dell'ANA e degli alpini. L'evento ha avuto luogo a San Biagio, frazione di Bagnolo San Vito, lo scorso 10 settembre. Durante la cerimonia il Comune ha dedicato due nuove vie cittadine: una agli alpini ed una ai bersaglieri. La manifestazione ha visto la partecipazione del Gruppo alpini di Mantova, con il capogruppo Giorgio Minari, della Sezione bersaglieri, sempre del capoluogo mantovano. Presenti due consiglieri della Sezione di Verona, Massimo Battisti e Luigi Sala.

L'inaugurazione ha poi visto lo sfilamento per le vie cittadine e la deposizione di una corona al monumento ai Caduti di Bagnolo, il tutto accompagnato dalle note della Banda comunale di

Povegliano Veronese. Si è trattato di un evento importante per la dinamica realtà alpina mantovana, che, auspichiamo, venga seguito da iniziative analoghe da parte di altri comuni.


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VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

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SANGUINETTO-CONCAMARISE

Inaugurata la baita “Cap. Norberto Ferrarini” È pur vero che dalla "Bassa" le montagne si vedono raramente sullo sfondo del cielo, spesso velato da smog e foschie, come è vero che il luogo che noi abitiamo lo chiamiamo casa. Solo gli alpini, nel nostro caso montanari di pianura, del Gruppo SanguinettoConcamarise, senza esitazione chiamano "baita" il luogo che hanno costruito con amore e passione come la loro casa. Con amore, certo, dallo scavo delle fondamenta alla posa della struttura, recuperata da un manufatto originale in legno. Piano piano abbellita da un grande prato, che sa veramente di montagna, e da un enorme cippo di pietra con una grande aquila ad ali spiegate. Appena davanti, il monumento all'Alpino posto anni fa in piazza Nascimbeni e da lì trasferito. Con passione, certo, e uno struggente ricordo va alla presenza assidua, nei primi tempi, del capitano dott. Norberto Ferrarini, con la mazzetta in mano a pulire mattoni. Già, proprio Lui, essenza,

forza e volontà del Gruppo. Anche dopo la sua morte presente in spirito così come lo resterà, scolpito come è nell'acciaio della targa che intitola a suo nome la "sua" baita. Erano contenti gli alpini della "Bassa", soddisfatti per

portanti, documenti e ricordi dei campi di lavoro nel Friuli terremotato che sono e rimarranno storia come quelle del ritorno "a baita" dalla Russia della salma del capitano Gino Biasi. Il programma parte il sabato 16 settembre al mattino

avere fatto tutto ciò che si doveva fare per l'inaugurazione ufficiale, orgogliosi della mostra antologica sulla storia del Gruppo offerta ai visitatori in un percorso di immagini, di oggetti, di ricordi; foto ingiallite che facevano rivivere i volti dei tanti che, ormai, sono "andati avanti", immagini di momenti felici, di appuntamenti im-

nelle scuole elementari e medie alla presenza dei dirigenti scolastici: la squadra di Protezione civile "Zona Basso Veronese" di Minerbe simula l'evacuazione, in contemporanea, degli edifici. La sera, nel teatro, concerto del Coro "El Castel" alla presenza di un folto pubblico. Poi, la domenica, una pioggia insistente non per-

metteva l'uso degli strumenti alla fanfara sezionale di Perzacco, anullando anche la sfilata al monumento e la S. Messa al campo, che veniva celebrata nella chiesa dei Frati, celebrata dal cappellano sezionale don Rino Massella con il parroco don Ulisse Mantovani e don Vasco Grella. Toccante la cerimonia dello scoprimento della targa che intitola la "baita" alla memoria del cap. Norberto Ferrarini. Madrina la figlia Paola, con la mamma signora Olga. La pioggia non ha impedito la partecipazione di tanti alpini dalla Bassa e non solo, di nove consiglieri sezionali, dei vessilli delle Sezioni di Verona e di Bolzano, di oltre 40 gagliardetti e di due generali alpini. Presenti i gonfaloni dei comuni di Sanguinetto e Concamarise con i sindaci e tante bandiere di Associazioni d'Arma e di volontariato. Adesso gli alpini di Sanguinetto-Concamarise, per vivere la loro alpinità, continueranno a trovarsi in "baita" condividendo la loro amicizia e la loro ospitalità. Giuseppe Fioravanti

CA' DEGLI OPPI

BOVOLONE

Festeggiati i 20 anni del Gruppo

Rinnovo del Consiglio

Sono iniziati sabato 29 aprile i festeggiamenti per i vent'anni della fondazione del Gruppo alpini con una mostra fotografica e una serata con i cori "San Maurizio" di Vigasio e "Montegaleto" di Bussolengo. Alla domenica mattina, sfilata per le vie del paese preceduti dalla Banda sezionale di Perzacco, dal gonfalone del comune di Oppeano con il sindaco, i Gruppi alpini della "Zona Isolana" e il capozona Valentino Stoppa, i

consiglieri sezionali Rinaldo Marini e Angelo Gozzi. Dopo la S. Messa, deposizione di una corona d'alloro al monumento ai Caduti e discorsi ufficiali. Il capogruppo Giuliano Pozzani, illustrava le innumerevoli iniziative del Gruppo a favore della comunità, ringraziando il suo predeces-

sore, Romolo Meneghelli, primo capogruppo. Il sindaco, a nome dell'amministrazione comunale, ringraziava gli alpini per la loro operosità e il consigliere Gozzi portava i saluti della Sezione, ricordando che l'obbiettivo principe degli alpini è l'altruismo verso i più bisognosi.

Venerdì 22 settembre 2006 convocazione dell'assemblea generale del Gruppo per le elezioni del capogruppo e del Consiglio direttivo. Dopo lo spoglio delle schede, è risultato eletto capogruppo Fiore Domenico Costantini (riconfermato). Il nuovo Consiglio direttivo è così composto: Menotti Costantini, Giorgio Vaccari, Giovanni Fraccaro, Gaetano Franchi, Renzo Fiorini, Fausto Bertini, Franco Gherardini e Adriano Soave. Al nuovo Consiglio direttivo gli auguri dalla Zona "Isolana".


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S. MASSIMO

Per non dimenticare «Genitori, piangete piangete, se vostro figlio non dovesse tornar; vostro figlio è morto da eroe sulle cime del Monte Cauriol», recita la canta degli alpini: cosa c'è di più bello che ricordare, dopo tanto tempo, uno di questi eroi spesso a torto dimenticati? Il Monte Cauriol, quasi 2500 metri di granito rossastro, domina con la sua possente sagoma triangolare sia la Val Sadole, a nord, che la Val Vanoi, verso sud; da lì si vede Ziano e la Val di Fassa.

Smoccolavano gli alpini del "Feltre" che risalivano dal Col S. Giovanni e dicevano: «Vedrai che dovremo andar lassù a prenderlo». E così fu. Avevano appena fermato lo slancio di due superbi battaglioni ungheresi sul Monte Cima, bloccando l'ala della Strafexpedition che doveva scendere nella conca del Tesino, per prendere alle spalle le nostre linee in Valsugana. Si immolarono, su quei

A quaranta anni dalla fine della naja, l'art. da montagna Paolo Niselli, ha portato il figlio Diego, entrambi soci del Gruppo, a visitare i luoghi dove ha prestato il servizio militare. La foto li ritrae davanti alla caserma "Piave".

roccioni spigolosi e taglienti, quattro compagnie del "Feltre", due sezioni di mitragliatrici del Btg. "Monterosa" e i cannoni della 5a Compagnia da montagna. Sulla selletta che separa il Piccolo dal Grande Cauriol, chiave di volta di tutta l'operazione, giunse per prima, dopo due giornate di asprissimi combattimenti, la 65a Compagnia del "Feltre", al comando di un sottotenente di 20 anni di Verona, Attilio Carteri, al quale la vittoria costò carissima: fu ucciso sul posto da un colpo di pistola alla gola, esploso da un ufficiale austroungarico che aveva finto di arrendersi. Per questa azione Carteri fu insignito della Medaglia d'argento alla memoria, che si aggiungeva alla Croce di guerra appena avuta per la battaglia di Monte Cima di

INCONTRI

ISOLA DELLA SCALA

S.GIOVANNI ILARIONE

Ritorno a Dobbiaco

due mesi prima. La selletta ora porta, sulle carte, il suo nome. Fu sepolto nel piccolo cimitero di fondovalle di Caoria. Ancora oggi si può vedere la sua lapide: è rimasta solo quella, perché poi al termine della guerra, assieme ai suoi compagni caduti, fu traslato nel tempio ossario di Rovereto, dove ora riposa. Questo episodio della Grande Guerra, lo abbiamo ricordato il 27 luglio 2006, con una piccola ma commovente cerimonia, in intimità e senza clamori, sulla sua selletta che lo vide per l'ultima volta novant'anni fa. «Il sacrificio del sottotenente Attilio Carteri», ha detto don Piergiorgio, «dimostra che l'amore è più forte della morte, perché è più grande della vita». Bruno Adami

Decima serata alpina Dopo cinquant'anni si sono ritrovati al Raduno di Bosco Chiesanuova i commilitoni G. Todeschini, R. Adami e Finetto.

Lunedì 25 settembre al cinema teatro "C. Bovo" il Gruppo alpini isolano ha organizzato la "10a serata alpina" in occasione della 40a Fiera del riso. Sul palcoscenico si sono succeduti in un applaudito concerto i cori "Piccole Dolomiti" di Illasi e "ANA Peschiera", intrattenendo con cante popolari e alpine il numeroso e attento pubblico intervenuto. Al termine delle esibizioni, il capogruppo Angelo Gozzi ha ringraziato il numeroso pubblico per la partecipazione, invitando l'as-

sessore alpino Tiziano Arcolini, che ha portato il saluto del sindaco e dell'Amministrazione comunale, l'abate don Gianni Ballarini, che ha voluto ringraziare il Gruppo per le opere fatte a favore della parrocchia, e il "vecio" alpino Angelo Zaghini per la sua lunga operosità nel Gruppo alpini. Presenti alla serata i vicepresidenti Sergio Lucchese e Edio Fraccaroli, che ha portato il saluto della Sezione, i consiglieri Benedetti, Vezzari e Marini, e il capozona Stoppa.


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RONCOLEVÀ

Giornata per gli alpini che sono “andati avanti” Il consueto incontro degli alpini del Gruppo, ha avuto luogo il 24 settembre scorso a Roncolevà. Presenti il sindaco del comune di Trevenzuolo Fabio Meneghello, il vice presidente sezionale Edio Fraccaroli, il capozona dell'"Isolana" Valentino Stoppa, i consiglieri Sala, Gozzi e Marini e, tra gli altri, anche un consigliere della Sezione di Brescia, Romeo Mainardi. Consueto il programma: sfilata, onore ai Caduti, S. Messa. Alla fine tutti uniti per un pranzo alpino di tutto rispetto. Per l'occasione hanno presenziato alcuni reduci di guerra (il più anziano aveva 92 anni, ma con lo spirito dei vent'enni) che hanno ricevuto la profonda simpatia e la stima dei presenti per la loro statura morale. Un riferimento particolare va rivolto al Corpo bandistico di Roncolevà e al

coro "La Castellana" diretto dal maestro Claudio Tubini. Un'occasione importante per rinverdire il ricordo dei tempi della "naja" spesi nel 6° Alpini e nel 2° Artiglieria da mon-

MEZZANE

INCONTRI Si sono ritrovati dopo 52 anni dal congedo tre alpini del Btg. "Cividale", 115A Compagnia mortai. Nella foto da sinistra: Luigi Marchesini, Gruppo di Colognola ai Colli, Gustavo Menegon, Gruppo di Onigo (Sezione di Treviso) e Silvano Perbellini, Gruppo di S. Giovanni Lupatoto.

Roberto Rossini

BORGO SAN PANCRAZIO

La “Casa dell’Alpino” compie dieci anni

Domenica 17 settembre 2006, il Gruppo alpini ha festeggiato il 10° anniversario di vita della sede sociale, situata in piazza IV Novembre. Dopo l'ammassamento nei pressi del capitello dedicato alla "Madonna dell'Alpino", si è svolta la sfilata

tagna. Nel corso dell'incontro sono stati distribuiti vari volumi del libro "Alpini in cartolina" voluto e prodotto dalla Sezione alpini di Verona.

per le vie del paese, sotto una pioggia battente, accompagnata dalla Banda di Illasi. A chiusura della manifestazione, i fratelli Burro, a ricordo dell'inaugurazione a suo tempo fatta dal padre Sisto, hanno offerto il "rancio alpino" a tutti i partecipanti.

Ricordato il cap. Marcolini Mercoledì 13 settembre 2006 una delegazione del Gruppo alpini si è recata a Genova con il vessillo sezionale e il gagliardetto del Gruppo per dare l'ultimo saluto al capitano di Fregata Evelino Marcolini, medaglia d'oro al valor militare, meritata nell'anno 1945 affondando la portaerei "L'Aquila" e risparmiando così, al capoluogo ligure, lutti e devastazioni. Alla cerimonia hanno partecipato molte autorità di varie Armi e amministrazioni comunali. Oltre a questo episodio, come alpini ci teniamo a far presente che la famiglia Marcolini è stata colpita da ben più dure prove: il fratello Aldo, alpino, sopravvissuto alla tragica ritirata di Russia come appartenente al Btg. alpini "Val Chiese", perse il padre, la madre, il fratello e la sorella nel bombardamento

del 28 marzo 1944 che ha quasi cancellato il quartiere Borgo San Pancrazio. In questo avvenimento stiamo parlando di un marinaio, ma è anche l'occasione per riscoprire valori superiori all'appartenenza di qualsiasi Arma. La famiglia Marcolini merita il plauso e la più grande riconoscenza da parte di tutti. Lino Santi

ERRATA CORRIGE Sul numero di settembre-ottobre de "il Montebaldo", a pag. 16, nell'articolo della Zona "Basso Veronese", è stato pubblicato il Gruppo di Porto invece di S. Pietro di Legnago. La redazione si scusa con il capogruppo Renato Borin e con il Gruppo alpini.


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DOSSOBUONO

Primo raduno dei commilitoni del 7° 1983 Domenica 15 ottobre si è tenuto presso la baita degli alpini di Dossobuono, il primo raduno dei commilitoni del 7° '83 che, dall'ottobre 1983 all'agosto 1984, hanno svolto il servizio militare nel Btg. "Gemona" di stanza nelle caserme “La Marmora” e “Italia” di Tarvisio (Udine). Intenzione degli organizzatori era di inserire il raduno nei festeggiamenti per il 134° anniversario di costituzione delle Truppe alpine organizzato dalla Sezione di Verona a S. Giovanni Lupatoto, ma la risposta degli alpini contattati è stata superiore ad ogni previsione e, temendo di perdere la necessaria "intimità" indispensabile a 60 persone che si rivedono per la prima volta dopo 22 anni, si è dovuto trovare un luogo meno dispersivo dove poter trascorrere la giornata considerando che la metà dei partecipanti è intervenuta da fuori provincia. In nostro aiuto sono appunto accorsi gli alpini di Dossobuono che, con puro spirito alpino, ci hanno accolto nella loro bellissima baita affinché potessimo realizzare quella festa che tutti ci auguravamo potesse essere memorabile. Così, infatti è stato, e chi ha avuto la fortuna di poter partecipare ad un raduno di "fradis", può ben capire come sia difficile spiegare

con le parole, le emozioni che un simile evento scatena nel cuore di chi, dopo tanti anni, incontra per la prima volta i commilitoni che con lui hanno diviso la più forma-

sato di Cerro V.se, che perse la vita in un tragico incidente durante un nostro “campo” a Paularo (Udine) nel gennaio 1984, e che domenica ci ha sicuramente sorriso, come

tiva delle esperienze che un giovane potesse provare. Come la vecchia 71a Compagnia, siamo ancora una volta inquadrati e sugli attenti abbiamo assistito all'alzabandiera comandata dal più anziano dei nostri ufficiali e, poco dopo, abbiamo deposto una composizione di fiori al monumento ai Caduti per ricordarLi ed onorare nel contempo la memoria di uno di noi. Alla presenza della madre e del fratello, abbiamo così ricordato l'alpino Sergio Bu-

sempre faceva, dal Paradiso di Cantore assieme ai Caduti del "Galilea". Presenti alla nostra festa c'erano anche i gagliardetti dei Gruppi di

Verona Centro, Dossobuono, Vestenanuova, Arta Terme, della Sezione Carnica; Corno di Rosazzo, della Sezione di Udine; Villesse, della Sezione di Gorizia e Casale sul Sile, della Sezione di Treviso, gagliardetti che sono stati fortemente voluti dagli organizzatori come simbolo dell'ANA, di quella Associazione nella quale avremmo piacere confluissero tutti quei nostri "fradis" che ancora non la conoscono, giovani che potrebbero far del bene per quella Associazione così impegnata nel sociale, così seria quando c'è da lavorare per i più bisognosi, ma che tanta soddisfazione riceverebbero dall'Associazione altrettanto disponibile nell'aiutare quando abbiamo avuto bisogno di Lei per organizzare manifestazioni così gratificanti per il nostro giovane spirito. W i "veci". W i "bocia". W il 7°/83 Btg. "Gemona". Mario Bentivoglio

NASTRI ROSA ED AZZURRI

COMPLEANNO Roberto Baldinazzo (a sinistra) ed Eros Novello, hanno partecipato insieme alla missione ONU in Mozambico. A distanza di tredici anni li vediamo con i figli Sofia e Denis (Gruppo Cologna Veneta)

Il 9 ottobre 2006 il Gruppo alpini di Borgo San Pancrazio si è recato a festeggiare il compleanno del socio maresciallo Antonio Turri, per aver compiuto 102 anni. Reduce di Montenegro e Jugoslavia, onorato di diploma come combattente per la Liberazione. Dopo il rituale brindisi… arrivederci all'anno prossimo.

Matteo, Marco e Francesco, nipoti di Serafino Martini, Adriano Romani e Valerio Manzato (Gruppo Bussolengo)


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ANAGRAFE

SEZIONALE

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NASTRI ROSA ED AZZURRI

Alessia, nipote di Lorenzo Bottura (Gruppo Bussolengo)

Vittoria ed Edoardo, con il nonno Giancarlo Pinali (Gruppo Bussolengo)

Giovanni e Cristian, con il papà Giovanni Rudella (Gruppo Isola della Scala)

Monica, nipote di Adelino Poli

Manuel e Matteo, nipoti del nonno Dario (Gruppo Montecchio)

Morgan Marco, figlio di Damiano e nipote di Massimo Guarise (Gruppo Volon)

Mattia e Andrea Beatrice, nipoti di Francesco e Matteo Grisi (Gruppo Badia Calavena)

Filippo Urbani, nipote di Rinaldo Burato e Oliva Dal Cero (Gruppo Montecchia di Crosara)

(Gruppo Sona)

SONO “ANDATI AVANTI”

Carlo Miglioranzi (Gruppo Caselle di Som.)

Rosanna Marchesini (Gruppo S. Giovanni I.)

Luigi Beschin (Gruppo S. Giovanni I.)

Umberto Cacciero (Gruppo S. Giovanni I.)

Giuseppina Erba (Gruppo S. Michele Extra)

Otello Signoretto (Gruppo Legnago)

Giancarlo Recchia (Gruppo S. Giorgio in S.)

Francesco Cielo (Gruppo Prova)

Riccardo Bertani (Gruppo S. Martino B.A.)

Ivano Faccincani (Gruppo Palazzolo)

Giuseppe Bertoli (Gruppo Palazzolo)

Luciano Cristofoli (Gruppo Isola della Scala)

SMARRITI È stato smarrito un cappello alpino con nappina blu con inciso B-12, stellette tricolori, chiodo, med. del Reparto comando della “Julia”. Telefonare a Silvano Busato, cell. 347.7183682. -----------------Domenica 3 settembre è stato smarrrito nei pressi del Rifugio Pertica, un cappello alpino con nappina verde (senza numero), stemma CAR di Cuneo, cordoncino tricolore con stellette. Telefonare a Luciano Valditi, cell. 349.3296413.


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ANAGRAFE

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SEZIONALE

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MATRIMONI ED ANNIVERSARI

Michele Mosso con Daniela Ambrosi (Gruppo Salizzole)

Chiara, nipote di Paolo e Bruna Giusti, con lo sposo Nicola

60° di matrimonio, Venerino Faccini con Cesarina Merzari (Gruppo Soave)

50° di matrimonio, Roberto Fattori con Cecilia Trestin (Gruppo S. Bonifacio)

50° di matrimonio, Virgilio Carraro con Luigina Cestaro (Gruppo Q.re Indipendenza)

45° di matrimonio, Tarcisio Bombieri con Luciana (Gruppo Lugo)

45° di matrimonio, Giovanni Mazzola con Luisa Bresaola (Gruppo Caprino)

40° di matrimonio, Giuseppe Tommasi con Nicoletta Zoccatelli (Gruppo S. Massimo)

40° di matrimonio, Giocondo Dal Corso con Gabriella Ferraris (Gruppo Cerro)

40° di matrimonio, Ivan Turri con Annamaria Cordioli (Gruppo S. Massimo)

40° di matrimonio, Pio Birtele con Marcellina (Gruppo Lugo)

40° di matrimonio, Domenico Pelosato con Antonia Marcazzan (Gruppo Monteforte)

35° di matrimonio, Giuseppe Dalle Pezze con Raffaella Mignolli (Gruppo Fane)

30° di matrimonio, Ernesto Pezzi con Raffaella Cordioli (Gruppo Valeggio s/M.)

(Gruppo S. Lucia Extra)

65° di matrimonio, Isidoro Bombieri con Margherita Veronesi (Gruppo Lugo)


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SOCI DECEDUTI Arbizzano Fiorenzo Motta.

Bardolino Sergio Berton, cl. 1948, alfiere.

Borgo Nuovo Sergio Vesentini, amico.

Borgo Roma Giuseppe Peroni.

Borgo Venezia Angelo Ledro.

Buttapietra Raffaello Poli; Ermes Viviani, amico.

Cologna Veneta Roberto Contalbrigo; Marcello Ghiotto.

Golosine Carlo Alzetta.

Grezzana Luigino Andreis, amico, fratello di Gelmino e zio di Flavio Venturi, e cognati; Tiziano Pernigo, genero di Giuseppe Zanini.

Lugagnano Enzo Miglioranzi.

Montorio Vania Maggia; Angelo Segala.

Nogara Sergio Malvezzi; Vincenzo Franchini, amico.

Peschiera Luigi Prospero.

Prova Ezio Bolla.

Quartiere S. Zeno Ignazio Valbusa, volontario PC.

Quinto di Valpantena Silvano Zuanazzi.

S. Bonifacio Renato Tognon.

S. Francesco di RoverØ Guido Gaspari.

S. Giorgio in Salici Salvatore Gaspari, reduce di Russia; Giuseppe Banterle.

S. Giovanni Lupatoto Silvano De Grandi; Alberto Cailotto.

S. Michele Extra Andrea, figlio di Daniele Garonzi.

Soave Antonio Piubelli.

Torri del Benaco Erminio Loncrini, cl. 1927.

Tregnago Guido Maimeri; Antonio Marcazzan; Pietro Mantovani, reduce di Russia

Valeggio sul Mincio Cesare Pasquali

Villafranca Luigi Pigozzo, capitano, medaglia argento al V.M.

FAMILIARI DECEDUTI Albisano Amelia Vedovelli, anni 96, madre dell'alfiere Ignazio Perotti.

Borgo S. Pancrazio Evelino Marcolini, capitano di

ANAGRAFE

SEZIONALE

Fregata, medaglia d'oro al V.M., fratello del reduce di Russia, Aldo, capogr. onorario; Bruno Zampieri, fratello del cons. Luigi; Giacomo Bortignon, padre di Giuseppe.

Tiziano Corsi, vice capogr. e nonna della madrina Erika.

Borgo Venezia

S. Martino B.A.

Angelo Marroncini, cognato di Luigi Menini; Stella, nipote di Attilio Carraro.

Ca’ di David Angela, madre di Renato Lissandrini; Luigia, madre di Giancarlo Agostani; Robertino, fratello di Gaetano Caporali.

Caldiero Emilia Casagrande, ved. Sandrini, madre del capogr. Luigino.

Cazzano di Tramigna Luigia Tamellini ved. Molinarolo, madre di Severino; Lucia Fattori ved. Pressi, sorella dell'amico Attilio Fattori.

Cerro Veronese Iolanda Brunelli (Iole), moglie di Bruno Perini (Canata); Alessandra Sartori, moglie di Riccardo Carrara Bottagisio, cons. ad honorem.

Col Emma Bertasi, madre di Giovanni Berton.

Fumane Renato Ugolini, amico.

Grezzana Mireille Scala, moglie di Paolo Miglioranzi; Gianluca, figlio di Calisto Marcolini; Teresa Signorini, suocera del cons. Bruno Saletti

Illasi Il fratello di Giuseppe Filippozzi; il suocero di Arturo Taioli.

Isola della Scala La madre di Umberto Bustaffa.

Lugo Daniele Veronesi, padre di Andrea.

Monteforte Matilde, sorella di Antonio Rizzotto e suocera di Luigino Cavazza; Luciana, moglie del capogr. Giannino Bolla e madre degli amici Michele, Damiano e Roberto.

Perzacco Gabriele Turra, cognato di Antonio Valente, Angiolino Marchesini e Umberto Mori; Bruno Baraldo, zio di Gabriele Mori; Giuseppina Baù, suocera di Attilio Albertini.

S. Floriano Carlo, fratello di Giovanni e Luigi Tommasi; la madre di Carmelo Damoli e nonna di Michele.

S. Martino B.A. Teresa Mercanti, madre di Giancarlo Pasetto.

Salizzole Bruna, madre di Luca Pasetto; Dino, fratello di Vincenzo Sganzerla.

Zevio Celestina, zia del capogr. Ezio Benedetti; Regina, madre di

NOTIZIE LIETE Renato Nicolis, distintivo d'oro per 75 donazioni di sangue.

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secondo nipote del nonno Romano Pachera; Mattew, secondogenito di Adriano Pavoni, alfiere.

Quinto di Valpantena Lorenzo, figlio di Nicola e nipote dei nonni Silvio Ghirlanda e Nicola Dalla Riva.

S. Floriano

NASTRI ROSA ED AZZURRI Borgo Venezia

Matilde, nipote di Alessandro Paiola.

Thomas, quarto nipote di Luigi Menini.

S. Maria in Stelle

Bussolengo Elisa, figlia di Luigi Mazzi.

Ca’ di David Emma Giulia, nipote di Francesco Ceriani.

Cazzano di Tramigna Angelo Menini, figlio di Bruno; Ilaria Roncari, figlia di Martino; Giulia Taioli, nipote di Rinaldo Menini.

Cerro Veronese Annaluna, figlia di Anna e nipote di Riccardo Carrara Bottagisio, cons. ad honorem.

Col Andrea Marcato, figlio di Matteo.

Grezzana Enrico, figlio di Massimo Forapan e nipote di Giovanni Montolli.

Lugo Elisa, figlia di Marco Tomelleri, cassiere, e nipote del nonno Roberto Dal Corso; Emanuele, primo nipote di Luigino Zanini; Michela, figlia dell'amico Damiano Tacchella.

Monteforte Giona Rizzotto, figlio di Fabio, nipote del nonno Danilo Steccanella e dello zio Mauro Rizzotto; Nico Montini, nipote dei nonni Giacomo Montini, Giuseppe Marcazzani e dello zio Paolo Marcazzani; Dania, figlia di Gianluigi Tecchio.

S. Francesco di RoverØ Armanda, figlia di Ernesto ed Anna Gaspari. Davide e Martina, nipoti del nonno Luigi Mosconi; Anna, nipote del nonno Giovanni Montolli; Annachiara, nipote del nonno Giovanni Bragantini.

S. Stefano di Zimella Cristian, primogenito di Jacopo Lazzarin, amico; Irene, nipote di Antonietta Persegato Baù, amica; Francesco, nipote di Lidio Meneghini.

Torri del Benaco Beatrice e Nicolò, gemelli nipoti di Giuseppe Consolini (cl. 1941).

Vaggimal Suami, primogenita di Fiodor Marogna; Giulia, figlia di Sergio Peretti.

Volon Sara, nipote di Giampietro Valdo; Gianluca, nipote di Placido Busti.

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO Cerro Veronese 40° matr. Riccardo Ghirlanda con Elvira Prati.

Illasi 50° matr. Giuseppe Zarattini con Egidia Turco.

FIORI D’ARANCIO

Perzacco Cristiano, nipote di Tullio Zambon; Leonardo Borotto, nipote di Giorgio.

Peschiera Arianna, secondogenita di Alberto Sansoni, cons.; Luca,

ERRATA CORRIGE Nell'edizione di settembre-ottobre 2006 de "il Montebaldo", per un errore redazionale, l'annuncio della morte di Stella, nipote di Attilio Carraro, è comparso nella rubrica "Nastri rosa e azzurri". La redazione si scusa con la famiglia per l'accaduto.

Cazzano di Tramigna Mario Zenari con Francesca Lovato, nipote di Gino Zenari e sorella dell'amica Daniela.

Cerro Veronese Lucia, figlia di Roberto Perini con Marcello Tinazzi.

Lugo Alberto, figlio di Luigino Zanini e nipote del capogr. Maurizio Garonzi con Veronica; Paola, figlia di Maurizio Garonzi con Davide; Luca, figlio di Dario Bertagnoli con Pamela; Elisa, figlia di Isidoro Ferrari con Edoardo.

Perzacco Sabrina Benini, figlia di Giuliano, con Mattia Marasci

S. Stefano di Zimella Cristina, figlia di Bruno De Grandi con Alessandro Destrotti.


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ATTIVITÀ

SEZIONALE

Edizione Novembre - Dicembre 2006

Calendario delle manifestazioni 2007 Approvato dal C.D.S. il 27 ottobre 2006 ASSEMBLEA SEZIONALE DEI DELEGATI Domenica 4 marzo: Verona ASSEMBLEA DEI DELEGATI NAZIONALI Domenica 27 maggio: Milano ADUNATA SEZIONALE Domenica 6 maggio: Gruppo Badia Calavena ADUNATA NAZIONALE Venerdì 11 - Sabato 12 - Domenica 13 maggio: Cuneo PELLEGRINAGGI NAZIONALI Domenica 27 gennaio: 64° Nikolajewka Brescia - Domenica 24 giugno: Rifugio Contrin Domenica 8 luglio: Ortigara Domenica 29 luglio: Adamello Domenica 7 ottobre: Madonna del Don (Mestre) PELLEGRINAGGI SEZIONALI Domenica 1 luglio: Costabella Domenica 15 luglio: Passo Fittanze Domenica 29 luglio: Conca dei Parpari Domenica 2 settembre: Rifugio Scalorbi Domenica 9 settembre: Chiesetta S. Maurizio ADUNATA DEL TRIVENETO Venerdì 15 - Sabato 16 - Domenica 17 giugno: Arzignano ADUNATE DI ZONA Domenica 22 aprile: “Val d'Alpone” - Gruppo di Prova S. Bonifacio Domenica 20 maggio: “Verona 1” - Gruppo di Borgo S. Pancrazio Domenica 3 giugno: “Valpolicella” - Gruppo di Pedemonte Domenica 10 giugno: “Mincio” - Gruppo di Sommacampagna Domenica 24 giugno: “Isolana” - Gruppo di Isola Rizza Domenica 12 agosto: “Valpantena” - Gruppo di S. Francesco di Roveré Domenica 16 settembre: “Verona 2” - Gruppo di Borgo Nuovo 135° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLE TRUPPE ALPINE Domenica 14 ottobre: Gruppo di Lazise AVVERTENZA Tutti i manifesti pubblicitari e programmatici riguardanti i vari Raduni devono essere autorizzati dalla Sezione (Commissione Manifestazioni) prima della pubblicazione. I programmi delle manifestazioni devono pervenire alla Segreteria sezionale almeno tre mesi prima, per poterli pubblicare sul giornale "il Montebaldo" nello spazio riservato al calendario delle stesse. Tutti i capigruppo visionando questo calendario, potranno programmare, eventualmente, manifestazioni di Gruppo senza intralciare il calendario sezionale.


Anno LIV

INSERTO SPECIALE

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Verona

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Giovedì Giovedì 19 19 ottobre ottobre 2006 2006

PAPA BENEDETTO XVI aa Verona Verona

BENVENUTO FRA NOI


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Dopo il discorso tenuto ai convegnisti presso la Fiera di Verona, nel pomeriggio il Papa celebra presso lo Stadio Bentegodi, la S. Messa. Sono presenti circa 300 vescovi e 45 mila persone provenienti da tutta Italia. Nel vicino Palazzetto dello Sport, altre persone assistono all'evento davanti ad un maxi schermo. Per il Papa, si è trattato di una visita intensa, se pur breve. Al mattino, dopo essere atterrato all'aeroporto di Villafranca, ha incontrato i rappresentanti di tutta la Chiesa italiana presso l'Agricenter. Il suo intervento, lucido e forte, ha avuto grande risonanza sui media nazionali ed internazionali soprattutto quando richiama il valore della persona, da rispettare


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nella sua integrità. Una precisazione che sembra voler distinguere il cristiano da altre religioni, dove non sempre la persona è riconosciuta nel suo valore. In città sono presenti centinaia e centinaia di giornalisti. Tra le televisioni straniere anche Al Jazeera, l'emittente vicina al mondo islamico che, in questi anni, ha spesso dato notizia, in esclusiva, dei messaggi di Bin Laden e dei fondamentalisti. Alla celebrazione nello stadio, sono presenti molti politici nazionali. C'è Prodi e Berlusconi, Fini e Casini… Sono presenti le autorità regionali, provinciali e cittadine. Toccante l'intervento del sindaco Paolo Zanotto, nel ringraziare, a nome della città, il Papa per

III


IV la sua presenza - La visita di Benedetto XVI a Verona, fa seguito a quella di Giovanni Paolo II del 1988 - Un avvenimento straordinario di cui la cittĂ conserva ancora un ricordo molto vivo. Il Papa lasciando Verona, ha avuto parole di vivo apprezzamento, sia per l'accoglienza, sia per l'organizzazione del convegno. Su questo stesso sentire, si sono espressi i rappresentanti delle Diocesi, convenuti a Verona da tutta Italia. In detto apprezzamento, non vanno esclusi gli alpini, la Protezione civile e a tutti i volontari che, con il loro servizio gratuito, hanno contribuito all'eccellente esito dell'incontro.

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