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Anno LVIII

Marzo - Aprile 2010

Periodico edito dalla Sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Alpini Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Verona

Via del Pontiere, 1 - 37122 Verona tel. 045.800.25.46 - Fax 045.801.11.41 www.anaverona.it - E-mail: info@anaverona.it

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A lpino dell' A nno 2009


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LA PAROLA DEL DIRETTORE

il Montebaldo

Edizione Marzo - Aprile 2010

Il crimine della pedofilia ’è una notizia che attraversa l’Europa come un impetuoso vento artico che flagella tutto al suo passaggio. Si tratta dei preti pedofili. Un crimine orrendo, disgustoso, che ha l’aggravante d’essere perpetrato da gente che dovrebbe avere nel cuore la tenerezza di Gesù Cristo e che si trasforma, invece, in mostro pericoloso che aggredisce nel silenzio dell’innocenza. Papa Benedetto, scrivendo ai cristiani d’Irlanda, umiliati da troppi casi incresciosi, con il suo stile umile e preciso ha segnato una svolta importante. Ha detto basta all’ipocrisia pelosa che tende a salvare la faccia nascondendo i problemi. Un principio che vale per la chiesa, ma anche per la politica, l’economia, la famiglia… non si risolvono i problemi buttando la polvere sotto il tappeto, ma spazzando con vigore e spalancando la finestra perché la luce aiuti a vedere anche l’ombra più nascosta dello sporco. È un insegnamento che vale per i credenti, ma

anche per tutti. L’omertà non è solo un fenomeno mafioso, è piuttosto un’attitudine dell’animo, la tendenza pericolosa a nascondere i fatti perché l’ipocrisia della faccia pulita abbia il sopravvento sul letame della realtà. Da questo insegnamento ne dovrebbero trarre insegnamento tutte le realtà, perché il crimine orrendo della pedofilia si verifica nelle realtà più varie. Oltre il 90% dei casi succede tra le mura domestiche, ad opera di nonni, zii, cugini, fratelli e genitori. A seguire vengono le realtà sportive. Gli ambienti religiosi rappresentano una parte infinitesimale. Casi orrendi, ovvio, dove anche uno solo sarebbe di troppo. Ma pur sempre una minima percentuale nel vasto scenario della problematica. Eppure è proprio a partire da questi dati che si impone una ulteriore riflessione. Perché tanto clamore davanti ai casi che riguardano la chiesa cattolica e tanto silenzio su tutto il resto? Perché l’informazione non si è scate-

Qualche tempo fa, su questo stesso spazio, vi avevo raccontato di un in-

crescioso episodio cui avevo assistito nella stazione di Bologna.

C

A cosa serve scrivere!

SOMMARIO Circolo "M. Balestrieri" Pellegrinaggi La recensione La nostra Storia Vita sezionale Protezione civile 90° della Sezione Penna sportiva Vita dei Gruppi Anagrafe sezionale

nata quando in Olanda il Partito dei pedofili ha chiesto di entrare in Parlamento? Perché nessuno parla delle situazioni familiari che rappresentano oltre il 90% dei casi, sui quali invece c’è un silenzio assoluto? Perché non si denunciano i casi dove sono coinvolti rappresentanti della Polizia postale, avvocati, qualche giudice e quanti hanno il potere di gestire la giustizia? La risposta è che si vuole seminare una specie di panico morale contro la Chiesa. Si parte cioè da alcuni casi e si enfatizza il problema per creare la paura nella gente. Qualcosa di analogo a quanto è accaduto con la presunta pandemia influenzale dei mesi scorsi. Dietro c’è sempre qualche interesse, economico o di altro tipo. Nel caso della pedofilia l’attacco alla Chiesa cattolica appare evidente, allo scopo di suscitare un anticristianesimo di portata impressionante. La prova del nove è nel continuare a sostenere che la pedofilia nasce dal celibato. Un’accusa

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Direttore responsabile: Bruno Fasani Comitato di redazione: Ezio Benedetti, Angelo Pandolfo, Antonio Scipione, Francesco Tumicelli, Mario Bentivoglio Impaginazione e grafica: Ezio Benedetti, Giuseppe Avesani Aut. del Tribunale di Verona 15.05.1952 n. 44 del Registro - n. 1018 Vol. 11 f. 137 (06.09.1983) del Reg. Naz. Associato all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Stampa: Edizioni Stimmgraf srl - S. Giovanni Lupatoto Questo numero è stato chiuso il 25 marzo 2010

Un gruppo di scatenati tifosi del Cosenza, diretti a Verona per la partita, avevano aggredito un innocuo e solitario tifoso fiorentino, pure lui diretto a Verona. Il suo torto era quello di tifare per l’Hellas. Dopo averlo malmenato, lo avevano derubato di tutto lasciandolo in maniche di camicia (si era a gennaio!). Fui il primo a soccorrere il giovane, in evidente stato di shock. In seguito, la polizia, intervenuta per tentare di recuperare le proprietà sottratte lo consigliò di ritornarsene a Firenze, così com’era, evitando di accampare inutili pretese. E così un treno partiva verso Verona, senza il malcapitato, ma con la sua burbanzosa carrozza “bestiame”, quanto mai gratificata dall’impunità ottenuta, mentre al nostro amico non restava che tornarsene a Firenze, cornuto e contento,

indegna di persone dotate di normale intelligenza. Chi viola il celibato lo fa con una persona adulta, non con una bambino. Il pedofilo è un malato criminale non un celibe. Tanto più che le statistiche dicono che anche in ambito religioso la percentuale di pedofili è più alta in quelle religioni dove i ministri del culto si sposano e nelle famiglie dove tutti sono sposati. Perché nessuno parla mai di loro? Evidentemente l’obiettivo è uno solo: distruggere la Chiesa cattolica, sperando, ovviamente di prenderne il posto. Bruno Fasani

come si dice in questi casi. A seguito del pezzo apparso sul Montebaldo, il Questore di Bologna, dottor Luigi Merolla, nei giorni scorsi mi ha telefonato personalmente porgendo le scuse per quanto accaduto, precisando d’essere stato all’oscuro del fatto, ma che, una volta venutone a conoscenza tramite il nostro periodico, aveva provveduto ad una rigorosa indagine nel merito, riconoscendo il sostanziale fondamento del nostro disappunto. Prendiamo atto delle precisazioni del signor Questore, apprezzandone la correttezza e la squisita sensibilità, che onora la sua persona e la testata della nostra Sezione. B.F. AVVISO E' possibile scaricare "il Montebaldo" dal sito internet: http://www.anaverona.it


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Edizione Marzo - Aprile 2010

LA PAROLA DEL PRESIDENTE

il Montebaldo

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Novantesimo compleanno

isuona ancora l’eco del ritmo cadenzato che ci ha accompagnato durante lo sfilamento per rendere il doveroso tributo ai nostri Caduti, i canti che hanno solennizzato la celebrazione della S. Messa nella Basilica di S. Zeno, la musica della fanfara in divisa storica che ha rallegrato la nostra festa per il 90° anniversario nel salotto di Verona. Non da meno ci ha onorato la presenza del nostro Presidente nazionale Corrado Perona, con la sua carica passionale nell’infondere entusiasmo tra gli associati, ma grande risalto va attribuito alla partecipazione convinta dei rappresentanti dei 188 Gruppi Alpini che hanno condiviso

questo momento esaltante. Chi ha gestito le “casette” di legno, poste in Piazza Brà, ha potuto verificare la grande considerazione che la gente attribuisce al Cappello alpino, alla fiducia ed all’affetto accordati all’ANA. In occasione delle varie raccolte, si è potuto constatare questa larga stima e il nostro compito è di raccogliere i plausi, frutto della gloriosa storia che abbiamo ereditato, per continuare con rinnovata esultanza a perseguire i valori che hanno reso e che rendono impareggiabile la nostra Associazione. Quì entra in campo il nostro principale impegno: euforici per l’entusiasmo della commemorazione della costituzione della nostra Sezio-

Carissimo Presidente, mi scuso per la maniera poco formale con cui scrivo, ma sono certa che mi capirà. Voglio semplicemente ringraziare ancora una volta tutte le Squadre e i Gruppi Specialistici di Protezione civile per il gesto di solidarietà, facendomi pervenire l'assegno "Fondo Zuccher". E' sempre una grande e concreta dimostrazione di affetto verso Enrico, di conseguenza verso me e i bambi-

LETTERA AL PRESIDENTE

R

ne, dobbiamo ricercare tutte le opportunità per trasmettere questa nostra carica, la nostra passione, il nostro vivo sentimento di dedizione al mondo degli alpini, cercando di produrre un positivo contagio nei soci un po’ assopiti, un po’ indolenti, senza stimoli, e non solo, ricercando quanti, avendo svolto il servizio militare nelle Truppe Alpine, non si sono ancora avvicinati alla nostra Associazione, illustrando loro le finalità del nostro operare, le testimonianze di quanti hanno compiuto atti meritevoli di nota o, con semplicità e umiltà, offrono le proprie forze e il proprio tempo per i più bisognosi. Senza timori, non lasciandoci scoraggiare per qualche

Un grazie di cuore! ni: sono certa che Enrico condivida le mie parole. Il 1° marzo sono due anni. Ha lasciato un grande vuoto, ma attento e preciso in ogni cosa com'era, e allo stesso tempo concreto nelle sue idee, mi ha insegnato ad affrontare la vita con grinta, mi ha insegnato che ognuno di noi ha un compito da portare avanti e che continuare

a vivere è un dovere verso noi stessi, qualunque cosa accada, anche se la vita è spesso crudele e spietata. Ho imparato a trovare sempre il lato positivo nel negativo e a cercare sempre il sole anche quando fuori non c'è. Non sarò mai uguale a lui, ma continuo a credere fermamente in ciò in cui lui

momento di sconforto, con sicura convinzione e ricaricati riprendiamo il lavoro che non manca, ma certi degli effetti benefici che ne deriveranno. Buona Pasqua. Ilario Peraro

credeva e per cui lottava, condividendo la sua maniera di vivere. Molte sono le difficoltà di ogni giorno, ma la sua figura è per noi di grande esempio e ci dà la forza di sorridere e di continuare a camnminare sul sentiero che insieme avevamo intrapreso e sul quale, forse, ci sta accompagnando. Nuovamente grazie a tutti voi della vostra amicizia. Un abbraccio. Barbara

Ottimo il risultato del “Banco Farmaceutico”

Come ho avuto modo di riferire nell'Assemblea del 6 marzo, anche quest'anno il Banco Far-

maceutico ha fatto centro! Ora ci sono i dati ufficiali. In tutta Italia: 351.000 farmaci raccolti in 3.048 farmacie pari a € 2.290.000. Nel Veneto: 27.832 farmaci raccolti in 340 farmacie pari a € 182.000. A Verona: 7.900 farmaci raccolti in 86 farmacie pari a € 51.540. Da notare che il Veneto è stato il migliore in assoluto e Verona ha spopolato! Grazie alla nostra presenza che genera fiducia; grazie ai veronesi che sono estremamente generosi; grazie ai farmacisti che, quantunque facciano già di per sé un servizio sociale a fronte di una tassa di partecipazione di € 150, dimostrano di essere a loro volta assai sensibili. Convincete i vostri colleghi assenti a parteci-

pare: noi siamo presenti ovunque e questo connubio, nato in modo esemplare, deve continuare, deve espandersi sempre

più. Basta crederci! Noi alpini ci crediamo! Fate anche voi la vostra parte!!! Enrico Zantedeschi

CERCO COMMILITONE Mi chiamo Adriano Benetollo, sono iscritto al Gruppo alpini di Negarine. Ho frequentato il 45° Corso AUC ad Aosta negli anni 1966 -’67 con il commilitone Caliari (ricordo solo il cognome) in alto a sinistra nella foto. Chiunque lo conosca può contattarmi al telefono cell. 349.45.97.070.


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Edizione Marzo - Aprile 2010

CIRCOLO “MARIO BALESTRIERI”

il Montebaldo

1943 - 1945

La Campagna d’Italia La Guerra di Liberazione

Regno d’Italia 1861-1946

Repubblica Sociale Italiana 1943-1945

Comando Divisione di Fanteria “Legnano” Bergamo, 31 gennaio 1946

ORDINE DEL GIORNO N° 3 Oggi, 31 gennaio millenovecentoquarantasei, la Divisione "Legnano" perde il battaglione "Piemonte". Organicamente, nulla di più giusto. La "Legnano" è una Divisione di fanteria. Gli alpini sono gli alpini, e noi vogliamo che essi rinascano, che tornino ad essere ancora le più belle truppe da montagna che mai ebbe il mondo, indomita gente di ferro usa a non piegarsi agli uomini né agli elementi ostili: signori dei ghiacciai candidi e delle vette vertiginose, custodi eroicamente fedeli delle porte d'Italia. Spiritualmente, nulla di più doloroso per quel pugno di uomini che han risalito combattendo la penisola e l'hanno rigata del proprio sangue. Addio alpini del "Piemonte"! Due anni noi fummo insieme. Sempre ricorderemo che giusto al principio e giusto alla fine del ciclo comune, al serto del Corpo Italiano di Liberazione e del Gruppo di Combattimento "Legnano", voi avete donato due gemme genuine: Monte Marrone e Quota 363 di Valle Idice. Gen. Umberto Utili Comandante del C.I.L. Schizzo del percorso delle tre Compagnie del Btg. alpini “Piemonte” Monte Mare

Quota 363 di Valle Idice

Scapoli Comando del C.I.L. L’attività operativa del Corpo Italiano di Liberazione 1944

Monte Marrone m. 1805, Gruppo Mainarde, ai confini tra Abruzzo, Molise e Lazio (Linea Gustav)

Linea GOTICA

M. Marrone Linea GUSTAV

Quota 363 di Valle Idice, un contrafforte dell'Appennino bolognese tra i fiumi Zena e Idice (Linea Gotica) Pagina a cura di F. Tumicelli

PRIMA VISIONE: giovedì 22 aprile alle ore 20,30 nella Sede sezionale di via del Pontiere 1, sarà proiettato il documentario "1943-1945 la Campagna d'Italia, la Resistenza con le stellette". Interverrà il Gen. C.A. Giorgio Donati che fu protagonista, dopo l'8 settembre 1943, degli eventi bellici dalla Linea Gustav alla Linea Gotica.


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PELLEGRINAGGI

il Montebaldo

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Ricorda tutti i Caduti veronesi per la Patria

Il Sacrario provinciale del Monte Baldo Ogni epoca, ogni popolo, ogni civiltà hanno sentito il dovere di ricordare i morti, i Caduti per la Patria, erigendo obelischi, cimiteri, sacelli, tombe come archi di trionfo a ricordo di reduci vittoriosi e dei Caduti. Anche la Federazione Provinciale di Verona, grazie ad Attilio Dal Cero, Franco Dal Negro e Federico Visentini, ha

uno spiazzo su cui sorge l’altare per la celebrazione della S. Messa in suffragio e a ricordo dei Caduti veronesi. Le 98 lapidi di marmo bianco, con incisi i nomi dei Comuni veronesi, brillano a distanza fra il verde della vasta abetaia, consentendo ai Caduti, ivi suggestivamente simboleggiati, un tranquillo riposo. La nostra gratitudine non ha

po non può cancellare. Sono i sentimenti, quelli davvero grandi e nobili, che ogni anno, la terza domenica di giugno, conducono migliaia di persone in questo suggestivo angolo del Baldo per onorare e ricordare chi ha sacrificato la vita per la Patria. Il Sacrario invita alla meditazione non solo i Combattenti sopravvissuti, necessaria-

nezza. Hanno vissuto le ore tremende della guerra, hanno contribuito alla rinascita morale e materiale dell’Italia: sono ancora missionari di pace, di giustizia e di moralità. Talvolta, durante i raduni, capita di assistere a commoventi abbracci di vecchi soldati che si erano persi di vista dopo più di 60 anni dalle drammatiche esperienze vis-

voluto creare un Sacrario per lasciare un segno maestoso di presenza perenne ai tantissimi Caduti della nostra Provincia. La località è stata scelta con cura da Giacomo Silvestrelli, e con mano felice, a qualche chilometro da Spiazzi, tra il verde in un declinante semicerchio di abeti nel Comune di Ferrara di Monte Baldo. Il Sacrario è diviso da una lunga scalinata che porta ad

limiti verso i nostri fratelli Caduti, non ha scadenze, perché dobbiamo ricordare che dal loro sacrificio ha preso l’avvio la rinascita morale e materiale della nostra Patria; gratitudine che non è un dovere morale solo per i vecchi combattenti, ma lo è per tutta la comunità nazionale. Passa il tempo, molte cose passano e si dimenticano, ma ci sono sentimenti che il tem-

mente ormai vecchi, ma anche i giovani, è un tesoro inalienabile che può consentire sempre di attingervi quando sia necessario perché “il lume non si spenga, perché il filo non si spezzi, perché il cuore non si stanchi”. I Combattenti sono uomini responsabili, ricchi di esperienza e di saggezza, maturati dagli eventi di una vita tormentata fin dalla prima giovi-

sute assieme in terre lontane e in guerra. Mai come oggi, in un momento di grande tensione in tutto il mondo dove ancora ci sono troppi egoismi, tanto odio e troppe ingiustizie, i Reduci dimostrano di operare per l’avvento di una pace sicura tra i popoli della terra, affinché lo spettro sanguinoso della guerra non offuschi il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo.

Sono l'alpino Armando Ricchelli del Gruppo di Borgo Nuovo. Mio figlio Mauro frequenta la Cooperativa "Luce e Lavoro". Fatico ad esprimere con parole l'essere alpini oggi. Ci provo. La nostra storia, l'insegnamento delle nostre tradizioni, il cappello che noi portiamo, ci devono ricordare la disponibilità e l'amore verso il nostro fratello in difficoltà. Pensiamo ai molti alpini

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Essere alpini oggi impegnati nella Protezione civile, accompagnatori, autisti, infermieri, che aiutano i portatori di handicap. Queste attività mi rendono orgoglioso di essere alpino! Ricordiamoci la speranza che noi trasmettiamo ai ragazzi e alle loro famiglie in modo che non si sentano emarginati.

Vorrei ringraziare la Sezione alpini di Verona, per la lodevole iniziativa a favore della Cooperativa "Luce e Lavoro", per aver accolto il nostro grido di aiuto. Da tanti anni cerchiamo una nuova sede: tante promesse, tante speranze e finalmente un po' di luce è apparsa, il sole è penetrato

Luigi Ruffo

nei cuori degli amministratori e la nuova sede si farà. Serviva il cuore, l'organizzazione, una grande lotteria, che ha visto attivarsi tutti i 198 Gruppi alpini della Sezione. Ringrazio di cuore il Presidente sezionale Ilario Peraro, i componenti il Consiglio direttivo, i capizona, i capigruppo e tutti gli alpini della Sezione. Armando Richelli Alpino dell'anno 2008


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il Montebaldo

LA RECENSIONE

La vita del reduce descritta nel libro «La coperta di neve» ha inizio con la dichiarazione di guerra dell'Italia prima alla Grecia e in seguito alla Russia, a fianco della Germania. Beniamino Angelo Guidolin, questo lo pseudomino assunto per ovvi motivi di seguito narrati, arruolato nella Divisione "Tridentina" Btg. "Verona", ha preso parte alla Campagna di Grecia e quando si credeva fuori dalla guerra, scaduta la licenza di quindici giorni che aveva trascorso felicemente con sua moglie e suo figlio, mosse invece da Asti, il 27 luglio 1942, con prefissato il n. 34 che lo portò a fare la guerra alla Russia al seguito dell'ARMIR. Durante la ritirata fece parte del plotone che si trovava in coda alla colonna a protezione di alcune slitte cariche di congelati e feriti trainate da muli. Il 25 gennaio da sopra un crinale venivano attaccati da un centinaio di cosacchi armati anche con mortai da 45 e mitragliatrici: furono tutti massacrati. Lui, gravemente ferito da una scheggia di mortaio, si lasciò scivolare dietro un rialzo del terreno fintanto che la battaglia ebbe fine. Con lui un altro alpino, che morì subito dopo per le gravi ferite subite. I cosacchi dopo aver provveduto a raccogliere i loro caduti, strapparono agli alpini i fucili e gli indumenti compresa una piastrina di riconoscimento, eccetto al “caduto” che si era nascosto dietro il terreno al loro fianco. Nella primavera alcune donne e bambini seppellirono il plotone in una fossa comune. Quell'unica piastrina trovata su uno di loro, fu sufficiente a dare a tutto il plotone la "Morte presunta". Beniamino, terminata la battaglia, riuscì a trascinarsi carponi, per la ferita che una scheggia di mortaio gli aveva squarciato la coscia e per l'inizio di un congelamen-

La coperta di neve

to, fino ad una fattoria dove venne salvato da due donne. Curato da loro, madre e figlia, ci vollero decine di giorni prima di riprendersi. Se lo avessero denunciato, debole com'era, non sarebbe stato in grado di farcela e lo avrebbero ucciso. Passato qualche mese Beniamino avrebbe voluto autodenunciarsi, ma questo avrebbe messo in pericolo anche le sue benefattrici che gli avevano salvato la vita. Visse nella fattoria aiutando le donne nella coltivazione della terra fino all'anno 1952. Beniamino vivendo a fianco della giovane russa, vedova di guerra, che lo aveva curato con tanto amore, ebbe da lei un figlio: lo chiamarono Benja. In seguito ad alcune voci che annunciavano la collettivizzazione anche per le ultime aziende agricole fino ad allora lascia-

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te libere per la lontananza dai "colcos" statali, si autodenunciarono. La moglie, lasciata in Italia al momento di partire per la Russia, nel 1952 conobbe la sorte di suo marito che “aveva perso” la vita durante la ritirata: "Morte presunta" di tutti gli effettivi del suo plotone. Nel mese di settembre accettò di sposare un bravo giovane, di nome Renzo Segalini, che aveva aspettato con pazienza che lei venisse a conoscere la sorte di suo marito. In Russia, in seguito alla denuncia, vennero tutti condannati: la sua compagna a dieci anni nella tundra siberiana più cinque anni di confino. Sua madre, ultrasessantenne, a dieci anni di cui cinque da scontare in un istituto per anziani in una città della Siberia e cinque in un orfanotrofio nella città di Mosca. Beniamino ebbe otto anni: tre li passò nella taiga, tre in una miniera di carbone e gli ultimi due nell'isola di Sacalin alla lavorazione del pesce in uno stabilimento. Riacquistata la libertà tornò a casa in Italia dove trovò la moglie sposatasi regolarmente ma con altri due figli avuti con il secondo marito. Dopo la rettifica della sua morte presunta, Beniamino risultò di diritto suo marito essendo il primo ancora in vita. Il secondo marito aveva aiutato Alessia, la moglie, a crescere Sergio del primo marito; Beniamino a sua volta l'aiutò per Angelo e Martina, figli del secondo matrimonio di sua moglie. Renzo si ritirò in seguito lasciando i suoi due figli nelle mani di Beniamino e Alessia. Andò a lavorare in Grecia dove due anni dopo, per un incidente sul lavoro, perse la vita. Nell'anno 1991 Beniamino e Alessia ebbero la gioia di vedere Benja venuto in Italia a far visita a suo padre. E. F.

AVVENIMENTI

Era l’alba del cinque di luglio... Questa è una storia vera successa agli artiglieri da montagna del 2° Rgt. Gruppo “Verona” Batt. 75a-76a-77a durante il campo estivo del 1960. Storia composta in versi dall’artigliere Giorgio Fermanti, detto “Cancello”. La notte stessa e il giorno dopo continuando a canticchiarla durante tutta la marcia ne è nata una canzone che abbiamo cantato sull’aria di “E tu, Austria...”. A distanza di tanti anni, voglio ricordare quell’episodio e un amico di naja.

Era l’alba del cinque di luglio, la Batteria si mise in cammino senza sapere del triste destino che a due muli dovea capitar.

Venti muli tutti aggrovigliati scavalcati in cento maniere e soltanto chi è artigliere in tal caso accorrere può.

Si saliva le Alpi di Siusi, si andava verso il rifugio, si camminava così senza indugio com’è di uso nei fieri artiglier.

Dopo un’ora di duro lavoro diciotto muli si sono liberati, mentre due si erano ammazzati infangati nel lieve ruscel.

Al rifugio dell’Alpe di Siusi verso sera siamo arrivati e lì vicino ci siamo accampati per la notte poter riposar.

Erano due muli docili e forti i migliori della Batteria che servivano all’artiglieria per portare i pesanti cannon.

Circondati da splendide rocce dall’altezza di più di tremila che al tramonto il sole arrossiva era uno spettacolo guardar da lassù. Ma quella gioia durò ben poco, perché i muli si sono staccati e nel burrone si sono trascinati, chi non li ha visti non può immaginar.

I conducenti alquanto commossi non riuscivano a staccarsi da lì, e dopo un’ultima estrema carezza, dai loro occhi una lacrima uscì. A tarda sera si è fatta una fossa e sulle Alpi li abbiam sotterrati, erano due muli da tutti amati ma la montagna la vita troncò. Luigi Giacopuzzi


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LA NOSTRA STORIA

il Montebaldo

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Martedì 9 e mercoledì 10 febbraio 2010 a Trieste e Basovizza

La giornata del ricordo dei martiri delle Foibe Non ero mai stata a Trieste, l'avevo studiata e sentita attraverso le parole di altri, come si fa quando ti raccontano di un mondo lontano. L'avevo, fino a pochi giorni fa, solo immaginata. Sentivo il calore e la freschezza della città attraverso il forum degli alpini triestini, di cui sono frequentatrice da quasi un anno, ma mai avrei pensato di provare simili emozioni. Sono stata ospite di un ufficiale alpino della Sezione, Dario Burresi, e di sua moglie. Mi hanno portato a visitare Trieste, attraverso la sua storia di città multiculturale. L'architettura austriaca, il porto vecchio, la piazza Unità d'Italia, il Castello di Miramare,… Ogni pietra dava un pezzo di storia. Una città di mare dove, fatto unico in tutto il mediterraneo, il golfo d'inverno a volte fa il ghiaccio. E la Bora, un vento bambino e capriccioso che fa vedere in ogni soffio la sua voglia di vivere, arriva dai monti e scorrazza libero sull’altopiano carsico, donandoci anche bufere di neve. Una città dove i ragazzi crescono tra la cultura alpina e quella marinara. Dove montagna e mare si abbracciano senza le spiagge, ma con lunghe scarpate rocciose. E' come un angolo di Veneto con un’insolita sfumatura... Il mio viaggio nel ricordo dei Martiri delle foibe iniziò alle 18.00 sul Colle di San Giusto, nel Parco della Rimembranza dove è presente il Monumento alle Foibe. Una scultura bronzea tra i pini, un po' stilizzata, con dietro proiettato un tricolore che sembrava dipinto. Siamo stati lì con gli esuli d' Istria e Dalmazia... che esperienza vi assicuro sentire le loro storie: un terribile genocidio italiano! Veneto tra l’altro... perchè i Giuliani, gli Istriani, i Dalmati, in passato erano stati “sudditi” della Serenissima. Una cerimonia molto semplice e silenziosa. Nessuna canta o rito, solo il segno del ricordo, tra il silenzio delle bandiere. Per strada, lungo il ritorno, ho parlato con un’anziana signora, profuga di Isola d’Istria, che mi ha detto che ora ha una grande angoscia a tornare verso la sua casa diventata terra straniera. Non se la sente di attraversare il confine. E’ troppo penoso per lei. Lo stesso confine oltre il quale l’uomo, come hanno detto molti, si era dimenticato di chi era Dio, che cos'era l'amore, per dare spazio ad una completa disitalianizzazione della regione. Quella donna me la porterò sempre nel cuore, mi ha dato modo di capire cos'è davvero un esule, cosa significa essere cacciati di casa tutto d'un tratto o uccisi senza nessuna ragione, se non il fatto di essere nati in uno stato rispetto ad un altro. Dopo il momento di commozione, la sera-

ta è continuata presso la sede alpini di Trieste. Importante è stata la presenza del presidente nazionale Perona e di due Consiglieri Nazionali, oltre che di varie autorità locali. Sono stata tutta la sera con la “truppa”, a cenare al tavolo posto in segreteria, tra le divise storiche originali e i cimeli delle diverse guerre, perché la sala era sovraffollata. A metà serata sono stati consegnati gli attestati di benemerenza per i volontari di

Protezione Civile che hanno partecipato all’emergenza per il terremoto in Abruzzo! Il giorno seguente ci alziamo con calma... Flavia, la moglie di Dario Burresi, nell' uscire dice: «Che aria di neve!» Lassù ci ha sorpresi una bora innevata, come

una autentica tempesta da alte cime o da steppe russe. Tempo da Alpini! Là tutti fermi, infreddoliti... ma si è resistito! É una neve strana, una neve quasi calda, marittima.... Un po’ alla volta sono arrivati tutti, posizionati attorno alla piccola piazza di fronte al freddo monumento del pozzo della miniera. Il labaro dell'ANA nazionale, i vessilli di 18 Sezioni, molti gagliardetti di Gruppo, i gonfaloni municipali di Trieste e Muggia, le bandiere e gli stemmi degli esuli, le autorità, le scolaresche e tanto pubblico infreddolito! Un picchetto della cavalleria, fisso come una roccia sotto la bufera, si era posi-

zionato a far guardia al monumento. Cerimonia davvero toccante... Parole semplici, senza troppi fronzoli e contorni... Mi ha fatto una certa impressione vedere il bassorilievo della stratigrafia del pozzo di Basovizza, con 500 metri cubi di corpi... non sono nemmeno riusciti a contarli... sotto di loro reperti bellici della Prima Guerra e sopra quelli della Seconda e ancora resti di cose ormai inutili... Gettati in quel pozzo come spazzatura, ma erano i nostri fratelli, erano i nostri italiani in terra italiana. Si tratta di una violenza che ci ha toccati, come Nazione, come cultura. Sono stata in silenzio e non ho detto nulla... Ti spariscono i problemi, le ansie... tutto... basta un attimo di silenzio. Davanti a loro... ti senti svuotare... Non senti più né freddo, né bora... nulla... Non senti nemmeno che ti chiamano o che suona qualcosa… Non senti più il tuo quotidiano... Vedi solo quel pozzo coperto da una grande piastra arrugginita, non riesci a contenere altro... il tempo si blocca... c'è una certa serenità. Abbiamo discusso tanto io e Dario in macchina... sugli alpini, sui partigiani titini, su Trieste... L'argomento che mi ha spiegato di più è stata la definizione di “alpinità”, come è nata... dal territorio, dai legami tra compaesani, dallo spirito di collaborazione... un corpo, quello alpino, figlio e difensore della sua terra, presente in ogni occasione con grande fermezza. Il ricordo di questa tragedia tutta italiana è adatta a questo Quarto Corpo d’Armata, così fiero della sua italianità e delle sue terre in cui è nato, ha alzato le tradizioni in milioni di sfumature che portano un unico nome: fratellanza. Ve lo scrivo perchè è uno specchio anche per voi, Verona, la vostra compagnia che è unica e inimitabile. Trieste è una città emotiva, bellissima, fresca... Gli alpini triestini altrettanto... sono una grande-piccola Sezione... Ho sentito davvero un clima unico, di amicizia e volontà di gioia. Fuori dalla finestra, tra la foschia della bufera, si intravvedeva la Val Rosandra con le sue pareti di roccia, già palestra di roccia della Brigata Alpina “Julia”! La prima scuola militare alpina di roccia in Italia. Alla fine del rancio presso la trattoria “Al Pozzo”, Dario, con un cenno di goliardico cameratismo, ha gridato con voce stentorea che ha zittito la sala: «Alpini… aaaat-tenti! Onori al rappresentante della Sezione ANA di Verona!» e tutti gli alpini triestini mi hanno salutato alla visiera con grande entusiasmo. Anche senza vessillo e cappello alpino, vi assicuro che lo spirito della Sezione di Verona era a Basovizza il 10 febbraio. Eravate tutti presenti nel mio cuore. Daniela Peretti


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il Montebaldo

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Semel Alpino, semper Alpino Alpino dell’Anno 2009. Gaetano Perbellini è nato l’11 aprile 1910. Non sappiamo se è l’alpino più anziano della Sezione, ma sicuramente lo è per il Gruppo di Borgo 1° Maggio, sia per l’età che per la militanza. Siamo stati a trovarlo per fargli gli auguri del suo 100° compleanno e siccome gli piace chiacchierare, ci siamo fermati un po’. Il suo racconto comincia con la chiamata alle armi all’età di vent’anni, nell’8° Rgt. Alpini; poi altri due richiami. L’ultimo avvenne allo scoppio della 2^ Guerra mondiale quando, col grado di sergente, venne destinato ad un reparto di salmerie dell’8° Rgt. “Ju-

lia”. Al seguito della Divisione si trovò così in Albania. Racconta che macinava chilometri su chilometri, avanti e indietro per portare in linea quello di cui i vari reparti avevano bisogno: munizioni, acqua, vino, scatolette e poche pagnotte. Marciava soprattutto di notte per evitare le incursioni aeree e l’artiglieria. Con gli occhi umidi ricorda il suo mulo, anche se ha dimenticato il suo nome, ma lo descrive quasi fosse un fratello, testardo sì, come tutti i muli ma che, in cambio di una “carobola”, faceva tutto ciò che gli chiedevi. Dopo un anno di naja arrivò la licenza ma giunto in stazio-

ne, dove il treno lo avrebbe portato a Patrasso per l’imbarco verso l’Italia, arrivò un contrordine e Gaetano si ritrovò con i suoi compagni ad arginare un’offensiva greca. Poi, la Divisione venne ricostituita per essere avviata in guerra sul Fronte russo. Gaetano però ebbe fortuna: venne integrato nell’8° RC, e passò il resto della naja in Patria. Alla fine della guerra si stabilì a Verona dove vive con una delle cinque figlie. Fino a qualche anno fa andava in baita da solo soprattutto per prendere il “bollino”. Ora manda la figlia e le ripete la sua “preoccupazione” più importante: «Sito andà a torme el bolin dai alpini?

Parché col bolin i me manda a casa el Montebaldo da vardar». Tanti auguri Gaetano da tutti gli alpini del Gruppo e da tutta la tua numerosa famiglia alpina veronese.

Il mulo “Diano” ci ha lasciati

militare alpina il 6 maggio 1991. E’ vissuto presso il maneggio di Vito Salvi e Betty, ospitato gratuitamente, a cui vanno

i ringraziamenti di tutti gli alpini veronesi. "Diano" è stato presente a varie manifestazioni e in particolare alla "S. Lucia dei bam-

bini" in piazza Bra nel periodo natalizio. Ricordiamolo come “l’alpino a quattro zampe” che ha fatto sempre il suo dovere in armi e in congedo.

INCONTRI

Lunedì 1 febbraio scorso, nonostante le amorevoli cure, il mulo "Diano", classe 1981, matricola 1480, è deceduto. Ci era stato donato dal proprietario del Parco "Le Cornelle", alpino Giovanni Benedetti, che lo aveva acquistato, assieme ad altri muli, all'Asta

Si sono ritrovati dopo 58 anni dalla fine della naja i paracadutisti del 1° Plotone, classe 1931. Per un prossimo incontro telefonare a Svalzer (cellulare 320.8874786).

Cinque per mille a favore dell'ANA Sezione di Verona Una nuova formula di donazione diretta, facile, automatica ed a costo zero. Diretta: si effettua quando voi compilate la dichiarazione dei redditi o sottoscrivete il modello CUD per lavoro dipendente. Facile: basta apporre la vostra firma nell'apposito riquadro previsto dalla dichiarazione dei redditi. Automatica: indicando il codice fiscale 80010800235 dell'ANA, Sezione di Verona, verrà automaticamente attribuito all'ANA Sezione di Verona il 5 per mille dell'imposta dovuta da voi come contribuenti. A costo zero: è solo una quota dell'imposta dovuta dal contribuente pari al 5 per mille che verrà girata a favore dell'ANA, Sezione di Verona; nulla in più da pagare per il contribuente. ATTENZIONE: il 5 per mille non è l'8 per mille. L'importo del 5 per mille va alle Associazioni di volontariato ed alle Onlus, mentre l'8 per mille va alle confessioni religiose o allo Stato. Il 5 per mille non è compreso nell'8 per mille. Il 5 per mille e l'8 per mille sono a costo zero per il contribuente.


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Verbale dell’Assemblea del 6 marzo 2010

Per la ricorrenza del 90° Anniversario di fondazione dell’ANA di Verona, l’annuale Assemblea dei Gruppi della nostra Sezione, per l’elezione dei 38 delegati più il Presidente sezionale, di diritto, che rappresenteranno la nostra Sezione presso la Sede Nazionale, durante l’anno in corso, è stata anticipata al sabato, inserendola nelle varie manifestazioni previste per ricordare questo avvenimento. Si è svolta, come di consueto presso il teatro K2, in prima convocazione alle ore 5.00 ed in seconda e definitiva alle 8.00 con il seguente odg: 1) Nomina del Presidente dell’Assemblea; 2) Nomina del Segretario dell’Assemblea; 3) Nomina dei componenti il Seggio elettorale; 4) Elezione con voto segreto dei Delegati all’Assemblea nazionale; 5) Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente; 6) Relazione morale e finanziaria del Presidente sezionale; 7) Relazione dei vari Presidenti di Commissione; 8) Relazione del tesoriere; 9) Relazione del Presidente dei Revisori dei Conti; 10) Approvazione bilancio consuntivo anno sociale 2009; 11) Approvazione bilancio di previsione anno sociale 2010; I lavori dell’Assemblea sono iniziati subito, in quanto alle 11.00 era prevista la S. Messa celebrata dal vescovo di Verona Mons. Zenti, presso la Basilica di S. Zeno, con le autorità per solennizzare la ricorrenza del nostro 90°. Alle 8.15 il Gen. Bisignano, incaricato di coordinare le procedure previste dallo Statuto, comunica che i lavori dovrebbero iniziare con il suono dell’Inno Nazionale, ma per un inconveniente tecnico non è stato possibile. Ringrazia le autorità presenti: i Gen. Donati, Fincato, Scipione, Campagnola, Zara, Zucchi, Colaprisco, Inneco, il Presidente sezionale Peraro, il CDS, i capigruppo e gli alpini presenti. Propone poi la nomina del gen. Donati a Presidente dell’Assemblea. La nomina viene approvata all’unanimità. Il gen. Donati nell’accettare l’incarico ricorda che lo scorso anno aveva detto di voler fare zaino a terra, per lasciare via libera ai giovani, ma poiché il Presidente sezionale lo ha invitato a voler presiedere ancora l’Assemblea, specie questa del 90° di fondazione, ha accettato dicendo “Signor Sì”. Rammenta le varie attività che gli alpini veronesi hanno svolto, come sempre, per soddisfare le varie necessità che si sono presentate e li incita a voler proseguire nel futuro su questa strada. Ricorda la P.C. specie per quanto ha fatto a causa del terremoto dell’Aquila. Saluta gli alpini in armi, impegnati sui vari fronti. Ringrazia la Segreteria sezionale per il lavoro che svolge a fronte di 25.000 iscritti. Il coordinatore gen. Bisignano ha poi proposto la nomina del Segretario dell’Assemblea. La nomina di Giovanni Girelli viene approvata all’unanimità. Segue la nomina dei componenti del seggio elettorale che sono gli alpini: Francesco Tumicelli, Luigi Zandomeneghi e Paolo Nenz. L’Assemblea approva all’unanimità. Viene poi proclamato Gaetano Perbellini, del gruppo I° Maggio, alpino dell’anno. Nato nel 1910 (compie 100 anni) è combattente e reduce. Ritira l’attestato la figlia. La motivazione completa è allegata al verbale. Altro attestato viene consegnato al capogruppo di Verona Centro: Giorgio Ottaviani per un altro centenario, Mencheri Guido, non è alpino ma è stato combattente e reduce di Russia. Di seguito si assegna il trofeo dello sport al gruppo di Golosine. Ritira il trofeo il capogruppo Francesco Epiboli. Anche alla P.C. viene consegnato un attestato di benemerenza per la notevole attività svolta sia nel campo dei soccorsi che del volontariato. Ritira la pergamena Sebastiano Lucchi a nome del caposquadra Luca Castellani. Ancora un riconoscimento di benemerenza viene assegnato poi all’alpino Danilo Pavan, con la seguente motivazione: alfiere della Sezione, volontario della PC sempre disponibile per le attività della Sezione. Prima di proseguire i lavori dell’Assemblea, il coordinatore gen. Bisignano, chiede l’approvazione del verbale della seduta precedente (seduta del 1 marzo 2009). L’Assemblea approva all’unanimità. Bisignano invita quindi il Presidente Sezionale Peraro ad illustrare la sua relazione morale. Peraro saluta le autorità presenti, il gen. Donati, sempre disponibile a dirigere la presente Assemblea e anche sempre presente alle principali manifestazioni alpine. Ricorda quanti ci hanno lasciato ed i Presidenti che lo hanno preceduto, i cappellani, nonché il beato don Gnocchi, cappellano e reduce di Russia. Il Gen. Donati al termine della suddetta relazione si complimenta con Peraro per la validità e la completezza del suo contenuto. Seguono quindi le relazioni dei vari responsabili delle Commissioni.

Commissione manifestazioni: Bertagnoli, a nome di Sergio Lucchese, fa una sintesi delle attività svolte lo scorso anno e quelle programmate per quello corrente. Enuncia poi alcune disposizioni da seguire per l’Adunata di Bergamo. Commissione sport: Zanotti, elenca nel dettaglio tutte le gare a cui hanno partecipato i soci della nostra Sezione che sono state circa 40, di cui 6 a carattere nazionale. Enuncia poi i programmi del 2010, tra cui 13 gare podistiche e 8 gare al poligono. Volontariato e solidarietà: Zantedeschi, elenca i dati principali che hanno costituito l’attività della sua commissione: Banco alimentare: 146 tonnellate di genere alimentari raccolte, in 96 supermercati con 850 alpini. Banco Farmaceutico: raccolti 7900 farmaci, in 86 farmacie aderenti. Lotteria a favore della Cooperativa “Luce e Lavoro” con raccolta 80.000 euro. Inoltre della lotteria pro Croce Verde, raccolte fondi per l’Abruzzo, acquisto carrozzina per ospedale di Negrar, defibrillatore alla Croce Bianca e somme elargite in beneficenza e manodopera gratuita per iniziative varie. Commissione Patrimonio: Bertagnoli, elenca i lavori che sono stati fatti per la conservazione del nostro patrimonio e quelli che si devono fare ancora, almeno i più urgenti per il corrente anno. Arriva nel frattempo il Presidente nzionale Corrado Perona. Si prosegue però, ancora con le relazioni delle commissioni. Circolo Balestrieri: Tumicelli, segnala che da qualche anno il Circolo esce dalle mura sezionali per andare nelle scuole e nelle baite, onde far conoscere il proprio patrimonio storico, testimoniale e di volontariato. Commissione “il Montebaldo”: Benedetti, elenca i componenti impegnati nella stesura del giornale e li ringrazia per il loro impegno. Tesoriere: Ghellere, dopo i saluti di rito, presenta le voci principali che compongono il bilancio sezionale che si è chiuso il 31 ottobre dello scorso anno. Comunica che detto bilancio è presente su internet nel sito “anaverona.it” e che lo stesso è stato spedito a tutti i capigruppo. Revisore dei conti: Trevisan, i revisori dei conti hanno fatto i regolari controlli e verifiche sull’esposizione del bilancio stesso, trovandolo in ordine con le direttive ed i principi vigenti. Su richiesta del Presidente dell’Assemblea il bilancio viene approvato all’unanimità. Dopo le relazioni, il coordinatore gen. Bisignano chiede se ci siano interventi da parte dei presenti. Interviene Renato Caloi del Gruppo di Verona Centro. Lamenta che frequentemente, davanti al monumeto del VI Alpini in Piazza Brà vengono posizionati mezzi ingombranti: camion, impalcature, senza alcun riguardo per il monumento medesimo, tanto che ne impediscono la vista. Protezione Civile: Lucchi, comunica che la Protezione Civile è composta da 438 volontari di cui 38 donne. Segnala che nell’anno passato il più grande impegno è stato l’intervento per il terremoto dell’Aquila Al termine delle relazioni interviene il Consigliere nazionale Pandolfo che saluta il Presidente Perona, il gen. Donati, il Presidente Peraro e gli alpini presenti. Ringrazia la Sezione di Verona che gli ha dato la possibilità di far parte del Consiglio Nazionale. Dopo questo intervento viene invitato a parlare il Presidente nazionale Corrado Perona: egli nel porgere il più cordiale saluto a tutti i presenti, rivolgendosi al gen. Donati, si dice a lui legato da tanto tempo anche per la lunga militanza alpina e lo ricorda unitamente al gen. Alvise Mosca, purtroppo “andato avanti”. Ringrazia la nostra Sezione che festeggia il suo 90° di fondazione, per il peso che ha con i suoi 25.000 soci in ambito nazionale e per le attività che svolge. Rammenta che Verona con Bassano e Marostica, è incaricata di gestire i monumenti dell’Ortigara, sia come manutenzione che come cerimoniale. Cita gli 8.400 alpini della PC che, a vari scaglioni, dopo il terremoto sono accorsi all’Aquila e tanti sono ancora là. Ringrazia tutti i capigruppo per l’attività che svolgono nel “recupero” di alpini non inscritti all’ANA. Al termine del suo discorso l’Assemblea con un lungo applauso ha sottolineato la validità dei suoi contenuti. Il gen. Donati ha ringraziato Perona per quanto ha saputo dire frasi piene di sostanza e non vuote e prive di significato. Prima della chiusura dell’Assemblea, Perona ha voluto premiare con una medaglia ricordo Alfonso Ercole, anche ex Presidente sezionale, per i suoi sei anni di permanenza nel Consiglio Nazionale. Alle ore 10.20 circa il Presidente dell’Assemblea il gen. Donati, dopo aver ringraziato il Presidente Perona, il Presidente sezionale Peraro e tutti gli alpini per la loro partecipazione, ha dichiarato chiusa l’Assemblea, invitando tutti alla Basilica di S. Zeno per la S. Messa. La S. Messa è stata concelebrata dall’alpino mons. Bruno Fasani, dal nostro cappellano don Rino Massella, da mons. Ballarini Abate di S. Zeno, da don Piloto cappellano militare e da altri prelati. Dopo la funzione religiosa, sfilata fino a Piazza Brà. Alzabandiera e deposizione della corona d’alloro al monumento del VI Alpini. Il Segretario Giovanni Girelli

Il Presidente Gen. C.A. Giorgio Donati


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VITA SEZIONALE

il Montebaldo

Una mattinata di commozione a Treviso Accetto l’invito del capogruppo Franco di Piovezzano: con poche parole mi spiega che l’indomani si va a Treviso, con alcuni dirigenti ANA di Verona e Lazise, per consegnare agli eredi il piastrino del soldato alpino Angelo Bogana matricola 3109-28/C classe 1911, morto in Russia. Sapevo dei piastrini dei soldati italiani morti nella Guerra di Russia, seppelliti sotto pochi centimetri di terra ghiacciata o semplicemente accatastati negli anfratti dei boschi nella steppa russa. Il lungo periodo della guerra fredda aveva congelato anche i ricordi. Ma se non era possibile il recupero delle spoglie, non più identificabili per un rientro in Italia, almeno era possibile il recupero della memoria ed è così che un certo numero di “medagliette” identifi-

cative dei nostri alpini morti, sono state recuperate e rese disponibili per essere consegnate ai parenti eredi ancora oggi reperibili. L’alzabandiera, la S. Messa,il coro, l’inquadramento degli alpini a ranghi di quattro fanno parte del rituale. Poi lentamente si percepisce un ribollire di emozioni al momento dell’omelia, quando il cappellano ricorda i molti morti o dispersi in terra di Russia. E’ il momento della consegna del piastrino da parte di Franco Avesani, che l’ha riportato dalla Russia, alle fi-

glie di Angelo Bogana, Raffaella di 71 anni e Bruna di 68. Era l’anno 1942, quando il padre Angelo saliva sul treno a Treviso, direzione Russia. La sorella più anziana, Raffaella, aveva tre anni, ed era lì in stazione con i nonni. Bruna, l’altra sorella, era nata nella notte e il papà aveva saputo della nascita quando era già sul treno in partenza . Ora le figlie potranno stringerla e riscaldarla di quel tepore amorevole dato da un abbraccio tanto desiderato. Albino Monauni

Conegliano Veneto: 14o Convegno stampa alpina Sabato 20 e domenica 21 marzo si è tenuto a Conegliano Veneto, presso il Collegio dell'Immacolata, il 14° Convegno Itinerante della Stampa Alpina con il tema: «Non solo informazione, ma anche formazione associativa». I lavori sono iniziati sabato mattina con il programma

del Centro Studi ANA. Nel pomeriggio si proseguiva con il CISA e la consegna del premio biennale stampa Alpina Vittorio Piotti alla testata "L'Alpin Valdoten" della Sezione di Aosta. In serata sfilata fino al monumento ai Caduti e deposizione della corona d'alloro alla presenza di 50 vessilli

sezionali e 30 gagliardetti dei Gruppi della Sezione di Conegliano. Presenti le Sezioni estere di Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Bulgaria con il Console Italiano (alpino) on. Stefano Benazzo. Al Convegno erano presenti, il presidente nazionale Corrado Perona, i vice presi-

denti Valditara, Lavizzari e Spiller, il direttore de "L'Alpino" Vittorio Brunello, il gen. Rossi comandante della Brigata "Julia", il presidente della Sezione di Conegliano Gianbattista Bozzoli. Gradita la presenza di Nelson Cenci e del col. Maurizio Paissan del Comando Truppe Alpine.

Domenica 20 giugno 2010

Pellegrinaggio a Ponticello di Braies I Gruppi che intendessero partecipare, organizzando autonomamente il viaggio, sono pregati di attenersi a questo programma: Ore 9,30: Arrivo a Ponticello di Braies di tutti gli autopullman. Ore 11,00: Inizio della cerimonia con l’alzabandiera e la S. Messa. Ore 13,00: Rancio (quota € 20,00) presso il palatenda a Ponticello di Braies.


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PROTEZIONE

CIVILE

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Volontari, Grazie! Siete l’orgoglio della Sezione di Verona Dopo 10 mesi di lavoro e missioni per la terra d'Abruzzo, martoriata dal sisma del 6 aprile 2009, la nostra Unità di Protezione Civile ha posato lo zaino relativo a quell'emergenza. Quale migliore occasione, di festeggiare e ringraziare tutti i volontari che hanno contribuito a questa lunga ed importante esperienza, del 90° compleanno della nostra Sezione? Nei giorni 5-6-7 in occasione dell'Assemblea annuale, la Sezione ha organizzato una tre giorni di iniziative e festeggiamenti che ha visto anche l'Unità di Protezione civile al centro dell'attenzione dopo un anno intenso com'è stato il 2009. Venerdi 5: circa 200 volontari hanno gremito il teatro della Gran Guardia dove si è svolto un momento di ringraziamento per tutti i volontari di Protezione civile e gli alpini che hanno contribuito affinché la nostra Sezione potesse dare un grande contributo durante l'emergenza sismica abruzzese. Infatti, oltre all'organizzazione e al coordinamento, è solo grazie ai circa 300 volontari di Protezione civile e alpini che oggi si può affermare che la nostra Sezione ha dato un grandissimo contributo per risolvere i problemi legati al terremoto dell'Aquila. Molti di questi volontari sono scesi in Abruzzo ripetutamente, fino a contare più di 450 presenze per un totale di circa 3.150 giornate lavorative (circa 40.000 ore). Non solo numeri, come ho ricordato nella mia relazione davanti al Presidente Nazionale Corrado Perona di sabato 6 marzo, ma tanta specializzazione e qualità. L'incontro di venerdì, davanti a numerose autorità provinciali e regionali e ad

alcuni sindaci della Provincia, è stato un momento per ringraziare tutti i volontari e consegnare un riconoscimento a tutte le Squadre, non solo per l'Abruzzo ma per tutto quanto hanno fatto negli ultimi 25 anni di esistenza della nostra Unità di Protezione civile. Un momento per tirare le somme dopo tanto lavoro, prima di ripartire come prima e cercare di migliorare ancora. Sabato 6: è stato il momento “istituzionale” che ci ha visti festeggiare per la città, a fianco di tutti gli alpini veronesi, con la tradizionale sfilata annuale che si concludeva in Piazza Brà davanti alla Targa del VI Alpini.

Infine è stato molto importante poter esibire le nostre attrezzature e la nostra presenza in Piazza Brà, davanti al “Liston”, per i tre giorni di manifestazione. Grazie anche alle giornate soleggiate molti cittadini hanno potuto vedere chi siamo e cosa facciamo. In Piazza Brà la nostra mostra, assieme alla presenza degli alpini di tutte le Zone della nostra Sezione con le loro attività presentate all’interno di “casette in legno” , ha suscitato molto interesse e tante persone si sono avvicinate ai nostri “gazebi” e alle nostre tende per capire e chiedere. Questo per noi è molto importante non tanto per lustrarci le mostrine, ma per trasmettere la nostra cultura e i nostri valori e magari spingere qualche cittadino a iscriversi nelle nostre squadre. Far capire alle persone, ed in particolare ai giovani, il valore del volontariato, della solidarietà e la sensibilità nei confronti del territorio, dell'ambiente che ci circonda è un obiettivo e una missione molto importante da perseguire quasi come l'intervento in emergenza. Un ringraziamento a tutti i volontari che hanno partecipato a vario titolo alla “3 giorni”, in particolare a tutti coloro che hanno contribuito a livello organizzativo alla riuscita di questa festa, in particolare alla Squadra “Verona Città” come Squadra ospitante e a tutte le Squadre che hanno partecipato con il loro contributo per la riuscita della mostra in Piazza Brà. Un particolare ringraziamento va ai volontari che con grande spirito di sacrificio hanno svolto i turni notturni per controllare le nostre attrezzature. Sebastiano Lucchi Coordinatore sezionale di PC


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VITA SEZIO

Sono passati 90 anni Non so se quegli alpini in armi e in congedo, che s nica 11 aprile 1920, per dare vita alla prima assemblea sero pensato che 90 anni dopo dei loro lontani “proni ti a quel celebre palazzo, per ricordare quella fondazi all’epoca. E credo che ben valga la pena di ricordare anche chi noi e cosa si disse. C’erano uomini che indossavano a e Chierichetti, il Ten.Col. Milanesio (quello dell’Orti Reggimento Alpini, quello di Verona. E c’erano quell re nella Grande Guerra, da meno di due anni conclusa ca non avevano ancora smesso, come il primo preside positamente da Milano con il suo vice Giulio Bazzi e Dopo un saluto del Col. Scandolara che ha present si spiegava:«Brevemente, come si conviene agli alpin pello gettato fra uomini che dopo aver fatto assieme l loro lavoro, possono ancora sentire il bisogno di star tradizione che faceva lassù uguali uomini diversi di p ogni politica, oggi come ieri: per distintivo la verde f che rende liberi e buoni» e così infatti riporta fedelm aprile 1920. Venne subito eletto un “comitato di reggenza” della pe, dal dott. Sandro Braganzani, da Nenz Eugenio, Pa to e Lavagnolo Antonio, mentre la sede della Sezione me adesioni, era presso il Deposito del VI Alpini, dov Credo che non ci sia bisogno di commenti alla spie in quella sala gremita, delle motivazioni che hanno s quindi anche della nostra Sezione, la terza in Italia. Q tuali e, al di là della prosa del tempo, estremamente v Lo abbiamo ricordato con una mostra, allestita pres valsa anche della collaborazione del Museo Nazionale nerdi 5 marzo alla presenza della Dott.ssa Erminia Pe Verona, dai rappresentanti del Prefetto, del COMFOTE dell’ANMIG e della nostra Sezione, la mostra ha segu pini, fino a procedere per il tortuoso cammino che li h la desolata steppa russa. Non meno importante la parte che riguardava la S prende anche la città di Mantova e alcuni importanti c d’Oro e la sua vita istituzionale. Una buona affluenza ve il Gruppo Storico Sezionale, formato dai nostri gi mento che nel presidio dei locali. Sempre nella serata la Gran Guardia, ha visto partecipare al completo gli vile. Un doveroso saluto e ringraziamento per la loro c casione dell’evento sismico disastroso che ha colpito Nella stessa serata, alle 20,30, nell’auditorium della retto da Massimo Marchesotti, ha dato vita ad una se artistico che alpino. Il “Signore delle Cime” ha, infine sta veronese Mauro Quattrina e impreziosita dalle p Giorgio Gioco. La dott.ssa Lucia Cametti, presidente rona, ha porto il suo sentito saluto. Sabato 6 presso il teatro K2, la Sezione ha vissuto u semblea annuale dei delegati. La presenza del Presid gior solennità all’incontro. Per ragioni di tempo gli in larmente incisivi, ma ci aspettava un incontro molto si Zeno Maggiore S.E. mons. Zenti, Vescovo di Verona, per celebrare un Messa solenne, assieme a mons. Brun sella. Il sacro rito è stato ben accompagnato dal coro Buselli. Al termine, in un piazza gremita, si è snodato zionale di Perzacco e il fanfarino di Bussolengo. In P proseguire poi alla Targa del VI Alpini per gli onori f Domenica 7, con l’arrivo in piazza Brà della Fanfa da 50 elementi vestiti con la prima divisa degli alpin diera, dopo di che la fanfara storica ha percorso anche te allegre. In piazza, intanto, le casette di legno delle ancora il venerdi, accoglievano turisti e veronesi. Molti veronesi e non sono rimasti favorevolmente im la nostra PC. Molti non conoscevano, o non immagi specialità come, ad esempio, anche un Gruppo Volo. M nofile, particolarmente ammirate dai bambini. Con l’ammaina bandiera e con l’Inno di Mameli e così una tre giorni intensa e faticosa, ma significativa che quel seme gettato 90 anni orsono e germogliato f lungo sentiero tracciato, è ancora ben radicato alla te


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nni e non li sentiamo! o, che si erano riuniti alla Gran Guardia quella domesemblea della neonata Sezione Alpini di Verona, avesi “pronipoti” potessero sfilare in Piazza Bra, e davanfondazione e quel primo “convegno” come si diceva nche chi partecipò a quell’incontro così importante per savano ancora la divisa, come i colonnelli Scandolara ell’Ortigara) e il Magg. Bertello, tutti del glorioso VI no quelli che quella divisa l’avevano portata con onoonclusa, e che quel cappello con la penna nera o bianpresidente dell’A.N.A. Arturo Andreoletti, giunto apBazzi e il neo consigliere Tommaso Bisi. presentato i rappresentanti milanesi, il consigliere Bigli alpini, ma chiaramente senza enfasi retorica: un apssieme la guerra, stretti da vincoli di affetto, tornati al o di stare assieme, perché non vada perduta la buona ersi di pensiero ed indole, al di fuori e al di sopra di verde fiamma della giubba alpina, la verde speranza fedelmente il resoconto del giornale L’Arena del 13 za” della neo Sezione composto dall’avv. Tea Giusepenio, Pasini Gaetano, Tomasi Vittorio, Garelli UmberSezione, dove nei giorni seguenti affluirono moltissipini, dove ancora si trova. alla spiegazione, illustrata dall’allora consigliere Bisi hanno spinto alla nascita della nostra Associazione e Italia. Quelle motivazioni, infatti, sono quanto più atmente vive e valide tuttora. ita presso la sala del Palazzo del Mutilato, che si è avazionale Storico degli Alpini di Trento. Inaugurata veminia Perbellini, assessore alla cultura del Comune di MFOTER , dell’Arma dei Carabinieri e dai presidenti ha seguito un percorso che narra degli albori degli Alche li ha portati in Africa, nella Grande Guerra e nelava la Sezione Veronese, che, giova ricordarlo, comortanti centri di quella provincia, con le sue medaglie ffluenza ha caratterizzato i tre giorni d’apertura e donostri giovani, si è impegnato a fondo sia nell’allestila serata del 5, un grande incontro, alle ore 17 presso leto gli uomini e le donne della nostra Protezione Cila loro continua presenza ed attività, soprattutto in occolpito la terra d’Abruzzo. um della Gran Guardia, il Coro A.N.A. di Milano, did una serata particolarmente intensa sia sotto l’aspetto a, infine, suggellato una serata, ben condotta dal regidalle poesie di Tolo da Re “interpretate” dal nostro sidente della commissione cultura del Comune di Vevissuto un momento importante istituzionale con l’Asl Presidente Nazionale Corrado Perona ha dato magpo gli interventi sono stati limitati e non tutti particomolto significativo. Infatti, nella vicina Basilica di San Verona, aspettava gli alpini e i quasi 190 Gagliardetti ns. Bruno Fasani e al nostro cappellano don Rino Masdal coro ANA “San Zeno”, diretto da Renato Amedeo snodato il lungo corteo con la banda di Ala, quella sego. In Piazza Bra si è proceduto all’alzabandiera, per onori finali. a Fanfara Storica della Sezione di Vicenza, composta gli alpini,.alle ore 10 si è avuto il suggestivo alzabanso anche via Mazzini con le sue marce particolarmenno delle Zone sezionali e dei gruppi sportivi allestite esi. mente impressionati dalla molteplicità funzionale delimmaginavano, che ci fossero così tante e importanti o Volo. Ma il clou della giornata è stato per le unità ciameli eseguito dalla fanfara vicentina, si concludeva ificativa. Quel che veramente conta, alla fine però, è ogliato fino a noi che stiamo ancora percorrendo quel o alla terra. Carlo Chemello

Fotoservizio Renato Malaffo


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PENNA SPORTIVA

il Montebaldo

Campionato nazionale di sci nordico Sabato 13 febbraio a Tesero, in Val di Fiemme, si è disputato il 75° Campionato nazionale di sci di fondo con la partecipazione di 36 Sezioni e la presenza di circa 500 atleti. La gara si è svolta in notturna sul classico circuito di 2500 metri, già collaudato per varie prove a livello di Coppa del Mondo e di Coppa Europa. La nostra Sezione, pur con l’assenza forzata di alcuni qualificati atleti, si è ottimamente classificata al decimo

posto con due sesti posti individuali nelle varie categorie. Per la prima volta hanno partecipato parecchi nostri giovani che sono rimasti entusiasti dello spirito di appartenenza alla nostra Sezione, dove lo sport crea amicizia e aggregazione, promettendo che saranno sempre presenti alle prossime gare. E’ doveroso ringraziare tutti i nostri concorrenti: Francesco Tanara, Stefano Corradi, Mario Carpene, Franco Bru-

Parte della nostra squadra sul podio

nelli, Daniele Pezzo, Luca Spiazzi, Diego Gugole, Enrico Peloso, Giovanni Angelini,

Francesco Ferrari, Giuseppe Pellicari, Attilio Tanara e Arturo Tibaldi.

Slalom gigante: 1a prova del Campionato sezionale

Una nevicata della sera precedente e la bella giornata successiva, hanno contribuito alla festa degli alpini che hanno partecipato alla gara di slalom gigante valida

per il Campionato sezionale 2010. La gara si è svolta sabato 30 gennaio a San Giorgio di Bosco Chiesanuova, organizzata dal Gruppo alpini di Grezzana.

Hanno partecipato 80 atleti alpini e simpatizzanti contendendosi i primi posti nelle varie categorie sulla pista “Castel Gaibana”, con un dislivello di 260 metri e con 34 porte tracciate dall’alpino Gianni Sonetti. CLASSIFICA ALPINI 1° Bonetti Gianni (Borgo Venezia); 2° Salerno Alfredo (Giazza); 3° Bellamoli Luca (Quinto). CLASSIFICA “AMICI” Senior femminile: Zanini Silvia; Master B maschile: Maini Giorgio; Master A maschile: Cipriani Alberto; Senior: Dal Corso Riccardo; Giovani: Erbisti Luca. CLASSIFICA GRUPPI Quinto, B.go Venezia, Pesina, Grezzana, Lugo, Dossobuono, Azzago, Giazza, Sant’Ambrogio, Marano, S. Zeno e Ferrara di Monte Baldo.

Le Penne Nere iniziano la stagione con lo sci

Domenica 17 gennaio u.s. presso lo “Stadio del Fondo” di Conca dei Parpari si è svolta la prima gara del folto Calendario sportivo sezionale. I Gruppi di Velo Veronese, Badia Calavena e Roveré Veronese si sono dati man forte per organizzare con maestria la 3^ Edizione della staffetta alpina di sci di fondo. Le staffette al via erano 28, suddivise in 3 categorie: Under 100, Over 100 e femminile. Nella prima frazione in “Tecnica classica” si presentava subito in testa al cambio il giovane di Bosco Chiesanuova, seguito dalla squadra di Velo Veronese e Roveré Veronese. In seconda frazione, da svolgersi in “Tecnica libera”, grazie ad un prodi-

gioso recupero si presentava in testa al cambio la rappresentativa di Badia Calavena, seguita da Bosco e Roveré. In terza frazione tornava momentaneamente in testa la squadra di Bosco, anche se nell’ultima frazione si sono dovuti arrendere alla rimonta di Badia, i cui atleti sono giunti primi al traguardo davanti appunto ai giovani aquilotti di Bosco Chiesanuova e a Roveré Veronese. Tra gli Over 100, invece, fin dalla prima frazione si è definita la classifica finale senza nessuno sconvolgimento di posizioni. CLASSIFICA Under 100: 1° Badia Calavena (Grisi F. - Tanara F.); 2° Bosco

Il podio dei fondisti con i vincitori

Chiesanuova (Pezzo F. - Piccoli D.); 3° Roveré Veronese (Segala G. - Maccini A.). Over 100: 1° Velo Veronese (Baltieri Z. - Corradi C.); 2° Badia Calavena (Faccini M. -

Tanara A.); 3° Campofontana (Zambaldo A.- Roncari B.). Femminile: 1° Bosco Chiesanuova A (Valentini G.- Pagani S.); 2° Bosco Chiesanuova B (Fanelli A.-Corbellari F.).


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PENNA SPORTIVA

il Montebaldo

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Golosine: 1o Trofeo Dorino Giuseppe Pedretti Nei giorni 12 e 13 dicembre 2009 si è svolta, presso il Tiro a Segno di Verona, la prima gara di pistola grosso calibro organizzata dal Gruppo alpini Golosine. La manifestazione, dedicata alla memoria del capitano Dorino Giuseppe Pedretti, socio co-fondatore del Gruppo, ha visto una massiccia partecipazione di alpini ed amici. La gara è iniziata sabato mattina con una temperatura polare. Domenica mattina l'affluenza alle iscrizioni era tale da costringere gli organizzatori a posticipare di un'ora e mezza la cerimonia della premiazione. Era presente il presidente sezionale Peraro, il capozona Meliadò, il consigliere comunale Segattini e il capogruppo Epiboli che ha accompagnato la signora Mivia Pedretti. Dopo un breve discorso il presidente Peraro ha consegnato un omaggio floreale alla signora Pedretti la quale ringraziava commossa. La parola è passata quindi all'alpino Luciano Brunelli, presidente del Tiro a Segno che, sostenuto da Roberto

Maratonina Montefortiana

I primi tre alpini classificati

Gli organizzatori con i vincitori

Tronconi, responsabile delle attività sportive del Gruppo Golosine, ha dato inizio alle premiazioni. Sono stati premiati con 24 medaglie i primi 3 classificati nelle 8 categorie di tiratori individuali. Sono state consegnate 34 targhe individuali fino a premiare circa il 30% dei tiratori.

Premiati anche 15 Gruppi che hanno dato vita alla gara finale. Il primo trofeo "cap. Dorino Pedretti" è andato al Gruppo di Golosine per il maggior numero di tiratori alpini, mentre per il miglior punteggio raggiunto è stato premiato il Gruppo di Avesa. I numeri: 192 tiratori partecipanti, 20 Gruppi alpini iscritti. CLASSIFICHE Maestri: 1° Facchetti Angelo (Calmasino); 2° Bellini Andrea (Velo); 3° Salomoni Francesco (Bussolengo). Prima classe: 1° Piccoli Michele (Lugo); 2° Zumerle Mattia (Velo); 3° Tomizioli Paolo (Cadidavid). Seconda classe: 1° Bonetti Attilio (S.Giovanni L.); 2° Sartori Michele (Golosine); 3° Righi Claudio (Bosco). Veterani: 1° Bonato Omero (Avesa); 2° Vincenzi Luciano (Parona); 3° Apollonio Paolo (Avesa). Amici: 1° Zenari Renato (Cadidavid); 2° Trotta Luca (Golosine); 3° Vanzo Alessandro (Oppeano). CLASSIFICA GRUPPI 1° Avesa; 2° S. Giovanni L.; 3° Calmasino. A seguire: Velo, Bussolengo, Golosine, Ca’di David, Lugo, Chievo, Parona, Pescantina, Bosco, Cerro, Borgo Venezia e Porto S. Pancrazio.

Comunicazioni per i Gruppi che organizzano manifestazioni sportive Al fine di rendere più efficiente il “sistema sport” della nostra Sezione, proponiamo alcuni suggerimenti per migliorare sia la promozione che la partecipazione alle gare organizzate dai Gruppi alpini. 1) Assicurazione per infortuni che dovessero colpire i partecipanti alle gare: per godere dei benefici di questa assicurazione, stipulata dalla Sezione, bisogna comunicare il nome dei partecipanti, con il numero della carta d’identità, per fax alla Sezione (.045 8011141) entro le ore 12 del venerdì antecedente la gara. 2) Promozione delle gare: comunicare sommarie notizie della gara, che si organizza, al consigliere Carlo Chemello, carchevr@alice.it che farà il possibile per promuovere la gara attraverso il quotidiano «L’Arena»; comunicare direttamente al periodico “Sport di più”, redazione@sportpiu.com, un articolo di presentazione della gara che sarà messa in tempo reale sul portale quotidiano. 3) Articoli e foto esito gare: inviare rapidamente il materiale a lindass2@tiscali.it che si attiverà per la pubblicazione su “il Montebaldo”. Tutte queste informazioni devono pervenire in via telematica con gli allegati. Informare sempre il Capozona che farà il possibile per essere presente alle premiazioni.


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PENNA SPORTIVA

il Montebaldo

Avesa: gara con pistola “grosso calibro”

Domenica 28 febbraio u.s., organizzata dal Gruppo alpini di Avesa, si è disputata la gara di tiro con pistola “grosso calibro” con la massiccia partecipazione di oltre 200 atleti in rappresentanza di numerosi Gruppi. Il tiro a segno di Verona, nella persona del suo presidente Luciano Brunelli e dei suoi validissimi collaboratori, è sempre sensibile alla disputa delle nostre gare sezionali, mettendo a disposizione tutta l’esperienza organizzatrice. A fronte di questo impegno, gli alpini hanno risposto con una presenza massiccia, ma soprattutto con una presenza di alta qualità agonistica, lasciando incerto fino alla fine il risultato per l’assegnazione del Trofeo messo in palio dal Gruppo organizzatore. Infatti, alla fine, solo con quattro punti di vantaggio Avesa ha avuto la meglio su Bussolengo. Alle premiazioni era presente l’Assessore al Patrimonio del Comune di Verona Daniele Polato che nel suo intervento, oltre che elogiare l’organizzazione, ha rivolto parole di stima verso la nostra Associazione, sempre presente sul territorio e disponibile in qualsiasi occasione. CLASSIFICHE Maestri: 1° Brendola Piergiorgio (Balestro); 2° Piccoli Michele (Lugo); 3° Sterza Lo-

L’assessore Daniele Polato premia il sindaco di Bussolengo Alviano Mazzi, primo classificato nella categoria “veterani”

ris (Castel D’Azzano). Prima classe: 1° Braga Gianluca (Bussolengo); 2° Pizzini Andrea (Bussolengo); 3° Fasoli Marco (Chievo). Seconda classe: 1° Farris An-

tonello (Sommacampagna); 2° Lorenzoni Flavio (Sommacampagna); 3° Castellani Enzo (Golosine). Veterani: 1° Mazzi Alviano (Bussolengo); 2° Apollonio

Paolo (Avesa); 3° Bonato Omero (Avesa). Amici ANA: 1° Bonamini Silvio (Tregnago); 2° Zenari Renato (Ca’ di David); 3° Vanzo Alessandro (Oppeano). Signore: 1a Mai Simonetta (Golosine); 2a Poletti Tiziana (Avesa); 3a Guidi Elettra (Avesa). Amici bunker: 1° Tommasi Stefano (Golosine); 2° Bonaccini Enrico (Avesa); 3° Ambrosi Michele (Avesa). CLASSIFICA GRUPPI 1° Avesa p.778; 2° Bussolengo p.774; 3° S. Giovanni Lup. p.758, A seguire: Calmasino, Sommacampagna, Bosco Chiesanuova, Golosine, Ca’ di David, Chievo, Pescantina, B. Venezia, Cristo Risorto, Cerro, Porto S. Pancrazio.

Il gruppo dei premiati e organizzatori

APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO CULTURALE “MARIO BALESTRIERI”

PASTRENGO

Venerdì 23 aprile alle ore 20,30, presso l’Auditorium, proiezione a cura del Circolo Culturale ANA “Mario Balestrieri” del documentario: «1943-1945 La Campagna d’Italia: la Resistenza con le stellette nella Guerra di Liberazione dalla linea Gustav alla linea Gotica». La storia dei Battaglioni Alpini “Piemonte”, “Monte Granero” e “L’Aquila”, cobelligeranti con gli Alleati. Monte Lungo, Monte Marrone, Filottrano, Jesi e Quota 363 di Valle Idice: i luoghi del riscatto.

GOITO Mercoledì 28 aprile alle ore 20,30, presso la sala Ve r d e , proiezione a cura del Circolo Culturale ANA “Mario Balestrieri” del documentario: «1941-1943 La Campagna di Russia e la tragica ritirata». Sulle balke della vita, della morte e dell’onore con le tre Divisioni alpine “Julia”, “Cuneense” e “Tridentina”. Interverrà il nostro concittadino reduce di Russia Giuseppe Pippa.

LUGAGNANO

Venerdì 11 giugno alle ore 20,30, nella baita del Gruppo alpini, proiezione a cura del Circolo Culturale ANA “Mario Balestrieri” del documentario: «19401943 Africa Settentrionale: mancò la fortuna non il valore». Da Tripoli a El Alamein e ritorno: l’inizio della fine della Seconda Guerra Mondiale. Interverranno il reduce Attilio Orbelli e altri.


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VITA DEI

GRUPPI

il Montebaldo

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LUGAGNANO

RALDON

Raduno Zona “Mincio”

Raccolta medicinali per il Banco Farmaceutico

Domenica 13 giugno p.v. gli alpini della Zona “Mincio” organizzano a Lugagnano un raduno per l’inaugurazione della chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine. Questo il programma dei festeggiamenti: Giovedì 22 aprile: alle ore 10.00, in baita, incontro culturale con i ragazzi delle scuole medie sul tema: «La ritirata di Russia», in collaborazione con il Circolo culturale “M. Balestrieri” della Sezione di Verona. Venerdì 11 giugno: alle ore 20,30, in baita, rievocazione della «Battaglia di El Alamein», in collaborazione con il Circolo culturale “M. Balestrieri”. Sabato 12 giugno: alle ore 10.00, area antistante la baita, simulazione di emergenza con la Protezione civile della "Zona Mincio", SOS Sanitaria e Protezione civile. Ore 21.00 presso il teatro parrocchiale: «A nord di Stalingrado» rappresentazione teatrale evocativa con il regista-attore Stefano Paiusco. Domenica 13 giugno: dalle ore 8.00 alle ore 13.00 in baita annullo postale. Ore 8.30 ammassamento presso la Corte Messedaglia. Prima dell’inizio della sfilata: taglio del nastro inaugurale, benedizione della chiesetta e mostra fotografica (servizio navetta dalla baita). - Ore 10.15: Sfilata fino al monumento. Alzabandiera e onori ai Caduti; - Ore 11,00: S. Messa solenne nella chiesa parrocchiale; - Ore 12,00: Pranzo presso il Palatenda. Per prenotazioni: Roberto Cristini 3475392347e Fausto Mazzi 3495573664.

Sabato 13 febbraio u.s. il capogruppo Dino De Togni e i suoi alpini hanno collaborato, presso la farmacia Fiorini di Raldon, alla raccolta di farmaci promossa dal Banco Farmaceutico.

SAN BORTOLO

Inaugurato un singolare monumento Carlo Gugole, socio del Gruppo, era nel 1958-’59 al 6° Alpini. Ora ha costruito personalmente questo monumento utilizzando una vecchia “caldera” per il formaggio. L'opera si trova in contrada Pernigotti a San Bortolo. All' inaugurazione, avvenuta il 18 ottobre 2009, erano presenti una decina di gagliardetti e circa trecento persone. Tra queste il gen. Pellino che ai tempi della naja di Carlo era il suo tenente. Dopo l’alzabandiera il parroco don Sergio ha impartito la benedizione. Il monumento è stato dedicato alla famiglia e ai nipoti Daniele e Moreno. ONORIFICENZA Fernando Parise, del Gruppo alpini di S. Giorgio in Salici, e la moglie Rita Paladini, hanno ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'onorificenza di "Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana" per meriti associativi: per più di 100 donazioni di sangue e di 60 donazioni AVIS di Sona.

ILLASI

Premiato il capogruppo

Giuseppe Gaspari è “andato avanti”

Domenica 28 febbraio nel corso dell'annuale festa del Gruppo, il cav. Silvio Bonamini è stato premiato con una targa per i suoi 40 anni di capogruppo. Il vice presidente vicario Luciano Bertagnoli, attorniato dai numerosi alpini presenti, ha consegnato il riconoscimento al commosso ma felice capogruppo. Complimenti e auguri vivissimi, caro Silvio, e buon lavoro da tutta la Sezione alpini veronese.

Alpino, reduce di Russia, 56^ Compagnia Btg. “Verona”, nato a S. Francesco di Roveré il 30-11-1923, residente a Illasi da quarant’anni, ha concluso in maniera cristiana la sua "missione" di alfiere dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Infatti, nell'ultimo suo impegno, avvenuto domenica 28 febbraio, è mancato in chiesa salendo i gradini del presbiterio in attesa di schierarsi con gli altri alfieri prima dell'inizio della S. Messa. Il Signore delle Cime l'ha voluto con sé nel Paradiso di Cantore per guardare verso noi che brancoliamo ancora nelle tenebre della notte quotidiana.


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VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

S. BRICCIO

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LAUREA

Gli alpini premiano i loro reduci Nel mese di agosto gli alpini hanno voluto onorare con un semplice gesto, ma carico di valore emotivo, gli ultimi reduci combattenti della piccola frazione del Comune di Lavagno. La consegna della targa di riconoscenza per Orlando Bragantini, classe 1923, ha coinciso con il suo sessantesimo anno di matrimonio con Elsa Spagnolo (nella foto). Orlando aveva combattuto in Albania, in Grecia e poi a Rodi. Dopo l’8 Settembre del 1943 fu preso prigioniero dai tedeschi vivendo momenti di duro

lavoro nei campi di concentramento germanici. Rientrò in Italia nel 1945. Così pure è avvenuto per Giuseppe Negrini classe 1923. Giuseppe, dopo gli avvenimenti bellici in cui era stato direttamente coinvolto, fu catturato dai tedeschi e liberato dopo molti mesi di prigionia. Le targhe di riconoscenza sono state consegnate dal capogruppo Sergio Andreoli con il Consiglio direttivo al completo. Ad Orlando e a Giuseppe un grazie riconoscente da tutti gli alpini.

Rachele Dall'Ora con il papà Benvenuto e il nonno Romano Ceschi, del Gruppo di Bure, nel giorno della sua laurea in "Dottore in Mediazione Linguistica". BELLE FAMIGLIE

Giacomazzi Eligio, classe 1935, caserma "C. Battisti" a S. Candido; il genero Paolo Cardinali, classe 1956, servizio militare nella stessa caserma; il nipote Diego Cardinali, classe 1982, servizio militare alla "C. Battisti" di Merano, tesserati con il Gruppo di Buttapietra, presentano la quarta generazione: il futuro alpino Leonardo, classe 2008.

NUOVI CAPIGRUPPO Campofontana: Albino Paolo Roncari sostituisce Claudio Fainelli Castelvero: Raffaele Filipozzi sostituisce Raffaello Zandonà. Lavagno: Gianfranco Pizzighella sostituisce Livio Zantedeschi. Quartiere Stadio: Carlo Chemello sostituisce Olivo Guerra. S. Giovanni Ilarione: Elio Maurizio Marchesini sostituisce Olier Galiotto. S. Martino B.A.: Renato Zambelli sostituisce Vittorio Castellani. Torbe: Dario Quintarelli sostituisce Paolo Zancarli. Velo Veronese: Ivano Valle sostituisce Mattia Zumerle.

Giovanni Fraccaroli (Gruppo di S. Massimo) e Ivana Turri con figli e nipoti.

RICONFERMATI

Spiazzi: Marco Tomasi; Mozzecane: Fortunato Gastaldelli; Nogara: Andrea Bolognese; Lazise: Carlo Parolini; San Briccio: Sergio Andreoli; Pellegrina: Alberto Mirandola; Rosegaferro: Floriano Cordioli; Minerbe: Doriano Pesarin; Fane: Franco Guardini; Albaredo: Luigi Battaglia; Tregnago: Bruno Rancan; Ca’ di David: Battista Caprara; Raldon: Dino De Togni.

"El vecio alpin" Novello Turco (Gruppo S. Massimo) con il nipote Carlo e famiglia.


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VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

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MEZZANE DI SOTTO

Giornata della Memoria «27 gennaio 2010: Giornata della Memoria». Questo è il titolo scritto stamattina sulla lavagna. Ma, a spiegare oggi, non sarà la maestra. I bambini della terza, quarta e quinta classe elementare della scuola primaria di Mezzane di Sotto sono in curiosa attesa. Per le ore undici è atteso il signor Negrini, già battezzato nei nostri discorsi “nonno Giuseppe”, che ci porterà la sua testimonianza. Ci prepariamo. Dobbiamo fare un’ intervista. Le macchine fotografiche sono già sulla cattedra come pure il piccolo registratore che serve in queste occasioni. Ecco, suona il campanello della porta, ci precipitiamo. Due signori. Sono: Giuseppe Negrini, un uomo anziano con un largo sorriso sul volto, e il cognato Dario Brutti. Hanno sul capo il cappello alpino. Li invitiamo in classe, prendiamo posto. Alcuni di noi sulle sedie, altri, i più piccoli, per terra. Giuseppe è molto emozionato, anche un po’ teso. Sapremo dopo il motivo della sua preoccupazione: temeva di non spiegare bene, che lo tradissero la sua memoria e un po’ il dialetto. Siamo tutti attentissimi. “Nonno Giuseppe” inizia a raccontare i fatti di quell’8 Settembre 1943 a Vipiteno, dove si trovava arruolato nel 6° Alpini Btg. “Verona”, e la brevissima esultanza per l’armistizio. Ecco perciò la cattura da parte dei tedeschi che, in poche ore, da alleati erano divenuti nemici. Poi, il racconto del viaggio a piedi fino ad Innsbruck, del viaggio in treno sui carri della sete e della fame patite, del soggiorno in un campo della Prussia orientale e dell’ ulteriore viaggio per arrivare, verso gennaio del 1944, al campo di lavoro ad Horn, in Austria. «Com’era la vita al campo? Cosa mangiavate? Come vestivate? Quante ore di lavoro facevate al giorno? Come eravate trattati?...». Le risposte sconvolgono i bambini. Non riescono neppure lontanamente ad immaginare come abbiano potuto dei ragazzi di vent’anni soffrire la fame, essere malamente vestiti, calzare zoccoli di legno senza calzini, coi piedi avvolti negli stracci, lavorare in maniera inumana a riparare le rotaie dei treni, sotto il sole cocente dell’estate e col gelo dell’inverno. E poi, dormire sul tavolato di legno, con solo una coperta, in una baracca sovraffollata. «C’erano donne e bambini al campo?» “Nonno Giuseppe” si commuove molto. Con la voce rotta dall’emozione racconta che nel suo campo c’erano solo uomini. I bambini conoscevano questa triste storia: è capitato di parlarne a scuola, ma la voce di un testimone così vicino turba tutti. Al campo non si era più uomini ma numeri: il prigioniero Giuseppe era il 2224, lo portava scritto su una fettuccia cucita sulla giubba. Bisognava mostrarlo ad ogni occasione per avere il pane e la zuppa. Quante sofferenze! «Signor Giuseppe, come è riuscito a so-

pravvivere, aveva paura di morire, ha visto morire tanta gente?». «Ho visto morire troppa gente». Ecco che qualcuno comincia a capire il significato di quel titolo scritto sulla lavagna: «La Memoria». Ricordare quegli orrori e raccontarli per non dimenticare. Per non dimenticare che c’è stato un tempo in cui l’uomo non era più un uomo. Ecco la storia: conoscere il passato e i suoi errori per evitarli e per costruire così un futuro

migliore. Sicuramente una grande lezione per i bambini qui presenti, che saranno i nostri cittadini di domani. Fausta Croce Insegnante

COMPLEANNI

L'alpino Vittorio Benati cl. 1919 (Gruppo di Prova), al centro della foto compie 90 anni: alla sua sinistra il genero Agostino Rossi 6° Alpini Btg. "Bassano" e il figlio Giuliano Brigata "Julia", alla sua sinistra il genero Roberto Tecchio 6° Alpini Btg. "Trento". Ha preso parte ai fronti: occidentale, greco-albanese e russo. L'8 settembre fu catturato e internato in Germania. Complimenti per la bella famiglia alpina e auguri da tutta la Sezione.

Rosa Beverari, classe 1908, festeggia i suoi 101 anni con il figlio Luigino e il coro del Gruppo di S. Massimo. Auguri da tutta la Sezione.


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Edizione Marzo - Aprile 2010

VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

PESCHIERA DEL GARDA

Festeggiati i 50 anni della scuola “Felice Chiarle” Lunedì 1 marzo u.s. la scuola media, intitolata a Felice Chiarle, maggiore di artiglieria da montagna, ha compiuto 50 anni. Il magg. Chiarle è Medaglia d'Oro al V.M. della Sezione di Verona. Nato a Peschiera del Garda il 7 ottobre 1871, partecipò alla Prima Guerra Mondiale combattendo sui monti del Trentino. Cadde a Trambillero il 20 maggio 1916 nell'ultimo assalto alla baionetta al comando dei superstiti del 17° Gruppo Batterie. Motivazione dell’assegnazione della Medaglia d’Oro: «Comandante di un gruppo di artiglieria da montagna in sussidio alle Fanterie, mancando il Capitano di una delle batterie più esposte, ne assumeva personalmente il comando che tenne per quattro giorni sotto intenso bombardamento nemico e fino a

Le sue spoglie riposano nel Sacrario di Rovereto. La Scuola Secondaria di primo grado dell'IstitutoComprensivo, lo ha ricordato con una significativa cerimonia animata dagli alunni, con danze coreografiche preparate dalla prof.ssa Giusi Meritano con ricerca approfondita sulla vita del magg. Chiarle, e con un concerto eseguito dagli alunni diretti dal prof. Flaviano Richelli. Il Gruppo alpini, invitato ai festeggiamenti, ha partecipato quando gli vennero distrutti tutti i pezzi. Ferito nei primi due giorni alla spalla ed alla testa, si rifiutava di lasciare i suoi uomini e la posizione che concorreva poi, con i superstiti, all'assalto alla baionetta con le Fanterie, cadendo eroicamente sul campo. Trambillero (Asiago) 20 maggio 1916».

alla cerimonia con il gagliardetto e numerosi alpini. Il coro ANA ha intrattenuto autorità e presenti con una serie di "cante" storiche concludendo con il canto "Signore delle cime" dedicato all'eroico ufficiale. A conclusione della giornata, il capogruppo Luciano Gianello ha donato alla preside dott.ssa Alfonsa Ottaviani, il libro "Penne Nere Veronesi", che andrà ad arricchire la biblioteca della scuola.

RETTIFICA Nell'edizione di gennaio-febbraio de "il Montebaldo", a pag. 24, è stata pubblicata "La forza dei Gruppi". Per un refuso informatico è risultato che il Gruppo di Cavalcaselle ha 46 iscritti. Sono invece 112. Altro refuso: il MARTEDI’ nella tabella dell’orario della Segreteria sezionale (pag. 13) mantiene l’orario degli altri giorni di apertura. Ce ne scusiamo con i soci.

MATRIMONI ED ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Matteo Vischio con Patrizia Scardoni, la mamma Norma e il papà Imerio, alfiere (Gruppo S. Rocco di Piegara)

Paolo Tomizioli con Giovanna Cicogna, il papà Luciano Tomizioli, il figlio Federico e il nipote Gianmarco (Gruppo Ca’ di David)

50° di matrimonio, Dino Molinarolli (Gigi) con Silvia Rizzetto (Gruppo Caldiero)

50° di matrimonio, Eligio Giacomazzi con Luciana Vivaldi e il pronipote Leonardo (Gruppo Buttapietra)

50° di matrimonio, Camillo Poletto con Lina Tarocco (Gruppo Ca’ degli Oppi)

50° di matrimonio, Igino Zago con Maria Benedetti (Gruppo Buttapietra)

61° di matrimonio, Lorenzo Parise con Idelma Bertoncelli assieme al figlio, nipote e pronipote (Gruppo Buttapietra)

50° di matrimonio, Rino Modena con Anna Castellari (Gruppo Cavalcaselle)

50° di matrimonio, Alberto Lollato con Clorinda Zonin (Gruppo Buttapietra)


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Edizione Marzo - Aprile 2010

ANAGRAFE

SEZIONALE

il Montebaldo

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ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

50° di matrimonio, Nello Santi con Teresa Montano (Gruppo Montorio)

45° di matrimonio, Luigi Buscardo con Maria Ceradini e i nipoti Domiziana e Jacopo (Gruppo Pastrengo)

40° di matrimonio, Mario Spiller con Dina Mion e i nipotini Anna e Samuele (Gruppo Sommacampagna)

40° di matrimonio, Mario Brutti con Mariarosa Dal Pozzo (Gruppo Zevio)

40° di matrimonio, Adriano Presa con Lucia Zecchinato (Gruppo Borgo Venezia)

40° di matrimonio, Cesare Coppini con Angela Tortella (Gruppo Pacengo)

35° di matrimonio, Antonio Moretto con Nadia Prati e la nipotina Rebecca (Gruppo Bonavicina)

35° di matrimonio, Riccardo Mazzola con Clara Stella (Gruppo Pastrengo)

30° di matrimonio, Imerio Vischio con Norma Bravi (Gruppo S. Rocco di Piegara)

30° di matrimonio, Giovanni Panarotto con Lauretta Zaltron e la nipotina Giada (Gr. S. Giovanni I.)

25° di matrimonio, Maurizio Bacco con Fatima Boscagin (Gruppo Perzacco)

NASTRI ROSA ED AZZURRI

Edoardo Albertini con papà Christian e mamma Martina (Gruppo Alpo)

Mariagiulia con il nonno Brenno Bianchini (Gruppo S. Pietro di Legnago)

Benedetta e Edoardo Piccoli con il nonno Guerrino Veneri e il papà Michele (Gruppo Stallavena)

Gabriel Coppini nipote dei nonni Filippo e Marcellino (Gruppo Pacengo)

Giulia con il bisnonno Cirillo Pippa (Gruppo S. Zeno di Montagna)

Gabriele Lovato, nipote di Giuseppe Allegri e Pietro Lovato (Gruppo Chiampo)

Luca con il papà Domenico Marchi e il nonno Antonio (Gruppo Castelcerino-Fittà)

Michele con il papà Andrea Carbognin e mamma Sabina (Gruppo Castelcerino-Fittà)


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ANAGRAFE

il Montebaldo

Edizione Marzo - Aprile 2010

SEZIONALE

NASTRI ROSA ED AZZURRI

Giovanni Ballini, attorniato dai sette nipoti, con l’ultimo arrivato, Luca (Gruppo Grezzana)

Angelica Dal Ronco con il nonno Arnaldo Tirapelle (Gruppo Terrossa)

Orlando, 3 anni, con il nonno Angiolino Savoncelli (Gruppo Erbé)

Noemi con il nonno Dino Pisani (Gruppo Custoza)

Mario Rama con il nipote Giordano e i tre pronipoti Tommaso, Gianmarco e Nicolò (Gruppo Tregnago)

Nicolò con papà Denis Fiorini, mamma Valentina e i nonni Pietro e Franco (Gruppo Castelcerino-Fittà)

Marco con il nonno Ermenegildo Gatto (Gruppo Marmirolo-Soave)

Luciano e Gina Antiga, i nipoti Valentina, Alessandro e Massimo nel giorno del battesimo di Noemi (Gr. Castel d’Azzano)

Emma compie 1 anno, con il nonno Antonio Messetti (Gruppo Caprino)

Matteo, Fabio e Giulia Corradi, il papà Paolo, i nonni Roberto e Roberto, i bisnonni Galdino e Amelio (reduce di Russia) (Gruppo Velo Ver.)

SONO “ ANDATI AVANTI” I ANNIVERSARIO 1° ANNIVERSARIO

Aldo Rossi (Gr. Castelnuovo d/G)

Mario Caceffo reduce di Russia (Gr. Palazzina)

Paolo Dalfini reduce di Russia (Gr. Golosine)

Vittorino Zanolli (Gr. Golosine)

Luigi Carcreri (cl. 1906) (Gr. Cerro)

Angelo Gordin (Gr. Zevio)

Dario Turrini (Gr. Sommacampagna)

Mario Angelini (Gr. S. Rocco di Piegara)

Rinaldo Rinaldi (Gr. Rocco di Piegara)

Bruno Passarin (Gr. Legnago)


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Edizione Marzo - Aprile 2010

ANAGRAFE

SOCI DECEDUTI

Valgatara

Vittorio Ballarini.

DOLORI TRA I FAMIGLIARI

Albaredo d’Adige

Ferdinando Roverso. Bardolino

Lionello Andreoli, cl. 1932; Vittorio Fraccarolli, cl. 1940. Borgo 1° Maggio

Lino Colognese; Remigio De Fanti, amico. Colà

Belfiore

Antonio Vicentini, padre del socio Gianni; Giuseppina Fadini, madre dei soci Luciano e Lorenzo Schiavo. Borgo S. Pancrazio

Adelia Montanucci, madre di Flavio Merzi.

Dino Foscarini. Costermano

Aldo Delibori.

Borgo Venezia

Giovanni Bellé; Danilo Dalla Sartora.

Il padre di Alessandro Carrarini; Maria Bonomo, zia di Silvano Bonomo; Maria Giovanna, moglie di Leonello Perini.

Montorio

Mozzecane

Adelino Cordioli; Enrico Camnpara, amico.

Bure

Rolando Cristini.

Buttapietra

Giuseppa, madre del socio Luigi Sequani.

Peschiera d/G Pressana

Moreno, figlio del socio Bruno Zenti.

Gianfranco Veronese; Mario Vigato, amico.

Cazzano di Tramigna

S. Giovanni Ilarione

Adele Nordera ved. Fattori, nonna dell’amico Michele Tabaro.

Giovanni Valentini; Giuseppe Dal Fitto.

Caprino

S. Floriano

Angelo Zantedeschi.

S. Francesco di Roveré

Achille Grossule.

S. Martino B.A.

Antonio Magagnotti.

Teresa Righetti, madre del socio Vanni Pozzo; Ferruccio, padre del socio Giorgio Meneghetti; Giuseppe, padre del socio Alessandro Morando. Colà

Soave

Valeggio s/M

Gilindo Girardi, padre dell’amico Gianpietro; Giuseppe Torrini, fratello di Roberto e suocero di Ugo; Tarcisio Lorenzi, fratello di Luciano.

Fabio Ferriani, cl. 1939; Bruno Bonfante, cl. 1952; Vittorio Bonometti, cl. 1923.

Giovanni Dalle Pezze, amico e zio di Giordano; Veneranda

Elio Zambon; Antonio Ferro. Terrossa

Bruno Albarello.

Fane

PROVA

SEZIONALE Corinna Quintarelli, suocera di Franco, zia di Ennio e Pietro; Arturo Guardini, padre di Ugo e zio di Remo. Illasi

La madre del socio Giorgio Martinelli.. Peschiera d/G

Angela, madre dell’amico Giandomenico Ficarella; Maria Luisa, madre di Runens Cerini. Poiano

Arnaldo Arbetti, fratello del socio Gianfranco. Povegliano Veronese

Clara Tosoni, moglie del socio Ottorino Zambelli. Pressana

Licia Galli, ostetrica, matrigna di Silvio Bertelli; Linda Migliorini, madre di Renzo e Rosalba Scarsetto, suocera di Danilo Urban. Quinto

Giovanni Santacà, fratello del socio Roberto. Rivoli

Silvana Martini, moglie del socio Luigi Aldrighetti. S. Giovanni Ilarione

Pietro Panarotto, padre dei soci Giovanni, Giuseppe e Luigino. S. Floriano

il Montebaldo

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FIORI D’ARANCIO Velo Veronese

Federico, figlio di Ivano Valle, con Paola Pozzerle.

NASTRI ROSA ED AZZURRI Ca’ di David

Manuel, nipote del nonno Giovanni Caucchioli, consigliere. Marano di Valpolicella

Giulia, figlia di Raffaello Campagnola; Francesco, figlio di Marco Vaschieri e nipote di Luigino. Nogara

Veronica, nipote di Maurizio Codognola, figlia di Silvia e Mirko Bissolo. Porto S. Pancrazio

Vittoria, nipote del nonno Mario Vinco. Quinto

Samuele, nipote dell’amico Renzo Giaffreda; Giada, figlia del socio Matteo Zenari e nipote dell’amico Giorgio; Nicolò Stevanoni, figlio del socio Fabio. S. Bortolo

Stallavena

Samantha, figlia del socio Adriano Valcasara e di Sabina Ambrosi.

Maria Dal Corso, madre dei soci Gianfranco e Ivano Pogesi.

Cinzia, seconda nipote del socio Sergio Rigo.

Giuseppina, sorella del socio Luciano Zantedeschi.

S. Floriano

Valeggio s/M

S. Stefano di Zimella

Alessandro Broglia, fratello del socio Giovanni.

Romeo, nipote di Giampaolo Aldegheri.

QUARTIERE STADIO

Paolino Piccina è “andato avanti” Il Gruppo alpini lo ricorda con grande affetto per la sua dedizione fattiva alla costruzione prima e al funzionamento poi della baita. Gli alpini di Prova, e quanti lo conobbero, si stringono attorno alla famiglia per questa prematura perdita e invocano Paolino che dal Paradiso di Cantore guardi sempre verso di loro.

20o anniversario di fondazione Il Gruppo alpini di Verona, Quartiere Stadio, celebrerà, domenica 30 maggio, il suo 20° anniversario di fondazione. Il Gruppo, fondato nel 1990 da Renato Buselli, si è via via ingrandito ed è diventato un punto significativo per la realtà del quartiere. Per ricordare l’avvenimento alle ore 10,15, presso la sede di via Albere, 43, ci sarà l’alzabandiera, ed a seguire, la S. Messa. Verranno inoltre effettuate le premiazioni per la gara di bocce indetta per i Gruppi delle zone di “Verona 1” e “Verona 2” a cui seguirà il pranzo presso la sede del Gruppo

Raduno congedati della “Maria Plozner Mentil” Domenica 4 e lunedì 5 luglio 2010 a Paluzza (Udine) si terrà il 4° Raduno degli alpini che hanno svolto il servizio militare nella caserma “Maria Plozner Mentil”, unica in Italia ad essere dedicata ad una donna. Sono stati molti anche gli alpini veronesi che, soprattutto nei primi anni ’80, hanno fatto la “naja” in questa caserma. Ritroviamoci di nuovo insieme numerosi per una rimpatriata nell’alta valle del But. Gli alpini carnici e la popolazione di Paluzza ci aspettano per un grande raduno insieme . Per informazioni e programma della manifestazione: e mail info@anapalpiccolo.it Associazione turistica pro loco: e mail prolocopaluzza@libero.it


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il Montebaldo

83 a Adunata Nazionale

BERGAMO 8-9 maggio 2010

ORDINE DI SFILAMENTO PER 9 PRIMO BLOCCO Responsabile: Sergio Lucchese con collaboratori Cartello Sezione di Verona: Zona "Baldo Alto Garda" Striscione Aquile del 6° Alpini: Zona "Baldo Alto Garda" Reduci di Russia con striscione Gruppo storico VI Alpini Vessillo sezionale con presidente Vice presidenti e cappellano sezionale Consiglio direttivo sezionale Alpini in armi Sindaci alpini e non con fascia tricolore, autorità Fanfara di Sommacampagna Gagliardetti - Gli alfieri sono invitati ad indossare la nuova casacca Gruppo Giovani con maglia “...dal 1919 l’impegno continua”

QUINTO BLOCCO

Responsabile: Giuliano Meneghini con collaboratori Striscione Cori sezionali Tamburi di Pacengo 90 bandiere portate dalla Zona “Lessinia occidentale”

Come da disposizione nazionale i sindaci, alpini e non, che intendono sfilare con la fascia tricolore, sono inseriti con le autorità nel primo blocco; altrimenti sfilano senza fascia con il loro Gruppo.

DISTANZA 5 METRI

SECONDO BLOCCO

Responsabile: Flavio Banali con collaboratori Striscione Gruppi in divisa Fanfara di Bussolengo Alpini delle Zone: "Valpolicella" - "Basso Lago" - "Baldo Alto Garda" - "Verona 1" - "Verona 2" Gruppi in divisa delle suddette zone DISTANZA 5 METRI

TERZO BLOCCO

Responsabile: Manlio Costa con collaboratori Striscione Gruppi in divisa Fanfara di Caldiero Alpini delle Zone: "Medio Adige" - "Isolana" - "Basso Veronese” - “Mincio” - “Adige Guà” Gruppi in divisa delle suddette zone DISTANZA 5 METRI

QUARTO BLOCCO

Responsabile: L. Barbieri con collaboratori Striscione Gruppi in divisa Fanfara di Cogollo Alpini delle Zone: “Val d’Illasi” - “Valpantena” - “Val d’Alpone” -”Lessinia” Gruppi in divisa delle suddette zone DISTANZA 5 METRI

Si intendono Gruppi in divisa quelli che riescono a formare minimo tre righe da nove. Gli altri, di numero inferiore, potranno fare la loro riga senza distanziamenti all'interno dello schieramento.

RACCOMANDAZIONI - Saluto al Labaro nazionale e i Vessili sezionali al loro passaggio. - Posizionarsi all'ammassamento nel blocco cui si è stati assegnati. - Mantenere un atteggiamento educato verso il pubblico e corretto durante lo sfilamento. - Il cappello non deve essere "un nido di tordi", ma decoroso e pulito. - Il gagliardetto deve essere affidato a personale idoneo, vista la lunghezza del percorso, e che abbia un abbigliamento adeguato . - Tutti devono tenere un comportamento austero e responsabile durante lo sfilamento. - Divieto assoluto di portare striscioni, cartelli e bandiere non autorizzati.

NON SI SFILA IN PANTALONI CORTI - I responsabili del servizio sezionale provvederanno ad allontanare dallo sfilamento tutti coloro che, con il loro comportamento daranno una cattiva immagine di sè, della Sezione e dell’Associazione. - Verso la fine della sfilata, in una piazzola laterale, si posizionerà il Vessillo sezionale con il Presidente e tutto il Consiglio direttivo. - Al passaggio, si saluta con “Attenti a sinistra”.

La Sezione di Verona è collocata nel 5° settore. Ammassamento ore 14,00 in Zona Borgo Palazzo: via Ghislandi - via Borgo Palazzo - via Noli Sfilamento presunto per le ore 14.30.

marzo-aprile2010  

Il Montebaldo di marzo-aprile 2010.

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