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Anno LIX

Gennaio - Febbraio 2011

Bimestrale edito dalla Sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Alpini Via del Pontiere,1 - 37122 Verona - tel. 045.800.25.46 - Fax 045.801.11.41 www.anaverona.it - E-mail:info@anaverona.it

Anno 1797

1861 2011

Anno 1861

Anno 2011

150°Anniversario dell'Unità d'Italia


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Edizione Gennaio - Febbraio 2011

LA PAROLA DEL DIRETTORE

il Montebaldo

Pacifismo poco pacifico ono stati in tanti a ribellarsi alle parole del Vescovo di Padova sulla morte dell’alpino Miotto, caduto in Afghanistan il mese scorso. «Andiamoci piano con l’esaltazione - aveva detto Mons. Mattiazzo - quelle non sono missioni di pace, i ragazzi vanno lì con le armi, quindi il significato è un altro e non dobbiamo dimenticarlo». Sono parole che non impegnano la fede e quindi non me ne vorrà il Vescovo di Padova se mi dichiaro non d’accordo. Non sono d’accordo perché mi sembrano affermazioni che fioriscono dal tronco di un pacifismo ideologico che confonde la pace con l’assenza di armi. Un concetto che forse richiederebbe d’essere ripensato. Fosse altro per rendere giustizia a quanti operano per la pace sociale servendosi anche di strumenti potenzialmente offensivi. Sto pensando ai carabinieri, alla polizia e a tutte le Forze dell’ordine che tutti i giorni mettono a rischio la vita sul territorio, per garantire la convivenza pacifica e la sicurezza dei cittadini. Potremmo dav-

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vero permetterci di dire davanti alla bara di un carabiniere o di un poliziotto morto sotto i colpi di un delinquente, che non è un eroe solo perché portava una pistola? Qualcuno potrà obiettare che sono diversi gli scenari operativi tra chi fa servizio d’ordine e chi opera in situazioni di guerra. Ovviamente sì. Ma la differenza si può cogliere solo a partire dall’analisi delle intenzioni. Perché si va in Afghanistan? Per far la guerra o per ripristinare scenari di pace? Forse non è sufficientemente chiaro che la globalizzazione ha fatto saltare i confini tradizionali. Oggi gli squilibri economico politici producono contaminazioni che superano le barriere convenzionali degli Stati. Sappiamo benissimo che il fondamentalismo islamico è qualcosa di analogo ad un virus infettivo che non si ferma certamente davanti ai confini delle democrazie. Questa è la ragione per cui l’Europa guarda con crescente preoccupazione anche a quanto sta accadendo a Sud del Mediterraneo, dove sembrano crollare i precari equilibri di quei Paesi che

hanno garantito un minimo di stile democratico. Una radicalizzazione dei governi sotto la spinta del fondamentalismo potrebbe produrre effetti da cui non saremmo certamente lasciati in disparte. A questa prima considerazione, andrebbe aggiunto che in Afghanistan si è andati non solo per cercare di bonificare un territorio dai fabbricanti di morte, ma per aiutare quelle popolazioni a ritrovare quel minimo di civiltà senza la quale il vivere diventa peggiore del morire. Lo stupendo romanzo «Il cacciatore di aquiloni» ci ha consegnato solo qualche frammento di quale condizione disumana si viva da quelle parti. E allora vorremmo chiedere al Vescovo di Padova: davvero è improponibile parlare di ingerenza umanitaria? Lo aveva fatto Giovanni Paolo II quando richiamò le Nazioni Unite e il mondo intero a considerare la possibilità di andare in soccorso della gente indifesa, che in Bosnia si moriva sotto la crudeltà di una guerra fratricida. Usò proprio questa espressione: ingerenza umanitaria.

Il governo di allora, presieduto da D’Alema, non ci pensò due minuti ad unirsi alle Forze militari dell’Onu mandando militari armati di tutto punto. Anche là, alcuni soldati morirono e nessuno gridò scandalizzato all’impresa di guerra. La differenza sta sempre nell’intenzione con cui si fanno le cose. E allora viene il sospetto che qualche volta la verità delle cose sia falsata da pregiudizi di altro genere. A forza di pensare che l’America si muove solo per mangiare le ricchezze degli altri, si finisce per vedere fantasmi anche dove non ci sono. Bruno Fasani

RIME ALPINE di Olindo Ermini

Grigio-verde Vecia giacheta, messa in carbonina, parché le tarme ne le te sassina, coi salamini poncià su le spaline, col to coleto sliso e le mostrine, anca se te si, ormai, meza sbindà, credeme, no t'ò mai desmentegà. Mi t'ò portà lassù, sora quei monti che t'a sbregado via i primi pontiu; po' te si andà a l'assalto e quei strapassi i t'à ridotta a pori passi, e infine semo andadi a l'ospedal insieme tuti e du, col nostro mal! Semo tornaqdi a casa na' mattina, ti tuta lustra e neta de benzina, e mi tirado a novo dai dottori, ma pronto a soportar tanti dolori. Da quel giorno s'avemo distacado, ti nel casson, mi sempre tribolado.

Ti te tiro fora, giaca strassa e fiera, e in man me par d'averghe 'na bandiera. Te me domandi de infilarte su? Ma el «grigio-verde» no 'l se usa più! E po', vecia sbindada me giacheta, lo seto?... te saressi un poco streta! Resta dove te sì, nel to casson: cambia la gente, cambia le passion, e col cambiar dei gusti el tempo passa e tuti i te considera 'na strassa... ma mi, no cambiarò mai de color, el «grigio-verde», mi, ghe l'ò nel cor!

D'istà ai giardini de la Brà L'è sera, gh'è scuro, un toco de luna la pingola sora sta bela cità... Naso pararia, sercando fortuna, vo in giro a remengo su e zo par la Brà.

Gh'è un sciapo de mostri che siga parché el capo banditi s'à sconto lontan... un sercolo canta «Madama Dorè»... du pori morosi se struca la man. Gh'è un banco che vende la menta ingiassà e i mostri i sburtona pestandose i pié. «Ste fermi remenghi!» (E un goto l'è andà). «Fè presto, movive, ho dite che se!». Gh'è po' quatro alpini che canta «Parì» guardando 'na serva vestida de blù... sospira 'na vedova sensa marì... du veci rabiosi ghe sbosega sù. Do giale zitele strangossa l'amor sentà su 'na banca de verde lustrà, tre spose grassote bagnà de sudor le ciacola fisso, de ci... no se sà! Ciapevela si, sta bava de arieta che vien zo dal Baldo, che va par la Brà: i è nostri, i giardini o gente poareta, l'è l'unico lusso de ci stà in cità.

SOMMARIO La nostra Storia Lettere alla Sezione COMFOTER I nostri Reggimenti Vita sezionale Protezione civile Penna sportiva Vita dei Gruppi Anagrafe sezionale

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Direttore responsabile: Bruno Fasani Comitato di redazione: Ezio Benedetti, Angelo Pandolfo, Antonio Scipione, Francesco Tumicelli, Mario Bentivoglio Impaginazione e grafica: Ezio Benedetti, Giuseppe Avesani Aut. del Tribunale di Verona 15.05.1952 n. 44 del Registro - n. 1018 Vol. 11 f. 137 (06.09.1983) del Reg. Naz. Associato all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Stampa: Edizioni Stimmgraf srl - S. Giovanni Lupatoto Questo numero è stato chiuso il 28 gennaio 2011


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LA PAROLA DEL PRESIDENTE

il Montebaldo

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Non tutto il male vien per nuocere… e polemiche attizzate sui festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia presentano dei risvolti interessanti: il solo fatto di parlarne, significa che sono stati accesi i riflettori sull’argomento, tanto da stimolarne la discussione e gli approfondimenti. Le contrapposizioni alle sue celebrazioni fanno emergere, molto spesso, un’ignoranza storica degli eventi, ma soprattutto l’inettitudine nel considerare i princìpi ispiratori dei “Moti del Risorgimento”, fatti di sogni, di aspirazioni, di passioni, del

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desiderio di unificazione, di libertà. Chi si pone in posizione critica, porta alla mente quel personaggio descritto nel libro testimonianza di Giulio Bedeschi, alla stazione del Brennero, dove, ai nostri reduci che rientravano dal Fronte russo, si permise di apostrofarli con «… vi accorgete che fate schifo?», e qualcuno, per amor di verità, ha aggiunto «… brutti straccioni!» (vedi l’Alpino, pag. 40 mese di novembre). La superficialità nell’analizzare e nell’esaminare con serietà la nostra Storia, ci fa

vestire la divisa di quell’omuncolo schifato con la sua incapacità di riconoscere i disagi, le tribolazioni, i sacrifici di vite umane, le sofferenze di chi ha combattuto per degli ideali forti, profondi e inalienabili, mentre la ricerca della concordia e degli elementi unificanti deve prevalere sull’interesse personale, di gruppo o di partito: il bene comune si conquista con il senso di solidarietà, di tolleranza, di amicizia e fratellanza. Il nostro impegno associativo, certamente non semplice, è di essere coerenti con

quello spirito alpino che spesso predichiamo, ma non sempre pratichiamo. Ilario Peraro

INCONTRI

BELLA FAMIGLIA

I nonni Gino Castion e Anna Filippini, Gruppo di Grezzana, con il nipote Hoffer Henry.

Storia del mulo “Facco”

In occasione del 149°anniversario di Costituzione dell'Esercito Italiano è stata allestita una mostra fotografica relativa alla demolizione della Caserma “Cesare Battisti”, sede storica del 6° Reggimento Alpini, Battaglione "Trento". Le foto realizzate dal Capogruppo di Monguelfo Roberto Ballini, sono state apprezzate dai molti convenuti. In quella circostanza, nel vedere la foto del muro di cinta, dove un tempo esistevano le scuderie, l'alpino Sergio Paolo Sciullo Della Rocca, ha raccontato ai presenti la storia del mulo "Facco" che giace sepolto nei pressi della caserma. "Facco" si distinse nel 1940, durante la Campagna di Albania dove, mentre era alla testa di una colonna someggiata di rifornimenti, una scheggia colpì mortalmente il suo conducente; "Facco" si fermò quasi a volerlo salutare per l'ultima volta, così raccontavano gli alpini, poi proseguì alla testa della colonna. In Russia, si guadagnò la riconoscenza degli alpini quando, alla testa di un reparto di salmerie allo sbando nella gelida steppa, trascinò una slitta carica di feriti, salvandoli dalla "morte bianca". Un mulo intelligente che in più occasioni si trovò ad agire d'istinto, rivelandosi un fedele collaboratore, divenendo poi, dopo la morte, all'età di trentatrè anni, un mito ed una gloria per gli alpini.

Il 2 e 3 ottobre u. s., a Varenna e Bellano (Como), si è tenuto il Raduno del 28° Corso ACS. In questa occasione ha presenziato l’allora col. Morena, oggi generale, comandante della SMALP di Aosta. Quest’anno ci ritroveremo a Merano. Per gli amici veronesi, contattare Giorgio Munaro, cell. 349.10.21.943.

AVVISO Il Gruppo alpini di San Giovanni Ilarione, in collaborazione con l’Agenzia Viaggi IOT di Verona, organizza un viaggio in Russia, a Mosca e sul fiume Don, dal 13 al 20 agosto 2011. Chi fosse interessato contatti Guido Gecchele, cell. 340.09.97.767 o direttamente all’Agenzia IOT tel. 045. 80.31.782

Sabato 9 e domenica 10 ottobre u.s., si sono ritrovati a Firenze, per il loro incontro annuale, gli appartenenti al 22° RGPT "Alpini da posizione 368^ Compagnia". Appuntamento quest'anno a Verona. Per informazioni telefonare a Luigi Molinari cell. 339.29.85.779 o Aurelio Masi cell. 338.20.85.006.


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il Montebaldo

LA

NOSTRA

STORIA

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Castino d’Alba, la morte di “Gianni” e il ferimento di “Rima” Domenica 29 agosto 2010, i familiari ed il Gruppo alpini di Erbé, si sono recati a Castino per l'inaugurazione di un cippo a ricordo del compaesano Umberto Cavicchini. Lo scoprimento e la benedizione della stele, è avvenuto alla presenza di Autorità civili e militari di Alba, Castino d'Alba, Bosia e Comuni limitrofi. Nel corso della cerimonia i sindaci hanno voluto ricordare questa eroica figura con questa frase: «Cosa avrà fatto di bene quel ragazzo verso tutti per non averlo mai dimenticato tutt'ora, su tutte le Langhe?». Oggi, la sua salma riposa a fianco dei suoi genitori nel cimitero di Erbé. Una inedita relazione del 6 gennaio 1945 del Comandante Poli, ha illustrato i fatti della 2a Div. “Langhe” dal 15 al 30 novembre 1944, accennando brevemente alla morte, da eroe, sull'arma datagli in consegna dell'alpino Gianni (Castino, 20 novembre) ed al ferimento del “tenente Rima”, del plotone collegamenti, che perse l’occhio sinistro in quello scontro. Su questo epico scontro di Castino, che segue l’abbandono di Alba e si accompagna al vasto rastrellamento nazifascista sull’intera zona langhese, da Ceva ad Alba, abbiamo parecchie relazioni e documenti. Ne riportiamo alcuni brani come preziosa testimonianza di quelle giornate per evidenziare le fortri personalità di “Gianni” e “Rima”. Cavicchini Umberto “Gianni” (nato a Erbé il 16/11/1925, 1a Compagnia Alpini della 2a Div. “Langhe”), cadde in combattimento a Castino il 20/11/1944. Nell’accompagnare la proposta per la Medaglia d’Argento, Mauri scrive di lui: «Capogruppo fucile mitragliatore, durante i preparativi che l’avversario approntava per attaccare in forze il paese di Castino, chiedeva volontariamente di guidare tutte le pattuglie di osservazione spinte avanti alle linee di resistenza: Più volte si inoltrava nel dispositivo nemico creando scompiglio. Iniziatosi l’attacco, affrontava da solo, forti avanguardie tedesche impegnandole talmente da permettere alla propria pattuglia di rientrare incolume. Circondato, sebbene mortalmente ferito, sparava tutti i caricatori causando perdite all’avversario. Catturato, i tedeschi sfogavano la loro ira sul morente, fucilandolo con brutale malvagità sul luogo dove così eroicamente aveva combattuto. Pura espressione del volontarismo partigiano, esempio luminoso di sublime dedizione al sacro ideale della libertà. Zona di Castino, 22 novembre 1944». E’ interessante riproporre lo

“specchio” delle perdite subite dalla 2a Div. “Langhe”, nonché altre formazioni partigiane nel combattimento sostenuto a Castino il 19 novembre 1944, redatto dal Comandante la 1a Compagnia Alpini, ten. Franco Marchelli, “Marco”, che fornisce anche alcune notizie su questo gruppo di «alpini della “Monterosa”», mantenuti in armi ed in un unico gruppo dopo il passaggio con i partigiani: «Perdite subite dalle formazioni partigiane: caduti 7, feriti 31, dispersi 5. Perdite inflitte alle truppe nazifasciste: morti 52, feriti 130, prigionieri 5». Ho avuto alla mie dipendenze l’alpino Cavicchini Umberto “Gianni”, rientrato dalla Germania nei ranghi della Div. “Monterosa”: fu uno degli organizzato-

munizioni, offrì la sua giovane vita, estremo baluardo all’orda incalzante. Il rimpianto dei compagni, della gente delle Langhe e di quanti lo conobbero e le espressioni di ammirazione degli stessi trucidatori, meglio non potrebbero illuminare la figura dello scomparso. Il cerchio nemico continua a stringersi. Si sente che da un momento all’altro la battaglia tornerà ad infuriare con violenza. Nella notte tutti vegliano ai loro posti. Dalla Bosia a Castino è schierata la Brigata “Belbo”. Ercole percorre la linea. Passa fra i suoi alpini che, immobili e silenziosi, attendono che il nemico prenda contatto. In mezzo ad un ciuffo di pini c’è Marco. A terra si intravvedono

Castino d’Alba: il cippo a ricordo del valoroso compaesano trucidato

ri della defezione in massa del Btg. “Bassano”, disertato ad Asti il 15 settembre 1944 e suddiviso tra varie formazioni partigiane della zona. Sebbene ventenne, comprese tutta l’importanza della causa abbracciata, dedicando generosamente le sue giovanili vigorie, intelligenza e fede alla lotta intrapresa. Ligio al dovere, disciplinato e animato dai migliori sentimenti, fu sempre tra i primi là dove la necessità richiedeva uomini di coraggio e di fede. Partecipò a numerosi combattimenti sulle Langhe e nel Monferrato, distinguendosi ovunque, per intraprendenza e coraggio. Nell’attacco a Castino, che i tedeschi preparavano da più giorni, chiese l’onore ed il privilegio di comandare tutte le pattuglie di osservazione e disturbo lanciate nelle linee nemiche. Quando all’alba del 20 novembre, l’atteso attacco fu sferrato da una ingente massa di uomini, abbondantemente dotata di mezzi ed armi da fuoco, Umberto Cavicchini, fermo al suo posto di combattimento, esaurite tutte le

i puntini rossi delle sigarette, nel cielo stelle tremule,fredde, lontane. Gianni, Corina e Ferro, scendono di pattuglia verso Belbo. A Campetto, si scontrano d’improvviso con un pattuglione di SS. Raffiche di mitra rabbiose: Corina è ferito. Gianni ordina a Ferro di ricondurlo indietro, rimanendo solo con il suo mitragliatore a difendere il sentiero. Il “Bren” canta bene, ma presto vengono a mancare le munizioni. Gianni si volta a guardare se i compagni siano già in salvo. Le SS gli balzano addosso, gli intimano di alzare le mani, egli le alza con tutte le sue forze, sollevando l’arma come una clava, quindi l’abbatte con violenza su un tedesco fracassandogli il cranio. Lo crivellano di colpi, ne straziano il cadavere. Vicino c’è una casa che brucia. Prima di incendiarla, i nazisti vi hanno rinchiusoi dentro una vecchia contadina malata, suo figlio e la nuora che porta in grembo una vita. Le urla strazianti della vecchia lacerano l’aria. Gli alpini si tappano le orecchie con le mani per non udirla.

Umberto Cavicchini “Gianni”

Riprende a tuonare il cannone da Cravanzana a Castino. Alla Bosia rimangono gravemente feriti Marco, il comandante, Beccaro e il commissario della XVI Brigata “Garibaldi”. Il maresciallo Cippone, della 1a “Langhe”, con otto uomini, rimane chiuso in un cerchio e si batte fino all’ultimo colpo: chi non muore combattendo, viene massacrato con i calci dei fucili. Nel frattempo altri due forti colonne nemiche, partite da Cossano Belbo, investono sul fianco le posizioni di Castino e Vesine, ove era schierato il grosso della 2a Div. “Langhe”. Il combattimento si svolge serrato e violento. Le cannonate fanno ribollire il terreno. Le alture di Castino sono avvolte in una nebbia di fumo e di polvere. Poli tiene duro, Pinin si porta da una postazione all’altra e incoraggia i ragazzi. Rima, che ha un occhio lacerato da una scheggia, continua ad andare su e giù. A mezzogiorno, non è più possibile contenere l’avanzata nemica. Il grosso della 2a Div. ripiega sulle alture di Perletto e di Roccaverano, la 1a Div. sul costone di Bergolo-Levice. Nel pomeriggio, il nemico occupa l’aeroporto e lo sconvolge con le mine. In serata, penetra in Cortemilia. Per la seconda volta è, però, completamente fallita la manovra di chiudere, tutte o in parte, le nostre forze dentro una morsa. Tino, che è venuto a portare aiuto, si è schierato sulle alture del Mango per attaccare l’avversario da dietro. Vedendosi ormai tagliato fuori, rientra ad Agliano. Marcia lunga, estenuante, sotto la pioggia. Al ritorno lo attendono otto bare allineate. Antonio stava spiegando a Kira ed a Edo, il funzionamento di un nuovo tipo di lancia-granate. Aveva molti ascoltatori attorno e alcuni ridevano dei suoi lazzi. Inspiegabilmente una bomba è scoppiata. Nelle bare ci sono Kira, Edo, Antonio, Tigre, Veli, Romeo, Gino e Nello, straziati dall’esplosione. (Episodio tratto dal libro «Partigiani Penne Nere» di Enrico Martini Mauri).


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LETTERE ALLA SEZIONE

il Montebaldo

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Il distintivo della Campagna di Russia Riportiamo due risposte alla lettera di Ivan Lonardon di Gemona del Friuli, apparsa su "L'Alpino", in cui si contestava il fatto che, gli eredi dei reduci di Russia, si arrogano il diritto di portare, sul cappello alpino, il fregio dell'U.N.I.R.R. dei loro cari. Lei si è rattristato perchÊ dei giovani alpini sfoggiano, sul loro cappello d'alpino, il distintivo dei reduci di Russia. Non sono d'accordo con lei perchÊ io stesso porto quel distintivo (in memoria di mio padre) il quale ha vissuto la Campagna di Russia. Ma c'è un altro motivo per questo mio gesto: quando non ci saranno piÚ i reduci di Russia (e sono rimasti pochi), chi lo porterà al suo posto? Un figlio? Cadrà nel dimenticatio?. Franco Brunelli Art. da montagna, cl. 1947 Grezzana

Nell'edizione de L'Alpino del mese di ottobre a pag. 40 nella rubrica "Zona Franca", il socio Renato Caloi si chiede se le iniziative di carattere sociale, sportivo-turistico, gastronomico nelle baite e persino nella Protezione civile, siano corrispondenti allo spirito dei nostri Padri fondatori. Forse si dimentica che vige un indiscusso motto che è un condensato delle finalità associative: Ricordare i morti aiutando i vivi... Mi è capitato di sentire che la nostra Associazione è diventata la "San Vincenzo", spero che l'accostamento sia comunque di massimo rispetto per coloro che vi operano, ma sarebbe interessante fossero enumerate altre iniziative a mantenere viva la coesione tra gli associati, a produrre nella gente altrettanta considerazione per chi porta il cappello alpino, ad accorrere in occasione delle emergenze.

E' anche questo un modo per far conoscere ai giovani la nostra Storia, per ricordare e rendere omaggio a chi ha perso la vita per la Patria. Sono anch'io un artigliere da montagna, figlio di un artigliere da montagna (cl. 1920) come il padre di Brunelli, nipote di due nonni che hanno combattuto la Prima Guerra Mondiale. Per rendermi conto di persona delle sofferenze che hanno vissuto i nostri padri, mi sono recato sui campi di guerra di Albania, Grecia, sul Golico, sul Tomoroi, sul Guri-Top, sul Ponte di Perati; in Russia a

Karabut, sulle rive del Don dove era accampato il "Verona", Waluiki, Podgornoje, Opyt, Postojalyi, Nikolajewka e Rossosch. Ho avuto il piacere di conoscere di persona il Serg. Rigoni Stern e il Ten. Nelson Cenci. Ho ascoltato i loro racconti. Hanno sempre sentito il bisogno di far conoscere ai giovani la Storia e, penso anch'io, nel ricordo delle sofferenze vissute da mio padre, e da quanti hanno vissuto quelle inutili tragedie! Porterò con orgoglio quel distintivo! Alle adunate degli alpini, molte volte ho visto uno striscione portato dai nostri reduci con su scritto: Con nel cuore i compagni caduti. Purtroppo, da qualche tempo, si vedono sempre in pochi. Avrei una proposta da fare:

Rispettiamo la “San Vincenzoâ€? La Protezione civile è nata proprio dall'esperienza del terremoto del Friuli, con la necessitĂ di intervenire con capacitĂ  operative, di mezzi e di persone il piĂš possibile adeguate e autonome.

L'Associazione Nazionale Alpini è nata nel 1919, sull'esperienza delle società di mutuo soccorso e, quindi, con il chiaro intento di essere di sostegno ed aiuto ai commilitoni ad affrontare il difficile

INCONTRI

All'Adunata Nazionale di Bergamo si sono ritrovati i genieri della Brigata "Julia", classe 1941: i veronesi Giorgio Tosoni da Ospedaletto, Giovanni De Marchi da Cavaion e Giovanni Perella da L'Aquila.

non sarebbe opportuno, studiando una frase appropriata, che i figli dei reduci portassero loro lo striscione? CosĂŹ facendo ricorderebbero ai giovani la nostra Storia. Ivo Squaranti Art. da montagna, cl. 1950 Grezzana

periodo del dopo-guerra. Ma ai giovani, verso i quali dovremmo tramandare le nostre tradizioni, cosa proponiamo? Atteso che anche la “San Vincenzoâ€?, è espressione di “solidarietĂ â€?, penso che gli alpini non debbano scandalizzarsi se accanto alle manifestazioni di solidarietĂ  alpina vi siano nei Gruppi alpini iniziative sportive, turistiche e gastronomiche. I tempi dei “nostri padriâ€?, con il loro spirito puritano ed elitario, sono lontani. Accanto al “fare del beneâ€? (iniziativa primaria) devono esserci anche altre attivitĂ  atte a dare l’indispensabile spirito di coesione e di fraternitĂ  tra gli alpini. Non immischiamoci, dunque, in polemiche che - se viste sulla giusta ottica - non hanno senso.

Una ditta che continua... Una ditta che con serietĂ , capacitĂ  e attenzione alla qualitĂ  fa sĂŹ che la reciproca stima con i Clienti non venga mai meno. XXXBVUPQBPMBJUtBVUPQBPMB!WJSHJMJPJU

a. m.


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il Montebaldo

COMFOTER

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Cambio del Comando alle Forze Armate Terrestri Il 10 dicembre 2010, nella Caserma “Duca” di Montorio Veronese, è avvenuto il passaggio di comando tra il Gen. C.A. Armando Novelli ed il Gen. C.A. Francesco Tarricone, con l’intervento del Sottosegretario di Stato On. Guido Crosetto ed il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Giuseppe Valotto. Invitati, e presenti alla cerimonia, tutti i Comandanti operativi e logistici del COMFOTER, Generali delle quattro Forze Armate, il Prefetto di Verona, con le massime Autorità civili e religiose della Provincia, con il Sindaco Tosi. Ricevuti gli onori militari, l’On. Crosetto ed il Gen. Valotto hanno rassegnato lo schieramento costituito da un Reggimento di formazione composta da: fanfara della Brigata Alpina “Taurinense”, Bandiere di guerra del 3° e 4° Reggimento Alpini, tre Battaglioni (includenti unità di tutte le Armi e le Specialità rappresentative del COMFOTER). Inseriti nello schieramento anche il Gonfalone della Città Verona, decorato di

M.O.V.M., quello della Provincia di Verona, quello di Montorio e tutte le Bandiere ed i Labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. Prendeva la parola il Gen. Novelli il quale, nel porgere il suo saluto di commiato,

che, cui si associano delicate implicazioni di ordine umanitario, assistenziali e sociali, volte a favorire l’effettiva pacificazione delle popolazioni ed il loro avvio verso la pace e la democrazia. Il Gen. Tarricone, nel suo

Il Gen C.A. Armando Novelli, il Gen. C.A. Capo di SME Giuseppe Valotto e il Gen. C.A. Francesco Tarricone

illustrava sinteticamente la evoluzione del COMFOTER per adeguarsi ai numerosi ed impegnativi compiti scaturenti dall’assolvimento delle missioni fuori area per il mantenimento della pace in aree sensibili ed in condizioni particolarmente criti-

indirizzo di saluto, nel ringraziare il suo predecessore per l’ impegnativo lavoro svolto, ribadiva di voler fermamente seguirne le orme, informando la sua linea di condotta alla prosecuzione dell’attuazione delle linee di azione adottate dal Gen.

Novelli. Nella sua conclusiva allocuzione, il Gen. Valotto ripercorreva, sinteticamente, le tappe della carriera e dell’azione del Gen. Novelli, cui lo unisce una lunga comune militanza e l’impegno profuso in 44 anni al servizio delle Istituzioni militari e della Nazione. Per il Gen. Tarricone, vi era l’apprezzamento per quanto già fatto ed un sincero “in bocca al lupo” per il lavoro che l’attende. Sottolineava, il Gen. Valotto, la sincera collaborazione di tutto il COMFOTER e la simpatia e cordialità della città di Verona: «… le cui Autorità, i cittadini sempre ci sono vicini e ci hanno accolto con la proverbiale apertura, ospitalità e simpatia che sono proprie delle genti venete…». Un saluto alle Associazioni combattentistiche e d’Arma, sempre presenti con noi nei momenti più importanti, proprio per testimoniare la loro vicinanza e la loro continuità alle nostre grandi tradizioni e, non ultimo, ai rappresentanti del Paese”.

L’ultimo saluto all’alpino Matteo Miotto Martedì 4 gennaio 2011, ore 9,30, davanti al Municipio di Thiene, alcune centinaia di alpini sono convenuti da tutto il Veneto per porgere l’estremo saluto al giovane alpino del 7° Reggimento Alpini di Belluno. All’interno, era stata allestita la camera ardente in cui erano esposte, per l’ultimo saluto, le spoglie mortali del C.le magg. Matteo Miotto, di anni 24, caduto in Afghanistan, in uno scontro a fuoco con i talebani, il 31 dicembre 2010. Dopo gli onori militari e le esequie solenni tributategli a Roma dalle massime Autorità dello Stato, la salma è stata trasportata a Thiene, suo paese natale, per l’ultimo saluto. Alle ore 10,15, il corteo degli alpini si è snodato per

le vie del centro cittadino, nel massimo silenzio, per raggiungere il Duomo. Alla manifestazione erano pre-

senti dodici Consiglieri Nazionali, tutti i Gonfaloni dei Comuni vicentini, 74 Bandiere di Associazioni d’Arma, 32 vessilli sezionali (tra cui quello della Sezione di Verona) e oltre 260 gagliardetti di altrettanti Gruppi alpini. In Duomo, a ricevere la salma, erano presenti due file di commilitoni ed un picchetto d’onore ai lati della bara. Ha officiato il rito funebre il Vicario vescovile di Padova, mons. Livio Destro. Per volontà espressa dei familiari, la cerimonia ha avuto termine in chiesa. La salma del c.le magg. Matteo Miotto è stata tumulata nel Cimitero militare di Thiene. La rievocazione potrebbe finire qui, ma ci sembra interessante riportare alcune citazioni tratte da una lettera

aperta di Ermanno Caccia, un alpino che ha deciso di abbracciare la vita religiosa: «La vita è una successione di scelte, che definiscono la nostra identità. Tu, giovane alpino, in libertà hai fatto il dono della tua esistenza per un popolo martoriato dalla guerra! In te, antico alpino, ho intravisto l’icona del buon samaritano…. La tua morte, caro Matteo, è un commuoversi davanti al dramma dell’umanità: hai rifiutato l’indifferenza, della quale noi, tuoi vicini, siamo pieni per fare tua una storia che, magari, neppure pensavi potessi fare tua. Nel silenzio, che è una caratteristica tipica del samaritano, sei stato un angelo che ascoltava, servendo il tuo Paese, che necessita, mai come oggi, di gente come te. Grazie».


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I

NOSTRI

REGGIMENTI

il Montebaldo

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Bolzano 9 dicembre 2010. Cerimonia di saluto alla Bandiera che lascia la cittĂ

A Verona il 4o Reggimento Alpini Paracadutisti Il largo ricorso all’aggiramento verticale, sperimentato nella 2a guerra mondiale ed imposto dalla guerra moderna, unitamente ad esperienze di lanci in montagna negli anni 1947-’48, fu recepito dallo Stato Maggiore dell’Esercito, il quale, a seguito di un apposito studio, autorizzò la costituzione della “specialitĂ nella specialitĂ â€?, gli Alpini paracadutisti. Il primo plotone, costituito il 1° settembre 1952 presso la Brigata alpina “Tridentinaâ€? a Bressanone, raccoglieva personale di ĂŠlite, ovvero maestri di sci, guide alpine, atleti forti. Successivamente, furono costituiti nell’ordine il plotone paracadutisti delle Brigate alpine “Juliaâ€?, “Taurinenseâ€?, “Cadoreâ€? e “Orobicaâ€?. Il “battesimo della montagnaâ€? degli Alpini paracadutisti risale al primo lancio sul ghiacciaio del Ruitor (Val d’Aosta) effettuato a 3000 metri di quota dal plotone della Brigata Alpina “Tridentinaâ€?. Il 1° aprile 1964, su decisione dello Stato Maggiore dell’Esercito, i plotoni delle Brigate diedero vita, presso la caserma “Cadornaâ€? in Bolzano, alla Compagnia Alpini Paracadutisti del 4° C.A. Alpino. Il 1° gennaio 1990, la Compagnia Alpini Paracadutisti as-

La nostra Sezione presente con il vessillo portato da Adriano Residori, alpino paracadutista

sunse la denominazione “Monte Cervinoâ€?, ereditando cosĂŹ gloriosissime tradizioni di ardimento, sprezzo del pericolo e valore militare del leggendario Battaglione Sciatori “Monte Cervinoâ€?, costituito nel 1915, ricostituito come reparto autonomo nel 1940 e rivelatosi in ogni occasione cotanto valoroso da guadagnarsi meritevolmente una medaglia d’Oro e due D’Argento al Valor Militare. Il 14 luglio 1996, lo Stato Maggiore dell’Esercito, nel quadro di riordinamento della Forza Armata ed a seguito di

brillantissimi risultati conseguiti dagli Alpini paracadutisti, elevava la Compagnia Alpini Paracadutisti “Monte Cervinoâ€? a rango di Battaglione. Il 25 settembre 2004, il battaglione Alpini Paracadutisti “Monte Cervinoâ€? è stato elevato al rango di reggimento, assumendo la denominazione di 4° Reggimento alpini paracadutisti, ereditando le tradizioni e la bandiera di guerra del 4° Reggimento alpini. Il battaglione Alpini paracadutisti “Monte Cervinoâ€?

Un gesto inconsueto Sabato 4 dicembre u.s., il Gruppo alpini di Borgo Nuovo, si è riunito per una serata all'insegnadell'amicizia. Erano presenti il Presidente sezionale Ilario Peraro, il Capozona Enrico Meliadò, don Roberto Defanti e due sacerdoti. Il Capogruppo Adriano Residori ha ricordato che, nel giorno di S. Lucia, il Gruppo è stato impegnato nella distribuzione di giochi, pennarelli, palloncini e materiale didattico ai bambini dell'asilo nido e della scuola materna per rinsaldare ed rinnovare il significato e lo spirito di solidarietà nella festa dedicata ai bambini. La sera di sabato 11 dicembre concerto nella chiesa parrocchiale con i cori "ANA S. Zeno" e "Stella Alpina". Il

programma prevedeva, dopo la S. Messa di mezzanotte della vigilia di Natale, un buffĂŠ con vin brulĂŠ, cioccolata calda e pandoro ai presenti. A conclusione della manifestazione, il Capogruppo ha consegnato alla Sezione una busta contenente un'offerta per l'acquisto di una autoambulanza per la Protezione civile sezionale e una al Parroco don Roberto, per le necessitĂ della parrocchia. Con grande sorpresa dei presenti, il Parroco, dopo aver consultato i suoi collaboratori, ha riconsegnato la busta al Presidente Peraro destinandola anch'essa per l'ambulanza. Un gesto di grande sensibilitĂ  ed eccezionale spirito di solidarietĂ . Con grande gioia e ricono-

scenza, tutti i presenti hanno espresso ammirazione ed apprezzamento per tale gesto, evidenziandolo con un caloroso e prolungato applauso, il tutto condito con i rituali scambi di auguri di Buon Natale e Buon Anno.

non scompare ma viene assorbito dal 4° Reggimento alpini paracadutisti. Dal 1999, gli alpini paracadutisti costituiscono l’unica unitĂ â€œRangerâ€? dell’Esercito Italiano e fanno parte delle Forze per Operazioni Speciali. Il personale che ne fa parte effettua un duro ed intenso addestramento per raggiungere l’ambitissima qualifica di “Rangerâ€?. Gli alpini paracadutisti sono stati impegnati in: â—? Mozambico ne1993; â—? Bosnia Herzegovina nel 1997 e nel 2004; â—? Afghanistan, operazione ISAF dal 2002, tutt’ora in corso, Operazione “Enduring Freedomâ€? a Kwost nel 2003, ad Herat nell’ambito del Regional Command West dal 2005, tutt’ora in corso, nella Task Force Surobi nell’ambito del Regio nal Command Capital, da dicembre 2007 ad agosto 2008; â—? Afghanistan, a Kabul, con close protection team; â—? Iraq, nell’ambito dell’operazione “Antica Babiloniaâ€? dal 2004 al 2006, fornendo close protection team; â—? Libano, a Naqoura, come scorta del Comandante del contingente UNIFIL 2. La bandiera di guerra del 4° Reggimento alpini paracadutisti è la bandiera piĂš decorata delle Truppe Alpine. Essa infatti si fregia di: â—? Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia â—? 2 Medaglie d’Oro al Valor Militare; â—? 9 Medaglie d’Argento al Valor Militare; â—? 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare; â—? Medaglia d’Argento di benemerenza per l’assistenza; â—? Medaglia d’Argento al Va-

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il Montebaldo

VITA SEZIONALE

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Ricordo di Ottorino Penazzi, alpino mantovano Non possiamo non provare oggi profonda commozione in questa cerimonia che, grazie agli alpini di Abbiategrasso, ci porta indietro di settant'anni, ai drammi vissuti dai nostri giovani di allora chiamati alla guerra, ai drammi vissuti dalle loro famiglie: drammi non ancora superati, ferite ancora sanguinanti nella memoria di tanti congiunti che conservano gelosamente, ed è il caso delle sorelle Penazzi qui presenti, tutto ciò che parla loro dell'amato fratello Ottorino non più tornato dalla Russia: ne hanno raccolto e custodito, con cura ammirevole, le innumerevoli lettere che Ottorino, con cadenza quasi giornaliera, scriveva a casa. La famiglia Penazzi era di origine mantovana; Ottorino era il figlio primogenito di Arturo e Maria Teresa Gelmetti, nato l'11 aprile 1922, quando i genitori abitavano ancora a Verona; poi, la famiglia di contadini, modesta ma dignitosa, si era trasferita a Pastrengo dai signori Avesani, nella zona dell'attuale ParcoZoo; da qui, poi, a Caprino, dapprima alla Berra, indi, a Pazzon. Ed accanto a Ottorino, in famiglia, erano venuti ben sette fratelli e sorelle: Dorina, Linda, Piera, Aldo, Iole, Virgilio e, la più piccola, Agnese. Alto un metro e sessantatrè, colorito roseo, capelli neri, Ottorino aveva il viso schietto, degli uomini semplici ed onesti, dal cuore candido. E quel cuore, ricolmo delle immagini dei suoi cari, dei suoi luoghi, dei campi dove lavorava, egli lo portò con sé anche il 16 gennaio 1942, quando, chiamato alle armi, indossò la divisa del Reparto sanità, 4^ Compagnia. Fu dapprima a S. Bonifacio, poi ad Asti, infine, il 21 luglio di quello stesso anno, venne aggregato all'ARMIR e divenne uno dei 230.000 uomini agli ordini del Gen. Italo Gariboldi. Fu destinato all'ospedale da campo n. 622, presso la Divisione alpina "Tridentina". Del viaggio di trasferimento lui, contadino nato, scrisse poi in una lettera ai familiari le impressioni. Quello che lo colpì, fu l'estensione di terra fertile ma incolta, «...che se fosse lì sarebbe terra di prima, ma hanno poca voglia di lavorare». Balestrato in quella terra lontana, egli conservò la serenità

di spirito che lo contraddistingueva; intessé amicizie, si legò ancor più con alcuni conterranei, trovò il conforto e l'aiuto del caprinese Col. Augusto Mondini, fulgido alpino poi caduto in Russia, Medaglia d'Argento al V.M. Ottorino mai interruppe il filo diretto, spirituale che lo teneva legato alla sua casa, ai suoi cari. A loro scriveva di continuo e raccon-

sicurante, così che non si preoccupassero della sua situazione e condizione; in una lettera disegna una vignetta spiritosa di un tavolino con un fiasco di vino e la scritta: «…dove c'è l'alpino c’è sempre il vino». Più volte, però, compare nelle sue lettere l'espressione «questa maledetta terra», riferita alla Russia, una terra dove la gente viveva solo di patate e

Il 30 dicembre, le sue espressioni sono più scarne, assicura di star bene, dice che ci sono neve e vento, che è vicino al Don, ma tra le righe lascia trapelare un senso di sfiducia, «…ma che volete, è il nostro dovere», subito però soggiunge, riprendendo la retorica ufficiale, «… si fa con più amore perché si sa che la vittoria è presto fra noi».

Il Sindaco Stefano Sandri, il Presidente Ilario Peraro e Autorità presenti in Comune per la consegna della “piastrina”

tava tutto, cercando di rassicurarli, dicendo che stava bene, che era ingrassato, preoccupandosi della salute del nonno e della vita di tutti, inviando i suoi risparmi della decade per gli acquisti futuri, chiedendo come andavano i raccolti nei campi, cosa facevano i singoli fratelli, dando raccomandazioni, comunicando le sue impressioni sui luoghi nei quali si trovava, sulle capanne russe fatte di fango e letame, sul freddo, sulla neve, sul nemico di cui si

girasoli, e che poteva essere "maledetta" perché terra di guerra e di sofferenza; subito però egli tornava a rassicurare i familiari, a dire che stava bene e che con il mestiere che faceva non gli pareva neanche di essere in guerra. In una delle ultime lettere, racconta come trascorse il Natale, quello che fu il suo ultimo Natale: con alcuni commilitoni erano riusciti a trovare un po’ di frumento, l'avevano macinato, bevendo un buon

Le sorelle di Ottorino Penazzi

sentiva lontano il sordo rumore «…la voce del nemico è come l'angoscia di un moribondo che fra poco chiuderà gli occhi». Dalle lettere appare convinto della vittoria futura, forse perché suggestionato, nella sua semplicità, dalla retorica ufficiale che calava dall'alto. Dai testi si capisce che si sforzava di trasmettere ai suoi cari un'immagine serena di sé, ras-

fiasco di vino sulle focacce ottenute. In una lettera scritta il 27 dicembre, si percepisce che è preoccupato per le prospettive future; fa gli auguri ai suoi cari e si augura «…che il ’43 sarà una buona fine con una gloriosa vittoria che così ritorneremo tutti alle nostre case», e insiste, «…nel nostro pensiero e nel nostro cuore vi è la voglia di tornare e torneremo».

L'ultima lettera, giunta alla famiglia, reca la data del 31 dicembre; la scrisse di notte, alle 23.30, appena smontato dal turno di guardia: aveva bisogno di sentirsi, in quella notte di fine anno vicino ai suoi cari; racconta che nella giornata aveva incontrato due commilitoni che abitavano ad Incaffi e Piovezzano, che la bufera di neve era cessata, tornava, quasi ad autoconvincersi che fosse vero, ad esprimere la speranza che il 1943 avrebbe portato la "gloriosa vittoria"; e chiudeva come sempre con la sua singolare firma, nella quale riassumeva tutti i suoi ruoli in famiglia: «Vostro figlio e fratello e nipote Ottorino». Poi fu l'inferno. Nessuna lettera di Ottorino giunse più alla famiglia; il 28 febbraio, papà Arturo, gli inviò al solito indirizzo una lettera, ma essa fu respinta al mittente e tornò a Pazzon il 13 aprile 1944. Il 20 gennaio 1943, Ottorino era rimasto disperso nella battaglia di Podgornje, ed il 19 febbraio 1944 l'Ufficio matricola di Verona rilasciò la dichiarazione di irreperibilità. Papà e sorelle, illudendosi, in un'estrema speranza, andarono chissà quante volte a Domegliara ad attendere i treni che riportavano in Italia i nostri soldati dal Fronte; ma il sorriso limpido e sereno di Ottorino non lo viderò più. Vasco Senatore Gondola Caprino 30 ottobre 2010


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VITA SEZIONALE

il Montebaldo

Offerte pervenute dal 16 novembre al 31 dicembre

Per la Sezione

Gruppo S. Lucia Q. I. .........................€ Gruppo S. Martino B. A......................€

100,00 300,00

500,00

Chiesette Alpine (elemosine) Gruppo Cavaion .................................€ 291,90 Gruppo Cavaion .................................€ 371,90 Gruppo Lugo.......................................€ 300,00 Gruppo Povegliano ...........................€ 489,10 Gruppo S. Giovanni Lupatoto ..........€ 433,70 Gruppo Grezzana ..............................€ 580,00 Pellegrinaggio Costabella .................€ 324,61 Pellegrinaggio Ortigara ......................€ 1.335,37 Pellegrinaggio Passo Fittanze ..........€ 1.219,06 Pellegrinaggio Conca dei Parpari ....€ 587,29 Pellegrinaggio Passo Scalorbi..........€ 279,35 Pellegrinaggio Chiesetta S. Maurizio....€ 209,85

Ambulanza Sezionale Calcio Club Pescantina......................€ 350,00 Old Scotland........................................€ 200,00 Scuole Primarie B.go S. Pancrazio.......€ 80,00 Don Roberto B.go Nuovo..................€ 100,00 Mercatino KMO ..................................€ 130,00 145° Corso AUC.................................€ 500,00 Gruppo Lugagnano............................€ 250,00 Gruppo Povegliano ............................€ 500,00 Gruppo B.go S. Pancrazio................€ 300,00 Gruppo B.go Nuovo...........................€ 400,00 Gruppo S. Massimo...........................€ 400,00 Gruppo Peschiera d/G.......................€ 1.640,00 Gruppi Lugagnano - B.go Nuovo S. Massimo..........................................€ 45,00 Gruppo B,go Venezia.........................€ 270,00 Gruppo Marcellise ..............................€ 300,00

Totali offerte Per la Sezione € 400,00 Giornale “il Montebaldo” € 500,00 Chiesette Alpine € 6,422,13 Protezione civile € 3.220,00 Ambulanza sezionale € 6.815,00 Alluvionati Monteforte - Soave € 37.543,36

400,00 800,00 150,00

Alluvionati Monteforte - Soave

"il Montebaldo" Gruppo di Povegliano ........................€

Gruppo Montorio.................................€ Gruppo S. Martino B.A. .....................€ Gruppo Pescantina ............................€

Sezione ANA Bergamo......................€ Sezione ANA Molise...........................€ Sezione ANA Piacenza......................€ Sezione ANA Salò..............................€ Sezione ANA Como...........................€ Zona "Lessinia" ...................................€ Zona "Valpantena"..............................€ Gruppo Vago di Lavagno ..................€ Gruppo Bardolino ...............................€ Gruppo Verona Centro ......................€ Gruppo S. Martino B. A......................€ Gruppo Peschiera d/G.......................€ Gruppo B.go Venezia.........................€ Gruppo S. Maria in Stelle...................€ Gruppo Legnago ................................€ Gruppo Piovezzano ...........................€ Gruppo Povegliano ............................€ Gruppo Quinto ....................................€ Gruppo Parona...................................€ Gruppo Rosaro ..................................€ Gruppo Pastrengo .............................€ Gruppo S. Massimo...........................€ Gruppo Torbe .....................................€ Gruppo S. Lucia Q. I, .........................€ Gruppo Zevio ......................................€ Gruppo Minerbe..................................€ Gruppo B.go S. Pancrazio................€ Gruppo Goito.......................................€ Gruppo Valdonega .............................€ Gruppo Prova......................................€ Gruppo Lugagnano............................€ Gruppo Cavalcaselle..........................€ Gruppo Azzago ..................................€ Gruppo Caselle...................................€ Gruppo Castel d'Azzano ...................€

7.000,00 350,00 400,00 2.240,00 1.500,00 300,00 505,00 500,00 310,00 20,00 2.070,00 1.000,00 1.500,00 300,00 1.000,00 500,00 500,00 250,00 300,00 200,00 600,00 400,00 300,00 300,00 310,00 1.000,00 100,00 500,00 60,00 1.000,00 438,36 500,00 100,00 500,00 1.000,00

Gruppo S. Pietro di Legnago............€ Gruppo Grezzana...............................€ Gruppo Mure (Genova).....................€ Gruppo Chatillon (Aosta)...................€ Gruppo Angone (Brescia)..................€ Gruppo Caravaggio (Bergamo)........€ Gruppo Lessona (Biella)....................€ Gruppo Fornovo di Taro.....................€ Gruppo Gussago (Brescia)...............€ Gruppo Santena.................................€ Gruppi Caravate-Azzate-Brunello....€ Gruppo Carnago.................................€ Alitrans Srl............................................€ Sport Peschiera...................................€ Sig. Enzo Girardi.................................€ Sig. Federico Zanett...........................€ Sig. Piero Scortini................................€ Sig. Rocchi (Ivrea) ..............................€ Sig.ra Giorgina Masin.........................€ Sig. Paolo Bisighin..............................€ Sig.ra Claudia Quiriconi .....................€ Sig. Gian Gaetano Aloisi....................€ Sig. Francesco Zambonini ................€ Sig. Luigi Sandri..................................€ Sig. Giuseppino Moratto....................€

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1.000,00 1.000,00 500,00 300,00 1.500,00 100,00 300,00 70,00 400,00 500,00 100,00 500,00 1.000,00 900,00 100,00 50,00 20,00 50,00 200,00 100,00 50,00 50,00 200,00 500,00 200,00

Protezione civile Squadra "Verona Città" Borgo Venezia.....................................€ S. Lucia Q. I. .......................................€ Palazzina ............................................€ Borgo S. Pancrazio ...........................€

800,00 500,00 300,00 100,00

Squadra "Medio Adige" S. Martino B. A. ................................... € 300,00 Squadra "Zona Mincio" Povegliano...........................................€ 1.000,00 Nucleo U.C.S. Acqua Prot. civile Castelnuovo d/G..............€

220,00


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il Montebaldo

PROTEZIONE

CIVILE

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Alluvione Est veronese: PC in prima linea

Domenica 31 ottobre 2010 alle ore 17 circa, il Genio Civile ci avvisava che i torrenti Tramigna e Alpone si stavano velocemente ingrossando e che i dati sulla pioggia e le previsioni meteo non promettevano nulla di buono. Sono state pre-allertate tutte le Squadre sezionali come di consueto in questi casi, mentre la Squadra “Val d'Alpone” si preparava per organizzare i primi turni di monitoraggio, sui torrenti Alpone e Tramigna, secondo le indicazioni del Genio Civile di Verona. Alle ore 21,30 circa, la Squadra era già schierata a Soave e con alcuni volontari anche a Monteforte d'Alpone. La prima criticità si è presentata verso la mezzanotte di domenica, a Soave, sul ponte del torrente Tramigna, in prossimità delle porte del centro storico. In quel punto, l'altezza dell'acqua aveva ormai raggiunto e superato il livello di guardia tant'è che, poco prima di mezzanotte, i tecnici del Comune sono passati per tutte le vie, a sud dell'abitato, per avvisare la popolazione del rischio di una possibile tracimazione. Circa venti volontari della Squadra “Val d'Alpone” erano presenti a Soave al servizio del Comune e del Genio Civile. L'acqua si alzava di livello col passare dei minuti, in quanto non riusciva a defluire. Le 15 Squadre dell'ANA di Verona, subito dopo la mezzanotte, sono state sollecitate a prepararsi per eventuali interventi al nuovo ordine. Alle ore 3,30 circa, il muretto adiacente all'“Hotel Roxi”, ha ceduto improvvisamente, e l'acqua ha incominciato ad invadere le strade. A quel punto le Squadre hanno iniziato a monitorare le vie inondate con i fuoristrada, assieme ai Vigili del Fuoco soccorrendo alcuni ragazzi intrappolati nelle proprie auto. Per tutta la notte è proseguito il monitoraggio del torrente Alpone a Monteforte. Anche la Squadra “Val d'Illasi” è uscita per monitorare il torrente Illasi. Il tutto costantemente coordinato e supervisonato dai tecnici del Genio Civile. Alle 8 di mattina del 1 novembre, nel mentre si organizzavano i soccorsi a Soave, ci informavano di una situazione critica e di una rottura arginale anche del torrente Alpone all'altezza della confluenza con

torrente Chiampo.. A quel punto, il Caposquadra della Squadra Val d'Alpone, si è recato presso Monteforte per verificare la situazione. Alle 11 è stata convocata una riunione in Comune a Soave, dove hanno partecipato tutti gli Enti preposti (Prefettura, Provincia, Sindaci, Vigili del Fuoco, Genio Civile, Consorzio di Bonifica, Carabinieri e Polizia Locale). In questa riunione si è deciso di aprire un Centro di accoglienza al Palaferroli a S. Bonifacio, dove poi è stata dirottata la cucina. Le Squadre “Min-

re acqua dal Tramigna, mentre a Monteforte, la situazione andava peggiorando. All'indomani, il 2 novembre, abbiamo inviato gran parte delle forze a Soave per iniziare l'opera di messa in sicurezza del Tramigna e svuotare le abitazioni. A Monteforte, completamente invaso, l'azione principale rimaneva l'evacuazione ad opera dei Vigili del Fuoco e la gestione della viabilità. Durante la mattinata, un nuovo flusso di acqua proveniente da Monteforte attraverso le campagne e il quartiere San Lorenzo, inondava per la se-

cio” e “Medio Adige” hanno allestito il Centro, con brandine fornite dall'ANA e dalla Croce Rossa, mentre la Squadra “Verona Città” ha allestito la cucina. Per tutta la giornata di lunedì 1 novembre, l'acqua ha continuato ad invadere Soave e Monteforte e l'unica opera possibile, a parte le problematiche di viabilità causate dalla chiusura dell'A 4 e alle rotture degli argini, era quella di organizzare un supporto logistico e l'evacuazione degli abitanti di Monteforte e Soave con mezzi dei Vigili del Fuoco. Nel frattempo, è stato attivato anche l'Esercito da parte della Prefettura. La sera del 1 novembre, a Soave, ha smesso di fuoriusci-

conda volta, rendendo vano ogni intervento di prosciugamento. L'unica cosa urgente che si poteva fare era l'innalzamento, mediante sacchi di sabbia e telonata, dell'argine rotto. I giorni 3 e 4, a Soave, siamo riusciti a bonificare, svuotando gran parte di abitazioni, scuole e negozi. Anche i contadini hanno aiutato con pompe applicate ai trattori. A Soave abbiamo eseguito più di 50 interventi assieme ai Vigili del Fuoco. Sia a Soave che a Monteforte, abbiamo organizzato dei centri di coordinamento presso il Municipio, dove eravamo costantemente collegati dal Comune, Genio Civile, Vigili del

Fuoco e Carabinieri. A Monteforte è arrivato anche il Capo dipartimento Bertolaso. Per poter svolgere le operazioni di svuotamento anche a Monteforte, sono stati richiesti rinforzi alla Regione, chiedendo l'intervento dell'ANA Regionale. E così, il giorno successivo, sono arrivate a Monteforte anche le Squadre delle Sezioni ANA di Belluno, Feltre, Vittorio Veneto, Conegliano, Bassano, Venezia, Padova e Bolzano. Per un totale di circa 100 volontari. Solo giovedì 4, e per tutta la notte del venerdì, le motopompe sono potute entrare in azione a pieno regime a Monteforte d'Alpone, grazie anche ad un sistema di travaso e prosciugamento messo in pratica dai volontari, Vigili del Fuoco, Genio Civile e Consorzi di bonifica, che riportava l'acqua nell'Alpone.Venerdì pomeriggio la situazione era nettamente migliorata. Iniziava così il lavoro di pulizia del fango e svuotamento delle abitazioni dal materiale danneggiato. L'intera giornata di sabato e domenica, è stata dedicata alla pulizia di cantine e sgombero dei rifiuti generati dall'alluvione, grazie anche ad un migliaio di volontari civili accorsi da ogni parte della provincia. Per tutta la settimana, la parrocchia di Monteforte ha allestito un refettorio per tutti i volontari e operatori di Protezione civile impiegati. A Soave, il refettorio per i volontari e Vigili del Fuoco, era presso la baita alpina. Come si può immaginare, l'intervento è stato molto complesso ed impegnativo, ma la nostra Unità, ha dato prova di grande organizzazione, forza operativa, disponibilità e umiltà. L'intervento è stato immediato, efficace e decisivo. Tutto questo grazie all'encomiabile disponibilità e dedizione di tutti i capisquadra e di tutti i volontari che hanno partecipato. Complimenti e grazie a tutti! Dati riassuntivi: Volontari Sezione di Verona: 249. Volontari suddivisi per giornata lavorativa: totale 1324, di cui 739 ANA. Squadre intervenute: ANA 31, altre Associazioni 70. Volontari Sezioni del Triveneto: 102. Mezzi impiegati: 46 fuoristrada e furgoni, 64 pompe, 1 cucina mobile. Sebastiano Lucchi Coordinatore sezionale di PC


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PENNA SPORTIVA

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Corsa podistica alpina a Chievo: 1a edizione Domenica 24 ottobre u.s., si è svolta la prima edizione del "Trofeo Alpini Chievo", corsa podistica alpina con l'assegnazione del 1° Trofeo alla memoria degli alpini "andati avanti". Alla gara hanno partecipato 130 concorrenti, suddivisi nelle varie categorie, sia maschili che femminili. Da notare la presenza alla gara di varie famiglie, a dimostrazione che le nostre gare so-

no anche motivo di aggregazione nello spirito alpino. Il percorso, snodatosi nello stupendo scenario del Parco di Villa Pulè e nel Parco dell'Adige, ha soddisfatto tutti i partecipanti. Erano presenti alle premiazioni il Capozona e rappresentante della Commissione Sport sezionale Enrico Meliadò, il Consigliere di Circoscrizione Massimo Paci, il Capogruppo Graziano Giardini e tutto il

Consiglio direttivo. Nei vari interventi, tutti hanno auspicato che questo appuntamento sportivo diventi un punto fermo nel calendario sportivo sezionale. CLASSIFICHE 1 categoria: 1° Benedetti Luca (Giazza); 2° Sartori Matteo (Castelvero); 3° Costalunga Luca (Tregnago). 2a categoria: 1° Dal Bosco Giuseppe (Giazza) ; Dolci Daa

niele; 3° Tanara Francesco (Badia). 3a categoria: 1° Cherobin Paolo (Badia); 2° Faccin Michele; 3° Piazzola Tiziano (Bussolengo). 4a categoria: 1° Arduin Ivano (Giazza), 2° Meneghello Roberto (Tregnago); Tanara Giuseppe (Badia). Over 60: 1° Faccincani Luciano (Castelnuovo); 2° Santi Severino (Castelvero); 3° Capello Sergio (Tregnago).

Bocce: 17o trofeo “Penne Mozze” Lunedì 18 settembre u.s., si è disputato, nei bocciodromi di Dossobuono e Castel d'Azzano, il 17° trofeo "Penne Mozze", con la partecipazione di 36 coppie in rappresentanza di 15 Gruppi alpini. Buono il livello di gioco. Ottima la professionalità del giudice di gara,, signor Scandola. CLASSIFICA COPPIE 1a Fava-Fasoli (B.go Venezia); 2a Mezzari-Cassola (Valeggio s/M); 3a Ferrari-Fusini (Chievo); 4a Costa-Zanoni (Sommacampagna); 5a Quintarelli-Brignani (Chievo). Dopo le premiazioni, svoltesi in baita, va tributato un sentito "bravi" agli organizzatori per l'ottima riuscita della manifestazione.

Pescantina: 11o torneo sezionale di tamburello Organizzato dal locale Gruppo alpini, si è disputato il torneo sezionale di tamburello per l'assegnazione del trofeo "Gen. Tullio Campagnola" arrivato all'11a edizione. Quattro le squadre partecipanti: Pescantina, Marano, Bussolengo e Cavalcaselle. E' stato demotivante per gli orga-

nizzatori trovarsi con una ridotta partecipazione, considerato che sono parecchi i Gruppi interessati a questa disciplina sportiva. La finale si è svolta domenica 7 novembre u.s. sul campo di Ospedaletto fra le squadre di Cavalcaselle e Marano. Dopo vicende alterne e con

un buon gioco, il Cavalcaselle, la squadra formata da Luciano Paiola, Lorenzo Gasparetto, Tiziano Fasoli, Massimo Paroni, Paolo Zignoli, Luca Sona e Daniele Checchi, ha avuto la meglio sul Marano aggiudicandosi il titolo di “Campione Sezionale 2010”. Un particolare ringrazia-

mento al Gen.Tullio Campagnola per il meraviglioso trofeo messo in palio, sperando che questo avvenimento possa ripetersi anche negli anni futuri. CLASSIFICA GRUPPI 1° Cavalcaselle; 2° Marano; 3° Pescantina; 4° Bussolengo.


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PENNA SPORTIVA

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16o Campionato sezionale C 10 e P 10 Sabato 23 e domenica 24 ottobre u.s., si è disputato il 16° Campionato sezionale con carabina e pistola ad aria compressa, con bersaglio a 10 metri. Il Gruppo Cristo Risorto, organizzatore della manifestazione, si è impegnato al massimo con il Capogruppo Giacomazzi e i suoi collaboratori, per rendere questa competizione più accogliente possibile. Questa gara, per tutta la "famiglia alpina", è importante perché intitolata a Giovanni Dall'Ora, giovane alpino del Gruppo sempre impegnato nelle attività sportive sezionali, “andato avanti” prematuramente. Oltre cento partecipanti si sono sfidati in una competizione ad alto livello agonistico. Il trofeo, vinto per due anni consecutivi dal Gruppo di S. Giovanni Lupatoto, quest'anno è stato conquistato dal Gruppo di Avesa.

La consegna del trofeo "Giovanni Dall'Ora" al Gruppo di Avesa

Un particolare ringraziamento alla Direzione del Poligono di Verona, un grazie alla sig.ra Amalia per la sua disponibilità nello stilare le classifiche e ai Consiglieri sezionali Carlo Chemello e David Favetta presenti alla premiazione.

RISULTATI Carabina 1a classe: 1° Olivati Eros (Porto S. Pancrazio); 2° Fasolo Alessandro (Avesa); 3° De Guidi Paolo (S. Giovanni L.). Carabina 2a classe: 1° Faccini Michele (Badia); 2° Piccoli Mi-

chele (Lugo); 3° Zamboni Damiano (Cristo Risorto). Veterani: 1° Brunelli Luciano (Avesa); 2° Bonato Omero (Avesa); 3° Vanzo Gabriele (Avesa). Amici: 1° Vanzo Enrico; 2° Casagrande Primo; 3° Provedelli Federico. Pistola 1a classe: 1° De Guidi Paolo (S. Giovanni L.); 2° Fasolo Alessandro (Avesa); 3° Scardoni Bruno (S. Giovanni L.). Pistola 2a classe: 1° Faccini Michele (Badia); 2° Ciocchetta Giampietro (S. Giovanni L.); 3° Rinaldi Giovanni (S. Giovanni L.). Veterani: 1° Bonato Omero (Avesa); 2° Milani Mauro (S. Giovanni L.); 3° Gaspari Franco (Avesa). CLASSIFICA GRUPPI 1° Avesa; 2° S. Giovanni L.; 3° Golosine; 4° Cristo Risorto; 5° Bosco Chiesanuova.Seguono altri 12 Gruppi

40a corsa campestre alpina a Bussolengo Come ogni anno, nell'ultima domenica di settembre, si è svolta la corsa campestre alpina individuale a cronometro. La partenza era fissata al Monumento agli alpini di Lungomonte Graziani e l’arrivo nel parco della sede del Gruppo di Bussolengo, attraverso un percorso adatto a tutte le categorie. La partecipazione è stata penalizzata dalla concomitanza del Campionato nazionale di corsa in montagna svoltosi a Chiavenna, ma la qualità e l'agonismo dei concorrenti non hanno fatto rimpiangere l'assenza dei più quotati atleti. I tempi realizzati sono stati di tutto rispetto, qualcuno di valore assoluto come il 21'18'' di Antonio Sorrentino (podisti Bussolengo), seguito a soli 40'' da Lino Dal Bosco nei 5.500 metri riservati alla 4a categoria; i 37'47'' di Giuseppe Dal Bosco (1a cat.) e i 39'44'' di

Ivano Arduini (3a cat.) negli 11.500 metri. La corsa si è svolta con la "formula open", cioè aperta anche ad atleti non alpini. La P. A. Croce Verde di Levanto, come sempre presente con personale e mezzi, ha garantito l'assistenza sanitaria.

RISULTATI 5 a cat. (km 5,5): 1° Conti Renato (Bussolengo); 2° Vinco Bruno (Castelnuovo); 3° Mezzari Franco (Illasi). 4a cat. (km 5,5): 1° Sorrentino Antonio (Pod. Bussolengo); 2° Dal Bosco Lino (Giazza); 3° San-

ti Severino (Castelvero). 3a cat. (km 11,5): 1° Arduini Ivano (Giazza); 2° Veronesi Vittorio (Pod. Bussolengo); 3° Martignoni Andrea (Giazza). 2a cat. (km 11,5): Piazzola Tiziano (Bussolengo); 2° Fiocco Lorenzo (Illasi); 3° Marini Michele (Legnago). 1a cat. (km 11,5): Dal Bosco Giuseppe (Giazza); 2° Tosoni Simone (Atl. Insieme N. F.); 3° Volpi Samuel (Atl. Insieme N. F.). La coppa "Città di Bussolengo", riservata alla squadra di alpini con i tre migliori tempi nelle categorie degli 11 km, è stata vinta dal Gruppo di Giazza con il tempo di 2h.12'17'', precedendo di soli 3'20'' il Gruppo di Bussolengo. Il trofeo "Gruppo Alpini di Bussolengo" è stato vinto dal gruppo di Bussolengo (primi tempi delle tre categorie) che lo terrà in custodia fino al prossimo anno.


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VITA DEI GRUPPI

MOZZECANE

In memoria di Marco Scattolini Con grande intervento di pubblico, nel pomeriggio di venerdì 1 ottobre u.s., si sono svolte le esequie di Marco Scattolini. Dopo la funzione religiosa, la bara è stata portata a spalla dai suoi amici più cari, e seguita dagli affranti familiari e da molti alpini del Gruppo intervenuti per dimostrare tutto l'affetto e la partecipazione. Marco, in effetti, era considerato la mascotte degli alpini, proprio per la singolare circostanza nella quale era stato celebrato il suo battesimo. Egli era nato, infatti, il 5 settembre 1976. Pochi giorni dopo, la domenica del

26 settembre, dovevano essere festeggiati, in una unica grande manifestazione, i 10 anni del nuovo gagliardetto del Gruppo e il 100° anniversario della Fondazione delle Truppe Alpine. Si verificò così che, per esplicita richiesta dei genitori (il papà Luigino, una delle colonne del Gruppo e la mamma Rosanna, sempre attiva tra le mogli dei soci), del capogruppo Gino Bosio e del parroco don Luigi Marcon, si decidesse di battezzare solennemente il piccolo Marco durante la S. Messa al campo celebrata nel Parco della Rimembranza di Mozzecane.

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Il battesimo del bambino, nato nel particolare momento del sisma in Friuli, fu considerato un segno di speranza per il futuro e gli alpini del paese si sentirono tutti un po' "padrini" e prescelsero Marco come mascotte. Sempre con grande simpatia, seguirono la sua crescita e le sue vicende di vita e furono felici di vedere assumere, nelle sue capaci mani, le redini dell'attività della famiglia, affidate a lui con trepida speranza del papà Luigino. Un male che non perdona, affrontato peraltro con vero spirito alpino e cristiano, lo ha sottratto per sempre all'amore della famiglia ed all'amicizia del suo Gruppo alpini, che molto si duole per la dolorosa perdita del suo stimato figlioccio. Davide Marchini

DOSSOBUONO

Gita a Ponticello di Braies Sabato 4 settembre u.s., una decina di alpini del Gruppo, sono partiti alla volta di Ponticello di Braies per rendere omaggio ai sette alpini veronesi travolti da una valanga. Commozione per l'incontro con il fratello di Franco, Gabriele Bagolin, che ha espresso il proprio compiacimento per la significativa iniziativa. Davanti al cippo, il Capogruppo Dante Adami, ha letto la "Preghiera dell'Alpino" e deposto un mazzo di fiori a ricordo. INCONTRI

Domenica 3 ottobre 2010 in occasione del Raduno della Zona “Medio Adige”, svoltosi a S. Giovanni Lupatoto per i festeggiamenti del 90° della Sezione e per l’inaugurazione della baita, si sono trovati alcuni “veci” del Gruppo “Asiago”. Nella foto-ricordo con il Presidente Ilario Peraro ed il Cappellano sezionale don Rino Massella.


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VITA DEI GRUPPI

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BORGO VENEZIA

Ospiti di lusso in baita Al termine della cerimonia per il cambio del comandante del COMFOTER avvenuto giovedì 16 dicembre u.s. nella caserma "Duca" di Montorio, sono stati accolti dagli alpini di Borgo Venezia il Presidente nazionale Corrado Perona, il Direttore de "L'Alpino" Vittorio Brunello, alcuni Consiglieri e Revisori dei conti nazionali e i responsabili (quasi tutti Presidenti di Sezione) di

Biella, Bergamo, Alto Adige Conegliano, Vittorio Veneto, Vicenza, Palmanova, Valdagno, Bassano e Verona. Ottimo il pranzo conviviale, ottima l'atmosfera ed alla fine, altrettanto ottimo il "giro di cappello" che ha fruttato 270,00 euro per l'acquisto dell'ambulanza a favore della Protezione civile sezionale. Giornata indimenticabile per il nostro Gruppo, grazie

agli addetti alla cucina e anche alla collaborazione di quanti si sono prestati per l'attività (am-

bulatorio e ronda della carità) di solidarietà. Enrico Zantedeschi

RONCOLEVÀ

Giornata per gli alpini che sono “andati avanti”

Puntuale anche quest'anno, il Gruppo alpini Roncolevà ha riunito un nutrito numero di alpini e simpatizzanti alla tradizionale Giornata per gli alpini che sono “andati avanti”, preceduta da una serata di canti alpini tenutasi sabato sera. Il programma di domenica 3 ottobre, ottimamente organizzato dal Capogruppo Remo Bosco e dai suoi validi soci, prevedeva una S. Messa celebrata da Don Franco e animata dal coro alpino “San Mauri-

zio” di Vigasio. Sfilata per le vie del paese, accompagnata dal Corpo bandistico di Roncolevà; una trentina di gagliardetti. Facevano onore alla cerimonia, in corteo, alcuni reduci della Seconda Guerra mondiale. Al monumento ai Caduti, dopo l'alzabandiera, i presenti hanno assistito alla consegna degli elmetti certificati per il servizio di emergenza e soccorso offerto dai Gruppi della Zona “Isolana” alla Squadra di

Protezione civile ANA locale. Discorsi di circostanza delle Autorità presenti alla manifestazione fra cui il Consigliere sezionale Marini, il Consigliere della Sezione di Brescia Mainardi, il Capozona Stoppa, il Gen. Rossini, i Sindaci di Trevenzuolo, Osvaldo Zoccatelli e di Collebeato (BS) Giovanni Marelli, a simboleggiare il rapporto di gemellaggio fra i due Gruppi alpini dei corrispondenti territori. La giornata e terminata con

il “rancio alpino”, al quale anno partecipato numerosi alpini del Gruppi di Povegliano gemellato con il Gruppo di Roncolevà. Sabato 16 ottobre, nella chiesa parrocchiale, serata piacevolmente animata dal coro alpino “San Maurizio” di Vigasio e dai poeti dialettali Gianpaolo Feriani e un suggestivo Bepi Sartori che hanno recitato, con disinvoltura, le proprie poesie. Rinaldo Marini

BORGO SAN PANCRAZIO

Estate di San Martino Venerdì 12 novembre, si è svolto il tradizionale incontro del Gruppo alpini con la scuola materna e primaria "Abramo Massalongo", con distribuzione di caldarroste agli alunni. I bambini hanno recitato poesie, cantato filastrocche inerenti alle castagne e, con i genitori ed insegnanti, hanno cantato tutti insieme l'Inno di Mameli. Nei giorni precedenti, erano state preparate caldarroste per le scuole materne "Danilo Provolo" e "Sole e Luna" del quartiere. L'offerta raccolta è stata devoluta alla Sezione per contribuire all'acquisto di una ambulanza per la Protezione civile.


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VITA DEI GRUPPI

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LEGNAGO

Giornata sulle malattie della tiroide Il Gruppo alpini collabora con l'ULSS 21 per un importante “screening” sulle malattie della tiroide. Nell'intera giornata del 14 novembre u.s., 540 persone sono state visitate per accertare eventuali anomalie della tiroide. La sede del Gruppo alpini, per l'occasione, è stata trasformata in un poliambulatorio, con 15 box e la presenza di circa 60 fra medici ed infermieri della Clinica Universitaria di Verona Borgo Roma, del Sacro Cuore di Negrar e del Mater Salutis di Legnago. Tutti gli intervenuti sono stati visitati da un medico endocrinologo, effettuando prelievi di sangue e una visita ecografica con le apparecchiature portate dai vari ospedali. Tutte le persone visitate riceveranno gli esiti a domicilio. Determinante per la buona riuscita dell'operazione è stata l'assistenza logistica fornita dagli alpini per l'allestimento

ALZABANDIERA: Normalmente ogni cerimonia ha inizio con l'alzabandiera. Essendo questo un atto di alto significato morale ed etico, poiché il Tricolore rappresenta la nostra Patria per la quale tanti alpini hanno dato la vita, la sua esecuzione dovrà avvenire in modo austero ma significativo. All'inizio della cerimonia, il responsabile darà il comando "alzabandiera", dopo i tre squilli di tromba, l'attenti e alle prime note dell'Inno Nazionale TUTTI i presenti dovranno salutare militarmente ad eccezione degli alfieri, mentre TUTTI indistintamente dovranno accompagnare la musica con il canto; gli amici o aggregati dovranno assumere la posizione di “attenti” e togliere il copricapo portando la mano destra all'altezza del cuore.

della struttura e per l'assistenza di conforto alimentare rivolta, tanto agli operatori sanitari, quanto alle persone. Ancora una volta, gli alpini hanno dimostrato la loro capacità di intervento sociale a favore della popolazione e delle Istituzioni.

FANE

Presidenti al comando

Domenica 10 ottobre u.s., si è svolta a Fane la tradizionale Festa del donatore di

Regole durante le cerimonie

sangue. Quest'anno, tra i premiati con il "Distintivo d'oro", si sono distinti il Capogruppo degli alpini Franco Guardini (a destra nella foto) con 103 donazioni e l'attuale Presidente della sezione FIDAS donatori di sangue e socio alpino Novello Guardini, con 100 donazioni. Ai due premiati i nostri più vivi complimenti ed un augurio di buon proseguimento nell'impegno umanitario.

S. MESSA CELEBRATA IN CHIESA: All'inizio la tromba darà l'“attenti”, i vessilli e i gagliardetti assumeranno la posizione di saluto; dopo qualche secondo la tromba eseguirà il segnale di “riposo”, i vessilli e i gagliardetti ritorneranno sulla posizione di “riposo”. Al termine della comunione, prima della liturgia di chiusura, dovrà essere letta la “Preghiera dell'Alpino” preceduta da uno squillo di tromba e seguita dal segnale di “riposo”. Durante la funzione religiosa dovrà tenere il cappello alpino in testa SOLO il personale di servizio (coro, trombettiere, alfieri, il lettore della “Preghiera dell'Alpino”, il personale del servizio d'ordine, di servizio alla S. Messa, chi affianca o porta il feretro durante le esequie funebri). TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello alpino all'ingresso della chiesa. Si rammenta che anche il personale di servizio al momento in cui riceve l'Eucarestia deve comunque togliersi il cappello alpino. Il cappello alpino dovrà essere indossato da tutti i presenti SOLO alla lettura della “Preghiera dell'Alpino”. Gli alfieri e le scorte dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della funzione religiosa e sono esentati dall'eseguire il "segno della croce" quando previsto.

S. MESSA CELEBRATA “AL CAMPO” Tutti gli atti previsti per la S. Messa in chiesa sono validi anche per la funzione all'aperto; ad eccezione del fatto che rimanendo solitamente in piedi, TUTTI terranno il cappello alpino in testa.

ASSISERVICE sas di Pinali Eros & C. LEGNAGO Via P.D. Frattini, 85 Cap. 37045 Legnago (VR) Tel. 0442.20430 Fax 0442.25922 E-mail: legnago@ cattolica.it

ZEVIO P.zza S. Toscana, 36 Cap. 37059 Zevio (VR) Tel. 045.7850451 Fax 045.6051396 E-mail:zevio@cattolica.it

CERIMONIE PARTICOLARI: Esequie: i simboli dell'Associazione Nazionale Alpini (labaro, vessillo, gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati con nastri.


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ISOLA DELLA SCALA

MEZZANE

Duplice festa per il Gruppo

L’assessore Tiziano Arcolini consegna la targa dell’Amministrazione comunale a Angelo Gozzi

Domenica 28 novembre u.s., giornata del tesseramento e festa per Angelo Gozzi, Capogruppo da 40 anni. Una attività, la sua, assidua e costante per gli alpini impegnati in molteplici attività come la "Serata del Giovane Alpino", la "Giornata dell'Anziano", la presenza annuale al-

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VITA DEI GRUPPI

il Montebaldo

la "Festa del riso". Per ultimo, una serata alpina presso il "Teatro Bovo" con il coro "El Biron" di S. Giovanni Ilarione. Nel corso della manifestazione, è stato offerto un contributo alla parrocchia di Isola della Scala per i lavori in Abbazia e per una adozione a distanza.

S. Messa a ricordo dei Caduti in Russia Lunedì 25 aprile, verrà celebrata alle ore 16,00, nella caratteristica chiesetta eretta in onore della "Madonna della Strada", situata sulla dorsale delle vallate tra Mezzane e Tregnago, una S. Messa officiata dal Parroco Don Adriano Barba, per ricordare i Caduti e dispersi in terra di Russia. A questo annuale appuntamento di Pasquetta, che quest’anno viene spostato al pomeriggio, sono vivamente invitati i Gruppi alpini con i gagliardetti e tutte le Associazioni d'Arma con le bandiere di appartenenza.

PALAZZINA

Serata alpina

GIAZZA

Raccolta tappi di plastica L'alpino Martino Giusti iscritto al Gruppo di Giazza, ha "sposato" con il collega di lavoro Enzo Pizzeghello di Padova, l’idea di istituire presso la sede della propria azienda un “centro raccolta” di tappi di plastica da parte di amici, enti, scuole e quanti vogliono contribuire a realizzare questa lodevole e splendida realtà.

L'invito è esteso anche a tutti i Gruppi alpini della Sezione, significando che, con il profitto del ricavato della vendita dei tappi, si possono coprire spese da devolvere in aiuti umanitari. Per informazioni: Enzo Pizzeghello cell. 348.22.93.877, oppure a Martino Giusti cell. 349.67.95.247 e-mail info@enzopizzighello.it

QUARTIERE SAN ZENO

Solidarietà alpina Il Vescovo di Anuradhapura (Sri Lanka) Mons. Andradi, proveniente da Roma per un congresso, ha voluto visitare Verona per ringraziare gli alpini veronesi per l'aiuto dato alla popolazione del suo Paese colpita dal maremoto che ha causato lo tsunami. Per quel triste evento, sono stati inviati: un container di vari prodotti, la donazione di 15 barche per la pesca. Seguirono, poi, 100 adozioni a distanza di bambini. Ora la guerra con i Tamil è finita e sono state riaperte le scuole. Il Vescovo, nel corso della sua visita, ha consegnato, al Gruppo alpini, un elenco di 49 bambini e bambine da adottare per il 2011 (per chi volesse aderire, il costo è di € 60,00, sufficienti per tutto l'anno scolastico). Per questa lodevole iniziativa contattare il Capogruppo Segio Zecchinelli - tel. 045. 80.35.209. Tale invito è rivolto anche ai Gruppi della Sezione di Verona.

Venerdì 14 gennaio u.s., nella cappella parrocchiale, è stata celebrata, dal cappellano sezionale don Rino Massella, una S. Messa a ricordo degli alpini "andati avanti". Dopo la cerimonia religiosa, le "penne nere", si sono radunate in sala "NOI" per una simpatica serata in compagnia. Ospiti graditi, oltre il Parroco Don Adriano Avesani, il Presidente sezionale Ilario Peraro, il Vice presidente Ezio Benedetti ed il Consigliere comunale Marco Comencini, "amico" degli alpini. Il Capogruppo Silvio Bonetti, nella sua relazione, ha illustrato le molteplici attività svolte dal Gruppo nell'anno passato ed futuri impegni in previsione della prossima adunata nazionale di Torino. Giglio Antolini

QUINTO DI VALPANTENA

Celebrato il 4 Novembre

La manifestazione per la ricorrenza del 4 Novembre 2010, è iniziata con la S. Messa in memoria dei Caduti di tutte le guerre ed è proseguita con una sfilata fino al monumento ai Caduti. La cerimonia proseguiva con l'alzabandiera, l'Inno di Mameli, la "Leggenda del Piave", la deposizione di una corona d'alloro mentre la tromba suonava il "Silenzio", creando un momento di suggestivo ricordo.


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VITA DEI GRUPPI

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CAZZANO DI TRAMIGNA

Nuovo Consiglio Direttivo Giorni scorsi è stata convocata l'assemblea del Gruppo alpini per il rinnovo delle cariche sociali. Presenti il Vice presidente sezionale Ezio Benedetti, il Consigliere Sergio Ghellere e il Capozona Piero Masnovo. Lo spoglio delle schede ha visto eletto capogruppo Vittorio Fattori in sostituzione del dimissionario Giuseppe Castagna. Faranno parte

del Consiglio direttivo per il prossimo triennio: Ilario Bosaro, Giuseppe Castagna, Silverio Peloso, Gianni Fattori, Giovanni Vantini, Gastone Grandi, Enrico Cazzola, Matteo Nordera, Augusto Marchi, Michelangelo Fattori, Silvano Dal Forno, Riccardo Cattazzo, Lorenzo Bonomo e Augusto Viviani. Buon lavoro da tutta la Sezione!

Da sinistra: Sergio Ghellere, Giuseppe Castagna, Vittorio Fattori, Piero Masnovo e Ezio Benedetti

TRAGUARDI

COSTALUNGA

Festeggiata Suor Palma Nonno Mario ha festeggiato, con i suoi nipotini, le 100 donazioni di sangue. COMPLEANNO

In occasione del 70° anniversario della sua professione religiosa, suor Palma ha ricevuto in omaggio dal Gruppo alpini, un quadro raffigurante l'immagine di Sua Santità Papa Benedetto XVI dalle mani del Capogruppo Paolo Magagnotto e da acuni membri del Consiglio direttivo.

Luigi Ambrosi, consigliere del Gruppo di Valeggio s/M, festeggia la mamma Pina, per i suoi 95 anni.

SONO “ANDATI AVANTI”

Ugo Tonini, cl. 1918 Fu uno dei fondatori del Gruppo alpini di S. Lucia Q. I. Nella 2^ Guerra mondiale ha combattuto sul Fronte greco-albanese. Partì per la Russia con il Btg. "Vestone". Ferito gravemente due volte, al termine del conflitto, è stato decorato di ben tre Croci di guerra al Merito, e una Croce al V. M.

Luigi Morin, cl. 1920 L'alpino Luigi Morin, Gruppo di Prova, dopo aver partecipato alle Campagne di Francia, Grecia e Albania, partì per la Russia con la Divisione "Tridentina", Btg. "Verona", assegnato al "Reparto esploratori" della 56^ Compagnia. Ferito a Postojalyi, fu fatto prigioniero dai russi. Liberato dopo la fine della guerra ritornò in Italia nel 1946. Orgoglioso del suo cappello alpino, ha sempre partecipato alle varie manifestazioni alpine comprese le Adunate nazionali. L'ultima sua presenza è stata quella svoltasi a Bassano del Grappa nel 2008. Il 27 ottobre 2010 è salito in cielo, da Cantore, nel "Paradiso delle Penne Mozze".

CASTEL D'AZZANO

Gli alpini e la solidarietà In occasione delle festività natalizie gli alpini si sono recati nelle abitazioni di ottanta concittadini meno fortunati e, oltre al sorriso, all'affetto e agli auguri del Gruppo, hanno offerto regali concreti. Poca cosa se raffrontata alle reali necessità di quelle persone, ma dimostra ancora una volta come gli alpini siano presenti nella realtà quotidiana. Come sempre sono stati accolti calorosamente tornando “a baita” arricchiti dalla consapevolezza di aver fatto un bel gesto di solidarietà e di umanità.

BOVOLONE

Natale con gli alpini Nel mese di dicembre si è svolta la tradizionale festa del "Natale con gli alpini" organizzata dal locale Gruppo. Il programma prevedeva, dopo la S. Messa, un incontro conviviale con risotto, cioccolato e panettone. Per l'occasione è stata organizzata una lotteria a scopo benefico: quest'anno, il ricavato è stato destinato agli alluvionati della Val d'Alpone. Le manifestazioni natalizie, prevedevano anche l'incontro in baita, con pranzo offerto per gli anziani della Casa di riposo, musiche e allegria.


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ANAGRAFE

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SEZIONALE

MATRIMONI ED ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Maddalena e Luca Bombieri, figlio di Stefano e Clara (Gruppo Stallavena)

50° di matrimonio, Giuseppe Bergamini con Giancarla Beghini (Gr. Lugagnano)

Nicola Franzon e Maria Lovecchio assieme agli amici Matteo, Luca, Giorgio e Matteo (Gruppo Terrazzo)

50° di matrimonio, Mario Meche con Bruna Bombieri (Gruppo S. Massimo)

50° di matrimonio, Giulio e Agnese Gamberoni (Gruppo Dolcé)

Ermanno Pellizzari e Patrizia Dal Barco con i genitori Lionello e Giovanni (Gruppo S. Giorgio in Salici)

50° di matrimonio, Lorenzo Prando con Veneranda Menghin; Angelo Lonardi con Maria Soprana; 45° Luigi Girelli con Mariella Pasquali; 40° Enrico Festa con Gabriella Carraro; 25° Giorgio Prando con Laura Meneghelli (Gruppo Castelnuovo d/G)

45° di matrimonio, Ezio Pernigo con Raffaella Prati, i nipoti Cristiana, Andrea, Simone, Vittoria, Marta e Emanuele (Gruppo Stallavena)

50° di matrimonio, Aldo De Carli con Ottavia Bonomi (Gruppo Gazzolo)

45° di matrimonio, Sergio Predomo con Virginia Girelli (Gruppo Sommacampagna)

NASTRI ROSA ED AZZURRI

Benedetta, Beatrice e Giovanni Paolo con il nonno Pompeo Ceriani (Gruppo Castel d’Azzano)

Alice, Aurora e Michelle con il nonno Pino Bombieri (Gruppo Quinto)

Beatrice con i nonni Maurizio Codognola e Enzo Rinco (Gruppi Nogara - Isola della Scala)

AVVISO

Gabriele con il nonno Adelino Cordioli (Gruppo Salionze)

Maria Rachele Compri con il nonno Roberto (Gruppo Bussolengo)

Leonardo con il nonno Alessandro Fattori (Gruppo Cellore)

Martina con il nonno Vittorio Zambelli (Gruppo Tregnago)

Al fine di vedere pubblicate delle buone immagini, inviate alla Redazione de "il Montebaldo" foto originali che poi, a richiesta, la Segreteria provvederà a restituire.


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ANAGRAFE

Vittorino Busti; Mario Bonvicini, amico. Arcé

Gino Fraccaroli; Luigi Orlandi. Badia Calavena

Lorenzo Mantovani. Bardolino

Ferdinando Facchinetti (Aldo), cl.1917, combattente e reduce. Borgo 1° Maggio

Germano Fanti, amico. Borgo S. Pancrazio

Mirco Dolci. Buttapietra

Guerrino, fratello di Luigi Venturi. Cavaion

Roberto Vesentini; Egidio Verri.

Luigi Morin, reduce di Russia. Roncà

Illasi

Cazzano di Tramigna

Mario Villardi.

La madre di Luigi Bosaro.

S. Floriano

Palazzina

Sergio Zaltron, Gruppo “Fabio Filzi” di Rovereto, promotore del gemellaggio con il nostro Gruppo, del quale è amica la moglie Artura Sbabo.

Bruna Rosetta, moglie di Gabriele Spillari.

Andrea Dal Forno, nipote di Silvano; Davide Nordera, figlio di Luciano.

Teresa Ceradini, sorella di Silvio.

Matilde, nipote secondogenita di Antonio Merci e Bruno Gesuita.

S. Martino B. A.

Torri d/B

Illasi

Alfredo Milani.

Renato Salaorni, padre del capogr. Bernardino e di Antonio; Santo, padre di Guerrino e Luigi Alberghini.

Giacomo, figlio di Filippo Carrarini e nipote di Giuseppe.

Tregnago

Bruno Piccoli. Valeggio s/M

DOLORI TRA I FAMIGLIARI Buttapietra

Gino Origano. Fumane

Caprino

Pio Righetti. Quinto Valpantena

Egidio Giacomazzi, cognato di Giovanni Sandri; Italo Maganotti, suocero di Luigi Brunelli.

Filippo Petracca, amico.

Cazzano di Tramigna

Golosine

Bruno Regaiolo; Osvaldo Soave.

Gaetano Piubelli, suocero di Fabrizio Albertini e zio dell’amico Luigi.

Grezzana

Colà

Sergio Rigo; Giuseppe Zanini, reduce.

Santina Paroni, moglie di Silvano Gatto.

Isola della Scala

Grezzana

Luigi Morelato.

Anna Saletti, sorella del cons. Bruno, zia di Maurizio, cugina del cons. Sergio Filippini;

Gazzolo

Angelo Disconzi.

Poiano

Serafino Corbioli, socio,

NASTRI ROSA ED AZZURRI Belfiore

Cristian, nipote del nonno Antonio Castegnaro (il nonno è fratello del capogr. Giorgio.

Grezzana

Ponton

Nicola, figlio di Daniele Mascanzoni e nipote di Luigi.

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO S. Stefano di Zimella

Isabella, nipote di Domenico Fornalé.

Nozze di diamante, Cesarino Bosetto con Agnese Longo, genitori di Graziano, nonni di Luca Adami.

Borgo Venezia

Valeggio s/M

Alessandro, secondo nipote di Mario Sterzi, fratello di Sveva;

40° di matr., Ercole Barbi con Maria Pia Silvestri.

Borgo S. Pancrazio

NUOVI CAPIGRUPPO Cazzano di Tr.: Vittorio Fattori sost. Giuseppe Castagna Prova: Danilo Marconi sost. Dino Ghellere Zevio: Valeriano Vesentini sost. Ezio Benedetti Novaglie: Mario Bentivoglio sost. Silvano Salvagno Volon: Ivano Tognettini sost. Massimo Guarise Alpo: Luca Dal Bosco sost. Giorgio Dal Bosco Vago: Bruno Dal Colle sost. Celso Da Campo

SONO “ ANDATI AVANTI”

INCONTRI

Si sono incontrati a Brunico, dopo 43 anni dalla fine della naja, il M.llo Rosario Lo Vecchio e Mario Brutti artiglieri da montagna del Gruppo “Asiago”.

Giuseppe Burato (Gr. Montecchia di Crosara)

S. Floriano

Albano Righetti.

Rosa Camponogara, madre di Rino Fracca.

Cazzano di Tramigna

19

Anna Russo, con Jacopo, nipoti di Bruno Bianconi e Maria Triscornia.

Prova

Alpo

il Montebaldo

Bruno Formenti, fratello dell’amico Sergio, cognato di Giuseppe Veneri.

padre di Mauro.

SOCI DECEDUTI

SEZIONALE

Benvenuto Luigi Savio (Gigi) (Gr. S. Lucia Extra)

Salvatore Benini (Gr. B.go Venezia)

Giulio Panziera (Gr. Terrazzo)

Pietro Consolini (Gr. Torri d/B)

Celestino Lorenzini (Fondatore Gr. di Pesina)

Franco Lugo (Gr. Pastrengo)

Mario Morelato (Gr. Isola della Scala)


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Edizione Gennaio - Febbraio 2011

il Montebaldo

INCONTRI

Si sono incontrati a Sona dopo 37 anni dalla fine della naja alla caserma "Huber" di Bolzano nel 2째 Reg. artiglieria da montagna, Sergio Todeschini (capogruppo di Sona) e Eros Malavasi (alfiere del Gruppo di Sanguinetto).

Al raduno sezionale svoltosi a Povegliano V.se domenica 26 settembre u.s., si sono ritrovati dopo 57 anni dal congedo, Antonio Mastella e Vincenzo Camponogara.

Ci siamo ritrovati il 30 maggio a Torri del Benaco per festeggiare i 50 anni dal congedo del Gruppo "Asiago" Tasi e Tira con il nostro comandante di allora Michele Corsaro. Per il prossimo incontro contattare Riccardo Passionelli - tel. 045/722.53.66.

Per l'undicesimo anno consecutivo si sono ritrovati domenica 23 maggio u.s., a Masi di Cavalese, i commilitoni della 74^ Comp. Btg. "Bassano" a S. Candido negli anni 1963-'64. Prossimo appuntamento domenica 22 maggio 2011. Telefonare a: Giuseppe Marzari 045.7211623 Luigi Zuppini 045.991590 - Angelo Sprea 045.547064. Domenica 25 luglio u.s. si sono incontrati al Pellegrinaggio sezionale di Conca dei Parpari dopo 44 anni dal congedo gli artiglieri da montagna del Gruppo "Asiago" Dante Adami, capogruppo di Dossobuono, e Gino Nordera di Giazza.

Si sono incontrati a Torino, a quarant'anni dalla fine della naja, gli alpini Sergio Filippini e Antonio Grafione del 6째 Reggimento Alpini, caserma "D'Angelo" di Bressanone.

gennaio-febbraio2011  

Il montebaldo di gennaio-febbraio 2011

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