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Numero 34 - Settembre 2019

Giornale periodico a distribuzione gratuita Gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro - Sezione di Palmanova

Il 70° della Julia a Lignano con il Generale Vezzoli

Nus bâstin li’ mâns


settembre 2019 IN COPERTINA NUS BÂSTIN LI’ MÂNS

Il Comandante della “Julia”, Generale Alberto Vezzoli, circondato dagli alpini del Gruppo di San Giorgio. Lignano Sabbiadoro, domenica 1 settembre 2019 (foto di Alessandro Meloni)

Giornale del Gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro Stampato in proprio e distribuito gratuitamente ai soci. AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI UDINE NUMERO 2/18 del 30-01-2018

In questo numero 3.

Il Direttore

4.

Il Capogruppo

DIRETTORE RESPONSABILE Massimo Blasizza massimoblasizza@gmail.com

5.

Un sangiorgino alla guida del “Feltre” (Giulia Tami)

6.

Il 70° della “Julia” a Lignano (Massimo Blasizza)

REDAZIONE Massimo Blasizza, Davide De Piante, Massimiliano Pittis, Giovanni Sguassero, Giulia Tami

8.

Puliamo il Mondo 2019 (Massimiliano Paravano)

9.

Corsa in Grigioverde (Giulia Tami)

9.

La Protezione Civile ANA (la Redazione)

10.

… e sono 80… (Francesco e Amanda, Daniele, Stefano)

GRAFICA Fabio Baccello

11.

Rifugio “Marinelli” (Lorella e Riccardo Taverna)

12.

In Trincea con gli Alpini (Davide De Piante)

GRUPPO ALPINI DI SAN GIORGIO DI NOGARO Sezione di Palmanova (Udine) Via Carnia, 9 33058 San Giorgio di Nogaro (Ud)

14.

Il Tempio Ossario di Timau (Giuliano De Piante)

16.

Quando a San Giorgio si produceva lo zucchero (Marco Zanon)

18.

Staffetta 24x1 ora Telethon (La Redazione)

18.

La squadra sanitaria alla Sagra del Toro (Davide De Prato)

C.F. 90001570309 Partita IVA 02900060308

19.

Monte Bianco (Luisella Bonetto)

20.

In breve (la Redazione)

INTERNET www.anasangiorgiodinogaro.it

22.

Il cianton da puisie (Maria Fanin)

22.

Il cianton da rizete (Franco Moni)

E-MAIL sangiorgiodinogaro.palmanova@ana.it

23.

I prossimi appuntamenti (la Redazione)

Capogruppo: De Piante Davide Vice Capogruppo: Loi Valentino Consiglieri: Bidoggia Giancarlo, Bramuzzo Piergiorgio, Marchi Lino, Mastroianni Francesco, Milan Paolo, Moni Franco, Piccini Giorgio, Pittis Giovanni, Pittis Massimiliano, Salvador Bruno, Taverna Lucio, Tavian Luciano, Toniutti Fabrizio STAMPA Rosso Società Cooperativa Gemona del Friuli (UD) Numero copie stampate 350

Foto ultima pagina Albania (1915 - 1918) Rifornimento a Ponte Perati


n. 34 – Settembre 2019

Carissimi lettori, saremo sempre grati al Generale Alberto Vezzoli, 44° Comandante della “Julia”, per averci onorato della sua compagnia. Dovete sapere che proprio il giorno della grande sfilata di Lignano (domenica 1° settembre) organizzata per le celebrazioni del 70° anniversario di ricostituzione della Brigata Alpina “Julia”, al termine della parata, abbiamo affettuosamente circondato il Comandante, siamo riusciti a parlare per qualche minuto con lui e abbiamo anche fatto una foto assieme, immagine che è diventata la copertina di questo terzo numero 2019 del nostro periodico di riferimento. All’interno trovate un racconto e degli scatti che testimoniano alcuni momenti della tre giorni di Lignano. Ricordo anche a tutti voi che la Brigata “Julia” è stata ricostituita il giorno 15 ottobre 1949, ottobre che è il mese degli alpini. “Julia” per il Gruppo Alpini di San Giorgio vuol dire anche, Tenente Colonnello Riccardo Venturini. Il nostro socio e concittadino lo scorso 20 settembre ha assunto il comando del Battaglione “Feltre” del 7° Reggimento Alpini di Belluno, mentre il reparto, erede delle tradizioni della disciolta Brigata Alpina “Cadore”, si trova a Milano alla guida del Raggruppamento “Lombardia e Trentino Alto-Adige”, dell’Operazione dell’Esercito denominata “Strade Sicure”: con piacere il Capogruppo e alcuni nostri soci, assieme al Presidente della Sezione di Palmanova Stefano Padovan, sono andati proprio a Milano per essere presenti alla cerimonia. All’interno la nostra testimonianza della giornata trascorsa con gli alpini del Settimo. A fine ottobre, il 26 e 27 si terrà a Feltre, in provincia di Belluno, il 23° Convegno Itinerante della Stampa Alpina, come dicono gli addetti ai lavori: il CISA! Quest’anno il tema è: “Social: tra opportunità e rischi”. Il nostro Gruppo sarà rappresentato dal Capogruppo e dal sottoscritto. Se avete considerazioni, idee, critiche, proposte che possano essere utili e costruttive ed essere condivise a tutti gli esperti della stampa alpina durante il convegno, scrivetemi a massimoblasizza@gmail.com . Il nostro Fruzons di Plume mette ancora una volta in evidenza quanto il Gruppo Alpini di San Giorgio riesca sempre ad essere operoso in termini di solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno ed anche testimonia la nostra presenza nelle scuole di ogni ordine e grado a favore dei ragazzi e delle ragazze della nostra zona. Buona lettura Con amicizia .

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n. 34 – Settembre 2019

Spesso e volentieri penso alla nostra attività di solidarietà fatta di tanti piccoli gesti a supporto e a sostegno a chi ne ha bisogno. La fattiva collaborazione con le scuole, il sostegno agli ospiti della locale “Casa di Riposo”, gli appuntamenti storici e culturali, le mostre e gli eventi organizzati a San Giorgio hanno un buon seguito. Non deve passare in secondo piano il supporto alla Sezione di Palmanova come ad esempio la splendida iniziativa “In Trincea con gli Alpini” (con gli studenti del Malignani) ma anche il servizio di apertura e sorveglianza dei Sacrari di Oslavia e Redipuglia. Inoltre, i nostri volontari sono impegnati con la Protezione Civile e con la Fanfara Sezionale. Se finora ho citato – con l’orgoglio di un papà che ha tanti figli quanti sono i soci del Gruppo - quanto abbiamo fatto, devo ricordare che nel prossimo futuro ci sono altre importanti sfide come ad esempio il coordinamento della Luminarie e la prossima pubblicazione del secondo quaderno storico del Gruppo che tratterà l’argomento degli ex Internati Militari Italiani nel secondo conflitto. Ma non possiamo vedere avanti se non pensiamo anche ad aggiornarci. Ecco che i nostri soci saranno impegnati nelle giornate di formazione per la guida di fuoristrada, per l’utilizzo della motosega, per l’elicooperazione e per il controllo della sicurezza igienica degli alimenti (HACCP), utili per la gestione ordinaria ed in emergenza, nella Protezione Civile ma anche nell’attività periodica. Cosa dire di più se non un GRAZIE ai soci e a chi ci sostiene nelle svariate nostre iniziative. Ma… come in ogni buona famiglia, c’è chi si lamenta che non riusciamo a trovare volontari per una specifica attività. La nostra forza è nel dialogo con le persone. Diamo il massimo, ma… per la perfezione ci stiamo attrezzando. Un saluto.

Davide De Piante

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Un sangiorgino alla guida del “Feltre”

… il Tenente Colonnello Riccardo Venturini ha assunto il comando del prestigioso Battaglione del 7° Reggimento Alpini! di Giulia Tami Venerdì 20 settembre a Milano presso la caserma “S. Barbara”, dove attualmente il 7° Reggimento Alpini è impiegato nell’Operazione “Strade Sicure”, alla presenza del Comandante del Reggimento di Belluno, Colonnello Stefano Fregona, il Tenente Colonnello Maurizio Candeloro ha ceduto il Comando del Battaglione “Feltre” al suo parigrado e nostro socio di San Giorgio, Riccardo Venturini. Dopo qualche anno dunque il Tenente Colonnello Venturini ha fatto ritorno a “casa”. Infatti il 7° Reggimento Alpini aveva già accolto il nostro socio nel lontano 2002 quando da giovane Tenente, del 179° corso “Osare” dell’Accademia Militare di Modena, gli era stato assegnato l’incarico di Comandante di Plotone. Nel 2013 poi, dopo essere stato Comandante di Compagnia presso l’8° Reggimento Alpini a Cividale e Comandante di Compagnia alla Scuola Sottufficiali Esercito di Viterbo, ha ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Piani e Operazioni in seno alla Brigata Alpina Taurinense. Numerose anche le missioni a cui ha partecipato che gli hanno permesso di maturare l’esperienza necessaria per essere oggi il punto di riferimento di Ufficiali, Sottufficiali e Volontari delle sei Compagnie che formano il Battaglione “Feltre”. Tante le autorità, le associazioni e i Gruppi Alpini che hanno partecipato alla cerimonia e tra loro non potevamo mancare noi: assieme a Stefano Padovan, Presidente della Sezione di Palmanova, una delegazione del Gruppo di San Giorgio con in testa il nostro Capogruppo Davide ha infatti presenziato alla cerimonia a testimonianza dell’affetto e della stima per il nostro socio, al quale auguriamo di poter serenamente portare a termine il suo mandato con la tenacia e la costanza che lo hanno accompagnato dall’inizio della sua carriera.

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Emozione pura per la tre giorni di celebrazioni delle penne nere

Il 70° della “Julia” a Lignano di Massimo Blasizza Nel 1949, il 15 ottobre per la precisione, è stata sancita la ricostituzione della Brigata “Julia”, dai disciolti reparti della gloriosa Divisione, decimata al rientro dalla Campagna di Russia. Si parla di ricostituzione perché già dal 1926 al 1935 la “Julia” ha operato nella configurazione di Brigata, per poi essere rinominata 3^ Divisione Alpina “Julia”. In questi 70 anni di storia, dal 1949 ai giorni nostri, la Brigata si è distinta e fatta apprezzare sia per le partecipazioni alle operazioni di soccorso a favore delle popolazioni civili duramente colpite nelle pubbliche calamità (Vajont ‘63, Friuli ’76, Irpinia ’80 e terremoto del 2016 del centro Italia), sia per aver preso parte alle Missioni Internazionali sotto egida ONU e NATO (Albania, Kosovo, Afghanistan e Libano). In questo periodo del 2019 è al comando dell’Operazione “Strade Sicure” a Roma, nel Raggruppamento Lazio-Abruzzo, agli ordini del Generale Alberto Vezzoli, Comandante della “Julia”.

Il Comando Brigata, la Sezione ANA di Udine e il Gruppo Alpini di Lignano Sabbiadoro hanno organizzato una ricca serie di incontri, mostre, dibattiti, sfilate e cerimonie, che hanno avuto svolgimento il 30, 31 agosto e il 1° settembre scorsi a Lignano Sabbiadoro, durante uno splendido weekend di sole e caldo di fine estate. Parecchi turisti italiani e stranieri, tantissimi curiosi ma soprattutto migliaia di ex della “Julia”, si sono ritrovati per una sorta di mini adunata, all’insegna dell’affetto per la “Julia” e per incontrare e riabbracciare tanti tanti commilitoni, con qualche chilo in più, e tanti capelli in meno, ma sempre animati dallo spirito goliardico, che contraddistingue i giovani di vent’anni.

Le foto testimoniano le emozioni che tutti gli eventi hanno trasmesso a noi del Gruppo di San Giorgio e della Sezione di Palmanova, presenti a Lignano.

Nel segno dei tempi che sono molto cambiati abbiamo notato come la Compagnia di formazione che ha ufficialmente preso parte alle cerimonie e alla sfilata di Lignano, formata da squadre di tutti i reparti della “Julia”, fosse comandata da una donna, il Capitano Silvia Natalia, Comandante della 69^ dell’8° Alpini.

Mi preme sottolineare la disponibilità dell’intera Amministrazione Comunale di Lignano nei confronti degli Alpini, sia in Armi che dell’ANA, ed anche la sincera testimonianza di amicizia e rispetto dimostrata dal giovane sindaco nei confronti della “Julia”: Luca Fanotto, infatti, ha consegnato al Generale Vezzoli le chiavi della città, in municipio, sabato 31 mattina, in uno dei momenti più emozionanti della tre giorni lignanese.

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n. 34 – Settembre 2019

Toccante per tutti il passaggio dei Reduci: anche se sempre di meno e sempre più anziani, loro, sono sempre presenti!!

Al termine della sfilata di domenica 1° settembre la ciliegina sulla torta: assieme al nostro Vice Sindaco Bertoldi, siamo riusciti ad avvicinare il Comandante della “Julia”. Per qualcuno di noi è stata veramente “emozione pura” poter scambiare serenamente qualche battuta con il 44° Comandante della “Julia” proprio al termine della sfilata che ha concluso le celebrazioni dell’importante anniversario. Come avete potuto già ammirare in copertina, in Generale Vezzoli ha posato con noi e la splendida foto (di Alessandro Meloni della “Julia”) rimarrà gelosamente custodita presso la nostra sede, a perenne ricordo della giornata di Lignano.

I gagliardetti dei Gruppi hanno riempito le strade e le piazze di Lignano e le penne nere hanno sfilato fino a quasi toccare la sabbia del lungomare che la rende così affascinante.

Ringraziamo sentitamente il Generale Vezzoli e attraverso il “Fruzons di Plume” gli giungano i nostri migliori saluti alpini e l’augurio di buon lavoro.

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Puliamo il Mondo 2019

… uniti per un futuro e un pianeta migliore! del dott. Massimiliano Paravano (*)

Il Comune di San Giorgio di Nogaro assieme alla locale scuola elementare, ha aderito all’edizione “Puliamo il Mondo 2019”, organizzata da Legambiente in collaborazione con l’A.N.C.I. e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e di U.P.I.. Ricordiamo ai lettori che “Puliamo il Mondo” è considerato il più grande appuntamento di volontariato ambientale in Italia e nel mondo. A San Giorgio di Nogaro siano giunti ormai alla 15^ edizione organizzata dal Comune sul proprio territorio, dieri proprio un bel traguardo ! Alla manifestazione svoltasi il giorno venerdì 20 settembre hanno partecipato gli alunni delle classi 5^ della scuola primaria accompagnati dal personale docente, l’amministrazione Comunale, l’ufficio tecnico comunale, la Protezione Civile comunale, la Misericordia Bassa Friulana, la locale stazione forestale regionale, il Gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro e la locale sezione di Legambiente oltre a qualche privato cittadino per ha voluto dare un personale e significativo contributo alla riuscita di questo importante appuntamento di volontariato ambientale. Come di consueto, gli oltre 80 partecipanti si sono ritrovati presso il parco pubblico di Piazza del Grano di San Giorgio di Nogaro (UD);

qui il Sindaco Roberto Mattiussi ha portato i saluti dell’amministrazione comunale mentre il sottoscritto ha spiegato il significato e l’importanza del partecipare attivamente a questo evento di portata nazionale. A tutti i presenti, sono stati consegnati gratuitamente un kit per la pulizia, una pettorina e un cappellino.

L’allegro serpentone di colore giallo si è quindi prodigato con entusiasmo nella pulizia delle aree verdi pubbliche situate lungo la pista ciclabile fiancheggiante la Roggia Corgnolizza dal parco di Piazza del Grano fino a raggiungere la sede degli alpini in zona PEEP; ricordiamo che le zone ripulite sono davvero molto belle dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Il tutto si è svolto sotto l’occhio vigile dei volontari di Protezione Civile, del personale della Misericordia e delle maestre sempre attente. Al termine della camminata ecologica, presso l’accogliente sede degli alpini i bambini hanno potuto gustare una generosa merenda offerta dagli alpini e ascoltare una

“storia ecologica” raccontata dal bravo referente di Legambiente sig. Francesco Mastroianni vera colonna portante di tutto l’evento. Ringraziamo anche i due fotografi presenti il sig. Mario Passero e Piergiorgio Bramuzzo che hanno immortalato ogni istante della giornata. I partecipanti si sono resi parte attiva nel pulire un angolo molto bello e caratteristico del nostro paese dai rifiuti, come cartacce, bottiglie, lattine e mozziconi di sigaretta lasciati a terra da qualche maleducato. Il “bottino” è stato purtroppo consistente, ossia diversi sacchi di rifiuti raccolti in poco più di un’ora e successivamente smaltiti facendo l’opportuna differenziata. Ma quello che è rimasto di questa bella giornata è stato soprattutto l’importante messaggio ecologico che i partecipanti all’evento in primis i bambini, hanno lasciato alla comunità ossia l’impegno e la responsabilità di preservare l’ambiente (unico) per le future generazioni; la cittadinanza è stata quindi invitata a partecipare all’edizione del prossimo anno poiché per noi è sempre valido il detto: “più si è … meglio è!”. A conclusione della giornata i nostri bambini hanno lanciato insieme un appello: “tutti uniti per un futuro e un pianeta migliore”. Per chi volesse approfondire il tema o chiedere informazioni, può contattare l’ufficio tecnico comunale tel. 0431 623654 o visitare il sito www.puliamoilmondo.it Arrivederci al prossimo anno.

(*) Ufficio tecnico comunale

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n. 34 – Settembre 2019

2^ Corsa in GrigioVerde

A Gonars il Gruppo di San Giorgio… c’è!! di Giulia Tami Domenica 29 settembre si è svolta la 2^ edizione della Corsa in GrigioVerde. La Sezione di Palmanova per il secondo anno consecutivo ha riunito 50 atleti col cappello alpino che si sono confrontati lealmente ma con molta competizione nella splendida cornice del parco del fiume Corno per la gara di corsa individuale in un tracciato prettamente sterrato di 10 km, baciati dal sole di una domenica quasi estiva. Come detto i responsabili della Sezione degli alpini della città stellata, in collaborazione con la società sportiva Jalmicco Corse, il Gruppo Marciatori Amiis di vie Rome e sotto l’egida della Corsa in Grigio Verde, attraverso la presenza sul campo degli alpini di Gonars, ed anche con l’aiuto di tanti volontari degli altri Gruppi della zona, ha rimesso in moto la macchina organizzativa di quella che sta diventando la corsa d’autunno della nostra Associazione, con la partecipazione di tantissimi alpini (in servizio e non) di quasi tutta la nostra regione. Cinque le categorie che hanno messo in competizione gli atleti alpini il 29 settembre a Gonars: uomini, le donne, gli alpini in servizio, i soci alpini e i Gruppi o le Sezioni. La giuria ha premiato i primi tre classificati per ogni categoria. Il nostro gruppo è stato rappresentato da due dei nostri soci: Francesco Cargnelutti, addetto allo Sport, nella categoria dei soci alpini e Massimo Blasizza, direttore responsabile del nostro “Fruzons di Plume”, addetto stampa del Comando Brigata “Julia” di Udine, che è stato premiato come secondo classificato in quella degli alpini in servizio.

Alpini ed amici degli alpini del Gruppo di S. Giorgio

Massimo Blasizza premiato dal Presidente Padovan

AAA volontari di Protezione Civile cercasi Sai pilotare un drone? Ti piace arrampicare? Sei un informatico? Sei un sanitario? Sei appassionato di telecomunicazioni? La psicologia è la tua specializzazione? Sei un sommozzatore? Vorresti trasmettere le tue competenze a chi ne ha bisogno? La squadra sezionale di Protezione Civile ti aspetta! Contattaci … Fabrizio 328 9213101 o sangiorgiodinogaro.palmanova@ana.it Il volontariato ti aspetta!

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n. 34 – Settembre 2019

... e sono 80…

Gianberto Cargnelutti festeggiato in sede di Francesco e Amanda, Daniele, Stefano Volendo cominciare titolo dal “…e sono 80…” come riportato sulla torta, è solo un numero a cifra tonda, ma per noi della famiglia Cargnelutti in questo 2019 coincide con il compleanno di Berto. 19 Agosto 1939 - 19 Agosto 2019, 80 anni di vita che abbiamo voluto festeggiare con una grande sorpresa. Già in primavera noi fratelli e cognata ci siamo trovati per decidere cosa organizzare di speciale ed è nata l’idea di una festa in cui ritrovasse i suoi parenti più stretti e gli amici alpini di cui orgogliosamente fa parte. Decidere la location non è stato facile, non sapevamo nemmeno quanta gente aspettarci, la data poi essendo lunedì sera in periodo vacanziero non sembrava molto adatta, ma non ci siamo fatti scoraggiare ed abbiamo deciso di andare avanti. Il Gruppo di San Giorgio, ha subito accolto la nostra proposta mettendo a disposizione la sede con annessa cucina, perché se deve essere festa, uno spuntino non può mancare. I giorni passano, confermata la sede, si comincia a ragionare sulla lista degli invitati, della spesa per la cena e come procedere per il menù; naturalmente ci dovrà essere anche un dolce adeguato all’evento. Il menù della serata su consiglio di Franco, lo chef degli Alpini di San Giorgio, era per qualcosa di non impegnativo e che potesse andare bene un po’ a tutti; in previsione di una serata di agosto calda, si è deciso per dei piatti freddi. Mentre per la torta l’idea è stata di contattare un nostro compaesano pasticcere che ha accettato di preparare il magnifico dolce. Con l’aiuto delle nipoti Erika ed Eleonora, abbiamo realizzato una storia fotografica su due cartelloni appesi nella sala: partendo dalla nascita, dal periodo di naja che lui ogni giorno ci racconta, il felice matrimonio con Erminia, gli anni del lavoro, e le sue passioni. Arrivati alla sera del 19 agosto, Berto credeva che si andasse come solito in un locale per una cena in famiglia, solo che la strada compiuta ci ha portato alla Baita degli

Alpini dove lo aspettavano una settantina di persone. Essendo all’oscuro della sorpresa preparata, quando siamo arrivati non voleva scendere dall’auto dicendo che non era lì che dovevamo andare, ma insistendo lo abbiamo accompagnato all’ingresso mettendogli il suo intoccabile cappello alpino; appena dentro gli abbiamo cantato gli auguri. In quel momento Berto è rimasto senza parole, non sapeva cosa fare, cosa dire, in pratica non si rendeva conto di quello che stava accadendo. Nel frattempo in cucina erano pronti a servire tutto ciò che era stato molto ben preparato dagli amici alpini; affettati e formaggi vari, pasta e riso alla greca, uno squisito vitello tonnato molto apprezzato dagli invitati, accompagnato da un buon bicchiere di vino. Durante la serata c’è stato anche un momento formale e significativo, il Gruppo di Corgnolo con il Capogruppo Giuliano Del Bianco, di cui Berto fa parte dal 1963, assieme al Presidente della Sezione di Palmanova Stefano Padovan, gli hanno voluto donare una targa ricordo accompagnata da un breve discorso. Ricordiamo che il Gagliardetto del Gruppo di Corgnolo è dedicato al suo papà Francesco, morto a 35 anni causa una malattia dopo aver combattuto in vari fronti nella II^ guerra mondiale (Francia, GreciaAlbania, Russia). Anche la sorella Maria ha voluto fare una simpatica sorpresa, recitando in friulano la poesia: “Preiere di un di otante”, quasi come fosse a teatro. Gli è stato difficile ringraziare tutti i convenuti perché l’emozione lo ha tenuto bloccato per gran parte della serata. E siamo alla fine, ma volendo ritornare all’inizio del racconto arriva il taglio della torta, “e sono 80” con un bel Cappello Alpino a far da contorno. Per terminare non poteva mancare una fetta di anguria, caffè e digestivo. Solo alcuni giorni dopo Berto si è reso conto di cosa era successo, e non faceva altro che ricordarci continuamente della serata di quanta gente era lì per lui, e di come fossimo stati in grado di fare tutto ciò. La risposta era che: “…e sono 80…” che arrivan o una volta sola.

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Rifugio “Marinelli”

Con il Monte Coglians che ci veglia di Lorella e Riccardo Taverna Quando la montagna ti chiama, non puoi fare meno di rispondere, è qualcosa che ti viene da dentro, è un richiamo al quale non puoi sottrarti perchè sai che “lei“ ti appaga e ti meraviglia sempre... 27 - 28 luglio 2019 destinazione rifugio Marinelli. Prima esperienza con gli alpini in montagna... Prima esperienza di una notte in rifugio... Prima esperienza di una camminata sotto la pioggia lassù... Primo giorno ore 8.30 ritrovo a Rigolato per un caffè e un salto in panificio poi dritti a Collina per muoversi dal rif. Tolazzi. Siamo circa una trentina, partiamo tutti in quarta, i bambini e ragazzi sono sempre davanti ma poi la salita ti dice rallenta anche per ammirare tutto quello che ti circonda altrimenti, guardi solo i tuoi piedi e ti perdi il meglio. Prima tappa casera Moraretto: già ti viene fame, stuzzichiamo il pranzetto portato da casa accompagnato da una buona birra della casera e intanto hanno appena spadellato un grande frico che assomiglia molto alla polenta che faceva mia nonna. Ci facciamo passare la gola poiché la nostra destinazione è il rifugio Marinelli, là ci stanno aspettando! Quando giungiamo al rifugio la sensazione è fantastica: ti avvolge un panorama di pascoli, vallate e di alte vette tra cui la più alta del Friuli, il Monte Coglians 2780 mt. Siamo richiamati dagli organizzatori per l’assegnazione delle stanze, sistemazione nelle camere con letti a castello, da sei da otto letti circa. Ore 19.00 in punto, cena favolosa che consigliamo a tutti quelli che passano di qua (gestito dalla grintosa Caterina Tamussin), qualche partita a carte, un paio di grappette mentre alcuni si lasciano andare a canzoni nostalgiche e poi via a letto... e qui comincia la lunga notte al rifugio... il legno che tutto avvolge le camere scricchiola a ogni piccolo movimento, cerchi di stare immobile per non disturbare ma il legno scricchiola ancora quando tutto tace il tuo “vicino” russa, quando questo smette nella stanza accanto, un altro russa ancora più forte poi silenzio assoluto hai l’impressione che tutti dormano ma invece sono all’erta come te (a parte il piccolo Matthias bravissimo). Finalmente, ore sei del mattino qualcuno dice: “da vâtu“ “e son sîs o voi ju, no ja le fas plui, o voi a viodi il timp”! E da qui a breve ci ritroviamo tutti a fare colazione. Il cielo non promette bene e il panorama del giorno prima si annebbia a poco a poco, il percorso programmato per questa giornata sarebbe forcella Plumbs: non è possibile farlo troppo rischioso e comincia pure a piovere... quindi fuori le mantelline e dietro front si

ripercorre la strada d’andata Marinelli-Tolazzi senza mai fermarsi. Discendiamo silenziosi io, Riccardo, Lorenzo e Ferdinando siamo gli ultimi della compagnia sotto una pioggerellina fastidiosa e sono subito catturato dai loro infiniti ricordi di naja che mi accompagneranno per tutto il tragitto (circa due ore) fino al rifugio Tolazzi e da qui ognuno continuerà la propria giornata come desidera e cosi fu. Diciotto giorni dopo... 15 agosto: la giornata è bella; Riccardo ed io decidiamo di ritornare in montagna (come avessimo lasciato qualcosa in sospeso) incuriositi dalla famosa staffetta dei tre rifugi con molta calma e ben disposti partiamo sempre dal rif. Tolazzi con meta il rif. Lambertenghi-Romanin e ci lasciamo incantare dal monte e dal lago Volaia che si trovano lassù; ci giriamo intorno con sosta al rifugio austriaco Wolayerseehütte per una birra e non vorresti più andartene! Il cielo continua a essere generoso con noi e decidiamo di intraprendere il sentiero Spinotti (non proprio consci di ciò che ci attendeva) e che a sua volta ci condurrà al Marinelli; e così, passo dopo passo, verso le 17.30 arriviamo al rifugio. Siamo accolti calorosamente e decidiamo di pernottare lì; per tutta la notte piove ma noi cadiamo in un sonno profondo, dovuto alla stanchezza o per l’abbassamento della temperatura o forse per la grappetta alle castagne! 16 agosto: ore 7.00 cielo limpido, panorama su tutti i fronti fantastico, decidiamo di portare a termine il percorso che il 28 luglio non potemmo fare quindi partenza per il monte Floriz e arrivo alla forcella Plumbs. Paesaggio bellissimo! Ci giriamo di 360 gradi, dietro di noi monti grigio perla, più in giù alture verdissime, le marmotte che ci osservano, un gregge in lontananza giù nella valle, tracce di altri animali passati di lì nella notte e il delen-delen delle mucche al pascolo. Su un’altura lì vicino un cippo ricorda una tragedia successa nel 1916, una valanga travolse una base d’artiglieria: trentuno vittime, tutte giovani da diverse località d’Italia. Un pensiero va a loro. Proseguiamo verso la casera Plumbs su un sentiero scorciatoia consigliato da alcuni compagni di cammino che ci conduce in un bosco zeppo di funghi di diverse forme e colori (che noi naturalmente non raccoglieremo perché ci manca la conoscenza); scendiamo ma, troppo presto, arriviamo al parcheggio dove il giorno precedente avevamo parcheggiato l’auto. Ritornando verso la nostra bassa friulana porteremo uno zaino colmo di esperienze, condivisioni e panorami incantati che i nostri occhi non dimenticheranno mai!

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In Trincea con gli Alpini

I nostri giovani, le nostre speranze di Davide De Piante Per il quarto anno consecutivo, dal 17 al 28 giugno 2019 si è svolto l’importante progetto “In Trincea con gli Alpini” che vede gli studenti delle scuole superiori di Cervignano sistemare la Trincea Mazzoldi (Monte Sei Busi). L’iniziativa, fermamente voluta dalla Sezione ANA di Palmanova, vede un’importante presenza dei soci del nostro Gruppo. Ed è appunto per questa grande disponibilità dei nostri volontari che ne parliamo volentieri nel nostro “Fruzons”. I veri protagonisti dell’appuntamento sono stati i 12 ragazzi di 3^ e 4^ Malignani ed Einstein di Cervignano che – per 10 giorni lavorativi – hanno lavorato alacremente al recupero della trincea sopra Redipuglia. Lo hanno fatto dalle 9 alle 12.30, per una lunghezza di una ventina di metri e spostando una ventina di metri cubi di materiale; si è trattato di un lavoro importante visto la presenza di diversi blocchi di cemento armato crollato dalla copertura e considerate le temperature (ce le ricordiamo vero?). Se la mattina era dedicata al lavoro, il pomeriggio era destinato agli approfondimenti storici. I ragazzi • hanno scoperto come si vestivano i soldati (italiani ed austro-ungarici), • compreso nozioni di toponomastica, di natura ambientale e paesaggistica, • sotto la sapiente guida degli storici, hanno visitato i luoghi simbolo (Monte San Michele, Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone, Sacrario e Museo di Redipuglia, Cimitero austro-ungarico di Fogliano)

I ragazzi al lavoro all’inizio della loro avventura

Distribuzione del rancio

Tra i molti aspetti positivi mi è particolarmente piaciuto il bel clima che si era creato tra i ragazzi e noi alpini con un dialogo costante, consigli reciproci, battute e risate. Se i protagonisti sono stati i ragazzi, non posso però dimenticare i soci del nostro Gruppo che, alternandosi per 10 giorni, hanno garantito i servizi essenziali: - gli addetti alla cucina che ci hanno sfamati - il factotum che ha previsto anche l’impossibile - gli autisti disposti a mettersi in gioco per la causa - il sanitario che, per fortuna, non ha lavorato - il capocampo che ha seguito i ragazzi - i preziosi collaboratori in trincea che hanno lavorato ed hanno insegnato ai giovani come utilizzare gli strumenti.

La visita del delegato della Croce Nera austriaca

Alpini e studenti al lavoro… per sistemare la postazione di mitragliatrice

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Un sangiorgino alla guida del “Feltre”

Interessante e curioso è poi il fatto che semplici

visitatori scoprono questa iniziativa e si aggregano … il Tenente Colonnello Riccardo Venturini ha assunto il comando del prestigioso alla nostra comitiva. L’anno scorso, Patrizia e Massimiliano (provincia Battaglione del 7° Reggimento Alpini!

di Giulia Tami

di Cuneo) hanno passato una giornata in nostra compagnia sia alla Mazzoldi che in “dolinetta” dove si mangia; quest’anno una famiglia di Piacenza ha seguito le spiegazioni di Fabio Pascolutti al Museo della Terza Armata. La Sezione di Palmanova trasmette anche così i valori!

Venerdì 20 settembre a Milano presso la caserma “S. Barbara”, dove attualmente il 7° Reggimento Alpini è impiegato nell’Operazione “Strade Sicure”, alla presenza del Comandante del Reggimento di Belluno, Colonnello Stefano Fregona, il Tenente Colonnello Maurizio Ma chi sono gli artefici di “In Trincea con gli Candeloro ha ceduto il Comando del Battaglione “Feltre” al Alpini”? La Sezione di Palmanova crede a questo progetto suo parigrado e nostro socio di San Giorgio, Riccardo Lavori in trincea e la presenza giornaliera del Presidente Stefano Venturini. Padovan e del Consigliere Sezionale Andrea Dopo qualche anno dunque il Tenente Colonnello Venturini Sgobbi ne sono una testimonianza che noi ha fatto ritorno a “casa”. Infatti il 7° Reggimento Alpini aveva già accolto il nostro socio nel lontano 2002 quando da volontari abbiamo apprezzato. Non possiamo nemmeno dimenticarel’incarico la grande giovane Tenente, del 179° corso “Osare” dell’Accademia Militare di Modena, gli era stato assegnato di capacità organizzativa della Pro Loco di FoglianoComandante di Plotone. Nel 2013 poi, dopo essere stato Comandante di Compagnia presso l’8° Reggimento Alpini Redipuglia che ha curato gli incontri pomeridiani a Cividale e Comandante di Compagnia alla Scuola Sottufficiali Esercito di Viterbo, ha ricoperto l’incarico di Capo con attenzione e con capacità realizzativa. Ufficio Piani e Operazioni in seno alla Brigata Alpina Taurinense. Numerose anche dimenticare le missioni ailcuitutor, ha partecipato Non possiamo professor che gli hanno permesso di maturare l’esperienza necessaria perMassimo essere Del oggiPonte il punto riferimento di costanza Ufficiali, che,dicon caparbietà, e assiduità, Sottufficiali e Volontari delle sei Compagnie che formano il Battaglione “Feltre”.porta avanti il nostro progetto. Tante le autorità, le associazioni e i Gruppi Alpini che hanno partecipato alla cerimonia e tra loro non potevamo Quest’anno però, all’insegna della fratellanza fra i mancare noi: assieme a Stefano Padovan, Presidente della Sezione di Palmanova, una delegazione del Gruppo di popoli, ci sono state importanti novità. San Giorgio con in testa il nostro Capogruppo Davide ha infatti presenziato alla il cerimonia a testimonianza Martedì 18 giugno, delegato della Croce Nera dell’affetto e della stima per il nostro socio, al quale auguriamo austriaca di poter serenamente portareina trincea termineed il suo ci ha fatto visita ha apprezzato l’iniziativa con gli studenti; per il 2020 mandato con la tenacia e la costanza che lo hanno accompagnato dall’inizio della sua carriera. lavorerà per portare giù anche gli studenti austriaci Cerimonia al Sacrario di Redipuglia di Lienz. E, sorpresa per sorpresa, proseguono i contatti anche con gli ungheresi di Budapest per avviare analogo progetto con le scuole di un distretto della capitale magiara. Con queste premesse, la mia fantasia viaggia … e già mi gusto l’edizione 2020 con studenti italiani e austro-ungarici che lavorano ASSIEME nella trincea dove, oltre 100 anni prima, hanno combattuto i loro avi. E i soci del nostro Gruppo? Si sono già prenotati per contribuire alla crescita delle nuove generazioni e far sì che il progetto “In Trincea con gli Alpini” possa essere preso sempre più come riferimento storico. Tra le trincee del Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone

La trincea Mazzoldi ripulita dai ragazzi… del 2019!

La comunicazione all’esterno dell’ANA passa anche ai social network della Sezione di Palmanova. Attraverso la pagina facebook della Sezione, abbiamo documentato i lavori fatti, gli approfondimenti storici e le nostre considerazioni sui ragazzi. Le risposte della gente comune, degli alpini e dei GENITORI è stata un esempio di quanto l’iniziativa abbia trovato accoglimento nell’opinione pubblica. Ed è proprio per questo motivo che il Gruppo di San Giorgio sosterrà questo progetto con tutte le forze!

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n. 34 – Settembre 2019

Il Tempio Ossario di Timau La storia e la tempesta “Vaia” di Giuliano De Piante La storia del Tempio Ossario di Timau si sviluppa con le sue tradizioni cristiane della Carnia e della vicina Austria. Il paese era punto di transito di operai carnici e friulani verso l'Austria, Baviera, Boemia e Tirolo attraverso il passo di Monte Croce Carnico. La chiesa sorse nel XIII° secolo dedicata a Santa Gertrude per volontà delle famiglie di minatori oriundi dalla Carinzia, che anni prima avevano dato vita all'insediamento di Timau. In una posizione infelice, alla confluenza con il fontanone e il Torrente But negli anni aveva subito seri danneggiamenti. Ma tra il 28 e il 29 ottobre del 1729 una enorme massa d'acqua e ghiaia distrugge il piccolo paese e devasta la chiesetta senza abbatterla. Le famiglie ricostruiscono le abitazioni sull'altra sponda del But un chilometro più a valle e anche una nuova chiesa, consacrandola ancora a Santa Gertrude. Nel 1752 la vecchia chiesa, sempre amata dalla popolazione viene ripulita, ristrutturata e riaperta al pubblico col nome di "Venerando Santuario del S.S. Crocifisso” (altare con il crocifisso del 17527). La fama del "Crist miracolôs" si diffonde rapidamente grazie anche alla fama dell'acqua del pozzo presso la sacrestia che preserva dalla malattie. Numerosi i pellegrinaggi ancora oggi dai paesi delle vallate vicine. Nel 1904 arriva a Timau il sacerdote Don Giobatta Bulfon chiamato da tutti Don Tita e poichè le condizioni del santuario erano precarie tra il 1906 e il 1910 coinvolge tutta la popolazione

nell'opera di consolidamento. Non viene completato con l'attico sulla facciata in quanto Don Tita viene trasferito. Pochi anni dopo ha inizio la Grande Guerra del 1915-18 contro l'AustriaUngheria; il fonte si dispiega lungo le cime delle montagne sovrastanti. Il Santuario che, per esigenze belliche, viene trasformato in alloggiamento militare e deposito di materiali. Viene più volte bersagliato di proiettili ma l'unico danno è provocato da una granata che, dopo aver sfondato il tetto, rimane inesplosa davanti all'altare. Nel 1916 viene realizzato il cimitero di guerra di Timau per tutti i caduti da Passo Monte Croce, Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande e Passo Pramosio. Ma non sempre è possibile il trasporto delle salme, per cui sorgono altri due cimiteri, il primo presso la casera del Pal Piccolo, il secondo nei pressi del laghetto di Pramosio.

A seguito della rotta di Caporetto, il 27 e 28 ottobre 1917 le truppe italiane abbandonano il fronte carnico dando fuoco al materiale bellico presente nel santuario. Tutto va distrutto e rimane in piedi solo la parete posteriore con il

campanile. Solo nel 1921 il santuario viene ricostruito a cura del Ministero delle Terre Liberate di Treviso. Nel 1927 Don Tita Bulfon ritorna a Timau dove si impegna con costanza e tenacia nella cura del cimitero di guerra. Negli anni successivi tutte le salme inumate sul Pal Piccolo e Pramosio vengono traslate nel cimitero di Timau. Dal 1931 al 1935 le nuove disposizioni relative ai cimiteri di guerra prevedono il trasferimento dei caduti presso il costruendo Tempio Ossario di Udine. Nel 1935 le 1.670 salme vengono esumate, raccolte in piccole bare e collocate nel santuario del Cristo in attesa di essere trasferite a Udine. Entrano in azione Don Tita, il prof. Michele Gortani e l'ANA Carnica... "i nostri morti non possono essere strappati dalla nostra terra che li accoglie ai piedi del baluardo da loro difeso..." L'idea di trasformare il Santuario in Tempio Ossario diventa realtà con inizio dei lavori, nel 1936, su progetto dell'architetto Giovanni Greppi, dello scultore Giannino Castiglione e del pittore Vanni Rossi. Don Tita è attivissimo e prodigo di suggerimenti nei confronti degli esecutori materiali dell'Ossario;

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n. 34 – Settembre 2019 scrive anche al Duce Benito Mussolini (si erano conosciuti come insegnanti nel 1896 a Tolmezzo) che concede benignamente un organo. Il Papa Pio XX° dona gli arredi sacri per le funzioni religiose. Il 2 novembre 1937 il Tempio Ossario viene inaugurato con una solenne cerimonia. Vi riposano 1.767 militari italiani e 65 militari austriaci, la portatrice di Timau Maria Plozner Mentil, ferita mortalmente da un cecchino austriaco in località Malpasso di Pramosio il 15 febbraio 1916, e Don Tita Bulfon morto il 16 marzo 1944. Dal 1° novembre 1957 ininterrottamente fino ai giorni nostri parte da Timau la Fiaccola Alpina della Fraternità, ideata dalla Sottosezione ANA di Monfalcone, che collega i cimiteri di guerra del Friuli e del goriziano per raggiungere il 4 novembre e accendere il tripode nel Sacrario di Redipuglia. Sul lato sinistro e posteriore del santuario una fila di pini proteggeva con l'ombra il tempio.

---La tempesta "Vaia" di fine ottobre 2018 ha abbattuto migliaia di alberi; la foresta di Pramosio a 2 km da Timau e i boschi sopra la località Laghetti verso il Passo di Monte Croce. L'acqua ha sconvolto il letto del Torrente But e reso inagibile il ponte che porta al tempio; è passata vicino al Tempio facendo colassare i primi abeti e piegandone altri, ma il Tempio è SALVO.

Miracolo? Si e no. Forse Pre Tita è andato dal nostro Signore e con un cenno di reverenza gli ha fatto capire quanto e quanta passione avesse speso per la realizzazione di questa creatura e quanto sia giusto che in

questo luogo sacro la pace, la pietà e il silenzo siano di conforto a quanti hanno dato la loro vita per una guerra subita e non voluta.

---Bibliografia: • Il Tempio Ossario di Rocco Tedino e Mauro Unfer, edito dal Circolo Culturale di Timau "G. Unfer", anno 2006 • Don Tita Bulfon e il Santuario del S.S. Crocifisso - Tempio Ossario di Timau di Domenico Molfetta, edito dalla Parrocchia di S. Gertrude Timau, anno 1989 Fotografie: Laura Plozner

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n. 34 – Settembre 2019

Quando a San Giorgio di Nogaro si produceva lo zucchero La breve storia del primo impianto per la produzione in Friuli di Marco Zanon Fin dall’antichità l’unica materia prima utilizzata per la produzione di zucchero è stata la canna. In Europa lo zucchero arriva nel XII secolo portato dai crociati di ritorno dal Medio Oriente. Questa nuova spezia viene venduta nelle farmacie a prezzo molto elevato. Per questo in breve tempo la coltura della canna da zucchero si diffonde anche nel continente europeo soprattutto in Grecia, in Italia e nel mezzogiorno della Francia. Solo verso la fine del 1500 uno studio condotto dall’agronomo francese Olivier De Serres descrisse alcuni tipi di bietola che, dopo la cottura, davano un succo simile allo sciroppo di zucchero. Questi studi restarono sulla carta fino al 1747 quando il chimico tedesco Andreas Marggraf elaborò un procedimento per cristallizzare lo zucchero estratto dalle radici di bietole. Si dimostrò così per la prima volta che era possibile estrarre zucchero dalla barbabietola. Forti di queste ricerche alcuni grandi stati come la Germania, la Russia, ma soprattutto la Francia, per contrastare il monopolio dell’Inghilterra nella produzione di zucchero di canna (coltivata nelle vaste piantagioni presenti nelle colonie d’oltreoceano da essa controllate), avviarono una serie di riforme agrarie per incentivare la coltivazione della bietola e la conseguente costruzione di impianti di trasformazione. In virtù di queste riforme all’inizio del XX secolo la produzione di zucchero derivante dalla lavorazione della bietola diventerà prevalente rispetto a quello prodotto dalla canna. A partire dalla seconda metà del 1800 anche in Italia, su iniziativa privata, vennero avviati dei progetti che avevano come obiettivo quello di incentivare la coltivazione della bietola e la costruzione di impianti di trasformazione: nel 1887 a Rieti entrò in effettiva produzione il primo impianto. Sulla scia di questa nuova prospettiva economica nella bassa friulana si costituisce, nel mese di settembre 1899, un comitato promotore che ha come oggetto la promozione della coltivazione della bietola e la costruzione di un impianto per la lavorazione e la trasformazione della bietola in zucchero. Il comitato è costituito prevalentemente da possidenti terrieri del mandamento Palmanova – Latisana-San Giorgio con a capo il conte De Asarta. Fin da subito il comitato stabilisce che lo stabilimento dovrà sorgere a Nogaro in prossimità dello scalo portuale (e ciò ovviamente per ridurre le spese di trasporto sia della materia prima sia del prodotto lavorato). Due sono le linee strategiche perseguite dal comitato: da un lato si cerca di convincere il maggior numero di agricoltori (rappresentati prevalentemente da piccoli proprietari terrieri e da mezzadri) a sostituire la coltivazione del granoturco e del frumento con quella della barbabietola; dall’altro lanciare una sottoscrizione pubblica di 15.000 azioni da 100 lire cadauna per raccogliere il capitale necessario per la costruzione e l’avvio della fabbrica per la lavorazione dello zucchero. Gli obiettivi vengono raggiunti nell’arco dei due mesi successivi: a ottobre il comitato riesce a raccogliere l’impegno degli agricoltori della bassa a destinare complessivamente 534 ettari alla coltivazione della barbabietola (quantitativo ritenuto sufficiente per far funzionare lo stabilimento); nel mese di novembre si chiude l’impegno a sottoscrivere le azioni, impegno che supera di 100.000 lire il capitale necessario fissato in 1.500.000 lire (gli azionisti sottoscrittori sono più di 300).

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n. 34 – Settembre 2019 Conclusasi positivamente la sottoscrizione del capitale sociale si costituisce formalmente la “SOCIETA’ ANONIMA FABBRICA DI ZUCCHERO DI SAN GIORGIO DI NOGARO”. Nei primi mesi del 1900 viene avviata l’edificazione dello stabilimento: la costruzione viene affidata a un’impresa lombarda mentre il montaggio dei macchinari per la lavorazione e la trasformazione delle bietole viene affidato a maestranze specializzate provenienti dalla Boemia. Nel mese di marzo 1900 si procede alla prima distribuzione del seme di barbabietole: con il primo raccolto vengono avviate le prime lavorazioni sperimentali delle bietole raccolte, sperimentazioni che danno ottimi risultati e che fanno ben sperare per l’avvio dell’attività. Nel corso della mattina del 20 settembre entra in funzione per la prima volta l’impianto di trasformazione della fabbrica di S. Giorgio di Nogaro. Inizia così la produzione dello zucchero. Nel corso del primo anno furono lavorati circa 76.000 quintali di bietole per una produzione di circa 6.000 quintali di zucchero; positivo anche il conto economico che registra un utile netto di 129.439,90 lire. Il primo anno si registra anche un incidente mortale: un addetto alla manutenzione rimane intrappolato nella macchina di lavorazione della polpa di bietola. Nel corso dei successivi anni la quantità di bietole lavorate crebbe costantemente fino al 1904 (in quell’anno raggiunsero i 200.000 quintali) così come crebbe la quantità di zucchero prodotto. Alla crescita costante dell’attività purtroppo non corrisposero risultati economici positivi: fin dal secondo anno di attività i bilanci si chiusero sempre con pesanti perdite economiche, perdite che nel 1906 spinsero gli amministratori da un lato a bloccare l’attività produttiva e dall’altro a proporre ai soci lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione. Nel dicembre del 1906 il Tribunale di Udine dichiarò il fallimento della “SOCIETA’ ANONIMA FABBRICA DI ZUCCHERO DI SAN GIORGIO DI NOGARO”. Dopo il fallimento della l’area è stata acquistata dalla Montecatini che ha avviato un impianto per la produzione di concimi chimici all’interno della quale era presente un reparto destinato alla produzione di acido solforico. Ad oggi gli edifici presenti nell’area sono del tutto inagibili e solo alcuni sono riferibili alla vecchia fabbrica di zucchero: la maestosa ciminiera (circa 70 metri di altezza) in mattoni costruita per l’evacuazione industriale di fumi prodotti dalla fabbrica e il magazzino (delle dimensioni di circa 5000 m²) all’interno del quale è possibile ammirare la splendida struttura di sostegno del tetto realizzata in legno e che si presenta ancora in buone condizioni di conservazione. Questa peculiarità rende l’edificio un esempio di architettura industriale e sul quale risulta esserci un vincolo da parte della competente Soprintendenza.

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Staffetta 24 X 1 ora Telethon Alpini e Kemira per la solidarietà La Redazione Come funziona la staffetta? Ogni iscritto deve seguire un percorso predefinito e può farlo correndo o camminando a suo piacimento. La durata della frazione è di un’ora e copre un arco temporale di 24 ore. Da quest’anno, anche il nostro Gruppo parteciperà alla grande kermesse udinese assieme a Kemira Italia, ditta insediata nella zona industriale Aussa Corno.

E tu, socio del Gruppo di San Giorgio o lettore del nostro “Fruzons”, vorresti iscriverti e partecipare con la nostra squadra? Per il 21esimo anno, dalle ore 15:00 di sabato 30 novembre alle ore 15:00 di domenica 1 dicembre 2019, a Udine si correrà la ‘Staffetta 24 x 1 ora Telethon’, un evento unico nel suo genere in Italia, pensato per sostenere la ricerca scientifica contro le malattie genetiche rare. Negli anni, la staffetta è cresciuta sempre più, fino a coinvolgere, nell’ultima edizione, 552 squadre per un totale di oltre 13 mila podisti (agonisti e semplici amatori) e 1.800 studenti delle scuole primarie e secondarie della Regione. Numeri importanti, che testimoniano la grande solidarietà dei friulani, e non solo, consentendo – solo nel 2018 – di raccogliere 235 mila euro, interamente devoluti a favore della Fondazione Telethon.

Qualcuno di noi sarà presente anche con la moglie e con i figli perché l’importante è stare assieme, fare gruppo accomunati da un unico obiettivo. Noi daremo il massimo affinchè TUTTI si divertano.

E allora… contattaci! sangiorgiodinogaro.palmanova@ana.it 3318453259 (Davide) Il nostro hashtag sarà… #sevengocammino

La squadra sanitaria alla Sagra del Toro di Davide De Prato Alla Sagra del Toro di Corgnolo (nella settimana di ferragosto) la Squadra Sanitaria ha presenziato coprendo alcuni turni in ambulanza in supporto alla Croce di San Francesco di Manzano. In questo frangente non ci sono stati particolari interventi se non per piccole medicazioni ma comunque è sempre importante la presenza e la fiducia che la Pro Loco di Corgnolo rivolge ogni anno a noi sanitari e alla Sezione per il servizio vigilanza e parcheggi che anche questo anno è stato seguito dall'inossidabile Armando Giusto. Sorveglianza sanitaria ma anche formazione ed educazione sanitaria ... anche questi importanti compiti che noi svolgiamo come ben sanno quelli che ci seguono. Grazie per la fiducia.

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Monte Bianco

e l’ottava meraviglia del mondo di Luisella Bonetto Era da un po’ di tempo che non andavamo in Valle d’Aosta e l’occasione si è presentata durante l’Adunata degli Alpini 2016 ad Asti, che dista “solo“ 260 km da Courmayeur, quindi dopo il bellissimo raduno, ci siamo diretti là. Con Valerio e me c’erano i nostri amici Loretta ed Ermes amico di naja di mio marito. C’era un motivo che ci spingeva e cioè volevamo salire sul Monte Bianco. Noi c’eravamo già stati anni fa ma, nel 2015, è stata inaugurata una nuova funivia ed eravamo curiosi di sperimentarla perché era descritta come ”l’Ottava Meraviglia del Mondo”. Si tratta di una cabina in vetro che mentre sale, gira su se stessa permettendo di ammirare il panorama a 360°. La salita è piuttosto ripida e abbiamo provato molta emozione, più lo SKAYWAY saliva più il panorama risplendeva d’azzurro e di luce per via della neve candida. Dall’alto si vedeva Pontal d’Entrèves a pochi passi da Courmayeur, con la stazione di partenza di SKAYWAY MONTE BIANCO che si trova a 1300 m s.l.m. Quella mattina eravamo i primi a salire, volevamo goderci il Monte Bianco quanto più possibile anche perché avevamo la fortuna di avere un tempo bellissimo, siamo quindi arrivati alla prima tappa: il Pavillon di Mont Fréty e si è già a 2173 metri s.l.m. È una costruzione tutta in vetro e acciaio, dotata di ristorante, sale per conversazione, sala conferenze, cinema, area shopping e una splendida terrazza a sbalzo che guarda verso il Monte Bianco.

Ci siamo fermati ad ammirare lo spettacolo che ci circondava, eravamo sul ghiacciaio e il cielo azzurro e terso faceva da cornice allo splendore. Ma quando si sale il secondo tronco di funivia e si giunge alla Punta Helbronner (3466 m s.l.m) che è il punto più vicino alla cima del Monte Bianco (4810 m) viene da pensare che è giusto l’appellativo dato a quest’impianto. Anche Punta Helbronner, tutta vetro e acciaio, contiene diversi locali. La Sala Monte Bianco ha un’immensa vetrata sul massiccio d’Europa, è lì e pare di poterlo toccare con un dito, il Gigante delle Alpi si mostra in tutta la sua straordinaria imponenza e bellezza. Gli schermi

multimediali sulle pareti narrano la storia dell’alpinismo e portano i turisti in un viaggio virtuale a 360° sulle principali vette circostanti. Affacciato sul Dente del Gigante, c’è il Bar Ristorante da cui si gode di uno scenario la cui bellezza rimane incomparabile e unica al mondo. Poi c’è la Sala dei Cristalli che ospita la mostra permanente dei cristalli del Monte Bianco, tutti pezzi bellissimi e di varie dimensioni estratti nell’arco degli anni dai “cristalliers” valdostani. Ma quello che più ci ha colpiti è la terrazza! A 360° sul tetto d’Europa, per spaziare con tutti i sensi nell’immenso blu e bianco dei ghiacciai eterni. Con 14 m di diametro, la terrazza circolare offre una vista straordinaria e unica al mondo. I 4000 delle Alpi occidentali sono a pochi metri, il tempo sembra essersi fermato, la voglia di non lasciare più l’immensità offerta da questo panorama è tanta. Non avvertivamo neanche i 7 gradi sotto zero. E per ritardare la discesa ci siamo fermati a pranzo lassù, nel ristorante tutto vetro, con la vista magica dei monti, e abbiamo preso l’ascensore per scendere fino a una galleria sotterranea che porta al vecchio Rifugio Torino e lì abbiamo trovato gli alpini e abbiamo cantato. Questa è stata la nostra giornata sul Monte Bianco! Queste strutture sono in acciaio, vetro e legno e sono bianche, si ravvisa che i progettisti hanno cercato di impattare il meno possibile con il territorio, tuttavia non si può negare che il paesaggio ne avrebbe fatto volentieri a meno. Però l’impianto vecchio era ormai obsoleto in confronto alla cabinovia che da Helbronner scende il versante francese e poi, diciamo la verità, quante persone potrebbero salire sul Monte Bianco senza questa tecnologia? E allora quasi si perdona quanto fatto dall’uomo per raggiungere questi risultati. Bisogna andare su questi luoghi perché con i cambiamenti climatici si rischia di non vederli più. Noi ci siamo andati, è un luogo da vedere, rimane nel cuore, ciao Monte Bianco, ciao grande cristallo che scintilli tra ghiacci eterni!

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In breve… MANDI GIANNI Il 24 agosto 2019, Gianni “Ferrero” Salvador è “andato avanti”. Lo ricordiamo per il sostegno e la grande collaborazione prestata sia al nostro sodalizio che al nostro paese negli anni passati. Mandi Gianni

IL NUOVO GRUPPO DI COLOGNO – IL GAGLIARDETTO Con l’Adunata Nazionale di Milano, ha preso forza ed energia la costituzione del nuovo Gruppo Alpini di Cologno Monzese, città che ci ha ospitato durante il raduno. Dal rientro dalle vacanze, il socio amico degli alpini Simone Rosa ci ha fatto visita e ci ha consegnato il gagliardetto del Gruppo di Cologno Monzese.

IN RICORDO DI ANGELO In redazione abbiamo ricevuto la foto dell’alpino Angelo Tesolin che, andato avanti pochi mesi or sono, desideriamo pubblicare per tener vivo il ricordo Tesolin Angelo nato il 20 gennaio 1932, deceduto il 11 giugno 2019. Ha fatto il C.A.R. a Bassano del Grappa nel 1953 per poi essere trasferito al Battaglione Alpini Cividale (a Cividale del Friuli).

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TROFEO SEZIONALE DI TIRO AL PIATTELLO Franchino, Simone e Angelo. Ecco i nostri partecipanti alla gara di Tiro al Piattello della Sezione. Nella splendida location del Tiro a Volo di Porpetto le nostre doppiette hanno sparato bene ma non quanto gli altri. Grazie per averci rappresentato ☺

DANZANDO TRA I POPOLI Grazie all’Ad Undecimum, si sono esibiti a San Giorgio di ballerini rumeni, portoghesi e serbi che hanno partecipato all’evento “Danzando tra i popoli” organizzato dal Gruppo Folcloristico Danzerini Udinesi. Noi alpini, non abbiamo ballato nell’Auditorium ma ai fornelli sì. Difatti abbiamo garantito il ristoro dei partecipanti (110 persone)!

LA MANUTENZIONE Nel periodo estivo, oltre ai servizi di guardianìa presso i Sacrari di Oslavia e di Redipuglia, siamo stati presenti alle richieste della Sezione per la manutenzione dell’area verde della ex Caserma Piave (sede dalla Protezione Civile sezionale) e del Cimitero austroungarico di Palmanova … all’insegna del motto “UNITI PER DONARE”

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IL CIANTON DA RIZETE

IL CIANTON DA PUISIE

(di Franco Moni)

(di Maria Fanin)

E ere scomenzade une ete di mude…

Era l’inizio di un’epoca di mutazioni

Spaghetti con zucchine alla Nerano

E ere scomenzade une ete di mude,

Era l’inizio di un’epoca di mutazioni

ormai dutis li puartis si vevin siaradis e nancje il parfum di un flôr nol rivave a passâ oltri le murae dai sintiments strazâts…

e ormai tutte le porte erano chiuse, neppure il profumo di un fiore riusciva ad attraversare la barriera dei sentimenti sprecati…

Ingredienti per 4 persone: - 320 g di spaghetti - 400 g di zucchine - 100 g di caciocavallo fresco - un mazzetto di basilico - olio extravergine di oliva - sale e pepe

Al ere il câs di rimpignâsi cu li adriis sù par ogni palade come che al fâs il gelsumin par no dismetisi,

Era giunto il momento di arrampicarsi con le radici su ogni tipo di rete come fa il gelsomino per non morire,

e il prin a sedi ribaltât al ere il lengaz che al veve di tornâ crei par salvâsi.

e il primo a trasformarsi era il linguaggio che doveva tornare integro per salvarsi…

Alore senze avîs di trombis ni prucissions le poesie e zimiave tai vui dai fruts e in lôr primis peraulis,

Allora, senza avvisi di trombe né processioni, la poesia si affacciava negli occhi dei bambini e nelle loro prime espressioni,

e si pandeve ta armuniis da lenti feveladis da int dismenteade, restadis lampidis ta planis bandonadis o tai cjanai scuindûts enfri i jôfs

si svelava nella cantilena melodiosa rimasta intatta delle placide parlate di genti dimenticate negli spazi disabitati di colline e pianure o nelle valli nascoste tra i gioghi dei monti.

Preparazione: Lavate le zucchine, asciugatele con un foglio di carta assorbente da cucina o con un canovaccio pulito e spuntatele. Quindi tagliatele a rondelle sottili e fatele soffriggere in una padella con un filo di olio extravergine. Al termine condite con un pizzico di sale e macinate abbondante pepe. Intanto lessate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata. Scolate gli spaghetti al dente, uniteli alle zucchine nella padella e saltate tutto con il basilico spezzettato con le mani e il caciocavallo grattugiato. Spolverizzate con altro pepe macinato fresco, decorate con foglie di basilico e servite. Buon appetito!

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n. 34 – Settembre 2019

I prossimi appuntamenti 20 ott 20 ott 26 ott 1° nov 16 nov 30 nov 30 nov-1° dic 7 dic 14 dic 24 dic

Pellegrinaggio Sezionale a Caporetto Luminarie Convegno Itinerante Stampa Alpina a Feltre Fiaccola Alpina della Fraternità a Palmanova Trofeo Sezionale di tiro con il Garand a Tarcento Giornata Nazionale della Colletta Alimentare Staffetta 24x1 ora Telethon a Udine 1° incontro Capi Gruppo e Presidenti di Sezione Consegna offerte Luminarie e auguri natalizi con le associazioni paesane Stella di Natale lungo il fiume Corno

SEZIONALE GRUPPO NAZIONALE SEZIONALE SEZIONALE SEZIONALE GRUPPO NAZIONALE PAESANA GRUPPO

Per ulteriori informazioni, dettagli e prossimi impegni, potete visitare • la nostra pagina facebook, • il nostro sito internet www.anasangiorgiodinogaro.it • la bacheca all’esterno della nostra sede

I nostri sponsor

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LE NOSTRE STORIE... PER LA STORIA Albania (1915 - 1918) Rifornimento a Ponte Perati

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Fruzons di Plume (34) settembre 2019  

Fruzons di Plume (34) settembre 2019  

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