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Dicembre 2017

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IL FUTURO E’ ADESSO!

Davide De Piante Sono convinto che per migliorare o risolvere qualcosa, prima di tutto dobbiamo analizzare il caso. Successivamente, non dobbiamo pretendere che le “cose” le facciano gli altri.

Anche il 2017 è terminato. E’ quindi il tempo di tirare le somme di un anno che ha visto parecchie novità in ogni ambito - anche non propriamente alpino - nazionale ed internazionale. In questi scenari, piuttosto che voli pindarici, preferisco fare considerazioni concrete e reali in quanto cittadino appartenente ad una comunità. A riguardo, mi viene in mente il discorso che fece l’Ammiraglio dei Navy Seals William McRaven presso l’Università del Texas ad Austin nel 2014: “[…] se ogni mattina rifai il tuo letto, avrai svolto il primo compito della giornata, prenderai coraggio e ne farai di altri; alla fine della giornata, quel piccolo gesto sarà diventato una serie di compiti svolti. Solo il rifare il letto ti fa capire come anche le piccole cose sono importanti. Se non riesci a fare bene i compiti più piccoli, non potrai mai affrontare quelli più grandi. Quindi, se vuoi cambiare il mondo comincia col rifare il tuo letto. Se volete cambiare il mondo cominciate a misurare le persone dalla grandezza del loro cuore. Ricordate, incominciate ogni giorno con una piccola missione compiuta trovate qualcuno che vi aiuti nella vita, portate rispetto per tutti”. Partendo da queste parole mi sono chiesto: cosa facciamo se qualcosa che non va? Cerchiamo in tutte le maniere di trovare un colpevole e, normalmente, lo troviamo. Questo ci rende orgogliosi di aver individuato la causa ma … non abbiamo trovato la sua soluzione (quindi il problema non è stato risolto). Capita talvolta che l’incognita siamo noi stessi con certi nostri comportamenti ma, spesso, non ce ne rendiamo conto.

Dobbiamo essere NOI gli artefici del nostro futuro e dei cambiamenti, anche se sono piccole azioni (ad esempio: farsi il letto). Se siamo un po’ pigri o egoisti, pensiamo allora al futuro dei nostri figli o dei nostri nipoti. NOI stiamo decidendo cosa LORO avranno negli anni a venire; raccoglieranno quanto NOI ora seminiamo. E allora, proviamo a pensarci e ragionarci sopra … posso migliorare qualcosa con un piccolo gesto? posso aiutare qualcuno in difficoltà? sono in condizione di poter fare del bene? Se pensiamo di POTERLO FARE … FACCIAMOLO! Ne beneficerà chi è maggiormente in stato di necessità. Ma non solo! Saremo TUTTI NOI a farci contagiare da questa maggior consapevolezza del bene. E così, come d’incanto, tutti avremo fatto il nostro letto e quindi saremo pronti a svolgere anche altri compiti (magari più importanti e significativi).

Con l’occasione, auguro a tutti i nostri lettori un buon 2018 appena iniziato. Il manifesto in prima pagina è stato realizzato dalla Sezione di Palmanova ed è stato affisso in tutto il territorio della Sezione per ringraziare tutti coloro i quali sostengono il nostro operato.

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INDICE Editoriale La Protezione Civile ANA Cerimonia 4 novembre A Cena con la Storia: Caro Nonno A Cena con la Storia: Diario Maffei La guerra aerea: 18 marzo 44 Immagini a confronto Il Gruppo va a … segno La solidarietà della Luminarie Il “cin-cin” e la beneficenza Il Babbo Natale Alpino La Stella di Natale La festa dell’Albero Notizie Flash La partita di Natale Il Mercatino di Natale Alla ricerca di … Syria Cianton da rizete Cianton da puisie

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Luigi Rosolen (*)

La Protezione Civile ANA

… a cura del Coordinamento Regionale Il mio desiderio è di far pervenire a tutti gli iscritti alla Protezione Civile A.N.A FVG, attraverso i notiziari sezionali e di gruppo, queste righe. Come si evince dal testo inviatoci dalla Sezione di Vicenza (ndr: in fondo pagina), traspare tutta la volontà di collaborare e di dimostrare che gli sforzi in addestramento e la divulgazione della conoscenza delle attività che siamo chiamati a mettere in campo nelle occasioni necessarie, dà i suoi risultati. Un grande plauso, anche da parte del Coordinamento ai 97 partecipanti. Non ho citato a caso il numero 97, come non cito a caso il numero 847 che corrisponde ai volontari iscritti. Sono dispiaciuto per quanti non hanno potuto o voluto partecipare a questa esercitazione. Per molti sarebbe stata una bella lezione di operatività, con la dimostrazione che pianificazione e addestramento danno risultati soddisfacenti dei quali possiamo andarne fieri. Questa non vuol essere una nota polemica ma porre l’attenzione sull’impiego del personale e mi spiego. Siamo coinvolti, erroneamente, per la maggior parte delle emergenze a far parte della Colonna Mobile Regionale con la responsabilità di supportare logisticamente il vettovagliamento (onere previsto dalla Convenzione). Compito tutt’altro che di secondo piano! Studi ed acquisizione di strutture ed

attrezzature ci hanno messo in condizione di rispondere in modo esauriente a tale impegno. Abbiamo anche concordato di creare delle squadre per supportare nel tempo l’impiego delle strutture in caso di emergenza. Fondamentalmente, il numero delle persone dedite a tale attività che si aggira attorno alle 100/120 (che sono quasi sempre le stesse). Nasce spontanea la domanda: - e gli altri dove sono, cosa possono fare? -. La risposta non è del tutto semplice. Sicuramente c’è un numero di persone alle quali non si può chiedere di fare attività di cucina, perché, semplicemente, non è nei loro desideri. Sicuramente c’è un altro numero di persone che il tempo lo dedicano solo alle attività della propria sezione, alla famiglia, al lavoro e/o ad altri interessi personali. Nella nostra organizzazione, però, dobbiamo fare mente locale al cappello che portiamo, all’Associazione a cui aderiamo e tenere presente che operiamo e siamo iscritti sotto l’appellativo di “Associazione Nazionale Alpini, Protezione Civile del Friuli V.G.”. Questo per ricordare che anche la Sede Nazionale, in caso di calamità, chiede concorso di volontari e quando ci fanno i conti guardano ai numeri delle iscrizioni, nella maggior parte dei casi, ci fanno fare delle figure poco onorevoli, alle quali il Coordinamento

MONTI BERICI 2017 Stralcio della lettera della Sezione ANA di Vicenza.

di far parte del 3° Raggruppamento di Protezione Civile e ancor più di far parte della grande famiglia alpina d'Italia. L'esercitazione appena conclusa è la prova provata di questa grande coesione e unità d'intenti. Un grazie di cuore a tutti da parte mia e di tutti i miei volontari della Sezione ANA di Vicenza. Alla prossima.“

“Buon giorno a tutti. Il lavoro più in vista è stato quello del volontari che hanno eseguito tutti i cantieri previsti, con abnegazione e professionalità, riscuotendo nella popolazione che li osservava una degna ammirazione, "cose mai viste" dicevano e sinceramente, avevano ragione. La Sezione Alpini di Vicenza è orgogliosa

A.N.A. Sezione di Vicenza Unità di Protezione Civile Il Coordinatore, Renzo Ceron

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non sempre riesce a dare risposte esaurienti.A queste persone, che per vari motivi sono poco o del tutto assenti alle varie attività nazionali e regionali, faccio apertamente una proposta. Così come stabiliremo e metteremo in calendario le squadre per il supporto logistico del vettovagliamento (programma già concordato con le Sezioni), potremmo, con il vostro aiuto e la vostra sensibilità, organizzare delle squadre sezionali per attività diverse e con diverse capacità d’intervento, per esempio: - Squadre per la gestione di un campo di accoglienza, con le molteplici attività e figure; - Personale a disposizione delle squadre sanitarie (sanitari, logistici, ecc.); - Personale dedicato alle trasmissioni (anche con il desiderio di imparare); - Squadre dedicate a lavori di ripristino e assistenza alle popolazioni disastrate; - Potrei continuare, ma lascio ai vostri singoli interessi dare voce ad altre attività. Se questa proposta è di vostro interesse e se siete convinti del ruolo di volontario, che vi siete assunti, contattate il vostro Coordinatore nel modo che più vi è congeniale. Inviatemi pure il vostro pensiero: sarà gradito, qualunque esso sia. @mail luigi.rosolen@alice.it Mandi aducj Luigi Rosolen (*) Coordinatore Protezione Civile ANA del Friuli Venezia-Giulia


4 novembre – Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Così è attualmente definita questa storica data, nessun accenno diretto al fatto che questo giorno, 99 anni fa, poneva fine al primo conflitto mondiale, conflitto che causò milioni di morti e spostamenti di popolazioni che volevano sfuggire agli orrori che una guerra provoca. In passato questa data veniva celebrata come “Anniversario della Vittoria” ed era intesa come una festa cioè un qualcosa di cui rallegrarsi. L’Italia vinse quel conflitto contro l’Austria-Ungheria ma ad un prezzo altissimo di vite umane; i vari Sacrari ed Ossari sparsi nella nostra Regione, in Veneto ed in Trentino stanno a dimostrarlo. Celebrare la data del 4 novembre come una festa fu certamente eccessivo o comunque fuori luogo, ai nostri nonni, che quella guerra la combatterono, ricordava gli amici morti o mutilati; rammento che quando ne parlavano lo facevano con una profonda tristezza.

Comune S. Giorgio Nog.

Ass. ne Artiglieri

Ass. ne Marinai

Se in precedenza celebrare il 4 novembre come una festa non si addiceva, l’attuale definizione non ha nessun richiamo e non fa Ricordare nulla della guerra stessa. Quest anno abbiamo voluto celebrare o per dirla meglio Ricordare il 4 novembre insieme alle varie Associazioni d’Arma del nostro Comune, con i Vigili del Fuoco, con i Carabinieri, con la Polizia, con la Guardia di Finanza e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Corone di fiori sono state posate sui Monumenti ai Caduti del nostro Comune. La Cerimonia principale ha avuto luogo in Piazza del Municipio con l’Alzabandiera e gli Inni di rito; sono poi seguite le allocuzioni del Vice Sindaco (Salvador Daniele) e del Vice Presidente del Consiglio Regionale (Paride Cargnelutti).

Ass. ne Bersaglieri

Ass. ne Naz. Alpini

Giovanni Sguassero

Presenti alle cerimonie alcune classi di alunni delle Scuole Primarie le quali hanno potuto poi visitare gli stand allestiti dagli specialisti delle Forze Armate ed assistere alle varie prove e dimostrazioni che gli specialisti stessi hanno eseguito. Di particolare interesse le dimostrazioni dei cani antidroga della Guardia di Finanza. Anche i Vigili del Fuoco hanno riscosso successo; va detto che tutti gli stand allestiti, sono stati diffusamente visitati sia dagli alunni che dai sangiorgini. Giornate come questa, oltre a promuovere il Ricordo dei caduti di tutti gli eserciti con l’auspicio che simili eventi che non abbiano a ripetersi, servono anche ad avvicinare la gente alle Istituzioni. Ringraziamo le Associazioni d’Arma che hanno collaborato alla riuscita di questo Evento che sono:

Ass. ne Naz. Carabinieri

Internation Police Assoc.

Ass. ne Finanzieri

Foto delle cerimonie che hanno caratterizzato la giornata sono disponibili sul nostro sito: https://www.anasangiorgiodinogaro.it/

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Gli studenti all’alzabandiera

Villanova - alzabandiera

Bersaglieri - deposizione mazzo di fiori

Marinai - deposizione mazzo di fiori

Alpini - deposizione mazzo di fiori

Tutti i caduti - deposizione corona

In Municipio - deposizione mazzo di fiori

Dimostrazione cinofili Guardia di Finanza

Mezzi - Polizia Municipale e Forestale

Mezzi - camion dei Vigili del Fuoco

Mezzi - volante della Polizia Stradale

Mezzi - blindato della Guardia di Finanza

Personale della Stradale nello stand

Gazebo dell’Ass.ne Naz. Carabinieri

Stand dell’Ass.ne Marinai e Capitaneria Foto di Alessio Buldrin

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Giorgio Negrello

A Cena con la Storia … “Caro Nonno” Il 24 maggio 2015, al Sacrario di Redipuglia, la Presidente Serracchiani mi consegnò la medaglia ricordo del mio nonno materno Davide Bertossi e si disse “onorata”.

Io non riuscii a proferire parola, ero veramente emozionato e commosso, forse si trattava della meta, finiva un percorso, un viaggio cominciato tanto tempo fa. Venerdì 27 ottobre 2017 mi sono sentito onorato e felice di poter presentare, nell'accogliente e familiare baita degli alpini, il libro che ho elaborato dal diario che mio nonno tenne durante la sua prigionia in Austria: “CARO NONNO” Era una presenza immanente in famiglia, viveva con noi la sua vedova Azzano Amabile detta Mariute, le devo tantissimo in conoscenze ed antica sapienza, tra l'altro il mio friulano. Il mio coinvolgimento diretto cominciò dopo i tre giorni della mia visita di leva.

Per inciso come “truppa” ero di reclutamento alpino, artiglieria da montagna disegnatore-topografo, ero studente, poi la vita decise in altro modo.

La nonna, pensando forse a torto, che io avessi raggiunto l'età della ragione mi chiamò nella sua camera e mi consegnò una scatola da scarpe, conteneva il più grande, immenso tesoro: i ricordi del suo Davide.

La nonna raccontava che non aveva mai voluto parlare di cosa succedeva in guerra. Nei giorni di Caporetto era a casa in licenza, come altri 120.000 soldati. Cercò di raggiungere il suo reparto sul Tagliamento e fu preso prigioniero a Passariano, la notte del 30 ottobre. Il diario è contestuale, scritto nei giorni della prigionia, non un memoriale a posteriori. Nelle sue pagine la guerra non c'è, se non come privazione, della libertà, della famiglia e della salute. C'è la fame, tanta. C'è il continuo ricordo della sua bambina e della “cara” moglie e c'è il desiderio, profondo, della pace. Ecco, ringrazio sentitamente l'Associazione per l'opportunità concessami e tutti coloro che erano presenti alla bella serata. -----Alcune pagine del diario di Davide:

“… per marchare le sventure che facio e i disagi che passo di giorno in giorno, Tolmino 29 novembre 1917”

Da allora li ho sempre tenuti con me, come uno scrigno, una teca carica di reliquie, mi sentivo veramente “Il custode”. Qualche anno fa decisi di condividere queste mie ricchezze e prese forma il racconto che ho presentato. Davide era un soldato, conscio dei propri doveri; il 25 maggio del '15 era diventato padre, era andato in guerra ed era stato gravemente ferito sul Podgora. Come molti altri veterani, era diventato mitragliere.

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Paolo Pollanzi

A Cena con la Storia … “il diario di Maffei” Come già nelle edizioni passate, la presentazione “storica” del libro e degli eventi che esso descrive è stata curata da Paolo Pollanzi.

Lo scorso 24 novembre ha avuto luogo con inizio alle 19.00 presso la sede del Gruppo ANA di S. Giorgio di Nogaro l’ormai tradizionale incontro “A Cena con la Storia”, curato da Sergio Spagnolo dell’Associazione culturale e ricreativa “Carso e Trincee” e da Paolo Pollanzi dell’Associazione culturale Zenobi. L’incontro, seguito come sempre da un’ottima cena preparata dal Gruppo, ha avuto per tema - ormai per la quarta volta dopo “Ed ora, andiamo” di Mario Muccini, “La guerra vista da un idiota” di Giuseppe Personeni e “Uno dei tanti” di Adolfo Baiocchi - la riedizione di un altro libro di memorie di guerra, questa volta “Dall’Isonzo a Mladà Boleslaw” di Italo Maffei, che è stato come al solito proposto ai partecipanti alla serata nell’ambito di una raccolta di fondi destinati al ripristino di opere architettoniche che sottolineino la memoria della grande guerra. Come si ricorderà, Sergio Spagnolo è stato l’iniziatore del rifacimento integrale della chiesetta di San Luigi, la cappella dell’ex cimitero militare Prelli a Plave/Plava (Slovenia): un’iniziativa avviata nel 2014 e conclusasi con l’inaugurazione della struttura rinnovata lo scorso 17 dicembre 2016, a 100 anni esatti dalla sua consacrazione, dopo anni di lavoro cui hanno partecipato anche gli Alpini dell’ANA.

Allo scoppio della guerra il Dottore in Lettere Italo Maffei, classe 1892, viene inquadrato col grado di sottotenente nella Brigata Spezia, con la quale combatte alla testa di ponte di Plava, dove rimane per quasi un anno. Spostato poi d’urgenza con la sua Brigata ad Asiago durante l’offensiva austriaca degli Altopiani, assiste a massacri di entità non inferiore a quelli del Carso, zona in cui ritorna in tempo per partecipare alle “spallate” autunnali combattendo sulle falde occidentali dell’altipiano di Comeno. Promosso al grado di tenente, dopo una breve permanenza alla Brigata Lario è trasferito alla Brigata Ferrara, e con essa partecipa all’offensiva della Bainsizza, dove il 23 agosto 1917, ferito, viene fatto prigioniero dagli austriaci. Comincia così per lui una lunga odissea, durante la quale ha peraltro modo di conoscere - e anche apprezzare - il “nemico”. Dopo svariate soste in campi di prigionia come Spratzern e Mauthausen, è trasferito a Mladà Boleslaw in Cechia dove rimarrà prigioniero fino a pochi giorni prima della fine della guerra, per venir liberato assieme ai suoi compagni dalla stessa popolazione civile del paese, ormai sotto il controllo dei gruppi patrottici Sokol. Il libro è corredato, come al solito, da numerose foto eccezionali ed assolutamente inedite raccolte da Sergio Spagnolo e descriventi con straordinaria precisione spazio-temporale gli eventi raccontati nel libro, oltre che da atti e documenti personali riguardanti l’autore, con la cui proiezione Sergio ha integrato la presentazione. Sono state inoltre proposte le ultime foto del restauro della chiesetta di San Luigi, per aggiornare gli amici alpini sull’esito conclusivo dei lavori cui gli stessi hanno partecipato.

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Infine è stato presentato un nuovo potenziale progetto di restauro: la Cappella Bes. Situata a 1252 m in posizione panoramica tra i monti Plece e Planica alle falde del Monte Nero. Questa struttura di origine incerta (forse attribuibile al Btg. alpino Bicocca) è oggi intitolata al Capitano degli Alpini Celestino Bes, futuro promotore della Scuola Militare di Alpinismo di Aosta e all’epoca comandante del Btg. Val Tanaro. Già restaurata in più riprese a cura del Museo di Caporetto, necessiterebbe ora di ulteriori interventi conservativi. Meno impegnativo rispetto alla chiesetta di Plava, l’intervento è tuttavia ostacolato dalla maggior distanza del sito rispetto alla viabilità carrozzabile, e quindi da maggiori problemi logistici: prima di una decisione definitiva occorrerà quindi verificare le prospettive di un aiuto concreto per il trasporto dei materiali in quota.

La Cappella Bes (archivio Mitja Juren)

… NDR: per cena abbiamo gustato un’ottima jota (piatto tipico della cucina di tutto il Friuli-Venezia Giulia, del Litorale sloveno e dell'Istria) che è stata magistralmente preparata dal nostro Lucio “Purpidan” e da buon piatto di “sbruade e muset” curato dallo chef Franco.


La guerra aerea e il bombardamento del 18 marzo 1944 Uno degli elementi caratterizzanti la strategia militare anglo-americana nel secondo conflitto mondiale fu il consistente impiego dell’aviazione militare nelle varie azioni di guerra. Frequenti furono i bombardamenti cui vennero sottoposte quasi tutte le città italiane; dall’ingresso in guerra dell’Italia all’autunno del 1942, la Royal Air Force (RAF) britannica attaccò principalmente i porti e le città dell’Italia meridionale e della Sicilia, secondo la strategia di guerra contro l’Asse in Africa per impedire i rifornimenti alla Libia che partivano soprattutto da Napoli.

Coppia di Spitfire inglesi

Nello stesso periodo anche il nord Italia, se pure con minore intensità, fu oggetto di attacchi aerei che puntavano a colpire gli importanti centri industriali di Genova, Milano e Torino. Dall’ottobre 1942 fino all’armistizio del settembre 1943, la RAF fece frequenti raid aerei sul nord Italia, per attaccare al tempo stesso le zone industriali e quello che veniva definito “il morale” delle popolazioni civili. Negli alleati vi era infatti la convinzione che i frequenti attacchi aerei (e soprattutto i drammatici effetti prodotti dagli stessi) avrebbero convinto il popolo italiano a ritirare il loro sostegno al governo in carica, elemento questo che avrebbe potuto favorire l’uscita dell’Italia dalla guerra. In tale prospettiva, per convincere gli italiani, le bombe erano spesso precedute (o seguite) da lanci di volantini di propaganda contro la guerra e contro le autorità governative.

Nello stesso periodo, dal dicembre 1942, i bombardamenti nelle regioni dell’Italia meridionale furono opera principalmente della United States of America Air Force (USAAF) e si fecero più intensi in previsione dello sbarco in Sicilia e poi nella penisola; i bombardamenti continuarono anche al nord, per distruggere soprattutto nodi ferroviari e collegamenti stradali così da impedire i rifornimenti tedeschi, una situazione che continuò anche dopo la rottura della linea Gotica, fino alla liberazione del nord, quando la battaglia si spostò nella valle padana. Per quanto attiene la nostra regione va sottolineato che la mancanza di grandi industrie, obiettivi militari strategici e di grandi centri urbani fece sì che il Friuli non fosse, nei primi anni di guerra, un obiettivo dell’aviazione inglese e americana; tale condizione venne a mutare tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944. A partire da questo periodo, infatti, il Friuli non venne risparmiato dalle incursioni aeree degli anglo-americani, come era accaduto nei primi anni del secondo conflitto mondiale. Vennero colpiti frequentemente non solo obiettivi militari, ma anche ponti, strade, viadotti e soprattutto gli scali ferroviari e ciò per bloccare il flusso di rifornimenti che dalla Germania era diretto alle divisioni tedesche che operavano nel centro-nord dell’Italia.

Settimo Novantacinque Va altresì ricordato che nel marzo del 1944 gli anglo-americani avviarono l’operazione di interdizione aerea cosiddetta “Strangle” (strangolamento, soffocamento), intesa ad interrompere le principali rotte di approvvigionamento tedesche e costringere al ritiro l’esercito nemico; essa durò per alcuni mesi e incluse fra gli obiettivi prioritari treni in movimento, porti, vie di comunicazione, nodi stradali, scali ferroviari e concentramenti di truppe nemiche. C’è da dire che sul cielo della bassa friulana, gli esperti militari alleati avevano individuato un corridoio aereo preferenziale proprio in ragione delle correnti d’aria ascensionali presenti sul litorale nord adriatico che rendevano più agevole il volo degli aerei che rientravano dalle missioni. Per tale motivo lungo il fiume Corno, in località Baiana, i tedeschi avevano insediato un’unità contraerea FlaK equipaggiata con armamenti di diverso calibro; sempre lungo il corso d’acqua erano presenti alcune chiatte tedesche dotate di armi pesanti schierate a difesa del deposito di carburanti collocato nei pressi del vecchio porto di Nogaro.

Contraerea Italiana, con FLAK da 2 cm di produzione Tedesca Bombardiere americano B-17 in volo

In tale contesto, Pordenone fu oggetto di un attacco aereo il 28 gennaio 1944; il 30 gennaio 1944 vennero attaccati i campi d’aviazione del Friuli a Campoformido, Villaorba, Codroipo, Maniago, Lavariano mentre Udine venne bombardata il giorno successivo.

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Per il nostro territorio, il maggior pericolo era rappresentato dai velivoli che, rientrando dalle varie incursioni, decidevano di liberarsi del carico di bombe che restavano a bordo e ciò, molto probabilmente, per limitare la possibilità di esplosioni accidentali nelle fasi di atterraggio.


Uno degli episodi più drammatici per il nostro territorio ebbe luogo il 18 marzo 1944, giorno precedente l’avvio dell’operazione “Strangle”; in quel giorno (era un sabato), furono condotti dagli aerei americani una serie di attacchi contro gli aeroporti della Luftwaffe dislocati in provincia di Udine (Codroipo, Blessano, Vivaro, Basiliano, Pozzuolo) dove erano concentrati i velivoli dell’aviazione tedesca. Presumibilmente alcuni degli aerei coinvolti in questa azione, durante le fasi di rientro alla base, mentre sorvolavano la frazione di Porto Nogaro, sganciarono parte del loro carico di bombe.

Poco prima del loro arrivo, un gruppo di bambini, tra i quali Margherita, non riuscendo a raggiugere le rispettive abitazioni, si rifugiò in una delle prime case del paese dove vennero sistemati accanto al focolare. Purtroppo, durante l’incursione, una scheggia attraversò l'uscio dell'abitazione colpendo alla schiena la piccola Margherita. Gravemente ferita, la bambina fu trasportata all’ospedale di Palmanova dove spirò dopo due giorni di agonia nonostante l’estremo tentativo dei medici di salvarle la vita con delle trasfusioni di sangue. Questa disgrazia suscitò vasto cordoglio e viva commozione nel paese dove la famiglia Milan era molto conosciuta e benvoluta, ma purtroppo non fu l’ultimo degli episodi che videro gli aerei alleati colpire il nostro territorio. Infatti il basso Friuli fu oggetto di ulteriori incursioni nel mese di maggio (esattamente il 14 e il 19) quando vennero pesantemente bombardati i paesi di Latisana e San Michele al Tagliamento, attacchi che provocarono, oltre a gravi danni alle infrastrutture, un elevato numero di vittime civili. Pochi mesi più tardi sopra il nostro cielo si verificò un altro episodio drammatico che vide protagonista un velivolo dell’aviazione tedesca che solo per poco non ebbe delle conseguenze tragiche sulla popolazione civile.

Messerschmidt Me 262

I resti del velivolo e i membri dell’equipaggio (tutti deceduti) furono poi prontamente recuperati dai soldati tedeschi ancora presenti nel territorio. I bombardamenti sui paesi del Friuli (come nelle altre città del nord) continuarono comunque fino alla fine della guerra (raid aerei ebbero come obiettivo, tra le altre, le città di Udine, Trieste, Monfalcone, Pioverno, Venzone, Pordenone, Pagnacco e Casarsa) con conseguenze molto gravi in termini sia di danni materiali che di numero di vittime.

Fotografia scattata nell’agosto del 1944 da un aereo alleato sugli abitati di S. Giorgio e Chiarisacco

Gravi furono le conseguenze: parte degli ordigni sganciati colpirono, con gravi conseguenze, diverse abitazioni civili, la canonica, la caserma della Guardia di Finanza e il porto; ma l’aspetto più drammatico fu il ferimento a morte della piccola Margherita Milan di 10 anni. Quella mattina Margherita, con un gruppo di coetanei, stava rientrando a casa a Nogaro dopo le lezioni seguite presso la scuola di Villanova quando risuonò l’allarme che preannunciava l’arrivo di una pattuglia di aerei.

Stele in ricordo di Margherita inaugurata a Nogaro nel 2014.

Fokker DVII tedesco

Nell’autunno del 1944 infatti, un aereo bimotore della Luftwaffe, dopo essere stato gravemente danneggiato a seguito di un combattimento aereo, cercando molto probabilmente un atterraggio di fortuna, sorvolò a bassa quota la frazione di Planais e, dopo pochi minuti, perse rapidamente quota schiantandosi in aperta campagna, seminando schegge e parti metalliche nel raggio di un centinaio di metri.

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Il Capitano pilota MOVM Mario D'Agostini – sangiorgino - sul suo Fiat C.R.32 della 163ª Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre


Settimo Novantacinque

Cent’anni fa: immagini a confronto/11

Continua la rubrica che mette a confronto le foto dei luoghi di San Giorgio di Nogaro scattate cent’anni fa con le immagini degli stessi luoghi ai giorni nostri.

L’immagine che andiamo a presentare per questo numero di Fruzons di Plume rappresenta l’abitazione della famiglia del sig. Leone D’Agostini distrutta nel corso della ritirata delle truppe italiane in seguito allo sfondamento di Caporetto da parte dell’esercito austro-ungarico (supportato da quello tedesco). L’edificio, costruito presumibilmente verso la fine del XIX sec., oltre che abitazione della famiglia, era anche sede dell’attività commerciale di rivendita di tessuti e mercerie gestita dal sig. Leone in collaborazione con la moglie sig.ra Maria Bert. Come ricorda l’ufficiale Paolo Caccia Dominioni [1] nelle sue testimonianze sulla Prima Guerra Mondiale durante la ritirata di Caporetto, passando con la sua compagnia lanciafiamme dinanzi al bel edificio situato in piazza Plebiscito, pensando che non era il caso di lasciarla agli austro-ungarici (i suoi proprietari erano nel frattempo sfollati al di là del Piave come molte altre famiglie sangiorgine) decise di incendiarla liberandosi allo stesso tempo di un po’ di liquido infiammabile.

Al rientro dalla profuganza l’edificio venne ricostruito e, parte dello stesso, venne di nuovo adibito all’attività commerciale della famiglia cui collaborò per un breve periodo anche il figlio Bruno, poi affermatosi come giornalista-scrittore che collaborò con importanti testate giornalistiche a tiratura nazionale. La destinazione commerciale e residenziale caratterizzò l’edificio per buona parte del secolo scorso quando alla famiglia D’Agostini subentrò la famiglia Degano con la propria attività di vendita di calzature. Nel corso degli anni ’90 l’edificio è stato oggetto di un’attenta ristrutturazione che ha saputo rispettare le caratteristiche peculiari della struttura. Proprio per questo, in virtù della sua ubicazione e delle sue caratteristiche tipologiche il fabbricato risulta essere la “memoria” dell’edificato storico del comune di San Giorgio di Nogaro. Ad oggi lo stabile è sede di un importante istituto bancario e di diversi studi professionali.

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Arruolatosi come volontario nel Regio Esercito, dopo un primo periodo, come soldato semplice in forza al 10° bersaglieri, frequenta il corso ufficiali per essere al termine assegnato al Genio Pontieri, corpo con il quale, divenuto tenente, nel maggio del 1917 si guadagnò una medaglia di bronzo al valore militare; su sua richiesta venne trasferito ad una sezione lanciafiamme, di cui disegnò lo stemma di specialità. Dopo la ritirata di Caporetto, Paolo Caccia Dominioni fu trasferito in seconda linea nella valle del Brenta. Trasferito in Libia nell'aprile 1918, venne adibito a servizi di guarnigione nei dintorni di Tripoli, dove lo sorprese l'annuncio della Vittoria (4 novembre 1918).

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Simone Dell’Ominut

Il Gruppo va a … segno

Anche quest'anno la squadra di tiratori del Gruppo ANA di San Zorz è stata presente a tre competizioni di tiro a segno. In ordine di data ed importanza, primo il trofeo “R. De Grignis” della Sezione Carnica con il Garand, distanza 300 mt presso il Tsn di Tolmezzo con tre tiratori Dell'Ominut Simone, Lazzara Angelo e Malisan Giuliano (il Gruppo è giunto 38° su 96 squadre).

Qui ci siamo classificati molto bene; tuttavia non abbiamo conquistato come consuetudine alcun trofeo (abbiamo notato che anche il Capogruppo tira bene ma visti i numerosi articoli che denotano la sua onnipresenza non ci sentiamo di arruolarlo per queste competizioni).

La settimana seguente abbiamo fatto una bella figura al Trofeo Sezionale sempre con il fucile Garand ad una distanza di 100 mt presso il centro sportivo al ‘91 di Tarcento con 6 tiratori.

Un discorso a parte va fatto per la Gara di Natale presso il Tiro a segno di Udine. Complici i molteplici impegni che hanno occupato il calendario del Gruppo, abbiamo “assoldato” dei simpatizzanti per garantire l'ormai annuale presenza.

Garand a Tolmezzo

Garand a Tarcento

Il Gruppo si è classificato al nono posto su 18. Dell'Ominut Simone si è classificato 14° su 160 tiratori nella carabina Uomini; Gabriele Taverna 10° e Simone Dell'Ominut 14° su 55 nella pistola Uomini, mentre nella categoria pistola esordienti (14-17 anni) Anna Tognan è arrivata seconda. Concludo ringraziando tutti i partecipanti alle varie competizioni e lanciando l'invito anche ai simpatizzanti per numerosa partecipazione agli eventi del 2018.

Tiro a segno a Udine

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Davide De Piante

La solidarietà della Luminarie

15 ottobre 2017 … la LUMINARIE Tutto inizia 11 anni fa quando l’allora Capogruppo Giuliano De Piante, invece che sostenere la “Via di Natale” (beneficiaria di molti contributi grazie alle Lucciolate) propone di appoggiare un’associazione che svolge un servizio di pubblica utilità nel nostro territorio: “Una Mano per Vivere” di Latisana. Come tutte le cose, il volàno deve iniziare a girare e in principio la risposta è stata piuttosto morigerata. Sono passati oltre due lustri durante i quali la Luminarie ha svolto la funzione di catalizzatore delle associazioni paesane. Ora, quando si parla di Luminarie, tutti si attivano prontamente e collaborano per produrre solidarietà ed avviare la raccolta fondi per sostenere l’attività di “Una Mano per Vivere” che accompagna gratuitamente le persone nei centri di cura con i suoi mitici autisti. Adesso le realtà che si organizzano gli eventi sono mediamente una trentina. Oltre a noi alpini annoveriamo Associazioni sportive, culturali e sociali, Circoli e Comitati. Con queste premesse, il Comitato Organizzatore, inizia a lavorare fin da giugno per programmare un’intensa rete di incontri, spettacoli e intrattenimenti.

Per l’edizione del 2017, si è voluto puntare su tre appuntamenti serali e sulla classica domenica “full optional”. Ecco quanto è stato realizzato. Sabato 7 ottobre abbiamo visto “Quello che le donne dicono”, un divertente e ben organizzato spettacolo realizzato e curato dall’Università della Terza Età di San Giorgio. Domenica 8 ottobre è stato il turno dell’Orchestra a Plettro “Città di Codroipo” che si è esibita in un Auditorium che contava pochi ma appassionati e calorosi spettatori. Il top è stato venerdì 13 ottobre quando, un Auditorium gremito in ogni ordine di posti, ha energicamente accolto Catine per il suo spettacolo e la dimostrazione di Tango argentino dell’associazione “Gente Que Sì”. Domenica 15 ottobre, fin dalle 8, in via Roma è un pullulare di volontari intenti ad organizzare il campo di gioco e le attrazioni per il pomeriggio. Mentre la logistica è in piena attività, parte la Staffetta delle Frazioni durante la quale i ragazzi delle società sportive portano il messaggio di solidarietà nelle frazioni di San Giorgio. Il giro si chiude dopo 12 km davanti al Duomo e si completa così anche il puzzle della solidarietà ovvero la ricostruzione in tridimensione di un luogo della frazione.

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Nel pomeriggio prendono avvio tutte le altre attività, l’offerta gastronomica del Circolo di Chiarisacco, dell’AFDS e di noi Alpini che abbiamo proposto il classico filone di pane guarnito con Nutella o con mortadella. Ci sono anche i giochi come “Gira la Ruota” o “La città del Bambino” e i “Giochi Senza Violenza” animati dall’instancabile Giorgio Miolo e dai suoi ragazzi che ha visto l’importante collaborazione di Mimmo di Educalmondo. Diversi i ragazzi/studenti presenti sia di San Giorgio che dei paesi limitrofi che hanno voluto passare una domenica pomeriggio all’insegna del divertimento e della riscoperta dei vecchi giochi (corsa con le balle di fieno, tiro alla fune, millepiedi, ecc.). In conclusione, possiamo dire GRAZIE a chi, anche quest’anno, ha sostenuto la Luminarie. Tante sono state le donazioni spicciole fatte da una moltitudine di persone. La cerimonia di consegna delle offerte è stata fatta il 16 dicembre 2017 in occasione degli auguri di Natale in Municipio (ne parliamo più avanti). --------Cari lettori, stiamo cercando idee originali da mettere in campo per la Luminarie del 2018. Se avete proposte, da fare sia come Gruppo Alpini che come Comitato Organizzatore, contattateci!


Quello che le donne dicono – UTE

Gruppo Dukat – Balletto

Orchestra a Plettro “Città di Codroipo”

Gente Que Sì – dimostrazione di tango

Catine Show

Gira la Ruota - Legambiente

Stand di “Una Mano per Vivere”

Alla console… Matteo!

Arrivo della staffetta delle frazioni in centro

La Città del Bambino

I bonsai

I Donatori di Sangue

Casa di Riposo, alunni, Servizio Civile

Circolo Chiarisacco e Gruppo X Friûl

Giochi senza Violenza

Palio delle Frazioni

Comitato Genitori e Scuola Primaria

Nuova Banda Comunale

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Massimiliano Pittis

Il “cin-cin” e la beneficenza

ha auspicato che nel futuro, le somme destinate alle Associazioni sangiorgine siano superiori ai 200€. Dopo la parte ufficiale, il brindisi e gli auguri di Natale si sono tenuti nell’atrio del Comune.

Abbiamo purtroppo notato la mancanza delle associazioni sportive e di altre realtà … del resto vale il detto latino “absentem semper malum” (“gli assenti hanno sempre torto”).

Sabato 16 dicembre, alla presenza delle autorità politiche, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni di volontariato che operano nel nostro comune, si è svolta la consegna delle offerte raccolte durante la Luminarie. L’appuntamento è stato condotto da Davide e Massimo che hanno fatto alcune considerazioni sugli eventi organizzati ad ottobre e, all’insegna dell’innovarsi per migliorare, hanno chiesto nuove idee da mettere in campo per la prossima edizione. Com’è noto, la Luminarie è nata per

sostenere “Una Mano per Vivere”; per valorizzare il nostro territorio, il Comitato Organizzatore ha deciso di devolvere 200€ a sei Associazioni locali che abbisognano di un sostegno economico per lo svolgimento della proporia attività. Nelle immagini sotto, troverete i beneficiari dell’importo. La restante parte, ovvero 2.595,70€, è stata data a “Una Mano per Vivere” il cui assegno è stato ritirato dalla vicePresidente, Franca Callegher che, con spiccato senso di generosità e altruismo,

Diabetici Bassa Friulana (per l’importante attività di prevenzione svolta)

Misericordia Bassa Friulana (per l’assistenza e trasporti sanitari)

Centro di Ascolto Caritas (per il sostegno delle persone in difficoltà economica)

Stella Maris (per l’assistenza ai marinai del Porto, spesso abbandonati dagli armatori)

Famiglia di Famiglie (per l’attività svolta a Zellina con i giovani e le stesse famiglie)

Aiutiamoli a Vivere (per il sostegno e la gestione dei giovani della Bielorussia)

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Una Mano per Vivere


Il Babbo Natale Alpino consegna i doni alle scuole

Giovanni Sguassero I bambini non sono molti causa mali di stagione ma tutti sono partecipi e le canzoni che ci dedicano sono particolarmente gradite. I doni? 75 tele da disegno per avviare il progetto “tutti artisti”. Infine, su proposta di Babbo Natale Mastro e dopo un rapido consulto, decidiamo di fare una tappa alla Casa di Riposo “Chiabà”. La nostra visita segue quella degli studenti delle medie e produce un effetto positivo. I nonni sorridono, ci guardano con curiosità e dialogano con noi. I doni? Simbolicamente abbiamo portato due panettoni ma per l’anno prossimo ci organizzeremo meglio.

Il 22 dicembre, per le vie di San Giorgio, si vede una slitta rosso fiammante con quattro Babbi Natale e un bel gruppetto di Alpini del nostro Gruppo. Sono i protagonisti della bella mattinata dedicata agli studenti. Il programma è ormai rodato. La partenza della carovana è alle 8.00 e la prima tappa è la scuola primaria di San Giorgio. Nel corridoio ci sono tutti i 300 studenti che accolgono Babbo Natale con le canzoni che hanno imparato. Osservando gli adulti presenti (insegnanti e personale di servizio), abbiamo l’impressione che la coreografia piaccia molto anche a loro. I doni? Due stereo, pezzi di compensato per lavorare con il traforo e ben 16 pandori (uno per classe e uno per le bidelle e segretarie).

Usciti dalla scuola elementare, raggiungiamo la Scuola dell’Infanzia “M. Bambina”.

Nella palestra, i nostri Babbi Natale trovano tutti i bambini, anche quelli del nido. Sono educatissimi ed attendono le caramelle che gli vengono consegnate. I doni? Materiale didattico e di cancelleria per fare e realizzare lavoretti. Dopo aver percorso le strade paesane, raggiungiamo l’ultima tappa della giornata, la Scuola dell’Infanzia Comunale (PEEP).

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Speriamo che questa visita ai nonni abbia risvegliato in loro i ricordi della loro gioventù ☺ e la voglia di continuare a raccontarci le loro storie.


Fabrizio Toniutti

La Stella di Natale lungo la Corgnolizza

Con la discesa della Stella di Natale lungo la roggia Corgnolizza il 24 dicembre si chiude, con grande soddisfazione, anche quest’anno. Giunti alla seconda edizione, ci siamo organizzati meglio e il risultato si è visto: Alpini, Apnea Evolution, Circolo di Chiarisacco e Protezione Civile, hanno collaborato al meglio. Normalmente si dice che “squadra vincente non si cambia” ma … si migliora. Hanno quindi fatto la loro comparsa le fiaccole che sono state portate sia dai sub che dai cittadini lungo la pista ciclabile. La Stella di Natale è stata leggermente ridotta per agevolare il passaggio sotto i ponti e la navigabilità.

In sostanza, l’effetto ottico è stato premiante e particolarmente suggestivo.

A differenza dell’anno scorso, sono state parecchie le persone che hanno iniziato il cammino dalla nostra sede e il flusso dei concittadini che si sono uniti è andato via via crescendo lungo il percorso. Altra bella novità è stata la diretta televisiva su Telefriuli. Dalle 17.30 alle 18.30 Alexis Sabot ha condotto la puntata domenicale de “Il Campanile”. Abbiamo così potuto commentare in diretta le fasi salienti dell’arrivo della Stella ma anche l’accensione del presepe di Chiarisacco che, come consuetudine, è stato realizzato dal Circolo su idea dell’architetto Paolo Morettin. Oltre alle autorità e altre associazioni, è stato intervistato anche il nostro Capogruppo. Il nostro socio Roberto Scolz ha commentato “E’ sempre coinvolgente e suggestivo farsi portare dalle acque del nostro fiume, quello che ci ha cullati da giovani, testimone delle prime esperienze in acqua. Ognuno di noi della Bassa si è immerso, almeno una volta, nelle acque del suo fiume, sfidando la corrente ed i rimproveri dei genitori apprensivi. Il fiume non ha mai riservato sorprese perché di esso si aveva e si ha profondo rispetto...un po’ come la montagna per gli alpini. La suggestione diventa misticismo quando ti immergi nella notte di Natale alla luce delle torce infuocate ed a chi dovesse stupirsi del singolare avvicinamento tra Alpini e “acqua” regalo una frase di Heinrich Harrer, notissimo alpinista austriaco, in “la mia sfida al destino “...”. Il corso della mia vita assomiglia a quello dell’acqua. Comincia con un timido ruscello e diventa un torrente che scroscia giù per ripide gole finché si getta nel fiume. In montagna, lo scorrere dell’acqua trasforma i sassi spigolosi in ciottoli smussati; alla stessa maniera la mia vita con il passare del tempo si è fatta meno dura... è un piacere scivolare tra i boschetti, con i pesci che guizzano divertiti dai loro nascondigli”.

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E, in conclusione, non poteva mancare un Babbo Natale in bicicletta con una grande Stella Cometa illuminata; noi lo abbiamo conosciuto ma non diremo il nome nemmeno sotto tortura ☺

PS: vi siete persi qualcosa? Potete vedere, foto e commenti oltre al video della diretta sul nostro sito www.anasangiorgiodinogaro.it


Mauro Perfetti (*)

La Festa dell’Albero

… Festa dell’Albero 2.0. Dopo aver piantumato gli alberelli durante l’evento del 21 novembre, fatta la conta, rimanevano ancora alcuni esemplari tra quelli portati dalla Guardia Forestale di Cervignano. Cosa fare? Rapido consulto e la decisione è presa. Gli alberelli troveranno posto nel giardino della Scuola dell’Infanzia del PEEP. Martedì 21 novembre a San Giorgio di Nogaro, si è svolta la Festa dell'Albero, dove sono stati coinvolti: - le Scuole con circa settanta alunni delle prime elementari e i relativi insegnanti, - l'Amministrazione Comunale, Legambiente, - la Protezione Civile, - la Misericordia, - il Corpo Forestale dello Stato, - il Gruppo Alpini. La manifestazione ha avuto inizio con un breve saluto del Sindaco davanti al Palazzo Municipale e successivamente la carovana si è trasferita nel luogo in cui si è provveduto alla piantumazione di specie arboree autoctone e precisamente nell'area antistante la Corgnolizza, nello spazio che va dalla casetta dell'acqua alla baita degli alpini.

La festa dell'albero è stata realizzata per promuovere l'importanza del verde, per contrastare le emissioni di CO2, l'inquinamento dell'aria, la perdita di biodiversità e prevenire il rischio idrogeologico. Quest'anno attraverso il motto “Il futuro non si brucia”, si intende porre l'attenzione su un altro tema legato all'importanza della tutela degli alberi, ovvero il contrasto degli incendi boschivi, fenomeno che purtroppo ogni estate si ripresenta, portando alla perdita di centinaia di migliaia di ettari di boschi e foreste. Al termine dei lavori di messa a dimora delle piantine, tutti i partecipanti sono stati accolti e rifocillati con una succulenta colazione, dal Gruppo degli Alpini nella propria baita. Ringraziando tutti i presenti per la partecipazione, rinnovo l'invito alla Festa dell'Albero del prossimo anno.

Ecco allora che venerdì 1° dicembre, la formazione composta da: • Giancarlo e Augusto del Gruppo Alpini, • Francesco di Legambiente, • Davide Bonetto e Mauro Perfetti in rappresentanza del Comune, hanno messo a dimora una ventina di piantine.

Lo hanno fatto sotto lo sguardo vigile e attento dei giovani ospiti dell’asilo che hanno anche voluto collaborare attivamente. Alle nuove generazioni il compito di curarne la crescita ☺.

(*) Consigliere comunale

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Notizie Flash dalla Redazione

Al Raduno Sezionale e 70° anniversario di fondazione Grupppo di Felettis, domenica 8 ottobre il nostro Grupppo era ben rappresentato. Un bella manifestazione con un massiccia partecipazione della popolazione.

Si è ripetuta anche quest’anno la castagnata che abbiamo offerto agli ospiti della Casa di Riposo “Chiabà”. Alla fine, sono state cotte 30 kg di castagne che gli anziani hanno gustato assieme ad un bicchiere di buon vino.

Al Campionato Nazionale ANA di Corsa in Montagna a squadre del 22 ottobre a Valdobbiadene c’era anche il nostro Ranieri che ci ha confessato: “bellissimo percorso, infernali i primi 2 km. di pura e scivolosa salita, dopo un su e giu' tra boschi e vigneti... fantastico.... tempo uggioso che rispetta il periodo autunnale coi suoi mille colori, terreno difficile e sdrucciolevole soprattutto in discesa. Organizzazione impeccabile, ottimi e fornitissimi ristori con eccellente prosecco. Compagnia MEMORABILE... esperienza da rifare. GRAZIE ALPINI”

Sabato 25 novembre, c’è stata la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare anche in cinque supermercati sangiorgini. E molti cittadini si sono messi una mano sulla coscienza e, pensando a chi non ha da mangiare, hanno donato la bellezza di 3.345 kg di generi alimentari. In prima linea ci sono tante associazioni, la Protezione Civile Regionale, la Parrocchia, l’ANFI (Ass.ne Finanzieri d’Italia) e, ovviamente, anche gli alpini … e “amiche” degli alpini.

Il 4 dicembre siamo stati presenti a Nogaro per festeggiare il Patrono dei Marinai, “Santa Barbara”. L’ammainabandiera prima e la S. Messa poi, hanno suggellato la bella iniziativa voluta dal neo Comandante della Capitaneria, TV Marco Tomaino.

Da quest’anno la nostra sede è stata abbellita dal cappello alpino luminoso. La capacità realizzativa unita alla pignoleria dei dettagli di Fabrizio ci ha permesso di introdurre questa bella novità. Chissà cosa avremo il prossimo anno ☺

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Il 1° novembre la Fiaccola Alpina della Fraternità, partita da Timau, ha fatto tappa a Palmanova (loggia Municipio e cimitero austro-ungarico). Era presente la Sezione di Palmanova e i Gruppi. La Fiaccola è arrivata fino a Caporetto e, il 4 novembre, al Sacrario di Redipuglia.

Il 26 novembre, la Sezione di Palmanova, ha partecipato alla “Calvario Alpin Run” (Gorizia). Per noi c’era l’immancabile Ranieri che ha commentato: “un bellissimo percorso, lungo 17,7 km. con 620 mt. D+ tutto nel bosco ma non eccessivamente difficile; freddo e vento non sono mancati, così come il fango che per per tutta la gara ci ha ben "impantanati" ed ha creato anche degli incidenti. Grande compagnia... come sempre... e molti integratori (alla spina). Da ripetere”.

Sabato 16 dicembre nella nostra baita abbiamo ospitato soci, amici e conoscenti per gli auguri di Natale. Con spirito di un buon cameratismo ci siamo divertiti fra un piatto di “sbruade e muset” o di salciccia ma anche con pandoro e panettone e frutta secca.


LA PARTITA DI NATALE - Prima Guerra Mondiale Nell’estate del 1914 l’Europa era divenuta teatro di una guerra che vedeva opposti due grandi schieramenti: Gran Bretagna, Francia e Russia da una parte; Germania, Turchia e Austria-Ungheria dall’altra. Più tardi sarebbero entrati nel conflitto anche Bulgaria, Giappone, Italia, Stati Uniti e altri Paesi “minori“, trasformando così la contesa nella prima guerra su scala globale dell’umanità. Il 3 agosto 1914 la Germania dichiarò guerra alla Francia e all’inizio il fronte più caldo fu proprio quello occidentale (tra il Belgio e il Nord della Francia) dove inglesi, francesi e belgi dovettero contrastare l’avanzata tedesca usando anche i gas senza ottenere grandi risultati. Il 22 aprile 1915 alle ore 17,30, fecero il loro ingresso sulla scena bellica per la prima volta, i gas asfissianti. I tedeschi, a Gravenstafel nei pressi di Ypres (Belgio), aprirono 5.730 bombole e avvelenarono la terra con 168 tonnellate di cloro che entrò nelle trincee e falcidiò i soldati dell’esercito inglese e francese. Dieci minuti e 5.000 morti. Già in precedenza era stato usato il gas lacrimogeno, poi il fosgene e infine sempre nella zona di Ypres, (da qui il nome) i tedeschi useranno l’iprite o gas mostarda, dagli effetti vescicanti potentissimi. Nel corso della prima Guerra Mondiale, tutti gli eserciti faranno uso delle armi chimiche compreso l’esercito italiano. All’inizio, l’unica difesa era rappresentata dalle garze imbevute di urina, poi ci fu la necessità di dotarsi di maschere antigas, disagevoli, pesanti e soffocanti e mai all’altezza fino in fondo di contrastare la terribile azione dei gas. Alla fine della guerra si contarono circa 80mila morti, vittime delle armi chimiche.

A Ypres, alle prime luci dell’alba del 25 dicembre 1914 il capitano inglese Bruce Bairnsfather si svegliò, era un blocco di ghiaccio, faticava a muoversi e non sentiva alcun rumore, forse il freddo faceva questo effetto? Nessun fischio di proiettile, nessuna esplosione, nessuna mitragliatrice incessante, anche il tanfo insopportabile di putrefazione era sparito. Calzò l’elmetto e si sporse sopra le trincee. Credette di essere vittima di un miraggio: la Terra di Nessuno, così come avevano ribattezzato quella striscia di 50 metri che li divideva dalla trincea nemica dei tedeschi, era sgombra. I corpi che giacevano senza sepoltura non c’erano più. Sul bordo dei fossati dei soldati della Germania iniziarono ad apparire delle fiammelle e alcuni tedeschi raggiunsero gli alberi intorno per addobbarli con quanto avevano ricevuto nei pacchi di Natale. Poi una voce intonò un canto e subito molte altre la seguirono dando vita ad un coro che Bruce non avrebbe mai dimenticato. I suoi uomini risposero a quel canto e le due truppe nemiche intonarono canti di Natale conosciuti da entrambe le parti. Ancora intimoriti, ma spinti dalla fiducia, uno alla volta i soldati inglesi e tedeschi, uscirono dalle loro trincee e mossero i primi passi nella Terra di Nessuno. Si vennero incontro, e a metà strada si trovarono non più come nemici, ma come simili. Si abbracciarono, si scambiarono auguri e regali, sigarette, alcolici e bottoni, erano uomini, aldilà del colore delle divise. Fu proprio durante questi festeggiamenti che qualcuno calciò dal fondo della trincea inglese un pallone di stracci e sabbia. Tutti lo fissavano, immobili, aspettando di vedere il coraggioso che si sarebbe mosso per primo. Infine tutti corsero dietro a quel pallone di stracci. Gli uomini si schierarono con chi aveva la divisa dello stesso colore, due masse di giocatori l’una da 50 e l’altra da 70 persone a formare le squadre e continuarono a giocare finché il pallone non si sfasciò. Alcuni soldati scrissero nei loro diari che la partita finì 3 a 2 per i tedeschi, ma che importava?

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Luisella Bonetto Un soldato tedesco scrisse nel suo diario: il pallone aveva rimpiazzato le pallottole, e per la durata di una partita di calcio l’umanità aveva ripreso il sopravvento sulla barbarie. Il capitano Bruce non giocò, rimase a godersi la scena, non avrebbe mai dimenticato quei momenti. Ma quella partita aveva messo in crisi l’apparato disumano della guerra. > Comunicato dello Stato Maggiore Britannico: mai più tregue, partite di calcio incluse. In guerra non bisogna mai interrompere l’uccisione del nemico < Gli alti comandi si diedero da fare per impedire che nulla trapelasse sulla tregua di Natale del 1914 e la partita, ma il 31 dicembre la notizia venne pubblicata in America e l’1 gennaio del 1915 a Londra. Tregue ce ne furono ancora, anche su altri fronti, ma lo spirito di quel primo Natale di guerra non fu mai più eguagliato. La Partita della Pace, questo è il nome con cui è passata alla storia, è ancora oggi oggetto di discussioni tra storici e giornalisti che ne contestano la reale esistenza nonostante le numerose testimonianze. Bruce Bairnsfather, a guerra finita, diventò disegnatore umoristico, dando vita al personaggio di OLD BILL. Alcune altre testimonianze: Tenente tedesco Johannes Niemann / Capitano britannico Hulse Bart (giocatore) / Soldato tedesco Kurt Zehmisch / Soldato inglese Dougan Charter / Soldato Bertie Felstead (giocatore) morto nel 2001 (106 anni) / Soldato Alfred Anderson morto nel 2005 (109 anni) probabile ultimo testimone della Partita di Natale 1914.


Anastasia Stella

Il Mercatino di Natale di “Stelutis Creativis”

Ricco è stato il 2017 che ci ha visti presenti sul territorio comunale con tantissime creazioni, nuove idee originali ed iniziative frizzanti. Per il terzo anno consecutivo la nostra bancarella solidale ha presentato i lavori sabato 9 e 16 dicembre al mercato a San Giorgio. Ringraziamo tutti quelli che con grande euforia hanno dedicato parte del loro tempo libero alla realizzazione degli oggetti, addolciti dai deliziosi biscotti preparati con cura e maestria da Luigi e Bertilla sotto lo sguardo attendo del nostro Franco. Il fruttuoso raccolto sarà destinato all’acquisto di materiale didattico necessario alle maestre di sostegno della Scuola Primaria di S. Giorgio e sarà loro consegnato in occasione dell’Assemblea del 28 gennaio 2018.

Amanda così si esprime: “Come ogni anno è arrivato il Natale e il gruppo “Stelutis” non poteva mancare al consueto apppuntamento del mercatino di dicembre. Le persone lo aspettano e lo cercano. Alcune di esse visitano il nostro sito per sapere le date e per “sbirciare” in anticipo le nuove proposte da mettere sotto l’albero. Tutto questo ci riempie i cuori di gioia perché piano piano siamo riuscite ad informare le persone che con un piccolo gesto si possono fare grandi cose”. Da Luisella: “Bravissime le persone che hanno collaborato alla realizzazione dei manufatti proposti dal Laboratorio “Stelutis Creativis " che hanno svolto un ottimo lavoro soprattutto perchè fatto con il cuore e con il cuore sono stati acquistati, permettendo di offrire il ricavato a chi ne ha bisogno”.

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Il commento di Debora: “I cappelli alpini, orgoglio dei nostri uomini, rivisitati in chiave “stelutis” hanno abbellito l’albero di Natale della sede. Per me è stato emozionante ricamarli, tra una poppata e l’altra di Sofia Anna, e con la supervisione di Emanuele e Valentino, segno di una famiglia che condivide il valore alpino. L’alberello bianco, in contrapposizione cromatica con il verde dei cappelli e il rosso dei cuori decorativi, hanno finalmente dato quel tocco natalizio che mancava alla sede.”


Alla ricerca di … E’ arrivata una piccola anima, in una casa che l’aspettava col batticuore. Ha un nome, che hanno scelto per lei ancor prima di conoscerla. Nella nostra comunità ha un posto di diritto, di cittadinanza italiana, dal momento che ha aperto gli occhi in questo paese. Ma la comunità è consapevole della sua esistenza? Conosce il suo nome? La creatura non vede, non parla, forse qualcosa sente, forse non sa neppure di essere. Ma c’è. E sembra possedere dentro di sé l’infinita sapienza delle ragioni e della finalità della sua scelta. Sì, perché ci piace pensare che per venire al mondo sia stata lei a scegliere questa famiglia speciale. In realtà non ne siamo sicuri, non c’è una spiegazione scientifica che possa confermare la nostra opinione. Non abbiamo certezze, ma lo stesso cercheremo un contatto… attraverso la tenerezza. La tenerezza è un linguaggio che non ha bisogno di voce, perché nasce da una vibrazione dello spirito, e le vibrazioni si espandono arrivando da uno all’altro come un sussurro, una carezza sulla pelle. Così il nostro dialogo potrà essere il risultato di un’intuizione, o di un inganno, o meglio …di una speranza.

Syria Da dove vieni, creaturina? Vengo da un luogo tanto lontano e dimenticato dagli uomini. E qual è quel luogo? E’ il luogo dell’imperfezione, dove si completano le esperienze delle anime che devono portare a compimento l’evoluzione del loro spirito. E quel luogo fa paura. Perché fa paura, quel luogo? Perché noi nasciamo a questo mondo con un corpo ancora incompleto, in apparenza, e restiamo solo per il tempo che ci occorre per raggiungere la nostra perfezione. E’ faticoso vivere in questo modo? Ogni minuto, ogni attimo della giornata sono per noi solo un piccolissimo passo avanti. Ma la scala da percorrere ha scalini molto alti e nessuno può salire al nostro posto. Così avanziamo a tentoni e non riusciamo a evitare capitomboli.

E quando la tua testolina ciondola di qua e di là? …In quei momenti sto volando, anche se nessuno ci crederebbe mai! Eppure, guardandoti non si riesce a capire se ti rendi conto della nostra presenza… Oh, sì …sì che la sento, come ascolto le parole, pur senza capirle, ogni volta che intorno a me si riflette l’eco dell’amore che circonda la mia esistenza. E quelli che vi accolgono? Quelli che ci accolgono siano benedetti per sempre. Senza questo tempo che ci concedono, dovremmo aspettare… forse dei secoli, prima di giungere a compimento. Che cosa resterà di te, quando il tuo viaggio sarà arrivato alla fine? Sarò un granello in più, aggiunto ai miliardi di granelli che aiutano questa umanità, ancora incompleta, nel suo viaggio verso la conquista della pace.

E dimmi, tu, sei felice qualche volta? Quando sento le voci dei bambini, o quando una dolce parola posa su di me la sua carezza, nel mio cuore si risveglia una meraviglia, quasi un’allegria…

Alore no tu sarâs vignude par nuie…

Allora non sarai venuta invano…

Malafenò, che no sarai vignude par nuie.

Non dirlo neanche per finta!

Jo no cognos fin in fonz il misteri da mê esistenze, ni a cui che j pesarà, ni a cui che j zovarà,

Io non conosco fino in fondo il mistero della mia esistenza, né a chi sarà di peso, né a chi sarà di aiuto,

ma o sai che il me puest al ere disegnât dal imprin dai secui

ma so che il mio posto era delineato dall’inizio dei secoli

e o spietavi pineladis di amôr dai vui di me pari e mê mari, li bussadis da mê sorute Sofia e il clip dal brazecuel dai mie nonos.

e aspettavo pennellate d’amore dagli occhi di mio padre e di mia madre, i baci della mia sorellina Sofia e il tepore dell’abbraccio dei miei nonni. Maria Fanin

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Franco Moni

Cianton da rizete

TINCHE AL FORNO CON POLENTA Ingredienti • 4 tinche di medi dimensioni • 250 gr di parmigiano grattugiato • 150 gr di pane grattugiato • 80 gr di battuta di prezzemolo • Aglio e sale • Olio extravergine di oliva • Polenta gialla Preparazione Preparate il ripieno con Parmigiano, pane grattugiato, prezzemolo, aglio e sale. Pulite e togliete le lische delle tinche su un letto di alloro in un tegame di terracotta che avrete unto in precedenza con alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva. Preriscaldate il forno a 200 gradi e fate cuocere per circa mezz’ora. Servite con polenta gialla già preparata precedentemente.

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Maria Fanin

Cianton da puisie

Il Nadâl dai Agnuluts

Il Natale degli Angioletti

un glimuz di Agnuluts si disglagne sule Stradalbe tai viespris dal Avent…

Un gomitolo di Angioletti si srotola sulla Via Lattea nei vespri dell’Avvento…

E àn pizuli alis par lâ plui a svelt, mai stracs di svoletâ da plagnis fint ai jôfs da montagnis, par che inta Gnot Sante si palesi clâr e lusint il jessi da creaturis invisibilis:

Hanno ali piccine per muoversi più in fretta mai si stanchi di volare dalle pianure ai gioghi delle montagne perché nella Notte Santa appaia chiara e splendente la realtà delle creature invisibili.

e lustrin i vui da feminis senze plui lagrimis, e solevin le dignitât dai umins umiliâts, e consolin il spirt dai vecjus svilanâts, e fodrin di ligrie i siums dai fruts infamâts,

Illuminano lo sguardo delle donne senza più lacrime, sollevano la dignità degli uomini umiliati, confortano lo spirito dei vecchi derisi, fasciano di allegria i sogni dei bimbi violati,

un glimuzut di Agnui… e lôr flevari vôs e rivochin sule Stradalbe come li trombis dal Judizi clamant i noms da creaturis dismenteadis da Storie.

un gomitolino di Angeli… e le loro voci lievi rimbombano sulla Via Lattea come le trombe del Giudizio chiamando i nomi delle creature dimenticate dalla Storia.

PERIODICO FRUZONS DI PLUME Giornale del Gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro Stampato in proprio e distribuito gratuitamente ai soci.

EDITORE Associazione Nazionale Alpini - Gruppo di San Giorgio di Nogaro Capogruppo: Davide De Piante

REDAZIONE Via Carnia, 9 33058 San Giorgio di Nogaro (UD) +39 393 5245763 sangiorgiodinogaro.palmanova@ana.it http://www.anasangiorgiodinogaro.it

COMITATO DI REDAZIONE Davide De Piante - Massimiliano Pittis - Giovanni Sguassero Massimo Blasizza

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STAMPA Rosso Società Cooperativa – Gemona del Friuli Di questo numero sono state tirate 300 copie

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4 novembre a San Giorgio (foto Alessio Buldrin)

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Fruzons di Plume (27) dicembre 2017  

Fruzons di Plume (27) dicembre 2017  

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