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Gruppo Alpini CANZO Sezione di Como

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Anno 12 Numero 3

Luglio 2012

DESTINAZIONE FOSSA, L’AQUILA E IL GRAN SASSO

23 Giugno. Eccoci pronti: sono le 5 del mattino e ci ritroviamo in piazza della chiesa a Canzo. Puntuali, come previsto dal programma, partiamo in pullman con destinazione Fossa, L’Aquila ed il Gran Sasso. Il viaggio però, dopo un paio d’ore, subisce il primo rallentamento a causa di un grave incidente stradale nei pressi di Parma in cui risultano coinvolti alcuni veicoli che il destino ha voluto fossero urtati da un’altra auto caduta da un cavalcavia, più di due lunghe ore di coda in attesa di poter riprendere il viaggio. Arrivati però a Bologna la coda si ripresenta: oggi è anche un sabato di partenze per il mare di molte famiglie e, neanche a farlo apposta, noi dobbiamo transitare proprio sulla direttrice Milano-Rimini per proseguire poi sull’Adriatica; in aggiunta, le soste di riposo dell’autista imposte dal codice della strada, portano ad un totale di 11 ore abbondanti la nostra interminabile tappa di trasferimento. A noi la stanchezza, niente a confronto di quella dell’autista, mentre per il comitato d’accoglienza che ci aspettava a Fossa un dispiacere per non averci potuto accogliere nel modo previsto con un buffet di benvenuto, ridotto a qualche minuto per rifocillarci per poi trasferirci negli alloggi assegnati. Giusto il tempo di sistemare i bagagli ed una doccia veloce ed ecco arrivare il pullman che ci porterà nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, dove si terrà il primo concerto, in terra

abruzzese, del Coro Gruppo Alpini di Canzo unitamente al Coro della Portella di Paganica, frazione de L’Aquila. Qui abbiamo il primo incontro con i danni provocati dal sisma dell’aprile 2009: l’interno della Basilica sembra un cantiere, visto che gran parte del colonnato centrale è “imbragato” con tiranti di ogni tipo, la grande cupola che sovrastava l’altare non esiste più perchè sbriciolatasi al suolo, al suo posto una copertura di travi in acciaio e vetro, a terra il basamento delle due colonne che la sorreggevano sono anch’esse distrutte, nelle

TRE GIORNI IN ABRUZZO


navate laterali crepe e intonaci staccati creano una insolita cornice ad un’ottima esibizione dei due cori; da evidenziare alcune cante popolari legate al territorio eseguite dal coro della Portella, segno tangibile delle loro vive tradizioni. A seguire ritorniamo a Fossa e finalmente qui possiamo rilassarci e goderci un’ottima cena, preparata e servita dagli amici fossolani, in compagnia dei componenti del coro della Portella con i quali a fine serata, il coro di Canzo si alterna in canti allegri e divertenti. 24 Giugno. E’ giunta la domenica ed il programma prevede: - visita alla sede del gruppo alpini di Fossa, - la S. Messa per la Prima Comunione di sette bambini presso la chiesa di S.Lorenzo a Fossa, con accompagnamento vocale del nostro coro, - un fuori programma quando ci siamo recati davanti ad un’abitazione dove il coro ha dedicato una canzone, regalando gioia ed affetto ad una signora, ex musicista, obbligata a letto perché gravemente malata di sclerosi multipla, -il pranzo nel consueto edificio polifunzionale, -il pomeriggio salita in funivia sul Gran Sasso dove alcuni hanno sostato presso Campo Imperatore ed altri, dopo una breve ma ripida ascensione, hanno raggiunto il rifugio Duca degli Abruzzi e, per finire, alle ore 18.45 il momento clou di questa nostra visita: nella chiesa di S. Lorenzo (chiesa donata insieme alle 33 case dall’Associazione Nazionale Alpini) il concerto del nostro coro con un programma ricco e variegato composto da 16 canti. Durante l’eccellente esibizione era ben visibile la grande emozione e commozione di molti: dei fossolani, dei coristi, di noi presenti, del nostro capogruppo, dei sindaci e consiglieri di Fossa e di Canzo, probabilmente per il ricordo di momenti tragici e dolorosi contrapposti da amicizia, allegria e solidarietà; valori e princìpi dei quali la società dovrebbe trovare memoria per affrontare insieme le difficoltà che oramai ci minacciano costantemente e sempre di più. Al termine del concerto ultima cena a Fossa in compagnia, vivendo in diretta la partita della nazionale italiana che ci ha regalato la gioia del passaggio del turno ai campionati europei. 25 Giugno. E così siamo giunti al lunedì, ultimo giorno in terra d’Abruzzo, che ci ha riservato una visita a L’Aquila per essere testimoni in prima persona di cosa sia accaduto quella tragica notte del 6 aprile 2009 2

e cosa, da allora, è stato fatto per la città ed i suoi abitanti. Accompagnati da un amico fossolano abbiamo girato nel centro storico e, con mio grande stupore, mi sono reso conto di come questo “cuore ferito” della città non sia ancora stato “curato” a distanza di tre anni dal sisma: abitazioni chiuse ed inagibili, attività commerciali fallite o trasferite, uffici e luoghi pubblici chiusi, vie deserte di mattina, che non ti aspetti al contrario di quanto accade in una qualsiasi città, edifici messi in sicurezza con impalcature e tiranti, le crepe nelle facciate e la zona rossa, delimitata, dove è negato l’accesso da parte di pattuglie di militari, danno l’idea di girare in una città fantasma scatenando in me un’ incredulità in quello che vedo e non spiegandomi come mai tutto è ancora fermo. I mass-media, “vergognosamente” non dedicano più alcuna attenzione a questo problema, generando nel pensiero comune dell’opinione pubblica una specie di convinzione che tutto sia stato risolto, ma a questo punto mi chiedo dove sono gli appelli e le proteste a livello nazionale dei sindaci e delle amministrazioni comunali!!??!! In conclusione posso raccontare che avendo vissuto a diretto contatto con i coristi ne ho potuto apprezzare le qualità, l’impegno e la pas-

sione che mettono nel cantare in compagnia o in un concerto e, trascorrendo con loro anche il resto della giornata, dal viaggio in pullman ai momenti di svago, dal pranzo alla cena ho avuto modo di rendermi conto di quanto sia vivo in loro il piacere dello stare insieme in amicizia ed allegria: ringrazio loro e gli accompagnatori per la compagnia, i quali chi con un semplice gesto, chi con una battuta o chi anche con solo un sorriso mi hanno dato modo di poter trascorrere delle belle giornate. Un grazie di cuore va agli amici di Fossa per l’eccezionale organizzazione, accoglienza e disponibilità ed un grazie anche a Roberto che per due motivi mi ha dato l’opportunità di partecipare alla trasferta in terra d’Abruzzo: il primo come rappresentante del gruppo alpini Canzo, il secondo per poter raccontare le mie sensazioni e quanto vissuto in questi 3 giorni, ad una carissima persona a me molto vicina che, purtroppo, per motivi di salute ha dovuto “dolorosamente” rinunciare ad una delle sue grandi passioni, ovvero il cantare………. a Te Giuliano, con affetto, dedico questo mio articolo. Luca


TRE GIORNI INDIMENTICABILI!

cantato insieme dai due cori, senza la benché minima prova, con un risultato di sorprendente bravura. Terminato il concerto tutti si sono recati all’esterno della Basilica per le foto di rito, per noi aquilani la vista della facciata, anche se non è una novità, fa sempre un certo effetto emotivo, ma per i nostri ospiti è stata una piacevole sorpresa, perché nelle fasi concitate dell’arrivo nella fretta nessuno dei nostri ospiti aveva fatto caso alla sua bellezza e alla sua particolarità. Dopo il concerto tutti insieme siamo andati a Fossa nella bella sala polifunzionale dove ci aspettavano gli Alpini, gli amici degli Alpini e tutte le donne con un menù veramente gustoso. Tutto è stato preparato in loco dai soliti volenterosi/e compreso i numerosi ed abbondanti dolci gentilmente offerti dalle donne di Fossa. Servite le prime portate e mandato giù qualche bicchiere di buon vino,

dai tavoli, sommessamente, sono cominciati a sentirsi i primi accenni di canti prima incerti poi man mano più decisi. Il Coro di Canzo ha subito rotto gli indugi con una tipica e molto bella canzone lombarda, subito dopo gli aquilani hanno risposto con una romanza abruzzese e così tutta la serata è andata avanti in un’atmosfera di allegria. Mi è molto difficile descrivere il clima che si è venuto a creare nei due cori perché mentre uno di essi cantava l’altro ascoltava con interesse e compiacimento. Insomma, per farla breve, alla fine i due cori si sono uniti ed hanno cantato per tutta la serata in un’armonia di voci con il fondersi di inflessioni tipiche lombarde ed abruzzesi. A riprova della cordialità della serata c’è di rimarcare come alcuni membri dei due cori alla fine si siano recati in un paese vicino dove erano in corso i festeggiamenti di San Giovanni con la consueta accensione dei fuochi e consumato libagioni tradizionali il tutto annaffiato con boccali di birra e vino. La Domenica mattina ci siamo ritrovati per una semplice colazione al bar del villaggio in attesa della messa dove il coro si è gentilmente offerto di accompagnare con canti liturgici la cerimonia nella quale venivano comunicati sette ragazzi/e. Dopo la cerimonia abbiamo pranzato nella solita sala polifunzionale con una certa sollecitudine perché i tempi erano molto stretti in quanto, molti componenti del coro ed accompagnatori, avevano desiderio di salire con la funivia a Campo Imperatore per vedere da vicino le vette del Gran Sasso. Ad onor di cronaca c’è da dire che alcuni com-

Tre giorni indimenticabili quelli che ci hanno regalato i nostri amici Alpini di Canzo. Tre giorni frenetici, pieni di emozioni che si sono rincorse senza avere la possibilità di assimilarle e assaporarle come si fa di solito con un buon bicchiere di vino davanti ad un caminetto. Il tempo trascorso insieme è stato breve, troppo breve, noi Alpini ed i cittadini di Fossa avremmo voluto fermare il tempo per godere appieno dei bei momenti offerti da questo magnifico gruppo organizzato dall’instancabile Roberto. E’ difficile trovare così tante belle persone concentrate in una comunità, volti sereni, pieni di allegria e disponibilità, sicuramente anch’essi hanno dei problemi, ma a noi non lo hanno lasciato a vedere, per tre giorni è stata bandita ogni tristezza. Come non apprezzare tutto il disagio provato per regalarci momenti di allegria, dal viaggio con il caldo implacabile di questi giorni, all’ingorgo trovato nei pressi di Modena, eppure, al loro arrivo, nessuno ha avuto di che recriminare. Nel tardo pomeriggio di sabato, appena arrivati, senza avere nemmeno il tempo di riposare un po’, visto il forte ritardo che portavamo, siamo stati costretti a precipitarci alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove ci aspettava il “Coro della Portella” per una serata canora con il coro del Gruppo Alpini di Canzo. Dopo le presentazioni, superato i primi momenti di comprensibile disagio, i due Maestri hanno deciso, di comune accordo, lo svolgimento della serata: il “Coro della Portella” avrebbe cantato il proprio repertorio nella prima parte della serata ed il Coro del Gruppo Alpini di Canzo la seconda parte ed infine i due cori insieme avrebbero cantato “Signore delle Cime”. Con una discreta presenza di pubblico e di alpini la serata si è svolta nel migliore dei modi; Roberto ha presentato il programma con la maestria che gli è propria usando in ogni circostanza le parole e l’enfasi del caso, la grandiosità della Basilica, con le sue ferite ancora aperte, hanno fatto da cornice ed esaltato le sonorità dei cori nei momenti più significativi con un alone di cristiana maestosità. C’è da evidenziare come l’ultimo canto, “Signore delle Cime” sia stato

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ponenti del gruppo, accompagnati dagli esperti di montagna Mariano e Vincenzino, con pochissimo tempo a disposizione, sono riusciti a salire fino al “Rifugio Duca degli Abruzzi” dove hanno potuto godere appieno del panorama che la nostra bella montagna offriva. I tempi sono stati contingentati, purtroppo, tutto si è svolto con molta fretta, non potendo assaporare appieno alcuni momenti. Appena tornati al villaggio, i nostri ospiti, si sono preparati per il concerto della sera nella Chiesa alpina di San Lorenzo. Il nostro piccolo tempio non è certo la Basilica di Santa Maria di Collemaggio ma ha pur sempre il suo fascino con le sue belle arcate in legno ogivali. Il concerto di Domenica è stato veramente emozionante perché mentre a L’Aquila c’era un’atmosfera di ufficialità che rendeva tutti un pò impacciati, a Fossa si respirava un’aria di cordialità che dava la possibilità a tutti di essere più spigliati con il risultato di una complicità tra i coristi ed il pubblico presente. Non sono mancati momenti particolari quando, in alcune canzoni note, il pubblico presente nella chiesa, si è unito al coro in un’atmosfera emozionante ed esaltante ed ha fatto si che la serata terminasse in un clima di sincera amicizia. Terminato il programma canoro c’è stato uno scambio di doni tra le parti, e qui i nostri ospiti hanno ancora una volta voluto stupirci, Roberto ha tirato fuori una busta

contenente una somma di denaro raccolto tramite offerte tra i cittadini e associazioni di Canzo, offrendola al Sindaco di Fossa il quale, non senza un certo imbarazzo con uno sguardo d’intesa rivolto al capogruppo ha prontamente replicato dicendo che ringraziava ed accettava la somma offerta ma, visto che ormai noi, ringraziando Iddio, non avevamo più emergenze, avrebbe girato la somma offerta, più le somme raccolte tra i cittadini di Fossa, ai terremotati dell’Emilia che in questo momento stanno avendo i problemi che noi avevamo tre anni fa. Concluso il concerto ci siamo recati alla sala polifunzionale dove ci attendevano i soliti volenterosi con la cena pronta e lo schermo già acceso per seguire tutti insieme la partita Italia-Inghilterra. Anche in questo caso il tutto si è svolto nel migliore dei modi in quanto le tensioni che c’erano prima dei concerti erano svanite e ognuno si sentiva più libero. E’ stato molto bello tifare tutti insieme ,ma ognuno con le proprie espressioni dialettali, per la vittoria della nostra nazionale che alla fine è arrivata per la gioia di tutti. Lunedì mattina i nostri ospiti, guidati da Costantino e Tonino, si sono recati a L’Aquila per una visita alla città e dopo aver visto uno dei monumenti principali della nostra città, la fontana delle “99 cannelle”, sono andati a fare colazione al bar del nostro “Capogruppo” Bruno. Subito dopo i nostri amici partendo

RADUNO ALPINO AL MONTE CORNIZZOLO

dalla “Fontana Luminosa” hanno attraversato la città fino alla Villa comunale. Io non conosco le sensazioni che hanno provato i nostri amici nel visitare il centro storico e nemmeno saprei descriverle, di certo ho notato nei loro sguardi un velo di tristezza, lo stessa che mi prende ogni qualvolta vado al centro e vedo le facciate dei bei palazzi gentilizi della città ingabbiati dai puntellamenti o addirittura crollati ed i vicoli, che prima del terremoto erano pieni di vita, deserti con le erbe che crescono in mezzo al selciato e nelle crepe dei muri. La visita alla città si è conclusa alla “Villa comunale” dove ci attendeva il pullman, non vi nascondo che al momento dei saluti nello stringere quelle mani, che hanno una generosità non comune, mi sono commosso, ma nello stesso tempo quei volti mi rasserenavano e mi facevano capire che non siamo soli, e l’Italia solidale ci sarà sempre vicina . Per queste bellissime giornate un ringraziamento particolare va al capogruppo degli alpini Roberto Fontana che ha fortemente voluto lo svolgimento dei concerti ed al Sindaco Fabrizio Turba che, anche se con notevoli disagi di viaggio, non ha voluto far mancare la sua presenza assieme e quella degli amministratori del Comune di Canzo.

NEW LAPIS Periodico trimestrale stampato in proprio Gruppo Alpini Canzo Via Meda, 40 anno 12 – n. 3 Luglio 2012 Direttore Responsabile: Fontana Roberto

Domenica 1° luglio si è svolto il XVI° Raduno alpino al Monte Cornizzolo organizzato dagli alpini del gruppo di Canzo, Sez. di Como, e di Civate, Sez. di Lecco. Alla presenza del nostro Vessillo sezionale e dei gagliardetti dei gruppi di Canzo, Caslino d’Erba, Castelmarte, Veduggio, Fenegrò, Civate e Valmadrera, i due gruppi hanno voluto ricordare l’intervento congiunto che ha portato al ritrovamento ed al ripristino dell’originaria croce in pietra del monte Cornizzolo che ora riposa placida al fianco della chiesetta. Una bella e numerosa presenza di popolazione, in una splendida giornata di sole, ha sottolineato come la montagna unisce e non divide le comunità e come, con il passare degli anni, quest’evento non perda il suo originario appeal. Arrivederci al prossimo anno…….. Kristian Fiore Dur per durà 4

Comitato di Redazione: Brenna Giuseppe, Pina Mauro, Prina Claudio, Rizzi Serafino Impaginazione grafica e stampa: Viganò Stefano Foto: Mario Rusconi E-mail: anacanzo@tiscali.it

IL GRUPPO ALPINI CANZO AUGURA A TUTTI

BUONE VACANZE!!!


INCONTRIAMO LUCA Sun Tzu nel suo celeberrimo “Arte della Guerra” scrive: Quando sei attivo fingiti immobile, quando sei inattivo fingiti attivo. Non so perché ma nel vedere oggi dal vivo il nostro Luca Barisonzi sono le prime parole che mi vengono in mente. Solo chi era presente a Como nell’auditorium dell’università potrà capire il senso delle mie parole. Proverò ad essere più chiaro per tutti coloro i quali si fossero persi questo toccante momento. Luca è un giovane alpino di ventidue anni che, volontariamente, si è arruolato nel corpo degli alpini e, sempre volontariamente, ha voluto prendere parte alla missione di pace che prova, da più di un decennio, a portare la democrazia in un’area che purtroppo ne ha viste veramente di tutti i colori: l’Afghanistan. Bene: questo ragazzo di ventidue anni ha subìto un attentato a Bala Murghab, l’enclave sotto la responsabilità italiana; ha visto morire un suo compagno; è stato

sottoposto a ripetute operazioni chirurgiche ed ora si trova seduto su una sedia a rotelle, tetraplegico, derubato vigliaccamente della più banale possibile normalità. Non ero certo di cosa avrei provato: avevo già letto il suo libro “La patria chiamò”, scritto con la giornalista Paola Chiesa. Conoscevo i suoi pensieri e le sue motivazioni, apprezzavo il modo “Alpino” con il quale stava affrontando la situazione ma vi assicuro che dirlo è una cosa, viverlo è una improvvisa e violenta carica emotiva che difficilmente permette di non lacrimare. Luca ha ancora la speranza, lui la definisce certezza, di poter migliorare fino ad avere una vita normale; nel

corso del suo intervento l’ho sentito parlare di paternità, non come desiderio astratto ma come obbiettivo per il futuro. Ho percepito la sua voglia di mettersi a disposizione per nuovi progetti, come un Centro specializzato per l’assistenza e la cura di persone con il suo trauma all’Ospedale Niguarda … e mentre veniva abbracciato dalla Medaglia al Valore Nelson Cenci, mi è venuta in mente la citazione con cui ho iniziato il mio articolo: “Quando sei attivo fingiti immobile, quando sei inattivo fingiti attivo” perché tutta la statica energia ed il furoreggiante immobilismo di Luca ci sia da quotidiano monito. Dur per durà Kristian Fiore

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PREMIO SAN MIRO 2012

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UN PREMI A LA CUSTANZA

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I tò Alpini ta riverisan: Cumandant...Rubert Sem cuntent cumè grùpp capèl e pèna L'amicizia, l'ubidienza, laurà, la voia dal fà Se ta ciamat ga sem. La Ravela, al Lambar, taià legn, erbàsc, netà, brusà n'a mica, pusà. Giò in di fraa fa sò mùr, buligà... strach? Baracà. Vuluntà soferta, vurùda... tò coro, tua creatura. L'è passìòn, i prof, pou cuncert ùr sacrifizi ma la custanza: paga Meludii n'a delizia Bravissim curisti, bei canzòn, per nùn cunsùlazion Tribùlà, i pagùr, l'è tua braura... el cantà? Emuzìòn Che bel pàes quant i stràd ièn pièn l'istrucandàn i nost bei bandier... Èm giurà sui culùr l'è l'Italia nostra naziòn per i alpini l'è unùr Èm parlaa forzi tròpp Cumandant... bei regord; l'è un premi: San Mìr... Tua custanza, i tò Alpini ièn cuntent; lavurùm...senza premi o medai al valùr. I tò Alpini Canz, 6 Magg 2012

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Domenica 6 maggio a Canzo si è festeggiato San Miro. La giornata è iniziata al mattino con la Santa Messa in onore del Santo ed è terminata alla sera al Teatro Sociale con la festa per l’assegnazione del prestigioso premio a Roberto Fontana , Capogruppo degli Alpini di Canzo. Più che la festa per l’assegnazione del Premio San Miro direi che è stata la festa di Roberto Fontana. In un teatro gremito, presenti autorità civili e religiose, gli Alpini ed i Canzesi tutti hanno reso omaggio, con grande soddisfazione, a Roberto Fontana. Forse non è il caso di rifare la storia di Roberto proprio sul Giornale degli Alpini, è piuttosto utile ricordare che, con l’istituzione del Premio San Miro, l’Amministrazione Comunale intende conferire un riconoscimento ufficiale a cittadini canzesi che si siano particolarmente distinti nel campo della cultura, dell’arte, dell’impegno sociale e civico, della solidarietà, del lavoro e dello sport ed in ogni altro ambito. L’impegno di Roberto Fontana è indiscutibilmente sotto gli occhi di tutti, la sua è una presenza costante nella vita del nostro paese: lo vediamo ad appendere le bandiere in occasione delle feste civiche; lo vediamo con i suoi uomini a curare il verde dell’aiuola e l’area circostante il monumento dei caduti alpini presso il Cimitero ed a tagliare l’erba del giardino della Scuola Arcellazzi ; lo vediamo, sempre con i suoi fedelissimi, a disboscare sentieri di montagna o argini del torrente Ravella; lo vediamo a condurre la regia delle manifestazioni civili e religiose quando, imperioso e bonario, con il megafono mette tutti in riga. Le sue iniziative poi non si contano: il Presepe, il raduno annuale al Cornizzolo, la fiaccolata notturna natalizia sempre al Cornizzolo e la castagnata alpina in paese, che è diventata una festa attesa da tanta parte dei Canzesi, sicuri che Roberto, oltre alle caldarroste, riserverà qualche piacevole sorpresa. Tutte queste iniziative nascono dall’attaccamento di Roberto al pro-


prio paese ed alla sua gente, ma, da vero volontario, il suo impegno si rivolge anche fuori dai confini canzesi: in Umbria ed in Abruzzo. Per tutto questo l’Amministrazione è stata ben contenta quando la Consulta del Premio San Miro, su segnalazione di alcuni cittadini, ha deciso di consegnare a lui il premio San Miro. Questa scelta è stata condivisa con gioia da tanti Canzesi , dal gruppo Alpini e dal suo amatissimo coro, che ha allietato la serata, dedicandogli un nuovo pezzo, preparato in gran segreto. Durante la serata sono stati diversi gli omaggi a Roberto: Fiorangela ha recitato una poesia in dialetto dedicata a lui, mentre gli Alpini ed il Responsabile del Comitato Gemellaggi di Menaggio hanno voluto intervenire con un dono in ricordo della manifestazione. Inutile dire che grande è stata la

commozione di Roberto, della sua famiglia, del suo coro e dei suoi Alpini. L’assegnazione del premio “San Miro” a Roberto, che ha fatto dell’impegno sociale e della solidarietà la sua bandiera, è stata di stimolo e di esempio agli studenti che pure hanno affollato il palco del Teatro Sociale per ricevere un riconoscimento al termine dei loro studi. A distanza di qualche mese dall’evento, io, personalmente, che non ho il dono di parole alate, vorrei esprimere il mio riconoscimento a Roberto dedicandogli le parole con cui Bertold Brecht conclude una sua lirica: ...”Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo, ma per AMARLO”. Giovanna Gerosa Assessore alla Cultura Giusy Corsucci Assessore ai Servizi Sociali

PROTEZIONE CIVILE VALTELLINA 2012

ESERCITAZIONI DI RAGGRUPPAMENTO Nei giorni 8-9-10 giugno, si è svolto in Valtellina l’intervento di Protezione Civile del 2° Raggruppamento comprendente le sezioni della Lombardia e dell’Emilia Romagna: come campo base e centro operativo è stato scelto il comune di Chiuro che, grazie alla sua ospitalità, ha permesso l’insediamento della cittadella dei volontari comprendente tende-alloggio, tendone-mensa e cucina da campo. L’organizzazione tra istituzioni, enti ed amministrazioni tra cui la Provincia, i responsabili del Consorzio del bacino imbrifero montano, il Comune di Chiuro, la Pro loco e la Protezione civile, ha permesso la buona riuscita dell’esercitazione nonostante molti volontari lombardi, e tutti quelli dell’Emilia Romagna, fossero impegnati nei territori appena colpiti dal terremoto. Dieci i cantieri previsti sul territorio retico dal torrente Tovate a Campovico di Morbegno, alla Valmasino, alla Valmalenco ed agli altri torrenti fino alla Valfontana, quest’ultimo assegnato alla sezione di Como e

che, di conseguenza, ha visto impegnati noi 8 volontari del gruppo di Canzo, nel liberare da piante infestanti e ripulire da rifiuti il torrente omonimo. Come da programma, sabato mattina 9 giugno alle ore 7.30 Roberto, Ilario, Tiziano, Pietro, Ambrogio, Stefano, Federico ed il sottoscritto, eravamo presenti al punto d’incontro per ricevere da Marco, responsabile di protezione civile della nostra sezione, indicazioni ed il programma che ci avrebbe impegnato per l’intera giornata, assieme

al resto dell’ “esercito” di tute gialle ed arancioni. Al termine il risultato dell’opera di intervento era ben visibile dagli alti argini del torrente: arbusti, piante, cespugli e rovi che occultavano il corso d’acqua e costituivano un potenziale pericolo di danni in caso di piena erano scomparsi. Archiviamo soddisfatti questa esercitazione che, per qualcuno di noi partecipanti è stato il “battesimo” ad un intervento di raggruppamento, essendo il primo da quando è iscritto alla protezione civile. Luca 7


BOLZANO, MAGGIO 2012

ADUNATA NAZIONALE DEGLI ALPINI In occasione dell’Adunata a Bolzano, il nostro Gruppo vi ha partecipato unitamente con gli Alpini di Caslino d’Erba; la nostra amica di Valbrona ha voluto essere dei nostri con il marito Gianmaria (ricordate l’articolo su Fratta Todina del trimestre precedente???) e ci ha voluto esprimere i suoi sentimenti a modo suo: in dialetto. Ecco quanto ci ha inviato:

Innanzi tut i Alpin Sem parti a matina bunura, Alpini e simpatizzanti de Canz e de Caslin, a la volta de Bulzan al Raduno Naziunal…(di Alpin). Serum in tanti a visità la cittadina, piena de bandier e i balcun di cà pien de fiur, penne nere e allegria ghera pien tuta la via. Roberto e Gianfranco, i nost capogrup, han catà fo per na a durmi un albergo a Bressanun, che, duma al nom, al dis tucos “Il Cavallino d’Oro”; podum apena di: bravi sem propi trua ben, man trata cumè sciuri. Ma esprim i sentiment l’è propi dificil, quant la dumenega dai 9 ur de matina ai 9 ur da sira, tucc i Regiun d’Italia dal sud al nord purtaven i so gagliardet e strisciun, che tut diseven di Alpin. L’Italia chiama emergenza – necessità de aiut – difesa – gli Alpini semper present, sfilen band, cori, sindic insema agli Alpin, ghe chi che porta un cusin cun su un capel sgualci, forsi del pa o de un amis che l’è na innanz. L’emuziun, l’allegria, la commuziun la sa meseda e pasen i ur senza acorges; finalment sfila la pruvincia de

Com, preceduda de un quader scrivu cui fiur, evviva evviva ghe scià i nost Alpini de Canz e de Caslin. La gita l’è nada innanz, sem na sul giazzè: un panorama de buca verta, marmot e stambec, l’è lì la sua ca, la strada cunt i strapiumb la ga fa tigni al fià. Po a Linz, S. Candit, Cortina, em fa anca la spesa: speck, wurstel che mangiarem in cà de Rosanna e Cesare. E per finì in bellezza un pranzo de lusu con ricchi premi e cotion. Marinella

BOZEN 2012

PER UNA VOLTA “ABBIAMO DIMENTICATO” Quale Alpino, quando ha saputo che l’adunata nazionale si sarebbe svolta a Bolzano, non ha vissuto emozioni contrastani. Bolzano magnifico si torna a “casa”, nei luoghi dove la maggior parte di noi ha “fatto la naja” dove sono nati gli ideali che ci spingono ad essere Alpini; dove i tuoi commilitoni da semplici estranei arrivati da pasi che neanche conoscevi in pochi mesi sono diventati tuoi “fratelli”. Ma abbiamo anche pensato Bozen come ci accoglieranno gli abitanti? saranno restii come quando eravamo militari? ci tratteranno come intrusi che arrivano a disturbare la loro quiete? Insomma alla vigilia nessuno sapeva cosa aspettarsi da questa adunata. Vivendo l’adunata in città sin dal venerdì pomeriggio le perplessità sul trattamento che avremmo ricevuto con il passare delle ore sono sparite. Bolzano ci ha accolto con la sua tipica organizzazione altoatesina, che avrebbe dato il massimo per la sfilata della domenica, e dove incredibilmente tutto si è svolto secondo i 8

tempi previsti, ma anche con tricolori che sventolavano ovunque, e con gli abitanti che venivano contagiati dalla nostra allegria e condividevano le nostre emozioni ed erano meravigliati dalla nostra capacità di aggregazione. Al termine di questa adunata possiamo dire, più che in altre occasioni, che gli Alpini sanno fare cose incredibili, per una volta siamo andati contro uno dei nostri pensie-

ri cardine: “abbiamo dimenticato”. Sì, abbiamo dimenticato le tensioni che ci sono state nel passato, abbiamo dimenticato i preconcetti che alla vigilia ci avevano preoccupato, sulla buona riuscita di questa adunata, Bolzano ha capito il nostro intento e ci ha accolto a braccia aperte facentoci dire che: in questa adunata ci siamo sentiti a casa. Grazie Bozen, viva l’Italia, viva gli Alpini. ViSte


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