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Autorizzazione del Tribunale di Torino n° 88 del 25/09/07 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – DL 353/2003 (conv. In Legge 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 n. 1\2014


Caro collega, Il giorno 17 maggio, giorno del nostro Congresso Regionale, scadrà il mio secondo mandato di segretario regionale. Nell’ultimo numero della rivista, che troverai anche sul nostro sito web, abbiamo riassunto gli eventi sindacali che ci hanno coinvolti ed in cui siamo stati parte attiva. Fare sindacato nel contesto sanitario di questi ultimi anni è stato veramente faticoso ed a tratti sconfortante. La congiuntura economica nazionale è stata sull’orlo di una situazione catastrofale con rischi per la stabilità finanziaria dell’intero Paese. Si sono succeduti interventi di “emergenza”, blocchi stipendiali, attacchi continui alla amministrazione pubblica, vista sempre e solo come una “idrovora” da sforbiciare, con il risultato che la parte “sana” ne ha risentito grandemente, mentre le sacche di inefficienza e di spreco hanno continuato a fare bella (per modo di dire) mostra di sé, anche direttamente nelle aule giudiziarie. Il termine spending review è entrato tristemente nel vocabolario comune e ha

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semplicemente celato il prosaico concetto dei tagli lineari. Le nuove generazioni di medici sono penalizzate e spesso costrette ad emigrare. E’ ormai usuale lavorare sotto organico ed in condizioni di difficoltà. In Piemonte, giunti debolissimi davanti alla crisi degli ultimi anni, abbiamo pagato più di molte altre Regioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo l’unica Regione del Nord a dibattersi in un vessatorio piano di rientro insieme a Calabria, Sicilia, Lazio, Puglia ed a quasi tutte le Regioni del centro-sud. In Piemonte, negli ultimi 20 anni, abbiamo pagato una politica sanitaria in parte miope ed a tratti autenticamente scellerata. Tre anni fa assistevamo nuovamente ad arresti di Direttori Generali, ad un Assessore alla Sanità ai domiciliari ed a nuove inchieste della magistratura. Il grave squilibrio finanziario, la finanza allegra dei “derivati”, il numero ipertrofico di Aziende Sanitarie (sproporzionato rispetto a quasi tutte le altre Regioni), i Piani Sanitari come strumento di futile propaganda, gli innumerevoli fallimenti programmatori, sono un patrimonio comune delle giunte di sinistra e di destra. L’intera classe politica di questa Regione, con pochissime eccezioni, ha sguazzato in modo assolutamente bipartisan nella melma della demagogia con una incontinenza di proclami e di comunicati stampa i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questa ultima amministrazione è stata però di gran lunga la peggiore che io mi ricordi. Abbiamo dovuto confrontarci con


un Assessore della Fiat-Iveco che candidamente affermava di non sapere nulla di Sanità ed un Governatore arrogante e presuntuoso. Da questo orrido connubio sono nate le peggiori iniziative ed i fallimenti più clamorosi. Le Federazioni Sovrazonali, utili solo a rimpolpare il conto corrente dei suoi 6 Direttori con una ricca busta paga, sono una delle tante ideazioni paranoidi della Giunta (illegittima) di questi ultimi 4 anni. Nel solco della precedente giunta di centro-sinistra, sulla Città della Salute di Torino e sui suoi faraonici progetti non è stato concluso nulla (se non la creazione di una azienda totalmente ingestibile), dove si doveva valutare con attenzione si è demolito (Ospedale Valdese), i piccoli ospedali inutili sono in gran parte sopravvissuti grazie ai soliti mercatini clientelari, dell’assistenza territoriale restano macerie: anziani non autosufficienti in lista d’attesa per una RSA da anni, mentre i pronto soccorsi ed i reparti sono traboccanti di barelle anche d’estate. Non si possono elencare con dovizia le scorribande di questa ultima amministrazione sul terreno della Sanità regionale. Ma il nostro sindacato non è stato tra gli attori inanimati (o tra gli ignavi) che sono rimasti a guardare o addirittura a blandire il potente di turno. Abbiamo tenuto su ogni questione e abbiamo randellato (mediaticamente) su ogni sconcezza. Abbiamo denunciato le malefatte, i favori, le incongruenze, le vere e proprie follie partorite da questa Amministrazione e da qualche fedelissimo Direttore Generale.

Ma soprattutto abbiamo sempre dato adeguata assistenza a tutti gli iscritti, in tutte le sedi, fornendo informazioni, consigli e supporto sindacale e legale. L’interesse che abbiamo attirato, anche fuori dai confini regionali, da radio, giornali e televisioni, gli oltre 640.000 contatti unici sul nostro sito web negli ultimi tre anni, dimostrano che una sana voce dissonante, informata e senza pregiudizi politici svolge un preciso ruolo sociale, oltreché sindacale, e si guadagna rispetto e considerazione anche da chi non appartiene alla nostra categoria professionale. La nostra indipendenza di giudizio e l’intenso lavoro al servizio degli iscritti, merito soprattutto dei nostri segretari aziendali e dalla formidabile sede amministrativa di Torino, è stata premiata: gli iscritti all’Anaao Assomed Piemonte sono in costante aumento, rappresentando ormai il 25% di tutti i medici e sanitari del Sistema Sanitario Regionale. Tutto ciò malgrado un inesorabile declino del numero di medici dipendenti che avrebbe sicuramente giustificato un proporzionale decremento. Se, come sembra, avete trovato nella nostra associazione un punto di riferimento ed un senso di appartenenza ritengo di aver svolto adeguatamente il mio compito. A chi mi succederà auguro le stesse soddisfazioni e a tutti voi un grande abbraccio per avermi dato modo di rappresentarvi. Con affetto

Gabriele Gallone

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ANAAO CONT GLI ARTICOLI, I COMUNICATI, GLI EDITORIALI DELL’ASSOCIAZIONE. 4


NTRO

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14 GIUGNO 2011 - La teoria delle finestre rotte: lettera a Cota e Monferino Egregio Presidente Cota e Ing. Monferino, la Sanità si conferma terreno di “scorribande” per soggetti poco raccomandabili che utilizzano le risorse pubbliche a fini personali. Noi vogliamo personalmente accomunarci nel novero delle persone che il faccendiere apostrofava con un edulcorato: “poveri idioti che fanno risparmiare soldi allo Stato”. Nella Sanità girano tanti soldi e il miele delle risorse finanziarie messe in campo dai poveri idioti che pagano le tasse attira da sempre loschi figuri. Voglio però ricordare alle SS.VV che la scarsa credibilità delle istituzioni è determinata non solo dalle notizie provenienti dai Palazzi di Giustizia ma anche dalla incapacità di far rispettare le regole. Pertanto le leggi, le DGR, le circolari provenienti dall’Assessorato e ovviamente anche le norme contrattuali dovrebbero costituire un punto di riferimento irrinunciabile per il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione. Sono ormai tante le segnalazioni che giungono a questo

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sindacato su iniziative di alcuni Commissari che vanno invece in senso diametralmente opposto. Gli impianti normativi e pattizi debbono valere per tutti e debbono essere fatti ri spettare da chi ne ha l ’Autorità. Qualche Commissario ha ritenuto (e tutt’ ora ritiene) di potersi permettere di andare ben al di là del suo ruolo , che è, ricordiamolo, quello di un semplice dipendente della Regione. Pertanto, consentitemi di ricordarVi la “teoria delle finestre rotte”, ovvero quella modalità di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni, le quali, se trascurate e non corrette immediatamente, potrebbero generare fenomeni di emulazione. Trasponendo questo approccio al nostro sistema sanitario ciò significa che, se Voi consentite che i Commissari possano tranquillamente non applicare le leggi, ignorare le disposizioni regionali e le norme contrattuali, si determinerà uno spirito di emulazione che condurrà

altri Commissari a seguire questo pessimo esempio. Tali situazioni determinano nei lavoratori della Sanità la netta percezione che le regole siano ondivaghe e prone ad altri interessi, provocando uno spirito di ribellione verso chi propugna a parole un rigore necessario ma non detiene, a conti fatti, il controllo sui suoi “manager”. Vi sono decine di concorsi in stand-by (o meglio bloccati) per la sostituzione di primari ormai in pensione da tempo (o a ddirittura defunti) e vi sono molti posti vacanti che resteranno tali, con aumento delle ore di straordinario e ridotto utilizzo delle ferie da parte dei medici rimasti, oltre a una miriade di problematiche che stentano a trovare soluzioni concrete. Insieme alla necessità di riorganizzare, di risparmiare, di re-ingegnerizzare e di accorpare sono arrivati i provvedimenti sul blocco del turn-over a cui si accompagnano i tagli lineari e la inevitabile richiesta di “sacrifici”. In questo contesto Vi proponiamo una delle “finestre rotte”, come


esemplificazione di quanto sopra detto, rappresentata da due pagine: una è la circolare che vieta determinate tipologie di bandi concorsuali, firmata dall’Ing. Monferino, l’altra la delibera relativa ad un bando del Commissario della ASL TO2 di cui, tra parentesi, si sta occupando anche la Guardia di Finanza. Questi documenti sono solo un esempio di come le regole possano essere totalmente ignorate senza alcuna conseguenza. Nell’ allegato sono sinteticamente riportate questioni assai più rilevanti che richiedono urgenti contromisure. Tali rilievi sono stati formulati più volte all’Assessore ma senza esito. Siamo pertanto assai preoccupati per una situazione in cui, con l’Assessore agli arresti e il rischio concreto di una possibile anarchia gestionale, ogni Azienda possa adottare provvedimenti svincolati da ogni controllo. Quale possa essere la sensazione che serpeggia tra le migliaia di lavoratori della sanità, inclusi i medici della associazione che rappresento, ritengo non Vi sia difficile immaginare.

TUTTI GLI ALLEGATI SU WWW.ANAAOPIEMONTE.IT 7


10 FEBBRAIO 2011 - Il conflitto di interessi di Zanon

9 MARZO 2012 Scr: uno spettacolo di pochezza

Supponete di essere stato a capo di una struttura semplice (ripeto: struttura semplice, non una struttura complessa). E che per un caso della sorte diveniate uno dei massimi responsabili della politica sanitaria nella vostra Regione. E che in seguito ad una riorganizzazione della azienda in cui lavorate, la vostra struttura (semplice, non un una struttura complessa) venga ricollocata funzionalmente in un altro setting organizzativo. Una veemente lettera di protesta, condita da apprezzamenti assai poco lusinghieri, che “invita” o meglio “consiglia” al nuovo Commissario della tua ex-Azienda è da considerare una indebita intromissione? Qualcosa che abbia a che fare con il cosiddetto “conflitto di interessi?”.

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Dopo la figuraccia del bando SCR abbiamo assistito al campionato regionale dello scaricabarile. Abbiamo appreso dai giornali che, in merito al bando di gara di SCR per il reclutamento di personale da parte di una agenzia specializzata, l’assessorato era all’oscuro. Ma il Presidente di SCR afferma che…. la Regione sapeva. Le ipotesi sono solo due: o questa gara era fortemente voluta dall’Assessorato ma e’ uscita troppo presto o tra SCR e Assessorato (e Regione) non esiste alcun tipo di connessione istituzionale sia essa verbale, scritta, informale o ufficiale. A marzo 2011 Monferino dichiara che entro il 2011 vuole risparmiare trenta milioni di euro sui costi del personale, la Regione e’ sottoposta a piano di rientro e spunta un bando da trenta milioni e rotti insistente su questa voce di costo. E’ evidente che qualcuno non la conta giusta. Ma se anche queste pelose arrampicate sui vetri bilaterali del “non sapevo, non credevo, non ce l’hanno detto” fosse vera, ne esce un quadro di gestione manageriale e di controllo di una sciatteria e di un dilettantismo senza pari. Nel privato sarebbe capitombolata qualche testa. Il nostro vergognatevi! e’ quindi piu’ che mai attuale. Va ricordato ai deboli di memoria quanto affermato più volte da parte dell’attuale Assessore Monferino fin dai suoi esordi come Direttore della Sanità. Tagli lineari, turn over al 50%, blocco dei contratti atipici. E infatti, la settimana scorsa, esce un bando per fornire figure professionali tra le più disparate, tutte con forme atipiche di contratto dall’importo stratosferico di 30 milioni di euro. Proprio quello che si voleva risparmiare in un anno (il 2011) per TUTTO il personale impiegato in sanità. L’Assessore però non sapeva. Qual è il modello di governance dell’Assessorato alla Sanità se un ente strumentale come SCR può bandire una gara in totale autonomia cancellando 30 milioni di “risparmi” faticosamente ottenuti impedendo il turn over di figure fondamentali per l’assistenza? Un modello pessimo ovviamente. Ma quello che non ci convince per niente è non solo lo stuolo di amministrativi oggetto del bando, ma soprattutto il fatto che più di un terzo delle ore con le quali si ipotizzava il fabbisogno di amministrativi sia riservato a personale di basso livello. Il più basso possibile: il IV livello. Personale di cui le aziende non devono avere un gran bisogno a meno che dietro a questo “fabbisogno” ci siano altre necessità e altre motivazioni. Come poi i “maghi” di SCR possano pensare di scavalcare graduatorie bloccate di concorsi pubblici per utilizzare interinali è un fatto che dimostra l’inadeguatezza di tali soggetti. Soggetti pagati per lavorare a una gara (tempo lavoro) pagati dalla amministrazione pubblica (la Regione) che ora afferma che quella gara non serve. Soldi buttati. Insomma, se i dipendenti di SCR avessero giocato al solitario o al sudoku sarebbe stato uguale. Ora passiamo a SCR. Cui prodest? Circa 4,7 milioni di euro, 51 dipendenti. Voluta da Bresso (e votatissima dal PD), contraria alla sua istituzione Lega e PDL, poche settimana fa è stato bocciato un ordine del giorno per la sua chiusura (proposta da Vignale consigliere “dissidente” PDL). Chi ha votato a favore di tale ordine del giorno? Udite udite: il PD e i 7 dissidenti del PDL. E chi ha votato contro la chiusura? Udite Udite: Bresso (almeno quello..), Lega e il resto del PDL. Ma che coerenza!

16 MARZO 2012 -V amminsitrativo e

Il “comandante” Monferino, co minato dal Governatore Cota, ci ha fatto risparmiare già 13 di euro “fatto mai avvenuto in colui che sta rimettendo a pos della sanità piemontese (in rea zando i fornitori delle aziende che aspettano di essere pagati e r gli organici all’osso con i blocc over), colui che aveva dichiarato gistrato, riportato dai giornali, te in tutte le uscite pubbliche) c troppo personale” ha in mente d re” 31 milioni di euro dei soldi aggirando le leggi dello Stato, p per fessa la Corte dei Conti e ent novero degli amministratori “cre le Regno delle due Sicilie, facen re una gara da SCR (la famigera di committenza regionale già sot della Magistratura) per “affidar zio di somministrazione lavoro determinato a favore delle Az Servizio Sanitario per la durata d nonchè le prestazioni dei servizi si (attività di ricerca, selezione, ne e gestione del personale richi Amministrazioni contraenti). A cosa serve questo bando di ga Ad assumere di fatto personale determinato in qualifiche pro del ruolo amministrativo (ma n Ma non erano troppi? Ma non b tagliare? Ma non si doveva rispa La tabella con le qualifiche richie vate nel capitolato tecnico allega Vorremmo però segnalarvi che sanitarie dovrebbero aver bisogn

- 144.000 ore per il profilo diutore amministrativo (cat – commessi, addetti alle f per essere prosaici); - 17.300 ore per il profilo di re-tecnico magazziniere; - 11.000 ore per il profilo d tore amministrativo esperto ria BS equivalenti di fatto a 1) - 5.600 ore per Operatore specializzato servizi sanitari - 12.000 ore per operatore t conduttore caldaie a vapore da mandare tutti alle Moli evitare l’ibernazione dei rep - 116.000 ore per assistenti strativi (categoria C); - 18.000 ore per assistent (categoria C); - 5.000 ore per assistente tec ometra (categoria C);


, come denoota, colui che 130 milioni o in passato”, posto i conti realtà stroznde sanitarie ti e riducendo locchi di turn rato (tutto rei, telemetrato e) che “c’era te di “bruciaoldi pubblici, o, prendendo e entrando nel “creativi” sticendo bandigerata società à sotto la lente idare il servivoro a tempo Aziende del ata di 24 mesi, vizi commesne, formazioichiesto dalle . i gara quindi? nale a tempo professionali ma non solo). on bisognava isparmiare? chieste la trolegato. che le aziende sogno di:

filo di coacategoria B e fotocopie di Operato-

o di coadiurto (categoo al profilo

- 6.000 ore per collaboratori amministrativi (categoria D); - 8.000 ore per collaboratore tecnico professionale esperto (categoria DS); Il bando avrebbe anche lo scopo di reperire personale OSS per 385.000 ore, infermieri per 426.000 ore , infermieri pediatrici per 15.000 ore, ostetriche per 61.000 ore, educatori professionali per 5.000 ore, assistenti sociali per 5.000 ore e tecnici di radiologia per 12.000 ore. E’ interessante notare che l’insieme delle ore necessarie per “acquistare” personale per fare fotocopie, occuparsi di burocrazia assortita, per far fare disegni ai geometri, gestire lo scatolame nei magazzini è pari a 325.617 ore, numero di poco inferiore alle 385.000 ore stimate per far fronte alla disastrosa situazione degli OSS in Regione e pari a 3/4 il fabbisogno di ore per infermieri. Molti sono gli interrogativi che emergono da questo indecente bando di gara: - Viene aggirato il blocco delle assunzioni, il tetto alle spese di personale, i richiami della Corte dei Conti, le leggi dello Stato e viene soprattutto aggirato il buon gusto - Si contraddice clamorosamente l’affermazione roboante del “sub-comandante” Monferino che prospettava una vera e propria ecatombe a carico del personale, a suo dire, in eccesso - Si afferma il principio della precarizzazione a carico soprattutto del personale sanitario richiamato nella delibera ovvero, sicuramente per gli infermieri, il ritorno dei famigerati “gettonisti” - Si apre la porta alla raccomandazione, magari di qualche politico zonale, provinciale, regionale, di qualsivoglia schieramento, che potrà magari inserire qualche amichetto senza passare attraverso un concorso pubblico

Scandoloso il capitolo sulla sorveglianza sanitaria dove si afferma che:”nel caso in cui il giudizio di idoneità alla mansione specifica espressa dal medico competente sia con limitazioni o prescrizioni, l’Azienda ha la facoltà di richiedere la sostituzione del prestatore di lavoro”. Stesso discorso per maternità e malattia i cui costi saranno a carico della Agenzia (paragrafo enti tecnici 4.1 e 4.5 del capitolato). Scommettiamo che in caso di malattie intercorrenti o una tecnico ge- maternità il soggetto verrà rapidamente preso a pedate nel sedere dalla Agenzia

ore tecnico tari; re tecnico – ore (magari Molinette ad reparti?) nti ammini-

stessa? Ma gli interrogativi non si fermano qui. L’amministrazione pubblica (punto 5 del capitolato) delega in toto l’aggiornamento professionale di tale personale alla Agenzia stessa (quindi binari separati e non si capisce il perchè tra lavoratori della stessa amministrazione). Soprattutto pare di capire che tutta questa messe di personale amministrativo dovrebbe lavorare per le federazioni sanitarie (mai nominate) e non si capisce perchè non si possa “efficientare” il sistema facendo lavorare meglio il personale già assunto, formato, specificatamente impiegato in aziende sanitarie da molti anni. Probabilmente l’intento è di creare un “ranch” di personale di cui disporre a piacimento, tenuto sotto “garrotamento” del posto precario, alle dirette dipendenze dei capi federazione. Per il personale sanitario non si può che constatare che se c’è bisogno di 700.000 ore (circa 450 unita di personale tra OSS e infermieri) non sarebbe meglio evitare di passare da una agenzia di somministrazione di personale? Infine una ultima domanda. Come sono state definite le ore necessarie per ogni profilo professionale? Non si sa. E’ un criterio “orientativo”. Quindi, tradotto, un chiaro esempio di dilettantismo. Siamo certamente più bravi noi a calcolare quante ore può servire una badante per un anziano che aspetta il posto in una RSA. Oppure calcolare le ore necessarie per una donna delle pulizie. I fenomeni della SCR stabiliscono criteri orientativi per le ore necessarie alla assistenza e alle attività amministrative buttando giù quella tabella indecorosa. Che ci costerà però trentuno milioni di euro, per ingrassare probabilmente qualcuno dei vincitori del bando e peggiorare ulteriormente il bilancio regionale. Attenzione però: il bando è già uscito ma nessuna conferenza stampa è stata indetta per comunicare questa scelta. Per i proclami si ha sempre tempo, per queste sconcezze no. Noi vi abbiamo informato. E vi alleghiamo tutti i documenti del bando. Perchè il silenzio è il miglior complice della cattiva gestione. Inciso finale. Se alla FIAT, con amministrativi in numero adeguato o sovrabbondante, fosse venuto in mente a qualcuno di bandire una gara di questo tipo, l’ideatore sarebbe stato probabilmente mandato al reparto verniciatura di Mirafiori. Agli azionisti non sarebbe piaciuto. Anche noi siamo azionisti del nostro sistema sanitario.

Tagli a noi, soldi e favori alla banda bassotti. Così, un’altra volta, la Sanità piemontese mette a segno un altro punto nel campo della corruttela dilagante. Appalti truccati, concorsi truffaldini, turbative d’asta e tanta arroganza. L’Assessorato alla Sanità usato come una “passaporta” di Harry Potter dove si convogliavano gli interessi privati organizzati da un filibustiere che era il braccio destro dell’Assessore (considerato come il “vero” Assessore dai figuri di contorno). Tutto questo mentre alcune “facce di tolla” ci chiedevano sacrifici inevitabili. Sacrifici che in parte andavano a riempire le tasche e le pance di questi briganti dei soldi pubblici. Ora abbiamo un Assessore dimissionario e sette signori che ceneranno tra quattro mura con le sbarre alle inferriate. E’ una magra soddisfazione, ma è perlomeno soddisfacente che la nuova banda bassotti della Sanità piemontese sia stata assicurata alle patrie galere.

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25 MAGGIO 2011 - Siete dei banditi! Scandalo in Regione: l’assessore si dimette

-Vergognatevi! Bando di gara per assumere personale o e sanitario a tempo determinato per 31 milioni di euro


Insieme per Bresso, Uniti per Bresso, Lista Bresso, Bresso Hip Hip Urrà. Le presenze sono un optional?

30 SETTEMBRE 2012 Nel magma che travolge il Consiglio Regionale del Piemonte (ma, attenzione, non è lava, puzza in maniera troppo caratteristica) non possiamo sottacere lo scandalo dei monogruppi. Purtroppo il mio stomaco è già stato messo a dura prova dal peregrinare quotidiano che faccio tra i giornali della mattina e quindi tale scandalo non mi è nuovo. Solo che adesso molti di più lo conoscono perchè finito nel calderone dei privilegi della casta. Basta leggere uno dei tantissimi articoli (io prediligo Rizzo e Stella su Corsera, puntuali e documentatissimi) su questo argomento. Il 22 dicembre 2011 avevamo pubblicato questo articolo comparso sul Corriere della Sera a firma di Sergio Rizzo. Il giornalista si sentiva un po’ preso per c… da tal Abruzzese

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(ex noto Presidente del Consiglio Regionale Lazio) che annunciava trionfalmente la messa al bando dei monogruppi consiliari. Va da sé, sempre dalla legislatura successiva. Infatti all’ex Consiglio Regionale del Lazio esistevano 71 persone con 17 gruppi, quattro composti da due persone e 8 da un solo individuo (ovvero Presidenti di se stessi). Ovviamente ogni Presidente ha diritto (aveva) ad una indennità aggiuntiva, auto di servizio, segretari ecc. In Italia, alla fine dell’anno scorso esistevano 75 gruppi unicellulari, ognuno con i suoi privilegi (inarrivabile il grande Molise con i suoi nove monogruppi). A leggere l’articolo non si capisce perchè la Polverini invece di appendere manifesti non vada a nascondersi in una fratta. Ma soprattutto nell’articolo si citava già l’anomalia presente anche nel Piemonte: Mercedes Bresso era

l’unica “monopersona” a cui facevano capo due “monogruppi”, uno capeggiato da lei stessa e l’altro dal consigliere Stara. Uno chiamasi “Insieme con Bresso” l’altro “Uniti con Bresso”. Dal sito del Consiglio Regionale risultano gli uffici in piani diversi e ovviamente ogni monogruppo bressiano moltiplica (raddoppia) i finanziamenti, spese per funzionamento ecc. (89.533,02 euro nel 2012 per il gruppo monocellulare capeggiato da Bresso, altrettanti all’incirca per l’altro - vedi link del sito bressiano). La cosa più interessante che riguarda l’ex Presidente della Regione (e che basterebbe a cancellarla dalle liste elettorali) è il numero scandaloso di assenze . Evidentemente per stare Uniti e Insieme con Bresso bisogna almeno sapere dove trovarla.


26 OTTOBRE 2012 - La bella vita del dott . Zoccolante Ore 9.00. La sveglia suona. Il medico Paolo Zoccolante si alza stancamente dal suo letto e si avvia verso il bagno. In casa tutti sono già usciti, chi a scuola, chi al lavoro. Anch’egli deve andare in ospedale ma senza tanta fretta. Doccia, barba, funzioni corporali, denti e poi, lentamente, il rito della vestizione. Scelta della camicia, della cravatta, l’abbinamento dei calzini. E poi via verso il nosocomio. Ma non quello dove abitualmente lavora (per modo di dire) ma verso un altro ospedale, situato molto più lontano, a circa 150 km da Torino (diciamo Domodossola) perché deve salutare il responsabile della struttura semplice del day hospital di medicina interna. Quattro chiacchiere tra colleghi, scambi di vedute, una sana immersione nella scienza pedemontana. Un pranzo insieme e poi, un giretto su per le valli soprastanti e una sosta rilassante alle terme di Premia, sopra Crodo. Sauna, bagno turco, cromoterapia, massaggi. Al “lavoro” il nostro medico è atteso domani, con un turno mattutino, dalle 10.00 alle 16.00 (inclusa pausa di un’ora e mezza) per discutere della utilità della firma elettronica per le richieste di esami nella sua struttura. Tutti i colleghi partecipano al consesso e la discussione, come potete immaginare, sarà gravosissima. Il mattino dopo però il Dott. Zoccolante passa dall’ufficio personale presentando una “autocertificazione” in cui attesta di essere stato nel paese dei “Non so chi” nella provincia di “Chi non so” a curare alcuni extracomunitari con la lebbra nella locale sede della Caritas. Poi “autocertifica” di essersi spostato nella località “seconda stella a destra” per deporre una corona di rose al Santuario di Oropa a nome dell’Ospedale. Solertissima, l’impiegata accredita, con un ampio sorriso, 122 euro per la fatica improba e altri 800 di rimborso chilometrico. Sono 1.600 km “autocertificati” dato

che al ritorno Peter Pan e Capitan Uncino si fronteggiavano davanti ad un cantiere della TAV e il Dott. Zoccolante ha dovuto fare il giro lungo. Alle 13.50, in ampio ritardo rispetto all’inizio della riunione “conoscitiva” sull’uso della firma elettronica, il Dott. Zoccolante firma il registro delle presenze e dopo aver salutato alcuni sodàli, cincischiato sul cellulare, cazzeggiato sull’Ipad, assentatosi per un caffè e sbuffando per la noia, esce dalla sala riunioni firmando alle 15.30 il registro con l’ora di uscita. Il suo pensiero va subito al fardello intellettuale che ha dovuto sorbirsi e che è pure malcompensato: “che palle ste’ riunioni. Per 122 euro di misero gettone. Ora parlerò al Direttore Generale per aumentarcelo”. Il giorno dopo il Dott. Zoccolante dovrebbe fare il giro visita, ma, fortunatamente, gli sovviene che è giorno di udienza papale a Roma. Visto che ogni anno l’Azienda ospedaliera paga 8 viaggi aerei per Roma e 3 per Ginevra alla sede dell’OMS, organizza una bella carovana di cardiologi, oncologi e internisti per omaggiare il Santo Padre. Comunica all’OSRU l’attività formativa autocertificando che trattasi di “momento di somma contrizione per le fragili anime dei medici dell’Azienda commisurato al gravame etico-deontologico della professione”. La solerte e sempre sorridente impiegata dell’OSRU, attesta che la motivazione è addirittura commovente e prenota 30 posti sull’Airbus Alitalia delle 14.30, fermando 30 camere doppie all’Hotel Villa Pamphili. Arrivo a Roma alle 16.00, aperitivo, cena tipica al ristorante trasteverino “Franza o Spagna, purchè se magna” e, il mattino successivo, trasfert verso il Vaticano per contrirsi, di fronte al soglio di Pietro, del mal di panza della pantagruelica cena della sera prima. Il giorno dopo, rientrati in ospedale, i 30 medici portano le ricevuta del ristorante, dei taxi e

delle camere d’albergo ricevendo un pronto accredito sui conti correnti relativo ai rimborsi (oltre ai 122 euro cadauno di gettone), tramite una sorridentissima addetta dell’Ufficio ragioneria. Quattro giorni dopo il viaggio in Valle d’Ossola, il Dott. Zoccolante ha un giro visita. I turni dei medici nell’Azienda Ospedaliera mista “MCMC” (acronimo di MaCheccefrega MaChecceimporta” sono circa 8 al mese (gettonati beninteso) ma non è obbligatorio per nessuno di loro. Si può entrare in ritardo, interrompere le visite, uscire prima del previsto, decidere di leggere il giornale oppure non andarci per niente. Tanto lo stipendio arriva ugualmente, ed è un bello stipendio, e piuttosto che fare la visita uno può sempre farsi un giro per le amene località delle valli piemontesi, “autocertificando” che ha partecipato ad un “congresso sull’uso dei fiori di Bach nel dolore perineale” e prendendo magari il treno che costa meno e “autocertificando” che ci si è smazzati 1.000 km in macchina. Il Dott. Zoccolante ricorda sempre con piacere anche quando fu ospite di un collega del Ministero della Sanità per una settimana a Sestriere “autocertificando” per cinque giorni consecutivi che egli era in missione presso l’ambulatorio territoriale di Oulx e intascando, tra una pista rossa e una nera (e magari anche una “bianca” alla sera), una bella cifretta. Oppure quando “autocertificava” di essere all’incontro “Esegèsi della iconografia anatomica nella Calabria del Cinquecento” mentre sguazzava a Stintino pubblicando le foto su Facebook. Che figata! Insomma, è un bel vivere, l’unico problema è che il contratto è quinquennale e non rinnovabile automaticamente. Però c’è anche la buonuscita, il vitalizio, gli inchini dei funzionari, i baciamani dei turiferari, un orario comodo, libertà di scegliere come passare le giornate, insomma una pacchia. E poi il Primario è uno di noi, ci blandisce, ci aumenta i gettoni, i viaggi, non ci rompe le palle se usciamo prima dal giro visita (come è giusto che sia perdio!). I pazienti? Machissenefrega.

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Le agghiaccianti parole sugli hospice “Personalmente, poi, sono contrario agli Hospice: mi pare una crudeltà mandare lì i pazienti dicendo loro “sei morto”. Ma questo è un parere personale” Paolo Monferino, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Credo che l’Ingegnere forse volesse essere solo provocatorio. Immagino che egli intendesse affermare che mandare un paziente in un hospice sia una implicita dichiarazione di fallimento del sistema che “manda a morire” i pazienti in una specie di “cimitero degli elefanti”. Non che questa interpretazione apparentemente edulcorata sia meno dura, ma cerco di capire perchè possa aver detto una tale bestialità. Forse sarebbe meglio gestire la malattia incurabile a casa, tra i famigliari e gli amici, con infermieri adeguatamente formati, psicologi, medici esperti in cure palliative e la possibilità di avere il materiale sanitario necessario per tutte le esigenze. Ma forse, anche in quest’ultimo caso, il peso di un malato terminale non sarebbe comunque sostenibile: perchè le famiglie sono già in difficoltà per altre problematiche, perchè in quella casa ci sono già malati o anziani, perchè ci sono bambini piccoli da accudire o da portare a scuola o perchè i famigliari lavorano e debbono sbarcare un difficile lunario o perché, semplicemente e comprensibilmente, il carico emotivo per i famigliari può diventare (magari dopo mesi e mesi) praticamente intollerabile e psichicamente destruente. Le famiglie facoltose si costruiscono l’Hospice in casa, o ne attrezzano uno in una struttura privata. Chiunque lo farebbe, se avesse grandi spazi e grandi risorse economiche. Chi non può (ovvero la maggioranza, quelli che, per intenderci, per far dare l’estrema unzione chiamano il parroco più vicino e non direttamente l’Arcivescovo di Torino) utilizza l’Hospice pagato dalla collettività. Le condizioni dei malati terminali gestiti a domicilio sono tutt’altro che idilliache. L’assistenza territoriale è in grave difficoltà, quasi in condizioni terminali (prendendo a prestito la infelice esternazione di cui sopra: qualcuno la sta mandando a morire). Ecco perchè il ricovero in un hospice è l’unica alternativa al ricovero ospedaliero e al molto più frequente accesso al pronto soccorso dove si somma il dolore di attendere fuori da una porta, accanto al proprio caro, che venga impostata una terapia antidolorifica più efficace o inserito un sondino per l’alimentazione, un catetere per un globo vescicale o una cannula per la terapia endovenosa. E’ terribile gestire un familiare che alle 3 di mattina supplica di avere più morfina o che piange e si dispera perchè non ha saputo trattenere le proprie feci ed urine. Non è piacevole nemmeno chiamare il 118 per un trasporto d’urgenza nel pieno della notte fino al girone infernale dei nostri pronto soccorsi già oberati di pazienti che non si sa più dove ricoverare. Scelta dettata dalla disperazione, dalla paura, dalla speranza di poter alleviare le sofferenze di chi non si sopporta di veder soffrire. Ci dica Ingegnere, come e dove dobbiamo gestire questi esseri umani, badando innanzitutto a controllare il loro dolore fisico e spirituale, a consolare i famigliari e a garantire dignità a tutto questo. Oppure, con le sue parole Ingegnere, ci dica come e dove “mandarli a morire”, perchè purtroppo è pur vero che molti di loro non ce la faranno, ma sicuramente a nessun medico o infermiere o a nessuno dei suoi predecessori sarebbe mai venuto in mente di usare questa frase tremenda e vergognosa. E’ sicuramente una crudeltà dire una frase del genere ad un paziente. Siamo d’accordissimo. Credo che i kapò dei campi di concentramento dicessero più o meno cose simili prima di far entrare donne, vecchi e bambini nelle camere a gas. Ma sappia che non siamo nazisti della ultima ora. Abbiamo un codice deontologico. Un senso della morale. Siamo Medici e Infermieri. Mica Ingegneri. Della sua dichiarazione condivido solo l’ultima parte, quella in cui Lei afferma: “Ma questo è un parere personale”. Peccato che sia il parere personale dell’Assessore alla Sanità in persona. Avrei preferito sentirlo dire a 1.000 o 10.000 cittadini ignoranti piuttosto che al responsabile della sanità regionale. Ma questo è un parere personale.

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FALLIMENTO REGIONE PIEMONTE Siamo falliti. “Tecnicamente” falliti. Parola dell’Ing. Monferino. Alla audizione presso la commissione Bilancio della Camera la frase dell’Assessore alla Sanità fa scalpore. Il 19 dicembre tutti i giornali, anche il Sole 24 Ore, si buttano a babbo morto sulla notizia. Serpeggia il panico. Le smentite arrivano ma non convincono. “Ma gli stipendi non sono a rischio”. Il che vuol dire che lo sono. Lo sanno tutti che le aziende vanno avanti solo grazie alle anticipazioni di cassa delle tesorerie gestite dalle banche. E questo é un brutto segno. Ma lo é da diverso tempo. “L’ho detto in un contesto particolare, la situazione era molto vivace”. Cosa voglia dire “vivace” non si sa. Forse in commissione c’era un happy hour e musica a tutto volume. Fondamentalmente l’Ingegnere avrebbe sostenuto la tesi che se i fornitori, contemporaneamente, vantando crediti per 1,8 miliardi, chiedessero alla Regione di saldare i debiti, non vi sarebbe altra conseguenza che l’accartocciamento finanziario del Piemonte e dei piemontesi. L’Ingegnere non ha evidentemente compreso la dinamica delle poste finanziarie attive e passive. O piú semplicemente non ha mai vistoMary Poppins. In una scena famosissima, a causa della riluttanza del piccolo protagonista del film a sganciare al vecchio bavoso proprietario della banca il suo scellino, si diffonde il panico. I risparmiatori, credendo che le urla del bimbo che grida “ridatemi i miei soldi”, presagisca una mancanza di liquidità, chiedono contemporaneamente di ritirare i loro risparmi scatenando il caos. Gli sportelli chiudono e chiudono anche i portoni della banca con centinaia di persone furenti che vogliono indietro i loro soldi. Scene cosí si sono viste nel ‘29 a Wall Street, in Argentina e in tutti i casi in cui una crisi di liquidità improvvisa fa collas- sare il sistema finanziario. Dovrebbe essere noto all’Ingegnere che neppure Intesa San Paolo, Unicredit, Deutsche Bank e qualsivoglia azienda (inclusa la Fiat) o Stato (compresa Germania, Francia e Inghilterra), si salverebbero dal collasso finanziario se contemporaneamente tutti i creditori o titolari di titoli di stato chiedessero di riavere indietro i loro soldi o non intendessero piú investirne. L’ipotesi, come ipotesi, ha una certa veste di intellegibilità ma, dal punto di vista razionale assomiglia molto alla nota e sgangherata ipotesi “se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram”. In via “teorica” é sufficiente quello che si afferma nella aule della facoltà di Economia agli studenti o che si vede oggigiorno in Grecia. In pratica sarebbe meglio attivare sempre il “servofrenulo” ovvero quel sistema logico-meccanico che garantisce il blocco della lingua, tenuta alla base della bocca dall’omonimo frenulo per l’appunto, senza prima aver elaborato, non solo pensieri, ma anche la opportunità di sillabarli in pubblico. Quello che é accaduto dopo lo avete letto dai giornali e sul nostro sito (vedere rassegna stampa regionale). Conferenza stampa di Cota e Monferino e dichiarazioni tranquillizzanti: il Piemonte non é fallito. Mi sono ricordato del film “La leggenda di Al, John e Jack” dove Aldo Baglio faceva la parte di un poveraccio affetto da una amnesia a breve termine la quale determinava la totale scomparsa di ogni ricordo se egli si addormentava. Dalla dichiarazione di “fallimento tecnico” a quella opposta é passata effettivamente una notte. Terra florida di casi eccezionali. Dallo smemorato di Collegno allo smemorato di Corso Regina Margherita. Siamo comunque fortunati. Pensate se l’Ingegnere avesse avuto il ruolo di Mario Monti. Conferenza stampa del Presidente del Consiglio Ing. Monferino, spread a 540, investitori istituzionali in fibrillazione, speculatori e fondi predatori pronti a puntare sulla insolvibilità del paese, agenzie di rating con i cannoni carichi di triple B e tripli “meno”: “In un contesto cosí vivace voglio comunicare che l’Italia é tecnicamente fallita”. Sarebbe stata una genialata… o no?

L’ASSESSORE NON HA VISTO MARY POPPINS

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30 SETTEMBRE 2012 Lettera del gruppo consigliare del Partitto Democratico Pacata risposta dell’Anaao: “Non siamo scemi“ Ricevo proprio venerdì una lettera, con tanto di logo del Consiglio Regionale del Piemonte, da parte del gruppo consiliare del PD. Essendo una specie (minore) di personaggio pubblico ho anche questo tipo di privilegi. Ecco l’incipit: “L’esplodere dello scandalo alla Regione Lazio ha portato in molte Regioni ad una accelerazione dei provvedimenti di taglio dei costi della politica. Questo è accaduto anche in Piemonte. Sarebbe però sbagliato mettere sullo stesso piano le forze politiche, quelle che finora avevano fatto resistenza ai tagli e quelle che invece hanno da tempo premuto perché i tagli passassero. Dopo seguono una serie di bla-bla-bla (chi vuole leggersela tutta può consultarla qui) con tutta una serie di iniziative legislative per abolire privilegi e rimborsi presentate dal 10 maggio 2010 (attenzione alla data). Allegate alla lettera tutte le proposte di legge (che vi risparmio). Dopo aver letto con attenzione la mail ecco la articolata risposta del Segretario Regionale ANAAO del Piemonte che ritengo possa adeguatamente rappresentare il sentimento comune degli iscritti: “Molto precisi. Mi sovviene una domanda. Visto che nella precedente legislatura eravate maggioranza, come mai non avete approvato tutte queste belle pensate? Ho notato infatti che tutte queste idee vi sono uscite solo dal 2010 in poi. Siete fuori tempo massimo. Non siamo tutti scemi cari Signori. Cordiali saluti Gabriele Gallone

LE REAZIONI DEGLI UTENTI DEL SITO

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31 OTTOBRE 2012 Aperto il mercato delle vacche: una nuova emodinamica a Domodossola con gli orari di una scuola elementare Si chiudono le emodinamiche per risparmiare, ma se ne aprono di nuove completamente inutili. Il testo del documento del DG di Verbania ai Capi Dipartimento, inviato il 23 ottobre dal Direttore Generale Giacoletto, evidenzia chiaramente la schizofrenia programmatoria prona a interessi di bottega (o meglio di bettola pre-elettorale). Leggendo il documento riservato ai Capi Dipartimento e di cui siamo venuti in possesso, emerge chiaramente lo scambio: riconvertiamo il punto nascita e vi facciamo l’emodinamica. Anche se non serve a niente, se non ce l’avete mai avuta e tutti dicono (tra cui gli “eminenti cardiologi” citati ieri da Monferino in Consiglio Regionale) che é altamente sconsigliabile aprirla. Basta andare a pagina 19 di questo documento per verificare che l’emodinamica nuova costerebbe (udite udite) 4 milioni e duecentomilaeuro tra personale e attrezzature. Che sarebbe “inizialmente” in funzione in orario 8-16 dal lunedi al venerdi (obbrobrio). Quindi la stessa apertura della scuola elementare dove va mia figlia. Che peró non fa angioplastiche perché ora é troppo impegnata nella comprensione dell’alfabeto. Ma che a regime sarà aperta h24 (l’emodinamica, non la scuola di mia figlia). Ovviamente a regime non ci andrà mai

dato che é sufficiente che apra prima delle elezioni politiche in un territorio caro ad alcuni consiglieri regionali (Cattaneo per la Lega e Reschigna per il PD, mica bruscolini: il primo é Presidente del Consiglio Regionale, il secondo é capogruppo del PD). A Domodossola é sindaco Cattrini per il PD andato al ballottaggio con una fortissima Lega. In cambio si chiude il punto nascita (che non si capisce perché sia ancora aperto). Mi ricordo quando l’Assessore Ferrero passó un guaio (uno tra i tanti…) per il caso della emodinamica di Chivasso (Direttore Generale Secreto, indagato anche lui). Caso molto simile. La DGR sui requisiti delle emodinamiche fu modificata appositamente per permettere a Chivasso di poter aprire una emodinamica totalmente fuori dagli standards europei e dall’impianto generale della DGR stessa, la quale raccomandava assolutamente una funzionalità H24. Anche in quel caso i motivi erano una semina elettorale. O altri, chis-

sà. Attendiamo fiduciosi che le persone coinvolte lo spieghino al collegio giudicante durante il processo che si svolgerà a Torino. In questo caso, molto molto simile, si preannuncia l’apertura di una emodinamica al di sotto di tutti gli standards, soprattutto quelli di buon senso. L’Ingegnere e i suoi fidati corazzieri dell’Aress, ci vogliono spiegare il senso di spendere altri soldi per aprire una emodinamica con queste caratteristiche? In una zona che non consentirebbe di trattare un numero sufficiente di casi per garantire parametri di sicurezza? Per fare campagna elettorale é necessario buttare i soldi dei contribuenti cosí? E se veramente venisse aperta, non vi sarebbero delle analogie troppo evidenti che potrebbero indurre la Procura di Verbania ad indagare un po? (speriamo). Ma no! É zona disagiata, si sa. Zona montana. Allora apriamo emodinamiche anche in Val di Viú già che ci siamo. E perché no anche in Valle Argentera.

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Fine delle Federazioni: il fal

Federazioni addio: tocca a Scr Tutto cambia affinché nulla cambi. Dopo la morte annunciata delle Federazioni sanitarie, fiore all’occhiello della manovra Cota-Monferino, adesso arriva la loro fine definitiva. E’ stato infatti presentato il disegno di legge dell’assessore Ugo Cavallera che prevede la soppressione delle federazioni entro il primo gennaio del 2014. E mentre le questioni legate alla logistica e dei servizi tecnici e amministrativi tornano di competenza alle aziende sanitarie locali, appalti e acquisti saranno centralizzati e affidati a Scr Piemonte. La preventivata rivoluzione del Tavolo Massicci, dunque, risulta strozzata e non priva di ombre e punti poco chiari. Innanzi tutto, affidare a Scr gli acquisti e la gestione di appalti delle Federazioni sembrerebbe un modo diverso per chiamare la stessa cosa. Senza considerare le diverse posizioni, e spesso contraddittorie, espresse sulla società di committenza regionale dalla politica piemontese: voluta dalla giunta Bresso nel

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2007, che nel 2012 si batteva per chiuderla insieme a Pdl e Lega e ora di nuovo utile. Ma i dubbi su Scr non sono solamente sul piano del dibattito politico. La stessa Mercedes Bresso lasciò nel Cda della società Piero Gambarino: indagato nello scandalo sanità che in seguito travolse Cota e l’allora assessore Caterina Ferrero. E poi c’è la questione dei concorsi. Nella primavera del 2012, infatti, l’ex assessore Paolo Monferino cercò di aggirare le leggi dello stato e il blocco delle assunzioni, facendo bandire Le federazioni non fan una gara proprio da Scr per assumere personale a tempo Abbiamo letto la dichiarazione di Mo te in grado di determinare con la lor determinato. MILIONI di euro. É clamorosament Insomma, una decisione che miracolo di reingegnerizzazione orga lascia aperti numerosi interro- colossale. Finora le Federazioni sono e un bel pó di ristrutturazioni, gativi, tra tutti, come da abi- anno) ove i dirigenti potranno “coordinare” tudine, quello sull’effettiva sarebbero operative (a Cuneo grazie utilità e sul millantato rispar- di otto mesi dalla trionfale “annunci regionali, é un ammasso di cad mio. Un altro accentramento tenze aggiudicata. Le rinegoziazioni sono all’acqua di rose: il rischio è nazionali. Nessuna federazione puó d il ripetersi del modus operan- pre le fonti. Dovrebbero avervelo ins paginetta orlando un comunicato stam di ai tempi delle Federazioni, si sono allungate dopo la chiusura del quando il millantato accen- anche alcuni consiglieri della opposiz tramento veniva sbugiardato salvifico di svendere gli immobili del sulenza Luppi, i cui conflitti di intere dalle continue negoziazioni che dovrebbero essere trasparenti pro quello dove lavora ora. Come per i co fatte dalle aziende sanitarie.

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allimento di Cota-Monferino Ancora soldi buttati per le Federazioni. Perchè?

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anno risparmiare: noi lo sapevamo già

Monferino sui risparmi che “in pochi mesi” le Federazioni sono staloro oculata azione nelle gare e nelle rinegoziazioni. Addirittura 13 ente FALSO. I giornalisti si sono tracannati tutto d’un fiato questo ganizzativa rimbalzando sulle testate di mezza Regione questa bufala no costate lauti stipendi ai 6 Direttori (circa un milione di euro in un ni, scrivanie, sediole e cadreghini per le variegate corti dei miracoli re” i quattro gatti che saranno loro attribuiti. Solo ora, le Federazioni ie agli ordini di servizio perché nessuno ci voleva andare). Dopo piú nciazione” di Monferino, l’idra a 6 teste, dominatrice delle commitadreghe al cubo che non ha combinato un tubo. Nessuna gara é stata no state fatte dalle aziende sanitarie anche in seguito alle normative ó dimostrare alcun risparmio. Messaggio ai giornalisti: verificate seminsegnato. Cercate bene. Chiedete. Non accontentatevi di riempire la tampa. Le bugie saltano sempre fuori. Come per le liste di attesa che del valdese. Come per la “strana” questione delle emodinamiche, dove sizione fanno gli scemi per non andare in guerra. Come per il progetto delle aziende in nome delle necessità della finanza. Come per la coneressi andrebbero approfonditi. Come per gli stipendi dell’Assessore, proprio nei paesi dove decanta di essere stato a lavorare, ma non in concorsi fatti solo per qualcuno ma non per altri.

Le Federazioni sanitarie di Roberto Cota sono al capolinea. Un disegno di legge regionale è in attesa di approvazione e lo stesso assessore alla Sanità, Ugo Cavallera, ne ha annunciato lo smantellamento. Eppure la direzione generale della Città della Salute ha deliberato il versamento di 25 mila euro nelle casse della Federazione Torino Sud Est. Una scelta che lascia perplessi: risorse che si spostano dalle casse degli ospedali per andare a rimpinguare quelle di un ente dichiarato defunto. Il tutto mentre all’Ospedale Molinette di Torino monta la protesta dei medici per le difficili condizioni in cui versa il presidio.

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Emodinamiche: le tappe del

1. Il Tar boccia la chiusura di Orbassano e Moncalieri

I laboratori di emodinamica di Moncalieri e Orbassano non chiuderanno. Lo ha sancito, di fatto, il Tribunale amministrativo regionale, accogliendo la sospensiva della delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera presentata da Anaao Assomed Piemonte, come capofila, lo scorso 20 marzo. In seguito alla bocciatura politica ricevuta da Roberto Cota, e sfociata nel rimpasto di giunta, arriva dunque anche lo stop da parte della giustizia.

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Una dimostrazione, questa, che la giunta di Roberto Cota è allo sbando. Dopo il funerale delle 6 federazioni sovranazionali, dunque, ecco cadere un altro tassello della politica sanitaria del governatore e dell’ex assessore Paolo Monferino. “Viene così smontato un altro pezzo della riforma voluta da Monferino che si rivela, come sempre da noi affermato, una riorganizzazione frutto di totale incompetenza e improvvisazione. Dopo l’inabissamento delle

Federazioni non vi sono dubbi che in questi 3 anni sono state messe in atto delibere che hanno contribuito a devastare il nostro sistema sanitario nella più totale opacità metodologica. Siamo fieri di aver dato questa sonora sberla giuridica all’ex Assessore-Ingegnere dimostrando che in Sanità la competenza è valore ancora rilevante rispetto alla arroganza.”, ha dichiarato il segretario regionale di Anaao Assomed Gabriele Gallone.


el fallimento di Roberto Cota

2. La melina di Ugo Cavallera Sulle emodinamiche nessuna discussione, prima è necessaria una riunione di Giunta. E’ questa in estrema sintesi la posizione dell’assessore Ugo Cavallera, interpellato dal consigliere Pd, Mauro Laus e dal consigliere del Movimento 5 Stelle Davide Bono. Dopo la sospensiva del Tar - spinta da Anaao Assomed – che ha bloccato, di fatto, la delibera sulla riorganizzazione ospedaliera, dunque, il neo assessore alla sanità fa melina

e non dà spiegazioni in consiglio Regionale. E mentre Cavellara prende tempo, l’assessore al bilancio Gilberto Pichetto ha già annunciato il ricorso in Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar. Un gatto che si morde la coda dunque, e un assessore smentisce, nei fatti, l’altro. Un fallimento politico, come segnalato da consiglieri di maggioranza e opposizione durante la seduta di questa

mattina. “Prima il Tar e ora il Consiglio di stato: questa giunta sta scegliendo di far passare la politica sanitaria piemontese attraverso le aule dei tribunali”, ha dichiarato il consigliere Pd Aldo Reschigna. Per Nino Boeti, invece, Cavallera sta seguendo la stessa linea dell’ex assessore Paolo Monferino: “Finge disponibilità, ma schiva il dialogo, mantenendo un visione pressapochista e incompetente”.

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3. Dopo il Tar, la Corte dei Conti 10 milioni di euro circa. È quanto graverà sulle casse del Servizio sanitario regionale, qualora il laboratorio di emodinamica dell’AOU San Luigi di Orbassano dovesse chiudere. Una cifra che andrebbe a incidere su un bilancio già martoriato dai debiti. E per questo motivo Anaao Assomed Piemonte ha deciso di presentare, il 21 giugno, un esposto alla Corte dei conti. Dopo aver portato a casa una vittoria importante, con l’ordinanza del Tribunale amministrativo regiona-

le, che il mese scorso ha bloccato la delibera del 28 dicembre 2012 della giunta di Roberto Cota, sospendendo la chiusura dei laboratori di Orbassano e Moncalieri, l’associazione dei medici dirigenti interpella anche la magistratura contabile. L’obiettivo è porre l’attenzione, ancora una volta, che la delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, oltre a essere oltraggioso per il territorio, comporta un danno economico al servizio pubblico. “Chi ha deciso di investire risorse per chiudere servizi, dovrà pre-

5. “Orbassano e Moncalieri sono necessarie” I laboratori di emodinamica di Moncalieri e Orbassano sono necessari, l’attività svolta fino ad ora deve essere garantita. È il parere della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (Gise), che facendo seguito alla specifica richiesta direzione Sanità della Regione Piemonte ha stilato la sua relazione. Risultato: le emodinamiche non devono chiudere ed ennesima stroncatura della riforma sanitaria della Regione Piemonte. In particolare, sottolinea il Gise, Presso il laboratorio di emodinamica dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri sono state effettuate, durante il 2012, 770 angioplastiche coronariche, 112 di queste sono state angioplastiche primarie eseguite in corso di infarto miocardico acuto. Il 15% degli interventi sono stati eseguiti in emergenza, in corso di infarto acuto. Per quanto riguarda Orbassano, invece, le angioplastiche coronariche eseguite nello stesso anno sono state 648, il 12% in emer-

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genza. In entrambi casi, dunque, il Gise “ritiene opportuno continuare a garantire l’attività”. “Il gruppo di esperti della Società di Cardiologia sotterra un’altra delle velleità autoritarie della riforma sanitaria cotiana. La commissione si spinge più in là. Addirittura consiglia la apertura di una seconda sala di emodinamica a Rivoli la cui attività è già ora al limite delle sue potenzialità. Solo un pazzo avrebbe potuto far chiudere queste sale di emodinamica lasciando i pazienti con infarto e con angina pectoris ad allungare le già interminabili liste di attesa e a ricevere interventi salvavita troppo tardi. L’autoritario vaneggiatore di ‘persecuzioni giudiziarie’ che si lamenta pubblicamente dei ricorsi contro la sua riforma dovrebbe ringraziarci per questa nostra costanza. Noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini piemontesi. Lui certamente no”, ha dichiarato il segretario regionale Anaao, Gabriele Gallone.

pararsi a rimetterci di tasca propria. Dopo l’ordinanza del Tar, l’esposto alla magistratura contabile assume un valore ancora più importante. I responsabili della Sanità piemontese, a tutti i livelli, sono avvertiti: faremo il possibile per difendere il Servizio sanitario e per contrastare sprechi e cattive gestioni del denaro pubblico”, ha commentato il segretario regionale di Anaao Assomed, Gabriele Gallone.

6. SULLE EMODIN

I laboratori di emodinamica non c di Orbassano, Moncalieri e Ciriè r Decisiva, in questo senso, è stata l aveva sottolineato che i laborator garanti del diritto alla salute sul te Sicuramente una retromarcia dell dopo pezzo, l’intera riforma, scrit tratta, soprattutto, di una vittoria d ne della rete ospedaliera, manifest regionale e la Corte dei conti. Stes festeggiare la abolizione delle stes “Basterebbe questo per giudicare Monferino, Morgagni, Zanon e vi leader e sindacati: tutti pronti a sal e alla Corte dei Conti per notare l proclamarsi vincitori. Avanti signo il segretario regionale di Anaao A


4. La Regione si appella al Consiglio di Stato Emodinamiche atto secondo. Come annunciato dopo la vittoria ottenuta al Tar del Piemonte nel mese di maggio e aver ottenuto la sospensione della delibera sul riordino della rete ospedaliera, la Regione Piemonte si appellerà al Consiglio di Stato. Obiettivo? Annullare l’ordinanza del Tar e procedere con lo smantellamento dei laboratori di emodinamica di Orbassano, Moncalieri e Cirè. La decisione di appellarsi al Con-

siglio l’aveva comunicata l’assessore Gilberto Pichetto già alla fine del mese di maggio: “la sospensione da parte del Tar di una delibera della Giunta relativa alla riorganizzazione della nostra rete di emodinamiche pare un po’ paradossale. La riduzione non è una nostra scelta discrezionale, ma è prescritta da una normativa nazionale e quella delibera fa parte del piano di rientro sul disavanzo sanitario, cioè di un accordo sottoscritto tra lo Sta-

DINAMICHE INDIETRO TUTTA

n chiuderanno: l’assessore Ugo Cavallera ha deciso che i reparti è resteranno aperti e lo ha comunicato in commissione. ta la relazione della Società italiana di Cardiologia invasiva, che tori in questione sono indispensabili in termini di prestazioni e territorio. della giunta e del suo governatore che sta smantellando, pezzo critta a quattro mani con l’ex assessore Paolo Monferino. Ma si a di chi si è, da subito, opposto alla delibera sulla riorganizzazioestando e presentando ricorsi presso il Tribunale amministrativo tesso destino per il ricorso FedirSanità sulle Federazioni. Tutti a tesse ma soltanto dopo che il Dott. Massicci le aveva bocciate. are i responsabili della sanità piemontese a tutti i livelli: Cota, via discorrendo. Ora la grande vittoria è di tutti, partiti, opinion salire sul carro. Eppure basta leggere l’elenco dei ricorrenti al Tar re le numerose assenze tra coloro che, invece, sono già pronti a gnori, il carro è bello grande: c’è posto per tutti”, ha commentato Assomed Piemonte, Gabriele Gallone.

to e la Regione”. Il tutto mentre l’assessore Ugo Cavallera faceva melina e prendeva tempo. Anche se la dichiarazione congiunta dei due assessorati è arrivata il 4 giugno. “Dobbiamo rispettare il piano di rientro dei debiti che abbiamo presentato a Roma perché i saldi devono rimane invariati. Il ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar che ha sospeso per un anno – fino al giugno 2014 – la delibera sulla chiusura delle emodinamiche di Ciriè, Moncalieri e dell’ospedale San Luigi di Orbassano, era necessaria e scontata”, si legge in una nota. Dalle dichiarazioni, però, si è passati ai fatti: l’appello è stato presentato. Il processo, infine, porta con sè una sorpresa. L’Asl To5 – alla quale fa riferimento il presidio di Moncalieri - ha infatti deciso di affiancare la Regione Piemonte e ha presentato ricorso contro i suoi stessi medici. E’ stata l’unica azienda, tra quelle coinvolte, a farlo, prevedendo, tra l’altro, una spesa di 8 mila euro per sobbarcarsi il processo. Una situazione, questa, che sembrerebbe aggravare la difficoltà del momento della To5, già alle prese con il malcontento dei comitati dei cittadini sulla chiusura del punto nascite di Carmagnola. Senza contare i problemi relativi all’incapienza del fondo contrattuale,che ha portato alla sospensione del pagamento di reperibilità e indennità degli straordinari notturni e festivi, creando una situazione di forte preoccupazione per chi lavora in condizioni disagiate e non vede riconosciuti i propri diritti contrattuali.

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Valdese: cronaca di un 1. Da Napolitano per bloccare la chiusura Bloccare la delibera dell’Asl To1 che prevede l’alienazione dei beni dell’ospedale Valdese. È l’obiettivo di Anaao Assomed, che ha deciso dare battaglia contro la chiusura del presidio di via silvio Pellico, presentando un ricorso al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. L’associazione dei medici dirigenti, difesa dall’avvocato Vladimiro Dario Gamba, appoggia in prima persona le mobilitazioni degli ultimi mesi, rivolgendosi, dunque, alla più alta carica dello Stato. Oltre a bloccare l’ennesima sciagurata delibera del direttore Giovanna Briccarello, l’obiettivo è sensibilizzare sull’irresponsabile politica sanitaria della giunta di Roberto Cota. L’alienazione dei beni del Valdese, infatti, arriva in contemporanea all’ingente investimento – quasi 100 mila euro – per la ristrutturazione dei locali. E la chiusura del presidio si tradurrebbe in

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un conseguente allungamento delle liste d’attesa, ammesso dallo stesso assessore alla Sanità Ugo Cavallera. Senza l’ospedale Valdese, vale la pena ricordarlo, diventa difficile per il servizio sanitario pubblico, seguire gli oltre 3 mila casi di tumore alla mammella all’anno e le 70 mila donne in follow-up. Anaao Assomed, infine, agisce parallelamente alla mobilitazione della Tavola Valdese, la quale presenterà un ricorso analogo, sempre al Presidente della Repubblica. “Il caso dell’Ospedale Valdese è il paradigma della scellerata politica sanitaria della Giunta Cota. Un’opera di demolizione funzionale perpetrata ai danni delle professionalità di tutti gli operatori, ma soprattutto ai danni di molti che si sono trovati abbandonati. E’ l’esemplificazione di una vergogna perfettamente espletata dal binomio incompetenza-arroganza dei mana-

ger Monferino e Briccarello e dai loro mandanti politici che hanno un’indegna opinione del Sistema sanitario regionale”, ha detto il segretario regionale di Anaao Assomed Piemonte, Gabriele Gallone. “Sono sempre stato convinto che sia possibile trovare una soluzione a livello politico: un’alternativa ragionevole alla chiusura, che consenta di perseguire ugualmente gli obiettivi di maggiore efficienza e razionalità della spesa sanitaria piemontese”, ha dichiarato il moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini.


una morte annunciata 2. Chiusura ancora bocciata. Per il Tar “esiste pericolo per i pazienti“

L’ospedale Valdese di Torino non può chiudere. Lo ha stabilito il presidente del Tribunale amministrativo del Piemonte Vincenzo Salomone, con un decreto cautelare, a seguito dei ricorsi presentati da Anaao Assomed Piemonte, Tavola Valdese, Comitato per la difesa dell’ospedale, medici, infermieri e pazienti del presidio. Si tratta di un altro fallimento della politica sanitaria del governatore Roberto Cota, che dovrà dimostrare entro il 9 ottobre, data in cui si riunirà la prima Camera di Consiglio, di essere in grado di garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini come sancito

dalla Costituzione. L’allarme nale di Anaao Assomed Pielanciato dai ricorrenti, infatti, monte, Gabriele Gallone. è stato accolto dal presidente Salomone, che ha sottolineato l’importanza del presidio in termini di attività svolta, numero di interventi e centralità nella diagnosi e nella cura. In particolare, il presidente del Tar ha evidenziato come: “Sussiste un’effettiva criticità per l’allungamento delle liste d’attesa per gli interventi si é sensibilmente aggravato”. “La straordinarietà di questo risultato è riassunta nelle modalità della decisione. Il presidente del Tar, ravvisando il ‘periculum in mora’, non attende neppure la riunione del collegio giudicante. Le ragioni del ricorso state accolte immediatamente: un altro ceffone alla presunzione e all’incapacità di Cota, Monferino e Briccarello”, ha dichiarato il segretario regio-

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3. Il Tar rigetta la richiesta di sospensiva L’ospedale Valdese di Torino è al capolinea. È stato infatti respinto il ricorso al Tribunale Amministrativo del Piemonte, presentato da Anaao Assomed Piemonte, Tavola Valdese, Comitato per la difesa dell’ospedale, medici, infermieri e pazienti del presidio. Il Tar ha rigettato l’istanza di sospensione. Tuttavia, la sentenza invita la politica a non considerare chiusa la questione. La giunta del governatore Roberto Cota dovrà dimostrare di poter garantire i servizi sanitari. I giudici hanno disposto, in questo senso che “le Amministrazioni adottino tutte le misure per assicurare in concreto la continuità delle cure ai pazienti dell’Ospedale Valdese e per completare il riallocamento funzionale delle risorse della struttura”. Non basta, tuttavia, il respingimento delle istanze dei ri-

correnti per permettere alla politica piemontese di cantare vittoria sulla questione Valdese. L’udienza pubblica e la discussione nel merito devono ancora arrivare. E le parole del Tribunale amministrativo, che invitano la Regione ad adottare “tutte le misure per assicurare in concreto la continuità delle cure ai pazienti dell’Ospedale Valdese“, trovano un’ulteriore conferma nell’anticipazione di tale udienza, spostata di quasi un anno: dal 17 dicembre 2014 al 12 febbraio prossimo. Si tratta di una conferma: la magistratura osserva da vicino l’operato della giunta Cota, la quale dovrà dimostrare di poter garantire il servizio, così come sancito dalla Costituzione.

COLLEGATI SU WWW.ANAAOPIEMONTE.IT E SCARICA I TESTI INTEGRALI DELLE ORDINANZE EMESSE DALLA MAGISTRATURA 24


WWW.YOUTUBE.COM/ ANAAOPIEMONTE I VIDEO E LE INTERVISTE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 20 SETTEMBRE CONTRO LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI VALDESI

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19 MARZO 2013, LA CADUTA LA DIRETTA 12,50 - L’assessore alla Sanità Paolo Monferino starebbe per dimettersi. Dopo le indiscrezioni circolate questa mattina sui giornali, infatti, pare che il rimpasto di giunta stia giungendo a termine. Al posto dell’ingegnere dovrebbe subentrare l’attuale assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera. Tra i papabili anche Gilberto Picchetto o lo stesso governatore Roberto Cota. La causa scatenante, secondo le prime fonti interne al palazzo della Regione, sarebbe stata la discussione di questa mattina sulla delibera di revisione della rete ospedaliera, contro la quale si era scagliata una mozione presentata dal consigliere del Pd Mauro Laus. Una mozione che si aggiunge a quelle contro la chiusura dei laboratori di emodinamica, in particolare quelli di Orbassano e Moncaliari. Ordini del giorno incessantemente chiesti da Laus e dall’opposizione negli ultimi mesi, e riproposti questa mattina, la cui approvazione avrebbe portato a mettere in discussione l’intera politica sanitaria della Giunta. Incalzato da opposizione e da fuoco amico interno alla maggioranza, l’assessore sarebbe andato in difficoltà, rimandando la discussione in aula. Colpi di cannone che avrebbero fatto tremare l’ingegnere. Venendo meno la delibera sul riordino, e quelle sulle emodinamiche, infatti, verrebbe meno l’intera politica sanitaria dell’ultimo periodo. Ma a tremare è anche il governatore, vero garante politico di Monferino. “L’approvazione di quegli Odg comporterebbe uno stravolgimento della riforma sanitaria e quindi, di conseguenza, porterebbe alle mie dimissioni immediate da Presidente della Regione”, ha dichiarato in mattinata il governatore all’Ansa. 13,00 - Pedrale: “chiedo che l’ emodinamica venga discussa martedì prossimo perché noi abbiamo riunione importante gruppo Pdl”. 13,20 -Davide Gariglio su Twitter: “Pare che Monferino abbia rassegnato le dimissioni”. 14,00 - Tra mezzora conferenza dei capigruppo. Cattaneo chiederà di rimandare la discussione sugli Odg a domani. L’opposizione non parteciperà. Alle 15, invece, convocazione del consiglio Regionale. 14,30 - Cota al Tg3 “se si stravolge la riforma della sanità potrei dimettermi”. 14,40 – Roberto Cota chiede di rimandare la discussione sull’Odg delle emodinamiche a doma-

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A: Monferino si è dimesso A DELLA GIORNATA ni: “Non pensino di rinviare Consiglio di domani, nessuna mediazione da fare, delibera primo tassello riforma strutturale”. 15,14 – Aperta la seduta del consiglio regionale. 15,16 – Maccanti: “Non è pervenuta nessuna lettera di dimissioni di Monferino”. 15,20 – Reschigna (Pd): “In mancanza di una comunicazione da parte di Monferino siamo di fronte all’ennesima sceneggiata. Oppure le dimissioni si consumeranno nelle prossime ore”. 15,30 – Cota: O si chiudono le emodinamiche o vado a casa (Robertocota.it). 15,47 – Dimissioni congelate, la solita manfrina (Lo Spiffero). 16,00 – Questa sera conferenza dei capigruppo del centrodestra. Domani discussione Odg. Sanità, il pugno duro di Cota: “Se bloccano la riforma io lascio” (La Stampa Torino Web). 19,00 – Eleonora Artesio: “Cota e Monferino gridano al ‘lupo, al lupo’”. 19,30 - Il Tgr Piemonte dà per certe le dimissioni dell’assessore Paolo Monferino. 20,00 – ANSA: Regione Piemonte, si dimette Monferino. 20,40 – Gabriele Gallone, ANAAO: “fuori Monferino, dentro Cavallera”.

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L’URLO DI MONF 20 MARZO 2013 Che sarebbe stata una giornata nera per l’assessore si era capito già in tarda mattinata: discussione sulla delibera della revisione ospedaliera sospesa e rimandata. Le cause scatenanti sono stati gli ordini del giorno sulla riforma sanitaria e sulla chiusura dei laboratori di emodinamica, chiesti dall’opposizione e da parte della maggioranza. Mozioni, quelle sulle emodinamiche, che si trascinano da mesi e che l’assessore ha sempre nascosto sotto il tappeto. Fino a ieri, quando, Monferino si è trovato sotto attacco da tutti i fronti. Anche alcuni leghisti hanno iniziato a strizzare l’occhio a chi, da mesi, tenta di opporsi alle chiusure. E il giorno prima, anche il presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo, aveva criticato Monferino sulla questione del punto nascite di Domodossola. “Finisco in minoranza”, deve aver pensato l’assessore dopo una rapida conta dei consiglieri. Ha quindi abbandonato il consiglio e hanno iniziato a farsi largo le ipotesi delle dimissioni. alle 12,50 già circolava la notizia: fuori Paolo Monferino, dentro Ugo Cavallera. Intanto, il governatore Roberto Cota, a San Pietro con la delegazione piemontese per vedere il Papa, lanciava il primo tweet: “Chiarezza sulle emodinamiche, se saltano le chiusure mi dimetto”. Alla riapertura dei lavori del consiglio, dopo la conferenza dei capigruppo, però, l’assessore leghista alla cultura Elena Maccanti – altra vittima del rimpasto di giunta – ha smentito le voci delle dimissioni di Monferino. “Non è stata consegna-

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ta nessuna lettera”, ha tagliato corto. “L’ennesima sceneggiata” per il capogruppo Pd Aldo Reschigna. “Cota e Monferino gridano al lupo, al lupo”, ha detto, invece, Eleonora Artesio, assessore ai tempi di Bresso. Intanto, Cota continua a twittare e ribadire sempre lo stesso concetto: “Le emodinamiche vanno chiuse. Se non passa la riforma mi dimetto”. Alle 19,30, però, il Tgr Piemonte dà per scontate le dimissioni di Monferino. E poco dopo esce un’agenzia: via Monferino, al suo posto Caval-

lera. L’ingegnere resterà a palazzo, però, come superconsulente, probabilmente al fianco di Ferruccio Luppi, perchè in piedi, ancora, c’è la questione dei fondi immobiliari e della vendita delle strutture di Asl e ospedali. Prima però, c’è il consiglio delle 11, quando Cota verificherà se esiste ancora la maggioranza. Siamo alla prova del nove: l’approvazione o il ritiro degli ordini del giorno sulle emodinamiche decideranno il futuro. E nel frattempo, valzer di poltrone in giunta.


La trasparenza dell’Ingegner Scrooge

Sono un tecnico, non presento il reddito. Queste le motivazioni dell’assessore Paolo Monferino per giustificare la mancata presentazione della propria situazione finanziaria e contributiva all’anagrafe degli eletti, voluta dal consiglio lo scorso 21 dicembre. Non sono bastate le indagini della guardia di finanza, evidentemente, per incentivare senso civico e voglia di trasparenza nella giunta. Sebbene il regolamento sia in vigore solamente da un paio di mesi, a fronte proprio degli scandali che hanno investito le classi politiche delle Regioni, l’assessore sarebbe il secondo anno che si defila. Eppure la legge prevede che anche chi ha un nomina è tenuto a presentare la propria condizione economica. E mentre alcuni consiglieri di Sel, Idv e Pd presentano una mozione di sfiducia all’assessore, il coordinatore Pdl Enrico Costa ha dichiarato: “Monferino deve ottemperare, al pari di tutti gli amministratori, alle norme di trasparenza. Un dovere per chi riveste incarichi pubblici, un obbligo morale soprattutto quando si chiedono ai cittadini sacrifici particolarmente gravosi come quelli imposti dalla riorganizzazione sanitaria” Ingegnere neanche noi siamo politici. Per la precisione, essendo medici, infermieri ed in generale operatori sanitari del Servizio Sanitario Nazionale, siamo anche noi “tecnici”, dotati di quelle caratteristiche che ci rendono capaci di comprendere i “meccanismi” che governano il nostro organismo, tecnici della diagnostica, della terapia, dell’ascolto, della riabilitazione, della chirurgia. Tutte tecnicalità rivolte alla persona. Ma il nostro reddito è pubblico. Non è un segreto per nessuno. Non invochiamo la privacy. Non ci vergognamo di quello che guadagnamo. Lei non è un dipendente pubblico, non è un politico ma, ci consenta, da quello che abbiamo potuto constatare, e che ha ripetutamente dichiarato, non ha la più vaga idea del nostro Sistema Sanitario e quindi non è neppure un “tecnico”.

C’è una linea sottile che separa etica e dovere. L’onestà nei confronti verso i cittadini che si è chiamati a governare, sebbene non eletti, è sinonimo anche di trasparenza. Per questo viene chiesto, a gran voce e indipendentemente dalle leggi, di rendere pubblica il proprio stato economico. E’ una questione che ha a che fare con la responsabilità morale dei governanti. Ma poi c’è anche la legge, che in questo caso fa riferimento all’Anagrafe degli eletti. Tutti i membri del governo regionale sono obbligati a fornire i propri dati e a illustrare la propria condizione economica. Devono farlo tutti, dai consiglieri, agli assessori. Ma Paolo Monferino ha deciso di mettersi di traverso. “Ne fa una questione di principio”, avrebbe dichiarato il governatore Cota a Repubblica il 14 marzo scorso. E quale sarebbe questo principio? A fine febbraio l’ingegnere ha dichiarato di essere un tecnico, non un politico. Motivo ritenuto valido per scivolare oltre le maglie dell’Anagrafe. Ignorando, di fatto, la natura politica del suo mandato. Un principio che l’ha spinto ad essere l’unico, alla data della scadenza dei termini di presentazione, l’8 marzo, a non presentare la fotografia della sua situazione economica. Maurizio Tropeano Su LaStampa si chiede cosa succederà adesso. Probabilmente passeranno 20 giorni. Scaduti i quali scatterà per l’assessore la mora: 20 euro per ogni giorno passato senza presentare la documentazione. Chissà, intanto, se Roberto Cota, nei panni dello spirito del Natale, riuscirà a far cambiare idea al moderno Ebenezer Scrooge, seduto nel palazzo di piazza Castello.

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6 APRILE 2013 - Gli ospedali piemonte Parola d’ordine: vendere. Anzi: svendere. Per ripianare il buco mostruoso delle casse regionali – più di 6 miliardi secondo la corte dei conti, nel 2011, debito che per stessa ammissione di Cota sarebbe sottostimato – la giunta regionale ha deciso di svendere il patrimonio immobiliare del sistema sanitario piemontese. E’ scritto nero su bianco e ribadito dalla determina dell’8 agosto 2012. A nulla sono servite le dimissioni dell’assessore Paolo Monferino. Il piano è deciso: a Ferruccio Luppi il compito di risanare le casse regionali. Ecco, dunque, che la giunta guidata da Roberto Cota si affida nuovamente a un ex uomo di casa Agnelli per gestire i conti pubblici. Con due consulenze – una nel 2012 e l’altra del 2013 – da più di 100 mila euro ciascuna, Luppi avrà il compito di gestire i nuovi Fondi immobiliari regionali. Cosa accadrà? Verranno creati due fondi. Il primo riguarderebbe il patrimonio immobiliare della Regione, nel quale rientra lo stesso palazzo in costruzione. Agli investitori privati andrebbe il 66%, mentre il 33% rimarrebbe a gestione pubblica. Nel secondo, invece, entrerebbero i beni immobili della rete sanitaria. In altri termini: si cede parte del patrimonio di Asl e reti ospedaliere a investitori privati. In questo caso il 33%. Si tratta di un’operazione finanziaria, nella quale i fondi immobiliari verrebbero affidati a una società esterna di gestione del risparmio (Sgr), con il compito di massimizzare il valore delle proprietà attraverso speculazioni. L’eventuale reddito, dovrebbe essere ripartito successivamente tra gli investitori, Regione compresa. La società di risparmio, inoltre, potrà anticipare alla Regione la cifra investita per la partecipazione. Si

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tratterebbe di una sorta di prestito. In sostanza, il Piemonte si indebita per coprire i debiti. In poche parole, gli ospedali saranno usati per fare cassa, rischiando, di fatto, la privatizzazione del sistema sanitario regionale. Chi è Ferruccio Luppi? ex mana-

ger FIAT, con diversi incarichi in società come Ferrari e CnH, finanziarie della galassia della multinazionale torinese, e membro del direttivo del Generale de Santè, società con 110 strutture di cura private e 23 mila dipendenti in Francia. È anche membro del CDA


esi sono nostri e non sono in vendita contro la politica sanitaria regionale, dello scorso 15 febbraio, ha ricordato che “Operazioni di questo genere sono già state attuate e sono fallite miseramente. Ma, guarda caso, sono state un affare per le locuste dei fondi immobiliari, abituate a succhiare la polpa del patrimonio immobiliare pubblico per fare affari”. Non solo sindacati e associazioni sanitarie, però, hanno manifestato il loro disappunto. Anche Carlo Manacorda, economista dell’Università di Torino, infatti, non ha esitato, l’inverno scorso, a bollare le scelte della giunta regionale come “finanza creativa”. Secondo Manacorda, infatti, la conseguenza delle manovre di Cota potrebbe essere l’allargamento del debito e la creazione di una nuova voragine nelle casse della Regione. “C’è da pensare che la Regione si troverà a dover pagare un affitto alla società di gestione. E poi c’è la questione della quota anticipata, che dovrà prima o poi essere restituita”. Senza contare, infine, il contesto economico in cui vive il mercato immobiliare. “Il meccanismo del fondo immobiliare è strettamente collegato al mercato. In periodi floridi questo si traduce nella suddivisione dei guadagni tra i partecipanti, ma in momenti di crisi non bisogna sottovalutare il rischio di eventuali perdite”.

del più grande Ente di gestione di fondi immobiliari (IDEA-Fimit). La IDEA-Fimit è una SGR con 10 miliardi di masse in gestione e 31 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, Mercato Telematico degli Investment Vehicles, di Borsa Italiana.

Le perplessità intorno a questa manovra sono molte. Nonostante sia rimasta nascosta e sonnecchiante per mesi, la volontà di distruggere il servizio pubblico da parte di Cota è venuta alla luce subito. Anaao Assomed Piemonte, anche in occasione della manifestazione

SU WWW.ANAAOPIEMONTE.IT, UN’AMPIA RASSEGNA SULLA QUESTIONE DEI FONDI IMMOBILIARI, CORREDATA DA ALLEGATI, CRONOLOGIA E LEGGI REGIONALI

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29 MAGGIO 2013 - Delle spericolat Giovanna Briccarello e del tecnico de Il Direttore Generale dell’ASLTO1 Briccarello, con la deliberazione n° 446 del 5/6/2012 varia l’assetto organizzativo dell’ASLTO1, e senza neppure modificare l’atto aziendale crea la Struttura Semplice “Relazioni istituzionali”, in staff alla Direzione Generale, cui assegna attività di relazioni interne ed esterne e di comunicazione. Ovviamente, tale struttura appare del tutto inutile in quanto in tutte le aziende esiste da anni una struttura denominata “Affari Generali e Legali” o “Affari Generali e Ufficio Protocollo”, o denominazioni simili che dovrebbero svolgere funzioni analoghe. Evidentemente la Dott.ssa Briccarello crede di ricoprire il ruolo di Ministro degli Esteri o di Amministratore Delegato di qualche grossa multinazionale e pertanto immagina di intrattenere rapporti con paesi dell’area Euro o di dover interloquire con il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Assegna tali funzioni al dipendente Pasqualino Schifano, inquadrato nella qualifica di tecnico della Prevenzione, categoria DS del ruolo sanitario, nell’ASLTO1, Igiene Pubblica, che dal curriculum risulta laureato in Scienze Politiche e che dal 1998 al 2011 è stato distaccato a tempo parziale presso la

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Procura della Repubblica di Torino. Ma ovviamente un tecnico della prevenzione, di livello DS, del comparto sanitario, non può svolgere funzioni dirigenziali, neppure di struttura semplice, in quanto al massimo può essere affidatario di funzioni di posizione organizzativa. Dunque questa nomina è illegittima. La Direzione generale commette illegittimità anche quando affida al Tecnico della Prevenzione Schifano, man mano che smantella le strutture complesse della ASLTO1 per passarle alla Federazione 1 Sud Est, l’incarico di supportare il Direttore Amministrativo aziendale nelle attività che residuano all’ASLTO1: Logistica (delibera 45 del 23/1/2013), Sistema Informatico, Telecomunicazioni ed Impiantistica (delibera 243 del 25/3/2013). Infine, la Direttrice Briccarello individua con delibera 243 del 25/3/2013 in Schifano il responsabile della prevenzione della Corruzione previsto dalla Legge n.190/2012; peccato che la legge 190 all’art. 7 riservi tale funzione ad un “ Dirigente amministrativo di prima fascia” (che vuol dire di massimo livello).

Senza contare che tale figura deve, tra gli altri delicatissimi compiti che la legge 190 gli affida, anche verificare che si effettui la rotazione tra gli incarichi negli uffici con attività ad alto rischio di corruzione: come farà Schifano a sorvegliare se stesso e a far ruotare i suoi numerosi incarichi? La parola conflitto di interessi non dice nulla a lui e al suo Direttore Generale? Ma la Briccarello non si ferma qui e continua, in maniera compulsiva ed ossessiva, ad attribuire mostrine ed incarichi al suo fidato scudiero: da poche settimane ha individuato in Schifano anche il Responsabile della Trasparenza ai sensi della 150/2009, (delibera 333/A01/2013 dell’8/5/2013). Schifano è anche Responsabile di Posizione Organizzativa “Raccordo tra Direzione Generale e strutture interne ecc. ecc”, così se la Struttura semplice che gli hanno affidato non passa nel nuovo Atto aziendale, o se la Briccarello venisse esautorata dal suo incarico, qualcosa resterebbe in mano al pluridecorato dipendente. Il nostro Schifano è infine anche referente della Conferenza dei Servizi per la ristrutturazione dell’Ospedale Martini. Pertanto attualmente questo dipendente ex VIII livello, tecnico della


ate nomine del direttore generale della prevezione Pasqualino Schifano prevenzione, che non solo non è un dirigente amministrativo ma NON è neppure un Dirigente, ha più medaglie e patacche del fu Breznev alle note sfilate della Armata Rossa o del fu Michael Jackson che si atteggiava a Generale dello stato di Bananas in mezzo ai suoi fans. Per completare il quadro, ci viene altresì comunicato (testimonianza oculare) che il Sig. Schifano stia frequentando una Master bocconiano o qualcosa di simile, uno di quei corsi che potrebbere essere magari sfruttati per fargli fare il salto nell’Olimpo dei Dirigenti a dispetto dei santi, pagato ovviamente con i soldi dei contribuenti. Oltre all’accentramento di tutte le le attività più delicate della ASL Torino 1 a quando la nomina a Direttore Generale? La situazione descritta sta determinando profondo sconcerto anche tra i Dirigenti medici della ASL TO1, molti dei quali nostri iscritti, che mi hanno richiesto un deciso intervento per fermare quella che appare una spudorata serie di benefici seriali concessi ad un dipendente, evidentemente assai sponsorizzato. Nell’ottica di un buon andamento della Pubblica Amministrazione e in una fase assai critica di tagli, blocchi delle assunzioni e ristret-

tezze di bilancio, vorremmo evita- Prefetto della Città di Torino re che qualcuno possa infilarsi tra se sia stata data corretta applile maglie della trasparenza e della cazione alla Legge 190/2012. correttezza per percorrere vie preferenziali aiutato magari da servitori dello Stato troppo disinvolti. Il “malcostume” Vorremmo anche che questo caso, purtroppo esemplare, sia ricondotdella direttice to alle regole che vengono fatte riBriccarello spettare a tutti i dipendenti pubblici in modo da dare un segnale positiagli onori delle vo all’intero sistema. cronache All’Assessore Cavallera e ai sindacati della funzione pubblica del settore amministrativo e sanitario Quando il quotidiano Repubblica ha messo in risalto il caso chiediamo pertanto di: del Tecnico della Prevenzio1.Verificare se siano state violate ne Pasqualino Schifano e gli disposizioni regionali, contrattuali innumerevoli incarichi a lui e/o leggi dello stato da parte del assegnati, è stata debolissima la difesa della Direttrice, che Direttore Generale Briccarello; 2.Verificare se corrisponde al vero ha parlato di “fandonie struche sia stato pagato un costoso mentalizzate”. Una definiziocorso di formazione al Sig. Pa- ne di “fandonia” (Devoto Oli) è: “fatto non vero, riferito per squalino Schifano; millanteria o per burla”. Evi3. Far annullare in autotutela tutte dentemente le Delibere a SUA le nomine in caso di manifesta o firma ce le siamo sognate. Difesospetta illegittimità sa debole, anzi, inesistente. Ci Questa associazione sindacale dica piuttosto se corrisponde al si riserva in ogni caso di far vero che esiste una determina in cui il corso superspecialistiesaminare alla Procura della co pagato al signore in questioCorte dei Conti eventuali dan- ne è costato circa 5.000 euro. ni erariali conseguenti ad atti E ci dica, la Dottoressa Bricillegittimi da parte della Dott. carello, da chi è raccomandato Pasqualino Schifano ed in virssa Briccarello tù di cosa. Richiediamo infine al Signor

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30 MAGGIO 2013 - Il tecnico della responsabile della prevenzione de Come già emerso dalle notizie pubblicate sul nostro sito e riprese da Repubblica, il plurinominato Pasqualino Schifano aggiunge un’altra mostrina al suo già ricco curriculum. Con determinazione n. 54 del 10 maggio 2013 il Direttore Generale della Federazione Sovrazonale Torino Ovest, Ing. Rabino, ha nominato il Dr. Pasqualino Schifano Responsabile della prevenzione della corruzione della Federazione suddetta (aridaiè). Sembra di essere al Grande Fratello, solo che le nomine sono sempre per la stessa persona! E’ estremamente interessante che l’Ing. Rabino e il responsabile del procedimento che ha stilato la determina, ignorino il fatto che il Dr. Pasqualino Schifano NON ha i titoli per ricoprire tale incarico. E neanche possono essere stati indotti in errore dato che nella determina viene affermato chiaramente che il soggetto in questione è Collaboratore Professionale Sanitario Esperto. Quindi NON un Dirigente. Ma nella determina si afferma che Schifano ha i requisiti soggettivi (ah si? Quali?) e quelli professionali (ma va? Quali?). E quali sono questi requisiti? Il fatto che è già stato nominato dalla Briccarello

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per la stessa funzione!!! Mitico! Tra parentesi Schifano è assegnato anche alla funzione Affari Istituzionali della Federazione Sovrazonale Piemonte 3 a tempo parziale. Una specie di Farnesina della Federazione. Ovviamente questo ultimo incarico è a tempo parziale perchè con i tremila incarichi assegnati dalla Briccarello e dai suoi predecessori alla ASLTO1 non si poteva fare altrimenti. Come possa fare il Tecnico della Prevenzione (ruolo per cui tra parentesi è stato assunto dallo Stato) rimane un mistero glorioso. Ma pare che molti dipendenti del comparto della TO1 vogliano creare un comitato dal nome “Perchè non anche a me” chiedendo a gran voce incarichi di responsabile anti-deperimento delle derrate alimentari, logistica delle esche anti-blatte ed altre amene titolarità di supporto intellettivo. Ma tornando alle cose serie l’aspetto sconcertante è che tutti questi fenomeni che lavorano ad altissimi livelli nelle aziende sanitarie, Direttoroni, Capi-Federazione, Responsabili Affari Legali, Istituzionali e dei rapporti interplanetari con le galassie più lontane NON leggano le leggi. E neppure leggano le circolari della Presidenza

del Consiglio. Che spiegano loro come fare a interpretare le leggi e come applicarle. Traduciamo per i duri di comprendonio: etimologicamente, tra le varie radici della parola LEGGE (greca e anglosassone) viene ricompreso (incredibile dictu!) il vocabolo “leggere”. Per cui, perbacco, perchè non leggete le leggi? La Dott.ssa Briccarello per di più ha fatto il classico, è laureata in Giurisprudenza, ha lavorato al TAR, è abilitata all’esercizio della professione forense. Possibile che non sappia interpretare una legge anche quando l’interpretazione è già bella pronta dal Dipartimento della Funzione Pubblica? Ma non preoccupatevi miei cari Direttori, non disperatevi uffici di staff per le relazioni con i parlamenti alieni, abbiamo trovato senza grande fatica la circolare n. 1 del 25/1/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per facilitarvi il compito abbiamo evidenziato in rosso, a pag 5, 6 e 7 le parti relative alla nomina del “Grande Fratello” che controlla e previene la Corruzione. Trattasi di disposizioni applicative della legge 190/2012 dove vi si aiuta a


a prevenzione Schifano nominato della corruzione alla Federazione 3 individuare il responsabile di tale gravoso ufficio. Mi duole dirvi che purtroppo avete “toppato” clamorosamente. La parola “dirigente”, che la circolare ripete ossessivamente come un mantra, è talmente pervasiva che dubito assai che sia stata messa casualmente. Quindi, domani, per lettera raccomandata, vi invieremo ufficialmente la circolare, così nel caso non abbiate a disposizione un responsabile per le relazioni internet e non riusciate a scaricarla da questa pagina, potrete comodamente leggervela. La circolare e le vostre determine e delibere saranno anche inoltrate alla CIVIT (Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche) quale Autorità Nazionale anticorruzione in modo che l’Organismo sia edotto di questa paradossale situazione. Incidentalmente volevo comunicarvi che in passato, all’età di 13 anni, sono stato insignito del riconoscimento di “Ispettore del Club di Topolino”. Ho anche il certificato a casa. Posso ambire a qualche ruolo ispettivo anche io? A disposizione…

Pasqualino Settebellezze, dopo il caso segnalato dall’Anaao, la Procura apre un fascicolo La Procura di Torino apre un fascicolo per far luce sulle nomine all’Asl To1. In particolare, come denunciato da Anaao Assomed Piemonte con una lettera inviata al Prefetto di Torino e all’assessorato alla Sanità, vengono accesi i riflettori sulle nomine di Pasqualino. Si tratta come riportato da Repubblica Torino lo scorso 2 giugno – “dell’incarico nella nuova struttura creata dalla direttrice Giovanna Briccarello “Relazioni istituzionali”, un altro incarico come responsabile della “Logistica, Informatica, e telecomunicazioni”, e ancora del “raccordo fra direzione generale e strutture interne”, di referente della conferenza dei servizi per la ristrutturazione del Martini e anche responsabile della “trasparenza” e persino della prevenzione della corruzione”.

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16 LUGLIO 2013 - Asl To1: cosa res

Aprire e chiudere strutture e spostare incarichi come pedine di dama. È quanto emerge ripercorrendo un anno di direzione generale all’Asl To1 di Giovanna Briccarello. Un anno di reggenza che ha portato una coltre di delibere e provvedimenti singoli, ma che celerebbero un quadro generale volto a mettere a dieta e cambiare radicalmente il volto all’azienda. Tutto ebbe inizio con la prima delibera del direttore, datata 5 giugno 2012, solamente un mese dopo l’insediamento, nella quale si sottolinea la ne-

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cessità di istituire la struttura semplice Affari istituzionali, affidandola a Pasqualino Schifano come referente. Una decisione che ha scatenato molte polemiche, visti i dubbi di legittimità e visti gli interrogativi sugli effettivi titoli in possesso di Pasqualino Schifano. Contemporaneamente viene ampliato il lavoro della struttura complessa Telecomunicazioni, affidata all’ingegner Nieddu, a cui aggiungono anche il servizio informatico. Una struttura che dura, per l’Asl To1, meno di un anno, in quanto viene soppressa a sua

volta per essere trasferita alla Federazione 1. Siamo nel febbraio del 2013. E meno di due mesi dopo, inizio aprile 2013, le funzioni di Nieddu vengono allargate alla stessa Federazione 1, con conferma di mandato fino al 2017. Insomma, piena fiducia al futuro delle federazioni, percepite, evidentemente, dalla Briccarello come le nuove aziende sanitarie. Ma a maggio le federazioni sanitarie vengono dichiarate defunte, le strutture create presso di loro sono di fatto degli ectoplasmi e il personale delle Telecomunicazioni viene redi-


esta dopo un anno di Briccarello stribuito in altri settori. In altri termini, dalle stelle alle stalle: nel giro di 12 mesi Nieddu sale in Federazione e gli si cancella la struttura complessa all’interno dell’Asl e dopo che i giornali constatano il decesso delle federazioni, la sua struttura viene polverizzata. Sorte simile è toccata alla struttura complessa della logistica, con direttore la dottoressa Guerci, vicariata dal solito Pasqualino Schifano. Anche in questo caso la struttura è stata trasferita alle federazioni: la Federazione ovest, per la precisione. E anche in questo caso la storia si è conclusa con la ridistribuzione del personale – nel giugno del 2013 – a seguito della morte delle federazioni. Nel giugno 2012, inoltre, il direttore generale annuncia a tutti i direttori di dipartimento e di distretto che scadono il 31 ottobre 2012, con rinnovo vincolato a verifica. I tre direttori di distretto vengono spazzati via, mentre quelli di dipartimento vengono prorogati. Della verifica, nessuna traccia. Il Direttore Sanitario di Azienda diventa direttore di distretto

facente funzione di tutti e 6 i distretti fino a fine anno. Nel frattempo la direzione generale lavora alla razionalizzazione: vengono spente 20 strutture, fra semplici e complesse, e tutte sanitarie. Siamo al 20 novembre 2012 e il pretesto è la mancanza copertura. All’inizio del 2013 vengono nominati due direttori di distretto per 6 distretto. Entrambi facente funzione, ancora oggi. In poche parole, la manager

dell’Asl To1, in un anno di reggenza, ha annullato strutture, vaporizzato personale e creato confusione sul presente. Un’operazione effettuata in prima persona. Attualmente sono in carica 16 strutture complesse rette da facenti funzione e sono state azzerate 20 strutture. “In barba al blocco permanente degli atti aziendali, la Briccarello, fregandosene allegramente, ha già stravolto strutture e gerarchie, ha nominato responsabile della prevenzione della corruzione un indagato per turbativa d’asta, ha dato prova di una arroganza figlia della sua totale inadeguatezza. Prona alle sirene dei potenti e dei desiderata di alcuni personaggi, verrà ricordata come la peggiore amministratrice della sanità piemontese di tutti i tempi. Alla To5 brindarono alla sua dipartita. Alla To1 ora sanno il perchè. E tengono le bottiglie in fresco per non farsi cogliere impreparati in caso di prossimi festeggiamenti”, ha dichiarato il segretario regionale di Anaao Assomed, Gabriele Gallone.

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21 AGOSTO 2013 Facciamo diventare verde Roberto Cota “Vogliamo istituire un numero verde, al quale possano rivolgersi tutti i cittadini per segnalare disservizi, anomalie o la diffusione di notizie false e tendenziose sulla sanità piemontese. La sanità, purtroppo, è diventata vergognosamente oggetto di strumentalizzazioni di ogni tipo. Allora possiamo avere effettivamente il servizio che non funziona adeguatamente oppure, più probabilmente, dato che la sanità piemontese si piazza ai primissimi posti come qualità, chi fa il furbo. Si può trattare del politicante che difende questo o quel piccolo gruppo di potere. O di chi da un lato invoca le riforme, e, dall’altro, ci attacca dicendo falsità senza rendere merito al fatto che le stiamo realizzando. Con l’istituzione del numero verde la parola va ai cittadini per segnalare tutto quello che ritengono giusto segnalare e che avviene in ospedali e ambulatori”. [Roberto Cota, La Stampa, 14 agosto 2013] Quando sarà attivo il numero verde segnaleremo la vergognosa strumentalizzazione della Sanità Pubblica fatta da Cota, che ha nominato intenzionalmente un Dirigente dell’Iveco, totalmente ignorante in materia, ad Assessore alla Sanità, un chirurgo con deliri organizzativi all’Aress, 6 Direttori Generali in più per disorganizzare la gestione degli appalti, oltre ad allungare le liste di attesa delle donne con cancro alla mammella e aprire un’emodinamica a Domodossola per fini elettorali, con spreco di denaro pubblico. Non basterà una sola telefonata. Ce ne vorranno tante. Se siete a corto di idee, collegatevi al nostro sito. Chiedete a noi. Aiutateci ad intasare il numero verde del governatore.

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19 SETTMBRE 2013 Cota come Vercingetorige: è sempre colpa di Roma E’ colpa di Roma. Roma sbaglia. E’ Roma che ce lo chiede. Ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Mettiamo in fila tutte le promesse cotiane e verificheremo che, dove il Governatore ha fallito, la colpa è stata sempre di Roma. Città della Salute, Federazioni, piani di rientro, chiusura ospedali, liste di attesa. Tutte le colpe portano a Roma. La realtà però, è ben diversa. Cota ha fallito su tutta la linea e resta al suo posto solo perchè molti consiglieri regionali hanno molto a cuore la loro seggiola, essendo certi che non sarebbero più in grado di mantenerla. Abbiamo avuto in tre anni tre assessori alla Sanità (di cui uno indagato e il cui braccio destro è sotto processo per rapporti con la ‘ndrangheta), un piano sanitario che è risultato solo uno specchietto per le allodole e uno strumento demagogico, l’affidamento della Sanitá a un Ingegnere dichiaratamente impreparato sull’argomento, fallimento e chiusura dell’ARESS, figuraccia sulle Federazioni, allungamento delle liste di attesa delle malate di cancro alla mammella dopo la chiusura dell’ospedale Valdese di Torino. La lista è lunghissima. E, malgrado questo, l’atteggiamento rimane arrogante. Il numero verde per denunciare le “strumentalizzazioni” sulla sanità, ad esempio, è una provocazione ridicola. Chiediamo al Governatore, piuttosto, quanto sia stato speso per lo sportello della salute, quanto lavoro abbia svolto in

questi anni di demagogia vuota e chi si è preso i soldi per questa stupidaggine. Cota ha fatto una figuraccia penosa al convegno sulla corruzione. Non solo per il suo incerto e pessimo intervento, ma soprattutto nel dare patrocinio a un convegno in cui si invitavano alla tavola rotonda non uno, ma ben due direttori generali (Briccarello e Rabino) che avevano nominato il noto Pasqualino Schifano, privo dei requisiti e indagato per turbativa d’asta, pluridecorato da vari Direttori accondiscendenti come responsabile della anticorruzione nella Asl To 1 e alla Federa-

zione Ovest. Malgrado il battage pubblicitario e le persone portate a forza al convegno per fare numero, la sala era mezza vuota. Dopo l’intervento di Cota (arrivato in grave ritardo, come sempre) nessun codazzo si è formato per inseguirlo e venerarlo come ai ben tempi andati. Eliminati i suoi uomini (Zanon, Monferino e il suo amico di IDEA-FIMIT che serviva a creare i fondi immobiliari) ormai rappresenta solo se stesso. Abbattendo il personale sanitario e peggiorando la qualità della assistenza, ha giá fatto abbastanza. Potrebbe partire per Roma a combattere le falangi romane. Ha giá dimostrato alla grande le sue capacità.

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9 DICEMBRE 2013 Il contrappasso di Cota: perire di mutanda

2 G

L’ossessione per il celodurismo tradisce Cota. Negli USA, colto da un raptus macho-celtico, decide di togliersi uno sfizio acquistando un gadget che tutti vorrebbero portarsi dietro da oltreoceano: un paio di mutande verdi. Ad alcuni analisti non dovrebbe interessare chi ha pagato il capo intimo, ma piuttosto analizzare il profondo aspetto psicologico e gli elementi simbolici che stanno dietro a questa scelta. Una scelta che potrebbe affossare la disgraziata esperienza cotiana. Perchè il Cota imputa il costo della mutanda ai cittadini piemontesi? È ovvio. Il suo popolo (secondo la deviazione psicopatologica dei pochi neuroni impazziti che albergano nel suo cranio) desidera che il prezioso “fardello” venga fasciato in tinta kiwi, lo stesso colore dei “berretti verdi” dei celodurissimi marines alla John Wayne. Ma i “topi di fogna” hanno smascherato il suo innocente desiderio. Ora non gli resta che scappare, braccato dai giornalisti, invece di spiegare perché anche le Pall Mall rientrerebbero nelle spese istituzionali. Lo sappiamo, che non ce la fa ad arrivare a fine mese (sua dichiarazione ai Pm). D’altronde potremmo permettere di vedere il nostro Governatore davanti alle slot machine per cercare di ravvivare il tristissimo salario di 6.500 euro mensili? O giocarsi i rimborsi elettorali al tavolo (verde) di un Casinò? Di verde però c’è anche la putrefazione. La macilenta decomposizione di un Cotechino. Basta che se ne vada. La mutanda gliela regaliamo volentieri noi.

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O p s z t M p è t d s m a r t c d D c t n L d n


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20 MARZO 2014 Gallone “ne chiediamo 5 di danni a Cota e Zanon” Oggi le comiche. Zanon, il “catapultato” dalla Lega nell’agone della sanità, il tetragono della riorganizzazione aereoportuale che discettava di Hub e spoke, il profeta del Masterplan della Città della Salute piange miseria. E’ demansionato, è moralmente spezzato. Gli hanno tolto da sotto il sedere la “cadrega” dell’ARESS, anzi, era talmente simpatico ai consiglieri regionali di maggioranza che gli hanno proprio abolito l’ARESS. Insomma, fa veramente pietà. E allora chiede (udite udite) 800.000 euro (1 miliardo e cinquecentoquarantanovemila lire) di danni. Dichiara di non avere più rapporti con il Governatore e di essere totalmente distante dalla Lega “di cui non possedeva neanche la tessera”. L’ANAAO chiede allora 5 milioni di danni per lo scempio della “strana coppia” comparsa sulla scena

della sanità piemontese a cui si è aggiunto a metà campionato il mitico Monferino. Una Trimurti che ha ammorbato il sistema sanitario con un misto di arroganza, incompetenza e protervia incomparabile, danneggiando cittadini, operatori, pazienti e soprattutto l’immagine di una Regione intera. La chiosa di Zanon è un messaggio di apertura: “penso di aver sviluppato una competenza sulla programmazione sanitaria che penso possa essere utile”. Traduco: c’è il tempo delle mele e il tempo delle quaglie, lui si prepara già alla principale specialità della politica nostrana, ovvero il salto della quaglia. Quindi si offrirebbe alla giunta che verrà per la sua grande esperienza. Zanon #staisereno. Prima di sviluppare bisogna avere qualcosa. Dal nulla nulla si sviluppa.

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10 DICEMBRE 2013 Sanità itialiana indietro nella lotta alla corruzione

Soltanto il 56% delle aziende sanitarie nazionali ha nominato il responsabile anti corruzione. In alcune regioni, come Marche e Molise, nessuna Asl l’ha ancora nominato. In Calabria un’azienda su nove e in Campania una su dieci. Lo scenario non muta se si parla di trasparenza: solamente il 20% dei contenuti delle Asl italiane è disponibile sul web. Eppure – come ha sottolineato il fondatori di Libera e Gruppo Abele, Luigi Ciotti – la corruzione è un furto che ci separa dal nostro futuro e dalla democrazia. E la sanità non è esente da questo scenario: nel 2012 e nel 2013 sono andati in fumo oltre un milione e 600 mila euro. Anche per questo motivo, dunque: “La sanità pubblica è un patrimonio che deve essere difeso dall’illegalità e dalla corruzione”. Ma la lotta alla corruzione non deve essere delegata. Ecco perché

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è indispensabile la vigilanza dei cittadini. E Libera e Gruppo Abele hanno pensato a un monitoraggio civico e un’iniziativa precisa: Salute, obiettivo 100% per Aziende sanitarie trasparenti. Lo scopo è vigilare sull’effettivo stato di salute delle aziende sanitarie italiane, in termini di legalità, e verificare che i paletti della legge 190 – istituzione del responsabile anti corruzione, predisposizione di un piano triennale e obbligo di trasparenza – vengano stabiliti entro il termine previsto: il 31 gennaio 2014. E a che punto sono le 237 aziende italiane? Secondo il monitoraggio di Libera e Gruppo Abele emerge una realtà costantemente work in progress. Ci sono Regioni virtuose per trasparenza: Basilicata, al 76% del lavoro svolto, e Friuli Venezia Giulia (69%). E altre ancora indietro: Sardegna (12%), Marche

(14%), Calabria (15%) e Campania (19%). Fanalino di coda il Molise, con l’unica azienda sanitaria che non ha ancora attuato, allo scorso 15 novembre, nessuno dei tre interventi previsti . Il Piemonte, in questo senso, si colloca a metà strada.

#CIMETTOILCA


18 APRLE 2014 #MEDICISENZASPERANZA: Anaao chiama i giovani La politica sanitaria piemontese ha violato l’Articolo 32 della Costituzione Italiana e quindi il diritto alla salute dei cittadini. È questo il giudizio di Anaao Giovani Piemonte sulla gestione del sistema sanitario regionale da parte della giunta guidata da Roberto Cota. In nome di una fittizia riorganizzazione, che ha avuto come testa d’ariete le Federazioni, la politica piemontese ha smantellato il servizio pubblico. Questo si è tradotto in continui tagli ai servizi per i piemontesi, sperpero di denaro pubblico e distribuzione di poltrone. Una gestione allegra del denaro pubblico che ha avuto

conseguenze pesanti anche sugli operatori della sanità. E a farne le spese sono soprattutto i giovani: costretti a lavorare senza diritti e senza tutele, solamente per tappare i sempre più macroscopici buchi negli organici delle strutture ospedaliere e territoriali. Ma alle sforbiciate della Regione si sono affiancate anche quelle del governo, che prevedono tagli per 4 miliardi di euro nei prossimi 3 anni. I medici, a cui è stato richiesto un enorme sforzo sia in termini economici che lavorativi, non sono più disposti ad accettare ulteriori richieste denigratorie della professione e lesive per la salute dei cittadini.

#Medicisenzasperanza, dunque, è l’hashtag lanciato da Anaao Assomed Piemonte, per far sentire la voce dei giovani operatori della sanità al fine di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni. “La mobilitazione deve passare dalla rete al territorio. Per questo, Anaao Giovani promuove, in tutto il Piemonte, una campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta anche ai cittadini, organizzando riunioni nelle strutture ospedaliere e chiamando a raccolta tutti coloro che gravitano attorno al sistema Salute Pubblica”, ha detto Dario Amati, Anaao Giovani Piemonte

CAMICE

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AZ

R M attivit

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ZIONE!

RICORSI, MANIFESTAZIONI, attività sindacale. 45


GALLE 1 DICEMBRE 2012, MANIFESTAZIONE C

I service che operavano al Valdese hanno c stione di tempo prima che anche le attività sm dell’ospedale, cuore pulsante del quartiere di a difesa dell’ospedale si daranno appuntam Pellico, davanti alla struttura, per protes

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LERIA E CONTRO LA CHIUSURA DEL VALDESE

o cessato la loro attività. Mentre è solo quesmettano di funzionare. Finisce così la storia di San Salvario. Per questo motivo, i comitati mento sabato 1 dicembre 2012 in via Silvio estare e ripercorrere i 160 anni di storia.

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GALLE 18 GENNAIO 2013, I LAVORATOR

La mobilitazione dei dipendenti e dei sindac gennaio, la quale ha visto una corposa parte gna elettorale, all’assemblea erano presenti g del consiglio regionale del Piemonte. Ma dai “Sfiduciate gli assessori”. L’Anaao Assomed, tro la delibera di giunta e ha chiamato in

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LERIA RI A DIFESA DELL’EMODINAMICA

acati, sfociata nell’assemblea di venerdì 18 rtecipazione. Complice il clima della campai gli esponenti di maggioranza e opposizione ai sindacati è arrivata una richiesta unanime: d, intanto, ha annunciato il ricorso al Tar conn causa l’intervento della corte dei conti.

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GALLE 15 FEBBRAIO 2013, MANIFESTAZIONE CONTR

E’ Carnevale, ma le bugie le porta Monferino nuto che i sindacati, indistintamente, medici, sionali e amministrativi, tutto il comparto san si trovassero tutti insieme a protestare e a dif stando una politica sanitaria pressap Torino, piazz

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LERIA TRO LA POLITICA SANITARIA DELLA REGIONE

no. In 60 anni, in Piemonte, non è mai avvei, infermieri, dirigenti sanitari, tecnico-profesnitario, fossero essi autonomi o confederali, difendere il sistema sanitario pubblico contraapochista, arrogante e incompetente. zza Castello

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FERMIAMO LA FINANZA CREATIVA L’uomo che “anima” le membra del governatore Cota è Ferruccio Luppi, ex manager FIAT, con diversi incarichi in società come Ferrari e CnH (trattori), finanziarie della galassia della multinazionale torinese, e membro del direttivo del Generale de Santè, società con 110 strutture di cura private e 23 mila dipendenti in Francia. Tra i molteplici incarichi che solitamente questi “supermanager” svolgono contemporaneamente ce ne sarebbe uno che confliggerebbe non poco con il ruolo affidatogli dal presidente Cota: è membro del CDA del più grande Ente di gestione di fondi immobiliari (IDEA-Fimit). La IDEA-Fimit è una SGR con 10 miliardi di masse in gestione e 31 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, Mercato Telematico degli Investment Vehicles, di Borsa Italiana. Sicuramente consigliato da Monferino, Cota ha deciso di assoldarlo con un contratto (rinnovato di recente) di 100.000 euro l’anno per creare un mostro giuridico-finanziario che punterebbe a cartolarizzare i beni delle aziende sanitarie e gli stessi ospedali inserendoli in due fondi immobiliari. In sintesi: ospedali e beni delle aziende finirebbero in un fondo gestito anche da privati che mirerebbe a “valorizzare” i beni delle aziende. Grazie a questa caritatevole opera di salvaguardia, la Regione pagherebbe le spese di gestione e corrisponderebbe un “affitto” per l’uso delle strutture sanitarie confluite nel fondo a fronte del quale, gli investitori privati ed istituzionali, corrisponderebbero un po’ di milioni di euro per sanare parte dei debiti della Regione. Operazioni di questo genere sono già state attuate e sono fallite miseramente. Ma, guarda caso, sono state un affare per le “locuste” dei fondi immobiliari abituate a succhiare la polpa del patrimonio immobiliare pubblico per fare affari. Il Prof. Manacorda, ordinario di Economia, ed editorialista della Stampa ha scritto una analisi approfondita che schianta l’operazione senza appello e che conclude affermando: “A conti fatti la Regione Piemonte, vittima di operazioni di finanza creativa ereditate dai precedenti governanti, non si avvii sulla stessa strada. Pensi sempre ai poveri cittadini che, già oberati dai debiti sui derivati, in un domani potrebbero trovarsi a dover pagare cari prezzi per altre operazioni di ingegneria finanziaria”.

TORINO 15 FEBBRAIO 2013 PIAZZA CASTELLO

52 MANIFESTAZIONE CONTRO LA POLITCA SANITARIA DELLA REGIONE


A

E

E’ CARNEVALE

LE “BUGIE” LE PORTA

MONFERINO 53


VERO O VERO FALSO

Le Federazioni hanno già fatto risparmiare 14 milioni

Le federazioni hanno appena completato il trasferimento del personale loro assegnato e da maggio 2012 non hanno neppure aggiudicato una gara (la maggiorparte non ne ha indetta alcuna). I risparmi sono stati ottenuti dalle aziende sanitarie tramite rinegoziazioni. Però le Federazioni hanno “succhiato” già 1 milione e 200 mila euro in stipendi e spese varie.

Le Federazioni sono centrali di acquisto unificate

Resta in vita il carrozzone di carnevale di SCR, un burosauro che è costato 85 milioni in 5 anni, finendo in vari filoni di indagine di rilievo penale. Cinquantuno dipendenti per duplicare funzioni già duplicate ovvero gare per acquisizione di beni e servizi.

Nel sistema sanitario regionale vi è esubero di personale

In due anni, per bocca dello stesso Assessore, a seguito del blocco del turn over e del blocco delle assunzioni, sono stati persi circa 3.000 dipendenti di cui 1.600 del ruolo sanitario. Vi sono gravi carenze e non eccedenze.

Il Piemonte è tecnicamente fallito. Siamo in bancarotta

Il giorno dopo la infelice esternazione alla Commissione parlamentare, viene convocata una precipitosa conferenza stampa con il Governatore Cota. Per smentire quanto detto. Non aggiungiamo altro. A volte si sbugiarda da solo.

Valdese1: non vi saranno ripercussioni sulle liste di attesa dopo la chiusura

La DG Briccarello convoca a rotta di collo i sindacati per chiedere mobilità d’urgenza e far aprire le sale operatorie all’oftalmico al pomeriggio. Alla To2 il DG dall’Acqua è costretto a prenotare gli interventi nel 2014. Per le donne da operare al seno va pure peggio ma cala il silenzio sulle liste di prenotazione. Le liste di attesa sono trasparenti come i tracciati radar di Ustica.

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O FALSO?

VERO FALSO

Valdese2: “Il Valdese, lo ricordo, è uno dei 26 (ventisei!) ospedali che abbiamo a Torino” Torino ha 9 ospedali pubblici, alcuni dei quali non erogano servizi che erogava il valdese. Ci sono però 23 Licei scientifici. Non sappiamo dove abbia visto tutti questi ospedali. Bisogna chiarirgli ad esempio che le croci sulle chiese di Torino non sono sede di presidi sanitari o del 118 ma luoghi di culto.

Non sarà più possibile aprire emodinamiche che non siano operative h24 Deliberata la apertura di una emodinamica a Domodossola con orario 8-16 da Lunedì al Venerdì. Vietato avere l’infarto nel week end. Costo 4 milioni e mezzo di euro grazie ad un inciucio bipartizan in Val d’Ossola.

La chiusura delle emodinamiche di Moncalieri e Orbassano sarà a costo zero “Chiusura del servizio di Emodinamica del Ospedale San Luigi di Orbassano la cui attività verrà riassorbita dall’Ospedale di Rivoli potenziato in termini strutturali e tecnologici.” (comunicato stampa 23 gennaio). Stessa ovvia conseguenza per il potenziamento dell’Ospedale Molinette. Costo chiusura emodinamica di Orbassano: 10 milioni di euro (pagamento di penale alla ditta fornitrice)

La gestione dei farmaci ospedalieri costa troppo L’ammontare dei farmaci scaduti del 2011 è equivalente allo 0,061% dell’intera spesa sanitaria. Tra i più bassi valori in Italia.

Entro la fine del 2011 la Corte dei Conti avrà i bilanci del 2011, nella primavera del 2013 riceverà quelli del 2012 Era il 4 settembre 2012. La Corte dei Conti aspetta... Aspetta...

QUESTOASSESSOREE’INADEGUATO?

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GALLE 17 SETTEMBRE 2013, VOLANTINAGGIO

Martedì 17 settembre, in occasione del convegno Corruzion all’ospedale Molinette di Torino, Anaao Assomed era present Regione Piemonte, di fronte alle autorità della sanità regionale darlo, rischiano di portare alla chiusura di interi presidi e repa di Orbassano e Moncalieri. La sua giunta, inoltre, ha bloccato lavoratori e pazienti. Una settimana fa, infine, la colonna port te dallo stesso governatore il cuore pulsante della sua riforma direzione dell’ospedale di cacciare i militanti, tramite il serv

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LERIA GIO ANAAO ALLA CITTA’ DELLA SALUTE

one e concussione in ambito di sanità pubblica, organizzato nte per manifestare dissenso contro la politica sanitaria della ale. Le scelte del governatore Roberto Cota, vale la pena ricorparti, come il Valdese di Torino o i laboratori di Emodinamica ato turn over e assunzioni del personale, mettendo in ginocchio ortante del piano di Cota è crollata: le Federazioni, considerama, sono state cancellate. Nonostante il tentativo da parte della ervizio di sicurezza, sono stati distribuiti circa 300 volantini.

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WWW.YOUTUBE.COM/ ANAAOPIEMONTE I VIDEO E LE INTERVISTE DELLA FIACCOLATA DEL 20 SETTEMBRE CONTRO LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI VALDESI

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Federazione Sud Est

Federazione Nord Est

Federazione Sud Ovest

Federazione Nord Ovest

Federazione Torino Sud Est

Federazione Torino Nord

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Ricorso 5-15 anni per il riconoscimento dell’anzianità di

Ricorso al Tar

laboratori

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3 FEBBRAIO 2011- Specializzandi: non sempre Consulcesi vince Come già più volte ribadito da questa segreteria regionale anche con l’ultima mail inviata agli iscritti, possiamo confermare che i tentativi posti in essere da alcuni studi legali sulla possibilità di ricorrere in giudizio per ottenere dallo Stato le borse di studio non percepite sono scorretti. Il termine di prescrizione è assolutamente invalicabile. E tale termine di prescrizione è inequivocabilmente decennale grazie ad una recente sentenza della Corte di Cassazione. Se però sentiamo la Consulcesi sembra che ogni causa a loro affidata dia risultati strabilianti. Ma non è così e ve lo dimostriamo. La sentenza che vi alleghiamo è quella che ha determinato il “reflusso” di molti colleghi. Molti hanno telefonato chiedendo perchè Consulcesi vince sempre, oppure se erano ancora in tempo a fare altri ricorsi. La sentenza 4717 del 15 novembre 2010 contiene le motivazioni che aspettavamo da tempo per confermare i nostri sospetti (vedi la nostra precedente lettera a proposito). E’ strato “strombazzato” che la causa era stata vinta da consulcesi con risarcimenti di migliaia di euro a persona. I giornali non hanno fatto che riportato le trionfali dichiarazioni di consulcesi non avendo, neppure loro, altra fonte di informazione. La realtà è che i ricorrenti erano 430 e solo a 59 sono stati riconosciuti i compensi non percepiti per la frequenza della scuola di specializzazione. Gli altri 361 hanno perso la causa per sopraggiunta prescrizione. Motivazioni sentenza dicembre 2009 specializzandi 15-11-2010 n. 4717 (commentata da Dott. G. Gallone) CONCLUSIONE: La realtà è che consulcesi perde tantissimi ricorsi e tutti per lo stesso motivo ovvero la prescrizione. 10 FEBBRAIO 2014 - Concorsi: ad Alessandria salta tutto. L’Anaao fa saltare i nervi al direttore generale “L’Azienda ha verificato che mancava una formale descrizione dei criteri di valutazione. Pertanto, per evitare eventuali ricorsi amministrativi, la direzione generale in autotutela ha sospeso le procedure di selezione e predisporrà nuovi bandi”. E’ quanto ha dichiarato il direttore generale Nicola Giorgione a La Stampa Alessandria in merito ai concorsi in programma all’ospedale di Alessandria. Si tratta di due posti da primario in cardiochirurgia e oncologia. I due concorsi si sarebbero dovuti tenere giovedì 6 febbraio e lunedì 10, ma alla vigilia delle prove è saltato tutto. Sarebbero saltati, inoltre, anche i concorsi previsti per ematologia e neurochirurgia. Il bando del concorso era stato duramente criticato dalla segreteria regionale piemontese Anaao, in un post firmato dal segretario Gabriele Gallone. Il motivo? I criteri di selezione dei candidati. “Parrebbe che alla ASO di Alessandria abbiano deciso di comunicare solo ora (dopo un anno dal deposito delle domande) che il concorso da Primario in cardiochirurgia si baserà sui seguenti criteri: 30% del punteggio riservato al curriculum vitae, 70% al colloquio. Quindi i futuri pazienti sappiano, prima di finire sotto i ferri per farsi impiantare una valvola cardiaca o un by pass, che il responsabile della cardiochirurgia che li opererà è stato scelto più per la sua fluenza del linguaggio, l’espressività e la conoscenza della burocrazia sanitaria piuttosto che il numero degli interventi, l’esperienza all’estero, le pubblicazioni, la complessità dei casi trattati”, aveva scritto Gabriele Gallone.

11 FEBBRAIO 2014 Attività antisindacale Aso Cuneo: vincono i sindacati L‘Azienda Sanitaria Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo ha avuto un comportamento antisindacale, violando le norme dell’articolo 28, scavalcando la contrattazione integrativa aziendale con le organizzazioni sindacali sull’individuazione e all’utilizzo delle risorse dei fondi contrattuali. La notizia è del 18 febbraio del 2013, quando la dirigenza dell’Aso di Cuneo è stata già condannata dal Tribunale del Lavoro a ricominciare tutto daccapo e convocare le organizzazioni sindacali mediche al più presto. Oggi, a un anno di distanza, è arrivata una seconda stangata per la direttrice Giovanna Baraldi: il tribunale del lavoro ha respinto il ricorso in appello dell’azienda. Il 21 gennaio è arrivata la stroncatura e l’11 febbraio sono state pubblicate le motivazioni. In sostanza, il giudice Roberta Buonaudi riconosce per intero le motivazioni del sindacato . E riconosce, in particolare, che l’azienda si è sottratta all’obbligo della discussione di un bilancio preventivo e uno consuntivo su l’utilizzo dei fondi contrattuali. “Il giudice ha riconosciuto che l’utilizzo dei fondi non è stato conforme a quanto prescritto dal contratto nazionale. Sono state spostate risorse da un fondo all’altro senza il consenso delle organizzazioni sindacali. La vittoria in appello rappresenta una chiara vittoria del sindacato, in quanto ribadisce, ancora una volta, il ruolo e i diritti delle organizzazioni, nonostante il tentativo della direzione di privarle delle loro prerogative”, ha commentato il segretario aziendale Anaao Ernesto Principe. 65


(IN)FORMAZ

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ZIONE

COMUNICAZIONE, CORSI, MEDIA. 67


ANAAO SUI MEDIA

Quotidiano SanitĂ , 13 febbraio 2013

La Stampa, 13 febbraio 2013

Repubblica, 15 giugno 2013

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Torino Cronaca, 27 novembre


bre 2013

ANSA, 19 luglio 2013

La Stampa, 18 aprilw 2014

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Le scelte della Giunta Cota stanno mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale. Ne è convinta l’intersindacale medica e sanitaria che manifesterà a Torino il 15 febbraio. Intervista al segretario Anaao Piemonte, Gabriele Gallone: “Colpa dell’incompetenza ma anche della cattiva politica”.

La sanità piemontese è in rivolta. Perché “sappiamo che molti cambiamenti debbono essere introdotti, che va usato bene ciò che abbiamo a disposizione, che eliminare gli sprechi ci permette di dare un servizio migliore ai cittadini. Non ci tiriamo indietro. Ma diciamo: basta ai tagli lineari ed alla continua riduzione di risorse, basta al blocco indiscriminato del turn over, basta all’incompetenza” e alla “continua svalutazione della professionalità degli operatori della sanità da parte di chi dovrebbe, invece, tutelare il proprio patrimonio umano”. È quanto si legge in uno dei manifesti che annuncia la grande manifestazione che venerdì prossimo, 15 febbraio, vedrà tutte le professionalità della sanità piemontese (Fp Cgil – Uil Fpl – Fials – Fsi – Cimo Asmd - Nursing Up - Anaao Assomed – Aaroi Emac – Cgil Medici – Uil Medici – Fvm - Aupi – Snabi - Sinafo - Cosmed - Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials - Snr – Sidirss) scendere in piazza per protestare contro la politica regionale. Un’iniziativa che punta il dito contro il presidente della Giunta, Roberto Cota, e l’assessore alla Sanità, Paolo Monferrino, per avere preso “ogni decisione con arroganza e senza confronto con le parti sociali, con le associazioni professionali e con i sindaci che rappresentano i cittadini”. In questa intervista Gabriele Gallone, segretario regionale dell’Anaao Assomed Piemonte, ci spiega tutte le ragioni di una protesta che, in mancanza di risposte serie, è destinata a continuare, fino anche all’autogestione delle aziende. Dottor Gallone, l’ampia partecipazione di sigle alla manifestazione

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di venerdì è il segnale che non si tratta di una battaglia di categoria, ma di un allarme condiviso da tutta la sanità piemontese? Assolutamente sì. Venerdì saranno in piazza tutte le professionalità che operano in ospedale, ma a nostro fianco ci saranno anche i cittadini, le associazioni di volontariato e quelle dei pazienti, nonché i medici precari e gli studenti dei corsi in Medicina e in Infermieristica. Le sigle presenti sui volantini sono infatti quelle dei promotori della manifestazione, ma il sostegno e le adesioni che abbiamo ricevuto sono molto più ampie. Mancano solo i politici… Non li abbiamo voluti, né di destra né di sinistra. Nessuno di loro parlerà dal palco. Abbiamo così eliminato a priori ogni tentativo di cercare di strumentalizzare la nostra protesta a scopi elettorali. I politici non avranno diritto di parola. Però sono inviati a scendere tra la folla per sentire quel che abbiamo da dire noi. Uno degli interventi che più criticate riguarda l’istituzione delle Federazioni sovrazonali, di cui non solo contestate l’utilità ma a cui attribuite anche uno spreco di risorse. Può spiegarci in che modo? Le Federazioni sovrazonali sono state un pallino dell’assessore Monferino, che peraltro si definisce un “tecnico” ma certo non di sanità, visto che proviene dalla Fiat. Proprio per questo l’assessore si è convinto che la sanità potesse essere gestita come una fabbrica in cui girano trattori e mezzi di ricambio. Ha così pensato di ridurre il numero di magazzini della sanità, centralizzando gli acquisti, le scorte e la gestione delle forniture in poche società di committenza, convinto così di ottenere efficienza e risparmi. Purtroppo, però, quel che vale per una fabbrica non vale per un ospedale, che ha bisogno di una disponibilità di farmaci e prodotti continuativa. Se in una fabbrica un giorno non arrivano i pezzi di ricambio, la produzione si in-

terrompe e questo è sicuramente un danno. Ma se a causa della neve o di uno sciopero del trasporto un ospedale non viene rifornito di farmaci o di dispositivi salvavita, il prezzo che la cittadinanza paga è molto più alto. In sanità non ci si possono permettere ritardi o interruzioni delle forniture. Tuttavia la centralizzazione degli acquisti e delle forniture è tra le misure più sollecitate per migliorare la gestione dei prodotti e delle risorse… Sicuramente, ma questo deve essere fatto in altri modi, non si possono completamente chiudere i magazzini ospedalieri. Si dovrebbe piuttosto pensare di fare collaborare le aziende che fanno parte di un quadrante geografico e senza bisogno di istituire un altro organo burocratico – con personale, beni mobili e immobili annessi – ci si dovrebbero dividere le gare così che ogni provveditore abbia il coordinamento di una parte. Questo permetterebbe di avere un sistema meno costoso e più efficiente. Cosa hanno fatto invece le Federazioni? Il problema è che le Federazioni da maggio ad oggi non hanno fatto nulla. Alcune non hanno indetto neanche una gara, altre hanno indetto un paio di gare ma non le hanno ancora aggiudi-


cate. Monferino ha avuto però il coraggio di presentarsi davanti alla stampa affermando che grazie alle Federazioni erano già stati ottenuti 10 milioni di euro di risparmi e altri 4 milioni si sarebbero ottenuti in prospettiva. Non c’è nulla di più falso. Quello di cui parlava Monferino, in malafede, sono infatti i risparmi ottenuti con la spending review, che prevedeva la rinegoziazione dei contratti già in atto. Risparmi che hanno ottenuto le aziende, non certo le Federazioni. Che anzi, finora sono costate un milione di euro di stipendi, a cui vanno ad aggiungersi costi di gestione. Ulteriori costi mentre, invece, si taglia sul personale ospedaliero e sui servizi…. Parliamo di 2.700 dipendenti in meno in 21 mesi, oltre ai tagli dei posti letto e ai mancati ricoveri nelle strutture per non autosufficienti e così via. Purtroppo anche questa è la conseguenza di una gestione della sanità con una mentalità industriale, che non considera come il taglio del personale in sanità porti a conseguenze nefaste, non riuscendo a far fronte ai bisogni di salute dei cittadini. Pensi che in Piemonte un anziano deve aspettare circa 3 anni prima di trovare un posto in una Rsa. Un’attesa che al paziente e alle famiglie costa cara, in termini di spese assistenziali indirette. Questo è intollerabile, soprattutto quando altrove si aumentano le unità e i costi di gestione, come nel caso degli amministratori delle Federazioni. C’è un grave problema di liste d’attesa in Piemonte? Per dare un quadro della situazione, sono solito dire che le liste di attesa in Piemonte sono come i tracciati radar di Ustica, cioè non se ne conosce alcun dettaglio. In questo modo si tagliano servizi e strutture senza una accurata analisi alla base e si mente ai cittadini dicendo che si possono chiudere alcuni servizi p e r c h é gli altri sono in grado di

sopperire alla richiesta di assistenza, però si tengono nascoste le liste di attesa che invece dimostrano tutto il contrario. Ma noi sappiamo come stanno le cose, perché siamo quotidianamente a contatto con persone che hanno bisogno di prestazioni e non trovano risposte adeguate e tempestive. Ma voi pensate davvero che, come scrivete nel manifesto, la bancarotta sia solo “una minaccia”? Siamo consapevoli che la sanità deve essere riformata, ma siamo anche convinti che la politica metta continuamente in atto una tecnica di terrorismo psicologico per far credere alle persone che sia necessario mettere approvare misure estreme. Lo stanno facendo ora anche con i nostri stipendi, che minacciano di non pagarci per l’assenza di risorse. E’inaccettabile, perché forse il Piemonte non è in una condizione brillante, ma neanche così drammatiche da giustificare tali minacce, che hanno il solo scopo di fare accettare ai lavoratori interventi che altrimenti non sarebbero mai stati accettati. Però un problema di bilancio c’è, quindi delle misure andranno sicuramente prese. Dopo di che si può parlare di quali siano giuste e quali sbagliate… Lo so bene. In Piemonte si sono susseguite giunte di destra e di sinistra che hanno portato la sanità allo sfascio, anche se non in modo così grave come in altre Regioni. Ci sono però quei 900 milioni di euro da recuperare. Il ministero dell’Economia aveva suggerito di aumentare l’Irpef al 2,5% per arrivare al pareggio in 8 anni, ma la Giunta purtroppo ha rifiutato questa soluzione perché poco strategica dal punto di vista politico, decidendo piuttosto di investire in fondi immobiliari vendendo i beni dello Stato a delle locuste che nell’immediato ti prestano dei soldi per tirare avanti, ma poi ti mandano in bancarotta. E vedremo quanti danni provocherà questa decisione nei prossimi anni. Sono certo che ricadrà in maniera fragorosa sui piemontesi dopo che Cota se ne sarà andato via. Ho chiesto peraltro alla Corte dei Conti di verificare la presenza di eventuali conflitti di interesse, dal momento che a gestire questo grande mostro giuridico-finanzario è stato chiamato Ferruccio Luppi, membro del Cda del più grande ente di gestione di fondi immobiliare e del direttivo di una società con 110 strutture di cura private. Tutto questo, come avete denunciato sui manifesti, è accaduto senza alcun confronto. Nessuno, nonostante le ripetute ri-

chieste. E badi bene, non abbiamo rivolto all’assessore e al presidente sollecitazioni di tipo sindacale, ma abbiamo chiesto loro semplicemente di riflettere su cosa stava accadendo alla sanità piemontese. Nessuno ha considerato le nostre proteste. Da Cota e Monferino abbiamo solo continuato a sentire proclami e affermazioni su quanto tutto andasse bene. Ora abbiamo deciso di smentire i nostri politici. Sul manifesto abbiamo inserito 10 bugie, ma ne abbiamo pronte almeno un’altra quarantina. Non avete ricevuto alcun segnale neanche rispetto alla protesta di venerdì? Abbiamo chiesto al presidente Cota un incontro, ma non abbiamo ricevuto risposta. Crede che la Giunta pensi che la protesta si smorzerà e sarà dimenticata? Probabilmente sì, ma si sbaglia. Noi non dimentichiamo e non ci fermeremo se non avremo risposte serie. In 60 anni, in Piemonte, non era mai avvenuto che i sindacati, indistintamente, medici, infermieri, dirigenti sanitari, tecnico-professionali e amministrativi, tutto il comparto sanitario, autonomi o confederali, si trovassero tutti insieme a protestare e a difendere il sistema sanitario pubblico contrastando una politica sanitaria pressapochista, arrogante e incompetente. Probabilmente i nostri politici non si rendono conto del significato di questa unione. E se le risposte non dovessero arrivare? La mia proposta è di arrivare anche all’occupazione delle direzioni generale e all’autogestione degli ospedali. I problemi della sanità piemontese, insomma, dipendono anche dalla cattiva politica, chiusa al dialogo e agli approfondimenti. E dalle cattive intenzioni, perché la sensazione è che queste decisioni sbagliate siano prese per motivi che vanno oltre l’incompetenza. Mi ha molto deluso la politica. Purtroppo dobbiamo costatare che nonostante l’insoddisfazione generalizzata del consiglio regionale nei confronti dell’assessore Monferino, né i consiglieri di maggioranza né quelli opposizioni hanno il coraggio di chiedere a Cota di liberarsi di lui. La sensazione è che anche i consiglieri regionali vivano in condizioni di costante minaccia e con il costante timore di perdere i privilegi di cui godono. Quotidiano Sanità, 13 febbraio 2013

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Faccia a faccia tra i candidati alla presidenza della Regione Piemonte - Torino, marzo 2010 Risk management in sanità – Asti, febbraio 2011 Risk management in sanità – Torino, maggio 2011 La medicina di genere – Torino, novembre 2011 Nuovi modelli organizzativi in sanità – Torino, dicembre 2011 Risk management in sanità – Torino, dicembre 2011 Piano Sanitario Regionale tra sostenibilità e innovazione, con il ministro Renato Balduzzi - Torino, dicembre 2011 La responsabilità professionale del medico e l’autoassicurazione – Torino, gennaio 2013 Le riforme della previdenza, la previdenza complementare e prospettive per giovani e pensionandi - Torino, aprile 2013 Colpa e danno: capire e affrontare la responsabilità medica - Torino, marzo 2014

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