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Mensile di politica, cultura e informazione ANNO XLVII - n. 4 Aprile 2013

A cura dell’Alleanza Monarchica - Casella Postale n. 1 - 10121 Torino Centro - C.C.P. n. 30180103 (Codice IBAN: IT 74 V 07601 01000 000030180103 - Codice BIC: BPPIITRRXXX) - Poste Italiane Spedizione in a.p. - 70% - D.C. - D.C.I. - Torino - N. 4/2013 - In caso di mancato recapito rin v iare all’Uff. C.M.P. Torino Nord per la restituzione al mittente, che si impegna a corrispondere il diritto fisso do v uto.

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Roberto Vittucci Righini

AMARE CONSIDERAZIONI

A

llorchè si accentuò il declino del Partito Monarchico, il P.D.I.U.M., il Segretario Nazionale On. Alfredo Covelli lanciò un appello al Partito Liberale Italiano ed al Mo v imento Sociale Italiano, vale a dire ai partiti alla destra della Democrazia Cristiana, per la creazione di una coalizione che si contrapponesse allo slittamento verso sinistra del partito dello Scudo crociato. L’On. Giovanni Malagodi, Segretario Nazionale del P.L.I. nemmeno rispose, mentre l’On. Giorgio Almirante, Segretario del M.S.I., creò una delegazione del suo partito per trovare un accordo che allora non venne raggiunto ma che si concretizzò poi anni dopo nel febbraio 1972 in modo per noi monarchici brutale in quanto determinò la scomparsa del nostro Partito. Svaniti in breve tempo i monarchici che avevano aderito al M.S.I.-D.N., ridotti a semplici portatori di voti a partiti repubblicani gli aderenti all’Unione Monarchica Italiana, falliti i modesti tentativi dell’Alleanza Monarchica di ottenere eletti sotto un simbolo monarchico alle elezioni amministrative, si accentuò di anno in anno il nostro declino.

I monarchici dichiarati, quelli che non intendevano alzare bandiera bianca, ma all’opposto volevano tornare a far sentire le nostre idee nelle Assemblee elettive, divennero man mano e sempre più zimbelli e derisi dalle altre formazioni politiche, monarchiche comprese. Ma il tempo è galantuomo e così dopo il Partito Monarchico sono scomparsi quello liberale, i

missini (poi diventati Alleanza Nazionale e spappolati tra Popolo della Libertà, Fratelli d’Italia, La Destra, Futuro e Libertà, ecc., ecc., ecc.), i radicali, i repubblicani, i verdi, i socialisti e, ringraziando Dio, i comunisti dalle varie etichette con falce e martello. E ci viene quasi da ridere ricordando che i radicali anni or sono risposero alla richiesta di darci una mano per presentare liste, con un secco “si arrangino”, mentre ad analoga richiesta gente dell’Alleanza Nazionale fece sapere che non intendeva collaborare nel “rimetterci nell’agone politico”. Sul comportamento di molti monarchici nei confronti delle liste presentate a viso aperto dall’Alleanza Monarchica è meglio stendere un velo pietoso: nessun aiuto anche solo per darci una firma di presentazione, attacchi di derisione sino a giungere alla distribuzione di volantini (anonimi ma che ben sappiamo da quale gruppo monarchico provenivano) diffamatori. Non siamo tornati nelle Assemblee elettive, almeno sino ad ora (ma il Movimento politico Italia Reale ci fa sperare per l’avvenire) e nel frattempo la situazione della politica italiana è diventata traumatizzante. Le elezioni politiche di febbraio (che per altro hanno visto un recupero incredibile e fantastico del Popolo della Libertà grazie alle “geniali sparate” dell’On. Silvio Berlusconi, che comprendevano promesse chiaramente di fantasia come quella di restituzione dell’Imu pagata nel 2012) con il loro esito riserveranno sorprese che

temiamo di gran pericolo per l’Italia. La coalizione di centrodestra ha perso le elezioni per una manciata di voti che probabilmente, presentandosi in tutta l’Italia, una Lista monarchica (nel 1990 nelle sole Torino e Provincia la nostra “Lista azzurra” raccolse 5.096 voti) avrebbe potuto raggranellare. Lo schifo che una gran massa di Italiani prova per i partiti ed i politici, si è tradotto oltre che in un aumento di coloro che si astengono dalle urne, nell’attuare la protesta votando il Mov imento 5 Stelle il cui maggior ricordo di programma politico identifico nel “Vaffa…..” ripetuto largamente sulle piazze dal comico Beppe Grillo. Voto di protesta che si può far risalire nel secondo dopoguerra ai successi elettorali del Fronte dell’uomo qualunque di Guglielmo Giannini, per poi coagularsi prima nel Partito radicale (che oltretutto era “elegante” votare), poi al nord nella Lega ed ora nel Mov imento 5 Stelle. Voto di protesta verso la “casta” tanto più legittimo ove si tenga presente che tutti i Governi che si sono succeduti da molti anni (di centrodestra, centrosinistra o tecnici) non hanno fatto altro che prendere in giro gli Italiani programmando ma mai portando a termine provvedimenti sentiti dagli elettori come indispensabili, tra i quali la modifica della legge elettorale (che permetta tra l’altro di non recarsi alle urne come un branco di buoi per votare liste precostituite dalle segretarie dei Partiti, senza potersi esprimere con le preferenze sui candidati da eleggere), la riduzione delle Regioni o delle

Province, l’eliminazione degli assurdi privilegi autoassegnatisi dai Parlamentari, la riduzione del numero degli stessi, e via dicendo. Sia la sinistra (Bersani) che il centrodestra (Berlusconi o chi per lui) dovranno ora fare i conti con il movimento di Grillo che secondo alcuni raccoglie, coagula ed ha eletto al Parlamento aderenti ai Centri sociali o comunque alla sinistra estrema ed il cui peso sarà determinante nella gestione del Paese a meno che le due formazioni maggiori non si accordino (il che al momento pare improbabile) o si ricorra a nuove elezioni, dall’esito totalmente incerto. Una sola cosa è, a mio avviso, sicura: se la sinistra si accorderà con il Movimento 5 Stelle che, pertanto, entrerà d’ufficio a far parte di quel sistema che gli ha permesso, insultandolo, di affermarsi quale primo partito alla Camera decreterà con ciò stesso la fine dei “grillini” alle prossime elezioni allorché verranno sostituiti da una nuova formazione di mera protesta, parimenti priva di programmi. Il risultato delle elezioni politiche di febbraio, pur con l’evidente delusione nell’esito, rimarrà però nella memoria di molti Italiani per aver, ci auguriamo definitivamente, cancellato la presenza dal Parlamento di Gianfranco Fini, di Antonio Di Pietro, di Franco Marini, di Raffaele Lombardo, dell’aspirante politico Antonio Ingroia (che ci auguriamo di non dover incontrare mai nella veste di Magistrato) e dei vari Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto con i relativi partiti comunisti. ■

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ITALIA REALE - 4/2013

parte dei beni demaniali, riduzione dell’imposizione fiscale, adozione di misure a favore dell’occupazione e riforma della giustizia.

Giancarlo Vittucci Righini

PANORAMA POLITICO

L’

esame della situazione politica su Italia reale è stato sospeso sul numero di marzo, dedicato interamente al doveroso ricordo di S.M. Umberto II nel trentennale dalla Sua morte. Ci è stato così consentito un esame più meditato del risultato veramente imprevisto delle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento e dei consigli di tre regioni. La preconizzata vittoria senza se e senza ma della sinistra (PD e SEL) si è trasformata in una vittoria di Pirro.

In base alla legge elettorale denominata giustamente “porcellum”, grazie ad un misero 0,4% di voti in più, l’accoppiata Bersani-Vendola alla Camera dei Deputati ha ottenuto un regalo pari al 15% dei seggi raggiungendo il numero complessivo di 340 eletti su 630. Al Senato invece dove si votava con una legge diversa (regione per regione e non su base nazionale) la sinistra è arrivata ugualmente prima ma con un numero di senatori (123) ben lontano dalla maggioranza assoluta che è di 158. Da rilevare l’ottimo ed imprevedibile risultato conseguito dal centrodestra che sotto la guida sicura del solito Berlusconi è arrivato secondo a brevissima distanza dal blocco delle sinistre per numero di voti alla Camera dei Deputati e al Senato anche per numero di seggi (117). La mancata vittoria del centro-destra è addebitabile al crollo dalla Lega Nord che, capeggiata da Maroni, ha dimezzato i voti: dall’8,9% al 4,09 alla Camera dei Deputati con soli 18 seggi, ed al Senato dal 7,92 al 4,34% con soli 17 eletti. Tuttavia il segretario leghista in cambio dell’appoggio a Berlusconi ha ottenuto la presidenza della Regione Lombardia. Imprevedibile anche lo straordinario successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, giunto terzo, che rappresenta la più grossa novità della recente consultazione elettorale ed è andato ben oltre le previsioni che gli attribuivano un 1516% dei voti, mentre ne ha presi ben il 25,5%; così oggi può contare su 109 deputati e 54 senatori.

Ma il problema è quello che farà; il suo leader è un uomo di spettacolo che ha avuto dalla sua la fortuna di attirare i voti della stragrande maggioranza di coloro che contestano la “casta” e che vorrebbero ridurla in briciole. Resta infine il cosiddetto terzo polo costituito dalla Lista civica per Monti, più UDC e FLI, capeggiato dal terzetto Monti-Casini-Fini, che nonostante l’appoggio smaccato della maggior parte dei mass media, dei poteri forti, dell’UE e segnatamente della Germania, ha riportato un’incredibile sconfitta. Gli unici a salvarsi (si fa per dire) sono stati i candidati di Scelta civica che hanno comunque ottenuto soltanto l’8,3% dei voti; ridotta al lumicino l’UDC (1,8%) e scomparso il FLI (0,4%). Da parte sua Monti continua a fare il prezioso, ma il suo peso elettorale è talmente scarso che anche un suo appoggio a Bersani non consentirebbe a quest’ultimo di avere la maggioranza al Senato. Inoltre l’UDC di Casini si è ridotta ai minimi termini e il FLI di Fini si è azzerrato. Fallimento completo dunque: Casini che con il suo partito aspirava a rappresentare l’ago della bilancia tra i due schieramenti di sinistra e di centro destra, non conta più nulla. Fini non è stato neppure eletto. All’ex presidente della Camera hanno nuociuto in particolare l’abbandono del PDL, del quale era il numero 2, l’attaccamento eccessivo all’importante carica che ricopriva e la non esaltante vicenda della casa di Montecarlo finita “a sua insaputa” al quasi cognato Tulliani. Ed ora passiamo ad esaminare brevemente le posizioni dei singoli leader. Pier Luigi Bersani, il quale era sicuro di diventare Presidente del Consiglio forte di una schiacciante maggioranza, non ha invece i numeri per governare e non gli basta neppure l’appoggio dei quattro gatti del terzo polo. Ha provato a rivolgersi al M5S che per bocca di Grillo gli ha risposto pic-

che: “Bersani è un morto che parla”; “Bersani è uno stalker politico che fa proposte indecenti”, “Bersani è fuori dalla storia e non se ne rende conto. I giochini sono finiti e quando si aprirà la voragine del Monte dei Paschi forse del Pd meno elle non rimarrà che un ricordo”. Anche all’interno del suo stesso partito, molti esponenti, compresi compagni della sua corrente, hanno incominciato a prendere le distanze. C’è addirittura chi parla di sostituirlo con il suo antagonista Matteo Renzi, il quale molto furbescamente non si espone e si guarda bene dal sostenerlo. Del resto Bersani non ha il carisma del leader. Intellettualmente modesto, dall’intercalare terra terra: “non siamo qui a pettinare le bambole”, “il giaguaro (Berlusconi) lo smacchiamo”; ridicolo nelle minacce: “se qualcuno si prova ad attaccare il PD sulla questione del Monte dei Paschi lo sbraniamo”. Ma per sbranare occorre possedere zanne e artigli che mancano completamente al segretario del PD. Poi c’è il solito Berlusconi. Uomo dalle mille risorse, dalle grandi capacità e purtroppo dai gravi difetti di carattere privato che con un po’ di buona volontà potrebbe evitare, si spera almeno per il futuro. E’ bastato che si impegnasse proprio all’ultimo momento ad un solo mese dalle elezioni per ridare vigore ad un centro-destra che sembrava già morto e a riportarlo ad un successo notevole: il 2° posto a brevissima distanza dalla coalizione di sinistra giunta prima. C’è da domandarsi che cosa sarebbe successo se Berlusconi invece di perdere tempo e baloccarsi per mesi e mesi con “primarie o non primarie”, “mi candido o non mi candido”, si fosse scatenato fin da allora. Certamente il centrodestra sarebbe tornato ad essere il primo partito in entrambi i rami del Parlamento, in una posizione ben più solida di quella occupata attualmente dalle sinistre.Comunque la situazione e l’offensiva giudiziaria nei suoi con-

fronti (sono ripresi vari processi e dopo le elezioni se ne sono aggiunti altri), che in caso di condanna, data anche l’età 76 anni - ben difficilmente gli consentiranno di riprendere l’attività politica, non gli permettono di aspirare alla Presidenza del Consiglio o della repubblica. Sosterrà al suo posto Angelino Alfano o Gianni Letta. Grillo, leader del Movimento 5 Stelle è un abile polemista ed un bravo attore, ma gli manca un’adeguata preparazione. E’ facile criticare, molto più difficile riformare lo Stato.

In particolare occorre porre fine al fenomeno di magistrati politicizzati che acquisita notorietà a seguito di inchieste importanti strambazzate sui mass media, si danno alla politica, per poi, una volta trombati, tornare tranquillamente a fare i giudici con quale garanzia di imparzialità è facile immaginare. Trombati o no il ritorno in Magistratura dovrebbe essere loro interdetto definitivamente.

Si dovrebbe trattare di un governo di legislatura. Se dovesse fallire e fosse necessario tornare alle urne tra breve, il M5S avrebbe la possibilità di ottenere la maggioranza assoluta e allora si tratterebbe veramente di un salto nel buio. Infine due considerazioni: - se il Prof. Monti avesse accettato di assumere la guida del centrodestra (offertagli da Berlusconi) oggi avrebbe la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato e sarebbe confermato Presidente del Consiglio; - se ai votanti del M5S si aggiungono gli astenuti (oltre il 25%) risulta che gli Italiani anticasta superano il 50%. ■

Inoltre i suoi parlamentari hanno le origini più diverse e composizione eterogenea, mancano in gran parte di esperienza e di preparazione politica. E’ anche possibile che in parte appoggino un governo a guida PD. Infine il Prof. Monti. Dato l’insuccesso della sua coalizione (47 deputati e 19 senatori) non riteniamo possa aspirare ancora al ruolo di Presidente del Consiglio e neppure a quello di Capo dello Stato. Riceverà probabilmente qualche incarico di carattere istituzionale. Al Prof. Monti hanno nuociuto il carattere spocchioso, l’atteggiamento costante di primo della classe e l’errata politica del suo Governo che anziché ridurre drasticamente la spesa pubblica ha aumentato la tassazione in modo esagerato con la conseguenza che la crisi economica dell’Italia è ulteriormente peggiorata. A questo punto è difficile trarre delle conclusioni circa l’immediato futuro. Un governo di sinistra Bersani-Vendola non ha i numeri per ottenere la fiducia senza l’appoggio del M5S. Ma Grillo ha già detto che i grillini si limiteranno a votare le sole leggi che corrispondono al loro programma. L’unica soluzione ragionevole sarebbe quella di un governo istituzionale PD-PDL-terzo polo che si impegnasse seriamente a fare le riforme più urgenti: forte riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, drastica riduzione della spesa pubblica, liquidazione (e non svendita a monopolisti privati o stranieri) di

Rinunciando al Papato S.S. Benedetto XVI non ci ha voltato le spalle ma, al contrario, si è affacciato e ha proteso lo sguardo al di fuori delle mura del Vaticano e così verso il mondo dimostrando che il potere, spirituale o terreno che sia, non costituisce una dotazione personale bensì un fardello ed un dovere che va gestito nel solo interesse dell’Istituzione che si rappresenta e di quanti vi aderiscono. ■

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RC AUTO Il premio medio pagato dagli automobilisti italiani per assicurare i danni da sinistri stradali è più del doppio di quello pagato da francesi e portoghesi, e supera di circa l’80% quello dei tedeschi e del 70% quello degli olandesi. Dal 2006 al 2010 è cresciuto di quasi il doppio rispetto a quello dei Paesi della zona euro e quasi del triplo rispetto alla Francia. Ne consegue, secondo i Codacons, che molti non sono in grado di pagare polizze tanto onerose per cui sulle strade italiane circolano tra i 3,5 ed i 4 milioni di automezzi sprovvisti di copertura assicurativa. La mancata assicurazione di una tal massa di automezzi in parte con targhe straniere, e l’onerosa penalizzazione del “bonus malus” che colpisce gli assicurati dopo ogni sinistro causato, è uno dei motivi della fuga di sempre più numerosi responsabili di incidenti stradali. ■

FEMEN Femen il movimento di protesta ucraino creato nel 2008 a Kiev, che per la gioia dei guardoni si esibisce con il torso nudo delle sue giovani aderenti, ha dato “spettacolo” a Roma il 5 novembre 2011 in Piazza San Giovanni ed il 15 febbraio 2013 in Piazza San Pietro, nonché a Milano il 24 febbraio u.s. davanti al seggio elettorale ove ha votato l’On. Berlusconi. Le esibizioniste, guidate dalla 23enne Inna Shevchenko, che hanno per motto “Sono nuda perché sono femminista”, scendono in campo in appoggio alla sinistra italiana. ■

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Armando Pupella

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GIOVEDI’ MONARCHICI A TORINO ATTENZIONE: NUOVA SEDE Le riunioni hanno luogo in una sala della Caffetteria Madama di Via Madama Cristina 27, sempre nel terzo giovedì del mese e precisamente: - Giovedì 18 aprile 2013, ore 17,30. - Giovedì 16 maggio 2013, ore 17,30. Le riunioni sono aperte ad iscritti e simpatizzanti dell’Alleanza Monarchica, per discutere i programmi di attività.

* La fede è un dono che Dio concede a tutti e che ognuno è libero di accettare o rifiutare. * Date a Dio quel che è di Dio ed a Cesare quel che è di Cesare. Il guaio è che oggi Cesare non distingue quel che è suo da quel che è di Dio; e siamo fregati. * Chissà perché tanti preferiscono la “spending review” alla revisione della spesa. * Eutanasia? Mica male come ricetta di stampo nazista (vita non degna di essere vissuta), per tagliare assistenza sociale, amo-

re cristiano, solidarietà umana, e “rami secchi” alias pensioni. Tocchiamo ferro. * La musica non esprime alcuna idea, ma ne fa nascere a migliaia. (Alessandro Manzoni) * Il chiasso non fa bene, ed il bene non fa chiasso. * Il 15 settembre 1996 Umberto Bossi cacciò i giornalisti, gridando in tedesco raus, raus, quando annunciò la nascita della padania nei pressi delle sorgenti del Po. Perché usò il tedesco e non il bergamasco o il milanese?

* Nulla consuma il corpo quanto l’ansia, e chi ha fede in Dio dovrebbe vergognarsi di esser preoccupato per qualsiasi cosa. (Mahatma Gandhi) * Nelle cose necessarie l’unità, nelle cose opinabili la libertà, in ogni caso la carità. (Sant’Agostino) * Una volta il linguaggio sboccato era definito triviale o volgare; oggi lo si può definire televisivo. * L’unico significato della vita consiste nell’aiutare a stabilire il Regno di Dio. (Leone Tolstoj) * Il Vangelo cita spesso il Regno dei Cieli. Una repubblica dei Cieli non potrebbe esistere; sarebbe la fine del mondo: pianeti, stelle, galassie sbatterebbero tra loro. Un cataclisma. ■

LA PROPRIETÀ È UN FURTO Che la proprietà sia un furto era un assioma di quelli tra i comunisti che affermavano “quello che è mio è mio, quello che è tuo è mio”. Il comunismo è fortunatamente finito lasciando in suo ricordo le centinaia di milioni di vittime della turpe ideologia dei vari Stalin e Tito, ma qualche deleterio insegnamento deve avere lasciato se si pensa a quei casi, per ora limitati nel numero oltre che al meridione d’Italia, di delinquenti che invadono gli alloggi altrui sostituendo le serrature delle case di abitazione in assenza dei proprietari, occupandoli. Ancora recentemente nella trasmissione televisiva “Striscia la notizia” è stata riportata la vicenda di una donna di una certa età che al rientro a casa dalla visita in ospedale alla madre ammalata, ha trovato il proprio alloggio occupato da una famiglia che vi si era installata forzando e sostituendo la serratura. Risultati vani i suoi appelli alle Forze dell’Ordine che pare attendessero per ristabilire la situazione un provvedimento della Magistratura, la povera donna che aveva trascorso un non breve periodo sul pianerottolo delle scale davanti al proprio alloggio, ha potuto rientrarne in possesso solo dopo e forse per la pubblicità data alla vicenda dalla trasmissione televisiva. ■

CAMBIO DI CASACCA Sono 180 i Parlamentari che hanno cambiato casacca nella precedente legislatura: 120 alla Camera e 60 al Senato, in base alle informazioni di Openpolis.it, sito che monitorizza il comportamento dei rappresentanti italiani. Alcuni dei 180 si sono limitati al cambio di un partito, ma altri hanno effettuato in cinque anni ben tre cambi di casacca. E’ vero che i Parlamentari rimangono tali anche se abbandonano il Partito nel quale sono stati eletti, ma comunque si tratta di un tradimento nei confronti di coloro che li hanno votati confidando nel rispetto degli impegni presi con la candidatura. ■


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REGIONE PIEMONTE

IL GIUOCO DI LETI 1

A) B) C) D) I. E) F) G) H) I) E' L) M)

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P S.M. lo Zar Simeone II di Bulgaria con la Consorte Zarina Margarita, accompagnato dall’Ambasciatore dell’Ordine di Malta a Sofia, Comm. Camillo Zuccoli, ha assistito alla S. Messa nella Basilica di Superga, visitando quindi le Tombe dei Re, delle Regine e dei Principi di Casa Savoia ivi custodite, depositando un omaggio floreale alla tomba dell’avo Re Carlo Alberto. Lo Zar è stato festeggiato da fedeli presenti nella Basilica. ■

er iniziativa del Consiglio Regionale del Piemonte, presso la Biblioteca della Regione è stata inaugurata la mostra “I Savoia e i loro simboli” con presentazione da parte del noto storico Conte Gustavo Mola di Nomaglio affiancato dal collezionista Dr. Giacomino Piovano. Alla mostra durata oltre un mese, che ha richiamato un folto pubblico,

ARMA DI CAVALLERIA

sono state abbinate interessanti Conferenze su: “Adelaide e Carolina: due Principesse sabaude spose in Bav iera e in Sassonia”, della ricercatrice in campo storico Dr.ssa Giusi Audiberti; “Il Bucintoro dei Savoia La Peota Reale di Carlo Emanuele III 1731”, dello storico della Marina sabauda Dr. Luigi Griva; “7 febbraio 1563 Emanuele Filiberto di Savoia entra in Torino: 450 anni da capitale”, della docente e saggista Dr.ssa Claudia Bocca, “Segni d’onore, di battaglia e di carità. Gli ordini cavallereschi dei Sav oia, storia e distintiv i”, dello storico Dr. Roberto Giachino Sandri, Direttore del Museo del Risorgimento di Torino, e dello storico Conte Dr. Gustavo Mola di Nomaglio. ■

RIVIERA DEL CONERO “Buia, malsana, fantasiosa” è la definizione data dal Sindaco delle Associazioni di categoria di Numana (Ancona) all’idea di un locale operatore turistico di invitare il comandante dell’affondata nave da crociera “Concordia” della Costa navigazioni, Francesco Schettino, quale testimonial per il rilancio dell’immagine della Riviera del Conero. ■

SANTANDER La maggior banca spagnola, il Banco Santander, ha ridotto di oltre un terzo gli stipendi dei propri vertici in conseguenza della riduzione degli utili e della perdita di valore delle proprie azioni. A quando tale esempio verrà recepito dalle Banche e dalle industrie italiane? ■

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Rispondendo alle definizioni qui sotto date, inserite nelle rispettive righe solamente le 3 lettere che risulteranno nelle caselle bordate. Per leggere il pensiero di Aristofane su un poeta, completare lo schema, sapendo che a numero uguale corrisponde lettera uguale A) Ballo di origine nordamericana, il cui movimento è simile ad una marcia ritmica B) Inserimento … a vite, ... a baionetta C) Fatto con costanza e continuità, come lo sperpero di buona parte del pubblico denaro in Italia D) Commesso per imprudenza o imperizia ma senza volontà di nuocere E) Antro, spelonca, cavità sotterranea F) Sbagliato G) Ce la fa venire la previsione di maggiori tasse il cui ricavato molti Italiani ritengono che verrà ingurgitato da Banche responsabili di pessime speculazioni, come si è letto in occasione dello scandalo dell’acquisto di derivati da parte del Monte dei Paschi di Siena H) Contrapposto I) Parsimonioso L) Si allesticono a Natale M) Caldo eccessivo

Soluzione

de “Il Giuoco di Leti” pubblicato sul numero di Febbraio 2013

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Italia Reale aprile 2013  

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