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UN PA NE L

Tester nazionali Cosimo Attanasi CC PuroMotivo Aniello Buonincontro CC Civithabana Nicola Di Nunzio CC PuroMotivo Giuseppe Dussin CC Corporacion del Puro Giuseppe Elefante CC Alto Salento

INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE Anno V _ gen-mar 2012 _ n째 10

PROVA I MIGLIORI SIGARI DEL R E T S MOM TE ENT O DI T A OC ON I ON Z E DE EL S GU E L ST A AZ N IZ O I

A IEC EC ON

NA

Responsabile e Coordinatore nazionale Luigi Ferri

TEST 2 gen-mar 2012


CUABA DIADEMA 2001___________________________________________3 CIGAR TEST____________________________________________________________4 1 • PARTAGAS SERIE E NO. 2 2 • H. UPMANN HALF CORONA 3 • PARTAGAS SERIE D NO. 5 4 • DAVIDOFF PURO D'ORO NOTABLES 5 • ZINO PLATINUM Z-CLASS 550R 6 • WINSTON CHURCHILL CHEQUERS 7 • VILLA ZAMORANO ROBUSTO 8 • CUMPAY N° 15 9 • FLOR DE SELVA CORONA 10 • DUNHILL SIGNED RANGE CORONA 11 • CAMACHO TRIPLE MADURO ROBUSTO

CIGAR CHALLENGE___________________________________________________8 WINSTON CHURCHILL Marrakesh ZINO PLATINUM Z-Class 654T DELLA COERENZA____________________________________________________10 LA ESCEPCION, SELECTO FINO Anche in questa tornata di degustazioni, il Panel ha esaminato undici sigari, di vari formati, con la speranza di fornire agli appassionati anche dei “consigli per gli acquisti”, secondo le diverse preferenze, gusti e non ultimo alternative economiche, anche in termini di qualità/prezzo. Non è escluso che nei prossimi Panel si possa, con la disponibilità degli importatori, confrontare sigari di consumo diffuso, appartenenti invece alla stessa international shape (petit corona, petit robusto ecc.). In questo numero vediamo salire sugli scudi tre sigari cubani di recentissima produzione, tutti usciti nel 2011. Da notare che, nel formato, rispecchiano quella che è ormai una tendenza sempre più imperante: o moduli corti e sazianti (Partagás Serie D No. 5 e H. Upmann Half Corona) o moduli di “cepo” consistente (Partagás Serie E No. 2). Su quest’ultimo sigaro i complimenti non saranno mai sufficienti. La scelta dei tabacchi ci sembra veramente eccellente e personalmente, a tratti, mi ha condotto a reminiscenze di altri tempi. La sua valutazione di 5 medaglie (superiore al Serie P No. 2 del numero scorso) è praticamente il massimo che può essere conseguito in un Panel, dove il risultato è una media delle singole valutazioni. Tra gli altri due cubani, prevale di misura l’Half Corona che, a parità di punteggio, risulta preferibile come Q/P e come emozione di fumata. Il Serie D No. 5, riproposizione “standard” della EL 2008, ci sembra pure un buon sigaro, che forse necessita solo di un assestamento produttivo per guadagnare ancora qualcosa. Decisamente buona anche la prestazione del nuovo Davidoff Puro d’Oro Notables (2010) che mette in luce, oltre alle conclamate doti “alchemiche” del grande cigar-maker Hendrik Kelner, anche le potenzialità del “terroir” della Rep. Dominicana nella produzione di “puros” di alta qualità. Già Fuente, con il suo Opus X (1996), aveva dimostrato che la sfida ai puros cubani era possibile. Questo nuovo Davidoff, diverso nelle caratteristiche dal prodotto di Fuente, è

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ugualmente di alta qualità ed è probabile che non ci si fermi qui. Più che soddisfacenti anche le prestazioni del Winston Churchill Chequers (2008) e del nuovo Zino Platinum Z-Class 550R (2011), entrambi al limite della quarta medaglia. Progettati dalla Oettinger Davidoff, con abbondanti apporti di tabacchi di seme cubano, rappresentano emblematicamente la recente tendenza produttiva della Maison di Basilea, che (vedi anche Puro d’Oro) sta proponendo sigari di maggior corpo rispetto ai canoni classici di un tempo (come anche in alcune “limited edition” su cui non c’è tempo di soffermarci e l’acquisizione di Camacho). Anche le rimanenti degustazioni sono su un livello più che apprezzabile, tutte posizionate sulle tre medaglie (ossia “discreto”). Tuttavia differenti sono le considerazioni che si possono fare. Brillante è il risultato del Villa Zamorano Robusto di Maya Selva, che in considerazione del prezzo accessibilissimo (è un “bundle”!) offre una prestazione tale da meritarsi un bel BUY. Così come esce meglio il Flor de Selva Corona (7,50€) rispetto al Dunhill Signed Range Corona (8,90€), che rappresenta una marca, dal passato glorioso, che oggi sembra segnare il passo. Anche il Cumpay N° 15 (7€) prevale, nello stesso senso, sul Camacho Triple Maduro Robusto (11,20€). Quest’ultimo, per il prezzo elevato, è ben lontano dal BUY, però personalmente consiglierei di provarlo per l’originalissima mezcla (5 foglie maduro), mai usata in nessun sigaro e che stimola la curiosità. Luigi Ferri (Coordinatore del Panel)


63 i sigari fumati nel corso della stesura 1,8 in media il consumo giornaliero 5 le città italiane coinvolte

Una sera di inizio Febbraio, nel gelo torinese, due amici del Puromotivo Torino Cigar Club, si ritrovano presso la suggestiva cornice del The Cigar Inn, per fumare un sigaro proposto per il mercato italiano nel 2001, per l’appunto il Cuaba Diademas, prima edizione. La marca Cuaba è di recente costituzione. Nata nel 1996 è stata lanciata il 19 Novembre durante un evento in Inghilterra, dall’ allora presidente di Habanos S.A., Francisco Linares. Questa marca ha la particolarità di annoverare tra le sue file esclusivamente sigari Figurados, ad esempio il Diademas, il Salomones, il Distinguidos, il Tradicionales, l’Exclusivos, il Generosos ed il Divinos in produzione ordinaria. Nel 1999 ha effettuato il lancio del Cuaba Salomones II in soli 45 humidor da 45 sigari e una giara Millenium contenente 25 Distinguidos nel 1998. Nel 2001 ha pubblicato il primo Libro Collection in sole 300 copie, con al suo interno 10 Salomones. Nel 2008 è stato proposto, in edizione limitata, il Piramide. Ma torniamo al Diademas degustato: è stato proposto avvolto in una carta stagnola con delle stelle impresse, al contrario di quelle attuali; infatti i diadema prodotti negli anni 60/70 avevano lo stesso rivestimento. Ha una storia molto particolare alle sue spalle: visto che non era stata più prodotta dagli anni 70 l’importatore italiano, la Diadema S.p.A, ha avanzato una richiesta per una fornitura di 1500 astucci per il solo mercato italiano, numerati successivamente con un adesivo apposto su ogni singolo astuccio. L’Inghilterra, con il suo importatore di Habanos, Hunter’s & Frankau reclamò immediatamente in quanto non concepiva il fatto che solo il mercato italiano avesse i Diademas. Solo successivamente infatti furono prodotti altri 1500 astucci contenenti i Diademas per il mercato inglese.

Questi astucci, oltre che ad essere numerati, avevano apposto l’anno di produzione, cioè il 2002, mentre quelli italiani avevano il cuño soltanto sul box e riportavano l’anno di produzione 2001. Il prezzo dei Diademas per il mercato italiano, alla loro uscita, era di 45 € cadauno, mentre in Inghilterra il costo per ogni singolo astuccio era di circa 35 sterline. Il sigaro è davvero imponente nella sua stagnola “prestigiosa” e fa intuire facilmente quanto possa essere immenso questo manufatto. L’involucro è molto ben avvolto quasi come se fosse un’ulteriore capa. Le estremità, verso piede e testa, sono ben serrate, molto di più di come lo siano quelle dell’ultimo Punch. Il colore della capa è colorado con toni dorati ed ancora discretamente luminosa, l’aspetto è liscio, uniforme ed abbastanza serico. Ottima la costruzione che rivela un riempimento regolare. I profumi sono medio-lievi, ma si percepiscono a crudo delle nette sensazioni di “vecchie” caramelle di zucchero, quelle piccole e tonde per intenderci. All’accensione si avvertono quegli aromi e quei sapori di cui si parlava a crudo quindi una dolcezza accompagnata da una presenza sapida e leggermente aspra che definiremmo quasi agrodolce ed i primi puff non sono neanche troppo faticosi come avremmo potuto immaginare. Arrivati a questo punto, dopo l’accensione, ci si chiede, osservando il sigaro, dove potrebbero finire ed iniziare i relativi “terzi” di fumata….ma, dopo circa il primo ci si rende presto conto che questa sarà

di Cosimo Attanasi e Nicola Di Nunzio

un’esperienza in continua evoluzione, una progressione di centimetro in centimetro che non ci consentirà di classificarlo in alcun modo. Quindi meglio sistemarsi bene sui divani badando di non farsi sfuggire nulla e di resistere alla tentazione di ordinare al barista un malto venerabile. Ordiniamo una Perrier. Mentre la prima ora di fumata scivola via velocemente in compagnia di aromi vegetali, subito dopo si affacciano degli aromi di frutta secca, specialmente mandorle abbrustolite che ben si integrano con il crescere della forza, ma appena dopo scompaiono facendo comparire molte spezie anche legnose come cannella, pepe nero e soprattutto cardamomo. Incredibile, la sensazione dura solo pochi secondi, ma lascia un segno indelebile per la valutazione della fumata, assimilabile a quel famoso muschio esotico riscontrato da molti nei Cohiba Robustos con la vecchia anilla. Alcuni lievi aromi di terra e argilla umida fanno la loro comparsa rivelando una paletta aromatica raffinata e completa. Con l’incedere della fumata naturalmente la forza cresce intensificando aromi quali legno, terra e caffè con un finale di una potenza davvero rilevante che, dopo tre ore, si fa fatica a gestire ulteriormente. Scenografico ed infinito e non solo per le sue dimensioni.

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LEGENDA (giudizio sul sigaro)

coordinato da Luigi Ferri Tutti i sigari sottoposti al Panel vengono degustati alla cieca (blind test). Questa è un’innovazione molto significativa, condivisa da tutti i componenti e richiesta da tempo da più parti, sia appassionati sia operatori del settore. L’ obiettivo è ovvio: quello di garantire al massimo l’imparzialità nei giudizi, senza che i degustatori subiscano un involontario o inconsapevole “condizionamento d’anilla”, ancorchè minimo.

BUY

Note aggiuntive: OK = sigaro emozionante BUY

= rapporto qualità/prezzo buono, da comprare

Le valutazioni sono il risultato della media delle valutazioni dei singoli degustatori

+ PARTAGÁS Serie E No. 2 Paese: Cuba Capa, Capote e Tripa: 100% Cuba

Misure: 140mm - 54RG Prezzo: 12€

BUY

La costruzione è abbastanza buona, anche se in qualche esemplare non impeccabile, specie nella chiusura della testa e nell’uniformità della fascia, che è di un bel colorado dai toni rossi (come nel Serie P No. 2). Al naso, prima dell’accensione, si avvertono sentori di legno e fieno. Già dall’attacco, forte, intenso e profondo, si cominciano ad avvertire sontuose note floreali e speziate. L’evoluzione è dinamica: si avvicendano note tostate, tonalità di caffè, si stabilizza una sensazione di cuoio (di più nel 2° terzo). In qualche esemplare si affacciano anche sentori di legno e frutta secca. La combustione è generalmente regolare e la fumata procede fino alla fine senza cali di ritmo. Quello che sorprende di più in questo sigaro è come riesca a unire una spiccata aromaticità, fine e pulita, con una persistenza profonda e con una forza consistente ma non perturbante. Il tutto in un quadro di sostanziale equilibrio e di pregevole finezza, con lunghi tratti piacevolmente dolci e piccanti e rarissima asprezza, avvertita in un solo esemplare. Una sinfonia perfetta! Anche se a Cuba la tipicità di marca è aleatoria, riteniamo che il Serie E No. 2 abbia tutte le caratteristiche del grande Partagás. Adatto a un dopo-cena lussuoso, per esperti. Consigliamo di fumarlo anche senza abbinamento, per non perderne tutte le strabilianti qualità. Grazie di esistere.

+ H. HUPMANN Half Corona

Paese: Cuba Capa, Capote e Tripa: 100% Cuba Misure: 90mm - 44RG Prezzo: 6€ 4

SCADENTE SUFFICIENTE DISCRETO BUONO OTTIMO ECCEZIONALE (COPPA)

Una prestazione coi fiocchi per questo piccoletto cubano di recente produzione (2011). E’ il sigaro più corto della produzione standard cubana e dividerlo in “terzi” degustativi non è facile (né forse esplicativo), però sorprendentemente, durante la fumata, si percepiscono come dei “passaggi” ben definiti. Non solo: nonostante un “largo” ridotto, è avvertibile una evoluzione che non si riscontra a volte in formati ben più lunghi. Dopo un 1° terzo con sentori di legno e terra e una punta speziata, nel 2° terzo si sentono anche il cuoio e la vaniglia, per concludere con note di cacao e accenti tostati. Il sigaro, sin dall’avvio, è brioso, con buona combustione e un ritmo vivace, fine, equilibrato, di persistenza medio-lunga. La forza è sostenuta e può risultare a volte un po’ aggressivo, data la sua giovane età. Ben costruito, con una fascia luminosa, uniforme e vellutata, a crudo emana sentori vegetali e speziati. Un affinamento di 1/3 anni può giovargli. Per amatori; è consigliabile anche per un dopo-pasto con poco tempo disponibile, in abbinamento con un buon caffè. Emozionante.

OK

OK


PARTAGÁS Serie D No. 5 Paese: Cuba Capa, Capote e Tripa: 100% Cuba Misure: 110mm - 50RG Prezzo: 9,50€

DAVIDOFF Puro d’ Oro Notables Paese: Rep. Dominicana Capa, Capote e Tripa: 100% Rep. Dominicana Misure: 143mm - 46RG Prezzo: 14€

ZINO PLATINUM Z-Class 550R Paese: Repubblica Dominicana Capa: Rep. Dom. Capote: Perù Tripa: Rep. Dom.+Nic.+Honduras Misure: 124mm - 50RG Prezzo: 9,20€

Questo sigaro è come una “chimera”. Nata (2011) dall’unione dello Shorts (come largo) e del Serie D No. 4 (come cepo). Due “campioni” della scuderia di calle Industria non potevano generare che un “figliolo” di qualità apprezzabile. Sin dall’avvio il pargolo manifesta una forza sostenuta, con toni inizialmente piccanti (pepe nero), aromi di terra e cuoio (tipici della marca), con una punta sapida. Seguono anche inserzioni di legno e spezie (specie nel 2° terzo), mentre il finale, discretamente lungo, è segnato dal cacao e dalle spezie. Benchè sia corto (45 minuti di fumata), tutto sommato è dotato di una evoluzione interessante e di una complessità ampia. La qualità è rimarchevole, come ci si aspetta da un Partagás. Manca invece un po’ nell’equilibrio (spigoloso e leggermente disarmonico), mentre il ritmo risulta generalmente costante, a tratti anche vivace. Si spera che, con l’assestamento della produzione, possa risultare più costante (alcuni esemplari hanno manifestato sensazioni dry e tanniche) e possa esprimere una personalità più spiccata. L’incostanza produttiva è segnalata anche dalla scelta delle fasce (colorado), a volte non uniformi e opache. Nel complesso comunque una prestazione lusinghiera. Per tutti; indicato per un dopo-pranzo insieme a un caffè espresso.

Ecco il tanto atteso “puro” dominicano di Davidoff, che lancia la sfida non solo al famoso Opus X di Fuente ma anche ai “parivitola” cubani (corona gorda). Siamo di fronte a un manufatto diverso dai “canoni” dei Davidoff classici, a cominciare dalla presentazione, con l’anilla dorata posizionata al piede, con il nome del sigaro, senza alcun logo della Maison di Basilea. La testa è confezionata col pig-tail; la fascia è di un colorado, a volte non uniforme, dai toni bruni, al limite del colorado maduro, un po’ spessa, con qualche venatura in eccesso. A sigaro spento si avvertono sentori nitidi di cacao. La fumata riserva interessanti emozioni. Dopo una partenza di forza sostenuta, piccante (pepe nero), il sigaro si assesta e propone un bagaglio aromatico complesso: cacao, frutta matura, terra, punte di legno e cuoio, una sfumatura balsamica. La combustione è regolare e la fumata procede senza cali di ritmo, con una discreta dinamicità evolutiva e un registro gustativo equilibrato e fine. Finale di buona lunghezza, ancora in assetto costante. Al momento questo è il formato maggiore della serie “Puro d’Oro” e ci sembra ben riuscito. Per amatori; indicato per un comodo relax post-prandiale o pomeridiano, accompagnato da un marsala vergine o da un porto tawny.

Un rappresentante della nuova serie (2011) di Zino Platinum, che si distacca, per caratteristiche, dalle due serie precedenti (Crown e Scepter). Ha più “muscoli”, migliore profondità, anche se l’eleganza aromatica è inferiore. Il sigaro è compatto, ben costruito, avvolto nella nuova fascia dominicana Yamasá, di un bel colorado castano, fine, luminosa, anche se non sempre uniforme (marezzata e leggermente venata). A crudo sentori di fieno e un leggero cacao. La partenza è intensa, di forza media, abbastanza equilibrata, e il sigaro si incammina su un registro aromatico di cacao, caffè torrefatto, spezie, una virgola di terra. Nel 2° terzo anche legno, la terra si infittisce, ma la fumata procede con regolarità. La combustione è regolare, il ritmo costante e il braciere avanza parallelo con incedere tranquillo. Anche il finale è piacevole, di discreta lunghezza, ancora dolce e leggermente sapido, con solo qualche lieve accenno tannico. Nel complesso un manufatto più che soddisfacente, dove gli unici appunti riguardano l’evoluzione, a tratti un po’ statica, e la complessità degli aromi, in qualche esemplare più ristretta. Suscettibile di miglioramento con 3-5 anni di affinamento. Sigaro destinato a un pubblico vasto, può essere abbinato con soddisfazione a champagne rosé o blanc de noirs. 5

TUTTI I SIGARI RAFFIGURATI SONO IN DIMENSIONI REALI


Paese: Repubblica Dominicana Capa: Ecuador Capote: Rep. Dom. Tripa: Rep. Dom. Misure: 140mm - 46RG Prezzo: 12,80€

Un bel sigaro, dalla costruzione accurata, impeccabile. La fascia è di un colorado bruno brunodorato, vellutata e uniforme, luminosa. A crudo emana sentori di funghi e legno antico. La degustazione scorre via con una linearità convincente: aromi eleganti (legno, cacao, erbe aromatiche e spezie nel 1° terzo), con una forza controllata che favorisce, grazie anche a una combustione eccellente, un ritmo costante e un’armonia gusto-olfattiva (dolcezza e leggera sapidità) apprezzabile. L’evoluzione prosegue con un 2° terzo condito da note di vaniglia, accenni balsamici, oltre a spezie dolci, legno, cacao. Il finale è di buona lunghezza, ancora con un assetto equilibrato, senza asprezze. Il conseguimento della quarta medaglia è inficiato da una certa incostanza di produzione, con alcuni esemplari che esprimono delle sensazioni aspre e amare soprattutto nella fase iniziale e finale. Negli esemplari migliori si caratterizza comunque come un sigaro di classe, dagli aromi fini, complesso e con una interessante aromaticità. Per una fumata non eccessivamente impegnativa, pomeridiana o serale, accompagnata da un armagnac di medio o lungo invecchiamento. Per amatori.

BUY VILLA ZAMORANO Robusto Paese: Honduras Capa, Capote e Tripa: 100% Honduras Misure: 127mm - 50RG Prezzo: 2,90€

CUMPAY N. 15 Paese: Nicaragua Capa, Capote e Tripa: 100% Nicaragua Misure: 140mm - 53RG Prezzo: 7€ 6

Un “bundle” honduregno, con tanto di fascetta, a certificarne anche una certa ricercatezza. Anche la costruzione è più che discreta, con un riempimento corretto. La fascia è di un colorado con (inusuali) toni bruno-olivastri, abbastanza luminosa, discretamente fine, che pecca solo per un scarsa uniformità. A crudo i sentori sono lievi (fieno, stallatico) ma non appena acceso il sigaro parte con una buona forza, una combustione e un tiraggio costanti e regolari. Il ritmo è abbastanza vivace e, su un sottofondo dolce e leggermente piccante, si stagliano note di terra umida e cacao, toni speziati (pepe nero) e vegetali. La cenere è compatta, granulosa, di un colore medio-chiaro e il braciere avanza leggermente conico, quasi parallelo. L’intensità e la profondità sono rimarchevoli. Semmai il sigaro pecca nella qualità aromatica, non pienamente fine, con aromi un po’ spessi, che nel finale tendono anche a diventari meno nitidi. L’evoluzione anche è appena accennata, benchè non completamente statica. Nel complesso comunque una piacevole sorpresa, soprattutto in considerazione del prezzo economico. Abbinabile a un caffè o a un rum industriale di medio invecchiamento. Per tutti.

Una prestazione poco più che discreta per questo puro nicaraguense, dal formato simile a un “campana” cubano. La costruzione è accurata, con una testa dalla rastrematura pronunciata, quasi acuminata, e una fascia (colorado dorata) luminosa e uniforme, abbastanza fine, con venature quasi inesistenti. Sentori a crudo di legno e fieno. L’attacco è interessante, piccante, di discreta profondità: caffè, noce, un velo speziato, quasi in successione ma ben integrati. La combustione procede regolare, con forza media e tiraggio facile. Nella parte centrale però l’evoluzione subisce come un piccolo arresto: emerge una nota amaricante, si intensifica una sensazione dry e il ritmo si impigrisce. In un esemplare si sono presentati dei difetti costruttivi (crepe sulla fascia). Nel finale (legno e terra) recupera parzialmente un assetto migliore, un po’ più morbido ed equilibrato. La finezza non manca e neanche una discreta complessità. L’impressione generale è però come di un sigaro con buone potenzialità ma incompiuto e disarticolato, che deve o maturare con qualche anno di invecchiamento o comunque assestarsi nella produzione futura. Per tutti; si può abbinare con una cola ghiacciata (pomeridiano) o con un calvados di medio invecchiamento (serale).

INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE Anno V _ gen-mar 2012 _ n° 10

WINSTON CHURCHILL Chequers


INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE Anno V _ gen-mar 2012 _ n° 10

FLOR DE SELVA Corona Paese: Honduras Capa: Ecuador Capote e tripa: Honduras Misure: 140mm - 46RG Prezzo: 7,50€

DUNHILL Signed Range Corona Paese: Nicaragua Capa: Nicaragua Capote: Camerun Tripa: Nicaragua + Rep.Dom. Misure: 140mm - 42RG Prezzo: 8,90€

CAMACHO TRIPLE MADURO Robusto Paese: Honduras Capa, Capote e Tripa: 100% Honduras Misure: 114mm - 50RG Prezzo: 11,20€

Un sigaro che esprime con franchezza la “filosofia” produttiva della marca di Maya Selva. Ben costruito, con una capa colorado claro (color nocciola), uniforme, vellutata e luminosa. Già dall’aspetto e dall’analisi sensoriale a crudo (sentori di fieno e frutta secca) non ci si può aspettare una fumata impegnativa. Infatti il Corona, dopo una partenza di discreta intensità, ma non aggressiva, sciorina una serie di sensazioni che, nei primi due terzi, vanno dal cacao (fine ed elegante) al legno, all’erbaceo, ad accenni speziati. Una sfumatura amaricante è avvertibile già nel 1° terzo e purtroppo questa percezione accompagnerà l’intera fumata (nella maggioranza degli esemplari), intensificandosi col procedere della combustione. Quest’ultima peraltro, come il tiraggio, è sempre regolare, favorendo un ritmo costante e abbastanza placido, con una forza medioleggera. Arrivati alla fine si avverte un piccolo senso di insoddisfazione, per una evoluzione statica e un equilibrio precario, rotto sin dall’inizio dalla nota amara. A sua discolpa vogliamo aggiungere che qualche esemplare si è rivelato più dolce o semplicemente più asciutto. Per tutti (anche neofiti); per un’ora o poco più di relax, anche mattiniero, accompagnato da un prosecco o da una bevanda non alcolica (tè bianco o verde).

La presentazione è ineccepibile: il sigaro si presenta ben costruito, con un riempimento corretto, una fascia vellutata, con poche venature, abbastanza uniforme anche se un po’ opaca. A crudo i sentori sono poco intensi: cioccolato e cacao, appena accennati. La degustazione lascia alquanto perplessi. L’impressione è quella di un Giano bifronte. La prima metà è superlativa, con una partenza intensa, su note di cacao, terra, spezie, un eco di cuoio e l’inserimento di note tostate, che fanno da introduzione al caffè. La combustione è regolare, il ritmo costante, la forza controllata ma piacciono soprattutto la finezza aromatica e l’evoluzione, briosa e divertente. All’inizio del 2° terzo si avvertono anche accenni di noce moscata e di frutta matura. La complessità sembra aumentare… Poi purtroppo una mezza catastrofe. Verso la metà del 2° terzo e per tutto il 3° terzo, il sigaro tira fuori note acri, prima accennate, poi sempre più invasive e disturbanti, che invogliano quasi ad abbandonarlo. La combustione è meno “facile”, cala il ritmo, l’evoluzione diventa discontinua e la complessità aromatica, prima ricca e interessante, si riduce solo a note di caffè. La valutazione finale (3 medaglie) risulta di fatto da una media tra la prima metà (da 5) e la seconda (da 1). Incoerente.

Un manufatto veramente insolito, composto interamente (capa, capote e tripa) da foglie di “tiempo maduro” e prodotto in una quantità (ovviamente) limitata. Se di esperimento si tratta, non ci sentiamo per ora di promuoverlo a pieni voti. Il sigaro offre però degli aspetti interessanti, verrebbe da dire “insoliti”, per la mezcla originale e azzardata. Alla resa dei conti però ci sembra difettare nell’evoluzione (statica) e nella complessità aromatica (un po’ ristretta), conseguenza forse della presenza di una sola tipologie di foglie. Ciò nonostante, la fumata riserva spunti, come detto, interessanti, con una partenza di buona profondità, condita da note speziate, cacao in evidenza, sfumature salmastre e anche torbate. Regolare la combustione; il ritmo si mantiene costante, con un registro gustativo improntato alla dolcezza e a un po’ di sapidità, una finezza aromatica costante e una persistenza piacevole. Finisce ancora dolce, su note di cacao e spezie. Un sigaro dall’aspetto fosco e minaccioso, che si rivela però facile da gestire, di forza media, a tratti anche cremoso. Più che apprezzabile la costruzione (forse si è esagerato con le fascette…), con una bella capa maduro, uniforme, vellutata e oleosa. Per amatori, ideale dopo un pasto con tempo ridotto, da abbinare a uno sherry oloroso. 7

TUTTI I SIGARI RAFFIGURATI SONO IN DIMENSIONI REALI


di Luigi Ferri WINSTON CHURCHILL Marrakesh Paese: Repubblica Dominicana Capa: Ecuador Capote: Rep. Dominicana Tripa: Rep. Dominicana Shape: Toro Misure: 156mm – 50RG Prezzo: 17,80€

In questo numero si sfidano due sigari dominicani che appartengono alla scuderia della Oettinger Davidoff e che sono di recente uscita sul mercato. Il Winston Churchill Marrakesh ha debuttato nel 2008 mentre lo Zino Platinum Z-Class è addirittura del 2011. Entrambi sono rappresentativi del “nuovo corso” del Gruppo di Basilea, che si è ultimamente orientato sempre più spesso verso la produzione di sigari corposi, grazie all’apporto di nuovi tabacchi di seme cubano, coltivati in Rep. Dominicana e in altri Paesi del continente americano.

Analisi a crudo: Il sigaro si presenta con una doppia fascetta, elegante, con il “cintillo” che riporta il nome del sigaro. La costruzione è buona. La fascia è di un bel colorado, dai toni cioccolato, liscia, uniforme e abbastanza luminosa, di medio spessore. Il cilindro è ben riempito, compatto. I sentori a crudo sono di media intensità, con accenni di cacao e di legno antico. Degustazione: L’avvio è segnato da alcune note piccanti, che richiamano il pepe nero, non invasive. La profondità aromatica è discreta, caratterizzata da note di cacao, integrate da sentori di terra e di frutta matura. Nel 2° terzo emerge una chiara tonalità di caffè, che si irrobustisce nell’ultimo terzo e che si integra bene con le note di terra e di frutta matura. Finale abbastanza lungo, senza note aspre. La degustazione, a parte le primissime boccate che risultano un po’ aggressive, progredisce equilibrata e fine, con un sottofondo sostanzialmente dolce e con forza controllata. La combustione è regolare, il ritmo costante, senza cadute di tono. Discreta la complessità e abbastanza vivace l’evoluzione. In definitiva, una fumata pastosa e appagante. PRO: Equilibrato e fine. Combustione eccellente e buon ritmo di fumata. CONTRO: Prezzo elevato

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ZINO PLATINUM Z-Class 654T Paese: Repubblica Dominicana

INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE Anno V _ gen-mar 2012 _ n° 10

Capa: Rep. Dominicana Capote: Perù Tripa: Nicaragua+Honduras+Rep. Dom. Shape: Toro Misure: 149mm – 54RG Prezzo: 11€

Analisi a crudo: Fascetta nera e argento per questa nuova serie della Zino Platinum. Sigaro di buona costruzione, compatto, con la testa chiusa perfettamente. La capa dominicana è abbastanza vellutata, luminosa, colorado maduro, di medio spessore. Si avvertono sentori di cioccolato fondente. Degustazione: L’inizio è piccante ma dopo i primi puff si assesta ed emergono note di cacao e spezie, in un quadro più equilibrato. Un accenno di terra e una sfumatura di frutta matura completano il ventaglio aromatico del 1° terzo. Nel 2° terzo, le sensazioni acquistano più profondità; si rafforza l’aroma di cacao, accompagnato dalla terra, da un sentore speziato e da un breve passaggio di erbe aromatiche. Finale di media lunghezza, caratterizzato da una evidente nota tannica. Nel complesso un sigaro di forza pronunciata, con discreta evoluzione, che beneficia di una buona combustione, che favorisce un assetto sostanzialmente equilibrato e un ritmo costante. Meno fine del suo avversario. Per un dopo-cena, accompagnato da un distillato di medio invecchiamento. PRO: Buona profondità aromatica. Qualità/prezzo migliore. CONTRO: Finezza aromatica inferiore.

CONCLUSIONI

DUE SIGARI DOMINICANI, DELLA SCUDERIA DAVIDOFF, COSTRUITI ENTRAMBI CON TABACCHI DI SEME CUBANO, DALLA MEZCLA PERÒ SENSIBILMENTE DIVERSA. IL MARRAKESH APPARE PIÙ FINE ED EQUILIBRATO, PIÙ ROTONDO E COERENTE NELLO SVILUPPARE IL BAGAGLIO AROMATICO. IL 654T RISULTA PIÙ AGGRESSIVO, CON UNA PROFONDITÀ ANCHE MAGGIORE, MA CON UN’EVOLUZIONE PIÙ STATICA. DUE SIGARI COMUNQUE NON “FACILI”, DAL CALIBRO IMPEGNATIVO, DI DISCRETA PERSISTENZA, CHE LASCIANO APPAGATI. PER AMATORI.

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La Escepción, Selecto Fino Un mondo in rapida evoluzione, quello dei sigari. L'attuale trend produttivo, ad esempio, è incentrato sulla pedissequa riproposizione di un modello che si potrebbe definire, senza tema di smentita, decisamente “abusato”.

Basta infatti scorrere il panorama delle nuove produzioni per constatare come tra le nuove uscite i cepos sotto il 50 siano una vera rarità. A dire il vero non è certo positivo che il mondo dei sigari, tradizionalmente contraddistinto dall'esistenza di un'infinita varietà di moduli differenti per forma e dimensioni, tenda ormai sempre più verso una sorta di perniciosa monotonia dimensionale. Si tratta di un orientamento che rischia, in virtù di un conseguente approccio che ci pare quanto meno riduttivo, di depauperare un patrimonio che è insito nella natura stessa del manufatto e che ha sempre reso l'appassionato di sigari 10

diverso da ogni altro tipo di fumatore. Ogni modulo ha infatti una precisa identità. Ognuno richiede un approccio particolare, differente, unico. E come è ben noto ai fumatori evoluti, non si può fumare un Panetela come un Robusto. Ma i neofiti? Come sono in grado di affrontare una fumata “difficile” ed impegnativa con un modulo di cepo esiguo? A questo punto è chiaro come un produttore di sigari che voglia riproporre idee e formati ormai desueti e così difficili da apprezzare, debba disporre di una buona dose di coraggio. Un coraggio che a quanto pare non è mancato a Diadema, l’importatore italiano di

Habanos S.A., che quest’anno ha regalato agli estimatori di fumate “old style” una straordinaria chicca in esclusiva mondiale per l’Italia. Quella di sposare alla riedizione di un marchio storico come La Escepción una vitòla rarissima e decisamente fuori moda come il Parejo rappresenta senza dubbio una scelta coerente, dettata da un’attenta ricerca sulla produzione di un brand che si è sempre distinto nella realizzazione di manufatti di cepo non elevato. Ma si tratta anche di un’idea coraggiosa, romantica e certamente rischiosa, in cui la logica del mercato è stata accantonata a vantaggio della riscoperta (o della riproposizione) di un modo differente di


INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE Anno V _ gen-mar 2012 _ n° 10

fumare e di godere il sigaro. Il lavoro di ricerca alla base del rilancio di questo marchio glorioso ma quasi sconosciuto al grande pubblico non è stato semplice. Persino negli archivi ufficiali di Habanos poco o nulla era infatti rimasto dell'apparato iconografico de La Escepción, dei particolari delle anillas e delle scatole. La ricostruzione è stata difficile ma meticolosa, condotta con l’ausilio di esperti e collezionisti che hanno messo a disposizione, oltre alla loro competenza, quegli autentici cimeli che sono risultati fondamentali per la realizzazione del progetto. La scelta della liga da adottare, poi, non dev’essere stata meno impegnativa. I sigari de La Escepción incarnavano fedelmente l’indole del loro creatore José Gener y Batet, personaggio truce, spregiudicato e persino violento, ma dotato di genio e straordinaria competenza. Erano, quelli di José Gener, sigari forti, senza compromessi. E poiché, per tradizione, la forza di un sigaro è inversamente proporzionale al suo diametro, non pare casuale che il brand abbia prodotto quasi esclusivamente sigari di cepo medio-piccolo. Quella della straripante potenza fu pero una qualità che giocò un ruolo fondamentale nel declino del marchio. La Escepción cessò infatti la sua produzione nel 1989,

periodo in cui il mercato iniziò ad orientarsi su una marcata predilezione verso sigari più leggeri. Tra le creature di José Gener a sopravvivere fu infatti la secondogenita Hoyo de Monterrey, ambasciatrice di un gusto più misurato e suadente. Sui sigari de La Escepción molti hanno solo potuto raccogliere ricordi, testimonianze sulle loro doti di virile, rigogliosa forza. E chi di recente abbia avuto la ventura di fumarne qualcuno pare confermare la dirompente vigoria di cui ancor oggi sembrano essere intrise quelle eccezionali foglie. Il Selecto Fino, di formato inedito per il brand, va dunque a collocarsi nel solco della tradizione di marca rigettando la facile omologazione allo standard dimensionale imperante. E non è vero, come si è scritto, che in un primo momento fosse stato scelto un Piramide per vestire la prestigiosa rentrée. Il progetto infatti si è sempre basato sull'immagine volutamente retrò, sul gusto e sul costume di un tempo in cui i Panetelas, sigari di straordinario fascino di cui si è quasi ormai persa traccia, godevano di un grande successo. Certo, produrre l'ennesimo grosso

calibro avrebbe garantito un sicuro successo sul piano commerciale, ma ne sarebbe scaturito un prodotto snaturato, che avrebbe falsato l’immagine del brand e del suo iracondo fondatore. Ma osserviamolo, questo Selecto Fino: ad alcuni apparirà esile, aggraziato, preda ideale di neofiti ignari della sua fiera genìa. Ad altri sembrerà invece troppo altero, snob, anticonformista e, perciò, antipatico a prescindere. Risulta dunque difficile descrivere un simile sigaro, immagine dell’epoca in cui arte e competenza trovavano nell’armonia delle proporzioni un magico punto di incontro, in cui il sigaro non era feticcio modaiolo ma alfiere del gusto e di eleganza non ostentata. La vitòla Parejo (RG38x166), vanta solo un altro precedente nel pur pletorico vitòlario cubano. Di quell’unico confratello, il Partagás Serìe du Connaisseur No. 2 recentemente uscito di produzione, gli aficionados serbano però un ricordo certamente indelebile. Brillava per la sua discreta, misurata eleganza e per un carattere combattivo e generoso. Era, senza dubbio, un sigaro “per conoscitori”, poco adatto a fumatori distratti o privi di sufficiente cultura sigarofila e molti, incluso chi scrive, lo giudicavano il migliore fra i tre sigari della compianta Serie di Partagás. Allo stesso modo, nella grazia filiforme di questo nuovo Selecto Fino non va ricercata una quiescente affabilità. Quasi a rimarcare l’inscindibile legame esistente tra forma e contenuto, esso riesce a dimostrare come la sapiente arte della rollatura possa essere sublimata in manufatti che alla vista nulla hanno di poderoso e stentoreo. Ma esso adempie al suo compito con grande maestria. Non scontroso e violento come il suo avo fondatore, mantiene intatto il carattere di vigorosa pienezza e finezza aromatica che ci attenderemmo dal suo blasone. Nell’esordio piccante e riccamente speziato che vira dolcemente su un morbido fondo di legni pregiati, di note torrefatte e di cacao esso racconta tutto il suo fascino antico, un fascino che arride a chi sia in grado di coglierne la raffinata essenza. Attenzione perciò a sottovalutarne il carattere, pena l’esserne disarcionati, respinti senza appello. Per essere domato un cavallo di razza richiede polso, capacità, controllo. Fumarlo non vuol dire aver ragione di questo purosangue. I monogami amanti di corpulenti cannoni si rassegnino. Accendano pure i loro cepogordos e lascino questo fuoriclasse alla ferma briglia degli appassionati del gusto e della tradizione. di Eduardo Gutierrez Blanco

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progetto grafico: maurizio odiardo

www.cigarassociation.it Luigi Ferri, appassionato di sigari dal 1980, è presidente onorario e past president di Cigar Club Association. Cofondatore del Virtual Club di CCA e del CC Dolce Vita di Roma. Autore dei libri L’Emporio del Sigaro (Italprint’90, 2002) e Conversazioni sul Sigaro (Edest, 2007) Coautore dell’Habanoteca (CCA, 2004), curatore e coautore di Sigari Cubani (Mondadori, 2006). Ha scritto per le riviste Passione Habanos, Stil, L’Amateur de Cigare e Sigari! Nel 2006 ha ricevuto il premio “Uomo Habanos Italia”.

CUABA DIADEMA__________________________________________3 CIGAR TEST__________________________________________________4 1 • PARTAGAS SERIE E NO. 2 2 • H. UPMANN HALF CORONA 3 • PARTAGAS SERIE D NO. 5 4 • DAVIDOFF PURO D'ORO NOTABLES 5 • ZINO PLATINUM Z-CLASS 550R 6 • WINSTON CHURCHILL CHEQUERS 7 • VILLA ZAMORANO ROBUSTO 8 • CUMPAY N° 15 9 • FLOR DE SELVA CORONA 10 • DUNHILL SIGNED RANGE CORONA 11 • CAMACHO TRIPLE MADURO ROBUSTO

CIGAR CHALLENGE______________________________________8 WINSTON CHURCHILL Marrakesh ZINO PLATINUM Z-Class 654T DELLA COERENZA________________________________________10 LA ESCEPCION, SELECTO FINO

Ideato e gestito dall’Associazione Culturale

inserto panel n10  

inserto staccabile e conservabile pubblicato dalla cca italia cigar club association inserito nella rivista n10

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