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Nord America

USA: FAMIGLIE DI RICHIEDENTI ASILO SEPARATE FORZATAMENTE di Bruno Schivo

Un bambino guarda Tijuana attraverso il muro della frontiera che separa il Messico dagli Stati Uniti. Aprile 2018 © Amnesty International / Sergio Ortiz Borbolla

Fin dal momento del suo insediamento, nel gennaio 2017, l’amministrazione del presidente Trump ha messo in atto politiche in tema di immigrazione che hanno causato danni gravi e forse irreparabili a migliaia di persone che cercavano salvezza negli Stati Uniti. Si sono verificati respingimenti di massa di richiedenti asilo al confine con il Messico, mentre un numero sempre più alto di loro è stato sottoposto a detenzione arbitraria e a tempo indeterminato. Tali procedure, che in diversi casi si possono assimilare a vere e proprie forme di torture o trattamenti disumani e degradanti, violano non solo gli standard internazionali, ma le stesse leggi degli USA. A fare le spese di questa politica sono stati soprattutto i nuclei familiari e, come è ovvio, in modo particolare i minori. Molto spesso infatti questi ultimi vengono divisi dalle loro famiglie. Apparentemente non ci sono motivazioni che giustifichino queste separazioni. Valquiria, trentanove anni, è stata allontanata dal figlio, un bambino di sette anni, il giorno dopo aver richiesto asilo ad El Paso, nel Texas. “Voi non avete alcun diritto qui! Tu non hai alcun diritto di restare insieme a tuo figlio!”, così si è sentita rispondere dagli agenti del Customs and Border Protection (CBP). “Mi sono sentita morire in quel momento.” - racconta la donna- “Non sapere dove è mio figlio, che cosa sta facendo. E’ la sensazione peggiore che una madre possa avere. Come può una madre non avere diritto a stare con il Voci - FEBBRAIO 2019 N.1 / A.5

proprio figlio?” La stessa risposta se l’è sentita dare da un funzionario del Department of Home Security (DHS) un uomo originario del Salvador, padre di un ragazzino di 12 anni, quando ha protestato perché il figlio veniva ammanettato. Eppure in entrambi i casi erano stati regolarmente presentati i documenti che provavano l’appartenenza alla stessa famiglia, così come la richiesta di asilo per il rischio di persecuzioni nel proprio paese di origine. “L’amministrazione Trump – afferma Erika GuevaraRosas, Americas Director di Amnesty International – sta portando avanti una campagna di deliberato aumento delle violazioni dei diritti umani allo scopo di punire i richiedenti asilo al confine tra USA e Messico e di creare un deterrente”. La separazione delle famiglie, con l’allontanamento forzato dei figli dai loro genitori, rientra in pieno in questa strategia. A conferma di ciò, tale pratica è stata utilizzata almeno a partire dall’autunno del 2017, in clima di riservatezza, mentre nell’anno in corso, oltre ad essere divenuta una prassi molto frequente è stata anche ampiamente pubblicizzata. Nell’ambito della politica della cosiddetta “tolleranza zero”, introdotta il 6 aprile 2018, l’amministrazione Trump rivendica che la separazione delle famiglie è una necessaria conseguenza del perseguire penalmente tutti i richiedenti asilo e le altre persone che attraversano illegalmente il confine tra Messico e USA. In realtà le autorità statunitensi hanno diviso 12

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Voci - Numero 1 Anno 5 - Amnesty International in Sicilia  

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