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Buon compleanno diritti! Compie 25 anni, quest’anno, la più ratificata di tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani: la Convenzione sui diritti del bambino del 1989. Una convenzione che è unica nel suo genere non solo per il numero degli stati parti (quasi tutti gli stati del mondo), ma anche per la straordinaria ricchezza dei suoi contenuti. I suoi articoli, infatti, non si limitano a fornire un elenco completo dei diritti che spettano a chi non ha ancora compiuto 18 anni. Prevedono anche, rispetto a ciascuno di quei diritti, numerosi obblighi sia “negativi” (cose che non si devono fare, comportamenti che non si devono tenere) sia “positivi” (cose che si devono fare: leggi da introdurre, istituzioni da creare, risorse da mettere in campo); obblighi il cui scopo è di tradurre quei diritti in realtà, in una vita migliore per il maggior numero possibile di bambine e di bambini, di ragazzi e di ragazze. Ed è anche la prima volta che in un atto internazionale i minori sono trattati da protagonisti, come persone che hanno diritto di partecipare alle scelte che le riguardano, come individui in grado di esprimere idee e prendere decisioni, il cui “superiore interesse”, al di là di ciascuno dei diritti specifici, deve prevalere su ogni altro interesse nelle politiche, nelle leggi, nelle decisioni degli organi statali. Per queste ragioni abbiamo voluto fare uno sforzo per farla conoscere attraverso il poster che è inserito nella pagina centrale di questa nuova edizione del catalogo “Educare ai diritti umani” che, anche quest’anno, mette a disposizione strumenti per la costruzione, attraverso il gioco e la lettura, di una cultura universale dei diritti umani. La speranza (o meglio, il progetto) è che, attraverso l’educazione delle nuove generazioni a “uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e solidarietà” (come recita il Preambolo della Convenzione del 1989), si possa, in un futuro non troppo lontano, vivere in un mondo nel quale non vi sia più bisogno di combattere giorno per giorno violenze e ingiustizie (e nel quale anche di Amnesty International vi sia molto meno bisogno). Antonio Marchesi Presidente Amnesty International Italia

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Scuola dell’infanzia e Scuola primaria primo ciclo

Scuola primaria secondo ciclo

Scuola secondaria di primo grado

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Educare ai diritti umani  

Le proposte di Amnesty International per l'educazione ai diritti umani - 2014/2015

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