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Anno 55 Esce il Venerdì - Euro 1,00 - www.lamicodelpopolo.net

N. 43 del 5 Dicembre 2010 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Era il 1955

Era l’8 dicembre del 1955 quando, nella tipografia vescovile, veniva alla luce la prima copia del nostro settimanale. Da 56 anni, caso unico nel panorama variegato di una stampa periodica, siciliana e provinciale, esce regolarmente ogni settimana servendo il territorio e la Chiesa agrigentina. In questi anni il nostro settimanale ha profuso il suo impegno per raccontare la Chiesa al mondo ed il mondo alla Chiesa. É stato “Giornale della Chiesa e Giornale della Gente”, la nostra Gente a cui la Chiesa agrigentina è mandata ed in cui è incarnata. Non un gionale di informazione ecclesiale, ma un giornale ecclesiale di informazione sul territorio. Giornale della Chiesa, non giornale di Chiesa. Schierato, si! Ma dalla parte del Vangelo, per essere meglio dalla parte dell’uomo, per riconoscere i segni dei tempi nei meandri della storia. Ed il territorio, a cui prestiamo la nostra attenzione, non è solo un confine geografico, ma per noi diventa anche un orizzonte antropologico ed esistenziale. É l’uomo, la persona, la comunità viva che ci interessa. Questo servizio proviamo a renderlo non tanto e non soltanto dando notizie di cronaca, bensì sforzandoci di fare emergere dalla cronaca la verità delle persone, la loro anima, i loro problemi. Raccontiamo la cronaca per andare oltre la cronaca, per aiutare il lettore a capirsi, a pensare in libertà, a progettarsi dentro la propria comunità locale. É stato bello, venerdì 25 novembre, sentire, dalla bocca del Papa, in occasione dell’udienza che ha concesso ai direttori e collaboratori delle 188 testate giornalistiche cattoliche riunite nella Fisc, queste parole: «continuate ad essere giornali della gente, che cercano di favorire un dialogo autentico tra le varie componenti sociali, palestre di confronto e di dibattito leale fra opinioni diverse». É questa la «missione» che il Papa ha consegnati ai settimanali cattolici. «Questa – ha detto Benedetto XVI - è la funzione peculiare dei giornali di ispirazione cattolica: annunciare la Buona Novella attraverso il racconto dei fatti concreti che vivono le comunità cristiane e delle situazioni reali in cui sono inserite. Come una piccola quantità di lievito, mescolato con la farina, fa fermentare tutto l’impasto, così la Chiesa, presente nella società, fa crescere e maturare ciò che vi è di vero, di buono e di bello; e voi avete il compito di dare conto di questa presenza, che promuove e fortifica ciò che è autenticamente umano e che porta all’uomo d’oggi il messaggio di verità e di speranza del Signore Gesù». Desidero esprimere il mio grazie, ai lettori che sostengono e credono nel nostro lavoro, al gruppo redazionale ed ai collaboratori che, a vario titolo, hanno contribuito e contribuiscono a scrivere questa storia ed a portare avanti i gravosi impegni di questo servizio. Carmelo Petrone

CittÁ

provincia

Cultura

Approvati gli equilibri di bilancio di Salvatore Pezzino

A Licata un convegno di studi sull’Unità d’Italia

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di Vincenzo Lombino

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vita ecclesiale

Concluso il Congresso Internazionale sulle Cellule Staminali diTotò Arancio

Parr. S. Lorenzo convegno sulla diversabilità

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di LdP

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immacolata 55 anni fa nasceva L’Amico del Popolo

L’Amore Originale

I

n principio non fu il peccato, ma l’Amore. A questa verità ci restituisce la festa dell’Immacolata Concezione, non appena muoviamo i primi passi dell’Avvento, tempo dell’attesa di Colui-che-viene e, dunque, tempo della Madre, mese veramente mariano. La verità di un amore che sta all’inizio d’ogni cosa, che precede e genera ogni moto del cuore e delle gambe, l’amore che arriva prima, come Giovanni al sepolcro vuoto il mattino di Pasqua. Perché quella che chiamiamo redenzione preventiva di Colei che darà alla luce l’Atteso, non è che l’affermazione del diritto di libera circolazione, nel tempo e nello spazio, di Dio e della sua salvezza - così come, peraltro, afferma il dogma della discesa agli inferi -; non è che il riconoscimento di quella sovranità universale dell’Unigenito con la quale il Padre sigilla la sua opera; attesta che, davvero, nulla è impossibile a Dio, e che tutto è possibile per chi crede. I siciliani lo hanno da sempre saputo, lo hanno sempre creduto. Già nel XV secolo, l’8 dicembre era festa di precetto nell’Isola, prima ancora che entrasse a far parte del calendario liturgico di Roma. Nel 1643 il vicerè Caprera proclamava l’Immacolata Patrona della Sicilia, mentre lo stesso Filippo IV stabiliva che la Protettrice di tutti i domini del regno doveva essere “ogni anno festeggiata con un novenario, da aprirsi col solenne trasporto dell’immagine più popolarmente venerata, dalla chiesa propria alla chiesa maggiore, e da chiudersi con il riaccompagnamento, altrettanto solenne, della medesima al suo luogo consueto”. Nel 1741 i maggiorenti dell’Isola emettevano il “voto sanguinario”, cioè promettevano di difendere la dottrina immacolista “sino al sangue”, incuranti delle aspre critiche di Ludovico Antonio Muratori che bollava tale voto come un eccesso di culto (ma quando amore - e amore siciliano! - non si legò ad eccesso? Si leggano, ad esempio, le pagine del Trattato della vera devozione del Montfort). “Io, N., spontaneamente riconosco e affermo che la beatissima Vergine Maria, Madre di Dio, fu concepita senza mac-

chia di peccato originale, e questa verità non solo non l’impugnerò mai, ma anzi nelle private conversazioni e pubblicamente, finchè avrò vità, prometto, faccio voto e giuro di insegnare opportunamente e propugnare, secondo le sentenze già pubblicate che saranno pronunziate dai sommi pontefici. Così Dio mi assista e l’Immacolata Maria Madre di Dio, concepita senza peccato originale, e questi santi Vangeli”. Con queste le parole, al momento del conferimento della laurea, si giurava nella Catania del ‘600, e similmente a Granada, Alcalà, Salamanca. Proprio in quest’ultima Francesco Ramirez, appena undicenne, intraprende gli studi e li corona, accompagnadoli con la bella emissione del voto all’Immacolata. Divenuto vescovo di Agrigento, edifica, in due anni e mezzo, la sua piccola università salmaticense: il Collegio dei Santi Agostino e Tommaso. E’ lui stesso, verosimilmente, a volere che in quella fucina di maestri di Diritto Canonico e di Morale, trovi idoneo spazio l’immagine della Stella del suo cammino. Ma il precipitare degli eventi legati alla controversia liparitana costringono l’ottimo vescovo a lasciare la sede pastorale, senza mai più farvi ritorno. Saranno i Deputati del Collegio, memori e grati, a commissionare un grande affresco dell’Immacolata, eseguito dall’agrigentino Francesco Nalbone nei primi giorni del giugno 1726 e pagato sei onze. “Bravissimo pittor copista, che avea del gusto” scrive padre Fedele da san Biagio nei suoi Dialoghi sopra la pittura riguardo

Sarebbe un bel modo di onorare l’Immacolata e, nel contempo, di festeggiare gli undici lustri del nostro settimanale, salvare quanto resta di quest’immagine di Colei che ci ha dato l’Immacolato Salvatore. all’artista, già suo compagno di seminario ad Agrigento. Dell’opera - assai elegante ed equilibrata, intonata a “devota semplicità” - oltre un terzo, a causa dell’umidità e dell’incuria, oggi è andato definitivamente perduto.

◆ favara

Federazione settimanali cattolici

Il nostro direttore eletto nel consiglio nazionale Si è svolta a Roma dal 25 al 27 novembre la XVI Assemblea nazionale elettiva della FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Il nostro settimanale ne fa parte insieme agli altri 188 presenti sul territorio nazionale. Nel corso dell’assemblea i direttori e delegati dei 188 settimanali diocesani hanno provveduto ad eleggere i membri del Consiglio nazionale della Fisc per il triennio 2010/2012. Tra gli eletti il nostro direttore, Carmelo Petrone e Francesco Zanotti, Francesca Cipolloni, Antonio Rizzolo, Chiara Genisio,

Sarebbe un bel modo di onorare l’Immacolata e, nel contempo, di festeggiare gli undici lustri del nostro settimanale, salvare quanto resta di quest’immagine di Colei che ci ha dato l’Immacolato Salvatore. Giovanni Scordino

Carmine Mellone, Agostino Clerici, Bruno Cescon, Davide Maloberti, Adriano Bianchi, Mario Barbarisi, Marco Bonatti. Oltre ad essi, siederanno nel Consiglio i delegati regionali: Corrado Avagnina (Piemonte-Valle d’Aosta-Liguria), Claudio Mazza (Lombardia), Mauro Ungaro (Triveneto), Giulio Donati (Emilia Romagna), Claudio Turrini (Toscana), Carlo Cammoranesi (Marche), Angelo Zema (Lazio), Doriano De Luca (Campania), Emanuele Ferro (Puglia), Filippo Curatola (Calabria), Alfio Inserra (Sicilia), Giuseppe Pani (Sardegna), Antonio Simeoni (delegazione estera). Quello ottenuto dal direttore del nostro settimanale è un riconoscimento che premia il lavoro da lui svolto non soltanto nell’ambito del nostro giornale e nella nostra diocesi ma anche a livello nazionale. LdP

La manifestazione contro la mafia

Si è svolta sabato 27 novembre la marcia contro la mafia organizzata dal comune di Favara come “grazie” alle forze dell’ordine per l’arresto del boss Messina avvenuta in via Stati Uniti a Favara. a pag. 4




Città

L’Amico del Popolo

02 Dicembre 2010

In Breve

palazzo san domenico

Approvati gli equilibri di bilancio D

opo un lungo, articolato ed appassionato dibattito, il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato la proposta di delibera della Giunta municipale relativa alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio. Ad inizio seduta, presieduta dal vice presidente Piero Marchetta, è stato il sindaco Marco Zambuto a prendere la parola per sottolineare lo spessore amministrativo e politico del provvedimento che veniva sottoposto all’attenzione del Consiglio e che in pratica evidenzia lo stato di “salute” della situazione economico-finanziaria del Comune. “Il percorso di risanamento finanziario - ha sottolineato il sindaco – è stato avviato con enormi sacrifici per garantire l’equilibrio finanziario nonostante la riduzione delle risorse regionali e statali percorrendo una linea di rigore che ha permesso nessun aumento delle tasse e dei tributi locali. Tale azione è stata intrapresa attraverso il contenimento della spesa corrente, col recupero dell’evasione e

col blocco della spesa. Ciò nono- stesura di un provvedimento da stante – ha continuato il sindaco discutere in una delle prossime – occorre un ulteriore manovra sedute del Consiglio comunale. per superare definitivamente la siSuperato un passaggio molto tuazione finanziaria del Comune”. delicato per la funzionalità della Dopo l’intervento è seguito un macchina amministrativa, i grupvivace confronto animato dai con- pi consiliari ed i partiti di riferisiglieri Cirino, Hamel, Calabrese, mento si sono già messi al lavoro Saeva, Alfano, Arnone, De Franci- per trovare un’intesa sul successci e Vita; particolare attenzione è sore di Carmelo Callari, destinato stata posta ai tagli inerenti la spesa ad occupare lo scranno più alto di dei lavoratori precari del Comune aula “Sollano”. e, a tal fine, un emendamento sotIntanto continua a modificarsi toscritto dai capigruppo consiliari la mappa dei gruppi all’interno di e votato a maggioranza, consente Palzza dei Giganti ed i consiglieri una riduzione equa delle ore tra comunali Andrea Cirino e Davide tutti i lavoratori precari. Nel corso Lo Presti hanno annunciato l’adedella seduta è stato, altresì, appro- sione al movimento Forza del sud vato un emendamento tecnico di Gianfranco Miccichè e Michele mentre un sub emendamento Cimino. presentato dal consigliere Arnone, Salvatore Pezzino avente oggetto la riduzione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali nella misura del teatro pirandello Riconoscimento del Comune 20%, dopo un serrato confronto con la maggioranza dei consiglieri è stato ritirato. Su detta riduzione, è stato concordato, d’intesa con l’Amministrazione comunale, di procedere alla

Lido della delinquenza Sabato 27 novembre: un’anziana signora viene scippata in Via Maddalusa al ritorno dalla Messa; domenica 28 novembre in Viale Viareggio e nelle traverse della Via Maddalusa vengono affissi dei volantini di www.agrigentooggi.it lamentela da parte dei cittadini: “Si avvisano i resta letteralmente al buio, si residenti che, complice il pes- invitano i residenti a segnalare simo stato dell’illuminazione tempestivamente (e in massa, pubblica della Via Maddalusa, in modo tale da far sentire il un’anziana signora è stata de- peso del disagio) ogni problerubata della borsa, al ritorno ma alla Polizia Municipale, al dalla Messa, da non meglio numero 0922/590945”. identificati individui a bordo Lunedì 29 novembre: la tadi ciclomotore. Considerato baccheria di Viale Viareggio lo stato d’abbandono nel quale subisce una rapina. versa il quartiere, che già queSembra un bollettino di st’estate era stato preso di mira guerra ma purtroppo è soltanda ragazzi in cerca di caschi da to vita quotidiana nella fraziorubare dalle selle dei motori- ne balneare di San Leone. ni e che ogni anno, a causa di Ci chiediamo deve scapparci imprecisati problemi alla rete il morto per avere un minimo elettrica (e nonostante le rei- di controlli e più sicurezza? terate lamentele dei cittadini) LdP

sale La Pallavolo Agrigento Lo ammetto non sapevo che una squadra agrigentina stesse facendo così bene in campo sportivo, lo ho saputo tramite un’amica che mi ha parlato di queste giovani donne che hanno conquistato sei vittorie consecutive. Le ragazze militano in serie B2 , una serie di tutto rispetto se pensiamo che, negli anni passati, una squadra di pallavolo maschile, la Edilcuoghi, partì dal basso fino ad arrivare alla seria A, portando al Pippo Nicosia campioni del calibro di Lucchetta e Zorzi. Ad maiora ragazze!

Alessandro Ottaviani, il giovane arrestato lo scorso 16 marzo per aver accoltellato il carabiniere Diego Gamberoni, che in quel momento si trovava al posto di piantone della caserma “Biagio Pistone”, è stato assolto dal Gup del Tribunale di Agrigento in quanto dichiarato incapace di intendere e volere. La sentenza è stata emanata a seguito del verdetto della perizia psichiatrica effettuata sul trentenne. Il Gup ha disposto una misura di sicurezza per cinque anni. Gli avvocati di parte civile annunciano un’azione per ottenere un risarcimento.

aula sollano Si è dimesso il presidente del consiglio

Cittadinanza onoraria a mons. Carmelo Ferraro

quartieri San Leone

La politica agrigentina In consiglio comunale, faceva notare un consigliere che, nenahc enei tempi più bui della politica italiana, il comune di Agrigento era stato così “visitato” dalle forze dell’ordine su richiesta della Procura della Repubblica. Dobbiamo dirlo, ci fa un certo effetto sapere di indagini su questo o quel dirigente in un palazzo di città nel quale sembra si debba sopravvivere con quei quattro spiccioli che si possiedono e poi i nostri consiglieri non voltano per l’emendamento che riduce il loro gettone di presenza. Sulla legittimità morale con la quale molti di loro lo percepiscono ci sarebbe molto da dire, prendono la presenza si raggiunge il numero legale , siedono dieci minuti e dopo escono con in tasca 125 euro. E noi paghiamo la terza rata del 2005 e le bollette di conguaglio dell’acqua. Bravi!

scende

Con l’assegnazione del Premio Empedocle per le Scienze umane, in memoria di Paolo Borsellino, sabato 27 novembre, presso il Teatro Pirandello di Agrigento, si sono conclusi i lavori dell’anno Accademico 2010 dell’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento. Per la sezione “Filosofia e Teologia”, è stato premiato l’arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e per la sezione “Diritto, Economia ed Etica” il Premio è andato all’arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio

Si è dimesso dalla carica di presidente del consiglio comunale ma non da quella di consigliere, Carmelo Callari. La decisione arriva dopo il provvedimento di obbligo di dimora ad Agrigento firmato dal gip del Tribunale di Agrigento Luca D’Adario su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Michela Francorsi e del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo. Secondo gli inquirenti, Callari, avrebbe usato la sua carica per scopi privati. Nel dettaglio si parlerebbe di rimborsi per fittizie missioni istituzionali, nell’inchiesta risultano indagati anche altri due funzionari comunali.

processo monterosso In Appello assolti tutti gli imputati La corte d’Appello di Palermo ha assolto tutti gli imputati del processo “Montegrande”, l’ex sindaco di Agrigento, Angelo Scifo, i funzionari della soprintendenza Calogero Carbone e Pietro Tornabene e l’ex capo della Forestale Renzo Marino, accusati a vario titolo di truffa, falso ideologico, corruzione e falsa testimonianza in riferimento ad un presunto scempio ambientale.

beni immobili comunali A gennaio la vendita all’asta

Consiglio per i Testi Legislativi. Durante la cerimonia, inoltre, il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha conferito la cittadinanza onoraria all’Arcivescovo Emerito di Agrigento, monsignor Carmelo Ferraro, per i 20 anni di servizio pastorale svolto nella città e nell’arcidiocesi di Agrigento. LdP

museo regionale Sala Zeus

Cerimonia conclusiva del Premio Telamone Si è conclusa sabato 27 novembre la XXXIV edizione del Premio Telamone organizzata dal Ce.p.a.s.a. presieduto da Paolo Cilona con la cerimonia di consegna delle statuette presso la sala Zeus del Museo S. Nicola. Hanno ricevuto la statuetta: Fabio Marcianò, Arnaldo Attallah, Francesco Cannatella, Rita Ceorini, Gea Schirò, Bartolomeo Romano, Salvatore Di Rosa, Lia Minio. Hanno invece ricevuto una targa al merito, Enzo Vella, Angelo Di Martino, Maria Imperatore Bajo,

giustizia Ferimento del carabiniere Gambertoni

In esecuzione di un’apposita deliberazione della Giunta comunale concernente “l’adozione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” e nel rispetto del vigente regolamento approvato dal Consiglio, l’amministrazione comunale informa che il prossimo 11 gennaio 2011, con inizio alle 10, presso i locali del servizio Patrimonio ubicati in piazza Gallo (secondo piano) avrà luogo l’asta pubblica, al migliore offerente, per la vendita a pubblico incanto di alcuni immobili comunali.

albo scrutatori Le domande entro il 30 novembre L’amministrazione comunale informa che entro il 30 novembre i cittadini di Agrigento potranno iscriversi all’albo delle persone idonee alla funzione di scrutatore di seggio elettorale. Gli interessati debbono presentare una domanda in carta libera, indirizzata al sindaco, indicando gli estremi anagrafici, il titolo di studio posseduto e la fotocopia di un valido documento di riconoscimento. Il modello di domanda è disponibile presso l’Ufficio elettorale del Comune di Agrigento ubicato in via Atenea 250.

Lutto É ritornato alla Casa del Padre l’avv.

Angelo Pecoraro Gabriella Curella e Maria Assunta Ferrauto. Premio Telamone per la Pace all’organizzazione internazionale per i diritti umani, Amnesty International.

la Settimana Invito al Presidente Lombardo I giovani agrigentini, avvertono pesante il peso di un avvenire senza speranza. Perché qui dalle nostre parti, se da un lato è rassicurante lo sforzo dello Stato nell’imprimere colpi su colpi ad una certa criminalità, dall’altro è sconfortante l’assenza totale dello stesso Stato nel difendere i diritti delle persone per bene e dei giovani in particolare. É chiaro che non si può vivere di sola lotta alla mafia con i soliti cortei e manifestazioni che rischiano di diventare anche folcloristici. Intanto, assieme alla lotta alla mafia, c’è un forte bisogno di lotta alla microcriminalità che sta trasformando Agrigento in una giungla. Ma c’è, in questa nostra provincia, sopra ogni cosa, l’esigenza di una svolta seria dal punto di vista occupazionale che non può certo arrivare chiudendo le porte alle centinaia di giovani laureati e diplomati.

alla moglie, alla figlia ed a tutti i familiari le cordoglianze della redazione del nostro settimanale.

di Eugenio Cairone Ecco allora l’invito al Presidente della Regione, o se preferite al Governatore, per dirgli chiaro e tondo che cosi come si intende procedere non va affatto bene. Perché, anzitutto, non è onesto. Quel che bisogna evitare è aiutare i precari a spese di tutti gli altri che sono in attesa di un lavoro e che non possono vedersi preclusa la possibilità da una marea di persone che la politica ha preso in giro per un ventennio. Moltissimi dei precari, è noto a tutti, sono stati collaboratori di segreterie politiche che si sono servite di loro. Giusto adesso che a queste persone venga riconosciuto il diritto alla stabilizzazione, ma bisogna assolutamente tenere conto anche di chi non ha avuto a suo tempo come a loro, la “fortuna” di conoscere qualche santo onorevole e oggi, si ritrova a dover rincorrere altre strade, una delle quali potrebbe essere, appunto, quella dei pubblici concorsi che si devono bandire per evitare che si arrivi davvero ad una odiosa guerra tra poveri.


Cultura

L’Amico del Popolo 02 Dicembre 2010

licataTavola Rotonda per il 150° anniversario dall’unificazione

Il senso dell’Unità d’Italia I

l 17 marzo del 1861 il senato ed il parlamento del Regno di Sardegna proclamarono l’Unità d’Italia. Per la Chiesa cattolica essa fu il preludio della fine del potere temporale del papa che, di fatto, avvenne dieci anni dopo con la «presa di Roma» (20.9.1870). Il prossimo anno, lo Stato italiano ricorderà solennemente la ricorrenza, ma il dibattito politico sulla questione dell’Unità d’Italia è già da tempo all’ordine del giorno. La commemorazione si mostra del resto propizia per una revisione critica della storia, del pensiero risorgimentale e, soprattutto, del ruolo avuto dai cattolici nel processo unitario.

appunti Venerdì 3 dicembre presso l’ex Chiesa S. Margherita di piazza Carmine a Sciacca alle ore 17.30, si terrà un convegno dal tema “La cultura di Sciacca tra l’inizio del ‘900 e quello del terzo millennio”, relatore lo storico Francesco Cassar. Si terrà domenica 5 dicembre alle ore 9.30 presso la Chiesa del Carmine di Licata il IX Corso di formazione per operatori CAV il cui tema sarà “Volontariato: tra solidarietà e assistenzialismo”. Può essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.30 presso le fabbriche Chiaramontane di Agrigento, in piazza S. Francesco la mostra fotografica di Franco Carlisi “Il valzer di un giorno”. Lunedì 6 dicembre alle ore 17.00 presso la biblioteca comunale “La Rocca di Agrigento” verrà inaugurata la mostra “Storia dell’ex G.I.L. di Agrigento - Documenti, immagini e testimonianze” a cura della società agrigentina di Storia Patria.

Contrariamente a quanto si crede, il Risorgimento italiano è stato infatti a lungo alimentato dai cattolici. Stiamo parlando innanzi tutto del loro pensiero e delle loro idee che animarono il movimento risorgimentale. I nomi più famosi sono, forse, due uomini di Chiesa come l’abate Vincenzo Gioberti e il prete filosofo Antonio Rosmini, senza contare tutti gli altri cattolici che, nel Novecento, si impegnarono anche attivamente, con la convinzione che la politica è un luogo eminente di servizio. In questa ricorrenza non va dimenticato che l’Unità si è costruita con la soppressione dello Stato Pontificio. Il potere temporale non era certo essenziale all’autorità papale e tuttavia esso era funzionale alla stessa libertà del pontefice. I teologi di Pio IX ne erano convinti ed anche lo stesso papa. A parere di Napoleone III, al papa sarebbe bastato un piccolissimo appezzamento di territorio perché potesse esercitare in libertà il suo ministero. Ma non se ne fece nulla. Nel corso della Prima Grande Guerra mondiale, un’effettiva mancanza di libertà del papa danneggiò l’opera di Benedetto XV: gli fu infatti impedito di condurre trattative private di pace per evitare quella guerra che egli

definì «un inutile massacro». Quanto fosse necessario e utile un territorio in cui il papa potesse avere libera sovranità, si è visto d’altra parte nel corso della Seconda Guerra mondiale quando, lo Stato Vaticano, ospitò molti rifugiati politici e salvò tante vite umane con un’efficace azione diplomatica. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sovranità papale su quel minuscolo territorio dello Stato Vaticano, creato nei Patti Lateranensi del ‘29. Ciò non di meno quando, dopo il Concilio Vaticano II, Paolo VI visitò il Campidoglio, disse chiaramente che il papa non rivendicava più alcun potere temporale. Oggi, la Chiesa cattolica partecipa alle celebrazione del 150o anniversario dell’Unità d’Italia senza rivendicazioni territoriali di sorta. Anzi, dinanzi ai tentativi destrutturanti della Lega, è da parte cattolica che proviene il più autorevole appello per il valore dell’Unità. Di tutto questo e sotto tale luce costruttiva, venerdì, 3 dicembre alle ore 18.00, a Licata si celebrerà una

Tavola rotonda per i 150 anni dell’Unità d’Italia, organizzata dall’Ufficio Cultura della Diocesi, dal CIF e dal Gruppo Culturale della Chiesa Madre. Nei saloni della Chiesa Madre, i relatori non mancheranno di suscitare sorprese storiche sugli effetti locali – depauperanti – dell’Unità d’Italia del 1861 (prof. Francesco La Perna, Ispettore onorario Beni Culturali, Licata) e di fornire nuovi apporti ideologici all’Unità italiana (prof.ssa Anna Pia Viola, Facoltà Teologica di Sicilia, Palermo). La Tavola rotonda si propone di conseguire due obiettivi: smantellare quella tronfia e orgogliosa retorica patriottica, che non poche volte è sfociata in un’irrazionale e dispotica gestione del potere; rifondare il «senso dell’Unità» su valori umanitari permanenti. Vincenzo Lombino

a cura di naro M. ed. Sciascia Editore € 25,00 pagg. 416

Sorpreso dal Signore Cataldo Naro era una di quelle persone di cui difficilmente ci si dimentica: gentile, delicato nel tratto, fine nell’approccio con l’altro e, seppur dotato di una vastità di conoscenze e competenze tali da far tremare i polsi a qualsiasi studente, era in grado di non creare disagio. L’arcivescovo di Monreale sorprendeva perché si era fatto sorprendere dal Signore, sta qui la trama della sua breve e feconda esistenza. Questa costatazione di sorpresa costituisce il filo rosso che orienta le relazioni già tenute ad un convegno svoltosi a San Cataldo (CL) nel III anniversario della sua morte e ora raccolte e pubblicate nel volume Sorpreso dal Signore. Linee spirituali emergenti dalle vicende e dagli scritti di Cataldo Naro. Su questa stessa traccia conoscitiva del mistero di Dio riverberato nelle opere e nei giorni dei suoi testimoni, si inscrive un’ulteriore iniziativa, la promozione di un Seminario di Studi, il prossimo 3 dicembre, dal titolo estremamente suggestivo: Le Tre Tende della Memoria. “Saperi dell’uomo e saperi della fede”, a cura dell’Istituto Teologico “Mons. G. Guttadauro” di Caltanisetta. In uno scritto di Mons. Cataldo Naro, rinvenuto dopo la sua dipartita, si legge: «[…] Il Signore mi fa

dono di una grande pace interiore, di una serenità di fondo, che mi stupisce e mi dà forza», bastano queste poche parole, a ragione considerate come cuore del suo testamento spirituale, a restituirci l’idea di come vivesse sorpreso dalla bellezza del rapporto con Dio, il quale non abbandona mai l’uomo a se stesso ed alle sua complessità. Di certo, mons. Naro non fu esonerato dalla scabrosità dell’umano né da quelle difficoltà che gli offriva l’esercizio leale del suo ministero tuttavia, ebbe una incrollabile fiducia nel Signore e ne approfondì con indescrivibile amore la conoscenza. Se le relazioni del libro tentano di scavare nel rapporto verticalissimo tra mons. Naro e Dio, quelle affidate al prof. Salvatore Falzone e al prof. Vincenzo Sorce approfondiranno la dimensione del suo rapporto con l’uomo attraverso la sua interlocuzione con l’opinione pubblica ecclesiale ed i lettori dei periodici locali su cui scriveva. Anche negli archivi del L’Amico del Popolo c’è traccia della sua penna, e di ciò, siamo fieri e riconoscenti. Alfonso Cacciatore

Girgenti: le chiese, i conventi, i monasteri distruzioni e trasformazioni Convento di S. Stefano e Chiesa S. Maria della Misericordia 2 (detta anche “S. Stefano”)

Al tempo della dominazione bizantina nel VI sec., quando la popolazione di Agrigentum si trasferì, per ragioni di sicurezza, sul Colle di Girgenti, i Benedettini eressero, nella parte occidentale di esso, un monastero femminile dedicato a S. Stefano che venne distrutto nel IX sec. quando, i Musulmani, occuparono l’altura e vi fondarono Gergent. Dato che, nel 1666, come si è detto, la chiesa S. Maria della Misericordia venne chiusa, un nuovo edificio, sotto lo stesso titolo, fu costruito più in basso, fuori Porta Cannone (un varco tra la chiesa dell’Addolorata e la scala di S. Croce), nella contrada detta di S. Stefano, perchè qui, un tempo, c’era stato il convento delle Benedettine. La seconda chiesa S. Maria della Misericordia, per la sua nuova ubicazione, cominciò ad essere denominata pure “chiesa di S. Stefano”, nel senso di “chiesa sita nella località di S. Stefano”, come, ancora oggi diciamo, ad esempio, “chiesa del Villaggio Peruzzo”. L’edificio fu demolito nel

1836. In una bella stampa del Voyage Pittoresque... di Denon del 1785 si vede, in basso a destra, parte del prospetto principale della chiesa S. Maria della Misericordia, in primo piano il Tribunale dell’Inquisizione e, in alto a destra, la chiesa dell’Addolorata. Accanto ad essa è visibile la Porta Cannone o dell’Addolorata e la via Nuova, una mulattiera che conduceva al Caricatore (poi Porto Empedocle), che si era formata dopo la realizzazione della Porta Cannone tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. La via Nuova, credo solo nel primo tratto che conduceva alla chiesa ed al Tribunale dell’Inquisizione, venne resa più agevole mediante selciatura a spese del vescovo Andrea Lucchesi-Palli (1755-1768). Sotto l’ex via S. Stefano (oggi via XXV Aprile), quasi di fronte alla chiesa dell’Addolarata, c’è uno slargo su una piattaforma rocciosa affacciata sul mare, che potrebbe essere benissimo l’area in cui

a cura di Nino Sciangula fu edificata la chiesa in questione e forse, ancor prima, il vecchio monastero benedettino. Per soddisfare qualche curiosità, aggiungerò brevemente che, il Tribunale dell’Inquisizione, iniziò ad operare in Sicilia a partire dal XV secolo per volontà del re Ferdinando il Cattolico e fu abolito il 27 marzo 1782. A Girgenti furono condannati al rogo 24 persone, quasi tutte ebree. Bibliografia: D. De Gregorio, La Chiesa Agrigentina, I, 286; III, 200, Agrigento 1997/98; S. Gregorio, Lettere, in D. De Gregorio, op.cit; C. Mercurelli, Agrigento Paleocristiana, 26/27 in Atti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, s. III, vol. VIII, Roma 1948; C. Miccichè, Girgenti, le pietre della meraviglia... cadute, 75/76, Agrigento 2006; S. La Rocca, Cenni sulla chiesa del Purgatorio in C. Miccichè, 76, op. cit; D. Vivant Denon e R. Saint-Non, Voyage Pittoresque... 225, Paris 1785.



sicilianitÁ Educazione dall’Alto

Il rapporto padri-figli Dici l’Anticu: “Di ccà susu, ti talìu, / figliu miu sempri amatu, / li to’ passi cuntu e viu, / nni la gioia è lu me’ statu. / Nui filici, ‘nsenu a Diu, / nun scurdamu lu passatu, / e prigamu, cu disìu, / di avirivi a lu latu.” Nella puntata precedente, abbiamo riportato il profilo dell’ing. Francesco Mauriello (1927–2006), tracciato dalla moglie, ci sembra interessante riportare anche la testimonianza dei figli e di una nipote, per comprendere come si possa vivere un rapporto gioiosamente educativo con il padre ed il nonno anche oltre la morte. Il figlio Giuseppe continua a colloquiare col padre. Le sue parole sono preghiera, espressione di vitale e profondo sentimento, anelito di squarciare il Mistero: “So che mi guardi da Lassù, / che tu possa essere orgoglioso di me, padre mio! / Della mia vita, delle mie scelte, delle mie azioni, del mio rapporto in famiglia, come padre, marito, figlio e uomo. / Il tuo coraggio mi è di esempio, / la tua comprensione, di conforto, / la tua pazienza e grande bontà, di ricordo indelebile. / Mai sarò come te! / Per questo, cerco sempre di migliorare. / La tua luce mi guida, / ti sento in me, per questo so che non sbaglierò mai. / A presto! - Tuo figlio Giuseppe Mauriello”. Nella tensione di dovere esprimere per iscritto queste parole (confida alla mamma), il figlio si sente ad un tempo come inondato di gioia e da una acuta sofferenza inesprimibili. La figlia Beatrice, anche lei, scrive al padre; lo stile è più disteso e sereno, ma l’affetto ed il bisogno di un rapporto che continui vivo e palpitante come sempre, dominano il suo pensiero: “Carò Papà, oggi ti scrivo, voglio che le mie parole non siano solo affidate ai pensieri e ai sentimenti, e sono certa che questa mia lettera ti arriverà presto. So che la leggerai, tenendola tra le mani. Le vedo, le tue mani, belle, splendenti dell’Infinita Luce di Dio e delle tue virtù. Forse, penserai: ‘Era ora!’, ma non ne sono sicura, non hai mai detto, infatti, una parola che potesse ferire, anche per poco, qualcuno. Vorrei raccontarti tante cose, ma credo che tu le sappia già. Sei stato sempre presente in ogni momento della nostra vita, sempre pronto a donare aiuto e amore. Certo, mi manca la tua voce, il tuo sorriso, e non solo a me, ma non sono gelosa, perché hai dato tanto amore a tutti. Ogni compleanno che trascorro senza di te, è reso gioioso dal ricordo di quell’ultimo vissuto insieme (ma so che ogni anno, tu sei sempre il primo a mandarmi gli auguri, come è sempre stato). Ogni volta che affronto un problema, dal più piccolo al più grande, sento la tua voce sussurrarmi parole incoraggianti e pacate. Sento che sei vicino a me sempre, vorrei poterti stringere la mano come quando, bambina, ti correvo incontro quando tornavi dal lavoro. Quando sono stanca e triste, sento che mi sostieni come sempre hai fatto (…). Sono certa che ti preoccupi per me, come hai sempre fatto, senza mai opprimere o condizionare (…). Grazie, Papà, per la vita meravigliosa che mi hai donato, spero di essere degna, sempre, di custodire questo tesoro. – Tua figlia Beatrice”. Riportiamo la lettera inviata dalla nipote Marzia alla carissima Nonna Giulietta, il 24 Agosto 2006, tre mesi dopo la morte del Nonno: “Finalmente mi sento più vicina a te, sapendo che la mia lettera è tra le tue mani. Ti vedo ammirare, in quella bellissima casa di San Leone in Agrigento. Sento quasi il profumo dei fiori del giardino. Conosco ogni suo angolo, anche il più remoto. Vedo la mia altalena, la piscina, il viale (…). Non sono, però, solo le cose che ricordo, ma gli affetti, i sentimenti, che mi hanno nutrita in tutti gli anni felici che ho trascorso con Voi, con te e l’adorato Nonno. Continuo a guardare le foto, ma ben altri sono i ricordi nel mio cuore. È una poesia infinita, una melodia che riecheggia e dà gioia nella notte, un sogno che riaccende la speranza e dà la forza di proseguire l’arduo cammino della vita. Tutto questo, ed altro ancora, è ciò che il Vostro amore ha infuso in me. Mi accovacciavo sul divano, insieme a Voi, e chiudevo gli occhi: mi sentivo avvolta da una meravigliosa famiglia fondata sulla purezza dell’Amore, nobiltà d’animo, pratica della virtù. Come posso esprimere, con semplici parole, tanta e così profonda gratitudine? Sono sempre stata una bambina, insieme a Voi, e desidero poterlo essere sempre (…). Allungo la mano e so che il caro Nonno è lì, che sorride, pronto a proteggermi e ad abbracciarmi ancora, come quando era qui, accanto a noi”. La lettera continua ancora, per parecchie pagine, ma lo spazio ci impedisce di proseguire, mentre ringraziamo la giovane Marzia, e tutta la famiglia Mauriello, di una tanto esemplare testimonianza, di come il vero amore che lega a Dio possa continuare ad educare oltre il Mistero che ci porta tra le braccia di Dio. Piresse




Provincia

L’Amico del Popolo

02 Dicembre 2010

Brevi provincia

favara Marcia contro la mafia

Un «male» da sconfiggere

favara Crollo in via Carmine

opera dei carabinieri. Striscioni, qualche slogan, tante presenze istituzionali a cominciare dai sindaci proseguendo per i vertici delle forze dell’ordine della provincia e con minima parte della deputazione regionale e nazionale. Poi la lunga seduta del Consiglio comunale presso i locali del boccone del povero. Tanti gli interventi, non tutti di particolare rilievo, da parte dei rappresentanti della politica, del mondo produttivo e associativo. Dopo la consegna di benemerenze al questore Di Fazio, al comandante dei carabinieri Di Iulio (che ha voluto ringraziare i militari diretti dal maggiore Salvo Leotta insieme a quelli dei reparti speciali che hanno condotto l’arresto di Messina) e al comandante delle Fiamme gialle Raffo, l’attenzione si è spostata sui due nuovi favaresi d’eccezione, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e il procuratore capo Francesco Messineo, che hanno strappato lunghissimi applausi alla platea presente. Teresi ha concluso il discorso chiedendo scusa agli abitanti di Favara per aver definito la città “culturalmente arretrata” in sede della conferenza stampa seguente alla cattura di Messina. «Quello di oggi è un momento di antimafia sociale - ha dichiarato - ma non può e non d e v e finire qui. Mi medicinaV Congresso Internazionale sulle Cellule Staminali rivolgo

Staminali contro il diabete La speranza è l’ultima a morire per gli ammalati in cerca di guarigione. Così nell’ultima relazione effettuata al V Congresso Internazionale sulle Cellule staminali dal tema: “Le cellule staminali tra novità e prospettive”, è stato il prof. Massimo Trucco, ricercatore italo-americano, a portare più di una speranza agli ammalati di diabete. Trucco, proveniente dal Dipartimento Pediatrico di Pittsburg (USA), da diversi anni impegnato nella lotta al diabete soprattutto in età pediatrica, ha illustrato le ultime scoperte. La sua ricerca mira a rigenerare le cellule del pancreas, cioè quelle cellule che sono deputate alla formazione dell’insulina tale da poter tenere i livelli di glicemia nello stato ottimale. “La sperimentazione di fase uno nei primi 10 pazienti ha dato risultati positivi - ha detto il prof. Massimo Trucco - abbiamo chiesto l’autorizzazione per la sperimentazione di fase due su pazienti giovani con l’evento clinico del diabete

sciaccaChiesa Madre

In pericolo la statua di Maria SS. del Soccorso? I cittadini, molto legati al culto della Madonna, sotto il titolo di Maria SS. del Soccorso, stanno vivendo momenti di grande apprensione. Accade che, nel suo simulacro marmoreo ad altezza naturale, commissionato nel 1503 agli scultori Almanchino e Berrettaro, venerato nella Chiesa Madre dalla seconda metà dell’‘800 perché patrona di Sciacca, gli operatori della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento hanno rilevato lesioni che rischiano di comprometterne l’integrità. Quanto accertato potrebbe derivare dal fatto che, due volte l’anno, la statua viene rimossa dalla nicchia nell’altare maggiore. Ciò avviene il 2 febbraio ed il 15 agosto, quando viene condotta in processione solenne per le vie del centro storico. Tali processioni, motivate principalmente dal ricordo della pestilenza del 1626, scongiurata per l’intervento della Madonna, nonché dalla celebrazione

siculiana Scoppia polemica per servizio civile anche alla politica. Ci sono situazioni nelle quali non si configura magari il reato, ma viva dio, prima o dopo ci sarà qualcuno che riterrà l’avvicinarsi ad un mafioso un atto non degno». «Oggi abbiamo dinnanzi a noi un obiettivo che una volta era impensabile, la sconfitta della mafia - ha detto invece Messineo -. Siamo però chiari, il traguardo non è dietro l’angolo. L’azione da portare a termine è ancora lunga e difficile, ma il percorso è ormai tracciato. Le forze dell’ordine, però, possono conseguire una vittoria militare. Per eliminarla definitivamente è necessario l’aiuto della società civile. Io - ha proseguito - sono fiducioso, pur essendo per natura un pessimista. Quello di oggi è un fatto incoraggiante, e deve rappresentare un momento di svolta». Gioacchino Schicchi

riberaL’I.C. Crispi risponde a Emergency

La Merenda della solidarietà abbastanza recente. Nella primavera del 2011 comincerà la sperimentazione di fase due”. La possibilità di sconfiggere il diabete, in età pediatrica sembra quindi un passo sempre più vicino. L’importante evento scientifico, organizzato dal Centro di Bioetica “Giovanni Paolo II” di Agrigento, presieduto da Enzo Di Natali, celebratosi tra Agrigento e Favara ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori che si occupano di cellule staminali sperimentando nuovi protocolli terapeutici per numerose patologie. Totò Arancio

della festa dell’Assunta, obbligano il trasporto e la collocazione della pesante immagine su un antico fercolo in legno massiccio che, a sua volta, necessita di 100 portatori, per tradizione marinai. Il marmo, è risaputo, dura secoli ed anche millenni, tuttavia in posizione statica. Le riferite ultrasecolari sollecitazioni dinamiche potrebbero aver stressato la delicata scultura. Qui non si processa la consuetudine, ma un qualcosa dev’essere intervenuto a determinare la presente condizione materica. In queste ore di apprensione, il postulato di un restauro con le più moderne tecniche è fatto scontato. Taluni hanno parlato di processionalità da effettuarsi con una copia in vetroresina: un autentico rompicapo soprattutto per il soprintendente Piero Meli e per l’arciprete Carmelo Lo Bue. Spetta a loro la decisione più conforme. Francesco Cassar

É stata ultimata la consulenza tecnica disposta dalla Procura della Repubblica di Agrigento sul crollo della palazzina di via del Carmine, avvenuto il 23 gennaio, nel quale trovarono la morte le piccole Marianna e Chiara Pia Bellavia. Da indiscrezioni trapelate si è appreso che i consulenti hanno ritenuto la casa inagibile, quindi non abitabile, e pertanto doveva essere abbattuta come successo per 14 altre costruzioni. Al momento nel registro degli indagati non figura alcun nome, ma è evidente che alla luce delle novità emerse dalla relazione tecnica i magistrati provvederanno a indagare i presunti responsabili.

C

’erano centinaia di persone per le strade di Favara a dire il loro forte “No” alla mafia. Poco importa in questo momento analizzare questa manifestazione, far rilevare come fossero presenti soprattutto le scuole e, poche, le associazioni e rarissimi liberi cittadini, che hanno preferito guardare lo scorrere dei manifestanti dai balconi delle loro abitazioni. Poco importa riportare frasi del tipo “No, i bambini non arriveranno fino all’ex covo. Sa, alcuni abitano in quella zona e non ci sembrava giusto..”, o dire che, forse, quell’interminabile alternarsi di personaggi pubblici sul palco del Consiglio comunale aperto non era il massimo del buon gusto (mentre da apprezzare è la mozione votata dal Consiglio che costituisce un forum cittadino per la legalità e lo sviluppo, stabilisce la partecipazione del Comune ai processi contro i mafiosi come parte civile e mira a promuovere attività in sostegno dell’imprenditoria giovanile). Non importa tutto questo perché, in un modo o in un altro, una intera comunità, fosse anche per un giorno solo, è scesa in piazza, si è fatta popolo, sotto i vessilli dell’antimafia. Una giornata di “antimafia sociale” come l’ha definita il procuratore Teresi, che parte dai due grandi cortei, riunitisi all’imbocco di viale Stati Uniti, fino alla casa dove Messina si nascondeva fino al giorno della sua cattura ad

L’appello di Emergency in difesa del 5x1000 ha trovato consensi a Ribera dove, l’istituto comprensivo “Crispi” ha organizzato, come ogni anno “La Merenda della solidarietà” e destinato, una buona parte dei fondi raccolti all’associazione nazionale di volontariato. «Lo abbiamo già fatto negli anni passati – ci dice il dirigente scolastico Maniscalco – e torneremo a farlo anche nel corrente anno scolastico. Un’altra fetta delle somme raccolte sarà devoluta a Telethon, come già fatto negli anni passati». Se le istituzioni devolveranno il ricavato delle loro iniziative benefiche a favore di Emergency o delle altre associazioni di volontariato operanti nel campo della cooperazione, della ricerca scientifica e sanitaria e nel

sociale, si potranno aiutare meglio i paesi in via di sviluppo e cercare di ridurre i pesanti effetti della nuova legge di stabilità (vecchia legge finanziaria) che porta a 100 milioni di euro i fondi che lo Stato destina al 5x1000, con una riduzione di circa il 75% rispetto all’importo dell’anno precedente (400 milioni di euro).«Con la mostra-mercato, con le partite di pallavolo, con gli spettacoli di intrattenimento e con le degustazione dei prodotti tipici locali – dice la docente Carmelina Chiazzese – raccogliamo annualmente i fondi che destiniamo ad Emergency ed a Telethon. La manifestazione avrà luogo a scuola, nel plesso Mosca, venerdì 17 dicembre, quando arriveranno i responsabili regionali di Emergency”. Enzo Minio

Scoppia la polemica, a Siculiana, dopo la pubblicazione dei nomi degli ammessi al servizio civile nazionale per l’anno 2011. In una nota firmata dai consigliere comunali di opposizione Angelo Messina, Enzo Zambito, Valerio Lauricella, Giovanni Cuffaro Piscitello, Giuseppe Zirafa e Antonio Di Giovanni si manifesta indignazione. Secondo gli scriventi, “sono stati riconosciuti vincitori, perché riconosciuti “più bravi” da una commissione nominata dal sindaco: il figlio dello stesso sindaco, il fratello di un assessore, il fratello di un consigliere di maggioranza e la fidanzata di un consigliere di maggioranza”. Da parte sua, il primo cittadino Mariella Bruno, afferma che un attacco diretto è improponibile perché per la selezione dei candidati è stata nominata una commissione che ha lavorato in maniera autonoma, seguendo rigorosamente i criteri stabiliti dal Ministero.

sciacca Omicidio Cangialosi Al processo per l’omicidio di Michele Cangialosi, che si sta celebrando con il rito abbreviato dinanzi al Gup del Tribunale di Sciacca i legali di fiducia di Celeste Saieva, Nicola Piazza e Paolo Nar hanno chiesto l’assoluzione dei rispettivi assistiti. Il collegio difensivo punta tutto sulla inattendibilità della ricostruzione dell’omicidio fatta dal minorenne G. B. che è stato condannato dal Tribunale minorile di Palermo a 9 anni e 4 mesi di reclusione.

ribera Chiesa e Comune

Il palazzo conteso La proprietà e l’uso dei locali di una palazzina, situata in pieno centro storico a Ribera, ha rischiato di far nascere una disputa tra l’amministrazione comunale, che ne rivendica la proprietà, e la chiesa locale che ha in uso l’immobile da oltre 65 anni. Si tratta della palazzina che, su corso Umberto I, si trova “attaccata” alla chiesa del Rosario, un complesso edilizio di tre piani, compreso il pianterreno che, dal dopoguerra ad oggi, continua ad essere in uso alla parrocchia della chiesa Madre che l’ha utilizzato in passato, come edificio scolastico delle Suore Francescane e ultimamente come luogo di ritrovo per le attività dell’oratorio, delle associazioni di volontariato e di tanti gruppi culturali. Il comune di Ribera ne ha chiesto la restituzione. La cosa importante, sembra oggi, che, scongiurando la causa civile che durerebbe decenni, ci sia la volontà delle parti di trovare un accordo. E.M.

L’ANGOLO DEL CONSUMATORE Di recente ho viaggiato in treno con il mio cagnolino, ed ho subito i rimproveri di alcuni passeggeri che non gradivano la sua presenza. Poiché vivo solo con questo piccolo animale, che spesso devo portare con me, vorrei sapere quali sono le norme da seguire nell’utilizzo dei mezzi di trasporto (l.M., Agrigento) Cominciamo dal treno: i cani di piccola taglia viaggiano gratis e devono stazionare negli appositi trasportini. In alternativa, il cagnolino può rimanere libero, ma deve trattarsi di un treno con scompartimento, vi deve essere il consenso degli altri passeggeri presenti, ed il cane deve pagare un biglietto ridotto. I cani di grossa taglia, invece, devono essere tenuti al guinzaglio, muniti di museruola, e pagano sempre il biglietto, anche se ridotto. Questo non vale per i cani guida, che possono liberamente sedere accanto al proprietario gratuita-

mente. In aereo, i cani di piccola taglia possano viaggiare accanto al padrone nel trasportino, posizionato a terra. I cani più grossi viaggiano invece nella stiva, in apposite gabbie messe a disposizione dalla compagnia aerea. Il prezzo per un viaggio in aereo varia a seconda della destinazione e della taglia dell’animale. In nave, se il cane è di grossa taglia deve viaggiare in un’apposita gabbia, mentre se è piccolo può dormire in cabina e passeggiare al guinzaglio. Sia in nave che in aereo, comunque, è bene chiedere dettagli alla Compagnia con la quale si viaggia, al momento della prenotazione. Infine il bus: in linea di massima, gli animali possono essere tenuti nella parte posteriore con guinzaglio e museruola, pagando il regolare biglietto. Però alcune regole possono cambiare da un Comune all’altro: quindi è sempre bene informarsi al riguardo.

Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a: Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

Rubrica a cura dell’Avv. Adele Falcetta


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Società

L’Amico del Popolo 02 Dicembre 2010

difesa della vita Tutta la realtà in onda

diario multimedi@le

Ecco chi ha detto sì G

Lettera al direttore

li occhi luminosi, la voce ferma, un coraggio che buca lo schermo e ti scuote la spina dorsale. Da domenica 28 novembre, in televisione, hanno spazio anche i malati che ogni giorno lottano per vivere. E, se qualcuno credeva che non importasse, in fondo, sentire la loro di storia, ciò che è passato sul video lo ha senz’altro smentito.

Guardalo, Mario Melazzini, primario oncologo prima della Sla, seduto accanto agli sgabelli de L’Arena di Massimo Giletti con la sua carrozzina, con i suoi “supporti”, con la forza di raccontare il male che lo ha condannato lì senza sapergli togliere nemmeno per un secondo la speranza, la dignità. Guardalo, Max Tresoldi, ven-

Pubblichiamo la lettera pervenutaci in redazione da una nostra lettrice e rivolta al presidente della Regione, sulla questione relativa alla stabilizzazione dei precari che la Regione sta, in questi giorni ponendo in essere. Caro Presidente, sono una semplice cittadina italiana, purtroppo residente in Sicilia che, dopo essere nata e cresciuta in Francia, ed abitato in Provincia di Torino, per motivi familiari si è vista catapultare in quest’Isola. Qui ho conseguito due lauree. Vuole sapere a cosa mi sono servite? A fare l’inoccupata! In questa situazione assurda, purtroppo, ci ritroviamo migliaia di giovani che hanno inseguito, con tanti sacrifici, il sogno di una laurea e di una vita migliore pensando che dopo l’università ed una laurea in tasca sarebbe stato più agevole la ricerca di un lavoro. Niente di più utopistico. Un’utopia che ci ha illusi tutti. Ma di noi, che costituiamo una categoria a sé, Lei (insieme a tutti gli altri deputati) non sembra interessato visto che, l’unico interesse, sembra quello di firmare la stabilizzazione di 4.800 lavoratori. Queste persone, se hanno diritto a continuare a lavorare non possono certo farlo a spese di tutti noi. Così come state procedendo, non è onesto. Né moralmente è possibile stabilizzare i precari chiudendo le porte a tutti gli altri. Già quest’isola sta in fondo ad una carta geografica (e non è una metafora) vogliamo farla scomparire del tutto? La cosa seria da fare, a mio modesto parere, sarebbe quella di stabilire una percentuale da mettere a concorso pubblico. Loro sono 4.800? Bene, almeno 500 dovrebbero essere i posti da occupare con concorso. Altrimenti, carissimo Presidente, propongo una cosa, forse più semplice, giusto per evitare di fare sprecare altri soldi alle famiglie dei siciliani: Togliere l’istruzione obbligatoria, facendola arrivare fino al diploma di licenza media, così da non pagare più cifre assurde per tasse, libri e tutto l’occorrente per studiare solo per cultura personale o per rispondere in modo corretto alle domande dei quiz televisivi. M. C. Di Pasquali Cara signora Di Pasquali, la sua lettera ripropone un problema etico e morale che, anche noi, abbiamo cercato di sollevare, proprio in considerazione del fatto che, la stabilizzazione di questi “precari” provocherà un blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione per anni e anni ma soprattutto una disparità di trattamento tra tutti coloro i quali aspirano a lavorare nella pubblica amministrazione. La sua proposta di bandire un concorso con posti di riserva ai precari, non piace ad una politica che, proprio sui precari ha tirato e tira a campare da molti anni. Molte volte mi è stata rivolta una domanda: “ma il lavoro a tempo determinato perchè lo è soltanto nel settore privato?” a rivolgermela ragazzi che hanno lavorato con contratti semestrali per agenzie interinali in città del Nord e sanno che, nella loro Regione, la Sicilia, non potranno più tornare anche se in possesso di laurea e master di specilizzazione. Cordialmente Carmelo Petrone

tenne pieno di progetti prima dello schianto con la sua auto, in collegamento a Mattino Cinque con la sua mamma e il suo papà, Lucrezia ed Ernesto, col sorriso, i segni di una trauma che l’ha lasciato in coma 10 anni inspiegabilmente assenti dai loro sguardi, i progetti ancora tutti lì. La tv – una parte della tv – li ha ospitati. Li ha inquadrati. Li ha “microfonati”, come si dice nel gergo dei talk-show. Niente più di questo. Ma abbastanza, per loro. E abbastanza per rispondere alla richiesta trasformata in appello, negli ultimi dodici giorni, dal quotidiano Avvenire ed anche dal nostro settimanale: “Fateli parlare”. Queste storie di vita sono andate in onda a partire da domenica mattina (28 novembre), nella trasmissione A Sua immagine, su Raiuno. Lì ha avuto parola proprio Massimiliano Tresoldi, il giovane di Carugate risvegliatosi dopo dieci anni di stato vegetativo, che non parla ma scrive, e coi biglietti si è rivolto al conduttore di “Vieni via con me”: «Caro Fazio – ha vergato sulla carta inquadrata dalle telecamere – se vieni a trovarmi ti faccio vedere quanto sono felice». Poi è stato il turno di Mario Melazzini, presidente dell’Aisla (l’associazione nazionale che riunisce i malati di Sla come lui): «Sono offeso e mi sento ferito, perché sembra che la mia storia non abbia la stessa dignità delle altre – ha detto –. La malattia e la disabilità non dovrebbero essere fattore di discriminazione». Con lui c’era anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che ha spiegato la campagna promossa dal quotidiano, dando voce a larga parte del mondo associazionistico dei malati e della società civile e che ha avuto sostegno da 184 parlamentari “trasversali”: «Non è mai stata una questione di par condicio, ma di rispetto della realtà e della verità. È stata negata la voce – ha detto – di tantissimi malati. Con la scusa che sono “i più forti”». E poi Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul coma di Bologna, che ha lottato per suo figlio, Luca – scomparso a soli 15 anni dopo il calvario di una malattia che l’ha segnato dalla nascita – e che continua a lottare per tutti coloro che hanno la vita “sospesa”. Nel primo pomeriggio gli stessi ospiti si sono seduti nello stu-

«Meglio quattro pietre che quattro selvaggi» dio de L’Arena di Giletti, sempre su Raiuno. Accanto a Melazzini, De Nigris e Tarquino, anche il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella: «Non possiamo avere il diritto di essere uccisi – ha detto la Roccella –. Credo che il concetto di scelta si applichi in modo sbagliato sulla vita e sulla morte. Perché la libertà di decidere sulle cure c’è già (il consenso informato) e in Parlamento si sta discutendo una legge che la garantirà ancora meglio. Altro è l’eutanasia e il cosiddetto diritto a morire, anzi il diritto a essere uccisi, che non c’è e non può essere garantito da alcuna legge». Tutti hanno rigraziato per lo spazio garantito loro dal «servizio pubblico» nonostante il rifiuto di Fazio e Saviano. E si sono confrontati con posizioni diverse (per esempio quella del chirurgo e deputato del Pd Ignazio Marino), in un dibattito finalmente davvero ampio. Lunedì 29 novembre è stato il turno anche della principale emittente privata: ancora Max Tresoldi e, poi, il direttore di “Avvenire” sono stati ospiti a Mattino Cinque, il programma mattutino di Canale 5. Paolo Del Debbio e Federica Panicucci hanno accolto nel loro salotto Max, hanno letto un altro suo biglietto («Anche se la mia vita è cambiata – ha scritto in diretta, sotto gli occhi stupiti dei conduttori – sono sempre una persona grazie alla mia famiglia e ai miei amici»), hanno dato parola a sua madre Lucrezia, che ha spiegato come la medicina, in questi casi, «si chiami amore». Poi Daniela, un’altra storia di vita oltre la sofferenza. In studio un attimo di commozione quando Max ha alzato la mano per salutarla, appena dopo il collegamento. Voci, vite simili: le hanno fatte parlare. Non su Raitre, nemmeno lunedì sera. All’inizio di Vieni via con me, a parlare è stato ancora Fabio Fazio. Ha spiegato di aver imparato «che qualcuno si definisce “pro-vita” come se altri potessero definirsi “pro-morte”». Ha detto che «chi non si è sentito rappresentato da questa trasmissione, può farne un’altra». Ha parlato lui. Così. Viviana Daloiso

Spese del IV Convegno Internazionale sulle Cellule staminali svoltosi dal 18 al 21 novembre 2009 ad Agrigento e Favara Biglietto aereo prof. G. Remuzzi Biglietto aereo dott.ssa Clotilde Castaldo Biglietto aereo dott. Massimiliano Mirabella Biglietto aereo + transfer prof. Pincelli Carlo Biglietto aereo dott. Lo Monaco (Stati Uniti) Biglietto aereo dott. Battaglia Alberto Biglietto aereo dott. Cappello Elisabetta Biglietto aereo dott. Uccelli Antonio Biglietto aereo dott. Plachino Stefano Biglietto aereo dott.ssa Magallon (Spagna) Biglietto aereo dott. Manganini Massimiliano Biglietto aereo dott. Jorge Burns (Olanda) Biglietto aereo dott. Elodie Du Potet (Inghilterra) Caffè dei Fiori: 3 buffett per tre giorni Palacongressi Ditta Fragapane 4 Transfer Aeroporto - Agrigento Affissione Manifesti Comune di Favara Di Natali G. lavoro occasionale Hotel Kore, pensione completa per i relatori Argenti Spirio: 2 targhe ricordo per i relatori Caffè dei Fiori: Buffet Serata d’onore Castello Favara Sanfilippo: 3000 brochure, locandine, 500 manifesti, cavalieri, striscioni, testi formativi Liotta Service: tre giorni servizio traduzione Palacongressi

179,00 160,00 98,00 279,00 521,00 158,28 158,28 239,28 180,00 417,00 156,00 491,00 203,00 400,00 400,00 56,00 30,00 1.700,00 660,00 700,00 4.000,00 600,00

Gasme promozione servizi pubblicità Acquisto 800 copie giornale La Sicilia Zuppardo Fiori: bouquet Palacongressi Carieggi Assicurazione Responsabilità Civile Carieggi Assicurazione Struttura Palacongressi Affissioni Inpa Europa Service: pulizia Palacongressi per 3 giorni Villa Athena: accoglienza prof. Corsello e consorte 3 giorni A.Messina: acquisto 40 bandiere Internazionali Villa San Marco: accoglienza 6 Ricercatori Ungheria Segreteria organizzativa Coppola, lavoro occasionale tuttofare Prima Traduttrice scientifica lavori congressuali Seconda Traduttrice scientifica lavoro congressuali Pagina pubblicitaria su L’Amico del Popolo

700,00 425,00 50,00 200,00 80,00 186,00 235,00 976,00 500,00 630,00 1.500,00 500,00 600,00 240,00 500,00

Caro diario, “Il governatore del Veneto Zaia, nel legittimo sforzo di ottenere quattrini per la sua terra alluvionata, inveisce contro “chi vuole dare 250 milioni per quei quattro sassi a Pompei”. Detta da un povero cristo che scava esasperato nel fango, la frase è giustificabile. Detta da un dirigente politico di alta responsabilità, è un’idiozia di quart’ordine. Degradante... Un dirigente politico che parla da ignorante è uno che non sa fare il proprio lavoro”. Così, e con l’esemplare, magistrale acutezza di sempre, Michele Serra, sulla sua rubrica “L’amaca” in “Repubblica” del 10 novembre: un commento essenziale, deflagrante, impietoso, esaustivo, inoppugnabile, da fromboliere aduso a centrar sempre anche il bersaglio più arduo e che, stavolta, dinanzi ad un così macroscopico e scalcagnato frullascemenze non ha dovuto scomodare nemmeno l’abc della balistica per far crollare il pupazzo giù dal tavolaccio del tirassegno. Ed anch’io, peraltro, non ho avuto difficoltà d’alcun tipo, leggendolo, nel dedurre considerazioni adeguate ai succitati livelli da fangoso fondale padano (i “quattro sassi” gli appaiono tali non solo e non tanto per conclamato sublivello culturale neandertaliano suo e dei suoi compari di secessione, quanto poiché situati “a Pompei”, cioè nell’odiato Sud, e non dalle sue parti: figurati le stracciate di vesti se, ad esempio, fossero frullate in briciole la “sacra” sorgente del Po o la casetta natale del Senatùr); e mi balenano anche paralleli riscontri sul piano specifico delle analogie, laddove i “quattro sassi” di cui sopra e sui quali ha farneticato questo qui, indigeno d’un Nord “dove le pietre si chiamano sassi” (appunto) non possono non rapportarsi, ai fatti e di fatto, a quelle “quattru petri” con cui gli indigeni d’una città del Sud, cioè la nostra, “dove i sassi si chiamanu petri” (appunto), pretesero ed osano tutt’oggi così definire una Valle dei Templi unica al mondo per emblema di cultura, di rispetto ambientale e di civiltà, estendendone la definizione anche alla vecchia “Giurgenti” ed al suo centro storico prima ininterrottamente stuprato da politici e mafiosi ed oggi lasciato, in massima parte, ad un funesto e già pilotato destino di allarmi ovattati da sordità ed insabbiamenti, di chiacchiere inutili e perniciose, di copioni ad uso d’un politicume ipocrita e nullafacente, di oblio e di crolli (nell’attesa del solito “tsunami” di tragedie annunciate e di successive lacrime di coccodrillo istituzionali). Il che mi fa concludere, anche in questo disgustoso fattaccio stavolta “made in Padania”, che tutto il mondo è paese, e che in questo enorme paesaccio la madre dei cretini, dei rozzi, degli spudorati e dei mascalzoni è sempre incinta. “Quattru petri”, caro diario: un’immagine desolante cui m’accade di ripensare non solo, e nel fermissimo sdegno dell’immediato, in analogia a questo ributtante delirio sui “quattro sassi” di Pompei (ennesimo episodio di “malacultura” che resterà, stanne pur certo, senza responsabili, visto che tutti quelli cui ne dovrebbe toccare e ne sarebbe attribuibile l’incombenza istituzionale “ad personam” hanno immediatamente rimesso in scena, Ministro Bondi primo per celerità di parafondelli, l’antico e sempre attuale “show” dei lavaggi manuali d’un certo e notorio Pilato), ma ogni volta che scendo da Via San Vito ed al posto della Villa Garibaldi trovo gli stessi “tolli” affiancati a Porta di Ponte, a Porta di Mare, a qualsiasi residuale traccia di “Giurgenti”, ogni volta che salgo al centro storico e ridiscendo più carico di sdegno dell’oggi che di ricordi dell’ieri, ogni volta che guardo la Valle pensando che, se non ci fosse stata la frana a far franare anche i deliri di amministratori cinici ancorchè a volte millantati a persone perbene, oggi sarebbe del tutto incagliata nel cemento, ogni volta che su questo nuovo ecomostro del prossimo rigassificatore trovo anche i supercatoni del FAI a dare l’ok, ogni volta che mi ritrovo a preferire “quattru petri” rispetto a “quattru sciacalli sarbaggi”, caro diario. Nuccio Mula

Totale 19.107,84 Il Presidente Ass. “Evangelium Vitae” Prof. Di Natali Vincenzo

Spese sostenute con il contributo dei comuni di Agrigento e Favara

Chiuso il 01 Dicembre ore 12.00


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Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

02 Dicembre 2010


agrigento Parrocchia S. Lorenzo

La Chiesa e la disabilità «D

isAbilità nella Chiesa: realtà che ci interpella» è il tema del Convegno Diocesano tenutosi sabato 27 novembre nei locali della Parrocchia San Lorenzo – Monserrato, ad Agrigento. La Chiesa Agrigentina si è fermata a riflettere sulla presenza, al suo interno, di figli con diversa abilità. Obiettivo della giornata: partire da un esame di coscienza ecclesiale sull’attuale attenzione pastorale nei confronti dei disabili, per poi arrivare all’assunzione di un impegno preciso nei confronti di fratelli con disabilità o diversa abilità. Con il primo intervento, del dott. Salva-

tore Nocera, Presidente di Casa della SpeNella sessione pomeridiana sono stati ranza “Mons. Angelo Ginex”, si è provato a approfonditi i temi della normativa e di opdefinire la situazione dei diversamente abili portunità lavorativa in tema di disabilità. nella Provincia e nella Chiesa agrigentina. A conclusione del convegno, la riflessione In ambito più strettamente pastorale, si è biblica di Sr. Benedetta Rossi che, rileggendo chiesto a don Vincenzo Sorce, catecheta e l’episodio dello zoppo alla porta del Tempio Presidente dell’Associazione Casa Famiglia di Gerusalemme, ha tracciato la dinamica Rosetta, ed a don Massimo Di Natale, Di- relazionale che la Chiesa è chiamata vivere rettore dell’Ufficio Liturgico dell’Arcidiocesi nei confronti dei fratelli con diversa abilità. di Siracusa, di evidenziare i percorsi di aper“Come cristiani – dichiara il Direttore tura di catechesi e liturgia al mondo della di Caritas Diocesana, Valerio Landri - non disabilità. possiamo non considerare come imperaNell’ambito della Caritas si è chiesto a tivo evangelico quello di prenderci cura di Giovanna Librici, vicepresidente dell’Asso- ogni uomo, di fissare lo sguardo su di lui, ciazione “Nuove Ali ONLUS” di aiutarlo a rialzarsi riscoprendo la propria di famiglie con bambini disa- dignità di figlio di Dio, membro della Chiesa bili e segretario provinciale di e fratello nostro. Come cristiani non possiaagrigentoCorso operatori pastorali Agrigento del Sindacato SFIDA mo permetterci di lasciare sole le famiglie (sindacato famiglie italiane di- che si confrontano con le difficoltà quotiverse abilità) e a Giuseppe Sanfi- diane che la disabilità carica sulle loro spalle. lippo, giovane di Santa Marghe- Come cristiani non possiamo non desiderarita Belice e campione di hockey re di conoscere la valenza redentrice della su carrozzina, di raccontare la sofferenza e la magnifica azione dello Spiriloro personale percezione di ac- to che dà la forza e la grazia di trasformare coglienza/rifiuto/indifferenza la sofferenza in una manifestazione della É stato avviato il corso per operatori pastorali che vissuta nella relazione con la gloria di Dio”. si impegneranno nella pastorale dei disabili nell’amChiesa. LdP bito specifico della sordità, promosso dalla Caritas Diocesana, dall’Ufficio Catechistico e dall’Ente Nazionale Sordi (ENS) di Roma. agrigentoBasilica dell’Immacolata Non è un corso di Linguaggio dei Segni, ma un modo di conoscere, dal di dentro, le problematiche e le risorse del mondo dei sordi perché, anche in questa realtà, Cristo possa essere parola che si fa carne. Le motivazioni dei partecipanti sono riconducibili alla necessità di rispondere ad una chiamata di Dio in questo servizio. Molti infatti hanno già esperienze di contatto con il mondo della sordità e, conoscere il loro mondo, comprendere le dinamiche che muovoLa Parrocchia B. M. uomo” alle ore 19. Un no le loro relazioni, potersi approcciare con loro con V. Immacolata di Agrimomento gioioso lo viun minimo di nozioni della Lingua Italiana dei Segni, gento con il parroco don vremo lunedì 6 dicemè vista in un’ottica di servizio alla Chiesa, che non Angelo Chillura, l’Arbre con i bambini delpuò non attenzionare questi fratelli. ciconfraternita e la Col’Unità Pastorale che alle Il corso, più di 60 i partecipanti, vuole essere solo munità ogni anno, con ore 16.30 in processione un primo passo in un cammino di crescita di opefervore ed amore, preonoreranno la Madonna ratori pastorali che possa permettere ai non udenti dispone un programma con canti, preghiere e la della nostra Provincia, più di mille, di partecipare denso di attività con consacrazione al Cuore attivamente alla vita della comunità ecclesiale. Un lo scopo di risvegliare Immacolato di Maria. cammino certo non facile, perché richiede impegno la devozione alla SanMartedì 7 dicembre e costanza. I docenti esterni sono inviati dall’ENS e ta Madre di Dio con il alle 17.30 la tradizionale il percorso è il secondo che parte in Italia, in via specoinvolgimento di tutta toccante Ascesa dell’Imrimentale. la città è infatti chiamata macolata, seguita dalla Nel primo incontro ai presenti è stato presentato il “festa della Comunità e celebrazione eucaristicomune modo di intendere la sordità e la “soluzione della Città”. ca. Mercoledì 8 dicema questo problema”. La Novena è iniziata martedì 30 bre, giorno della Solennità, alle 10.45 i «Spesso ci riferiamo ai sordi e pensiamo che la loro novembre ed ogni giorno due le Mes- Vigili del Fuoco offrono i fiori al simuguarigione passi per la riconquista dell’udito, dimense celebrate, alle ore 9.30 e alle 18.00, lacro della Madonna posto all’esterno ticando la persona nel suo complesso – ha affermato precedute dalla recita del Rosario della Basilica. Alle ore 11 il Pontifisr. Veronica, coordinatrice didattica del corso – punmeditato. La predicazione, ogni sera, cale presieduto da S.E. l’Arcivescovo tando l’attenzione su ciò che ci differenzia da loro è stata affidata a Padre Mario Fucà, Mons. Francesco Montenegro con la ma in negativo. I sordi hanno ad esempio una vista responsabile nazionale dell’evangeliz- partecipazione delle Autorità civili e molto più acuta della nostra, ma questo non lo conzazione dei Frati Cappuccini, il quale militari. Alle ore 16 inizierà la Solenne sideriamo». attraverso i brani del Vangelo farà Processione accompagnata dai fedeli, Nella verifica i partecipanti si sono detti molto meditare e contemplare Cristo con gli dalle Confraternite della Città, dalla soddisfatti del primo incontro, soprattutto in merito occhi di Maria. banda musicale, che si concluderà alla metodologia usata, che ha permesso di “sentire Un congruo tempo sarà dedicato nella Cattedrale dove il simulacro sodalla voce” dei sordi raccontato il loro mondo e le dialle confessioni e agli incontri con gli sterà fino alla domenica successiva 12 namiche interne. studenti nelle scuole. dicembre, quando alle ore 16 riprenLa prima fase, iniziata il 19 novembre si concludeVenerdì 3 dicembre visita degli am- derà la processione di ritorno nella rà nel mese di marzo. malati in mattinata e in serata il recital Basilica. L.F. di Fra’ Mario Fucà dal titolo “E sarai Teresa Abate

Viaggio nel mondo sordità

I festeggiamenti in onore di Maria Vergine

«Vieni, Signore, Re di giustizia e di pace»

In Diocesi

02 Dicembre 2010

la Parola



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

Ufficio Pastorale Familiare Dal 12 al 14 novembre presso il Centro Domus Pacis di Assisi si è svolto il convegno “Vi occuperete della pastorale familiare” destinato a tutti i responsabili Diocesani di pastorale familiare, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, Ufficio Nazionale per la Pastorale della famiglia ed al quale hanno preso parte Giovanni e Letizia Minuta direttori dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare. Il Convegno si è svolto in un clima molto familiare ma nello stesso tempo intenso e ricco per le tematiche interessanti trattate con uno sguardo particolare alla realtà che la famiglia vive oggi.

Parr. S. Croce Villaseta

Si è svolta sabato 20 novembre la gita organizzata dalla Parrocchia Santa Croce di Villaseta che, con don Angelo Gambino ed il responsabile Antonino Zicari, ha coinvolto più di cinquanta giovani. Molto soddisfatto don Angelo, insieme i ragazzi hanno visitato il Santuario della Madonna delle Lacrime, la Cattedrale e il centro storico di Siracusa, grazie all’aiuto di una guida locale. Una giornata nella quale i giovani hanno avuto la possibilità di conoscere meglio il loro nuovo sacerdote.

Seminario Arcivescovile Venerdì 3 dicembre alle ore 21.00 presso la Cappella del Seminario di Agrigento si terrà l’Adorazione Eucaristica; Gli Amici del Seminario si ritroveranno come ogni II giovedì del mese, il 9 dicembre alle ore 16.30 presso la cappella del Seminario per la consueta preghiera per le vocazioni; Si terrà l’11 ed il 12 dicembre alle ore 16.30 il week-end vocazionale rivolto ai ragazzi dai 16 anni in su.

Caritas diocesana Il 15 dicembre 2011 è l’ultimo giorno utile per la presentazione dei progetti per il bando 8xmille 2011 per richiedere il cofinanziamento per attività caritative. Sul sito della diocesi (link Caritas) si possono scaricare il bando e gli allegati necessari per la presentazione della richiesta. Si fa presente che saranno ritenuti valutabili i progetti presentati nel formulario debitamente compilato, insieme agli allegati.

Vasto assortimento di presepi, bambinelli, natività ed inoltre idee per piccoli lavoretti per le scuole, asili e comunità. Via Scalo Caldare, 44 92021 ARAGONA (vicino FS) tel. e fax 0922/36694 - 347/6945188 e-mail: cipolla.salvatore@yahoo.it

II Domenica di Avvento

a cura di Gino Faragone

Il sogno continua La liturgia di questa domenica continua a stupirci, a farci sognare. Già domenica scorsa, venivamo invitati a partecipare al grande raduno al monte del Signore (Is 2,1-5), a vivere questo momento ecumenico uniti a tutte le genti, ad inaugurare un’era di pace, a deporre le armi per trasformarle in strumenti di lavoro, a servizio di tutta l’umanità. Abbiamo perciò iniziato il nostro pellegrinaggio verso il monte, accogliendo la parola del Signore come luce per il nostro cammino. Ed è ancora lo stesso profeta Isaia a meravigliarci, a farci sognare. A conclusione del libretto dell’Emmanuele (11,1-10) ci presenta la nuova creazione con un duplice affresco: un germoglio da una parte e dall’altra l’armonia tra gli animali e tra gli animali e l’uomo. Un mondo davvero rinnovato, in pace. «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse… Su di lui si poserà lo Spirito

del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire, ma giudicherà con giustizia i miseri». Un oracolo insperato, ma assai coinvolgente. In fondo si tratta del mondo in cui tutti vorremmo vivere. Il germoglio esprime bene la novità del nostro Dio, un nuovo inizio reso possibile unicamente dal suo intervento. Su questo germoglio si poserà in maniera stabile lo Spirito del Signore. In questa immagine possiamo intravedere la figura del Messia, il cui compito sarà quello di ristabilire la giustizia a favore dei più poveri, a governare con intelligenza e saggezza. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un Re, giusto giudice, che non giudica secondo le apparenze. «Il lupo dimorerà insieme con l’agnello… il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà». Non ci sarà più nessuna forma di violenza: ci sarà pace tra gli animali, ma

anche tra gli animali e l’uomo. Un’armonia creata con la coincidenza degli opposti, che rinvia alla prima creazione descritta nel testo della Genesi. La presenza poi di un bambino creerà un clima di maggiore serenità e gioia. Facciamo fatica a ritenere possibile una situazione di questo genere, anzi la riteniamo proprio assolutamente inattuabile. Davanti a noi stanno guerre, razzismo, discriminazioni di ogni genere, violazioni dei diritti umani, corsa agli armamenti. Ma allora sono parole a vuoto, senza senso quelle del profeta? Il cristiano è colui che può dare concretezza a questo sogno, sull’esempio di Gesù, che è venuto ad inaugurare questa nuova creazione, per regnare nella nostra vita, per mostrare così la sua signoria. «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri». Il Battista nel deserto fa risuonare il grido del profeta Isaia e mostra così la fedeltà di Dio alla

sua parola. Occorre dunque credere, preparasi alla venuta del Signore, ritenere possibile un cambiamento radicale di questa nostra società. Occorre cambiare vita, non un semplice restauro, un lieve ritocco. E per noi religiosi, gente di chiesa, abituati alle cose di Dio, questo appello spesso rimane inascoltato. Come i farisei e i sadducei del tempo di Giovanni, anche noi riteniamo di poter contare su qualche privilegio, di essere gli eletti. Allora non era sufficiente essere figli di Abramo, oggi non è sufficiente essere battezzati. Se i frutti del nostro battesimo sono quelle situazioni che abbiamo denunciato sopra, occorre davvero ritornare nel deserto, andare alla ricerca di un Giovanni Battista, ascoltare il suo grido, accogliere il suo invito alla conversione, confessare le nostre manchevolezze. In questa maniera ci prepariamo ad andare incontro a Colui che battezzerà in Spirito Santo e fuoco.




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Secondo premio un minipimmer Mr320 della Braum Primo premio un forno a micronde LG

e partecipa al sorteggio riservato a tutti gli abbonati al settimanale

Terzo premio una caraffa filtrante della Laica

N.B. Il sorteggio dei premi su indicati è riservato a tutti gli abbonati che entro il 31 dicembre 2010 saranno in regola con la quota dell’abbonamento (controlla l’etichetta indirizzo sul tuo giornale dove è indicata la scadenza del tuo abbonamento). Il sorteggio avverrà appena Poste Italiane avrà fatto pervenire tutti i versamenti effettuati entro il 31/12/2010.

L'Amico del Popolo  

edizione del 5 dicembre 2010