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Anno 53 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Responsabilità La Solennità dell’Immacolata (8 dicembre, data di fondazione del nostro settimanale) è una buona occasione per riflettere sull’esempio di Maria, prima tra i credenti. All’interno del nostro cammino di fede ci sono dei personaggi chiave, tra questi Maria è il modello di ogni cristiano. Nella festa dell’Immacolata leggeremo, tra i testi che la liturgia ci proporrà, il racconto della Genesi e la scena in cui Adamo si nasconde tra gli alberi del giardino per non incontrare Dio. Sembra qui di vedere i nostri bambini, che quando l’hanno combinata grossa si nascondono ben bene, nella speranza di non essere scoperti dalla mamma. Proprio così fa Adamo nel giardino delle origini: prima si nasconde; poi, quando viene scoperto, cerca di difendersi, accusando la donna che gli era stata posta accanto. In questo modo egli vorrebbe fuggire dalla sua responsabilità, evitando le conseguenze delle sue azioni: appunto come fanno i bambini, quando si accorgono di aver sbagliato, e non sanno come riparare. Questo brano della Bibbia mi ha sempre sorpreso perché tutti, alla fine, ci riconosciamo in Adamo. Noi tutti, infatti, abbiamo l’infantile abitudine di nasconderci, fuggendo dalla nostra responsabilità. Il pensiero della responsabilità, molte volte ci sembra alto ed esigente. Così noi, figli di Adamo. Ma non così Maria, anch’essa figlia di Adamo, eppure tanto lontana da un simile atteggiamento. Maria non si nascose davanti alla sua responsabilità, ma accettò con fermezza la missione che le veniva affidata. Certo, anche lei aveva le sue paure, ma ebbe il coraggio di dare voce a quelle paure, senza fuggire davanti ad esse. Soprattutto, Maria ebbe il coraggio di fidarsi più della promessa di Dio che delle sue buone intenzioni. Appunto questo coraggio vogliamo domandare per noi, mentre contempliamo la bellezza di Maria. Abbiamo già sperimentato troppe volte quanto sia inutile ed avvilente nasconderci davanti alla nostra responsabilità. L’Immacolata ci aiuti allora ad uscire dai nostri nascondigli, a vincere le nostre paure, imparando la paziente fiducia di chi sa attendere il compiersi della promessa di Dio: di quella promessa che sembra lontana e nascosta, ma che, in realtà, è più vicina e manifesta di quanto sappiamo immaginare. Carmelo Petrone

Esce il Venerdì - Euro 1,00

Citta’

N. 39 - 07 Dicembre 2008

Cultura

provincia

I telamoni 2008

Comune: vacche sempre più magre di Franco Pullara

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di Giuseppina Mira

Vita ecclesiale

Sciacca: Golf Resort tutto pronto o quasi

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di Filippo Cardinale

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

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Dopo 48 anni riapre la chiesa Madre di Villafranca Sicula di Simona Sanzo

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Rigassificatore Intervista con il sindaco di Porto Empedocle

L’Enel il sindaco e noi

L

concerto con quello dei Beni Culturali e la prima seduta positiva della conferenza dei servizi tenutasi a Palermo dinanzi all’assessore all’industria Gianni, possiamo considerare la costruzione dell’impianto di rigassificazione una cosa certa? La certezza si avrà solo con la firma della Signor sindaco, dopo la Valutazione di Impatto Convenzione con l’amministrazione empeAmbientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente di doclina che definirà le ricadute infrastrutturali e compensative per il nostro territorio territorio. Ciò dispiegherà effetti benefici sul tessuto economico e sociale. ◆ 54° Anno di fondazione Diverse le idee in valutazione, certamente gli interventi di protezione del porto che a Non siamo avnon si pongono Enel serviranno per fare atvezzi a scrivere o porre i quesiti traccare le gasiere che avranno su queste pagine sui quali altri non un impatto positivo su quella di noi, lo facciasi interrogano, che è l’operatività portuale; è mo solo in oce questo, molto previsto il banchinamento, casioni speciali spesso ci ha reso come altra misura compensao davvero partiprotagonisti di tiva portuale, per la crocieristicolare e questa è critiche ma siamo ca sul molo di ponente ( attuaproprio una di quelle. Sono tra- andati avanti pur sapendo di le banchina amm. Sciangula), scorsi ben 54 anni dalla stampa non essere immuni dalle evenquesto determinerà di fatto della prima copia del nostro tuali conseguenze che ne sarebun incremento della capacità settimanale. bero scaturite. di atracco notevolissima per Anni nei quali L’Amico del Ringraziamo tutti quanti voi il porto empedoclino; consenPopolo non ha mai smesso di abbonati, lettori e simpatizzanti tirà anche attraverso lo sporessere la vostra voce, di fare ci siete vicini con il vostro sogente di ponente di realizzare informazione, di porci le do- stegno, ci auguriamo di poter il porticciolo turistico. mande che gli altri mezzi di in- essere con voi per altri 54 anni... Marilisa Della Monica formazione, per svariati motivi, se non di più! continua a pag. 5 a scorsa settimana avevamo posto, alla fine dell’articolo di apertura, dedicato al rigassificatore, alcune domande, le abbiamo proposte al sindaco Firetto il quale si è prestato al nostro fuoco di fila, mettendo chiarezza su alcuni punti ma soprattutto spiegando, una volta per tutte, qual è la vocazione del territorio empedoclino.

Il nostro settimanale compie gli anni

◆ in evidenza

Parte l’Osservatorio permanente del cittadino A seguito delle assemblee parrocchiali che si sono tenute recentemente nella città di Agrigento, su iniziativa dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale, si è deciso di dare vita all’osservatorio permanente del cittadino. L’organismo, che può contare sulla presenza di un gruppo di professionisti disponibili a mettere la loro esperienza a servizio della città, sarà integrato dai rappresentanti delle parrocchie dei diversi quartieri e nei prossimi giorni verrà presentato alla stampa. La sede operativa dell’osservatorio è stata individuata nella parrocchia della Santa Croce di Villaseta, guidata dallo stesso direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale don Mario Sorce, luogo simbolo da dove parte un messaggio che punta ad evitare che vengano ghettizzate le aree periferiche.

L’idea nasce dalla consapevolezza che la città è composta da diversi quartieri, ciascuno dotato di proprie specificità e identità, opportunità, risorse umane, economiche e culturali diverse fra loro, ma complementari. Lo spirito dell’iniziativa è quello di evitare che vengano scaricate sugli altri o esclusivamente sugli amministratori le colpe di quello che non va. Salvatore Pezzino continua a pag. 4




Città

L’Amico del Popolo

7 Dicembre 2008

In Breve

palazzo di cittÁ il consiglio accantona il punto che prevede la riduzione del gettone di presenza

Vacche sempre più magre? L

a casta non vuole rinunciare ai propri privilegi. E lo fa senza lasciarsi emotivamente coinvolgere dall’aumento vertiginoso della povertà. I cittadini, dal canto loro, riconoscono solennemente il fallimento della democrazia nel nostro territorio. I più lo fanno in silenzio, in pochi rumorosamente. Sono problemi vecchi che con l’approssimarsi delle festività natalizie si ingrandiscono nell’animo della gente. Non ci sono soldi. Spremuti dall’eccessivo costo dei servizi e dalla continua perdita del potere di acquisto del denaro il prossimo sarà un Natale triste per molte famiglie. Lo sarà per le famiglie abituate al tradizionale incontro con i figli che lavorano lontano e che non torneranno per la grave crisi economica e lo sarà per la stragrande maggioranza alle prese con la terza e seconda settimana del mese. Cosa fa, intanto, la casta? Accantona il

punto che prevede la riduzione del gettone di presenza, imposto dalla Finanziaria. Prende posizione per trovarsi tra i primi nella corsa ad un’ipotetica nuova composizione della squadra assessoriale di Zambuto. Il Consorzio Tre Sorgenti chiede l’annullamento del provvedimento delfoto Tornatore l’Agenzia regionale delle acque con cui l’ingegnere Ignazio Puccio è stato nominato Commissario ad acta per lo scioglimento del consorzio. Sono pochi i Comuni che possono vantarsi di non sfondare il tetto previsto del f i n a n z i a m e nt o per le adunanze consiliari e per le commissioni. In pratica, si sta continuando a mungere una mucca che non sta in piedi per sua debolezza. Inquietante non è tanto il silenzio Chi ha fatto sparire le panchine? della gente che spesso è dignitoLa foto che vedete qui in alto è stata scattata in Piazza Bibbirria. so, ma quello dei Sul marciapiede dove sono parcheggiate delle auto, un pò di tempo fà, partiti politici che erano state posizionate delle panchine in cemento armato sulle quali gli piuttosto di spinanziani del quartiere, ma anche le mamme con i bambini sedevano in atgere verso i tagli tesa dell’autobus. Ci chiediamo da chi sono state rimosse ma soprattutto della spesa pubper quale motivo? blica non hanno

né lacrime né sorrisi. Sollecitati dalla Chiesa i cittadini hanno preso parola nelle assemblee. Hanno gridato tutto il loro disappunto e malessere. Certamente, le soluzioni non sono a portata di mano, ma ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte dei politici più propenso a condividere l’austerità del momento. Non è stato così, malgrado molte sono le cose che devono farsi perdonare. Dopo trenta anni il Consiglio comunale ha deliberato il nuovo Piano regolatore generale che dovrebbe rilanciare la povera economia locale. Sono trascorsi due anni e lo strumento urbanistico è ancora a Palermo per la sua definitiva approvazione. In questi due anni e in tutte le occasioni il sindaco ha annunciato che il Prg era dietro la porta. I lavoratori e le imprese del settore edile aspettano e l’attesa è drammatica, come può esserla per chi ha delle scadenze da rispettare e una famiglia da sfamare. Mentre, alla politica è sufficiente annunciare che sarà tre volte Natale e festa tutti i giorni. E tra una promessa e l’altra si tira a campare con la gente schiava del proprio bisogno. Franco Pullara

agrigento città delle emergenze

Insieme per migliorare Era il 30 ottobre 1960. Il quartiere marina di Licata era in festa: la musica cittadina, la folla di fedeli e il sole splendente davano, in quella domenica, una tonalità di festa singolare. In Chiesa Madre stavo per essere consacrato sacerdote. Ero tutto preso della scelta sincera e generosa, che stavo per fare, quella di far amare Iddio, mio amore, ai fratelli e quella di servirli. Tutto mi aiutava a concentrarmi: le luci, il suono, i canti, i miei confratelli di Congregazione, che mi facevano corona, e i sacerdoti del mio paese, che mi avevano seguito e visto crescere. Tutto andò bene. Quando il vescovo consacrante, mons. Giovan Battista Peruzzo, salì sulla cattedra per tenere l’omelia, ebbi un sussulto. Non era più aitante, giovanile, ma vecchio, magro, provato dalla malattia, ma ancora con una voce tonante. Era la vigilia di una competizione elettorale comunale. Ricordo che,

rivolgendosi alle donne, disse: «Mettetevi voi in lista, voi che bene amministrate le vostre famiglie, visto che i nostri uomini non l’hanno saputo fare». Era amareggiato e stanco. Con i miei venticinque anni ero a disagio, venivo da una formazione blindata, vissuta con il programma: “Solo Dio e lo studio”. Ora posso dire che quel discorso mi lasciò pensoso e con il passare degli anni divenne quasi un programma. Con questo decimo articolo chiudo la serie di ”Agrigento città di emergenze”. Certo, le emergenze sottolineate non sono le uniche, ve ne sono ben altre come quella della giustizia. Per uscire da questo contesto di degrado sociale e morale è necessario riappropriarci della nostra dignità, quella di uomini liberi. Bisogna ritornare a fare comunione, caratteristica della nostra antica gente. La Chiesa, la Famiglia, la Civitas con le iniziali maiuscole erano il nostro vanto. Le chiese straripanti di

scende

La voglia di cultura

I Vigili Urbani

Che i tempi siano cambiati? Sembrerebbe di si almeno per le tante proposte culturali che in questo ultimo periodo vedono la nostra città protagonista. Dalla mostra sulla Cattedrale ai molteplici appuntamenti del Museo regionale S. Nicola, dalla stagione teatrale del Pirandello o del teatro della Posta Vecchia alle presentazioni delle ultime novità editoriali della libreria Capalunga. Speriamo che questo rilancio culturale non sia solo di facciata o di una piccola parte elitaria della città ma coinvolga ed interessi tutti indistintamente soprattutto i giovani.

Segnalazione di una nostra lettrice. “Alcuni giorni fa, in seguito alle cattive condizioni metereologiche, lo specchio per la visuale della strada collocato all’imbocco della strada privata nella quale è ubicata la mia abitazione si è rotto. Mi sono rivolta per ben tre volte all’ufficio competente della Polizia Municipale, e nell’ultima telefonata mi è stato detto che mi dovevo rivolgere per ottenere il nuovo specchio all’assessore al ramo. Adesso mi chiedo e vi chiedo ma anche per un semplice specchio si deve avere l’amico che provvede?”

sale

palazzo di cittÁ Indetta gara fornitura arredi

É stata indetta la gara, mediante procedura aperta, per la fornitura di arredi scolastici per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado ed arredi per la Biblioteca comunale “Franco La Rocca” ed il Museo civico di Santo Spirito. L’importo della fornitura è di euro 56.569.00 oltre IVA e costo della sicurezza fissato in 200 euro. Le ditte interessate potranno inviare le loro offerte entro le ore 9.00 del 15 gennaio 2009, il relativo bando di gara è pubblicato all’Albo pretorio del Comune e, unitamente agli allegati, sul sito del comune di Agrigento www.comune.agrigento.it. alla voce “bandi e gare.”Inoltre è possibile ritirare tali documenti presso l’Ufficio comunale della Pubblica istruzione sito in via Atenea, 250. Per ulteriori informazioni è disponibile anche il numero telefonico 0922/590446.

associazionismo Un contributo per un sorriso

L’Associazione Siciliana Leucemia onlus organizza la XVI edizione di “Un contributo per un sorriso”, per la raccolta di fondi destinati agli ammalati siciliani affetti da leucemia e tumori e al miglioramento delle condizioni dei reparti di onco-ematologia degli ospedali regionali con l’acquisto di materiale sanitario. Anche quest’anno ad Agrigento sarà presente uno stand a Porta di ponte domenica 7 dicembre e per chi darà un contributo di 10 euro sarà consegnato un BABBO NATALE di cioccolato di gr.500 con sorpresa. Per maggiori informazioni è possibile contattare il dott. Luigi Di Rosa, referente dell’Associazione siciliana leucemia di Agrigento, all’indirizzo email: dirosa81@gmail. com; oppure l’A.S.D. Pallacanestro ‘80, che da anni organizza la manifestazione ad Agrigento, visitando il sito web: www.pallacanestro80.it.

edilizia scolastica Il Ginnasio si trasferisce Nei giorni scorsi una circolare interna ha avvisato le 14 classi del Ginnasio Empedocle che, durante le vacanze natalizie, verrà effettuato il trasferimento della scuola presso i locali della media Garibaldi in via Diodoro Siculo. Dopo tanta attesa, caratterizzata da rinvii, i giovani del ginnasio tornano nel centro città, dopo alcuni anni trascorsi “ospiti” presso un’altra struttura scolastica in contrada Calcarelle.

cultura Convegno internazionale fedeli ci facevano sentire una cosa sola, o meglio un solo corpo. La sacralità della famiglia con la sua chiusura all’esterno creava moralità, rispetto, impegno sociale, lavoro, e con la sua apertura all’esterno faceva solidarietà, benché vivesse da sempre tra gioie e dolori. La civitas ci educava al rispetto delle cose, che appartengono a tutti. Tenevamo che la nostra città fosse bella, accogliente, mentre i servizi erano dati con un vero senso cristiano. Questa voglia di ricordare il passato non è un sentirsi staccato dal presente, ma ha tutta la voglia di riempire i vuoti, che l’individualismo esasperato ha creato, con quelle virtù che erano l’anima e la vita di ogni comunità, che vuole assumere questo nome.Il chiudersi, anche se abbiamo tanto sapere, è povertà. Invece incontrarsi, comunicare, lavorare insieme per confrontarci è ricchezza, è crescita. Quanto desidero che la nostra amata Città risorga! Giuseppe Russo

Dal 5 all’8 dicembre al Palacongressi di Agrigento si svolgeranno i lavori del 45° Convegno internazionale di studi pirandelliani “Attualità di Pirandello”. All’iniziativa parteciperanno gruppi di lavoro di 32 province italiane e personalità accademiche e studiosi provenienti dall’Italia e dal mondo. La cerimonia di inaugurazione è stata fissata per le 9,00 di giorno 5 mentre la premiazione conclusiva si terrà alle 18,00 di giorno 8 dicembre.

visite La duchessa di Russia in città Maria Vladimirovna Romanov duchessa di Russia sarà in visita in Sicilia dall’8 al 13 dicembre, in occasione della commemorazione del primo centenario del tragico terremoto che distrusse Messina. La Contessa visiterà la Valle dei Templi, il museo archeologico e la Cattedrale. Non mancheranno inoltre gli incontri istituzionali con il sindaco ed il presidemte della provincia.

la Settimana Bravo, presidente “Bravo, bravo…”. Parafrasando il sarcastico complimento che si scambiano le protagoniste di un noto sketch tv, mi viene da complimentarmi alla stessa maniera con un tizio che, fino a ieri per me, e forse per moltissimi altri, era un semplice sconosciuto. Il suo nome non dice nulla ma il suo ruolo è importantissimo perchè si tratta del presidente del Tribunale di Ragusa, Michele Duchi. Ebbene, per il magistrato il crocefisso appeso alle pareti delle aule di giustizia, non ci sta proprio. “Perché la giustizia – secondo lui - deve essere amministrata in modo laico, e non sarebbe rispettoso della Costituzione amministrarla con appeso alle pareti un simbolo religioso che potrebbe essere discriminatorio nei confronti di chi osserva un altro credo”. Ci risiamo, insomma. Era da tempo che non si ritornava sull’argomento facendo contenti coloro che la pensano come il dott. Duchi mortificando, e sarebbe l’ora di finirla, tutti gli altri che sicuramente rappresentano la stragrande maggioranza. Ma questo, sembra non interessare. Duchi, non è certo il primo a dimostrarlo e di sicuro non sarà l’ultimo.

di Eugenio Cairone “Qui a Ragusa – ha detto il presidente del Tribunale – non ci sono mai stati problemi per la mancanza del crocefisso nelle aule di giustizia”. Davvero bravo, presidente.

Continuare nel disagio Il sito “Agrigentonotizie.it” pubblica una lettera di Nino Spoto, consigliere provinciale di Rifondazione comunista, su gli abusi e soprusi nella provincia pirandelliana. L’autore accusa il presidente della provincia D’Orsi che a tutti i costi l’aeroporto ad Agrigento lo vuole. Per il consigliere, invece, la Provincia deve smetterla di andare dietro agli appetiti di chi intende fare affari in barba agli interessi della collettività. Ma non è la collettività, nel nostro caso quella agrigentina, ad avere bisogno anche di un aeroporto? O si fa finta di niente essendo molto più comodo cosi? Piace, forse, al consigliere Spoto continuare a recarsi negli aeroporti di Palermo o Catania sobbarcandosi il disagio? Certo, ognuno è libero di pensare quello che vuole ma deve fermarsi la dove inizia il diritto degli altri ad avere assicurati i servizi negati da sempre. Questo si che è stato un abuso e un sopruso nella provincia pirandelliana.


7 Dicembre 2008

Premio Conclusa la XXXII edizione

I Telamoni 2008 S

i è conclusa la XXXII edizione del Premio Internazionale Telamone. Ideatore e organizzatore Paolo Cilona che, tramite tale premio, si prefigge di tracciare il solcato di un assetto razionale della società, per farla pervenire al traguardo della humanitas e dello jus e, dunque, al rispetto dell’uomo e delle leggi. Egli invita ad essere esemplari nelle iniziative di rinnovamento che sono serbatoio di risorse scientifiche, umane, economiche, artistiche, cultura-

appunti L’Aics di Agrigento con il patrocinio dell’assessorato regionale ai Beni culturali e del comune di S. Margherita Belice ha allestito presso palazzo Filangeri Cutò un’esposizione intitolata “La Sicilia tra Garibaldi ed il Gattopardo”. In mostra alcuni reperti e cimeli del periodo garibaldino.

li della società. La Rassegna ha avuto inizio lo scorso 14 novembre, con la presentazione del libro di Carmelo Sciascia Cannizzaro sul giudice Antonio Saetta, il primo giudice giudicante ucciso dalla mafia insieme al figlio Stefano, presso il Circolo Empedocleo di Agrigento. Il 21 novembre si è avuta l’inaugurazione della XV mostra internazionale di pittura “I Colori della Pace” ospitata, anche quest’anno, presso il castello “Chiaramonte” di Favara dove ha avuto luogo anche la presentazione del libro di Nino Giordano “Giuseppe Cordaro missionario”. La manifestazione pittorica, curata dal direttore artistico Carlo Rigano, è stata arricchita dalla partecipazione numero-

Un anno con Paolo a cura di Baldo Reina

sa di artisti ed ha incrementato il nostro territorio di valide iniziative artistiche e culturali. Il 29 novembre, presso il Museo Regionale Archeologico di Agrigento, ha avuto luogo la suggestiva cerimonia di consegna dei premi ai “Grandi della Sicilia”, apertasi con la lettura delle poesie di Giuseppina Mira e di Gerlando Cilona, dedicate ai “Telamoni”., la cui direzione artistica è stata curata da Enzo Alessi. Nell corso della serata si sono susseguite le esecuzioni al pianoforte del maestro Edoardo Savatteri, e quelle canore del coro dell’Associazione Filarmonica S. Cecilia di Agrigento,

Per la rassegna Agrigento in arte - Vetrina di artisti agrigentini, presso il Monastero di S. Spirito è possibile visitare la mostra di pittura astratta di Gaetano gallo Carrabba “Athanor - Trasmutazioni d’arte fra colore ed materia - Pitture, sculture, grafiche e alchimie.

Paolo si mette in discussione

di Simona Collura, di Barbara Cappucci ed un balletto di danza classica diretto da Simona Attanasio. Insigniti del premio sono stati: Benedetto Allotta, l’Associazione Filarmonica S. Cecilia, Natale Caronia, Vincenzo Correnti, Giuseppe Costa, Vincenzo Di Bartolo Zuccarello, Rossana Giacalone Caleca, Alfonso Maurizio Iacono, Antonello Montante, Giovanni Pitruzzella, Carmelo Sciascia Cannizzaro, Greg Wyatt. Due targhe speciali sono state consegnate a Nicolò Gallo ed a Simona Collura. Il Premio Internazionale “Telamone per la Pace” è stato conferito al Rotary Foundation. Il presidente Paolo Cilona ha detto che “I premiati sono Telamoni che sanno confrontarsi in prima persona con i problemi e le tematiche del nuovo Millennio. Sono Telamoni che sanno costruire “la città umana” in cui ogni persona è tale in virtù di quella dignità che protegge dagli assalti delle tempeste sociali. Alle ore 20,00 nel sagrato della chiesa San Nicola si è acceso il tripode della pace, invitando alla solidarietà per costruire un futuro di luce. Giuseppina Mira

Museo Archeologico presentato il Catalogo della mostra

Empedocles di Wyatt È stato presentato martedì 2 dicembre, presso la sala conferenze del Museo Archeologico di Agrigento, il catalogo “Greg Wyatt Empedocles- le sculture” che raccoglie i pezzi della mostra antologica, sistemata tra il giardino e le sale espositive del Museo Archeologico, che può essere ancora visitata fino al 10 dicembre. In tutto 43 sculture di bronzo, di cui dieci dedicate al filosofo Empedocle. Greg Wyatt, 59 anni, americano di New York, professore universitario, da anni innamorato della città dei Templi, ha voluto omaggiare la città anche con una grande donazione di opere, da lui stesso realizzate nel suo atelier americano e che rappresentano il suo studio del pensiero empedocleo e non solo, fra le quali la ‘Bathsheba’ . Il catalogo oltre alle presentazioni di “rito” dell’Assessorato Beni Culturali Regionali, contiene i contributi di Maurizio Iacono, preside della Facoltà di Filosofia di Pisa, e del Direttore del Museo, Giuseppe Castellana. Le foto sono di Angelo Pitrone. Greg Wyatt, ha avuto parole di apprezzamento per l’intero evento e si intratte-

nuto, come un professore fa con i suoi alunni, con i presenti rispondendo alle domande che venivano poste. Il vice sindaco di Agrigento, Massimo Muglia, per ricambiare i doni delle sculture fatti da Wyatt al Museo, ha “offerto” allo scultore americano una piazza della Città perché possa essere abbellita dallo stesso con qualche sua opera. Al termine della presentazione, i numerosi presenti, hanno seguito il concerto sinfonico dell’Orchestra Filarmonica di Palermo diretta dal Maestro Onofrio Caludio Gallina. «Agrigento è diventa un po’ casa mia - ha detto Wyatt al termine delle serata - ritornerò spesso per ritrovare le mie “creature”». LdP

Paolo cilona 450 profili di agrigentini

La storia e le storie Novità editoriali



Cultura

L’Amico del Popolo

Giovedì 11 dicembre p.v. alle ore 17.00 nella “Sala Tangheroni” della Biblioteca Museo “Luigi Pirandello” di Agrigento via Imera, 50 sarà presentato il libro di Paolo Cilona “Agrigento - La Storia e le Storie”. L’opera, con la prefazione del Sindaco Marco Zambuto, del Presidente del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento prof. Bartolomeo Romano e del dirigente scolastico prof. Francesco Curaba, riguarda la vita e le opere di ben 450 personaggi che sono nati nella terra di Akragas, Agrigentum, Kerkent, Gergent, Girgenti, Agrigento. Il libro elenca molti personaggi che pur non avendo avuto i natali, hanno soggiornato e vissuto nella nostra Città per molto tempo e di altri ancora che hanno lasciato tracce della loro presenza

operativa e creativa nella terra di Agrigento. Il libro comincia con il grande Acrone e finisce con il poeta e scrittore Alfonso Zaccaria. Il volume contiene centinaia di foto che si riferiscono ai vari personaggi. Sono profili biografici di: scienziati, alti prelati, vescovi, sacerdoti, docenti universitari, funzionari dello Stato, condottieri, insigni avvocati, ingegneri, poeti, scrittori, pittori, magistrati, politici, ministri, alti ufficiali dell’esercito, della marina e dell’aeronautica, sindaci, consiglieri comunali, giornalisti, garibaldini, musicisti, banchieri. Il libro, infine, riporta profili umani e culturali di donne agrigentine come: Damareta, Marchisia Prefoglio, Rosina Vadalà, Epifania Zirafa, Suor Crocifissa Tomasi di Lampedusa, Maddalena Zaccaria, Margherita Cottalorda, Giuseppina Guaia, Rosetta Romano, Rosaria D’Alcantara, Antonietta Gaglio, Letizia Gaglio, Giuliana Finazzi Agrò e di tante altre magnifiche figure femminili.

Riprendiamo il discorso su S. Paolo esattamente dove lo avevamo interrotto per dare spazio al numero speciale dedicato alla riapertura della nostra Cattedrale. Riflettendo sull’incontro dell’apostolo all’aeropogo di Atene abbiamo evidenziato il coraggio intelligente nell’affrontare la prima esperienza di inculturazione della fede coniugando in un binomio inscindibile la ricchezza culturale di un popolo con il tesoro della fede. Se il confronto di Paolo con gli stoici e gli epicurei del tempo ci lascia questo insegnamento (sempre attuale nella storia della Chiesa, da S. Tommaso al progetto culturale orientato in senso cristiano) ci offre, anche, l’opportunità per ribadire cosa accade dopo quell’episodio. Il testo degli Atti si limita a dire che Paolo da Atene si sposta a Berea e, in seguito, a Corinto dove si ferma circa un anno e mezzo. Non abbiamo notizie di una comunità cristiana ateniese né di una lettera dell’apostolo indirizzata a quella città (cosa che invece accadrà per quasi tutti i territori visitati da Paolo). È stato dunque un fallimento? È forse sbagliato tirare in ballo la cultura quando si annuncia il Vangelo? Prestando attenzione a ciò che ci dicono i testi (gli Atti e le lettere) dobbiamo ricavare una conclusione attenta; più che di un fallimento sarebbe opportuno parlare di una prima verifica che l’apostolo delle genti sente il bisogno di fare. In altri contesti userà un’espressione che ben si presta per spiegare quanto accade: ‘mi fermai per evitare di correre o di aver corso invano’. Ecco, Paolo sente il bisogno di fermarsi per evitare di incappare in esperienze infruttuose; si mette in discussione, interroga se stesso e la metodologia usata per capire cosa non ha funzionato, perché – se l’intuizione era buona – i risultati non sono arrivati. In questo modo ricorda ai cristiani di ogni tempo che, vero segno di grandezza e di maturità non è andare avanti ad ogni costo ma saper sostare per vedere se le intuizioni si legano alla storia e alla ricca trama di Dio oppure sono espressioni di sterile orgoglio personale. Ebbene, da quella verifica Paolo capisce che il suo coraggioso tentativo di incrociare la cultura del tempo mancava del vero scalpello in grado di incidere e creare capolavori: Cristo morto e risorto! Rileggendo attentamente il testo di Atti ci accorgiamo che si dicono tante cose belle, valide e colte ma ci si dimentica di Colui che fa la differenza. Per usare le stesse parole di Paolo, non è la sapienza di parola che incide e cambia i cuori ma è l’incontro con la Parola della Croce che tutto rinnova e ricrea. Infatti, quando Paolo arriverà a Corinto dirà subito che l’unica cosa che egli sa è ‘Cristo e questi Crocifisso’, forse per alcuni pazzie e debolezza ma per chi crede sapienza e potenza di Dio. Questo non annulla affatto la necessità di una debita formazione culturale ma impone – semmai – che questa si coniughi con l’Evento del Golgota poiché l’annuncio del Vangelo non è vuota dottrina ma relazione con chi rende autentico ogni sapere. Giovanni Paolo II ha sintetizzato l’intreccio fra fede e cultura (tema tanto vasto quanto affascinante) con l’immagine riportata all’inizio della lettera enciclica Fides et ratio: la fede e la ragione sono come le due ali di cui abbiamo bisogno per librare il volo verso il Cielo. É esattamente ciò che Paolo farà da qui in avanti mostrando un annuncio attento alle categorie culturali del tempo e impregnato della Divina Sapienza. Per la nostra Chiesa chiamata a vivere l’anno dell’ascolto la sosta di Paolo dopo Atene è quanto mai interessante. Il nostro fermarci per ascoltare vuole essere espressione di saggezza per rivedere il cammino fatto, per focalizzare l’attenzione sulle tante orme di bene e per capire intelligentemente cosa modificare perché a tutti giunga la Parola forte della Croce con il suo carico di speranza e di salvezza.

Cristina Siccardi Edizioni Paoline €24,00 pagg 432

Paolo VI, il Papa della luce Di Paolo VI (Giovanni Battista Montini, Concesio-Brescia 1897 - Roma 1978), l’infaticabile innamorato di Cristo e della sua Chiesa, per la prima volta, se ne tratteggia qui la figura nella sua interezza: formazione, personalità, psicologia, sentimenti; e se ne analizza l’impronta nella Chiesa, prima come sacerdote (1920), poi come arcivescovo di Milano (1954) e cardinale (1958); infine, come papa (dal 21 giugno 1963). Vengono ripercorsi i suoi ruoli nella Chiesa di Pio XII, nella diocesi ambrosiana, e nella Chiesa del concilio Vaticano II e del postconcilio e anche la sua posizione nella politica italiana, sfatando, attraverso documenti, alcune distorsioni su di lui (come l’immagine del vescovo e del papa di «sinistra», il papa indecisionista e quant’al-

tro: effetti di una precisa strumentalizzazione). La politica gli era familiare: il giovane Giovanni Battista per anni aveva visto in casa la presenza, fra gli altri, di Alcide De Gasperi, perché il padre era stato membro attivo del Partito popolare italiano a Brescia. Personalità complessa e dall’alto profilo intellettuale e spirituale, nobile d’animo e di portamento, intellettuale raffinato costantemente proiettato nel divino ma fermamente poggiato in terra a favore dell’umanità, Paolo VI diviene una figura scomoda (troppo colto e troppo profondo) e persino impopolare per le sue scelte (Humanae vitae): come Mosè, rimane il papa-profeta che ha indicato alla Chiesa e al mondo le vie da percorrere per la salvezza. Si annotano di lui diversi primati: ad esempio, i primi viaggi nei 5 continenti; in Terrasanta; la Via Crucis all’Anfiteatro Flavio; la promozione della Giornata Mondiale della pace; il dialogo ecumenico.




Provincia

L’Amico del Popolo

7 Dicembre 2008

Brevi provincia

Sciacca Golf Resort Rocco Forte

Tutto pronto... o quasi! L

a sfida di sir Rocco Forte adesso riguarda la data di apertura del Golf resort. Riuscirà nell’intento di aprire il prossimo 29 maggio? Per quanto riguarda la struttura golfistica-turistica non ci sono problemi o ostacoli. Tutto è pronto, dai campi da golf alle strutture ricettive, dai centri congressi al centro di benessere. L’unica incognita riguarda, e non è da poco, i lavori sulla costa a carico di Invitalia, ex Sviluppo Italia. Lavori che già sarebbero dovuti essere completati, e che, invece, devono ancora essere appaltati. Si tratta di lavori di consolidamento della falesia, della messa in sicurezza della Torre del Verdura, del rinascimento della spiaggia, di barriere sommerse per evitare il fenomeno della erosione della costa per un importo di spesa di 2,9 milioni di euro, calcolati nel 2003 e che oggi, a distanza di 5 anni, risultano insufficienti. Lavori che dovevano essere

iniziati da qualche anno, certamente prima del completamento dei campi da golf, infatti, adesso possono essere effettuati solo via mare, tramite chiatte e imbarcazioni speciali. Il ritardo, come al solito, è imputabile alla burocrazia, che in Sicilia viaggia con una velocità molto inferiore rispetto a quella della lumaca. Invitalia deve ancora bandire la gara d’appalto, cosa che potrebbe essere espletata verso febbraio. L’Agenzia statale afferma che entro aprile i lavori saranno pronti, ma conti ragionevoli, fatti anche dalla società di ingegneria che cura il progetto, dicono il contrario. A gennaio, invece, ammesso che si possa aprire la struttura per i tempi desiderati da sir Rocco Forte, dovrebbero iniziare le selezioni del personale. Qui la corsa è come quella all’oro. Un elemento è certo: il

Ribera: due iniziative di solidarità Due belle iniziative di solidarietà si sono tenute, nei giorni scorsi, a Ribera. Il 30 novembre scorso, presso la chiesa di san Nicola, guidata da don Luciano Augello, subito dopo la celebrazione della santa messa serale, si è tenuta l’esibizione del coro polifonico, guidato dal maestro Carmelo Caltagirone, che ha eseguito anche alcuni brani al piano. L’iniziativa è stata finalizzata alla raccolta di fondi per aiutare il piccolo Stefano Lattuca di Aragona, che ha bisogno di costose cure per guarire da una grave malattia. Il coro polifonico di San Nicola è stato allestito alcuni anni fa ed è composto da una trentina di elementi, in gran parte componenti del gruppo parrocchiale di san Nicola. Per la parte strumentale il coro si avvale della collaborazione di diversi musicisti locali, tra i quali il violinista Raffaele Caltagirone, il sassofonista Fabio Cannella e il violoncellista Ramashanty Cappello. “La biscugliata per beneficenza: centu mani Diu li binidici”, questo, invece, il nome della singolare iniziativa benefica promossa dal WWF Ribera, con la preziosa collaborazione del signor Salvatore Spallino. L’iniziativa è stata finalizzata alla raccolta di olive (quelle restanti dopo la prima grande raccolta) in un fondo agricolo di proprietà del dott. Girolamo Ganduscio, in contrada Scirinda. Le olive sono state poi molite, gratuitamente, presso un oleificio della zona e l’olio ricavato è stato donato alle suore dell’orfanotrofio “San Giuseppe” di Ribera e ai seminaristi di Agrigento. Matteo Orlando

Sciacca Morto sul lavoro

Un morto sul lavoro,  a Sciacca, nel cantiere aperto per la realizzazione della nuova rete fognaria. L’operaio si chiamava Accursio La Bella, 35 anni, saccense, sposato e padre di due bambini (uno di 6 anni e l’altro di 3 mesi).  L’uomo si trovava in una buca, in contrada Stazzone, intento a collegare dei tubi, quando un lastrone di asfalto si è staccato dalla strada franandogli addosso.

Provincia regionale Accordo con L’UNAC per vigilanza ambientale

gruppo inglese sarà rigorosissimo nella scelta, nella quale conta, più che l’amicizia con il parlamentare, l’effettiva preparazione ed il sapere parlare correntemente la lingua inglese. Il gruppo alberghiero ha un’immagine di eccellenza, anche nei prezzi che pratica. Lo standard dei servizi offerti è conosciuto in tutto il mondo ed è costante in tutte le sue

strutture sparse per l’Europa, la Tunisia, gli Emirati Arabi, l’Egitto. A regime la struttura impiegherà 330 unità lavorative. Una bella occasione per un territorio che si conferma sempre più nel concretizzare investimenti in linea con la vocazione stessa del territorio. Filippo Cardinale

Aeroporto

Che la vicenda sia ad un svolta?

La Provincia Regionale e l’associazione di volontariato e protezione civile Unione Nazionale Arma Carabinieri hanno avviato un rapporto di collaborazione per la vigilanza ambientale e la protezione civile. L’accordo prevede che i volontari affianchino il corpo di Polizia Provinciale nel servizio di vigilanza e in occasione di emergenze che richiedano l’intervento di specialisti nel campo della protezione civile..

pALAZZO DI GIUSTIZia L’allarme del procuratore La carenza di magistrati potrebbe mettere a rischio un esito positivo delle prossime operazioni. «Il condizionale non è d’obbligo ma  è una realtà - ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natali - perchè già la Procura di Agrigento soffriva della mancanza di due magistrati dell’organico complessivo viene a perdere un’altra unità. Da qui a poco prevedo  che altri magistrati andranno via e non veranno rimpiazzati dagli uditori perchè la legge Mastella impedisce che gli uditori vadano in Procura e da qui a poco l’organico sarà ancora più carente e sarà difficile far fronte alla criminalità comune e non che esiste nel territorio agrigentino».

Camastra Inchiesta su irregolarità elettorali Indagine della Prefettura con la collaborazione dei Carabinieri sulle irregolarità nelle operazioni di voto verificatesi a Camastra nell’ultima consultazione elettorale del 15 e 16 giugno 2008. È quanto ha disposto il TAR di Palermo a seguito di 2 ricorsi presentati dall’ex sindaco Cascià nei confronti dell’attuale sindaco Prato che aveva superato di soli 14 voti l’avversario. Sembra che in una delle tre sezioni elettorali si siano addirittura chiuse le porte a chiave e che sia stato impedito l’accesso persino ai rappresentanti della lista che sosteneva Cascià e che per questo si erano creati dei trambusti che hanno richiesto il pronto intervento di rinforzi da parte dei Carabinieri di Licata.

Che la vicenda aeroporto sia ad una si è espresso favorevolmente all’uscita svolta? Così sembrerebbe da quanto della Provincia dalla partecipazione emerso in un’intervista rilasciata dal all’Azienda aeroporto Valle dei tempresidente della provincia Eugenio pli. La decisione è maturata dopo D’Orsi in occasione della seduta itine- un dibattito in aula su una mozione rante della giunta provinciale tenutasi presentata dai consiglieri del PD. Nel a Licata. «Per quanto riguarda l’aero- corso della seduta numerosi consiporto – ha dichiarato D’Orsi – visto glieri hanno esortato il presidente ad Siculiana il fallimento della proposta elaborata attivarsi per iniziare un nuovo iter che Patto tra enti dall’Aavt bocciata dall’Enac, noi ab- possa finalmente dotare il territorio Siglato un Patto di Legalità che si propone la creaziobiamo pronto un progetto che bene provinciale di questa importante inne di una rete tra enti pubblici, rappresentanze sociali ed si presta ad essere realizzato. Sto la- frastruttura. E da quanto accaduto in economiche, istituzioni religiose ed associazioni.  L’ inivorando con tutte le forze – ha pro- questi giorni sembra proprio intenziativa  è stata intrapresa dal comune di Siculiana insieme seguito il presidente – per cercare di zione del presidente D’Orsi accogliere al dipartimento di scienze sociali dell’Università di Palermantenere il finanziamento pubblico la richiesta dei consiglieri. mo. Tra le iniziative previste nel Patto, si inseriscono , tra di 35 milioni di euro. La nostra stratele altre cose, l’apertura nella Sede comunale siculianese gia è quella di coinvolgere l’Enac nella di uno sportello di assistenza alle vittime del racket e delscelta del sito, facendo un percorso l’usura, la stipula di un successivo protocollo di intesa con inverso rispetto a quello seguito dalla gli imprenditori locali per la lotta alle infiltrazioni della società creata per la realizzazione delcriminalità nella gestione degli appalti pubblici. l’aeroporto». Possibili siti nei quali realizzare lo viabilita’ scalo agrigentino sarebbero Piano Rocca S.Daniele e SS640 Romano tra Licata e Palma di MonSi avvicina sempre più la data di riapertura del viadottechiaro, tra i primi ad essere stato to Rocca Daniele, sito lungo la SS 640, Agrigento - Caltaindicato come possibile luogo per nissetta, chiuso da 13 mesi per lavori di ristrutturazione. realizzare un aeroporto ed oggi avanEntro la fine di questa settimana la viabilità dovrebbe esza anche l’ipotesi di spostare sere ripristinata, con tanto sollievo per gli automobilisti tutto su una zona diversa: la costretti a percorrere la lunga e pericolosa deviazione che valle del Platani. Dunque mille continua dalla prima costeggia il territorio di Favara. Ed intanto slitta la posa ancora punto in sospeso che delle prima pietra dei lavori per il raddoppio della strada L’osservatorio vuole dun- del territorio e a trovare verranno risolti anche dall’instatale Agrigento - Caltanissetta, l’evento atteso da decenque essere un’occasione per condivise strategie di svicontro con Massinelli, presini, in un primi momento previsto per la fine dell’anno, avvalorizzare il patrimonio luppo. Il coinvolgimento dente Aavt. Intanto il consiverrà tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. sociale locale e la sua eredi- delle parrocchie consente glio provinciale, all’unanimità tà immateriale; un’occasione non solo di guardare alla per favorire la ricostruzione soluzione dei problemi con del senso di appartenenza un’attenzione maggiore al territorio in cui si vive e rispetto alla questione ansi opera; un’occasione per tropologica, ma anche di L’ANGOLO DEL CONSUMATORE stimolare la discussione e adottare una forma nuova per ripristinare la ricostru- di democrazia partecipativa zione della comunicazione che può essere funzionaMi sono rivolta ad un centro estetico per sottopor- di bellezza, dopo la firma del contratto, le consumatrici tra i gruppi sociali; un’op- le a sviluppare la coesione mi a dei trattamenti, ma ho esercitato subito recesso avevano dato una disdetta immediata, ma in base a una portunità per pensare alla sociale, la cultura della ledal contratto. Ora il centro pretende che paghi l’intero clausola contenuta nello stesso contratto avevano ricevumediazione dei conflitti galità, il valore della soliimporto previsto (più di duemila euro). Per la verità, il to un’intimazione di pagamento per l’intero importo del esistenti ed al superamen- darietà, la definizione di contratto prevedeva questa clausola, ma mi chiedo se trattamento non usufruito, pari a tremila euro. Il Tribunato della visione esclusiva un’identità che renda ricosia legittimo richiedere addirittura il prezzo per inte- le di Bolzano ha però ritenuto che questa clausola fosse in degli interessi di parte per noscibile la città attraverro. (A.L., Agrigento) contrasto con l’articolo 1469/bis del Codice civile. In pararrivare alla determinazio- so l’intero tessuto urbano. ticolare, la clausola è stata dichiarata vessatoria, sia perne di un interesse comune. In questa direzione dalÉ priva di efficacia la clausola contrattuale con la qua- ché determina un evidente squilibrio di obblighi a sfavore Un’iniziativa che vuole la Chiesa locale arriva un le un istituto di bellezza prevede il pagamento dell’intero del consumatore, sia perché l’entità del danno sopportato rappresentare un modello contributo di stile, fatto di importo del trattamento, anche quando il cliente presenta dall’istituto di bellezza a causa del recesso del cliente deve di cittadinanza attiva che, dialogo, di mitezza, di fiduuna disdetta immediata del contratto. Così si è espresso, essere provato, e non è giustificabile che avvenga autosenza by-passare gli orga- cia nella ragione, di sobriein una sua sentenza, il Tribunale di Bolzano. Alcune si- maticamente la richiesta dell’intero prezzo previsto per il ni democraticamente eletti tà, che non sono elementi gnore avevano sottoscritto un contratto con un istituto trattamento. e deputati a rappresentare accessori, ma che fanno la gli interessi della comuni- qualità della vita di una coRubrica a cura Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a: tà, intende migliorare i cir- munità. dell’Avv. Adele Falcetta Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento cuiti della comunicazione Salvatore Pezzino e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821 tra i soggetti protagonisti


Società

L’Amico del Popolo 7 Dicembre 2008

Rigassificatore intervista con il Sindaco Firetto

L’Enel, il sindaco e noi (continua dalla prima) Come fa Enel a dare per certa l’operatività dell’impianto nel 2010? Infatti questo non è possibile perché, se tutto dovesse andare bene e loro riuscissero a partire nel secondo semestre del 2009, in un anno e mezzo non riuscirebbero a costruire un impianto di rigassificazione anche attraverso il sistema che loro seguiranno, turni continuativi avvicendati, cioè giorno e notte. La notizia della dismissione della centrale Enel, se dovesse risultare fondata, comporterà una riconversione del lavoratori nel nuovo impianto che Enel – Nuove Energie realizzerà a Porto Empedocle? Forse inizialmente quando si è profilata la possibilità di un rigassificatore qualcuno ha pensato ad una chiusura della centrale ed al passaggio del personale nel nuovo impianto. Ma la città non può sicuramente permettersi un’operazione di questo tipo ed abbiamo anche avuto uno scontro molto duro nella fase di proposta dell’iniziativa da parte di Enel. La realizzazione di un “repowering” della centrale è facilissimo; questa è una centrale che va ad olio combustibile, nel tempo Enel l’ha adeguata, prima è stata trasformata in “basso tenore di zolfo” perché si trovava nel centro cittadino; adesso l’hanno ulteriormente adeguata utilizzando l’STZ (senza tenore di zolfo) che così come si esprime l’AD di Enel, Fulvio Conti:«è come fare andare le macchine a Coco Chanel» e questo è anche vero perché questo combustibile ha un costo elevatissimo, l’impianto in questo modo non riesce neanche ad essere competitivo, infatti viene utilizzato nei momenti critici per quanto riguarda i consumi. Una riconversione con l’impianto di rigassificazione sarebbe possibile? Certo che si e lo sarebbe proprio nell’utilizzo del gas; basterebbe una condotta che dal punto di rigassificazione porti il gas nella centrale. Questo comporterebbe due cose a livello di impatto ambientale: le immissioni sarebbero di livello trascurabile ma soprattutto verrebbero eliminate le due ciminiere che vediamo dal tempio della Concordia ed i due megarecipienti di raccolta del combustibile. Quanti saranno i posti di lavoro effettivi che verranno prodotti? Secondo i numeri proposti da Enel nel piano d’impresa, i lavoratori diretti dovrebbero aggirasi intorno alle 90 unità, a questi si devono aggiungere i soggetti dell’indotto che sarà formato, ad esempio, dal personale dei 5 rimorchiatori che devono essere in stabile attività in porto, credo siano 4 unità per ogni rimorchiatore; poi c’è il personale per la sicurezza civile e per la sicurezza infiammabile, il personale per la mensa e per le pulizie… I numeri che Enel di fatto indica dovrebbero essere intorno alle 200 unità complessive. Quante saranno le navi gasiere che transiteranno nel porto? Dovrebbero arrivare 2 navi a settimana, una all’inizio e l’altra a fine settimana. L’ingresso delle navi in porto non determinerà modifiche nelle ordinanze portuali oggi vigenti. Quali sono le ripercussioni economiche positive dalla realizzazione di questo impianto? Il comune di porto Empedocle ed il territorio cosa ci guadagna in termini economici? È prevista la concessione di royalties (sorta di canoni che possono essere calcolate come percentuali sul giro d’affari o fissate in quote, n.d.r.) che dovranno essere valutate e misurate , noi non avendo cognizione di “grandezza” per poterle quantificare ci stiamo dotando di un advertising con competenze nel settore economico soprattutto energetico in modo che le valutazioni in questo senso abbiano radice scientifica corretta. Quindi per quanto concerne il gas non sarà come accade oggi per l’energia eolica prodotta sul territorio della nostra provincia. Come già detto per noi la percentuale economica sui ricavi Enel è una delle principali condizioni alla realizzazione dell’impianto e questo sarà sottoscritto proprio

nella convenzione con l’amministrazione comunale. Ritengo sia un atto sciagurato non richiedere delle royalties, infatti anche per gli impianti fotovoltaici in realizzazione in contrada Fauma, in conferenze dei servizi regionale, abbiamo chiesto delle royalties del 2,5% che ci sono state accordate. La presenza accanto al rigassificatore dei mini dissalatori (tra l’altro stando alle promesse del ministro Alfano in fase di ampliamento) comporterà dei rischi per la qualità delle acque e quindi per la salute dei cittadini? Posso rispondere con l’esperienza di Panigaglia (Porto Venere – La Spezia), dove si trova l’impianto di rigassificazione più vecchio in Italia, risale ad oltre trent’anni fa, ebbene accanto al rigassificatore, nello specchio acqueo accanto vi sono due impianti di itticoltura, uno per le orate ed uno per le spigole. Sempre a Panigaglia il nucleo ambientale della Capitaneria di Porto di La

un’area urbanizzata, non ci sono purtroppo spazi che si possono destinare alla ricettività. Quindi Porto Empedocle non ha vocazione turistica? Quella di gente che può venire per fare il bagno al mare. L’idea che continuo a sentire che nell’area ex Montedison noi potevamo andare a fare turismo è una grande stupidaggine. Noi stiamo riconvertendo quell’area che per anni ha ospitato un impianto della chimica di Sali potassici e di fertilizzanti in una area per la meccanica leggera; ma per fare questo l’area è stata binificata e per i prossimi trent’anni dovrà essere monitorata trimestralmente dal punto di vista degli inquinanti ambientali. Chi in un’area che è stata violentata da sostanze anche cancerogene andrebbe a costruire una struttura ricettiva? Unica vocazione empedoclina resta il settore industriale. È ormai l’unica vocazione che il nostro

fonte: Enel - simulazione dell’area che sarà interessata dal rigassificatore

Spezia negli ultimi 21 anni non ha registrato fatti che abbiano determinato la sospensione della produzione ittica. Perché non sono state prese in considerazione proposte atte alla riconversione del territorio (ex area Montedison) compatibile con l’ambiente ed in particolare con la tanto decantata vocazione turistica del territorio? Quell’area è stata pensata cinquant’anni or sono come area industriale. Tutti gli interventi in questo cinquantennio sono andati in questa direzione. Riempimento Asi, opera di supporto alle attività industriali, minidissalatori, megadissalatore, depuratore per reflui. Miliardi e miliardi di vecchie lire. Milioni e milioni di euro. Ora che facciamo? Buttiamo tutto a mare? Demoliamo tutto? Di più. Siamo in un’area portuale o ad immediato ridosso. In questa sua risposta si legge una sorta di rassegnazione come se in questi 50 anni il danno sia stato fatto e quindi si deve obbligatoriamente continuare su questa falsariga? Porto Empedocle ha un fronte mare di quasi 3 km; 2 km sono spiagge e i restanti di tipo portuale-industriale. Io non dico che Porto Empedocle non debba vivere di balneabilità ma il turismo è una cosa diversa. Turismo significa poter captare flussi tali che consentano di poterci vivere di turismo. Il flusso turistico che mi immagino io è quello delle Cinque terre dove in un anno hanno all’incirca 5 milioni di presenze, la Valle dei Templi ne registra 600 mila, un paragone veramente abissale. Il turismo per me è quello. La vocazione turistica deve essere legata a quello che è il piano urbanistico dell’area, tutta l’area del fronte mare è

territorio ci consente di avere. Non si rinuncia alla balneabilità, si riducono gli impatti degli interventi industriali che in questo momento ci sono, quello dell’Enel e quello dell’Italcementi con l’utilizzo degli elettrofiltri in funzione da due anni. Ripeto, per una vocazione turistica del territorio, empedoclino dovremmo metter l’orologio indietro di 50 anni e pensare diversamente, mettendo in atto quello che era lo sviluppo originario del territorio e non quella serie di scempi che adesso ci porta a prendere determinate scelte. Io come sindaco molto spesso mi pongo la domanda:«cosa creo per limitare il disagio sociale che c’è in città?» Penso che il recupero dell’ex area Montedison con Moncada Energy vada in questa direzione, come il rigassificatore, come l’eventuale idea di una verticalizzazione dei Sali potassici, o il potenziamento del porto creando così una serie di traffici le cui entrate vanno ben oltre le semplici tasse portuali. Al temine di questa lunga intervista con il sindaco Firetto, per raggiungere l’uscita, passo per una sala nella quale sono conservati i ritratti dei vari sindaci che si sono succeduti sulla poltrona di primo cittadino. Il primo pensiero è un pò cattivo: quali di questi sindaci si deve ringraziare per lo scempio empedoclino? Meglio non saperlo, ormai non si può più fare nulla. Marilisa Della Monica



diario multimedi@le “La paura fa star male. Ma c’insegna a star meglio” Caro diario, forse non ne abbiamo cosciente e piena consapevolezza, ma oggi condividiamo, di fatto, le nostre esistenze con la paura. Tutti abbiamo paura. Di tutto. Esagero? Non credo: ed una delle prove “esterne” è, ad esempio, lo straordinario – ed inquietante – successo di “Paura liquida”, il più recente libro di Zygmunt Bauman. “La paura più temibile”, scrive questo studioso, uno dei più celebri e demistificanti della contemporaneità, “è la paura diffusa, sparsa, indistinta, libera, disancorata, fluttuante, priva di un indirizzo o di una causa chiari; la paura che ci perseguita senza una ragione, la minaccia che dovremmo temere e che si intravede ovunque, ma non si mostra mai chiaramente. ‘Paura’ è il nome che diamo alla nostra incertezza, alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c’è da fare”. Credevamo di riuscire, nella modernità, aggiunge Bauman, modernità, a lasciarci alle spalle le paure che avevano pervaso la vita in passato; e credevamo, quindi, che saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza. Eppure, proprio noi che godiamo di sicurezza e “comfort” senza precedenti, viviamo in uno stato di costante allarme. Sulla base di tale realistica ed agghiacciante premessa, questo nuovo libro di Bauman è un vero e proprio inventario delle nostre paure, nel tentativo di scoprirne le origini comuni, di esaminare i modi per disinnescarle e aprirci gli occhi sul compito con cui dobbiamo confrontarci, se vogliamo che domani i nostri simili riemergano più forti e sicuri di quanto noi siamo mai stati. Il laicistissimo Bauman non poteva coniare metafora migliore della liquidità (già affrontata e sceverata, ed in maniera altrettanto geniale, in alcuni dei suoi più famosi saggi precedenti, da “Modus vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido” a “Vita liquida” ed “Amore liquido”) per rendere palpabile il paradosso di questa nostra società di oggi, in cui la rigidità dell’ordine è il prodotto e il sedimento della libertà degli agenti umani. Ed è della stessa idea anche il cattolicissimo Claudio Risé, insigne studioso, giornalista, scrittore docente universitario, psicoterapeuta, che ha sempre dimostrato l’assoluta coniugabilità fra scienza e fede. Scrive in proposito: “Suscita timori il ritorno della paura. Quella per i risparmi, i piccoli o grandi beni, le entrate. Si teme che quello che è stato chiamato benessere economico possa finire, o indebolirsi ancora di più. Come sempre accade, la paura per il benessere si accompagna ad altri timori, di varia natura: gli stranieri e il terrorismo; o l’autoritarismo, i disordini di piazza”. Eppure, prosegue, queste paure, in maniera apparentemente paradossale, hanno una loro ragione, e perfino una funzione positiva. La paura, infatti, ci possiede quando prima se ne è avuta troppo poca. Tuttavia è utile, istruttiva, liberatrice. Il pericolo, infatti, è fastidioso, come tutto ciò che ci costringe a fare i conti con l’esistenza del male. Per questo tutti preferiamo non vederlo, voltare la faccia, credere che non esista. La paura corrisponde, cioè, al momento della rottura dell’incantesimo euforizzante, quando scopriamo che le cose vanno affrontate con quella responsabilità considerata noiosa nei tempi dell’euforia (ricordi l’ancora attualissima favoletta della cicala e della formica?); e si accompagna, così, anche ad una fondamentale esperienza della crescita umana: il senso del limite. Non siamo onnipotenti! Una constatazione che, nella “modernità”, è sempre irresponsabilmente dimenticata e rimossa, anche sotto la spinta di grandiose scoperte scientifiche e tecniche economiche a contrabbandarci l’esatto contrario. La paura, pertanto, ci ammonisce sul rispetto di quell’invalicabilità dei limiti che sa e può evitarci guai peggiori, divenendo così anch’essa, “liquida” e non, “magistra vitae”. Non scordiamocelo mai, caro diario. Nuccio Mula




Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

7 Dicembre 2008

Professione religiosa di Sr. Rossella Taverna

Dalla corsia al Convento

in Diocesi

“Voi siete state chiamate a vivere con luminosità la dimensione dell’attesa di Dio”. Con queste parole Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ha aperto la celebrazione eucaristica durante la quale, sabato 29 novembre, nella Chiesa di San Rufino–Cattedrale di Assisi, l’infermiera agrigentina Sr. Rossella Taverna ha professato, per un anno, i suoi voti di povertà, castità e obbedienza nella Famiglia delle Suore Francescane Alcantarine. “Adesso voi non appartenete più a voi stesse – ha continuato il presule – ma, consegnando la vostra vita sull’altare, vi impegnate ad amare con tutto il cuore, il corpo e la mente Dio, che è l’unico necessario. Il vostro Eccomi si unisce oggi all’Eccomi del Figlio di Dio, esprimendo il vostro desiderio di seguire, sull’esempio di

san Francesco, Gesù Cristo pove- sere “donna forte”, ro e crocifisso”. Come previsto dal alla famiglia e poi rituale, dopo la professione dei in Ospedale. Non voti nella mani di Sr. Amalia Co- ha mai guardato luccia, Custode Maggiore della l’orario, soprattutto fraternità, Sr. Rossella e le sue sei per i casi gravi: è consorelle hanno ricevuto oltre al sempre rimasta al velo, segno della consacrazione a capezzale dell’amCristo nel servizio della Chiesa, malato fino a che anche la Regola e le Costituzioni la situazione non si della Famiglia Alcantarina, segno stabilizzava”. dell’impegno specifico da esse asCome hanno sunto nella Chiesa. Al gruppo di preso i colleghi la familiari e amici agrigentini pre- decisione di Rossenti alla celebrazione, si è unito sella? eravamo contenti per lei. Siamo idealmente il Dott. Piero Luparel“La reazione è stata molto tutti convinti che la sua sia stata lo, amico e collega di Sr. Rossella composta. Lo stupore è già nato una scelta molto coraggiosa: per per diversi anni. A lui abbiamo con la sua scelta di andare in Mo- rinunciare ad una sicurezza lavochiesto di condividere con noi le zambico. Diceva che era un’espe- rativa ed economica, ad un lavosue emozioni. rienza che voleva assolutamente ro che la gratificava, alla propria “Ho conosciuto Rossella come vivere. Poi, al suo ritorno, ci sia- indipendenza, per abbracciare la infermiera professionale circa mo subito accorti che qualcosa in vita religiosa”. Cosa vorrebbe dire venti anni fa. Veniva da Belluno lei era cambiato: probabilmente a Rossella adesso? ed è piombata in una realtà as- lì ha conosciuto la vera soffeSolo che le voglio tanto bene. sistenziale totalmente diversa. renza, e questo deve averla fatta Le auguro che questo sia un perRossella è una riflettere. In corsia ne abbiamo corso che la gratifichi sotto ogni donna che parlato, condividendo le nostre punto di vista e che, anche se fiha dato tutta emozioni. La conclusione alla sicamente non ero ad Assisi, ero se stessa agli quale siamo arrivati è stata che comunque lì con il cuore e con la altri. Ha dedi- se Rossella era felice così, perché mente. cato il suo es- aveva trovato la sua strada, noi Valerio Landri Iniziati i solenni festeggiamenti in onore di Maria Immacolata, i quali vedranno il culmine giorno 7 dicemFavara Comunità “Cristiani nel mondo” bre alle ore 17.30 presso la Basilica dell’Immacolata con l’Ascesa e l’affidamento alla Madonna e termineranno l’8 dicembre con il solenne L’8 dicembre le Discepole del Repontificale presieduto da S. E. mons. dentore nella Comunità “Cristiani Montenegro alle ore 11.00, precedunel mondo” compiono 25 dalla fonto dal tradizionale omaggio floreale dazione. Il loro carisma di “unità alla Vergine da parte dei Vigili del nella carità” e di “unità nella diverFuoco. Alle ore 16.00 la solenne prosità” le ha portate a vivere la “comucessione per le vie del centro città nione” con tutti nei vari settori della fino alla Cattedrale. vita sociale ed ecclesiale, soprattutOratorio Luce Nuova to a servizio delle Chiese locali in cui sono state inserite. Le Diocesi di Agrigento, Catania, Monreale, Domenica 7 dicembre alle ore 17.00 Roma, Iringa hanno avuto modo di 10 anni,poi, sono presenti in Tanzania, si terrà la cerimonia di inaugurasperimentare e apprezzare la loro pre- a Ipogolo, nella Diocesi di Iringa dove zione della VII Mostra del presepe senza di servizio gioioso e attento ai si sono dedicate con amore e spirito artiginale realizzato dall’Oratorio e bisogni dei fratelli e alle esigenze del di apertura alla promozione umana e Circolo Giovanile “Luce Nuova” della territorio. Le Parrocchie, le Scuole, le cristiana di bambini e giovani orfani e parrocchia Maria SS. della Catena di loro “Case di Accoglienza” di Favara e poveri e da alcuni anni anche all’assiVillaseta. Il programma della manidi Roma hanno visto le Suore impegna- stenza sanitaria presso il Dispensario festazione prevede la Celebrazione te nella formazione spirituale e umana “Redemptoris Mater”, divenuto punto Eucaristica presieduta da S.E. mons. di bambini e di giovani, nell’anima- di riferimento per i malati di un vastisCarmelo Ferraro, arcivescovo emerito zione di centri di ascolto, di incontri simo territorio, in collaborazione con di Agrigento. biblici, di giornate di spiritualità e nel L’ associazione “A cuore aperto” del sostegno spirituale e morale alle per- Prof. Giovanni Ruvolo. sone sole, malate o svantaggiate (ciechi «Oggi, nel ricordare il 25° del ricoe sordomuti). Nella nostra Arcidiocesi noscimento della Congregazione come le Discepole del Redentore sono state Istituto di Diritto Diocesano, - ci dice Domenica 14 dicembre alle ore 10.30 presenti in vari settori ed organismi Suor Nella - lodiamo e ringraziamo il presso la Parrocchia SS. Apostoli della Vita Diocesana: Ufficio per la Vita Signore per quanto si è potuto realizPietro e Paolo di Favara gli insegnanConsacrata, Ufficio Migrantes e soprat- zare con il Suo aiuto e ci impegniamo ti di religione della diocesi incontretutto nella Pastorale familiare avviando a proseguire il cammino alla sequela ranno e riceveranno il mandato da e animando per tanti anni i Corsi di di Gesù Redentore, nello spirito di CoS.E. mons. Francesco Montenegro. preparazione al matrimonio. Da oltre munione, al servizio del Regno».

Immacolata

Venticinque anni di presenza

IRC

Anniversario Trent’anni fa tornava d’improvviso alla Casa del Padre, a soli 51 anni, l’

Ins. MIMMO MULA

Ispettore di Produzione e Consulente Assicurativo Cianciana 22.03.1927 – Licata 10.12.1978 uomo sincero ed affabile, sposo e padre esemplare, impeccabile galantuomo, apprezzato professionista. L’unico figlio Nuccio così lo ricorda e chiede una preghiera a tutti quelli che lo conobbero e gli vollero bene: “Nella tua vita breve ma intensa mi hai gratificato d’un immenso ed indimenticabile amore; mi hai trasmesso i valori della Fede, della famiglia, dell’amicizia, dell’humanitas; mi hai dimostrato che la libertà e la dignità sono superiori a tutte le vuote superbie e ad ogni effimera ricchezza; mi hai insegnato il disprezzo del denaro e dei suoi servi; mi hai ammonito a inginocchiarmi soltanto dinanzi all’Onnipotente; mi hai aiutato ad essere padre e ad amare mia figlia più di me stesso; mi hai donato quell’infinita fiducia in Dio grazie alla quale continui a tenermi per mano nel mondo dei cuori di pietra dove riesco a chiamare Padre solo Nostro Signore”.

Casteltermini

La solidarietà si fa scatto Casteltermini punto di partenza di un grande progetto di solidarietà internazionale che vede impegnati due cittadini del comune Agrigentino, Agostino Palmeri e Suor Sofia Lo Presti. Agostino Palmeri è l’autore degli scatti che hanno dato vita al calendario fotografico “discovery diario fotografico di viaggio” racconto fotografico attraverso i cinque continenti, realizzato con l’Associazione Culturale Centro Studi Copernicus. Suor Sofia Lo Presti, appartenente all’ordine delle Suore Collegine della Santa Famiglia, è missionaria da diversi anni in Tanzania e sarà la referente

in loco per il progetto di solidarietà internazionale. Attraverso le offerte raccolte si darà il via alla costruzione di un centro di accoglienza per bambini malati in Tanzania che potranno così beneficiare di un punto di riferimento e dell’assistenza che le Suore Collegine già da diversi anni offrono. Fare qualcosa per quei piccoli che quotidianamente vivono nella miseria e nella sofferenza è l’invito che gli

autori dell’iniziativa rivolgono a tutti coloro che si mostrano sensibili verso il prossimo. Si tratta di esseri umani, in particolare di bambini, che ogni giorno devono fare i conti con una triste realtà che da sempre li circonda. Noi siamo certi che in qualche modo possiamo intervenire per far si che la loro condizione esistenziale migliori. Chiunqe volesse sostenere può ritirare il calendario fotografico, a fronte di un’offerta, presso il Kore Hotel di Agrigento ( sede del centro studi) sito in viale Leonardo Sciascia, o richiederlo scrivendo a info@centrostudicopernicus.eu

Anni verdi in Seminario a cura di Stefano Pirrera

Buon sangue non mente Scopo di questa rubrica, non è certo solo voler fare memoria del tempo andato per una certa nostalgia o compiacenza, ma la volontà di confrontare valori di ieri con disvalori di oggi, e trarne prospettive utili per il problematico futuro dei nostri ragazzi. L’On. Vincenzo Foti – 86 anni, vigili e attenti, residente a Palermo – mi contatta per telefono: “La lettura del libro ‘Preti così’ e le puntate della rubrica ‘Anni verdi in Seminario’, mi hanno richiamato alla mente i miei due anni (1934 – 36) trascorsi in Seminario. Da quella permanenza, ho tratto tanta spinta a vivere la fede e ad impegnarmi sempre a lavorare per il Regno di Cristo e la costruzione di una società guidata dalla luce del Vangelo”. È doveroso, qui, ricordare che l’On. V.Foti, è stato una delle figure di maggior spicco nella dirigenza diocesana dell’Azione Cattolica. Fu Presidente Diocesano, nonché Sindaco di Agrigento e deputato al Parlamento. La Diocesi di Agrigento gli deve un sentito grazie!, perché non solo tutto il Clero anziano ma anche la gran parte degli impegnati laici di una certa età, debbono al suo esempio l’entusiasmo che ha vitalizzato il loro comportamento religioso e civico. Gli chiedo come mai, potendo continuare, dopo le elementari, la scuola pubblica, sia entrato invece in Seminario. “Io stesso mi sono tante volte posto questa domanda. Sono passati, ormai, parecchi decenni, e la memoria fatica nel dare risposte vicine alla realtà. Escludo che sia stato colpito da una folgore. Certo è che nel 1934, all’età di 12 anni, mi trovavo nel Seminario Vescovile di Agrigento. Dormivo nella camerata dedicata a S. Ermogene, e avevo come vice prefetto Don Paolino Ancona, di San Giovanni Gemini, divenuto poi Sacerdote e dotto insegnante di Lettere, nonché sicura guida dei giovani. ... “La decisione di entrare in Seminario, andò maturando, progressivamente, nell’àmbito della mia famiglia, che ho sempre considerato santa ed efficiente chiesa domestica, dove la Fede nasce, cresce e si irrobustisce. Ricordo le quotidiane preghiere, la recita serale del Rosario, le tante rinunzie e i tanti sacrifici offerti al Signore, in perfetta sintonia con tutti i miei familiari; ricordo le ore trascorse nella Chiesa Madre di Porto Empedocle, guidata dall’illuminato zelo dell’Arciprete Castiglione, dove servivo la Santa Messa, frequentavo le lezioni di Catechismo e partecipavo a tutte le iniziative che ci venivano proposte. Tutti impegni che andavano formando i petali di un fiore che di giorno in giorno mostrava i suoi colori sempre più vivi. “Il 1934 fu un anno, per la nostra Diocesi, di straordinario risveglio religioso: l’evento del Congresso Eucaristico Regionale, promosso dal nuovo Vescovo, G.B. Peruzzo, fu la più grande assise Eucaristica mai verificatasi prima ad Agrigento. Riaccese assopite speranze e costituì il via, carico di entusiasmo, per una trasformazione in meglio dell’ intera struttura diocesana. Tale evento riuscì certamente ad inserire prezioso materiale di riflessione, nel portafoglio della mia esistenza. “Entrato in Seminario, fu questo entusiasmo che mi permise di far tesoro anche della faticosa sveglia alle cinque del mattino, trovando ristoro nella Celebrazione che seguiva, dopo la mezz’ora di Meditazione, e non poco mi confortava l’immagine dell’Altissimo che protendeva le braccia in largo gesto di abbraccio verso di noi. Anche l’ inesorabile richiamo della campana, che interrompeva anche il ritmo fervido del gioco, veniva accettato e riusciva a temprare la volontà e accrescere l’impegno nello studio e nel compimento dei vari doveri. Tra il dire e il non dire del mio onorevole interlocutore, noto che qualche norma poteva apparire troppo rigorosa. Gli chiedo di accennare a qualche particolare castigo che veniva inflitto a chi, per esempio, si permetteva di esprimersi in dialetto siciliano. “Ricordo, il curioso uso che si faceva di un pezzetto di legno con scritto sopra accipe. La mattina, il prefetto, non appena – specie durante la ricreazione – sentiva una espressione dialettale, chiamava il colpevole e gli consegnava il pezzettino di legno che avrebbe dovuto passare all’eventuale compagno che venisse sorpreso ad esprimersi nella madrelingua. Così, durante la giornata, si stava tutti attenti ad usare la lingua di Dante e di Manzoni; diversamente, a sera, chi consegnava l’accipe, veniva punito stando qualche minuto in ginocchio nel bel mezzo della camerata. “Anche il silenzio, sempre e dovunque, tranne per qualche mezz’ora di ricreazione e durante il passeggio fuori città, non si può dire che non pesasse alquanto. “È già trascorso, da allora, oltre mezzo secolo, e, nel solco tracciato della mia esistenza, trovo ancora i frutti di quei semi posti in Seminario e che portano ancora i frutti della coerenza e della affidabilità”.


Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo 7 Dicembre 2008



Villafranca Sicula dopo 48 anni

Riapre la Chiesa Madre S

abato 6 dicembre la chiesa Madre di Villafranca Sicula riaprirà le sue porte per accogliere i numerosi fedeli, che da tanti anni, stanno attendendo, carichi di speranza, di tornare a godere della loro chiesa, rimasta chiusa per oltre 48 anni. Alla presenza dell’Arcivescovo mons. Francesco Montenegro, degli Arcivescovi emeriti mons. Carmelo Ferraro e mons. Luigi Bommarito, del parroco sac. Giuseppe Catalanotto, avrà luogo la dedicazione della chiesa, e quindi la riapertura ufficiale. «Finalmente gli abitanti di Villafranca dice l’arciprete - si riappropriano di una chiesa che sentono loro e che per alterne vicissitudini è rimasta chiusa. Sentimenti di gioia invadono il mio cuore per questa riapertura. È la chiesa dove sono stato battezzato e dove, da novello sacerdote, non ho potuto celebrare la prima messa perchè chiusa. Sabato sarà

festa grande per tutti». Come tutte le madrici, ha rappresentato in passato il cuore della comunità; un cuore che per tanti anni ha smesso di battere e che adesso, grazie all’impegno costante di molti, torna a pulsare. Molteplici sono infatti le figure, laiche e religiose, che negli anni, hanno contribuito, ognuno con le proprie competenze, a rendere nuovamente fruibile questo monumento. In ordine cronologico si sono succeduti i vescovi Bommarito, Ferraro, ed oggi, mons. Montenegro, i parroci P. Barone, S. Zammito, G. Catalanotto, le amministrazioni comunali guidate dai sindaci Girgenti, Sortino e Trafficanti, i direttori dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia di Agrigento, A. Chillura, G. Pace e G. Mangiapane. Un ruolo certamente importante, nel corso dei diversi interventi di restauro, hanno rivestito le Soprintendenti, dott.ssa

Brevi cenni storici

I trecento anni della “Basilica”

Agenda dell’Arcivescovo sabato 6 Dicembre 18.00

Villafranca Sicula - Matrice Presiede la Celebrazione Eucaristica in occasione della riapertura della Chiesa Madre

domenica 7 Dicembre 11.00 Naro - Parrocchia S. Francesco Incontra la comunità e presiede la Messa domenicale 13.00 Seminario, pranza con gli ex Seminaristi per il raduno annuale 19.00 Montevago - Chiesa Madre Presiede la Messa in occasione della chiusura dei festaggiamenti per il centenario di presenza delle Suore Figlie di Maria Missionarie Lunedì 8 Dicembre 11.00 Agrigento - Basilica Immacolata Presiede il Pontificale per la Solennità dell’Immacolata Mercoledì 10 dicembre 18.30 Naro - Chiesa Sant’Antonio Incontra la comunità ecclesiale Venerdì 12 Dicembre 18.00 Agrigento - Palacongressi Partecipa al Convegno dell’ADAS

la Parola «Sorgi, Signore, non dimenticare i miseri»

G.Fiorentini e la dott.ssa G. Costantino, i dirigenti del Servizio beni architettonici, arch. C. Carbone, arch. L. Pace e il R.U.P. arch. S. Trupia. Tutti gli interventi di consolidamento e restauro, effettuati nei 19 anni di lavoro, sono stati progettati e diretti dall’arch. Gerlando Sanzo, ed eseguiti da diverse imprese. In particolare, le ultime due, che hanno eseguito i lavori di completamento delle opere, sono state: l’Associazione temporanea d’impresa Tecnoedil Restauri di Favara, coordinata dalla sig.ra G. Provenzano di Villafranca e l’Alberio Costruzioni di Adrano. Inoltre i delicati interventi di recupero e restauro delle molteplici decorazioni presenti all’interno della chiesa sono stati eseguiti dal Laboratorio Restauri di Giovanni Galvagna di Aci San Antonio - Catania. Simona Sanzo

La Chiesa Madre di Villafranca Sicula, denominata anche chiesa del Mirto, sorge al centro del paese lungo il corso principale. Non si conosce la data esatta della sua edificazione, ma la lettura di alcuni documenti lascia presupporre che la sua costruzione risalga al periodo compreso tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. Infatti, da notizie storiche rinvenute presso l’Archivio Diocesano di Agrigento, si apprende che, nel 1759 era stata rilasciata «licenza di edificare una cappella nella parte destra dell’altare maggiore della Madrice». La Basilica, così amava chiamarla Mons. Peruzzo, a tre navate, con cappelle lungo i muri perimetrali, è coperta da un tetto a falde, ed è caratterizzata dalla presenza di tre absidi. Quella centrale, dove si trova l’altare maggiore, contiene una tela raffigurante la Madonna del Mirto, quella sinistra è denominata del SS. Crocifisso,

per il quale vi era una profonda de- nel 1700 e due secoli dopo, nel 1900, del pavimento in marmo, e riapervozione, tanto che nell’archivio par- cominciò a manifestare i primi disse- ta il 2 marzo 1952. Ma i lavori citati rocchiale esiste un documento che sti strutturali. Sorsero le prime crepe non furono finalizzati al risanamento attesterebbe la Fondazione del Be- e, nonostante fosse stata riparata più statico della fabbrica che, mostrando neficio del SS. Crocefisso risalente volte, venne chiusa al culto il 14 no- segni evidenti di cedimenti strutturali, al 1606, ed infine, l’abside di destra, vembre 1939, a seguito di un sopral- fu definitivamente chiusa al culto il 30 contenente l’altare del Sacramento luogo eseguito da un funzionario del giugno 1960. Infine, il terremoto che realizzato in legno, è contraddistin- Genio Civile. nel 1968 colpì la valle del Belice inta dalla presenza di stucchi rappreNel 1945 iniziarono i lavori per la ferse un duro colpo anche alla chiesa sentanti la SS. Trinità. Frontalmente riparazione e due anni dopo fu ria- Madre, che subì l’irrimediabile crolall’abside destra, ad un livello su- perta al pubblico; nel 1951 fu nuova- lo della volta dell’abside centrale e di periore rispetto all’aula liturgica si mente chiusa per il rifacimento del parte di quella della navata centrale. trova disposto il fonte battesimale, prospetto principale e la posa in opera S.S. finemente lavorato e realizzato in pietra naturale locale, nel quale il 18 ottobre 1918 fu battezzato il Cardinale Salvatore Pappalardo. Dovettero passale strutture murarie alle Un altro gioiello di quere trent’anni perché la volte, dagli intonaci ai pasta chiesa è certamente la chiesa vedesse i primi vimenti e dagli elementi Cappella del Purgatorio, interventi di consolidadecorativi delle volte e sormontata da una cupola mento e restauro, curati, delle finestre, con le rifinemente decorata, agli progettati e diretti dalprese di tutte le cornici e angoli della quale sono l’arch. Gerlando Sanzo dei pannelli decorativi, al raffigurati i quattro evanda Agrigento. All’inizio completamento della sagelisti. dei lavori le condizioni crestia, della scalinata di La chiesa, per molti segenerali del monumenaccesso e degli impianti. coli al centro della vita del to erano pessime: erano Infine, prima della defipaese, è stata continuacrollate la sacrestia e la nitiva riapertura e della mente curata e abbellita copertura della navata solenne dedicazione, è dalla famiglia del Principe laterale destra, e gli altari stato realizzato il nuovo Alliata e dall’impegno colaterali si presentavano arredo liturgico (altastante della popolazione. notevolmente dannegre e ambone in marmo La chiesa, come si legge giati, così come gli arredi sacri. I lavori, grezzo, ideati dallo stesso progettista), in un’epigrafe marmorea suddivisi in diversi interventi e distribuiti poste in opera le finiture necessarie ed posta all’interno della Capin oltre tre lustri, hanno riguardato tutti indispensabili per il completamento, e pella del SS. Crocifisso, ha gli elementi strutturali ed architettonici sistemati l’arredo e le suppellettili generosubito un primo intervendella chiesa, dalle fondazioni ai tetti, dal- samente offerte dai fedeli. to di ristrutturazione già

I Lavori di restauro

II Domenica di Avvento

a cura di Gino Faragone

Aut Christus aut nihil Riprendo questo motto da una preghiera di Italo Alighiero Chiusano, uno scrittore purtroppo assai presto dimenticato, “un cristiano a visiera alzata”, un uomo inquieto e cercatore di Cristo, desideroso unicamente di incontrarsi non con un Dio qualunque, né con un Gesù riconosciuto e stimato solo per il suo messaggio, ma con un Cristo Figlio di Dio, l’unico che può dare senso alla vita, assicurare gioia e libertà vera. “O Cristo o niente”: il mondo senza di lui è un ammasso di macerie. La liturgia di questa seconda domenica di Avvento è contrassegnata da due incipit, l���inizio del vangelo di Marco (1,1-8) e l’inizio del testo del profeta anonimo dell’esilio (Is. 40,1-11), che annuncia la fine della deportazione e il ritorno

in patria. Il profeta è chiamato ad alzare la voce, a gridare la lieta notizia agli ebrei schiavi in terra di Babilonia, a parlare al cuore di questa gente per infondere ad essi coraggio e speranza: “Consolate, consolate il mio popolo. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata”. Motivo di consolazione è il ritorno del Signore, il buon Pastore, assieme al suo gregge, specie i più deboli. Un’ immagine stupenda e delicata quella che il profeta descrive di un Dio in testa alla lunga carovana dei reduci, interessato a raccogliere i dispersi, a nutrirli e sostenerli. Questa profezia troverà pieno compimento con la venuta di Gesù: i cieli si apriranno e Dio visiterà il suo popolo. Se non lo incon-

triamo è perché non percorriamo la sua stessa strada: Egli ama scendere sempre più in basso, mentre noi cerchiamo di salire sempre più in alto, magari facendo a gomitate e scavalcando gli altri. La strada segnata dal Cristo certamente non è facile, ma è l’unica che apre il cuore alla speranza e alla gioia. «Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: “Ecco, dinanzi a te, io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, vi fu Giovanni che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati». Un avvio solenne quello del vangelo di Marco: il

lettore da subito sa che la bella notizia, travolgente, straordinaria è che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Il resto del vangelo è la spiegazione e lo sviluppo di questo annuncio iniziale. La prima parola “inizio” (greco arché) rimanda alla prima pagina della Bibbia, al momento della creazione e ha un valore normativo. Gesù Cristo segna l’inizio della nuova storia della salvezza, come una nuova creazione del mondo, egli costituisce il fondamento dell’annuncio gioioso dei cristiani. Potremmo intravedere qui una significativa testimonianza di Marco: egli non si sta limitando a trasmettere una semplice cronaca di eventi che si sono verificati a Gerusalemme, ma sta riportando quegli avvenimenti che hanno

cambiato radicalmente la sua vita riempiendola di gioia. La buona notizia dunque non è un concetto, ma una persona, Gesù, il Cristo. Se ci è lecito fermarci sulla nostra predicazione, chiediamoci: “Proclamiamo e testimoniamo buone e belle notizie?”. Il messaggero incaricato ad annunciare la venuta di Gesù e la necessità di accoglierlo è Giovanni il Battista, l’ultimo e “stravagante” profeta, “vestito di peli di cammello” che vive nel deserto e si nutre di cavallette e miele selvatico. Il suo appello è rivolto a tutti e le folle accorrono ad ascoltare la sua predicazione e a confessare i loro peccati. E il deserto, stranamente, si riempie di persone che cercano di dare una risposta seria agli interrogativi più profondi della vita.




L’Amico del Popolo

7 Dicembre 2008

      

        Ogni giorno 38 mila sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità, conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e vengono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità piÚ bisognose, che possono contare cosÏ sulla generosità di tutti.

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