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CittÁ

cultura

Ato Gesa 2: la terza rata del 2005 va pagata di C.P.

Tra fatica e speranza A distanza di 15 anni dall’ultima visita di Giovanni Paolo II in Sicilia (nel 1995 venne a Palermo per chiudere il terzo Convegno delle Chiese d’Italia), per la prima volta, domenica 3 ottobre, Papa Benedetto XVI, visiterà la nostra terra. «Che cosa si attende dalla visita del Papa?» È la domanda che, in questi giorni, mi ha posto un giornalista. Non vi nascondo che ho titubato un po’ prima di dare la risposta. Per la mia terra, stretta tra fatalismo secolare e slanci di speranza, mi attendo dal Papa – ho detto - una parola che sappia spingerla oltre il bivio, che ci rinsaldi in una fede capace di stare al passo con i tempi, verso una definitiva scelta di campo a favore della giustizia e della responsabilità. Viene, dunque, a Palermo il Papa, «in questa città capitale di una Regione a Statuto speciale, che delle capitali ha tutto il cumulo dei problemi, ma anche tutti gli alibi della sopravvivenza: i Vespri come simbolo di rivolta contro il malgoverno; lo stadio della Favorita per la febbre della squadra; la “Santuzza” di Monte Pellegrino per l’evasione devozionale; l’Università per rinviare il tempo della disoccupazione...». È questa l’analisi spietata, ma realista, di Nino Barraco sul mensile Jesus. Palermo è metafora di una Sicilia che spera e che è disperata a causa di una politica miope, per i molteplici disagi, dalla mafia diffusa a macchia d’olio nel tessuto sociale al dramma della disoccupazione, dal precariato divenuto un ammortizzatore sociale per favorire clientele al disagio sociale che dilaga con una politica incapace di governarlo. Palermo è metafora di una Sicilia che si rinnova per restare vecchia. Particolare è anche il momento in cui avverrà la prossima visita del Papa in Sicilia: la Fiat che lascia Termini Imerese, i prepensionamenti e i licenziamenti delle grandi fabbriche del siracusano e del gelese, la scuola pubblica che lascia a casa oltre 5 mila professori e personale Ata, la disoccupazione giovanile, che secondo le ultime stime supera il 30%, la politica regionale in attesa di stabilizzazione dopo il rimpasto, il cancro della mafia e del malaffare che stenta ad essere debellato. Carmelo Petrone continua a pagina 5

N. 34 del 3 Ottobre 2010

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di U.S.

CEI: la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco

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di Francesco Bonini

La Sicilia accoglie il Papa B

enedetto XVI sarà a Palermo domenica 3 ottobre 2010. Palermo si fermerà per accogliere il Papa e le centinaia di migliaia di pellegrini che arriveranno da tutta la Sicilia. L’Arcidiocesi di Agrigento parteciperà all’evento con circa 100 autobus con rappresentanze delle parrocchie, gruppi e movimenti. Erano stati i vescovi di Sicilia a invitare il Santo Padre con una lettera del 23 maggio del 2009. “Una terra - spiegavano nella nota - dalle profonde radici cristiane, nella quale numerosi uomini e donne, lungo i secoli, accogliendo l’annuncio del Vangelo, hanno testimoniato Cristo con la santità della vita,

Rita rdi P Il pre osta è sta sente li Cen to co giorn ns tr al

attualitÁ

Palermo: mostra “Novecento sacro in Sicilia”

spesso anche con il martirio. Di questa terra si vuole far conoscere al Successore di Pietro non solo la storia, ma anche l’attuale impegno comune delle diciotto diocesi per la costruzione del Regno di Dio e per un servizio concreto a favore dell’uomo, radicato nel tessuto vitale dell’intero territorio dell’Isola”. Benedetto XVI sarà a Palermo per l’intera giornata di domenica 3 ottobre, nel corso della quale sono previsti: la celebrazione della Santa Messa, la recita dell’Angelus, l’incontro con il Clero e l’incontro con i giovani. “Questa visita si inserisce nel cammino delle Chiese di Sicilia. Vogliamo presen-

tare al Santo Padre e al mondo – ha sottolineato Monsignor Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, durante la presentazione alla stampa dell’evento – il vero volto della Sicilia, che non è fatto solo dall’emergenza rifiuti, dalla mafia e dai problemi sociali, ma da una storia che hanno segnato i nostri santi”. E ha ricordato quello che i Vescovi italiani hanno detto nel documento “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” in riferimento a tre “luminose testimonianze, come quella di don Pino Puglisi, LdP - continua a pag. 8

o Po e e stale gnato al Giov di Ag O edì 3 rige perativ 0 se nto o ttem bre 2 010

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◆ Un libro per il papa

«Saluto te Agrigento» É questo il titolo del libro che, l’Arcidiocesi di Agrigento, ha confezionato in occasione della venuta del Papa a Palermo, riproponendo il messaggio di Giovanni Paolo II in visita alla nostra città l’8 e 9 maggio del 1993. Il testo (Sciascia Editore, € 15,00), a cura del nostro direttore, Carmelo Petrone, contiene scatti inediti del fotografo Angelo Pitrone e la presentazione a firma di mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Oltre agli scatti il libro contiene un contributo di mons. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, e riporta integralmente i discorsi che Giovanni Paolo II pronunciò ad Agrigento. Il libro sarà presentato sabato 2 ottobre alle ore 10 presso il Palazzo Vescovile e sarà consegnato a Benedetto XVI da mons. Montenegro, il prossimo 3 ottobre. Presto in vendita nelle libreria della città.

ordinazioni presbiterali Il prossimo 7 Ottobre in Cattedrale

Sei nuovi sacerdoti

Giovedì 7 ottobre, memoria della Madonna del Rosario, nella Cattedrale di Agrigento alle ore 17.30, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Montenegro ordinerà presbiteri i diaconi Salvatore Attardo, Salvatore Cardella, Gerlando Casula, Giuseppe Colli, Giuseppe Lentini e Carmelo Rizzo. Ai sei abbiamo chiesto di parlarci un po’ di loro

◆ canicattì

Emergenza rifiuti nei comuni dell’ATO Ag. 3 La discarica della ditta Catanzaro chiude i cancelli a cinque dei sette comuni dell’ATO Ag. 3 perchè insolventi e le strade dei cinque comuni straripanio di rifiuti. É nuovamente emergenza e sembra non vi sia soluzione alcuna se non quella dell’anticipazione delle somme dovute ai Catanzaro da parte della Regione. a pagina 4

a pag.6

alluvione di messina Viaggio del nostro settimanale nelle zone colpite a distanza di un anno

Per non dimenticare gli alluvionati

31 morti, 6 dispersi, 95 feriti questo il bilancio finale dell’alluvione che colpì nella notte tra il 1 e il 2 ottobre Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina: Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Tante le motivazioni avanzate a giustificazione di quel disastro

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dall’abusivismo edilizio in un territorio a forte rischio idrogeologico (alcuni fabbricati erano stati realizzati proprio sul letto del fiume), ai continui incendi verificatisi sul versante franato che certamente hanno “indebolito” un territorio già orograficamente compromesso. Tante le personalità che parteciparono ai funerali delle vittime, tante le tv ed i giornali che parlarono di quel pezzo di terra a mol-

ti sconosciuto ma, al termine del fragore mediatico come si vive a Giampilieri ad un anno da quella tragica notte? Cosa è cambiato o cosa è rimasto identico? Siamo andati in quei luoghi per vedere con i nostri occhi cosa si è fatto e cosa ancora si deve fare, in paesi fantasma in cui tutto ancora, parla di quella notte. Alfonso Cacciatore a pagina 5




Città

L’Amico del Popolo

03 Ottobre 2010

In Breve

palazzo san domenico Vicenda terza rata 2005

Alla fine si deve pagare N

ei prossimi giorni sarà recapitata agli agrigentini la terza rata del 2005 della tariffa d’igiene ambientale, emessa dall’Ato Gesa Agrigento 2, che si trova a gestire problemi di diversa natura che, tuttavia, l’obbligano a seguire un’unica strada: quella di recuperare risorse finanziarie per non mandare in tilt il delicato servizio. Tra le diffide dei gestori della discarica di Siculiana, lo stato di mobilitazione degli operatori ecologici, il recupero delle somme dovute dai comuni e la lotta agli evasori, sta per arrivare nelle case dei cittadini di Agrigento una delle bollette più contese e dibattute nel corso degli

anni: la famosa terza rata del 2005, anno in cui l’amministrazione comunale decide di passare dalla Tarsu alla Tia, escludendo, di fatto, la possibilità di integrare con un prelievo dalle proprie casse una parte di quanto richiesto agli utenti. «É dal 2005 – dice Piero Mangione che in quel periodo era segretario generale della CGIL - che a 16 mila agrigentini, tra imprese e famiglie, è stata imposta la più alta tariffa nazionale per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, ed è da allora che la città contesta la tolleranza del comune prima e dell’Ato poi, sull’enorme area di evasione, i cui riflessi costi con la Tarsu facevano carico al bilancio municipale e con l’avvento della Tia furono scari-

aula sollano  Seduta del Consiglio Comunale

Sì al regolamento acquisti verdi La seduta del consiglio comunale di martedì 28 settembre è stata caratterizzata dall’approvazione del regolamento per gli acquisti verdi. Detto provvedimento, adottato ad unanimità dai presenti, stabilisce la possibilità di “subordinare il principio di economicità, a criteri ispirati a esigenze sociali, alla tutela dell’ambiente e della salute e alla promozione dello sviluppo sostenibile con l’obbligo, ogni qualvolta sia possibile, che gli uffici coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno”. Prima dell’approvazione del citato regolamento si sono registrate alcune comunicazioni alla Presidenza; il consigliere Burgio, si è soffermato sulla raccolta differenziata a Giardina Gallotti e sulle situazioni di disagio procurate dalle non perfette condizioni del manto stradale della citata frazione della difficoltà di acceso per i diversamente abili in piazzale Rosselli e la presenza di ratti nella via Piersanti Mattarella; successivamente il consigliere Cirino ha relazionato sulle problematiche inerenti l’ATO rifiuti. Subito dopo, il consigliere Cordova, ha posto l’attenzione sulla situazione di pericolo del manto stradale in via Mazzini aggravata L’instabilità politica Il gruppo consiliare dell’UDC al comune di Agrigento non esiste più, dopo che il deputato Mannino e Ruvolo hanno deciso di lasciare il partito i riflessi di tale scelta si fanno sentire anche da noi. E così adesso, coloro i quali erano opposti al PdL si trovano compagni, se dobbiamo seguire quanto accade a livello nazionale. Secondo indiscrezioni, poi, il sindaco sta per fare il passo del “figliol prodigo” e ritornare in casa UDC. E pensare che quando lasciò il segretario regionale Romano diceva”Zambuto per lungo tempo ha ingannato i dirigenti locali e nazionali. Avrebbe dovuto dire con chiarezza che pur di essere candidato a sindaco avrebbe fatto accordi pure con il diavolo”.Cosa dire: attendiamo chiarezza.

sale

dalle abbondanti piogge di questi giorni. Il dibattito è continuato con l’annuncio, da parte del consigliere Gramaglia, del passaggio dell’intero gruppo consiliare dell’UDC al Partito Popolare Italia Domani; a tale nuova formazione politica ha aderito anche il neo consigliere Angelo Principato in precedenza con la “Lista Zambuto”; anche il consigliere Raccuia ha comunicato il suo passaggio dal gruppo del MPA a quello “indipendente”. Dopo tali comunicazioni, il dibattito è continuato il punto inerente la situazione del tratto di via Empedocle, prospiciente il palazzo Riggio ed interessato da eventi franosi, a firma del consigliere Arnone; lo stesso consigliere ha chiesto l’accantonamento del punto in considerazione di un prossimo intervento di risanamento in quell’area da parte del Genio Civile di Agrigento. Successivamente, lo stesso consigliere, ha trattato l’ordine del giorno inerente la conformità alla normativa vigente dei cosiddetti “pennelli a mare” a firma dello stesso; su tale punto si è aperto un dibattito che ha fatto registrare gli interventi dei consiglieri Hamel e Raccuia. La prossima seduta del Consiglio comunale è convocata per martedì 5 ottobre. C.S.

scende La manutenzione stradale Sono ricominciate le piogge e noi riprendiamo a segnalare quelle che si trasformano in laghetti artificiali atti alla itticultura. Viale Leonardo Sciascia impercorribile nel tratto dalla chiesa Santa Rosa all’hotel Akrabello; viale Cannatello, solo con mezzi anfibi dal Coni in poi; via Duomo, via Plebis Rea, via XXV Aprile meglio lasciar stare di percorrerla a piedi se non si dispone di scafandro o stivali da pesca; piazzale Ugo La Malfa attenzione a dove mettete i piedi potrebbe sembrare una pozzanghera ma in realtà e un lago; viadotto per Fontanelle attenti non sono pozzanghere procedete con cautele potreste essere sommersi irrimediabilmente perdendo anche il senso dell’orientamento.

cati sui cittadini paganti». Allora, in seguito anche ad un’insolita protesta popolare per una città come Agrigento, diversi incontri e tavoli videro come protagonisti rappresentanti di forze sociali, amministratori comunali, amministratori della Gesa, associazioni dei consumatori e anche esponenti della Chiesa locale per trovare un’intesa che alleggerisse il peso della nuova tariffazione, più onerosa della precedente ed al contempo inadeguata a garantire un miglioramento del servizio. Dopo un lungo periodo, in cui si confrontarono numerose scuole di pensiero, si arrivò infine ad un’intesa, sottoscritta da tutte le parti in causa, con la quale si stabiliva che, in attesa di abbassare le tariffe, dopo avere fatto emergere le grandi sacche di evasori, la terza rata del 2005 non si sarebbe dovuta pagare in quanto prima sospesa e poi annullata. Dopo tanti anni e dopo che i più influenti sottoscrittori di quel protocollo non si trovano più nel posto che allora occupavano, viene comunicato ufficialmente che quelle bollette si devono pagare e che “per ridurre al minimo il disagio degli utenti – come ha annunciato l’amministratore di Gesa 2, Teresa Restivo – si sta bollettando al 50 per cento ”. Oggi, l’amministratore dell’Ato Gesa 2 ha annunciato di avere “scovato” altri 8 mila evasori totali che dovrebbero determinare un’entrata aggiuntiva di 2 milioni e mezzo di euro l’anno ma finora, nessun beneficio è venuto dalla lot-

centro storico Aggrediti due uomini Erano in due ed hanno agito a volto coperto i rapinatori che, in via Gamez, hanno ferito due persone, zio e nipote, entrambi di Porto Empedocle. Secondo alcune indiscrezioni gli aggressori potrebbero essere stranieri. La Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Alfonso Iadevaia, sta adesso battendo palmo a palmo il territorio, soprattutto il centro storico agrigentino per risalire ai possibili autori del gesto criminale. Restano ricoverati in prognosi riservata gli aggrediti. Le loro condizioni sarebbero però generalmente buone.

ta alla evasione ai 16 mila agrigentini che pagano la Tia dal 2005. La città aspetta ancora di sapere quali effetti benefici sulla bollettazione produrrà la lotta alla evasione, mentre si cerca di spingere i cittadini a collaborare per sconfiggere un altro tipo di evasione che è quella dai comportamenti urbani e civili, che è tale, dice Mangione, perché “manca una campagna repressiva da parte del Comune, esattamente simile a quella del passato per il pagamento del costo del servizio di raccolta dei rifiuti”. In ultimo vanno ricordati ritardi sulla raccolta differenziata, che vede Agrigento ferma al 7,6% con un numero troppo basso di centri di raccolta rispetto alla configurazione della città, con turni di raccolta ridotti e con sconti troppo modesti che non incoraggiano certo l’utenza. Se da un canto gli agrigentini si lamentano delle tariffe esose e del servizio scadente, dall’altro la città chiede che non si arresti la lotta alla evasione e quella contro chi sporca impunemente facendo aumentare i costi del servizio. Salvatore Pezzino

centro storico  quartiere Rabato

Riapre la chiesa San Francesco di Paola È stata riaperta al culto la parrocchia San Francesco di Paola nel Centro storico di Agrigento. La riapertura completa al culto dell’edificio avviene dopo un periodo di restauri durato circa tre anni, avvenuto con i finanziamenti della Presidenza della Regione Siciliana e con l’apporto tecnico della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento e dell’ing.Eduardo Spalanca, che ha diretto i lavori. Con il restauro, è stato rifatto il prospetto della Chiesa nella cui parte centrale si vede un medaglione ellittico con la figura di San Francesco di Paola, rinforzate le strutture, rifatto il pavimento e

san leone Furto con scasso in sala giochi Furto aggravato notte ai danni della sala giochi di piazzale Aster a San Leone. Ignoti, dopo aver forzato una saracinesca si sono introdotti all’interno e sono riusciti a portar via 500 euro. Indagano i poliziotti della Sezione Volanti.

centro sportivo italiano Presentata la stagione 2010/2011 Nella nuova sede provinciale del Coni di Agrigento, si è svolta la presentazione della stagione sportiva 2010/2011 del Csi di Agrigento. Alla presentazione ha presenziato anche il presidente provinciale del Coni Calogero Lo Presti che nel suo intervento ha ribadito che il Coni è vicino a tutte le realtà sportive della provincia e che gli enti di promozione sportiva svolgono un ruolo importante per la promozione e la diffusione dello sport soprattutto tra i giovani. Ha avuto parole di elogio per il Csi agrigentino che, pur operando in un territorio pieno di problemi, riesce a promuovere uno sport sano con un’alta valenza educativa.

consumatori Istituito tavolo tecnico per il consumo É stato istituito un tavolo permanente per il sostegno al consumo nei settori agroalimentare e di largo consumo con lo scopo di ottenere la ripresa dei consumi, la tutela e la difesa del potere d’acquisto delle famiglie nella lotta al carovita e l’istituzione di un Osservatorio per il monitoraggio dei prezzi e delle tariffe. All’ incontro, presieduto dall’assessore provinciale alle Politiche per la tutela dei consumatori, Domenico Contino, hanno partecipato l’assessore alle Politiche agricole, Salvatore Tuzzolino, e al Bilancio Domenico Lombardo, ed i dirigenti Achille Contino e Giovanni Butticè. Il tavolo di concertazione dovrà individuare politiche attive per favorire la ripresa economica delle imprese operanti nei settori della piccola, media e grande distribuzione nonché delle produzioni locali attraverso campagne di incentivazione agli acquisti.

restaurati gli stucchi e le pitture all’interno. La Chiesa San Francesco di Paola venne edificata, insieme all’adiacente Convento, ora Casa del Clero diocesano, nel 1789 dai Padri Minimi di San Francesco di Paola, presenti in città a partire dal 1530, e dedicata al loro fondatore. Il soffitto della Chiesa (ad unica navata, con tre altari per lato) è ben decorato con un pannello centrale dov’è raffigurato S. Francesco di Paola, con la Madonna e Gesù Cristo con la Croce in mano, ed in alto il Padre Eterno. Il cappellone è decorato con graziosi stucchi con la figura di San Francesco, sopra l’altare maggiore. Fra le opere di maggiore rilievo vi è la statua del Bagnasco, scolpita in legno, del santo a cui la Chiesa è dedicata. Mercoledì 29

la Settimana Superare tutti gli ostacoli Grazie a Dio è andata bene ma è incredibile sapere solo ora che all’aeroporto di Palermo Punta Raisi il rischio è principalmente legato alla mancanza di un’antenna contro il wind shear. La domanda che tutti si sono posti dopo lo scampato pericolo è: perché Riggio, il presidente dell’Enac, ha svelato solo dopo la tragedia sfiorata ciò che andava, invece, denunciato subito e con vigore? Se le cose stanno veramente come Vito Riggio ha detto, quel che forse a suo tempo bisognava fare era mandare i carabinieri da quel sindaco che di fatto ha messo e sta mettendo a rischio la vita delle persone anche se non è credibile che responsabile sia soltanto il sindaco del Comune palermitano. Però quando il primo cittadino di Isola delle Femmine si

ottobre, dopo la presentazione dei lavori di Restauro a cura del parroco, don Lillo Argento, e dell’ing. Spalanca, è seguita la concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo mons. Montenegro. Numerosa la partecipazione dei fedeli, accorsi per l’occasione, che sono riappropriati del loro luogo di culto, dopo ben tre anni di collocazione provvisoria nei locali della adiacente Casa del clero. Particolarmente commosso il parroco don Lillo Argento che vede la «riapertura della parrocchia come uno stimolo ulteriore per i circa 900 fedeli della stessa a testimoniare l’amore di Dio nel territorio» e si auspica che «il restauro possa essere motivo di riqualificazione dell’intero quartiere, ridotto in alcune sue parti, ad un vergognoso degrado». C.P. di Eugenio Cairone

oppose alla installazione dell’antenna radar wind shear, per valutare le variazioni del vento quali contromisure vennero prese? A quanto pare nessuna ed è altrettanto grave aver lasciato cadere nel dimenticatoio il problema. Visto che l’antenna è utile, anzi indispensabile, alla sicurezza dei voli bisogna superare tutti gli ostacoli e andare fino in fondo senza rischiare di perdere il contributo come minacciato dallo stesso Riggio. Intanto un segnale positivo è l’inchiesta avviata dalla magistratura anche per quanto riguarda la mancata istallazione della contestata antenna. In questo momento gli unici che potranno fornire un aiuto concreto agli utenti di Punta Raisi sono proprio i magistrati, anche quelli amministrativi qualora fossero investiti del problema. E il sindaco di Isola, non tiri troppo la corda.


Cultura

L’Amico del Popolo 03 Ottobre 2010

palermo  Albergo dei Poveri



sicilianitÁ 

«Novecento Sacro in Sicilia» Metodo efficace L

a Regione Sicilia rende omaggio alla visita del Sommo Pontefice, Benedetto XVI con una mostra presso l’Albergo dei Poveri a Palermo, in Corso Calatafimi, dal titolo “Novecento sacro in Sicilia”, con la quale dal 1 ottobre al 7 no-

appunti Quarta edizione della rassegna di arte contemporanea “Trovarsi - Sei personaggi nei luoghi di Pirandello” del centro studi Erato. Sei luoghi nei quali sono allestitte le mostre: Letizia Li Puma nella sala Lizzi del museo archeologico regionale; Lia Spallino nel conventino mediovale dello stesso museo; Tiziana Trezzi al centro Pasolini in via Atenea, Ada Sorrentino a Le Stoai; la Paolini Parlagreco nell’atrio del Palazzo di città; Daria Musso al l’ex Collegio dei Filippini in via Atenea ad Agrigento.

vembre 2010 sarà possibile visionare centosettanta opere di trentanove illustri artisti siciliani del XX secolo sul tema della sacralità antropologica e teologica. A curare la mostra il critico e storico dell’arte Giovanni Bonanno. «La scelta degli artisti siciliani del ventesimo secolo – spiega Bonanno – si è basata sulla qualità ideativa e formale degli artisti e sulla intensità della penetrazione dell’enigma esistenziale di matrice antropologica e teologica. Non è una mostra di arte sacra, ma del sacro nell’arte. L’idea di mostra consimile risale al 1990. La concepì l’arcivescovo di Palermo, cardinale Salvatore Pappalardo che intendeva realizzarla Roma in collaborazione con la chiesa dei siciliani Santa Maria Odigitria. A distanza di vent’anni l’idea è giunta a compimento». «La mostra – scrive il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nelle note introduttive del catalogo – propone un’esposizione d’arte inedita, volta alla riscoperta della dimensione spirituale secondo la visione di pittori e scultori che nei vari decenni di un nove-

“Dici l’Anticu: ‘Maru ddru figliu chi nuddru arriprinni: / crisci tistardu, sbuccatu e malignu, / ma ora o doppu ci lassa li pinni, / pi tutta la vita purtannu lu signu.”

Nella foto: Annunciazione, Pippo Rizzo, 1935

cento turbolento, hanno espresso con passione il bisogno di verità dell’uomo». Le opere esposte documentano infatti la visione del sacro di personaggi notissimi al grande pubblico come Luigi Migneco, Gianbecchina, Emilio Greco, Bruno Caruso, Piero Guccione, Salvatore Fiume, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, affiancate ad opere di artisti meno popolari, ma conosciuti e molto apprezzati nei circuiti artistici e culturali. «Sia che operino entro il perimetro dell’isola o in altre regioni – ha affermato l’assessore Gaeta-

no Armao che con questa mostra chiude la sua esperienza alla guida dei beni culturali – gli artisti siciliani vivono della terra natia, che ne conforma l’animo e che si manifesta in realizzazioni pulsanti di pensieri, sentimenti, angosce. La Sicilia é verità incarnata nella visione di un’arte contemporanea che scandaglia la dinamica della storia, la condizione sociale, l’inquietudine del vivere, l’ansia della fede, il silenzio della ricerca della verità». Orai delle visite dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il lunedì la mostra resta chiusa. U.S.

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agrigentoFabbriche Chiaramontane

Artisti, giornalisti, sportivi hanno dato voce al pensiero e agli scritti del giudice Rosario Livatino. Fusione di arti diverse, letteratura, recitazione e musica, dove ognuna con il proprio posto e la propria specificità, si lega inscindibilmente alle altre con l’intento di costituire un unico discorso senza soluzione di continuità. Quinto volume del Progetto Culturale ed Educativo “PhonoStorie” dedicato a grandi Personaggi del XX secolo curato da Caritas Italiana e dal Centro Europeo Risorse Umane di Firenze. “Qualcosa si è spezzato” mette in risalto la significativa figura di Rosario Livatino, il giovane giudice ferocemente ucciso dalla mafia venti anni fa; la straordinaria attualità del suo pensiero

È stata inaugurata lo scorso 25 settembre presso le FAM di Agrigento, “Konvolut. Biblioteca infinita” di Michele Canzoneri, l’autore delle vetrate dell’Esamerone e dell’Apocalisse del Duomo normanno di Cefalù e di quelle, commissionate dall’architetto Renzo Piano, per la Basilica di San Pio a San Giovanni Rotondo. “Konvolut. Biblioteca infinita” è il quinto dei sei progetti intorno all’arte moderna e contemporanea programmati per il 2010 alle FAM dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento di Agrigento guidata da Antonino Pusateri per celebrare i dieci anni di attività. Evento di punta “Astrazione Siciliana. 1945-1968”, l’inedito excursus nella produzione, dal dopoguerra al Sessantotto, di decine di artisti emigrati, e non, dall’isola svoltosi da marzo a luglio scorsi. Spiega il presidente Pusateri:“Canzoneri identi-

Qualcosa si è spezzato In mostra “Konvult” nell’essere magistrato nella società di oggi, la limpida testimonianza di vita cristiana vissuta con eroismo, rigore, fedeltà e discrezione. Un “martire della giustizia e indirettamente della fede”, lo definì Giovanni Paolo II in visita ad Agrigento. Di alto profilo la presenza di attori e di campioni dello sport. “Figlio di mare” è il titolo della canzone inedita interpretata da Antonella Ruggiero. Prefazioni del sen. Nicola Mancino e di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari. L’audiolibro sarà presentato ufficialmente il 5 ottobre a Roma, nella Sala Marconi di Radio Vaticana. Alla conferenza stampa sarà presente l’Arcivescovo di Agrigento mons.Montenegro, il Presidente e il Direttore di Caritas Italiana, rispettivamente Mons. Giuseppe Merisi e Mons. Vittorio Nozza.

fica in modo completo la maturità artistica della Sicilia, collegando due millenni di formidabile produzione pittorico/plastica. É autore libero, indipendente intellettualmente e archetipo di modernità attraverso una continua innovazione stilistica e di contenuti. Canzoneri è membro e pares del focus group delle FAM. Un traguardo che si armonizza con gli obiettivi della nostra Associazione: condividere con gli artisti il prodotto del loro intelletto e non fermarsi a mere manifestazioni espositive”. C.S.

Girgenti: le chiese, i conventi, i monasteri distruzioni e trasformazioni Convento degli Agostiniani 1 Gli Agostiniani ebbero un grande convento vicino alla chiesa di S. Sebastiano (con il prospetto principale dalla parte dell’ attuale piazzetta Sinatra) edificato intorno al 1550 (R. Pirro, Sicilia Sacra, 733, Venezia 1733). Nel 1776 l’edificio, in ossequio alla Bolla Instaurandae emanata dal Papa Innocenzo X nel 1644 (soppressione dei conventi con pochi frati e scarsi mezzi di sostentamento), venne chiuso e nel Novecento fu trasformato in Museo Civico per volontà, soprattutto di due grandi agrigentini: Giuseppe Sinatra e Giovanni Zirretta, che ne divenne il direttore. Il convento/museo era composto da un piano-terra, dove furono sistemati i reperti archeologici, da un piano inferiore, dove vennero collocati i pezzi archeologici e medievali più pesanti ed ingombranti, ed un primo piano che custodiva la Pinacoteca (con la Collezione Sinatra costituita da un centinaio di quadri, tra i quali spiccavano i 48 del paesaggista palermitano Francesco Lo Jacono e quelli di Francesco Ca-

a cura di Nino Sciangula

marda) e la Collezione Giudice composta soprattutto da crateri attici di gran pregio. Con l’inaugurazione del Museo Archeologico Nazionale di S. Nicola (oggi Museo Regionale) il 24 giugno 1967 il materiale di epoca greca vi venne trasferito. Da molti anni ormai l’ex convento degli Agostiniani è inutilizzato ed il materiale distribuito tra il monastero di S. Spirito ed il Collegio dei Filippini.

Convento degli Agostiniani 2 (o Casa del Trentatré) Dal 1779 gli Agostiniani utilizzavano un locale (G. Picone, Memorie Storiche Agrigentine, III, 794, Agrigento 1937), il quale, approssimativamente, era compreso tra l’attuale Palazzo Comunale e l’ex Collegio dei Filippini e divideva “a falce” il piano di S. Domenico, oggi piazza Pirandello. Per conseguenza la via Atenea veniva interrotta e, per continuare, bisognava dirottare per l’attuale via Amendola (S. Biondi, Agrigento Minore..., 51, Agrigento

1985). Dopo la cacciata dei Borboni e l’emanazione delle Leggi Siccardi, il conventino fu espropriato e trasformato in carcere femminile , divenendo il Reclusorio (o Casa) del Trentatrè o di S. Giovanni di Dio (G. Picone, ibidem). L’edificio fu demolito nel 1864 per l’ ampliamento del piazzale di S. Domenico, oggi Piazza Pirandello (F.P. Diana, Girgenti prima del 1860, in Akragas, II, 2 febbraio 1913).

Anni Sessanta: sulla corriera Porto EmpedocleAgrigento. Tre giovani, oltre i venti anni, conversano animatamente. Non sono operai, forse impiegati di ritorno dall’ufficio. Tendo l’orecchio, qualcosa tra loro non va. Sono amici, ma l’equilibrio umorale traballa, peggio di quanto non faccia la corriera. Uno dei tre appare particolarmente agitato. Si scende a Porta di Ponte, e si imbocca Via Atenea. Io mi trovo in compagnia di un collega, ritorniamo dalla scuola. I tre giovani sono ad un passo davanti a noi e continuano a discutere, quasi ad alta voce. D’improvviso, uno di loro (quello agitato) si ferma di scatto ed esplode in una orrenda bestemmia. Mi fermo anch’io, ma il mio piede non resiste all’impulso di indirizzarsi, decisamente, sul fondoschiena dello sciagurato, che si gira inferocito. Un attimo di… eternità. Temo il peggio e chiudo gli occhi. Strano, non arriva il temuto pugno in faccia, percepisco, invece, parole di scusa. L’improvvisa vista della veste nera di un Prete, era riuscita a farlo rinsavire. Non dico nulla. Il giovane si rigira, si stacca dai compagni e prosegue svelto. Lo perdo di vista, e mi avvio verso il municipio, cogitabondo e perplesso circa la validità del mio gesto. Trascorre una mezz’ora, sono di ritorno per la stessa via, ma non riesco ad allontanare dalla mente la scena di quell’incontro-scontro. Non mi accorgo neppure di essere di fronte alla Chiesa di San Giuseppe, quando mi si accosta quel giovane, che, sottovoce, mi dice: “Padre, desidererei confessarmi. Potremmo entrare in chiesa?”. Mi scuoto e lo guardo… Temo di sbagliarmi e resto senza parole. È proprio lui, quello della bestemmia. Ora, sono io che vorrei scusarmi, ma egli mi interrompe: “Non si preoccupi, Lei ha fatto benissimo. In quel momento, mi è venuto in mente mio padre, morto da poco, che non mi avrebbe mai lasciato bestemmiare impunemente.” Strano, ma vero: funziona ancora. In una di queste sere, tornando a casa, sull’ampio marciapiede, mi è dato “godere” di una scena, sempre vecchia e sempre nuova: un bambino, sui cinque anni, si dimena come un ossesso tra mamma e papà, che, a stento, lo trattengono per mano. Riesce a svincolarsi e si butta pancia a terra, tempestando di pugni e calci il suolo e gridando, quasi venisse squartato. Sono ad un passo dal piccolo e sorrido. I genitori mi conoscono e mi si rivolgono disperati: “Non sappiamo come prenderlo. Vuole che torniamo al negozio per comprargli un robot che costa un sacco di soldi, mentre a casa ha già tanti giocattoli più adatti a lui”. Li guardo: “Permettete?”, chiedo, e, senza aspettare risposta, faccio arrivare la carezza del mio piede sull’agitato culetto. Chissà? Avrò il piede magico. Il piccolo si gira, mi guarda e si alza immediatamente, rifugiandosi tra le gambe della mamma, che lo ammonisce: “Vedi? Il signore dice che non è permesso gridare per la strada”. Mi ringraziano e proseguono, mentre il bambino si gira più volte a guardarmi. Lo saluto sorridendo, infine, anche lui si decide ad alzare la manina. Ci si chiede: perché, oggi, l’azione educativa, spesso, rimane paralizzata? Certo, nessuno auspica che, per correggere cattive inclinazioni e malefatte dei fanciulli, si possa tornare alla verga e allo scudiscio, ma neppure è giusto incriminare i genitori che si permettono, una volta tanto, di sculacciare il piccolo “delinquente”, colpevole di ripetute e gravi scorrettezze e insensibile ai rimproveri e richiami verbali. Troppa gente, priva di vera esperienza pedagogico-didattica, si arroga il diritto di interferire sull’azione educativa della famiglia e della scuola, con conseguenze a volte fin troppo negative. Conduttori e conduttrici televisivi, pluridivorziati, con alle spalle avventure tempestose e scabrose, che parlano di figli adolescenti solo per sentito dire, si impancano a “maestri”, giustificando, spesso, comportamenti, atteggiamenti e sentimenti riprovevoli da parte di figli e alunni delle scuole. È invalsa la deleteria convinzione che non ci sia bisogno di disciplina, di spirito di sacrificio, di esercizio alla rinunzia, per avere successo nella vita e farsi strada nella società: si ritiene che basti il denaro e qualche abilità più o meno truffaldina. Nessuno che osi richiamare alla mente e al cuore dei nostri ragazzi, le parole programmatiche del Vangelo: “Chi ama la propria vita, la perde” (Gv., 12,25). Eppure, fino ad oggi, la Storia non ricorda che ci siano stati uomini onesti e benefattori dell’Umanità, che non abbiano considerato: “un grande privilegio aver vissuto una vita difficile” (Indhira Gandhi). Piresse




Provincia

rifiuti  Cinque comuni nel caos

É nuovamente emergenza S

iamo alle solite: è nuovamente emergenza. Ma questa volta non sono i comuni rientranti nell’ATO Ge.Sa. Ag 2, anche se gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti hanno annunciato uno sciopero per il 7 ottobre, ma bensì quelli dell’Ato Ag3, prosegue infatti, il blocco degli autocompattatori per la raccolta dei rifiuti in 5 dei sette comuni in cui il servizio viene garantito dalla Dedalo Ambiente. Si tratta di Licata, Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa e Camastra, a Palma di Montechiaro non è mai stata sospesa essendo il comune in regola con i versamenti alla ditta Catanzaro proprietaria della discarica alla quale conferisca anche Naro,

quindi niente emergenza per il paese barocco, perché si è messo in regola con il pagamento delle spettanze dovute, dunque restano chiusi i cancelli della discarica di Siculiana per gli enti debitori. Anche la Regione mostra il pugno forte contro i comuni insolventi, infatti il commissariato per l’emergenza rifiuti in Sicilia ha diffidato i comuni a saldare i conti; chi dimostrerà di non avere in cassa liquidità disponibili, potrà fare ricorso alle anticipazioni della Regione, in caso contrario si rischia il commissariamento e lo scioglimento delle pubbliche amministrazioni. Intanto, in questo clima non certo sereno, l’assemblea dei soci ha approvato il bi- altro che riportare alla ribalta i debiti che i colancio della Dedalo Ambiente, atto che muni hanno con le società d’ambito provocati, associazionismoGruppo scout non mancherà di sollevare polemiche. nella maggior parte dei casi, dalla forte e creSi sono astenuti i Comuni di Palma scente evasione. Se si riuscissero a recuperare le di Montechiaro e Camastra, contrari somme che annualmente si “perdono” a causa solo Campobello di Licata, Naro e Ra- dei tanti che usufruiscono di un servizio senza vanusa. Quello che sta accadendo nei il dovuto corrispettivo la situazione non miglioBilancio positivo al ritorno della missione a Tunisi comuni della Dedalo Ambiente non fa rerà. (MDM) per gli scout della nostra diocesi. La delegazione guidata dal direttore della Caritas diocesana Valerio Landri favaraVarata la nuova giunta e composta dai capi scout Salvo Ciulla e Marco Greco della zona Concordia e Giuseppe La Rocca della zona delle Torri è stata a Tunisi ospite nella parrocchia Jeanne d’Arc nel centro della capitale. Obiettivo del viaggio, pienamente raggiunto, era quello di stabilire un primo contatto con la delegazioDopo un vuoto durato oltre 2 mesi Fava- comunale, a lui le deleghe Politiche Sociali ne degli Scouts et Guide de France presenti a Tunisi per ra ha una nuova amministrazione comu- e per la Famiglia, Servizi Cimiteriali. Tre le elaborare futuri progetti di gemellaggio e collaborazionale. donne, nel rispetto delle pari opportunità, ne all’interno del grande progetto di comunione tra la La quarta giunta municipale del sindaSilvia Caramazza, 40 anni medico nuChiesa agrigentina e quella di Tunisi in via di definizioco Domenico Russello è un monocolore trizionista, con delega ai Lavori Pubblici, ne. di uomini e donne che gravitano nell’area Edilizia pubblica e privata, Urbanistica, Sono stati giorni intensi e ricchi di incontri per la politica di Futuro e Libertà. Si tratta di Jo- Manutenzioni Stradali e Demaniali, Todelegazione scout agrigentina che hanno prima avviaseph Zambito, 32 anni, operatore della for- ponomastica, Centro Storico, Protezione to i contatti con la referente scout di Tunisi venendo mazione professionale, per lui la nomina a Civile, Sicurezza, Territorio e Ambiente, a conoscenza della situazione nella quale si svolge il vice sindaco e assessore alla Cultura, Beni Sportello Unico Attività Produttive, Rappercorso educativo scout nella città di Sant’Agostino e Culturali, Pubblica Istruzione e Forma- porti con il Consiglio Comunale. successivamente hanno incontrato la JCAT Gioventù zione, Turismo, Pianificazione Strategica, Maria Alba Nicotra, 41 anni avvocato, Cattolica Africana che raccoglie tutti i giovani che dal Politiche Comunitarie, Relazioni con il Assessore al Personale, Polizia Municipale, sudafrica vanno a studiare, con grossi sacrifici, a Tunisi Pubblico. Viabilità e Traffico, Trasporti, Servizi Idrici, e che si impegnano anche nel percorso scout. Carmelo Vitello, 25 anni, responsabile Arredo Urbano, Ville e Giardini, Igiene e Gli incontri sono proseguiti con Padre Jaward Alaregionale della Gioventù francescana a lui Sanità. ed infine Giuseppa Nobile, 35 anni mat con il quale si è approfondita la storia della chiesa le deleghe alle Politiche Giovanili, Sport, anch’essa avvocato Assessore al Bilancio e cattolica a Tunisi ed il percorso e la situazione del diaSpettacolo, Emigrazione ed Immigrazione, Finanze, Tributi, Patrimonio, Economato, logo tra cattolici e musulmani nel contesto arabo della Scambi Socio-culturali nazionali ed inter- Politiche Finanziarie, Politiche OccupazioTunisia e con le visite alle comunità delle suore impenazionali. nali, Autoparco, Attività Produttive ed Ecognate nell’educazione e nel sostegno alle ragazze madri Terzo assessore è Nicolò Sorce, 44 anni, nomiche, Pari Opportunità. e agli orfani. La visita si è conclusa con l’incontro con assistente amministrativo, già consigliere MDM l’Arcivescovo di Tunisi S.E. Mons. Maroun Lahham. Una realtà complessa ed articolata è quella che è uscilampedusa Museo Castello ta fuori alla fine dall’analisi fatta dalla delegazione agrigentina, una realtà che fa emergere il volto sfaccettato della chiesa (comunità di cattolici italiani, arabi, francofoni, etc) ma guidati dal Vangelo di Cristo, pronti a dare speranza la dove non ce né, a donare carità là dove c’è né bisogno. Dopo 112 anni dal suo ritrovamento è durante i lavori di scavo delle fondamenta Il passo successivo adesso sarà quello di elaborare, di ritornata nell’isola di Lampedusa la sta- di un’abitazione isolana. L’Atena acefala è comune accordo con la diocesi di Tunisi, un percorso di tua acefala di Atena, per essere definiti- una statua di marmo, presumibilmente conoscenza sul fenomeno della migrazione di uomini e vamente collocata nel museo delle isole di origine greca risalente al V secolo a.C. cattolici “sempre in cammino” e pronti a far apparire il Pelagie. oppure una copia romana che dimostra proprio “volto della carità”. La statua marmorea acefala di Atena fu la possibilità di insediamenti importanti C.P. rinvenuta proprio a Lampedusa nel 1898 nell’isola nel periodo romano. L’opera d’arte, di fattura greca, era poi stata venduta nel 1963 ad un privato per riberaArance Riberella essere infine acquisita dalla Regione siciliana nel 1988, da allora era rimasta conservata nei depositi della soprintendenza di Agrigento. Dopo un necessario lavoro di ripulituOcchi puntati sugli agrumi di Ribera: han- e Chiusa ra, a cura del Laboratorio di Restauro del no ottenuto il Dop europeo ma non solo Ca- Sclafani. Polo didattico di Agrigento dell’Univermera di Commercio di Agrigento e Consor« Av r e sità di Palermo, per volere dell’assessore zio di Tutela Arancia Dop prenderanno parte mo proArmao, la statua, da domenica 26 settemad ottobre a Cesena alla Mac Frut, vetrina prio quel bre, ritorna a Lampedusa. Ma il giorno frutticola nazionale e internazionale. marchio prima la statua acefala lampedusana, per Le pregiate arance di Ribera potranno – ci dice il la prima volta dal suo acquisto, è stata fregiarsi a partire dalla prossima campagna presidente esposta presso il Museo Salinas di Paleragrumaria, ormai alle porte, della denomina- del consormo. Si tratta di un ulteriore passo avanti zione di origine protetta (DOP) dell’Unione zio riberedelle politiche attive portate avanti dalEuropea per cui i produttori agrumicoli ed i se di tutela l’assessorato ai Beni culturali del Comune centri di lavorazione del vasto comprensorio Giu s e pp e di Lampedusa e Linosa in collaborazione di Ribera che si sono iscritti alla Dop per po- P a s c i u t a , con l’assessorato ai Beni culturali ed altere commercializzare il prodotto potranno d i r i g e n t e l’Identita siciliana della Regione, guidato apporre l’apposito bollino di riconoscimento. della seda Gaetano Armao. Sono ben 14 i comuni agrigentini e paler- zione opeLa statua, è stata esposta al Salinas, in mitani dove agrumicoltori e confezionatori rativa deloccasione della setara “Notte preziosa devono possono iscrivere il proprio agrume- l’assessorato regionale all’Agricoltura di Capolavori recuperati”, insieme al rostro to o il proprio centro di lavorazione all’albo Sciacca– che non dovrebbe più consentire di Favignana, il tesoretto di 173 denari di ufficiale della Dop per potere ottenere il mar- ad altre arance del territorio nazionale, co- argento provenienti dall’acropoli di Panchio che viene concesso solo alle aziende che munitario e perfino extracomunitario di telleria, il cratere di Gela, recuperato di rispettino particolari requisiti nella coltiva- essere vendute, spacciate per agrumi del recente in Svizzera. zione, concimazione, irrigazione, raccolta e comprensorio di Ribera come è successo peGrande soddisfazione ha espresso l’ascommercializzazione degli agrumi. riodicamente in questi ultimi anni con gravi sessore ai beni culturali di Lampedusa e Gli agrumeti interessati al Dop ricadono danni per l’immagine del nostro prodotto. Il Linosa, Pietro Busetta che ha detto: “E’ nei territori dei comuni di Bivona, Burgio, riconoscimento ufficiale effettivo del Dop eu- un’operazione attesa da decenni che diCalamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, ropeo per le arance arriverà il 27 novembre mostra il nuovo corso dell’amministraCianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, prossimo». zione nel settore dei beni culturali”. Ribera, Sciacca, Siculiana, Villafranca Sicula Enzo Minio LdP

Missione Tunisi

Al lavoro il Russello quater

Ritorna l’Atena acefala

Arriva il DOP europeo

L’Amico del Popolo

03 Ottobre 2010

Brevi provincia sciacca Fermati extracomunitari clandestini Venti extracomunitari sono stati fermati all’alba del 29 settembre dai carabinieri, in corso Vittorio Emanuele a Sciacca. Gli immigrati farebbero parte di un gruppo più nutrito di extracomunitari, forse un’ottantina, sbarcati poche ore prima prima. Nonostante le ricerche di polizia, carabinieri e guardia costiera, che hanno setacciato la costa, nessuna imbarcazione, utilizzata per la traversata è stata trovata. Gli immigrati potrebbero dunque essere stati abbandonati sulla riva da un’imbarcazione che si è poi allontanata, prima di disperdersi verso il centro abitato.

casteltermini Terza vendemmia antimafia

Vendemmia antimafia, a Casteltermini, per ricordare il ventesimo anniversario dalla morte del giudice Rosario Livatino. L’iniziativa si svolgerà venerdì 1 ottobre, alle 9.30, presso il vigneto confiscato alla mafia che si trova in contrada Fontanafredda, a un paio di chilometri dal centro castelterminese. Partner della vendemmia è l’associazione “Libera terra” di don Ciotti, che gestisce il terreno castelterminese, già proprietà del boss Vincenzo Licata di Grotte.

sciacca 2 Aggregito giovani da suoi coetanei Se l’è cavata con la frattura del setto nasale lo studente di Burgio vittima di un’aggressione da parte di alcuni suoi coetanei. Il fatto è avvenuto a Sciacca, nella villa comunale vicino alla fermata degli autobus. Il quindicenne pare che si sia rifiutato di pagare una consumazione al bar ad un altro ragazzo, e per questo sarebbe stato picchiato. Condotto in ospedale, i medici hanno diagnosticato la frattura al naso. La polizia, che ha raccolto la denuncia del giovane, sta identificando i responsabili dell’aggressione.

licata Trasferimento uffici comunali Iniziate le operazioni di trasloco degli uffici comunali di via San Francesco, a Licata, i cui locali stanno per essere liberati per cederli, come concordato con la dirigenza scolastica, all’istituto comprensivo “Giorgio”. A seguito di tale operazione, l’ufficio legale e l’ufficio tasse del Comune verranno trasferiti presso i locali, di proprietà comunale, di viale XXIV Maggio.

porto empedocle Poliziotti denunciano stolker

Un uomo è stato denunciato dai poliziotti della Sezione Volanti della Questura di Agrigento per interruzione di pubblico servizio e oltraggio. Nella notte di sabato l’uomo ha letteralmente tempestato di telefonate i centralini del 113 e del 112 perchè, rimasto in panne con l’auto nella zona di Cannelle, a Porto Empedocle, pretendendo l’intervento delle forze dell’ordine perchè lo riaccompagnassero a casa, a Montallegro. Dopo l’ennesima chiamata i poliziotti lo hanno raggiunto e hanno provveduto a denunciarlo.

Lutto Morto il pittore Cacciato È morto Giampiero Cacciato. Il noto pittore racalmutese si è spento questa mattina presso la casa di riposo “Oasi sacro cuore” di Aragona, dove aveva scelto di trascorrere nell’anonimato e nel silenzio gli ultimi anni della sua vita. Avrebbe compiuto settant’anni il prossimo dicembre, mese in cui aveva progettato di realizzare una mostra antologica delle sue opere.

Nascita

Giorno 27 settembre, è nata la piccola

Elena Caltagirone al papà Giuseppe ed alla mamma Giusi gli auguri della nostra redazione.


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Società

messina Un anno fa l’alluvione di Messina

Ritorno a Giampilieri “N

oi non vi abbiamo dimenticato”. A Messina per la festa di mezzagosto appariva vistosamente nella vara dell’Assunta, un cartellone con questa scritta. Manifestazione corale di un dolore indelebile e, in pari tempo, protesta contro il facile oblio a cui ci hanno abituato i vertici istituzionali. Ai funerali del 10 ottobre di un anno fa, presieduti dall’arcivescovo della Città dello Stretto Calogero La Piana, c’erano in molti: primo tra tutti il Premier Berlusconi, il presidente del Senato Renato Schifani in rappresentanza del capo dello Stato e Raffaele Lombardo, governatore della Regione Siciliana. Non mancavano, tra gli altri, il guardasigilli Angelino Alfano ed il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, Guido Bertolaso, capo della protezione civile e, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD. Noi dell’Amico del Popolo ad un anno da

Il “pezzo” di montagna staccatosi il 1 ottobre 2009

quella tragedia vogliamo ricordare e, come in un mesto pellegrinaggio, ci siamo portati a Scaletta, Giampilieri, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Località i cui nomi, loro malgrado, si sono impressi attraverso il tam tam dei mezzi di comunicazione di massa, nella memoria di molti. Queste terre antropizzate allocate nei pressi di Messina animano la costa ionica, caratterizzata da terreni di difficile orografia. In verità bisogna superare una certa apatia per raggiungerli e appena vi si arriva, si prova come la sensazione di chi va a rendere visita ad un amico che reduce da una brutta malattia, ancora convalescente, ti trasmette senza proferire parola, la condizione di chi ha lottato con la morte. In effetti è passato già un anno da quel rovinoso 1° ottobre 2009 e il territorio a cui ci si riferisce, appare come irrimediabilmente sconvolto, mortalmente ferito, tristemente stuprato dalla cieca violenza dell’alluvione che, con l’incontenibile furia di uno tzunami, vi si è abbattuto addosso affondando le sue unghia nella carne e ferendovi per sempre l’anima. Passeggiando tra quei luoghi non si può non notare la presenza dei cartelli della Protezione Civile che indicano vie di fuga, centri di raccolta per eventuali sfollati e lavori in corso. A proposito di quest’ultimi ci saremmo aspettati che fossero già finiti in vista delle prossime acque autunnali, ma sarà stata la pausa estiva o la cronica carenza di fondi o ancora le annose diatribe per le onerose spettanze a carico di amministrazioni diverse o i cavilli della cieca burocrazia con i quali mai si fanno i conti abbastanza, tant’è che i cantieri sono aperti. Comunque, sui campanili fanno bella mostra di sé le centraline d’allarme, i residenti le guardano ironicamente e con comprensibile diffidenza, spiccano per il colore rosso che le caratterizza. A Scaletta Marina si vedono ancora gli striscioni della rabbia e della protesta contro il ‘governo del fare’ che da l’impressione di una tempestiva operosità il cui ritmo però si affievolisce non appena i cronisti tacciono, le fotoelettriche si spengono e con queste, anche i led delle telecamere. Incontrando i residenti con i quali ci siamo intrattenuti è stato impossibile non

L’Amico del Popolo

03 Ottobre 2010

associazionismoNormale e straordinaria, beata

Le ali di Chiara Luce

É stata proclamata beata notare come miraslo scorso 25 settembre, nel sero con lo sguardo santuario della Madonna sgomento al loro terdel Divino Amore a Roma, ritorio e il loro volto Chiara Badano, la giovane si smarrisce tra no“focolarina” morta a dicianstalgici ricordi ed il tinove anni ancora incompiumore per il tempo che ti il 7 ottobre 1990. verrà… C’è una retorica della sanFenomeno comtità alla quale, per quanto plesso quello dell’alquasi sempre involontaria, luvione del 1 ottobre, sembra impossibile sfuggirichiede una serie di re. Che, i Santi, finisce per conoscenze e comrenderli eroi distanti dalle petenze che non tutti nostre vite normali, equiliabbiamo e perciò ne brate, magari un po’ vigliacparliamo con il prof. che. Così che li ammiriamo, e li amiamo per davvero, mentre ci conFrancesco Luca Cacciatore, esperto di suoli nostalgico struggimento per il territorio solano delle nostre imperfezioni. ed alberi, di coltivazioni biologiche e di svi- nativo, ospitale per definizione e parimenPoi arriva qualcuna come Chiara, e neppure quella retorica ci luppo sostenibile, insegnante negli Istituti ti, smarrimento per la sua non improvvisa consola. Perché la sua “Luce”, come Chiara Lubich volle quale suo tecnici agrari e per geometri. ostilità, infatti già nell’ottobre del 2007 si secondo nome dopo averla incontrata, è un qualcosa che ha brillato Prof. era prevedibile l’alluvione del 1° erano registrate delle importanti avvisaglie. dentro una vita normale, dentro una tragedia – purtroppo – norottobre? Alcuni, pur rimanendo nelle vicinanze, male, che l’ha strappata alla vita appena ventenne, in un tempo così L’alluvione è stata un evento ca- hanno cercato e trovato soluzioni abitati- vicino da essere il “nostro” tempo, tra gli anni del riflusso e quelli lamitoso naturale, inatteso, deva- ve in zone meno minacciate e minacciose della Milano da bere. A metterci a disagio, a porci interrogativi e, sostante, statisticamente difficilmente della costa. Altri, tra i più coraggiosi o forse prattutto, risposte. prevedibile. Chiara “Luce” Badano, prima focolarina a essere beatificata, arritra i più radicati alle proprie origini e tradiPerché tanta devastazione? È zioni, hanno iniziato la paziente e faticosa va a mostrarci come si può vivere la “via stretta” in un’epoca che la spiegabile l’entità dei danni? ricostruzione, adottando nuove tecniche e maggior parte di noi ricorda bene. Nessuna eccezionalità in lei, se Iniziamo ad analizzare questo materiali di costruzione. Tuttavia fa impres- non un “piccolo” particolare che già in quegli anni Ottanta era abterritorio. Prevalentemente è co- sione come il fango abbia potuto mummifi- bondantemente fuori moda: amare Gesù senza riserve. Affidarsi stituito da montagne fortemente care al pari della sabbia, strutture murarie e totalmente a lui. Farsi strumento del suo amore. Perché, per il resto, scoscese, con gradi di pendenza suppellettili. L’arresa degli anziani sa di ras- Chiara era una ragazza come tutti gli altri: una studentessa nepabbastanza elevati. Queste alture segnazione, in un siciliano che non siamo pure tanto brillante, con anche una bocciatura nel suo curriculum sono in genere terrazzate, ovvero capaci di scrivere ci hanno detto: “dove dob- – «Un’ingiustizia», aveva protestato – una gran passione per la biprovviste di opere di sistemazio- biamo andare? Cos’altro può succederci?”. cicletta, e molti sogni, probabilmente. Poi, a sedici anni, il tumore ne idraulica costituite da muretti a Sì, stupisce la tenace caparbietà di alcuni alle ossa. A quell’età certe cose non dovrebbero accadere, sono quasi secco che fanno da contenimento giovani, ma non è biasimevole l’arresa dei contro natura; e quando arrivano chi potrebbe mai condannare la per i piccoli pianori di terreno agri- più anziani, che sono invecchiati a furia di disperazione? colo, un tempo alberato o coltivato, sentire vaniloqui politico-amministrativi, di La differenza, ancora una volta, in quell’amore. Lo stesso che da oggi perlopiù abbandonato, lascia- raccogliere promesse puntualmente disat- bambina l’aveva accompagnata a un’attenzione particolare verso to all’incuria e, nel migliore dei casi, tese e di doversi misurare con forze naturali i più poveri, e i più deboli, nell’adolescente Chiara condannata dal a libero pascolo. I muri a secco, di incontenibile potenza. Negli uni e negli male diventa una forza irresistibile. È lei, così, ad accompagnare verper quanto possano costituire una altri il ricordo ravviva i segni del dolore che so il proprio ultimo giorno chi le sta vicino, e non viceversa. È lei a buona soluzione, si sono rivelati in- a noi non è estraneo ecco perché vogliamo incoraggiare, sostenere, preparare al momento in cui il suo ideale sufficienti perché sono costituiti da con loro ricordare. d’amore si compirà nella morte. A chiedere per quel momento il vepietre posate, senza platea e senza Alfonso Cacciatore stito da sposa. A salutare la madre, il 7 ottobre 1990, dicendo: «Sii malta che le felice, io lo sono!». incolli tra di loro, né Non ha lasciato opere, non ha fondato Istituti, non ha scritto pagiopportuna inclinane di alta spiritualità. Chiara Luce ha sintetizzato tutto in ogni gesto zione; inoltre, questo quotidiano della sua breve vita, immersa senza riserve in quell’amotipo di costruzione re che aveva abbracciato con l’entusiasmo dei giovani, facendosi tranon prevede l’ossatuscinare completamente da esso. Un abbandonarsi all’amore di Dio ra ferrosa, tipica del che è, alla fine, il tratto riconoscibile che accomuna le vite di tutti i muro in cemento arSanti e le Sante di una Chiesa che in loro, in ogni tempo, dimostra mato. la sua perenne capacità di rinnovarsi e di essere dentro la storia conUn altro elemento, creta degli uomini. In ogni luogo, in ogni tempo. non secondario, è coPerché, alla fine, solo questo importa. Si sono scritte migliaia di stituito dalla vegetapagine sui perché e i percome la Chiesa proclami i suoi Santi, scozione che nel tempo modando ogni sorta di “ragione” – sociale, politica, antropologica è stata danneggiata – per spiegarlo. Chiara Luce Badano di Sassello, diocesi di Acqui, dagli incendi estivi ed classe 1971, ancora una volta viene oggi a ricordarci che l’unica vera è degradata passando sapienza, l’unica ricchezza che un uomo può avere, sta in quell’amodalle quercete, la zona re che non pone riserve. E che in quell’amore sta tutta la libertà, e sarebbe quella della l’unica vera gioia possibile. Quella che fa dire a tua madre, prima di roverella dalle radici chiudere gli occhi, «io sono davvero felice». Il fango raggiunse i primi piani delle case (visibile nella foto) profonde e robuste, Salvatore Mazza ad una macchia mediterranea costituita soprattutto da arbusti di ampelodesma, rovi, felci, dalle radici Continua dalla prima esili e superficiali. Vi si aggiunga l’abbandono delle campagne non più redditizie e degli abitati disseminati su queste alte In questo contesto vivono le Chiese di Sicilia (18 diocesi partecipazione. Questo rinnovamento ha permesso alla colline difficilmente raggiungibili, si iniin tutto), con le loro comuni problematiche pastorali, pur Chiesa di rapportarsi in maniera diversa con la società, ziano così a sommare una serie di fattori nella diversità di situazioni culturali: tra un cristianesi- significativa è la denuncia, anche in documenti ufficiali non riconducibili ad unità coi quali, se si mo tradizionale che si esprime nelle molteplicità delle oltre che nei pronunciamenti di vescovi e chiese locali dei aggiungano le follie edilizie autorizzate o manifestazione di Pietà popolare e nell’alta richiesta di mali che attanagliano la nostra terra: mancanza e precameno (saccheggio del territorio, speculasacramenti (rispetto allo scenario nazionale) e una lenta rietà del lavoro, la cultura clientelare e assistenzialistica zioni e abusivismo edilizio, inquinamenfrattura tra fede e vita all’interno di un contesto culturale allignata nella politica come nella società, la denuncia to) si va a costituire una bomba pronta non più cristiano ma che della cultura cristiana è forte- della cultura e della mentalità mafiosa come anti-evanper la detonazione. mente impregnato. gelica (vedi ad esempio il documento “Emergenza Mafia” A proposito di bomba, pare che la In questo contesto la Chiesa siciliana, ha preso coscien- elaborato dalla Chiesa agrigentina che precede il “grido pioggia del 1° ottobre 2009 sia stata za, con lentezze e scatti in avanti, che non è più tempo del cuore” di condanna della Mafia del Papa nella Valle percepita così dagli abitanti di queste della semplice conservazione dell’esistente, ma della mis- dei Templi il 9 maggio del 1993). Insomma un fermento e zone disastrate. sione. Basti pensare ad esempio al lavoro interecclesiale rinnovamento ecclesiale intrapreso, che oggi, pur segnanSì. In effetti si è trattato di una bomcon i Convegni regionali - il primo celebrato nel 1985, che do un punto di non ritorno per le Chiese di Sicilia, è privo ba d’acqua. Basti pensare che i 220/230 ebbe come motto “Una presenza per servire” e come tema dell’entusiasmo iniziale. Fa notare Carmelo Torcivia « è mm di pioggia caduti in quel giorno, “Le Chiese di Sicilia a 20 anni dal Concilio Vaticano II” un problema che attraversa tutte le componenti ecclesiali. nel quale per poco meno di 5 ore sono - celebrati con l’obiettivo di rinnovare la vita ecclesiale e Si tende a gestire l’esistente, che già comporta l’impegno di state di un’intensità indescrivibile, sono dell’azione pastorale in Sicilia. Da allora le diocesi sici- una notevole fatica, ma si stenta a immaginare il futuro e pari quasi all’intero quantitativo d’acqua liane hanno avviato un comune percorso ecclesiale, di- tanto meno a progettarlo … accanto, evidentemente, alle caduto sull’intera Regione nel 2003. Ad latando, nei successivi Convegni, la propria prospettiva mille positività sia della permanenza di alcuni valori traaggravare il quadro già tragico, la concomissionaria. Quegl’anni, sotto la presidenza alla CESi del dizionali sia della tenacia di donne e uomini che con fatimitanza di una tromba d’aria, ecco che Card. Pappalardo, sono stati un “laboratorio” di idee e ca e generosità affrontano il loro quotidiano seminando la bomba naturale si è composta. L’esito di iniziative in vista di un reale rinnovamento nella va- tanto bene». devastante della sua deflagrazione è stalorizzazione e promozione del laicato, nel rinnovamento Domenica 3 ottobre, la gente di questa nostra terra into quello di una colata di fango costituita catechistico-liturgico, nella scommessa della ricerca ed contrerà il Papa, che certamente saprà intercettare i loro da un’enorme massa di terreno e ciottoli elaborazione teologica con l’istituzione dei centri accade- volti e - ne sono sicuro – anche i disagi e le preoccupazioni disaggregati, spinti dalla pioggia verso mici teologici. Anni in cui risuonano parole come “corre- e saprà, con la sua parola, indicare cammini da percorvalle con la formazione di depositi fansponsabilità” tra laici e clero, “Chiesa ministeriale” nella rere per restare fedeli a Cristo e all’uomo a cui la Chiesa gosi di enorme consistenza. diversità di doni, anni in cui si riflette, si studia e ci si con- siciliana è mandata. Tornando ai residenti cogliamo un fronta insieme, anni in cui si istituiscono gli organismi di Carmelo Petrone


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Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

03 Ottobre 2010

Ordinazioni presbiterali Il prossimo 7 ottobre in Cattedrale

Sei nuovi sacerdoti A

poco più di una settimana dal giorno in cui verranno ordinati, per mano del nostro arcivescovo, mons. Francesco Montenegro, presbiteri abbiamo chiesto loro di raccontarsi ma soprattutto di parlarci della loro vocazione e di quello che si aspettano sia la loro vita sacerdotale. Salvatore Attardo della comunità ecclesiale di Palma di Montechiaro. Il mio percorso di formazione in seminario ha avuto inizio il 14 settembre dell’anno giubilare, e adesso, dopo 10 anni, arrivo non ad un traguardo, ma ad un punto di partenza nuovo, che aprirà dinanzi a me orizzonti nuovi. In questi anni di formazione, tanti avvenimenti hanno segnato, con determinazione, la mia crescita umana e spirituale. Oso definire questi anni, anche se il termine è molto riduttivo, “un’avventura” che continua ad essere entusiasmante, dove non sono mancati momenti difficili ma, grazie al Signore, ho compreso che l’amore verso di Lui e la Sua Chiesa passa anche attraverso i sentieri della sofferenza, non una sofferenza sterile, ma aperta all’amore semplice e fiducioso. Ho ripercorso insieme con Cristo tutta la mia vita. Attraverso le esperienze del seminario, ho avuto la possibilità di osservare profondamente, come in una risonanza magnetica, la mia condizione di salute spirituale e di riportare alla luce ciò che il tempo magari aveva incrostato; di rivalutare nel mio cuore la motivazione fondamentale della scelta vocazionale, motivazione dettata dal Suo amore che mi chiama a consacrare la vita a Lui per il servizio alla Sua Chiesa, Madre che mi ha generato alla fede, e al Suo popolo che dovrò guidare secondo il Suo Cuore. Salvatore Cardella della comunità ecclesiale di Licata. Alla luce di un cammino di fede e d’intimità con Dio e dopo un percorso formativo di diversi anni in seminario, mi trovo a vivere questi giorni, che mi separano dall’ordinazione, nella gioia e nella trepidazione. É un evento tanto importante l’ordinazione sacerdotale non solo nella vita della Chiesa ma soprattutto nella mia: è un’esperienza straordinaria. Che dirvi della mia vocazione! É un dono grande di Dio, di cui non si può dire tutto - umanamente parlando – appunto perché proveniente da Dio. Posso parlare di segni che mi hanno aiutato a capire questo progetto ma non dicono tutto, ma soprattutto non spiegano il come o il perché Dio mi chiami al sacerdozio: questo rimane un mistero! Sono tante le motivazioni che sempre mi hanno spinto a voler diventare sacerdote, primo fra tutti l’ideale del vangelo di Cristo, non c’è altra motivazione per un presbitero che

essere pennello nelle mani di un’artista Dio - che prende la mia carne e la trasforma per sua grazia, in un altro Cristo. Fin dalla più giovane età Cristo mi ha chiamato e, in tutte le vicende della mia vita, ha vegliato continuamente su di me, per questo posso definire la vocazione come “il sogno ad occhi aperti di un Dio che ha per ognuno di noi un progetto specifico”. Sono stati e saranno sempre tanti gli elementi fondamentali che hanno contribuito a maturare la mia vocazione, la preghiera, la vita esemplare dei santi e di tanti sacerdoti e il mio “sì” quotidiano alla sua volontà. Gerlando (Giorgio) Casula della comunità ecclesiale di Agrigento. Sono passati sette anni da quando sono entrato in seminario e l’emozione era forte e allo stesso tempo era accompagnata da un po’ di timore del futuro che mi aspettava, ma il Signore è stato sempre con me in tutti i miei passi e di questo ne sono certo. Avevo poco meno di nove anni quando sentivo nel cuore il desiderio di seguire Cristo da vicino e più guardavo i sacerdoti della mia parrocchia, San Nicola Fontanelle, più mi convincevo che il Signore mi chiamava al sacerdozio. La strada era lunga, dovevo finire gli studi, nel frattempo approfondivo questo desiderio, facendo un cammino vocazionale con il seminario, che mi ha dato la possibilità di conoscere il seminario e i seminaristi e cosa li ha spinti a intraprendere questa scelta. Nella mia parrocchia svolgevo due attività: quella di responsabile dei ministranti e quella dello scoutismo e proprio grazie ad esso che ho maturato la mia scelta. Il giorno della partenza, in cui ogni scout termina il suo percorso educativo, ponendo le tre scelte, alla scelta di fede c’era la decisione di intraprendere l’avventura che il Signore ha tracciato per me. Il seminario mi ha aiutato tantissimo nella crescita umana, spirituale e pastorale; nel cuore della diocesi ho approfondito i temi della nostra fede, e ne ho riscoperto l’eccezionalità: Dio che si fa uomo per portare l’uomo a Dio. Adesso sono passati poco più di sei mesi dalla mia ordinazione diaconale e mi trovo nella parrocchia Santa Barbara di Licata dove ho mosso i miei “primi passi pastorali”, preparandomi per il 7 ottobre, giorno nel quale sarò ordinato presbitero per questa Chiesa, assieme ad altri miei compagni. Pregate il Signore perché ci faccia pastori secondo il suo cuore. Giuseppe Colli della comunità ecclesiale di Ribera. Sono stato inviato dal Vescovo a Ravanusa insieme a Padre Emanuele Casola. La formazione nella vita di un sacerdote è importantissima e deve essere

costante, io cerco per quanto posso di non trascurare mai questo aspetto di studio e preghiera. Cristo è il mio modello sacerdotale, noi siamo, come dice san Paolo, “collaboratori della vostra gioia”, “ministri della grazia di Dio e del suo vangelo”. Così anche ci insegna la monizione che il vescovo ci pronunzia consegnandoci il pane e il vino per la celebrazione: “Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della Croce di Cristo Signore”. Giuseppe Lentini della comunità ecclesiale di Ribera. Dall’ordinazione diaconale ho avuto l’incarico dal Vescovo di essere diacono non solo nell’unità pastorale San Giacomo e San Giuseppe ad Agrigento, ma anche diacono del centro storico. Ad Agrigento il centro storico è trascurato, è abitato per lo più da anziani, ammalati e soprattutto immigrati; il mio compito precipuo è quello di andare a trovare queste persone che sono le più sole, portare a loro la presenza del Signore Gesù; poi anche conoscere il territorio, le situazioni difficili e i problemi per metterne a conoscenza il vescovo, i parroci e gli operatori pastorali delle varie parrocchie e insieme alla Caritas cercare di risolverli. Imposterò il ministero sacerdotale sul modello di Gesù Cristo, egli mite e umile di cuore si è posto come modello dicendoci: “Imparate da me...” (Mt 11,28-30), in Lui ogni difficoltà è superata, in Lui ogni gioia ci è donata. Circa la formazione continuo sempre ad aggiornarmi, a leggere, a studiare, a pregare, a meditare, perchè senza una formazione intellettuale e spirituale non si riesce ad amare e servire il Signore ed il prossimo. Carmelo Rizzo della comunità ecclesiale di Favara. Ho svolto il ministero diaconale a San Giovanni Gemini, lì ho trovato una comunità accogliente e una guida paterna, saggia e molto prudente in padre Giovanni Mangiapane. La figura paterna è stata affiancata anche da quella fraterna di don Gero Manganello e insieme a loro ho iniziato a scoprire e ad entusiasmarmi nella realtà parrocchiale vista dall’ottica del sacerdote. Questi sei mesi sono trascorsi velocemente con un’attenzione particolare alle persone ammalate a casa, con i ragazzi e giovani con il punto d’incontro all’oratorio e tra queste attività non è mancata la visita a molte famiglie della città. Spesso sono ricordato come cuoco, quello che mi auguro in questo ministero sacerdotale e di poter meglio servire alle tavole della mensa terrestre, alle tavole di quella celeste. LdP

riberaLungomare Gagarin

La libreria Paoline in “trasferta” Per i riberesi è stata una novità così come pure per le Suore Paoline di Agrigento che hanno promosso ed organizzato una mostra/mercato di libri nella località turistica di Seccagrande di Ribera. Nessuno si aspettava tale successo non tanto dalla vendita dei libri di formazione e di spiritualità quanto dall’interesse mostrato da tanti giovani che hanno comprato testi delle sacre scritture. Le Suore Paoline sono sta-

te collaborate da alcuni laici, soprattutto dagli Alberioniani di Ribera guidati dalla professoressa Nellina Sarullo, dal parroco don Mario Di Nolfo e da alcuni fedeli della locale parrocchia. Diverse centinaia di libri esposti nelle bancarelle del lungomare Gagarin dove i giovani hanno potuto apprezzare la buona stampa e acquistato alcune pubblicazioni. É stata una esperienza nuova per le Suore Paoline che sono state in mezzo alla

gente, per la prima volta, fin oltre la mezzanotte per diffondere la cultura dei libri. Suor Antonina Farina ha tratto un bilancio positivo della mostra riberese perché, in occasione del millennio della Famiglia Paolina, ha avuto l’opportunità di potere incontrare tanti giovani e anche tante famiglie che per cultura hanno acquistato diversi libri.

missioniRitorna Ottobre Missionario

Soldi da raccogliere o grazia da accogliere? Con il mese di ottobre ritorna l’invito particolare della Chiesa a volgere mente e cuore alla sua missione universale nel mondo. Non si tratta tanto di raccogliere fondi (quantunque con il ricavato siano state realizzate tante opere) ma di aiutare le nostre comunità ad aprire le finestre sulla realtà del mondo e sentirsi responsabili della sua salvezza. Il mandato di Gesù agli apostoli di andare in tutto il mondo riguarda ogni singolo battezzato e ogni singola comunità che voglia dirsi cattolica. Il cristiano è chiamato ad adorare Dio in spirito e verità e Dio non abita né luoghi né comunità privilegiate. Gesù ha dovuto lottare con l’ambiente religioso del suo tempo e anche con i suoi per allargare la loro visione religiosa e far conoscere la volontà di del Padre che fa sorgere il sole e fa piovere su tutti (cfr. Mt 5,45), buoni e cattivi, uomini e donne, comunitari e extra comunitari, cattolici e non, cristiani e non e “vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4). L’ottobre missionario non è un’iniziativa isolata ma un tempo privilegiato per animare la comunità ad assumersi la responsabilità nei riguardi del mondo intero ed a far maturare la propria fede. Da quando ho assunto la direzione dell’Ufficio missionario diocesano ho avuto modo di constatare uno scarso interesse per questa dimensione essenziale della pastorale. Quando dico questo non intendo mettere in discussione la generosità delle comunità in favore delle missioni né la nostra ultratrentennale presenza in terra d’Africa, ma rilevare una mancanza di maturazione nella visione della Chiesa e nella sua conseguente azione pastorale. Siamo ormai abituati a considerare come pilastri della pastorale la catechesi, la liturgia e la carità. A mio avviso i pilastri sono quattro, aggiungendo ai primi la missione. Per fare esperienza completa della fede non basta conoscere Cristo, celebrarlo, viverlo ma occorre anche annunciarlo. E l’annuncio procede da “Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1,8), come dire dalla città alla Regione e al mondo intero. I confini parrocchiali o diocesani non sono un limite ma un trampolino di lancio per abbracciare via via tutte le genti. Probabilmente questa carenza è dovuta alla mancanza di ricaduta dell’attività missionaria nella comunità. Sono considerati più urgenti i bambini da catechizzare, le celebrazioni da organizzare e i bisogni della nostra gente. Ma con la stessa urgenza dovrebbe attivarsi la nostra attenzione per far giungere il messaggio ai lontani che abitano ai confini delle nostre comunità e ai confini della terra. La Missio ad gentes non ci distrae dalle nostre priorità ma ci aiuta a viverle secondo la volontà del suo Fondatore, ricevendo stimoli e modelli per l’evangelizzazione nel nostro territorio e la conversione della nostra vita. Con il servizio catechistico, liturgico e caritativo occorre far nascere il servizio missionario che sappia aprire i confini spesso angusti che i singoli e le comunità non riescono a superare per andare verso ”l’oltre” del Vangelo, cioè verso la gratuità, la sobrietà, l’amore ai poveri, la fraternità universale e le tante “pecore che non sono di questo ovile” (Gv 10,16). Mi permetto di suggerire in questo mese di ottobre, di articolare un breve percorso di formazione missionaria all’interno della catechesi e delle celebrazioni liturgiche (tra queste la Veglia missionaria), valorizzando i sussidi che anche quest’anno le Pontificie Opere Missionarie ci mettono a disposizione. Da questa formazione potranno sorgere iniziative e attività culminanti con la Giornata Missionaria Mondiale del 24 ottobre e con la Giornata dei ragazzi Missionari del 6 gennaio 2011. Nonostante l’indifferenza o lo scarso interesse provato negli incontri di zona o di forania proposti dall’ufficio (sembra quasi che si risponda ad un piacere personale), continueremo a camminare per la diocesi cercando di incontrare sacerdoti e fedeli e aiutarli ad aprire porte e finestre per far entrare aria nuova e far uscire persone nuove, coraggiose e gioiose di annunciare Cristo, luce delle genti. Luigi Mazzocchio

Vasto assortimento di statue in resina di tutte le dimensioni Durante la prossima stagione invernale, le Suore hanno promesso di tornare ancora una volta a Ribera. Enzo Minio

Via Scalo Caldare, 44 92021 ARAGONA (vicino FS) tel. e fax 0922/36694 - 347/6945188 e-mail: cipolla.salvatore@yahoo.it


azione cattolica Ricordata la figura di Paolo Ciotta. Convegno diocesano delle presidenze

«Tra Piazza e Campanile» i è svolto sabato scorso presso la biblioteca comunale di Agrigento “Franco La Rocca” un convegno pubblico per ricordare Paolo Ciotta, fulgido esempio di testimonianza cristiana, uomo innamorato della Chiesa e dell’associazione, cristiano appassionato del mondo ed impegnato in politica. Paolo Ciotta, nel corso della sua vita (1920-2003) ha incarnato gli ideali e la spiritualità del laico di Azione Cattolica, sia nel mondo del lavoro, sia nell’impegno civile che in quello ecclesiale: preside per diversi anni della Scuola Media Statale di Sant’Elisabetta, Sindaco di Agrigento, ha ricoperto ripetutamente alcune tra le più alte cariche di responsabilità all’interno dell’Associazione di Azione Cattolica: Presidente Diocesano, Delegato Regionale, Consigliere Nazionale, solo per citarne alcune. Come risposta a questa vocazione laicale ha servito in diversi ruoli anche la Chiesa Agrigentina, tra i molteplici impegni si ricordano la partecipazione al Consiglio Pastorale Diocesano ed il servizio di responsabile amministrativo del settimanale diocesano L’Amico del Popolo. Il convegno, è stato un’occasione preziosa non solo per ricordare Paolo, recentemente scomparso, ma soprattutto per ridirsi, attraverso la memoria, il significato ed il valore dell’appartenenza all’AC come segno di speranza e testimonianza cristiana. Infatti, l’iniziativa è stata fortemente voluta dalla presidenza diocesana nell’ambito dell’annuale appuntamento del Convegno Diocesano delle Presidenze Parrocchiali di Azione Cattolica, dal titolo “UN IMPEGNO TRA PIAZZA E CAMPANILE”, sottolineando in tal modo il carattere della responsabilità dell’impegno di un laico capace di assumere fino in fondo il proprio ruolo di cattolico nell’impegno nei confronti del lavoro, della comunità civile ed

ecclesiale. Nel corso della manifestazione sono state presentate delle testimonianze (alcune delle quali filmate) di personalità che hanno conosciuto Paolo Ciotta e che con lui hanno condiviso alcune esperienze. Mons. Luigi Bommarito, già vescovo di Agrigento, ne ha sottolineato la estrema serietà, serenità e professionalità, che lasciava trasparire una fede cristallina e profondamente radicata in Cristo; Ernesto Preziosi, già vicepresidente nazionale del Settore Adulti di AC e con Ciotta consigliere nazionale, che ha ricordato la grande capacità di Ciotta di dialogare con i giovani e di avviare la trasformazione dell’AC del dopo concilio, rendendola più consona alla nuova sensibilità ecclesiale e alla nuova temperie culturale degli anni ’80. L’on. Calogero Pumilia, oggi sindaco di Caltabellotta, con paolo Ciotta per lunghi anni responsabile diocesano dell’AC, ha delineato i tratti caratteristici dell’atmosfera politica e culturale degli anni ’50 e ’60, collocando Paolo Cotta nel novero di quelle personalità che hanno saputo fare sintesi in modo mirabile tra fede personale vissuta in maniera radicale e impegno politico competente e responsabile. L’avv. Salvatore La Barbiera, già presidente diocesano di AC dopo il mandato di Ciotta, ha sinteticamente definito Ciotta come un grande “traghettatore”, capace di accompagnare tutta l’associazione e tutte le persone

che incontrava verso nuovi orizzonti, verso una Chiesa veramente conciliare, capace di coniugare efficacemente fede e vita. Il dott. Salvatore Valastro, segretario regionale di Azione Cattolica con Ciotta, ne ha ricordato la grande capacità organizzativa e la grande accoglienza, il tutto nello stile della sobrietà che lo contraddistingueva, Infine il prof. Giuseppe Notarstefano, già responsabile nazionale di AC, ha messo in risalto la grande capacità di Ciotta di “consegnare la responsabilità”, coinvolgendo con grande abilità le persone che “leggeva” come le più capaci e desiderose di impegnarsi, senza far mai sentire il peso della responsabilità, accompagnandoli con la sua presenza silenziosa ma efficace. La serata si è conclusa con un corteo dalla biblioteca al Centro Diocesano di Azione Cattolica in via Pirandello 17, dove ha avuto luogo la cerimonia di dedicazione a Paolo Ciotta della sala Consiliare: un ricordo che diventa presenza e segno per le nuove generazioni. Enzo La Carrubba

Sciacca accoglie il nuovo arciprete

la Parola «Ascoltate oggi la voce del Signore»

Verso l’Assemblea Diocesana Si terrà il 3 Novembre, presso la Cattedrale di Agrigento alle ore 16,00 l’Assemblea Diocesana durante la quale sarà consegnato il Piano Pastorale Diocesano a tutte le comunità. Sono invitati tutti i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, gli operatori pastorali, i Coordinatori dei Consigli Pastorali Parrocchiali e Affari economici, gli insegnanti di religione.

Caritas Diocesana Si svolgerà il 16 ottobre alle ore 16.30 presso la Parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Favara il convegno sul tema: “Povertà e volontariato” in collaborazione con il Cesvop e l’ufficio diocesano di pastorale familiare. Interverranno rappresentanti di Caritas Italiana e del Centro Servizi per il I ragazzi dell’Oratorio Volontariato nazionale, nonché alcuni rappresentanti del mondo del lavoro e della famiglia.

Ufficio Catechistico Diocesano

Diocesi continuano gli avvicendamenti nelle parrocchie

Trascorsi 17 anni di apostolato a Palma di Montechiaro, don Carmelo Lo Bue è ora il nuovo Parroco della Chiesa Madre S. Maria Maddalena di Sciacca. Domenica 26 settembre don Carmelo Lo Bue, accompagnato dall’Arcivescovo, da uno stuolo di sacerdoti, da una delegazione di fedeli di Palma di Montechiaro, ha iniziato il suo cammino a Sciacca, in una Chiesa Madre gremita da un popolo che, oggi come ieri, ai piedi del cinquecentesco simulacro marmoreo di Maria SS. del Soccorso mantiene il voto stipulato nel 1626. Quando, scongiurata la peste per intercessione della Vergine, ha giurato solennemente di ripeterlo di anno in anno il primo di febbraio “per sempre irrevocabilmente”. Da allora il vertice amministrativo di Sciacca lo ripete nella Chiesa Madre, ricorrendo giorno e mese; insieme al popolo e partecipi le Autorità tutte. Ecco la Comunità in cui Don Carmelo ha iniziato ad operare domenica pomeriggio. La celebrazione dell’Eucarestia, la prima del manda-

In Diocesi

03 Ottobre 2010

S



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

to di 9 anni, in effetti è stata una concelebrazione. L’accoglienza è stata festosa e composta, con il sindaco di Sciacca Vito Bono in veste ufficiale. Presenti le autorità, civili e militari, e i fedeli, è stato solennizzato l’ingresso dell’ Arciprete, accolto dall’indirizzo di saluto del coordinatore del Consiglio Pastorale Parrocchiale dott. Angelo Giaramita, in uno al vice parroco don Daniele Nicosia. Quanto alla Bolla vescovile di nomina di Don Carmelo Lo Bue è stata letta, scandendo le parole, dall’Arcivescovo mons. Francesco Montenegro. La celebrazione. Questa domenica di settembre la liturgia, al Vangelo, ha ricordato la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro, malato e disprezzato. Francamente la lettura e spiegazione fattane dal nuovo Arciprete ha portato l’Arcivescovo a farne spontanea e ulteriore meditazione ragionata, coinvolgente filo conduttore della serata. Tutti, ha sottolineato il Presule, siamo chiamati ad ascoltare nei cuori le parole di Cristo. Nel caso, nessuno di

Secondo il calendario riportato di seguito l’ufficio incontrerà i catechisti delle zone pastorali per presentare il progetto educativo sulle linee della sfida educativapromossa della CEI. - 5 ottobre, per la zona pastorale P. La Lomia, Canicattì parr. S. Chiara ore 18:00 - 6 ottobre, per la zona pastorale S. Calogero, Sciacca Chiesa Carmine ore 18:00 - 11 ottobre, per la zona pastorale S.Angelo, Licata Chiesa S.Andrea ore 18:00 - 12 ottobre, per la zona pastorale S.G. Anzalone Bivona matrice ore 16:30.

Servizio per la ministerialità Il Servizio per la ministerialità della Curia, diretto da don Angelo Chillura, comunica che il corso di esercizi spirituali per i sacerdoti e i diaconi si terrà dal pomeriggio di lunedì 15 novembre al pranzo di sabato 20 novembre, a Siculiana Marina. Li guiderà mons. Salvatore Consoli, già preside dell’Istituto teologico San Paolo di Catania. Si prega di dare comunicazione della partecipazione al numero di tel 0922/490011.

Dalle parrocchie Lunedì 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, presso la parrocchia SS.Trinità di Porto Empedocle, verrà messo in scena, con inizio alle ore 20.00, dalla GiFra (Gioventù Francescana) di Casteltermini il musical “Forza venite Gente”.

noi può rimanere indifferente di fronte al mare di graziato. Chi? Dio, ma anche gli uomini di buona povertà che ci circonda, prossimo o lontano che volontà. In chiusura Alessandra Segreto ha letto il sia. I beni di questa terra, il potere, non debbono suo “benvenuto”, altre hanno donato all’Arciprete né possono intendersi fine a sé stessi, cioè al be- un’artistica riproduzione maiolicata della storica neficio personale. Di qui scaturisce il sentimento statua della Beata Vergine del Soccorso. della pietà, ma ad esso deve far seguito l’impegno Francesco Cassar della carità quale donazione del proprio ‘io’ ai meno fortunati. Avvicendamenti nelle parrocchie Al termine il nuovo Arciprete ha sorpreso Continuano i saluti e gli ingressi dei nuovi parroci nelle comunità parrocl’uditorio con immedechiali dopo il recente riordino degli incarichi pastorali. Lunedì 4 ottobre farà simati riferimenti aul’ingresso nella Chiesa Madre di Lucca Sicula don Saverio Pititteri, sabato tobiografici, impron9 Ottobre, invece, sarà Montallegro ad accogliere il nuovo parroco don tati all’obbedienza e al Giuseppe Gagliano. Domenica 10 ottobre saranno ben quattro le parrocservizio. Di seguito, chie che accoglieranno i nuovi pastori: Realmonte accoglierà don Sergio schiettamente inteso a Sanfilippo, la parrocchia del Sacro Cuore di Agrigento don Mario Sorce, la parcontinuare l’opera del rocchia Santa Croce (Villaseta) don Angelo Gambino ed in fine la parrocchia predecessore don AlSacra Famiglia di San Biagio Platani don Francesco Guarino. fonso Tortorici, ha rin-

XXVII Domenica del Tempo Ordinario

Il gelso è rimasto al suo posto Signore Gesù, prima di iniziare l’ultima tappa del tuo cammino verso Gerusalemme, istruisci gli apostoli su argomenti relativi alla fede e al servizio. Parli della inevitabilità dello scandalo, che Dio permette volendo rispettare la nostra libertà, e della necessità della correzione fraterna. Tu non hai voluto fondare una Chiesa di perfetti, ma una comunità composta da peccatori, che esercitano il ministero del perdono. Gli apostoli avvertono la difficoltà di questo impegno, si sentono inadeguati e per questo chiedono: «Accresci in noi la fede!» (Lc 17,5). Quanto da te richiesto è percepito da essi come un compito assai impegnativo e perciò necessitano di un supplemento di fede La domanda nasconde le mille difficoltà della comunità cristiana e gli scarsi risultati del lavoro apostolico. Tu, Signore, rispondi cambiando prospettiva, dalla quantità alla qualità.

La fede autentica, anche se piccola quanto un granellino di senapa, ci permette davvero di compiere grandi prodigi. Tu senza di noi non vuoi fare niente, noi senza di te non possiamo fare niente. Il problema vero è che non abbiamo fede, vera fede. Credere significa fidarsi di Te, diventare come bambini. Non è pensabile iniziare un cammino di conversione e proseguirlo senza l’impegno di diventare come bambini. Il regno di Dio appartiene ai piccoli, a quanti si lasciano condurre. Tu, Signore, continui il tuo insegnamento, invitandoci a non cercare nessun riconoscimento e a ritenerci semplicemente schiavi, e come schiavi lavorare per dovere e gratuitamente, senza pretese e senza rivendicazioni. Guardando Te, tutto è chiaro. Tu ti sei abbassato fino alla “piccolezza” della mangiatoia, hai nascosto la tua divinità e ti sei lasciato

morire tra i delinquenti. Continui a renderti presente nella semplicità del pane. Di fronte alla tua richiesta, Signore, avverto la mia pochezza e la debolezza della mia fede. In questi giorni, sono stato particolarmente solo, immerso in lunghi silenzi. Silenzio della comunità, silenzio anche da Te. E dal silenzio sto imparando molto. Anzitutto a scoprire la mia vera povertà di fede. Sono cresciuto in un ambiente, dove bisognava essere primi in tutto. Certo in onore di Cristo re. Ma primi! E soltanto i primi ricevevano riconoscimenti, premi, qualche privilegio. Avevo incominciato a tenere un registro contabile, dove puntualmente registravo le mie opere. Pensavo di essere “qualcuno”, una colonna portante della Chiesa. Parrocchia, scuola, televisione, giornale, predicazione: un campo davvero vasto di lavoro. Ed era così tanto, che per espletarlo, bisognava correre da un impegno all’altro e sacrifi-

a cura di Gino Faragone

care anche le ore notturne. Quanta fatica, quanti chilometri, quanto impegno, quanti sacrifici! Non poche volte mi sono lasciato scappare dalla bocca qualche recriminazione, per non essere stato considerato in maniera adeguata. Tutto inutile! Mi sono reso conto di essere una colonna, ma solo decorativa, posticcia. Se la si toglie, l’edificio rimane ugualmente in piedi e senza gravi problemi. Imparerò a mettermi da parte, a cercare l’ultimo posto, ma solo per amore tuo. Frequenterò la tua scuola, per dare un significato nuovo al “nulla”, a dare un contenuto a questa parola, che ho scoperto significa proprio il contrario, ovvero “tutto”, perché Tu, Signore, ti sei fatto nulla. Imparerò dal silenzio la pienezza della tua Parola. Signore, fa’ che da oggi possa ripetere: “Sono uno schiavo, ho fatto quanto dovevo” (17,10).




Attualità

L’Amico del Popolo

03 Ottobre 2010

la prolusione del presidente Il bene comune nelle parole del card. Bagnasco

La partita per il futuro L

’Italia sembra sempre quella. Tutto sembra sempre tornare al punto di partenza: “Istruisce i problemi, comincia a metter mano alle soluzioni, ma non riesce a restare concentrata sull’opera fino a concluderla”. Il cardinale Bagnasco, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, analizza in modo fine e rigoroso le nevrosi nazionali, che lo portano ad affermare che “siamo angustiati per l’Italia”. Non è un alibi per abbandonarsi al pessimismo, che anche un certo sistema della comunicazione sembra alimentare compiaciuto. È il punto di partenza realistico per invitare concretamente a costruire qualcosa di utile e di durevole. Il punto è che l’Italia stessa “non riesce ad amarsi compiutamente”. Ed allora bisogna lavorare proprio su questo registro, che ha il nome antico e attualissimo di “bene comune”. La causa fondamentale di questa sensazione di eterno ritorno inconcludente, spiega il presidente della Cei, è la sostanziale incapacità degli italiani di occuparsi positivamente di ciò “che è pubblico ed è comune”, di guardare agli obiettivi comuni. Si ricade così nelle nevrosi delle conflittualità, della guerriglia, della frammentazione. Tutti si appassionano ai conflitti inconcludenti e nessuno si occupa della prospettiva. Sullo sfondo il presidente della Cei ha il suo “sogno”: è il formarsi di una “generazione nuova di italiani e di cattolici che sentono la cosa pubblica come fatto importante e decisivo, che credono fermamente nella politica come forma di carità autentica perché volta a segnare il destino di tutti”. Ne riparlerà, promette. Nella prolusione, su questa linea, indica allora con precisione alcune questioni aperte, “che hanno un chiaro rilievo antropologico”. È la linea del bene comune, di cui presupposto sono appunto politiche pubbliche rispettose e anzi promozionali della persona. Il cardinale Ba-

gnasco entra decisamente nel merito, a proposito dell’impatto sociale della crisi, dei giovani, della scuola, delle carceri, del sistema sanitario, delle politiche di sostegno alla famiglia e alla natalità, fino ad arrivare alle politiche fiscali e istituzionali. Il federalismo, irreversibile, rappresenta un passaggio cruciale, perché non può attuarsi che nel segno della responsabilità. Richiede veramente un cambiamento radicale, che giustamente non è nelle forme istituzionali. Si deve infatti incardinare in un forte senso di unità e indivisibilità della nazione. Richiede piuttosto a tutti e a ciascuno - singoli, comunità, imprese, categorie - una nuo-

va e forte assunzione di responsabilità. È questa la parola chiave, una parola tradizionalmente ostica nel nostro discorso pubblico e privato. Eppure, ribadisce il presidente della Cei, bisogna passare proprio di lì. Serve per questo una nuova e forte consapevolezza culturale, serve “un’unità interiore e spirituale che merita di essere perseguita come contributo vitale offerto a tutto il Paese”. E riafferma che i cattolici e la Chiesa in Italia sono pronti e disponi-

bili a giocare questa complessa partita, la partita per il futuro. Francesco Bonini

Novità

DAI UN TAGLIO AL TUO ABBONAMENTO Attiva il tuo abbonamento on-line. A soli € 20,00 l’anno riceverai, ogni settimana, il giornale in formato Pdf sulla tua casella di posta elettronica. continua dalla prima di don Giuseppe Diana e del giudice Rosario Livatino, i quali − ribellandosi alla prepotenza della malavita organizzata − hanno vissuto la loro lotta in termini specificamente cristiani: armando, cioè, il loro animo di eroico coraggio per non arrendersi al male, ma pure consegnandosi con tutto il cuore a Dio”. Momento centrale della visita del Santo Padre sarà la solenne celebrazione Eucaristica prevista alle ore 10 nella spianata del Foro Italico Umberto I. Accanto al Papa per la santa Messa tutti i Vescovi di Sicilia. Sarà folta, poi, la delegazione di giovani e famiglie provenienti da tutta l’Isola. Questi, peraltro, già nelle due giornate precedenti alla visita, saranno impegnati in manifestazioni culturali, occasioni di riflessione, confronto e intensi momenti di preghiera. In particolare, l’Ufficio regionale di Pastorale Giovanile e quello per la Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Siciliana organizzeranno un convegno rivolto alle équipes diocesane, ai responsabili

di movimenti, associazioni, gruppi ecclesiali presenti nelle Chiese di Sicilia. Il tema della riflessione sarà “Si FIDAdiTE... Lo sguardo del coraggio.. per una educazione alla speranza”. Per l’appuntamento a loro rivolto, sabato 2 ottobre, i giovani incontreranno i Vescovi di Sicilia per l’iniziativa “Fontane di Luce, che avrà luogo in 20 chiese del centro di Palermo. In programma laboratori e riflessioni degli esperti che daranno elementi concreti per la programmazione dell’azione pastorale nell’Isola. I relatori e gli esperti invitati al convegno sono persone di alto spessore culturale, sociale e religioso, che vivono e operano nella nostra regione. Nel pomeriggio di giorno 3 ottobre, alle 17, Benedetto XVI incontrerà il clero, i membri di vita consacrata e i seminaristi in Cattedrale. Alle 18, in piazza Politeama, si svolgerà l’happening con i giovani provenienti da tutta l’Isola, con canti, momenti di riflessione e l’ascolto delle parole del Papa. LdP

Panorama Calcistico

L’Akragas blocca il Licata Ancora penalizzati gli sportivi agrigentini, costretti a seguire le vicende della squadra del cuore attraverso le radioline, visto il divieto della lega Nazionale Dilettanti di Calcio di aprire le porte dello stadio “Dino Lotta” , per motivi di sicurezza, in occasione della partita Licata Akragas, la più attesa della terza giornata del campionato di calcio di Eccellenza girone A. La partita si è giocata davanti al pubblico di casa, che non è riuscito a condizionare la compagine della città capoluogo, che consapevole dei propri mezzi affronta l’avversario senza timori riverenziali giocando a viso aperto senza ricorrere a gioco ostruzionistico per uscire indenne da Licata. Iniziano bene i padroni di casa che aggrediscono l’Akragas, che mostra subito una buona organizzazione di gioco e un portiere saracinesca, l’ex Daniele Indelicato, che si oppone con bravura a tutte le iniziative dei padroni di casa, che alla distanza rischiano di perdere anche la partita. Gara bella che lasciato l’amaro in bocca ai sostenitor giallo blu, ma punto meritato per l’Akragas, che così come è avvenuto a Cammarata, sfata il tabù delle sconfitte subite, sette consecutive, che è bene augurale per gli agrigentini, ancora non al meglio della loro condizione fisica e nei collegamenti tra i reparti. Speriamo che per le prossime gare cada il diniego per i tifo-

si bianco azzurri di seguire la squadra in tra- tenuanti per l’avversario, con il punteggio di sferta, sarebbe un vero peccato per una città 6 a 2. Pareggi a reti inviolate per il Raffadali,, che vuole crescere anche nello sport. Canicattì, Aragona e Pro Favara. Vittoria a suon di gol del Kamarat che, in Salvatore Sciascia casa, batte i cugini della Gattopardo per 3 a 2. Una partita intensa dove i palmesi hanno dimostrato CLASSIFICA caLCIO DILETTANTISTICO di tenere bene il campo e di potere ECCELLENZA A PROMOZIONE GIR.A lottare alla pari con tutti, con un pizzico di fortuna avrebbe potuto conquistare anche il pareggio. La 9 Strasatti 9 Due Torri squadra di Renato Maggio segna Valderice 7 Aragona 7 a ripetizione, 9 gol in tre partite, Orlandina 7 Agrigentina 7 ma ne subisce tante, otto in queLicata 7 Cianciana 6 sto inizio di campionato. Pareggio esterno per il Ribera che impone Parmonval 5 A. Campofranco 6 lo zero a zero alla Sancataldese di Kamarat 5 Gemini 6 Mimmo Bellomo. S.Agata 4 Riviera Marmi 5 Nel Campionato di Promozione, Fol. Selinunte 4 Raffadali 4 girone A, impresa dell’Agrigentina Alcamo 4 Dattilo 3 che, nell’anticipo di Sabato, batte il Akragas 3 Terrasini 2 lanciatissimo Campofranco e si atGattopardo 3 Buseto 2 testa nella zona alta della classifica. Euforia per il tecnico Mauro MicCastellammare 3 M.A.S.T. (-1) 2 ciché e per i suoi ragazzi che, senza Ribera 2 Pro Favara 2 montarsi la testa, si godono questo Sancataldese 1 Campobello 1 bel momento insieme ai dirigenti e Casteldaccia 0 Prizzi 1 ai sostenitori. Risultato tennistico Villabate 0 Canicattì 1 per il Cianciana, che opposto al malcapitato Msst vince, senza at-

diario multimedi@le «Chi è più fesso, Carnevale o chi gli va appresso?» Caro diario, scusami se inizio con una vecchia barzelletta, ma mi serve per introdurti ad una nuova infamia. Scalo di Washington, nubifragio da paura. Il Presidente della Repubblica Italiana arriva in visita ufficiale negli Usa per ringraziarli dell’elargizione di un megaprestito. Pertini, appena sceso dall’aereo, si fa i risvolti ai calzoni per non bagnarseli. Prima d’arrivare dinanzi al picchetto d’onore, però, uno del suo “staff” gli ricorda di “ricomporsi”, sussurrandogli all’orecchio: “Presidente, ora si abbassi i pantaloni”. Fiera ma smemorata risposta del Grande Partigiano: “Come… pure? Ma quanto cavolo ci hanno prestato questi qui?” Già, una vecchia storiella, ovviamente roba di fantasia, tanto per ridere, mentre la nuova infame realtà cui ti accennavo è stata vera, purtroppo, e non ha fatto ridere proprio nessuno, visto che, fatti alla mano, i calzoni, pur se virtualmente, se li sono abbassati tutti, ma proprio tutti questi qui del neoregime che, rispetto a quell’Uomo di Pertini, sono a “meno zero” per intelligenza, coraggio, dignità e comprovate prerogative virili. Ma li hai guardati quando, al cospetto d’un Gheddafi che fa paura solo agli sprovveduti e ai vigliacchi di qualche nazione con la “n” minuscola come la nostra e pochissime altre, sembrava fossero al cospetto del Re dei Re invece che dinanzi a un tizio da caravanserraglio aggregato al più peracottaro dei circhi, ad un caso “border line”, ad un soggetto da trattamento sanitario obbligatorio, “disturbatore” e “disturbato” all’unisono? Li hai visti questi qui che, per smania di soldi e di affari, gli regalerebbero anche le mogli (oltre alle già addestrate scorte di “escort” da Palazzo) e, per “dessert”, i calzoni, davanti a lui, se li calerebbero sul serio? Che schifo, caro diario. Questo qui arriva con tende, cavalli, amazzoni di scorta, capelloni da dischettaro anni ’70, divise da direttore di banda (e non solo musicale), decorazioni e pompon, e tutti sull’attenti a pendere dalle sue labbra, a mangiarselo con occhi adoranti e pupille con bagliori di soldi tipo Paperone, nonché a taroccargli riunioni con centinaia di “hostess” a settanta euro a testa per “meeting” (qualcuna un po’ di più, visto che ha dovuto pure far finta di abbracciare la fede musulmana proprio dinanzi a questo “profeta” da manicomio) e pure in riciclo, poiché addestrate “ad hoc” dalle solite agenzie di pubbliche relazioni “all’italiana” (uniche “istituzioni”, benché solo da sottobosco truffaldino e privato, che, lungi dal prenderlo sul serio come quelle pubbliche, lo hanno preso per il sedere) a dichiararsi ogni volta “nuove”, riuscendo così ad illuderlo di sempre rinnovate ed oceaniche truppe femminili in estasi al cospetto d’un trombone stonato. Tutti fermi, tutti zitti, tutti a calare il capo, a baciare la mano e ad inginocchiarsi, ma per viltà e cupidigia; e tutti pronti anche a zittire i pochi “traditori” ai quali non è proprio andata giù che questo qui, in casa d’altri, in casa nostra, si sia permesso d’invocare per tutta l’Europa la conversione all’Islam come “ultimatum” per non attentare a progresso e pace, o di pataccare menzogne infami, o di sparare blasfeme idiozie, offendendo la terra ufficialmente cristiana e cattolica che lo ha ospitato (“Convertendovi non dovete rinunciare al Vangelo, ma potete portarlo con voi perché i suoi insegnamenti sono già compresi nel Corano. Vi dirò di più: se Gesù fosse vissuto fino all’avvento di Maometto, sicuramente avrebbe abbracciato la sua religione. E anche la Madonna”), o di minacciare un’Europa “nera” d’invasioni extracomunitarie se non disposta a pagare un “pizzo” di qualche miliardo, o di non fare affari d’oro col neoregime italiota se “sordo” a tali “consigli”. E tutti gli altri a dirgli di sì ed a fregarsene, sempre per paura, viltà e cupidigia, anche dei “rimpatriati”, respinti da Maroni & compari e infilati, al ritorno in patria, nei forni di tanti “lager” nel deserto. Non lo sapevi, caro diario?Per forza, c’era la consegna del silenzio: ma t’aggiornerò io, stanne certo. Nuccio Mula

Chiuso il 29 settembre ore 12.00


L'Amico del Popolo