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CittÁ

cultura

societÁ

La classifica sul gradimento dei sindaci italiani di MDM

Educare ed educarsi Ha suscitato non poco clamore e sdegno l’arresto di un insegnante G.G. di educazione fisica, accusato di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. A quanto pare i militari sarebbero riusciti ad accertare l’esistenza di rapporti sessuali a pagamento con i minori, retribuiti con piccole somme di denaro. Sulla vicenda sarà la magistratura a fare chiarezza. A commentare notizie del genere è sempre facile cadere nella sterile retorica e nel puro moralismo. Il fatto, tuttavia, ci offre non pochi spunti di riflessione. Per esempio che senso ha versare lacrime e fiumi di parole, un giorno sì ed uno no, alla notizie di violenze anche ai danni di minori, se queste sono il frutto di una cattiva semina che ha dato forma all’attuale società nella quale viviamo? Come leggere questi fatti se per la maggioranza ha valore solo ciò che piace, ciò che serve al momento (la ricarica del telefonino o i soldi per uno spinello). Si esige il “tutto e subito”, costi quel che costi. È giusto indignarsi e condannare fatti del genere, ma l’indignazione da sola non basta, occorre piuttosto studiare, e in questo la famiglia e la scuola hanno un compito insostituibile (non possono ammettersi indulgenze meschine), iniziative da adottare per sradicare alla radice la pianta che produce questi frutti. Tra i giovani e adulti. Occorre ritornare a parlare e usare anche parole - per molti desuete e che fanno arrossire - come pudore, sobrietà, autocontrollo, contro lo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile. Qui non è in gioco un moralismo d’altri tempi, superato; è in pericolo il bene stesso dell’uomo, per riscoprire parole come dignità, identità della persona, grandezza del corpo, bontà della sessualità, natura della libertà. In tutto questo non ci spinge alcun disprezzo del corpo, alcun tabù circa la sessualità, alcun timore della libertà; ci sollecita la pena che suscita lo spettacolo quotidiano di degrado morale che si consuma nelle cronache di vita a noi vicine e lontane. Oggi più che mai, tutti, grandi e piccoli, per usare un’espressione di mons. Crociata, «abbiamo bisogno di educarci e lasciarci continuamente rieducare, a partire dalla consapevolezza che una libertà intesa come sfrenatezza e sregolatezza porta soltanto alla sottomissione e all’annullamento dell’altro come persona». Carmelo Petrone

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N. 33 del 26 Settembre 2010

Sicuri a scuola? Indagine di Cittadinanzattiva di Andrea Casavecchia

La vita non facile dei cristiani in Asia

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di Bernardo Cervellara

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Il digitale interpella la pastorale L

a nostra città, nella settimana che ci lasciamo alla spalle, è stata al centro due due convegni regionali su pastorale e nuove tecnologie. Il primo, rivolto ai direttori degli uffici Comunicazioni Sociale e ai responsabili dei servizi informatici delle Diocesi siciliane, sul tema: “I servizi Internet per la diocesi e le parrocchie”. Il secondo, rivolto agli Incaricati degli Uffici di Curia e ai loro collaboratori, ha avuto come oggeto d’inconto il “SIDI”(Sistema informativo diocesano). A promuvere gli incontri il Servizio Informatico Conferenza Episcopale Italiana (SICEI), in collaborazione con l’Ufficio Regionale per le Comunicazioni Sociali e con gli uffici Comunicazioni Sociali ed Informatico dell’Arcidiocesi di Agrigento. I due

momenti nascono come espressione della volontà di capire i mutamenti operati dalle nuove tecnologie nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani, per non rimanere meri consumatori, ma testimoni della vivacità della fede cristiana anche in questa nuova cultura oltre che per conoscere compiutamente quei servizi che la CEI offre alle diocesi, in merito alle tecnologie digitali. Presenti le rappresentanze di quasi tutte le 16 diocesi della regione Sicilia. Interessante la relazione introduttiva al convegno “I servizi Internet per la diocesi e le parrocchie” di don Ivan Maffeis, vice direttore dell’Ufficio Comunicazioni della CEI ha “Dopo Testimoni digitali”(il convegno promosso dalla CEI, nel mese di aprile u.s., dedicato ad approfondire il tema

degli orrientamenti pastorali per il prossimo decennio sulla “sfida educativa” e l’apporto che possono dare le nuove tecnologie) Don Maffeis ha evidenziato come la Chiesa Italiana sia chiamata a raccogliere gli spunti di riflessione emersi a Roma, a fine aprile, a partire da quella sfida educativa cui richiamano gli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio. In particolare per don Maffeis “Testimoni digitali” segna un punto chiaro, per la Chiesa Italiana, circa l’attenzione al mondo della crossmedialità (termine nuovo per definire gli incroci, sempre più stretti, fra i diversi media tradizionali e nuovi) e cioè che essi non costituiscono un aspetto settoriale, ma una dimensione che

nuovo governo Lo sosterrà una maggioranza trasversale

In un clima da far west nasce il Lombardo quater «L’Autonomia dalle nostre parti è una formula abusata, in quest’Aula e nei dibattiti. Si tratta di un’autonomia che quasi mai è stata a pieno sperimentata ed attuata, per essere sacrificata invece sull’altare romano, calpestata all’insegna della frenesia. La vera autonomia in questi due anni e mezzo, da quando ho percorso una strada sofferta, è la libertà di guardare impietosamente la realtà per come era». Sono le parole del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo in Aula all’Assemblea regionale siciliana, prima di presentare la lista dei suoi nuovi assessori. Per il governatore l’autonomia significa «voltare pagina per pensare da noi e progettare sviluppo tra mille ostacoli. Non ci siamo abituati, i più sentono un senso di vertigine, ma penso che stiamo cercando di farlo e abbiamo il dovere di farlo. Autonomia significa superare il bipolarismo per lavorare per la Sicilia». Al termine del suo discorso durato

attraversa per intero la pastorale, nonostante la consapevolezza delle ambiguità della rete. Il vice direttore dell’UCS della CEI ha parlato della rete come di un enorme potenziale grazie alla quale la Chiesa può stabilire contatti e connessioni con tantissime persone che altrimenti non entrerebbero nei circuiti abituali dei percorsi pastorali oltre ad essere un canale straordinario, perché la Parola del Vangelo, ma ancor prima le domande che l’uomo si porta dentro possano essere riproposte. continua a pag.7

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◆ corso di aggiornamento

Per amministrare e gestire bene la parrocchia Accanto agli impegni pastorali, catechistici, liturgici caritativi, il parroco è chiamato a gestire le strutture materiali, necessarie per il culto e le attività pastorali. Per questo l’ufficio per i Beni Culturali e Amministrativo della Curia, hanno predisposto un Corso di formazione per preti, diaconi e consigli parrocchiali per gli affari economici. a pagina 7

◆ canicattì

Ricordati i giudici Rosario Livatino e Antonino Saetta Con diverse iniziative sono stati ricordati i giudici, uccisi dalla mafia, Rosario Livatino e Antonino Saetta. Ad ottobbre altri due appuntamento tra cui la presentazione, nella sala Marconi di Radio Vaticana dell’audio libro “Qualcosa si è spezzato” sul giudice Livatino promossa da Caritas Italiana e dal Centro Europeo Risorse Umane.

circa un’ora il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha quindi comunicato ufficialmente i nomi dei componenti della sua nuova squadra di governo. Riconfermati gli assessori Massimo Russo, Pier Carmelo Russo, Mario Centorrino, Marco Venturi, Caterina Chinnici e Gaetano Armao. I nuovi volti della giunta regionale sono l’ex dirigente della Pesca, a pagina 4 Gianmaria Sparma, il docente universitaregione sicilia Stabilizzazione 5.000 precari P.A. regionale. Rese note le prove rio Andrea Piraino, il dirigente regionale Maria Letizia Di Liberti, il docente Sebastiano Messineo, Elio D’Antrassi, L’assessorato regionale alla attraverso concorso interno. fare 1 fax; movimentazione quest’ultimo definiFunzione pubblica, guidato I 2.800 aspiranti al posto documenti (es. aprire faldone, to da Lombardo un da Caterina Chinnici, ha con- fisso in categoria A dovranno estrarre un singolo fascicolo, e esperto in commervocato nei giorni scorsi i sin- superare le seguenti prove: richiudere il faldone mediante cializzazione di prodacati e ha fornito loro la ta- Fare fotocopie ove possibile appositi nastri; oppure aprire dotti agricoli, e infine bella con le prove che saranno fronte retro; apporre la data faldone e sistemare i fascicoli l’ex prefetto di Palerinserite nei test attitudinali su un documento utilizzan- in esso contenuti in ordine almo Giosué Marino. per la stabilizzazione degli ol- do il datario; Predisporre fabetico; Salvatore Pezzino tre 5.000 precari della Pubbli- una busta. mettere indirizzo LdP continua a pag.8 ca amministrazione regionale e timbro dell’ufficio mittente; continua a pag.8

Basterà saper fare un fax




Città

L’Amico del Popolo

26 Settembre 2010

In Breve

palazzo san domenico Pubblicata la classifica sul gradimento dei sindaci italiani

Balzo in avanti per Zambuto L

a tredicesima edizione di Monitor Città di Fullresearch, istituto diretto da Marco Benatti e Natascia Turato, riserva alcune sorprese al vertice della classifica, e non solo. Il sindaco più amato d’Italia è Matteo Renzi, primo cittadino di Firenze che balza dal 15° posto, ottenuto nella precedente rilevazione, alla vetta della classifica dei super sindaci, con il 66,8% di consensi ed un +6,3 rispetto al dicembre 2009. Ed il nostro primo cittadino a che posto della classifica si è piazzato? Marco Zambuto si attesta al 17° posto

un bel balzo in avanti rispetto al 35° posto occupato nel secondo semestre del 2009. Nella speciale classifica dei super sindaci condotta dalla Fullresearch, sono 40 coloro che superano la soglia del 55% di gradimento. Ma l’istituto, accanto alla classifica di gradimento dei primi cittadini, sviluppa anche quella riguardante la qualità dei servizi offerti. Qui, se ci aspettiamo anche un bel balzo di classifica per la nostra “amata” Agrigento, restiamo delusi perché assistiamo alla conferma della città di Bolzano, seguita da Trento e non riusciamo e rientria-

aula sollano  Seduta del Consiglio Comunale

Approvati diversi punti all’Odg La seduta del consiglio comunale di martedì 21 settembre è stata caratterizzata dall’approvazione di alcuni punti iscritti all’ordine del giorno. Nel dettaglio l’aula ha votato, ed approvato ad unanimità dei presenti, la modifica di un articolo, del vigente regolamento comunale, in materia di commercio su aree pubbliche in funzione alla costituzione di un centro commerciale di raccolta differenziata nel piazzale Ugo La Malfa. Successivamente, l’Aula, ha trattato ed approvato, un atto di indirizzo tramite il quale, per l’affidamento di servizi, si preveda la più ampia partecipazione alle imprese anziché con affidamento alla CONSIP (società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze che lavora al servizio esclusivo delle pubbliche amministrazioni). Prima della trattazione di detti punti, i lavori, sono stati introdotti da alcune comunicazioni alla Presidenza da parte di vari consiglieri. Cirino ha evidenziato la necessità di spostare il mercato di prodotti agricoli da piazza Stazione in piazza Ugo La Malfa in considerazione degli spazi a disposizione per gli automobilisti; Lo Presti ha rilevato la situazio-

ne delle aiuole del lungomare di San Leone non decorose nonostante la loro “adozione” da parte di alcuni privati. Hamel si è soffermato sul pagamento della terza rata della tassa dei rifiuti relativa all’anno 2005 mentre Callari ha sottolineato la questione relativa al mutuo per la bonifica da ordigni bellici che interesserà una parte del cimitero di Piano Gatta. Altre comunicazioni alla Presidenza sono state poste da Picarella, relativamente alla chiusura temporanea della salita Coniglio interessata ad interventi su un muro pericolante; lo stesso ha trattato la questione delle fogne in zona “A” e sulla passerella da realizzare nella valle dei Templi. Infine Arnone è intervento sul progetto di finanza relativo al cimitero di Piano Gatta. La prossima seduta del Consiglio comunale è programmata per martedì 28 settembre. C.S.

Il comandante Antonica

scende

Grazie, Signore, per averci mandato quest’uomo! Finalmente qualcuno che oltre a conoscere le regole cerca di farle rispettare ed ad Agrigento, sembra che sia arrivata, insieme al comandante dei Vigili Urbani, anche la civiltà. Niente più doppia fila in via Imera dinanzi al rifornimento Agip o nella curva ove è ubicato un istituto bancario. I vigili urbani adesso si vedono, si sentono e cominciano ad essere morigerati osservatori delle regole (almeno nella maggior parte dei casi). Comunque ci auguriamo e speriamo tanto che il nuovo comandante riesca a rendere più civile questa nostra città e gli consigliamo di passare anche al controllo dell’orario del conferimento dei rifiuti per evitare le scene dei lanci dei sacchetti dei rifiuti .

sale

re neanche nelle prime venti posizioni. Volevamo chiamare l’istituto per sapere il piazzamento ma abbiamo desistito, vogliamo credere di esserci collocati al 21° posto. La classifica dei primi 20 comuni italiani è ottenuta attraverso un’indice medio relativo al livello di soddisfazione espresso dai cittadini intervistati su 23 servizi (anagrafe/stato civile, tributi, URP, servizi scolastici, politiche per le imprese, servizi sociali, sicurezza, polizia municipale, raccolta rifiuti, pulizia delle strade, manutenzione stradale, illuminazione stradale, verde/ parchi pubblici, edilizia/urbanistica, turismo, cultura/spettacolo, sport, viabilità/traffico, parcheggi, trasporto pubblico, gas, acqua, elettricità) e noi, non dovremmo essere tanto soddisfatti visto il risultato. L’indagine, spiega l’istituto, è stata realizzata tra il 19 aprile e il 15 luglio 2010. Il campione di 81.800 interviste, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, è

stato stratificato per ciascun comune, secondo i criteri di sesso ed età e realizzata attraverso interviste telefoniche con metodologia C.A.T.I. Già lo scorso anno si era verificato che, il gradimento riscosso dal primo cittadino superasse quello della città da lui amministrata, ci auguriamo che, il prossimo anno, possa esserci un pareggio. Marilisa Della Monica

Un nuovo “divertirsi”

É possibile che delle mattonelle nel giro di qualche anno si sfaldino o meglio si sfarinino? É possibile che una piazza si stia lentamente riducendo in un campo sterrato? Ad Agrigento, ed in particolare in piazza don Minzoni oltre a schivare le cacche lasciate in terra dai cani che vengono portati a passeggio dai loro proprietari, turisti e passanti devono schivare anche le buche che si sono formate nella piazza dovute alla erosione o alla mancanza totale di blocchi della pavimentazione.

Il presidente del Polo universitario di Agrigento, Joseph Mifsud, ha firmato un protocollo d’intesa, nell’ottica del potenziamento dei servizi informatici e dell’internazionalizzazione, con l’azienda agrigentina “Essetech” rappresentata da Tommaso Parisi. La partnership prevede la fornitura di alcuni software proprietari di “Essetech” ad uso esclusivo e gratuito per la gestione di servizi informatici rivolti agli studenti universitari Cupa e dei suoi visitatori.

ferimento carabiniere Richiesta seconda perizia psichiatrica

fontanelle  Presa a sassate statua della Madonna

Piazza don Minzoni

polo universitario Protocollo d’intesa per potenziare servizi

Quando eravamo piccoli noi, qualche decennio fa, si ci ritrovava in piazzetta per giocare a campanaro, mosca cieca, palla avvelenata, nascondino, i più grandi si riunivano, seduti sui loro scooter a commentare la giornata di scuola, a parlare di ragazze/i o semplicemente mangiando qualcosa in compagnia. I ragazzi di oggi (quelli di cui stiamo per parlarvi) invece reputano orami desueti, anacronistici e superati questi esempi di divertimento ed hanno cominciato a spostare e rubare i segnali stradali, spezzare quelli toponomastici (il comune è corso ai ripari scrivendo sui muri i nomi delle vie), dar fuoco ai cassonetti, spaccare e lesionare i giochini per i bambini nelle villette e ultima no- Nella foto la statua della Madonnina danneggiata vità in caso di “sballo” estremo la presa a sassate delle statue raffiguranti immagini sacre. Così dopo quella di san Pio da Pietralcina a San Leone adesso, i soliti cretini nulla pensanti, hanno preso a sassate la statua della Madonnina ubicata nella aiuola adottata dalla parrocchia di S. Nicola. «Questi giovani hanno commesso un errore – commenta don Franco Giordano – ma non per questo possiamo esimerci dal tentativo di recuperarli».

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento ha disposto una seconda perizia psichiatrica su Alessandro Ottavini, il trentenne che lo scorso marzo ferì il carabiniere Diego Gamberoni al posto di guardia della caserma “Biagio Pistone”. La prima aveva dimostrato che il giovane, al momento dell’accaduto, era totalmente incapace di intendere e di volere; in caso di contrasto se ne effettuerà una terza. L’avvocato del carabiniere aveva chiesto l’inutilizzabilità della prima perizia in quanto effettuata senza la presenza di un consulente di parte, ma la richiesta è stata rigettata. Ottaviani, intanto, nei giorni scorsi è stato trasferito presso il manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto.

centro storico Continuano i lavori di messa in sicurezza Quasi ultimati i lavori di messa in sicurezza di alcuni edifici del centro storico, in particolare nella via Neve, mentre altri interventi sono in corso in altre zone del vecchio centro urbano di Agrigento. Con i fondi messi a disposizione dal Dipartimento regionale della Protezione civile, infatti, il Comune, ha predisposto una serie di progetti finalizzati ad altrettanti interventi aventi lo scopo di eliminare il pericolo di crolli da parte di edifici fatiscenti. L’intervento più consistente è stato realizzato in via Neve, all’angolo con la salita Monte dei Pegni, dove sono stati demoliti gli ultimi due piani di una palazzina.

sagra del mandorlo in fiore Progetto edizione 2011 pronto Già pronto il progetto per la prossime edizione della Sagra del mandorlo in fiore. Si attende solo che i rappresentanti dei tre enti interessati (Provincia, Comune e Camera di commercio) si riuniscano per esaminarlo ed approvarlo. Lo scorso 5 maggio presidente della Provincia, sindaco e presidente della Camera di commercio affidarono, a titolo gratuito, a Giugiù Gallo ed Enzo Lauretta, il compito di occuparsi dell’organizzazione dell’edizione 2011 della sagra. I due si sono subito messi al lavoro preparando il progetto. Da indiscrezioni si apprende che sarà una sagra particolarmente importante, con diversi elementi di continuità rispetto alle edizioni passate ma anche con parecchie novità.

valle dei templi  Incontro tra il sindaco e il neo direttore del Parco Archeologico

Nel futuro sinergia tra i vari enti Proficuo incontro ufficiale tra il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ed il neo direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi Giuseppe Castellana alla presenza dell’assessore comunale dei nei e delle attività culturali Massimo Muglia. Primo impegno comune quello della pavimentazione ed illuminazione dei marciapiedi dal quartiere ellenistico-romano fino al tempio di Ercole che sarà finanziato, su progetto già esecutivo del Comune, col 30% dei proventi del Parco.

Intanto con immediatezza sarà ripristinato il decoro di tutte le strade di accesso al Parco con operazioni di decespugliamento e ripulitura degli spazi circostanti. Il Direttore del Parco ha quindi rassegnato al Sindaco la sua volontà di procedere immediatamente alla realizzazione della passerella su porta Aurea per il miglioramento del circuito turistico. Nel corso dell’incontro sono stati definiti anche gli spazi culturali da destinare alle manifestazioni di valorizzazione della Valle: case Sanfilippo, l’area delle ex case Pan-

la Settimana Esserci o non esserci Agrigento indietro tutta. Al governo della Regione, infatti, non c’è posto per gli agrigentini fino a ieri assessori regionali del Lombardo ter. Agrigento non avrà quindi, né i vecchi né nuovi volti. Nell’esecutivo, messo su da Raffaele Lombardo per la quarta volta (altro che pensare ad amministrare!), non ci sarà Di Mauro, né Gentile e nemmeno Cimino. Michele Cimino, per la verità, aveva già lasciato in anticipo dimettendosi dalla carica piuttosto che subire l’estromissione. Ma la novità vera e, per certi versi, sconcertante per molti osservatori, è la presenza del Partito Democratico nel governo della Regione. Il Pd dopo aver perso le elezioni regionali, ponendosi contro lo stesso Lombardo, entra adesso al governo chiamato proprio da colui che sembrava non

talena e la zona vicina al tempio di Giunone diventeranno luoghi di manifestazioni artistiche, teatrali e musicali. Grande disponibilità, da parte del Parco, sulla richiesta dell’assessore Muglia di attivare immediatamente un’ipotesi progettuale sulla fruizione dell’Ekklesiasterion per inserire Agrigento nei finanziamenti del circuito dei “Teatri di pietra”. Si è anche concordato di rendere gratuito il parcheggio della chiesa di San Nicola per i fedeli che partecipano alla messa domenicale. (U.S.) di Eugenio Cairone

volesse sentirne di sinistra e di pseudo comunisti. Ma la politica è anche questo. L’attaccamento alla ideologia è cosa passata ammesso che fosse esistita qualche volta per davvero. Comunque sia il Pd entra, grazie a Lombardo, dalla finestra. Da parte nostra, intanto, non sappiamo come agrigentini se è il caso di prendercela più di tanto per la decisione del Governatore di tagliare fuori i “nostri” assessori o far finta di niente. Qualcuno sostiene, con un po’ di malizia, che del taglio non ci accorgeremo per niente. Questo perché grandi cose, a parte le solite promesse, non ne abbiamo viste. Tra gli assessori entra in Giunta da tecnico anche l’ex prefetto di Agrigento e di Palermo Giosuè Marino anche lui in quota Pd.


3,50

Cultura

L’Amico del Popolo 26 Settembre 2010

Un’indagine di Cittadinanzattiva 

sicilianitÁ  IV

Sicuri a scuola? A

ccompagnando un figlio a scuola si scopre criteri minimi per la vivibilità? che nell’abbandonato giardino antistante il L’istruzione è un nodo strategico per cancello, lì dove i bambini scorrazzano e si rin- la crescita di un Paese. Invece da noi corrono prima che suoni la fatidica campanella, l’educazione e la conoscenza non sono si può trovare di tutto dalle cartacce alle sirin- viste come risorsa sulla quale investire: ghe. l’Italia spende appena il 4,5% del Pil per Si pensa che potrebbe essere un caso, si è capi- la scuola. Così si ritrova al penultimo tati in un istituto scolastico trascurato. Si andrà a posto della classifica tra i Paesi dell’Ocse. Si con- vandalici e di bullismo, perché anche il contesto parlare con il o la preside e tutto si risolverà. tinua a parlare di riforme scolastiche e ci accor- è importante. Avere classi sovraffollate in luoghi Poi, però, approfondendo le ricerche sulla si- giamo che attualmente sono carenti le semplici sporchi certo non favorisce la convivenza civile. tuazione sicurezza degli edifici scolastici si sco- norme di sicurezza. Come ha sostenuto il preCosì, mentre si pensa sul da farsi per migliopre che la sporcizia del giardino è solo il biglietto sidente della Repubblica serve maggiore qualità rare la condizione degli studenti. quando si preda visita dello stato di salute della nostra scuola. e per questo è importante il coinvolgimento di para lo zainetto del bambino, oltre ai quaderni, I dati dell’VIII Rapporto nazionale “Sicurezza, tutti i docenti come gli alunni, i bidelli come i ge- all’astuccio e ai libri, alla merenda e al bicchiere, qualità e comfort a scuola” sono impressionanti. nitori. Però occorre anche operare degli investi- bisogna ricordarsi di mettere la carta igienica e Dal campione di scuole osservate, durante l’in- menti, scegliendo coraggiosamente per il futuro ogni tanto di chiedere se c’è ancora del sapone. dagine promossa da “Cittadinanzattiva”, risulta senza guardare agli opportunismi del momento. Già perché anche quello manca nelle scuole itache poco più di una scuola su tre (il 37%) in Italia Lo stato fatiscente delle nostre scuole dovrebbe liane. possiede la certificazione di agibilità e soltanto essere considerato anche quando si parla di atti Andrea Casavecchia in una scuola su quattro è presente la certificazione igienico sanitaria. Si verifica inoltre che gli ambienti racalmuto Fondazione Sciascia più sporchi sono i corridoi, i bagni le aule. Questo panorama desolante è Assume un’importanza centrale per la conoscenza nale radio Rai. Fu critico letterario e teatrale di fama l’ambiente in cui si preparano le nuove generazioni al futuro. Ci si dell’attività letteraria e teatrale del Novecento in Si- nazionale. A donare la biblioteca di Gagliano, alla chiede come sia possibile raccogliere cilia la donazione di Giacomo Gagliano, alla fonda- fondazione Sciascia, è stata la figlia Maria Gabriella. l’appello del presidente della Repub- zione “Leonardo Sciascia” di Racalmuto. La catalo- L’esposizione della donazione Gagliano, curata dal blica, Giorgio Napolitano, il quale, gazione e lo studio di tutto il materiale potrà essere bibliotecario Salvatore Pedone, e denominata “Mezrivolgendosi ai ragazzi del Giffoni uno stimolo per approfondimenti ed analisi sulla vita zo secolo di teatro e letteratura del Novecento”, sarà film festival, ha detto: “Servono più politica e sul costume dell’intero Paese, facendo, di inaugurata sabato, 25 settembre, alle ore 17,30, negli risorse per la scuola ma anche più fatto, conoscere Gagliano ad un pubblico più vasto ampi locali della fondazione Sciascia. Interverranno qualità in termini di attività forma- e non circoscritto agli addetti ai lavori. Giacomo Ga- i giornalisti Felice Cavallaro e Valter Vecellio e il bitive e impegno a produrre buoni gliano (1903/1973) fu redattore e critico letterario al bliotecario Salvatore Pedone. Nell’occasione, Poste Italiane annuncerà l’emissiorisultati”. Come si può puntare sulla giornale “L’Ora” di Palermo, fino al 1964 fu redattore qualità quando non si superano i al “Giornale di Sicilia” e poi capo servizio del gior- ne di un francobollo dedicato a Leonardo Sciascia.

In mostra il Novecento

sciaccaComplesso Sant’Anna

rocco d’ambrosio ed. La Meridiana € 13,50

Ventagli d’arte

Carcasi profeti

Prosegue nel suo percorso la mostra “Venti di novità. Ventagli d’arte contemporanea, nella quale sono esposti ventagli decorati da oltre cinquanta artisti italiani, prevalentemente siciliani. Promossa dal distretto Fi.Da.Pa. Sicilia, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Catania e dei Musei civici di Caltagirone. Inaugurata a Sciacca lo scorso 9 settembre presso il Complesso Sant’Anna sarà fruibile ai visitatori fino al prossimo 30 settembre. La finalità dell’iniziativa è quella di operare un tentativo per recuperare nell’oggetto-opera d’arte il rapporto tra collezionismo (sia privato che pubblico) e la funzionalità quotidiana dell’opera d’arte stessa. Il ventaglio ha sempre raccolto le attenzioni del collezionismo ed allo stesso tempo è stato oggetto d’uso quotidiano; sovente gli artisti nel passato hanno lasciato testimonianza della loro opera nella

Scriveva Balducci: «La profezia è l’emersione della novità necessaria, tanto nuova che la mentalità vigente non può che respingerla e tanto necessaria che senza di essa non si dà salvezza». Ed è la profezia, novità necessaria e scandalosa, ad attraversare trame e orditure del saggio di Rocco D’Ambrosio, “Cercasi profeti. Appunti su cattolici e società italiana”, che fa parte della collana “Paginealtre… lungo i sentieri della differenza”. Molti gli spunti che si possono trarre dalla lettura, tra questi, quello che indica che non si può, né si deve ridurre la ricchezza profetica dell’Evangelo e della fede cristiana a culto e bioetica; una delle conseguenze di tale immiserimento è l’allontana-

decorazione di ventagli. L’iniziativa ha inoltre lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai progetti promossi dalla federazione regionale Movimenti per la vita ed i Centri di Aiuto alla vita per assistere le donne con difficoltà ad accogliere la vita nascente. La mostra nasce da un’idea di Giuseppe Ingaglio, che ne è il curatore, in collaborazione con Domenico Amoroso, direttore del Museo Civico d’arte contemporanea di Caltagirone. U.S.

mento di tanti discepoli del Signore dalla comunità dei c r e denti, i quali, per dirla con il sociologo Garelli, finiscono per rifugiarsi in una fede senza rito e senza chiesa. A don Milani è dedicato l’ultimo paragrafo del saggio. Il priore di Barbiana fu un uomo autenticamente libero e veramente povero: un profeta inimitabile, ma attuale; un uomo «inopportuno» direbbero oggi gli ostracisti dei profeti e della profezia. Alfonso Cacciatore

Girgenti: le chiese, i conventi, i monasteri distruzioni e trasformazioni Convento S. Domenico 1 Di un primo convento dei frati domenicani fabbricato nel 1315 dai Chiaramonte ci dà notizie V. Amico nel Dizionario Topografico della Sicilia, Catania 1757. G. Picone, Memorie Storiche Agrigentine, III, p. 601, Agrigento 1937,

mente nella contrada di S. Marta.” Lungo la via Recinto Oblati c’è il Cortile S. Marta, posizionato sotto il Palazzo del Seminario e vicino all’ex Istituto Gioeni. Nel cortile abita il prof. Domenico Frenna ed accanto alla sua casa c’è il rudere di un muro (nella foto) con evidenti tracce di quattro arcate sostenute da semplici e lineari pilastri. Il prof. Frenna racconta di un’antica tradizione locale, secondo cui quel muro apparteneva ad un antico convento. Mi pare che esistano sufficienti elementi per poter affermare che dietro il cortile ci fosse il primo convento dei Domenicani.

Convento S. Domenico 2

precisa che detto convento “sorgeva fuori la città, alla parte d’occidente, al Rabato e propria-



I Domenicani si trasferirono da S. Marta nell’attuale piazza Pirandello quando nel 1641 il duca Carlo Tomasi, della nobile famiglia dei Principi di Lampedusa, dovendosi trasferire da Girgenti a Palma di Montechiaro, donò ai frati il suo palazzo, per farne un convento più digni-

a cura di Nino Sciangula toso. Il duca aveva sposato Rosalia Trajna, nipote del vescovo, e aveva deciso di risiedere nella nostra città, ma, quando ottenne la baronia di Montechiaro ed edificò nel 1637 il paese di Palma, i suoi nuovi incarichi richiesero che egli lasciasse la nostra città. Nella seconda metà dell’Ottocento, a seguito delle Leggi Eversive, il convento fu acquisito dal demanio comunale e ristrutturato per diventare Palazzo Comunale nel 1867. Girgenti aveva già una Casa Comunale da poco costruita in stile gotico moderno, su progetto dell’ ing. Gravanti di Sciacca, costruita uilizzando una vasta area occupata da varie catapecchie antistanti la Chiesa S. Anna. Dopo la disponibilità del Palazzo dei Lampedusa, essa nel 1867 fu venduta alla Camera di Commercio e con i soldi ricavati il Consiglio Comunale decise di realizzare un teatro sul modello della Fenice di Venezia (nel 1870 iniziò la costruzione e nel 1880 venne inaugurato).

Esperienze pastorali “La gloria di Diu / ‘ncima a lu pinseri: / chissu è lu diri e fari / di li Cristiani veri.” L’Anziano amico Prete (A.a.P.), resosi conto che i “maggiorenti” della zona Cannatello si erano organizzati nell’unico, vero intento di godersi al meglio i comodi delle loro villette e, a tal fine, utilizzare l’organizzazione parrocchiale, decise di fare chiarezza sulle vere finalità di ogni comunità ecclesiale. Riunita l’assemblea con poche e vigorose affermazioni, precisò: a) l’impegno di sostenere le spese, sia dell’affitto per il locale, come per ogni altro bisogno per il culto e l’organizzazione della Comunità Ecclesiale, deve essere responsabilità condivisa di tutti i fedeli, e non di una minoranza che possa ritenere di avere diritto prioritario o, peggio, esclusivo, di esercitare un potere amministrativo; b) in base a norme costituive ben chiare, l’amministrazione dei beni parrocchiali è compito del Consiglio amministrativo, presieduto dal Parroco ed eletto dall’assemblea; a questo si affianca il Consiglio Pastorale. Per tanti anni, non avendo mai avuto una sede fissa, riducendosi l’attività alla sola Celebrazione Domenicale, che avveniva in qualche abitazione privata, non ci si era mai preoccupati di provvedere arredi di nessun genere. Con l’affitto del nuovo locale, ci si accorse che mancava financo un Crocifisso e un’Immagine della Madonna. Era stata collocata in un angolo solo una statua di Santa Rita e una bella Icona in stile bizantino riproducente l’immagine di San Gregorio Agrigentino. Urgeva, pertanto, provvedere un congruo numero di sedie o di comodi banchi, oltre gli arredi liturgici. Per i banchi, venne incontro la parrocchia di Santa Lucia, mentre per il Crocifisso e l’immagine della Madonna, nonché per gli arredi sacri, provvide l’Anziano amico Prete di pregare amici che, generosamente, risposero, venendogli incontro. La vera preoccupazione, tuttavia, di chi ha la responsabilità della guida spirituale di ogni Comunità Ecclesiale, non può essere certo quella di arredare un locale, ma di formare la mente ed il cuore dei fedeli perché comprendano e vivano l’impegno prioritario di rendere gloria a Dio e operare per l’avvento del Suo Regno. Bisognava che la Comunità prendesse conoscenza sempre più approfondita, meditata e contemplata della Parola di Dio, nonché dei documenti del Concilio e delle direttive diocesane. Primo, grande impegno, pertanto, fu quello di far conoscere la Bibbia, distribuendone una copia, di facile lettura e comprensione, ad ogni famiglia. Si organizzarono corsi, specialmente per i catechisti. Per i più attivi e disponibili, si fece conoscere l’associazione dell’Azione Cattolica, spronando i più dotati a partecipare ai convegni e alle iniziative diocesane e nazionali. I ragazzi e gli adolescenti, oltrechè a frequentare la catechesi, partecipavano ai campi scuola, organizzati durante le vacanze. Per loro fu possibile ottenere dalla generosità della famiglia Mazzarella un campo giochi ricavato dal terreno di loro proprietà Per farla breve: di anni ne erano trascorsi sei. La Comunità, nelle sue varie componenti (fanciulli, adolescenti, uomini e donne), era stata avviata dalla Grazia di Dio a comprendere che, senza il nutrimento della Parola di Dio, dell’Eucaristia, della preghiera quotidiana e della partecipazione alle iniziative comunitarie, non ci si poteva ritenere seguaci di Cristo. Bisognava ora continuare, ma sotto altra guida spirituale. L’Anziano amico Prete era costretto a lasciare: le coronarie, da tempo, erano entrate in sofferenza. Continuare, ogni giorno, in macchina, l’andirivieni, appariva sempre più rischioso. Bisognava provvedere alla successione. Per troncare ogni discussione, che avrebbe potuto avere “ripercussioni cardiache”, l’Anziano amico Prete si decise a scrivere al Vescovo: “Sono costretto a comunicarLe che, per gravi motivi di salute, entro il mese, sarò obbligato a lasciare la guida della Comunità di San Gregorio. Cosa debbo dire ai fedeli, che il Vescovo “infedele” intende azzerare la Parrocchia?” Che le cose siano andate meglio di ogni previsione (anche se non mancarono incertezze e turbolenze preoccupanti, grazie a Dio superate), ormai è splendida realtà. Grazie ai giovani Parroci susseguitisi all’Anziano amico Prete, e in un crescendo ininterrotto di iniziative e vitalità che hanno avuto del prodigioso, vero frutto del Fuoco dello Spirito Santo, si è pervenuti alla realizzazione di quella che, negli anni Ottanta, appariva come lontana, miracolosa prospettiva: la costruzione di una sede parrocchiale che rispondesse in pieno alle esigenze di una Comunità di migliaia e migliaia di fedeli. Piresse




Provincia

L’Amico del Popolo

26 Settembre 2010

Brevi provincia

canicattÍ XX anniversario assassinio giudice Livatino

Un ricordo attuale U

na celebrazione eucaristica molto partecipata, quella che si è tenuta nella Parrocchia San Domenico a Canicattì, per ricordare il 20° anniversario del sacrificio del giovane giudice Rosario Livatino. A presiedere, il Vicario episcopale per la Pastorale don Baldo Reina che, nell’omelia, ha evidenziato la stringente necessità, per la Chiesa, di poter contare su un laicato attento ai problemi del mondo contemporaneo ed in grado di operare nella giustizia e nella carità tanto raccomandate dal Vangelo. Presenti le più alte autorità civili e militari della provincia, dopo la celebrazione è avvenuta la consueta deposizione di omaggi floreali sulla stele che ricorda quel tragico 21 settembre 1990, sulla statale 640. Qui il segretario della sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati, Diego Ragozini, ha voluto ricordare la suggestiva testimonianza umana e professionale di Livatino, indicandolo come punto di riferimento per gli operatori del diritto. Nel pomeriggio, al Teatro Sociale di Canicattì, il convegno organizzato dalle associazioni “Tecnopolis” e “Amici del giudice Livatino”, sul tema: “Etica, carità e giustizia nell’azione giudiziaria”, coordinato dal giornalista Carmelo Vella. A relazionare, i giudici Giancarlo Caselli

villafranca sicula

peschereccio ariete Interrogati i finanzieri a bordo

e Gaetano Paci, la giornalista e scrittrice Gilda Sciortino, che ha licenziato nei giorni scorsi un nuovo libro sul “giudice ragazzino” e il regista Salvatore Presti, autore del docu-film “Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio”, prodotto Foto Tornatore nel 2006. Interventi tesi a mettere in luce la profonda importanza di concetti quali la giustizia e la legalità, che richiedono Saetta, Presidente della Prima Sezione della come fondamento una coerenza e quindi una Corte d’Assise d’Appello di Palermo, assassinato credibilità. «Un giudice - ha detto Caselli - che insieme al figlio Stefano di 36 anni mentre, con da morto continua a far parlare di se per la sua la sua auto e senza scorta, rientrava da Canicatmorte di porta alla riflessione su cosa è cambia- tì a Palermo. Anche in quest’occasione, interto. E doloroso dirlo - ha proseguito - c’è ancora venti di alto profilo, come quello di don Luigi un mucchio di strada da percorrere per potere Ciotti (Fondatore e Presidente di “Libera”), del affermare che la mafia è sconfitta». sostituto procuratore della DDA di Palermo In occasione del XX anniversario il minsitro Antonino Di Matteo, del giornalista e scrittore Alfano in una nota parla del martirio di Livati- Giuseppe Martorana e dell’avvocato Roberto no come di una «metafora della forza della cul- Saetta. tura dell’antimafia, simbolo di un operare silenGli altri appuntamenti sono fissati per il 2 zioso, di un agire quotidiano nel rispetto delle ottobre a Messina, con la consegna dei riconoregole, di una grande testimoninza di fede». scimenti “Pro Bono Justitiae” e “Pro Bono VePer il Presidente Schifani il ricordo di Livatino ritatis”, promossi dall’Associazione “Giorgio La «continua ad offrire forza e motivazioni ai col- Pira” diretta dal prof. Centofanti e il 5 ottobre leghi magistrati e ai cittadini di buona volonta», a Roma, nella Sala Marconi di Radio Vaticana, mentre per il ministro Meloni «venne ucciso dove sarà presentato l’audiolibro “Qualcosa si è perchè faceva paura il suo coraggio, la sua de- spezzato” sul giudice Livatino: un’iniziativa proterminazione, la sua fede... dobbiamo mossa da Caritas Italiana e dal Centro Europeo continuare a raccontare la sua storia Risorse Umane, pubblicato dalle Edizioni San perchè non venga dimenticata». Paolo. Alla conferenza stampa sarà presente Altro appuntamento per la rifles- l’Arcivescovo di Agrigento Mons. Francesco sione e l’impegno civile, quello del 25 Montenegro, il Presidente e il Direttore di Casettembre, sempre a Canicattì, dove le ritas Italiana, rispettivamente Mons. Giuseppe due associazioni hanno programmato Merisi e Mons. Vittorio Nozza. un omaggio sulla tomba di Antonino Giuseppe Livatino

Chiude la banca caos alle Poste

Come era prevedibile la chiusura dell’unico sportello bancario presente nel piccolo centro agrigentino, ha fatto registrare la “presa d’assalto”, da parte dei cittadini, del locale ufficio postale che, in questi giorni, sta facendo registrare giornate lavorative convulse. Molti villafranchesi hanno spostato i loro risparmi nell’ufficio postale di via Mazzini che, non è nelle condizioni di potere assolvere al nuovo flusso di utenti, sia per la carenza di personale sia per i locali in cui è ubicato. A Villafranca Sicula, infatti, nell’unico ufficio postale presente, prestano servizio due soli impiegati, di cui uno è il direttore. Non vi è nemmeno il portalettere visto che la posta arriva dalla vicina Burgio con l’addetto al recapito della corrispondenza che gira per il paese, recapita le missive e torna a Burgio. I locali di via Mazzini, come dicevamo, sono angusti, insufficienti e poco idonei per poter contenere quanti quotidianamente si recano in ufficio per le operazioni. Molta gente rimane fuori. In molti si chiedono cosa succederà non appena arriveranno le piogge e il freddo. Altra nota dolente la mancanza di uno sportello bancomat esterno ai locali dell’ufficio: i villafranchesi già si chiedono come faranno quando l’ufficio postale sarà chiuso e all’interrogativo la direzione provinciale deve ancora dare una risposta, come del resto se verrà assegnato altro personale e se verranno cercati locali più idonei. «Il paese è così relegato a condizione di aggregato urbano dormitorio – ha affermato il sindaco Di Salvo durante il consiglio comunale straordinario – con la scomparsa della banca si blocca ogni attività economica. La cittadina viene mortificata nella sua identità. Gli istituti di credito più vicini rimangono quelli di Lucca Sicula e di Burgio». E.M.

«Abbiamo cercato di opporci sia all’inseguimento sia, naturalmente, ai colpi sparati contro l’Ariete, ma i libici non hanno sentito ragioni perchè hanno detto che si trattava di un ordine da eseguire. Abbiamo spiegato che non potevano farlo perchè non si trattava di una missione di pattugliamento antiimmigrazione, ma non c’è stato nulla da fare». É quanto hanno detto ai magistrati agrigentini i sei finanzieri che lo scorso 12 settembre si trovavano a bordo della motovedetta libica durante le concitate fasi dell’inseguimento del motopesca mazarese “Ariete”, crivellato dai colpi della mitragliatrice. I sei finanzieri, sono stati sentiti quali persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta della procura che sta indagando su quanto accaduto ipotizzando i reati di tentato omicidio plurimo aggravato e danneggiamento di imbarcazione.

castrofilippo In manette il sindaco Ippolito

Cinque persone, tra cui il sindaco, Salvatore Ippolito, sono state arrestate, dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, dal Gip di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le accuse riguardano il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. L’organizzazione criminale, avvelendosi anche della piena complicità del primo cittadino, era in grado di condizionare l’assegnazione degli appalti, che venivano, quindi, affidati, con il sistema della trattativa privata o del cottimo fiduciario, ad imprese contigue all’organizzazione stessa

porto empedocle Arrestato insegnante presunto pedofilo É accusato di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico G. G., 51 anni, insegnante di educazione fisica. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Agrigento su ordine del Tribunale per i minori di Palermo. A dare il via alle indagini che hanno portato all’arresto del docente ci sarebbe un genitore che si è rivolto ad un carabiniere nel marzo dello scorso anno chiedendo un consiglio circa le insistenti attenzioni dell’arrestato nei confronti del proprio figlio, invitato spesso dall’insegnante a dormire presso la propria abitazione. I carabinieri hanno avviato le indagini e attraverso dei servizi di osservazione, controllo e pedinamento dell’insegnante presso il Liceo “Leonardo” di Agrigento, hanno verificato l’assidua frequentazione dell’uomo con gruppi di minorenni anche in orari serali presso la propria abitazione. I militari sarebbero riusciti ad accertare l’esistenza di rapporti sessuali a pagamento con i minori, retribuiti con piccole somme di denaro. A casa di G. G. è stato ritrovato del materiale pedo-pornografico, oltre a foto e video di minori in pose erotiche o impegnati in amplessi con l’uomo.

sciacca Legambiente chiede l’affidamento spiaggia di Verdura

La spiaggia della discordia Legambiente non molla il golf resort di sir Rocco Forte. L’attenzione degli ambientalisti ora è rivolta alla “gestione” della spiaggia. Hanno presentato al Demanio della Capitaneria di Porto Empedocle un’istanza per la concessione della spiaggia del Verdura. Il motivo della richiesta è quello di “proteggere la costa”, ma da cosa? Non c’è dubbio che l’oggetto è la presenza del golf resort. Sir Rocco Forte sta spendendo ulteriori milioni di euro per completare i lavori contemplati nel progetto: protezione della costa dalla fortissima erosione, rimpascimento della spiaggia. A breve inizieranno anche i lavori che salveranno la costa dalle continue mareggiate. Basti ricordare la Torre del Verdura che era prossima al crollo, l’intervento del magnate italo-inglese ha evitato che tale monumento finisse inghiottito dal mare. La richiesta di Legambiente cozza, dunque, con l’interesse del golf resort che tende ad avere una bella ed efficiente spiaggia, oggi in condizioni pessime. Tra, l’altro, la spiaggia del Verdura è stata sempre dimenticata da tutti. Con la realizzazione del golf resort si

è, finalmente, concretizzata l’idea di proteggere quel tratto. Del resto, il lavoro richiede l’impegno di una forte somma di denaro, circa 5 milioni di euro. Sarebbe stato compito di Sviluppo Italia prima e poi Invitalia, ma le lungaggini per realizzare questi interventi, anche in questo caso, hanno fatto trascorre anni e anni. Così dopo oltre 50 denunce e querele, Legambiente avanza istanza con la richiesta della concessione della spiaggia. Intanto, il processo in corso per l’ipotesi di reati ambientali, si avvia alla conclusione. La sentenza è prevista per il prossimo 6 ottobre. Filippo Cardinale

favara Celerità nella formazione della giunta Sulla mancanza di una giunta comunale don Diego Acquisto ha scritto una lettera aperta indirizzata al sindaco Russello ed ai consiglieri comunali: “Occorre agire con estrema urgenza – scrive il prelato – il popolo favarese assiste rassegnato ed impotente, alle varie disfunzioni ed all’assenza del governo della città. Favara non merita, dai suoi politici, ulteriori mortificazioni e perdite di tempo, che suonerebbero come assassinio della sua speranza e del suo futuro”.

riberaDrastico crollo del prezzo dell’uva

Vigneti abbandonati Crolla il prezzo dell’uva da mosto e gli agricoltori abbandonano le colture presentando le domande di estirpazione dei vigneti. Succede nel comprensorio di Ribera, tra Calamonaci, Lucca Sicula, Cattolica Eraclea, Montallegro, e anche nel territorio di Sciacca. Addirittura alcuni agricoltori montallegresi nei pressi di Eraclea Minoa non hanno vendemmiato l’uva perché le spese della raccolta superano di gran lunga il guadagno finale dell’azienda. A Ribera l’unico acquirente di uva, per rivenderla a delle cantine sociali del trapanese e del palermitano, reputa che la raccolta, in questa stagione, sia diminuita di almeno il 30%. I bilanci di molte aziende agricole sono andati in tilt ed i viticoltori hanno preferito lasciare l’uva appesa ai tralci e precipitarsi presso le organizzazioni sindacali agricole per presentare la domanda di estirpazione dei vigneti al fine di ottenere almeno il contributo statale per rientrare con le spese sostenute nell’annata agraria.

Il prezzo dell’uva è crollato miseramente, si parla di appena 12-13 centesimi di euro al chilogrammo quando nel 1980 l’uva da mosto, l’inzolia, veniva venduta a 280-300 lire al chilogrammo e quando un operaio agricolo guadagnava 15 mila lire alla giornata contro gli attuali 50 euro. Un paradosso che nessuno, dai politici ai sindacati, riesce a spiegare. I governi, regionale e nazionale, non sembrano porre molta attenzione alla crisi che imperversa e tanti viticoltori abbandonano i vigneti, innestando una crisi economica senza eguali che sta mettendo in seria difficoltà economica tante famiglie che vivono esclusivamente di agricoltura. E la situazione non si presenta rosea nemmeno per l’imminente stagione agrumicola. Enzo Minio

L’ANGOLO DEL CONSUMATORE Sono un correntista di Poste Italiane, e mi è pervenuta una email in cui mi si chiedeva di fornire i dati di accesso al mio conto, pena l’estinzione dello stesso. Mi sono informato alle Poste, e mi è stato detto che non hanno inviato nessuna email. Capisco che si sarà trattato di un tentativo di truffa: ma come faccio, in futuro, a capire se si tratta in effetti di una comunicazione importante? (A.N., Agrigento) Queste email truffaldine rimandano a siti che riproducono in tutto e per tutto, ovviamente in modo illegale, quelli delle Aziende a nome delle quali vengono inviate: Poste Italiane o vari Istituti di credito. L’utente viene invitato ad inserire i dati del proprio conto su appositi spazi in questi siti; in questo modo, i truffatori riescono a catturare i dati, con l’intento di utilizzarli in danno dell’ingenuo titolare. Queste email, tuttavia, hanno di solito delle caratteristiche

che ne rivelano la natura: chiedono l’inserimento di dati riservati (come password, chiavi di accesso al servizio di home banking, dati personali), mentre nessuna banca lo farebbe mai via email; minacciano sanzioni drastiche ed improbabili, come la sospensione, il blocco, la chiusura del conto; non sono personalizzate, anzi si presentano in forma piuttosto generica. I siti ai quali le email rimandano sono sempre in tutto e per tutto simili a quelli autentici; però, c’è una sottile differenza che riguarda la pagina in cui devono essere inseriti i dati. Infatti, qualunque sito serio e legale prevede l’inserimento dei dati personali su pagine protette, caratterizzate da un indirizzo che comincia per “https://” e non “http://”, e contrassegnate dall’icona di un lucchetto. Se il dubbio sulla natura dell’email persiste, non costa nulla chiedere notizie alla propria Banca o alla Posta, per fugare ogni incertezza.

Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a: Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

Rubrica a cura dell’Avv. Adele Falcetta


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Società

L’Amico del Popolo

26 Settembre 2010

liberta’ religiose L’Asia è il continente con maggiori violazioni

La vita non facile dei cristiani in Asia Sul numero precedente vi avevamo promesso, a margine dei dirdini scoppiati in India uno speciale sulla situazione dei cristiani in Asia. Di seguito vi proponiamo una sintesi della relazione (tratta da asianews) di padre Bernardo Cervellera tenuta al Congresso Congresso dei laici cattolici in Asia che si è celebrato nei giorni scorsi, dal titolo “Coraggiosi testimoni della fede”. Un Congresso dedicato al martirio delle Chiese dell’Asia e alla persecuzione nel presente. La vivacità delle comunità è frutto proprio di questa testimonianza fino al sangue. Le Chiese asiatiche sono quelle che nella storia hanno avuto più martiri, con periodi di persecuzione che sono durati secoli intere. Ancora oggi la persecuzione e le violazioni alla libertà religiosa segnano in profondità la vita delle comunità cristiane asiatiche. L’impegno per la libertà religiosa e la condivisione verso le comunità perseguitate è parte della missione di tutta la Chiesa e in particolare dei laici. Padre Cervellara, ha iniziato la sua relazione con una citazione di una enciclica di Giovanni Paolo II scritta in preparazione al Giubileo del 2000, la Tertio Millennio Adveniente, egli dice: “Al termine del secondo millennio, la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri. Le persecuzioni nei riguardi dei credenti - sacerdoti, religiosi e laici - hanno operato una grande semina di martiri in varie parti del mondo”. (n.37). Ecco i punti salienti dell’intervento.

Martirio e benedizione

Il martirio è una benedizione per le Chiese. “Il sangue dei martiri, dice Tertulliano, è seme di nuovi cristiani”. Nelle nostre comunità non apprezziamo mai a sufficienza quanto siamo debitori al martire, anche per le conversioni che il suo dono suscita. In Cina, grazie alla persecuzione e al martirio di tanti cristiani, giovani universitari, intellettuali si domandano se non è proprio il cristianesimo ciò di cui la Cina ha bisogno per fondare una società sul rispetto dell’uomo, sui diritti inalienabili dell’individuo. E nella nuova Cina del capitalismo selvaggio, molti professionisti si domandano cosa vi è di così importante nel cristianesimo da far vincere l’amore ai soldi, al benessere, alla tranquillità, spingendo gente comune a dare la vita per Cristo. Vale la pena ricordare che “grazie” alle persecuzioni comuniste in Cina i cattolici sono più che quadruplicati negli ultimi 60 anni. Nel ’49 erano solo 3 milioni; oggi, cattolici sotterranei e ufficiali sono più di 12 milioni e vi sono decine di migliaia di nuovi battezzati (adulti) ogni anno. Il martirio è una benedizione anche per le società: che nei tanti inferni del pianeta ci siano persone che danno la vita per amore a Cristo e all’uomo, perdonando e riconciliando, ci dà la possibilità di vedere la terra non come un luogo apocalittico, destinato alla distruzione e alla violenza, ma un luogo passibile di speranza...

Due tipi di martirio

Non tutti i cristiani sono chiamati al martirio. Il teologo Hans Urs von Bathasar ha detto che vi sono due tipi di martiri: vi sono quelli che danno il sangue una volta per tutte e quelli che offrono il loro sangue “goccia dopo goccia”, nella testimonianza quotidiana della loro fede e della trasformazione della loro vita. Anche questo secondo tipo di martirio è una benedizione per la Chiesa e la società.

Libertà religiosa

Per permettere alla fede e ai cristiani di trasformare il mondo c’è però una condizione: è necessaria la libertà reli-

giosa, un diritto umano che fa ancora fatica ad affermarsi in Asia... La libertà di religione non è solo uno dei diritti affianco ad altri. Essa è in un certo modo la sintesi di tutti i diritti umani... è la base di tutti i diritti, la cartina di tornasole che verifica se davvero in una società vi è libertà. Soffocare la libertà religiosa vuol dire pure soffocare le libertà civili di un gruppo. Libertà religiosa infatti implica la libertà di professare ed esprimere pubblicamente le ragioni del proprio credo (libertà di coscienza); libertà di diffondere con la voce, gli scritti, i filmati e altri mezzi di comunicazione la propria fede (libertà di espressione e di stampa); libertà di incontrare membri della propria comunità in patria e all’estero (libertà di associazione). Le limitazioni alla libertà religiosa divengono di fatto limitazioni delle proprie libertà civili di espressione, di stampa, pubblicazione e diffusione; di associazione; di movimento.

L’Asia, il continente delle violazioni della libertà di religione

L’Asia, questo continente divenuto ormai protagonista nell’economia e nella politica internazionale, presenta ancora troppi squilibri e violenze sulla libertà religiosa. Nel 2008, “Aiuto alla Chiesa che soffre” ha pubblicato il “Rapporto 2008 sulla Libertà Religiosa nel mondo”. Da esso si vede con chiarezza che è largamente l’Asia il continente delle violazioni della libertà di religione. In una lista di 13 Paesi nei quali vi sono “gravi limitazioni alla libertà religiosa”, 10 sono asiatici: Arabia Saudita, Yemen, Iran, Turkmenistan, Pakistan, Cina, Bhutan, Myanmar, Laos e Corea del Nord. A far loro compagnia, gli africani Nigeria e Sudan, insieme a Cuba. E non basta: altri 15 Stati asiatici sono indicati tra quelli ove, comunque, si registrano “limitazioni alla libertà religiosa”. Anche qui, in tutto il resto del mondo ce ne sono solo altri nove. Le violazioni sono fra le più varie: si va dall’Arabia Saudita, che dichiarandosi “integralmente” islamica, continua a vietare ogni manifestazione pubblica di fede non musulmana (avere Bibbie, portare un crocifisso, un rosario, un ciondolo del Buddha, pregare in pubblico, avere un luogo di ritrovo); al Bhutan, dove è impedito l’ingresso a missionari non buddisti; è limitata o non permessa la realizzazione di edifici religiosi non buddisti; è perfino richiesto che tutti i cittadini indossino le vesti della etnia Ngalop, che è soprattutto buddista, negli uffici pubblici, nei monasteri, nelle scuole e durante le cerimonie ufficiali. Si va dal Myanmar, con la sanguinosa repressione dei monaci buddisti, alla Corea del Nord, ove è vietato praticare la fede e dove continua a non esserci neppure un sacerdote o un monaco, tutti con ogni probabilità uccisi nei decenni passati. Secondo testimonianze raccolte dai pochi cristiani che praticano in segreto la loro fede, subito dopo la divisione della penisola coreana, nel Nord sono stati trucidati 300mila cristiani. E ci sono l’India, resa tristemente famosa per i pogrom anticristiani dell’Orissa, e la Cina, con l’oppressione sistematica delle Chiese, dei buddisti tibetani e dei musulmani uiguri e con sacerdoti e pastori in prigione, fino al paradiso turistico delle Maldive dove la Costituzione riserva ai musulmani tutte le cariche politiche, giudiziarie e amministrative, il governo applica la sharia ed è vietata qualsiasi manifestazione pubblica di altre religioni. Attualmente, su 52 Paesi asiatici, almeno 32 limitano in qualche modo la missione delle religioni: i Paesi del-

l’Islam (dal Medio oriente al Pakistan, all’Indonesia, alla Malaysia) mettono difficoltà a chi vuole convertirsi a una religione diversa dall’Islam, ma creano difficoltà e violenze anche a gruppi islamici minoritari. Basta vedere in Pakistan la violenza che si scatena ogni tanto da parte dei sunniti contro gli sciiti o contro le minoranze ahmadi. Anche India e Sri Lanka spingono sempre di più per foto:ilgiornale.it leggi anti-conversione. In India, anzi, vi sono 5 Stati che la contemplano nel loro corpus legislati- quanto succede in Cina. Secondo cifre vo. del Ministero della sicurezza cinese, lo scorso anno vi sono state oltre 100 mila Violenza contro le scuole “incidenti di massa”, cioè scontri fra poe lo sviluppo polazione e polizia o esercito, con morti Le violenze contro la libertà religio- da entrambe le parti. sa sono anzitutto attentati contro delle persone. Ma esse sono pure attentati Sviluppo economico contro la società e il progresso sociale e libertà religiosa ed economico di un paese. Chi opprime o soffoca la libertà religiosa di fatto Si potrebbe obbiettare che Cina, sceglie di tenere in condizioni di sotto- India, Maldive, Vietnam, sebbene sofsviluppo il suo popolo. fochino la libertà religiosa, sono Paesi Il pogrom contro i cristiani dell’Oris- ormai ad avanzatissimo sviluppo. In sa nel 2008-2009 aveva come slogan: realtà la violenza sulle religioni è segno “Uccidiamo i cristiani; distruggiamo le di un profondo squilibrio presente nelle loro istituzioni”. Per eliminare la libertà loro società, che mette in crisi la “qualireligiosa non ci si accontenta di sop- tà umana” di tale sviluppo. Analizziamo primere gli individui, ma si cerca di di- ad esempio il prezzo pagato dalla Cina struggere le istituzioni: ospedali, centri per questo sviluppo: morti in miniera; sociali e soprattutto scuole. disoccupati, pensionati senza aiuto, Quello della distruzione delle scuo- famiglie senza sanità e scuole, migranle (o del loro imbavagliamento) è un ti che lavorano come schiavi, giovani elemento di persecuzione che è or- disperati e suicidi; condanne a morte; mai quasi un trend: Cina, Hong Kong, corruzione. A questo si aggiungono gli Indonesia (perfino università – nelle enormi problemi ecologici e agricoli Molucche), Nepal, India, Pakistan. In creati da questo sviluppo selvaggio e questo caso non si vuole solo imbava- “non religioso”, non rispettoso di Dio, gliare la fede di una comunità (che ma- della natura e dell’uomo. Secondo dati gari attraverso l’insegnamento potrebbe ufficiali, in Cina sono inquinati il 90% comunicare la propria fede alle giovani dei fiumi e dei laghi. Oltre 320 milioni generazioni): si vuole distruggere la di contadini non hanno fonti d’acqua possibile influenza sociale delle religio- potabile e circa 190 milioni bevono acni, in particolare di quella cristiana. qua inquinata, che usano anche per irScuola significa fine dell’analfabeti- rigare i campi. Tra loro ci sono altissime smo, apprendimento di un mestiere, percentuali di malati di cancro. Seconconseguimento di una laurea, educa- do esperti statali i problemi causati dalzione, carriera, trasformazione sociale. l’inquinamento costano al Paese tra l’8 e Si distrugge quindi non solo per ucci- il 13% del Prodotto interno lordo. Perfidere la fede, ma anche per impoverire, no l’alfabetizzazione, l’orgoglio di Mao, per frustrare il popolo, per avere meno è divenuto un bene di lusso: almeno prospettive sociali. l’80% dei figli dei contadini lasciano la Gli induisti che combattono contro le scuola dell’obbligo per andare nelle città scuole cattoliche e protestanti vogliono lavorare come disperati migranti. Come tenere i paria nella condizione di schiavi si sa il veloce e disordinato sviluppo dominabili; i musulmani (in combutta economico sta generando una valancon l’esercito) che bruciano l’univer- ga di proteste in Hunan, Guangdong, sità di Ambon vogliono che i cristiani Henan, Hebei, Zhejiang, Shaanxi con non trovino lavoro e che le Molucche decine di morti e di arresti. Secondo lo siano preda delle politiche dall’esterno. stesso Partito comunista, le ingiustizie In Cina il governo ha dato l’OK per le sociali – emerse dallo sviluppo squiscuole private. Ma ha posto un veto: no librato - sono divenute il pericolo più alle scuole di matrice religiosa. Le altre grande per la stabilità della Cina... scuole insegnano tecniche, carriere, Questi squilibri e ingiustizie nascoproduzioni, ma non libertà. I regimi no dalla mancanza di libertà religiosa, cercano sempre schiavi, non interlocu- dall’emarginazione della dimensione tori... religiosa nella società. In Iraq la persecuzione contro i cristiani va di pari passo con l’elimiIn conclusione nazione dell’intellighenzia irakena. Mi sembra di poter affermare che le La violenza sunnita e sciita sta infatti violazioni alla libertà religiosa avvengocolpendo anche gli intellettuali e i pro- no sempre più per motivi di potere e in fessori universitari, fisici, ingegneri, disprezzo allo sviluppo umano e sociale giornalisti cosiddetti musulmani mo- dell’uomo. In passato erano molto più derati, che aprendosi al dialogo con frequenti le motivazioni del fondamenaltre culture, rischiano di “inquinare” talismo fanatico che vuole annientare le la purità islamica fondamentalista... La altre comunità confessionali; il rifiuto di conclusione è che il potere che soffo- religioni (come il cristianesimo), legate ca la libertà religiosa, mette le basi per a un passato coloniale; le motivazioni la distruzione della società. Nei Paesi ideologiche marxiste, che volevano diislamici perché vi sarà una crescita di struggere le religioni come “oppio del fondamentalismo. Nei Paesi atei, per- popolo”. Ora invece è chiaro che anche ché la mancanza di libertà religiosa crea nei Paesi comunisti la lotta contro le reun conflitto sociale sempre più intenso. ligioni è una lotta contro la libertà, per Senza dignità dell’uomo garantita dalla salvare il potere e gli affari dell’oligardimensione religiosa e senza solidarietà chia del Partito. sociale, il progresso tecnico crea ingiuPerfino le persecuzioni in India, pur stizie, divisioni e conflitti. Pensiamo a con una forte dose di integralismo reli-

gioso indù, sono motivate dall’interesse di partiti politici e proprietari terrieri a mantenere come schiavi i tribali e i dalit che convertendosi al cristianesimo, si aprono a una nuova emancipazione sociale ed economica della loro vita. Da questo punto di vista imbavagliare le religioni significa imbavagliare le voci che parlano di libertà di espressione, di giustizia contro la corruzione; di sviluppo e di dignità. Le forze di potere che lottano contro la libertà religiosa vogliono Paesi chiusi, bloccati, senza sviluppo economico, per conservare i loro monopoli e interessi. Va pure detto che c’è sempre meno interesse dei governi mondiali verso questo tema della libertà religiosa. La globalizzazione ha reso la società civile mondiale più solidale; la stessa ha reso i governi più succubi dell’economia...È pur vero che nel mondo vi sono parti della società civile che prendono a cuore questa o quella situazione, si informano, dimostrano, sostengono, solidarizzano. Questi legami e questi rapporti che si creano controcorrente – contro l’indifferenza e il bieco mercantilismo – sono anche dei semi di speranza per il mondo. A questo i cristiani devono dare un contributo offrendo la testimonianza di un impegno per la dignità dell’uomo, fatto a immagine di Dio e amato da Gesù Cristo. Tutto questo è un dovere che viene dalla nostra missione. Vorrei terminare con le parole di Benedetto XVI nella sua enciclica “Deus caritas est”, citata in abbondanza nella sua Lettera ai cattolici cinesi. Quanto dice il nostro Santo Padre si può applicare a tutti noi, asiatici ed europei, orientali e occidentali: “ la Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia. Deve inserirsi in essa per la via dell’argomentazione razionale e deve risvegliare le forze spirituali, senza le quali la giustizia, che sempre richiede anche rinunce, non può affermarsi e prosperare. La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia l’adoperarsi per la giustizia lavorando per l’apertura dell’intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente”.

CHE FARE? Cosa fare dunque per promuovere la libertà religiosa in Asia? Anzitutto informarsi e informare sulle violazioni alla libertà religiosa. È importante informare perché possiamo condividere le sofferenze di altri nostri fratelli e sorelle. Occorre pregare per i perseguitati. la preghiera per loro brucia le nostre meschinità, il nostro borghesismo, i nostri piccoli conflitti fra preti e laici. Pregare per i perseguitati è anche un modo per superare i propri confini locali, abbracciando i confini universali della Chiesa.


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Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

26 Settembre 2010

Regno unito Il viaggio apostolico di Benedetto XVI

Tre istantanee D

i questo viaggio in Gran Bretagna di papa Benedetto resteranno alcune immagini, quasi istantanee capaci non solo di farci ricordare l’evento ma anche di offrirci delle chiavi di lettura di tutta la visita. La prima immagine è la folla: a Glasgow, come a Londra, soprattutto la sera della veglia ad Hyde Park. Il Paese non è rimasto indifferente alla visita del Papa di Roma: sia chi è sceso per le strade per protestare contro il viaggio e i costi della visita – questa una delle accuse più ripetute – sia chi ha voluto manifestare la gioia della fede partecipando alle cerimonie o salutando il Papa lungo le strade. È come se con la sua presenza Benedetto XVI abbia costretto cattolici, anglicani, non credenti a sedersi e riflettere sul senso e il significato della visita, la prima di un Papa invitato ufficialmente dalla Regina. E non è un fatto indifferente in un Paese dove si guarda con grande scrupolo al politicamente corretto, tanto che il 25 dicembre non si fanno gli auguri di Natale ma quelli “di stagione”. Le folle dunque hanno impressionato i commentatori del Regno Unito, i media hanno visto smentite le loro previsioni su accoglienza e partecipazione e le tv hanno seguito in diretta tutti gli appuntamenti del Papa che un giornale britannico non chiama più il custode inflessibile dell’ortodossia, ma il nonno che ha conquistato l’Inghilterra. Di foto in foto, ecco la stretta di mano a Edimburgo, tra il Papa e la Regina Elisabetta II, salita nel 1952 sul trono di Enrico VIII, il Re che nel 1533 fece l’atto di supremazia separandosi dalla Chiesa di Roma. Udienza nel palazzo di Holyroodhouse, che evoca l’immagine della Santa Croce e fa volgere lo sguardo alle profonde radici cristia-

ne del Paese. Occasione per il Papa per ricordare che la Gran Bretagna si oppose alla tirannia nazista che aveva in animo di sradicare Dio dalla società e negava a molti la nostra comune umanità, specialmente agli ebrei considerati non degni di vivere. A Glasgow è la carezza al bambino malato di tumore a restare impressa nella nostra lastra fotografica: un gesto che è anche appello, in un tempo in cui la Chiesa deve fare i conti con gli abusi che alcuni sacerdoti e religiosi hanno compiuto nei confronti di minori, quella carezza del Papa è segno di affetto, di impegno perché quelle immense sofferenze non abbiano più a ripetersi. Così nella cattedrale di Westminster papa Benedetto non solo esprime il suo “profondo dolore alle vittime innocenti di questi inqualificabili crimini”, ma insieme manifesta “la speranza che il potere della grazia di Cristo, il suo sacrificio di riconciliazione, porterà profonda guarigione e pace alle loro vite”. E riconosce “la vergogna e l’umiliazione che tutti abbiamo sofferto a causa di questi peccati”. Sofferenze che, offerte al Signore, contribuiranno “alla guarigione delle vittime, alla purificazione della Chiesa”. Prove e tribolazioni; Cristo in agonia fino alla fine del mondo, dice il Papa citando Pascal. E qui il pensiero va soprattutto ai tanti cristiani che nel mondo ancora oggi patiscono discriminazioni e persecuzioni a causa della fede: i martiri di ogni tempo. La terza istantanea, l’incontro con l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, e con i leader religiosi. Così davanti ad anglicani e protestanti nell’abbazia di Westminster il Papa dice: ciò che condividiamo in Cristo è più forte di ciò che ci divide. E al St. Mary College, a ebrei, musulmani, sikh, hindu, Benedetto XVI ribadisce che c’è vero dialogo e collaborazione nella reciprocità; quindi guar-

cammarataIII domenica di settembre

grotteConvegno di Mariologia

dando alla situazione in alcuni Paesi del mondo, facile pensare alle violenze di matrice integralista, dice: “La collaborazione e il dialogo fra religioni richiede il rispetto reciproco, la libertà di praticare la propria religione e di compiere atti di culto pubblico, come pure la libertà di seguire la propria coscienza senza soffrire ostracismo o persecuzione, anche dopo la conversione da una religione ad un’altra”. Una volta che tale rispetto e attitudine aperta sono stabiliti, persone di tutte le religioni lavoreranno insieme in modo efficace per la pace e la mutua comprensione, offrendo perciò una testimonianza convincente davanti al mondo. Fabio Zavattaro

Grande festa in onore Associazioni e movimenti a confronto di s. Giovanni Bosco Si è svolta la terza domenica di settembre a Cammarata la festa in onore di San Giovanni Bosco. Quest’anno, con grande partecipazione, è prevalsa la parte religiosa: per un’intera settimana tutte le associazioni, comunità parrocchiali e religiose di Cammarata e San Giovanni Gemini, si sono alternate a rendere onore al “Santo dei Giovani”. La devozione a San Giovanni Bosco e alla Madonna Ausiliatrice in queste due comunità va attribuita al sacerdote Salvatore La Corte Carmeci, rettore della chiesa di Santa Domenica in Cammarata, nominato dallo stesso don Bosco allora vivente, Decurione dei Cooperatori Salesiani poiché aveva contribuito alla raccolta delle offerte per la costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice in Roma. La festa viene organizzata da un comitato di giovani, che si adoperano con impegno e sacrifici, associando le celebrazioni liturgiche con dei momenti ricreativi e di svago come don Bosco amava fare con i suoi giovani. Da diversi anni si svolge anche una cavalcata folkloristica, il cui cardine principale è il “Pa-

liante” quella persona o famiglia che ha ricevuto una speciale grazia dal Santo. Quest’anno il “Palio” è stato portato dalla famiglia Tambuzzo (nella foto) che ha voluto, in questo modo, ringraziare San Giovanni Bosco, per la guarigione del figlio Alessio, nuotatore, colto da improvviso malore, durante una gara. Il fatto accaduto a Riccione nel 2008, tenne Alessio tra la vita e la morte per ben sei mesi. Oggi l’opera salesiana continua principalmente grazie alla presenza delle Suore ma anche dalle varie ed utili attività dei Cooperatori Salesiani e delle ex Allieve. Enzo Li Gregni

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Chiesa gremita e fedeli attenti in religioso silenzio. Per tre giornate i movimenti e le associazioni ecclesiali della diocesi di Agrigento si sono confrontati alla luce di Maria, presentando lo specifico della propria spiritualità mariana sul tema: “La spiritualità mariana nei movimenti e associazioni ecclesiali”. Il convegno, che si è svolto dal 16 al 18 settembre a Grotte, è stato organizzato dall’ABI (Associazione Bioeticisti Italiani), dall’Unità Pastorale di Grotte e dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni laicali. Nella prima giornata Liliana Collura (“Amici del Seminario”) ha evidenziato il sostegno alle vocazioni sull’esempio di Maria, modello fatto proprio dell’Associazione voluta da mons. Fasola. Paco Arnone (“Movimento difendere la vita con Maria”) ha ricordato come la lotta culturale a favore della vita trovi fondamento in Maria che accoglie, malgrado le difficoltà, la Vita, Verbo incarnato. Del modello di donna a servizio del Figlio presente nel Corpo Mistico che è la Chiesa è l’aspetto sul quale ha insistito Massimo Muratore (Azione Cattolica), mentre per le “Ex Allieve di Maria Ausiliatrice”, suor Gina Sanfilippo, ha evidenziato come ogni allieva viva la spiritualità mariana nella ricerca della protezione di Maria. Suor Maria Grazia Pellitteri (Comunità Missionaria Porta Aperta) ha sottolineato la gioia di Maria da far conoscere soprattutto ai bisognosi di pane spirituale oltre che materiale. Nella seconda giornata di Convegno, Giovanni Nocera (Neocatecumeni) ha sottolineato come sia impossibile un cammino di riscoperta senza il modello mariano; mentre Pino Severino (Opus Matris Verbi) ha raccontato

come la comunità di cui fa parte abbia fatto proprio il messaggio di Fatima: preghiera e sofferenza per la salvezza delle anime. Suor Nella Azzara (Comunità Cristiani nel mondo) ha rilevato come la propria spiritualità si ispiri al mistero della Visitazione. Come Maria, dopo l’accolto dell’annunzio, ha sentito il bisogno di annunziare la gioia al mondo, così i Cristiani nel mondo portano la lieta notizia in qualsiasi angolo. A concludere la giornata l’intervento di Francesca Ragusa (Comunità Pro Santitate), che ha evidenziato come ogni cristiano sia chiamato ad esprimere e vedere il bene nella società malgrado la presenza del male. L’ultimo giorno si aperto con l’intervento di Annabella Butera (Unitalsi), la quale, sul modello di Maria ha rilevato la sereni-

tà negli ammalati che vivono l’esperienza di Lourdes e di altri santuari; Nello Giglia (Rinnovamento nello Spirito) citando la Marialis Cultus di Paolo VI ha evidenziato il rapporto stretto tra Maria e lo Spirito Santo. Numerosa la presenza della “Milizia dell’Immacolata”, accompagnata da don Angelo Cerenzia, nel suo intervento, Giovanni Capobianco ha ricordato l’esempio di San Massimiliano Kolbe che ha seguito Maria fino alla donazione totale per combattere il male. Modello mariano vissuto da coloro che fanno parte della Milizia, una associazione presente in molti Comuni della Diocesi. Rosa Tararà (Associazione del Rosario Perpetuo), nel suo intervento ha sottolineato come gli associati cerchino di vivere i misteri del Rosario avendo

come modello Maria. Giovanni e Letizia Minuta, (Movimento dei Focolarini Opera di Maria), dopo aver ricordato la nascita e lo sviluppo del Movimento, hanno rilevato la ricerca della perfezione attraverso l’ascolto della Parola. A concludere la terza giornata l’intervento di Maria Teresa Barbagallo (Comunione e Liberazione) la quale ha focalizzato la propria attenzione nella preghiera di Dante alla Vergine contenuta del 33° Canto del Paradiso, vivendo e facendo propria questa spiritualità per una testimonianza cristiana nella vita.Il convegno si è concluso domenica 19 settembre con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo emerito di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro. Totò Arancio

LampedusaIl dono della comunità al vescovo

Un segno di portata profetica La comunità cristiana dell’isola di Lampedusa, a inizio dei festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Salvo, ha voluto esprimere gratitudine al pastore della chiesa agrigentina con il dono di un bastone pastorale “speciale” (nella foto). La particolarità del dono dei lampedusani sta nella materia usata per il suo ricavo, il pastorale è di legno, così come lo predilige il nostro Arcivescovo e come, d’altra parte, è il materiale più aderente al suo significato; questo, proviene dal fasciame di uno dei tanti barconi con cui sono arrivati in Europa fratelli e sorelle provenienti dalle coste settentrionali dell’Africa. Nell’estremità superiore del bastone è visibile una scia di colore blu, caratteristico di queste banderuole del mare, e la terminazione ricurva disegna una barca che ha come albero maestro una croce di colore rosso. Da qui si diparte una linea di rossa che attraversa per tutta la sua lunghezza il bastone, ciò vuole essere il segno di tanto sangue sparso in mare, il quale ricorda che le vittime, perite a causa delle traversate, in un modo che solo a Dio è noto, sono associate alla croce di Cristo e al suo martirio. Dal basso del bastone si erge, in crescendo, un fuscello

di melograno carico dei suoi frutti, altra allusione alla Chiesa che è una nella molteplicità dei suoi componenti. Con questo dono così carico di valenza simbolica, è come se Lampedusa avesse voluto non solo sottolineare il suo vincolo al Vescovo, ma anche quello del Vescovo ai migranti che vi approdano, a coloro che con un termine spregiativo vengono definiti “clandestini”; anche di loro il Vescovo deve aver cura perché il Buon Pastore, di cui è segno e immagine, diceva di sé: «Ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre». Alfonso Cacciatore


formazione Corso di aggiornamento presbiteri, diaconi e Consigli parrrocchiali

Per bene amministrare D

al pomeriggio di lunedì 20 settembre al pranzo di mercoledì 22 settembre si è tenuto il Corso di aggiornamento per sacerdoti, diaconi e membri del Consiglio parrocchiale affari economici dal tema “La gestione e l’amministrazione della parrocchia”. Preparato dall’ufficio per i Beni Culturali e dall’ufficio Amministrativo della Curia, il corso ha messo in evidenza come la gestione e l’amministrazione della Parrocchia è una dimensione della pastorale. Accanto agli impegni pastorali, catechistici, liturgici caritativi, il parroco è chiamato a gestire le strutture materiali, necessarie per il culto e le attività pastorali. Strutture che hanno il più delle volte anche un valore storico artistico e che necessitano di salvaguardia. Compito che il parroco non può svolgere da solo ma con la collaborazione del Consiglio per gli affari economici. Il filo rosso che ha attraversato il lavori del Corso è stato l’assunto che la gestione ed ammnistrazione della parrocchia può diventare veicolo di evangelizzazione: attraverso il modo di gestire e di programmare, il rispetto delle regole, il senso di partecipazione. Il mutare continuo delle leggi civili in-

materia amministrativa, le numerose problematiche legate all’amministrazione dei beni, trovano spesso impreparati i preti a risolvere o a districarsi nelle complesse situazioni che devono essere conosciute per potere amministrare e gestire con competenza e prudenza i beni ecclesiastici. del Vescovo diocesano. L’avv. Ignazio VaIl Corso si è articolato in otto relazioni lenza, legale della Curia, ha relazionato su e due comunicazioni. La relazione intro- “l’affidamento di immobili a terzi”, menduttiva, su “la parrocchia e il parroco” è tre don Giuseppe Pontillo, direttore delstata tenuta da mons. Interguglielmi, del- l’Ufficio Beni Culturali della Curia, ha prel’Ufficio Amministrativo del Vicariato di sentato un quadro essenziale, ma preciso e Roma. Il relatore ha illustrato quelli che dettagliato, della normativa civile a tutela sono i profili e gli adempimenti essenziali, dei beni di interesse culturale. L’arch. civili e canonici, da tenere presenti nell’am- Renda, ha trattato il tema “rapporti con ministrazione della parrocchia da parte del progettisti e normativa”. Altri due temi, parroco quale rappresentante legale e am- trattati da don Nino Gulli, sono stati “le ministratore della parrocchia. Don Nino diverse forme di servizio in parrocchia” Gulli, economo diocesano, ha trattato il e le “Assicurazioni” al fine di affrontare tema “gli atti amministrativi”, illustrando gli adempimenti essenziali richiesti dalle gli atti di ordi- normative vigenti naria ammiIl Corso si è concluso con due comunimondialitÁCorso di formazione nistrazione e cazioni: una sui fondi C.E.I. e la seconda quelli ecceden- sull’inventario delle Opere Artistiche, ti l’ordinario con la consegna della password per la concon le relative sultazione on-line. Il Corso di formazione, e necessarie ha l’obiettivo di favorire l’adozione di prassi Un corso di formazione autorizzazioni virtuose, per una corretta amministraziosui temi della globalizzazioe licenze degli ne delle risorse affidate alle nostre Chiese ne, dell’intercultura e della organismi pre- per la missione di evangelizzazione e di mondialità, poco corso ma posti all’ammi- testimonianza. formativo, questo lì appunnistrazione e D.C. tamento che ha visto più di 50 operatori pastorali e docenti riflettere e confronContinua dalla prima tarsi su tematiche scottanti Il “dopo Testimoni digitali”, per don Ivan non può non essee nuove attraverso una dire l’impegno e la voglia di spendersi ancora di più per integrare il dattica laboratoriale. Vangelo dentro la cultura della rete. Non subire, ma interpretare Se può essere difficile, ed orientare la novità della rete, malgrado qualche ritardo. In un infatti, comprendere in che contesto che si nutre di interattività e trasversalità, don Maffeis ha modo il mercato mondiale sia chiuso ai paesi più poveri o a ottiene maggiori risultati in ter- recuperato l’invito di mons. Crociata, segretario della CEI, a coltivare una nuova alfabetizzazione e l’impegno a stare dentro la conquesti venga chiesta una “perfe- mini di educazione. zione” nella produzione che non Si impara facendo learning by temporaneità, senza però diventarne schiavi e sapendo comunque è chiesta all’occidente basta finire doing (in termine tecnico) ed i “andare oltre” con una attenta opera di discernimento ecclesiale. una sessione di un gioco di ruolo partecipanti hanno potuto speri- Insomma occorre, per don Ivan, elaborare nuove strategie di cochiamato “scambi commerciali”. mentalo personalmente e messi municazione capaci di coinvolgere tutti gli ambiti pastorali e di inVivere sulla propria pelle la nelle condizioni di riflettere su cidere sulla cultura della società. discriminazione dei paesi poten- questa metodologia in ambito All’intervento “pastorale” di don Ivan hanno fatto seguito gli inti che sono convinti di arrivare scolastico e pastorale. terventi dello staff del SICEI, guidato dal dott. Giovanni Silvestri nei paesi poveri e pretendere di Il corso, organizzato dagli uf- ha illustrato, ai presenti, i servizi che la CEI ha predisposto per le avere tutto e subito, calpestando fici Missionario, Caritas, Cate- diocesi i servizi internet per la comunicazione con le parrocchie diritti e valori, ridimensiona la chistico e Scolastico della Curia (ParrocchieMap, Intranet parrocchie-diocesi, servizi per riunioni concezione “occidentale” delle Arcivescovile, si è svolto nei lo- a distanza, Sipa.Net, il sito web parrocchiale), oltre ad una breve cose. cali della parrocchia S. Lorenzo panoramica sulle principali funzioni del SIDI – Sistema InformaCosì i temi non sono stati af- a Monserrato, in collaborazione tivo Diocesano (Amministrazione e Patrimonio, Anagrafica, Profrontati con lezioni frontali, ma con il Centro educazione alla tocollo e Archivio, IRC), e per concludere una presentazione sui con il confronto e l’esperienza in mondialità, organizzazione fina- servizi tecnologici nell’ambito dei Beni Culturali. prima persona. lizzata alla formazione sui temi Un Corso, quello di Agrigento, che non è servito solo per agUn modo insolito, qualcuno della mondialità. giornarsi o conoscere, ma ha certamente suscitato nei presenti dodirà, ma che senza dubbio però L.F. mande per rimodellare l’annuncio del Vangelo, attraverso le nuo-

In Diocesi

26 Settembre 2010

Giocando si impara

la Parola «Loda il Signore, anima mia»



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

Ingresso nuove parrocchie È stato reso noto il calendario relativo al saluto ed ingresso dei nuovi parroci nelle comunità parrocchiali. In particolare, sabato 25 settembre faranno il loro ingresso nelle nuova parrocchia Antonino Catanzaro alla Matrice di Montevago e Gaspare Di Vincenzo nella parrocchia S. Maria La Vetere, S. Paolo e B.M.V. Cotturo di Licata. Domenica 26 settembre faranno il loro ingresso Salvatore Casà alla Matrice di Naro e Carmelo Lo Bue alla Matrice di Sciacca. Mercoledì 29 settembre Fabio Maiorana farà il suo ingresso nella parrocchia S. Famiglia di Palma di Montechiaro.

Chiesa S. Francesco di Paola- Ag Verrà riaperta aldell’Oratorio culto dopo i lavori di restauro mercoledì I ragazzi 29 settembre alle ore 18.00 la chiesa parrocchiale San Francesco di Paola in Agrigento. Alle ore 17.30 il parroco, don Lillo Argento ed il direttore dei lavori, l’ing. Eduardo Spalanca, presenteranno i lavori di restauro che hanno interessato la chiesa; alle ore 18.00 S.E. mons. Francesco Montenegro presiederà la solenne celebrazione eucaristica.

Azione Cattolica diocesana Si terrà nei giorni 25 e 26 settembre il Convegno diocesano delle Presidenze parrocchiali di Azione Cattolica sul tema “Un impegno tra Piazza e Campanile”. In linea con le indicazioni della Presidenza Nazionale sulla programmazione dell’itinerario assembleare, il sabato pomeriggio (25 settembre) sarà dedicato ad un momento pubblico, presso la biblioteca comunale alle ore 17.00, durante il quale verrà ricordato, alla presenza delle autorità e di oratori diocesani, regionali e nazionali, la testimonianza di Paolo Ciotta, presidente diocesano e delegato regionale recentemente scomparso. Seguirà la dedicazione a Paolo Ciotta della Sala Consiglio della sede diocesana dell’AC di via Pirandello, alla presenza dell’arcivescovo mons. Francesco Montenegro. Il giorno dopo, domenica 26 settembre, i lavori riprenderanno con la celebrazione della Santa Messa a cui farà seguito l’intervento di un responsabile nazionale sul tema “Responsabilità educativa ed associativa”e la presentazione della programmazione annuale.

ve tecnologie per dire il messaggio di sempre agli uomini di oggi, consapevoli che non è solo questione tecnica, ma coinvolge più profondamente l’uomo. Per dirla con Giovanni Paolo II: «non basta usarli per diffondere il messaggio cristiano e il magistero della Chiesa, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa “nuova cultura” creata dalla comunicazione moderna... con nuovi linguaggi, nuove tecniche e nuovi atteggiamenti psicologici» (RM 37).

XXVI Domenica del Tempo Ordinario

Ancora tanti, troppi Lazzari nel mondo Domenica scorsa ci chiedevamo cosa fare in momenti difficili, davanti ai tanti gravi problemi della Chiesa e del mondo. La risposta, ritengo, vada cercata nel recupero di quella predicazione che evidenzia la follia di Dio che, come scrive Paolo, “è più sapiente degli uomini” (1 Cor 1,25). Non dobbiamo aver paura a presentare la follia del vangelo, perché “è piaciuto a Dio salvare i credenti con la follia della predicazione” (1 Cor 1,21). Il testo di Giovanni non nasconde questo aspetto della vita di Gesù, rifiutato dai suoi familiari e abbandonato da gran parte dei suoi discepoli (7,5; 6,66). Per le autorità giudaiche Gesù è solo un pazzo, un ossesso (8,44). E Gesù da matto denuncia i capi religiosi quali figli del diavolo e assassini, auspicando la fine dell’istituzione religiosa, che si pensava voluta dallo stesso Dio. Un po’ della stessa pazzia non ci farebbe male, per denunciare questa nostra

società “civile” solo di facciata, ma in realtà un’organizzazione criminale, con la tacita connivenza dei gestori del potere, che trascurano di tutelare l’ordine e promuovere il bene comune. Il vangelo di questa domenica (Lc 16,19-31) ci aiuta a comprendere la condizione dei ricchi e quella dei poveri. La prospettiva sottolineata è quella del cibo: il ricco è colui che può banchettare tutti giorni abbondantemente, il povero invece è colui che tenta inutilmente di “sfamarsi con quello che cade dalla mensa del ricco”. L’orizzonte del ricco è assai angusto, non gli permette di vedere più in là della sua pancia e di accorgersi del povero che sta sulla porta di casa, coperto di piaghe. Non è tanto la ricchezza ad essere condannata, quanto l’incapacità di accorgersi della presenza di Lazzaro e di condividere con lui il sostanzioso pasto. Troppo sbrigativo ritenere questa pagina una semplice parabola a lieto fine:

è cronaca quotidiana, è il dramma che si consuma ogni giorno davanti ai nostri occhi, con i tanti, tantissimi, che nonostante l’aria cristiana che respirano, indifferenti “passano oltre, dall’altra parte della strada” (cfr Lc 10,31) senza fermarsi davanti alla moltitudine di affamati, di senzatetto, senza speranza. Cristo davanti alla folla affamata sente compassione. A noi manca questo sentimento, siamo troppo occupati nelle nostre attività e rimaniamo del tutto estranei davanti alla tanta miseria che c‘è nel mondo. Il problema è tanto più grave, perché in realtà disponiamo dei mezzi per porvi fine. Stare dalla parte dei poveri rientra tra le opere di giustizia che siamo chiamati a compiere, è l’elemento base del giudizio finale (cfr Mt 25). Gesù non sollecita i poveri alla ribellione, a trovare una soluzione ai loro problemi, ma condanna i ricchi per la loro indifferenza e il loro egoismo. Ora comprendiamo

a cura di Gino Faragone

meglio l’espressione di Gesù durante una cena offertagli da uno dei capi dei farisei: “Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti” (Lc 14,13). Paolo rimprovera severamente la comunità di Corinto, perché non è tollerabile che se si celebra insieme l’Eucarestia, uno possa essere ubriaco e un altro avere fame (Cfr 1 Cor 11,20-22). Che dovremmo dire oggi delle nostre celebrazioni eucaristiche? Alcuni, e noi tra questi, tornando a casa, troveremo certamente una tavola ben apparecchiata; altri, e sono i più numerosi, non avranno niente da mangiare. Ed i Lazzari continuano a morire tra l’indifferenza di tutti. In nome del vangelo e della civiltà dell’amore non possiamo non denunciare una situazione non degna dell’uomo.




Attualità

L’Amico del Popolo

26 Settembre 2010

regione sicilia Stabilizzazione 5.000 precari Pubblica Amministrazione regionale. Rese note le prove

Basterà saper fare un fax

Lettera al direttore

(continua dalla prima) oppure aprire faldone e sistemare i fascicoli in esso contenuti in ordine alfabetico; oppure simulare la consegna di un documento mediante consegna manuale con apposito libro di raccomandata a libretto). I 2.600 precari rientranti nella categoria B dovranno invece sottoporsi alla dura prova del fare un fax; protocollare mediante protocollo cartaceo o informatico una lettera in entrata e in uscita; archiviare un documento mediante l’uso di strumenti informatici o mediante compilazione di schedario; una prova di video scrittura, oppure uso di un foglio elettronico e predisposizione il modulo per raccomandata. «Posso ben comprendere che queste prove suscitino sorpresa e ironia – obietta garbatamente il dottor Giuseppe Amato, dirigente dell’assessorato regionale alla Funzione Pubblica – ma questo è esattamente ciò che si chiede e si può contrattualmente chiedere, secondo il mansionario, ai lavoratori di categoria A e di categoria B». Noi non vogliamo fare nessun commento ma riportare quanto affermato dal Procuratore Generale della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Giovanni Coppola, nella requisitoria tenuta nell’udienza per il Giudizio

di parificazione del Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio finanziario «il sistema della stabilizzazione, ad avviso dello scrivente, a parte i profili di dubbia legittimità costituzionale, è eticamente scorretta in quanto rappresenta una mortificazione per le centinaia di migliaia di giovani disoccupati (almeno con riferimento ai soli disoccupati siciliani), che non hanno mai ricevuto alcun aiuto economico dalla Pubblica Amministrazione, semplicemente perché ignorati a beneficio di soggetti che senza concorso sono stati selezionati non per maggior foto:siciliainformazioni.it merito o intelligenza, ma solo in ossequio a logiche spesso clientelari che hanno avuto di indispensabile prevedere concorsi aperti a mira “le prossime elezioni”, anziché “le prossi- tutti, con apposite quote di riserva a favore dei me generazioni”. precari, con l’obiettivo di valutare la capacità La stabilizzazione pura e semplice togliereb- e la preparazione culturale degli assumendi, be definitivamente a tutte le centinaia di mi- onde consentire l’accesso ai pubblici uffici ai gliaia di giovani disoccupati anche la speranza, più meritevoli con indubbio beneficio per il lialmeno per i prossimi trenta anni, di un futuro vello qualitativo della compagine amministranella Pubblica Amministrazione siciliana. tiva che, per carenza di adeguate professionaAl fine di conciliare le comprensibili aspet- lità interne, è oggi spesso costretta a ricorrere tative degli attuali precari con le esigenze di a soggetti esterni, affrontando ulteriori spese sbocco occupazionale dei disoccupati, se as- che potrebbero benissimo essere evitate». sunzioni dovranno essere effettuate sarebbe LdP

Può un cristiano essere massone? Caro Direttore, su un sito on-line, appena nato, è stata pubblicata una lista con nome, cognome, data di nascita e professione delle persone iscritte alle logge massoniche nella provincia di Agrigento. Tra i nomi figurano persone che si dicono essere cristiani e cattolici. La domanda allora sorge spontanea: può un cristiano essere massone? (P.M.)

Caro P.M., ti ringrazio per la lettera che mi permette di ritornare su un tema che abbiamo già trattato (cfr.n.31/2010) e approfondire brevemente l’argomento. Anch’io ho letto le lista pubblicata dal sito internet che, a quanto pare, risulta datata rispetto ad altre liste che ho letto, e che ha il limite di non indicare la loggia massonica alla quale appartengono le persone in elenco (in provincia abbiamo ben 22 logge massoniche). Ma, vengo alla tua domanda. I massoni ti diranno che non c’è niente di male nell’essere cristiani e allo stesso tempo massoni. A tal proposito voglio citare integralmente una dichiarazione che la Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983 pubblicava sulle associazioni massoniche (cfr. AAS LXXVI [1984] 300). Prescindendo dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali. Ecco il testo a firma del Card. Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione: «È stato chiesto se sia mutato il giudizio della Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che, nel nuovo Codice di Diritto Canonico, essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore. Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza - dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie. Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73/1981, pp. 240-241). Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione». Caro P.M., come vedi sono parole chiare, precise, che non lasciano alcuna ombra di dubbio al quesito che mi ponevi. Parole che vogliono illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica. Cordialmente. Carmelo Petrone

societÁAccade nei nostri paesi

Sole delle Alpi e burqa Dopo Mirabello, ecco balzare agli onori delle cronache altri due paesi di questa nostra Italia sempre conosciuta a metà. La geografia nazionale s’impara anche così. Grazie a un sindaco leghista e a una musulmana in burqa. Adro? Mai conosciuto, mai sentito. Ci voleva il primo cittadino che, bontà sua, tappezzasse la locale scuola media con tanto di simboli del sole delle Alpi (osiamo pensare lo avrà messo anche nei bagni) per renderci edotti dell’esistenza di Adro in quel di Brescia e, personalmente, del “sole delle Alpi”, che dicono simbolo padan-leghista. Il sottoscritto, in fatto di soli e di simboli, era rimasto al sole nascente dei vecchi socialisti e al sole che ride dei Verdi. La polemica che ne è seguita e ne consegue (ancora non è risolta) con la ministra Gelmini che ordina di togliere i simboli, il sindaco che risponde picche e dice di prendere ordini solo da Bossi (sembra che solo il Senatùr possa decidere se il sole va mantenuto o eclissato), non fa altro che mantenere Adro sulle prime pagine. Bene. La pubblicità è l’anima… della Lega. Non è la prima volta che sindaci leghisti fanno promozione… turistica ai loro paesini con iniziative più o meno discutibili. Conosco, invece, Sonnino, in quel di Latina. È, o meglio era, un paese di briganti. Vi imperava con le sue bande il terribile Gasbarrone. Sonnino si salvò dalla distruzione decretata nel 1821 da Pio VII (il pontefice intendeva così eliminare il brigantaggio) grazie all’intercessione di san Gaspare del Bufalo, il quale poi si dedicò al recupero dei malviventi. Per chi ama le memorie calcistiche è il paese di Altobelli, il calciatore protagonista dei

Mondiali del 1982. In questo paesino, meno di 7.000 anime, che domina dall’alto la piana dove sorge l’abbazia di Fossanova, ecco la mattina del 13 settembre presentarsi a scuola per accompagnare il suo bambino la signora musulmana con tanto di burqa, nero. I bambini la vedono e si spaventano. Credono, anzi, che sia una nuova insegnante, magari in divisa conforme ai nuovi regolamenti (non si sa mai, con la Gelmini…). La chiamano subito la “maestra nera”, tanto per distinguerla dalle altre “normali”. Che dire? Con tutto il rispetto per le convinzioni religiose (ma qui il Corano non c’entra) sia consentita qualche osservazione. Benedetta signora, ma era proprio necessario, o d’obbligo, presentarsi il primo giorno di scuola con quella mise addosso e per giunta nera? Non poteva scegliere (o non ve ne sono?) un burqa bianco o a fiori? Perdonatemi, sbaglio, lo so, ma vi confesso che ogni tanto un vago sospetto mi attraversa la mente. E cioè che tutte queste iniziative, da “O’ sole mio”, anzi “suo”, del sindaco leghista, all’apparizione “scolastica” in burqa della signora sonninese d’adozione, ad altre “uscite” balzane di sindaci leghisti o agli incaponimenti di alcuni personaggi, italiani o meno, per cacciare i crocefissi dalle nostre aule scolastiche o giudiziarie, tutte queste iniziative, dicevo, siano prese, più che altro, o magari per desiderio inconscio, di ritagliarsi un po’ di notorietà. Pubblicità, vo cercando, ch’è sì cara… Anzi no, sbaglio. Lo fanno per far parlare dei loro paesini e far conoscere, a noi, la geografia italiana. Piero Isola

Continua dalla prima Nei prossimi giorni il presidente comunicherà ufficialmente le deleghe di competenza per ciascun assessore. Non sono mancate contestazioni vivaci e toni accesi che hanno fatto da sottofondo in aula alle comunicazioni del governatore Raffaele Lombardo, tanto che il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, dopo averlo minacciato due volte di bloccare i lavori, ha sospeso la seduta. Prima dello stop, Lombardo si era rivolto ai deputati del Pdl, dicendo: «Siete disdicevoli, non riuscirete a fermarmi col chiasso e la violenza». Considerato il clima che ha caratterizzato le ultime ore che hanno preceduto la nascita del Lombardo quater non è facile fare pronostici sulla tenuta della maggioranza che lo esprime. Se Futuro e Libertà manterrà gli impegni, il governo potrà contare su 50 deputati. Facendo riferimento alla maggioranza che faticosamente ha messo insieme nelle ultime settimane e alle divisioni all’interno dell’Udc, con i deputati casiniani legati a Gianpiero D’Alia vicini al governatore, Lombardo ha assicurato che andrà fino in fondo per le riforme. «In questa direzione - ha spiegato - ho incontrato sulla mia strada Pd, Mpa, Fli e Api. Per quanto riguarda l’Udc non ho capito: non vorrei che si aprisse un problema di simbolo. Sarà ciascuno dei deputati a decidere ciò che ritiene». Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione è stato interrotto da alcuni esponenti del Pdl, i quali non hanno gradito il riferimento a chi lo aveva accusato di “ribaltonismo”: «Trasformista, trasformista e ribaltonista - ha detto Lombardo prima dell’interruzione della seduta - è chi volta le spalle al proprio presidente eletto su mandato popolare. Trasformista e ribaltonista è chi non accetta una riforma sanitaria presentata dall’assessore alla salute, Massimo Russo, presentando piuttosto una controriforma». Salvatore Pezzino

diario multimedi@le «Ma chi se ne frega di tutte queste miss?» Caro diario, un amico mi chiede se ho visto “Miss Italia” ed un parere su questa manifestazione e tutte quelle consimili, nazionali o locali, da “evento” o “fai da te”, piccole o grandi, da fulgore mediatico o da faretti di sottobosco. La risposta numero uno è netta: no, mai visto, non ho tempo da perdere e non me ne può strafregare di meno; per la numero due, visto che mi si chiama in causa, eccoti qui come la penso, e partendo da qualche episodio. Giorni fa, nella mia pagina su “Facebook”, ho visto il “post” d’un collega, “illustrato” da una foto che non c’entrava proprio il resto di niente con il suo articolo ma che, per ovvi motivi, attirava subito l’attenzione: e cioè un didietro “nature” in emersione dalle onde con molta più… eloquente evidenza delle altre fattezze, volto compreso, della “titolare”, tant’é che, mentre il viso suddetto non mi diceva niente su tragitti di fisionomia, è stato, invece, proprio quel… “volto B” a farmi capire di chi si trattasse, dal momento che, cliccando, mi sono ritrovato sul “link” di un quotidiano locale “on line”, e nella pagina vista per caso qualche giorno prima, dedicata ad una delle tante miss messe sul trono, in questi mesi passati, dalle nostre parti e che, per il “book” d’obbligo del dopo-elezione, aveva posato per una “gallery” molto più “hard”, e da tutti i… lati, delle solite smutandataggini “semi-soft” da passerella. Complimenti, quindi, a lei, a… “lui” e, soprattutto, a mammina & papino dell’ex pargoletta “in progress” che, sicuramente, sono stati e saranno strafelici pure di questa, per così dire, superflua ed estemporanea esibizione; così come, e tanto per farti partecipe d’un altro episodio, quei genitori di mia conoscenza, e tutti casa-chiesa-famiglia-battipetto-baciapile, che non hanno battuto ciglio, ed anzi hanno battuto le mani fino a spellarsele, dinanzi al microperizoma francobollato “in antis” e, “a posteriori”, col solito “filo” a scomparsa “totale”, della loro primogenita sul palco di un’altra ennesima “missiata” di provincia, nonché quasi quasi pure orgogliosissimi dei commenti burini di qualche “fan” a briglia sciolta (tante ragazze si lamentano degli apprezzamenti da trivio, delle “proposte indecenti”, dello “stalking” sui “social networks”, o via cellulare, o fisicamente inteso: ma, e lo dico solo da uomo e non dal “maschilista” che non sono mai stato, se, lungi dall’accettare di spogliarsi sempre di più, e come se niente fosse, anche per “pubblici eventi” di natura quantomeno discutibile da ogni punto di vista individuale e sociale, invece ragionassero, si vestissero e si comportassero, anche nel privato, in maniera meno indecente, provocatoria e deliberatamente trasgressiva, non riconquisterebbero “sul campo” quella dignità personale e quel rispetto comune che l’inarrestabile, infame decadenza dei tempi ha ricacciato nelle fogne di quella “donna oggetto” contro la quale il femminismo, compreso quello ragionevole e condivisibile, aveva lottato?) In ogni caso, caro diario, ma a che servono (oltre ad arricchire organizzatori, ditte associate, agenzie furbette ed ambigui comprimari pronti a chiedere e ad incassare in cambio d’illusioni dai vari papi & mami pronti anche ad infognarsi fra i debiti poiché “per una figlia si fa questo e altro”, pure venderle, se il gioco vale la carriera) questi concorsi da Miss (e pure da Mister, ma su questi stendo un velo pietoso; sarà che la penso fieramente all’antica ma mi dà solo il voltastomaco vedere anche uomini ridursi a “oggetti”) sempre più numerosi, “fantasiosi” ed a caduta libera nelle paludi fecali della volgarità e del “voyeurismo”, visto che, nostre parti comprese, assistiamo alla crescita esponenziale anche di concomitanti “allegre missiate” a colpi di “Miss Maglietta Bagnata” e “Miss Culetto d’Oro”? E quando arriveremo, anche qui da noi, per poterci definire sempre più “civili”, “moderni” e “liberi”, magari a “Miss Come Mamma T’ha Fatta” o a “Miss Lesbo & Mister Gay”? E perché, infine, “lati B” & dintorni oggi contano più d’una laurea per trovare lavoro? Nuccio Mula

Chiuso il 22 settembre ore 12.00

L'Amico del Popolo  

edizione del 26 settembre 2010

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