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Anno 55 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

A proposito di trasferimenti

Domenica 5 settembre ben 32 preti dell’arcidiocesi di Agrigento hanno comunicato alle loro rispettive comunità che l’Arcivescovo aveva disposto il loro trasferimento ad altro incarico pastorale (vedi l’elenco pubblicato in pagina). In redazione, in questi giorni, sono arrivate lettere ed e-mail, da parte di persone che, pur riconoscendo all’Arcivescovo il diritto di operare le scelte fatte, non condividevano lo spostamento di questo o di quell’altro parroco ad altro incarico: “è stato un duro colpo alla nostra comunità… ha lavorato bene… era la struttura portante della nostra parrocchia… noi abbiamo bisogno ancora di lui… la norma dei nove anni non è una norma giusta… don…ha avvicinato i giovani alla parrocchia…”. È questo il tono di alcune lettere ed e-mail. Che dire? Certamente ogni distacco è doloroso, specie se, il prete, ha istaurato con la propria comunità rapporti di vera fraternità, però ritengo che la norma dei nove anni (generalmente è questo il termine di tempo per una nomina pastorale prevista da una delibera della CEI) è stata fissata per dare un minimo di stabilità pastorale alle comunità parrocchiali, per garantire il Vescovo, per il bene dell’intera chiesa locale, nel trasferire liberamente i preti dopo un certo periodo ma anche per evitare le nomine “a vita” che erano previste nel vecchio codice di diritto canonico che spesso davano adito a situazioni molto particolari. Esistono, comunque, norme precise e puntuali di diritto canonico che, in minuziosi dettagli, fissano la procedura da seguire per il trasferimento, e per l’opposizione al trasferimento. Il parroco infatti gode della stabilità nel suo ufficio; stabilità che non significa né perpetuità né irremovibilità. Il trasferimento normalmente, in via ordinaria, è ammesso per un parroco nominato “ad tempus” (con un mandato preciso e circoscritto nel tempo) ed è il caso di quasi tutti i trasferimenti operati da mons. Francesco Montenegro il 5 u.s. Naturalmente il tema del trasferimento di un parroco non si esaurisce nel diritto canonico e vale la pena ricordare come l’assemblea del clero del giugno scorso, (preparata dall’arcivescovo con assemblee zonali nei vari vicariati) ha avuto tra i temi di discussione all’interno del tema generale (Quale immagine di Chiesa e quale presbiterio per questa Chiesa) proprio il tema del trasferimento. In quella occasione i presbiteri dell’Arcidiocesi di Agrigento si sono impegnati, nella prospettiva della promessa di obbedienza fatto il giorno dell’ordinazione, a vivere il trasferimento all’interno di una “logica sponsale” che porta a manifestare amore concreto e visibile alla Chiesa locale, evidenziando come all’interno dell’unico presbiterio Carmelo Petrone continua a pag. 7

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CittÁ

provincia

speciale

Le iniziative estive nelle parrocchie della diocesi tra campi estivi e Gr.Est.

Bilancio di previsione 2010: finalmente approvato di LdP

N. 31 del 12 Settembre 2010

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di CP

Vita ecclesiale

Lampedusa: Crociata inaugura i festeggiamenti per Maria di Porto Salvo

Incidenti stradali: tra disattenzione e imprudenza

4-5

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

di MdM

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di Alfonso Cacciatore

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inizia il nuovo anno scolastico

La campanella suona tra le polemiche T

ra poco meno di una settimana, in molte regioni d’Italia, nella nostra isola il 16 settembre, tornerà a suonare la campanella e con essa comincerà un nuovo anno scolastico che, da un paio di anni a questa parte, non è mai sereno e tranquillo. Se negli anni passati ci avevano pensato i ministri Berlinguer e Moratti quest’anno è Maria Stella Gelmini a far parlare di sé e della sua riforma taglia precari. La Uil Scuola fissa in 10 mila il numero dei docenti che, al saldo dei pensionamenti, potrebbero non avere conferma nel nuovo anno scolastico, ma la cifra reale si avrà al termine delle convocazioni le quali, in quasi tutta Italia, procedono a rilento per le manifestazioni, a volta ostruzionistiche, di coloro i quali manifestano il loro dissenso ai tagli decisi dal ministro della pubblica istruzione. Ma in tutto questo batti e ribatti non si deve perdere di vista quello che è il ruolo fondamentale della scuola: istruire i giovani. Non si devono infatti, perdere di vista quelli che sono i diritti fondamentali dei giovani che siederanno dietro i banchi di scuola: primo tra tutti avere dinanzi insegnanti capaci di svolgere la loro funzione di educatore precettore. Ma altro fondamentale diritto è quello di poter vivere tra quei banchi in un ambiente salubre e non instabile e decandente e, come ogni anno, gli edifici scolastici si presentano sempre più fatiscenti e bisognosi di essere sottoposti ad interventi che ne trasformino l’aspetto. Fa riflettere e tanto, la presentazione del plesso Tortorelle, ad Agrigento, da parte del sindaco Zambuto e dall’assessore al ramo, Cordaro, che, oltre ad una sceneggiata napoletana degna del miglior Mario Merola, tra il dirigente scolastico, prof. D’Orsi e l’assessore Cordaro ha portato in luce come l’edificio oggetto dei lavori e che

◆ Provincia

D’Orsi scrive a Napolitano ed incontra Matteoli Si ritorna a parlare di aeroporto, questa volta il presidente D’Orsi si rivolge direttamente al Presidente Napolitano e dopo la lettera appella al Campo dello Stato, martedì 7 settembre D’Orsi ha incontrato il ministro Matteoli che ha convenuto sull’importanza della scalo aeroportuale in provincia di Agrigento e ha espresso il favore per la realizzazione nonchè l’interessamento pressp l’Enac per accelerare i tempi per la sua attuazionea LdP - pag. 6

veniva consegnato, appariva ed appare poco consono allo svolgimento dell’attività scolastica. Fa un certo effetto se si pensa che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito del piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, aveva finanziato nel 2008 il secondo stralcio dei lavori di miglioramento di alcune scuole di Agrigento tra cui proprio quello dell’edificio della scuola sa visibilità e attenzione del marito. materna ed elementare “Tortorelle” (Istituto Pascoli) per Inizia un nuovo anno scolastico e tra i plotoni di eseun importo di 632 mila e 92 euro. Ma non è solo que- cuzione di chi vorrebbe eliminare le contraddizioni sto plesso che, agli occhi degli astanti appare in pessime della riforma, le rimostranze del mondo del precariato, condizioni. Sempre il dirigente scolastico D’Orsi ha pre- le strutture non idonee, gli insegnanti si accingono ad sentato alla stampa le condizioni del plesso Pascoli in via entrare in classe. L’augurio che ci sentiamo di fare è che Dante, non certo migliori di quelle del plesso Tortorelle. sentano, malgrado i problemi che attanagliano il pianeta Ma questo non è solo il caso nella città capoluogo a mac- scuola, tutta l’emozione e l’urgenza educativa, a partire chia di leopardo, in quasi tutti i comuni della provincia, dall’appello mattutino, dal chiamare per nome i propri si registrano casi simili. Ci preoccupa un po’ che, altri alunni per immergersi nel loro vissuto e una speranza di dirigenti, non si lamentino come D’Orsi. La sua consor- vita e di curiosità. te che, lo ha preceduto nella direzione della Pascoli, non Marilisa Della Monica ebbe lo stesso spirito battagliero del marito nel far notare la fatiscenza dell’istituto che Diocesi dirigeva, o se l’ha fatto non ha avuto la stes-

Nuove nomine pastorali

◆ politica

Estate di fermento tra nuovi e vecchi “patti”

Se la prima parte dell’estate è stata caratterizzata dalla sporcizia o inquinamento del mare sanleonino con tanto di gargarismi pro pulizia, la seconda parte è stata sicuramente caratterizzata dalla nascita del nuovo movimento politico - associazione “Patto per il territorio” al quale sono confluiti amministratori locali, dirigenti d’azienda, operatori sociali, rappresentanti dell’associazionismo, delle arti, delle professioni, del mondo femminile e della società civile che hanno eletto all’unanimità come loro presidente il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. Un’analisi politica la trovate all’interno del giornale. pag. 2

◆ appuntamento

Il cristianesimo rispetta la donna?

In coda all’estate, l’Ufficio Cultura della diocesi ha organizzato tre serate su “L’amicizia, la guerra, l’amore - relazioni femminili e liberazione nella Bibbia. Ogni sera saranno declamati brani biblici, che saranno poi esplicitati attraverso la musica, la riflessione e l’arte. Un impegno notevole di persone su un tema scottante dei nostri giorni. Nicola De Maria a pag. 3

Al fine di provvedere alle necessità pastorali dell’Arcidiocesi di Agrigento, mons. Francesco Montenegro ha disposto, domenica 5 settembre 2010, un’ampia serie di nuovi incarichi pastorali. Di seguito le nuove nomine suddivise per zona pastorale. Zona pastorale San Gerlando, città di Agrigento: Sorce Mario, parroco della parrocchia Sacro Cuore (Quadrivio); Sicilia Giuseppe, co-parroco della parrocchia Sacro Cuore (Quadrivio); Gambino Angelo, parroco della parrocchia Santa Croce (Villaseta); Restivo Luca, vicario parrocchiale della parrocchia San Lorenzo (Mon-

serrato) e direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della Curia; Vaccaro Notte Francesco, vicario parrocchiale della parrocchia di San Leone; Lentini Giuseppe, vicario parrocchiale della parrocchia San Giuseppe e collaboratore dell’Ufficio Liturgico della Curia; Tortorici Alfonso, vicario espiscopale per l’Amministrazione, Direttore dell’Ufficio Amministrativo della Curia e cappellano delle Suore Salesiane; Gulli Nino, economo diocesano; Castronovo Calogero, presidente commissione BB.CC.EE. e consulente dell’ufficio amm. della Curia. continua a pag. 7

Un risultato che ci spinge ad andare avanti

Con l’ultimo numero prima della pausa estiva invitavamo i nostri lettori a seguirci sul sito web del nostro settimanale. Con nostra viva sorpresa abbiamo notato che, nel solo mese di agosto, quando il giornale non era in stampa, il sito ha avuto oltre 30 mila accessi. Un traguardo che ci invita ad andare avanti e a trovare nuove forme di sinergia tra carta stampata e le nuove tecnologie. Grazie, continuate a seguire.

www.lamicodelpopolo.net




Città

L’Amico del Popolo

12 Settembre 2010

politica Nuovi scenari all’orizzonte

Tra trasformismi e ripensamenti L

e fibrillazioni, che hanno agitato il mondo politico italiano, hanno fatto sì che il confronto, a tutti i livelli, questa estate non è andato in ferie. Lo strappo dei “finiani” con la nascita di un nuovo gruppo in Parlamento, per qualche settimana, ha aperto scenari di grande incertezza che sembravano preludere ad elezioni anticipate. Momenti di grande agitazione che sembrano temporaneamente rimossi, in attesa di una verifica e di corretta interpretazione del discorso a Mirabello del presidente della Camera, momenti che hanno contribuito a rendere più fluida la situazione politica anche a livello regionale e, soprattutto, a livello provinciale. Alla fine, tranne il varo di un nuovo progetto politico, denominato “Patto per il Territorio”, di sconvolgente nell’agrigentino è accaduto ben poco, mentre sullo sfondo si sono riproposti i soliti problemi che assillano i cittadini, compresi quelli legati alla stagione estiva e che in questa sede, per il momento, non intendiamo riprendere. Problemi che si acuiscono anche perché non sempre da parte di chi ha assunto responsabilità di governo locale c’è la disponibilità e la dovuta attenzione ad ascoltare le ragioni e le richieste di cittadini che vivono in un territorio dove i servizi sono scadentissimi e le tariffe altissime.

In Breve beni culturali Cambiano i vertici provinciali

Problemi che rendono ancora più Il dirigente generale del dipartimento regiocomplicata la vita di famiglie che si tronale dei Beni culturali, Gesualdo Campo, ha novano a vivere in un territorio a forte riminato i vertici delle 72 strutture intermedie del tardo nello sviluppo e che non riesce a dipartimento stesso. Il cambio dei dirigenti ha creare occasioni di lavoro per le nuove riguardato anche Agrigento. Alla sovrintendengenerazioni. za di Agrigento al posto di Gabriella Costantino Problemi la cui pesantezza ha indotto arriva l’ex direttore dell’Ente Parco, Pietro Meli, i sindacati a ritrovare la voglia di cammentre la Costantino passa alla guida del Museo minare insieme e anche di riprendere Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Il posto di l’esperienza di quel Cartello Sociale, nato Pietro Meli, sarà, invece, ricoperto da Giuseppe alcuni anni addietro con il contributo atCastellana che lascia l’incarico di direttore del tivo della Chiesa agrigentina. Museo Archeologico regionale. Vincenzo Caruso, Ritornando alla politica locale si conè stato confermato alla direzione della Biblioteca tinua a parlare più di rimpasti che di “Luigi Pirandello”. programmi, più di nomine che di opere viabilitÁ pubbliche, più di tattiche personalistiNuovo parcheggio in città che che di strategie di crescita oreintate al bene comune. Molto presto, i cittadini che si recheranno in cendi diverse organizzazioni di categoria e di nuAl comune di Agrigento si attende il rimpasto merosi rappresentanti del mondo produttivo tro potranno utilizzare il nuovo parcheggio, appena che presuppone il quasi certo ingresso dell’Udc locale. ultimato, all’interno della stazione ferroviaria. Il sine forse un rafforzamento della presenza del Pd daco Zambuto ha contattato il responsabile delle I promotori del nuovo movimento intendonella Giunta Zambuto. Ferrovie a Palermo, il quale sta predisponendo una no sviluppare una mobilitazione dal basso che Alla Provincia Regionale di Agrigento, dove il partendo dai problemi della gente pervenga convenzione per il passaggio dell’area in comodato rimpasto c’è già stato e anche con il ritocco di un alla individuazione delle soluzioni cercando di al Comune di Agrigento al fine della gestione del assessore sostituito nel giro di poche ore, si at- accorciare la distanza che in questa fase separa parcheggio. Si potrà accedere al parcheggio dalla via tende l’aggiunta degli ultimi due assessori anco- i cittadini alla politica. Acrone. ra da scegliere e il probabile esordio nell’esecutiUna strategia che punta a rafforzare le creassociazionismo vo guidato da D’Orsi di un esponente del “Patto denziali di una classe dirigente che possa saAttività ex allievi don Bosco per il Territorio”. pere chiedere ai rappresentanti del Governo Alla Regione invece, nazionale e regionale quelle risorse che la città Gli exallievi don Bosco della Sicilia, tra cui anche palazzo s. domenico Bilancio di previsione 2010 il Lombardo quater è di Agrigento e la provincia attendono da temquelli di Agrigento, hanno partecipato agli annuali stato solo annunciato po, dimostrando di essere capace di utilizzarle Esercizi Spirituali Residenziali 2010, guidati per la sema non è mai decol- presto e bene. Una sfida che si richiama al senso conda volta consecutiva dal salesiano don Antonino lato. Munafò, vicario episcopale della Diocesi di Catania. della responsabilità, attraverso un’opera di sensiIn conclusione l’uni- bilizzazione che, partendo dalla classe dirigente Durante la loro permanenza a Gibilmanna, gli exallievi, circondati dall’affetto e dalle mille attenzioni Il bilancio di previsione an- il mantenimento di una adegua- ca novità, in attesa delle autonomie locali, si vuole rapportare ad un della ricostituzione del nuovo senso del dovere. dei Frati francescani, hanno partecipato ai festeggianuale, insieme a quello del perio- to livello di servizi”. menti in onore di Maria SS. di Gibilmanna e visitato do 2010-2012 ed alla relazione Visibilmente soddisfatto il sin- Cartello Sociale, semUna sfida alta la cui vera posta in gioco è la l’interessante Museo etnoantropologico realizzato previsionale e programmatica, daco che, dopo il voto, ha subito bra essere la nascita del credibilità che può riscuotere un nuovo progetnei locali del Convento.Al termine del ritiro, hanno è stato approvato, nella tarda preso la parola per ringraziare “Patto per il Territorio” to politico in un contesto dove i cittadini sono fatto una breve tappa a Cefalù culminata con la visita serata di giovedì 2 settembre, tutti i gruppi consiliari per il sen- che raccoglie i favori precipitati in una condizione di profonda prodel Duomo con il suo maestoso Cristo Pantocratore. dal Consiglio comunale di Agri- so di responsabilità dimostrato del sindaco del comu- strazione e sfiducia nei confronti di chi si occugento senza alcun voto contrario e per avere offerto un’ulteriore ne capoluogo, Marco pa della cosa pubblica. Calcio e con l’assenza di soli quattro iniezione di fiducia nei confron- Zambuto, subito chiaD’altro canto, come ha sottolineato recenteCambio ai vertici dell’Akragas componenti. ti dell’amministrazione attiva mato a guidare il mo- mente il cardinale Bagnasco, perché la storia Francesco Maraventano, classe ’82, che sinora Prima dell’approvazione sono per continuare sulla strada del vimento, del sindaco di proceda servono politici “qualificati e coerenti”, aveva ricoperto la carica di segretario è il nuostati posti in discussione alcu- risanamento finanziario dell’en- Campobello di Licata, rilanciando il “sogno” di una nova classe politivo presidente dell’Akragas calcio. Maraventano, ni emendamenti, ritirati grazie te e per costruire insieme quelle Michele Termine, di ca, “cristiana nei fatti, non nelle parole”. nella storia dell’Akragas, è sicuramente il più gioall’impegno assunto dall’ammi- occasioni di sviluppo che la città un nutrito gruppo alQuesto vale per la valorizzazione dell’autonol’interno del Consiglio mia speciale di cui gode la nostra Regione, quevane presidente di tutti i tempi, ed è stato eletnistrazione comunale di provve- invoca e attende. to dall’assemblea all’unanimità. Suo vice è stato dere nella fase di stesura del PiaIl bilancio di previsione è il Provinciale di Agri- sto vale per il “federalismo”, in corso di faticosa designato Maurizio Capraro, mentre il diesse no Economico Gestionale. Dopo documento contabile che con- gento, di un congruo gestazione, ma più ampiamente per il sistemaGiovanni Martello avrà il compito di segretario. l’aula è stata impegnata nelle di- tiene le previsioni di entrata e di numero di consiglieri al Paese. E per questo che un nuovo ed affidabile Cambia volto in maniera definitiva la società chiarazioni di voto al quale han- spesa relative all’anno di riferi- Comune di Agrigento, progetto politico deve ritrovare e rilanciare rabiancazzurra, e succede proprio alla vigilia delno preso parte i consiglieri Lo mento, è quindi lo strumento di di tanti amministratori gioni buone di vita comune, da cui scaturiscano l’inizio del torneo di calcio. Presti, Cirino, Gramaglia, Ange- programmazione delle attività locali che si apprestano pratiche virtuose comuni. la Galvano, Arnone, Marchetta, dell’Ente. Quest’anno il bilan- ad uscire allo scoperto, Salvatore Pezzino Alfano, Picarella e Calabrese e cio di previsione doveva essere successivamente si è proceduto approvato entro il 30 aprile del con la votazione. 2010, grazie alla proroga stabilita valle e centro storico  IV Notte Bianca Prima della fine dei lavori da dal ministero dell’Interno ma, da sottolineare l’intervento del sin- noi, con tutta la celerità propria daco Marco Zambuto, presente dei nostri amministratori si è in aula, che ha evidenziato le provveduto ad approvare quello caratteristiche del bilancio che che viene definito un importanAnche quest’anno ritorna ad Agrigento Agrigento con i loro spettaco“sostanzialmente ha il pregio di te strumento per la vita dell’ente la “Notte Bianca”. Musica, arte di strada e li che vanno dalla giocoleria al cercare di mantenere un equi- comune soltanto il 2 settembre. varie espressioni artistiche coinvolgeranno teatro di strada ma anche esilibrio tra un sempre maggiore A voi le conclusioni. la Città dei Templi il 10 e 11 settembre. bizioni acrobatiche e giochi di controllo della spesa corrente ed LdP La quarta edizione della “Notte Bianca” fuoco. organizzata dall’associazione culturale “Il Tutto ciò senza trascuraTamburino” in collaborazione con il co- re l’obiettivo primario che ha La gestione dei rifiuti mune di Agrigento, sulla scorta del succes- spinto l’associazione “Il Tamburino” a possibile anche ammirare e visitare locali so degli anni passati, partirà dalla sua for- iniziare questo percorso: far riscoprire il di alcuni luoghi di culto che difficilmente, Se in questo momento non ci Piazzale Rosselli mula ormai consolidata dando particolare fascino e la suggestione dei luoghi dove tutti i giorni sono fruibili. Infatti l’Ufficio troviamo sommersi dai rifiurisalto all’Acragante Art Fest: l’ambizioso risiede l’anima della nostra terra. Beni culturali ed ecclesiastici della Dioti e di conseguenza invasi da Ma secondo voi il raddoppio progetto introdotto per la prima volta lo È intenzione degli organizzatori dedi- cesi di Agrigento permetterà la fruizione topi (in numero maggiore della Salerno-Reggio Calabria scorso anno e che, in questa edizione, sarà care, come lo scorso anno, uno dei due della torre campanaria della cattedrale di di quello che attualmente sarà ultimato prima dei lavori potenziato e ulteriormente arricchito. giorni alla riscoperta e alla valorizzazione Agrigento, la visita guidata al Seminario abbiamo!) dal tanfo di putre- di riqualificazione di piazzaIl 10 e l’11 settembre, così, le perfor- della Valle dei Templi in un suggestivo arcivescovile, alla chiesa Santa Maria dei fatto ed a rischio epidemia le Rosselli? Di questo passo, mance degli artisti che arrivano da tutta percorso all’interno dello splendido sce- Greci e della chiesa S. Nicola alla Valle. lo dobbiamo ad una donna ahinoi, crediamo proprio di Italia e anche dall’estero infiammeranno nario della Via Sacra. Ma quest’anno sarà U.S. che, con spirito di sacrificio, sì, se, ancora non si intravecerca in tutti i modi di non de il benché minimo segno far sprofondare i comuni di traguardo. Cominciati con di Eugenio Cairone dell’Ato Ge.Sa. Ag 2 nel caos. la promessa che sarebbero Anche questa volta all’enne- stati ultimimati nel minor sposto ad ascoltare e provvedere. simo sciopero proclamato tempo possibile, ormai, siamo Solo brutte storie É di questi giorni un altro caso che ha scaldato gli animi di uodagli addetti alla raccolta talemte abituati a vedere la mini che dovrebbero, invece, tenere i nervi ben saldi considerato rifiuti la dott.ssa Restivo, piazza un cantiere a cielo aperDove ci eravamo lasciati? Viene la confusione. il loro ruolo. Invece ci si è lasciati andare, per giunta, davanti alle con una trasferta milanese to che non ci chiediamo nemAvevamo chiuso con la questione aeroporto che ritroviamo telecamere. Al centro dell’animata discussione tra D’Orsi e l’asè riuscita a farsi anticipare meno più quando finiranno al punto dove l’avevamo lasciata. La domanda è ancora la stessa: sessore comunale alla P.I. Cordaro, vi era la consegna dei locali di l’ennesimo milione di euro questi lavori. Le giustificazioni l’aeroporto si farà? un istituto di cui D’Orsi è il dirigente scolastico. Tutti, grazie alle ma questa volta dall’AIPA. sono sempre le stesse, variano Altra storia che ha tenuto banco è quella della nostra giunta immagini mandate in onda dalle tv locali, hanno potuto vedere lo La storia è sempre la stes- soltanto i giorni, i mesi e gli comunale con un rimpasto che dovrebbe essere seguito da un squallore in cui versa non un locale comunale qualsiasi ma una sa, i contribuenti evadono, anni. E cosa dire del parchegaltro quanto prima per far posto al Pd che tenta di entrare dalla struttura che dovrebbe ospitare nel giro di qualche giorno dei i comuni non assolvono al gio pluripiano che, sempre da finestra. piccoli studenti. Legittima appare, quindi, la protesta di D’Orsi loror dovere di rimpinguare tale piazzale fa bella mostra Intanto la città soffre maledettamente per mancanza di qual- sebbene Cordaro non sia il bersaglio giusto. Ad Agrigento, purle casse gli addetti non paga- di sé? Basta rassegnarsi, basta cuno che sappia tirarla fuori dall’abbandono. Lo schifo, perché di troppo, è questo l’andazzo. ti scioperano e la Restivo mettere la testa sotto la sabbia schifo si tratta, riguarda naturalmente le zone dove non ci sono A fare pena è proprio la gestione della cosa pubblica. Le buche cerca di trovare soluzioni. come gli struzzi, cominciamo santi protettori. Vedi, ad esempio, Fontanelle. A causa delle ster- nelle strade e l’illuminazione carente anche nelle strade trafficaa far sentire il nostro dissenso paglie, gli incendi hanno quasi distrutto il poco verde esistente te come il viale delle Dune e tanto, tanto altro ancora ne sono la verso le opere incompiute. costituito dalla fila di palme del viale Sicilia e non c’è nessuno di- prova.

Finalmente approvato

La città si “infiamma”

scende

la Settimana

sale


Cultura

L’Amico del Popolo 12 Settembre 2010

seminario Arcivescovile Tre serate per riflettere su donna e Bibbia

Il cristianesimo rispetta la donna? I

n coda all’estate, l’Ufficio Cultura della diocesi ha organizzato tre serate su donna e Bibbia. Ogni sera saranno declamati brani biblici, che saranno poi esplicitati attraverso la musica, la riflessione e l’arte. Un impegno notevole di persone su un tema scottante dei nostri giorni. È noto a tutti come la cronaca recente è stata occupata da diversi episodi di mortificazione della donna da parte degli integralisti islamici (vedi il caso della lapidazione di Sakineh). Ma il cristianesimo ha rispettato e rispetta la donna? Abbiamo rivolto al riguardo un paio di

appunti Il 18 e 19 settembre presso la parrocchia s. Lorenzo Monserrato di Agrigento si terrà il “Laboratorio di Mondialità - L’altra faccia del mondo: educarsi alla mondialità per una cittadinanza attiva” corso di formazione per insegnati, animatori missionari, catechisti e operatori caritas. Obiettivo del laboratorio è creare un gruppo di “formatori” che possano realizzare all’interno delle realtà di appartenenza delle attività di animazione relativamente ai temi della mondialità. Per info: segreteria organizzativa 328 6378663. Dal 3 al 26 settembre presso il Museo archeologico regionale di Agrigento si terrà la IV rassegna di artisti contemporanei “Trovarsi - 6 personaggi nei luoghi di Pirandello”. Alle Fabbriche Chiaramontane in piazza S. Francesco ad Agrigento sono ancora visitabili le mostre di Luc Gauthier e Gabriele Garbolino Rù. Un doppio appuntamento con l’arte figurativa e plastica che consente la convivenza della luce mediterranea delle 40 opere di Gauthier con le algide sculture in acciaio, alluminio, bronzo e marmo di Carrara di Garbolino Rù.

domande a Vincenzo Lombino, ideatore con Lia Rocco delle tre serate. Don Vincenzo, il cristianesimo ha liberato veramente le donne? Risponderei con la costatazione che la liberazione dell’uomo e la promozione della dignità umana sono i due capi di un unico filo rosso di speranza che percorre tutta la religione biblica. Anche la storia del cristianesimo e la società occidentale ne sono stati toccati. Purtroppo la liberazione e la promozione della dignità umana è stata intesa al maschile. Come mai? Non c’è stata una corrispondenza tra pensiero e azione? Ciò dipende dai fondamenti culturali della nostra società. La nostra cultura è segnata in bene e in male dalla Grecia antica e dalla spiritualità filosofica ellenistica. Ma non solo c’è stata anche una secolare e riduttiva comprensione del ruolo della donna nella storia biblica. Vuole essere più chiaro? Certamente. Un’interpretazione cronologicamente datata della Bibbia ha trasmesso per secoli un’avvilente immagine di natura femmi-

nile. Essa è stata considerata: “secondaria” (tratta dall’uomo), “subordinata” (creata in funzione della procreazione), “passiva” (riceve dall’uomo, senza alcun ruolo attivo), “imbecille” (manca di forza razionale), “impura” (mestruazioni, come eredità di qualcosa di peccaminoso). C’è stata dunque una lettura della Bibbia che non ha aiutato la donna? C’è qualche possibilità di venirne fuori? Certamente. Oggi una più attenta e moderna lettura della Bibbia mostra che, nel processo di liberazione e di maturazione umana innescato da Dio, la donna non è affatto secondaria rispetto all’uomo, ma piuttosto vi interviene con originalità e autorevolezza. Il percorso biblico-culturale che questi tre giorni vogliono appunto offrire all’ascoltatore agrigentino intende mostrare come tre donne famose della Scrittura, Ruth, Giuditta e la Regina di Saba, hanno saputo costruire relazioni liberanti e profondamente umane. Per chiudere ci vuole dire qualcosa per lo svolgimento delle tre sere? Intanto esse saranno celebrate

in un angolo seducente della nostra città, ma poco conosciuto alla maggior parte della gente. Inoltre si è voluto accostare le figure bibliche attraverso la recitazione (Lia Rocco), la musica (maestro A. Montana, coro Magnificat, coro S. Cecilia), la riflessione teologica (A. Rotondo, Catania) e infine attraverso l’arte (B. Biondi; P. Ingaglio; F.P. Massara, Palermo). Si è voluto individuare come le tre figure bibliche sono state colte dagli spiriti più geniali dell’arte e della cultura occidentale come modelli di donna affrancata, capace di rappresentare un nuovo ordine sociale, più equo e umano nelle sue relazioni interpersonali Nicola De Maria

gaetano savatteri Novantacento Editrice

“Strani nostrani”

In questa estate a tratti tediosa l’ozio naturale che accompagna la bella stagione è stato interrotto dalle presentazioni di alcuni volumi o da incontri letterali che hanno preso lo spunto del dibattito proprio da un testo letterario. Tra questi, lo scorso 31 agosto, presso l’ex Collegio dei Filippini di Agrigento, è stato presentato l’ultima fatica letterario del racalmutese Gaetano Savatteri “Strani nostrani. Storie di siciliani fuori dal comune”. Se è vero che esiste una Sicilia fatta di malapolitica, di corruzione e ingiustizie, fatta di uomini che hanno calpestato l’onore di questa terra, che hanno trascinato la Sicilia dove sappiamo - come è vero che questa provincia continua ad essere agli ultimi posti di tutte le classifiche possibili - è anche vero che spesso questa marginalità, questa solitudine e questa tristezza ha fatto sì che da qui venissero fuori le idee più strane e più geniali, quelle che, in lingua agrigentina diremmo pirandelliane. Uomini che – spesso controcorrente – agiscono da non siciliani e quindi non rassegnati e pessimisti, ma testardi e inflessibili. E la Sicilia è piena di coloro che appaiono strani agli occhi degli altri. Sono appunto gli “strani nostrani” che lo scrittore racalmutese Gaetano Savatteri ha raccolto nel libro pubblicato da Novantacento per “I love Sicilia”. Perché, proprio nelle pagine di questa rivista di costume, Savatteri tiene una rubrica dove incontra e racconta i siciliani diversi. “Il Siciliano, con la maiuscola non esiste. Esistono invece i siciliani – dice Savatteri – ciascuno diverso dall’altro, ciascuno assolutamente unico”. Il libro è infatti una galleria di questi “siciliani ine-

sistenti”, alcuni dei quali presenti per la manifestazione dove stavolta i personaggi hanno trovato il loro autore. Gaetano Savatteri introducendo il libro parla anche di politica, inevitabilmente: “Esiste un assessorato regionale all’Identità Siciliana, presumo con un apposito capitolo di spesa in bilancio: non ho capito bene di cosa si occupi e mi chiedo se in questa identità siciliana rientri la tutela degli occhi storti del paladino Orlando o la conservazione della ricetta originale dell’arancina alla carne. Ma la politica ha le sue ragioni, parafrasando Pascal, che la ragione non conosce”. Ma poi, a rallegrare il lettore, ci sono le pagine dedicate alle “vite degli altri”, come scrive nella prefazione Buttafuoco. C’è Giuseppe Agnello, che da ragazzo nelle campagne di Racalmuto sussurrava alle capre, poi diventato uno scultore affermato; Amedeo Bruccoleri, che con la sua Capa…lunga ha portato una libreria ad Agrigento. E poi il “ragazzo di 88 anni”, Giuseppe Jannuzzo, e il suo club dei girgentani a Roma e la toga rossa di Gigi Birritteri che “sta a destra – o forse alla sinistra, se queste definizioni hanno ancora senso – del ministro Angelino Alfano”. Storie insomma di paradossi. Paradossi agrigentini. Paradossi siciliani. Salvatore Picone

Girgenti: le chiese, i conventi, i monasteri distruzioni e trasformazioni

La Chiesa e il Convento di S. Anna (o di S. Maria della Consolazione) La chiesa di S. Anna, già di S. Maria della Consolazione (V. Amico, Dizionario Topografico della Sicilia, 516, Catania 1757), era stata costruita nel ‘500 ed aveva il campanile più slanciato e più bello della città. Sorgeva tra l’ex Palazzo del Tribunale e l’ex Albergo Gellia, dirimpetto al Circolo dei Nobili. Nel 1534, accanto ad essa, fondarono il loro convento i frati del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco (D. De Gregorio, La Chiesa Agrigentina, III, 303, Agrigento 1996/99). Dice F. P. Diana, Girgenti prima del 1860, in Akragas, II, 2 febbraio 1913: “... la chiesa ed il convento di S. Anna... coll’antica Casa Comunale di prospetto (oggi palazzo della Camera di Commercio, n.d.a.) formavano uno stretto passaggio che si denominava di Sant’ Anna, simile ad un corridoio lungo quasi otto metri e largo ad un di presso due mezzo, nel quale ciechi, poveri ed altri mendichi stavano giornalmente in piedi, colla mano tesa, chiedendo l’elemosina ai passanti”. Lo “stretto passaggio” era volgarmente detto ‘U Cannuni di Sant’Anna, perchè, a quel tempo, tutte le strettoie erano denominate, a seconda della grandezza, cannuni o cannuneddru, forse perchè, quando si creavano le condizioni propizie, erano attraversate da forti correnti d’aria simili a quelle prodotte da una cannonata. Ricorderemo, a tal proposito, anche ‘U Cannuni di l’Addulurata, tra la chiesa e il costone di tufo.

a cura di Nino Sciangula

Acquisita dal Comune, il 13 aprile 1888 la chiesa di S.Anna fu demolita per realizzare una piazza, al fine di dare lavoro ai disoccupati. Per la stessa ragione, nello stesso anno, anche il convento fu abbattuto e si costruì il Palazzo dei Tribunali (quello civile e quello penale). Dalle macerie della chiesa e del convento di S. Anna nascevano, dunque, la Piazza S. Anna (oggi Gallo) e il Palazzo dei Tribunali. Alla fine dei lavori, rimase ancora disponibile una parte dell’area occupata dalla chiesa, che così il Consiglio Comunale decise di utilizzare. Nel 1862 ne concesse un lotto (che provvisoriamente era stata sistemato ad emiciclo con dei sedili) ad Antonio La Lumia per farvi un albergo (Hotel Gellia) e un caffè a piano-terra (poi diventato negozio Altieri ed oggi di nuovo caffè). Nel 1882 nello spazio residuo autorizzò la costruzione di una succursale dell’ Ufficio Postale (G. Picone, Memorie Storiche Agrigentine, 952, Agrigento 1937 ).



sicilianitÁ  seconda parte

Esperienze pastorali “Pi li Siciliani, / chi su’ di bona razza / e veru cristiani, / la Fidi chi s’abbrazza / è forza, luci e pani, / chi teni sempri ‘npedi, e nuddu s’arramazza. Lu bravu parrineddu/chi li pruteggi e guida, / prega piatuseddu / (cu vuci duci e pia):/ “Signuri, ‘nparadisu, tutti appressu a mia.” Abbiamo lasciato gli affezionati lettori, in attesa di conoscere quale rimedio abbia suggerito l’Anziano amico Prete (A.a.P.) ai “maggiorenti” della comunità di San Gregorio Agrigentino, per convincere il Vescovo a non chiudere la Parrocchia: “Sentite, se non avete nulla in contrario, tornate dal Vescovo e dite che il sottoscritto è disposto a guidare la comunità per almeno sei mesi.” Detto, fatto; la commissione ritorna dal Vescovo, che rimane sorpreso della proposta. Non tanto per l’età, quanto perché, sapendo l’A.a.P. impegnato nella ristrutturazione del Santuario dell’Addolorata, ritiene troppo faticoso il nuovo servizio. L’indomani, l’A.a.P., presentatosi al Vescovo, chiarisce che intende assumere il servizio nella Parrocchia San Gregorio solo per pochi mesi e in qualità di Vicario Foraneo, per potere riferire, e quindi decidere, sulla reale situazione della comunità. Il Vescovo ne conviene. Così, ha inizio il nuovo impegno dell’A.a.P. Ogni pomeriggio, accompagnato da qualcuno dei maggiorenti, visita i vari rioni e insediamenti, prendendo nota dei residenti e dei vacanzieri, nonché della vastità del territorio, che è davvero impressionante, anche perché i residenti sono migliaia. Già le villette, sparse lungo le vie traverse che sboccano nel viale Cavaleri Magazzeni, via degli Imperatori, via delle Dune ecc., sono innumerevoli; se poi si aggiungono le zone residenziali di: Fiumenaro, Zingarello, Burrainiti, Misìta…, ci si perde di strada. L’incaricato A.a.P., per rendersi conto della volontà di aggregazione dei fedeli, li invita non solo alla Celebrazione Eucaristica domenicale, ma anche ad organizzare una Celebrazione Eucaristica in un “giorno feriale” onde radunare i residenti nelle villette delle varie vie traverse. La partecipazione, sia la Domenica che nei giorni feriali, risulta numerosa ed entusiasta. Durante le celebrazioni della Domenica (cinque, distribuite nelle varie zone), si assiste all’accorrere di vere e proprie folle, attente e partecipanti, pur restando in piedi per mancanza di sedie. L’incaricato A.a.P. si rende ben presto conto di una realtà che, se appare confortante e quasi entusiasmante per un verso, sotto un altro aspetto si rivela quanto mai delicata e responsabilizzante, anche perché la presenza dei ragazzi è oltremodo numerosa: non lontana, infatti, dalla sede parrocchiale, funziona la scuola elementare (in locali di fortuna), con oltre cento alunni. Non mancano gli adolescenti che, anche se frequentano le sedi di Agrigento, esprimono fiducia che la comunità di San Gregorio possa riuscire a occuparsi anche di loro, in maniera sistematica, per la catechesi e le attività di oratorio. Intanto, ci si organizza per la celebrazione della Pasqua, che vede una partecipazione senza precedenti di gente che arriva anche da lontano. Spontanea e intelligente l’offerta di collaboratori che intendono organizzare al meglio sia i fanciulli da preparare alla Prima Comunione, sia i ragazzi che dovranno ricevere la Cresima. Intanto, i mesi passano. I primi sei della disponibilità dell’A.a.P. sono già trascorsi da un anno. La Celebrazione Eucaristica quotidiana non è mai mancata, così come non è mai venuta meno la catechesi ordinaria agli adulti, e quella ai fanciulli si è organizzata in modo da portare i più grandicelli alla Prima Comunione. Il Vescovo è venuto più volte. Ha verificato, si è reso conto, si è commosso… Si è rammaricato di non avere conosciuto prima la realtà, ma… C’è sempre un ma, che sembra arrivare all’improvviso a imporre l’alt alle migliori imprese. Guai, però, a lasciarsi scoraggiare e troncare l’opera iniziata.. Ecco la notizia che rischia di azzerare ogni progetto. Da qualche tempo, serpeggiava nell’aria. Sembrava, tuttavia, improbabile, invece era vero: il Vescovo di Agrigento viene trasferito a Catania. Quando l’ingenuo l’A.a.P. apprende dal segretario vescovile la notizia, con l’invito a recarsi all’Episcopio per porgere al nuovo Arcivescovo di Catania gli auguri, sente un malessere alle coronarie e risponde al telefono: “In hoc non laudo”. E chiude la conversazione. Perché il male al cuore non aumentasse, l’A.a.P. non cercò di incontrare chi avrebbe potuto, ancora, assegnare il Parroco a San Gregorio. Anche se deluso e sfiduciato, decise di risolvere il problema con l’avvento del nuovo Vescovo. Piresse




Speciale Estate nelle parrocchie

agrigento La parrocchia S.Teresa da cinque anni sceglie Linosa

«Tu... e nessuno sarà un’isola» Q

uesto il titolo della vacanza dei ragazzi di Gioventù Studentesca di Comunione e Liberazione della Parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù di Agrigento, con a capo i responsabili ed il parroco Don Giuseppe Giammusso. Un titolo che già di per sé presuppone una sfida, un impegno per la nostra “libertà” a pronunciare il nostro “Tu” nella ricerca quotidiana del senso della vita. Una ricerca, dunque, dove il nostro “io” si mette al lavoro per riconoscerLo dentro ogni cosa che accade e che si fa reale. Ed allora, un impostazione così della nostra esistenza la riempie di significato nel rapporto con Dio “qui e ora”, fatto concreto, avvenimento che si compie ora come duemila anni fa. Quindi, prendendo come spunto la poesia di John Donne potremo affermare…. “Nessun uomo è un’isola”, perché vive, cresce e afferma la propria dignità solo nel rapporto con Colui che lo costituisce. Linosa, ci vede arrivare ormai da cinque anni e ogni volta è come se fosse la prima, un fascino sempre nuovo con il suo paesaggio semplice, ma di quella semplicità nella quale riconosci la mano di Dio. Un paesino di poche anime dove il ritmo della vita va di pari passo con “l’essenziale”. E poi a Linosa lasciamo sempre un pezzo del nostro cuore che affidiamo al nostro amico che risponde al nome di Don Giovanni Fregapane, nostro compagno durante la permanenza. Questa vacanza rappresenta per noi l’ennesimo tentativo di riscoprire le motivazioni

che stanno al fondo della nostra esperienza ed amicizia. Del resto un atteggiamento, anche se minimamente, diverso da questo rischierebbe di banalizzare questa vacanza relegandola ad un semplice fatto organizzativo che ci permette esclusivamente di farci le “ferie”. Infatti, così come ci siamo ricordati all’inizio della vacanza, la nostra non è una compagnia per viaggi organizzati, né tanto meno una temporanea occasione per fare conoscenze o quant’altro: la nostra compagnia nasce con una pretesa che è quella di educarci a prendere sul serio la nostra vita, senza aver timore di guardare in faccia la realtà, i nostri problemi, le nostre incertezze e delusioni. E tutto ciò possiamo farlo in nome di quella Grazia, che è appunto la nostra Comunità, che ci permette con spirito filiale di poter rimanere dentro le circostanze della vita con lo sguardo proteso verso clolui al quale possiamo rivolgerci ed affermare pronunciando il nostro “TU”. E dal momento che Lo riconosco nulla è più come prima e tutto si compie in Lui. La nostra vacanza è stata scandita da momenti di preghiera, meditazione, liturgia e

mare…tantissimo mare. I ragazzi di scuola superiore hanno collaborato nella gestione pratica della giornata anche attraverso i turni per lavori in cucina e per le pulizie. La mattina, sveglia alle 7.30 e, subito dopo la colazione, le lodi e la meditazione. Poi al mare nel magnifico scenario di Linosa. A seguire, il pranzo, i turni ed il riposo. Nel pomeriggio ancora mare e, alle 19.00 la S. Messa. Dopo la cena si sono alternati momenti come canti, veglia alle stelle, adorazione e passeggiate. Un giorno è stato anche dedicato al giro dell’isola. Inoltre, quest’anno si sono uniti a noi gli amici della parrocchia della Badiola con i quali è stato bello condividere l’esperienza della vacanza in nome di Colui che ci ha voluti lì ed insieme per l’inizio di una nuova amicizia. Maurizio Bellia

L’Amico del Popolo

12 Settembre 2010

Estate 20 il «Sì» de Prima della sosta estiva vi abbiamo raccontato, con uno speciale “Aperti per ferie”, le attività delle parrocchie dell’arcidiocesi di Agrigento a favore dei ragazzi attravero lo strumento del Grest. In questo numero vogliamo darvi conto delle tante iniziative (sono molte di più rispetto a quelle che vi presentiamo questa settimana), soprattutto nei confronti dei giovani, che le parrocchie hanno messo in campo durante il periodo estivo. Estate: non solo vacanze, dunque, ma anche tanti impegni in parrocchia, in esperienze estive, campi scuola o di solidarietà. Quella dell’attenzione delle parrocchie a questo segmento della pastorale è una storia che continua, anno dopo anno, e che, stando ai riscontri positivi, piace. È una storia che cresce. I numeri lo confermano, le idee sempre nuove anche. È la storia dei Grest, dei campi scuola, delle varie at-

tività di volontariato. È, soprattutto, la storia di tantissimi dei nostri giovani. Partono bambini: vanno a giocare in oratorio nei pomeriggi assolati di fine scuola. Arrivano grandicelli: a fare da animatori ai più piccoli, scervellandosi per inventare attività e laboratori. Sotto gli occhi di un “don” e di tanti adulti. All’ombra del campanile, imparano a fare comunità. Non ho mai fatto il conto dei campi scuola estivi a cui ho partecipato da quel lontano 1982, anno in cui ho fatto la mia prima esperienza. È come un filo rosso che è corso parallelo alla mia vita, con le estati in case estive sparse per la Sicilia e non solo. Eppure, anche con tanti campi alle spalle, ogni volta è emozione e trepidazione vera quando si inizia una nuova avventura, guardando in volto quei ragazzi, vivaci o timidi, motivati o spinti dai genitori o dai parroci. Per tutti loro il campo scuola è un opportunità speciale, alternativa tutta

tanzania Ismani

canicattì Parrocchia Maria Ausiliatrice non solo Grest

L’oratorio aperto tutti i giorni anche ad Agosto Un mese in Missione

Divertimento e formazione, impegno costante per migliorare e il risultato arriva: 340 iscritti al Grest e 40 animatori. Ottimi numeri con i tempi che corrono e… la concor-

renza! Non parlo solo di cortili, attrezzature per tutti gli sport, sale e attrezzature per bricolage, trenino, computer, radio sul web, piscina interna ed aperta a tutti, danza, festival, musica, spettacoli, cinema! Parlo anche di impegno formativo apprezzato dai ragazzi e dai genitori. Il tema: “Vogliamo Vedere Gesù” trasformato in un video a fumetti, proiettato e stampato, con i protagonisti impersonati dagli stessi ragazzi, coinvolti in una vicenda da… Mondiali di calcio, che riescono a redimersi grazie all’intervento di novelli Domenico Savio e Michele Rua, che fanno riscoprire il volto di Gesù nei compagni… Il tutto corredato da un Gioco a pun-

teggi con approfondimenti culturali e biblici. Il quadro si completa con il Campeggio, le gite, le escursioni per giovani e familiari amanti della montagna, la giornata Scout, il Richiamo Grest di settembre e le attività che con alcuni gruppi continuano per il periodo scolastico ed il Catechismo. “Non nobis Domine, sed nomini tuo da gloriam”: la gloria va solo al tuo nome, o Signore. A noi resta la promessa di Don Bosco: “Cercate solo le anime e per voi ci sarà Pane Lavoro e Paradiso”, ma anche il riconoscimento pubblico: “Vi ringraziamo perché aprite l’Oratorio ogni giorno”, anche ad Agosto! Biagio Tringale

sciacca Parrocchia San Pietro

Giovani alla scoperta di se stessi Le attività estive per i giovani della Parrocchia San Pietro di Sciacca hanno avuto come principale riferimento il gruppo scout AGESCI Sciacca 2, che dal 2004 anima la pastorale giovanile nella chiesa della Marina. Nella settimana dal 20 al 26 giugno, si è svolto l’ormai tradizionale GREST per i bambini dai 7 agli 11 anni che non fanno parte del gruppo scout. I 46 bambini che vi hanno partecipato sono stati immersi nell’ambientazione fantastica di Harry Potter, con una modalità fortemente innovativa. Attraverso la catechesi del parroco padre Marciante, i giochi e laboratori si è puntato non solo a donare giornate di autentico

e gioioso divertimento, ma anche a far comprendere ai piccoli che l’unica forza per scoprire la magia della vita è l’Amore vicendevole insegnatoci da Gesù. Il tutto è stato organizzato, realizzato e gestito dal noviziato della comunità R/S del gruppo scout Sciacca 2. Dal 17 al 26 luglio 32 esploratori e guide (11–15 anni) hanno vissuto l’esperienza del campo estivo E/G presso la base scout “Il Pavone” di Milazzo. Avventura, gioco, autonomia, vita all’aperto, tecniche di scouting sono stati, come sempre, gli elementi fondamentali di questa esperienza scout attraverso la quale i ragazzi e le ragazze hanno seguito il filo conduttore della catechesi per andare “alla scoperta del proprio tesoro”: il proprio essere ed i propri talenti. Il 23 Luglio gli 11 rovers e scolte (16–20 anni) sono partiti, destinazione Toscana, per vivere l’esperienza della route facendo strada attraverso i

sentieri che conducono al Monte Amiata. Su in vetta hanno partecipato alla celebrazione presieduta dal cardinale Comaschi per il centenario della posa della Croce di ferro e all’inaugurazione del sentiero - via crucis che conduce alla Madonnina degli Scouts. Dal Monte Amiata ancora a piedi e zaino in spalla fino al campo scout della suggestiva Abbazia di Sant’Antimo, per vivere una forte esperienza di spiritualità, con le catechesi dei frati dell’Abbazia. Come sempre accade attraverso la strada i giovani R/S e lo staff capi educatori hanno vissuto una significativa esperienza di comunità e di incontro attraverso la quale la metodologia scout favorisce la crescita personale del ragazzo.

Anche quest’anno un gruppo di volontari della delegazione diocesana di Ismani si è recata in Tanzania per il consueto giro delle adozioni a distanza facendo i colloqui con i bambini e le loro famiglie, raccogliere dati e foto da trasmettere agli adottanti. Il gruppo era formato da 16 volontari Mimmo Gambino, Flavia, Aldo e Claudia Luciano, Carmelina Patti, Emilio Mancuso, Decimo Russello, Livio Cavaleri, Selene Cimò, Loredana Federico, Rosalia Pernice, Valentina Amato, Enzo Di Natali, Michele Parolino, Alberto Todaro e Roberta Di Rosa, si è aggiunto alle volontarie già in missione Maria Barbini, Lina Russo, Roberta Zarbo, Filomena lo Manto. Favara Il campo della parrocchia san Calogero

«Vivere da cristiani nella nostra società»

Il 1 agosto è arrivata infine l’ora di partire anche per 27 lupetti e lupette (8–11 anni). Le “vacanze di branco” si sono svolte presso il Rifugio Campello nel Bosco della Menta sopra Burgio. Immersi nella natura fino all’8 agosto, nella dimensione educativa del gioco e con l’ambientazione fantastica di Aladin, i lupetti e lupette hanno percorso un cammino di catechesi sulle Beatitudini conclusosi con un’attività a tema sulla figura di Madre Teresa. Nino Porrello

Come vivere da giovani cattolici in una società in cui le nuove generazioni hanno troppe volte valori di riferimento completamente diversi da quelli della chiesa di Cristo? É quello su cui hanno riflettuto i ragazzi della parrocchia San Calogero di Favara retta da don Pietro Profeta in una tre giorni di camposcuola estivo. Mentre i coetanei erano al mare o a divertirsi senza freni, loro hanno deciso di ritirarsi in un’oasi di serenità della casa di spiritualità delle suore collegine per confrontare la loro vita col Vangelo. Passo di riferimento: la parabola del buon seme e della zizzania. Guidati dal frate-psicologo africano Padre Cosma e Damiano, i ragazzi hanno pregato, fatto laboratori e lavori di gruppo, riflettuto. Ma si sono anche divertiti con vivaci momenti di fraternità. «Non preoccupatevi

- ha spiegato Padre Cosma - anche se cresce la zizzania il seme piantato nei vostri cuori, quello della Parola di Dio, è buono e porta il suo frutto. Coltivatelo e fatelo crescere confrontandovi con i vostri coetanei e testimoniando loro la gioia di aver incontrato Gesù, la vera Gioia della vita». I ragazzi, guidati dagli animatori della parrocchia, hanno dato vita a intensi momenti di preghiera, di adorazione e di spiritualità e realizzato dei lavori sulla comunione con i loro coetanei secondo il messaggio dell’anno della comunione indicato dall’arcivescovo Montenegro. Tra i ragazzi anche il giovane Osas: ragazzo dalla fede straordinaria e tanto impegnato in parrocchia, ma alla ricerca di un lavoro per non essere costretto a tornare nell’inferno del suo paese.


Speciale Estate nelle parrocchie

L’Amico del Popolo 12 Settembre 2010

Viaggio tra Bangladesh e India 010: ei giovani



agrigento L’esperienza missionaria di don Mazzocchio e Giovanni Russo

diversa dal tran-tran estivo in famiglia o con gli amici. Per dar loro questa occasione lungo una settimana o più, tante parrocchie e associazioni mobilitano volontari con incarichi vari: animatori, cuoche, autisti ecc... Preparare i campi è impegno considerevole che comincia mesi prima; un investimento di energie che nasce dalla consapevolezza che quel vivere insieme 24 ore su 24 può lasciare un segno profondo almeno quando l’attività di gruppo di un anno intero, trasmettendo contenuti e atteggiamenti che in nessun altro modo si possono spiegare, dimostrare, condividere. E per fare questo viene chiesto ai ragazzi di “staccare”, oltre che dalla famiglia, anche da alcuni intrattenimenti abituali: tv, cellulare, computer, lettore cd, Ipod... Per alcuni è un piccolo sacrificio, per tutti è una scoperta che si può vivere ed essere contenti anche senza. In cambio tante cose nuove. Ci sono le attività a tema su

argomenti e aspetti della propria vita da capire meglio, grazie a testimonianze, riflessioni, lavori di gruppo. Ci sono i giochi, le serate in allegria, gli spazi dedicati alla preghiera, alla spiritualità, i “deserti”; esperienze che rimangono scolpite per sempre nella memoria e qualche volta segnano un risveglio nei confronti della fede Ci sono i piccoli servizi da svolgere (come il lavare i piatti o gli ambienti comuni), degli orari e alcune regole da rispettare, necessarie per la vita comunitaria all’insegna del rispetto reciproco. Soprattutto, quel che si sperimenta al campo è una familiarità speciale, si scopre che è possibile e bello gioire della presenza dell’altro. È questa una delle “lezioni” più importanti del campo... scusate se è poco dinnanzi alle cronache che ci parlano della noia, del non senso di tanti momenti dei nostri ragazzi. C.P.

Aragona Chiesa Madre

Spiritualità e allegria Due le attività che hanno impegnato i ragazzi della Chiesa Madre di Aragona: il Gr.Est. ed il ritiro spirituale. Il Gr.Est si è svolto dal 19 al 25 luglio ed ha avuto come tema “ChiAMATI per nome”: un percorso, dalla Creazione fino alla figura di Cristo, per riscoprire la chiamata alla vita, ma soprattutto una ricerca della nostra chiamata all’Amore, per dire sì al progetto di Dio su di noi. Attraverso un itinerario biblico audio-visivo, si è cercato di trasmettere ai bambini, che tutto è stato creato dal Signore e che, con Amore ci ha “chiAMATI” ad esistere donandoci la vita. Oltre 120 i bambini partecipanti e 70 animatori. Ma dal 9 al 13 agosto i ra-

gazzi, accompagnati dagli animatori e dal diacono Salvatore Attardo hanno trascorso cinque giorni di spiritualità presso i locali del monastero S. Spirito di Agrigento. Il tema che ha accompagnato questa esperienza è stato “L’umanità di Gesù”, presentata da don Enzo Cuffaro, che ha curato le catechesi. Cinque giorni, dove non tutte le problematiche della vita sono state trattate, ma qualcosa, anche se solo minima, è cambiata. Giovanna Vaccaro

Dal 4 al 24 agosto un piccolo gregge, formato da 3 preti, 3 seminaristi e 1 laico, hanno ricevuto in dono dalla Pontificia Unione Missionaria una breve esperienza di missione nella terra del Bengala dove la comunità cristiana raggiunge lo 0,2% rispetto alla maggioranza musulmana. L’accoglienza dei Padri Saveriani è stata ottima sia dal punto di vista logistico che formativo. Ogni incontro con i missionari e le missionarie è stato un momento di grazia per comprendere ancor meglio cosa sia la missione e chi sia il missionario. Da Riccardo Tobanelli, saveriano, che lavora con i bambini di strada, abbiamo colto il senso della paternità che il missionario esercita nei confronti dei figli “dispersi” nelle zone “off limits” dove pochi metterebbero naso e stomaco. Da Sr. Tecla Forchini, delle Suore di Maria bambina, responsabile di un Ospedale che garantisce operazioni chirurgiche, grazie alla collaborazione di medici italiani, siamo stati contagiati con la sua forza gioiosa nel cercare di restituire una vita serena a chi a causa di malformazioni genetiche viene spesso escluso dalla società perché anziani, malati di mente, giovani madri o “fuori casta”. Abbiamo visto le Missionarie della Carità che ci hanno ricordato che più che parlare dei poveri è necessario parlare con i poveri. Con P. Marino Rigon, studioso di Tagore, saveriano, abbiamo affrontato il tema dell’inculturazione. Il missionario deve conoscere la cultura e la letteratura del popolo abitando con esso e ponendo la preghiera a fondamento dell’azione lenta ma profonda. Le suore contemplative di P. Charles De Foucauld e le Suore Luigine ci hanno mo-

strato questa kenosis al servizio delle donne e della loro dignità dando loro la possibilità di guadagnare dalla loro abilità nel ricamo e nel lavorare la iuta. Da P. Luigi Paggi, saveriano, impegnato con i tribali, abbiamo colto la logica dell’evangelizzazione “a rovescio”, dall’azione silenziosa e rispettosa della cultura tribale alla sua apertura ai valori cristiani proposti gratuitamente e in abbondanza. Abbiamo avuto l’occasione di visitare due comunità guidate da preti locali che ci hanno fatto conoscere i villaggi e le loro necessità. Bastano 1000 euro per allacciare l’energia elettrica di cui sono sprovvisti e 200 euro per riparare il tetto della chiesa. Con P. Gabriele Spiga, saveriano, che vive insieme ad alcuni portatori di handicap, abbiamo compreso che il missionario deve farsi uno tra gli altri e costituire con loro la comunità. L’ultima settimana è stata vissuta dal gruppo a Calcutta, ospiti dei Missionari della Carità. Nel caos quotidiano di questa grande città abbiamo visitato le opere di Madre Teresa e prestato il nostro servizio nella casa d’accoglienza dei ritardati mentali e nella casa dei moribondi. Al primo forte impatto con questa realtà è seguito un forte impulso a porci accanto a chi soffre e unirci a tanti volontari provenienti da tanti Paesi. Abbiamo incontrato la Madre Generale Sr. Prema che ci ha invitato a tenere fisso lo sguardo su Gesù e celebrato nella casa madre dove riposa il corpo della Beata. Ritornando in Bangladesh abbiamo visitato l’Ospedale e il Centro catechistico di Jessore. Con P. Pio abbiamo considerato che

Gesù ha proclamato il Regno con gesti e parole, non rinunciando a quella dimensione divina di cui era intrisa la sua umanità. Infine con P. Cagnasso del PIME, padre spirituale del Seminario Maggiore di Dacca, abbiamo fatto quasi un ritiro spirituale. La sua profonda spiritualità ci ha condotti, con tanti esempi di vita, a considerare la figura del missionario come colui che “passa beneficando tutti”, senza la preoccupazione di convertire ma di convertirsi ad una Verità che è da scoprire insieme ad ogni credo religioso. Definendosi un “drogato” del desiderio di “andare oltre”, il padre ci ha invitati a non categorizzare la missione in alcuna definizione preconcetta ma immergersi nell’azione salvifica di Dio che avvolge, coinvolge, sconvolge e porta a compimento la sua opera con i suoi tempi e i suoi modi. Ringrazio Dio e i missionari e le missionarie che ho incontrato ma soprattutto i fratelli e le sorelle bengalesi che con i loro occhi, danze, speranze e sofferenze hanno allargato ancor più i confini del mio cuore. Luigi Mazzocchio

casteltermini Chiesa Madre

Estate tra ACR e Gioventù francescana È stata molto intensa l’attività estiva vissuta quest’anno dai ragazzi e dai giovani della Chiesa Madre di Casteltermini guidata dall’arciprete don Giovanni Di Liberto. Hanno iniziato i ragazzi dall’A.C.R. che dal 19 luglio hanno realizzato un indimenticabile campeggio nell’accogliente struttura estiva delle suore Collegine, a pochi chilometri da Raffadali. Qui venticinque ragazzi e alcuni animatori hanno fatto sentire la loro vibrante presenza. I sette giorni del campeggio, sono passati in fretta, tra giochi di squadra, piccoli lavori e momenti di crescita spirituale. Il momento più forte di spiritualità è stato vissuto nel fine settimana con l’arrivo

dell’arciprete. Il campeggio si è poi concluso il 25 luglio tra il rammarico di tutti i partecipanti che avrebbero voluto continuare l’esperienza. Dal 25 al 29 luglio è stata invece la volta dei giovani della Gi.Fra. che hanno realizzato un campeggio all’interno del convento dei frati minori di Favara. Più di 40 persone, tra giovani, animatori e genitori, hanno vissuto dei giorni all’insegna del divertimento e di momenti di intensa spiritualità che hanno lasciato il segno in tutti i partecipanti. A guidare i giovani, fra’ Antonio Vitanza il quale è riuscito a coinvolgere i partecipanti con delle catechesi che hanno suscitato vivo interesse. Culmine spirituale di ogni giornata la Santa Messa,

celebrata da fra’ Antonio e animata da tutti i ragazzi. Grandi emozioni si sono vissute il 27 luglio durante l’incontro con le suore clarisse di santa Chiara del convento di Caltanissetta. Alcune suore hanno spiegato le ragioni di una scelta così radicale, che le vede ritirarsi in convento per vivere una vita fatta di preghiera e meditazione senza relazioni con il mondo

esterno. Una lezione di santità che i giovani ricorderanno per sempre. Le attività estive si sono concluse con la partecipazione di tanti giovani alla festa in onore di San Calogero eremita. Giuseppe Magrì

Agrigento

Porto Empedocle Chiesa di S.Croce oratorio “Oreb”

La parrocchia B.M.V. del Carmelo dal 19 al 24 luglio ha organizzato la seconda esperienza di Grest con il tema “La gang del bosco” che ha visto impegnati 60 bambini dai 6 ai 12 anni, 40 giovani animatori e 20 animatori adulti definiti il “gruppo tecnico”. Già l’anno scorso la nostra prima esperienza con il tema “La macchina del tempo” aveva riscosso grande entusiasmo proprio perché il filo conduttore della settimana, a carattere educativo, era stato proposto sottoforma di divertimento. La settimana del Grest a detta di tutti è volata tra animazione, messaggio, giochi e realizzazione di un oggetto, il divertimento, insomma, ha avuto sempre la meglio ed anche quest’anno abbiamo replicato: con una simpatica gang formata da tartarughe, opossum, scoiattoli e ricci sono state presentate le tematiche dell’essenziale, dell’accoglienza, della lealtà, e dell’unione. Come ogni Grest che si rispetti si è concluso con un momento di fraternità con genitori e nonni che hanno portato cibo a volontà. Questa formula risulta essere, ovviamente, un momento di aggregazione sociale a tutti i livelli, infatti, questa settimana è stata il fulcro

L’Oratorio “Oreb” della parrocchia Santa Croce di Porto Empedocle, in occasione dei 15 anni dall’istituzione del proprio Oratorio, ha festeggiato questo anniversario con alcune iniziative che hanno coinvolto tutti i responsabili, i numerosi bambini e ragazzi che ne fanno parte e l’intera comunità, per una buona parte dell’estate. Il 19 giugno in una serata di spettacolo si è ripercorsa tutta la storia dell’oratorio fin dalle origini quando, in una piccola stanza dove c’erano soltanto un tavolo e qualche sedia, ma tanto entusiasmo e voglia di fare, è nato quello che è oggi l’oratorio, il primo nel paese dove, tutt’ora, convergono bambini e ragazzi di tutta Porto Empedocle. Emozionante vedere le immagini di allora e quei bambini diventati adulti che portano nel cuore, oltre i ricordi, gli inse-

Il Grest della B.M.V. del Carmelo

di una antecedente “misata” di preparazione e di una a posteriori “tre giorni” di campo-scuola che hanno creato e consolidato tra gli animatori un clima di gioia e serenità. Il grest è, indubbiamente, una esperienza educativa e religiosa di fondamentale importanza e pertanto si potrebbe ritenere necessaria; di certo nella nostra parrocchia si dovrà rispettare il vecchio detto “non c’è due senza tre”!!! Alfonsina Di Francesco

Una storia lunga 15 anni gnamenti che gli sono stati trasmessi; emozionante vedere che qu alche bambino di allora è diventato oggi responsabile dell’Oratorio. Il 20 giugno i ragazzi hanno presentato il musical “La cappa e il bastone”, sulla straordinaria vita di San Rocco di Montpellier. Emozionante l’interpretazione dei ragazzi che, non conoscendo la figura del santo, si sono appassionati alla sua storia dando il meglio durante lo spettacolo, trasmettendo con i canti, i balli e la recitazione i

loro sentimenti. Dal 9 al 17 luglio il tanto atteso Gr.Est. intitolato “Vieni con me? Eccomi!” e, parlando il linguaggio dei ragazzi al tempo di facebook, tre caselle per condivi, mi piace, commenta. L’inizio e la fine di ogni giorno del Grest è stata caratterizzata dall’alza e ammaina bandiera. Il direttivo dell’Oratorio




Provincia

L’Amico del Popolo

12 Settembre 2010

palazzo della provincia Il presidente D’Orsi scrive al Presidente della Repubblica

«Non più colonia d’Italia»

Brevi provincia CanicattÌ Parte la raccolta differenziata

Parte anche a Canicattì la raccolta differenziata generali del territorio e grazie alla collaborazione tra l’amministrazione codella popolazione. I rimunale e la Dedalo ambiente. Sono stati già posipetuti sforzi compiuti da zionati per la città i cassonetti (bianco per la carta, questa amministrazione verde per il vetro e blu per la plastica), in particolar per la realizzazione di modo vicino alle scuole e alle piazze. Altra novità uno scalo aeroportual’attivazione del centro Cam in via Carrubba. Chi le non hanno sortito, depositerà i rifiuti presso il centro mobile riceverà fino ad ora, concreti una card con scritto il peso dei rifiuti conferiti che, a risultati a causa delle fine anno, comporterà una riduzione sulla Tarsu resistenze opposte da Favara quanti continuano a soContinuano le demolizioni in centro stenere l’incompatibilità di nuovi insediamenti Dieci famiglie che abitano in via San Calogero, aeroportuali in ragione nel centro storico di Favara, dovranno lasciare le della densità del traffico loro abitazioni per almeno due settimane. L’evamerci-passeggeri e della cuazione si rende necessaria perché devono esdistanza da analoghe insere abbattute alcune vecchie case, da tempo ogfrastrutture. getto di ordinanza di demolizione, che insistono Noi - continua D’Orsi proprio sulla centrale via, accanto alle abitazioni - non abbiamo delle 10 famiglie. chiesto soldi al Governo, [...] lanciata dal capo dell’amministralicata sciaccaViabilità zona termale Le chiediamo Sig. Presiden- zione provinciale ha sortito il suo Asili comunali, posti dimezzati te della Repubblica, di rap- effetto, infatti martedì 7 settembre presentare e rappresentarci D’Orsi ha incontrato il ministro Comincia nel peggiore dei modi l’anno scolacome Cittadini Italiani. […] Matteoli il quale ha convenuto stico negli asili nido di Licata. Ad aprire i battensiamo stanchi di aspettare: sull’importanza dello scalo e su ti sarà solo l’asilo nido comunale San Giuseppe, il Sant’Angelo invece rimarrà chiuso per manDa sempre, cioè dal completamen- gala della “Festa della Matricola” inva- reclamiamo il nostro diritto come la sua connotazione in amcanza di maestre. Non ci sarà neanche il servito (fine anni ’50 del ‘900) dell’anello riabilmente a dicembre, o le sfilate di ad essere “uguali” a tutti gli bito regionale sia la strada maestra zio mensa e per i bambini sarà disponibile solo viario panoramico nella zona terma- moda, o i veglioni di Carnevale prima altri Italiani. Chiedo di voler per attuare l’opera e creare posti di l’orario corto, fino alle 13.30. Altra nota negativa le di Sciacca, con al centro lo stabili- allo Stabilimento e dopo al Grand porre in essere ogni utile lavoro. è che al San Giuseppe, non ci sarà posto per 30 mento valorizzato dall’ampio e sce- Hotel? Quanto sopra è documentato, intervento per consentire Al termine della riunione, il mibambini ma solo per 25, pochissimi rispetto ai nografico piazzale sovrastante la rupe come pure lo sono i correlati e densi a questo martoriato lembo nistro Matteoli ha espresso il favore di Italia di non essere più per la realizzazione della struttura e 60 che le due strutture potevano accogliere fino di Cammordino sul Mediterraneo, il movimenti veicolari. allo scorso anno. traffico veicolare della zona stessa si è Nell’anno 2000 sono intervenuti, trattato al rango di “colonia” ha assicurato il suo interessamento realizzato a doppio senso. Ciò anche proprio di fronte allo stabilimento a servizio di interessi eletto- presso l’Enac e il suo presidente al villafranca sicula dopo la realizzazione del Grand Hotel termale, incidenti che hanno stronca- rali o di gruppi imprendito- fine di accelerare i tempi per la sua A rischio chiusura unico sportello bancario delle Terme. to le vite di tre giovani di Sciacca. Sul- riali”. attuazione. E questa lettera-appello Grande preoccupazione sta destando, tra gli Chi non ricorda il tempo durante la spinta dell’emozione e di una certa LdP operatori economici e i cittadini, l’annuncio il quale l’area comprendeva, oltre l’ex opinione pubblica, allora si dispose della chiusura dell’unico sportello bancario nel convento di S. Francesco, adesso sede l’adozione del ‘senso unico’ di marcia Comune di Villafranca Sicula. La decisione di di manifestazioni culturali ed altro, il a partire dall’incrocio prossimo all’ex bivonaCentro di ricerca sicurezza alimentare Banca Popolare del Mezzogiorno di chiudere campo sportivo “Agatocle” che è stato ospedale. lo sportello, tra l’altro acquisito recentemente attivo e sempre affollato da spettatori In ogni caso da alcuni giorni l’Amda Unicredit, pone la comunità villafranchese fino ai primissimi anni ’70, quando ministrazione comunale ha ripristinain una posizione molto difficile sia dal punto di ha fatto posto all’erigendo teatro Sa- to il doppio senso di marcia, facendo vista economico che di sicurezza. La Confcommonà? accortamente istallare due attraverDocenti ed esperti dell’Uniomercio di Agrigento, informata di tale decisioChi non ricorda l’ormai leggenda- samenti pedonali rialzati: l’uno poco ne Europea saranno, nell’ultine, esprime vivo disappunto per una scelta così rio dancing “La Nassa” nel giardino sotto la corrispondenza del teatro ma settimana di settembre, a penalizzante quanto sommaria per un’intera termale, che ha allietato residenti e Samonà, l’altro nelle vicinanze del- Bivona per visionare locali e popolazione turisti nelle sere di estate durante un l’ampia curva che si integra con il strutture dove far nascere un quindicennio tra gli anni ’50 e ’60, piazzale. centro di ricerca universitaria seccagrande date le attrazione dei cantanti nazioÉ forse troppo presto per valuta- sulla sicurezza alimentare il cui I edizione PIzza Fest nali ed esteri di moda insieme alle re gli effetti, ma un qualcosa è sotto ambizioso progetto è stato voTra pochi giorni prenderà il via, sul lungoselezioni di ragazze rigorosamente in gli occhi di tutti. Di fatto le vetture in luto dal presidente del Cupa di mare Gagarin, la I edizione del “Pizza Fest” che abito, preludenti alla Miss Sciacca che transito, avvertite anche da segnala- Agrigento Joseph Mifsud. si svolgerà dal 10 al 12 settembre. Promosso veniva eletta nei primi di settembre? tori verticali, rallentano visibilmente Si tratta di un’importante dall’amministrazione comunale come strateTempi trascorsi, potrebbe dirsi. rendendo il traffico più disciplinato. struttura per l’entroterra mon- montagna». gia di marketing per l’economia alimentare e Come considerare, allora, le serate di Francesco Cassar tano dove, nel decennio scorSulla nascita del centro hanper la destagionalizzazione turistica. La maso, vi è stata la presenza della no espresso i loro pareri fanifestazione sarà all’insegna del divertimento, facoltà universitaria di Scienze vorevoli sia il presidente della viabilitÁTra disattenzione e imprudenza degli spettacoli e delle degustazioni con lo scoForestali. Regione che il presidente della po precipuo della promozione, conoscenza e Il prof. Mifsud ha le idee Provincia. divulgazione dei prodotti enogastronomici. Le molto chiare: «Abbiamo dato Gli esperti della Commissiodegustazioni avranno luogo in spiaggia, dove i uno sguardo ai comuni monta- ne Europea valuteranno l’idopizzaioli riberesi prepareranno le saporite pizni della provincia dove esistono neità dei locali, che si trovano ze all’interno di forni artigianali in mattoni coPorto Empedodelle buone strutture di ricetti- ubicati alcuni nei centri urbani struiti e appositamente posizionati sul litorale cle, diciottenne vità per un centro di ricerca. Si e altri addirittura in mezzo al seccagrandino. Sul lungomare avrà luogo, in perde la vita per tratterebbe di un enorme pas- rigoglioso patrimonio boschiappositi stand, la fiera dei sapori e dell’artigiascontro frontale so avanti per il territorio agri- vo della montagna, ma facilnato. Per gli spettacoli saranno presenti il 10 con auto compatgentino perché, un tale centro, mente raggiungibili grazie alle settembre alcuni protagonisti delle trasmissiotatore; Ravanusa manca in tutta l’area mediter- buone condizioni delle strade ni tv “Io canto” e “Ti lascio una canzone”, l’11 scontro frontale tra ranea e la provincia di Agri- di accesso. settembre avrà luogo il festival del cabaret, il 12 auto muore giovagento si candida a realizzarlo in Enzo Minio settembre gran finale con la cantante Arisa. ne; Favara bambino investito e non agrigentoÉ arrivata la Ferrandino soccorso da pirata della strada; Strada Statale 640 muoiono in quattro tra cui un dirigente della Polstrada in uno Francesca Ferrandino, è il 92esimo portare avanti l’ottimo lavoro scontro frontale tra automobili; le nostre strade è tra le cause ma, prefetto di Agrigento. svolto in questi anni dal dott. Seccagrande si ribalta autovettura, frequentemente e nella maggior Si è insediata lunedì 30 agosto, su- Postiglione e la sua – ha detto ferita una giovane donna; Licata parte dei casi, non sono queste le bentrando nell’incarico al dott. Umber- – sarà una prefettura “smart”. scontro tra automobili, quattro sole cause a provocare incidenti to Postiglione, trasferito a Roma presso “La mia missione – ha diferiti; Agrigento, alla rotonda per ma anche la cattiva, se non totale, il Ministero dell’Interno al dipartimento chiarato - sarà quella di essere Fiume Naro ennesimo scontro tra conoscenza del codice della stra- per le libertà civili. a fianco delle istituzioni, semveicoli per mancato rispetto della da. Toscana, 48 anni, sposata e un figlio, pre presente, mai invadente, precedenza. Troppo spesso vittime ed artefici assume l’incarico di Prefetto per la pri- incrementare il rapporto con Quelli che leggete non sono in- degli scontri sono giovani o anzia- ma volta dopo l’esperienza maturata la società civile e con le ascidente avvenuti durante l’estate ni, questo può essere un campa- nella città di Palermo dove ha ricoperto sociazioni ed essere a fianco ma negli ultimi dieci giorni. Un nello di come vengano dimenticati l’incarico di vice prefetto vicario-coor- dei giovani. A loro chiedo di bilancio triste e che porta con sé i più elementari insegnamenti im- dinatore distinguendosi per alta profes- guardare avanti e camminare tanti interrogativi e molta rabbia. partiti a scuola guida o siano stati sionalità, impegno e competenza. Per la con il passo del rigore e delSi muore molto di più a causa di poco appresi dai nuovi patentati. provincia di Agrigento è la prima volta l’onestà intellettuale”. incidenti stradali che per malattia. Si deve correre ai ripari ed in fret- che una donna è chiamata a svolgere La dott.ssa ha già incontrato, martedì parlare della tante emergenze della città Sembra proprio che nella nostra ta altrimenti si rischia di allungare, un incarico così prestigioso. Ma lei tie- 31 agosto, il Sindaco della città, Marco e della provincia che “intende affrontare provincia quello che molto spesso e non di poco, la lista delle vittime ne subito a precisare che “è una grande Zambuto, il presidente della Provincia - ha detto nel primo incontro con i giorera solo un pensiero stia diventan- della strada o meglio dell’impru- responsabilità essere prefetto al di là Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, nalisti - attraverso una sinergica azione do lentamente realtà. denza e dell’ignoranza. del fatto di essere donna”. La dott.ssa e l’arcivescovo, mons. Francesco Mon- con tutte le istituzioni presenti sul terriCerto le pessime condizioni delMDM Ferrandino ha spiegato che intenderà tenegro, con loro ha avuto modo di torio”.

S

i torna a parlare di aeroporto ma questa volta non sono gli agricoltori di Licata a chiedere aiuto ma bensì lo stesso presidente della Provincia regionale, Eugentio D’Orsi che, “nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stanco dei continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione”. Così si legge nella nota di accompagnamento alla lettera che, D’Orsi, ha inviato al Presidente Napolitano ed anche al presidente

del Consiglio, al ministro Alfano, al ministro Matteoli, al presidente della Regione, al deputato Europeo Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. “Da circa quarant’anni- scrive il presidente D’Orsi - gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall’isolamento economico e geografico nel quale sono relegati. Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l’interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni

Ritorna il doppio senso

Arrivano esperti UE

Un incidente al giorno

Si è insediato il nuovo Prefetto


12 Settembre 2010

lampedusa Il segretario della CEI apre i festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Salvo

Crociata «gente accogliente» C

on il pellegrinaggio e la processione di domenica 5 settembre si è dato avvio alla manifestazione pubblica del tripudio di affetto e devozione che ogni lampedusano nutre nei

confronti della “sua” Madonna. Non c’è peschereccio della locale flottiglia che non ne abbia l’immagine, collocata in bella vista e, rigorosamente, in cabina di comando; né troverete una

missionebreve incontro con d. Angelo Burgio

Conoscere Ismani In occasione delle sue vacanze ad Agrigento abbiamo incontrato don Angelo Burgio, da trent’anni ad Ismani per una breve chiacchierata. Com’è vivere in missione? È come abitare in un grande convento del medioevo dove dentro vi era tutto; ecco la nostra missione è così, è una realtà nella quale vi sono centri culturali, la scuola di falegnameria, la scuola di taglio e cucito e la bellissima realtà di Nyumba Yetu. E vivere per trent’anni da missionario? È bello. Questa è sempre stata la mia vocazione e mons. Burgio, conoscendo questo mio desiderio, quando si aprì la missione ad Ismani al termine degli studi mi propose immediatamente di andare in Africa e sono lì dal 1979. Perché si deve aiutare la missione di Ismani? Prima di tutto perché ci da quel senso di missionarietà e di apertura del nostro cuore agli

altri ma soprattutto perché è aiutare una parrocchia della nostra diocesi più bisognosa, quello che forse in questi anni si è andato perdendo ed il nostro arcivescovo vuole proprio riportare Ismani nella sua dignità di parrocchia della nostra diocesi, di parrocchia missionaria che si aiuta a crescere ma che ci aiuti anche a crescere. Per far conoscere questa nostra lontana parrocchia don Angelo vuole incontrare quanti, in questi giorni di sua permanenza in diocesi, vorranno invitarlo nelle loro parrocchie. Sacerdoti, gruppi parrocchiali, catechisti, possono chiamare don Angelo il quale sarà ben lieto di incontrarvi.

agrigentoGrand Hotel Mosè

casa sprovvista della preziosa icona. Maria di Porto Salvo, la Madonna, richiama molti in questa sua festa e tra questi, i lampedusani dispersi in varie parti d’Italia così diviene l’occasione propizia perché sia la festa dell’intera comunità isolana, festa di famiglia e di famiglie, esplosione di una calorosa ospitalità. Ma ben altro lo testimonia e mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, non ha mancato di riconoscerlo nelle parole cha ha pronunciato durante la celebrazione eucaristica a proposito dei transiti delle persone immigrate: «In queste circostanze è emerso lo spirito che anima questa terra, la cui capacità di accoglienza solidarietà non è stata intaccata dalla durezza delle condizioni di vita conosciute soprattutto nel passato». Questa prima processione, snodandosi per le vie dell’Isola, culmina nella traslazione transitoria del simulacro della Vergine dal piccolo santuario di Cala Madonna alla chiesa parrocchiale. Si è aperto con tale atto un tempo di festeggiamenti a carattere prevalentemente re-

ligioso che si protrarrà fino al 23 settembre quando il piccolo simulacro, nuovamente in una festosa processione, lascerà la cittadina ancora in festa per essere riportato nel suo antico Santuario. Quest’anno, quasi a segnare un filo di continua attenzione della Chiesa diocesana anzitutto, dei vescovi di Sicilia (presenti per la loro Conferenza a Lampedusa dal 19 al 22 aprile u.s.) e dell’intero episcopato italiano verso la Porta d’Europa, la festa viene arricchita dalla presenza del Segretario della CEI e da quella del nostro arcivescovo, mons. Francesco Montenegro. Mons. Crociata non ha lesinato la sua gratitudine al Pastore della Chiesa agrigentina: «che ha voluto accogliermi di persona e da cui ricevo la testimonianza della dedizione pastorale che egli riserva alla comunità di Lampedusa, porzione eletta della Chiesa di Agrigento». Alfonso Cacciatore

“La gestione e l’amministrazione della parrocchia” Dal pomeriggio di lunedì 20 settembre al pranzo del 22 settembre (come primo turno) e dal pomeriggio di lunedì 27 settembre fino al pranzo di mercoledì 29 settembre l’arcidiocesi di Agrigento organizza un corso di aggiornamento per sacerdoti, diaconi e membri del Consiglio parrocchiale-affari economici dal tema “La gestione e l’amministrazione della parrocchia”. Abbiamo chiesto a don Nino Gulli, responsabile del corso, di spiegarci le finalità di questi giorni di aggiornamento. Perché un corso per la gestione e l’amministrazione della parrocchia? Partendo dal tema: “Amministrare bene per annunziare il Regno di Dio”, si intende ricomprendere il tema della gestione e dell’amministrazione della parrocchia come una dimensione della pastorale, anche un’attenta amministrazione dei beni può, infatti, diventare un cristiano esempio ed una testimonianza di comunione ecclesiale. Inoltre,

la Parola «Ricordati di me, Signore, nel tuo amore»



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

siamo stimolati, nella nostra esperienza di servizio diocesano, dal crescente bisogno di competenze e conoscenze che oggi ci vengono richieste. Si impone, dunque, nella vita delle nostre comunità, l’esigenza della continua formazione anche su questo aspetto. Per chi è pensato questo corso? Innanzitutto, per i presbiteri e i diaconi della nostra diocesi, chiamati a guidare le comunità parrocchiali. Insieme a loro, il corso è pensato per i membri dei Consigli per gli affari economici della parrocchia che, con impegno e dedizione, offrono il loro prezioso apporto e assistono e consigliano il parroco nell’individuare le scelte amministrative più opportune e idonee, per il bene della comunità. Quali i contenuti? Desideriamo partire presentando e specificando la peculiarità della Parrocchia, e anche degli altri enti ecclesiastici, nell’ordinamento canonico e nell’ordinamento civi-

le. Insieme a questo, proveremo a presentare anche il compito del parroco che ne è il legale rappresentante e quindi anche l’amministratore e il rapporto di collaborazione con il Consiglio per gli Affari economici. Nella seconda giornata saranno più dettagliatamente presentate alcune linee guida per una buona gestione e amministrazione della parrocchia. Nel pomeriggio ci sarà spazio per approfondire le tematiche relative agli immobili (tutela, valorizzazione e vincoli) e alla manutenzione e all’affidamento di un incarico professionale per la progettazione di interventi. Saranno pure comunicate le modalità di accesso ai fondi dell’otto per mille dell’Edilizia di culto e dei BBCC. L’ultimo giorno si approfondiranno le problematiche legate al volontariato e al lavoro in parrocchia e saranno date alcune indicazioni per le polizze di assicurazione. Maggiori informazioni sul sito della diocesi www.diocesiag.it

Continua dalla prima Raso Salvatore, condirettore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Curia; Scilabra Vito, assistente Unitario dell’Azione Cattolica Italiana; Gaziano Girolamo, cappellano delle suore Ancelle Riparatrici; Cuffaro Vincenzo, aiuto Cappellano dell’Ospedale San Giovanni di Dio; Nocera Renato, parroco della parrocchia S. Francesco D’Assisi di Aragona; Gagliano Giuseppe, parroco della Chiesa Madre di Montallegro; Ombeni Mupenda, vicario Parrocchiale della parrocchia SS. Trinità di Porto Empedocle; Sanfilippo Sergio, parroco della Chiesa Madre di Realmonte; Giunta Ignazio, parroco della Chiesa Madre di Linosa. Zona pastorale S. Angelo. Castronovo Antonio, parroco della chiesa madre di Licata e di San Gabriele; Di Vincenzo Gaspare, parroco della parrocchia S. Maria La Vetere, S. Paolo e BMV Cotturo di Licata; Casula Giorgio, vicario parrocchiale della parrocchia Santa Barbara di Licata; Maiorana Fabio, parroco della parrocchia Sacra Famiglia e Maria SS. degli Angeli di Palma di Montechiaro. Zona pastorale P. G. La Lomia. Attardo Salvatore, vicario parrocchiale della parrocchia Santa Lucia di Canicattì; Fra Giovanni Augello, rettore del Santuario Madonna della Rocca di Canicattì; Casà Stefano, prarroco della Chiesa Madre di Naro; Burgio Francesco, direttore dell’Oratorio interparrocchiale di Campobello di Licata. Zona S. G. Giordano Ansalone. Fregapane Giovanni, parroco della Chiesa Madre di Alessandria della Rocca; Cardella Salvatore, vicario parrocchiale della parrocchia Matrice e Santa Rosalia di Bivona; Guarino Francesco parroco della parrocchia Sacra Famiglia di San Biagio Platani; Rizzo Carmelo, vicario parrocchiale della Chiesa Madre di San Giovanni Gemini; Fra Massimiliano Novembre, rettore della chiesa S. Francesco d’Assisi di San Giovanni Gemini. Zona S. Calogero. Lo Bue Carmelo, parroco della Chiesa Madre di Sciacca; Barone Pasquale, parroco della parrocchia di S. Michele di Sciacca; Fra Domenico Agnetta, parroco della parrocchia B.M.V. di Fatima di Sciacca; Fra Edgardo Lopez, vicario parrocchiale della parrocchia B.M.V. di Fatima di Sciacca; Tutino Giuseppe, amministratore parrocchiale San Calogero di Sciacca; Abel Mpepo Pascal, vicario parrocchiale della parrocchia S. Agostino di Caltabellotta; Pititteri Saverio, parroco della Chiesa Madre di Lucca Sicula; Maniscalco Giuseppe, parroco della Chiesa Madre di Ribera; Augello Luciano, amministratore parrocchiale della parrocchia S. Teresa di Ribera; Di Nolfo Mario, amministratore parrocchiale della parrocchia S.Domenico Savio di Ribera (Seccagrande); Amodeo Antonino, rettore della Chiesa San Pellegrino di Ribera; Catanzaro Antonino, amministratore parrocchiale della Chiesa Madre di Montevago; Di Salvo Lillo, parroco della Chiesa Madre di Sambuca di Sicilia; Barbera Filippo, parroco della Chiesa Madre di S. Margherita Belice. A tutti gli auguri di buon apostolato da parte della redazione.

Continua dalla prima non possono e non devono esistere logiche di concorrenza o contrasto, ma di reciproca stima e amicizia, avendo a cuore l’annuncio del Vangelo in atteggiamento missionario e di collaborazione ecclesiale. E il Vescovo si è impegnato, nei cambi di destinazione pastorale, a tenere nel debito conto non solo il bene del presbitero, ma anche quello della comunità tenendo conto della storia e del cammino pastorale che essa ha realizzato negli anni. Il tutto non è fine a se stesso, “il cambiare tanto per cambiare”, ma, come si legge nel documento finale dell’assemblea, per «restituire al Vangelo la sua sovranità, il suo primato su tutto e su tutti si avverte forte la necessità di una comprensione ecclesiale alla luce del Vangelo. La Chiesa c’è per annunciare il Vangelo e per essere essa stessa Vangelo vivente». Questo comporta una costante conversione pastorale che riposizioni la comunità ecclesiale nel territorio con strutture pastorali che si adattino ai segni dei tempi e alle esigenze dell’uomo contemporaneo. A mio avviso, il criterio, certamente da migliorare per quanto riguarda – come suggerito dall’Assemblea – il coinvolgimento delle comunità interessate, che sta sotto le nomine operate dall’Arcivescovo, coadiuvato (questa è una novità voluta proprio dall’Assemblea del clero) da una commissione appositamente costituita, è il servizio al territorio uscendo da logiche vecchie col desiderio di inaugurare una prassi ecclesiale che privilegi la collaborazione, il servizio ministeriale e il primato dell’evangelizzazione. Carmelo Petrone

XXIV Domenica del Tempo Ordinario

Una pecora in attesa di essere cercata «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?» Signore, la domanda con cui introduci la parabola (Lc 15,1-32), ci vede subito nella veste del pastore. Del pastore buono e non del mercenario. E noi sappiamo quali sono i compiti del pastore: conoscere singolarmente le pecore, assicurare un cibo abbondante e l’acqua tranquilla, prendersi cura della pecora ammalata, fasciare quella ferita. Leggendo meglio la parabola, ci rendiamo conto che solo tu sei il pastore buono, alla ricerca della pecora smarrita, la donna alla ricerca della moneta smarrita, il padre prodigo, che sulla soglia di casa attende di potere abbracciare anche il figlio maggiore. Il tuo desiderio, perché la gioia sia piena, è che noi figli possiamo convivere nella stessa casa paterna, condividere gli stessi beni. E allora noi

chi siamo, chi sono? Signore, sono la pecora, che trovato un buco nel recinto ha voluto respirare un’aria diversa, vivere la gioia della libertà, non sentirsi intruppata. Una pecora, che sta pagando a caro prezzo l’autonomia di pensiero, il coraggio di esprimere valutazioni su fatti e persone, non in linea con la logica del potere. Signore, mi sono smarrito, so di certo che mi cercherai, mi troverai e lascerai sempre aperto il buco del recinto. Signore, sono il figlio minore, che è andato via da casa, ha fatto le sue esperienze di peccato. E adesso amareggiato ho voglia di tornare a casa. Non da pentito, ma solo per fame. Sì, solo per fame! In fondo perdersi non è una colpa, è solo una disgrazia. Mi manca il pane, ma principalmente mi manchi Tu, o Padre. Nessuno dei miei fratelli mi ha cercato, nessuno! É bello potere sperimentare di essere cercato. Cercato, perché pensato,

amato, stimato, riscattato a caro prezzo. Signore, ti ringrazio, perché so che tu sei alla mia ricerca, che per trovarmi, ti sei fatto anche tu pecora. Ho voglia di casa paterna, ho voglia lungo la strada di incontrare il Padre, di sentirmi accolto e fortemente abbracciato. Non voglio perdermi in fondo a qualche burrone. Signore, tu sei un instancabile ricercatore, da sempre cerchi l’uomo ( in Gen 3,9: “Adamo dove sei?” e in Mi 4,6: “In quel giorno raccoglierò gli sbandati”). Una ricerca ostinata la tua: “vai in cerca della pecora perduta, finché non la ritrovi”. E non ti manca certo la fantasia per inventarti quelle strategie che ti permetteranno di trovarmi. Il vangelo di oggi inizia con l’annotazione di pubblicani e peccatori che si avvicinano a te, e tu mangi con loro. Sono interessati alla tua parola e non si sentono da te rifiutati. Una situazione abituale e normale del tuo ministero,

a cura di Gino Faragone

accompagnata da una reazione negativa di scribi e farisei, ritenuti i soli e autentici depositari delle Scritture, che criticavano il tuo atteggiamento di apertura e di accoglienza, non in conformità con le tradizioni religiose del tempo. I rabbini insegnavano che era disdicevole frequentare una persona empia, neppure allo scopo di condurla allo studio della legge. Ma a te non interessa il passato dei peccatori, né il loro presente, ma guardi al loro glorioso futuro. Ci hai fatto per te, Signore! E Tu non ci accogli da schiavi, ma da figli. Nessuna parola, nessun giudizio, nessun tipo di indagine sul passato, ma da parte tua solo compassione, abbraccio e bacio. E poi il vestito bello, l’anello, i sandali delle persone importanti, il vitello grasso delle grandi occasioni. Oggi è un giorno di festa, perché un figlio morto torna a casa, un figlio perduto viene ritrovato. Facciamo festa!




L’Amico del Popolo

12 Settembre 2010

Associazione Bioeticisti Italiani Chiesa Madre di Grotte Consulta Diocesana per le Aggregazioni Laicali Comune di Grotte

III Convegno di Mariologia La spiritualità mariana nei movimenti e associazioni dell’arcidiocesi di Agrigento Grotte Chiesa B.M.V. del Carmelo 16-18 Settembre 2010

Programma Giovedì 16 Settembre 0re 16,00 Saluti delle Autorità. Introduzione ai lavori da parte del Presidente dell’ABI Prof. E. Di Natali Relazioni di Amici del Seminario, Liliana Collura De Micheli Difendere la vita con Maria, Paco Arnone Azione Cattolica, Massimo Muratore Unione Ex Allieve FMA, sr. Gina Sanfilippo Movimento Miss. ‘Porta Aperta’, sr. M. G. Pellitteri Ore 19,00

Celebrazione Eucaristica

Venerdì 17 Settembre Ore 16,00 Presentazione dei lavori Pino Milioto, responsabile Consulta Diocesana delle aggregazioni laicali Relazioni: Neocatecumenali, Giovanni Nocera Opus Matris Verbi, Giuseppe Severino Movimento Apostolato Divina Misericordia Cristiani nel Mondo, mons. Giuseppe Di Marco Movimento Pro Santitate, Maria Francesca Ragusa

Madonna della Tenerezza - Chiesa San Nicola - Fontanelle Agrigento

Sabato 18 Settembre Ore 16,00

Introduzione dei lavori

Relazioni di: Unitalsi, Annabella Butera Rinnovamento nello Spirito, Nello Giglia Milizia dell’Immacolata, Giovanni Capobianco Movimento dei Focolari, Letizia e Giovanni Minuta, Associazione del Rosario Perpetuo, Rosa Tararà Comunione e Liberazione, Maria Teresa Barbagallo Ore 19,00 Celebrazione Eucaristica

Domenica 19 Settembre Ore 18,00 Chiesa Madonna delle Grazie. Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo Emerito di Agrigento.

La spiritualità mariana nei gruppi e movimenti ecclesiali dell’arcidiocesi di Agrigento Si rinnova, anche quest’anno, l’appuntamento con il Convegno di Mariologia a Grotte, giunto alla terza edizione. Il convegno si terrà dal 16 al 19 settembre è avrà come tema “La spiritualità mariana nei gruppi e nei movimenti ecclesiali dell’Arcidiocesi di Agrigento”. Abbiamo incontrato il prof. Enzo Di Natali (nella foto), promotore dell’evento. Professore perchè questo tema? Dopo i primi due convegni (“Maria nel Concilio Vaticano II” nel 2008 e “Titoli e culti mariani nella diocesi di Agrigento” nel 2009), abbiamo scelto questo tema, unitamente all’Unità Pastorale di Grotte, all’Arciprete Padre Castronovo, e alla Consulta Diocesana per le aggregazioni laicali per conoscere l’incidenza che la spiritualità mariana

ha nella nostra diocesi, attraverso le Associazioni e Movimenti Ecclesiali. La spiritualità mariana è, per usare un’immagine, un grande oceano di acqua zampillante. La Madre di Dio è esempio di ubbidienza, di fedeltà, di abnegazione, di servizio, di accoglienza, di silenzio, di annunzio… Studiando la storia di ogni associazione o movimento ecclesiale ci si accorge, a partire dagli statuti, che è presente una singolare e specifica sottolineatura della presenza di Maria. In una Associazione, ad esempio, si predilige il servizio, in un’altra l’annunzio, in un’altra ancora lo spirito del silenzio sull’esempio di Maria. Con questo non si vuole assolutamente negare la presenza di altri carismi che si richiamano al modello mariano. Ogni associazione o movimento, pertanto, vivendo nella comunione ecclesiale e sotto il Pastore della Chiesa agrigentina, svolge il proprio servizio caratterizzando un aspetto tipico del modello mariano. Lo scorso anno, noi abbiamo visto che Agrigento è una diocesi che ha una impronta fortemente mariana. Adesso desideriamo capire come viene vissuta questa spiritualità attraverso le diverse forme di aggregazioni ecclesiali. Che cosa si aspetta da questo convegno?

Aver offerto alle Associazioni più rappresentative d’incontarsi, sul tema mariano, a nostro avviso è già un risultato positivo. Ogni Associazione nel tempo di venti minuti dovrà presentare la propria storia, la presenza in diocesi e lo specifico della spiritualità mariana. Le Associazioni, tramite questi tre giorni di convegno, potranno meglio conoscersi e arricchirsi spiritualmente. Infatti, ogni spiritualità è a servizio della comunità. Pubblicherete gli Atti? Certamente. La pubblicazione consentirà di conoscere, nell’oggi della storia, la spiritualità e il servizio del movimento associativo ecclesiale nel nostro territorio. Faccio un esempio che vale per tutti. A mio avviso, non si può comprendere il lavoro prezioso delle suore della Comunità Porta Aperta, tramite la Mensa della Solidarietà, a prescindere dal modello di Maria che serve la cugina Elisabetta. Un altro esempio? L’azione a favore della vita umana, per combattere la piaga dell’aborto, intrapresa dall’Associazione Difendere la vita con Maria

non si comprende a prescindere dal Sì di Maria che, malgrado le difficoltà, si affida pienamente alla volontà di Dio. Dopo la nascita, Giuseppe e Maria sono costretti a fuggire. Sono profughi in terra straniera, in Egitto. Tuttavia riconoscono il segno e la presenza di Dio.

Chiuso il 8 settembre ore 12.00


L'Amico del Popolo