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Anno 55 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

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Cultura

Societa’

Massoneria: storia e contenuti

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di Mattioli Vitalino

La BP in cerca dell’oro nero nel nostro mare

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di Salvatore Pezzino

Il segno di Duisburg nell’Europa che rivuole le catacombe Buone vacanze. Ma...

Cari lettori, anche quest’anno sospenderemo le pubblicazioni per la sosta estiva (ritorneremo in stampa la prima settimana di settembre). Nell’augurarvi un periodo sereno e di riposo non posso nascondervi un fatto, per noi di forte preozzupazione: l’attacco frontale alla libera informazione posto in atto dall’attuale Governo che, nello sforzo di recuperare risorse per far fronte alla crisi, ha scelto di raccogliere le briciole (eliminazione dei contributi postali e taglio del 50% dei contributi diretti all’editoria), senza considerare se così facendo si mettono in crisi centinaia di testate giornalistiche tra cui la nostra. Per non dire del colpo mortale che viene inferto alla libertà di informazione nel nostro Paese. Mentre il Governo fa marcia indietro e ridimensiona la “legge-bavaglio” sulle intercettazioni telefoniche, ad oggi nessuna novità sul fronte delle agevolazioni postali che mettono a rischio la stampa del territorio e i settimanali cattolici. Questa “nuova legge bavaglio”, definita da Avvenire “delitto mediatico”, colpisce anche “L’Amico del Popolo”. Se non si troverà una qualche soluzione seria e concreta, non assistenzialistica e clientelare, dobbiamo dirci chiaramente, cari amici, che l’anno prossimo potremmo non essere più qui ad augurarvi buone vacanze. Buone vacanze... per quest’anno.

L

a parata dell’amore, la love parade si è trasfor­mata in un incubo. In una tragedia. Come se nell’inutile, vano ma­ cello di questi poveri ragazzi, tra cui una italiana – bella e sensibile – di 21 anni, ci fosse un marchio strano, un avviso strano di que­sta epoca strana. Come in altri casi, ad esempio nell’indimenticato stadio Heysel, lo show è anda­to avanti. Dopo molte ore, molti delle migliaia dei ragazzi partecipanti non sapevano nul­ la di quanto acca­duto, storditi dal ballo, dal bere e da altro. Ma l’av­viso, il segno che leggiamo dentro questo ballare che si trasforma in morte, dentro questa pa­ rata che da eccitante si fa morente, non è quello immedia­to, evidente che hanno colto subito gli stessi orga­nizzatori. Che hanno deciso: mai più. Non è solo un segno, ennesimo, di «eccesso giovani­ le» su cui non è giusto speculare. E non si tratta solo del se­gno che qualcuno ha chiamato del fascino della «tribù». È vero, c’è in questo potente richiamo a radunar­si, a ‘sentirsi’ vicini, a condivi­ dere ritmo e corpo, a condividere modi e gergo, sì c’è un segno del­l’ancestrale richiamo degli uomini a fare tribù. Ri­chiamo che le esperienze e i mezzi della globaliz­zazione, la coscienza del­ le distanze e dei rapidi mo­di per supe­ rarle, non hanno illanguidito, semmai fortificato e reso potente, più esplosivo. Ma c’è di più di quell’antico segno. La

parade è un corteo. U­na proces­ sione. So che storceranno il naso. Ma è così. Si tratta di una ripresa della usanza antica che, sempre a sfondo religioso, ha mosso cor­ tei di ogni genere, per celebrare dei, imperatori o generali che si credono dei, per ringraziare il cielo di vittorie, per supplicare interventi celesti, per la fine di ca­ lamità, o per l’arrivo delle piogge. È un grande ri­to. Secolarizzato, come dicono, con una parola che vuol dire poco o niente. Che cosa ormai è secola­re e cosa no? Davvero ci sono dif­ ferenze, in questa epoca di suggestioni e di superstizioni? Il fatto è proprio questo, il segno purtroppo scrit­to anche con il sangue, come sempre accade quan­do la nostra attenzione intorpidita deve riscuoter­si e guardare. Un grande rito nel cuore d’Eu­ ropa. Un grande rito che somiglia (nel­ la sua ecceziona­le differenza) ai grandi ritrovi dei giovani lanciati da Giovanni Paolo II – ancora storceranno il naso quel­li di prima. Un rito di una «tribù» che ha come dei le immagini dell’Amo­ re, della Musica, e della loro medesima Tribù. Come antichissimi riti. Che se­ gno, che avviso per coloro che pensano che l’uomo sia progredito abbando­ nando quei culti e quei riti. Che segno per coloro che anche sulla pagine dei

stale al Ce stato O n Giov di Agr perativ tro edì 2 igent o 9 Lu o glio 201 0

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nostri giornali e nei parlamenti europei teri oscuri. si consumano il cervello per mostrare Questo il segno che arriva da Dui­ che credere in Gesù Cristo e mostrare sburg. Lo stiamo leggendo? segni cristiani sia oscuro e antidemocra­ Davide Rondoni tico mentre avere altre fedi, altre superstizioni, e sì, altri riti e ‘parate’ no? Che avvi­ so, che segno per tali cervelli torbidi e oziosi. La loro lotta ◆ ribera senza quar­tiere al cristianesi­ mo, alla Croce e al Crocifisso, pun­ta a far scomparire o a far rientrare nelle catacom­be i riti cristiani, le processioni, le pre­ghiere. E se si faranno lar­ Sembra pro­ go – e già si fanno largo – al­ prio che le pro­ tre processioni, altri riti, uo­ teste dei mesi mini dediti ad altri dei? Altro scorsi siano ser­ che secolarizzazione. Come viti a qualcosa per i primi cristiani si tratta se, lo scorso 26 di vi­vere in un mondo pieno luglio è stato riaprerto il reparto di cardiologia del di a­doratori. Di riti strani, dai nosocomio riberese. ri­svolti spesso violenti, di po­ a pag. 4

Riapre il reparto di cardiologia dell’Ospedale

◆ agrigento

il presunto scoop sui sacerdoti gay

Ma non ci ruberanno la fiducia nei nostri preti Nella bonaccia di un luglio scarso di quei fatti di cronaca che aiutano le tirature dei giornali, uno dei più diffusi settimanali italiani dedica la copertina alle “notti brave dei preti gay”. Sette pagine fitte di viaggio fra i peccati dei preti nella Città Eterna, fra feste, pub e saune; dove un prete afferma che “il 98 per cento dei sa­ cerdoti che conosce è omosessuale”.

Foto, registrazioni, puntigliose verifi­ che, una ostinazione da Pulitzer. Per dimostrare cosa? Che ci sono, fra le molte centinaia di preti che vivono o studiano a Roma, dei gay. Mettiamo per ipotesi che tutto ciò che racconta Panorama sia oro colato. Che alcuni sacerdoti a Roma vivano una doppia vita. È un fatto che provoca dolore e sconcerto in un

Acqua, mare, inquinamento e beghe politiche

credente. Ma quella inchiesta accani­ ta, quelle compiaciute immagini di mani maschili con le unghie laccate che sgranano una corona di Rosario, a cosa tendono davvero? Mettiamo che sia proprio tutto vero, continua a pag.7

L’estate agrigen­ tina da un paio di anni, se non di più, si caratterizza per la presenza sulle pagine dei giornali e nelle chiacchiere sotto l’ombrellone dei soliti argon­ menti uno dei quali è stato trattato dal sindaco nel corso di una conferenza stampa. a pag. 2

I forum del settimanale

AVVISO AI LETTORI Con questo numero sospediamo le pubblicazioni del settimanale per la sosta estiva, ritorneremo in stampa la prima settimana di settembre. Come avrete avuto modo di notare quest’an­ no il nostro impegno, a differenza de­ gli altri anni, si è protratto fino a tutto il mese di luglio e, durante la sosta estiva, potrete seguire gli avvenimenti eccle­ siali, culturali e d’attualità sul sito del nostro giornale. Buone vacanze!

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Rita rdi P Il pre sent osta cons e gio li rn e Po gnato ale è

Cultura

«I Promessi sposi» nella Valle incantano gli agrigentini di MDM

N. 30 del 01 Agosto 2010

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Prima di sospendere le pubblicazioni per la pausa estiva, vogliamo offrirvi un altro dei Forum che hanno caratterizzato questo mese di luglio, questa settimana siamo stati ospiti del Prefetto di Agrigento, dott. Um­ berto Postiglione. Come è ormai noto ad agosto il dott. Postiglione lascerà la Prefettura Agrigento per ricoprire l’incarico di l’incarico di vice capo del dipartimento delle libertà civili dell’immigrazione al Ministero dell’Interno.

a pag. 5




Città

L’Amico del Popolo

01 Agosto 2010

In Breve

palazzo san domenico Conferenza stampa del sindaco

Il mare non è inquinato... è soltanto sporco! D

obbiamo ammetterlo, dopo il botta e risposta tra il sindaco della città dei templi, Zambuto ed il ministro della giustizia Alfano sulle somme che il ministero deve al comune capoluogo attraverso le quali si risolleverebbe la situazione economico/finanziaria della città ci si aspettava che, l’argomento della conferenza stampa convocata per mercoledì 28 luglio fosse lo strappo definitivo con il ministro Alfano ed invece, argomento della conferenza è stato le condizione del mare agrigentino. Ebbene sì, il sindaco per evitare ulteriori strumentalizzazioni che cagionano un danno di immagine alla città ed alla sua costa non certo indifferente ha convocato la stampa perché fornisse alla cittadinanza il quadro reale della situazione alla luce delle analisi effettuate dall’Azienda sanitaria provinciale. Dalle analisi effettuate nei periodi 22 aprile, 4 maggio, 17 maggio, 4 giugno, 23

immigrazione Gli sbarchi direttamente a San Leone Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia di Stato hanno fermato un autotreno nei pressi di un’area di servizio dell’autostrada Catania-Messina, tra Taormina e Roccalumera, al cui interno erano stipati degli immigrati che sarebbero sbarcati tra l’arenile di San Leone e la spiaggia di Punta Bianca. Gli investigatori sospettano, che dopo lo sbarco, avvenuto alcuni giorni prima, i circa cento clandestini sarebbero stati presi in consegna dai componenti di una banda criminale dedita al traffico di essere umani tra il Nordafrica e le coste dell’agrigentino. Dalla spiaggia a bordo di camion o furgoni, gli immigrati sarebbero stati portati in qualche casolare diroccato situato con molta probabilità tra il viale Cannatello e il Villaggio Mosè, tenuti nascosti per qualche giorno, in attesa del trasferimento finale nel Nord Italia. Così, migliaia di clandestini negli ultimi mesi sarebbero arrivati nell’agrigentino dopo aver versato diverse migliaia di euro a organizzazioni criminali, si sospetta sicule-egiziane, che si occupano della traversata, dello sbarco, della sosta temporanea di un paio di giorno, in alcuni casi di qualche ora, in casolari di campagna, ed infine del loro trasferimento lungo la Penisola con lo smistamento nelle grandi città, principalmente Milano.

giugno e 13 luglio i campioni esaminati (prelevati a Cannatello, lido Le dune, II traversa, lido PS, stabilimento Aster, Babaluciara, Misita Zingarello, Maddalusa, 200 m. a dx Foce fiume Naro e 200 m. sx Foce Fiume Naro) «rientrano nei limiti previsti dal DPR 470/82 e s.m.i. e dal D.L. 116/08» così si legge nelle copie inviate al sindaco e diffuse alla stampa da parte delle dott.sse Randazzo e Todaro dell’ASP. «Il mare di San Leone – ha dichiarato il sindaco – è giusto che si dica non è inquinato ma solamente sporco». Questo è sicuramente dovuto alle correnti marine che, altro non fanno che spingere sulla costa quanto dai pennelli a mare fuoriesce e che dovrebbe deQuello che necessita realmente la nostra fluire in mare aperto, sempre che, come già città, il nostro mare è la concretezza nella detto le correnti non siano contrarie. risoluzione dei problemi, che si faccia finalQuello che ha voluto mettere in chiaro e mente il depuratore che permette di evitare sottolineare il sindaco che non ci saranno l’uso dei pennelli a mare, che si punisca l’incisconti per nessuno, il vile sporcaccione con pene dure e severe senprefettura riferimento è a quei za alcuna pietà. Le leggi sono fatte per essere Cambio al vertice villaseta  Piscina comunale bravi cittadini che rispettate anche se ritenute inique. Francesca Ferrandino, 48 anni, è il nuovo prescaricano abusivaRitornando alla questione “Alfano vs Zamfetto di Agrigento. Prende il posto di Umberto mente a mare senza buto” ci è parso di comprendere dalle rispoPostiglione, trasferito in un’altra sede. Il nuovo avere provveduto ad ste date dal sindaco che non fa proprio tutto prefetto della città dei templi si insedierà il prosallacciarsi alla condot- d’amore e d’accordo come Quando Berluscosimo 1 settembre. Francesca Ferrandino provieQuando arriva il ta fognaria o a munir- ni affermava a mezzo Ansa “abbiamo tra i ne da Palermo, dove svolgeva funzioni di vice mese di agosto o le si di fossa biologica. nostri il sindaco più giovane d’Italia”. «Io conprefetto vicario. Postiglione è stato trasferito a vacanze di Natale Ma ormai la situa- tinuerò ad andare avanti per il bene della mia Roma dove ricoprirà l’incarico di vice capo del cosa accede nella zione del mare agri- città – ha affermato Zambuto - dobbiamo dipartimento delle libertà civili dell’immigraziopiscina comunale? gentino è il refrain dei uscire da questa situazione di crisi e da quene presso il ministero dell’Interno. Postiglione è Che, come per mesi estivi che per- sto immobilismo della politica nazionale e stato in prima linea nella campagna contro i furti magia, e sempre nemette alla stampa di regionale». Un grido di protesta che dovrebdell’acqua dalla dissalata, nel progetto di dragaggli stessi periodo di potere andare avanti be scuotere anche chi siede in consiglio cogio del porto di Porto Empedocle e in quello per chiuda per eseguire senza troppo arran- munale perché proponga agli uffici preposti la creazione di una via di fuga dal centro storico i lavori di ordinaria care in questi mesi di tutte le possibili idee volte a realizzare prodi Agrigento, contro il rischio di chiusura delmanutenzione. È stasi ed ai soliti aman- getti da presentare alla regione per chiedere l’ospedale e contro il fenomeno dell’immigraziodavvero sconcerti della polemica steri- finanziamenti e non solo per rinviare sedute ne clandestina a Lampedusa e Linosa. tante dovere assistere sempre sura alle 12.30 e così chi volesse le di ripetere gli stessi ad oltranza. alla stessa storia. andare a fare quattro bracciate copioni annuali. Marilisa Della Monica La piscina comunale di Vil- a pranzo non può, come non laseta sembra proprio più che può nel pomeriggio perché fino una fonte continua di spesa che alle ore otto le scuole di nuoto valle dei templi Casa del podestà di guadagni che ogni sei mesi occupano tutte le corsie, meno si deve chiudere per un mese una che, quasi sempre non è la all’utenza. E pensare che, mol- più agevole per il nuoto. ti giovani ma anche mamme, Adesso chiediamo ma se per papà e anziani potrebbero pre- il comune è così difficile gestiIl cittadino che da Agrigento percor- detta area, il fabbricato. ferire fare il bagno in un’acqua re questa struttura perché non re la via Crispi, per scendere a S. Leone, Il cav. Vincenzo Morello, subito dopo la resa pura al 100% attraverso il affidarla a dei privati? Perché le dopo qualche chilometro di marcia, di- costruzione, donò area e fabbricato all’avv. cloro e non dovere evitare di scuole di nuoto devono essere fronte il Museo Archeologico scorge un Ottavio Lo Presti, a quel tempo potestà di bagnarsi in acque non certo pu- privilegiate e gli utenti sem- vecchio edificio, ad un piano, a confine Agrigento. lite. plici sottostare alle esigenze di con il quartiere ellenistico romano. Nel rogito, conservato presso l’Archivio Siamo alle solite, chi volesse questi? Cominciamo a pensaLa costruzione ha mille lesioni e la se- storico del comune di Agrigento, si legge usufruire della struttura acqua- re al bene di tutti a chi vuole guente storia infelice. che il potestà accettò il dono e si obbligò tica agrigentina deve sottostare praticare uno sport e non può Il marchese Ignazio Giambertoni, il 16 ad adibire il fabbricato esclusivamente per ad orari non certo agevoli, aper- perché… la piscina è chiusa per dicembre 1930, donò al comune di Agri- usi scolastici e di provvedere alla relativa tura alle nove del mattino così manutenzione. Sarà, ma poi alla gento, e per esso al podestà, un appezza- manutenzione. La costruzione è censita tutti coloro i quali volessero fare fine sempre nelle stesse condi- mento di terreno della superficie di mq in Catasto e, inoltre, questo ufficio, spe- almeno due vie che il Comune, legittimo una nuotata prima di andare in zioni riapre! 1.000, nella contrada San Nicola, nel sito cifica, candidamente, che la costruzione proprietario, potrebbe seguire. La prima ufficio non possono farlo. ChiuLdP in cui, oggi, resta lo sventurato edificio. è un fabbricato urbano da accertare; non è quella maestra in cui siamo specialisti: Nel rogito si legge che la donazione è intestato ad un privato, non al demanio non fare nulla ed attendere anni (non poaveva lo scopo di fornire, all’Opera Na- dello Stato, non alla Regione Sicilia, non al chi) per il totale crollo della costruzione, Il gazebo delle meraviglie zionale Balilla, l’area su cui costruire un comune: nessuno si dichiara proprietario. però, potrebbe intraprendere un secondo edificio da destinare a scuola rurale. Il Oggi, all’interno della costruzione, si percorso cioè porre all’asta la costruzione Dobbiamo proprio ammetpodestà, subito dopo, donò il terreno al alza, maestoso, un gigantesco ficus: i rami che, probabilmente, sarebbe acquisita da terlo, questo gazebo è procav. Vincenzo Morello, rappresentante coprono l’intera superficie interna; anche un privato. Questi potrebbe restaurarla prio ben piantanto! Passano i dell’Opera Nazionale Balilla. Quest’ulti- le lesioni sui muri sono maestose. Sulla ed affidarla in locazione, ad esempio ad giorni, i mesi, gli anni e lui, il ma, allo scopo di realizzare l’edificio, adi- loro crescita si potrebbe fare ironia, inve- una scuola di restauro o al Polo universinostro magnifico gazebo, mai bì l’impresa di costruzione S. A. Astaldi. ce, occorre solo concretezza. Gli inglesi, tario. utilizzato, mai terminato, mai Questa, senza compenso, realizzò, sulla con l’usuale pragmatismo, indicherebbero Livio Cutaia spostato, continua a fare bella mostra di sé in piazza Sinatra. Aveva promesso l’allora assesdi Eugenio Cairone sore Biondi che si sarebbe Le grigliate domenicali spostato a ridosso del muro Odio l’estate! Sì! Odio l’estadel Museo civico ma ad oggi, te agrigentina, fatta di fiere Pausa Estiva lui, resta lì dov’è come se, che bloccano il lungomare, di Mentre scriviamo al Comune è in corso una conferenza i nostri amministratori non traffico pedonale e veicolare Il nostro settimanale va in ferie. stampa del sindaco Zambuto. L’annuncio è di quelli che metlo vedessero. Per fortuna, in impazzito, di bambini che in Non ci vanno, purtroppo, le polemiche e gli scontri verbali tono ansia, questi giorni di calura sta ser- piazza Cavour immaginano di che stanno caratterizzando la vita politica locale che è quella Convocando i giornalisti si è fatto riferimento a comunicavendo a qualcosa: i cani ran- essere al Maracanà, di mamme che ci interessa. zioni importanti da fare ai cittadini. Auguriamoci che non siadagi cittadini sotto il suo tetto che, qualsiasi ora del giorno e La speranza, o meglio l’augurio, è di poter ritrovare al nostro no altri colpi bassi all’indirizzo di qualcuno ma possa trattarsi di trovano ombra e refrigerio. della notte “abbanniano” per rientro un dialogo disteso tra le parti nell’interesse della città e riflessioni serie per uscire dall’imbarazzante momento che loro chiamare i pargoli, ma sopratdegli agrigentini che sono davvero stanchi di leggere frasi ad ef- stessi, sindaco e ministro per primi, stanno attraversando. tutto, quello che non sopporto fetto, risposte al vetriolo, missive d’amore e di odio. Intanto, siamo convinti scottati dal passato, che al rientro in è vedere bivaccare, grigliare e Non ci si può scontrare sulla pelle della popolazione come si redazione troveremo sul tavolo gli stessi comunicati di sempre campeggiare in quel che resta è soliti fare dalle nostre parti. Ci deve essere un momento per con le stesse lamentele e le identiche proteste. Perché nulla di della pineta del viale Le Dune. dire basta e fare le persone serie. nuovo ci sarà sotto il sole di Agrigento. Nel terzo millennio la gente Se tra il nostro sindaco Marco Zambuto e il ministro della Nulla che possa cambiare il volto di una terra destinata a sudeve continuare a comportarsi Giustizia Angelino Alfano, le cose non vanno per come do- bire sempre delle mortificazioni. Il mare, malgrado ci sia l’ufficome ai tempi dell’età della vrebbero andare, nell’interesse esclusivo di tutti noi, sarebbe cialità dell’Asp che dice il contrario, resta “inquinato”, il caos a pietra? E poi non stupiamoci se bene una pausa di riflessione. San Leone continuerà ad averla vinta e la maleducazione annel mare galleggia qualche bel Senza affidarsi più a missive dal contenuto che abbiamo letto che. Augurarsi e augurare buone vacanze cosi potrebbe appariescremento umano! in questi giorni. re una provocazione. Perché rilassarsi in questo stato è difficile.

Ad agosto? Si chiude

Ad abitarvi soltanto un ficus

scende

la Settimana

sale


Cultura

L’Amico del Popolo 01 Agosto 2010

piano san gregorio Teatro valle dei templi



sicilianitÁ 

Incantati da «I Promessi Sposi» Esperienza pastorale D

evo proprio ammetterlo, quando il direttore mi ha proposto di andare a vedere lo spettacolo alla Valle dei templi “I Promessi Sposi – Opera moderna” di Michele Guardì ero abbastanza scettica. Pensavo mi sarei trovata dinanzi una pseudo rappresentazione artistica facente il verso ai musical del tipo Notre Dame de Paris o Tosca amore disperato, poi avendo visto gli allestimenti degli spettacoli all’Arena di Verona mi immaginavo una cosuccia da niente. Mai errore fu più grande. Sono rimasta estasiata, senza parole, senza fiato ed alcune volte con le lacrime agli occhi. Michele Guardì, anche questa volta ci ha azzeccato in pieno. Mai la storia tormentata di Renzo e Lucia ha appassionato come la sera del 27 luglio. Mai, prima d’ora ad Agrigento si era potuto assistere ad

appunti

Il Prof. Nuccio Mula, docente universitario, scrittore, giornalista e critico internazionale d’arte e letteratura, è il nuovo Direttore Artistico dell’Enciclopedia d’Arte Italiana per l’edizione multimediale sul web, primo portale in Italia su tutti i motori di ricerca nel vasto settore delle enciclopedie artistiche nazionali ed estere. Al prof. Mula gli auguri per questo nuovo prestigioso traguardo da parte della redazione. La Scale Reale del palazzo della Provincia, in piazza Aldo Moro, ospita la mostra di antichi mattoni in maiolica su inziativa della Procult. I pannelli nella vetrina risalgono dalla metà ‘500 agli inizi del ‘900 e sono costituiti da 4 mattoni formanti geometrie o fiori. Il complesso monumentale dei Padri Liguorini ospita la mostra che raccoglie arredi e collezioni d’arte della casa dei missionari redentoristi. Il titolo è Arredi e collezioni dei padri liguorini di Agrigento. Tutela e conservazione. Visibile a Porto Empedocle la mostra itinerante Sicilia forme/colori a Sud, che propone le opere degli artisti Zambuto e Fasulo.

uno spettacolo così grandioso con scenografie mobili che, nel giro di pochi attimi trasportano lo spettatore da una parte all’altra della Lombardia. Ma quello che più di altro lascia senza possibilità di muovere critiche sono le musiche del maestro Pippo Flora. Il maestro Flora è riuscito a mettere in musica la tenerezza dell’amore di Lucia, l’arroganza di don Rodrigo, il tormento della monaca di Monza, la codardia di don Abbondio, la redenzione dell’Innominato, la gioia di avere tutti sconfitto la peste. Il motivo che immediatamente resta impresso nella mente è quello di Azzeccagarbugli che verrà utilizzato anche da Fra Cristoforo (Sì… la legge è uguale per tutti e C’è una legge sopra ogni legge). Noemi Smorra nella parte di Lucia dona la personaggio manzoniano tutta la dolcezza e l’innocenza di questa giovane lombarda, Graziano Galatone ci presenta invece un Renzo meno vittima del destino e delle ingiustizie, bravi Lola Ponce, anche se un po’ meno esplosiva come solitamente la si vede e Giò Dio Tonno che riesce a far odiare don Rodrigo ma anche far provare tenerezza nella scena 20 del secondo atto, quando

steve e ruth L.bennett ed. Elledici € 24,90

365 giochi senza la Tv Come divertirsi senza tv. Questa frase riassume perfettamente quanto il libro “365 giochi senza tv” propone a genitori, educatori ed animatori di bambini e ragazzi perchè, questa estate, sia all’insegna del sano divertimento, non necessariamente provocato da consolle ultra tecnologiche ma da semplici oggetti reperiti in casa. I giochi e le attività presentati da questo libro richiedono poca preparazione, ma garantiscono momenti divertenti, permettendo ai ragazzi di fare qualcosa che li coinvolga e permetta loro di mettere in modo oltre che il fisico anche la fantasia.

Ve n g o n o suggeriti giochi da fare all’aperto ed al chiuso, in relazione alle condizioni metereologiche. Ogni gioco ed attività è dettagliatamente spiegato e facilmente realizzabile, insomma un aiuto alle famiglie per ritrovarsi, per i genitori stare insieme ai figli condividendo i momenti ludici e perchè no coinvolgendo anche i nonni, gli zii ed i cugini. C.P.

Si Vispichi e Parrini ‘su ‘ncuntrastu,/lu Populu, di certu, nun sta ‘npaci,/nni la Chiesa si surchia vinu guastu/e di fari lu beni si è ‘ncapaci

nel salone della sua casa dichiara il suo amore “folle” per Lucia. Commoventi i duetti tra la monaca di Monza ed Egidio, o quando Renzo nel momento della festa pre-nuziale annuncia a Lucia la fine dell’amore da loro tanto sognato. Vittorio Matteucci nel ruolo dell’Innominato è il protagonista indiscusso, insieme a Christian Gravina del secondo atto, le loro performance tengono vivo l’interesse del pubblico oltre ai colpi scenografici, come gli spari a salve dei cannoni alla finale pioggia purificatrice dalla peste. Un’opera che, non per piaggeria, vi invitiamo ad andare a vedere, scoprirete e vi innamorerete del romanzo manzoniano, troppo spesso bistrattato ma un capolavoro della nostra letteratura.Nota di costume alla prima de “I Promessi Sposi” presenti oltre alle autorità locali anche personalità del mondo dello spettacolo come Fabrizio Frizzi. MdM

Alle FAM evento doppio Saranno inaugurate venerdì 30 luglio alle ore 19,30 presso gli spazi espositivi delle Fabbriche Chiaramontane in piazza S. Francesco 1, le due nuove mostre-evento “Il senso della luce” di Gauthier e “I volti e le figure” di Garbolino Rù. Un doppio appuntamento con l’arte, figurativa e plastica quello che, le FAM, la galleria d’arte moderna delle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, hanno in serbo dal 31 luglio al 12 settembre. A convivere, nei raffinati spazi espositivi delle FAM, saranno contemporaneamente la luce mediterranea e dilagante delle 70 opere di Luc Gauthier, il neo figurativista francese dallo straordinario talento che con Cet été, narra il suo Grand Tour in Sicilia come nel ‘700 fecero Goethe, Houel e Maupassant, e le algide sculture in acciaio, alluminio, bronzo candido marmo di Carrara realizzate da Gabriele Garbolino Ru’, un giovane artista di origine piemontese, reduce da una analoga performance a Modena conclusasi con grande favore di pubblico e critica il 27 giugno scorso.

Girgenti: le chiese, i conventi, i monasteri distruzioni e trasformazioni Convento S. Francesco di Assisi 1 Da un Atto di Donazione del 1295 in cui si parla di un “ borgo di S. Francesco “fuori le mura (G. Picone, Memorie Storiche Agrigentine, 604, III, Agrigento 1937) è lecito desumere che, agli inizi del Trecento, dovette esistere un monastero del Terz’Ordine Francescano al di fuori della città, attorno al quale, nel tempo, si venne a costituire una comunità rurale.

Chiesa e Convento S. Francesco di Assisi 2 Tra il 1307 ed il 1308 Matteo Chiaramonte donò il suo palazzo cittadino ai

Francescani per farne un convento più dignitoso. Nello stesso periodo fu costruita la chiesa. In questo nuovo edificio divenne francescano il beato Matteo e, nel suo atrio, si tennero le adunanze del Consiglio Civico, quando ancora non era stata costruita l’antica Casa Comunale, oggi Palazzo della Camera di Commercio. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, il convento fu requisito dal demanio e, nel 1863, venne deliberato che vi venissero ospitate le Scuole Tecniche, il Ginnasio, il Liceo e il Gabinetto di Fisica. Ancora oggi c’è il Liceo-Ginnasio Empedocle. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale la chiesa ed alcuni locali dell’ex convento subirono gravi danni e, molti agrigentini, che si erano rifugiati in un ricovero allestito in un locale sotterraneo, vi trovarono la morte. Le foto mostrano importanti e significativi resti del convento: La Cappella Chiaramontana (Aula Dei) ed il Conventino (Aula Capitolare?). Il cosiddetto Conventino ha un ingresso incorniciato da un grosso arco ogivale gotico risultante da un insieme di piccoli

a cura di Nino Sciangula archivolti degradanti sorretti da colonnine, che contengono al loro interno motivi geometrici, tra cui lo zig zag o “chevron”, segno distintivo dell’ arte chiaramontana. Accanto al portale due eleganti finestre bifore sormontate da archi dello stesso tipo e sopra di essi tre grandi rosoni. L’ interno del Conventino, a pianta quadrata con volta a crociera, custodisce il sarcofago di marmo del barone Maciotta del Porto ed un gruppo scultoreo del XVI sec. rappresentante la Pietà. Alcuni locali adiacenti al Conventino sono attualmente utilizzati come gallerie d’arte contemporanea (Fabbriche Chiaramontane).

È stato sempre motivo di soddisfazione, per i preti ed anche per i laici, che si fossero trovati a contrastare con il Vescovo, di poter provare con i fatti e gli avvenimenti, di avere ragione. Ecco cosa avvenne, dopo un incontro con i “maggiorenti”di una comunità agrigentina irritati contro il Vescovo che voleva azzerare la Parrocchia di san Gregorio. Correva l’anno di grazia 1986. Si era prossimi alla Quaresima. Il sottoscritto si ferma ai piedi della solenne scalinata di marmo che immette nel circolare – unico caratteristico edificio dell’Era Fascista – Ufficio delle Poste, ad osservare un gruppo di giovani – maturi, che discutono animatamente in cima alla scalinata. Li conosce tutti, da ragazzi, ma è da anni che non li incontra. Ora, hanno messo su famiglia, con villetta al mare e annesso giardino, nonchè sicuro lavoro con ottimo stipendio, cosa che non guasta. Qualcuno del gruppo, si accorge dell’amico Prete dell’adolescenza, lo indica agli altri, e tutti scendono a salutarlo. Non c’è, tuttavia, tempo da perdere in convenevoli. I volti sono scuri, e Paolo, il più anziano – voce alquanto agitata -, prende parola. “Siamo stati dal Vescovo, che ci ha comunicato di dover chiudere la Parrocchia, data la necessità di trasferire l’attuale Parroco e non avendo con chi sostituirlo”. Tronca il suo dire, ma appare sempre più agitato, guarda l’amico Prete con strani occhi, ripiglia a parlare e il tono della voce è già più agitato. “Ci dica lei, se questa è decisione da prendere, per una Parrocchia che esiste da quarant’anni, comprende un territorio di parecchi chilometri quadrati, con almeno quattromila persone residenti – che diventano quindicimila durante i quattro mesi estivi – e con la possibilità di una espansione illimitata, dato che il territorio confina con i paesi più vicini, Favara e Palma di Montechiaro.” L’amico Prete, non è più giovane, ha superato i 60 anni. Guarda quei giovani adulti, che ritengono - e molto probabilmente non a torto – di essere persone responsabili e di saper vedere lontano, e teme di essere costretto a dover dare loro ragione, tanto più che il Rag. Tanino interviene per assicurare che una quarantina di famiglie si è già impegnata a versare una quota mensile per l’affitto di un ampio magazzino, capace di accogliere duecento persone, per la celebrazione della Santa Messa, e potendo usufruire di un antistante ampio parcheggio per le macchine. Non si può negare che il sentimento di delusione di questi giovani, che ritengono di essere cristiani responsabili, appare commovente, e il maturo Prete deve pertanto restare perplesso sul perchè il Vescovo non si dia piuttosto da fare a cercare e trovare tutte le vie possibili per progettare l’edificazione di un complesso parrocchiale. Sì, è vero. Durante tutti questi anni, di Parroci se ne sono succeduti almeno tre. Ma, tutto il loro impegno pastorale, in definitiva, non andava al di là della Celebrazione Eucaristica domenicale presso una famiglia disposta ad accogliere i fedeli più vicini, lasciando che i più si recassero in macchina nelle chiese viciniori. Mi guardano tutti e leggo sulle loro fronti enormi interrogativi. Lascio che ognuno dica la sua, e anche che ci sia chi minacci scismi o interventi violenti. Effettivamente, i problemi pastorali, propri di una grande comunità parrocchiale, vanno molto al di là e al di sopra, e vanno radicati ben più profondamente di quanto non possano pensare le famiglie borghesi, il cui assillo fondamentale è lo stipendio sicuro, un solido conto in banca, e, al massimo, due figli da educare. L’anziano Prete, invece, si rende conto che, qui, non si tratta di venire incontro o “contentare” un gruppo di amici, per cui basta assicurare la Messa domenicale, ma del grave rischio di far disperdere migliaia di persone (con centinaia di fanciulli da catechizzare e preparare per Prima Comunione e Cresima), nonchè provvedere in maniera permanente tutte le attività di catechesi, e organizzando al meglio le attività di apostolato per gli adulti. Il vero problema, quindi, è quello di pensare decisamente e responsabilmente “in grande”, cioè alla costruzione di un complesso parrocchiale che abbracci le varie categorie e avvii a soluzione ogni problematica che riguardi l’Annunzio del Vangelo. L’anziano amico Prete non vuole deludere il gruppo, che attende risposta: pertanto, suggerisce un rimedio, che, ad un tempo, li sorprende ma non senza parecchia perplessità. Come siano andate le cose in seguito, lo sapremo alla prossima puntata a settembre, dopo le vacanze. Augurando a tutti che il mese di Agosto trascorra nella gioia e nella pace di Cristo, ringraziamo gli amici lettori che hanno seguito questa rubrica, e speriamo di potere contentare chi vorrebbe che si possa realizzare la pubblicazione degli ammonimenti in lingua siciliana che hanno fatto da introduzione alle varie puntate di questa rubrica. Piresse




Speciale Massoneria

L’Amico del Popolo

01 Agosto 2010

Massoner storia e co

Il nome è stato assunto dall’attivita’ che veniva svolta

Breve storia della Massoneria Il nome Massoneria è stato assunto dal tipo di attività che veniva svolta. Per edificare le grandi costruzioni si dovevano lavorare ‘massi’, blocchi di pietra. Da ‘masso’ deriva Massone. Questi ultimi erano gli operai, scalpellini, tagliapietre addetti alla lavorazione dei ‘massi’ di pietra e di marmo. Una osservazione preliminare: la Massoneria attuale, pur conservando il nome ed i simboli non ha niente a che vedere con questa antica Massoneria. Normalmente l’evoluzione della Massoneria viene distinta in tre periodi. Primo: periodo antico. Si rifà all’antichità classica (Medio Oriente, Egitto). I costruttori del medioevo intravidero le loro radici storiche nella costruzione dei grandi monumenti, piramidi, templi, edifici, eseguiti dai loro antenati. Secondo: periodo medievale. Il nome ‘Massoneria’ veniva assunto dalle Corporazioni formate da maestranze ed operai incaricati di costruire le Cattedrali. Lo scopo dunque era eminentemente religioso, sacro. Per questo, edificare la casa di Dio, tutti gli addetti dovevano essere profondamente religiosi e cattolici e fare una Professione di fede in Dio Grande Architetto dell’Universo, il primo Massone e protettore della categoria. Gli imperatori, tenendo conto della finalità sacra di questa attività esonerarono le corporazioni massoniche dal pagamento di alcune tasse. Da qui il nome di Liberi Muratori (Francs Maçons, Free Masons). La Loggia era il locale delle riunioni. Il segreto era motivato per non svelare i... segreti del mestiere. Con il tempo le cose cambiarono. Un inizio di trasformazione fu motivato da due fattori. Con la fine del medioevo si smise anche la costruzione delle grandi cattedrali. Di conseguenza queste corporazioni diminuirono di numero, di personale. Inoltre l’uomo del rinascimento avvertiva ancora l’importanza di una formazione religiosa. Non trovandola altrove, chiese ‘ospitalità’ in queste corporazioni massoniche che conservavano ancora viva questa esigenza. Questo fattore provocò verso il ‘600 in Inghilterra un fenomeno che avrebbe essenzialmente cambiato la struttura e finalità della Massoneria medievale. Furono infatti assunti anche membri estranei all’arte muratoria, specialmente nobili ed intellettuali, attratti dai principi di fratellanza. La

loro presenza era semplicemente tollerata, accettata (accepted massons) in vista di protezione ed aiuti che potevano derivare alla corporazione. Con il tempo, nel generale decadere delle corporazioni artigiane, i ‘Liberi Muratori Accettati’ finirono per prevalere anche come numero. Le Logge allora persero il loro carattere iniziale per assumere quello di associazioni più o meno mondane, pur conservando rituali e simboli dell’arte muratoria. Così nello spazio di circa due secoli si entrò nel terzo periodo: il passaggio dalla Massoneria operativa alla Massoneria speculativa, in quanto i nuovi adepti appartenevano alla sfera intellettuale ed aristocratica. Terzo: periodo moderno. Il suo inizio risale ad una data ben precisa. Il 24 giugno 1717 a Londra, festa di S. Giovanni evangelista, quattro Logge si fusero insieme, sotto la guida di un protestante francese, Jean-Théophile Désaguliers membro della Royal Society, dando vita alla Grande Loggia di Londra, abbandonando definitivamente ogni carattere di associazione di mestiere. Da questo momento la Libera Muratoria da operativa si trasformò in speculativa, assumendo l’aspetto di un’ associazione chiusa e segreta, praticante determinate attività, anche civili e sociali. Questa Gran Loggia di Londra desiderava darsi statuti propri. Per questo incaricò il pastore protestante James Anderson ed il già nominato Desaguliers per stenderne la redazione. Il 17 gennaio 1723 fu approvata la prima edizione nota come Costituzioni di Anderson, divenute la Magna Charta della Massoneria universale. La prima fase di questo nuovo periodo fu caratterizzata da una fede religiosa e da filantropia. Si richiese ancora l’accettazione dell’articolo di fede nel Glorioso Architetto dell’Universo. Furono conservati i tre gradi di apprendista, compagno e maestro. Seconda fase: dopo il 1720 la massoneria si estese nel continente. Le logge riconoscono come suprema autorità dell’Ordine la Grande Loggia di Londra. In Italia sorse verso il 1730. Terza fase: si abbandona la struttura inglese dei tre gradi (massoneria azzurra) e si inaugurano gli alti gradi (massoneria scozzese). Quarta fase. A cavallo tra il ‘700 ed ‘800 si può porre l’inizio della vera cultura massonica. Sotto l’influsso del positivismo, dell’enciclopedismo e da tendenze anarcoide politiche fu abbandonata l’idea religiosa per andare verso un agnosticismo di stampo ma-

terialista ed anticlericale. Con la seconda metà dell’800 la massoneria perde completamente la sua unità ideologica e culturale. La Massoneria speculativa in poco tempo si estese in tutta l’Europa: Francia (1721), Olanda (1725), Spagna (1726), Russia (1732), Italia (1724 o 1735), Svezia (1735), Svizzera (1736), Polonia (1739), Austria (1742), Danimarca (1743), Norvegia (1745). In America (Massachussets-1735).

propongono un’utopia di religione naturale

I contenuti della Le Costituzioni di James Anderson (foto accanto) costituiscono il documento più significativo del passaggio dalla Massoneria operativa a quella speculativa. Propongono un’utopia di religione naturale con temi di umanitarismo, cosmopolitismo e tolleranza. Lo stesso Anderson ne curò una nuova edizione del 1738. In ambedue le redazioni appare manifesta la preoccupazione di rimediare in qualche modo agli effetti della riforma protestante, cercando di stabilire pacifica convivenza sulla base della aconfessionalità e dello spirito di tolleranza. In particolare si nota il tentativo di staccare definitivamente la Massoneria dal cattolicesimo per inserirla nell’anglicanesimo. E’ vero che ambedue le redazioni fanno un richiamo alla Bibbia come norma dottrinale e morale, ma in una forma così vaga e indeterminata da potervi accogliere persone d’ogni setta ed opinione religiosa. Del resto insistere molto sulla Bibbia staccandola dal magistero della Chiesa è già un passo esplicito verso il

Le origini sono dubbie

La Massoneria in Italia Gli inizi sono un pò dubbi. Alcuni sostengono un primo insediamento nel 1724 a Roma dove avrebbe operato una pseudo-loggia dei Gorgomoni; altri ne pongono la nascita solo nel 1735 con l’introduzione di una regolare Loggia sulle rive del Tevere. Durante il Risorgimento la Massoneria non operò in maniera diretta. E’ tuttavia indubbio che le Società Segrete ne furono derivazioni ed affiliazioni. Molti uomini politici e rivoluzionari ne erano iscritti (p. e. Crispi, Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II). Il corrispondente italiano della Massoneria era la Carboneria, organizzata in ‘Vendite’, corrispondente alle Logge nella Massoneria. Porto soltanto qualche esempio per mostrarne l’incidenza nella società e l’accanimento contro la Chiesa. Nel 1819 l’Alta Vendita italiana emana queste istruzioni: “Schiacciate il nemico, ovunque esso sia, schiacciatelo con potenza a forza di maldicenze e di calunnie… Dovete sembrare semplici come colombe, ma sarete prudenti come i serpenti… Dovete presentarvi con tutte le apparenze dell’uomo serio e morale. Una volta che la vostra buona reputazione sia stabilita nei collegi, nei ginnasi,

Quando si parla di Massoneria si ha subito l’impressione si inoltrarsi nella sabbie mobili. Tutti ne parlano; ma quando si desidera specificarne storia e contenuti allora si nota una grande incertezza. Questo può dipendere sia dal ‘segreto’ al quale gli iscritti al movimento sono tenuti come anche dal poco impegno nello studio di tale fenomeno ma specialmente da vaghe nozioni che si sono apprese sui banchi di scuola e non più approfondite. Di recente il mensile Not Magazine (Anno 2 n.6), in un articolo a firma del direttore Michele Ruvolo, ha pubblicato l’elenco delle 22 logge massoniche, appartenenti prevalentemente a “Il Grande Oriente d’Italia”, alla “Gran Loggia d’Italia” e alla “Gran Loggia regolare d’Italia” che operano nella provincia di Agrigento. Nel-

nelle università, nei seminari, una volta che abbiate catturato la confidenza di professori e studenti, fate in modo che a cercare la vostra compagnia siano soprattutto quanti sono arruolati nella milizia clericale… Si tratta di stabilire il trono degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia: che il clero marci sotto la vostra bandiera mai dubitando di seguire quella delle chiavi apostoliche” (1) (J. CrétineauJoly, L’Eglise romaine en face de la Révolution, Paris 1861, vol. II. P. 76-78; da ricordare che secondo il loro linguaggio la prostituta di Babilonia è la Chiesa cattolica). Un’astuzia è stata quella di usare il termine ‘anticlericalismo’ e non ‘anticattolico’. “Il termine ‘anticlericalismo’, comunemente utilizzato per descrivere l’atteggiamento dei liberali nei confronti della Chiesa in questo periodo, è decisamente inappropriato. Qui non si osteggia né il clero, né una parte del clero: si combatte la Chiesa cattolica in quanto tale. La stessa fortuna del termine attesta i risultati di quella lotta: se ancora oggi si parla dell’anticlericalismo dei liberali dell’Ottocento, ciò significa che la campagna orchestrata ai danni della Chiesa ha

protestantesimo. Delle quattro parti in cui sono divise le Costituzioni, notevole è la seconda contenente i punti fondamentali della Libera Muratoria, le caratteristiche antropologiche e sociali della Massoneria attuale. L’Art. I si riferisce ai doveri dei massoni riguardo a Dio ed alla religione: “Un massone è per sua natura obbligato a seguire la legge morale e se intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Nei tempi antichi i massoni erano obbligati a seguire la religione dominante nel loro Paese, qualunque essa fosse; oggi si ritiene più conveniente vincolarlo unicamente a professare quella religione sulla quale tutti gli uomini concordano, lasciando ciascuno libero delle proprie opinioni, cioè di essere uomini buoni e leali, onesti e probi quali che siano le denominazioni o le persuasioni che le possono distinguere; per cui la Massoneria diventa il Centro di unione e il mezzo per conciliare sincera amicizia tra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti”. Il II Art. invece descrive l’atteggiamento della Massoneria di fronte allo Stato: “Il massone deve essere un pacifico suddito dei poteri civili, qualunque sia il luogo ove lavori o risieda, e non deve mai essere coinvolto in complotti o cospirazioni contro la pace e il benessere della nazione, né mancare ai suoi doveri nei confronti dei magistrati inferiori… Se un Fratello si ribella contro lo Stato non lo si deve appoggiare nella sua ribellione”. Nell’Art. VI si evidenzia l’obiettivo unificatore: “Non bisogna dire né fare nulla che offenda o metta in pericolo la libera conversazione, perché guasterebbe la nostra armonia ed i nostri lodevoli propositi. Pertanto non si promuoveranno dispute né discussioni private nell’ambito della loggia e tanto ottenuto un successo duraturo. Quella campagna, meno contese sulla religione, infatti, ha uno dei suoi punti di forza nel saper connazioni o politica dello Stato, fondere le acque, impedendo ai cattolici di rendersi perché in quanto massoni non conto del vero bersaglio: la Chiesa cattolica… solo siamo membri della religioLa politica anticattolica è infatti l’unico ‘valore’ ne universale ma anche di tutte che accomuna gli sforzi di gruppi politici estrele nazioni, lingue e razze e ci opmamente eterogenei: monarchici, repubblicani e poniamo ad ogni lotta di parte socialisti, liberali di destra e di sinistra, massoni naperché non ha mai contribuito, zionali e internazionali” (2). né mai lo potrà, al benessere La stessa Autrice nelle p. 133 ss. sottolinea come delle logge” (4). il pensiero massonico e liberale coincidevano nel Da queste Costituzioni non tentativo di appropriarsi della scuola per distrugsi può dedurre l’atteggiamento gere lo spirito religioso (l’attaccamento alla Chiesa) negativo contro la religione, ed nei giovani. il cattolicesimo in particolare, Di fronte alla scomunica, la Massoneria ha negaaspetto che si è maggiormente to alla Santa Sede il diritto di scomunicarla. affermato nell’Ottocento. TuttaNell’aprile 1914 Mussolini al XIV Congresso Sovia è possibile riscontrarvi elecialista dichiarò la non compatibilità tra socialisti e menti introduttivi che ne hanno Massoneria (3). aperto la strada. Il fascismo la sciolse con un provvedimento del Il concetto fondamentale su Gran Consiglio il 13 febbraio 1925. Dopo la liberacui poggia lo stato massonico zione si è ricostituita con obbedienze dipendenti è quello della libertà della redal Grande Oriente di Francia e dal Rito Scozzese. ligione: ognuno è libero di pra-

ticare la religione ch intervenire né mostr sto che per un’altra. uguali ed hanno par Ad una lettura s questi principi siano chino molto bene il del Concilio Vatican ne più attenta e mat ambiguità ed apre la Come poi si è realiz nel diritto si mostra ni, in realtà non ne f il disconoscere un D ed ateo), si sente svin Di conseguenza l talitario-dittatoriale) si pone come invent morale (Stato etico). Inoltre la religio puramente privato tata come qualcosa del genere umano e pio di un riferimento prevale il soggettivis tare legge di se stess morale “su misura”. rimenti morali diven Uno Stato non p un suo parere “etico l’ateismo può risulta tamenti considerati questa connotazione legittimi ma perfino Non si arriva a ne lo si emargina dal tes Lo stesso matrim base e fondamento la loro valenza e rif possono avere più t parallele al matrimo scambi di coppie…). Potremmo sintet co nella formula: “N Dio. Dal punto di vis completamente il va stiana, depositaria d Cristo e del contenu niente, nella evoluz massonica, gli strali mente contro la reli te nella forma cattol Cristo e contro la do Eliminato dunque rale, alla luce di un modernità, l’attenzio ticamente al beness problema religioso è ce dall’intento di opp pratica religiosa. Riporto un citazio il problema, almeno per nulla religioso, m


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ria: ontenuti l’articolo vengono indicati i paesi dove le logge operano. Il Grande Oriente d’Italia è presente ad Agrigento con le logge “Giuseppe Garibaldi” e “Concordia” (che di recente ha celebrato il 30° anniversario della fondazione); “Atena” a Favara; due a Licata, “Salvatore Quasimodo” e “Arnaldo da Brescia”; i “Figli di Hiram” a Menfi; “Armonia” a Sambuca di Sicilia, “Saverio Friscia” a Sciacca; La Gran Loggia Regolare d’Itlaia, sempre secondo Not Magazine, è presente ad Agrigento, Sambuca di Sicilia, Ribera, Naro, Sciacca, Santa Margherita Belice, Canicattì e Menfi. La Gran Loggia regolare d’Italia è presente a Naro, Sciacca, Agrigento, Menfi e due a Montevago. Nella pagina, anche se in modo sintetico proviamo a fornire ultetiri chiarimenti sulla Massoneria circa i contenuti e la storia.

Massoneria

he preferisce; lo Stato non può rare preferenze per una piutto. Per lui tutte le religioni sono ri diritti. superficiale può apparire che o carichi di equilibrio e rispecl diritto naturale e la dottrina no II. In realtà, ad una riflessiotura, questa visione è pregna di a strada al più gretto laicismo. zzato nella storia, lo Stato che a “aperto” verso tutte le religiofa propria nessuna, finisce con Dio sopra di lui (Stato agnostico ncolato da una legge morale. lui si erge a divinità (Stato to) ed ai propri sudditi lui stesso tore e fondamento della norma . one viene ridotta ad un fatto o. La sua pratica viene presena che può nuocere all’armonia e alla concordia. Salta il princio oggettivo (legge naturale) ma smo etico: ognuno può divenso, ciascuno può formarsi una Il problema religioso ed i rifentano irrilevanti. può permettersi di esprimere o” sulla vita cittadina. Per cui are un fatto positivo. Comporimmorali vengono a perdere e e possono diventare non solo o auspicabili. egare un Dio trascendente ma ssuto sociale. monio e famiglia, che sono alla o della società civile, perdono ferimento religioso. Per cui si tipi di famiglia e forme di vita onio (convivenze, coppie gay, . tizzare il pensiero massoniNon serviam-Non servirò” a sta cattolico, inoltre, sminuisce alore unico della religione cridell’unica salvezza operata da uto della rivelazione. Non per zione della dottrina e prassi i si sono appuntati maggiorigione cristiana, specialmenlica, contro il Papa vicario di ottrina rivelata. e il problema religioso e mona falsa interpretazione della one massonica si pone prasere dello Stato. In realtà il è accantonato, come si evinpporsi a qualunque formula e

one: “Nello stato massonico o apparentemente, non è più ma solo politico. Dico ‘appa-

rentemente’ perché, in realtà, sia pure sotto la forma negativa della persecuzione selvaggia e feroce e subdola e corruttrice, la religione resta sempre l’interesse primario; basta pensare alla rivoluzione liberale francese e a quella comunista russa; inoltre, è noto quale rilievo rivestono nell’ambito delle sette massoniche la magia e il culto satanico. In questo clima di politicizzazione, l’uomo moderno viene invitato a scegliere tra formule politiche, ideologiche, partiti; la religione e la morale vengono considerati fatti privati, socialmente e praticamente irrilevanti, così come irrilevanti, di conseguenza, appaiono, nelle prospettive della società e del diritto odierni, appunto il bene e il male. Il compito di guidare lo Stato, quindi, viene affidato alle ideologie e ai partiti che le incarnano: ognuno di essi propone la sua ricetta di felicità” (5). Ora si può comprendere perché alcuni partiti hanno considerato inconciliabile l’iscrizione al partito e contemporaneamente alla massoneria Ripeto: questo non emerge direttamente dalle Costituzioni di Anderson. Lui però ne ha posto le premesse. In seguito questi obiettivi sono emersi con chiarezza nei programmi massonici. E’ sufficiente leggere semplicemente alcune delle 40 conclusioni del Congresso Internazionale di Buenos Aires del 1906: “n. 3) E’ necessario adottare una morale più ampia e generosa e liberarsi da quella vacua, imbecille morale ecclesiastica; n. 4) Si deve stabilire il divorzio; n. 7) L’insegnamento pubblico deve essere laico;n. 8) L’insegnamento dogmatico e le pratiche religiose costituiscono un ostacolo per il recupero dei reclusi; pertanto devono essere bandite dal regime penitenziario; n. 15) I conventi femminili devono essere aboliti; n. 17) La scuola laica è l’unica che risponda agli interessi della società moderna; n. 18) E’ necessario impedire la fondazione di nuovi conventi; n. 20) Bisogna dare maggior spazio all’istruzione laica dello Stato ed esercitare il più severo controllo sull’istruzione data dai privati; n. 22) Gli ordini religiosi devono essere aboliti; n. 27) Si riconosce la necessità di creare a Roma un giornale combatta il Vaticano; n. 33) Le processioni pubbliche devono essere abolite in quanto pericolose per la pubblica tranquillità” (6).

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l’intervento dei papi

Massoneria e Chiesa E’ comprensibile che da quando la Massoneria assunse un carattere areligioso, laicista ed anticristiano, la Chiesa dovette illuminare i fedeli, come in seguito hanno fatto anche alcuni partiti per i loro iscritti. La prima condanna fu emanata da Clemente XII con la Lettera Apostolica “In Eminenti”, 28 aprile 1738. Si comminava la scomunica riservata al Sommo Pontefice agli aderenti al movimento e si ordinava ai Vescovi di procedere contro i Massoni in quanto ritenute persone sospette di eresia (7). Benedetto XIV rinnovò la scomunica con la Costituzione Providas (18 maggio 1751). Stessa condotta fu seguita da Pio VII (Ecclesiam a Iesu Cristo del 13 settembre 1821) (Enchiridion delle Encicliche, vol. 1, EDB., 1994, p. 1450-1461). Da Leone XII (Ubi primum ad summi del 5 maggio 1824) (Enchiridion delle Encicliche, vol. 1, EDB., 1994, p. 1152-1169). Pio IX, Costituzione Apostolicae Sedis. Di fronte a queste scomuniche, la Massoneria ha contestato alla Santa Sede il diritto di scomunicarla: “I cattolici romani non sono tenuti a obbedire agli ordini del Pontefice, come capo della Chiesa, se non nelle materie puramente ecclesiastiche, o di giurisdizione spirituale. Ora, l’Associazione massonica non essendo ecclesiastica, né occupandosi menomamente di religione, egli è evidente che nell’emanare un ordine a suo riguardo, i Papi oltrepassarono i limiti della loro giurisdizione… Ognun vede del resto come con pretesti speciosi la Corte romana abbia voluto e voglia arrogarsi il diritto di intervenire in affare temporali” (8). Ma la Santa Sede non si è lasciata impressionare. Per cui i Pontefici seguenti hanno seguito le orme dei loro predecessori. Leone XIII enciclica Humanum Genus, 20 aprile 1884 (Enchiridion delle Encicliche, vol. 3, EDB, 1997, 286-321). Lo stesso Pontefice ritornò sulla massoneria in Italia con due documenti datati lo stesso giorno Inimica vis e Custodi, 8 dicembre 1892 (Enchiridion delle Encicliche, vol. 3, EDB, 1997, 1562- 1579). In questo documento Leone XIII espone tutto il negativo della Massoneria non solo nella ideologia ma anche dell’operato. “Una setta che dopo diciannove secoli di cristiana civiltà si sforza di abbattere la Chiesa cattolica, e reciderne le divine sorgenti; che, negatrice assoluta del soprannaturale, ripudia ogni rivelazione, e tutti i mezzi di salute che la rivelazione ci addita…; tale setta non può essere altro che il sommo dell’orgoglio, della cupidigia, della sensualità… Vi additiamo la massoneria come nemica ad un tempo di Dio, della Chiesa e della nostra patria… Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria… La massoneria si è impadronita delle scuole pubbliche… Voi, cattolici italiani, fate anche voi la vostra professione di fede”. Pio X Allocuzione concistoriale del 20 novembre 1911 Ne seguirono parecchie altre, convalidate dal Codice di Diritto Canonico del 1917, can. 2335, da parte di Benedetto XV: “Coloro che danno il nome a sette massoniche o a qualunque altro genere di associazioni che macchinano contro la Chiesa o contro le legittime autorità civili, contraggono ipso facto la scomunica riservata alla Sede Apostolica”. Dopo il Concilio Vaticano II, specialmente durante il periodo di preparazione del nuovo Codice, girarono voci di cambiamento di posizione da parte della Chiesa. Per questo ritenne opportuno ribadire la condanna del Codice mediante una Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede in data 19 luglio 1974, nella quale si legge: “Il predetto canone 2335 riguarda soltanto quei cattolici che si iscrivono ad associazioni le quali di fatto operano contro la Chiesa. Rimane tuttavia in ogni caso la proibizione a chierici, religiosi e membri di istituti secolari di iscriversi alle associazioni massoniche” (Enchiridion Vaticanum, vol. V, EDB, 1992, p. 350 s.). Ci fu anche una ratifica il 17 febbraio 1981 nella quale si conferma che la disciplina del Codice del 1917 rimane immutata in attesa del nuovo Codice (Enchiridion Vaticanum, vol. VII, EDB, 1997, p. 1036-1039). Il 25 gennaio 1983 veniva promulgato il nuovo Codice di Diritto Canonico. Nel can. 1374 veniva attutito il tono di quello del 1917 abrogando l’espressione “sette massoniche”, ma riferendosi a sette in genere. Questo aveva dato l’idea che il pensiero della Chiesa fosse cambiato. Per tale motivo la stessa Congregazione dovette rettificare l’interpretazione con una Dichiarazione del 26 novembre 1983. Per la sua brevità e chiarezza riporto il testo per intero: “E’ stato chiesto se sia mutato il giudizio della Chiesa nei confronti della Massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene esplicitamente menzionata come nel Codice anteriore. Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta ad un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzio-

Note 1) J. Crétineau-Joly, L’Eglise romaine en face de la Révolution, Paris 1861, vol. II. P. 76-78; da ricordare che secondo il loro linguaggio la prostituta di Babilonia è la Chiesa cattolica). 2) Angela Pellicciari, Risorgimento da riscrivere-Liberali & Massoni contro la Chiesa, Ares, Milano 1998, p. 98 s. e 103). 3) Foschi Enrico, Documento LXXVI-Socialismo e Massoneria, Biblioteca dell’Istituto di Studi per la storia del Movimento Repubblicano, Documenti 1, Archivio Trimestrale, Roma 1991, p. 99-101. 4) Questi tre articoli si trovano in: James Anferson, The Constitutions of the Free-Masons, Ed. Lauzeray International, (ed. Bilingue inglese-francese), Paris 1973, p. 50 e 54. Per il testo italiano: cfr. James Anderson, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, Bastoni, Foggia 1991, p. 87-95. 5) AA.VV., La massoneria-Società segreta iniziatica, Ed. Civiltà, Brescia 1994, p. 13. 6) Lazaro Pedro Alvarez, Libero pensiero e massoneria, Ed. Gangemi, Roma 1991, p. 94-96. 7) Testo in Foschi Enrico, o.c., p. 119-122.

nate in quanto comprese in categorie più ampie. Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla santa comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga su quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la dichiarazione di questa s. congregazione del 17 febbraio 1981” (Enchiridion Vaticanum, vol. IX, EDB, 1997, p. 482-487). A questa seguì un testo esplicativo de L’Osservatore Romano del 10 marzo 1985. Prima della promulgazione del nuovo Codice, la Conferenza Episcopale tedesca pubblicò un Documento a conclusione di incontri e studi durati alcuni anni (1974-1980) circa la compatibilità dell’appartenenza simultanea alla Chiesa Cattolica ed alla Libera Muratoria. Nella conclusione del Documento (datato: Würzburg, 28 aprile 1980) (9) emerge una completa inconciliabilità. Considerata la sua grande importanza, mi dilungo nella esposizione del Testo. I Vescovi precisano che le loro conclusioni si deducono dall’esame dei Rituali ufficiali dei primi Tre Gradi della Libera Muratoria (i Testi sono stati messi a disposizione): Apprendista, Compagno, Maestro. Le discussioni durate sei anni mostrano la serietà del lavoro svolto. Si chiarisce un equivoco ai quali i Massoni si rifanno. Molti pensano che: “la precedente posizione della Chiesa fosse superata e che ogni cattolico potesse appartenere senza problemi ad una loggia massonica… L’opinione menzionata fu favorita da un certo modo, completamente falso, di interpretare l’ultimo Concilio… Secondo questa concezione, il Concilio, con una vera svolta copernicana, avrebbe messo da parte, nella Chiesa, l’idea orientatrice di una verità obiettiva, sostituendola con quella della dignità umana” (p. 489). “Il fatto che la Libera Muratoria metta in questione la Chiesa in modo fondamentale non è mutato” (p. 489). I Vescovi si rifanno al Documento massonico Tesi per l’anno 2000 (pubblicato nel 1980). “In esso si nega in linea di principio il valore della verità rivelata, e con questo indifferentismo viene esclusa fin dall’inizio una religione rivelata” (p. 490). Il risultato dei colloqui: “La Libera Muratoria non è mutata nella sua essenza. Un’appartenenza ad essa mette in questione i fondamenti dell’esistenza cristiana. L’esame approfondito dei Rituali della Libera Muratoria e del modo di essere massonico, come pure la odierna immutata autocomprensione di sé, mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa Cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa” (p. 490). Il Documento prosegue evidenziando i motivi di questa inconciliabilità. Circa la visione del mondo si nota che “il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni… Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa” (p. 491). Nella stessa pagina su questo punto viene citato il Lessico internazionale dei Liberi Muratori: “La Libera Muratoria è verosimilmente l’unica istituzione che è riuscita nel tempo a conservare, in larga misura, libere da dogmi ideologia prassi”. Inoltre “i liberi muratori negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità… La relatività di ogni verità rappresenta la base della Libera Muratoria… Un tale concetto di verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia della rivelazione”. Per quanto riguarda “il concetto del ‘Grande Architetto dell’Universo’… Si tratta di una concezione di stampo distico. In tale contesto non vi è alcuna conoscenza obiettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del teismo. Il Grande Architetto dell’Universo è un ‘Esso’ neutrale, indefinito e aperto ad ogni possibile comprensione… Questa rappresentazione mina i fondamenti della concezione di Dio dei cattolici” (p. 492). Dichiarazione conclusiva: “Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo spirituale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa”. Nonostante questo, la Chiesa continua nell’approfondimento per comprendere meglio contenuti e finalità di questi movimenti, sempre disposta a coglierne gli aspetti evolutivi positivi.

8) In AA.VV., La Framassoneria in dieci domande e risposte, Genova 1867, Appendice 1, p. 91 e 94; cit. anche in A. Pellicciari, o.c., p. 153). 9) Testo e commento di Giovanni Caprile in: La Civiltà Cattolica, 20 settembre 1980, n. 3126, p. 487-502. Per saperne di più - Breve bibliografia in lingua italiana, oltre quella citata nelle Note: AA.VV., Il mondo della massoneria, Bastoni, Foggia 1991-1995. Si tratta di 10 volumi monografici raccolti in cofanetto. AA.VV, La massoneria-Ecco il nemico!, Ed. Civiltà, Brescia 1995. Epiphanius, Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia, Trento, senza data. Introvigne Massimo, Massoneria e Religioni, a c. del CESNUR, LDC, Torino 1994. Jacq Christian, La massoneria-Storia e iniziazione, Mursia, Milano 1975. Mola Aldo Alessandro, Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano 1992. Troisi Luigi, Dizionario massonico, Bastogi, Foggia, senza data. Il testo è di Mattioli Vitaliano ed è tratto da www.culturacattolica.it


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Società

L’Amico del Popolo

01 Agosto 2010

forum In Prefettura incontriamo Umberto Postiglione, prefetto uscente

Il Prefetto che ha parlato alla gente Q

datore che vuole approfittare, appena possibile, dall’organizzazione del sistema qualcosa a proprio vantaggio.

nistero dell’Interno dove ricoprirà la carica di vice capo del dipartimento delle libertà civili dell’immigrazione. Il dott. Postiglione ha risposto alle domande rivolte dai nostri collaboratori Eugenio Cairone, Paolo Cilona, Marilisa Della Monica e Salvatore Pezzino a moderare la conversazione il direttore Carmelo Petrone. Nell’intervista rilasciata al nostro settimanale al suo insediamento ci colpì la sua suddivisione della società in furbi e non furbi, in questi quasi tre anni di permanenza quale tipo ha incontrato maggiormente? Noi meridionali propendiamo tutti per la furbizia, non solo gli agrigentini. Quando esprimo questo concetto in maniera semplice, perché cerco di farmi capire, voglio sottolineare due fatti fondamentali, l’organizzazione di una società, lo ha dimostrato la storia, è una cosa intelligente, la ripartizione fra i vari componenti dei ruoli secondo delle regole non è un’imposizione dovuto al convincimento di un dittatore o al destino avverso ma è una scelta intelligente condivisa con tutti perché, nell’organizzazione della società si trovino le risposte alle esigenze dei singoli individui. La libertà deve essere una caratteristica essenziale della società e non dei singoli individui, i quali devono trovare la loro libertà nella realizzazione del piano complessivo, se manca quello manca tutto il resto. Chi è il nemico dell’organizzazione che è risposta intelligente alle esigenze di tutti? Colui il quale nel meccanismo si inserisce senza sincera partecipazione al disegno, chi finge di essere una componente razionale ed inquadrata ma in realtà è un piccolo pre-

Può farci un esempio di quanto detto nella nostra realtà territoriale? Tutti quanti, ad esempio, ad Agrigento, vogliono l’acqua, tutti sono a conoscenza di questo problema ma l’acqua non arriva come dovrebbe. Questo accade perché, negli anni, il problema ha preso una piega sbagliata; solo oggi, grazie ad una forte convinzione nell’amministrazione si è compreso come eliminare la furbizia nell’organizzazione del sistema, che permetterà di avere tutti quanti l’acqua quando e come si vorrà. Siete riuscito a far comprendere come dovrebbe funzionare questo sistema organizzativo acqua? Credo di si. Sono riuscito a far cambiare idea all’amministrazione comunale riguardo alla costruzione di un altro dissalatore a Porto Empedocle, che avrebbe soltanto aumentato il costo dell’acqua agli agrigentini spostando l’interesse sul rifacimento della rete idrica. In questi giorni sono scaduti i contratti sostenuti dalla Regione ed i dissalatori di Porto Empedocle sono stati chiusi perché, nel frattempo, è arrivato l’acquedotto Favara di Burgio che porta l’acqua dalla diga Garcia, per cui, realmente non c’è più bisogno dell’acqua dissalata. Adesso bisogna fare la rete ed il sindaco ha chiesto il finanziamento, poi tutti dovranno dotarsi di contatore idrico perché tutti paghino quanto effettivamente consumato. “Mediare” è un verbo che ha dovuto coniugare molto spesso in questi anni, delle volte anche tra diversi personalismi ed enti che hanno lo scopo di perseguire il bene comune ma che alla fine si contrapponevano al suo raggiungimento. La mediazione fondamentale è stata tra ciò che dovrebbe esistere e quello che realmente esiste. Quello di cui ho parlato in precedenza è il quadro generale al quale si ispirano, senza che sia un fatto volontario, i comportamenti di tutti. Quando vado a parlare nelle scuole cerco di far capire ai ragazzi ed ai docenti un principio elementare: che la legge non è un peso, ma una soluzione, una convenienza, è, quasi un paradosso, un atto di egoismo rispettare la legge perché significa avere capito in che direzione l’interesse di ognuno deve marciare. La legge non è altro che la mediazione tra le reciproche convenienze. Nella duplice veste di prefetto ed ex sindaco qual è il suo stato d’animo nel vedere situazioni che non esalta-

uesta settimana siamo stati ospiti presso il suo ufficio alla Prefttura di Agrigento del dott. Umberto Postiglione, prefetto uscente trasferito ad un nuovo incarico presso il Mi-

no la politica (quelle del comune di Siculiana, Licata, Lampedusa, ndr)? Quello di cui mi parlate per me non sono fatti nuovi. Io provengo dalla Campania e, per fare un esempio, la sanità, settore gestito dalla Regione, ha miliardi di deficit che fanno comprendere come la Regione non abbia applicato altra legge che quella della furbizia. Sempre in Campania l’emergenza rifiuti è un problema di durata decennale perché non ci si è voluti organizzare, troppo spazio avevano all’interno di questo settore, soggetti che cercavano di prendere per loro a discapito degli altri. Come società avremmo bisogno di rifondarci ponendo alla base di tutte le nostre riflessioni un’operazione “verità” che si deve fare quando si devono mediare interessi contrapposti. Nei ritardi di sviluppo della nostra terra contano di più la mancanza di risorse economiche o la mancanza di idee? La mancanza di risorse economiche è un problema che sta venendo fuori adesso, noi di risorse a disposizione ne abbiamo avuto tantissime ma non le usiamo. Nei primi giorni del mio arrivo qui ad Agrigento convocai tutti i sindaci della Provincia e nel corso dell’incontro feci presente a tutti che reperire risorse nel territorio era difficile però vi erano i fondi europei ai quali potere accedere. Dei fondi 2007-2010 ad oggi, in Sicilia sono stati spesi soltanto 3 miliardi di euro. Qualcuno ha visto il suo tentativo di scuotere i cittadini e la classe dirigente nel suo complesso come una invasione di campo. È probabile però le garantisco che nella cultura di molti sindaci non c’era la coscienza di cosa fossero i fondi europei e del fatto che occorressero dei progetti per potervi accedere. Lei è riuscito a creare con i diversi interlocutori del territorio, sindacalisti, politici, imprenditori, rapporti amichevoli che non è frequente trovare. Se uno dall’incarico che ricopre vuole ricavare qualcosa e non svolgere una

funzione rivolta al bene degli altri nasce boria, presunzione, distacco, muri alzati, vendita del proprio ruolo. Se uno invece si rende conto che, l’unica cosa che si può lasciare è qualcosa di ben fatto che verrà ricordata cercherà di volgere il suo impegno alla risoluzione dei problemi. Qual è stato il momento più e meno esaltante della sua permanenza ad Agrigento. Il momento più esaltante quando riuscimmo a risolvere il problema del dragaggio del porto di Porto Empedo-

cle vorrei tornare quando l’opera sarà ultimata. Meno esaltante quando vi è stata la rivolta e l’incendio al Centro di Lampedusa, una situazione assurda che si aggiungeva ad una lunghissima serie di fatti insopportabili dal punto di vista umano come il sovraffollamento. Nell’ambito specifico dell’immigrazione il momento più bello è stato quando si è risolto il problema dei minori, quando sono riuscito a riunire in una conferenza dei servizi a Palermo tutte le prefetture della regione ed avere dall’assessore Scoma stanziati i fondi che poi vennero distribuiti secondo gli accertamenti da

noi fatti alle cooperative che accoglievano questi ragazzi. Per quanto riguarda la lotta alla mafia? L’arresto di Falsone è l’ultimo dei tanti traguardi raggiunti nella lotta contro la criminalità organizzata che si sta tentando di estirpare in tutta la provincia anche grazie all’aiuto dei cittadini che hanno compreso da che parte stare, ma soprattutto grazie alle forze dell’ordine; uomini e donne straordinari che lavorano, con intensità e passione sul fronte della sicurezza ma anche sul fronte della lotta alla mafia e della sottocultura della violenza. A loro va il mio grazie più sentito, sono stato fortunato ad avere la loro collaborazione, e devo dire altresì che Agrigento è fortunata ad avere questi uomini. Ma tanti altri sono stati i segnali che in questi anni abbiamo voluto dare al territorio, come il sostegno alle imprese, la lotta al pizzo, i certificati antimafia, per tentare di creare un mercato privo di condizionamenti e alterazioni mafiose. Parecchio resta ancora da fare per debellare la cultura mafiosa negli atteggiamenti quotidiani. Solo uniti, attraverso un lavoro sinergico di tutti si vince. Come pensa che la ricorderanno gli agrigentini? Si dimenticheranno di me, come la gente naturalmente è portata a fare. Ma il dott. Postiglione siamo certi non si dimenticerà di Agrigento, in questi anni di sua permenenza ad Agrigento, ci ha confidato a registratore spento, si è innamorato del clima, dei luoghi, del territorio e di comune accordo con la moglie ha preso in considerazione l’ipotesi di acquistare una casa nella città dei Templi dove trascorrere le vacanze e chissà in un futuro anche la pensione. Noi, come settimanale abbiamo fatto dono al prefetto di alcuni testi (La storia della Chiesa agrigentina di mons. De Gregorio, La Parrocchia di carta e due pubblicazioni sulla Cattedrale oltre alla cartella contenente tutte le foto dell’iniziativa Agrigentoterramia) come ricordo della sua permanenza ad Agrigento affinchè porti anche un po’ de L’Amico del Popolo nei suoi ricordi agrigentini.

e i r e f n i o Siam dall’11

al

21 Agosto o

iam Vi augur

e! z n a c a V Buone

W W W . T I P O G R A F I AT S A R C U T O . C O M


Ma non ci ruberanno la fiducia nei nostri preti (dalla prima) la doppia vita, le feste e il resto. Quanto pesa la indegnità di alcuni di fronte della vita di 336 parrocchie romane, dove oltre 1300 preti – con una vita sola – si affannano ogni giorno a dir messa, a stare accanto agli esclusi, a educare ragazzi? La mole di una quotidiana oscura fatica annientata da quell’indice puntato sullo scandalo. Scandalo spiato, pedinato, zelantemente fotografato; a dire a chi legge, vedete, tutto è falso, bugia – tutto, in fondo, fango. Tra l’esercizio di questo compiaciuto nichilismo e la realtà però c’è una distonia netta, che chi frequenta chiese e oratori non può non vedere. I preti, a Roma e altrove, sono altra cosa da quei poveri commedianti raccontati da Panorama. Sono uomini che si spezzano la schiena tra i ragazzi, in oratori di periferia; sono i missionari che passano la vita intera in posti in cui noi non resteremmo tre giorni; sono quelli che ai vecchi e agli sconfitti testimoniano che non è tutto finito. È un esercizio mediatico di moda, oggi, gettare melma sui preti. Come, al di là dei loro peccati veri o presunti, in una sorda ostilità; nel bisogno di dimostrare quanto è assurdo promettere fedeltà, assoluta e per sempre, a un Dio. (Fedeltà? Ma via, guardate questi, in tonaca la mattina e al pub dei gay la sera). L’indice puntato sullo scandalo però lascia nel buio la parte più grande della realtà – la parte buona,

AVVENIRE PARLA DI NOI

che milioni di credenti ben sanno. Occorre guardarsi, dal riflettore che illumina una sola parte di ciò che è. Perché pretende di annientare, per la colpa di alcuni, un bene molto più grande. Tende a annichilire la nostra fiducia in mille altre facce. Facce di poveri uomini, che però ogni giorno testimoniano un’altra certezza, e una speranza infinitamente più grande. Squallida, se è vera, la storia dei preti che passano dai festini all’altare. Dei poveracci. Come, in forme meno vistose ed eclatanti, siamo in fondo quasi tutti noi: un poco bugiardi, infedeli, furbi. Guardateli, dice la grande inchiesta, i vostri preti, che cosa sono in realtà. Davvero, è la domanda, potete credere in simili uomini? Non esiste nessuno che meriti fiducia. Ministri di Cristo? Ma via, leggete qui dove vanno, la sera. Così un tarlo cerca di rodere la nostra speranza. Usando il male per dire che il bene non esiste. E che l’unica cosa vera, attorno a noi, è il nulla. Però, guardatevi intorno: quel prete che sta accompagnando i vostri figli per i sentieri delle Dolomiti, quelli che camminano per i corridoi degli ospedali e delle carceri, o dicono messa ogni mattina in paesi dimenticati da tutti: nell’ombra, senza alcuna copertina, testimoni ostinati di speranza. Una speranza del tutto altra, e straniera a quelle millantate dai giornali. Marina Corradi

Il quotidiano Avvenire nel numero in edicola mercoledì 28 luglio, ha chiesto anche al nostro settimanale, nella persona della coordinatrice di redazione, nonchè responsabile del servizio abbonamenti e spedizione, Marilisa Della Monica di raccontare la situazione de L’Amico del Popolo dopo la soppressione delle tariffe agevolate postali. «Il settimanale - ha dichiarato Della Monica al collega di Avvenire - cerca soluzioni per non andare in perdita a causa dell’aumento di circa 300 euro settimanali per le spedizione. Il passaggio a inizio anno dalla carta patinata a quella dei quotidiani, frutto di una scelta estetica, s’è rivelata anche una buona scelta economica, che ci aiuta, in parte, a coprire le spese di spedizione». Le soluzioni possibili? «Da un lato stiamo cercando in tutti i modi di racimolare più pubblicità, dall’altro vorremmo sensibilizzare i nostri già generosi lettori a sottoscrivere gli abbonamenti “sostenitori”».

ravanusaFesta di San Giacomo

Sul suo esempio una settimana di festa Non si va in pellegrinaggio: si è pellegrini. È uno stile, un modo di essere, una condizione, quella di “pellegrini e forestieri”, non un momento, una parentesi all’interno di una stabile sedentarietà fisica e spirituale. E l’Apostolo Giacomo lo sapeva bene. Nutriti dallo stesso spirito di abbandono in Dio, la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Ravanusa, intitolata al santo pellegrino, ha pensato di preparare la festa di S. Giacomo, mettendo insieme i talenti personali, tanta buona volontà, l’entusiasmo necessario e niente soldi. I sette giorni di preparazione si sono aperti intrecciandosi con l’ormai consueto evento estivo dei “Lunedì nel cortile”, Sono state invitate ad intervenire e testimoniare

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«La vita non dipende dai beni che si possiedono»

con la loro esperienza di vita le suore di Biagio Conte, gente che, abbandonate le “sicurezze” della famiglia, ha scelto di vivere per strada, per incontrare gli ultimi. Così, incoraggiati da questo esempio di vita, i giovani della parrocchia, armati di lumini e di buona volontà, sono andati a cercare altri giovani, per invitarli ad accendere una luce davanti a Gesù Eucarestia e ad accogliere l’illuminante messaggio di Dio nella loro vita. Martedì 20 luglio è stato caratterizzato, da un altro incontro: tutti in bicicletta verso la parrocchia M. SS. Immacolata della vicina Campobello di Licata, per ritrovarci compagni di viaggio. Mercoledì nel campetto dell’Oratorio è stato proiettato su grande schermo la vita dell’antica Sicilia nel film “Baaria”. Giovedì 22 luglio, alle 5:30 del mattino partenza per la collina di “Lu Paitunnu” dove è stata celebrata la messa da don Vincent, nel pomeriggio i bambini si sono fermati ad adorare Gesù Eucarestia in un piccolo cortile del paese. Venerdì 23 lu-

Lettera testimonianza

01 Agosto 2010

la Parola



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

Il camice e la talare. Caro direttore, è vero, l’abito non fa il monaco, ma, certamente, lo completa. Un ricordo, al quale sono particolarmente affezionato, è il vedere entrare in un bar frequentato dai giovani, di tanti anni fa, un padre vocazionista che, con il suo abito, riusciva a trasformare quel posto, spesso mal frequentato, in una sorta di oratorio. Sono convinto che se fosse arrivato in abiti “borghesi” o in «clergyman» non si sarebbe neppure avvertita la presenza sacerdotale. Mi serviva questa breve introduzione per raccontare un fatto diverso dalla polemica tra chi ne è sostenitore e chi ritiene ormai superato l’uso dell’abito talare. Ma veniamo alla nostra storia. Le cattive notizie sembrano appartenere ad un mondo lontano dal nostro. Le avvertiamo da spettatori dispiaciuti. Poi, ad un tratto, ti trovi in mano un foglio di carta, un’analisi clinica, che in un solo secondo ti accorcia le distanze dal quel mondo prima estraneo e lo fa diventare anche il tuo. E ti spogli delle vesti dello spettatore per indossare quelle dell’attore protagonista. Sei dentro la scena. Il sipario si è alzato sulla sala d’attesa di un ospedale dove, tra i pazienti, c’è anche un anziano prete in abito talare. Ti accorgi dell’abito talare e del camice del medico, il resto della scena non ti interessa, e ti nasce la speranza, figlia dell’amore di Dio e di quello dei tuoi simili. La scienza e la fede. La fiducia nel primario che hai scelto tra tanti altri e la fede che ti porti dentro e che trova una sorta di visibilità nella presenza del prete. Ci hanno aiutato l’una e l’altra. Ci ha aiutato il primario, Gaetano Curto ed il trovarci ricoverati nella stessa stanza con padre Giuseppe Ferrara, parroco, da oltre mezzo secolo, della Chiesa San Francesco di Prizzi. Padre Giuseppe ha continuato a fare il sacerdote pure nella sua sofferenza ed è stata la nostra medicina e il nostro conforto. L’abito non smesso è stata la stessa negazione dei due mondi, il nostro e quello degli altri, ché ce n’è uno solo, appartiene a tutti e sulle sue tavole siamo sempre attori e mai dovremmo esserne semplici spettatori. È incredibile come un segno riesca a dare all’uomo, quando si trova in situazioni di difficoltà, la forza e l’energia positiva per riemergere. Fa cercare dentro di sé qualcosa di nascosto, una forza che prima non si pensava di possedere. La forza che ti aiuta a guarire e salvarti. Volevo offrire questa mia testimonianza per condividere con gli altri questa splendida esperienza. E grazie a lei, attraverso il giornale che dirige, l’ho fatto. Franco Pullara

L’infiorata arriva a Caltabellotta glio la sabbia di Mollarella diventa un tappeto d’oro per la nostra chiesa improvvisata, e come celebrante per la messa don Gaspare, missionario comboniano che opera a Licata e che ben conosce i dolori e le speranze di chi, profugo o no, raggiunge le nostre coste. Al termine un’agape con la gente che si è avvicinata. Il 25 luglio, dopo aver percorso insieme a lui le strade del paese, dopo aver portato come lui la Parola di Dio in altri luoghi e ad altri fratelli, fino a quelle che per adesso sono le nostre “finis terrae”, finalmente la festa raggiunge il suo culmine. Nel giorno della festa abbiamo incontrato la comunità d’origine del nostro don Giuseppe Colli e la messa è stata celebrata dal suo padre spirituale don Pasqualino Barone. In conclusione: tutti missionari, tutti in festa e senza spendere soldi. Gesù contento? Pensiamo di sì! E noi con Lui. Ultreia! Erika Maria Lazzaro Giovanni Di Caro

Su invito del Comitato per i festeggiamenti del SS.mo Crocifisso e di Maria SS. dei Miracoli, lo scorso 23 luglio l’associazione Culturale “Infiorata di Montallegro”, guidata dal presidente don Angelo Gambino, si è recata a Caltabellotta per realizzare un quadro floreale di 12 mq, raffigurante le due immagini sacre. I lavori iniziati nel tardo pomeriggio si sono conclusi a notte fonda. Numerosi i visitatori che, incuriositi, hanno sostato a lungo per seguire le varie fasi della lavorazione e della posa in opera dei fiori e per tributare un meritato applauso al termine del lavoro di realizzazione del tappeto. Per i membri dell’associazione è stata una nuova esperienza in quanto, per la prima volta, si sono cimentati nella realizzazione di un quadro su una scalinata dove era stato allestito, dai carpentieri del luogo, un piano in legno per il tappeto floreale.

XVIII Domenica del Tempo Ordinario Perché non mi dicono semplicemente che morirò? É la domanda inquietante di un bambino malato di leucemia in fase terminale, Oscar protagonista del romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama in rosa. I genitori abbattuti dal dolore ed i medici amareggiati dalla loro stessa impotenza evitano di affrontare la grave situazione e stabiliscono un rapporto privo di spontaneità e di sincerità. Solo Nonna Rosa intuisce la voglia di risposte del bambino e gli propone un gioco: vivere dieci anni in un giorno e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita ed i suoi desideri. Oscar alla fine scopre un nuovo modo di vivere, di vedere se stesso e gli altri, conosce nuovi sentimenti un nuovo modo di relazionarsi con gli altri, con i genitori che perdona e riama, di aprirsi al futuro. Il romanzo affronta con coraggio il profondo intreccio tra l’amore e la morte, un argomento fra i più forti tabù dei nostri giorni.

Perché vivere? Quali sono gli elementi più importanti della vita? Val la pena credere in Dio e nella sua Parola? Perché non seguire gli istinti del piacere, del successo, del proprio interesse? Queste domande mostrano anche l’insicurezza per il domani, una voglia forte di affettività e di tranquillità economica. C’è ancora spazio per la speranza, per la gioia? Purtroppo la mentalità corrente del nostro tempo propone una visione di vita in cui valori assoluti sono la ricchezza e il potere. La liturgia di questa domenica affronta questi problemi nella certezza della fede che apre orizzonti di speranza anche per la vita di oggi. Qohelet, un credente assolutamente sincero nell’affrontare questi problemi, ci invita a riflettere sul senso profondo degli avvenimenti. Il testo pone l’accento sul fatto che spesso ci affatichiamo tutta la vita senza concludere niente, abbiamo accumulato ricchezze che

lasceremo a fannulloni e scialacquatori. “Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro, che non vi ha per nulla faticato”. Ha senso tutto ciò? Il saggio Qohelet propone una soluzione di buon senso: avere fiducia in Dio e amministrare con saggezza i doni che ogni giorno ci elargisce. Il vangelo (Lc 12,13-21) riporta la richiesta di un anonimo che sollecita Gesù ad intervenire per una questione di successione ereditaria. Il codice di Mosè affronta questa problematica, molto spesso motivo di conflitti familiari. Gesù non entra nel merito del dissidio tra i due fratelli e piuttosto che una risposta di carattere giuridico offre un insegnamento sapienziale. La parabola che racconta va al cuore del problema: evitare di lasciarsi prendere dalla frenesia di possesso, perché la nostra vita e la nostra serenità non dipendono

a cura di Gino Faragone

dai beni economici. Il protagonista, un ricco latifondista, richiama l’immagine del capitalista di oggi, preoccupato unicamente di accumulare senza limiti il proprio patrimonio: avere sempre di più e solo per se stesso. Su questo ideale di vita, il giudizio di Gesù è assolutamente negativo. E’ ritenuto “stolto” chi insegue un tale obiettivo e non ha messo in conto che con la morte, e questo potrebbe avvenire anche “questa notte” dovrà lasciare proprio tutto. Assai squallido appare il quadretto che riprende il soliloquio dello stolto davanti ai suoi beni: “Riposati, mangia, bevi, divertiti!”. Un tono di autocompiacimento. Che tristezza! Quanta solitudine! Una visuale decisamente miope della vita con l’illusione di poter disporre a piacimento dei propri beni. In un contesto simile ha senso ancora parlare di solidarietà? C’è spazio per gli altri? Stiamo attenti!


Provincia

 lampedusa Trivellazioni petrolifere

La BP in cerca dell’oro nero L

a Bp cerca petrolio nel Mediterraneo ed il comune di Lampedusa chiede verifiche sulle operazioni che la società petrolifera britannica effettuerà al largo delle coste libiche. «Ci auguriamo che le trivellazioni vengano sottoposte a controlli internazionali - dice l’assessore Pietro Busetta – perché il comu-

ne di Lampedusa esprime preoccupazione per le conseguenze sul difficilissimo e fragile ecosistema del Mediterraneo. Pur comprendendo le esigenze della ricerca di idrocarburi per un mondo che ha bisogno di sempre maggiore energia, ci auguriamo che tali trivellazioni vengano sottoposte a controlli internazionali” - afferma l’assessore comunale al turismo commentando la notizia che a poche centinaia di chilometri dalle coste della Sicilia inizieranno Intanto a Pozzallo c’è Vega ricerche di petrolio da parte della compagnia britannica responsabile Non tutti sono a conoscenza che, davanti alle coste della marea nera che ha investito il siciliane, precisamente nel mare dinanzi a Pozzallo Golfo del Messico. (Rg) è presente, sin dal 1987, Vega la più grande piat«Lampedusa, sentinella del mare taforma petrolifera fissa realizzata nell’off-shore itaprofondo ed avamposto europeo liano. Il campo Vega è ubicato a circa 12 miglia a sud - continua Busetta - si augura che della costa meridionale della Sicilia, al largo di Poztali autorizzazioni del governo lizallo. Comprende una piattaforma denominata Vega bico siano sottoposte a forme di – A per lo sfruttamento del giacimento petrolifero e controllo molto attente e si candida un deposito galleggiante da 110.000 tonnellate ricavacome sede euromediterranea per to dalla trasformazione della ex-petroliera Leonis in un incontro nel prossimo mese di FSO (Floating – Storage – Offloading). Il galleggiante ottobre per fare il punto sulle triè ormeggiato alla monoboa SPM (single point moovellazioni, sui rigassificatori e sulle ring) situata a circa 1,5 miglia dalla piattaforma e ad azioni di controllo per una gestione essa collegata tramite condotte sottomarine. attenta delle strade del petrolio». La piattaforma, nel febbraio 1987, è stata appoggiaIntanto, arriva un no secco della ta su un fondale di circa 122 metri di profondità d’acRegione Sicilia alla realizzazione del qua tramite un Jacket, struttura di acciaio tubolare a progetto che prevede tre piattaforforma di traliccio con otto gambe ancorate al fondo me e tre pozzi di metano nel Canale marino per mezzo di 20 pali, su questi sono stati sucdi Sicilia. Lo ha ribadito con forza cessivamente posati i restanti moduli di produzione e l’assessore regionale al territorio ed servizi. La piattaforma Vega è munita di un sistema di Ambiente, on. Roberto Di Mauro. sicurezza combinato di rivelazione gas/incendio e ar«In una regione come la Sicilia resto di emergenza che garantiscono un alto livello di per la quale il mare rappresenta sicurezza. Dal febbraio del 2000 il sistema di gestione una delle attrattive turistiche fonambientale è stato certificato Iso 14001. damentali – ha spiegato l’assessore Il giacimento si trova ad una profondità sotto il liDi Mauro – è ragionevole consivello del mare variabile da 2400 a 2800 metri, il quaderare che l’installazione di numele si estende su una superficie di circa 28 chilometri rose piattaforme off-shore con il quadrati. La produzione è stata avviata nell’agosto del conseguente impatto paesaggistico 1987; attualmente sono in produzione 20 pozzi. sull’orizzonte marino e le potenziali

joppolo giancaxioIniziative estive

ricadute in termini di inquinamento da fuoriuscite di gas metano, porterebbero benefici praticamente nulli per la collettività e per il comparto dell’industria, della pesca e del terziario turistico avanzato, mentre altissimi potrebbero risultare i potenziali costi relativi alla sostenibilità economica. Costi per infrastrutture private con risorse regionali ed europee». L’Assessore Di Mauro ha proposto una delibera, approvata dalla giunta regionale, in cui si esprime una chiara e netta contrarietà al rilascio di permessi di ricerca nel territorio della Regione siciliana ai sensi della legge del 21 luglio 1967, n. 613, già presentati al Ministero dello Sviluppo economico e di eventuali altre richieste future. «La posizione della Regione Sicilia – ha aggiunto Di Mauro - è netta perché il Canale di Sicilia è sicuramente uno dei più pescosi d’Europa e presenta una ricchezza in termini di fauna e biodiversità. La Regione Sicilia proporrà all’Eni, che vuole investire in piattaforme e pozzi, di destinare le risorse alla ricerca nell’ambito dell’energia geotermica di cui la Sicilia è ricca, un esempio per tutti l’Etna che potrebbe fornire molta energia pulita». Salvatore Pezzino

riberaOspedale

I Sicani in tour Riapre cardiologia Lo scorso 22 luglio ha preso il via da Ioppolo GianMigliora l’assistenza sanitaria per gli caxio il tour estivo della sabettese associazione teatrale utenti del distretto sanitario riberese: la “I Sicani”. Il tour 2010 dei giovani attori sabettesi mirerà divisione di cardiologia, è stata riaperta al a replicare il successo ottenuto nella passata edizione pubblico da lunedì 26 luglio. quando, complice la calorosa accoglienza manifestata A 48 ore di distanza il direttore generadai numerosi spettatori presenti, la divertente commele dell’Asp di Agrigento Salvatore Oliveri dia “Natura strana” iniziò ad essere rappresentata, dapin una conferenza stampa ha presentato, ordinari con l’aggiunta di due postazioni prima sul palco di piazza San Carlo a S. Elisabetta, per a tutte le autorità ed agli operatori dell’in- per il Day Hospital. poi successivamente essere ospitata sui palcoscenici di formazione, il reparto cardiologico che, La riapertura del reparto rappresentanti paesi dell’agrigentino, allietando così le serate estiaffidato alla direzione del dottor Pietro ta una vittoria degli utenti che nei mesi ve del pubblico presente. Gambino, avrà locali e personale autono- scorsi sono stati protagonisti di numerose L’Associazione Culturale Teatrale “I Sicani” si commo. proteste verso l’assessore alla Sanità Maspone di sedici soci: undici attori, un suggeritore, un All’incontro hanno partecipato le au- simo Russo che, nel gennaio scorso ,aveva tecnico audio e delle luci, un regista e due addetti alle torità amministrative locali, la deputazio- fatto promesse precise alla popolazione scenografie. ne regionale e nazionale ed il personale poi non mantenute per l’ospedale riberese Per ora mette in scena solamente commedie in diamedico e infermieristico del nosocomio. fortemente ridimensionato dalla recente letto, ma a partire da dicembre 2010 verrà allestito un La divisione, che affiancherà il reparto di riforma sanitaria regionale. nuovo spettacolo. Sarà portato in scena sia “Natura medicina, potrà contare su sei posti letto Enzo Minio strana” che “Affari di matrimoniu”, con una maggiore prevalenza della seconda. Siamo stati il 22 luglio a Ioppolo e saremo il 30 a Santa Elisabetta, il 03 agosto a Grotte ed il L’ANGOLO DEL CONSUMATORE 09 agosto a Cianciana, ma sono in programma altri spettacoli ancora con data da destinarsi. A. Fragapane Avevo prenotato una vacanza da un cata- cumento d’identità di chi fa la domanda di rimlogo de “I Viaggi del Ventaglio”. Ora l’agen- borso; originale del contratto di viaggio; copia zia viaggi mi ha detto che questo tuour della ricevuta del versamento della somma data operator è stato dichiarato fallito. Chi mi all’agenzia di viaggio; ogni elemento che posrestituisce l’anticipo versato? sa provare la mancata utilizzazione dei servizi Lo scorso 30 giugno, scompariva imIl giorno 16 luglio 2010 il Tribunale di Mila- pattuiti. Ad esempio: comunicazione di cancelmaturamente, a soli 37 anni, lungo la no ha dichiarato il fallimento di Viaggi del Ven- lazione del viaggio, comunicazione sospensiostrada statale 640, taglio. Per ottanere il rimborso dell’eventuale ne attività del tour operator, biglietto aereo del anticipo versato, occorre inviare un’apposita rientro anticipato, eventuali spese sostenute per Dino Saieva domanda al Fondo Nazionale di Garanzia del escursioni non svolte. Se il contratto di viaggio Consumatore (ai sensi dell’art.100 del Codi- prevedeva anche una polizza assicurativa per Dino era un giovane dalle tante quace del Consumo). La domanda va inviata a eventualità del genere, si può sfruttare anche lità che, in un attimo, vuoi per il destimezzo raccomandata A/R alla Presidenza del questa possibilità. Infine, ci si può insinuare al no, vuoi per la strada pericolosa, ci ha Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo passivo del fallimento: a tal fine, occorrerà rilasciati così presto lasciando nel dolore sviluppo e la competitività del turismo - Ufficio volgersi ad un avvocato, e le probabilità di rei suoi familiari e quanti lo conoscevano. per lo sviluppo del turismo e la gestione degli cupero del credito non sono elevate, visto che Nel trigesimo della scomparsa ricorinterventi- Servizio IV “Assistenza alla doman- ad avere la precedenza sono i dipendenti della diamo Dino, giovane dal volto solare, da turistica e Vigilanza”- Via della Ferratella in ditta fallita e l’erario. Gli altri creditori verranno sempre pronto alla battuta spiritosa, Laterano n. 51 - 00184 Roma. Ad essa vanno pagati soltanto dopo, sempre che vi siano ancoeducato e gentile con tutti. allegati i seguenti documenti: copia di un do- ra somme disponibili. Dino sarà sempre nei nostri cuori e rimarrà la persona sorridente e affetRubrica a cura Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a: tuosa che era. Avv. Adele Falcetta Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento Fam. LaLicata -Restivo

Trigesimo

e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

L’Amico del Popolo

01 Agosto 2010

diario multimedi@le «I sacrifici milionari dei poveri ricchi» Caro diario, scusami se, “una tantum”, ti confondo con un quaderno a quadretti, ma debbo fare un po’ di conti fra il solito grigio delle mie entrate, il solito rosso delle mie uscite e, ahimé, il solito “profondo verde” delle mie tasche; e, fra qualche rigo, ti spiegherò anche il perché. Guarda qui: è il mio bilancio familiare di un mese e qualche giorno. Corso per il patentino di guida del ciclomotore per Federica: versamenti 60 euro, esami 120 euro. Rinnovo della patente di Manuela: 80 euro, irrinunciabili, altrimenti restiamo a piedi, visto che odio guidare. Acquisto di un ciclomotore di quarta mano, con 15.000 chilometri dichiarati sul cruscotto (figurati quelli effettivi), e dalla veneranda età di 15 anni 15: 450 euro. Libretto e nuova targa del ciclomotore: 70 euro. Assicurazione del motorino medesimo, 450 euro, tanto/quanto il beneamato catorcio, per mia somma fortuna graditissimo alla pargola che, come mamma Manuela, sa accontentarsi di poco fin da piccola e non corre dietro all’effimero ed al “firmato”, attentando alla sopravvivenza di una famiglia monoreddito come tante altre, né sul vestiario né per quant’altro a costo furto: e meno male che ci sono i cinesi e gli “hard discount”. E passiamo alla mia utilitaria, una Punto del 1999 che non cambiamo perché anche 100 euro al mese di rata, in questo momento di crisi per tutti, pesano come 1000 euro; e soprattutto perché non vogliamo infognarci nella logica perversa (che sta mettendo in ginocchio anche l’Italia) dei finanziamenti “facili” ed ormai concessi a tutti, ma proprio a tutti, persino a nullafacenti senza reddito, ad insolventi professionisti e a pensionati fino a 95 anni di età (non scherzo, caro diario, l’ho proprio letto: figurati che in Sicilia c’è pure un’agenzia di pompe funebri che rateizza, a interessi zero, non solo i funerali dei congiunti ma persino le future esequie dei “finanziati”...). Ancora l’auto, dimenticavo. Sostituzione motorino d’avviamento, dopo un rimedio parziale andato subito in fumo come i miei primi 70 euro all’elettrauto, altri 120 euro. Cambio ruote, ormai lisce come il culetto d’un neonato, 140 euro. Come se non bastasse, fusione della testata, e testate (mie) sul muro della mia dimora in affitto (altra croce mensile): 450 euro, e pure tante grazie al meccanico di famiglia che mi ha rispettato “perché sono io”(a tal proposito ho interrogato la mia faccia allo specchio, ma mi ha risparmiato, pietosamente, ogni sgradevole verità). A questo “menu” di doglianze (e debbo comunque e sempre ringraziare Dio poiché milioni di persone stanno molto peggio di me) vanno, infine, ad affiancarsi altre giornaliere partite di bilancio (e sempre alla voce “uscite”): la spesa (poiché lo stomaco, purtroppo, non è asportabile), medicine, luce, telefono, acqua (pure se non arriva), immondizia, benzina, paghette, tasse scolastiche, più alcuni lussi da milionari, cioè i sigari, le sigarette, un libro, una pizza o un cinema solo ogni tanto, sporadiche puntate al bar e via gaudendo. Evito di fare, anche in parte, la somma di cui sopra, poiché mi viene una tristezza, ma che dico, un’angoscia che manco te l’immagini, caro diario; ed anche una rabbia bestiale, da camicia di forza, dato che l’idea di trascriverti questi quattro conti m’è venuta dopo aver letto che un politico, inquisito per i soliti “affaires” con ambigui utili da capogiro, se n’è uscito con una faccia da bàsole di Catania: quei milioni e milioni, alla faccia di inchieste e denunce, sarebbero soltanto “frutto di sacrifici” suoi, dei suoi familiari e dei suoi soci. “Sacrifici”? Quindi proprio questo qui, che ha intascato in poco tempo, e non si sa come, ciò che decine di lavoratori messi assieme non riescono a racimolare in un’intera vita di stenti, ardisce blaterare di “sacrifici”? Ma si vergogni, ma vada a quel paese e ci resti, lui e tutte le fetide cricche di milionari “sacrificati/santificati” da questo nefando neoregime, caro diario! Nuccio Mula

Chiuso il 28 Luglio ore 17.00

L'Amico del Popolo  

edizione del 1 agosto 2010

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