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Anno 54 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Emergenza educativa I tristi e tragici eventi verificatisi nei giorni scorsi nel paese di Favara riportano prepotentemente alla ribalta delle realtà che, sembravano essere ormai un lontano ricordo, non solo per il centro dell’agrigentino ma dell’intera provincia. L’omicidio dell’imprenditore di Serradifalco, Luigi Salvo, ucciso e poi il corpo bruciato da due giovani diciannovenni, Michele Bongiorno e Rosario Stuto, è una sconfitta non soltanto dei loro genitori, che non sono stati capaci di educarli al rispetto ed alla sacralità della vita umana, ma dell’intera collettività non soltanto favarese ma dell’intera provincia. Il terribile fatto di cronaca che avrebbe visto i due diciannovenni sequestrare, uccidere a coltellate e a colpi di pistola un uomo, bruciarne e occultarne il cadavere deve far riflettere tutti quanti noi, società civile che, a diversi livelli, abbiamo delle responsabilità, prima fra tutte quella di educare i giovani. «Il sentimento che abbiamo provato come collettività favarese è stato di paura» ci racconta Lucia Collura, membro del Consiglio pastorale cittadino di Favara. «Paura di avere fallito nella nostra missione di educatori, a livello familiare e parrocchiale e soprattutto mette in discussione quanto da noi fatto per i giovani di questa comunità cittadina». Parole quelle di Lucia Collura che coincidono con la lettera che la Comunità ecclesiale di Favara, il Consiglio pastorale unitamente ai parroci della città hanno consegnato ai propri fedeli domenica scorsa nella quale oltre a stringersi in preghiera alla famiglia Salvo ci si interroga e chiede perdono. «Le conseguenze gravissime per la vostra famiglia, per la nostra città, per i giovani accusati dell’efferato delitto, impongono a quanti si dichiarano cristiani, cioè amici di Gesù Cristo, a interrogarsi, chiedere perdono e riparare – si legge nella lettera consegnata ai fedeli. Ci interroghiamo – continua la lettera - al riguardo della nostra cultura di favaresi, quasi sempre generosa e accogliente, ma che fa anche emergere - in forma drammatica - sopraffazione, violenza e attaccamento al denaro. Carmelo Petrone continua a pag.5

Esce il Venerdì - Euro 1,00

Citta’

provincia

Frana: cos’è cambiato dopo 43 anni? di Salvatore Pezzino

N. 27 del 19 Luglio 2009

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societa’

Favara: una città terra di nessuno? di Franco Pullara

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Vita ecclesiale

Dopo il G8: leggendo le dichirazioni finali di Nico Curci

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

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Lucca Sicula: 500 ragazzi e 4 comuni coinvolti di Enzo Minio

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chi vende “l’oro blu” a girgenti acque

I “Padroni” dell’Acqua contro la privatizzazione «O

ltre 90 amministrazioni comunali si oppon- insieme di società (di cui fa parte anche gono apertamente alla privatizzazione dell’ac- EMIT) che detiene il restante 35%. Olqua» così afferma il deputato regionale Panepinto , an- tre ai sistemi acquedottistici precedenche sindaco di Bivona, dopo l’incontro tenutosi presso temente gestiti da E.A.S. tra cui, quelli Palazzo dei Normanni a Palermo, alcuni giorni fa, sulla che interessano noi della provincia di gestione dell’acqua in Sicilia. Agrigento, la dissalata Gela – Aragona, Forse il deputato regionale non sa, speriamo non ri- la condotta Favara di Burgio, la diga cordi, che, alcuni di quei comuni che si oppongono alla Fanaco e la diga Leone e gli impianti “privatizzazione dell’acqua” come affermano loro, sono di dissalazione di acqua marina di Gela proprio i “padroni” di quell’acqua che riceviamo a casa (gestione Raffinerie Gela) e di Porto nostra. Infatti, i proprietari dell’acqua che GirgentiAc- Empedocle. que gestisce sono: Siciliacque, Tre Sorgenti e Voltano Il Tre Sorgenti è un consorzio di spa. Siciliacque è una società mista classificata come sette comuni della provincia di Agri“impresa pubblica” costituita per il 75% da privati e per il gento, Campobello di Licata, Canicattì, 25% dalla Regione Siciliana. Nel luglio 2004 è subentrata Grotte, Licata, Palma di Montechiaro, all’Ente Acquedotti Siciliani (EAS) nella gestione, lo farà Racalmuto, Ravanusa, nato nel 1916 e, fino al 2044, come concessionaria del servizio di capta- dalla fine di aprile 2008 fornisce acqua zione, accumulo, potabilizzazione e adduzione a scala a GirgentiAcque. Questo consorzio di sovrambito. Per acquisire questo 75% fu creata una so- comuni è proprietario di alcune sorcietà ad hoc la Idro- genti di acqua ubicate in contrada MarSicilia spa, società gimuto a Santo Stefano di Quisquina. Provincia costituita nel 2003 Voltano spa, facente parte del ragda un pool di inve- gruppamento di società costituenti stitori, (tra cui Enel GirgentiAcque è una società formata che ha poi ceduto da comuni della provincia di Agrigento le proprie azioni). ed in particolare i comuni di: AgrigenIdroSicilia è attual- to, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo mente controllata Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadacongiuntamente li, San Biagio platani, Sant’Angelo MuÈ nata, lunedì 13 luglio, la da Compagnie xaro, Santa Elisabetta. sabetta, Ravanusa, Aragona, Grotte, Licata che, o vantanuova Giunta D’Orsi, con lo generale des eaux Quindi adesso, sappiamo chi sono i proprietari del- no crediti da GirgentiAcque o fanno parte della società scopo unico, come dice lo stesso sca, facente parte l’acqua che noi riceviamo a casa nostra. che gestisce il servizio idrico integrato, e che, è bene sotPresidente, di “rilanciare l’attivi- del gruppo Veolia L’acqua bene pubblico primario, ci viene venduta tolinearlo, lottano contro la privatizzazione dell’acqua di tà amministrativa dell’Ente”. Più (società francese), proprio da quei comuni, Agrigento, Joppolo Giancaxio, cui sono loro stessi proprietari e che vendono ad altri. che di una vera e propria rivo- con il 65%, e da un Palma di Montechiaro, Sant’Angelo Muxaro, Santa EliMarilisa Della Monica luzione il Presidente ha ridistribuito le deleghe agli assessori, revocate lo scorso 9 giugno, con qualche conferma e con la novità dell’Assessorato alla Lealtà. La AVVISO nuova redistribuzione, rispetta AI LETTORI dunque, la coalizione che ha sostenuto il programma di D’Orsi. Sarà presentata, Lunedì 20 Luglio alle ore Commercio , da Conimprese, dal nostro Setservizio a pag.8 18.00, presso la sala convegni della Camera timanele e dal sito web perlacittà, interverCon questo numero, sodi Commercio di Agrigento, l’ultima lettera rano Vittorio Messina, presidente della CAspendiamo la pubblicazione enccilica di Bendetto XVI, Caritas in Veri- mera di Commercio di Agrigento, Carmelo del settimanale per la pausa tate. All’incontro promosso dalla Camera di Petrone, direttore de “L’Amico del Popolo”, estiva, ritorneremo in stamMario Sorce, direttore dell’ Ufficio di pa la prima settimana di setPastorale sociale e lavoro della Curia di tembre. Agrigento, Francesca Paola Puleo, della Durante la pausa estiva, Facoltà Teologica di Sicilia, Giuseppe però, potrete seguite gli avNotarstefano, della Facoltà di Economia venimenti ecclesiali, cultuUniversità di Palermo, Calogero Manrali e d’attualità sul sito del nino, Deputato Nazionale, concluderà nostro giornale: il lavori mons. Francesco Montenegro, www.lamicodelpopolo.it. arcivescovo di Agrigento. L’icontro che Buone vacanze. è aperto a tutti sarà moderato da Salvatore Pezzino, giornalista.

Nasce la D’Orsi Bis

◆ Nuova enciclica del Papa caritas in veritate

Sarà presentata ad Agrigento


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Città

L’Amico del Popolo

19 Luglio 2009

19 LUGLIO 1966 La frana ad Agrigento

Cosa è cambiato dopo 43 anni? L

a frana del 19 luglio 1966 è stata definita come l’avvenimento che ha riproposto drammaticamente l’intera “questione urbanistica”nel Paese. Come si legge nel paragrafo “Gli anni di Agrigento” all’interno di Fondamenti di urbanistica, Laterza editori Roma-Bari 1998: “Una frana di inconsuete dimensioni, improvvisa, miracolosamente incruenta, ma terribile nello stritolare o incrinare irrimediabilmente spavalde gabbie di cemento, ed impietosa, al tempo stesso, nello sgretolare vecchie abitazioni di tufo, in pochi istanti, ha buttato fuori casa migliaia di abitanti ponendo Agrigento sotto nuova luce e nuova dimensione”. Miracolosamente non ci furono vittime an-

che se l’evento franoso suscitò tanta paura e impressionò tutti per quanto fragili fossero il territorio italiano e le basi su cui era fondata una crescita economica affi data soprattutto alla speculazione edilizia. Le ferite di quel tragico mattino, che fece registrare un centinaio di feriti e oltre mille famiglie rimaste senza casa, sono ancora evidenti e richiamano il ricordo di migliaia di metri cubi di terra scivolati a valle e gli scheletri di palazzi accartocciati come se fossero stati costruiti con il cartone. La collina di una città antica, sfigurata da grandi palazzi, aveva consumato la sua vendetta e aveva rigettato l’innaturale trapianto. I tanti anni che ci separano dalla frana del ’66 fanno quasi il paio con l’interminabile iter per dotare la città di un Piano Particolareggiato del Centro Storico, eppure è quello lo strumento irrinunciabile per consentire di intervenire sia sugli aspetti relativi alla conservazione del centro storico e sia quelli relativi alla promozione della sua rinascita. In questo senso, parlare di rinascita della città per fare in modo che Agrigento acquisisca sul piano culturale, artistico e spirituale un ruolo degno della sua storia e delle sue potenzialità, espone al rischio dell’ovvietà e del velleitarismo, ma è l’unica Foto Archivio Storico L’Amico del Popolo strada per tentare di custodire una posta

Foto Archivio Storico L’Amico del Popolo

preziosa, la cui perdita diventa sinonimo di declino. Per questa essenziale motivazione bisogna ripartire dal suo nucleo antico, tenendo viva questa evocazione nella coscienza civile, mettendola al centro del confronto sociale. Diventa allora indispensabile mettere in campo una mediazione di tipo culturale, che possa essere frutto non solo del pensare ma anche dell’agire, per capire veramente in che cosa consiste il patrimonio di una comunità, prima ancora di individuare le politiche e le modalità con cui lo si può conservare e valorizzare. Ricordare la data del 19 luglio può servire anche a questo. Salvatore Pezzino

CONSIGLIO COMUNALE

Al vaglio il regolamento Ci vorrà un secolo o un solo giorno per trattare e definire il Regolamento sul Consiglio comunale. Solo sei su i 146 emendamenti presentati sul Regolamento del Consiglio comunale sono stati trattati nella seduta di ieri sera. Alla fine i lavori sono stati rinviati a giovedì prossimo. Di questo passo ci vorrà un secolo. I problemi di fondo sono l’enorme mole delle istanze di modifica, manco si trattasse della Finanziaria, e l’onere della maggioranza qualificata previsto per approvare il Regolamento. E così, all’inizio della seduta la presenza, come al solito, è stata abbastanza nutrita e si è andato avanti, poi, piano, piano l’aula si è svuotata e si è rinviato. “Nella prossima conferenza di capigruppo – ci dice Giuseppe De Francisci, che da solo ha presentato 120 emendamenti – dobbiamo sforzarci di trovare il metodo buono per aggredire il punto posto nell’ordine del giorno. Dobbiamo, in particolare, risolvere la questione legata alla maggioranza qualificata, cioè dei sedici voti necessari per approvare gli emendamenti. Trovato il metodo, con alcune sedute notturne, si procederà in breve tempo a chiudere positivamente il Regola-

Anniversario Il 24 luglio 1989, perivano tragicamente, in un fatale scontro automobilistico, Maria Antonietta Carlino e Cettina Speciale, rispettivamente figlia e moglie di Santo Carlino, collaboratore anche del nostro settimanale, morto improvvisamente nel 1986. Gli zii Pietro Amato e Gina Carlino Amato, nell’anniversario della tragica scomparsa, vogliono ricordare e far conoscere la figura della nipote, Maria Antonietta. Maria Antonietta era una bimba vivacissima, di intelligenza curiosa ed amante della lettura. In certa misura ereditava dal padre, noto ed apprezzato giornalista, gli stimoli alla conoscenza che le venivano anche sollecitati dalla madre. Maria Antonietta aveva una vocazione alla scrittura, tanto che calava nei suoi quaderni, appunti di varia natura, riflessioni, pensieri, impressioni. In un quaderno ha lasciato alcune pagine, che avrebbero dovuto essere, a suo dire, un romanzo. Ma, il 24 luglio 1989, la sua giovane vita e quella della madre, vennero spezzate sulla strada statale 189 Palermo – Agrigento a qualche chilometro dalla città dei Templi. Maria Antonietta volle regalare al padre, il 27 luglio 1989, giorno del suo tredicesimo compleanno, la sua salma e quella di mamma Cettina. Le poesie di Maria Antonietta sono state raccolte in un libretto “Color nulla” recensito da Anna Vittoria Arace D’Amaro la quale scrisse: «leggendo i versi di Maria Antonietta, ho finito per non tener sempre presente, presa dalla suggestione dei ritmi che, a condurmi per mano nei sentieri echeggianti di lirici accenti era una tenera bambina che, con tanta ineffabile semplicità ci insegna l’amore e la fede che non poteva non ritornare, dopo il suo breve esilio terreno, nelle armoniose sfere dell’Essere, là dove meritano di vivere quelle creature che la nostra stravolta umanità avrebbe potuto contaminare.

mento”. De Francisci è ottimista e lo è anche il presidente del Consiglio comunale, Carmelo Callari che si dice convinto di completare l’argomento per liberare il campo sulla prossima trattazione della proposta di Bilancio per l’esercizio finanziario in corso. A stimolare l’attività dei consiglieri c’è la prospettiva della pausa estiva, nel senso che non si parte per le vacanze se non dopo l’approvazione dello strumento finanziario. Questo è il dritto, mentre il rovescio della moneta è il grave rischio di approvare a sacco d’ossa e con le ali ai piedi per poi pentirsi sulle scelte. F.P.

Egregio direttore, Le invio una lettera rivolta al sindaco, Marco Zambuto, affinchè voglia darne risalto sul suo settimanale e riuscire, attraverso la sua pubblicazione, a raggiungere il suo destinario. Signor Sindaco, subito Le dico di avere tutta la stima verso la sua persona, anzi sono stato un suo grande sostenitore, quando ha fatto sognare una “primavera agrigentina”. Lei oggi è il Sindaco di questa città che ogni giorno va in degrado e che lentamente si sta decomponendo. Signor Sindaco, si è mai chiesto in che stato versi tutta la zona in cui è ubicato il Castello arabo? Questo luogo, magnifica terrazza naturale, è profanato da edifici aggiunti successivamente e dalla sua trasformazione, dopo l’Unità d’Italia, in deposito di acqua, decisione questa, rivelatasi disastrosa per gli edifici confinanti con esso. Queste vasche di raccolta delle acque, infatti, hanno causato e causano alla chiesa S. Alfonso, alla casa dei Redentoristi ed alla Chiesa Madonnna dell’Itria gravi danni. L’acqua di questo serbatoio riesce a entrare nella casa dei redentoristi, invadendo il corridoio del primo piano. Ho inviato a chi di competenza lettere raccomandate con ricevute di ritorno, ma, ad oggi, nessuno si è fatto vivo per riscontrare i danni. Quando si parla di frana il problema non dipende solo della situazione orografica del colle S. Gerlando, ma anche da tutto quello che è stato posto in esso senza precedere quello che avrebbero potuto causare. Nessuno, Signor Sindaco, ha il diritto di invadere la casa degli altri per rovinarla, come avviene nel caso sopra descrittole. Questo atteggiamento certamente è scorretto per non dire incivile. Davvero siamo in balia di noi stessi o peggio ancora nelle mani di nessuno, signor sindaco? Sembra di lottare contro i mulini a vento, come don Chisciotte. Mi chiedo e le chiedo perché Agrigento deve essere una città “coperta”, dove non deve succedere nulla? Tutto è controllato da chi e perché? Se si muove una foglia ed in un dato modo da chi è stato deciso? Signor Sindaco, non prenda male questa mia lettera, La mediti e si impegni. Le voglio bene e spero di risentirLa presto. Con tanti ossequi

PARTITI E MOVIMENTI

Per la rinascita del Sud?

L’Estate Siamo proprio al culmine della bella stagione, il caldo si fa sentire e la Protezione Civile allerta la popolazione affinchè stia al riparo nei momenti di maggiore calura. La nostra città cerca di essere protagonista proponendo, grazie soprattutto ai privati,iniziative che possano attrarre turisti ma anche rendere più dolce la bella stagione ai cittadini. L’acqua sembra scorrere dai nostri rubinetti facendoci dimenticare la nostra atavica sete e forse quest’anno saremo più contenti, speriamo.

In questi giorni divampa il dibattito giorno, una forza politica rilevante ed attorno alla costituzione del Partito importante per i risolvere i problemi del Sud. Per gli osservatori si tratta atavici di questa terra. Per aiutare il solo di un tentativo verticistico al- Sud e la Sicilia non c’è bisogno di un l’ombra del PdL. Il Partito del Sud nuovo partito circoscritto nell’orbiappare, infatti, inadeguato sul piano ta Berlusconi – Tremonti. Secondo del suo messaggio politico in quanto Lombardo, (tra i promotori del nuovo offre soltanto motivi campanilistici partito insieme a Micciché, Cimino, territoriali e di atti rivendicativi sul Prestigiacomo, Martino, Dell’Utri ed piano delle risorse pubbliche. Il Mez- altri), invece uscire dagli attuali schiezogiorno e la Sicilia, in particolare, ramenti. La partita è ancora tutta da hanno bisogno di essere rappresentati giocare in profondità dentro e fuori da una classe politica autorevole, illu- dalle forze politiche. Dopo il separaminata e consapevole di svolgere un tivismo, dopo il milazzismo, un’altra ruolo importante in tutte le sedi isti- pagina di storia politica interesserà la tuzionali locali, provinciali, regionali e Sicilia… nel bene o nel male. Un nuonazionali. I promotori, per anni, han- vo laboratorio politico tutto siciliano. no suggerito, indicato ed offerto un Paolo Cilona percorso unitario a sostegno di una politica che ha dato ben poca cosa alla questione meridionale. Purtroppo dentro il Parlamento sono pochi i parlamenEvitato un grosso rischio tari disposti a difendere il Sud, oggi, al contrario, Emergenza rifiuti: ore di attesa tra ansia e preoccupazione sono i deputati del Nord di vedere trasformate le nostre strade in una pattumiera ima porre l’attenzione sulmensa.Come quella già vista anche a Palermo. la questione settentrioNapoli è un brutto ricordo. Un’immagine che ha fatto il giro nale. L’obiettivo che si del mondo. Qui, da noi, nella turistica città dei Templi, riè posto il nuovo partito schiamo anche di peggio per l’ineffi cienza di molti soggetti. è quello di difendere le Il problema nasce dall’incapacità di molti sindaci di affronrisorse a favore del Sud tare realmente la situazione. I proprietari della discarica di (fondi Fas); eppure il Siculiana, i signori Catanzaro, l’avevano detto ed hanno mancentrodestra ha 150 detenuto la loro parola. Anzi sono stati buoni nel dare una proputati eletti nel Mezzoroga. Malgrado l’ultimatum, però, tutti se ne sono stati con le

la Settimana

p. Giusepp eRusso piccolouomonon rass egnato

scende Piazzale Rosselli Ci sono delle situazione nelle quali, noi agrigentini, siamo i primi in assoluto. Siamo così abituati ad essere circondati da grandi incompiute che non ci fa alcun effetto vedere Piazzale Rosselli come un cantiere abbandonato, in balia delle erbacce e del tutto fermo. Perchè? Cosa sarà mai successo per interrompere i lavori? Doveva essere il biglietto da visita al turista che arrivava in città... Proprio un bel biglietto da visita! Sud da terzo mondo, ci manca lo zio con la coppola ed il mulo ed abbiamo fatto la cartolina ricordo!

di Eugenio Cairone mani in mano fino all’ultimo secondo. E se il peggio è passato, con la riapertura della discarica di Siculiana, si deve ancora a loro, ai proprietari Catanzaro, che stanno dimostrando davvero una grande sensibilità. Ma chi risarcirà i cittadini per i danni morali che stanno ancora subendo? C’è chi è stato persino male nell’immaginare i cassonetti sotto casa con la spazzatura ammassata e la temperatura in picchiata verso l’alto.Uno scenario allucinante a cui ci stavano per trascinare amministratori bravi solo a tenersi cara la loro poltrona. Martedì per tutto il giorno, si è lavorato per un’altra soluzione tampone. Si è vagliata forse l’ultima possibilità per evitare che i rifiuti soffocassero la città. Grazie, anzitutto, al cielo.


19 Luglio 2009

ERACLEA MINOA Teatri di Pietra

Gullotta apre la stagione Con una produzione del Teatro in Quinta, con la regia di Fabio Grossi e le musiche di Germano Mazzocchetti, Leo Gullotta apre la nuova stagione di teatri di Pietra nello splendido scenario del Teatro antico di Eraclea Minoa, a Cattolica Eraclea, con Minnazza, uno spettacolo per voce solista su prose e liriche siciliane, antiche e moderne. La rappresentazione prende spunto dall’immagine antica della Madre Terra, “La Grande Madre”, Minnazza è un racconto sonoro che si snoda dalle origini della letteratura dell’Isola dei Ciclopi, fino ai nostri giorni. Un viaggio tra i Miti e il quotidiano, tra il sorriso e la denuncia civile. Voce solista quella di Leo Gullotta che, frequentando la lingua di

appunti Le Fabbriche Chiaramontane in piazza S. Francesco ad Agrigento ospitano la personale di renzo Bellanca “Doppio linguaggio”. Un viaggio fatto di segni, parole, brevi racconti. Dal martedì alla domenica dalle 17.00 alle 21.00. Ingresso libero. Sarà messa in scena dalla compagnia Kaos di Porto Empedocle, venerdì 17 luglio alle 21.00 a Monserrato la commedia “A casa di mamma” per la regia di Renato terranova. Visitabile presso la Biblioteca Franco La Rocca di Agrigento la mostra fotografica su San Calogero di Salvatore Tornatore. In occasione del 142° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, domenica 19 luglio alle ore 19.00 si terrà presso il Museo Regionale Casa natale di Luigi Pirandello di Agrigento in contrada Caos l’inaugurazione della Mostra I Pirandello e il caosn tra memorie e nostalgie e la consegna del Premio nazionale Pergamene Pirandello 2009.

contemporanei illustri, guiderà il pubblico, attraverso le pagine dei loro capolavori letterari e le righe dei loro componimenti poetici. Accompagnato in scena da un’originale ensemble di maestri fisarmonicisti, che eseguono musiche composte appositamente dal maestro Germano Mazzocchetti, che aiuteranno, anch’esse protagoniste, a scandire le stazioni, ovvero i capitoli, del “viaggio”. Tutto questo esalterà gli scritti, tra gli altri, di Ciullo d’Alcamo, Giovanni Meli, Tomasi di Lampedusa, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Leonardo Sciascia, Pippo Fava, Ignazio Buttitta, Andrea Camilleri, e giù scrivendo. Un volo radente sulla letteratura italiana attraverso penne siciliane che invita ad una riflessione sulla nostra società. Dopo Minnazza, giovedi 23 luglio La Bottega del pane/

MDA Produzioni presentano Hercules Furens da Seneca d r a m maturg ia A .GattiMaccagnano- V. Pirrotta per la regia di Cinzia Macc ag nano. Domenica 26 luglio L’Iliade da omero a Omero da un testo originale con Sebastiano Lomonaco. Mercoledì mercoledì 29 luglio, Samit srl presenta Turandot ovvero Storia strana e misteriosa di una principessa Liberamente tratta da Turandot di Carlo Gozzi drammaturgia e regia Manuel Giliberti. Sabato 1 agosto la Molise Spettacoli presenta Il Governo delle donne di Aristofane regia di Giancarlo

Fares con Debora Caprioglio. Giovedi 6 agosto, La Mise en espace presenta Odissea Penelope, prosa in concerto per voce recitante, pianoforte e coro, Liberamente ispirato all’ ODISSEA di Omero con Iaia Forte. La stagione si concluderà mercoledì 12 agosto, quando la MDA Produzioni Danza presenterà Satyricon Hotel da Petronio, opera per danza,banda e teatro regia e coreografia Aurelio Gatti. Marilisa Della Monica

FESTIVAL CORTIETNAACI Nicola Palmeri premiato

VenneriSSantu Il documentario Venneri SSantu del castelterminese Nicola Palmeri vince la sezione Tradizioni Popolari al festival Internazionale CortiEtnACI svoltosi ad Aci S. Antonio vicinissimo ad Acireale. Erano in 167 i partecipanti, ma solo 20 film del tema Libero e 20 film del tema Tradizioni Popolari sono arrivati in finale. Due i vincitori: Nicola Palmeri con Venneri SSantu per la sezione tradizioni popolari e Daniele Cascella con Compito in Classe per la sezione tema libero. La giuria composta dal presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, dal Sindaco di Aci S. Antonio Pippo Cutuli, dall’Ass. Provinciale Ascenzio Maesano, dal regista Guglielmo Ferro (figlio del grande attore Turi Ferro), dal noto critico cinematografico Sebastiano Di Gesù e dal Responsabile Nazionale Telecom Italia Rosario Carapezza hanno decretato Venneri SSantu di Nicola Palmeri il vincitore

della sezione Tradizioni Popolari. “Sono onorato e felice – dice Palmeri – di questo riconoscimento. Per realizzare il documentario o meglio il docuClip ho dovuto aspettare 15 anni! Esagerato, direte voi. E Perché 15 anni? Perché nel video sono presenti le immagini di una quindicina di paesi della Sicilia immortalati nel giorno del venerdì Santo. Ogni anno per la settimana Santa andavo in un paesino diverso e realizzavo un reportage videofotografico. Ogni anno un’emozione diversa! E’ nato così Venneri SSantu. Con due esse, perché mi ricorda come lo pronunciava mia nonna. Non potevo tenere nel cassetto tutte quelle riprese di questo giorno importante che ogni anno ci fa emozionare. Nel clip più narrazioni parallele, tra cui il disegno animato raffi gurante un soldato che si prepara per la crocifissione, consapevole forse della difficoltà di sfuggire al peccato…” LdP

ROMA Terza edizione del Fiction Festival

Piccoli viedo crescono Ormai da qualche anno a questa parte il mondo delle fiction (soprattutto americane, ma anche alcune nuove proposte italiane fanno ben sperare) è molto cresciuto. Non soltanto dal punto di vista quantitativo (tanto che i palinsesti delle nostre tv ne sono pieni e gli indotti sono tantissimi), ma anche a livello qualitativo (oggi si arriva a dire che molte fiction superano di gran lunga la maggior parte delle proposte cinematografiche contemporanee). Per rendere conto di questa realtà sempre in crescendo e così ricca a livello di prodotti si è svolta a Roma la terza edizione del Fiction Festival, vetrina dedicata a proiezioni, presentazioni e premiazioni di prodotti audiovisivi provenienti da tutto il mondo. E quest’anno la star del Roma Fiction Festival è stata Virna Lisi, a cui, in occasione della cerimonia di premiazione, è stato consegnato il Premio alla carriera. Donna dal fascino intramontabile, Virna Lisi è uno dei simboli della stagione d’oro del cinema italiano, tra le poche a conquistare anche Hollywood. Una star che non ha mai disdegnato il piccolo schermo, diventando, negli ultimi anni,

una delle protagoniste di punta delle fiction “made in Italy”. Attrice lungimirante, dunque, che tra le prime si è accorta della crescente importanza dei prodotti audiovisivi per il piccolo schermo. L’edizione di quest’anno del Festival ha poi vinto la scommessa del pubblico, con 43.000 presenze in attivo, la fiction italiana ha ottenuto un riconoscimento con la serie “Non pensarci” prodotta per Fox Channels Italy, con Valerio Mastrandrea e Luciana Littizzetto nel cast, premio speciale nella categoria Lunga Serie, esempio riuscito di fiction all’italiana, capace di raccontare con comicità ma profondità la famiglia e un certo spaccato di vita di provincia italiana. Ha suscitato scalpore la scelta di Pierfrancesco Favino, vincitore come miglior attore per “Pane e libertà” (mini serie trasmessa in Rai) che non ha ritirato il premio, in contrasto con i tagli del governo al Fondo unico per lo spettacolo. I battenti del Roma Fiction Fest si chiudono dunque con un bilancio più che positivo. La risposta sorprendente di partecipazione popolare e di attenzione dei mass-media rende

LIBRO di Baldassare Arnone, Siculgrafica, 2009 pagg.155 euro10,00

Odissea di un emigrante Il volume di Baldassare Arnone (nativo di Favara, dove abita) si inserisce nella grande e numerosa letteratura della emigrazione italiana, specialmente quella del secondo dopoguerra che ha coinvolto tanti paesi del Sud e della nostra provincia di Agrigento. Una emigrazione di massa si potrebbe dire, le cui conseguenza sono ancora vive sotto gli occhi di tutti. Alcuni sono rimasti nei Paesi di emigrazione, altri sono ritornati nella nostra provincia, ma ricordano ancora le diffi coltà e le peripezie che hanno dovuto superare per …un tozzo di pane. É il caso di Arnone che, ormai passati oltre quarantanni del

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Cultura

L’Amico del Popolo

suo rientro a Favara , ha pensato bene di fissar in un libro l’odissea sua e di tanti altri emigrati. Il tutto ebbe inizio nel 1953, quando appunto lasciò Favara per la Francia, la Germania… in tempi in cui era di là da venire l’Europa unita e il passare da uno Stato a un altro costituiva un pericolo, un rischio. Alcuni appunti ancora conservati, una forte memoria e altre notizie raccolte da amici hanno permesso a Baldassare Arnone di dare corpo a questo libro, la cui lettura si consiglia in modo particolare ai giovani per far vedere quali sacrifici affrontavano i giovani di allora per trovare un lavoro sicuro,

per metter su famiglia, per avere una certa tranquillità economica. “Lasciata la vita da contadino, scrive Arnone,passata quella di viaggiante avventuriero o ramingo, mi apprestai ad affrontare la vita da straniero, lontano dalla famiglia e con tutti i disagi immaginabili: mi doveva cucinare, lavare, cucire e fare tutto il resto che la vita quotidiana richiedeva.” Ma la speranza, la forza, la tenacia e l’aiuto dei bravi amici hanno fatto tutto ciò che l’autore desiderava dentro di sé! Un libro consigliabile per non far perdere la memoria del nostro recente passato. Vincenzo Arnone

la manifestazione un appuntamento sia mondano sia di lavoro ormai imperdibile. Una vetrina importante per la fiction italiana e mondiale che si presenta con prodotti sempre più professionali, spettacolari e avvincenti. Paola Dalla Torre

NOVITÁ EDITORIALE

Nasce www.perlacitta.it Quasi in sordina, da qualche giorno è online un nuovo quotidiano online: www.perlacitta.it. Nell’editoriale di presentazione si legge: “obbiettivo è quello di stimolare la cittadinanza attiva, di favorire l’apertura delle istituzioni, ma anche il mondo delle imprese, alla città e ai cittadini, di presidiare una zona franca che privilegia i riferimenti valoriali, di contribuire a fare vedere gli eventi della vita con quel sano distacco che consente di capire meglio il senso degli avvenimenti». Direttore editoriale del nuovo portale giornalistico della città di Agrigento è Franco Pullara, una delle firme più pungenti ed apprezzate del giornalismo provinciale. «Attenzione rivolta a tutto quello che accade in provincia, puntando più alle esigenze delle persone - ci dice Pullara - a quello che non va o deve essere migliorato, cercheremo di essere il grillo parlante delle amministrazioni a quel-

siasi livello». Già attiva, oltre la redazione agrigentina, anche quella palermitana ed a breve partirà quella di Catania e di Roma. Insomma uno sguardo rivolto sì alla realtà locale ma aperta anche ad altri orizzonti con il quali confrontarsi per potresi migliorare e crescere sempre all’ombra del rispetto dell’individuo e della persona umana.


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Provincia

L’Amico del Popolo

19 Luglio 2009

Brevi provincia

FAVARA Amministrazione a mani libere

Una cittĂ terra di nessuno? S

uperato il carcere della Petrusa andando verso Favara, si ha netta l’impressione di entrare nel mondo dell’abbandono. Persino l’Anas non cura come dovrebbe il tratto di strada delimitato da erbacce che rendono meno sicura la circolazione stradale. A circa un chilometro dall’ingresso del grosso centro c’è un “guadoâ€? generosamente offerto da una perdita d’acqua che dura da almeno sei mesi. Intanto, nessuno si prende il disturbo di intervenire. Cade nel territorio di Agrigento, ma è all’ingresso di Favara, sulla guerra di competenze viene da chiedersi, comunque, se la stessa può avere qualche giustificazione per la sicurezza stradale. Ci deve scappare il morto? Nei Comuni, cosiddetti, virtuosi sono impensabili simili accadimenti. Favara, ovviamente, non lo è. Andiamo avanti ed entriamo in paese. Apriti cielo! Non si avverte il minimo cen-

no di organizzazione, dalla viabilità alla pulizia, se non in recenti timidi interventi di decespugliamento. E’ la terra del bengodi della politica che nulla deve fare tanto i favaresi sono rassegnati, al punto tale, da non ribellarsi mai. Le regole le applicano i dirigenti comunali. I politici, dal canto loro, si fidano e vanno avanti solo nel tempo che trascorre giustappunto per maturare le indennità di fine mese. C’era la Giunta politica ed è stata azzerata, adesso c’è la tecnica, ma all’esterno i cittadini non avvertono alcun cambiamento. Meglio i dirigenti comunali. Si faccia a Favara un nuovo esperimento di democrazia affi dando la collettività alla burocrazia, magari completando l’opera

www. comune.favara.it

SCIACCA La giunta diminuisce indennitĂ del 25% La Giunta Municipale, presieduta dal sindaco Vito Bono, ha deliberato la riduzione delle indennitĂ  di funzione degli amministratori comunali. Le indennitĂ  di Sindaco, Vicesindaco e Assessori sono state decurtate del 25 per cento rispetto a quanto stabilito dal decreto 29 febbraio 2008 dell´Assessorato alle Autonomie Locali della Regione Siciliana.ÂŤHo mantenuto un impegno promesso in campagna elettoraleÂť ha detto il sindaco Vito Bono.L´economia che deriverĂ  dalla decurtazione delle indennitĂ  di carica confluirĂ  in un apposito fondo finalizzato a finanziare varie esigenze della collettivitĂ , soprattutto in ambito sociale. Il “fondo di solidarietĂ â€? sarĂ  gestito dal sindaco.

LICATA

Strade extraurbane appaltati i lavori con l’arrivo di un commissario ad acta. E Il responsabile dell’uffi cio amministrativo del diparla problematica non è legata all’assenza timento lavori pubblici del comune di Licata, comunica di professionalitĂ all’interno del Consiglio che, con determinazione dirigenziale n° 269/09, sono stati comunale e della Giunta. Rivive a Favara aggiudicati i lavori di manutenzione delle strade extraurla regola “senatores boni viri, senatus mala bane, mediante contratto aperto. La ditta aggiudicataria bestiaâ€?. Sono persone perbene, presi ad uno è l’impresa Antonino Cammilleri di Licata che, avendo ad uno, tutti insieme formano operato un ribasso d’asta del 18,22%, si è aggiudicati i organi istituzionali che non funAEROPORTO Interrogazione al Governo nazionale dell’onorevole Fontana lavori per un importo netto di â‚Ź 21.455,51, somma alla zionano. quale si aggiungono â‚Ź 811,41 per costo della sicurezza. Attualmente sono in distribuzione le bollette sui canoni NARO idrici addirittura del 2001 e non Attivato servizio assistenza domiciliare anziani c’è da parte delle forze politiche, Sono stati attivati, grazie ai fondi della legge 328/2000, Agrigento, incremento che avverrebbe proprio dei sindacati e delle associazioni il servizio di assistenza domiciliare in favore degli anziagrazie alla realizzazione del nuovo aeroporto. nĂŠ una lacrima, nĂŠ un sorriso ni e quello di segretariato sociale. Il servizio di assistenza Come ben sa, però – continua Vito – sotto sulla vulnerabilitĂ  dell’utenza domiciliare è basato su un progetto del Distretto Socioun profilo esclusivamente tecnico riguardante favarese. Roba da non crederci. Sanitario di cui fa parte il Comune di Naro e viene svolla pianificazione aeroportuale, secondo i dati Ritornando alla questione della to in favore di 26 anziani soli e non autosuffi cienti. Esso forniti dall’ENAC, il bacino di utenza indivi“spontanea sorgente d’acquaâ€? alprevede: l’assistenza per l’igiene e la cura della persona; duato dagli studi per le province di Agrigento e l’ingresso del paese, è chiaro che l’aiuto per il governo e l’igiene dell’alloggio; il servizio Caltanissetta non è in grado di sviluppare una dal guado ci passa il sindaco, gli infermieristico; le attivitĂ  di sostegno morale e quelle di domanda di trasporto tale da giustificare la assessori, il presidente del considisbrigo pratiche. Gli operatori impiegati sono assistenti costruzione del nuovo scalo. [‌] Il 30 giugno glio, i consiglieri, i vigili urbani, sociali, infermieri ed assistenti domiciliari. Per quanto riscorso – continua il ministro Vito – presso l’asil tenente e i carabinieri, i sindaguarda il servizio di segretariato sociale, invece, saranno sessorato turismo comunicazione e trasporti calisti e l’elenco è lungo. L’acqua impiegati un psicologo ed un assistente sociale. della regione siciliana, ha avuto luogo una riuscorre e pure il tempo. nione al fine di verificare tutti i profili connessi Franco Pullara alle attivitĂ  necessarie per la realizzazione di un nuovo scalo (in Sicilia ndr). Lo studio in queLICATA l’otto agosto intitolazione di una piazza a Enzo Baldoni stione terrĂ  conto non solo degli aspetti di caNei giorni scorsi, l’onorevole Vincenzo Fon- rattere tecnico al quale ho giĂ  fatto riferimento tana, ex presidente della provincia Regionale di (e ci vedono esclusi in partenza dall’ENAC per Agrigento, ha rivolto, un’interrogazione al Go- il basso bacino di utenza, ndr) ma prenderĂ  in verno in merito alle “iniziative per la realizza- debita considerazione anche nuovi elementi e La data della cerimonia per l’intitolazione di zione dell’aeroporto di Agrigentoâ€?. In particola- contributi che gli enti locali presenterannoÂť. una piazza di Licata al giornalista ucciso in Iraq re Fontana ha chiesto ÂŤquali siano i motivi che La risposta all’interrogazione dell’onorevoquattro anni e mezzo fa Enzo Baldoni è quasi hanno finora impedito il pronunciamento defi- le Fontana fa chiarezza su una questione che, certa. nitivo sul progetto dell’aeroporto di Agrigento come tutto ad Agrigento, si trascina ormai da Il sindaco Angelo Graci sta predisponendo e quali eventuali modifiche possano consenti- anni, decenni, ventenni: la realizzazione delgli atti per poter fisicamente intitolare la piazza re di non vanificare di non vanificare il lungo l’aeroporto. Da quanto affermato dal ministro dopo che la Prefettura nei mesi scorsi aveva dato lavoro fin qui svolto per non compromettere Vito, l’ENAC, presieduto da Vito Riggio, natidefinitivamente le risorse giĂ  stanziate. Chie- vo di Burgio, ritiene il bacino di utenza della il suo assenso all’intitolazione anche se non eradiamo se è intendimento di questo Governo nostra provincia non in grado di sviluppare no trascorsi 10 anni dalla morte come prevede la appoggiare o meno la realizzazione di questo domanda di trasporto aereo e di conseguenza legge. aeroportoÂť. la costruzione di un aeroporto, una vergogna A comunicare la notizia è il sociologo e giornaA rispondere all’interrogazione di Fontana che, un figlio di questa terra non le permetta lista licatese Francesco Pira, amico di Enzo Baldonon è stato il ministro alle infrastrutture ed ai di prendere il volo, ma ancora piĂš vergognoni, che aveva firmato l’istanza per l’intitolazione trasporti, Matteoli, ma bensĂŹ Elio Vito, mini- so il silenzio che la risposta all’interrogazione insieme al Responsabile provinciale del Centro stro per i rapporti con il Parlamento, il quale di Fontana ha provocato. Nessuno dei politici Studi “Luigi Sturzoâ€?. La vicenda aveva subito nei che a Licata sia ricordato un uomo che amava cosĂŹ ha risposto: ÂŤil Governo è consapevole che agrigentini ha detto qualcosa, tutti dimentichi mesi scorsi un arresto per motivi burocratici ma la nostra cittĂ  dove veniva a trascorrere con la la questione da lei sollevata, onorevole Fonta- delle promesse elettorali che adesso, lo sappiapoi un’interrogazione del Consigliere comuna- famiglia ogni anno una parte consistente delle na, attiene certamente alla concreta possibi- mo, hanno la stessa credibilitĂ  delle promesse le dell’Mpa, Giovambattista Platamone, aveva sue vacanze. Il nostro auguri è che le spoglie di litĂ  di incrementare lo sviluppo economico, dei marinai‌ o peggio ancora! sbloccato l’iter grazie anche alla precisa volontĂ  Enzo siano restituite ai familiari. Certo non è faturistico ed infrastrutturale della provincia di LdP del Sindaco Graci e della sua amministrazione e cile sono passati troppi anni ma non perdiamo le della Commissione Toponomastica. speranzeÂť. ÂŤLa data individuata – ha spiegato Francesco Baldoni è stato rapito e ucciso in Iraq e la moPira – è quella dell’8 agosto giorno in cui saranno glie ed i figli proprio a Licata nella casa di Corso presenti a Licata sia la moglie Giusi Bonsignore Roma hanno appreso la notizia del sequestro e -"/(0-0%&-$0/46."503& Baldoni, nostra concittadina che i figli Guido poi quello della uccisione. Licata infatti per giore Gabriella. L’amministrazione sta mettendo a ni è stata invasa da decine di giornalisti italiani e punto l’iniziativa. Per noi – spiega Pira che per stranieri che hanno seguito la vicenda poi conHo lasciato la mia auto all’interno di un mato dalla Corte di Cassazione con la sentensollecitare la restituzione delle spoglie del giorna- clusasi tragicamente. Ma dopo l’uccisione i rapiparcheggi a pagamento, ed al mio ritorno za n.1957 del 2009. Afferma la suprema corte lista Baldoni ha scritto al Presidente della Repub- tori assassini non hanno mai restituito il corpo ho avuto la sgradita sorpresa di trovare il che il contratto di parcheggio può concludersi blica Napolitano ed al Ministero degli Esteri – si alla famiglia. parabrezza incrinato, evidentemente col- o con l’affi damento del veicolo ad una persona tratta di una battaglia di civiltĂ  vinta. Vogliamo Giuseppe La Rocca pito da un oggetto. Ho chiesto al gestore di fisica di ciò incaricata, o con l’introduzione del risarcirmi, direttamente o almeno tramite mezzo nell’area adibita a parcheggio, previo la sua assicurazione, ma mi è stato risposto pagamento del prezzo mediante apparecchiache, all’interno del parcheggio è esposto ture automatiche. In entrambi i casi, tra il probene in vista un cartello, secondo cui “la prietario del veicolo ed il gestore del parchegdirezione declina ogni responsabilitĂ  per gio viene stipulato un contratto. L’avviso che furti o danniâ€?. Mi sembra un abuso: posso dichiara la non responsabilitĂ  della direzione fargli causa? (L.A., Agrigento) per furto o danni, introducendo una limitaCertamente. L’avviso, che troviamo in molti zione di responsabilitĂ  in favore del gestore parcheggi, ma anche nelle hall di alcuni alber- del parcheggio, produce un significativo squighi, che annuncia un declino di responsabilitĂ  librio nelle prestazioni derivanti dal contratto: da parte della direzione per furti o danni, è pri- è pertanto, ai sensi degli articoli 1469 bis e vo di qualunque valore giuridico. Al contrario, seguenti del codice civile, una clausola vessasussiste sempre la responsabilitĂ  del gestore toria, che per essere effi cace dovrebbe essere del parcheggio (o dell’albergo) per quanto loro approvata specificamente per iscritto da parte affi dato in custodia. Il principio è stato confer- del consumatore.

Forse, fi nalmente, la veritĂ ?

Per non dimenticare

Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a: Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

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Società

L’Amico del Popolo 19 Luglio 2009

LEGGENDO LE DICHIARAZIONI FINALI

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Tre domande dopo il G8

«Chi era Masaccio? Io non lo saccio!»

I

l G8 dell’Aquila è stato un notevole successo organizzativo e di leadership per l’Italia e il suo Governo. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica e la gran parte dei commentatori si è ritrovata in questo giudizio. Ma esso non intacca una realtà di fondo, cioè che questi summit rimangono dei vuoti esercizi retorici che servono ai leader dei grandi Paesi, da un lato, per discutere congiuntamente dei problemi del mondo e, dall’altro, per lanciare messaggi tranquillizzanti alle rispettive opinioni pubbliche, con il supporto dei mass media che ne danno un enorme risalto. Infatti il grosso del lavoro di intesa viene fatto dietro le quinte, dagli sherpa, che nelle settimane precedenti limano le parole dei documenti uffi ciali, per non incorrere in qualche scivolone diplomatico. Prendiamo le dichiarazioni finali di questo vertice. Esse sono piene di grandi principi, di impegni solenni, di buoni propositi. Ci si rende però subito conto che non c’è nulla più di ciò e nulla ci può essere. Per avere un carattere normativo, un’entità dotata di potere di enforcement dovrebbe giudicare come sono concretamente attuate le prese di posizione dei Paesi del G8 nelle legislazioni nazionali e sovranazionali. Ma a questo non si è mai arrivati e forse non ci si arriverà mai: proprio i grandi Paesi non hanno alcuna intenzione di cedere neanche un minimo di sovranità nazionale a nessuna entità superiore. Sappiamo quanta diffi coltà incontra il processo di integrazione europeo. Si può facilmente immaginare che questa diffi coltà risulterebbe moltiplicata per mille, se si volesse tentare una operazione di devoluzione di sovranità su scala planetaria. Pertanto, dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento. Ma anziché limitarci a commentare alcune parole, per quanto credibili e autorevoli, vorremmo fare alcune domande ai leader del G8. Non che abbiamo la pretesa che essi leggano queste poche righe. Tuttavia crediamo che queste siano le domande che la cosiddetta opinione pubblica si pone. E quindi, presto o tardi, i leader dovranno fare i conti con esse. La prima domanda ha a che fare con il dopo-crisi. Prendiamo per buono che le politiche monetarie e fiscali attuate ci aiutino ad uscire relativamente presto dalla grave recessione che ci sta colpendo (comunque, per quanto fortunati, non vedremo questa uscita prima del 2010). La domanda che poniamo è la seguente. Chi ci dà la certezza che la ripresa non porterà con sé i vecchi vizi dell’indebitamento eccessivo e della sregolatezza finanziaria? Il dubbio ci viene perché, per evitare queste tentazioni, c’è una sola via da seguire: ridurre gli enormi squilibri nelle bilance dei pagamenti dei grandi Paesi del mondo, Usa e Cina in testa. Finché gli Usa consumeranno molto di più di quanto pro-

ducono e la Cina produrrà molto di più di quanto consuma, non ci sarà tregua nella finanza mondiale. Ma gli Usa sono disposti a rinunciare al loro tenore di vita? E la Cina è disposta ad aumentare il livello di consumo della sua popolazione, con le conseguenze sociali che questo comporta? E qualora lo facesse che conseguenze avremmo sulle risorse del pianeta?. La seconda domanda ha a che fare con il consueto esercizio retorico degli aiuti allo sviluppo dei Paesi poveri (in particolare quelli africani), che viene puntualmente proposto nei vertici del G8. Davvero i leader dei Paesi ricchi pensano che, destinando 20 milioni di euro all’Africa, possono risolverne i problemi? Non sarebbe meglio finalmente togliere i vincoli al commercio mondiale che impediscono ai Paesi africani di vendere i loro prodotti agricoli nei Paesi ricchi? Forse in questo modo si potrebbe aggirare l’annoso problema del passaggio di denaro straniero per le mani corrotte dei Governi e delle amministrazioni pubbliche. Ma immaginate le lotte degli agricoltori europei contro una tale apertura!. La terza domanda riguarda quindi proprio il G8,

Continua dalla prima È una forma di idolatria insaziabile - diabolica a tratti - che ha provocato, nei giovani accusati, il disprezzo della vita e della legge di Dio. Chiediamo perdono a Dio e alla famiglia Salvo, alla sposa e ai due bambini, figli del loro amore. In ogni Parrocchia di Favara, davanti a Gesù Eucaristia, in questi e negli altri giorni che verranno, chiederemo perdono per questa offesa grave fatta a Gesù, alla vita di Luigi Salvo e della sua Famiglia. Solo il Padre di Gesù potrà rimediare al male che è stato operato». L’inondazione di parole e riflessioni, sul dramma consumatosi a Favara deve ora lasciare spazio al silenzio. Un silenzio che non è indifferenza, voglia di dimenticare la gravità del fatto, ma un silenzio che parla e che educa. Un silenzio che aiuti a capire che nella vita vi sono cose spiegabili e altre che ci trascendono. Occorre fare silenzio per tentare di ascoltarci per poi ascoltare, di riflettere sulle tanto richiamate responsabilità personali e sociali come genitori, educatori, cristiani, istituzioni. Se è vero che occorre riprendere in mano il dialogo educativo con i nostri figli è, altrettanto vero, che il saper parlare nasce dal saper ascoltare se stessi e gli altri. Come adulti, come società, come comunità ecclesiale abbiamo sempre un debito verso le giovani generazioni: fare di tutto per offrire sempre ragioni di vita e di speranza, di tenere alti gli ideali, di non fingere e di non far passare per virtù i nostri difetti. Abbiamo da ritrovare l’entusiasmo di essere padri e madri, non solo nella generazione, ma anche nell’educazione e nello spirito, di questi giovani nella convinzione che il male a Dio non fa paura e non è mai la parola definitiva. Nella ricerca di un incontro, nell’avventura dell’educarsi e dell’educare, l’errore è sempre possibile ma il fallimento è solo quando si interrompe la comunicazione. Quando si ritiene superflua l’unica Parola attorno alla quale ogni generazione può riconoscersi dono per l’altra. Carmelo Petrone

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Caro diario, come sai bene, in tanti anni d’insegnamento e di esami ne ho viste (e specialmente sentite) proprio di tutti i colori; ed anche senza la somma fortuna di poter assistere “de visu” a robe “da Zelig” tipo “Il fu Matia Bazar” al posto de “Il fu Mattia Pascal”, oppure a quella sciagurata replica (“Lillu cu?”) ad una lapidaria richiesta di argomentazioni (“L’Illuminismo”), non m’è mancato di collezionare un vero e proprio florilegio di demenze, ad iniziare da celebri cognomi riveduti e storpiati (“Van Cocco” quale versione “tropical” di Van Gogh, “Ghighìn” come trascrizione vagamente leghista di Gauguin, Picasso con due imprevedibili “zeta” che, una volta, mandarono in deliquio una pia collega, e vai col liscio fino a tanto di “Bordellier” in luogo di Baudelaire che, pur biograficamente veritiero, riuscì persino a far scompisciare “dal vivo” un funereo Presidente di Commissione che nessuno aveva mai visto sorridere in tutta la sua vita), per proseguire con riscritture di varie discipline (“Il Colosseo è un arco”, “I Romani costruivano i circhi equestri e ci facevano pure le corride”, “La Pietà di Michelangelo si chiama così poiché gli venne proprio una pena”, “Michelangelo scolpiva bene pure i dettagli, come quelle vene schifose tutte di fuori che ci sono nelle sue statue”, “Leibniz divenne famoso perché scoprì i Nomadi”, cioè le monadi, che non cantavano neanche per sbaglio, “Ungaretti era ermetico perché scriveva poesie brevi ca cci abbuttàva allungàri ‘u sucu”, “Einstein era uno scienziato relativo”, e via delirando) e persino con battute per alleggerire plumbei silenzi (“La formula chimica dell’anidride solforosa mi sfugge, però io so quella della fame: A D 1, cioè addiùnu”) o con veri e propri “colpi di teatro” per ingraziarsi l’esaminatore di turno (prova di Geometria Descrittiva: - “Lei ha dimenticato di mettere un punto qui” - “Prevessù, picchì è Lei cci nni mettu puru nàutru ccà”, fatto vero pure questo, caro diario: e quel candidato – non chiedermi nomi o commenti, pietà – poi divenne persino tanto di professore). Qualche volta, ed a puro titolo di “par condicio”, dedicherò una puntata della rubrica anche agli strafalcioni di tanti “addetti ai lavori”, e non solo mentre dispensano più asineria che cultura, ma anche, ad esempio, quando scrivono le note, come questa qui, testuale: “L’alunno X è allontanato dall’aula perché grida ad alta voce”; ma per ora, ed augurando, con un po’ di buonumore, una bellissima estate a tutti, continuo a limitarmi alla categoria degli studenti, e concludo con il peggio di altre bestialità “al top”. Anzitutto, uno “speciale” su Manzoni: nell’ordine (scelgo e sintetizzo dal mio immenso “book”), “I Promessi Sposi erano due che si dovevano sposare perché a quei tempi si usava così”; “Renzo era un poviru fissa ca ‘u vintiàvanu tutti”; “Don Rodrigo era un malacunnùtta, ma per non farlo capire camminava con i ‘bravi’ che però non erano bravi ma cattivi”; “L’Innominato era un mafiusu di chiddri c’u giummu: e aveva ‘sta ‘ngiùria perché se qualcuno lo nominava era cunzumàtu”; “Don Addonpio era un parrino vigliacco e il capo dei bravi ‘na volta cci dissi: Comu tu t’arrìsichi a maritari a Renzu e Lucia, c’una pidata ti scassu”. Ed infine l’esame più surreale di tutti, alla Ionesco, con un “botta e risposta” che diverrà il titolo del mio primo e prossimo libro umoristico. Maturità, Storia dell’Arte. Alla sbarra W, che si crede un “boss” e fa il “duro”. Lo esamina un collega, tosto, “sbirru”. E mentre sembriamo in Questura, interrogatorio “lampo”:-“Chi era Masaccio?”-“Io non lo saccio!”. Nuccio Mula

o G14 o G20, che dir si voglia. Perché si continuano a spendere risorse di denaro e di tempo per questi consessi e si rifiuta di fare l’unica cosa che davvero servirebbe, cioè dare più potere all’Onu, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario? Certo i Governi nazionali perderebbero peso e prestigio. Ma siamo sicuri che le opinioni pubbliche dei vari Paesi, in questo momento, non pensino che in fondo sarebbe meglio così, visto che i Governi non sono riusciti ad evitarci la più grande crisi economica da 70 anni a questa parte? Ci vorrebbe una nuova Bretton Woods. Ma ci sono in giro leader in grado di metterla in piedi e di sedersi a quel tavolo, avendo davvero sulle spalle il peso del futuro?. Nico Curci

G8 Debolezze e ferite per valorizzare i sentimenti umani

L’Aquila ci ha degnamente rappresentato A volte l’imprevedibile si avvera e, a dispetto delle previsioni, l’inatteso diventa realtà. Ed è ciò che accaduto con il G8, tenutosi a L’Aquila nei giorni scorsi, sotto gli occhi di tutto il mondo. Chi si aspettava che a quelle macerie, raccontate da immagini e parole, se ne sarebbero aggiunte altre e di ben altra specie, si sbagliava e tanto. Niente di quanto profetizzato è avvenuto. Il G8 della disfatta, del crollo personale e professionale del Capo del Governo non c’è stato. Per una volta, archiviate giovincelle, feste e regalini, l’attenzione dei media è stata incentrata sulla manifestazione che, ogni anno, vede i Paesi più industrializzati della terra decidere del destino di tutti noi. E la stessa stampa estera, che prima del summit aveva attaccato duramente l’Italia tanto da ripensare alla sua presenza all’interno “del club dei grandi della terra”, ha smorzato i toni, addolcendoli e di molto, su quella che sino a qualche giorno prima era stata definita “un’organizzazione caotica”. Tutto, dunque, è andato meglio delle previsioni auspicate dal premier nella conferenza stampa precedente l’evento. Per una volta, e bisogna dargliene merito, le sue “visioni” sono diventate realtà. E’ risultato strategico scegliere una città, ferita e distrutta dal dolore della perdita, per raccontare l’Italia e la sua umanità; per presentare una Nazione che sa, nonostante le diffi coltà, lottare e rinascere. Poco importa cosa è stato deciso durante le riunioni programmatiche, quali accordi sono stati ratificati e quali cambiamenti porteranno. Tutto ciò, a noi italiani, non è dato sapere. I nostri media nazionali si sono concentrati, volutamente o distrattamente, sull’aspetto umano del G8 e sul clima amichevole che si respirava tra quelle vie deserte ed assediate da militari. Le macerie, simbolo di distruzione e compassione, sono diventate scenario ideale per la “valorizzazione” dei sentimenti umani. La commozione sentita di Micelle Obama in visita alle rovine del

centro storico, il desiderio concreto di aiuto espresso da Carla Bruni passeggiando tra i palazzi diroccati, il minuto di silenzio riflesso nel volto dei “grandi” scoprendo la lapide commemorativa in ricordo delle vittime del terremoto, sono queste le immagini che rimarranno di questo G8. E’ questo quello che volevamo vedere o ci hanno fatto credere di volerlo. L’Aquila ha messo a nudo il lato umano di tutti i presenti esaltando e valorizzando i sentimenti più nobili dell’uomo. Ed è come se tutta l’Italia, in quelle giornate di inizio luglio, fosse lì, presente. L’Aquila ci ha degnamente rappresentato. Ha presentato un Paese con debolezze e ferite; una terra fragile che necessita di cambiamenti profondi e di lavoro costante. Un’Italia che, dalla sua sofferenza sa trarre insegnamento e che, merita uomini di potere che si “sporchino le mani” nell’impegno attivo e concreto così da restituirla agli antichi splendori. Anna Chiara Della Monica


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Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

19 Luglio 2009

LUCCA SICULA felice sinergia tra parrocchie dei comuni dell’Alto verdura Gebbia

500 Giovani 4 comuni coinvolti S

ono stati oltre 500 i ragazzi che, di età compresa tra i 6 e i 13 anni, hanno preso parte al Grest promosso dalle parrocchie e organizzato dall’Unione dei Comuni “Alto Verdura Gebbia” di Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Burgio e Calamonaci, nel quadro del complesso progetto che prevedeva il miglioramento dei rapporti sociali, umani, sportivi e istituzionali tra le amministrazioni comunali, la parrocchie e le famiglie. Il raduno, al quale hanno preso parte una cinquantina di animatori tra i 16 e i 18 anni, ha preso il via domenica scorsa con l’incontro tra i giovani sulla piazza Vittorio Emanuele di Lucca Sicula dove si sono riuniti, dopo la sfilata per il corso principale, i vari gruppi guidati dai sindaci Salvatore Dangelo, Salvatore Di Salvo, Vito Ferrantelli e Vincenzo Inga e dai parroci don Stefano Casà, don Giuseppe Catalanotto. Erano assenti gli arcipreti di Calamonaci don Giuseppe Tagliareni e don Giuseppe Coppola. Le variegate attività del Grest si sono svolte in ogni singolo comune presso gli oratori parrocchiali e i centri sociali dove sono state affrontati i temi delicati della raccolta differenziata, del rispetto dell’ambiente, della legalità, dell’acqua come bene comune, del cibi biologico e del mangiar sano. Durante le passate giornate, dal lunedì al giovedì, nei quattro comuni si è svolta l’accoglienza, la preghiera, l’attività dei laboratori, i giochi e la preparazione dello spettacolo musicale locale. Se le funzioni religiose e le attività manuali hanno avuto la loro parte, anche lo sport ha

Anni verdi in Seminario a cura di Stefano Pirrera

Anno Sacerdotale. Perché?

coinvolto i giovani delle quattro cittadine. A Villafranca Sicula ha avuto luogo, presso la Casina del Barone Musso, un interessante torneo di calcio che ha coinvolto gli amanti del pallone e numerosi istruttori. Quattro le squadre partecipanti. Durante la settimana, i ragazzi hanno preparato nei rispettivi paesi lo spettacolo per il quale saranno protagonisti sabato 11 luglio sul palcoscenico del teatro comunale presso il centro sociale don Pugliesi con canzoni, schetch e momenti di relax. Per quanto riguarda il comune di Burgio. I 250 ragazzi sono stati portati in piscina a Trascina vicino Castelvetrano per un’intera giornata. Le famiglie dei giovanni per un’intera settimana hanno preparato presso la scuola materna i 250 pranzi, con gli alimenti messi a disposizione dell’amministrazione comunale e della Pro Loco di Bur-

gio. Per domenica 12 luglio è prevista la chiusura del Grest nell’area attrezzata “Menta” di Burgio dove i ragazzi dei 4 comuni faranno dei giochi,

L’Estate è anche tempo di Camposcola. Tante sono le parrocchie dell’Arcidiocesi di Agrigento che propongono ai ragazzi questa esperienza formativa. Questa settimana pubblichiamo la foto del gruppo Gruppo GIFRA minori della chiesa del Carmelo e oratorio Sanfilippo Neri chiesa Madre di Casteltermini che stanno vivendo a Bivona l’esperienza del Camposcuola unitario

MONTEVAGO il Grest momento di rifl essione civica

“Il Paese che vorrei” Chi si trova a passare dal nostro piccolo paese di Montevago, in questi giorni, viene colpito dal clima di festa che si respira, striscioni, bandierine e tanti bambini con cappellini colorati. Tanti bambini e tanti animatori, più di trecento persone che ogni giorno vivono l’esperienza del GREST, che per il quarto anno consecutivo si ripete nel mese di Luglio ad opera e per l’impegno del nostro Parroco Don Giuseppe Morreale e dell’Equipe formata da un numeroso gruppo di Volontari che hanno seguito un corso di formazione tenuto dalla carissima Alfonsa Russo. Il Corso di formazione pedagogica, didattica e tecnica si è concluso con una bella veglia di preghiera sotto le stelle presso le Educatrici Missionarie P. Kolbe e la sorpresa conclusiva del lancio delle Mongolfiere per chiedere la benedizione a Dio per questa nuova esperienza. Il tema del Grest 2009: “Il Paese che vorrei” nasce da una riflessione di fondo riguardo la necessità di educare le nuove generazioni al rispetto delle persone, dell’ambiente e delle cose comuni, al senso civico ed al senso del dovere per riconoscere che la Comunità si edifica anche col proprio impegno. Si vuole far valorizzare sia il senso del divertimento, che dello studio che della preparazione al fu-

turo e soprattutto la riscoperta del senso religioso e spirituale che dà luce a tutto il resto. Il tema generale “Il Paese che vorrei”è stato approfondito dalle squadre ciascuno per un aspetto rispettivamente da: <<Pazzi di Gioia: La gioia; Arcobaleno: La pace; Love Generation: Amore e perdono; Soli…D’ali: Solidarietà ed Amicizia; Wonderful: Rispetto dell’ambiente e degli altri; I cavalli impazziti: Creatività; I Cavalieri di Dio: Giustizia>>. Le giornate normali comprendono: l’accoglienza, canti, bans, preghiera, laboratorio, attività, merenda e giochi. E le giornate speciali, una al Bosco Magagiaro, con la celebrazione della S. Messa all’aperto ed una gita al Parco Acquatico insieme alle famiglie. Arrivederci al prossimo anno! Maria Vega

La Tv cattolica della città e della provincia di Agrigento

parteciperanno alla cerimonia religiosa e si saluteranno, dandosi appuntamento per l’anno prossimo. Enzo Minio

Cari, aff ezionati, amici lettori, con questa puntata si chiude la nostra rubrica. A tutti – ai più stretti collaboratori, non solo, ma anche ai semplici e, a volte, casuali lettori di qualche puntata – un sentito grazie per il plauso corale fattoci pervenire. Definire: unici, eroici e irripetibili, sia il periodo storico che i protagonisti – piccoli e grandi – che vi sono stati coinvolti, non vuole essere un giudizio di valore morale: virtù e vizio, merito o demerito, ma solo una constatazione. Vero è, tuttavia, che è detto e scritto: “la guerra non è il male assoluto, è la somma dei mali”, ma è ancora scritto e detto: “ è durante la guerra e nelle più dure traversie che gli uomini sanno esprimere, al meglio, doti e virtù”. A questo punto, pertanto, dovendoci chiedere quale possa essere, oggi, l’ambiente più adatto per la formazione alla missione sacerdotale, così diffi cile in un mondo secolarizzato e scristianizzato, cosa rispondere? Il Papa Benedetto XVI, ci ha dato una risposta ben chiara e dettagliata, indirizzando una lettera a tutti “i cari fratelli nel Sacerdozio”. Già nella formulazione dell’indirizzo, c’è tutto l’affl ato paterno-fraterno verso coloro che sono stati chiamati da Cristo, perché tutti ci si senta quella misteriosa unità, che è la Chiesa, alimentata dal Corpo e dal Sangue di Cristo, e cementata dall’azione del Suo Spirito. Perché delle grandi diffi coltà che oggi incontra l’opera sacerdotale si prenda sempre più conoscenza e coscienza, il Papa coglie l’occasione della ricorrenza del 150° Anniversario della morte (dies natalis = nascita in Cielo) del Santo Curato d’Ars (4 agosto 1786 – 1859), Giovanni Maria Vianney, Patrono di tutti i Parroci e ora anche di tutti i Presbiteri, per proclamare “Anno Sacerdotale” il periodo che va dal 19 Giugno 2009 (Solennità del Sacro Cuore) al 19 Giugno 2010. La scelta del Curato d’Ars come modello di comportamento per i Presbiteri, è quanto mai significativa: bisogna tornare a un sistema di vita che implichi l’esercizio delle virtù più evangeliche: povertà, castità, ubbidienza, e questo non è possibile senza regole, rigore e disciplina, cui si perviene con l’esercizio d’un perfetto autodominio e la visione costante delle Beatitudini, da realizzare. La descrizione, appassionata e commossa, che il Papa fa delle virtù esercitate dal Santo Curato, sta a dire: o si ritorna al recupero dei valori eterni, proposti dalla Fede Cristiana, o non è prevedibile un futuro che non sia un impasto di putredine. La proclamazione dell’Anno Sacerdotale, pertanto, riguarda tutta la Chiesa, e deve costituire la migliore occasione per coinvolgere anche i ragazzi a scoprire il “Dono” del Sacerdozio, e innamorarsene. Si possono proporre opportune ricerche sulle origini della propria parrocchia, e su particolari figure di Presbiteri che si siano interessati all’educazione dei ragazzi. È nostra intenzione raccogliere in volume le puntate di questa rubrica, perché in famiglia, in Parrocchia, a scuola… possa riuscire di spinta alla discussione delle varie tematiche educative. Sapendo cogliere il meglio del passato, è possibile riconoscere il seme del presente e andare avanti. Con ogni augurio, buone vacanze.

da www.gioba.it


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Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo 19 Luglio 2009

LEGGE FINE VITA L’inter parlamentare del disegno di legge

Un supplemento d’anima P

Appuntamenti estivi

rocede l’iter di approvazione del testo di legge sul fine vita, attualmente in esame alla Commissione Affari Sociali della Camera. Un punto di fondamentale importanza è quello che riguarda le direttive anticipate (Dat). Che valore possono assumere? Soprattutto, in quale contesto possono essere espresse? Qualcuno ha opportunamente notato che si devono collocare all’interno dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente. Così avviene nel testo approvato dal Senato. Infatti, il diritto di autodeterminazione, per non volgersi contro gli interessi della persona stessa, necessariamente deve lasciare uno spiraglio alla revisione di quanto deciso in precedenza. Queste indicazioni non possono essere considerate come assolute, ma come relative. Il medico deve, certamente, tenerne conto, ma, realisticamente, non può sentirsi vincolato da decisioni precedenti, per il fatto che ogni decorso della malattia può assumere caratteristiche inedite e impensabili. Inoltre, le direttive non potranno mai riconoscere al paziente l’accesso all’eutanasia; questo punto è delicato. Alla legge è chiesto di tutelare la legittima libertà dei soggetti. E quando la libertà è vera? Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” scrive che nell’uomo la libertà è profondamente caratterizzata dal suo venire da un altro e, anche,

Azione Cattolica I campi scuola sono un’occasione preziosa per vivere in fraternità, per conoscere le altre realtà ecclesiali e parrocchiali, per fare un’esperienza ecclesiale mettendo in comune le nostre ricchezze. Come ogni anno, l’Azione Cattolica diocesana predispone dei Campi scuola estivi con diverse formule per le varie fasce di età. Campo di servizio, Siculiana, 27-31 luglio. “Insieme è più bello”. Questo il titolo del campo di servizio proposto ed organizzato congiuntamente dal Settore Giovani di AC assieme alla Caritas Diocesana di Agrigento. Alcuni giovani di AC, presso le suore bocconiste vincenziane di Siculiana, vivranno un’esperienza di servizio e di condivisione con alcuni ragazzi diversamente abili. Per informazioni contattare il Settore giovani diocesano: caterinainglima@virgilio.it. Campo estivo unitario. Pergusa, 3-7 agosto . Il campo unitario (per tutte le fasce di età) si svolgerà dal 3 al 7 agosto a Pergusa, presso L’Oasi Francescana Madonnina del Lago. Il tema del campo è “Strada facendo…troverai”.

Comboniani La famiglia comboniana di Agrigento organizza dal 2 al 12 Agosto un “Campo lavoro” sul tema: “Migranti:frontiere... oponti?”. L’invito è rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni che vogliono fare un’esperienza di spiritualità ed un cammino missionario in favore dei poveri. Per informazioni chiamare Angelo al 329.9195655.

LA PAROLA «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla»

dai suoi limiti. “Tutti sappiamo di essere dono e non risultato di autogenerazione” (n.68). Ciascuno plasma la propria coscienza sulla base di un “sé” che ci è stato dato: “Non solo le altre persone sono indisponibili, ma anche noi lo siamo a noi stessi”. La libertà si esercita in questo contesto antropologico, in questo orizzonte, indicato dal Papa come quello della ragione aperta alla trascendenza. Infatti, sembrano oggi esistere due diversi tipi di razionalità, che conducono a scelte di segno opposto. C’è, appunto, la razionalità della ragione aperta alla trascendenza e quella della ragione chiusa nell’immanenza. Nel primo orizzonte l’uomo considera sé stesso e il suo prossimo come un essere singolare, perché insieme di spirito e corpo; nel secondo caso si percepisce come un prodotto della natura, da valutare secondo parametri fisici e storici. La vita si risolverebbe nello spazio di questo tempo. In realtà, questa visione conduce all’irrazionalità: la chiusura a Dio non spiega adeguatamente l’uomo, non rende ragione del significato del nascere, del soffrire, del morire. Davvero, “l’umanesimo che esclude Dio è un umanesimo disumano” (n.78). La legge sul fine vita non può essere indifferente a questo contesto, il solo che può garantire l’esercizio di quelle scelte, che evitino nel concreto, egualmente, l’abbandono terapeutico e l’accanimento terapeutico. Il riferimento alla spiritualità dell’uomo, intesa come apertura alla trascendenza, non offende nessuno, perché rivela la prospettiva adeguata e corretta, secondo cui considerare la persona del paziente e la persona del medico. Tale riferimento assicura il progresso anche nel

campo della medicina, applicata alla fase terminale della vita umana. Con forza Benedetto XVI afferma che ogni sviluppo – quello dei popoli e quello dei singoli – comporta, in primo luogo, una crescita spirituale. In questa prospettiva si può arginare quella che il Santo Padre chiama “mens eutanasica” (n.75), cioè l’incapacità di considerare come degna di essere vissuta una vita apparentemente “povera”. Solo lo sguardo, che sa tenere insieme la dimensione fisica e quella spirituale, aiuta a cogliere in ogni vita umana, anche la più fragile, il valore altissimo del suo essere voluta da Dio per un fine eterno. Quello che oggi serve è, per così dire, un supplemento d’anima, che rende l’uomo capace di percepire anche quello che non spiega con la semplice materia. Rende l’uomo di cogliere il volto dell’altro, come simile a sé, anche se necessariamente supportato da una macchina o nutrito per mezzo di un sondino. È uno sguardo urgente, perché il pericolo è l’affermarsi,

forse per la prima volta nella storia, di concezioni materiali e meccanicistiche della vita umana. Giustamente, Benedetto XVI si interroga: “Chi potrà misurare gli effetti negativi di una simile mentalità di sviluppo”(n.75)? Se si perde il rispetto anche per una sola vita umana malata, perché ritenuta non degna di essere vissuta facilmente si diffonderà l’indifferenza anche verso altre sofferenze umane. Si instaurerà una selezione arbitraria tra ciò che viene proposto come degno di rispetto e ciò che non appare tale. In tal senso l’iter della legge – non è esagerato dire – riveste un’importanza capitale per l’autentico progresso. Marco Doldi

RIBERA una iniziativa della Famiglia paolina e dell’Amministrazione

Nasce il Parco Paolino La città delle arance da qualche giorno, in occasione dell’anno dedicato a San Paolo, ha nella nuova zona residenziale il Parco Paolino che è stato benedetto dall’arcivescovo Franco Montenegro, al termine di una celebrazione eucaristica che ha raccolto fedeli di tutte le parrocchie. E’ stato realizzato, in un angolo del parco, tra gli ulivi, un monumento, composto da una base di marmo, una colonna cilindrica in cemento sulla quale è stata posta la statua in vetroresina, alta 160 centimetri, di San Paolo, donata dalle Suore Figlie di San Paolo della Casa Generalizia di Roma alla professoressa Nellina Sarullo, presidente dell’associazione “Myriam” di Ribera e responsabile paolino-alberoniano. La cerimonia, su un terreno recintato e messo a disposizione dall’amministrazione comunale riberese, ha visto la partecipazione dell’arcivescovo Montenegro, dell’arciprete don Barone, del parroco

di San Giovanni Bosco, di sacerdoti paolini provenienti dal centro di spiritualità paolina di Roma, dalla comunità Società San Paolo di Catania e delle Suore Figlie di San Paolo di Roma, Palermo e Agrigento. Erano presenti pure alcuni membri degli istituti secolari della Famiglia Paolina fondata dal beato Giacomo Alberiore. “E’ una grande occasione che viene offerta a quanti vogliano fare apostolato, seguendo la figura luminosa dell’apostolo evangelizzatore delle genti – ha detto l’arcivescovo mons. Montenegro – il cristiano deve dimostrare agli altri ciò che ha nel cuore. Iggi servono uomini coraggiosi, evangelizzatori, giovani che a testa alta possano testimoniare la fede. Nessuno può fermare la parola di Dio”. La nascita del Parco Paolino e le sue finalità vengono spiegate da Nellina Sarullo, artefice con altri componenti, Ignazio Matinella, dell’iniziativa.

“ L o scopo è quello della nuova evangelizzazione, già iniziata nella comunità di Siciliana ed oggi portata anche a Ribera – afferma la prof.ssa Sarullo – Il parco, intitolato all’appostolo delle genti, deve diventare un areopago, luogo di evangelizzazione per tutti. Le iniziative che vogliamo portare avanti saranno concerti all’aperto e proiezione di documentari e di dvd, festival delle canzoni, convegni e mostre, incontri per categorie e professioni, feste di famiglie e un chiosco per i visitatori, sempre nell’ambito della evangelizzazione. Abbiamo nominato Angelo Blandino di Ribera responsabile del comitato del quartiere paolino”. Enzo Minio

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LUTTO Martedì 14 Luglio è ritornata alla casa del Padre la sig.ra

Carmela Lo Bue mamma di don Carmelo Lo Bue. A don Carmelo e ai familiari le condoglienze della redazione

a cura di Gino Faragone

Vedere, avere compassione e insegnare: le attività del Pastore «Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato». Il brano del vangelo odierno (Mc 6,30-34) richiama la missione dei dodici, inviati da Gesù “a due a due” per compiere le sue stesse attività: l’annuncio del Regno e la guarigione degli infermi. Questi cinque versetti manifestano la preoccupazione di Gesù per la salute e la formazione dei suoi discepoli e la sua benevolenza e disponibilità verso la gente povera della Galilea. Il versetto iniziale segnala che i dodici di ritorno dalla missione si ritrovano attorno a Gesù e gli riferiscono le opere compiute e ciò che hanno insegnato. E’ lo “stare con Gesù” la caratteristica fondamentale del discepolo e di

ogni cristiano, potergli raccontare ciò che ognuno ha sperimentato, la potenza della Parola, ma anche la dura fatica e a volte anche il rifiuto. E Gesù invita i discepoli al riposo: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Si ha bisogno di verifiche e di confronti, ma ugualmente di silenzi e di riposo. La celebrazione eucaristica domenicale potrebbe essere pensata come il momento in cui la comunità è radunata in un luogo “in disparte”, per un riposo dalle ordinarie occupazioni, per un momento di dialogo con il Signore, per un ascolto della vera Parola di vita, per un nutrimento del cibo di vita eterna. Il deserto qui è un richiamo all’esperienza

dell’Esodo, il luogo dove Israele ha vissuto un’esperienza particolare di amicizia e di alleanza con Dio. Ma è anche il luogo dove Giovanni Battista invitava alla conversione, è il luogo dove Gesù si ritirava a pregare. La gente intuisce che Gesù era andato all’altra riva del lago e lo precede. Quando Gesù, scendendo dalla barca, vede quella folla, mosso a compassione, rinuncia al programma del riposo e comincia ad insegnare. Le sinagoghe erano affollate, il tempio pieno di gente, ma i poveri, gli ammalati non sapevano su chi confidare, a quale porta bussare. Mancavano i veri pastori. Ecco la ragione per cui cercano Gesù. E Gesù non si sottrae alla folla, sfruttata dai politici, ignorata dai

sacerdoti. La vede. E’ il primo atteggiamento del Pastore, che rimanda all’inizio dell’Esodo, “quando Dio vide la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero” ( Es 2,25 ). Il nostro Gesù non è come gli idoli che “hanno occhi ma non vedono”: lui invece vede e gli si spezza il cuore allo sguardo di quelle persone, “perché erano come pecore che non hanno pastore”. Vedere e provare compassione sono due verbi che spesso si trovano in coppia nei vangeli, specialmente in Luca. Ricordiamo per esempio Gesù a Nain quando si imbatte con un corteo funebre per la morte di un figlio unico di una madre vedova, Gesù “la vede e si commuove” ( Lc 7,13 ). E nella parabola del buon Samaritano, questi due verbi sono utilizzati

per presentare il comportamento del samaritano che vede l’uomo aggredito dai briganti e si commuove per lui ( Lc 10,33 ), in contrasto con l’atteggiamento del sacerdote e del levita che vedono ma passano oltre. Gesù è il samaritano, l’eretico ( così è giudicato dai sacerdoti e dai capi del popolo), che si ferma davanti all’uomo ferito e bisognoso di cure. E ancora questa coppia di verbi ricorre nella parabola del padre misericordioso, che vede da lontano il figlio prodigo ritornare a casa e commosso gli va incontro ( Lc 15,20 ). «E si mise ad insegnare loro molte cose». Prima ancora del pane, Gesù offre la sua parola per saziare lo spirito, colmare il vuoto interiore della nostra vita.


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La Provincia Informa

L’Amico Promo

GIUNTA PROVINCIALE

Assegnate le nuove deleghe D

opo aver avocato a sé le deleghe per fare il bilancio ad un anno dall’inizio delle atttività della squadra di governo, il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi ha assegnato le nuove deleghe della sua Giunta. Tutti riconfermati ma con deleghe che stavolta sono state assegnate direttamente dal Presidente D’Orsi agli assessori, in base alle competenze che il Presidente ha ritenuto più adeguate ai singoli componenti della sua squadra di governo. Questi di seguiti i nuovi incarichi: Carmelo Pace oltre alla vice presidenza anche la delega turismo e marketing territoriale come nella precedente giunta; Mariano Ragusa attività produttive – tutela del consumatore – politiche del lavoro (formazione professionale) in precedenza attività produttive e Politiche per la tutela del consumatore; Luca Salvato deleghe viabilità – grandi infrastrutture – isole in precedenza Politiche sociali; Pietro Macedonio deleghe ambiente e territorio – polizia provinciale in precedenza Ambiente e Territorio; Giovanni Barbera deleghe bilancio – finanze –

provveditorato in precedenza Bilancio- Finanze, Patrimonio, Provveditorato; Giuseppe Ciulla SIT – protezione civile – ludoteca – pari opportunità – rapporti con il consiglio provinciale in precedenza Famiglia, Politiche giovanili, Rapporti con Enti locali e Formazione; Settimio Cantone delega servizi sociali in precedenza Politiche comunitarie e mediterranee – Agricoltura – Immigrazione ed emigrazione; Luigi Argento edilizia e gestione patrimoniale in precedenza Lavori pubblici; Giuseppe Arnone programmazione negoziata – politiche comunitarie (uffi cio Europa) in precedenza Politiche attive del Lavoro, SIT, Servizi

Vice presidente: Carmelo Pace (UDC) Turismo e Marketing territoriale

Assessori

informatici, Pari opportunità, Protezione civile e Isole; Stefano Castellino politiche agricole e rurali – trasporti in precedenza Beni culturali e Cultura; Sergio Indelicato deleghe sport – spettacolo – cultura - lealtà in precedenza Sport, Spettacoli e Promozione sociale; Gaetano Cani delegghe istruzione – rapporti enti locali in precedenza Pubblica istruzione, Edilizia scolastica.

Dalla Provincia In Breve

La Provincia Regionale di Agrigento si dota di una nuova struttura amministrativa, una struttura piramidale studiata per rendere meno frammentato e più snello l’iter dei procedimenti amministrativi e snellire le procedure. Una riorganizzazione definita dal Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, una vera e propria rivoluzione copernicana. Abbiamo creato un nuovo assetto amministrativo per snellire la burocrazia dell’Ente, ha dichiarato D’Orsi nel corso della conferenza stampa di presentazione. Vogliamo evitare, ha detto D’Orsi l’interruzione dei processi amministrativi. I dettegli tecnici della nuova organizzazione sono stati illustrati dal Direttore generale Giuseppe Vella. Quali le novità? A sovrintendere al funzionamento della struttura burocratica dell’Ente viene confermato il Direttore Generale nonché Segretario Generale Dr. Giuseppe Vella che coordina direttamente il settore delle risorse umane, la segreteria generale l’innovazione tecnologica e la formazione. Sono state create 4 grandi macroaree, due casi, con deleghe diverse da quelle avute in passato. tecniche e due amministrative, per rendere omogenea l’attività dei Questi cambiamenti daranno maggiore forza all’azione di goverdiversi settori. La prima area quella della “Comunicazione, eventi ed no. D’Orsi ha confermato l’impegno prioritario dell’Ente su strade, attività culturali e sociali” è stata assegnata al Dr. Ignazio Gennaro scuole ed aeroporto. Un particolare accento è stato posto allo sviche ha anche l’incarico di Vice Direttore Generale. L’area “Finanzia- luppo del Consorzio Universitario ritenuto dal Presidente D’Orsi ria e il provveditorato sarà diretta dal Dr. Fortunato Caruana. L’area una grande risorsa per la nostra provincia. del Patrimonio, Ambiente, Infrastrutture, Gare, ContratUn protocollo d’intesa per la realizzazione dell’aeroporto in provinti e Concessioni sarà diretta cia di Agrigento è stato sottoscritto dal Presidente della Provincia dall’Ing. Piero Hamel, mentre Eugenio D’Orsi, dal Presidente della Camera di Commercio, dal il Dr. Achille Contino gestirà Presidente del Consorzio Asi, dal Vice Sindaco di Agrigento, dal la macroarea del Turismo, le Presidente di Confimpresa Euromed, dal Direttore Generale della attività economiche e produtProvincia Regionale di Agrigento e dal direttore del progetto Aerotive, le Politiche del lavoro e porto. Prendendo atto delle diffi coltà che la struttura aeroportuale dell’Istruzione. Il nuovo capo venga realizzata nel sito progettato di Racalmuto, gli Enti pubblici di gabinetto è il rag. Giuseppe e privati interessati alla realizzazione dell’aeroporto hanno conVirone. cordato con la scelta di procedere alla attivazione della procedura Sul fronte politico il Presidel “Dialogo Competitivo” prevista dal D.Leg.vo 163/06, procedudente D’Orsi ha assegnato le ra oggi adoperabile in Sicilia a seguito del recepimento della “Direttiva Comunitaria immediatamente nuove deleghe della Giunta, percettiva” come sancito dalla Circolare Assessorato Regionale LL.PP. del 18/09/2006. Con questa proconfermando così che gli Ascedura di gara si potrà sondare la disponibilità dei soggetti privati a partecipare per la realizzazione delsessori in carica continueranl’aeroporto che potranno suggerire, nelle fasi iniziali, luoghi e modalità progettuali diverse da quelle già no il loro impegno all’interno individuate. Il migliore mix sarà poi utilizzato per la fase del bando vero e proprio. della Giunta, pur, in alcuni

In corso le iscrizioni per i servizi a favore di disabili L’Assessore ai Servizi Sociali Dott. Settimio Cantone comunica che sono in corso le iscrizioni al registro degli enti accreditati da parte di società ed associazioni interessate allo svolgimento dei servizi a favore dei disabili sensoriali e psico fisici non autosuffi cienti. I termini di scadenza previsti sono i seguenti: - 24 luglio per le conferme da parte degli enti già iscritti; - 31 luglio per le nuove iscrizioni. Tutte le informazioni utili, nonché i modelli da utilizzare, sono pubblicati sul sito

PROVINCIA REGIONALE DI AGRIGENTO

Presidente: Eugenio D’Orsi

Nuovo riassetto per l’Ente

dal contesto lavorativo di riferimento. I lavori del comitato sono stati aggiornati al 22 luglio.

19 Luglio 2009

Giunta Provinciale

ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

Costituito il Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing Si è insediato il comitato paritetico sul fenomeno del mobbing costituito dai dipendenti della Provincia ai sensi dell’art.8 del contratto nazionale di lavoro degli enti locali. Si tratta di uno dei primi comitati costituiti in provincia di Agrigento. Come previsto dal contratto di lavoro il comitato si occuperà di verificare comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo, aventi connotazioni aggressive, denigratorie e vessatorie, tali da comportare un degrado delle condizioni di lavoro e idonei a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell’ambito dell’uffi cio di appartenenza o, addirittura, tali da escluderlo

L’Amico del Popolo

Internet della Provincia Regionale, dal quale possono essere scaricati. “Si tratta di un ulteriore potenziamento dei servizi in favore dei cittadini – dice l’Assessore Cantone – nell’ottica della trasparenza nei rapporti tra la Provincia Regionale e i cittadini e le famiglie, in particolare quelle dei portatori di handicap”. Avviata la posta certificata Nel quadro di ammodernamento e snellimento delle pratiche burocratiche la Provincia regionale di Agrigento ha attivato un proprio dominio di posta elettronica certificata. Sarà possibile dialogare da casa con l’Ente, senza recarsi materialmente negli uffi ci. La posta elettronica certificata (PEC) è uno strumento che permette di dare

ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno tradizionale. La PEC può aggiungere, inoltre, la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale. Il servizio PEC, per sua stessa natura, mostra una serie di vantaggi rispetto alla raccomandata con ricevuta di ritorno tradizionale. I principali sono: garanzia avvenuta consegna della mail, nel caso non sia possibile consegnare il messaggio l’utente viene informato; i messaggi hanno validità legale; certezza sulla destinazione dei messaggi; elevati requisiti di qualità e continuità del servizio. L’indirizzo di PEC dell’Ente è: provincia.agrigento@akranet. it

• Mariano Ragusa (MpA) Attività economiche - Tutela del Consumatore - Politiche del lavoro (Formazione Professionale); • Luca Salvato (PdL) Viabilità - Grandi infrastrutture - Isole; • Pietro Macedonio (PdL) Ambiente e territorio - Polizia Provinciale; • Giovanni Barbera (PdL) Bilancio - Finanze - Provveditorato; • Giuseppe Ciulla (MpA) SIT - Protezione Civile - Ludoteca - Pari opportunità - Rapporti con il Consiglio provinciale; • Settimio Cantone (PdL) Servizi Sociali; • Luigi Argento (UDC) Edilizia e Gestione - Patrimoniale; • Giuseppe Arnone (MpA) Programmazione negoziata - Politiche Comunitarie (Ufficio Europa); • Sergio Indelicato (PdL) Sport - Spettacolo - Cultura - Lealtà; • Gaetano Cani (UDC) Istruzione - Rapporti Enti Locali; • Stefano Castellino (PdL) Politiche Agricole - Rurali Trasporti.

Consiglio Provinciale

Presidente: Raimondo Buscemi (All. Azzurra)

Vice presidente: Mario Lazzano (Alleanza Azzurra)

Consiglieri Popolo della Libertà Riccardo Gallo; Angelo Bennici; Leo Vinci; Nicolò Testone; Ivan Paci; Carmelo D’Angelo; Gioacchino Zarbo; Orazio Guarraci. Alleanza Azzurra Luigi Sutera Sardo; Gaetano Nobile; Raimondo Buscemi; Rosario Marino; Mario Lazzano. Movimento per l’Autonomia Totò Scozzari; Calogero Martello; Giuseppe Picone; Ignazio Tavormina; Calogero Lo Leggio; Gaetano Militello. Unione Democratici di Centro Salvatore Montaperto; Francesco La Porta; Arturo Ripepe; Giovanni D’Angelo. Democratici Autonomisti Giuseppe Terrazzino. Sicilia Forte e Libera Matteo Ruvolo; Davide Gentile. Partito Democratico Pietro Giglione; Stefano Girasole; Ezio Di Prima; Ettore Di Ventura; Daniele Cammilleri. Rifondazione Comunista Antonino Spoto. La Sinistra Carmelo Avarello. La Destra Roberto Gallo.

L'Amico del Popolo  
L'Amico del Popolo  

L'Amico del Popolo, edizione del 19 luglio 2009

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