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Anno 54 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Tempo di Prima Comunione Ritrovo tra le mie carte dei fogli che avevo conservato. Contengono la trascrizione integrale delle domande sull’Eucarestia rivolte in piazza san Pietro dai bambini della prima comunione al Papa e le sue risposte. Andrea: «Caro Papa, ricordi il giorno della tua prima comunione? «Naturalmente, mi ricordo bene quel giorno: era una bella domenica del marzo del 1936, quindi 69 anni fa. Era un giorno di sole la chiesa era molto bella, c’era la musica. Ma al centro dei miei ricordi è che da quel momento ho capito che Gesù è entrato nel mio cuore, mi ha visitato. È un dono di amore che vale più di tutta la vita. Ho capito che da allora è cominciata una nuova tappa della mia vita, ora è importante rimanere fedele a questa comunione. Il Signore mi ha guidato sempre, anche in situazioni difficili. Spero che anche per voi, la prima comunione sia l’inizio di una amicizia per tutta la vita con Gesù, perché andando con Gesù la vita diventa buona». L’intervista continua e il Papa risponde in modo semplice ai bambini e non si sottrae alle domande sulla confessione, sulla presenza di Cristo nell’Eucarestia, sull’importanza dell’andare a Messa la Domenica, sull’adorazione eucaristica… E’ tempo di “prima Comunione” anche nelle nostre parrocchie e ogni domenica vediamo ragazzi di bianco vestiti accostarsi per la prima volta all’Eucarestia. Questo sacramento è quello che maggiormente è in grado di catalizzare l’attenzione di grandi e piccoli, mamme, nonni, zii compresi. Parlando con qualche prete, ma anche dalla mia esperienza personale in parrocchia, due sono i sentimenti opposti che si fanno largo in queste settimane. Da una parte il desiderio di dare importanza all’evento, caricandolo di attese, di emozioni, di contenuti. Dopotutto è il vertice del diventare cristiani. Dall’altra la necessità di “alleggerirlo” per evitare che elementi estranei ne alterino il profilo schiettamente religioso, finendo col concentrarsi sulle questioni dei fiori e del vestito, del fotografo e delle bomboniere, degli inviti e del menù del ristorante. Carmelo Petrone continua a pag 2

Esce il Venerdì - Euro 1,00

Citta’

N. 22 del 14 Giugno 2009

Cultura

Il 21 e 22 Giugno si vota per i referendum di ldP

Speciali elezioni

Cammarata: intitolata la biblioteca a mons. De Gregorio

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di A.T.

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Vita ecclesiale

I risultati delle Amministative e delle Europee di Franco Pullara

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Volontari agrigentini in Abruzzo. La testimonianza

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di Valerio Landri

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Elezioni: quadro stabile tra vecchie e nuove sfide H

anno vinto i popolari europei. La tornata elettorale che ci siamo appena lasciati alle spalle si presta a letture diverse, ma ci sembra giusto partire da questa. In un’Europa percorsa da scosse telluriche che sono arrivate sino a Bruxelles e hanno ‘lesionato’ un po’ tutti i palazzi di governo nazionali (con l’eccezione di Italia, Francia e – per certi versi – Germania) salta infatti agli occhi il rafforzamento nei numeri e nel ruolo del Ppe. Nonostante il massiccio astensionismo e malgrado i risultati inanellati da raggruppamenti di estrema destra (spesso di preoccupante matrice xenofoba), il rieletto Parlamento di Strasburgo avrà ancora una volta il suo saldo baricentro in quel grande gruppo moderato e riformatore che laicamente si richiama anche agli ideali del cristianesimo sociale. Si tratta di un’affermazione tanto più significativa a fronte dello smottamento, in qualche caso drammatico, registrato dalle forze che fanno riferimento al socialismo europeo e dal notevole ridimensionamento

Hanno vinto i popolari europei della pattuglia della sinistra radicale. Un segnale – o, meglio, un insieme di segnali – nella direzione di una nuova stagione politica oggettivamente complicata eppure potenzialmente caratterizSpeciale elezioni a pag. 4 zata, sul piano delle iniziative europarlamentari, da un maggiore equilibrio e da una minore propensione dati fondamentali: uno scarto vistoso (e a sollecitare in modo eccentrico e persino non poco condizionante nei giudizi) tra avventuroso la realtà e le sensibilità dei le attese della vigilia e il responso elettopopoli dell’Unione. Spostando lo sguar- rale, una sostanziale stabilità del quadro do in casa nostra, emergono invece tre già emerso nelle elezioni generali che un

anno fa videro nettamente vincitore il centrodestra e un evidente trasferimento a livello amministrativo locale degli attuali rapporti di forza nazionali. Continua a pag 6

a conclusione dell’anno dell’ascolto

Corpus Domini

La diocesi si prepara all’Assemblea Nel clima di dialogo che cotraddistingue la nostra Chiesa è convocata dal Vescovo Francesco l’Assemblea Diocesana nell’Anno dell’Ascolto. L’appuntamento è fissato per il sabato 20 giugno alle ore 17.00, alla Concattedrale di Villaseta. Dalla voce delle componenti del popolo che Dio gli ha affidato, il Vescovo - come ha già fatto in tutto l’anno nelle occasioni ufficiali e non – intende raccogliere in unità la faticosa ascesi comunitaria realizzata, a partire dalla sua prima Lettera Pastorale “Sia ognuno pronto ad ascoltare”. Ai laici rappresentanti del Consiglio Pastorale Parrocchiale, alle rappresentanze delle aggregazioni

Domenica 14 Giugno si celebra la Solennità del Corpus Domini. Ad Agrigento il programma prevede alle ore 18.30 la concelebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo a San Domenico, al termine si terrà la processione eucaristica per la via Atenea fino a P.zza Cavour dove, dopo l’intervento l’Arcivescovo impartirà la benedizione.

Sabato 20 Giugno Chiesa Santa Croce di Villaseta ore 19.00

laicali, delle religiose e dei religiosi, ai diaconi e ai presbiteri sarà presentato il “documento finale”. Esso contiene sia l’iter realizzato nelle tre fasi – parrocchiale, foraniale e zonale - che la sintesi del discernimento comunitario realizzato: è il segno dell’accoglienza che il popolo di Dio ha riservato alle indicazioni pastorali dell’Apostolo. Dopo le Analisi realizzate entro l’avvento del 2008, ogni comunità parrocchiale ha presentato in Assemblea di battezzati la lettura della situazione pastorale soddisfacente o insoddisfacente. Mimmo Zambito continua a pag 7

Provincia regionale La decisione dopo il voto

Eugenio D’Orsi avoca a sé le deleghe assessoriali Lealtà! Questa la parola e la qualità che, il presidente della Provincia Regionale, Eugenio D’Orsi, chiede ed ha chiesto alla sua squadra di assessori e, questo, è anche l’impegno che, alcuni di loro, non hanno rispettato. Una conferenza stampa nella quale D’Orsi spiega, relazione semestrale alla mano, quello che si è potuto fare, cercando di non sforare il patto di stabilità, e di quello che si sarebbe

potuto fare se ci fosse la dovuta attenz ione da parte di tutti i politici della provincia.

Marilisa Della Monica continua a pag.2




Città

L’Amico del Popolo

14 Giugno 2009

In Breve

Provincia regionale La decisione dopo il voto

Il Presidente D’Orsi avoca a sé le deleghe assessoriali

L

ealtà! Questa la parola e la qualità che, il presidente della Provincia Regionale, Eugenio D’Orsi, chiede ed ha chiesto alla sua squadra di assessori e, questo, è anche l’impegno che, alcuni di loro, non hanno rispettato. Una conferenza stampa nella quale D’Orsi spiega, relazione semestrale alla mano, quello che si è potuto fare, cercando di non sforare il patto di stabilità, e di quello che si sarebbe potuto fare se ci fosse la dovuta attenzione da parte di tutti i politici della provincia. Dunque, a quasi un anno dal varo delle giunta D’Orsi, le voci che circolavano nei giorni scorsi, hanno avuto conferma e gli assessori provinciali si sono visti revocare le deleghe, anche se anticipatamente avvertiti dal loro presidente. Assessori senza delega dunque che, come ha spiegato lo stesso D’Orsi: “saranno impiegati di volta in volta con deleghe temporanee, di un giorno o due, se ad esempio io non posso essere presente in un dato posto ci andrà l’assessore che delego”. Un fiume di parole, in cui D’Orsi ha precisato di rispettare il mandato della coalizione ed i partiti che lo hanno sostenuto e portato alla vittoria sottolineando che “se dovesse venire il mio padre – padrone, che non ho, e solo per un effetto che si è avuto a Palermo o a Roma mi chiedesse di buttare fuori dalla giunta questo o quello io non lo farò”. Segnale chiaro questo che nessuno dei partiti facenti parte della ex giunta andranno via ed il pensiero va subito all’UDC in merito al quale D’Orsi sottolinea: “il componente dell’UDC non sarà mai mandato via da me ma soltanto se vorrà farlo lui per sua scelta volontaria”. La decisione di sospendere le deleghe agli assessori nasce dunque da un’analisi dell’operato svolto in questo primo anno di amministrazione: “quelle deleghe non erano maturate dall’esperienza del presidente, erano frutto di un’intesa logica fatta con i partiti che hanno portato alla vittoria provinciale. Oggi ritengo – ha continuato D’Orsi – di avere la necessaria capacità, ma anche la necessaria esperienza per dare un input

Egregio direttore, sono una vostra affezionata lettrice da tanti anni e proprio per la stima che provo verso il vostro operato mi rivolgo a voi affinchè riusciate a far pervenire, a chi di dovere, questa mia osservazione. Come molte signore che hanno superato gli “anta” e non avendo la disponibilità giornaliera di un membro della mia famiglia provvisto di automobile, usufruisco dei mezzi pubblici, le cosiddette circolari, per poter sbrigare le faccende di tutti i giorni. Tralasciando la situazione dei mezzi pubblici della città che lascia molto a desiderare in quanto a puntualità e efficienza, in questi giorni, in cui il caldo comincia a farsi sentire dobbiamo registrare come l’amministrazione comunale, o chi di dovere, “faccia cuocere” (il termine mi sembra appropriato) a fuoco lento o a sole vivo quanti in Piazza Stazione attendono il passaggio delle circolari. Le panchine sono state collocate senza una pensilina proteggi sole o pioggia e l’unico albero che insiste sulla zona è stato potato e dunque produttore di poca ombra. Affido a lei questo mio sfogo.

Lettera firmata

Gentile lettrice, la sua lettera arriva dopo tante altre segnalazioni di situazioni del genere che si registrano un po’ ovunque in città. Se nella via degli Imperatori mancano i marciapiedi e le pensiline, così i ragazzi in attesa della circolare prendono la pioggia dal cielo e dalla terra, in via Duomo, i ragazzi della Casa della Speranza attendono il pulmino seduti sugli scalini delle abitazioni perchè le panchine collocate sono state rimosse per poter parcheggiare le automobili.Segnaleremo all’assessore di competenza ed al sindaco questa situazione facendo loro pervenire copia del nostro settimanale attendendo, speriamo non invano, la loro risposta. Il Direttore

diverso alla mia giunta, per poterla migliorare in alcuni settori senza che gli assessori vedano, in questa mia decisione, una sorta di bocciatura nei loro confronti”. Ma aspettiamoci di vedere anche volti nuovi nella giunta D’Orsi bis: “qualcuno cambierà, dovrà andarsene perché deve essere rispettato il concetto di squadra, le deleghe sono importanti ma tutti il lavoro diventa inutile se non abbiamo una squadra compatta leale che gioca per vincere. Anzi vi annuncio che, nelle nuove deleghe, vi sarà anche quella alla lealtà, in questi mesi mi sono accorto che questo aggettivo, molto decantato da tutti in molte occasioni, non ha trovato la giusta sponda. Quindi uscirà dalla giunta chi non è stato leale al cento per cento, chi non ha dato quel necessario impegno, anche di presenza fisica, per quanto riguarda il progetto comune.” Alla domanda se la nuova giunta presenterà una riduzione del numero degli assessori il presidente D’Orsi ha risposto, “il numero di 12 rispetta lo statuto dell’ente Provincia”. Non ha usato la stessa diplomazia un assessore, presente alla conferenza stampa, il quale ha aggredito verbalmente il giornalista che aveva posto questa

girgentiacque Urge un depuratore

«La soluzione del problema relativo allo smaltimento dei reflui della zona costiera della città di Agrigento può aversi solamente con realizzazione di un depuratore, e probabilmente la via più facile da percorrere è quella del completamento dell’impianto del Villaggio Peruzzo». Sono parole di Giuseppe Giuffrida che spiega pure come, dinanzi ai problemi di protezione ambientale, come «rispetto a qualche decennio addietro oggi esistono degli accorgimenti tecnologicamente molto avanzati in grado di garantire la massima igienicità e la riduzione praticamente a zero di qualsiasi elemento inquinante e di ogni cattivo odore»

via empedocle Chiusa al traffico per lavori La via Empedocle è stata chiusa al traffico, nel tratto antistante il liceo classico Empedocle. Il traffico verrà deviato per la via Pirandello per consentire agli operai di Girgenti Acque di effettuare degli scavi mirati alla individuazione delle rotture nella condotta idrica che hanno determinato infiltrazioni e fuoriuscita di acqua dal muro sottostante che dà su via Delle Torri. domanda al presidente D’Orsi, che sia proprio la sedia da lui occupata a scottare? Comunque, la riduzione del numero degli assessori, in particolare di quegli assessorati che possono essere accorpati insieme, può essere disposto e stabilito dal presidente. La motivazione di questa scelta, e qui ci rivolgiamo all’assessore, è necessaria oltre che per uno snellimento della macchina amministrativa anche, ed in primo luogo per la nostra realtà provinciale, per un risparmio per le casse dell’ente visto che, ci sono assessori che non conoscono neanche la pertinenza delle loro deleghe e di questa ignoranza fanno anche sfoggio durante interviste televisive. Questi soldi risparmiati potrebbero essere impiegati per l’edilizia scolastica o per la viabilità e questa, caro assessore, non è demagogia, ma semplice buona amministrazione. Marilisa Della Monica

Referendum si vota il 21 e 22 Giugno

palazzo filippini Un museo per Gianbecchina

Parte del Palazzo Filippini, il terzo piano, diventerà un museo dedicato alle opere del pittore agrigentino Gianbecchina. Il vicesindaco Massimo Muglia ha condotto le trattative con la famiglia del celebre pittore, in particolare con il figlio e la moglie, affinché si concluda la donazione delle opere al Comune di Agrigento. Circa 80 tele, grandi e piccole, costituiranno un percorso artistico di grande qualità

UniversitÁ Un workshop par la Valle dei Templi Si intitola “Valorizzazione e fruizione dell’area archeologica della valle dei Templi, problematiche di percorso e di collegamento”, il workshop organizzato per i propri studenti dalla facoltà di Architettura di Agrigento che si terrà da lunedì 15 a venerdì 19 giugno presso “Casa San Filippo”, sede del Parco archeologico. Il workshop sarà aperto a tutti gli allievi della facoltà di Architettura di Agrigento, e le risultanze progettuali prodotte saranno esposte in una mostra che si terrà venerdì 19 presso i locali della “Casa San Filippo”, cui si affiancherà un seminario conclusivo che vedrà la partecipazione degli allievi, dei tutor e dei rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni e degli enti locali, unitamente ai docenti delle facoltà di Architettura di Agrigento e di Palermo.

Contro l’attuale disciplina in materia elettorale è stata avviata una iniziativa referendaria, che ha raccolto sostegni trasversali. I quesiti su cui gli italiani saranno chiamti ad esprimersi sono tre. I primi due propongono di abrogare l’assegnazione del premio di maggioranza alle coalizioni e la disciplina che permette laboratorio agrigento il collegamento tra liste. In caso di vittoria L’onorevole Fontana plaude l’iniziativa dei referendari, il premio di maggioranza «L’intenzione del prefetto Postiglione, di dare sarebbe attribuito solo alla lista singola, e vita ad un “laboratorio Agrigento” che metta innon più alla coalizione di liste, che abbia otsieme i soggetti della provincia su temi concreti tenuto il maggior numero di seggi. Di conper una ricerca veloce delle soluzioni, è da acseguenza, verrebbero innalzate le soglie di cogliere senza esitazioni», sono queste le parole sbarramento, che sarebbero del 4% per la dell’on. Fontana a plauso dell’iniziativa del preCamera e dell’8% per il Senato. Resterebbefetto annunciata il 2 giugno scorso. ro in vigore, invece, le norme sull’indicazione del “capo della forza politica” e quelle sul programma elettorale. Il terzo quesito concerne l’abrogazione delle candidature multiple. La legge in vigore consente la possibilità ad un singolo I Vigili Urbani esponente di candidarsi in più circoscrizioni (teoricamente anIn questi giorni sono molte le che in tutte). Di conseguenza, elevazioni di contravvenzioil “plurieletto”, optando per uno ni fatte dai Vigili Urbani per solo dei vari seggi ottenuti, perla sosta selvaggia registratasi mette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista gli subentrino nel La fauna selvaggia in via XXV Aprile. Due metri seggio (o nei seggi) al quale (o ai quali) rinunzia. e due misure visto che nella Come è bello in questi vicina via Imera dinanzi al giorni passeggiare per le Continua dalla prima rifornimento Agip la sosta e vie dei nostri quartieri! La la fermata, entrambe vietabrezza primaverile accaPiù di un prete o catechista ha gettato la imbarazzanti, che mettono a nudo una te, non vengono sanzionarezza il volto, i miasmi dei spugna, considerandola una battaglia perprassi che bisogna rivedere, a partire dalla te. Chiediamo all’assessore cassonnetti dei rifiuti perensa. Non manca chi, al ripetersi dell’evento, sobrietà che deve accompagnare questo al ramo Iacono, quando si nemente aperti purificano si ritrova con il mal di fegato, nel tentativo momento fino ad arrivare alla eccessiva rilasciano le autorizzazioni i polmoni, le erbacce che di ricondurre a più miti consigli uno spaenfatizzazione solo del giorno della prima di apertura di attività cominvadono marciapiedi e ruto gruppo di agguerriti genitori. Ma, comunione. Spesso si ha l’ impressione merciali non è richiesto che strade permettono ai pedoscusate, cos’è che vi interessa veramente: che tutto si concluda con la festa della prila zona sia provvista di parni di allenarsi nello schivare la festa o l’Eucarestia, l’educazione cristiama comunione…e se poi dalla domenica cheggio o che la sota sia gli ostacoli, i cani randagi na dei vostri figli o la cornice esteriore? successiva il bambino non trova neanche consentita? come novelli personal traiE se anche a noi un giorno un ragazzo, i motivi per andare a Messa nessuno si ner rimettono in moto l’apche per la prima volta si accosta all’Eupone la domanda o nessuno aiuta le faparato motorio. Che bella carestia chiedesse: ricordi il giorno della miglie a capire che il giorno della prima la primavera ad Agrigento! tua prima comunione? Che cosa risponcomunione non è solo un fatto sociale ma Dovremmo esportare in deremmo? O provate a chiedere a dei rauna tappa importante della vita del ragaztutta Italia la nostra “primagazzi (l’ho fatto una volta durante l’omelia zo o della ragazza «l’inizio – per dirla con vera agrigentina”. domenicale), «qual è la cosa più bella che il Papa - di una amicizia per tutta la vita avete ricevuto il giorno della prima comucon Gesù» nione?» Non poche sono state le risposte Carmelo Petrone

scende

sale


Cultura

L’Amico del Popolo 14 Giugno 2009

CinemaLa tragedia di una donna e di suo figlio

Cammarata Iniziativa del Comune

Dedicata la Biblioteca a mons. De Gregorio D

all’8 giugno la Biblioteca Comunale di Cammarata porta il nome di mons. Domenico De Gregorio. L’intitolazione è avvenuta all’interno della prima edizione della Festa della Cultura, con la sistemazione di un suggestivo ritratto di mons. De Gregorio nella sala letture della biblioteca e con un’intensa evocazione della sua attività di storico. Presenti tutte le autorità civili e religiose del paese di Cammarata e San Giovanni Gemini e una folla di cittadini, in maggioranza giovani, l’incontro è

stato impreziosito per la presenza del famoso psicologo americano e di origine cammaratese, Ph. G. Zimbardo, presidente dell’omonima locale Fondazione, e per le una serie di premiazioni, che si sono susseguiti nella stessa serata. Dopo la benedizione del ritratto di De Gregorio e dei locali della biblioteca, si sono alternati alla tribuna, l’assessore alla cultura, Alfonso Di Piazza, il sindaco, Diego Mangiapane, il direttore della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, don Giovanni Scordino, che ha

ricordato l’amore dello storico per il suo paese natio, per lo studio, per la ricerca storica; don Vincenzo Lombino, docente della Facoltà Teologica di Sicilia, che ha presentato la figura di mons. D. De Gregorio attraverso l’analisi di alcune sue opere e ha messo in luce il suo metodo di ricerca. Ha moderato l’incontro Agostino Tuzzolino, responsabile della biblioteca. La serata si è poi conclusa con la premiazione e l’assegnazione delle borse di studio del concorso “Cac-

Benito e Ida

ciatori di Storia”, riservato agli alunni della scuola elementare e della scuola media, concorso che l’amministrazione di Cammarata ha intitolato in memoria del suo concittadino. A.T.

Eraclea MinoaQuinta edizione dei “Tatri di Pietra”

Teatro e archeologia a braccetto Sette spettacoli teatrali tra le pietre della cavea antica del teatro greco di Eraclea Minoa. Si tratta della quinta edizione della manifestazione “Teatri di Pietra Sicilia”, organizzata dall’associazione Capua Antica Festival e finanziata dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e a Ambientali. Ne ha dato notizia nei giorni scorsi, dopo un vertice svoltosi

appunti Al Liceo Classico Empedocle la mostra dosumentaria Dalla Sicilia, oltre la Sicilia. Epistolario di intellettuali dalla fine dell’Ottocento ai primi del Novecento sul tema della Vexata quaestio, l’isolamento culturale della Sicilia di quel tempo. Sabato 13 giugno alle ore 10.00 presso l’Aula Magna del Polo Universitario di Agrigento sarà presentato il libro “Lo sviluppo urbanistico di Agrigento” dell’arch. Simona Sanzo. La Biblioteca comunale La Rocca di Agrigento ospita fino al 29 giugno la mostra di Totò Cacciato “Pino Pop”. Un omaggio al pino di Pirandello. Visitabile tutti i giorni il Museo della Cattedrale in mostra quadri, arredi sacri e reliquari.

a Palermo per la presentazione del programma regionale che prevede il coinvolgimento di una dozzina di siti archeologici dell’Isola, il sindaco di Cattolica Eraclea, Cosimo Piro, il quale ha chiesto e ottenuto, dall’organizzazione che, gli spettacoli ad Eraclea Minoa, si svolgano tra il 15 di luglio e il 15 di agosto, quando maggiore e intenso è il flusso turistico di visitatori italiani e stranieri. Ad oggi non si conoscono ancora le date delle rappresentazioni di teatro classico e i nomi delle compagnie nazionali che saranno presenti sul palco della cavea antica.

Il direttore artistico di “Teatri di Pietra”, Aurelio Gatti, ha annunciato che, nel cartellone di quest’anno, vi saranno dieci nuovi spettacoli che vedranno coinvolti volti noti del panorama teatrale italiano. “Abbiamo intenzione ed abbiamo già cominciato il lavoro – ci dice il sindaco di Cattolica Eraclea Cosimo Piro – di creare, con un protocollo di intesa, un’associazione che raggruppi inizialmente i centri archeologici interessati dall’evento. Vorremmo far nascere in prospettiva una fondazione del tipo Inda (Istituto Nazionale

del Dramma Antico) di Siracusa, chiedendo alla Regione Siciliana l’istituzione di un apposito capitolo del bilancio finanziario regionale per organizzare annualmente tale iniziativa che cresce a pieno ritmo, edizione dopo edizione. L’anno scorso il teatro greco di Eraclea Minoa ha fatto registrate il tutto esaurito”. Secondo Cosimo Piro, che sta portando avanti l’iniziativa della fondazione con il collega sindaco di Castelvetrano Giovanni Pompeo, interessato al sito di Selinunte, la realizzazione degli spettacoli e la loro messa in scena devono essere, oltre ad un buon momento culturale, anche l’occasione per valorizzare l’immenso patrimonio archeologico, storico, monumentale e paesaggistico dei siti siciliani coinvolti. Enzo Minio

librodi Francesco Pira e Vincenzo Marrali

Giochi e videogiochi Sarà presentato venerdì 12 Giugno presso i locali della Banca Popolare Sant’Angelo di Licata il libro di Francesco Pira e Vincenzo Marali “Giochi e videogiochi, dal nascondino alla consolle”. Un percorso nell’universo gioco con una dissertazione che cerca di offrire un quadro d’insieme del significato del giocare in senso generale e oggi in particolare nella società Web 2.0. Giochi e videogiochi traccia un percorso che sfrutta anche in questo caso l’approccio integrato sociologico e clinico, con l’idea di capire quali sono le dinamiche e le funzioni del gioco e utilizzarle per comprendere i modi di giocare dei nativi digitali e non solo, entrando così nell’universo del digital game.

Un lavoro in tre parti affrontando nella prima parte le ragioni della ricerca, gli interrogativi che da studiosi ci poniamo di fronte alla società in continuo cambiamento, prima di addentrarci nella seconda parte dove lo sguardo clinico ripercorre le tappe fondamentali del gioco nello sviluppo evolutivo dei bambini e dove si mescola la lunga esperienza professionale con l’osservazione dell’uomo, del nonno, che ha visto nascere, crescere e giocare quattro nipotini. La terza parte analizza attraverso l’approccio sociologico i videogiochi con l’ausilio di dati ricerche sul campo, riflessioni dei molti studiosi: filosofi, sociologici, psicologi, desi-

gner, che studiano le numerose e crescenti implicazioni che la creazione dei digital games fa nascere. Alla presentazione sarà presenta anche don Fortunato Di Noto, Presidente dell’Associazione Meter. LdP

Auguri a nuccio mula  Iniziò con il nostro settimanale

Quarant’anni di carriera Nel giugno del 1969, a soli 13 anni, Nuccio Mula firmava, e proprio per “L’Amico del Popolo”, il suo primo servizio, dedicato all’ubicazione dei templi di Giove Atabirio ed Athena Delphia nell’attuale centro storico di Agrigento: e da qui l’inizio di una carriera giornalistica (poi dilatatasi, nel tempo, a tutti i settori dell’editoria) che, in questo mese, tocca il traguardo di ben 40 anni di prolifica ed apprezzata attività intellettuale, certificata da consensi, alti riconoscimenti ed onorificenze anche a livello internazionale. Laureato, col massimo dei voti e la lode, in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, già nel 1976 Nuccio Mula otteneva la titolarità di una delle prime cattedre universitarie di Teoria e metodo dei mass-media, divenendo il più giovane massmediologo italiano;

ed in atto prosegue la sua attività di docente presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento, in cui, oltre alla citata disciplina (integrata dalla Storia dei media), insegna Filosofia dell’Immagine, Fenomenologia dell’Arte, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma. Scrittore ammesso all’International “P.E.N.” Club, Componente dell’Ass. Inter. Critici Letterari e dell’Ass. Inter. Critici d’Arte, i principali sodalizi (associati all’Unesco) che riuniscono, a Parigi, le più autorevoli firme della cultura letteraria e visuale, il Prof. Nuccio Mula è noto anche per la sua attività di elzevirista, per opere di poesia, letteratura, paremiologia e linguistica siciliana da lui pubblicate e per il grande numero di prefazioni, recensioni critiche e studi sulla comunicazione e su diversi au-



tori ed artisti, edite in Italia ed all’estero; e da decenni è un protagonista della valorizzazione socio-culturale del territorio agrigentino, tramite iniziative, manifestazioni e conferenze da lui organizzate anche come Segretario Provinciale dell’A.I.C.S. (Associazione Italiana Cultura e Sport), nonché fondatore e presidente di organismi culturali quali l’Associazione Scrittori ed Artisti Agrigentini, il Centro Internazionale “Yem Art” di studi ed iniziative sulla multimedialità e l’Accademia Internazionale degli Empedoclei. Al Prof. Nuccio Mula, nostro apprezzato collaboratore (che sta riunendo in un volume tutte le puntate, dal 2003 ad oggi, del suo “diario multimediale” su questo periodico) i migliori auguri de “L’Amico del Popolo”.

Unico italiano in concorso all’ultimo Festival di Cannes, uscito senza premi, ma con il plauso della critica straniera e del pubblico (che ora anche in Italia sta decretando un buon successo d’incassi), “Vincere” di Marco Bellocchio è, come sempre per le pellicole di questo regista, un’opera destinata a far discutere. Dopo L’ora di religione, attacco nient’affatto velato all’istituzione ecclesiastica, e Buongiorno notte, in cui rievocava con dolcezza e rimpianto la figura di Aldo Moro e le nefandezze dei suoi aguzzini (facendo arrabbiare una parte della sinistra), qui Bellocchio si confronta con l’uomo che, nel bene e nel male, è un punto di riferimento della storia italiana del novecento: stiamo naturalmente parlando di Benito Mussolini. Il regista piacentino ha deciso però di raccontare un Mussolini diverso: non il dittatore o il tiranno ormai sconfitto (come solitamente viene rievocata la sua figura), ma il primo Mussolini, quello socialista dell’Avanti e poi de Il Popolo d’Italia, il giovane ambizioso e senza scrupoli che iniziava la sua scalata verso il potere senza curarsi degli altri. Il giovane che all’inizio della sua vita politica si dichiarava ateo, a favore della rivoluzione e contro la borghesia e che solo pochi anni più tardi non si preoccupò di ritrattare tutto ciò e cambiare completamente visione. E in realtà il film di Bellocchio non è semplicemente un film su Mussolini, bensì un film su come la figura di Mussolini ci viene raccontata dallo sguardo di una donna, Ida Dalser, sua amante, poi moglie e madre di un maschio, Benito Albino, prima riconosciuti e poi rinnegati quando per convenienza l’immagine del Duce doveva essere accostata a quella docile, domestica, remissiva, di Rachele. Una storia vera, di cui solo oggi si sono chiariti i contorni, e che ha affascinato Bellocchio tanto da decidere di girarne un film. Una storia drammatica perché la Dalser, donna ricca ed emancipata, che donò tutto a Mussolini per aiutarlo nella sua ascesa politica, finì chiusa in manicomio, come anche il figlio. Manicomi dove entrambi moriranno senza che nessuno avesse creduto o volesse dare credito alle loro parole: quelle con cui professavano di essere la moglie e il figlio legittimo di Benito Mussolini. Una cortina di silenzio era scesa intorno a loro. Una cortina che Bellocchio vuole squarciare proprio con questa sua pellicola. Una pellicola anomala, nient’affatto vicina al genere biografico (quello che rievoca la vita di una persona realmente esistita) come ci si potrebbe aspettare, ma un film dal ritmo sincopato, discontinuo, futurista (come l’ha definito lo stesso regista) che non appartiene al registro della realtà, ma ci racconta la vicenda dal punto di vista dello sguardo della sua protagonista. Un film tutto interiorizzato, dunque, che segue gli stati d’animo della sua interprete principale (un’ottima Giovanna Mezzoggiorno), nella sua strenua lotta contro l’arroganza e i soprusi di un uomo di potere. La prima parte del film è molto futurista, per usare sempre i termini del regista: violenta, veloce, aggressiva, piena di flashback e di incastri temporali, in cui si racconta l’ascesa di Mussolini, aiutato dalla Dalser. Un Mussolini interpretato con forza e vigore da Filippo Timi, ormai abbonato a parti di questo tipo dopo il padre-padrone violento e malato di Come Dio comanda. Una prima parte che racconta anche lo scoppio della passione fra i due protagonisti ma anche l’opportunismo che da subito caratterizza la figura di Mussolini. La seconda parte, invece, è più lenta, straziante, astratta, quando la Dalser viene chiusa in manicomio, non ascoltata da nessuno, e le immagini del Duce che le arrivano sono solo quelle dei cinegiornali: immagini di propaganda attraverso cui il Duce riuscirà a creare una propria personale mitologia audisovisiva, dimostrando, come lui asseriva fermamente, che “il cinematografo è l’arma più forte”. Con questa sua pellicola Bellocchio vuole raccontare la sfida al potere e ai soprusi che esso può portare con sè di una donna innamorata che non si rassegna ma combatte fino alla fine. Anche se la sua sarà una fine tragica. Ma altrettanto tragica sarà la fine del suo amato-odiato Mussolini. Come ci ricorda Bellocchio in un’immagine finale molto bella e simbolica: quella di un busto del Duce che viene distrutto dentro una pressa. Simbolo della sconfitta di ogni tirannia dispotica e soverchiatrice. Paolo Dalla Torre




Speciale Elezioni

L’Amico del Popolo

14 Giugno 2009

Comunali: quattro eletti e un ballottaggio Caltabellotta: Calogero Pumilia riconfermato

Campobello di Licata al ballottaggio

Sindaco riconfermato l’ex deputato nazionale Pumilia che, con 1.641 voti (57,12%) vice il duello con Rosario Lombardo. Il programma di Pumilia, supportato dalla lista “Uniti per Caltabellotta e S. Anna”, punta su turismo, olivicoltura e pastorizia per progredire il centro montano, potenziando anche le iniziative culturali.

Ballottaggio tra i candidati alla carica di sindaco: Termini Michele ha ottenuto il 49,68%, pari a 3.407 preferenze e Montaperto Salvatore il 26,82% pari a 1.839 preferenze. I due si scontreranno il 20 e 21 giugno.

Naro: ritorna Giuseppe Morello Ritorna alla giuda della barocca Naro, Giuseppe Morello, sindaco dal 1997 al 2002. Esce vincitore con il 37,87% pari a 2.056 preferenze avendo la meglio su Lillo Fortunato e l’uscente sindaco Maria Grazia Brandara. Morello ha annunciato che agirà in più direzioni per risollevare il paese dalla crisi.

S. Elisabetta: per soli 7 voti vince Militello

Sciacca: Pd e MpA eleggono Vito Bono

Con un distacco di soli 7 voti, Emilio Militello con il 50,19% pari a 924 preferenze è il nuovo sindaco di S. Elisabetta. La priorità per il neo sindaco sarà quella di risanare le finanze comunali anche attraverso la riduzione dei costi della politica, il rilancio della macchina amministrativa e dell’economia.

Vittoria per l’alleanza Movimento per l’Autonomia - PD e per Vito Bono eletto sindaco con il 51,85% dei consensi pari a 13.767 preferenze. Bono ha sconfitto l’uscente primo cittadino Turturici supportato dal PdL. Tra la priorità del neo eletto turismo, sanità, rilancio del settore termale e delle attvità produttive.

dopo elezioni  Astensionismo e percentuali

Tutti vincitori, tutti vinti T

utti vincitori, ma nessuno ha vinto. Anzi, a fronte di un bipartitismo che non c’è, ha vinto l’astensionismo che si è letto in vari modi, mai ascoltando le ragioni di chi non ha votato. E non si tratta di distrazione della stagione balneare, perché le spiagge non ce l’avrebbero fatta ad accogliere milioni di elettori che hanno preferito il non voto. Nella nostra Provincia ha votato il 45,57% ed al risultato ha concorso il rinnovo delle amministrative in cinque Comuni tra i quali Sciacca, dove si è registrata un’affluenza 81,28%. Il Pdl ha raggiunto il traguardo del 35,41%, il Pd il 24,61%, l’Mpa il 15,87%, l’Udc il 13,77%, la Lega Nord lo 0,39%, l’Idv il 3,76%, Rifondazione e Comunisti italiani l’1,80%, Sinistra e libertà il 2,36%, Lista Bonino l’1,05%, Fiamma tricolore lo 0,47 e i Liberal democratici lo 0,44%. A vestire di nobiltà politica il risultato elettorale, tra i tanti ci ha pensato anche Gaetano Quagliarello, vice capogruppo del Pdl al Senato, secondo il quale all’analisi del voto non deve sfuggire la crisi aperta dal Governatore della Sicilia nel corso della campagna elettorale. Può essere vero ciò che dice Quagliarello, ma non troverebbero spiegazione gli oltre 100mila voti incassati dal “ribelle” Cimino. In realtà i politici sanno e tirano la verità dei fatti a loro vantaggio, limitandosi ad analizzare i numeri senza preoccuparsi di ascoltare i soggetti che li hanno determinati. Per gli agrigentini, nulla è cambiato nella loro qualità della vita che possa giustificare un premio o una bocciatura a questa o a quella componente politica. La minoranza che ha votato,

ha dato credito a singoli politici. La stragrande maggioranza ha bocciato tutti e tutto. Questo è un segnale di una preoccupante sfiducia verso le istituzioni, come se si avvertissero in mano a pochi baroni della politica. Sta diventando una regola il “Non vado a votare perché tanto fanno solo i loro interessi”. La disistima è verso tutti i partiti e lo è maggiormente verso i perdenti, bocciati due volte: dal voto e dall’astensionismo. Manca l’alternanza. L’altro ieri, la gente ha votato il Centrosinistra, ieri il Centrodestra, senza risultati apprezzabili. Oggi, rinuncia al voto. Il fenomeno favorisce alcuni, mentre danneggia e mette a rischio la democrazia. La crisi in piena campagna elettorale, le veline, le spaccature nel Pdl regionale e i veleni sono fatti del tutto marginali a fronte del disagio e della sofferenza degli agrigentini. Ci stupiremmo del contrario e cioè del fatto che nella Provincia più povera d’Italia si fosse registrata la più alta percentuale di partecipazione al voto. E senza considerare i fallimenti della politica locale, i partiti che non ci sono e le continue lite tra i politici per l’affermazione di soggetti e posizioni che nulla hanno a che fare con i bisogni della gente e

del territorio. L’onorevole Cimino, nella recente conferenza stampa, ha affermato che con l’elezione di Iacolino, Agrigento ha deputati regionali, nazionali, assessori regionali, un ministro e un deputato europeo e può ben sperare. E la gente spera e aspetta, intanto non va a votare. Franco Pullara

Il dato  Crolla l’affluenza ai seggi, che si ferma al 49,2% rispetto al 60,5% del 2004. Il Pdl è in frenata, Lombardo al 15,6%

Sicilia: astenuti il primo partito In Sicilia ha vinto l’astensionismo, capace di ridimensionare le aspirazioni del Pdl e di far perdere due seggi a Strasburgo all’intera circoscrizione insulare, sei invece di otto. A conclusione dello scrutinio in Sicilia, l’affluenza per le elezioni europee è del 49,2%, contro il 60,5% del 2004. Il Pdl aumenta di poco, ma è in sostanziale frenata, con un 36,4% contro il 35,7 ottenuto da Fi e An alle scorse europee, mentre alle scorse regionali aveva ottenuto il 33,4%. Calano Pd e Udc, l’Italia dei valori fa un balzo in avanti. Il partito di Franceschini è al 21,9%, peggio rispetto al 28,7 di Uniti nell’Ulivo alle europee 2004, meglio del 18,7% delle scorse regionali a cui, però, andava aggiunto un 8% delle due liste collegate alla Finocchiaro candidata presidente. L’Udc è all’11,9% contro il 14 delle europee 2004 e contro il 12,5 delle regionali 2008. L’Idv ottiene il 7,1%, con un picco dell’11,9% a Palermo, dove c’è l’effetto traino di Leoluca Orlando: un successone rispetto all’1,9 della lista Di Pietro-Occhetto del 2004 e all’1,8% delle regionali 2008. La grande attesa del Movimento per l’autonomia, insieme con la Destra di Storace e i Pensionati, non è stata delusa del tutto. La lista del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, arriva al 15,6%

(alle regionali del 2008 si era fermata al 13,8%, a cui va aggiunto un 8% delle due liste legate a Lombardo presidente), con un picco del 25,8% a Catania, ma la missione del 4% nazionale fallisce. Il test elettorale, dopo l’azzeramento della giunta e le frizioni col Pdl, si conclude con una sostanziale tenuta del programma di Lombardo, ma il sogno del presidente della Regione di diventare leader di peso nazionale non si realizza. A causa della bassa affluenza alle urne, che condiziona il calcolo dei resti, in Sicilia-Sardegna sono solo sei i seggi assegnati. Il Pdl prende due eurodeputati, Giovanni La Via e Salvatore Iacolino; due seggi al Pd, con Rita Borsellino e il sindaco di Gela Rosario Crocetta. All’Udc, dove risulta in testa Saverio Romano, seguito da Antonello Antinoro, andrà un seggio, e uno andrà a Leoluca Orlando di Italia dei valori. Ottima la prestazione di Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, che risulta la terza in tutte le circoscrizioni. Il quadro finale è quello di una Sicilia in cui il centrodestra si conferma maggioranza, ma senza sfondare, con un’opposizione che riesce a tenere testa. Segno che nessuno dei litiganti del centrodestra può permettersi di fare la voce troppo grossa con gli alleati.

Il primo a trarre alcune conclusioni dall’analisi del voto è proprio il presidente della Regione, Lombardo, che è anche leader del Mpa. “L’indicazione del partito del Sud è incontrovertibile. L’astensionismo e il voto al Mpa sono un atto di accusa contro l’assenza del Mezzogiorno nelle scelte del governo nazionale”. E chiede con forza “una svolta per il Sud, che non è andato a votare in segno di protesta”. Di crescita della popolarità di Berlusconi, parlano i coordinatori regionali del Pdl, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania: “Il Pdl è sempre il primo partito in Sicilia, dove presenta un dato percentuale superiore alla media nazionale. Auspichiamo che si possa riprendere la collaborazione tra le forze politiche che hanno il larghissimo consenso dei cittadini siciliani”. Secondo Salvatore Cuffaro, senatore Udc e antagonista dell’attuale governatore siciliano, “Lombardo deve riflettere. Deve azzerare tutto e ricominciare. Solo

così si potrà fare qualcosa di buono per la Sicilia. Non cerchiamo rivalse, ma si impone un ragionamento”. Il Partito democratico in Sicilia tira un sospiro di sollievo, il rischio di essere spazzato via è stato scongiurato. “Lo consideriamo un risultato positivo sotto il profilo della tenuta del partito rispetto alle elezioni regionali” - afferma il segretario regionale, Francantonio Genovese - “viene confermato un radicamento forte sul territorio”. Alessandra Turrisi

comunicazione ed elezioni

Il giocattolo si è rotto Alla fine qualcosa nell’ingranaggio doveva pur rompersi. E così, all’indomani del voto, il capo del Governo deve prendere atto che il suo giocattolo preferito non funziona più alla perfezione e che, forse, anche altri personaggi possono voler partecipare a questo gioco che si chiama politica imponendo nuove regole ed ottenendo degni risultati. L’incanto si è spezzato. Una battaglia è stata persa. Il “Cavaliere”, caduto da cavallo, si è ritirato nel suo castello di Arcore per meditare e riflettere sul perché ed il per come non abbia ottenuto quel 40% di consensi tanto pronosticato e la vittoria non sia stata eclatante come in passato. Con il voto del 6 e 7 giugno si è infranta l’invulnerabilità del Capo ed una crepa si è aperta con il suo popolo. Un popolo che pensa, agisce e soprattutto ricorda ciò che è stato detto o fatto anche dal suo leader. Ed è proprio la memoria ad aver giocato un ruolo determinante in questa campagna politica e ad aver segnato l’andamento del voto. Molti italiani hanno optato per non andare ai seggi e, dunque, esprimere con l’astensione il malcontento ed il distacco da questo modo di fare e vivere la politica. Chi ha votato, invece, ha voluto lanciare un segnale più o meno forte al potere. Al di là dei risultati e di quello che poi accadrà, sono ben altre le riflessioni da fare in questo momento. Cambiando le regole del gioco e puntando su una personificazione della politica, Berlusconi doveva pur prevedere che ogni risvolto personale avrebbe pesato sul panorama pubblico. Centrando tutto sul personaggio e non sul programma elettorale, come invece avveniva prima della sua discesa in campo, doveva pur presentire, lui e suoi fedelissimi che, il caso Noemi e le veline candidate e le foto compromettenti e le dichiarazioni della signora Veronica, avrebbero inciso sulle scelte degli italiani. E così è stato. Abbiamo visto da vicino e con i nostri occhi, la più brutta campagna elettorale di questi ultimi decenni. Un botta e risposta con l’opposizione, fatto di esternazioni senza alcuno spessore sociale e senza contenuti costruttivi. Un battibecco continuo da salotto televisivo piuttosto che da confronto politico. Persino i quotidiani stranieri hanno colto i veri motivi della disfatta. Dalla Francia, all’Inghilterra, per finire agli Usa, tutti hanno titolato con Berlusconi e il suo amaro risultato segnato dall’affaire Noemi. Ma la vera politica è ben altro! È fallito miseramente il tentativo, iniziato negli anni novanta, di avvicinarsi ad un modello americano di vivere e sentire la politica. È crollato il mito del leader trascinatore indiscusso. Lo abbiamo capito noi del popolo, auguriamoci lo capisca anche la “casta regnante”. Nuove regole, nuovi volti, nuove parole e nuovi contenuti devono contraddistinguere la politica del futuro prossimo se veramente si vuole che qualcosa cambi. Fino a quando il premier Berlusconi affermerà cose del tipo: “In Sicilia abbiamo perso più di 800 mila voti per colpa dei nostri che si sono messi a litigare, il resto me l’ha fatto perdere mia moglie…e la vicenda Kakà…” tutto resterà fissato nell’immutabilità, per sempre. Anna Chiara Della Monica


L’Amico del Popolo

Brevi provincia

licata  Palazzo di Città

Ancora senza bilancio M

entre i partiti politici a Licata sono impegnati in una continua lotta che segna forti divisioni interne, il Comune di Licata non ha presentato il bilancio di previsione per la scadenza ultima prevista il 31 maggio. Atto pericoloso questo soprattutto per la situazione economica non prospera che vivono le casse comunali. Sicuramente influente in questo slittamento è stata la situazione “partitocratica” che il sindaco Angelo Graci vive da mesi, ormai ostaggio dei gruppi politici cittadini. Lo stesso dopo aver azzerato la giunta comunale per riproporne una in parte nuova, cambiata nei nomi ma non nella sostanza, ha assistito impotente alla mancata approvazione del bilancio preventivo che rischia di esasperare la situazione cittadina già molto complessa. Di ciò ne hanno parlato i 30 consiglieri nella seduta del 4 giugno scorso del civico consesso, dove l’apertura dei lavori è stata caratterizzata appunto da un ampio dibattito sulla mancata presentazione del bilancio di previsione 2009 entro il termine del 31 maggio, così come previsto dalle disposizioni emanate dalla Regione Siciliana. Questo obbligherà quindi il co-



Provincia

14 Giugno 2009

rifiuti Le mensilità verranno pagate

mune a lavorare con i dodicesimi. Sul fronte politico si segna una forte spaccatura all’interno del PDL, che vede opposti il legittimo ex segretario cittadino di Forza Italia Nico Lombardo che ricorda la paternità del partito e i consiglieri comunali eletti in altre liste che si sono proposti ai vertici regionali come referenti. L’UDC, anch’esso segnato da spaccature, ha visto l’elezione del neo commissario cittadino Angelo Licata. Dall’altro lato un PD inesistente e due di- ta, con speranze e voglia di costruire perverse componenti di Italia dei Valori che corsi duraturi di crescita. reclamano la “proprietà” del partito in Giuseppe La Rocca Città. Nel frattempo, in questa situazione che trova la politica impreparata ad accettare la sfida di un vero sviluppo, Licata ed i licatesi Si è svolta presso l’atrio del Comando Provinciale della caserma Biasi preparano alla gio Pistone la tradizionale festa della fondazione dell’Arma dei Castagione turistica rabinieri. Una cerimonia sobria la cui durata è stata più breve delle estiva ormai iniziapassate edizioni, poco più di mezzora, come segno di solidarietà alle popolazioni dell’Abruzzo che si trovano a vivere una difficile realtà. Momento suggestivo è stato la consegna degli encomi ai militari dell’Arma che si sono distinti in quest’ultimo anno.

195° Anniversario Fondazione Arma dei Carabinieri

diario multimedi@le «Le parole sono importanti»

Caro diario, “chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”, tuonava Michele - Nanni Moretti - da protagonista/regista di “Palombella rossa”, valido film di qualche anno fa; e nessuna persona di buon senso riuscirebbe ad arrampicarsi sugli specchi per dargli anche un minimo torto, neanche mirando a quella supponente cortina di spocchia che, sin dagli inizi della sua carriera di regista, attore, produttore ed operatore culturale, gli ha poi rigurgitato addosso tonnellate d’antipatia (compresa quella di chi ti scrive: ma che è riuscita a farlo diventare, come interprete del film “Il portaborse” di Daniele Luchetti, icona “doc” dell’antica ed iniqua tresca fra immoralità pubblica e personale cinismo). “Le parole sono importanti”, allora; anche perché, quando espresse con chiarezza e sincerità, schermano tutte le successive e solite sceneggiate “a posteriori” sull’intenzione propria e l’interpretazione altrui (decripto: X dice “cretino” ad Y ed Y, ovviamente, s’offende e reagisce, ma X, invece di chiedere scusa e stop, replica che non voleva dire questo, che Y lo ha capito male, che Y e gli amici suoi ne hanno approfittato per ordire un complotto ai suoi danni, quando invece è proprio X che mente sapendo di mentire, e quindi è solo X a rimediarci una figuraccia); ed azzerano, quindi, qualsiasi “mal-intendere” (da cui il termine “malinteso”) che, di solito, nasce da un iniziale “mal-dire” nel quale, peraltro, quasi ogni opponibile attenuante di preterintenzionalità soccombe subito rispetto alla premeditazione di chi “ci marcia”. Chiarezza e sincerità, non sono, poi, ad esempio, privilegiate prerogative di quella “casta” politica viceversa impegnata, ed “ab immemorabili”, ad elevare a potenza (e a potere) le prerogative dei propri privilegi, nonché ben sorretta, in tale strategia, anche dalla genuflessa ed appassionata opera di prestidigitazione parolaia alla Silvan, prodigamente scodellata da professionisti della doppiezza comunicativa (un solo esempio fra milioni, direttiva del governo, accesso gratuito ai voli di Stato esteso anche a “personale estraneo alla delegazione” indicato dall’Autorità “in relazione alla natura del viaggio, al rango rivestito dalle personalità trasportate, alle esigenze protocollari e alle consuetudini”; praticamente un “imprimatur” ed un lasciapassare all’arbitrio, scelgo io e soltanto io, caso per caso, chi viaggia gratis con me: parole magiche, tu decidi “e io pago”, direbbe Totò). Ma sull’uso disdicevole delle parole c’è un altro aspetto di rilievo, peraltro già affrontato sul numero scorso, e con dovuta/doverosa schiettezza, nell’editoriale del nostro Direttore, che intendo riprendere e rilanciare: e cioè quello del dissenso, equilibrato ma fermissimo, nei confronti di chi non riserva, a diverse parole che definiscono esseri umani, un utilizzo “politicamente corretto” (traduzione dall’inglese di una celebre ma tutt’oggi ancora ampiamente disattesa definizione). In sintesi, e senza arrivare a fondamentalismi del “politically correct” ad alto rischio di ridicolaggine, etichettature razziste come “clandestino”, “extracomunitario”, “vu cumprà”, “zingaro” e via disprezzando, dovrebbero essere subito bandite dall’uso comune, quindi anzitutto e soprattutto dai mezzi di comunicazione. Numerosi sodalizi di giornalisti, “mediattivisti” ed intellettuali, nonché, e grazie a Dio, anche di politici “illuminati” (credenti e laici in perfetto accordo almeno stavolta: ed è un bene per la democrazia, quella vera) stanno portando avanti diverse iniziative in tal senso, visto che nessuno ha il diritto di equiparare “clandestino” a delinquente, od “extracomunitario” e “vu cumprà” ad individui inferiori, oppure “zingaro” a ladro. “Le parole sono importanti”, caro diario. Ricordiamocelo e ricordiamolo. Specialmente a chi “ci marcia” e a chi “ci mangia”. Nuccio Mula

Il raggruppamento di imprese che effettua il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani pagherà gli stipendi al personale per cui, i malumori che si erano registrati negli ultimi giorni, e che avrebbero potuto sfociare in un nuovo sciopero, si placheranno. L’Ato2 Gesa ha effettuato il pagamento della mensilità di gennaio. Per il futuro la situazione dovrebbe andare verso la completa normalità: i comuni che fanno parte dell’Ato, infatti, stanno inviando i ruoli e l’ammontare della tassazione, per cui l’Aipa potrà anticipare le percentuali degli importi.

canicatti’ Nasce il Centro Commerciale naturale Nasce in città il centro commerciale naturale. Sono ben 35 le aziende che hanno aderito all’iniziativa, la maggior parte delle quali hanno la loro sede in viale Regina Margherita ed in alcune stradine adiacenti. La nascita del centro commerciale naturale di Canicattì è stata sancita durante una riunione che si è svolta a palazzo Stella, sede della biblioteca comunale. Partner dei commercianti saranno la camera di commercio ed il comune di Canicattì. Il centro commerciale naturale è un area omogenea commerciale integrata con il territorio per potere rispondere alle sfide di mercato.

realmonte Baciati dalla dea bendata

La dea bendata ha baciato la provincia di Agrigento. E’ stato centrato a Realmonte, infatti, un “5+1” del SuperEnalotto. La vincita, conseguita da una giocata effettuata nella tabaccheria “Burgio” di piazza Umberto I, ammonta a 687 mila 133 euro circa. I numeri vincenti sono 7, 57, 60, 67, 69, 90. Il 14 è il numero Jolly, mentre il 22 è il numero SuperStar. Nella stessa serata sono stati centrati anche dodici “5”, del valore di oltre 42 mila euro ciascuno, e sette “4 Stella”, pari a oltre 31 mila euro ciascuno.

favara Tra breve il Parco Giufà

foto Tornatore

Notate niente di strano? É stata chiusa temporaneamente al traffico la strada provinciale n.1 nel tratto compreso tra il km. 0+700 e il km. 2+700, a partire dal Quadrivio Spinasanta; nel periodo dal 8 giugno al 22 giugno 2009 e al fine di avvisare gli automobilisti l’impresa esecutrice dei lavori- così si legge nel comunicato stampa della Provincia - ha predisposto la segnaletica necessaria per il percorso alternativo. Ma... qualcosa non è corretto.

Comincia a prendere vita il progetto del Parco Giufà finanziato dall’assessorato regionale ai Lavori Pubblici. La ditta appaltatrice ha cominciato a impiantare le prime transenne dove saranno collocati i mezzi che serviranno per avviare i lavori. Il progetto prevede l’urbanizzazione primaria e la riqualificazione del quartiere dell’ex stazione ferroviaria. L’opera pubblica consentirà di migliorare la viabilità della zona mettendo in sicurezza alcuni bivi in posizione di pericolo, di realizzare parcheggi a beneficio delle scuole che si affacciano in via Che Guevara, di creare un’area attrezzata e altre tematiche come il “Parco dei Paladini”.

L’ANGOLO DEL CONSUMATORE Una pattuglia di vigili urbani mi ha contestato che, ad un semaforo, sono passata col rosso. In realtà, non è così, perché quando sono passata io c’era il giallo. Sia una mia amica che era in macchina con me, sia l’automobilista che si trovava dietro possono testimoniarlo. Mi hanno detto però che i vigili urbani sono pubblici ufficiali, e che quindi il loro accertamento non può essere messo in discussione. È così? (U.P., Sciacca). In effetti, i vigili urbani sono pubblici ufficiali. Per legge, un verbale redatto da pubblico ufficiale fa prova fino a querela di falso. Occorre, cioè, impugnare il verbale sul presupposto che il pubblico ufficiale in questione abbia deliberatamente dichiarato il falso, e per fare ciò, è necessario instaurare un apposito procedimento. Questo in generale. Però ci sono casi in cui la veridicità dei fatti accertati dal pubblico ufficiale “può essere inficiata da un eventuale errore nella percezione della realtà”. Così ha ritenuto la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, n. 21816/2008. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che l’efficacia fino a querela di Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a:

Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

falso “non sussiste quando, le circostanze, in ragione della loro modalità di accadimento repentino non si siano potute verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obiettivo ed abbiamo pertanto potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento”. Ciò avviene nel caso in cui “quanto attestato dal pubblico ufficiale concerne non la percezione di una realtà statica (come la descrizione dello stato dei luoghi senza oggetti in movimento), bensì l’indicazione di un corpo o un oggetto in movimento”. In tal caso, il pubblico ufficiale, sia pure in perfetta buona fede, può avere una percezione della realtà del tutto soggettiva, e pertanto non rispondente alla realtà obiettiva dei fatti. Riepilogando: se il pubblico ufficiale accerta una realtà “statica”, che può essere misurata in maniera obiettiva, il suo verbale si può mettere in discussione soltanto mediante querela di falso. Se, invece, il pubblico ufficiale accerta una realtà “dinamica”, in movimento, che può essere percepita in maniera soggettiva, il suo verbale può essere “smontato” anche mediante prova testimoniale contraria. Rubrica a cura

dell’Avv. Adele Falcetta




Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

14 Giugno 2009

volontari della caritas  nelle zone terremotate

Anni verdi in Seminario

In terra d’Abruzzo D

al 6 giugno è operativa in Abruzzo una delegazione di volontari agrigentini che hanno accolto l’invito di Caritas Italiana a prestare il loro servizio a favore delle popolazioni terremotate. Dai giorni del terremoto si è infatti avviata una rete di gemellaggi fra le Caritas abruzzesi e numerose Caritas regionali italiane. Alla Caritas siciliana è stata affidata la zona di Paganica-Onna, una delle più segnate dal sisma dello scorso aprile. Compito dei volontari, che si fermeranno in Abruzzo fino al prossimo 21 giugno, sarà quello di instaurare rapporti di prossimità con la popolazione loro affidata per accompagnarla nella elaborazione del dramma vissuto, oltre a quello di farsi promotori di attività di animazione che aiutino soprattutto le categorie più fragili (anziani, malati

e bambini) a sostenere il disagio di vivere in una tenda e privi dei beni più elementari. Secondo lo stile della Caritas, obiettivo del progetto è quello di interagire con i beneficiari degli interventi per renderli protagonisti della loro rinascita e capaci di riappropriarsi della loro ordinaria quotidianità. Nei giorni immediatamente successivi al sisma, la Diocesi di Agrigento si è mostra molto sensibile conferendo un consistente aiuto economico attraverso la raccolta di fondi promossa fra le parrocchie prima ancora che da Roma partisse la stessa campagna. Tanto si è fatto nella prima fase di intervento: Protezione Civile e Croce Rossa hanno in pochissimi giorni allestito 147 Campi in tutto il territorio de L’Aquila. Centinaia sono i volontari che

ogni giorno provvedono alle necessità dei terremotati. Tanto, però, va ancora fatto, perché l’emergenza in Abruzzo continua: si prevede una continua assistenza per almeno altri due anni. Su indicazione dell’Arcivescovo, Francesco Montenegro, in questa seconda fase di intervento, per far fronte a situazioni di emergenza, la Caritas Diocesana di Agrigento sta valutando l’opportunità di proporre alle parrocchie agrigentine di farsi personalmente carico di situazioni particolari: non è mancato chi, avendo in tenda un diversamente abile e necessitando di un servizio igienico adeguato, abbia richiesto un aiuto in tal senso. “Domenica scorsa – ha detto Francesca Battaglia, Vice

a cura di Stefano Pirrera

“Cosa farò da grande (2)” Direttore della Caritas Diocesana di Agrigento - ho partecipato alla Messa di Prima Comunione che si è tenuta nella Villa comunale di Paganica, sullo sfondo della Chiesa andata completamente distrutta. Mi ha colpito il vedere con quanta commozione la gente, rincontrandosi, si abbracciava. Dietro uno scenario di distruzione i bambini di Paganica hanno vissuto quello che per tutti i bambini della loro età è un giorno di profonda gioia”. Valerio Landri

montallegro Parrocchia S. Leonardo

VII Infiorata del Corpus Domini casione della festa del Corpus Domini, per onorare il passaggio del SS.mo Sacramento portato solennemente in processione. Ogni anno viene scelto un tema religioso intorno al quale vengono ideati i bozzetti. Questi vaIl Centro diocesano dei Ministranti ha organizzato riopinti “tappeti” ornamendue campi scuola. Il primo rivolto ai ragazzi di tali si diramano lungo le vie età compresa tra i 7 ed i 12 anni che si terrà dal e le piazze del paese, ciascu23 al 26 giugno presso il Seminario Arcivescovile no di essi è confezionato in di Agrigento. Il secondo rivolto alle ragazze di età 12 mq, e quest’anno il tema compresa tra i 7 ed i 12 anni che si terrà dal 2 al sarà “Sui passi di San Paolo”. 4 luglio sempre presso il Seminario Arcivescovile L’origine delle Infiorate di Agrigento e sarà animato dalle Suore Serve dei artistiche montallegresi è Poveri del canonico Marinello. recente, risale al 2003, grazie Per informazioni chiamare lo 0922/20267. all’iniziativa del parroco e di alcuni giovani collaboratori del Centro Giovanile ImmaAvvisi vari colata che compoL’Apostolato della Preghiera organizza nei giorni sero una 2 - 3 - 4 luglio presso la Casa dell’Accoglienza semPapa Giovanni a Favara degli Esercizi Spirituali sul plice tema: L’amore di Cristo nella lettera dei Romani, figurelazionerà don Baldo Reina. Per prenotazioni ratelefonare allo 0922/631113.

in Diocesi

Dal 12 al 16 giugno a Montallegro rivivono le Infiorate artistiche realizzate in oc-

Ministranti

zione, con fiori acquistati o raccolti nelle campagne, sul sagrato della chiesa parrocchiale, ricavando il plauso di molti cittadini. Forti di questo piccolo successo, negli anni seguenti si è cercato di realizzare i tappeti floreali in otto punti diversi del paese, facendo partecipare così, nelle varie fasi di realizzazione gli abitanti dei vari quartieri. Gli otto tappeti di quest’anno sono: “Le Lettere di San Paolo” in via Sanna Piazza Francesco; “Il naufragio di Paolo” in via Gramsci; “Paolo fugge da Damasco” in via Dante; “Infiorata di Montallegro” in piazza Giovanni Paolo II; “Croce Gloriosa” in via Chiesa Madre; “Paolo ad Atene” in via Torino; “A difesa del Vangelo” in piazza Giovanni Paolo II; “Un serpente morde Paolo” in via Cesare Battisti”. M.D.M.

L’Oratorio San Gregorio e “dieci39” con ATSDR “Nettuno” organizzano Estate ragazzi 2009 - Mare, sole animazione divertimento dal 15 giugno al 13 agosto dalle ore 9.30 alle 15.30 2/3 traversa Dune. Info ed iscrizioni presso la Parocchia San Gregorio - Via Cavaleri Magazzeni, 97 Agrigento o allo 346 2318208.

continua dalla prima L’attitudine – non solo, ma soprattutto italiana – di raffrontare l’esito di un voto con la realtà virtuale proiettata da sondaggi e slogan propagandistici, ha fatto sì che i due principali risultati della consultazione europea il 35,3% del Pdl (-2,1 rispetto alle politiche, +1,7 rispetto alle europee del 2004) e il 26,1 del Pd (-7,1 e -4,9) non venissero valutati per quel sono, ma per quel che avrebbero potuto essere: il 43-45% vaticinato da Berlusconi come premessa a grandi riforme da compiere anche col solo apporto dell’alleato leghista, il 25% indicato come soglia di tenuta dalla dirigenza democratica. Un autogol del ‘grande comunicatore’ di Palazzo Chigi, anzi un

assist al segretario Franceschini infatti occupatissimo a segnalare vere o presunte sconfitte altrui per non far emergere quella sonoramente incassata dal Pd. Ma se in politica le parole restano e pesano, è con i fatti che bisogna misurarsi. Stiamo perciò ai numeri che testimoniano come sia l’alleanza Pdl-Lega (passata dal 45,7% del 2008 al 45,5% di oggi) sia l’opposizione Pd -Idv-Radicali (ieri al 37,6%, oggi al 36,5%) mantengono in leggero calo un’analoga forza complessiva. Un anno di governo e di legislatura in condizioni difficili e una campagna elettorale segnata da incresciose polemiche gossip-velinare hanno, dunque, cambiato soltanto gli equilibri in-

terni agli schieramenti. Nel centrodestra risalta un po’ di più il ruolo (che ora è meno lombardoveneto) della Lega e nel centrosinistra si fa sentire quello dell’Italia dei valori (che adesso pesa il doppio). L’una e l’altra, però, appaiono strutturalmente legate ad alleati tre volte più grandi. Senza il Pdl la vocazione governativa di Bossi e dei suoi non potrebbe svilupparsi, senza il Pd l’opposizione dipietrista sarebbe inevitabilmente velleitaria. Il primo turno amministrativo aggiunge a questo scenario la conferma del crescente radicamento territoriale (ma non dell’autosufficienza) del Pdl, della discesa al centro della Penisola di una Lega indotta a una riscoper-

In Turchia con L’Amico del Popolo Sulle orme dell’Apostolo Paolo - dal 22 al 29 Luglio

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ta italianità, della difficoltà del Pd a interpretare importanti fasce di elettorato popolare nel Nord e nel Sud d’Italia e del bivio che sta davanti all’Udc, capace di tenere in solitudine una sua stabile base d’opinione (+0,9 in un anno) ma sfidata a darsi, prima o poi, anche a livello nazionale la stessa capacità di coalizione che mette in campo nelle realtà locali. Per tutti – a Roma e nelle province d’Italia come a Strasburgo – l’obbligo è insomma di misurarsi con la realtà. A cominciare dalla realtà dei cittadini, quelli che nelle urne hanno detto la loro e quelli che devono essere motivati a farlo di nuovo. Marco Tarquinio

Del resto, non a tutti i miei compagni la vista di quei poveri dementi faceva lo stesso effetto che a me. Qualcuno, addirittura, li guardava divertito e cercava di attirare l’attenzione degli altri, per fargli “godere” lo spettacolo. La cosa non mi meravigliava. I ragazzi sono sempre ragazzi, anche se educati in Seminario. E poi, c’è sensibilità e sensibilità, senza escludere la stupidità. In quanto a me, restavo dolorosamente impressionato. Non so se, finita la processione, mi ritrovassi angosciato o semplicemente “arrabbiato”. Sarebbe meglio dire che, per giorni, una fastidiosa tristezza si impossessava di me e mi ritornava alla mente quel moto di ribellione avuto la prima volta a sette anni, di fronte al pericolo di morte della mamma di un mio compagno di scuola. Allora m’ero rivolto a Gesù, convinto che poteva e, quindi, “doveva” allontanare la morte, ma di fronte a tutti quei poveri “pazzi” (erano più di mille), non sapevo che dirGli. Pensavo: “va bene guarirne uno o due, e magari risuscitare qualche morto, ma se Gli chiediamo di guarire tutti i malati e risuscitare i morti che ci interessano, significa volere il paradiso in terra”. Restavo tuttavia frastornato e ritenevo che, se non da tutte le malattie, almeno dalla pazzia avrebbe “dovuto” liberare l’uomo. Trovavo l’infermità mentale non solo la più umiliante, ma la più “maligna”, gratuita e priva di senso, tra tutte le malattie. Mi sembrava che la Sua Morte e Resurrezione, a questo riguardo, venissero vanificate. Simili riflessioni potrebbero apparire un po’ troppo angoscianti, per un adolescente, e difatti lo erano e lo sono. Eppure, mi ritornavano frequentemente, durante gli anni di ginnasio. Mi chiedevo, infatti, ed era come un assillo: “Non sarebbe meglio che studiassi medicina? Sarebbe il miglior modo per affrontare tanti malanni”. Poi venne la guerra e ben presto mi resi conto che gli uomini, definiti allora “tra i più grandi geni e condottieri di popoli, mai comparsi sulla terra”, erano solo dei pazzi furiosi, ma capaci di trascinare nella follia le loro nazioni. Appresi ancora che a renderli dementi era stata l’assimilazione delle dottrine di altri “grandi” pensatori e filosofi, che esaltavano la “grandezza” della “Razza Pura”, unica ad avere diritto a dominare su tutti i popoli ed eliminare le razze impure. Compresi, finalmente, che se mi volevo sul serio impegnare per il bene del prossimo, bisognava cominciare dalla sana educazione della mente e del cuore, ossia dall’insegnamento impartito nella famiglia e nella scuola, ma illuminato dal messaggio del Vangelo. L’intrecciarsi di varie, provvidenziali, circostanze, mi hanno permesso di impegnarmi, a tempo pieno, come insegnante e come Prete, convinto ormai che la maggior parte delle malattie, ingiustizie e prepotenze derivino dalla fermentazione di idee malsane. In quanto alle “riflessioni angoscianti”, da ritenere abnormi per un adolescente, una cosa è certa: furono quelle riflessioni a produrre chiarezza di idee e forza di sentimenti tali, da farmi superare peripezie non lievi e non permettere di cedere allo scoramento di fronte a disagi esistenziali che suggerivano soluzioni alternative, in apparenza più facili, ma del tutto fuorvianti. D’altra parte, è risaputo: i grandi ideali o sbocciano durante l’adolescenza, o si rischia di condurre un’esistenza arida, priva di vero entusiasmo e fasciata da egoistiche e meschine aspirazioni. Basti pensare alla tentazione di entrare in politica: già in II Teologia, avrei dovuto lasciare il Seminario, dietro assicurazione di ottima sistemazione. Erano gli anni ruggenti (1947). Gli scontri tra comunisti e democristiani, nei vari paesi, erano feroci e spesso cruenti. I miei migliori amici – proprio i più dotati – mi avevano salutato, decisi a fare carriera politica, nel “Partito della Chiesa”. Perché non li seguii? Furono proprio quelle riflessioni adolescenziali, maturate poi nella prima giovinezza, a mettermi in guardia e farmi sospettare dell’esca politica (avvelenata). Non mi avevano convinto (tutt’altro) le processioni di folle deliranti e urlanti al miracolo, al sèguito di una statua (di non chiara identità) della Madonna, organizzate e guidate da preti e laici di chiara fama mafiosa. Inoltre, mi dicevo: “Alla violenta ideologia comunista, la Chiesa non può contrapporre, come convincente, una dottrina non meno terrificante (scomunica) e discriminante”. Mi appariva troppo evidente la contraddizione col dettato del Vangelo: “Beati i Poveri, perché di essi è il Regno dei Cieli”. Di più: in quel tempo avevo avuto la fortuna di incontrare (e poi seguirne il discorso socio – politico – cristiano) quel mirabile profeta che mostrava di essere Don Primo Mazzolari. Di fronte a quella roccia, ce ne voleva di tutto il politicantume mafioso al cui governo era stata consegnata la bella Trinacria! A distanza di 60 anni, non ci siamo sinceramente chiesti in che cosa sbagliavamo allora, e continuiamo a non domandarci quali siano le scelte sbagliate adesso.


Lettera ai cercatori di Dio Una iniziativa della Commisione dei Vescovi per la dottrina della fede

La domanda fondamentale nelle librerie un volumetto intitolato “Lettera ai cercatori di Dio”. Un’iniziativa della Commissione dei vescovi italiani per la dottrina della fede, presieduta dal teologo Bruno Forte, arcivescovo di Chieti che intende rispondere a coloro che sono alla ricerca. Nei giorni scorsi un quotidiano nazionale strillava su due pagine dedicate alla cultura la domanda: “Dio, ma ci sei o no? Mistero della fede. Certezze, confessioni, dubbi. Così si ripropongono gli interrogativi di sempre”. Nell’articolo si dà un resoconto di libri che trattano di argomenti religiosi. In verità si deve dire che, forse anche per merito dei critici e dei negazionisti della fede, c’è un aumento di pubblicazioni su temi religiosi che indica un aumento di interesse. La Chiesa, spesso accusata di occuparsi solo di bioetica o di sociologia e politica, in realtà è una comunità di credenti ed ha come principale scopo di vivere la fede e parteciparla ad altri. Dio è l’orizzonte della vita della Chiesa, ed in questo orizzonte non può escludere l’uomo che è il bersaglio della luce divina. Un amico, dopo la prolusione del card. Angelo Bagnasco alla 59ª assemblea generale della Cei (Roma, 25-29 maggio), ha detto che aveva l’impressione che il cardinale avesse preso il posto di Epifani, il segretario della Cgil, perché ha difeso i disoccupati e le famiglie povere. È proprio per questa fede che non si possono chiudere gli occhi. Il credente, infatti - ha detto Simone Weil - è come chi camminando nella notte accende una torcia: non si mette a fissare la torcia, ma la strada e gli oggetti che essa illumina. Così è anche del sole: non si fissa il sole ma le cose che risplendono alla sua luce. La fede cambia la vita, perché vi immette una luce nuova, dall’alto. Il Vangelo dice che chi non crede è nelle tenebre. Per questo si dice che i credenti sono missionari, e possono diventare anche fanatici, come alcuni rimproverano, mentre gli atei non lo sarebbero. A parte che vi è un ateismo militante e missionario (c’è sempre stato), i credenti che hanno scritto la Lettera non intendono imporre nulla, solo affiancarsi ai “cercatori” per dare loro una mano e insegnare la “gram-

matica della fede”, quei percorsi che aiutano. Un universitario ha confessato, in un recente incontro amichevole con altri giovani, che si trovava in una tale confusione mentale in campo religioso ed etico da non riuscire più a combinare niente, finché ha trovato un gruppo di credenti che lo hanno aiutato a entrare nella logica della fede e si è sentito rinascere. Oggi è una persona nuova che riesce a fare... anche esami. Non sono miracoli. È la legge della rispondenza alla domanda fondamentale degli uomini segnati dalla Trascendenza. Ne è segno l’esistenza di tante religioni, che si possono descrivere come grandi pellegrinaggi alla ricerca dell’Assoluto. Nei giorni scorsi (dal 29 al 31 maggio) i buddisti hanno festeggiato il Vesak, la ricorrenza della nascita, dell’illuminazione e della dipartita del Buddha Shakyamuni. È la festa più importante onorata dai buddisti di tutte le tradizioni di tutto il mondo. Nella società multiculturale in cui ci troviamo, anche se

Immigrazione Un invito perchè la Chiesa italiana arrivi presto a “dotarsi di un osservatorio nazionale specializzato per monitorare” il fenomeno dell’immigrazone. È questo il suggerimento dei vescovi italiani riguardante il tema dei migranti contenuto nel comunicato finale della 59a Assemblea della Cei. In esso i presuli chiedono inoltre alle parrocchie di “diventare luogo di integrazione sociale”. In materia di immigrazione, secondo la Cei “una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico - che è comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri - risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno”.

Preti: maggiori controlli le fedi non sono tutte uguali, può considerarsi uguale o almeno simile la sincerità e la “buona fede” di coloro che cercano Dio e lo onorano con cuore sincero senza secondi fini. Le religioni possono ammalarsi, deviare e corrompersi e i loro membri dare scandalo per inadempienza, ma ciò nonostante, superando l’ostacolo, nessuno dei veri cercatori di Dio rimarrà deluso. Elio Bromuri

Raccolte firme contro i respingimenti

«Io non respingo»

«Io non respingo». E’ il titolo della manifestazione nazionale che si è svolta a Roma, in piazza Farnese, il 10 giugno promossa da “Fortress Europe” (l’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione), per denunciare i soprusi nei centri di detenzione libici. In occasione della visita del leader libico Gheddafi in Italia, sono stati infatti organizzati 55 eventi in 35 città italiane. Anche ad Agrigento, così come in varie altre città d’Italia, si è svolta la manifestazione «Io non respingo», con l’intendo di sensibilizzare sulla condizione degli immigrati ed a quale destino vanno incontro

Continua dalla prima sui “segni dei tempi” che erano stati indicati in una scheda nelle assemblee zonali di Aprile. Il Dipartimento Pastorale ha realizzato una forma di sostegno “leggero” alla celebrazione dell’anno: poche schede con poche ed essenziali indicazioni di lavoro, come si era convenuto con il Vescovo. Il lavoro di assemblaggio e raccolta degli svariati contributi, suggestioni, proposte raccolte durante l’anno nei tanti incontri e testi di analisi trasmessi - che nello schema iniziale dell’Anno dell’Ascolto si raccoglievano attorno alle tre domande sulla memoria, profezia, prospettive è stato realizzato dai diversi Di-

la Parola

CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

Benedetto XVI ha deciso di concedere alla Congregazione vaticana per il clero nuovi poteri («facoltà speciali») per procedere contro quei sacerdoti che si macchiassero di colpe particolarmente gravi. E lo ha fatto col fine pastorale di evitare lo scandalo dei fedeli, specialmente dei più semplici tra loro, e di difendere la buona fama di quei sacerdoti, e sono la stragrande maggioranza, che svolgono «fedelmente il proprio ministero». Rimangono di competenza della Congregazione per la dottrina della fede i cosiddetti «delicta graviora», i «delitti più gravi».

Sat2000 cambia nome

quanti di loro vengono respinti verso la Libia. Durante l’appuntamento sono state raccolte delle firme per chiedere al Parlamento Italiano, al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea, all’ UNCHR, di promuovere una commissione di inchiesta internazionale e indipendente, sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia in seguito agli rettori degli Uffici Pastorali del accordi bilaterali con il Governo Italiano; Dipartimento, alla presenza del di avviare rapidamente, vista l’emergenza Vescovo e nell’ultima fase anche della situazione, una missione internaziodal Vicario Generale. All’Assem- nale umanitaria in Libia per verificare la blea Diocesana sarà presenta- condizione delle persone detenute nelle to il frutto di questo anno con carceri e nei centri di detenzione per strale analisi, i segni dei tempi e le nieri. L’iniziativa, lanciata da Fortress Euprospettive che il 15 giugno p.v. rope, è stata organizzata nella nostra città si avrà modo di sottoporre al di- dell’Associazione 3P, Padre Pino Puglisi, scernimento degli Organismi di di Licata e hanno aderito la Caritas Diopartecipazione e responsabilità: cesana, il Centro Missionario Diocesano, Consiglio Pastorale Diocesano e il gruppo Ismani, Migrantes, i Laici ComConsiglio Presbiterale. boniani, Porta Aperta, ARCI Agrigento, Dialogo e clima di ascolto Altri Sud, Acuarinto, teatro contrassegneranno ancora Posta Vecchia, Medev, Utile dulce, come è stato sinora - il cammi- CGIL Social-Help, il Pier Paolo Pasolini, no della nostra Chiesa di Agri- Centro Antigone, Cooperativa Sanlorè, gento. UIL. Mimmo Zambito LdP

Si è così passati alla fase foraniale: il Vicario Foraneo con i preti e i due rappresentanti delegati dalle parrocchie hanno raccolto gli “elementi comuni” alle diverse analisi e hanno provato a individuare i “segni dei tempi”, presentandoli in una Assemblea Foraniale. Sotto la guida dell’Arcivescovo è sembrato opportuno nello sviluppo dell’Anno dell’Ascolto inserire anche una fase zonale. Si voleva così consentire al popolo di Dio di avere una reale occasione d’ incontro con l’Apostolo e su argomenti di una certa pregnanza, quali ad esempio, il discernimento comunitario

«Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore»

Ecclesia

14 Giugno 2009

È



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

Con l’avvento del digitale terrestre, l’emittente di ispirazione cattolica “Sat 2000” muterà il nome in “TV2000” ed “entrerà nelle case di tutti gli italiani”. Ad annunciarlo è ufficialmente la Cei, nel comunicato finale della 59a Assemblea generale. Nella recente assise episcopale, per quanto riguarda l’ambito delle comunicazioni sociali – si legge nel comunicato – “è stato focalizzato il passaggio alla televisione digitale terrestre, processo già avviato in alcune regioni e destinato a completarsi entro il 2012”. Per i vescovi italiani, “si tratta di un’innovazione tecnologica che comporta significative ricadute anche sul piano della fruizione dello strumento, offrendo allo spettatore una più ampia gamma di scelta fra i canali e la possibilità di interagire con il mezzo televisivo”. L’avvento del digitale terrestre, relativamente all’attività dell’emittente cattolica, “comporterà pure una rivisitazione del suo rapporto con le emittenti locali – informa la Cei - che ne ritrasmettevano il segnale e con le quali si intende mantenere e rinnovare il rapporto di reciproca collaborazione”.

Anno sacerdotale L’“Anno Sacerdotale” verrà aperto venerdì 19 giugno da Benedetto XVI con la celebrazione dei secondi Vespri della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Il Papa pregherà al cospetto delle reliquie di San Giovanni Maria Vianney, il “santo curato d’Ars” di cui ricorre il 150° della morte, portate appositamente in Vaticano dal vescovo di Belley-Ars.

a cura di Gino Faragone

Un pane, una vita in dono Dono gratuito, dono d’amore, nonostante tutto. Nonostante i tradimenti, le opposizioni, gli abbandoni. Gesù continua ad offrirsi nel segno del pane per la salvezza di tutti gli uomini. La storia bimillenaria della Chiesa non annovera soltanto il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, l’abbandono degli apostoli: saranno davvero tanti a tradire Gesù, a rinnegarlo, ad abbandonarlo. Eppure Egli non manca mai all’appuntamento, sempre pronto a donarsi, nonostante le nostre mancanze. Egli seguita a spezzare il pane della Parola e del suo Corpo in ogni comunità ecclesiale riunita nel suo nome. Oggi l’assemblea è convocata per sostare ancora una volta davanti a questo grande mistero d’amore e diventare

essa stessa un pane da offrire al mondo affamato di Dio. La narrazione dell’ultima cena nel vangelo di Marco (14,12-26) ci permette di sottolineare subito per due volte il richiamo al tradimento di Giuda: un rimando alla situazione delle prime comunità cristiane che non dovevano assolutamente risultare perfette. Osservazione questa che ci consente di non scoraggiarci davanti alla mancanza di assiduità dei nostri cristiani e al rilevante numero di menefreghisti e di insensibili. Basilio di Cesarea ai suoi tempi, oltre all’apatia e all’indifferenza nei confronti della Parola di Dio, lamentava anche la fretta: «Mi accorgo – scrive – che molti artigiani, dediti ai mestieri manuali, e che si guadagnano quanto è loro

necessario al loro sostentamento con il lavoro quotidiano, mi stanno attorno e mi obbligano ad essere breve, per non tenerli troppo a lungo lontani dal luogo di lavoro. Che dirò loro? Dirò che il tempo prestato a Dio non è perso: Dio lo restituisce con un abbondante interesse» (Omelie sull’Esamerone, 3,1). Che dire oggi di quei cristiani alla ricerca della Messa più breve?! Che dire ancora di quelle abitudini che ci distolgono dalla partecipazione all’Eucarestia e di quella cultura sempre più diffusa di vedere nel giorno festivo una fonte di guadagno? Ci troviamo davanti ad un banchetto e ci viene rivolto un pressante invito a cibarci del Corpo e del Sangue di Cristo. Non possiamo perciò limitarci a vedere nell’Eucarestia un rito,

saremmo assai lontani dal pensiero di Gesù: si passa di fatto da un comando a “mangiare il pane” all’adorazione dell’Ostia Santa. Non possiamo sentirci a posto se lo portiamo in giro per la città alla ricerca di un ossequio devozionale, e non percepiamo ugualmente importante mostrare noi stessi come pane da spezzare, da farsi mangiare. È più facile esprimere un gesto di venerazione davanti all’Eucarestia, piuttosto che chinarsi davanti alle piaghe di un ammalato e alle sofferenze di un povero. Eppure si tratta dello stesso Gesù! Molti fanno fatica a comprendere il cambiamento sostanziale del pane, ma riescono certamente a capire la nostra trasformazione, se la nostra vita riflette, incarna e rende più vi-

sibile l’amore che si concretizza nel vivere quotidiano. Nella descrizione della cena, Marco presenta un pasto pasquale, anche se non parla esplicitamente dell’agnello. Mette in risalto le parole, i gesti e l’interpretazione del pane e del vino, elementi portatori della stessa presenza di Gesù, che inaugura una nuova alleanza, che troverà pieno compimento nel regno di Dio. L’Eucarestia è ricordo della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, memoriale della morte e risurrezione di Gesù, pregustazione di una particolare intimità con Dio, anticipazione del banchetto celeste, “quando il Signore Dio eliminerà la morte per sempre e asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8).




Promo Amico

L’Amico del Popolo

14 Giugno 2009

LA TUA VOGLIA DI AIUTARE GLI ALTRI NON ANDRÀ IN PENSIONE.

www.8xmille.it C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana

FIRMA IL MODELLO CUD PER DESTINARE L’8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA.

Anche i contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, possono partecipare alla scelta dell’8xmille con il loro modello CUD. Sulla scheda allegata al CUD, firmare due volte: nella casella “Chiesa cattolica” e, sotto, nello spazio “Firma”. Chiudere solo la scheda in una busta bianca indicando sopra cognome, nome e codice fiscale e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”. Consegnare alla Sulla tua dichiarazione dei posta. Per ulteriori informazioni telefonare al Numero Verde 800.348.348. r e d d i t i o s u l m o d e l l o C U D IL CINQUE PER MILLE SI AFFIANCA ANCHE QUEST’ANNO ALL’8XMILLE. IL CONTRIBUENTE PUÒ FIRMARE PER L’8XMILLE E PER IL CINQUE PER MILLE IN QUANTO UNO NON ESCLUDE L’ALTRO, ED ENTRAMBI NON COSTANO NULLA IN PIÙ AL CONTRIBUENTE.


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