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Anno 54 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

La via indicata L’ultima visita della più alta carica dello Stato ad Agrigento risale all’11 febbraio del 2003, quando a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi. Oggi, Agrigento si prepara ad accogliere Giorgio Napolitano. La tappa agrigentina del Presidente prevede l’arrivo ad Agrigento sabato 23 maggio per una visita alla Valle dei Templi. Domenica, invece, il Capo dello Stato si recherà in mattinata a Racalmuto, dove renderà omaggio alla tomba di Leonardo Sciascia e visiterà la fondazione intitolata allo scrittore. La figura di Sciascia, ha assunto nella seconda metà del Novecento, un peso importante nella vita nazionale, impegnandosi, attraverso la sua attività intellettuale e civile, in favore di una legalità garantita da principi democratici. Non abbandonò mai, infatti, la sua battaglia contro la mafia e continuò sempre ad insistere sul pericolo e sulla rete di collusioni che la legava al potere politico. Ha saputo, attraverso i suoi scritti, individuare un male concreto, della nostra terra. Ma la Sicilia per Sciascia è metafora dell’Italia e della sua vita politica e sociale, delle collusioni di potere tra organi dello stato. Nella nostra terra, secondo lo scrittore, «si riuniscono le colpe storiche di cui l’uomo è responsabile, quelle colpe provocate dalla mafia nell’isola e altrove». E’ questa l’ultima tappa che completa gli appuntamenti del giorno precedente a Palermo dove, oltre agli incontri istituzionali con il governatore Lombardo, il Presidente renderà omaggio al personale di scorta dei giudici Falcone e Borsellino presso la caserma Lungaro, parteciperà, nell’aula bunker del carcere “Ucciardone”, al convegno organizzato dalla fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” sul tema: “Legalità, impresa e sviluppo”. Dopo aver reso omaggio alla figura di Paolo Borsellino in via D’Amelio, luogo del delitto, il presidente della Repubblica andrà a Gibellina nuova, città sorta dopo il terremoto del Belice. Lì incontrerà i sindaci dei Comuni trapanesi e agrigentini colpiti dal sisma. Le tappe del Presidente a Racalmuto, nell’Aula Bunker di Palermo, in via D’Amelio, presso la caserma Lungaro ci indicano la strada da percorrere: quella della convivenza civile tra cittadini, della giustizia, della legalità e dell’onestà... malgrado tutto. Carmelo Petrone

Esce il Venerdì - Euro 1,00

Citta’

N. 19 del 24 Maggio 2009

Cultura

Provincia

Per il decoro della Valle dei Templi e la Chiesa di San Nicola di LdP

Ricordando mons.Domenico De Gregorio

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di Carmelo Petrone

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Vita ecclesiale

Amministrative: Si vota in cinque comuni di Marilisa Della Monica

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

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Mons.Ficarra a cinquant’anni dalla morte di Vincenzo Restivo

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Se il web risveglia l’umano C

«Nuove tecnologie e nuove relazioni». Si celebra domenica la Giornate delle Comunicazioni Sociali

iò che colpisce nel Messaggio del papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2009 (Domenica 24 maggio), è l’accostamen­to di “nuove tecnologie e nuove relazioni”, due realtà che vengono normalmente con­trapposte al punto da creare uno spartiac­que insuperabile tra il virtuale e il reale. Benedetto XVI non le accosta a caso o in nome di un ingenuo ottimismo, ma piutto­sto in virtù di una intuizione originale, che ripete per ben due volte nel suo. La prima volta quando dice di voler «condi­videre alcune idee sullo straordinario poten­ziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana». La seconda volta, in modo ancora più netto, quando aggiunge poco dopo: «I giovani, in particolare, hanno colto l’enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità, e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incon­trarne di nuovi, per creare co-

munità e reti, per cercare informazioni e notizie, per con­dividere le proprie idee e opinioni». Questo è il punto: c’è un potenziale, anzi un enorme potenziale dentro i nuovi media che aiuta a rendere più umana la vita. Tutto il contrario insomma di quell’idea per cui la tecnologia allontana dalla realtà, fa vivere in mondi inesistenti e aumenta semplicemente la distanza e la solitudine tra le persone. Il Papa per altro non tace i rischi e non censura i pericoli, ma fa intendere che si tratta appunto di un potenziale, cioè di una possibilità che è affidata come sempre alla libertà dell’uomo. Si capisce allora che la vera differenza per il nostro mondo di oggi - assediato e insieme trasformato dai new media - non sta tanto tra il reale e il virtuale. Tutti sappiamo che, ad esempio, connetter­si

produce realmente un contatto con un amico che sta al di là dell’Oceano e che le mail hanno facilitato non solo i rapporti di lavoro, ma anche la qualità delle relazioni interpersonali. Così come del resto nessuno si sognava di mettere in dubbio la realtà di un contatto telefonico, semplicemente perché non c’era la presenza fisica dell’in­ terlocutore. Domenico Pompili continua a pag 5

L’Osservatorio scrive al Sindaco

Pubblichiamo di seguito il testo che l’Osservatorio permanente del cittadino ha indirizzato al Sindaco Marco Zambuto. «Sperando che la presente trovi un riscontro da parte Sua, a differenza della precedente nota sul Centro Storico ancora senza risposta, richiamiamo la Sua attenzione su vicende a Lei ben note e che provocano non pochi malumori e disagi per tante famiglie agrigentine non più disposte a tollerare tributi esosi e servizi scadenti. In questi giorni vengono recapitate, maggiorate dalle spese di notifica da parte dell’Aipa, le terze rate della Tia per l’anno 2006/2007. Rate che erano state oggetto di tanti incontri ufficiali che avevano alimentato notevoli speranze per una loro sospensione. continua a pag. 2

foto copertina Pagine Aperte n 4/2009

Immigrazione questo scrivevano di noi

Quando ad emigrare eravamo noi Questo scrivevano degli immigrati italiani negli Stati Uniti nel 1912. Da leggere prima di parlare... “Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anzia-

ni invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”. La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma

disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”. Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912- Fonte: RAINEWS 24




Città

L’Amico del Popolo

24 Maggio 2009

In Breve

osservatorio permanente del cittadino  lettera apera

Tia, Ato e Tarsu una certezza: l’aumento delle bollette

(continua dalla prima) Oggi arriva una brutta sorpresa per tante famiglie, molte delle quali in difficoltà finanziarie, irritate per le condizioni igieniche in cui versa la città. La lunga vertenza sociale che ha caratterizzato questa vicenda ha fatto registrare nel tempo diversi impegni, soprattutto da parte dell’Amministrazio-

ne comunale e dell’Ato per agevolare l’emersione delle posizioni non regolari, con l’impegno di aumentare la platea dei contribuenti e quindi procedere alla conseguente riduzione della Tia. Per quanto riguarda le vicende relative all’Ato idrico siamo ancora in attesa del verbale della riunione, alla quale abbiamo partecipato assieme al CdA e alle associazioni dei consumatori, di una seria giustificazione sui ritardi con cui si procede verso una normalizzazione del servizio, sui ritardi con cui si sta intervenendo sulla sostituzione dei pennelli a mare di San Leone, pregiudicando anche questa stagione estiva. Un verbale promesso solennemente dal presidente dell’Ato che ha indicato anche il tecnico incaricato e

che non è stato consegnato ad alcuno dei partecipanti. La prima richiesta che oggi ci permettiamo di formulare riguarda la possibilità di almeno scongiurare la bollettazione della terza rata del 2005, attualmente sospesa, invitando l’Ato Gesa di sopperire al mancato introito attraverso la scoperta degli evasori, poiché sappiamo bene che il Comune non può procedere a nessuna integrazione visto che dal 2005 si è passati dalla Tarsu alla Tia e quindi non è praticabile alcuna forma di ristoro rispetto a quanto dovuto per l’erogazione di un “servizio”. La seconda richiesta che oggi ci permettiamo di aggiungere si riferisce ad una sollecitazione del nuovo regolamento del servizio idrico, in modo da limitare

i danni di una convenzione decisamente penalizzante per gli utenti, sottoscritta in modo sconsiderato dai sindaci dell’epoca. Vogliamo confidare ancora nella Sua sensibilità e la invitiamo a farsi interprete di queste istanze per dare certezze ai contribuenti fedeli e per determinare situazioni di maggiori equità nel prelievo dei tributi che giustamente i cittadini devono pagare per servizi che, ovviamente, devono uniformarsi a standard almeno di decenza. Dopo tanti incontri, dichiarazioni rassicuranti, impegni più o meno formali, l’unica certezza è che le bollette sono aumentate in misura notevole, anche rispetto alle più pessimistiche delle previsioni. Le notizie di questi giorni delineano una situazione,

percepita come frutto di misure oltremodo vessatorie, sicuramente non corrispondenti a criteri razionali e di equità, oltretutto non conformi al livello di servizio assicurato. Il ruolo svolto dalle forze sociali è stato finora di conforto per i cittadini, soprattutto per quelli che si trovano in uno stato di disagio economico, sia nel tentativo di ricercare le soluzioni capaci di tamponare l’emergenza, sia nello sforzo di mantenere la contestazione in ambiti di grande serenità, evitando che la tensione possa provocare momenti di turbativa dell’ordine pubblico. In attesa di un suo cenno siamo disponibili ad incontrarLa quando lo riterrà necessario. L’Osservatorio permanente del cittadino

petizione  raccolte oltre trecento firme

Per il decoro di S.Nicola e della Valle Nei giorni scorsi il rettore della Chiesa di San Nicola alla Valle dei Templi, can. Giovanni Scordino, unitamente ai cittadini che la frequentano, rappresentati da trecento firmatari, hanno indirizzato al Sindaco di Agrigento, al Presidente e ai componenti del Consiglio nonchè al Direttore del Parco Archeologico di Agrigento una istanza nella quale evidenziano una serie di problmeatiche che da lungo tempo interessano la zona circostante la chiesa di San Nicola. Si legge nell’istanza: “- Per raggiungere la chiesa bisogna percorrere un marcia-

piedi talmente sconnesso da rappresentare un vero pericolo, per il cittadino come per il turista. -Il semaforo, da anni installato proprio in prossimità della curva, di fronte al quartiere ellenistico-romano, non è mai entrato in funzione. - Il largo antistante l’edicola votiva è completamente dissestato e costituisce un serio pericolo per chi lo attraversa. - Il piazzale della chiesa, vera terrazza panoramica che si affaccia sulla Valle dei Templi, è oscurato dalle chiome di alberi, solo in parte potati. - Per il parcheggio antistante

il museo, è auspicabile che in coincidenza con la Messa non venga richiesto alcun ticket. - Sulla passeggiata archeologica, particolarmente trafficata dai mezzi di trasporto, sarebbe necessario collocare opportuna segnaletica con limiti di velocità e antirumore”. Come settimanale ci facciamo eco di questo elenco di problematiche evidenziati dai firmatari della petizione e auspichiamo che queste segnalazioni siano oggetto di adeguata attenzione da parte delle Autorità in indirizzo, in quanto è interesse di tutti che un luogo così eccezionale,

come quello della Valle, mantenga la sua sicurezza e il suo decoro. LdP

Quanto devono ancora aspettare i giovani di Agrigento? Tra tutti i tuoi comunicati stampa, da gennaio ad oggi, non ne ho trovato uno che si occupasse di questo argomento. Prova ad immaginare quale cassa di risonanza sarebbe stata invece una dinamica Consulta Giovanile Comunale che avrebbe dovuto insediarsi entro tre mesi dal 14 giugno 2007, giorno di insediamento del Consiglio Comunale. Meritevoli di attenzione anche i finanziamenti europei 2007-2013 per le imprese giovanili. Non ti costerebbe nulla istituire dei seminari gratuiti per i giovani e fare illustrare loro i percorsi per attingere risorse. Ho provato ad organizzarlo io, nella sede di partito, con 30 giovani ed un esperto: tutti entusiasti. Pensa cosa potresti fare tu da Sindaco. Quando deciderai di aprire le porte ai giovani, di fare qualche cosa, in concreto, per loro, chiamami, sono disposto ad appoggiare la tessera di partito (per qualche minuto) fuori dall’ uscio della tua stanza, se il nostro incontro potrà servire a trattenere anche un solo giovane agrigentino nella sua terra dei templi non facendolo scappare nelle fitte nebbie padane. Una condivisione attiva dei giovani potrebbe inserirsi anche in un disegno di partecipazione e comunicazione più ampio che consentirebbe di valutare e approvare meglio le scelte di politica pubblica e le attività del Comune.Ciao.”

Chiusa la ex statale 115, nel tratto antistante la clinica Sant’Anna, per consentire la realizzazione del sottopasso che dovrà collegare il parcheggio adiacente la casa di cura con Porta Quinta, dove sarà realizzato il nuovo ingresso della zona archeologica. I lavori, curati dall’Ente Parco archeologico, sono cominciati da alcuni giorni. La strada rimarrà chiusa per circa un mese e ciò provocherà qualche disagio per la utilizza, specie a chi si reca alla clinica, al depuratore, ai ristoranti ed alle abitazioni della zona. Per questo motivo il Comune ha individuato la possibilità di realizzare una pista in terra battuta, su terreno di proprietà del Parco che collegherà i due estremi della strada chiusa. Potrà essere utilizzata, a senso unico alternato.

san giovanni di dio Continua l’inchiesta I consulenti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica di Agrigento per verificare l’eventuale sussistenza di irregolarità (con l’utilizzo di materiale scadente) nella realizzazione dell’ospedale San Giovanni di Dio, hanno depositato la prima parte dei risultati acquisiti durante la fese del carotaggio e della successiva verifica dei materiali. L’équipe guidata dal docente univarsitario Attilio Masnada, ha effettuato prelievi in svariate zone dell’edificio che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato realizzato utilizzando più sabbia che cemento. Soltanto nelle prossime ore sarà possibile saperne di più su quanto hanno scoperto i consulenti dei Pm.

concorso “Il Parco più bello d’Italia”

il segretario dell’UDc scrive al sindaco Il segretario dell’UDC, Pietro Vitellaro , scrive al Sindaco di Agrigento Marco Zambuto e intendo sulle problematiche giovanile “aprire un dibattito serio”. Vitellaro, scrive al giovane sindaco Marco Zambuto è chiede: “Caro Marco... Sono trascorsi due anni, perché non hai fatto decollare la Consulta Giovanile? Di cosa hai paura ? Non servono soldi, forse pochissimi. Questi giovani che vedi nella foto allegata, amano la propria terra, sono determinati e sperano di non abbandonarla. Come vedi, abbiamo scelto la mitica Valle dei Templi e ci siamo incollati al tempio della Concordia, simbolo di amicizia, affiatamento, unione. E’ tuo preciso dovere dare delle risposte concrete a questi ragazzi che hanno piacevolmente sconfitto l’immagine dei perditempo disinteressati. Vogliono partecipare, vogliono sapere, vogliono proporre, per crescere da primi attori della vita cittadina. L’istituzione della Consulta rappresenterebbe la promozione del protagonismo giovanile, la costruzione di uno straordinario modello di dialogo e confronto che si appoggia sulla innata, istintiva capacità che hanno i giovani di superare pregiudizi e irrigidimenti sulla linea di un moderno concetto di cittadinanza. Prova a chiedere in giro quanti hanno saputo dell’avviso che il comune ha pubblicato sui progetti attuativi dell’A.P.Q. “Giovani protagonisti di sé e del territorio”. Eppure il 7 aprile scorso scadeva la possibilità per partecipare e pochissimi intimi lo hanno saputo. Una ghiotta occasione considerato che, le organizzazioni ammesse, avrebbero dovuto essere composte, almeno per il 50%, da giovani di età inferiore ai 30 anni.

Valle dei templi Iniziati i lavori per un sottopassaggio

Sono stati selezionati i dieci giardini finalisti della settima edizione del concorso “Il Parco Più Bello d’Italia”, tra i quali sarà eletto entro l’estate il vincitore 2009. Tra questi c’è anche il Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi di Agrigento, luogo straordinario per la magnificenza della natura e per la ricchezza dei reperti archeologici, tornato allo splendore grazie all’intervento del FAI - Fondo Ambiente Italiano, a cui è tuttora affidato. “Il Parco Più Bello d’Italia” è un concorso no-profit, dedicato a parchi e giardini, promosso ogni anno da “Briggs & Stratton”, leader mondiale nella produzione di motori per macchine da giardino, che ha da sempre fatto del rispetto e dell’amore per la Natura il cardine della propria filosofia. “Il Parco Più Bello” è organizzato quest’anno con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del FAI - Fondo Ambiente Italiano, e dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Da quest’anno inoltre “Il Parco più Bello” è presente anche su Facebook, il social network delle nuove generazioni.

da agrigentoweb.it

la Settimana UN PIANO DEPRECABILE Sacrificare il marchio Lancia pur di mantenere gli impegni con i tedeschi. Marchionne, un nome che ci ha letteralmente bombardati in questi ultimi giorni, non toccherà alcun posto di lavoro in terra di Germania. Piuttosto che venire meno alla parola data, si potrebbe arrivare a chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Anzi chiudiamolo e non ne parliamo più, se non dopo aver rispedito a casa tutti in massa. Che bravi. Bisogna essere davvero cosi bravi, per decidere il presente e soprattutto il futuro di tanti padri di famiglia alle prese con una crisi che i vari Marchionne non potranno mai capire. E mentre si “specula” sulla pelle di tanti poveri disgraziati con salari da fame, c’è chi è pronto alla guerriglia pur di difendere un tozzo di pane. Ma attenzione: non occorre essere comunista per capire e deplorare certe manovre a danno della gente.

di Eugenio Cairone Non occorre professarsi di sinistra per poter parlare male di una strategia che arreca ansia e trepidazione nelle famiglie interessate. Per definire deprecabile il piano di non chiudere all’estero ma far rischiare i nostri operai in Patria, non occorre avere la tessera del Pd in tasca. Per questo motivo, è altrettanto deprecabile chi usa questo momento di grande confusione per schierarsi contro questo o quel ministro del governo Berlusconi. Bisogna convincersi che la gente non è stupida e sa perfettamente giudicare da sola. Se per qualcuno è impensabile che si possa fare a meno del marchio Lancia, per molti altri impensabile è svegliarsi un giorno (non lontano?) senza più un lavoro. E ci sarà da temere davvero che possa scoppiare la guerriglia, perchè il bisogno può portare a tutto. Anche se è vero che i poveri non sanno mai reagire, destinati come sono a patire in silenzio ma con una dignità di cui andare fieri, di fronte a tanto fango.


24 Maggio 2009

Chiesa ed educazione Un impegno che riguarda tutti

La scelta dell’essenziale L

’imminente assemblea generale della Cei (25-29 maggio) è chiamata ad indicare il tema per gli Orientamenti pastorali per il secondo decennio del secolo. Dopo “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, sembra proprio che la scelta sia per l’educazione. Sottolineava di recente il Consiglio episcopale permanente che “l’ininterrotta catena generazionale”, che garantiva tradizionalmente la trasmissione della fede e della cultura, risulta sempre più sfilacciata. Il presidente della Cei ha parlato di conseguenza di “un vero disagio di civiltà”, facendo eco ai numerosi interventi di papa Benedetto XVI, fin dal 2006, sull’”emergenza educativa”, in un tempo di “dittatura del relativismo”. È il filo che viene dal Convengo ecclesiale di Verona, quello della testimonianza e della spe-

appunti Sarà presentata il 23 maggio alle ore 18.00 presso il Museo Archeologico Regionale di Agrigento la mostra “Akrai Gea Akragas” dello scultore Gunther Stilling. Seguirà il concerto dell’Orchestra Filarmonica di Palermo. Sabato 23 maggio alle ore 11.00 presso il Palazzo Civico di Porto Empedocle si terrà l’incontro “Montalbano, un commissario non troppo di carta” a cui seguirà la scopertura in via Roma della scultura iperealistica raffigurante il commissario Montalbano. Le Fabbriche Chiaramontane di piazza s. Francesco ad Agrigento ospitano la mostra sul Futurismo, a cura dell’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento. In vetrina 17 opere di altrettanti artisti. Visite ogni giorno, tranne il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 21. Fino al 21 giugno.



Cultura

L’Amico del Popolo

ranza e della scelta di mettere al centro la persona, nella sua concreta condizione di vita: “Il tempo che ci è posto innanzi impegna ogni comunità cristiana a ritrovare il gusto e la gioia dell’educare, superando quel ricorrente dualismo che separa le convinzioni di fede dagli atteggiamenti pratici e riuscendo a far emergere nella persona ricondotta a unità l’interlocutore dell’annuncio evangelico e della proposta pastorale”. La scelta dell’educazione dunque conferma ed approfondisce un percorso e in questo senso diventa una sfida importante: la Chiesa in Italia, in tutte le sue molteplici articolazioni sceglie di andare all’essenziale non solo del suo impegno pastorale, ma anche dei tessuti connettivi che qualificano

la società. Si impegna a parlare di una cosa fondamentale, e dunque a spendere la propria credibilità di testimonianza. È il tempo di una testimonianza che dia ragioni, che implica quella che è stata definita “un’auto-esposizione diretta” di ciascun soggetto, ciascuno con le proprie caratteristiche, le proprie peculiarità e potenzialità, in una logica corale. Se è vero che tutti sembrano unanimi sull’importanza dell’educare, nel dibattito culturale odierno, cosa significa in concreto in termini di scelte anche pubbliche? Il secondo punto è la consapevolezza dei nodi dialettici: l’educazione è (anche) terreno di confronto tra le culture: si pensi al tema dell’identità sessuale e a

tutte le altre implicazioni della cosiddetta “nuova questione antropologica”. Il terzo punto riguarda le necessarie prospettive d’investimento: si tratta d’identificare alcuni obiettivi che la comunità cristiana si può dare, con evidenti riflessi sulla società. Una prima occasione di approfondimento e di confronto nel processo di elaborazione degli Orientamenti, il cui documento dovrebbe uscire il prossimo anno, potrà essere già a metà settembre, la pubblicazione del rapportoproposta elaborato dal Comitato per il progetto culturale della Cei (www.progettoculturale.it), sul tema “La sfida dell’educazione. Un impegno che riguarda tutti”. Francesco Bonini

Ricordando mons.De Gregorio Bomum est a mundo occidere ad Deum ut in ipso oriar Dove va il sole che sprofonda dietro le montagne o in fondo al mare, dove i giorni che tramontano, la polvere delle ore l’acqua delle stagioni che scivola fra le dita e si dilegua? Anch’io sprofondo negli anni, anch’io tramonto mi disperdo anch’io come polvere al vento. Ma il mio tramonto è un’aurora, perché Tu sei.: la mia polvere è polline di eternità, perché Tu sei: la morte è ponte per la vita nuova perché Tu sei.

© Bibliotheca Lucchesiana

Ricordando mons. Domenico De Gregorio, direttore del nostro settimanale dal 197 al 2003. Una messa di suffraggio sarà celebrata, nel terzo anniversario della sua morte, alle ore 7.30 martedì 26 maggio presso il santuiario S. Calogero di Agrigento.

Un gesto che fa riflettere

Le scarpe del dialogo Che dalla Giordania venga un modello e un esempio di vero dialogo interreligioso, desta davvero sorpresa. Sabato 9 maggio il Papa si è trovato alle 10:45 (11:45 ora locale) davanti alla moschea di Al-Hussein Bin Talal dedicata, appunto, al defunto re Hussein padre dell’attuale re di Giordania. Al momento di varcare la soglia il Santo Padre e il suo seguito, fra cui il portavoce vaticano padre Lombardi, fecero il gesto

naturale e cortese di togliersi le scarpe, come vuole il luogo ritenuto santo dai mussulmani. Il principe Ghazi Bin Tahal, cugino del sovrano di Giordania e suo consigliere per gli affari religiosi, però non permise loro di continuare, anzi per primo il principe procedette all’interno del tempio con le scarpe ai piedi. Nella moschea, infatti, era stato predisposto un apposito percorso delineato da alcune stuoie che avrebbe permesso al sommo Pontefice e agli altri ospiti di attraversare l’intera moschea senza Gaetano zitoLibreria Editrice Vaticana pp. 763 euro 37,00 togliersi i calzari. Se pensiamo al valore che ha per un mussulmano entrare a piedi Il volume colepiscopali del primo scalzi nel loro tempio ma il vuoto di una millennio scomparse possiamo capire l’alta storia della Chiesa con la dominazione portata simbolica del siciliana e, per la musulmana. gesto. Il re di Giordania prima volta, offre La ricostruzione ha accolto il Santo Pala possibilità di storica ha tenuto dre per ciò che egli rapconoscere il camconto del notevole presenta senza volerlo mino delle comuinflusso, soprattutin alcun modo piegare nità cristiane delto in alcuni periodi, all’identità mussulmal’isola, dall’avvio delle vicende polina del suo Paese. Un dell’evangelizzatiche che hanno atgesto straordinario che zione all’inizio del traversato la Sicilia. il mondo mussulmano terzo millennio. Corredano l’espocircostante, Iraq comNella visuale sizione: alcune appreso, non può non aver ecclesiologica del Vaticano II, pendici, cronotassi episcopale di colto in tutta la sua forza la dovizia di notizie sulle attuali ciascuna Chiesa ed una notevole e che noi rischiamo di 18 Chiese locali tiene conto dei bibliografia. lasciar passare inosserpassaggi istituzionali, del vissuto L’opera si prefigge una duplice vato o di relegarlo fra i del popolo cristiano, del deter- finalità: agevolare le ricerche di tanti aneddoti curiosi minante ruolo svolto dai religiosi storia socio-religiosa; esortare che caratterizzano la e dell’esemplarità di vita che, per le comunità ecclesiali dell’isola a vita e i viaggi del Pontediversi uomini e donne, è perve- tenere desta la coscienza storica fice nuta l riconoscimento ufficiale di ed a mantenere viva la memoria In realtà è un gesto santità.. Essenziali notizie certe della trasmissione della fede. che dovrebbe far riflettesono riportate anche per le sedi LdP re anche noi che in Italia

Storia delle Chiese di Sicilia

abbiamo bisogno di togliere i crocifissi dal muro per dimostrarci dialoganti, che abbiamo bisogno di vietare allo stesso Pontefice di parlare in una Università per dimostrare la nostra aperta laicità, che abbiamo bisogno di cancellare il nostro passato giudaico-cristiano per affermare una cultura progressista e falsamente dialogante. Un gesto così dà speranza, che venga da uno stato mussulmano dà ancora più speranza e rafforza nella convinzione che la vera lotta, come ha affermato lo stesso Benedetto XVI all’interno del discorso pronunciato proprio nel corso della visita alla moschea di Al-Hussein Bin Talal, è quella contro le manipolazione ideologiche della religione, contro l’ideologia corrente che è l’unica vera causa di divisione e, di odi e di violenze. da culturacattolica.it

Un anno con Paolo a cura di Baldo Reina

“La buona battaglia della fede” Le prima Lettera a Timoteo

Ci avviamo a concludere questa breve narrazione dell’epistolario paolino con gli scritti cosiddetti ‘pastorali’ (12 Timoteo e Tito); in essi Paolo affida ai due instancabili collaboratori le indicazioni che gli stanno più a cuore. Secondo la tradizione queste pagine sarebbero state scritte dall’apostolo durante la prigionia romana che lo porterà a versare il sangue per il Vangelo e – proprio per questo motivo – vengano definite come ‘il testamento spirituale’ di Paolo. In effetti leggendo il testo si nota una certa differenza con le lettere più corpose li dove si evidenzia una forte impalcatura dottrinale, una continua esortazione fatta alle singole comunità (rimproveri, incoraggiamenti, correzioni…) ed un atteggiamento sempre attento a mantenere la solidità del Vangelo. Nelle lettere pastorali, invece, ci si trova davanti un testo ricco di raccomandazioni, esattamente come fa un padre nei confronti dei figli mentre si accinge a chiudere i conti con la vita. Le tre lettere presuppongono una strutturazione ecclesiale già molto ordinata (vescovi, presbiteri, diaconi) ma, al tempo stesso, minacciata da false dottrine propagandate da pseudomaestri mossi soltanto da pruriti scomposti. Timoteo, Tito e tutti quelli che a loro succederanno nella diffusione del Vangelo devono saper custodire (più che conservare) l’integrità della Chiesa che è ‘la casa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità’ (1 Tm 3,15). All’interno di essa i cristiani sono chiamati a comportarsi come imitatori di Cristo in tutto e ad affrontare le prove e le immancabili persecuzioni come una preziosa occasione. Più volte Paolo usa l’espressione ‘combatti la buona battaglia della fede’ riprendendo l’immagine militare usata altrove (ai Tessalonicesi per esempio) e che è molto utile per esprimere l’idea della fatica, del confronto difficile, del rischio, del dolore, della disfatta…Riprendo un passaggio del capitolo sesto in cui questa immagine è inserita in un contesto più ampio: “Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni”. La buona battaglia della fede si unisce alla bella professione di fede; la prima la si affronta ricercando ciò che è giusto, vivendo l’amore pieno ed esercitandosi nella pazienza e nella bontà; la seconda si proclama mentre si guarda alla vita eterna diventando nel mondo trasparenza della bellezza che non passa. Il realismo di Paolo è edificante; ci ricorda che la fede non è una bella fiaba da vivere nel paese delle meraviglie; ma è battaglia, lotta (come quella di Giacobbe) un po con Dio, un po con il mondo. In questo continuo susseguirsi di contraddizioni, di problemi, di tensioni non ci giochiamo il dono della fede. Allora per il cristiano l’aspirazione massima non può essere quella di non lottare ma di sperimentare la forza di Dio nella lotta. Questa è fede. Anche per la nostra Chiesa che si appresta a vivere l’assemblea diocesana (il prossimo 20 Giugno, quasi in contemporanea con la conclusione dell’anno paolino) ancora sorretta dal tema dell’ascolto vale molto questa raccomandazione di Paolo. Mi piace interpretarla quasi come un appello ecclesiale: Chiesa di Agrigento combatti la buona battaglia della fede! Non stancarti di stare sulla breccia, non rinchiuderti fra le tue belle mure ricche di arte e di storia, non bere l’aceto della rassegnazione. Ma combatti, sapendo di avere al tuo fianco come prode valoroso il Signore degli eserciti, avendo coscienza dei doni di grazia che hai ricevuto e sapendo da chi li hai ricevuti. Ama la fatica più della comodità, la scommessa più delle certezze, il dubbio della ricerca più della presunzione stagnante. Combatti e fai la tua bella professione di fede. Anzi, sappi che solo combattendo farai riecheggiare la tua bella professione di fede!




Provincia

L’Amico del Popolo

24 Maggio 2009

Brevi provincia

Elezioni amministrative  Licata, Campobello, Caltabellotta, Naro e S.Elisabetta

Si vota in cinque comune N

ei giorni 6 e 7 giugno cinque comuni della provincia, oltre ad eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo, saranno chiamati a rinnovare i consigli comunali ed ad eleggere il nuovo primo cittadino che per cinque anni guiderà le loro città. Campobello di Licata, Caltabellotta, Naro, Santa Elisabetta e Sciacca i cinque comuni. Campobello di Licata ritorna alle urne dopo tre anni di commissariamento predisposto dal Ministero dell’Interno per infiltrazioni mafiose all’interno del consiglio comunale. Tre i candidati a sindaco: Salvatore Montaperto sostenuto dalle liste Campobello Libera, Democrazia e Libertà, Insieme per Campobello e Uniti per Campobello; Giuseppe Sferrazza sostenuto da Partito Democratico e Ita-

lia dei Valori – Campobello per cambiare; Michele Termini sostenuto dalle liste Campobello biancoazzurra; Campobello nel cuore – UDC, Città viva, Movimento per l’autonomia, Popolo della Libertà e Protagonisti per Campobello. Due i candidati a sindaco a Caltabellotta, Calogero Pumilia, sindaco uscente, sostenuto dalla lista civica Uniti per Caltabellotta e Sant’Anna che comprende forze politiche del PD, dell’UDC e di parte del PdL si scontrerà con Rosario Lombardo sostenuto anch’esso da una lista civica, Lista Camico per Caltabellotta e Sant’Anna, a cui fanno riferimento il PdL parte del Partito Democratico, MpA, Rifondazione Comunista e Socialisti. Scontro a tre i candidati a primo cittadino nella barocca Naro, l’uscente sindaco, Maria Grazia

Brandara, sostenuta dalla lista Noi per Naro sindaco Brandara che comprende forze politiche de l’UdC, Movimento per l’Autonomia e dall’associazione Fianco a Fianco, vicina alle posizioni del deputato regionale Panepinto; Lillo Fortunato sostenuto dalla lista Per Naro Fortunato sindaco raggruppante una coalizione di centro sinistra e Pippo Morello candidato per il PdL. Due i candidati a sindaco a Santa Elisabetta che, ritorna alle urne dopo le dimissioni di Tommaso Militello eletto nel maggio del 2007, questi sono Francesco Carrubba ed Emilio Militello entrambi appoggiati da liste civiche. Sciacca vedrà contendersi la

porto empedocle Nasce il Museo del Mare

poltrona di primo cittadino ben sei candidati. L’uscente sindaco Mario Turturici per il Pdl, Vito Bono sostenuto da Pd, Mpa e liste civiche, Giusepe Bono sostenuto da una Lista civica, Simone Lucchesi Palli sostenuto da Italia dei valori, Alfredo Ambrosetti per l’Udc e Stefano Scaduto sostenuto da una lista civica. Marilisa Della Monica

Enti autonomi di diritto pubblico 

La Camera di Commercio La Camera di Commercio è stata istituita all’indomani dell’Unità d’Italia ed ha sede nel capoluogo di ciascuna provincia. Quale ente autonomo di diritto pubblico gestisce e promuove sul territorio nazionale attività di sostegno in favore dei settori del commercio, dell’industria, dell’agricoltura e dell’artigianato. La sua autonomia è riconosciuta dalla legge di riordino n. 580 del 1993 ed è di carattere normativo, gestionale e finanziario. Inoltre, la Camera di Commercio esercita funzioni amministrative, di promozione e supporto delle imprese sul territorio provinciale, di regolamentazione e controllo del mercato, di analisi statistica e di studio e ricerca in campo economico. La legge n. 580, infine, consente alla Camera di Commercio di costituire aziende speciali operanti secondo le norme di diritto privato, di essere partecipi di altri organismi, enti, consorzi e società nonché di prendere parte agli accordi di programma previsti dalla legge di riforma delle autonomie locali. La Camera di Commercio di Agrigento, al pari delle altre, cura il Registro delle Impre-

se, attraverso le iscrizioni. Dal 2006 al 31 marzo 2009 le ditte iscritte all’albo camerale sono passate da 46.787 a 44.929 con una perdita di 2.858 unità con una incidenza superiore al 5%. È il settore agricolo con 15.000 iscritti il comparto più numeroso. Segue il settore del commercio con 12.000 ditte, e poi il settore servizi con 9.287, l’artigianato con 6.842 ed infine il settore industriale con 1.800. La tassa d’iscrizione è la fonte primaria delle entrate dell’ente camerale. Le altre risorse sono circoscritte alle visure e ai diritti di segreteria. Una situazione finanziaria difficile ed onerosa. Le spese di gestione sono rilevanti a fronte di un organico di 75 dipendenti in servizio, di cui 25 contrattisti. A questi occorre aggiungere il numero di 47 pensionati che sono a carico della stessa Camera di Commercio, con un aggravio finanziario notevole in quanto a differenza di tanti altri enti pubblici, non assicura le pensioni dei propri dipendenti attraverso l’Inps o l’Inpdap. La realtà pensionistica, col passare degli anni sarà sempre più insostenibile e creerà seri problemi all’ente camerale. Sono 28 i consiglieri in rappresentanza delle

ribera Assistenza agli immigrati

L’associazione culturale “Concordia” di Ribera, fondata nel 2005 e costituita dagli avvocati Giuseppe e Calogero Musso, Liborio Danna e Salvatore Tortrici, ha dato vita allo Sportello per l’assistenza legale agli immigrati non solo di Ribera, ma di tutto il comprensorio. Due i progetti con cui l’associazione si occupa di recupero e di assistenza per giovani immigrati. Il primo, di concerto con il comune riberese, già finanziato, interesserà la popolazione studentesca dalle scuole elementari alle superiori. Il secondo, in collaborazione con la Provincia Regionale di Agrigento, sta per concludersi a Ribera e a Sciacca presso un paio di istituzioni religiose che si occupano della presenza di bambini stranieri. L’associazione ha presentato al Ministero delle Pari Opportunità un progetto, che prevede, a Ribera, Sciacca e Agrigento, la nascita di uno sportello legale per gli extracomunitari per l’assistenzanel disbrigo delle pratiche e nella conoscenza delle leggi. Lo sportello interesserà i comuni del distretto sanitario D6 (Ribera, Calamonaci, Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Burgio, Cattolica Eraclea e Montallegro) dove la presenza di extracomunitari, come lavoratori, è notevole. «Sarà realizzata una convenzione tra i comuni - ci dice il giovane avvocato riberese Giuseppe Musso - per far sì che le istituzioni locali possano diventare laboratori attivi di una nuova progettualità nel campo dei servizi sociali e per innescare processi di cambiamento del territorio rispetto alle politiche sociali (individui svantaggiati, quali gli immigrati, e servizi informativi e di integrazione per gli extra-

Un importante Protocollo culturale è stato firmato tra il sindaco, Calogero Firetto ed i responsabili delle soprintendenze del Mare e del Territorio. Alla cerimonia tra gli altri, è intervenuto anche l’Assessore Regionale ai Beni Culturali, Antonello Antinoro. La storica Torre Carlo V recentemente restaurata dalla Soprintendenza alle Antichità di Agrigento, diventa ufficialmente il primo Museo Regionale del Mare e del Territorio Costiero. L’antica Torre Carlo V ospiterà due sezioni museali, quella per l’appunto del Mare (con importanti e pregevoli reperti archeologici recuperati nelle profondità marine o in corso di recupero lungo il litorale agrigentino) e quella del Territorio che verrà arricchita con reperti già in possesso alla Soprintendenza di Agrigento.

canicatti’ Riapre il cavalcavia

Entro questa settimana sarà nuovamente transitabile il bivio di Canicattì sud, lungo la strada statale 640 Agrigento - Caltanissetta. Gli operai dell’impresa che si è aggiudicata i lavori per conto dell’Anas hanno praticamente completato la posa del nuovo cavalcavia di contrada Aquilata. Tra breve verranno effettuate le prove di carico per testare la solidità della struttura. Poi, se tutto andrà bene, ci sarà la riapertura della strada.

licata Picchiato per uno sguardo di troppo

varie categorie. Di questi undici fanno parte della giunta camerale. Sul piano degli emolumenti il presidente percepisce un compenso mensile di 2.500 euro circa, mentre ai componenti della giunta un compenso mensile di 1.100 euro. Ai componenti del consiglio generale viene dato un gettone di 300 euro per ogni seduta. In Sicilia a gestire le Camere di Commercio sono centinaia e centinaia di consiglieri con costi ed oneri rilevanti per l’intera comunità. Oggi si appalesa, nel rispetto dell’auspicato decentramento a favore dei Comuni, il trasferimento di tutte le competenze e le funzioni in atto esercitate dalle Camere di commercio. I Comuni per la loro specificità istituzionale rappresentano i veri destinatari ai quali assegnare la gestione e la promozione delle varie ditte ed imprese aventi sede nel territorio municipale. La Regione Siciliana, quindi, comunitari)». Saranno previste, secondo i progetti con propria legge dovrebbe sandell’associazione “Concordia”, in particolare, le atcire lo scioglimento delle Cametività di informazione e di consulenza giuridica per re di Commercio e trasferire tutpermessi di soggiorno, cittadinanza, mappatura te le competenze e le funzioni ai delle qualifiche per esperienze professionali, attiviComuni dell’isola. tà di orientamento alla formazione, corsi di italiano La proposta si inquadra nel con il supporto di scuole ed università, contatti con piano di una ampia riforma istile aziende e realizzazione di banca dati, organizzatuzionale che veda lo scioglimenzioni di incontri, sito e pagine web, seminari, attivito degli enti intermedi a partire tà di monitoraggio. Le risorse umane impiegate dal dalla provincia regionale, dagli progetto saranno sette: il responsabile-coordinatore, Istituti Autonomi Case Popolari tre operatori per il front-office, un orientatore e un e dalle Camere di Commercio. mediatore culturale. Paolo Cilona Enzo Minio

Nasce lo sportello legale

“Nessun branco ha aggredito il quindicenne di Licata. Il ragazzo ha ricevuto dal 17enne solo un colpo ed è caduto sbattendo la testa”. E’ stato il capitano dei carabinieri, Andrea Corinaldesi, a spiegare la vera dinamica dei fatti che hanno portato al ricovero in gravi condizioni di un giovane di 15 anni. Il giovane ricoverato al San Giacomo d’Altopasso ha avuto un leggero miglioramento, anche se i medici mantengono la prognosi sulla vita riservata. I militari dell’Arma proseguono nelle indagini per ricostruire in tutti i suoi particolari l’incredibile episodio dei giorni scorsi. Gli investigatori hanno sentito numerose persone che hanno assistito alla scena avvenuta in piazza Progresso quando il fidanzato offeso dal rivale per uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza ha sferrato un colpo al quindicenne il quale finito a terra si è fratturato il cranio. I testimoni hanno risposto che nessun altro è intervenuto nella lite. L’aggressore nelle prossime ore sarà denunciato alla Procura dei Minori di Palermo che già poche ore dopo l’accaduto era stata informata dei fatti.

L’ANGOLO DEL CONSUMATORE Mi è stata notificata una contravvenzione. Pur essendo mia moglie in casa, la contravvenzione è stata consegnata al portiere. É una notifica valida? (L.G., Sciacca) L’art.139 del codice di procedura civile stabilisce che “la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio. Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace. In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla. Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a:

Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinata-rio dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata.” Quindi: l’atto deve esse-re consegnato preferibilmente al destinatario; se questo manca, deve essere consegnato ad una per-sona di famiglia o addetta alla casa o all’ufficio; e soltanto nell’ipotesi in cui non si rinvengano det-te persone, può essere consegnato al portiere. Inoltre, in caso di notifica al portiere, chi la effettua deve specificare sull’atto le ricerche effettuate, e la irreperibilità del destinatario, o di persone di famiglia, addette alla casa o all’ufficio. Infine, in caso di consegna al portiere l’interessato deve es-sere avvisato con lettera raccomandata. Ciò è confermato dalla giurisprudenza (Cass. Civ. n. 5706/1999; Cass. Civ. n. 4739/1998; Cass. Civ. n. 1387/1995; Cons. Stato n. 1037/1995) per la qua-le la semplice consegna al portiere determina una notifica nulla.

Rubrica a cura

dell’Avv.

Adele Falcetta


L’Amico del Popolo



Società

24 Maggio 2009

rapporto ocse  salari italiani tra i più bassi

diario multimedi@le

F

«Roba da matti, ma storie vere»

La crisi sulle famiglie ino a qualche giorno fa l’Italia era Francia e Austria. Quest’ultimo descritta dal Governo come un’iso- aspetto però, è dato in parte dall’alta la economica felice e prospera: niente evasione fiscale presente nel nostro crisi o quasi, economia solida, impre- Paese e che, vede nel lavoro dipense sane, occupazione nei limiti della dente, l’unica fonte certa di gettito stabilità. Peccato che, di questa imma- erariale. Se molto ognuno di noi può gine così edulcorata ed ottimistica, gli fare per alleggerire la tassazione saitaliani non trovassero riscontro nella lariale – basterebbe pagare tutti le vita quotidiana. Per ristabilire un po’ tasse per pagare meno tutti - tanto una volta per tutte, affrontare concretadi verità e dare un quadro più chiaro può fare una giusta politica economica per mente le difficoltà e trovare nuovi indirizzi della situazione economica che stiamo risollevare le finanze dei singoli lavoratori. politici ed economici per il bene del Paese. vivendo, per fortuna, se così possiamo L’uomo medio, il cittadino comune, non Se non vogliamo che la crisi economica definirla, ci ha pensato l’Organizzazio- vive di parole o di promesse. Non basta mondiale faccia di noi uno Stato “dai piedi ne per la cooperazione e lo sviluppo pensare con ottimismo all’Italia per supe- di argilla”, bisogna una volta per tutte guareconomico – l’Ocse – con le sue 500 rare la crisi e risolvere i problemi. Semmai, dare in faccia la realtà pagine di rapporto sulla situazione sa- così, si ha solo l’effetto opposto. Occorre, Anna Chiara Della Monica lariale nei 30 Paesi membri. La ricerca presentata, agprogramma quadro  per le politiche giovanili giornata al 2008, ha dato così ragione a tutti quegli italiani che si lamentano di non arrivare a fine mese, di pagare troppe tasse, di percepire una busta paga misera. Da quanSono stati firmati, dall’assessore regionale può chiedere un contributo, da 12 a 20 mila to emerge dai dati dell’Ocse, per la Famiglia, Francesco Scoma, due bandi euro, a fondo perduto. Queste risorse serviinfatti, l’Italia è tra i Paesi con relativi all’azione 7 dell’Accordo di programma ranno per sostenere i costi progettuali o di gli stipendi più bassi. Siamo quadro per le politiche giovanili, finalizzato a start-up dell’attività imprenditoriale». al 23° posto, persino dietro migliorare la qualità della vita dei giovani siciIl bando prevede 2 milioni per favorire la la Spagna e la Grecia, con un liani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. permanenza di giovani laureati nel sistema salario netto di 21.374 dollari. Le somme a disposizione ammontano a formativo e produttivo regionale e sostenere Ben lontani dal vertice della quattro milioni di euro, e sono volte a favorire la capacità progettuale e creativa dei giovaclassifica: la Corea con 39.931 la creazione e lo sviluppo di nuove attività im- ni dai 18 ai 30 anni, attraverso stage o project dollari. Ad aggravare ulteriorprenditoriali e di lavoro autonomo attraverso work in centri di ricerca, poli di eccellenza, mente questa situazione non l’erogazione di un contributo a fondo perduto dipartimenti universitari ed imprese private o certo rosea, interviene anche per lo start-up, ma, anche, per sostenere pro- lo sviluppo di idee innovative in partnership l’elevata pressione fiscale pregetti tecnico scientifici ed idee innovative. I con enti pubblici e privati. Ma anche altri due sente nel nostro Stivale per la bandi dell’azione 7 finalizzati anche a sostenere milioni di euro per favorire la creazione e lo quale, parte della retribuzione progetti tecnico scientifici ed idee innovative, sviluppo di nuove attività imprenditoriali e di del lavoratore va via in tasse. coinvolgeranno direttamente le imprese, i neo lavoro autonomo. Anche qui, con il nostro sesto laureati e gli aspiranti imprenditori. I progetti dovranno prevedere un cofinanposto conquistiamo una posi«Di fatto grazie a questa azione - spiega l’as- ziamento da parte dei proponenti, pari al 20% zione di tutto rispetto dietro sessore Scoma - chi avrà un’idea innovativa o del contributo. Ungheria, Belgio, Germania, voglia di intraprendere l’avvio di una attività Salvatore Pezzino

4 milioni per imprese e progetti

Continua dalla prima La differenza allora non è tanto tra virtuale e reale, ma tra potenziale e attuale. In altre parole, il web crea le condizioni per una relazione che può svilupparsi in una com­piuta dinamica relazionale. La tecnologia crea la connessione, ma sta poi all’uomo svilupparla fino ad una compiuta relazio­ne. Allora si capisce perché Benedetto XVI indichi positivamente tre snodi della comunicazione che sono come la cartina al tornasole della nostra esperienza nel web. E cioè il rispetto, il dialogo e l’amicizia. Una comunicazione autenticamente umana deve nutrire rispetto anzitutto per la persona umana e dunque - è sempre Benedetto XVI a sottolinearlo - «evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere[...] ciò che

alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi». Non solo: deve pure favorire il dialogo tra le culture, le religioni e le persone, basandosi su un ascolto attento che non censuri pregiudizialmente la ricerca della verità. Anche perché se non ci si lascia ispirare dalla ricerca del vero, del bello e del buono, si finisce fatalmente per essere preda e quasi vittima del semplice mercato che riduce l’uomo a oggetto di consumo. Va da sé poi che non si può banalizzare l’amicizia, lasciandosi ossessionare da una connessione così invasiva che finisce per annullare l’interazione sociale. La grande stampa ha enfatizzato l’approc­ cio positivo del papa nel suo messaggio, raf­ forzato anche dall’annuncio del suo “sbar­co”

su You Tube. Probabilmente non ha colto a sufficienza che tra psiche e techne, tra reale e virtuale non c’è necessariamente uno scontro, se di mezzo si inserisce la persona umana, cioè quella tensione etica a essere se stessi, senza lasciarsi manipolare. Sarà per questo che con fiducia papa Ratzinger si rivolge proprio ai giovani, cui affida il com­ pito di evangelizzare il continente digitale, consapevole che la comunicazione ben fatta è una via per avvicinarsi a Dio, anzi - per dirla con le sue stesse parole - «un riflesso della nostra partecipazione al comunicativo ed unificante amore di Dio, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia». Domenico Pompili Dir. Uff. Comununicazioni della CEI da Pagine Aperte 4/2009

“Caro diario, come promesso, ecco l’atteso aggiornamento ad

aprile 2009 delle notizie “incredibili ma vere”. Germania. Una donna ha divorziato dal marito perché non ne poteva più di vederlo pulire tutto il tempo. La stampa tedesca ha riportato che la donna ha passato 15 anni di matrimonio convivendo con le fissazioni del coniuge sulla pulizia della casa e sulla sistemazione dei mobili, finché, vedendolo buttar giù e ricostruire un muro solo perché troppo sporco, l’ha definitivamente mandato a quel paese. Stati Uniti. Incredibile “gaffe” a luci rosse per Hillary Clinton. Il numero divulgato ai giornalisti per ascoltare un “briefing” del Segretario di Stato sul vertice Nato corrispondeva, invece, a quello di un telefono “hard”. E così i cronisti che si aspettavano di sentire la voce del Segretario di Stato si sono trovati invece dall’altro capo del telefono una voce calda e provocante che chiedeva se avessero voglie segrete (“Se volete dare sfogo ai vostri desideri peggiori siete arrivati nel posto giusto”: non avevo dubbi, caro diario). Dopo le proteste dei giornalisti, la Casa Bianca ha scoperto di aver sbagliato una cifra nel numero fornito ai “reporter”, ma non ha dato spiegazioni, né “hard” né “soft”. Giappone. Non è una tazza di wc come tutte le altre ma una “toilette” che fa pure “in diretta” l’analisi delle feci, con tanto di conteggio di batteri, sangue o grassi, e che poi pubblica il risultato “on line” con la possibilità di confrontarsi (pure!!!) con altri “utenti”, ma in forma anonima, tranquilli, per salvaguardare la “privacy” (e meno male, almeno “lì”…). In altre parole, grande successo sul cesso. E non finisce qui. Norvegia. L’alternativa al carburante arriva dalle fogne, e cioè dalla fermentazione di detriti solidi. Questo tipo di combustibile, costo di produzione irrisorio e quindi prezzo da favola (30-40% in meno del diesel), farebbe persino anche bene all’ambiente, poiché senza emissioni di CO2. Facilmente immaginabile, però, l’odore delle altre “emissioni” che uscirà dai tubi di… scappamento. Inghilterra. Un chimico algerino spruzzava addosso alla gente una mistura “letale” e a costo zero, poiché ottenuta con feci e urina (sue “doc”); e per questo è stato condannato a 9 anni di carcere, accusato addirittura di bioterrorismo. Per le sue nauseanti azioni si serviva di un flacone di diserbante nascosto in una borsa e, secondo gli inquirenti, era sempre pronto a nuovi fetenti “bio-blitz”. Ucraina. Un cane entra in una bottega con una banconota fra i denti, il titolare gli dà in cambio tre fette di salame e, da allora, il botolo gli porta soldi per comprarsi il pranzo (come la gallina della barzelletta, ma il cane esiste sul serio, ed è già un “divo”). Russia. Mentre operavano di tumore un giovane paziente, i medici sono rimasti esterrefatti: altro che neoplasia, c’era un rametto d’abete con tanto di radici, sicuramente venuto fuori “per caso” da un seme ingerito e non da Babbo Natale in versione avarizia, data l’assenza di lucette, festoni e decori Inghilterra, ancora. Troppa “lingerie” in valigia: con questa motivazione le autorità di un aeroporto hanno respinto l’ingresso di una giovane brasiliana nel Regno Unito. Pare che il suo bagaglio (tanta biancheria intima, ma solo qualche maglietta e una vestaglia) abbia fatto sospettare un suo coinvolgimento nell’industria del sesso. Chi lo sa, caro diario: comunque in Italia l’avremmo accolta senza problemi, tanto siamo rimasti tutti in mutande, gaudenti & casti. Giappone. Con 52 maratone in 52 giorni consecutivi, e ben 65 anni sulle gambe, un atleta è entrato nel “Guinness dei primati” demolendo il vecchio primato 2008 di un italiano, 51 maratone in 51 giorni. Ok, ti saluto, caro diario, alla prossima. Ah, scusa, dimenticavo: ma lo sai come si chiama questo nuovo “recordman” che è arrivato ad ogni traguardo sempre fresco come una rosa? Kusùda… Nuccio Mula

In Turchia con L’Amico del Popolo Sulle orme dell’Apostolo Paolo - dal 22 al 29 Luglio

1°giorno Ag-CT - Tarso - Adana Riunione dei partecipanti ad Agrigento. Trasferimento in bus riservato in aeroporto a Catania Formalità d’imbarco e partenza per Adana, con volo diretto. Arrivo, incontro con la guida e inizio della visita di Tarso, città i natale di Paolo della cui casa rimane un pozzo romano identificato come “pozzo di S. Paolo” nel quartiere ebraico. Sosta all’Arco detto di Cleopatra e visita alla chiesa di S. Paolo, oggi museo, ma aperta al culto cattolico. Rientro ad Adana in albergo. Sistemazione, cena e pernottamento 2° giorno Adana – Cappadocia Dopo la prima colazione partenza per la Cappadocia. Arrivo per il pranzo in ristorante. Visita alla città sotterranea di Kaymakli, e villaggi ecc. Sistemazione in

albergo. Cena e pernottamento in hotel . 3° giorno Cappadocia Pensione completa. Giornata dedicata alla visita di questa regione posta sull’altopiano Anatolico, uno dei luoghi più affascinanti del Paese, paesaggio lunare, abitazioni troglodite, chiese rupestri ricche di opere d’arte bizantina, dove fiorì la spiritualità dei Padri Cappadoci. Visita alla Valle di Goreme con il suo Museo all’aperto e sosta nei punti maggiormente panoramici. Sosta a Zelve e ai villaggi di Avcilar ed Uchisar. 4° giorno Cappadocia – Konya – Pamukkale Colazione e partenza per una lunga tappa di trasferimento con pranzo lungo strada. Sosta a Konya per la visita del mausoleo di Mevlana, figura della spiritualità musulmana e sosta alla chiesa di San Paolo, che ricorda le visite e le predicazioni alla comunità di Ikonio. Proseguimento per Pamukkale. Arrivo in albergo cena e pernottamento. 5° giorno Pamukkale – Efeso – Kusadasi Prima colazione e mattinata presto visita alle “cascate pietrificate” ed alle imponenti rovine di Hierapolis con i resti della chiesa che ricorda il martirio di San Filippo. Proseguimento per Efeso, alla cui comunità Paolo si indirizzò con toni vivaci. Visita ai monumenti dell’antica città romana tra cui la biblioteca di Celso, il

teatro, il tempio di Adriano, la basilica dell’omonimo Concilio che proclamò la divina maternità di Maria. Visita alla basilica di S.Giovanni e salita alla collina degli Usignoli dove si trova il santuario della “Casa della Madonna”. Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in hotel. 6° giorno: Kusadasi – Pergamo - Balıkesir - Istanbul Dopo la prima colazione partenza per Istanbul via Bergama, l’antica città di Pergamo, visita agli scavi dell’acropoli e la città di Esculapio. Proseguimento per il traghetto per attraversare il mar di Marmara, pranzo lungo il percorso. Arrivo ad Istanbul, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento in hotel. 7° giorno: Istanbul Pensione completa. Giornata dedicata alla visita della città posta in posizione dominante sul Corno d’Oro ed il Bosforo, punto di incontro tra Asia ed Europa. Dell`antica Costantinopoli si visita S. Sofia, l’Ippodromo, la chiesa bizantina di S.Salvatore in Chora con preziosi mosaici. Nel pomeriggio visita alla Moschea Blu, e al Gran Bazaar. 8° giorno: Istanbul – Catania Colazione in hotel e trasferimento all’aeroporto di Istanbul. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza del volo speciale per il rientro Catania. Arrivo e fine dei ns. servizi.

Quota di partecipazione eur 1.220,00 La quota comprende: trasferimenti in bus riservato da Ag in aeroporto e viceversa. Trasporto aereo con voli ITC Catania/Adana e Istanbul/Catania; Sistemazione hotel 4 stelle durante il tour; Trattamento di pensione completa dalla cena del primo giorno fino la prima colazione delll’ultimo; Guida/accompagnatore parlante italiano per tutto il tour; Pullman per tutto il tour; Ingressi musei come da programma; Assicurazione medico no-stop e bagaglio; Set da viaggio;. facoltativo: assicurazione contro le pen di annullamento eur 20. La quota non comprende: Bevande ai pasti, i facchinaggi ed eventuali extra personali, Tutto ciò che non è specificato sotto la voce “la quota comprende” N.B.Il tour potrebbe svolgersi anche in senso inverso.

Prenotazioni con acconto di eur 300,00 pp entro il 20 maggio

Per informazioni e prenotazioni chiamare l’Agenzia Travel Gate tel 0922/595939 travelgate@libero.it




Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

24 Maggio 2009

A cinquant’anni dalla scomparsa

Anni verdi in Seminario

Un anno di iniziative per ricordare mons. Ficarrra A

cinquant’anni dalla scomparsa del grande vescovo Angelo Ficarra, la città natale, Canicattì, ha in programma una serie di iniziative per celebrare la figura del pastore e dello studioso. Colto ed erudito, pastore e

Note Biografiche Nasce a Canicattì il 10 luglio 1885 da Angelo Ficarra e Giuseppa Guadagnino e viene battezzato il 12 luglio nella chiesa San Biagio. Nel mese di ottobre 1899 entra nel Seminario Vescovile di Agrigento; qui compie gli studi con brillante profitto e il 12 luglio 1908 viene ordinato sacerdote da mons. Lagumina. Nell’ottobre 1909 si iscrive all’Università di Palermo, ove il 27 giugno 1914 consegue la laurea in Lettere Classiche con una tesi su san Girolamo. Negli anni 1914-16 insegna Latino e Greco nel Regio Ginnasio di Siracusa e al Liceo Empedocle di Agrigento. Il 31 agosto1916 inizia il servizio militare e svolge la sua opera a Padova fino al 20 marzo 1919. Nominato Arciprete di Canicattì vi inizia la sua azione pastorale il 13 luglio 1919. Qui nel 1921 inaugura l’oratorio festivo in locali da lui stesso acquistati con fondi propri, fonda l’Azione Cattolica, le Dame della Carità, riorganizza e diffonde la Compagnia delle Orsoline, promuove attività catechistiche e opere sociali ed educative. Il 9 Gennaio 1934 mons. Peruzzo lo nomina suo Vicario generale. Il 12 ottobre 1936 viene eletto Vescovo di Patti. Per 22 anni regge la Diocesi di Patti con zelo paterno, volendo essere “maestro di fede, dispensatore di santità, difensore dei più deboli e guida per tutti”. Il 2 agosto 1957 a Canicattì apprende la notizia delle sue dimissioni da Vescovo di Patti e della sua promozione ad Arcivescovo di Leontopoli. Chiude la sua giornata terrena il 1 giugno 1959 a Canicattì, ove la venerata salma riposa nella Chiesa Madre. Calogero Montanti

profeta, ha saputo coniugare gli studi di patristica e di letteratura antica con l’impegno apostolico sia come arciprete nella sua città natale, sia come vescovo della Diocesi di Patti. La figura profetica e lo zelo ascetico hanno fatto di lui un personaggio tanto discusso, ma allo stesso tempo ancora da scoprire, nel suo aspetto più originale e significativo per le generazioni future. Durante il suo servizio di parroco nella Chiesa Madre di Canicattì, dedicata a San Pancrazio, è riuscito ad impiantare, anche con l’aiuto di alcuni valenti collaboratori, una serie di strutture pastorali che ancor oggi sono punto di riferimento non solo per la vita religiosa, ma anche sociale e culturale della città natale: Volontariato Vincenziano, Azione Cattolica, Istituto del-

le Orsoline sono ancora attivi e caratterizzati da un’intensa attività di servizio per la città e per la diocesi. Una sola attività è sembrata insufficiente per studiare, raccontare e scoprire Angelo Ficarra: si è così spontaneamente costituito un comitato che sta curando una serie di iniziative che si susseguiranno per quasi un anno. In prima linea sono l’Azione Cattolica, l’Istituto delle Orsoline ed il Volontariato Vincenziano che hanno già iniziato, e continueranno con convegni e mostre, a presentare il fondatore dei rispettivi sodalizi nella città. La Parrocchia San Pancrazio (Chiesa Madre) si affianca insieme alla Città di Canicattì in questo cammino di ricerca e di celebrazione. Alcune tappe dell’itinerario sono state già svolte, altre ne restano da fare: oltre la

a cura di Stefano Pirrera

Testamento spirituale di Mons. Calogero Lauricella

celebrazione della Santa Messa nel giorno dell’anniversario (1 giugno) è prevista nel prossimo ottobre una concelebrazione con tutti i Vescovi di Sicilia. Al termine dell’itinerario annuale la Città di Canicattì presenterà restaurato il busto di bronzo che attualmente è stato rimosso, ed un volume che raccoglierà testimonianze e scritti del grande vescovo di Patti e sacerdote canicattinese. Giuseppe Ingaglio

il ricordo di mons. Vincenzo Restivo

Un vescovo «Santo e dotto» Non posso e non debbo dire più di quello che già ho scritto nella lunga e affettuosa cura della memoria della “buona e cara immagine paterna” e gelosamente raccolto in un ampio e documentato dossier che nella ricorrenza del 50° della morte rivedrà sufficiente luce. Pertanto, mi limito a riportare appena un modesto e prezioso manipolo di spigolature. «Figlia mia, noi abbiamo superato tante tempeste con la forza tenace del silenzio e la fiducia in Dio, e Lei ha timore di una spilla o di una mosca che punge?» «Lei si preoccupa di tutti i piccoli difetti che trova nell’anima sua, ma sarebbe assai peggio se credesse di non averne. Il Signore è come un fuoco divorante e ci fa credere che in noi c’è sempre qualcosa da togliere e qualche cosa di nuovo da

fare per Lui». «La Chiesa ha con- pienezza maturata nel costante, quistato il mondo con la purezza personale tirocinio, dalla sovrabe con la carità, con l’ardore degli bondanza dello spirito, che vive Apostoli e la fortezza dei martiri». e vede al di là del tempo e delle «Per i pazzi la carità comanda di umane vicende. Ben disse il Picchiuderli bene e curarli, ma non di colo Principe: «Non si vede bene ragionare come loro». «Un popo- se non col cuore, l’essenziale è inlo senza catechismo è una massa visibile agli occhi». grigia, uno strumento musicale Ed il Ficarra vide, disse e visse: senza vibrazioni». «Dovunque si dotto e santo. arriva si trovano tre cose: il SignoVincenzo Restivo re Gesù, l’anima nostra da santificare e le anime dei piccoli e dei grandi da aiutare a salvarsi: si dice che noi dobbiamo fiorire dove Dio ci semina…» Sì! Semi, semi La vicenda umana di mons. Ficarra ha di sapienza vissuta e interessato scrittori e giornalisti. Vasta eco copiosamente sparsa ha avuto il pamphlet Dalle parti degli infeda un cuore ardente deli di Leonardo Sciascia (1979). Sulla Riviche non detta dalla sta Storica Siciliana è comparso un saggio cattedra, ma da una di A. Corsello: La deformazione sciasciana della figura e dell’opera di mons. A. Ficarra (dicembre 1981). Del 1983 è L’ombra di Monsignore di G. Alibrandi. Di particolare interesse Mons. A. Ficarra Vescovo di Patti di D. De Gregorio, A. Sidoti, G. Orlando, V. base sicura e criterio certo, utilizza poi con Restivo e R. Magistri (1999). equilibrio il meglio che lo forzo della mente Riferimenti al Ficarra sono in Cronistoria umana ha prodotto nei secoli; ne sviluppa quindella Pastorale Catechistica dei Vescovi di di i testi arricchendoli con il patrimonio cultuPatti (1995) di P. Sirna e in G. Pullano, biorale, di cui gli studi classici e patristici, nonché grafia del successore del Ficarra curata da le letture personali lo avevano dotato, accostanB. Scalisi (2005). Tra gli articoli ricordiamo: do ad Ambrogio e Agostino, Platone e Pascal, a Un vescovo “dalla parte degli infedeli” di E. Dante, Gerson e Manzoni e S. Giovanni Bosco, Alessi (La Tribuna, 1991), Destituito perché e molti altri meno noti e recenti che sono parte non sostenne la DC? di A. Bartolotta (Vita dell’unica famiglia umana in cerca di luce e di pastorale, 2002), Mons. A. Ficarra: l’audacia Dio. della fede di N. Calabria (Nuova ResponsaGli studi e l’esercizio faticoso dell’insegnabilità, 2000), Note sulla cultura cattolica in mento hanno fornito a mons. Ficarra gli struItalia di C. Kin (Rassegna sovietica, 1981). menti necessari per elaborare le sue lettere in Una rivisitazione assai riuscita dell’atmodo che esse risultano chiare per l’impostatività del Ficarra è andata in onda su Rai zione e lo sviluppo, interessanti per il contenu2 il 30 e 31 agosto 1985: da essa traspare to, affascinanti per il lessico e il tono che soddiquanto il vescovo fosse amato a Patti anche sfano la mente e toccano il cuore, godibili per i dagli esponenti della società civile. Un rifepregi formali con i quali egli, con semplicità e rimento al Ficarra è contenuto nell’articolo naturalezza, le espone. di S. Quinzio Religione, rifugio psicologico Le tredici lettere sono un piccolo ma prezioin quest’epoca priva di fede (Corriere della so patrimonio non solo per la diocesi di Patti, Sera, 4.1.1994). cui sono dirette, ma per tutti coloro che cercaDel 2008 il volume A. Ficarra - La giustino luce e conforto; esse, inoltre, offrono la poszia negata, curato dal sottoscritto. A diffesibilità di conoscere meglio il pensiero e lo stile, renza di quanto sostenuto dallo Sciascia, e l’impegno e l’azione di quest’uomo non comucioè la presenza di motivazioni politiche (il ne, che vi ha coniugato ed espresso le esigenze presunto mancato appoggio alla DC nelle della mente e quelle del cuore, il bisogno di elezioni amministrative di Patti del 1946 e verità e di luce e quello di conforto e speranza, nelle politiche del 1948) alla base della deil rigore dello studioso e la passione del pastostituzione del vescovo, faccio riferimento ad re, la consapevolezza dei limiti umani e la fede altri fattori, come la gestione non ottimale incrollabile del credente sincero. Lo sono state dell’amministrazione da parte di qualche certamente per Lui che, proprio mentre scrisacerdote, problemi che in ogni caso nulla veva le ultime, confessava di sentirsi macinato avevano a che vedere con la figura assolucome il grano, ma ringraziava il Signore che lo tamente diamantina del vescovo. Di pochi conservava «in quella pace serena che viene giorni fa l’articolo di A.Capaccioni La cadusolo da Lui». ta del vescovo Ficarra (sito web “L. Sciascia”, Francesco Pisciotta 18.4.2009).

Le lettere pastorali Le Lettere pastorali sono il mezzo col quale mons. Ficarra ha onorato per circa 20 anni uno dei compiti che sentiva proprio di un vescovo, quello d’insegnare, secondo il comando di Gesù Cristo agli apostoli: Euntes docete…(Mt 28, 19), al quale egli non è mai venuto meno, neppure durante l’ultimo e doloroso periodo della sua permanenza a Patti; l’ultima, infatti, è del 18 febbraio 1955: un anno e mezzo dopo l’ingiunzione di dimettersi, e 22 giorni prima che mons. Giuseppe Pullano fosse nominato amministratore apostolico. Quella iniziale e programmatica, del Natale 1936, precede di pochi giorni il suo ingresso in diocesi; attento ai bisogni della mente e del cuore, egli saluta coloro che lascia e spiritualmente li unisce a coloro che si accinge a servire; espone poi, ricavandolo dal vangelo, il suo programma di vescovo: insegnare, santificare e governare. Con le successive istruisce ed esorta, ammonisce ed illumina il suo popolo trattando i temi e i problemi di Dio e dell’uomo, della famiglia, della società, del lavoro, della testimonianza cristiana in un mondo e in un tempo in cui l’umanità ha conosciuto la tragedia della guerra, le angustie della miseria, le difficoltà della rinascita. Con l’ultima, del 1955, riaffronta il problema che è stato in cima ai suoi pensieri e al suo impegno, la sua passione dominante: l’istruzione religiosa e il catechismo, come mezzi insostituibili per formare coscienze e testimoni credibili. Svolge questo munus in comunione con la chiesa di Roma e con le chiese sorelle della Sicilia; i temi affrontati, infatti, sono quelli urgenti su cui Pontefici e vescovi esercitavano il loro magistero ed elaboravano documenti a lui noti e da lui utilizzati con cura. Parte sempre dal dato scritturistico come

Note bibliografiche

“Oggi, 12 Maggio 1989, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, mi pongo nelle condizioni di chi, finendo il pellegrinaggio terreno, sta per raggiungere Dio, suo Principio e Fine, in cui ho sempre creduto e sperato. Affido con fiducia la mia anima a Gesù Salvatore per le mani della mia dolcissima Madre Maria, perché, intercedendomi la infinita Misericordia di Dio, mi introduca nella visione beatifica del Padre. In questo momento mi offro come creatura e figlio al Padre per la Chiesa, per i Sacerdoti, per le Vocazioni, per le anime Consacrate, specie per quelle che il Signore ha posto sul mio cammino, perché le aiutassi a conoscere, ad amare, a consacrarsi al Signore. Ricordo i genitori e tutta la mia famiglia, grato per quello che hanno fatto per me, particolarmente mia sorella. Ho il conforto, pur nella coscienza della mia debolezza, di avere amato il Signore ininterrottamente dal giorno del mio innamoramento per Lui. Ringrazio la Divina Bontà che mi ha chiamato al Sacerdozio ed alla sua pienezza nell’Episcopato. Se nascessi cento volte e fossi chiamato, altrettante volte risponderei con entusiasmo alla vocazione e diventerei Sacerdote. Quando sarò al cospetto di Dio, pregherò in modo particolare per i Sacerdoti ed invocherò il dono della vocazione maschile e femminile su tutta la Chiesa, in particolare sulle Diocesi di Siracusa, di Cefalù e di Agrigento. Ringrazio Dio per tutti i doni ricevuti, particolarmente per quello della fedeltà al Sacerdozio. Domando perdono al Signore delle mie colpe e fiducioso mi nascondo fra le pieghe del Suo Cuore Redentore. Ricordo dinanzi a Dio tutte le persone con cui ho avuto rapporto ed ho voluto bene nel Signore, ed a tutti domando perdono, e la carità di una preghiera. Invoco da tutti preghiere di suffragio per la povera anima mia, perché veda presto il Volto amoroso di Dio. Nel seno della Chiesa Cattolica, in braccio a Maria, col nome di Gesù sulle labbra, rendo grato la mia anima a Dio Onnipotente”. Calogero Lauricella, Arcivescovo La vicenda e la figura di Mons. Calogero Lauricella, durante il lungo episcopato agrigentino di Mons. G.B. Peruzzo, possono essere viste come “segno di contraddizione” nei confronti degli altri “fedelissimi” ai quali era stato prospettato possibile reggere il pastorale. Se la scelta come Rettore del Seminario aveva suscitato reazioni, recriminazioni e rimostranze che, lungo gli anni, si erano attutite, l’inattesa nomina a Vescovo ausiliare di Agrigento produsse un vero terremoto. Chi, durante le battaglie elettorali, aveva davvero rischiato la pelle, non poteva sopportare di venire surclassato da chi non aveva combattuto. Quello che il Vescovo Peruzzo ebbe a sentire e subire, dal deluso gruppo dei “carrieristi”, in quei giorni e per i seguenti mesi, fino alla sua morte (1963), meglio non saperlo e chi lo sa non lo dica e non lo affidi alla penna. A parlarne si rischierebbe di ritenere che la politica sia stata sempre e in tutti sete di denaro e di potere. Cosa da non affermare per il Peruzzo e per il Lauricella. La prepotenza e l’avidità, semmai, si notavano in non pochi tra quelli di cui si fidarono troppo e a lungo. Mons. Lauricella, anche da Vescovo ausiliare, continuò a dirigere il Seminario, fino al 1964, quando fu assegnato alla Diocesi di Cefalù. Furono mesi difficili. Si notava il deserto, più che la fredda solitudine, attorno al vecchio titolare e al giovane ausiliare. Sconsolata conclusione di un lungo e “glorioso” episcopato? Beh! Così apparvero allora gli avvenimenti, specie per la mancata successione in Agrigento del Vescovo Mons. Fasola e delle tante mortificazioni inflitte a Mons. Lauricella negli ultimi mesi, prima di lasciare Agrigento. Per chi vive nella dimensione dello Spirito di Cristo, tuttavia, è proprio nella rinuncia e nella sofferenza che può trovare la forza di conquistare pienamente se stesso, lasciandosi penetrare da una Luce, forse non del tutto prima conosciuta. Questo accadde, certamente, nella mente e nel cuore di Mons. Lauricella, a cominciare da quei mesi, fino a sentirsi totalmente inondato dalla Luce di Dio. Ecco cosa scriveva, in occasione del suo 35° anniversario di sacerdozio: “Sono immerso nel Cuore di Cristo che mi ha chiamato, invadendomi del Suo Spirito, mi ha fatto sale della terra, luce del mondo, mi ha mandato ad annunciare la Buona Novella. Sono immerso nel Cuore di Cristo in atteggiamento di gratitudine, pur umiliato dalle mie incorrispondenze. Grazie, Signore! Perdonami, perdonami!… Signore, fammi sempre attento alla Tua Presenza, ed anima ogni mio pensiero, sentimento, atto, con il Tuo Spirito!”.


24 Maggio 2009

chiesa agrigentina Cominciata la fase zonale dell’Ascolto

agrigento B.M.V. di Fatima

Verso l’assemblea diocesana S

i avvia a conclusione l’anno pastorale che la Chiesa agrigentina ha dedicato all’Ascolto. Chiusa la fase Parrocchiale e quella Foraniale, adesso è il momento di quella Zonale. Il territorio della nostra Diocesi è, infatti, idealmente diviso in cinque zone pastorali: Zona San Gerlando (Vicariati di Agrigento, Favara, Porto Empedocle, e Raffadali), Zona Sant’Angelo (Vicariati di Licata e Palma di Montechiaro), Zona P. Gioacchino La Lomia (Vicariati di Canicattì, Racalmuto e Ravanusa), Zona S. G. Ansatone (Vicariati di Alessandria della Rocca e Cammarata), Zona San Calogero (Vicariati di Ribera, Sciacca e Menfi). I delegati presenti sono stati chiamati ad esprimersi sul documento di sintesi dei lavori svolti in sede parrocchiale e foraniale e, in particolare, sui quattro punti in esso evidenziati: la scissione tra dimensione liturgico-celebrativa e la vita; le problematiche legate al mondo gio-

Agenda dell’Arcivescovo venerdì 22 maggio 09.00 Palma di Montechiaro Visita ed incontra alunni e docenti della scuola Cangiamilla 10.30 Palma di Montechiaro Incontra la comunità eccelsiale della parr.S.Maria degli Angeli sabato 23 maggio 10.00 Ribera - Cinema Lupo Partecipa al convegno promosso dall’associazione “a cuore aperto” domenica 24 maggio 10.00 Racalmuto - fond.Sciascia Partecipa all’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 19.00 Favara - parr.San Vito Presiede la S.Messa in occasione del 40° anniversario di ordinazione del parroco. Lunedì 25 maggio 12.00 Agrigento - Teatro Pirandello Partecipa alla “festa dell’ascolto e dell’Accoglienza” promossa dalla Caritas diocesana. 19.00 Cammarata Partecipa all’assemblea zonale 26-29 maggio 16.30 Roma - CEI Partecipa ai lavori della Conferenza Episcopale Italiana

la Parola «Ascende il Signore tra canti di canti di gioia.»



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

vanile; la necessità di “leggere il territorio” con le sue risorse; il ruolo dei laici nella Chiesa. Il primo incontro si è tenuto lunedì 18 maggio, ad Agrigento, nella Chiesa della B.M.V. della Divina Provvidenza alla presenza di circa 160 delegati delle realtà parrocchiali delle foranie facenti parte della Zona San Gerlando. Hanno poi fatto seguito gli incontri del 19 maggio a Canicattì, del 20 a Licata e del 21 a Sciacca. Si concluderà, lunedì 25 maggio, con l’Assemblea zonale di Cammarata. In tutte le Assemblee si è registrata una grande partecipazione: tanti i laici, impegnati nelle attività pastorali, che hanno, con i loro interventi, contribuito a tracciare prospettive di intervento pastorale per la nostra Diocesi.

Ricorrenza nella ricorrenza

Se si avvia a conclusione l’Anno dell’Ascolto, non può però dirsi chiusa l’esperienza dell’Ascolto in sé, così come ha precisato l’Arcivescovo, Mons. Montenegro, a conclusione dell’Assemblea Zonale di Agrigento: “L’ascolto non si chiude con queste assemblee, perché l’Ascolto deve essere l’atteggiamento permanente della Chiesa”. Valerio Landri

Le luci, sistemate per l’occasione dei festeggiamenti, sulla facciata della Chiesa di via Callicratide accolgono la Madonnina al rientro dalla processione per le vie, illuminate a festa, della Sua parrocchia, mentre le campane suonano a distesa e la banda musicale intona “Ti salutiamo Vergine”. Venti giovani uomini della Parrocchia, nel loro gioioso entusiasmo, hanno portato a spalla, il simulacro della Madonnina, splendente di luce nelle prime ombre del crepuscolo. Ma il clou della giornata è stata la Liturgia Eucaristica delle ore 11 presieduta da S.E. l’Arcivescovo mons. Francesco Montenegro. La comunità parrocchiale ha potuto così

canicattiCentro di Aiuto alla Vita

Tre giorni di riflessione sulla vita Si sono svolte in questo mese tre giorni di attività, riflessioni ed incontri sul tema “Chi sceglie la vita fa la migliore scelta della sua vita organizzate dal CAV sezione di Canicattì. Le manifestazioni hanno avuto inizio con una tavola rotonda presso le scuole superiori della città, esperti sul tema della vita hanno intrattenuto i giovani invitandoli al confronto con loro stessi, a riflettere sulla nostra società, sui valori ancora presenti, su quelli andati persi e su quelli da recuperare. Il secondo giorno, presso l’auditorium del Centro Salesiano Don Bosco ha avuto luogo la rappresentazione del musical “Il giudice e il bambino” ideato e diretto da padre Carmelo Carvello, arciprete di Delia, e interpretato dai giovani della comunità “La presenza”. Tema del musical è l’aborto, il grido di aiuto e di voglia di vivere di un bimbo che non aveva scelto di essere ucciso a causa di un tradimento della madre, per mano di un marito ferito nel suo

“onore”. Alla fine dello spettacolo sono stati premiati i bambini di una scuola elementare che hanno partecipato ad un concorso con poesie e disegni sul tema della vita. Il 10 Maggio, festa della mamma, per le vie del centro abitato ha sfilato un corteo di famiglie, che ha visto una numerosa partecipazione, di mamme con i loro bambini, di mamme in attesa e giovani, che hanno sfilato con striscioni Il corteo, partendo dalla Villa comunale, si è diretto verso la chiesa S. Diego, dinnanzi alla quale i bambini hanno fatto volare in cielo i palloncini per dire grazie alla propria mamma di aver detto “Sì” alla vita e alla

Mamma Celeste per il suo “Sì”, che ci ha resi suoi figli. Don Fabio Maiorana ha celebrato la S. Messa e ha impartito una benedizione speciale alle mamme in attesa ed ai bambini. Infine, è stato prospettato ai presenti un “Progetto GemmaAbruzzo” che è stato accolto con interesse. Con questa tre giorni si è voluto far scoprire l’entusiasmo del dare, ma soprattutto nel donare se stessi, in maniera incondizionata, dove ciò che si riceve va al di là delle gratificazioni materiali, perché lo sguardo di una madre che sorride al suo bambino, mentre con gli occhi lucidi ringrazia Dio per averglielo donato, non ha prezzo! A.C.

festeggiare, con il suo pastore, il primo anno dell’insediamento di don Franco nella sua Diocesi. Una ricorrenza nella ricorrenza: da stupore a...stupore! L’omelia tenuta da S.E. Montenegro ha guidato i presenti a scoprire il significato profondo delle parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni; “Amatevi come io vi ho amato”. Un Amore che deve vedere nel prossimo un fratello, nel povero e nel sofferente un amico da aiutare ed a cui porgere la mano in un abbraccio solidale. Non conta il colore della pelle, ma l’essere tutti figli di Dio e quindi tutti legati nell’unica legge dell’Amore. Parole che partono dal cuore, ma ferme e decise nel denunciare il male ed orientare al bene, parole forti, che ci fanno prendere consapevolezza che dobbiamo cambiare il nostro cuore. Don Franco, sempre con quella dolcezza che distingue il suo parlare, ha esortato a capire in profondità: mafioso non è solo chi arma la sua mano ed uccide, ma chiunque approfitti del posto che occupa per prendere ciò che non gli è dovuto in cambio di un servizio dovuto. Parole che fanno riflettere. “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”! Con queste parole nel cuore e con la gioia che don Franco ci ha lasciato si sono conclusi i festeggiamenti in onore di Maria. Grazie Madonnina di Fatima, grazie Padre Vescovo. Salvatore Di Vincenzo

Ascensione del Signore

Una conclusione per ripartire, per ricominciare Una brusca fine non è facile da capire. Marco conclude il suo vangelo con la notizia delle donne che sono andate al sepolcro e ricevono da un giovane dalla veste bianca l’annuncio della risurrezione del Signore. A loro viene affidato anche il compito di riferire ai discepoli che il Risorto li precede in Galilea, dove lo potranno vedere. Ma “esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura” ( 16,8 ). Dunque nessuna apparizione del Risorto, ma semplicemente e stranamente una marcata sottolineatura della paura e del silenzio delle donne. Ecco la ragione che ha spinto un redattore successivo ad aggiungere alcuni versetti

all’opera originale di Marco ( 16,9-20 ), che riepilogano alcuni avvenimenti riportati negli altri testi canonici: apparizione a Maria di Magdala, ai due pellegrini di Emmaus, agli undici, una riflessione sulla missione, un sommario sull’ascensione di Gesù e inizio della missione degli apostoli, confortati dai segni che il Signore opera con loro. Questa seconda finale si apre con un solenne messaggio rivolto agli apostoli: “Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura”. Una missione dunque quella che deve affrontare la Chiesa, che la impegna a proporre ad ogni persona il vangelo che ha al suo centro Cristo morto e risorto, sorgente di salvezza. Chi accoglie il vangelo, si salva mentre è destinato alla

condanna colui che lo rifiuta. La predicazione degli apostoli sarà accompagnata da alcuni prodigi, che manifesteranno una particolare assistenza e protezione del Cristo e la sua signoria su tutto il creato. Sono descritti cinque tipi di prodigi: la sconfitta dei demoni; il dono delle lingue, ovvero il dono dello Spirito in una continua Pentecoste; i serpenti, simbolo della tentazione e della devastazione, resi inoffensivi; i veleni resi innocui; la guarigione dei malati attraverso l’imposizione delle mani. Una bella conclusione che armonizza il testo di Marco con gli altri vangeli. Bella sì, ma adombra la prima conclusione, quella originale di Marco, che una qualche ragione deve pure averla. Ritengo che uno scopo teologico vada cercato

proprio in quel modo strano di chiudere il vangelo. L’ultima immagine che Marco presenta di Gesù non è il Risorto, ma il Crocifisso, che il centurione romano riconosce come Figlio di Dio. E’ come se invitasse il lettore a ripensare la propria fede, a rivedere il cammino compiuto dalla Galilea al Calvario, dove si manifesta pienamente la gloria di Dio. Il Calvario è la tappa finale di questo cammino, che rimanda però all’inizio del cammino, in Galilea, dove Gesù comincia il suo ministero. Un cammino da riprendere dunque, ma alla luce della risurrezione. L’esito finale della storia ci permette di comprendere meglio l’umiltà e il nascondimento di Gesù di Nazaret. La Galilea diventa così il luogo concreto del Gesù stori-

a cura di Gino Faragone

co, ma anche il luogo del discepolo dove incontrare e seguire il Maestro. Chi accoglie il suo appello a seguirlo, sa che lo aspetta un cammino, la cui meta finale è il Calvario. Marco non narra le apparizioni del Risorto, che sostituisce con l’evento della Trasfigurazione, dopo l’annuncio della sua passione e l’invito ai discepoli a seguirlo nello stesso cammino. A questo punto è più comprensibile il silenzio e la paura delle donne, turbate dalla luce della rivelazione di Dio nel povero Crocifisso, immagine deludente nella prospettiva umana. La Trasfigurazione è la meta riservata ai discepoli che seguono Gesù sul “monte alto” e accolgono la voce dall’alto che dice di Gesù crocifisso: “Ascoltatelo!”.




L’Amico del Popolo

24 Maggio 2009

L'Amico del Popolo  

L'Amico del Popolo, edizione del 24 maggio 2009

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