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Anno 54 C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Un nuovo virgulto! Dopo l’annuncio della nomina a vescovo di Nicosia, mons. Montengro ha rivolto queste parole al neo eletto. Caro fratello Salvatore, in occasione dell’annuncio della tua elezione a vescovo di Nicosia, desidero rinnovare le mie più vive ed affettuose felicitazioni e gioire con te insieme alla Chiesa agrigentina - Madre che ti ha generato alla fede - per questo tuo nuovo incarico. Che dirti? Ti sono vicino con l’amicizia, e con la preghiera chiedo al Signore, Pastore dei Pastori, di sostenere e d’illuminare questo Tuo nuovo ministero. La Provvidenza ha voluto - attraverso la volontà del Papa Benedetto XVI al quale esprimiamo i sentimenti della nostra viva riconoscenza - chiamarti a guidare la Chiesa che è in Nicosia. E’ a nome della Chiesa agrigentina che desidero esprimerti il vivo ringraziamento per quanto hai fatto nei tuoi molteplici incarichi e compiti. I motivi del mio grazie sono disseminati lungo i 39 anni del tuo ministero nella e per la Chiesa. Grazie per il lavoro diuturno, costante, cordiale, paziente e indefesso come parroco prima, come vicario generale dopo. Da parte mia non dimenticherò la simpatia, la discrezione, l’affetto, l’amicizia di cui sono stato fatto segno da parte Tua, nei pochi mesi di mia permanenza ad Agrigento. Ti auguro di continuare ad essere sempre giovane dentro, per una speranza che non tentenna e non demorde, davanti a nessun evento e a nessuna sorpresa della vita. Ogni Vescovo che prende dimora in una comunità è come un nuovo virgulto che spunta lungo l’asse portante della Chiesa universale, promessa e speranza di futuro. Ecco perché, la chiamata del Santo Padre a guida della chiesa di Nicosia la vivremo non come dolente commiato, ma come una festa, che coinvolge sotto aspetti differenti le due comunità di Agrigento e Nicosia. Ti chiedo di continuare a sentirti in famiglia nella Diocesi di Agrigento dando spazio anche alla dimensione della sponsalità con la preghiera e con le possibilità di aiuto nel flusso della continuità. Cosa augurarti? Dice il profeta: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare…, così sarà della Parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Is 55,10-11). Ecco la missione del Vescovo: propiziare la discesa abbondante di questa Parola e prepararle il terreno perché non resti infeconda. Senti sempre il nostro affetto e … buon lavoro da parte di tutti noi. +Francesco Montengro Arcivescovo

Esce il Venerdì - Euro 1,00

Citta’

N. 3 del 25 Gennaio 2009

Cultura

Osservatorio: presentato ufficialmente di LdP

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Provincia

L’Archivio storico del comune di Agrigento di Arturo Attanasio

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Vita ecclesiale

Ribera prega, ascolta e medita di Valerio Landri

C.da San Benedetto - tel. 0922 405901 Zona Industriale - Agrigento

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

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di Sir

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Giovedì 22 gennaio l’annuncio lo ha dato mons. Montenegro in episcopio

Mons. Salvatore Muratore vescovo di Nicosia

«…Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato vescovo della Diocesi di Nicosia mons. Salvatore Muratore». Con queste semplici parole e con visibile commozione, giovedì 22 gennaio, alle ore 12 in punto, (in contemporanea a alla diocesi di Nicosia) mons. Francesco Montenegro, alla numerosa assemblea convocata nella Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile comunicava la nomina a Vescovo di Nicosia del Vicario Generale della nostra Arcidiocesi, mons. Salvatore Muratore. All’annuncio erano presenti, primo fra tutti l’Arcivescovo emerito Mons. Carmelo Ferraro, i vicari episcopali e foranei, i laici, rappresentanti delle religiose e delle comunità parrocchiali, il sindaco Marco Zambuto. Tutti hanno accolto l’annuncio della nomina con un caloroso e scrosciante applauso. Era da vent’anni che la Arcidiocesi di Agrigento non vedeva un suo sacerdote diocesano ordinato vescovo. L’ultimo eletto è stato mons. Ignazio Zambito nel lontano 1989, oggi vescovo di Patti.

Ti presentiamo alla chiesa di Nicosia

La nomina di mons. Salvatore Muratore, in verità, non era del tutto inaspettata; se ne parlava da tempo. Uomo di cultura e pastoralmente preparato, è stato apprezzato lungo i suoi 39 anni di ministero presbiterale per la profonda e ricca umanità, per la sua amicizia con tutti, nell’apprrezzamento di ogni dono e di ogni carisma nella Chie-

sa. Il Signore adesso lo manda, come vescovo, a Nicosia perché anche in quella porzione di Popolo di Dio, come scrive nel messaggio alla Diocesi, possa continuare ad essere “amico e fratello”, cantore della tenerezza del Padre. Mons. Muratore sarà ordinato vescovo il prossimo 25 marzo. Carmelo Petrone

◆ il grazie alla Chiesa Agrigentina

«In Agrigento sono le mie radici» Con la lettera che pubblichiamo In questa terra ci sono le di seguito Mons. Muratore saluta mie radici con tutto quello e ringrazia la Chiesa Agrigentina. che mi hanno dato: l’amore, la fede, i valori, la speranza, Carissimi fratelli e amici della la tenacia, la concretezza, la Chiesa agrigentina. poesia della vita. Se un’ impronta vorrei che rimaDal grembo della nostra nesse nei vostri cuori della mia vita madre Chiesa è germogliavissuta con voi fino ad ora, vorrei ta la mia vocazione e il deche fosse espressa da una sola pa- siderio di vivere la vita nel rola di Paolo che mi ha sempre af- dono e nell’amore. fascinato: “Siamo stati amorevoli in continua a pag 5 mezzo a voi”. So che non è giusto che io mi ◆ Il saluto Alla Chiesa di nicosia attribuisca qualcosa o che dia un giudizio su di me; ma questa è stata la molla della mia vita o almeno il desiderio di provarci mi ha spinto sempre a ricercarla. Non so se ci sono riuscito Mons. Muratore ha anche dico semplicemente fatemi posto pienamente, sicuramente alinviato una lettera alla diocesi nel vostro cuore; voi già lo avete cune volte no. Ma le intenzioni di Nicosia che pubblichiamo di nel mio. sono state sempre proiettate al seguito. In questi giorni, dal momento positivo. Se in qualche cosa posin cui mi è stata comunicata la so aver mancato all’amore verso Carissimi amici e fratelli della nomina a vostro Vescovo, una qualcuno, gliene chiedo scusa. diocesi di Nicosia frase mi è tornata di frequenAd essere amorevoli lo si imMi rivolgo a voi per la prima te alla mente, quella che Pietro para. Quello che sono e che ho volta e mi porto dentro tanta rivolse all’uomo storpio presso mi è stato regalato dalla mia tertrepidazione, con gli inevitabili la porta del tempio detta Bella: ra, dalla mia famiglia, dalle tante interrogativi dei primi momenti “Non possiedo né oro né argento, persone che mi hanno amato e e con la fiducia nella vostra be- ma quello che ho te lo do….” mi hanno colmato di tenerezza. nevolenza e nel vostro amore. Vi continua a pag 5

«Fatemi posto nel vostro cuore; voi già lo avete nel mio»

Caro don Salvatore, ti presentiamo alla Chiesa di Nicosia, ricordando con la nostra Chiesa agrigentina, alcuni tratti del tuo carattere, della tua indole, della tua persona gentile e cortese. Sono aspetti propri che, a momenti, non sappiamo attribuire se a te o alla Madre Chiesa di Agrigento. Sulle sue ginocchia sei cresciuto, e da allora sempre ne hai avvertito la carezza e il calore, fino a farli trasparire in te. Con la tua mano nella sua mano hai mosso i primi passi, sicuri e sereni sempre. Mai ti sei sottratto al suo abbraccio. A Lei sei stato fedele, anche nelle stagioni della ricerca appa ssionata del rinnovamento conciliare. Il tuo ardore giovanile, quella insopprimibile necessità di guardare l’orizzonte e di intraprendere immediatamente il cammino, passo dopo passo sulle orme del Signore e dei suoi profeti; quel rifiuto, quasi congenito in te, a cedere ad ogni forma di disperazione e di sconforto; e quella capacità di gettare immediatamente il cuore oltre l’ostacolo, di costruire ponti, tracciando e percorrendo strade, per primo sì, ma mai in solitudine. Figlio sei del grembo della Chiesa conciliare, ne porti profondamente i tratti e la fisionomia: nel rispetto profondo di ogni storia, di ogni persona; nella indomita speranza; nella ispirazione poetica e concreta, di chi – come la Chiesa e come te in lei – è posta da Dio Padre nel mondo per edificare, piantare, raccogliere e infine abitare la profondità potente e fragile dell’umanità; nella passione per l’unità, della relazione responsabile, della educazione graduale e integrale alla vita, alla fede, all’amore; Una immagine cara a te, e alla nostra Chiesa carissima, riassume – accompagna – prospetta il tuo ministero. È una immagine storica, indelebile, mai sbiadita. È la tua ordinazione sacerdotale, il 17 maggio del’70, in San Pietro. È Paolo VI a consacrarti. Non c’è la tiara, né la sede gestatoria. È una foto che rappresenta te e il Papa, da soli. E la Chiesa agrigentina e lì con te e Paolo VI. Il papa del dialogo, sempre con tutti; il papa del Concilio; il papa degli intellettuali francesi e degli operai delle acciaierie; il papa che toglie la scomunica e bacia i fratelli, chiedendo il perdono; il papa che ha ripreso i viaggi apostolici, dall’India all’ONU; il papa che riconosce e addita i profeti; il papa degli artisti e dei poeti, dei musicisti e degli scrittori; il papa della persona e del popolo di Dio, del mondo amato da Dio e salvato in Cristo dal suo peccato.

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Città

L’Amico del Popolo

25 Gennaio 2009

osservatorio permanente del cittadino

Quando a parlare eravamo solo noi

Serve un Piano regolatore sociale É

stato presentato ufficialmente alla stampa ed agli agrigentini l’Osservatorio permanente del cittadino, che nasce dalla volontà espressa nelle assemblee parrocchiali, riunite in diversi quartieri, per iniziativa dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale. «L’organismo – come hanno spiegato i promotori - intende, a partire dalle esigenze e dai bisogni dei cittadini, essere ad un tempo orecchio attento, occhio vigile, mente non distratta e cuore non rassegnato, in grado di chiedere, a coloro che ne hanno l’autorità e la competenza, per legge e per elezione, le risposte più adeguate ad assicurare una migliore qualità della vita, maggiori opportunità per il lavoro ed il tempo libero”. “L’Osservatorio - come ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Diocesano, don Mario Sorce - è aperto ai contributi delle persone che hanno mostrato competenza ed interesse alla soluzione degli annosi problemi della città, costituendosi come cassa di risonanza per tutti quei cittadini, che, per vari motivi, non hanno voce o non vengono ascoltati». Non a caso, le problematiche che l’Osservatorio ha inteso trattare, nel primo incontro, sono state proprio quelle relative al Centro Storico, in quanto esso rappresenta “l’anima ed il cuore pulsante della città” e - come si legge nel documento offerto alla stampa - “è una straordinaria risorsa economica e culturale, un opportunità enorme, per troppi, lunghi anni negata agli agrigentini”. “Una serie di ritardi e colpevoli omissioni continua il documento - che ha determinato il disamore e la fuga degli agrigentini, impedito interventi di recupero e di risanamento conservativo degli immobili, registrato la perdita di incentivi finanziamenti pubblici, nonostante l’emanazione di leggi speciali per Agrigento e l’impossibilità di investimenti di capitali privati per la trasformazione degli immobili per attività turistica-ricettiva, commerciali e artigianali.

In Breve palazzo di cittÁ Istituito Ufficio per il cittadino

É attivo, presso l’ufficio di staff e Gabinetto del sindaco, l’ufficio per il cittadino al quale si può consegnare la documentazione relativa al pagamento di tasse e tributi. L’ufficio sarà aperto al pubblico il lunedì, il martedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 12, mentre il giovedì sarà aperto il pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30.

valle dei templi Sarà costruito un sottopassaggio I turisti che lasceranno in sosta i propri mezzi al parcheggio di Sant’Anna, potranno accedere alla zona archeologica attraverso un sottopassaggio. L’opera sarà realizzata con i fondi del 30% dei proventi dei biglietti di accesso alla Valle di pertinenza comunale. Costerà 300 mila euro e sarà appaltata l’11 febbraio. Entro luglio potrebbe essere inaugurata. Il nuovo percorso collegherà il parcheggio con Porta Quinta, passando al di sotto della carreggiata della ex statale 115, evitando in tal modo ai turisti l’attraversamento della strada.

villaggio mosÉ Sede distaccata dell’anagrafe L’Ufficio anagrafe ha aperto una sede distaccata per il rilascio di certificati, l’autentica delle firme e dei documenti al PalaCongressi. L’ufficio sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30, mentre il giovedì sarà prevista l’apertura pomeridiana dalle 15,30 alle 17,30.

associazionismo Nasce lo sportello lavoro e sicurezza Le Acli di Agrigento, a fronte dell’elevato numero di infortuni sul posto di lavoro hanno deciso di istituire lo Sportello lavoro e sicurezza, che avrà il compito di creare una rete di informazioni e di assistenza per tutti quelli che hanno bisogno di aiuto. «L’iniziativa - dice il presidente provinciale delle Acli, Nicola Perricone - rappresenta un salto di qualità nella battaglia contro gli infortuni sul lavoro e per la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori».

Le emergenze indicate nel documento partono da quella dell’acqua definita “l’emergenza delle emergenze”, per arrivare a quella della spazzatura e dei servizi di igiene ambientale, per continuare con quelle relative al traffico ed alla mobilità, alla scarsa attenzione per le attività culturali locali e giovanili, a quella della sicurezza e della vivibilità, fino a quella dello sviluppo economico, condizionata dal ritardo con cui la città si è dotata degli strumenti urbanistici. “Emergenze - conclude il documento - che vanno affrontate con la necessaria competenza, costanza e determinazione professionale, con metodologia appropriata e con la collaborazione di tutti i cittadini con attenzione non solo alla cultura del diritto, ma anche, a quella dei doveri. Anche in un recente passato, questo giornale assieme agli altri mezzi di comunicazione sociale della Diocesi, ha giudicato indispensabile mettere in campo una mediazione di tipo culturale, che possa essere frutto non solo del pensare ma anche dell’agire, per capire veramente in che cosa consiste il patrimonio di una comunità, prima ancora di individuare le politiche e le modalità con cui lo si può conservare e valorizzare. La possibilità concreta di un rilancio della cit-

tà, partendo dal suo nucleo antico, è una via da intraprendere senza remore, tenendo viva questa evocazione nella coscienza civile, mettendola al centro del confronto sociale. Non è una questione di teoria, non è una questione riservata solo agli intellettuali, ma non è neppure una questione da affrontare in modo distratto: occorre sviluppare una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per affrontare emergenze ataviche e per captare segnali nuovi che vanno codificati e interpretati. LdP

caro bollette Monta la protesta in città

Il lupo perde il pelo... C

on la prima distribuzione delle bollette di Girgenti acque, si è ripresentato il fenomeno della eccessiva vulnerabilità degli agrigentini. Tutto e il suo contrario può arrivare a casa dell’utenza del Capoluogo di provincia. Ed alla politica locale non è servita la pesante e umiliante lezione delle cartelle del servizio di igiene ambientale, quando la gente, esasperata per l’eccessivo aumento e organizzata dal Cartello sociale, andò a protestare sotto la finestra del sindaco Aldo Piazza. Fu un vero e proprio scandalo con l’annullamento di due rate, poi di una, poi del congelamento e, dopo circa tre anni, l’annullamento della terza rata relativa al 2005. Bene, tutto il parapiglia, dicevamo, non è stato sufficiente ad allarmare la classe politica e a controllare la formazione delle fatturazioni, nella fase importante del passaggio delle competenze dal Comune a Girgenti acque. Anche questa volta è stata la protesta dei cittadini a scuotere e svegliare la sonnolenta amministrazione pubblica, che si accorge delle bombe solo nel momento che le scoppiano sotto i piedi. Adesso, si corre ai ripari. Il sindaco, tra qualche giorno, ufficializzerà il provvedimento, al momento allo studio, per evitare l’ecces-

sivo aumento a carico dell’utenza. Il presidente del Consiglio comunale, Carmelo Callari, ha inviato una lettera raccomandata a Girgenti acque, con la quale chiede l’immediata sospensione delle bollette, i consiglieri Raccuia, Indelicato e Saeva hanno organizzato una conferenza stampa, dove hanno manifestato il loro proposito di chiedere al presidente dell’Ato, la sospensione delle bollette, il loro annullamento e una nuova emissione di cartelle corrette. Intanto, Girgenti acque ha fatto sapere che nelle bollette non c’è aumento e che le stesse sono state calcolate forfettariamente e con la media di quanto fatto pagare all’utenza nei due anni precedenti. A sentire la società che gestisce il servizio si protesta senza una vera ragione. In realtà, è accaduto un fatto grave. In un momento di grande crisi economica internazionale e nazionale, con effetti assolutamente devastanti in un territorio povero come il nostro, si chiedono ulteriori sacrifici ai

La Settimana LA SPERANZA OBAMA La musica è di parecchio cambiata. Si volta pagina. Non è, forse, questa la speranza del mondo intero? Quel “Dio vi benedica” pronunciato al termine del suo discorso da Presidente, ha posto Obama a capo di un nuovo corso, fatto di nuove scelte in favore di una distensione ricercata e rincorsa da troppo tempo. I ripetuti cenni al predecessore “noto guerrafondaio” non sono sfuggiti a nessuno. Egli ha avuto il coraggio di condannare, con convin-

poveri di ieri e a quelli di oggi, alle migliaia di famiglie che recentemente sono precipitate nella miseria. Possiamo chiudere le case e le Chiese. Si, pure le Parrocchie alle quali sono pervenute bollette superiori alle 800 euro. É più conveniente servirsi dell’acqua minerale. Ma alla stessa utenza privata conviene l’antico ricorso all’autobotte piuttosto che essere cliente di Girgenti acque. Non si può gravare sulla cittadinanza senza tenere conto della capacità di reddito delle famiglie. Alla media forfettaria degli ultimi due anni, ideata dalla società privata con l’obiettivo del profitto, i nostri politici dovevano e devono contrapporre azioni in grado di contenere il costo dell’acqua, bene essenziale al quale, i poveri come i ricchi, non possono rinunciare. Franco Pullara di Eugenio Cairone

zione, in poche righe, quanto di brutto ha fatto il Bush che difficilmente verrà dimenticato soprattutto fuori dall’America. “Da oggi, dobbiamo metterci in moto per rifare l’America”. É questo il suo principale impegno. “I sogni di mio padre” è il libro autobiografico col quale il neo presidente degli Stati Uniti, racconta della sua vita di giovane trentenne. Bisogna leggerlo questo libro per capire chi è il vero Barak Obama, colui che ha già saputo dare al suo popolo la speranza che molti credevano perduta per sempre. Ecco perché, non è sbagliato considerare Obama, il nuovo, “Nuovo” in tutti i sensi.

In un passato ormai non molto recente, anche se alcuni politologi reputano sia un comportamento molto attuale, per far distogliere l’attenzione delle masse da particolari problemi si presentava loro una notizia che poco aveva della notizia, ma che servisse da specchietto per le allodole, per non far guardare dove si doveva guardare. Noi, dal mese di settembre 2008, diciamo dove guardare, quale coperchio sollevare ma soprattutto a quale calderone esso appartenga. Ebbene, sembra che, solo oggi, tutti, dagli amministratori locali, in primis i consiglieri comunali, ai mezzi di informazione, si siano accorti che qualcosa non andava. Sicuramente le denuncie di un “giornaletto” di Chiesa (come un attuale rappresentante politico ci ha definito) sono ben poca cosa dinanzi a quelle di certi mezzi di informazione, però noi, siamo stati i primi a dire a voi, nostri lettori, che, il “padrone delle Acque” dimenticava di rispettare una convenzione stipulata con l’ATO idrico nel mese di novembre 2007, lo abbiamo detto anche al sindaco Zambuto durante la trasmissione “Conversando con L’Amico del Popolo” e sempre da quella posizione lo abbiamo detto al presidente D’Orsi, presidente ATO in carica ma, ahinoi, nessuno ci ha dato ascolto. Quello che ci rincresce constatare è vedere che soltanto oggi, dopo tanto denunciare qualcosa si stia muovendo tra la gente e di conseguenza tra gli amministratori. Cosa ha potuto scuotere le coscienze dal loro torpore? Le bollette che la Girgenti Acque, da alcuni giorni, sta recapitando in tutte le case degli abitanti della provincia. Dall’arrivo delle prime è stato un continuo gridare allo scandalo, con qualche mese di ritardo diciamo oggi noi, a come Girgenti Acque ricopra la parte dell’arrogante (il nostro “L’arroganza del forte”, vedi n. 33 del 26.10.2008, spiegava bene tutto); ma quello che ci dispiace è anche notare la tanta ignoranza che sul tema acqua la fa da padrone, e quello che ci amareggia è dover constatare che proprio coloro i quali dovrebbero conoscere la Convenzione tra ATO e Girgenti Acque neanche sanno dell’esistenza di questo atto. Altra nota dolente è la cattiva informazione che, da molte parti, prende il sopravvento, un esempio tra tutti, in questi giorni alcuni giornali hanno detto che la Girgenti Acque se ne frega della sentenza della Corte Costituzionale che dichiara illegittimo il pagamento del canone di depurazione nelle zone dove tale servizio non venga espletato. Ebbene, chi dice questo dice il falso, basta guardare il retro della bolletta per leggere, a chiare lettere, che Girgenti Acque rimborserà quanto versato dal contribuente relativamente ai canoni di depurazione, in pieno rispetto della sentenza della Corte di Cassazione, dopo aver accertato la sussistenza o meno del servizio nella zona di ubicazione dell’utenza; crediamo che se la legge italiana ritiene innocente l’imputato fino alla sentenza definitiva che ne dichiara la colpevolezza, sia giusto ed opportuno dare fiducia a Girgenti Acque. Altro punto che vogliamo sottolineare è l’avere ottenuto, da parte del presidente della regione Lombardo, durante un vertice a cui era presente il sindaco Zambuto, il prefetto Postiglione ed i rappresentanti della Protezione Civile, il rifacimento della rete idrica della città, che, anche i gatti della Via Duomo, sanno essere un colobrodo. Non così per i componenti il direttivo dell’UDC agrigentina, i quali, in un comunicato stampa, definirono il rifacimento della rete idrica pura demagogia o il sindaco della città che lottava, fino a recarsi a Roma, dal presidente del consiglio Berlusconi, per richiedere i fondi per il raddoppio del dissalatore, richiesta per fortuna non ascoltata e neanche considerata come attuabile dal presidente Lombardo (se è la rete che non permette la distribuzione dell’acqua ogni giorno, come è possibile pensare a raddoppiare i dissalatori?). Insomma, tirando le somme, siamo noi stessi i responsabili di quello che sta accadendo oggi, perché non siamo stati capaci di scendere in piazza quando dai rubinetti usciva fango o aria; perché non siamo stati capaci di recarci tutti insieme in massa dinanzi la sede della Provincia a dire a gran voce a D’Orsi di svegliarsi e far smettere Girgenti Acque di fare quello che vuole; perché non ci siamo recati a bussare alla porta del sindaco affinchè facesse relamente qualcosa invece di viaggi della speranza, mendicando quello che, nel 2009, per noi agrigentini, non sarà mai un diritto riconosciuto: avere l’acqua tutti i giorni. Un consiglio ai nostri amministratori (consiglieri ed assessori comunali e provinciali, sindaco, presidente della provincia) leggete quello che da queste pagine molto spesso denunciamo, chissà forse si potrebbero evitare situazioni come quella che oggi state affrontando. Marilisa Della Monica


25 Gennaio 2009

archivio storico Si trasferisce presso i locali della Biblioteca La Rocca

Un anno con Paolo

Custode del nostro passato H

anno avuto inizio le operazioni di trasferimento dell’Archivio Storico del Comune di Agrigento al piano terzo della nuova sede della Biblioteca Comunale, ex Archivio Notarile. L’Archivio Storico Comunale, intitolato allo storico agrigentino Salvatore La Rocca (solo casuale omonimia con Franco La Rocca cui si intesta la Biblioteca), costituisce una struttura di servizio culturale che viene a formare una fetta importante dei Beni Museali del Comune di Agrigento. Il bene archivistico cittadino custodisce un ricco giacimento documentale che riguarda la storia della nostra città e della sua popolazione a partire dagli inizi del XIX secolo, oltre il preziosissimo “libro Verde” che ricorda tutte le consuetudini dei cittadini di Girgenti in epoca medioevale

appunti Si terrà il 24 gennaio presso l’Aula Magna dell’Istituto Marconi di Licata alle ore 16, il X Corso di Formazione per operatori CAV. Il tema della giornata è “L’Ascolto”, relazioneranno Rino Ciancimino, ginecologo e Olga Milano, psicologa. Visitabile fino al 31 gennaio presso il Palazzo Arcivescovile di Agrigento, con ingresso dalla Curia Arcivescovile la mostra didattica “La cattedrale di Agrigento per conoscere, per ammirare, per contemplare”. Presso le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento è ancora possibile visitare la mostra omaggio ad Andrea Carisi. Nelle opere esposte Carisi esprime la sua riconoscenza nei confronti del mondo in celluloide, capace di ispirarlo in tante occasioni. In esposizione presso il monastero di Santo Spirito la collezione Sinatra con i quadri di Francesco Lojacono.



Cultura

L’Amico del Popolo

(1300-1500).L’Archivio Storico costituisce un inestimabile “bene culturale” che fonda la conoscenza del nostro territorio, della sua storica evoluzione, della storia delle sue genti e del loro sviluppo civile, politico ed economico. La vita, la cultura, le problematiche del Comune di Agrigento e del suo territorio, possono essere diacronicamente ricostruite con assoluta scientificità, ripercorrendo gli itinerari documentali che impreziosiscono gli scaffali delle strutture storico-culturali presenti in città, come pure l’Archivio Storico della Provincia Regionale, anch’esso istituito, ordinato ed aperto alla fruizione pubblica, o il preziosissimo Archivio della Curia Arcivescovile agrigentina, ricchissimo di materiale documentale e bibliografico, ma, tranne una piccola parte resa pubblica dallo storico Collura, ancora non disponibile a studiosi e ricercatori. Gli Archivi Storici degli Enti Locali (ma anche quelli dei privati) possono essere considerati luoghi della memoria e spazi dove incontrarsi e confrontarsi, per ricomporre il mosaico della nostra storia, che giace frantumato in migliaia di atti amministrativi e documenti vari, allo scopo di acquisire una maggiore consapevolezza del presente e della propria identità. Incommensurabile e imprescindibile il valore ed il significato

a cura di Baldo Reina

Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione (1 Tessalonicesi II)

Foto Tornatore

delle fonti d’archivio nella ricostruzione di ogni storia umana, tenuto conto che l’autenticità di qualsivoglia opinione storica trova fondamento e inequivocabile conferma nelle ricerche d’archivio e nei documenti di prima mano. Purtroppo le istituzioni pubbliche, sia locali che regionali, deputate alla valorizzazione dei beni archivistici, non hanno mai tenuto nel giusto conto, la valenza di un bene culturale, come gli archivi storici degli Enti, non sapendo considerare la effettiva ricaduta che una struttura archivistica fruibile può avere sul territorio in termini di istruzione pubblica e ricerca scientifica. Sarebbe opportuno attenzionare la riorganizzazione dei servizi archivistici e sovrintendere alla tutela del vasto patrimonio cartaceo giacente negli enti pubblici della

provincia, ma anche di quello di enti privati, associazioni, istituti di credito ecc., per recuperare, conservare e rendere visibile la memoria storica del nostro popolo, in stretto e continuativo rapporto con il mondo dell’istruzione, scuola e università, per consentire alle nuove generazioni di studenti di coltivare la memoria dei padri non solo sui libri di testo, spesso ideologicamente preconfezionati, ma attraverso la lettura viva delle testimonianze conservate negli archivi. Un augurio affinchè l’Archivio Storico del Comune di Agrigento, nella sua nuova e funzionale sede, possa essere meta erudita di studenti e ricercatori pronti a conoscere e diffondere le origini ed il percorso dei nostri laboriosi predecessori. Arturo Attanasio

editoria Il nuovo libro di Calogero Morreale

Il canto della Ticcia Il 16 gennaio presso i suggestivi locali del Castello Chiaramente di Favara è stato presentato il nuovo libro di Calogero Morreale, presidente della sezione Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Agrigento, Il Canto della Ticcia. In una sala gremita di pubblico, come già accaduto nelle presentazioni palermitane, in occasione della festa di Santa Lucia, i relatori intervenuti e le autorità invitate hanno speso parole di elogio sul messaggio che Calogero Morreale, con questo suo romanzo si è fatto portavoce. Tra gli interventi più “forti” quello dell’on. Lentini il quale oltre a non far mistero dell’immensa stima nei riguardi dell’autore, senza timore definisce meravigliosa sia la vicenda narrata nell’opera che la realtà locale che gli fa da scenario, ma soprattutto meraviglioso è, secondo il relatore, il nobile idealismo politico narrato nel libro, carico di sentimento e la sua imperativa capacità di trasferire vita, valori e storia. La presentazione di diversi brani scelti e letti dal dott. Giuseppe Valenti, fornisce ai presenti l’occasione d’intervenire criticamente sui vari aspetti che connotano

il carattere letterario dell’opera. Il professor Gerlando Cilona, infatti, apre sul canto della ticcia una parentesi allegorico/simbolica: è la Ticcia, a parer del Cilona, metafora indiscussa della mafia, entrambe, nella loro attività vitale, osservano immobili la vittima per poi soffocarla lentamente. «Una trovata da maestro – così nel suo intervento il Cilona - quella di utilizzare il titolo come congiunzione tra idealismo e realismo e di riuscire ad unificare elementi distinti come fede, folklore e bigotteria nella soluzione unica di un ambiente, Favara, una realtà chiusa nel cappio di regole ancestrali di onore e rispetto». Alessia Cardinale

la voce di sambuca festeggia i suoi 50 anni

Stimolo e collante per la comunità Nel settecentesco Palazzo Panitteri, a Sambuca di Sicilia, si sono riuniti in tanti per spegnere le 50 candeline del mensile locale “La Voce di Sambuca”, il periodico, fondato da Alfonso Di Giovanna, il cui primo numero vide la luce nell’ottobre del 1958. Con lo slogan “Un impegno che dura da 50 anni”, dal tavolo della presidenza, hanno raccontato la vita del giornale Antonella Munoz Di Giovanna, figlia del fondatore, Licia Cardillo, condirettore, Gori Saracino, direttore amministrativo e Giuseppe Cacioppo, caporedattore. In mezzo secolo di vita, sono stati pubblicati ben 421 numeri, con la presenza di oltre 4.000 pagine, con circa 20 articoli di notizie e con ben 150 firme di collaboratori e di giornalisti che hanno scritto puntualmente sul foglio, composto normalmente da 8-10 pagine. Tanti sono stati i nomi dei collaboratori, diventati giornalisti pubblicisti e che hanno saputo raccontare bene la storia e i fatti di Sambuca di Sicilia e non solo. Un mensile che, edito con contributi volontari, a volte degli stessi cronisti, e

soprattutto con gli abbonamenti dei tanti sambucesi sparsi nel mondo, dalle Americhe all’Australia, ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita e tutt’oggi continua ad essere la voce dei sambucesi. Durante il convegno sull’anniversario del periodico è stato proiettato un filmato che, in appena 12 minuti, ha ripercorso le vicende che hanno portato alla nascita de “La Voce”. Il filmato è stato realizzato dal fotoamatore Franco Alloro e dall’architetto Giuseppe Cacioppo. Alla fine è stata distribuita, per la libera fruizione, una litografia del pittore locale Aldo Cacioppo. Tra le testimonianze più significative quelle di Licia Cardillo, scrittrice, giornalista

e condirettore. «La Voce continua ad essere uno stimolo per la comunità - afferma la Cardillo – un sicuro collante per gli emigrati nel quale tutti si ritrovano in quanto continuiamo a pubblicare le inchieste giornalistiche sull’ambiente, sulla politica e sull’economia locale, ci occupiamo pure delle famiglie con l’anagrafe, i necrologi, i fatti della vita quotidiana e con gli articoli culturali che interessano la collettività». Oggi il mensile, che è stato fondato come giornale parrocchiale presso la chiesa Madre da Alfonso Di Giovanna, già direttore per qualche decennio de L’Amico del Popolo e già sindaco di Sambuca di Sicilia, conta diversi collaboratori. «Se la Voce fosse un uomo – scrive il caporedattore Giuseppe Cacioppo – lo identificherei con un intellettuale, studioso ed irrequieto, attento e prudente, incredulo e curioso, vigile. La identificherei con un vecchio che racconta il passato e come un giovane che sopravvive alla sfide di una società che imbavaglia, ammutolisce e serve il potere”. Enzo Minio

Il desiderio di santità è riposto nel cuore di ogni credente; il sapersi creati ad immagine del Santo fa scattare un insaziabile nostalgia di Cielo così come – al contrario – la più grande tristezza la si avverte quando si capisce che i passi della propria storia vanno in direzione contraria a quelli del Creatore. Ma come diventare santi? L’apostolo Paolo non ci lascia all’oscuro e già nel suo primo scritto (i cui contenuti abbiamo tracciato nell’ultimo articolo) dice in modo chiaro che la volontà di Dio è la nostra santificazione (4,3). Arriva a questo assunto sul finire dello scritto, dopo aver aiutato la comunità a riflettere sul tema dell’elezione (sul fatto, cioè, che Dio ha scelto il suo popolo in Cristo e non lo abbandona di certo tra le grinfie del nemico) e prima di affrontare il tema delle cose ultime e della nostra preparazione all’incontro definitivo con il Risorto. Ecco: la santità sta a metà fra un passato in cui Dio ha agito scegliendoci ed un futuro in cui ogni cosa sarà ricapitolata in Cristo. In questo modo la santità è il sogno di Dio sul credente e la scommessa di quest’ultimo in un presente carico di contraddizioni; anzi, ci ricorda Paolo, la santità è la volontà di Dio per ciascuno di noi, è ciò che ci chiede, è ciò che vuole per noi, è ciò che da noi si aspetta. Ma noi saremo mai capaci di corrispondere a questa volontà? Negli ultimi versetti della lettera Paolo si lascia sfuggire il segreto di ogni autentica vita santa: ‘Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione e tutto ciò che è vostro, spirito, anima e corpo si conservi irrepresenbile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo’ (5,23). Il cristiano può guardare con fiducia alla santità perché è un santificato; è stato santificato dalla creazione del Padre, dal sacrificio di Cristo e dal profumo dello Spirito e adesso può desiderare una vita pienamente santa, cioè conforme all’essere profondo e luminoso di Dio. Quindi non è impossibile diventare santi, anzi dovrebbe venire spontaneo dare voce alla bellezza di Dio che è in noi. I problemi nascono nel momento in cui non ci convinciamo di questa verità e preferiamo pensare alla santità più che come un regalo da accogliere e valorizzare (leggi grazia e impegno) come un monte da scalare eroicamente con il risultato che il primo fallimento coincide con la sconfitta di tutto il progetto. Nella vita dei santi scopriamo la lezione di uomini e donne che nella loro creaturalità si sono abbandonate fra le bracce di Dio e hanno scommesso ogni loro forza su di Lui e sul suo amore; hanno teso l’orecchio ad un appello ed hanno conformato la loro vita alla Parola. La santità, allora, non è innanzitutto un insieme di cose da fare o di precetti da soddisfare ma una relazione da vivere, un incontro da sperimentare ed un Volto da contemplare. È un modo di essere da cui scaturiscono delle scelte concrete (Paolo le elenca nell’interno del cap. 4) che danno forma allo stile scelto. Gesù aveva raccomandato ai suoi di essere perfetti come il Padre che è nei cieli e nel Maestro scopriamo la via della santità: una vita vissuta in ascolto del Padre, accanto ad ogni uomo e nella consapevolezza di abitare una storia. Nella vita di Gesù la sua santità la cogliamo nell’accoglienza del peccatore, nella predicazione del Regno fra strade impolverate, nel dialogo ripetuto con i discepoli, nella preghiera discreta e riservata, nel silenzio di tante giornate, nella risposta a Pilato, nell’esplosione del terzo giorno... Non ha fatto alcune cose sante ma ha vissuto da santo. E come Lui anche noi siamo chiamati a riscoprire l’universale vocazione alla santità (come ci ha ricordato il Concilio). Santificati e santi per rispondere alla volontà di Dio e alla storia che abitiamo. L’anno dell’ascolto ci interroghi se stiamo scommettendo ancora sulla santità oppure se ci siamo seduti e rassegnati su stili di vita cristiana tinti di mediocrità. Riscopriamo il fascino di una vita santa che contagia Infinito e semina speranza di eternità.

canicatti’ memoriale e ricordi dai lager nazisti

Il partigiano Aronica Domenico Aronica, professore di italiano e latino a Canicattì, quando, durante le sue lezioni, diceva ai suoi alunni: «chi non combatte contro la tirannide, commette un delitto più grave di chi combatte per il suo trionfo», celava, dietro questa frase, una parte della sua vita che, adesso è diventato un libro: Domenico Aronica, la tragica avventura. Un Siciliano dall’altopiano di Asiago a Gusen II a cura di Gianni A. Cisotto, pubblicato per I Tipi di Cierre - Istrevi. Il libro sarà presentato domenica 25 gennaio alle ore 18.00 presso l’Auditoriu della sede RAI regionale di Palermo. Il memoriale che Aronica stese negli anni Sessanta inizia

con la salita sull’altopiano di Asiago nel giugno del 1944 e termina con l’inizio del viaggio di ritorno dopo la liberazione dal campo di Gusen. Il testo fu fatto conoscere dall’estensore a Vincenzo Pappalettera, che ne pubblicò quattro stralci nel suo volume sui lager tedeschi del 1973. Il testo viene pubblicato nella sua interezza, preceduto da un’introduzione del curatore che inquadra la figuradell’estensore, la struttura del testo e lo colloca nel quadro della consimile produzione siciliana (furono più di 800 i siciliani deportati in campi di concentramento). Il libro di Aronica è disponibile presso la libreria Pirandello di Canicattì.




Provincia

L’Amico del Popolo

25 Gennaio 2009

Brevi provincia

vittime della strada Una morte assurda ed inspiegabile

Ribera prega,ascolta e medita «Il dolore è grave, il cuore è straziato, eppure celebriamo la festa di due piccoli angeli innocenti che ormai sono accanto al Padre celeste. Certamente il Padre celeste ha dato loro un ordine pieno di tenerezza, amore e misericordia: trascinate qui in paradiso con voi la vostra mamma Maria Carmela». Queste sono le parole con cui Mons. Luigi Bommarito, lunedì 19 gennaio, alle ore 16.00, ha aperto il rito delle esequie in suffragio dell’anima di Maria Carmela Sgrò e dei due gemellini che ancora portava in grembo. La Chiesa Madre di Ribera era gremita di fedeli, eppure c’era nell’aria un profondo silenzio, espressione di quella sospensione del giudizio che al cristiano è richiesta in simili tragedie. A cosa vale il chiedersi «Perché?». Ribera ascolta, prega e medita sulla vita, sulle recenti morti

dei concittadini Giuseppe e Luisa, anche loro scomparsi in incidenti stradali. Vale ancora qualcosa arrabbiarsi con le istituzioni, cercare un responsabile per i manti stradali scivolosi, per le velocità eccessive, per gli incroci pericolosi? Eppure, davanti al feretro, sul quale sono adagiati due bavaglini, umanamente non si può non pensare alle due vite spezzate prima di nascere, a Maria Carmela, spentasi nel pieno della sua realizzazione di donna, sposa, mamma e maestra. Non si può non abbracciare il dolore dei familiari e, soprattutto, non si può non pensare al marito Santo Pinella, ancora ricoverato e, dunque, assente all’ultimo saluto della moglie e dei figli che non vedrà nascere. Le cause dell’incidente sono ancora incerte, ma, alla fine, poco importa come siano andate le cose.

Casteltermini Open Day alla Scuola De Cosmi Un forte messaggio contro la mafia è quanto hanno trasmesso gli studendi della scuola media De Cosmi nel corso della due giorni di Open Day. Ospiti d’eccezione della manifestazione sono stati l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro e il tenente Alessandro Trovato, comandante della compagnia dei Carabinieri di Cammarata. «Tutti noi dobbiamo cercare di diventare campioni della nostra vita - ha detto ai ragazzi l’arcivescovo - cerchiamo di essere luce, solo così il nostro mondo e la nostra terra potranno cambiare in meglio». Soddisfatto il sindaco, Nuccio Sapia: «da qui, oggi partono segnali di rinascita. Questi giovani che con fermezza stanno ricordando le vittime di mafia e stanno lanciando forti segnali di legalità, ci dimostrano come una Sicilia migliore non sia un’utopia, ma una possibilità». I ragazzi sono stati coordinati dal dirigente scolastico Maurilio Lombardo e da tutto il corpo docente. Oltre 200 studenti che hanno cantato, ballato, suonato e recitato per dire di no alla mafia. Ospite canoro è stata Ilaria Mongiovì, un’ex studentessa, che ha portato i colori castelterminesi fino alla Rai, nella trasmissione di Antonella Clerici “Ti lascio una canzone”. Nel corso della manifestazione commozione per la lettera, inviata ai ragazzi, dalla vedova del giudice Saitta.

Foto agrigentonotizie.it

Qualcuno si è chiesto: «Dov’era Dio?» L’ho cercato anch’io e l’ho trovato: l’ho visto accanto ai familiari, nel loro dolore composto, nell’intima e sicura speranza della resurrezione, nel loro rammarico per non aver fatto in tempo a dare compimento al desiderio di Maria Carmela di donare i suoi organi a quanti sono attesa di un trapianto. «La morte è una lacerazione, una separazione dolorosa, soprattutto quando avviene così improvvisamente. Siamo affranti! – ha proseguito il presule - eppure noi sappiamo che nel dolore c’è una venatura di luce, di speranza». E poi, commentando

il brano dell’Apocalisse proposto nella Liturgia della Parola, continua: «Una folla immensa di salvati in Paradiso! Così ci ha detto l’Apocalisse. Ma se c’è posto per i bambini, ci saranno già arrivati i due bambini che la nostra sorella Maria Carmela portava in grembo. Io non posso pensare che Dio, nella sua tenerezza, non voglia che accanto ai bambini non ci sia l’anima della mamma. Se noi con infinita tenerezza abbiamo posto su questa bara due bavaglini per i bimbi, Dio non sarà così commosso nel volere che accanto a questi innocenti angeli ci sia anche la loro mamma?». Valerio Landri

Lampedusa Consiglio comunale straordinario

Si è svolto in piena notte un consiglio comunale straordinario per trattare le problematiche che riguardano l’immigrazione. Uno il punto all’ordine del giorno, i consiglieri comunali hanno votato all’unanimità proclamando lo stato di agitazione per la decisione del Governo centrale di costruire un nuovo centro per gli immigrati sull’isola. «Lampedusa - dichiara il sindaco De Rubeis, corre il rischio di diventare una Alcatraz nel Mediterraneo».

provincia Paniere agroalimentare

immigrati Tutti riuniti ad Agrigento

porto empedocle

Ok al rigassificatore Via libero definitivo alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione di porto Empedocle da parte della Regione Siciliana. L’ultimo nulla osta è arrivato al termine della conferenza dei servizi tenutasi nei locali dell’assessoratore regionale all’industria dalla quale Nuove Energie, la controllata Enel, è stata autorizzata ad iniziare i lavori di realizzazione dell’opera. Ma la firma decreto autorizzativo, come lo stesso assessore Gianni ha sottolineato, è subordinata al trasferimento della sede legale e fiscale della società da Roma in Sicilia, in questo modo ogni anno rimarrebbero nell’isola intorno ai 25 milioni di euro di IVA pari la 20% del fatturato dell’impianto stimabuile intorno ai 130 milioni di euro l’anno. Soddisfatto il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, il quale oltre ad avere ottenuto da parte della Nuove Energie l’ingresso del comune di Porto Empedocle nell’asse societario (quota del

0,5%, ciò significa una quota annuale di oltre 1 milione di euro) e la percentuale dello 0,025% per ogni mille metri cubi rigassificati, come bonus energia ed una parte di queste risorse potrà essere devoluta ai cittadini per l’abbattimento dei costi delle bollette del gas. Ma il sindaco sottolinea anche le ricadute positive sulla zona portuale; infatti a spese della Nuove Energie è prevista la risistemazione della banchina crocieristica d’intesa con la Regione Sicilia e gli altri enti locali territoriali ed il dragaggio di manutenzione per tutta la durata utile dell’impianto che permetterà il superamento deil problema dei bassi fondali.

“Tutti in uno, Uno in tutti”: è il tema scelto dal Servizio Diocesano Migrantes, dalla Caritas Diocesana, dalla Comunità Missionaria “Porta Aperta” e dalla casa Diocesana dell’Accoglienza “Mons. Francesco Fasola” per la celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”, che si è svolta domenica 18 gennaio. Una festa di fraternità, alla quale hanno preso parte immigrati presenti sia nella comunità agrigentina (Casa di Accoglienza Mons. Fasola) ma anche nelle varie comunità dislocate sul territorio provinciale. Presenti i gruppi di volontariato ed alcune comunità parrocchiali. Un’iniziativa controcorrente, in un momento come il nostro, in cui da più parti, Governo nazionale in testa, si cercano disperatamente deterrenti per impedire gli sbarchi clandestini, quali l’obbligo di delazione dei medici e la tassa sul permesso di soggiorno. Nei confronti degli immigrati in Italia si registrano tante manifestazioni non solo verbali di accoglienza e di fraternità, ma

Le associazioni dei consumatori Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Consumatori, si sono seduti attorno ad un tavolo, assieme alla Provincia Regionale rappresentata dall’assessore alle politiche dei consumatori, Mariano Ragusa, con i rappresentanti della piccola, media e grande distribuzione, per sottoscrivere un ipotesi di accordo, per un paniere di prodotti alimentari e di largo consumo, avente un certo sconto, con lo scopo di poter agevolare lo sviluppo e la movimentazione dell’economia di questa provincia, che in questo ultimo scorso sicuramente ha avuto un brusca frenata, ma altresì di fare conoscere e valorizzare i prodotti locali, con questa ipotesi di protocollo, che dovrà essere seguito da un tavolo tecnico, per l’ammissione del paniere e quindi dei prodotti alimentari e di consumo, per poi essere ratificato da tutti i soggetti.

Luci di fiaccole e cuori Presso i locali del Municipio di Ribera, si è svolto un nuovo incontro dei sindaci della provincia di Agrigento, contrari alla privatizzazione dell’acqua, con una partecipazione massiccia di tutti i Comuni che si oppongono alla consegna delle proprie reti al nuovo ente gestore, del servizio idrico integrato, Girgenti Acque. Erano rappresentati più della metà dei Comuni appartenenti alla provincia di Agrigento, il Forum nazionale dei Movimenti per l’acqua, l’associazione di promozione sociale “L’AltraSciacca”, capofila dei movimenti provinciali. Alla fine dell’incontro si è giunti ad una forma concordata di resistenza civile alle operazioni di commissariamento da parte dell’Agenzia regionale dei rifiuti e dell’acqua che dovrebbe obbligare i “Comuni ribelli” alla consegna forzata degli impianti. I sindaci che ancora non lo hanno fatto, infatti, si opporranno alla consegna delle reti alla Girgenti Acque col sostegno dei consigli comunali di tutti i Comuni che invece sono stati costretti a farlo negli scorsi mesi.

purtroppo non manca, anche fra chi si professa cristiano, chi li guarda come gente importuna e fastidiosa, che desta allarme e costituisce pericolo, disturbatrice del nostro quieto vivere; gente da cui stare lontano, anzi che deve tornare lontano, a casa propria. «Attualmente – ci dice Nicola Pollicino, responsabile della Casa diocesana dell’accoglienza mons. Fasola – la nostra struttura ospita 50 immigrati; accogliamo questi nostri fratelli più sfortunati cercando di far sentire loro il calore di quella famiglia che hanno dovuto lasciare a causa di situazioni di vita difficili e prive del minimo rispetto dei fondamentali diritti civili. Questa nostra iniziativa, di concerto con la Comunità missionaria “Porta Aperta” nasce dalla volontà di favorire una sensibilizzazione all’accoglienza di questi fratelli più sfortunati, ecco la scelta del far brillare tante luci nelle vie agrigentine, luci che non sono state solo quelle delle fiaccole, ma soprattutto quelle dei cuori». MDM

menfi Riapre la Tieffe mobili

Presentato, il piano industriale sulla riapertura della Tieffe mobili, l’ industria del “Gruppo Toto” di Sciacca che sei mesi fa è stata costretta a chiudere i battenti a causa di una grave crisi di vendite che aveva costretto la dirigenza a mettere in mobilità i ventuno dipendenti. L’ azienda è stata salvata grazie all’intervento del gruppo Npl Gest Holding, leader nel settore della finanza e specializzato nella gestione integrata delle crisi aziendale e che, in qualità di azionista al 51% di Giada Cucine, ha annunciato, insieme alla famiglia Toto, titolari del 49%, la riapertura a breve dello stabilimento di Menfi “Giada Cucine”. Il piano industriale prevede l’ assunzione di 90 operai e una produzione annua di 5mila unita di cucine. L’ attività della società Giada Cucine, con sede di lavoro nella zona industriale del Comune di Menfi, consiste prevalentemente nella produzione di cucine componibili.

L’ANGOLO DEL CONSUMATORE Vorrei sapere a quali condizioni è possibile ottenere le agevolazioni prima casa (L.G., Agrigento). Le condizioni per godere delle agevolazioni previste dalla legge (fin dal 1982) per l’acquisto della prima casa sono le seguenti:1) l’immobile acquistato non deve essere di lusso; tra le caratteristiche che rendono un’abitazione “di lusso” vi è la superficie, che non deve superare i 240 mq; 2) l’immobile da acquistare deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente ha la residenza (o si impegni a stabilirla entro 18 mesi dall’acquisto) oppure, in alternativa, nel Comune ove l’acquirente svolge la propria attività lavorativa; 3) l’acquirente non deve essere titolare (nè in modo esclusivo, nè in comunione con il coniuge) di nessun diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione su un’altra casa posta nel Comune in cui dovrà effettuare l’acquisto; 4) inoltre non deve essere titolare, neppure in parte, ed in tutto il

territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà relativamente ad abitazioni già precedentemente acquistate, da lui o dal coniuge, godendo di agevolazioni prima casa. Per usufruire dei benefici riguardanti l’acquisto della prima casa non occorre che essa sia adibita ad abitazione principale. I requisiti di cui sopra devono sussistere al momento della stipula del contratto di rogito notarile, sul quale l’acquirente è tenuto a dichiararne esplicitamente il possesso. Tuttavia è possibile iniziare a godere delle agevolazioni benefici già al momento della stipula del contratto preliminare di vendita (c.d. compromesso), con la promessa di risultare in possesso dei requisiti al momento della stipula del rogito. Le agevolazioni riguardano, principalmente, la misura dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, ed anche dell’IVA se si acquista da un’impresa.

Per ulteriori chiarimenti o per informazioni rivolgersi a:

Avv. Adele Falcetta, via S. Francesco n. 15 - 92100 Agrigento e-mail: studiolegalefalcetta@tiscali.it - tel./fax 0922 556222 - Cell. 338 3971821

Rubrica a cura

dell’Avv.

Adele Falcetta




L’Amico del Popolo 25 Gennaio 2009

Ti presentiamo alla Chiesa di Nicosia (continua dalla prima) È il papa del rinnovamento. Non della rivoluzione violenta, della veemenza dello scontro e dell’annientamento dell’altro; non nella esaltazione delle élites e della frenesia dei tempi brevi. È il papa del rinnovamento inteso come “fedeltà maggiore” e tu, da allora ad oggi, ancora ne porti lo stile e il tratto, nobile e semplice, profondo e diretto. Ti accompagni ancora, come tu, da suo amico e amico del Signore Gesù, hai accompagnato questa Chiesa. Ti guidi e ti sostenga sempre alla “fedeltà maggiore”, che oggi ti è riconosciuta e allo stesso tempo

assegnata come compito nel ministero che ti ha fatto suo amico e profeta fin alterigia, nella episcopale. dalla giovinezza, ancora ti visiterà con fraternità dei Di questo stile di Chiesa e di aposto- i tuoi sogni. preti e dei dialato, di comunità cristiana e di compaSei stato un sognatore, e quando mai coni, nella amignia dell’umanità, sei stato ministro, in un sognatore ha avuto vita facile! Hai cizia con tutti, ogni presenza e in ogni compito che ti sognato, anche ad occhi aperti, ed hai nell’apprezzaè stato affidato. visto per primo. mento di ogni Nella testimonianza semplice della Bambini balbettare e già sentir Parola vita consacrata, vita familiare con tua sorella, umile per te; mandorli fioriti nel mezzo del- di ogni dono e come te e sostegno prezioso e delicato l’inverno, nuvolette cariche d’acqua in di ogni carisma al tuo ministero. Nel Liceo, con i do- un tempo di aridità, tu li scorgi; reti ca- nella Chiesa. E centi e gli alunni, con i genitori e il per- riche di pesci in mari non pescosi, pa- quanto grande sonale. Nel condominio e nella strada, ste fermentante e semi già germogliati, la tua consifra le famiglie e nel territorio. segni del mondo di Dio che viene a suo stente preghieNella parrocchia – il magazzino a modo, tu li hai sognati e visti, e insieme ra e passione piano terra in via Dante, tradu- ascoltati e coltivati, protetti e condivisi. e sostegno al zione plastica della Chiesa senza Dialogo per te è già alleanza di sal- Seminario e alle scale e dalla soglia facilmente va- vezza; chicchi per te, sono già come vocazioni. Cenni biografici licabile - nella comunità cristiana pane fragrante, bianco, profumato; raAncora avrai e civica, con le sue difficoltà, mai moscelli teneri, sono come olio, verde passione per S.E. mons. Salvatore Muratore è nato subite come irreversibili. splendente, pace e vita impregnata di una fede che viil 28 dicembre 1946 a Campobello di Nella Diocesi come vicario ge- benedizione; viti acerbe, e tu già pre- vifica l’esistente Licata, in provincia ed Arcidiocesi di nerale sei stato segno di uno stile pari la tavola e disponi le sedie, per e gli offre senso, Agrigento. Compiuti gli studi ginnasiali di dialogo e di presenza discreta l’allegria della fraternità in Cristo Pane senso discreto presso il Seminario minore di Favara, ha e amorevole e, da oggi, condotto e Vino, Verbo fatto tenda, ospite, ami- e consistente. frequentato la filosofia e la teologia nel dallo Spirito, per la via che Egli ti cizia. Avrai cuore e Seminario maggiore di Agrigento, comindicherà. Ancora sognerai e vedrai ancora per mani, piedi e pletando il corso di studi alla Pontificia C’è una certezza che ci accom- primo i segni del suo passaggio, e del sguardo tenero Facoltà di Posillipo (Napoli). pagna. C’è una consolazione che Signore sarai strumento, anche nel- e dolce, comÈ stato ordinato sacerdote a Roma da non ci abbandona, in questo mo- l’Episcopato. passionevole, Sua Santità Paolo VI il 17 maggio 1970. mento di intensa gioia per il dono Ancora sarai fratello, fra i fratelli. come quello di Nel 1971 ha conseguito la licenza in che riceviamo e che condividiaPresbiteri, laici, diaconi e i religiosi e un padre e di sa se vorremmo essere compresi nella teologia Pastorale presso l’Ignatianum di mo immediatamente con i fratelli le religiose, che hanno fatto strada nella una madre, di un fratello maggiore che tua offerta a Dio in questo giorno e di Messina. Ha svolto sempre il ministero della Chiesa di Nicosia. età e nella grazia, attestano questa tua accompagna la riscoperta della fede tutti i giorni del tuo ministero. nell’Arcidiocesi di Agrigento, dove è inAncora sognerai, fratello fra i vocazione e la tua responsabile parte- battesimale, che rende tutto il popolo E tu, Salvatore vescovo di Nicosia, cardinato. fratelli, per vivere la fede nella cipazione all’opera di Dio nella frater- di Dio capaci di Dio, nella misura che abbi ancora sogni, fraternità e cura per Nel 1976 ha conseguito la laurea in prossimità del cammino della nità. conviene solo alla piena maturità nel il popolo che ti è affidato e per questo Pedagogia presso la Facoltà di Magistero vita. Sobrio ma mai dimesso, amorevole suo Cristo. Sappiamo che Gesù, chia- popolo di Dio che mentre ti ha generadell’Università di Palermo. Ancora sognerai. Il Signore che ma alieno da ogni eccesso, mite e allo mandoti ad essere suo apostolo a Nico- to, in te si rispecchia e benedice la graHa svolto i seguenti ministeri: ti ha scelto e tessuto fin dal grem- stesso tempo sicuro sei e appari, co- sia, non ci priva oggi di te. E la Chiesa zia della tua chiamata. - dal 1971 al 1979 vicario parrocchiale bo benedetto della tua mamma, stantemente, senza mutevolezza né di Nicosia, lo sappiamo, non sarà geloLa tua Chiesa agrigentina della Parrocchia Beata Vergine Maria di Fatima in Agrigento; La Comunità parrocchiale del carmine così ha accolto l’annuncio - dal 1971 al 1999 insegnante di religione presso il Liceo scientifico “Leonardo”; - dal 1978 al 1980 insegnante presso il Ginnasio – Magistrale del Seminario vescovile di Agrigento; - dal 1980 al 2001 parroco della Parrocchia Beata Vergine Maria del Carmelo in Agrigento; Unita nella gioia alla santa Chiesa agrigen- “ramo di mandorlo fiorito” i segni della vita del cuore. - dal 1981 consulente provinciale Coltina, la comunità parrocchiale “ Beata Maria che rinasce e la certezza della compagnia del “La mia tivatori diretti; Vergine del Carmelo” vuole esprime il suo au- nostro Dio che continua a donare al mondo fi- comunità - dal 1984 al 1986 docente di Pedagogurio e la sua gratitudine a Don Salvatore , che ducia, speranza e futuro . parrocgia presso il seminario vescovile di Agriper oltre un ventennio ne è stato guida e pastoInsieme abbiamo inseguito e realizzato un c h i a l e : gento; re amorevole. sogno: costruire la nostra Chiesa. Tra le sue mio vanto, - dal 1990 al 1998 Vicario Foraneo e Con lui abbiamo condiviso un importante mura,vicino al tabernacolo, rimangono cu- mia gioia, Vicario Episcopale per la Vita consacrata tratto di strada. stoditi i nomi dei tanti che hanno contribuito mia coroe per la ministerialità dei presbiteri; Insieme siamo cresciuti nella fede attraverso alla realizzazione della nostra chiesa, primo fra na”: sono - dal 2001 Cappellano dell’Istituto “Fiil dinamismo e la vivacità dei gruppi, le espe- tutti il suo. state le glie di Maria Ausiliatrice”; rienze di contemplazione , di adorazione, di “ Frammenti di vita“ impressi ,oltre che nelle sue parole - dal 1998 è Vicario generale dell’Arfraternità, con l’attenzione e la tensione verso pagine di un libro, nel cuore di ciascuno di noi di amore per noi. Ci siamo voluti bene, ci vocidiocesi di Agrigento e membro del tutti soprattutto gli ultimi e i lontani . Insieme insieme all’icona della Trinità, l’icona dell’acco- gliamo bene! Collegio dei consultori; responsabile del abbiamo sperimentato la gioia di incontrarci glienza e della comunione , così cara e amata Lo accompagneremo con il nostro affetto servizio diocesano per il catecumenato; nei palazzi e nelle case, la passione per la co- da ispirare la denominazione dell’Eremo dove e le nostre preghiere. La Vergine del Carmeresponsabile del servizio diocesano per la munità, la condivisione delle attese, dei pro- giovani e adulti hanno fatto esperienze forti di lo vegli su di lui e gli sia sempre accanto sulle formazione permanente dei diaconi. getti e delle conquiste. preghiera e di fraternità: L’Eremo di Mamre è strade che dovrà percorrere per annunziare il Il 22 Gennaio 2009, il Santo Padre lo Ci ha insegnato a guardare con occhi mera- stato per tutti un prolungamento della Chiesa Vangelo di Cristo. nomina vescovo di Nicosia. vigliati la bellezza della natura e a saper legge- parrocchiale , un luogo che abbiamo imparato La comunità parrocchiale re nei “grumi di gemme turgide di vita” e nel ad amare guardandolo, come lui, con gli occhi Madonna del Carmelo Agrigento

La gioia e la gratitudine

continua dalla prima (Alla Chiesa agrigentina) Lungo il cammino ho imparato che “Dio ama chi dona con gioia” (Hilarem datorem diligit Deus) ed ho provato a spendere la vita per amore. Il Signore mi ha fatto donodi incontri stupendi e formidabili che hanno segnato la mia esistenza: quanti volti, quanti cuori, quante sementi, quanti progetti elaborati e realizzati insieme. * I miei nove anni di vice-parroco, anni ’70, sono stati gli anni dell’appropriarsi della fede: una fede scoperta, inventata e sperimentata con giovani e adulti della parrocchia Madonna di Fatima: anni fondamentali, segnati dall’esperienza della vita dei gruppi, dei campi di lavoro, delle settimane di deserto, dall’esperienza della comunione. * I miei primi dieci anni di parroco, anni ’80, sono stati gli anni più belli della mia vita. Mi sono rispecchiato tanto in alcune parole di don Tonino Bello, che vi riporto: “Quello che ho vissuto da parroco non lo potrò mai dimenticare. Stare in mezzo alla gente, chiamare i parrocchiani per nome, entrare nelle loro case in momenti di festa e di dolore, vivere con loro il gaudio della domenica, progettare con loro i momenti forti della vita parrocchiale, avere a che fare con i poveri con nome, cognome e codice fiscale, profumare di popolo… è stata l’esperienza che ho vissuto nella stagione più felice della mia vita”. * I miei otto anni di Vicario Foraneo di Agrigento, anni ’90, mentre continuavo il servizio parrocchiale, sono stati gli anni dell’apertura ad orizzonti più vasti: ho amato questa città di Agrigento, ho cercato di servire con passione e di lavorare decisamente per la comunione. Con il presbiterio abbiamo

vissuto esperienze importanti in quegli anni: visite foraniali, incontri con i consigli pastorali parrocchiali, documenti e interventi sulla città, pastorale estiva. * I miei dieci anni di Vicario Generale sono stati anni che non riesco bene a definire; da un canto sono belli perché abbiamo lavorato insieme per progetti pastorali significativi e affascinanti – in particolare gli Itinerari di tipo catecumenale per una chiesa missionaria ed estroversa e i Sentieri di Comunione - dall’altro canto anni problematici per le tante vicende che li hanno caratterizzati e per la difficoltà che sempre comporta qualsiasi forma di mediazione. Sicuramente per me anni di grande maturazione umana, spirituale e pastorale. Ho imparato ogni giorno in modo nuovo a servire, donare e amare. Di tutto rendo grazie al Signore. Sono contento di essere stato presbitero di questa nostra santa Chiesa, che amo. Maria, Aiuto dei cristiani e Madre della Chiesa sia la vostra guida, vi accompagni e vi protegga. Auguro al Vescovo, al popolo santo di Dio e in modo particolare ai presbiteri e ai diaconi, di inventare strade nuove, con passione e con coraggio, e di coltivare sogni grandi. Un volto nuovo della nostra Chiesa agrigentina è possibile, ci sono tante energie e tante ricchezze. Basta crederci! E principalmente basta fidarsi sempre del soffio dello Spirito che continuamente apre strade, indica percorsi e lavora con noi per realizzarli. Vi abbraccio tutti. Don Salvatore

(Alla chiesa di Nicosia) Consentitemi di farla mia e di offrirla a voi: Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho ve lo do: ho un cuore per amarvi e la mia piccola fiammella di fede in Cristo Gesù, Signore nostro, nel cui nome c’è vita e c’è salvezza. Il mio cuore ve lo consegno, da oggi vi appartiene. Il Signore mi manda a voi perché possiamo raccontare insieme la sua tenerezza e il suo amore e ci sforzeremo di essere la sua Chiesa amata, splendente di bellezza. La mia piccola fiammella di fede la condividerò con voi: cammineremo insieme, con fiducia e con speranza; cresceremo insieme con la consapevolezza che il Signore sarà con noi e sarà la nostra forza; scruteremo insieme l’orizzonte per cogliere i segnali di Dio e per consegnare ancora albe nuove alla nostra terra. Mi immergo nel flusso della vostra storia, che ancora non conosco, ma che immagino ricca, bella e variegata. Il Signore ha voluto che ci sia anch’io con voi, cammineremo insie-

me e, con la potenza e la forza dello Spirito, inventeremo ancora strade, individueremo percorsi, proveremo a lasciare nel cuore della nostra terra e dei nostri figli le impronte sempre nuove del Vangelo. L’amore donato con gioia sarà il nostro legame e il sigillo della nostra comunione, perché “Dio ama chi dona con gioia” (Hilarem datorem diligit Deus). La Vergine Santissima, Madre nostra e Madre della Chiesa, sia la stella luminosa del nostro cammino. Vi saluto tutti con affetto. Un abbraccio particolarissimo ai presbiteri e ai diaconi con i quali condividerò volentieri le gioie e le fatiche di una nuova evangelizzazione. Una benedizione speciale alle famiglie, luoghi della trasmissione dei valori e della fede e snodo imprescindibile per ogni crescita umana, sociale e spirituale delle giovani generazioni. Desidero essere per tutti un amico e un fratello. Vi voglio bene. Don Salvatore




Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

25 Gennaio 2009

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani intervista col Card. Kasper

In una sola mano “E

to molti passi in avanti, soprattutto con le Chiese ortodosse. Il Patriarca ecumenico è stato tre volte qui a Roma lo scorso anno e questo non era mai accaduto. Abbiamo accolto due Patriarchi armeni e sono stati sempre incontri molto cordiali. Ho fatto poi una lunga visita in maggio in Russia dove ho avuto un incontro molto cordiale con l’ormai defunto Patriarca Alessio II. Con gli ortodossi andiamo avanti, abbiamo un dialogo sul primato del vescovo di Roma nel primo millennio che ha portato alla elaborazione di Eminenza, in molti hanno un testo di base che vogliamo l’impressione di un rallenta- presentare alla plenaria di ottomento del movimento ecu- bre e che rappresenta un passo menico. Che bilancio si sente in avanti su questo punto crudi stilare quest’anno? ciale ma anche molto difficile. “Non posso parlare di un ral- Con i protestanti, è stato molto lentamento. Anzi, abbiamo fat- importante questo Sinodo sulla Parola perché la Parola di Dio è il loro interesse fondamentale e sono stati molti impressionati di questo. Nell’ultima In occasione della Settimana plenaria del Pontificio di Preghiera per l’Unità dei Consiglio per l’unità dei Cristiani il Delegato arcivescovile cristiani è stata presentata una raccolta di tutper l’ecumenismo e il dialogo ti i testi di convergenza interreligioso, padre Giovanni ecumenica con angliScordino e la Comunità del cani, luterani riformati Seminario Arcivescovile invitano, e metodisti raggiunti in per Sabato 24 gennaio alle ore 21 più di 40 anni di storia presso il Seminario Arcivescovile e abbiamo visto che abdi Agrigento, alla celebrazione biamo fatto molti proecumenica della Parola di Dio, gressi in questi decenni. sul tema “Essere riuniti nella Tua Certo, ci sono problemi mano”. Interverrà Jonel Barbarasa, che sono ancora aperti e vogliamo spingere il Sacerdote Ortodosso Romeno. dialogo verso questa direzione”. Si registrano momenti di preghiera e

Appuntamenti

suo gregge. Penso che questa sia la cosa più importante. La Russia si trova in una situazione difficile e hanno bisogno di un pastore. Il mio desiderio poi è di avere un Patriarca che sia un partner del dialogo perché la Russia è un Paese molto importante per l’Europa e la Chiesa ortodossa di Russia è la più grande Chiesa ortodossa e noi siamo interessati ad andare avanti con loro. Spero così che sia un Patriarca con il quale si possa dialogare in rispetto anche delle differenze che ci sono. Abbiamo molto migliorato i nostri rapporti e ora li vogliamo approfondire”.

di riflessione anche a Canicattì dove la Consulta di Pastorale Giovanile che ha organizzato per sabato 24 Gennaio, presso la parrocchia Santa Chiara alle ore 21.00, un momento di preghiera attorno alla Parola di Dio con i giovani protestanti.

In febbraio ci sarà il Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra durante il quale sarà presentata una proposta per aprire la strada all’episcopato femminile... “Sì, con preoccupazione perché il dialogo con gli anglicani è andato molto bene, è avanzato tanto e adesso viviamo un periodo di difficoltà. L’ordinazione delle donne all’episcopato crea problemi anche interni all’anglicanesimo. Ci sono spaccature e divisioni interne che non facilitano il dialogo. Siamo quindi preoccupati per questo ma anche decisi a non interrompere il dialogo. Se ci sono difficoltà, si deve parlare. Sulle difficoltà non fa mai bene interrompere il dialogo. La Comunione anglicana è al momento in una situazione difficile, forse hanno anche bisogno del nostro aiuto”.

in Diocesi

ssere riuniti nella tua mano” (Ezechiele 37,17). È il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che ogni anno si celebra dal 18 al 25 gennaio. La Settimana è, oltre che occasione per pregare per l’unità dei cristiani, anche un’opportunità per tracciare un bilancio del movimento ecumenico e dei vari dialoghi che si sono intrapresi con le diverse Chiese. Lo facciamo con il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani.

a cura di Stefano Pirrera

Buon seme in fertile terreno

loro le possano superare e che non ci siano nuove divisioni”. Si dice che in Europa c’è un ecumenismo a due velocità. Da una parte il dialogo con gli ortodossi con i quali la Chiesa cattolica ha una forte sintonia su molti temi. Dall’altro il dialogo con i protestanti, che ha risentito di un certo raffreddamento. È così? “Non parlerei di due velocità, ma di due qualità di dialogo. La qualità del dialogo con gli ortodossi è sicuramente diversa perché siamo molto vicini. Abbiamo gli stessi sacramenti, lo stesso ministero sacerdotale e la stessa venerazione per i santi e la Madonna. Con i protestanti ci sono più differenze, per cui è un’altra qualità di dialogo. Noi facciamo bene ogni dialogo e vediamo poi che cosa possiamo e cosa non possiamo fare. Non abbiamo in programma di rallentare o aumentare la velocità. I dialoghi hanno ciascuno i loro ritmi. Ci sono periodi di difficoltà e periodi in cui si va avanti. Non si deve esagerare una situazione attuale. Con molti protestanti siamo in buona sintonia, e molti protestanti sono contenti che noi manteniamo la linea”.

Entriamo nei particolari delle singole Chiese. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani terminerà proprio quando in Russia si apriranno le elezioni del nuovo Patriarca di Mosca. C’è un rapporto molto Quale au- intenso con l’arcivescovo spicio? di Canterbury, Rowan Wil“ S p e r o liams? che eleg“Sì, abbiamo un rapporÈ il dialogo della verità? gano un to ottimo. Lui è un teologo di Nelle scuole per operatori pastora“Sì. Dialogo della verità ma P at r i a r c a grande fama. È un uomo mol- anche dialogo della carità. Sono li saranno presenti i vicari episcoche sia un to spirituale e aperto. Ripeto, ci due dimensioni che non si pospali di settore, per accompagnare buon pa- sono difficoltà nella comunione sono separare”. il ministero proprio del vicariato store per il anglicana per cui speriamo che Foraneo. Due schede offriranno la proposta dei relativi contenuti. I prossimi appuntamenti per questo porto empedocle mese di gennaio sono i seguenti: - Favara, giovedì 29, Santi Pietro e Paolo, ore 18:45; - Raffadali, giovedì 29, S. Gemma, ore 18:45. Nel 1° Anniversario del ritorno alla giorno dopo, alla morte. Ed è anche per Casa del Padre del parroco don Biagio non dimenticare che, dal 12 al 20 GenFormazione diaconi Alessi, l’ Oratorio Oreb della Parrocchia naio, 4 squadre si contenderanno il troSanta Croce, ha organizzato il 2° Trofeo feo, portando nel cuore una delle ultime Domenica 25 gennaio, presso la in memoria del sacerdote che ha lasciato frasi del compianto don Biagio rivolta Parrocchia San Lorenzo di Monserrato un ricordo indelebile nel cuore di quan- alla Comunità Santa Croce: “lottate per (Agrigento) si terrà la di giornata di ti hanno avuto la gioia di conoscerlo in l’Oratorio”, l’Oratorio Oreb, luogo di agformazione per i diaconi dell’arcidioquei pochi giorni vissuti nella comunità. gregazioni di moltissimi giovani provecesi e le loro famiglie. L’incontro avrà 33 giorni, a primo acchito, possono nienti da tutto il paese. inizio alle ore 10 e prevede il pransembrare pochi, ma quando le vicende Ed è con questi sentimenti che le zo comunitario, la concelebrazione toccano il cuore, quei giorni ci accompa- quattro squadre, formate da ragazzi che eucaristica e l’elezione del direttivo gnano per tutta la vita, soprattutto quan- frequentano l’Oratorio, (Bonocore, A.S. del collegio dei diaconi permanenti, do il tutto si conclude con il grande Mi- Oreb, Santa Croce, Atletico Oreb), si afla conclusione è prevista per le ore stero della morte di chi si è voluto bene e fronteranno con lealtà sportiva, con spi19. non rimane altro che abbassare il capo e rito di divertimento per un gioco sano dire “Sia fatta la Tua volontà”. che amano e con fratellanza. Comunità ecclesiale di Bivona Don Biagio, in pochi giorni, ha insegnato Mercoledì 28 gennaio si terrà la l’Amore per le piccole Giornata della Legalità, giustizia cose, l’umiltà, la carità, e pace. Alle 10.30 una conferenl’obbedienza, l’Amore za presso il Supercinema Sardella immenso per Gesù che nella quale relazioneranno S.E. ha servito sino all’ultimo mons. Montenegro, il prefetto dott. istante della sua vita, cePostiglione e il prcuratore della lebrando la sua ultima Repubblica di Sciacca Pantaleo. Alle Santa Messa con una 18.30 da piazza S. Giovanni si snodegrande forza di volontà, rà una fiaccolata che percorrerà le visto il grande malessevie del paese per concludersi presso re che lo aveva colpito e la Chiesa Madre. che lo avrebbe portato, il

SOP

Anni verdi in Seminario

Trofeo Memorial don Biagio Alessi

Gratifica la memoria e costituisce nutrimento dello spirito, la riconoscenza che la gran parte degli ex alunni del Seminario testimonia, per la formazione culturale e soprattutto spirituale in esso ricevuta. L’Avv. Prof. Michele Cascioferro, nato a Villafranca Sicula (1928), e ora residente a Palermo, ricorda con gratitudine gli anni trascorsi in Seminario (1938 – 1947), convinto che, se è riuscito ad operare bene nella vita, lo ha sempre fatto sulla base di valori culturali, morali e religiosi assimilati in quegli anni unici e determinanti. Rende infatti grazie a Dio delle opere permanenti, realizzate a Villafranca a beneficio della comunità, durante i 15 anni di amministrazione in qualità di sindaco; della sua attività e testimonianza cristiana da Presidente dell’Azione Cattolica; nonché del bene operato durante gli anni di insegnamento nelle scuole pubbliche. Degli anni trascorsi in Seminario, ecco come ne parla: “Sono stati, complessivamente, anni sereni e direi felici. Non mi accorgevo neppure di quella che tanti chiamavano e temevano ‘rigidità’ del Rettore Don Filippo Jacolino. A me appariva sempre una figura serena e paterna: da tutti si notava quanto fosse parco e frugale nel prendere cibo. Spesso faceva dono della sua porzione di frutta o di carne a qualcuno di noi, notandone la gracilità o sapendolo convalescente. “Tra questi ‘privilegiati’, più volte ci fui anch’io, specie nei primi tempi. Era un gesto paterno, che rivelava premura affettuosa, non altrimenti espressa, se non quando ci incontrava in parlatorio, durante le visite dei parenti, per informarli dei nostri studi e della condotta. “Anche della presenza e guida spirituale di Don Stefano Conti conservo grato ricordo. Timido e quasi impacciato nella conversazione, rassicurava sempre con un sorriso luminoso che valeva più di tanti discorsi”. Chiedo al mio interlocutore: “Se tutto procedeva sereno e tranquillo, come mai la decisione di lasciare?” “Domanda cui non è facile rispondere. Certamente, se alle suggestioni dell’adolescenza, non ancora sedate, sopraggiungono dubbi ed incertezze circa la capacità di autodominio e la chiara coscienza della propria identità, tutto attorno comincia a traballare. In più, nel mio caso, ero rimasto scosso dalla decisione di un prete – da me stimato – di lasciare il ministero e sposarsi. Mi dicevo: ‘Se non voglio fare la stessa fine, sarà meglio interrompere gli studi in Seminario ed impegnarmi a proseguire in una facoltà universitaria e decidermi eventualmente dopo aver verificato idee e sentimenti e raggiunte le necessarie certezze’. “Ero già in I Teologia (1947), urgeva orientarsi: decisi di recarmi a San Giovanni Rotondo e parlarne a Padre Pio. Anche se lo scopo prioritario di incontrare l’ormai celebre Cappuccino era chiedere la guarigione per un mio giovane cognato, sposato appena da due anni, non escludevo di parlare della mia vocazione. “Grande l’emozione nel potergli servire la Messa. Mi ricordai della donna del Vangelo, che viene guarita non appena riesce a toccare il mantello di Gesù, e lo stesso feci io col saio del frate. Gli baciai la mano, coperta da un mezzo guanto, da cui emanava un particolare profumo, e mi sentii dire: ‘Isolano, mi fai male’. “Attesi che salutasse la gente che lo pressava e lo seguii nella cella, sempre supplicando per la guarigione di mio cognato. Guardandomi fisso, ammonì: “È Dio che fa i miracoli. Io posso solo pregare”. “Tornai più volte a trovarlo, ma circa la guarigione di mio cognato restava sempre evasivo. Gli dissi allora: ‘Se la volontà del Signore è altra, mi promette almeno di dare conforto, serenità e pace, prima all’ammalato e poi a tutti, in famiglia?”. “Mio cognato è morto, pochi mesi dopo, senza soffrire, avvertendo la presenza ed il profumo di Padre Pio. “Non dimenticai di chiedere il suo consiglio, circa la mia scelta. Mi rispose: “Vai avanti”. “Rientrato in Seminario, notando che dubbi, perplessità e permanente insicurezza persistevano, mi affidai al discernimento dei Superiori responsabili: “Potrai servire il Signore ed operare per il Suo Regno facendo fruttificare il Suo buon seme”, mi fu risposto. “Così, da allora, senza pentimenti e ripensamenti, sono andato avanti. In chiara coscienza, ritengo di aver fatto del mio meglio, alla luce del Vangelo, operando per il bene del mio paese nativo: in qualità di sindaco, nell’esercizio dell’attività forense e come insegnante. In famiglia, il mio primo impegno: testimoniare la fede in Cristo, convincendo i miei che solo in Lui c’è sicurezza e salvezza”.


25 Gennaio 2009

Parrocchie in rete dati ed esperienze

Agenda dell’Arcivescovo

Il blog come sagrato I

l 16% delle 26 mila parrocchie italiane ha un proprio sito, e 7 parrocchie su 10 hanno una connessione ad Internet. È quanto emerge da un’indagine sulle parrocchie italiane su Internet, condotta da Paolo Mancini, docente di sociologia della comunicazione dell’Università di Perugia, e da Rita Marchetti, dottoranda dello stesso ateneo, e commissionata dall’Associazione Webcattolici (www.webcattolici.it). Se ne è parlato nel convegno promosso dall’Ufficio per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei, su “Chiesa in rete 2.0” (Roma, 19-20 gennaio). Non solo “comunicazione”. Nonostante l’età piuttosto elevata dei parroci, che nel 44.9% dei casi ha oltre 60 anni, più del 50% dei parroci utilizza almeno una volta al giorno il computer”, ha spiegato Paolo Mancini. Quanto alla dislocazione geografica dei siti parrocchiali, stando ai dati della ricerca presentata al convegno - la cui prima parte riguarda un campione di dati raccolti tra marzo e aprile del 2007 - non esistono sproporzioni tra i dati del Nord, del Centro e del Sud: anzi, se rapportati al numero delle parrocchie, in proporzione al Sud ci sono più siti di quanto non accada al Nord. A parere dell’esperto, “la Chiesa rispetto ad Internet è in una posizione avanzata, sia per una opzione di maturità, sia per la consapevolezza di trovarsi di fronte ad uno strumento di comunicazione diverso dagli altri media”. Internet, infatti, “non è solo uno strumento di comunicazione, ma anche di organizzazione, che contrariamente ai precedenti

media - rispetto ai quali spesso la “soprattutto i siti del Sud” o Chiesa e gli stessi media si sono tro- “i giovani che si allontanano vati su versanti contrastanti - consen- dalla propria parrocchia per te un’azione di evangelizzazione”. Due motivi di studio”. Ci sono poi le tipologie principali dei siti Internet i parroci che utilizzano Inparrocchiali, emerge dalla ricerca: il ternet “come supporto all’in“sito informativo”, di carattere “turi- contro personale, facendo in stico-identitario”, destinato “non ai fe- modo che gli incontri on line deli ma ai visitatori”, dove dominano non finiscano lì’”, e quelli che informazioni su bellezze e ricchezze si servono della rete “come artistiche e architettoniche della par- opportunità per iniziare nuorocchia, e il “sito comunitario”, finaliz- ve relazioni pastorali, o per consoli- dello della vetrina: l’uso di Internet zato a “costruire una comunità”. dare i rapporti già esistenti nella vita per rendere note le proprie iniziative”. “Vicini” e “lontani”. “Il mio blog si off-line”. Attraverso la via telematica è, Il secondo è il “modello del contatto: chiama sagrato: non posso costrin- inoltre, possibile raggiungere i “lonta- l’uso della Rete per tenere in collegagerti ad entrare in chiesa. Se poi vo- ni”, coloro che abitualmente navigano mento gli aderenti a una comunità gliamo entrare, ci organizziamo...”. È sul web e possono imbattersi per caso religiosa”. Il terzo è il “modello della una frase di un parroco contenuta in anche sui siti parrocchiali, la cui “cre- sacralizzazione del web: adottato per una dei siti parrocchiali che popola- scita vertiginosa” - è stato rilevato nel fondare nuovi culti, per lo più costruino la “rete”. A riportarla è la seconda corso del convegno - “in questi ultimi ti a immagine e somiglianza delle reliparte della ricerca. Come utilizzano i anni è stata un fenomeno spontaneo”. gioni storiche”. “L’interazione virtuale parroci Internet? Questa la domanda Di qui la “forte richiesta di formazio- si distingue da altri tipi d’interazione che ha fatto da sfondo alle “interviste ne, seppure a volte non chiaramente mediata per il carattere plurale e sinapprofondite” dall’indagine, le quali specificata”. cronico della comunicazione implicadimostrano che “Internet permette di Tre modelli. Durante il primo gior- ta”. Lo ha sostenuto Giuseppe Mazza, superare il limite geografico delle co- no del convegno sono stati affrontati docente di teologia fondamentale e di munità parrocchiali”, come ha riferito anche altri aspetti del mondo virtua- comunicazioni sociali alla Pontificia Rita Marchetti, dottoranda del Dipar- le. Richiamando i dati di un’indagine Università Gregoriana. L’interazione timento istituzioni e società dell’Uni- effettuata dal Centro interdisciplinare virtuale viene così approssimata a versità di Perugia. Il sito parrocchiale, di ricerche e di servizi sulla comuni- quella “face to face”, ma “non bisogna ha spiegato infatti Marchetti, “anzitut- cazione dell’Università di Pisa, Adria- dimenticare che le relazioni mediate to si rivolge ai vicini: non solo ai par- no Fabris, docente di filosofia morale da computer risultano spesso anomirocchiali, ma anche i vicini culturali, dell’Università di Pisa, ha rilevato che che” e questo comporta “instabilità, con cui c’è già una comunità di fede”. “sono tre, sostanzialmente, i modelli interazioni scarse, se non distorte, tra Può essere un “nuovo strumento per di presenza delle esperienze religiose identità fittizie e ambiguità”. raggiungere vecchi scopi”, ad esem- sul web sperimentati soprattutto fino pio, offrendo la possibilità di leggere ad oggi”. Il primo, ha detto, è il “moa cura di M.Michela Nicolais on line “l’ultima omelia del parroco”, ma anche “per Mons. MOntenegro all’Azione Cattolica raggiungere i vicini non geografici, come gli immigrati, cui si rivolgono

Nuove tecnologie, nuove relazioni “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”. Sarà questo il tema, proposto dal Papa, che accompagnerà riflessioni e dibattiti attorno alla 43ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 31 maggio 2009. Il tema reso noto il 2 ottobre scorso sarà diffuso, come di consueto, il 24 gennaio 2009, festa di San Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica. Per quella data l’Ufficio

la Parola «Fammi conoscere, Signore, le tue vie»



Vita Ecclesiale

L’Amico del Popolo

Comunicazioni Sociali e l’Ufficio Cultura della Curia di Agrigento, hanno organizzato un convegno che si terrà, alle ore 18.00, presso la Sala Chiaramontana del Seminario di Agrigento. Interverrano sul tema della Giornata, i docenti Alessandra La Marca (Ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale, Università degli Studi di Palermo) e la Prof.ssa Giuseppa Cappuccio ricercatore di Pedagogia Sperimentale, Università degli Studi di Palermo.

sabato 24 Gennaio 21.00 Agrigento - Seminario Arcivescovile Partecipa alla preghiera ecumenica a conclusione della settimana della preghiera per l’Unità dei Cristiani domenica 25 Gennaio 10.00 Porto Empedocle - Parr. S. Croce Incontra la comunità e presiede la Messa domenicale Martedì 27 Gennaio 17.30 Canicattì - Suore Orsoline Celebra la messa con la Comunità mercoledì 28 Gennaio 17.00 Agrigento - Chiesa Santa Teresa Icontra i giovani dell’oratorio Venerdì 30 Gennaio 17.30 Agrigento - Palazzo Vescovile Presiede la Consulta delle Aggregazioni laicali 19.00 Agrigento - Palazzo Vescovile Partecipa alla presentazione del Catalogo sulla mostra “La Cattedrale di Agrigento, per conoscere, ammirare, contemplare” tenutasi presso il Palazzo Arcivescovile

«Pensare ad una Chiesa di strada senza pareti per abitare il mondo senza occuparlo» “Credo che bisogna pensare ad una Chiesa aperta, senza pareti e senza tetto, ad una Chiesa di strada, ad abitare il mondo senza occuparlo, a viverlo e viverci dentro. E per fare ciò è necessario assumere un atteggiamento diverso, smettendola di dire vado in Chiesa per dire, invece, io sono Chiesa. Bisogna dare vita ad una Chiesa aperta, per vivere la missione così come lo stesso Gesù ha fatto”. E’ questo in sintesi, unitamente all’invito a far sorgere nei principali centri diocesani ad un “Osservatorio sulla Città” il messaggio che mons. Montenegro ha lanciato domenica, 18 gennaio, ai componenti del consiglio direttivo diocesano di Azione Cattolica incontratisi, per la loro prima riunione del nuovo anno, allargata ai responsabili delle aree d’ambito, presso i locali del palazzo vescovile sotto la presidenza di Nicoletta Averna. L’incontro è servito a presentare ufficialmente l’Associazione diocesana all’Arcivescovo. Dai dati esposti risulta che l’Azione Cattolica, in

provincia, conta circa 2.400 iscritti, suddivisi in 42 associazioni parrocchiali tra le 194 che fanno parte di questa diocesi. Il 60% degli iscritti appartiene al settore adulti, il 255 all’A.c.r. ( ragazzi) ed il 15% a quello giovanile. Non in tutte le associazioni parrocchiali sono presenti i tre settori. Per quanto concerne l’attività dell’Associazione, la presidenza diocesana, rispondendo ad un precedente invito fatto da Mons. Montenegro che ha invitato tutti i fedeli a dare vita ad un anno di ascolto per fare memoria della storia della Chiesa, per riconoscere ciò che il Signore vuole dirci e per pensare e progettare il futuro nella carità al fine di consegnare alle generazioni avvenire una Chiesa “bella e senza rughe” ha presentato e discusso una bozza di documento in cui sono tracciate le linee guida da seguire, come Azione Cattolica, per passare dalla teoria alla pratica nel suo ruolo di braccio operativo della Chiesa agrigentina.

“La scelta dell’A.C. per il futuro – si legge, tra l’altro, testualmente nel documento – è quella di spendersi per una formazione seria e unitaria e di formare animatori associativi, posti al servizio della parrocchia. In questo ambito la dinamica dei lavoratori, di cui già si è cominciato a fare esperienza, costituisce una modalità di lavoro centrato non tanto sulla trasmissione di saperi quanto sulla consegna delle proprie esperienze umane e del proprio vissuto, attivando processi volti alla ricerca e alla soluzione dei problemi”.Nel corso della medesima riunione, prima che si concludesse con la celebrazione della Santa Messa officiata da don Franco, è stata consegnata ai presenti una scheda da discutere, in ambito parrocchiale, in preparazione del convegno diocesano di A.C., sul tema “A.A.A. Lavoro cercasi. Le sfide attuali tra innovazione e realtà produttive”, che si terrà il 13 febbraio prossimo. Antonio Francesco Morello

III Domenica del Tempo Ordinario

a cura di Gino Faragone

Pescati dall’amore per andare a pescare Il vangelo odierno (Mc 1,14-20) informa il lettore sulla fine di Giovanni Battista consegnato nella mani dei nemici e sull’inizio del ministero di Gesù caratterizzato da una predicazione di stampo profetico e dalla chiamata dei primi apostoli. Gesù va in Galilea “annunciando la lieta notizia di Dio”. L’accento nella sua predicazione è posto anzitutto su due indicativi: l’approssimarsi del regno di Dio e il compimento del tempo dell’attesa. Solo dopo sono espressi due imperativi etici: l’invito alla conversione e all’accoglienza del vangelo. Il cambiamento di mentalità è la risposta, l’adesione gioiosa e di cuore alla presenza di Dio nella storia. Gesù all’inizio della sua predicazione non assume un

atteggiamento moralistico, non presenta dottrine complicate, intende solo comunicare la gioia e l’amore di Dio, che vuole incontrarsi con tutti gli uomini. Se nel vangelo di Giovanni l’inizio è segnato da due discepoli del Battista che cercano Dio, qui l’inizio è dato da un Dio che cerca l’uomo, da un Dio che cerca di stabilire una relazione strettamente personale con ciascun uomo. La conversione risulta così essere una risposta ad una chiamata. «Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito lasciarono le reti e lo seguirono» (vv.16-18).

Storia di un incontro, di un incontro umano nella quotidianità del lavoro, storia di una chiamata diretta senza mediatori, una storia che segna l’inizio di un percorso nuovo, il coraggio di una scelta definitiva. Comprendiamo facilmente che si tratta di uno schema di racconto, che presenta ciò che è essenziale per ogni discepolo del Signore. Alla base c’è una sua precisa chiamata, che associa al suo ministero alcune persone. La “passione “ di Gesù per l’annuncio del regno ora dovrà essere la loro passione. Simone e Andrea vengono chiamati mentre stanno svolgendo il loro pesante lavoro, stanno gettando le reti in mare. Non avevano previsto questo incontro, non erano andati in sinagoga a leggere le Scritture, non stavano pre-

parando un pellegrinaggio a Gerusalemme. Stanno unicamente intenti al loro lavoro. Si rendono però conto che sono invitati ad una forma di comunione, non ad aderire ad un programma, ad una dottrina. Devono aderire ad una persona, con una risposta decisa e totale. Ecco la ragione per cui lasciano le reti, gli strumenti del loro mestiere faticoso, ma che assicurava loro da vivere, per seguire quel nuovo Maestro che prospetta un altro tipo di pesca. La sequela non è una conquista, ma un lasciarsi conquistare. Ogni vocazione parte da uno sguardo di Dio, che rivela una scelta d’amore e stabilisce un’intima relazione interpersonale. Non ci sono esami da superare, curriculum da presentare, non sono richiesti re-

quisiti particolari. Gesù passa, vede e chiama. L’unica condizione da accettare è continuare a svolgere la stessa attività di prima, ma con una finalità diversa: la passione per il regno di Dio. Bisognerà fidarsi di Lui anche se la proposta non sembra del tutto chiara e al di sopra delle nostre prospettive. “Diventare pescatori di uomini”: una promessa, una consegna, che impegna l’uomo in una missione simile a quella di Gesù. Gli uomini dovranno essere pescati, catturati, ma non per la loro morte, al contrario per farli rivivere. Simone, Andrea e successivamente Giacomo e Giovanni e poi tanti, tantissimi altri lasciano le reti, la barca, la casa, i familiari per seguire Gesù e rischiare la loro vita sulla sua parola.




Attualità

L’Amico del Popolo

25 Gennaio 2009

Dal discorso alle sceltepiù urgenti

diario multimedi@le

Ora inizia il lavoro Non vi è dubbio, i due milioni di cittadini di ogni razza, età e credo che, il 20 gennaio, hanno partecipato alla cerimonia inaugurale della presidenza di Barack Hussein Obama II avevano la consapevolezza di partecipare ad un momento storico. Il colpo d’occhio era impressionante: nonostante il gelo, sin dalle prime ore del mattino la folla aveva raggiunto e riempito il Mall, la grandissima area verde che va dal Lincoln Memorial in riva al Potomac sino alla collina del Campidoglio per poter dire “c’ero anch’io”. Molte persone, ai microfoni dei giornalisti di tutto il mondo, raccontavano di aver ascoltato in quello stesso luogo, davanti alla statua di Lincoln, il leggendario “I have a dream” di Martin Luther King, e dicevano commossi che oggi, nello stesso luogo, si compiva finalmente quel sogno. Per questo avevano portato figli e nipoti anche piccolissimi ad essere parte di un momento storico. È forse questo il carattere più notevole di ciò che è stato celebrato

Altro che crollo delle Torri!

A valanga i voti a Obama. Incredibile! Un afroamericano. Chi se lo sarebbe aspettato, fino a qualche anno fa? Che significa? Nemesi storica dei milioni di schiavi, strappati all’Africa e venduti ai mercati americani fino a pochi decenni fa? Certo è la storia che cambia! Si tratta di un vero dietrofront. Per chi crede nella parola di Dio, è però fin troppo chiaro che in questo avvenimento affiori splendidamente il profetico aureo filone, che nella storia si ripete da sempre in maniera più o meno eclatante: “Ha deposto i potenti dai troni ed ha esaltato gli umili!”. A queste spontanee ed a qualcuno possono apparire anche enfatiche espressioni, non possono certo non seguire i pensieri venati anche di perplessità e molte incertezze. E qui non si può fare a meno di porre altre domande: se l’elezione del primo afroamericano è dovuta alla bocciatura del malgoverno di Bush, che sarà ora della guerra in Iraq ed in Afghanistan? Cosa avverrà nel rapporto con l’Iran? E chi potrà intervenire, e come, per neutralizzare il terrorismo globale, promosso da Bin Laden e non solo, ma da tanti altri peggiori discepoli che cercano diabolicamente il potere e la ricchezza? Ma l’interrogativo più pressante e prioritario, guai se nella mente di Obama viene posto in sottordine: bisogna salvare l’Africa, e questo non è possibile senza stroncare il commercio internazionale delle armi, che da cinquant’anni alimenta le guerriglie tra i vari gruppi etnici ed assicurano alle multinazionali ed ai vari mercanti occidentali (principalmente USA) le più importanti risorse della ricchezza africana. E se questo non avviene - e nel giro di pochi anni - che senso ha l’elezione di un figlio, si americano ma con radici millenarie di Africa? Piresse

poche ore fa a Washington. Obama, con una coreografia ampia e studiatissima, e invero anche piuttosto costosa, è riuscito a riconciliare un Paese con se stesso e con la sua storia, creando le condizioni perché tutti si sentissero in qualche modo protagonisti. L’uso dei simboli che ricordavano Lincoln, il treno da Philadelphia e la Bibbia dorata del giuramento, il richiamo, non esplicito ma evidentissimo nei contenuti del discorso inaugurale, a Roosvelt, King e Kennedy. La scelta degli invitati, la formazione del corteo sulla Pensyilvania Avenue, il concerto della vigilia, ma anche le visite al centro dei ragazzi senza famiglia. La cifra politica di Obama sinora sembra essere proprio la capacità di creare un rapporto positivo coinvolgente con la gente, Obama è riuscito a creare una nuova relazione con gli elettori, che li ha mobilitati nella campagna elettorale, nella contribuzione finanziaria, nella partecipazione diretta ai diversi eventi. La gente non ha solo invaso Washington, infatti. In tutta la nazione il discorso del nuovo presidente è stato seguito in un numero infinito di teatri e sale civiche dove le persone hanno ascoltato e applaudito insieme. Un fenomeno che ha superato i confini nazionali: in molti Paesi, soprattutto ma non solo africani, l’evento è stato seguito nelle più diverse sale di incontro. Obama ha pronunciato un discorso sobrio nella forma e controllatissimo. Ha iniziato parlando della crisi e delle sfide che sono davanti al Paese. Quindi ha sottolineato le responsabilità internazionali per la pace e la lotta alla povertà e alla fame, invitando ad un impegno comune

Un’Akragas sfortunata viene, ancora scippata della vittoria. Questa volta è accaduto a Castelvetrano, contro la Folgore, dove gli agrigentini in vantaggio, con un gol messo a segno da Cortese, al 38° di giuoco, che hanno difeso con ardore, al 94°, quando, Cacciatore mette a segno il gol del pareggio, con un’azione irregolare, contestata fortemente da bianco azzurri. Irremovibile il direttore di gara, che un minuto dopo sancisce la fine della partita. Ha ragione il presidente Gioacchino Sferruzza a contestare la lega e a chiedere non privilegi, ma rispetto per gli sforzi economici e i sacrifici personali, di chi spende parte della propria vita per questo sport. La situazione in classifica si fa drammatica, in quanto la vittoria del Favara sul Carini riduce ad un solo punto la distanza dalla zona della retrocessione diretta. Secondo pareggio consecutivo per il Licata, che ottiene un nulla di fatto contro l’Agroericino. Brutta caduta casalinga per il Kamarat, che cede l’intera posta in palio al Morreale. Il Ribera, infine, conquista un prezioso punto sul campo del Parmonval. Nel campionato di Promozione, raggruppamento A, il Raffadali si aggiudica il derby con il Canicattì e rilancia la sua corsa al

internazionale e citando il ritiro dall’Iraq e la pace in Afganistan. Ha esplicitamente citato il mondo islamico con un invito al dialogo e ha concluso con un riferimento ai valori dei padri fondatori. Se le sfide sono nuove, i valori che abbiamo a disposizione per vincerle sono antichi ha affermato il presidente. Sono i valori che hanno costruito l’America e su cui fondiamo una “nuova era di responsabilità: prezzo e orgoglio della cittadinanza”. La conclusione, pronunciata senza enfasi, sarà probabilmente citatissima negli anni a venire: “Sessant’anni fa un nero non sarebbe stato servito in un bar, oggi può pronunciare il discorso più solenne”. Ora inizia il lavoro vero, più scomodo e meno poetico dei discorsi inaugurali. Nasce una nuova stagione. Obama ha dimostrato sinora statura e capacità organizzativa, doti che eviteranno le incredibili e imbarazzanti gaffe del suo predecessore, ma potrebbero non bastare. D’altra parte mai come in questo momento, a causa della crisi, una leadership autorevole può avere successo. Speriamo che le tante lacrime di gioia versate oggi possano fecondare il cammino di responsabilità che ora va percorso, sapendo che o è percorso insieme, o è destinato a fallire. Riccardo Moro

Josp fest Primo festival dei viaggi spirituali

Boom del settore religioso Bilancio positivo per il “Josp Fest”, il primo festival internazionale dei “viaggi dello spirito”, conclusosi il 18 gennaio alla Nuova Fiera di Roma con trentacinquemila presenze e 300 espositori provenienti da tutto il mondo. La manifestazione, organizzata dall’Opera Romana Pellegrinaggi, e primo evento interamente dedicato ai pellegrinaggi e non solo, è stata un’opportunità per conoscere e creare un dialogo con le diverse professioni di fede ed un’ulteriore occasione di incontro e scambio tra le nazioni. Interesse ha suscitato l’area 3D con le sue “visite” virtuali e l’area “Villaggio Italia” : qui una mappa interattiva offriva al visitatore l’opportunità di viaggiare lungo lo Stivale scoprendone le bellezze religiose e culturali. L’entusiasmo con cui è stato accolto l’evento fa pensare che, a questa, seguiranno molte altre edizioni. Questa forma antica di turismo – già in epoca paleocristiana ci si muoveva per fede - è un

Panorama

«Facebook o Faceboss? Anche la mafia alla conquista del web»

settore economico in forte crescita che, conta sempre più pellegrini desiderosi di mettersi in viaggio spinti da uno slancio religioso e spirituale. Gli ultimi dati disponibili del 2007 (fonte Trademark) parlano di 330 milioni l’anno con un record di 40 milioni di viaggiatori solo per l’Italia. Non indifferente il giro d’affari del settore – più di tre milioni di euro l’anno – che coinvolge il nostro Paese. Le località preferite, almeno per il momento, restano: Roma; San Giovanni Rotondo; Assisi; Loreto; Pompei. Non è da escludere che in futuro alla lista si aggiungano nuovi “siti religiosi”. La figura del nuovo pellegrino, infatti, è un viaggiatore sì animato dal sentimento religioso, ma che non si accontenta più delle “mete classiche” e va alla ricerca delle realtà storico- religiose tradizionali del territorio. E da questo punto di vista l’Italia ed, in particolare la Sicilia, hanno tanto da offrire. Anna Chiara Della Monica

Calcistico

vertice. Belle vittorie del Racalmuto e dello Sciacca rispettivamente con il P. Marsala e con il Marsala. Opache, invece, le prestazio-

ni di Cianciana e Campobello sconfitte dalla Sancataldese e dal Valderice. Salvatore Sciascia

RISULTATI E CLASSIFICA caLCIO DILETTANTISTICO ECCELLENZA GIR. A FOLGORE - AKRAGAS KAMARAT - MONREALE VILLABATE - CAMPOBELLO FAVARA - CARINI MARSALA - BAGHERIA AGROERICINO - LICATA GATT.PALMA - MAZARA PARMONVAL - RIBERA

ECCELLENZA A 1-1 2-3 1-0 2-1 0-0 0-0 1-0 0-0

PROMOZIONE GIR. A FAVIGNANA - ALCAMO SANCATALDESE - CAMPOBELLO VALDERICE - CIANCIANA CASTELLAMMARE - FULGATORE RACALMUTO - PETR.MARSALA BUSETO - PRO_FAVARA CANICATTI’ - RAFFADALI SCIACCA - MARSALA_1912

0-0 2-1 4-1 3-0 4-0 0-0 1-3 2-0

PROMOZIONE GIR.A P

S. Villabate Mazara 1946 Licata Agroericino Bagheria Marsala A.S.D. Parmonval Kamarat Ribera Gattopardo Folgore S. Carini Campobello Akragas Favara A. Monreale

P

39 Sancataldese

37 36 35 32 28 27 25 25 25 21 19 18 16 16 14

Marsala Alcamo Raffadali Valderice Canicattì Castellammare Campobello Cianciana Favignana Racalmuto Sciacca Buseto Fulgatore Pro Favara Petrosino

44 41 38 37 36 30 29 27 24 24 22 20 18 16 12 3

Caro diario, prima di trascrivere qualcosa che, personalmente, mi fa proprio schifo, una premessa. Benvenuti i “blog”, dove tutti possono discutere e prendere posizione su tutto, ma l’anonimato proprio non lo accetto: non è espressione di libertà ma veicolo di vigliaccheria e di reati. In democrazia si dovrebbe avere il coraggio di firmarsi con nome e cognome, e di prendersi tutte le proprie responsabilità; ed invece l’anonimato che contraddistingue i “blog”, dove ognuno può intervenire con un semplice pseudonimo, di fatto incoraggia anche dibattiti “all’ultimo insulto” o posizioni anche disgustose, a colpi di volgarità e di abiezioni, tanto puoi scrivere tutte le porcherie che vuoi, tanto nessuno ti chiederà chi sei, tanto nessuno ti denuncerà, poiché tutto fa brodo, e brodo lurido, nell’impunito anonimato dei “blog” dove ognuno, che magari nella vita reale fa di tutto per sembrare una persona “perbene”, gareggia a dare il peggio di sé: ed al peggio, purtroppo, non c’è mai fine. E ancora. Attenti ai “blog” quando diventano, poi, una sorta di “controaltare” (sempre anonimo: ma perché nessuno prende provvedimenti, identificando, ammonendo, diffidando o denunciando chiunque faccia apologia di reato?) in cui vengono esaltati e/o “santificati”, anche e soprattutto dai ragazzi, persino assassini, criminali comuni, balordi, bulli, terroristi, mafiosi. E adesso la notizia. Nei giorni scorsi una polemica ha investito “Facebook”, il “social network” più famoso e affollato di Internet, nel mirino in quanto, accusa il “Times”(ma qui da noi in Italia nessuno se ne era mai accorto?), niente fa e, peggio ancora, niente vuol fare contro chi apre pagine dedicate a vari “boss” mafiosi. Leggi qui, caro diario, una roba da brividi (e da vomito). Il “Gruppo Corleone” vanta 3.850 “fans”, la pagina dedicata a Totò Riina ha ben 4.640 iscritti, il “Bernardo Provenzano fan club” è a quota 653, mentre c’è pure un “Gruppo per la santificazione di Provenzano” (!!!) che arriva a 208 “fedeli” (ma c’è pure il “Gruppo per l’abolizione del fan club Provenzano) che ne ha, per fortuna, 2.482). Meno “popolari” Matteo Messina Denaro (143 iscritti) e Giovanni Brusca (40). Per fortuna, di contro, in 25 mila hanno sottoscritto l’appello “Fuori la mafia da Facebook”, mentre un centinaio sono quelli di “A noi la mafia fa schifo”: un movimento variegato che ha dato linfa ad una reazione sul web, “O noi o loro. 100.000 firme contro la mafia online”, oltre 20 mila adesioni in pochi giorni. Claudio Fava, figlio di Giuseppe, indimenticabile giornalista e scrittore, ucciso dalla mafia il 5 gennaio di 25 anni fa: “Se su Internet ci sono forum dove si costruisce la mitologia della mafia, significa che questo Paese è malato e il malessere che c’è in queste conversazioni, chiamiamole così, mi spaventa. Quando fu arrestato Giovanni Brusca, un professore di una scuola di San Giuseppe Jato mi raccontò che alcuni suoi studenti si fecero crescere la barba come Brusca. Quei ragazzini non erano mafiosi ma il mafioso era diventato un mito felice. Oggi Facebook è lo specchio di questa realtà. Consiglio di vistare il sito a chi considera la lotta alla mafia un capitolo chiuso”. Ed ancora, il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso: “Se fino a qualche anno fa c’erano ancora capi mandamento di Palermo che parlavano di contattare giornalisti importanti per sostenerli in una campagna propagandistica, perché dobbiamo escludere che i mafiosi oggi non sfruttino mediaticamente tutte le possibilità?... I mafiosi si muovono nel mondo globale a grande velocità, sono sempre i più svelti ad adattarsi alle novità… Non sono d’ accordo per una censura del sito, oscurare non serve. Contro chi inneggia a quei boss bisogna scatenare una grande reazione civile. E sommergere quegli altri con una valanga di messaggi di segno contrario”. Ma ne riparleremo alla prossima, caro diario.

Nuccio Mula


L'Amico del Popolo