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SCENE…D’AULA L’arte di educare ed il Teatro dell’oppresso

Bandi di idee 2010 Volontariato in … movimento Sodalis CSVS


Tutti possono fare teatro... anche gli attori... si puo' fare teatro dappertutto... anche nei teatri...

Augusto Boal


S ommario pag.2 Progetto “ SCENE…D’AULA”

pag.4 L’arte di educare ed il Teatro dell’Oppresso


Progetto “ SCENE…D’AULA”

Promosso da Sodalis CSV Salerno, ha avuto inizio a febbraio 2011, il Progetto “Scene... d'aula” - Bandi di Idee 2010, Volontariato in …Movimento. Partecipa l'associazione di volon-tariato Amici di Voloalto Onlus di Battipaglia, capofila, in parternariato con le associazioni di volontariato L’Astronave a pedali di Eboli, Francesco Ascolta di Bellizzi, la Cooperativa Sociale Voloalto e l’Istituto Superiore IPAA (Istituto Professionale Agricoltura e Ambiente) di Battipaglia. appresentazioni, nei teatri più importanti.

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Ciccio Tedesco

Si tratta di un progetto innovativo diretto dall’esperto in Teatro Sociale della Cooperativa Voloalto, Ciccio Tedesco noto in Italia e all’estero per le innumerevoli rappresentazioni, nei teatri più importanti.

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L’arte di educare ed il Teatro dell’oppresso

Si intende per educazione il processo che interessa persone e istituzioni con lo scopo di promuovere integralmente i singoli coinvolti, attraverso la restituzione di protagonismo responsabile, creativo, in dialogo con le libertà e le attese degli altri e in continuo confronto con i processi storici. La relazione educativa presuppone nell’educatore: una fiducia realistica nelle possibilità del giovane, cioè che tiene presente la situazione concreta, la capacità di cogliere le possibilità di crescita al di là di ciò che di fatto si verifica, nel tentativo di ridare voce ai desideri e alle domande inespresse, ma soprattutto capaci di promuovere le reali possibilità degli individui, con espliciti riferimenti ai valori e ancora, la ricerca di coniugare tradizione e futuro. La costante relazione dell’educatore con l’individuo in crescita, richiede la capacità di conoscere e gestire adeguatamente la propria affettività, come diceva don Bosco “L’educazione è cosa di cuore !” E’ un teatro attivo che parte dalla realtà dei partecipanti, per esplorarla, metterla in scena e, volendo trasformarla. Parte dalla “teatralità” che è dentro ogni persona, e favorisce la presa di coscienza delle proprie meccanizzazioni per arrivare, tramite un lavoro di gruppo, alla liberazione. E’ un teatro che non porta verità, ma pone

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possibilità degli individui, con espliciti riferimenti ai valori e ancora, la ricerca di coniugare tradizione e futuro. La costante relazione dell’educatore con l’individuo in crescita, richiede la capacità di conoscere e gestire adeguatamente la propria affettività, come diceva don Bosco

“L’educazione è cosa di cuore!”

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Il Teatro dell’oppresso (TDO) è un metodo teatrale inventato negli anni ’60 da Augusto Boal in Brasile e diffuso successivamente in tutto il mondo, si propone lo sviluppo della teatralità umana al fine di analizzare e trasformare le situazioni di disagio, malessere, conflitto, oppressione, ecc... E’ un teatro attivo che parte dalla realtà dei partecipanti, per esplorarla, metterla in scena e, volendo trasformarla. Parte dalla “teatralità” che è dentro ogni persona, e favorisce la presa di coscienza delle proprie meccanizzazioni per arrivare, tramite un lavoro di gruppo, alla liberazione. E’ un teatro che non porta verità, ma pone delle domande e crea contesti per la ricerca collettiva delle risposte. Il “teatro dell’oppresso” si basa sull’ipotesi che “tutto il corpo pensa” in altre parole su una concezione globale dell’uomo, visto come interazione reciproca di corpo, mente, emozioni. Augusto Boal direttore del Teatro Arena di San Paulo elaborò questo metodo, che si basa su una precisa presa di posizione, a favore degli oppressi e su un lavoro di coscientizzazione. Il TDO si muove ai confini tra teatro, educazione, terapia, intervento sociale e politica. Fulcro del lavoro è l’analisi e trasformazione delle situazioni oppressive, di disagio, conflittuali della vita quotidiana. Gli oppressi sono quegli individui o gruppi, che sono socialmente, culturalmente, razzialmente, o in ogni altro modo, deprivati del loro diritto al dialogo o danneggiati nell’esercizio di questo diritto.

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pensa” in altre parole su una concezione globale dell’uomo, visto come interazione reciproca di corpo, mente, emozioni. Augusto Boal direttore del Teatro Arena di San Paulo elaborò questo metodo, che si basa su una precisa presa di posizione, a favore degli oppressi e su un lavoro di coscientizzazione. Il TDO si muove ai confini tra teatro, educazione, terapia, intervento sociale e politica. Fulcro del lavoro è l’analisi e trasformazione delle situazioni oppressive, di disagio, conflittuali della vita quotidiana.

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Gli oppressi sono quegli individui o gruppi, che sono socialmente, culturalmente, razzialmente, o in ogni altro modo, deprivati del loro diritto al dialogo o danneggiati nell’esercizio di questo diritto. Si compone di diverse tecniche che hanno il fine di rendere l’uomo protagonista dell’azione drammatica per allenarlo a essere protagonista della propria vita “insieme” ai suoi simili. Le tecniche del metodo sono: giochi–esercizi, tecniche di integrazione, fiducia, sensibilizzazione e de-meccanizzazione. Vi sono poi il Teatro immagine ed il Teatro forum. In quest’ultimo si passa dalla rappresentazione di situazioni oppressive riconoscibili dal pubblico, alla trasformazione dello stesso pubblico in attore protagonista.

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Testi : Rita Biggio Grafica: Nathalie Franchet Stampato a giugno 2011


SCENE…D’AULA

Partenariato

Bandi di idee 2010 Volontariato in … movimento Sodalis CSVS

Ass. di volontariato Amici di Voloalto Onlus via R.Jemma, 2 84091 Battipaglia Sa tel: +39 0828341256

Ass. di Volontariato L'Astronave a Pedali Onlus via Sandro Pertini snc 84025 Eboli Sa tel: +39 0828361344

Ass. di volontariato Francesco Ascolta Onlus

Cooperativa Sociale Voloalto Onlus

viale della Repubblica, 9 84092 Bellizzi Sa tel: +39 339/7066056

via R.Jemma, 2 84091 Battipaglia Sa tel: +39 0828341256


Scened'aula