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News dagli Amici di Angal a cura della sezione torinese dell’Associazione “Amici di Angal”

Numero 10 – NOVEMBRE 2012

In questo numero: Cronache da Angal

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Nuovi obiettivi e realizzazioni

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E lontano da Angal…

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Testimonianze Diario africano (di Andrea Puntorieri) Ritorno al gran completo! (di Italo Nessi) Professioni diverse, stessa passione (di Salvatore Bonatesta, Salvatore Macchia, Maurizio Nicolardi e Gianfranco Tondo)

Cronache da Angal La 37ª missione di Mario e Claudia Siamo tornati ad Angal con gioia e sollievo misti ad apprensione. Claudia, dopo quanto le era successo a novembre dello scorso anno (una grave lombosciatalgia), temeva di non farcela più. Invece il desiderio è stato più forte di qualsiasi invito alla prudenza e ora può dire di aver superato senza conseguenze il lungo viaggio in aereo, le buche della strada, le piste della savana percorse per raggiungere, come sempre aveva fatto, le famiglie più povere. Il merito va anche a Francesco, che è stato un autista eccezionale. Il gruppo partito con noi (Teresa Gasbarro, nostra figlia Elena, Andrea e il papà Francesco Puntorieri) ha costituito, per tutta la durata della nostra permanenza (dal 7 giugno al 3 luglio), un formidabile supporto alle nostre attività: controllo degli orfani (230 fra Angal e Parombo), lavoro nell’Unità nutrizionale, preparazione e distribuzione di pacchi di viveri ai poveri che gravitano attorno all’Ospedale. Teresa, inoltre, si è accollata il non semplice compito di riorganizzare la farmacia, trasformando l’inventario cartaceo in razionale programma computerizzato, e Francesco quello di controllare tutto il materiale necessario per il rifacimento della rete idrica dell’Ospedale. 1

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I fili delle donne: Klaùdia racconta Miracle

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Saggezza africana (VI)

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Andrea, 8 anni! Tra una partita a calcio e l'altra con i bambini del villaggio, si è mostrato sempre pronto ad aiutare in tutte le attività, a offrire thé e pane agli ospiti della famosa panca, a coccolare i bambini più piccoli (v. la sua Testimonianza a p. 4). Ma i giorni più belli e proficui li abbiamo trascorsi quando, dopo due settimane, ci hanno raggiunti Betty e Italo Nessi, con le figlie Namuli e Liza (v. la Testimonianza a p. 4).

Francesco e Andrea preparano i pacchi di cibo per i poveri.


Italo, grazie alla sua lunga esperienza all'Ospedale di Naggalama, alla capacità straordinaria di trovare un punto d’incontro con i metodi e la mentalità dei medici africani, al buon senso e al sense of humour, ha condiviso con Mario la responsabilità di controllare la realizzazione dei vari progetti, le richieste emerse durante i vari meetings con il personale, i risultati del “Quality improvement”, in conclusione quanto l'Amministrazione locale si è impegnata a realizzare. Non poca preoccupazione ci ha procurato una epidemia di colera, con oltre un centinaio di casi, che ha reso necessario il ricorso a una grande tenda attrezzata fornita dall'Unicef, dal momento che i letti del reparto di isolamento non erano più sufficienti.

mentre il 2 ottobre sono partiti Andrea Foracchia, ginecologo con una pluriennale esperienza in Tanzania, e sua moglie Mimma, farmacista. Andrea si sta occupando della riorganizzazione del reparto Maternità, mentre Mimma sta proseguendo il lavoro di informatizzazione dell’inventario farmaceutico. Da qui a fine anno si prevede un altrettanto fitto turnover di medici e collaboratori: Giovanni Cardellino e Soumia Ferg partiranno a breve con un amico ecografista, mentre Giannino e Sonia Busato saranno ad Angal dal 2 novembre al 10 dicembre per concludere il corso di anestesiologia iniziato l’anno scorso; verranno raggiunti dall’infermiera Zenaide Vedelago e dal chirurgo pediatra Giancarlo Schiavon. Verso la fine di novembre partirà ancora una volta Italo Nessi per partecipare al prossimo “Board of Governors”, indetto per approvare il piano strategico quinquennale. A partire dal 22 novembre, infine, saranno ad Angal anche Dino Maurizio ed Alessandro Damanico, che vi si tratterranno il tempo necessario a valutare le carenze nella gestione del sistema informatico da parte degli operatori locali, progettando eventuali nuovi interventi. Di queste “missioni” riferiremo nel prossimo numero. Concludiamo, invece, questa carrellata sottolineando, con stupore ed orgoglio, quanta vitalità ci sia all’interno dell’Associazione, quanto elevato sia il numero di persone che stanno dando un importante, qualificato contributo all’Ospedale con la loro presenza, anche più volte in un anno, a spese quasi nulle per l’Associazione. Una grande speranza per il futuro di Angal.

L’anno in corso ha fatto registrare un’assidua presenza ad Angal di molti dei medici dell'Associazione, impegnati a formare il personale locale, a interagire con l’Amministrazione, a migliorare i progetti già avviati. Dall’11 al 24 aprile Fabrizio Montagna, odontoiatra di Verona, ha rimediato in loco ad alcune carenze del servizio dentistico. Con lui sono partiti Italo Nessi e Camillo Smacchia per affrontare, a nome dell’Associazione, alcuni problemi sorti nella gestione dell’Ospedale e nel piano di miglioramento della qualità dei servizi. Dal 30 giugno al 7 luglio è stata nuovamente la volta di due odontoiatri, Christian Riboldazzi e Vanni Snidero, seguiti (dal 20 agosto al 3 settembre) da Salvatore Bonatesta, al suo terzo viaggio. Salvatore ha condiviso passione ed impegno con altri componenti del cosiddetto “Team di Torchiarolo”, Maurizio Nicolardi, Gianfranco Tondo e Salvatore Macchia, che si sono dedicati al rifacimento della rete di distribuzione dell’acqua all’Ospedale e alle case dei medici (v. la loro Testimonianza a p. 5). Camillo Smacchia e Italo Nessi sono tornati ad Angal dal 13 al 18 agosto per partecipare al Board of Governors,

Nuovi obiettivi e realizzazioni 1. Uno degli impegni che da anni portiamo avanti riguarda la sistemazione del personale dell’Ospedale in alloggi migliori e più confortevoli. Nello scorso numero avevamo con soddisfazione annunciato il completamento delle 6 casette per gli infermieri. Ora il nostro obiettivo è la costruzione di 2 nuove case per i medici ugandesi. Il lavoro è stato già iniziato, diretto da Fratel Gianni Bonafini. Il costo previsto si aggira sui 20.000 €. 2. Come previsto dal nostro “piano di programmazione economica” (v. N°9 delle News), il progetto di ristrutturazione della rete idrica è stato condotto a termine, grazie all’intervento del gruppo di idraulici di Torchiarolo (Lecce), che in una decina di giorni hanno realizzato quanto avevano progettato nel novembre dello scorso anno. 3. Progetto informatico: gli “Informatici senza frontiere” continuano ad interessarsi al problema dell’informatizzazione di alcuni servizi in Ospedale e della connessione Internet, per fornire ai medici un miglior collegamento a riviste e banche dati, utile a favorire il loro aggiornamento professionale. Se ne è discusso il 30 settembre (v. rubrica E lontano da Angal…) durante un importante incontro con i vari responsabili.

Teresa prepara la scheda per un piccolo orfano.

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eventi

14-16/07 A Villabalzana (VI), in occasione della “Sagra della soppressa”, Claudia allestisce il consueto stand dedicato ad Angal.

e manifestazioni

22/07 A Negrar incontro con il Gruppo “Girotondo”, che da oltre 10 anni sostiene il Progetto Orfani, per riferire quanto realizzato durante l’ultima missione. 31/07 Il C.D. dell’Associazione si riunisce alla Torretta (VI) per fare il punto sulla situazione dell’Ospedale alla luce dei dati raccolti durante le missioni di Mario e Italo (v. Cronache da Angal).

2/09 Alla Torretta (VI), in occasione dell’annuale incontro (il 16°) con gli “Amici di Angal”, si tiene l’Assemblea generale dei Soci, durante la quale vengono presentati il bilancio consuntivo del 2011, il preventivo per il 2012 e una relazione sulle attività dell'Associazione, in particolare dei volontari che durante l'anno si sono recati ad Angal per “missioni brevi”. Viene discusso il rinnovo della Convenzione tra Associazione, Amministrazione e Vescovo. Si parla anche della necessità di affrontare la stesura (lo farà Italo Nessi) di uno “strategic plan” quinquennale. L'impegno finanziario dell'Associazione per quest'anno è stato molto gravoso e si decide di fissare come tetto massimo la somma di 300.000 euro. Come sempre la riunione è stata preceduta da una S. Messa, celebrata, quest'anno, da Padre Luigi Sala, accompagnato da Fratel Gianni Bonafini, entrambi appena arrivati da Angal, dove torneranno a breve. 62 i presenti, compresi i bambini che si sono attivati autonomamente per mandare un proprio contributo ai coetanei di Angal.

Preparazione delle fondamenta di due casette per i medici locali.

4. Progetto dentistico: continua la preziosa collaborazione con la SMOM, che ha inviato dal marzo u.s. ben 4 volontari: i Dottori Fabrizio Montagna in aprile, Christian Riboldazzi e Vanni Snidero in luglio, Salvatore Bonatesta in agosto. Tutti hanno provveduto al rifornimento del materiale di consumo, alla sostituzione di pezzi di ricambio delle apparecchiature e alla loro riparazione, nonché all’addestramento del dental assistant ugandese Moses, che sta diventando veramente bravo. Francesco Riboli continua il suo lavoro di coordinatore di tale servizio.

5. Un importante contributo è rappresentato dal finanziamento di varie borse di studio per far progredire professionalmente sia medici che infermieri. Dopo un percorso quinquennale, col sostegno di “Karacel”, quest’anno si è laureato in medicina l’ex infermiere Alioma, mentre il Dr. Jimmy ha iniziato la scuola di specializzazione in chirurgia. Gli “Amici di Cinzia“ hanno invece sponsorizzato gli studi infermieristici di 3 ragazzi di Angal.

eventi E lontano da Angal...

17/09 Il C.D. dell’Associazione organizza un incontro a Padova, presso la sede del Cuamm, con il nuovo Vescovo di Nebbi, Mons. Wanok, che ha così l'occasione di conoscere il Direttivo di “Medici con l'Africa” e di partecipare per tre giorni alla vita del collegio. Il giorno dopo Rita Polo e l'amica Barbara Di Felice lo accompagnano a visitare Venezia. 30/09 A S. Germano dei Berici (VI), a casa di Dino e Isabella Maurizio, Piero Marsiaj incontra il gruppo dirigente di “Informatici senza frontiere” per affrontare alcuni problemi ancora irrisolti del servizio informatico dell'Ospedale. Dino Maurizio si offre di effettuare personalmente un controllo della situazione, recandosi ad Angal appena possibile.

e manifestazioni

8/04/12 A Verona Mario e Claudia incontrano l'Associazione “Marciatori Veronesi”, che da anni offre un contributo per la Nutrition Unit.

4/10 A Villa della Torre a Fumane (VR), durante una manifestazione a cura della fondatrice dell’Associazione “Arcobaleno”, Mariangiola Vantini, dedicata alla solidarietà e all’amicizia, Claudia parla della sua esperienza ad Angal.

30/04, 3 e 15/06 A Firenze Stefano Di Puccio organizza una serie di eventi per far conoscere e aiutare Angal. Il primo è il consueto concerto jazz in Piazza della Passera, che vede tra i visitatori anche il sindaco Matteo Renzi; a seguire l'annuale torneo di rugby per ragazzi e infine quello di “Calcio storico delle vecchie glorie”. Il logo di Angal compare sia sulle magliette dei giocatori, sia sulla vela di una imbarcazione che partecipa alla regata nelle acque del Lago di Bilancino (FI).

4 - 8/09 Sempre a Firenze, nel corso delle serate di concerti organizzati in Piazza della Passera, ancora Stefano Di Puccio fa conoscere la nostra attività distribuendo centinaia di dépliants.

9/09 A Marina di Pietrasanta, in occasione della regata della classe “laser” presso il Circolo nautico, l’instancabile Di Puccio illustra l’attività dell’Associazione.

S. Messa celebrata da Padre Luigi Sala durante l’annuale Angal Day.

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Testimonianze Diario africano di Andrea Puntorieri Dal diario di nostro nipote, che aveva avuto dalla sua maestra, come compito per le vacanze, l’incarico di descrivere i momenti più significativi del suo soggiorno ad Angal, trascriviamo due stralci, che ci hanno particolarmente colpiti. Angal, 30 giugno 2012 Qualche giorno fa è arrivata dal Congo una donna incinta, completamente sola. Mentre le facevano il cesareo, è morta dissanguata e quindi il suo bambino, che i medici sono riusciti a salvare, è rimasto orfano di mamma. Alcuni giorni dopo è arrivato il padre, avvisato dalle infermiere. Era anziano e poverissimo e ha detto che non poteva occuparsi del figlio, così l’ha lasciato in ospedale, affidato a noi e alle infermiere. Oggi Padre Mario lo ha battezzato “François”. Mia mamma ha fatto da madrina e io da padrino. Mi sento pieno di orgoglio ad essere padrino a otto anni, soprattutto di un bimbo africano. Io e la mamma abbiamo deciso di rinunciare a qualcosa per aiutare a crescere François.

Andrea al microscopio, sotto lo sguardo vigile del nonno (semi di futuro…).

Le cose che mi hanno colpito di più: il traffico caotico a Kampala, le baraccopoli, i bambini piccoli che chiedevano l’elemosina, i bambini mezzi nudi e con i pantaloni strappati, le bambine di 5 anni con un fratellino più piccolo legato sulla schiena, la terra rossa, gli animali liberi nella savana, le persone sempre sorridenti anche se povere o malate, la solidarietà fra loro, le palle da calcio fatte con sacchetti di plastica, gli scolari con un sacchetto e uno spago per cartella, quelli che giocavano a calcio senza scarpe. Ho provato anch’io, ma faceva troppo male.

Ritorno al gran completo! di Italo Nessi Molto intensa, nella sua sobrietà, questa precisa rievocazione del viaggio che ha riportato in Africa, dopo svariati anni, l’intera famiglia Nessi. Il ricordo di Italo registra in particolare il crescendo di emozioni vissute dalle figlie, dall’euforia della partenza alla curiosità verso l’ambiente, fino alla gioia dell’incontro con persone e tracce incise nel loro passato. Finalmente si parte. Torniamo in Uganda tutti e quattro insieme: Betty, tra impegni di lavoro e familiari, dal 2006 non aveva più potuto recarsi in Uganda, e così le nostre due figlie Namuli e Liza, che attendevano con ansia questo momento da settimane. L’aereo decolla, le bambine non mostrano paura e in pochi minuti prendono possesso della TV. Viaggio tranquillo, con Qatar Airways. Sperimentiamo i 32° di temperatura di Doha, alle 6.30 del mattino. Ad Entebbe ci accoglie il simpatico Opio Aloysius, autista di Angal Hospital, e ci porta alla sede di “Medici con l’Africa Cuamm” a Kampala. Lungo la strada i commenti delle bambine riguardano la povertà, le persone che camminano o che vanno in bicicletta, il traffico e lo smog.

Elena e Andrea durante il Battesimo di François.

Angal, 3 luglio 2012 Ultimi giorni ad Angal. Sono i più tristi. Sono venute tante persone a salutarci: i bambini con i quali giocavo a calcio, il cieco Lazzaro, la mamma di Opio e Odongo, che piangeva perché partivamo, e tanti poveri che abbiamo aiutato. Quando tornerò spero di rincontrare tutti i miei amici. Da grande studierò medicina tropicale e tornerò ad Angal per lavorare all’ospedale come il nonno. È stata una bella esperienza. 4


Testimonianze Professioni diverse, stessa passione di Salvatore Bonatesta, Salvatore Macchia, Maurizio Nicolardi e Gianfranco Tondo Una Testimonianza a più voci, questa del cosiddetto “Team di Torchiarolo”, costituito da familiari di Padre Mario, parroco di Angal, che già da qualche anno sostengono con entusiasmo e convinzione i nostri progetti, spesso con reiterate missioni in loco, dove, nella diversità dei rispettivi ambiti professionali, profondono la medesima competenza nell’operare e capacità di interagire col personale locale. Salvatore Bonatesta: Sono un po' restio ad esprimere le mie impressioni sulle meravigliose giornate passate ad Angal. Forse evito di pensarci nell'attesa che trascorra presto il tempo per poter ritornare a gioire di un'esperienza così intensa e gratificante. Per me questo è stato solo il terzo viaggio, ma spero, con l'aiuto di Dio, di poter mettere diversi numeri davanti allo zero nel totale delle mie missioni future. Devo dire che, a differenza delle altre volte, ho trovato molti miglioramenti: dal buon funzionamento del riunito (la poltrona con l'insieme dell'attrezzatura) all'organizzazione del servizio, all'efficienza e alla dedizione al lavoro dei miei fantastici collaboratori, Moses ed Evelin, che sono stati molto attivi durante le dure giornate di lavoro, saltando spesso la pausa pranzo.

La famiglia Nessi ad Angal.

Due giorni dopo siamo ad Angal. Ci accolgono Claudia e Mario con i loro familiari, i Padri comboniani, l’Amministratore Mr. Simon. È sempre una seconda casa. Betty è contentissima di riabbracciare infermiere ed ostetriche con cui aveva lavorato e di riascoltare l’Alur. L’affetto, la riconoscenza e l’amicizia sono rimasti intatti, nonostante gli anni. Le bambine giocano con Andrea e constatano di non comprendere l’Alur e nemmeno l’inglese. Questo non gli impedisce di giocare con i bambini che incuriositi stazionano davanti alla casa. Settimane intense per tutti. Piene di lavoro, ma anche di incontri, sentimenti, scoperte. Namuli e Liza si sono ritrovate alle prese con una natura molto più lussureggiante che da noi: camaleonti, formiche, termiti, lumache, foglie, sassi, ecc. L’apoteosi la raggiungono il giorno in cui organizziamo la gita al vicino parco delle Murchison Falls: elefanti, gazzelle, bufali, scimmie, giraffe, facoceri, rinoceronti, uccelli di ogni specie. Vorrebbero che la gita non avesse mai termine. Arriva anche il giorno del ritorno a Kampala. Salutiamo tutti con il pensiero di poterci rivedere. Raggiunta Kampala, il giorno dopo visitiamo l’Ospedale di Naggalama, dove mostriamo alle bambine la casa in cui risiedevamo e l’asilo. Rivedono Kimuli, Janat, Grace e le altre persone che le hanno accompagnate per un periodo della loro vita. La contentezza è generale: l’Uganda ormai ha adottato noi, anche se noi abbiamo adottato due di loro. La richiesta più bella l’ha fatta Liza, visitando l’orfanotrofio dove sono state per qualche tempo: «Perché non portiamo a casa altre due bambine?».

Salvatore e Maurizio alle prese con il rifacimento dell’impianto idraulico, aiutati dall’altro Salvatore, odontoiatra, pronto a dividersi fra l’ambulatorio e il cantiere, in caso di bisogno.

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Testimonianze Ho riflettuto molto sulla tipologia delle patologie riscontrate (ne riferirò alla SMOM), come anche sull'utilizzo dei materiali e delle tecniche. Penso, e mi sento di suggerirlo ai colleghi che si alterneranno in futuro, che bisognerebbe insistere nell'utilizzo di materiali e tecniche semplici, in modo che Moses possa acquistare una certa autonomia nel lavoro di tutti i giorni. In questo senso sarebbe utile mettere a punto un protocollo operativo, sperando col tempo di poter apportare tutte le innovazioni necessarie, che in questo momento potrebbero solo generare confusione, innestandosi su un terreno di scarsa preparazione professionale. Ho riscontrato inoltre con grande piacere che, rispetto alle volte precedenti, i pazienti erano più propensi a curare e non a togliere i denti (quindi a conservare); sono certo che ciò sia merito anche di Moses che, nel suo piccolo, ha cercato nel migliore dei modi di sensibilizzare la gente. Assieme a Salvatore Bonatesta sono arrivati da Torchiarolo altri tre componenti del “ Team”, per rifare la rete idrica, rabberciata malamente in 50 anni, che creava problemi al rifornimento dell’acqua all’Ospedale e alle case dei medici. I tecnici idraulici in questione sono Salvatore Macchia, al suo terzo viaggio, Gianfranco Tondo e Maurizio Nicolardi. In margine al report del lavoro, eseguito utilizzando tubazioni in materiali di certo più duraturi e sezionando

Si festeggia la fine dell’importante lavoro con gli operai di Angal, assieme a Padre Mario.

l’impianto in modo da poter gestire più semplicemente, in futuro, eventuali problemi o ampliamenti, ci scrivono: Vorremmo aggiungere una piccola nota sul fatto che tutti gli operatori del luogo sono stati molto disponibili a collaborare con noi. In particolare la presenza di Josef (il capo manutentore) è stata molto importante nella fase operativa e ha dato un contributo notevole in fatto di informazioni. In conclusione, l’esperienza per noi è stata molto importante dal punto di vista umano e siamo pronti a tornare per dare una mano nella realizzazione di altre opere che rientrino nelle nostre competenze.

I fili delle donne: Klaùdia racconta Miracle Per prima cosa sento aprirsi il cancellino che dal giardino porta direttamente in Ospedale. Come sempre cigola. Per un momento spero di essermi sbagliata: potrebbe essere il canto, o meglio lo stridio dell’uccello catenaccio, o dell’allocco che ha fatto il nido proprio sotto il nostro tetto…! È un pomeriggio afoso… sono stanca… ho bisogno di dormire un po’. E anche Mario, che ha appena finito il big round in pediatria. Macché! Sento dei passi lungo il vialetto… tra poco qualcuno busserà. Decido che questa volta no, non aprirò. Il qualcuno, intanto, è arrivato davanti alla porta di casa… bussa. È un tocco leggero. Cerco di immaginare: sicuramente è una donna. E non dev’essere una delle solite venditrici di verdura, che a qualsiasi ora bussano forte e ripetutamente. Il suo tocco è gentile, come di chi non vorrebbe disturbare. Sicuramente è qualcuno che ha bisogno di aiuto. Addio sonnellino. Mi alzo, apro. Sulla soglia di casa, accoccolata su un gradino, c’è una giovane donna, con una bimba legata strettamente sulla schiena, come usano qui. Dal chitenghe colorato annodato con cura, perché la bimba sia bene assicurata al corpo della mamma, spunta una testolina: è ben pettinata, con tante treccine, un visetto d’angelo, sorridente, ma gli occhi sono rivolti verso qualcosa che io non vedo... La giovane mamma con dita esperte scioglie il nodo del chitenghe che fa da culla e deposita la bimba ai miei piedi. Sembra una bambola, ha un vestito bellissimo, vaporoso, di organza. È la bimba più curata che abbia mai visto, ma non può star seduta: le gambe sono rivolte all’indietro, e anche le braccia. Un errore di assemblaggio, penso stupidamente per non mettermi a piangere. «Potete aiutarla?», mi chiede la mamma. Chiamo Mario, ma so già che nessun chirurgo potrà mai rimettere a posto le cose. Mario visita la bimba, parla a lungo con la mamma, che racconta una storia di dolore e di amore, di sofferenza dignitosa, di rassegnazione serena. «Come hai chiamato la tua bimba?», le chiedo. «Miracle», mi sussurra. 6


Saggezza africana (VI) a cura di Claudia Marsiaj Un antico proverbio africano recita: «Ti ho dato la bellezza della faraona e tu mi hai lasciato pernice». Difficile capirne il significato, a meno che non si conosca la leggenda della faraona egoista. Eccola: Un tempo le faraone e le pernici avevano lo stesso piumaggio. Un giorno la faraona, volendo farsi bella per partecipare a una danza, chiese alla pernice di lisciarle e accomodarle perbene le penne, cosa che essa fece con estrema cura. Quando però la pernice chiese che il favore le fosse ricambiato, la faraona egoista si rifiutò con la scusa che era già tardi e la danza stava per iniziare. Così, da allora e per sempre, la pernice rimase con le sue povere penne arruffate. Una breve storia con una pregnante morale ha invece per protagoniste tre donne ed è intitolata “Un male incurabile”.

I ra c c onti sono com ei pon ti...

Acen, Agara e Akumu, cacciate dal loro villaggio, andarono a chiedere aiuto agli anziani, che si riunirono per ascoltare il loro caso e dare un adeguato consiglio. «Quali sono le vostre colpe?», chiese il più anziano. «Io sono stata accusata di essere un ladra», rispose la prima. «Io sono stata allontanata perché sono un’avvelenatrice», rispose la seconda. «La mia colpa è quella di essere una mormoratrice e di seminare malumore tra la gente del villaggio», rispose la terza. I saggi si consultarono a lungo segretamente, poi, richiamate le donne, emisero la loro sentenza. Ad Acen fu dato un campo da coltivare, perché disponesse di cibo a sufficienza e non avesse più la tentazione di rubare. Agara fu riconosciuta vittima di uno spirito malvagio, che la istigava ad avvelenare la gente, e le fu consigliato un rito magico per liberarsene. Akumu, invece, fu invitata ad allontanarsi per sempre dal villaggio perché, dissero i saggi, «nella zucchetta dei nostri rimedi non c’è nulla che ti possa guarire». Morale: il vizio della mormorazione è difficile da curare…

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L’Associazione in breve

Che cosa puoi fare tu

L’Associazione “Amici di Angal” sostiene l’attività dell’Ospedale St. Luke di Angal, in Uganda, e vari Progetti di assistenza e cura di bambini e adulti indigenti.

• Svolgere un’opera di sensibilizzazione. • Partecipare agli eventi di raccolta fondi. • Impegnarti in una donazione regolare a sostegno dei singoli Progetti.

I Progetti

Come contribuire

Assistenza degli orfani da AIDS contributo annuo necessario: € 200

I contributi si possono inviare con bonifico bancario a: ASSOCIAZIONE AMICI DI ANGAL - ONLUS Il progetto intende offrire un aiuto diretto alle famiglie locali Unicredit Banca Agenzia di Arbizzano - Negrar (Vr) che accolgono e si prendono cura di questi orfani (230 al 30 c/c n. 000005412019 giugno 2012). ABI: 02008 CAB: 59601 CIN: L IBAN: IT 31 L 02008 59601 000005412019 Con 200 euro all’anno si provvede alle elementari necessità del bambino orfano (sostentamento, vestiti, cure mediche, istruzione).

(Ai sensi dell’art.14 del D.L. n.35 del 14 marzo 2005, convertito in Legge con L. n.80 del 14 maggio 2005, le offerte fatte alle ONLUS con assegno o bonifico bancario sono deducibili dal reddito complessivo dichiarato fino alla misura del 10%).

Ricovero gratuito per i bambini spesa annua: € 60.000 L’Associazione è iscritta nelle liste dell’Agenzia delle Entrate fra i possibili beneficiari del 5x1000 dell’IRPEF. Al momento della dichiarazione dei redditi, per devolvere il 5x1000 basta apporre la propria firma e il codice fiscale dell’Associazione - 93143850233 - nell’apposito spazio del modello IRPEF.

Permette di ricoverare tutti i bambini malati, anche per lunghi periodi, chiedendo solo il contributo simbolico di 1 euro.

Assistenza degli ammalati di AIDS spesa annua: € 35.000

Un sentito GRAZIE a tutti coloro che hanno scelto di beneficiare la nostra Associazione. I contributi raccolti attraverso questa forma di finanziamento saranno interamente impiegati a favore dell’Ospedale e dei Progetti sostenuti dagli “Amici di Angal”.

Consente di offrire assistenza domiciliare agli ammalati di AIDS attraverso una équipe di infermieri espressamente formati per questo servizio.

Operazione Proteine

Ulteriori informazioni si possono richiedere a: Amici di Angal ONLUS Via Vivaldi 3 - 37020 Arbizzano- Negrar (Vr) Fa capo al Centro Nutrizionale (Nutrition Unit) interno tel. (+39) 045 7513296 all’Ospedale, che fornisce tre pasti al giorno ad alto contesito web: www.amicidiangal.org nuto proteico ai bambini con forme gravi di malnutrizione. e-mail: info@amicidiangal.org Dal Centro viene inoltre distribuito il cibo anche ai mario@marsiaj.it spesa annua: € 8.000

pazienti bisognosi degli altri reparti.

Il Notiziario è a cura della sezione torinese dell’Associazione, coordinata da Tilde Barone tilde.barone@live.it tel. (+39) 333 7122535

Samaritan Fund spesa annua: € 7.500

Giuseppina Ricciardi giuseppinaricciardi@hotmail.it

Questo “fondo” permette di ricoverare le persone che non possono pagare la sia pur modesta retta chiesta dall’Ospedale e di fornire gratuitamente i cosiddetti “farmaci salvavita”.

tel. (+39) 338 7728989

Realizzazione grafica: Quadri_Folio - Torino Fotografie: da archivio dell’Associazione Stampa: Tipografia Gravinese, Torino

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Notiziario n.10