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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012


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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012


RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Indice

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PREMESSA • Le politiche giovanili al tempo della crisi

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INTRODUZIONE • Dalla generazione perduta ai costruttori di cambiamento • Il ruolo di Amesci

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT • • • • •

Presentazione di Amesci Dipartimento Esecutivo: dati di contesto 2012 SCN: dati storici Dipartimento Europa: dati di contesto 2012 Dipartimento Comunicazione: dati di contesto 2012 Gli strumenti di politiche giovanili SCN 2012 LA RICERCA/1: dall’esperienza alle competenze SVE 2012 LA RICERCA/2: gli apprendimenti interculturali e l’occupabilità

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FONTI

48

GLOSSARIO

51

METODOLOGIA

51

CREDITS


PREMESSA

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

PREMESSA Le politiche giovanili al tempo della crisi Accentuata senza dubbio dalla crisi, la realtà italiana presenta un grande numero di giovani che oltre a non avere un lavoro, vivono senza un ruolo attivo nella società, con un senso di frustrazione che rischia di esplodere in un arco temporale non molto lungo. In questo delicatissimo momento storico ed economico per molti di queste ragazze e ragazzi, per chi non vuole vivere sulle spalle della propria famiglia e non ha la forza di creare da solo un’alternativa, restano poche strade e molti rischi: cercare fuori nazione un lavoro, entrare nel mercato del lavoro nero (sottopagato e senza nessuna garanzia), finire nelle maglie delle illegalità, piccole e grandi. E’ difficile immaginare come, nel breve e soprattutto nel medio periodo, si possa dare una risposta alla frustrazione dei giovani senza lavoro e, per giunta, senza ruolo nella collettività, se non creando per loro condizioni più agevoli di accesso nel mondo del lavoro e dando loro l’opportunità, anche attraverso spazi di impegno civico e sociale, di una partecipazione attiva alla vita del Paese, nei quali acquisire una consapevolezza nuova dei propri diritti e doveri di cittadino. Per raggiungere questo orizzonte occorre puntare ad un radicale rinnovamento dell’approccio formativo da parte della scuola e delle istituzioni formative tradizionali, avvicinandole sempre più al terzo settore, che rappresenta al tempo stesso occasione di impegno, di formazione ma soprattutto di crescita professionale. È fondamentale avviare programmi nazionali di sostegno alla formazione non formale, alla formazione attiva e all’empowerment, all’economia sociale, all’impiego di nuovi operatori giovani in settori creativi. Settori dove i giovani possano acquisire reali competenze e know how spendibili nella futura ricerca di lavoro. Si tratta di investire in valori solidi che puntino ad uno sviluppo sostenibile del Paese, dove le regole dell’economia non prevalgano sul benessere collettivo e sui diritti dei cittadini. Bisogna puntare su quello che viene indicato da molti economisti come il capitale più importante del futuro: il capitale sociale. Oggi il nuovo mercato del lavoro, anche in campo internazionale, richiede delle “key competences”, delle abilità differenti da quelle acquisite con la tradizionale formazione. Si tratta di competenze come la fiducia in se stessi, il lavoro in gruppo, la dimensione relazionale, lo stare in rete, la conoscenza delle lingue straniere. In tal senso è fondamentale puntare, a livello locale, regionale e nazionale, al varo di un programma formativo di respiro necessariamente più moderno, che possa coinvolgere e accompagnare i giovani cittadini nel loro inserimento attivo nella società del futuro, e che si intrecci con la promozione delle tante esperienze giovanili concepite e progettate in senso formativo, per non vanificare gli enormi investimenti che a livello europeo vengono fatti in questa direzione. Azioni quali il Servizio Civile Nazionale e gli scambi giovanili internazionali, ad esempio, rappresentano ad oggi alcuni tra gli strumenti di apprendimento di maggior successo per il mondo giovanile. In tale prospettiva è necessario, a partire dal livello comunale, un investimento sulle politiche attive che favoriscano la promozione dello spirito di iniziativa dei più giovani, quale azione strategica di sviluppo. Anche attraverso l’uso dei fondi strutturali, si devono riorientare le politiche giovanili per farne un volano di crescita del Paese, creando l’humus per far si che le enormi energie compresse nei giovani italiani possano liberarsi e offrire il loro contributo allo sviluppo. L’idea chiave è che lo sviluppo e l’integrazione passino attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei giovani, idea che è oramai patrimonio culturale dell’Europa ma non ancora pienamente dell’Italia. L’esperienza quasi ventennale di Amesci indica che in tutti i Paesi e in tutte le città in cui queste iniziative funzionano, ciò accade perché ai giovani vengono messe a disposizione infrastrutture e risorse, in un’ottica di investimento sul “capitale futuro” che questi giovani, le loro esperienze, i loro talenti, rappresentano.

Enrico Maria Borrelli Presidente Amesci 7


INTRODUZIONE

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INTRODUZIONE Dalla generazione perduta ai costruttori di cambiamento In una relazione del giugno scorso dal significativo titolo “La Giovane Generazione Sacrificata: conseguenze sociali, economiche e politiche della crisi finanziaria”, la PACE (ossia l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa) sviluppa dettagliatamente il tema assolutamente attuale della cosiddetta lost generation: “Milioni di giovani in Europa hanno deciso di abbandonare gli studi, hanno smesso di cercare lavoro e si sono lasciati cadere in una sorta di limbo. Sono milioni di persone, un’intera generazione che abbiamo completamente perduto per il futuro e per lo sviluppo d’Europa e dobbiamo fare qualcosa”. La tesi che vede i ventenni/trentenni europei (e a fortiori italiani) come “generazione perduta” ha riacceso il dibattito continentale intorno alla questione generazionale, ossia all’accumularsi di disuguaglianze tra generazioni diverse. Al netto delle analisi di background, questo approccio “generazionale” si dimostra parziale in particolare per quanto riguarda le soluzioni al problema e, oltre tutto, maschera l’esistenza di un altro tipo di disuguaglianze, quelle intergenerazionali, ossia tra i giovani. Se è certamente vero che questa crisi “incornicia” un tempo in cui, dopo centinaia di anni, per la prima volta i figli rischiano di stare peggio dei padri, il fattore umano può fare e fa ancora la differenza. In un contesto di generazione sacrificata in cui tutti hanno meno opportunità, una delle differenze più nette e più sostanziali è tra chi si rassegna e chi combatte, tra chi aspetta dagli altri la soluzione e chi costruisce per se stessi e per la propria generazione le opportunità ed il cambiamento di cui sente il bisogno. Il Rapporto Annuale 2012 di Amesci, supportato dai dati in esso analizzati, suggerisce che i giovani “di valore”, ossia quelli che partecipano alla vita sociale e politica delle proprie comunità, che dedicano tempo e impegno a migliorarsi e a migliorare il mondo che li circonda, che nel quotidiano dei propri studi e del proprio tempo libero si coinvolgono in esperienze che li aiutano a crescere, sono le pietre angolari di una società nuova, che deve necessariamente fare del capitale umano, culturale, relazionale, immateriale il punto di partenza di uno sviluppo sano e sostenibile, unico tipo di sviluppo che può veramente scacciare le crisi, sia quella finanziaria che quella dei valori.

Il ruolo di Amesci Se la risoluzione della PACE invita il Consiglio e i Parlamenti Nazionali a inserire prioritariamente nelle proprie agende le politiche giovanili e sostenerle con l’impegno finanziario necessario affinché la discussione diventi realtà, il nostro intento è quello di contribuire, quali attori nazionali di politiche giovanili, alla presa di coscienza necessaria - nei giovani prima ancora che negli attori di politiche giovanili - della straordinaria potenzialità di alcuni strumenti di empowerment a disposizione delle giovani generazioni. 9


INTRODUZIONE

Si tratta di ambienti formativi in cui Amesci da sempre esercita la sua missione: da quelli di livello nazionale e storici come il Servizio Civile Nazionale o di livello europeo come il Servizio Volontario Europeo ed in generale le azioni del programma Gioventù in Azione; a quelli di ambito territoriale e concepiti direttamente da Amesci come i Laboratori di Servizio Civile o la campagna Cittadini 2.0. Un evidente fil rouge unisce tutti questi strumenti di politiche giovanili: la dimensione esperienziale, improntata alla metodologia “learning by doing” (cioè “imparare facendo”) e caratterizzata dalla maturazione di competenze e meta competenze molto utili ai fini dell’occupabilità di questi giovani. Il tema del “rafforzamento dell’occupabilità” attraverso esperienze diverse dalla scuola e dall’università è stato introdotto anche dall’ultima riforma del lavoro (la cd riforma Fornero) che nel capo relativo all’apprendimento permanente ha introdotto i temi della formazione non formale ed informale e dell’individuazione e del riconoscimento delle relative competenze (Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualifiche professionali). Si tratta di una questione – quella del riconoscimento e della validazione dell’apprendimento non formale e informale - di notevole importanza ed attualità in Europa da oltre 10 anni. E’ nato infatti nel 2002 il cosiddetto “Processo di Copenaghen”, ossia il rafforzamento della cooperazione europea in materia di Vet (Vocational education and training, educazione e formazione professionale o professionalizzante) attraverso il metodo aperto di coordinamento tra gli Stati e tra le autorità e le istituzioni responsabili delle strategie in tema di istruzione e formazione, il tutto con lo scopo di promuovere l’integrazione sociale, la coesione, la mobilità, l’occupabilità e la competitività a livello continentale. Questo approccio, che punta ad uniformare gli ambiti dell’apprendimento valorizzando i luoghi della formazione 10


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non formale e informale, è responsabile tra le altre cose dello sviluppo di strumenti e linee guida per la trasparenza delle competenze (come il famoso Europass, il modello di curriculum vitae adottato ufficialmente in Europa, o l’Eqf, il quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente), per il trasferimento dei crediti (come l’Ecvet), per il controllo di qualità (Eqavet, uno standard europeo per formazione professionale sempre più usato), per l’orientamento lifelong, per la promozione dell’eccellenza (ad esempio con Euroskills). L’inserimento in una riforma organica del mondo del lavoro di un riferimento diretto al bilancio e al riconoscimento delle competenze professionali o professionalizzanti maturate anche in ambiti di formazione informale (ossia non intenzionale) e soprattutto non formale (cioè svolta al di fuori dai classici contesti formativi formali come la scuola e l’università e con metodologie attive, che privilegiano la partecipazione e la condivisione dei saperi e delle esperienze), peraltro avvenuto proprio nel 2012, merita una speciale menzione nel nostro rapporto annuale, non solo per l’oggettivo interesse del nostro lavoro e della mission associativa in questo settore, ma anche e soprattutto perché la survey contenuta in questo documento è proprio rivolta al tema delle competenze per l’occupabilità maturate nell’ambito delle politiche giovanili. Resta aperta la riflessione su come valorizzare queste competenze acquisite dai giovani e, finalmente, certificabili direttamente dallo Stato e dalle Regioni.

Andrea Pignataro Coordinatore Nazionale Amesci 11


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT Presentazione di Amesci Amesci è un’Associazione di Promozione Sociale (iscritta al Registro Nazionale delle APS presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) di carattere giovanile che ha come missione fondante lo sviluppo di capitale umano attraverso l’empowerment delle giovani generazioni. Realizza in tutta Italia attività formative, progettuali e di networking che aiutino i giovani a sviluppare conoscenze, capacità e metacompetenze, promuovendo una generazione di cittadini che sappiano coniugare, nel loro agire, professionalità e responsabilità sociale. I nostri ambiti di intervento primari sono il Servizio Civile, la formazione formale, non formale ed informale, la mediazione territoriale e il networking tra istituzioni e comunità locali, la promozione culturale, le politiche di integrazione, la Protezione Civile, Io sviluppo dell’imprenditoria sociale, gli scambi internazionali, il lifelong learning. La struttura organizzativa dell’associazione è articolata in 2 Macroaree e 4 Dipartimenti, ognuno dei quali ha la responsabilità di coordinare i diversi ambiti di intervento:

1 – AREA ESECUTIVA

2 – AREA TECNICA

Dipartimento Esecutivo • Servizio Civile Nazionale • Laboratori di Servizio Civile • Campagna Cittadini 2.0

Dipartimento Comunicazione

Dipartimento Europa • Mobilità giovanile • Non formal education • Gestione programmi europei • Dialogo strutturato

Dipartimento Tecnico

• Ufficio stampa e comunicazione • Social media management • Servizio Civile Magazine • Osservatorio Giovani che costruiscono il cambiamento

• Amministrazione • Gestione economica • Sviluppo rete territoriale

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Tra le linee di azione più significative, i progetti di Servizio Civile realizzati da Amesci hanno interessato, dal 2002 al 2012, più di 15.000 giovani su oltre 3.000 sedi di attuazione distribuite in tutte le regioni d’Italia e in 16 Paesi esteri. Tali progettualità in campo socio-assistenziale, ambientale, educativo, sportivo, culturale e della protezione civile, anche di natura pluriennale, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti per la valenza formativa ed esperienziale, tra cui quello dell’Università La Sapienza di Roma, quelli delle Università Federico Il, L’Orientale e la S.U.N. (Seconda Università degli Studi) di Napoli. Una esperienza che nel settembre 2006 ha meritato ad Amesci la prima certificazione ISO 9001:2000 in Italia per il sistema di gestione del Servizio Civile.

I numeri del Servizio Civile Nazionale di Amesci

45.542 GIOVANI hanno presentato domanda di partecipazione 15.205 VOLONTARI hanno partecipato ai progetti 459 PROGETTI realizzati 525 ENTI LOCALI coinvolti 352 ORGANIZZAZIONI DEL 3° SETTORE coinvolte 3.077 SEDI di realizzazione dei progetti 22 MILIONI le ore di impegno sociale dei giovani a favore delle comunità locali 11 MILIONI le ore dedicate all’assistenza di minori, anziani, disabili e immigrati 7 MILIONI le ore dedicate alla tutela del patrimonio storico-artistico-culturale e all’informazione dei giovani 3 MILIONI le ore dedicate alla protezione dell’ambiente e all’impegno per la tutela del territorio 80 MILIONI DI EURO attivati da Amesci con il Servizio Civile Nazionale distribuiti ai giovani di tutta Italia In ambito internazionale, Amesci ha partecipato all’ideazione e alla gestione di numerosi progetti di scambi giovanili e seminari di formazione interculturali finanziati dall’Unione Europea (Programmi “Gioventù”, “Euromed” e “Gioventù in azione”). Nell’ambito della Protezione Civile, tra altri progetti, nel 2006 Amesci ha partecipato ad una “Call for Proposal” della Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea nel campo del meccanismo Comunitario per la cooperazione europea di Protezione Civile che ha portato al progetto “Somma Vesuvio Mesimex” promosso e gestito insieme alla Regione Campania e al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, che ha visto la partecipazione di 4 Paesi della Comunità Europea, di tutti i 18 Comuni della Zona Rossa vesuviana e oltre 2.000 volontari italiani ed europei. Dal 2008 al 2012 Amesci ha ricevuto dall’Agenzia Nazionale per i Giovani l’affidamento delle attività di valutazione intermedia destinata a tutti i volontari europei che stanno svolgendo progetti di Servizio Volontario Europeo in Italia, nell’ambito dell’Azione 2 del programma comunitario Gioventù in Azione, e delle attività di valutazione finale destinata ai volontari italiani tornati in Italia al termine dei loro progetti di Servizio Volontario Europeo. Per il biennio 2013/2014 ANG ha affidato ad Amesci la formazione all’arrivo dei circa 1.000 volontari europei che sceglieranno di fare la loro esperienza di volontariato europeo in Italia. Dal febbraio 2008, Amesci è ente accreditato FormaTemp – Fondo Nazionale per la Formazione dei Lavoratori Temporanei - ed ha attivato corsi di formazione base, professionale e continua su tutto il territorio campano con 14


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ottime esperienze anche in altre regioni quali Lazio e Sardegna. Le maggiori agenzie di Lavoro Temporaneo quali Adecco, Manpower, Gevi/Charisma hanno affidato ad Amesci la realizzazione di circa 40 corsi di formazione. Dal 2007 Amesci è impegnata direttamente nella diffusione di una cultura della legalità, anche in collaborazione con associazioni e istituzioni. In particolare ha realizzato “Legal – mente: giovani a scuola di legalità”, un progetto finanziato nell’ambito dei fondi di perequazione del Centro Servizi per il Volontariato di Napoli che unendo educazione non formale e legalità ha coinvolto numerose scuole primarie e secondarie promuovendo tra i giovani studenti l’informazione sui temi della lotta alle mafie e lo spirito di partecipazione e di cittadinanza attiva. Amesci è dal 2008 detentrice del marchio “Laboratorio di Servizio Civile®”, sotto il quale sviluppa attività culturali, di educazione e di formazione. Nati per stimolare la partecipazione dei giovani a progetti di cittadinanza attiva, i progetti di Laboratorio di Servizio Civile rappresentano una forma di partecipazione e di scambio che consente ai giovani di contribuire allo sviluppo sociale e culturale della propria comunità trovando, al tempo stesso, una gratificazione personale e un riscontro concreto alle esigenze di formazione e di orientamento al mondo del lavoro. Nel 2010, infine, Amesci ha lanciato la campagna Cittadini 2.0. Nata sotto forma di progetto pilota cofinanziato nel 2010 dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il patrocinio del Forum Nazionale dei Giovani, la campagna punta alla promozione di nuove forme di cittadinanza giovanile che, recependo le indicazioni contenute nella Carta Europea della partecipazione giovanile alla vita locale e regionale, sviluppa attività e servizi realizzati dai giovani per i giovani, in stretta collaborazione con gli enti locali e le università.

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Dipartimento Esecutivo: dati di contesto 2012 Il Dipartimento Esecutivo gestisce le attività organizzative ed operative di AMESCI, dispiegando sul campo le energie di cui necessitano i progetti per raggiungere gli obiettivi previsti, secondo le modalità e le metodologie più adatte alla massimizzazione dei risultati.

•••

CITTADINI 2.0 Campagna nazionale di stimolo alla partecipazione e al protagonismo dei giovani Cittadini 2.0 è la campagna nazionale lanciata da Amesci nel 2010 tesa a favorire la partecipazione, il protagonismo e l’empowerment delle giovani generazioni attraverso il coinvolgimento diretto di enti locali, organizzazioni del terzo settore, imprese, scuole e università. Cittadini 2.0 ha quale riferimento culturale la “Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale”, adottata il 21 maggio 2003 dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa. Promossa con il contributo del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cittadini 2.0 ha garantito la propria sostenibilità attraverso l’adesione alla campagna di enti locali e il finanziamento privato attivato con il fund-raising, il che le ha valso l’interesse - come buona prassi di livello territoriale - del programma europeo P2P (People to People). Cittadini 2.0 rappresenta, operativamente, una piattaforma progettuale che valorizza i principali strumenti attivi a livello nazionale ed europeo che vedono nei giovani i principali protagonisti. Dal programma europeo Gioventù in Azione al Servizio Civile Nazionale ai Forum comunali dei giovani, Cittadini 2.0 sviluppa tutte le opportunità a disposizione dei giovani per rendersi attori del cambiamento e offrire al territorio il prezioso contributo che i loro talenti possono esprimere. 17


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Cittadini 2.0 – dati 2012 Convenzioni attivate Provincia

Qtx

Ente/Comune

Napoli

7

Casoria, Ottaviano, Poggiomarino, Somma Vesuviana, Sorrento, Terzigno, Vico Equense

Caserta

7

Cancello ed Arnone, Castello del Matese, Cesa, Gallo Matese, Grazzanise, Maddaloni, Santa Maria la Fossa

Salerno

3

Provincia di Salerno, Positano, Scafati

Avellino

0

Benevento

3

Baselice, Buonalbergo, Cerreto Sannita

Totale 20 Cittadini 2.0 – dati 2012 Attività realizzate Tipologia

Soggetti attuatori

N. partecipanti coinvolti

54 attività di sensibilizzazione

26 scuole

1.197 studenti

Monitoraggio bandi

16 comuni 25 associazioni

Costruzione pagina 2.0

17 comuni

3 Seminari progettazione europea

3 comuni 22 associazioni

32

2 corsi progettazione sociale

3 comuni 16 associazioni

25

Progetti di gemellaggio presentati

1 comune

2 azioni di accompagnamento istituzione Albo delle Associazioni

2 comuni coinvolti

(diritti umani, legalità, cittadinanza attiva)

••• SERVIZIO CIVILE NAZIONALE Cos’è Il Servizio Civile è istituito con la legge 6 marzo 2001, n. 64. Esso si pone in un rapporto di continuità con l’Obiezione di Coscienza. Infatti la legge ha vissuto 2 fasi: • nella prima hanno convissuto due servizi civili: uno “obbligatorio” per gli obiettori di coscienza ed uno “volontario” aperto alle donne e ai soli uomini riformati alla visita di leva • nella seconda (quella attuale), successiva alla sospensione della leva obbligatoria, il servizio civile è stato aperto sia agli uomini che alle donne, esclusivamente volontari. Oggi, il servizio civile può essere considerato “un periodo di crescita personale che un/una giovane sceglie di fare mettendosi al servizio della società e contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese”. 18


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Il Servizio Civile è un’opportunità per gli enti e un’occasione per i giovani. Da un lato, gli enti possono avvalersi di giovani motivati, incrementando i servizi erogati alle fasce più deboli e alla società in genere. Dall’altro i giovani, dai 18 ai 28 anni, possono: • fare un’esperienza formativa e qualificante, spendibile nel mondo del lavoro • dedicare un anno della propria vita a favore degli altri, collaborando con Amministrazioni Pubbliche ed Enti del Terzo Settore • avere, per un anno, una minima indipendenza economica. Finalità Il Servizio civile nazionale, ai sensi della legge 64/2001, è finalizzato a: • concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari • favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale • promuovere la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli • partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della Nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, anche sotto l’aspetto dell’agricoltura in zona di montagna, forestale, storico-artistico, culturale e della protezione civile • contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all’estero Settori in cui si possono presentare progetti I settori nei quali è possibile prestare il servizio civile sono: • assistenza • protezione civile • ambiente • patrimonio artistico e culturale • servizio civile all’estero • educazione e promozione culturale Servizio civile nazionale - dati storici AMESCI 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Totali

Domande pervenute

855

5.797

9.488

7.852

9.259

N° Volontari partecipanti

180

2.076

2.257

3.412

3.874

3.308

2.811

1.873

3.204

1.095

45.542

1.224

1.200

465

365

152

15.205

Numero progetti avviati per settore 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Totali

Assistenza

12

45

19

22

38

14

17

4

8

6

185

Salvaguardia patrimonio ambientale

1

13

14

Cura e riabilitazione

1

2

3

Promozione culturale

10

30

40

Protezione civile

3

5

Patrimonio artistico

3

3

5

4

6

4

2

5

3

2

3

4

4

3

23 6

Servizio civile all’estero Cultura

5

6

10

Ambiente

6

3

5

15 2

1

35 14

Difesa ecologica

3

3

Prevenzione

3

3

Educazione

16

21

34

12

14

7

6

110

Reinserimento sociale

3

3

Patrimonio forestale

1

1

Totale

30

108

51

58

98

33

37

17

16

11

459

N° Enti locali coinvolti

19

98

49

73

122

41

52

27

26

18

525

N° Organizzazioni no profit coinvolte

8

56

23

45

131

30

20

23

14

2

352

19


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

••• LABORATORI DI SERVIZIO CIVILE Cosa sono Strumento di apprendimento non formale e di partecipazione civica, i Laboratori di Servizio Civile si prefiggono la finalità di favorire lo sviluppo sociale e culturale del territorio attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani, che calati in una dimensione operativa esperienziale sono stimolati a maturare conoscenze, competenze e abilità. Nei Laboratori di SC l’obiettivo formativo dell’individuo si integra e si completa con l’educazione del cittadino, attraverso il protagonismo nella vita locale e delle istituzioni. I Laboratori di SC, infatti, sono progetti che intervengono nella tutela dell’ambiente, nel sostegno delle politiche sociali e delle categorie deboli, nella Protezione Civile, nell’informazione ai cittadini, nella promozione dell’arte e della cultura. Attraverso questi progetti la crescita dei giovani, personale e professionale, avviene in contesti e con metodologie di formazione lifelong, che garantiscono l’acquisizione di competenze trasversali facilmente spendibili in qualsiasi contesto di lavoro futuro. Gli enti promotori possono essere enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, fondazioni, oppure società private che intendano sostenere progetti di sviluppo locale quale azione di Responsabilità Sociale (CSR). Possono partecipare ai Laboratori di SC giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni. Laboratori di Servizio Civile attivati nel 2012 Ente partner

N° domande pervenute

n° volontari selezionati

n° mesi

Comune di Somma Vesuviana

20

3

4

1.400 h

Comunicazione istituzionale e supporto alla cittadinanza

Comune di Cercola

20

4

12

5.600 h

Comunicazione istituzionale e politiche giovanili

Comune di Pontecagnano Faiano

16

11

6

7.700 h

Sportello consumatori

Università Federico II di Napoli (Centro Sinapsi)

70

17

12

23.800 h

Assistenza disabili

Università L’Orientale

12

2

9

2.100 h

Assistenza disabili

Comune di Villaricca

43

10

4

4.667 h

Protezione civile

Totale monte ore servizi erogati

Monte ore di servizi erogati al territorio

Settore di impiego

45.267 h

Laboratori di Servizio Civile - Dati storici Rapporto tra LSC attivi e proposti, suddivisi per anni

Dal grafico emerge che dal 2006 al 2012, sono stati proposti 62 LSC per altrettanti enti pubblici e privati, dei quali solo 24 sono stati effettivamente avviati, con una percentuale pari a 38,7%. Inoltre dal grafico emerge un’attenzione sempre crescente da parte degli enti, che va di pari passo con il ridursi delle risorse finanziarie messe in campo per il Servizio Civile.

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LSC attivati - Area di intervento

Dal grafico emerge che il settore d’impiego maggiormente richiesto dagli Enti è quello del supporto agli uffici comunicazione e ai rapporti con i cittadini. Infatti dai LSC attivati dal 2006 ad oggi si rileva che il 42,1% dei laboratori riguardano o hanno riguardato l’area comunicazione, seguiti con il 26,3 % dall’area ambiente. L’area assistenza si attesta solo al 10,5%.

LSC attivati - Durata media

Dal grafico emerge che più del 50% dei laboratori attivati hanno avuto una durata di 4 mesi. Mentre il 21,1% dei laboratori avviati, hanno avuto una durata di 12 mesi. Solo 2 i laboratori attivati per una durata di 8 mesi.

LSC attivati - Giovani impiegati 2008/2012

Dal 2008 ad oggi AMESCI ha coinvolto 401 giovani in progetti LSC 21


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Dipartimento Europa: dati di contesto 2012 Il Dipartimento Europa è incentrato sulla costruzione di una cittadinanza e di una cultura comune europea. Favorisce la partecipazione dei giovani alla vita delle Istituzioni, locali ed europee, e cura l’attivazione delle migliori opportunità per i giovani, le associazioni e gli Enti pubblici proposte dall’Unione europea anche attraverso i programmi gestiti dai Ministeri e dalle Regioni. PROGETTAZIONE EUROPEA – AMESCI Nell’ambito delle attività previste sullo sviluppo della Progettazione Europea, il dipartimento ha portato a termine gli obiettivi fissati (presentazione di tre progetti per ogni round di scadenza nell’ambito del Programma Gioventù in Azione). Progetti presentati per la scadenza del 1 maggio 2012: • Azione 1.1 GIA – “Terrae Maris”: approvato e realizzato a Salerno. • Azione 3.1.2 GIA – “YAP-Youth Active Participation”: approvato e realizzato a Torre del Greco. • Azione 4.3 GIA – “TC-TOD”: respinto. Azione 1.1 GIA – “Terrae Maris” Lo scambio trilaterale “Terrae Maris” si è svolto a Salerno e si è proposto di favorire e sviluppare l’incontro tra i giovani provenienti da diversi paesi della UE, al fine di facilitarne il confronto sul tema del patrimonio culturale locale per accrescere una comune identità e un condiviso senso di appartenenza. Il progetto ha voluto favorire il dialogo tra i giovani di culture diverse attraverso l’elemento comune della risorsa “mare”, intesa come mezzo di rafforzamento dell’identità, appartenenza al proprio territorio, attraverso il recupero e la valorizzazione delle tradizioni, delle peculiarità territoriali, di quei valori tali da identificare la propria realtà nel contesto europeo. Il progetto, infatti, ha teso a sviluppare e rafforzare il sentimento di cittadinanza attiva ed in particolare la cittadinanza europea, adottando forme tipiche ed innovative di collaborazione e team building. Partecipanti: 25 (giovani 18-25 anni) Paesi: 3 (Italia, Lettonia, Grecia) Durata: 8 giorni (19-27 ottobre 2012) Azione 3.1.2 GIA – “YAP – Youth Active Participation” Il Seminario “Y.A.P. - YOUTH ACTIVE PARTICIPATION”, è stato realizzato a Torre del Greco ed ha avuto come tema centrale le politiche giovanili e la partecipazione dei giovani. Il suo principale obiettivo è stato quello di creare, attraverso lo scambio di esperienze, una forte cooperazione tra i partner in modo da condividere strategie per il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali. Il seminario, attraverso l’utilizzo della metodologia propria dell’European Awareness Scenario Workshop, ha permesso ai partecipanti di simulare la rappresentazione di tre ruoli sociali di una comunità locale (giovani cittadini, organizzazioni della società civile e amministratori), che attraverso lo scambio di idee, hanno sviluppato visioni e proposto iniziative su come stimolare la partecipazione dei giovani ai processi decisionali del territorio in cui vivono. Partecipanti: 24 (youth leader, responsabili ONG) Paesi: 7 (Italia, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Montenegro, Portogallo, Romania, Bulgaria) Durata: 4 giorni (30 novembre - 4 dicembre 2012) Risultati: Linee guida per la partecipazione attiva dei giovani Guidelines for Active Youth Participation (Linee guida per la partecipazione dei giovani) While analyzing the starting point, that is the impossibility of finding a common strategy for participation, we 22


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decided to focus on possible strategies of facilitating participation. First of all, it is necessary to define two different approaches to participation. Two different approaches identified are: • Institutional participation (through NGOs, Youth Councils, Student Organizations – basically through legal entities), and • Individual participation (meaning participation of young people that is not done through engagement in different legal entities, but rather on the basis of their personal initiative, such as informal groups). On the basis of the analysis of documents made by three different focus groups the following common points were identified: • The first common point identified relates to the needs assessment. The suggestion how to implement the needs assessment is to establish a youth participation database. This database will not involve personal data of young people, but will rather merge different information regarding youth. It will combine data from the official state census, polls, researches, questioners etc. in order to have all relevant data needed to identify all of the needs and problems of young people. Once the needs of a specific age group are identified we can develop strategies to deal with them. • The second common point is to find suitable means of cooperation between three social actors – Youth, NGOs and official institutions. One of the ways to do it is to institutionalize participation/representation of young people in the official institutions (municipalities, towns, governments, etc.) through legal entities that can be NGOs or other organizations. Our recommendation is to have an open door policy which would allow also individual participation of young people. Institutional representation however should be larger because it affects the actual decision making processes; however, we should also leave room for individual representation for young people. Progetti presentati da AMESCI per la scadenza del 1 ottobre 2012 • Azione 3.1.1 GIA – “ECO ACT”: approvato. • Azione 5.1 GIA – “Noi Europa: inclusion target”: approvato. • Azione 4.3 GIA – “TC-TOD”: respinto. Azione 3.1.1 GIA – “ECO ACT” L’Amesci in partenariato con organizzazioni provenienti da Bosnia-Herzegovina, Montenegro e Romania, organizzerà dal 27 marzo al 4 aprile 2013 uno scambio internazionale “Eco-act” che offrirà ai partecipanti la possibilità di confrontarsi sulle problematiche ambientali legate all’importanza delle azioni quotidiane di riciclo dei rifiuti. I giovani avranno anche la possibilità di incrementare la loro consapevolezza ed apprendere come assicurare la loro partecipazione attiva finalizzata allo sviluppo sostenibile ed alla protezione dell’ambiente. Il progetto si realizzerà nel Cilento che è una parte della provincia di Salerno. Una vasta area che si estende come penisola tra i golfi di Salerno e Policastro, è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Importante per l’eterogeneità del suo territorio e per la sua biodiversità ospita al suo interno il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano secondo parco italiano per estensione. Usando differenti metodi di lavoro (discussioni in piccoli gruppi misti e sessioni plenarie, workshop e lavori individuali, presentazioni e attività outdoor) i partecipanti sperimenteranno i processi che determinano valori come l’importanza del dialogo, la reciproca comprensione, l’attitudine all’approccio analitico. Inoltre attraverso il confronto elaboreranno delle raccomandazioni che costituiranno un documento “Guida allo sviluppo sostenibile” che sarà tradotta in 5 lingue (Bosniaco, Montenegrino, Rumeno, Italiano ed Inglese) per poi distribuirlo ai giovani nei Paesi coinvolti nel progetto. Partecipanti: 28 (giovani 18-25 anni) Paesi: 4 (Italia, Bosnia-Herzegovina, Romania, Montenegro) Durata: 9 giorni (27 marzo - 4 aprile 2013) Azione 5.1 GIA – “Noi Europa: inclusion target” “Noi Europa: inclusion target”, è un progetto previsto nell’ambito dell’azione 5.1, ha come oggetto la realizzazione di un seminario nazionale che si svolgerà in Italia e che vedrà il coinvolgimento di 30 partecipanti provenienti dalle organizzazioni della società civile presenti sul territorio campano e decisori politici locali e regionali. Potranno condividere le loro opinioni, discutere i diversi approcci e migliorare il loro know-how per l’integrazione degli 23


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immigrati nelle comunità locali, nonché per discutere sul ruolo delle organizzazioni giovanili come facilitatori per l’inclusione di giovani con un background migratorio nella società civile e nella vita politica di una data realtà locale, regionale e nazionale. In una prima fase è prevista una consultazione on-line che sarà resa disponibile su una piattaforma che permetterà la condivisione, tra i partecipanti, di video testimonianze e presentazioni di buone prassi applicate nei territori coinvolti. Poi una seconda fase vedrà la realizzazione di un seminario della durata di quattro giorni, durante i quali i partecipanti avranno la possibilità di discutere degli importanti temi legati al fenomeno dell’immigrazione e della cittadinanza europea. Il seminario seguirà tre direzioni. Prima di tutto, attraverso il sostegno dei facilitatori, punterà a migliorare la conoscenza dei partecipanti circa i temi legati all’integrazione degli immigrati e il legame con la cittadinanza europea. In secondo luogo, i partecipanti saranno invitati a prendere posizioni comuni sulle politiche volte a favorire la cittadinanza attiva dei giovani con un background di migrazione seguendo il metodo del dialogo strutturato. In terzo luogo le organizzazioni interessate e i decisori politici coinvolti saranno adottate politiche comuni basate sulle buone pratiche al fine di promuovere la diversità nella loro composizione e nei loro organi statutari basati su un metodo aperto di coordinamento. Per il buon fine del progetto, i metodi utilizzati sono principalmente quelli basati sull’educazione non-formale ed il peer-to-peer, senza trascurare però l’importanza dei metodi più formali quali: tavole rotonde con politici ed altri soggetti interessati, gruppi di discussione e workshop. Partecipanti: 50 (giovani 18-30 anni) Durata: 8 mesi (maggio - dicembre 2013)

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Progettazione Europea – Partner Il Dipartimento Europa, nell’ambito delle attività previste per lo sviluppo della Progettazione Europea dei nostri partner, ha prodotto nel 2012 i seguenti progetti: • Azione 2 GiA – Provincia di Salerno “Gff.eu”: approvato. • Azione 5.1 GiA – Provincia di Salerno “Giovani che costruiscono il cambiamento”: approvato. • Azione 4.3 EACEA- Support for Yuoth workers Mobility – Provincia di Salerno “EUROLINK”: approvato. • Azione 2 GiA – Manifestazione d’Interesse CO-HO-SO – Provincia di Salerno: in attesa di valutazione. • Azione 1 – Misura 1.1 – Europe for Citizens – Comune di Cancello ed Arnone “Discovery and join”: respinto. Azione 2 GiA – Provincia di Salerno “Gff.eu” Progetto presentato per la scadenza del 1 febbraio 2012, approvato e realizzato a Salerno e Giffoni Valle Piana nei mesi di giugno e luglio 2012, con il coinvolgimento di 10 volontari provenienti da Turchia, Spagna, Inghilterra, Francia, Ungheria e Finlandia a sostegno delle attività di preparazione e realizzazione della 42° edizione del Giffoni Film Festival. Partecipanti: 10 (giovani 18-30 anni) Durata: 2 mesi (giugno - luglio 2012)

Azione 5.1 GiA – Provincia di Salerno “Giovani che costruiscono il cambiamento” Il progetto “Giovani che costruiscono il cambiamento” si propone di collegare, attraverso il dialogo strutturato, giovani, adulti, educatori e “youth worker” per la ricostruzione di un accordo educativo tra generazioni. L’obiettivo è quello di giungere ad un accordo intergenerazionale che offra una risposta concreta all’esigenza dei giovani di partecipare ai processi decisionali inerenti la loro crescita. La Provincia di Salerno intende sperimentare un modello partecipato per lo sviluppo delle politiche giovanili, basato sulla costituzione di una rete tra gli attori, istituzionali e del terzo settore, e un diretto coinvolgimento dei giovani. A tale scopo è stata coinvolta, in qualità di partner, la Provincia di Torino che nel settore delle politiche giovanili vanta una grande esperienza e una serie numerosa di iniziative che rappresentano esempio di buone pratiche da replicare ed implementare. Per raggiungere l’obiettivo principale del progetto un gruppo di esperti e “youth worker” lavorerà, nella fase di start-up, alla costruzione della rete di attori e stakeholders del settore delle politiche giovanili. Tali soggetti si incontreranno per un workshop dal quale far emergere le esigenze espresse dai territori e per pianificare una modalità comune di intervento, utile a sperimentare azioni comuni e raffrontarne i risultati ottenuti nei diversi contesti territoriali e sociali. Giovani e adulti creeranno, quindi, gruppi di lavoro su tematiche comuni con l’obiettivo di trovare le cause della mancanza di opportunità per i giovani che vivono nei territori provinciali (giovani con minori opportunità) e individuare possibili strategie per rimuovere le disuguaglianze. Affinché si possa sedimentare l’abitudine ad un dialogo strutturato si è previsto di realizzare questo progetto nell’arco di 16 mesi, puntando a modificare le modalità di relazione tra istituzioni, gruppi, associazioni e giovani attraverso un confronto sui temi agito nel breve-medio periodo. Partecipanti: 100 (giovani 18-30 anni) residenti nelle due province Partner: Provincia di Torino, Comune di Avigliana, Comune di Rofrano, Amesci Durata: 10 mesi (settembre 2012 - giugno 2013) Azione 4.3 EACEA- Support for Yuoth workers Mobility – Provincia di Salerno “EUROLINK” Il progetto Eurolink consentirà ad un operatore giovanile proveniente dal Portogallo di vivere un’esperienza di lavoro della durata di 6 mesi presso gli uffici dell’Agenzia Informagiovani - Eurodesk della Provincia di Salerno. I principali obiettivi del progetto sono: • Contribuire allo sviluppo personale e professionale dell’operatore in un ambiente di lavoro confortevole; • Grazie all’esperienza e alla formazione dell’operatore in un contesto europeo giovanile si potrà garantire un effetto moltiplicatore positivo per l’organizzazione di invio, in termini di competenze e conoscenze; 25


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• Offrire alla Provincia di Salerno l’opportunità unica di lavorare in stretta collaborazione con una delle sue organizzazioni partner su temi specifici quali la politica di sviluppo della gioventù, i finanziamenti e rafforzare la loro dimensione europea; • Promuovere un maggiore coinvolgimento dei giovani nel settore giovanile non solo come destinatari delle attività e dei programmi, ma come protagonisti del proprio sviluppo. Due livelli di azione sono attentamente presi in considerazione: il partecipante sarà impegnato sia a livello nazionale sia europeo, al fine di realizzare pienamente la volontà di sensibilizzare la sua organizzazione di invio rispetto alle realtà europee ed alla diversità. Il progetto si rivolge, in particolare, alle seguenti priorità: partecipazione dei giovani, diversità culturale, la cittadinanza europea e la disoccupazione giovanile, promozione della partecipazione attiva dei giovani disoccupati nella società. L’operatore lavorerà con l’Agenzia Informagiovani-Eurodesk in un team per 6 mesi sostenendo azioni svolte a livello europeo a sostegno di altre organizzazioni locali contribuendo allo sviluppo di progetti e azioni in questa cornice. Una parte del suo tempo sarà dedicata a mantenere le relazioni e far proseguire il lavoro con l’organizzazione di invio per condividere tutto il sapere e continuare a partecipare ai progetti e alle attività in cui è stato coinvolto prima di partire, anche a distanza. Il progetto si svolgerà a Salerno, ma le opportunità offerte all’operatore comprenderanno anche iniziative ed eventi realizzati all’estero. Gli outputs saranno principalmente: il contributo dell’operatore al lavoro dell’Agenzia Informagiovani-Eurodesk sui finanziamenti europei, la politica di sviluppo dei giovani e delle relazioni esterne, in particolare nel campo del riconoscimento del volontariato, la possibilità per l’organizzazione di invio di beneficiare di un giovane collaboratore qualificato, pronto a fare la differenza a livello nazionale e ad ottenere un ruolo più attivo nelle dinamiche europee. La disseminazione seguirà 3 canali differenti: attraverso altri enti locali, grazie alla struttura di Agenzia Informagiovani-Eurodesk, attraverso le organizzazioni giovanili e piattaforme europee, a livello nazionale da parte dell’organizzazione di invio, on line principalmente attraverso i social network e gli strumenti Web 2.0 in uso in Agenzia Informagiovani-Eurodesk. Il progetto è stato ideato in modo che l’operatore potesse fungere da moltiplicatore all’interno della sua organizzazione di invio in modo da rafforzare la capacità di diffondere politiche di sviluppo, relazioni esterne, azioni di comunicazione e di finanziamento nell’interesse del territorio di riferimento. Per l’organizzazione d’invio questo progetto rappresenta un’occasione unica per ottenere maggiori informazioni sull’impegno nella dimensione europea del lavoro giovanile. Pertanto l’impatto è previsto soprattutto a livello nazionale, anche grazie alla promozione del progetto svolto da Agenzia Informagiovani-Eurodesk, ad altri volontari ed operatori giovanili in organizzazioni locali che saranno informati circa i risultati del progetto. Partecipanti: 1 (Youth worker) Partner: Dinamo Formaçao – PT Durata: 6 mesi (febbraio - luglio 2013)   Azione 2 GiA – Manifestazione d’Interesse CO-HO-SO – Provincia di Salerno La Provincia di Salerno a gennaio 2012 ha presentato una nuova manifestazione d’interesse per l’accreditamento in ambito di Servizio Volontario Europeo come ente di invio, accoglienza e coordinamento. Il nuovo accreditamento prevederà la possibilità di inviare fino a 10 volontari all’anno e di accoglierne altrettanti in tre tipologie di progetto: 1. Sostegno alla preparazione ed alla realizzazione del Giffoni Film Festival; 2. Sostegno alle attività del settore sport della Provincia di Salerno; 3. Sostegno alle attività dell’Agenzia Provinciale Informagiovani ed al Punto Eurodesk. Durata: 3 anni (2013 - 2015) Progettazione Nell’ambito delle attività previste per lo sviluppo della Progettazione, il dipartimento ha prodotto/attuato: • Bando Provincia di Salerno – Gestione Agenzia 2012/2013 approvato. • Bando per l’affidamento attività di formazione all’arrivo e di valutazione intermedia SVE GiA – (in attesa di valutazione). • Progetto UExTE. • Bando AzioneProvincegiovani – “INCANTI”. 26


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• POR Campania FSE 2007/2013 – Progetto EDA respinto. • Bando Dipartimento Pari Opportunità “Scuole Aperte” respinto. Bando Provincia di Salerno – Gestione Agenzia 2012/2013 Nel mese di aprile Amesci ha vinto il bando di gara, indetto dalla Provincia di Salerno, per l’affidamento del Servizio di assistenza tecnica all’Agenzia Provinciale per il Servizio Civile, relativo alle annualità 2012 e 2013, per attività di progettazione, formazione, tutoraggio e selezione dei volontari, nonchè per la gestione del punto Eurodesk della Provincia di Salerno. Tutte le attività dell’Agenzia sono curate da personale Amesci altamente qualificato in ambito di politiche e programmi giovanili. Progetto UExTE – Punto Eurodesk Provincia di Salerno Come punto Eurodesk della Provincia di Salerno abbiamo aderito al progetto Nazionale di Eurodesk Italy “UExTE” finalizzato ad attività di promozione del volontariato. Il progetto si è caratterizzato come ricerca-azione, intesa come strumento per: • analizzare la percezione dei giovani riguardo alle attività di volontariato transnazionale, valutandone aspirazioni e criticità; • introdurre nell’attività di ricerca momenti di sensibilizzazione e di coinvolgimento dei giovani sui temi della partecipazione e del volontariato con l’obiettivo di migliorarne la percezione. L’attività si è svolta attraverso incontri in ambito scolastico e le iniziative hanno visto il coinvolgimento di studenti degli Istituti Liceo Artistico “Filiberto Menna” di Salerno e dell’IPSSEOA “Domenico Rea” di Nocera Inferiore. Partecipanti: 100 giovani – (ma 2936 sul territorio Nazionale) Partner: Liceo Artistico “Filiberto Menna” di Salerno - IPSSEOA “Domenico Rea” di Nocera Inferiore   Bando AzioneProvincegiovani – “INCANTI” Il progetto INCANTI - Innovazione, Consapevolezza, Animazione per un Turismo Inclusivo, è stato realizzato dalla Provincia di Salerno in partenariato con il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, il CRMPA, l’AMESCI e l’APG Agenzia per la Promozione dei Giovani. Si è posto l’obiettivo di realizzare una campagna innovativa di sensibilizzazione ed educazione sul tema del turismo ambientale in due aree territoriali della Provincia di Salerno: la Costa Cilentana e la Costiera Amalfitana al fine di contribuire al raggiungimento di una coscienza e di una consapevolezza ambientale da parte dei giovani e dunque all’acquisizione di comportamenti coerenti con lo sviluppo di un turismo sostenibile. L’attività ha visto la realizzazione di 4 laboratori di progettazione collaborativa in 4 Istituti scolastici della provincia di Salerno. Le tematiche affrontate sono state la dieta mediterranea ed i percorsi benessere attraverso modelli innovativi di marketing turistico. Il progetto si è concluso con un evento finale di presentazione dei risultati organizzato a novembre 2012 in occasione della borsa mediterranea del turismo archeologico. Partecipanti: 100 giovani Istituti Scolastici: • IPSCT – Istituto Professionale per i Servizi Commerciali-Laurino, • Istituto Tecnico per il Turismo “Flavio Gioia” Amalfi, • Istituto Istruzione Superiore “Gaetano Filangieri” Cava dè Tirreni, • Istituto Istruzione Superiore “Ancel Keys” Castelnuovo Cilento.

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Agenzia Provinciale per il Servizio Civile/Punto Eurodesk Il ruolo dell’Agenzia Provinciale per il Servizio Civile, che Amesci ha curato per la Provincia di Salerno in questi anni, è stato funzionale ad un programma di sviluppo sull’intero territorio che si è articolato in attività diffuse, servizi di informazione ed orientamento ai cittadini e cura dei progetti di Servizio Civile dell’ente Provincia. Da marzo 2002 a dicembre 2012 sono stati presentati oltre 60 progetti di servizio civile nazionale che hanno dato la possibilità a circa 500 giovani di svolgere servizio civile in Provincia di Salerno. Inoltre, l’attività nei primi anni ha garantito la gestione del servizio civile alternativo al servizio militare attraverso progetti che hanno coinvolto circa 300 obiettori di coscienza. L’azione dell’agenzia negli anni ha inoltre registrato una banca dati di oltre 3.000 contatti di utenti del front office oltre ai 60 Comuni e 2 Comunità Montane cui è stato fornito servizio di consulenza e assistenza su procedure di accreditamento, progettazione e gestione in ambito di servizio civile. L’Agenzia ha trovato la sua piena attuazione ottemperando non solo al ruolo di sportello informativo sul servizio civile per i giovani e per gli enti, ma anche nel garantire la gestione del punto informativo Eurodesk. È in quest’ottica che l’Agenzia ha assunto un ruolo di propulsore della mobilità giovanile internazionale. Dati relativi allo sportello informativo dell’Agenzia Provinciale per il Servizio Civile - 2012

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Dati relativi all’utenza del punto provinciale Eurodesk - 2012

Laboratorio Servizio Civile “Nessun diritto senza informazione - Fase II” Il Laboratorio “Nessun diritto senza informazione” nasce nel 2011, su impulso dell’amministrazione provinciale di Salerno che ha inteso preservare quelle attività e quei servizi ai cittadini realizzate attraverso un precedente progetto di Servizio Civile Nazionale. Il laboratorio è stato finalizzato alla creazione di un sistema di relazioni tra l’amministrazione comunale e i cittadini basato sulla fiducia, implementando le attività di informazione e comunicazione dell’amministrazione provinciale mediante lo sviluppo di tecniche e sistemi di ascolto, e coinvolgendo, anche attraverso canali informativi diversificati, tutte le fasce di utenza e gli enti del territorio: cittadini, imprese, operatori del settore pubblico. Numero giovani coinvolti: 10 Durata: 12 mesi 29


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Accordi UNISA – tirocini e stage È in fase di definizione la stipula di un accordo con il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Salerno che prevede l’accoglienza di 4 tirocinanti ogni 6 mesi. I tirocinanti lavoreranno presso il Dipartimento Europa di Amesci per maturare conoscenze ed esperienza in ambito di politiche giovanili e progettazione sociale europea. Newsletter C2.0 Il Dipartimento Europa cura la redazione dei contenuti della newsletter Amesci relativi ai bandi e alle opportunità in ambito europeo che interessano direttamente i giovani, ovvero gli enti e le organizzazioni che sviluppano politiche per i giovani. Numero newsletter inviate nel 2012: 37

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Dipartimento Comunicazione: dati di contesto 2012 Il Dipartimento Comunicazione cura la gestione delle attività di comunicazione, interna ed esterna. Per un’associazione impegnata nella promozione e nella realizzazione di politiche giovanili la comunicazione esterna, il contatto con il mondo giovanile, la ricerca e la cura dei nuovi canali comunicativi assume una rilevanza pregnante. Nell’era della comunicazione digitale, della crisi della tradizionale editoria, l’utilizzo coordinato e strategico dei Social network è un elemento fondamentale della proiezione esterna di un soggetto associativo. La comunicazione di Amesci si configura come un sistema composto dai tradizionali strumenti (sito internet, pagine social, comunicati stampa, newsletter, eventi) e da strumenti di comunicazione “partecipata” come ServizioCivileMagazine, il giornale edito da Amesci e partecipato da oltre 65 giovani volontari che scrivono da tutta Italia. Alcuni numeri della comunicazione - 2012 Sito Amesci: 458.263 visite www.amesci.org

Sito ServizioCivileMagazine: 108.288 visite 65 giovani collaboratori coinvolti www.serviziocivilemagazine.it

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Newsletter Numero di newsletter inviate: 50 (3 magazine, 8 Amesci, 40 c2.0) Contatti derivanti dalla newsletter: 1.348

AMESCI su Facebook N. di mi piace: 3.335 Amici dei fan: 1.891.488 Utenti coinvolti in un anno: 3.000 Notizie pubblicate in un anno: 2.960

Dati insights dei visitatori della fan page AMESCI su Facebook Genere

Percentuale

Uomini

51,90%

Donne

48,10%

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Uomini Fasce di età

Percentuale

13-17

9,44%

18-24

25,82%

25-34

30,07%

35-44

15,80%

Oltre 44

13,87% Donne

Fasce di età

Percentuale

13-17

5,61%

18-24

25,99%

25-34

51,35%

35-44

7,69%

Oltre 44

9,36%

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

GLI STRUMENTI DI POLITICHE GIOVANILI: UN FATTORE DI EMPOWERMENT Indagine conoscitiva su un campione di 1.034 giovani che hanno partecipato al Servizio Civile Nazionale e al Servizio Volontario Europeo nel 2012 SCN 2012 LA RICERCA/1 Dall’esperienza alle competenze Svolta tra aprile ed ottobre 2012 su un campione di 700 volontari in servizio civile, sia impiegati direttamente in progetti Amesci che in altri Enti di terza e quarta classe accreditati con sistemi Amesci, la presente ricerca muove dall’assunto che il Servizio Civile Nazionale, come recita l’art. 1 della legge 64/2001, è istituito con la finalità, tra le altre, di “contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani”. A tal proposito le prime due domande somministrate mirano a stabilire il background extra-studi dei giovani volontari. Il primo dato significativo è quello del Grafico 1, che indica che per oltre 6 giovani su 10 il SCN è il primo momento di contatto con l’impegno civile e la partecipazione. Il Servizio Civile è stata la tua prima esperienza di volontariato? - Grafico 1

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Il SCN non rappresenta, viceversa, la prima esperienza di lavoro inteso come impegno strutturato legato ad una retribuzione, per oltre la metà del campione, come riportato nella tabella seguente (tabella 1). Tabella 1 Il servizio civile e’ stata la tua prima esperienza comparabile al lavoro? Si

48,94%

No

51,06%

L’aspetto economico non è una delle motivazioni più sentite alla base della scelta di partecipare alle selezioni per i progetti di SCN. Lo conferma il grafico seguente, che ci indica come le affinità con il settore di intervento del progetto (molto spesso per motivi professionali, quasi il SCN fosse un lungo stage) abbiano spinto il 27% degli intervistati e l’interesse generale per attività di promozione sociale addirittura il 40%. Cosa ti ha spinto a scegliere il Servizio Civile? – Grafico 2

Con la domanda successiva (grafico 3) abbiamo valutato l’impatto, in chiave di potenziale “follow up”, del Servizio Civile. Il dato essenziale è che 7 ragazzi su 10 pensano che l’esperienza di SCN abbia avuto valore di orientamento nelle prospettive future. Questa esperienza ha in qualche modo orientato le tue prospettive future? - Grafico 3

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

La tabella 2 rappresenta un approfondimento aperto della domanda sulla correlazione tra SCN e prospettive future dei giovani. La maggioranza di coloro che hanno risposto “si” lo ha fatto più di tutto per questioni legate all’acquisizione o alla maturazione di competenze e meta competenze (relazionali, civiche, professionali/di studio), circa il 54% sommando i cluster 1, 2 e 4. Interessanti anche le motivazioni di chi ha risposto che il SCN non ha orientato le proprie prospettive future. Di questi, oltre l’87% o ha già ben chiaro ciò che vuole fare dopo (29,47%) oppure si rituffa nel mondo dello studio o del lavoro precedente (57,89%). In questo senso, chi ha risposto no di rivela essere, in grandissima parte, un giovane o una giovane già proiettato verso prospettive future orientato e non bisognoso di orientamento. Tabella 2 Si perchè Ho acquisito competenze in ambito relazionale

28,12%

Ha accresciuto il mio senso civico

16,52%

Vorrei continuare a lavorare nel settore

13,84%

Ho acquisito competenze in ambito professionale/di studio

9,37%

Mi ha fatto conoscere il settore

8,93%

Vorrei continuare a svolgere attività utili alla società

8,48%

Mi ha aiutato a chiarire le mie prospettive future

7,59%

Attinente al mio corso di studio

6,70%

Altro

0,45%

No perché Altre prospettive di lavoro/di studio

57,89%

Ho già chiare le mie prospettive

29,47%

Non ho ancora le idee chiare

7,37%

Non ha stimolato alcuna prospettiva futura

2,11%

Altro

3,16%

Il grafico successivo (grafico 4), relativo all’utilità della formazione, presenta valori abbastanza uniformi. Tutti i cluster proposti, difatti, hanno registrato alti valori di utilità (tra “Molto utile” e “Abbastanza utile”). Tra gli skills maggiormente migliorati, anche in questo caso le competenze relazionali (saper essere, con gli altri). In che misura pensi che la formazione sia servita? - Grafico 4

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Da una domanda tipica dei self assesment, nel grafico successivo (grafico 5) si evince una forte crescita delle competenze in tutti i settori proposti. Infatti gli items positivi (“Ho imparato molto” e “Ho imparato abbastanza”) registrano un valore minimo dell’80% relativo alle conoscenze informatiche e un massimo del 98% inerente alla competenze relazionali. Come valuti la crescita delle seguenti capacità e competenze durante l’esperienza di Servizio Civile? – Grafico 5

Nel grafico seguente (grafico 6), si riprende il tema dell’apprendimento esperienziale, declinandolo rispetto alla personalità del singolo volontario: dalla ricerca risulta un SCN che tocca nel profondo i giovani che lo svolgono. Come recitava uno degli spot con cui il SCN è stato promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri “Una scelta che cambia la vita. Tua e degli altri”.

Come valuti l’influenza dell’esperienza di Servizio Civile su questi aspetti della tua personalità? – Grafico 6

La domanda successiva (grafico 7) introduce il tema della valutazione (o meglio dell’autovalutazione) dell’utilità del lavoro di ciascun giovane all’interno del progetto. Oltre il 97% dei volontari ritiene molto o abbastanza utile il proprio intervento e questo dà il senso di una presa di coscienza forte del proprio ruolo e dunque di una chiara percezione del valore del proprio impegno e della centralità del proprio protagonismo.

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Quanto ritieni sia stato utile il tuo intervento di volontario nella realizzazione delle attività di progetto?-Grafico 7

I prossimi due grafici (8 e 9) tracciano un profilo dell’efficacia del SCN come percorso formativo per i giovani. Se l’alternativa tra il SCN ed un altro lavoro viene risolta da oltre 3 giovani su 4 in favore della prima esperienza, i motivi sono quelli che abbiamo fin qui sottolineato. Il SCN viene percepito non tanto come un mezzo per guadagnare danaro, quanto come una opportunità di apprendimento (in particolare relazionale e tecnico) e di orientamento.

In che misura avrebbe scelto il SCN, se avesse avuto la possibilità di un altro lavoro? – Grafico 8

Questa considerazione è rafforzata dal 55% che dichiara (vedi grafico 9) che certamente vorrebbe proseguire nel settore in cui ha svolto il Servizio Civile, che sommato al “probabilmente si” del 30% fa un 85% di giovani che guardano con speranza all’esperienza appena conclusa.

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Se si presentasse la possibilità di lavorare nel settore per il quale hai prestato Servizio Civile, lo faresti? – Grafico 9

I giovani che hanno risposto a quest’ultima domanda (grafico 10) si dividono in due grandi gruppi, al netto delle 4 variabili che hanno percentuali comprese tra il 6% e l’1%. Una significativa percentuale di volontari (oltre il 42%) hanno inserito questa esperienza nel ciclo formativo, proseguendo gli studi, e un numero comparabile per grandezza (quasi il 42%) stanno usando le competenze maturate nel SCN per cercare un lavoro. Anche nel follow up, il SCN si divide tra apprendimento e occupabilità. Attualmente cosa pensi di fare? – Grafico 10

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

SVE 2012 - LA RICERCA/2 Gli apprendimenti interculturali e l’occupabilità

Alcuni dati dall’indagine esplorativa Il servizio di gestione dei Seminari di valutazione intermedia per i volontari SVE, ha monitorato le attività dei seminari tenutisi tra gennaio 2012 e dicembre 2012 su un campione di 334 volontari. Per avere un quadro chiaro dei partecipanti a tali attività si fa riferimento alla seguente tabella: Tabella 1 Seminario di valutazione intermedia

Partecipanti

gennaio

17

febbraio

47

marzo

44

aprile

33

maggio

36

giugno

24

luglio 1

28

luglio 2

33

ottobre

31

novembre

22

dicembre

19 334

Dati demografici dei volontari SVE La tabella che segue mostra i dati incrociati per genere e classi di età. Nel nostro campione il primo dato che si evidenzia è una sovrarappresentazione delle donne. Le percentuali che si attestano al di sopra del 50% sono nella classe di età 22-26 anni, sia per quanto riguarda le donne che gli uomini. Quindi il profilo del volontario SVE che emerge è una donna di età compresa tra i 22 e i 26 anni. Ciò confermerebbe la tendenza del ruolo più attivo della donna nell’ambito sociale. Il campione intervistato (per genere e classe di età) - Tabella 2 Genere

Totale

Femmine Classe di età

Totale

Maschi

N.

%

N.

%

N.

%

18-21

44

18,96

10

9,8

54

16,1

22-26

123

53,01

59

57,8

182

54,5

27-31

65

28,01

33

32,35

98

29,3

232

100

102

100

334

100

Se proviamo ad analizzare il campione in relazione all’area geografica di provenienza e l’area territoriale in cui i volontari hanno svolto lo SVE possiamo notare che, nella maggior parte dei casi, essi provengono dal Centro-Sud Europa (42,51%) e, in seconda battuta, dal Nord-Est Europa/Russia (25,15%). Per quanto riguarda l’area territoriale di svolgimento dei progetti SVE, dai dati si evince che ben 163 volontari su 334 hanno svolto al Nord il proprio progetto, evidenziando, così, una concentrazione di tali esperienze nell’area settentrionale dell’Italia.

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Il campione intervistato (per area geografica di provenienza e area territoriale in cui svolge lo SVE)-Tabella 3 Area territoriale in cui si svolge lo SVE Nord

Centro-Nord

Centro-Sud

Sud e Isole

Totale

N.

%

N.

%

N.

%

N.

%

N.

%

Nord Europa

15

9,20

6

11,77

1

2,28

8

10,53

30

8,98

Nord-Est Europa Russia

40

24,54

11

21,57

19

43,18

14

18,42

84

25,15

Sud-Est Europa

27

16,56

2

3,92

8

18,18

19

25,0

56

16,77

Centro-Sud Europa

65

39,88

26

50,98

16

36,36

35

46,05

142

42,51

Paesi extra europei

16

9,82

4

7,84

0

0

0

0

20

5,99

NR

0

0

2

3,92

0

0

0

0

2

0,6

163

100

51

100

44

100

76

100

334

100

Totale

Le motivazioni alla base dell’esperienza SVE Il grafico seguente mostra la % di risposte che si riferiscono alle motivazioni che hanno spinto il volontario a partecipare all’esperienza SVE. È possibile notare che le motivazioni maggiormente evidenziate nei questionari sono “Possibilità di fare esperienza all’estero”(22,7%), “Conoscere una nuova realtà e una nuova cultura”(21,20%) e “Apprendere una nuova lingua”(17,3%). Sulla base dei nostri dati possiamo affermare che, per il nostro campione, la conoscenza di una lingua e di una cultura diverse dalla propria rivestono un ruolo fondamentale negli interessi dei volontari La motivazione a partecipare al Servizio Volontario Europeo – Grafico 1

Esperienze di volontariato precedenti allo SVE (per genere e classe di età) Analizzando i dati relativi alle precedenti esperienze di volontariato del nostro campione notiamo che mentre le donne mostrano nel 76% dei casi una maggiore propensione ad esperienze simili, per gli uomini tale attitudine è equamente distribuita tra coloro che non hanno mai svolto volontariato e quelli che invece lo hanno fatto. Concentrandoci sulle classi d’età, invece, i dati evidenziano che sono i giovani (22-26 anni) e non i giovanissimi (18-21) ad avere avuto tali esperienze.

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Il campione intervistato (per genere e classe di età) - Tabella 4 Genere Femmine

Classe di età Maschi

18-21

Totale

22-26

27-31

N.

%

N.

%

N.

%

N.

%

N.

%

N.

%

Si

51

76,1

19

50,00

5

45,5

46

73,0

19

61,3

70

66,7

No

16

23,9

19

50,0

6

54,5

17

27,0

12

38,7

35

33,3

Totale

67

100,0

38

100,0

11

100,0

63

100,0

31

100,0

105

100

La percezione degli apprendimenti dei volontari All’interno dei seminari è stata dedicata una specifica attenzione agli apprendimenti, chiedendo ai volontari stranieri in servizio in Italia di auto-valutare le conoscenze, le competenze e le abilità acquisite nel corso del periodo dedicato allo SVE. A tal proposito ai volontari è stata somministrata un’apposita scheda contenente 15 items, per ciascuno dei quali è stato chiesto di esprimere il proprio grado di auto-valutazione, espresso all’interno di una scala di valore da 1 a 5, nella quale 1 indica “Molto male” e 5 “Molto bene”. In particolare, è stato chiesto ai volontari di esprimere tale valutazione rispetto a due momenti, ovvero all’arrivo e al momento della somministrazione, così da poter verificare gli eventuali progressi di ciascuno e favorire una riflessione personale e una discussione di gruppo sui cambiamenti intercorsi. Di seguito presenteremo i risultati emersi dalla somministrazione della scheda, prestando attenzione dapprima ai livelli di apprendimento che gli intervistati hanno dichiarato di possedere all’arrivo, poi all’autovalutazione degli apprendimenti raggiunti al seminario di valutazione intermedia, infine agli incrementi registrati tra i due momenti. Per quanto concerne le competenze, le capacità e le abilità possedute al momento dell’avvio del Servizio Volontario Europeo, come evidenzia il Grafico 2, gli intervistati esprimono un’autovalutazione che vede ai primi posti della graduatoria l’“Autonomia personale”, l’“Ascolto attivo”, l’“Assunzione di responsabilità”, il “Lavoro in gruppo” e” Cucinare, fare la spesa, gestione del budget” (con medie nei punteggi superiori a 3,40). Seguono poi aspetti quali la “Progettazione e gestione del tempo”, la “Capacità di adattamento”, lo “Spirito di iniziativa”, il “Confronto interculturale”, la “Gestione dello stress” e “dei conflitti” con valori medi inferiori a 3,4 ma superiori a 3. Mediamente sono, invece, molto più contenuti i livelli di autovalutazione attributi agli aspetti riguardanti la “Conoscenza della cultura italiana” (con un’autovalutazione media di 2,31) e alle “Conoscenze e competenze linguistiche”: in particolare, il livello medio di autovalutazione rispetto alla “Comprensione dell’italiano” è pari a 1,79, quello relativo a “Scrivere in italiano” è pari a 1,51 e, infine, il livello medio di autovalutazione della capacità di “Parlare in italiano” si attesta su un livello di 1,46. Grafico 2. Medie degli apprendimenti (all’arrivo)

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STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Se spostiamo l’attenzione sulle risposte fornite dai volontari in relazione all’autovalutazione degli apprendimenti raggiunti alla somministrazione della scheda nel corso del seminario di valutazione intermedia è possibile verificare una situazione sensibilmente differente. Come evidenzia il Grafico 3, i primi due items, ovvero “Scrivere in italiano” e “Parlare in italiano” sono quelli che continuano a presentare le maggiori criticità (con una media nel giudizio di autovaluzione rispettivamente di 3,29 e 3,52), mentre risulta essere molto più positiva la comprensione della lingua del Paese ospitante (media del 4,05) così come l’autovalutazione rispetto alla conoscenza della cultura italiana (media del 3,86). La distribuzione delle risposte relative agli items concernenti la “Gestione dello stress” e la “Gestione dei conflitti” presenta valori concentrati prevalentemente nei livelli intermedi. Lo stesso vale, seppur con lievi variazioni, verso i livelli di autovalutazione più elevati, per gli items relativi allo “Spirito di iniziativa” e all’“Assunzione di responsabilità”. Più di tre intervistati su quattro esprimono, invece, una valutazione più che positiva (con valori che si attestano sul livello 4 per circa la metà dei volontari) per quanto concerne il “Lavoro in gruppo”, la “Progettazione e gestione del tempo”, la “Capacità di adattamento” e l’“Ascolto attivo”. Le distribuzioni delle risposte relative agli items “Cucinare, fare la spesa, gestione del budget”, “Confronto interculturale” e, soprattutto, “Autonomia personale” rivelano, infine, valori significativamente elevati, con circa la metà degli intervistati che esprimono la propria autovalutazione indicando il livello più elevato (5 – “Molto bene”) e con medie che si attestano rispettivamente su valori pari a 4,22, 4,29 e 4,37.

Grafico 3. Distribuzione degli apprendimenti (alla somministrazione)

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Dopo aver analizzato il livello di autovalutazione degli apprendimenti all’arrivo e alla data della somministrazione, possiamo ora verificare il livello di incremento per ciascuno degli items considerati, che testimonia la maggiore o minore forza dell’evoluzione che i volontari dichiarano di aver conseguito in virtù della partecipazione all’esperienza formativa SVE. Grafico 4. Incremento (scarto tra le medie alla somministrazione all’arrivo)

Il primo elemento da considerare è che, come evidenzia il Grafico 4, per tutti gli items proposti si registra un incremento positivo nel livello di autovalutazione. Inoltre, se confrontiamo le differenze tra le medie registrate all’arrivo e alla somministrazione è possibile evidenziare, rispetto alle 15 voci proposte nella scheda, un incremento medio pari a 1,04. Concentrando, invece, l’attenzione sui singoli items proposti nella scheda possiamo anzitutto evidenziare come quelli che fanno registrare un incremento meno consistente sono lo “Spirito di iniziativa”, la “Progettazione e gestione del tempo”, l’“Ascolto attivo” e il “Lavoro in gruppo”. Tuttavia, occorre sottolineare come, complessivamente, tali item raggiungano medie vicine o superiori al livello 4: ciò significa che il livello di partenza di questi skill è sufficientemente alto e dunque non è immaginabile un ulteriore incremento diffuso. Vi sono altri item che pur non presentando incrementi particolarmente marcati (che comunque si attestano tra 0,8 e 1), consentono di evidenziare medie nell’autovalutazione dei volontari superiori a 4: ci riferiamo, in particolare, agli items relativi all’“Autonomia personale”, al “Confronto interculturale” e alla “Capacità di adattamento”. L’ultimo aspetto da considerare riguarda le competenze linguistiche. Confermando un aspetto già emerso nel corso del precedente Rapporto Annuale 2011, anche per il 2012 gli incrementi più significativi sono registrati in relazione agli items relativi alla “Conoscenza della cultura italiana” (1,55), “Scrivere in italiano” (1,78, con un valore medio complessivo di 3,29, che comunque rimane ultimo nella graduatoria complessiva), “Parlare in italiano” (2,06) e soprattutto “Capire l’italiano” (2,26, con un valore medio complessivo di 4,05). Bisogna però evidenziare come questi incrementi siano probabilmente dovuti al basso livello di partenza, che apre ad un più ampio margine di miglioramento. Tuttavia, essi rappresentano uno dei più significativi punti di forza dell’esperienza SVE, oltre ad alcune tra le più rilevanti competenze chiave per l’apprendimento permanente e per l’occupabilità nel quadro di riferimento europeo. Come specificato più volte documenti dell’Unione Europea, infatti, il carattere trasversale di queste competenze competenze chiave le rende essenziali, in quanto forniscono un valore aggiunto all’occupazione, alla coesione sociale e ai giovani, il che spiega l’importanza dell’apprendimento permanente in termini di capacità di adattamento e integrazione. Come detto, questa parte della survey su politiche giovanili ed occupazione ha riguardato cittadini stranieri, in massima parte europei. E gli italiani? 45


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Nel 2012 la valutazione finale (ossia quella ex-post fatta dagli italiani al rientro in Patria) è stata annullata dalla Direzione Generale Educazione e Cultura dell’Unione Europea. Amesci, tuttavia, dispone dei dati dei 4 anni precedenti, tutti caratterizzati da valori e medie stabili. Crediamo quindi importante un’analisi dei dati relativi al 2011, che sarà propedeutica ad un confronto tra volontari in Servizio Europeo stranieri ed italiani. I dati dei volontari italiani Come per i seminari di Valutazione Intermedia per i volontari stranieri presenti in Italia, all’interno dei seminari di Valutazione Finale con i volontari italiani che hanno prestato servizio in un Paese straniero, è stata dedicata una specifica attenzione agli apprendimenti, chiedendo ai volontari di autovalutare le conoscenze, le competenze e le abilità acquisite nel corso del periodo dedicato allo SVE. Secondo la procedura usata anche con il precedente campione, ai volontari è stata somministrata un’apposita scheda contenente 15 items. Nel caso dei volontari italiani che hanno prestato servizio in un Paese straniero è stato chiesto loro di esprimere tale valutazione rispetto a due momenti, ovvero all’arrivo nel Paese di accoglienza e al termine dell’esperienza SVE, ovvero al momento della somministrazione, così da poter verificare gli eventuali progressi di ciascuno e favorire una riflessione personale e una discussione di gruppo sui cambiamenti intercorsi. Di seguito presenteremo i risultati emersi dalla somministrazione della scheda ai volontari italiani, prestando attenzione dapprima ai livelli di apprendimento che gli intervistati hanno dichiarato di possedere all’arrivo nel Paese ospitante, poi all’autovalutazione degli apprendimenti raggiunti al seminario di valutazione finale, infine agli incrementi registrati tra i due momenti. Iniziamo dall’analizzare l’autovalutazione delle competenze e le capacità e abilità possedute al momento dell’avvio del Servizio Volontario Europeo. Come evidenzia il Grafico 5, gli intervistati collocano ai primi posti della graduatoria (con medie nei punteggi superiori a 3,40), rispettivamente, “Cucinare, fare la spesa, gestione del budget”, l’“Autonomia personale”, l’“Assunzione di responsabilità”, la “Capacità di adattamento”, il “Confronto interculturale” e l’“Ascolto attivo”. Un secondo insieme di aspetti, con medie nei punteggi di autovalutazione inferiori alle precedenti ma comunque superiori a 3, comprende il “Lavoro in gruppo”, la “Progettazione e gestione del tempo”, la “Gestione dei conflitti”, lo “Spirito di iniziativa” e la “Gestione dello stress”. Chiudono la graduatoria, con livelli di autovalutazione molto più contenuti, gli aspetti riguardanti le conoscenze della cultura e della lingua del Paese di accoglienza: in particolare, il punteggio medio di autovalutazione rispetto alla “Conoscenza della cultura del Paese di accoglienza” è pari a 1,86; la “Comprensione della lingua” si attesta su un livello medio di 1,85; chiudono la graduatoria gli items “Parlare la lingua del Paese di accoglienza” e “Scrivere nella lingua del Paese di accoglienza” con punteggi medi rispettivamente di 1,75 e 1,67. Più che la proverbiale “difficoltà” degli italiani con le lingue straniere (dovuta a generazioni che hanno avuto poche possibilità di studiarle, anche a scuola), qui siamo in presenza di SVE svolti in numerosissimi paesi europei e non solo, tra cui una maggioranza al di fuori del normale circuito linguistico inglese/francese/spagnolo e al limite tedesco. Grafico 5. Medie degli apprendimenti (all’arrivo)

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

L’analisi delle risposte fornite dai volontari, in relazione all’autovalutazione degli apprendimenti raggiunti al termine dell’esperienza SVE evidenzia una situazione decisamente differente. Fatta eccezione per la capacità di “Scrivere nella lingua del Paese di accoglienza”, che continua a rappresentare l’aspetto più critico, con un terzo degli intervistati che dichiara di farlo “Molto male” o “Male”, come evidenzia il Grafico 6, la forbice tra gli altri aspetti proposti si riduce sensibilmente. Ciò nonostante, occorre rilevare che le competenze linguistiche (legate al parlare o al comprendere la lingua straniera) costituiscono pur sempre aspetti critici, ma con un sensibile miglioramento (con una media nel giudizio di autovalutazione rispettivamente di 3,6 e 3,72), mentre risulta essere molto più positiva la “Conoscenza della cultura del Paese di accoglienza” (media del 3,99), con poco meno di due terzi degli intervistati che si auto collocano sul livello 4. Vi è poi un nutrito elenco di aspetti, che comprende “Gestione dello stress”, “Progettazione e gestione del tempo”, “Gestione dei conflitti”, “Spirito di iniziativa”, “Ascolto attivo”, “Lavoro in gruppo”, “Assunzione di responsabilità”, che presentano valori concentrati prevalentemente nei livelli medio-alti per i quali più del 50% degli intervistati ritiene di aver conseguito un livello più che adeguato (modalità di risposta indicata: 4) e più dei due terzi indica di aver conseguito un livello più che adeguato o ottimale (somma delle modalità di risposta 4 e 5). In questi casi, le medie dei punteggi di autovalutazione indicati dagli intervistati variano tra 3,94 e 4,25. Le risposte relative agli items “Cucinare, fare la spesa, gestione del budget”, “Capacità di adattamento”, “Autonomia personale” e “Confronto interculturale” sono, infine, caratterizzate da valori decisamente elevati, con più della metà degli intervistati che esprimono la propria autovalutazione indicando il livello più elevato (5 – “molto bene”) e con medie che si attestano su valori superiori al 4,40. Grafico 6. Distribuzione degli apprendimenti (al termine dell’esperienza)

Dopo aver analizzato il livello di autovalutazione degli apprendimenti all’arrivo nel Paese ospitante e alla data della somministrazione, cioè al termine dell’esperienza SVE, come già fatto per i volontari stranieri in servizio in Italia, possiamo ora verificare, per ciascuno degli items considerati, il livello di incremento registrato in virtù di quanto espresso dai volontari italiani in servizio in un Paese straniero: questo ci consentirà di verificare la maggiore o minore forza dell’evoluzione che i volontari dichiarano di aver conseguito in virtù della partecipazione all’esperienza formativa SVE. 47


STRUTTURA E CONTENUTI DEL REPORT

Grafico 7. Incremento (scarto tra le medie al termine dell’esperienza e all’arrivo)

Così come verificato nella sezione precedente, a proposito dei volontari stranieri in Italia, anche in questo caso l’aspetto più significativo che emerge dall’analisi è che, come evidenzia il Grafico 7, per tutti gli items proposti si registra un incremento positivo nel livello di autovalutazione, con un incremento medio di 1,10. Nel merito dell’analisi degli incrementi relativi ai singoli items proposti agli intervistati, sembra possibile individuare tre insiemi. Nel primo è possibile ricomprendere gli aspetti per i quali si registra un incremento nelle medie dei punteggi di autovalutazione che si attesta su valori compresi tra 0,66 e 0,72. Troviamo in questo gruppo aspetti legati ad una sfera più specificamente soggettiva e di interazione, quali “Cucinare, fare la spesa, gestione del budget” e “Progettazione e gestione del tempo”, “Ascolto attivo” e “Assunzione di responsabilità”). Si tratta, comunque, di items che raggiungono medie vicine o superiori al livello 4. Nel secondo gruppo rientrano gli items che presentano incrementi nelle medie che si attestano tra 0,8 e 1 e medie pari o superiori a 4: si tratta degli items relativi al “Lavoro in gruppo”, alla “Gestione dei conflitti” e dello stress, allo “Spirito di iniziativa”, all’“Autonomia personale” e alla “Capacità di adattamento”. Il terzo gruppo comprende gli items relativi alle competenze linguistiche. Confermando quanto già emerso a proposito dei volontari stranieri in Italia e riproponendo un dato già evidenziato in passato: gli incrementi più significativi nei punteggi di autovalutazione dei volontari italiani si registrano in relazione allo “Scrivere nella lingua del Paese di accoglienza” (la cui media, pur con i limiti sopra ricordati, cresce di 1,5), “Parlare la lingua del Paese di accoglienza” e “Capire la lingua del Paese di accoglienza” (con incrementi rispettivamente di 1,85 e 1,87), cui bisogna aggiungere soprattutto l’item relativo alla “Conoscenza della cultura del Paese di accoglienza” che, con un incremento nelle medie pari a 2,13, raggiunge un valore medio di 3,99. Quest’ultimo aspetto è rafforzato se si considera l’item relativo al “Confronto interculturale”, che merita una notazione specifica: con un incremento di 1,14 tra la media nei punteggi di autovalutazione che gli intervistati hanno dichiarato di possedere alla partenza e al termine dell’esperienza SVE costituisce l’aspetto che raggiunge nella valutazione finale degli apprendimenti il livello medio di autovalutazione più elevato, pari a 4,58, contribuendo così a evidenziare quello che sembra essere l’aspetto più significativo dell’esperienza SVE e a sottolinearne la sua centralità nella costruzione delle biografie dei volontari che vi partecipano.

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

Un’esperienza europea, anche nei risultati Appare evidente da questi dati che, al netto della differenza di età tra italiani (mediamente più “vecchi” quando partono per lo Sve) e stranieri, i trend restano gli stessi, così come gli evidenti vantaggi in termini di empowerment dei giovani. Per dirla con le parole di un giovane volontario, “lo SVE è un’esperienza sicuramente entusiasmante e preziosa,sia per il lavoro svolto, che è motivo di orgoglio e fonte di crescita, sia per tutto ciò che significa per il futuro. Un’occasione unica, che ti sbatte in faccia una realtà sconosciuta,a volte dura ma che, proprio per questo, ti allena ad essere indipendente, a maturare come essere umano, ad essere aperto, a conoscere aspetti di te che ti erano ignoti. E’ stata un’occasione per guardarmi intorno, per capire cosa so fare e cosa voglio fare, per imparare il valore di quello che ho e di quello che sono; un motivo per conoscere persone, luoghi e usanze che aspettavano solo che io li conoscessi, e che rimarranno di sicuro nella mia vita.”

Fonti Tutte le informazioni necessarie alla realizzazione di questo Rapporto Annuale sono state raccolte ed elaborate dai diversi Dipartimenti e dal database gestionale di AMESCI. In particolare: 1. i dati relativi all’indagine conoscitiva sul Servizio Civile Nazionale sono stati ricavati dai questionari di monitoraggio finale somministrati tra marzo e maggio 2012 ai 700 volontari in servizio nei progetti Amesci o degli enti di 3a e 4a classe che utilizzano i Sistemi Amesci; 2. i dati relativi all’indagine conoscitiva sullo Sve per il 2012 sono relativi ai 334 volontari che hanno partecipato agli 11 seminari di Mid Term Evaluation organizzati da Amesci e sono stati ricavati da due specifici questionari che sono stati somministrati durante ogni seminario, all’inizio della sessione di valutazione Tecnica; 3. i dati usati per il raffronto tra le caratteristiche degli Sve stranieri in Italia e quelle degli Sve italiani all’estero sono relativi a 100 giovani che hanno partecipato in aprile, ottobre e dicembre 2011 ai 3 seminari di final evaluation organizzati da Amesci. Anche in questo caso i dati sono stati ricavati da uno specifico questionario somministrato individualmente

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GLOSSARIO

GLOSSARIO EUROPASS Un insieme di cinque documenti per far capire chiaramente e facilmente le tue competenze e qualifiche in Europa. • Due documenti di libero accesso compilati dai cittadini europei: - Curriculum vitae: ti aiuta a presentare le tue competenze e qualifiche in modo più efficace; - Passaporto delle lingue: è uno strumento di autovalutazione delle competenze e delle qualifiche linguistiche. • Tre documenti rilasciati da enti d’istruzione e formazione: - Europass mobilità: registra le conoscenze e le competenze acquisite in un altro paese europeo; - Supplemento al certificato: descrive le conoscenze e le competenze acquisite dai possessori di certificati d’istruzione e formazione professionale; - Supplemento al diploma: descrive le conoscenze e le competenze acquisite dai possessori di titoli d’istruzione superiore. YOUTHPASS Youthpass è stato sviluppato per migliorare il riconoscimento e la convalida dell’apprendimento non formale nel programma Gioventù in Azione. La decisione di tale iniziativa si fonda sulla chiara necessità per i partecipanti e gli organizzatori di affermare la loro partecipazione e di riflettere sui risultati dell’apprendimento del programma. Aperto a TUTTI i giovani, a prescindere dal loro background sociale, educativo o culturale, il programma Gioventù in Azione fornisce a centinaia di migliaia di giovani l’opportunità unica di esplorare e sperimentare in modo concreto il significato di inclusione e di rispetto per la diversità. Inoltre, è anche una possibilità per sviluppare nuove capacità e competenze in ambienti non formali e informali. Fornendo un’ulteriore fonte di apprendimento, le attività del Programma sono particolarmente rilevanti per i giovani che hanno poche opportunità. Per la prima volta nell’Unione europea, Youthpass fornisce uno strumento che riconosce precisamente il vantaggio che i giovani traggono da una partecipazione attiva al programma Gioventù in Azione. EQF L’EQF è un sistema comune europeo di riferimento che viene utilizzato per collegare fra loro i sistemi e i quadri nazionali delle qualifiche di paesi diversi. In poche parole, funge da dispositivo di traduzione utile a rendere le qualifiche più comprensibili e aiuterà studenti e lavoratori a spostarsi da un paese all’altro, a cambiare lavoro o a spostarsi fra istituzioni di istruzione e formazione dello stesso paese. ECVET Il Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale / European Credit System for Vocational Education and Training dispone che i corsi di formazione professionale dei propri Paesi siano strutturati in unità di apprendimento con un formato uniforme. L’unità di apprendimento viene definita come un complesso coerente di conoscenze, abilità e competenze che possono essere valutate e convalidate. Ogni qualifica ha una serie di unità di apprendimento di riferimento. 50


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EQAVET Nel 2009 l’UE ha varato una Raccomandazione del Consiglio e del Parlamento che impegna gli Stati membri a dotarsi di un sistema di garanzia di qualità nell’ambito dell’Istruzione e della Formazione Professionale (EQAVET) attraverso la promozione e l’adozione di dispositivi volti a garantire la qualità dei sistemi formativi che pone un forte accento sul monitoraggio e sulla valutazione interna ed esterna, a rimarcare che l’attenzione al rispetto degli standard di qualità deve essere accompagnata da meccanismi di valutazione che entrino nel merito dei risultati raggiunti. La Raccomandazione contiene anche un elenco di indicatori, da usare su base volontaria, per sostenere la valutazione ed il miglioramento della qualità a livello di sistema e dei soggetti erogatori. SISTEMA NAZIONALE DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE Il sistema nazionale di certificazione delle competenze costituisce una fondamentale infrastruttura di raccordo tra le politiche di istruzione, formazione, lavoro, competitività, cittadinanza attiva e welfare in sintonia con le dinamiche e gli indirizzi di crescita e sviluppo dell’Unione europea. L’OBIETTIVO è far emergere e far crescere il grande capitale umano rappresentato dalle competenze, finora scarsamente valorizzate, acquisite in tutti i contesti: sul lavoro, nella vita quotidiana e nel tempo libero. Un sistema rigoroso e coordinato a livello nazionale di riconoscimento delle competenze, comunque acquisite, promuove infatti la mobilità geografica e professionale, favorisce l’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, accresce la trasparenza degli apprendimenti e dei fabbisogni e l’ampia spendibilità delle certificazioni in ambito nazionale ed europeo.

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METODOLOGIA

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RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012

METODOLOGIA La metodologia adottata nella ricerca è stata di tipo qualitativo e, come anticipato nel paragrafo relativo alle fonti, si è articolata in due momenti, distinti ma strettamente interconnessi: • un’indagine desk, svolta tra novembre e dicembre 2012, basata sulla raccolta e analisi dei risultati del monitoraggio Amesci; • un’indagine field, realizzata durante l’intero anno in occasione degli 11 seminari di Valutazione Intermedia e basata su due appositi questionari di autovalutazione a risposta chiusa. Attraverso la promozione e l’adozione di dispositivi volti a garantire la qualità dei sistemi formativi che pone un forte accento sul monitoraggio e sulla valutazione interna ed esterna, a rimarcare che l’attenzione al rispetto degli standard di qualità deve essere accompagnata da meccanismi di valutazione che entrino nel merito dei risultati raggiunti. La Raccomandazione contiene anche un elenco di indicatori, da usare su base volontaria, per sostenere la valutazione ed il miglioramento della qualità a livello di sistema e dei soggetti erogatori.

CREDITS La redazione di un Rapporto Annuale è sempre un lavoro collettivo. Per questa edizione, Amesci ringrazia: - il personale dei Dipartimenti Esecutivo, Europa e Comunicazione Amesci, per i dati relativi alle attività di com petenza di ciascun dipartimento; - la direzione dell’Area Tecnica di Amesci per i dati economici e amministrativi; - il Team di valutazione SVE di Amesci per la raccolta dati della seconda parte della survey; - il professor Maurizio Merico e la dottoressa Elisabetta D’Addese della facoltà di Sociologia dell’Università di Salerno per la struttura e l’elaborazione dei dati relativi allo Sve; - le dottoresse Simona Zamagni e Simona Russo per l’elaborazione di dati ed il drafting delle tabelle; - lo staff di facilitazione Amesci, Claudia De Crescenzo e Paolo Senatore per le foto. 53


RAPPORTO ANNUALE AMESCI 2012


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Rapporto Annuale Amesci 2012