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Anno 1 - n. 1, Aprile 2012 - Trimestrale Ambientale dell’Associazione Ambiente Noi Onlus - Reg. Trib. Firenze n. 5864 del 7/3/2012 - Iscrizione ROC n. 22027-19/3/2012 -


Diamo i Polizia (113)

Carabinieri (112)

Sommario

Vigili del Fuoco (115)

Corpo forestale dello stato emergenza ambientale 1515

Editoriale/1

Gesti inconsapevoli che uccidono l’ambiente e non solo

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Ambiente Noi onlus

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Greenpeace Milano +39.02.49534250

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Ente Nazionale Protezione Ambientale (ENPA) Roma +39/06.3242873 + 39/06.3242874

Attualità

Stangata sulle bollette +9,8% luce e 1,8% gas

Attualità

Il picco del petrolio, intervista al prof. Ugo Bardi 6

Ambiente Casa

Isolamento, dispersione termica nelle case 8

Attualità

Eternit, la bonifica pagata dal sole

Redazionale

TIGO tanta energia in più

Redazionale

Accendi il risparmio con i LED

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Oggi parliamo di...

Ambiente Noi a scuola, in ufficio, in comune

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Lettere alla redazione

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Le vostre domande

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Registrazione del Tribunale di Firenze n. 5864 del 7/3/2012 - iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione N. ROC 22027 - 19/03/2012 - iscrizione Registro delle Onlus N. 10948 - 08/03/2012 Tutela Natura e Ambiente 2

Legambiente Direzione Nazionale Via Salaria 403, 00199 Roma Tel. +39 06 862681

Greenpeace Roma +39.06.68136061

Editoriale/2

anno 1 - numero 1 Ambiente Noi trimestrale dell’associazione senza scopo di lucro Ambiente Noi onlus. www.ambientenoi.org redazione@ambientenoi.org

numeri

WWF Italia +39.06.844.971

Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente 800 25 36 08 Guardia di Finanza 800 66 96 66

ENEA DETRAZIONI FISCALI 800 589 090 gestito da ADICONSUM (dal lunedì al venerdi, ore 9.00-13.00 e 14.00-18.00)

340.504 GSE impianti in esercizio 13.000.987 kWp al 27/3/2012 + 9,8% bollette elettriche 9087 gigametricubi all’anno il consumo d’acqua globale medio tra 1996 e 2005 92% la percentuale di consumo d’acqua per l’agricoltura . 1368 gigametricubi l’anno l’impronta idrica per la Cina - seguita da India e Stati Uniti (1145 e 821) 350 lumen sono prodotti da una lampadina alogena da 25 W. 1850 lumen sono prodotti da una lampadina al LED da 25 W. 4,73 sono i Watt consumati da una lampadina LED per produrre 350 lumen + 16,46 % energia prodotta in più con il TIGO

Hanno collaborato: Olivia Cencetti, Fausto Lorenzoni Fabio Lambertini, Eddi Busalli Con la partecipazione di: Ugo Bardi, Paolo Rocco Viscontini Si ringraziano: Massimo Minelli per la consulenza fornita, Massimo Bonini per la foto di pagina 2, D.M.Poli per il disegno di pag. 23 Direttore Responsabile Silvia D. Serra

Content manager Silvia D. Serra Realizzazione grafica Editing s.n.c.- Servizi Editoriali - Cesena Immagini www.Istockphoto.com - www.sxc.hu Editore Ambiente Noi onlus, via Trento 3, Certaldo (Fi). Tipografia Grafica Valdarnese, Piazza Nicolò Nasoni 4, San Giovanni Valdarno, AR


Editoriale/1

Gesti inconsapevoli

che uccidono l’ambiente e non solo

I

toni potranno anche apparire e risuonare eccessivi. Dal titolo: "Il petrolio è finito", a questa introduzione: "...uccidono l'ambiente".

Io credo che dare un nome appropriato alle cose sia utile, per avere una percezione più attendibile della realtà che si osserva. Essere consapevoli che ogni volta che si tira lo sciacquone si buttano via litri di preziosissima acqua potabile, non è un dettaglio. Ricordare che è passato un anno dal disastro di Fukushima (terremoto, tzunami e centrale nucleare) fa bene alla salute! Accorgersi che non solo le stagioni "sono strane", perchè d'inverno è caduto un metro di neve e d'estate si muore dal caldo, ma che anche le farfalle e le api hanno grossi probelmi esistenziali, visto che si sono drasticamente ridotte in numero, e inpollineranno molte meno piante, è importante. I nostri atti di responsabilità sono irrinunciabili. Sapendo come funziona la nostra mente, dobbiamo essere consapevoli dei gesti e delle decisioni che prendiamo. Così come una menzogna, ripetuta ad libitum, viene percepita come verità, buone abitudini e atteggiamenti consapevoli, reiterati, producono veri e propri miracoli. (Aristotele scriveva che l'eccellenza stessa è un'abitudine!) Ragionare sul costo del petrolio, sul "picco", per capire a che punto siamo, per svelare la speculazione e gli interessi di "altri da noi", visto quanto questo gioco influisce negativamente sulle nostre finanze, è salutare. Quando si sente dire che il costo dell'energia è stato aumentato (+ 9,8% luce, + 1,8% gas) dall'authority per l'elettricità anche "a causa delle rinnovabili", chiedersi cosa diamine significa è il minimo. Quando acquistiamo una lampada "a basso consumo" ci portiamo in casa un oggetto destinato alla raccolta dei rifiuti speciali. Bisogna sapere anche che contiene i fumi di mercurio. E forse ci sarà un motivo se i prezzi di queste lampadine sono sempre più bassi. Quando ci arriva la bolletta del gas, e ci vien male, bisogna che sappiamo da dove escono i soldi del

Silvia D. Serra

riscaldamento e quanto sia vantaggioso cambiare, per esempio, gli infissi con quelli più performanti. Sul tetto c'è l'Eternit, il Fibronit? "Ah! Non lo so se è amianto". "Mah, è lì sopra da tanto." "Ma adesso non ho i soldi." "Sì, ma il Comune non mi ha ancora detto niente." Oppure: "He! Ma la bonifica costa, meglio se faccio io alla chetichella..." Bisogna sapere che, anche se non si accetta o non si vuole considerare (un po' come il mettere la cintura in auto ai bimbi: "Tanto vuoi che capiti proprio a me?!"), l'amianto uccide. In un modo subdolo e inesorabile. Illustrare, raccontare e dimostrare che è possibile adottare comportamenti corretti per preservare e migliorare la salute, l'ambiente e il portafoglio a noi pare una buona ragione per darsi da fare. Mentre andiamo in stampa si parla compiutamente di 5° conto energia: le prossime settimane ci diranno cosa ci aspetta e, già tra luglio e ottobre prossimi, potremmo dover dire addio agli incentivi... Quello che di certo c'è, invece, è l'inarrestabile aumento dei costi per energia elettrica e gas!" Tiratura aumentata. Testata giornalistica registrata. Sito www.ambientenoi.org on line. Prossimo step? Più pagine, più inserzionisti, più soci e, sì, lo confesso senza scaramanzia: in edicola! E siccome il prossimo numero uscirà ai primi di luglio, ho un appuntamento da darvi, prima: ci vediamo a Viareggio, il 30 giugno, presso l'Hotel Principe di Piemonte, dove in concomitanza col Meeting di PEF Italia s.p.a. terremo il primo raduno dell'Associazione. (tutti i dettagli saranno pubblicati sul sito)

Silvia D. Serra Di formazione tecnica, dirigente cooperativa dal 1999 al 2008, ricercatrice nel campo del’energia vitale, si occupa di comunicazione radio televisiva e audiovisiva sin dai primi anni ‘90. Giornalista specializzata in energia, salute e qualità della vita, web content e web master. Direttore responsabile di Ambiente Noi.

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Editoriale/2

di Olivia Cencetti

Ambiente Noi cos’è e cosa fa

A

o approfondire la conoscenza delle fonti energetiche rinnovabili e le nuove tecnologie che ad esse ricorrono.

In particolare, Ambiente Noi si pone l’obbiettivo di diffondersi in tutto il Paese attraverso attività informative e formative di educazione ambientale.

E’ di vitale importanza, infatti, che ogni cittadino e, di conseguenza, ogni comunità adottino un comportamento ecologicamente corretto. Ma è di altrettanta importanza fare in modo che tale comportamento si trasformi da volontario in automatico, affinchè esso risulti davvero radicato.

mbiente Noi, associazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) è un progetto elaborato da alcuni professionisti mossi dall’intento di sensibilizzare un vasto numero di persone ad una maggiore responsabilità nei confronti dell’ambiente.

Certo, nel corso degli ultimi anni la necessità di adottare misure volte alla risoluzione di urgenti questioni ecologiche ha di fatto determinato una nuova sensibilità riguardo l’inquinamento e l’inesorabile impoverimento delle risorse naturali. Tant’è che si sono effettivamente verificati dei cambiamenti nell’atteggiamento di cittadini, imprese, politici e legislatori rispetto all’ambiente. Tuttavia è ancora troppo diffusa l’idea che l’ambiente possa costituire un ostacolo per lo sviluppo economico. Il primo passo da compiere, pertanto, quello a cui Ambiente Noi cercherà di dare il proprio appassionato contributo, è quello di formare l’opinione pubblica intorno alle nuove e molteplici tecnologie energetiche volte alla realizzazione di un’economia sostenibile e di un modello di vita confacente alla tutela ambientale. Con la creazione di questa associazione, pertanto, ci siamo assunti l’impegno di compiere varie attività per il raggiungimento di tale obbiettivo educativo, fra le quali lo svolgimento di corsi di formazione e sensibilizzazione ambientale, seminari e visite culturali per le scuole di ogni grado e la pubblicazione dell’omonima rivista distribuita su tutto il territorio italiano, utile strumento per scoprire

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Personalmente, sento innanzitutto di dover ringraziare Pef Italia Spa, azienda fiorentina leader in Italia nel settore delle energie rinnovabili, la quale ha reso materialmente possibile la nascita di Ambiente Noi, grazie al contributo economico e morale offertole fin dal primo momento. Voglio, inoltre, ringraziare tutti coloro che sono divenuti soci o che lo diventeranno per sostenere le nostre iniziative, poichè consapevoli, come noi, che nel prossimo futuro le energie rinnovabili non possano rimanere soltanto “alternative”, ma dovranno diventare la fonte principale dello sviluppo economico del Paese, a costo zero per l’ambiente che ci ospita e ci circonda. Ambiente Noi, per concludere, sarà semplicemente lo strumento che utilizzeremo per coinvolgere quante più persone nella nostra grande missione: SALVARE IL MONDO!

Olivia Cencetti Laureata in Giurisprudenza, dedita per professione alla tutela degli interessi delle persone e, per vocazione, alla tutela del prioritario interesse delle stesse: l’ambiente. E’ presidente di Ambiente Noi onlus.”


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Attualità

Stangata sulle bollette:

luce +9,8 % Gas + 1,8 % Questo il tema ricorrente sui titoli dei quotidiani del 31 marzo scorso

L’

Authority per l’energia in Italia ha così deciso. E su tutti i mass media ha rimbalzato per giorni “Colpa dell’aumento del costo del petrolio, del gas e delle rinnovabili...” Come? Cosa c’entrano le energie rinnovabili con gli aumenti delle bollette? E come mai l’associazione dei consumatori Adoc, per esempio, chiede la riduzione delle accise (solo per fare un esempio, le accise – ovvero le tasse indirette – che ancora gravano sui nostri carburanti sono, citandone alcune di quelle ancora in lire, per il finanziamento della crisi di Suez del 1956, per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963, per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966 fino al finanziamento della missione in Bosnia del 1996 – Fonte www.wikipedia.it. C’è parso necessario rivolgere, a chi conosce molto meglio di altri l’argomento, un paio di domande. Ingegner Viscontini, quali sono le vere ragioni dell’aumento della bolletta elettrica? In primis l’aumento del costo del gas, che purtroppo non beneficia di una vera concorrenza. Infatti il gas italiano è molto più caro che negli altri paesi europei. E circa il 60% della produzione di energia elettrica in Italia deriva proprio dal gas, che tra l’altro ricordo essere soprattutto importato. Ci sono poi molte componenti di costo nelle nostre bollette che concorrono all’aumento del prezzo di vendita dell’energia elettrica, come gli oneri per la dismissione delle centrali nucleari, i costi di trasmissione e distribuzione (anche questi tra i più cari d’Europa) e i corrispettivi per le fonti cosiddette assimilate alle rinnovabili, ma che in realtà sono ben lontane da essere delle fonti pulite, anzi.. L’esempio massimo è la produzione di energia dal bitume di raffineria (il prodotto più sporco e quindi più inquinante della raffinazione), che è costata negli ultimi anni oltre 30 miliardi di Euro a tutti gli italiani, 4

pure ingannati dalla dicitura “fonti assimilate”. Sempre importanti poi le tasse, che spesso sono applicate addirittura su delle altre tasse (l’esempio più emblematico è l’IVA sulle accise...). Da considerare poi che purtroppo l’Autorità non sta vigilando sugli aumenti che i cittadini stanno subendo sui prezzi dell’energia elettrica nelle ore notturne. Sta infatti succedendo qualcosa di impensabile solo 2 o 3 anni fa, quando non si credeva che il fotovoltaico potesse raggiungere consistenti quote di copertura del fabbisogno elettrico nazionale. E invece il fotovoltaico installato oggi in Italia sta coprendo una parte significativa dei consumi diurni, tanto che i produttori di energia elettrica da fonte fossile trovano meno mercato disponibile rispetto al passato (il fotovoltaico ha la priorità di dispacciamento nella rete perché fonte energetica rinnovabile) e quindi vendono meno energia elettrica e quella che vendono ha un prezzo anche parecchio più basso rispetto a quello che si aveva solo qualche mese fa. Mi riferisco alla vendita dell’energia elettrica nel mercato libero, quello destinato ai trader e ai grandi consumatori. E’ un evidente effetto positivo della diffusione del fotovoltaico in Italia, che al contrario di quello che si sente in questi giorni, sta portando a una riduzione delle bollette per molti utenti italiani. Peccato però che questi distributori di energia si rifanno sui prezzi notturni. I soliti detrattori del fotovoltaico hanno avuto il coraggio di dire che anche questo aumento è colpa del fotovoltaico, senza preoccuparsi di chiedere il rispetto di regole a tutela dei cittadini. Non è infatti, a mio avviso, ammissibile che queste società approfittino del loro potere dominante per assicurarsi gli utili che vogliono. Significa che non esiste alcuna seria concorrenza.


Attualità

Cosa c’entrano le energia rinnovabili con gli aumenti del costo delle bollette? I contributi al fotovoltaico e alle altre fonti rinnovabili arrivano dalla componente A3 delle nostre bollette di energia elettrica. Su un ammontare di circa 60 miliardi di Euro annuali pagati dagli italiani (imprese e privati) per l’energia elettrica, le rinnovabili hanno a un costo totale di 7-8 miliardi di Euro (di cui oggi 5,6 miliardi di Euro sono per il fotovoltaico). In realtà il peso delle rinnovabili sulle bollette, per l’effetto sopra spiegato, potrebbe anche aumentare in percentuale, se solo si trasferisse davvero e compiutamente (senza aumenti notturni) sui cittadini e sulle imprese la riduzione del prezzo dell’energia nelle ore diurne, che è la fascia del giorno caratterizzata dai maggiori consumi. E’ come dire che più alta è la percentuale di copertura garantita dal fotovoltaico e maggiore sarà il risparmio in bolletta per gli italiani. Termino con un messaggio che forse potrà apparire in controtendenza: in realtà è per me un bene che

l’energia elettrica costi tanto, perché è proprio un alto prezzo dell’energia l’incentivo più efficace al risparmio energetico e all’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di case e fabbriche.

Paolo Rocco Viscontini Laureato in Ingegneria Elettrica a 25 anni con una tesi sul fotovoltaico per i paesi in via di sviluppo. Nel febbraio 2001 fonda Enerpoint. Attualmente è Presidente ed Amministratore Delegato di Enerpoint SpA, società specializzata nella distribuzione di componenti per sistemi fotovoltaici e nella realizzazione di sistemi fotovoltaici completi.

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Attualità

A cura di Fausto Lorenzoni

Il picco del petrolio e le nostre tasche

Intervista al prof. Ugo Bardi Ugo Bardi è docente di chimica fisica presso l’università di Firenze e si interessa di petrolio e di risorse minerali. Ha scritto “La Terra Svuotata” (Editori Riuniti 2011), “Revisionando i Limiti dello Sviluppo” (Springer 2011). Cura un blog intitolato “Effetto Cassandra” ugobardi.blogspot.it E’ stato dal 2002 a oggi presidente dell’Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio. La “mission” dell’associazione si è ampliata, nel tempo, e attualmente comprende una visione ampia di tutto quello che riguarda il consumo delle risorse, senza trascurare i loro effetti ambientali, in particolare il riscaldamento globale. Fausto Lorenzoni lo ha incontrato, a Firenze, e gli ha rivolto per noi alcuni domande. Per capire assieme cosa significhi “picco del petrolio” e quanto questo incida sulla qualità della nostra vita e sulle nostre tasche. Prof. Bardi lei è presidente dell’ASPO, ci spiega come è nata e perchè? L’ASPO è nata come un gruppetto di geologi un po’ eretici che hanno deciso di dire come la pensavano sulla questione della durata delle risorse petrolifere. Due di loro, Colin Campbell e Jean Laherrere, hanno pubblicato i loro risultati su “Scientific American” nel 1998, arrivando alla conclusione che avremmo avuto grossi problemi di esaurimento entro il primo decennio del ventunesimo secolo. Qualche anno dopo c’è stata

Io sono stato presidente di ASPO-Italia fino a poco tempo fa. Quest’anno il nuovo presidente è il mio collega Luca Pardi, ricercatore al CNR. L’ASPO studia il grafico di Hubbert, che cosa è? Negli anni 1950, il geologo Americano Marion King Hubbert aveva proposto che la produzione di petrolio negli Stati Uniti avrebbe seguito una curva “a campana” che avrebbe avuto un massimo verso il 1970. La produzione ha seguito abbastanza da

E’ dagli anni ‘80 che si scopre meno petrolio di quanto se ne consumi e il gap continua ad aumentare. Come si dice dalle nostre parti, “leva e non metti fa la spia”. una riunione a Uppsala (in Svezia) dei vari ricercatori che si occupano di queste cose e hanno deciso di fondare un’associazione che si chiama “Association for the Study of Peak Oil”, usando un termine “Peak Oil”, inventato da Colin Campbell. Col tempo, ASPO ha aggregato anche ricercatori che non sono geologi, ma fisici, chimici, o che lavorano in altri campi. In Italia ho fondato la sezione nazionale di ASPO (ASPO-Italia) nel 2003. Siamo un gruppo di ricercatori: chimici e fisici, che si occupano di risorse in generale. Non solo di petrolio. 6

vicino la previsione di Hubbert. Così, parliamo ancora oggi di “Picco di Hubbert” per indicare il massimo della produzione petrolifera. Il modello di Hubbert, comunque, non è certamente perfetto e non è l’ultima parola sull’argomento. Ci sono modelli molto più sofisticati e flessibili che si rifanno allo studio “I Limiti dello Sviluppo” pubblicato nella sua prima versione nel 1972. Il futuro, in generale, non si può prevedere ma di fronte al futuro si può sempre essere preparati. I modelli ci aiutano per questo scopo.


Attualità

Andamento della produzione di petrolio secondo il grafico di Hubbert

Quanto pesa nell’economia mondiale il petrolio? Il petrolio è indispensabile per tante cose principalmente per i veicoli stradali, navali e aerei. Sarebbe molto difficile pensare a un trasporto come quello attuale senza petrolio. Per cui, con il graduale esaurimento delle riserve petrolifere, dobbiamo cominciare a pensare a un mondo in cui il trasporto non sarà così semplice, rapido e a buon mercato come lo è oggi. Ci sono altre forme di energia che non sono petrolio, ma differenti fonti danno prestazioni differenti. Insomma, bisognerà adattarsi. In un mercato globalizzato paesi come Cina e India quanto influiranno sul picco del petrolio? La Cina ha risorse petrolifere, l’India molto meno. Tutti e due sono grandi consumatori e il loro ruolo si sta cominciando a sentire sui mercati mondiali. In pratica, anche se la produzione mondiale si mantiene abbastanza costante, i consumi nei paesi occidentali stanno diminuendo perché quantità crescenti di petrolio rimangono nei paesi produttori, oppure vanno in India e Cina. In sostanza, al momento la produzione petrolifera è come una coperta un po’ stretta; ognuno la tira dalla sua parte e qualcuno rimane al freddo. Da quanto tempo non si trovano più grandi giacimenti di petrolio nel mondo e quando è previsto il suo picco? E’ dagli anni ‘80 che si scopre meno petrolio di quanto se ne consumi e il gap continua ad aumentare. Come si dice dalle nostre parti, “leva e non metti fa la spia”. Per quanto riguarda il picco, la situazione si sta rivelando più complessa di quanto il semplice modello di Hubbert non indicasse. A prezzo di grandi sforzi economici, da cinque o sei anni si riesce a mantenere abbastanza costante la produzione di liquidi

combustibili. Il problema che abbiamo oggi non è la quantità di petrolio disponibile, ma il suo costo. La domanda scontata è quindi: quando dovremmo iniziare a preoccuparci del picco del petrolio e le sue conseguenze? Perlomeno 40 anni fa Lei stesso è un precursore delle rinnovabili, cosa ha fatto a casa e nella sua mobilità per questo? Sono stato il primo nel mio comune a installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa mia. E’ una piccola cosa, 2.6 kW di potenza, ma è uno dei migliori investimenti che ho fatto. Ho anche un motorino elettrico che carico alla spina di casa e che uso comunemente da cinque anni. Poi ho sperimentato altri veicoli elettrici e ho investito quaIcosa nei miei risparmi in altri impianti fotovoltaici. Insomma, sto cercando di esplorare nuove strade per cercare di affrancarmi per quanto possibile dall’uso del petrolio.

L’intervista al Prof. Bardi continua sul prossimo numero di Ambiente Noi con ulteriori approfondimenti.

Fausto Lorenzoni Di formazione tecnica è Direttore Vendite e Responsabile Zero Bollette per PEF Italia S.p.A. Ha conosciuto il nome del Professor Bardi grazie a una trasmissione di Report del 2008 sul tema “economia sostenibile”.

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Ambiente casa

A cura di Fabio Lambertini

Isolamento dispersione termica nelle case

Q

uello di quest’anno resterà nei ricordi come il febbraio più nevoso degli ultimi decenni. Dai circa 60 centimetri della pianura si è arrivati, in zone collinari, anche a un metro di neve. Nei giorni seguenti le temperature sono scese fino a -12°/-15°, cosa che non accadeva da diversi anni. La neve ci ha “regalato” qualche giorno “di stop”, al caldo nelle nostre case. Ho notato che, date le basse temperature

Nel tempo che impiega un vetro singolo a disperdere 100 W di energia termica, il doppio vetro ne disperde “solo” 70, il doppio vetro con gas inerte all’interno ne disperde solo 25, cioè il 75% in meno! Vetro singolo: 100 W – Doppio vetro 70 W – Vetro con gas 25 W Facciamo qui un calcolo pratico che renda meglio l’idea e l’ordine di grandezza. Supponiamo di avere una situazione come questa: n Nella stagione invernale, una temperatura esterna media, considerata nell’arco di un mese, di 5°C e una interna di 20°C n Una superficie vetrata totale di 12 mq (circa quanto 2 porte finestre e 4 finestre) Il salto termico, tra interno ed esterno, con i parametri del punto 1) è di 15°C. La dispersione (in un ora) è calcolabile moltiplicando il “CS” (il coefficiente di conduttanza termica specifica) per il salto termico e quindi per il numero dei mq della superfice considerata. W Dispersi = CS x °C x mq L’energia termica dispersa ogni ora quindi sarà: a) Se si monta un vetro singolo, con un “CS” pari tipicamente a 4 (ossia con una dispersione di 4 W/mq per ogni °C di salto termico) si avrà una dispersione paria a: 4 x 15 x 12 = 0,72Kw ogni ora. Quindi 518 Kw in un mese. b) Se si monta un doppio vetro tradizionale, con un “CS” pari tipicamente a 3 (ossia con una dispersione di 3 W/mq per ogni °C di salto termico) si avrà una dispersione paria a: 3 x 15 x 12 = 0,54 Kw ogni ora.. Quindi 389 Kw in un mese c)Se si monta un doppio vetro con gas inerte, con un “CS” pari tipicamente a 1,1 (ossia con una dispersione di 1,1 W/mq per ogni °C di salto termico) si avrà una dispersione paria a: 1,1 x 15 x 12 = 0,198 Kw ogni ora. Quindi 142 Kw in un mese. Dal vetro tradizionale ad un vetro con gas inerte abbiamo una riduzione effettiva del 72,5% dei consumi. E’ ovvio che il costo di tale consumo dipenderà dal sistema di riscaldamento adottato e dal suo rendimento, ma questi dati fanno già capire come una soluzione simile sia in grado di ripagarsi in breve tempo (senza calcolare il comfort addizionale del quale si godrà da subito).

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Ambiente casa esterne, la mia caldaia nelle ore diurne non ha mai smesso di funzionare per mantenere una temperatura accettabile all’interno di casa. Chissà come sarà la prossima bolletta del gas, per i consumi “spropositati” determinati dagli eventi atmosferici! In tanti se lo chiedono: come ci si può difendere dai costi energetici sempre più alti? Vorrei essere d’aiuto a tutti quelli che si sono posti questa domanda fornendo alcune informazioni. Sono 3 i principali campi d’azione per ridurre i costi energetici del riscaldamento: 1) RIDURRE LE DISPERSIONI 2) MIGLIORARE L’EFFICIENZA 3) OTTIMIZZARE LA GESTIONE Tutti e tre i punti elencati presentano diverse soluzioni per raggiungere l’obiettivo. Oggi parleremo delle dispersioni. Possiamo agire su più fronti: isolare opportunamente le pareti confinanti con l’esterno (anche la scala condominiale) . Nel caso di edifici in costruzione occorre prevedere uno spesso strato continuo e senza fessurazioni di materiale isolante. Nel caso di costruzioni già terminate è possibile, se esistono intercapedini dei muri, iniettarvi materiale isolante leggero. In assenza di intercapedini si può utilizzare del cartongesso e polistirene espanso sinterizzato (a contatto col muro il polistirene e all’interno della stanza una liscia parete di cartongesso). Una soluzione rapida ed economica, questa, anche per l’isolamento acustico tra ambienti ed appartamenti confinanti. C’è poi il sistema “a cappotto”, da applicare sui muri esterni. Se non vogliamo intervenire sull’esterno dell’edificio, possiamo agire sugli infissi.

I doppi vetri vanno bene, ma con il gas inerte all’interno. Contrariamente a quanto si pensa, la vera dispersione delle finestre, NON è dovuta ai trafilamenti d’aria (peraltro necessari per una decente areazione degli ambienti interni), ma alla trasmissione del calore attraverso il vetro. E’ questa che aumenta i costi del riscaldamento nella stagione fredda e quelli del condizionamento in quella calda. E il danno, in termini di bilancio energetico, può raggiungere facilmente il 30% e oltre di maggiori costi. Un vetro da finestra normale disperde circa 4W, un doppio vetro ne disperde 3, un doppio vetro con gas inerte circa 1.2, quasi 1/3 in meno! La differenza di isolamento è notevole e altrettanto notevole è il risparmio energetico derivante, mentre il prezzo varia davvero di poco (si ripaga da solo in mezza stagione...). Considerando che la bolletta del gas dell’utente medio è composta da circa il 25% di consumi per produrre acqua calda per uso sanitario, 5% per la cucina e il restante 70% è immputabile al riscaldamento, pensate cosa potrebbe significare diminuire del 72,5% questa ultima voce: - 50% della bolletta (usufruendo anche del 55% di detrazione fiscale). Ecco perchè le case in bioedilizia riescono a raggiungere performances energetiche di passività (zero bollette!). I materiali certificati per l’isolamento termico (e acustico) migliore, i pannelli solari per produrre autonomamente l’energia elettrica e l’acqua calda sanitaria, la progettazione, la domotica rendono possibile “il miracolo”.

Fabio Lambertini 35 anni, coniugato, una bambina di pochi mesi. Laureato in ingegneria all’università di Bologna nel 2002. Dopo anni di esperienza nel calcolo strutturale si è affacciato al mondo delle energie rinnovabili grazie a PEF. Da quasi 3 anni è consulente specializzato per gli impianti fotovoltaici e la bioedilizia.

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Attualità

La bonifica pagata dal sole L’Eternit fa male. L’amianto che lo compone fa venire IL CANCRO

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rincipalmente ai polmoni, ma non solo. E non subito. Ci si accorge di essere stati contaminati, ci si accorge di aver maturato un tumore a causa di quella piccolissima, microscopica e indistruttibile fibra di amianto, addirittura dopo decenni. Sì, l’Eternit è potenzialmente mortale. L’Eternit, quando venne escogitato, fu una grande scoperta! Basso costo e alta resa termica e resistenza meccanica. Fu subito utilizzato in grande quantità in edilizia, dalle tubature alle coperture. Fioriere, coibentazione, barriere antifiamma, filtri, cisterne per l’acqua. Dal suo impasto con altro materiale (plastica o cemento) fu prodotto l’amianto a spruzzo adatto come isolante termico nei cicli industriali (inclusi quelli alimentari) e nel settore dei trasporti per la coiben-

Significa che oggi grazie al fotovoltaico è possibile bonificare le coperture in amianto a costo zero, ovvero la sostituzione viene “pagata” dal sole. tazione di carrozze ferroviarie, di navi, di autobus. E’ ancora tantissimo l’amianto che si trova sui tetti, nelle canne fumarie, nelle tubature degli acquedotti... (fonte:www.assoamianto.it). A causa della sua riscontrata nocività l’Eternit è sì fuori legge, ma quello che è stato messo in opera prima è fondamentalmente lasciato a discrezione

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Attualità dei proprietari del manufatto che lo contiene. Così, se avete un tetto in Eternit, potete se volete fare finta di niente per quel che riguarda la vostra salute e quella delle persone che ci abitano. La ragione di tale trascuratezza è principalmente economica: togliere l’Eternit dal tetto, per esempio, costa denaro. E purtroppo spesso il denaro conta più della salute, della vita.

Ma c’è una soluzione, per le coperture in amianto. Ancora molti di coloro che possiedono un tetto in Eternit ignorano che, se lo bonificano e installano un impianto fotovoltaico, la legge assicura loro un premio! In denaro sonante, in aggiunta a quello che viene pagato con gli incentivi del GSE. Significa che oggi grazie al fotovoltaico è possibile bonificare le coperture in amianto a costo zero, ovvero la sostituzione viene “pagata” dal sole. Silvia D. Serra

L’amianto è tornato, tristemente, alla cronaca negli ultimi tempi grazie alla sentenza emessa dal Tribunale di Torino che, il 12 febbrario scorso, ha condannato a 16 anni di reclusione i proprietari della Eternit, L’accusa è “disastro doloso permanente e omissione di misure antinfortunistiche”; per queste ragioni sarebbero responsabili della morte di 2.191 persone a Cavagnolo e Casale Monferrato! Tante, sì! Troppe, assolutamente sì. Ma pensate che sono solo una parte. In questa causa sono state “prescritte” le morti avvenute, a causa delle fibre d’amianto contenute nell’Eternit, agli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). E pensate che ancora oggi, nonostante l’Eternit sia un materiale FUORI LEGGE dal 1992 (L.257 27/3/1992), sono tantissimi i tetti ricoperti dalle grigie e ondulate lastre. Anche per il paradosso della legge stessa, che metteva al bando la produzione, ma non l’utilizzazione, stanno lì, tra l’ignoranza di chi le ha e l’inerzia di chi dovrebbe vigilare sulla loro rimozione (amministrazioni locali, aziende sanitarie e noi stessi).

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Redazionale

A cura di Eco Project

il sistema Tigo Energy

Tigo tanta energia in più L

’impianto fotovoltaico permette di produrre energia elettrica convertendo quella derivante dalla radiazione solare, fonte inesauribile. Esistono però alcune situazioni che impediscono di ottenere il massimo rendimento dall’impianto. Si possono così riassumere: v Il disaccoppiamento elettrico (mismatch) tra moduli diversamente irradiati : in questo caso, la produzione di corrente di tutto l’impianto viene condizionata dal valore prodotto del modulo meno efficiente e questo provoca una discreta perdita di potenza generata. Siamo in presenza di una specie di collo di bottiglia che impedisce il regolare passaggio delle cariche elettriche. v L’ombreggiamento di ostacoli che impediscono la uniforme irradiazione dei moduli, prodotto ad esempio dalle piante, dalle canne fumarie ed antenne televisive o semplicemente dalla polvere depositata direttamente sul vetro dei moduli. v In ultimo si deve tener conto del fatto che la capacità di conversione della cella al silicio risente di un inevitabile decremento legato all’invecchiamento, anche se in misura moderata. Il rendimento di un impianto fotovoltaico può essere migliorato riducendo l’impatto di questi fattori. La soluzione Tigo Energy è semplice ed efficace.

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Componenti che costituiscono il sistema Tigo Energy Module Maximizer, uno per ogni modulo fotovoltaico è fissato al telaio del pannello Management Unit, alimentato da rete AC, ADSL o modem GSM Gateway, collegato alla Management Unit tramite cavo dati, stabilisce la comunicazione con I moduli La soluzione Tigo Energy offre una visibilità senza precedenti, è possibile infatti gestire l’impianto dal sito centralizzato, come in fugura:


1)

Impianto senza ombreggiamenti

2)

Impianto con ombreggiamento

3)

Impianto con obreggiamento importante

Il portale è molto intuitivo, è possibile monitorare la produzione di ogni singolo modulo ed il funzionamento nel tempo. Alcuni esempio di funzionamento e l’incremento che abbiamo con l’utilizzo di Tigo Energy. L’impianto fotovoltaico in figura 1 è privo di ombreggiamenti, in figura 2 e 3 un modulo viene ombreggiato. Nel primo caso la produzione dell’impianto è la somma della potenza di ogni singolo modulo. Nel caso in cui non fosse presente la soluzione Tigo Energy la produzione sarà condizionata dal modulo meno efficiente, in figura 2 la produzione è di circa 1,3 kW, mentre in figura 3 la produzione è di circa 0,288 kW.

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Redazionale

A cura di Eco Project

Passiamo a un esempio. Ipotizziamo il confronto tra due impianti, installati sulla stessa falda e di uguali dimensioni. Il primo è privo di Ottimizzatore Tigo e l’altro invece lo installa. Due impianti di 6 kWp in una zona dove il sole offre un irragiamento di 1300 kWp per kW installato. Avremo, quindi, che gli impianti produrranno, in un anno 1300 kWp x 6 = 7.800 kWh

Il funzionamento del Tigo Energy mantiene costante il valore degli altri moduli senza provocare il fastidioso problema di “mismatch”: in figura 2 la produzione è di 1,53 kW mentre in figura 3 la produzione è di 1,35 kW Caso preso in esame, impianto fotovoltaico con ombreggiamento camino Periodo Dic. - 10 Aprile 2011

kWh

Totale Energia senza Tigo

1.468,9

Totale Energia con Tigo

1.710,7

Delta % Energia con tigo

16,46%

Nel caso di impianto con moduli fotovoltaici senza ombreggiamento, avremmo un incremento di circa 8,5%.

ECO-PROJECT S.r.l. Progettazione e Realizzazione impianti ad energia rinnovabile Corso Matteotti n. 53 - 57023 Cecina (LI) Tel/Fax: 0586682429 14

L’impianto con TIGO, però, avrà un incremento di produzione del 10% (valore medio, a fronte di aumenti anche superiori al 20%). Quindi produrrà almeno 8.580 kWh/anno. Ciò significa che il primo impianto (NO TIGO) in 20 anni mi consentirà di incassare dal GSE (ponendo l’incentivo a 0,247 euro/kW) la somma di 38.500 euro. E di risparmiare: 7.800 kWh x 20 anni per 0,22 euro/kW + aumenti annui del 7% = 68.600 euro Il secondo impianto (QUELLO SI TIGO) in 20 anni mi farà incassare dal GSE (stesso incentivo di 0,247 euro/kW) ben 42.300 euro. Facendo risparmiare 75.500 euro per l’autoconsumo. Inoltre, l’impianto che installa il TIGO monitorizza gli eventuali disfunzionamenti, permettendo di intervenire tempestivamente su un pannello in calo di produzione, impedendo a tutto l’impianto di produrre meno e, quindi, garantendo la produzione ottimale di energia elettrica, di risparmio e di guadagno economico. Sempre e comunque. [ndr]


Giochi di luce con i LED

Accendi il risparmio con i LED Relco Group e PEF Italia S.p.A. una nuova alleanza per la promozione dell’illuminazione a LED: risparmio energetico e massima efficienza

È

di pochi giorni la sottoscrizione di un accordo tra il Gruppo Relco, leader nell’illuminotecnica a LED, e PEF Italia S.p.A. azienda italiana di punta per la commercializzazione di impianti a energia rinnovabile a famiglie e realtà aziendali.

PEF Italia ha come obiettivo l’abbattimento del costo delle bollette e, per realizzarlo, promuove tramite i suoi addetti sia impianti fotovoltaici, solari e termici, che stufe e caldaie a biomassa, scalda acqua a pompa di calore, bio edilizia e, ora con la collaborazione di Relco Group, lampade a LED. “Il Led è l’illuminazione del futuro – afferma il Presidente di Relco Group Giuliano Angelo Pisati – Massima la resa, zero le emissioni tossiche con una qualità e un’efficienza senza pari. Grazie al basso consumo e, di conseguenza, alla scarsissima produzione di CO2, rientra a pieno titolo nelle modalità che consentono risparmio energetico e rispettano l’ambiente. Questa partnership nasce proprio per incrementare la conoscenza dei molteplici vantaggi dati dall’utilizzo dei corpi luminosi a LED”.

Che cos’è il LED?

LED è l’acronimo per “Light Emitting Diode” cioè “diodo che emette luce”. In termini tecnici, si tratta di un dispositivo optoelettronico che sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni attraverso il fenomeno dell’emissione spontanea, ovvero a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna.

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Redazionale

A cura dell’ufficio stampa Relco

Nelle lampadine tradizionali la corrente elettrica viene dapprima trasformata in calore. In questo modo si crea un notevole consumo di energia e circa il 90 % dell’energia assorbita viene persa. I diodi illuminanti, invece, trasformano la corrente elettrica direttamente in luce. In questo modo le lampade a LED consumano solo una minima parte della corrente necessaria per il funzionamento delle lampade convenzionali. Inoltre, la luminosità delle lampade LED è paragonabile, se non addirittura migliore di quella delle lampade ad incandescenza tradizionali che, però, consumano 10 volte di più e sono, anche se non viene detto, costituite da gas tossici.

I vantaggi del LED Durata ed Efficienza energetica. 50.000 - 70.000 ore di durata (7-9 anni di consumo continuo), 20 volte più alta delle lampade tradizionali, con ulteriore risparmio nell’acquisto di nuove lampade. Né le tradizionali lampade ad incandescenza, ormai proibite dalla comunità europea, né le lampade ad alogeni o quelle a basso consumo possono competere con i Led.

Risparmio economico durata ed efficienza energetica, sicurezza resistenza, accensione immediata, sostenibilità ambientale flessibilità e vasta scelta Risparmio energetico pari al 90% e altissima efficienza con una minima necessità di manutenzione. Sicurezza. I LED sviluppano pochissimo calore, non emettono radiazioni ultraviolette e infrarosse. Possono essere utilizzati ovunque visto che non vi è radiazione termica sulle superfici colpite dal flusso luminoso e la salvaguardia dei colori è totale. Oggetti preziosi, fragili o deteriorabili possono essere illuminati senza alcun danno. Resistenza. I corpi luminosi a LED sono resistenti a qualsiasi tipo di vibrazione, possono essere impiegati anche su mezzi in movimento, es.imbarcazioni, camper, auto, ecc. 16

Accensione immediata. A differenza delle lampade a risparmio energetico, i LED forniscono, sin dal momento dell’accensione, tutta la capacità luminosa a disposizione. Inoltre, l’effetto abbagliante, grazie ai cristalli LED, è quasi totalmente inesistente. Sostenibilità ambientale. Il LED è illuminazione a basso consumo per eccellenza, non ha all’interno sostanza tossiche (gas, mercurio o altro), contribuisce a diminuire la produzione di CO2 ed è, quindi, amico dell’ambiente. Flessibilità e vasta scelta. I LED possono essere usati in svariati modi, dalle insegne luminose, ai semafori, alle strade; per illuminare direttamente o indirettamente uffici, supermercati, show room, abitazioni o per decorare in modo fantasioso giardini, spazi verdi, monumenti pubblici e vetrine. Le forme sono le più diverse e consentono un’ampia scelta: candele, lampadine, tubi fluorescenti, spots, fari, ecc.


Redazionale importanti presentate da poco al mercato dal Gruppo Relco: I LED senza alimentatori e i riflettori che vanno a sostituire le lenti T.I.R. I sistemi di controllo del flusso luminoso generato dai LED di nuova generazione, infatti, si stanno evolvendo. Da un lato si va verso una semplificazione del montaggio con corpi luminosi che non necessitano di alimentatori e che posso essere direttamente collegati ai fili della corrente e, dall’altro, verso dispositivi che permettono un maggior controllo della luce tramite i riflettori che verranno sempre più utilizzati come ottiche secondarie al posto delle lenti T.I.R. Il vantaggio dei riflettori è quello di avere una minore attenuazione ed una distribuzione omogenea su tutta la superficie illuminata.

Il Gruppo Relco

Esempio di utilizzo dei LED in arredo urbano

E’ poi possibile scegliere tra una vasta gamma di colori: tutte le gradazioni del bianco e tutti i colori RGB grazie alle nuove tecnologie e ad una nuova generazione di articoli d’avanguardia che possono creare, soprattutto in esterno, accattivanti effetti luminosi.

L’evoluzione del LED

Il Gruppo Relco è pioniere nella ricerca e nello sviluppo di apparecchi che prevedono l’utilizzo di sorgenti LED ed è, oggi, in grado di offrire una gamma completa di soluzioni a led per interni ed esterni. Ad incasso, in controsoffitti, a parete, a pavimento, e ancora, calpestabili, carrabili, faretti a binario, strisce flessibili, a tanto altro per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Riguardo alla tecnologia, sono due le novità

Il Gruppo Relco nasce nel 1967 dalla passione e dall’ingegno di Giuseppe Pisati. Inizialmente l’azienda si occupa di elettrotecnica applicata all’illuminazione. Nel 1975 crea il primo varia luce, il primo di una lunga serie di successi. Da allora, infatti, il Gruppo, oggi guidato da Giuliano Angelo Pisati, è in costante crescita ed espansione. Con i cinque i marchi di proprietà (Relco, Leonardo, Leuci, VLM, Segno), le sette filiali all’estero, una presenza commerciale in 74 Paesi e una gamma prodotti che copre tutta la filiera dell’alimentatore alla lampada finita di design, il Gruppo è una delle realtà italiane più importanti nel campo dell’illuminazione. La vera forza è l’innovazione (pionieri nel LED) unita alla lungimiranza e alla progettazione: non ci si limita ad assemblare componenti ma si disegna e produce all’interno dell’azienda stessa. I prodotti spaziano dalla componentistica elettronica agli alimentatori HID ai trasformatori ai gruppi di emergenza ai sistemi di controllo della luce alla bassa tensione alla fluorescenza ai LED ai sistemi civili e similari ai corpi di illuminazione finiti all’illuminazione pubblica al design.

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Oggi parliamo di...

AmbienteNoi a scuola in ufficio, in comune...

S

alveremo il mondo! Assieme, studiando, osservando, imparando e ... vivendo!

Appena nati abbiamo già colto un grande interesse per il nostro progetto didattico e formativo. Perchè c’è voglia, oltre che bisogno, di saperne di più. C’è voglia di essere in tanti a non buttare cartacce per terra, a mettere l’impianto solare sul tetto, a non inquinare, a voler respirare un’aria migliore. Una voglia che, spesso, non si sa come soddisfare. Incertezze, dubbi, non conoscenza. Allora, siccome ci piace molto arricchire il nostro bagaglio culturale, abbiamo chiesto

“è raro che siano le risposte a dare la verità, più spesso è il concatenamento delle domande”.- Daniel Pennac un parere a chi, di educare alla sostenibilità ambientale, ne ha fatto una professione. Ecco cosa ci ha detto.

Appunti per una educazione alla sostenibilità. L’obiettivo principale dell’educare alla sostenibilità ambientale è favorire processi di cambiamento, aiutare a rendere gli studenti cittadini consapevoli e responsabili nei confronti dell’ambiente, di sé e della comunità. L’ambiente, il sé e la comunità, questi i tre insolubili fattori dell’educazione oggi, tre fattori che entrano in relazione attraverso la figura dell’educatore/facilitatore, creando le premesse di una educazione fatta di ascolto e azione. Per questo fare educazione ambientale non significa soltanto sviluppare la conoscenza di una questione ambientale, ma promuovere 18

atteggiamenti e comportamenti consapevoli e responsabili verso se stessi, la comunità e l’ambiente. Il che comporta acquisire la capacità di pensare per relazioni, per comprendere la natura sistemica del mondo. Divenire consapevoli che le scelte e le azioni individuali e collettive comportano conseguenze non solo sul presente ma anche sul futuro e assumere comportamenti coerenti, cioè individuare e sperimentare strategie per un vivere sostenibile.

Eddi Bisulli Coordinatore scientifico del Museo di Scienze Naturali di Cesena, insegnante e presidente dell’Associazione ViaTerrea.


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Lettere alla redazione

Ambiente Noi è un progetto che viene da lontano! In ciascuno dei soci fondatori, dei soci sostenitori che ogni settimana si aggiungono. Perlomeno dalla nascita di PEF, Progetto Energia Futura, l’azienda madre che nutre genuinamente ambizioni ambientali e che ha creato l’occasione per costituirci in onlus e amplificare il messaggio di consapevolezza verso le risorse del pianeta Terra e delle nostre tasche! Ed ecco una testimonianza di quello che ho appena scritto. In questi giorni mi è capitato tra le mani il vostro “nuovo capolavoro”, la rivista AmbienteNoi. Sapevo che il mio entusiasmo non sarebbe stato tradito e infatti, la rivista è molto interessante. La mia prima esperienza con voi è stata a dir poco sensazionale! Ed è proprio per questo che vorrei ringraziarvi.Era un momento un po’ particolare quello del referendum sul nucleare, ed io e le altre rappresentanti di istituto decidemmo di fare un’assemblea proprio su quest’argomento per informare e sensibilizzare i giovani: avevamo ben chiaro chi chiamare per fare chiarezza sull’aspetto tecnico, ed anche a chi rivolgersi per sottolineare il problema scorie. Ma mancava la parte più importante forse, e cioè chi riuscisse a fornirci un’alternativa. Io ho 20 anni, presi molto a cuore il problema del nucleare, schierandomi contro la produzione di energia tramite quelle costruzioni così pericolose, che il solo pensiero di un disastro nucleare anche solo lontanamente simile a Chernobyl, mi faceva rabbrividire, (oltretutto pochi giorni dopo l’assemblea ci fu il disastro di Fukushima). Consideravo e considero tutt’oggi, l’ambiente come il maggior tesoro da tutelare, sentivo infatti il bisogno, non solo di schierarmi a difesa della natura, ma anche di conoscere gli strumenti alla base di un’energia alternativa. Voi, mi avete aiutato. Avete suscitato quella curiosità che mi ha portato ad approfondire i temi trattati in assemblea. E’ stato un ottimo punto di partenza! I vostri colleghi che si resero disponibili fecero un ottimo lavoro, non furono spaventati né dai 600 ragazzi, né dalle precedenti 4 ore di assemblea in cui gli argomenti trattati erano ovviamente pesanti. Sarebbe stato difficile riappropriarsi dell’attenzione generale, ma loro ce la fecero senza problemi, e presentarono chiaramente e in poco tempo i progetti di cui la vostra azienda si occupa. Penso che il vostro lavoro sia invidiabile, credo che, ad oggi, preoccuparsi dell’ambiente, di come proteggerlo, sia degno di profonda stima. Un caloroso saluto da un’ex liceale che grazie a voi ha un bagaglio più completo sulle spalle, ed uno speciale augurio perché riusciate ancora per molto tempo a salvaguardare il “nostro” ambiente con il vostro lavoro. Maria Chiara Come vedete, la storia continua! (S. D. S.)

Anniversario di FUKUSHIMA Un anno fa, l’11 marzo, il dramma di Fukushima, in Giappone. Dopo violente scosse di terremoto, lo tzunami: i generatori della centrale nucleare bloccati, esplosioni, fuoriuscite radiattive, anche attraverso l’acqua utilizzata per raffreddare e contaminata. Ancora oggi non è stato raccontato tutto. Ancora oggi decine di zone rimangono impraticabili, per la popolazione. Le radiazioni, in mare, sono state rilevate a grandissima distanza dal luogo dell’incidente. Il Giappone ha spento 52 dei suoi 54 reattori, la Germania disattiverà tutti i suoi impianti entro il 2022, il Belgio entro il 2025. Inghilterra, Francia e USA perseverano nei, pur modesti,programmi di potenziamento nucleare. Ma la Cina, in enorme crescita economica, nonostante gran parte dei suoi abitanti viva in condizioni di grande povertà, che fà? Dopo aver negato l’adesione al protocollo di Kyoto, in nome di questo “progresso”, pare che oltre ai 26 in costruzione (e 15 già in funzione) stIa progettando altri 51 reattori nucleari. Stessa posizione per Russia e India, sia per l’adesione (negata) a Kyoto che per questa crescita. Con tutto il rischio che è stato, drammaticamente dimostrato. Con tutto il sole che c’è!

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Le vostre domande Questa rubrica è dedicata alle tante, tante domande su energie rinnovabili, risparmio energetico, funzionamenti tecnici, finanziamenti, incentivi... QUALSIASI domanda o curiosità animi i vostri pensieri NOI VI TROVEREMO RISPOSTA. Chiederemo a installatori, professionisti, tecnici, progettisti, rivenditori, produttori. Andate SUL NOSTRO SITO e cliccate sul pulsante: Domande

Fotovoltaico: per chiarirvi le idee

Che fine farà, l’impianto fotovoltaico, una volta che non funzionerà più? Premesso che la vita produttiva dei pannelli solari è molto più lunga di quanto si creda (pensate ai pannelli che stazionano nelle spazio dagli anni ‘50 e ancora producono l’energia elettrica per i propri satelliti! Deve essere chiaro che un pannello fotovoltaico e’ costituito prevalentemente da silicio, vetro e alluminio ovverosia tutti materiali riciclabili, in quest’ottica lo smaltimento e’ una risorsa, non un problema. Dal 2007 comunque esiste il consorzio internazionale PV CYCLE che ha come obiettivo di individuare, raccogliere e riciclare pannelli senza scopo di lucro ( hanno gia’ aderito l’85% delle aziende produttrici ). Nel 2011 è nata anche la prima filiera italiana per la gestione del fine vita di un impianto fotovoltaico. E’ e’ il frutto di un accordo tra COBAT ( Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e i Rifiuti Piombosi ) e IFI ( Industrie Fotovoltaiche Italiane ). Quale sarà la tariffa che l’Enel applicherà ai miei consumi, una volta che il mio impianto andrà in funzione? Il piano tariffario del fornitore di energia, enel o qualsiasi altro gestore del mercato libero, resta invariato. Quello che dovrà intelligentemente cambiare è la partica delle abitudini domestiche. Infatti, potendo utilizzare GRATUITAMENTE tutta l’energia prodotta – mentre viene prodotta (è cioè durante le ore di luce) – sarà utile programmare elettrodomestici quali lavatrice, lavasciuga, lavastoviglie per le ore diurne. Proprio il contrario di quello che si fa oggi, senza impianto in produzione, per poter consumare energia elettrica alle tariffe più basse (tra le 23:00 e le 7:00).

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Come funziona quello che sento chiamare “scambio sul posto”? Lo Scambio Sul Posto ( SSP ) e’ un meccanismo che permette di immettere in rete l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico ma non immediatamente consumata per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi, il concetto e’ quello di usare la rete elettrica come un serbatoio energetico personale, praticamente svincola l’utente dall’obbligo di usare l’energia prodotta solo ed esclusivamente nel momento che viene generata, cioe’ di giorno. Il processo e’ controllato automaticamente da un contatore bidirezionale, installato assieme all’impianto, che misura l’energia sia in entrata che in uscita, l’utente continua a pagare il proprio fornitore di energia poi riceve un rimborso dal GSE ( Gestore Servizi Energetici) con acconti trimestrali e conguaglio annuale, il tutto e’ regolato da un contratto attivabile dal web.E’ la soluzione ottimale per l’utenza residenziale ma e’ valido anche per le aziende, (la massima efficacia la si ottiene quando l’impianto fv e’ dimensionato in base ai consumi) e si puo’ richiedere per taglie fino a 200 kWp. Quando e quanto paga, il GSE? Per gli impianti di taglia fino a 20 kWp : bimestralmente se si raggiungono almeno € 250. Gli impianti più grandi, oltre 20 kWp : mensilmente se si raggiungono almeno € 500 A cura della Redazione


Siamo on line!

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Questo significa anche che potete contattare la redazione e il comitato direttivo di Ambiente Noi IN QUALSIASI MOMENTO.

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Potete richiedere la nostra presenza Per queste e per tante altre ragioni potete diventare soci in pochi minuti on line.

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Oggi parliamo di

Pef - So Watt:

Lavorare insieme per clienti felici ed un mondo migliore, questo è il nostro obiettivo. Da 5 anni ci impegniamo ad abbattere il costo delle bollette attraverso la vendita di impianti chiavi in mano a energia alternativa. Oggi siamo un’azienda leader sul mercato nazionale, con una rete di oltre 1000 collaboratori ed oltre 2500 clienti, e siamo felici di offrire a installatori che condividano il nostro progetto la possibilità di collaborare con noi.

Sei un installatore?

Entra a far parte del nostro staff! Quanto tempo impieghi a fare sopralluoghi, preventivi, appuntamenti? … e per la gestione degli insoluti, per il telefono, l’ufficio…?

La risposta è Pef SO-WATT! Siamo una grande squadra, che lavora con professionalità e passione e in cui ciascuno fa il proprio mestiere: il venditore si occupa della vendita, la segreteria si occupa della parte amministrativa e fiscale, il call-center risponde ai clienti e fissa gli appuntamenti… E gli installatori installano gli impianti!

Il mercato delle energie alternative è in forte crescita: entra a far parte della squadra e diventa protagonista del futuro

I VANTAGGI DI SCEGLIERE PEF: •

Aumenti il tuo business: più installazioni, più assistenze, più clienti.

Aumenti la tua sicurezza e stabilità: certezza del guadagno.

Aumenti la tua efficienza: ti occupi di installare gli impianti, con competenza e professionalità: a tutto il resto pensa Pef!

Aumenti la tua visibilità e pubblicità: collabori con una grande società per azioni presente su tutto il territorio nazionale, con una rete commerciale di oltre 1000 venditori

Aumenti la tua preparazione e specializzazione: formazione tecnica, manageriale e commerciale ai massimi livelli, nel settore emergente del mercato.

Aumenti la tua professionalità: servizio di consulenza professionale, tecnica, commerciale, legale, finanziaria a tua disposizione, per permetterti l’ottimale gestione della tua azienda.

P.E.F. S.p.A.

Via Piantanida, 10-12/2 50127 Firenze - Italia

Tel. 055.3900560 Fax 055.3900330

amministrazione@pefitalia.com 22

Ambientenoi n.1 2012  

Il petrolio è finito! Parte 1 dell'intervista che Fausto Lorenzoni ha rivolto al professor Ugo Bardi.

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