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circo-lo creativo d’intrattenimento culturale s.ambrogio cibrèo città aperta firenze

1° ottobre 2009

Artisti di tutto il mondo unitevi

ANNO I • NUMERO

“Gino!!! L’ho trovata!!! La tur de ferrr...” sc-Atto

a Maria Cassi di James O’Mara

Cinema

Ri-cercata

Occhio di bue

Mamma Emozione

Il bello per le donne

di Juan Pittaluga

di Clara Ballerini

M

a mère me dit au revoir devant le petit arrêt de bus. Je ne veux pas qu’elle m’accompagne à l’aéroport, parce que je ne veux pas qu’elle pleure. C’est que je pars très loin, aussi loin que Paris pouvait être de nous à l’époque. C’est aussi que j’y vais pour tout recommencer. Mais elle sait déjà ce que je ne sais pas. Elle sait que je pars pour longtemps, parce que je pars pour chercher. Elle sait aussi, parce qu’elle est, comme toutes les femmes, la mère d’Ulysse, que je vais me perdre, que ce sera long, et que ce chemin est bien le mien. Et ma terre pourtant était là, devant

moi, dans ce petit arrêt de bus si exposé au vent inexcusable de l’ex-avenue Agraciada à Montevideo. J’allais mettre quatorze longues années pour revenir faire mon premier film là, presque exactement là où nous étions ce matin d’automne avec ma mère. J’allais mettre tout ce temps pour comprendre que si nous sommes tous fils d’une seule mère, je n’étais pas le fils préféré du logos, sinon celui de l’émotion. Que l’émotion est aussi la mère du cinéma, ou bien la mère de la vie tout simplement. ■ Traduzione su ambasciatateatrale.com

S

iamo diversi, donne e uomini, in una delle caratteristiche più particolari della nostra specie: la capacità di apprezzare la bellezza. Questa diversità, fate attenzione, non consiste nella capacità di porre un giudizio estetico di fronte a un oggetto, nel riconoscere qualcosa come bello o brutto; ma nella reazione emotiva e di conoscenza che abbiamo di fronte a un’immagine che entrambi giudichiamo bella. L’esperimento che ha condotto a questa conclusione è semplice: è stata registrata l’attività cerebrale, che è poi attività magnetica ed elettrica, di 10 donne e 10 uomini posti di fronte a immagini artistiche e naturali riconosciute come belle. Ebbene, le aree cerebrali attive sono diverse: bilaterali nelle donne, nell’emisfero destro nell’uomo. Cosa vuol dire? Che abbiamo due strategie diverse di osservazione: da un lato gli uomini con una individuazione precisa della posizione degli oggetti, dall’altro le donne che catturano le proprietà generali, semantiche degli oggetti. Perché? L’ipotesi è che questo derivi dal fatto che abbiamo percorso l’evoluzione compiendo attività diverse (caccia da un lato e raccolta dall’altro) che hanno favorito capacità di osservazione diverse, così che davanti alla bellezza le donne attivano più cervello.


Aspettando il 50° Festival dei Popoli In attesa che prenda il via la cinquantesima edizione del Festival dei Popoli (dal 1° al 7 novembre), inserito nella “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze”, il 27 ottobre alle ore 21, presso il cinema Odeon, verrà proiettato il film Crollo Nervoso – La

di Monika Michalkova

N

áš svět se mění mílovými kroky ve vleku pokroku technologií a zmítá v důsledku manévrů mocipánů. Stav věcí provokuje k obavám, kam se řítíme a jak se spasit před apokalyptickým vizemi. Návodů existuje řada, a důvodů ke skepsi ještě víc. Svá řešení nabízejí politické strany, církve, opoziční hnutí, zabývají se jimi ekonomové, duchovní i umělci... A nad vším visí hrozba manipulace - s naším míněním, způsobem života i ideály. Nedůvěra, strach a nepřátelství zvětšuje vzdálenost mezi lidmi. A přece v chaosu dnešního světa zůstává jeden maják starý snad jak lidstvo samo POHOSTINNOST. Ne nadarmo byl ve všech starých civilizacích host uctíván a respektován. Dávání a přijímání pohostinnosti je nepochybně starý a dobrý způsob, jak pěstovat lidský rozměr soužití, pospolitosti a dialogu. I když pohostinnost ženského rodu, tak sluší ženám stejně jako mužům. Může být vyjádřením náklonnosti, stejně tak jako mostem k poznání odlišného. Je oblažující ji dávat i přijímat – pokaždé přináší obohacení a inspiraci. Vítaný host je múzou v kuchyni a dobré jídlo rozpustí i mnohé ledy. Kolem prostřeného stolu se lidé snadno sblíží i radují - dobré jídlo a pohostinnost otevírá mysl i srdce. O lidstvo s otevřenou myslí a srdcem bychom se nemuseli tolik obávat. Tak tedy volám sláva pohostinnosti! ■ Traduzione su ambasciatateatrale.com Dal 16 Ottobre 2009 al 24 Gennaio 2010, Firenze, Palazzo Strozzi. “INGANNI AD ARTE, meraviglie del trompe - l’oeil, dall’antichità al contemporaneo” Dagli affreschi dell’antichità greco-romana attraverso capolavori dell’arte moderna europea fino ai giorni nostri, centinaia di opere provenienti da musei e collezioni private italiani ed esteri, raccontano l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’oeil. Mercoledì 28 Ottobre 2009 - ore 21 Saschall (Firenze) CRISTIANO DE ANDRé “De André canta De André”. Quello che di Fabrizio De André si è ascoltato, riletto con gli occhi di un compagno di viaggio unico. Quello che di Fabrizio De André non si sa, raccontato dal suo erede reale e morale.

proposti: Onde Emiliane e Firenze Sogna. Parteciperanno alla proiezione diversi artisti e personalità che hanno fatto la storia musicale e culturale di quegli anni, e che daranno luogo ad un imperdibile after-show.

TRADUZIONI, APPROFOND

ambasciatat

Gatti

Polvere di

Quel saluto che stordì i maschietti

Coinquilini

di Alberto Severi

By Kate McBride

Oroscopo Bilan

Da Praga Ospitalità è futuro

New Wave italiana degli anni ’80 di Pierpaolo De Iulis, che rievoca, attraverso testimonianze e immagini di concerti e performance, la scena musicale indipendente italiana degli anni ’80, di cui l’ambiente fiorentino è protagonista principale. Due gli episodi

Gesti Teatrali

U

n bel giorno, uno qualsiasi in quella magica stagione fra i tardi ’60 e i primi ’70 dello scorso Millennio, dopo tanti gesti pubblici, simbolici, politici di plateale valenza maschile (il pugno chiuso, il braccio teso nel saluto romano: fra di loro un abisso, eppure entrambi chiara metafora di potenza virile) apparve, in qualche manifestazione femminista, e poi a poco a poco dilagò con la geometrica virulenza di una pandemia, quel gesto là. Le braccia entrambe levate sopra la testa. Tre dita chiuse e ripiegate nel palmo (medio, anulare e mignolo). I pollici invece tesi verso l’alto, polpastrello contro polpastrello. E gli indici anch’essi uniti, ma rivolti verso il basso. A delimitare, polllici e indici, uno spazio allungato, verticale, di inequivocabile valenza femminile. A molti parve volgare e sguaiato: soprattutto a noi ‘maschietti’, come ci irridevano loro, abituati in proprio a ben altre sguaiataggini e volgarità, ma scusati e giustificati, ed autoassolti, si capisce, dalla nostra natura

maschile. Quell’esibizione palese, e però non sensualmente ammiccante, bensì rivendicativa e politica, della propria femminilità, faceva pendant con lo slogan: “né puttane, né madonne” e ne costituiva una prima esemplificazione, poiché la madonne si sarebbero ben guardate dal fare quel gesto, e le puttane non ne avevano bisogno, di simboli e metafore: quella cosa là la esibivano direttamente, come merce di scambio. Com’è noto, noi ‘maschietti’, non ci siamo più ripresi del tutto. E le donne? Mah. Di certo, mentre i nuovi fascisti in triplo petto considerano con imbarazzo i camerati nostalgici capaci ancor oggi di scattare nel saluto romano, e gli ex comunisti in andropausa sorridono supponenti e dalemiani ai ragazzotti con la kefiah e il pugno chiuso nei cortei no-global, le femministe che inalberavano il simbolo della vulva (o della vagina?), quelle sono proprio scomparse del tutto. Forse, non ce n’è più bisogno: “né veline né virago...”. Ma forse sì. Sipario.

Incontri “Vuoi provare la chitarra di Janis?” di Ernesto De Pascale

S

am Andrews, figlio di diplomatici americani, ha studiato latino e italiano alla Sorbonne di Parigi. Negli anni sessanta portò l’illuminismo nell’Estate dell’Amore e la sua band di San Francisco, Big Brother & The Holding Company, chiamò a cantare il blues un’esiliata ragazza texana di Port Arthur con il graffio di Billie Holiday, Janis Joplin. Quando ci incontriamo nella sua casa di San Rafael fra le memorabilia di una epoca passata e le foto scattate in quella stagione dalla sua fidanzata, Linda Estmann, Sam vuole sapere da me come è cambiata la città di Michelangelo. Mi allunga la Gibson J 200 Hummingbird con il battipenna intarsiato da Nudie’s, il celebre sarto delle star di Hollywood, che Janis suonò per la sua ultima registrazione, Me & Bobby McGee, la storia in musica di un hobo solitario che Kris Kristoffersson regalò alla sfortunata ragazza, e mi dice “Janis era una di noi, rideva forte e aveva la battuta sempre pronta. Questo è il suo unico dono. Ci vuoi suonare sopra qualcosa tu, adesso?”.

Da Varsavia

23 settembre di ELLEKAPPA

W

hat lies beneath the languid Arno waters? Who shares the steep-walled shoreline with our due gatti? A mélange of creatures... feather, fin and fur. The herbivorous semiaquatic rodent called coypu plies the reeds in search of grassy vegetation. Great white and little egrets stand on pencil legs along the shallow shores snacking on insects and tasty Arno goby fish. Mallard ducks and their ducklings share the spot. Pigeons perch precariously on stone ledges. Squacco herons flash white in flight. People fish for sport, not sustenance. One catch, a certain carp, reportedly measures two meters. The giant fish is caught frequently but, so far, tossed back. He learned long ago to seize the day. ■ Traduzione su ambasciatateatrale.com Photo by James O’Mara

Amore Venere in transito per Bari vi renderà irresistibili! Nonostante i vostri 73 anni, sciami di fanciulle in fiore si contenderanno le vostre attenzioni. Complimenti! Sotto il vostro parrucchino,

Voci d’Abruzzo

In coda con la tessera

Se tornasse Isabella

di Tessa Capponi

di Vittorio Casale

P

L

ojechałam do Warszawy w 1983r., podążając za obiektem mojej wielkiej miłościi, który był także, przy okazji, dysydentem. Wymiarowi romantyczno-konspiracyjnemu, w który zostałam od razu wciągnieta, przeciwstawiała się brutalna codzienność półpustych lub całkowicie pustych sklepów oraz racjonowanie dóbr pierwszej potrzeby. Kartki na mięso zostały wprowadzone w 1981r. wraz ze skomplikowanym systemem podziału mięsa i wędliny na te lepszej i na te gorszej jakości oraz z systemem dystrybucji tych dóbr w zależności od wieku i zawodu obywateli. Górnicy byli na szczycie tabeli uprzywilejowanych (7kg mięsięcznie) potem robotnicy i kobiety w ciąży (po 3.5 kg na głowy) i w reszcie inteligencja i dzieci (2,3 kg). Były kartki na masło, mąkę, ryż, kaszę, cukier, wódkę, proszek do prania, buty, paliwo oraz dulcis in fundo (autentycznie) na papier toaletowy. Trzeba sobie, jednak, jasno powiedzi, że fakt posiadania kartek wcale nie zapewniła zakupu towaru, znaczyło to tylko tyle, że można było stać w kolejce przed sklepem mięsnym czy spożywczym na rogu w nadziej, że „rzucą“ coś na lad. Ycie codzienne przypominało grę w poszukiwanie skarbu. Jechało się szukać czegoś konkretnego, a, w cudowny sposób, znajdowało się coś innego. Spędzaliśmy całe dnie na łażeniu po mieście, a gdziekolwiek widać było dlugą kolejkę to pytaliśmy się, po co stoją. Przeczytałam, stojąc w kolejkach, najpiekniejsze ksiązki, słuchałam i wziełam udział w pasjonujących dyskusjach, śmialam sie do rospuku, płakałam z frustracji i wściekłości (szczególnie jak po pięciu godzinach na nogach facet przede mną, antypatyczny i arogancki, typowy „kolejkowiec“ od urodzenia, kupował ostatni kawałek szynki). (Cdn) ■ Traduzione su ambasciatateatrale.com

Per i nati nella prima decade i temi di lunazione determinano una corrente cosmica decisamente ostile: Marte transita in Cancro senza dare la precedenza mandandovi a schiantare sulla parallasse. Seconda decade con le effemeridi di traverso nel vostro percorso astrologico: tranquilli, ve la caverete con la lussazione del trigono. Per un banale disguido nella terza decade la situazione precipita: non avete calcolato bene la differenza ascensionale. Comunque non c’è problema, soprattutto per coloro che credono nella reincarnazione.

a catastrofe del terremoto è, speriamo, conclusa, e specie nei piccoli centri, dove non ha prodotto troppi disastri, è subentrato il momento del silenzio: si sono smontate le tende e quelli che hanno potuto sono tornati a casa. Ma non è come prima: si avverte che lo spopolamento è aumentato e purtroppo aumenterà. Anche queste amare previsioni finiscono per orientare quasi automaticamente verso la storia delle città e dei borghi; tornano alla mente i monumenti, si riaffacciano le memorie, si restituisce la voce alle figure del passato. Gagliano Aterno è un piccolo centro della valle Subequana, come gli altri della regione favorito dalla natura e da illustri testimonianze storiche. Il sisma ha risparmiato, almeno ad una veduta dall’esterno, i suoi più importanti monumenti: il castello, la ‘fonte della valle’, ristoro dei paesani e degli

armenti con le acque freschissime del vicino Sirente, la chiesa di San Martino, il monastero di Santa Chiara. Tranne quest’ultimo furono tutti edificati, nel Trecento, da Donna Isabella d’Acquaviva, moglie di Tommaso II, conte di Celano. Di lei parlano lo stemma, che affianca quello del consorte nel portale gotico della chiesa, e lei stessa, che si dichiara fondatrice del castello (1328) e della fonte (1344), nelle epigrafi di cui volle corredarli. Nella prima, rampante ed altera come il leone della sua arme, così si tramanda: Ego Ysabella De Acquaviva Comitissa Celani feci fieri istam domum… Piace immaginare che favorita dal silenzio e magari da una notte di plenilunio, la dama torni a Gagliano, a tutelare le sue opere; non è dubbio che se un ignaro forestiero le chiedesse ‘chi siete?’ risponderebbe semplicemente ego.

Michael A

East an band De the

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Smiles & Elisir Tan

GINA TRIO tree Gia A s c o


teatrale.com

i stelle

Livia a due anni ama il Greenwich di Jackie Cooperman

o del mese M ancia

e - 22 ottobre

il lifting, il cerone e la dentiera, batte un portafoglio da playboy. Lavoro Un Lodo astrale in opposizione influirà negativamente sulla vostra serenità lavorativa. Il vostro capo - momentaneamente al 41-bis - vi sta ricattando, nessuno fa più finta di ridere alle vostre barzellette e i vostri legali si affrettano a farvi saldare le parcelle rimaste in sospeso. La luna consiglia: Hammamet. Fortuna Anche se le progressioni converse congiurano contro e tutte le prove contro di voi siano schiaccianti la fortuna è dalla vostra parte: ringraziando le stelle non correte alcun rischio, siete in Italia!

Allen Trio

nd west

ennis and ts Rigo’s

Troubles ngo rubio

RIO Birkin anpaolo l e s e

Lasciate che i bambini

Da New York

DIMENTI E TANTO ALTRO SU

y husband and I have a game we like to play as we walk down the streets of Greenwich Village, where we’ve lived since moving back from London in 2004. We call it “Halloween or not Halloween?”. The rhetorical question refers both to the long tradition of the Greenwich Village Halloween Parade, held every October 31th, and to the extravagantly dressed local characters we spot nearly every day. We are raising our daughter, Livia, here. At two and a half years old, she is a regular in Washington Square Park, applauding the jazz quintets, folk singers, and homeless shoebox players with equal gusto. She is used to her park outings, and to the variety of people she sees. She relishes her daily exchanges with our apartment building’s doormen, who wish her hearty hellos, give her high fives, and create stickers for her with their label machine. Several months ago, we saw a mouse in our apartment, and I realized how particularly urban and rarefied Livia’s instincts are when she jumped, and then looked at me and suggested, “Call Joe?” Joe is our building’s handyman and Livia has seen him save us from many a domestic crisis. On Fridays, we go to the Union Square Farmer’s Market where Livia devours tristar strawberries, grown by Franca, an Italian farmer living in upstate New York, and sesame vinaigrette beets, prepared by Korean-American organic farmers from Long Island. Pennsylvania Dutch pretzel makers always give her a hard pretzel for the walk home and often we take advantage of free samples of local cheddar cheese, pears and peaches. Last weekend we went as a family to an Italian language class, and then to our favorite pizza place. We were the only Americans there, surrounded by Italian families who had gathered to cheer on their soccer teams, watching the restaurant’s large screen satellite broadcast of an important match back home. Livia, recognizing the rhythms of the language, laughed. What is it like, many non-New York friends ask me, to raise a child in this city? ■ Continua la lettura con traduzione su ambasciatateatrale.com

Percorsi

Sull’isola incantata di Boboli

Un urlo inimmaginabile

di Tomaso Montanari

di Massimo Niccolai

V

uoi giocare su un’isola incantata, coronata di alberi ormai rossi ed abitata da strane creature di pietra? Per arrivarci, però, si deve attraversare il mare oceano. È un mare pieno di pericoli, sai? La principessa Andromeda è incatenata ad uno scoglio, mentre un esercito di rane la assale e un gran dragone cerca di divorarla: ma per fortuna, là tra le onde, ecco che arriva a salvarla il coraggioso Perseo, che quasi vola sull’acqua grazie al suo magico cavallo con la coda di pesce. Non facciamoci distrarre, però: dobbiamo arrivare sull’isola, noi. Vedi? Ecco là due ponti di pietra, coperti da una foresta di agrumi. Ma, attenzione: quattro capricorni volanti sorvegliano gli accessi dei ponti, serrati da grandi inferriate. Qual è la formula magica che apre il cancello? Bisogna chiederla a

una statua. Sì, proprio a quella statua un po’ rovinata dagli anni e dalle intemperie, quella che rappresenta Amore che apre un cuore con una piccola chiave. La statua è stata sincera, per fortuna: il cancello si è aperto, e in quattro salti siamo finalmente sull’isola. Qui, all’ombra della gran tazza della fontana, ci sentiamo al sicuro, al centro di un mondo di pace. Ci proteggono il dolce suono delle acque e il canto degli uccelli: sembra lontano il rumore della città, e non ci fanno più paura le brutte arpie che si annidano sull’altra riva. E anche i cacciatori col turbante (quelli là – li vedi? –, sì quelli nascosti nelle siepi), anche loro visti da qua sembrano innocui. Ma cosa ti ha detto la statua? Qual era la formula magica? «Apri il tuo cuore a Boboli, in un pomeriggio d’autunno».

N

el Settecento qualcuno diceva che quello che proviamo in una relazione è più l’idea della condizione altrui che poi trasformiamo in un’impressione grazie all’immaginazione. Quel giorno con la mia amica e collega Francesca quello che si è impresso dentro di noi è inimmaginabile. Stavamo accompagnando una nostra utente da casa sua ad una casa famiglia, ad un certo punto, in macchina, l’urlo intenso, ininterrotto e penetrante, saturava ogni infinitesimale spazio insinuandosi anche dentro di noi. Sembrava provenire da mondi che non appartengono alla nostra percezione, penetrava senza possibilità di fuga. Era il suo dolore, forse un immenso dolore per l’abbandono e la sua rappresentazione, quella frattura indefinibile e impenetrabile.

Dylan Bob C’era una volta Emily, aveva un cuore da jazz di Marco Poggiolesi

C’

La Fontana dell’Isola nel Giardino di Boboli a Firenze (realizzata da Giulio e Alfonso Parigi, e da molti scultori, a partire dal 1618)

era una volta una ragazza nata a New York; il suo nome era Emily Remler e suonava il Jazz. Suonava la chitarra in una maniera così straordinaria che proprio come un Orfeo moderno sfidò, incantò e ammutolì  quella larga schiera di musicisti che non vedevano di buon grado una donna nel mondo della musica afroamericana. Aveva la tecnica, certo, ed un grande tocco; ma soprattutto aveva quello che solo le leggende hanno: suonava con il cuore, lontano dagli schemi e dai canoni, con quel cuore che troppo presto, durante una tournée in Australia, l’ha tradita. Aveva 32 anni Emily. Adesso, nell’ Olimpo assieme ai giganti della musica, è la regina indiscussa della chitarra Jazz.

Sintesi

L’intervista Tiziano Scarpa

Attenti a quelle cinque

“Il teatro può realizzare le idee forti snobbate dal cinema e dalla tv”

di Milly Mostardini

V

di Monica Capuani

U

na violinista sedicenne scrive di notte alla madre mai conosciuta, nell’Ospitale veneziano dove le fanciulle orfane nel Settecento venivano avviate alla musica. Il nuovo direttore è il Prete Rosso, Antonio Vivaldi, che restituisce vita e libertà alla musica di quelle infelici. Il romanzo si chiama Stabat Mater, e quest’anno è valso a Tiziano Scarpa il Premio Strega. Ma con lui chiacchieriamo di teatro. Sei uno dei pochissimi romanzieri in Italia (forse l’unico?) ad affrontare spesso anche la scrittura drammaturgica. Be’, fra i romanzieri drammaturghi italiani nominerei almeno Vitaliano Trevisan. Cosa ti porta verso il teatro? Il fascino che ho patito come spettatore. Cosa cambia nella scrittura, nella struttura, nella costruzione dei personaggi, quando un’idea si trasforma in una pièce piuttosto che in un

romanzo? Sai che puoi limitarti a scrivere scheletri, perché toccherà ad altri metterci muscoli e sangue. Quali sono gli ultimi spettacoli che ti hanno veramente toccato a teatro? My Arm di Tim Crouch, portato in Italia dall’Accademia degli Artefatti. C’è un attore che recita dal vivo, ed è lo stesso attore che sta sullo sfondo, dentro immagini registrate e proiettate su un grande schermo. I due interagiscono, è molto originale. Qual è il ruolo che oggi, nella situazione italiana potrebbe/dovrebbe assumersi il teatro? Da un punto di vista sociale, mi accontenterei se realizzasse, con i suoi mezzi spartani, le idee forti che non riescono a diventare film perché non interessano al mercato cinematografico e televisivo. Da un punto di vista artistico, non porrei limiti alla Provvidenza e al genio

“Stabat Mater”, Tiziano Scarpa (Einaudi, 2009) italico. Stabat Mater potrebbe facilmente diventare un monologo teatrale... Sì, ho avuto molte proposte. Per ora, è ancora una lettura scenica, con la mia voce e la mia non-regia...

ogliamo parlare di donne? Eccone un gruppetto di cinque: tutte insieme prese di mira dalle querele dei grandi avvocati di Berlusconi. Sono giornaliste dell’Unità, Federica Fantozzi, Natalia Lombardo, Maria Novella Oppo, Silvia Ballestro, Concita De Gregorio direttore del quotidiano: al giornale il Premier, presunto offeso, chiede 3 milioni di risarcimento. Da ognuna. Da ognuna si chiedono risarcimenti personali. Per esempio alla Fantozzi, felicemente moglie e mamma, sono chiesti 200mila euro per l’articolo uscito il 6 agosto scorso, intitolato “Guzzanti-il Premier è un gran porco”. Titolo e citazioni virgolettate sono presi dal blog del senatore Paolo Guzzanti, exberlusconiano adorante, ora ‘traditore’. Guzzanti nel testo parla di Berlusconi “affetto da malattia senile di onnipotenza, di orgie in palazzi e ville, anche con minorenni”. Cose più che note, ma per il querelante si tratta di enfasi e diffamazione, di offesa alla dignità del presidente. Lo scopo? Colpire, per affondare, un giornale di opposizione, in più dare una stroncatina alle ginocchia delle cinque giornaliste: “Vil razza dannata”, come canta il Rigoletto. Canzone simile per i giudici. Federica e le altre non hanno tempo per vittimismi e continuano a fare il loro lavoro. E se no chi ci informerebbe su come si trastullano, lor signori, tra ville e palazzi del potere?


La ricetta

di Fabio Picchi

M

Da Tokio

Pieni d’Islam Quelle lamine d’oro degne di un Cellini

La soja per i giapponesi è condimento dello spirito

di Giovanni Curatola

di Ren Izuta

F

ra le numerose opere d’arte islamica conservate in Italia molti sono gli oggetti in metallo: coppe, ciotole, brocche, candelieri. Se riuniti assieme essi costituirebbero una delle collezioni più importanti al mondo. Un noto hadith (tradizionale detto, o comportamento, attribuito al Profeta Maometto) proibisce ai maschi l’uso dell’oro e sconsiglia per tutti la ostentazione del lusso legata a manufatti eseguiti nei materiali nobili

(oro e argento). Tale ‘divieto’ veniva aggirato con virtuosistica maestria: la base era in ottone o bronzo sottilmente incisi e i solchi riempiti con colatura (o battitura) di sottilissime, impalpabili, lamine in oro e argento, talvolta con l’uso di niello (bitume). Quantità minime ma insuperata abilità. Questo valore aggiunto di lavoro veniva molto ammirato nell’Italia rinascimentale, perfino da un artigiano di talento e superbia rare quale Benvenuto Cellini.

Particolare di un candeliere metallico del XIII secolo (Iraq) conservato a Torino

日本人と大豆

Caberlot da favola

象徴をみることができる。

di Marc Osouf

お味噌汁、納豆、焼き鮭におしょうゆ、冷奴、白いご

W

はん、純和風の朝ご飯には、いろいろな形で大豆加工 食品が使われている。 お味噌汁の中には、厚揚げ、みそが入り、しょうゆ、 納豆、冷奴と白米以外は、全て大豆加工食品。朝ごは んの中に大豆が、それぞれ姿かたち色、触感が全く違 う形で表現されています。朝ごはんのほとんどは大豆 なのです。どうせ大豆という同じものからできている

olf Rogosky (il fondatore), e adesso sua moglie Bettina sono riusciti, nel podere il Carnasciale di Mercatale Valdarno a produrre questo Caberlot, (ibrido cabernet merlot e non assemblage), di favolosa e eccellente complessità. Un grande vino da catalogo, di produzione molto limitata (2200 magnum per anno dal 1988 e 3000 bottiglie di Carnasciale da 2000) allo stesso tempo ricco e morbido, dai profumi puliti e avvolgenti con sentori di frutti neri. Il 2001 è eccezionale, quasi balsamico. Questo ibrido ghibellino rimane tra i top italiani. Bevuta a Parigi l’annata 2001.

のなら1種類の食べ方で手間が省けると思うかもしれ

L’orto

ません。豆だけ食べていればいいとお思いでしょう。 しかしここに日本人の生活の美学があるのです。 日本人にとって現在蛋白源の一つである肉はかつてぜ いたく品だった。身近な蛋白源である大豆を同じ素材

Il tesoro di San Casciano

でも飽きないように何通りにも形を変えて、五感で料

di Stefano Pissi

理を楽しむ知恵は日本人ならでは。一つのものを何通

I

りにも楽しむ。みんな同じであって、みんな違う。考 え方しだいで、物事を見る角度を変えるだけで、生活 カリカリと、またあるときはツルツルと、またあると きはネバネバと。 日本では米、麦、粟、稗、大豆を「五穀」とよび、慣 れ親しんできました。お正月のおせち料理には必ず、 大豆の仲間である「黒豆」を「まめにくらせますよう に」という願いをこめて食べる。2月3日の節分には 1年間の邪気をはらうために大豆を使って魔よけを行 う。夜に「鬼は外、福は内」と煎ったまめをまいて、 鬼、魔よけを行う。大豆は日本人の生活習慣の身近な 存在であり、いつの世も日本人の健康生活や精神生活 を支えてきたのです。 [泉田蓮] ■ Traduzione in Italiano e in Francese su ambasciatateatrale.com

l’AMBASCIATA teatrale Direttore responsabile: Sergio Passaro Segreteria: Giuditta Picchi, Miriam Zamparella, Francesco Cury

Jean-Michel Ribes, direttore del Théâtre du Rond-Point a Parigi, e Maria Cassi

Un verre de vin rouge

日本人と大豆の関係を知るには日本の朝ごはんにその

が豊かになる。あるときはズルズルッと、あるときは

Da Parigi

accherone della Fata Turchina Innamorata. Fermo restando che un cavolfiore scottato in abbondante acqua salata condito col nostro olio prossimo venturo è e rimarrà per me una delle cose più buone del mondo, se in possesso delle sue foglie esterne, potete scottare anche loro per poi spezzettarle e ripassarle dentro un garbato soffritto di aglio tritato fermato con una salsiccia frantumata e un non niente di pomodoro, un pizzico di seme di finocchio polverizzato e dei maccheroncini decisamente al dente pronti per essere rigirati in questo sugo che dovrà risultare unto e bisunto dal nostro olio. Peperoncino a sfare, parmigiano se dipendenti, con la possibile variante di un provolone grattugiato. Il sottocitato cavolfiore di San Casciano renderà credenti gli atei e laici convinti i più religiosi.

Ed. Teatro del Sale info@ambasciatateatrale.com

Numero 5 del 1/10/2009. Autorizzazione n° 5720 del 28 Aprile 2009.

Stampa Lito Terrazzi via Guido Rossa, 9 Cascine del Riccio, 50015 - Firenze

Sede legale e redazione Via dei Macci, 111/R - 50122 Firenze

Progetto grafico: Enrico Agostini, Fabio Picchi Cura editoriale: Tabloidcoop.it

l cavolfiore appartiene alla famiglia delle Crucifere, ugualmente alle rape e alla rucola, basta osservare come sono simili fra loro le infiorescenze. Hanno iniziato i Greci a effettuare le prime selezioni addomesticando così le razze selvatiche spontanee in tutto il Mediterraneo. Più precisamente il cavolo fiore deriva dalla continua selezione di una mutazione genetica che è avvenuta in natura, alcuni individui infatti presentavano un ingrossamento sproporzionato del germoglio fiorale, che è la parte edule della pianta. Nei nostri orti si possono coltivare tutto l’anno, estivi e invernali; quest’ultimi vanno consumati entro l’arrivo della primavera, altrimenti i primi calori fanno sfiorire le ‘teste’ che da toste e bianche mutano in ricciute fioriture gialle. A San Casciano, provincia di Firenze, c’è una antica varietà, il cavolfiore di San Casciano, che continua ad essere coltivata affinché non si perda l’importante patrimonio genetico che permette di mantenere in natura forme, colori e sapori indispensabili al genere umano. Brassica Oleracea L. convar. Botrytis (L.) Alef. Var. botrytis (Disegno di Lucio Diana)

si ringrazia, si ringrazia, si ringrazia

Si ringrazia l’Ass. Cult. Solid Sound [solidsound.it] Si ringrazia la famiglia Capponi [conticapponi.it] Si ringrazia Unicoop Firenze [coopfirenze.it] Si ringrazia Firenze Spettacolo [firenzespettacolo.it] Si ringrazia l’Istituto di fisioterapia Centro Gianfortuna [centrogianfortuna.it]


Ambasciata Teatrale - Ottobre 2009 - Anno 1 numero 5